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5 Circolo

Didattico

P.O.F.
Da approvare

Anno scolastico 2011 /2012


LISTRUZIONE Se dai un pesce a un uomo, egli si ciber una volta. Ma se tu gli insegni a pescare egli si nutrir per tutta la vita. Se fai progetti per un anno, semina del grano Se i tuoi progetti si estendono a dieci anni, pianta un albero. Se essi abbracciano cento anni, istruisci il popolo. seminando grano uno alla volta ti assicuri un raccolto Se pianti un albero, tu farai cento raccolti. Istruendo il popolo, tu raccoglierai cento volte kuang-Tsen

POF ANNO SCOLASTICO 2011/2012


PREMESSA

Che cos il P.O.F. ? ................................................................................................................................... 4 Chi siamo? ..................................................................................................................................................... 5 Le nostre scuole .......................................................................................................................................... 6 ORGANIGRAMMA......................................................................................................................................... 7 DOCUMENTO ORGANICO ......................................................................................................................... 8 TIPOLOGIA DEL TEMPO SCUOLA ........................................................................................................ 10 I PLESSI SCOLASTICI: lorario e i servizi ........................................................................................ 11 MODELLI ORGANIZZATIVI .................................................................................................................... 12 SPAZI ATTREZZATI .................................................................................................................................. 13 LE RETI DI COLLABORAZIONE ............................................................................................................ 14 I SERVIZI ..................................................................................................................................................... 15 PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILIT ............................................................................... 16 I NOSTRI PRINCIPI FONDANTI ............................................................................................................ 17 COME LAVORIAMO ................................................................................................................................... 18 TABELLA DEI NOSTRI PROGETTI PER LANNO SCOLASTICO 2010/2011 ........................... 19 1)LA CONTINUITA EDUCATIVA .......................................................................................................... 22 2)IL VALORE DELLA DIVERSITA ........................................................................................................ 24 3)RAPPORTO SCUOLA UNIVERSITA ............................................................................................. 28 4)INTERCULTURA ..................................................................................................................................... 29 4a) Progetto Accoglienza percorso di L2 ..................................................................................... 29 4b) Progetto Aquilone ....................................................................................................................... 33 5)INDIVIDUAZIONE PRECOCE DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO .............. 35 6) PROGETTO ISTRUZIONE DOMICILIARE.................................................................................. 39 7) TRADIZIONE E CULTURA POPOLARE ........................................................................................... 41 7-a) E bene venga il ballo ................................................................................................................. 41 7- b) Laboratorio delle tradizioni popolari e della memoria di Saturnana ...................... 45 8)PROGETTO LOGOS ............................................................................................................................... 48 8a) PROGETTO MUSICALE.................................................................................................................... 51 9 ) PIANO NAZIONALE I.S.S.- INSEGNARE SCIENZE SPERIMENTALI ..... Errore. Il segnalibro non definito. 10) PROGETTO LUDICO MOTORIO POLISPORTIVO..................................................................... 57 A SCUOLA DI GIOCOSPORT ........................................................................................................... 57 11) EDUCARE ALLA CITTADINANZA ATTIVA.................................................................................. 59
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12)PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DEGLI STERIOTIPI DI GENERE NELLA SCUOLA PRIMARIA ..................................................................................................................... 61 13)PROGETTO AMBIENTALE ................................................................................................................. 64 MODELLO PER LA VERIFICA DEI PROGETTI ............................................................................... 68 SCHEDA PER STESURA PROGETTI DEL POF .................................................................................. 70 FUNZIONI STRUMENTALI AL POF ....................................................................................................... 71 GRUPPI DI RICERCA-AZIONE E DIFORMAZIONE ......................................................................... 72 CURRICOLO DISCIPLINE ........................................................................................................................ 74 LA VALUTAZIONE ...................................................................................................................................... 75 PERCORSO DI AUTOVALUTAZIONEPROGETTO AQUA................................................................................ 77 NUOVE TECNOLOGIE DIDATTICHE.................................................................................................................. 84 SITO WEB ......................................................................................................................................................... 85 PIANO DI FORMAZIONE ANNO 2010/2011 .................................................................................... 87

PREMESSA Che cos il P.O.F. ?


Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione, di tutte le sue componenti, il Piano dellofferta formativa. Il piano il documento fondamentale costitutivo dellidentit culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nellambito della loro autonomia. (Art. 1 Regolamento dellautonomia) Definizione Piano Offerta Formativa Documento fondamentale, non unico che raccoglie: Le scelte dellidentit presente e linee di sviluppo Il piano curricolare e le linee di progettazione Progetti interni di ricerca, sperimentazione e sviluppo Arricchimenti e integrazione dellofferta formativa

Chi siamo?
La Direzione Didattica del 5^ Circolo di Pistoia,nata alla fine degli anni 60 come Direzione Didattica del 7^ circolo, ha avuto varie aggregazioni territoriali. Attualmente situata nella zona nord-ovest di Pistoia e la sua area di competenza comprende il Villaggio Belvedere, il Villaggio Scornio ed altre zone residenziali lungo le vie Dalmazia e Valdibrana. Fanno inoltre parte del Circolo, i paesi di Piteccio, San Felice e Valdibrana con le relative frazioni. La situazione socio-economica e culturale variegata. Il fenomeno dellimmigrazione presente, ma non in modo rilevante e particolarmente nel plesso centrale.

Le nostre scuole

ORGANIGRAMMA
Dirigente scolastico Monti Maurizio Scuola Infanzia VALDIBRANA

Direttore amministrativo
-Colaianni Fernando

Personale ATA
-Bargellini Mariella -Bruni Tiziana -ScivitarroFrancesco -Capecchi Elena

Scuola Infanzia SAN FELICE

Scuola Primaria SAN FELICE


Scuola Primaria SCORNIO Scuola Primaria PITECCIO Scuola Primaria BELVEDERE
Collaboratori Dirigente

Scuola Primaria VALDIBRANA

Organi Collegiali Consigli Interclasse con Rappresentanti dei genitori Consiglio Circolo con Dirigente, rappresentanti degli Insegnanti e dei Genitori

-Guastini Sonia -Brunetti Antonella -Gelli Monica Funzioni strumentali P.O.F. Revisione (De Luca E.) Verifiche e prove INVALSI (Arenga I.) Sito web (Caporaso G.) Archivio didattico (Azzini F.)

Fiduciarie di plesso

DOCUMENTO ORGANICO FUNZIONAMENTO ORGANI COLLEGIALI Collegio Docenti Consiglio Interclasseintersezione * Assemblea dei genitori per l'elezione dei propri rappresentanti Pianificate all'interno del piano delle attivit deliberate dal Collegio Docenti all'inizio dell'anno Consiglio di Circolo Comitato di valutazione * * Tutte le riunioni debbono svolgersi in orario extrascolastico ed essere convocate almeno 7 gg. prima con l'indicazione dell'orario d inizio, l'orario del termine e dell' ODG, di ogni seduta verr redatto un verbale. COMUNICAZIONE La scuola dispone di un proprio sito web per favorire la comunicazione www.quintocircolopistoia .it USO LOCALI INTERNI E SPAZI ESTERNI

L'accesso nei locali della scuola consentito per l'ingresso dei bambini dalle ore 8,25 fino alle ore 8,30. Durante l'orario delle attivit scolastiche non ammessa la presenza di estranei e INTERNA genitori. Presso ogni plesso: Gli spazi interni ed esterni - albo comunicazioni della scuola sono utilizzati interne secondo le modalit previste - albo sindacale dall'articolazione della Presso la Direzione didattica, sotto il controllo Didattica in aggiunta degli insegnanti e/o dei - albo d'istituto collaboratori scolastici. Le comunicazioni L'uso degli spazi comuni sar verranno effettuate per calendarizzato all'inizio di via telematica ad ciascun Anno Scolastico. eccezione delle Il Consiglio di Circolo pu comunicazioni che autorizzare l'utilizzo dei locali dovranno essere firmate e delle attrezzature ad dal personale organismi esterni. ESTERNA Le comunicazioni scuola/famiglia e famiglia /scuola avverranno per iscritto tramite l'alunno tranne nei casi di urgenza. Le famiglie dovranno controllare quotidianamente se ci sono comunicazioni da parte della scuola e firmarle.

USO MATERIALI E ATTREZZATURE Le dotazioni e le strutture saranno utilizzate dagli insegnanti con la cura necassaria a garantire la loro conservazione e il loro uso responsabile. L'uso che ne faranno gli alunni sar controllato dagli insegnanti, sotto la loro responsabilit, che favoriranno in loro il senso del bene comune, nello spirito di una corretta educazione sociale. Le insegnanti provvederanno alla puntuale compilazione dei registri presenti nei singoli spazi. Le insegnanti per ogni necessit faranno capo ai referenti responsabili dei singoli spazi. L'uso della fotocopiatrice deve essere destinato alle attivit didattiche e comunque della scuola. Deve essere il pi possibile limitato nel numero e programmato nel tempo in modo da consentirene la fattibilit da parte degli addetti.

RAPPORTO SCUOLA/FAMIGLIA All'inizio dell'anno verr fornito: - il calendario scolastico - il calendario del ricevimento individuale dei genitori - il calendario della consegna delle schede di valutazione. I genitori potranno incontrare gli insegnanti in orario pomeridiano e nei giorni previsti per la programmazione. Le famiglie sono responsabili della regolare frequenza scolastica e del rispetto dell'orario didattico. I permessi di uscita anticipata e ingresso posticipato possono essere concessi solo per motivi eccezionali, familiari e di salute. Per le uscite didattiche sul territorio verr richiesto alle famiglie il consenso scritto all'inizio di ciascun anno scolastico. Per i viaggi d'istruzione verra richiesta anticipatamente specifica autorizzazione. Le assenze per motivi di salute superiori a 5 gg. consecutivi, compresi il sabato e la domenica, debbono essere giustificate tramite certificato medico. In caso di assenze superiori a 3 gg. per motivi familiari necessaria la giustificazione scritta dei genitori debitamente motivata. In mancanza di dette certificazioni l'alunno non potr essere riammesso in classe. MODULISTICA Autorizzazione visite didattiche Autorizzazione viaggi d'istruzione Permesso ingresso posticipato Permesso uscita anticipata Liberatoria per uso delle immagini degli alunni ad uso didattico (privacy)

TIPOLOGIA DEL TEMPO SCUOLA


Nel Circolo esistono due plessi di scuola dellinfanzia San Felice Valdibrana

Lorario settimanale 40 ore ( 5 mattine e 5 pomeriggi ) compresa la mensa Nel Circolo esistono cinque plessi di scuola primaria San Felice ( I - II ) Piteccio ( III -IV V ) Scornio ( I - II ) Villaggio Belvedere ( III - IV - V ) Valdibrana (I - II - III - IV ) Tempo pieno (40 ore in 5 mattine e 5 pomeriggi ) compresa la mensa Scuola Piteccio Tempo pieno (40 ore in 5 mattine e 5 pomeriggi ) compresa la mensa Scuola Villaggio Scornio Tempo pieno (40 ore in 5 mattine e 5 pomeriggi ) compresa la mensa Scuola Villaggio Belvedere Tempo pieno (40 ore in 5 mattine e 5 pomeriggi ) compresa la mensa Scuola Valdibrana Tempo normale (28/32 ore in 5 mattine e 2/3 pomeriggi ) compresa la mensa

Scuola San Felice

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I PLESSI SCOLASTICI: lorario e i servizi


Scuola primaria Luned Marted Mercole d
Villaggio Belvedere Villaggio Scornio San Felice Piteccio

Gioved Venerd

8,3016,30

8,3016,30

8,30-16,30

8,3016,30

8,30-16,30

TEMPO PIENO Valdibrana

TEMPO NORMALE

8.3016.30

8.3012.30

8.30-16.30

8.3012.30

8.30-16.30

Scuola dellinfanzia Luned San Felice


8,0016.00 8,0016.00 8,00-16.00 8,0016.00 8,00-16.00

Marted Mercole d

Gioved Venerd

Valdibrana
8,0016.00 8,0016.00 8,00-16.00 8,0016.00 8,00-16.00

Servizi extrascolastici ( a pagamento dei genitori ) Pre-scuola Post-scuola


Mensa Valdibrana (marted-gioved ) Dopo- scuola Valdibrana
San Felice
7.30-8.00

Scornio
7.30-8.30

Belvedere
7.30-8.30

(materna primaria ) Scornio Belvedere

12.30-14.00/14.30 Venerd 14.30/16.30 classe prima

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MODELLI ORGANIZZATIVI Ore da destinare alle discipline per la scuola primaria Modello a tempo pieno
Discipline
Italiano Inglese Educazione artistica e musicale Scienze motorie matematica Scienze/tecnologia e informatica Storia /geografia e educazione alla cittadinanza Religione o att. Alternativa Totale attivit Attivit ludico- relazionale Tempo mensa

Ore da destinare 7/8 1/3 3/4 2 7/8 3 3/5 2 30/32 ore 3/5 5

TOTALE TEMPO SCUOLA :40 ORE

Modello a 28/32 ore settimanali


Discipline
Italiano Inglese Educazione artistica e musicale Scienze motorie matematica Scienze/tecnologia e informatica Storia /geografia e educazione alla cittadinanza Religione o att. Alternativa Totale attivit Tempo mensa

Ore da destinare 7/8 1/3 3 2 7 2/3 2/4 2 26/29 ore 2/3

TOTALE TEMPO SCUOLA :28/32 ORE

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SPAZI ATTREZZATI Le attivit didattiche si svolgono di norma allinterno delle aule con linterno gruppo classe. Allinterno di ogni classe vengono proposte attivit individuali o di gruppo che variano frequentemente nellarco della giornata, al fine di alternare momenti di concentrazione, di rilassamento e gioco, di libera espressivit; in tal modo si tiene conto della relazione esistente tra elementi cognitivi, emotivi, affettivi e relazionali nel processo di insegnamento apprendimento. Attualmente nel circolo sono attivi i seguenti spazi attrezzati :
Laboratorio multimediale Laboratorio di attivit espressive

Palestre

Laboratori psicomotricit

Spazi attrezzati

Giardinodidattico gioca verde e dei 5sensi

Laboratori di inglese

Laboratorio cucina

Biblioteche

spazi per le attivit di sostegno

Laboratorio delle tradizioni popolari Spazi per i gruppi di interclasse Laboratorio di matematica e scienze

Gli spazi attrezzati possono essere usati anche da alunni di altri plessi, talora esterni al Circolo, previo accordo con linsegnante responsabile del laboratorio stesso. Le attivit di ricreazione e di gioco si svolgono nelle classi, nella palestra, nel giardino della scuola.

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LE RETI DI COLLABORAZIONE
La scuola partecipa a progetti di autovalutazione coordinati dallUniversit Sono attuate iniziative con i ragazzi in collaborazione con gli Enti Locali La scuola si avvale dellapporto di esperti, tecnici ed operatori esterni

La scuola fa parte di reti di scuole su tematiche concordate

La scuola propone attivit extrascolastiche , gite , uscite finalizzate alla conoscenza diretta del territorio

Si scambiano idee , materiali didattici , visite con scuole vicine e con paesi lontani

SCUOLA E TERRITORIO

Si organizzano incontri , attivit , momenti di svago e di lavoro con i genitori

I docenti si formano presso gli Enti autorizzati sul territorio

Si accolgono gli studenti tirocinanti della Facolt di Scienze della formazione

La scuola intesse relazioni e collaborazione con: Enti locali: Circoscrizione Comune Provincia Regione Associazioni professionali: C.I.D.I. A.N.D.I.S Reti di scuole Comitato genitori Cooperative culturali e di servizio A.S.L.- A.I.A.S. Associazioni di volontariato Universit A.I.D Associazione italiana Dislessia Agenzia nazionale per lo sviluppo dellAutonomia Scoalstica C.O.N.I

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I SERVIZI La mensa:

a tutti i bambini assicurato il servizio mensa predisposto dallAmministrazione Comunale; i pasti vengono prodotti presso la cucinadella Scuola di Belvedere o presso altre cucine date in appalto dal Comune a ditte esterne.Annualmente lAmministrazione Comunale stabilisce la retta mensile da corrispondere per tale servizio.

Il prescuola: dietro versamento di una quota prefissata,le famiglie


che ne hanno bisogno, possono, producendo apposita domanda, usufruire di un servizio di attesa prescolastica dalle ore 7,30 alle ore 8,30.I bambini sono accolti ed intrattenuti allinterno dei locali scolastici da educatori qualificati, che li impegnano in attivit espressive e di animazione. Su richiesta dei genitori pu essere attivato un servizio postscuola.

Il trasporto:il Comune fornisce un servizio di trasporto con

minibus, da e per la scuola, ai bambini che frequentano le scuole di Piteccio, San Felice e Valdibrana.Fornisce inoltre un servizio di trasporto gratuito, per la frequenza dei laboratori di Pistoiaragazzi.Per il laboratorio di Saturnana, lIstituzione provvede a garantire il trasporto gratuito.

Lattivit estiva: dopo il termine delle lezioni gli alunni,

potranno partecipare a due tipologie di iniziative, ATTIVITA ESTIVA, nei mesi di giugno e luglio e, SOGGIORNI IN PARCHI NATURALI,per quegli alunni i cui insegnanti scelgono di aderire alliniziativa.In entrambi i casi previsto un contributo economico da parte delle famiglie. La segreteria: si trova presso la scuola di Villaggio Belvedere, ore 8,15- 9,00 e 12,00-13,30 dal luned al sabato ore 16,30-17,30 dal luned al gioved Tel: 0573-903655 Fax: 0573-903543 e-mail : circolodidatico.5.pt@virgilio.it www.quintocircolopistoia.it

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PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILIT Premessa Le scuole del 5^ circolo Didattico di Pistoia per garantire il diritto di tutti allistruzione,si richiamano agli articoli 3 e 24 della COSTITUZIONE ITALIANA che recitano rispettivamente: Art.3 Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Art.24 La scuola aperta a tutti e listruzione inferiore,impartita per almeno otto anni, obbligatoria e gratuita. Si ritiene pertanto che la funzione della scuola sia fornire agli alunni che la frequentano le capacit primarie e fondamentali per capire la realt, accettare e valorizzare se stessi,diventare cittadini responsabili. La scuola si propone perci non solo come luogo di apprendimento,ma anche come COMUNITA EDUCANTE in cui ogni membro interagisce, secondo i propri compiti,le proprie capacit e le proprie responsabilit,per ottenere il successo educativo e formativo degli alunni. Sulla base dei valori sopra esposti e nel rispetto della libert d insegnamento dei docenti,le priorit educative perseguite sono : RISPETTARE SE STESSI E LE PROPRIE COSE RISPETTARE GLI ALTRI RISPETTARE GLI AMBIENTI E LE COSE COMUNI RISPETTARE LE REGOLE RISPETTARE E VALORIZZARE LA DIVERSITA RISPETTARE LE RISORSE AMBIENTALI La scuola s impegna a informare le famiglie sugli aspetti caratterizzanti la propria OFFERTA FORMATIVA (POF),sui percorsi messi in atto per perseguire le proprie priorit educative e sulle regole che disciplinano i rapporti SCUOLAFAMIGLIA riportate nel Regolamento di Istituto e nella Carta dei servizi. La famiglia, cui si attribuisce per legge il dovere di educare i figli (Articolo 30 della COSTITUZIONE ), si impegna a condividere con la scuola i nuclei fondanti dellazione educativa,a sostenerla nelle attivit proposte, a rispettarne le regole,per favorire unalleanza SCUOLA- FAMIGLIA che ha come fine la valorizzazione e la formazione della personalit di ogni alunno LA SCUOLA Il dirigente Scolastico LA FAMIGLIA I genitori

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I NOSTRI PRINCIPI FONDANTI Come abbiamo detto in precedenza, le nostre scuole presentano caratteristiche differenti e offrono servizi diversificati in relazione allet dei bambini a cui si rivolgono, al modello organizzativo che adottano e a tutte quelle variabili che non semplice sintetizzare e che il team docente di una classe si trova quotidianamente a dover affrontare . Tuttavia tutte si collocano allinterno di un progetto educativo coerente con i principi e con gli obiettivi su cui si basa il nostro piano dellofferta formativa Promuovere la continuit con la scuola dellinfanzia e con la scuola secondaria di primo grado, nel rispetto del principio di unitariet del processo educativo (v. La continuit educativa) Valorizzare la diversit e promuovere l accoglienza intesa sia come pluralit di individui , ognuno dei quali portatore di personalit e cultura proprie, sia come pluralit di stili cognitivi, che come incontro con altre culture, sempre pi presenti nella societ attuale (v: LaccoglienzaIntercultura Il valore della diversit ) Promuovere il successo formativo progettando percorsi, attivit, utilizzando materiali specifici nel rispetto dei bisogni e dei ritmi individuali di apprendimento (v: Lindividuazione precoce dei disturbi di apprendimento e gruppi di ricerca - azione ) Rafforzare il senso di appartenenza alla comunit locale coinvolgendo i bambini nella valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni (v: Lab. delle tradizioni popolari di Saturnana Rassegna regionale di musica, canti e danze popolari - Cantar maggio - E bene venga il ballo ) Favorire la cooperazione tra scuola e famiglia Lapprendimento risulta essere tanto pi efficace e coerente quanto maggiore la collaborazione tra scuola e famiglia ( v. educazione alla cittadinanza attiva ) Promuovere la formazione in servizio , la ricerca formativa e la sperimentazione per favorire una riflessione su alcuni temi fondamentali del processo di apprendimento insegnamento nellottica di unorganizzazione del curricolo e nel rispetto delle raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio ( 18.12.06) relative alle competenze chiave per lapprendimento permanente ( v. Gruppi di ricerca- azione e di formazione ) Promuovere una prassi di autovalutazione e di miglioramento dei principali servizi e percorsi scolastici, potenziando le aree di forza ed intervenendo su quelle di debolezza , nel rispetto delle esigenze manifestate dalle parti interessate a tutto il percorso educativo

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COME LAVORIAMO
Si opera in gruppo alla stesura e alla realizzazione di percorsi formativi Singoli insegnanti o gruppi, attuano percorsi di ricercaazione in vari ambiti Viene promossa laccoglienza e perseguito il benessere di tutti i bambini

Si promuove lautovalutazione della scuola

Nelle nostre scuole

Si ricerca la collaborazione dei genitori

E curato il sostegno ed previsto il recupero individuale e di gruppo

Gli insegnanti di aggiornano e si autoaggiornano Si collabora con le altre scuole e con agenzie esterne

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TABELLA DEI NOSTRI PROGETTI PER LANNO SCOLASTICO 2010/2011


Curricoli disciplinari
Progetti che si collocano allinterno dei curricoli disciplinari per il loro Scuola dellinfanzia approfondimento I campi di esperienza (senza presenza di Il se e laltro esperti ) Le grandi domande Scuola dellinfanzia Il senso morale La continuit Il vivere insieme Individuazione Il corpo in precoce dei movimento disturbi Identit dapprendimento Autonomia Tradizione Salute cultura popolare Linguaggi creativit Didattica della espressione comunicazione gestualit, arte, musica , multimedialit I discorsi e le parole Comunicazione Lingua cultura La conoscenza del mondo Ordine Misura Spazio Tempo Natura Progetti specifici per lampliamento dellofferta formativa ( con presenza desperti )

Scuola dellinfanzia
Progetto mus-e Progetto ludicomotorio polisportivo A scuola di gioco sport

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Curricoli disciplinari Scuola primaria


Le discipline
Area linguisticoartistico-espressiva Italiano Lingue Musica Arte e immagine Corpo movimento sport Area storico-geografica Storia Geografia Area matematico scientifico- tecnologica Matematica Scienze naturali e sperimentali Tecnologia

Progetti che si collocano allinterno dei curricoli disciplinari per il loro approfondimento (senza presenza di esperti )

Progetti specifici per lampliamento dellofferta formativa (con presenza desperti )

Scuola primaria
La continuit Il valore della diversit Intercultura e accoglienza Individuazione precoce dei disturbi dapprendimento Tradizione cultura popolare Logos Progetto di educazione alla cittadinanza Progetto degli steriotipi

Scuola primaria
Progetto mus-e Progetto ludicomotorio polisportivo A scuola di gioco sport Progetto sullambiente

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1)LA CONTINUITA EDUCATIVA


Area: CONTINUITA Titolo del progetto: LA CONTINUITA EDUCATIVA- Attivit di raccordo fra scuola dellinfanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. Responsabile del progetto: A.S. 2010-2011 Guastini Sonia A.S.2011-2012 da
nominare

Premessa e analisi della situazione: Il passaggio da ogni ordine di scuola al successivo rappresenta per i bambini e le famiglie un momento di grande coinvolgimento emotivo, perch molto rilevante sia dal punto di vista cognitivo che emozionale. Da ci consegue limportanza di valorizzare le conoscenze pregresse degli alunni, i loro vissuti emozionali, di contenere le ansie dei bambini e dei loro genitori e rendere quindi pi agevole il passaggio fra ordini diversi di scuola. Obiettivi del progetto:
Permettere lesplorazione degli ambienti di futura frequenza da parte dei bambini dellultimo anno della scuola dellinfanzia e degli alunni delle classi V^. Promuovere la comunicazione e la condivisione di esperienze tra bambini appartenenti ad ordini diversi di scuola. Favorire la comunicazione dei propri vissuti emozionali. Rassicurare i bambini sul loro senso di autoefficacia, valorizzando lesperienza vissuta precedentemente. Favorire la conoscenza ed il confronto fra insegnanti. Promuovere il raccordo ed il coordinamento dei curricoli tra ordini contigui di scuola. Sostenere le famiglie nellelaborazione delle problematiche legate al cambiamento.

Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie X Docenti X Non docenti

Finalit X X X
Promuovere il raccordo ed il coordinamento fra ordini contigui di scuola Favorire il successo formativo degli alunni

Metodologia e fasi dello svolgimento : Passaggio dalla scuola dellinfanzia alla scuola primaria
Scuola dellinfanzia sezione dei 5 anni Scuola primaria classi prime/ quinte 1. Organizzazione d incontri tra le future insegnanti di prima e gruppi di bambini della scuola dellinfanzia. 2. Visita agli ambienti della scuola primaria da parte dei bambini di 5 anni. 3. Lettura di libri con contenuto relativo al passaggio scuola dellinfanzia-scuola primaria e

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successiva rielaborazione (disegni, conversazioni .). 4. Sperimentazione di alcuni contenuti relativi alla letto-scrittura (laboratorio fonologico scuola dellinfanzia, sezione 5 anni, classe prima, scuola primaria S. Felice). 5. Incontro tra bambini delle classi prime e/o delle classi quinte e bambini della scuola dellinfanzia, per uno scambio di informazioni sullesperienza dellapprendimento. 6. Valutazione, da parte dei bambini di 5 anni, della propria esperienza di visita alla scuola primaria. Passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado Scuola primaria, classi quinte Scuola secondaria di primo grado Cino da Pistoia, classi interessate PERCORSI DI ED. MUSICALE: 1. Propedeutica strumentale (in orario extrascolastico) 2. Presentazione degli strumenti musicali (alunni classi terze della scuola media) in orario curricolari 3. Ascoltare, leggere e suonare il flauto dolce (avviare gli alunni allapprendimento del linguaggio musicale attraverso lascolto e la pratica del flauto dolce), in orario curricolari LABORATORI: 1. Organizzazione e programmazione di frequenza, da parte degli alunni delle classi quinte del circolo, dei laboratori proposti dalle scuole secondarie di primo grado Cino da Pistoia e Angelo Roncalli. Passaggio dalla scuola dellinfanzia alla scuola primaria e dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado

ATTIVITA RIVOLTE AI DOCENTI:


Incontri per scambio di notizie sul percorso scolastico degli alunni, al fine di favorire un adeguato inserimento nellordine di istruzione successivo. Gruppo di ricerca-azione integrato scuole dellinfanzia (comunali e statali) e scuole primarie del territorio per avviare una riflessione circa lelaborazione di uno strumento informativo per il passaggio fra i due ordini di scuola.

ATTIVITA RIVOLTE ALLE FAMIGLIE:


Incontri-conversazione con i genitori dei bambini che frequenteranno le classi prime nei plessi del circolo, su temi relativi alle componenti cognitive e motivazionali dellapprendimento Scuole aperte: momenti di incontro con le famiglie alla scoperta degli ambienti scolastici e delle strutture organizzative

Durata del progetto : in momenti diversi nellarco dellanno scolastico Mensile Annuale x Semestrale Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto
Testi di narrativa ed altro, materiale di facile consumo, materiale fotografico, strumenti musicali.

Eventuali interventi di esperti esterni

Dott.ssa Ventriglia L. che, in qualit di psicopedagogista, interviene agli incontriconversazione con i genitori. Prof.ssa Bani Cristina e prof.ssa Mencarelli Donatella,docenti di musica della scuola secondaria di primo grado Cino da Pistoia

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto

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2)IL VALORE DELLA DIVERSITA


Area * INTEGRAZIONE ALUNNI DISBILI Titolo del progetto IL VALORE DELLA DIVERSIT Responsabile del progetto A.S. 2010/2011 Marianna Piccioli, A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione Traguardo fondamentale quello di garantire la piena integrazione ed inclusione di tutti i bambini che frequentano la scuola attraverso lo sviluppo di metodologie capaci di corrispondere alle differenze individuali e pertanto di essere vantaggiose per tutti gli alunni. L educazione un diritto fondamentale di ciascun alunno come soggetto che ha delle caratteristiche, degli interessi, degli stili e dei bisogni che gli sono propri. Individuare abilit e deficit del bambino necessario per poter rendere produttivo e costruttivo il suo percorso educativo nellottica di una piena integrazione. Nell'A.S. 2011/2012 sono presenti 27 alunni disabili di cui 17 certificati ai sensi dell'Art. 3 comma 3, inseriti in 21 clsassi del Circolo. Obiettivi del progetto Favorire l'integrazione degli alunni disabili nelle sezioni e nelle classi del Circolo anche attraverso la gestione del sistema scuola.

Destinatari del progetto Tutti i soggetti coinvolti nell'integrazione degli alunni nelle 21 classi individuate.

Finalit Garantire a tutti i bambini inseriti nel Circolo di poter essere integrati anche attraverso un'unica modalit di gestione del processo di integrazione

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Metodologia e fasi dello svolgimento DOCENTI COINVOLTI MODALITA DINTERVENTO


Operano collegialmente, allinterno del gruppo H d istituto, non soltanto in occasione dei momenti che potremmo definire istituzionali ma, soprattutto durante lintero anno scolastico. Promuovono anche incontri promossi con il Servizio Sociale dei comuni che garantiscono lAssistenza Scolastica e /o con le Cooperative che forniscono direttamente il servizio. Collaborano con gli operatori socio-sanitari e insieme a loro identificano e valutano le abilit residue e le aree di maggiore competenza per poter attivare il Piano Educativo Individualizzato per promuovere lo sviluppo del bambino in tutti gli ambiti socio-educativi. Programmano sistematicamente momenti di confronto , di progettazione e verificano con gli altri docenti del team , gli operatori socio sanitari e le famiglie. Promuovono insieme ai docenti curricolari, il valore della diversit come occasione di crescita per tutti i bambini poich la diversit viene considerate e vissuta come una delle dimensioni esistenziali. Garantiscono laccompagnamento dellalunno disabile nel passaggio al grado successivo di istruzione nellottica della continuit. Sviluppano delle abilit che rendono lalunno in grado di gestire autonomamente e con competenza.

DOCENTI DI SOSTEGNO SCUOLA DELLINFANZIA E PRIMARIA

DOCENTI DEL TEAM

DOCENTI ANAMNESI DEL BAMBINO

MODALITA
Analisi della documentazione Colloqui con la famiglia Colloqui con gli operatori socio- sanitari Colloqui con operatori extrascolastici Valutazione su base osservativa di abilit e deficit

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VALUTAZIONE DI START UP VALUTAZIONE DEL CONTESTO DINTEGRAZIONE

RISORSE

Ambienti accoglienti in unottica di accessibilit Spazi educativi in unottica di piena integrazione Tempi didattici nellottica dello star bene a scuola Gruppo classe come soggetto inclusivo delle diversit Strumenti presenti nei vari plessi e nei laboratori delle API del plesso di Belvedere, e del CALEIDOSCOPIO , del plesso di Valdibrana Primaria , nellottica della funzionalit del percorso

PROGETTAZIONE INTEGRATA /INDIVIDUALIZZATA Percorsi personalizzati rispondenti ai bisogni specifici dei bambini Didattica laboratoriale basata su esperienze pratiche e sullosservazione di dati concreti Didattica graduale e ciclica che permetta la presa di coscienza delle proprie capacit e il consolidamento delle abilit acquisite Adattamento del curricolo attraverso: sostituzione di vari componenti dellinput e/o dellazione facilitazione ricontestualizzazione semplificare tempi e spazi aiuti semplificazione dellobiettivo in una delle sue parti scomposizione in nuclei fondanti partecipazione alla cultura del compito STRATEGIE apprendimento senza errori apprendimento cooperativo ABA TEACCH approccio meta cognitivo VALUTAZIONE E VERIFICA Effettuare verifiche in itinere e finali che non calcolino quantitativamente le conoscenze , le competenze o le relazioni , ma considerano le qualit necessarie allo sviluppo equilibrato dellindividuo come persona. Il percorso di start-up , monitoraggio e valutazione finale sar effettuato anche attraverso luso di specifici strumenti concordati allinterno del GLHI.

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ATTIVIT, PROGETTI E LABORATORI Di arricchimento per elevare lofferta relativa al potenziale sviluppo intellettuale del bambino Di successo scolastico,per favorire il processo dapprendimento anche attraverso lattivazione di percorsi integrati ed individualizzati Di crescita, per sostenere il pieno sviluppo del bambino e del suo apprendimento Di integrazione per favorire i processi di riconoscimento dellaltro come individuo FORMAZIONE 1. I docenti s impegnano in percorsi di formazione, di autoformazione, di ricerca e di sperimentazione, secondo i bisogni e le necessit 2. Tutti i docenti coinvolti nell'integrazione degli alunni disabili dovranno seguire un percorso di formazione di 8 ore finalizzato all'aggiornamento delle proprie competenze a seguito dell'emanazione di nuove indicazioni Ministeriali. In particolare: 2 ore Linee Guida, 2 ore ICF-CY, 2 ore progettazione integrata, 2 ore incontri di plesso. ACCOGLIENZA E TUTORAGGIO 3. Gli insegnanti di sostegno stabilizzati nel Circolo, accolgono i nuovi insegnanti e compiono azione di tutoraggio, nei confronti di quelli sprovvisti dello specifico titolo di specializzazione.

Durata del progetto

Intero anno scolastico

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Ausili specifici per alunni disabili o adattabili ad essi Supporti riconducibili alle nuove tecnologie in didattica legati all'accessibilit Sussidi didattici Materiale librario materiale di facile consumo Eventuali interventi di esperti esterni Verranno definiti di volta in volta in base alle risorse messe a disposizione del progetto. Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Valutazione di tipo quantitativo, numero di portatori d'interessi coinvolti; valutazione qualitativa sui risultati eventualmente raggiunti.

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3)RAPPORTO SCUOLA UNIVERSITA


Area * * Indicare larea o le aree progettuali del POF (tipo continuit-accoglienza) Titolo del progetto RAPPORTO SCUOLA/UNIVERSIT Responsabile del progetto DA DECIDERE Premessa e analisi della situazione Dal 1999 la nostra Istituzione Scolastica ha accolto molti studenti provenienti da Scienze della Formazione Primaria dell'Universit degli Studi di Firenze e solo recentemente ha accolto anche studenti dell'Universit di Vic, Barcellona. In previsione dell'attivazione dei nuovi percorsi di formazione iniziale dei docenti, forti delle nostre peculiarit che ci sono state riconosciute direttamente da enti esterni alla scuola stessa, riteniamo di dover connotare in modo pi definito il nostro impegno e la nostra collaborazione con le Universit che decideranno di rivolgersi a noi. Obiettivi del progetto Favorire lo scambio di formazione con l'Universit Favorire la formazione iniziale dei docenti Favorire la ricerca e la sperimentazione Metodologia e fasi dello svolgimento Per mantenere rapporti con le Universit, verranno utilizzati prioritariamente i docenti supervisori che fanno parte dell'organico del Circolo, o di quanti abbiano rapporti diretti con le Universit stesse. Verranno raccolte ad inizio anno scolastico le disponibilit da parte dei colleghi di accogliere nelle loro classi/sezioni tirocinanti in fase di formazione. Verranno accolte iniziative di sperimentazione e ricerca proposte dalle Universit respingendo soltanto quelle che contrastano con i principi fondanti la nostra Istituzione Scolastica. Potranno essere previste riunioni periodiche di quanti accolgano studenti o di quanti aderiscono a sperimentazioni o ricerche. Durata del progetto

Annuale

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4)INTERCULTURA
PREMESSA In una societ resa dai flussi migratori sempre pi multi-etnica,ma tesa verso una globalizzazione che appiattisce e rende omogenee le specificit legate alle singole culture riteniamo sia compito della scuola di : Favorire un clima di accoglienza e di attenzione verso i bambini,espressione di altre culture. Valorizzare le diversit nei loro molteplici aspetti. Favorire, allinterno di progetti internazionali, la conoscenza di culture specialmente attraverso lo scambio di materiali didattici. Favorire la formazione di un cittadino che, consapevole della propria identit culturale, sia disponibile ad accoglierne e valorizzarne altre. Acquisire una mentalit di cooperazione con chi vive in condizioni economicamente svantaggiate, anche se geograficamente Per questo nel nostro circolo sono attivi gi da diversi anni progetti di educazione interculturale e un progetto pi specificamente indirizzato agli alunni stranieri che frequentano la nostra scuola ed alle loro famiglie per rendere loro possibile il processo di integrazione sociale e scolastico, attraverso unofferta integrata e mirata di servizi,interventi ed opportunit . I due progetti suddetti sono denominati Progetto Aquilone e Progetto Accoglienza:

4a) Progetto Accoglienza percorso di L2


Area :Intercultura Titolo del progetto Progetto accoglienza percorso di L2 Responsabile del progetto: A.S. 2010/2011 Monti Caterina A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione: Linee portanti del progetto: Accogliere i ragazzi stranieri in modo proficuo per loro e per gli altri Inserire i bambini in un ambiente educativo amichevole e stimolante che sia contesto di rispetto e valorizzazione,nellaccettazione delle diversit. Offrire le competenze linguistiche come risorsa che accompagni percorsi positivi di studio e apprendimento. Attivare nuove strategie per linsegnamento dellitaliano come lingua 2 attraverso corsi di formazione specifici organizzati dalla scuola e dallente locale. Predisporre strumenti di comunicazione e relazione con le famiglie straniere nel segno della reciprocit. La scuola con tale progetto simpegna a realizzare le linee culturali di una pedagogia dellascolto e dellaccoglienza,nellottica di uneducazione interculturale
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Obiettivi del progetto Definire pratiche condivise allinterno della scuola in tema daccoglienza di alunni stranieri. Facilitare lingresso ai bambini di altra nazionalit nel sistema scolastico e sociale. Sostenere gli alunni neo arrivati nella fase di adattamento al nuovo contesto. Favorire un clima daccoglienza e di attenzione alle relazioni che prevenga o rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione. Costruire un contesto favorevole allincontro con le altre culture e con le storie di ogni bambino. Promuovere la collaborazione e la comunicazione fra scuola e territorio sui temi dellaccoglienza e delleducazione interculturale nellottica di un sistema formativo integrato. Favorire il consolidamento delle capacit comunicative linguistiche di base, per la relazione con il gruppo dei pari, con gli adulti e negli ambienti di vita quotidiana. Favorire lapprendimento della lingua italiana come strumento veicolare per la scolarizzazione e la partecipazione consapevole agli altri apprendimenti disciplinari. Avviare alla riflessione linguistica per scoprire la struttura della lingua e per agevolare successivi processi di formalizzazione di regole. Facilitare la comunicazione scuola famiglia attivando la metodologia delle buone pratiche affinch la burocrazia non diventi ostacolo per la comunicazione. Favorire attraverso una metodologia corretta e rispettosa delle diversit la conoscenza delle famiglie straniere. Favorire la socializzazione e lincontro tra famiglie dei bambini stranieri e italiani Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie Docenti Non docenti Finalit Accogliere i ragazzi stranieri in modo proficuo per loro e per gli altri Inserire i ragazzi stranieri in un ambiente adatto a loro

X X

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NELLA PRATICA OPERATIVA, TALI OBIETTIVI VENGONO REALIZZATI ATTRAVERSO LE SEGUENTI ATTIVITA: La nostra esperienza si sviluppa con la costituzione di una COMMISSIONE ACCOGLIENZA

Commissione accoglienza

Attivit
Provvede alla diffusione di uno strumento didattico per la stesura del profilo iniziale degli alunni stranieri.Attraverso la rilevazione del comportamento linguistico delle competenze cognitive, emotivo motivazionali e sociorelazionali e allindividuazione di strategie opportune per linserimento dei ragazzi stranieri nellambito scolastico. Provvede a fornire agli insegnanti un quaderno di riferimentodelle competenze che deve essere compilato dalle stesse allingresso del nuovo arrivato e alla fine dellanno scolastico per annotare i progressi Ha predisposto un curricolo di lingua 2 a cui le insegnanti possono fare riferimento.

COME SI ORGANIZZA

Contestualmente sindividua la figura di un REFERENTE DELLACCOGLIENZA per sostenere i bambini neo arrivati nella conoscenza della scuola ( ambienti , funzioni e componenti )e nella predisposizione delle linee generali della programmazione individualizzata , in collaborazione con le insegnanti di classe

Presenza di unaBIBLIOTECA INTERCULTURALE e il materiale di


verifica delle competenze iniziali per sostenere un progetto individualizzato d inserimento dei singoli bambini

La scuola si avvale del SERVIZIO DI MEDIAZIONE LINGUISTICO

CULTURALE FORNITO DALLENTE LOCALE AREA SERVIZI DELLA PERSONA per agevolare la comunicazione fra ragazzi, insegnanti e famiglie. Si organizzano, in collaborazione con lEnte locale, corsi di formazione per il personale non docente sui temi dellinterculturalit e sulla dinamica delle relazioni.

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In collaborazione con lente locale, si organizzano momenti di full-

immersion nella lingua italiana allinizio dellanno scolasticoUn gruppo di lavoro inoltre si preoccupato di stendere una modulistica tradotta in lingue diverse per facilitare la comunicazione scuola famiglia e nel prossimo anno si impegnato ad ampliarla e a tradurla in altre lingue. Prosegue lattivit dello SPAZIO GENITORI in coordinamento con il P.I.A.

Metodologia: Si provvede alla diffusione di uno strumento didattico per la stesura di un profillo iniziale degli alyunni stranieri attraverso la relazione del compartimento linguistico delle competenze cognitive Durata del progetto: annuale con maggiore intensit allinizio dellanno Eventuali interventi di esperti esterni: Servizio di mediazione linguistico- culturale fornito dallente locale per agevolare la comunicazione fra ragazzi, insegnati e famiglie (corsi di formazione per il personale docente ) Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto: La valutazione del grado di coesione del gruppo classe rilevabile attraverso losservazione delle abilit sociali e della qualit delle dinamiche relazionali dei componenti del gruppo classe. La valutazione del coinvolgimento delle famiglie nelle proposte offerte attraverso lutilizzazione dei canali di comunicazione della scuola e partecipazione alle occasioni dincontro.

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4b) Progetto Aquilone


Area: Intercultura Titolo: Progetto Aquilone
Responsabile del Progetto:
A.S. 2010/2011 Nerozzi Michela i, A.S. 2011/2012 da nominare

PREMESSA Il progetto Aquilone attivo nella nostra scuola dal 1992. E un progetto di solidariet interculturale tra Italia e Brasile. In Italia sostenuto dal M.C.E. e coinvolge, oltre alla nostra, altre 11 scuole di varie citt. In Brasile promosso dal CEDEP e vede coinvolte le strutture educative della periferia di Florianopolis, capitale dello Stato di Santa Caterina : Oficinas do Saber , Casa de Criana, Projeto Travessia Obiettivi: Garantire attivit educative in Brasile per bambini non integrati nella realt scolastica locali, attraverso la copertura parziale dei costi di gestione del personale educativo e delle strutture. Favorire la conoscenza, sul piano culturale e affettivo fra i bambini dei due mondo,attraverso strumenti diversi. Attivare momenti comuni di ricerca e di approfondimento sul piano pedagogico, tra insegnanti italiani e brasiliani,attraverso scambi di visite, elaborazione di progetti comuni, stages mirati, conoscenza diretta sul piano personale e professionale. FINALITA Sviluppare un pensiero aperto e flessibile, problematico e antidogmatico. Favorire la scoperta e la comprensione di differenze e connessioni tra culture diverse. Promuovere il riconoscimento del valore della diversit e il rispetto di essa.

DESTINATARI DEL PROGETTO

Alunni delle classi 4^ scuola Belvedere Bambini che frequentano le strutture educative brasiliane gemellate Famiglie Docenti

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Metodologia e fasi dello svolgimento Il progetto come costruzione della relazione con laltro interno e di sfondo al curricolo. E occasione per non fare dellintercultura una disciplina a parte, ma per stimolare e arricchire gli obiettivi cognitivi e formativi del processo educativo. La solidariet vista allinterno di un rapporto di reciprocit, nel riconoscimento della diseguaglianza. Il viaggio di educatori brasiliani nella scuola italiana e di educatori italiani nei progetti brasiliani, garantisce, attraverso la mediazione culturale , il consolidamento della relazione. Il gemellaggio di ciascuna realt brasiliana con una realt italiana, uno strumento di approssimazione nello scambio e nel confronto e una occasione formativa . Durata del progetto Mensile Annuale X Semestrale

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Sono gli stessi che si utilizzano nelle normali attivit didattiche (computer, videocamera, macchina fotografica , carta da pacchi , colori a tempera , pennarelli , cartoncino , eccettera) Eventuali interventi di esperti esterni Interventi degli educatori brasiliani durante la visita annuale nella nostra scuola. Interventi della referente nazionale del progetto Aquilone Maria Cristina Martin. Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Le verifiche delle attivit didattiche sono insite nello svolgimento delle stesse

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5)INDIVIDUAZIONE PRECOCE DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO


Area: Disturbi specifici dapprendimento Titolo del progetto:INDIVIDUAZIONE PRECOCE DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Responsabile del progetto: A.S. 2010/2011 Antonella Brunetti, A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione Secondo indagini epidemiologiche i disturbi specifici di apprendimento (DSA) hanno unincidenza nella popolazione scolastica italiana di circa il 3-4% (mediamente 1 bambino per classe). Spesso lo scarso rendimento scolastico di questi bambini viene imputato a demotivazione, scarsa capacit attentiva, modesto impegno nellesercizio della lettura e talora a problemi familiari. Daltro canto il ripetersi di insuccessi scolastici determinano una diminuzione della loro autostima e la tendenza ad evitare di mettersi in gioco, avvalorando il giudizio di svogliatezza e poco impegno. Gli insuccessi e la scarsa considerazione percepita da compagni e insegnanti hanno un effetto negativo sullequilibrio psicologico del bambino che pu cominciare a manifestare anche difficolt relazionali.La sensibilizzazione dei docenti verso i DSA fondamentale per unindividuazione precoce di soggetti a rischio al fine di orientare le famiglie verso centri per la diagnosi. Per questo il nostro Circolo dallanno scolastico 2003-2004 Scuola capofila nella rete delle 12 Istituzioni scolastiche della provincia di Pistoia coinvolte nel PROGETTO SCO.le.DI : la Scuola scopre le difficolt . Il Progetto si pone lobiettivo di identificare precocemente, tra gli alunni frequentanti il primo e il secondo anno della scuola primaria, coloro che presentano difficolt nella lettura e nella scrittura e che possono essere a rischio di Disturbo Specifico di Apprendimento(DSA). La precoce identificazione dei bambini, permette di intraprendere tempestivamente percorsi di tipo educativo e riabilitativo mirati, che hanno lo scopo di ridurre il problema e incrementare lautostima e la motivazione per lapprendimento da parte di ogni alunno. Questo Progetto vede la collaborazione di diverse Istituzioni: Scuole ASL 3 di Pistoia U.F Salute Mentale Infanzia e Adolescenza Associazione Italiana Dislessia (AID Bologna)

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Obiettivi del progetto


Sensibilizzare gli insegnanti ad attivare modalit didattiche centrate sulla fonologia , in modo da rendere pi facile il percorso scolastico per tutti gli alunni . Fornire ai docenti conoscenze sui processi di apprendimento e strumenti per il recupero delle difficolt specifiche . Monitorare il processo si apprendimento della scrittura e lettura in tutti i bambini nelle prime fasi dellacquisizione . Identificare precocemente , tra i bambini frequentanti la prima e la seconda classe , coloro che manifestano difficolt specifiche nellacquisizione della lettura e della scrittura . Organizzare attivit di supporto allacquisizione di abilit legate allapprendimento del principio alfabetico laboratori linguistico- fonologici rivolti ai bambini emersi come a rischio nello screening Ottenere per i bambini a rischio di DSA un aiuto specialistico precoce , allinterno della finestra evolutiva pi adatta allintervento . Diffusione di materiale informativo sulla tematica dei DSA , prodotto dallAssociazione Italiana Dislessia e da altri centri di ricerca .

Destinatari del progetto Insegnanti delle classi prime Insegnanti scuola dellinfanzia Alunni classi prime Alunni classi seconde

Finalit Riconoscere ad ogni bambino il diritto al successo formativo e per questo attuare scelte innovative sia sul piano curricolare che metodologico.

Metodologia e fasi dello svolgimento: Conoscenza dei processi implicati nell apprendimento della lettura e scrittura . Uso di prove standardizzate,allingresso dei bambini nella scuola primaria per la rilevazione dei prerequisiti specifici di lettura e scrittura ( prova di scrittura spontanea , prove di consapevolezza metafonologica , prove di analisi visiva ) . Azioni didattiche connesse alle fasi iniziali del processo di alfabetizzazione ( uso di un unico carattere di scrittura nelle fasi di primo contatto con la scrittura per favorire una corretta mappatura grafema fonema ; frequenza delle attivit meta fonologiche da proporre nelle prime classi di frequenza ; lavoro sulle competenze visuo percettive , implicate nelle fasi iniziali dellapprendimento della lettura e scrittura ).

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Organizzazione annuale di un corso di formazione Apprendimento della lettura e della scrittura e DSA.Il corso indirizzato a tutti i docenti di classe prima delle Istituzioni scolastiche in rete ( circa 60 docenti coinvolti annualmente ) . La formazione condotta dal personale della ASL 3 di Pistoia ( psicologo e neuropsichiatra infantile ) e da una docente esperta in clinica dellapprendimento .Durante il percorso gli insegnanti possono fruire anche della Consulenza del servizio logopedico dell ASL 3 PT Incarico al docente referente per la Dislessia, presente nel Circolo, di somministrare le prove di screening ai bambini delle classi prime e seconde della propria Istituzione Scolastica . Queste prove consistono in un dettato di parole . I bambini non manifestano alcun problema ad eseguire questo compito , anche se non la propria insegnante a dettare , perch sono attratti dalla novit e dalla capacit di coinvolgimento messa in atto dal docente somministratore . Somministrazione delle prove di screening ai bambini secondo questo calendario: screening di entrata : gennaio screening di uscita : maggio

Per le classi prime : Per le classi seconde

screening finale : novembre

Le prove si avvalgono della consulenza scientifica del Prof. Giacomo Stella , docente dellUniversit di Modena e Reggio e presidente nazionale del Comitato Tecnico dellAssociazione Italiana Dislessia . Sono a somministrazione collettiva ed eseguite da ciascun bambino su un foglio bianco , in cui stata posta unetichetta con un codice ( sconosciuto a tutti per la tutela della privacy ). Solo linsegnante di classe a conoscenza del nome del bambino cui corrisponde il codice numerico . I test di screening sono da considerarsi solo un primo passo verso lidentificazione di eventuali problemi nei bambini ; possono infatti rilevare gli alunni per i quali consigliare un approfondimento attraverso procedure diagnostiche specifiche . Questa richiesta pu essere fatta esclusivamente dai genitori che decidono il percorso da seguire nel momento in cui ricevono dagli insegnanti del proprio figlio linformazione che il bambino presenta problemi nellapprendimento delle abilit legate alla lettura e alla scrittura . Attivazione dei laboratori linguistico fonologici nelle classi prime e seconde del Circolo . Tali laboratori sono condotti dalle insegnanti di classe e prevedono una serie di attivit sulla struttura fonologico della parole da eseguire con piccoli gruppi di alunni ( Vedi Laboratorio Fonologico di S. Felice in continuit con la sezione dei 5 anni della Scuola dellInfanzia )

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Durata del progetto: Il progetto ha durata annuale e lanno scolastico 2011/12 rappresenta il nono anno di attuazione.

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Prove oggettive per la rilevazione dei prerequisiti Prove di scrittura di parole e di velocit e correttezza nella lettura Materiale multimediale specifico Eventuali interventi di esperti esterni Gli esperti esterni sono i docenti del corso di formazione Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Le verifiche e le valutazioni riguardano i risultati avuti dagli alunni durante le prove di monitoraggio e restituti agli insegnanti alla fine dellanno scolastico (classi prime) e gennaio (classi seconde)

SPORTELLO CONSULENZA DISLESSIA

Dallo stesso anno scolastico 2006/2007 presente nella nostra scuola lo Sportello di consulenza Dislessia e disturbi specifici di apprendimento , che vede la collaborazione dellUfficio Scolastico Regionale Toscana , lAzienda U.S.L.3 Unit Funzionale salute mentale Infanzia e Adolescenza ( Ambulatorio specialistico di II livello per la diagnosi e il trattamento dei Disturbi Specifici dellApprendimento ) Comune di Pistoia P:I:A: Senza Confini e lAssociazione Italiana Dislessia . La consulenza tenuta da docenti referenti della Dislessia e dalla rappresentante dellA:I:D: Lo sportello rivolto alle famiglie e ai docenti della Scuola dellinfanzia e Scuola Primaria ; si pone lobiettivo sia di fornire suggerimenti su metodologie didattiche specifiche e indicazioni sulluso di strumenti compensativi e dispensativi , sia di indirizzare gli utenti verso le strutture specialistiche competenti .

ALUNNI CON DIAGNOSI DSA

I genitori degli alunni con diagnosi specialistica di DSA,rilasciata da ente privato o pubblico ,potranno consegnare la segnalazione al Dirigente Scolastico . La diagnosi viene protocollata in segreteria . Ogni bambino con diagnosi di DSA ha un proprio Piano Didattico Personalizzato (PDP),che viene redatto dal team docenti della classe di appartenenza e consegnato in copia alla famiglia . Il PDP un percorso personalizzato che prevede lapplicazione delle disposizioni previste dalla Legge n.170 dellottobre 2010. Struttura del PDP:

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6) PROGETTO ISTRUZIONE DOMICILIARE


Area ISTRUZIONE DOMICILIARE Titolo del progetto Istruzione domiciliare Responsabile del progetto A.S. 2010/2011 Pina Caporaso, A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione Questo progetto si attua qualora si presentasse nel Circolo la situazione di uno o pi alunni costretti a lunghi ricoveri ospedalieri o domiciliari per gravi patologie. Le leggi 285 e 440 del 1997,seguite da numerose Circolari Ministeriali e Protocolli dIntesa con il Ministero della Salute,garantiscono il diritto allistruzione nei casi suddetti attraverso particolari modalit di intervento:la scuola in ospedale e listruzione domiciliare. La scuola mette in atto interventi didattici che permettono di mantenere la relazione dellalunno malato con il gruppo classe con il conseguente beneficio affettivo,garantendo lacquisizione delle competenze disciplinari previste dal curricolo. Obiettivi del progetto
Garantire il diritto allo studio Prevenire labbandono scolastico Favorire la continuit del rapporto apprendimento insegnamento Mantenere rapporti relazionali /affettivi con lambiente scolastico Sostenere e approfondire lo studio individuale

Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria X Media Famiglie X Docenti X Non docenti Alunni ospedalizzati o sottoposti a terapie domiciliari che sono impossibilitati a frequentare la scuola per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni,anche non continuativi

Attivit e/o Finalit


Garantire il diritto allo studio Prevenire labbandono scolastico Favorire la continuit del rapporto apprendimento insegnamento Mantenere rapporti relazionali /affettivi con lambiente scolastico Sostenere e approfondire lo studio individuale

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Metodologia e fasi dello svolgimento Utilizzo della Didattica Breve, di interventi flessibili con il supporto di tecnologie informatiche.

Durata del progetto Mensile Annuale Semestrale Variabile in relazione alle esigenze psico-fisiche dellalunno

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Didattica breve computer altri supporti tecnologici. Eventuali interventi di esperti esterni Insegnanti di classe,del Circolo e/o personale esterno

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Le verifiche delle attivit didattiche sono insite nello svolgimento delle stesse

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7) TRADIZIONE E CULTURA POPOLARE


PREMESSA
Per rafforzare il senso di appartenenza alla comunit locale e per valorizzare la cultura popolare, gi da tempo nel nostro circolo sono state attivate delle iniziative finalizzate in tal senso Laboratorio delle tradizioni popolari e della memoria di Saturnana Cantar maggio E bene venga il ballo

7-a) E bene venga il ballo


Area: Tradizione e cultura popolare Titolo del progetto: Ebene venga il ballo Responsabile del progetto A.S. 2010/2011 Paola Monnicchi , A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione Questo progetto finalizzato alla pratica e alla trasmissione di attivit espressive legate alla danza, partendo dal patrimonio storico posseduto dalle culture tradizionali. Questo patrimonio possiede una ricchezza di forme coreutiche e musicali, di valori di socializzazione, di situazioni emozionali che ben si prestano ad interagire con altri tipi di lavoro sul corpo, con i suoi bisogni di espressione emotiva e creativa, con lo sviluppo armonico delle capacit motorie e, sullaltro versante, con la manifestazione dei suoi impacci e del suo disagio. Ritmo, musica e danza possono avere un grande ruolo nellespressione della personalit individuale e della cultura colletttiva. La danza nasce infatti nelle culture popolari come momento di socializzazione e di condivisione di emozioni collettive nellambito di situazioni particolarmente rilevanti per la comunit ed essa contribuisce quindi da una parte a definire lidentit profonda di una comunit, dallaltra a favorirne le occasioni di incontro e di comunicazione. Risulta evidente, dunque, il valore pedagogico di un progetto di analisi e di riproposta di tali attivit nella scuola, per favorire occasioni socializzanti che cerchino di superare le barriere linguistiche e/o socio-ambientali stimolando lo scambio interculturale, per prendere coscienza dellesistenza delle culture altre e riflettere sul pari valore di ciascuna di queste elaborazioni umane, sperimentandone la ricchezza dei patrimoni culturali. Per educare alla danza necessario porsi prima ancora di imparare le tecniche specifiche- nella dimensione dellascolto di s, che la condizione preliminare dellosservazione, dellaccoglienza, dellascolto dell altro da s.

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Obiettivi generali del progetto Potenziare le capacit espressive, comunicative, relazionali, la percezione di s e lautostima, la capacit di osservazione e di ascolto attraverso il linguaggio del corpo in quella sua manifestazione che la danza, accrescendo la consapevolezza dellunit di questi aspetti in ognuno di noi. Obiettivi specifici del progetto Riflessione storica sviluppo e integrazione della conoscenza del patrimonio di tradizioni tipiche del territorio nella costruzione della propria identit culturale; stimolo allavvicinamento e alla comprensione di altre culture e di altri popoli; cultura orale e valore della memoria; fiabe, storie, leggende, epica colta e popolare. Socializzazione Lavoro sui repertori dei balli collettivi tradizionali, dei balli-gioco, evidenziandone le strutture coreutiche e psicologiche di socializzazione; creazione di coreografie collettive in situazioni sceniche che stimolino la capacit creativa,la collaborazione e la coesione del gruppo. Sviluppo espressivo Lavoro con il corpo, strutturato e destrutturato; stimoli alla elaborazione dei codici del linguaggio mimico-gestuale tramite lapprendimento di danze pantomimiche; riflessione e lavoro sulle posture del corpo e sulla voce come equivalenti fisici della personalit. Consolidamento e coordinamento degli schemi motori Perfezionamento dellequilibrio posturale e dinamico, delluso dello spazio della rappresentazione mentale di situazioni dinamiche, della lateralit e della coordinazione generale. Educazione allorecchio musicale Capacit di discriminare i brani musicali associati alla struttura coreografica; percezione dellandamento delle frasi musicali in rapporto al movimento; introduzione alla conoscenza degli strumenti musicali tradizionali e delle loro tecniche costruttive. Destinatari del progetto Attivit e/o Finalit Lobiettivo finale lallestimento di una Alunni Materna x performance, in p.za del Duomo a Primaria x Pistoia nel mese di maggio, che si concretizzi in una festa articolata in Media x
una sequenza di dieci balli alla quale sono invitati a prendere parte le scuole di ogni ordine e grado della provincia, nonch i genitori degli alunni partecipanti. Linizio della manifestazione sar aperto dalle danze folcloriche di un gruppo di alunni dellI.C. di Camporgiano, che sar presente nellambito di uno scambio culturale tra il nostro Circolo Didattico e il loro.

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Metodologia e fasi dello svolgimento I bambini, condotti in palestra o comunque in uno spazio adeguatamente ampio, saranno invitati a ripetere per imitazione- i movimenti mostrati dallinsegnante seguendo il ritmo della musica ascoltata. Solo successivamente il docente scomporr e ricomporr, a seconda dellet degli alunni, la danza imparata contestualizzandola in termini storico-geografici. Si potr poi attivare tutta una serie di attivit in classe o nei diversi laboratori a supporto e arricchimento dellesperienza fatta. Si elencano, di seguito, alcuni spunti per agganci interdisciplinari: Storia, geografia Reperimento di fonti scritte e analisi dei documenti relativi alle tradizioni popolari toscane; visite a musei legati alla tradizione contadina (musei dei mestieri tradizionali, delle arti, della vita e della cultura contadina); reperimento di fonti orali attraverso brevi interviste a nonni o anziani in merito alla memoria individuale e collettiva di tradizioni riguardanti feste, danze, teatro e altri rituali popolari dellarea toscana. Lingua Analisi delle tradizioni popolari dei paesi di riferimento della lingua; conoscenza dei termini linguistici relativi ai balli, ai giochi, agli strumenti musicali. Matematica e geometria Elaborazione collettiva di codici per la trascrizione e la conservazione delle danze apprese, attraverso la schematizzazione grafica della coreografia; lavoro sulle forme dei balli e sulle successioni numeriche presenti nei balli e nei giochi. Religione Analisi dei momenti di religiosit collettiva e loro espressione attraverso le danze sacre e rituali. Scienze Analisi dello sviluppo della danza in relazione ai cicli naturali legati al lavoro del contadino (la semina, il raccolto, la mietitura); ricerche relative alluso tradizionale e alla conservazione delle piante legate alla medicina popolare. Arte e immagine Potenziamento della creativit attraverso laccostamento alle lavorazioni tipiche della vita rurale: ceramica, lavorazione del cesto, composizioni di piante, tessitura al telaio, etc. Musica Ricerca ed esecuzione di canti tipici della tradizione popolare; sperimentazione e costruzione di strumenti musicali atti ad accompagnare la danza (castagnette, kazoo, percussioni, etc.).

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Durata del progetto Il progetto inizier in ottobre per concludersi nel mese di maggio.

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Palestra, lettore cd/mp3 . Per la festa si render necessaria la disponibilit della Piazza del Duomo e un adeguato impianto di amplificazione. Eventuali interventi di esperti esterni Il maestro Claudio Cesaroni terr un corso di aggiornamento per i docenti di 8 lezioni di due ore ciascuna incentrato sui balli popolari e guider la festa in P.za del Duomo. Manola Rocchiccioli, direttrice del gruppo folclorico La Muffrina di Camporgiano, terr due lezioni di 2 ore per i docenti, ciascuna sui balli tipici della Lunigiana. Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Lesito del percorso affrontato sar valutabile in occasione della festa finale. I docenti coinvolti saranno poi invitati a compilare un test valutativo sullesperienza fatta.

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7- b) Laboratorio delle tradizioni popolari e della memoria di Saturnana


Area: Tradizioni e cultura popolari Titolo del progetto: Laboratorio delle tradizioni popolari e della memoria di Saturnana Responsabile del progetto: A.S. 2010/2011 Monica Gelli , A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione: Il nostro Circolo didattico, in collaborazione con il Comune di Pistoia (Assessorato alleducazione ed alla formazione), alla Circoscrizione 3, alla Proloco di Piteccio e ad altre associazioni locali, ha allestito un piccolo Museo delle tradizioni popolari nei locali dellex scuola dellinfanzia di Saturnana, gi di pertinenza del Circolo. Nella scuola stato organizzato un laboratorio dove i bambini, guidati da alcuni operatori,possono partecipare a brevi escursioni nel territorio circostante per scoprirne le caratteristiche naturali e le modifiche dovute allintervento delluomo. Con laiuto di esperti, i bambini possono, inoltre,conoscere e confrontare le abitudini di vita del tempo dei nostri nonni con quelle dei giorni nostri. Una delle aule della scuola attrezzata con sussidi multimediali che permettono di svolgere in modo pi approfondito le attivit. Obiettivi del progetto Far percepire ai bambini il valore del territorio di appartenenza; Ricercare le proprie radici nelle storie raccontate dai nonni; Appropriarsi delle risorse naturali e socio-culturali del territorio; Scoprire lutilizzo di alcuni elementi naturali nella vita passata e in quella presente; Favorire la costruzione della memoria attraverso lascolto e la rielaborazione di storie, situazioni, eventi della tradizione orale; Sviluppare capacit rielaborative e manipolative costruendo e utilizzando attrezzi e utensili dei nostri nonni; Imparare ad utilizzare le fonti per lo studio della storia

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Destinatari del progetto Alunni del circolo Alunni di altri circoli didattici Alunni scuole infanzia comunali infanzia Primaria Media Famiglie Docenti Non docenti

Attivit e/o Finalit


Gli antichi mestieri. Il territorio raccontato attraverso la scoperta e losservazione di fatti e oggetti del passato . Lalimentazione dei nonni:piatti ed abitudini alimentari. Il bosco tra magia e fonte di vita: fiabe e leggende, racconti , sussistenza delle popolazioni locali. Le specie vegetali e animali presenti sul territorio. Raccolta, osservazione e rielaborazione con strumenti di laboratorio. Visita a un sito carsico. Osservazione e analisi del materiale raccolto. Visita a una fornace, dove il minerale calcareo veniva trasformato in calce.

x x

Coinvolgere i bambini nella valorizzazione del territorio di appartenenza


In quanto il Laboratorio si configura sul territorio come riferimento stabile per la formazione dellidentit culturale degli alunni delle scuole dellalta valle dellOmbrone, e rappresenta anche una fonte di documenti e testimonianze importantissime nello svolgimento del Curricolo di storia di tutte le classi del Circolo.

Metodologia e fasi dello svolgimento Metodologia laboratoriale; attivit di gruppo. Il laboratorio propone 4 percorsi che si articolano in quattro incontri ciascuno, sono previste uscite allesterno del laboratorio; visita al piccolo museo del laboratorio; attivit didattiche Durata del progetto Annuale Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Oggetti e/o strumenti presenti nel museo; strumenti per losservarzione di materiali raccolti (banco luminoso, microscopio ecc); computer, cinepresa. Eventuali interventi di esperti esterni Il laboratorio si avvale di due esperti esterni ins. Arpaia M.G. e ins. Gori F. che conducono le attivit didattiche, inoltre collaborano volontari legati ad associazioni del territorio ( Proloco di Piteccio; Ass. Saturno di Saturnana; Ass. Banca del Tempo ) Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Le verifiche delle attivit didattiche sono insite nello svolgimento delle stesse. La valutazione delle proposte avviene tramite questionari di gradimento rivolti alle insegnanti.

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7 c) CANTAR MAGGIO PREMESSA


Gi da diversi anni alcune classi della scuola dellInfanzia e della Scuola Primaria del Circolo hanno ridato vita alla tradizione antica del Cantarmaggio, progettando e realizzando attivit in continuum tra i due ordini di scuola finalizzate ad una performance finale

Destinatari
Alunni scuola dellinfanzia Alunni scuola primaria

Obiettivi
Avviare alla costruzione di un ponte con il passato attraverso ricordi, racconti, balli e canzoni. Favorire momenti gioiosi d incontro fra i bambini, i loro genitori, le insegnanti, gli abitanti del paese. Permettere a tutti i bambini di padroneggiare un territorio in cui ci si conosce e ci si riconosce come parte di una collettivit.

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8)PROGETTO LOGOS
Area: Linguaggi non verbali: la media education Titolo del progetto: LOGOS Responsabili del progetto:
nominare A.S. 2010/2011 Manzoni AnnaLinda Gavazzi Adriana , A.S. 2011/2012 da

Premessa e analisi della situazione: Il progetto intende: promuovere lindividuazione di nuove competenze chiave di base da assicurare lungo lapprendimento permanente muoversi verso una nuova dimensione europea dellinsegnamento (Strategia di Lisbona) dare impulso ad una vera democratizzazione dellistruzione prendendo in considerazione e valorizzando i linguaggi non verbali quali: il teatro, larte (concepita come espressione musicale, danza e linguaggio dei segni) e la sfera telematica (digitale, internet, ipertesto). Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, linclusione sociale e loccupazione. La competenza digitale, in particolare, e la consapevolezza ed espressione culturale sono le due competenze chiave di cui tutti devono poter esser messi in grado di servirsi per consentire lesperienza, lapprendimento, la comprensione, la comunicazione e la socializzazione.
Obiettivi del progetto: Linguaggio multimediale Uso consapevole del mezzo digitale per: Consultazione del sito della scuola Ricerca su internet Utilizzo di software specifico Apprendimento Realizzazione di testi e/o ipertesti Linguaggio teatrale Stimolare la creativit Cogliere i nessi fra cultura virtuale e tradizione legata ai saperi Conoscere codici espressivi diversi Prendere confidenza con la propria corporeit Ascoltare, osservare, concentrarsi, dominare gli stati danimo Rispettare le regole, accettare linsuccesso, stimolare il sano agonismo Linguaggio dellarte Conoscere le principali opere culturali, comprese quelle della cultura popolare. Coglierne la diversit linguistica e culturale. Individuare i fattori estetici nella vita quotidiana. Apprezzare le opere darte del patrimonio italiano mediante una vasta gamma di mezzi di comunicazione. Correlare i propri punti di vista creativi ed espressivi ai pareri degli altri.
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Linguaggio musicale Stimolare ed armonizzare il movimento Educare alle relazioni, alla collaborazione Ridurre laggressivit Educare allascolto Apprezzare il silenzio come vero e proprio linguaggio Saper usare gli strumenti musicali

Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie Docenti Non docenti X X

Attivit e/o Finalit teatro e didattica :Quello del teatro da ritenersi il linguaggio della multimedialit originaria, perch, il libro o il testo teatrale, parlano alla mente del bambino e innescano la sua creativit; musica e didattica.I progetti condotti nella scuola mirano a dare al bambino gli strumenti necessari per capire i diversi linguaggi (corporeo, gestuale, iconico ) arte e didattica progetto mus- un progetto multiculturale europeo dedicato ai bambini che favorisce la loro integrazione attraverso la partecipazione comune a esperienze di creazione artistica Sviluppare le competenze digitali (a vario livello e secondo la classe di appartenenza) e dei linguaggi non verbali, al fine di favorire una comunicazione ed una espressivit pi ampie. Ridurre il divario fra agenzie formative esterne multimediali e scuola Utilizzare gli strumenti fondamentali per una fruizione consapevole del patrimonio artistico/culturale

Metodologia e fasi dello svolgimento: Le metodologie sono molto diverse perch diversi sono i linguaggi incontrati in questa sezione; non esiste un solo progetto, ma la scuola elabora progetti di teatro, arte, musica ed informatica sulla base delle discipline curricolari, delle competenze dei singoli docenti, delle iniziative che le agenzie esterne propongono alla scuola, degli esperti che offrono la propria collaborazione e mettono a disposizione le personali competenze (scrittori, registi, musicisti, tecnici ...). Molteplici sono dunque i canali attraverso cui la scuola tratta i

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linguaggi non verbali, spesso collegati tra loro da un filo interdisciplinare assai sottile. Anche le fasi di realizzazione, variano, dunque da progetto a progetto, anche se spesso la durata semestrale o annuale. Durata del progetto Mensile Annuale x Semestrale x Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Dotazione informatica maggiore, con uso consapevole da parte di tutti delle lavagne interattive Materiali e strumenti per larricchimento delle conoscenze artistiche e la sperimentazione di nuove tecniche espressive. Testi teatrali per ragazzi, video, cd musicali .... Eventuali interventi di esperti esterni Laboratorio delle tradizioni popolari di Saturnana Laboratori curati da Pistoia-Ragazzi Esperti, formatori, tecnici informatici, registi, scrittori Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Ogni progetto, che sia uno spettacolo teatrale, una mostra di elaborati, una rassegna musicale, un laboratorio trovano la loro verifica nella restituzione allutenza dei prodotti realizzati; lindice di gradimento del singolo processo determina la valutazione e la riconferma per lanno successivo del processo stesso.

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8a) PROGETTO MUSICALE


Area MUSICALE Titolo del progetto: CRESCERE CON IL CANTO- RITMO-CORPO-STRUMENTI Responsabili del progetto: prof.sse Mencarelli Donatella - Bani Cristina Premessa e analisi della situazione: Crescere con il canto: La pratica corale rappresenta un processo formativo molto importante nello sviluppo della personalit e delle abilit musicali di base, quali: la percezione, il senso, il ritmo, lintonazione e lautonomia vocale. Contribuisce a potenziare la concentrazione ed a sviluppare la memoria. Fare musica insieme, utilizzando la voce, costituisce quindi unesperienza musicale basilare, favorisce la socializzazione, il rispetto e la stima verso se stessi e gli altri. Cantare significa attuare i meccanismi di produzione musicale che devono passare inevitabilmente attraverso la percezione. La percezione sonora strutturata, rimane un percorso privilegiato nel processo di conoscenza e di comprensione del linguaggio musicale. Ritmo, corpo, strumenti: Il rapporto fra musica, movimento e drammatizzazione il mezzo pi efficace per sviluppare il senso armonico ed espressivo della corporeit dei bambini. Attraverso luso di uno strumento didattico (strumentario ORFF) gli alunni potranno eseguire brani di musica dinsieme sviluppando capacit di ascolto, autocontrollo della gestualit e integrazione di gruppo. Tale progetto fornir un supporto allo sviluppo delle competenze didattico- musicali dei docenti, poich gli incontri a cadenza quindicinale daranno la possibilit di valutare, sperimentare ed ampliare le attivit proposte. Obiettivi del progetto CRESCERE CON IL CANTO Sviluppo delle capacit comunicative in tutte le loro valenze Partecipazione corretta ed esercitazioni vocali dinsieme Favorire un corretto approccio alla cultura musicale Socializzazione, autodisciplina, collaborazione con il gruppo adattandosi al variare delle situazioni Sviluppo di concentrazione, ascolto cosciente di s e degli altri, memoria, senso ritmico Conoscenza del corpo per arrivare a controllare la respirazione e il suono vocale Sviluppo dei parametri vocali corali (timbro, potenza, colori)

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Obiettivi del progetto: ritmo-corpo-strumenti Sviluppare competenze musicali di base, quali capacit di ascolto, discriminazione e memorizzazione dei suoni, senso ritmico, intonazione, attraverso lespressione corporea e la pratica vocale e/o strumentale. Fornire un supporto allo sviluppo di competenze didattico musicali dei docenti Destinatari del progetto Per il progetto. Crescere con il canto: alunni delle classi III Per il progetto. Ritmo-corpostrumenti: alunni delle classi IV Alunni Materna Primaria Media Famiglie Docenti X Non docenti X Attivit e/o Finalit
Esplorare la voce parlata e cantata Cantare sulle estensioni musicali Realizzare un repertorio Padroneggiare strumentario ORFF Fare musica attraverso lespressione corporea

Metodologia e fasi dello svolgimento: Crescere con il canto: 1 e 2 incontro: Esploriamo la nostra voce parlata e cantata. Esercizi e giochi sulle inflessioni della voce. Semplici canzoncine sulle note della scala infantile. Coro cantato e coro parlato. 3-4 - 5 incontro: Impariamo a cantare sulla estensione di quinta ed ottava. Repertorio di canti tratti dal repertorio popolare e specifico per let infantile, accompagnati da gesti-suono e coro parlato. 6 e 7 incontro: Messa in opera del repertorio scelto per il saggio di fine percorso (ultimo incontro a classi unite) Ritmo corpo - strumenti: Fare musica con luso dello strumentario ORFF: Esperienza ritmica Tecnica dellostinato Uso della scala pentafonica Approccio alla notazione Fare musica attraverso lespressione corporea: Consolidamento e coordinamento degli schemi motori di base Giochi di socializzazione Ascolto di s e degli altri

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Analisi della struttura formale di un brano attraverso luso del corpo in movimento

PERCUSSIONE CORPOREA PULSAZIONE COMUNE CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMETI RITMICI IN MOVIMENTO RITMICA CORPOREA STRUMENTI A BARRE MUSICA DINSIEME Durata del progetto: Mensile Annuale x Semestrale Crescere con il canto: 6 incontri quindicinali di 45 minuti Ritmo-corpo-strumenti: 6 incontri quindicinali di 60 minuti Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Cd AUDIO contenente le basi dei brani proposti Strumenti ritmici: legni, metalli, pelli, ibridi Strumenti a barre: xilofoni, metallofoni, glockenspiele Eventuali interventi di esperti esterni Docenti di scuola primaria di secondo grado Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Saggio di fine percorso di canto corale e parlato Saggio finale con esecuzione strumentale in cui gli alunni eseguono un accompagnamento ritmico- armonico di alcuni brani

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9 ) PIANO NAZIONALE I.S.S.- INSEGNARE SCIENZE SPERIMENTALI


Area scientifica Titolo del progetto Insegnare scienze sperimentali Responsabile del progetto A.S. 2010/2011 ,Bianchi Crisitna , A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione La nostra scuola stata riconosciuta presidio territoriale per le provincie di Pistoia e Prato, per lattuazione del Piano pluriennale del Ministero della Pubblica istruzione Insegnare Scienze Sperimentali Il Piano I.S.S. prevede una specifica azione di formazione in servizio per gli insegnanti delle discipline scientifiche, a partire dalla scuola primaria fino alla scuola secondaria di secondo grado (primo biennio ) Obiettivo del Piano promuovere un cambiamento efficace nella didattica delle scienze sperimentali al fine di migliorare il livello di competenze scientifiche degli studenti italiani.Il piano I.S.S. si caratterizza per la costituzione, in tutte le regioni, di presidi territoriali e reti di scuole per lattivazione e il sostegno di comunit di pratiche Componenti essenziali allattuazione del Piano sono: o i presidi territoriali, cio istituzioni scolastiche che dovranno divenire sul territorio punti di riferimento di una rete di scuole che collaborano per la formazione degli insegnanti di scienze sperimentali; o i docenti tutor che hanno il compito di sostenere il Progetto, di norma almenotre, uno per ciascun livello scolare di interesse; o i docenti della rete di scuole che affrontano la formazione in servizio. Il Piano vede la collaborazione di diverse istituzioni: MPI,USR, le associazioni didocenti delle discipline scientifiche sperimentali, AIF(per linsegnamento della fisica) AINSN (per linsegnamento delle Scienze naturali ),DD SCI ( per linsegnamento della Chimica ), il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e la Citt della Scienza di Napoli. Obiettivi del progetto
( inserire gli obiettivi generali e specifici che fanno parte del progetto)

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Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media X X

Attivit e/o Finalit La vegetazione riparia e di greto Indice biotico esteso (IBE) Variet di forma e di funzione nei viventi Relazione fra animali: mangia / mangiato La riproduzione degli ovipari Indice di funzionalit fluviale (IFF) La solubilit Il ciclo dellacqua Analisi fisico-chimica dellacqua Liquidi e solidi Il suolo Il volume Il peso

Famiglie Docenti Non docenti 16 insegnanti scuola primaria 10 insegnanti scuola secondaria di primo grado 2 insegnanti scuola secondaria di secondo grado 15 dei 16 insegnanti di scuola primaria appartengono al 5 circolo

Metodologia e fasi dello svolgimento Nellanno scolastico 2009/2010 abbiamo continuato a lavorare su alcuni degli argomenti trattati nel 2008/2009, proponendo agli iscritti al Piano ISS unattivit di ricercaazione che ha consentito un confronto fra colleghi dello stesso ordine sui percorsi sperimentali, al fine di valutarne lefficacia e leventuale necessit di revisioni, nonch sulle scelte metodologiche pi adeguate allinsegnamento delle discipline scientifiche Gli insegnanti di tutti i livelli hanno lavorato intorno al tema dellacqua,progettando e sperimentando percorsi adeguati alle loro classi.Inoltre gli insegnanti della primaria,come negli anni passati, hanno presentato e discusso alcuni percorsi da loro sperimentati relativi alla fusione, alla riproduzione degli ovipari, al corpo umano,gli insegnanti di scuola secondaria di primo grado hanno affrontato il tema delle relazioni fra piante e suolo e sia questi ultimi che quelli del biennio della secondaria di secondo grado hanno lavorato su minerali e rocce. Sul tema che accomuna tutti gli ordini scolastici(lacqua)si svolta una iniziativa, a conclusione delle attivit di questo anno,in cui sono stati presentati i percorsi realizzati dagli insegnanti che hanno aderito al Piano. Per quanto riguarda le prospettive si sono evidenziati i punti di forza di tale progetto:

Certamente maturata unesperienza positiva di collegamento e cooperazione tra docenti di ordini di scuola diversi nellottica del curricolo verticale.

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Acquisita la capacit di progettare e mettere in atto esperienze laboratoriali. Riconosciuto nellinsegnamento scientifico il ruolo centrale della didattica laboratoriale. Elaborati modelli di esperienze scientifiche significative e sperimentati sul campo trasferibili e riproponibili. Acquisita la fondamentale importanza di documentare con rigore scientifico le esperienze formativodidattiche. Uscire dallautorefenzialit mettendo in discussione i propri convincimenti e la propria metodologia.

Durata del progetto

Mensile Annuale X Semestrale

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto


(indicare gli strumenti che sono necessari per la realizzazione del progetto)

Eventuali interventi di esperti esterni


(indicare eventuali esperti esterni e il contributo che loro danno al progetto stesso)

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto (descrivere le verifiche che sono predisposte per la valutazione del progetto)

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10) PROGETTO LUDICO MOTORIO POLISPORTIVO A SCUOLA DI GIOCOSPORT


Area: Sportiva Titolo del progetto: A scuola di gioco sport Responsabile del progetto: A.S. 2010/2011 Antonella Rabuzzi, A.S. 2011/2012 da nominare Premessa e analisi della situazione: A scuola di Gioco Sport, il bambino sceglie lo sport un progetto ludico motorio-polisportivo coordinato dal C.O.N.I., provinciale rivolto alle scuole dellinfanzia e primarie della Provincia di Pistoia. Consiste nellaffiancare linsegnante di classe e/o di sezione con un docente di Educazione Fisica per unora settimanale per svolgere attivit motoria in orario curricolare, dando la possibilit a tutti gli alunni, compresi quelli pi svantaggiati, di acquisire le abilit motorie di base. La collaborazione fra C.O.N.I., Federazioni Sportive Nazionali, Comuni, Provveditorato agli studi, con il contributo dellAmministrazione Provinciale, ha consentito di portare avanti questo progetto iniziato sei anni fa.Il progetto inizia ogni anno con il mese di ottobre, prosegue fino al termine dellanno scolastico configurandosi come un sistema di promozione delleducazione motoria e sportiva, rivolto agli alunni della scuola primaria e dellinfanzia. Il progetto prevede di mettere a disposizione delle scuole interessate un pool di Educatori qualificati con compiti di consulenza e di supporto agli insegnanti curriculari, fermo restando la responsabilit di questi ultimi nellassolvimento della loro funzione. Le lezioni si svolgeranno durante le ore curriculari, unora alla settimana per ogni classe, suddivise in moduli di 12 interventi per ogni disciplina sportiva proposta. Cos facendo, alla fine del secondo ciclo, tutti gli alunni avranno avuto lopportunit di provare circa dieci sport diversi e quindi saranno in grado di operare una scelta autonoma e consapevole. Lattivit sar rivolta a tutta la classe, compreso lalunno portatore di handicap se presente; dovr essere multilaterale e polisportiva, nonch polivalente contribuendo ad un migliore e pi razionale sviluppo delle abilit motorie attraverso una pluralit di esperienze sportive Obiettivi del progetto:
Assicurare agli insegnanti il sostegno alleducazione generale della personalit dei bambini, attraverso una metodologia ricca e articolata come pu essere quella a carattere ludico motorio polisportivo. Promuovere uneducazione interdisciplinare, grazie allesperienza ludico polisportiva. Contribuire a rendere la scuola sempre pi gradita e accettata da tutti i bambni.

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Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie X Docenti X Non docenti X

Attivit e/o Finalit

X X X

Promuovere leducazione motoria e sportiva di tutti i bambini, compresi i disabili, attraverso una metodologia ludicomotoria polisportiva e multilaterale. Sviluppare la conoscenza e la pratica del maggior numero possibile di attivit sportive. Favorire i bambini nella scelta futura della specialit sportiva pi congeniale alle loro caratteristiche e ai loro bisogni individuali. Assicurare laggiornamento continuo degli insegnanti.

Metodologia e fasi dello svolgimento


svolgimento)

(descrivere le metodologie utilizzate e illustrare le fasi di

Durata del progetto

(descrivere larco temporale in cui si attua il progetto)

Mensile Annuale X Semestrale

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto


(indicare gli strumenti che sono necessari per la realizzazione del progetto)

Eventuali interventi di esperti esterni

Contributi Coni, contributi Enti Locali , contributi Federazioni Nazionali Sportive e finanziamenti di eventuali sponsor, contributo delle famiglie

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto


Saranno effettuati test motori specifici

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11) EDUCARE ALLA CITTADINANZA ATTIVA


Area: Attivit di raccordo scuola-famiglia Titolo del progetto: Educare alla cittadinanza attiva Responsabile del progetto:
A.S. 2010/2011Adriana Gavazzi A.S. 2011/2012 da nominare

Premessa e analisi della situazione La societ moderna caratterizzata da una sempre maggiore differenziazione sociale che produce un costante processo d individualizzazione. La socializzazione di ogni individuo molto pi articolata e complessa rispetto al passato, perch aumentato considerevolmente il numero di agenzie e di ambienti sociali che intervengono in questo processo. La conoscenza delle norme sociali che caratterizzano ogni contesto e l'assunzione dei ruoli appropriati per muoversi all'interno di tale contesto dipendono dalla capacit di comprendere in che situazione ci si trovi per decidere poi quale comportamento assumere e le azioni adeguate da compiere. Per tale motivo s individua il seguente percorso fatto di azioni e regole condivise tra scuola-famiglia, perch il senso di responsabilit che si esige in una societ democratica non si riduca all'obbedienza passiva o alla semplice somministrazione del patto educativo di corresponsabilit tra le due agenzie educative. Obiettivi del progetto Conoscere e rispettare le regole comuni Condividere ed omogeneizzare regole, ruoli e modelli di cittadinanza Saper rispettare gli altri e se stessi Essere consapevoli di vivere in una comunit Saper rispettare gli ambienti e le cose comuni Conoscere, condividere e rispettare le diversit Verificare che le regole della cittadinanza siano le stesse in famiglia ed a scuola Creare un curriculum con le famiglie su cosa fare per essere cittadino attivo

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Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie X Docenti X Non docenti X X X X

Attivit e/o Finalit


1. Trasferire in dvd la pratica delle giuste regole presenti nella scuola. 2. Trasferire e illustrare le esperienze vissute nellambito scolastico dagli exgenitori delle classi quinte. 3. Organizzazione di laboratori interattivi tra famiglie- alunni- insegnanti. 4. Allestimento di una biblioteca per adulti. Star bene con se stessi e con gli altri Sentirsi veramente parte di una comunit Rispettare le diversit

Fortificare il rapporto scuolafamiglia

Metodologia e fasi dello svolgimento: Le metodologie utilizzate per tale progetto si basano principalmente su momenti d'incontro tra scuola-famiglia in ambiente scolastico o extra-scolastico. I genitori degli ex alunni delle classi quinte e quelli degli alunni in ingresso (1^- 2^) e in uscita trasferiranno ed illustreranno le esperienze vissute nell'ambito scolastico come pure la pratica delle giuste regole presenti nella scuola. Verranno organizzati laboratori interattivi tra famiglie, alunni ed insegnanti, incontri con specialisti, esperti, scrittori e formatori. E' previsto l'allestimento di una biblioteca per adulti aperta ai genitori. Durata del progetto Mensile Annuale X Semestrale X

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Realizzazione di dvd, materiale fotografico, disegni ed elaborati sulle regole presenti a scuola e in famiglia. Materiale librario, raccolta articoli di giornale. Eventuali interventi di esperti esterni Laboratori curati da Pistoia Ragazzi. Esperti, formatori, scrittori e rappresentanti delle istituzioni. Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Osservazioni riguardo il rispetto delle regole condivise. Schede di autovalutazione sul comportamento e sul rispetto delle regole. Questionari rivolti agli alunni ed ai genitori.

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12)PROGETTO DI EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DEGLI STERIOTIPI DI GENERE NELLA SCUOLA PRIMARIA
Area CITTADINANZA ATTIVA Titolo del progetto: I GENERI TRA IN BANCHI Responsabile del progetto: A.S. 2010/2011 Pina Caporaso
A.S. 2011/2012 da nominare

Premessa e analisi della situazione: Nella relazione tra bambini si riproducono i ruoli, i modelli e le stereotipie apprese nel rapporto con gli adulti e nella societ. L'esistenza di modelli di genere costituisce un passaggio fondamentale -e positivo nella costruzione dell'identit, ma non altrettanto pu dirsi dell'apprendimento di stereotipi sessisti, tuttora vigenti anche in ambito scolastico. Obiettivi del progetto Riconoscere e prevenire steriotipi di genere tra i bambini. Saper leggere immagini e contenuti dei materiali didattici ed educativi in chiave di genere. Arginare fenomeni di segregazione formativa ed incoraggiare le inclinazioni dei bambini a prescindere dai ruoli attribuiti al genere. Riflettere sul valore della professione docente.

Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie Docenti X Non docenti

Attivit e/o Finalit Riconoscere e prevenire stereotipi di genere tra i bambini. Saper leggere immagini e contenuti dei materiali didattici ed educativi in chiave di genere. Arginare fenomeni di segregazione formativa ed incoraggiare le inclinazioni dei bambini a prescindere dai ruoli attribuiti al genere. Riflettere sul valore della professione docente.

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Metodologia e fasi dello svolgimento Negli incontri con i docenti si cercher una dimensione interattiva cercando di far emergere, anche attraverso canali e media non tradizionali, le riflessioni circa la propria esperienza professionale ed il rapporto tra questa e l'identit di genere. Con i bambini, oltre a sollecitare la partecipazione diretta nella discussione in classe, si cercher di intervenire il meno possibile in chiave retorica. Il progetto si articola in due fasi. 1^ FASE: di carattere formativo, rivolta alle insegnanti. Sar suddivisa in cinque incontri di 2 ore ciascuno, con i seguenti temi: 1. Identit femminili e maschili oggi. Le trasformazioni pi significative della contemporaneit. Le nuove ricerche socio-antropologiche sull'identit di genere, con un focus sul maschile. Il caso italiano tra regressione ed emancipazione. 2. Genere e processi formativi. Segregazione formativa e percorsi di studio sessuati. Donne insegnanti e cultura di genere. Stili di lavoro al femminile. Sguardi generazionali. 3. Generi e stereotipi sessuali nei libri di testo. Progetto POLITE (Pari Opportunit nei Libri di Testo). L'editoria per bambini in un'ottica di genere. Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana (Alma Sabatini). 4. Proposte operative in classe: scelte metodologiche e contenuti. Lettura analitica dei questionari e dei testi da proporre ai bambini. 5. Analisi del lavoro svolto con i bambini. Presentazione di griglie interpretative e suggerimenti per proseguire. Conclusioni. 2^ FASE: intervento in classe con bambini del secondo ciclo:

Somministrazione di un questionario, anche iconografico, volto a rilevare il proprio concetto di appartenenza al genere. Il questionario costituito da tre parti, inerenti i giochi dei bambini, il lavoro e le attivit degli adulti, il riconoscimento degli stereotipi. Analisi dei risultati dei questionari con i bambini, di alcune categorie e stereotipie. Lettura di Storia di panini e Una fortunata catastrofe (AdelaTurin, ed. Motta Junior), racconti orientati dal punto di vista di genere della collana Dalla parte delle bambine. Discussione collettiva. Rielaborazione creativa delle situazioni stereotipate attraverso disegni, creazioni di storie, realizzazione di statue viventi. Documentazione cartacea, fotografica e video delle elaborazioni dei bambini e delle bambine.

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Durata del progetto Annuale (settembre - aprile) Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto Libri di narrativa, immagini pubblicitarie, brevi filmati, macchina fotografica, videocamera. Eventuali interventi di esperti esterni E' possibile richiedere la presenza di un operatore video esperto in storymaking. Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto Scheda di valutazione del corso da parte delle insegnanti partecipanti (questionario) e riflessioni degli alunni.

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13)PROGETTO AMBIENTALE
Area:Educazione ambientale e intercultura Titolo del progetto :Madagascar:l'isola da scoprire Responsabile del progetto: Sonia Guastini e esperto esterno Eleonora Angelini Premessa e analisi della situazione
Il progetto nasce da una collaborazione tra il Giardino Zoologico di Pistoia e il Dipartimento di Primatologia dellUniversit di Pisa che da 17 anni studia la comunicazione olfattiva dei Lemuri catta presenti allo zoo e che dal 2006 ha iniziato una ricerca su campo nella Riserva di Berenty, nel sud-est del Paese. All'interno delle foresta presente un villaggio con una scuola frequentata da circa 300 ragazzi a cui, attraverso il progetto di conservazione integrata finanziato dallo zoo, viene portato materiale scolastico e sostegno nelle attivit di educazione ambientale. Il 2011 stato dichiarato dall'ONU Anno Internazionale delle Foreste per favorire la gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo. Le diverse tipologie di foresta esistenti ricoprono il Pianeta per circa il 30% della sua superficie e forniscono acqua, nutrimento e riparo a una grande variet di specie animali; sono anche fonte di cibo e sostentamento per oltre 6 milioni di persone e importanti baluardi nell'azione di contrasto ai cambiamenti climatici.

Obiettivi del progetto


Lobiettivo quello di porre attenzione sulla biodiversit del Madagascar costantemente minacciata dallazione delluomo. Il percorso didattico proposto vuole far conoscere agli alunni la storia dellisola, limportanza dei suoi endemismi e come, ancor oggi, il suo territorio venga sfruttato in modo non pi sostenibile. La perdita costante di biodiversit impone unazione tempestiva e importante il contributo di ciascuno di noi. Madagascar anche un variopinto insieme di etnie diverse con usanze, tradizioni e costumi che ne colorano la storia: le attivit didattiche mireranno a far conoscere ai bambini anche questi aspetti nellottica dellinterdisciplinit e trasversalit delleducazione ambientale.

Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie X Docenti X Non docenti

Finalit
L'azione educativa del progetto presentato indirizzata sia agli alunni della scuola primaria sia ai loro insegnanti attraverso uno specifico corso di formazione e la consegna di materiale didattico a sostegno. L'evento conclusivo che si terr al Giardino Zoologico avr l'onbiettivo di coinvolgere anche le famiglie al fine di avere una maggiore diffusione possibile delle tematiche presentate.

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Metodologia e fasi dello svolgimento


Il progetto si svolger attraverso le seguenti fasi: 1) Formazione delle insegnanti: verranno illustrati tutti gli aspetti inerenti la gestione del progetto e verr approfondita anche lecologia del Madagascar e le problematiche ambientali presenti. Ad ogni insegnante verr consegnato materiale cartaceo e su supporto digitale contenente tutte le informazioni oggetto della formazione. 2) Percorso didattico Il progetto articolato in tre incontri: i primi due si terranno in classe, mentre il terzo sar unuscita al Giardino Zoologico per mettere in pratica e approfondire le nozioni apprese negli incontri precedenti. Saranno affrontati i seguenti argomenti: Biodiversit: un viaggio immaginario porter gli alunni alla scoperta degli ambienti del Madagascar, cos diversi per flora e fauna. Attraverso attivit di laboratorio con manipolazione di reperti di origine naturali conosceremo la sua storia e limportanza dei suoi endemismi. Lemuri, felsuma, volpi volanti e camaleonti ambasciatori di una fauna unica al mondo Turismo sostenibile: un turista consapevole pu fare la differenza per la salvaguardia della biodiversit e pu essere di sostegno per leconomia locale se indirizza correttamente la scelta dei suoi acquisti. Con un gioco di ruolo cerchiamo di riflettere con gli alunni sul comportamento da tenere durante un viaggio nei riguardi dei souvenir di origine naturalema anche come comportarsi nella scelta degli oggetti che compriamo qui, in Italia. Usi, costumi e tradizioni dei popoli malgasci: il tavy, la pratica locale per ottenere pascoli, ancora oggi in uso con grave danno per lecosistema del Madagascar. Come offrire un'alternativa economica alle popolazioni locali anche al fine di diminuire il taglio della foresta per commercio illegale di legname. Il progetto si inserir nella nuova iniziativa che il Giardino Zoologico lancer per l'anno 2011 e che avr come titolo Porta un libro in Foresta. Tale inizativa condotta in collaborazione con la Biblioteca San Giorgio di Pistoia permetter la costruzione di una biblioteca nella scuola del villaggio della Riserva di Berenty nel tentativo di offrire, attraverso l'accrescimento culturale e l'apprendimento del francese un'alternativa d'impiego delle giovani generazioni. Sfruttamento del territorio per lagricoltura intensiva: un esempio su tutti le piantagioni di Agavi nel sud dellIsola impiantate all'inizio del secolo scorso e che hanno alterato profondamente il paesaggio e la biodiversit delle aree coinvolte. Si cercher di fare un focus su quali siano ancora oggi i prodotti della foresta di comune uso e quali utilizzi non siano pi sostenibili. Progettazione e realizzazione di una campagna di conservazione: coinvolgimento degli alunni che produrranno gadget, giochi e attivit da impiegare durante la giornata evento che si terr al Giardino Zoologico in primavera. Durante luscita al Giardino Zoologico di Pistoia i bambini potranno conoscere da vicino ed osservare gli animali che popolano le foreste malgasce. I temi proposti saranno calibrati in base allet degli alunni che parteciperanno. Per le classi di et inferiore saranno prese in considerazione favole e leggende malgasce. Le attivit proposte in classe saranno caratterizzate da interazione con materiale di origine naturale, giochi di ruolo, esperienze dirette.
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3)Incontro con i ricercatori: iprimatologi dellUniversit di Pisa saranno a disposizione dei ragazzi per raccontare la loro esperienza e per rispondere alle domande e curiosit. L'incontro si terr nelle Sedi scolastiche e sar calibrato con la presenza di massimo una classe alla volta cercando di costruire un calendario che ottimizzi la permanenza degli specilaisti presso la Scuola 4) Evento coclusivo al Giardino Zoologico: gli alunni e le famiglie delle scuole saranno invitati alla festa finale, durante la quale sar allestito un mercatino e attivit ludiche per raccogliere fondi per il progetto. Tale evento avr come obiettivo la ricaduta sulle famiglie delle tematiche affrontate durante le attivit con gli alunni per aumentare il raggio d'azione del progetto stesso.

Durata del progetto Mensile Annuale Semestrale X (da gennaio 2012 a giugno 2012)

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto


Tutti gli strumenti e i materiali a sostegno del progetto saranno forniti dai proponenti come ad esempio computer e videoproiettore per le attivit in classe, materiale di origine naturale (crani, pelli, uova etc) per le attivit di laboratorio, fotocopie per i giochi di ruolo o qualsiasi altro materiale necessario.

Eventuali interventi di esperti esterni


Tutte le attivit saranno condotte dagli operatori dell'Associazione Culturale Laboratorio della Biodiversitcoaduivati dai primatologi dell'Universit di Pisa per l'incontro previsto a conclusione della prima parte del progetto. (percorso didattico)

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto


Le attivit saranno monitorate attraverso la richiesta di elaborati alle classi partecipanti.

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MODELLO PER LA VERIFICA DEI PROGETTI


Titolo del progetto Una Pi di una Di scuole diverse Coinvolgiment Di gruppi della stessa et e/o di et diverse o Docenti di ordini di scuola diversi Docenti della stessa area Docenti di aree diverse Relazionali Conoscitivi Tipi di obiettivo Operativi Formativi/educativi (Educazioni) Equilibrio e/o relazione con il lavoro curricolare Durata (Valutazione da 1 a 5) Se nell'orario Se in orario aggiuntivo Tempi Se sufficienti Programmazio ne Se insufficienti Condivisione fra insegnanti Obiettivi Fra insegnanti e ragazzi Nasce dai bisogni dei ragazzi Nasce da esigenze formativo-didattiche Quanto gli insegnanti sono stati consapevoli del Progetto progetto complessivo Quanto il progetto stato occasione di formazione per gli insegnanti Ad accettare modifiche di orari Ragazzi Flessibilit Nell'uso di spazi comuni Insegnanti Disponibilit di variazioni orarie Una N aree Trasversalit Pi di una coinvolte Tutte Prodotto multimediale Prodotto finale Cartaceo (oggettivazion Tipo Performance e) Altro Se c' una valutazione a parte Valutazione Se rientra nella valutazione delle singole discipline Di classi

V E R I F I C A D E L P R O G E T T O

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SCHEDA PER STESURA PROGETTI DEL POF

Area * *Indicare larea o le aree progettuali del POF (tipo continuit-accoglienza) Titolo del progetto (indicare la denominazione del progetto) Responsabile del progetto (indicare il responsabile del progetto) Premessa e analisi della situazione (descrivere in sintesi il perch si lavora su questo progetto) Obiettivi del progetto ( inserire gli obiettivi generali e specifici che fanno parte del progetto) Inserire nel seguente schema i destinatari del progetto e le attivit Destinatari del progetto Alunni Materna Primaria Media Famiglie Docenti Non docenti Attivit e /o finalit

Finalitdel progetto Metodologia e fasi dello svolgimento


svolgimento) (descrivere le metodologie utilizzate e illustrare le fasi di

Durata del progetto Mensile

(descrivere larco temporale in cui si attua il progetto)

Annuale Semestrale

Strumenti che possono servire per la realizzazione del progetto


(indicare gli strumenti che sono necessari per la realizzazione del progetto)

Eventuali interventi di esperti esterni


(indicare eventuali esperti esterni e il contributo che loro danno al progetto stesso)

Verifiche e valutazioni che sono previste per la realizzazione del progetto (descrivere le verifiche che sono predisposte per la valutazione del progetto)

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FUNZIONI STRUMENTALI AL POF


Ai sensi del vigente contratto di lavoro, il Collegio dei docenti ha individuato le aree e i compiti specifici per lassegnazione di particolari incarichi.

Viste le richieste dei docenti e valutati i curriculi il Collegio dei Docenti ha deliberato per lanno scolastico 2009/2010 lassegnazione di Funzioni Strumentali come da seguente tabella : Area di riferimento Area 1 Gestione del POF Ins. De Luca Elena Rosa
Area 2 Verifiche di fine anno e prove INVALSI Ins. Arenga Immacolata Area 3 Archivio didattico Ins. Azzini Federica Sito Web Ins. Caporaso Giuseppina

COMPITI

Stesura e gestione del POF

Predisposizione delle verifiche di fine anno e prove INVALSI

Area 4

Archivio e documentazione Gestione del sito web

GLI INCARICHI DI SUPPORTO AL POF


Per potere realizzare in modo adeguato la propria proposta formativa, la Scuola costituisce, al suo interno, una forma organizzativa basata sulla individuazione di commissioni di lavoro e di referenti.

TIPOLOGIA INCARICO Referente :Il valore della diversit Referente: Continuit Referente :Accoglienza /Intercultura Referente :Individuazione precoce dei disturbi di apprendimento Referente :Tradizione e cultura popolare Referente :Logos Referente :Progetto istruzione domiciliare Referente: Piano I.S.S. Referente :Progetto Ludico motorio Referente :Progetto cittadinanza attiva Referente:Progetto sugli steriotipi di genere Referente : Progetto ambientale

REFERENTI Piccioli Marianna Guastini Sonia Monti Caterina Brunetti Antonella Monnicchi Paola Gelli Monica Gavazzi Adriana- Manzoni AnnaLInda Maggio Francesca Caporaso Pina Bianchi M.Cristina Rabuzzi Antonella
Gavazzi Adriana

Caporaso Pina Guastini Sonia

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GRUPPI DI RICERCA-AZIONE E DIFORMAZIONE


Uno dei principi fondanti del nostro progetto educativo: RICONOSCERE AD OGNI BAMBINO IL DIRITTO AL SUCCESSO FORMATIVO. Questo impone alla scuola di operare delle SCELTE a livello di CONTENUTI, METODOLOGIE, MODALITA RELAZIONALI, tali da rendere coerenti i diversi stili educativi degli insegnanti e consentire la pratica di una DIDATTICA FORMATIVA, che riconosca al bambino un ruolo attivo nella costruzione del proprio sapere. Alla base di questo progetto educativo, si pone lesigenza di una ORGANIZZAZIONE DEI CURRICOLI (cosa fare-quando, come farequando),che non pu prescindere da una RIFLESSIONE su alcuni NODI FONDAMENTALI del processo di insegnamento apprendimento: TEMPI CONTENUTI DISCIPLINARI (motivanti e cognitivamente adeguati ) METODOLOGIA PROCEDURE DI VERIFICA E VALUTAZIONE. Per rispondere a questa esigenza la scuola predispone annualmente unPIANO DI FORMAZIONE in servizio, destinato ai docenti dei due ordini di scuola, dellInfanzia e Primaria, presenti nel Circolo. Sono inoltre attivi GRUPPI DISCIPLINARI DI LAVORO organizzati, secondo la metodologia della RICERCA-AZIONE,che progettono percorsi didattici innovativi e li sperimentano nelle classi. La presenza, in ogni gruppo, di un docente coordinatore ESPERTO DISCIPLINARE, garantisce la correttezza del lavoro didattico che viene realizzato e consente di orientare le scelte e chiarire punti problematici. La partecipazione, al lavoro di ricerca, di insegnanti di ordini di scuola diversi, consente, invece, di allargare il punto di vista e avere pi chiaro cosa c prima e cosa c dopo quello che ognuno va facendo, in unottica di CONTINUITA VERTICALE. Le iniziative di ricerca e sperimentazione di modalit innovative nellinsegnamento, sono sostenute da alcune scelte metodologiche quali la sostituzione dei libri di testo con materiale librario alternativo, prassi consolidata nel Circolo, la costituzione di biblioteche di classe e di plesso, lutilizzo di SUSSIDI adattialloperativit, nonch la realizzazione di SPAZI ATTREZZATI.

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COME LAVORIAMO
Singoli insegnanti o gruppi, riferendosi alla ricerca-azione metodologicodidattica ed epistemologica di alcune discipline portata avanti in ambito universitario e/o da agenzie specializzate, attuano percorsi di ricerca-azione in vari ambiti. Tali percorsi prevedono la possibilit di sostituire il libro di testo con materiale librario alternativo e/o di utilizzare schede appositamente elaborate: Percorsi di matematica: Prof. Perticone - Prof. Lombardi (docenti specializzati nel linguaggio matematico) Prof. Piochi (Universit degli Studi di Firenze) Prof.a Fattori Cristina (docente elementare, segue percorsi di ricerca-azione del prof. Piochi) Prof. Cotoneschi (docente citt Pestalozzi) Percorsi Scienze sperimentali: Prof. Fiorentini (esperto di educazione scientifica e progettazione curricolare; Presidente CIDI, Firenze) Prof. Fiorenzo Gori ( docente scuola media) ISSE Progetto Nazionale di Scienze, coordinato da: Percorso Scoledi: Dott.a Ventriglia (Fomatore A.I.D.) Associazione Dislessia Italiana, Prof. Stella Percorso grammatica sperimentale: GISCEL (Gruppo Intervento e Studio nel campo dellEducazione Linguistica, Prof. Tullio De Mauro) Dott.a Costanza Bresci Percorso Storia: Curricolo costruito secondo le indicazioni di: Mattozzi Un curricolo per la storia Sandra Chesi (CIDI, Firenze Metodologia della ricerca) Il suddetto curricolo stato inserito nellanno 2010 nellarchivio delle Buone Pratiche in Gold.

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CURRICOLO DISCIPLINE
Il curricolo delle discipline della nostra scuola composto da due parti: Una tassonomia degli obiettivi delle singole discipline legati agli obiett

La tassonomia degli obiettivi il risultato di un lavoro di commissioni del Collegio che hanno discusso sul quando attivare gli apprendimenti. Per quanto riguarda,invece, i contenuti e le attivit,cio il cosa ed il come, queste sono frutto di un impegnoimportante di gruppi di ricerca-azione intorno alle discipline che sono attivi da anni nella nostra scuola, che sono stati seguiti da autorevoli referenti della ricerca in ambito metodologico didattico e che si sono impegnati ad attivare: una riflessione teorica sulle caratteristiche epistemologiche della disciplina; una ricerca di congruenza fra gli obiettivi, i contenuti e le caratteristiche psicologiche delle et di interesse; una riflessione sulle strategie di mediazione didattica. Questo documento, nel suo insieme, intende definire itinerari didattici motivanti ed interessanti per gli alunni, tali da permettere loro di scoprire nuove conoscenze, prevedendo flessibilit, spazi di creativit e di proposta da parte degli insegnanti. Curricolo scuola primaria Curricolo scuola dellinfanzia

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LA VALUTAZIONE
La funzione della valutazione degli apprendimenti degli alunni quella di fornire ai docenti tutte le informazioni utili ad adattare strategie pedagogiche didattiche ad ogni bambino. Per raggiungere questo obiettivo la scuola : da anni valuta gli esiti degli apprendimenti degli alunni attraverso prove di verifica iniziali,intermedie e finali preparate individualmente e/o concordate tra insegnanti di classe parallele. Nellanno 2005-2006 fu costituito un Gruppo di Valutazione composto da docenti di italiano e matematica rappresentativi di ogni classe .Questo Gruppo ha selezionato ,dalla bibliografia esistente,una serie di prove standardizzate * che vanno ad integrare le forme di valutazione gi esistenti. Queste prove sono di facile somministrazione e intendono valutare in modo oggettivo le abilit relative alla lettura (velocit,correttezza,comprensione) e alla scrittura (correttezza ortografica ).In matematica le prove sono relative al calcolo scritto e orale e alla soluzione di problemi. Sono state selezionate le seguenti prove : -LETTURA :FONTE: Ass. Ital. Dislessia Bologna Screening per identificazione D.S.A..(Disturbi Specifici Apprendimento )/Prove di lettura MT Organizzazioni speciali : Cornoldi Colpo - SCRITTURA :FONTE : Ass. Ital.Dislessia Bologna Screening per identificazione D.S.A. / Valutazione delle abilit di scrittura Rossi Malaguti ;Erickson -MATEMATICA :FONTE :TEST AC. MT / Valutazione delle abilit di calcolo SPM Test delle abilit di soluzione dei problemi matematici Erickson *prova standardizzata una prova nella quale i punteggi vengono interpretati alla luce delle
prestazioni tipiche fornite a quella stessa et da ampi campioni di popolazione italiana,in modo che la prestazione di un singolo alunno possa essere confrontata con quella di un gruppo di riferimento (prove di lettura MT,Cornoldi Colpo ).Nella scuola dellInfanzia la valutazione viene effettuata attraverso lutilizzo dei questionari e/o schede osservative .

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OBIETTIVI
Uniformare i criteri di valutazione del livello dacquisizione degli apprendimenti degli alunni Aumentare il livello dattendibilit del giudizio espresso dagli insegnanti Promuovere lattuazione di percorsi comuni di apprendimento tra i docenti Individuare precocemente i bambini a rischio di disturbo specifico dapprendimento Monitorare il processo di apprendimento di ogni singolo alunno Adottare strategie pedagogiche e didattiche pi adeguate al conseguimento individuale del successo formativo

Dal 2005/2006 ad oggi si proseguito ,come iniziativa di miglioramento ,a diffondere tra i docenti la cultura della valutazione standardizzata per il superamento di parametri diversi di valutazione. Si ipotizza di istituire nuovamente un gruppo di lavoro per riesaminare le prove scelte e la difficolt o la valenza della loro utilizzazione nel quadriennio ,ricercarne di pi aggiornate e diffuse anche tra quelle esistenti a livello europeo . INOLTRE Dal 2008/2009 a seguito di una discussione del Collegio dei docenti,riguardo l introduzione della valutazione in decimi sul documento di valutazione, stata deliberata e posta in atto la seguente scala : NS 5 S 6 B 7 D 8 D/O 9 O 10 ( Come previsto dalla legge 275 sullautonomia scolastica e dallo schema di regolamento per la valutazione del marzo 2009 ) Prove INVALSI Dallanno scolastico 2009/2010 sono state rese obbligatorie per le classi II e V le prove INVALSI ,prove di verifica periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilit degli studenti e sulla qualit complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche gestite dal Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). I dati che emergeranno dalle prove dovranno essere utilizzati in unottica di autovalutazione della scuola e del proprio operato, non per valutare gli alunni.

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PERCORSO DI AUTOVALUTAZIONEPROGETTO AQUA


Lattenzione alla qualit dei sistemi di formazione ed il riferimento continuo alle risorse umane sono sempre pi presenti nei documenti dellUnione Europea , sia a livello comunitario che dei singoli paesi, ne testimone la Strategia di Lisbona che pone, come superiore finalit educativa della scuola la promozione inter-attiva della dignit di tutti: docenti, alunni, personale non docente e tutti coloro che entrano in contatto con l istituzione scolastica: il progetto di autovalutazione si colloca in questo percorso. E un progetto per la qualit nelle scuole che vuol coniugare problematiche tipiche della realt aziendale e produttiva con la complessit e lumanit dei processi formativi. Fa riferimento all EFQM (European Foundation for Quality Management), un Modello di riconoscimento della qualit adottato a livello europeo che ha portato lIstituzione Scolastica al raggiungimento della certificazione di qualit nel mese di gennaio 2007 Nasce dalla collaborazione fra lANSAS, l Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scolastica (ex IRRE), il settore dallAICQ (Associazione Italiana Cultura della Qualit) tosco-ligure, il Dipartimento di Sociologia dellUniversit di Pisa, la Facolt di Scienze della Formazione, il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dellUniversit di Firenze e, ad oggi, la S.I.Q. (Studio di Ingegneria della Qualit) ed ,ad oggi ,il CIPAT (Consorzio Istituti Professionali Toscani Si raccorda con le attivit di monitoraggio dellautonomia scolastica Il progetto ha lobiettivo di promuovere nelle scuole la cultura della qualit attraverso: La promozione di una prassi di autovalutazione e di miglioramento della scuola (come da Regolamento sullAutonomia: DPR 275/99), potenziando le aree di forza ed intervenendo su quelle di carenza. La diffusione di una cultura della qualit tra gli operatori della scuola e tra tutte le componenti interessate alla scuola. La facilitazione e la costruzione di un sistema di gestione della qualit nella scuola. Lo sviluppo della logica del benchmarking (confronto fra le proprie prestazioni ed i propri processi con quelli di altre organizzazioni ritenute eccellenti). Il supporto delle scuole nel percorso verso i diversi livelli di qualit.

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FINALITA DEL PROGETTO: 1. Proseguimento di attivit di autovalutazione e miglioramento. 2. Conferma della certificazione,mediante riconoscimento CAF ( Common Assessment Framework ovvero Griglia comune di Autovalutazione ) MODALITA DI SVOLGIMENTO: Conferma dellequipe di lavoro composta dai rappresentanti di tutte le categorie che operano allinterno e allesterno dellistituzione scolastica (Dirigente Scolastico, collaboratori del D.S., funzioni strumentali, docenti, personale tecnico-amministrativo ausiliario, genitori) Mantenimento di un rapporto di collaborazione/formazione con ricercatori/consulenti ed esperti in materia di Sistemi di Gestione e Controllo della Qualit. Attuazione di momenti di incontro tra le categorie sopracitate per azioni di informazione, sensibilizzazione, formazione, autoanalisi, autovalutazione. Applicazione di un metodo di lavoro legato ad una logica denominata PDCA (Plan Do-Check-Act)ossia 1. PLAN : la pianificazione del miglioramento,integrata nella pianificazione generale 2. DO: lesecuzione integrata del piano operativo e dei progetti di miglioramento . 3. CHECK: lautovalutazione come check-up dellorganizzazione ,mirato al miglioramento continuo in relazione ai fini dellorganizzazione . 4. ACT: azioni di miglioramento in atto . Elaborazione di un Rapporto di Autovalutazione, sulla base di attivit di Focus-Groups realizzati e dei risultati desunti da questionari di indagine somministrati alle diverse categorie. Orientamento delle attivit verso altre tre azioni di miglioramento, verificandone la effettiva priorit. I criteri che saranno presi in esame per lindividuazione delle priorit sono: 1) la significativit dellazione 2) l integrazione con altri processi 3) l impatto e la sua ricaduta 4) la concretezza, cio la reale possibilit di portare a termine lazione nellarco di tempo stabilito.

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Attuazione delle tre iniziative di miglioramento, coordinate da specifici gruppi di lavoro. Conclusione delle attivit. Potenziamento, in contemporanea, delle azioni precedentemente realizzate con il Piano d Intervento e loro possibile estensione. Monitoraggioperiodico per verificare la continuit e la proficuit di ogni azione effettuata.

DESTINATARI: La scuola stessa, listituzione, che offre un servizio dai molteplici aspetti: ambiente di crescita formativa ed educativa per i bambini, di realizzazione e di accrescimento culturale per i docenti e per il personale nondocente, terrenoscambio, dincontro, collaborazione, confronto per i genitori e per tutte quelle agenzie esterne che sono chiamate a operare nella scuola: tutto secondo un otticatesa al miglioramento continuo. STRUMENTI:Gli stessi che si utilizzano nei gruppi di lavoro, nei corsi di formazione o nei focus-groups: computer, materiale cartaceo, floppy, schede di lavoro predefinite, posta elettronica TEMPI:Realizzazione del progetto: nell arco dellanno scolastico 2010/2011

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DOCUMENTAZIONE DIDATTICA
LIstituzione Scolastica dispone di un archivio didattico che raccoglie documenti e progetti condotti dai docenti allinterno della propria esperienza didattica.

CHE COSE LA DOCUMENTAZIONE

La documentazione produzione e diffusione di conoscenza. Documentare significa raccogliere tutte quelle informazioni che mantengano memoria delle attivit svolte, dei percorsi intrapresi e degli strumenti utilizzati, al fine di comunicare e condividere con altri esperienze educative e didattiche significative E attraverso la documentazione, infatti, che la conoscenza diviene sapere collettivo e risorsa che promuove e qualifica la progettazione curricolare e la formazione di insegnanti ed alunni. Documentare significa anche raccogliere, catalogare, preservare il materiale prodotto per ambiti disciplinari, percorsi curricolari, laboratori didattici e, soprattutto, diffonderlo attraverso luso di buone pratiche.

PERCHE DOCUMENTARE

La diffusione delle esperienze didattiche, attraverso la documentazione, contribuisce a valorizzare il patrimonio di ricerca ed incentiva linnovazione, consentendo alla scuola di utilizzare la cultura che essa stessa produce. Le finalit della documentazione sono molte e diverse: o diffondere e comunicare, attraverso buone pratiche, i percorsi didattici, curricolari ed educativi intrapresi; o condividere il lavoro e le esperienze professionali di ciascun insegnante dentro la scuola e fuori di essa; o stimolare il confronto, lo scambio di idee, la valutazione, favorendo ricerca ed innovazione; o riflettere sui percorsi prescelti e prevedere momenti di verifica per migliorare e migliorarsi; o favorire una didattica sperimentale che permetta la partecipazione attiva e motivata degli alunni; o conservare il materiale didattico prodotto e trasformarlo in patrimonio collettivo; o non disperdere le risorse, frutto di anni di lavoro e ricerca; o contribuire a dare valore e prestigio alla professionalit dei docenti e allistituto scolastico.

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CHE COSA DOCUMENTARE

Tutti quei percorsi o progetti didattici condotti dai docenti che possono entrare a far parte di un curricolo o che, pur restandone fuori, rappresentano esperienze culturali formative, educative, meta cognitive, degne di essere salvate e valorizzate come strumento utile a favorire i processi dinsegnamento-apprendimento.

COME DOCUMENTARE

Documentare in modo efficace e fruibile significa mettere in atto buone pratiche di documentazione che tengano conto di: - obiettivi a cui mirare, - contenuti da diffondere, - percorsi metodologici intrapresi, - strumenti utilizzati. Si documenta non per se stessi, ma per comunicare ad altri le proprie esperienze, ogni documento deve essere, perci, chiaro, comprensibile e adattabile a contesti diversi. La ricerca di strategie, strumenti, supporti utili a tale scopo premessa necessaria alla documentazione. Documentare secondo le buone pratiche significa: - avere ben chiaro cosa si vuole documentare e cosa si vuol far conoscere: OBIETTIVO; - individuare contenuti significativi per lesperienza scolastica: CONTENUTI; - mirare alla qualit e non alla quantit della documentazione, monitorando e valutando lefficacia dei percorsi intrapresi: PROCESSO; - raccogliere materiale documentario durante lesperienza didattica o il progetto per una documentazione in itinere e non solo finale che tenga conto dei processi pi che dei prodotti: PROCESSO; - verificare la ricaduta didattica e formativa del prodotto finale: VERIFICA; - utilizzare le risorse e gli strumenti pi adatti allo scopo prefissato e che permettano la massima diffusione: INNOVAZIONE. Si pu documentare utilizzando il formato cartaceo, soggetto per a disperdersi e a deteriorarsi pi facilmente, o i supporti digitali, pi versatili e fruibili, che permettono di arricchire la documentazione con audio, video, animazioni etc. Si pu documentare anche pubblicando i lavori prodotti sul sito della scuola: www.quintocircolopistoia.it, alla pagina ARCHIVIO DIDATTICO nell area bambini e bambine ,riservata agli alunni, e nellarea docenti, dove possibile costruire un vero e proprio archivio telematico. Si pu documentare in rete su piattaforme quali SCRIB O GOLD, per diffondere e far conoscere anche allesterno il lavoro della nostra scuola.
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DOVE TROVARE LA DOCUMENTAZIONE DIDATTICA

Tutto il materiale raccolto negli anni catalogato, conservato e archiviato nellARCHIVIO DIDATTICO del plesso di Belvedere. Nel sito della scuola, alla pagina ARCHIVIO DIDATTICO, sono pubblicati lindice e lelenco dellarchivio stesso che si possono scaricare in formato pdf; sono pubblicate anche le comunicazioni e le circolari informative di aggiornamento per i docenti.

FINALITA DEL PROGETTO

1. Formare , allinterno dellIstituzione Scolastica, un team di lavoro, strutturato ed organico, con compiti diversificati, prevedendo, fra questi, la presenza di una figura specializzata/professionale in grado di curare laspetto digitale dellarchivio e di rendere pi dinamica la pagina del sito ad esso dedicata. 2. Diffondere nel personale docente una cultura della documentazione in entrata ed in uscita, mediante momenti di formazione/informazione. 3.Fornire, tramite contatti e circolari informative, le modalit di consultazione del materiale. 4. Aggiornare lelenco dei progetti conservati nellarchivio. 5. Fornire, tramite contatti e circolari informative, le modalit di documentazione dei progetti. 6. Diffondere fra scuole ed organismi che operano nel settore scolastico (CIDI/ Centro Risorse/ ANSAS) la conoscenza dellarchivio didattico. 7 .Partecipare a Convegni e Seminari di formazione, finalizzati alla conoscenza delle best practise didattiche, per socializzare e confrontare, con altre Istituzioni Scolastiche, le esperienze condotte dal nostro Circolo, nellottica del bench-marking e del bench-learning 8. Inserire nel catalogo GOLD (Global on line Documentation INDIRE ) le esperienze ed i progetti pi innovativi e significativi perch siano diffusi, trasferiti ed utilizzati in altri contesti scolastici. DESTINATARI La scuola stessa che si pone come agenzia di scambio di esperienze; i docenti, che vedono nel confronto con altri colleghi, una opportunit di crescita professionale e, nellarchiviazione, una tesaurizzazione del loro lavoro; i bambini, i cui elaborati sono valorizzati.

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NUOVE TECNOLOGIE DIDATTICHE PRESUPPOSTI Le nuove tecnologie sono un mezzo essenziale per larricchimento delle conoscenze e un sussidio divenuto ormai necessario nella didattica. Non possiamo pertanto prescindere dalluso di questi strumenti, che ci permettono di arricchire i nostri saperi. FINALITA' Promuovere nei bambini la curiosit di ricerca e lintegrazione delle conoscenze gi acquisite. OBIETTIVI Permettere ai bambini luso razionale degli strumenti multimediali per la loro applicazione nelle materie di studio. Attraverso giochi multimediali e programmi appositamente studiati per la didattica italiana, il bambino pu realizzare materiale formativo a carattere interdisciplinare, per un apprendimento dinamico e divertente. STRUMENTI LOfferta formativa del Circolo si avvale delle nuove tecnologie con la presenza degli strumenti informatici cos distribuiti: Nel plesso di Villaggio Belvedere stata allestita unaula multimediale con 12 macchine e una postazione per il docente. Inoltre ogni aula dotata di un computer. Tutto il sistema in rete in banda larga. L'aula stata recentemente dotata di un videoproiettore e di uno schermo panoramico conformi alle pi recenti tecnologie. Questi nuovi strumenti permettono all'alunno un apprendimento pi rapido e sistematico dell'uso del computer. Inoltre egli pu seguire pi facilmente e con maggiore possibilit di attenzione alle indicazioni operative del docente in tutti i passaggi richiesti dalla lezione. Il plesso di Scornio dotato di unaula multimediale con la presenza di 6 computers e una postazione per il docente, collegati fra loro in rete a banda larga. Anche in questo plesso abbiamo un computer in ogni aula. La Scuola Primaria di Valdibrana ha in dotazione 4 computers, di cui 2 collegati con Internet. Anche nella Scuola dellInfanzia abbiamo una postazione multimediale collegata ad Internet. Nel plesso di San Felice stato allestito un laboratorio informatico per una gestione comune fra la scuola primaria e dellinfanzia, in quanto ambedue presenti nello stesso edificio. Qui abbiamo 5 computers, collegati in rete fra loro. La scuola primaria di Piteccio anchessa fornita di un laboratorio multimediale, dove stato di recente installato il sistema ADSL. L'uso di questi strumenti particolarmente importante per il recupero dei bambini diversamente abili, in quanto consente loro di apprendere le materie di studio attraverso metodologie innovative, che consentono al bambino di acquisire abilit con minore dispendio di energie e certamente con maggior divertimento. Si fa uso infatti di format didattici predefiniti e di programmi aperti dove il bambino interagisce con la macchina. La presenza di questi strumenti permette ad ogni bambino della nostra scuola di familiarizzare con le nuove tecnologie e diventarne un fruitore consapevole.

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SITO WEB E' attivo da alcuni anni il sito Internet www.quintocircolopistoia.it, che viene costantemente aggiornato dalla funzione strumentale responsabile La domanda per lentrata del nostro sito nel Portale Nazionale delle Scuole del Ministero della Pubblica Istruzione stata accolta in data 29/10/2008. Le scuole del V Circolo Didattico si trovano gi inserite nellAnagrafe delle Scuole del sito www.scuolaeservizi.it, cos come il nominativo del dirigente scolastico che risulta referente della squadra dIstituto prevista per aderire ai corsi di formazione di 1^ e 2^ livello. I corsi di formazione sono obbligatori per accedere a tutti servizi ed ai template per il rinnovamento strutturale ma al nominativo del referente non sono ancora stati assegnati i corsi ,lultimo corso di I livello organizzato antecedente alliscrizione del nostro sito web,infatti risale al 2007 In Open Source Moodle sar probabilmente possibile, in seguito, avere almeno un saggio scritto dei Corsi precedenti, ma comunque necessario avere lattestato di partecipazione ai corsi per usufruire dei servizi sopra citati. Intanto, nellAnagrafe delle Scuole, possiamo trovare i dati dei vari plessi del Circolo, la cartina geografica di riferimento, la mappa satellitare corrispondente e la mappa ibrida. Da giugno sono visibili, su richiesta, anche i testi adottati dalle varie classi di ogni plesso. STRUTTURA DEL SITO Il sommario composto dalle seguenti voci: 1. DIREZIONE E SEGRETERIA: contiene informazioni riguardanti curricolo e funzioni del Dirigente Scolastico; nominativi, compiti e funzioni del personale di Segreteria, orari di apertura degli uffici del V Circolo Didattico. 2. ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO:contiene i nominativi dei collaboratori del Dirigente Scolastico, dei vari referenti, delle funzioni strumentali al POF, dei responsabili dei Macroprogetti, dei laboratori, dei gruppi di ricerca-azione e di altri gruppi di ricerca (Accoglienza, AQUA, Verifiche...). Elenca anche i nominativi dei componenti del Consiglio di Circolo. 3. REGOLAMENTO DI CIRCOLO:informa sugli organi di Circolo, la gestione, i criteri e le modalit di organizzazione, l'uso dei locali e dei sussidi scolastici. 4. CARTA DEI SERVIZI: la Carta dei Servizi scolastici, dove si illustrano le garanzie di efficacia dell'offerta formativa che l'Istituzione Scolastica fornisce agli utenti. 5. BACHECA DOCENTI: contiene le informazioni e i nominativi dei docenti plesso per plesso e classe per classe all'interno del Circolo. 6.BACHECA GENITORI: qui si trovano vari documenti,il Patto di Corresponsabilit ,il regolamento del Comitato Mensa , i nominativi ,gli indirizzi e le e-mail dei rappresentanti dei genitori plesso per plesso (quelli che hanno dato il consenso alla pubblicazione sul sito ,consenso obbligatorio per il rispetto della legge sulla privacy) le delibere che talvolta vengono comunicate dal Comitato dei genitori. 7.PROGETTO DISLESSIA: contiene gli obiettivi del PROGETTO SCO.LE.DI. che opera il monitoraggio sui processi di apprendimento della scrittura e della lettura in tutti i bambini nelle prime fasi di acquisizione per identificare precocemente eventuali difficolt specifiche.

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8.ARCHIVIO DIDATTICO: l'indice, con relative spiegazioni voce per voce, dei progetti archiviati nel V Circolo, e il regolamento per accedere al prestito o alla consulenza del materiale dell'archivio. 9. LINK UTILI: la selezione dei siti Internet dedicati alla didattica o di carattere generale (Pubblica Istruzione, Istituti di Ricerca scolastica...) 10. MAPPA DEL SITO, divisa in 8 parti, ovvero: Circolo, Scuole Primarie, Scuole dell'Infanzia, Documentazione, Archivio documenti, Progetti, Bacheche, Area Riservata. 11.CONTATTI: gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono del Dirigente Scolastico e delle scuole del Circolo. INDICE DELLA SCHERMATA PRINCIPALE O HOMEPAGE : 1. LE NOSTRE SCUOLE: informazioni dettagliate sui vari plessi. 2. P.O.F.: il Piano dell'Offerta Formativa e i curricoli delle varie discipline della Scuola Primaria e della Scuola dell'Infanzia . 3. LE ULTIME NOVITA': contiene tutte le notizie aggiornate, le informazioni sui corsi, le riunioni e gli avvenimenti del V Circolo Didattico. 4. CERCA NEL SITO: una pagina di aiuto al visitatore del sito per rintracciare un argomento desiderato . 5. AREA RISERVATA: la parte del sito riservata ai docenti che con la password possono accedere ai documenti interni.

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PIANO DI FORMAZIONE ANNO 2010/2011


Ipotesi di formazione

Titolo del corso di formazione


La prospettiva come forma simbolica

Esperto Cauduro EDA Piccioli

Bisogni educativi speciali :progettare lintegrazione. Percorso di accompagnamento dellattivit progettuale e di verifiche necessarie per lintegrazione di alunni disabili a scuola La passione per i numeri :percorso formativo rivolto ad insegnanti delle classi 1^ della scuola elementare Impariamo le danze popolari Valutazione dei percorsi e dei processi messi in atto nelle proposte didattiche .Rilettura delle prove standardizzate di Circolo (infanzia e primaria ) Star bene a scuola:le regole del vivere e del convivere (cittadinanza attiva ) La scrittura del bambino nella scuola dellinfanzia: organizzazione del contesto e attivit didattiche La correttezza ortografica negli alunni della scuola primaria Percorsi di educazione linguistica per la scuola dellinfanzia Corso di formazione Scoledi in rete Didattica della composizione del testo Uguali ma diversi :percorsi di formazione interculturale Percorso di consolidamento delle competenze linguistiche per le insegnanti abilitate allinsegnamento della Lingua inglese La scuola fa la differenza :i generi tra i banchi Il ruolo del personale ATA alla luce delle nuove esigenze educative Educare alleducazione Percorsi per i genitori

EDA

Lombardi-Perticone
(corso di formazione in rete 3^,4^e 5^ circolo Pistoia )

Cesaroni Perlmuter

EDA EDA

Giuliano Franceschini Ventriglia EDA Ventriglia Ventriglia Dott.essa Serafini Regione Toscana FSE

EDA

Mion Caporaso

EDA

(In collaborazione con il comitato dei genitori)

Nota bene : in grassetto i corsi maggiormente richiesti

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