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Occhi puntati sullo Yen

di Gianluca Defendi

La valuta giapponese rimane sotto pressione, con la Boj che prosegue nella sua
politica espansiva. Eur/Usd consolida al di sopra del sostegno posto a 1,0350
mentre il Cable è stato respinto da quota 1,24.

Nel corso delle ultime sedute sul mercato dei cambi (Forex) si è registrato un
marcato indebolimento dello Yen giapponese, alimentato dalle politiche
espansive decise dalla Bank of Japan (Boj) e da un differenziale (delta) tra i
tassi di interesse che dovrebbe ulteriormente aumentare nei prossimi mesi nei
confronti delle altre valute (Dollaro, Sterlina e Euro). Il dollaro Usa, pur
rimanendo all’interno di un solido trend rialzista, nelle ultime sedute ha
evidenziato qualche incertezza: il Dollar Index, ad esempio, dopo essere salito
oltre quota 107,50, ha subito una veloce correzione, che si è arrestata a
ridosso di 103,40. Un ulteriore cedimento troverà comunque un valido
sostegno in area 102,50-120,10: la tenuta di questa zona può favorire una
fase riaccumulativa e creare le premesse per un ulteriore balzo in avanti.
Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza: da un punto
di vista grafico, infatti, soltanto il ritorno sotto 101,50 potrebbe fornire un
segnale negativo. Nelle analisi che seguono sono stati individuati supporti e
resistenze dei principali incroci valutari, livelli da utilizzare per poter costruire
valide strategie operative per il trading di breve termine.

Euro/dollaro. Il cambio, dopo una breve pausa di consolidamento al di sopra


dell’importante supporto statico situato in area 1,0360-1,0350, ha compiuto un
veloce recupero ed è risalito verso 1,06. Nonostante questo rimbalzo la
struttura tecnica di breve periodo rimane ancora contrastata: da un punto di
vista grafico, infatti, soltanto il breakout della resistenza grafica posta a 1,08
potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Per le prossime sedute
è comunque importante che le quotazioni rimangano al di sopra di 1,0350: una
discesa sotto quest’ultimo livello fornirebbe infatti un nuovo segnale ribassista
di tipo direzionale.

Euro/yen. Le quotazioni hanno strappato con decisione al rialzo e sono salite


verso i 144,50 punti. La tendenza di breve termine rimane quindi positiva e
solo il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un
ulteriore allungo (che avrà un primo target in area 144,90-145 e un secondo
obiettivo a ridosso di 145,40) e innescare una fisiologica pausa di
consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 139,80-139,40 punti.
Soltanto una discesa sotto questa zona potrebbe fornire un segnale ribassista.

Euro/sterlina. Il cambio ha tentato un allungo ma è stato respinto da quota


0,8720-0,8725. Soltanto il breakout di questa zona potrebbe fornire un nuovo
segnale rialzista di tipo direzionale e aprire ulteriori spazi di crescita, con un
primo target a ridosso di 0,88. Pericoloso invece il cedimento del sostegno
posto in area 0,85-0,8480 in quanto può innescare una rapida correzione verso
il successivo sostegno grafico situato a quota 0,84.

Sterlina/dollaro. Il Cable, dopo essere sceso fino ad un minimo di 1,1935, ha


compiuto un veloce recupero che si è arrestato a ridosso di 1,24. Nonostante
questo rimbalzo la tendenza primaria rimane ancora negativa, con i principali
indicatori direzionali che si trovano in posizione short. Il forte ipervenduto
registrato dagli oscillatori più reattivi può tuttavia impedire un ulteriore
cedimento e favorire una pausa di assestamento al di sopra del sostegno posto
in area 1,2020-1,20. Un eventuale recupero dovrà comunque affrontare una
prima resistenza a quota 1,2485-1,25. Da un punto di vista grafico, poi,
soltanto il ritorno sopra 1,2650 potrebbe provocare un’inversione rialzista di
tendenza.

Dollaro/yen. Le quotazioni sono salite oltre quota 136,70 prima di accusare


una veloce correzione. Il trend di fondo rimane positivo anche se il forte
ipercomprato registrato da diversi indicatori e la presenza di alcune divergenze
negative segnala la necessità di una pausa di consolidamento. Importante
quindi la tenuta del sostegno posto in area 132-131,70 in quanto può favorire
una fase riaccumulativa e creare le premesse per un ulteriore allungo (con
target teorici in area 137,65-137,80 prima e attorno a quota 138,50 in un
secondo momento). Pericoloso invece il ritorno sotto 131,50 anche se, da un
punto di vista grafico, soltanto il cedimento del sostegno posto a quota 130
potrebbe provocare un’inversione ribassista di tendenza. (riproduzione
riservata)

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