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LA SOCIEVOLEZZA GEORGE SIMMEL

- Distringere tra il contenuto e la forma di ogni società


- Società = integrazione sociale, nata da determinati obiettivi: istinti erotici, interessi materiali,
impulsi.. Tutto fa sì che l’umo si relazioni con gli altri. Insieme di azioni reciproche.
- Egli produce effetti sugli altri e ne è influenzato.
- Il contenuto (la materia della sociazione) non è ancora in se natura sociale.
- La sociazione la costruiscono quando trasformano la vicinanza degli individui in forme determinate
di convivenza.
- Sociazione = forma in cui gli individui crescono insieme in un unita, in cui questi interessi si
realizzano.
- La necessità spinge a elaborare il materiale vitale acquisito nel mondo e a dargli forme
determinate.
- Scienza: scegliere da se i propri oggetti e da forma secondo i loro bisogni.
- Queste forme scelgono pero in modo autonomo, e non in funzione della vita: l’arte allora si separa
dalla vita.
- Certi comportamenti degli individui vengono richiesti dalle esigenze della società: essi hanno luogo
solo perché sono “diritto”, il quale non possiede uno scopo e non è più mezzo e determina a partire
da se stesso come dare forma alla materia vitale.
- Da qui si compie il “gioco”: analogia tra arte e gioco. In entrambi le forme hanno fondato dei regni
autonomi rispetto ad essa.
- Forma pura = determinarsi vicendevole, interazione degli elementi grazie ai quali costituiscono
un’unita. Qualsiasi forma di essere che rappresenta la realtà. La forma più pura della sociazione si
ottiene tra eguali.
- In vista della socievolezza vengono eliminate le motivazione dell’unione legate alla finalità della
vita.
- Società = aggregato umano. Qualunque aggregato consapevole di se.
- In tutte le lingue il termine “società” indica lo stare insieme socievole.
- Socievolezza = forma ludica della sociazione e mutatis mutandis e per le energie morali della
società concreta. Essa nelle sue forme pure non possiede alcuna finalità materiale; essa si basa sulle
personalità (individuo che si rapporta con la società). Essa crolla quando i ruoli sono diversi.
Essa è il gioco in cui si fa come se tutti fossero uguali e come se avesse stima di ognuno in modo
particolare.
Essa è l’astrazione della sociazione che si compie con il carattere dell’arte e del gioco, che esige il
tipo di interazione più puro, quello tra eguali.
- Le qualità personali (status naturalis) dell’istruzione cordialità ecc. decidono del carattere
dell’essere puramente socievole. (non devono essere accentuate in modo troppo individuale)
- Il sentimento del tatto (amabile leggerezza) guida l’autoregolazione dell’individuo nel suo rapporto
personale con gli altri. Pone limiti alle insistenze dell’io, alle pretese spirituali e alle impulsività
individuali.
- Ricchezza, posizione sociale, fama e capacità non hanno alcun ruolo nella socievolezza
(immaterialità).
- Dimostra assenza di tatto chi porta nella socievolezza armonie, eccitazioni o depressioni. Bisogna
escludere l’elemento personale. (non si fanno preferenze)
- Una donna con pochi uomini non pio mostrare tutta se stessa come invece farebbe senza remora in
società, lasciandosi andare come se fosse sotto l’impersonale libertà di una maschera.
- L’uomo è un complesso ancora informe di contenuti, forze e possibilità. È un prodotto costruito ad
hoc, la cui vita relativamente autonoma viene alimentata dalla fonte di energia dell’io.
L’uomo socievole è una figura peculiare.
- La discrezione è il primo requisito nei confronti dell’altro e di fronte al proprio io nella socievolezza.
- Per gli individui si parla di socievolezza superiore o inferiore.
- Kant ha stabilito che ciascuno debba possedere una misura di libertà che può esistere insieme alla
libertà di ogni altro.
- La socievolezza crea un mondo sociologico ideale: la gioia del singolo è legata alla felicità degli altri.
- Il mondo della socievolezza è una democrazia di chi ha pari diritti, ma è artificioso.
- La socievolezza è il gioco in cui ‘si fa’ come se tutti fossero uguali e, al contempo, come se si avesse
stima di ognuno in modo particolare.
- Il gioco di società viene giocato in una società e con esso di fatto si mette in scena la società.
- La civetteria: la questione erotica tra i sessi ruota intorno al concedere e al negare. La ‘civetta’
accresce al massimo il suo fascino quando si mostra sul punto di concedersi, senza farlo realmente.
- Come la socievolezza mette in scena forme della società, cosi la civetteria fa con quelle
dell’erotismo.
- Appena una conversazione verte su temi concreti, smette di essere socievole.
- Il racconto più socievole è quello in cui il narratore pone interamente in secondo piano la sua
persona; si mantiene sul felice punto d’equilibrio della cosiddetta etica socievole, in cui l’elemento
individuale oggettivo e soggettivo si dissolvono in nome della pura forma della socievolezza.
- Ogni socievolezza è un simbolo della vita, quale affiora nel flusso di un gioco che rende facilmente
felici.
- Anche l’arte si pone oltre la vita, ma è più della vita.