Sei sulla pagina 1di 87

Università degli studi di Pisa

Dipartimento di civiltà e forme del sapere

Corso di Laurea in
Lettere moderne

Tesi di Laurea in Storia


Contemporanea

Strage di Ustica: ottantaduesima vittima la Giustizia!

Candidata Relatore
Laura Picchi Luca Baldissara

Anno Accademico 2021-2022


Indice

Capitolo 1 La situazione interna e nelle relazioni internazionali dell'Italia nella


cronaca e nella storiografia nel 1980

Capitolo 2 Lo studio degli atti processuali

Conclusioni

Bibliografia

Seconda parte

Capitolo 1 La tesi del Capitano Ciancarella sulla strage di Ustica

Capitolo 2 Le morti sospette

Capitolo 3 Strage di Ustica volontaria o per errore? Ricerca del movente

Conclusioni

Bibliografia
Capitolo 1 La situazione interna e nelle relazioni internazionali dell'Italia nella
cronaca e nella storiografia nel 1980

Nel 1946 in Sicilia il 22 settembre si ebbe la strage di Alia, poi due anni dopo gli
assassinii di Epifanio Li Puma, segretario della Camera del lavoro di Petralia
Soprana (2 marzo ‘48), Placido Rizzotto, segretario della Camera del lavoro di
Corleone (10 marzo ‘48) e Calogero Cangelosi,segretario della Camera del
lavoro di Camporeale (2 aprile ‘48).
In questo periodo 1946-1948 si registrano altri numerosi altri delitti di sangue
contro dirigenti sindacali e della sinistra, come gli assassinii di Giovanni
Severino, segretario della Camera del lavoro di Joppolo (25 novembre ‘46);
Nicolò Azoti, segretario della Camera del lavoro di Baucina (21 dicembre ‘46);
Accursio Miraglia, segretario della Camera del lavoro di Sciacca (4 gennaio ‘47);
Pietro Macchiarella, segretario della Camera del lavoro di Ficarazzi (19 febbraio
‘47); Biagio Pellegrino e Giuseppe Martorana, caduti durante una sparatoria dei
carabinieri sulla folla dei manifestanti a Messina (7 marzo ‘47);
Giovanni Grifò, Filippo Di Salvo, Provvidenza Greco,Castrense Intravaia,
Vincenza La Fata, Giovanni Megna, Margherita Clesceri, Vito Allotta,
Francesco Vicari, Giuseppe Di Maggio, Giorgio Cusenza, Serafino Lascari,
(Portella della Ginestra, comune di Piana degli Albanesi, 1° maggio
’47);Michelangelo Salvia (dirigente della Camera del lavoro di Partinico, 8
maggio ‘47); Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono (dirigenti della
Camera del Lavoro di Partinico, 22 giugno ’47); Giuseppe Maniaci, segretario
della Federterra di Terrasini (23 ottobre ‘47); Calogero Caiola (testimone della
strage di Portella della Ginestra, 3 novembre ‘47); Vito Pipitone, segretario della
Camera del lavoro di Marsala (8 novembre ‘47). Essi sono delitti che ora
appaiono unificati da un disegno eversivo unico, teso a decapitare il processo
democratico e partecipativo che si realizzò in Italia con la lotta di Resistenza e con
l’unità delle forze antifasciste.
Il primo passo di questo disegno eversivo consistette nel mettere fuori legge il Pci
di Palmiro Togliatti e nel progettare l’incarcerazione per i principali dirigenti,
dopo una sollevazione armata delle varie formazioni neofasciste. A eseguire
questo piano troviamo generali dell’Arma dei carabinieri,
dell’Esercito, dell’Aeronautica nonché ammiragli della Marina, tutti provenienti
da ambienti monarchici o fascisti. Essi costituiscono in quei mesi varie
organizzazioni eversive che confluiscono, nell’autunno ’46, nell’Unione
patriottica anticomunista (Upa).
Tale situazione fu determinata dal governo degli Stati Uniti d’America, tramite il
Comando militare e i servizi segreti di questa nazione in Italia. La Sicilia è scelta
come campo sperimentale del primo disegno golpista nel nostro paese. Le stragi e gli
assassinii fungono da innesco per la provocazione delle masse socialcomuniste,
necessaria allo scatenarsi della reazione dell’Upa e delle formazioni nere sotto
l’ombrello protettivo dell’intelligence Usa. È, di fatto, la nascita della strategia della
tensione nel nostro paese.
Fonte di quanto si afferma è il Dossier Cereghino-Casarrubea1 intitolato
“STATI UNITI,EVERSIONE NERA E GUERRA AL COMUNISMO IN
ITALIA 1943 – 1947” e la documentazione, in forma cartacea originale, che si
trova presso i seguenti archivi:
Usa,Maryland, College Park, National archives and records administration;
Gran Bretagna, Kew Gardens, Surrey, National archives;
Italia, Roma, Archivio centrale dello Stato, fondo Servizio informazioniesicurezza
(Sis);
Repubblica slovena,Lubiana, Archivio di Stato. Di detti originali le
copiesonoattualmente giacenti presso l’archivio “Giuseppe Casarrubea”.
In questo Dossier di particolare importanza è per esempio quanto si scrive di Nino
Buttazzoni (capo degli Np nella Rsi tra il ’43 e il ’45). Nell’aprile ’46, Buttazzoni
1 Dossier Cereghino-Casarrubea intitolato “STATI UNITI,EVERSIONE NERA E GUERRA AL
COMUNISMO IN ITALIA 1943 – 1947 ;
Giuseppe De Lutiis Storia dei servizi segreti in Italia Editori riuniti 1998 pp. 1117, pp.50-
52, pp.135-140; Giuseppe De Lutiis Il lato oscuro del potere Editori riuniti 1996 pp.522, pg. 38-
47,pp.182-203
inizia a lavorare per Angleton con lo pseudonimo di “ingegner Cattarini”. Forte di
questa copertura, il capo degli Np fa sfilare i suoi uomini al parco del Pincio, a
Roma. Sono duecento militi di provata fede anticomunista e disposti a tutto. In
Solo per la bandiera (cit., pp. 122 - 123) scrive: “Sono momenti in cui per molti
Repubblica significa comunismo e la nostra scelta non ha incertezze.
Abbiamo armi e depositi al completo. Faccio contattare anche alcuni Np del
sud”.
Nelle stesse settimane, Buttazzoni fonda l’Eca (Esercito clandestino
anticomunista) mentre Romualdi redige il manifesto programmatico del Fronte
antibolscevico italiano (Fai, composto interamente da unità neofasciste
clandestine) e lo consegna ad Angleton tramite Buttazzoni. Nel documento si
sostiene in maniera esplicita che neofascisti e americani devono unirsi per
una comune azione contro il comunismo, “focolaio di infezione sociale per
l’Europa e il mondo”.
Vi si afferma testualmente: “I neofascisti intendono stabilire un contatto con le
autorità americane per analizzare congiuntamente la situazione del Paese.
La questione politica italiana sarà quindi collocata nelle mani degli Stati
Uniti d’America”. Dall’analisi di questo testo (ora in Nicola Tranfaglia, Come
nasce la Repubblica, Milano,Bompiani, 2004, pp. 80 - 86) emergono non poche
analogie con il testo dei volantini lanciati durante gli assalti contro le Camere del
lavoro di Partinico e Carini (Palermo), il 22 giugno ‘47. Qui si fa riferimento alla
“canea rossa” e alla “mastodontica macchina sovietica”. I due documenti
sembrano scritti dalla stessa mano.
Non a caso, i Fasci di azione rivoluzionaria (Far) nascono ufficialmente poco
dopo, nell’autunno ’46, sotto la guida di Pino Romualdi e con palesi finalità
terroristiche.

Altro fatto importantissimo che troviamo nel Dossier è che nell’ottobre ’46 il
colonnello Laderchi (Cc), il capitano Callegarini (Cc), l’ammiraglio Maugeri, il
colonnello Resio (Marina), il generale dell’Aeronautica Infante e molti altri
ufficiali iniziano a organizzare un colpo di Stato antidemocratico.
“Sono in contatto con i fascisti monarchici” e preparano “una rivolta armata nel
Paese” (cfr. documenti Sis, 12 ottobre e 5 novembre ‘46). Carlo Resio lavora per
l’Oss di Angleton dall’estate ’44 (a Roma, in via Sicilia 59) e rimane alle sue
dipendenze fino al dicembre ‘47, data in cui il capo dei servizi americani ritorna
negli Stati Uniti. Resio è tra gli uomini che prelevano Junio Valerio Borghese (a
Milano, il 10 maggio ’45) per tradurlo a Roma. All’operazione partecipano
Angleton e Federico d’Amato (intelligence italiana).
Secondo un documento top secret dell’MI5 britannico, datato 8 ottobre ’46 e
desecretato a Londra nel gennaio 2006, sono soliti riunirsi a Roma: Augusto
Turati, ex segretario del Partito nazionale fascista (Pnf) e capo politico del
clandestinismo fascista; Pompeo Agrifoglio, ex capo del Sim; Luigi Ferrari,capo
della polizia; Leone Santoro, membro dell’ufficio politico del ministero
dell’Interno; Izielo (sic) Corso, sottosegretario all’Interno nel secondo governo De
Gasperi [c’è un Angelo Corso, sottosegretario all’Interno nel secondo governo De
Gasperi] e l’agente americano Philip J. Corso (Cic), uno dei collaboratori più
stretti di Angleton e “custode” di Junio Valerio Borghese a Forte Boccea (Roma) e
a Procida. Il documento specifica: “Numerosi ufficiali americani e italiani
(come il capitano Corso suddetto) sono legati in maniera intima e attiva a
questo gruppo”. Il tramite tra Corso e Agrifoglio è il tenente Mario Bolaffio
(Sim). Nello stesso periodo, Augusto Turati è ritenuto “persona grata agli
angloamericani, i quali lo stimano e lo rispettano molto” (Sis, 19 settembre ‘46, b.
13, f. Turati Augusto).
Secondo un altro rapporto britannico top secret (27 novembre ’46), “Il capitano
Corso ha recentemente sostenuto un incontro con Enzo Selvaggi [esponente
monarchico] e lo ha informato di aver ricevuto istruzioni dal suo governo per
formare un gruppo politico anticomunista. Corso ha aggiunto che questo
cambio di politiche è dovuto al successo del Partito repubblicano nelle
elezioni statunitensi”. Si tratta delle elezioni di mezzo termine del congresso
americano (novembre ’46) . Si registra, in pratica, il via libera all’offensiva
anticomunista in Italia da parte di Washington.
Numerosi rapporti Sis, inoltre viene scritto nel Dossier, si occupano
dell’organizzazione chiamata Upa,che nell’ottobre ’46 inizia a preparare un colpo
di Stato. È guidata come abbiamo visto dal generale Giovanni Messe (Cc), dal
Sim, da Laderchi, Callegarini, Maugeri, Resio e Infante.
L’Upa agisce agli ordini diretti dell’intelligence Usa di Angleton e di Philip J.
Corso. L’obiettivo è una dittatura militare transitoria, della durata di uno o due
anni, affidata all’Arma dei carabinieri.
Secondo un documento britannico dell’11 agosto ‘47,
(Movimento italiano di estrema destra: assistenza americana,paragrafo Visita di
un rappresentante americano), l’ex capo dell’Amgot (il governo militare alleato
dal ‘43 al ‘45), il colonnello Charles Poletti, arriva in Italia nel mese di giugno ’47
“in missione speciale per conto del governo americano”, in
coincidenza con le stragi siciliane:
Il signor Poletti è arrivato in Italia a giugno in missione speciale per conto del
governo americano. Ha incontrato il signor Jacini a Roma e, dopo un attento
esame dell’organizzazione dei movimenti italiani di estrema destra, ha promesso
da parte del governo americano armi per il movimento e un supporto finanziario
sia per le attività in Italia sia sul confine orientale (Udine). […] Poletti ha posto
come condizione per l’assistenza americana che il movimento dell’estrema destra
in tutta Italia sia collocato sotto un comando unificato.
Con ogni probabilità, il Jacini in questione è Stefano Jacini, ministro della Guerra
nel governo Parri e ambasciatore straordinario in Argentina dal settembre ‘47. È
con lui che Poletti instaura un rapporto fiduciario.
Il percorso eversivo (iniziato nell’estate ’46) appare ora più maturo sotto la spinta
degli Usa, che forniscono un poderoso scudo protettivo costituito da appoggi
politici, denaro e armi.
Ecco perché l’8 maggio ’47, una settimana dopo la strage di Portella della
Ginestra, troviamo Mike Stern (un celebre giornalista americano, in Sicilia da
molte settimane) a pranzo con la famiglia di Salvatore Giuliano, a Montelepre.
Stern è il garante in Sicilia, per conto di Poletti, della corretta esecuzione del
piano golpista, che dovrà in breve espandersi a tutta l’Italia? Su questo argomento,
il supplemento n. 24 di Propaganda (Pci, 1949), al paragrafo I banditi e gli agenti
americani (pp. 16 - 18), denuncia senza mezzi termini: Il giorno 8 maggio 1947, a
una settimana di distanza dall’eccidio di Portella della Ginestra, il capitano
dell’esercito americano Stern si recava, a quanto scrive egli stesso, nel covo di
Giuliano e riceveva dalle mani del bandito un proclama indirizzato al presidente
Harry Truman. Dopo qualche settimana, nelle tasche di un bandito caduto in mano
della polizia, veniva trovata una lettera autentica di Giuliano diretta al suo amico
Stern a Roma, via della Mercede 53 (sede della Associazione della stampa estera),
nella quale il fuorilegge chiedeva armi pesanti e dava consigli circa la maniera di
mantenere i contatti con l’ufficiale americano. Due circostanze colpiscono a prima
vista: il fatto che, proprio all’indomani di Portella, lo Stern senta il bisogno di
andare a fare visita al “re di Montelepre” ed il fatto che quest’ultimo si permetta,
nella sua lettera intercettata dalla polizia, di chiedere armi ad un ufficiale
dell’esercito americano. Ma tutto ciò ormai non ha più nulla di strano. È chiaro
che l’iniziativa dello Stern non è frutto di una curiosità individuale, ma che la sua
visita a Giuliano ed i suoi rapporti con il bandito sono frutto di precise istruzioni
diramate dall’Ufficio servizi strategici [Oss], allo scopo di agganciare il bandito
alla politica americana nel Mediterraneo. A conferma di questa tesi, è facile
ricordare l’atteggiamento del governo di De Gasperi in questa circostanza. Il
governo italiano, infatti, si guarda bene di intervenire presso l’ambasciatore
americano a Roma per protestare o almeno per chiedere spiegazioni dell’attività
del capitano Stern, uno straniero che promette ad un bandito armi ed aiuto. In
sintesi, i rapporti britannici (inaccessibili fino a un anno fa) ci dicono che i
mandanti delle stragi siciliane del maggio – giugno ’47 sono da ricercare nel
governo degli Stati Uniti d’America, presieduto dall’aprile ‘45 da Harry Truman.
Di conseguenza, i tramiti sono Charles Poletti, James Angleton, Philip J. Corso
e,forse, Mike Stern. Non a caso, un documento del 13 agosto ‘47afferma: Il
maresciallo Messe ha assunto la direzione militare di tutto il movimento
anticomunista nel nord Italia (…). Il movimento riceve dieci milioni di lire al
mese dalla Confederazione degli industriali dell’Italia settentrionale (…). Jacini
mantiene costantemente informate le autorità americane sugli sviluppi del
movimento anticomunista.
Altri due dispacci britannici (2 giugno e 5 agosto ’47, spediti da Roma a Londra)
riferiscono ampiamente sui finanziamenti erogati dalla Banca nazionale
dell’agricoltura (Bna) al movimento clandestino monarchico fascista, che punta
alla costituzione “di squadre armate per opporsi alle formazioni comuniste”. Si
fanno i nomi dell’avvocato Carlo Jurghens, presidente della Bna, e del
condirettore della banca, conte Armenise. Il denaro arriva anche ai rappresentanti
dell’Umi (Unione monarchica italiana) con sede a Roma in via Quattro Fontane,
luogo frequentato anche dagli emissari della banda Giuliano. Ed è molto probabile
che sia proprio questa la “fonte unica” a cui attinge il “Nuovo comando generale”
(Far, Eca e Sam) per sviluppare le attività terroristiche del maggio - giugno ’47 in
Sicilia (cfr. i due documenti Sis del 25 giugno ’47, già esaminati). Secondo
Londra, Umberto II (in esilio da un anno a Cascais, in Portogallo) è al corrente
dell’operazione eversiva in atto. Non è casuale che nelle stesse settimane l’ex re
incontri Eva Perón, consorte del presidente argentino Juan Perón, dalla quale
(secondo il giornalista Jorge Camarasa) riceve un grosso quantitativo di pietre
preziose (cfr. il capitolo I del volume Tango Connection, cit.). Il rapporto
britannico del 5 agosto spiega infatti che le formazioni nere cercano di ottenere
finanziamenti, oltre che dalla Bna, anche dagli industriali e dai neofascisti italiani
emigrati in Argentina. Nel ‘47, denaro e armi arrivano in Italia senza problemi. Il
comando militare del Partito nazionale monarchico (Pnm), guidato dal generale
Scala, dispone a Roma di tre depositi d’armi clandestini con seicento mitragliatrici
e cinquemila bombe a mano. Ma l’afflusso di armi inizia nell’autunno ‘46:
I gruppi monarchici hanno ricevuto dall'America del Nord ingentissime somme e
armi di ogni specie. Fra le armi, vi sono dei fucili mitragliatori di nuovo tipo con
cartuccia molto lunga e di grosso calibro. Il morale è elevatissimo. Notizia
assolutamente certa (Sis, b. 43, f. L25/Attività monarchica, 9 ottobre ’46). Le
gravi responsabilità del governo americano nelle vicende eversive italiane
emergono anche da un questionario dei servizi segreti Usa (tradotto in italiano dal
Sis):
Gli elementi che potrebbero opporsi in combattimento contro il comunismo
armato provengono quasi totalmente dai quadri degli ufficiali dell’esercito
regolare, devoti alla monarchia, nonché da elementi fascisti che non si siano
piegati al comunismo (Sis, b. 44, f. LP39/Movimento anticomunista, 17 ottobre
’47).
Il progetto di insurrezione golpista, che doveva innescarsi con l’eccidio di
Portella, poi fallisce perché il Pci e il Psi non reagiscono alla grave provocazione.
Togliatti e Nenni sanno benissimo che la strage altro non è che una gigantesca
trappola destinata ad annientare i partiti storici della sinistra italiana. Già l’8
maggio ’47, il Sis rileva che vi è una spaccatura tra l’Upa e i Far, che diventa
definitiva con la nascita del quarto governo De Gasperi, il 31 maggio ‘47, quando
comunisti e socialisti sono estromessi dal governo. L’Upa avverte che non è più
necessaria una insurrezione violenta perché il “pericolo comunista” comincia
finalmente ad allontanarsi. Non così la pensano i Far, che proseguono imperterriti
sulla strada delle azioni terroristiche che dovranno portare al golpe. Ma è un
pesante atto di disubbidienza nei confronti delle potenti gerarchie eversive della
capitale, uno sgarro che Romualdi e le sue squadre armate pagano a caro prezzo.
Tra il 26 e il 27 giugno ’47 si scatena la micidiale rappresaglia dell’Upa. In poche
ore, in Sicilia, sono massacrati a colpi di mitra Salvatore Ferreri, alias Fra’
Diavolo (il vice di Giuliano), e altri otto banditi. È l’inizio della fine per lo
squadrone della morte monteleprino e per le Sam, l’Eca e i Far.
La sconfitta del “Nuovo comando generale” segna il decollo definitivo dell’Upa
l’organizzazione parallela interna allo Stato che veglierà sulla “minaccia
comunista” per i successivi cinquant’anni - e della destra “istituzionale” dell’Msi
di Giorgio Almirante.
Per concludere sconcertanti risultano le mosse di Alcide De Gasperi.
Durante il suo secondo governo (13 luglio ’46 - 20 gennaio ‘47),si registra la fase
matura degli accordi tra intelligence Usa,clandestinismo neofascista e corpi dello
Stato (ottobre – novembre ‘46). Questi ultimi fanno riferimento al ministero
dell’Interno, al Sim, alla Ps e all’Arma dei carabinieri. È evidente che il Sis
riferisce, per dovere d’ufficio, al ministro dell’Interno, carica ricoperta ad interim
proprio da De Gasperi. Come abbiamo visto,la circostanza è denunciata in quelle
settimane da una serie di preoccupati rapporti top secret redatti a Roma
dall’intelligence britannica.
Mario Scelba diventa ministro dell’Interno con il terzo governo De Gasperi (2
febbraio - 13 maggio ‘47) e tale carica ricopre in maniera ininterrotta fino al ‘54.
Il ministro è perfettamente a conoscenza del retroscena eversivo neofascista che
porta alle stragi siciliane del maggio - giugno ‘47. Le migliaia di rapporti Sis
prodotti nella primavera - estate ’47, e che riconducono in maniera inequivocabile
all’alleanza tra servizi segreti statunitensi, squadre armate neofasciste, Arma dei
carabinieri ed Esercito,sono ovviamente diretti proprio a lui. Tuttavia il 2 maggio
‘47, in piena Assemblea costituente, Scelba pronuncia un accalorato discorso nel
quale nega l’esistenza di mandanti nella strage di Portella della Ginestra,
definendola un fenomeno da collegare all’arretratezza feudale della Sicilia. In
Italia si avvia così una storia fatta di mistificazioni, inganni e omertà istituzionali.
Quella della doppia lealtà, del doppio Stato.
Sono questi gli anni anche in cui il Consiglio Nazionale di Sicurezza americana
emana delle direttive che contengono piani per impedire al Partito Comunista
italiano di poter governare nel nostro paese dopo aver vinto le elezioni, anche a
rischio di una guerra civile. Queste direttive prevedevano finanziamenti e
rifornimento di armi ai gruppi anticomunisti italiani da parte del governo
americano. Essi dovevano darsi da fare per distruggere la rispettabilità del Pci, per
compromettere chi nel Pci aveva cariche pubbliche, per screditare gli sforzi
comunisti durante la seconda guerra mondiale, per gonfiare scandali riguardanti i
leader del Pci, per ridurre il potere della stampa filocomunista.
Per ricostruire la politica americana per l’Italia negli anni cinquanta si è deciso di
servirsi del testo di Leopoldo Nuti “Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra”3.
Il 21 febbraio 1952 il Psycological Strategy Board adottò per l’Italia il piano
Demagnetize, in cui si chiedeva al governo italiano di ridurre l’influenza del Pci,
privandolo delle sue risorse materiali, di ridurre la sua influenza in campo
sindacale, di contribuire a rendere illegali le organizzazioni internazionali
comuniste (pg.14 libro Leopoldo Nuti già citato).

Nell’aprile 1954 lo speciale organo creato dal presidente Eisenhower per


assicurare il coordinamento di tutte le proprie iniziative di politica estera, l’OCB,
approva il memorandum NSC 5411/2 che definiva gli obiettivi e le strategie della
politica americana in Italia. In esso si chiedeva al governo italiano uno scontro più
diretto con il Pci, colpendo la sua base organizzativa, indebolendo la sua forza
politica e finanziaria. Si diceva al governo italiano che senza un suo concreto e
forte impegno anticomunista, sarebbe terminata l’assistenza economica
3Leopoldo Nuti “Gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra” pp.14, 21-22
americana al nostro Paese.
Tutto questo non rimase certo a livello teorico. Si discriminò Pci e Cgil, a favore
di Cisl e Uil, per esempio assegnando le commesse previste dal piano di
assistenza militare MDAP solo a quelle fabbriche nelle quali i sindacati non
comunisti avessero la maggioranza nei consigli di fabbrica. Alla fine del 1954 poi
inizierà l’offensiva anticomunista del governo Scelba, accettando di fatto le
direttive americane contenute nel memorandum Nsc 5411/2 dell’OCB(pgg.2122
libro Leopoldo Nuti già citato).
Alla fine degli anni cinquanta sempre l’Ocb emette un altro rapporto sulla
situazione italiana, una delle sezioni di quest’ultimo è intitolata: “La minaccia di
Enrico Mattei agli obiettivi della politica degli Stati Uniti”.
Tale rapporto discredita pesantemente Enrico Mattei, dipingendolo come un
ricattatore del governo italiano, come un uomo corrotto, ma in realtà lo si vuole
mettere in cattiva luce e indebolire, perché la sua politica di espansione nel settore
chimico e nucleare, i suoi finanziamenti a giornali critici degli Usa e al Psi di
Nenni creano grossi problemi al governo americano. Si ripete anche questa volta
la minaccia al governo italiano che terminerà l’assistenza economica
americana, se esso non si comporta come gli si chiede.
Il governo americano si oppose decisamente a che continuassero sempre alla fine
degli anni cinquanta le interferenze di Gronchi, sul governo italiano per iniziative
di politica estera, considerate negli Usa avventate. Si oppose anche in modo
deciso il governo americano, nello stesso periodo, a qualsiasi ipotesi di apertura
a sinistra da parte del governo italiano.
Per quanto riguarda la prima metà degli anni sessanta è importante porre la nostra
attenzione sugli atti della Commissione Parlamentare sui fatti del giugnoluglio
1964 e in particolare sulla audizione di Ferruccio Parri riportata nel libro terzo
capitolo secondo.
Le domande poste a Ferruccio Parri dal Presidente della Commissione si
concentrarono sull’articolo da lui scritto su Astrolabio il 23 novembre 1969. In
questo articolo Ferruccio Parri denunciava il fatto che c’era stata una riunione
privata del Consiglio di Presidenza della Confindustria e che si era deliberato un
piano di guerra ( potrebbe trattarsi di un piano di battaglia politica o parlamentare
ma anche di un altro genere di guerra), nominando un comitato di difesa affidato
ad Alighiero De Micheli, predecessore di Furio Cicogna alla Presidenza della
Confederazione. Erano stati costituiti sottocomitati a Milano, Torino, Genova,
Bologna, Firenze, Roma, Napoli e raccolti ampi fondi. Era stato incaricato
l'avvocato Carpanini di organizzare nel triangolo industriale nuclei civili di
azione. Alla riunione di Milano era presente, col professor Valletta, il colonnello
Rocca. Si affermava poi che c’era un'altra parte che spingeva ed erano i servizi di
sicurezza americana di Francoforte (probabilmente anche la C.I.A.)
Nella audizione Ferruccio Parri aggiungeva a quanto scritto nell’articolo su
Astrolabio, che già prima dei fatti del giugno-Luglio 1964 sapeva e lo aveva
denunciato pubblicamente che i servizi segreti della Nato avevano l'incarico
soprattutto di vigilare i possibili spostamenti della politica italiana, compresi
quindi gli effetti dell'accesso dei socialisti al potere, nonché sui possibili
spostamenti della politica del Patto Atlantico.
Ferruccio Parri concluse la sua audizione(libro terzo cap.2 pgg.90-92) alla
Commissione Parlamentare sui fatti del giugno-luglio 1964, affermando che:
“Questo particolare dei nuclei d'azione debbo confermare francamente che,
almeno nella mia testa, si ricollega alle notizie purtroppo incomplete che si sono
avute nei riguardi dei nuclei d'azione preparati dal generale de Lorenzo per
appoggiare, se del caso, l'eventuale colpo di forza. Sono su questo piano, anche
perché coincidono con preparativi, con intese note anche per altre fonti, esistenti
soprattutto in Torino, per quanto riguarda questi nuclei d'azione, già preparati,
tenuti pronti, finanziati sempre — mi rincresce — principalmente da Valletta e
allestiti per appoggiare delle possibili azioni. E questo incarico dato dalla
Confindustria non posso dire in che modo preciso si collega, ma rientra peraltro in
tale quadro”.
Ferruccio Parri consegnò al Presidente, che gli stava ponendo domande sul suo
articolo su Astrolabio, uno scritto anonimo, ma secondo lui credibile, in quanto
confermato da altre sue fonti invece non anonime, per rafforzare la sua audizione
in cui si dice:
“1963-1964. I servizi di sicurezza americani sono in stato di allarme, perché si
temono deviazioni da parte dei socialisti per quanto riguarda la politica estera del
nostro Governo. Anche gli ambienti industriali, economici e finanziari sono sotto
pressione. Si diffonde con insistenza la voce di nuove nazionalizzazioni nei campi
delle assicurazioni, zuccheri, farmaceutici, ecc. Si ritiene l'onorevole Riccardo
Lombardi uomo pericolosissimo per l'iniziativa privata e per la proprietà privata.
Si cerca di imbastire trappole per comprometterlo politicamente e moralmente.
Questa iniziativa parte dagli ambienti dell'industria farmaceutica e precisamente
dall'Assofarma. La Confindustria, della quale è presidente Cicogna, cerca di
stringere i tempi per organizzare la difesa. A Milano ha luogo una riunione segreta
del consiglio di presidenza della Confindustria. Nel corso di questa riunione, alla
quale hanno partecipato
Vittorio Valletta e il colonnello Vincenzo Rocca, oltre agli altri consiglieri
dell'associazione, si decide di costituire un comitato di difesa, capitanato dal
dottor Alighiero De Micheli, già presidente della Confindustria.
Tutti gli associati alla Confindustria devono comunque collaborare a questo
comitato con fondi, iniziative, esperienze. Nelle province di Milano, Torino,
Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli vengono costituiti dei sottocomitati. Il
Comitato centrale coordinatore crea una sua segreteria alla cui direzione nomina il
dottor Manzitti, già segretario dell'associazione industriali di Genova. L'avvocato
Ernesto Carpanini (defunto nel 1966), come ex ufficiale dei
carabinieri, è incaricato di organizzare nel triangolo industriale alta Italia nuclei
d'azione.
L'altra parte della storia è nota a tutti.
Concludendo: la storia dell'intreccio tra Pentagono, C.I.A., S.I.F.A.R.,
carabinieri, polizia, industriali, militari, organi di governo, ecc. è una storia
reale che nessuno può negare anche se è difficile produrre prove
documentate. È una storia ancora corrente nel nostro paese”.
Sul sito internet Misteri d’Italia si può trovare, se abbonati,(prima era gratuito
l’accesso a tutta la documentazione) una sintesi dei documenti di varie fonti
americane su quell’estate 1964, nei quali sembra non essere smentito affatto
quanto detto da Ferruccio Parri nella sua audizione più volte citata.

In essi infatti si legge:

“9 GENNAIO 1964, WASHINGTON. Memorandum del segretario di Stato Rusk


al presidente americano Lyndon B. Johnson, alla vigilia della visita del presidente
della Repubblica Antonio Segni: "Come presidente, Segni ha poteri limitati, ma è
l'uomo di punta della più grossa corrente della Democrazia cristiana: la sua
influenza sulla politica italiana è pertanto elevata. Ha ostacolato la formazione del
nuovo Governo di centro-sinistra di Aldo Moro, perché crede che dei socialisti
non ci si possa fidare, sia in politica interna, sia in quella estera. Potrebbe cercare
di convincerla ad assumere un atteggiamento cauto verso il nuovo Governo. E'
pro-americano e con lei riaffermerà la posizione dell'Italia nei confronti
dell'Alleanza Atlantica... Probabilmente Segni cercherà di allacciare un canale di
comunicazione diretto con lei all'insaputa del governo: raccomando di non
prendere impegni.”
20 FEBBRAIO-9 MARZO 1964. Sotto il titolo "Opinioni dei carabinieri italiani e
uomini dell'intelligence sulla situazione politica italiana" i capi Cia a Roma,
stendono resoconti sulle confidenze ricevute dal generale De Lorenzo,
comandante dell'Arma:

II generale ha espresso la sua preoccupazione sulla situazione italiana che si sta


progressivamente deteriorando. Fattori politici ed economici, e l'atteggiamento
supino del governo, stanno provocando scioperi, serrate e dimostrazioni di
massa… Per il generale è ora che leader responsabili facciano scelte responsabili.
Il governo Moro non può andare avanti così. Il Paese finirebbe in mano ai
comunisti e lui, come altri, diventerebbe il "solito esule". E' tempo di fermezza,
finché le forze dell'ordine pubblico, specialmente i carabinieri, sono ancora in
grado di dominare la situazione. Se ci fossero disordini di piazza, verrebbero
affrontati con determinazione, anche a costo di vittime… L'attuale governo
Moro, secondo De Lorenzo, deve cedere il passo ad un ministero retto da Leone,
Merzagora o Taviani, oppure da un "Governo di salvezza nazionale", o persino ad
un altro governo Moro,, ma con impianto e linea d'azione ben definiti… De
Lorenzo avrà un appuntamento il giorno (data cancellata, NDR) con il presidente
Segni per discutere con lui negli stessi termini. Ne ha fissato anche un altro per il
giorno (data cancellata, NDR) con il senatore Merzagora... Il generale si è definito
un uomo paziente, ma ha detto che la sua pazienza si stava logorando.
26 MAGGIO 1964, ROMA. Cablogramma dell'ambasciata americana in Italia al
Dipartimento di Stato. Rapporto su un dopocena tra De Lorenzo, il generale Luigi
Violante, ex addetto militare a Washington, e l'attaché aeronautico americano a
Roma. Gli alti gradi militari sono tutti d'accordo: il modo migliore per eliminare
la minaccia comunista c'è, basterebbe che il PCI organizzasse una rivolta, che
verrebbe subito repressa. Così il PCI verrebbe tolto di mezzo per sempre.
Purtroppo Palmiro Togliatti e i suoi si rendono conto delle conseguenze: per
questo vogliono prendere il potere legalmente.
26 GIUGNO 1964 (giorno delle dimissioni del governo Moro), WASHINGTON.
Nota della Cia (i nomi delle fonti italiane sono cancellati, NDR).
"Qualunque formula di centro-sinistra venga adottata, fallirà inesorabilmente.
L'unica soluzione è il rovesciamento dell'attuale coalizione di governo... Questa
crisi è stata provocata dalla riluttanza della DC di agire contro la sinistra...
Le forze di centro devono capovolgere l'attuale trend e ritornare a un governo di
centro liberal-democratico. Forse ci sarebbe battaglia nelle strade: potrebbe
scorrere sangue... Il generale De Lorenzo ha organizzato una task force di
battaglioni mobili: potrebbero entrare in azione in un'emergenza politica. La
nostra fonte sostiene che De Lorenzo non vuole travalicare il suo potere, ma
soltanto controllare i militari per neutralizzare il tentativo della sinistra di premere
sulla piazza. De Lorenzo sarebbe solo un "kingmaker", nel caso di un ribaltone
politico. Il generale De Lorenzo ha coltivato un rapporto diretto con il presidente
Antonio Segni, guadagnandone la fiducia... Segni rappresenta l'unica figura
politica, nonché autorità costituzionale,che gode d’appoggio pubblico.

26 GIUGNO 1964, VERONA.


Telegramma del Comando Generale della Task – Force dell'Europa Meridionale al
Comandante in capo dell'Esercito americano in Europa:Fonte altamente
attendibile, che non possiamo rivelare per la natura esplosiva delle sue
dichiarazioni, ritiene possibile un coup d'Etat in Italia nel prossimo futuro.
Seguono i dettagli: una manifestazione della destra, a Roma, con la partecipazione
di veterani, feriti ed ex prigionieri di guerra; il ruolo di Pacciardi. Diciannove
giorni dopo, quest'ultima informativa, a metà luglio, Antonio Segni chiama al
Quirinale De Lorenzo e altri generali. La tensione è al culmine. Il giorno dopo, il
16, entra in scena Moro che convoca De Lorenzo, accompagnato dal capo della
polizia Enzo Vicari, a casa di un suo fedelissimo, Tommaso Morlino: presenti
anche Mariano Rumor e i capi dei gruppi DC alla Camera e al Senato, Benigno
Zaccagnini e Silvio Gava.

Argomento della conversazione: l'ordine pubblico in caso di elezioni anticipate.


Subito dopo, il golpe rientra e il 17 luglio i partiti di centro-sinistra raggiungono
l'accordo per dar vita al Moro 2, con un programma che lo stesso Moro,
"interrogato" dalle Br, definirà "edulcorato". Cioè, come voleva De Lorenzo,
annullato.
L'epilogo di questa vicenda è da tragedia greca. Il 7 agosto Segni riceve al
Quirinale Moro e Giuseppe Saragat, ministro degli Esteri. Durante quel colloquio
cade a terra, colto da malore. Si dimetterà in seguito, a dicembre, per grave
infermità.” Gli originali in inglese si possono ritrovare all’indirizzo:
www.state.gov/r/pa/ho/frus/johnsonlb/xii .

Subito dopo i fatti del giugno-luglio 1964 non abbiamo documentazione per
ricostruire cosa accade negli ultimi mesi di quell’anno. Le fonti americane
tornarono sulla situazione politica in Italia a partire dai primi mesi del 1965 e la
documentazione la si può trovare all’indirizzo:
www.state.gov/r/pa/ho/frus/johnsonlb/xii/2243.htm .
Il primo importante documento che ci aiuta a ricostruire a grandi linee ciò che
accade all’inizio del 1965 è la lettera spedita dal Console americano in Italia
all’Ufficiale americano incaricato degli affari italiani del 10 marzo di quell’anno.
In questo documento il Console americano ricorda all’ufficiale sopra citato che il
Partito Comunista italiano deve essere visto come ancora dipendente da Mosca,
ciò aiuterà a tenerlo fuori dal governo. Il console americano attacca la politica di
Pietro Ingrao, afferma che il suo(di Ingrao) recente(al momento in cui è scritta la
lettera) documento dimostra che il Pci è ben lontano dall’essere democratico, che
non è sorprendente che cattolici, Psdi e tutti i partiti di destra italiani hanno
respinto la cooperazione con un partito( il Pci) che è “un lupo travestito da
agnello”.
Il console americano dice all’ufficiale che per gli interessi Usa e gli interessi dei
loro alleati di “libertà” e “democrazia” il Pci rimane inaccettabile almeno fino a
quando i comunisti diverranno completamente “indipendenti”, smantelleranno la
struttura centrale democratica di Lenin, adotteranno e supporteranno programmi
di interesse nazionale, piuttosto che ristretti interessi dottrinali o di potere.
Il console conclude che come sempre bisognerà darsi da fare per tenere il Pci fuori
dal governo e aiutare il governo italiano a fare vedere alla gente italiana che anche
senza i comunisti si riesce a migliorare le condizioni economiche e sociali nel
paese.
Nel marzo e aprile 1965 si fecero insistenti le pressioni dell’Ambasciata Usa in
Italia su Aldo Moro, in quanto all’interno della Dci era cominciato il dibattito su
un eventuale apertura al Pci. S’invocò prima di tutto un intervento forte del
Vaticano e poi dello stesso Moro atto a dimostrare all’interno della Dci che
un’alleanza con il Pci non è necessaria, né compatibile con un buon governo. Se la
Chiesa era sulla linea americana nell’essere contraria ad un accordo Dci-Pci,
Moro andava un po’ convinto su questo, perchè secondo quanto scriveva
l’Ambasciata Usa in Italia al Dipartimento di Stato americano in un paio di
telegrammi in marzo-aprile 1965, egli sosteneva che il Pci era diverso dagli altri
partiti comunisti e che stava facendo cambiamenti per mettersi al passo con i
tempi moderni. Bisognava far capire a Moro e a tutti in Italia che gli Stati Uniti
ritenevano che il Pci era e rimanesse un inaccettabile Partito totalitario.
L’occasione scelta per farlo capire a tutti in Italia che il Pci era totalitario doveva
essere quando Moro di lì a poco sarebbe andato negli Usa in visita. Si sapeva che
Moro sarebbe andato in visita negli Usa a dire che il Pci era indipendente da
Mosca e quindi a parlare di una possibile alleanza futura tra Dci e Pci. La risposta
che gli doveva essere data era che non era vero che il Pci era indipendente da
Mosca.
Esso aveva sempre una filosofia e un’organizzazione marxista-leninista, credeva
sempre nel materialismo,nel determinismo economico,nel centralismo
democratico, nei concetti marxisti di storia e verità e dunque esso era
inconciliabile con le istituzioni democratiche.

Sempre l’Ambasciata Usa sosteneva nei suoi due telegrammi che a Moro si
doveva far capire che il Pci era falsamente democratico, che una volta preso il
potere legalmente vincendo le elezioni avrebbe mostrato la sua vera natura
totalitaria, che mai avrebbe voluto il Pci avere relazioni democratiche con gli altri
partiti italiani e che questa sua falsità(del Pci) nel dirsi democratico era ben chiara
a tutti gli altri leader dei partiti democratici in Italia.

Non abbiamo notizie ulteriori dalle fonti americane che ci permettano di


ricostruire i fatti degli anni 1966 e 1967. Nel 1968 cominciò l’organizzazione del
golpe da parte del gruppo Borghese.
A Battipaglia la polizia sparò e uccise due cittadini italiani che manifestavano alla
fine di Aprile 1969.
Il 29 aprile 1969 ci fu il dibattito alla Camera dei deputati in cui si discuteva la
proposta di togliere le armi alla polizia durante le manifestazioni.
Dci e gli altri partiti erano contrari a tali ipotesi, il Pci favorevole.
L’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano partendo dal tema in
discussione quel giorno denunciò a chiare lettere “disegni ed intrighi autoritari
che possono concepirsi oltreoceano, in ambienti politici, militari e spionistici
americani”. Egli affermò infatti in quello storico discorso inascoltato: “La
situazione è torbida, onorevoli colleghi; evidenti sono le spinte repressive e
reazionarie,le provocazioni e gli intrighi che partono da determinati ambienti
delle classi dirigenti e dell 'apparato dello Stato. Non è facile dire dove queste
spinte possano in ultima istanza condurre. Non si tratta di intessere romanzi,
come talvolta ci si accusa di fare, su presunti pericoli di colpi di Stato . Si
tratta di guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso vi è nella
situazione e di intervenire con decisione, facendo appello , tra l'altro, a quelle
forze legate agli ideali della Resistenza, lealmente impegnate a difendere la
Costituzione, che esistono in ogni settore dell'apparato statale, anche se
spesso sono mortificate e scavalcate dagli elementi più reazionari che si
annidano nei diversi corpi dell'organizzazione dello Stato .Guardare in faccia
a quel che di torbido e pericoloso (pericoloso per lo stesso avvenire
democratico del nostro paese) vi è nella situazione anche in rapporto a
disegni ed intrighi autoritari che possono concepirsi oltreoceano, in ambienti
politici, militari e spionistici americani, e procedere per i canali della NATO,
di quella organizzazione dell 'alleanza atlantica che noi denunciamo come
fonte permanente di limitazione e di insidia per la sovranità e lo sviluppo
democratico del nostro paese .
Denunciò Napolitano poi ancora quel giorno alla Camera l’inerzia della Dc che a
suo parere non si rendeva conto della gravissima situazione in cui versava il
nostro Paese, affermando: “
Ma cosa hanno fatto quegli esponenti della democrazia cristiana che hanno avuto
le massime responsabilità nel governo del partito e del paese, da più di venti anni
a questa parte ,per creare e consolidare un rapporto di fiducia tra istituzioni
democratiche e cittadini ?
Quel patto, che poi si chiama Costituzione ,lo si è per anni e anni ignorato e
calpestato .
Se solo si guardi al decisivo settore dei rapporti fra Stato e cittadini, lo si è
calpestato ogni volta che si è introdotta la discriminazione tra i cittadini e tra i
lavoratori ; lo si è stracciato ogni volta che si è sparato contro lavoratori che
manifestavano in difesa dei loro diritti, ogni volta che si è sparato, come disse
Palmiro Togliatti nel gennaio del 1950 - all'indomani dell'eccidio di Modena -,
condannando a morte ed eseguendo sui due piedi la sentenza, in uno Stato che ha
pur soppresso la pena di morte. Lo si è ignorato , questo patto che si chiama
Costituzione, lasciando passare venti anni senza adeguare al suo spirito e alla sua
lettera i codici, il testo unico di pubblica sicurezza, l 'orientamento delle forze di
polizia, l'ordinamento penitenziario.

E quale sia ancora oggi lo spirito che anima le nostre classi dirigenti, il Ministero
della giustizia, il ministro della giustizia, lo si può dedurre dal fatto che, a quanto
pare ,il primo ed unico provvedimento che dopo la rivolta nelle carceri ha preso la
direzione degli istituti di prevenzione e pena è stato quello di ordinare 6 mila
manganelli per gli agenti di custodia.”
Napolitano continuava il suo discorso poi denunciando notizie di stampa che
riportavano progetti americani di fare anche in Italia un governo “alla
greca”(dittatura dei colonnelli) e affermava:
“Il giornale del partito socialista ha pubblicato mercoledì l 'articolo di un
esponente della resistenza greca, Nicola Nicolaidis : tra l ' altro, vi si cita l'articolo
di una rivista americana in cui si sostiene che, per la costante tendenza
dell'elettorato italiano a spostarsi a sinistra, molti osservatori d ' oltreoceano
ritengono giunto il momento di creare a Roma un governo simile a quello della
Grecia.

Saremmo curiosi di sapere se l 'onorevole Nenni, ministro degli esteri, ha fatto


qualche passo per appurare chi siano i veri ispiratori delle notizie riportate da
questa rivista americana e per protestare per la pubblicazione di simili articoli su
riviste che si dicono legate al Pentagono e alla CIA . In ogni caso, non è difficile
cogliere, onorevoli colleghi, l'obiettivo immediato della misteriosa catena di
attentati, delle provocazioni poliziesche, della campagna furibonda di una parte
della stampa : esso è (come ha scritto l'organo socialista) di « creare disordine per
pretendere l 'ordine ,di allarmare per chiedere sicurezza, di provocare per ottenere
la reazione » . Ed è, aggiungiamo noi, quello di creare un clima di confusione
attorno allo stesso sviluppo delle lotte dei lavoratori, di determinare una sterzata a
destra nella vita politica italiana, di spostare in ogni caso ancora più a destra l'asse
della politica governativa .”
Infine Napolitano concludeva cercando di rilanciare un dialogo tra comunisti e
democratici per uno sviluppo dei principi e del tessuto della Costituzione Italiana
affermando:
“Tra le carte che ci ha lasciato un nostro caro e forte compagno, che fu uno dei
protagonisti dell 'Assemblea Costituente e che certo chi di voi abbia ascoltato in
questa aula non avrà dimenticato, Renzo Laconi, abbiamo trovato degli appunti di
un suo saggio sulla Costituzione,in cui egli, appunto, contestava confusioni ed
equivoci di questa natura e confutava l'idea che il fatto storico che sta dietro la
Costituzione consista sostanzialmente in una sorta di restaurazione in forme
repubblicane della macchina statale prefascista . «
Questa interpretazione - scriveva Laconi – corrisponde indubbiamente alla realtà
storica che si è andata sviluppando in Italia dal 1948 ad oggi e può anche servire
come criterio di ricerca per l'interpretazione della costituzione che vige oggi di
fatto nel nostro paese .
Ma è priva di qualunque serietà e consistenza scientifica ed è del tutto antistorica
quando la si voglia estendere al periodo della Costituente e soprattutto quando la
si voglia adoperare come criterio interpretativo della nostra Costituzione scritta » .
Noi riteniamo che problema fondamentale resti quello di una attuazione e di uno
sviluppo pieno e conseguente, secondo una concezione dinamica ed aperta, dei
principi e del tessuto della Costituzione repubblicana.
In secondo luogo, desidero dire che noi avvertiamo l 'esigenza di uno sforzo
comune per individuare i punti di attacco ed i nodi concreti più urgenti di un
impegno di rinnovamento che non può non coinvolgere insieme lo Stato e la
società civile, le istituzioni e le strutture economiche e sociali e gli indirizzi della
politica economica e sociale .
In terzo luogo, diciamo chiaramente ai rappresentanti della sinistra di base della
democrazia cristiana che un discorso come quello che si è aperto a Firenze non si
può portarlo avanti avallando nello stesso tempo in seno al Governo e addirittura è
il caso del -l'onorevole De Mita - in seno al Ministero dell'interno una politica che
si sviluppa in una direzione contraria ed opposta .
Si può ritenere che un processo come quello auspicato che conduca ad una
collaborazione di forze di sinistra e democratiche per il rinnovamento dello Stato
e della società italiana, per il consolidamento e lo sviluppo della democrazia si
profili più o meno lungo ; ma occorre cominciare con il metterlo in moto, questo
processo, sconfiggendo le tendenze opposte che così clamorosamente prevalgono
nell'attuale Governo.
Occorre lavorare - abbiamo detto nella recente sessione del nostro comitato
centrale - anche se non è pronta una nuova maggioranza,perché si sviluppino
davvero, dentro e fuori le assemblee elettive, nuovi rapporti fra le forze di sinistra
e democratiche e perché si vada verso governi aperti alle esigenze che
scaturiscono dai movimenti di contestazione e di lotta e ai contributi che possono
venire da tutte le forze sociali e politiche progressiste .
Le condizioni per procedere su questa strada sono oggi ben più mature che nel
1964, e bisogna con fiducia e con coraggio affrontare sia quelle prove di forza, sul
terreno democratico, con la conservazione e la reazione che si rendessero
indispensabili, sia quello sforzo di ristrutturazione della sinistra italiana che noi
pure riteniamo necessario . Con fiducia, con coraggio occorre procedere – questo
mi è sembrato il senso del recente documento della sinistra socialista – su quella
che, come ha affermato il compagno Riccardo Lombardi nel dibattito sui fatti di
Battipaglia, non può essere una via indolore, un itinerario di operazioni indolori .
Ebbene, un banco di prova, quello del disarmo della polizia – aspetto importante
del problema essenziale del rapporto tra Stato e cittadini – è stato disatteso da
quelle forze del partito socialista e della democrazia cristiana che ritengono
ancora di poter conciliare posizioni critiche e propositi di resistenza con la
permanenza nell'attuale Governo . Un importante banco di prova è stato
disatteso ,dicevo, una importante occasione è stata mancata; e il tempo stringe,
invece, per una chiara e coerente assunzione di responsabilità ,per una netta e
definitiva dissociazione dalla politica di questo Governo.”

Rimase inascoltato l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.


Pochi mesi dopo ci furono poi gli attentati ai treni e il 12 Dicembre 1969 ci fu la
strage di Piazza Fontana.
Dopo un lungo iter giudiziario la Cassazione nel 2005 ha assolto tutti gli imputati,
le vittime della strage di Piazza Fontana dopo quasi 45 anni non hanno verità e
giustizia.
Nel 1970 a Dicembre ci fu il tentato golpe Borghese2. Si è spesso fatto riferimento alla
eventuale dimensione internazionale dell'abortito colpo di Stato del '70. Documenti
declassificati negli anni 1990 dagli USA sembrano confortare tale supposizione.
L'ambasciatore americano a Roma, Graham Martin, il 7 agosto 1970 aveva inviato un
rapporto al Dipartimento di Stato su una conversazione intercorsa con un uomo d'affari
suo compatriota (il già nominato Hugh Fenwick?). Il businessman era stato avvicinato
da Adriano Monti, il quale —delineato per sommi capi il progetto del golpe Borghese—
aveva cercato di sondare l'atteggiamento che l'amministrazione statunitense avrebbe
assunto nei confronti degli insorgenti. Monti, che ha pure lui vittoriosamente superato il
processo penale per la vicenda di cui trattiamo, ha concordato in un suo libro sulla
concretezza dei propositi di Borghese, nonché sul sostanziale placet degli Stati
Uniti.Nei primi mesi del 1970, su istruzioni di Borghese ed Orlandini, Monti era volato
a Madrid, dove aveva conferito con Otto Skorzeny - un uomo delle SS che poi era
divenuto una pedina di primo piano della cosiddetta "rete Gehlen”. Skorzeny, ben
introdotto presso la CIA, dichiarò che gli USA non avrebbero obiettato sull'ipotesi
golpista, purché l'instauranda giunta militare avesse espresso prontamente una
leadership "centro-democratica", conforme ai gusti dell'opinione pubblica e del
Congresso statunitensi. Dopo questo colloquio preliminare, Monti —per il tramite del
famoso "uomo d'affari americano"— ottenne un abboccamento con Herbert Klein,
all'epoca collaboratore di Kissinger che dettò le condizioni alle quali il governo USA
non avrebbe contrastato l'azione eversiva:
1.dovevano rimanervi estranei civili e militari americani dislocati in basi NATO;
2.dovevano invece prendervi parte tutte e tre le forze armate dell'epoca, con espressa
menzione dei carabinieri;
3.arrivato a buon fine il colpo di Stato, il potere provvisorio doveva essere assunto da un

2 http://it.wikipedia.org/wiki/Golpe_Borghese#cite_note-49
politico DC, che riscuotesse il gradimento americano e si prodigasse ad organizzare
nuove elezioni politiche entro un anno;
4.tali elezioni, pur essendo in linea di principio "libere", non avrebbero contemplato liste
comuniste, né di estrema sinistra, escludendo anche formazioni di analogo
orientamento, ancorché "sotto mentite spoglie".

Monti dichiarò che il democristiano designato al descritto ruolo di traghettatore era


Andreotti, pur precisando di ignorare se questi fosse informato e/o favorevole riguardo
ad un simile disegno. Concludendo, sulla scorta degli elementi ad oggi non secretati, si
può affermare con sicurezza che gli USA conoscessero preventivamente le intenzioni
del principe Junio Valerio, mentre bisogna sospendere il giudizio sull'ipotesi di una loro
partecipazione attiva. Un rapporto dei servizi segreti, allegato ai lavori della
commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, afferma che i golpisti erano in contatto
con membri della NATO, tanto che quattro navi NATO erano in allerta a Malta.

L'11 agosto 1971 il settimanale comunista «Giorni – Vie Nuove» pubblica un intervento
in cui Aldo Moro attribuisce un ruolo positivo all’impegno svolto dal Partito comunista
all’interno delle istituzioni e si mostra preoccupato dell’avanzata delle destre, in cui
intravede una minaccia per la stessa esistenza della Democrazia cristiana.

Il 31 maggio 1972 esplode una autobomba a Peteano, muoiono tre carabinieri e altri due
restano gravemente feriti. L'undici agosto 1994 il quotidiano Repubblica scrive che il
giudice Carlo Mastelloni aveva accusato un agente della Cia, il servizio segreto Usa, di
avere avuto un ruolo nella strage di Peteano dove, nel ' 72, morirono dilaniati da una
bomba tre carabinieri. Il magistrato ha inviato un rapporto alla procura della Repubblica
di Venezia e a quella di Trieste in cui ipotizza per Edward Mac Gettigam, in servizio al
centro di Roma nei primi anni Settanta, il reato di concorso in strage. A collegare l'
agente segreto americano all' attentato per il quale sono già stati condannati all'
ergastolo i neofascisti Vinciguerra e Cicuttini, sarebbe il deposito di armi di Gladio di
Aurisina. E per lo stesso motivo il giudice cita i nomi anche di tre ufficiali del servizio
segreto italiano, i generali Fortunato, Serravalle e Cavataio, all' epoca responsabili delle
strutture del Sid cui faceva riferimento Gladio.

Il 21 ottobre 1972 varie bombe furono disseminate lungo la linea ferroviaria


RomaReggio Calabria percorsa dai treni che portano gli operai metalmeccanici
(impegnati nella vertenza per il rinnovo del contratto della categoria) alla conferenza
organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Catanzaro sullo sviluppo del Mezzogiorno. Nel 1973
gli Usa facevano pressioni sul governo italiano affinchè accettasse di curare gli interessi
americani in Libia.3

Il 17 maggio 1973 alla celebrazione del primo anniversario della morte del commissario
Luigi Calabresi partecipa anche il ministro dell’Interno Mariano Romor. Gianfranco
Bertoli, sedicente anarchico che appartiene invece al gruppo eversivo neofascista Rosa
dei venti, lancia una bomba contro la questura di Milano provocando quattro morti e 53
feriti. La Rosa dei venti4 fu un'organizzazione segreta italiana di stampo neofascista,
collegata con ambienti militari nel 1973 e individuata alla fine di quell'anno dalla
magistratura. Quasi certamente legata la Rosa dei Venti ad un tentativo di colpo di Stato
del 1973, aveva un probabile legame con i servizi segreti della Nato. Arnaldo Forlani a
La Spezia nel Novembre 1972 disse pubblicamente che vi erano prove che la vicenda
fosse «il tentativo forse più pericoloso che la destra reazionaria abbia tentato e portato
avanti dalla Liberazione ad oggi». Amos Spiazzi nei verbali del 4 e 12 maggio 1974
disse che ricevette un ordine di un suo superiore militare appartenente
all’organizzazione di sicurezza delle forze armate, che non ha finalità eversive ma si
propone di proteggere le istituzioni contro il marxismo. Questo organismo non si
identifica con il SID. Non ne facevano parte solo militari ma anche civili, industriali e
politici. soltanto un vertice conosce tutto e ai vari livelli si rinvengono dei vertici
parziali. Tale organizzazione è militare, ma ce n’è una parallela di civili. Al vertice
dell’organizzazione militare stanno senz’altro dei militari. L’organizzazione serviva a
garantire il rispetto del potere vigente e dei patti NATO sottoscritti riservatamente,
nonché del regime sociale ed economico indotto da tali strutture. La filosofia ispiratrice
è quella dell’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale inteso come immutabile,
mobilitato permanentemente contro il comunismo e finalizzato ad impedire l’ascesa alla
direzione del paese da parte delle sinistre.

A Brescia, in Piazza della Loggia, il 28 maggio 1974 fu indetta una manifestazione


sindacale e antifascista. Esplode una bomba: 8 morti e 101 feriti. La strage, rivendicata
da un’organizzazione neofascista denominata Ordine nero.
3 Documento Ambasciata Usa a Roma http://www.strageustica.altervista.org/pagina14.html
4 http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_dei_venti_%28storia%29
La Cassazione ha disposto l'annullamento delle condanne dei neofascisti Maggi e
Tramonte e ha ordinato che vengano nuovamente processati dalla Corte di Appello. Il 9
agosto 1974 esplode una bomba sul rapido Roma-Monaco Italicus, all’altezza della
stazione di San Benedetto Val di Sambro sulla tratta Firenze-Bologna: 12 morti e 48
feriti. L’attentato, rivendicato dall’organizzazione eversiva neofascista Ordine nero. Ai
funerali delle vittime, contestata la presenza delle autorità dello Stato e del governo. Sul
Corriere della Sera del 19 aprile 2004 5 Maria Fida Moro, figlia di Aldo Presidente della
DC ucciso dalle Brigate rosse, rivela che il padre doveva prendere l'Italicus il giorno
della strage ma fu fatto scendere per firmare carte importanti. Nel 1976 viene elaborato
un altro progetto di golpe67 in Italia sempre con l'obiettivo di rimuovere il Pci o di
prevenirne l'ascesa al potere, golpe che poteva arrivare presumibilmente dalle forze di
destra, con l'appoggio dell'esercito e della polizia. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse a
Roma uccidono gli uomini della scorta di Moro e lo rapiscono.
Il 24 gennaio 1983 i giudici della 1/a Corte d'Assise (presidente Severino Santiapichi)
emettono la sentenza del processo per la strage di via Fani e il rapimento e l'uccisione di
Aldo Moro. Il processo unifica i procedimenti Moro-uno e Moro-bis. La sentenza
condanna all' ergastolo 32 persone: Renato Arreni, Lauro Azzolini, Barbara Balzerani,
Franco Bonisoli, Anna Laura Braghetti, Giulio Cacciotti, Raffaele Fiore, Prospero
Gallinari, Vincenzo Guagliardo, Maurizio Iannelli, Natalia Ligas, Alvaro Loiacono,
Mario Moretti, Rocco Micaletto, Luca Nicolotti, Mara Nanni, Cristoforo Piancone,
Alessandro Padula, Remo Pancelli, Francesco Piccioni, Nadia Ponti, Salvatore
Ricciardi, Bruno Seghetti, Pietro Vanzi, Gian Antonio Zanetti, Valerio Morucci, Adriana
Faranda, Carla Maria Brioschi, Enzo Bella, Gabriella Mariani, Antonio Marini e
Caterina Piunti. Il 14 marzo 1985 la Corte d' Assise d'appello conferma 22 condanne all'
ergastolo. Ridotta la pena per Natalia Ligas, Mara Nanni,
Gian Antonio Zanetti, Valerio Morucci, Adriana Faranda, Carla Maria Brioschi, Enzo
Bella, Gabriella Mariani, Antonio Marini e Caterina Piunti. Il 14 novembre 1985 la
5 http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/04_Aprile/19/Moro_italicus.shtml
6 http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/documenti-foreign-office-1/
documentiforeignoffice-1/documenti-foreign-office-1.html
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/documenti-foreign-office-
7 /documentiforeign-office-2/documenti-foreign-office-2.html
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/documenti-foreign-office1/documentiforeign-
office-3/documenti-foreign-office-3.html
Cassazione conferma quasi intergralmente la sentenza, tranne per le posizioni di 17
imputati minori per i quali si chiede la rideterminazione della pena. Il 12 ottobre 1988 si
conclude con 153 condanne (26 ergastoli e 1.800 anni complessivi di detenzione) e 20
assoluzioni il processo denominato «Moro-ter», riguardante le azioni delle Br a Roma
tra il 1977 e il 1982. La 2/a Corte d'Assise
(presidente Sergio Sorichilli condanna all'ergastolo Susanna Berardi, Barbara Balzerani,
Vittorio Antonini, Roberta Cappelli, Marcello Capuano, Renato Di Sabbato, Vincenzo
Guagliardo, Maurizio Iannelli, Cecilia Massara, Paola Maturi,
Franco Messina, Luigi Novelli, Sandra Padula, Remo Pancelli, Stefano Petrella, Nadia
Ponti, Giovanni Senzani, Paolo Sivieri, Pietro Vanzi, Enrico Villimburgo, i latitanti Rita
Algranati e Alessio Casimirri e gli imputati in libertà per decorrenza dei termini di
detenzione Eugenio Pio Ghignoni, Carlo Giommi, Alessandro Pera e Marina Petrella. Il
6 marzo 1992 la terza Corte d' Assise d' appello conferma la condanna all' ergastolo per
20 imputati del processo 'Moro-ter'. Pena ridotta per Alessandro Pera, Eugenio
Ghignoni, Paola Maturi e Franco Messina e ad altri due imputati. Il 10 maggio 1993 una
sentenza della prima sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Arnaldo
Valente) conferma le condanne emesse in appello per gli imputati del Moro-ter.
Annullata, con rinvio ad altra sezione penale della corte d' appello di Roma, solo la
sentenza nei riguardi di Eugenio Ghignoni, condannato in appello a 15 anni.
Il 1° dicembre 1994 il processo «Moro-quater», che si occupa di alcuni risvolti del caso
non risolti dai processi precedenti e di alcuni episodi stralciati dal Moro-ter, si conclude
con una sentenza della prima Corte di Assise (presidente Severino Santiapichi) che
condanna all' ergastolo Alvaro Loiacono, in carcere in Svizzera per altre vicende,
riconosciuto colpevole di concorso nel rapimento e nell' uccisione dell' ex presidente
della Dc Aldo Moro e di altri omicidi. Il 3 giugno 1996 la sentenza è confermata dai
giudici della Corte di Assise di appello di Roma e, il 14 maggio 1997, dalla Cassazione.
Il 16 luglio 1996 i giudici della seconda Corte d'Assise emettono la sentenza del
processo Moro-quinquies e condannano all' ergastolo Germano Maccari per concorso
nel sequestro e nell' omicidio di Aldo Moro e nell'eccidio della scorta e Raimondo Etro
a 24 anni e sei mesi. Il 19 giugno 1997, in appello, la pena per Maccari è ridotta a 30
anni. La Cassazione disporrà un nuovo processo e il 28 ottobre 1998 la nuova sentenza
d'appello condanna Maccari a 26 anni ed Etro a 20 anni e 6 mesi. La condanna per Etro
diventa definitiva nel 1999, mentre Maccari sarà di nuovo processato in appello e la sua
pena ridotta a 23 anni.

Il 1980 fu un anno drammatico per l'Italia8: furono uccisi Pier Santi Mattarella,
Presidente della Regione Sicilia dalla mafia il 6 gennaio, tre funzionari dalle Br l'8
gennaio, Vittorio Bachelet dalle Br il 12 febbraio, Walter Tobagi dalle Br il 28 maggio,
il giudice Mario Amato dai Nar il 23 giugno, ci fu la strage di Bologna il 2 agosto nella
quale morirono 83 persone e i feriti furono 200, a Dicembre le Br uccidono il direttore
sanitario delle carceri Giuseppe Furci e il generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi. La
sera del 27 giugno 1980 il Dc9 Itavia decollato dall'Aeroporto di Bologna con due ore
di ritardo dopo buona parte del viaggio senza alcun problema scompare dagli schermi
radar alle 20.59 orario locale italiano. Per quanto riguarda la politica interna italiana ci
fu il 15 febbraio 1980 il congresso della DC dove fu fatto segretario Flaminio Piccoli,
nel quale si escluse nel cosiddetto “preambolo” ogni alleanza nel presente e per il futuro
con il PCI ma ci fu un'apertura ai socialisti di Craxi; il 19 marzo 1980 cadde il primo
governo Cossiga; il 20 aprile 1980 ebbe la fiducia del Parlamento e cominciò l'era del
secondo governo Cossiga con al Ministero della Difesa il craxiano Lelio Lagorio; il 27
settembre 1980 cadde il secondo governo Cossiga; il 29 ottobre 1980 entrò in carica il
governo Forlani; a novembre 1980 ci fu il terremoto dell'Irpinia, per la ricostruzione
furono stanziate grosse somme di denaro, le quali scomparvero nel nulla, portando negli
anni successivi allo scoppiare di gravi scandali politici; a Dicembre 1980 scoppiò lo
scandalo che coinvolge il Ministro Bisaglia per i petroli e i finanziamenti a Pecorelli.
Per quanto riguarda la situazione internazionale nel Chad nel 1980 ci fu la seconda
battaglia N'djamena9 tra Libici e Francesi per il controllo del Paese. I francesi assunsero
il controllo della città di Faya, il presidente del Ciad Gourkouni allarmato dall'accaduto
firmò il 15 giugno 1980 un trattato di amicizia con la Libia. Il trattato prevedeva che la

8 http://cronologia.leonardo.it/storia/a1980.htm
9 http://en.wikipedia.org/wiki/Chadian-Libyan_conflict
Libia avesse mano libera in Ciad, che la Libia e il Ciad avessero una comune difesa, che
una minaccia contro uno dei due Paesi era una minaccia anche contro l'altro Paese. La
tensione tra libici e francesi nell'estate 1980 per quanto avveniva in Chad era alle stelle.
A Gennaio 1980 ci fu l'invasione dell'Afghanistan da parte dei sovietici, la tensione
Urss Usa fu altissima per tutto l'anno. In Iran gli Usa per salvare i 52 ostaggi tenuti
prigionieri nell'ambasciata di Teheran avviarono l'operazione segreta Eagle Claw 10 il 24
aprile 1980, la quale fallì clamorosamente. Nonostante che Carter fosse determinato a
liberare gli ostaggi prima della fine del suo mandato, essi furono liberati solamente nel
1981 quando Presidente degli Usa era Ronald Reagan. Carter in persona annunciò il 25
aprile 1980 il fallimento della missione per liberare gli ostaggi nell'ambasciata di
Teheran e che erano caduti 8 soldati appartenenti alla Us Air force e ai Us Marine
Corps. In Polonia dal 25 al 29 giugno 1980 era in visita dal ministro della difesa
polacco Jaruzelski il ministro della difesa francese Yvon Bourges 11, nell'agosto 1980 ci
furono tutta una serie di scioperi nei cantieri navali di Danzica, Lech Walesa fondo'
Solidarnosc, organizzazione sindacale che poi fu perseguitata nella dittatura del
generale Jaruzelski. La tensione tra gli Usa e Gheddafi era altissima, nel 1979 gli Usa
avevano iniziato a considerare la Libia tra gli “stati canaglia” dopo l'attacco
all'ambasciata Usa a Tripoli nel Dicembre 1979.12
Anche un'attenta lettura di testi di storici come Tranfaglia e Ginsborg13 è
importante come la lettura della cronaca per poter comprendere soprattutto la
situazione dell'Italia dalla metà degli anni settanta al 1980 quando viene commessa
la Strage di Ustica, i due storici scrivono nei loro manuali che l'Italia in quegli anni
attraversò una profonda crisi sia economica, sia politica, era un Paese in recessione
con la democrazia bloccata. La DC era ferma sulla politica dell'anticomunismo, gli
Usa continuavano a chiedere che i comunisti fossero tenuti fuori dal governo dei
Paesi occidentali, furono gli anni dei governi DC e Psi di Craxi e del terrorismo
rosso e nero che insanguinò continuamente il Paese. Anche in quel periodo storico

10 http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Eagle_Claw
11 http://www.lemonde.fr/archives/article/1980/06/26/m-bourges-en-visite-officielle-de-quatrejoursen-
pologne_2804265_1819218.html?xtmc=yvon_bourges&xtcr=422
12 http://en.wikipedia.org/wiki/Libya%E2%80%93United_States_relations
13 Tranfaglia N. (2010), Anatomia dell'italia Repubblicana 1943-2009, (Firenze),Passigli Editori, pp.132-154
Ginsborg P. (2006), Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, (Torino), Einaudi Editore pp. 546-576
la Costituzione del 1948 non fu applicata se non parzialmente, la richiesta di
cambiamento della politica da parte di fasce della popolazione italiane restò
inascoltata, così si aggravò sempre di più la crisi della scuola, dell'università, della
sanità, aumentò la disoccupazione e l'inflazione. Si acuirono le tensioni
economiche e sociali, i conflitti politici resero particolarmente precarie le relazioni
internazionali, furono celebrati dai craxiani al governo con la DC, al potere
unicamente i valori dell'imprenditorialità, del consumismo e dell'individualismo.
Gli storici Vidotto e Sabbatucci nel loro manuale14 di Storia contemporanea
dell'Italia dedicato al secolo del Novecento pongono la loro attenzione sulla
stagione delle stragi prima di Ustica (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus)
e sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, successiva alla strage di Ustica, stragi
commesse dai fascisti supportati da uomini dei servizi, ma rimaste le vittime di
esse senza verità giudiziaria. Secondo Sabbatucci e Vidotto la responsabilità della
politica fu quella di non sapere indirizzare l'azione dei servizi segreti, di non porre
rimedio a una loro inefficienza accompagnata da vere e proprie deviazioni e
l'immagine di uno Stato minato dalla corruzione politica, il terrorismo di destra, la
psicosi del golpe furono tra i fattori della nascita del terrorismo di sinistra.
Sabbatucci e Vidotto nel loro manuale di Storia dedicato al Novecento per
completare il quadro della situazione interna italiana mettono in evidenza la crisi
del Pci con perdita di consensi alle elezioni politiche all'inizio degli anni ottanta.
Lo storico Silvio Lanaro nella “Storia dell'Italia repubblicana” non scrive di
quanto accaduto nell'estate 1980 come lo storico Aurelio Lepre nel suo libro
“Storia della prima repubblica. L'italia dal 1942 al 1994”. Lepre si sofferma
brevemente a scrivere sulla strage di Piazza Fontana, il golpe Borghese e
l'omicidio Moro. Lepre si sofferma sull'acuirsi dello scontro UsaUrss a fine anni
settanta e inizio anni ottanta, sulla crisi energetica nell'Europa Occidentale.
Nemmeno lo storico Piero Craveri nel libro “La Repubblica dal 1958 al 1992”
scrive di quanto accaduto nell'estate 1980, scrive della vicenda a metà anni
sessanta del generale De Lorenzo, dei rapporti degli Usa con le nostre forze armate
e i nostri servizi, della vicenda di Gladio. Lo storico Francesco Barbagallo nel

14 Sabbatucci G. Vidotto V. (2008), Il mondo contemporaneo. Dal 1948 a oggi, Laterza pp.398-401
libro “Storia dell'Italia repubblicana” scrive di quanto accaduto nell'estate 1980 ma
limitatamente alla strage di Bologna. Lo storico Pietro Scoppola nel libro “La
Repubblica dei partiti” scrive soprattutto degli anni quaranta e cinquanta. Di
questo testo di Scoppola quello che è importante sottolineare è la sua analisi sui
partiti, i quali secondo lo storico hanno impedito lo sviluppo di una vera e
compiuta democrazia.
Capitolo 2 Lo studio degli atti processuali
Nella prima parte della ricerca si sono letti i documenti su stragi80.it della
relazione della Commissione Luzzatti, Pisano, requisitorie Pm, Sentenza
ordinanza Priore, perizie, processo e sentenza primo grado, appello, Cassazione
contro generali Ferri Bartolucci Tascio e Melillo:

La relazione della Commissione Luzzatti


La relazione dello Sma gen. Franco Pisano
Le requisit orie e le conclusioni dei P.M. Nebbioso, Roselli e Salvi
La sentenza-ordinanza e le conclusioni del G.I. Rosario Priore
Le perizie dell’istruttoria

Le trascrizioni del processo di I grado

Le udienze del processo di I grado (audio)


La sentenza e le motivazioni del processo di I grado
La sentenza e le motivazioni del processo di II grado
La sentenza della Cassazione

Successivamente si sono studiate le sentenze dei processi civili :

Le sentenze dei tribunali civili

Questa è una scheda lettura della documentazione piu' importante:


Commissione Luzzatti Relazione conclusiva La relazione della Commissione Luzzatti
p 43 no cedimento strutturale p 44 caccia assassino velocità 700 nodi p 46 esclusa
collisione p 57 no effetti bomba su corpi vittime

Commissione Pisano La relazione dello Sma gen. Franco Pisano p 9 no velivoli stranieri

armati ed eccezioni p 27 non è stato possibile ricostruire attività caccia Usa di


Aviano, Sigonella,Capodichino
Requisitorie PM Le requisitorie e le conclusioni dei P.M . Nebbioso, Roselli e Salvi
p 20 si tesi missile commissione blasi p 32 testa continuos rod missile esplosivo
tnt t4 p 91 interruzione voice recorder p 93 indagine frattografica p 140 fori
bagagliaio non di missile p 141 sferette non interessate da fenomeni esplosivi

Sentenza ordinanza Priore La sentenza-ordinanza e le conclusioni del G.I. Rosario Priore


p 259 Loi volo Tripoli Varsavia ai limiti della FIR devia verso est in direzione
Malta p 289 Tascio c'era traffico intenso su Ponza p 355 Licola risponde a
Martinafranca di non aver controllato traffico americano p 368 ag266 alle 1900z
a 30 miglia sud incidente velocità 600 nm p 383 manovre Nato fino alla Strage di
Ustica p 458 telefonata Ciampino Ambasciata Usa a Roma l'esercitazione ce
l'avevamo noi p 475 Acp160 le chiavi per leggere e interpretare i tracciati radar
inattendibili p 503 plottaggio dc9 le157 p 524 aa464 ll464 percorsi p 565 missione
Awacs in volo p 567 LL013 no decollo in registro voli Grosseto p 569 Ciotti
Awacs traccia LL004 p 647 Bonifacio tesi ammaraggio depistaggio p 668
esercitazione f104 Grosseto a Villafranca p 671 mix433 a Villafranca ore 1719
zulu p 673 il comandante Palagi non si è allontanato dal dc9 fino all'arrivo del
pilota Gatti p 680 ritardo dc9 non è a causa temporale p 686 terzo volo caccia di
Grosseto non si sa a che ora realmente è atterrato, potrebbe essere quello di
Naldini e Nutarelli p 690 f111 in operazione contro Gheddafi p 765 pd 808 Pratica
di Mare in volo p 802 5 caccia militari decollati da golfo di Napoli senza piano di
volo 1710 1750 zulu p 822 esercitazione aeronavale Nato p 840 piloti di Cameri a
Decimomannu p 1099 ultima posizione ag266 p 1182 raggio azione Mig 500
miglia p1191 agenda Ferracuti p 1200 Arpino AM Italia non conosceva
esercitazioni in acque internazionali Usa, francesi e Nato, Mig 23 plausibilissimo
volasse in data diversa del 18 luglio per avvantaggiare Usa nella conoscenza
velivolo p 1464 Gheddafi in viaggio verso la Polonia torna indietro e vira verso
Malta p 1478 Solenzara era chiusa, non c'erano caccia francesi in volo p 1486
portaerei francesi Foch e Clemenceau a Tolone p 1533 Saratoga Ship's deck log 5
turni annotazioni scritti da unica mano p 1871 inglesi non coinvolti p 1872
israeliani tedeschi non coinvolti p 1919 l'arma secondo commissione Blasi è uno
Sparrow p 1941 foro prodotto da barra testa di guerra di missile p 1944 missile
sidewinder come arma della strage o paesi dell'est p 1954 sidewinder aim9b
escluso sidewinder aim9l escluso sparrow aim7e escluso p1955 missile usato per
commissione Blasi p 2017 missile atoll primo tipo possibile arma strage
p 2160 firma Notarnicola falsa p 3193 tracce LG475 e LL013 traccia LL464 p
3196 traccia dc9 p 3197 traccia AA433 p 3260 traccia ll407 remoto Marsala
passata da Poggio Ballone p 3332 tracce Lk477 e ag266 p3358 traccia in
avvicinamento a Pratica di Mare PR5 p3443 traccia pr5 volo da trasporto militare
o elicottero pratica di mare per perizia dalle mese p 3529 3530 aa433 perito di
marco am italia p 3864 aa433 caccia di grosseto fuori da zona delta si immette in
ambra 14 dove arriva il dc9 p 3978 3979 ipotesi mig 25 caccia assassino p 4157
Centro di Verona Mig caduto Giugno 1980 p 4339 4440 prova scoppo aspide
selenia su rottami mig 23 mai avvenuta p 4443 mig foracchiato p 4510 mig
posseduto dagli americani p 4512 mig abbattuto p 4572 demarcus su dettori p
4575 dichiarazioni dettori a demarcus p 4944 aa433 f104 grosseto rotta coincide
in tempo e spazio con quella del dc9 p 4945 scenario radar Ciampino 1839 1843z
p 4952 distruzioni prove p 4956 distruzioni prove a licola p 4957 sparizioni prove
a Marsala p 4957 sparizioni prove a Siracusa p 5008 sparita la documentazione
radar e le comunicazioni tbt di Poggio Ballone

Sintesi perizie fino a p 4068 Sentenza ordinanza Priore Le perizie dell’istruttoria

Stassi, Albano, Magazzù e La Franca 7 luglio 1980:


L’ipotesi di un cedimento strutturale dovuto, per esempio, a fatica o corrosione, non si può certo
escludere.
Esplosione a bordo. Anche per questo possibile evento, dovuto sia a esplosivi propriamente detti che
ad esplosivi impropri, non esistono allo stato, dalle analisi finora condotte sui cadaveri e sui relitti,
elementi che possano in alcun modo orientare in tal senso
Collisione in volo. Dalle indagini finora condotte sui cadaveri, sui relitti e sui dati dei radar, non
risultano evidenze di collisione in volo
Azione offensiva esterna volontaria o involontaria
Anche questa ipotesi, teoricamente non escludibile, non è per il momento suffragata da alcun
consistente elemento oggettivo.
Relazione Commissione Luzzatti:
Per quanto sopra esposto, l’ipotesi di cedimento strutturale spontaneo risulta priva di fondamento
Collisione con altro aeromobile. Lo studio delle tracce radar evidenzia che l’aeromobile incidentato
non è venuto in collisione con l’oggetto volante identificabile nella traiettoria di volo ricostruita dai
dati radar.
Sulla base di queste risultanze la relazione risaliva alle cause dell’incidente, e così continuava: la causa
è stata la deflagrazione di un ordigno esplosivo. Allo stato non si era in grado di affermare se
l’ordigno fosse stato collocato a bordo prima della partenza ovvero provenisse dall’esterno
dell’aeromobile.

Perizia tecnica Blasi


Tutti gli elementi a disposizione fanno concordemente ritenere che l’incidente occorso al DC9 ITigi sia
stato causato da un missile esploso in prossimità della zona anteriore dell’aereo. Allo stato odierno
mancano gli elementi sufficienti per precisare il tipo, la provenienza e l’identità del missile stesso.
Relazione Sma Pisano
Queste le conclusioni di quella Commissione. 1) Attività delle Forze Aerotattiche. E’ risultato
ulteriormente confermato che all’ora dell’evento nessun velivolo aerotattico della FA era in volo
e nessuna attività era in atto nei poligoni della FA. E’ risultato altresì che, nell’aerea anzidetta,
non erano in volo velivoli aerotattici alleati operanti da basi aeree nazionali. Ciò alla luce degli
orari di chiusura delle basi interessate o di dichiarazioni più volte confermate dalle autorità
USA. 2) Sistema di Controllo del Traffico Aereo. Gli enti del controllo del TA hanno operato nel pieno
rispetto delle norme e gli operatori non hanno rilevato alcuna anomalia o interferenza attorno alla
traccia del DC9 Itavia.
Relazione Pratis
La Commissione giunse alle seguenti conclusioni: “1.l’incidente è stato provocato dall’azione di un
oggetto esplosivo. In proposito si deve concordare con le conclusioni, se non pure con tutte le relative
valutazioni, della relazione Luzzatti, escludendosi che la causa dell’incidente medesimo possa
essere attribuita a cedimento strutturale dell’aereo o a collisione con altro velivolo; .pur
considerato che la perizia giudiziale identifica il suddetto oggetto esplosivo in un missile che avrebbe
colpito l’aereo, sulla base delle evidenze emerse in seguito agli accertamenti autonomamente compiuti
si ritiene che non possa essere scartata l’ipotesi che a provocare l’incidente sia stato un ordigno
esplosivo collocato a bordo dell’aereo con riferimento all’ipotesi secondo la quale la causa
dell’incidente avrebbe potuto identificarsi in un missile lanciato da un aereo della Aeronautica Militare
Italiana e che, per errore, avrebbe colpito il DC9anzichè un radio bersaglio, dalla copiosa
documentazione trasmessa inizialmente dai vari organismi del Ministero della Difesa, dai documenti
ulteriormente acquisiti nonchè dai riscontri effettuati
in proposito, “si deve escludere che nel giorno e nell’ora dell’incidente fossero in corso
esercitazioni aeree o navali delle forze italiane, che in quel giorno fossero stati da esse utilizzati
missili o radio bersagli ed inoltre che nell’ora e nella zona dell’incidente vi fosse la presenza di
aerei o navi delle suddette forze armate”
Il Segretario Generale della NATO, specificatamente interpellato, aveva comunicato che nessuna
esercitazione, né di forze aeree né di quelle navali dei Paesi della NATO era stata in atto nell’area in
questione, e che i sistemi di avvistamento della NATO cioè la rete Nadge, non avevano avvistato
alcuna traccia significativa per la Difesa Aerea e che i velivoli intercettori pronti al decollo non
avevano effettuato alcuna partenza su allarme.
Perizia Blasi. Quesiti supplementari
Le risposte sono divise in due netti e distinti blocchi; da un lato Blasi e Cerra, dall’altro Imbimbo,
Lecce e Migliaccio.
Queste le risposte dei primi periti:
Risposta al quesito n.2. Dall’analisi eseguita allo scopo e sulla base delle risultanze di cui al punto
precedente è scaturito che nessuna testa di guerra per uso missilistico aria/aria è compatibile con
tutti gli elementi di certezza che sono scaturiti dalle indagini.
Risposta al quesito n.3. Sulla base di quanto accertato non è possibile pervenire all’accertamento
della provenienza del missile in quanto non si sono trovate conferme della presenza dello stesso.
Risposta al quesito n.4. E’ parere degli scriventi che l’incidente occorso al DC9 I-Tigi sia
attribuibile ad un’esplosione avvenuta all’interno dell’aereo per la presenza di una bomba a
bordo.
Le risposte del secondo gruppo di periti sono le seguenti:
Risposta al quesito n.2. Tenuto conto della traiettoria del velivolo “estraneo” (quasi ortogonale alla
traiettoria tenuta dal DC9 prima dell’incidente), la testa del missile doveva essere a guida semiattiva
o a guida passiva, ma di tipo avanzato. Tenuto conto della distanza stimata al momento del lancio
del missile, l’ipotesi più probabile è che si tratti di un missile aria-aria a medio raggio. In relazione allo
stato dei relitti recuperati del DC9 e alla mancanza di evidenti segni di scheggiatura, si ritiene
possibile l’impiego di una testa di guerra del tipo “Continuous Rod”.
Risposta al quesito n.3.
In base alle informazioni ufficiali ricevute e a quanto premesso ed accertato dal collegio peritale, si
esclude che il missile che ha provocato l’incidente fosse di uno dei tipi in dotazione
all’Aeronautica Militare Italiana all’epoca dell’incidente. Null’altro può dirsi sulla provenienza del
missile stesso, non essendo emersi ulteriori rilievi, tenuto conto dell’estrema varietà dei modelli
all’epoca e delle scarse notizie di dettaglio disponibili.
Nel 1980 la AM possedeva solo missili Sparrow AIM7 e Sidewinder AIM 9-b. Nella testa di guerra del
primo non era contenuto T4, che invece era contenuto in quella del secondo. Se ne deduce che nella
ipotesi del missile, non può essersi trattato di ordigno dell’AM italiana, poiché lo Sparrow non
contiene T4 e la testa di guerra del Sidewinder AIM 9-b è a frammentazione non compatibile con i
reperti recuperati.
Consulenza Bazzocchi e altri
L’ipotesi che un missile possa avere abbattuto il velivolo DC9 appare assolutamente
inconsistente: - per l’assoluta mancanza sul relitto di schegge o fori dovuti alla frammentazione di una
testa di guerra; - per l’impossibilità che l’esplosivo incombusto possa essere migrato dall’esterno
all’interno del velivolo DC9 senza la concomitante presenza di schegge.
L’ipotesi che una collisione in volo sia la causa dell’incidente appare altrettanto inconsistente: -
per la mancanza sul relitto di segni evidente di collisione con latro velivolo, segni che anche nella
incompletezza dei reperti della zona 3 avrebbero comunque dovuto interessare comunque le ali e/o gli
impennaggi di coda del velivolo DC9; - per la incongruenza con tale ipotesi delle altre evidenze quali:
“petalature” esterne; - danni concomitanti agli impianti ossigeno, carburante, elettrico e comandi di
volo; - schiacciamento dei tubi di condizionamento; - ritrovamento dei frammenti della “zona 3” del
velivolo a notevole distanza (circa 6km) dal relitto principale. Infatti tali evidenze che sono correlabili
con una sovrappressione all’interno del velivolo non possono essere spiegate tutte insieme con un
danno da collisione in volo.
L’ipotesi ordigno esplosivo a bordo appare la più probabile in quanto essa discende dalle molte
evidenze riscontrate sul relitto e non contrasta con tutte le altre indicazioni ricavabili sia dal relitto che
dallo scenario. Commissione Misiti il collegio, dopo, l’esame degli atti, dei documenti, dei reperti
acquisiti, degli atti e delle perizie depositate dalle parti, ha concluso che la caduta del velivolo fu
causata dalla rottura in volo della parte posteriore della fusoliera. Questa caduta è stata il risultato di
un grave danno strutturale provocato dalla detonazione di una carica esplosiva dentro la toilette
posteriore
Le indagini tecniche relative alla storia manutentiva del velivolo ed alle condizioni di volo al momento
dell’incidente, nonchè le analisi effettuate sul relitto ricostruito, consentono di escludere con
ragionevole certezza che sul velivolo si sia verificato un cedimento strutturale dovuto a sollecitazioni
statiche, a sovrasollecitazioni dinamiche derivanti da fenomeni aeroelastici ed a rottura per fatica.
Ipotesi di collisione in volo.
Un attento controllo sul relitto ricostruito ha però consentito di escludere con ragionevole certezza che
su di esso siano presenti tracce caratteristiche di impatto con altro velivolo.
Così da ultimo, il CP conclude considerando: 1) le informazioni disponibili; 2) le evidenze raccolte; 3)
la compatibilità con le caratteristiche dello scenario, in particolare radar, si sono raggiunte le seguenti
conclusioni: a) l’ipotesi dell’abbattimento mediante missile è rigettata; b) l’ipotesi di collisione
con altro aereo è rigettata; c) l’ipotesi di danno strutturale è rigettata; d) l’ipotesi di
un’esplosione interna è stata considerata come “tecnicamente sostenibile”; e) l’ipotesi di quali
collisione è stata rigettata.

Note di conclusione Dalle mese ed altri


L’ipotesi di un aereo nascosto nella scia del DC9 viene ulteriormente rafforzata dall’esame dello
scenario complessivo, per cui essa è da considerarsi certa da parte degli scriventi. - Per quanto
riguarda la traccia LG461, essa era stata individuata come possibile candidata a rappresentare l’aereo
che ha effettuato la manovra di inserimento. Le analisi cinematiche svolte nella RG per dimostrare che
questa manovra era impossibile non sono molto significative in quanto vi è un intervallo di circa 2
minuti in cui la traccia non è registrata e durante il quale può avere effettuato manovre tali da
consentire il successivo inserimento. In ogni caso, dal punto di vista concettuale, non è necessario che
venga individuata la traccia dell’aereo che ha effettuato la manovra di inserimento, anche perché
tipicamente tale manovra è fatta in modo da risultare difficilmente rilevabile. Inoltre i vari aeroplani
presenti sulla Toscana potevano essere solo il tramite di un eventuale inserimento. In altri termini
l’aereo nascosto nella scia del DC9 poteva essere in precedenza nascosto nella scia della coppia di
F104 (operazione questa che i velivoli militari effettuano con relativa normalità), o nella scia del
velivolo corrispondente alla LG461.
Il volo del DC9 era affiancato da un velivolo nascosto (emerge da analisi tecnica dei dati radar).
L’unico momento in cui l’inserimento di tale velivolo poteva essere avvenuto è nella fase iniziale del
volo del DC9, quando esso si trovava in salita sopra la Toscana. In quella fase del volo, infatti, in uno
spazio molto ristretto si sono trovati contemporaneamente i seguenti aerei: il DC9, il volo Bergamo-
Ciampino già in quota, la coppia di F104 successivamente atterrata a Grosseto, l’aereo relativo alla
traccia LG461 con provenienza dalla Liguria e con SIF3=1000 (emerge da analisi tecnica dei dati
radar). - Non possono essere escluse a priori attività volative intorno al DC9 nell’area di Ponza
(emerge dai dati radar e dalle testimonianze). - Al momento dell’incidente la rotta del DC9 è
attraversata da uno o due velivoli militari (emerge da analisi tecnica dei dati radar). Sulla traiettoria dei
precedenti velivoli militari, a poca distanza dall’incidente, viene recuperato in mare il serbatoio
supplementare di un caccia (reperto agli atti). - Viene fatta una ricognizione da parte di un velivolo
militare sul luogo dell’incidente prima della ricognizione di soccorso ufficiale (emerge dalle
registrazioni telefoniche). - Viene ritrovato sui monti della Sila un MiG, che risulta essere caduto
prima della data ufficiale (18 luglio) dichiarata dall’AM (risulta da perizia tecnica depositata e da
esami testimoniali); è elevatissima la probabilità che tale caduta sia correlata con l’incidente occorso al
DC9. - Vi è una attività volativa militare sui cieli del Tirreno concomitante con il volo del DC9,
sempre negata dall’AM (risulta dall’esame dei tabulati agli atti). - Per tre ore e 45 minuti a cavallo
dell’incidente è stato messo in atto uno spegnimento generalizzato e assolutamente anomalo dei
transponder militari alle interrogazioni di modo 2 (risulta dall’esame dei tabulati agli atti). - Nel
Mediterraneo centrale ed occidentale era presente una portaerei(risulta da dichiarazioni scritte di
esperti NATO agli atti).”

Quindi chiaramente: “Gli autori di queste note ritengono che i fatti precedenti autorizzino a dedurre
che l’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di attacco verosimilmente nei confronti
dell’aereo nascosto nella scia del DC9 e che l’aereo di linea sia rimasto vittima fortuita di tale azione.
L’ipotesi agli atti più probabile che spiega le modalità di rottura del DC9 è da ricercare nella
“mancata collisione”, formulata a suo tempo dai periti Casarosa e Held.”
Seconda Parte
Capitolo 1 La ricostruzione documentale della strage di Ustica

Questa è la ricostruzione documentale della strage di Ustica della


laureanda:

Si esclude il cedimento strutturale:

Si esclude la collisione:

si esclude la bomba:
si conferma la tesi del missile:

Esame frattografico: Distaccato in volo motore destro

Esame frattografico: distacco motore sinistro


Esame frattografico: distacco tronco di coda

Era in volo pd808 di Pratica di Mare

Gheddafi era in volo verso Varsavia torna indietro virando verso Malta

Era in volo l'awacs


Clemenceau era a Tolone

Foch era a Tolone

Solenzara era chiusa

gli inglesi dicono che non c'erano ma è falso

gli israeliani e i tedeschi non c'erano


chiavi per leggere e interpretare tracciati radar inattendibili

ritardo dc9 non dovuto a un temporale

registro Saratoga falsificato

Licola non controlla traffico americano in zona ma c'erano caccia americani


esercitazione ce l'avevano gli italiani

Per Commissione Blasi tesi che Sparrow abbatte dc9

Tascio autorizza il volo di Gheddafi su Ambra 13 in direzione opposta dc9

Politecnico di Torino aereo sconosciuto s'immette nella rotta del dc9 a 50 km sud Roma

Il professore del Politecnico di Torino, in una riunione con i legali di parte civile ha affermato che "il
punto di iniezione dell' aereo sconosciuto nella rotta del Dc 9 é avvenuto a 50 chilometri a sud di Roma".
Ha poi precisato: "l' elaborazione dei dati sui tracciati radar di Ciampino hanno dato questo risultato, un
dato che ha una percentuale di errore di 1 su cento". Le rivelazioni del prof. Pent erano già note, tuttavia c'
é una novità di grande importanza, cioé quella di aver stabilito il punto esatto dove l' aereo sconosciuto si
é accodato nella scia del Dc 9. Questo aereo non ha nulla a che vedere con il caccia che invece volava
parallelamente al Dc 9 e che fece una manovra di attacco, qualche secondo prima, l' abbattimento dell'
aereo civile sul cielo di Ustica.

Nei prossimi giorni, il perito di parte civile, ing. Armando Iorno, presenterà una perizia sul Mig 23, caduto
sulla Sila e ritrovato "ufficialmente" il 18 luglio 1980, venti giorni dopo l' abbattimento del Dc 9 Itavia. Il
perito nella sua relazione escluderebbe in modo assoluto che il caccia libico provenisse da Bengasi come
sostennero le autorità libiche e italiane. Il caccia, invece, sarebbe decollato da un aeroporto italiano.
A Caselle scomparse due teste inerti di Sparrow aim7e

- NR. 2 SONO TUTTORA IN CARICO AL MAGAZZINO M.S.A. DI CASELLE CHE


CONTINUA LA LORO RICERCA ALLO SCOPO DI VERIFICARE SE SI TRATTA DI
MISSILI AIM7C CON TESTA DI GUERRA INERTE.

A Pratica di Mare non escludono lancio missile Sparrow aim-7e


"NOTA INFORMATIVA" (11.04.89) DELL'AEROPORTO DI PRATICA DI MARE (CON
VARI ALLEGATI) NELLA QUALE SI ESCLUDE L'EVENTUALITA' DI UN LANCIO DI
MISSILE ALL'IR E NON SI ESCLUDE LA POSSIBILITA' DI UN LANCIO DI MISSILE
A GUIDA SEMIATTIVA DELLA CLASSE AIM-7E

I dati in generale sulla dummy warhead


– https://patents.google.com/patent/CN104034214A/en
– by volume, it is the dummy warhead that 350ml is equipped with 500 gramsb of
trinitrotoluenes, opening down being fixed on a reagent removal frame 60, reagent removal
frame 60 and bullet are put into a separating tank 50 in the lump then airtight, when
supercritical carbon dioxide is fed to temperature and maintains the separating tank 50 of
approximately 55 °C and the about 25MPa of pressure, start to isolate trinitrotoluene from
bullet.
– la testata dummy ogni 350 ml è dotata di 500 grammi di trinitrotoluene,
l'apertura verso il basso e' fissata su un telaio di rimozione del
reagente 60, il telaio di rimozione del reagente 60 e il proiettile
vengono inseriti in un serbatoio separatore 50 nel grumo quindi ermetico,
quando il diossido carbone supercritico viene alimentato e arriva a
temperatura mantiene il serbatoio separatore 50 di circa 55 e la°C
pressione di circa 25 MPa, inizia a isolare il trinitrotoluene dal
proiettile.
https://patents.google.com/patent/CN104034214A/en
Aforementioned patent is a part for extracting process, and in detail, the predetermined
substance in mixture moves on to another solvent due to the different solubilities of different
solvents from a solvent.In this case example one, illustrate that trinitrotoluene and RDX
(RDX, Hexogeon) are that solubility in a supercritical carbon dioxide solvent is carried
out;
abbiamo visto che il diossido di anidride carbonica supercritico e' usato
nella testa dummy del missile, in esso ci sono soluti il tnt e rdx t4
https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA327017
Consideration of the relative solubilities of RDX and TNT in CO2 suggests that SF
extraction SFE of TNT should be effective for separation and recovery of nitramine
materials from TNT-based energetic formulations. RDX is found to be 2-3 orders of
magnitude less soluble than TNT in SF CO2. An SFE-based separation process is
demonstrated on a synthetic mixture of RDX and TNT powders.
Rdx e tnt si solvono parzialmente nel diossido di anidride
carbonica che si trova nella testa dummy del missile.
Capitolo 2 La testimonianza di Ciancarella sulla strage di Ustica e le morti sospette

Ritenendo che il Ciancarella debba essere giudicato dalla Procura di Roma o da una
commissione parlamentare di inchiesta, per verificare se il giudizio di Priore su di lui è corretto o
sbagliato, la laureanda alla fine della ricerca ha deciso di astenersi dal fare una verifica su
quanto da Ciancarella scritto nel Manoscritto Impossibile Pentirsi e dare un giudizio sulla sua
tesi sulla Strage di Ustica, anche perchè lo considera come un secondo padre e il suo giudizio
puo' essere ritenuto di parte:

https://www.blogger.com/blog/page/edit/8488410985453662607/6507996590873923575

La laureanda ha da anni e anni sperato che le Procure di Grosseto e Massa accertassero la


reale causa di morte del Dettori e di Marcucci e Lorenzini.

Anche in queste vicende la laureanda si ritiene troppo coinvolta per esprimere un sereno e
lucido giudizio su quelle morti e su cio' che le ha causate. Lorenzini quando aveva 15 anni
avvertendola che un'auto a marcia indietro la stava per travolgere all'aeroclub il Cinquale a
Massa nel 1991 ha salvato la vita alla laureanda ed ella soffre tantissimo che quelli morti
abbiano a distanza di 30 anni come causa il mistero. Dettori ha trasmesso alla laureanda la
passione per la radaristica militare e difesa aerea, è Dettori per la laureanda quello che fu
Virgilio per Dante Alighieri

Auspica soltanto che la Procura di Grosseto riapra un giorno di nuovo le indagini sul caso
Dettori e quella di Massa concluda la nuova inchiesta accertando realmente quali sono le vere
cause di morte di Marcucci e Lorenzini. Per le altre morti sospette non sono state fatte ricerche
per dare un giudizio sulle conclusioni del dottore Priore di condivisione o non condivisione.

Capitolo 3 Strage di Ustica volontaria o per errore? Ricerca del movente

La laureanda non ha potuto accertare, non avendo prove documentali per scriverlo, se la
strage fu un errore o volontaria, ne' se fu volontaria il movente della strage. La laureanda ha
pertanto ritenuto opportuno alla fine di decidere di non lanciarsi in ipotesi su volontarietà o
meno della strage, sul possibile movente sui nomi e cognomi esecutori e sulle possibili menti di
quella strage.
Conclusioni

Queste sono in sintesi le conclusioni dei PM:

Pp 19 20 requisitorie pm commissione Blasi"DALLE ANALISI RIFERITE IN ATTI


E DA QUELLE ESPLETATE DAL COLLEGIO PERITALE EMERGONO EVIDENZE A FAVORE
DELL'IPOTESI CHE L'INCIDENTE SIA DA ATTRIBUIRE ALL'AZIONE DI UN ESPLOSIVO AD
ALTO POTENZIALE. GLI ELEMENTI A DISPOSIZIONE SONO CONVERGENTI NEL FAR
RITENERE CHE SI E' TRATTATO DI UN EVENTO ESTERNO ALL'AEREO DC9 ITIGI,
PROBABILMENTE AVVENUTO IN CORRISPONDENZA DELLA PARTE ANTERIORE
DELL'AEROMOBILE, IN UNA ZONA RELATIVAMENTE CONCENTRATA.
TUTTI GLI ELEMENTI A DISPOSIZIONE FANNO CONCORDEMENTE RITENERE CHE
L'INCIDENTE OCCORSO AL DC9 ITIGI SIA STATA CAUSATO DA UN MISSILE ESPLOSO IN
PROSSIMITA'DELLA ZONA ANTERIORE DELL'AEREO
ALLO STATO ODIERNO MANCANO ELEMENTI SUFFICIENTI PER PRECISARE IL TIPO, LA
PROVENIENZA E L'IDENTITA' DEL MISSILE STESSO".

P 20 A) MANCANZA DI USTIONI SU TUTTI CADAVERI RECUPERATI


B) MANCANZA DI CO E DI HCN NEI POLMONI E NEL SANGUE DEI CADAVERI SOTTOPOSTI AD
AUTOPSIA
C) CADAVERI CON POCHE LESIONI ESTERNE
D) RILEVAZIONE SUL PORTELLONE PORTABAGAGLI ANTERIORE DESTRO DI ALMENO UN
FORO CON DIREZIONE ESTERNO-INTERNO E VELOCITA' DECISAMENTE SUPERIORE A 400
MS
E) PRESENZA TRA I FRAMMENTI RECUPERATI NEI CORPI O IN OGGETTI CHE SI TROVAVANO
ALL'INTERNO DELLA FUSOLIERA DI MATERIALE PROVENIENTE DALL'ESTERNO DELLA
STESSA
(FRAMMENTI DEL RIVESTIMENTO ESTERNO-SKIN O DEL CARRELLO, ECC.)
F) TRAIETTORIA ESTERNO-INTERNO DI DUE RIBATTINI
G) TRAIETTORIA DI UNA FASCETTA DEL CONDOTTO DI VENTILAZIONE
H) TRAIETTORIA DI UN FRAMMENTO DI PLASTICA
I) DUE SCHEGGE DI ALLUMINIO, CON TRACCE DI FENOMENO ESPLOSIVO E CON
COMPOSIZIONE CHIMICA CORRISPONDENTE A QUELLA DI PARTI ESTERNE DEL VELIVOLO
L) ASSENZA DI TRACCE DI ESPLOSIONE SU TUTTE LE PARTI INTERNE RECUPERATE
M) IMPULSO ACUSTICO REGISTRATO DAL REGISTRATORE DI CABINA, PROVENIENTE
DALL'ESTERNO
N) TRACCIA RADAR DI VELIVOLO ESTRANEO CON ROTTA QUASI PERPENDICOLARE A QUELLA
DEL DC9
O) INDIVIDUAZIONE DI TRACCE DI MISCELA TNT/T4, CARATTERISTICA DI ORDIGNI
MILITARI
p 22 1) DALL'ANALISI DEI RITROVAMENTI FATTI SUL FONDO DEL MARE E DEI SUCCESSIVI
RECUPERI, IL VELIVOLO SI E' PRESENTATO PRESSOCHE' INTEGRO ALL'IMPATTO CON LA
SUPERFICIE DEL MARE, A PARTE LA PRESENZA DI UNO SQUARCIO NELLA ZONA ANTERIORE
DELLA FUSOLIERA, DIANZI EVIDENZIATA COME MANCANTE. CIO' TROVA CONFERMA ANCHE
NEL FATTO CHE ALCUNE VITTIME E PARTI DI ARREDO INTERNO DEL VELIVOLO FURONO
RITROVATE(VEDI CAP. I.C) IN ZONE A NORD, NORD-OVEST DELL'ULTIMA RISPOSTA DEL
TRASPONDER
ED ANCHE DEL PROBABILE PUNTO DI IMPATTO DEL VELIVOLO CON IL MARE.

P 52 SI E' VISTO COME L'ESAME DEL CVR ABBIA CONSENTITO DI INDIVIDUARE LA


SEGUENTE SEQUENZA TEMPORALE:
* UNA PRIMA INTERRUZIONE DI ALIMENTAZIONE ELETTRICA
* UN RIPRISTINO DI ALIMENTAZIONE DOPO UN TEMPO DI CIRCA 200 MS
* UNA SECONDA E DEFINITIVA INTERRUZIONE DOPO CIRCA 10MS.

P 67 FU CONFERMATA LA PRESENZA DI SEGNI, ATTRIBUIBILI AD ESPLOSIONE, SOLO SUI


FRAMMENTI 6-4M (PROVENIENTE DAL CUSCINO NR. 6 E PRESENTANTE ROLLED EDGES E
PARTIAL MELTING) E 52-1M (PROVENIENTE DAL CUSCINO NR. 52 E CHE AGGIUNGEVA AI
DUE FENOMENI DEL 6 ANCHE IL GAS WASH). FU CONFERMATA LA PRESENZA DI
GLOBULARIZZAZIONE SU NUMEROSI FRAMMENTI DI VALIGIE (NON E' PERO' POSSIBILE
INDIVIDUARE CON ESATTEZZA A QUALI REPERTI DI ORIGINE DOVESSERO RICONDURSI)
EANCHE - CIRCOSTANZA NUOVA - SUI FORI DI INGRESSO DI OGGETTI NELLE FODERE DI
CINQUE CUSCINI, TRA CUI IL NR. 6.
SEGNI DI VICINANZA AD UN'ESPLOSIONE VENIVANO RINVENUTE SUL VESTITO DI
UNABAMBOLA (ZONE RECANTI TRACCE DI FUSIONE DEL TESSUTO, RITENUTE INDICE DEL
PASSAGGIO DI CORPI AD ALTA VELOCITA', E MASSE FUSE DI MATERIALE FIBROSO). LA
BAMBOLA ERA STATA RECUPERATA TRA I ROTTAMI DELLA PARTE ANTERIORE DELLA
FUSOLIERA E PRECISAMENTE TRA QUELLI DELLA CABINA DI PILOTAGGIO. LA POSIZIONE
DELLA BAMBOLA E' PERALTRO CONGRUENTE CON IL FATTO CHE ALMENO UNO DELLE CINQUE
BAMBINE CHE ERANO A BORDO DEL'AEREO ERA CON OGNI PROBABILITA' SEDUTA NEI
PRIMI POSTI
ANTERIORI, PERCHE' VIAGGIAVA DA SOLA ED ERA AFFIDATA AL PERSONALE DI BORDO.

Pp 67 68 UN DISCO DI METALLO, LA CUI PROVENIENZA NON FU POSSIBILE


ACCERTARE, MA CHE SEMBREREBBE ESSER STATO ESTRATTO DA UNA VALIGIA,
RECAVA INFINE UNA DEFORMAZIONE DELLA SUPERFICIE ("A BUCCIA D'ARANCIA"),
CHE SI RITENNE ESSER CARATTERISTICA DI
UN FENOMENO ESPLOSIVO.
IL LABORATORIO DEL CNR, A SUA VOLTA, ESAMINO' UN GRAN NUMERO DI
FRAMMENTI,RINVENENDO TRACCE DI TNT E T4 SU DI UN GANCIO ESTRATTO DA UNO
SCHIENALE.

UN COLLEGIO CHIMICO HA RIESAMINATO LE VALIGIE SULLE QUALI I LABORATORI


DELL'AMI AVEVANO INDIVIDUATO LA PRESENZA DI SOLO T4. E' STATA RISCONTRATA LA
PRESENZA DI TRACCE DI ESPLOSIVO SUI COLLI NR. 11 E 14 (PRESUMIBILMENTE
BAGAGLI A MANO), MA IN COMPOSIZIONE TNT E T4 (ANALOGA, CIOE' A QUELLA DEL
GANCIO).

P 69 LE ANALISI METALLOGRAFICHE CONDOTTE SUI FRAMMENTI 52-1M E 6-4M PRESSO


L'UNIVERSITA' DI TORINO HANNO CONFERMATO LE ANORMALI COMPOSIZIONI
DELL'ALLUMINIO, RISPETTO ALLE LEGHE UTILIZZATE NEL DC9, GIA' RILEVATA DAL
RARDE

p 78 INFATTI, IN UN PRIMO APPUNTO PREDISPOSTO DAL COL. ANDREA TORRI (CHE POI
SAREBBE DIVENUTO CONSULENTE DEGLIIMPUTATI!) DATATO 04. 04.81 SI AFFERMAVA
CHE "E' STATO ESEGUITO UN ESAME A VISTA SU ALCUNE BORSE E VALIGIE... LA
POSSIBILITA' CHE CONTENESSERO ESPLOSIVO E' DA
ESCLUDERSI ANCHE PERCHE' SULLE SUPERFICI NON APPAIONO SEGNI DI BRUCIATURE O
RISCALDAMENTI CARATTERISTICI IN CASO DI ESPLOSIONE. PER QUESTO STESSO MOTIVO
SI DEVE SUPPORRE CHE I REPERTI NON DOVESSERO ESSERE NELLE VICINANZE DI UNA
MASSA D'ESPLOSIVO AL MOMENTO DELLA REAZIONE"; NELLA RELAZIONE DEL 05.10.82
INVECE SI ATTESTANO BRUCIATURE E FUSIONI SUGLI STESSI REPERTI. NELLA
RELAZIONE A FIRMA ODDONI INFATTI SI SCRIVE: "I SETTE BAGAGLI PER I QUALI
L'ESAME HA DATO ESITO
POSITIVO (ALLA RICERCA DI TRACCE DI ESPLOSIVO) PRESENTANO TUTTI UN INVOLUCRO
IN MATERIALE PLASTICO RINFORZATO INTERNAMENTE DA UN TESSUTO IN FIBRA
SINTETICA. E'APPUNTO IN CORRISPONDENZA DI FORI E LACERAZIONI CHE INTERESSANO
IL RINFORZO CHE SONO STATE RILEVATE ESTREMITA' DI FIBRE FUSE E
GLOBULARIZZATE."].

P 81 IL COLLEGIO PERITALE HA QUINDI CONCLUSO PER LA POSSIBILITA' CHE IL


RINVENIMENTO DI TRACCE DI ESPLOSIVO SUL GANCIO NEL 1982/86 SIA STATO DOVUTO A
CONTAMINAZIONE DALL'AMBIENTE.

P 85 OGGETTI CHE PORTANO INDICAZIONI POSITIVE CHE ESSI SONO STATI IN


PROSSIMITA' DI
UN'ESPLOSIONE:
1. BAGAGLIO. REPERTO NR. V2. PENETRAZIONE CON FORMAZIONE DI FIBRE
GLOBULARIZZATE
2. BAGAGLIO. REPERTO NR. V3. PENETRAZIONE CON FORMAZIONE DI FIBRE
GLOBULARIZZATE
3. BAGAGLIO. REPERTO NR. V5. PENETRAZIONE CON FORMAZIONE DI FIBRE
GLOBULARIZZATE
4. BAGAGLIO. REPERTO NR. V8. PENETRAZIONE CON FORMAZIONE DI FIBRE
GLOBULARIZZATE
5. BAGAGLIO. REPERTO NR. V9. PENETRAZIONE CON FORMAZIONE DI FIBRE
GLOBULARIZZATE
6. VESTITO DI BAMBOLA (DUE FORI). REPERTO NR. 24/4. PENETRAZIONE CON
FORMAZIONE DI FIBRE GLOBULARIZZATE.
7. / 11. COPERTURA DEI CUSCINI (C5, C6, C22, C31, C43), TUTTE CONTENENTI
PICCOLIFORI E PENETRAZIONI ALLE SOMMITA' DEI QUALI LE FIBRE SINTETICHE HANNO
TERMINAZIONI GLOBULARIZZATE. QUESTA CARATTERISTICA... E' PRODOTTA SOLO
DALLA RAPIDA ROTTURA DELLE FIBRE...".
A QUESTI ELEMENTI IL DRA AGGIUNGE LA RIVELAZIONE DI FIBRE GLOBULARIZZATE IN
MANIERA ANOMALA, RISPETTO A QUELLE TIPICAMENTE RISCONTRATE NEI CASI DI
ESPLOSIONE, SU DI UN PANNO NERO].

P 86 IL PUNTO DAVVERO DELICATO E' CHE GLI ELEMENTI INDICATIVI DI


UN'ESPLOSIONE, CHE SI SONO SOPRA RICORDATI, SONO ANCHE TRA LORO
INCOMPATIBILI, COSI' COME SONO INCOMPATIBILI CON LO STATO DELLA CABINA
PASSEGGERI E DEI VANI BAGAGLI.

P 86 NESSUNA DELLE SALME RECUPERATE RECA SEGNI DI ESPOSIZIONE A


UN'ESPLOSIONE,INTERNA O ESTERNA AL VELIVOLO.
P 92 L'ESAME DELLE SCHEGGE RINVENUTE NEI CUSCINI, HA CONSENTITO DI
RILEVARNE LE CARATTERISTICHE DI PENETRAZIONE E, PER MOLTE DI ESSE, LA
RELATIVA PROVENIENZA. SULLA BASE DEI RISULTATI DELL'INDAGINE, E'STATO
POSSIBILE FORMULARE L'IPOTESI CHE LE SCHEGGE SI
SIANO ORIGINATE AL MOMENTO DELL'IMPATTO DEL VELIVOLO
CON LA SUPERFICIE DEL MARE E CHE SIANO PENETRATE
ALL'INTERNO DI SQUARCI E/O DANNEGGIAMENTI NEI CUSCINI,
CAUSATI DALL'EVENTO CATASTROFICO, TRASCINATE
DALL'ACQUA, SATURA DI DETRITI, PENETRATA ALL'INTERNO
DELLA FUSOLIERA.

I FORI ED I DANNEGGIAMENTI PRESENTI SUI FRAMMENTI DI


TAPPETO NON MOSTRANO EVIDENTI SEGNI DI ATTRAVERSAMENTO
DI SCHEGGE AD ALTA VELOCITA' DEL TIPO PRODOTTO DA
ESPLOSIONI SIA INTERNE CHE ESTERNE.

LE INDAGINI SUI BAGAGLI NON HANNO DATO ALCUNA UTILE

p 93 INFORMAZIONE AI FINI DELLE INDAGINI, SE NON QUELLA CHE


SU DI ESSI NON VI SONO SEGNI DI PENETRAZIONE DI CORPI
ESTERNI.

CEDIMENTO DELL'ATTACCO ANTERIORE DEL MOTORE DESTRO, IN CORRISPONDENZA DEL


VINCOLO CON L'ORDINATA
786. A SEGUITO DI QUESTO EVENTO, SI E' AVUTO IL
DISTACCO DEL MOTORE DESTRO CON PARTE DELLA FIANCATA
ADIACENTE ALL'ATTACCO POSTERIORE (RECUPERATA IN ZONA B)
E, PLAUSIBILMENTE, ANCHE CON PARTE DELLA FIANCATA
ADIACENTE ALL'ATTACCO ANTERIORE (NON RECUPERATA).
IMMEDIATAMENTE DOPO SI E' AVUTO IL DISTACCO DEL MOTORE
SINISTRO PER CEDIMENTO COMPLETO DELL'ORDINATA DI
ATTACCO 786 ED IL CEDIMENTO DELL'ORDINATA DI FORZA 642
CON DISTACCO DELLA FIANCATA SINISTRA CONTENENTE I
FINESTRINI (FRAMMENTO NUMERO 529) CHE, DEFLESSA DAL
FLUSSO DI ARIA IN SENSO CONTRARIO AL MOTO, HA URTATO
CONTRO LA PRESA D'ARIA DEL MOTORE STESSO DELLA FASCIA
DEI RITROVAMENTI.
IL CEDIMENTO DELL'ORDINATA DI FORZA 642 HA DETERMINATO,
IN RAPIDA SEQUENZA, IL DISTACCO, IN CORRISPONDENZA AD
ESSA, DELLA PARTE POSTERIORE DELLA FUSOLIERA E LA SUA
DISTRUZIONE, PRINCIPALMENTE PER EFFETTO DI "PELATURA"
IN DIREZIONE CONTRARIA AL MOTO DEL VELIVOLO DETERMINATA
DALLA PRESSIONE DINAMICA ESERCITATA DAL FLUSSO DI ARIA.
TALE DISTRUZIONE HA DETERMINATO LA DISPERSIONE DEI
FRAMMENTI NELLE ZONE DI RITROVAMENTO F ED E.
CONTEMPORANEAMENTE A QUESTI EVENTI SI E' AVUTO IL
DISTACCO DELL'ESTREMITA' DELLA SEMIALA SINISTRA E DEL
TRONCO DI CODA. DI CONSEGUENZA, IL DISTACCO DEL TRONCO
DI CODA PUO' ESSERE AVVENUTO CONTEMPORANEAMENTE AL
CEDIMENTO DELL'ORDINATA O, QUANTO MENO, IN ISTANTI
IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI.
IL RESTO DEL RELITTO NON HA SUBITO ULTERIORI
FRAMMENTAZIONI DURANTE LA CADUTA E SI E' DISTRUTTO AL
MOMENTO DELL'IMPATTO CON LA SUPERFICIE DEL MARE IN
CORRISPONDENZA DELLA ZONA DI RECUPERO C.

LE ANALISI MORFOLOGICHE MOSTRARONO ROLLED, GAS WASH,


PITTING SU ALCUNE SCHEGGE, FIBRE GLOBULARIZZATE SU
FODERE DI CUSCINI ED INVOLUCRI DI VALIGIE, SUPERFICIE A
BUCCIA D'ARANCIA SU DISCO METALLICO E FUSIONI SU
VESTITO DELLA BAMBOLA.
LE ANALISI CHIMICHE MOSTRANO TRACCE DI ESPLOSIVO SU
SCHEGGE ESTRATTE DA CUSCINI E SU GANCIO ESTRATTO DA
SCHIENALE DI SEGGIOLINO.

NELL'INTORNO DEL FORO DI ALLOGGIAMENTO DEL GANCIO DELLO


SCHIENALE DEL SEDILE NUMERO 2 ROSSO SOPRA IL QUALE
FURONO TROVATE TRACCE DI TNT E T4 NON E' STATA
RINVENUTA ALCUNA TRACCIA DI TALI ESPLOSIVI. LE TRACCE
DI TNT E T4 RINVENUTE SUL GANCIO, NON POSSONO
RAGIONEVOLMENTE ESSERE ATTRIBUITE AD INTERFERENTI
DERIVANTI DA SOSTANZE CON LE QUALI IL GANCIO STESSO ERA
SICURAMENTE VENUTO A CONTATTO. IL SOLCO ANNERITO
TROVATO SUL PACCO DELLE SCHEDE DOGANALI CONSERVATE A
BORDO DEL VELIVOLO, E' STATO ORIGINATO CON RAGIONEVOLE
CERTEZZA, DAL CONTATTO CON MATERIALE RISCALDATO AD ALTA
TEMPERATURA. LE TRACCE DI VERNICE ROSSA SUL SERBATOIO
RINVENUTO IN PROSSIMITA' DEI RELITTI DEL DC9, NON
CORRISPONDONO NE' ALLA VERNICE ROSSA UTILIZZATA PER LE
SCRITTE E PER LA LIVREA DEL VELIVOLO, NE' ALLA VERNICE
ROSSA CON LA QUALE ERA VERNICIATO IL PONTE DELLA NAVE
CHE HA EFFETTUATO IL RECUPERO (SEA MUSSEL). LA SCHEGGIA
INDICATA COME 6-4M NELLA RELAZIONE RARDE DALLA QUALE
SONO EMERSE INDICAZIONI DI ROLLED-EDGES E PARZIALE
MELTING ATTRIBUITI A POSSIBILE FENOMENO ESPLOSIVO, IN
REALTA' NON E' LA SCHEGGIA 6-4M RINVENUTA DAI
LABORATORI AMI ED INVIATA AL RARDE STESSO, SULLA QUALE
TALI FENOMENI SONO ASSENTI, MA UNA DIVERSA SCHEGGIA
ETICHETTATA COME 6-4M(ii) CHE NON E' PARTE DELLA 6-4M E
NON RISULTA, ALMENO DAI CONTROLLI EFFETTUATI A DIVERSI
ANNI DI DISTANZA, FRA I REPERTI INVIATI DALLA
COMMISSIONE "BLASI" AL RARDE. ANALOGA DISCREPANZA E'
RILEVABILE A PROPOSITO DELLA SCHEGGIA 52-1M. SONO STATE
RINVENUTE FIBRE GLOBULARIZZATE SU TESSUTO VERDE. SONO
STATE RINVENUTE TRACCE DI ESPLOSIVO SULLE VALIGIE 11 E
14.

p 131 GLI ELEMENTI SUDDETTI SONO PERO' TRA LORO INCOERENTI: LE SCHEGGE
PROVENGONO CON OGNI PROBABILITA' DA ELEMENTI ESTERNI O CHE SI TROVANO LUNGO
COMPONENTI ESTERNE DEL VELIVOLO; LE PARTICELLE INCOMBUSTE DI ESPLOSIVO SONO
STATE RINVENUTE SU OGGETTI CHE SI TROVAVANO CERTAMENTE IN UN VANO BAGAGLI, MA
ANCHE SU DI UN GANCIO ALL'INTERNO DELLA CABINA PASSEGGERI; IL VESTITO DI
BAMBOLA E' STATO REPERTATO
TRA I RELITTI DELLA PARTE ANTERIORE DELLA CABINA

p 133 SULL'ASSENZA DI QUALUNQUE TRACCIA DI UN'ESPLOSIONE DI UNA TESTATA


BELLICA SONO CONCORDI TUTTI COLORO CHE HANNO ESAMINATO I RESTI DELL'AEREO
PER CONTO DEL COLLEGIO PERITALE

IL COLLEGIO ESPLOSIVISTICO HA ACCURATAMENTE ESAMINATO LE UNICHE DUE SERIE DI


ELEMENTI CHE POTEVANO SUPPORTARE L'IPOTESI DI UN'ESPLOSIONE ESTERNA: I FORI
SUL PORTELLONE DEL VANO BAGAGLI ANTERIORE DESTRO E LE LESIONI PATITE
DALL'ESTREMITA'DELL'ALA SINISTRA (IPOTIZZANDOSI CHE ESSA POTESSE ESSERE
TRANCIATA DAGLI EFFETTI DELLA CORONA DI UNA TESTATA CONTINUOUS ROD).
QUEST'ULTIMO ESAME, PERALTRO,PRESCINDEVA DALLE CONCLUSIONI DEL COLLEGIO
FRATTOGRAFICO, CHE AVEVA INDIVIDUATO
MODALITA' DI FRATTURA DA FLESSIONE.IL COLLEGIO CONCLUDEVA DUNQUE OSSERVANDO
CHE: "L'ASSENZA TOTALE SUI REPERTI ESAMINATI DI ELEMENTI CARATTERISTICI
(PERFORAZIONI MULTIPLE, DEFORMAZIONI ATTRIBUIBILI A ONDE D'URTO)
SICURAMENTE CORRELABILI ALL'ESPLOSIONE DI UNA TESTA
DI GUERRA DI UN MISSILE, OVVERO A UN'AZIONE DI MITRAGLIAMENTO, PORTA A
RITENERE ESTREMAMENTE IMPROBABILE L'IPOTESI DELL'ABBATTIMENTO DEL DC9
ITAVIA A SEGUITO DI UN ATTACCO DIRETTO DA PARTE DI UN VELIVOLO MILITARE"
[RELAZIONE DEPOSITATA IL14.04.94, PAG. 6.5.].
NESSUN FRAMMENTO O SEGNI DI PENETRAZIONE, RICONDUCIBILI A MISSILE (TESTATA O
ALTRE SUE COMPONENTI) SONO STATI DUNQUE RINVENUTI

p 137 IL COLLEGIO BLASI CONDUSSE ACCERTAMENTI MOLTO ACCURATI SU TALI DEPOSITI


E, DOPOUNA PRIMA SERIE DI INDAGINI NEGATIVE, TROVO' LA PRESENZA DI CARBONIO
(AMORFO [SIDUBITO' DEL CARATTERE AMORFO DEL CARBONIO RINVENUTO NELLE
ANALISI, MA I PERITI HANNO INDICATO, NELLE RISPOSTE AI QUESITI A
CHIARIMENTI, LE RAGIONI PER LE QUALI SI GIUNSE A TALE DETERMINAZIONE (PAG.
42)] E DI AZOTO. ORA, TALI ELEMENTI SONO
COMPONENTI FONDAMENTALI DEGLI ESPLOSIVI TNT E T4 E FU DUNQUE IPOTIZZATO CHE I
RESIDUI CARBONIOSI PROVENISSERO DAGLI EFFETTI DI UN'ESPLOSIONE ESTERNA;
FURONO ANCHE PROSPETTATE IPOTESI ALTERNATIVE, RITENUTE PERO' NON
ALTRETTANTO VEROSIMILI.

P 138 IL PORTELLO E' SITO NELLA ZONA ANTERIORE DESTRA DELL'AEREO,


NELL'EMISFERO INFERIORE (SI ALLEGANO FOTOGRAFIA E DISEGNO, TRATTI DA
RISPOSTE A QUESITI A CHIARIMENTI BLASI, F. 8.1 E 8.2).
SUL PORTELLO FURONO RILEVATI TRE FORI, UNO DEI QUALI CON ANCORA INFISSO UN
FRAMMENTO DI ORDINATA DELLA FUSOLIERA, CHE LO AVEVA CAUSATO.
I DUE FORI RESTANTI VENIVANO SOTTOPOSTI AD ACCURATE ANALISI, AL FINE DI
ACCERTARE SE FOSSERO STATI CAUSATI DA OGGETTI AD ALTA VELOCITA'
(IPOTIZZANDOSI FRAMMENTI DI TESTE DI GUERRA E IN PARTICOLARE COMPONENTI
DELLA CORONA DELLA TESTATA DETTA CONTINUOUS ROD).
SULL'INTERPRETAZIONE DELLE CONCLUSIONI CUI ERA GIUNTO IL RARDE VI SONO STATE
DIVERGENZE. E' DUNQUE NECESSARIO CITARE AMPIAMENTE E TRASCRIVERE ANCHE IL
TESTO ORIGINALE. L'ENTE BRITANNICO COSI' CONCLUSE [RELAZIONE ROYAL ARMAMENT
RESEARCH AND DEVELOPMENT ESTABLISHMENT / RARDE DEL NOVEMBRE 1988. SI
RIPRODUCE ANCHE ILTESTO INGLESE IN QUANTO LA TRADUZIONE LASCIA MOLTO A
DESIDERARE E IL RAPPORTO E'
STATO OGGETTO DI DIFFERENTI INTERPRETAZIONI:

p 139 IT WAS OBSERVED THAT MANY OF THE FEATURES OF THE HOLES A AND B ARE
SIMILAR TO HOLES C AND D, WHICH WOULD APPEAR TO HAVE BEEN FORMED BY IMPACT WITH
STRUCTURAL SPARS OR RODS. IN PARTICULAR, IT SHOULD BE NOTED THAT THERE IS VERY
CLEAR EVIDENCE THAT HOLE C WAS FORMED BY PENETRATION FROM THE OUTSIDE OF THE
DOOR FOLLOWED BY LATERAL MOVEMENT, WHEREAS HOLE D WAS OBVIOUSLY PRODUCED
INTERNALLY BY THE DOOR GEAR. THERE WERE NO INDICATIONS OF PITTING OR SMALL
PENETRATIONS PRESENT ON THE INNER SKIN OF THE DOOR IN THE REGION OF THE HOLES.
THESE FEATURES WOULD BE CHARACTERISTIC OF PENETRATIONS RESULTING FROM
FRAGMENTS OR PROJECTILES
TRAVELING AT EXPLOSIVE VELOCITIES AND LACK OF THEM AGAIN SUGGESTS LOW
VELOCITY IMPACT.

P 141 QUALUNQUE SIA L'ORIGINE DELLE SFERETTE, VA SOTTOLINEATO:


* ESSE, COMUNQUE, NON SONO STATE INTERESSATE DA FENOMENI ESPLOSIVI E NON HANNO
CAUSATO I FORI SULL'ALA E SU ALTRI REPERTI, DETERMINATI INVECE DA CORROSIONE.
* NON VI E' ALCUNA POSSIBILITA' CHE ESSE SIANO PENETRATE NEL LUOGO OVE SONO
STATE RINVENUTE ATTRAVERSO UN FORO, INDIVIDUATO DAI CONSULENTI DI PARTE COME
PRODOTTO DELLA PENETRAZIONE DI UNA SCHEGGIA GENERATA DA UNA TESTATA

p 160 L'ESAME PARTICOLAREGGIATO DI OGNI FRAMMENTO RECUPERATO DEL DC9 ESCLUDE


CHE VI SIANO SEGNATURE DI IMPATTO DI SCHEGGE DI MISSILE O DI FRAMMENTI DEL
MISSILE E DELLA SUA TESTA DI GUERRA.
L'ESAME DELLA FUSOLIERA ESCLUDE CHE VI SIANO TRACCE MACROSCOPICHE DI TALI
IMPATTI.
NON VI SONO NEMMENO TRACCE RICONDUCIBILI AGLI EFFETTI DI BLAST.
DEVE ANCHE ESCLUDERSI CHE ALL'INTERNO DELLA FUSOLIERA E NEGLI OGGETTI IN ESSA
CONTENUTI VI SIANO TRACCE RICONDUCIBILI AGLI EFFETTI DELLA DETONAZIONE DI
UNA TESTA DI GUERRA O ALL'IMPATTO CON IL CORPO DEL MISSILE O CON SUOI
FRAMMENTI.
UNICI ELEMENTI DI, SIA PUR MODESTISSIMA, INCERTEZZA SONO COSTITUITI DAL
RINVENIMENTO DI TRACCE DI TNT E T4 E DALLE SCHEGGE 6-4Mii E 52-1M.
L'IPOTESI CHE IL DC9 SIA STATO COLPITO DAI MISSILI E' DUNQUE PRIVA DI SUPPORTO
PROBATORIO, PER CIO' CHE CONCERNE GLI ELEMENTI DESUMIBILI DALL'ESAME DEL
RELITTO
(E SALVO QUINDI QUANTO SI DIRA' APPRESSO CIRCA I DATI RADARISTICI).

P 165 1. LE OPERAZIONI DI RECUPERO DEL DC9 HANNO CONSENTITO DI RACCOGLIERE UN


AMPIO MATERIALE DI INDAGINE; NON VI SONO SPECIFICHE INDICAZIONI DA CUI SI
POSSA TRARRE LA CONVINZIONE CHE DALLE PARTI ANCORA MANCANTI POSSANO DERIVARE
INFORMAZIONI RISOLUTIVE O, QUANTO MENO, PARTICOLARMENTE UTILI.
2. NON VI E' ALCUN ELEMENTO CHE INDICHI UN CEDIMENTO STRUTTURALE.
3. NON VI E' ALCUN ELEMENTO CHE INDICHI UN'ESPLOSIONE ESTERNA (MISSILE), AD
ECCEZIONE DI DUE FRAMMENTI RECANTI SEGNATURE DI VICINANZA AD ESPLOSIONE.
4. VI SONO ELEMENTI COMPATIBILI CON UN'ESPLOSIONE INTERNA (BOMBA). MA ESSI
SONO IN SE' NON DECISIVI E SONO IN CONTRASTO, CIASCUNO DI ESSI, CON ELEMENTI
DI SEGNO OPPOSTO. INOLTRE ALCUNI DI ESSI (TRACCE DI ESPLOSIVI, SCHEGGE,
GLOBULARIZZAZIONE DI FIBRE) SONO CONSIDERATI IN SE' NON CERTI.
5. VI SONO ELEMENTI COMPATIBILI CON LA QUASI COLLISIONE CON ALTRO VELIVOLO;
ESSI SONO PERO' IN CONTRASTO CON QUANTI, TRA QUELLI INDICATI SUB 4, SAREBBERO
ATTRIBUIBILI ESCLUSIVAMENTE A UN'ESPLOSIONE

p 229 IN SOSTANZA, LA TRACCIA DEL DC9 E' SEGNATA DA UN COMPLESSO DI ANOMALIE,


MOLTE DELLE QUALI GIUSTIFICABILI ATTRAVERSO LA RICOSTRUZIONE DEL MECCANISMO
DI FUNZIONAMENTO DEL RADAR (MANCATE CORRELAZIONI TRA PRIMARIO E SECONDARIO;
ERRATE DEMODULAZIONI DI CODICI SSR; MANCATE VALIDAZIONI DI CODICI SSR;
ELEVATE FLUTTUAZIONI NEL RILEVAMENTO ANGOLARE). LE ELEVATE FLUTTUAZIONI,
TUTTAVIA,APPAIONO CORRELABILI ALLE INTERFERENZE DI ALTRI OGGETTI, ANCHE
PERCHE' A VOLTE
SUPERIORI AI LIMITI DI TOLLERANZA.

P 234 LA RICOSTRUZIONE SUDDETTA E' - A NOSTRO PARERE - PARTICOLARMENTE


IMPORTANTE. IN PRIMO LUOGO ESSA DA' CONTO DELL'ESISTENZA DI AEREI MILITARI
CHE VOLAVANO SENZA TRASPONDER; DI QUESTO S'E' GIA' DETTO. IN SECONDO LUOGO,
DA ESSA DISCENDE CHE IL FATTO CHE, PER RAGIONI CHE NON SI E' IN GRADO DI
SPIEGARE, VI SIANO ECHI PROVENIENTI DA UNO SOLO DEI DUE RADAR, PUR IN ZONE DI
PIENA VISIBILITA', NON IMPLICA NECESSARIAMENTE CHE TALI RITORNI SIANO
CAGIONATI DA ANOMALIE DEL SISTEMA E CHE E' INVECE POSSIBILE CHE ESSI SIANO
STATI CAUSATI DA AEREI PRIVI DI
RISPONDITORE; ANALOGHE OSSERVAZIONI DEVONO FARSI PER LA PROBABILITA' DI
RIVELAZIONE.

1. NON E' POSSIBILE AFFERMARE LA PRESENZA DI UNO O PIU' AEREI CHE VOLANO IN
PROSSIMITA' DEL DC9 E CHE SONO DA QUESTO OCCULTATI ALLA VISTA DEI RADAR
MILITARI E CIVILI
2. VI SONO NUMEROSE ANOMALIE NELLA TRACCIA DEL DC9; ESSE APPAIONO
QUANTITATIVAMENTE E QUALITATIVAMENTE SUPERIORI RISPETTO A QUELLE
RISCONTRABILI IN ALTRE TRACCE, NELLE REGISTRAZIONI ESAMINATE
3. ALCUNE DI QUESTE ANOMALIE POSSONO FACILMENTE ESSERE GIUSTIFICATE CON
LE LOGICHE DI FUNZIONAMENTO DEGLI APPARATI RADAR O CON L'INTERFERENZA
DI AEREI NOTI, CHE SI TROVANO A VOLARE IN PROSSIMITA' DELL'AEREO
ITAVIA.
4. ALTRE ANOMALIE POSSONO ESSERE GIUSTIFICATE COME SUB 3. MA AL PREZZO DI
FORZATURE DEI PARAMETRI DEFINITI IN VIA TEORICA COME DI MASSIMA
TOLLERANZA
5. PER I PLOTS DI SOLO PRIMARIO PER I QUALI E' PROPOSTA L'IPOTESI CHE SI
TRATTI DI ECHO-SPLITTING E' ANCHE AMMISSIBILE L'IPOTESI DI
CORRELAZIONE CON UN AEREO VICINO, PRIVO DI TRASPONDER
6. NON E' POSSIBILE INDIVIDUARE UN PUNTO DELLA TRAIETTORIA DEL DC9 NEL
QUALE L'AEREO PARASSITA POSSA ESSERSI INSERITO; VI E', TUTTAVIA, IN
COINCIDENZA CON UN VUOTO DI RIDUZIONE DATI DI POGGIO BALLONE, UNA
COMPLESSA SITUAZIONE DI INTERFERENZA TRA PIU' VOLI, UNO DEI QUALI NON
IDENTIFICATO.

P 261 SI RICORDERA' CHE, TRA L'ALTRO:


* MANCA LA REGISTRAZIONE DEL SITO DI POGGIO BALLONE E LE RIDUZIONI DATI
CONTENGONO TUTTE "BUCHI" IN ORARI DECISIVI, PER UN PUNTO NON SECONDARIO DEL
TRACCIATO DEL DC9 E CIOE' OVE LA TRACCIA SI INTERSECA CON QUELLA DI DUE
INTERCETTORI DI GROSSETO E SI AVVICINA A UNA TRACCIA NON IDENTIFICATA, FORSE
MILITARE.
* IL NASTRO DI POGGIO BALLONE, INSIEME AD ALTRA DOCUMENTAZIONE, RISULTEREBBE
ESSERE STATO CONSEGNATO SIN DAL 13.07.80 NELL'AEROPORTO DI TRAPANI - BIRGI E
DA QUI ALL'ITAV IL 21 LUGLIO, NELLA DISPONIBILITA' DI FIORITO DE FALCO;
QUESTA DOCUMENTAZIONE NON RISULTA MAI PERVENUTA ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA.
* MANCA LA REGISTRAZIONE DI POTENZA PICENA, MENTRE C'E' LA THR, CONSEGNATA
PERO'SOLO NEL 1991.

LA REGISTRAZIONE RISULTA INVIATA DAL 1° ROC ALL'ITAV L'11.07.80


MA QUI NON VE N'E' TRACCIA; CERTAMENTE ESSA NON PERVENNE MAI
ALL'AUTORITA'GIUDIZIARIA.
* MANCA LA REGISTRAZIONE DI POGGIO RENATICO, COSI' COME I TABULATI, MENTRE FU
SICURAMENTE FATTA LA RIDUZIONE DATI SIN DALLA SERA STESSA (COME RISULTA SIA
DAL REGISTRO DEL MIO CHE DA ALCUNE TELEFONATE).
* IL DA1 DI LICOLA E' STATO SOPPRESSO, INSIEME AI TELEX CONTENENTI I PLOTTAGGI
EFFETTUATI IL 27 E 28 GIUGNO E INVIATI A MARTINA FRANCA; I DATI RELATIVI A
DETTI PLOTTAGGI DESUMIBILI DALLE TELEFONATE REGISTRATE SONO IN INSANABILE
CONTRASTO CON QUELLI RIPORTATI NEL "PLOTTAGGIO" UFFICIALE, INVIATO
L'11.07.80 E NEL QUALE
RISULTA LA PRESENZA DI UN AEREO NON IDENTIFICATO IN PROSSIMITA' DEL DC9,
DIVERSO DALL'AIR MALTA.
* DOCUMENTAZIONE (CERTAMENTE PLOTTAGGI) DI LICOLA RISULTA PERVENUTA
ALL'ITAV IL 15.07.80, MA NON SE N'E' TROVATA TRACCIA, PUR RISULTANDO
UN'ANNOTAZIONE DI FIORITO DE FALCO E DI VESPASIANI CIRCA IL FATTO CHE ESSA SIA
PERVENUTA MEDIANTE CORRIERE.
* IL DA1 DI SIRACUSA NON E' MAI STATO CONSEGNATO. ALTRA DOCUMENTAZIONE DEL
SITO E' STATA PURE SOPPRESSA.
* IL DA1 DI MARSALA, RELATIVO AL PERIODO IN CUI NON FUNZIONO' LA
REGISTRAZIONE,NON E' MAI STATO CONSEGNATO, COSI' COME ALCUNI REGISTRI, LA
CUI TENUTA E CONSERVAZIONE ERA OBBLIGATORIA. ANCHE IN QUESTO CASO, UNA
DOCUMENTAZIONE CHE POTREBBE CONSISTERE IN PLOTTAGGI RISULTA PERVENUTA IL 15
LUGLIO MEDIANTE CORRIERE ALL'ITAV (ANNOTAZIONI DI FIORITO DE FALCO E
VESPASIANI) MA NON E' PIU'
STATA RINVENUTA.
* E' SCOMPARSA TUTTA LA DOCUMENTAZIONE RACCOLTA DAL 1° ROC TRA IL 10 E
L'11.07.80 E DI CUI E' ATTESTATA LA PREPARAZIONE, MENTRE NON NE RISULTA NE' LA
TRASMISSIONE A TRAPANI - BIRGI, NE' UNA QUALSIASI ALTRA DESTINAZIONE.
* NEL "DIARIO STORICO" DEL MESE DI LUGLIO 1980 DELL'ITAV, REDATTO DAL 1°
REPARTO DIFESA AEREA, IL TEN. COL. VESPASIANI ANNOTA ANCHE DI AVER
CONSEGNATO AL 2° REPARTO DELL'ITAV LE "REGISTRAZIONI RADAR E TBT DEI SITI DI
LICOLA, MARSALA E POGGIO BALLONE". DI QUESTE PERO' SOPRAVVIVERANNO SOLO
QUELLE DI MARSALA. VA PERO' ANCHE SOTTOLINEATO CHE IN REALTA' QUESTE FURONO
REPERITE A MARSALA STESSA,E NON PRESSO L'ITAV, IL 03.10.80, QUANDO SI RIUSCI'
FINALMENTE A ESEGUIRE I
PROVVEDIMENTI DI SEQUESTRO DEL LUGLIO PRECEDENTE. DI CONSEGUENZA DOVREBBE
TRATTARSI O DEGLI ORIGINALI (COSICCHE' SI AVREBBE CONFERMA DEL FATTO CHE A
MARSALA ERA RIMASTA SOLO LA COPIA) OPPURE DI COPIE, CHE COMUNQUE SONO
SCOMPARSE

p 324 A) MARSALA: I REGISTRI DI SALA OPERATIVA E DI SALA COMPUTER


PRESENTANO VISTOSE IRREGOLARITA' (IN QUELLO DI SALA OPERATIVA TRA
L'ALTRO APPARE STRAPPATO IL FOGLIO IMMEDIATAMENTE PRECEDENTE QUELLO SU
CUI VENGONO VERGATE LE ANNOTAZIONI DELLA SERA DEL 27.06.80 E LA FIRMA
DEL TENENTE MUTI APPARE DIVERSA DALLE ALTRE
APPOSTE DAL MEDESIMO IN QUELLO STESSO REGISTRO MENTRE IN QUELLO DI SALA
COMPUTER LE ANNOTAZIONI RELATIVE ALLA NOTTE TRA IL 27 E IL 28.06.80
RISULTANO REDATTE IN
SUCCESSIVO CONTESTO).
MANCANO I REGISTRI DEL CAPO CONTROLLORE E DEL TPO. QUESTI REGISTRI
AVREBBERO DOVUTO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE CONSERVATI, INDIPENDENTEMENTE
DAL SEQUESTRO DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA, TRATTANDOSI DI DOCUMENTI
CONCERNENTI IL SINISTRO.
B) SIRACUSA: DI QUESTO SITO, SI E' IN POSSESSO DI POCHI ELEMENTI:
NESSUNA TRACCIA DI REGISTRAZIONI TELEFONICHE DEL SITO, NESSUNA TRACCIA
DI PLOTTAGGI(ALL'EPOCA SIRACUSA OPERAVA IN FONETICO MANUALE) NESSUN
REGISTRO O ALTRO DOCUMENTO TRANNE UN FOGLIO DAL QUALE SI E' RISALITI
ALLE PERSONE DI TURNO QUELLA
NOTTE (CAPO CONTROLLORE CORSARO ALDO, ASSISTENTE CAPO CONTROLLORE ARENA
GIUSEPPE PIU' ALTRI).
EPPURE EMERGE CHE IL SITO FU INTERESSATO QUELLA NOTTE PER LA VICENDA
DEL DC9(VEDI IN PARTICOLARE LE TRASCRIZIONI DELLE TELEFONATE TRA
SIRACUSA E CIAMPINO FORTUITAMENTE ACQUISITE AGLI ATTI DELLA COMMISSIONE
LUZZATTI DI CUI INFRA);
INOLTRE SAREBBE STATA UTILISSIMA AI FINI DELL'ISTRUTTORIA
L'ACQUISIZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE RACCOLTA PRESSO DETTO CRAM IN
QUANTO IDONEA A COPRIRE, SIA PUR IN UN AMBITO TERRITORIALE PIU' RIDOTTO
RISPETTO ALLA PORTATA DEL RADAR DI MARSALA,
QUEL "BUCO" DI REGISTRAZIONI CHE, COME NOTO, SI DETERMINO' NEL CRAM DI
MARSALA A PARTIRE DALLE 19,04/Z.
VA PUNTUALIZZATO A RIGUARDO CHE NON CORRISPONDE A VERO L'AFFERMAZIONE
RESA ALLACOMMISSIONE STRAGI IL 21.10.89 DAL GENERALE TASCIO SECONDO CUI
AL MOMENTO DEL
DISASTRO SIRACUSA ERA IN MANUTENZIONE; SIFFATTA AFFERMAZIONE CONTRASTA
NON SOLTANTO CON UNA PRECEDENTE NOTA A FIRMA DELLO STESSO TASCIO
INVIATA IN DATA

p 325 23.12.80 ALL'A.G., MA ANCHE COL CONTENUTO DELLE POCHE TELEFONATE


INTERESSANTI LICOLA ACQUISITE DA ALTRI SITI; IN PARTICOLARE LE
TELEFONATE DELLE ORE 18,58 E
19,00/Z TRA MARSALA (VITAGGIO) E SIRACUSA (ARENA) DA CUI RISULTA
CHIARAMENTE CHE SIRACUSA E' IN ATTIVO COLLEGAMENTO CON MARSALA E QUELLE
PRECEDENTI DELLE ORE 18,13 E 18,34/Z SEMPRE CON MARSALA (INTERLOCUTORI
ABATE ED ARENA) DALLE QUALI AVUTO ANCHE RIGUARDO ALLA NOTA DI
CHIARIMENTI FORNITA ALL'A.G. SU SUA ESPRESSA
RICHIESTA DALL'AERONAUTICA MILITARE IL 16.12.94 EMERGE CHIARAMENTE CHE
LA MANUTENZIONE A SIRACUSA CI FU QUELLA SERA MA TERMINO' ALLE ORE
18,34/Z.
PARTICOLARMENTE ALLARMANTE LA MANCANZA DEI NASTRI RELATIVI ALLE
TELEFONATE,AVUTO RIGUARDO AL FATTO CHE CERTAMENTE TELEFONATE
INTERCORSERO TRA SIRACUSA EDALTRI SITI (COME EMERGE DA ALLEGATI DELLA
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE LUZZATTI)E CHE DETTE TELEFONATE (IN
PARTICOLARE TRA SIRACUSA E CIAMPINO) FURONO ASCOLTATE
DALLA COMMISSIONE LUZZATTI (DI CUI FACEVA PARTE UN RAPPRESENTANTE
DELL'AERONAUTICA MILITARE) E QUINDI RITENUTE DI INTERESSE (NON A CASO
IN PARTICOLARE LA TELEFONATA DELLE ORE 19,42/Z DOCUMENTA LA PRESENZA DI
TRAFFICO MILITARE); SUL PUNTO SI RITORNERA' INFRA NELLA PARTE DELLA
REQUISITORIA RELATIVA
ALL'ACC DI CIAMPINO.
C) LICOLA: SOLO CON MOLTI ANNI DI RITARDO RISPETTO ALLE INIZIALI
COMUNICAZIONI E' STATO POSSIBILE INDIVIDUARE CON COMPLETEZZA IL
PERSONALE PRESENTE QUELLA NOTTE IN SALA OPERATIVA, ANCORA NEL 1988,
INFATTI, IL COMANDANTE PRO TEMPORE DELSITO, ORABONA MODESTINO, OMETTEVA
DI INDICARE I NOMINATIVI DI DE MASI MARIO,
GENOVESE GIAMBATTISTA, GAMBARDELLA GIOVANNI, PAPA ALESSANDRO, CALVANESE
ANTONIO,(PER SIFFATTA, CHE SI IPOTIZZA ESSERE FALSA ATTESTAZIONE PENDE
AUTONOMO PROCEDIMENTO PENALE COL NUOVO RITO); NOMINATIVI INDIVIDUATI
SOLO SUCCESSIVAMENTE TRAMITE L'ACQUISIZIONE IN DATA 14.12.95 DI TALUNI
FOGLIETTI MANOSCRITTI MAI
TRASMESSI ALL'A.G.SI APPREZZANO ABRASIONI, MODIFICHE ED AGGIUNTE A
MATITA SUL REGISTRO DIPROTOCOLLO E SUL REGISTRO DI INVIO TELEX (COME
ACCERTATO CON PERIZIA GRAFICA DELPROFESSOR PERRELLA DEPOSITATA
L'11.04.92).
MANCA IL REGISTRO DI SALA OPERATIVA.
NON E' STATO RINVENUTO IL TELEX PLOTTAGGIO AG 266 NONOSTANTE NON NE
RISULTI LA SUA DISTRUZIONE NEI REGISTRI DI PROTOCOLLO.
NELL'IMMEDIATEZZA DEL FATTO FU CONSEGNATO ALL'A.G. UN ESTRATTO DEL DA-1
CONTENENTE 26 TRACCE TRA LE QUALI NON FIGURA QUELLA DEL DC9.
LE MINUTE DELLO STRALCIO DEI TRACCIATI RADAR FURONO DISTRUTTE IN DATA
13.09.84 MENTRE IN EPOCA ANTECEDENTE E PROSSIMA ALL'AGOSTO DEL 1988 FU
DISTRUTTO IL PLOTTAGGIO DEI DATI ESTRATTI DAL DA-1 NONCHE' LA LETTERA
DI TRASMISSIONE DEL MEDESIMO PLOTTAGGIO AL TERZO ROC.
LE COMUNICAZIONI TBT (BENCHE' OGGETTO DI SEQUESTRO SIA DA PARTE DEL
P.M. DI PALERMO DOTT. GUARINO CHE DAL P.M. DI ROMA DOTT. SANTACROCE)
NON FURONO MAI CONSEGNATE ALL'A.G.; EPPURE DELLA LORO ESISTENZA SI DAVA
CONTEZZA NELLA NOTA DI TRASMISSIONE DEI PLOTTAGGI DA LICOLA ALL'ITAV
DELL'11.07.80.CARENZA, QUEST'ULTIMA, PARTICOLARMENTE GRAVE, AVUTO
RIGUARDO ALLA "CENTRALITA'"
DELLA POSIZIONE DI LICOLA ED AL RUOLO ATTIVO CHE LICOLA RISULTA AVERE
NELLA NOTTATA QUALE EMERGE DALLE SUE TELEFONATE REGISTRATE DAGLI ALTRI
SITI(MARTINAFRANCA, CIAMPINO, MARSALA); SONO COSI' SFUGGITE LE
TELEFONATE CHE CERTAMENTE LICOLA EFFETTUO' CON LO STATO MAGGIORE, CON
POGGIO BALLONE, SIRACUSA ED ALTRI SITI; NON APPARE TRA L'ALTRO AFFATTO
ATTENDIBILE L'AFFERMAZIONE
CONTENUTA NELLA SUCCITATA NOTA DELL'11.07.80 SECONDO LA QUALE L'ASCOLTO
DELLE TELEFONATE AVEVA DATO ESITO NEGATIVO AVUTO RIGUARDO ALL'ESTREMO
INTERESSE SOPRAEVIDENZIATO DI TALUNE TELEFONATE REGISTRATE DA ALTRI
SITI.

P 326

D) POGGIO BALLONE: MANCANO I NASTRI DELLE REGISTRAZIONI RADAR NONCHE'


DELLE TELEFONATE TBT; EPPURE DAL CAPOVERSO DELLA NOTA DI
TRASMISSIONE DA POGGIO ALLONE ALL'ITAV DEL 14.07.80 E DALLA NOTA
DI TRASMISSIONE DI TRAPANI BIRGI
ALL'ITAV DEL 21.07.80 (DAL CUI COMBINATO DISPOSTO EMERGE CHE LE
REGISTRAZIONI RADAR DI POGGIO BALLONE FURONO INVIATE DA POGGIO
BALLONE A TRAPANI E POI DATRAPANI ALL'ITAV) NONCHE' DALLE
DEPOSIZIONI DEI PILOTI DI GROSSETO TRAPANI E POI
DA TRAPANI ALL'ITAV) NONCHE' DALLE DEPOSIZIONI DEI PILOTI DI
GROSSETO GON EMARESIO (G.I. 26.03.92 E CONFRONTO 07.07.95; GON
G.I. 22.01.93 E CONFRONTO

07.07.95 CHE EVIDENZIANO CHE FU LORO CONSEGNATO A GROSSETO DA


POGGIO BALLONE UN PLICO CONTENENTE DEI NASTRI CON TANTO DI
CUSTODIA METALLICA DA CONSEGNARE A TRAPANI) RISULTA CHE GIA' IL
13.07.80 FURONO TRASPORTATE IN AEREO DA GROSSETO A
TRAPANI I NASTRI DEI RADAR, CHE POCHI GIORNI DOPO PROSEGUIRONO PER
L'ITAV OVE PERALTRO (VEDI ANCHE SUB POSIZIONE IMPUTATO FIORITO DE
FALCO) NON FURONO MAI
RINVENUTI.
E' SI VERO CHE L'ALLORA CAPO DELL'UFFICIO OPERAZIONI DI POGGIO
BALLONE,PONGILUPPI, SENTITO PIU' VOLTE QUALE TESTE DAL G.I. (CFR.
IN PARTICOLARE03.10.95 E 08.11.95) NEGA DI AVER INVIATO A TRAPANI
I NASTRI RADAR SOSTENENDO DI AVER INVIATO SOLTANTO LA RIDUZIONE
DATI; MA LE DICHIARAZIONI DEL PONGILUPPI NON APPAIONO CREDIBILI
APPARENDO SINGOLARE CHE EGLI ABBIA INTERPRETATO IN MODO
COSI'RESTRITTIVO GLI ORDINI IMPARTITI DAL COMANDO DEL 1° R.O.C. E
RISULTANDO COMUNQUE
CHE I DUE NASTRI USATI PER LA REGISTRAZIONE DI QUELLA NOTTE (N. 60
E 61 – VEDI REGISTRO M.I.O.) NON SAREBBERO STATI SUBITO
RIUTILIZZATI SCADUTI I TRENTA GIORNI, COSI' COME SAREBBE STATO
DICHIARATO TELEFONICAMENTE DAL PONGILUPPI AL
FIORITO DE FALCO IL 13.01.80 (A SEGUITO PERO' DI REITERATI
SOLLECITI AL FIORITO DE FALCO DEL PERITO, NOMINATO DAL P.M. DI
PALERMO, LA FRANCA, CHE CHIEDEVA DOVE FOSSERO FINITI I NASTRI
RADAR DI POGGIO BALLONE) MA SAREBBERO STATI UTILIZZATI
SOLO IL 22.08.80 DOPO ESSERE STATI, PER AMMISSIONE DELLO STESSO
PONGILUPPI (PAGG. 27 E SEGG. TRASCRIZIONE INTERROGATORI 08.11.95)
MESSI "DA PARTE" PER UNPERIODO BEN PIU' LUNGO DEI TRENTA GIORNI
PREVISTI PER L'ORDINARIO "RICICLAGGIO" DEI NASTRI MEDESIMI.
PER NON PARLARE DEL FATTO CHE DA CONTATTI TELEFONICI DEL LUGLIO
1990 TRA ILFIORITO DE FALCO E IL GENERALE PUGLIESE (VEDI INFRA SUB
POSIZIONI IMPUTATI
PUGLIESE E FIORITO DE FALCO) DETTI NASTRI AVREBBERO DOVUTO
TROVARSI ANCORA ALL'ITAV.
NELLE QUATTRO COPIE DI RIDUZIONE DATI RELATIVI AI PLOTTAGGI CHE CI
SONO PERVENUTE (UNA DELLE QUALI, QUELLA RINVENUTA ALLO SMA,
PARZIALMENTE DIVERSA) SI RINVIENE UN "BUCO" TRA LE ORE 18,31 E
18,33/Z.
UNDICI ALLEGATI RELATIVI A DOCUMENTAZIONE DEL SITO FURONO
TRASMESSI ALL'ITAV DA POGGIO BALLONE IL 14.07.80 E DA DETTA ITAV
FORMALMENTE RICEVUTI IN DATA 15.07.80
(VEDI ANCHE APPUNTI AGENDA SEQUESTRATA A FIORITO - DE FALCO) MA
NON RISULTARONO INOLTRATI DALL'ITAV ALL'A.G. ASSIEME AL MATERIALE
DEGLI ALTRI SITI.
E) POGGIO RENATICO: SU QUESTO SITO DI RILEVANTE IMPORTANZA (FU IL
PRIMO NEL CUI RAGGIO DI VISUALE PASSO' IL DC9 DOPO LA PARTENZA DA
BOLOGNA) SINO AL 1995 NON SI ERA POTUTO ACQUISIRE ALCUNCHE'; IN
PARTICOLARE CON NOTA DEL 25.06.88 IL
COMANDANTE DELL'11° CRAM DI POGGIO RENATICO COMUNICAVA AL COMANDO
DEL 1° ROC DI MONTEVENDA CHE IL SITO NON ERA IN POSSESSO DI
DOCUMENTAZIONE CONCERNENTE IL
DISASTRO AVIATORIO DI USTICA; ANALOGA COMUNICAZIONE VENIVA INVIATA
AL 1° ROC SEMPRE DAL COMANDO DELL'11° GRAM IN DATA 10.10.91;
NEPPURE IN OCCASIONE DEL
SOPRALLUOGO DEL G.I. IN DATA 20.11.95 FU POSSIBILE RINVENIRE
ALCUNCHE'.
TRE GIORNI DOPO TALE ACCESSO, IL COMANDO DI POGGIO RENATICO
TRASMISE, INVECE,ALL'A.G. TUTTI I REGISTRI DEL SITO RELATIVI AL
GIORNO DELL'INCIDENTE; DA ESSI
PERALTRO EMERGE QUANTO SEGUE:1) ALLA DATA DEL 27.06.80 IL REGISTRO
DEL CAPO CONTROLLORE (CAPITANO ARDOLINO)
E' STRAPPATO NELLA PARTE ANTECEDENTE LE ANNOTAZIONI SUCCESSIVE
ALL'ORARIO 19,40/Z (TRATTASI DI STRAPPO CHE PRESENTA SINGOLARE
ANALOGIA A QUELLO
RISCONTRABILE SUL REGISTRO DI SALA OPERATIVA DI MARSALA).
2) ALLA DATA DEL 28.06.80, ORE 11,10/Z RISULTA EFFETTUATA UNA
RIDUZIONE DI DATI

p 327

ESPRESSAMENTE FINALIZZATA ALLA RICERCA DELLA TRACCIA DEL DC9, CHE


TUTTAVIA NON E' STATA RINVENUTA E DELLA QUALE INOLTRE NON RISULTA LA
TRASMISSIONE SU ALCUN REGISTRO DI PROTOCOLLO.
VA PUNTUALIZZATO CHE, IPOTIZZANDOSI FATTI DI FALSO IDEOLOGICO NELLE
COMUNICAZIONI AL 1° ROC DI CUI SOPRA, PENDE PROCEDIMENTO IN FASE DI
INDAGINI PRELIMINARI COL NUOVO RITO.
F) IACOTENENTE: NON SONO STATI RINVENUTI I REGISTRI DI SALA OPERATIVA;
E' STATA DISTRUTTA IN DATA 01.02.88 LA MINUTA DEL PLOTTAGGIO LJ 054
TRASMESSO DA IACOTENENTE A MARTINAFRANCA, PLOTTAGGIO CHE PERALTRO
MARTINAFRANCA NON RISULTA
AVER MAI RICEVUTO.
G) MARTINAFRANCA: E' STATO RINVENUTO SOLO IL REGISTRO RCC; MANCANO IL
REGISTRO DEL CAPO CONTROLLORE DEL SOC ED I REGISTRI DI SALA OPERATIVA
NONCHE' IL REGISTRO DELLE SPEDIZIONI TELEX (MANCANZA QUEST'ULTIMA
PARTICOLARMENTE INQUIETANTE OVE SI
CONSIDERI CHE DALLE TELEFONATE TRA MARTINAFRANCA E LICOLA ED IN
PARTICOLARE DAL COMBINATO DISPOSTO DA QUELLA, SOPRACITATA DELLE 19,40/Z
E QUELLE DELLE 23,04/Z E SEGG. EMERGE CON CERTEZZA CHE I PLOTTAGGI
FURONO INVIATI DA LICOLA AMARTINAFRANCA CON TELESCRIVENTE E
MARTINAFRANCA DICHIARA PER TELEFONO DI AVERLI
RICEVUTI).
UN NASTRO CONTENENTE NUMEROSE E INTERESSANTISSIME TELEFONATE REGISTRATE
PRESSO IL SITO DI MARTINAFRANCA, BENCHE' ASCOLTATO NELL'AMBITO
DELL'ATTIVITA' SVOLTA DALLA COMMISSIONE PISANO NEL 1989 NON FU MAI
MESSO A DISPOSIZIONE DELL'A.G. E FU
ACQUISITO DA QUEST'ULTIMA SOLTANTO ALLA FINE DEL 1990 PRESSO LO SMA.
H) CIAMPINO: COME GIA' OSSERVATO SUB SIRACUSA, NON FURONO CONSEGNATI
ALL'A.G. I NASTRI RELATIVI A TUTTA UNA SERIE DI COMUNICAZIONI TRA
CIAMPINO ED I VARI SITI
DELLA DIFESA AEREA: IN PARTICOLARE PUR DISPONENDO L'ACC DI OTTO
REGISTRATORI FURONO CONSEGNATE LE BOBINE DI SOLI TRE DI ESSI E
PRECISAMENTE LA PRIMA, LA SESTA E LA SETTIMA; E CIO' BENCHE' LA
COMMISSIONE LUZZATTI AVESSE POTUTO COMPULSARLE NELLA LORO INTEGRITA'
(IN PARTICOLARE L'ASCOLTO FU EFFETTUATO DAL
CONTROLLORE DEL TRAFFICO AEREO FRANCESCO MANCINI, DISTACCATO A
COLLABORARE CON LA COMMISSIONE LUZZATTI).
E' INOLTRE SINGOLARE CHE LA CONSERVAZIONE E SIGILLATURA DEI NASTRI
VENNE DISPOSTA A CIAMPINO PROPRIO NEL MOMENTO - ORE 20,45/Z - PIU'
DRAMMATICO DELLA RICERCA DA PARTE DI CIAMPINO DI METTERSI IN CONTATTO
CON GLI AMERICANI, SICCHE'LE REGISTRAZIONI PERVENUTECI REGISTRATE SI
INTERROMPONO BRUSCAMENTE IN UN MOMENTO CHE PER LE INDAGINI ERA
ESTREMAMENTE SIGNIFICATIVO.
E' ALTRESI' INQUIETANTE CHE NON SIA STATO RITROVATO IL REGISTRO DELLE
PRESENZE DELLA SALA OPERATIVA E CHE SIANO STATE RINVENUTE LE COPIE DEI
FOGLI DI TALE REGISTRO FATTA ECCEZIONE PROPRIO PER LA COPIA DEL GIORNO
27.06.80 (SICCHE' SI E'POTUTI PERVENIRE ALLA INDIVIDUAZIONE DELLE
PERSONE PRESENTI QUELLA SERA IN SALA
SOLO OLTRE DIECI ANNI DOPO - E TRA QUESTE, SI NOTI, VI SONO I TESTI
CUCCHIARELLI E COLONNELLI LA RILEVANZA DELLE CUI DICHIARAZIONI SARA'
MEGLIO EVIDENZIATA NEL
SEGUITO DELLA REQUISITORIA - ATTRAVERSO COMPULSAZIONE DELLA
DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL'EROGAZIONE DELLE COMPETENZE ECONOMICHE).
I) S.M.A.: NON E' STATO RINVENUTO IL BROGLIACCIO DI SERVIZIO DEL
SOTTUFFICIALE DI TURNO, BERARDI ( CHE PURE, SULLA BASE DELLE
TELEFONATE, RISULTA ESSERE STATO PIUTTOSTO ATTIVO QUELLA NOTTE), MENTRE
PER CONTRO IL BROGLIACCIO DELL'UFFICIALE
DI SERVIZIO GIANGRANDE APPARE REDATTO IN UN UNICO CONTESTO
SUCCESSIVO,QUANTOMENO DOPO LE ORE 19,00/Z.
NULLA E' STATO RINVENUTO PRESSO LA SALA OPERATIVA DEL COSMA, PUR ESSA
ATTIVA QUELLA NOTTE, AL DI LA' DI UN TELEX (RINVENUTO SOLO NEL 1995),
COL QUALE IL COSMA NOTIZIAVA IL COP DELLA SCOMPARSA DEL DC9.
NULLA E' STATO RINVENUTO PRESSO IL SIOS BENCHE' ESISTESSE UN TURNO SIA
DELL'UFFICIALE DI SERVIZIO CHE DEL SOTTUFFICIALE DI SERVIZIO; E
TANTOMENO NULLA E' STATO RINVENUTO (COME MEGLIO SI VEDRA' SUB POSIZIONE
IMPUTATO TASCIO) IN ORDINE AI CONTATTI SVOLTISI I GIORNI SUCCESSIVI TRA
L'AMBASCIATA AMERICANA E IL SIOS.
NULLA E' STATO RINVENUTO IN ORDINE ALL'INCHIESTA INTERNA SVOLTA DAL
TERZO REPARTO PRESSO L'ACC DI CIAMPINO SUBITO DOPO IL RINVENIMENTO DEI
ROTTAMI DEL DC9.
INFINE, COME GIA' EVIDENZIATO, SOTTO ALTRO PROFILO, NELLA PRIMA PARTE
DELLA REQUISITORIA, VA SEGNALATO IL MANCATO RINVENIMENTO NELL'AMBITO
DEI REPERTI,CONCENTRATI ALL'AEROPORTO DI BOCCA DI FALCO, E RECUPERATI
DALLE NAVI DI SOCCORSO O TROVATI LUNGO LA COSTA D'UN CASCO DRAKE
APPARTENENTE A PILOTA DELL'AVIAZIONE
IMBARCATA DELLA US NAVY; CASCO NON SEQUESTRATO MA DELLA CUI ESISTENZA
SI HA NOTIZIA TRAMITE LA REGISTRAZIONE DEL COLLOQUIO TRA IL TENENTE
COLONNELLO LIPPOLIS ED IL COLONNELLO BARALE, NELL'AMBITO DELL'ATTIVITA'
DELLA COMMISSIONE PISANO. NELLA RELAZIONE E NEGLI ALLEGATI NON SI PARLA
PERO' DI TALE CASCO.
IL CASCO, SI BADI, NULLA HA A CHE FARE CON ALTRO CASCO POI RINVENUTO
TRA I REPERTI DEL MIG LIBICO MA IN REALTA' RECUPERATO IN LOCALITA'
TRAIBA (TRA PALERMO E TERMINI IMERESE) IL 10.08.80 ED ANCH'ESSO
COMUNQUE OGGETTO DI SINGOLARI VICENDE, COME MEGLIO SI VEDRA' INFRA.
La laureanda ha cercato di verificare se fosse vero che il Mig 23, decollato da Pratica di Mare ,
ceduto dagli americani agli italiani, da solo col dc9 al momento della strage sul luogo della
strage, sia chi realmente ha abbattuto con due missili atoll a guida radar e inerte il dc9.Da
Pratica di Mare al punto della strage ci sono 218,88 km. Se il Mig fosse stato la traccia LL407
vista per la prima volta alle 1849z, avrebbe volato per 10 minuti a 700 nodi 1296 km orari. Al
momento della strage il Mig sarebbe stato a 2,8 km dal punto della strage a est, il range del
missile atoll a guida radar è 8 km, esso sarebbe compatibile con quello che ha abbattuto il dc9.
Nel corso della ricerca si trova un articolo del Messaggero in cui si scrive di una scheggia in una
vittima con minuscoli caratteri cirillici e inglesi:
Il drone quella sera non fu lanciato, il mig potrebbe volare ad una velocità di 700 nodi come il
caccia assassino, il suo volo decollando da Pratica di Mare durerebbe 10 minuti:

Corriere 27 giugno 1991 il mig non è libico, è detenuto segretamente dagli americani,viene
portato a Sigonella tre mesi prima della strage di Ustica
Repubblica 26 giugno 1990 sulla base dei dati nella perizia della commissione Blasi l'unico
missile che puo' aver abbattuto il dc9 è il missile Atoll lanciato dal Mig 23

La testa inerte del missile Atoll non aveva esplosivo

Korea North Air Force Handbook Volume 1 Strategic ... - Pagina 92


In commissione stragi il generale Pisano nel 1989 afferma di non aver saputo di tre tracce
quando ha consegnato la sua relazione, ci si chiede se la traccia aj453 c'entri o no con
l'abbattimento del dc9:
La laureanda si è resa conto poi che c'era anche una seconda ipotesi da verificare. La prima
cosa da verificare era il funzionamento della testa dummy in generale, nel diossido di anidride
carbonica supercritico ci sono soluti parzialmente in una mistura tnt e t4, il diossido di anidride
carbonica supercritico va in temperatura, si separa il tnt dalla mistura e vengono espulse le
sferule ad alta velocità che abbattono il target.

Sono registrate a Caselle due teste inerti di Sparrow III, non sono mai state messe in quelle
utilizzate,ma non si sono mai trovate, ne' Am italia ha mai detto che uso ne ha fatto.

La laureanda nelle carte della Commissione Pratis ha trovato questo documento:

"NOTA INFORMATIVA" (11.04.89) DELL'AEROPORTO DI PRATICA DI MARE (CON VARI

ALLEGATI) NELLA QUALE SI ESCLUDE L'EVENTUALITA' DI UN LANCIO DI MISSILE ALL'IR


E NON SI ESCLUDE LA POSSIBILITA' DI UN LANCIO DI MISSILE A GUIDA SEMIATTIVA
DELLA CLASSE AIM-7E
La testa dummy dello Sparrow non ha esplosivo: https://www.abc.net.au/pm/stories/s159695.htm
JOHN TAYLOR: The dummy missile cannot be launched by the pilot. Though it's the same shape as a real
Sparrow missile, it contains no explosives. Weighing about 130 kilograms it's meant to replicate the real
thing, and nothing more. But when it fell off, it was extremely dangerous. It easily destroyed the utility it
hit and shocked car yard owner Tony Travers who heard it land and witnessed its damage.

Lo scenario radaristico è tratto dai dati del radar Selenia 2:

Il dc9 alle 185945 zulu ha l'ultima battuta radar

RADAR=02 SETTORE=05 NUM.PLOTS=00 TEMPO=0100 N.CICLO=04281031


ORA=80.06.27/18.59.45
RADAR=02 SETTORE=06 NUM.PLOTS=00 TEMPO=0104 N.CICLO=04281033
ORA=80.06.27/18.59.45
RADAR=02 SETTORE=07 NUM.PLOTS=04 TEMPO=0109 N.CICLO=04281035
ORA=80.06.27/18.59.45
X= 004.01 Y=-008.17 R= 009.16 A=157 35' Q= 00*A0225*C026 SSR.PR.
X= 015.06 Y=-039.03 R= 042.02 A=159 20' Q= 00*A1235*C370 SSR.PR.
X= 030.03 Y=-125.17 R= 129.10 A=166 38' Q= 00*A1136 C250 SSR.
X= 008.05 Y=-034.04 R= 035.08 A=167 15' Q= 00*A0226 C390 SSR.

In volo col dc9 quando scompare dai radar (squocca 1136) ci sono un caccia inglese (aj407 squocca
0225), un pattugliatore marittimo (squocca 1235 ag262), un caccia americano del SAC (aj453 squocca
0226). Non c'è traccia sul radar del missile.
Se a livello radaristico e missilistico non si puo' capire chi è l'assassino, dalle parole di Ivo Nutarelli in
vita si puo' capire che il dc9 è stato abbattuto ed egli preferiva essere rimasto a casa:

Compagna Laura Meli di Ivo Nutarelli


Ivo Nutarelli litiga con Naldini gridandogli tu sai benissimo che il dc9 l'hanno buttato giu'
A D.R.: CONFERMO LA CENA CHE SI SVOLSE A PRATICA DI MARE. RICORDO CHE
IL NUTARELLI INSIEME ALLA PATTUGLIA ACROBATICA SI ERA RECATO
ALL'AEROPORTO DI PRATICA DI MARE PER PARTECIPARE SE NON RICORDO MALE,
AD UN COCKTAIL.
IL NALDINI COMINCIO' A PARLARE DEL DC9 CHE CADDE AD USTICA DICENDO CHE
PROBABILMENTE ERA UNA STRAGE DI MAFIA E CHE SI SAREBBE TRATTATO DI UNA
BOMBA. LA CONVERSAZIONE ERA SOPRATTUTTO TRA IL NALDINI ED IL NUTARELLI,
CHE PER LA PRIMA VOLTA LO VIDI MOLTO ARRABBIATO TANTO CHE ALZO' LA VOCE
CON LO STESSO NALDINI DICENDO TESTUALMENTE "SMETTILA, LO SAI BENISSIMO
CHE LO HANNO BUTTATO GIU'!",

Nutarelli confida ad AGOSTINIS ANDREA che la sera della strage di


Ustica sarebbe stato meglio fossero stati a casa

CIRCA UN ANNO E MEZZO PRIMA DELL'INCIDENTE DI RAMSTEIN, PRESSO IL BAR


"DANITA" DI UDINE, PARLANDO CON IL NUTARELLI DI UN VELIVOLO MILITARE
CADUTO; GLI DISSI:
"VEDI E' CADUTO UN AEREO ED E' MORTO UN PILOTA, A USTICA E' CADUTO UN
AEREO CIVILE". IL NUTARELLI MI RISPOSE: "FOSSIMO STATI A CASA!"

La laureanda si è anche occupata di ricostruire se ci fosse o meno la


guerra elettronica accesa.

Questo è quanto si è ricostruito:

Della AJ450 si può certamente dire che per un certo periodo ha


volato parallela al DC9 ad una distanza di circa 10 miglia. Nel minuto precedente
all’incidente si nota che questa traccia accelera, guadagna quota (e infatti viene
"battuta" anche dal radar di Ciampino che "vede" solo sopra i 5000 metri di altitu-
dine) e vira verso il DC9. A quella distanza, preme ricordarlo, nessuno è in grado
di riconoscere un oggetto nemmeno se "grande e grosso" come un aereo di linea,
ma forse basterebbe sapere chi a quell’ora deve passare da quel luogo e regolarsi
di conseguenza. Nel momento in cui l’espanso della traccia AJ450 incrocia la
traccia del DC9 questi perde il contatto con il controllo aereo, si scompone e in-
izia a precipitare. La traccia AJ450 poi prosegue in discesa per qualche secondo
fino a che non si perde in direzione della Calabria.
https://www.tempi.it/strage-dc9-itavia-un-atto-di-pirateria-internazionale/
dc9 linea bianca
aj450 linea azzurra va intercettare dc9 che cade

AJ450 diventa la traccia ra-


dar di un aereo che intercetta il
Dc9 (..)AJ450 potreb-
be essere perciò protagonista
di un’operazione di guerra elet-
tronica. https://www.stragi80.it/rassegna/colarieti/240605.pdf

Non ci sono centri di esplosione sul velivolo dc9, l'esplosivo incombusto ritrovato c'è
finito sui rottami per contaminazione o i rottami stessi sono stati inquinati per
accreditare il depistaggio della bomba. Non ci sono fori di entrata e di uscita del
missile, non ci sono bruciature in cabina di pilotaggio nelle strutture interne della
cabina di pilotaggio, nella cabina passeggeri, la toilette è intatta, le sferette nei flap
non appartengono a teste di missili perchè non hanno segni di esplosione e c'è un
foro solo mentre le sferette sono un centinaio. Non è provato nemmeno che fu un
missile ad abbattere il dc9. La guerra elettronica fosse stata accesa poteva
distruggere le frequenze radio della radio navigazione del dc9. E' stato abbattuto
forse dalla guerra elettronica il dc9, eseguita e ordinata eventualmente da chi?
Oppure le conclusioni sull'analisi dei periti sui rottami del dc9 sono sbagliate e visto
che Nutarelli dice all'amico: “Fossimo stati a casa” la causa della strage è un
abbattimento del dc9 con missili Sparrow aim7-e a guida radar e inerti, i due
scomparsi da Caselle, da parte dello stesso Nutarelli e Naldini, i quali poi con il
cannone Vulcan 20 mm abbattono anche il Mig inoffensivo e disarmato sulla Sila,
oppure se fosse vero della scheggia in un passeggero del dc9 con minuscoli caratteri
cirillici e inglesi, il mig era forse armato e aveva forse appena eseguito la strage con
due missili Atoll a guida radar e inerti, quando Nutarelli e Naldini lo abbattono
eventualmente sulla Sila? Il caccia inglese infine ci puo' entrare qualcosa nella strage
di Ustica, visto che lo Skyflash aveva la stessa testa da guerra e inerte dello Sparrow
aim-7e? Il caccia americano del Sac era armato o no di atomica e se fosse stato
armato a quale esercitazione o operazione partecipava quella sera, anche se non
coinvolto nella strage di Ustica? La Cassazione penale ha confermato che non ci
sono prove ne' sulla tesi del missile e ne' della bomba.
Il maresciallo Dettori scriveva l'Unità nel 1994 il 26 giugno aveva consegnato i tracciati radar relativi alla
strage di Ustica all'istruttore di guerra elettronica, suo amico di Pattada il paese natale di Dettori, Antonio
Sini, ucciso nella strage del Moby Prince, per interpretarli:

Solo ritrovando quei tracciati radar dati da Dettori a Sini e facendoli interpretare da un istruttore di guerra
elettronica la laureanda ipotizza che la magistratura o una commissione parlamentare d'inchiesta
potrebbero arrivare alla verità. A livello di ipotesi si puo' andare per esclusione per capire qual'è quella
giusta per ricostruire la verità storica sulla strage di Ustica. La traccia aa450 e aj450 non è un aereo che fa
guerra elettronica, è un caccia militare a transponder spento, la cui velocità registrata dal radar di Potenza
Picena è unicamente compatibile con quella del Mig 23. Il radar vedeva il dc9 e quindi è improbabile che
subisca la guerra elettronica. Il mig 23 è stato ritrovato sulla Sila disarmato. Resta in piedi solo l'ipotesi
che Naldini e Nutarelli con due Sparrow aim7e a guida radar e inerte spariti da Caselle abbiano abbattuto
il dc9 e poi con la mitragliatrice Vulcan 20 il Mig 23 sulla Sila, visto che non risulta che i caccia inglesi
avessero chiesto autorizzazione per quella sera ad un'esercitazione a fuoco, è del tutto improbabile siano
l'assassino. Naldini e Nutarelli erano la traccia AA433 vista ancora in volo da Poggio Ballone alle 1922z.
La guerra elettronica accesa serviva nella tesi della laureanda andando per esclusione per occultare ai
radar la traccia AA433, il caccia italiano di Naldini e Nutarelli al momento della strage sul luogo della
strage, il quale ha abbattuto il dc9 con le due teste dummy inerti dello sparrow aim-7e sparite da Caselle.

Laura Picchi
Bibliografia

La relazione della Commissione Luzzatti


La relazione dello Sma gen. Franco Pisano
Le requisitorie e le conclusioni dei P.M . Nebbioso, Roselli
e Salvi
La sentenza-ordinanza e le conclusioni del G.I. Rosario Priore
Le trascrizioni del processo di I grado
Processo I grado
Il processo di I grado sui presunti depistaggi: le udienze tenutesi presso la III Corte d’Assise di
Roma, gli argomenti trattati e le trascrizioni del dibattimento in pdf.
• 28-09-2000 – Costituzione delle parti ed ordinanza di ammissione dei mezzi audiovisivi;
• 16-10-2000 – La Difesa oppone l’inammissibilità della costituzione delle parti civili;
• 17-10-2000 – Le parti civili replicano alla richiesta di estromissione dal processo;
• 26-10-2000 – Ordinanza sull’ammissibilità delle costituzioni delle parti civili;
• 07-11-2000 – Ulteriori eccezioni preliminari della Difesa;
• 08-11-2000 – Decisione sulle questioni preliminari e fissazione dei termini;
• 21-11-2000 – Le difese delle parti civili sulle questioni preliminari;
• 23-11-2000 – Il Pubblico Ministero sulle questioni preliminari;
• 01-12-2000 – La Corte delibera l’esclusione degli imp. per falsa testimonianza dal processo;
• 19-12-2000 – Astensione dei difensori e rinvio dell’udienza;
• 21-12-2000 – Eccezioni procedurali di nullità respinte dalla Corte;
• 16-01-2001 – La Corte rigetta l’eccezione di difetto di giurisdizione. Dich. spont. parti civili;
• 17-01-2001 – Esame dei testi: Cucchiarelli, Colonnelli, La Torre. Esame dell’imp. di r.c.:
Trombetta;
• 19-01-2001 – Esame dei testi: Castronovo. Esame dell’imp. di r.c.: Guidi, Fazzino, Berardi,
Giangrande;
• 06-02-2001 – Esame dei testi: Arpino, Corvari. Esame dell’imp. di r.c.: Russo, Trombetta, Martino;
• 07-02-2001 – Esame dei testi: Paolucci, Grasselli, La Torre;
• 09-02-2001 – Esame dei testi: Cappabianca, Cucco, Sguerri, Lucioli, Chiappelli;
• 20-02-2001 – Esame dei testi: Martino. Esame dell’imp. di r.c.: Russo;
• 21-02-2001 – Esame dei testi: Chiarotti, Grasselli. Dich. spont. dell’imp.: Melillo;
• 23-02-2001 – Esame dei testi: Chiappelli. Confronto: Chiappelli e Lucioli;
• 06-03-2001 – Esame dei testi: Marzulli, Di Santo, La Sorsa, Smelzo;
• 07-03-2001 – Esame dei testi: Lippolis, Arati, Attanasi;
• 13-03-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Santucci. Esame dei testi: Piccio, Tesauro;
• 20-03-2001 – Esame dei testi: Fucci, Bosman;
• 21-03-2001 – Esame dei testi: Luzzatti, Peresempio;
• 27-03-2001 – Esame dei testi: Metta, Stellato, Maresca, Acito;
• 28-03-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Patroni Griffi;
• 03-04-2001 – Esame dei testi: Moretti. Esame dell’imp. di r.c.: Gon, Capitani;
• 04-04-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Pentericci, Salvi, Moneta, Giagnorio;
• 06-04-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Vitaggio, Sardu, Loi, Rocco, Albini, Abbate, Acampora,
Sarnataro, Di Micco, Abate, Ballini;
• 09-04-2001 – Esame dei testi: Mosti. Esame dell’imp. di r.c.: Avio, Di Giovanni;
• 10-04-2001 – Esame dei testi: Maggio, Daidone, De Luca, Antonini. Esame dell’imp. di r.c.: Muti;
• 26-04-2001 – Esame dei testi: D’Apuzzo, D’Amico. Esame dell’imp. di r.c.: Gruppuso, Tozio;
• 27-04-2001 – Esame dei testi: Pazzano, Del Zoppo. Esame dell’imp. di r.c.: Salmè, Massaro;
• 03-05-2001 – Esame dei testi: Zaramella, Montinaro. Esame dell’imp. di r.c.: Belluomini;
• 09-05-2001 – Esame dei testi: D’Isanto, Cipolletti. Esame dell’imp. di r.c.: De Angelis;
• 10-05-2001 – Esame dei testi: Centrella, Napolitano, Genovese, Calvanese;
• 15-05-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Maresio. Esame dei testi: Medico, Gambardella, De Masi;
• 16-05-2001 – Esame dei testi: Bergamini, Merrone, Grimaldi, Meli. Esame dell’imp. di r.c.:
Tessitore;
• 22-05-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Orabona;
• 29-05-2001 – Ordinanza di sospensione delle udienze per malattia dell’imputato Ferri;
• 05-06-2001 – Esame dei testi: Bruschina;
• 08-06-2001 – Sopralluogo all’aeroporto di Ciampino;
• 19-09-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Carico. Esame dei testi: Papa;
• 20-09-2001 – Esame dei testi: Corsaro, Arena, Marletta, Manca, Mandolfo;
• 25-09-2001 – Esame dei testi: Carta, Capuano, Ciotti, Corsetti;
• 26-09-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Cozzolino, Lauretani, De Giuseppe. Esame dei testi: Ogno;
• 28-09-2001 – Esame dei testi: Tarducci, Precetti. Esame dell’imp. di r.c.: Stasio, Pongiluppi;
• 02-10-2001 – Esame dei testi: Pacifico, Pagliacci, Branca, Vassallo;
• 04-10-2001 – Esame dei testi: Bozzo, Miracco, Fruncillo, Ardolino;
• 06-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Orlando. Dich. spont. dell’imp.: Tascio. Esame dei testi:
Honorati;
• 09-10-2001 – Esame dei testi: Scalise, Carchidi, Bitonti, Piccolo;
• 11-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Scura, Inzolia. Esame dei testi: Rondanelli, Simini;
• 17-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Zecchini, Lo Fiacco. Esame del teste: Marano;
• 19-10-2001 – Esame dei testi: Caruso, Ponzani, Genovese. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 20-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: De Paolis, Ferracuti;
• 23-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Coltelli. Esame dei testi: Dina, Argiolas;
• 24-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Bomprezzi. Esame dei testi: Scerra, Quaranta;
• 26-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Sidoti, Santoliquido. Esame dei testi: Orsini, Zanchetta;
• 29-10-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: De Paolis. Dich. spont. dell’imp.: Melillo. Esame dei testi:
Ascione, Del Moro, Fiume, Costa;
• 30-10-2001 – Esame dei testi: Palagi, Guerzoni, Fortini;
• 06-11-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Curci, Maraglino, Lombardo. Esame dei testi: Muratori,
Cinotti;
• 08-11-2001 – Esame dei testi: Mei, Antonicelli. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 10-11-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: D’Eliseo, Foglia. Esame dei testi: D’Ambrosio. Dich. spont.
dell’imp.: Bartolucci;
• 13-11-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Valentini, Raimondi. Esame dei testi: Brisinda, Conforti;
• 14-11-2001 – Esame dei testi: Pasquale, Angelini. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 16-11-2001 – Esame dell’imp. di r.c.: Giordo, Blandini, Gaudio. Esame dei testi: Angeli, Ricci;
• 21-11-2001 – Esame del teste: Milani;
• 30-11-2001 – Esame del teste: Ruscio;
• 03-12-2001 – Esame del teste: Zamberletti;
• 04-12-2001 – Esame del teste: Rognoni;
• 06-12-2001 – Esame dei testi: Formica, Lagorio;
• 11-12-2001 – Esame dei testi: Amato, Zanone;
• 12-12-2001 – Esame dei testi: Mainini, Mazzola;
• 15-12-2001 – Esame dei testi: Geraci, Giachini, Bonfietti;
• 17-12-2001 – Esame del teste: Formica;
• 20-12-2001 – Esame dell’imputato di r.c.: Livi;
• 08-01-2002 – Esame dell’imp di r.c.: Gioia. Esame dei testi: Zarrilli, Carchio, Frezzini;
• 10-01-2002 – Esame dei testi: Imbasciati, Labozzetta;
• 14-01-2002 – Esame dei testi: Pratis;
• 24-01-2002 – Esame dei testi: Pietrantuonio, Giaccari. Esame dell’imp. di r.c.: Podrini, Rossi;
• 05-02-2002 – Esame dei testi: Annoni, Pascale;
• 07-02-2002 – Esame dei testi: Galati;
• 12-02-2002 – Esame dell’imp. di r.c.: Gullotta. Esame dei testi: Pardini;
• 14-02-2002 – Esame dei testi: De Angelis;
• 15-02-2002 – Esame dei testi: Coe;
• 19-02-2002 – Esame dei testi: Giaccari;
• 21-02-2002 – Esame dei testi: Di Feo. Esame dell’imp. di r.c.: Cesaro, Piccioni;
• 26-02-2002 – Esame dei testi: Cossiga;
• 28-02-2002 – Esame dei testi: Martini;
• 04-03-2002 – Esame dei testi: Mambor;
• 08-03-2002 – Esame dei testi: Grillini;
• 12-03-2002 – Esame dei testi: Sciandra, Brancaleoni;
• 13-03-2002 – Esame dei testi: Rodi, Ferrara, Di Caro, Pierotti;
• 15-03-2002 – Esame dei testi: Morano, Cisaria, Sgura, Schettino, Ficarra;
• 19-03-2002 – Esame dei testi: Piccolo, Diana, Battista;
• 21-03-2002 – Esame dei testi: Romiti, Santaniello;
• 23-03-2002 – Esame dei testi: Motta, Bello, Alosi, Benedetti;
• 25-03-2002 – Esame dei testi: Arena, Preziosa, Bertocchini, Somaini;
• 26-03-2002 – Esame dei testi: Longo, Costantino, Paolucci, Rizzuto;
• 04-04-2002 – Esame dei testi: Cagnetta, Mignogna, Serafini, Piconese;
• 06-04-2002 – Esame dei testi: Giusti;
• 10-04-2002 – Esame dei testi: Rugiero, Quadroni;
• 16-04-2002 – Esame dei testi: Comitini, Bandiera, Bazzanella, Carignani, Leonori;
• 17-04-2002 – Esame dei testi: Carapellese, Gentile, Ascione. Confronto: Ascione, Gentile;
• 22-04-2002 – Esame dei testi: Colaiezzi, Famiani, Angelucci;
• 23-04-2002 – Esame dei testi: Caprara, Mastrochirico, Battifoglia. Confronto: Mastrochirico,
Caprara;
• 29-04-2002 – Esame dei testi: Mattei, Boccadoro, Di Rienzo, Monosilio, De Lellis, D’Arienzo;
• 30-04-2002 – Esame dei testi: Zuccaro, Natale, Antonicelli, Lancioni, Santi, Mezzabarba, Tassi,
Marra;
• 04-05-2002 – Esame dei testi: Bisogniero, Castelletti, Arcangeli, Pastorino;
• 08-05-2002 – Esame dell’imp. di r.c.: Petroni. Esame dei testi: Surano, Rossi, Bellini;
• 10-05-2002 – Esame dei testi: Valenti, Scipinotti, Fiorini, Colasante;
• 14-05-2002 – Esame dei testi: Pinna, Brindisi, Sanna, Bonifacio, Tornusciolo, Tacchio, Pascarella,
Cavo Dragone. Dich. spont. dell’imp.: Bartolucci;
• 15-05-2002 – Esame dei testi: Caso, Petrini, Mogno, Corrieri;
• 18-05-2002 – Esame dei testi: Sclerandi, Pardini;
• 21-05-2002 – Esame dei testi: Vannini, Umilio, Chiavarini. Esame dell’imp. di r.c.: Russo. Dich.
spont. dell’imp.: Tascio;
• 22-05-2002 – Esame dell’imp. di r.c.: Notarnicola. Esame dei testi: Linguanti, Bagattoni;
• 23-05-2002 – Esame dell’imp. di r.c.: Masci, Alloro. Esame dei testi: Mazzone;
• 28-05-2002 – Esame dei testi: Gemma, Chiappelli;
• 29-05-2002 – Esame dei testi: Costantini, Inferrera, Gemelli;
• 31-05-2002 – Esame dei testi: Capo Manzo;
• 04-06-2002 – Esame dei testi: Macidull. Incarico peritale: Bruno;
• 05-06-2002 – Esame dei testi: Pontecorvo;
• 10-06-2002 – Esame dei testi: Gubbiotti, Pinto, Sala;
• 14-06-2002 – Esame dei testi: Lund. Incarico peritale: Mariotti, Cammarano;
• 19-06-2002 – Esame dei testi: Grilli, Tricomi, Codeluppi, Carletto, Liuzzi;
• 20-06-2002 – Rinvio dell’udienza per sciopero;
• 24-06-2002 – Esame dei testi: Tirapani, Stranges, Di Filippo, Brogneri, Cannizzaro;
• 27-06-2002 – Esame dei testi: Rana, Mercaldo, Mazzocchi, Cordovani;
• 28-06-2002 – Esame dei testi: Galatolo, Cervesato, Giordani, Sbordoni, Giuganino;
• 03-07-2002 – Esame dei testi: Renzi, Buzzi, De Marco. Dich. spont. dell’imp.: Bartolucci;
• 10-07-2002 – Esame: Lund (ascolto registrazione rogatoria 11/12/92);
• 12-07-2002 – Esame del teste: Lund;
• 17-07-2002 – Esame dei periti: Perrella, Rossi, Paoloni, Ibba;
• 19-09-2002 – Esame dei periti: Acampora, Malorni, Lopez, Nicoletti, Graziani. Dich. spont.
dell’imp.: Ferri, Tascio;
• 20-09-2002 – Esame del consulente: Albano;
• 24-09-2002 – Esame dei periti: Firrao, Reale, Roberti;
• 27-09-2002 – Esame dei periti: Brandimarte, Kolla, Ibisch;
• 28-09-2002 – Esame dei periti: Ibish, Brandimarte, Kolla;
• 01-10-2002 – Esame dei periti: Imbimbo, Blasi, Migliaccio, Lecce;
• 03-10-2002 – Esame dei periti: Imbimbo, Blasi, Migliaccio, Lecce;
• 08-10-2002 – Esame dei periti: Cantoro, Magazzù, La Franca;
• 11-10-2002 – Esame dei periti: Imbimbo, Blasi, Migliaccio, Lecce;
• 16-10-2002 – Esame dei periti: Baldoni, Misiti, Santini, Castellani;
• 17-10-2002 – Esame dei periti: Baldoni, Misiti, Santini, Castellani;
• 22-10-2002 – Esame dei periti: Lilja, Taylor, Gunnvall, Picardi, Santini, Castellani;
• 23-10-2002 – Esame dei periti: Lilja, Taylor, Gunnvall, Picardi, Santini, Castellani;
• 29-10-2002 – Esame dei periti: Forshing, Casarosa, Santini;
• 30-10-2002 – Esame dei periti: Casarosa, Forshing, Santini. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 06-11-2002 – Esame dei periti: Dalle Mese, Tiberio, Donali. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 08-11-2002 – Esame dei periti: Held, Casarosa, Dalle Mese;
• 09-11-2002 – Esame dei periti: Casarosa, Dalle Mese;
• 12-11-2002 – Esame dei periti: Misiti, Santini, Castellani, Picardi;
• 13-11-2002 – Esame dei periti: Santini, Castellani;
• 19-11-2002 – Esame del perito: Giusti;
• 27-11-2002 – Esame del teste: Clarridge;
• 05-12-2002 – Esame del perito: Brandimarte;
• 06-12-2002 – Esame dei periti: Casarosa, Dalle Mese;
• 12-12-2002 – Esame dei periti: Forshing, Casarosa, Santini;
• 13-12-2002 – Esame dei periti: Forshing, Santini, Casarosa;
• 17-12-2002 – Esame dei periti: Picardi, Gunnvall, Lilya, Taylor;
• 18-12-2002 – Esame dei periti: Lilya, Taylor, Gunnvall, Santini;
• 19-12-2002 – Esame dei periti: Gunnvall, Taylor, Lilya, Picardi;
• 08-01-2003 – Esame del perito: Held;
• 09-01-2003 – Esame del perito: Held;
• 21-01-2003 – Esame dei periti: Donali, Dalle Mese, Tiberio. Esame dei consulenti: Pent,
Vadacchino. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 23-01-2003 – Esame dei periti: Donali, Dalle Mese, Tiberio;
• 04-02-2003 – Esame del teste: Protheroe;
• 05-02-2003 – Esame del teste: Protheroe;
• 11-02-2003 – Esame del perito: Casarosa;
• 18-02-2003 – Esame del teste: Clarridge;
• 19-02-2003 – Esame del teste: Clarridge;
• 26-02-2003 – Udienza rinviata;
• 27-02-2003 – Esame del teste: Protheroe;
• 04-03-2003 – Esame dei testi: Vitali, De Lazzari;
• 06-03-2003 – Esame dei periti: Donali, Dalle Mese, Tiberio;
• 07-03-2003 – Esame dei periti: Dalle Mese, Donali;
• 13-03-2003 – Esame del perito: Casarosa;
• 19-03-2003 – Esame dei testi: Sabatini, Casini, Contini, Martino, Seri, Zaghini;
• 21-03-2003 – Esame dei testi: Coletta, Ficchino, Giordano, Marcoccio, Moffa, Vennitti;
• 25-03-2003 – Esame dei periti: Dalle Mese, Donali, Tiberio;
• 26-03-2003 – Esame dei periti: Dalle Mese, Donali, Tiberio;
• 28-03-2003 – Esame dei periti: Casarosa, Santini, Castellani;
• 01-04-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent;
• 02-04-2003 – Esame del consulente: Pent;
• 04-04-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent;
• 08-04-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent;
• 16-04-2003 – Esame dei periti: Dalle Mese, Donali, Tiberio;
• 28-04-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent;
• 29-04-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent;
• 08-05-2003 – Esame dei consulenti: Vadacchino, Algostino, Pent. Dich. spont. dell’imp.:
Bartolucci;
• 09-05-2003 – Esame dei periti: Santini, Casarosa. Dich. spont. dell’imp.: Tascio;
• 15-05-2003 – Esame dei consulenti: Bonazzi, Eula, Bazzocchi, Mezzanotte, Marazzi;
• 16-05-2003 – Esame dei consulenti: Bonazzi, Eula, Bazzocchi, Mezzanotte, Marazzi;
• 22-05-2003 – Esame dei consulenti: Giubbolini, Vadacchino;
• 23-05-2003 – Esame dei consulenti: Giubbolini, Vadacchino, Pent, Pasquali;
• 28-05-2003 – Esame dei consulenti: Bonazzi, Vadacchino;
• 03-06-2003 – Esame dei consulenti: Bonazzi, Vadacchino Umilio;
• 09-06-2003 – Esame dei testi: Vadacchino, Giubbolini, Ludovisi, Brindisino;
• 10-06-2003 – Esame dell’imputato: Bartolucci;
• 17-06-2003 – Esame dell’imputato: Bartolucci;
• 18-06-2003 – Esame dell’imputato: Bartolucci;
• 20-06-2003 – Esame dell’imputato: Ferri;
• 02-07-2003 – Esame dell’imputato: Ferri;
• 05-07-2003 – Esame dell’imputato: Ferri;
• 08-07-2003 – Esame dell’imputato: Melillo;
• 17-07-2003 – Esame dell’imputato: Melillo;
• 18-07-2003 – Esame dell’imputato: Melillo;
• 19-07-2003 – Esame dell’imputato: Melillo;
• 17-09-2003 – Esame dell’imputato: Tascio;
• 19-09-2003 – Esame dell’imputato: Tascio;
• 22-09-2003 – Esame dell’imputato: Tascio;
• 02-10-2003 – Disp. sul fascicolo del dibat.;
• 24-10-2003 – Arringa Avv. P.C. Benedetti;
• 27-10-2003 – Arringa Avv. P.C. Benedetti;
• 29-10-2003 – Arringa Avv. P.C. Benedetti;
• 30-10-2003 – Arringa Avv. P.C. Benedetti;
• 04-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Paris, Osnato;
• 05-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Osnato;
• 07-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Gamberini;
• 10-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Castagnino, Gamberini, Giampaolo;
• 11-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Marini;
• 12-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Marini, Galasso;
• 20-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Scaloni, Flick;
• 21-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Ventrella;
• 25-11-2003 – Arringa Avv. P.C. Messina, De Figueiredo;
• 27-11-2003 – Requisitoria PM Amelio;
• 28-11-2003 – Requisitoria PM Amelio;
• 03-12-2003 – Requisitoria PM Monteleone;
• 04-12-2003 – Requisitoria PM Monteleone e Amelio;
• 12-12-2003 – Requisitoria PM Roselli;
• 15-12-2003 – Requisitoria PM Amelio;
• 16-12-2003 – Requisitoria PM Amelio;
• 18-12-2003 – Requisitoria PM Amelio;
• 19-12-2003 – Requisitoria PM Amelio, Roselli;
• 08-01-2004 – Arringa Avv. Giannuzzi (R.C. Ministero della Difesa);
• 09-01-2004 – Arringa Avv. Bartolo (difesa gen. Tascio);
• 12-01-2004 – Arringa Avv. Bartolo (difesa gen. Tascio);
• 13-01-2004 – Arringa Avv. Bartolo (difesa gen. Tascio);
• 15-01-2004 – Arringa Avv. Nanni (difesa gen. Melillo);
• 19-01-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 21-01-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 23-01-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 02-02-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 04-02-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 10-02-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 11-02-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 13-02-2004 – Arringa Avv. Nanni;
• 16-02-2004 – Arringa Avv. Bartolo (difesa gen. Tascio);
• 19-02-2004 – Arringa Avv. Bartolo;
• 23-02-2004 – Arringa Avv. Bartolo;
• 25-02-2004 – Arringa Avv. Equizi (difesa gen. Ferri);
• 01-03-2004 – Arringa Avv. Equizi;
• 03-03-2004 – Arringa Avv. Equizi;
• 05-03-2004 – Arringa Avv.ti Musco (difesa gen. Ferri), Filiani;
• 08-03-2004 – Arringa Avv. Biagianti (difesa gen. Bartolucci);
• 10-03-2004 – Arringa Avv. Biagianti;
• 12-03-2004 – Arringa Avv. Biagianti;
• 15-03-2004 – Arringa Avv. Forlani (difesa gen. Bartolucci);
• 19-03-2004 – Arringa Avv.ti Forlani, Ceci;
• 22-03-2004 – Arringa Avv. Ceci;
• 24-03-2004 – Arringa Avv. Ceci;
• 26-03-2004 – Arringa Avv. Crupi;
• 05-04-2004 – Replica del Pm Amelio;
• 06-04-2004 – Repliche Avv.ti De Figueiredo, Benedetti;
• 14-04-2004 – Repliche Avv.ti Marini, Osnato, Gamberini, Galasso;
• 15-04-2004 – Repliche Avv. Bacchetti, dich. spont. dell’imp. Ferri;
• 19-04-2004 – Repliche Avv. Nanni;
• 20-04-2004 – Repliche Avv.ti. Equizi, Biagianti;
• 22-04-2004 – Repliche Avv.ti Musco, Gallo;
• 27-04-2004 – Repliche Avv.ti. Filiani, Bartolo;
• 30-04-2004 – Dispositivo di sentenza

Le udienze del processo di I grado (audio)


La sentenza e le motivazioni del processo di I grado
La sentenza e le motivazioni del processo di II grado
La sentenza della Cassazione
Le sentenze dei tribunali civ ili
La sentenza della Corte dei Conti

Volume 1 Atti generici


https://www.mediafire.com/file/hs29clamalmqsqu/volume1attigenericiintegrale.rar/file

Volume 2 Interrogatori imputati


https://www.mediafire.com/file/r0msy9ba1o0lle9/Volume2interrogatoriimputatiintegrale.rar/file

Volume 3 Interrogatori testi


https://www.mediafire.com/file/0e8pwwd0c4k8cr2/
Volume3interrogatoritestiintegrale.rar/file

Indice Volume 1,2 e 3


https://www.mediafire.com/file/ydcyy7cm4foox69/indice_ustica.rar/file

Manoscritto Impossibile Pentirsi del CAPITANO AM ITALIA MARIO GIUSEPPE


CIANCARELLA http://www.strageustica.altervista.org/manoscritto-
impossibile-pentirsi-di-mario-ciancarella.html
Cockpit mig 23 con scritte in inglese è di forze aeree militari
americane
caccia assassino proveniente da est
messaggero 17 gennaio 1990 su registro Martinafranca Ciampino aveva
segnalato traffico militare americano in zona

Messaggero 1993 scheggia con minuscoli caratteri cirillici e inglesi


Testa inerte di missile a guida radar senza esplosivo Principles of Guided Missiles and

Nuclear Weapons - Pagina 59 United States. Bureau of Naval Personnel · 1966

Testa dummy inerte di missile a guida radar con tnt no rdx e sferule Ballistics 2011: 26th
International Symposium - Pagina 279
Sintesi Murder in the sky 1982 BBC Transue Mig 23 assassino con missile Apex

IL DIRETTORE DEL SISMI

PROT. NR. 1014/142/01 ROMA, 26.03.90

GENTILE SENATORE, IN MERITO ALLA TRASMISSIONE DELLA BBC DEL 26.07.82 HO


FATTO CONTROLLARE QUANTO RISULTA AGLI ATTI DEL SERVIZIO.
LA SINTESI DELLA TRASMISSIONE E' PERVENUTA AL SISMI DALL'ADDETTO
AERONAUTICO PRESSO LA NOSTRA AMBASCIATA A LONDRA IN DATA 28.07.82 ED E'
STATA DAL SERVIZIO INVIATA ALLA COMM.NE PRATIS IN DATA 09.12.88 E AL G.I.
VITTORIO BUCARELLI IL 21.11.89.

OGGETTO: PANORAMA - TRASMISSIONE TELEVISIVA IN GRAN BRETAGNA.

1. GIORNO 26.07.82 AT ORE 20,30 SU RETE TELEVISIVA BBC1 EST APPARSA


TRASMISSIONE INTITOLATA " MURDER IN THE SKY " IN CUI VIENE ANALIZZATO NOTO
INCIDENTE AEREO DI VELIVOLO DC9 ITAVIA IH870 NEL GIUGNO 1981 (PROBABILE
ERRORE DEL COMPILATORE DATA ESATTA GIUGNO 1980).

2. TRASMISSIONE DURATA CIRCA 30 MINUTI ET IN CUI SONO STATI INTERVISTATI


TECNICI ET ESPERTI ITALIANI ET STRANIERI HABET CERCATO RICOSTRUIRE
SITUAZIONE ET POSSIBILE SOLUZIONE IN BASE AT DATI CONOSCIUTI.

3. ESPOSIZIONE HABET AVUTO SEGUENTE SVILUPPO LOGICO:

- INCIDENTE EST STATO CAUSATO DA ESPLOSIONE NON ESSENDOSI VERIFICATO


SCONTRO IN VOLO CON ALTRO A/M AUT DISINTEGRAZIONE SPONTANEA.
(INTERVISTATO SIG. CARLO LUZZATTI PRESIDENTE COMM.NE INCHIESTA TECNICA);

- ESPLOSIONE CHE PUO' ESSERE SOLAMENTE STATA ORIGINATA DA MISSILE EST


STATA ESTERNA AT VELIVOLO ET IN ZONA ANTERIORE DESTRA.
(INTERVISTATO MR. DOUGLAS HIGGS HEAD FURENSIC INVESTIGATIONE - ROYAL
ARMAMENT RESEARCH AND DEVELOPMENT ESTABLISHMENT);
- ANALISI REGISTRAZIONE RADAR ( ROMA RADAR ) EVIDENZIANO PRESENZA ALTRA
TRACCIA STESSA LOCALITA' MEDESIMO TEMPO. (INTERVISTATO MR. JOHN MACDULL
NATIONAL TRANSPORTATION SAFETY BOARD - USA);

- ANALISI MOVIMENTI RELATIVI DUE TRACCE MOSTRANO PERCORSO AVVICINAMENTO


ET ATTACCO NORMALMENTE EFFETTUATO DA MODERNI VELIVOLI INTERCETTORI
(INTERVISTATO MR. JOHN TRANSUE; MINISTRY OF DEFENCE - FORMER DIRECTOR OF
AIR WARFARE);

- MISSILE CHE HABET COLPITO VELIVOLO DC9 ERA AT GUIDA RADAR, CIO' DEDOTTA
DA PUNTO IMPATTO ET DISTANZA DI LANCIO (INTERVISTATO MR. JOHN TRANSUE);

– LANCIO MISSILE NON ACCIDENTALE IN QUANTO GUIDA SEMI ATTIVA RICHIEDE


ILLUMINAZIONE BERSAGLIO DA PARTE PILOTA ANCHE DOPO IL LANCIO.
(INTERVISTATO MR. JOHN TRANSUE);

- AREA TIRRENO HABET INTENSA ATTIVITA' MILITARE ITALIANA ET NATO, MA EST


FREQUENTATA ANCHE DA VELIVOLI LIBICI;

- LIBIA POSSIEDE VELIVOLO MIG23 ARMATO MISSILI AA7 CUI CARATTERISTICHE ET


CAPACITA' COMBACIANO CON QUANTO ESPOSTO IN PRECEDENZA (INTERVISTATO MR.
JOHN TRANSUE).

I dati in generale sulla dummy warhead


– https://patents.google.com/patent/CN104034214A/en
– by volume, it is the dummy warhead that 350ml is equipped with 500 gramsb of trinitrotoluenes,
opening down being fixed on a reagent removal frame 60, reagent removal frame 60 and bullet are
put into a separating tank 50 in the lump then airtight, when supercritical carbon dioxide is fed to
temperature and maintains the separating tank 50 of approximately 55 ℃ and the about 25MPa of
pressure, start to isolate trinitrotoluene from bullet.
– la testata dummy ogni 350 ml è dotata di 500 grammi di trinitrotoluene,
l'apertura verso il basso e' fissata su un telaio di rimozione del reagente 60,
il telaio di rimozione del reagente 60 e il proiettile vengono inseriti in un
serbatoio separatore 50 nel grumo quindi ermetico, quando il diossido carbone
supercritico viene alimentato e arriva a temperatura mantiene il serbatoio
separatore 50 di circa 55 ℃ e la pressione di circa 25 MPa, inizia a isolare il
trinitrotoluene dal proiettile.

– https://patents.google.com/patent/CN104034214A/en
– Aforementioned patent is a part for extracting process, and in detail, the predetermined substance
in mixture moves on to another solvent due to the different solubilities of different solvents from a
solvent.In this case example one, illustrate that trinitrotoluene and RDX (RDX, Hexogeon) are
that solubility in a supercritical carbon dioxide solvent is carried out;
– abbiamo visto che il diossido di anidride carbonica supercritico e' usato nella
testa dummy del missile, in esso ci sono soluti il tnt e rdx t4


– https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA327017
– Consideration of the relative solubilities of RDX and TNT in CO2 suggests that SF extraction SFE
of TNT should be effective for separation and recovery of nitramine materials from TNT-based
energetic formulations. RDX is found to be 2-3 orders of magnitude less soluble than TNT in SF
CO2. An SFE-based separation process is demonstrated on a synthetic mixture of RDX and TNT
powders.
Rdx e tnt si solvono parzialmente nel diossido di anidride carbonica che si trova nella
testa dummy del missile.

13 novembre 1988 l'espresso il cnr di Napoli aveva detto che parti del missile erano di
fabbricazione italiana, la Selenia aveva ottenuto la licenza del missile Sparrow aim-7e dagli Usa
per farne una propria versione. Pratica di Mare non esclude di aver lanciato il missile aim-7e
quella sera della strage di Ustica. Due teste dummy inerte e a guida radar del missile Sparrow
sono scomparse e AM italia non sa dire che uso ne ha fatto

Potrebbero piacerti anche