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DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE

FISICA TECNICA PER IL DESIGN


AA 2019-20

Termodinamica
- principi
S.02.a

Michele Bottarelli - Dipartimento di Architettura di Ferrara


michele.bottarelli@unife.it
UNITA’ DI MISURA
misura = numero + incertezza + unità di misura
(UNI 4546 1984)

*
**

*
*
**
UNITA’ DI MISURA

1kgf = 9,80665N
1N m 1J
1Pa = ⋅ =
1m 2 m 1m 3
1bar = 105 Pa
1atm = 101325Pa = 101,325kPa
1J = 1N ⋅ 1m
1kJ
1kW =
1s
1kJ
1kWh = ⋅ 3600s = 3600kJ
1s
APPROCCI TERMODINAMICI

La TERMODINAMICA è la scienza che studia le trasformazioni di un SISTEMA conseguenti


a scambi di energia, sotto forma di CALORE e LAVORO.

La TERMODINAMICA CLASSICA adotta un approccio macroscopico


La TERMODINAMICA STATISTICA adotta un approccio microscopico

La termodinamica classica si basa su alcuni PRINCIPI indimostrabili e innegabili “ad oggi”.


Laddove una macchina negasse ad esempio il principio della conservazione dell’energia, si
avrebbe un moto perpetuo di 1a specie.

UNIVERSO = SISTEMA + AMBIENTE


SISTEMA TERMODINAMICO

E’ una regione dello spazio delimitata da una superficie reale o virtuale.

Un sistema si dice:
CHIUSO, se non c’è scambio di materia attraverso il contorno (sistema a massa di controllo)
APERTO, se c’è scambio di materia attraverso il contorno (sistema a volume di controllo)
ADIABATICO, se non c’è scambio di calore attraverso il contorno
ISOLATO, se non c’è scambio di energia e di massa attraverso il contorno

Un sistema ISOLATO non ha interazioni con l’ambiente


PROPRIETA’ DI UN SISTEMA TERMODINAMICO

Sono le grandezze che ne definiscono le caratteristiche in termini fisici, energetici, …

T - temperatura Ec - energia cinetica L - lavoro


p - pressione Ep - energia potenziale Q - quantità di calore
V - volume U - energia interna λ - conduttività termica
m - massa H - entalpia M - massa molare
ρ - densità S - entropia ...

Proprietà intensive: non dipendono dalla dimensione del sistema (T, p, …)


Proprietà estensive: dipendono dalla dimensione del sistema (m, E, V, …)
Proprietà specifiche: sono le proprietà estensive “rese” intensive (E/m, V/m, ρ, …)
EQUILIBRIO DI UN SISTEMA TERMODINAMICO

Un sistema termodinamico è in equilibrio quando sono verificati tutti gli equilibri:


meccanico
termico
chimico
elettrico
...

Un sistema semplicemente comprimibile è univocamente definito attraverso due proprietà


intensive indipendenti:
Regola di GIBBS o delle fasi → N=C+2-F
dove:
N = numero di proprietà necessarie alla definizione dello stato termodinamico
C = numero di componenti del sistema (1 = sostanza pura, >1 = miscela)
F = numero delle fasi

Per una sostanza pura (C=1) e omogenea (F=1), lo stato termodinamico è univocamente
individuato da due sole proprietà intensive indipendenti (N=2).
Si parla di COORDINATE TERMODINAMICHE
TRASFORMAZIONI DI UN SISTEMA TERMODINAMICO

Sono le sequenze di stati termodinamici assunti da un sistema, per passare da uno stato
iniziale ad uno finale.

Le trasformazioni possono essere:


• reversibili
• irreversibili
• cicliche

Alcune sono di riferimento:


• isobara, p=cost
• isoterma, T=cost
• isocora, v=cost
• adiabatica, q=0
• isoentalpica, ∆h=0
• isoentropica, ∆s=0
CAMBIAMENTI DI FASE

N=C+2-F

Josiah Willard Gibbs


1839 – 1903
Connecticut

v (m3/kg)

(m3/kg)
CAMBIAMENTI DI FASE

N=C+2-F
Piano di Clapeyron e grafico di Andrews
PRINCIPIO ZERO DELLA TERMODINAMICA

Due corpi in equilibrio termico con un terzo, sono tra loro in equilibrio termico.

isolante

conduttore

La temperatura è la proprietà che esplicita l’equilibrio termico tra due o più sistemi.
La presenza di un gradiente termico tra due sistemi instaura il trasferimento di una
specifica energia (CALORE), dal sistema a maggior temperatura a quello a minor
temperatura, sino al raggiungimento di una temperatura di equilibrio uguale per entrambi.
T - TEMPERATURA TERMODINAMICA ( o assoluta)

La temperatura è una proprietà che non si misura direttamente, ma attraverso la misura di


altre proprità ad essa legate (pressione, dilatazione, resistenza elettrica, …).
Si dimostra che Temperatura Termodinamica ≡ temperatura misurata indirettamente
Il Kelvin è definito come 1/273,16 della temperatura termodinamica del punto
triplo dell'acqua. Con questa definizione il Kelvin è stato adottato nel 1954 dalla
Conférence générale des poids et mesures come unità di temperatura del
Sistema internazionale (SI).

Nel meeting del 2005 il Comité International des Poids et Mesures ha aggiunto
la seguente precisazione alla definizione di kelvin: “… si riferisce ad acqua
avente una composizione isotopica definita esattamente dai seguenti rapporti di
sostanze: 0,00015576 moli di 2H per mole di 1H, 0,0003799 moli di 17O per mole
di 16O, e 0,0020052 moli di 18O per mole di 16O”
Per "temperatura termodinamica del punto triplo dell'acqua" si intende la
differenza di temperatura fra lo zero assoluto (-273,15 °C) e il punto triplo
dell'acqua (+0,01 °C).
Lo zero della scala kelvin è lo zero assoluto della temperatura termodinamica.
William Thomson -
 θ3  Lord Kelvin

θ = lim  ⋅ p 
p3 →0 p3
  v =cost.
TERZO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

Non è possibile raggiungere lo zero assoluto (0 K) attraverso un numero finito di operazioni


… to be continued

Walther Hermann Nernst


Nobel per la chimica, 1920
Q - CALORE (energia termica)

E’ una forma di energia che si trasmette tra due sistemi a differente temperatura.
E’ una grandezza di processo (δ), cioè dipende dalla trasformazione termodinamica.
Per convenzione, il calore assorbito dal sistema è assunto positivo.

Calore scambiato: [Q ] = J
Potenza termica: [Qɺ ] = J s = W
In forma specifica: [q ] = J kg
[qɺ ] = J kg ⋅ s = W kg
Per definizione: 2
Q =  δQ
1
t2
Q =  Qɺ (t ) ⋅ dt
t1
L – LAVORO (energia meccanica)

E’ una forma di energia meccanica che il sistema scambia con l’ambiente.


E’ una grandezza di processo (δ), cioè dipende dalla trasformazione termodinamica.
Per convenzione, il lavoro compiuto dal sistema sull’ambiente è assunto positivo.

Lavoro scambiato: [L ] = J
Potenza meccanica: [Lɺ ] = J s = W
In forma specifica: [l ] = J kg
[lɺ] = J kg ⋅ s = W kg
Per definizione: 2
L =  δL
1
t2
L =  Lɺ (t ) ⋅ dt
t1
L - LAVORO (sistema chiuso → lavoro di volume)

Se il confine del sistema termodinamico non è rigido, alla variazione del suo volume
corrisponde un lavoro compiuto.

δL = p ⋅ ∆S ⋅ dx = p ⋅ dV
f vf
1
l = ⋅ δL =
m 
i
 p ⋅ dv
vi

CONVENZIONE
L - LAVORO (sistema chiuso → lavoro di volume)

Il lavoro è una grandezza di processo ( δ ), cioè dipende dalla trasformazione compiuta


dal sistema.

f vf
1
lchiuso = ⋅  δL =  p ⋅ dv
m i vi
Em - ENERGIA MECCANICA

E’ l’energia posseduta dal sistema in relazione alla propria velocità e alla propria massa.
1
Energia cinetica: Ec = ⋅ m ⋅ v 2
2 [E ] = J
Energia potenziale: Ep = m⋅ g ⋅ z

Ec 1 2 Ep
In termini specifici:
ec = = ⋅v ep = = g⋅z
m 2 m

In termini infinitesimi: dec = v ⋅ dv de p = g ⋅ dz


Valvola di scarico del vapore
chiusa, quindi il sistema è di tipo
chiuso

Il sistema scambia calore (+) con


l’ambiente, ma non lavoro, perché
indeformabile

Dove accumula il sistema l’energia termica continuamente


ceduta dalla fiamma?
[U ] = J
U - ENERGIA INTERNA
[u ] =  U  = J
m kg
U - ENERGIA INTERNA

Nell’approccio macroscopico rappresenta la somma


delle forme energetiche a microscala:
- energia latente, legata allo stato fisico del sistema
(solido, liquido, gassoso)
- energia sensibile, legata all’agitazione molecolare,
detta anche agitazione termica
I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA (sistemi chiusi)

L’energia non può essere creata, ne distrutta, ma può solo


cambiare forma: l’energia si conserva.

Per un sistema chiuso in cui non avvengono reazioni


chimiche e per il quale sono invarianti le forme energetiche
elettromagnetiche, il bilancio energetico, escludendo le
trasformazioni massa⇔energia, diviene:

∆U + ∆Em = Q − L
I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA (sistemi chiusi)

se ∆Em = 0
∆U = Q − L P = costante = F/A + Patm

V = costante V = non costante


(confine rigido) (confine deformabile)
a b

∆Ua= Q ∆Ub = Q – P∆V


∆Ua > ∆Ub

Si definisce entalpia (H,h) come:

H = U + P*V
h=u+P*v
U - ENERGIA INTERNA

Nell’espansione di un gas a bassa pressione nel vuoto, non si osserva


variazione alcuna della temperatura (dT=0). Inoltre:
Sistema chiuso (dm=0) Joule

Sistema stazionario (∆Em=0)


Sistema adiabatico (Q=0)
Espansione nel vuoto (L=0)
∆U = 0
∆U + ∆Em = Q − L
Se il gas non cambia stato fisico, due coordinate termodinamiche sono sufficienti (GIBBS) a
definirne univocamente lo stato termodinamico. Quindi:

∂u ∂u ∂u
u = u ( p , T )  du = 0 =
dT=0
dT + dp ⇔ =0
∂T p ∂p T
∂p T u = u (T )
∂u ∂u ∂u
u = u (v , T )  du = 0 =
dT=0
dT + dv ⇔ =0
∂T v ∂v T ∂v T
c - CALORE SPECIFICO

E’ il calore che deve essere ceduto per aumentare di un grado l’unità di massa.
Per un liquido o un solido (ρ ≈ costante), non dipendente dal tipo di trasformazione.
Per un gas invece varia significativamente, allora:

du  δq 
CALORE SPECIFICO A VOLUME COSTANTE → cv =  = 
dT v  dT v

C - CAPACITA’ TERMICA

E’ definita come: C = m⋅c


1kg di acqua a 20°C 1kg di acqua a 27,5°C
cacqua = 4,186 kJ / ( kg * K )
T finale =
 C ⋅T
i i

c ferro = 0, 464 kJ / ( kg * K ) 3kg di ferro a 50°C C i 3kg di ferro a 27,5°C


Considero il solo giubbotto,
che suppongo indeformabile.

Sistema aperto, perché


scambia aria con l’ambiente

Il sistema scambia calore (+)


con l’ambiente, ma non
lavoro per deformazione.

E’ sufficiente considerare la sola energia interna come


termine di accumulo?
L - LAVORO (sistema aperto → lavoro di pressione) 1 1’

P
L’analisi di un sistema aperto fa riferimento ad un 1

volume di controllo virtualmente indeformabile, dx1


quindi il lavoro di volume è nullo.
dx2
In presenza di scambio di massa nell’unità di tempo tra il
sistema e l’ambiente, viene tuttavia svolto un lavoro di P2
pressione: 2 2’

- dall’ambiente sul sistema (LAVORO DI INTRODUZIONE) P1 ⋅ S1 ⋅ dx1 = P1 ⋅ S1 ⋅ w1 ⋅ dt


- dal sistema sull’ambiente (LAVORO DI ESPULSIONE) P2 ⋅ S 2 ⋅ dx2 = P2 ⋅ S 2 ⋅ w2 ⋅ dt
w
1 S
w=
S o 
w ⋅ dS w

Nota la portata in massa, il generico lavoro specifico è esprimibile nell’unità di tempo come:
L P ⋅ S ⋅ ∆x P ⋅Vɺ 1
l= = = = P⋅ = P⋅v
m mɺ ⋅ ∆t mɺ ρ
I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA (sistemi aperti) Q
1 1’
In condizioni stazionarie: ∆Eɺ sistema = 0 P1

mɺ 1 = mɺ 2 = mɺ dx1

dx2

Energia introdotta con la massa Energia persa con la massa P2


entrante in dτ alla sezione S1 uscente in dτ alla sezione S2
2 2’
L
 1   1 
mɺ ⋅  u1 + w12 + gz1  + p1 ⋅ S1 ⋅ w1 − mɺ ⋅  u2 + w22 + gz2  − p2 ⋅ S 2 ⋅ w2 + Qɺ − Lɺ = ∆Eɺ = 0
 2   2 
Lavoro di introduzione in dτ Lavoro di espulsione in dτ

(u2 + p2 ⋅ v2 − u1 − p1 ⋅ v1 ) + g ⋅ (z2 − z1 ) +  1 w22 − 1 w12  = q − l


2 2 

(h2 − h1 ) + ∆em = q − l
A
L - LAVORO (sistema aperto → lavoro di pressione)
P2

P1
B
P1 > P2 P2

P1
B’ C

P2

P1
B’
v1 v2 0 p2
l p =  p ⋅ dv +  p ⋅ dv +  p ⋅ dv = −  v ⋅ dp P2
0 v1 v2 p1
P1
pf
1 f D

l aperto = ⋅  δL =  v ⋅ dp P2
m i pi
P1
I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

Per un sistema in cui non avvengono reazioni chimiche e per il quale sono trascurabili
le forme energetiche elettromagnetiche e le variazioni di energia meccanica, la
variazione energetica tra due stati termodinamici di equilibrio diviene:

per un sistema chiuso ∆U = Q - L / ∆u = q - l

per un sistema aperto ∆H = Q - L / ∆h = q - l

Se la trasformazione è ciclica ∆U = ∆H = 0  Q = L

∆U = − L
Se la trasformazione è adiabatica (Q=0) 
∆H = − L
∆U isocora = Q
Se nella trasformazione non è compiuto alcun lavoro (L=0) 
∆H isobara = Q
c - CALORE SPECIFICO

E’ il calore che deve essere ceduto per aumentare di un grado l’unità di massa.
Per un liquido o un solido (ρ ≈ costante), non dipendente dal tipo di trasformazione.
Per un gas invece varia significativamente, allora:
dh  δq 
CALORE SPECIFICO A PRESSIONE COSTANTE → c p = = 
dT  dT 
p  p

1,500

Il calore specifico di un H2
1,423
1,459

gas, aumenta con 1,400


Aria 1,357
1,382

l’aumento della 1,303


1,331

CO2
temperatura. 1,300

1,236
1,271

1,199
cp/cp0

1,200

La variazione è tanto più


1,156
1,136
1,110 1,115

sensibile, quanto più il 1,100


1,058
1,046
1,058
1,070
1,082
1,094

1,035
gas ha massa molare 0,998 1,000 1,003 1,008 1,015
1,024

1,036
1,047
1,000 1,024 1,027
elevata. 0,982 1,000
1,008 1,012 1,014 1,014 1,016 1,017 1,018 1,021

0,935

0,900
100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100
[°K]
c - CALORE SPECIFICO

kJ/kg

kJ/kg
APPLICAZIONI DEL I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

 1 2 1 2   ɺ ɺ
ɺ ⋅  w 2 − w1  + g ⋅ (z2 − z1 ) + (h2 − h1 ) = Q − L
m
 2 2  

TURBINA
w1 ≅ w 2
2
z1 ≅ z2
q ≈0
T1 >> T2
1

 −Lɺ = m ɺ ⋅ c p ⋅ (T2 − T1 )
ɺ ⋅ ∆h = m
Lɺreale = ηmec ⋅ Lɺ
APPLICAZIONI DEL I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

 1 2 1 2   ɺ ɺ
ɺ ⋅  w 2 − w1  + g ⋅ (z2 − z1 ) + (h2 − h1 ) = Q − L
m
 2 2  

COMPRESSORE

w1 ≅ w 2
2
z1 ≅ z2
q ≈0
T1 << T2
1


 −Lɺ = m ɺ ⋅ c p ⋅ (T2 − T1 )
ɺ ⋅ ∆h = m Lɺreale =
ηmec
APPLICAZIONI DEL I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

 1 2 1 2   ɺ ɺ
ɺ ⋅  w 2 − w1  + g ⋅ (z2 − z1 ) + (h2 − h1 ) = Q − L
m
 2 2  

POMPA (liquidi)
w1 ≅ w 2
1 2 z1 ≅ z2
q ≈0
T1 ≅ T2
∆P
 −L = m ⋅ ∆h = m ⋅ (∆u + P2v 2 − P1v1 ) ≈ m ⋅
ɺ ɺ ɺ ɺ
ρ

Lɺreale =
ηmec
APPLICAZIONI DEL I° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

 1 2 1 2   ɺ ɺ
ɺ ⋅  w 2 − w1  + g ⋅ (z2 − z1 ) + (h2 − h1 ) = Q − L
m
 2 2  
Effetto Joule-Thomson

VALVOLA DI LAMINAZIONE

1 2

w1 = w 2
z1 = z2 Processo Linde

q=0
l =0
 ∆h = 0
GAS PERFETTI

E’ un gas per il quale:


- le forze di interazione molecolare sono trascurabili
- il volume occupato dalle molecole è trascurabile

p ⋅ v = R ⋅T
Ru
R=
M
kJ
Ru = 8,314
kmol ⋅ K

Ogni mole a 0°C e 1 atm, occupa il medesimo volume (22,414 litri)

V Ru p ⋅ V M 101,325kPa ⋅ 22,414m3 kJ
p⋅ = ⋅ T ⇔ Ru = ⋅ = ≅ 8,314
m M T m 273.15K ⋅ kmol kmol ⋅ K
GAS PERFETTI

Ad esempio, per l’ossigeno:

kJ
8,314
R= kmol ⋅ K = 0,26 kJ
32
kg kg ⋅ K
kmol
7 kJ
c p = R = 0,91
2 kg ⋅ K
5 kJ
cv = R = 0,65
2 kg ⋅ K
GAS PERFETTI
p ⋅ v = cost.
p ⋅ v = R ⋅T
ISOTERMA
v
= cost. ISOBARA
T
ISOBARA
p
ISOTERMA = cost. ISOCORA
T
p ⋅ v γ = cost. ADIABATICA

ADIABATICA

ISOCORA
GAS REALI

Il comportamento dei gas reali è, con buona approssimazione, quello del modello di gas
perfetto unicamente per temperature superiori a 2Tc oppure in condizioni di basse pressioni
ed elevati volumi specifici. T p v
Tr = ; pr = ; vr =
Si dimostra che: Tc pc vc
“nelle medesime coordinate
ridotte, tutti i gas reali hanno lo
stesso scostamento dal modello
di gas perfetto”
(Legge degli stati corrispondenti)

Tale scostamento è detto


FATTORE di
COMPRESSIBILITA’:

vreale vreale ⋅ p
Z= =
videale R ⋅T
MACCHINE TERMICHE Tc

L’effetto ricercato è la produzione di lavoro utile Qe


Attuano un ciclo termodinamico diretto (sorgente → pozzo):
- assorbendo il calore Qe dalla sorgente M Ln,u
- trasformando parzialmente Qe in lavoro utile Ln,u
Qu
- cedendo il calore residuo Qu con il pozzo per ripristinare le
condizioni iniziali
Tf

Il ciclo termodinamico è eseguito da un fluido evolvente, che costituisce il vettore termico.


Si definisce rendimento termodinamico della macchina termica il rapporto:

Qe − Qu
Ln ,u Qu
ηt = = = 1−
Qe Qe Qe

Il rendimento termodinamico è sempre inferiore all’unità, altrimenti sarebbe


contraddetto il II° P.T.
MACCHINE FRIGORIFERE Tc

L’effetto ricercato è il raffreddamento del pozzo Qu


Attuano un ciclo termodinamico inverso (pozzo → sorgente):
- assorbendo il calore Qe dal pozzo M Ln,e
- assorbendo il lavoro Ln,e
- cedendo il calore Qu alla sorgente per ripristinare le condizioni iniziali Qe

Tf

Il ciclo termodinamico è eseguito da un fluido evolvente, che costituisce il vettore termico.


Si definisce coefficiente di prestazione della macchina frigorifera il rapporto:

Qe Qe
COPF = =
Ln ,e Qu − Qe

Il coefficiente di prestazione può assumere valori superiori all’unità.


COPF (Coefficient of Performance) ≡ EER (Energy Efficiency Ratio)
POMPE DI CALORE Tc

L’effetto ricercato è il riscaldamento della sorgente Qu


Attuano un ciclo termodinamico inverso (pozzo → sorgente):
- assorbendo il calore Qe dal pozzo M Ln,e
- assorbendo il lavoro Ln,e
- cedendo il calore Qu alla sorgente per ripristinare le condizioni iniziali Qe

Tf

Il ciclo termodinamico è eseguito da un fluido evolvente, che costituisce il vettore termico.


Si definisce coefficiente di prestazione della pompa di calore il rapporto:

Qu Qu
COPPdC = = = COPF + 1
Ln ,e Qu − Qe

Il coefficiente di prestazione è sempre maggiore dell’unità.


II° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

Kelvin-Planck:
E’ impossibile attuare una trasformazione
termodinamica ciclica, il cui unico risultato sia quello
Kelvin Planck di trasformare completamente una quantità di calore
in lavoro.

Clausius:
E’ impossibile attuare una trasformazione
termodinamica, il cui unico risultato sia quello di
trasferire completamente una quantità di calore da
Clausius
una sorgente fredda (pozzo) ad una calda
(sorgente).

In altri termini, c’è un verso nelle trasformazioni


energetiche, che non è naturalmente invertibile.
Esiste quindi la «degradazione» dell’energia.
EQUIVALENZA ENUNCIATI II° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

Considerando assieme le due macchine, diviene un Tc


sistema a lavoro nullo che trasferisce ciclicamente
una quantità di calore da un pozzo ad una sorgente. Q1e Q1e Q2e
Negando Kelvin-Planck, contraddico Clausius
1 L1u L2u 2

Q2e

Tf
Tc

Q1e

1 L1u
Q
Nell’insieme, diviene un sistema che trasforma
Q
integralmente in lavoro una quantità di calore
assorbita.
Tf Negando Clausius, contraddico Kelvin-Planck
Possible or not?
Tc
Tc Tc Qu
Qe Qe
A) E Wn,u B) C)
E Wn,e

Qu

Tf Tc
Tc

Qu F) Qe

D) E
Tc
Tf

Qe
E) Qe
Tf Tc
Tf
Qe
G) E Wn,u
TEOREMI DI CARNOT

I TEOREMA
Carnot
Il rendimento termodinamico di una macchina irreversibile è sempre inferiore a
quello di una reversibile che operi tra le medesime riserve di calore

II TEOREMA
Il rendimento termodinamico è uguale per tutti le macchine termiche che
operino reversibilmente tra le medesime riserve di calore

III TEOREMA
Il rendimento termodinamico reversibile è il massimo rendimento possibile a
parità di riserve di calore

Quindi, fissate due riserve termiche, potendo stimare il rendimento termico di una
macchina reversibile, conosco il massimo rendimento attuabile e quindi il massimo lavoro
teorico sviluppabile.
CICLO DI CARNOT
CICLO DI CARNOT

Si dimostra che per il ciclo di Carnot, il rendimento Q2


termico vale:
T1
ηt = 1 − Reversibilità!
T2
Q1

Dalla definizione di rendimento termico:

T1 Q1
ηt = 1 − = 1 −
T2 Q2
quindi:
Q1 Q2
=
T1 T2
Ciclo BRAYTON
Ciclo BRAYTON
Ciclo BRAYTON
Ciclo BRAYTON
Ciclo STIRLING

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propria, Pubblico dominio,
https://commons.wikimedi
a.org/w/index.php?curid=3
413622

http://www.mareasistemi.com/MOTORE_STIRLING_DIDATTICA_16.html
HONDA ECOWILL SENERTEC DACHS
Cilindrata cc 163 579
Potenza elettrica kW 1.0 5.5
Potenza termica kW 3.25 12.5
Caldaia ausiliaria kW 14.0 30
Tmax acqua °C 80 95
Rendimento elettrico 20% 27%
Rendimento termico 65% 61%
Rendimento globale 85% 88%
Rumore dB 44 52
Ingombri mm 580*380*880 1060*720*1000
Peso kg 257 520
How for
cooling
FRIDGE
qf qf
COP = =
l qc − q f
KITCHEN, Tc

COP ⋅ (qc − q f ) = q f
qc

COP + 1
qc = q f ⋅ C l
COP
qf

INSIDE FRIDGE, Tf
FRIDGE
(single-stage vapour compression refrigeration)
FRIDGE
(single-stage vapour compression refrigeration)

Tc
Tf

M
3 2

4 1
COP da intendere
come EER
FRIDGE
(Diffusion-Absorption Refrigerator)
THERMOELECTRIC REFRIGERATION
THERMOELECTRIC REFRIGERATION
THERMOELECTRIC REFRIGERATION
THERMOELECTRIC REFRIGERATION
THERMOELECTRIC REFRIGERATION
PHASE CHANGE
Sensible Heat + Latent Heat
m ⋅ c ⋅ ∆T + m ⋅ hsl

Your energy cost is electricity to extract


this heat from the PCM:
m ⋅ c ⋅ ∆T + m ⋅ hsl
η
TPC is on demand
PHASE CHANGE

Sensible Heat + Latent Heat


m ⋅ cH 2O ⋅ ∆T + m ⋅ hsl H 2O

Your energy cost is electricity for freezing


TPC = 0°C the water:
m ⋅ cH 2O ⋅ ∆T + m ⋅ hsl H 2O

η
PHASE CHANGE
PHASE CHANGE

http://www.appropedia.org/Zeer_pot_refrigeration_(design)

https://www.researchgate.net/publication/311
515444_Experimental_Comparative_Analysi
s_of_Clay_Pot_Refrigeration_Using_Two_Dif
ferent_Designs_of_Pots
PHASE CHANGE
PHASE CHANGE
PHASE CHANGE
cooking an
egg
Heat power of a burner: 1000W

If operating for 4’30’’ (time for cooking a perfect soft-boiled egg), we spend 270kJ of primary energy (=1000W x 270’’), even if
the theoretical would have been 18kJ.

But, water should be boiling before.


Neglecting the pot mass, if you fill the pot with tap water (20°C, 1kg) and spend 10’ for let boiling, your further primary energy is
600kJ (=1000W x 600’’), even if the theoretical heat would have been 336kJ (=1kg x 4,2kJ/kg*K x [100°-20°]).

Therefore, your efficiencies are:


- to let the water boiling, 56% (=336/600)
- to cooking, 7% (=18/270)
and, on average, 41% (=7% x 270/870 + 56% x 600/870)

How could you make it more sustainable?

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