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AVVERTENZE

Poiché i medicinali omeopatici non posseggono indicazioni terapeutiche


approvate dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e poiché il trattamento
omeopatico si basa sulla sintomatologia complessiva di ogni singolo
malato, i suggerimenti qui espressi non sono indicazioni terapeutiche, ma
acquistano significato solo se interpretati secondo i canoni della Medicina
Omeopatica, dopo accurata diagnosi medica.
Per i campi d’impiego qui riportati non vi è, allo stato attuale, evidenza
scientificamente provata nell’efficacia dei Medicinali Omeopatici, secondo
l’art. 120 comma 1-bis del D.L. 219/2006.

Pertanto la divulgazione e la consultazione dell’Opera è strettamente


riservata ai Signori Medici ed ai Signori Farmacisti.

MATERIALE RISERVATO AI PROFESSIONISTI DELLA SALUTE

SANUM
Redazione a cura del Dipartimento Affari Scientifici di
I.M.O. Istituto di Medicina Omeopatica S.p.A.
con la supervisione di dr.ssa Alessandra Rossi

Tutti i diritti sono riservati.


È pertanto vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti.
Progetto grafico a cura di Ciesse Group srl
Via Roma 72C Fagnano Olona VA
Stampa: JollGraf srl
16, Via Berlinguer - Senago - MI
Edizione riservata ai Sigg. Medici e Farmacisti

Un ringraziamento particolare al dr Maurizio Italiano, Medico specializzato in


Igiene e Medicina Preventiva in Milano, che ha contribuito attivamente, con
professionalità e profondo impegno, alla realizzazione di questo libro.
Senza la sua disponibilità a condividere e diffondere le proprie conoscenze
acquisite tra ricerca e clinica, la stesura di questa pubblicazione non sarebbe
stata possibile.

MATERIALE RISERVATO AI PROFESSIONISTI DELLA SALUTE


Prefazione
I progressi nella pratica medica sono strettamente correlati con tutte le innova-
zioni scientifiche e tecnologiche originate dalla moderna ricerca. La messa a punto
di tecniche diagnostiche sempre più elaborate ed esatte, la miglior conoscenza della
cellula e dei suoi meccanismi difensivi, la comprensione più profonda dei processi
metabolici, consentono di osservare e intendere con maggior dettaglio, i molteplici
fattori che compongono il delicato equilibrio fisiologico dell’organismo ed, in parti-
colare, tutto ciò che sottintende l’attività del sistema immunitario.
L’Immuno-Isopatia, costituisce una risorsa importante nell’ambito degli stru-
menti a disposizione del clinico per aiutare a combattere una grande quantità e varia-
bilità di malattie nell’uomo. Il suo obiettivo terapeutico è quello di ristabilire l’equi-
librio fisiologico dell’individuo malato, regolando i processi difensivi, partendo da
un’adeguata rimodulazione immunitaria. È oramai dato certo l’importanza del ruolo
svolto dal microbioma, l’insieme dei miliardi di microrganismi che convivono con
noi, producendo diversi nutrienti essenziali, integrandosi nel nostro sistema immu-
nitario e contribuendo al mantenimento di un ottimale stato psico-fisico di pressoché
tutti gli apparati e sistemi del nostro organismo.
Questo manuale di Immuno-Isopatia Clinica offre un quadro ampio e intercon-
nesso di informazioni e consente di scoprire percorsi e interventi nuovi e alternativi
per affrontare efficacemente numerose patologie di natura infettiva o dovute a altera-
zioni funzionali e/o metaboliche.
Nella prima parte, riporta le importanti informazioni relative alla difesa della
salute dell’individuo, con analisi approfondite sul ruolo fondamentale delle innume-
revoli specie di microrganismi saprofiti (microbiota) diffusi sull’intero organismo e
sulla loro implicazione nel costituire una minaccia patogena, in caso di alterazione
degli equilibri del sistema. Questi ultimi sono favoriti da importanti fattori quali,
un’alimentazione errata carente di nutrienti essenziali o ricca di alimenti acidi e uno
stile di vita stressante che promuovono l’instaurarsi di fenomeni infiammatori o di-
smetabolici, collegati allo sviluppo delle patologie cronico-degenerative.
Tutti gli argomenti sono trattati con approfondita completezza, supportati dalle
più recenti acquisizioni della moderna ricerca scientifica, spiegati da immagini illu-
strative. Per ogni singolo elemento, è indicato il riferimento bibliografico.
Nella seconda parte, un pratico repertorio clinico completo fornisce informazio-
ni utili ad impostare una terapia corretta, chiarendo l’impiego clinico dei preparati
Immuno-Isopatici. È riportata una serie di schemi terapeutici che nella pratica clinica
quotidiana si sono dimostrati utili per numerose patologie.
Questo volume è rivolto a tutta quella parte di classe Medica che desidera, ap-
profondendo le proprie conoscenze, impostare terapie innovative, sempre supportate
dall’evidenza scientifica, dirette a ricomprendere l’interezza multiforme delle fun-
zioni del nostro organismo, integrandole con i consueti protocolli terapeutici sinora
applicati.
3
INDICE

Prefazione pag. 3
Presentazione

Microrganismi nell’uomo: i presupposti della Terapia Sanum » 56

Eubiosi e disbiosi » 99
Gli acidi grassi omega 3 » 10
Ipossia e acidosi » 14
Il microbiota intestinale » 29
La forme prive di parete cellulare: L forms o CWD forms » 37
Gli apteni Sanukehl » 48

Rimedi Sanum e attività immunostimolante: il lisozima » 63


Il lisozima » 64
Rilascio di lisozima » 66

Conclusioni » 69

Repertorio clinico Sanum » 73


Patologie (in ordine alfabetico) » 74
Manuale di Immuno-Isopatia clinica
SANUM

SANUM
PRESENTAZIONE

Microrganismi nell’uomo: i presupposti della Terapia Sanum


Un concetto, che corrisponde ad un dato di realtà, è che il corpo umano è popolato
da numerose specie di microrganismi in relazione simbiotica. L’aspetto rilevante è che
la loro localizzazione non è limitata ad alcuni distretti ma copre l’intero corpo in ambiti
sia intra che extra cellulari potendo, all’alterarsi degli equilibri di sistema, costituire una
minaccia patogena1,2,3,4.
L’insieme dei microrganismi che popolano il corpo si definisce con il termine Mi-
crobiota e la qualità della nostra relazione con loro è rispecchiata dal nostro grado di
salute e benessere5. Un’ulteriore estensione di questa evidenza è che l’insieme del ma-
teriale genetico (Microbioma), che include anche caratteristiche metaboliche e mor-
fo-funzionali specifiche, posseduto dal microbiota svolge un ruolo essenziale poiché
sue modificazioni possono significare un cambiamento da forme francamente patogene
a parzialmente patogene o apatogene così come il contrario. Il sangue negli organismi
sani è visto come un ambiente “sterile” nel quale non sono presenti microbi proliferanti.
Tuttavia, ciò non significa che siano assenti forme dormienti o non immediatamente col-
turabili, poiché la dormienza intracellulare è un fenomeno ben noto. Un gran numero
di agenti patogeni può sopravvivere nel sangue e negli eritrociti. Numerosi e recenti
studi di ultramiscroscopia, basati su
DIET GENES sequenze, hanno scoperto un autenti-
Fat Oral
Fiber Microbiome co microbioma del sangue in diverse
malattie non trasmissibili (Fig. 1). L’o-
rigine principale di questi microbi è il
INFLAMMATION
microbioma intestinale, specialmente
quando va incontro ad un squilibrio
tra flora benefica e flora patogena, in-
staurando una condizione di Disbiosi.
Un’altra fonte sono i microbi traslo-
cati dalla cavità orale. Con il termi-
Gut ne “atopobiosi” si intende proprio la
Microbiome
Other body epithelial permeability traslocazione di microbi nel sangue o
sites defective defense in altri tessuti diversi dalla loro ubi-
cazione fisiologica (Fig. 2). L’atopo-
Absorbed bacteria
or bacterial biosi può contribuire alla dinamica di
components una varietà di malattie infiammatorie.
BLOOD MICROBIOME
Nel complesso, sembra che sempre più
Fig. 1. Interconnessione microbioma orale, intestinale e del sangue (da McDonnell ME & Ganley-Leal L,
2010; https://www.bumc.bu.edu/evanscenteribr/files/2010/01/Blood-Microbiome-16.2010-2nd.pdf).

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6
MICRORGANISMI NELL’UOMO: I PRESUPPOSTI DELLA TERAPIA SANUM

m Fig. 2. Rappresentazione grafica di disbiosi,


traslocazione batterica e atopobiosi. INTESTINAL MICROBIOTA
A

o (A) In presenza di disbiosi intestinale, (B) l’integrità Dysbiosis


della barriera intestinale (1 e 2) viene compromessa
e D
e si crea (C) una via di accesso attraverso l’epitelio
i intestinale, che causa (D) traslocazione batterica. Compromised
a La traslocazione batterica è collegata a sua volta ad

BACTERIAL TRANSLOCATION
B
alterazione dell’immunità sistemica (3).
1 GUT BARRIERS
- Pertanto, la disbiosi intestinale (A) seguita da Epithelial mucous layer
i traslocazione batterica (D) conduce ad (E) atopobiosi C
- (da Potgieter M et al, 2015). 2 Paneth cells secrete antimicrobial ROUTE OF
peptides ENTRY
- Dentritic cells
é malattie infiammatorie croniche non trasmissi- Mechanical barrier (epithelial cells) and Injured epithelia
Gut associated lymphatic tissue M-cells/Peyer
e bili possano avere una componente microbica patches
i rispetto a quanto solitamente considerato .2,3

. Le osservazioni circa lo sviluppo in vivo 3


- di forme conosciute di microrganismi, hanno SYSTEMIC IMMUNE SYSTEM BARRIERS
o portato a sviluppare quella che attualmente Compromised
i viene definita come Metagenomica la quale E
u considera la possibilità di identificare “in vivo” ATOPOBIOSIS
- (attraverso un adeguato campionamento) for- BACTERIA FOUND IN NORMALLY STERILE TISSUE
e F
me non coltivabili secondo i normali strumenti IMLPICATED IN
- colturali ma che esprimono una sequenza gene- • Non-communicable diseases
l tica significativamente diversificata. L’approc- • Communicable diseases
e cio metagenomico, seppur non ampiamente
o applicato, consente un’ulteriore individualizzazione tipologica che lega microrgani-
- smi, localizzazioni e individualità potendo, infatti, variare le sequenze da persona a
. persona. Tali sequenze, sempre più, mostrano correlazioni con patologie sistemiche
- infiammatorio-metaboliche e la loro morbidità6,7,8. A questo si aggiunga, come segno
- di una esigenza sempre più avvertita di avere un quadro ampio ed interconnesso di
a informazioni, la cosiddetta omica laddove il neologismo deriva dall’inglese omics
o e intende tutte quelle discipline che prendono in considerazione i riflessi globali di
- aspetti in passato considerati come parzialmente separati o a sé stanti e che, tra loro,
- costituiscono un ulteriore livello di lettura ed interpretazione (proteomica, genomica,
i metabolomica, metallomica, lipidomica, ecc..)9,10.
.
Risulta di grande importanza collegare, come uno dei fattori maggiormente mo-
ù
dulanti, lo stile alimentare alla modulazione “plastica” del microbiota. Tale modu-
, lazione è in grado di intervenire molto rapidamente seppure in relazione alle condi-

6
Wang X, Xu X, Xia Y. Further analysis reveals new gut microbiome markers of type 2 diabetes mellitus.
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vchenko A, Poser SW, Herbig M, Otto O, Androutsellis-Theotokis A, Guck J, Gerl MJ, Cannistraci CV.
Enlightening discriminative network functional modules behind Principal Component Analysis separation in
differential-omic science studies. Sci Rep. 2017 Mar 13;7:43946.
7
PRESENTAZIONE

zioni di partenza della flora stessa11. Avere un microbiota adeguatamente strutturato


consente di ottenere un ottimale funzionamento del sistema psico-corporeo come
ormai ampiamente discusso e dimostrato in letteratura scientifica. La relazione è di
fatto biunivoca e, in special modo, sia il nostro stile di vita impatta sull’integrità del
microbiota sia quest’ultimo modula l’espressione delle intere funzioni fisiologiche
umane (Fig. 3)12,13.

Fig. 3. Interazioni tra nutrienti


luminali e metaboliti del
microbiota intestinale con i
recettori sensoriali intestinali
e le comunicazioni chiave tra
sistemi endocrino, neuronale
e immunitario (da Oriach et al,
201613).

La composizione dietetica determina il tipo di


sostanze nutritive che raggiungono il tratto ga-
strointestinale luminale. Diversi modelli dietetici
possono alterare la composizione del microbiota
intestinale e conseguentemente la produzione
dei loro metaboliti, che possono influenzare: la
permeaabilità epiteliale agendo sulle cellule del
sistema immunitario (1), l’attività delle cellule
enteroendocrine (2) o la funzione delle tight jun-
ctions (3).
Il contenuto del lume intestinale viene continua-
mente monitorato dall’intestino per ottimizzare
l’assimilazione dei nutrienti e proteggere dai pe-
ricoli che possono comprometterne l’integrità.
Pertanto, l’intestino comunica con un range di recettori sensoriali che interagiscono con i principali
sistemi effettori come il sistema endocrino, il sistema nervoso, il sistema immunitario intestinale
ed i sistemi di difesa non immunitaria dell’intestino. Il rilascio di ormoni innescato dall’attivazione di
recettori nutrizionali specifici presenti sulle cellule enteroendocrine si verifica lungo l’intero tratto
gastrointestinale dallo stomaco all’intestino crasso.
Esistono diversi tipi di cellule enteroendocrine come le cellule L o le cellule I con recettori sensoriali
che stimolano il rilascio di diversi tipi di ormoni (4), che hanno una vasta gamma di effetti come la
sazietà attraverso l’ipotalamo, la motilità gastrointestinale e la secrezione acida. Abbreviazioni: AAs,
aminoacidi; Ach, acetilcolina; APC, cellule presentanti l’antigene; CCK, colecistochinina; DA, dopami-
na; GABA, acido g-amminobutirrico; GIP, peptide inibitorio gastrico; GLP, peptide simile al glucagone;
IPANs, neurone afferente primario intrinseco; LCFA, acidi grassi a catena lunga; NE, noradrenalina;
OEA, oleoiletanolamide; PYY, peptide YY; SCFA, acidi grassi a catena corta.

Klimenko NS, Tyakht AV, Popenko AS, Vasiliev AS, Altukhov IA, Ischenko DS, Shashkova TI, Efimova DA,
11

Nikogosov DA, Osipenko DA, Musienko SV, Selezneva KS, Baranova A, Kurilshikov AM, Toshchakov SM,
Korzhenkov AA, Samarov NI, Shevchenko MA, Tepliuk AV, Alexeev DG. Microbiome Responses to an Uncon-
trolled Short-Term Diet Intervention in the Frame of the Citizen Science Project. Nutrients. 2018 May 8;10(5).
Flandroy L, Poutahidis T, Berg G, Clarke G, Dao MC, Decaestecker E, Furman E, Haahtela T, Massart S,
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13

microbiota-gut-brain axis. Clin Nutr Exp. 2016;6:25-38.


8
EUBIOSI E DISBIOSI

A questo proposito è d’obbligo sottolineare come l’insieme dei microrganismi


che popolano il corpo umano contribuisca, o meno, ad un corretto sviluppo o alla
manifestazione patologica nelle diverse fasi critiche della crescita. Ricordiamo il ruo-
lo svolto nella prima infanzia nella manifestazione/slatentizzazione di forme come
asma, atopie, diabete, obesità, ADHD ed autismo. Ci soffermiamo ora sul ruolo chia-
ve svolto dal microbiota intestinale dove distinguiamo due condizioni fondamentali
cioè quella di Eubiosi e quella di Disbiosi.

EUBIOSI E DISBIOSI
Il termine Eubiosi intende una corretta presenza di flora batterica funzionale
alle esigenze dell’individuo mentre con Disbiosi si intende la condizione contraria.
La Disbiosi comporta una serie di conseguenze dannose per l’integrità vitale umana
,
portando allo sviluppo di alcune condizioni tra le quali l’aumento della permeabili-
tà intestinale (Leaky Gut Syndrome e allentamento delle Tight Junctions o Zonulae
occludentes), il sovvertimento della funzionalità delle cellule di Paneth, il formarsi
di sostanze cancerogene (es. nitrosamine), deficit vitaminici e di assimilazione di
calcio. La condizione di Disbiosi, infatti, altera il training del Sistema Immunitario,
la disgregazione dei composti alimentari complessi, la fornitura di molecole chiave e
micronutrienti essenziali per il nostro metabolismo (es. Vit. K2).
La distribuzione delle densità dei microrganismi lungo il tratto gastrointestinale
varia in modo caratteristico per tutti gli uomini (Fig. 4). Le maggiori concentrazioni

Fig. 4. Organizzazione spaziale


delle comunità microbiche e
gradienti fisiologici lungo il tratto
gastrointestinale dei mammiferi
(da Reinoso Webb et al, 201614).

Il numero e il tipo di comunità bat-


teriche, così come i fattori fisiolo-
gici, variano lungo la lunghezza
del tratto gastrointestinale (GI). È
ben noto che i livelli di ossigeno,
le concentrazioni di acidi biliari, la
motilità intestinale, i peptidi anti-
microbici (AMPs) e il pH lumina-
le nella porzione prossimale del
tratto gastrointestinale (stomaco,
duodeno, digiuno) svolgono un
ruolo importante nella limitazione dei numeri e dei tipi di microrganismi. In generale, i batteri anaerobi-
ci, aerobici e facoltativi si trovano quasi esclusivamente nella porzione prossimale del tratto gastrointe-
stinale. La natura ipossica e il pH più fisiologico dell’intestino tenue distale (ileo) e del colon insieme alla
riduzione complessiva di acidi biliari, di AMPs e della motilità intestinale, consentono una crescita senza
impedimenti di un gran numero di batteri anaerobici obbligati. Questi microbi sensibili all’ossigeno sono
in grado di produrre grandi quantità di acidi grassi a catena corta (SCFA, acetato, propionato, butirrato)
da carboidrati complessi (fibre) da utilizzare per importanti processi colonici e immunologici.

Reinoso Webb C, Koboziev I, Furr KL, Grisham MB. Protective and pro-inflammatory roles of intestinal
14

bacteria. Pathophysiology. 2016 Jun;23(2):67-80.


9
PRESENTAZIONE

si trovano, statisticamente, a livello orofaringeo e a partire dall’ileo fino alla mag-


giore concentrazione che caratterizza il tratto colon (dove avviene il riassorbimen-
to degli acidi biliari, della Vit. B12 e dell’acqua) e sigma-retto.
Nell’intestino tenue avviene, grazie alla presenza delle popolazioni di probiotici
in condizioni di Eubiosi, la digestione di nutrienti fondamentali e l’assorbimento di
monosaccaridi, di aminoacidi, di acidi grassi e di acqua. Ricordiamo, qui brevemente,
l’importanza della elaborazione fermentativa (su base probiotica) delle fibre carboi-
dratiche non cellulosiche a catena lunga che porta alla formazione di SCFA (Short
Chain Fatty Acids - acidi grassi a catena corta) vitali sia per il nutrimento enterocitico
che per la loro azione sistemica come modulatori dell’attività di Fegato, Pancreas e sul
metabolismo dei neurotrasmettitori centrali (contribuendo ad una sensazione, o meno,
di benessere psico-fisico).
Una mucosa intestinale non integra facilita la penetrazione sia di macromole-
cole potenzialmente antigeniche che di batteri i quali stimolano la linea immunitaria
Th17 favorendo la produzione di citochine infiammatorie. Mentre gli acidi grassi po-
li-insaturi (PUFA - Poly Unsaturated Fatty Acids) concorrono a spegnere o ridurre
questa attivazione le citochine diminuiscono l’attività dei linfociti Treg promuovendo,
anche, reazioni di cosiddetta “auto-immunità” e lo sviluppo di patologie quali Artrite
Reumatoide, Malattie degenerative, Diabete di tipo 1 (Fig. 5).

Fig. 5. Infiammazione
e autoimmunità
come conseguenza di
danno della mucosa
intestinale.

GLI ACIDI GRASSI OMEGA 3


La presenza di PUFA Omega 3 (EPA, DHA, DPA) è importante per svolgere
un’azione anti-infiammatoria e anti-degenerativa efficace. Ricordiamo che il precur-
sore degli Omega 3 è l’Acido Alfa Linolenico (ALA) che è definito come “essenziale”
poiché l’organismo umano non è in grado di sintetizzarlo da altri precursori ma deve
essere presente nella propria alimentazione.
Gli Omega 3 svolgono quindi importanti funzioni, quali ipocolesterolemizzante,
ipotrigliceridemizzante, vasoprotettiva ed ipotensiva tra le altre.
Gli Acidi Grassi che introduciamo attraverso l’alimentazione possono influen-
zare i processi infiammatori attraverso gli effetti sia sul peso corporeo, e quindi la
massa adiposa, che su composizione e funzionamento della membrana e delle zattere
lipidiche cellulari (regioni della membrana cellulare morfologicamente identificabili
10
GLI ACIDI GRASSI OMEGA 3

rappresentate da accumuli planari di particolari proteine e lipidi tra cui colesterolo,


sfingolipidi e proteine di membrana15). All’interno della cellula, gli Acidi Grassi di
derivazione dalla membrana, e i loro prodotti, possono influenzare il processo infiam-
matorio fungendo da modulatori delle vie di trascrizione per NF-kB (nuclear factor
kappa-light-chain-enhancer of activated B cells) e PPAR-a/g (a/g Peroxisome Pro-
liferator-Activated Receptor - recettore alfa/gamma attivato dai proliferatori dei pe-
rossisomi)16, nonché svolgere il ruolo di precursori per un certo numero di prodotti
derivati dall’ossidazione di eicosanoidi e docosanoidi attraverso l’azione delle epo-os-
sigenasi, lipossigenasi e ciclossigenasi17.
Alcuni lavori, in questo ambito, hanno approfondito il ruolo e l’attivazione
dell’Inflammosoma NLRP3. L’NLRP3 è un complesso multiproteico citoplasmati-
co, normalmente inattivo, che viene attivato in risposta a segnali di pericolo extra- ed
intracellulari, incluso lo stress ossidativo mitocondriale. Una volta attivato, l’Inflam-
mosoma innesca una risposta infiammatoria (Fig. 6) attraverso una modulazione ca-
spasi-1-dipendente delle citochine IL-1β ed IL1818. È di fatto un sensore chiave dello
stress metabolico, mediato da SFA (Saturated Fatty Acids - Acidi Grassi Saturi),
nell’Obesità e nel Diabete Mellito di Tipo 2 (T2DM). Resolvine e Protectine EPA-
e DHA-derivate migliorano in modo significativo lo stato pro-infiammatorio che
ne deriva19.
Fig. 6. Un’alimentazione ricca di grassi saturi
(SFA) promuove l’infiammazione dei tessuti
guidata da macrofagi “metabolicamente attivati”
(da Robblee et al, 201620).
Un consumo eccessivo di SFA induce sia
in macrofagi umani sia in topi un profilo di
espressione genica unico che è arricchito
da un sottoinsieme di marcatori di stress del
reticolo endoplasmatico (ER), in particolare da
IRE1a (inositol-requiring enzyme-1 a) e da molti
geni target adattativi a valle. Gli SFA attivano
anche l’inflammosoma NLRP3 nei macrofagi, con
conseguente secrezione di IL-1b.

https://it.wikipedia.org/wiki/Zattera_lipidica
15

Calder PC. Long chain fatty acids and gene expression in inflammation and immunity. Curr Opin Clin Nutr
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Norling LV, Serhan CN. Profiling in resolving inflammatory exudates identifies novel anti-inflammatory and
pro-resolving mediators and signals for termination. J Intern Med. 2010 Jul;268(1):15-24.
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Robblee MM, Kim CC, Porter Abate J, Valdearcos M, Sandlund KL, Shenoy MK, Volmer R, Iwawaki T,
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masome in Myeloid Cells. Cell Rep. 2016 Mar 22;14(11):2611-23.
11
PRESENTAZIONE

La condizione di Obesità riduce in modo significativo, attraverso una diminu-


zione della presenza di acido 17-idrossidocosaenoico (17-HDHA, di derivazione
dal DHA o Acido Docosaesaenoico), una serie di sostanze ad esso biochimica-
mente collegate tra le quali spiccano un precursore della Resolvina D1 e della Pro-
tectina D1 (aventi azione antinfiammatoria) presenti nel tessuto adiposo e, quindi,
facilitando l’instaurarsi di una condizione infiammatoria21. Anche una supplemen-
tazione dietetica di EPA/DHA, all’interno di un’alimentazione obesogenica, ha
consentito di riattivare la biosintesi di Resolvina e Protectina e, concomitantemente,
di attenuare l’infiammazione adiposa e l’Insulino Resistenza. Relativamente alte dosi
di LC n-3 PUFA (Long Chain n-3 Polyunsaturated Fatty Acids) si sono dimostrate
in grado di attenuare l’espressione genica infiammatoria (Fig. 7) nel tessuto adiposo
sottocutaneo in Pazienti gravemente Obesi ma non Diabetici22.
Fig. 7.
Biosintesi
endogena
di mediatori
lipidici derivati
da omega-6
e omega-3
(da Titos et al,
201323).

L’acido arachidonico (omega-6) viene rilasciato dai fosfolipidi e metabolizzato dalla cicloossige-
nasi (COX) o 5-lipossigenasi (5-LOX) per formare mediatori dell’infiammazione, come prostaglan-
dine e leucotrieni. Durante il processo di risoluzione dell’infiammazione, l’acido arachidonico viene
convertito dalla 15-LOX in acido 15S-idrossieicosatetraenoico (15S-HETE), che viene rapidamente
convertito dalla 5-LOX in lipossina A4 (LXA4). La formazione di 15-epi-LXA4 a partire da 15R-HETE
può verificarsi anche dopo l’acetilazione della COX-2 da parte dell’aspirina (ASA). Allo stesso modo,
l’acido eicosapentaenoico (omega-3) viene convertito in 18-idroperossi-EPE (18-HEPE) da COX-
2 trattata con ASA o attraverso il citocromo P450 (CYP450) e successivamente trasformato dalla
5-LOX in 18S- o 18R-Resolvina (Rv) E1. Il DHA viene convertito dalla 15-LOX in 17S-idrossi-DHA
(17S-HDHA) che successivamente viene trasformato dalla 5-LOX in RvD1 e mediante processi di
epossidazione e idrolisi in Protectina D1 (PD1), rispettivamente. La formazione di 17R-RvD1 da
17R-HDHA può verificarsi anche dopo l’acetilazione della COX-2 da parte dell’ASA.

21
Neuhofer A1, Zeyda M, Mascher D, Itariu BK, Murano I, Leitner L, Hochbrugger EE, Fraisl P, Cinti S, Serhan
CN, Stulnig TM. Impaired local production of proresolving lipid mediators in obesity and 17-HDHA as a
potential treatment for obesity-associated inflammation. Diabetes. 2013 Jun;62(6):1945-56.
22
Itariu BK, Zeyda M, Hochbrugger EE, Neuhofer A, Prager G, Schindler K, Bohdjalian A, Mascher D, Van-
gala S, Schranz M, Krebs M, Bischof MG, Stulnig TM. Long-chain n-3 PUFAs reduce adipose tissue and
systemic inflammation in severely obese nondiabetic patients: a randomized controlled trial. Am J Clin Nutr.
2012 Nov;96(5):1137-49.
23
Titos E, Clària J. Omega-3-derived mediators counteract obesity-induced adipose tissue inflammation.
Prostaglandins Other Lipid Mediat. 2013 Dec;107:77-84.
12
GLI ACIDI GRASSI OMEGA 3

Vi è una sempre maggiore mole di letteratura che identifica i meccanismi attra-


verso i quali i processi infiammatori sono influenzati dall’apporto dietetico di Acidi
Grassi e di come questi possano agire, a seconda della classe di appartenenza, in
senso pro o anti-infiammatorio.
È importante, quindi, sottolineare le evidenze, anche se talvolta non così solide,
per un ruolo pro-infiammatorio degli SFA.
Lo studio LIPGENE24 ha indagato, in soggetti con Sindrome Metabolica
(MetS), gli effetti di una sostituzione dietetica di SFA con MUFA (Mono Unsatu-
rated Fatty Acids) o, come parte di una dieta a basso impatto lipidico, la supple-
mentazione o meno, di LC n-3 PUFA25. Mentre un approccio dietetico con pochi
grassi e arricchito da n-3 PUFA ha dimostrato un rischio significativamente ridotto
di MetS26, la modifica dei grassi nella dieta non ha avuto un effetto significativo
sui marcatori biologici chiave per il rischio metabolico includendo, in questo, la
sensibilità all’Insulina e i marcatori plasmatici infiammatori presi in considera-
zione27. Tuttavia si è dimostrata una chiara modulazione sia dell’Infiammazione
NF-kB-mediata che dello stress ossidativo nell’intervallo post-prandiale in relazio-
ne alla tipologia di composizione lipidica del pasto28,29.
È difficile comunque valutare pienamente i risultati della ricerca che talvol-
ta mostra risultati contradditori tra studi in RCT e studi in vitro. Vi sono infatti
aspetti legati alle dosi, alla durata della modificazione, alla insufficiente selezione

24
Gulseth HL, Gjelstad IM, Tierney AC, Shaw DI, Helal O, Hees AM, Delgado-Lista J, Leszczynska-Golabek
I, Karlström B, Lovegrove J, Defoort C, Blaak EE, Lopez-Miranda J, Dembinska-Kiec A, Risérus U, Roche
HM, Birkeland KI, Drevon CA. Dietary fat modifications and blood pressure in subjects with the metabolic
syndrome in the LIPGENE dietary intervention study. Br J Nutr. 2010 Jul;104(2):160-3.
25
Shaw DI, Tierney AC, McCarthy S, Upritchard J, Vermunt S, Gulseth HL, Drevon CA, Blaak EE, Saris WH,
Karlström B, Helal O, Defoort C, Gallego R, López-Miranda J, Siedlecka D, Malczewska-Malec M, Roche
HM, Lovegrove JA. LIPGENE food-exchange model for alteration of dietary fat quantity and quality in
free-living participants from eight European countries. Br J Nutr. 2009 Mar;101(5):750-9.
26
Paniagua JA, Pérez-Martinez P, Gjelstad IM, Tierney AC, Delgado-Lista J, Defoort C, Blaak EE, Risérus
U, Drevon CA, Kiec-Wilk B, Lovegrove JA, Roche HM, López-Miranda J; LIPGENE Study Investigators. A
low-fat high-carbohydrate diet supplemented with long-chain n-3 PUFA reduces the risk of the metabolic
syndrome. Atherosclerosis. 2011 Oct;218(2):443-50.
27
Tierney AC, McMonagle J, Shaw DI, Gulseth HL, Helal O, Saris WH, Paniagua JA, Gołąbek-Leszczyñska
I, Defoort C, Williams CM, Karsltröm B, Vessby B, Dembinska-Kiec A, López-Miranda J, Blaak EE, Drevon
CA, Gibney MJ, Lovegrove JA, Roche HM. Effects of dietary fat modification on insulin sensitivity and on
other risk factors of the metabolic syndrome--LIPGENE: a European randomized dietary intervention study.
Int J Obes (Lond). 2011 Jun;35(6):800-9.
28
Cruz-Teno C, Pérez-Martínez P, Delgado-Lista J, Yubero-Serrano EM, García-Ríos A, Marín C, Gómez
P, Jiménez-Gómez Y, Camargo A, Rodríguez-Cantalejo F, Malagón MM, Pérez-Jiménez F, Roche HM,
López-Miranda J. Dietary fat modifies the postprandial inflammatory state in subjects with metabolic syn-
drome: the LIPGENE study. Mol Nutr Food Res. 2012 Jun;56(6):854-65.
29
Peña-Orihuela P, Camargo A, Rangel-Zuñiga OA, Perez-Martinez P, Cruz-Teno C, Delgado-Lista J, Yube-
ro-Serrano EM, Paniagua JA, Tinahones FJ, Malagon MM, Roche HM, Perez-Jimenez F, Lopez-Miranda J.
Antioxidant system response is modified by dietary fat in adipose tissue of metabolic syndrome patients. J
Nutr Biochem. 2013 Oct;24(10):1717-23.
13
PRESENTAZIONE

di biomarcatori dell’infiammazione che sono insensibili a modificazioni fisiolo-


giche significative in tessuti chiave come quello epatico e adiposo.
Vi è anche un collegamento sempre più chiaro tra la composizione diete-
tica in grassi, il grado di infiammazione e comuni varianti genetiche umane30.
Nello studio LIPGENE, il SNP (single-nucleotide polymorphism o polimorfi-
smo a singolo nucleotide) nei geni che codificano il peptide anti-infiammatorio
Adiponectina (ADIPOQ) e il suo recettore (ADIPOR1) ha mostrato di interagi-
re positivamente con gli SFA al fine di modulare l’effetto dei grassi alimentari
sull’Insulino Resistenza31.
Attraverso un approccio “caso-controllo” si è osservato come un comune
SNP del gene che codifica per il fattore C3 sia correlato con il rischio di MetS
ma, molto significativamente, l’impatto di tutto questo è risultato accentuato da
livelli elevati di SFA32. Inoltre la combinazione di polimorfismo nei geni che co-
dificano per IL-6, linfotossina A (LTA) e TNF-a (Tumor Necrosis Factor alpha)
ha un effetto globale additivo che porta ad una interazione con livelli e tipologia
degli Acidi Grassi plasmatici in grado di modulare significativamente il rischio
di MetS33.
Una ricerca ha dimostrato la capacità degli LC n-3 PUFA di diminuire la
produzione di TNF-a. Tutto questo è influenzato da una insita alterazione della
produzione di TNF-a e dal polimorfismo nei geni per il TNF-a e la LTA34.
L’infiammazione, successiva al pasto, pare proprio essere collegata all’im-
patto patologico di una elevata lipemia post-prandiale35.

30
Madden J, Williams CM, Calder PC, Lietz G, Miles EA, Cordell H, Mathers JC, Minihane AM. The impact
of common gene variants on the response of biomarkers of cardiovascular disease (CVD) risk to increased
fish oil fatty acids intakes. Annu Rev Nutr. 2011 Aug 21;31:203-34.
31
Ferguson JF, Phillips CM, Tierney AC, Pérez-Martínez P, Defoort C, Helal O, Lairon D, Planells R, Shaw DI,
Lovegrove JA, Gjelstad IM, Drevon CA, Blaak EE, Saris WH, Leszczynska-Golabek I, Kiec-Wilk B, Risérus
U, Karlström B, Miranda JL, Roche HM. Gene-nutrient interactions in the metabolic syndrome: single nu-
cleotide polymorphisms in ADIPOQ and ADIPOR1 interact with plasma saturated fatty acids to modulate
insulin resistance. Am J Clin Nutr. 2010 Mar;91(3):794-801.
32
Phillips CM, Goumidi L, Bertrais S, Ferguson JF, Field MR, Kelly ED, Peloso GM, Cupples LA, Shen J, Or-
dovas JM, McManus R, Hercberg S, Portugal H, Lairon D, Planells R, Roche HM. Complement component
3 polymorphisms interact with polyunsaturated fatty acids to modulate risk of metabolic syndrome. Am J
Clin Nutr. 2009 Dec;90(6):1665-73.
33
Phillips CM, Goumidi L, Bertrais S, Ferguson JF, Field MR, Kelly ED, Mehegan J, Peloso GM, Cupples LA,
Shen J, Ordovas JM, McManus R, Hercberg S, Portugal H, Lairon D, Planells R, Roche HM. Additive effect
of polymorphisms in the IL-6, LTA, and TNF-{alpha} genes and plasma fatty acid level modulate risk for the
metabolic syndrome and its components. J Clin Endocrinol Metab. 2010 Mar;95(3):1386-94.
34
Grimble RF, Howell WM, O’Reilly G, Turner SJ, Markovic O, Hirrell S, East JM, Calder PC. The ability of fish
oil to suppress tumor necrosis factor alpha production by peripheral blood mononuclear cells in healthy
men is associated with polymorphisms in genes that influence tumor necrosis factor alpha production. Am
J Clin Nutr. 2002 Aug;76(2):454-9.
35
Jackson KG, Poppitt SD, Minihane AM. Postprandial lipemia and cardiovascular disease risk: interrelation-
ships between dietary, physiological and genetic determinants. Atherosclerosis. 2012 Jan;220(1):22-33.
14
IPOSSIA ED ACIDOSI

IPOSSIA ED ACIDOSI
Come già accennato in precedenza, essendo la condizione del terreno fondamen-
tale per lo sviluppo di qualsiasi “alterazione” in senso infiammatorio o dismetabolico,
ecco che un aspetto fondamentale risiede nella valutazione e promozione di un cor-
retto pH sistemico e l’evitamento o la correzione di condizioni di Acidosi distrettuali.
Ipossia ed Acidosi sono due condizioni che spesso si accompagnano in modo
devastante per il benessere a medio e lungo termine della persona.
Riscoprire il ruolo rilevante dell’Ipossia tissutale, e la conseguente acidosi che
ne deriva, ci pare un aspetto importante non solo dal punto di vista concettuale ma,
soprattutto, da quello pratico clinico.
Sono infatti numerose le situazioni nelle quali il nostro organismo deve so-
stenere un’ipossia che, a seconda di localizzazione, grado, intensità e durata, è in
grado di innescare processi di tipo compensatorio i quali, a loro volta, possono
costituire la base per patologie solo successivamente espresse in modo manifesto
(es. osteopenia e/o osteoporosi36, patologie tiroidee37, condizioni tumorali38,39,40,41).
La nostra risposta agli stimoli ambientali di varia natura (inquinamento42,43,44, input
stressogeni45, alimenti46,47,48,49,50) è fondamentale nella regolazione dell’Ipossia-Aci-

36
Arnett TR. Extracellular pH regulates bone cell function. J Nutr. 2008 Feb;138(2):415S-418S.
37
Brrngger M, Hulter HN, Krapf R. Effect of chronic metabolic acidosis on thyroid hormone homeostasis in
humans. Am J Physiol. 1997 May;272(5 Pt 2):F648-53.
38
Huang D, Li C, Zhang H. Hypoxia and cancer cell metabolism. Acta Biochim Biophys Sin (Shanghai). 2014
Mar;46(3):214-9.
39
Harguindey S, Arranz JL, Polo Orozco JD, Rauch C, Fais S, Cardone RA, Reshkin SJ. Cariporide and
other new and powerful NHE1 inhibitors as potentially selective anticancer drugs--an integral molecular/
biochemical/metabolic/clinical approach after one hundred years of cancer research. J Transl Med. 2013
Nov 6;11:282.
40
De Berardinis RJ, Lum JJ, Hatzivassiliou G, Thompson CB. The biology of cancer: metabolic reprogramming
fuels cell growth and proliferation. Cell Metab. 2008 Jan;7(1):11-20.
41
Damaghi M, Wojtkowiak JW, Gillies RJ. pH sensing and regulation in cancer. Front Physiol. 2013 Dec
17;4:370.
42
Drummer C, Friedel V, Berger A, StöA, St, St Beriedel V, Bentral PMCID: PMC386Heer M. Effects of ele-
vated carbon dioxide environment on calcium metabolism in humans. Aviat Space Environ Med. 1998
Mar;69(3):291-8.
43
Aoshima K, Iwata K, Kasuya M. Disturbance of acid-base balance in cadmium-induced renal tubular dysfun-
ction. Sangyo Igaku. 1990 Jul;32(4):270-1.
44
Landa J, Avery WG, Sackner MA. Some physiologic observations in smoke inhalation. Chest. 1972
Jan;61(1):62-4.
45
Boschiero D. PRAL, GL, infiammazione e stress: evidenze cliniche. Definizioni, statistica, applicazioni diagnosti-
che e terapeutiche. http://www.portaledinu.it/press/pubblicazioni/PRAL_GL_Infiammazione_Stress_rev0.pdf.
46
Ceglia L, Harris SS, Abrams SA, Rasmussen HM, Dallal GE, Dawson-Hughes B. Potassium bicarbonate
attenuates the urinary nitrogen excretion that accompanies an increase in dietary protein and may promote
calcium absorption. J Clin Endocrinol Metab. 2009 Feb;94(2):645-53.
47
Dawson-Hughes B, Harris SS, Ceglia L. Alkaline diets favor lean tissue mass in older adults. Am J Clin
Nutr. 2008 Mar;87(3):662-5.
48
Pizzorno J, Frassetto LA, Katzinger J. Diet-induced acidosis: is it real and clinically relevant? Br J Nutr.
2010 Apr;103(8):1185-94.
49
Hietavala EM, Stout JR, Hulmi JJ, Suominen H, Pitkänen H, Puurtinen R, Selänne H, Kainulainen H, Mero
AA. Effect of diet composition on acid-base balance in adolescents, young adults and elderly at rest and
during exercise. Eur J Clin Nutr. 2015 Mar;69(3):399-404.
50
Schwalfenberg GK. The alkaline diet: is there evidence that an alkaline pH diet benefits health? J Environ
Public Health. 2012;2012:727630.
15
PRESENTAZIONE

dosi e include, oltre ad aspetti che possiamo definire “costituzionali”, anche l’atti-
vità fisica51,52 e una consapevolezza e congruenza psico-corporea che, a sua volta,
viene influenzata, via feedback negativo, da agenti ipossico-acidificanti.
L’inalazione, infatti, di CO2 promuove l’insorgere di un’emozione simile a
quella che caratterizza il manifestarsi di attacchi di panico spontanei53 andando a
coinvolgere quelle che sono le strutture biologiche di base dei disturbi di Ansia.
Tale sintomatologia pare essere indipendente dalla stimolazione diretta dell’A-
migdala, come precedentemente ritenuto, ma (come suggeriscono lavori su cavie
ed evidenze cliniche in soggetti con lesioni bilaterali dell’Amigdala) correlata alla
riposta primitiva all’Ipossia-Acidosi di una zona del cervello denominata Nucleo
del Letto della Stria Terminale (in inglese Bed Nucleus of the Stria Terminalis) che
attiva l’asse HPA (Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene) e la risposta allo Stress Acuto54.
Per quel che riguarda l’attività fisica essa contribuisce, in modo “naturale”, a
diminuire l’acidità distrettuale-interstiziale attraverso un meccanismo semplice ed
efficace che ci evidenzia (se ce ne fosse ancora bisogno) quanto sia importante una
buona idratazione55 affinché l’acqua svolga le sue funzioni fondamentali dal punto
di vista biochimico (e non solo).
Durante l’esercizio fisico una parte di acqua viene spostata dal torrente va-
scolare e dal liquido interstiziale verso la muscolatura al lavoro. In questo modo
“tamponi” naturali quali proteine e bicarbonato aumentano la presenza di elementi
basici atti a contrastare l’acidificazione da produzione di acido lattico.
Ecco spiegata anche la ragione per la quale l’attività quotidiana aerobia è da
preferirsi, ai fini terapeutici, a un’intensa o prevalente attività anaerobia.
Alla fine dell’attività muscolare l’acqua defluisce rapidamente verso le sedi
da cui proveniva e quindi può permanere un residuo più o meno elevato di aci-
do lattico non tamponato a seconda del tipo di sforzo connesso. In questo senso
una moderata (anaerobia) e costante attività fisica risulta promuovente una corretta
neutro-basificazione distrettuale e un tamponamento dell’acidità e degli elementi
pro-infiammatori connessi.
È evidente come l’attività fisica sia connessa alla respirazione e che quindi,
quest’ultima, correli efficacemente con l’ossigenazione. Lavorando su una corretta
ventilazione e sui patterns ad essa connessi (ampiezza e frequenza del respiro) si

51
Petrushova OP, Mikulyak NI. Blood acid-base balance of sportsmen during physical activity. Biomed Khim.
2014 Sep-Oct;60(5):591-5.
52
Leese GP, Nicoll AE, Varnier M, Thompson J, Scrimgeour CM, Rennie MJ.. Kinetics of 13CO2 elimination
after ingestion of 13C bicarbonate: the effects of exercise and acid base balance. Eur J Clin Invest. 1994
Dec;24(12):818-23.
53
Colasanti A, Esquivel G, Schruers KJ, Griez EJ. On the psychotropic effects of carbon dioxide. Curr Pharm
Des. 2012;18(35):5627-37.
54
Taugher RJ, Lu Y, Wang Y, Kreple CJ, Ghobbeh A, Fan R, Sowers LP, Wemmie JA. The bed nucleus of
the stria terminalis is critical for anxiety-related behavior evoked by CO2 and acidosis. J Neurosci. 2014
Jul 30;34(31):10247-55.
55
Böning D. The opposite of dilution acidosis occurs during physical exercise. J Appl Physiol (1985). 2011
Aug;111(2):620; author reply 621.
16
IPOSSIA ED ACIDOSI

ottengono effetti rilevanti sulla regolazione acido-base, sul diametro delle arterie e
sulla ritenzione del sodio a livello renale56,57 .
L’uso di sostanze tampone, nel senso della loro implementazione attraverso
la dieta, assume quindi un’importanza fondamentale non solo nel mantenere un
buon equilibrio acido-base ma anche perché questo correla con l’innescarsi di for-
me patologiche e degenerative come quelle (tra le molte) a cui abbiamo accennato
precedentemente.
Sempre più sia in ambito clinico, terapeutico e preventivo, che in ambito spor-
tivo viene esplorato l’uso del bicarbonato di sodio e dei citrati.
In tutte le situazioni che coinvolgono sforzi prolungati, e/o intermittenti pro-
lungati, una supplementazione di bicarbonato e citrati si è rivelata vincente nel
migliorare le performance e la capacità di risposta dell’organismo58,59. Nei soggetti
supplementati si ritrovano, inoltre, livelli significativamente più elevati di pH, bi-
carbonato e lattato.
Non solo la medicina d’urgenza o le situazioni di patologia in stadi avanzati
richiedono un’attenzione da questo punto di vista ma (e ci permettiamo di aggiunge-
re “soprattutto”) tutte le forme specialmente contraddistinte e sottese da alterazioni
infiammatorie.
Si intende con ciò che le forme “palesi” di Ipossia-Acidosi si presentano da sé in-
dicando senza dubbio la via terapeutica e le azioni conseguenti da attuare in emergenza.
Meno evidente è l’importanza del rilevare una corretta perfusione distrettuale e
un monitoraggio dei livelli di acidosi relativa che sono condizioni connesse a forme
patologiche le quali, di primo acchito, possono apparire come non correlate.
Sappiamo che vi sono vari meccanismi (che qui semplicemente citeremo) che, a
differenti livelli e localizzazione, hanno a che vedere con lo stress ossidativo legato
ad un eccesso di specie chimiche reattive dette ROS (Anione superossido, Radicale
Idrossile, Radicale idroperossile o Ossigeno singoletto, Ozono, Perossido di Idroge-
no - provocano la formazione di radicali idrossili e un radicale idrogeno promuovente
l’acidosi dall’acqua corporea) e/o ad una carenza dei sistemi antiossidanti (citiamo
come esempio gli Antiossidanti preventivi come i Sequestratori di metalli: es. Tra-
sferrina, Lattoferrina, Ferritina, Aptoglobina, Emopessina, Albumina - i Quencher
di ROS: es. Carotenoidi, Superossido dismutasi, Catalasi - gli Inattivatori di Pe-
rossidi: es. Glutatione perossidasi sia plasmatica che dei perossidi fosfolipidici e
intracellulare, Glutatione-S-transferasi senza dimenticare altri antiossidanti quali le
Vitamine C, E ed A, il Coenzima Q10, lo Zinco, il Selenio, la N-Acetilcisteina, la
Vitamina B6, gli steroli tra cui il Colesterolo) il cui esito finale, se non contrastato,

56
Gilbert C. Clinical applications of breathing regulation. Beyond anxiety management. Behav Modif. 2003
Oct;27(5):692-709.
57
Friis UG, Plovsing R, Hansen K, Laursen BG, Wallstedt B. Teaching acid/base physiology in the laboratory.
Adv Physiol Educ. 2010 Dec;34(4):233-8.
58
Requena B, Zabala M, Padial P, Feriche B. Sodium bicarbonate and sodium citrate: ergogenic aids? J
Strength Cond Res. 2005 Feb;19(1):213-24.
59
Price M, Moss P, Rance S. Effects of sodium bicarbonate ingestion on prolonged intermittent exercise. Med
Sci Sports Exerc. 2003 Aug;35(8):1303-8.
17
PRESENTAZIONE

è di apoptosi e necrosi cellulare nonché una profonda alterazione della matrice


extracellulare (collagene, macrofagi, capillari, fibre elastiche e fibronectina, ma-
stociti, glicosaminoglicani).
Ci interessa tuttavia sottolineare come un ambiente acidificato dallo stress os-
sidativo alteri profondamente anche la struttura vascolare andando a favorire una
ipoperfusione distrettuale, un’ipo-ossigenazione e un’ulteriore acidificazione. Più in
specifico si assisterà ad una ridotta efficienza della respirazione cellulare e un
netto aumento dei ROM (Reactive Oxygen Metabolites)60.
Altrettanto non dettaglieremo i sistemi tampone fisiologici e le varie conse-
guenze che l’acidosi comporta anche se ne vedremo le linee essenziali. Li ricordiamo
solo brevemente per ordine di importanza e velocità di intervento:
- Bicarbonato-acido carbonico (HCO3-/H2CO3).
- Fosfato monobasico-bibasico (HPO42-/ H2PO4-). Il tampone fosfato è meno im-
portante del sistema bicarbonato perché nei fluidi extracellulari è molto meno
concentrato e la forma acida non può essere eliminata come la CO2. Risulta
invece un sistema importante a livello renale perché il fosfato si concentra nel
tubulo renale.
- Proteine (es. Albumina, Emoglobina). Le proteine sono i sistemi tampone più
abbondanti dell’organismo. La loro capacità tampone è legata all’esistenza di
gruppi imidazolici dell’istidina e α-aminici. Nei globuli rossi, l’emoglobina ha
una funzione tampone molto importante.
- Tamponi intracellulari. Il pH intracellulare (6-7,4) è leggermente inferiore a
quello del liquido extracellulare, ma segue, anche se lentamente, le sue va-
riazioni, perché CO2 diffonde nelle cellule e H+ entra con anioni organici e in
scambio con K+. I sistemi tampone intracellulari contribuiscono ad impedire
variazioni del pH del liquido extracellulare, anche se agiscono lentamente.
Sono rappresentati dalle proteine e dai fosfati inorganici (ATP, ADP, AMP,
Glucosio-1-monofosfato e 2,3-DPG).
- Sistema Polmonare. Regola la rimozione di CO2 e quindi di H2CO3 → risposta
rapida attraverso l’aumento o la diminuzione della ventilazione.
- Sistema Renale. Elimina urine acide o basiche riportando la concentrazione di
idrogenioni ai valori normali → risposta lenta.
In generale, recenti evidenze di ricerca ci sottolineano come i “sensori” corporei
dell’equilibrio acido-base siano settati prevalentemente nel riconoscere il pH attra-
verso una adenil-ciclasi solubile che individua il bicarbonato61.
Ci preme presentare alcuni concetti base e, successivamente, condividere alcune
evidenze scientifiche che hanno, già da ora, un enorme impatto sulle scelte clinico-te-
rapeutiche.

60
Iorio EL. La corretta alimentazione nella prevenzione dell’invecchiamento e delle patologie ad esso correla-
te. Salerno, presentazione a “La dieta in condizioni fisiologiche diverse”. Marzo 2005.
61
Nunes AR, Holmes AP, Sample V, Kumar P, Cann MJ, Monteiro EC, Zhang J, Gauda EB. Bicarbona-
te-sensitive soluble and transmembrane adenylyl cyclases in peripheral chemoreceptors. Respir Physiol
Neurobiol. 2013 Aug 15;188(2):83-93.
18
IPOSSIA ED ACIDOSI

Perché Ipossia e Acidosi sono due aspetti concettualmente uniti? Possiamo


sinteticamente rispondere che, in ultima analisi, riguardano un percorso comune che
ha come tappa finale la cellula e l’ambiente intracellulare. Più in specifico, un orga-
nello cellulare presente in tutti gli eucarioti: il Mitocondrio.
L’ossigenazione tissutale ha come funzione primaria nell’uomo quella di con-
sentire un processo di produzione di energia detto fosforilazione ossidativa (dopo la
glicolisi extramitocondriale e il ciclo di Krebs intramitocondriale) la quale avviene
grazie ai mitocondri.
Il metabolismo aerobio consuma ossigeno e rilascia come prodotto la prece-
dentemente citata CO2 ovvero il Biossido di Carbonio. L’ossigeno giunge ai tessuti
legato all’emoglobina e fisicamente va a consentire, in corrispondenza della cresta
mitocondriale, un processo di scambio di elettroni che esordisce nella sintesi di ATP
(adenosin trifosfato) e calore62.
L’equilibrio dinamico tra Ossigeno da un lato e Anidride carbonica dall’altro è
il fattore principale (abbiamo visto precedentemente non unico) dell’equilibrio aci-
do-base corporeo. A questo punto, e per definire e chiarire il concetto di Acidità e di
Basicità, ci serve un elemento che è fondamentale per l’esistenza della nostra vita
corporea: l’Acqua.
L’acqua costituisce la maggior parte del corpo umano. In essa si sciolgono le
varie sostanze che vanno incontro ad interazioni biochimiche a vario titolo e livello.
La maggiore o minore acidità di una soluzione è determinata dalla concentrazione di
ioni idrogeno (H+ o Protoni) disciolti nell’acqua.
La misura della concentrazione degli ioni idrogeno consente pertanto di valutare
il grado di acidità di una soluzione. Quando si parla di regolazione dell’equilibrio
acido-base si vuole intendere in effetti la regolazione della concentrazione di ioni
idrogeno nei liquidi dell’organismo. La valutazione di questa concentrazione viene
espressa in termini logaritmici con la sigla pH che sta per “Potenziale Idrogeno” e
matematicamente si esprime come pH= log 1/[H+]= - log [H+].
Ciò sta a significare che il pH diminuisce quando la concentrazione di ioni H+
aumenta, cioè la soluzione si acidifica63.
Si definiscono Acide quelle sostanze che liberano protoni H+ mentre Basiche
quelle che liberano anioni OH-.
Il range di valori entro cui spazia il pH va da 0 a 14 e si comprende bene se si
considera che nell’acqua “pura” la concentrazione di H+ e OH- è bilanciata essen-
do 10-7 moli per litro sia per H+ che per OH-. La somma di pH e pOH darà quindi
invariabilmente 14.
Nelle strutture viventi più in generale, e nell’uomo in specifico, il valore di
pH deve essere diverso e il più stabile possibile a seconda delle strutture e livelli
antropologici (intra o extra cellulare) basandosi su questa “differenza” l’insieme
dei processi vitali.

62
Mitochondria http://goldbook.iupac.org/M03937.html.
63
Di Fede A, Italiano M, Marzetti C. Acido o Base? L’Equilibrio vitale per l’Uomo. Corso ECM FAD c/o Con-
sulcesi, http://www.corsi-ecm-fad.it/catalogo-corsi/medicina/corso-ecm-acido-o-base-l-equilibrio-vitale-
per-l-uomo-ed-2018/606.
19
PRESENTAZIONE

Vi è però un distretto particolarmente vitale e tutelato che non tollera variazio-


ni significative di pH: il Sangue. Il valore di pH del Sangue deve obbligatoria-
mente stare tra 7,35 e 7,45.
Anche lievi spostamenti della concentrazione idrogenionica dal valore nor-
male possono avere ripercussioni notevoli sulla cinetica delle reazioni chimiche
cellulari, deprimendone alcune e accelerandone altre. Perciò la regolazione della
concentrazione degli ioni idrogeno è uno degli aspetti più importanti dell’o-
meostasi.
Tale regolazione viene agita per mezzo dei sistemi tampone e proprio da uno
di questi (menzionato all’inizio) partiamo riprendendo la CO2 liberata dal processo
di respirazione cellulare.
Al fine di mantenere il pH del sangue stabile, e anche una conseguente ottima-
le ossigenazione (tanto Ossigeno entra quanta CO2 esce), la CO2 viene trasportata
(per il 73%) nel sangue idratata (via l’anidrasi carbonica dei globuli rossi) come
acido carbonico H2CO3 che a livello polmonare si scinde velocemente in HCO3-
(liberato nel sangue in cambio della ricezione dell’anione Cl-) e H+. Lo ione H+
rimane legato all’emoglobina e si scinderà quando l’Ossigeno si rilegherà al Ferro
dell’Eme. Lo ione Idrogenocarbonato (HCO3-) funge quindi per ¼ da tampone del
pH ematico oltre che da “trasporto”.
I restanti ¾ della funzione tampone sono svolti dalle proteine. Frequenza del
respiro e variazione del lume vasale sono gli elementi primari per il mantenimento
di un livello ottimale di HCO3-.
Il 21% della CO2 si trova sotto forma di carbaminoemoglobina (CO2 + un
gruppo amminico dell’emoglobina da non confondere con il legame letale tra eme
e monossido di carbonio chiamato carbossiemoglobina). Si tenga conto che la CO2,
aumentando di concentrazione, favorisce il rilascio di O2 da parte dell’emoglobina
con un perfetto meccanismo di integrazione tra domanda (distrettuale) e offerta
(ossigenazione) secondo quello che viene detto “effetto di Werigo-Bohr”64.
Il 5% della CO2 rimane sciolta nel globulo rosso.
Già queste prime osservazioni ci consentono di apprezzare ancora meglio un
dato proveniente dalla recente letteratura, apparentemente eclatante, che descrive
un feedback positivo sui mitocondri e sui processi di respirazione cellulare: l’as-
sunzione di bicarbonato di sodio (essendo il bicarbonato un tampone natu-
rale) incrementa l’espressione della proteina mRNA PGCI Alpha che regola,
aumentandolo, il numero dei mitocondri e, conseguentemente, la capacità re-
spiratoria65,66.

64
http://www.treccani.it/enciclopedia/effetto-bohr_(Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica)/.
65
Percival ME, Martin BJ, Gillen JB, Skelly LE, MacInnis MJ, Green AE, Tarnopolsky MA, Gibala MJ. Sodium
bicarbonate ingestion augments the increase in PGC-1α mRNA expression during recovery from intense
interval exercise in human skeletal muscle. J Appl Physiol (1985). 2015 Dec 1;119(11):1303-12.
66
Bishop DJ, Thomas C, Moore-Morris T, Tonkonogi M, Sahlin K, Mercier J. Sodium bicarbonate ingestion
prior to training improves mitochondrial adaptations in rats. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2010 Au-
g;299(2):E225-33.
20
IPOSSIA ED ACIDOSI

Un’alterazione dell’acidità corporea (ultimo sarà il sangue) è quindi chiave nel


compromettere, in grado direttamente proporzionale alla variazione dal pH neu-
tro-basico, le funzioni vitali.
L’alimentazione incide in misura determinante sul valore di pH e di conse-
guenza sulle funzioni metaboliche dell’organismo: sistema elettrico, attività intra-
cellulare, attività enzimatica, minerali, vitamine.
È nell’apparato gastrointestinale che troviamo un abbondante utilizzo di tampo-
ni per limitare la pur necessaria acidità atta a favorire i processi digestivi. Il Pancreas
secerne grosse quantità di bicarbonati67 insieme ad enzimi digestivi. Gli ioni bicarbo-
nato (via enzima anidrasi carbonica Zn-dipendente) sono prodotti delle cellule epi-
teliali duttali esocrine in seguito a stimolazione da parte della secretina (stomaco) e,
insieme all’acqua, vengono rilasciati nel lume duttale e quindi nel duodeno. È quindi
il Pancreas una stazione fondamentale di controllo del pH ed è tra i primi organi ad
essere affaticato da un’acidosi sistemica tanto da potere affermare che un’acidosi
cronica metabolica sia destruente per il Pancreas68 poiché altera completamente il
terreno alcalino nel quale gli enzimi secreti svolgono la loro funzione.
Inoltre l’acidificazione del succo pancreatico porta a diminuirne gli effetti an-
ti-microbici favorendo quindi una alterazione, in senso patologico, del microbiota e,
anche, lo sviluppo e la proliferazione delle forme CWD (Cell Wall Deficient) in
quanto risposta indotta al cambiamento del terreno (vedi le forme CWD in dettaglio
più avanti).
Altre conseguenze sono: pancreatiti da attivazione precoce intrapancreatica
delle proteasi, formazione di calcoli biliari, reflusso biliare verso lo stomaco/eso-
fago. Anche la funzione endocrina viene alterata con le conseguenze immaginabili
sulla secrezione di insulina e il rischio di diabete di tipo 269.
Tornando all’occorrenza dell’Ipossia possiamo bene comprendere come a questa
si accompagni, e ne sia conseguenza, un’acidosi inizialmente distrettuale e, successi-
vamente, favorisca quella sistemica. Il mitocondrio, che già soffre fisiologicamente di
stress ossidativi, può andare incontro a danni notevoli fino, come detto, all’apoptosi71.
Secondo studi e approfondimenti portati avanti in modo sistematico special-
mente dalla Dottoressa Terry Wahls72,73 (che ha da subito enfatizzato l’importanza
dell’alimentazione e dello stile di vita nel contrastare l’insorgenza di patologie in-
fiammatorie da acidosi74 sia acute che croniche e cronico-degenerative) le strutture
chiave che debbono essere preservate sono proprio i mitocondri e la connessa respi-

67
http://www.vivo.colostate.edu/hbooks/pathphys/digestion/pancreas/exocrine.html
68
Melamed P, Melamed F. Chronic metabolic acidosis destroys pancreas. JOP. 2014 Nov 28;15(6):552-60.
69
Mandel EI, Curhan GC, Hu FB, Taylor EN. Plasma bicarbonate and risk of type 2 diabetes mellitus. CMAJ.
2012 Sep 18;184(13):E719-25.
70
Carnauba RA, Baptistella AB, Paschoal V, Hübscher GH. Diet-Induced Low-Grade Metabolic Acidosis and
Clinical Outcomes: A Review. Nutrients. 2017 May 25;9(6).
71
Valero T. Mitochondrial biogenesis: pharmacological approaches. Curr Pharm Des. 2014;20(35):5507-9.
72
Terry L. Wahls. Minding My Mitochondria 2nd Edition: How I overcame secondary progressive multiple
sclerosis (MS) and got out of my wheelchair. TZ Press.
73
http://terrywahls.com/about-the-wahls-protocol/
74
Riemann A, Ihling A, Thomas J, Schneider B, Thews O, Gekle M. Acidic environment activates inflammatory
programs in fibroblasts via a cAMP-MAPK pathway. Biochim Biophys Acta. 2015 Feb;1853(2):299-307.
21
PRESENTAZIONE

Diet-induced metabolic acidosis Fig. 8.


Conseguenze per
la salute derivanti
Reduction of pH level within the normal range dall’acidosi
metabolica di basso
grado indotta dalla
bone resorption  calcium excretion dieta (da Carnauba
markers excretion IR cortisol et al, 2017 70).
citrate excretion
BMD

Bone fratures Nephrolithiasis T2DM Lean mass HBP


Bone mass loss loss

L’acidosi metabolica di basso grado indotta dalla dieta può predisporre a vari disturbi tra cui la
compromissione del metabolismo osseo, la formazione di calcoli renali, la perdita di massa magra,
l’aumento di pressione sanguigna e il rischio di diabete mellito di tipo 2. BMD: densità minerale
ossea; IR: insulino-resistenza; T2DM: diabete mellito di tipo 2; HBP: pressione alta.

razione cellulare aerobia che, in ambiente acido, viene fortemente disturbata secondo
i criteri precedentemente esposti. A
In sintesi la dottoressa Wahls evidenzia come la nostra alimentazione e il nostro
stile di vita portino a “denutrire” i mitocondri e a creare un ambiente ossidante e
acidificante atto a impedire lo svolgersi delle loro fondamentali funzioni vitali.
Un ritorno ad una prevalenza di alimenti quali frutta e verdura (insieme ad una
modulazione dell’assunzione di grano e i suoi derivati nonché di fonti proteiche) è
in grado di sostenere in modo ottimale sia l’equilibrio acido-base che la respirazione
mitocondriale. In questa direzione va, a nostro avviso, valutata con grande attenzio-
ne, in vista di indicazioni dietetiche ai Pazienti, la valenza alcalinizzante o acidifican-
te degli alimenti (PRAL - Potential Renal Acid Load)75,76.
Il magnesio, il bicarbonato, il selenio e lo zolfo sono elementi fondamentali
per i mitocondri.
Questa sembra essere la base attraverso la quale si vengono a manifestare, nel
tempo, malattie degenerative come la Sclerosi Multipla (SM), la Sclerosi Laterale
Amiotrofica (SLA) e più in generale le sofferenze infiammatorie77.
Nel caso della SM (Fig. 9) vi sono ormai evidenze che i ROS prodotti da cellule
infiammatorie guidino la degenerazione assonale verso la SM attiva inducendo una

75
Remer T, Manz F. Potential renal acid load of foods and its influence on urine pH. J Am Diet Assoc. 1995
Jul;95(7):791-7.
76
https://www.acidosimetabolica.it/category/tabelle-pral/
77
Campbell GR, Worrall JT, Mahad DJ. The central role of mitochondria in axonal degeneration in multiple
sclerosis. Mult Scler. 2014 Dec;20(14):1806-1813.
22
IPOSSIA ED ACIDOSI

severa disfunzione dei mitocondri. Tra i numerosi lavori pubblicati e che supportano
pienamente il protocollo anti-acido e anti-ossidante della dottoressa Wahls, menzio-
niamo quello sull’attivazione del recettore astrogliale PGC-1alpha (peroxisome pro-
o
liferator-activated receptor gamma coactivator1-alpha) che stimola la produzione e
l’attivazione degli enzimi antiossidanti peroxiredoxina-3 e tioredoxina-278.
Ricordiamo poi che un ambiente acidificato favorisce la proliferazione di mi-
crorganismi patogeni e la induzione di forme CWD che concorrono al promuove-
re la sintomatologia (vedi le forme CWD in dettaglio più avanti).
Il discorso alimentare, poco più sopra affrontato, ci offre l’occasione per ricor-
dare che a fronte di un’acidificazione persistente si innescano, nel corpo, i cosiddetti
meccanismi tampone. Questi portano ad una demineralizzazione causata dagli in-
genti prelievi di sali alcalinizzanti dai tessuti minerali naturali (muscolo e osso)
per fronteggiare l’aggressione degli acidi (Fig. 8)70, 80.
La continua richiesta di minerali alcalinizzanti quali calcio, ferro, magne-
sio, manganese, potassio, rame, sodio, provoca la riduzione delle difese immuni-
tarie per l’infiammazione delle mucose, la demineralizzazione e l’intossicazione
a
,
del mesenchima che ne deriva.
e Accanto alle forme manifeste, ve ne sono altre latenti e di piccola entità, in
cui il pH del sangue è ancora negli intervalli normali, ma la sua capacità tampone è
compromessa.

A
An ccum Fig. 9. Fattori che possono
dL u
ym lat contribuire allo sviluppo e alla
ph ion progressione di Sclerosi Multipla
oc of t
yte M gh
s i acr unli (da Mao P et al, 201079).
n t op dS I fattori causali precisi della sclerosi
he ha ce D)
Br ges edu min multipla sono sconosciuti. Tuttavia,
ain R ita
(V è possibile che più fattori siano
coinvolti nel causare la sclerosi
Multiple multipla, inclusi difetti del DNA nei
genomi nucleari e mitocondriali,
Sclerosis infezioni virali, condizioni di ipossia
e stress ossidativo, mancanza di
Vir
ts al
Inf
luce solare o carenza di vitamina D
acto ec e aumento di macrofagi e linfociti
F tio
tic n
Oxidative Stress
Hypoxia and

nel cervello.
ene
G

78
Nijland PG, Witte ME, van het Hof B, van der Pol S, Bauer J, Lassmann H, van der Valk P, de Vries HE, van
Horssen J. Astroglial PGC-1alpha increases mitochondrial antioxidant capacity and suppresses inflamma-
tion: implications for multiple sclerosis. Acta Neuropathol Commun. 2014 Dec 10;2:170.
79
Mao P, Reddy PH. Is multiple sclerosis a mitochondrial disease? Biochim Biophys Acta. 2010
Jan;1802(1):66-79.
80
Chen W, Melamed ML, Abramowitz MK. Serum bicarbonate and bone mineral density in US adults. Am J
Kidney Dis. 2015 Feb;65(2):240-8.
23
PRESENTAZIONE

Con il termine acidosi latente, Sander81, pioniere della ricerca acido-basica,


identifica la condizione nella quale le riserve di compensazione basica nel sangue
sono già state parzialmente consumate ma non si è ancora verificata una variazione
del pH.
Inoltre, sintomi o condizioni cliniche di rilevo comune quali asma, broncop-
neumopatie cronico ostruttive, chetoacidosi diabetica, affezioni renali o franche
insufficienze, qualsiasi tipo di shock (settico, anafilattico, neurogeno, ecc…), stress
e ansia con iperventilazione, uso di farmaci o droghe che causano ipoventilazione,
vomiti e diarree possono portare a squilibri Acido-Base. In questi casi spesso la
somministrazione di ossigeno (vedi concetto di Ipossia) migliora le condizioni dei
Pazienti82.
Un buon metodo per ottenere valori indicativi sull’Equilibrio Acido-Base
(nella maggior parte delle situazioni e fatta salva una corretta funzionalità rena-
le), e che ben si adatta alle esigenze ambulatoriali, è quello della valutazione del
pH extracellulare attraverso la misurazione del pH urinario49,83. Per ottenere una
misurazione la più attendibile possibile è bene effettuare almeno 3 misurazioni
giornaliere: sulla seconda urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena.
Il valore ideale di pH urinario ruota attorno al 7,260. In base ai risultati delle
misurazioni si può intervenire con supplementazioni neutro-basificanti nei mo-
menti della giornata nei quali il corpo si trova a dovere affrontare una situazione di
acidosi e le sue relative potenziali conseguenze croniche.
Tale misurazione diventa ancora più importante in corso di trattamenti per
patologie degenerative o francamente tumorali.
La relazione tra Ipossia e Acidosi ci pare quindi ormai chiara. L’Ipossia può
avere molteplici cause e, schematicamente, possiamo indicare alcune eziologie:
- da Ipoventilazione (Ipossica)
- da Alterata funzione dell’Emoglobina (Anemica)
- da Rallentamento del flusso sanguigno (Stagnante)
- da Disfunzione mitocondriale (Istotossica)
Nella nostra esperienza clinica possiamo rilevare come blocchi psicogeni del
diaframma siano molto più diffusi di quel che appare e comportino una venti-
lazione spesso insufficiente e quindi una scarsa ossigenazione. Tale condizione,
ripetiamo, è diffusissima!
A questo punto ci preme affrontare come argomento conclusivo, ma a nostro
avviso foriero di notevoli indicazioni pratiche e concrete, quello della relazione
tra Ipossia-Acidosi e proliferazione tumorale. Ancora una volta ritroveremo i
Mitocondri così da chiudere un ideale cerchio.

81
Sander F. L’equilibrio acido-base dell’organismo umano. Terza Ed. Stoccarda: Hippokrates; 1999.
82
Edwards SL. Pathophysiology of acid base balance: the theory practice relationship. Intensive Crit Care
Nurs. 2008 Feb;24(1):28-38; quiz 38-40.
83
Dussol B. Acid-base homeostasis: metabolic acidosis and metabolic alkalosis. Nephrol Ther. 2014
Jul;10(4):246-57.
24
IPOSSIA ED ACIDOSI

Iniziamo con un dato storico e cioè il fatto che nel 1931 fu attribuito il Premio
Nobel in “Fisiologia o Medicina” al Dr. Otto Heinrich Warburg (Fig. 10) per il
suo lavoro sui processi metabolici aerobi e anaerobi nelle cellule.
Nel suo lavoro pubblicato nel 1927 sul metabolismo del tumore nel corpo84, egli
affronta una tematica che caratterizzerà il suo lavoro fino all’intervento che terrà a
Lindau, sul Lago di Costanza, dopo la guerra, nel 1966 e dal titolo “The Prime Cause
and Prevention of Cancer”85.
Egli identificò come causa primaria
del tumore la carenza di ossigeno ed evi-
denziò quello che tuttora viene chiamato
“Effetto Warburg” e cioè la differenza
fondamentale tra cellule sane e cance-
rose consistente nella velocità di flusso
della glicolisi.
Riportiamo a seguire alcune frasi,
dai suoi scritti, ricche di significato sia
allora che oggi86:

Fig. 10. Otto Heinrich Warburg


(da Brand RA, 2010 86).

- “L’insorgere del tumore è causato da una dieta antifisiologica (basata su cibi


acidificanti) e da uno stile di vita sedentario: in questa situazione il corpo crea un
ambiente di acidità. L’acidità, a sua volta, espelle l’ossigeno dalle cellule […]”
- “La mancanza di ossigeno e l’acidosi sono due facce della stessa medaglia: se ne
hai una, hai anche l’altra. Sostanze acide rifiutano l’ossigeno, mentre le sostanze
alcaline attirano l’ossigeno: privare una cellula del 35% del suo ossigeno per
48 ore, può trasformarla in cellula cancerosa. Tutte le cellule normali hanno un
assoluto bisogno di ossigeno, ma le cellule cancerose possono vivere senza ossi-
geno.”
- “Tutte le forme di cancro sono caratterizzate da una proliferazione quando si
trovano in condizioni di ipossia e acide (senza ossigeno), le cellule tumorali sono
anaerobie (vivono in assenza di ossigeno, il glucosio è la principale fonte di ener-
gia).”
- “Il cancro, pertanto, non sarebbe altro che un meccanismo di difesa di alcune
cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e acido …”

Warburg O, Wind F, Negelein E. The metabolism of tumors in the body. J Gen Physiol. 1927 Mar 7;8(6):519-30.
84

http://healingtools.tripod.com/primecause1.html/
85

Brand RA. Biographical sketch: Otto Heinrich Warburg, PhD, MD. Clin Orthop Relat Res. 2010
86

Nov;468(11):2831-2.
25
PRESENTAZIONE

Il lavoro di Warburg fu per anni abbandonato e spesso accompagnato, nel ri-


cordarlo, ad una ingenua, e spesso supponente, derisione. La sua spiegazione circa
l’oncogenesi fu, nel tempo, soppiantata dalla “Teoria di Knudson” (geni oncosop-
pressori) che imputava la causa della trasformazione tumorale a mutazioni del DNA
cellulare87. Attualmente, soprattutto alla luce di quanto detto sino ad ora, a noi pare
che le due spiegazioni possano essere inquadrate una (Warburg) come causa e una
come “uno” degli effetti (Knudson).
Alla luce di osservazioni su varie tipologie di cellule tumorali, nonostante nella
stragrande maggioranza dei casi vi sia una situazione come quella descritta da War-
burg, si assiste anche al mantenimento dell’attività respiratoria mitocondriale seb-
bene vi sia una alterazione della regolazione del processo glicolitico88,89 che porta,
comunque, ad un accumulo di acido lattico immesso nel tessuto connettivo creando
il consueto ambiente acidico all’intorno del tumore e favorendone sia la dispersione
metastatica90 (le zone di maggiore acidità all’intorno della massa sono quelle con
maggiore invasività tumorale) sia l’alterazione del meccanismo mitocondriale di fo-
sforilazione ossidativa nelle cellule adiacenti91.
In questo senso si può ipotizzare che le considerazioni di Warburg siano sostan-
zialmente corrette sebbene il danno possa avvenire (secondo numerosi autori e in rari
ceppi cellulari tumorali) con maggiore rilevanza per quella che è la via metabolica
glicolitica sregolandola. Il dato comune apparente a tutti i ceppi tumorali è comunque
un’avida captazione di glucosio.
Le indicazioni alimentari92 al Paziente diventano quindi fondamentali per fa-
vorire la “morte” metabolica del tumore stesso (no a farine doppio zero, ai dolciumi
industriali, al latte vaccino e derivati, allo zucchero bianco, al cioccolato comune,
ecc.) mentre la constatazione più frequente è quella di vedere specialisti al corrente
delle più minuziose e specifiche azioni di enzimi e fattori di trascrizione che ignorano
la ricaduta macroscopica, sulla patologia, dell’alimentazione e dello stile di vita. Al
più accettano, solo ed esclusivamente, alcuni aspetti specie quelli intesi a promuo-
vere psicologicamente il benessere del Paziente. Il mangiare cose che “piacciono”
rientra purtroppo tra questi.
In ogni caso le evidenze maggiori della ricerca paiono indicare come la crea-
zione di un ambiente acidico, nel microambiente tumorale, sia il mezzo migliore per
salvaguardare il tumore stesso. A questo proposito, e per mantenere il pH interno sta-
bile, potenti pompe protoniche trans-membrana contribuiscono a mantenere e creare
questa situazione tanto che l’utilizzo sperimentale di inibitori della loro attività porta

87
Knudson AG Jr. Mutation and cancer: statistical study of retinoblastoma. Proc Natl Acad Sci USA. 1971
Apr;68(4):820-3.
88
Li YH, Li XF, Liu JT, Wang H, Fan LL, Li J, Sun GP. PKM2, a potential target for regulating cancer. Gene.
2018 Aug 20;668:48-53.
89
Koppenol WH, Bounds PL, Dang CV. Otto Warburg’s contributions to current concepts of cancer metabo-
lism. Nat Rev Cancer. 2011 May;11(5):325-37.
90
Koch A, Schwab A. Cutaneous pH landscape as a facilitator of melanoma initiation and progression. Acta
Physiol (Oxf). 2018 May 26:e13105.
91
Riemann A, Ihling A, Schneider B, Gekle M, Thews O. Impact of extracellular acidosis on intracellular pH
control and cell signaling in tumor cells. Adv Exp Med Biol. 2013;789:221-8.
92
Ribeiro MD, Silva AS, Bailey KM, Kumar NB, Sellers TA, Gatenby RA, Ibrahim-Hashim A, Gillies RJ. Buffer
Therapy for Cancer. J Nutr Food Sci. 2012 Aug 15;2:6.
26
IPOSSIA ED ACIDOSI

le cellule tumorali ad essere aggredibili maggiormente dai farmaci 93,94,95… i quali


quasi sempre sono… acidificanti!!! e quindi il problema si pone di nuovo…
Tutte queste osservazioni, fini e necessarie, si infrangono contro un’evidenza
apparentemente rozza e cioè che, anche in situazioni sperimentali, l’aggiunta di so-
luzioni basificanti di bicarbonato porta ad un’inibizione della crescita del tumore e,
quindi, della sua invasività96.
Sull’utilizzo del bicarbonato concordano anche alcuni ricercatori cinesi che
hanno recentemente osservato qualcosa di molto interessante e cioè la capacità del-
le cellule tumorali di avere 2 possibilità metaboliche (Fig. 11): una quella descritta

Fig. 11.
Rappresentazione
schematica delle
differenze tra
fosforilazione
ossidativa, glicolisi
anaerobica e
glicolisi aerobica
(effetto Warburg).
Da Vander Heiden
et al, 2009100.

In presenza di O2, i tessuti non proliferanti (differenziati) metabolizzano prima il glucosio in


piruvato attraverso la glicolisi e quindi ossidano completamente la maggior parte del piruvato nei
mitocondri in CO2 durante il processo di fosforilazione ossidativa. L’ossigeno, essendo necessario
come accettore finale di elettroni per ossidare completamente il glucosio, è essenziale per questo
processo. Quando l’O2 è limitante, le cellule possono reindirizzare il piruvato generato dalla glicolisi
lontano dalla fosforilazione ossidativa mitocondriale generando lattato (glicolisi anaerobica). Questa
generazione di lattato durante la glicolisi anaerobica consente alla glicolisi di continuare (riportando
il NADH al NAD+), ma si traduce in una produzione di ATP minima rispetto alla fosforilazione
ossidativa. Warburg ha osservato che le cellule tumorali tendono a convertire la maggior parte
del glucosio in lattato indipendentemente dal fatto che l’O2 sia presente (glicolisi aerobica). Questa
proprietà è condivisa da normali tessuti proliferativi. I mitocondri rimangono funzionali e parte della
fosforilazione ossidativa continua sia nelle cellule tumorali che nelle normali cellule proliferanti.
Tuttavia, la glicolisi aerobica è meno efficiente della fosforilazione ossidativa per la produzione di
ATP. Nelle cellule in proliferazione, circa il 10% del glucosio viene deviato in percorsi biosintetici a
monte della produzione di piruvato.

93
Kuchuk O, Tuccitto A, Citterio D, Huber V, Camisaschi C, Milione M, Vergani B, Villa A, Alison MR, Carradori
S, Supuran CT, Rivoltini L, Castelli C, Mazzaferro V. pH regulators to target the tumor immune microenvi-
ronment in human hepatocellular carcinoma. Oncoimmunology. 2018 Mar 26;7(7):e1445452.
94
Damaghi M, Wojtkowiak JW, Gillies RJ. pH sensing and regulation in cancer. Front Physiol. 2013 Dec
17;4:370.
95
De Milito A, Fais S. Tumor acidity, chemoresistance and proton pump inhibitors. Future Oncol. 2005
Dec;1(6):779-86.
96
Estrella V, Chen T, Lloyd M, Wojtkowiak J, Cornnell HH, Ibrahim-Hashim A, Bailey K, Balagurunathan Y,
Rothberg JM, Sloane BF, Johnson J, Gatenby RA, Gillies RJ. Acidity generated by the tumor microenviron-
ment drives local invasion. Cancer Res. 2013 Mar 1;73(5):1524-35.
27
PRESENTAZIONE

classicamente dall’“effetto Warburg”97,98,99 (glicolisi) e l’altra una via di mezzo


(glico-ossidativa) che consente ai ceppi di sopravvivere specie in condizioni meta-
boliche quali quelle dei tumori solidi.
In questi casi a seconda del livello di acidosi lattica del microambiente pos-
sono regolare con un meccanismo di feed-back negativo la preferenziale via gli-
colitica.
È importante rilevare come, gli autori stessi, descrivano che, anche nel caso
di una situazione di metabolismo parzialmente ossidativo con poco glucosio, la
somministrazione di bicarbonato porta la cellula tumorale a ritornare alla piena via
glicolitica e quindi a richiedere glucosio che, mancando, la porta a morte101.
Attualmente, nonostante importanti articoli siano stati pubblicati su riviste pre-
stigiose, si cerca ancora di individuare la via genica nell’alterazione della funzione
mitocondriale piuttosto che cercare i fattori promuoventi di quell’alterazione102.
Uno degli inibitori di acidità che maggiormente viene utilizzato negli stu-
di pubblicati è il bicarbonato di Sodio103. Il suo effetto, testato anche dalla ricerca
di base, è promettente. Si è dimostrato che NaHCO3 somministrato per via orale
ha selettivamente aumentato il pH dei tumori e ridotto la formazione di metastasi
spontanee in un modello di cancro metastatico al seno nei topi.
Dopo avere condiviso una visione d’insieme sull’importanza e la ricaduta cli-
nica dell’Ipossia-Acidosi, proviamo a sintetizzare alcuni aspetti di prassi tera-
peutica generale che, tuttavia, andranno poi adattati alle singole situazioni ed
evenienze.
Il dato fondamentale è che l’organismo va riportato in una situazione di buon
pH non solo a livello ematico ma soprattutto a livello della matrice extracellulare
dove i processi di acidificazione sono pericolosi (specie quando si arriverà ad una
trasformazione da sol a gel della matrice stessa) poiché alterano le vie biochimiche
e la comunicazione tra i vari ceppi cellulari oltre a mettere in una condizione di
sforzo compensatorio le pompe protoniche di membrana e costituendo un elemento
di vasocostrizione capillare e quindi di ipossia.
Come abbiamo appena evidenziato, tutte le condizioni ipossiche vanno com-
battute e ostacolate sia in via preventiva che in fase terapeutica per patologia

97
Koukourakis MI, Giatromanolaki A. Warburg effect, Lactate Dehydrogenase and Radio/Chemo-therapy
efficacy. Int J Radiat Biol. 2018 Jun 18:1-55.
98
Hofmann P. Cancer and Exercise: Warburg Hypothesis, Tumour Metabolism and High-Intensity Anaerobic
Exercise. Sports (Basel). 2018 Jan 31;6(1).
99
Shamsi M, Saghafian M, Dejam M, Sanati-Nezhad A. Mathematical Modeling of the Function of Warburg
Effect in Tumor Microenvironment. Sci Rep. 2018 Jun 11;8(1):8903.
100
Vander Heiden MG, Cantley LC, Thompson CB. Understanding the Warburg effect: the metabolic requi-
rements of cell proliferation. Science. 2009 May 22;324(5930):1029-33.
101
Xie J, Wu H, Dai C, Pan Q, Ding Z, Hu D, Ji B, Luo Y, Hu X. Beyond Warburg effect--dual metabolic nature
of cancer cells. Sci Rep. 2014 May 13;4:4927.
102
Boland ML, Chourasia AH, Macleod KF. Mitochondrial dysfunction in cancer. Front Oncol. 2013 Dec
2;3:292.
103
Robey IF, Baggett BK, Kirkpatrick ND, Roe DJ, Dosescu J, Sloane BF, Hashim AI, Morse DL, Raghunand
N, Gatenby RA, Gillies RJ. Bicarbonate increases tumor pH and inhibits spontaneous metastases. Cancer
Res. 2009 Mar 15;69(6):2260-8.
28
IL MICROBIOTA INTESTINALE

conclamata. Ogni situazione patologica ha come base un processo di alterazione


in senso ipossico/acidificante e interventi quali una buona respirazione e un’ali-
mentazione adeguata con prevalenza di frutta e verdura e scarso apporto di carboi-
drati raffinati/zuccheri/amidi è fondamentale così come una opportuna regolazione
dell’apporto proteico animale.
È fondamentale il monitoraggio del pH anche attraverso la via urinaria come
più sopra descritto e l’uso, peraltro promosso anche in letteratura, di sostanze neu-
tro-basificanti. Tra queste ricordiamo alcune tra le più semplici: i Bicarbonati e i
Citrati.
Nella nostra prassi consigliamo ALKIMO (disponibile sia in polvere - barat-
tolo e bustine - sia in compresse) che rappresenta una miscela bilanciata di Bicar-
bonati e Citrati oltre che di Calcio, Magnesio e Zinco con una posologia che varia
a seconda dell’andamento del pH nell’arco della giornata, con la seguente modalità
di somministrazione: 1 cucchiaino (o 1 bustina) di polvere o 2-4 compresse da circa
40 minuti a 2 ore dalla fine del pasto. In questo modo si “mima” quello che sarebbe
l’apporto fisiologico pancreatico andando (come nel caso delle Ipossie-Acidosi) a
rinforzarlo.
Nelle patologie tumorali, inoltre, somministriamo Citrokehl in gocce con po-
sologia variabile a seconda del Paziente. Alla luce di quanto abbiamo esposto l’idea
è quella di agire sia sull’equilibrio acido base (in quanto acido debole reagisce con
acidi più forti liberando OH- e diminuendo l’acidità nonché svolgendo un’azione
antiossidante) che sul ciclo di Krebs.
Per favorire l’ossigenazione e regolarizzare l’apporto di sangue nei di-
stretti periferici, sia in situazioni di acidosi asintomatica che in patologia con-
clamata, suggeriamo sempre l’utilizzo di Mucokehl D5 sia in gocce che in com-
presse. La posologia di base è 1 compressa (o 7-10 gocce) 3 volte al giorno. A
seconda dell’intensità della sintomatologia, e della necessità di apporto di ossi-
geno a livello distrettuale, la posologia potrà essere aumentata anche fino a 5-6
somministrazioni giornaliere per poi essere ridotta in accordo con l’andamento
clinico. Mucokehl sarà da utilizzare sicuramente in tutte le condizioni oncologi-
che e, ovviamente, dove vi sia rischio di ipoperfusione e/o minaccia di sviluppo
di processi necrotici.
Ricordiamo inoltre che un’alterazione dell’equilibrio Acido-Base com-
promette irrimediabilmente il microbiota intestinale favorendo l’insorgenza
di forme potenzialmente patogene anche se presenti in bassa carica.

IL MICROBIOTA INTESTINALE
Il Microbiota intestinale esprime tra 500 e 1000 specie differenti che contem-
plano la presenza di milioni di geni. Poiché, come già anticipato, l’interazione con
l’ospite è bi-direzionale, ecco che gli effetti spaziano da una alterazione della funzio-
nalità del Sistema Immunitario (sia locale che sistemica) allo sviluppo di patologie
quali RCU (retto colite ulcerosa), Morbo di Crohn, tumori, Obesità, Diabete tipo 2,
Pancreatite, Fibromialgia, Malattie Cardio-Vascolari, Disturbi Cognitivo Comporta-
mentali e Psico-Affettivi.
29
PRESENTAZIONE

La composizione del microbiota intestinale è modificabile, fortunatamente, da


modificazioni dello stile di vita (intesi nel senso più pieno del termine greco δίαιτα
ovvero “modo di vivere”); l’alimentazione, l’esercizio fisico, la ritmicità circadiana
(es. sonno-veglia), la modalità di contatto con la propria affettività sono catego-
rie che compongono questo insieme.
Dobbiamo tuttavia considerare anche i Fattori Ambientali:
 inquinanti/tossici (sia microrganismi patogeni che sostanze velenose),
 farmaci (tra questi maggiormente gli antipsicotici) includendo anche
quelli non-antibiotici che tuttavia esplicano un’azione simile sulla flora batterica
aumentando la resistenza dei patogeni,
 equilibri tra fattori di trascrizione (es. c-Maf che porta ad una diffe-
renziazione dei linfociti Th2 e Th17 i quali favoriscono la IBD (Inflammatory
Bowel Disease) che include Crohn e rettocolite ulcerosa.

Microbiota e Disturbi del Comportamento


Come precedentemente accennato, è importante sottolineare la correlazione
tra Disturbi del Comportamento (DC) e alterazioni significative del microbiota
intestinale includendo la parziale prevalenza di forme patogene, essendo stata, in
passato, ampiamente sottovalutata. DC e microrganismi costituiscono un ambito
di sempre maggiore interesse e studio Alcuni esempi di manifestazione clinica
sono: Astenia generalizzata, Sindrome Ansiosa, Attacchi di Panico, Depressione
tono umore, Ideazioni Depressive, Depressione maggiore, Deterioramenti Co-
gnitivi, Demenze, Schizofrenia, Autismo.
Le alterazioni della capacità cognitiva e del tono dell’umore correlano con:
aumentati livelli di markers infiammatori (es. IL-6, Proteina C Reattiva),
Esotossine Neurotrope (es. Tossina Botulinica, Tetanica), Tossine anche Neuro-
trope (Perfringolisina, Alfa-emolisina). Oltre a questi aspetti conviene ricordare
l’azione citotossica diretta come si configura nell’Encefalite Erpetica, la Ma-
lattia di Creutzfeldt–Jakob (encefalite spongiforme trasmissibile da Prioni), la
Demenza da AIDS (HIV associated dementia + deposizione amiloide), la Neu-
rosifilide da Treponema pallidum.

Antibiotico-resistenza
Un ulteriore aspetto, che riguarda l’equilibrio del microbiota e lo svilup-
po di patologie è quello dell’antibiotico-resistenza (ABR). La ABR, in Italia,
raggiunge quote sino al 50% dei trattamenti antibiotici con un pernicioso sotto-
gruppo costituito da ABR multipla che si verifica nel 7-10% dei casi. Le infe-
zioni correlate all’assistenza (ICA) colpiscono ogni anno circa 284.000 pazienti
causando tra i 4.500 e i 7.000 decessi. Le più comuni infezioni sono polmonite
(24%) e infezioni del tratto urinario (21%)104,105.

104
http://www.epicentro.iss.it/focus/resistenza_antibiotici/DocumentazioneItalia.asp
105
ECDC Surveillance Report, Point prevalence survey of healthcare associated infections and antimicrobial
use in European acute care hospitals, 2011-2012.
30
IL MICROBIOTA INTESTINALE

Come è intuitivamente comprensibile, le alterazioni dell’equilibrio del-


la flora intestinale portano ad una espansione/riduzione della presenza di
microrganismi potendo quindi favorire il proliferare di forme francamente
patogene. Gli antibiotici, ed in particolare quelli ad ampio spettro, non sono mai
unicamente mirati contro gli agenti patogeni e nel combattere l’infezione creano
pesanti danni collaterali a carico del microbiota residente. Fortunatamente, la
microecologia del microbiota umano sano è molto diversificata e presenta una
buona “ridondanza funzionale”, ovvero la capacità per più microbi all’interno
dello stesso ecosistema di svolgere gli stessi compiti in modo tale che, se una
popolazione viene soppressa, la sua funzione viene vicariata da un’altra106,107,108.
Ciò consente al microbiota una moderata capacità di sopportare lo stress causato
dall’antibiotico e poi di riprendersi. Tuttavia, poiché ciascuno di noi ha un mi-
crobiota modellato in modo univoco dal proprio ambiente e da altri fattori che
sono meno ben compresi, questa esclusività significa che non è ancora possibile
prevedere le risposte individuali all’esposizione antimicrobica.
Come vedremo più avanti, questo meccanismo porta anche all’induzione
di forme “speciali” promotrici di una risposta infiammatoria. Tali forme,
cominciamo a nominarle, vengono descritte come L forms o CWD (Cell Wall
Deficient) forms nella letteratura scientifica.
Tornando ad aspetti più classicamente noti, se consideriamo le infezioni,
una particolarmente foriera di nefaste conseguenze è quella da Clostridium dif-
ficile (CDI).
Il CDI è un batterio anaerobio, Gram-positivo, presente fisiologicamente nel
microbiota vaginale ed intestinale. Grazie alla produzione nell’intestino di una tos-
sina necrotizzante alcuni ceppi di Clostridium possono causare nell’uomo la colite,
soprattutto quando riescono a moltiplicarsi nell’intestino in grandi quantità come ac-
cade, ad esempio, in seguito a terapia antibiotica protratta nel tempo che permette al
C. difficile di proliferare e prosperare in assenza di un microbiota sano che ne ostaco-
li l’“espansione”109. Poiché il trattamento per l’infezione da Clostridium consiste in
un’ulteriore terapia antimicrobica con metronidazolo (nei casi di infezioni lievi), van-
comicina o fidaxomicina, non sorprende che l’infezione possa ripresentarsi in circa
il 20% dei pazienti e che possa instaurarsi un circolo vizioso di crescita dei patogeni
seguita da soppressione antibiotica110. Soprattutto nella prevenzione delle recidive
dell’infezione, ma anche in profilassi primaria, hanno un ruolo importante i probioti-
ci dal momento che contribuiscono alla modulazione del microbiota completamente

106
Dethlefsen L, Huse S, Sogin ML, Relman DA. The pervasive effects of an antibiotic on the human gut
microbiota, as revealed by deep 16S rRNA sequencing. PLoS Biol. 2008;6(11):e280.
107
Miki T, Yokokawa T, Matsui K. Biodiversity and multifunctionality in a microbial community: a novel the-
oretical approach to quantify functional redundancy. Proc Biol Sci. 2013 Dec 18;281(1776):20132498.
108
Moya A, Ferrer M. Functional Redundancy-Induced Stability of Gut Microbiota Subjected to Disturbance.
Trends Microbiol. 2016 May;24(5):402-13.
109
Knight CL, Surawicz CM. Clostridium difficile infection. Med Clin North Am. 2013;97(4):523–536. ix.
110
Petrof EO, Claud EC, Gloor GB, Allen-Vercoe E. Microbial ecosystems therapeutics: a new paradigm in
medicine? Benef Microbes. 2013;4(1):53–65.
31
PRESENTAZIONE

distrutto dalle terapie antibiotiche, producono acidi che, abbassando il pH, creano un
ambiente sfavorevole alla proliferazione del CDI, sono immunomodulatori che quin-
di contribuiscono a rafforzare il nostro sistema immunitario contro la proliferazione
del batterio (Fig. 12).

Fig. 12. I 3 livelli di azione di un probiotico (da Rijkers GT et al, 2010111).


I batteri probiotici possono:
• interferire con la crescita o la sopravvivenza di microrganismi patogeni nel lume intestinale
(livello 1);
• migliorare la funzione della barriera mucosa e il sistema immunitario della mucosa (livello 2);
• oltre che sull’intestino, avere un effetto sul sistema immunitario sistemico e su altri sistemi
cellulari e organi come fegato e cervello (livello 3).

Diverse metanalisi e revisioni sistematiche della letteratura sull’utilizzo dei pro-


biotici nelle infezioni da Clostridium difficile hanno evidenziato come un’adeguata
terapia probiotica sia in grado di ridurre l’incidenza di CDAD (Clostridium Difficile
Associated Disease), ovvero la malattia associata al C. difficile che si manifesta so-
prattutto con diarrea ricorrente, e di proteggere dal rischio di infezione112,113,114.

111
Rijkers GT, Bengmark S, Enck P, Haller D, Herz U, Kalliomaki M, Kudo S, Lenoir-Wijnkoop I, Mercenier
A, Myllyluoma E, Rabot S, Rafter J, Szajewska H, Watzl B, Wells J, Wolvers D, Antoine JM. Guidance for
substantiating the evidence for beneficial effects of probiotics: current status and recommendations for
future research. J Nutr. 2010 Mar;140(3):671S-6S.
112
Goldenberg JZ, Yap C, Lytvyn L, Lo CK, Beardsley J, Mertz D, Johnston BC. Probiotics for the prevention
of Clostridium difficile-associated diarrhea in adults and children. Cochrane Database Syst Rev. 2017 Dec
19;12:CD006095.
113
Pattani R, Palda VA, Hwang SW, Shah PS. Probiotics for the prevention of antibiotic-associated diarrhea
and Clostridium difficile infection among hospitalized patients: systematic review and meta-analysis. Open
Med. 2013 May 28;7(2):e56-67.
114
Shen NT, Maw A, Tmanova LL, Pino A, Ancy K, Crawford CV, Simon MS, Evans AT. Timely Use of Probio-
tics in Hospitalized Adults Prevents Clostridium difficile Infection: A Systematic Review With Meta-Regres-
sion Analysis. Gastroenterology. 2017 Jun;152(8):1889-1900.e9.
32
IL MICROBIOTA INTESTINALE

L’equilibrio quindi tra sistema immunitario intestinale, microbiota e


mucosa intestinale è la chiave per un ottimale equilibrio di salute della persona.
Nel menzionare l’uso dei probiotici non dobbiamo dimenticare il ruolo dei
prebiotici cioè di quell’insieme di sostanze che vengono metabolizzate (fermentati)
dai microrganismi e che contribuiscono al loro benessere, alla loro proliferazione e
al nostro equilibrio poiché non digeriti dalla microflora intestinale. In questo modo
si riesce a stimolare selettivamente la crescita di alcuni batteri (es. bifidobatteri e
lattobacilli e acidi grassi a catena corta) a discapito dei patogeni o potenzialmen-
te patogeni. Gli effetti di modifica dell’ecosistema passano anche attraverso un
cambiamento della struttura intestinale, un miglioramento dell’assorbimento di
minerali (in particolare il calcio) e uno stimolo dell’immunità locale.
Tra i prebiotici ricordiamo gli oligosaccaridi, gli Acidi Organici e i β-glucani:
- FOS (frutto-oligo-saccaridi), GOS (galatto-oligosaccaridi), MOS (mannano-o-
ligosaccaridi - proteggono l’epitelio intestinale riducendo adesione batterica di
Salmonella e Clostridi), XOS (Xylo-oligosaccaridi), TOS (Transgalatto-oligo-
saccaridi prodotti per via sintetica).
- Gli Acidi Organici sono presenti in alcuni alimenti (specie agrumi e frutti sel-
vatici) e concorrono al metabolismo e al trofismo intestinale. Costituiscono
una alternativa agli additivi alimentari antimicrobici, non si conoscono tutti
i meccanismi di azione specifica, migliorano la digeribilità degli aminoacidi,
troficamente possono aumentare l’altezza dei villi intestinali e quindi la loro
capacità di efficace assorbimento. Se ne riconoscono due principali gruppi.
 Fumarico, Citrico, Malico, Lattico - abbassano il pH, agiscono prevalente-
mente nello stomaco, infatti nel piccolo intestino questo effetto ne produr-
rebbe uno tampone con produzione di bicarbonato;
 Formico, Acetico, Propionico, Sorbico - abbassano il pH, agiscono sui bat-
teri Gram- attraverso la sovversione delle membrane cellulari e alterando il
meccanismo di duplicazione del DNA.
- I β-glucani costituiscono la porzione principale della parte solubile della fibra
alimentare (polisaccaridi a base glucosio con legami glicosidici) non assorbibi-
le - presenti soprattutto nei cereali come orzo (tra 5 e 7%), crusca, avena, farro
(in quantità minore ma significativamente presenti) ma anche lieviti, funghi ed
alghe. Contribuiscono ad una importante azione ipocolesterolemizzante e di ri-
duzione dell’indice glicemico post-prandiale e sul senso di sazietà. Studi clinici
documentano chiaramente la correlazione tra loro consumo alimentare e ridu-
zione del rischio cardiovascolare. La dose giornaliera raccomandata (RDA) è
di 3 grammi al giorno.
Tra le varie fibre ricordiamo quelle viscose (es. gomme come Mastice di
Chios, Gomma di Guar) che esprimono maggiore efficacia verso il senso di Sa-
zietà e il controllo di glicemia ed insulinemia nonché il metabolismo di cole-
sterolo e trigliceridi. Psyllium e Crusca agiscono sia favorendo il transito che
migliorando il metabolismo di colesterolo e trigliceridi.
33
PRESENTAZIONE

Small Intestine Bacterial Overgrowth (SIBO)


A questo punto vale la pena menzionare un aspetto da molti sottolineato cioè
la cosiddetta SIBO (Small Intestine Bacterial Overgrowth) che pare legata ad una
crescita oltre misura (Fig. 13) (spesso causata da un utilizzo sconsiderato e privo di
adeguato contenimento sia nel tempo che nella quantità di Probiotici oltre che ad
uso improprio o abuso di Inibitori di Pompa Protonica115,116) della Flora batterica
Gastro-intestinale. Il rischio di SIBO è normalmente contrastato da acidità gastrica,
aumento della motilità intestinale, aumento di IgG ed IgA e peptidi microbicidi e
dalla barriera morfo-funzionale costituita dalla valvola ileo-ciecale.
Un esempio, invece, di una supplementazione equilibrata ed efficace di Pro-
biotici sta in alcune formulazioni reperibili in commercio ma, tra queste, qui men-

Fig. 13. Distribuzione della flora batterica intestinale nell’intestino normale e


in presenza di sovracrescita batterica nel tenue, SIBO (da Lin HC, 2004117).

A, nell’intestino normale, l’amido facilmente digeribile viene sottoposto a completa digestione e


assorbimento nell’intestino tenue prossimale e non è disponibile per la fermentazione nell’ileo e
nel colon distali dove vi è la maggiore colonizzazione batterica. Al contrario, la produzione di gas
risulta dalla fermentazione batterica di amido poco digeribile che non viene assimilato dall’intestino
prossimale.
B, in presenza di sovracrescita batterica nel tenue, la concentrazione di flora batterica aumenta a
livello prossimale permettendo la fermentazione di amidi sia facilmente digeribili che scarsamente
digeribili.

115
Su T, Lai S, Lee A, He X, Chen S. Meta-analysis: proton pump inhibitors moderately increase the risk of
small intestinal bacterial overgrowth. J Gastroenterol. 2018 Jan;53(1):27-36.
116
Giamarellos-Bourboulis EJ, Pyleris E, Barbatzas C, Pistiki A, Pimentel M. Small intestinal bacterial over-
growth is associated with irritable bowel syndrome and is independent of proton pump inhibitor usage.
BMC Gastroenterol. 2016 Jul 11;16(1):67.
117
Lin HC. Small intestinal bacterial overgrowth: a framework for understanding irritable bowel syndrome.
JAMA. 2004; 292(7):852-8.
34
IL MICROBIOTA INTESTINALE

zioniamo quella di un prodotto (Ergyphilus Plus in capsule) ricordando che, per la


corretta conservazione ed efficacia dei microrganismi contenuti, esso va posto al fre-
sco (frigorifero) ad una temperatura non inferiore ai 4°C. I probiotici contenuti sono
Lactobacillus rhamnosus GG, L. paracasei, L. acidophilus e Bifidobacterium bifidum
e, in aggiunta, ritroviamo importanti prebiotici (vedi elenco precedente per i dettagli
di funzione) con funzioni sia per i microrganismi contenuti che per la persona che li
assume: FOS e Vitamina C. La posologia consigliata (che suggeriamo comunque di
individualizzare attraverso una corretta osservazione clinica) varia da 1 capsula da 2
a 4 volte/die dopo i pasti. Tale modalità di somministrazione aumenta le possibilità
di proliferazione dei ceppi ingeriti grazie alla presenza nel cibo di elementi base per
il loro metabolismo vitale. Il tempo di somministrazione è bene che non superi il
mese di assunzione continuativa proprio per il rischio di SIBO. Anche in questo caso
tuttavia sono possibili eccezioni che devono essere accuratamente valutate dal punto
di vista clinico. Dopo un periodo di sospensione (da 1 settimana a 1 mese) è possibile
ripetere, se necessario, la somministrazione.
Ricordiamo che il Lactobacillus rhamnosus ceppo GG (ATCC 53103) deriva il
suo nome da coloro che ne depositarono il brevetto nel 1985 cioè Sherwood Gorbach
et Barry Goldin. È uno dei probiotici con maggiori approfondimenti di letteratura
scientifica (più di 800 lavori pubblicati) ed è resistente all’acidità gastrica. Tra gli
effetti di modulazione sulle forme patologiche è nota la sua attività come prevenzione
in ambito allergico sia per il terreno predisposto che per le manifestazioni atopiche.
Tra le sue azioni di riequilibrio vanno ricordate quelle sulla sindrome diarroica, il
rinforzo delle difese immunitarie e dell’impermeabilità intestinale.
Il Bifidobacterium bifidum porta una relativa acidificazione del colon con con-
seguente aumento della peristalsi, una netta diminuzione dell’infiammazione della
mucosa intestinale, un’aumentata capacità di metabolizzare il lattosio ed un rinforzo
delle difese immunitarie.
Il Lactobacillus paracasei migliora le condizioni diarroiche, aumenta la rispo-
sta immunitaria, riequilibra l’iperpermeabilità intestinale e migliora l’intolleranza al
lattosio.
Il Lactobacillus acidophilus diminuisce i gonfiori addominali, agisce sulle dife-
se immunitarie, modula le risposte allergiche e, anche lui, migliora l’intolleranza al
lattosio.
Come già precedentemente accennato, ribadiamo qui l’importanza della fermen-
tescibilità, operata dai probiotici, delle fibre carboidratiche a catena lunga. Queste
fibre solubili vengono fermentate e spezzettate dal microbiota intestinale (es. L. aci-
dophilus) e danno come risultato i SCFA tra i quali ricordiamo l’Acetato, il Propiona-
to ed il Butirrato. Il 95% degli SCFA vengono poi riassorbiti nel Colon ed entrano nel
circolo portale dal quale si diffondono nel torrente circolatorio sistemico. L’Acetato
viene, per circa il 40%, metabolizzato da cervello e muscolo mentre il Propionato è
maggiormente utilizzato dal Fegato e promuove una riduzione della sintesi epatica di
colesterolo. Il Butirrato viene prevalentemente utilizzato in situ per il metabolismo
della parete intestinale. Una delle conseguenze del rallentamento del transito intesti-
nale è la riduzione della produzione di SCFA.
35
PRESENTAZIONE

Una volta chiarito questo aspetto ecco che diventa interessante, e con enormi
ricadute cliniche, il considerare i vari apporti di nutrienti e il loro effetto sulla sta-
bilità del microbiota intestinale e sul metabolismo in generale. In specifico teniamo
ad evidenziare come i cosiddetti FODMAP siano da limitare e controllare (Fig. 14).
FODMAP è un acronimo che sta per Fermentable, Oligosaccharides (fruttani e ga-
latto-oligosaccaridi o GOS), Disaccharides (lattosio), Monosaccharides (fruttosio)
And Polyols (sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo). Questi infatti sono fermentati
dai batteri del colon e provocano sintomi di gonfiore, gas addominale e i sintomi
tipici da IBS (Irritable Bowel Syndrome).

High FODMAP Foods Low FODMAP Foods

Source: The Monash University Low FODMAP diet

Fig. 14. Alimenti ad alto e basso contenuto di FODMAP.

L’apporto di adeguati nutrienti, invece, concorre a stabilizzare e migliorare


una sintomatologia da infiammazione dove si ritrova una mucosa intestinale per-
meabile (Leaky Gut Syndrome) ed irritata. Questo comprende anche la Disbiosi
(putrefattiva) e la SIBO così come la Sindrome dell’Intestino Irritabile con il corre-
lato di gonfiore ed eventuale stipsi. Tra i preparati atti a questo scopo desideriamo
evidenziare l’Ergyprotect bustine e quello Confort in capsule. Oltre alla differen-
te forma di biodisponibilità anche la formulazione differisce leggermente essendo
uno (Ergyprotect bustine) più ricco in componente fibrosa e l’altro (Ergyprotect
Confort capsule) meno.
Il nucleo di agenti effettivi condiviso da entrambe già ne chiarisce azioni e fina-
lità comuni:
 L-glutamina, carburante degli enterociti, sintesi del Glutatione, LGS;
 Camomilla, antinfiammatorio, effetto gastro-protettivo, effetto calmante;
36
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

 Curcuma, antinfiammatorio, antiossidante, rinforzo della barriera intestinale;


 Carrube, senso di sazietà, accelerazione transito intestinale, aumento massa
fecale, rallentamento assorbimento grassi e zuccheri, anti-disbiotico, reflusso
gastroesofageo, colon irritabile, rimineralizzante;
 Vitamina B2, protegge dallo stress ossidativo, mantiene le mucose sane.
Gli Ergyprotect concorrono quindi in modo efficace a mantenere l’integrità
della mucosa intestinale, contribuiscono a diminuirne l’infiammazione modulan-
do sia il rapporto tra radicali ossidati e radicali ridotti che la liberazione di citochine
pro-infiammatorie. A queste azioni si aggiungono quelle antidolorifiche pro-anal-
gesiche.
Possiamo ora risintetizzare alcuni punti chiave che riguardano la prima parte di
questa nostra introduzione:
- tutte le condizioni Infiammatorio-Ossidative hanno un effetto sul Mi-
crobiota (ricordiamo l’importanza della LGSI (Low Grade Systemic Inflam-
mation);
- vi è una stretta correlazione tra alterazioni del Terreno e del Microbiota
ed equilibrio PNEI;
- vanno considerati come elementi alteranti anche gli eventi stressogeni
sia acuti che cronici che concorrono ad alterazioni a tutti i livelli antro-
pologici (fisico, psichico, spirituale).
Secondo una ulteriore sotto-classificazione possiamo apprezzare come lo stress
impatti significativamente anche su organi/apparati bersaglio come il SNC e in par-
ticolare le funzioni cerebrali anche evolute, sul cardiovascolare e in specie il Cuore
che sappiamo essere sede neurobiologica di parte fondamentale dell’affettività, e il
tratto Gastro-intestinale con la sua complessità di funzioni metaboliche, immunitarie
e endocrino-neurologiche.
Stress ed infiammazione e le risposte psico-corporee conseguenti hanno
riflessi importanti sulla popolazione microbica che ci abita, come abbiamo pre-
messo, a tutti i livelli e distretti. Funghi, batteri, virus tutti a loro volta vengono
influenzati e rispondono alle modificazioni di quello che, per loro, è l’habitat o
terreno o milieu. Qui utilizzeremo il termine terreno che, riteniamo, sia il più con-
cettualmente diffuso.

LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS


Quello che normalmente non viene considerato, ed è invece acquisizione solida
della microbiologia, è il fatto che tutti i microrganismi dotati, nella nomenclatura
classica, di parete cellulare hanno un modo di presentarsi e di vivere (o soprav-
vivere) che differisce di molto rispetto a quanto clinicamente essi realizzano. In
estrema sintesi (e per approfondimenti invitiamo a ripercorrere tutta la bibliografia a
riguardo da noi prodotta in questi anni) possiamo dire che una delle forme più comuni
di sopravvivenza delle specie di cui sopra è quella cosiddetta senza parete o L-form
o Cell Wall Deficient form (queste le chiavi di ricerca che si possono utilizzare in un
motore di ricerca bibliografica scientifica su Internet).
37
PRESENTAZIONE

Cell Wall Deficient (CWD) è un termine coniato da Lida Holmes Mattman


(Fig. 15) nel 1969118 sulla base dei lavori di Louis Dienes119,120,121, ed è più recente,
mentre il termine L-form riporta la lettera “L” in omaggio al Listeria Institute di
Londra dove, nel 1935, Emmy Klieneberger-Nobel122,123 (una microbiologa ebrea
espulsa dalla Germania nazista) evidenziò come, in colonie di batteri morfolo-
gicamente standard, vi siano più o meno costantemente forme senza parete sia

Fig. 15. Lida Holmes Mattman Ph.D. (1912–


2008), autrice del testo “Cell Wall Deficient
Forms - Stealth Pathogens”.

stabili sia reverting (cioè che possono


tornare alla forma con parete). Queste
forme si colorano in maniera più effi-
cace con colorazioni Alcool-acido-re-
sistenti o Acid fast e possono essere
meglio visualizzate attraverso micro-
scopia in campo oscuro.
Le forme L hanno a che vedere con le considerazioni sull’origine della vita
(qui invitiamo chi fosse interessato a fare riferimento ai nostri articoli già pubbli-
cati a riguardo124,125,126,127,128,129,130,131,132,133) che, per motivi di spazio, non è possibile

118
Hessburg PC, Mattman LH, Barth C, Dutcheshen LT. Aqueous microbiology: the possible role of cell wall
deficient bacteria in uveitis. Henry Ford Hosp Med J. 1969 Fall;17(3):177-94.
119
Madoff S, Burke ME, Dienes L. Induction and identification of L-forms of bacteria. Ann N Y Acad Sci. 1967
Jul 28;143(1):755-9.
120
Dienes L. The morphology of PPLO and bacterial L forms. Ann N Y Acad Sci. 1963 Jun 29;108:375-9.
121
Dienes L, Weinberger HJ. The L forms of bacteria. Bacteriol Rev. 1951 Dec;15(4):245-88.
122
Klieneberger-Nobel E. Origin, development and significance of L-forms in bacterial cultures. J Gen Microbiol.
1949 Sep;3(3):434-43.
123
Klieneberger-Nobel E. The L-cycle; a process of regeneration in bacteria. J Gen Microbiol. 1951 Aug;5(3):525-
30.
124
Italiano M. Rimozione degli ostacoli alla cura: i Nosodi e il ruolo dei microrganismi patogeni alla luce del
pleomorfismo. Omeopatia Oggi N. 43, anno 20, Febbraio 2010, pagg. 46-52.
125
Italiano M, Rossi A. Mycobacterium: una review clinico microbiologica. Omeopatia Oggi N. 44, anno 20,
Settembre 2010, pagg. 30-33.
126
Italiano M, Rossi A. La resistenza al farmaco nelle patologie infettive: attualità e prospettive diagnostico-tera-
peutiche. Omeopatia Oggi N. 46, anno 21, Settembre 2011, pagg. 30-34.
127
Italiano M, Rossi A. CWD e Artrite Reumatoide come patologia multifattoriale ad innesco microbico. Omeo-
patia Oggi N. 48, anno 22, Settembre 2012, pagg. 52-56.
128
Italiano M, Rossi A. Disturbi del comportamento e presenza, nell’uomo, di microrganismi simbionti patogeni
ed apatogeni: alterazione dell’Equilibrio di Sistema, esempi di tipologie e gradi di manifestazione specie-spe-
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129
Italiano M, Rossi A. Forme senza parete cellulare (CWD o L-Forms) e loro rilevanza clinica: è davvero una
novità tutta da dimostrare o si tratta di un’Amnesia tendente all’Oblio. Omeopatia Oggi N. 50, anno 23,
Settembre 2013, pagg. 48-53.
130
Italiano M, Rossi A. Streptococchi e loro forme CWD. Review su alcune evidenze dalla letteratura clinica e
dalla sperimentazione di base. Omeopatia Oggi N. 51, anno 24, Febbraio 2014, pagg. 46-51.
131
Italiano M, Rossi A. Toll Like Receptors gli “Incredibili” Recettori! Omeopatia Oggi N. 52, anno 24, Settembre
2014, pagg. 56-65.
132
Italiano M. Forme infettive, patogeni e comportamento. Prima parte. Omeopatia Oggi N. 57, anno 27, Feb-
braio 2017, pagg. 51-57.
133
Italiano M. Forme infettive, patogeni e comportamento. Seconda parte. Omeopatia Oggi N. 58, anno 27,
Settembre 2017, pagg. 57-61.
38
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

qui sviluppare in modo soddisfacente. Ci teniamo tuttavia a menzionare i nomi


di Pierre Jacques Antoine Béchamp, Wilhelm Reich e, collegato direttamente allo
sviluppo della Terapia Sanum e i suoi prodotti, Günther Enderlein che fu coevo di
Reich e che, come molti altri prima e dopo, osservò microscopicamente gli stessi
fenomeni di pleomorfismo ai quali diede nomi ovviamente differenti da quelli attri-
buiti dagli altri. Egli sviluppò quindi una sua Ciclogenia che descrive le modifica-
zioni di forma e passaggi interspecie per alcune linee evolutive. Questa carenza di
comunicazione tra scienziati e osservatori è certamente uno dei motivi per i quali
numerosissime evidenze scientifiche sono state parzialmente ignorate e, ancora
oggi, hanno uno scarsissimo impatto nell’infettivologia e microbiologia clinica.
Più ampiamente, e con differenti accezioni e letture, tutti i ricercatori menzionati
hanno espresso quello che concettualmente viene chiamato Pleomorfismo cioè la
capacità di microrganismi di mutare forma e, talvolta, di passare da una specie
all’altra affine.
Proviamo qui a riassumere le caratteristiche indotte da osservazioni pratiche
sulle forme L e che servono come base per comprendere l’importanza dei prodotti
Sanum nel contrastare, in special modo, forme batteriche e fungine in tutte le fasi
della loro esistenza sia essa con o senza parete.
La maggior parte delle forme batteriche e fungine si trova nell’Ecosistema del
corpo umano (e anche al di fuori di esso) morfologicamente come CON PARETE
o SENZA PARETE (Fig. 16). Le forme senza parete sono descritte anche come Mi-
coplasma-simili pur essendo strutturalmente differenti. La similitudine maggiore
risiede nel fatto che i micoplasmi non possiedono parete ma le differenze risiedono
nello spessore e nella composizione della membrana cellulare che, nel caso dei
micoplasmi, è decisamente più spessa.
Le forme L possono apparire non solo come sferoplasti (forme sferiche) ma
come piccole bolle ravvicinate (blebbing), come tubi (tubulation), come vescicole

Fig. 16. Modalità di presentazione di forme batteriche e fungine nell'Ecosistema


e nel corpo umano.

39
PRESENTAZIONE

(vesiculation) o come sincizi (Fig. 17). In alcuni lavori è descritta anche la trasfor-
mazione in minuscoli grani delle dimensioni nel range dei virus sino ad arrivare a
temporanee, apparenti, scomparse seguite da inaspettate ricomparse.
Omettendo, come già menzionato, ulteriori informazioni storiche (le forme
senza parete hanno infatti una storia ben antecedente ai personaggi prima menzio-
nati) ribadiamo che le forme L o CWD:
- non sono rilevabili mediante la normale diagnostica di laboratorio (il che
non dovrebbe significare che quindi “non esistono”) ma richiedono micro-
scopia in campo oscuro, colorazioni a freddo tipo Kinyoun modificato e
immunoistochimica;
- richiedono un terreno selettivo di crescita;
- hanno membrane ricche di lipidi;
- possiedono “rovine” di strutture polisaccaridiche quantitativamente mo-
dificate (su queste esplicano un’azione rilevante i prodotti della linea Sa-
nukehl);
- hanno una presenza UBIQUITARIA, primariamente intracellulare.

Fig. 17. Le forme L

È importante comprendere come le forme L rappresentino una via di fuga


da condizioni di stress, anche estremo, nel quale i microrganismi vivono. Per
condizioni di stress includiamo tutte quelle variazioni, da minime ad estreme,
delle caratteristiche del terreno nel quale vivono. Ecco perché non vi è nessuna
similitudine tra il concetto di RESISTENZA e quello di INDUZIONE (che si
applica alla perdita di parete da parte dei microrganismi). Nel caso dell’induzione
si tratta, infatti, di una scelta da parte di unità morfologicamente classiche che
si disfano della parete cellulare (conservandone solo pezzi o piccoli segmenti) in
modo da essere più agili nell’entrare ed uscire dalle cellule e soprattutto diventare
poco visibile da parte del sistema immunitario.
40
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

Lavori come quello di Nadya Markova et al (2010)134 mostrano chiaramente la


transizione a forma di resistenza L di una specie (in questo caso E. coli) sottoposta
a stress e come, al reiterare di eventi cosiddetti “sterilizzanti”, questa modalità ne
consenta la sopravvivenza anche passando attraverso stadi di microcristallizzazio-
ne considerati, fino a pochi anni fa, assolutamente non correlati e inconcepibili e
tuttora non considerati dalla maggior parte dei biologi, specie quelli clinici.
È infatti l’importanza della ricaduta clinica uno dei fattori principali di in-
teresse. Mentre sino agli anni dal 1950 al 1970 la letteratura, relativa all’impatto
clinico delle forme L, era sviluppata e presente nelle consapevolezze sia del mi-
crobiologo che del clinico, ecco che nel tempo pian piano tutto questo è svanito
permanendo prevalentemente una consapevolezza microbiologica di nicchia e un
notevole scollamento rispetto alla clinica medica che, in questo caso, non presenta
un interesse principalmente infettivologico.
Se consideriamo un evento stressante come causa della trasformazione in for-
me L o CWD possiamo quindi considerare qualsiasi evento stressogeno di suffi-
ciente potenza, che agisca sull’uomo, come causa di induzione alla forma di resi-
stenza.
Consideriamo un evento stressante: esso promuove una risposta sistemica che
diventa pervasiva e si trasmette nei vari distretti (Fig. 18). Uno stress sufficiente
(concetto che deve essere necessariamente contestualizzato ed individualizzato) di
qualsiasi natura produce comunque alterazioni psichiche e comportamentali le quali
coinvolgono sia in modo efferente che afferente la risposta neuronale, quella endo-
crina e quella immunitaria. L’asse Intestino-Cervello verrà influenzato, tra l’altro,
in modo biunivoco sia attraverso una attivazione vagale (afferente-efferente) che
per via enteropeptidica. Vi saranno perturbazioni del Sistema Nervoso Autonomo,
disturbi GI di tipo funzionale e alterazioni della produzione di GABA, precursori
della 5-HT (5-idrossitriptamina), SCFA, Peptide YY e l’insorgere di disbiosi che, in
prima battuta, favoriranno l’instaurarsi di patologie infiammatorie intestinali sino
ad influire su qualsiasi percorso metabolico e neuro-regolatorio fisiologico. Ad una
Disbiosi conseguirà quindi, inevitabilmente, una possibilità per le forme batteriche
e fungine di trasformarsi o di ampliare la percentuale di forme L e quindi di resiste-
re e rispondere adeguatamente alla perturbazione ambientale.
È chiaro come per il benessere della Persona la funzionalità ultima, ma
anche quella fondamentale da mantenere, è quella dei processi metabolici, en-
zimatici e di respirazione mitocondriale (attraverso fosforilazione ossidativa).
Mitocondri sani, infatti, corrispondono ad uno stato di benessere morfo-funzionale
cellulare e quindi, a cascata, sistemico. Da questo punto di vista ci preme ricordare
l’importanza dell’utilizzo clinico, in parallelo ad una Terapia Sanum, di adeguati
attivatori, catalizzatori e cofattori enzimatici come Ferro, Magnesio, Manganese,
Zinco, Molibdeno, Cromo, Rame, Selenio, Coenzimi (es. A e Q). Ogni microrgani-
smo slatentizzata la sua patogenicità (sia qualitativamente che quantitativamente)
tende a rompere questo equilibrio.

Markova N, Slavchev G, Michailova L, Jourdanova M. Survival of Escherichia coli under lethal heat stress
134

by L-form conversion. Int J Biol Sci. 2010 Jun 9;6(4):303-15.


41
PRESENTAZIONE

Fig. 18. Da Thakur AK, Shakya A, Husain GM, Emerald M, Kumar V. Gut-Microbiota and
Mental Health: Current and Future Perspectives. J Pharmacol Clin Toxicol 2014 2(1):1016.

Il tessuto adiposo contribuisce in modo rilevante allo sviluppo di infiammazione cronica di basso
grado nell’obesità (A). L’aumento di peso è associato a sostanziali cambiamenti nella funzione degli
adipociti che aumentano la secrezione di adipochine, compresi fattori infiammatori. Inoltre, l’infiltra-
zione di cellule immunitarie, quali macrofagi e linfociti T, nel tessuto adiposo è anche responsabile
della secrezione adiposa di citochine infiammatorie. Meccanismi aggiuntivi, comprese le alterazioni
del microbiota intestinale, contribuiscono anche all’instaurarsi di infiammazione correlata all’obesi-
tà (B). L’obesità è associata a modificazioni della popolazione microbica intestinale e ad aumentata
permeabilità della parete intestinale che promuove il passaggio di LPS in circolazione, portando così
allo sviluppo di endotossemia cronica di basso grado e all’aumentata produzione di fattori infiamma-
tori, IL-1β, interleuchina-1β; IL-6, interleuchina-6; LPS, lipopolisaccaride; TNF-α, fattore di necrosi
tumorale-α.
L’attivazione di processi infiammatori sistemici, originati da alterazioni del tessuto adiposo e
delle funzioni intestinali, può contribuire allo sviluppo di comorbidità neuropsichiatriche associate
all’obesità. Le citochine proinfiammatorie rilasciate alla periferia possono accedere al cervello at-
traverso diversi percorsi (ad es. percorsi neurali, umorali e cellulari) e indurre l’attivazione di pro-
cessi neuroinfiammatori, principalmente attivando la microglia. Nel cervello, le citochine proinfiam-
matorie compromettono l’attività neuroendocrina, la funzione dei neurotrasmettitori (ad es. 5HT,
DA, glutammato) e l’insieme dei neurocircuiti, coinvolgendo in particolare l’ippocampo, l’ipotalamo,
i gangli della base e la corteccia prefrontale. Le citochine possono anche disturbare la neurogenesi
e indurre effetti neurotossici attraverso l’induzione di metaboliti neuroattivi / neurotossici derivati
dall’IDO. Complessivamente, queste alterazioni cerebrali portano in definitiva allo sviluppo di sinto-
mi comportamentali/neuropsichiatrici. Le deregolazioni dell’asse intestinale, originate da alterazio-
ni del microbiota e della permeabilità intestinale, possono anche contribuire sintomi dell’umore e
cognitivi. Questi sintomi comportamentali/neuropsichiatrici possono a loro volta promuovere lo svi-
luppo o il mantenimento dell’obesità attraverso comportamenti alimentari rischiosi o non corretti.
5HT, serotonina; BG, gangli della base; CNS, sistema nervoso centrale; DA, dopamina; IDO, 2,3-dios-
sigenasi indoleamina; HC, ippocampo; HPA, asse ipotalamo-ipofisi-surrene; LPS, lipopolisaccaride;
PFC, corteccia prefrontale; neurogeno, neurogenesi; neurotossico, neurotossicità.
42
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

Le forme L non sono meno patogene delle forme classiche ma, certamente, in
modo più subdolo e spesso protratto nel tempo. L’insieme dei prodotti Sanum si pro-
pone di modulare la proliferazione di batteri e funghi in forma patogena classica
attraverso un’ampia gamma di prodotti che basano uno dei loro pilastri concet-
tuali nel fatto che qualsiasi manifestazione patologica comporti una componente
infiammatoria mediata dalla presenza in toto o in parte da componenti antigeni-
che di microrganismi patogeni o potenzialmente patogeni. Così come ogni micror-
ganismo ha un suo terreno d’elezione per la sopravvivenza così questi prodotti, che
derivano da forme inattivate, possiedono tropismi topologici caratteristici (es. distretto
cardiovascolare per Mucokehl, respiratorio profondo per Nigersan, il distretto vasco-
lare alto e quello neurologico centrale per Mucedokehl, ecc…) che vengono sfruttati
in ambito clinico come indicato da questo manuale senza esclusione di altri interventi
terapeutici classici.
Una serie di prodotti Sanum, la linea Sanukehl, rappresenta un grande aiuto per
affrontare sia le forme L che le forme morfologicamente classiche. Vedremo, di seguito,
quale stimolo particolare portano al sistema immunitario.
Seguiamo la linea di progressione delineata dai paragrafi precedenti: la condizione
di Disbiosi.
Un prodotto, tra i molti a disposizione di Sanum, ha caratteristiche fondamentali
a questo proposito. Il prodotto è Utilin presente in varie forme farmaceutiche (il cui
utilizzo verrà dettagliato nel testo del prontuario). In specifico qui ci rifacciamo alla
nostra esperienza della forma in gocce sia nei bambini che negli adulti con problemi di
stabilizzazione del microbiota. L’Utilin è prodotto a partire dal Bacillus subtilis, Gram+,
(chiamato nel 1835 Vibrio subtilis da C.G. Ehrenberg e nel 1872 B. subtilis da F. Cohn) e
viene utilizzato per la sua attività immunomodulante (anche nei confronti di allergie
alimentari). Da tantissimi anni è apprezzata la sua caratteristica anti-diarroica, specie in
corso di trattamenti antibiotici, e viene sfruttata la sua azione antinfiammatoria in corso
di disturbi intestinali ed urinari. Nella nostra esperienza l’uso più frequente è sotto forma
di gocce anche in casi di bonifica del tratto GI (persino in presenza di protozoi). La po-
sologia media in acuto è di 7-10 gocce/1 capsula ogni 1-2-3 ore in relazione all’intensità
dei sintomi e poi a scalare. Nella cronicità è di 5-7 gocce al giorno quotidianamente sino
a 7 gocce al giorno per 1-2 giorni a settimana con una rivalutazione clinica mensile.
Condizioni di infiammazione e stress sono quindi alla base di alterazioni più o
meno profonde (in proporzione all’intensità del fenomeno) che comportano una tra-
sformazione del terreno nel quale prolifera il nostro microbiota (sia patogeno che non).
Poiché, in assenza di patologia, questo fenomeno non è augurabile ecco perché è im-
portante prestare attenzione ad eventi concomitanti e chiave che qui riassumiamo in:
• acidosi/iper-basicità della matrice extra cellulare;
• ipoperfusione tissutale;
• elevati livelli di radicali liberi;
• condizioni di distress;
• chemioterapie prolungate.
La reazione di sopravvivenza, indotta, promuove la trasformazione dei microrga-
nismi da forme apatogene a patogene slatentizzando condizioni altrimenti in equilibrio:
es. Treponema pallidum, Borrelia burgdoferi, Brucella melitensis.
43
PRESENTAZIONE

Nel caso poi delle forme L data la presenza ubiquitaria a prevalenza intracel-
lulare (eritrociti, leucociti, cellule epiteliali, cellule endocrine, ecc...) e la capacità
proinfiammatoria in condizioni di alterazione dell’omeostasi, si può facilmente com-
prendere come tali forme possano essere coinvolte nel meccanismo d’innesco e man-
tenimento di stati infiammatori con coinvolgimento, tra gli altri, del SNC e dei suoi
correlati neuro-psichici.
Microrganismi patogeni, che ora sappiamo possono essere residenti apparen-
temente silenti sotto forma di CWD, causeranno quindi anche alterazioni compor-
tamentali come avviene nel caso della Salmonella typhimurium che, sperimental-
mente, è in grado di avere un’azione neurotropa negativa anche in assenza di una
risposta immunitaria contro di essa. Stesso discorso vale per i Campylobacter. In
questo modo possiamo osservare come lo stesso effettore (il vago e le strutture ad
esso correlate) veicoli gli stimoli in modo selettivo e differente a seconda del tipo di
batteri (probiotici o potenzialmente patogeni) che ne sollecitano l’attivazione anche
in assenza di uno stato infiammatorio clinicamente manifesto. È infatti la Low Grade
Systemic Inflammation (LGSI, Figg. 19 e 20) uno dei parametri da tenere maggior-
mente sotto controllo.
A nostro avviso, riguardo al concetto di slatentizzazione, va tenuto in grande
considerazione il lavoro della dottoressa Lynn Margulis e le sue estensioni applicati-
ve pratiche e concettuali.

Fig. 19. Meccanismi alla base dell’infiammazione cronica di basso grado nell’obesità
(da Castanon et al, 2014135).

Ci riferiamo innanzitutto alla teoria endo-simbiontica pubblicata nel 1967 dal-


la dottoressa Lynn Margulis136 della Boston University che invitiamo, per chi fosse
interessato, ad approfondire e che ha trovato (negli anni ’80) conferma, per l’uomo,
attraverso l’individuazione dei mitocondri come strutture batterio-simili dotate di me-

Castanon N, Lasselin J, Capuron L. Neuropsychiatric comorbidity in obesity: role of inflammatory proces-


135

ses. Front Endocrinol (Lausanne). 2014 May 15;5:74.


Sagan L. On the origin of mitosing cells. J Theor Biol. 1967 Mar;14(3):255-74.
136

44
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

tabolismo ossidativo. I mitocondri si replicano per scissione binaria in modo autono-


mo, hanno ribosomi propri, DNA circolare a doppia elica, membrana interna senza
colesterolo e ancestralmente furono inglobati nelle cellule eucariote dando una spinta
fondamentale all’evoluzione e promuovendola attraverso la specializzazione nella pro-
duzione di energia fondamentale per le attività metaboliche tra cui la sintesi proteica.
Recenti ricerche tendono ad individuare in un batterio planctonico marino del gruppo
Sar11 (dal quale è stato isolato il Pelagibacter ubique nel 2002 e che si trova sia in
acque salate che in acque dolci in tutto il mondo) il capostipite da cui discendono i
mitocondri. Il gruppo Sar11 fa parte della Classe Alphaproteobacteria e Ordine dei
Rickettsiales. Gli appartenenti a questo Ordine sono, curiosamente, noti come endo-
simbionti prevalenti. Tra questi il Genus Rickettsia è ben noto per la sua patogenicità.
In riferimento al fenomeno dell’Endo-Simbiosi correlato alle evidenze circa la
presenza di forme CWD, o forme atipiche rispetto alla morfologia ritenuta “normale”,
possiamo ragionevolmente ampliare la ristretta visione microbiologica clinica eviden-
ziando ancora una volta come il problema non sia quello rappresentato dal microrgani-
smo in sé bensì dal “terreno”.
Margulis, in un suo recente lavoro ancora una volta rivoluzionario e di grande va-
lore, ci propone una lettura che, soprattutto per coloro che sono abituati ai concetti del
pleomorfismo così come ben evidenziato da Lida Mattman (e in passato da Béchamp,
Reich ed Enderlein), sottolinea il ruolo fondamentale delle CWD o Sferoplasti da
Spirochete nell’insorgenza di patologie che portano non solo ad uno squilibrio
del sistema immunitario ma anche all’espressione di alterazioni importanti del
comportamento.
In base alla sua esperienza di laboratorio e alle numerose evidenze di vari ricer-
catori, specie russi, Lynn Margulis ci allerta circa i cicli simbiotici delle Spirochete

Fig. 20.
Meccanismi
patofisiologici che
potrebbero essere alla
base delle comorbidità
neuropsichiatriche
associate all’obesità
(da Castanon et al,
2014135).

45
PRESENTAZIONE

nell’Uomo evidenziandone caratteristiche di potenziale patogenicità mascherata o non


facilmente diagnosticabile. Le Spirochete di T. pallidum, in accordo con il mimetismo
molecolare, producono proteine verso le quali viene montata una risposta “autoimmu-
ne” (fibronectina e collagene) che è spesso chiave nel mantenimento e nella croniciz-
zazione dell’infiammazione. Ci si confronta quindi con microrganismi i quali hanno
ceduto, nel corso dei loro innumerevoli cicli simbiotici umani, parte del materiale geni-
co a favore di una vera e propria simbiosi funzionale (il T. pallido e la B. burgdoferi di-
ventano così “dipendenti” da prodotti del genoma umano) accompagnati dalla presenza
di alcune forme estreme dette “particelle virus-simili” capaci di sintetizzare trascrittasi
inverse in quanto parte della relazione tra Spirochete ed Ospite.
Inoltre le Spirochete avrebbero (equivalente simbiotico dei mitocondri) contribui-
to all’evoluzione delle cellule eucariote “fornendo” ad esse la motilità del citoscheletro.
A seguito di eventi “stressanti” (antibiotici, ossidazione, limitazione degli approv-
vigionamenti di nutrienti, concentrazioni inadatte di vitamine e sali minerali, anti-re-
trovirali inibitori della proteasi come nel caso della terapia per l’HIV) che alterino il
terreno in modo “non favorevole” per le Spirochete esse possono dar vita a forme L
o CWD. Queste ultime possono manifestarsi, nelle fasi estreme, con segni e sintomi
come da immunosoppressione e AIDS oltre a causare condizioni di demenza che mi-
mano l’Alzheimer e disturbi della personalità. Tutti sintomi che possono essere letti
attraverso i vecchi testi che riportano i sintomi della Lue. In questo modo vengono
difficilmente diagnosticate (se non per un dubbio clinico posto da chi è a conoscenza di
questa possibilità e che invia ad un centro attrezzato per la diagnosi di CWD).
Nel caso del Treponema l’utilizzo spesso indiscriminato di antibiotici ha porta-
to ad una prevalenza di forme CWD che possono potenzialmente esitare nei sintomi
cosiddetti, nella letteratura anglosassone, “PARESIS” e che rappresentano uno stadio
avanzato di lue: disturbi di Personalità, alterazioni dell’Affettività, aumento eccitabilità
dei Riflessi, anormalità Oculari (Eye), alterazioni del Sensorio, disturbi dell’Intelletto,
eloquio Confuso (Slurred).
Secondo la Margulis, e il suo gruppo di ricerca, andrebbe ricercato nel Treponema
“slatentizzato” il concatenamento di eventi che porterebbe ad un blocco o malfunziona-
mento del Sistema immunitario dando poi spazio ad infezioni considerate opportunisti-
che piuttosto che favorendo l’insorgenza di infezioni fungine Candida-simili.
Nel caso della Borrelia burgdoferi osserviamo condizioni simili al Treponema spp
e, in particolare, la sua forma CWD produce spesso limitati effetti periferici (tra i qua-
li infiammazioni eritematose cutanee migranti e algie articolari) tipici del morbo di
Lyme (il cui vettore è una zecca del genus Ixodes) ma più specificatamente neurotropi.
Va ricordato che secondo alcuni ricercatori il morbo di Lyme sarebbe causato da
più agenti microbici in “partnership” tra cui la Borrelia137,138,139. L’obiettivo sarebbe la
sottoregolazione del recettore VDR (recettore nucleare per la vitamina D che gioca un
ruolo chiave nella regolazione della risposta immunitaria innata dei fagociti).

Fritzsche M. Chronic Lyme borreliosis at the root of multiple sclerosis--is a cure with antibiotics attainable?
137

Med Hypotheses. 2005;64(3):438-48.


Brorson Ø, Brorson SH, Scythes J, MacAllister J, Wier A, Margulis L. Destruction of spirochete Borrelia
138

burgdorferi round-body propagules (RBs) by the antibiotic tigecycline. Proc Natl Acad Sci U S A. 2009
Nov 3;106(44):18656-61.
Stricker RB, Johnson L. Lyme disease: the next decade. Infect Drug Resist. 2011;4:1-9.
139

46
LE FORME PRIVE DI PARETE CELLULARE: L-FORMS O CWD FORMS

La neuroborreliosi, in fase acuta, si manifesta spesso in assenza di sintomi pato-


gnomonici classici ma direttamente come cefalee intense, dolori alla schiena e algie
come da interessamento radicolare.
Ciò che diventa maggiormente interessante per i riflessi sociali sono le forme
subacute o tardive dove, data la frequente presenza prevalente di forme CWD, la dia-
gnosi non viene posta o ne viene posta una per “similitudine”. In questi casi abbiamo
Encefalopatia subacuta con perdita di memoria anche nel rievocare termini e parole,
disturbi del sonno, mialgie, disestesie, depressione, disturbi psicotici e Alzheimer
fino a diagnosi di Sclerosi Multipla137 e Sclerosi Laterale Amiotrofica140,141,142. Nei ra-
gazzi le manifestazioni possono essere di comportamenti oppositivi, disturbi di ansia
e ADHD.
Tra i prodotti della linea Sanum che normalmente trovano applicazione nel trat-
tamento dei disturbi d’Ansia, e che possono contribuire ad alleviare i disturbi di cui
sopra (sino ad arrivare a condizioni psicotiche), ricordiamo Mucedokehl (Mucor mu-
cedo) disponibile in gocce alla D5. La posologia, stabilita attraverso l’osservazione cli-
nica e opportunamente modulata, prevede una somministrazione da 7-10 gocce al gior-
no fino a 2-3 volte al giorno direttamente in bocca in relazione alla severità dei sintomi.
Un altro microrganismo che può dare sintomi centrali simili a quelli della Bor-
relia è la Brucella melitensis e più ampiamente le Brucella spp.
In considerazione delle forme CWD e di quanto già riportato nei precedenti ar-
ticoli sugli aspetti epidemiologici, a causa della possibile diffusione del contatto con
la Brucella e alla luce di alcune evidenze cliniche legate a casi trattati ambulatorial-
mente, ci preme sottoporre la Brucella spp all’attenzione del lettore. Vi sono vari tipi
di Brucella ma, primariamente, le patogene per l’Uomo sono la melitensis e la suis e
l’abortus. La melitensis e la abortus costituiscono la percentuale maggiore delle infe-
zioni umane. Esse hanno la capacità di infiltrarsi nei macrofagi. Le vie più comuni di
infezione sono l’ingestione di latte o prodotti caseari infetti o contatti con gli animali
stessi (caprini, bovini, roditori, cani, cavalli, roditori).
I sintomi a carico del SNC sono interessanti da valutare e includono Demenza,
Meningite, Neuropatie periferiche. Le manifestazioni psichiatriche (tra cui allucina-
zioni visive ed uditive) sono frequenti così come la mimica di Sclerosi Multipla e
Sclerosi Laterale Amiotrofica fino a casi di diagnosi differenziale con la Sindrome
di Guillain-Barrè. Di particolare interesse è la CFS (Chronic Fatigue Syndrome),
cui spesso è associata l’infezione, per la quale la diagnosi differenziale non viene
neppure posta143. Grazie alla capacità di diffusione e alla sintomatologia disabilitante
ecco che la Brucella melitensis è stata considerata nello sviluppo di armi biologiche.
In letteratura, per chi lo desideri, vi sono interessanti evidenze su come la

Blanc F, Philippi N, Cretin B, Kleitz C, Berly L, Jung B, Kremer S, Namer IJ, Sellal F, Jaulhac B, de Seze J.
140

Lyme neuroborreliosis and dementia. J Alzheimers Dis. 2014;41(4):1087-93.


141
Spirin NN, Baranova NS, Fadeeva OA, Shipova EG, Stepanov IO. Differential aspects of multiple sclerosis
and chronic borrelial encephalomyelitis. Zh Nevrol Psikhiatr Im S S Korsakova. 2011;111(7):8-12.
142
Hildenbrand P, Craven DE, Jones R, Nemeskal P. Lyme neuroborreliosis: manifestations of a rapidly emer-
ging zoonosis. AJNR Am J Neuroradiol. 2009 Jun;30(6):1079-87
143
Moriya J, He Q, Uenishi H, Akazawa S, Yamakawa J, Kobayashi J, Ishigaki Y. Induction Murine Models
of Chronic Fatigue Syndrome by Brucella abortus Antigen Injections: Is Anemia Induced or Not? Biomed
Res Int. 2015;2015:191489.
47
PRESENTAZIONE

proliferazione di forme L sia uno dei fattori promuoventi le recidive infettive come
nel caso di H. influenzae e Streptococcus haemolyticus. Inoltre le forme L possono
fondersi interspecie come nel caso di Strep. faecalis e Staph. aureus144,145.
L’induzione di forme L porta ad una inefficacia dell’intervento chemioterapico146.
Già nel lavoro di Onwuamaegbu M. et al (2005)147 fu pubblicata una lista di ben
34 microrganismi (Fig. 21) la cui patogenicità legata a forme L risultava evidente:

1. Staphylococcus aureus 19. Stenotrophomonas maltophilia Fig. 21.


2. Streptococcus pyogenes 20. Pseudomonas aeruginosa Batteri clinicamente
3. Streptococcus viridans 21. Corynebacterium species rilevanti che possono
4. Mycobacterium species 22. Vibrio species diventare forme prive
5. Escherichia coli 23. Listeria monocytogenes di parete cellulare
6. Shighella flexneri 24. Legionella pneumophilia
se sottoposti ad
appropriati stress
7. Enterococcus faecalis 25. Bacteroides funduliformis
(da Onwuamaegbu M
8. Clostridium welchii 26. Rhizobium lupinus
et al, 2005147).
9. Clostridium tetani 27. Proteus mirabilis
10. Neisseria species 28. Bifidobacterium bifidum
11. Haemophilus influenzae 29. Salmonella typhimuricum
12. Micrococcus species 30. Streptobacillus moniliformis
13. Bacillus species 31. Nocardia species
14. Lactobacillus species
15. Brucella abortus Spirochete
16. Bordetella pertusis 32. Treponema pallidum
17. Serratia marcescens 33. Borrelia burgdorferi
18. Pasteurella multocida 34. Leptospira interrogans

GLI APTENI SANUKEHL


Ad oggi le evidenze sono decisamente aumentate anche se mediamente clinica-
mente sottovalutate o scarsamente considerate. Ecco l’importanza di Sanum, e della
sua linea Sanukehl, come ausilio nel contrastarne diffusione e patogenicità. Gli ap-
teni Sanukehl svolgono un’azione immunobiologica (completando e rafforzando la
componente antigenica delle forme L e, anche, stimolando una pronta risposta nei
confronti delle forme “classiche). I tempi di reazione, tipici per l’immunità innata,
sono di minuti/ore.

144
Toda Y. Intergenus cell fusion between L-forms of Streptococcus faecalis and Staphylococcus aureus. I.
Attempts to induce L-forms of oral streptococci particularly S. faecalis. Osaka Daigaku Shigaku Zasshi.
1986 Dec;31(2):308-20.
145
Toda Y. Intergenus cell fusion between L-form of Streptococcus faecalis and staphylococcus aureus. II.
Cell fusion between stable or unstable L-form cells of Streptococcus faecalis and those of Staphylococ-
cus aureus. Osaka Daigaku Shigaku Zasshi. 1986 Dec;31(2):321-33.
146
Markova N, Haydoushka I, Michailova L, Ivanova R, Valcheva V, Jourdanova M, Popova T, Radoucheva
T. Cell wall deficiency and its effect on methicillin heteroresistance in Staphylococcus aureus. Int J Antimi-
crob Agents. 2008 Mar;31(3):255-60.
147
Onwuamaegbu ME, Belcher RA, Soare C. Cell wall-deficient bacteria as a cause of infections: a review of
the clinical significance. J Int Med Res. 2005 Jan-Feb;33(1):1-20.
48
GLI APTENI SANUKEHL

L’azione dei Sanukehl (che portano la componente polisaccaridica antigenica


aptenica p.m. < 8000 dalton delle classi di microrganismi da cui derivano) si esplica
soprattutto nell’attivare la risposta immunitaria innata. Questa attivazione di-
pende primariamente dalla interazione con i cosiddetti recettori TLR. L’acroni-
mo sta ad indicare Toll Like Receptors cioè recettori simili al Toll (Fig. 22).

Fig. 22. Meccanismo d’azione dei Sanukehl

Ma cos’è il Toll? È una struttura proteica che, nel moscerino della frutta (Dro-
sophyla melanogaster), ha alcune funzioni tra cui quella di riconoscere e le aggres-
sioni batteriche e fungine.
La scoperta, nel moscerino, la si deve agli studi di Christiane Nüsslein-Volhard
(Max Planck Institute di Tubinga) che nel 1995 fu insignita, insieme ai colleghi Eric
Wieschause ed Edward B. Lewis, del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia.
Nel 1985 mentre il gruppo della Nüsslein-Volhard studiava i geni coinvolti
nello sviluppo embrionario del moscerino, attraverso la verifica delle conseguenze
di mutazioni genetiche “controllate”, la Nüsslein-Volhard scoprì il gene, e quindi
la proteina codificata, Toll. Perché fu chiamata Toll? Osservando lo svilupparsi di
una larva di moscerino nella quale la porzione ventrale del corpo era iposviluppata,
il commento spontaneo della Nüsslein-Volhard fu “Das war ja toll!” cioè “Questo
è pazzesco/incredibile!”. Chiamò quindi Toll il gene mutato e individuò nella
proteina prodotta la causa dell’alterazione della normale dorsoventralizzazione
della Drosophyla.
49
PRESENTAZIONE

Circa 10 anni dopo si deve al bio-immunologo Jules Hoffmann (presso i labo-


ratori dell’Università di Strasburgo) il riscontro del ruolo della proteina Toll anche
nel controllo della risposta immunitaria innata del moscerino.
Senza questa proteina la Drosophyla non sopravvive alle infezioni, specie fungi-
ne. La sua attivazione, invece, stimola la cascata del NF-κB (Nuclear Factor kappa-li-
ght-chain-enhancer of activated B cells) che monta la risposta anti-fungina. Hoffmann
fu il primo a collegare la proteina Toll con la risposta immunitaria e a poterla collegare
a una delle macro categorie già note, e legate alla risposta innata, quali: la cascata del
complemento, i peptidi antimicrobici e i PRRs (Pattern Recognition Receptors).
È proprio nel gruppo dei PRRs che si colloca la proteina Toll cioè in quel gruppo
di recettori dotati di modelli strutturali innati in grado di riconoscere macromolecole,
e quindi porzioni antigeniche, di microrganismi dannosi e nocivi per il funzionamen-
to del sistema e verso i quali è necessario montare una risposta pronta ed immediata
senza dovere attendere i tempi, più lunghi, dell’immunità acquisita o adattativa.
Dopo l’individuazione da parte di Hoffmann si cercò quindi di scoprire se esi-
stesse un equivalente Toll nei mammiferi. Ruslan Medzhitov and Charles Janeway,
della Yale University, furono i primi a clonare un analogo mammifero. Un Toll, quin-
di, Like (simile) Receptor (recettore).
Quello che loro individuarono noi ora lo chiamiamo TLR4. Medzhitov e i suoi
collaboratori stabilirono che il TLR induce l’attivazione del NF-κB in modo simile a
quello del legame con il recettore dell’IL-1 e in modo del tutto analogo al Toll della
Drosophyla.
All’epoca restava da comprendere “cosa”, il TLR, riconoscesse. Un prodotto del
microrganismo infettante? Una sua parte? Esiti di un processo infettivo?
Alexander Poltorak e Bruce Beutler, a Dallas, nel 1998 scoprirono che il tanto
cercato recettore per l’LPS (Lipopolisaccaride) con la sua temibile porzione A, e ri-
lasciato dai batteri Gram negativi, era proprio il TLR4. Con questa scoperta divenne
definitivamente chiaro che i TLRs fanno parte dei PRRs che si legano ai PAMPs
(Pathogen Associated Molecular Patterns) cioè strutture connesse ai patogeni e
che ne caratterizzano l’identità e la pericolosità.
I TLR sono presenti come transmembrana prevalentemente nei macrofagi, gra-
nulociti neutrofili, cellule dendritiche, cellule dell’epitelio delle mucose e cellule en-
doteliali.
Da quella scoperta in poi il gruppo dei TLR (di cui attualmente ne sono noti al-
meno una decina da TLR1 a TLR10) è diventato uno degli elementi primari dell’Im-
munità innata arricchendo la famiglia dei PRR associati alle cellule del sistema im-
munitario
I PAMPs includono non solo il LPS ma anche Peptidoglicani (PGN), Lipopepti-
di, Flagellina, DNA batterico, RNA virale, proteine intracellulari come le Heat Shock
Proteins o frammenti proteici dalla matrice extracellulare.
Dopo la stimolazione dei TLRs si manifestano numerosi eventi quali la produ-
zione di ossigeno nascente, l’attivazione della cascata del complemento, l’attivazione
dell’interferone, l’attivazione delle cellule natural killer, la produzione di citochine e
di chemochine, la produzione di molecole di adesione, la produzione delle proteine
della fase acuta, la produzione di peptidi di vario tipo.
50
GLI APTENI SANUKEHL

Per maggiore chiarezza alleghiamo una tabella (Fig. 23) di corrispondenza tra
TLRs e patogeni o frazioni di patogeni o molecole attivanti. Va da sé che tale cor-
rispondenza sia da considerarsi non assoluta ma suscettibile di continui aggiornamenti
legati all’intensa ricerca sul coinvolgimento dei PRR e dei TLRs nei processi patologici.

Fig. 23. Ruolo dei recettori Toll Like (TLR) nel riconoscimento dei patogeni e nella fisiopatologia
delle malattie dell’uomo (da Abreu MT et al, 2004148)
Recettore
Ligandi Patogeni o malattia
toll-like
Soltanto segnali, come un dimero, quando combinati con TLR2; Malattia Lyme
riconosce la Borrelia burgdorferi OspA; richiesto per risposte
TLR1 adattive immuni
Lipopetidi triacilici (Mycobacterium tubercolosis)
Fattori solubili Neisseria meningitidis
Associato con CD11, CD18, CD14, MD-2, TLR1, TLR6, dectina I;
lipoproteine, lipopeptidi M. tubercolosis
Peptidoglicani dei batteri gram positivi
Acido lipoteicoico Apoptosi delle cellule di Schwann nelle labbra
Lipoarabinomannano (micobatteri)
modulina fenolo-solubile (Staphylococcus epidermodis)
Glicoinositolfosfolipidi (Trypanosoma cruzil) Malattia di Chaga
Glicolipidi (Treponema maltophilum) Leptospirosi
TLR2
Porine (Neisseria)
Zymosan (funghi) Sepsi da funghi
Lipopolisaccaridi atipici (Leptospira interrogans)
Lipopolisaccaridi atipici (Pseudomonas gingivalis) Malattia peridontale
HSP70
Virioni CMW
Proteina emagglutinina del virus del morbillo selvaggio Viremia da CMW
Fimbrie batteriche Morbillo
RNA a doppia elica nei virus La maggior parte dei virus

Lipopolisaccaridi da germi intestinali gram-negativi Germi gram negativi


Taxolo delle piante Chlamydia trachomatis,
Virus respiratorio sinciziale Chlamydia pneumoniae
Ligandine aggiuntive: proteina 60 dell’health shock Alcuni virus, come il RSV
delle clamidie
proteina F del RSV M. tubercolosis
taxolo (piante) Vaccino del vaiolo
M. tubercolosis HSP 65
TLR4
Proteine del capside
HSP 60
HSP 70
Tipo III extra dominio di fibronectina
Oligosaccaridi dell’acido ialuronico
Frammenti polisaccaridici di eparan solfato
Fibrinogeno
Beta-defensine 2

TLR5 Flagellina monomerica dei batteri gram positivi Batteri flagellati, come le salmonelle

TLR6 Modulina fenolo-solubile


Lipopeptidi diacilici (micoplasma)

Risponde all’imidazolchinolina, un agente antivirale


Loxoribina Può essere utile come adiuvante nella terapia
TLR7 Bropirimina del cancro
Ligandina esogena ed endogena sconosciuta Infezioni virali
RNA a elica singola

TLR8 Imidazolchinolina Infezioni virali


RNA a singola elica
Infezioni virali
Infezioni batteriche e virali
TLR9 DNA batterico Può essere utile come adiuvante
Herpes simplex tipo 2
TLR10 Sconosciuta Sconosciuto

148
Abreu MT, Arditi M. Innate immunity and toll-like receptors: clinical implications of basic science research.
J Pediatr. 2004 Apr;144(4):421-9.
51
PRESENTAZIONE

È importante segnalare ulteriormente come i TLRs siano recettori transmembra-


na ma NON esclusivamente a proteggere l’interno dall’esterno della cellula. Infatti,
da questo punto di vista possiamo distinguere due gruppi fondamentali (Fig. 24):
1. i TLRs posti sulle superfici cellulari e quindi sulla membrana cellulare
(TLR1, TLR2, TLR4, TLR5 e TLR6). Tra questi ricordiamo in particolare
il TLR5 (analogo del TLR11 murino) che è in grado di riconoscere proteine
intere e che si trova su macrofagi, cellule dendritiche, epiteli epatici, renali e
vescicali;
2. i TLR posti sulle membrane intracellulari (es. Reticolo endoplasmatico,
Endosomi) il cui ruolo principale pare essere quello di riconoscere antigeni
caratteristici dagli acidi nucleici dei microrganismi (TLR3, TLR7, TLR8 e
TLR9). Il TLR3 riconosce RNA a doppio filamento, il TLR9 CpG non me-
tilate e DNA a singola e doppia elica, TLR7 e 8 RNA a singolo filamento.
I TLRs sono in grado di riconoscere tra self e non self, tuttavia è facilmente
ipotizzabile come alterazioni della struttura, o situazioni di mimica antigeni-
ca, possano produrre effetti indesiderati.
Il TLR 10 ha attività al momento sconosciuta.

Fig. 24.
Distribuzione cellulare
dei recettori Toll Like
(TLR): i TLR 1, 2, 4, 5
e 6 sono espressi sulla
superficie cellulare,
mentre i TLR 3, 7,
8 e 9 sono espressi
intracellularmente sulle
membrane endosomiali
(da Pandey RK et al,
2013149).

Nel caso di infezione sia da Spirochete che da Brucelle (di cui abbiamo trattato
brevemente in precedenza) consigliamo l’uso di Sanukehl Brucel D6 gtt. La poso-
logia varia in base all’intensità della sintomatologia e, solitamente, varia da 5 gocce
2 volte al giorno sino a 3-4 volte al giorno. Questo principio vale per tutti i micror-
ganismi e per i Sanukehl che stimolano i TLR ad essi collegati. L’uso dei Sanukehl
quindi si basa su due criteri: stesso microrganismo/specie o stimolazione degli
stessi TLR che riguardano anche specie non contemplate nella loro lista (come
mostrato nella tabella di cui sopra).

149
Pandey RK, Yu FS, Kumar A. Targeting toll-like receptor signaling as a novel approach to prevent ocular
infectious diseases. Indian J Med Res. 2013 Nov;138(5):609-19.
52
GLI APTENI SANUKEHL

Nella nostra esperienza in quasi tutti i casi di abbassamento del tono dell’u-
more fino a forme depressive o forme neuro-degenerative e decadimenti cogni-
tivi, nonché in quasi tutte le forme psichiatriche, riscontriamo un beneficio per il
Paziente dall’utilizzo di Sanukehl Brucel D6 gtt collateralmente alle terapie in atto.
In acuto la posologia può quindi essere anche di 5 gocce ogni ora poi a scalare
al miglioramento dei sintomi sino ad arrivare alla posologia cronica sopra riportata
(es. faringo-tonsillite acuta). In ogni caso sarà l’osservazione clinica a guidare i criteri
prescrittivi.
Nel caso delle infezioni da streptococco possiamo utilmente impiegare il Sa-
nukehl Strep D6 gtt e, sempre in coerenza con le osservazioni sulle forme L, anche
in quei casi dove vi fosse un risultato colturale negativo ma una caratteristica sinto-
matologia clinica presente. Più in specifico ci preme sottolineare come vi siano varie
sequele infettive legate alla presenza di Streptococchi ma, in particolare, una spesso
difficilmente riconosciuta e che, nella nostra esperienza clinica, trova particolare au-
silio dall’utilizzo di Sanukehl Strep D6 in gocce.
Va ricordata l’importanza di un altro prodotto Sanum cioè Notakehl disponibile
in varie forme farmaceutiche (riportate più oltre nel prontuario). Notakehl è derivato
dal Penicillium chrysogenum e svolge una azione antimicrobica sovrapponibile, come
range d’azione, a quella del metabolita del fungo da cui deriva. Nei casi di angina
tonsillare di origine streptococcica si associa molto bene all’azione di Sanukehl Strep
potenziandone gli effetti specie sulle forme classiche con parete. La posologia sugge-
rita in acuto per le gocce o per le compresse D5 è di 7-10 gocce o 1 compressa ogni
1-2 ore poi a scalare in base al miglioramento clinico. Nella prevenzione delle recidive
solitamente somministriamo 7-10 gocce o 1 compressa 3-4 volte al giorno. L’uso delle
gocce, insapori e acquose, è molto indicato soprattutto per i bimbi o per chi fosse intol-
lerante a qualche eccipiente presente nelle compresse (facilmente scioglibili in bocca).
Il microrganismo coinvolto è lo Streptococco ed in particolare la specie pyo-
genes gruppo A di tipo β emolitico (GAβHS). Il GAβHS è ritenuto responsabile
delle cosiddette PANDAS che è l’acronimo per Pediatric Autoimmune Neurop-
sychiatric Disorders Associated with Streptococcal infections coniato da Swedo
et al nel loro lavoro del 1998. Innanzitutto la forma del GAβHS nelle PANDAS è
sferica, non mobile, Gram+ ed è una delle cause più frequenti di faringite acuta in
età pediatrica. Il Sierotipo coinvolto nelle PANDAS non è chiaro (ve ne sono in-
fatti numerosi in base alle differenze strutturali tra le proteine di superficie M e T).
L’esordio solitamente è rappresentato dalla manifestazione faringea infiammatoria
a cui seguono, successivamente, i Disturbi Ossessivo Compulsivi (DOC) o i Tics
fino, in alcuni casi, alla Sindrome di Tourette vera e propria. Alla base parrebbe
esserci ancora una volta il mimetismo molecolare verosimilmente in relazione al
Lisogaglioside GM1 cerebrale verso il quale viene montata una reazione immuni-
taria mediata da Cellule T effettrici.
Evitando di addentrarci nei meandri del dibattito in corso ci preme tuttavia
sottolineare come il GAβHS sia da molti ritenuto un fattore scatenante sulla base
di una sensibilità che spesso si identifica con la presenza attuale o pregressa di
Febbre Reumatica (anche in anamnesi familiare). Nei casi di PANDAS i bambini
presentano frequentemente comportamenti di tipo ritualistico che sono il modo con
cui rispondono alle ossessioni che sperimentano, spesso, come pensieri intrusivi
53
PRESENTAZIONE

(es. bambino che si strofina i denti, più volte al dì, dando 10 colpi successivi ogni
volta con lo scopo di evitare che il vento spazzi via i suoi genitori). Crediamo che
per ogni medico sia importante rilevare la possibilità di una diagnosi differenziale di
questo tipo. Il Sanukehl Strep D6 lo abbiamo imparato ad utilizzarlo nelle fasi acute
con una posologia frequente di 5 gocce ogni 1-2 ore poi a scalare. Poiché le forme L
portano certamente a recidive in questi casi e, in genere, per i trattamenti cronici
suggeriamo di proseguire per un lungo periodo con cicli di 2 mesi ed interruzione
di 15 giorni con una posologia di 5 gocce 2-3 volte al giorno.
Prima di concludere questa introduzione al prontuario-manuale Sanum deside-
riamo portare l’attenzione dei lettori verso un aspetto rilevante legato alla disbiosi
intestinale. Se infatti vi è un rischio notevole nella proliferazione, o nell’estendersi
con impatto clinico di forme patogene presenti tra la flora, per quello che riguarda
forme più evolute come i protozoi, ci preme ricordare (come verrà indicato nel
prontuario) il supporto notevole costituito dall’utilizzo del Bacillus subtilis, già
menzionato precedentemente.
Un altro ottimo veicolo di bonifica è il Fortakehl. Esso è derivato dal Peni-
cillium roquefortii e trova un tropismo particolare d’azione in ambito gastro-inte-
stinale. Tra le forme disponibili qui citiamo, analogamente a Notakehl, le gocce e
le compresse D5. In accordo alla nostra esperienza si rivela formidabile in caso di
scariche diarroiche e alterazioni della flora batterica sia da solo che in associazione
(nel caso di post-trattamento chemioterapico o forme gravi) con Utilin D6 gtt.
Per una bonifica del tratto GI Fortakehl rappresenta una valida opportunità
e mentre, in acuto, la posologia media è di 7-10 gocce o 1 compressa ogni 1-2-3
ore. In situazioni croniche e in caso di prevenzione di recidive la posologia è di
5-7 gocce o 1 compressa 3 volte al giorno per 2-3 settimane prolungabile dopo
rivalutazione.
Un altro microrganismo pervasivo ed invasivo che, passando dalla condizione
di spora a quella di ifa, può creare gravi dissesti sia metabolici che immunitari (con
riflessi sistemici) è la Candida.
Più precisamente il genus Candida nelle sue specie patogene per l’uomo delle
quali la C. albicans è una delle più diffuse (C. tropicalis, C. glabrata, C. krusei, C.
parapsilosis, C. dubliniensis e C. lusitaniae sono le altre).
Anche la Candida si manifesta nella sua forma CWD insieme a quelle classi-
che e, sappiamo, finché vi è un buon equilibrio di sistema essa non prolifera ma in
presenza di disbiosi e di fattori promuoventi si trasforma in ifa (infiltrante, specie negli
immunocompetenti, in prima battuta la mucosa intestinale). Lavori pubblicati colle-
gano anche una sua proliferazione con una maggiore mortalità nei Pazienti tumorali.
Non staremo qui a discutere i vari fattori eziologici né i meccanismi di infiltrazione
dell’intestino, specie quello tenue, ma non ci stancheremo di ripetere, data la gravità
e pervasività dell’infezione, che l’insieme di intossicazione da metalli pesanti, anti-
biotici, terapie invasive o chemioterapie pervasive, un’alimentazione ricca di zuccheri
semplici e di latticini nonché una vita ricca, se non colma, di stress SONO fattori deter-
minanti la trasformazione patogena della Candida. La Candida in forma CWD, e non
solo, è uno dei riscontri clinici più frequenti tra le Persone da noi trattate clinicamente.
La presenza di Mercurio o metalli pesanti è un ulteriore fattore ambientale
favorente la disbiosi. Nei confronti di questi elementi la Candida, attraverso un
54
GLI APTENI SANUKEHL

meccanismo efficiente di chelazione, è in grado di proliferare meglio di altre forme


microbiche accumulando, nel caso del mercurio, metilmercurio.
Più in particolare va sottolineato come il Ferro sia fondamentale per la tra-
sformazione da forma patogena ad apatogena grazie alla capacità chelante della
Candida stessa e ai suoi meccanismi di micelizzazione. Il dr. Truss già nel 1978
aveva riconosciuto la pervasività della Candida e la possibilità di innesco di reazio-
ni sistemiche di tipo allergico e i suoi equivalenti a livello mentale e neurologico.
Da allora molta strada è stata fatta anche se, ancora oggi, il focus è più sulla Can-
didosi vaginale (conseguenza di quella intestinale) che sugli effetti sul SNC che
modificano, anche, il comportamento. Nonostante la scarsa diffusione di questa
conoscenza la correlazione tra stato depressivo, serotonina e Candida superficiale è
stato stabilito più volte: attraverso il riscontro che antidepressivi inibenti il re-upta-
ke della serotonina portassero ad una scomparsa delle manifestazioni mucose e che
agissero direttamente in vivo (anche attraverso studi, in vitro) mostrando l’effetto
di attenuazione della virulenza della Candida dato dalla Serotonina stessa. Va ricor-
dato inoltre il legame tra la molecola proteica Hwp1, espressa nella fase patogena
della Candida albicans, che è caratterizzata da una sequenza analoga a quella della
gliadina oltre ad essere substrato per la transglutaminasi. Questa evidenza ha por-
tato a collegare Gluten Sensitivity e Candida ma anche ad ipotizzare un innesco,
su terreni predisposti, da infezione da C. albicans rispetto alla malattia Celiaca150.
Certamente la creazione di un ambiente sfavorevole alla Candida include an-
che l’utilizzo di probiotici adeguati e, tra quelli esistenti, ci permettiamo di se-
gnalare l’utilità di Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus rhamnosus e Saccha-
romyces boulardii.
I disturbi causati dalla Candida sono innumerevoli e spesso sovrapponibili ad
altre cause tanto da essere raramente collegati alla sua presenza ma ad aspetti di de-
ficit metabolico o funzionale (Fig. 25). In particolare, per darvi un’idea, riportiamo
quanto pubblicato a riguardo da William Crook nella sua pubblicazione The Yeast
Connection del 1986:
A questo punto è importante definire gli effetti centrali di una candidosi
tenendo presente che essa tende a provocare, anche, una deplezione di triptofano
diminuendo i livelli enterici di Serotonina specie quando ha infiltrato il Tenue e
concorrendo alla Leaky Gut Syndrome. Alla diminuzione dei livelli di Serotonina
(tossica per la Candida) si accompagna un aumento dell’ammoniaca prodotta dal-
la Candida stessa. L’ammoniaca a sua volta può avere effetti encefalopatici.
Più in generale i sintomi a carico del SNC sono: Affaticamento, Cefalee, Sin-
drome Premestruale, Depressione, Irrequietezza, Nervosismo, Iperattività, Confu-
sione e disorientamento, Difficoltà a prendere decisioni, Disturbi della Memoria,
Autismo. Trattando in modo mirato (vedi successivamente) la Candida nei bambini
affetti da autismo (specie se caratterizzato da iperattività) si nota un netto miglio-
ramento sia del tono dell’umore che del comportamento in generale con una varia-
bile, da soggetto a soggetto, apertura verso la relazione e l’interazione con l’altro.

150
Corouge M, Loridant S, Fradin C, Salleron J, Damiens S, Moragues MD, Souplet V, Jouault T, Robert R,
Dubucquoi S, Sendid B, Colombel JF, Poulain D. Humoral immunity links Candida albicans infection and
celiac disease. PLoS One. 2015 Mar 20;10(3):e0121776.
55
PRESENTAZIONE

Fig. 25
Quadro generale dell’infezione sistemica
da Candida.

Candida albicans
CANDIDA HYPERSENSITIVITY SYNDROME
William Crook, The Yeast Connection -1986

Mentale: CANDIDA 1 - Pillole anticoncezionali


- Sindrome ansioso-depressiva - Madre con immunosoppressione
Pelle: (es. sempre ammalata)
- Attacchi di panico
- Infezioni fungine cutanee e ungueali - Esposizione prolungata a muffe
- Stanchezza e affaticabilità ricorrenti
- Cefalea e/o emicrania - Mercurio e amalgami di mercurio o
- Eczemi, rashes, psoriasi argento + mercurio
- Disturbi del sonno (Difficoltà
all’addormentamento, risvegli notturni Capelli: - Corticosteroidi
con ansia e iperattività mentale – - I ngrigimento prematuro - Pesticidi
solitamente tra l’1 e le 3 del mattino)
Occhi: Donna:
- Irritabilità e confusione
- Pupille dilatate - Sindrome premestruale
- Scarsa memoria
- Occhi inusualmente verdi o viraggio al - Endometriosi
- Disturbi ossessivo-convulsivi
verde - Infertilità, poliarbortività, pre-
- Disturbi del ritmo cardiaco
eclampsia
- Iper o Ipo sessualità Generali:
- ADD/ADHD - Affaticamento Bambino:
- Capogiri - Dolori muscolari e articolari, - Allergia precoce ai cibi (specie latte)
- Insensibilità fibromialgia - Infezioni ricorrenti specie se trattate
- Sensazione di fluttuare o di uscire dal - Mani e piedi freddi e talvolta anche il con antibiotici
corpo naso - Desiderio notevole per latte,
- Indecisione operativa e di vita - Sudorazione specie notturna formaggio, yogurt, burro
- Insofferenza ad ogni temperatura - Asma
Gastrointestinale: - Drammatizzazione e lamentazione ad
- Desiderio di zucchero, cioccolato, latte, Alterazioni immunitarie: alta voce
formaggio, aceto, sottaceti, alcool, pane, - Asma e allergie - Disturbi del sonno
frutti con guscio o frutta in generale - Infezioni ricorrenti - Sotto o sovrappeso
- Sindrome metabolica: addome - Malattie autoimmuni - ADD/ADHD
prominente, diabete adulto, elevata
- Allergia alla penicillina - Aggressività e atteggiamenti antisociali
colesterolemia o trigliceridi, elevata
pressione sanguigna Cause: - Autismo
- Obesità del tronco - Antibiotici
- Reflusso gastro-esofageo - Cloro nelle piscine
- Ipoglicemia - Alcool (vino, birra, vodka)
- Gonfiore e gas addominale - Zucchero, formaggio, latte, aceto e
- Prurito anale sottaceti, mele uva, banane, caffè, carne
- Stitichezza e/o diarrea da allevamento, noci, nocciole, arachidi
- Anoressia/bulimia - Genitori o famiglie di alcolisti

Il razionale, in questo caso, starebbe nel fatto che l’ammoniaca in eccesso di-
venterebbe disponibile per una reazione biochimica con l’acido propionico presen-
te nel tratto gastrointestinale (e magari in modo massiccio anche perché introdotto
come additivo alimentare) portando alla formazione di Beta-Alanina. La Beta-Ala-
nina, passando la barriera ematoencefalica, si comporterebbe come antagonista per i
recettori del GABA causando (cosa che infatti si verifica nei pazienti caratterizzati da
autismo) un aumento stabile del GABA circolante e promuovendo il comportamen-
to autistico. Tra gli additivi caratterizzati dalla presenza di acido propionico, anche
come sale, ricordiamo: E280, E281, E282, E283.
56
GLI APTENI SANUKEHL

Va ricordata, come riportato in un editoriale prodotto dalla Direzione Scientifica


IMO151, l’importanza del Biofilm e la produzione di Gliotossina e Acetaldeide che
rendono la Candida così pericolosa e perniciosa. Il fenomeno del dimorfismo che ca-
ratterizza la Candida ne permette la crescita addirittura all’interno di un ambiente al-
tamente ostile come quello del macrofago, con conseguente distruzione dello stesso.
Infatti, le ife non solo permettono alla Candida di penetrare, colonizzare e dissemi-
nare all’interno dell’organo infettato, ma a causa della loro dimensione e dell’azione
meccanica di cui sono dotate impediscono anche il processo di fagocitosi152.
Un altro fattore che contribuisce in modo rilevante alla virulenza di Candida
spp. è la capacità di formare biofilm. Un biofilm consiste in una comunità di micror-
ganismi che sono irreversibilmente attaccati a una data superficie, materiale inerte o
tessuto vivente, producendo polimeri extracellulari che forniscono una matrice strut-
turale composta da polisaccaridi, proteine, lipidi e acidi nucleici153,154,155,156,157,158,159.
I microrganismi in questo tipo di comunità mostrano tassi di crescita più bas-
si e una maggiore resistenza al trattamento antimicrobico, comportandosi in modo
molto diverso dalle cellule planctoniche158,160. La capacità di aderire a diversi tipi di
superfici, sia abiotiche che biotiche, consente ai microrganismi di formare biofilm su
dispositivi medici, come cateteri intravascolari, valvole cardiache protesiche e pro-
tesi articolari, o in diversi tessuti nell’ospite160, con conseguente colonizzazione e
infezioni persistenti161. Nonostante una singola specie microbica sia in grado di for-
mare un biofilm, solitamente in vivo si assiste alla formazione ad opera di un mix di
specie batteriche e fungine161,162. Alla luce di queste considerazioni generali, risulta
chiaro come i biofilm siano in grado di potenziare l’instaurarsi di infezioni resistenti
nell’organismo ospite. Ciò lo si riscontra soprattutto con i biofilm formati da Candida
spp., responsabili di infezioni micotiche superficiali e sistemiche in pazienti immu-
nocompromessi163, estremamente difficili da trattare a causa delle caratteristiche del

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57
PRESENTAZIONE

patogeno, ovvero resistenza ai farmaci antimicotici, espressione di fattori di virulen-


za e, per l’appunto, capacità di formare biofilm.
Un noto esempio di biofilm nell’organismo umano è la placca dentale. Nella
modalità di crescita del biofilm, il metabolismo microbico differisce dalla sua con-
troparte planctonica: la crescita fermentativa è preferita soprattutto nelle nicchie più
profonde delle strutture del biofilm, poiché l’ossigeno non è facilmente disponibile
come in superficie164,165. Un esempio classico di condizioni ipossiche è rappresentato
dalle nicchie nella cavità orale, come le tasche gengivali e la lingua. Proprio per que-
sti fattori, il tratto fermentativo è preferito dai lieviti e dai batteri nella cavità orale e
nell’esofago.
Un ulteriore aspetto di cui tenere conto nell’infezione da Candida riguarda la
sua capacità di produrre diversi metaboliti tossici, tra i quali troviamo gliotossina e
acetaldeide.
La gliotossina è responsabile di numerosi effetti dannosi a carico dell’organismo:
- stimola la morte delle cellule epatiche166,167;
- è citotossica, specialmente nei confronti delle cellule della serie bianca, in-
tervenendo sul DNA, con conseguente effetto immunosoppressivo168,169,170,171;
- inattiva numerosi enzimi172.
Vale la pena di evidenziare altri due aspetti:
- il biofilm aumenta la produzione di gliotossina173;
- la gliotossina protegge la proliferazione della Candida: un articolo del
2010 pubblicato su Thrombosis & Haemostasis evidenzia come la gliotossina ini-

164
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58
GLI APTENI SANUKEHL

bisca la funzionalità piastrinica, rendendo la Candida particolarmente virulenta174.


Le piastrine sono indispensabili per la coagulazione del sangue, il che è particolar-
mente utile dopo una lesione. Le piastrine contengono anche elevate quantità di una
proteina fungicida, che ha dimostrato di possedere azione anti-Candida175.
Un altro tra i principali metaboliti della Candida, l’acetaldeide, è una sostan-
za tossica, irritante per la pelle e le mucose, che causa danni a organi e tessuti ed è
anche cancerogena176. Viene prodotta da Candida spp. durante la fermentazione del
glucosio. Nell’uomo rappresenta un metabolita degli zuccheri e dell’etanolo, ma la
sua presenza è stata evidenziata anche in estratti di piante, fumo da tabacco, moto-
ri esausti, nell’aria (sia in ambienti aperti che chiusi), e nell’acqua. L’acetaldeide è
presente in eccesso nel corpo anche dopo un esagerato consumo di alcol, rappresen-
tando la principale causa dei postumi in seguito ad ubriacatura. Anche nei processi di
combustione, ad es. quando si fuma una sigaretta, essa va a finire nel sangue. Se entra
in contatto con le proteine ne può cambiare la struttura e fare in modo che queste si
raggomitolino determinandone così l’incapacità di adempiere alle proprie funzioni
sui recettori cellulari in qualità di ormoni, neurotrasmettitori o enzimi.
Alcuni degli effetti sistemici più rilevanti dell’acetaldeide sono:
• effetti cardiovascolari: una review del 2010 ne evidenzia i danni a carico del
cuore. Provoca ipertrofia del cuore177, disturba la contrattilità cardiaca ed è
associata ad anomalie del battito cardiaco e della pressione. Questi effetti dan-
nosi vengono attribuiti ai danni ossidativi conseguenti all’iperproduzione di
radicali liberi indotta dall’acetaldeide. Sempre parlando di aldeidi, in un’altra
review dello stesso anno viene riportato che la malonil dialdeide (MDA), for-
mata dall’ossidazione degli acidi grassi, sia essa stessa un componente della
placca aterosclerotica e possa anche modificare i livelli di LDL. Sia l’MDA
che l’acetaldeide reagiscono con varie proteine e formano complessi che rila-
sciano molecole pro-infiammatorie e adesive coinvolte nell’etiologia dell’ate-
rosclerosi178;
• danni epatici: un meccanismo mediante il quale l’acetaldeide causa dan-
no epatico è dovuto alla formazione di complessi con proteine del fegato.
L’organismo riconosce questi complessi come estranei e produce anticorpi
contro di essi danneggiando di conseguenza il fegato. Inoltre, i complessi
che l’acetaldeide produce con le proteine dello scheletro cellulare causano
squilibrio nella struttura delle cellule del fegato e quindi nella funzionalità

174
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prima classe delle sostanze cancerogene, dove troviamo anche amianto e benzene.
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59
PRESENTAZIONE

epatica. L’accumulo di complessi di acetaldeide porta anche alla formazio-


ne di tessuto cicatriziale nel fegato con conseguente fibrosi o cirrosi epatica.
La natura aterosclerotica dell’acetaldeide può anche causare il blocco dei
vasi sanguigni importanti per l’afflusso di sangue al fegato, causando così
malattia epatica178;

• crasi ematica: l’acetaldeide, producendo complessi con proteine dei glo-


buli rossi, può causare la distruzione di quest’ultimi sempre per un mec-
canismo di autoaggressione anticorpale. La distruzione degli eritrociti può
causare anemia e accumulo di ferro nel fegato con conseguenti lesioni epa-
tiche178;

• carenze vitaminiche: l’acetaldeide può essere all’origine di alcune carenze


nutrizionali. Già un lavoro giapponese del 1983 ha evidenziato la deple-
zione di vitamina B1 in conigli cui è stata somministrata acetaldeide179.
In un lavoro statunitense del 2013 è stato analizzato l’impatto delle vitami-
ne del complesso B sui disturbi della coagulazione dovuti ad acetaldeide:
quel che emerge è che le vitamine B1, B6 e B9 sono in grado di ridurre
l’effetto dell’acetaldeide sulla disfunzione della coagulazione ematica180.
Ciò avviene perché queste vitamine reagiscono con l’acetaldeide forman-
do un complesso. Di conseguenza, se nel sistema è presente acetaldeide,
quest’ultima si legherà molto facilmente alle vitamine libere che non saran-
no quindi disponibili per svolgere la propria funzione, determinando uno
stato carenziale. La vitamina B1 è molto essenziale per la funzione nervosa
e la neurotrasmissione. La carenza cronica di B1, tipicamente presente ne-
gli alcolisti, può produrre sintomi psicologici e riduzione della memoria a
breve termine. La carenza di folati si ritiene sia principalmente collegata al
danno ossidativo mediato da acetaldeide, con conseguente neuropatia oltre
ad altri effetti. Inoltre, l’acetaldeide svolge azione inibitoria nei confronti
della metionina sintasi181,182,183. Quest’ultimo aspetto diventa ancora più ri-
levante nei soggetti con la mutazione MTHFR, i quali hanno una ridotta
capacità di produrre 5-metiltetraidrofolato e che quindi in presenza di can-
didosi cronica polisistemica tenderanno ad avere livelli ancor più elevati
di omocisteinemia. Pertanto, quando si approccia un paziente con muta-
zione MTHFR o con deficit di metilazione, diventa ancora più importante
valutare la presenza di disbiosi intestinale da Candida.

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60
GLI APTENI SANUKEHL

Oltre agli effetti appena visti, l’acetaldeide:


- è tossica per il SNC, provoca diminuita coordinazione dei movimenti, de-
ficit cognitivi, rabbia, aggressività, difficoltà di linguaggio184,185 e viene as-
sociata alla malattia di Alzheimer186,187,188;
- si ritiene rappresenti un possibile fattore di insorgenza del Parkinson:
in presenza di acetaldeide la dopamina viene convertita in salsolinolo, una
neurotossina implicata nell’apoptosi dei neuroni dopaminergici. Livelli
cronicamente elevati di acetaldeide in pazienti con candidosi cronica po-
lisistemica possono concorrere alla formazione di salsolinolo e dei suoi
metaboliti nel cervello contribuendo alla distruzione delle cellule dopami-
nergiche nella substantia nigra. Vi è spesso sovrapposizione tra il quadro
sintomatologico mentale del Parkinson e quello di una candidosi cronica
polisistemica189;
- è responsabile, se presente in eccesso, di stress ossidativo186,190,191,192;
- è in grado di danneggiare i filamenti di DNA delle cellule staminali au-
mentando il rischio di cancro. Sono sempre più numerosi i lavori in lette-
ratura che evidenziano l’attività carcinogenica dell’acetaldeide164,193,194,195 e

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61
PRESENTAZIONE

che la correlano a presenza di candidosi, soprattutto per ciò che concerne le


neoplasie del cavo orale e del tratto gastrointestinale superiore164,196,197,198,199.
Per questo motivo ribadiamo qui alcuni concetti già espressi nell’articolo am-
piamente citato di cui sopra:
“Viste queste premesse è sempre più evidente l’importanza di agire, anche a
scopo di contenerne l’attività protumorale, nei confronti della Candida spp. con un
approccio multitarget finalizzato a:
1. creare nell’organismo ospite le condizioni sfavorevoli allo switch da lievito
innocuo a fungo pluricellulare nella forma ifalica invasiva e patogena (muffa);
2. disgregare, se presente, il biofilm;
3. ricondurre la Candida dalla forma patogena a quella non patogena;
4. detossificare l’organismo dalla presenza dei metaboliti tossici prodotti dalla
Candida stessa.”
Per creare queste premesse ecco che ritornano concetti già espressi in pre-
cedenza quali “l’alimentazione e lo stile di vita dell’individuo: una dieta sana,
bilanciata, a basso carico glicemico, ricca di nutrienti e povera di cibi spazzatura,
un’attività fisica regolare, un buon riposo notturno, il dedicare a sé stessi il giusto
spazio ed il coltivare gli affetti e le amicizie, sono tutte abitudini che concorrono al
benessere globale della persona. Spesso, però, anche per cause indipendenti da noi,
siamo sottoposti a stress ed inquinanti (come ad esempio gli interferenti endocri-
ni che meriterebbero un articolo specifico) che tendono a perturbare l’omeostasi
dell’organismo ed a portare all’instaurarsi di una condizione di acidosi metabo-
lica di basso grado, favorente a sua volta la transizione dimorfica della Candida;
a questo punto si rivela un utile supporto l’integrazione con una miscela di sali
alcalinizzanti, quale ALKIMO, in polvere o compresse, che aiuta a ripristinare
le condizioni di pH fisiologico sostenendo i sistemi tampone dell’organismo ed a
reintegrare eventuali minerali in stati carenziali (Mg, Zn, K)”.

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62
Rimedi Sanum e attività immunostimolante
Il LISOZIMA

SANUM
LISOZIMA

IL LISOZIMA

Il lisozima è un importante fattore dell’immunità innata. Fu scoperto per la


prima volta da Fleming nel 1922 nelle lacrime e nelle secrezioni nasali. È un en-
zima ubiquitario presente in molti fluidi e tessuti biologici, nelle cellule del siste-
ma immunitario innato, neutrofili, monociti, macrofagi e nelle cellule epiteliali
dove svolge una fisiologica barriera antimicrobica e quindi una difesa naturale
dai patogeni200,201.
È dotato di azione batteriolitica, appartiene al gruppo di enzimi idrolasi per
la capacità di idrolizzare il legame glucosidico tra N-acetilglucosamina e l’acido
N-acetilmuranico dei peptidoglicani che sono tra i principali costituenti della pa-
rete batterica202,203.
È battericida ma non solo, esso esercita anche attività antivirale, antinfiam-
matoria, antitumorale e immunomodulante204,205. Ha un ruolo nella resistenza alle
flogosi batteriche e virali e una sua carenza è spesso associata alla fragilità degli
epiteli respiratori e digestivi e alla frequenza di recidive infettive206,207.
Attraverso la lisi di cellule batteriche e dei capsidi virali si liberano molecole
ad attività immunitaria e antitumorale.
Durante l’infezione le cellule immunitarie riconoscono - mediante i PRR
(Pattern Recognition Receptors) presenti sulla loro superficie, tra cui si colloca
il recettore TLR - i frammenti e le molecole microbiche cellulari rilasciati. Tra
questi ricordiamo i principali PAMP (Pathogen Associated Molecular Pattern):
lipopolisaccardi (LPS), peptidoglicani (PG), acido lipoteico (LTA), DNA e RNA
microbici, acido lipoico, flagelline, piline. Tutte queste attivano la risposta immu-
nitaria innata che rilascia molecole difensive tra cui enzimi batteriolitici uno dei
quali il lisozima (Fig. 26)208,209.

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IL LISOZIMA

Fig 26. Il lisozima modula la risposta immunitaria (da Ragland SA, Criss AK. 2017210)

Nel sito di infezione, il lisozima extracellulare, secreto localmente dall’epitelio, destruttura i batteri
con conseguente rilascio di PAMPs, tra cui frazioni monomeriche di peptidoglicano (PG). Questo
avvia la risposta immunitaria e induce il reclutamento dei macrofagi che a loro volta secernono altro
lisozima, utilizzato dal fagosoma per la degradazione del batterio. Questa degradazione rilascia altri
PAMPs che stimolano una intensa risposta di citochine proinfiammatorie e attivano l’infiammazione.
Analogamente, si attivano anche i neutrofili.
La deposizione del complemento su batteri e/o PG polimerico insolubile, produce anafilotossine
chemiotattiche e migliora la fagocitosi batterica.
Poiché i fagociti rispondono scarsamente al PG extracellulare e monomerico, il PG monomerico non
può attivare il complemento, la degradazione del PG batterico da parte del lisozima extracellulare
serve a limitare l’attivazione e il reclutamento del fagocita. Di conseguenza, l’attività del lisozima può
funzionare per migliorare o abbassare la risposta immunitaria.

210
Ragland SA, Criss AK. From bacterial killing to immune modulation: Recent insights into the functions of
lysozyme. PLoS Pathog. 2017 Sep 21;13(9):e1006512.
65
LISOZIMA

RILASCIO DI LISOZIMA

I principali tipi di cellule responsabili della produzione di lisozima sono mono-


cita-macrofago e granulociti neutrofili211.
In vitro si è visto che preparati microbici selezionati, messi a contatto con mo-
nociti stimolano il rilascio di lisozima. Tra questi uno dei più efficaci è il lipopolisac-
caride (LPS).
Nello studio ‟Stimulation of lysozyme release by selected microbial prepara-
tions” di R. Helal, G. Bader e M.F. Melzig212 condotto nel 2012 presso la facoltà di
Farmacia dell’Università di Berlino, diverse concentrazioni di preparati microbici
selezionati vengono messi a contatto con i monociti per valutarne la capacità antibat-
terica e le proprietà di stimolare la difesa.

I preparati biologici selezionati utilizzati sono frammenti o parti cellulari micro-


bici, quali quelli contenuti nei preparati SANUM:

Candida albicans DSM 5197 (Albicansan D3, D4 e D5; Exmykehl D3),


Candida parapsilosis DSM 4884 (Pefrakehl D3, D4 e D5; Exmykehl D3),
Penicillium chrysogenum DSM 5753 (Notakehl D3, D4, D5),
Penicillium glabrum DSM 5752 (Quentakehl D5),
Penicillium roquefortii DSM 5197 (Fortakehl D3, D4 e D5; Exmykehl D3),
Aspergillus niger DSM 6563 (Nigersan D3, D4 e D5; Sankombi D5),
Mycobacterium bovis BCG 125 (Sanukehl Myc D6),
Mycobacterium phlei DSM 4817 (Utilin S D4, D6),
Mucor racemosus DSM 2845 (Mucokehl D3, D4, D5; Sankombi D5)
Mucor mucedo (+) DSM 4886 (Mucedokehl D3, D4 e D5).
Mucor mucedo (- ) DSM 4885

Le preparazioni di tutti i microrganismi, batteri, lieviti e funghi, stimolano


il rilascio di lisozima dai monociti THP-1 già dopo un’ora. Tutti i preparati supe-
rano l’attività valutata al 100% del controllo (Fig. 27).

Bandlow G, Kühne J. Abnormal lysozyme production of peritoneal macrophages from mastocytoma P-815
211

bearing C3D2F1-mice. Med Microbiol Immunol. 1980 Feb;168(1):55-62.


Helal R, Bader G, Melzig MF. Stimulation of lysozyme release by selected microbial preparations. Pharmazie.
212

2012 Jun;67(6):564-6.
66
RILASCIO DI LISOZIMA

Figura 27. Attività secretoria del lisozima di 1x106 cellule/ml di cellule THP-1 dopo trattamenti
con preparati di diversi microrganismi.

Contenuto di Concentrazione Rilascio


Campione/Ceppo (Lotto n.) proteine per campione di lisozi-
(%) (µg/ml) ma (%)

Controllo - - 100 ± 16

Preparati con componenti cellulari idrosolubili

Candida albicans DSM 5197 (CA262/10068) 22.2 10 121 ± 57

Candida parapsilosis DSM 4884 (CP291/13129) 5.9 10 132 ± 32

Penicillium chrysogenum DSM 5753 (PN297/19030) 2.2 10 183 ± 50 *

Penicillium glabrum DSM 5752 (PF293/03020) 0.7 10 104 ± 41

Penicillium roqueforti DSM 5504 (PR272/12118) 7.0 1 127 ± 33

Aspergillus niger DSM 6563 (AN224/28045) 2.3 1 123 ± 25

Mucor racemosus DSM 2845 (MR299/17040) 3.9 10 121 ± 40

Mucor mucedo (+) DSM 4886 (MM240/13066) 16.0 10 108 ± 25

Mucor mucedo (–) DSM 4885 (MM241/27066) 6.3 10 116 ± 26

Mycobacterium bovis BCG 125 (MB236/04046) 12.3 1 121 ± 21

Mycobacterium phlei DSM 4817 (MP246/31017) 21.8 10 122 ± 53

Preparati con frammenti cellulari insolubili in acqua

Bacillus cereus DSM 5194 (BC550/12011) 5.3 10 126 ± 17 *

Bacillus firmus DSM 4816 (BF546/25015) 21.2 10 158 ± 56 *

Bacillus subtilis DSM 5330 (BS543/03114) 3.3 1 147 ± 84

Mycobacterium bovis BCG125 (MB547/04046) 6.8 10 144 ± 11 *

Mycobacterium phlei DSM4817 (MP548/31017) 15.1 1 188 ± 56 *

Preparati con frammenti cellulari da estrazione acida

Mycobacterium bovis BCG125 (MB411/04046) 40.5 10 150 ± 44 *

Brucella melitensis Rev-1 (BM423/09031) 27.2 10 139 ± 33 *

Al surnatante delle colture di controllo senza aggiunta di campione viene attribuita un’attività
del lisozima del 100%. Tutti i punti sono misurati in triplicato e i valori rappresentano la media
di almeno tre esperimenti separati (± SD). I valori con l’asterisco differiscono significativamente
(P<0,05, Mann-Whitney U test) dalle colture di controllo.
67
LISOZIMA

In generale mostrano tutti la capacità di rilascio indipendentemente che si tratti


di preparati da batteri Gram-positivi (Bacillus e Mycobacterium) o da Gram-negativi
(Brucella).
La preparazione dal fungo Penicillium chrysogenum ha stimolato la secrezione
di lisozima mentre non lo hanno fatto i preparati da Mucor racemosus e Mucor muce-
do indicando quindi la differente natura e scopo del prodotto (modulante e limitante
il processo infiammatorio).
Grazie alla presenza di diversi componenti della parete cellulare microbica
in grado di attivare il sistema immunitario innato tramite un riconoscimento di
modelli molecolari associati ai patogeni (PAMP), l’attività dei preparati micro-
bici nel sistema di cellule monocitiche utilizzate non è sorprendente. Tuttavia,
non solo parti di pareti cellulari o di membrane si legano ai recettori PAMP, ma anche
il DNA batterico è in grado di attivare le cellule del sistema immunitario attraverso il
legame a questi recettori213,214.
Questa sperimentazione in vitro, è l’ulteriore conferma pratica dell’attività im-
munostimolante della terapia SANUM.

213
Dalpke A, Heeg K. Signal integration following Toll-like receptor triggering. Crit Rev Immunol. 2002;22(3):217-50.
214
Griebel PJ, Brownlie R, Manuja A, Nichani A, Mookherjee N, Popowych Y, Mutwiri G, Hecker R, Babiuk
LA. Bovine toll-like receptor 9: a comparative analysis of molecular structure, function and expression. Vet
Immunol Immunopathol. 2005 Oct 18;108(1-2):11-6.
68
CONCLUSIONI

CONCLUSIONI

Osservando la struttura profondamente simbiotica o endosimbiotica dell’Uo-


mo stesso, dovrebbe essere chiaro come qualsiasi intervento terapeutico a me-
dio-lungo termine non possa che necessariamente essere un intervento volto a ri-
stabilire un equilibrio di sistema cioè di “convivenza” soddisfacente tra tutte le
forme che sono presenti nel “territorio”. Un altro aspetto che ci preme sottolineare
è che il Sistema Uomo possiede, a meno di gravi deficit genetici o di pressioni
patogene esterne inconciliabili, tutte le risorse fisiologiche per addivenire ad una
risoluzione dei “conflitti” alias malattie alias affezioni o disturbi a qualsiasi livello
e in qualsiasi grado si presentino limitandone i danni relativi. Ogni individuo incar-
nerà queste caratteristiche con sfumature di grado e livello che, comunque, tendono
a compensarsi arrivando ad una condizione fisiologicamente fluttuante di benessere
percepito. Nel caso della terapia isopatica ed immunomodulante Sanum, possia-
mo efficacemente sfruttare i sistemi fisiologici di riequilibrio cercando di evitare,
il più possibile, di operare interventi diretti che impattino negativamente sull’in-
trinseco svolgersi dei meccanismi auto-riparativi.
Alla luce di quanto detto, in qualsiasi condizione patologica inclusi i disturbi
del comportamento, è necessario considerare innanzitutto le condizioni del sistema
gastroenterico e stabilizzarlo. Nella nostra esperienza clinica difficilmente abbiamo
trovato un’ottima funzione digestiva e di assorbimento del cibo accompagnata da
problematiche psichiche anche perché i due aspetti si influenzano a vicenda. È im-
portante non fermarsi all’apparente positività di indicatori quali la capacità di dige-
stione avvertita soggettivamente o altri legati all’evacuazione e alla sua frequenza.
In presenza di sintomi indagini più specifiche possono essere condotte nei pochi
laboratori attrezzati per il riconoscimento sia delle forme patogene classiche che
delle forme CWD in modo da fare un utilizzo mirato della terapia. L’alimentazione
va regolata in modo da evitare il più possibile la proliferazione di forme patogene
specialmente fungine, come abbiamo potuto vedere per la Candida e forme affini,
in accordo alla necessità di avere una corretta neutro-basicità sistemica. Particolare
attenzione infine va data all’equilibrio psichico e alla percezione Cognitivo-Emo-
zionale-Affettiva di Sé, del Sé corporeo e della vita di relazione. Anche se questo
aspetto viene ridicolizzato da alcuni ricercatori un sostengo adeguato ai singoli
casi promuove comunque il benessere dell’individuo e ne stimola il recupero mor-
fo-funzionale.
Consigliamo di verificare la presenza o meno di Candidosi intestinale in
ogni condizione patologica. Normalmente la sua presenza porta a sviluppare una
sintomatologia depressiva o ansioso-depressiva ma, concomitantemente la ritro-
viamo anche in forme come l’autismo o patologie infiammatorie degenerative del
SNC (Sclerosi multipla, Sclerosi laterale amiotrofica) o forme irritative simil Epi-
lettiche o esiti neurovascolari. In questi casi si procede in modo analogo con alcune
differenze sia soggettive che legate alla natura del fenomeno in atto. Per la Candida
invitiamo a seguire i protocolli Sanum esistenti che troverete in questo prontuario
in associazione o meno con altri approcci ove necessario. Tali protocolli prevedono
69
CONCLUSIONI

l’uso di prodotti quali: Albicansan D5 (10 gocce al giorno) + Pefrakehl D5 (10


gocce al giorno) + Sanukehl Cand D6 (5 gocce 3 volte al giorno). Albicansan e
Pefrakehl per 1 mese e ri-controllo clinico mentre Sanukehl Cand lo si prescrive
di default per almeno un ciclo di 2 mesi. Se vi è una localizzazione genitale allora
suggeriamo l’uso di Exmykehl supposte: 1 supposta/die per un ciclo di almeno 2
scatole, cioè 20 giorni (uso locale o rettale).
Ricordiamo tuttavia un aspetto che abbiamo verificato ampiamente in ambito
clinico e che si riferisce ad ogni patologia o affezione: senza una modificazione die-
tetica (es. attenzione all’IG degli alimenti e alla sequenza dei nutrienti nel pasto), una
adeguata neutro basificazione, una modificazione dello stile di vita e un adeguato
supporto per una sufficiente espressione psico-corporea nessun tentativo terapeutico
è destinato ad avere successo né durata nel tempo. Può portare sollievo più o meno
temporaneo e comunque legato all’utilizzo dei prodotti di volta in volta prescritti.
Ricollegandoci a quanto scritto precedentemente e relativo al ruolo svolto
dall’Acidosi-Ipossia tissutale, il dato fondamentale è che l’organismo va riportato
in una situazione di buon pH non solo a livello ematico ma soprattutto a livello del-
la matrice extracellulare dove i processi di acidificazione sono pericolosi (specie
quando si arriverà ad una trasformazione da sol a gel della matrice stessa) poiché
alterano le vie biochimiche e la comunicazione tra i vari ceppi cellulari oltre a met-
tere in una condizione di sforzo compensatorio le pompe protoniche di membrana
e costituendo un elemento di vasocostrizione capillare e quindi di ipossia.
Tutte le condizioni ipossiche vanno combattute ed ostacolate sia in via preven-
tiva che in fase terapeutica per patologia conclamata.
Ogni situazione patologica ha come base un processo di alterazione in senso
ipossico/acidificante e interventi quali una buona respirazione e un’alimentazione
adeguata con prevalenza di frutta e verdura e scarso apporto di carboidrati raffinati/
zuccheri/amidi è fondamentale così come una limitazione dell’apporto proteico
animale.
È fondamentale il monitoraggio del pH anche attraverso la via urinaria come più
sopra descritto e l’uso, peraltro promosso anche in letteratura, di sostanze neutro-ba-
sificanti. Tra queste ricordiamo alcune tra le più semplici: i Bicarbonati e i Citrati.
Solitamente il nostro gruppo utilizza l’Alkimo (che è disponibile in polvere
e/o in compresse ed è un’ottima miscela bilanciata di Bicarbonati e Citrati) con una
posologia che varia a seconda dell’andamento del pH nell’arco della giornata. Uno
dei modi migliori di somministrazione troviamo sia di assumere 1 cucchiaino di
Alkimo o 1 bustina (sciolto in 1 bicchiere di acqua minerale naturale) a partire da
circa 40 min dalla fine del pasto. In questo modo si “sostiene” l’apporto fisiologico
pancreatico andando (come nel caso delle Ipossie-Acidosi) a rinforzarlo.
Nelle patologie tumorali somministriamo Citrokehl in gocce con posologia
variabile a seconda del Paziente. Alla luce di quanto abbiamo esposto l’idea è quel-
la di agire sia sull’equilibrio acido base (in quanto acido debole reagisce con acidi
più forti liberando OH- e diminuendo l’acidità nonché svolgendo un’azione an-
ti-ossidante) che sul ciclo di Krebs.
70
CONCLUSIONI

Un’alterazione dell’equilibrio Acido-Base compromette irrimediabilmente il


microbiota favorendo l’insorgenza di forme potenzialmente patogene anche se pre-
senti in bassa carica.
Un ultimo suggerimento: per la diagnosi di forme L è bene ricordare la pos-
sibilità di contattare laboratori specializzati nell’identificazione sia dei patogeni
classici che delle forme L o CWD (Gut screening e microscopia in campo oscuro).
In questo modo sarà possibile monitorare l’andamento della carica infettiva pre-
sente. Tale possibilità non è possibile nei normali laboratori e quindi forzerebbe a
procedere alla cieca nel contrastare efficacemente la diffusione di forme L o CWD.

71
Repertorio clinico
SANUM

SANUM
A PATOLOGIE

PATOLOGIE
_____________________________________________________________________________________________________________________

Normalmente le equivalenze (tranne laddove espressamente indicato) tra gocce e


compresse della stessa potenza (es. D5) si possono così sintetizzare:
1 compressa = 7-10 gocce (nell’adulto) e 5 gocce (nel bimbo sino agli 8-10 anni).
I prodotti Sanum possono essere assunti uno dietro l’altro, se non altrimenti speci-
ficato, in modo, anche, da ottimizzare la compliance del Paziente o di chi lo assiste.
I prodotti Sanum NON vanno mescolati tra di loro previa assunzione (es. per accor-
ciare i tempi di assunzione) ma vanno assunti in sequenza anche molto ravvicinata.
Alcune soluzioni terapeutiche presentate prevedono la possibilità di mescolare tra
loro prodotti Sanum in forma liquida per un uso locale e non sistemico.
NOTA: Le gocce nei bambini possono essere assunte per os e/o frizionate all'inter-
no del gomito.

ABORTO IMMINENTE
Vedi gravidanza (complicazioni nella).
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ACNE
In parte legata allo stato ormonale e certamente a quello emozionale; modificazione
delle abitudini alimentari, evitare prodotti di origine suina, assunzione di pesce cotto;
regolarizzare la funzione intestinale (vedi UTILIN D6 e FORTAKEHL D5 proto-
collo per Candida).
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore di distanza dal pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa da 2 a 4 volte al giorno per almeno 1 mese e poi va-
lutare clinicamente.
Sin dall’inizio, e per almeno 2 mesi, SANUKEHL Staph D6 e SANUKEHL Acne
D6 5 gocce di ciascuno da 2 a 4 volte al giorno (solitamente meglio partire con una
posologia elevata e poi scalare al migliorare della sintomatologia). È possibile asso-
ciare, in base alla gravità della manifestazione, LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla
settimana e SANUVIS 60 gocce 3 volte al giorno.
È suggerito proporre cicli di mantenimento (a mesi alterni o ogni 2 mesi) con SA-
NUKEHL Staph D6 e SANUKEHL Acne D6. La posologia suggerita è di 5 gocce
2-3 volte al giorno.
_____________________________________________________________________________________________________________________

ACNE ROSACEA
Vale quanto sopra per l’Acne è tuttavia importante valutare la condizione del tratto GI
e agire con bonifica dello stesso oltre ad una valutazione delle condizioni psico-emo-
zionali del soggetto. Suggeriamo a questo proposito il protocollo di FORTAKEHL
74
REPERTORIO CLINICO A
D5 1 compressa o 7-10 gocce 3-4 volte al giorno + SANUVIS gocce (vedi sopra) +
CITROKEHL (60 gocce al giorno) + MUCEDOKEHL 7-10 gocce da 1 a 3 volte
al dì. Se dopo 3 settimane di terapia non si assiste a miglioramento allora considerare
i consigli di cui alla voce Sindrome Eritematosa. Valutare localmente l’applicazione
alternata di MUCOKEHL e NOTAKEHL pomata 2-3 volte al dì.
_____________________________________________________________________________________________________________________

ACRODERMATITE (HERXHEIMER)
Vedi anche Malattie allergiche, Infezioni virali (generali).
Si manifesta dai 50 anni di età: pelle atrofica, sottile, di colore rossastro-blu e senza peli.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario
del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena) SANUVIS 30 gocce 2
volte al giorno.
NOTAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5 10 gocce di ciascuno da 2 a 4 volte al gior-
no (specie in fase iniziale) in alternanza (per os e/o frizionate all’interno del gomito)
per 2-3 settimane. Poi MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D3
1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica QUENTAKEHL D5
10 gocce 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Brucel D6 e SANUKEHL Myc D6 5 gocce di ciascu-
no da 2 a 4 volte al giorno, per almeno 1 ciclo di 2 mesi.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, giovedì).
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ADDISON (MORBO DI)


Escludere la tubercolosi polmonare. Controlli regolari degli zuccheri nelle urine (gli-
cosuria) e nel sangue (glicemia). Proseguire temporaneamente cortisone e antibiotici:
ridurli o sospenderli non appena possibile.
Medicinali principali: MUCOKEHL, NIGERSAN.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Adulti:
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per almeno 7-10 giorni, successi-
vamente MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2
volte al giorno.
Dopo 2 settimane passare a MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN
D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3
1 supposta alla sera.
UTILIN D6 10 gocce alla settimana (oppure UTILIN D6 1 supposta alla settimana)
alternando con LATENSIN D6 gocce, (lunedì, giovedì).
75
A PATOLOGIE

Bambini:
NOTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare a SANKOM-
BI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTA-
KEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno.
Sempre in combinazione con SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Klebs D6 5
gocce di ciascuno 2 volte al giorno in alternanza.
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ADDOME (DISTURBI ADDOMINALI)


Vedi anche Gastroenterite, Pancreas (disturbi del), Emicrania, Coliche, Cistiti, Di-
sturbi mestruali, Malattie allergiche.
Controllare: appendice e valvola-ileociecale, stomaco, pancreas, colecisti, infiamma-
zione polmonare basale, disturbi mestruali. Sono in genere dovuti ad interessamento
locale della mucosa intestinale.
IMPORTANTE: immediatamente ALKIMO polvere ½-1 cucchiaino o ½-1 bustina
al giorno (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non a ridosso di quello successi-
vo!), disciolto in acqua tiepida per riequilibrare il pH dell’intestino tenue. Alcaliniz-
zare come se si trattasse di malattie allergiche.
Bambini:
Iniziare con FORTAKEHL D5 10 gocce da 2 a 3 volte al giorno poi SANKOMBI
D5 10-15 gocce 2 volte al giorno (dal lunedì al venerdì); sabato e domenica FORTA-
KEHL D5 10-15 gocce 3 volte al giorno.
Adulti:
Iniziare sempre con FORTAKEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno per 10 giorni
poi MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e UTILIN D6 7 gocce al giorno per
2 giorni a settimana (es. martedì e venerdì).
Dopo 2-3 settimane somministrare 1 volta UTILIN “S” D6 capsule oppure UTILIN
“S” D6 supposte.
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AFASIA
Vedi anche Emiplegia.
Disturbo della espressione e/o della produzione del linguaggio verbale.
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AFFATICAMENTO CRONICO (SINDROME DA)


Vedi anche Malattie allergiche, Candidosi.
Cause: risultato di una malattia cronica dell’intestino con o senza una tossicità da
metalli pesanti. Carenza di vitamine e di oligoelementi, stress, depressione, presenza
di forme L o CWD.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
76
REPERTORIO CLINICO A
Terapia suggerita:
REBAS D4 1 supposta o 1 capsula a giorni alterni per 1 settimana poi 1-2 volte a
settimana in base all’andamento clinico per poi scalare man mano sino a qualche mese
di mantenimento con 1 supposta ogni 3 settimane. Sin dall’inizio MUCOKEHL D5
1 compressa 3 volte al giorno + FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno
dal lunedì al venerdì + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera il sabato e la domenica
per 1 mese. Contemporaneamente SANUKEHL Pseu D6 5 gocce 3 volte al giorno
e SANUKEHL Coli D6 5 gocce al giorno a giorni alterni per 1 mese poi valutare
clinicamente. Suggeriamo anche CITROKEHL 60 gocce al giorno per cicli di 3 set-
timane ed interruzione di una.
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AFTA (STOMATITE)
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (almeno 1 ora dopo il pasto e almeno 2 ore
prima di quello successivo).
QUENTAKEHL D5 e NOTAKEHL D5 10 gocce di ognuno da 2 a 4 volte al giorno
a giorni alterni.
Adulti:
QUENTAKEHL D5 10 gocce da 2 a 4 volte al giorno + NOTAKEHL D4 1 capsula
2 volte al giorno per il periodo necessario poi a scalare.
ZINKOKEHL D3 5-10 gocce 2 volte al giorno.
Tamponare localmente, 2-3 volte al dì, con una miscela di SANKOMBI D5 gocce e
PEFRAKEHL D5 gocce, soprattutto per i bambini.
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ALLERGIE (MALATTIE ALLERGICHE)


Un’allergia è una eccessiva reazione verso sostanze (antigeni) che l’organismo inter-
preta come avverse. Si può definire una “reazione isterica” che serve a proteggere l’or-
ganismo. Le reazioni allergiche spesso si manifestano a livello intestinale. Nei primi
nove mesi di vita del bambino, il suo stomaco è solo “attrezzato” per ricevere il latte
materno. Come effetto di un eccesso di difesa, qualsiasi altro tipo di latte (ogni tipo di
latte in formula per neonati è derivato da latte di vacca) può causare la distruzione della
membrana mucosa intestinale e altresì delle placche di Peyer (noduli linfatici aggregati)
e delle pieghe villose della mucosa intestinale.
Come conseguenza della distruzione della membrana mucosa intestinale lo sviluppo di
immunoglobuline A (IgA), e anche parzialmente delle IgG, viene meno e con la distru-
zione delle placche di Peyer le cellule di difesa T3/T4 diminuiscono.
Un’allergia non può essere “cancellata”, in quanto le plasmacellule (dai Linfociti B)
produttrici di immunoglobuline clonano sempre se stesse. Si può solo raggiungere una
minima tolleranza attraverso una dieta di omissione (ovvero attraverso una “desensibi-
lizzazione”).
77
A PATOLOGIE

Le allergie intestinali dei bambini si verificano in particolare contro il latte di mucca,


le uova ed i loro derivati così come contro i cibi contenenti derivati del grano (gluti-
ne). Ulteriori reazioni allergiche enteriche appaiono più tardi e sono causate da una
immaturità dei villi intestinali in crescita. Secondo il Dr. Reckeweg, per vicariazione
si intende che un organo (ad esempio l’intestino) diviene “logoro” come conseguenza
dell’interazione con troppi antigeni.
Terapia generale: dieta ipoallergenica o anallergica.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!).
FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno, dopo 2-3 settimane SANKOMBI D5
10-15 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN D6 e RECARCIN D6 2 gocce di ciascuno a giorni alterni frizionate sulla pelle.
Ragazzi ed adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz
(2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
FORTAKEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno per 10 giorni, poi passare a MU-
COKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
REBAS D4 1 capsula 2 volte al giorno.
Per la gastroenterite:
SANUKEHL Coli D6 e SANUKEHL Salm D6 5 gocce di ognuno da 2 a 4 volte
al giorno a giorni alterni e, se necessario, 7 gocce al giorno frizionate all’interno del
gomito.
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ALOPECIA
Trattare la forfora e la perdita dello strato epiteliale attraverso massaggi con olio per
capelli contenente salicile.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Al mattino, MUCOKEHL D5 gocce frizionare localmente e ripetere alla sera.
NOTA:
Prendere sempre in considerazione il trattamento per il fegato.
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ALOPECIA AERATA
Vedi anche Alopecia.
Massaggiare l’area affetta ogni giorno con MUCOKEHL D5 gocce e NIGERSAN
D5 gocce in alternanza oppure giornalmente con SANKOMBI D5 gocce.
78
REPERTORIO CLINICO A
MUCOKEHL D3 e NIGERSAN D3 1 supposta di ognuno a giorni alterni.
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì).
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ALTERAZIONE DELLA PERMEABILITÀ DELLA MUCOSA INTESTINALE


(LEAKY GUT SYNDROME)
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Infezioni (suscettibilità alle).
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta al giorno per 20 giorni + FORTAKEHL D5 1 com-
pressa 3 volte al giorno per 10 giorni.
Successivamente, MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1
compressa alla sera, dal lunedì al venerdì.
La terapia a lungo termine deve essere sempre associata ad una dieta. Sin dall’inizio
oppure dopo i 20 giorni di EXMYKEHL somministrare SANUKEHL Salm D6 e
SANUKEHL Cand D6 5 gocce di ognuno 3 volte al giorno a giorni alterni per 2
mesi + UTILIN D6 1 capsula o 7-10 gocce da 2 a 3 volte a settimana.
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ANEMIA PERNICIOSA
Cibi ricchi di vitamine. Ricercare e trattare eventuali focolai disturbanti a distanza.
Iniziare con MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6 e NI-
GERSAN Atox D6 8 gocce al giorno di ognuno. ZINKOKEHL D3 10 gocce al
giorno, alla sera.
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ANGINA, TONSILLITE
Difterite, scarlattina, debolezza paratubercolare; in pazienti anziani necessario sup-
porto cardiaco.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!).
NOTAKEHL D5 7 gocce da 2 a 4 volte al giorno.
Dopo 10 giorni passare a SANKOMBI D5 5-10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al
venerdì; il sabato e domenica NOTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno.
Suggeriamo sin dall’inizio per contrastare le forme L (favorenti recidive con
tamponi negativi) la somministrazione di SANUKEHL Pseu D6 (che stimola
le difese immunitarie) e SANUKEHL Strep D6 5 gocce 3-4 volte al giorno poi a
scalare in base all’andamento clinico. SANUKEHL Strep D6 raccomandiamo ven-
79
A PATOLOGIE

ga utilizzato anche a cicli per contrastare recidive e ripetuto a cicli di 2 mesi con
astensione di 1 mese per un totale di 6 mesi di tempo effettivo di terapia. È possibi-
le anche effettuare lavaggi nasali con una miscela di NOTAKEHL D5 10 gocce e
QUENTAKEHL D5 10 gocce.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa da 3 sino a 5 volte al giorno a cui, a discrezione del
clinico, si può aggiungere QUENTAKEHL D5 7 gocce 2 volte al giorno.
Per SANUKEHL Strep D6 vedi quanto precedentemente proposto nei bimbi. Lavag-
gio nasale con NOTAKEHL D5 10 gocce e QUENTAKEHL D5 10 gocce.
In casi di necessità di sostegno del sistema immunitario o di importante sintoma-
tologia clinica è fondamentale, per accelerare i tempi di risposta, UTILIN “S”
D4 1 capsula alla settimana - aprire e versare il contenuto sulle tonsille o 1 supposta
di UTILIN “S” al dì man mano a scalare in base al miglioramento clinico. RELI-
VORA COMPLEX 10-20 gocce 3 volte al giorno.
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ANGINA PECTORIS (coadiuvante)


Vedi anche Infarto cardiaco.
MUCOKEHL D5 1 compressa da 3 a 5 volte al dì e NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL ATOX D6 e NIGER-
SAN ATOX D6 8 gocce al giorno di ognuno.
LEPTUCIN D6 1 capsula 2-3 volte alla settimana.
SANUKEHL Acne D6 5 gocce 2 volte al giorno e/o frizionate sopra il cuore e le
zone del torace.
SANUVIS 20 gocce al giorno, CITROKEHL 20 gocce al giorno, ZINKOKEHL
D3 10 gocce al giorno, alla sera.
La terapia deve essere proseguita anche a miglioramento avvenuto.
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ANNESSITE
Medicinali principali: NOTAKEHL, NIGERSAN.
Regolarizzare e disinfettare l’intestino (costipazione, infiltrazione batterica); dieta
stretta con astensione da latticini.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
CITROKEHL 20 gocce al giorno.
NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno (mattina e sera). Dopo 3-4 giorni pas-
sare a MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte
al giorno.
80
REPERTORIO CLINICO Av
SANUKEHL Coli D6 10 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN D6 1 capsula 2 volte alla settimana.
LATENSIN D6 e UTILIN “S” D6 10 gocce di ognuno alla settimana (lunedì, gio-
vedì). Una volta che i sintomi acuti sono stati calmati, passare a LATENSIN D6 o
UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana in alternanza.
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ARTERIOSCLEROSI
Vedi anche Invecchiamento/Senilità (Sintomi di).
Adeguato apporto di liquidi e sali minerali! Modificare le abitudini alimentari.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL ATOX D6 e NIGERSAN
ATOX D6 5-10 gocce di ognuno frizionate sopra la zona della malattia o all’interno
del gomito.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana.
SANUKEHL Acne D6 10 gocce al giorno.
Terapia a lungo termine:
GINKGOKEHL 15 gocce 3 volte al giorno, MUCOKEHL D4 1 capsula 3 volte
alla settimana.
SANUKEHL Acne D6 10 gocce 2 volte al giorno.
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ARTRITE
Adeguamento nutrizionale, agopuntura, appropriato metodo omeopatico. Alcaliniz-
zare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a
2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a
urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 15 giorni, poi passare a MU-
COKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio del trattamento suggeriamo di utilizzare SANUKEHL Acne D6 5
gocce 3-4 volte al giorno e AROKEHLAN A 7 gocce al giorno da modularsi in base
all’andamento clinico nel corso del follow up. Solitamente a netta remissione della
sintomatologia suggeriamo cicli di mantenimento con SANUKEHL Acne D6 per
due mesi e sospensione della somministrazione per 1 mese.
SANUVIS 1 cucchiaino 3 volte al giorno, CITROKEHL 30 gocce al giorno per
contribuire alla ulteriore neutro-basificazione e respirazione mitocondriale.
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81
A PATOLOGIE

ARTROSI
Vedi anche Spondilosi.
Artropatia cronica deformante primaria o secondaria (malattia delle articolazioni).
Per infiammazione acuta:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni, successivamente
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2
volte al giorno.
Segnaliamo la possibilità di utilizzare i SANUKEHL così come nell’artrite va-
lutando anche la possibilità di utilizzare SANUKEHL Strep D6 e SANUKEHL
Myc D6 alternati a SANUKEHL Acne D6 ed AROKEHLAN A (es. 1 giorno
SANUKEHL Strep D6 + SANUKEHL Myc D6 5 gocce 3 volte al giorno e il gior-
no successivo SANUKEHL Acne D6 5 gocce 3 volte al giorno + AROKEHLAN
A 7 gocce al giorno). Ricordiamo sempre che le posologie vanno rimodulate in
base alla risposta clinica soggettiva.
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno, SANUVIS 60 gocce 3 volte al giorno.
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ASCESSO
Medicinale principale: NOTAKEHL.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 3-4 volte al giorno. Dopo 7-10 giorni MUCOKEHL
D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al
venerdì, sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
SANUKEHL Staph D6 10 gocce al giorno. LATENSIN D6 1 capsula alla setti-
mana oppure LATENSIN D6 5 gocce al giorno.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e
non a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno, dopo 7 giorni passare a SANKOM-
BI D5 5 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì, sabato e domenica NOTA-
KEHL D5 5-15 gocce 2 volte al giorno.
Ascessi nasali accompagnati da infezione dei seni paranasali (sinusiti): lavaggi na-
sali con NOTAKEHL D5 20 gocce + Soluzione fisiologica 20 gocce.
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REPERTORIO CLINICO A
ASMA
Vedi anche malattie allergiche, Bronchite catarrale.
Medicinali principali: NIGERSAN, LATENSIN, SANUKEHL Myc, UTILIN “S”.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare a SANKOMBI
D5 5-10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì, mentre sabato e domenica FOR-
TAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno.
SANUKHEL Pseu D6 5 gocce al giorno frizionate all’interno del gomito (> 6 anni
e/o frizionate).
UTILIN “S” D6 3 gocce al giorno, UTILIN D6 2 gocce al giorno a giorni alterni.
Bambini > 12 anni e Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO secondo le caratteristiche dell’età.
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino + NIGERSAN D3 1 supposta alla sera
oppure NIGERSAN D5 1 compressa 3-4 volte al giorno. Il sabato e la domenica
aggiungere FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
Ogni 4 settimane UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno per 1 giorno.
NOTA: Spesso si sono verificati netti miglioramenti eseguendo anche dei lavaggi nasali
con NOTAKEHL D5 10 gocce + NIGERSAN D5 10 gocce 1 volta al dì. La terapia va
poi modulata in base alla risposta clinica.
Con Bronchiectasie:
NOTAKEHL D5 1-2 compresse 3-4 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa
3-4 volte al giorno, SANUKEHL Pseu D6 10 gocce 2 volte al giorno, se necessa-
rio somministrare in alternanza con SANUKEHL Staph D6 gocce e SANUKEHL
Strep D6 gocce. Ridurre la posologia in base alla risposta clinica.

ATROFIA DELLA MEMBRANA DELLA MUCOSA INTESTINALE


Vedi anche Alterazione della permeabilità della mucosa intestinale.
Va sospettata in qualsiasi malattia cronica.
Limitare o astenersi (a giudizio del clinico) rispetto a frutta fresca e verdure crude
così come frutta secca. Considerare sempre la copresenza di Candida (vedi intro-
duzione).
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta 1 volta al giorno per 20 giorni poi passare a FORTA-
KEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno per 10 giorni, dopodiché MUCOKEHL D5
1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera.
83
A PATOLOGIE

Sin dall’inizio REBAS D4 1 capsula al giorno a giorni alterni per 1 settimana poi 1
capsula o 1 supposta di REBAS D4 1 volta a settimana. Modulare la terapia in base
all’osservazione clinica.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
PEFRAKEHL D5 5-15 gocce 2 volte al giorno per 10 giorni; passare poi a FORTA-
KEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno per altri 10 giorni. Successivamente UTILIN
D6 7 gocce a settimana per 1 mese.
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84
REPERTORIO CLINICO B
BASEDOW (MORBO DI)
Malattia di Graves, gozzo esoftalmico: vedi anche Ipertiroidismo.
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BECHTEREW (MALATTIA DI), SPONDILITE ANCHILOSANTE


Associata ad una malattia intestinale. Presenta lo stesso profilo di antigeni HLA iden-
tificato in coloro che soffrono di allergie intestinali correlate. Inizia a manifestarsi
nel periodo della pubertà. Somministrare abbondanti acidi grassi insaturi, regolare
l’apporto di minerali.
Terapia acuta:
Dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta al giorno + FORTAKEHL D5 1 compressa 3 volte al
giorno per due settimane poi passare a MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al
giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; il sabato e la
domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno.
Sempre SANUVIS gocce 1 cucchiaino 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2 volte al giorno e UTILIN “S”
5 gocce al giorno. La terapia va successivamente modulata in base all’andamento
clinico ed eventualmente integrando con SANUKEHL Acne D6 e AROKEHLAN
A (vedi Artrosi e Artrite).
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BLEFARITE
Cause: allergia, difetti visivi, parodontite, disturbi dentari dell’arcata superiore.
Dieta povera di zuccheri.
SANKOMBI D5 1-2 gocce alcune volte al giorno frizionate sulle palpebre.
SANUKEHL Myc D6 gocce:
Bambini: 5 gocce 1-2 volte al giorno.
Adulti: 10 gocce 1-2 volte al giorno.
MUCOKEHL D3 pomata applicare con attenzione SOLO sulle palpebre.
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BORRELIOSI
È una infezione ambientale. Può accompagnare una gastrite causata da iperproteinemia.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(1 ora dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a
urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Bambini:
NOTAKEHL D5 7 gocce 3-4-5 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare a SAN-
KOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
85
B PATOLOGIE

NOTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno.


SANUKEHL Brucel D6 5 gocce 4 volte al giorno per cicli di 2 mesi da ripetersi nel
corso di 1 anno con intervallo di sospensione di 1 mese.
Adulti:
NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno per 10 giorni, poi passare a MU-
COKEHL D5 10 gocce 3 volte al giorno oppure MUCOKEHL D5 1 compressa 3
volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato
e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Brucel D6 5 gocce 3-4-5 volte al giorno per cicli di 2
mesi da ripetersi nel corso dell’anno con intervallo di sospensione di 1 mese.
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno oppure 1 supposta al giorno. Ulteriori modificazio-
ni di posologia e di potenza dei prodotti vanno valutati in base all’andamento clinico.
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BRONCHIECTASIE (DILATAZIONE DEI BRONCHI)


Vedi anche Asma.
Diagnosi differenziale: tubercolosi, infiammazioni.
Bambini (raramente):
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 10-15 gocce 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare a SAN-
KOMBI D5 1-15 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
NOTAKEHL D5 10-15 gocce 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno 2 volte alla settimana.
Inoltre associare SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2 volte alla settimana.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno per 10 giorni oppure NOTAKEHL
D5 1 compressa 3-4 volte al giorno, poi passare a MUCOKEHL D5 1 compressa al
mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e dome-
nica NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno.
Associare UTILIN “S” D6 1 capsula ogni due settimane oppure UTILIN “S” D6
5-10 gocce al giorno oppure UTILIN “S” D6 1 supposta al giorno poi a scalare in
base alla risposta clinica.
SANUVIS 30 gocce 2-3 volte al giorno, CITROKEHL 20 gocce al giorno. È possi-
bile utilizzare anche SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Strep D6 considerando
che la posologia classica dei SANUKEHL normalmente copre il range da 5 gocce 2
volte al giorno sino a 3-4-5 (in casi acuti).
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86
REPERTORIO CLINICO B
BRONCHITE CATARRALE
Vedi anche Malattie Allergiche, Bronchiectasie, Sinusite.
Curare sempre le cause, più frequentemente la sinusite (nei bambini considerare an-
che tonsillite).
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno per almeno 10 giorni, in caso di so-
spetta etiologia virale, alternare giornalmente sempre con QUENTAKEHL D5 5-10
gocce 2 volte al giorno. Successivamente passare a SANKOMBI D5 5-10 gocce
2-3-4 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica rispettivamente NO-
TAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno.
In caso di ricaduta frizionare SANUKEHL Pseu D6 5 gocce 1-2 volte al giorno.
Se situazione rilevante allora sin da subito UTILIN “S” D6 5 gocce 1-2-3 volte al
giorno. Modulare la terapia a scalare in base al miglioramento.
Bambini > 6 anni ed adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO (a seconda delle età).
NOTAKEHL D3 1 supposta/al giorno per 10 giorni, in caso di sospetta etiologia
virale, alternare giornalmente sempre con QUENTAKEHL D5 10-15 gocce 2 vol-
te al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa 3-4-5 volte al giorno.
Sin dall’inizio e in base al grado di rilevanza clinica della sintomatologia som-
ministrare UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana /UTILIN “S” 1 supposta al
giorno da 1 giorno a settimana sino a tutti i giorni poi a scalare. È possibile conside-
rare un concomitante lavaggio nasale con NOTAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5
(10-20 gocce di ognuno).
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87
C PATOLOGIE

CANDIDOSI
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, micosi enterale.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
SANUVIS gocce ½ cucchiaino 2 volte al giorno.
PEFRAKEHL D5 7 gocce al giorno per 1 mese + ALBICANSAN D5 7 gocce
al giorno per 1 mese + FORTAKEHL D5 7 gocce al giorno per 1 mese + SA-
NUKEHL Cand D6 5 gocce per 2-3 volte al giorno proseguire con quest’ultimo per
2 mesi). Dopo 1 mese passare a FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno per 10
giorni, successivamente SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(1 ora dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a
urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS gocce 1 cucchiaino 2 volte al giorno, CITROKEHL 20 gocce al giorno.
ALBICANSAN D5 10 gocce al giorno per 1 mese + PEFRAKEHL D5 10 gocce al
giorno per 1 mese + SANUKEHL Cand D6 5 gocce per 2-3 volte al giorno.
In caso di candidosi anche vaginale o per facilitare la compliance del soggetto:
EXMYKEHL D3 1 supposta per via rettale o, nelle donne, a giorni alterni ret-
tale e vaginale (per 20 giorni) + SANUKEHL CAND D6 5 gocce per 2-3 volte al
giorno (per 2 mesi).
Poi MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera per 2 settimane + somministrazione di probiotici.
Localmente ALBICANSAN D3 pomata o PEFRAKEHL D3 pomata sulla zona
della pelle malata come le pieghe interdigitali e la pelle perianale.
Si possono associare UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno o 1 supposta al giorno +
REBAS D4 1 capsula o 1 supposta da 1 fino a 2 volte al giorno (a giudizio del clini-
co), il tutto per almeno quattro settimane.
_____________________________________________________________________________________________________________________

CATARATTA
Iniziare con MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 com-
pressa alla sera, da lunedì a venerdì; mentre sabato e domenica QUENTAKEHL D5
7-10 gocce al giorno. Localmente MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia per 3-4-5 volte
al giorno nell’occhio interessato.
CITROKEHL 20 gocce al giorno, SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 1 capsula o 1 supposta ogni 2 settimane.
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88
REPERTORIO CLINICO C
CELIACHIA - ALLERGIA AL GLUTINE e GLUTEN SENSITIVITY
Vedi anche Malattie allergiche.
Evitare i cereali glutinei.
Evitare inoltre cipolle e noci.
Adulti:
Terapia a lungo termine:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Bambini dai 6 ai 12 anni:
Incominciare con SANKOMBI D5 8-15 gocce 2 volte al giorno.
Bambini > 12 anni:
Incominciare con SANKOMBI D5 10-20 gocce 2 volte al giorno + SANUKEHL
Cand D6 5 gocce 2-3 volte al giorno (per un periodo di almeno 2 mesi).
Per tutte le altre età:
SANUKEHL Cand D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
UTILIN D6 5 gocce a giorni alterni.
FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni poi passare al riequi-
librio della simbiosi microbiologica profonda con MUCOKEHL D5 1 compressa
al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e
domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
È possibile, dopo valutazione del microbiota intestinale, aggiungere SANUKEHL
Salm D6 5 gocce 2 volte al giorno.
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CIRCOLAZIONE (DISTURBI DELLA)


Seria valutazione degli apporti nutrizionali.
Terapia a lungo termine:
MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
In alcuni casi, a discrezione del clinico, LATENSIN D6 1 capsula 1-2 volte alla set-
timana (es. lunedì e venerdì).
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CISTI CUTANEA
La formazione di cisti è talvolta correlata ad una ipofunzione della ghiandola tiroidea,
che va quindi valutata.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
89
C PATOLOGIE

SANKOMBI D5 7 gocce 2 volte al giorno.


UTILIN “S” D6 3-5 gocce 2 volte al giorno.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. LATEN-
SIN D6 1 capsula alla settimana + LEPTUCIN D6 1 capsula 2-3 volte alla settimana
+ UTILIN “S” D6 1 capsula 2 volte al mese. Dopo 3-4 settimane sostituire con
UTILIN “S” D4 1 capsula al mese.
_____________________________________________________________________________________________________________________

CISTITE
Le infezioni alla vescica sono per la maggior parte associate ad una positività tu-
bercolinica. La crescita batterica dipende dalla presenza di particolari valori di pH.
Quando il valore del pH viene modificato dall’assunzione di cibo, i batteri patogeni
vengono contrastati.
Si ricorda che alcuni clinici prescrivono un giorno cibi acidi e il giorno successivo
cibi basici.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno per almeno 10 giorni + QUEN-
TAKEHL D5 7 gocce 1-2 volte al giorno poi SANKOMBI D5 7 gocce 2 volte al
giorno, dal lunedì al venerdì mentre sabato e domenica NOTAKEHL D5 7 gocce 2
volte al giorno.
Sin dall’inizio, in base a valutazioni ed esami eseguiti, si può associare SANUKEHL
Pseu D6 e/o SANUKEHL Coli D6 5 gocce di ognuno 2 volte al giorno a giorni alterni.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera +
QUENTAKEHL D5 7 gocce per 1-2-3 volte al giorno.
Nel caso in cui non ci sia un miglioramento:
SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Coli D6 5 gocce di ognuno 2-3-4 volte al
giorno a giorni alterni.
Se importante componente infiammatoria associare UTILIN “S” D6 1 supposta
al giorno poi a scalare in base alla osservazione clinica.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
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90
REPERTORIO CLINICO C
CITOMEGALOVIRUS (INFEZIONE DA)
Vedi anche Influenza, Pancreas (disordini del).
Medicinali principali: QUENTAKEHL D5, SANUKEHL Pseu D6.
Nella popolazione di 35 anni di età, il 50-80% degli esaminati presenta una positività
anticorpale. Per i bambini è frequente una forma cerebrale; per gli adulti è frequente
la forma epatosplenica con coinvolgimento del pancreas.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
QUENTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno in associazione con SANUKEHL
Pseu D6 gocce:
Neonati e Bambini fino ai 5 anni 3 gocce al giorno frizionate all'interno del gomito.
Bambini dai 6 ai 12 anni 5 gocce 2 volte al giorno.
Bambini > 12 anni 5 gocce 2-3 volte al giorno.
È possibile associare UTILIN “S” D6 7 gocce 1-2 volte al giorno, poi a scalare in
base all’osservazione clinica.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno, in associazione con SANUKEHL
Pseu D6 10 gocce.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 supposta di ognuno 1 volta alla settimana (lunedì,
giovedì).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno, CITROKEHL 20 gocce al giorno. Lavaggi
nasali con NOTAKEHL D5 gocce e QUENTAKEHL D5 gocce.
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COLECISTI (DISTURBI DELLA)


Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Allergie, Colecistite.
Evitare cibi grassi. Prescrivere preparati a base di enzimi.
Terapia:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
CITROKEHL 20 gocce al giorno + SANUVIS 30 gocce 3 volte al giorno.
EXMYKEHL D3 1 supposta al giorno per 10 giorni poi FORTAKEHL D5 1 com-
pressa 2-3 volte, poi passare a MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGER-
SAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTA-
91
C PATOLOGIE

KEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno per un periodo di mesi e comunque in base


all’osservazione clinica.
Usare sempre una combinazione di SANUKEHL Coli D6 con SANUKEHL Pseu
D6 5 gocce di ognuno 2 volte al giorno a giorni alterni.
È possibile associare anche LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno 1
volta alla settimana (lunedì, giovedì).
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COLECISTITE, COLANGITE
Vedi anche Colecisti.
Alterazione funzionale dell’intestino; alterazione microbiologica; calcoli biliari. La
dieta e i disordini alimentari possono favorire disturbi del pancreas.
Terapia:
Dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 30 gocce 3 volte al giorno, CITROKEHL 20 gocce al giorno. FORTA-
KEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni, poi passare a MUCOKEHL
D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
In aggiunta assumere SANUKEHL Coli D6 5 gocce 1-2 volte al giorno.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana per almeno
3 settimane.
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COLICA (ADDOMINALE)
Bambini:
Dieta.
Negli anni successivi all’infanzia, può essere espressione di una tensione psicologi-
ca/emotiva (suoni peristaltici). Nella maggioranza dei casi il transito intestinale non
risulta alterato.
Attacchi acuti:
ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in succo di frutta o
vegetale tiepidi e MUCEDOKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno + UTILIN D6
2-3 gocce al giorno.
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COLITE ULCEROSA
Dieta e attenzione agli aspetti multifattoriali che concorrono all’espressione della
patologia.
92
REPERTORIO CLINICO C
Terapia:
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e
non a ridosso di quello successivo!).
Utilizzare sempre il protocollo per la Candida e, successivamente, REBAS D4
1 capsula 2 volte al giorno + UTILIN D6 7 gocce 1-2 volte al giorno, poi a scalare
in base all’osservazione clinica.
Sin dall’inizio SANUKEHL Salm D6 gocce e SANUKEHL Prot D6 gocce sem-
pre in rotazione giornaliera:
Bambini dai 2 ai 6 anni 5 gocce al giorno frizionate all’interno del gomito.
Bambini dai 6 ai 14 anni 5 gocce al giorno.
Bambini > 14 anni 5 gocce 2 volte al giorno.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 3 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
Protocollo per Candida poi FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno
(per persone sensibili FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno + UTILIN D6
7 gocce 1-2 volte al giorno in base all’osservazione clinica.
Dopo altre due settimane proseguire con UTILIN D6 gocce e associare MU-
COKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì.
È possibile associare sin dall’inizio SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Coli
D6 5 gocce di ognuno 2-3 volte al giorno a giorni alterni.
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CONDROPATIA
Le condropatie sono spesso il risultato di un eccesso di proteine con conseguente
demineralizzazione (Ca, Mg, Mn e Se).
Prima di tutto regolare il bilanciamento dei minerali nel sangue, prescrivendo inol-
tre una dieta con un moderato apporto di proteine. Alcalinizzare con ALKIMO 1
cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e
a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino,
prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compres-
sa alla sera. In relazione alla gravità del quadro clinico considerare l’aggiunta di
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula alla settimana di ognuno in rotazione
settimanale.
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93
C PATOLOGIE

CONGIUNTIVITE
Vedi anche Malattie allergiche.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia per occhio per 1-2-3-4-5 volte al dì.
Congiuntivite purulenta (come adiuvante):
NOTAKEHL D5 1 goccia una volta, o più, al giorno frizionata sulla palpebra.
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4-5 volte al giorno + MUCOKEHL collirio
come sopra.

CORONARIE (DISTURBI DELLE)


Vedi Circolatorio.
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CROHN (MALATTIA DI)


Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Protocollo per Candida e a seguire (o in concomitanza se in fase attiva).
Prima settimana di terapia in base alla fase della manifestazione:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno (o FORTAKEHL D5 7 goc-
ce 2-3-4 volte al giorno o FORTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno) + SA-
NUKEHL Myc D6 5 gocce per 2-3-4 volte al giorno + UTILIN “S” 1 supposta o
7 gocce al giorno.
Dalla seconda settimana di terapia in poi:
MUCOKEHL D5 1 compressa (o MUCOKEHL D3 1 supposta o MUCOKEHL
D5 10 gocce) al mattino + FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno +
SANUKEHL Myc D6 5 gocce per 2-3-4 volte al giorno + UTILIN “S” 1 supposta
o 7 gocce al giorno. La posologia andrà modificata in base all’andamento clinico.
Bambini e adulti sensibili:
FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno + UTILIN “S” D6 5 gocce frizionate
nell’area dello stomaco prima di andare a letto + SANUKEHL Myc D6 5 gocce per
2-3-4 volte al giorno.
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94
REPERTORIO CLINICO D
DACRIOCISTITE, DACRIOSTENOSI
Ostruzione dei condotti lacrimali.
Generalmente reversibile nei neonati. Per i bambini più grandi e gli adulti i dotti lacri-
mali devono essere incannulati ed irrigati da un oftalmologo. Medicinale principale:
MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia per 2-3-4 volte al giorno da applicare (in posizio-
ne orizzontale) nell’angolo interno dell’occhio.
Questo trattamento è di solito ottimale per i neonati. In ogni caso con i bambini più
grandi UTILIN “S” D6 2 gocce al giorno.
Negli adulti, aggiungere UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
SANUVIS 5-20 gocce 2 volte al giorno.
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DERMATITE
Vedi Eczema, Verruche seborroiche, Atrofia della mucosa intestinale.
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DERMATITE DA PANNOLINO, ULCERA DA DECUBITO


Neonati e bambini piccoli:
Segni di un’allergia.
FORTAKEHL D5 3-5 gocce 2 volte al giorno per 10 giorni poi SANKOMBI D5
7 gocce 2 volte al giorno dal lunedì al venerdì mentre sabato e domenica FORTA-
KEHL D5 5 gocce 2 volte al giorno.
Localmente: applicare MUCOKEHL D3 pomata da 1 a 3 volte al giorno nell’area
affetta dalla malattia.
Inoltre sin dall’inizio SANUKEHL Staph D6 5 gocce 1-2 volte al giorno.
Pazienti geriatrici:
Ricordare l’importanza della mobilizzazione del Paziente.
Riequilibrare il terreno: alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3
compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena).
Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Modificare il terreno intestinale: nutrizione + EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera
prima di coricarsi per 10 giorni poi MUCOKEHL D4 1 capsula al mattino e NI-
GERSAN D5 1 compressa alla sera dal lunedì al venerdì mentre sabato e domenica
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi.
CITROKEHL 20 gocce al giorno + SANUVIS 20 gocce per 2 volte al giorno. È
possibile come ulteriore stimolazione circolatoria somministrare: LEPTUCIN D6 1
capsula 2 volte al giorno.
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DIABETE MELLITO
Vedi anche Pancreas (Malattie del), Atrofia della mucosa intestinale.
Terapia suggerita:
Dieta.
95
D PATOLOGIE

Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al


giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Applicare protocollo per la Candida, poi FORTAKEHL D5 1 compressa o 7-10
gocce 2-3 volte al giorno per 3 settimane poi UTILIN D6 e LATENSIN D6 1
capsula alla settimana di ognuno in rotazione settimanale.
Dalla terza settimana sostituire una volta LATENSIN D6 capsule con UTILIN
“S” D4 capsule.
Inoltre in base alla valutazione clinica valutare uso di CUPRUKEHL D3 10
gocce al giorno + ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
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DIARREA
Vedi anche Allergie, Atrofia della mucosa intestinale.
Rispettare strettamente la dieta.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno, FORTAKEHL D5 10 gocce o 1 compressa
3-4-5 volte al giorno + UTILIN D6 7 gocce 1-2 volte al giorno. Sin dall’inizio va-
lutare clinicamente la somministrazione di SANUKEHL Salm D6 e SANUKEHL
Coli D6 5 gocce 2 volte al giorno di ognuno a giorni alterni.
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DIFTERITE
Vedi anche Angina.
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DROGA (ABUSO DI)


Medicinali principali: come adiuvanti ALKIMO, MUCEDOKEHL.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno + MU-
CEDOKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno.

DUPUYTREN (MALATTIA DI)


Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena). Attuare una
terapia da tre a cinque settimane con MUCOKEHL D5 1-2 compressa al mattino
+ NIGERSAN D5 1 compressa alla sera dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
MUCOKEHL Atox D6 10 gocce al giorno al mattino e NIGERSAN Atox D6 10
gocce al giorno alla sera.
Terapia a lungo termine: SANUKEHL Myc D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
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96
REPERTORIO CLINICO E
ECZEMA
Vedi anche Allergie, Atrofia della membrana mucosa intestinale.
La dieta è il trattamento migliore contro il prurito.
Fase acuta: prurito, infiammazioni senza la formazione di cicatrici, arrossamento e
formazione di vescicole cutanee.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e
non a ridosso di quello successivo!)
Dieta e FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno per 10 giorni; poi SANKOM-
BI D5 7 gocce 2 volte al giorno dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTA-
KEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno.
RECARCIN D6 e/o UTILIN D6 2 gocce al giorno di ognuno a giorni alterni (o
tutti i giorni) frizionate all’interno del gomito. Da valutarsi da parte del clinico.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
CITROKEHL 20 gocce al giorno + SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno. Dieta
e EXMYKEHL D3 1 supposta al giorno per 20 giorni poi FORTAKEHL D5 1
compressa 2-3 volte al giorno per almeno 2-3 settimane, in seguito MUCOKEHL
D5 1 compressa 2 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dopo
2-3 settimane valutare se necessario cambiare con MUCOKEHL D3 1 supposta
al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e
domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
In rotazione settimanale UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno alla
settimana, dopo 3-4 settimane LATENSIN D6 capsule una volta al mese rimpiaz-
zato con UTILIN “S” D6 capsule.
Fase cronica: prurito, lichenificazione.
Bambini:
Come nello stadio acuto, i bambini possono presentare miglioramenti spontanei.
In aggiunta alla terapia di base:
SANUKEHL Myc D6 + SANUKEHL Staph D6 3 gocce 3 volte alla settimana.
Adulti:
SANKOMBI D5 5 gocce di ognuno 2 volte al giorno, sempre a giorni alterni.
UTILIN D4 e LATENSIN D4 1 capsula di ognuno alla settimana in alternanza.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL
Coli D6 e SANUKEHL Staph D6 5 gocce di ognuno.
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97
E PATOLOGIE

EMBOLIA (adiuvante)
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana accompagnato con SANUKEHL
Acne D6 10 gocce al giorno OPPURE MUCOKEHL D5 1 compressa 5 volte al
giorno + MUCEDOKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno e poi proseguire con le
alternanze precedentemente indicate (LEPTUCIN e SANUKEHL Acne D6).
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EMICRANIA
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Sinusite.
Di origine vascolare, psicologica e enterale.
Trattamento acuto:
SANUKEHL Strep D6 10 gocce 2 volte al giorno.
MUCEDOKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno e MUCEDOKEHL D5 gocce
frizionate sulla fronte oppure MUCEDOKEHL D5 7 gocce 3-4 volte al giorno.
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EMIPLEGIA (adiuvante)
Bere in abbondanza.
Terapia a lungo termine:
MUCOKEHL D5 2-3 compresse al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6 e NIGERSAN
Atox D6 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno alternando giornalmente.
UTILIN D6 1 capsula alla settimana.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana per le prime 4 settimane, poi ridurre
a 1 capsula alla settimana.
È possibile utilizzare a discrezione del clinico anche SANUKEHL Acne D6 5
gocce al giorno.

EMORROIDI
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Stipsi, Invecchiamento/ Senilità.
Protocollo per Candida poi FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per
10 giorni, poi MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D5 1 com-
pressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6
10 gocce 2 volte al giorno. È possibile dare sollievo locale con MUCOKEHL D3
pomata 1-2-3 applicazioni al dì.
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98
REPERTORIO CLINICO E
ENDOARTERITE OBLITERANTE (MORBO DI RAYNAUD)
In prevalenza nelle donne; coinvolgimento di fattori psicologici.
Medicinali principali: MUCOKEHL, MUCEDOKEHL, LEPTUCIN.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al
giorno OPPURE MUCOKEHL D5 1 compressa 3-4-5 volte al giorno poi modulare
in base all’osservazione clinica.
È possibile, a discrezione del clinico, accompagnare con LEPTUCIN D6 1 capsula
3 volte alla settimana e SANUKEHL Acne D6 a giorni alterni con UTILIN “S” D6
5 gocce al giorno di ognuno.
Terapia a lungo termine:
MUCOKEHL D3 in alternanza giornaliera con MUCEDOKEHL D3 1 supposta
di ognuno 2 volte al giorno OPPURE MUCEDOKEHL D5 1 compressa o 7 gocce
2-3 volte al giorno + MUCEDOKEHL D5 7 gocce 2 volte al giorno tutti i giorni.
MUCEDOKEHL poi a scalare in base al miglioramento clinico.
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ENDOMETRIOSI (codiuvante)
FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni poi cambiare con
MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al
giorno. È possibile associare a discrezione del clinico LATENSIN D6 e RECAR-
CIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì). Suggeriamo, in ogni
caso, di eseguire una ricerca di forme CWD o L presso i laboratori specializzati.
In aggiunta, RELIVORA COMPLEX 20 gocce 3 volte al giorno.
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ENFISEMA POLMONARE (adiuvante)


Terapia a lungo termine:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno ogni tre giorni in alternanza.
Dopo 5 settimane LATENSIN D4 e UTILIN D4 1 capsula di ognuno 1 volta alla
settimana in alternanza.
Con disturbi infiammatori:
NOTAKEHL D5 1 compressa o 7 gocce 2-3-4-5 volte al giorno + NIGERSAN
D3 1 supposta alla sera (oppure NIGERSAN D5 1 compressa o 7 gocce 3-4 volte
al giorno.
È suggerito eseguire una ricerca di forme L o CWD nel sangue. In attesa può es-
sere utile somministrare SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Klebs D6 5 gocce
3 volte al giorno di ognuno. La terapia va modulata in base alle osservazioni cliniche.
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99
E PATOLOGIE

EPATOPATIE
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Protocollo per Candida poi FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno
per 14 giorni, poi MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1
compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1
supposta 2 volte al giorno, per un periodo di mesi.
È possibile associare, a discrezione del clinico, UTILIN D6 7 gocce al giorno
+ RECARCIN D6 1 capsula alla settimana + UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al
giorno.
_____________________________________________________________________________________________________________________

EPICONDILITE
NOTAKEHL D5 1 compressa o 7 gocce 3-4 volte al giorno oppure NOTAKEHL
D3 1 supposta 1 volta al giorno per almeno 14 giorni, poi MUCOKEHL D5 1 com-
pressa 2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 7 gocce o 1 compressa 2-3 volte al
giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta al
giorno, per 2-3 mesi.
A discrezione del clinico è possibile aggiungere anche RECARCIN D6 e UTILIN
D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì) così come SANUKEHL
Brucel D6 5 gocce al giorno.
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ERISIPELA
Adulti:
NOTAKEHL D5 1 compressa o 7 gocce per 3-4-5 volte al giorno oppure NOTA-
KEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno per 10 giorni, poi passare a MUCOKEHL
D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lune-
dì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta al giorno.
Sin dall’inizio tutti i giorni SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno
modulabili in base all’andamento clinico.
È possibile associare a discrezione del clinico LATENSIN D6 e UTILIN D6 1
capsula di ognuno ogni due settimane. UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
Bambini:
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno. Dopo 15 giorni cambiare con SAN-
KOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio utilizzare SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
A discrezione del clinico è possibile utilizzare concomitantemente anche UTILIN
“S” D6 5 gocce al giorno 3 volte alla settimana.
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100
REPERTORIO CLINICO E
ERISIPELA PENINIS
Infezione da streptococco causata da ferite superficiali.
Bambini:
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e dome-
nica SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno.
Dal terzo giorno UTILIN D6 e RECARCIN D6 2 gocce di ognuno in alternanza
giornaliera frizionate sulla pelle.
Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 tutti i giorni + UTILIN “S” D6 2 gocce 3
volte alla settimana frizionate sulla pelle.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
CITROKEHL 20-30 gocce al giorno.
NOTAKEHL D3 1 supposta 1-2 volte al giorno per 10 giorni poi passare a MU-
COKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + NIGERSAN D3 1 supposta alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta 1-2 volte
al giorno.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì).
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
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ERITEMA ESSUDATIVO MULTIFORME


Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale.
Cause: herpes simplex, malattie reumatiche.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 gocce + PEFRAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno. Dopo 14
giorni cambiare con SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al vener-
dì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno.
Dalla seconda settimana prescrivere in aggiunta UTILIN “S” D6 gocce:
- Bambini > 2 anni 3 gocce 2 volte alla settimana frizionate all'interno del gomito;
- Bambini > 6 anni 5 gocce 2 volte al giorno.
A discrezione del clinico ed in attesa di una valutazione microbiologica con mi-
croscopia in campo oscuro ed eventuali terreni selettivi SANUKEHL Myc D6
2-3 gocce al giorno frizionate all’interno del gomito.
Adulti:
NOTAKEHL D3 1 supposta 1-2 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare ad un’asso-
ciazione di MUCOKEHL D5 1-2-3 compresse al dì + NIGERSAN D5 1 compressa
101
E PATOLOGIE

alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica, NOTAKEHL D3 1 supposta 1-2
volte al giorno, per un periodo di mesi. È bene associare in base alla gravità dei sin-
tomi UTILIN “S” D6 1 capsula ogni due settimane.
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ERITEMATOSA (sindrome)
Importante: dieta, disintossicazione del fegato; disintossicazione da metalli pesanti.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno, FOR-
TAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1
compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì
al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
È possibile associare a discrezione del clinico LATENSIN D6 1 capsula alla setti-
mana + UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
Solitamente SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2-3 volte al giorno aiuta a stabilizzare il
quadro clinico in attesa dei risultati da un esame del sangue in microscopia in campo
oscuro.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno. Dopo 10 giorni SANKOMBI D5 10
gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5
7 gocce 2 volte al giorno.
SANUKEHL Coli D6 da 2 a 5 gocce 2-3 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 3 gocce 2 volte alla settimana.
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102
REPERTORIO CLINICO F
FEGATO (CIRROSI DEL) (adiuvante)
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Epatopatie.
Dieta.
Terapia a lungo termine:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi passare a
MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa
2-3 volte al giorno.
SANUVIS 30 gocce da 1 a 3 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce da 1 a 3 volte
al giorno a discrezione del clinico. Sin dall’inizio è possibile utilizzare SANUKEHL
Pseu D6 e SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2-3 volte al giorno di ognuno a giorni alterni.
Da valutare da parte del prescrittore clinico l’eventuale utilizzo di RECARCIN
D6 e LEPTUCIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana (es. lunedì e venerdì).
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FIBROMIALGIA
Dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Applicare protocollo per Candida + MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al
giorno e sostenere con SANUKEHL Cand D6 + SANUKEHL Myc D6 5 gocce di
ciascuno 2-3 volte al giorno per cicli di 2 mesi con interruzione di 1 mese. Utilizzare
sin dall’inizio SANUVIS 30 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce 2
volte al giorno.
A giudizio del clinico valutare la possibilità di somministrare REBAS D4 1 supposta
o 1 capsula al giorno poi a scalare in base al miglioramento della sintomatologia.
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FISTOLA ANALE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 3 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
EXMYKEHL D3 1 supposta 1-2 volte al giorno per 10 giorni (per la maggior parte
per attacchi fungini), poi FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per
tre settimane. Successivamente MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno
e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno. Dopo alcuni giorni valutare cli-
nicamente se iniziare un trattamento con UTILIN “S” D4 1 caspula al giorno per 1
giorno alla settimana ad intervalli di due settimane.
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103
F PATOLOGIE

FLEBITE, TROMBOSI
Vedi anche Embolia.
Inizio della cura:
MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3-4-5 volte al giorno ed eventualmente NIGER-
SAN D5 1 compressa alla sera. Valutare se associare nei giorni successivi MU-
COKEHL Atox D6 e NIGERSAN Atox D6 8 gocce al giorno di ognuno.
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FOLLICOLITE
Tricofitosi, Tinea.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno sempre alternando giornalmente
con FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno. Dopo 2-3 settimane (in base
ai risultati ottenuti) cambiare con MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno
e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Trich D6 + SANUKEHL Staph D6 5 gocce 2-3 volte
al giorno.
In base alla valutazione clinica è possibile associare UTILIN “S” D6 5 gocce 2
volte al giorno.
Dalla quarta settimana:
NOTAKEHL D5 gocce e SANKOMBI D5 gocce sempre alternando giornalmente
spalmando e massaggiando nell’area dell’infezione sul viso e sul cuoio capelluto.
UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana.
SANUKEHL Staph D6 5 gocce 2 volte al giorno frizionate all’interno del gomito e
5 gocce 2-3 volte al giorno.
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FORUNCOLOSI
Vedi anche Ascesso.
Medicinali principali: NOTAKEHL.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno. Dopo due settimane cambiare con
SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
NOTAKEHL D5 7 gocce 3 volte al giorno.
Sin dall’inizio è possibile associare SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL Staph
D6 5 gocce die di ciascuno. La terapia andrà modulata in base all’evidenza clinica.
In caso di ricaduta, associare SANUKEHL Pseu D6 gocce o SANUKEHL Salm D6
gocce in base all’osservazione clinica.
104
REPERTORIO CLINICO F
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D3 1 supposta al giorno per 1-2 settimane, poi MUCOKEHL D5 1
compressa al mattino + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 3 volte al giorno.
Sin dall’inizio in poi SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL Staph D6 5 gocce al
giorno di ognuno.
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105
G PATOLOGIE

GASTRITE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustine o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
In aggiunta SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
Iniziare con FORTAKEHL D5 7-10 gocce 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi
MUCEDOKEHL D5 7-10 al mattino + NIGERSAN D5 10 gocce alla sera oppure
SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
FORTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno per un periodo di mesi.
È a discrezione del clinico associare LATENSIN D6 ogni tre giorni in alternanza
con UTILIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana.
Sin dall’inizio suggeriamo l’utilizzo di SANUKEHL Prot D6 5 gocce 2-3-4 volte
al giorno valutando una eventuale associazione con SANUKEHL Pseu D6 5 gocce
2 volte al giorno.
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GASTROENTERITE
Vedi anche Gastrite, Atrofia della membrana della mucosa intestinale, Malattie al-
lergiche.
Medicinale principale: FORTAKEHL.
In casi acuti:
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al gior-
no disciolto in un infuso di camomilla. Nessun’altro infuso per le successive 24
ore. Il giorno seguente riso integrale cotto, mele cotte, fetta biscottata secca, banane.
Dopo due-tre giorni frutta cotta, verdura e riso bruno – assolutamente banditi carne,
cioccolata, torte e dolciumi.
Iniziare con una combinazione di FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno.
SANUKEHL Salm D6 5 gocce 2 volte al giorno.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz
(2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
FORTAKEHL D3 1 supposta 1 volta al giorno oppure FORTAKEHL D5 1 compres-
sa o 7-10 gocce 1-2-3-4 volte al giorno in base all’intensità dei sintomi. Poi a scalare.
In generale dopo 7-10 giorni passare a MUCOKEHL D5 1 compressa o 7-10 gocce
al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa o 7-10 gocce alla sera, dal lunedì al ve-
nerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa o 7-10 gocce 1-2 volte al
giorno. Sin dall’inizio è possibile utilizzare SANUKEHL Prot D6 5 gocce al giorno
+ SANUKEHL Salm D6 5 gocce al giorno.
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106
REPERTORIO CLINICO G
GENGIVE (SANGUINAMENTO DELLE)
Valutare la presenza di tasche parodontali e lo stato delle eventuali protesi dentarie.
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per almeno 10 giorni poi
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni, passare poi a MU-
COKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di
coricarsi. Modulare nel corso dei mesi la terapia in base all’andamento clinico.
Con un tampone, applicare SANKOMBI D5 gocce sulle aree sanguinanti.
ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
UTILIN D6 1 capsula alla settimana.
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GENGIVITE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
EXMYKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1
compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica EXMYKEHL D3 1 supposta 1 volta al giorno.
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana. SA-
NUKEHL Pseu D6 5 gocce 2 volte al giorno.
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GLAUCOMA (adiuvante)
Glaucoma primario: incrementata pressione intraoculare causata dal blocco dell’u-
mor acqueo.
Glaucoma secondario: causato da traumi, trattabile solo con intervento chirurgico.
Valutare patologie congenite, funzionalità epatica, renale e meridiano dello stomaco.
MUCOKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera come terapia a lungo termine.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana + UTILIN “S” D6 1 capsula ogni
2 settimane + SANUKEHL Myc D6 5 gocce al giorno.
Localmente (IMPORTANTE): MUCOKEHL D5 collirio 2-3-4 applicazioni al
giorno nella rima palpebrale esterna. Valutare attraverso l’osservazione clinica e stru-
mentale.
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GONARTRITE, GONARTROSI
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
107
G PATOLOGIE

Iniziare con NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al
giorno.
SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3 volte al giorno + SANUKEHL Acne D6 5 gocce
2-3 volte al giorno. In base alla gravità della sintomatologia considerare l’uso di UTI-
LIN “S” D6 1 capsula alla settimana e UTILIN D6 1 capsula 2 volte alla settimana.
È possibile inoltre, a scelta del clinico esperto Sanum, considerare l’uso di
AROKEHLAN A D6 con una posologia di base di 7-10 gocce al giorno.
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GONORREA (adiuvante)
Terapia per le Forme Croniche:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario
del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena). NOTAKEHL D3 1
supposta 2 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1 compressa al matti-
no e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
NOTAKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno.
Donne:
NOTAKEHL D3 1 supposta alla sera; se necessario somministrare per via vaginale.
Uomini:
NOTAKEHL D5 gocce applicato diverse volte al giorno sul glande del pene.
È consigliabile associare SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
LATENSIN D6 e RECARCIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana (lune-
dì, venerdì). Ogni 3 settimane sostituire LATENSIN D6 capsule con UTILIN “S”
D6 capsule.

GOTTA
Dieta a basso contenuto proteico.
Attacco di Gotta:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NIGERSAN D3 1 supposta al giorno e MUCEDOKEHL D5 10 gocce al giorno.
Gotta cronica:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL
D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al
venerdì, sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
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108
REPERTORIO CLINICO G
GRANULOCITOPENIA
Vedi anche Agranulocitosi, Atrofia della mucosa intestinale, Infezioni (suscettibi-
lità alle).
Dieta per ristabilire il sistema immunitario e la mucosa intestinale.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno. Dopo 10 giorni cambiare con
una combinazione di MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D3
1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1
compressa 2-3 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno sin dall’inizio della cura in poi.
SANUKEHL Pseu D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
SANUVIS 30 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno
diluito in succo di frutta o succo vegetale tiepidi.
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi SANKOMBI D5
10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL
D5 10 gocce 2-3 volte al giorno e/o frizionate all’interno del gomito SANUKEHL
Pseu D6 5 gocce 2-3 al giorno (> 8 anni 5 gocce 2 volte al giorno per os). SANU-
VIS 20 gocce 3 volte al giorno.
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GRAVIDANZA (complicazione nella)


Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale.
Cambiamento del terreno.
Aborto imminente:
NOTAKEHL D5 1 compressa 1-2 volte al giorno per almeno 2-3 settimane, poi
SANKOMBI D5 10 gocce al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica SA-
NUKEHL Brucel D6 e SANUKEHL Myc D6 5 gocce al giorno di ognuno a giorni
alterni, frizionate all’interno del gomito.
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GUILLAN-BARRÉ (sindrome di)


Polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante, poliradicoloneuropatia idio-
patica.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Iniziare con EXMYKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno.
109
G PATOLOGIE

Dopo 10 giorni cambiare con QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno per
10 giorni poi cambiare con una combinazione di MUCOKEHL D5 1 compressa per
2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana.
SANUKEHL Pseu D6 10 gocce al giorno.
CERIVIKEHL 10 gocce 2 volte al giorno.
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110
REPERTORIO CLINICO H
HELICOBACTER PYLORI (infezioni da)
Medicinali principali: FORTAKEHL, ALKIMO.
Deacidificazione: Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 com-
presse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena).
Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL
D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Prot D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
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HERPES VESCICOLARE
Perlèche, Stomatite. Afta.
I disturbi dell’Herpes sono il risultato di un tessuto connettivo sovraccarico come
conseguenza di atrofia delle mucose intestinali o per assunzione di sostanze tossiche.
Una terapia a lungo termine è necessaria per l’escrezione e la rigenerazione della
flora intestinale.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno per 10 giorni; successivamente
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al
giorno. Sin dall’inizio SANUKEHL Cand D6 5 gocce 1-2 al giorno.
LATENSIN D6 1 capsula alla settimana.
Bambini:
QUENTAKEHL D5 3-6 gocce 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni passare a SAN-
KOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
QUENTAKEHL D5 3-6 gocce 2 volte al giorno.
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111
I PATOLOGIE

IMPETIGINE, PIODERMA, ECZEMA PUSTULOSO


Medicinali Principali: NOTAKEHL, SANUKEHL Staph. Dieta per la rigenerazio-
ne della mucosa intestinale.
Bambini:
NOTAKEHL D5 7 gocce 2 volte al giorno + UTILIN “S” D6 2 gocce 2 volte al
giorno + RECARCIN D6 e UTILIN D6 2 gocce di ognuno a giorni alterni. SA-
NUKEHL Staph D6 3 gocce 1-2 volte al giorno. Modulare la terapia in base alla
risposta clinica.
Adulti:
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno in associazione con SANUKEHL
Staph D6 5 gocce 2-3 volte al giorno + UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno.
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IMPOTENZA (adiuvante)
Cause organiche-funzionali.
FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni, poi MUCOKEHL
D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCEDOKEHL D3 1 supposta 2 volte al
giorno, per un periodo di mesi.
UTILIN “S” D6 1 capsula ogni 2 settimane.
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INFARTO MIOCARDICO (adiuvante)


Vedi anche Angina Pectoris.
Terapia a lungo termine:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni + MUCOKEHL
D5 1 compressa 1-2-3-4 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6 e NIGERSAN Atox
D6 8 gocce al giorno di ognuno.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana in combinazione con SANUKEHL
Acne D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
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INFEZIONI RECIDIVANTI
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Allergie.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
112
REPERTORIO CLINICO I
Iniziare con NOTAKEHL D5 (batterico) o QUENTAKEHL D5 (virale), da 5 a 10
gocce 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni cambiare con SANKOMBI D5 5-10 gocce
2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 oppure
QUENTAKEHL D5 2-3 volte al giorno. Se l’etiologia è incerta, si può impostare
la terapia in modo che entrambi i preparati (NOTAKEHL D5 gocce al mattino e
QUENTAKEHL D5 gocce alla sera) possano essere applicati all’inizio della cura e
per un periodo di alcuni mesi.
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno. ZINKOKEHL D3 5 gocce al giorno, CU-
PRUKEHL D3 5 gocce al giorno.
Lavaggio nasale con QUENTAKEHL D5 gocce e NOTAKEHL D5 gocce.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena).
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 7-10 giorni, poi cambiare
con MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3
volte al giorno.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana (lunedì,
venerdì). UTILIN “S” D6 1 capsula ogni 2 settimane. CUPRUKEHL D3 da 5 a 10
gocce 3 volte al giorno + ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
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INFLUENZALE (sindrome)
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
QUENTAKEHL D5 e NOTAKEHL D5 10 gocce di ognuno 2-3 volte al giorno.
SANUVIS 20 gocce 3 volte al giorno.
RELIVORA COMPLEX 20 gocce da 2 a 5 volte al giorno in combinazione con
ZINKOKEHL D3 5 gocce da 3 a 4 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
Bambini:
Iniziare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in succo
di frutta o succo vegetale tiepidi.
QUENTAKEHL D5 e NOTAKEHL D5 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno.
ZINKOKEHL D3 5 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 2-3 gocce al giorno 2-3 volte alla settimana.
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113
I PATOLOGIE

INTESTINO IRRITABILE (sindrome dell’)


Vedi anche Colite ulcerosa, Morbo di Crohn, Atrofia della mucosa intestinale.
Terapia:
EXMYKEHL D3 1 supposta 1 volta al giorno per almeno 3 settimane, poi cam-
biare con MUCEDOKEHL D5 7 gocce al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa
2-3 volte al giorno. Sin da subito SANUKEHL Coli D6 a giorni alterni con SA-
NUKEHL Prot D6 5 gocce di ognuno 2 volte al giorno. Valutare durata e posolo-
gie in base all’andamento clinico.
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IPERTIROIDISMO, MORBO DI BASEDOW


Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Terapia a lungo termine:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni, poi MU-
COKEHL D5 1 compressa 1-2-3 al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3
volte al giorno.
Sin da subito MUCEDOKEHL D5 7-10 gocce 1-2-3 volte al giorno in base alle
evidenze cliniche.
_____________________________________________________________________________________________________________________

IPERTENSIONE
Evitare sale e zucchero, cibi integrali, nessun acido grasso saturo. Medicinale prin-
cipale: MUCOKEHL.
FORTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno. Dopo 10 giorni cambiare con
MUCOKEHL D5 1-2-3-4 compresse al dì e NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6 e NIGER-
SAN Atox D6 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno, da prendere alternativamente.
È consigliabile associare UTILIN D6 1 capsula alla settimana. Data l’importanza
della correzione del pH sistemico utilizzare CITROKEHL 20-30 gocce 2 volte al
giorno + SANUVIS 30 gocce 1-2 volte al giorno.
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IRIDOCICLITE (iridocoroidite)
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni, poi MUCOKEHL
D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al
giorno, così come NOTAKEHL D5 1-2 gocce 2-3 volte al giorno frizionate sulle
palpebre, alternando settimanalmente con MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia 1-2-
3-4 volte al giorno in base all’osservazione clinica e poi a scalare.
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114
REPERTORIO CLINICO I
IRITE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno per 10 giorni, poi cambiare con MU-
COKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno.
SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2-3 volte al giorno a giorni alterni con SANUKEHL
Strep D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana (lunedì,
venerdì).
Due settimane dopo l’inizio della terapia UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana.
Considerare l’uso di MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia 1-2-3 volte al giorno in base
all’osservazione clinica.
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ITTIOSI (ipercheratosi)
Terapia a lungo termine:
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno.
Con i bambini SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
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115
L PATOLOGIE

LEUCOPENIA
Vedi anche Virali (infezioni), Atrofia della mucosa intestinale, Allergie.
Necessaria la ricostruzione della mucosa intestinale, dieta.
Medicinali principali: SANUKEHL Pseu, LATENSIN, NIGERSAN.
Bambini dai 2 anni:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o vegetale tiepidi.
Iniziare con FORTAKEHL D5 5-10 gocce 2-3 volte al giorno. Dopo 10 giorni cam-
biare con SANKOMBI D5 5-10 gocce 2-3 volte al giorno, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica FORTAKEHL D5 5-10 gocce 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Pseu D6 sempre a giorni alterni con SANUKEHL
Strep D6 5 gocce 1-2-3 al giorno di ognuno frizionate all’interno del gomito. Bam-
bini in età scolare 3 gocce al giorno di ognuno.
LATENSIN D6 5 gocce al giorno, REBAS D4 1 capsula 2-3 volte alla settimana.
Adulti e Bambini > 6 anni:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta 2 volte al giorno per 10 giorni, poi MUCOKEHL D5
1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al vener-
dì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi, per
diversi mesi.
SANUKEHL Pseu D6 sempre a giorni alterni con SANUKEHL Strep D6 5 gocce
1-2-3 volte al giorno di ognuno.
REBAS D4 1 capsula 2 volte al giorno per 4 settimane, sospendere per 2 settimane,
poi continuare.
UTILIN “S” D6 1 capsula alla settimana.
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LINFATISMO (nei bambini)


Bambini “linfatici”:
La loro predisposizione alle infezioni è spesso il prodotto diretto di un importante di-
sturbo intestinale con atrofia della mucosa enterica e conseguentemente una ipertrofia
delle adenoidi e delle tonsille. Perciò la ricostituzione di una condizione intestinale
adeguata è cruciale.
Generale:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
Neonati e bambini > 1 anno:
NOTAKEHL D5 3 gocce al mattino e PEFRAKEHL D5 3 gocce alla sera.
Bambini > 4 anni:
116
REPERTORIO CLINICO L
NOTAKEHL D5 7 gocce al mattino e PEFRAKEHL D5 7 gocce alla sera.
Bambini dai 5 ai 10 anni:
NOTAKEHL D5 10 gocce al mattino e PEFRAKEHL D5 10 gocce alla sera.
Bambini più grandi:
NOTAKEHL D5 7 gocce 2 volte al giorno, poi cambiare con SANKOMBI D5 7
gocce al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 e PE-
FRAKEHL D5 10 gocce al giorno di ognuno.
Lavaggi nasali con soluzione fisiologica arricchita di NOTAKEHL D5 10 gocce +
UTILIN “S” D6 2 gocce al giorno. Sin dall’inizio SANUKEHL Coli D6 a giorni
alterni con SANUKEHL Pseu D6 5 gocce di ognuno.
UTILIN “S” D6 1 capsula ogni 10 giorni o UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte alla
settimana.
Tutti gli altri tipi:
Iniziare con NOTAKEHL D5 a giorni alterni con QUENTAKEHL D5 10 gocce al
giorno di ognuno per 10 giorni poi cambiare con SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte
al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica QUENTAKEHL D5 10 gocce al
giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Pseu D6 5 gocce 2-3 volte al giorno. Eseguire il lavag-
gio nasale.
Per i bambini più grandi LATENSIN D6 1 capsula alla settimana. Con persistente
pericolo di (ricaduta) infezioni: dieta rigida. FORTAKEHL D5 5-10 gocce 2-3 volte
al giorno per 10 giorni poi SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 5-10 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 2-5 gocce 2 volte al giorno.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 2 gocce al giorno di ognuno a giorni alterni.
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117
M PATOLOGIE

MASTITE
Mastite puerperale:
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi cambiare con
MUCOKEHL D5 1 compressa al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera.
Sempre SANUKEHL Staph D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
Mastite parenchimatosa puerperale: Se c’è galattostasia:
NOTAKEHL D3 1 supposta 1 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1
compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì
al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D3 1 supposta al giorno.
Sempre associare sin dall’inizio SANUKEHL Staph D6 5 gocce 2-3 volte al giorno
e 5 gocce al giorno frizionate localmente.
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MASTOPATIE
Medicinali principali: UTILIN “S”, MUCOKEHL.
Terapia:
MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera,
dal lunedì al venerdì; sabato e domenica MUCOKEHL Atox D6 e NIGERSAN
Atox D6 8 gocce al giorno di ognuno, prima dei pasti.
Sempre UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno per 10 giorni poi UTILIN “S” D4
1 capsula ogni due settimane.
Sin dall’inizio SANUKEHL Myc D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
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METEORISMO
Vedi anche Epatopatia, Fegato (Cirrosi del), Atrofia della mucosa intestinale,
Emorroidi.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta 1 volta al giorno per 10 giorni poi FORTAKEHL D5
1 compressa 2-3 volte al giorno + successivamente MUCOKEHL D5 1 compressa
al mattino e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera. La posologia andrà modulata a
scalare in base all’andamento clinico e all’osservazione del Paziente.
Dieta: nessuna frutta o verdura fresca, nessuna frutta secca. Il cibo deve essere com-
pletamente cucinato, ben cotto. Nessun cibo grasso.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. Sin
dall’inizio è possibile a discrezione del clinico associare SANUKEHL Klebs D6 a
giorni alterni con SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2-3 al giorno di ognuno.
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118
REPERTORIO CLINICO M
MICOSI ENTERALE
Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Candidiasi.
Restrizioni dietetiche sono d’obbligo (vedi introduzione) specie per lieviti e lievita-
ti, latte e latticini, zuccheri e carboidrati semplici, cereali glutinei (nella prima fase),
alcolici.
Medicinali principali: EXMYKEHL, FORTAKEHL, SANUKEHL Prot, SA-
NUKEHL Cand.
Adulti:
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per 20 giorni poi cambiando
con FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni.
Sin dall’inizio, e per due mesi, SANUKEHL Cand D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
A discrezione del clinico la possibilità di associare SANUKEHL Prot D6 con la po-
sologia giornaliera di 5 gocce 2-3 volte al giorno sempre per un periodo non inferiore
ai 2 mesi.
È inoltre possibile, in casi particolarmente resistenti, associare UTILIN “S” D6
5 gocce al giorno per un periodo di almeno 3 settimane poi da modularsi in base
all’osservazione clinica.
Bambini o Adulti (vedi sopra la differente posologia per l’alcalinizzazione) che pre-
feriscono le gocce:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
ALBICANSAN D5 e PEFRAKEHL D5 10 gocce 1 volta al giorno per 1 mese poi
FORTAKEHL D5 7-10 gocce 2-3 volte al giorno per 3 settimane poi cambiare con
SANKOMBI D5 5-10 gocce 2 volte al giorno per 2 settimane. La posologia poi an-
drà a scalare in base alle osservazioni cliniche.
Sin dall’inizio SANUKEHL Cand D6 5 gocce 1-2 volte al giorno di ognuno a giorni
alterni, per 2 mesi. A discrezione del clinico la possibilità di associare SANUKEHL
Prot D6 con la posologia giornaliera di 5 gocce per 2 volte al giorno sempre per un
periodo non inferiore ai 2 mesi.
Ricordiamo la possibilità di associare UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno per il
periodo necessario e comunque almeno per 2 settimane poi a scalare.
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MICOSI DEGLI ORIFIZI DEL CORPO


Vedi anche Malattie allergiche, Micosi entrale, Candidiasi.
L’origine di ogni micosi deriva da una micosi intestinale.
119
M PATOLOGIE

Adulti:
Dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Sempre in combinazione con EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di cori-
carsi per 20 giorni. Successivamente FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al
giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1 supposta alla
sera prima di coricarsi per almeno 3 settimane.
Al termine una combinazione di MUCOKEHL D5 1-2-3 compresse al mattino e
NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per un periodo di alcuni
mesi.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. Sin
dall’inizio, e per due mesi, SANUKEHL Cand D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
A discrezione del clinico la possibilità di associare SANUKEHL Prot D6 con la
posologia giornaliera di 5 gocce 2-3 volte al giorno sempre per un periodo non
inferiore ai 2 mesi.
È inoltre possibile, in casi particolarmente resistenti, associare UTILIN “S” D6
5 gocce al giorno per un periodo di almeno 3 settimane poi da modularsi in base
all’osservazione clinica.
Bambini o Adulti (vedi sopra la differente posologia per l’alcalinizzazione) che pre-
feriscono le gocce:
Dieta antimicotica combinata e alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino
o ½ bustina 2 volte al giorno in succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o
almeno dopo 1 ora dal pasto e non a ridosso di quello successivo!)
ALBICANSAN D5 e PEFRAKEHL D5 10 gocce 1 voltea al giorno per 1 mese
poi FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno per 3 settimane poi cambiare con
SANKOMBI D5 5-10 gocce 2 volte al giorno per 2 settimane. La posologia poi
andrà a scalare in base alle osservazioni cliniche.
Sin dall’inizio, SANUKEHL Cand D6 5 gocce 1-2 volte al giorno per 2 mesi. A
discrezione del clinico la possibilità di associare SANUKEHL Prot D6 con la poso-
logia giornaliera di 5 gocce per 2 volte al giorno sempre per un periodo non inferiore
ai 2 mesi.
Ricordiamo la possibilità di associare UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno per il
periodo necessario e comunque almeno per 2 settimane poi a scalare.
Moniliasi orale:
Modificare la dieta. In aggiunta alla terapia di riequilibrio profondo, tamponare lo-
calmente con PEFRAKEHL D5 gocce o ALBICANSAN D5 gocce alcune volte al
giorno strofinando sulla tettarella del biberon e dentro la bocca del bambino.
PEFRAKEHL D5 5 gocce 2 volte al giorno.
120
REPERTORIO CLINICO M
Micosi Anale:
In aggiunta alla terapia di riequilibrio profondo utilizzare ALBICANSAN D3 poma-
ta e PEFRAKEHL D3 pomata.
Micosi Vaginale: (vedi anche Candidosi) In aggiunta alla terapia di riequilibrio pro-
fondo può essere prescritto EXMYKEHL D3 supposte per uso vaginale almeno 1
supposta alla sera prima di coricarsi per 10 giorni poi valutare l’andamento clinico.
È possibile anche effettuare, alla sera, un lavaggio locale con una miscela di PEFRA-
KEHL D5 gocce 5.0 ml e SANUKEHL Cand D6 gocce 2.0 ml.
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MONILIASI
Vedi Micosi degli orifizi del corpo.
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MONONUCLEOSI
Vedi anche Herpes (vescicolare), Virali (infezioni).
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½-1 cucchiaino o ½-1 bustina 2 volte al giorno
in acqua tiepida.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno, dieta
(sostegno dell’organo immunitario della membrana della mucosa intestinale).
Bambini piccoli:
FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno per 7 giorni poi QUENTAKEHL D5
7 gocce 2 volte al giorno per 7 giorni poi SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno
dal lunedì al venerdì, sabato e domenica QUENTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al
giorno. La durata della terapia e la posologia sono da valutare in base all’andamento
clinico.
È consigliabile aggiungere sempre sin dall’inizio SANUKEHL Myc D6 e SA-
NUKEHL Pseu D6 5 gocce di ognuno 1-2-3 volte al dì a giorni alterni.
Un ottimo stimolo al sistema immunitario si ottiene con la somministrazione di
UTILIN “S” D6 3 gocce 1 o 2 volte alla settimana. La posologia e la durata della
somministrazione varieranno in base all’osservazione dell’andamento clinico.
Bambini più grandi e adulti:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 7 giorni poi QUENTAKEHL
D5 7 gocce 2 volte al giorno per 7 giorni poi MUCOKEHL D5 1-2-3 compresse al
giorno + NIGERSAN D4 1 capsula alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domeni-
ca QUENTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Myc D6 5 gocce 2-3 al giorno.
A discrezione del clinico e in base alla gravità del quadro sintomatologico è sug-
gerito considerare UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla
settimana (lunedì, venerdì) così come UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno 1 o
2 volte alla settimana.
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121
M PATOLOGIE

MORBILLO
Vedi anche Virali (infezioni).
Bambini:
QUENTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno.
UTILIN “S” D6 3 gocce al giorno.
Adulti:
Prima settimana: QUENTAKEHL D5 10 gocce 2 volte al giorno. Dalla seconda
settimana: NOTAKEHL D5 gocce sempre alternando giornalmente con QUENTA-
KEHL D5 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno.
UTILIN D4 1 capsula alla settimana (come precauzione contro infezioni secondarie).
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122
REPERTORIO CLINICO N
NEFRITE GLOMERULONEFRITE (adiuvante)
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi per un periodo di mesi in combinazione con
una dieta.
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi cambiare con
SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e dome-
nica RUBERKEHL D5 1 fiala al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 e SANUKEHL Myc D6 5 gocce di ognuno
2-3-4 volte al giorno sempre a giorni alterni. UTILIN “S” D6 5 gocce 2-3 volte
alla settimana.
Adulti:
In aggiunta alla dieta, alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 com-
presse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena).
Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno + SANUVIS 20 gocce 2 volte al
giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
SANUKEHL Pseu D6 a giorni alterni con SANUKEHL Strep D6 5 gocce di ognu-
no 2-3-4 volte al giorno.
Terapia a lungo termine.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana.
ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
SANUKEHL Staph D6 e SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2 volte al giorno rispetti-
vamente sempre a giorni alterni. Come rinforzo della risposta immunitaria UTILIN
“S” D6 5 gocce 2 volte al giorno o UTILIN “S” D6 1 supposta 2 volte a settimana.
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NEFROSICA (SINDROME NEFROSICA) (adiuvante)


Bambini:
SANUVIS 5-10 gocce al giorno.
NOTAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno, dopo
10 giorni SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e
domenica RUBERKEHL D5 1 fiala al giorno.
Sin dall’inizio somministrare SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL Strep D6 5
gocce 2 al giorno di ognuno sempre a giorni alterni.
Dalla seconda settimana UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno.
Adulti:
CITROKEHL 20 gocce al giorno + SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno.
NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno e QUENTAKEHL D5 10 gocce 2
volte al giorno a giorni alterni. Dopo 10 giorni sostituire con MUCOKEHL D5 1
compressa 2-3 volte al giorno e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica RUBERKEHL D5 1 fiala al giorno.
123
N PATOLOGIE

A discrezione del clinico valutare l’aggiunta di LEPTUCIN D6 1 capsula 2-3 vol-


te al giorno. Sin dall’inizio somministrare SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL
Strep D6 5 gocce 2-3-4 al giorno di ognuno sempre a giorni alterni.
A giudizio clinico ed in base alle condizioni del Paziente suggeriamo di conside-
rare anche CUPRUKEHL D3 10 gocce 2 volte al giorno.
LATENSIN D6 1 capsula alla settimana cambiando con D4 dopo 5 settimane.
UTILIN “S” D6 1 capsula ogni due settimane.
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NEVRALGIA (NEVRALGIA TRIGEMINALE)


Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno.
LEPTUCIN D6 1 capsula 3 volte alla settimana.
Sin dall’inizio SANUKEHL Myc D6 + SANUKEHL Cand D6 5 gocce di ognuno
2-3-4 volte al giorno a giorni alterni.
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NEVRITE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + MUCEDOKEHL D5 7-10
gocce 1-2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno. In
base alla valutazione clinica considerare anche LEPTUCIN D6 1 capsula 2-3 volte
alla settimana.
Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
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124
REPERTORIO CLINICO O
OCCHI (PATOLOGIE VASCOLARI DEL BULBO)
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANKOMBI D5 10 gocce due volte al giorno, sabato e domenica. MUCOKEHL
D5 collirio 1-2-3-4 gocce per occhio 2 volte al giorno. Considerare LEPTUCIN D6
1 capsula 3 volte alla settimana.
Sin dall’inizio SANUKEHL Acne D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
Per stimolare la reattività del sistema immunitario considerare, se necessario,
UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno o UTILIN “S” D4 1 capsula alla settima-
na o UTILIN “S” D6 1 supposta a settimana.
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OCCHI (INFIAMMAZIONE DEGLI)


Vedi anche Congiuntivite.
MUCOKEHL D5 collirio 1 goccia per occhio per 2-3 fino a 4-5 volte al giorno. Al
miglioramento, ridurre la frequenza di somministrazione. Usare la stessa preparazio-
ne da frizionare sulla palpebra e, se necessario, aggiungere UTILIN “S” D6 5 gocce
al giorno.
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ORTICARIA
Vedi anche Allergie.
Impostazione Nutrizionale.
Bambini:
ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in succo di frutta o
succo vegetale tiepidi + SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno + LATENSIN
D6 2 gocce alla settimana.
Adulti:
MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 com-
pressa alla sera sempre in combinazione con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina
o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo
cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima
di cena). Considerare anche l’apporto di SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno.
In base alle valutazioni cliniche suggeriamo di considerare anche l’utilizzo di
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì)
oltre a ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
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ORZAIOLO
Vedi anche Foruncolosi.
NOTAKEHL D5 1 goccia frizionata 1-2-3 volte al dì sulla palpebra.
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni.
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125
O PATOLOGIE

OSTEOMIELITE (adiuvante)
NOTAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5 7-10 gocce di ognuno 2-3-4 volte al giorno
a giorni alterni, per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3-4-5 volte al
giorno e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e dome-
nica NOTAKEHL D5 7-10 gocce 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 + SANUKEHL Myc D6 5 gocce 2-3-4 volte
al giorno di ognuno a giorni alterni.
Valutare, in base alle condizioni cliniche, la somministrazione di CUPRUKEHL
D3 10 gocce 2 volte al giorno.
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OSTEOPOROSI
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Riequilibrio intestinale con EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi
per 20 giorni poi FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno. Dopo 2 set-
timane MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1
compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1
compressa 2-3 volte al giorno. Importante l’apporto di SANUVIS 20 gocce 2 volte
al giorno. A giudizio clinico suggeriamo di considerare l’opportunità di somministra-
zione di ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera e CUPRUKEHL D3 10
gocce al mattino.
In base alla gravità della sintomatologia è utile prendere in considerazione LA-
TENSIN D6, UTILIN D6 e RECARCIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana
(lunedì, mercoledì, venerdì). Dopo 1-2 mesi cambiare con LATENSIN D4 capsule,
UTILIN D4 capsule e RECARCIN D4 capsule. La modulazione e prosecuzione
della terapia sono in base alla osservazione clinica e al risultato degli esami strumen-
tali disponibili.
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OTITE (OTALGIA)
Bambini:
Dieta in combinazione con alcalinizzazione con ALKIMO polvere ½ cucchiaino
o ½ bustina 2 volte al giorno in succo di frutta o succo vegetale tiepidi al giorno.
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno per os e 5 gocce 2 volte al giorno
nell’orecchio. Dopo 10 giorni SANKOMBI D5 10-15 gocce 2 volte al giorno.
Lavaggi nasali.
Adulti:
ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (2 ore dopo
pranzo e 2 ore dopo cena).
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4-5 volte al giorno. Dopo 10 giorni MU-
126
REPERTORIO CLINICO O
COKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3
volte al giorno.
Se necessario stimolare la reattività immunitaria, somministrare UTILIN “S”
D6 5 gocce 2 volte al giorno oppure UTILIN “S” D6 1 supposta al dì poi a scalare
in base all’osservazione clinica.
Sempre utile la somministrazione di NOTAKEHL D5 5 gocce 2 volte almeno
nell’orecchio.
Sin dall’inizio suggeriamo l’utilizzo di SANUKEHL Strep D6 5 gocce 1-2-3 volte
al giorno per os.
Lavaggio nasale.
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OTITE MEDIA CRONICA (adiuvante)


Adulti:
NOTAKEHL D5 7-10 gocce o 1 compressa per 2-3-4 volte al giorno per almeno
una settimana, NOTAKEHL D5 2-3 gocce al giorno nell’area affetta dalla malattia.
Dopo 10 giorni cambiare con MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e
NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NO-
TAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
Lavaggio nasale con NOTAKEHL D5 gocce.
ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo
pranzo e a partire da 1 ora dopo cena).
Sin dall’inizio SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3-4
volte al giorno a giorni alterni. In base alle condizioni cliniche valutare l’impiego
di NIGERSAN D5 1 fiala al giorno frizionata sul mastoide dietro l’orecchio e su
entrambe le tonsille.
UTILIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno 1 volta alla settimana.
Bambini:
NOTAKEHL D5 e QUENTAKEHL D5 7-10 gocce di ognuno 2-3-4 volte al gior-
no. Dopo 10 giorni cambiare con SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal
lunedì al venerdì; sabato e domenica RUBERKEHL D5 1 fiala al giorno. È possibile
utilizzare SANKOMBI D5 2-3 gocce 2 volte al giorno sulla zona affetta.
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127
P PATOLOGIE

PANCREAS (DISTURBI DEL), PANCREATITE (adiuvante)


L’insufficienza pancreatica è in genere causata da una mucosa intestinale atrofica.
Terapia:
Dieta. Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte
al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
In aggiunta EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per 20 giorni poi
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni cambiando con
MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1 supposta alla
sera prima di coricarsi per un periodo di mesi.
In base all’intensità del disturbo considerare RECARCIN D6 e LATENSIN
D6 1 capsula di ognuno alla settimana. Sin dall’inizio somministrare SANUKEHL
Coli D6 5 gocce 2-3 volte al giorno.
Suggeriamo al clinico di considerare, in base alle condizioni del Paziente, ZIN-
KOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
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PARADONTOSI (adiuvante)
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno + CITROKEHL 20 gocce 2 volte al giorno.
Impacco con PEFRAKEHL D5 10 gocce posizionato localmente alternando gior-
nalmente con NIGERSAN D5 gocce + NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte
al giorno per almeno una settimana. Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 5 goc-
ce 2-3 volte al giorno per un periodo di almeno 2 mesi.
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PARATUBERCOLOSI (adiuvante)
Vedi anche Tubercolosi.
Terapia a lungo termine: Controllare intestino e dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. MU-
COKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D4 1 capsula
alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa
2 volte al giorno, a settimane alterne, MUCOKEHL Atox D6 8 gocce al giorno.
Si ricorda che in base all’intensità della sintomatologia è possibile sommini-
strare anche UTILIN D6 e RECARCIN D6 1 capsula di ognuno in rotazione
settimanale.
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128
REPERTORIO CLINICO P
PARKINSON (MORBO DI) (adiuvante)
Vedi anche Micosi enterale.
Così come per tutte le altre malattie croniche del Sistema Nervoso, un ruolo può es-
sere dato alla tossicità da metalli pesanti ed all’infezione da Candida.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. NOTA-
KEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL D5 1
compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al
venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per un
periodo di mesi.
Sin dall’inizio SANUKEHL Brucel D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno per cicli di 2
mesi, interruzione di 1 mese, e ripetizione.
In base alle valutazioni cliniche è possibile associare LATENSIN D6 e UTILIN
D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì), cambiando con D4 capsule
dopo un mese.
Ricordiamo, se necessario, l’utilizzo di ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla
sera + CUPRUKEHL D3 10 gocce al giorno, al mattino.
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PEMFIGO VOLGARE (adiuvante)


PEFRAKEHL D5 5 gocce più volte al giorno localmente in base alla valutazione
clinica.
UTILIN “S” D6 5 gocce al giorno frizionate all’interno del gomito. Tamponare lo-
calmente con MUCOKEHL D5 gocce e PEFRAKEHL D5 gocce.
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PIODERMA
Vedi anche Impetigine.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Iniziare con NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi
MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compres-
sa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa
2-3 volte al giorno per un periodo di settimane. In aggiunta, SANUVIS 20 gocce
2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno. Sin dall’inizio suggeriamo
SANUKEHL Staph D6 e SANUKEHL Pseu D6 5 gocce di ognuno 2-3-4 volte al
giorno a giorni alterni.
Disponibili al clinico, se indicato dall’osservazione ed eventuale resistenza alla te-
rapia, l’uso di LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lu-
nedì, venerdì). Ogni 4 settimane cambiare LATENSIN con UTILIN “S” D6 capsule.
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129
P PATOLOGIE

POLIARTRITE PRIMARIA CRONICA


Dall’inizio alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte
al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH uri-
nario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per 20 giorni poi passare a
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per ulteriori 2 settimane; succes-
sivamente cambiare con una combinazione di MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3-4
volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato
e domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per almeno 10 giorni,
poi terapia di riequilibrio profondo con MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al
giorno e NIGERSAN D5 1 compressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e dome-
nica EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per un periodo di mesi.
Allo stesso tempo SANUVIS gocce 1 cucchiaino 2 volte al giorno e CUPRUKEHL
D3 10 gocce al giorno, al mattino, e ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera.
In base all’osservazione clinica è possibile utilizzare nel tempo RECARCIN D6
e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana in alternanza. Dopo 2-4 set-
timane cambiare con RECARCIN D4 capsule e LATENSIN D4 capsule oppure
UTILIN “S” D4 1 fiala da 4 fino a 6 settimane dopo l’inizio della terapia.
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POLLINOSI
Vedi Raffreddore da fieno, Allergie.
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PROSTATA (ADENOMA)
Terapia:
FORTAKEHL D3 1 supposta 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi MUCOKEHL
D5 1 compressa 1-2-3-4 volte al giorno e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera, dal lu-
nedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce al giorno.
In base all’osservazione clinica è possibile somministrare LATENSIN D6 1 cap-
sula alla settimana.
Sin dall’inizio SANUKEHL Coli D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno.
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PROSTATITE
NOTAKEHL D3 e PEFRAKEHL D3 1 supposta di ognuno ogni mattina a gior-
ni alterni e NIGERSAN D3 1 supposta al giorno, alla sera. Sin dall’inizio SA-
NUKEHL Pseu D6 sempre alternando giornalmente con SANUKEHL Coli D6 5
gocce di ognuno 2-3-4 volte al giorno.
CITROKEHL 20 gocce al giorno + SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno. Alcali-
nizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da
1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz
(2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
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130
REPERTORIO CLINICO R
RAFFREDDORE DA FIENO, POLLINOSI
Vedi anche Allergie, Atrofia della mucosa intestinale.
Seguire una dieta ipoallergenica. Profilassi:
Almeno 2-3 mesi prima del periodo di sviluppo della reazione allergica, Alcaliniz-
zare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a
2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a
urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena). Corretto apporto nutrizionale.
Iniziare con FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi
MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3-4 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 com-
pressa alla sera, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica FORTAKEHL D5 1 com-
pressa 2-3 volte al giorno per diversi mesi.
Per un riequilibrio della risposta immunitaria Th1-Th2 è utile considerare UTI-
LIN D6 e LATENSIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, venerdì).
Lavaggio nasale con 20 gocce di NOTAKEHL D5 e 3 gocce di UTILIN “S” D6.
Cura durante l’attacco allergico: Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bu-
stina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora
dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e
prima di cena). UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno, UTILIN D6 1 capsula alla
settimana, RUBERKEHL D5 1 fiala al giorno.
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RAYNAUD (MALATTIA DI)


Vedi Endoarterite Obliterante.
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REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Vedi Gastrite.
Dieta.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
CITROKEHL + SANUVIS 20 gocce di ognuno prima dei pasti.
Seguire le linee guida posologiche per la Gastrite.
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REUMATISMI ARTICOLARI
Vedi anche Artrite, Artrosi, Allergie.
Regolare l’equilibrio minerale.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
131
R PATOLOGIE

FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per 10 giorni poi NOTAKEHL


D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per 10 giorni poi cambiare con MUCOKEHL
D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa 2 volte al
giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3
volte al giorno + AROKEHLAN A D6 7-10 gocce al giorno + SANUVIS 20 gocce
2 volte al giorno e CITROKEHL 20 gocce al giorno.
Nel tempo utile stabilizzare con LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognu-
no alla settimana (lunedì, venerdì) + AROKEHLAN A D6 7-10 gocce 2 giorni a set-
timana. A lungo termine UTILIN “S” D6 1 capsula al mese al posto di LATENSIN
D6 capsule.
Dopo adeguata valutazione clinica suggeriamo di considerare l’opportunità di
ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla sera e CUPRUKEHL D3 10 gocce 2
volte al giorno.
Sin dall’inizio dell’approccio terapeutico suggeriamo SANUKEHL Acne D6 e
SANUKEHL Strep D6 5 gocce di ognuno 2-3-4 volte al giorno a giorni alterni.
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RINITE CRONICA
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per almeno 10 giorni poi
MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa
2-3 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica EXMYKEHL D3 1
supposta alla sera prima di coricarsi. Modulare durata e posologia in base all’anda-
mento clinico.
Sin dall’inizio SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce 2
volte al giorno.
LATENSIN D6 e RECARCIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana (lunedì, ve-
nerdì).
Lavaggi nasali con una miscela di NOTAKEHL D5 10 gocce + QUENTAKEHL
D5 10 gocce + CERIVIKEHL 20 gocce.

132
REPERTORIO CLINICO S
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SCARLATTINA (adiuvante)
Per una terapia generale vedere Angina. Se la scarlattina si ripete in più riprese,
allora prendere in considerazione la funzione intestinale. Dieta.
Adulti: NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per almeno 10 giorni,
poi MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 com-
pressa 2-3 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTAKEHL
D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Strep D6 5 gocce di ognu-
no 2-3 volte al giorno.
UTILIN D6 1 capsula al mese per 3 mesi (molto importante per la prevenzione
delle complicazioni di orecchie, reni e cuore).
Bambini:
NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno per almeno 10 giorni poi SANKOM-
BI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e domenica NOTA-
KEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno.
SANUKEHL Pseu D6 e SANUKEHL Strep D6 5 gocce di ognuno a giorni alterni.
Se necessaria una pronta e forte stimolazione della resistenza immunitaria
UTILIN D6 5 gocce al giorno.
È possibile, dopo valutazione clinica, somministrare REBAS D4 1 capsula 2 volte
al giorno per i giorni necessari ad una piena risposta e LATENSIN D6 1 capsula alla
settimana. Trascorse 2-3 settimane passare a UTILIN “S” 5 gocce al giorno.
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SCLERODERMATITE
Vedi anche Allergie, Atrofia della mucosa intestinale, Tubercolosi.
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al
giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce 2 volte al giorno.
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per 20 giorni + MU-
COKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D5 1 compressa o
7-10 gocce 2 volte al giorno .
È possibile utilizzare, a discrezione del clinico, LATENSIN D6 e UTILIN D6 1
capsula di ognuno alla settimana per stimolare la reattività soggettiva. Dalla terza
settimana UTILIN “S” D6 1 capsula ogni due settimane. Dalla quinta settimana
cambiare con UTILIN “S” D4 1 capsula ogni quattro settimane.
Sin dall’inizio SANUKEHL Myc D6 e SANUKEHL Coli D6 5 gocce di ognuno
1-2 volte al giorno, sempre a giorni alterni.
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133
S PATOLOGIE

SCLEROSI MULTIPLA E FORME NEURODEGENERATIVE


Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario
del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena). SANUVIS 20 gocce 2
volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce 2 volte al giorno.
Trattamento:
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per 20 giorni + NOTA-
KEHL D5 e QUENTAKEHL D5 10 gocce di ognuno 2 volte al giorno. Dopo ulte-
riori 10 giorni passare alla terapia di riequilibrio profondo con MUCEDOKEHL D4
1 capsula al mattino (oppure MUCEDOKEHL D5 7-10 gocce 3 volte al giorno) e
NIGERSAN D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Brucel D6 5 gocce 2-3-4 volte al giorno + SA-
NUKEHL Strep D6 5 gocce 2-3 volte al giorno per almeno 2 mesi e far eseguire
cicli di 2 mesi con intervallo di 15 giorni-1 mese tra un ciclo e l’altro.
Terapia a lungo termine:
LATENSIN D6 e UTILIN D6 1 capsula di ognuno alternando settimanalmente.
A discrezione del clinico suggeriamo ZINKOKEHL D3 10 gocce al giorno, alla
sera; CUPRUKEHL D3 10 gocce 2 volte al giorno da monitorare in base all’anda-
mento clinico.
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SINUSITE
Vedi anche Allergie, Atrofia della mucosa intestinale.
Bambini:
Alcalinizzare con ALKIMO polvere ½ cucchiaino o ½ bustina 2 volte al giorno in
succo di frutta o succo vegetale tiepidi (alla sera o almeno dopo 1 ora dal pasto e non
a ridosso di quello successivo!)
FORTAKEHL D5 7 gocce 2-3-4 volte al giorno per più di 10 giorni. Successiva-
mente SANKOMBI D5 10 gocce 2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì; sabato e
domenica FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno.
Sin dall’inizio SANUKEHL Strep D6 e SANUKEHL Pseu D6 5 gocce di ognuno
a giorni alterni. Se necessaria una forte stimolazione immunitaria UTILIN “S” D6
5 gocce al giorno.
Lavaggio nasale.
Adulti: Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte
al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH
urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
SANUVIS 20 gocce 2 volte al giorno + CITROKEHL 20 gocce 2 volte al giorno.
EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di coricarsi per almeno 10 giorni poi
NOTAKEHL D5 1 compressa 2-3-4 volte al giorno per almeno 10 giorni e MU-
COKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa alla
sera + NOTAKEHL D5 1 compressa 1-2 volte al giorno.
134
REPERTORIO CLINICO S
Lavaggio nasale 2 volte al giorno con NOTAKEHL D5 gocce. Se necessaria una
stimolazione del sistema immunitario suggeriamo RECARCIN D6 e UTILIN D6 1
capsula di ognuno in alternanza settimanale.
A lungo termine UTILIN “S” D6 5 gocce 2 volte al giorno.
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STIPSI, STITICHEZZA
Deve essere riorganizzata la dieta allo scopo di favorire una normale barriera mucosa
ed un regolare microbiota intestinale. BERE MOLTO FUORI DAI PASTI.
Trattamento iniziale:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno + EXMYKEHL D3 1 supposta
alla sera prima di coricarsi per 2-3 settimane poi cambiare con MUCOKEHL D5 1
compressa o 7-10 gocce 1-2-3 volte al giorno e NIGERSAN D3 1 supposta alla sera
per 2 settimane poi a scalare in base al miglioramento clinico.
Se necessario Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2
volte al giorno (da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare
pH urinario del Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
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135
T PATOLOGIE

TINNITO
MUCOKEHL D5 1 compressa o 7-10 gocce 1-2-3-4-5 volte al giorno + MUCE-
DOKEHL D5 7-10 gocce 1-2-3 volte al giorno. Si modula a scalare la terapia in base
al miglioramento della sintomatologia.
È possibile, a giudizio del clinico, somministrare LEPTUCIN D6 1 capsula 3
volte alla settimana per qualche settimana poi a scalare.
Inoltre LATENSIN D6 può essere, successivamente, alternato settimanalmente
con UTILIN D6 1 capsula di ognuno alla settimana.
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TONSILLITE Vedi Angina.


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TROMBOSI Vedi Flebite.


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REPERTORIO CLINICO U
ULCERA DELLE GAMBE (ULCUS CRURIS)
Dieta con una netta riduzione di zuccheri e carboidrati (diabete latente). Alcalinizzare
con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno (da 1 a 2 ore
dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del Pz (2a urina
del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
MUCOKEHL D3 pomata applicata localmente alcune volte al giorno.
Terapia di base:
FORTAKEHL D5 1 compressa 2-3 volte al giorno per almeno 10 giorni, poi una
combinazione di MUCOKEHL D3 1 supposta al mattino e NIGERSAN D5 1-2
compresse al dì.
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URETRITE
Vedi Cistite.
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USTIONI
NOTAKEHL D5 7-10 gocce 2-3-4 volte al giorno.
A partire dal secondo giorno: MUCOKEHL D5 1 o 10 gocce 1-2-3 volte al giorno
+ NIGERSAN D5 1 compressa o 10 gocce 1-2 volte al giorno, dal lunedì al venerdì;
sabato e domenica NOTAKEHL D5 1 compressa 2 volte al giorno oppure 10 gocce
2 volte al giorno.
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V PATOLOGIE

VERRUCHE
Alcalinizzare con ALKIMO 1 cucchiaino o 1 bustina o 3 compresse 2 volte al giorno
(da 1 a 2 ore dopo pranzo e a partire da 1 ora dopo cena). Monitorare pH urinario del
Pz (2a urina del mattino, prima di pranzo e prima di cena).
Adulti: Terapia a lungo termine: EXMYKEHL D3 1 supposta alla sera prima di
coricarsi per 20 giorni, poi cambiare con MUCOKEHL D5 1 compressa 1-2-3 volte
al giorno + NIGERSAN D5 1 compressa 1-2 volte al giorno.
CITROKEHL 20 gocce 2 volte al giorno.
Bambini:
FORTAKEHL D5 10 gocce 2-3 volte al giorno.
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VIRUS (INFEZIONI VIRALI)


Vedi anche Atrofia della mucosa intestinale, Allergie.
Iniziare con QUENTAKEHL D5 7-10 gocce gocce 2-3 volte al giorno. Con sovrap-
posizione batterica NOTAKEHL D5 7 gocce 2-3 volte al giorno a giorni alterni con
QUENTAKEHL.
Per ottimizzare la risposta immunitaria suggeriamo UTILIN “S” 5 gocce al dì.
A giudizio del clinico è possibile somministrare CERIVIKEHL 10 gocce 2 volte
al giorno poi a scalare.
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