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ECONOMIA E GESTIONE DELLA BANCA

1. LE OPERAZIONI BANCARIE

Tutti i contratti bancari rientrano nella più ampia categoria dei contratti nanziari, i quali si
caratterizzano per due funzioni.

• trasferimento di moneta tra diversi agenti economici, all’interno di un rapporto di tipo


creditizio

• distribuzione del rischio tra i diversi operatori

Per quanto riguarda le modalità di stipulazione dei contratti, si distinguono:

• contratti bilaterali: rapporto diretto tra le parti che si accordano sul contenuto, le
caratteristiche e le condizioni in base alle proprie esigenze e forza contrattuale; in
questo tipo di contratti vi è un’elevata personalizzazione ed una limitata negoziabilità
(possibilità di un soggetto di recedere dal contratto prima della scadenza)

• contratti di mercato: sono fortemente standardizzati nei contenuti, nelle scadenze e


nel valore nominale; sono spesso incorporati in un valore mobiliare e quindi più
facilmente negoziabili.

L’articolo 10 del TUB (testo unico bancario) de nisce l’attività bancaria come:

“Attività di raccolta del risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito”, precisando che
tale attività deve avere carattere di impresa, da cui ne seguono diritti e obblighi.

L’oggetto dell’attività bancaria è l’esercizio congiunto di due diverse funzioni:

• raccolta del risparmio: acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sotto forma di
deposito o altra forma; rappresentano lo strumento che consente alla banca di
procurarsi liquidità

• esercizio del credito: investimenti attuati dall’intermediario bancario con le risorse


raccolte

Elenco delle attività attuabili dalla banca in tutto il territorio comunitario


OPERAZIONI DI RACCOLTA

• raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione

OPERAZIONI DI IMPIEGO

• operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con


garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il
credito commerciale incluso il «forfaiting»)

• leasing nanziario

• rilascio di garanzie e di impegni di rma

SERVIZI BANCARI

• prestazione di servizi di pagamento

• emissione e gestione di mezzi di pagamento («travellers cheques», lettere di credito)

• operazioni per conto proprio o per conto della clientela in:

- strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certi cati di deposito, ecc.)

- cambi

- strumenti nanziari a termine e opzioni

- contratti su tassi di cambio e tassi d’interesse

- valori mobiliari

• partecipazione alle emissioni di titoli e prestazione di servizi connessi

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• consulenza alle imprese in materia di struttura nanziaria, di strategia industriale e di
questioni connesse

• servizi di intermediazione nanziaria del tipo «money broking»

• gestione o consulenza nella gestione dei patrimoni

• custodia e amministrazione di valori mobiliari

• servizi di informazione commerciale

• locazione di cassette di sicurezza

1. Una tassonomia dei contratti bancari

I contratti realizzati dalle banche possono essere raggruppati in macrocategorie, in


relazione agli elementi che li caratterizzano.

• operazioni al dettaglio: attuate dalla banca in contropartita ad altri numerosi operatori,


per importi unitari contenuti

• operazioni all’ingrosso: riguardano le transazioni, di importi unitari considerevoli, poste


in essere con grandi clienti e con operatori professionali e istituzionali

• operazioni di raccolta diretta: quantità di risorse nanziarie che la banca raccoglie


mediante l’emissione di proprie passività per le quali assume un obbligo di restituzione,
registrate nel passivo dello SP della banca stessa

• operazioni di raccolta indiretta: la banca si pone come intermediario tra il cliente e un


terzo soggetto, diverso dalla banca; tali operazioni trovano rappresentazione sotto la
linea di bilancio della banca

Per quanto riguarda le operazioni passive, si distinguono:

• depositi moneta: o con funzione monetaria, mettono a disposizione del cliente una
pluralità di strumenti di pagamento e consentono di accedere all’o erta di servizi
bancari

• depositi tempo: sono accesi dal cliente con nalità di remunerazione delle sue
disponibilità monetarie

• contratti bilaterali: la forza contrattuale della banca e del cliente condiziona i contenuti
e le condizioni del contratto

• contratti di mercato: la banca procede all’emissione di titoli rappresentativi di un


deposito

Il rimborso delle somme depositate, può essere richiesto dalla clientela in qualsiasi
momento, cioè depositi a vista; altre volte però, è prevista una data di scadenza
contrattuale alla quale avverrà il rimborso; in base alla scadenza si distingue:

• a breve termine: scadenza no a 18 mesi

• a medio lungo termine: scadenza da 18 mesi in poi

• valuta euro

• valuta estera

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Per le operazioni di prestito è prevista una distinzione tra:

• prestiti per cassa: la banca, una volta completata l’istruttoria (cap.3) e decisa la
concessione del do, è soggetta ad un esborso monetario certo e immediato

• prestiti di rma: l’esborso monetario della banca non assume caratteri di certezza, ma
unicamente di eventualità

Spesso i prestiti bancari sono assistiti da una garanzia reale o personale che, in caso di
insolvenza del nanziato, viene utilizzata consentendo alla banca il recupero del credito.

• prestiti in bianco: non è associata nessuna garanzia speci ca, tranne la garanzia
generica del patrimonio dell’a dato

• prestiti garantiti: è prevista garanzia reale o personale

• nanziamenti a rimborso diretto: il rimborso è operato personalmente dal nanziato

• nanziamenti autoliquidabili: non vengono rimborsati direttamente dall’a dato, bensì


da un altro soggetto

I nanziamenti concessi possono essere:

• scadenzati: è previsto un piano di rientro con la precisa individuazione di una o più


scadenze alle quali deve essere rimborsato il capitale e/o gli interessi sul prestito

• validi no a revoca: non è prevista alcuna data contrattuale di scadenza, fatta salva la
possibilità per la banca o per il nanziato di uscire dal contratto mediante revoca

I nanziamenti scadenzati possono essere a loro volta:

• a breve termine: no a 18 mesi

• a medio-lungo termine: oltre i 18 mesi

• in euro
• in valuta estera

2. Le operazioni attive e passive nel bilancio bancario


Le operazioni di raccolta, di impiego e di servizio e ettuate dalla banca sono oggetto di
iscrizione contabile negli schemi di bilancio dell’impresa bancaria.

In particolare, nello stato patrimoniale la provvista bancaria è contabilizzata tra le


passività; mentre, tra le attività compaiono i prestiti per cassa.

I crediti di rma (rappresenta un’uscita eventuale della banca) non danno luogo a
iscrizioni, ma si ritrovano nella nota integrativa.

La raccolta diretta viene individuata nelle voci che riportano i debiti nei confronti delle
banche e quelli nei confronti della clientela. La raccolta cartolarizzata è attuata
mediante l’emissione di titoli, ed è oggetto di esposizione separata nella voce “titoli in
circolazione”; essa comprende le obbligazioni bancarie, i certi cati di deposito e altri titoli.

Per quanto riguarda le operazioni di raccolta indiretta, la contabilizzazione delle relative


transazioni non avviene nel corpo principale dello SP, poiché esse non rappresentano
risorse che generano ussi di liquidità adatti a nanziarie l’attività di impiego bancaria.

I crediti per cassa si trovano tra le attività dello SP, in due voci relative ai crediti vantati nei
confronti delle banche e ai crediti vantati nei confronti della clientela.

I crediti di rma non compaiono nello SP, ma nella nota integrativa (parte B)

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Le operazioni di raccolta, di impiego e di servizio devono consentire alle banche di
perseguire la loro funzione obiettivo che si identi ca nella massimizzazione del pro tto.

La banca contribuisce ad alimentare il CE del bilancio attraverso diverse operazioni.

Infatti, le banche corrispondono ai depositanti interessi passivi a fronte della raccolta


e ettuata, percepiscono interessi attivi sui crediti per cassa erogati e sono remunerate
mediante un compenso costituito da commissioni per la prestazione di servizi e la
concessione di crediti di rma.

Sempre nello schema di CE, la banca mette in evidenza la di erenza tra interessi passivi e
interessi attivi, denominando tale voce “margine di interesse”.

Tutti i tassi di interesse, sia attivi che passivi, sono ssati in relazione alla rischiosità che
tali transazioni presentano per l’intermediario bancario.

Nello schema obbligatorio di CE, sono rappresentati anche i ricavi derivanti dai servizi
bancari o erti alla clientela indicati come commissioni attive. Altre volte, la banca
potrebbe trovarsi in condizioni di debito verso terzi, ai quali verranno corrisposte
commissioni passive. Sia le commissioni attive che quelle passive consentono di
pervenire, per somma algebrica con il margine di interesse, al margine di
intermediazione: in esso andranno a con uire i risultati della gestione dei servizi, delle
operazioni in titoli e in strumenti derivati, attuate dalla banca, nonché la remunerazione
derivante dalla concessione dei crediti di rma.

3. Le regole di trasparenza
l’espressione trasparenza bancaria indica un insieme di norme previste dal TUB che
impongono alle banche l’obbligo di fornire ai propri clienti una serie di informazioni, chiare
corrette ed esaurienti, riguardanti i prezzi, le condizioni, i rischi e i diritti connessi alla
sottoscrizione dei diversi contratti o erti dalle banche stesse.

Tali obblighi di trasparenza svolgono una funzione di tutela dei clienti e agevolano la
comprensione dei prodotti bancari o erti.

La trasparenza consente al cliente di comprendere le caratteristiche tecniche del


contratto che è interessato a sottoscrivere, tenendo conto dei relativi rischi e costi.

Questa tutela è pensata per consentire al cliente di operare un facile confronto con altri
prodotti della stessa banca o di altre banche.

La banca potrebbe essere tenuta a rispettare ulteriori disposizioni sempre riferite ad altri
obblighi di trasparenza. Tuttavia, quando si parla di trasparenza bancaria ci si riferisce
esclusivamente a tutti gli obblighi di disclosure (scoperta, rivelazione) imposti dal TUB.

La disciplina della trasparenza impone una serie di obblighi che possono essere distinti in
3 momenti tipici del rapporto banca-cliente:

1. Fase pre-contrattuale: la disciplina generale impone alla banca di essere trasparente


su una serie di dati considerati essenziali al ne di consentire al cliente una serie di
strumenti informativi, mediante i quali il cliente è a conoscenza delle condizioni
contrattuali poste in essere, come tassi, prezzi e condizioni praticate

2. Fase contrattuale: la disciplina generale impone requisiti di forma e di contenuto dei


contratti bancari, i quali devono essere stipulati per iscritto, su un documento
cartaceo o informatico, sottoscritto dal cliente, pena nullità del contratto. È richiesto
inoltre, la presenza nel contratto di diversi elementi come il tasso di interesse e ogni
altro prezzo o condizioni praticati al cliente. Tra le condizioni applicate nelle due fasi
deve sempre esserci coerenza

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3. Fase post-contrattuale: la disciplina della trasparenza bancaria si preoccupa di
tutelare il cliente, mettendo a sua disposizione una serie di informazioni che gli
consentono di essere a conoscenza dell’evoluzione del rapporto con la banca tramite
una serie di comunicazioni periodiche.

Ulteriori obblighi facenti capo alla banca, di natura organizzativa, riguardano la messa a
disposizione del cliente (gratuitamente) una procedura interna di gestione dei reclami.

La banca è quindi tenuta a pubblicare sul proprio sito internet:

• il responsabile e/o l’u cio competente alla gestione dei reclami a cui il cliente può
rivolgersi

• le forme di inoltro dei reclami da parte della clientela e di risposta da parte della
banca.

Per quanto riguarda le risposte, è necessario che queste siano fornite entro 30 giorni dal
ricevimento del reclamo, e che siano esaustive, indicando le ragioni per cui la banca
ritenga il reclamo fondato o infondato, e le conseguenti iniziative.

Il cliente dovrà essere a conoscenza della possibilità di rivolgersi all’Arbitro bancario


nanziario: un sistema di risoluzione delle controversie inerenti alle operazioni bancarie,
che può essere attivato dal cliente entro i 12 mesi successivi all’ottenimento della
risposta. In secondo luogo, la disciplina della trasparenza impone alle banche di dotarsi di
apposite procedure interne per la gestione dei propri rapporti con la clientela al dettaglio.

Queste procedure interne dovranno garantire l’adeguatezza delle informative rese alla
clientela al dettaglio, in modo che quest’ultima sia in grado di comprendere la struttura, le
caratteristiche e i rischi dei diversi prodotti bancari o erti.

Tali procedure dovranno essere periodicamente valutate anche alla luce dei reclami
ricevuti e in caso di carenze o ine cienze dovranno essere aggiornate.

In ne, è previsto che la banca adotti apposite procedure che regolino l’o erta
contestuale, accanto a un contratto di nanziamento, di altri contratti a nché sia
garantita al cliente la chiara comprensione della struttura, delle caratteristiche e dei rischi
connessi alla scelta dei diversi prodotti o erti dalla banca.

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2. LE OPERAZIONI DI RACCOLTA

Con il termine raccolta si indicano le forme tecniche di provvista bancaria che consentono
all’intermediario di dotarsi di risorse nanziarie a titolo di debito.

Tali operazioni costituiscono, per la banca, passività sulle quali matureranno interessi a
favore del cliente.

Ogni operazione di raccolta al dettaglio è preceduta dalla pro latura del cliente: fase
grazie alla quale la banca è in grado di reperire tutti i dati relativi al cliente, da cui è
possibile evincere la natura e lo scopo del rapporto contrattuale.

È possibile distinguere numerose forme di raccolta, come i depositi a risparmio, i conti


correnti passivi, i certi cati di deposito, le operazioni contro termine e le obbligazioni,

Tutte queste operazioni rientrano nella raccolta diretta di una banca in quanto le risorse
nanziarie a date dall’investitore con uiscono direttamente nel passivo della banca che
le utilizzerà per esercitare la sua funzione di intermediazione creditizia.

1. Il deposito a risparmio
Il deposito a risparmio è una forma tecnica di raccolta molto tradizionale che si con gura
come un deposito tempo, in quanto dovrebbe accogliere quelle risorse sottratte
durevolmente al consumo.

Al momento della stipulazione del contratto di deposito a risparmio la banca rilascia al


cliente un documento, chiamato libretto di deposito, sul quale si devono annotare le
operazioni di versamento e di prelevamento.

Il libretto costituisce lo strumento attraverso il quale si esercitano i diritti derivanti dal


contratto di deposito e andrà sempre presentato presso la banca che lo ha emesso per
poter e ettuare qualunque operazione. Le annotazioni sul libretto, rmate dall'impiegato
della banca addetto al servizio, fanno piena prova nei rapporti tra banca e cliente.

Nei depositi a risparmio, ogni operazione deve essere registrata cronologicamente sulle
pagine interne del libretto e deve essere esplicitata la natura e l’importo.

Il libretto evidenzia per ogni registrazione il saldo del conto di deposito; su di esso
saranno iscritti anche gli interessi al netto della ritenuta scale, che opera a titolo di
imposta per le persone siche e gli enti non commerciali e a titolo di acconto per le
società e gli enti commerciali.

In un periodo in cui la distinzione tra depositi tempo e depositi moneta si è fatta più netta,
la loro scarsa appetibilità sotto diversi pro li ha determinato una disa ezione degli
investitori verso tale strumento bancario.

2. Il conto corrente
Il conto corrente rappresenta la forma tecnica di raccolta bancaria più di usa tra i depositi
moneta, e costituisce il presupposto di tutti gli altri rapporti intrattenuti con la banca.

Grazie al conto corrente il cliente può e ettuare molteplici operazioni; questo consente
alla clientela di avvalersi di strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale,
riducendo la dipendenza dalla disponibilità sica di liquidità.

Dal punto di vista giuridico, il conto corrente si con gura come un contratto atipico
poiché non è direttamente riconducibile a una particolare norma del Codice civile.

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Con esso la banca si impegna a svolgere molteplici servizi per conto del cliente
rispondendo secondo le regole del mandato per l’esecuzione di incarichi ricevuti dal
correntista o da un altro cliente, e si obbliga a ricevere il denaro versato dal cliente stesso
ed a restituirlo in fase di richiesta.

l’apertura del conto corrente


Il conto corrente può essere acceso dalla banca a favore sia di persone siche sia di
persone giuridiche che devono rmare all’atto dell’apertura un modulo prestampato,
impegnandosi ad accettarne le condizioni.

L’apertura di un conto corrente tipicamente origina da un contratto per adesione, nel


quale le condizioni sono stabilite a priori da una delle parti, che le propone ad una
generalità di potenziali contraenti.

Prima di procedere all’apertura del conto corrente, è necessario attuare il corretto


procedimento identi cativo del cliente in base alla normativa antiriciclaggio, a nchè il
conto sia operativo e consentire al cliente l’emissione di assegni; ciò vale anche sia per le
persone siche che per le persone giuridiche (imprese).

Il conto corrente può essere anche oggetto di cointestazione, quindi diversi soggetti
hanno diritto ad intrattenere rapporti con la banca tramite lo stesso conto corrente.

L’insolazione dello stesso conto a più persone implica che esse possono operare solo
congiuntamente, quindi sarà necessario che tutti gli intestatari dovranno rmare ogni
disposizione a nchè la banca possa procedere alla sua esecuzione.

Inoltre, è possibile che gli intestatari del conto conferiscano a terzi una procura o delega,
tramite la quale sono autorizzati a compiere operazioni per proprio conto nei limiti dei
poteri attribuiti agli stessi correntisti.

i servizi associati al conto corrente


Il conto corrente consente al cliente di avvalersi dei numerosi servizi bancari o erti.

Il sistema bancario svolge una funzione monetaria in senso tecnico, in quanto fornisce i
mezzi di pagamento accettati dal pubblico e favorisce il regolamento degli scambi.

Il contributo o erto dalle banche al sistema dei pagamenti consiste nel consentire il
trasferimento dei fondi tra i vari operatori mediante operazioni di incasso e di pagamento.

Tali movimenti originano dall’utilizzo di strumenti tecnici di pagamento che operano a


valere sul conto corrente (strumenti cartacei, strumenti elettronici, carte di pagamento).

la tenuta contabile di un conto corrente


Il titolare del conto corrente può eseguire diverse operazioni, riconducibili a due tipologie:

• operazioni di addebitamento: destinate a ridurre le disponibilità presenti sul conto


stesso → danno origine a movimenti dare

• operazioni di accreditamento: accrescono le disponibilità presenti sul conto corrente


→ danno origine a movimenti avere

Ad ogni operazione di versamento o di prelevamento e ettuata sul conto corrente occorre


assegnare (al ne del corretto calcolo degli interessi) una valuta, intesa come la data a
partire dalla quale l’operazione che ha movimentato il conto inizia a produrre, o cessa di
produrre i corrispondenti interessi attivi o passivi.

Le valute applicate sulle operazioni di accredito e di addebito risultano spesso assai


di ormi tra le diverse banche, in base alla forza contrattuale di ciascun cliente e agli
accordi raggiunti in fase di stipulazione del contratto.

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La valuta va distinta dalla disponibilità, che de nisce il giorno a partire dal quale la
somma di denaro accreditata sul c/c risulta e ettivamente a disposizione del correntista.

Si tratta di un intervallo di tempo necessario a nchè la banca possa veri care il buon
esito dell’operazione, ed è importante per il correntista al ne di evitare l’applicazione di
oneri derivanti dall’utilizzo di somme non ancora spendibili.

La possibile divergenza tra la data dell’operazione, la valuta e la disponibilità, fa emergere


un’ulteriore distinzione fra saldi relativi al conto corrente; è possibile distinguere:

• saldo contabile: risulta da tutte le operazioni registrare a debito e a credito del


correntista a prescindere dalla maturazione della loro valuta

• saldo liquido: risulta dal computo di tutte le operazioni a debito e a credito del
correntista per le quali la valuta è e ettivamente maturata

• saldo disponibile: sintetizza tutte le operazioni di cui la banca conosce realmente


l’esito e ne ha veri cato il buon ne

la documentazione associata al conto corrente

La banca e ettua la chiusura contabile del conto corrente al 31 dicembre di ogni anno,
procedendo alla liquidazione degli interessi creditori e debitori.

È previsto che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti del cliente, la
stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori che creditori.

Il riepilogo periodico delle operazioni è reso possibile da diversi documenti:

• estratto conto: le transazioni che hanno originato addebiti o accrediti sono esposti in
ordine cronologico di data di esecuzione; tale documento contiene i movimenti per
capitali, valuta, causale e data di ogni operazione; esso consente al correntista di
veri care la regolarità delle registrazioni e ettuate dalla banca e di riepilogare le
modalità di svolgimento del rapporto con la stessa

• conto scalare: le operazioni contenute nell’estratto conto vengono riprese in ordine di


valuta, al ne di determinare gli interessi a credito del correntista ed eventuali scoperti
di valuta (derivanti da saldi Dare) sui quali si applicano interessi debitori per il cliente;
questo documento consente di evidenziare anche i giorni (distanza temporale tra la
valuta attribuita ad un dato saldo e quella relativa al saldo successivo) e i numeri
debitori o creditori (prodotto tra i saldi e i giorni corrispondenti, per il calcolo degli int.)

• prospetto competenze e spese: vengono riepilogate sia gli interessi creditori che
debitori, le commissioni e le spese associate alla tenuta del conto, ritenute scali e
l’imposta di bollo applicata

La chiusura contabile del conto avviene il 31 dicembre di ogni anno o in caso di


recessione del contratto.

le di erenti tipologie di conto corrente


In seguito a diverse modi che sono comparse una serie di tipologie di conto corrente,
con elementi di innovazione variabili, con l’obiettivo di:

• Raggiungere determinate categorie di clienti, o rendo servizi conveniente e più


appetibili rispetto alla circolazione di contante

• Soddisfare le necessità di soggetti interessati a ottimizzare la gestione delle proprie


disponibilità monetarie sotto il pro lo della liquidità e redditività

• Enfatizzare la natura dei depositi di moneta dei conti correnti, rendendo meno oneroso il
ricorso ad essi per tutti quei clienti che intendono accedere ad un’ampia gamma di
servizi bancari

• Incrementare la fruibilità del conto corrente, consentendo un accesso più agevole e


veloce attraverso il ricorso alla multicanalità distributiva

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Ogni banca ha ampliato la gamma di conti correnti proposti alla clientela; è quindi
possibile ricondurre i diversi conti correnti proposti in 3 categorie:

• conti correnti tradizionali: ogni banca ha ideato numerose tipologie di conti in


funzione del target di clientela che intende raggiunger, della moneta di riferimento e dei
servizi accessori abbinati ad essi, come ad esempio:

- utilizzo di carte di pagamento (carte di credito, carte di debito e carte prepagate


che consentono di e ettuare pagamenti in moneta elettronica)

- abbinamento a prodotti bancari o assicurativi che rendono possibile la


sottoscrizione di strumenti nanziari o polizze contro rischi speci ci a condizioni
economiche agevolate

- accesso a pacchetti in convenzione riguardanti operazioni bancarie e non

Tali conti possono essere aperti e movimentati da sportello (applicando


commissioni), oppure prevedere un’operatività online che consente di operare sul
proprio conto corrente da qualunque dispositivo connesso alla rete internet.

• conti di deposito: sono depositi a risparmio privi di un libretto che li rappresenta


mediante i quali la banca, a fronte di un vincolo posto sulle somme depositate, concede
tassi di interesse più elevati a condizione che le somme rimangano depositate per un
certo periodo di tempo precedentemente pattuito (superiore a 3 mesi); tali conti
possono essere movimentati attraverso le operazioni di versamento e prelevamento
dietro corresponsione di interessi a un tasso base

• conti di servizio (conti leggeri): a fronte di una remunerazione nulla sulle somme
depositate, non prevedono spese di gestione e consentono di e ettuare numerose
operazioni gratuitamente, anche in numero illimitato; sono conti pensati per coloro che
usano il conto corrente come strumento di pagamento e gestione della liquidità; essi
non presentano caratteri di convenienza per qualsiasi categoria di clientela, bensì per
imprese e privati che attuano un’intensa movimentazione e sono soliti mantenere una
giacenza minima pre ssata

competenze e spese associate al conto corrente


Il titolare di un conto corrente può bene ciare di competenze a suo favore rappresentate
dagli interessi creditori che la banca accredita al correntista dopo aver scomputato la
ritenuta scale (26%) che opera come de nitiva per le persona siche, mentre ha natura
d’acconto per le società di persone e di capitale.

Il tasso di interesse varia in relazione alla consistenza media annua del conto, e sul livello
del tasso incidono anche la forza contrattuale del cliente nei confronti della banca.

Accanto alle competenze a favore del cliente bisogna poi considerare le spese e le
commissioni associate ai numerosi servizi connessi al conto corrente stesso e che
costituiscono una fonte di guadagno per la banca.

Esempi di costi:

• gli interessi debitori che originano da scoperti derivanti dal «gioco delle valute» e da
conseguenti saldi Dare sul conto corrente; come si è detto, tali interessi vengono
liquidati alla banca con la stessa periodicità degli interessi a credito della clientela ma
prevedono l'applicazione di tassi più elevati;

• le spese di tenuta conto stabilite in via forfetaria e addebitate al cliente al 31/12 di ogni
anno in concomitanza con l'invio dell'estratto conto;

• le spese per operazioni, determinate in base a una tari a ssa per ciascuna operazione
risultante dall'estratto conto;

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• le commissioni derivanti da eventuali scoperti di conto;

• i recuperi spese quali il recupero dell'imposta di bollo che colpisce l'estratto conto

La presenza di queste spese di gestione riduce sensibilmente il rendimento che un cliente


può ottenere da un conto corrente; nel complesso, in presenza di somme liquide
depositate di importo contenuto, il conto corrente non produce un rendimento e ettivo
positivo per il correntista.

3. Le altre forme di raccolta


La raccolta di risorse nanziarie e ettuata dalle banche può avvenire anche tramite
l’emissione di strumenti cartolari riconducibili ai depositi tempo, in quanto nalizzati a
riconoscere un rendimento signi cativo a favore dell’investitore dietro rinuncia di
quest’ultimo all’utilizzo delle somme investite.

Tali strumenti possono essere di vario genere; infatti, si possono considerare le operazioni
pronti contro termine sul breve periodo no ad arrivare alle diverse passività emesse dalle
banche sul medio e lungo termine quali i certi cati di deposito e le obbligazioni.

le operazioni pronti contro termine


Queste rappresentano una tipologia di raccolta da clientela con cui la banca cede a pronti
ad un cliente o investitore una data quantità di valori mobiliari dietro pagamento di un
prezzo (prezzo a pronti) e si impegna a riacquistarne a termine dalla stessa controparte
un identico ammontare della stessa specie, ad un prezzo pre ssato (prezzo a termine),
superiore rispetto al prezzo a pronti.

La banca, tramite la vendita a pronti, compie una vera e propria operazione di raccolta
temporanea che presenta, no alla scadenza, caratteri di assoluta stabilità, in quanto il
cliente non ha la facoltà di smobilizzare i titoli prima della loro scadenza.

Il cliente e ettua un investimento nanziario a breve termine, percependo una


remunerazione pari alla di erenza tra il prezzo a pronti e quello a termine, come
corrispettivo della somma a cui rinuncia per il periodo concordato.

Spesso capita che, il prezzo a pronti venga maggiorato del rateo di interessi maturato no
al giorno dell’operazione; il prezzo a termine si determina mediante capitalizzazione
semplice del prezzo a pronti al tasso stabilito tra la banca e il cliente.

In regime di capitalizzazione semplice, il rendimento di una operazione pronti contro


termine si calcola nel seguente modo:

Tale rendimento non considera però l’incidenza della ritenuta scale, impedendo il
confronto con altre forme di investimento.

i certi cati di deposito

Sono titoli emessi e collocati dalla banca presso la sua clientela per approvvigionarsi di
risorse nanziarie a scadenza ssa; generalmente, si tratta di titoli trasferibili rilasciati a
fronte del deposito di una somma di denaro vincolata per un periodo di tempo in genere
compreso fra i 3 e i 60 mesi.

I proventi derivanti da questa forma di investimento sono soggetti a ritenuta scale (26%).


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La banche possono emettere di erenti tipologie di certi cati di deposito:

• a tasso sso: prevedono il pagamento periodico di una cedola ssa; il provento


dell’operazione deriva dalla di erenza tra il prezzo di rimborso e il prezzo di emissione

• a tasso variabile: prevedono il pagamento periodico di interessi variabili in funzione


dell’andamento di alcuni parametri di riferimento

Questi strumenti costituiscono per le banche una forma di raccolta vincolata a tempo
utilizzata per fronteggiare la concorrenza esercitata da altre attività nanziarie, in
particolare dei titoli di Stato, nel breve e nel medio periodo.

le obbligazioni bancarie

Le obbligazioni sono strumenti cartolari emessi per reperire risorse nanziarie e


sottoscritti da investitori che vantano così un diritto di credito nei confronti dell’emittente.

Si tratta di titoli di credito che attribuiscono al possessore il diritto al rimborso del


capitale, maggiorato di una quota di interessi.

Le obbligazioni bancarie devono avere una durata minima di 3 anni, in altri casi anche 2;
in questo caso, il rimborso anticipato dei titoli è previsto esplicitamente nel regolamento
del prestito e non può avvenire prima dei 18 mesi dalla data di chiusura dell’ultima
tranche, ovvero del collocamento.

L’investimento in obbligazioni genera interessi e capital gain, gravati da una ritenuta


scale del 26%.

È possibile distinguere le obbligazioni bancarie in diverse categorie:

1. obbligazioni ordinarie: possono a loro volta assumere diverse con gurazioni

→ in relazione alla struttura del titolo:

• obbligazioni zero coupon: l’interesse è corrisposto all’investitore alla scadenza,


poiché non sono previsti versamenti periodici; il rendimento dell’operazione è dato
dalla di erenza tra il valore rimborsato alla scadenza e il prezzo d’acquisto

• titoli con cedola: prevedono il periodico pagamento degli interessi

→ in relazione alla tipologia di remunerazione

• a tasso sso: prevedono un rendimento predeterminato al momento dell’emissione

• a tasso variabile: remunerano l’investimento in relazione all’andamento di altri


parametri di mercato, di natura monetaria, nanziaria, reale o valutaria

2. obbligazioni convertibili: attribuiscono a colui che le sottoscrive, secondo certi tempi


e modalità, la facoltà di trasformare le proprie quote di credito in quote di capitale di
rischio, cioè titoli azionari della stessa banca emittente o di un altro soggetto.

→ il tasso di interesse nominale è inferiore rispetto a titoli equivalenti poiché tali strumenti
conferiscono al loro possessore la facoltà di optare per la conversione delle obbligazioni
in titoli azionari

3. obbligazioni cum warrant: sono corredate da un buono, il warrant, che consente


all’acquirente di sottoscrivere obbligazioni o azioni della società emittente
l’obbligazione medesima o di una società collegata, ad un prezzo prede nito

→ l’esercizio del warrant non comporta per il sottoscrittore alcuna estinzione del
contratto obbligazionario sottostante 


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la raccolta all’ingrosso
Rientrano tutte le operazioni di raccolta e ettuate da una banca in contropartita con altre
banche e investitori istituzionali o con la Banca centrale europea.

Si tratta di transazioni di importo unitario, negoziate in mercati molto competitivi e attuate


con un numero di operatori piuttosto contenuto, ma di dimensioni consistenti.

Tra le operazioni che fanno parte di questa categoria rientrano:

• raccolta interbancaria: si tratta di operazioni mediante le quali una banca acquista


risorse nanziarie da altre banche che presentano eccedenze di liquidità; tale forma di
raccolta tende a soddisfare diverse esigenze di gestione della tesoreria e di riserve di
liquidità, consentendo un miglior coordinamento tra le operazioni attive e passive della
banca richiedente (esempi: i depositi interbancari e le operazioni pronti contro termine
con controparti bancarie)

• emissioni di obbligazioni a livello internazionale: a partire dagli anni ’80 le banche


italiane hanno cercato di diversi care la loro provvista attuando emissioni di titoli
obbligazionari a livello internazionale; la raccolta all’ingrosso presso investitori
professionali è soggetta a condizioni variabili in relazione ad una serie di fattori

• operazioni con la BCE: gli intermediari possono ricorrere alle operazione in


contropartita con la Banca centrale europea che si avvale del supporto operativo della
Banca d’Italia (rientrano le operazioni su iniziativa delle controparti, le operazioni di
mercato aperto). 


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3. LE OPERAZIONI DI IMPIEGO

L’istruttoria di do è costituita dall’insieme di indagini, ricerche, analisi ed elaborazioni


destinate a fornire informazioni agli organi della banca competenti, utili alla formulazione
di un giudizio per quanto riguarda la richiesta di nanziamento.

Tale richiesta di a damento è necessaria per consentire la raccolta di informazioni


adeguate sul cliente richiedente, sia quantitative che qualitative.

In questo modo la banca è nelle condizioni di attivare per tempo gli strumenti di tutela a
propria disposizione e attenuare i nuovi rischi a cui si espone.

Le informazioni necessarie allo svolgimento dell’istruttoria di do si distinguono se il


soggetto richiedente è una persona sica o giuridica.

Una volta raccolta tutta la documentazione necessaria, la banca da inizio alla vera e
propria istruttoria che si articola in cinque fasi:

1. analisi delle qualità personali del richiedente: la banca deve accertare l’esattezza,
la validità e la compiutezza dei dati forniti dal soggetto richiedente, integrandoli con
altre informazioni raccolte tramite fonti interne o esterne; la centrale rischi è un
archivio gestito dalla Banca d’Italia nel quale sono raccolte tutte le informazioni
relative agli a damenti concessi da ciascuna banca nazionale ai singoli soggetti, con
cui gli intermediari scambiano informazioni relative ai rischi dei crediti verso i loro
clienti; la banca, prima di concedere il credito sarà sempre orientata a raccogliere
informazioni dalla CR

2. veri ca degli aspetti formali della documentazione raccolta: la banca esamina la


situazione giuridica del soggetto richiedente; per le imprese, si assicura della
regolarità formale dei bilanci presentati, veri cando la loro correttezza formale,
completezza ed esaustività

3. analisi di tipo qualitativo: la banca esamina informazioni di tipo qualitativo fornite dal
richiedente, che hanno per oggetto le politiche aziendali e le strategie adottate
dall’impresa per quanto riguarda l’impatto ambientale e i settori economici in cui essa
opera; in questa fase viene valutato il business plan dell’azienda, con il quale essa
de nisce le proprie strategie e analizza le proprie esigenze nanziarie

4. analisi di tipo quantitativo: è la fase di elaborazione di tutte le informazioni raccolte,


durante la quale la banca elabora indicatori di sintesi che dovranno essere formulati e
interpretati sulla base delle analisi qualitative svolte precedentemente:

- analisi di bilancio: viene svolta attraverso l’elaborazione di ratios, il cui scopo è


quello di fornire indicazioni sintetiche sull’impresa, relative alla liquidità, al livello di
indebitamento e alle modalità di utilizzo del capitale. Per fare ciò occorre e ettuare
una riclassi cazione dei valori di bilancio secondo il criterio nanziario per lo SP e
in base a un criterio progressivo per il CE

- analisi previsionale: ha come scopo la quanti cazione della capacità di rimborso


dell’impresa e si basa sulla predisposizione di bilanci preventivi sulla base di
ipotesi di sviluppo, con l’aiuto di informazioni già note

5. valutazione di sintesi e monitoraggio delle posizioni in essere: a questo punto la


banca procede alla redazione di una relazione in grado di porre in evidenza tutti gli
aspetti positivi e negativi emersi dalle analisi e ettuate in precedenza; tale relazione
di sintesi è il documento in base al quale verranno prese le decisioni sul do
richiesto. Il giudizio di a dabilità si basa sulla veri ca delle capacità di reddito futura
del soggetto e sulle potenzialità di sviluppo dell’azienda.

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Un ruolo rilevante in materia di concessione di credito è svolto dalle garanzie o erte a
supporto della richiesta di nanziamento che vengono distinte in:

• garanzie reale: si hanno quando esiste una forma qualsiasi di vincolo su beni reali,
dell’a dato o di terzi, a favore della banca

• garanzie personali: sussistono qualora la garanzia che accompagna il credito risiede


nelle doti morali e nella capacità economica, nanziaria e patrimoniale non sto
dell’a dato e di eventuali terzi coobbligati.

Le fasi dell’istruttoria no ad ora esposte valgono come riferimento anche per gli
a damenti richiesti dall’investitore in quando persona sica, in quanto le analisi compiute
dalla banca si concentrano sull’anagra ca del richiedente, sulla composizione della sua
famiglia, sulla sua attività lavorativa, sull’analisi dell’ultima dichiarazione dei redditi e sul
suo patrimonio complessivo.

L’istruttoria di do prosegue anche dopo la concessione del nanziamento mediante una


costante attività di monitoraggio, al ne di prevenire l’insorgere di eventuali patologie
aziendali che potrebbero rendere più di cile il recupero del credito erogato.

Le modalità attraverso le quali la banca può procedere a monitorare i nanziamenti


erogati sono molteplici:

• Periodica richieste delle informazioni attinenti la situazione economia e nanziaria


dell’impresa e la loro successiva rielaborazione

• Ulteriore veri ca che la banca può e ettuare sulle modalità con cui il cliente utilizza il
do accordato e la loro conformità agli accordi contrattuali stabiliti

Il mancato impiego dei fondi messi a disposizione comporta per la banca ripercussioni
negative sia da un punto di vista economico che nanziario, poiché l’istituzione creditizia
si obbliga a tenere a disposizione risorse liquide per un determinato periodo di tempo che
non occorrono all’impresa a data.

i prestiti per cassa a breve termine

La banca utilizza i crediti per cassa per mettere a disposizione del cliente una somma di
denaro utilizzabile in un’unica soluzione o per più volte, in base a quanto stabilito.

L’espressione “a breve termine” fa riferimento alla scadenza contrattuale del


nanziamento, che in Italia non supera i 18 mesi.

Sono inclusi in questa categoria tutti i prestiti bancari a revoca (facoltà concessa
all’istituto nanziatore di richiedere la restituzione delle somme erogate e al cliente di
rimborsare il prestito ottenuto con tempi di preavviso molto brevi).

Si quali cano come crediti diretti tutti quelli per i quali la banca sostiene un esborso
certo ed immediato a favore dell’a dato, il quale si occuperà di restituire le somme di
denaro alla scadenza pattuita o al momento di richiesta da parte della banca.

I nanziamenti diretti a breve termine possono assumere diverse forme tecniche:

1. apertura di credito in conto corrente: la banca si obbliga a tenere a disposizione del


cliente una somma di denaro, per un periodo di tempo determinato o non; tale somma
di denaro può essere utilizzata tramite prelievi parziali e versamenti di ripristino.
Attraverso la sottoscrizione di un modulo standardizzato, il cliente accetta
l’ammontare del credito concesso, il tasso di interesse e le altre componenti di costo,
la scadenza, il preavviso necessario in caso di recesso, e cosi via.

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L’apertura di credito in conto corrente può avere:

- scadenza determinata (per un periodo non superiore ai 18 mesi)

- scadenza indeterminata (per cui il nanziamento si intende valido no a revoca)

Le aperture di credito possono prevedere garanzie collaterali, richieste esplicitamente


dalla banche, altre volte o erte dal cliente, al ne di ottemperare al maggior grado di
rischio che tale forma di credito prevede.

La componente principale degli elementi di costo dell’operazione è costituita dagli


interessi che vengono calcolati e capitalizzati in via posticipata annualmente e al
momento dell’estinzione del rapporto.

Il tasso di interesse sull’apertura del credito è quasi sempre superiore a quelli applicati
nelle altre operazioni di nanziamento bancario a breve termine, a causa della maggiore
discrezionalità di utilizzo di questa forma tecnica rispetto alle altre. Esso dipende dal
grado di rischiosità, la presenza di garanzie collaterali e la forza contrattuale del cliente.

Accanto agli interessi calcolati in via posticipata e in relazione al credito e ettivamente


utilizzato, il contratto di apertura di credito in conto corrente prevede l’applicazione di una
commissione su accordato e un’eventuale commissione di istruttoria veloce.

Qualora il cliente non a dato utilizzi una somma di denaro eccedente quella disponibile
sul proprio conto corrente paga solo la commissione di istruttoria veloce. Se il cliente è
a dato paga solo la commissione sull’accordato.

Una terza opzione prevede che qualora il cliente a dato utilizzi interamente il do
accordato e ecceda tale somma, dovrà pagare anche la civ.

Agli interessi e alle commissioni vanno aggiunti ulteriori oneri che rappresentano spese
tipiche di qualsiasi rapporto di conto corrente, come spese di tenuta conto, addebitate in
relazione al numero di operazioni e ettuate nel periodo preso in esame. 


2. anticipazione su pegno: contratto di prestito monetario a breve termine garantito da


pegno su merci o titoli; l’operazione è costituita da un contratto principale di
prestito, da cui ha origine la polizza di anticipazione, dove vengono indicate le
clausole principali del contratto, e da un contratto accessorio di pegno. Il debitore
cede dei beni a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti, perdendone la
disponibilità ma non la proprietà, mentre la banca si impegna a conservare tali beni,
senza disporne, per tutto il tempo del nanziamento e a restituirli a seguito
dell’estinzione del prestito. Solo nell’ipotesi di mancato rimborso da parte del cliente
nanziato i beni saranno venduti, dando la possibilità alla banca di soddisfarsi sul
ricavato ottenuto con diritto di prelazione sugli altri creditori. La classi cazione delle
operazioni di anticipazione segue due criteri:

- Garanzia che assiste l’operazione: anticipazione su merci, valori mobiliare e crediti,


a seconda del tipo di bene sul quale viene costituito il pegno; infatti non tutti i beni
possono formare oggetto di garanzia, poiché devono presentare requisiti sici ed
economici che non rendano onerosa la loro acquisizione e la gestione; l’oggetto
del pegno, sia esso rappresentato da merci o valori mobiliari, deve essere valutato
da parte dell’istituzione creditizia.

- Forma tecnica di utilizzo: nella forma in conto corrente la banca mette a


disposizione del cliente una linea di credito in conto corrente, nel cui ambito il
cliente può e ettuare prelievi no al raggiungimento del valore nominale
dell’anticipazione (valore del bene - scarto di garanzia → costante per tutta la
durata del contratto; nell’anticipazione per somma e scadenza ssa il cliente

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viene accreditato del valore nominale diminuito degli interessi, calcolati in via
anticipata per tutta la durata dell’operazione sull’intero ammontare della somma
erogata.

Tra le diverse componenti di costo, va ricordato il tasso di interesse per il quale si ricorre
a diverse forme di computo in base alla forma tecnica scelta.

Nelle anticipazioni in conto corrente, il tasso applicato è più elevato a causa della
maggiore elasticità di utilizzo che le contraddistingue rispetto alle anticipazioni per
somma e scadenza ssa; in uiscono sul calcolo del tasso di interesse anche la durata
dell’operazione, le caratteristiche economiche, siche, merceologiche dei beni oggetto di
pegno e la misura dello scarto, inversamente proporzionale al tasso di interesse stesso.

Se l’anticipazione è utilizzabile in conto corrente, sarà gravata da ulteriori costi relativi


all’apertura di credito, come la commissione su accordato, la commissione di istruttoria
veloce e le spese di tenuta conto.

3. riporto nanziario: contratto nel quale il riportato trasferisce in proprietà al riportatore


titoli di credito (valori mobiliari) di una data specie per un determinato prezzo; alla
scadenza pattuita, il riportatore dovrà trasferire al riportato la proprietà di altrettanti
titoli della stessa specie, dietro rimborso del prezzo, che può essere aumentato o
diminuito nella misura stabilita dal contratto.

In questo tipo di contratto, il ruolo di riportatore fa capo a un ente creditizio, mentre il


riportato è spesso rappresentato da un cliente che si priva di titoli propri per procurarsi
disponibilità liquide.

Il prezzo base dell’operazione corrisponde all’ammontare del prestito concesso, pari al


prezzo corrente dei valori mobiliare oggetto di riporto, diminuito di scarto percentuale,
che può variare a seconda della natura dell’operazione, dell’andamento della quotazione
dei titoli, e della situazione economica, nanziaria e patrimoniale del cliente riportato.

Le principali componenti di costo dell’operazione di riporto sono:

- tasso di riporto: è sso per tutta la durata dell’operazione e si computa in via


anticipata; è dato da “prezzo a pronti - prezzo a termine”, oppure attraverso
l’indicazione di una quota da aggiungere o sottrarre al prezzo base per ottenere il
prezzo a termine

- tassa sul contratto: bollo da apporre sul ssato, la cui misura varia a seconda
della durata del contratto stesso e della tipologia del titolo

Si ricorre ad operazioni di riporto quando società nanziarie e assicurative dispongono di


elevati quantitativi di valori mobiliari tali da poter essere alienati senza che si rechi
pregiudizio all’attività d’impresa.

4. sovvenzione cambiaria: destinata al soddisfacimento di fabbisogni nanziari di breve


periodo, dal punto di vista tecnico questa operazione consiste nell’accredito del netto
ricavo ottenuto dallo sconto di una cambiale pagherò emessa direttamente dal cliente
a favore della banca nanziatrice (pagherò diretto).

La sovvenzione bancaria prevede un grado di rischio simile a quello dell’apertura di


credito semplice, poiché non o re garanzie di alcun genere in relazione al buon ne
dell’operazione stessa, dipendendo solo dalla capacità di rimborso del cliente a dato.

L’unico vantaggio per l’istituto di nanziatore deriva dal fatto di disporre di un titolo sulla
base del quale realizzare un processo di esecuzione coattiva per il recupero del credito.

Gli elementi di costo della sovvenzione cambiaria sono:

- Interessi: calcolati in via anticipata

- Commissione di incasso: determinata in somma ssa

- Imposta di bollo sull’e etto

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Il ricorso a tale forma tecnica è riconducibile ad operazione che comportano esigenze
nanziarie di natura transitoria, connesse a temporanee espansioni degli a ari
dell’impresa a data.

5. smobilizzo di crediti commerciali a breve termine: questo tipo di operazioni


consiste nell’anticipo e ettuato da un ente creditizio a favore di imprese che
detengono crediti mercantili nel proprio portafoglio. Si tratta di operazioni che
supportano in maniera signi cativa il capitale circolante dell’impresa sovvenzionata.
Le operazioni che rientrano in questa categoria sono di tipo autoliquidabili o a ciclo
controllato, quindi i mezzi necessari al rimborso del prestito non provengono dal
nanziato ma da un terzo soggetto (debitore del sovvenuto).

Per usufruire di tali operazioni di nanziamento l’impresa richiedente deve aver superato
positivamente l’istruttoria di do e aver ottenuto una linea di credito da utilizzare come
strumento di anticipo dei crediti commerciali in suo possesso.

La cessione del credito commerciale alla banca può essere:

- Pro solvendo: se alla scadenza il terzo non assolve il proprio obbligo di


pagamento, la banca si rivale sul proprio sovvenuto, addebitandogli l’importo del
credito stesso incrementato delle spese sostenute per ottenere il rimborso

- Pro soluto: l’a dato viene completamente sollevato da ogni responsabilità circa il
buon esito dell’operazione, poiché la banca rinuncia ad ogni azione di rivalsa nei
suoi confronti in caso di mancato pagamento

Tra le operazioni di smobilizzo dei crediti commerciali a breve termine rientrano

→ lo sconto cambiario: de nito dal c.c. come “il contratto con il quale la banca, previa
deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora
scaduto mediante la cessione, salvo buon ne, del credito stesso”. Tale operazione può
avere per oggetto titoli cambiari, annualità dovute da enti pubblici, note di pegno, crediti
di natura non cartolare, Buoni ordinari del tesoro; inoltre, è caratterizzata dalla cessione
pro solvendo del credito, quindi il sovvenuto ha l’obbligo di rispondere nel caso di
inadempienza da parte del debitore alla scadenza, restituendo alla banca il valore
nominale del credito stesso.

L’operazione di sconto può avvenire:

- tramite utilizzo di un castelletto: la banca de nisce l’ammontare massimo degli


e etti presentabili, che coincide con il credito accordato. Il “castelletto” ha
carattere rotativo, quindi la disponibilità originaria viene ricostruita ogni qualvolta
gli e etti scontati in precedenza giungono a scadenza e vengono pagati

- in forma isolata: l’operazione assume carattere occasionale, quando l’a dato ha


già completamente utilizzato il castelletto e deve fronteggiare esigenze nanziarie
di natura occasionale e disponga di e etti cambiari

Il costo complessivo a carico del cliente, determinato in via anticipata è costituito dal
tasso di interesse (calcolato sul valore nominale del titolo), commissioni e diritti accessori
e commissione di incasso (di importo sso per ciascun e etto).

Le modalità di estinzione dell’operazione sono:

- Regolare pagamento a scadenza da parte dell’obbligato principale

- Mancato pagamento da parte dell’obbligato principale

- Ritiro della cambiale prima della scadenza ad opera del cliente della banca


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→ anticipo Ri.Ba. s.b.f.: la ricevuta bancaria è uno strumento di pagamento, cioè un
semplice documento che attesta il diritto di un creditore a ricevere una somma dal
debitore per mezzo della banca.

Il debitore si impegna a saldare l’importo dovuto entro una certa data e a ricevere un
documento che attesti tale pagamento.

Tale operazione si concretizza nell’accredito su un conto transitorio (conto anticipi


intestato al cedente), di un importo di valore corrispondente al valore nominale degli
e etti che vengono presentati per l’incasso, con valuta posteriore agli e etti stessi.

Il cliente, a cui è stato concesso il do, avrà la possibilità di utilizzare immediatamente le


somme disponibili; qualora si determini uno “scoperto di valuta” matureranno interessi
passivi a suo carico.

Nonostante il portafoglio Ri.Ba. sbf presenti rischi superiori a quelli dello sconto bancario,
le banche risultano abbastanza propense a concedere do sotto questa forma tecnica a
motivo del suo carattere di autoliquidabilità.

Esistono tre modalità attraverso le quali la banca può concedere l’accredito di Ri.Ba:

- Accredito diretto su conto corrente di corrispondenza: consente la disponibilità


immediata delle somme di denaro

- Utilizzo di contro transitorio fruttifero (conto anticipo s.b.f.): il conto transitorio


viene accreditato del valore nominale degli e etti e contemporaneamente
addebitato del medesimo importo, che viene reso disponibile sul conto corrente
ordinario. In questo modo sul conto transitorio si crea uno scoperto per valuta, che
darà origine ad interessi debitori per il cliente, calcolati sull'ammontare
complessivo degli e etti presentati, mentre sul conto corrente di corrispondenza,
se non utilizzate, le somme accreditate produrranno interessi a favore del cliente

- Utilizzo di conto transitorio infruttifero (conto evidenza s.b.f.): anche in questo


caso il conto transitorio viene accreditato dell'importo nominale degli e etti con
valuta adeguata, ma il loro addebito avverrà solamente nel giorno di maturazione
della valuta, così da non produrre interessi a carico del cliente. Su tale linea di
credito verranno computati interessi ad un tasso debitore inferiore rispetto a quello
normalmente previsto per le aperture di credito, grazie all’indiretta garanzia
rappresentata dal portafoglio salvo buon ne in essere.

Questo tipo di operazioni di portafoglio s.b.f. è caratterizzato da un elevato grado di


essibilità, il quale consente agli utilizzatori di adeguare il proprio indebitamento bancario
con le e ettive necessità nanziarie dell’impresa.

→ anticipo su fatture: la banca fornisce una forma di sostegno creditizio alle imprese
che non dispongono di e etti cambiari da scontare o ricevute bancarie da presentare per
l’anticipo su portafoglio s.b.f.

La banca mette a disposizione del proprio a dato circa il 70-80% dell’importo delle
fatture emesse nei confronti dei suoi clienti, riservandosi la facoltà di richiederne la
restituzione, nel caso in cui alla scadenza non sia ancora avvenuto il pagamento.

Attraverso questa operazione, l’impresa ha la possibilità di smobilizzare crediti non


ancora scaduti per fronteggiare esigenze di liquidità.

→ il factoring: tipologia contrattuale che permette a un imprenditore di cedere i propri


crediti di natura commerciale a breve termine ad un operatore (Factor, può essere banca
o società di factoring), il quale a fronte di un compenso assume l’obbligo di gestire e
incassare, garantendone il buon ne anche in caso di insolvenza del debitore.

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Le tre principali caratteristiche richieste per crediti oggetto di cessione sono identi cabili
nella liquidità, disponibilità e credibilità.

Il factoring ha per oggetto crediti commerciali a breve termine: la scadenza è compresa


tra i 30 e i 180 giorni, tipici dell’interscambio mercantile.

Però, è possibile che il cessionario accetti crediti anche con termini di regolamento più
lunghi. La disponibilità del credito attiene invece la sua e ettiva esistenza e quindi anche
la possibilità per il factor di procedere alla sua riscossione.

La complessità dell’intervento del factor incide sul grado di onerosità dell’operazione.

Tra le componenti di costo vi sono la commissione per il servizio di gestione e


amministrazione dei crediti e per la garanzia contro il rischio di inadempienza da parte del
debitore. Tale commissione viene applicata su base annua e sul grado di solvibilità del
debitore.

i prestiti per cassa a medio e lungo termine


I prestiti bancari a scadenza protratta sono contraddistinti da una durata contrattuale
superiore ai 18 mesi, e vengono spesso indicati come “crediti di scopo”, per i quali è
necessario stabilire una relazione tra il prestito erogato e l’investimento destinato ad
essere nanziato.

Tali strumenti non sono rivolti unicamente alle imprese, bensì anche alle famiglie per il
soddisfacimento di fabbisogni di lungo periodo.

• il mutuo: si riferisce a tutte le operazioni che prevedono l’erogazione di una somma di


denaro la cui restituzione da parte del bene ciario avverrà secondo un piano di
rimborso, che stabilisce la periodicità e l’ammontare delle rate.

La frequenza di pagamento delle rate viene stabilita tra le parti e può essere mensile
trimestrale o semestrale. Il pagamento puntuale della rata è importante poiché il ritardo o
il mancato pagamento fanno scattare interessi moratori (per ritardo si intende che la rata
è stata pagata tra il trentesimo e centottantesimo giorno dalla scadenza della rata stessa).

Il tasso di interesse applicato al nanziamento riveste un ruolo fondamentale nella


determinazione dell’onerosità dell’operazione per il cliente, e per la determinazione della
tipologia di contratti di mutuo o erti alla clientela.

Tipologie di mutuo:

- a tasso sso: il tasso di interesse rimane invariato per tutta la durata del
nanziamento

- a tasso variabile: il tasso di interesse è legato a tassi di mercato, ai quali si


aggiunge uno spread

- a tasso variabile con cap: tasso di interesse variabile, ma se durante il


nanziamento supera una soglia massima il cliente paga un interesse pari a questa
somma “tetto"

- a tasso variabile con rata costante: la rata rimane costante e l’incremento del
tasso di interesse porta a un allungamento del periodo di vita del nanziamento

- a tasso misto: è prevista l’applicazione in tempi determinati e successivi sia del


tasso sso che di quello variabile

- con tasso d’ingresso: per un certo periodo si applica un tasso ridotto,


successivamente di un tasso sso o variabile

- mutuo o set: l’importo della rata varia a seconda del denaro tenuto in giacenza
sul conto corrente. 


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In relazione alla durata contrattuale, la scadenza del mutuo è compresa tra 5-30 anni, che
possono variare a seconda del singolo ente creditizio.

La durata contrattuale più lunga rende più alto il grado di rischio per la banca nel
formulare previsioni sulla capacità reddituale e nanziaria del cliente.

Per tale motivo, le banche richiedono garanzie di tipo reale al ne di assicurare la


restituzione del prestito residuo e dei relativi tassi di interesse.

Gli elementi di costo che si riferiscono ad un’operazione di mutuo sono il tasso di


interesse, le spese notarili, le spese di istruttoria, le spese di perizia, l’imposta sostitutiva,
il premio di assicurazione.

• il leasing: forma di nanziamento in cui, in cambio di un canone periodico, il cliente


ottiene la disponibilità di un bene strumentale alla propria attività, potendone acquisire
la proprietà al termine del contratto contro il pagamento di un importo pre ssato,
inferiore al valore di mercato del bene (riscatto).

Le forme contrattuali di leasing più comuni sono 3:

- leasing nanziario: contratto attraverso il quale una banca o una società


nanziaria (concedente o locatore) acquista da fornitori dei beni di qualsiasi natura
per concederli in uso a un soggetto (utilizzatore o locatario) per un periodo di
tempo pre ssato e mediante il pagamento di un canone periodico. Al termine del
contratto, l’utilizzatore può restituire il bene, rinnovare il contratto (in questo caso
pagherà un canone ridotto rispetto al precedente), o acquistare il bene stesso.

La durata del contratto è legata alla durata tecnico-economica del bene, ovvero al
suo reale utilizzo nel corso del tempo.

La struttura più comune delle operazioni di leasing prevede il pagamento di un


maxi canone alla stipula del contratto spesso superiore all’importo del canone
periodico; quest’ultimo, solitamente mensile o trimestrale, comprende una quota
derivante dalla ripartizione del costo sostenuto per l’investimento e ettuato con
l’acquisto del bene e ulteriori costi accessori; e in ne è previsto il pagamento di un
prezzo di riscatto, che l’utilizzatore deve pagare in caso di acquisto del bene alla
scadenza del contratto.

- leasing operativo: caratterizzato dalla bilateralità del rapporto che vede


contrattualmente impiegati l’utilizzatore e il produttore del bene che risulterà anche
concedente. Questa tipologia di leasing viene utilizzata per ottenere la disponibilità
temporanea di un bene strumentale. La sua durata non è superiore ai 12-18 mesi e
l’oggetto del contratto sono beni fortemente standardizzati. Tutti i servizi accessori
sono a carico del locatore; il prezzo di riscatto al termine del contratto spesso è
piuttosto alto, ma l’ipotesi di conclusione del contratto più di usa è la restituzione
del bene

- leasing back: operazione di sale and lease back, in cui il cliente si presenta nella
doppia veste di fornitore e utilizzatore del bene concesso in leasing. Dal punto di
vista operativo è il cliente a vendere a una società nanziaria il bene, che gli verrà
concesso in leasing secondo le consuete modalità. Per il cliente questa è
un’operazione di auto nanziamento dalla quale ricava la liquidità necessaria per
realizzare un progetto di sviluppo aziendale senza perdere l’utilizzo del bene.

Generalmente si parla di leasing strumentale per indicare tutti quei contratti aventi per
oggetto beni strumentali per l’attività d’impresa, tra cui: leasing immobiliare, leasing
agevolato, leasing automobilistico.

Ai ni della trasparenza, nel contratto deve essere riportato il tasso annuo nominale TAN e
il tasso annuo e ettivo globale TAEG dell’operazione.

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il credito ai consumatori
Si intende l’insieme di tutti i crediti accordati a soggetti diversi dalle imprese, che spesso
sono riconducibili a famiglie o consumatori privati, per l’acquisto di bene mobili e servizi
destinati al soddisfacimento di bisogni familiari o personali.

Il nanziamento erogato come credito al consumo da una banca o una società nanziaria
deve avere un importo compreso tra 200 e 75.000 euro.

Questa tipologia di credito è uno strumento che permette di accrescere la capacità di


acquisto di un soggetto in previsione di future entrare, con le quali avverrà il rimborso del
prestito.

Esistono diverse tipologie di credito ai consumatori:

• Credito nalizzato: il credito viene erogato con lo scopo di nanziare l’acquisto di


speci che categorie di beni, il quale verrà in seguito veri cato dal nanziatore

• Credito non nalizzato: anche de nito prestito personale, non prevede alcuna veri ca
sulla destinazione dello stesso da parte del nanziatore, il quale si preoccupa che la
restituzione avvenga secondo le modalità e nei tempi prestabilisti.

Le forme tecniche di classi cazione del credito al consumo prevedono:

• prestiti rateali: più di usi, prevedono il versamento iniziale in un’unica soluzione, il


rimborso secondo un piano di ammortamento con rate mensili costanti determinate
sulla base di un tasso di interesse sso o variabile, la scadenza compresa tra 3-60 mesi,
importo non superiore ai 15.000 euro

• prestiti rotativi: mette a disposizione del cliente una determinata somma di denaro di
importo pari all’ammontare del do concesso, utilizzabile in una o più soluzioni che si
ripristina quando vengono e ettuati i rimborsi. Caratterizzato da una scadenza
indeterminata e da un tasso di interesse solitamente variabile, questo genere di prestito
rotativo può prevedere il versamento di un minimo mensile a titolo di rimborso.

Il ricorso al credito al consumo comporta una serie di costi, di cui alcuni sono ssi ed
incidono particolarmente sul costo percentuale di prestiti di piccolo importo. Questi
elementi ssi determinano una di erenza notevole tra l’ammontare percentuale di

• TAN: indica il tasso di interesse puro, in percentuale, sul credito concesso e su use
annua; esso non comprende spese o commissioni

• TAEG: rappresenta l’onere nanziario complessivo da sostenere per l’accesso al


nanziamento; è espresso in percentuale sul credito concesso e su base annua,
comprende tutti i costi e per questo è utile per capire quale potrebbe essere il
nanziamento più adatto alle esigente e possibilità economiche di un cliente. 


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il nanziamento delle operazioni commerciali con l’estero
Il nanziamento dell’interscambio commerciale ha sempre visto assumere da parte delle
banche un ruolo rilevante, grazie alle speci che competenze di natura tecnico-operativa.

Il nostro sistema economico ha individuato nel sistema bancario la fonte principale di tutti
i servizi di informazione, consulenza, assistenza nanziaria e pagamento necessari.

Gli strumenti di nanziamento diretto a breve termine utilizzati a sostegno


dell’interscambio commerciale con l’estero presentano caratteristiche simili a quelli
impiegati sul mercato interni, tranne per la natura mercantile delle operazioni a cui si
riferiscono e per il ruolo che le garanzie assumono.

La prima distinzione riguarda la valuta di denominazione del nanziamento, il quale può


essere e ettuato in euro o in valuta estera. La scelta della valuta di denominazione da
utilizzare è lasciata al sovvenuto, il quale terrà conto del tasso di interesse della moneta e
del rischio di cambio insito nell’operazione.

La seconda distinzione riguarda il bene ciario dell’intervento creditizio, è possibile


distinguere:

• nanziamenti all’esportatore: per fornirgli i mezzi necessari alla produzione in attesa di


ricevere il saldo dalla controparte

• nanziamenti all’importatore: come anticipo, per permettere al bene ciario di sostenere


nanziariamente l’esportatore nella fase di approntamento dell’ordine

prestiti in pool

Il “pool bancario” è un consorzio di banche che si occupano della cessione di


nanziamenti che superano il potenziale creditizio dei singoli istituti.

La struttura di un pool comprende un certo numero di banche, variabile in relazione alle


dimensioni dell’impresa richiedente e del suo fabbisogno nanziario, operanti sia a livello
nazionale che in ambito internazionale, quando l’attività produttiva dell’a dato assumere
carattere multinazionale.

Il pool bancario è composto da:

• Lead manager: banca di alto standing, che assume la responsabilità dell’intera


organizzazione del pool compresa la sua costituzione.

• Co-managers: banche di alto standing che si occupano di aspetti contrattuali e


modalità di erogazione del prestito

• Underwriting Banks: banche che si impegnano a garantire al bene ciario del prestito
(borrower) l’intero ammontare del prestito prima della chiusura del sindacato

• Partecipating Banks: banche con standing meno elevato che assumono pro quota una
parte del prestito

• Agent Bank: banca che si occupa della gestione amministrativa del prestito, poiché
raccoglie fondi presso le banche del pool, eroga i fondi al bene ciario, incassa i
compensi e distribuisce i compensi alle banche del pool

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i crediti di rma
Sono i prestiti concessi in forma non monetaria, i quali hanno per oggetto l’assunzione di
un’obbligazione da parte della banca, cioè una garanzia prestata a favore di un
determinato soggetto.

La banca concede al cliente credito in forma diretta, obbligandosi verso terzi a una
determinata prestazione pecuniaria, nell’interesse del cliente stesso.

Le ragioni alla base di tale richiesta possono essere:

• Conclusione più agevole delle transazioni di natura mercantile internazionali

• Partecipazione a gare, appalti o aste

• Possibilità di accedere a particolari segmenti del mercato di capitali per reperire risorse
nanziarie a condizioni vantaggiose

Il credito non monetario è atto a trasformarsi in un esborso di denaro per la banca, per cui
necessita di una completa istruttoria di do, volta a determinare i rischi dell’operazione.

Le forme tecniche dei crediti di rma tipici sono:

• deiussione: prevede che il deiussore si obbliga personalmente verso il creditore,


garantendo l’adempimento di un’obbligazione altrui. L’intero patrimonio del soggetto
che presta la garanzia è a disposizione del creditore. Nella prassi bancaria è previsto
che la deiussione sia concessa da una banca a favore di un proprio cliente per
garantire l’esecuzione tempestiva e regolare di un’obbligazione da lui assunta. È
un’operazione classi cabile in base a:

- durata del rapporto: a scadenza determinata o indeterminata

- natura dell’operazione: motivo che porta alla deiussione

- caratteristica dell’obbligazione garantita: obbligazione di dare, di fare o di non fare

Il compenso rilasciato alla banca per la deiussione è rappresentato da una commissione


percentuale calcolata sulla somma garantita, da corrispondere in via anticipata e al
rimborso delle spese sostenute per il rilascio della garanzia

• avallo: obbligazione cambiaria mediante la quale la banca garantisce, nell’interesse di


un suo cliente il pagamento di un titolo di credito, di natura cambiaria; si realizza tramite
l’apposizione della rma della banca stuka cambiale preceduta dalla formula “per
avallo”; esso consente al creditore di rivolgersi all’avallante solo nel caso in cui il
debitore principale risulti inadempiente. È prevista una commissione percentuale
sull’importo garantito e variabile in relazione alla durata del titolo

• accettazione bancaria: cambiale tratta con la quale un’impresa ordina a una banca di
ripagare, a favore del traente stesso, una determinata somma a una scadenza stabilita.
La banca accetterà la tratta solo se dalla preventiva istruttoria di do il traente sia
risultato solvibile e necessiti di fondi per un determinato periodo. È previsto un costo
costituito da commissioni di accettazione a favore della banca trattaria applicate sul
valore nominale dell’e etto, e commissioni di negoziazione.

• credito documentario: si intende qualsiasi d’attuazione, denominata o descritta, che


costituisce un impegno irrevocabile di una banca emittente, assunto su richiesta e per
conto di un cliente ordinante, ad e ettuare o far e ettuare a una banca designata una
prestazione contro fornitura di documenti, a favore del bene ciario. È la forma di
regolamento pii e cace nel commercio internazionale. L’onere di apertura di credito
documentario è costituito dalle commissioni che vengono applicate in misura
percentuale all’importo garantito. 


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4. I SERVIZI BANCARI

Le banche e le autorità di regolazione sono tenute a promuovere sistematicamente la


di usione, la stabilità e l’e cienza del sistema sistema dei pagamenti e dei suoi rispettivi
servizi, al ne di mantenere la ducia nella moneta e negli strumenti ad essa alternativi.

Gli strumenti cartacei di pagamento si basano sulla circolazione materiale dei supporti
cartacei; sono titoli di credito destinati alla circolazione e attribuiscono il diritto ad una
determinata prestazione monetaria descritta dal titolo stesso.

Si de niscono titoli astratti poiché non contengono nessuna informazione circa il


rapporto tra le parti che ha generato l’emissione.

assegno circolare A/C


È un titolo di credito all’ordine (intestato a un determinato soggetto), emesso da una
banca (emittente), su richiesta di un soggetto (richiedente); il titolo incorpora la promessa
incondizionata della banca emittente di pagare a vista una determinata somma di
denaro nei confronti di un terzo (bene ciario).

→ generalmente sono coinvolte 3 parti; può succedere che le parti coinvolte siano 2
quando il richiedente e il bene ciario di un A/C coincidano.

• il richiedente richiede l’emissione di un AC a una banca autorizzata per e ettuare un


pagamento; l’emissione non presuppone l’esistenza di un rapporto di conto corrente
con la banca

• l’AC è rilasciato dietro versamento di una somma pari al valore nominale dell’assegno,
tale da essere una copertura precostituita; il versamento dell’importo può essere in
contanti o tramite l’utilizzo di fondi disponibili sul proprio c/c

• la banca emittente è autorizzata dall’articolo 49 del TUB ad emettere A/C alla Banca
d’Italia, la quale ne determina la misura, la composizione e le modalità di versamento
della cauzione che le banche emittenti devono costituire per la circolazione di A/C

• il bene ciario dell’A/C, una volta ricevuto in pagamento l’assegno, può incassarlo a
vista presentandolo presso la propria banca o presso la banca emittente entro 30 gg
dalla data di emissione.

Essendo una promessa di pagamento rmata da una banca, l’A/C è sempre buon ne e
viene accettato come fosse denaro contante. Tale strumento non è oneroso, e il rilascio è
gratuito; i tempi di incasso sono sempre piuttosto brevi.

Per quattro riguarda le caratteristiche tecniche, per essere valido deve contenere:

- Denominazione di assegno circolare

- Promessa incondizionata di pagare a vista la somma descritta

- Il nome e la sottoscrizione della banca che emette l’assegno

- La data e il luogo dell’emissione

- L’importo scritto in cifre e in lettere

- Il nome del soggetto a favore del quale l’AC è stato emesso

L’ordinamento dell’assegno prevede che tale titolo possa essere trasferito a un’altra
persona mediante la girata per l’incasso: il bene ciario può girare l’assegno solo a se
stesso per incassarlo e non a terzi.

Oggi il buon ne dell’operazione avviene tramite una procedura interbancaria elettronica


detta check truncation, la quale permette alle banche di scambiarsi documenti tramite
ussi elettronici di informazioni minimizzando tempi e costi.

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assegno bancario A/B
È un titolo di credito all’ordine mediante il quale un soggetto (traente) titolare di un
rapporto di conto corrente con una banca ordina alla stessa (banca trattaria) di pagare a
vista una certa somma a terzi (bene ciario), prelevandola dal proprio conto.

• Il traente (emittente dell’assegno bancario) per e ettuare un pagamento tramite tale


strumento, compila e rma un assegno con tutti gli elementi formali e necessari per la
validità del titolo; egli deve essere titolare di conto corrente con la banca, deve aver
depositato presso la banca la propria rma e deve aver stipulato una “convenzione di
assegno” tramite la quale ottiene il rilascio di un carnet di assegni

• Il bene ciario è colui al quale viene pagato a vista l’assegno, cioè all’atto di
presentazione per l’incasso presso la propria banca; se la banca del traente e quella del
bene ciario non coincidono, il bene ciario deposita l’assegno presso la propria banca
che si occuperà per suo conto dell’incasso con la clausola salvo buon ne

• La banca trattaria ha il compito di veri care la presenza di tutti gli elementi formali
dell’assegno e provvedere al pagamento in presenza di idonea provvista, e in caso
contrario ri utare il pagamento

Per un debitore, l’utilizzo dell’assegno bancario soddisfa bene i requisiti di economicità,


poiché il rilascio di tale assegno è gratuito.

L’importo dell’assegno viene addebitato al traente il giorno in cui il bene ciario si presenta
presso la banca trattaria per ottenere l’importo indicato sull’assegno; se presentato in via
elettronica, il giorno in cui perviene il relativo usso informativo, mentre la valuta
assegnata coincide con la data di emissione indicata sul titolo.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, per essere valido deve contenere:

- Denominazione di assegno bancario

- Ordine incondizionato di pagare una somma determinata

- Il nome della banca presso la quale l’emittente ha un conto corrente

- La data e il luogo dell’emissione

- L’importo scritto in cifre e in lettere

- La rma del traente

- Il nome del bene ciario

Anche per l’assegno bancario è prevista la possibilità di trasferimento a terzi tramite


girata per l’incasso; inoltre, come per l’A/C, può essere oggetto di check truncation per
valori inferiori o pari a 8.000€.

Oggi l’assegno bancario circola laddove sia signi cativo il rapporto duciario tra le
controparti.

la cambiale
È un titolo di credito formale ed astratto che attribuisce al possessore, il diritto di ottenere
il pagamento della somma indicata alla scadenza e nel luogo previsto dal documento.

La cambiale può essere:

• Cambiale pagherò: promessa incondizionata di pagamento con la quale il debitore


(traente) si impegna, sottoscrivendola, al pagamento di un preciso importo

• Cambiale tratta: ordine di pagamento che impone al debitore di pagare ad un


bene ciario la somma indicata.

La cambiale incorpora il diritto ad ottenere il pagamento del credito il quale avverrà al


termine della dilazione temporale concessa e prevista nel titolo stesso.

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La cambiare deve rispettare dei requisiti formali:

- La denominazione di cambiale inserita nel titolo

- La promessa o l’ordine di pagare una somma determinata

- Il nome, il luogo e la data di nascita del debitore (trattario)

- Indicazione della scadenza e del luogo di pagamento

- Nome del bene ciario

- Luogo e data di emissione del titolo

- La sottoscrizione del debitore

La banca agevola il processo di incasso del titolo: il soggetto creditore che detiene la
cambiale la consegna prima della scadenza alla propria banca (dopo averla girata per
l’incasso), la quale si occuperà di inviarla alla banca domiciliataria indicata (banca del
debitore).

Alla scadenza, la banca del debitore provvederà ad addebitare il conto corrente e


restituirà il titolo al debitore stesso, inviando l’importo in via telematica alla banca del
creditore.

Oltre quelli cartacei, esistono gli strumenti di pagamento e incasso non cartacei, i quali
si suddividono in strumenti di pagamento e servizi di incasso commerciale.

Le banche o rono alla propria clientela strumenti che permettono di ottimizzare e


automatizzare la gestione dei pagamenti a supporto delle operazioni di incasso
commerciale.

le carte di pagamento
Sono supporti plasti cati di dimensioni standardizzate, emessi da banche o altri istituti
nanziari che o rono al titolare o possessore la possibilità di attivare una vasta gamma di
servizi di natura monetaria o nanziaria.

Le principali operazioni per le quali vengono solitamente usate sono:

- Prelievo: di denaro contante, moneta nazionale o estera presso gli sportelli automatici

- Pagamento immediato presso punti vendita commerciali o sulla rete internet

- Pagamento dilazionato, il quale avverrà in un momento successivo

- Pagamento rateale, il quale avverrà in rate periodiche

Altri servizi disponibili sono la consultazione del proprio estratto conto, dei propri
investimenti, l’o erta di servizi di assicurazione e assistenza, e altri.

Le carte di pagamento si di erenziano in base al momento in cui vengono addebitati i


fondi spesi o prelevati al titolare. Si parla di

• Pay later: consentono al titolare di addebitare la spesa sul conto corrente il mese
successivo al pagamento

• Pay now: i fondi spesi o prelevati vengono addebitati sul conto corrente nel momento
stesso in cui vengono spesi o prelevati

• Pay before: i fondi vengono addebitati nel momento in cui vengono caricati sul numero
univoco identi cativo della carta, prima ancora di essere spesi

In base alla clientela utilizzatrice si distinguono:

• carte personali: maggiormente di use tra privati

• carte aziendali: vengono rilasciate ai dipendenti di imprese, i quali le utilizzano per le


spese sostenute per conto dell’impresa stessa

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carte di credito e le revolving
La carta di credito è costituita da un supporto plastico con banca magnetica e microchip,
dove sono riportati gli elementi identi cativi del titolare e dell’istituzione emittente.

Essa viene utilizzata per l’acquisto di beni e servizi attraverso l’apposizione della rma del
debitore sullo scontrino di pagamento, conforme a quella posta sulla carta.

Il venditore riceve l’accredito della somma sul proprio c/c al netto di una commissione
bancaria per il servizio POS (Point of sales); in un secondo momento, il titolare della carta
riceverà l’addebito sul proprio c/c.

Può essere utilizzata anche per prelevare contanti presso gli ATM, dove viene richiesta la
digitazione del PIN associato alla carta.

La carta di credito ha una duplice funzione:

• di natura monetaria: possibilità di utilizzo al posto della moneta legale

• di natura creditizia: consente di usufruire di un credito per il tempo compreso tra la


data dell’acquisto e quella in cui avviene l’e ettivo addebito della somma

In base all’ente che emette le carte, queste si suddividono in:

• carte non bancarie: nate per soddisfare le esigenze di chi viaggia per a ari o motivi
personali

• carte bancarie: prevedono una relazione trilaterale tra il soggetto emittente (gestiscono
la parte tecnica del rapporto), la banca (distribuzione) e il titolare della carta stessa

• carte commerciali: emesse per iniziativa di speci che aziende per fornite alla clientela
un modo per acquistare con saldo posticipato; sono caratterizzate dalla presenza di un
duplice marchio (quello del circuito che le ha emessa e dell’azienda partner) e hanno la
funzione sia di delity card ( delizzazione della clientela) che di carta di credito

Le modalità di funzionamento: dopo averne fatto richiesta e aver fornito le informazioni


che accertano il proprio grado di solvibilità, il titolare riceve la carta che può utilizzare
entro limiti prede niti.

Se viene utilizzata per gli acquisti in esercizi commerciali, tramite POS, l’esercente
riceverà l’accredito in un breve latto di tempo, al netto della commissione bancaria. Il
titolare riceverà mensilmente l’estratto conto dove vengono elencati gli acquisti e ettuati
e gli eventuali prelievi di contante.

Ampliamento di use sono le revolving cards, le quali o rono la possibilità di e ettuare il


rimborso rateale, con scadenza mensile, dell’importo complessivo speso.

L’importo della singola rata è il 5-10% dell’ammontare massimo del plafond di credito
concesso (tra i 1.500 e 5.000 euro); la funzione revolving consente di ricaricare il plafond
man mano che le singole rate vengono versate.

carte di credito prepagate

La necessita di utilizzare le carte in sicurezza, soprattutto negli acquisti online, ha portato


alla creazione di carte di credito prepagate: tessere che incorporano una certa somma di
denaro, caricato sulla carta dalla banca emittente, mediante il versamento in contatto o
con addebito su conto corrente; quindi sono rilasciate a fronte di un versamento
anticipato di fondi (pay before).

Possono essere emesse da banche, Poste Italiane, Istituti di moneta elettronica, da Istituti
di pagamento o da fornitori di beni e servizi (spesso a circuito chiuso, quindi monouso).

Per il rilascio della carta prepagata non è necessaria la titolarità di un conto corrente e la
possibilità di spesa prescinde da un massimale prede nito, bensì dall’importo
e ettivamente caricato sulla carta.

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La carta prepagata può essere utilizzata per e ettuare operazioni di pagamento presso
negozio o via internet ed è abilitata per operazioni di prelievo di contante, per le quali è
sempre richiesta la digitazione del PIN.

carte di debito

Anche conosciute come Bancomat, consentono al detentore di attivare il collegamento


con un terminale elettronico per e ettuare una serie di operazioni.

Sono uno strumento di moneta elettronica ampiamente di uso ed emesso da banche


contestualmente all’accensione di un conto corrente.

La loro funzione primaria è quella di prelievo di contante da sportelli automatici di


qualunque banca aderente al circuito e pagamenti presso gli esercenti dotati di POS,
entro certi limiti giornalieri imposti dalla banca emittente.

Per l’utilizzo di queste carte il titolare sostiene un canine annuo; non sono previste
commissioni per l’uso della carta come funzione di pagamento, ma solo nel caso di
prelievi contante presso ATM di banche che non appartengono al circuito della banca
emittente o prelievi all’estero.

Le operazioni di prelievo contante e di pagamento con carte di debito sono addebitate sul
conto corrente del titolare contestualmente alle transazioni e ettuate (pay now).

Le operazioni avvengono in base alla disponibilità nanziaria (provvista) di fondi sul conto
corrente al momento della transazione.

carte conto

Carte di debito riciclabili dotate di un codice identi cativo IBAN. Tali carte rientrano in una
categoria ibrida, poiché sono ricaricabili e o rono la possibilità di compiere tutte le
operazioni bancarie; per cui sono de nite carte multifunzione.

Ogni carta consente al possessore di svolgere operazioni base tipiche di un conto


corrente, consentendo l’accredito dello stipendio, l’esecuzione di prelievi e pagamenti, il
versamento di contante per mezzo di speci ci ATM, fare acquisti su internet o nei negozi
convenzionati.

Queste carte hanno limiti massimi di ricarica più elevati rispetto alle prepagate,
prevedendo il pagamento di un canone mensile, pur rimanendo sempre più economiche
rispetto ad un conto corrente.

Tutte le carte nora descritte sono state recentemente arricchite di una nuova tecnologia
detta RFID (radio frequency identi cation), anche de nite carte contactless.

Esse incorporano un microchip a radiofrequenza per il trasferimento dei dati; non


richiedono l’inserimento sico della carta in lettori appositi, bensì consentono la
transazione con il solo avvicinamento a un ricevitore nelle apparecchiature POS.

Queste carte rendono la procedura di pagamento o di prelievo più rapida rispetto all’uso
di una carta tradizionale. Per motivi di sicurezza sono esentati dalla digitazione del PIN i
pagamenti di importo contenuto ( no a 25€).

il boni co
È un ordine di pagamento impartito ad una banca da un soggetto ordinante, il quale
richiede di trasferire denaro a una terza persona, detta bene ciario.

Un boni co può essere regolato tramite addebito del conto o per cassa presso una liale
bancaria. Nella richiesta di disposizione di un boni co occorre fornire nome e cognome
del bene ciario, codice IBAN ed eventuale causale o riferimento.

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Un soggetto per ordinare un boni co può procedere in uno dei seguenti modi:

- ordine allo sportello della propria banca, tramite addebito su c/c o contanti

- ordine allo sportello di una qualsiasi banca, versando la somma in contanti

- disposizione via internet, tramite home banking

- disposizione tramite lo sportello automatico della propria banca

- tramite l’applicazione di mobile banking sullo smartphone

Così la banca ottiene dell’ordinante l’importo da trasferire e lo invia alla banca del
bene ciario, la quale provvede a dare comunicazione dell’accredito e ettuato.

I boni ci si distinguono in boni ci ordinari domestici, boni ci SEPA Credit transfer


(permette di trasferire importi in euro da un conto corrente a un altro aperto presso
banche che si trovano in Italia o in un altro paese SEPA)o boni ci esteri.

I servizi di incasso elettronico consentono la rapida esecuzione delle operazioni di


incasso dei crediti grazie al sistema elettronico e standardizzato su cui si fondano.

Tali servizi soddisfano esigenze tipiche delle imprese.

• Il MAV (servizio incassi mediante avviso) è una procedura di incasso automatizzata,


sottoforma di bollettino prestampato contenente un avviso-richiesta di pagamento. La
banca del creditore (banca assuntrice) emette il MAV sulla base dei dati relativi a un
certo credito in scadenza, forniti dal creditore stesso. Sempre la banca provvede ad
inviare il bollettino al debitore a nché possa pagarlo. Il debitore quindi paga il bollettino
presentandolo allo sportello bancario o presso un u cio postale, o tramite home
banking. La banca assuntrice comunica l’esito positivo o negativo dell’operazione e
procedere all’accredito sul conto corrente del creditore della somma prevista

• Il servizio elettronico incassi di Ri.ba.: è una procedura interbancaria di incasso delle


ricevute bancarie digitali; si basa sulla trasmissione nell’ambito del sistema bancario dei
ussi elettronici ad essere relativi. L’incasso delle ricevute bancarie viene curato dal
sistema bancario e segue sempre lo stesso iter:

1. Il creditore compila la ricevuta bancaria e la consegna alla propria banca,


conferendole il mandato per l’incasso

2. La banca assuntrice invia la ricevuta bancaria, tramite Rete nazionale


interbancaria, alla banca d’appoggio del debitore

3. Quest’ultima procede ad inviare al debitore un avviso di pagamento

4. Una volta ricevuto l’avviso, entro la data di scadenza, il debitore provvede a


saldare quanto dovuto, attraverso l’addebito sul proprio conto corrente

5. La banca d’appoggio del debitore, che ha riscosso l’importo, comunica alla


banca assuntrice l’avvenuta riscossione e accredita l’importo sul c/c del
creditore bene ciario

• la procedura SEPA Direct Debt (SDD) è lo strumento di incasso europeo dei crediti
che ho sostituito i Rapporti interbancari diretti e consiste in una procedura
automatizzata basata su un’autorizzazione continuativa conferita al debitore alla propria
banca di accettare gli ordini di addebito provenienti da un creditore. Nello speci co,
prevede il seguente inter:

1. fase di attuazione, durante la quale il credito e il debitore si accordano per il


ricorso a tale modalità di esecuzione

2. il debitore sottoscrive un modulo con cui autorizza la propria banca ad


addebitare sul proprio conto gli importi da corrispondere al creditore

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3. il creditore trasmette alla propria banca (assuntrice) i documenti relativi ai
crediti da incassare attraverso supporti magnetici

4. alla scadenza, la banca domiciliataria del debitore procedere ad addebitare sul


conto corrente l’importo dovuto

Esistono due tipologie di SDD:

• SDD CORE: utilizzabile dal creditore nei confronti dei clienti classi cati come
consumatori e dei debitore classi cati come non consumatori; è previsto il diritto
del pagatore di ottenere il rimborso di un’operazione autorizzata entro 8
settimane dall’addebito

• SDD Business to Business: utilizzabile dal creditore nei confronti dei debitori che
rivestono la quali ca di non consumatori; non è prevista la facoltà di rimborso

L’SSD è uno strumento che consente di e ettuare addebiti diretti all’intero dell’area SEPA
con le stesse modalità e gli stessi costi sia per operazioni domestiche, sia per operazioni
da e verso altri paesi dell’area SEPA.

Tale procedura risulta abbastanza sicura poiché consente di ri utare l’ordine se presenta
errori formali o di altra specie.

Per il debitore-pagante l’addebito diretto è comodo e accessibile, in quanto consente di


pagare semplicemente disponendo l’addebito diretto e automatico del proprio conto,
senza doversi recare materialmente presso la banca o presso l’u cio postale.

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la raccolta bancaria indiretta e i servizi di investimento
Esiste un’area di attività bancaria molto ampia che ha ad oggetto strumenti nanziari
diversi presenti sistematicamente nel portafoglio delle famiglie risparmiatrici.

Tali strumenti rientrano nella cosiddetta raccolta indiretta delle banche e non entrano
nella situazione patrimoniale delle banche stesse, ma danno luogo a rapporti contrattuali
di natura diversa, che si de niscono servizi di nanziamento.

Tali servizi generano per la banca compensi derivanti da commissioni di vario genere per
il servizio reso e costituiscono una parte importante dell’attività di intermediazione
mobiliare, negoziando e gestendo strumenti nanziari dei propri clienti.

Il rapporto tra la banca e il cliente è un contratto di mandato, tramite il quale la banca


assume l’obbligazione di eseguire determinate operazioni in nome e per conto dei clienti.

Gli strumenti nanziari utilizzati restano di proprietà dei clienti, ma sono in possesso della
banca che può disporne per le operazioni previste, con obbligo di restituzione.

Gli strumenti nanziari oggetto della raccolta indiretta sono:

• Titoli di Stato

• Obbligazioni

• Azioni

• Strumenti derivati

• Strumenti di investimento collettivo: fondi comuni di investimento, azioni SICAV e fondi


speculativi (hedge funds)

• Prodotti assicurativi previdenziali: fondi pensione

• Polizze assicurative rischi: consentono all’acquirente di coprire i rischi puri (che hanno
manifestazione negativa per il soggetto interessato)

I servizi di investimento sono:

• negoziazione per proprio conto

• esecuzione di ordini per conto dei clienti

• assunzione a fermo e/o collocamento sulla base di un impegno irrevocabile nei


confronti dell’emittente

• collocamento senza impegno irrevocabile nei confronti dell’emittente

• gestione portafogli

• ricezione e trasmissione di ordini

• consulenza in materia di investimenti

• gestione dei sistemi organizzati di negoziazione

Tutti i servizi di investimento hanno per oggetto strumenti nanziaria, e possono essere
prestati da soggetti dotati di una speci ca autorizzazione rilasciata dalla Banca Centrale
d’Italia o dalla Consob. Tale autorizzazione può essere rilascia a:

• Società di intermediazione mobiliare

• Banche italiane

• Società di gestione del risparmio

• Intermediari nanziari

• Banche di Paesi comunitari

• Imprese di investimento di Paesi comunitari

• Imprese di investimento extra-comunitarie

• Banche extra-comunitarie

• Agenti di cambio

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I servizi di negoziazione riguardano le operazioni di compravendita di valori mobiliari
e ettuate per conto della clientela; le transazioni risultano da:

- esecuzione di ordini per conto dei clienti: il cliente investitore ordina al broker (banca
o intermediario) di acquistare o vendere strumenti nanziari

- negoziazione per conto proprio: l’intermediario o la banca opera direttamente come


controparte dell’operazione (dealer o market maker)

- collocamento: utilizzo della rete di distribuzione dell’intermediario bancario per


proporre alla clientela la sottoscrizione di strumenti nanziari

- ricezione e trasmissione ordini: dalla cliente ad un intermediario autorizzato alla loro


esecuzione o collocamento

- gestione di sistemi multilaterali di negoziazione: servizio di investimento che


consente di far incontrare proposte di acquisto e vendita di vari operatori

Tutti i soggetti autorizzati devono rispettare determinati requisiti e regole per garantire un
processo di negoziazione equo, ordinato e trasparente nei confronti degli utenti.

Il servizio di consulenza è diventato recentemente attività di investimento, per intendere


la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per
iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative a uno
strumento nanziario. Una raccomandazione non è personalizzata se viene di usa al
pubblico mediante canali di distribuzione (riviste, quotidiani, radio, internet).

La prestazione del servizio di consulenza è strumentale alla proposta di servizi di


negoziazione e di gestione del risparmio.

La gestione del portafogli prevede uno schema contrattuale attraverso il quale il cliente
delega le decisioni di investimento e disinvestimento alla banca, conferendole un formale
mandato ad agire in nome e per conto proprio e nel suo interesse.

La gestione individuale (rapporto ind. tra investitore-cliente e intermediario-gestore) di


portafogli di investimento per conto di terzi è un servizio che può essere e ettuato dalle
banche una volta ottenuta l’autorizzazione dalla Banca d’Italia. Date le sue caratteristiche
presenta un elevato grado di personalizzazione, rispondendo appieno alle esigenze
soggettive del cliente.

I servizi accessori come la custodia e amministrazione prevedono che la banca si


impegni a custodire strumenti nanziari avuti in consegna (deposito a semplice custodia),
oppure a custodirli e amministrali (deposito in amministrazione).

Nel caso di semplice custodia la banca si limita a conservare i valori mobiliari, mentre nel
caso di deposito in amministrazione la banca e ettua, per conto del cliente, altre
operazioni come l’incasso di cedole o dividendi, il ritiro dei titoli in occasione di aumenti
gratuiti di capitale sociale, ecc.

La proprietà dei valori mobiliare rimane sempre al cliente, motivo per cui la banca è tenuta
a restituire tali valori. Il servizio di custodia e amministrazione è remunerato da
commissioni o provvigioni calcolate in base al valore degli strumenti depositati.

La gestione collettiva del risparmio viene anche detta gestione in monte, in quando
viene svolta dalla SGR nell’interesse collettivo di una pluralità di investitori.

Si tratta di un’attività standardizzata, dove la SGR deve amministrare un patrimonio


collettivo composto dalle somme versate da una massa indi erenziata di investitori,
partecipanti al fondo/sottoscrittori. La gestione collettiva si realizza tramite la promozione
e organizzazione di fondi comuni di investimento, l’amministrazione dei rapporti con i
partecipanti e la gestione del patrimonio di OICR di propria o altrui istituzione, cioè fondi
comuni e SICAV.

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i servizi alle imprese

La clientela di una banca formata principalmente da aziende viene suddivisa in due classi:

• Imprese: a cui appartengono le piccole e medie imprese

• Corporale: aziende di grandi dimensioni

I servizi sono diversi cati con strutture bancarie dedicate al segmento speci co e si
possono ricondurre alle seguenti aree di attività:

- investment banking: comprendono tutte le soluzioni adatte a soddisfare esigenze di


natura creditizia, come la ricerca di fonti di nanziamento alternative, la gestione delle
disponibilità aziendali, la consulenza in operazioni societarie domestiche e
transfrontaliere; per la clientela di riferimento le banche sviluppano attività nalizzate a
originare, strutturare e gestire nanziamenti di importi rilevanti o operazioni in pool. 

È compresa anche la consulenza in operazioni di fusione, scissione, incorporazione,
acquisizione o ristrutturazione societaria

- capital markets: le banche forniscono consulenza sulla gestione dei rischi nanziari ad
aziende, banche e istituzioni nanziarie; operano sul mercato internazionale dei cambi,
fornendo quotazioni continuative e garantendo alle aziende servizi accessori come il
post trading, il regolamento, la custodia, l’amministrazione dei titoli e la gestione di
studenti nanziari emessi dai clienti della banca

- cash management: comprendono l’ampia gamma di strumenti di incasso e di


pagamento locali, internazionali e SEPA; l’informativa elettronica di conto, intraday, real
time e di ne giornata , servizi di incasso dedicati e altri. L’impresa ha la possibilità di
e ettuare operazioni bancarie direttamente dai propri u ci.

- Servizi di factoring

- Servizi di leasing

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ESERCIZIO NR. 1 (2022) : ESTRATTO CONTO – SCALARE PER VALUTA – PROSPETTO COMPETENZE E SPESE

La sig.ra Luisa apre in data 1/10 un c/c con la banca XY regolato alle seguenti condizioni:

- Tasso di interesse creditore: 2%


- Tasso di interesse debitore: 11%
- Capitalizzazione annuale
- Spese di tenuta conto: 0,50 euro per ogni registrazione
- Recupero spese prelievo bancomat: presso stessa banca 0, presso altre banche 2,00 euro
- Spese per esecuzione bonifico: via internet 0,50 euro, da sportello 1,50 euro
- Commissione di istruttoria urgente: 0 fino a 100 euro; 12 euro da 100,01 euro a 3.000,00 euro;
100,00 euro da 3.000,01 euro; massimo 100,00 euro a trimestre
- Corrispettivo sull’accordato: 0,50% trimestrale

Nel periodo 1/10-31/12 vengono registrate le seguenti operazioni:

1/10: versamento di assegno circolare della stessa banca per 10.000 euro

15/10: prelievo ATM stesso istituto per 200,00 euro

16/10: prelievo ATM altro istituto per 200,00 euro

16/11: la banca addebita un assegno bancario di 11.000,00 euro emesso in giornata

20-nov viene registrato un bonifico in entrata per 15000,00 euro

26/11: la signora dallo sportello dispone un bonifico di 18.000,00 euro a favore di suo figlio

15/12: la signora versa in contanti 700,00 euro

Sapendo che alla sig.ra Luisa non è stato concesso nessun fido, con riferimento al 31/12 si proceda a
presentare:

a. L’estratto conto
b. Lo scalare per valuta
c. Il prospetto della liquidazione delle competenze e spese
Esercizio n. 2 (2021-22)

Il Signor Mario apre in data 4/10 un rapporto di c/c con la banca XY regolato alle seguenti
condizioni:
- Tasso di interesse creditore: 1%
- Tasso di interesse debitore 11%
- Capitalizzazione annuale;
- Spese di tenuta conto 1 euro per ogni registrazione;
- Spese invio documentazione 1 euro;
- Recupero spese prelievo bancomat: presso stessa banca 0 presso altre banche 2,50 euro;
- Spese per esecuzione bonifico: via internet 0,50 euro; da sportello 1,50 euro;
- Commissione di istruttoria urgente: 0 fino a 100 euro; 12 euro da 100,01 euro a 3.000,00
euro; 100,00 euro da 3.000,01 euro; massimo 100,00 euro a trimestre;
- Corrispettivo sull’accordato: 0,50% trimestrale.

Nella restante parte dell’anno si registrano le seguenti operazioni:

4/10 - versamento in contanti di 4000 euro;


5/10 – la banca riceve in entrata un bonifico di 15.000,00 euro;
10/10 - la banca registra un prelievo bancomat di 500,00 euro eseguito presso altro istituto;
22/10 - il signor Mario dispone un bonifico da sportello di 5.000,00 euro;
25/10 - il cliente versa un assegno circolare di 20.000,00 euro tratto su banca terza;
11/11 - la banca addebita un assegno bancario emesso il 24/10 per 4.000,00 euro.
22/11 - versamento contante di 1.000,00 euro;

Sapendo che al signor Mario è stato accordato un fido di 10.000 euro, con riferimento al 31/12 si
proceda a presentare:
- L’estratto conto;
- Lo scalare per valuta;
- Il prospetto di liquidazione delle competenze e delle spese.
Esercizio n. 3 (2021-22) – CONTO CORRENTE

L’impresa Alpha intrattiene con la banca YY un c/c sul quale è attiva una linea di credito pari a
5.000,00 euro da utilizzare come scoperto di conto. La banca liquida annualmente le competenze a
valere sul c/c. All’inizio dell’anno il c/c presenta un saldo a credito dell’impresa pari a 4.000,00
euro e nel corso dello stesso si registrano le seguenti operazioni:

10/01 – la cliente dispone un bonifico online per 7.000 euro;


12/01 - la banca estingue un assegno bancario di 3.000,00 euro emesso in data 05/01;
28/01 – si accredita un bonifico di 5.000 euro;
11/02 – la cliente versa un assegno circolare emesso da altro istituto per 2.000 euro;
18/02 – la cliente versa un assegno bancario di altra banca per 1.000 euro;
25/02 – la cliente effettua prelevamento di 500 euro presso sportello bancomat di altro istituto;
01/03 – la banca addebita 250 euro quali interessi debitori dell’anno precedente;
28/03 – la cliente chiude il conto corrente.

Sapendo che i rapporti intrattenuti fra l’impresa e la banca sono regolati dalle seguenti condizioni:
- Spese di tenuta conto 1 euro a registrazione;
- Tasso creditore sul c/c 2%
- Tasso debitore sul c/c 11%
- Spese prelievi bancomat: presso stessa banca 0 euro; presso banche terze 2 euro;
- Spese di invio documentazione 1 euro;
- Commissioni sull’accordato 0,50% a trimestre;
- Commissione di istruttoria urgente: 0 fino a 100,00 euro; 12 euro da 100,01 euro fino a
3.000,00 euro; 100,00 euro da 3.000,01; max 100,00 euro a trimestre

Si presenti al 28/3:
- l’estratto conto
- lo scalare per valuta;
- il prospetto di riepilogo delle competenze e spese.

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ESERCIZIO NR. 4 (2021-22) – RENDIMENTO EFFETTIVO DI UN C/C

Si consideri il c/c aperto presso la banca XY dal sig.or Rossi che, al 31/12, presenta il seguente Tot.
Numeri Avere: 1.235.658.

Sapendo che nel corso dell’anno sono state effettuate 235 operazioni e che il rapporto
contrattuale con la banca è regolato dalle seguenti condizioni:

- Tasso di interesse creditore: 1,2% per consistenza media superiore a 3.000,01 euro; 1% per
consistenze medie inferiori a 3.000 euro;
- Spese di tenuta conto 1 euro per ogni registrazione;
- Spese annuali di invio documentazione 1 euro;
- Commissione sul fido accordato: 0,50% trimestrale (sul conto è presente un fido pari a
12.000 euro)

Escludendo solo i bolli di legge, si proceda al calcolo del rendimento effettivo del rapporto di c/c in
oggetto.

Promemoria:

Rendimento eff.= (spese e compet.) x 36500


Consist media x 365

In cui per trovare la consistenza media facciamo: tot Numeri


365
ESERCIZIO NR. 5 (2021-22) – PRONTI CONTRO TERMINE:

In data 11/10 il cliente Verde stipula con la propria banca un’operazione di PCT avente ad oggetto un CCT,
valore nominale 50.000,00 euro, prezzo a pronti 98. Il prezzo a termine (31/12) convenuto fra le parti è di
101. Escludendo i bolli di legge ed utilizzando il regime della capitalizzazione semplice si calcoli il
rendimento netto di tale operazione.
Esercizio n. 6 (2021-22) – anticipo s.b.f. Fatture
L’impresa ABC apre in data 12/10 un rapporto di c/c con la banca YY la quale ha accordato
all’impresa una linea di credito per anticipo fatture s.b.f. pari a 80.000,00 euro.
Nella restante parte dell’anno si registrano le seguenti operazioni:

12/10: versamento di contante per 1.000,00 euro


19/10 – l’impresa dispone un pagamento tramite bonifico allo sportello pari a 2.000,00;
20/11 – l’impresa presenta alla banca due fatture per chiederne l’anticipo s.b.f.:
§ Fattura n. 118 di 10.000,00 euro scadente il 20/12;
§ Fattura n. 129 di 5.000,00 euro scadente il 29/12.
20/12 – la banca riceve il pagamento della fattura n. 118;
29/12 – la fattura n. 129 risulta insoluta, commissione su insoluto 5 euro;
30/12 – l’impresa versa un assegno circolare di altro istituto di 10.000 euro.

Sapendo che:
- La banca anticipa l’80% del valore delle fatture;
- Le competenze sono liquidate annualmente;
- Il tasso creditore sul c/c è pari al 2%;
- Il tasso debitore sul c/c è pari all’11%;
- Il tasso debitore sul c/anticipo è pari al 6%;
- Le spese di tenuta conto ammontano a 1 euro per registrazione;
- Commissione per esecuzione bonifico: on line 0; da sportello 1 euro
- Commissione di istruttoria urgente: 0 fino a 100 euro; 12 euro da 100,01 euro a 3.000,00
euro; 100,00 euro da 3.000,01 euro; massimo 100,00 euro a trimestre;
- Corrispettivo sull’accordato: 0,50% trimestrale.

si presentino al 31/12:
• Estratto conto e scalare del c/c;
• Estratto conto e scalare del c/anticipo;
• Il prospetto di liquidazione delle competenze e delle spese.
Esercizio n. 7 (2021-22) – anticipo s.b.f. RIBA

L’impresa Alpha intrattiene con la banca YY un c/c sul quale è attiva una linea di credito pari a
80.000,00 euro, di cui 5.000,00 euro da utilizzare come scoperto di conto e 75.000,00 euro da
utilizzare come anticipo s.b.f.
La banca liquida annualmente le competenze a valere sul c/c. All’inizio dell’anno il c/c presenta un
saldo a debito dell’impresa pari a 1.000,00 euro e nel corso dello stesso si registrano le seguenti
operazioni:

10/1 – la banca estingue un assegno bancario di 500,00 euro emesso in data 07/01;
28/01 – la cliente presenta alla banca su supporto magnetico per l’incasso s.b.f. alcune RiBa che
vengono accreditate sul c/anticipo fruttifero (valuta adeguata: +10 giorni data scadenza),
commissioni d’incasso 4 euro per ogni RiBa pagabile presso sportelli della stessa banca, 5 euro per
ogni RiBa pagabile presso altri istituti. Di seguito l’elenco delle RiBa presentate:

§ RiBa 1 - 10.500,00 euro scadente il 11/2, banca domiciliata banca YY;


§ RiBa 2 - 4.700,00 euro scadente il 13/2, banca domiciliata banca ZZ;

11/2 – la banca addebita la cliente per l’importo della RiBa 1 in quanto insoluta; spese e
commissioni 5 euro
13/2 – la banca riceve il pagamento della RiBa 2
01/3 – la banca addebita 135 euro quali interessi debitori dell’anno n-1
31/3 – la cliente chiude il conto corrente

Sapendo che i rapporti intrattenuti fra l’impresa e la banca sono regolati dalle seguenti condizioni:
- Spese di tenuta conto 1 euro a registrazione;
- Tasso creditore sul c/c 2%
- Tasso debitore sul c/c 11%
- Tasso debitore sul c/c anticipo 5%
- Spese di invio documentazione 1 euro;
- Commissioni sull’accordato 0,50% a trimestre;
- Commissione di istruttoria urgente: 0 fino a 100,00 euro; 12 euro da 100,01 euro fino a
3.000,00 euro; 100,00 euro da 3.000,01; max 100,00 euro a trimestre

Si presenti al 31/3/20N:
- l’estratto conto e lo scalare per il c/c;
- l’estratto conto e lo scalare per il conto anticipo;
- il prospetto di riepilogo delle competenze e spese.

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