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POLONIA

La campagna incominciata il 1ºsettembre con lo scopo di invadere la Polonia segnò l'inizio della seconda
guerra mondiale, in quanto l'aggressione tedesca spinse, il 3 settembre, i paesi alleati della Polonia, Regno
Unito e Francia, a dichiarare guerra alla Germania nazista: finisce quindi il periodo dell’appeasement, infatti
in Inghilterra il primo ministro Chamberlain venne destituito e venne eletto Churchill.
L'esercito della più grande potenza industriale d'Europa si scontrava con il ben più piccolo esercito polacco:
l'esito dell'invasione era scontato, ma nonostante il risultato delle operazioni fosse prevedibile, non lo fu il
modo in cui queste si svolsero.
La campagna del 1939 fu il primo esempio di un nuovo metodo di condurre la guerra, per definire il quale fu
coniata la locuzione di "guerra lampo" (Blitzkrieg), dove le forze tedesche integrarono le dottrine della
"guerra di movimento" e le tattiche di infiltrazione sviluppate nella prima guerra mondiale con la moderna
tecnologia offerta dai carri armati, dagli aerei e dalle radiocomunicazioni, allo scopo di creare una nuova
modalità di guerra caratterizzata dall'uso combinato di quelle nuove forze.
L’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche e il Reich Tedesco, come sancito dal patto Molotov-
Ribbentrop (i ministri degli esteri) che gli univa, si spartirono il territorio:
- la Russia annetté la Polonia orientale, la Lituania, Lettonia e Estonia (rese indipendenti con il trattato
di Versailles del 1919)
- la Germania conquistò la Polonia occidentale e il porto di Danzica (corridoio di Danzica), importante
dal punto di vista commerciale e militare per la sua posizione strategica

DANIMARCA E NORVEGIA
Dopo la conquista della Polonia ebbe inizio quella che francesi chiamarono “drole de guerre”, ovvero “guerra
strana”, infatti malgrado il conflitto tra Germania Francia e Gran Bretagna fosse stato ufficialmente dichiarato
di fatto per alcuni mesi le operazioni militari non iniziarono.
L’attacco della Germania, che sfruttò questa fase di attesa per riorganizzare le proprie forze militari, riprese
nell’aprile del 1940 scatenandosi contro la Danimarca e la Norvegia.

FRANCIA
Quindi successivamente l’avanzata tedesca puntò verso la Francia.
L’offensiva che iniziò nel maggio del 1940 segnò anche la distruzione dei codici militari (paradossale
irrispettosità anche nell’atto bellico) infatti le truppe tedesche, per aggirare la linea difensiva “Maginot”, un
sistema di poderose fortificazioni estese per 400 km lungo il confine tedesco, entrarono e passarono per il
Belgio, l’Olanda e Lussemburgo violando la loro neutralità.
L’offensiva tedesca il 14 giugno arrivò a Parigi e il 22 la Francia si arrese.
L’armistizio prevedeva il passaggio sotto il controllo tedesco della Francia centro-settentrionale e sanciva
nella Francia centro-meridionale la creazione di un governo formalmente indipendente, guidato dal generale
Pétain e con capitale posta a Vichy.
In realtà le intenzioni del generale erano del tutto opposte rispetto al voler aiutare la Francia e i francesi
infatti voleva collaborare con i Nazisti e Hitler, infatti il governo che instaurò Pétain era di stampo
collaborazionista / filonazista e operando in questo modo riuscì ad avere in pugno il sud della Francia.

GUERRA RADIO
La storia della radio coincide con la storia del XX secolo e con essa si apre il campo delle telecomunicazioni
senza filo: dai segnali elettrici si passa alle onde elettromagnetiche.

Le trasmissioni radio conobbero durante la seconda guerra mondiale un notevolissimo sviluppo, tanto da
diventare una vera e propria arma sia per le sue possibilità di informazione immediata e di diramazione di
ordini, che come strumento di informazione al fronte e in patria.

E' proprio durante la Seconda Guerra Mondiale negli anni '40 che la radio divenne protagonista, a supporto
degli eserciti, ma anche a conforto e speranza di moltitudini di persone coinvolte in drammatiche vicende.
Durante tutto il conflitto ci fu una seconda guerra parallela e inavvertita, ma altrettanto importante, infatti la
guerra combattuta sul campo era affiancata dalla “guerra per onde” che impegnò migliaia di uomini e donne
nella trasmissione codificata, nella intercettazione e decrittazione dei messaggi amici e nemici (wisper).
Il 18 Giugno, il generale Charles de Gaulle, scappò dalla Francia e si rifugiò in Inghilterra dove iniziò e
organizzò la resistenza: soprattutto grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, come la radio (Radio Londra)
riuscì ad propagandare il suo appello alla resistenza contro il nazifascismo e collaborazionismo e incitò
all’unione gli alleati.
secret listeners
Gli ascoltatori segreti, un centinaio di rifugiati tedeschi assoldati dall’intelligence del Regno Unito per
ascoltare e spiare le conversazioni i prigionieri nazisti di alto rango “ospitati” in Gran Bretagna in ville di
lusso, come a Trent Park o Latimer House. Fu così che gli Alleati ebbero le prime conferme dello sterminio
di massa nei confronti degli ebrei. Fu così che Londra scoprì l’esistenza del V2 e riuscì a neutralizzarlo. Fu
anche così che la resistenza inglese guidata da Churchill ribaltò l’esito della Seconda guerra mondiale.
Le tattiche dei sottomarini, le tecnologie dei radar aerei, le prime prove dei crimini di guerra furono tutte
informazioni captate da loro. In particolare, si ritiene che la scoperta degli ordigni V1 e V2 direttamente dalle
bocche dei generali di Trent Park, insieme alla decriptazione del codice Enigma ad opera di Alan Turing,
abbia accorciato la guerra di 4 anni. Salvando quindi molte vite. Ma “il nostro lavoro era così top secret che
non sapevamo neppure se aveva un qualche effetto o no sull’esito della guerra, perché non abbiamo mai
avuto nessun feedback.
Da stanzoni nascosti nel sottosuolo, tra il 1942 e il 1945, Lustig e i suoi compagni, tutti perseguitati da Hitler,
ascoltavano, grazie a una fitta rete di microspie, le confidenze che si facevano gli ufficiali nazisti tenuti
“prigionieri” in mega ville di lusso sopra le loro teste, a un centinaio di chilometri da Londra,
tra piscine, maggiordomi, vino, ottimo cibo e campi da golf. Un agio estremo voluto appositamente dagli 007
inglesi per i generali del Reich in modo da farli rilassare e, quindi, parlare. Grazie a questa operazione top
secret, l’Inghilterra scoprì, dalla viva voce dei nazisti ignari del piano, informazioni importantissime per
l’andamento della Seconda guerra mondiale.

GRAN BRETAGNA
Dopo l’arresa della Francia la Germania puntò alla Gran Bretagna: nel 1940 Hitler attaccò il territorio inglese
con la sua fortissima armata di aviazione (Luftwaffe) al fine di attaccare utilizzando il metodo di
bombardamento a tappeto sulle città.
La Gran Bretagna riuscì ad resistere egregiamente all’offesa tedesca soprattutto grazie all’utilizzo di nuove
tecnologie come i radar, che riuscivano ad individuare con estrema precisione la posizione degli aerei
tedeschi che venivano poi neutralizzati dalla controaerea, l’utilizzo di sirene che avvisavano l’arrivo del
nemico e l’ideazione dei rifugi antiaerei.
Questo fece sospendere le operazioni tedesche nel novembre del 1940.
L’ENTRATA IN GUERRA DELL’ITALIA
Alle ore 4.45 del 1º settembre 1939 le forze armate tedesche varcarono il confine polacco, offrendo al
mondo una dimostrazione pratica del Blitzkrieg, la "guerra-lampo", basata sulla stretta collaborazione delle
forze corazzate e dell'aviazione. Alla sera del primo giorno di guerra, l'aviazione polacca era stata pressoché
distrutta a terra dalla Luftwaffe. Il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania,
ma i polacchi vennero lasciati soli a combattere contro un avversario più forte e la loro resistenza venne
sopraffatta in poche settimane senza che si fosse verificata la sperata offensiva alleata sul fronte
occidentale.
Nel frattempo l'Italia, nonostante la firma del Patto d'Acciaio, si era dichiarata "potenza non belligerante": la
firma del trattato era avvenuta con l'assicurazione verbale data dal ministro degli esteri tedesco von
Ribbentrop al suo collega italiano, Galeazzo Ciano, che la Germania non avrebbe iniziato la guerra prima di
tre anni; inoltre, la mancata consultazione dell'Italia prima dell'invasione della Polonia e della firma del patto
Molotov-Ribbentrop, poteva essere considerata una violazione dell'obbligo di consultazione fra i due paesi
contenuto nell'alleanza. L'Italia poté così dichiarare la propria non belligeranza senza venir meno ai patti
sottoscritti.
Inoltre Mussolini si era reso conto che la situazione militare del paese era precaria infatti gli sforzi sostenuti
in Etiopia nel 1935 in Spagna nel 1936 pesavano ancora sull'efficienza dell'esercito: non c'era stato il tempo
per sostituire le armi rese logore dall'uso, le mitragliatrici e gran parte delle armi leggere erano ancora quelle
della Prima Guerra Mondiale, mancavano carri armati e gli aerei erano alquanto antiquati. La
consapevolezza di questa condizione era stata la base della decisione di non intervenire subito nel conflitto.
Di fronte agli straordinari ed inaspettati successi della Germania, però, tra l'aprile e il maggio del 1940 ed
inoltre poiché la non belligeranza era una condizione insostenibile per il fascismo che aveva legato alla forza
guerriera alla sua immagine e propagandistica, Mussolini ritenne che gli esiti della guerra fossero oramai
decisi e, pensando di poter approfittare dei successi tedeschi per ottenere immediati vantaggi territoriali, il 10
giugno annunciò in un discorso a piazza Venezia in Roma la consegna della dichiarazione di guerra
dell'Italia a Gran Bretagna e Francia.
Mussolini disse a Pietro Badoglio: «Mi serve un pugno di morti per sedermi al tavolo delle trattative.»
I vertici del fascismo si illusero che la guerra sarebbe stata breve e che l'Italia sarebbe stata in grado di
condurre una guerra "parallela" a quella della Germania in piena autonomia dall'alleato.
AFRICA
(l’Italia possiede la Libia dalla prima guerra mondiale con Giolitti e l’Etiopia, Somalia, Eritrea dal 1935)
Con l'entrata in guerra dell'Italia aveva deciso di portare le operazioni militari in Africa: l'Italia decise di
attaccare la Gran Bretagna nel suo protettorato egiziano e in Somalia.
Nonostante i successi iniziale, portati dal generale Rodolfo Graziani, gli Italiani di fronte alla controffensiva
inglese furono costretti a ritirarsi da tutte le posizioni conquistate.
Gli inglesi occuparono tutta l’Africa orientale comprese le colonie italiane nel Corno d’Africa (Etiopia), la
Somalia e l’Eritrea ed inoltre la Cirenaica: gli inglesi surclassarono l’italiani (soprattutto per la mancanza di
rifornimenti e equipaggiamenti adeguati)
Hitler quindi fu costretto ad inviare allora in Libia un Corpo di Spedizione guidato da uno dei generali
tedeschi più abili, Rommel, detto la “Volpe del deserto”, che riuscì a riconquistare la Cirenaica (aprile 1941) e
riconquistare la Somalia e l’Etiopia. L'arrivo del generale Rommel riequilibrò il confronto con gli inglesi.
La posta in gioco era l'Egitto, che significava risorse petrolifere e controllo del canale di Suez. Italiani e
tedeschi condussero qui un'offensiva che consentì loro di respingere gli inglesi oltre il confine egiziano.

GRECIA
L'ambizioso progetto di Mussolini di condurre una guerra parallela a quella dei tedeschi, con obiettivi propri,
indusse l'Italia scatenare l'attacco contro la Grecia, che ebbe inizio nell'ottobre del 1940. Fu proprio questa
scelta, tuttavia, a mostrare l'inconsistenza del disegno fascista: le truppe italiane non riuscirono infatti a
forzare le difese nemiche sulle montagne del confine greco-albanese e trovarono molteplici difficoltà a
fronteggiare la controffensiva del piccolo esercito ellenico. Si trattò della prova che la forza militare del
fascismo non era autosufficiente e che le sue speranze di vittoria erano legate unicamente all'aiuto
dell'alleato nazista. Da allora in poi la guerra di Mussolini fu subordinata alle scelte strategiche dei tedeschi.
Nella penisola balcanica l'arrivo dei tedeschi fu travolgente: sotto loro urto si arrese l'ex Jugoslavia e
successivamente toccò alla Grecia.
Nonostante l'Italia aveva perso su tutti i fronti rimaneva comunque un alleato tedesco e le venne quindi
riconosciuto il comando di alcune zone:
- parte ovest della Slovenia
- la Croazia (con la Dalmazia) fu data ad un nipote della famiglia dei savoia
ma di fatto fu dominata, assieme ad alcune zone della Serbia, da un gerarca fascista croato terribile
* dopo la fine della guerra si impose il governo comunista di Tito il quale avviò una “caccia al
fascista” nella quale vennero presi di mira erroneamente tutti gli italiani
in questo periodo si scatenò il fenomeno delle Foibe: le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma
di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di
profondità. Le vittime dei titini venivano condotte, dopo atroci sevizie, nei pressi della foiba; qui gli
aguzzini, non paghi dei maltrattamenti già inflitti, bloccavano i polsi e i piedi tramite filo di ferro ad
ogni singola persona con l’ausilio di pinze e, successivamente, legavano gli uni agli altri sempre
tramite il fil di ferro. I massacratori, nella maggior parte dei casi, sparavano al primo malcapitato del
gruppo che ruzzolava rovinosamente nella foiba spingendo con sé gli altri.
Hitler ricevette:
- tutto il restante dell’ex Jugoslavia
- la parte est della Slovenia
- riuscì a conquistare ulteriormente la “corona”:
Romania (estremamente ricca di Petrolio)
la Bulgaria (nella quale vigeva già un regime filonazista / collaborazionista)
e l’Ungheria

1941 L’ANNO DELLA SVOLTA: URSS, CINA E AMERICA ENTRANO IN GUERRA


UNIONE SOVIETICA: OPERAZIONE BARBAROSSA

I disegni espansionistici hitleriani si erano sempre indirizzati verso l'Unione Sovietica considerata il nemico
per eccellenza per gli insanabile contrasto ideologico tra nazional socialismo e comunismo.
Il 22 giugno 1941 Hitler ritenne che fosse giunto il momento di aggredire il temporaneo alleato sovietico
tramite l'operazione segreta Barbarossa.
Le motivazioni per cui Hitler scatenò l'attacco contro l'Unione Sovietica e la rottura del patto Molotov
Ribbentrop si possono riassumere:
- l'Unione Sovietica era la patria del Comunismo: morfologia opposta alla Germania nazista
- i popoli slavi erano ritenuti inferiori e oggetto di conquista per la "grande Germania" desiderosa di
espansione ad est (spazio vitale)
- la Russia era un territorio ricchissimo di materie prime, soprattutto gas, di cui la Germania aveva estremo
bisogno per proseguire il conflitto

L'attacco nazista alla Russia impegno 3 milioni di soldati che avanzarono a tenaglia, in un fronte che
andava dal Mar Baltico al Mar Nero in tre direzioni (Leningrado, Mosca, Georgia e Mar Nero) che
avanzarono alla velocità di 50 km al giorno. La spedizione tedesca inoltre fu sopportata anche da 230.000
soldati italiani.
All’inizio l’avanzata tedesca ebbe grandissimi successi, sia perché aveva attaccato alla sprovvista
l’Unione Sovietica che si era trovata impreparata, sia perché Stalin aveva ucciso moltissimi generali ritenuti
da lui degli oppositori e una parte dell’esercito era allo sbando.

Stalin quindi decise di utilizzare la propaganda tramite radio incitando la popolazione nell’unirsi e
combattere contro il nemico tedesco in cambio, con la promessa, di terre ed aiuti.

L’esercito tedesco dopo l’iniziale successo fu fermato dall’arrivo dell’inverno Russo “il generale freddo” che
tramutò il conflitto in una guerra di logoramento: cominciarono improvvise e abbondanti nevicate e,
siccome il clima era ancora mite, ci fu il fenomeno della Rasputitsa: la neve non ghiacciò, si sciolse e
impantanò le strade, rendendole pressoché impraticabili.

Inoltre l’Unione Sovietica mise in atto una tattica per mettere letteralmente in ginocchio l’esercito tedesco già
logorato dal freddo: vennero abbattute e distrutte tutte le ISBE (tipica abitazione rurale russa interamente
costruita a tavole di legno ed tronchi d’albero abitata di solito da contadini, che potevano essere utilizzate
come rifugio e per riscaldarsi) ed inoltre uccisero tutti gli animali (da fattoria) come le galline e tagliato tutto
il grano.

Le donne quindi furono chiamate a sostituire gli uomini nelle fabbriche lavorando anche 16 ore al giorno per
ricostruire tutto ciò che veniva distrutto.

Inoltre le Alte gerarchie tedesche non avevano rifornito l’esercito tedesco con indumenti e rifornimenti
adeguati estremamente necessari al fine di riuscire a sopravvivere in quel territorio gelido.

Nel 1943 i soldati italiani che sostenevano l’esercito tedesco si diedero alla fuga, sotto i colpi dei cecchini
sovietici.
Però uniche isbe rimasero accorsero gli italiani in fuga.
Nel 1943 inoltre la Russia si alleò con gli alleati (L’Inghilterra, la Francia e l’America) che la accettarono
perché era necessario unirsi al fine di circondare il territorio tedesco per sconfiggere definitivamente
Hitler.

L’ENTRATA IN GUERRA DELL’AMERICA

Nel luglio del 1941 il primo ministro inglese Churchill e il Presidente Americano Roosevelt, assieme anche a
De Gault, varano la Carta Atlantica: un documento in 8 punti che conteneva gli obiettivi che si sarebbero
dovuti raggiungere alla fine delle ostilità, tra queste enunciazioni di principio figuravano il diritto dell’auto
decisione dei popoli, la libertà di navigazione e il rifiuto dell’uso della guerra nei rapporti tra gli Stati
(difendere la democrazia e denunciare i controvalori nazifascisti). – riprende i 14 punti di Wilson

Sempre nel 1941 entra in guerra l’America: il presidente degli stati Uniti all’epoca era Roosevelt che era
stato rieletto per il suo terzo mandato.
Prima di quest’anno nonostante l’America avesse mantenuto un atteggiamento isolazionista dalla guerra
dava sostegno agli alleati Francia e Gran Bretagna.

L’entrata in guerra del Giappone nella Seconda guerra Mondiale, fu un avvenimento molto significativo per
la conclusione di essa: questo perché l’entrata in guerra dei giapponesi comportò quella degli Stati Uniti.

Il Giappone aveva come principale scopo di controllare i territori dell’Asia Orientale e della Cina, per
sfruttarne le risorse e per voglie espansionistiche, infatti in Giappone si era imposta una politica
nazionalistica ed espansionistica (sintetizzata con il motto “l’Asia agli Asiatici”): gli attacchi sferrati dal
Giappone verso i territori Cinesi continuavano sin dagli anni ’30.
Il Giappone approfittando delle debolezze interne della Cina negli anni riuscì ad occupare la Corea, la Cina
settentrionale e la Manciuria.

Il conflitto tra i due stati, scoppiò il 7 dicembre del 1941, quando una squadra di bombardieri giapponesi,
senza aver formalizzato alcuna dichiarazione di guerra, bombardò la flotta americana nel porto di Pearl
Harbor, nelle isole Hawaii.

I motivi dell’attacco a Pearl Harbor si devono perché per proseguire la guerra con la Cina il Giappone
riteneva di avere necessità delle risorse dell’asia sud orientale (sud-est asiatico, territori come le
Filippine, della Tailandia o della Malesia), zona sulla quale l’America non era disposta a ridurre la propria
influenza ed inoltre a causa del divieto di esportazione (embargo) del ferro, petrolio e olio imposto
dall’America al Giappone il 26 luglio del 1941 dopo che il Giappone aveva occupato le zone dell’Indocina
francese.

Il giorno successivo, l’8 dicembre, gli USA dichiararono guerra al Giappone e l’11 dicembre Germania e
Italia, dovendo rispettare le condizioni del “patto tripartito” (patto d’acciaio), dichiararono guerra
all’America.

Gli americano entrarono prima di tutto in Africa per sconfiggere le truppe dell’asse e per creare un varco per
partire successivamente verso la Sicilia: Nelle coste ad ovest, in Algeria e Marocco, sbarcarono gli
americani, ad est le truppe britanniche riuscirono a sfondare le linee italo-tedesche e riprendere tutta la Libia
costringendo le truppe dell’asse a spostarsi in Tunisia.

LO SBARCO IN SICILIA E LA LOTTA PARTIGIANA

Le sconfitte subite dall'asse fecero emergere in tutta la sua drammatica realtà l'inadeguatezza italiana a
sostenere uno sforzo bellico prolungato, e la forza e la credibilità del regime fascista ne furono
pesantemente danneggiate.
Nel 1943 iniziarono ad esserci pressioni sul Re, Vittorio Emanuele III, perché con un suo intervento
portasse fuori dalla guerra un paese ormai stremato.
Vi erano anche segnali politici interni: Infatti, 200.000 operai delle più grande fabbriche di Torino, Milano e
Genova entrarono in sciopero, bloccando la produzione.
Era la prima volta dopo vent'anni c'è una lotta operaia così grande riusciva ad affermarsi, questa fu una
sconfitta rovinosa per Mussolini.

Nella notte tra il 9 e 10 luglio 1943 gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia conquistando l'intera isola in
un solo mese.
Ma qual è il problema? le forze nazi-fasciste nonostante siano allo sbando sono ancora molto consistenti, e il
nuvolo di americani che sbarcano in Sicilia non è così compatto, infatti il grosso degli americani sono stati
usati per uno sbarco molto più grande, terribile e difficile: lo sbarco in Normandia.

Vittorio Emanuele III, che non voleva essere coinvolto nell' imminente rovina del regime, il 25 luglio 1943
ordinò la destituzione e l'arresto di Mussolini. Il re scelse come nuovo capo del governo l'anziano
generale Pietro Badoglio.

Il 3 settembre viene firmato a Cassabile l'armistizio con gli anglo-americani: il suo annuncio ufficiale
l'8 settembre, provocò il totale sfaldamento dell'esercito, senza ordini precisi dal governo e dal re, i soldati
dei reparti italiani furono massacrati dai tedeschi o catturati e deportati in campi di prigionia.
Le conseguenze dell'armistizio del 8 settembre 1943 e la conseguente uscita dell'Italia dal conflitto erano
state preparate meglio dai tedeschi che dal governo italiano: mentre le truppe italiane ricevevano ordini
generici e contraddittori, i nazisti avevano già da tempo predisposto un piano per l'occupazione militare
dell'Italia e per il disarmo delle forze armate italiane.
Le truppe italiane sparse su vari fronti furono facilmente neutralizzate e circa 810.000 soldati e ufficiali
vennero catturati e avviati verso i campi di concentramento tedeschi oppure vennero imprigionati e
impiegati come manodopera a basso costo.
In Italia, il re e Badoglio, per sfuggire dai nazisti, la sera del 8 settembre lasciarono Roma e si rifugiarono a
Brindisi presso gli alleati.

Pochi giorni dopo, il 12 settembre, i tedeschi liberarono Mussolini e lo posero a capo di un nuovo stato
fascista esteso a tutto il nord Italia: la Repubblica Sociale Italiana (la Repubblica di Salò).
Ai primi di settembre, le truppe anglo-americane erano sbarcate nella piana di Salento e aveva iniziato a
risalire la penisola: tuttavia, arroccate sulla linea Gustav, tra la Regione del Lazio e la Campania, intorno
all'Abbazia di Montecassino a Cassino, le difese tedesche riuscirono a resistere per tutto l'inverno, e
ritardando la marcia degli alleati fino all'estate del 1944. I tedeschi si sentivano ormai braccati e coloro che
provano questa sensazione reagiscono con terrore *

Soltanto il 4 giugno 1944 Roma fu liberata: la prima capitale europea sottratta ai nazisti.

Dopo la liberazione di Firenze nel agosto del 1944 gli anglo-americani si arrestarono per l'inverno davanti
alla linea Gotica: una linea difensiva apprestato dai tedeschi che attraversava l'Italia in senso orizzontale,
confine tra l’Emilia Romagna e la Toscana, partendo dal sud di La Spezia per giungere a nord di Pesaro,
lungo l'Appennino tosco-emiliano

La marcia per risalire la penisola fu dunque lentissima.

Il regno del Sud, vale a dire lo Stato posto sotto l'autorità del re e di Badoglio dopo la loro fuga nel
mezzogiorno il 8 settembre 1943, era strettamente controllato dagli alleati.

Badoglio dichiara guerra alla Germania, ottenendo dagli alleati anglo-americani per l'Italia la qualifica di
cobelligerante: partecipò così agli scontri sulla linea Gustav con un contingente di un esercito italiano
rinnovato frettolosamente: Il Corpo Nazionale di liberazione.

Nel frattempo e in particolare dal 1942 avevano cominciato a costituirsi o a riorganizzarsi i movimenti e
partiti antifascisti: i liberali, I comunisti, i socialisti, i cattolici della Democrazia Cristiana (DC il nuovo
PPI): essi, a seguito del 8 settembre, a Roma, avevano dato vita al Comitato di Liberazione Nazionale che
collaborò con Badoglio.

Nel compromesso istituzionale della Aprile 1944 essi riuscirono anche a imporre alla monarchia la
convocazione, guerra finita, di un'assemblea Costituente, con il compito di redigere una nuova
Costituzione che definisse l'assetto istituzionale del nuovo Stato.

Hanno operato prima come partigiani poi come padri costituenti: hanno ideato un compromesso alto,
avevano prefissato che la Costituzione dovesse diventare una Carta nella quale tutti si riconoscessero, cioè
sono riusciti a mettere da parte le loro divergenze ideologiche, ciascuno ha rinunciando a qualcosa, per
creare una Carta che fosse la più alta possibile. Infatti la nostra Carta Costituzionale (a detta del mondo) è la
più bella del mondo (se la applicassero).

Abbiamo personalità come Pertini (socialista), Togliatti (comunista), De Gasperi (DC), De Nicola (liberale)

Dopo la liberazione di Roma nel giugno del '44 Badoglio fu sostituito come capo del Governo da Ivanoe
Bonomi.
Nel nord Italia negli anni tra il 1943 e 1945 la Repubblica di Salò costituita da Mussolini dopo l'8 settembre
non riuscì ad avere una propria autonomia e fu sempre rigidamente subordinata ai tedeschi ed ebbe grandi
difficoltà a funzionare come apparato amministrativo e stento a dotarsi di un proprio esercito regolare: infatti
la maggior parte dei soldati di leva, obbligati a rispondere alle armi, restò inoperosa nei battaglioni costieri
e nei reparti del genio oppure disertare sono dopo pochi mesi.

Di fatto fu alle forze armate istituzionalmente nate con compiti di polizia che il fascismo morente affidò la sua
presenza militare: vere bande armate furono impiegate esclusivamente per tentare di stroncare la resistenza
con azioni di rastrellamento e rappresaglia partigiana (brigate nere).

In tutta Italia occupata dai tedeschi a partire dai giorni immediatamente successivi all'8 settembre si sviluppò
un forte movimento di resistenza, soprattutto al centro nord, dove l'occupazione si protrasse per un tempo
maggiore: la lotta assunse caratteri permanente di grande rilievo politico.

Sorsero nuclei Partigiani che con il trascorrere dei mesi diventarono formazioni militarmente inquadrate.
E dopo un iniziale rifiuto, infatti gli americani inizialmente non si fidarono degli italiani, ebbero pure l'appoggio
degli anglo-americani anche militarmente con la sottoscrizione nel 1944 del patto di Roma (i protocolli di
Roma) con il quale concordavano l’affluenza di armi all’Italia da parte dell’America (con una promessa di
restituzione) ed inoltre sanciva un dialogo dopo la fine della guerra per decidere le azioni e alleanze future.
Difatti gli americani avevano un’idea precisa: gli italiani dopo la guerra non dovevano andare sotto l’influenza
Russa, Stalin infatti stava già delineando gli stati che esigeva e voleva possedere dopo la fine della guerra.

Nelle bande partigiane affluirono soldati, dopo l'annuncio dell'armistizio, antifascisti, che sotto la dittatura
avevano subito il carcere, il confino, l'esilio o semplicemente l'impossibilità di agire, moltissimi renitenti alla
leva, cioè i giovani che rifiutarono di rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica di Salò maturando
progressivamente una nuova coscienza politica, non mancarono neppure le donne (come Tina Anselmi)

Le formazioni Partigiane si concentrano principalmente nelle zone montuose e collinari, le più adatte, viste le
possibilità di riparo e di difesa che offrivano, a condurre iniziative di guerriglia.

Il movimento partigiano si strutturò progressivamente nei mesi successivi all'armistizio.

Durante l'occupazione e nella lotta contro il movimento partigiano, i tedeschi e fascisti adottarono metodi di
terrore che coinvolsero anche la popolazione civile: tra l'8 settembre del '43 e la liberazione nel '45 su tutto il
territorio della penisola si sono verificati oltre 5000 episodi di stragi collettive e uccisioni singole di civili o
partigiani compiute al di fuori di azioni di combattimento.

* Tra le strade che furono compiute, alcune rimasero tristemente famose. Fu il caso di quella perpetrata dai
nazisti il 24 Marzo 1944 alle Fosse Ardeatine: 335 italiani vi furono fucilati per rappresaglia.
Altre stragi drammatiche furono a Sant'Anna di Stazzema, presso Lucca, dove furono uccisi 394 tra uomini
donne, vecchi e bambini e a Marzabotto, sull'Appennino bolognese, dove furono massacrati 770 civili da
parte dei reparti di SS e dell'esercito tedesco impegnati in un operazione di rastrellamento.

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