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Stile cognitivo

Lo stile cognitivo potrebbe essere indicato come il “modo di apprendere il mondo del sapere”è un insieme di “tendenze”che concernono il rapporto con il tempo (studiare molto velocemente in un arco di tempo breve oppure avere bisogno di procedere con lentezza e continuità), il rapporto con lo spazio (studiare in un ambiente rumoroso, ostile o indifferente oppure aver bisogno di ordine e calma), il rapporto con gli altri (studiare meglio discutendo con qualcun altro oppure concentrandosi da soli), il rapporto con gli arnesi e gli strumenti di lavoro (studiare facendo affidamento sulla propria memoria oppure consultando in continuazione i propri appunti o i libri), il rapporto con i giudizi altrui (studiare sottoponendo ogni fase a una valutazione parziale oppure aspettando di aver finito per presentare un lavoro compiuto) e così via. Come ognuno affronta una situazione della vita quotidiana utilizzando una strategia personale, così non esistono due persone che imparano esattamente nella stesa maniera. Ogni soggetto elabora una “strategia”particolare per affrontare lo studio.

Vi sono così delle strategie preferenziali, efficaci per certi individui e in certe situazioni, ed esse vanno identificate. Vi sono però anche nuove strategie da scoprire per migliorare. Compito del docente è quello di cercare , con tutti gli studenti, le migliori condizioni di studio, di osservare, inventare, valutare insieme i diversi modi di affrontare gli obiettivi scolastici proposti. Ma la cosa più importante è quella di far mettere in relazione, sistematicamente, i risultati ottenuti con il metodo usato per conseguirli Per facilitare questo compito e per essere di supporto ai ragazzi, si possono utilmente distinguere alcuni campi sui quali insistere in misura maggiore o minore. L’individuazione:

di uno spazio o di un ambiente che favoriscano lo studio; tale ambiente

non sarà imposto dall’adulto, ma concordato con il ragazzo, sulla base delle sue esigenze, del bisogno di lavorare isolato o in luogo in cui si senta confortato dalla presenza dei famigliari

che

dei materiali (penne, gomma, evidenziatore, quaderno di minuta,

)

favoriscano lo studio

di come procedere , che si collega allo stile cognitivo del soggetto

di una guida o di una persona che aiuti a verificare se l’apprendimento è avvenuto, dei momenti in cui questo controllo può verificarsi

di un gruppo o di un compagno con cui condividere il percorso, con cui ripassare, a cui porre domande, a cui spiegare quanto fatto

sul tempo e sulle fasce orarie più favorevoli per studiare, nell’arco della giornata o della settimana

Per imparare ad imparare non è però possibile dare solo consigli metodologici astratti è necessario fornire dei materiali e proporre dei problemi che sono

specifici di una disciplina, in quanto un metodo rinvia ad un problema particolare; occorre imparare a identificare la natura esatta del problema per non usare un metodo qualsiasi in maniera sconsiderata.

Se per favorire l’apprendimento è importante che gli studenti conoscano e adottino il loro stile è tuttavia utile che facciano anche esperienza con stili differenti, imparando a riconoscere le caratteristiche del compito e del materiale in cui è più opportuno usare uno stile piuttosto che un altro. 1

INDIVIDUAZIONE DELLO STILE COGNITIVO DEL DISCENTE

Gli stili su cui esiste una maggior convergenza tra gli studiosi sono i seguenti:

stile globale/analitico, dipendente/indipendente dal campo, verbale/visuale, convergente/divergente, sistematico/intuitivo, impulsivo/riflessivo. Il loro rilevamento può avvenire attraverso la somministrazione di test, di cui la letteratura specialistica è ricca. Volendo evitare l’utilizzo di tali strumenti, mi sono prefissata di individuare alcuni descrittori (comportamenti osservabili) che potessero consentire, con relativa semplicità e immediatezza, di cogliere lo stile di un discente.

Lo stile verbale/visuale si basa sulla distinzione tra soggetti che prediligono il codice linguistico e altri che preferiscono un codice di tipo visuospaziale. Lo studente verbalizzante utilizzerà prevalentemente strategie di apprendimento come il riassunto o le associazioni verbali, mentre lo studente visualizzatore punterà su strategie come le immagini mentali, i legami grafici, la rappresentazione grafica. 2

Descrittori

Stile verbale

Stile visuale

?? Segue la lettura di un brano senza sottolineare e/o evidenziare ?? Per memorizzare utilizza il riassunto e/o la ripetizione orale ?? Associa a una parola una frase o un’altra parola

?? Rivolge l’attenzione soprattutto sulle parti grafiche e sulle immagini di un testo ?? Sottolinea le parti importanti di un testo, ricorrendo anche a matite colorate ?? Per memorizzare fa ricorso a schemi, mappe, grafici ?? Associa ad una parola un’immagine

1 De Beni e all., Psicologia cognitiva dell’apprendimento, Erickson, Trento, 2003 2 De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C., Psicologia cognitiva dell’apprendimento, Erickson, Trento, 2003

Lo stile dipendente/indipendente dal campo si riferisce principalmente all’elaborazione percettiva ma anche alla soluzione dei problemi e a caratteristiche di personalità. Lo studente campo-indipendente a scuola, e forse anche nella vita, è più portato ad avere un suo punto di vista, è più flessibile nell’affrontare le varie situazioni di stimolo, si lascia poco influenzare dal contesto e ha un atteggiamento più autonomo. L’alunno campo-dipendente si basa maggiormente sui dati che gli vengono forniti, è più legato alle situazioni stimolo, ha bisogno frequentemente di sapere se è sulla buona strada 3

Descrittori

Stile dipendente

 

Stile indipendente

?? Cerca di stare sempre con gli stessi compagni ?? Utilizza solo i propri materiali ?? Imita i comportamenti del gruppo ?? Ha bisogno di ricevere “carezze”, indicazioni, valutazioni dai compagni e dagli insegnanti

?? Socializza con tutti

?? Utilizza con tranquillità i materiali che gli vengono forniti ?? Mantiene lo stesso comportamento

in

contesti e con gruppi diversi

?? Non cerca l’approvazione degli altri

Lo stile sistematico/intuitivo si riferisce al ragionamento, in particolare al modo in cui un soggetto perviene all’individuazione di una regola o di un criterio di classificazione. Il sistematico procede gradualmente prendendo in esame le variabili singolarmente, appare più lento, più impegnato e più consapevole. Lo studente intuitivo procede per ipotesi che cerca di confermare o di confutare, appare più veloce e trova difficoltà a comunicare a parole quanto ha fatto 4 .

Descrittori

Stile dipendente

 

Stile indipendente

?? Ha bisogno di consegne e indicazioni precise, chiare e complete ?? È generalmente l’ultimo a consegnare una verifica o un lavoro ?? Parla poco ?? Chiede informazioni e chiarimenti su quanto viene detto

?? Interpreta una consegna e non necessita di indicazioni dettagliate

di

quanto deve fare

?? È veloce nel consegnare le verifiche e i lavori ?? Esprime con facilità ipotesi e congetture ?? Fa anticipazioni su quanto verrà detto o spiegato

3 Ibidem

4 Ibidem

Lo stile convergente/divergente è legato al tipo di intelligenza. Il soggetto dallo stile convergente procede seguendo una logica lineare e convenzionale e “converge”verso una risposta unica e prevedibile. Il soggetto divergente, invece, parte dall’informazione data per procedere in modo autonomo e creativo, generando molte e varie risposte.

Descrittori

Stile convergente

Stile divergente

?? Utilizza procedure e strategie già applicate in contesti simili ?? Richiama questioni/esercizi/attività già svolte ?? Tende a memorizzare

?? Applica procedure e strategie non utilizzate ?? Recupera esperienze/conoscenze non scolastiche ?? Manifesta fiducia nelle sue capacità ?? Opera connessioni tra le conoscenze

Lo stile impulsivo/riflessivo si basa sui tempi decisionali.

Descrittori

Stile impulsivo

Stile riflessivo

?? Prende la parola con facilità ?? Trova le argomentazioni man mano che procede nell’esposizione ?? Risponde precipitosamente alle domande ?? Consegna rapidamente il lavoro assegnato

?? Esita a prendere la parola ?? Deve sentirsi sicuro e tranquillo prima di parlare ?? Teme di sbagliare ?? È contento di non essere costretto ad intervenire

Bibliografia di riferimento

De Beni R., Pazzaglia F., Molin A., Zamperlin C., Psicologia cognitiva dell’apprendimento, Erickson, Trento, 2003

Meirieu P., I compiti a casa, Feltrinelli, Milano, 2002