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Migrazioni e Turismo in due isole di frontiera.

Il turismo del volontariato a Lampedusa e Lesbo.


Vista sul paese, Lampedusa. Fonte: foto mia.

Lampedusa
• Arcipelago delle Pelagie insieme con Linosa
e Lampione, Agrigento, Sicilia.
• Lampedusa è situata a 35°30’ N e 12°30’ E.
• Dista 205 km dalla Sicilia e 167 km dalla
Tunisia (Fiumi, Guidi, Foligatti, 2007).
• Popolazione: 6.299 abitanti (Dati ISTAT del
01/01/2011).

• Superficie totale di 25,83 km²


• 20,2 km² di estensione di Lampedusa
• 5 km² di Linosa
• meno di 1 km² di Lampione
• Lampedusa è una esigua parte emersa della
piattaforma continentale africana.
Vista su Mytilene, Lesbo. Fonte: foto mia

Lesbo
• Regione del Nord Egeo, insieme con
Chios, Ikaria, Lemnos, e Samos .
• Lesbo è situata a 39°10′ N e 26°20′ E.
• Dista da 5 a 10 km dalla Turchia.
• Popolazione: 86.436 (Dati: Hellenic Statistical
Authority, 2011).

• Superficie: 1.633 km2 (3a isola greca


per estensione).
• La capitale di Lesbo e della regione è
Mitilene, che conta 37.890 abitanti (4°
città insulare greca per grandezza).
Olive Grove, Moria, Lesbo. Fonte: Giorgos Moutafis. www.telegraph.co.uk

Lampedusa e Lesbo
Isole e Migrazioni

• Luoghi emblematici delle dinamiche migratorie


• Costruzione della frontiera e della
«spettacolarizzazione del confine» europeo
(Cuttitta, 2012)
• Simboli dell’emergenza e della tragedia
Sbarco in corso, Lampedusa. Fonte: Francesca Soliman. • Associate ai concetti di umanità e accoglienza
www.mediterraneanhope.
“Siamo di fronte a due Mediterranei, il nostro e l’altrui” (Braudel F., 1996, p. 27)
e le isole di Lampedusa e Lesbo si trovano nel mezzo.

Lampedusa

Principali rotte mediterranee. Fonte: elaborazioni dati UNHCR di Pamela Lillo


Il fenomeno migratorio
a Lampedusa:
• Anni ’90: accoglienza lasciata ai lampedusani;
• 1998: Centro di Permanenza Temporanea ed Assistenza;
• Diverse fasi di respingimenti (2004-2006 e 2009)
alternate a fasi di “accoglienza” (2006-2008);
• 2011: primavera araba, la “crisi e l’emergenza”;
• 2013: Naufragio del 3 ottobre;
• 2014: Istituzione dell’operazione Mare Nostrum e
passaggio a Triton;
• 2015: nuova trasformazione formale in hotspot UE;
• 2018: “chiusura del centro”;
• 2019: nuova ondata di arrivi e la nuova “crisi”;
• 2020 Introduzione delle navi quarantena.
Il fenomeno migratorio a Lesbo:
• Anni 2000: primi arrivi dalla Turchia, apertura del Centro di Detenzione a Pagani;
• 2009: chiusura di Pagani. Apre PIKPA, The Village of All Together gestito da attivisti;
• Settembre 2013: Apre il centro di recezione Moria;
• 2014 – 2015: aumento esponenziale degli arrivi in seguito alla guerra in Siria;
• 2015: inizia la “crisi migratoria”, Moria viene trasformato in Hotspot, apertura del
centro di Kara Tepe gestito dal comune di Lesbo;
• 18 marzo 2016: Accordo UE-Turchia;
• 31 Maggio 2016: decisione n. 4375 - Restrizione Geografica;
• Calo degli arrivi, ma la permanenza a Lesbo si allunga fino a durare 2-3 anni;
• Gennaio 2020 più di 22.000 persone sono bloccate a Lesbo, nuove proteste;
• Chiusura forzata e prolungata dei centri causa Covid-19;
• Il campo di Moria viene bruciato e PIKPA sgomberato; aperto Campo di Mavrovouni.
Lampedusa e Lesbo: Isole e turismo
• Lampedusa turismo prettamente balneare di sviluppo recente (1986);
• Lesbo turismo più diversificato fin dagli anni ’60.

Fonte: www.lampedusapelagie.it
Il Turismo a Lampedusa

• Turismo delle 3S (Sun, Sea, Sand);


• Attività come pesca, immersioni;
• Si promuovono la riserva naturale ed
il centro del WWF, i dammusi ed il
museo archeologico e delle
migrazioni;
• Durante il periodo estivo si
alternano varie attività serali,
proiezioni e concerti e festival.
Il Turismo a Lampedusa
Collettivo Askavusa e Porto M,
un’alternativa culturale
Il Turismo a Lesbo
• Balneare;
• Gastronomico;
• Naturalistico:
birdwatching, trekking,
petrified forest;
• Borghi storici;
• Religioso.
Cos’è il Turismo del Volontariato?
Una forma di turismo alternativo che Wearing definisce nel suo libro
“Volunteer Tourism. Experiences that make a difference” (2001):

“Il termine ‘volunteer tourism’ si applica a quei turisti che, per diverse
ragioni, prestano lavoro volontario organizzato nell’ambito di una
vacanza che includa azioni per alleviare la povertà materiale di alcuni
gruppi della società, il ripristino ambientale oppure la ricerca sociale
o ambientale” (p. 1).

Butcher (2010) aggiunge che ciò avviene di solito, ma non


esclusivamente, nei Paesi a Sud del Mondo.
Perché fare turismo del volontariato?
• Per viaggiare, spesso in luoghi lontani ed “esotici” dove non si
andrebbe per una “vacanza tradizionale” con il vantaggio di avere
un’organizzazione che si prenda cura degli aspetti logistici;
• Per una sorta di sfida personale;
• Per scopi educativi – imparare qualcosa di nuovo, che arricchisca la
propria conoscenza, spesso ai fini di una carriera futura;
• Per motivi sociali: interazioni interpersonali, amicizie, “status e
identità”;
• Per altruismo, “to give something back”.
Volunteer Tourism come incontro
• I partecipanti cercano un’esperienza turistica che sia
mutualmente benefica, che arricchisca il loro
percorso personale, ma che abbia effetti positivi
diretti anche all’ambiente sociale, naturale e/o
economico nel quale partecipano. (Wearing, 2001).

• Visione del futuro del volunteer tourism come una


collaborazione tra volontari e le comunità di
destinazione con lo scopo di creare opportunità per
scambi culturali e comprensione interculturale
(Wearing, Young, and Everingham, 2017).
Forme di Turismo del Volontariato
Tre maggiori aree di provenienza dei turisti del volontariato:
• Europa, in particolare Regno Unito e in stati del nord Europa;
• Stati Uniti;
• Australia.

Chi promuove i progetti:


• ONG, Associazioni non-profit, enti di beneficienza;
• Compagnie a scopo di lucro;
• Auto-organizzazione.
Forme di Turismo del Volontariato

Il lavoro volontario è solitamente indirizzato a:


• Progetti ambientali (Conservazione, protezione, sviluppo di risorse e
aree naturali, flora e fauna selvatica, cura degli animali).
• Progetti orientate alle comunità (cura dei bambini, insegnamento,
cure mediche e sanitarie, diritto e diritti umani, costruzioni e restauri,
arte e musica, sport, emancipazione femminile, sviluppo comunitario,
cura degli anziani, cure dedicate a persone disabili, assistenza
amministrativa, risposte a catastrofi naturali).
Critiche al Turismo del Volontariato
• I desideri e bisogni dei turisti potrebbero avere priorità su quelli della
comunità ospitante;
• I volontari spesso non hanno esperienze nei campi in cui andranno a
lavorare come volontari;
• Diminuzione della domanda di lavoro all’interno delle comunità locali e
promozione della dipendenza da soggetti esterni che può danneggiare
l’economia locale;
• Rafforzamento degli stereotipi sull’ “altro” e giustificazione della
povertà;
• Possibile istigazione a cambiamenti culturali e rischio di trasmettere un
ideale semplicistico dell’idea di sviluppo agli individui partecipanti come
volontari.
Critiche al Turismo del Volontariato
• Butcher definisce il “turismo del volontariato come una forma di “new
moral tourism”, che è una forma individualistica, narcisistica e
incredibilmente limitata di approcciarsi alla politica” (2011, p. 75 –
traduzione mia).
• Il turismo del volontariato, come spesso accade con le “strategie etiche” di
consumo, rischia di non comportare benefici in quanto tende solo
superficialmente a espandere le possibilità di azioni “morali”, ma al
contempo restringe il raggio dell’azione politica.
• In questo senso si è parlato anche di commodificazione dell’industria
umanitaria (Mostafanezhad, 2014; Sin et al., 2015).
• Altri elementi critici sono riguardano la giustizia, le disuguaglianze, il neo-
colonialismo, le nuove forme di controllo tramite la «cura» (Pallister-
Wilkins, 2017), le forme di sviluppo promosse.
Turismo e Migrazioni: il turismo del
volontariato come punto d’incontro
Perché il turismo del volontariato può essere considerato un punto di
incontro tra questi due fenomeni?

• Il fenomeno migratorio è la ragione che ha spinto organizzazioni ed


associazioni a creare progetti in queste due isole, dopo periodi di “crisi”;
• Le isole diventano luoghi simbolici e dunque sono un’attrazione e spazio di
incontro;
• I migranti sono i soggetti a cui ci si rivolge direttamente o indirettamente;
• I volontari sono turisti, non solo per definizione, ma perché hanno bisogno
di alloggi, usufruiscono di ristoranti, bar, servizi ricreativi.
Turismo e Migrazioni: le migrazioni come attrattiva

• Immaginario turistico: permette di rappresentarsi un luogo in quanto


destinazione turistica raggiungibile; creano il desiderio, rendono una
località attraente, contribuiscono a concretizzare un progetto di viaggio;
• Intervengono anche sul luogo, orientando, determinando o impedendo
certe pratiche;
• Si crea attraverso la pubblicità, i tour operator, ma anche la letteratura, il
cinema, la produzione artistica, i media, i social media, passaparola
(TripAdvisor!), …
Costruire immaginari a Lampedusa
• Produzione letteraria:
• Non-fiction novel: Alessandro Leogrande, «La frontiera»; Davide Enia «Appunti
per un naufragio».
• Divulgazione scientifica: Marco Aime, «L’isola del non arrivo. Voci da
Lampedusa».
• Guide turistiche alternative: Ivanna Rossi «Lampedusa. Guida per un turismo
umano e responsabile»
• Romanzi: Enzo Gianmaria Napolillo, «Le tartarughe tornano sempre»
• Produzione cinematografica:
• Emanuele Crialese, «Terraferma» (ambientato a Linosa!)
• Gianfranco Rosi, «Fuocoammare»
• Miniserie, Marco Pontecorvo, «Lampedusa, dall’orizzonte in poi»
Costruire immaginari a Lesbo

• Produzione letteraria:
• Biografie: Daniele Biella, «L’isola dei giusti»
• Gialli: Jeffrey Siger, «An Aegean April»
• Non-fiction novel: Kim Malcom, «A Country Within: A Journey of Love and
Hope During the Refugee Crisis in Greece»; Steven Heighton, “Reaching
Mithymna: Among the Volunteers and Refugees on Lesvos»

• Produzione cinematografica:
• Documentari: Talal Derki, «Ode to Lesvos»; Ai Weiwei, «Human Flow», «Five
days on Lesvos»; Laura Heinig, «Lesvos: Beautiful Prison»
Volunteer Tourism a Lesbo e Lampedusa
Pratiche Diverse in Isole Mediterranee
• Quanti volontari?
• Lampedusa: non esistono cifre ufficiali
• Lesbo:
• Tra i 2.060 e i 4.240 volontari tra novembre 2014 e febbraio 2016 (Tjensvoll et al., 2017)
• 114 ONG, e 7.356 volontari dal 2016 a maggio 2018 (Secretariat General for the Aegean
and Island Policy)
• Che tipo di volontariato?
• Lampedusa: ripristino e salvaguardia ambientale; attività educative;
monitoraggio, prima assistenza, informativa legale a persone migranti.
• Lesbo: soccorso all’arrivo, distribuzione di cibi e bevande, distribuzione e
stoccaggio di vestiario e beni di prima necessità, assistenza medica, traduzioni e
mediazioni culturali, assistenza legale, attività educative e ludiche, ripristino
ambientale e pulizia dell’isola.
Il Turismo del Volontariato a Lampedusa

Mediterranean Hope:

• Progetto sulle migrazioni della


Federazione delle chiese
evangeliche in Italia;
• dal 2014 a Lampedusa apre
l'Osservatorio;
• Svolgono un lavoro di primissima
accoglienza, mediazione e ricerca;
• Numero esiguo di volontari,
lavorano direttamente con i
migranti, ma anche con la comunità
locale.
Il Turismo del Volontariato a Lampedusa
Biblioteca Ibby per bambini e ragazzi:

• Il progetto nasce a seguito del picco di


arrivi e della “crisi” del 2011 con lo scopo
di creare una biblioteca di Silent Books per
bambini e ragazzi migranti;
• Il progetto si modifica e assume una forma
più centrata sui bisogni della popolazione
locale;
• La biblioteca è gestita da volontari locali;
• Vengono organizzati IBBY Camp annuali
sull'isola di Lampedusa, per promuovere la
lettura e la formazione di reti
internazionali che utilizzino il libro come
strumento di accoglienza.
Il Turismo del Volontariato a Lampedusa

Caratteristiche principali:
• Associazioni, organizzazioni, collettivi che perlopiù non si occupano
direttamente di questioni legate ai migranti, ma che indirettamente vi
sono connesse o interessate;
• Puntano a sviluppare potenzialità del territorio, offrire servizi assenti;
• Coinvolgono abitanti locali, o sono nate grazie all’iniziativa locale;
• Interessano persone che hanno una particolare attenzione per temi
sociali.
Il Turismo del Volontariato a Lesbo
Drop in the Ocean

• Fondata a settembre 2015 è


un’organizzazione norvegese;
• Hanno aperto il Drop centre dove si svolgono
le attività quotidiane;
• Pre-scuola per bambini delle elementari
• Lezioni di inglese, greco, computer;
• Cafè e sala cucito;
• Attività dentro le sezioni per minori a Moria;
• I volontari hanno l’obbligo di restare almeno
10 giorni.

• Oggi: servizio di lavanderia e distribuzione di


beni di prima necessità e medicinali.
Il Turismo del Volontariato a Lesbo

Home for All

• Aperto da Katerina e Nikos, proprietari di


un ristorante;
• Home 1: Preparano pasti per le persone
che si trovano nel campo di Moria;
• Home 2: corsi di inglese in collaborazione
con Drop in the Ocean;
• Lavorano con volontari che devono stare
minimo una settimana.

• Oggi: continuano la distribuzione di pasti


e attività con bambini.
Il Turismo del Volontariato a Lesbo

Lighthouse Relief

• Nato a settembre 2015 come gruppo di


volontari indipendenti;
• Attività di “sea spotting”;
• Primo soccorso;
• I volontari devo restare per un minimo
di 3 settimane.

• Oggi: non più attivi a Lesbo


Il turismo del volontariato a Lesbo
• Organizzazioni e associazioni, molte delle quali nate ad hoc dopo il
2015 e che hanno creato in un lasso di tempo molto breve un’enorme
mobilità di persone;
• Sono in gran parte organizzazioni internazionali;
• È una situazione in evoluzione, nel tempo molte ONG hanno smesso
di operare a Lesbo, altre hanno iniziato nuovi progetti. Con lo scoppio
della pandemia quasi tutti i progetti sono stati messi in stand by.
Alcuni hanno ricominciato a lavorare nel 2021;
• L’obiettivo è quello di sostenere i migranti, anche se in sporadici casi si
prova a tenere conto di eventuali bisogni della popolazione locale.
I volontari ed il loro
tempo libero
Il vissuto degli spazi al di fuori di quelli di lavoro
volontario, cioè quegli spazi enclave che possono
essere considerati “isole nell’isola” – eterotopie
(Foucault, 1986), ma spazi “normali” condivisi con
abitanti e turisti “tradizionali”.
I volontari ed il loro tempo libero
• In entrambe le isole i volontari passano il tempo libero
come farebbe qualsiasi turista «tradizionale».
• Alcune pratiche sono specifiche dei turisti del
volontariato: come la visita a luoghi di memoria legati
alle migrazioni.
• In entrambi i casi i volontari passano il loro tempo libero
anche in ristoranti o bar che spesso però non sono
casuali. Sono luoghi dove si instaurano relazioni
profonde e degli spazi di apertura e confronto.
• In generale i luoghi dove i volontari passano il proprio
tempo libero vanno a confermare il loro ruolo come
volontari nel contesto delle due isole. Volontari in visita al cimitero.
A Lesbo si possono considerare due scale:
• Insulare
• Urbana (città di Mitilene)

Scala insulare: dove?


• Attrazioni turistiche “classiche”:
• Molyvos, • Agiassos,
• Petra, • Foresta Pietrificata,
• Eressos, • Spiagge
• Plomari, • …
Scala insulare: dove?
• Life Jacket Graveyard • Cimitero dei migranti
• Skala Sikamineas • Memoriale di Thermi
Life Jacket Graveyard
“Il tradizionale road trip a nord” (Clara, 29/05/2019)
“Heart-breaking mountain” (Fonte: questionario anonimo).
Scala urbana, Mitilene: dove?

• Ristoranti, taverne, bar, cafè, spiagge

• Ma quali? Nan, Kafè P, Bobiras,


Musiko Kafeneio

• Perché qui e non altrove?


“È un luogo sicuro” (Kath, 22/05/2018)
“È un posto per tutti” (Sara, 22/05/2018)
Bobiras Kafè P Nan
The statue of Liberty
Lampedusa: dove?
• Spiagge (Isola dei Conigli, Cala
Pulcino, Portu ‘Ntoni, Cala
Maluk,Mare Morto …)
• Bar e ristoranti
• Hiking
• Museo
• Archivio Storico
• Ospedale delle tartarughe
• Santuario Madonna di Porto Salvo
• Casa Teresa
• Porto M
Lampedusa: • Museo
dove? • Cimitero delle barche
• Porta di Lampedusa
• Cimitero
Creare luoghi
• Le pratiche dei turisti (in questo caso dei turisti del volontariato)
modificano gli spazi che questi attraversano, sia a livello di significati e
immaginari attribuiti, sia dal punto di vista materiale.

“ Beh ci sono tipo le zone, no? Sai che il bar delle rose è quello
frequentato dai poliziotti quindi non ci vai... a me è la prima cosa che
mi hanno detto appena sono arrivata… quello è il bar dei poliziotti,
quello è il posto amico. Quindi boh… andavo qui al bar dell’amicizia, al
Royal, un bel posto dove abbiamo anche lavorato” (Valentina,
27/09/2019).
Creare luoghi di memoria
• Attraverso le pratiche turistiche la memoria viene appropriate e
(ri)prodotta (Sather-Wagstaff, 2011)

“It was actually the volunteers… [that turned the life jacket graveyard into a symbol – A.N.] that
place kind of erupted in October 2015, because there was nowhere else to put everything. And the
volunteers were working with the rubbish collectors on the beaches to clean up… you could see the
north shores of Lesvos from space… it was… huge” (Philippa Kempson, 03/06/2019).
“Quite a lot of those who have been before said ‘you just have to go there’” (Ottar, 14/05/2019).

• Inoltre I turisti contribuiscono alla diffusione geografica della conoscenza


del sito attraverso le pratiche narrative, visuali e performative post-visita
(Sather-Wagstaff, 2011).
Creare luoghi – Creare relazioni

• Gli spazi e i luoghi sono dei “particular constellation of social


relations” (Massey, 1991, p. 28)
• I volontari mettono in atto pratiche spaziali e di relazione che non
esistono in altri spazi “normali” dell’isola;
• Queste pratiche, come la costruzione di legami e relazioni, di scambio,
di confronto o anche solo di vicinanza (che includono i volontari, i
migranti, gli abitanti locali, i turisti tradizionali) hanno cambiato i
luoghi e gli spazi da loro vissuti;
• Luoghi come Nan, Bobiras, Kafè P rendono questo cambiamento
visibile e tangibile.
Riflessioni Conclusive
• Considerati i luoghi dove i volontari passano il proprio tempo libero è emerso che le
loro pratiche turistiche hanno un impatto concreto nei luoghi che visitano.
• A Lesbo, sulla scala insulare i luoghi visitati sono più strettamente connessi al loro ruolo
come volontari, e risultano più legati ad un’immagine ideale di Lesbo come isola di
passaggio di migranti.
• A Mitilene i luoghi visitati sono luoghi di aggregazione “sicura”, dove sentirsi “a casa”. In
questo senso i turisti del volontariato, i locali e i migranti vanno oltre i limiti degli spazi
a loro assegnati e spostano la loro relazione da quella della “performance” a quella
della “vita reale” (Simoni, 2019, p. 115 ).
• A Lampedusa la divisione degli spazi dell’isola è molto meno netta, ciò è dovuto
principalmente alle sue caratteristiche geografiche e alle sue dimensioni.
• Considerate le esperienze vissute dai volontari sull’isola e come queste contribuiscono
al cambiamento degli spazi, possiamo dire che il turismo del volontariato può essere un
attore di co-costruzione dello spazio che va oltre i suoi scopi specifici, il lavoro svolto sul
campo, i luoghi e gli spazi di lavoro volontario.
Grazie per
l’attenzione
Giovanna Di Matteo
giovanna.dimatteo@unive.it

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