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Il 28 giugno del 1914 l’attentatore Gavrilo Princip uccise l’erede al trono d’Austria, l’arciduca Francesco

Ferdinando e sua moglie, mentre attraversavano le strade di Sarajevo (capitale della Bosnia). Questo è
l’evento che tradizionalmente da inizio alla prima guerra mondiale, in realtà ci sono una serie di motivazioni
che portarono allo scoppio della guerra. A causa della crisi economica i paesi avevano adottato la politica
commerciale del protezionismo, ovvero proteggevano la produzione nazionale dalla concorrenza dei
prodotti stranieri, limitando le importazioni o imponendo alti tassi doganali. Questo fece inclinare i rapporti
tra le diverse nazioni, di conseguenza gli stati avevano intensificato le loro espansioni nelle colonie per
trovare nuovi mercati e materie prime per le proprie industrie. Il colonialismo aveva provocato una forte
competizione tra le potenze formando una vera e propria “corsa agli armamenti” incoraggiata soprattutto
dai grandi imprenditori dell’industria che speravano di ricavare consistenti profitti dalle tensioni
internazionali, grazie alla grande produzioni di armi ed equipaggiamenti militari. A tutto questo si aggiunse
la diffusione delle idee nazionalistiche, che sostenevano la superiorità politica e militare del proprio paese
rispetto agli altri. I movimenti e i partiti nazionalisti diedero il via ad un’aggressiva propaganda contro un
nemico pronto a colpire da un momento all’altro. In Germania dopo l’unificazione del 1871 il cancelliere
Otto von Bismarck era riuscito a creare un equilibrato sistema di alleanze e rapporti diplomatici con gli altri
stati, in modo da isolare politicamente la Francia rivale e da dare alla Germania un ruolo egemone
d’Europa, stringendo nel 1882 la “triplice alleanza” con Austria e Italia e nel 1887 il “patto di non
aggressione con la Russia”. Nel 1890 Bismarck fu costretto a dimettersi a causa di alcuni contrasti con
Guglielmo II, il quale abbandonò la politica di equilibrio ed avviò un’aggressiva politica di conquista
coloniale in Africa e promosse la costruzione di una grande flotta navale militare,questa politica provocò la
reazione della Gran Bretagna, che a sua volta rafforzò la marina militare, in questo modo i rapporti fra le
due potenze s’inclinarono. In Francia dopo la sconfitta subita nella guerra Franco-Prussiana nel 1870, si era
diffuso il desiderio di riconquistare le regioni perdute dell’Alsazia e Lorena, c’era un desiderio di rivincita nei
confronti della Germania. Negli ultimi anni dell’800 si diffusero idee nazionalistiche e antisemite
manifestato con l’affaire dreyfus. Il Regno Unito aveva perso il primato industriale ed economico in favore
degli Stati Uniti e della Germania, tuttavia possedeva il più vasto impero coloniale esteso su ben 4
continenti Asia, Africa, America ed Oceania. La Russia era l’unico paese europeo il cui sovrano zar Nicola II
deteneva un potere assoluto senza alcuna assemblea dei rappresentanti dei diversi ceti sociali.
Quest’ultimo, unito ad un’economia arretrata contribuirà a creare un clima di tensioni sociali. Inoltre nel
1904 l’andamento negativo della guerra contro il Giappone per il dominio della Manciuria cinese provocò
l’aumento dei prezzi e dei beni di prima necessità scatenando il malcontento della popolazione. L’impero
Austro-Ungarico era composto da diversi gruppi etnici che da tempo rivendicavano la propria indipendenza.
Dall’inizio del ventesimo secolo i contrasti nazionalistici erano aumentati e l’impero non era più in grado di
controllarli. La Serbia progettava di riunire sotto di se, in un grande stato, gli slavi del sud, l’instabilità che
derivò a questa situazione portò a definire la regione balcanica una polveriera pronta ad esplodere. Le
ambizioni politiche,economiche e militari della Germania di Guglielmo II, suscitarono la reazione delle altre
potenze per contrapporsi all’unione della triplice alleanza. La Francia, il Regno Unito e la Russia strinsero la
“triplice intesa”. La formazione d’Europa di questi due opposti blocchi di alleanze aumentò ulteriormente le
tensioni internazionali, infatti, se uno dei paesi che aderì ad uno dei due sistemi di alleanze fosse stato
attaccato sarebbe stato inevitabile l’intervento di tutte le altre potenze e se fosse scoppiata la guerra
avrebbe coinvolto tutta l’Europa. Ogni nazione vide nella guerra l’unica possibilità di raggiungere i propri
obbiettivi e nessuno cerco di fermarla.

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