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Definizioni di chimica

Soluzione: Miscela di due sostanze che tra di loro formano legami chimici. Nell'ambito delle soluzioni, si usa chiamare soluto (o fase dispersa) la sostanza (o le sostanze) in quantit minore e solvente (o fase disperdente o fase continua) la sostanza in quantit maggiore. Una soluzione si definisce:
y y y

concentrata se la quantit di soluto alta diluitase la quantit di soluto bassa satura se la quantit di soluto al massimo. Se si aggiunge altro soluto si arriva alla separazione e alla precipitazione

Una soluzione puessere di 3 tipi:


y y y

liquida solvente liquido, soluto solido, liquido o gassoso solidasolvente e soluto solidi gassosa solvente e soluto gassosi

La misura della quantit di soluto rispetto alla quantit di solvente detta concentrazione e viene misurata sia tramite unit fisiche che tramite unit chimiche, e in particolare:

     

percentuale in volume: quantit di soluto in ml per 100 ml di soluzione percentuale in peso: quantit di soluto in grammi per 100 g di soluzione molarit (indicata con M): moli di soluto per litro di soluzione molalit (indicata con m): moli di soluto per 1000 g di solvente normalit (indicata con N): equivalenti di soluto per litro di soluzione frazione molare (indicata con x): rapporto tra le moli di soluto ed il totale delle moli della soluzione

Propriet colligative
L'innalzamento ebullioscopico (in inglese: Boiling Point Elevation o BPE) la differenza osservata tra le temperature di ebollizione di una soluzione e quella del corrispondente solvente puro. Nel caso di soluzioni di non-elettroliti, proporzionale alla molalit (m) della soluzione, per una costante Keb , tipica del solvente. Si ha quindi:

L'abbassamento crioscopico la differenza osservata tra le temperature di fusione di un solvente puro e di una sua soluzione. Nel caso di soluzioni di non-elettroliti, proporzionale alla molalit (m) della soluzione, per una costante K c tipica del solvente (detta costante crioscopica)

Solubilit
In chimica per solubilit si intende la quantit massima di soluto che si scioglie in una quantit fissa di un solvente ad unatemperatura specificata.

La solubilit di un certo soluto in un certo solvente dipende, oltre che dalle caratteristiche delle due sostanze (il simile scioglie il simile) , anche dalla temperatura (endo/eso-termica) e dalla pressione (maggiore la pressione, maggiore la solubilit).

Teoria di Arrhenius
Questa teoria stata sviluppata, da SvanteArrhenius nel 1884, afferma che:

 

un acido una sostanza che in soluzione acquosa, fa aumentare la concentrazione di ione idrogeno (H+) una base una sostanza che in soluzione acquosa, fa aumentare la concentrazione di ione idrossido (OH-)

Teoria di Brnsted-Lowry
Questa teoria, sviluppata da Johannes NicolausBrnsted e Thomas Martin Lowry nel 1923, afferma che:

 

un acido una sostanza capace di donare uno o pi ioni idrogeno [protoni] (H+) accettati da una base una base una sostanza capace di accettare uno o pi ioni idrogeno [protoni] (H+) ceduti da un acido

Una reazione acido-base quindi una reazione tra una specie chimica che trasferisce protoni ad un'altra specie capace di accettarli. Secondo questa definizione quindi una sostanza si comporta come acido soltanto quando in presenza di una sostanza capace di comportarsi come base nei suoi confronti e viceversa. Alcune specie chimiche quindi si comportano sia da acido che da base, a seconda della specie con cui interagiscono. Si introduce inoltre il concetto di complementariet tra acido e base, dato che una sostanza ha bisogno d ella presenza dell'altra per manifestare il proprio comportamento acido o basico: quando un acido cede un protone, si trasforma nella sua base coniugata e questa, a sua volta, pu accettare un protone e trasformarsi nel suo acido coniugato; quindi a ogni acido corrisponde la propria base coniugata e viceversa. In un equilibrio acido-base la forza di un acido in relazione con la forza della base coniugata e cio quanto pi forte l'acido tanto pi debole la base coniugata e viceversa.
+ -

NH3 + H2O HCl + H2 O

NH4 + OH Cl + H3O
+

[base + acido a.c. + b.c.]

[acido + base b.c. + a.c.]

Teoria di Lewis
Secondo la teoria di Lewis

un acido una sostanza capace di accettare un doppietto elettronico da un'altra specie chimica.

una base una sostanza capace di donare un doppietto elettronico ad un'altra specie chimica.

Si forma un legame dativo tra base (donatore) e acido (accettore)

Il pH
Il termine "pH" fu introdotto nel 1909 dal chimico danese Sren Srensene viene dal latino. Vuol dire pondushydrogenii, peso di idrogeno. Un'altra possibile speigazione del significato potentiahydrogenii = effettivit dell'idrogeno. ll pH una scala di misura dell'acidit o della basicit di una soluzione acquosa.

Secondo la definizione chimica, il valore del pH il logaritmo negativo en decadi del valore numerico della attivit molare degli ioni di idrogeno. Le due operazioni sono: il logaritmo in base 10 della concentrazione molare espressa in moli/litro e quindi il cambio di segno del risultato (moltiplicazione per -1). Il pH solitamente assume valori compresi tra 0 (acido forte) e 14 (base forte). Al valore intermedio di 7 corrisponde la condizione di neutralit, tipica dell'acqua pura a 25 C. Il termine p (operatore) simboleggia due operazioni matematiche da effettuare sulla concentrazione idrogenionica [H +] o, pi correttamente, sull'attivit dello ione ossonio in soluzione acquosa. Le due operazioni sono: il logaritmo in base 10 della concentrazione molare espressa in moli/litro e quindi il cambio di segno del risultato (moltiplicazione per -1). Per le propriet dei logaritmi possibile calcolare l'inverso al pari dell'opposto. Il pH pu essere misurato per via elettrica, sfruttando il potenziale creato dalla differenza di concentrazione di ioni idrog eno su due lati di una membrana di vetro (si veda piaccametro), o per via chimica, sfruttando la capacit di alcune sostanze (dette indicatori) di modificare il loro colore in funzione del pH dell'ambiente in cui si trovano. Normalmente, sono sostanze usate in soluzione, come per es empio la fenolftaleina e il blu di bromotimolo. Molto spesso gli indicatori si usano anche supportati su strisce di carta (le cosiddette "cartine indicatrici"), le quali cambiano colore quando vengono immerse in sostanze acide o basiche. L'esempio pi comune quello del le "cartine di tornasole", di colore rosa in ambiente acido e azzurro in ambiente alcalino.

pOH
pOH = -log10[OH-]
L' uso del pH e del pOH consente di esprimere il prodotto ionico dell'acqua nel seguente modo:

pH + pOH = 14

Costante di dissociazione
In chimica la costante di dissociazione una costante che esprime la tendenza di un composto a dissociarsi (cio scindersi per formare altri composti costituiti da molecole aventi un peso molecolare minore rispetto alle molecole del composto di partenza).

Costante di dissociazione dell'acqua

La costante di dissociazione dell'acqua viene indicata con Kw. Una molecola di acqua si dissocia formando uno ione idrogeno (H+) e uno ione ossidrile (OH-), per cui la costante di dissociazione dell'acqua pari a:

La concentrazione di acqua

non inclusa nella definizione

di Kw, in quanto l'acqua, essendo il solvente, presenta un valore di concentrazione molto prossimo a 1.

Costante di dissociazione acida


La costante di dissociazione (o protolisi) acida un valore che rappresenta, ad una data temperatura, il grado di dissociazione di un acido. Maggiore la costante, maggiore la tendenza dell'acido a dissociarsi, maggiore la sua "forza".

Costante di dissociazione basica


La costante di dissociazione basica un valore che rappresenta, ad una data temperatura, il grado di dissociazione di una base. Maggiore la costante, maggiore la tendenza della base a dissociarsi, maggiore la sua "forza".

Acidi e Basi
Gli acidi hanno propriet comuni: sapore acido, colorano di rosso se a contatto con una cartina tornasole, conducono corrente elettrica se sciolti in acqua; reagiscono con molti metalli e dalla reazione si forma un sale e si sviluppa un idrogeno gassoso.

Le basi hanno sapore amaro, colorano di blu se a contatto con una cartina tornasole, conducono corrente elet trica se sciolti in acqua.

Acidi forti e deboli


Si definiscono acidi forti quegli acidi che in soluzione sono completamente dissociati. Gli acidi deboli, in soluzione, sono parzialmente dissociati. Ci significa che la loro reazione di ionizzazione non procede in maniera completa, come nel caso degli acidi forti, ma si instaura un equilibrio in cui la forma indissociata dell'acido sempre prevalente. Lequazione chimica si scrive con la doppia freccia che indica lequilibrio. La forza dell'acido indicata dalla sua costante di dissociazione acida: maggiore il suo valore, maggiore la forza dell'acido.

Basi forti e deboli

Sono basi forti tutte quelle sostanze che in soluzione acquosa si dissociano completamente in ioni del metallo e ioni OH-.Tipiche basi forti sono gli idrossidi dei metalli del I gruppo. (quantit dissociato=quantit indissociato)
Una base debole una sostanza chimica che, quando disciolta in acqua, si dissocia solo parzialmente, producendo ioni OHo accettando protoni (secondo la definizione di Brnsted). Queste basi hanno un pH pi basso (a parit di concentrazione) rispetto alle basi forti, e quindi hanno un valore di Kb minore che ci indica quante moli di base si dissociano.

Acido poliprotico
Un acido poliprotico un particolare tipo di composto acido che pu dare pi di una ionizzazione (perdita di un protone). Esempi di acidi poliprotici sono:    
Acido solforico (H2SO4) Acido fosforico (H3PO4) Acido carbonico (H2CO3) Acido solfidrico (H2S)

Gli indicatori di pH
Gli indicatori di pH sono composti chimici che esibiscono un cambiamento visivo - generalmente di colore - nell'intorno del punto di equivalenza fra il passaggio da una forma acida ad una forma basica. Sono indicatori che vengono generalmente impiegati in soluzione nella conduzione di titolazioni o supportati su strisce di carta, come le cartine al tornasole per rapide valutazioni (le cosiddette "cartine indicatrici"). Il fenomeno di variazione del colore di un indicatore viene detto viraggio. L'intervallo di pH, di potenziale elettrico, o di concentrazione ionica in cui l 'indicatore agisce detto "campo di viraggio dell'indicatore". L'occhio umano recepisce una delle due forme colorate dell'indicatore quando questa presente in rapporto almeno 10:1 sull'altra. Al di fuori del suo campo di viraggio un indicatore di scarsa utilit per la misura del pH, poich si deduce solo che la soluzione acida o basica senza avere una misura quantitativa. Nel caso delle misure di pH si utilizzano combinazioni di diversi indicatori, caratterizzati da d iversi campi di viraggio a formarne uno combinato molto esteso: questi indicatori prendono il nome di "indicatori universali".

La costante di ionizzazione :

Il tornasole un colorante. Dal punto di vista chimico una miscela complessa di varie sostanze. Verde a pH neutro, vira al rosso in ambiente acido (pH< 4,4) e al blu in ambiente basico (pH> 8,0). Data la sua capacit di cambiare colore in funzione del pHdell'ambiente in cui viene posto, trova utilizzo in chimica analitica come indicatore.

Reazioni di neutralizzazione
Si definisce reazione di neutralizzazione la reazione chimica in cui reagiscono due composti per produrre un sale e acqua. Se la quantit di acido e di base che vengono mescolate sono tali che il numero di [H+] nella soluzione acida uguale al numero [OH-] nella soluzione basica, la soluzione che si ottiene dal mescolamento delle due una soluzione neutra. Reazioni di questo tipo si chiamano reazioni di neutralizzazione. Il rapporto tra il volume della soluzione in acido e quel la in basico che possono neutralizzarsi completamente dipende dalla concentrazioni della soluzione e dalla stechiometria della reazione di neutralizzazione.

Titolazione di un acido forte con una base forte


Nel caso in cui un acido forte viene titolato con una base forte interessante vedere come varia il pH durante la titolazion e. Per valutarlo si misura il pH dopo ogni aggiunta di soluzione titolante. Il grafico di valori di pH rispetto le quantit di soluzione titol ante aggiunta si chiama curva di titolazione. Quando si titola un acido forte con una base forte, il pH varia di pochissimo ad ogni aggiunta di base finch non si avvicina al punto di VIRAGGIO. In vicinanza di esso, invece, laggiunta di una quantit molto piccola di base, provoca una variazione molto marcata del pH segnando il passaggio da una soluzione neutra e immediatamente dopo ad una soluzione basica