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Capitolo I La Gallia complessiva divisa in tre parti, di cui una l abitano i Belgi, l altra gli Aquilani, la terza quelli

i che nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli. Tutti questi differiscono tra loro per lingua, istituzioni, leggi. Il fiume Garonna divide i Galli dagli Aquilani, la Marna e la Senna dai Belgi. Di tutti questi i pi forti sono i Belgi, per il fatto che distano moltissimo dalla cultura e dalla civilt della provincia e per nulla vanno da loro i commercianti e non importano quelle cose, che servono per effeminare gli animi e sono vicini ai Germani, che abitano oltre il Reno, coi quali continuamente fanno guerra. Per tale motivo pure gli Elvezi superano in valore gli altri Galli, perch con battaglie quasi quotidiane si scontrano coi Germani, quando o li respingono dai loro territori o loro stessi fanno guerra nei loro territori. Una parte di essi, quella che si disse che i Galli occupano, prende inizio dal fiume Rodano, tocca anche il fiume Reno dalla parte dei Sequani e degli Elvezi, si volge a settentrione. I Belgi cominciano dagli estremi territori della Gallia, si estendono alla parte inferiore del fiume Reno, si volgono a settentrione e ad oriente. L Aquitania si estende dal fiume Garonna ai monti Pirenei ed a quella parte dell Oceano, che presso la Spagna, si volge tra il tramonto del sole e settentrione. La Struttura, n capitolo pu essere suddiviso in tre sequenze: la prima (parr. 1-2) e la (parr. 5-7) rispettivamente enunciano e sviluppano la tripartizione del territorio gallico e si distinguono per l'adozione di uno specifico lessi toriate; la seconda (parr. 3-4) spezza il filo della descrizione geografica per introdurre alcune considerazioni sul tema dei rapporti tra virtusguerriera e progresso civile. Tali considerazioni introducono, nell'analisi antropologica delle diverse popolazioni celtiche, il motivo, elaborato dalla storiografia ellenistica e sviluppato in ambiente romano soprattutto da Sallustio, della degenerazionefsica e morale indotta dagli agi di una civilt raffinata e ricca come quella greco-romana. Lo Stile. Il capitolo presenta le tipiche caratteristiche del testo descrittivo: l'oggetto della descrizione (la Gallia e i suoi abi-tanti) preso in esame al tempo dell'arrivo di Cesare in Gallia; pertanto il tempo verbale utilizzato l'indicativo presente (eventualmente l'indicativo perfetto con valore resultat: celeberrimo incipit; Gallia est om; testres), alla terza persona singo nella struttura del periodo, poi. paratassi, mentre le subordinate sono le relative; te frasi sono spes; : asindeto. Inoltre i paragrafi 1-2 e soprattutto 5 terizzati dalla presenza massiccia e espressioni del lessico settoriale d ria. In particolare, i verbi e le locuzio: lizzati da Cesare in questi paragrafi s pabili in cinque ambiti semantici: dividere, dividere, separare; initium capere o orivi, avere mi ciare; continere, delimitare, racchiudi attingere o pertinere, raggiunge dersi; vergere o spedare, essere rivolti re (nel senso dell'orientamento ri; punto cardinale). Fonti: L'analisi questa...mi dispiace per i vari errori ma la lettura OCR di un testo che io non ho avuto tempo di guardare fino in fondo.

Capitolo XIII In tutta la Gallia due sono le classi di coloro che sono tenuti in qualche conto e onore. Infatti la plebe considerata quasi schiavit che non osa prendere nessuna decisione e non ammessa a nessuna assemblea. La maggior parte quando oppressa o dai debiti o dalla pesantezza dei tributi o dall abuso di pi potenti, si rende serva: i nobili hanno su di questi gli stessi diritti che hanno i padroni sugli schiavi. Ma di queste due classi una quella dei Druidi, l altra dei cavalieri. Quelli si occupano del culto religioso, provvedono a compiere i sacrifici pubblici e privati, interpretano la religione; presso di loro un grande numero di ragazzi accorre per essere istruito e questi hanno grande onore per loro. Infatti decidono per lo pi su tutte le discussioni pubbliche e private, e se stato commesso qualche delitto, se stata commessa un uccisione, se c controversia sull eredit e sui confini, sono sempre loro a decidere, decidono i risarcimenti e le ammende. Se qualche privato o pubblico non si attiene al loro giudizio, interdicono i sacrifici Eccoti i paradigmi + il tempo e modi dei verbi: Sunt: da Sum,es,fui,esse (Presente indicativo) genera sunt: da genero-as-avi-aum-1 con (perfetto indicativo passivo) habetur: da habeo-es-habui-habitum-2 con (presente indicativo passivo) audet: da audio,is,audivi,auditum-4 con () adhibetur: da adhibeo-es-adhibui-adhibitum-2 con (Presente indicativo) premuntur: da premo-is-pressi-pressum-3 con (presente indicativo pass) intersunt: da intersum-es-interfui-interesse (Presente indicativo) procurant: da procuro-as-avi-aum-1 con (Presente indicativo) interpretantur: da interpreto-as-avi-atum-1 con (PresIndicat passivo) concurrit: da concurro-is-conconcurri-concursum-3 con (Perfetto Indicat) constituent: da constituo-is-constitui-constitutum-3 con (Futuro semplic) est: da Sum,es,fui,esse (Presente indicativo) decernunt: da decerno-is-decrevi-decretum-3 con (presente indica) stetit: da sto-as-steti-statum-1 con (perfetto indicativo) Capitolo XIV I druidi sono soliti esser lontani dalla guerra e non pagano tributi insieme con gli altri. Hanno la dispensa del servizio militare e l immunit di tutte le cose. Spronati da cos grandi premi molti sia spontaneamente vanno a scuola sia vengono mandati da genitori e parenti. Si dice che l imparano a memoria un gran numero di versi. Cos alcuni restano a scuola per venti anni. Ritengono non essere lecito affidare quelle cose alla scrittura, mentre in quasi tutte le altre cose, in affari pubblici e privati, usano la scrittura greca. Questo a me sembra l abbiano stabilito per due motivi, perch n vogliono che la dottrina sia portata al volgo n quelli, che imparano, confidando nella scrittura occupino meno la memoria, cosa che accade quasi a parecchi che con la garanzia della scrittura tralasciano l impegno nell apprendere bene e la memoria. Anzitutto vogliono persuadere di questo, che le anime non muoiono, ma dopo la morte da alcuni passano al altri, e ritengono che questo soprattutto sproni al valore, trascurata la paura

della morte. Inoltre trattano molte cose sulle stelle ed il loro moto, sulla grandezza del mondo e delle terre, sulla natura delle cose, sulla forza ed il potere degli dei immortali e le trasmettono alla giovent. Capitolo XVI Tutta quanta la popolazione dei Galli molto dedita alle pratiche religiose e per quel motivo coloro che sono colpiti da serie malattie e coloro che sono presenti nei pericoli delle battaglie, o sacrificano degli uomini invece delle solite vittime o fanno voti di immolare se stessi e prendono i Druidi come assistenti a quei sacrifici, perch se non si offre la vita dell'uomo in cambio della vita dell'uomo, essi ritengono non si possa placare la volont degli dei immortali e sacrifici di questo genere li fanno anche pubblicamente. Altri hanno simulacri si straordinaria grandezza, le cui membra intrecciate con vimini essi riempiono di uomini vivi, accesi i quali gli uomini che vi sono dentro circondati dalle fiamme sono arsi. Essi ritengono siano pi graditi agli dei immortali i supplizi di coloro che siano stati sorpresi nell'atto di rubare o nel furto a mano armata o in qualche altra colpa; ma quando sia venuta a mancare una disponibilit di vittime di questo genere, ricorrono persino a sacrificare innocenti. Capitolo XVII Degli dei principalmente venerano Mercurio; di lui ci sono numerosissime immagini, lo ritengono inventore di tutte le attivit, protettore delle strade e dei viaggi, ritengono che egli abbia una assai grande influenza nei commerci e nei traffici; dopo questo venerano Apollo, Marte, Giove e Minerva. Intorno a questi hanno circa il medesimo concetto degli altri popoli: che Apollo scacci le malattie, Minerva presieda ai principi delle arti e delle malattie, Giove tenga il comando degli dei, Marte presieda alle guerre. Quando decidono di combattere, offrono generalmente in voto a costui ci che avrannopreso in guerra; quando vincono sacrificano gli esseri animati presi e ripongono in un sol luogo le altre cose. In molte trib si possono osservare tumuli eretti nei luoghi consacrati; e di rado avviene che qualcuno osi, messo da parte ogni scrupolo religioso, nascondere nella sua abitazione ci che stato preso o sottrarre ci che stato depositato, e per il fatto viene deliberata una severissima punizione con tormento. Britanni Capitolo XX ell'esigua parte d'estate che restava, sebbene in questi luoghi, come tutta la Gallia settentrionale, gli inverni siano precoci, Cesare si affrett a partire verso la Britannia, visto che sapeva degli aiuti inviati da l ai nostri nemici durante quasi tutte le guerre Galliche e visto che, se fosse mancato il tempo per fare una guerra, riteneva tuttavia che gli sarebbe stato molto utile il solo recarsi sull'isola, in quanto avrebbe osservato il tipo di uomini, avrebbe conosciuto le regioni, i porti e i luoghi d'accesso; quasi tutte queste cose erano sconosciute per i Galli. E' molto difficile infatti che qualcuno tranne i mercanti si spinga fino a l, n agli stessi nota alcuna cosa ad eccezione del litorale e di quelle regioni che si trovano di fronte alla Gallia. E cos, chiamati a s dei mercanti da ogni luogo, egli non riusciva a sapere n quanto era l'estensione dell'isola, n quale o quante popolazioni l'abitavano, n quale uso facevano della guerra o quali regole utilizzavano, n quali erano i porti idonei ad un gran numero di navi. Capitolo XXI Per conoscere queste cose, prima che ci fosse rischio, pensando che fosse adatto manda avanti C. Voluseno con nave da guerra, a costui raccomanda che, esplorate tutte le cose, torni al pi presto. Egli con tutte le truppe parte per i Morini, perch di l il tragitto per la Britannia brevissimo.Qui ordina che si radunino le navi da ogni parte dalle regioni vicine e quella flotta che l estate precedente aveva fatto costruire per la guerra contro i Veneti. Intanto, conosciuto il suo progetto e riferito per mezzo di mercanti ai Britanni da parte di parecchie nazioni di quell isola vengono da lui ambasciatori, per promettere di dare ostaggi ed obbedire al comando del popolo romano.Ascoltatili,

promettendo con generosit e dopo aver esortato di restare in quella decisione, li rimanda a casa ed insieme con essi manda Commio, che egli stesso, vinti gli Atrebati, lo aveva creato re, di cui lodava coraggio e saggezza, e che riteneva essergli leale ed il cui prestigio in quelle regioni era considerato molto. A costui ordina di avvicinare le nazioni, che potesse e di esortarle a seguire la lealt del popolo romano e di annunciare che lui arriver l velocemente. Voluseno, osservate tutte le regioni, per quanto di possibilit gli pot esser data, ma che non osava sbarcare dalla nave ed affidarsi ai barbari, al quinto giorno ritorna da Cesare e riferisce quelle cose che l aveva osservato.

Greco
[1.1.1] Sky stato il primo che governava il mondo intero. 1 E dopo aver sposato la Terra, gener la prima Cento mani, come sono denominati: Briar eo, Gyes, Cottus, che erano insuperabili in termini di dimensioni e potenza, ogni dei quali con cento mani e cinquanta teste. 2

[1.1.2] Dopo questi, la Terra lo portava i Ciclopi, cio, Arges, Sterope, Bronte tre dei quali ciascuno aveva un occhio sulla s ua fronte. Ma li Sky legato e gettato nel Tartaro, un luogo tetro nell'Ade molto distante dalla terra come terra lontana dal cielo. 4

[1.1.3] E di nuovo egli gener figli dalla Terra, vale a dire, i Titani come sono denominati: Marino, Coeus, Iperione, Crio, Giapeto, e, pi giovane di tutti, Crono, anche le figlie, la Titanides come vengono chiamati : Teti, Rea, Themis, Mnemosyne, Febe, Dione, Thia. 5

[1.1.4] Ma la Terra, rattristato per la distruzione dei suoi figli, che erano stati gettati nel Tartaro , convinse i Titani ad attaccare il padre Crono e ha dato uno falce adamantina. E loro, tutti tranne Mare, lo hanno attaccato, e Crono tagliare padre genitali suoi e li gett in mare e dalle gocce di sangue che scorre sono nati Furie, cio, Aletto, Tisifon e e Megera. 6 E, avendo detronizzato il padre, hanno portato i loro fratelli che erano stati scagliati a Tartaro, ed impegnata la sovranit di Crono.

[1.1.5] Ma egli ancora una volta legato e rinchiuderli nel Tartaro, e spos sua sorella Rea, e poich sia la Terra e Cielo gli aveva predetto che sarebbe stato detronizzato da suo figlio, aveva l'abitudine di inghiottire i suoi figli alla nascita. Il suo primogenito Hestia ha ingerito, poi Demetra ed Era, e loro dopo Plutone e Poseidone. 7

[1.1.6] Enraged a questo, Rea riparare a Creta, quando lei era grande, con Zeus, e lo ha portato via in una grotta di Dicte. 8 Lei gli ha dato alla Cureti e alle ninfe Adrastia e Ida, figlie di Melisseus, di infermiere.

[1.1.7] Quindi queste ninfe nutrito il bambino sul latte di Amaltea 9 e il Cureti in braccio il bambino custodito nella grotta, si scontrano le lance sugli scudi, in modo che Crono non riuscire a sentir e la voce del

bambino. 10 Ma Rhea una pietra avvolta in fasce e lo diede a Crono di deglutire, come se fosse il bambino appena nato. 11

[1.2.1] Ma quando Zeus era pieno cresciuto, ha preso Metis, figlia di Oceano, per aiutarlo, e diede Crono una droga da digerire, che lo costrinse a vomitare prima la pietra e poi i figli che aveva ingerito, e con il loro aiuto Zeus condotta la g uerra contro Crono ei Titani. Hanno combattuto per dieci anni, e la Terra profetizz la vittoria a Zeus se egli dovrebbe avere come alleati coloro che erano stati scagliati a Tartaro. Cos egli uccise i loro jailoressCampe, e sciolse le loro obbligazioni. E poi ha dato i Ciclopi tuoni e ful mini di Zeus e di un fulmine, e on Pluto essi conferito un casco e Poseidone un tridente. Arma to di queste armi gli di hanno superato i Titani, li chiuse in Tartaro, e ha nominato i mancini Cento loro guardie 16 , ma essi stessi a sorte per la sovranit, e di Zeus fu assegnato il dominio del cielo, a Poseidone il dominio del mare, e di Plutone il dominio di Ade. [3.5.7] Dopo la morte di Anfione di Laio riuscito al regno. E ha sposato una figlia di Meneceo, alcuni dicono che era Giocasta, e alcuni che era Epicasta. 73 L'oracolo lo aveva avvertito di non generare un figlio, per il figlio che dovre bbe essere generato avrebbe ucciso suo padre, tuttavia, lavata con l' vino, ha avuto rapporti sessuali con la moglie. E quando il bambino nato forato le caviglie del bambino con spille e lo diede a un pastore per esporre. Ma il pastore esposto sul Cite rone, e la neatherds di Polibo, re di Corinto, trovato il bambino e lo port a Peribea moglie. 74 Lei lo ha adottato e lo pass fuori come il suo, e dopo aver guarito le caviglie ha chiamato lui Edipo, dandogli quel nome, a causa dei suoi piedi gonfi. 75 Q uando il ragazzo cresciuto ed eccelleva suoi compagni nella resistenza, che dispettosamente beffato con l'essere supposto. S'informava da Peribea, ma riusciva a imparare nulla, cos si rec a Delfi e si inform i suoi veri genitori. Il dio gli disse di n on andare alla sua terra natale, perch sarebbe l'assassinio del padre e giacere con sua madre. Sentendo questo, e credendo di essere il figlio dei suoi genitori nominale, ha lasciato Corinto, e di guida in un carro attraverso Focide cadde con Laio guida u n carro in una stretta strada certa. 76 E quando Polifonie, l'araldo di Laio, gli ordin di fare strada e ucciso uno dei suoi cavalli perch ha disobbedito e ritardato, Edipo in preda alla rabbia ha ucciso sia Polifonie e Laio, e arriv a Tebe.