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mercoledì 20 ottobre 2021

Storia dell’arte antica - MODULO 01

volta

A) Persistenza delle forme antiche


L’arte classica é l’arte che abbraccia il mondo mediterraneo e antico (Grecia, Roma, Egitto).
L’arte antica va studiata perché non é mai morta, chiamato fenomeno delle rinascenze (=riappropriarsi delle
forme antiche per motivi ideologici o politici, per riprendere la gloria del mondo classico, precisazione fatta per
la prima volta da Carlo Magno = Rinascenza Carolingia).

Aquisgrana Cappella Palatina= ha elementi romani

Il Neoclassicismo del ‘800 é un fenomeno europeo e americano, ispirato alla Roma antica, infatti l’impero dello
Zar mutua le forme architettoniche romane, il Campidoglio prende ispirazione delle forme di Roma.

*Domus transitoria, Raffaello, Michelangelo manipola l’arte antica

B) Invenzione della storia e dell’arte


Le rinascenze sono frequenti.
La storia dell’arte nasce da Johann Joachim Winckelmann (bibliotecario), quando va a Roma ed entra nelle
grazie del vaticano, dove ha accesso a molteplici testi antichi e alle collezioni di statue collezionate durante gli
anni dalle famiglie aristocratiche: da qui pubblica un libro sulla storia dell’arte antica e questo ha influito sugli
studi successivi.
Nel ‘700 quando viveva lui, credevano che l’arte antica fosse un ammasso di opere, soprattutto scultoree,
senza distinzione tra originale, copia, greco o romana.
Secondo Winckelmann per comprendere un’opera bisogna capire, per poi utilizzarli come criteri, la cronologia,
il tempo, lo stile e la scansione cronologica (arcaica, classica, romana).
Questa impostazione la fa tramite due fonti: Plinio il vecchio e Pausania.

Per loro la storia dell’arte é un susseguirsi di scoperte; gli artisti fanno progredire l’arte verso un crescente
naturalismo e una maggiore capacità di resa spaziale fino a un culmine dal quale poi si decade. La ricerca
fondamentale dell’arte greca é il problema ottico, ossia rappresentare le cose come appaiono all’occhio
umano.
L’arte greca NON cerca la perfezione, il bello, ma il NATURALISMO, la realtà per così com’é.

Abbiamo fonti ancora più antiche:


• Senocrate di Atene si rifaceva al suo maestro Lisippo, scultore che riesce appieno ad raggiungere il
naturalismo (=corretta distribuzione del corpo e delle proporzioni), piena rappresentazione naturalistica del
corpo umano;
• Apollodorio di Atene, non é un artista, vive in Grecia ellenistica in un periodo di declino, crea una cultura di
esaltazione per il passato di gloria. Cresce il mito del quinto secolo dell’arte classica perfetta, bellissima,
visione retrospettiva dell’epoca più fiorente dell’arte antica. Per lui lo scultore perfetto é Fidia, il più famoso
ma non é lui che raggiunge il naturalismo.

Fidia= di lui si sa pochissimo, e non si hanno molti sculture originali ma solo tante copie, abbiamo gli originali
del Partenone, non tutti scolpiti dalle sue mani ma dagli aiutanti della sua bottega.

Winckelmann prende fonte da quest’ultimi, scrive le sue emozioni nell’osservare la statua dell’Apollo del
Belvedere. Gli sembra la scultura più bella di tutte perché é la scultura che rispetta i dettagli della sezione
aurea.
Attraverso la sua opera vuole:
• Capire l’intima essenza dell’opera d’arte;
• Un criterio estetico di selezione;
• L’acquisizione di un’estetica;

• Si lascia fraintendere= l’equivoco sta nel fatto che l’arte greca é intesa come rivolta in primo luogo
all’idealizzazione del vero anziché al conseguimento di un sostanziale naturalismo (Bianchi Bandinelli= il più
grande storico dell’arte del ‘900.
C) Tentativi di definizioni: arte greca
Prendiamo i greci per capire cos’é l’arte, perché i romani non lo fanno, non si pongono queste domande, non
filosofeggiano.
Plotino da una definizione, l’arte é MÍMESIS cioè imitazione della realtà, é la spiegazione per i greci dell’arte
stessa perché si imita la realtà, da qui naturalismo.
Un artista bravo, secondo i greci, é colui che attraverso l’arte inganna l’occhio umano per questo esaltano il
potere allusivo, cosi bravi da imitare la realtà.
es. L’uva era cosi realistica che gli uccelli volavano sul quadro.
I filosofi però condannano l’arte perché essendo una imitazione della realtà ci si allontana dalla verità. Ciò
porta ad un bivio, la natura ha molto più potere però allo stesso tempo l’arte ha potere perché é in grado di
correggere la realtà e la natura.

Formulazione di due giudizi opposti:


• Esaltazione del potere allusivo = l’arte é superiore alla natura perché la corregge;
• Radicale condanna filosofica = l’arte é inferiore alla natura perché la imita, e la natura é già di per sé
un’imitazione della verità.

Criteri del giudizio artistico:


• verosimiglianza rispetto a quanto imitato;
• Symmetria = giusta misura dei rapporti proporzionali.

L’arte greca per noi moderni é spiegato da Philippe Bruneau in un saggio, riflessione metodologica, in cui c’é:
• l’archeologia = cultura materiale, scientificità;
• storia dell’arte.
La sua riflessione si basa sulle fonti e le distingue in due categorie:

• Fonti storiche
• Fonti archeologiche
originali= in qualche modo si sono mantenute nel tempo e oggi ce le abbiamo ancora, ma spesso sono
anonime e rovinate, e quando sono perfette sono di provenienza ignote
ignote= hanno collocato quelle opere nell’arte greca e sono numerosissime, utile per la conoscenza
iconografica
scritte
epigrafiche= sono lacunose anche queste
letterarie= sono ricche e dettagliate ma non eguagliano la diretta visive

Le conseguenze sono il netto scollegamento tra i nomi di artisti e opere

Un altro aiuto ci viene da Salvatore Settis, ci dice che chiamiamo Grecia la Grecia e arte greca ma nel mondo
antico non esiste la Grecia ma sono poleis indipendenti che condividono la cultura ma non si riconoscono
come un gruppo unico. Dobbiamo considerarle come un modello policentrico. Hanno più centri di elaborazione
artistica (es. Atene).
Le variabili del modello policentrico sono:
• Definire concetto di centro e periferia= liberandosi dell’ossessione dei nomi, costruire la storia senza nomi,
creare una griglia di prodotti e non nomi
• Individuare i centri in chiave cronologica e geografica
• Accostare periferie interne ed esterne
• Definire il rapporto dinamico tra centro e periferia

D) Tentativi di definizioni: arte romana


I romani non riflettono sull’arte.
L’arte romana suscita un problema geografico: Roma come città o tutto l’Impero Romano?
Ha anche un problema cronologico.

Ineguaglianze del contemporaneo, Brendel.


L’arte romana e’ talmente strana che adotta stili diversi anche nella stessa opera, un esempio lo troviamo in
Ara Pacis, per questo e’ difficile collocarla cronologicamente.
Per spiegare questo usiamo le teorie dualistiche.
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- Rodenwald parla di arte aulica (coloro che hanno soldi si fanno fare opere più belle) e arte popolare;
- Brendel parla di arte pubblica e arte privata, secondo lui non conta il denaro ma le opere si fanno in base
alla destinazione e non alla facoltà del committente;
- Bandinelli parla di arte patrizia e arte plebea, quindi dalla politica e distinzione di classi sociali, attribuisce
dignità’ anche all’altra componente ovvero i plebei.

E) Approcci possibili alla storia dell’arte antica


Ci sono 4 approcci possibili per leggere l’arte antica:
1. Approccio estetico
Valutazione di elementi estetici: arte, stile, iconografia
Approccio tradizionale, come Winckelmann, Minerva di Breno (più alta del vero, indossa Egida ovvero corazza
con Medusa) e questa iconografia discende da Atene Farnese, riproposta in eta romana. Dal punto di vista
stilistico la prima statua ha un panneggio pesante che copre le forme del corpo cosi come nel secondo, con
questa affinità si riesce ad interpretare la statua e collocarla cronologicamente.
2. Approccio storicistico
Leggere l’opera come un manoscritto storico, indipendentemente il patrimonio artistico che porta, il valore
estetico e’ irrilevante. Per capire l’opera si utilizzano anche gli scritti che parlano appunto della relativa opera
per poterla capire di più.
3. Approccio antropologico
Si studiano i comportamenti umani della psiche umana attraverso fatti e manufatti, perché non si hanno altre
fonti.
4. Approccio semiologico
Chiedersi quale significato hanno le immagini che si trovano coordinate in uno stesso ambiente, rapporto che
hanno tra loro.
Nelle case pompeiane (o case private) sono decorate da tre falsi quadri su affresco: sono come decorazione o
hanno un significato? I miti parlano di punizioni (ingiuste e giuste). Se entro nella logica del perché scegliere
proprio questi miti allora comprendo il messaggio profondo di quella determinata scelta.
E’ utile anche pero in ambiti pubblici. Ci sono molte raffigurazione di guerre e violenze per esprimere il peso
dell’Impero Romano. Es Adriano politica pacifista e quindi la rappresentazione e’ ancora più strana:
propaganda che incute ancora più timore da colpi esterni. Le immagini provocano sempre delle emozioni.
Il mondo antico utilizza l’arte come strumento di comunicazione di massa, non c’era televisione o macchine
fotografiche. Anche se all’ora le immagini non erano vere, venivano comunque usate come propaganda.
Strumento di comunicazione di massa.

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