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Villa Paolina Siamo a due passi da Porta Pia e sede dal 1950 dellAmbasciata di Francia presso la Santa Sede.

Residenza che conosciamo come Villa Paolina con riferimento ovviamente a Paolina Bonaparte ma che in realt, residenza estremamente elegante, fu costruita intorno alla met del Settecento da una figura di grande rilievo ovvero il Cardinal Silvio Valenti Gonzaga, segretario di Stato di Papa Benedetto XIV e probabilmente, proprio per la vicinanza di questo luogo al palazzo del Quirinale dove il papa aveva dato corpo a degli interventi quali la Coffe House con Ferdinando Fuga, con il Pannini, con Batoni e Masucci, probabilmente proprio per questa vicinanza in qualche modo il cardinale Valenti Gonzaga volle realizzare per s in quella che era unantica propriet della famiglia Cicciaporci dal 1500, questo edificio. Il Cardinale Valenti Gonzaga era nato a Mantova nel 1690, aveva compiuto degli studi a Parma e Ferrara, era un intellettuale e si trasferisce a Roma nel 1711, stimato dai pontefici che gli aprirono le strade ai pi alti uffici, nel 1735 papa Clemente XII Corsini lo invia nunzio pontificio a Bruxelles e in seguito a Madrid dove svolse queste mansioni per circa quattro anni fino al 1739 quando gli venne consegnata la porpora e venne a Roma per il conclave in cui venne eletto Pontefice Benedetto XIV che lo elev a Segretario di Stato, carica che conserv fino al 1756. Erudito, uomo coltissimo, appassionato della scienza, delle curiosit, sappiamo che loperato di Silvio Valenti Gonzaga cos come quello del suo predecessore Neri Corsini era un operato volto a recuperare quello che era lo spirito umanistico, rinascimentale, da qui un interesse profondo per le scienze tanto che noi sappiamo che nellUniversit la Sapienza istitu due nuove cattedre: una di chimica assegnata a Luigi Giraldi che si occupava anche delle piante del suo giardino e soprattutto quella di fisica e matematica di cui furono titolari due padri del convento dei frati minimi di Trinit dei Monti che erano dei commentatori di Newton, se pensate che le teorie di Newton erano quelle del mondo sia di Galileo che di Copernico, e come si sa Galileo era stato condannato dalla Chiesa, di pu cogliere anche in questa direzione quale fosse lapertura mentale di Silvio Valenti Gonzaga. Era un appassionato di giardini e quindi si fece costruire un giardino straordinario in questa villa oggi molto ma molto ridotto in quanto buona parte di questi spazi sono poi stati venduti e per lo pi divenuti i nuovi quartieri dellespansione urbanistica romana dopo lUnit dItalia. Silvio Valenti Gonzaga aveva collezione di opere darte straordinaria immortalata in un famoso quadro di Giovanni Paolo Pannini (vedere), era una collezione che vedeva la presenza di opere sia di artisti fiamminghi e tedeschi (era stato nunzio pontificio a Bruxelles) sia di artisti della cultura spagnola (era stato a Madrid) e allo stesso tempo a Roma la sua collezione in realt si arricchisce di tutta una serie di opere del Correggio, di Tiziano dei pi grandi maestri, collezione che fu smembrata a partire dagli anni sessanta del Settecento. La collezione era allinterno di un casino pi antico che era stato propriet dei Cicciaporci, ma questa villa ebbe come eredi sostanzialmente i nipoti di Silvio Valenti Gonzaga, salvo poi divenire il luogo prescelto per la residenza di Paolina Bonaparte quando concretamente con la caduta

dellImpero nel 1814 i Bonaparte costretti allesilio, si rifugiano a Roma, in realt Luciano vi si era rifugiato gi dal 1804 con lappoggio benevolo di Papa Pio VII, Paolina aveva seguito Napoleone allisola dElba, era arrivata a Roma allindomani dei 100 giorni nellottobre del 1815, come si sa era gi venuta a Roma nel 1803 perch si era sposata con Camillo Borghese, questo marito che la ignorava con il quale cera un rapporto pressoch inesistente, tanto che quando Paolina ritorn a Roma anzich trovare Camillo ad aspettarla a Palazzo Borghese, la principessa si vide chiudere in faccia il portone del palazzo di Fontanella e dovette appellarsi al Santo Uffizio che emise una sentenza a favore imponendo al Principe di accoglierla in una casa. Ebbe una rendita annuale molto alta e cominci a vendere le sue propriet parigine e acquis questo luogo dagli eredi di Silvio Valenti Gonzaga e lo fece modificare secondo questo gusto particolare con questo gusto impero che si instaura su una villa del Settecento. Questo un aspetto particolare e ne stata data una definizione molto bella da Lady Morgan nel 1820 tra tutte le ville di propriet Borghese una soltanto abitabile, una sola offre la pulizia inglese, leleganza francese e il gusto italiano coniugati nella maniera pi felice, la villa Paolina Bonaparte, ornata, arredata e sistemata dalla principessa. Chi abbia trascorso una mattina di primavera in questo adorabile rifugio e partecipato ad una delle colazioni che la principessa vi offre ogni settimana ha avuto modo di visitare linterno di una villa che rappresenta un solecismo unico rispetto alle abitudini romane E lentourage che gravitava intorno a Paolina era quello di numerose personalit illustri soprattutto inglesi, ospitava spesso cardinali, era insomma il luogo centro di una vita importante. Sar di propriet dopo Paolina per circa 90 anni dei Bonaparte, salvo poi per ulteriori passaggi di propriet finire alla Germania da cui nel momento in cui vennero confiscati nel 1945 i beni del Reich, la villa fu acquistata dalla Francia per farne la sede dellAmbasciata presso la Santa Sede. Questo ambiente la cappella risalente ai tempi di Silvio Valenti Gonzaga e cio della fase settecentesca. Si tratta di una cappella divertente perch in qualche modo le linee sono linee misurate dal sapore molto geometrico nella ripetizione delle lesene, tuttavia si nota unabbondanza di marmi e tutta una serie di rigurgiti dal sapore borrominiano che possiamo trovare nelle decorazioni della parte superiore come per esempio questo oculo che corrisponde ad una stanza superiore dalla quale il Cardinale poteva ascoltare la messa. Loculo ha un doppio fogliame che materialmente richiama il linguaggio del Borromini. Tutta quella che era la ricca decorazione e soprattutto i giochi matematici e ingegneristici che si trovano nella villa di Silvio Valenti Gonzaga sono stati cambiati. Si narrava che allinterno di questa sala ci doveva essere un tavolo con motivi geometrici che saliva e che scendeva. La decorazione andata ovviamente perduta ed andata perduta anche quella che era la decorazione dei tempi di Paolina Bonaparte a livello soprattutto di arredi e mobilio. In qualche modo nel 1950 quando la Francia acquis questo bene ci fu unacquisizione di tutta una serie di mobili stile impero che riconfigurano un po il carattere del mondo di Paolina.

Qui abbiamo uno schema architettonico molto semplice nella realizzazione di questa villa, una villa sostanzialmente rettangolare con questa sorta di loggiato che si apre allinterno della struttura della villa e la cappella sembra essere inglobata nella pianta della villa. Larchitetto resta un problema insoluto, nessuno ha mai trovato una risposta. Il quadro di Pannini del 1749 di cui parlavamo prima mostra la piantina della villa dove per cera una differenza rispetto al disegno architettonico della scala, quindi probabilmente la villa era ancora in fase di costruzione nel 49, rimane per il fatto che c un documento del 1753 che dice che larchitetto poteva essere il figlio di Giovanni Paolo Pannini, e non d altre indicazioni. Ma in questa guida apparsa nel 1950 si attribuisce lopera a un tal Paolo Rossi, assolutamente sconosciuto fra gli architetti dellepoca. Altri citano il pittore Giovanni Paolo Pannini. Il Cancellieri invece, voce abbastanza attendibile, dice che larchitetto fu un tal signor Marescial ma vi partecip fin dallinizio anche il cavalier Pannini e a causa dei contrasti fra i due maestri il cardinale fece proseguire e terminare la costruzione dal Pannini coadiuvato da un direttore dei lavori. Infine il Melchiorri nel 1856 parla di Paolo Posi architetto dei palazzi apostolici. Insomma gi allepoca non si sapeva, evidentemente probabilmente stato un entourage di tutte queste figure che avevano lavorato insieme. In questa sorta di vestibolo c una volta ribassata e anche in questo caso vengono recuperati alcuni motivi ornamentali dal sapore di misurato classicismo e viene anche in mente sia pure in una forma pi semplificata, la copertura che abbiamo allinterno del Casino del Bel Respiro. Si notano per lo pi anche in questo caso degli elementi vagamente borrominiani. C una sala che si trova qui dietro non particolarmente bella ma una sala importante perch con una decorazione stile egizio del gusto dellepoca. La collezione di Silvio Valenti Gonzaga era ricchissima di cineserie, di carte e di porcellane cinesi, si parlava di una proliferazione di questi pezzi. Scalone La scala elicoidale un gioiello della villa, molto raffinata che guarda a tutta la tradizione di queste scale a partire da quella del Quirinale di Ottaviano Mascherino, in questo caso presenta anche questa straordinaria ringhiera in ferro battuto, questo evidentemente un intervento di fine 800 con questi giochi dal gusto liberty dal sapore fitomorfico. Piano nobile: lignoto architetto ha risolto con una eleganza e semplicit e raffinatezza estrema quello che il punto conclusivo della scala. Crea una sorta di conca definita dalla scala nella sua materialit ma che diventa anche un elemento prospettico affinch lo sguardo punti verso il piano nobile anche perch la stessa parte interna dello stipite della porta inclinato evocando questo carattere prospettico, si nota anche in alto con questa eleganza, larricciarsi della linea della scala che d corpo a questa voluta. La scala bellissima

Stiamo nel cuore di questa bellissima residenza, in quello che lambiente neoclassico degli anni di Paolina. E molto interessante questa armonica giustapposizione degli elementi: la scala settecentesca che si apre invece in questi ambienti sobri. Intanto c il richiamo agli sfondamenti parietali in queste nicchie e le belle statue in monocromo, sono statue marmoree che hanno per una eleganza particolare nella posa, per esempio la testa che ruota e la disposizione delle mani, unopera di qualit formale significativa nellambito della cultura romana classicistica. Torna il linguaggio del mondo neoclassico che non lontano da qui era entrato nella villa del cardinale Albani, dove cerano il Winkelmann e il Mengs; qui abbiamo una sorta di trionfo di questo aspetto e il ritorno di quella cultura neoclassica, ovvero la decorazione di questi fregi, anche qui con unattenzione estrema nella realizzazione delle linee e delle volute e ancora di pi, un elemento che viene tratto da tutta quella cultura romana del Cinquecento e del Seicento dove si inserivano frammenti come lastre di sarcofagi o altro sulle facciate o addirittura negli ambienti interni a configurare una sorta di museo che faceva tuttuno anche con larredamento del luogo, pezzi che per venivano ampiamente integrati. Qui sono dipinti ma possiamo dire che c una evocazione affascinante di questo mondo antico in questa struttura. La mobilia stata acquisita dalla Ambasciate di Francia, non sono i mobili di Paolina ma vi troviamo un repertorio affascinante di tutti quegli stili di primo Ottocento, come per esempio questo mobile estremamente curato e sobrio che si allinea con la sobriet e larchitettura misurata degli spazi della sala, e osserviamo il contrasto tra questa sobriet che spesso compare nei mobili impero e questa ricchezza quasi plastica di quelli che sono gli elementi decorativi metallici sempre per con questo richiamo agli elementi classicheggianti, mentre per quello che riguarda le poltrone troviamo questi richiami egittizzanti con la presenza delle sfingi. Un altro pezzo molto bello il tavolo assolutamente in linea con il mobili per i disegni e per struttura formale. Lo studio dellAmbasciatore un ambiente anche questo decorato allepoca Bonaparte, uno dei luoghi di una decorazione pi delicata e raffinata, ritorna qui la tematica delle grottesche che recuperano quella ricercatezza, quellattenzione che si era persa soprattutto nelle costipazioni dellet manierista. Certamente il senso del bilanciamento, il senso della misura, lattenzione a calibrare quelli che sono gli elementi cromatici in tutte le varie parti, sia figurativa, sia nella parte delle grottesche, indubbiamente induce a quel senso di equilibrio e di bilanciamento del colore che abbiamo visto in tutto linsieme della sala precedente. Sotto c una sala che ha il soffitto decorato nella stessa maniera. Altra sala che ha perso tutti gli elementi della decorazione settecentesca di Silvio Valenti Gonzaga, dei tempi del card rimane oltre alla divisione degli spazi razionale, misurata neoclassica.. Silvio Valenti Gonzaga non abitava qui, normalmente questi casini non erano dei luoghi abitati, non avevano neanche le strutture minime per potervi vivere, erano dei luoghi di incontro, di collezione, dei luoghi per cenacoli intellettuali, dei luoghi di bellezza ma non di vita, cambier il discorso quando verr Paolina che adatter tutta una serie di ambienti soprattutto al pian terreno in quelle

due stanze che non abbiamo visto a funzione prettamente residenziale, quelle stanze erano interessanti proprio come testimonianza pi viva delle presenza di Paolina. Allinterno invece di questa sala abbiamo un insieme di tele con delle tematiche comuni, si tratta di opere di artisti sostanzialmente di fine 600, inizi 700 specializzati in nature morte. Sono di una raffinatezza e di una vitalit straordinaria, per esempio in una c una natura morta dove c la convivenza fra i frammenti classici e la vivacit estrema con la quale sono realizzati i riflessi della luce in ogni chicco duva o allinterno del melograno. Particolarmente affascinante per la luce che ha questo con la presenza di un rosso molto accentuato, il fiore nella parte sommitale e con un pappagallo in cui il pittore si diverte con la grana del colore a definire un corpo. Probabilmente queste altre due opere sono della stessa mano, in questo caso questo bellissimo cespuglio di fiori, lartista riesce a creare un gioco di prospettiva con il vaso che sembra poggiato su questa balaustra con il tappeto. Altro quadro della medesima mano in cui colpiscono i due bellissimi cagnolini. Sia in Neri Corsini, segretario di Stato di Papa Clemente XII, sia in Silvio Valenti Gonzaga, segretario di Stato di papa Benedetto XIV, in realt cera il sapore profondamente illuminista, il recupero di quella che era la misura del Rinascimento, qui lo vediamo perfettamente perch ci troviamo in un altro ambiente in cui si conserva nella volta la decorazione dei tempi di Silvio Valenti Gonzaga, ovvero la presenza in linea con tutta una tradizione figurativa del tromp loeil, della creazione di una natura virtuale dipinta, si conserva questo bellissimo pergolato che interagisce con lambiente naturale esterno e con la luce, indubbiamente configurando unatmosfera e una fascinazione in linea con la contaminazione tra natura e ambiente interno che era propria del mondo rinascimentale e poi di questa fase. Qui ci troviamo al di sopra di quella che quella sorta di loggia inclusa allinterno del perimetro rettangolare della facciata. Una componente marmorea molto accentuata qui potrebbe riferirsi ai tempi di Paolina ma sembra pi probabile che sia dellepoca di Silvio Valenti Gonzaga, il marmo stato restaurato qualche anno fa con della resina perch ormai introvabile proveniente da varie parti del mondo. La botola in legno corrisponde al punto che abbiamo visto sotto con la cornice ovale da cui si poteva seguire la messa celebrata in cappella. Ultima sala che noi visitiamo fra gli ambienti pi eleganti e misurati che possiamo trovare nei palazzi romani, in cui troviamo una decorazione prettamente neoclassica degli anni di Paolina e anche in questo caso molto sobria ed elegante e nello stesso tempo alcuni pezzi tra cui un arazzo che sembrerebbe essere una cineseria e che in realt un arazzo europeo dove per si creava questa Cina sognata, questo mondo evocato composto da animali esotici e architetture particolari, sulla destra compare una torre, un edificio dal sapore profondamente esotico, ci sono anche due brutte vedute di Venezia, probabilmente provenienti dal mercato antiquario, di una rigidit agghiacciante e anche qui abbiamo una veduta sempre della piazzetta S. Marco con la libreria S. Marco e il palazzo ducale con giochi di piazza. Molto bella la consolle e

anche in questo caso si respira il gusto del bilanciamento e della misura dello stile impero. Dobbiamo immaginare la presenza di unaiuola alla francese con un asse rettilineo che immetteva alla facciata della villa, lentrata originaria era in quella direzione, c stato un mutamento sostanziale, quello che bene cogliere per ci che riguarda questa sala la giustapposizione piuttosto violenta a livello di colori tra questi preziosissimi marmi e la decorazione che vediamo nella parte alta, effettivamente sembra un po contrastante, non si ha in questa sala quel senso di equilibrio delle altre sale. Il soffitto era tutto bianco ed stato restaurato negli anni ottanta. Ai tempi del cardinale cera un gusto orientaleggiante straordinario, la collezione Gonzaga era tra le pi grandiose al punto che Umberto Eco, in un suo libro, parla di una delle gallerie del Pannini, non nello specifico di quella del cardinale, e dice che c un affastellamento di questi quadri, sono tanti, non si possono contare ma in realt potremmo contare quelli che stanno allinterno, in realt il dipinto con tutta quella massa di quadri ci vuole parlare di una infinit, quello un eccetera, quelle gallerie del Pannini sono esattamente lopposto di quadri in cui tutto si vuole dire, cio si vuole dire impossibile enumerare tutto, per cui si rende il senso dellabbondanza, della vastit e uno dei casi cos era proprio la collezione di Silvio Valenti Gonzaga, quindi era una cosa molto ma molto ricca: cera Cranach, cera Correggio, alcuni sono confluiti nella pinacoteca capitolina, altri sono dispersi per il mondo ?????. Esterno Limpostazione, limmagine quella della met del 700, villa che si potrebbe confondere con una villa magari toscana, del Peruzzi, della met del 500, una villa neorinascimentale realizzata alla met del 700 secondo questo gusto di recupero della cultura umanistica e anche del predecessore Neri Corsini, anzi c una villa nel senese proprio del Peruzzi con una pianta esattamente identica a quella che lignoto architetto utilizzer per la villa di Silvio Valenti Gonzaga. Ci dovevano anche essere dei contrasti, perch se pensiamo a questa facciata di una sobriet, eleganza e misura assoluta contrastava evidentemente con linterno costipato, ricchissimo di materiali; daltronde anche la coffee House al Quirinale di Ferdinando Fuga allesterno di una semplicit disarmante, quasi anonimo, a contrasto con un interno fastoso, ricco di pitture, contrasto che si doveva respirare anche allinterno di questo palazzo. C una cosa strana: avevamo detto che allinterno cera un tavolo ai tempi del cardinale nella sala che saliva e scendeva dove la servit metteva le cose da mangiare e quindi cera un piano sotterraneo. Girare intorno: lassurdit, la cosa unica di questa architettura il fatto che per giustificare un piano interrato, larchitetto crea un fossato come nei castelli medievali ovviamente non riempito dacqua per curiosa questa immagine della villa che prosegue sotto terra, ed una cosa unica che risolve il problema della luce nel seminterrato. La presenza di questa fontana come da tradizione manierista congiunge natura vera con natura finta, nelle rocce che vorrebbero simulare una grotta, e la storia attraverso il sarcofago e le statue.