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Introduzione allo scenario

industriale
Le prime tre rivoluzioni industriali

Prima rivoluzione industriale (1770-1830)


Introduzione delle prime macchine a vapore con impatto
sullo sviluppo dei settori tessile, metallurgico, trasporti
e comunicazioni

Seconda rivoluzione industriale(1860-1910)


Introduzione dell’elettricità, dei prodotti petroliferi,
chimici e farmaceutici

Terza rivoluzione industriale(1960-2000)


Introduzione dell’elettronica, della telematica e dell’informatica

Fonte: rielaborazione The European House Ambrosetti su fonti varie


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Quarta rivoluzione industriale

Intelligenza Robotica Automobili intelligenti Big Data


artificiale

Realtà virtuale Internet of Things Conquista e viaggi Ricerca scientifica


(IoT) nello spazio

Fonte: elaborazione The European House –Ambrosetti, 2017


Il modello industriale fino agli anni ‘60
n Crescita dei volumi per far fronte ad una
domanda esuberante
n Crescita dimensionale e integrazione verticale
n Criteri di valutazione: fatturato e consumo dei
fattori produttivi
n Servizio / Qualità residuali: l’importante è
rendere disponibile il prodotto
Il modello industriale fino agli anni ‘60
n Pressioni crescenti dopo gli anni ‘60
¨ Incremento della competizione
n Non basta più “produrre”, bisogna “vendere”
¨ Contenimento dei costi industriali
n Crisi petrolifere ed economiche
n Le fabbriche devono “fare efficienza” internamente
¨ Incremento della conflittualità nelle relazioni industriali
n Crisi sociali
Le risposte degli anni ‘70
n Nasce il fenomeno dell’outsourcing, focus su tecnologie critiche e
accesso a fonti di fornitura specializzate. Negli ultimi anni
l’outsourcing nella manifattura è aumentato in particolare, per l’Ict e
le funzioni che meno frequentemente venivano svolte in
outsourcing, quali ricerca personale, ricerca e sviluppo, marketing e
servizi post-vendita.

n Automazione in fabbrica: sostituzione di costi con investimenti


n Criteri di valutazione sono ancora orientati alla riduzione del costo
n Servizio / Qualità sono ancora residuali: l’importante è che il
prodotto costi poco
Con gli anni ‘80
n L’importanza relativa delle “variabili
competitive” muta significativamente
¨ Dalfronte dell’efficienza interna
¨ A quello dell’efficacia esterna

Importanza Tempo & Gamma Qualità


Costo

Anni
Fino agli anni ‘90

TASSI ESPLOSIVI DI
CRESCITA DELLA GAMMA

RICHIESTE DI INCREMENTO
DI VELOCITA’ DEI PROCESSI

INTERNAZIONALIZZAZIONE e
GLOBALIZZAZIONE di MERCATI
e STRUTTURA INDUSTRIALE
Oggi
n Le variabili competitive sono ormai “multivariate”
¨ Non ci si può permettere di non essere efficienti
(riduzione costi)
¨ La riduzione del costo non è più fine a sé stessa
¨ Occorre liberare risorse per essere più efficaci
n Miglior qualità
n Miglior servizio
n Miglior puntualità e tempestività
n …
Le aziende che non cambiano muoiono, mentre quelle che riescono a
reinventarsi sopravvivono con successo

Nel 1997 le azioni valutate $94,75…nel 2004 $25…nel 2008 $6,58…nel 2011 $0,65…nel 2012 dichiara bancarotta. Per non
cannibalizzare il business dei rullini fotografici ha ritardato troppo l’investimento nelle macchine fotografiche digital

Valutata $5 mld nel 1999…nel 2000 ha l’opportunità di acquisire Netflixper $50 mln, ma declina…nel 2010 dichiara
bancarotta…passa da 9,094 negozi nel mondo a ~10 oggi Ha ignorato troppo a lungo il potenziale di Internet, rimanendo
fedele al proprio modello di business “fisico”

Nel 2009 ha il 20,7% di market share...nel 2016 diventa 0,048%


È stata lenta ad innovare e non ha saputo seguire i trend tecnologici e di design del mercato degli smartphone(es.
touchscreen, Internet)

A metà degli anni ’90, alcune scelte sbagliate (es. PC premium) la portano al fallimento
La chiave del suo rinnovo sarà l’integrazione tra hardware software che la porterà nel 2012 a diventare la prima società per
capitalizzazione

Fonte: elaborazione The European House –Ambrosetti, 2017


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Emergenza Covid-19 e crisi economica 2020

dalle auto ai ventilatori polmonari

dal liquore al gel disinfettante per le mani

dagli abiti di lusso alle mascherine

Jojob – dal car pooling aziendale alla piattaforma di Smart Working

dal trasporto privato alle consegne a domicilio

birra artigianale a domicilio (Roma)


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Aziende di successo
La più grande società La 5 azienda
di ospitalità al mondo automobilistica al mondo
non ha immobili non esisteva 15 anni fa

Il più grande retaileral


del mondo non Il 37% della banda larga
possedeva (fino a ieri) diurna negli USA è
negozi occupato da un solo
servizio

Il social media più grande


al mondo non crea La più grande società al
contenuti mondo di gestione di flotte
non possiede vetture
Oggi

Tempo concesso per confermare una


data di consegna Evoluzione
della ICT

Ordine trasmesso
via posta

Ordine trasmesso via fax


Ordine trasmesso
via Internet

70 85 00 Anni
19 19 20

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Il mondo è cambiato
n I mercati esprimono nuovi trend, sfide ed
esigenze cui le imprese devono dare risposta
¨ Dallamass production alla mass customization
¨ Transizione ad un sistema prodotto-servizio
¨ Sistema a rete, collaborazione intra ed extra
aziendale
¨ Compressione del Time To Market
¨ Sviluppo sostenibile ed efficienza energetica
Modelli di produzione
Lean production (Produzione snella)
Insieme integrato e coerente di principi e tecniche di organizzazione e gestione della
produzione. Realizza, rispetto alla produzione di massa, una maggiore varietà e qualità di
prodotti utilizzando minori risorse di ore-uomo, materiali, tempi macchina impianti, spazi
di fabbricazione, scorte, ecc Snellezza significa sviluppare un’attitudine all’eliminazione
degli sprechi, sia di denaro che di tempo, orientata alla creazione di una efficiente
schedulazione delle attività.

World Class manufacturing


Rappresenta il modello con cui si qualificano i più importanti costruttori di bene e servizi
mondiali, che intendono controllare e ridurre i costi della produzione in maniera
sistematica applicando metodologie riferibili ed oggettivabili. Si concentra su prestazioni
operative di eccellenza tramite best practices per far fronte alle esigenze del cliente
riguardanti l’alta qualità, il basso costo, brevi lead time e flessibilità. L’implementazione
del modello avviene secondo 7 step che portano l’azienda da uno stato Reattivo (si
reagisce quando nasce un problema) ad uno Preventivo (utilizza le esperienze per
evitare il ripetersi di problemi già verificatesi, incluso problemi simili in altre condizioni),
per raggiungere uno stato Proattivo (In accordo con l’analisi di rischio Risk
Assessment, utilizza le appropriate azioni correttive per prevenire la possibilità che
accada uno specifico problema). L’azienda tende a diventare un
Benchmark.
Nuovi modelli di produzione
Strategic Flexibility
Un’azienda deve possedere flessibilità strategica modificando nel tempo le
proprie priorità competitive adattandosi alle esigenze del cliente. Le piccole
imprese hanno molti meno sistemi e processi incorporati che limitano la
flessibilità, impediscono un rapido processo decisionale o rallentano la velocità
di esecuzione. La governance è solitamente concentrata in una o due persone
(di solito proprietari-manager) che sono molto vicine alle operazioni, ai suoi
clienti e all'ambiente competitivo. Questo crea cicli di feedback rapidi e stretti ai
responsabili delle decisioni. Molto spesso, proprietari e gestori sono la stessa
cosa, con il risultato di un perfetto allineamento tra processo decisionale e
creazione di valore.

Agile Manufacturing
Capacità di un’azienda di spostarsi in business anche diversi dal
proprio. Si focalizza sulla flessibilità e sulla rapidità di risposta al mercato, ed
è spesso adottato da aziende il cui prodotto ha un ciclo di vita breve (es.
elettronica) o domanda molto variabile. Agilità significa usare le conoscenze
commerciali e l’organizzazione della Supply Chain per sfruttare le opportunità
di business in un mercato dalla domanda altamente variabile.
Nuovi modelli di produzione

Dynamic Manufacturing
Si fonda essenzialmente su competenze organizzative e su quattro
principi:
Ruolo centrale del management
Visione globale e interrelata dai vari elementi
Miglioramento continuo finalizzato a soddisfare il cliente
Importanza delle risorse umane (competenze di produzione) e
dell’apprendimento organizzativo

«PEOPLE MAKE IT HAPPEN»


Dove andrà il mondo?
Dove andrà il mondo?
Volume di prodotto Produzione industriale di
massa (fino ≈ 1980)

Oggi
Domani?

Produzione artigianale
(fino ≈ 1850)

Varietà di prodotto
FABBRICA INTELLIGENTE

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FABBRICA INTELLIGENTE
n Radziwon e colleghi (2014), “una soluzione produttiva che
favorisce processi flessibili e adattivi per risolvere i problemi
derivanti dalla complessità crescente attraverso un impianto di
produzione dinamico e in rapida evoluzione. Da un lato, questa
soluzione è correlata all'automazione, intesa come combinazione
di software, hardware e/o meccanica, che dovrebbe portare
all’ottimizzazione della produzione con la conseguente riduzione
delle risorse impiegate. Dall’altro, rappresenta una prospettiva di
collaborazione tra i diversi partner industriali e non, dove
l'intelligenza deriva da un’organizzazione dinamica e
partecipativa”

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FABBRICA INTELLIGENTE
n DEFINIZIONE
L’industry 4.0, come è anche chiamata la quarta
rivoluzione industriale, si focalizza sulla creazione della fabbrica
intelligente, ovvero una combinazione di sistemi cyber fisici e di
altre tecnologie che permettono all'intero sistema di interagire e
comunicare. La caratteristica distintiva di questo dialogo è
l'abilità del sistema di rispondere adeguatamente, se non di
anticipare, agli stimoli provenienti non solo dall'ambiente
produttivo, ma anche dall'ambiente esterno, includendo quindi i clienti.

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FABBRICA INTELLIGENTE
n DEFINIZIONE

la fabbrica intelligente ha una natura pluridimensionale


che coinvolge sia la sfera dell’innovazione tecnologica
che il tema delle relazioni tra tutti i componenti che
ruotano attorno al sistema produttivo: impianti, forza
lavoro e ambiente circostante.

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FABBRICA INTELLIGENTE
n PROBLEMATICHE
non è affatto facile capire su quali tecnologie puntare,
come attribuire priorità ai diversi progetti, i criteri di
selezione dei fornitori di tali soluzioni, l'effettiva
capacità delle risorse umane già inserite di adattarsi ai
nuovi principi, le sfide legate alla sicurezza informatica
dei sistemi e dei prodotti alla luce di una maggiore
connettività.

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FABBRICA INTELLIGENTE

ESEMPI DI TIPOLOGIE DI TECNOLOGIE

n additive manufacturing
n Internet of things
n Robotica collaborativa,
n Realtà aumentata
n 3DPrinting
n ……???

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FABBRICA INTELLIGENTE

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ADDITIVE MANUFACTURING
L’additive manufacturing permette il ribaltamento delle logiche di progettazione
e disegno dei prodotti. Tradizionalmente queste attività erano limitate, o
comunque dovevano adattarsi ai limiti fisico tecnici delle strumentazioni e degli
impianti produttivi, adesso, invece, stiamo andando verso una configurazione
design-driven, il cui principale limite è rappresentato dalla mente e dalla
fantasia dei designer stessi e dalle caratteristiche dei materiali. Questo
comporta anche un abbattimento dei costi e delle tempistiche di prototipazione,
facilitando lo sviluppo di nuovi prodotti che non siano il semplice risultato di
interventi incrementali o parziali. Conseguentemente, il livello di
personalizzazione che si può offrire al cliente finale è anch'esso molto più alto e
soprattutto più accessibile.

https://www.slideshare.net/AJohnHart/additive-manufacturing-2008x-lecture-
slides
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REALTA’ AUMENTATA
Con realtà aumentata si intende l’arricchimento della percezione sensoriale
umana attraverso informazioni, in genere manipolate e convogliate
elettronicamente, che non sarebbero altrimenti percepibili con i cinque sensi.
Gli elementi che aumentano la realtà possono essere aggiunti attraverso un
dispositivo mobile, come uno smartphone, un PC dotato di webcam o con
dispositivi di visione, di ascolto e di manipolazione che aggiungono
informazioni multimediali alla realtà normalmente percepita.
“Realtà Virtuale” si intende la simulazione artificiale o generata da un
computer che ricrea un vero e proprio ambiente o una situazione all’interno
della quale gli utenti sono immersi.
“Realtà Aumentata” invece è una tecnologia che aggiunge i livelli generati
dal computer sopra una realtà esistente, per renderla più significativa
attraverso la capacità di interagire con essa.

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3D PRINTING
Non si crea superficie, ma volume: ed è in questo la rivoluzione .
Per Stampa 3D si intende la realizzazione di oggetti tridimensionali mediante
un processo di produzione additiva, ovvero partendo da un modello 3D digitale
prodotto con software dedicati e replicandolo nel mondo reale, procedendo per
strati, attraverso l’ausilio di appositi materiali.

Lo spessore degli strati tipicamente è intorno ai 100 micrometri (0,1 mm),


mentre la risoluzione è paragonabile a quella delle stampanti laser (0,05-0,1
mm).

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3D PRINTING

Ad oggi i materiali maggiormente utilizzati sono quelli che possono essere


estrusi poiché sono particolarmente adatti alle stampanti a basso costo: -
Acido Polilattico (PLA): è un polimero ottenuto dal mais o dalle patate con
proprietà elastiche. E’ un materiale termoplastico e biodegradabile i cui
filamenti sono lavorati a temperature che vanno dai 160°C a 220°C (senza la
necessità di un piano riscaldato). - Acrilonitrile butadiene stirene (ABS) : è
un copolimero termoplastico utilizzato per creare oggetti leggeri e rigidi (es:
mattoncini Lego). E’ molto versatile, l’oggetto può essere sabbiato e con
l’utilizzo di acetone si può ottenere un risultato simile al vetro, viene lavorato tra
i 215°C e i 150°C - Alcol polivinilico (PVA): è un composto molto utilizzato
nella stampa 3D, in particolare per stampare materiali di supporto in complesse
stampe 3D che possono essere facilmente eliminati. La temperatura di
estrusione va dai 180°C ai 200°C.

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3D PRINTING
Le stampanti più costose utilizzano materiali come le resine che garantiscono
risultati migliori.
Le strutture che si possono stampare sono molto sottili ma è necessario un
supporto per gli oggetti durante il processo di stampa
Si possono stampare anche diversi materiali in polvere come ad esempio: -
Nylon: è un poliammide sintetico con proprietà di resistenza, che lo rendono
adatto per la stampa di parti strutturali, e flessibilità, che consentono un elevato
livello qualitativo nei dettagli e la possibilità di produrre bassi spessori. La
polvere bianca di Nylon viene sinterizzata a laser e quindi compattata per poi
essere levigata e lucidata meccanicamente. Gli oggetti costruiti in questo modo
sono in grado di resistere a forti vibrazioni e sollecitazioni continue, dunque
sono adatti nel settore aerospaziale, automotive, degli elettrodomestici ed
elettronica di consumo. –
Alumide: è una miscela di polveri di nylon e alluminio, è un materiale
resistente, leggermente flessibile e che può supportare alcune pressioni
quando viene curvato. Le polveri vengono solidificate strato per strato da un
laser e l’oggetto assume un aspetto granuloso e poroso. Questo materiale è
adatto per stampare componenti mobili come giunti o cerniere di parti
complesse.
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3D PRINTING
A livello industriale sono impiegabili anche metalli e composti metallici, il più
utilizzato è l’acciaio, seguito da oro e argento nell’ambito della gioielleria.
Recentemente è stato messo a punto un nuovo modo di produrre la polvere di
titanio a basso costo, che può essere sinterizzata per poi ottenere dei manufatti
leggeri e con ottime proprietà meccaniche

Le ceramiche, come gli alluminosilicati, trovano applicazione nella stampa 3D.


Alcuni vantaggi dell’utilizzo di materiali ceramici derivano dal fatto che essi
sono resistenti al calore, interamente riciclabili e impiegabili per l’uso
alimentare. Tuttavia, una volta stampati, devono essere sottoposti a processi
tradizionali come ad esempio la cottura.

Paste con zucchero, cioccolato, silicone, cera e argilla.

Legno: si utilizza sotto forma di una polvere granulare molto fine, composta da
polimeri e trucioli di vero legno

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3D PRINTING

Si parte da un modello 3D, il quale viene prodotto con software CAD/CAM, o


scansionato con apposite apparecchiature laser. Dopodiché si salva il modello
nel formato STL e lo si carica in un software apposito che viene comunemente
detto Slicer, all’interno del quale si inseriscono i vari parametri di stampa.
Infine, si salva il file in un formato apposito che possa essere letto dalla
stampante 3D, il G-Code. L’oggetto virtuale viene suddiviso in porzioni
trasversali di pari altezza, e inviate successivamente alla stampante 3D che
procede alla loro riproduzione uno strato alla volta, spargendo uno strato di
polvere (gesso o resine) e stampando con il getto d'inchiostro un legante nella
sezione trasversale della parte. Il processo viene ripetuto finché non è
stampato ogni strato

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3D PRINTING

Esistono diverse tecnologie per la stampa 3D che differiscono per velocità,


costo del prototipo stampato, costo della stampante 3D, scelta dei materiali,…
Digital Light Processing (DLP), una vasca di polimero liquido si indurisce in
seguito all’esposizione alla luce di un proiettore DLP in condizioni di luce
inattinica. La piastra di costruzione poi si muove in basso in piccoli incrementi e
il polimero liquido è di nuovo esposto alla luce. Il processo si ripete finché il
modello non è costruito. Il polimero liquido è poi drenato dalla vasca, lasciando
il modello solido.
Fused Deposition Modeling (FDM) si basa sull’estrusione di materiali
plastici o termoplastici, funziona attraverso un ugello che deposita un polimero
fuso strato dopo strato per creare la geometria del pezzo. I materiali utilizzati
sono vari polimeri, ad esempio acrilonitrile butadiene stirene (ABS),
policarbonato (PC), acido polilattico (PLA), polietilene ad alta densità (HDPE),
PC / ABS, e polifenilsulfone (PPSU), ma anche materiali plastici a freddo. Le
stampanti che utilizzano la tecnologia FDM sono generalmente economiche, e i
modelli prodotti offrono caratteristiche meccaniche (resistenza, durezza,
flessibilità) simili a quelle del materiale originario utilizzato.
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3D PRINTING

Selective Laser Sintering (SLS) è la fusione selettiva di un mezzo stampato


in un letto granulare. In questa variazione, il mezzo non fuso serve a sostenere
le sporgenze e le pareti sottili nella parte che viene prodotta, riducendo il
bisogno di supporti ausiliari temporanei per il pezzo da lavorare. Normalmente
si usa un laser per sinterizzare il mezzo e formare il solido.
Le configurazioni ultrasottili sono realizzate mediante la tecnica di
microfabbricazione 3D della fotopolimerizzazione a due fotoni. In questo
approccio, l'oggetto 3D desiderato è evidenziato in un blocco di gel da un laser
concentrato. Il gel è fatto indurire in un solido nei punti dov'era concentrato il
laser, grazie alla natura non lineare della fotoeccitazione, ed il gel rimanente
viene poi lavato via. Si producono facilmente configurazioni con dimensioni al
di sotto dei 100 nm, così come strutture complesse quali parti mobili e
intrecciate.
Laminazione (LOM) consiste nell’utilizzare come materiale dei laminati, che
costituiscono lo strato che viene processato con sistemi di taglio tangenziale o
laser per separare la sezione che interessa il modello dal materiale di scarto.
Quest’ultimo a sua volta costituisce un valido materiale di supporto, che verrà
rimosso a stampa finita. 35

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