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ai quali hanno partecipato esperti afferenti alle diverse società, per i diversi gruppi tassonomici

di competenza: invertebrati (Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia, ad eccezione degli odo-
nati, trattati dalla Società per lo Studio e la Conservazione delle Libellule – Odonata.it), pesci
delle acque interne (Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci), anfibi e rettili (Societas Her-
petologica Italica), piccoli mammiferi (soricomorfi, lagomorfi e roditori), chirotteri, carnivori
e artiodattili (Associazione Teriologica Italiana). La lista completa degli esperti che hanno con-
tribuito alle valutazioni è riportata nei ringraziamenti.
Durante gli incontri ed i workshop gli esperti di ISPRA hanno illustrato i concetti cardine del-
l’attività di rendicontazione e il significato di ciascun parametro oggetto della valutazione, as-
sicurando che i giudizi formulati fossero frutto di una interpretazione il più possibile omogenea
fra i diversi gruppi, ma lasciando la piena competenza sul parere tecnico agli esperti che hanno
partecipato agli incontri.
Per la compilazione delle mappe di distribuzione, ISPRA ha provveduto alla preparazione di
una prima bozza di cartografia che è stata poi sottoposta alla validazione e all’integrazione da
parte degli esperti. Le mappe sono state discusse durante i workshop e corrette ed integrate se-
guendo le indicazioni e le segnalazioni fornite dalle Società Scientifiche, anche tramite l’apporto
di dati non pubblicati.

3.1.3. Parametri analizzati

Range
Nonostante nel presente volume non venga presentata in dettaglio la mappa del range delle spe-
cie, consultabile nel sito internet, essa resta un importante strumento per la valutazione dello
stato di conservazione complessivo. Per il calcolo del range la Commissione Europea ha fornito
il Range tool, ovvero uno strumento di analisi cartografica costituito da un’estensione di ArcMap
(ESRI) con l’intento di uniformare la procedura di estrapolazione del range a partire dalle mappe
di distribuzione. Range tool, tramite una serie di algoritmi, disegna un inviluppo delle celle della
distribuzione tenendo conto del tipo di presenza nelle diverse regioni biogeografiche (specie
presente, marginale, occasionale ecc.), di eventuali zone di esclusione immesse e della distanza
di discontinuità o gap impostata (par. 1.3.1).
La distanza di discontinuità è stata determinata, sentito il parere degli esperti, tenendo conto
dell’ecologia e della vagilità delle singole specie e della presenza di corridoi o di ostacoli geo-
grafici o antropici nelle aree di presenza. Per specie poco mobili, come alcuni invertebrati, è
stata considerata insormontabile anche una distanza minore di 1 km (gap=0) dando quindi ori-
gine a range particolarmente frammentati, mentre per altre specie, come alcuni pipistrelli, è stata
valutata raggiungibile anche un’area situata a 90 km di distanza (gap=9).

Popolazione
Anche per questo parametro la Commissione Europea ha dettato regole precise per la valutazione
della consistenza. Nonostante fosse fortemente consigliato l’utilizzo dell’individuo come unità
di misura, lo stato delle conoscenze per il nostro Paese ha permesso di rado l’utilizzo di una tale
precisa unità (quasi esclusivamente per alcuni ungulati e grandi carnivori). Nella maggior parte
dei casi sono stati utilizzati il numero di celle (10x10 km) della distribuzione o le località di av-

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vistamento come indici della consistenza delle popolazioni; nonostante le raccomandazioni della
Commissione in tal senso, non è stata operata alcuna conversione di queste unità in numero di
individui. Nelle valutazioni, e nei capitoli del presente volume, non viene quindi in generale
analizzata la consistenza delle popolazioni, ma il complessivo stato di conservazione della po-
polazione per ciascun gruppo.

Habitat per la specie


La valutazione dello stato di conservazione
di questo parametro si basa sulla qualità
dell’habitat necessario alla sopravvivenza e
all’espansione della specie e all’andamento
di tale qualità negli ultimi due cicli di repor-
ting (2001-2012). Questo parametro è stato
in generale analizzato sulla base del miglior
giudizio degli esperti, mancando nella gran
parte dei casi indicazioni di dettaglio su que-
sto specifico parametro.

Euphydryas maturna (Foto S. Scalercio). Trend di popolazione nel breve periodo


Il trend di popolazione, formulato quasi sem-
pre tramite giudizio degli esperti - tranne che
per alcuni ungulati per i quali esistono monitoraggi a lungo termine - è stato ritenuto più signi-
ficativo rispetto alla consistenza della popolazione nel tracciare un quadro dello stato di conser-
vazione dei gruppi considerati. L’effettiva variazione nella consistenza delle popolazioni, al
netto delle normali fluttuazioni, è relativa ai 12 anni precedenti il termine dell’attuale ciclo di
reporting (2001-2012).

Pressioni e minacce
Nella compilazione della scheda di valutazione la Commissione prevede l’enumerazione di un
massimo di 20 pressioni e 20 minacce scelte fra una lista molto dettagliata di 395 fattori rag-
gruppati in 17 categorie. Gli stessi fattori possono costituire una minaccia o una pressione a se-
conda dell’arco temporale in cui operano su una specie: le pressioni sono relative al passato e
all’attuale ciclo di reporting, mentre le minacce sono fattori di rischio previsti per il futuro. Nel
volume sono state analizzate le categorie più rappresentate fra le pressioni e le minacce ad alto
e medio impatto (rank), tralasciando quelle a basso impatto.

Prospettive future
Lo stato di conservazione di questo parametro è uno dei fattori che concorrono a formare il giu-
dizio complessivo su una specie in una data regione biogeografica. La valutazione è stata for-
mulata dagli esperti tenendo conto dello stato degli altri parametri analizzati, delle pressioni e
delle minacce, nonché delle misure di conservazione attuate sulla specie.

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