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Concerto dedicato alla basilica di santa Caterina d'Alessandria a Galatina

Il progetto del concerto

Gli affreschi della basilica di Santa Caterina in Galatina, meravigliosa testimonianza della cultura
medievale, furono fatti allo scopo di illustrare la cultura cristiana latina e la signoria della famiglia
Orsini del Balzo al popolo. Molto ricche di contenuti erano all'epoca le chiavi di lettura di questi
straordinari affreschi e oggi le possibilità di interpretazione, stanti le sedimentazioni storiche, sono
ancora più ampie. L'intenzione del progetto è di vivificare i segni della basilica rendendo
contemporanea la loro interpretazione affinché gli affreschi e la basilica tutta parlino alle gente di
oggi e abbiano nuova vita. A tal fine appare estremamente interessante l'interpretazione musicale
del ciclo dell'Apocalisse di San Giovanni che col suo ricco immaginario simbolico può, a mio
parere, parlare agli uomini di oggi ed essere interpretata calandola nel nostro contesto storico.
Questa l'intenzione del progetto che intende produrre un concerto interamente dedicato al ciclo
degli affreschi dedicati all'Apocalisse.

Organico

Gli strumenti dell'ensemble sono mutuati dagli strumenti raffigurati negli affreschi e dunque ci
saranno: organo (nello specifico proprio l'organo cinquecentesco presente in basilica che
probabilmente è il più antico di Puglia), due violini e un violoncello, flauto, oboe, clarinetto in sib,
clarinetto basso, soprano e voce recitante. I testi saranno tratti proprio dall'Apocalisse di San
Giovanni illustrando i vari quadri degli affreschi.
Sono previste una serie di pezzi a commento di ogni sequenza degli affreschi per la durata di un
intero concerto.

Linguaggio

Il linguaggio adottato per le composizioni sarà semplice, vario e attuale. Semplice perché, come gli
affreschi, ha intenzione di raggiungere tutti; vario perché la realtà di oggi è complessa e richiede
molteplici forme linguistiche e quindi si utilizzeranno modalità, tonalità e atonalità; attuale perché
deve parlare alla gente di oggi della gente di ieri, della nostra storia, ma anche del nostro presente,
della nostra vita e della nostra realtà.

Giuseppe Gigante