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286 6 • L esttarlone sohdo-liQUido OtKM&ZIOM ) 6J ·F1morichelnfluenzano l11Nocess.

o 287

digestione della cellulosa, nell'estrazione dei metalli con complessanti o per attacco 6.3 FATTORI CHE INFLUENZANO IL PROCESSO
acido, come, p.e., l'oro con cianuri, il rame con acido solforico, ma anche per com•

ees=
plessazione con ammoniaca, ecc. Ft'nOITlelll I fenomeni diffusivi rivestono particolare importanza nell'estrazione. Come si è già
visto (v. Ca.p. 4), la diffusione è descritta matematicamente dalla legge di Fick, che
in questo caso possiamo scrivere come:
6.2 MECCANISMO DELL' ESTRAZIONE SOLIDO-LIQUIDO
C = dmc =E_· A; · (x, - x) (6.1)
Prendiamo in considerazione una particella solida non porosa in cui il soluto è di- dt s
dove:
stribuito uniformemente. L'azione del solvente inizierà sulla superficie dissolven-
do il soluto che vi è presente. La rimozione del soluto formerà una certa porosità C è la portata istantanea di soluto che diffonde dal solido nella soluzione
attraverso cui potrà continuare l'attacco del solvente. La porosità che si può for- (p.e. kg/s);
mare attraverso questo meccanismo dipende dalla concentrazione del soluto. Se è mc è la massa di soluto C (kg);
piccola, si formeranno pochi pori e la velocità d'estrazione diventerà rapidamente D è il coefficiente di diffusione (kg/(s m));
sempre più piccola. Se è elevata, la porosità potrà essere cosl estesa da arrivare a s è lo spessore dello strato limite (m);
disintegrare il resto della particella e a rendere accessibile la gran parte del soluto,
A; è l'area interfacciale (m 2);
rendendo possibile un'elevata velocità ed un'alta resa dell'estrazione. Ovviamen-
te, se il materiale è già di per sé poroso, l'estrazione viene ulteriormente facilitata. x, è la concentrazione in frazione del soluto nella soluzione satura sulla su-

In generale si può ipotizzare un semplice modello in cui la particella di soluto sia perficie del solido;
attorniata da una pellicola di soluzione stagnante (s traco limite) che la isola dalla x è la concentrazione in frazione del soluto nella massa della soluzione.
massa turbolenta, per cui il trasporto del solvente verso il solido e del soluto ver-
so la soluzione avvenga secondo un processo a stadi (v. Fig. 6. 1): Fattoti I fattori che influenzano i termini che compaiono nella (6.1) influenzano anche
Stadi l. diffusione del solvente dalla massa della soluzione alla superficie del solido at- il processo.
dell'estrazlone traverso lo strato limite; Dimensioni delle particelle. Al diminuire delle dimensioni aumenta l'area inter-
solldo-llquldo facciale e si accorciano i percorsi diffusivi all'interno dei pori. Aumenta perciò la ve-
2. diffusione interna del solvente nei pori del solido;
locità della diffusione ma aumentano anche le perdite di carico che il solvente deve
3. dissoluzione del soluto; affrontare per attraversare il letto di particelle, specie muovendosi in controcorren•
4. diffusione interna del soluto nei pori fino alla superficie della particella di solido; te. Per quanto possibile si riducono le dimensioni del solido in modo non uniforme,
5. diffusione del soluto attraverso lo strato limite nella massa della soluzione. dandogli forme in cui almeno una dimensione sia molto piccola, si da assicurare un
piccolo spessore almeno in una direzione, mentre nelle altre le dimensioni non pie•
-OH<e= p . cole evitano un eccessivo impaccamento che potrebbe ostacolare il passaggio del li-
quido. Cosi le bietole, da cui estrarre il saccarosio, si tagliano in fettucce, i semi oleosi
in scaglie, ecc. Al diminuire delle dimensioni delle particelle, aumentano anche le
SolYente soluzione difficoltà della separazione solido-liquido, specie se la differenza di densità è piccola.
Titmpitratura . Aumentando la temperatura aumenta il coefficiente di diffusione
dato che diminuisce la viscosità. Aumenta abitualmente anche la solubilità delle
sostanze da estrarre. Talvolta, come nell'estrazione del saccarosio, ciò è dovuto ad
Fl&:. 6.1 Esemplificazione del meccanismo dell'estrazione solido-liquido. I numeri si riferiscono agli stadi un effetto specifico del processo: in quel caso la denaturazione delle pareti cellulari.
descritti nel testo. Un eccessivo aumento può provocare reazioni secondarie, perdita di selettività e
possibili perdite di solvente per l'aumento della tensione di vapore.
Come in altri processi a stadi (p.e. la catalisi eterogenea), la velocità del processo Pressionit. Ha soprattutto influenza nell'estrazione con solventi in condizioni
globale può essere determinata dallo stadio più lento, mentre gli altri si possono supercritiche detta anche estrazione gas-solido. Variando la pressione si riesce a
considerare virtualmente in equilibrio. Nei processi in cui la dissoluzione è un feno- modulare la solubilità del soluto, rendendone cosi agevole il suo recupero. Ha scarsa
meno fisico, generalmente è la diffusione del soluto che agisce da stadio limitante influenza negli altri casi, condotti in condizioni di bassa volatilità del solvente, nei
anche se talvolta la velocità di dissoluzione può avere un qualche effetto. Nei pro- quali si opera solitamente a pressione ambiente.
cessi in cui la dissoluzione è associata ad una reazione chimica, generalmente è la Agitazione. L'agitazione della soluzione aumenta la turbolenza, fa diminuire lo
cinetica della reazione a controllare la velocità di tutto il processo. spessore dello strato limite, mantiene più uniforme la concentrazione nella mas-
288 6· L estl~iO~iqU6do l liM:Mallone) 6 4 • Bdando di massa nrtr estnlZione solldc>-llquido 289

sa della soluzione e migliora lo sfruttamento dell'area interfacciale prevenendo la Dove con F, S, M, E, R si indicano le portate delle rispettive correnti per i processi
sedimentazione del solido. Però la presenza o meno di un vero e proprio sistema continui o le quantità per i discontinui. Poiché l'equazione di bilancio globale si può ot-
d'agitazione dipende dal tipo di apparecchiatura. tenere anche come somma di quelle dei singoli componenti, dato che in ogni corrente
Solvente. I criteri di scelta sono sostanzialmente gli stessi di quelli già enunciati
x +y+z=l (6.6)
a proposito dell'estrazione liquido-liquido. Si sottolinea l'importanza della seletti-
vità, dato che le matrici solide possono avere una maggiore complessità. General- le equazioni indipendenti sono solo tre. Inoltre, nella (6.5) si sono considerate nulle
mente i criteri di scelta sono basati, specie in assenza di reazioni chimiche, sul cri- le concentrazioni dell'inerte nel solvente e nell'estratto (z5 = zE = O).
terio generale che simile scioglie simile. Cosi gli oli vegetali, costituiti da trigliceridi
degli acidi grassi, si estraggono abitualmente con esano, mentre, p.e., se si vogliono esempio 6.1
estrarre gli acidi grassi si ricorre, a solventi più polari.
0,60 kg/s di semi al 20% in massa di olio vengono estratti con un solvente che contiene il 2% di
Tempo. All'aumentare del tempo di contatto aumenta la quantità di soluto estratto
olio. Si vuole ottenere un residuo contenente, oltre l'inerte, il 10% di olio e il 30% di solvente ed un
ma diminuisce la forza spingente (x, - x). Operare con tempi di contatto brevi signifi~ estratto privo d'inerte al 25 % di soluto. Si calcoli la portata di solvente necessario all'operazione
ca perciò operare con un'elevata forza spingente ma porta ad estratti più diluiti. e dell'estratto ottenuto.
RisolUDOne
Dai dati del problema risulta che y,"' z5 "' Zr"' O. Sostituendo questo valore nelle (6.3) + (6.5) si ha:
6.4 BILANCIO DI MASSA NELL"ESTRAZIONE SOLIDO-LIQUIDO
F-xF+S·x5 = E·xE+ R · xR bilanciodelsoluto (6 .7)
Nell'estrazione solido-liqllldo, come nella liquido-liquido, possiamo individuare quat- S · Ys = E · Yc + R · YR bilancio del solvente (6.8 )
tro correnti: due entranti, l'alimentazione (F) e il solvente (S) che formano il miscuglio bilancio dell'inerte (6.9)
d'estrazione M, e due uscenti, l'estratto (E) e il residuo (R) in cui il miscuglio d'estrazione
Dai dati del problema risulta che la portata F e tutte le concentrazioni sono date o si possono
si separa. Nel caso più semplice sono presenti tre componenti: il soluto (C), il solvente ricavare come complemento a 1 applicando la (6.6), per cui le incognite da trovare sono tre e pre-
(B) e l'inerte (l); le cui concentrazioni, solitamente espresse come frazione in massa, si cisamente le portate S, E ed R. Considerando anche la (6.2) abbiamo quattro equazioni di cui tre
indicano, rispettivamente, con x, y e z. Nell'alimentazione sono sicuramente presenti il indipendenti e tre variabili da calcolare, quindi il sistema è determinato.
soluto e l'inerte, ma è possibile che ci sia anche il solvente; le relative concentrazioni si Delle quattro equaziooi quella che conviene scartare è la (6.7) perché è la più complessa. Per
indicano con xF, zf, YF· Nel solvente non è presente l'inerte, può però esserci il soluto, risolvere il problema conviene partire dalla (6.9) poiché contiene una sola incognita; prima però è
in piccola concentrazione, introdotto con il solvente di riciclo; le concentrazioni si in- necessario ricavare le concentrazioni dell'inerte per complemento a 1:
dicano con x5, y5. Anche l'estratto si considera privo di inerte, mentre contiene soluto ZF= 1 - XF= 1 - 0 ,20 c::c 0,80
e solvente, di concentrazione xE, YE· Nel residuo sono presenti tutti e tre i componenti ZR = 1-XR- YR = 1-0.10- 0.30 = 0.60
(x11 , y11 , z,J, cosl pure nel miscuglio d'estrazione M (xM,YM, zM) (v. Fig. 6.2). Similmente per le concentraziooi del solvente si ha;
Ys = 1 - x5 = 1 - 0.02 = 0 ,98
F(I.C, B) E(B.C )
Yc = 1 - Xc = 1 - 0,25 = 0,75
~ ,- - - ----/
M f.8.C) Possiamo ora ricavare R dalla (6 .9 ):
•... y.,.z.,
R= F• = 0,60 kg/ s • ~:: = 0.80 kg/ s
R(/.8,C)

Sostituendo questo risultato nella (6.2) possiamo ricavare E in funzione di S


A&- 6.2 Correnti, componenti e relative coocentrazioni in gioco nell'estrazione solido-liquido. E= F + S - R = S + 0.60 kg/s - 0 ,80 kg/s = S - 0.20 kg/s
che sostituito nella (6.8) pennette di ricavare S:
Bilancio Il bilancio di massa si può esprimere in un'equ.uione di bil.mcio globale e nelle equa-
S · Ys = E · Yc + R · YR = (S - 0,20 kg/S) · Yc + R · YR
di mam zioni di bilancio dei singoli componenti. In condizioni stazionarie possiamo scrivere:
F+S =M =E+R bilancio globale (6.2) S = R · y~ - y:•~Oy~ S · Yr "' 0,80 kg S · ~:: =~:: kg /h · 0,75 = 0, 39 kg/ s
F · xF+S ·xs= M · xM= E· xE+ R · xR bilancio del soluto (6.3)
Possiamo ora concludere ricavando la portata dell'estratto;
F · YF+S · y5=M · Yr.1= E · YE+ R · YR bilancio del solvente (6.4) E = S - 0 ,20 kg/s : 039 kg/s - 0,20 kg/s : 0 ,19 kg./s
F · zF = M · zM = R · zR bilancio dell'inerte (6.5)
290 6 · Lestrazione~lquido (llscMatloMJ 6.5 · 0<a&r1 mml ternari delleconce"t1arloni 291

I tre vertici corrispondono ai componenti puri, i lati ai miscugli binari e l'area ai


6.4 .1 Resa d'estrazione
miscugli ternari. Sui due cateti sono riportate le concentrazioni: sul cateto orizzon•
tale, rappresentativo dei miscugli 1-C, quella del soluto (x), sul cateto verticale, rap·
La resa d'estrazione è data dalla frazione di soluto che si riesce ad estrarre rispetto
presentativo dei m iscugli J-8, quella del solvente (y). La concentrazione dell'inerte
alla quantità di soluto presente nell'alimentazione. In forma percentuale è data dal-
(z) non è riportata sul grafico; se necessario la si ricava dalle altre due applicando la
la formula:
(6.6). In pratica il digramma costituisce una porzione di piano cartesiano i cui assi,
(6.10) x e y, corrispondono ai cateti.

Al numeratore la differenza tra il soluto presente nell'alimentazione e quello che


resta nel residuo dà i1 soluto estratto. § eoemplo 6.3 _ - - -,

§; esempio 6.2 Ricavare le concentrazioni dei componenti dei miscugli corrispondenti ai punti F, E, R del grafico
di Fig. 6.3.

Calcolare la resa per l'estrazione dell'Esempio 6.1.


Risoluzione
Punto F. Giace su un lato del triangolo. il cateto 'ic, ed è quindi un miscuglio binario costituito
Risoluzione
dall'inerte I e dal soluto C. Leggiamo la concentrazione del soluto sulla scala delle x che risulta ~ =
Riprendiamo i dati necessari per il calcolo: F = 0 ,60 kg./s: x, = 0 ,20: R = O.BO kg/s; xR = 0,10.
0,2. La concentrazione dell'inerte si ricava per complemento a 1, secondo la (6.6); risulta zf = 1-
Possiamo ora applicare la (6.10):
0.2 = 0,8. La concentrazione del solvente. lena sulla scala delle y, risulta owiamente pari a zero.
e%= F - x, - R • x11 _ 1
00
= 0,60 kg/s • 0,20 - 0,80 kg/s 0,10 = %
33 Punto E. Giace su un lato OC del triangolo. ed è quindi una miscela binaria costituita dal solvente
F -x, 0,60kgs - 0,20 Be dal soluto C. Leggiamo le concentrazioni sulle scale x e y e risultano xi-= 0.25 e Yr = O, 75 .
.,J Punto R. Giace all'interno del triangolo, ed è qu indi un miscuglio ternario costituito da tutti e tre
i componenti , l'inerte/, il solvente Be il soluto C. Leggiamo le concentrazioni sulle scale x e y e
risultano xR = 0.1 e YR = 0.3: ricaviamo per complemento a 1 la concentrazione dell'inerte che
risulta zR= 1 - 0,1 - 0.3 = 0,60.
6.5 DIAGRAMMI TBRNARI DELLE CONCENTRAZIONI Lo studente ricavi autonomamente le concentrazioni per i punti Se M.
PER L'BSTRAZIONE SOLIDO-LIQUIDO
Per rappresentare tre concentrazioni su un piano si ricorre a grafici a triangolo ret·
tangolo isoscele (v. Fig. 6.3).
6.5.1 Bilancio di massa con i diagrammi ternari
1 ' S
I diagrammi ternari risultano particolarmente utili nel dimensionamento dei pro·
cessi d'estrazione solido-liquido perché si possono utilizzare per fare i relativi calcoli
per via grafica, evitando la risoluzione analitica del sistema di equazioni di bilancio.
Il calcolo grafico si basa su due regole: la regola dell'allineamento delle correnti for-
manti una miscela o derivanti da essa e la regola della leva.

Allineamento delle co"enti


.I.lineamento Se si miscelano due correnti, p.e., F ed S di Fig. 6.3, a formare un miscuglio M, i tre
o., clellecorrentl punti rappresentativi di F, M ed S sul diagramma ternario saranno allineati lungo la
0.3
stessa retta. Cosi pure, se il miscuglio M si suddivide a formare due correnti, p.e., R
ed E, anche i punti rappresentativi di R, M ed E saranno allineati lungo un'unica retta.
0 .2 L'allineamento delle correnti introduce una nuova relazione utile anche per il
calcolo analitico. Infatti se applichiamo l'equazione di una retta per due punti ai
segmenti, p.e., SM, MF e sF di Fig. 6.3, che giocoforza hanno lo stesso coefficiente
1-.;.....-"-- - - - - - - - - - - " c angolare m, risulta:
0 .3 0 .4 0 ,5 0.6 0 .7 0. 8 0 ,9 1

Flc. 6.3 Diagramma ternario per l'estrazione solido-liquido. Lunghena origil'lale del cateto 200 mm. m = YM - Ys = YF - Yu = YF - Ys (6.11)
XM - Xs X F - XM XF - Xs
292 6 • LeMruklM &Olido-llqwdo (lac:MazloneJ 6.5 • Oiatra mml ternari delle concentnm<lfll 293

Un caso particoLue, peraltro comune, come si vedrà., si ha quando i punti rappre- M possiamo calcolarlo dal bilancio di massa e il rapporto E/R con la regola della leva:
sentativi delle correnti si trovano su una retta che passa per il vertice I, che costi- M = F + S = 0,60 + 0,39 = 0,99 kg/s
tuisce l'origine delle se.aie x e y. Infatti se applichiamo la regola, p.e., ai segmenti IR.
IM e TE sempre di Fig. 6.3, ricordando che x1 =y1 =O, per la (6.11) si ha: = = 18mm = o, 234
R EM 77mm
m = YR - Y, = YM - Y, = YE - Y, = YR = YM = YE (6. 12) Sostituendo nella precedente equazione abbiamo:
XR - Xl XJ.f - Xl XE - Xl XR XM XE
o,ggRkg/ s = 1 + 0,234 = 1,234
La (6.11) e, specie, la (6.12) sono particolarmente utili perché collegano tra loro
le concentrazioni delle correnti e dei miscugli che formano o da cui derivano. Da cui Infine otteniamo:

0
Regola della leva R = ·~:~s = 0,80kg/ s
Regola Date due correnti, rappresentate sul diagramma di Fig. 6.3 dai punti f ed S, forman-
I risultati coincidono praticamente con quelli ottenuti analiticamente nell"Esempio 6.1.
della leva ti il miscuglio ~pr~entatodal punto M, tra le portate delle correnti e la lunghezza
dei segmenti FM e SM vige la relazione: .J
FFM=S-SM (6.13)
Dimostrazione L'allineamento delle correnti e la regola della leva si possono dedurre analiticamente dal
Che può essere espressa anche nella forma: delleregole bilancio di massa. Infatti, se consideriamo le due correnti F ed S che formano un miscuglio M, e
dellalevae
dell'allineamento scriviamo tre delle equazioni di bilancio globale del soluto e del solvente, abbiamo:
dellecorr!ntl F+S=M (6.15)
(6.14)
F·;cF+S · xs =M ·x.11 (6. 16)
~ •se~pl~ 6.4
F·yF+S·y5=M·y.11 (6.17)
Risolviamo per via grafica il quesito posto dall'Esempio 6.1.

R/sOluzione Se sostituiamo la (6.15) nelle (6.16) e (6.17), risulta:


Tracciamo un triangolo rettangolo isoscele, possibilmente con i cateti da 200 mm per assicurare
una precisione accettabile del procedimento grafico. Riportiamo i punti F. S, R ed f. coaispondenti F- xF+S · Xs = (F +S). X!,f
alle concentrazioni delle correnti entranti e uscenti (v. Fig. 6 .3). F · Yr+S · Ys =(F +S) · Y1,1
Uniamo con un segmento i punti F ed S. Per la regola delrallineamento delle correnti, il punto M,
rappresentativo del miscuglio d'estrazione, sarà interno al segmento FS. Per la stessa regola,
quando il miscuglio si separa in estratto e residuo, anche i tre punti R, M ed f giaceranno su una Che riordinate diventano:
stessa retta. Quindi basta unire con un segmento i punti R ed E: il punto d'incrocio coo il segmento F·(;c, -x1,1) = S·(x1,1 -x.J (6. 18)
fS corrisponderà al punto M.
Applichiamo ora ta regola della leva per ricavare le portate. Cominciamo a misurare i segmenti f. (y1 -y1,1)=S·(y1,1-y,J (6.19)
individuati. Le misure riportate sono state ricavate da un grafico con il cateto di 200 mm.
"m = 79mm SM = 121mm RM = 1amm EM = 77mm Se ora dividiamo membro a membro la (6.19) per la (6.18), otteniamo:

Applichiamo la regola della leva. (6.13) per calcolare la portata del solvente: YF-YM = YM -Ys
(6.20)
Xf-XM XM -X5
FM
S= F. s,; = 0.60kg/ s •
79mm
121
mm = 0, 39kg/ s
La (6.20) mostra che i due segmenti FMe MS, ave ndo un punto in comune e ide ntici coeffi-
Per calcolare le portate di estratto e residuo teniamo presente il bilancio di massa: cienti angolari, giacciono necessariamente sulla stessa retta, confermando la rtgo/a dt/l'allinto-
M=R+E mento delle correnti già dichiarata con la (6.11).
Inoltre, dalla (6. 18) possiamo ricavare:
Dividendo ambedue i membri per R si ottiene:

~=~+~=1+~
R R R R
294 6 • L esti ~ 506klo-llqwclo (hKMazione ) 6.6 • LequihbrloneU'estrazto<,,esollòo-llovldo 295

llrapportotraisTe~ xMxs e xFxM , sulcatetocorrispondenteall'assex, coincidecon In questa ipotesi qualsiasi miscuglio ternario è costituito da un inerte puro pili
quello tra i segmenti MS e fM(fasdo di rette tagliate da due trasversali). Resta, così, confermato una soluzione del soluto nel solvente che non è mai satura. Quindi, per identificare
an, he la regola dd la leva. La. stessa conferma si può ottenere ovviamente utilizzando la (6 .19), le correnti che si ottengono da un miscuglio M, è sufficiente tracciare un segmento
da cui similmente si può ricavare: IE a partire dal vertice rappresentativo dell'inerte e passante per M, fino ad incon-
trare l'ipotenusa, luogo delle miscele binarie soluto-solvente (v. Fig. 6.4 a).
f.= YM - Ys
S YF-YM

6.6 L'EQUILIBRIO NELL'ESTRAZIONE SOLIDO-LIQUIDO

Stadio In condizioni d'equilibrio avremo una fase solida e una liquida in base all'equilibrio
di&q11ilibrio di solubilità specifico della coppia soluto-solvente in gioco.
Ideale
Ai fini del dimensionamento delle apparecchiature interessa, però, l'effettiva re-
lazione esistente tra le concentrazioni delle correnti che si separano dopo che si è
raggiunto l'equilibrio. Ciò, infatti, permette di definire lo stadio d'equilibrio ideale
o teorico.
Nello stadio d'equilibrio si presuppone che l'estratto formatosi esca completa-
mente privo di inerte (costituito solo dal solvente e dal soluto) mentre il residuo
tratterrà inevitabilmente sia del soluto sia del solvente. La quantità di soluzione
trattenuta nel residuo non dipende esclusivamente dalla natura dei componenti e
dalle variabili di stato ma anche dal tipo di apparecchiatura e dal modo di condurre
l'operazione. Quindi la relazione esistente tra le composizioni di residuo ed estratto
uscenti da uno stadio d'estrazione non è una vera e propria relazione d'equilibrio
(nel senso termodinamico del termine) ma è solo una relazione semiempirica tra le
composizioni delle due correnti.

re. U Correnti uscenti dallo stadio d"equilibrio. Ipotesi cli 1otale separazione solido-liquido.
a) Soluto solubile in ogni rapporto: b ) soluto solubile fino ad un limite cl i saturazione;
6 .6.1 La •uddivi•ione del mi•cuglio d'eatrazìone e) soluto che presenta una laCtJna di m iscibilità con i! solvente a concentaziooi intermedie.

d:I==
Suddivisione Partiamo dal considerare come si possa rappresentare sul diagramma ternario la
suddivisione del miscuglio d'estrazione in residuo ed estratto a seconda dei possibili
estratto e residuo casi d'equilibrio di solubilità. I possibili casi sono tre.
II. Soluto parzialmente solubile nel solvente
Il solvente non scioglie il soluto in qualsiasi rapporto, ma fino al raggiungimento di
In ogni caso ipotizziamo che tutto il soluto presente nel solido possa venire a contatto una data concentrazione di saturazione che determina il limite di solubilità . ~ tipico
con il solvente e che si disponga di un'apparecchiatura ideale tale che, raggiunto l'equili- dei soluti solidi.
brio di solubilità , sia in grado di separare totalmente la fase liquida dalla solida. In questo caso il diagramma ternario risulta diviso in due zone, a seconda che
si abbia o meno una quantità di solvente sufficiente a sciogliere tutto il soluto.
I. Soluto e solvente miscibili in qualsiasi rapporto Il segmento IP, congiungente il vertice rappresentativo dell'inerte con il punto P
sull'ipotenusa, in corrispondenza della concentrazione di saturazione 1e51 alla tem•
Il soluto si scioglie nel solvente in qualsiasi rapporto. Teoricamente basta una mi- peratura e pressione d'esercizio (v. Fig. 6.4 b), rappresenta il luogo dei miscugli in
nima quantità di solvente per portare tutto il soluto in soluzione. È tipico dei soluti cui il rapporto soluto/ solvente è quello della soluzione satura. Cosi il miscuglio M è
liquidi totalmente miscibili con il solvente, p.e. olio di semi ed esano. Quindi tutto il nella zona in cui il rapporto soluto/ solvente è inferiore a quello di saturazione, per
soluto passa comunque in soluzione e, nell'ipotesi di una totale separazione solido- cui il solvente può sciogliere completamente il soluto e, nell'ipotesi di perfetta se-
liquido, si avrà un residuo costituito da inerte puro ed un estratto da una soluzione parazione solido-liquido, si suddivide come nel caso I, con un residuo costituito da
priva d'inerte. inerte puro . Mentre il miscuglio M' è nella zona in cui il rapporto soluto/ solvente è
296 6 • Lesuazione solldo-llQIHdo (llscMUIDM) 297

superiore a quello di saturazione, per cui il solvente non è in grado di sciogliere tut· III. Ipotizzando un rapporto costante soluzione/ inerte.
to il soluto ma forma la soluzione satura, rappresentata dal punto P. Quindi M' si
IV. Ipotizzando un rapporto costante solvente/ inerte.
suddivide in un estratto saturo E', coincidente con P e in un raffinato R', costituito
dall'inerte e dal soluto che il solvente non è stato in grado di sciogliere, che si indi-
vidua prolungando il segmento PM' fino ad intersecare in R' il cateto orizzontale,
luogo delle miscele binarie inerte-soluto. ,'
lll. Soluto e solvente mutualmente solubili ma con lacuna di misdbilità
Il solvente e il soluto presentano una lacuna di miscibilità, con formazione di due
fasi a concentrazioni intermedie, mentre formano un'unica fase a basse o ad alte
concentrazioni di soluto. È tipico dei soluti liquidi parzialmente miscibili con il o.,
solvente.
Se il soluto presenta con il solvente una lacuna di miscibilità, il diagramma ter-
RieW, congiungenti il vertice I con i
_.o.a, _~ c
nario risulta diviso in tre parti dai segmenti
punti Q e P in corrispondenza dei limiti di solubilità x~ x;
e (v. Fig. 6.4 c).Nella c__ _ _ _ _

prima parte (miscuglio M) e nella seconda (miscuglio M'), la soluzione è costi- 1o 1


tuita da una sola fase liquida, per cui i miscugli si suddividono come nel caso I.
Nella terza (miscuglio M") è possibile la dissoluzione di tutto il soluto ma con
.,
la formazione di due fasi liquide tra loro immiscibili . Il miscuglio si suddivide,
nell'ipotesi di perfetta separazione solido-liquido, in un raffinato R coincidente B 8
1 I
con l'inerte puro e un estratto E", privo d'inerte, costituito da due fasi liquide di
composizione Q e P che, per la regola della leva, stanno in rapporto tra loro come
i segmenti 'ii? e QEH.

Quasl5e111preR i Il caso comunque più frequente è il primo: nelle condizioni operative il sol-
sularetta '
0,5
checonclunce vente è in grado di sciogliere tutto il soluto. Quindi i residui si troveranno sem-
l alha E pre lungo la retta che congiunge il vertice I al punto rappresentativo del miscuglio e 0 .375
dell'estratto.

6 .6.2 Linee d'equilibrio operative 'o 0.5

Si è già anticipato come nella realtà il residuo trattenga inevitabilmente una parte
della soluzione e come sia facile che il soluto non sia tutto accessibile dal solvente. rc.u Linee d'eQuilibriooperativo. a) Linea tracciata per punti; b) in base a un'eqoazione {y~ = 0.4 - 0,5 • )(,,i):
È quindi inevitabile che dai miscugli ternari prossimi al vertice dell'inerte non si e) a rappo(to soluzione/Inerte costante (r = 1); d) a rapporto solvente/inerte costante (r = 0.6).
Le aree in colore delimitano quell' intervallo di concentrazioni per cui, nelle condizioni operative
riesca a separare alcun liquido. Allontanandosi dal vertice I, ad un certo punto si adottate. non si ha la separazione dell'estratto.
arriverà a separare del liquido. La linea che delimita tale zona costituisce la linea di
equilibrio operativo o linea dei residui. Corrisponde al luogo dei punti dei residui,
cioè il punto rappresentativo di qualsiasi residuo si troverà su questa linea. I princi-
pali criteri con cui si può tracciare sono i seguenti. Linea tracciata per punti. È sufficiente riportare i punti corrispondenti ai dati
Come tracciare la sul diagramma e unirli in modo da ottenere la curva d'equilibrio (v. Fig. 6.5 a).
I. In base ad un certo numero di dati sperimentali che danno le composizioni dei
th,eadelresldul
residui. Linea tracciata in base a un 'equazione. Si traccia la curva corrispondente dopo
aver individuato sul diagramma un numero sufficiente di punti. In Fig. 6.5 b l'equa-
IL In base ad un'equazione, data o ottenuta con un'analisi di regressione dai dati zione utilizzata è quella di una retta. In questo caso è sufficiente ricavare le inter-
sperimentali. cette sugli assi e unirle con una retta .
298 6 · l ntr•rlone ~lquido (IIM:Mazionel 6.6 • L"eq,uilib<1o netl'estruione IOlldo-U®ldO 299

esempio 6 .5 esempio 6.6


Tracciare la linea dei residui data dalrequaziOne: Tracciare la retta d'equilibrio nell 'ipotesi di un rapporto soluzione/inerte unitario.
Yfl= 0,4-0,5·x11 In questo caso la retta è parallela all'ipotenusa e quindi interseca i cateti ad eguale distanza dal
vertice I. Sostituendo il valore di, = 1 in una delle (6.24) si ha:
Per ricavare le intercette si mette a sistema l'equazione con quelle degl i assi:
_!_ = ___!__ = 0,5
1+r 1+1
{ ; : ~.4 - 0,5 {;: ~.4 Unendo i punti sui cateti COl"rispondenti a 0.5 si ottiene la retta cercata (v. Fig. 6.5 c).

x= 0.8
l
Jr=0. 4-0,5-x
lr = o y=O Linea a rapporta solvente/inerte costante. Nel caso che sia il rapporto tra sol-
vente ed inerte ad essere costante, risulta costante anche il rapporto tra le relative
Quindi rintercetta sull'asse delle x è a""= 0,8 e quella sull'asse delle y è a YR = 0.4 (v. Flg. 6.5.b).
concentrazioni in frazione . Per cui si ha:

(6.25)
Linea a rapporto soluzione/inerte costante. Se il rapporto tra le portate di solu-
zione ed inerte è costante, è costante anche il rapporto tra le relative concentrazioni dover indica il rapporto solvente/inerte.
in frazione. Per cui si ha: Esprimendo la concentrazione dell'inerte (z11) con la (6.22) e sostituendola nella
(6.25), si ottiene
(6.21)

dover indica il rapporto tra soluzione ed inerte e xR, y 11 e z R sono, come si è già pre•
che riordinata diventa
cisato, le concentrazioni in frazione di soluto, solvente ed inerte nel residuo.
Ricordando che la somma delle concentrazioni in frazione di tutti i componenti (6.26)
è pari all'unità, la concentrazione dell'inerte è
La (6.26) è l'equazione di una retta i cui punti d'intersezione con gli assi, ciC>e con
(6.22)
i due cateti, valgono:
che sostituita nella (6.21) dà

l
x,= O, x, = 1
~= r
YR=Ur
{YR = O (6.27)
1-xR-YR
che riordinata diventa Quindi la linea di equilibrio passa dal vertice C del diagramma triangolare e in-
terseca il cateto verticale per y 11 = r/ (1 + r).
(6.23)

esempio 6. 7
La (6.23) è l'equazione di una retta parallela all'ipotenusa del diagramma trian-

l '
golare. r punti d'intersezione con gli assi, cioè con i due cateti, valgono: Tracciare ta retta dei residui nell'ipotesi di un rapporto tra solvente e inerte di 0.6.
Risoluzione
x,= O,

l XR=- In questo caso un punto è fisso ed è il vertice C, corrispondente al soluto puro. L"intersezione con
1+, (6.24) il cateto delle y si ricava applicando la (6.27).
YR=Ur =O
Y11
y~ = 1:, = 1~·~.6 =0,375
Notare come le intercette sui due cateti hanno lo stesso valore, quindi la linea dei Unendo questo punto con il vertice C si ottiene la retta cercata (v. Fig. 6.5 d).
residui sarà parallela all'ipotenusa.
300 6 • l'e1ttat1one: solld<M lq uido (llseh'la?lonel 6 .7 • Det erminazione del nume,o di uadi Id eali 301

Duelmportanti Dall'esame di questi casi si possono dedurre due importanti proprietà dei dia- Risoluzione
proprietàclel grammi triangolari. Disegnato il triangolo r&taf€olo isoscele (cateti da 200 ITWTI) e segnate le scale sui cateti, tracciamo
diagramnl
la lirlea dei residui unendo con un segmento le intercette date. Quindi localizziamo sul diagranvna i
triangolari Un segmento, interno al triangolo e parallelo ad uno dei lati, rappresenta miscu-
punti rappresentativi di alimentazione (F) e solvente (S) e li uniamo trao:::iando un segmento (v. Fig. 6. 7).
gli in cui c'è un rapporto costante tra due dei componenti e il terzo, il cui vertice
rappresentativo è opposto al lato a cui è parallelo il segmento. Come. p.e., nel B
caso III in cui è costante il rapporto tra soluzione ed inerte. l S

Un segmento, interno al triangolo, che congiunge un vertice con il lato opposto,


0,9
rappresenta miscugli in cui è costante il rapporto tra due componenti i cui verti-
ci rappresentativi delimitano il lato intersecato dal segmento, come nel caso IV
0.8
in cui è costante il rapporto tra solvente ed inerte.
0,7

6.7 DETERMINAZIONE DEL NUMERO DI STADI IDEALI 0,6

L'estrazione solido-liquido può essere condotta in un singolo stadio o in stadi mul- 0,5
tipli a correnti incrociate o in controcorrente; in particolari apparecchiature anche
in equicorrente, ma ciò permette solo di avvicinarsi maggiormente all'equilibrio e
quindi corrisponde allo stadio singolo. Sia l'estratto sia il solvente si considerano
sempre privi di inerte. Si può operare in discontinuo in stadio singolo o in stadi 0,3
multipli a correnti incrociate.
o.,
6 . 7 .1 Estrazione a 1tadio ,ingoio

Le correnti entranti ed US(enti nello stadio d'equilibrio sono rappresentate in Fig. 6.6.
~1 u o.J o.4 o,s o~ ~1 o• 09 1 e
~- 6.1 Costruzione grafica per l'estrazione In uno stadio teorico. Lunghezza originale òel cateto
200mm.

,......
limite:
Il segmento fS incontra la retta d'equilibrio nel punto D che è rappresentativo del miscuglio che si
ottiene impiegando la minima quantità di solvente. È rappresentativo quindi di una condizione lim/.
solvente
minimo te: quantità maggiori di solvente permettono che si separi la soluzione che costituisce l'estratto,
Fir;. 6.& Co<renti entranti ed uscenti nello stadio d'equilibrio. F: alimentazione; S: solvente: E: estratto: R: quantità inferiori vengono totalmente trattenute nel residuo. Per calcolare il rapporto minimo S/f
residuo; M: miscuglio d'estrazione. Estratto e residuo sono tra loro in equilibrio è sufficiente applicare la regola della leva ai segmenti ffie SO:

Il prossimo esempio mostra come localizzare le correnti implicate in uno stadio ~) = = 61mm = 0,4150
d'estrazione. ( F ,_ SD 147mm

Quindi il rapporto effettivo vale:


esempio 6.8
Si vogliono estrarre dei semi cootenenti il 30% di olio con un solvente idrocarburico puro. Soluto e
(¾L =3·(¾)_=3-0.4150 =1.245
solvente sono miscibili in ogni proporzione. I semi sono privi di solvente. SI utilizza 3 volte la quao. Applichiamo ora la regola della leva per localizzare il punto M, rappresentativo del miscuglio
tità minima di solvente. La linea d'equilibrio è quella dell'esempio 6.5: una rena che intercetta i d'estrazione. Teniamo presente Che:
cateti a xR = o.a e a YR = 0,4 (v. Ftg. 6.5.b).
Si vuole conoscere la concentrazione del soluto nell'estratto e nel residuo.
302 6 • L n tr;1,doneMNl(lo.llqYiclo (lbch1azloneJ 303

Se dividiamo ambedue i membri della precedente espressiooe per SM. otteniamo: Delle concentrazioni della (6.28) non ne conosciamo nessuna. Possiamo però ricavare x.,. ed y.,. ri-

s:s
cordando che sono pari al rapporto tra massa del soluto o del solvente e massa complessiva di M:
FS FM 5M
=::: = + =,. 1.245+1 = 2.245 x.,. = F ~x, = 1~·~,25 = 0,0625 y., = = 3~1 =0,75
SM SM SM

Misuriamo sul diagramma FS che risulta 209 mm e tenendo presente che Sostituendo nella (6.28) si ha:

y., = Yc = y11 = O, 75 = 12
X_., XE X11 0, 0625
possiamo scrivere: Facendo sistema con l'equazione della linea dei residui è ora possibile ricavare la composizione di R:

SM "' FS ::: 209mm = 93mm f Y11 = 12:c:II fY11 = 12x11 fy,. = 12:c:,. fY 11 :: 0.387
2,245 2,245
lY11 = 0,4. (1 - X11 ) 112:c:II = 0,4 · (1- X,. ) l xii= 0.0323 lxi : 0,0323
Avendo ricavato $M possiamo ora localizzare M. Fatto ciò congiungiamo il vertice I con Me prolun.
ghiamo il segmento fino ad Intersecare l'ipotenusa. Individuano cosl i punti R ed f . rappresentativi Applicando la (6.6) ricaviamo la concentrazione dell'inerte
di residuo ed estratto, si possono leggere sull'asse x le concentrazioni richieste (v. Flg. 6.7): 111 = 1-x11 - Y11: 1 - 0,0323 - 0,387 = 0,581
XR"' Q,085 Xc"' 0,195 Possiamo ora calcolare la portata di R dalla (6.9):

R = F ,!t._ = lkg - ~ : : 1.29kg


1 11 0,581
Da bilancio globale ricaviamo E:

esempio 6 .9 - Quesito estratto dal tema di Maturità - Sessione 2001 E = M- R = 4 kg-1.29 kg = 2.71 kg

·un prodotto solido contiene una frazione in massa x == 0,25 di sostanze solubili in un opportur Da bilancio del soluto ricaviamo xE:
solvente organico ed una frazione in massa z :: 0,75 di sostanze inSOlubili. Il SOivente organico x = M - x., - R · x11 "' 4kg · 0.0625 - 1.29kg · 0,0323 = 0,0769
inizialmente del tutto assente dal solido. La retta di equilibrio del solido coo le soluziooi ottenibili e E 2.71kg
rappresentabile con la funzione y = 0,4 • (1 - x) doYe y indica la frazione in massa di solvente ed
la frazione in massa di sostanze SOiubiii. Ad un chilogrammo di solido iniziale vengono mescolati Concludiamo ricavando Yr con la (6.6):
kg di solvente organico e, dolXl un opportuno periodo di temlX). si esegue la separazione tra sol
y. = 1 -x..- z. = 1 - 0,0769 - 0 = 0.923
zione ottenuta e solido residuo. Il candidato calcoli, a sua libera scelta per via algebòca o grafica.
comlX)sizioni della soluzione ottenuta e del solido residuo, valutandone anche le quantità ottenute J
(In questa sede risolviamo il quesito solo per via algebrica, la più difficile. Lo studente può risolve
autonomamente il quesito per via grafica).

Risoluzione
6. 7 .2 Estrazione a stadi multipli a correnti incrociate
Riepiloghiamo i dati deducibili dal tema.
- F :: 1kg; x,: 0,25; y,: 0;z,= 0,75.
- S :: 3 kg; Ys = 1; z5 = O; anche se non esplicitamente detto, si presuppone che anche :c: 5 :: O.
- M = F + S "' 4 kg. dato non presente nel testo ma facilmente deducibile.
'~i~:= Residuo Nell'estrazione a stadi multipli a correnti incrociate il residuo di uno stadio costi-
tuisce l'alimentazione del successivo, mentre il solvente viene alimentato fresco in
del successivo ogni stadio in quantità non necessariamente uguale (v. Fig. 6.8).
- Linea dei residui: y11 : 0,4 • (1 - x11 )
S, S, s.
Le "risorse" per la risoluzione algebrica sono costituite dalle equazioni di bilancio (6.2) + (6.~
dalla somma unitaria delle concentrazioni in frazione (6.6), dalla regola dell'allineamento delle e<
j j j
renti (6.12). Non disponendo né delle concentrazioni né delle IX)rtate di estratto e residuo, l'unii
relazione che possiamo applicare è quella dell'allineamento delle oorrenti. infatti sappiamo che _, .. _,.,
ed E si trovano su Ulla retta che passa da/ ed M. Cosl. dalla (6.12) si ha:

l'.!.::~::::!!. (6.28)
E, E.
XR X_., Xl re 6.8 Estrazione a stadi multipli a rorrenti incrociate.
304 6 • LeMrazloM solido-llq uido (llscMMione ) 305

L'estrazione a stadi multipli permette di esaurire meglio l'alimentazione dal 6. 7 .3 Estrazione a stadi multipli in controcorrente
soluto, ma, come per l'estrazione liquido-liquido, porta ad estratti sempre più
diluiti. Estratti e rndul
Nell'estrazione in controcorrente, estratti e residui percorrono in senso opposto
Nell'ipotesi di voler calcolare il numero di stadi ideali per ridurre la concentra- In se:!= gli stadi (v. Fig. 6.10), garantendo una forza spingente al trasferimento di materia,
zione del soluto nei residui a un valore dato (x~), dopo aver tracciato la linea d'equi- Cli stadi data dalla differenza di concentrazione, meglio distribuita lungo tutta l'operazione.
librio, si localizzano i punti rappresentativi di alimentazione (F) e solvente (S) e
sulla loro congiungente, in base al rapporto tra le correnti, si localizza il punto rap-
presentativo del miscuglio del primo stadio (M1). Quindi, ipotizzando una totale
miscibilità tra soluto e solvente, per individuare residui ed estratti, congiungiamo ~ ~------ ~ ~
il vertice I con M1 e prolunghiamo il segmento fino ad intersecare l'ipotenusa; loca-
lizziamo, così, i punti R1 ed E1, rappresentativi del residuo e dell'estratto del I stadio
~-----L.:J--- -----------L.:J~
E1 I E~ E1 E0 I S

(v. Fig. 6.9). '


Flg. 6.10 Estrazione a stadi multipli in controcorrente. Le correnti in ingresso al processo sono F ed S, Quelli
uscenti R,, ed E1 .

Bilancio di mana Il bilancio di massa globale si fa considerando le correnti entranti e uscenti attra-
0.9 verso il contorno del processo. Secondo la Fig. 6.10 abbiamo:
F+S=M=R,, +E 1 (6.29)

Dove con M si è indicato il miscuglio globale all'interno del processo, utile per il
0.7
bilancio ma che, in effetti, non si realizza, al contrario dei miscugli dei singoli stadi.
Come per gli altri casi, è possibile scrivere eqmzioni di bilancio anche per i singoli
0 .6
componenti.
0.5
Per il calcolo del numero di stadi ideali, analogamente alle altre operazioni a sta-
di in controcorrente, bisogna disporre, oltre che della relazione d'equilibrio, anche
OA di una relazione di lavoro che leghi le composizioni delle correnti all'interstadio.
Ricaveremo questa relazione dal bilancio di massa dei singoli stadi. Per il I stadio si ha
0.3
F+E 2 =R 1 +E 1
o., che può essere riscritta come

0.1
(6.30)
Un'utile corrente dove con P si è indicata una corrente fìtrizia pari alla differenza tra le correnti di
~1 0.2 o~ ~4 o.s o~ ~1 ~a ~9 1 C ,one:lzl~~: residuo ed estratto, detta corrente netta all'interstadio. A seconda che la corrente
all'lnterstadlo dei residui sia superiore o meno a quella degli estratti, la corrente fittizia risulterà
Flt-6.9 Determinazione grafica del numero di stadi teorici nell"estraziooe a stadi multipli a correnti positiva o negativa.
incrociate. Similmente per il II stadio si ha:
R1 +E3 =R 1 +E2 (6.31)
Il residuo R1 costituisce l'alimentazione del II stadio. Si ripete quindi la procedu- E per lo stadio n:
ra congiungendo R1 con Se localizzando il miscuglio M2 in base al rapporto tra le
correnti R1 e S. Si traccia quindi la retta passante per I ed M2, localizzando così R2 ed R,._1 +S=R,. +E,. R,._1 - E,. = R,. - S= P (6.32)
E2• Si ripete ulteriormente la procedura fino a quando la concentrazione del soluto
Confrontando le (6.30), (6.31) e (6.32) è facile riscontrare che:
nel residuo non risulti uguale o inferiore a quella voluta (x,,). Nella costruzione di
Fig. 6.9 tale concentrazione si raggiunge con il III stadio. F- E1 =R 1 - E2 = R1 - E3 = ... =R,._1 - E,, = R,, - S= P (6.33)
306 6 • L estrarionesobdo-ffQuido (liscMalione) 307

La corrente Per cui risulta che, in assenza di aggiunte o prelievi intermedi, fa corrente netta Risoluzione
ftttlzla è costante all'interstadio è costante lungo tutti gli stadi. Cominciamo con it tracciare sul diagramma triangolare di Fig. 6.11 la linea d'equilibrio coo i dati
La (6.33) si può scomporre nelle seguenti relazioni: di Tab. 6.1, quindi localizziamo i punti rappresentativi dell'alimentazione (F), del solvente (SJ, del
residuo (Rn) e dell'estratto (fil finali.
F=E 1 + P (6.34) Iniziamo con il bilancio globale congiungendo i punti Fed Se i punti R" ed f 1• Intersecandosi, i due
segmenti individuano il punto M , rapptesentativo del miscuglio globale d'estrazione all'interno del
R1 =E2 + P (6.35) processo.
Dalla misura dei segmenti FM e SM. applicando la regola della leva. possiamo calcolare il rapporto
R2 = E3 + P (6.36) solvente/alimentazione e quindi la portata del solvente.

S FM 75mm
- "' - = --- = 0,570
F SM 131,5mm
R,..1 =En+ P (6.37)

Rn= S+P (6.38) da cui

S = 0,570 F = 0,57 · 1000 kg/h = 570 kg/h


HpuntoP e Dalle (6.34) + (6.38) è facile verificare come l'alimentazione ed i residui si pos-
llpolodacul sano considerare come una miscela costituita dai corrispondenti estratti all'inter-
passanotuttelt
rettedllavoro stadio e dalla corrente fittizia P. Ma, per l'allineamento delle correnti, i tre punti cli Il miscuglio globale risulta:
ognuna di queste relazioni dovranno stare su una stessa retta. Quindi, il punto P
detto polo, rappresentativo della corrente netta all'interstadio, permette di ricavare M = F + S = 1000 kg/h + 570 kg/h = 1570 kg/h
la relazione di lavoro per tutta l'operazione.
La procedura per il calcolo grafico del numero degli stadi teorici sarà praticamen-
te descritta nell'esempio seguente.
Misuriamo ora i segmenti EiM e e applichiamo la regola della leva per calcolare le portate
del residuo e dell'estratto finali:

esempio 6.10 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - \
1000 kg/h di fegati di pesce contenenti il 26% in massa di olio sono estratti con un solvente puro
operando in più stadi in controcorrente. Si vuole ottenere un estratto al 40% in massa di olio e un Dall'equazione (6.29) di bilancio globale abbiamo:
residuo con meno del 3% di olio. Si vuole calcolare il numero di stadi ideali e le portate del solven-
te e del residuo ed estratto finali. I dati d'equilibrio sono riportati in Tab. 6.1.

C OfilUNTbZ>Ofif: DfJ. 50Wf0 NEL 11U1DUO (..r.) CoticamtuJoHE DEL IOI.Vllffl flEL .uiOUO (y.)
Dividendo ambedue i membri per R" si ottiene:
0,219
0,025 0,228
.0._ = !1..+S.. = 1 + 0,579: 1.579
0.057 0,229 R,, R" R"
0.096 0,224
0,142 0,213 Possiamo ora ricavare R" ed E1 :
0,199 0,199
M 1570kg/h
0.267 0,178 R" : 1,579 "' ~ " ' S94kgfh
0,328 0,162

Tab. 6.1 Dati d"equilibrio per l'Esempio 6.10. E1 = M - R" = 1570 kg/h- 994 kg/h : 576 kg/h
308 6· Lestn1zionesolldo-liqu,oo (laclvi1WO!le ) 6.8 • LeappattOd,iatwreperl'MtrazloneMJlid!Miq..-do 3 09

correnti entranti ed uscenti da tutti gli stadi. Cominciando da E1, si traccia un segmento che unisce
B
1 S tale punto al vertice I: ciò permette di localiuare, all'intersezione con la curva d'equilibrio, R1• Per
E, la (6.35) R1 è il punto miscela tra P ed E2 . Congiungendo quindi P a RI e prolungando il segmento
fino ad incontrare l'ipotenusa, si localizza E2 .
Si ripete la procedura fino ad individuare un residuo con una concentrazione del soluto uguale o
inferiore a quella voluta. I passi da ripetere sono:
- si individuano le correnti in equilibrio uscenti dallo stadio, nel nostro caso si congiunge E2 ad I
e si individua R2 all'intersezione con la linea d'equilibrio;
- si individuano le correnti all'interstadio, nel nostro caso si traccia la congiungente tra P ed R1
e la si prolunga fino all'ipotenusa, luogo degli estratti, e si localizza E3, corrente a11'interstadio
conR1 •

Come si può vedere dalla Fig. 6.11, nel nostro caso sono sufficienti 3 stadi teo<ici per ottenere una
concentrazione del soluto nel residuo inferiore a quella desiderata.

6 .8 LE APPARECCHIATURE PER L'ESTRAZIONE SOLIDO-LIQUIDO

Le caratteristiche dei solidi che vengono sottoposti ad estrazione sono le più va-
rie. Si va dai minerali che possiedono un'elevata densità e spesso anche un'elevata
durezza, alle matrici di natura organica con densità anche prossime a quella del
solvente e con consistenze cosi basse da rendere probabile una loro disgregazione.

·-
Ne consegue che la tipologia degli estrattori risulta piuttosto varia.
Estrattorta Le apparecchiature d'estrazione si possono suddividere in base alla modalità
percolazioneea con cui si conduce l'operazione. L'estrazione può avvenire per percolazione, in cui
il solvente attraversa un letto solido le cui particelle sostanzialmente non si muo-
vono le une rispetto le altre, oppure può avvenire per dispersione, in cui un sistema
d'agitazione fa muovere disordinatamente il solido nella soluzione. Inoltre si pos-
sono ulteriormente suddividere in continue e discontinue, soprattutto per quanto
riguarda la movimentazione dei solidi. Tra gli estrattori continui che operano in
controcorrente, analogamente a quanto visto per l'estrazione liquido-liquido (v. §
5.12), ci sono delle apparecchiature a stadi in cui si alternano fasi di miscelazione a
fasi di separazione di residuo ed estratto e delle apparecchiature differenziali in cui
il contatto tra le due correnti è continuo. Le apparecchiature descritte nei paragrafi
che seguono sono state scelte tra le più diffuse e le più idonee ad illustrare l'opera-
zione. Per la grande varietà delle caratteristiche dei solidi sottoposti ad estrazione,
Costruzione grafica per il calcolo del numero di stadi ideali nell'estrazione solido-liquido in molte altre sono state progettate ed utilizzate in situazioni particolari per meglio
controcorrente, relativa all'Esempio 6.10. Lunghezza originale del cateto 200 mm. adattarsi a specifici processi.

Per calcOlare il numero di stadi ideali è necessario localizzare il punto P rappresentativo della
corrente netta all'interstadio. Per la (6.34), potendo considerare F come la miscela di f 1 + P. per 6.8.1 Estrazione a stadi multipli in controcorrente
l'allineamento delle correnti, il punto Psi trova sul prOlungamento della congiungente i punti f 1
e F. Similmente, per la (6.38), si trOYa anche sul prolungamento della congiungente i punti Se Nella percolazione, come nella dispersione, è necessario assicurare un tempo di
R". Per cui l'intersezione tra i due prolungamenti permette di identificare il punto P (v. Fig. 6.11). contatto sufficientemente lungo affinché il sistema si avvicini in modo accettabile
ti numero di stadi Ideati si caleola identificando sul diagramma i punti rappresentativi di tutte le all'equilibrio.

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