Sei sulla pagina 1di 7

Giuseppe Bellantonio

MASSONERIA DA SFOGLIARE QUALCHE NOTA SULLE LOGGE DI SAN GIOVANNI Parte III : comprendere l'azione e l'eredit del Battista e dell'Evangelista per capire meglio gli ambiti delle Logge di SAN GIOVANNI nello scozzesismo

Da molti pervenuta la richiesta di meglio comprendere la portata dell'azione tanto di San Giovanni Evangelista che di San Giovanni Battista per cos aiutarli a dare risposte pi concrete al perch l'uno, piuttosto che l'altro, possa essere considerato Patrono e quindi Protettore dell'Ordine Massonico. Questo il motivo per cui la mia nota comprende una parte in pi, costituita da qualche elemento poco noto e da riflessioni prettamente speculativi. Premesso che il significato del nome Giovanni - Dio propizio - si adatta tanto al Battista che all'Evangelista, vediamo qualche particolarit poco dibattuta nel normale ambito iniziatico - su SAN GIOVANNI BATTISTA. Alcuni onorando la tradizione - lo vedono come un precursore del Cristianesimo quando non dello stesso Ges, mentre altri lo considerano invece un inconsapevole concorrente valutando diversamente il rapporto causale tra i due. Certo che a far data dal Medioevo il Battista fu particolarmente venerato, al punto che il suo culto gener innumerevoli e talora stravaganti reliquie: una sua testa conservata e venerata a Roma (San Silvestro in capite), un'altra nella moschea degli Omayyadi a Damasco e un'altra ancora ad Amiens. In Liguria, a Genova, sostengono di conservarne le ceneri: ma a Viterbo si venera una mascella, a Firenze un dito, a Ragusa un dente, a Monza alcuni capelli. Per la tradizione, la sua decollazione (ca. 35 d.C.; cfr. anche Marco, Vgl.) fu ordinata da re Erode Antipa, accusato di smoderatezze e gravissima violazione dei precetti di Mos; probabilmente il Battista venne messo a morte perch ritenuto un pericoloso contestatore dell'autorit costituita, piuttosto che per soddisfare le orrende pretese della figliastra Salom istigata dalla madre Erodiade (pur sempre cognata di Erode, essendo stata gi sposata a Erode Filippo I: fratellastro diseredato di Erode Antipa). A differenza di Ges di cui era cugino - era nato in quella che oggi possiamo considerare una famiglia n modesta n povera della Giudea che risiedeva ad Aim-Karim (il padre, Zaccaria, era un sacerdote e la madre, Elisabetta, discendeva da Aronne fratello di Mos ed era cugina di Maria): una genitura in non giovane et, quindi. Di Giovanni parlano tutti i Vangeli canonici, pi le Antichit Giudaiche dell'ebreo romanizzato Flavio Giuseppe, pi le citazioni dei vari Vangeli apocrifi e dello stesso Corano (testo dove il Battista, insieme a Ges, ben presente e ricordato come uno dei maggiori Profeti che precedettero

Maometto: con il nome arabo di Yahya celebrato come un nobile, un casto, un profeta, un devoto): nessun dubbio della sua effettiva esistenza, quindi. A questo riguardo, riferendoci specificamente alla Visitazione, non possiamo mancare di sottolineare il significato profondo dell'incontro tra Maria Ancella del Signore - e la pi matura Elisabetta, simbolo degli Israeliti in attesa del Messia: un incontro nel corso del quale il nascituro Giovanni diede segni tali che furono interpretati come un riconoscere gi in Maria colei che avrebbe poi dato alla luce il Messia. Giovanni, ancor prima di nascere, era vaticinato come Precursore e tale fu il titolo che gli venne poi attribuito - del Messia, e incarnazione stessa della parte pi forte del carattere del Profeta Elia: la sua missione assomiglia nello spirito e nella potenza a quella del Profeta Elia, con il fine di preparare un popolo perfetto idoneo ad accogliere il Messia. E' importante notare come la nativit del Battista la sola festivit liturgica che la Chiesa dedica alla nascita di un Santo, a prescindere dalla nativit di Ges e di Maria; la sua traccia cos forte che egli il primo Santo venerato nella Chiesa Universale gi in data molto antica. Sant'Agostino ci fa notare che il Battista era gi commemorato con solennit nella Chiesa africana. Antica anche la celebrazione della vigilia, gi praticata nel Sacramentario Leonino e in vigore fino al nuovo calendario Gregoriano. Ci testimonia il grande interesse per questo Profeta in tutte le epoche: il pi considerato da Ges che amava esaltarne le qualit definendolo come il pi grande tra i nati di donna. Sotto il profilo redentorista, il Battista tra le figure pi singolari: l'ultimo dei Profeti e il primo Apostolo in quanto precede il Messia rendendogli del pari autorevole ma anche contrastante anche a mio modesto avviso testimonianza. Oltre che preparare i cuori e le menti all'arrivo di Ges, egli specie dopo la parentesi del suo isolamento nel deserto - fu feroce fustigatore dell'ipocrisia e del malcostume: invettive contro i potenti ed i loro bassi costumi enunciate con veemente rigore morale, tale da costargli la vita. Il 29 Agosto (probabile data del ritrovamento del capo mozzato, piuttosto che non quella dell'effettivo martirio) il Battista ricordato con una seconda celebrazione: un ricordo del suo essere monaco e missionario. E' utile ricordare che questa data venne stabilita in diretta correlazione con l'azione cristiana originata per contrastare il culto pagano del Dio Sole che indic nel 25 Dicembre il giorno della nascita di Ges, il Cristo. La correlazione scaturisce da un semplice calcolo: quando Maria visit Elisabetta, sua cugina era gi al sesto mese di gravidanza; contando i giorni dell'attesa ed i successivi otto giorni prima dell'imposizione del nome, si risale alla data del 24 Giugno per indicare il giorno della nascita di Giovanni. E' opportuno dare spazio alle curiosit, poich sono anche queste ad

indicarci i riflessi che nel quotidiano delle varie epoche il culto del Battista ha comportato; come spesso accaduto l dove le tradizioni, i riti ed i saperi si fondono e si confondono, la figura di Giovanni il Battista ha richiamato in s molti dei significati degli antichi culti dell'acqua e del sole. Rinascita, attraverso l'acqua; cos che in molti luoghi la festivit ancora oggi celebrata con lavacri e immersioni purificatrici: da qui l'invocazione al Santo quale protettore delle sorgenti. Non un caso che la data del 24 coincida con un momento di grande importanza astronomica ed esoterica: il solstizio d'estate, che segna il giorno pi lungo dell'anno e l'inizio della stagione pi calda scandita dal tempo di raccolto. Un evento esoterico intenso fin da epoche pi remote, quando gi per i babilonesi rappresentava il momento in cui il Sole si congiungeva alla Luna, dea delle acque che con tale atto si riteneva venisse fecondata. Sempre correlata al simbolismo lunare l'usanza - il 24 Giugno - di consumare lumache, animale posto proprio sotto la Luna. Secondo la tradizione, le corna delle lumache recano discordia : mangiandole e seppellendole nello stomaco anche la discordia viene sepolta e quindi scongiurata. Vi sono altre tradizioni legate al Battista: la notte di San Giovanni tra il 23 e il 24 Giugno, si accendono fuochi per aspettare l'arrivo delle streghe, guidate da Erodiade e Salom. La leggenda vuole infatti che Salom, pentita per essere stata causa diretta dell'uccisione del Battista, abbia coperto il capo decollato di baci e di lacrime: ma dalla bocca di lui usc un fortissimo vento che spinse costei in aria, dove rest a vagare per l'eternit. Nel Nord dell'Europa, invece, i fuochi della vigilia erano considerati purificatori al pari della rugiada che simbolo delle lacrime di Salom era ritenuta possedere una benefica propriet fecondatrice. Infatti, la notte del 23, le spose che desideravano avere dei figli si sedevano sull'erba bagnata di rugiada. Una tradizione - quella di accendere dei fuochi purificatori, intorno ai quali allacciarsi in una catena di unione fatta propria dal mondo iniziatico anche in Italia (prescindendo dal/dai rito/titi seguito/i: in pratica si adott l'usanza per i suoi contenuti purificatori). Un retaggio antico, quello del felice auspicio, che nell'antica Roma coincideva - sempre nella data del 24 Giugno ai festeggiamenti di Fors Fortuna, la dea della casualit: una dea che al popolo era vietato onorare durante l'anno, e che solo in quel giorno poteva essere invocata; un evento che in epoca pi moderna venne ricordato da William Skakespeare nel suo Sogno di una notte di mezza estate. Per alcuni anni Giovanni mostrando un animo forte e, per quei tempi, assolutamente innovativo - si ritir nel deserto fino a quando ca. nel 29 d.C. riapparve sulle sponde del fiume Giordano predicando il battesimo di conversione

: vero atto di purificazione grazie al quale si chiedeva la grazia del perdono dei peccati, tale da predisporre gli uomini all'arrivo del Messia. A ben vedere il Precursore fu predicatore di un giudaismo settario ma non rabbinico, fatto proprio dai Samaritani. Dai tempi e dai modi della sua azione e dai luoghi dove la stessa si svolse, sono personalmente indotto a ritenere che Giovanni possa aver avuto durante la sua ascetica permanenza nel deserto, dopo la chiamata ricevuta - contatti sostanziali con la comunit degli Esseni: aggregazione che viveva proprio in quegli stessi luoghi desertici e che non certo un caso - praticava gi da tempo una forma di battesimo nelle acque con un rito di purificazione. L'innovazione se cos si pu definirla nel battesimo giovanneo non tanto nell'atto in s e per s, ma nell'esplicito impegno di conversione che assumeva colui che vi si sottoponeva. Se vero che il Battista, specie durante queste immersioni rituali, preannunciava un mondo pi puro grazie all'avvento del Messia, anche vero che il culmine della sua azione e quindi della attendibilit e veridicit di quanto egli sosteneva si ebbe allorch fu lo stesso Ges a volersi fare battezzare da lui. Un atto che come ho detto all'inizio offre due chiavi di lettura particolarissime e che all'origine della discussione tra i discepoli del Battista e quelli di Ges: peraltro pi volte sottolineata nei Vangeli. All'origine il ruolo di Giovanni: convinto s dell'eccezionale carisma di Ges, ma non in pari modo che questi fosse il Messia (Messiah, colui che deve venire) atteso, ultimo e definitivo. Un dubbio valutativo o interpretativo, comunque concreto e che lo port ad inviare spesso dei propri discepoli presso Ges solo per chiedergli se si dovesse aspettare o meno un altro Messia: e ci nonostante che avesse assistito al manifestarsi dello Spirito Santo e udito la voce di Dio Padre; nonostante la consapevolezza di ci, le cronache riportano come Ges non mostrasse riserve nei confronti del Battista. Cos che Giovanni il Battista non sciolse mai la sua scuola, disperdendone gli adepti per seguire Ges: egli invece rafforz la propria azione predicatrice, richiamando il rispetto della Torah. Situazione, questa, che non giov certo a sciogliere dubbi e riserve sul suo operato, anche dopo la sua morte: da considerare un cosciente precursore del Cristo e successivamente un martire della fede cristiana o solo da considerare un predicatore della Torah e fustigatore dei cattivi costumi della propria epoca? Prima di dare una risposta, ricordo a me stesso che nei primi anni, anche dopo la Resurrezione di Ges, non vi era differenza tra ebraismo e cristianesimo: apostoli e discepoli si recavano al Tempio per presenziare ai riti al pari di ogni altro ebreo praticante. L'unica differenza, seguendo anche la tesi del dubbio qui da me esposta, era che i discepoli credevano che il Messia atteso da Israele fosse Ges di Nazareth.

Certo che Giovanni il Battista rappresent una grandissima presenza nella storia ebraica, ed un fatto altrettanto incontrovertibile che egli fond un movimento destinato a durare anche dopo la sua morte: movimento che per un certo tempo fu del tutto autonomo dalla dottrina cristiana (cfr. Atti : a Gerusalemme ai tempi di San Paolo convivevano due sette: quella dei discepoli di Ges e quella dei fedeli di Giovanni il Battista) ereditando da Giovanni la missione di difensore di un ebraismo ascetico e integralista. Anche se le fonti antiche non sono equivalenti tra di loro lasciando cos spazio a dubbi e considerazioni diverse -, non possiamo ignorare il contesto storico e sociale in cui si mosse Giovanni: un territorio circoscritto, certo, all'inizio. Un contesto, ca. nel 4 a.C., che ci rimanda al regno unitario di Erode il Grande e che, dopo di lui, era stato diviso tra tre dei suoi figli (Archelao, Erode Filippo II, Erode Antipa: quest'ultimo tetrarca della Giudea). Una dinastia, quella erodiana, da sempre filo-romana: anche se i romani non piacevano a nessuno. Non ai Sacerdoti, non ai Farisei, non ai Sadducei (la casta dell'epoca), come pure alle altre sette che resistevano alla globalizzazione imperiale anche con le armi (gli Zeloti) o con un ascetico isolamento (gli Esseni), il tutto reso pi complesso dall'odio che Zeloti ed Esseni nutrivano verso Sadducei e Farisei: rancori e frizioni un p per motivi religiosi tipo, stabilire se l'anima immortale -, un p per pi prosaiche rivalit di potere e di rappresentanza. Per ultimo, ricordando come Giovanni si fosse ritirato in meditazione nel deserto, devo citare come recentissimi studi e ritrovamenti abbiano consentito di collocare la base del Battista poco a est del Giordano (nelle antiche carte citata come sapsaphas gi chiamata Betania: ma non era una citt bens una sorgente, il luogo di riferimento, dove il fiume si fa strada in una conca desertica). Un luogo dove a pochissimi kilometri si trovano i resti di Qumran : celebre luogo dove una comunit di asceti (con tutta probabilit, Esseni) pregava, digiunava, copiava manoscritti e attendeva il giorno in cui le FORZE DELLA LUCE avrebbero battuto le TENEBRE. Volendo dare una interpretazione pratica potremmo anche dire come i soggetti da battere fossero i romani e gli ebrei corrotti: ma, a mio avviso, sarebbe una considerazione estremamente riduttiva dello spessore dell'azione degli Esseni. Ricordiamo subito che c' chi sostiene che all'interno della comunit essenica vi fosse un ulteriore gruppo - di duri e puri, se posso osare denominato I FIGLI DELLA LUCE cui avrebbe aderito lo stesso Ges. E se da deduzione segue deduzione, la vicinanza a Qumran potrebbe suggerire che Giovanni nel suo lungo soggiorno nel deserto non solo avesse avuto contatti con questa setta, ma che addirittura ne potesse aver fatto parte: in tal senso vanno vari indizi. Primo tra tutti la condivisione di certi riti e simboli: il battesimo; la scure posta alle base degli alberi (ai novizi della setta

essenica usavano dare una piccola scure, come distintivo di appartenenza). Ma come ci testimoniano i rotoli qumranici anche eucaristia (cfr. Regola della Comunit) e il concetto di perdono (cfr. Documento di Damasco) sono eredit degli Esseni. Deducendo ancora, Ges potrebbe essere stato contagiato dalla forza emanata di Giovanni dopo il suo soggiorno nel deserto e relativi contatti con gli Esseni: una ipotesi tutt'altro che remota, ma che non dato poter oggi dimostrare e che non pu trovare una facile sponda nella tolleranza che Ges mostrava verso i dubbi e la via separata che il Battista ed i suoi percorrevano. Questa la figura, la presenza, l'azione di Giovanni il Battista: un'azione di cui per appare difficoltoso collegare effettive ripercussioni sul nostro mondo Iniziatico anche se alcuni simbolismi specie per il richiamo alla correttezza dei costumi ben si adattano ai Massoni. Vediamo ora e pi brevemente, essendo la sua azione ed il suo messaggio esoterico a noi pi congeniali e vicini alcune considerazioni su SAN GIOVANNI EVANGELISTA . Il movimento gnosis era una forma intuitiva e perfetta di conoscenza della divinit intesa come visione diretta di Dio: pi completa e quindi pi sentita e interiorizzata rispetto a quella relativa alla fede tradizionale anche delle altre religioni. La dottrina esoterica cristiana e pi precisamente il giovannismo considera chi abbia acquisito un'adeguata conoscenza esoterica e con certe peculiari caratteristiche non Dio ma come un Dio e ne fa di lui un Dio in potenza: cos come insegnava lo stesso Pitagora. Solo quest'uomo pu conoscere il grande mistero della vita attraverso lo gnosticismo, nello stesso modo in cui lo conobbe l'Evangelista: il discepolo prescelto dal Figlio di Dio. Per Luigi Troisi lo gnosticismo la mescolanza di stoicismo morale, di

idealismo platonico, di razionalismo aristotelico e di misticismo cristiano; unito alla piet e all'azione costruttiva, questa la gnosi giovannita, che si pu definire cristiana. I temi principali del Vangelo di Giovanni Evangelista sono: l'amore per il prossimo e la ricerca della verit, attraverso i quali l'uomo si eleva, prende coscienza di se stesso, della propria divinit e quindi pou conoscere l'Essere Supremo .
L'insegnamento di questo grande ci trasmette un grande messaggio esoterico, nel quale si cela il grande sogno dell'uomo: sogno che pu divenire realt solo per l'Illuminato. In esso ci parla del demiurgo (con tale nome Platone designa il Dio artefice dell'Universo che plasma il Cosmo dando forma all'informe e mettendo ordine al caos preesistente) creatore del cielo, della

terra e di tutto il sistema solare; identificandolo con la Parola, il Verbo o il Logos. Proprio il Logos - per la sua potenza umana, spirituale e divina - conduce l'Illuminato verso l'Amore Universale, poich esso rappresenta lo strumento che muove tutte le cose visibili nel mondo del manifesto ed anche le cose invisibili relative al mondo del non-manifesto. Per la nostra crescita spirituale, nonch per la nostra evoluzione conoscitiva, dobbiamo prender atto che pi di 2000 anni fa apparso per la prima volta un Uomo mandato da Dio con il compito di donarci il duplice messaggio della gnosi (conoscenza) e dell' agape (amore). Tanto gli studiosi biblici che quelli esoterici ci confermano che la gnosi e l'agape costituiscono la saggezza che rappresenta un traguardo irraggiungibile e proibitivo, poich pochi - anzi pochissimi - sono coloro che riusciranno ad acquisirla. Infatti molti sono i Sapienti ovvero coloro che acquisiscono il sapere saputo, pochissimi i veri Saggi poich la saggezza un dono dell'Essere Supremo. I grandi mistici e pensatori della dottrina giovannita hanno sempre sostenuto che nel Vangelo di Giovanni l'Evangelista si cela il pi grande mistero della vita dell'uomo, ed un dono che l'Evangelista ci ha lasciato in eredit. Noi riteniamo che il Prescelto dal Figlio di Dio proprio attraverso il messaggio contenuto nel prologo del suo Vangelo vuole ricordarci di risvegliare le nostre coscienze per segnalarci la via che ci condurr alla ri-scoperta della nostra parte divina. Giovanni Evangelista, con gli insegnamenti contenuti nella sua dottrina, sostiene che lo gnostico colui che ha acquisito lo stato del cristiano illuminato e vive per Dio e con Dio. Per tutti questi motivi, sono sempre del parere che sia solo San Giovanni Evangelista il titolato ad essere patrono del mondo esoterico-mistico-iniziatico e quindi di noi Massoni tradizionali e legati ai valori pi antichi scozzesi, per intenderci -; ci non toglie che vi possa essere chi voglia festeggiare il San Giovanni Battista il 24 giugno , soggetti questi verso i quali non ci sentiamo di lanciare alcun anatema. Salomonicamente diciamo: onorare il San Giovanni Evangelista e, se proprio lo si vuole, festeggiare il San Giovanni Battista. Il che non fa male e non tossico. Ma in ogni caso, allorch si parla di Loggia di San Giovanni, il San Giovanni cui si fa riferimento certamente il San Giovanni Evangelista: un excursus che affonda radici anche nel mondo delle confraternite e dei mestieri. Con un fil rouge continuo: molto antico e poco...moderno! Arrivederci alla quarta parte. Roma, 24 Giugno 2011 f.to Giuseppe Bellantonio
e-mail: giuseppebellantonio@infinito.it