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Ferrua Luca

Nr. Matricola 711832

Relazione “FAIRE CROIRE”

Introduzione:
A partire dal Medio Evo e per molto tempo a seguire la Chiesa ha prodotto la maggior parte dei
letterati dell’epoca, i quali, che fossero nei loro monasteri, al seguito di un qualche signore o dei
chierici vagantes, controllavano quindi la quasi totalità della produzione scritta dell’epoca.
Siccome il periodo tra XI° e XIV° secolo è stato simbolo di un grande sviluppo letterario
(soprattutto per quanto riguarda l’ambito di produzione scritta), la Chiesa ha potuto sfruttare il suo
potere per diffondere il suo messaggio. Tramite Faire Croire ho analizzato come questo messaggio
sia stato trasmesso, recepito e le conseguenze che la gente ha subito in seguito.

La Chiesa e il suo messaggio:


Già nell’introduzione, André Vauchez pone al centro lo stesso problema, ma in un contesto storico-
culturale più definito: una Chiesa i cui rappresentanti professano una fede sempre più lontana da
quella del popolo cerca di riavvicinare quest’ultimo ai valori puri e originari del Cristianesimo
Cattolico, ma l’abisso culturale che si è creato negli ultimi secoli tra predicatori e fedeli porta questa
“catéchisation” a duri scontri repressivi nel tentativo di ripristinare una fede che sta evolvendo.
L’aspetto interessante è che gli ostacoli che la Chiesa ha incontrato durante questa sua manovra
sono stati culturali e non religiosi: se prima (o dopo, considerando l’attualità) erano quindi le altre
religioni ad essere perseguitate, in quel periodo gli scontri avvennero all’interno della stessa fede,
che veniva professata in maniera diversa.
Tuttavia non è stata solo la forza a riavvicinare i fedeli al Cristianesimo. La Chiesa durante la prima
metà del XIII° secolo ha cercato, con l’aiuto di Pierre le Chantre, di far fronte a questi cambiamenti,
andando in contro alle nuove esigenze dei fedeli. Unendosi ai predicatori delle crociate, le Chantre
ha fatto della prédication e del sermon le armi primarie della teologia, nonché l’unica via per
istruire i fedeli. Un’analisi più approfondita viene fatta da Nicole Bériou, che porta alla luce le
tecniche usate da uno dei maggiori esponenti di questa “art de convaincre”: il curato Ranulphe
d’Homblières. Questi sfruttava le sue capacità, variando i suoi sermoni in base alla cultura del suo
uditorio: se, per esempio, aveva rispetto per le autorità (non bisogna dimenticare che allora gli
ecclesiasti erano parte integrante delle autorità), diverso era il suo modo di fare nei confronti del
popolo, verso il quale, puntando soprattutto su un uditorio femminile, spingeva verso la fede totale
nella Vergine, verso la rigida educazione morale e di conseguenza verso il sacerdozio.
Un altro lampante esempio dell’influenza esercitata dalla Chiesa nei confronti dei suoi fedeli è la
storia di fra Michele Minorita, un documento anonimo che analizza l’operato della santa
Inquisizione. Questo discutibile organo della Chiesa cattolica è infatti famoso per la crudeltà con
cui esercitava il suo operato, tanto da essere paragonabile ad una vera e propria repressione
ideologica. Nell’opera in questione viene però messo in primo piano una conseguenza diretta di
questa coercizione religiosa, e cioè l’efficacia con cui il messaggio della Chiesa di Cristo giungeva
non solo ai fedeli, ma a tutti quanti, trasformando quella che inizialmente era una trasmissione
religiosa in un’adesione forzata. Anche l’analisi di Pierrette Paravy si ricollega allo stesso
argomento: analizzando i processi di stregoneria egli infatti si sofferma sulle loro origini e sulle
cause scatenanti. Una crescita culturale di massa unita alla crisi religiosa precedentemente descritta
spiega come mai verso la fine del Medio Evo sia nata una forma tanto brutale di repressione. Paravy
si concentra inoltre sui risultati prodotti da questa violenza psicologica: l’instancabile devozione
della Chiesa nei confronti della caccia alle streghe è spiegata dal fatto che si pensava che ciò avesse
un qualche effetto pedagogico sulle masse (effetto che avrebbe dovuto avvicinare nuovi fedeli e
dissuadere la gente dal pensare con la propria testa), ma se consideriamo tutto ciò come
un’opprimente e feroce crociata senza tregua, allora potremo capire perché questo abbia portato ad
una psicosi collettiva.
Jacques Chiffoleau ha invece messo al centro la messa e il culto dei morti; ma quello che a lui è
servito per indagare sulle ossessioni psicologiche del clero, è invece stato per me un punto di
partenza per vedere come la Chiesa abbia usato la paura della morte del popolo per i propri scopi.
Abusando dell’ignoranza e della fiducia dei laici e attraverso l’uso di vivide immagini o racconti al
limite del lecito, la Chiesa ha quindi potuto convincerli non solo a rispettare i morti, ma ad onorarli
al meglio, spiritualmente e materialmente. Simili sono anche i mezzi utilizzati per spingere la gente
alla confessione. Berlioz cita numerosi clerici avvezzi a tali escamotages, primo fra tutti Etienne de
Bourbon che scrisse un trattato per i membri del clero con exempla che avrebbero dovuto spingere
la gente a confessarsi. Questi “tranelli” mostrano la confessione come un mezzo dell’uomo per
aiutare Dio nella lotta contro Satana e per ottenere immediati e concreti vantaggi.
Appoggiandosi sul bisogno di stabilità della povera gente, Bourbon fa leva su quelle immagini che
più convincono i laici ad agire secondo il suo volere, dando prova di una moderna capacità
psicoanalitica, ma fornendomi anche l’esempio che ho ritenuto più evidente della pericolosa
ambiguità della Chiesa cattolica.
Bibliografia:
- Aa. Vv. (1981), in collaborazione con l’Istituto di storia medievale dell’Università di
Padova, pres. di André Vauchez, Faire Croire. Modalités de la diffusione et de la réception
des messages religieux du XIIe au XVe siècle, Table Ronde organisée par l’École française de
Rome (Roma, 22-23 giugno 1979), La bottega d’Erasmo, Torino
- Bériou, Nicole (1981), L’art de convaincre dans la prédication de Ranulphe d’Hombières,
(cfr. Faire Croire) 39-65
- Berlioz, Jacques (1981), «Quand dire c’est faire dire». Exempla et confession chez Étienne
de Bourbon, (cfr. Faire Croire) 299-335
- Chiffoleau, Jacques (1981), Sur l’usage obsessionnel de la messe pour les morts à la fin du
Moyen Âge, (cfr. Faire Croire) 235-256
- Forni, Alberto (1981), La “nouvelle prédication” des disciples de Foulques de Neuilly, (cfr.
Faire Croire) 19-37
- Merlo, Grado G. (1981), Coercition et orthodoxie. Modalités de communication et
d’imposition d’un message religieux hégémonique, (cfr. Faire Croire) 101-118
- Paravy, Pierrette (1981), Faire Croire. Quelques Hypothèses de recherche basées sur
l’étude des process de sorcellerie du Dauphiné au XVe siècle, (cfr. Faire Croire) 119-130

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