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Regolamenti per la Classificazione

delle Navi
In vigore dal 1 Gennaio 2008

Parte D
Materiali e Saldature

RINA S.p.A.
Via Corsica, 12 - 16128 Genova - Italia
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Editore: RINA S.p.A.


Via Corsica, 12 - 16128 GENOVA
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Stampato da: Algraphy S.n.c.


Genova Italia

Autorizzazione del Tribunale di Genova


No. 25/73 dell' 11 aprile 1973

© RINA S.p.A. - Tutti i diritti riservati


PREAMBOLO AI REGOLAMENTI: CONDIZIONI GENERALI
Definizioni Articolo 3
“Regolamenti” significa i Regolamenti per la Classificazione 3.1. – La classe assegnata ad una nave riflette il parere
delle Navi sia contenuti in questo documento che in altri discrezionale della Società che la nave, dato l’uso previsto
documenti emessi dalla Società. ed entro i relativi limiti di tempo, soddisfa i Regolamenti
"Servizi" significa le attività descritte nel successivo Articolo applicabili all’epoca in cui il servizio è prestato. L’entrata in
1, rese dalla Società su richiesta fatta dalla, Parte Interessata vigore e l’applicazione di nuove norme sono disciplinate
o in nome e per conto di questa. nella Parte A, Capitolo 1, Sezione 1, Articolo 2 dei
“Società” significa RINA S.p.A. e tutte le Società Regolamenti.
appartenenti al Gruppo RINA che forniscono i Servizi. 3.2. – A nessun rapporto, dichiarazione, annotazione su
“Tecnico” significa personale tecnico operante per conto disegno, esame, Certificato di Classe o qualsiasi documento
della Società nell’esecuzione delle attività descritte nel o informazione emanati o rilasciati in esecuzione di servizi
seguente Articolo 1. prestati dalla Società possono essere attribuiti effetti o
“Parte Interessata” significa una parte, diversa dalla Società, implicazioni legali diversi da una attestazione che la nave,
che abbia responsabilità nella classificazione della nave, la struttura, i materiali, le apparecchiature, i macchinari o
quale l’Armatore della nave ed i suoi rappresentanti, o il qualsiasi altro elemento, cui tale documento o
costruttore della nave, o il costruttore delle macchine, o il informazione si riferiscono, sono conformi ai Regolamenti.
fornitore di parti da collaudare. Tale dichiarazione è rilasciata solamente per l’uso della
“Armatore” significa il Proprietario o l’Armatore Disponente Società, dei suoi comitati e dei suoi clienti o di altri
o il Gestore o qualsiasi altra parte tenuta a mantenere la organismi autorizzati e per nessun altro fine. La validità,
nave atta alla navigazione, con particolare riguardo alle l’applicazione, il significato e l’interpretazione di un
disposizioni relative al mantenimento della classe indicate Certificato di Classe, o qualsiasi analogo documento o
nella Parte A, Capitolo 2 dei Regolamenti. informazione forniti dalla Società in relazione a oppure a
“Amministrazione” significa il Governo dello Stato di cui la seguito della prestazione dei propri servizi, sono
nave è autorizzata a battere la bandiera o lo Stato sotto la disciplinati dai Regolamenti della Società che è l'unica
cui autorità la nave viene gestita nel caso specifico. competente a fornirne l'interpretazione ufficiale. Qualsiasi
Articolo 1 contrasto relativo a questioni tecniche tra la Parte
1.1. – L'oggetto della Società è, tra gli altri, la Interessata ed il Tecnico nell’esecuzione delle sue funzioni
classificazione e la certificazione di navi, unità marittime e deve essere portato il più presto possibile, per iscritto, a
fluviali, strutture offshore ed imbarcazioni di tutti i tipi, (nel conoscenza della Società la quale risolve ogni divergenza
seguito sono collettivamente definite “navi”), e la di opinione o vertenza.
certificazione di loro parti e componenti. 3.3. – La classificazione di una nave, o il rilascio di un
La Società: certificato in relazione alla oppure a seguito della
– stabilisce e sviluppa Regolamenti, Guide ed altri classificazione di una nave o della prestazione di servizi da
documenti; parte della Società ha la validità conferita dai Regolamenti
– pubblica il Libro Registro; della Società all’epoca dell’assegnazione della classe o del
– emette Certificati, Dichiarazioni e Rapporti sulla base dei rilascio del certificato ed in nessun caso equivale ad una
suoi interventi. attestazione o una garanzia di navigabilità, integrità
1.2. – La Società prende parte anche alla applicazione di strutturale, qualità o idoneità ad un particolare scopo o
Norme Nazionali come pure di Norme e Standard servizio di qualsiasi nave, struttura, materiale,
Internazionali, per delega di diversi Governi. apparecchiatura o macchinario visitati dalla Società.
1.3. – La Società svolge Assistenza Tecnica su richiesta e 3.4. – Qualsiasi documento rilasciato dalla Società in
fornisce servizi particolari al di fuori dell’ambito della relazione ai propri interventi rappresenta le condizioni
classificazione, che sono soggetti alle presenti condizioni della nave all’epoca della visita.
generali, tranne ove espressamente previsto in contrario. 3.5. – I Regolamenti, le visite effettuate, i rapporti, i
certificati e gli altri documenti rilasciati dalla Società non
Articolo 2 sono intesi a sostituire per nessuna ragione gli obblighi e le
2.1. – I Regolamenti sviluppati dalla Società mirano a responsabilità di altre parti quali Governi, progettisti,
riflettere lo stato della tecnica in uso al tempo della loro costruttori, fabbricanti, riparatori, fornitori, imprenditori,
pubblicazione. La Società non è responsabile di qualsiasi subcontraenti, Armatori, gestori, assicuratori, venditori o
carenza o imperfezione di questi Regolamenti o di acquirenti di una nave o altro bene sottoposto a ispezione.
qualunque altro documento ad esso correlati, nella misura Detti documenti non esimono tali parti da qualsiasi
in cui queste siano il risultato di futuri sviluppi della garanzia, dovere o obbligo contrattuale da essi
tecnica, che non potevano essere ragionevolmente previsti esplicitamente o implicitamente assunti o da qualunque
al tempo della pubblicazione. responsabilità, né conferiscono a tali parti alcun diritto,
2.2. – La Società esercita la dovuta diligenza e capacità: pretesa o titolo nei confronti della Società. In particolare, le
- nella scelta dei propri Tecnici suddette attività della Società non esimono l’Armatore dal
- nell’esecuzione dei propri servizi, considerando lo stato suo obbligo di assicurare un’adeguata manutenzione della
della tecnica in uso all’epoca in cui tali servizi sono nave in ogni momento. Parimenti, i Regolamenti, le visite
effettuati. effettuate, i rapporti, i certificati e gli altri documenti
2.3. – Le visite eseguite dalla Società comprendono esami rilasciati dalla Società non sono finalizzati a garantire gli
visivi e prove non distruttive, ma non sono limitate a detti eventuali acquirenti della nave, di suoi componenti o di
accertamenti. Tranne ove diversamente previsto, i controlli altro bene oggetto di verifica o certificazione o a manlevare
sono eseguiti con tecniche di campionamento e non il venditore degli stessi rispetto agli obblighi loro
consistono nell'esame o nel monitoraggio completo di ogni incombenti in base alla legge o al contratto quanto alla
singolo elemento della nave o dei beni oggetto di qualità, al valore commerciale o alle caratteristiche del
certificazione. La Società può anche affidare prove di bene oggetto di transazione. Pertanto, in nessun caso la
laboratorio, ispezioni subacquee ed altri accertamenti a Società si assumerà gli obblighi incombenti sui soggetti
qualificati fornitori di servizi che li eseguono sotto la loro sopra menzionati, anche quando è chiamata ad esprimere
responsabilità. Le prassi e le procedure di visita sono scelte pareri in relazione a domande riguardanti materie non
dalla Società a sua esclusiva ed assoluta discrezione sulla coperte dai propri Regolamenti o altri documenti. In quanto
base delle proprie esperienze e conoscenze ed in accordo non sono disciplinati nel Preambolo, i doveri e le
con gli standard tecnici generalmente accettati responsabilità dell’Armatore e delle Parti Interessate nei
nell’industria. riguardi dei servizi prestati dalla Società sono descritti nella
Parte A, Capitolo 1, Sezione 1, Articolo 3 dei Regolamenti.
Articolo 4 entro TRE MESI dalla data in cui i servizi sono stati
4.1. – Qualsiasi richiesta di servizi della Società deve essere inizialmente prestati o i danni inizialmente scoperti. La
sottoposta per iscritto e firmata dalla Parte Interessata o da mancanza di tale avviso entro i termini qui stabiliti
altri per suo conto. Tale richiesta sarà considerata comporta la decadenza da ogni diritto o azione contro la
irrevocabile appena sarà ricevuta dalla Società e Società.
comporterà l’accettazione da parte del richiedente delle Articolo 6
pertinenti prescrizioni dei Regolamenti, Preambolo 6.1. – Qualsiasi vertenza derivante da o connessa con i
compreso. Non appena la richiesta scritta è accettata dalla Regolamenti o con i servizi della Società, comprese
Società, si intenderà stipulato un contratto tra la Società e eventuali questioni riguardanti obblighi, responsabilità o
la Parte Interessata, regolato dalle presenti Condizioni limitazioni della responsabilità della Società, sarà soggetta
Generali. alla legge italiana ed ogni procedimento dovrà essere
4.2. – La Parte Interessata e il soggetto che ha richiesto il iniziato o riassunto innanzi il Tribunale di Genova, Italia,
servizio saranno congiuntamente e solidalmente che avrà competenza esclusiva nell’esaminare e risolvere
responsabili per il pagamento dei compensi e delle spese tali vertenze.
dovuti alla Società per i servizi resi, anche se non portati a 6.2. – Tuttavia, per le controversie relative al mancato
termine per cause non imputabili alla Società. Nel caso di pagamento dei compensi e delle spese dovuti alla Società
pagamento ritardato possono essere richiesti gli interessi per i Servizi, la stessa avrà la facoltà di adire l'Autorità
maturati nella misura del tasso di interesse legale vigente, Giudiziaria del Paese dove ha sede la Parte Interessata o il
aumentato di due punti percentuale. soggetto che ha richiesto il Servizio.
4.3. – Il contratto può essere risolto e gli eventuali certificati Articolo 7
revocati a richiesta di una o dell’altra parte a condizione
che venga dato un preavviso per iscritto di 30 giorni. Il 7.1. – Tutti i disegni, le specifiche, i documenti e le
mancato pagamento dei compensi richiesti per i servizi informazioni forniti o emessi dalla Società o di cui questa
prestati dalla Società in esecuzione del suddetto contratto può venire a conoscenza, in occasione dell'esecuzione dei
darà diritto alla Società di risolvere il contratto e sospendere propri servizi, saranno trattati come documenti riservati e
l'esecuzione dei servizi. non saranno divulgati a terzi senza previa autorizzazione
A meno che la Società non decida diversamente, la della Parte Interessata, salvo quanto previsto o richiesto
risoluzione del contratto implica che l’assegnazione della dalla normativa internazionale, europea o nazionale
classe alla nave viene rifiutata oppure, se la nave è già applicabile, dal Codice di Etica dell'IACS, dallo Statuto
classificata, che la classe è sospesa o ritirata. dell'IACS o altre normative IACS, ovvero da un ordine di
un'Autorità Giudiziaria competente. Informazioni sulla
Articolo 5 situazione dei certificati di classe e statuali, compresi i
5.1. – Nel prestare i servizi citati nel precedente Articolo 1, trasferimenti, i cambiamenti, le sospensioni, le revoche
come pure nel dare informazioni o pareri, né la Società né della classe, le raccomandazioni/condizioni di classe, le
alcuno dei suoi dipendenti o agenti garantisce la precisione condizioni o le restrizioni operative stabilite nei confronti
delle informazioni o dei pareri forniti. Inoltre, la Società delle navi classificate ed altre informazioni pertinenti,
non presta alcuna garanzia esplicita od implicita. secondo quanto richiesto, possono essere pubblicate sul
Salvo quanto previsto al seguente paragrafo 5.2, ed anche sito internet o divulgate con altri mezzi senza previa
nel caso di visite eseguite per delega di Governi, né la autorizzazione della Parte Interessata.
Società né alcuno dei suoi dipendenti o agenti sarà 7.2 – Indipendentemente dall'obbligo generale di
responsabile di qualsiasi perdita, danno o spesa di riservatezza dovuto dalla Società nei confronti dei propri
qualunque natura sostenuta da qualsiasi persona, sia in via clienti in accordo alla sopraindicata clausola 7.1, i clienti
contrattuale, sia in via extracontrattuale, a causa di della Società con la presente accettano che la Società
qualsiasi atto o omissione di qualunque natura, siano essi partecipi all'Early Warning System dell'IACS il quale
negligenti o meno, e comunque tali perdita, danno o spesa richiede che ogni Societa IACS fornisca alle altre Società
siano stati causati. membri dell'IACS informazioni relative a danni rilevanti,
5.2. – Ferme restando le disposizioni di cui al precedente riscontrati sia alle strutture dello scafo che all'apparato
paragrafo 5.1, qualora un utente dei servizi della Società motore di navi da essa classificate, in modo che tali utili
dimostri di aver subito una perdita o un danno a causa di informazioni possano essere condivise ed utilizzate per
qualche azione od omissione negligente da parte della facilitare il corretto funzionamento dell'Early Warning
Società, dei suoi dipendenti o agenti, la Società risarcirà il System.
danno dimostrato fino a concorrenza della somma non 7.3 – Nel caso di trasferimento di classe ed aggiunta di una
superiore a cinque volte l’ammontare degli eventuali seconda classe o revoca da una "Double/Dual class", la
compensi fatturati dalla Società per le specifiche Parte Interessata si impegna a fornire alla Società o a
prestazioni, informazioni o consigli o, se non sono fatturati permettere alla Società di fornire all'altra Società di
compensi, fino a un massimo di diecimila Euro. Qualora i Classificazione tutti i piani e i disegni costruttivi, i
compensi siano relativi a diversi servizi, al fine di calcolare certificati, i documenti e le informazioni relativi all'unità
il limite massimo risarcibile, l’ammontare dei compensi classificata, compreso il suo archivio storico, che l'altra
sarà determinato con riferimento alla stima del tempo Società di Classificazione può richiedere ai fini della
impiegato nell’esecuzione di ciascun singolo servizio. classificazione in conformità con la Procedura IACS PR 1A,
Qualsiasi responsabilità per perdite o danni indiretti o come emendata, e con la normativa applicabile. E' dovere
consequenziali e per le relative spese è comunque dell'Armatore assicurare, quando richiesto, il consenso del
espressamente esclusa. In ogni caso, indipendentemente costruttore alla fornitura di piani e disegni alla nuova
dall’ammontare dei compensi, l'ammontare massimo Società di Classificazione, per mezzo di opportune clausole
risarcibile dalla Società non sarà superiore a 1 milione di inserite nel contratto di costruzione o tramite altri accordi.
Euro. Il risarcimento previsto in questo paragrafo non
implica assunzione di obblighi e/o ammissione di Articolo 8
responsabilità da parte della Società e sarà eseguito fermo 8.1. – Se qualche parte di questo Preambolo dovesse essere
restando quanto previsto dalla clausola di esclusione della dichiarata invalida, ciò non avrà effetto sulla validità delle
responsabilità contenuta nel precedente paragrafo 5.1. restanti disposizioni.
5.3. – Qualsiasi reclamo per perdita o danni di qualunque 8.2. – Nell’eventualità di dubbi riguardanti l’interpretazione
natura in virtù delle disposizioni qui stabilite deve essere di questo Preambolo, prevarrà il testo italiano.
fatto per iscritto, e ne deve essere dato avviso alla Società
NOTE ALLA PARTE D

1. Edizione di riferimento Parte A: Classificazione e visite


Per edizione di riferimento della presente Parte D si Parte B: Scafo e stabilità
intende l’edizione 2000 dei regolamenti del RINA in Parte C: Macchinari, Impianti e protezione contro
vigore dal 1 giugno 2000. gli incendi
2. Aggiornamento delle norme Parte D: Materiali e saldature
2.1 Con la pubblicazione dell’edizione 2000 i regola- Parte E: Notazioni di servizio
menti sono stati completamente rielaborati e riorga- Parte F: Notazioni addizionali di classe
nizzati.
Ciascuna Parte è suddivisa in:
2.2 Salvo casi particolari, i regolamenti vengono
• Capitoli
aggiornati e pubblicati annualmente.
• Sezioni ed eventuali Appendici
3. Entrata in vigore delle norme • Articoli
3.1 In corrispondenza di tutti i punti nei quali sono • Sotto-articoli
state introdotte norme nuove o modificate rispetto a • Requisiti
quelle contenute nell’edizione di riferimento è indi- Le Figura (abbr. Fig) e le Tabelle (abbr. Tab) sono nume-
cata una data tra parentesi. rate, in ordine crescente, all’interno di ciascuna Sezione
Tale data è quella di entrata in vigore delle norme o Appendice.
del punto considerato così come emendate con 5.2 Riferimenti
l’ultimo aggiornamentorelativo alle stesse. I punti in Esempi: Parte A, Cap 1, Sez 1, [3.2.1]o Parte A, Cap 1,
corrispondenza dei quali non è indicata alcuna App 1, [3.2.1]
data tra parentesi contengono norme la cui data di • Parte A significa Parte A dei regolamenti
entrata in vigore è quella dell’edizione di riferi-
mento La Parte è indicata quando è diversa dalla Parte nella
quale compare il riferimento. Altrimenti non viene indi-
3.2 Il seguente punto 6 fornisce un elenco delle modifi- cato.
che di carattere tecnico apportate rispetto all’edi-
• Cap 1 significa Capitolo 1
zione precedente. In generale tale elenco non
contiene quei punti che hanno subito modifiche di Il Capitolo è indicato quando è diverso dal Capitolo nel
carattere essenzialmente redazionale, che non quale compare il riferimento. Altrimenti non viene indi-
danno luogo ad alcuna variazione della data di cato.
entrata in vigore delle norme in essi contenute. • Sez 1 significa Sezione 1 (o App 1 significa
Appendice 1 )
4. Varianti normative e Errata-corrige
La Sezione (o l’Appendice) è indicata quando è diversa
Fino alla pubblicazione della nuova edizione dei Rego-
dalla Sezione (o dall’Appendice) nel quale compare il
lamenti, eventuali varianti normative e/o errata-corrige,
riferimento. Altrimenti non viene indicato.
saranno pubblicate sul sito web del RINA
(www.rina.org). Pertanto, salvo casi particolari, le vari- • [3.2.1] si riferisce al requisito [3.2.1] del sotto-arti-
anti normative o le errata-corrige non saranno pubbli- colo [3.2] dell’articolo [3].
cate in forma cartacea. I riferimenti ad un’intera Parte o ad un intero Capitolo
non vengono abbreviati, come indicato nei seguenti
5. Suddivisione delle norme e riferimenti esempi:
5.1 Suddivisione delle norme • Parte A - nel caso di riferimento alla Parte A
Le norme sono suddivise in sei parti, da A a F. • Parte A, Capitolo 1 - nel caso di riferimento al
Capitolo 1 della Parte A.
6. Modifiche introdotte nell'edizione in vigore dal Elenco dei punti contenenti norme nuove o
1° gennaio 2008 modificate
Premessa
CAPITOLO 3
La presente edizione della Parte D contiene modifiche
alle norme già pubblicate in un fascicolo allegato alla Sezione 2: Tabella 3; Tabella 4;
Circolare 3529 del 27/6/2006, la cui data di entrata in
CAPITOLO 4
vigore è il 1° luglio 2007 o il 1° gennaio 2008.
La data di entrata in vigore di ciascun punto nuovo o Sezione 1: da [1.2] a [1.7]; [1.8] (NUOVO); Tabella 1
modificato è indicata tra parentesi in corrispondenza (NUOVA); Tabella 2 (precedente Tabella 1); Figura 1
del punto stesso. (NUOVA); [4.2.4];
La data di entrata in vigore delle modifiche al "Pream- Sezione 2:esistenti [1.9.5] e [1.9.6] e [1.9.7] (eliminati);
bolo ai Regolamenti" è il 1° luglio 2007. [1.10] (NUOVO); [1.11] (NUOVO); [1.12] (NUOVO);
[1.13] (NUOVO);
Modifiche al "Preambolo ai Regolamenti: condizioni
generali" CAPITOLO 5
Nel punto 3.5 è stata aggiunta una clausola circa le Sezione 4:[1.1.2] (eliminato); Tabella 7;
responsabilità e la validità delle visite, dei certificati e
degli altri documenti rilasciati dal RINA nei confronti di
chi acquista la nave o suoi componenti oggetto di veri-
fica o certificazione.
Nel nuovo punto 7.2 sono stati introdotti requisiti stabi-
liti dall'IACS allo scopo di precisare che, in attuazione
dell' Early Warning System (PR2), il RINA fornirà alle
altre Società IACS informazioni su eventuali importanti
avarie riguardanti sia le strutture sia gli impianti di navi
classificate.
REGOLAMENTI PER LA CLASSIFICAZIONE
DELLE NAVI

Parte D
Materiali e Saldature

Capitoli 1 2 3 4 5

Capitolo 1 REQUISITI GENERALI

Capitolo 2 PRODOTTI IN ACCIAIO E GHISA

Capitolo 3 MATERIALI NON FERROSI

Capitolo 4 PRODOTTI VARI

Capitolo 5 SALDATURE
C APITOLO 1
REQUISITI GENERALI

Sezione 1 Fabbricazione, Collaudo, Certificazione


1 Generalità 23
1.1 Campo di applicazione
1.2 Specifiche varie
1.3 Informazioni del committente
2 Fabbricazione e qualità 23
2.1 Generalità
2.2 Composizione chimica
2.3 Condizioni di fornitura
2.4 Identificazione dei prodotti
3 ControlIi e prove 24
3.1 Condizioni generali
3.2 Schema alternativo di collaudo
3.3 Campionatura per le prove meccaniche
3.4 Prove meccaniche
3.5 Riprove
3.6 Esame visivi, dimensionale e non distruttivo
3.7 Riparazioni di difetti
4 Identificazione e certificazione 26
4.1 Identificazione and marcatura
4.2 Documentazione e certificazione

Sezione 2 Procedure di Prova per i Materiali


1 Generalità 28
1.1 Campo di applicazione
1.2 Macchine di prova
1.3 Preparazione delle provette
2 Prova di trazione 28
2.1 Tipi di provette
2.2 Procedura di prova
3 Prova di piega 31
3.1 Provetta piana
3.2 Procedura di prova
4 Prova di resilienza 32
4.1 Campionatura
4.2 Provetta con intaglio Charpy-V
4.3 Procedura di prova
4.4 Procedura per le riprove

Regolamenti RINA 2008 3


5 Prova drop weight 33
5.1 Definizione e dimensione delle provette
5.2 Procedura di prova
6 Prova CTOD (crack tip opening displacement) 33
6.1
7 Prove di duttilità per tubi 33
7.1 Prova di schiacciamento
7.2 Prova di allargamento su mandrino
7.3 Prova di bordatura
7.4 Prova di espansione anulare
7.5 Prova di trazione anulare
7.6 Prova di piega su tubi
8 Altre prove e verifiche 35
8.1 Prova di invecchiamento per deformazione
8.2 Esami macrografici e micrografici

4 Regolamenti RINA 2008


C APITOLO 2
PRODOTTI IN ACCIAIO E GHISA

Sezione 1 Lamiere, Profilati e Barre in Acciaio


1 Condizioni Generali 39
1.1 Campo di applicazione
1.2 Fabbricazione
1.3 Approvazione
1.4 Caratteristiche dei materiali
1.5 Esame visivo, dimensionale e controlli non distruttivi
1.6 Riparazione difetti superficiali
1.7 Stato di fornitura
1.8 Campionatura e prove di collaudo
1.9 Marche di identificazione
1.10 Documentazione e certificazione
2 Acciai ordinari e ad elevata resistenza da scafo e strutturali 42
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di acciaio
2.3 Metodo di fabbricazione e stato di fornitura
2.4 Stato di fornitura
2.5 Composizione chimica
2.6 Caratteristiche meccaniche
2.7 Caratteristiche meccaniche
3 Acciai ad elevata resistenza bonificati 50
3.1 Campo di applicazione
3.2 Tipi di acciaio
3.3 Fabbricazione
3.4 Condizioni di fornitura
3.5 Composizione chimica
3.6 Caratteristiche meccaniche
3.7 Prove meccaniche
4 Acciai per caldaie e recipienti in pressione 51
4.1 Campo di applicazione
4.2 Tipi di acciaio
4.3 Fabbricazione
4.4 Condizioni di fornitura
4.5 Composizione chimica
4.6 Caratteristiche meccaniche
4.7 Caratteristiche meccaniche ad elevate temperature
4.8 Prove meccaniche
5 Acciai ferritici per applicazioni a bassa temperatura 57
5.1 Campo di applicazione
5.2 Tipi di acciai
5.3 Fabbricazione
5.4 Stato di fornitura
5.5 Composizione chimica
5.6 Caratteristiche meccaniche
5.7 Prove meccaniche

Regolamenti RINA 2008 5


6 Acciai per parti di macchinari 60
6.1 Campo di applicazione
6.2 Tipi di acciai e loro caratteristiche
6.3 Fabbricazione e stato di fornitura
6.4 Prove meccaniche
7 Prodotti in acciaio inossidabile 60
7.1 Campo di applicazione
7.2 Tipi di acciaio
7.3 Fabbricazione
7.4 Condizioni di fornitura
7.5 Composizione chimica
7.6 Caratteristiche meccaniche
7.7 Prove meccaniche
7.8 Esame metallografico
7.9 Prova di corrosione intergranulare
7.10 Prova nella direzione dello spessore
8 Acciai placcati 62
8.1 Campo di applicazione
8.2 Tipi di acciaio
8.3 Fabbricazione
8.4 Stato di fornitura
8.5 Composizione chimica
8.6 Caratteristiche meccaniche
8.7 Prove meccaniche
8.8 Prova di corrosione
8.9 Esame ultrasonoro
8.10 Difetti superficiali e loro riparazione
8.11 Difetti di adesione del materiale di placcatura e loro riparazione
9 Acciai con caratteristiche specificate nella direzione dello spessore 64
9.1 Campo di applicazione
9.2 Tipi di acciaio
9.3 Fabbricazione
9.4 Composizione chimica
9.5 Caratteristiche meccaniche
9.6 Prove meccaniche
9.7 Risultati delle prove di trazione
9.8 Procedura per le riprove
9.9 Controllo ultrasonoro
9.10 Marcatura
9.11 Certificazione

Sezione 2 Tubi in Acciaio ed Accessori


1 Generalità 67
1.1 Campo di applicazione
1.2 Fabbricazione
1.3 Approvazione
1.4 Qualità del materiale
1.5 Esami visivo, non distruttivi, controllo dimensionale
1.6 Rettifica di difetti di superficie
1.7 Stato di fornitura
1.8 Prova idrostatica

6 Regolamenti RINA 2008


1.9 Campionatura e prove
1.10 Identificazione e marcatura
1.11 Documentazione e certificazione
2 Tubi per sistemi in pressione operanti a temperatura ambiente 69
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di acciaio
2.3 Stato di fornitura
2.4 Composizione chimica
2.5 Caratteristiche meccaniche
2.6 Prove meccaniche e tecnologiche
3 Tubi per applicazioni strutturali 70
3.1 Campo di applicazione
3.2 Tipi di acciaio
4 Tubi per esercizio a temperatura elevata 70
4.1 Campo di applicazione
4.2 Tipi di acciaio
4.3 Stato di fornitura
4.4 Composizione chimica
4.5 Caratteristiche meccaniche
4.6 Caratteristiche meccaniche a temperature elevate
4.7 Prove meccaniche e tecnologiche
5 Tubi in acciaio ferritico per servizi in pressione a bassa temperatura 75
5.1 Campo di applicazione
5.2 Tipi di acciaio
5.3 Stato di fornitura
5.4 Composizione chimica
5.5 Caratteristiche meccaniche
5.6 Prove meccaniche e tecnologiche
6 Tubi in acciaio inossidabile austenitico e austeno-ferritico 76
6.1 Campo di applicazione
6.2 Tipi di acciaio
6.3 Stato di fornitura
6.4 Composizione chimica
6.5 Caratteristiche meccaniche
6.6 Prove meccaniche e tecnologiche
6.7 Prove di corrosione
7 Accessori 77
7.1 Campo di applicazione
7.2 Tipi di acciaio e relative proprietà
7.3 Stato di fornitura
7.4 Caratteristiche meccaniche
7.5 Prove meccaniche o tecnologiche
7.6 Esami non distruttivi
7.7 Marcatura e certificazione

Sezione 3 Fucinati in Acciaio


1 Generalità 79
1.1 Campo di applicazione
1.2 Classificazione dei fucinati

Regolamenti RINA 2008 7


1.3 Fabbricazione
1.4 Approvazione del procedimento di fabbricazione
1.5 Qualità del materiale
1.6 Esame visivo e dimensionale
1.7 Esami non distruttivi
1.8 Rettifica dei difetti
1.9 Stato di fornitura
1.10 Prova idrostatica
1.11 Campionatura e prove
1.12 Identificazione e marcatura
1.13 Documentazione e certificazione
2 Fucinati per lo scafo e per strutture saldate in generale 83
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di acciaio
2.3 Stato di fornitura
2.4 Composizione chimica
2.5 Caratteristiche meccaniche
2.6 Prove meccaniche
2.7 Esami non distruttivi
3 Fucinati per linee d’alberi e componenti di macchina 85
3.1 Campo di applicazione
3.2 Tipi di acciaio
3.3 Stato di fornitura
3.4 Composizione chimica
3.5 Caratteristiche meccaniche
3.6 Prove meccaniche
3.7 Esami non distruttivi
4 Fucinati per alberi a manovella 89
4.1 Campo di applicazione
4.2 Tipi di acciaio
4.3 Procedimento di fabbricazione
4.4 Stato di fornitura
4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche
4.6 Prove meccaniche
4.7 Controlli non distruttivi
5 Fucinati per ingranaggi 90
5.1 Campo di applicazione
5.2 Tipi di acciaio
5.3 Procedimento di fabbricazione
5.4 Stato di fornitura
5.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche
5.6 Prove meccaniche per fucinati allo stato normalizzato e rinvenuto o temprato e
rinvenuto
5.7 Prove meccaniche per fucinati induriti superficialmente
5.8 Esami non distruttivi
6 Fucinati per turbine 92
6.1 Campo di applicazione
6.2 Tipi di acciaio, composizione chimica e caratteristiche meccaniche
6.3 Stato di fornitura
6.4 Prove meccaniche
6.5 Esami non distruttivi
6.6 Prova di stabilità termica

8 Regolamenti RINA 2008


7 Fucinati per caldaie, recipienti e sistemi a pressione 94
7.1 Campo di applicazione
7.2 Tipi di acciaio
7.3 Stato di fornitura
7.4 Composizione chimica
7.5 Caratteristiche meccaniche
7.6 Caratteristiche meccaniche a temperatura elevata
7.7 Prove meccaniche
7.8 Esami non distruttivi
8 Fucinati in acciaio ferritico per servizio a bassa temperatura 96
8.1 Campo di applicazione
8.2 Tipi di acciaio e relative proprietà
8.3 Stato di fornitura
8.4 Prove meccaniche
8.5 Prove non distruttive
9 Fucinati in acciai inossidabili 97
9.1 Campo di applicazione
9.2 Tipi di acciaio e relative caratteristiche
9.3 Prove meccaniche
9.4 Esami non distruttivi
9.5 Prove di corrosione

Sezione 4 Getti in Acciaio


1 Generalità 98
1.1 Campo di applicazione
1.2 Classificazione dei getti
1.3 Fabbricazione
1.4 Approvazione
1.5 Qualità dei materiali
1.6 Esame visivo e dimensionale
1.7 Esami non distruttivi
1.8 Rettifica di difetti
1.9 Stato di fornitura - trattamento termico
1.10 Prova idraulica
1.11 Campionatura e prove
1.12 Identificazione e marcatura
1.13 Documentazione e certificazione
2 Getti per lo scafo e per strutture saldate in generale 102
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di acciaio
2.3 Stato di fornitura
2.4 Composizione chimica
2.5 Caratteristiche meccaniche
2.6 Prove meccaniche
2.7 Esami non distruttivi
3 Getti per macchinari ed allestimento 103
3.1 Campo di applicazione
3.2 Tipi di acciaio
3.3 Stato di fornitura
3.4 Composizione chimica

Regolamenti RINA 2008 9


3.5 Caratteristiche meccaniche
3.6 Prove meccaniche
3.7 Esami non distruttivi
4 Getti per alberi a manovelle 104
4.1 Campo di applicazione
4.2 Tipi di acciaio
4.3 Procedimento di fabbricazione
4.4 Stato di fornitura
4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche
4.6 Prove meccaniche
4.7 Esami non distruttivi e rettifica di difetti
5 Getti per caldaie, recipienti e sistemi in pressione 105
5.1 Campo di applicazione
5.2 Tipi di acciaio
5.3 Stato di fornitura
5.4 Composizione chimica e caratteristiche meccaniche
5.5 Caratteristiche meccaniche a temperature elevate
5.6 Prove meccaniche
5.7 Esame non distruttivo
6 Getti in acciaio ferritico per esercizio a bassa temperatura 107
6.1 Campo di applicazione
6.2 Tipi di acciaio
6.3 Stato di fornitura
6.4 Composizione chimica e caratteristiche meccaniche
6.5 Prove meccaniche
6.6 Esami non distruttivi
7 Getti in acciai inossidabili 108
7.1 Campo di applicazione
7.2 Tipi di acciaio e caratteristiche relative
7.3 Prove meccaniche
7.4 Esami non distruttivi
7.5 Prove di corrosione

10 Regolamenti RINA 2008


Sezione 5 Getti in Ghisa
1 Generalità 110
1.1 Campo di applicazione
1.2 Designazione dei getti
1.3 Procedimento di fabbricazione
1.4 Qualità dei getti
1.5 Esami visivi, dimensionali e non distruttivi
1.6 Riparazione di difetti
1.7 Composizione chimica
1.8 Stato di fornitura
1.9 Campionatura e collaudo
1.10 Identificazione e marcatura
1.11 Documentazione e certificazione
2 Getti in ghisa grigia 111
2.1 Campo di applicazione
2.2 Materiale di prova
2.3 Caratteristiche meccaniche
3 Getti in ghisa sferoidale o nodulare 112
3.1 Campo di applicazione
3.2 Fabbricazione e stato di fornitura
3.3 Campionatura di prova
3.4 Caratteristiche meccaniche - Numero di prove
3.5 Esame metallografico
3.6 Esami non distruttivi

Regolamenti RINA 2008 11


C APITOLO 3
MATERIALI NON FERROSI

Sezione 1 Rame e Leghe di Rame


1 Generalità 117
1.1 Campo di applicazione
1.2 Fabbricazione
1.3 Prove
1.4 Documentazione e certificazione
2 Leghe di rame in getti 117
2.1 Campo di applicazione
2.2 Fabbricazione
2.3 Condizioni di fornitura
2.4 Composizione chimica
2.5 Caratteristiche meccaniche
2.6 Prove meccaniche
2.7 Esame visivo e controlli non distruttivi
2.8 Riparazione di getti difettosi
2.9 Identificazione e marcatura
3 Tubi in leghe di rame 119
3.1 Campo di applicazione
3.2 Condizioni di fornitura
3.3 Composizione chimica
3.4 Caratteristiche meccaniche
3.5 Prove meccaniche
3.6 Prova di corrosione sotto tensione
3.7 Prova idrostatica - Controllo con corrente indotta
3.8 Esame visivo e controlli non distruttivi
3.9 Condizionamento dei difetti
3.10 Identificazione e marcatura

Sezione 2 Leghe in Alluminio


1 Condizioni generali 122
1.1 Campo di applicazione
1.2 Fabbricazione
2 Leghe di alluminio da lavorazione plastica (lamiere, barre, profilati
e tubi) 122
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di lega
2.3 Fabbricazione
2.4 Composizione chimica
2.5 Prove di corrosione
2.6 Caratteristiche meccaniche
2.7 Prove meccaniche
2.8 Prove
2.9 Riprove
2.10 Prova idrostatica
2.11 Esame visivo e prove non distruttive

12 Regolamenti RINA 2008


3 Chiodi 129
3.1 Campo di applicazione
3.2 Composizione chimica e trattamenti termici
3.3 Trattamento termico
3.4 Prove sui materiali
3.5 Prove meccaniche
3.6 Identificazione
3.7 Certificazione
4 Giunti bimetallici 130
4.1 Generalità
4.2 Fabbricazione
4.3 Esame visivo e controlli non distruttivi
4.4 Ispezione
5 Getti in lega di alluminio 130
5.1 Generalità
5.2 Tipi di lega
5.3 Fabbricazione
5.4 Composizione chimica
5.5 Caratteristiche meccaniche
5.6 Prove meccaniche

Regolamenti RINA 2008 13


C APITOLO 4
PRODOTTI VARI

Sezione 1 Armamento Marinaresco


1 Ancore 135
1.1 Campo di applicazione
1.2 Disegno - Procedimento di fabbricazione
1.3 Materiali - Collaudo
1.4 Esame visivo e dimensionale
1.5 Prova di caduta e prova di martellamento
1.6 Prova di trazione
1.7 Identificazione, marcatura, certificazione
1.8 Pitturazione
2 Catene per ancora con traversino ed accessori 139
2.1 Campo di applicazione
2.2 Tipi di catene
2.3 Approvazione dei fabbricanti di catene
2.4 Acciai
2.5 Barre in acciaio laminato
2.6 Acciaio fucinato
2.7 Acciaio in getti
2.8 Materiale per traversini
2.9 Disegno e fabbricazione
2.10 Prove sulle catene finite
2.11 Collaudo degli accessori
3 Catene senza traversino 148
3.1 Campo di applicazione
3.2 Materiali per catene senza traversino
3.3 Prove sulle catene finite
4 Cavi in acciaio 149
4.1 Campo di applicazione
4.2 Fabbricazione
4.3 Tipi di cavo
4.4 Campionature e prove
4.5 Marcatura e certificazione
5 Cavi in fibra 159
5.1 Campo di applicazione
5.2 Procedimento di fabbricazione
5.3 Tipi di cavi
5.4 Campionature e prove
5.5 Marche di identificazione e certificazione
6 Finestre, portellini e relativi cristalli 166
6.1 Campo di applicazione
6.2 Procedimento di fabbricazione
6.3 Accertamenti e prove
6.4 Marche di identificazione

14 Regolamenti RINA 2008


Sezione 2 Prodotti Finiti Vari
1 Getti per eliche e per pale d’elica in leghe di rame 169
1.1 Campo di applicazione
1.2 Procedimento di fabbricazione
1.3 Qualità dei getti
1.4 Stato di fornitura
1.5 Composizione chimica
1.6 Caratteristiche meccaniche
1.7 Campionatura e prove
1.8 Esame visivo e verifiche dimensionali
1.9 Visita dei getti - Zone di severità - Esami non distruttivi
1.10 Esame con liquidi penetranti
1.11 Esame radiografico ed ultrasonoro
1.12 Procedure di riparazione
1.13 Raddrizzamento
1.14 Marcature
2 Bombole in pressione 176
2.1 Campo di applicazione
2.2 Procedimento di fabbricazione
2.3 Visita e prove
2.4 Marche di identificazione e certificazione
3 Eliche e pale di elica di acciaio fuso 177
3.1 Campo di applicazione
3.2 Fabbricazione
3.3 Qualità dei getti
3.4 Condizioni di fornitura
3.5 Composizione chimica
3.6 Caratteristiche meccaniche
3.7 Campionatura
3.8 Esame visivo e dimensionale
3.9 Esami non distruttivi - Zone di severità
3.10 Procedure di riparazione
3.11 Identificazione
3.12 Certificazione

Regolamenti RINA 2008 15


C APITOLO 5
SALDATURE

Sezione 1 Requisiti Generali


1 Campo di applicazione 185
1.1 Generalità
2 Fabbricazione mediante saldatura 185
2.1 Generalità
2.2 Approvazione
2.3 Procedimenti di saldatura
2.4 Tipo di giunto, preparazione dei lembi e dimensioni
2.5 Esecuzione della saldatura e controlli

Sezione 2 Approvazione dei Materiali di Apporto per Saldatura


1 Generalità 187
1.1 Campo di applicazione
1.2 Categorie tipi e designazione
1.3 Procedura per l’approvazione
1.4 Preparazione e saldatura dei saggi di prova
1.5 Prove meccaniche
1.6 Saggi per la verifica della composizione chimica del metallo depositato
1.7 Riprove
2 Elettrodi rivestiti per la saldatura manuale di acciai al C e al C-Mn 192
2.1 Campo di applicazione
2.2 Prove di approvazione
2.3 Prove di verifica delle caratteristiche operative
2.4 Prove di verifica delle caratteristiche meccaniche
2.5 Prove per la verifica del contenuto di idrogeno
2.6 Saggi a cordone d’angolo
2.7 Prove di controllo annuali
3 Elettrodi rivestiti per saldatura a gravità gravità 199
3.1 Campo di applicazione
3.2 Prove di approvazione
3.3 Prove di controllo annuali
4 Elettrodi rivestiti per saldatura manuale a forte penetrazione di acciai
al C e al C-Mn 199
4.1 Campo di applicazione
4.2 Prove di approvazione
4.3 Prove di controllo annuali
5 Combinazioni flusso-filo per saldatura ad arco sommerso di acciai
al C e al C-Mn 201
5.1 Campo di applicazione
5.2 Prove di approvazione
5.3 Prove di controllo annuali

16 Regolamenti RINA 2008


6 Combinazioni flusso-filo per la saldatura ad arco sommerso
“one side” di giunti testa-testa di acciai al C e al C-Mn 206
6.1 Campo di applicazione
6.2 Prove di approvazione
6.3 Prove di controllo annuali
7 Fili e combinazioni filo-gas per saldatura semiautomatica di
acciai al C e al C-Mn 207
7.1 Campo di applicazione
7.2 Tipi di filo
7.3 Gas protettivi
7.4 Classi
7.5 Dati e documentazione
7.6 Prove di approvazione
7.7 Prove di controllo annuali
8 Fili e combinazioni filo-gas per saldatura automatica di acciai al C
e al C-Mn 211
8.1 Campo di applicazione
8.2 Prove di approvazione
8.3 Prove di controllo annuali
9 Materiali d’apporto nei procedimenti elettrogas e elettroscoria
per la saldatura di acciai al C e al C-Mn 213
9.1 Campo di applicazione
9.2 Informazioni e documentazione
9.3 Prove di approvazione
9.4 Prove di controllo annuali
10 Materiali d’apporto per la saldatura di acciai ad elevata resistenza
temprati e rinvenuti 215
10.1 Campo di applicazione
10.2 Prove di approvazione
10.3 Requisiti
10.4 Prove di controllo annuali
11 Materiali d’apporto per la saldatura di acciai al Mo e al Cr-Mo 216
11.1 Campo di applicazione
11.2 Prove di approvazione
11.3 Requisiti
11.4 Prove di controllo periodico
12 Materiale d’apporto per la saldatura di acciai al Ni per applicazioni
a bassa temperatura 218
12.1 Campo di applicazione
12.2 Prove di approvazione
12.3 Requisiti
12.4 Prove di controllo annuali
13 Materiali d’apporto per la saldatura di acciai inossidabili al
Cr-Ni austenitici ed austeno-ferritici 219
13.1 Campo di applicazione
13.2 Prove di approvazione
13.3 Requisiti
13.4 Prove di controllo annuali

Regolamenti RINA 2008 17


14 Materiali d’apporto per la saldatura delle leghe leggere 221
14.1 Campo di applicazione
14.2 Prove di approvazione
14.3 Requisiti
14.4 Prove di controllo annuali

Sezione 3 Approvazione delle Vernici Protettive Temporanee per l’Impiego su


Superfici Soggette a Saldatura
1 Campo di applicazione 225
1.1 Generalità
2 Dati e documentazione 225
2.1 Generalità
3 Prove di approvazione 225
3.1 Generalità
3.2 Materiale base
3.3 Materiale di apporto
3.4 Tipo e dimensione dei saggi di prova
3.5 Numero dei saggi
3.6 Procedure operative
3.7 Requisiti
3.8 Riprove
4 Certificazione 226
4.1
5 Controlli periodici 226
5.1

Sezione 4 Approvazione delle Procedure di Saldatura


1 Generalità 227
1.1 Campo di applicazione
1.2 Procedura di saldatura
2 Procedure di saldatura da applicare agli acciai al C e C-Mn 228
2.1 Giunti testa-testa di lamiere
2.2 Giunto di lamiere a T a lembi cianfrinati
2.3 Giunti a T a cordone d’angolo
2.4 Saggi testa-testa su tubo
2.5 Riprove
2.6 Campo di validità delle approvazioni
3 Procedure di saldature relative ad acciai inossidabili austenitici
e austeno-ferritici al Cr-Ni per applicazioni relative a prodotti chimici 238
3.1 Generalità
4 Approvazione delle procedure di saldatura su acciai ad elevata
resistenza temprati e rinvenuti 239
4.1 Generalità
5 Approvazione delle procedure di saldatura di fucinati e getti in acciaio 239
5.1 Generalità

18 Regolamenti RINA 2008


6 Approvazione delle procedure di saldatura per leghe leggere di
alluminio 239
6.1 Giunti testa-testa su lamiera
6.2 Giunti d’angolo a T
6.3 Forcelle di approvazione
7 Approvazione delle procedure di saldatura per la riparazione delle
eliche 242
7.1 Generalità
7.2 Assemblaggio e saldatura
7.3 Esami e prove
7.4 Prove addizionali per eliche di acciaio fuso

Sezione 5 Approvazione del Procedimento di Saldatura Laser-CO2


1 Generalità 245
1.1 Campo di applicazione
1.2 Prescrizioni generali
1.3 Personale di saldatura
1.4 Specifica procedimento di saldatura
1.5 Materiale base
1.6 Materiali di apporto
2 Procedura di saldatura 246
2.1 Generalità
2.2 Assemblaggio e saldatura
3 Controlli non distruttivi 246
3.1 Generalità
3.2 Esame visivo
3.3 Esame radiografico
3.4 Esame ultrasonoro
3.5 Controllo con particelle magnetiche
4 Prove di qualifica per giunti testa-testa 247
4.1 Configurazione dei saggi
4.2 Prove e controlli
4.3 Prova di trazione
4.4 Prova di piega
4.5 Prove di resilienza
4.6 Verifiche di durezza
4.7 Esame metallografico
5 Prove di qualifica per giunti d’angolo 249
5.1 Configurazione dei saggi
5.2 Prove e controlli
6 Riprove 250
6.1 Controlli non distruttivi
6.2 Prove distruttive
7 Limiti dell’approvazione 250
7.1 Materiale base
7.2 Spessore
7.3 Preparazione dei lembi e condizioni superficiali
7.4 Tipi di giunto, cianfrino
7.5 Procedimento di saldatura
7.6 Parametri di saldatura

Regolamenti RINA 2008 19


Parte D
Materiali e Saldature

Capitolo 1

REQUISITI GENERALI

SEZIONE 1 FABBRICAZIONE, COLLAUDO, CERTIFICAZIONE

SEZIONE 2 PROCEDURE DI PROVA PER I MATERIALI

Regolamenti RINA 2008 21


Parte D, Cap 1, Sez 1

SEZIONE 1 FABBRICAZIONE, COLLAUDO, CERTIFICAZIONE

1 Generalità 1.3 Informazioni del committente


1.3.1 Il committente deve fornire al fabbricante le istru-
1.1 Campo di applicazione zioni necessarie a che i prodotti ordinati siano collaudati in
accordo con i Regolamenti; egualmente condizioni
1.1.1 Nella Parte D, da Capitolo 2 a Capitolo 4, sono d’ordine opzionali o addizionali devono essere chiara-
specificate le prescrizioni per la fabbricazione, il collaudo e mente indicate.
la certificazione di materiali semilavorati in acciaio, in
ghisa, in metalli non ferrosi e di vari prodotti finiti quali eli-
che, bombole, ancore, catene, cavi e portellini, finestrini, 2 Fabbricazione e qualità
destinati alla costruzione o alla riparazione di navi intese
alla classificazione con la Società. 2.1 Generalità
Le prescrizioni generali relative alla fabbricazione, al col-
laudo e alla certificazione dei suddetti materiali e prodotti 2.1.1 Fabbricazione
di seguito genericamente indicati come “prodotti”, sono I fabbricanti e relativi stabilimenti devono essere ricono-
date nel presente Capitolo 1; esse devono essere soddi- sciuti dalla Società per gli specifici prodotti fabbricati.
sfatte per quanto applicabili. A questo scopo gli impianti, l’organizzazione e le proce-
Le prescrizioni del Capitolo 1 sono anche applicabili, ove dure della produzione, le macchine di prova, i laboratori di
pertinenti, a prodotti trattati in altre Parti dei Regolamenti. analisi, i sistemi di controllo interno e la qualificazione del
personale, devono essere appropriati a giudizio della
Nel Capitolo 5, sono specificate le prescrizioni per l’appro- Società.
vazione dei materiali d’apporto per saldatura e per la quali-
fica dei procedimenti di saldatura. Le tecniche di fabbricazione e le procedure della produ-
zione, devono essere tali da assicurare ragionevolmente la
1.1.2 In aggiunta alla presente Parte D, sono inoltre appli- costante aderenza del prodotto alla dovuta qualità.
cabili prescrizioni specifiche a certi materiali, procedure e La Società può consentire che le prove di collaudo e le ana-
prodotti come indicato in altre Parti dei Regolamenti o nei lisi siano eseguite presso laboratori esterni o da parti terze,
disegni approvati. riconosciuti dalla Società.

1.1.3 Salvo diversamente specificato, i prodotti soggetti 2.1.2 Approvazione


alle prescrizioni della Parte D ed alle relative operazioni di
In dipendenza dall’importanza del prodotto, può essere
collaudo sono indicati nelle relative norme della Società
richiesto che il procedimento di fabbricazione sia appro-
che riguardano la progettazione, l’ispezione presso il fab-
vato e che siano eseguite le relative prove.
bricante ed il collaudo.
Le prescrizioni relative ai diversi prodotti in generale preci-
1.1.4 Prodotti aventi caratteristiche che si discostino sano quando è di regola richiesta l’approvazione del proce-
apprezzabilmente da quelle risultanti dai Regolamenti pos- dimento di fabbricazione.
sono essere usati in alternativa a quelli regolamentari, pre- Le procedure per l’approvazione dei fabbricanti sono con-
via approvazione della Società. tenute nelle ”Norme per l’approvazione dei fabbricanti di
prodotti”.
1.2 Specifiche varie
2.1.3 Responsabilità
1.2.1 Prodotti che soddisfino a specifiche nazionali ed Indipendentemente dagli interventi dei tecnici della
internazionali oppure a specifiche private, possono essere Società, il fabbricante è unico responsabile della corrispon-
accettati dalla Società, quando dette specifiche siano giudi- denza dei prodotti forniti alle prescrizioni applicabili.
cate offrire una ragionevole equivalenza con le prescrizioni
La Società non assume alcuna responsabilità, come conse-
dei Regolamenti o quando approvate per specifiche appli-
guenza dei suoi interventi di collaudo, in merito alla corri-
cazioni particolari.
spondenza del prodotto collaudato alle regole e
Tali prodotti, quando accettati, vengono designati con la prescrizioni applicabili.
loro identificazione secondo standard di provenienza o
Quando, nel corso della fabbricazione o dopo fornitura,
come convenuto alla accettazione.
venga riscontrato che un prodotto non soddisfa le prescri-
Salvo diversamente concordato, il collaudo e la certifica- zioni o presenta difetti inaccettabili, lo stesso sarà scartato
zione di detti prodotti, devono egualmente essere eseguiti indipendentemente dal fatto di essere stato in prcedenza
in accordo con le prescrizioni dei regolamenti. collaudato soddisfacentemente.

Regolamenti RINA 2008 23


Parte D, Cap 1, Sez 1

2.2 Composizione chimica 3.1.3 Le parti interessate devono presentare domanda di


collaudo in tempo adeguato.
2.2.1 La composizione chimica deve essere determinata e Prima del collaudo il fabbricante deve fornire al tecnico i
certificata, di regola, dal fabbricante a mezzo di analisi di dettagli dell’ordine, le specifiche tecniche e la lista delle
colata. Il laboratorio di analisi deve essere adeguatamente eventuali condizioni addizionali alle prescrizioni regola-
equipaggiato e le analisi devono essere eseguite da perso- mentari.
nale qualificato.
3.1.4 I tecnici devono avere libero accesso a tutti i diparti-
2.2.2 Le analisi del fabbricante sono in genere accettate menti interessati alla fabbricazione, al prelievo delle cam-
subordinatamente a controlli saltuari, a giudizio del tec- pionature di prova, al controllo interno e, in generale, a
nico. Quando sia richiesta analisi su prodotto, questa deve tutte le operazioni interessanti il collaudo.
essere eseguita in conformità ad uno standard riconosciuto
e i risultati essere valutati in accordo al medesimo. Ai tecnici devono essere fornite tutte le informazioni occor-
renti ad assicurarsi che la produzione e le prove sono con-
dotte in accordo con le prescrizioni dei Regolamenti.
2.3 Condizioni di fornitura
2.3.1 (1/7/2003) 3.1.5 Tutte le prove e i controlli richiesti dai Regolamenti
devono essere eseguiti in presenza dei tecnici o, quando
Salvo quando diversamente concordato, i prodotti devono
espressamente concordato con la Società, in presenza di
essere forniti in condizioni finite secondo regolamento, ivi
personale del controllo interno, responsabile e special-
incluso il trattamento termico, se richiesto.
mente delegato allo scopo.
I trattamenti termici devono essere eseguiti in forni appro-
Le operazioni di ispezione e di prova possono essere dele-
priati ed efficienti, attrezzati con mezzi adeguati per il con-
gate al fabbricante alle condizioni date in [3.2].
trollo e la registrazione della temperatura.
I forni impiegati devono avere una dimensione sufficiente a 3.1.6 Le prove richieste devono essere eseguite da perso-
consentire un incremento uniforme della temperatura fino nale qualificato, in accordo con le procedure stabilite dalla
al valore richiesto, su tutta la carica del forno che deve Società o, in carenza o per accordo con la stessa, da stan-
essere trattata. dard riconosciuto nazionale od internazionale.
In caso di pezzi molto grandi, l'eventuale ricorso a sistemi Le attrezzatura di prova e gli strumnti di misura devono
alternativi di trattamento deve essere concordato con la essere adeguati, mantenuti nelle dovute condizioni ed
Società. essere regolarmente tarati come richiesto; la registrazione di
tali operazioni deve essere mantenuta aggiornata ed a
Deve essere collegato alla carica del forno un sufficiente disposizione dei tecnici.
numero di termocoppie per misurare e registrare che la sua
temperatura sia adeguatamente uniforme, a meno che la
uniformità della temperatura del forno non venga verificata 3.2 Schema alternativo di collaudo
ad intervalli regolari.
3.2.1 Procedure di collaudo alternative a quelle normali,
che comportano il sistematico intervento dei tecnici alle
2.4 Identificazione dei prodotti prescritte operazioni, possono essere adottate da fabbricanti
che siano stati a tal fine specialmente riconosciuti dalla
2.4.1 Durante la fabbricazione, controlli e prove, deve Società.
essere assicurata l’identificazione dei prodotti in riguardo
alla origine, come richiesto. I relativi schemi vengono stabiliti tenendo in considera-
zione il tipo di prodotto, l’entità di produzione del mede-
Ai tecnici della Società deve essere data in merito adeguata simo e l’esistenza di Sistema di Qualità certificato in
assistenza. efficiente applicazione nello stabilimento; le operazioni di
collaudo indicate dai regolamenti sono totalmente o par-
3 ControlIi e prove zialmente delegate al fabbricante, secondo lo schema con-
venuto.
3.1 Condizioni generali Indicazioni in merito, quali campo di applicazione e condi-
zioni e modalità per l’ammissione, sono contenute in appo-
3.1.1 Di regola i controlli e le prove richieste sui prodotti sito documento della Società.
devono essere eseguite presso gli stabilimenti del fabbri-
cante prima della spedizione.
3.3 Campionatura per le prove meccaniche
In casi particolari ove le attrezzature occorrenti non siano
disponibili presso gli stabilimenti del fabbricante, il col- 3.3.1 I campioni di prova devono essere scelti dal tecnico
laudo deve essere eseguito presso un laboratorio di prova o da persona dell’organizzazione del fabbricante apposita-
riconosciuto. mente delegata e devono essere marcati in modo appro-
priato per la loro identificazione.
3.1.2 Quando sia stato concesso di eseguire o completare
un collaudo presso stabilimenti diversi da quello del fabbri- 3.3.2 I campioni di prova devono essere rappresentativi
cante deve essere comunque possibile risalire con certezza dell’unità o lotto di materiale da cui essi derivano e per-
alla documentazione di origine. tanto, salvo sia concordata una diversa procedura con la

24 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 1

Società, essi devono essere sottoposti allo stesso trattamento risultati inferiori a detto valore, di cui non più di uno infe-
termico. riore al 70% di esso.

3.3.3 Relativamente alla campionatura viene usata la 3.5.2 Scarto o riconsiderazione


seguente terminologia: Quando da una riprova rappresentativa di un lotto di mate-
a) unità: un singolo fucinato, getto, lamiera, tubo o altro riale si ottengano risultati insoddisfacenti, l’unità dalla
prodotto singolo, quale le provette sono state ricavate viene scartata.
b) unità laminata: un prodotto ottenuto per laminazione di Il rimanente del lotto può, a discrezione del tecnico, essere
una singola bramma o billetta o, quando la laminazione riconsiderato effettuando le prove richieste su almeno due
è fatta direttamente da lingotto, da un singolo lingotto, diverse unità; per l’accettazione, entrambi i risultati devono
c) lotto: assieme di unità simili o di unità laminate presen- soddisfare i requisiti.
tate in gruppo e rappresentate al collaudo da una mede- Diversamente, previo accordo con il tecnico, le singole
sima campionatura, unità componenti il lotto possono essere provate indivi-
d) campione o campionatura: un sufficiente quantitativo di dualmente e quelle che hanno dato risultato soddisfaciente
materiale ricavato da una unità, da una unità laminata o essere accettate.
da un lotto, dal quale vengono ricavate una o più pro- Il fabbricante ha facoltà di sottoporre nuovamente a col-
vette di prova, laudo il materiale precedentemente scartato, dopo averlo
e) provetta di prova: un estratto del campione preparato sottoposto a idoneo trattamento o ritrattamento termico,
nelle dimensioni e condizioni specificate per la prova come pure può risottoporlo a collaudo sotto diverso grado o
cui deve essere sottoposto. tipo.
Il tecnico deve essere edotto dal fabbricante di tali eventua-
3.4 Prove meccaniche lità.
Salvo diversamente concordato con il tecnico, soltanto un
3.4.1 Le prove meccaniche devono essere eseguite in pre- nuovo trattamento termico è ammesso su materiale già pre-
senza del tecnico, salvo diversamente concordato; ved. ventivamente trattato termicamente.
[3.2].

3.4.2 Per la verifica delle caratteristiche meccaniche del 3.6 Esame visivi, dimensionale e non
materiale devono essere usate provette e metodi di prova in distruttivo
accordo con le prescrizioni del Sez 2.
3.6.1 Generalità
3.4.3 Il tipo di prova, il numero delle provette di prova, la I prodotti devono essere sottoposti ai seguenti esami:
direzione di prelievo, i risultati delle prove, devono soddi-
sfare alle prescrizioni applicabili al tipo di prodotto, quali a) esame visivo,
indicate nei vari articoli. b) controllo dimensionale,
c) esame non distruttivo, quando richiesto.
3.5 Riprove
Le suddette operazioni, da effettuarsi sul prodotto predispo-
3.5.1 Generalità sto in condizioni idonee a tal fine, sono a cura e responsa-
bilità del fabbricante; esse devono essere eseguite o ripetute
Quando il risultato insoddisfacente di una prova sia attribu-
in presenza del tecnico quando prescritto o comunque
ibile a lavorazione difettosa della provetta e/o ad un’inde-
quando da esso ritenuto necessario.
bita procedura di prova, il risultato negativo viene
trascurato e la prova ripetuta in condizioni corrette su una Quando, a seguito degli esami e prove, vi sia ragione di
nuova provetta. ritenere che un prodotto possa essere difettoso, il fabbri-
cante, per l’accettazione del medesimo, è tenuto a dimo-
Quando una prova, fatta eccezione per le prove di resi-
strarne l’idoneità a mezzo delle procedure ritenute
lienza, dia un risultato che non soddisfa le prescrizioni, può
necessarie.
essere ammesso ripetere la prova in doppio su due provette
dello stesso tipo di quella che aveva dato risultato negativo,
3.6.2 Esame visivo
ricavate dal medesimo campione. Per l’accettazione
entrambe le prove devono soddisfare le prescrizioni. Salvo diversamente convenuto, l’esame visivo deve essere
eseguito dal tecnico su ogni unità per i prodotti collaudati
Per la prova di resilienza, intesa come serie di prove su tre su singola unità, mentre saltuariamente o sulle unità cui è
provette, quando il valore medio di tale serie di prove non relativa la campionatura per le prove meccaniche, per i pro-
soddisfa il valore prescritto e sempre che non più di due dotti collaudati per lotto.
risultati siano inferiori a detto valore, di cui non più di uno
inferiore al 70% di esso, è ammesso eseguire una seconda 3.6.3 Controllo dimensionale
prova, su tre provette dello stesso tipo, ricavate dallo stesso I controlli dimensionali e la verifica della corrispondenza ai
campione. disegni approvati, devono essere eseguiti dal tecnico, come
Per l’accettazione, la media dei sei risultati, ottenuti sulla ritenuto necessario, soltanto per le parti soggette ad appro-
prima e seconda serie di tre prove messi assieme, deve sod- vazione disegni oppure quando espressamente richiesto
disfare il valore medio richiesto, con non più di due singoli nella Parte D o in altre parti dei Regolamenti.

Regolamenti RINA 2008 25


Parte D, Cap 1, Sez 1

3.6.4 Esami non distruttivi (1/7/2006) 4 Identificazione e certificazione


I controlli non distruttivi devono essere eseguiti da perso-
nale qualificato, secondo una norma nazionale ricono- 4.1 Identificazione and marcatura
sciuta, con un grado equivalente al livello II di qualifica
secondo la norma ISO 9712, SNT-TC-1A, EN 473 oppure 4.1.1 Generalità
ASNT Central Certification Program (ACCP). Gli operatori Ai fini del collaudo, deve essere sottoposta al tecnico una
qualificati a livello I possono essere impiegati per eseguire i dettagliata lista dei prodotti sottoposti a collaudo, completa
controlli con la assistenza di personale qualificato ai livelli dei dati occorrenti, come del caso:
II o III.
a) nome del committente e numero d’ordine,
I controlli non distruttivi devono essere eseguiti usando b) numero della costruzione o destinazione,
attrezzature di tipo appropriato e tarate, seguendo proce-
dure approvate, normative riconosciute e specifiche pre- c) numero, dimensione e massa dei pezzi o dei lotti,
scrizioni della Società. d) numero di colata e composizione chimica,

Il personale responsabile della preparazione ed approva- e) numero individuativo del pezzo, dettaglio del procedi-
zione delle procedure NDT deve avere un grado di quali- mento di fabbricazione e del trattamento termico,
fica equivalente al livello III della norma ISO 9712, SNT- f) stato di fornitura.
TC-1A, EN 473, ACCP oppure ASNT.
4.1.2 Marcatura del fabbricante
Il Fabbricante o altra organizzazione responsabile per i con- I prodotti che sono stati sottoposti soddisfacentemente agli
trolli non distruttivi, deve emettere su sua propria responsa-
esami e prove richiesti, devono essere correttamente mar-
bilità, un certificato che attesti i risultati e, ove richiesto, il cati dal fabbricante in almeno una posizione facilmente
parere relativo all’accettabilità del prodotto; in quest’ultimo accessibile.
caso il certificato deve essere comunque contrassegnato dal
Fabbricante. La marcatura deve contenere tutte le indicazioni necessarie,
come specificato negli articoli relativi ai vari prodotti, e
Le qualifiche del personale devono essere comprovate da deve corrispondere al contenuto del documento di col-
certificati. I certificati del personale devono essere rilasciati laudo.
dalla Società, da altra Società IACS oppure da un Ente terzo
La marcatura deve essere eseguita a mezzo punzonatura,
riconosciuto.
salvo che i prodotti possano essere danneggiati da tale
Per l’esame radiografico devono essere adottati mezzi ido- sistema; quando in alternativa vengano usati pittura o altri
nei a consentire l’identificazion delle zone esaminate e metodi, deve essere assicurata una adeguata durata nel
delle relative lastre. tempo della marcatura.
Per piccoli pezzi racchiusi in imballaggi, come pure per
Quando venga richiesto, le varie fasi dell’esame devono
barre e profili di peso modesto legati in fasci, la marcatura
essere assistite dal tecnico; in tali casi, in generale, i certifi-
deve essere trasferita sull’imballaggio o sull’apposita eti-
cati devono essere poi da esso controfirmati.
chetta o pezzo affiorante in ogni fascio, a soddifazione del
L'esame radiografico si intende eseguito con raggi X. tecnico.
L'impiego di raggi gamma può essere accettato purché
venga dimostrato a soddisfazione della Società che esso 4.1.3 Marcatura col timbro della Società
garantisce la stessa qualità di immagine dei raggi X. I prodotti collaudati in conformità ai Regolamenti con esito
soddisfcente, devono essere marcati con il timbro conclu-
sivo della Società in presenza del tecnico, salvo diversa-
3.7 Riparazioni di difetti mente concordato tra fabbricante e tecnico stesso.
Le altre marche addizionali richieste sono specificate negli
3.7.1 Piccoli difetti superficiali possono essere rimossi in
articoli relativi ai prodotti (per esempio nome del fabbri-
modo adeguato a mezzo molatura od altri mezzi appro-
cante o sue iniziali, tipo di materiale, grado dello stesso e
priati, semprechè permangano soddisfatte le tolleranze numero di colata, codice relativo all’anno di collaudo,
dimensionali prescritte per i vari prodotti negli articoli ad
numero della pratica e codice dell’ufficio locale che ha ese-
essi relative.
guito il collaudo, marca personale del tecnico, pressione di
La zona riparata deve risultare esente da difetti ed essere prova TP quale attestazione dell’avvenuta prova idrostatica,
ritenuta accettabile a giudizio del tecnico. se del caso).

4.1.4 Marcatura della Società nel caso di collaudi


3.7.2 Riparazioni a mezzo saldatura possono essere accet- non completati
tate solo quando non in contrasto con le prescrizioni appli-
cabili al prodotto e semprechè siano giudicate appropriate Quando un prodotto sia inoltrato per la spedizione o debba
in riguardo al materiale, all’estensione del difetto e alla pro- comunque essere marcato, prima che tutti gli esami e prove
cedura di saldatura. richiesti siano stati eseguiti (siano essi dettati dalla Parte D
o da altre parti applicabili dei Regolamenti), esso viene
La procedura di riparazione deve essere preventivamente marcato con l’apposito timbro provvisorio della Società,
concordata con il tecnico. identificativo dei collaudi non completati.

26 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 1

I documenti di collaudo devono contenere chiara indica- Per il collaudo di materiali devono essere aggiunte le
zione di tutti gli esami e prove ancora dovute e specificare seguenti indicazioni:
le ragioni per cui essi non sono stati eseguiti.
• identificazione della specifica o grado/tipo del mate-
A soddisfacente completamento di tutti gli esami e prove riale,
dovuti, il prodotto sarà quindi marcato con il timbro con- • identificazione della colata e relativa analisi chimica,
clusivo della Società.
• stato di fornitura e indicazione del trattamento termico,
ove eseguito, compresi la temperatura ed la durata del
4.1.5 Annullamento della marcatura della Società
trattamento,
Quando un prodotto già marcato con uno dei timbri della
• procedimento di elaborazione e fabbricazione (solo per
Società venga, successivamente alle prove, riscontrato difet-
prodotti laminati destinati a: scafo, caldaie e recipienti
toso o comunque non conforme alle prescrizioni e venga in pressione),
conseguentemente scartato, le marche già applicate devono
essere invalidate con punzonatura. • dichiarazione che il materiale fornito è stato prodotto a
mezzo di un procedimento approvato, ove ne sia il
I tecnici possono richiedere di verificare l’avvenuto annul- caso, e che è stato assoggettato con risultati soddisfa-
lamento. centi alle prove richieste dai regolamenti.

Ai fini di procedere ad una quale che sia riparazione su pro- Per accordo con la Società il certificato di ispezione emesso
dotti già collaudati, deve essere richiesto il preventivo con- dal fabbricante può essere direttamente convalidato con
senso della Società; in difetto, la validità del collaudo timbro della Società e firma del tecnico.
originale decade automaticamente e le marche originali di
Per prodotti fabbricati in grande quantità e collaudati per
collaudo devono essere invalidate dalle parti interessate. colata o per lotto, il fabbricante deve inoltre attestare per le
singole forniture che i prodotti sono stati fabbricanti in
4.1.6 Punzone della Società per gli schemi di accordo con i regolamenti.
collaudo alternativo

Nel caso di ammissione ad uno schema di collaudo alterna- 4.2.2 Certificato di collaudo per schemi di collaudo
alternativi
tivo, la marcatura a mezzo timbro della Società può essere
delegata al fabbricante; questi viene a tal fine fornito degli Per i prodotti regolati secondo uno schema di collaudo
speciali punzoni da usare in tal caso. alternativo, il fabbricante, salvo diversamente stabilito nella
ammissione a detto schema di collaudo, deve emettere un
Certificato di Conformità su apposito modulo della Società.
4.2 Documentazione e certificazione
Tale certificato è indicato nei Regolamenti con le lettere
“CA” (certificato per collaudo alternativo).
4.2.1 Certificato di collaudo (1/7/2003)

Per i prodotti collaudati con esito soddisfacente, la Società Il certificato di ispezione emesso dal fabbricante, compren-
sivo di tutte le informazioni richieste in [4.2.1], deve essere
emette un certificato di collaudo, firmato dal tecnico, che
annesso al certificato “CA”.
attesta che i prodotti stessi sono stati collaudati in accordo
con i Regolamenti. Il certificato deve essere sottoposto per convalida alla
Società secondo le apposite modalità stabilite nell’ammis-
Tale certificato è indicato in modo abbreviato con la lettera sione allo schema di collaudo alternativo.
"C" nelle varie parti dei Regolamenti.
4.2.3 Certificato di fabbrica
Un certificato di ispezione emesso dal fabbricante deve
essere annesso al certificato della Società e deve includere, Per i prodotti che, stante le prescrizioni ad essi applicabili,
come del caso, i seguenti particolari: possano essere accettati sulla base del solo certificato di
conformità emesso dal fabbricante, tale certificato deve
a) nome del fabbricante, contenere i risultati delle prove eseguite nonchè le informa-
zioni richieste al punto [4.2.1], per quanto pertinenti.
b) nome del committente, numero dell’ordinazione e
numero della costruzione, Detto certificato di conformità è indicato nei Regolamenti
con la lettera “W” (certificato di fabbrica).
c) descrizione del prodotto, dimensioni e peso,
Per prodotti particolari può essere accettato, a giudizio
d) risultato di tutti gli esami e di tutte prove dovuti e delle della Società, che gli esami e prove siano eseguiti dal fab-
eventuali prove non distruttive richieste, bricante sulla produzione corrente anzichè sulle singole
forniture. In tali casi, per pronta individuazione, il certifi-
e) marche di identificazione e di collaudo stampate sul cato di conformità viene indicato nelle parti dei Regola-
prodotto. menti con la lettera ”R” (rapporto).

Regolamenti RINA 2008 27


Parte D, Cap 1, Sez 2

SEZIONE 2 PROCEDURE DI PROVA PER I MATERIALI

1 Generalità L'energia con la quale la macchina colpisce la provetta


deve essere non minore di 150 J.
1.1 Campo di applicazione Le registrazioni delle tarature devono essere conservate nel
laboratorio di prova e devono essere accessibili ai tecnici.
1.1.1 Questa Sezione contiene le prescrizioni relative alle
procedure di prova, alle macchine di prova e alle provette
per le prove meccaniche e tecnologiche dei materiali. 1.3 Preparazione delle provette
Le procedure di prova e le provette relative alla saldatura
1.3.1 I campioni per il ricavo delle provette devono essere
sono trattate nel Capitolo 5.
nelle stesse condizioni del prodotto dal quale esse derivano
Gli articoli dei Regolamenti relativi ai diversi prodotti, indi- e quindi, se del caso, devono essere nelle stesso stato di
cano gli esami e le prove richiesti, congiuntamente ai requi- trattamento termico.
siti.
Valgono inoltre le prescrizioni generali di cui alla Sez 1. 1.3.2 Se il campione di prova è ricavato dal prodotto
mediante taglio di fiamma, quando ammissibile in rela-
1.2 Macchine di prova zione al tipo di materiale, o mediante cesoia, durante la
lavorazione meccanica finale deve essere rimosso un suffi-
1.2.1 (1/7/2004) ciente quantitativo di materiale rispetto al taglio originale.
Le macchine di prova devono essere mantenute in condi-
zioni soddisfacenti e con accuratezza e tarate approssimati- Le provette devono essere ottenute dai campioni mediante
vamente ad intervalli annuali dalla Società o da un taglio meccanico; nella loro preparazione deve essere fatta
Organismo riconosciuto in accordo con uno standard rico- attenzione ad evitare significative deformazioni o riscaldi
nosciuto. che possano alterare le proprietà del materiale.

In particolare:
• La precisione delle macchine per la prova di trazione, 2 Prova di trazione
deve essere entro il ± 1% e, quando la taratura è in
accordo con le disposizioni dello standard ISO 7500-1, 2.1 Tipi di provette
l'errore ammesso deve essere contenuto entro i limiti
specificati per la Classe 1. 2.1.1 Provette piane proporzionali (1/7/2004)
• Le macchine per la prova di resilienza devono essere Per i prodotti piani, sono generalmente usate provette a
tarate in accordo con le disposizioni dello standard ISO sezione rettangolare (piane) del tipo proporzionale, aventi
148-2 o di altri standard riconosciuti. le dimensioni mostrate nella Fig 1.

Figura 1: Provette piane proporzionali (1/7/2004)


Sezione R
t trasversale
b

iniziale So

Lo lunghezza iniziale fra


i riferimenti

Lc Lunghezza della parte calibrata

t : spessore del materiale considerato

b : 25 mm (larghezza)
Lc : L0 + 2S01/2
L0 : 5,65S01/2, essendo S0 è l’area della sezione trasversale. La tratta utile può essere arrotondata ai 5 mm più vicini, purchè la diffe-
renza tra il valore assunto e il valore reale sia inferiore al 10% di L0
R : 25 mm (raggio di transizione)

28 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 2

Per detti prodotti, le provette di trazione devono mantenere Tuttavia, diametri diversi, in generale di 8 o 6 mm, possono
le superfici originali del prodotto. essere usati in casi particolari quando i diametri normali di
Quando la capacità della macchina di trazione non con- cui sopra non siano di pratica realizzazione.
sente di trazionare provette di spessore pieno, lo spessore
può essere ridotto mediante lavorazione meccanica di una 2.1.5 Provette cilindriche - Posizione di
delle superfici originali. prelievo (1/7/2003)
Nel caso di prodotti laminati (lamiere), con spessore uguale
2.1.2 Provette piane non proporzionali o superiore a 40 mm, l'asse della provetta circolare deve
In alternativa al tipo di provetta di cui al requisito prece- essere posizionato a circa un quarto dello spessore rispetto
dente possono essere usate provette non proporzionali; in ad una delle superfici di laminazione originali.
particolare, è ammessa la provetta a sezione rettangolare
avente una lunghezza utile fissa di 200 mm e le altre In caso di barre e prodotti similari, l'asse della provetta
dimensioni indicate nella Fig 2. deve essere posizionato ad un terzo del raggio dall'esterno.

2.1.3 Provette cilindriche (1/7/2004) In caso di prodotti fucinati, salvo quando diversamente
Come detto in [2.1.1], per i prodotti laminati, ad eccezione concordato, l'asse longitudinale delle provette deve essere
delle barre, le provette di trazione devono mantenere le posizionato come segue:
superfici originali del prodotto. a) per spessori o diametri fino ad un massimo di 50 mm,
Tuttavia, per spessori uguali o superiori a 40 mm o, più l'asse deve essere a metà spessore o al centro della
generalmente, quando la capacità della macchina di tra- sezione trasversale
zione non consente di trazionare provette di spessore
pieno, può essere usata una provetta proporzionale tonda, b) per spessori o diametri superiori a 50 mm, l'asse deve
lavorata alle dimensioni mostrate nella Fig 3. essere a un quarto dello spessore (metà raggio) o ad 80
mm al di sotto di qualsiasi superficie sottoposta a tratta-
Per prodotti laminati in barre, per i fucinati ed i getti, fatta mento termico, adottando il minore dei due valori sud-
eccezione per i getti in ghisa, deve essere usata una pro- detti.
vetta cilindrica di tipo proporzionale.

2.1.4 Provette cilindriche - Diametro 2.1.6 Provette per getti in ghisa


Le provette cilindriche di tipo proporzionale, devono, in Per getti in ghisa, devono essere usate le provette del tipo
generale, avere un diametro di 10 oppure 14 mm. indicato nella Fig 4.

Figura 2 : Provette piane non proporzionali (1/7/2004)


R ≥ 25 mm
t

L0 = 200 mm

Lc = 212,5 mm

t : spessore del materiale piatto considerato


b : 25 mm

Figura 3 : Provette cilindriche proporzionali (1/7/2004)


R = 10 mm (vedere Nota 1)
φ
d

Lo Lunghezza iniziale
fra i riferimenti
Sezione
Lc Lunghezza della parte calibrata (vedere Nota 2) trasversale

Nota 1: R ≥1,5 d, per ghisa sferoidale e per materiali con un allungamento


specificato non inferiore al 10%

Nota 2: Lc = Lo + d/2

Regolamenti RINA 2008 29


Parte D, Cap 1, Sez 2

Figura 4 : Provette per getti in ghisa 2.2 Procedura di prova


R ≥ 25 mm
2.2.1 Generalità (1/7/2004)
Nella prova devono essere determinate quelle tra le
seguenti caratteristiche richieste a seconda dei diversi pro-
20 mm dia. dotti:
a) ReH : carico unitario di snervamento apparente, in
N/mm2
2.1.7 Provette per tubi (1/7/2004) b) Rp0,2 - Rp1,0: carico unitario di snervamento convenzio-
Per il collaudo dei tubi, la provetta può essere uno spez- nale, in N/mm2
zone di tubo a sezione originale avente lunghezza suffi-
c) Rm : carico unitario di rottura, in N/mm2
ciente per poter essere assicurato alla macchina di prova
con le sue estremità , come mostrato nella Fig 5. d) A : allungamento percentuale, alla rottura
La tratta utile Lo deve essere uguale a: e) Z : strizione percentuale.
L o = 5 ,65 S o
2.2.2 Determinazione delle sollecitazioni di
e la distanza tra gli afferraggi Lt , o tra le spine LC, non deve snervamento (1/7/2004)
essere inferiore alla tratta utile più D/2, essendo D il diame- Per i materiali che presentano uno snervamento ben defi-
tro esterno del tubo. nito, come carico unitario di snervamento ReH si assume il
La lunghezza delle spine che si proietta verso gli afferraggi, valore corrispondente al primo arresto o alla prima caduta
non deve essere superiore al diametro esterno D e la forma del carico applicato dalla macchina di prova nella prova di
delle spine non deve impedire l'allungamento della tratta trazione a temperatura ambiente.
utile.
Questo vale in genere, salvo quando diversamente specifi-
Figura 5 : Provetta su spezzone di tubo completo cato, per i prodotti in acciaio al Carbonio, Carbonio-Man-
ganese e in acciaio legato, fatta eccezione per gli acciai
inossidabili austenici e duplex.
t

Per i materiali che non presentano un carico di snerva-


D

mento evidente, come sopra definito, il carico unitario di


snervamento convenzionale 0,2% (Rp0,2) deve essere deter-
L0
LC
minato in accordo con le specifiche applicabili, essendo
Spina 0,2 la percentuale di deformazione permanente.
Alternativamente le provette possono essere ricavate dalla Per gli acciai inossidabili austenitici e duplex e per i relativi
parete del tubo come indicato nella Fig 6. materiali di apporto di saldatura, può essere richiesta, in
aggiunta o in alternativa, la sollecitazione convenzionale
Figura 6 : Provetta ricavata da spezzone di tubo corrispondente al 1,0% di deformazione permanente, desi-
So R ≥ 10 mm gnata dal simbolo Rp1,0.

2.2.3 Velocità di applicazione del carico (1/7/2004)


α
La prova deve essere eseguita con un valore della sollecita-
Lo
zione elastica entro i limiti indicati in Tab 1.
b ≥ 12 mm Dopo aver raggiunto il carico di snervamento od il carico di
snervamento convenzionale, per materiali duttili, la velo-
Lc
cità di applicazione del carico della macchina, durante la
Quando la parete del tubo sia sufficiente a consentirne il prova di trazione, non deve essere superiore a quella che
ricavo, può essere usata la provetta cilindrica indicata nella corrisponde ad un incremento della deformazione di 0,008
Fig 3, e avente l’asse posizionato a metà spessore della s-1. Per materiali fragili, come la ghisa, l'incremento di solle-
parete. citazione elastica non deve essere superiore a 10 N/mm2 al
secondo.
2.1.8 Provette per fili
Per la prova di fili, deve essere usato uno spezzone di filo a Tabella 1 (1/7/2004)
sezione piena di lunghezza appropriata.
La lunghezza utile deve essere 200 mm e la lunghezza Modulo di elasticità del Incremento della sollecitazione,
totale (distanza tra gli afferraggi) 250 mm. materiale in N/mm2 s-1
(E), in N/mm2 Minimo Massimo
2.1.9 Tolleranze dimensionali
Le tolleranze dimensionali delle provette devono essere in E < 150 000 2 20
accordo con la norma ISO 6892-84 od altra riconosciuta
appropriata. E ≥ 150 000 6 60

30 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 2

2.2.4 Allungamento (1/7/2004) La sollecitazione di snervamento è, in generale, quella cor-


L’allungamento percentuale viene in genere determinato su rispondente al valore convenzionale dello 0,2%; la velocità
una lunghezza utile proporzionale L0. di deformazione, subito prima di raggiungere detto valore
di snervamento, deve essere tenuta nel campo tra lo 0,1 e lo
L0 è dato dalla seguente formula: 0,3% della lunghezza utile dell’estensimetro, per minuto.
L 0 = 5 ,65 S 0 Gli intervalli tra le misure di deformazione per la verifica di
essendo S0 l’area della sezione originale della provetta. detta velocità non devono essere superiori a 6 secondi.
L’attrezzatura deve permettere un controllo della tempera-
In caso di provette a sezione circolare, Lo è in genere
tura di prova con una tolleranza del ±5 °C.
assunta pari a 5 volte il diametro.
Tale allungamento percentuale è anche definito allunga- 2.2.6 Procedura di riprova (1/7/2004)
mento convenzionale corto o col simbolo A5. Quando la prova di trazione fornisce risultati che non sod-
disfano i requisiti richiesti, possono essere eseguite due
Quando venga usata una lunghezza utile Lo diversa, l’equi-
ulteriori prove, su provette prelevate dallo stesso pezzo.
valente allungamento percentuale Ax richiesto, si ottiene
dalla seguente formula: Se entrambe le prove addizionali danno risultati soddisfa-
0 ,4
centi, il pezzo e/o il lotto (come applicabile) vengono
2A 5 ⎛ -------⎞
S
Ax : ⎝ L⎠ accettati. Se una od entrambe le prove addizionali danno
dove: risultati insoddisfacenti, il pezzo e/o il lotto vengono scar-
tati.
A5 : allungamento minimo, in percentuale, richiesto
dal regolamento per le provette proporzionali Le provette per le prove addizionali di cui sopra devono
illustrate in Fig 1, Fig 3 e Fig 6. essere prelevate, preferibilmente, da materiale adiacente a
quello dal quale sono state prelevate le provette originali,
S : area, in mm2, della sezione trasversale retta ori- ma, in alternativa, possono essere prelevate anche in altre
ginale della provetta. posizioni o da un saggio rappresentativo del pezzo/lotto.
L : lunghezza, in mm, della corrispondente lun-
ghezza utile usata. 3 Prova di piega
La suddetta formula di conversione può essere usata solo
per i prodotti ferritici non formati a freddo, aventi un carico
3.1 Provetta piana
di rottura non superiore a 700 N/mm2.
L’estensione della formula ad altre applicazioni, quali 3.1.1 Devono essere usate provette piane del tipo indicato
acciai lavorati a freddo, acciai austenitici o materiali non in Fig 7.
ferrosi deve essere concordata con i Tecnici della Società. I bordi della provetta sulla faccia in tensione devono essere
In caso di disaccordo, deve essere assunto il valore di allun- arrotondati a un raggio tra 1 e 2 mm.
gamento valutato su provetta proporzionale. La lunghezza della provetta deve essere almeno pari a 11
La lunghezza utile alla quale il valore dell’allungamento è volte lo spessore o 9 volte lo spessore più il diametro del
relativo deve essere indicata nel verbale di prova. mandrino, assumendo il valore maggiore.

Per provette non proporzionali aventi lunghezza utile di 50 Figura 7 : Provetta piana
mm o 200 mm, i valori di allungamento equivalenti sono
indicati nella norma ISO 2566.
w
Il valore di allungamento viene considerato valido, in linea
di principio, solo se la distanza tra la frattura e la posizione
t

della marca di riferimento più vicina non è inferiore ad un


terzo della lunghezza utile iniziale. Tuttavia il risultato è
valido, indipendentemente dalla posizione della frattura, se da 1 a 2 mm da 1 a 2 mm
la percentuale dell'allungamento dopo la rottura è uguale o
superiore al valore atteso. 3.1.2 Per i getti, i fucinati e i prodotti semilavorati, le altre
L’aspetto della rottura della provetta, dopo la prova di tra- dimensioni devono essere le seguenti:
zione, deve essere sempre esaminato. La frattura deve appa- spessore: t = 20 mm,
rire sana ed esente da difetti e irregolarità.
larghezza: w = 25 mm.
2.2.5 Prova a temperatura elevata 3.1.3 Per prodotti laminati le altre dimensioni devono
Per le prove a temperatura elevata, la provetta per la deter- essere le seguenti:
minazione della sollecitazione convenzionale di snerva-
spessore: t = spessore del prodotto,
mento 0,2% deve avere area della sezione trasversale non
inferiore a 65 mm2 e lunghezza utile per la misura della larghezza: w = 30 mm.
deformazione non inferiore a 50 mm. Tuttavia, se le dimen- Se lo spessore del prodotto è maggiore di 25 mm, lo spes-
sioni del prodotto o la attrezzatura di prova disponibile non sore della provetta può essere ridotto a 25 mm, a mezzo
consentono tali condizioni, devono essere adottate le mag- lavorazione meccanica della superficie della provetta che
giori dimensioni possibili. sarà posta in compressione durante la prova.

Regolamenti RINA 2008 31


Parte D, Cap 1, Sez 2

3.2 Procedura di prova Figura 8 : Provetta con intaglio Charpy-V


45

3.2.1 Di regola, la prova di piega deve essere eseguita


applicando con continuità uno sforzo di pressione su una
superficie della provetta.
Il diametro del mandrino richiesto e il minimo angolo di
piega da raggiungere nella prova sono specificati negli arti- 8 10

coli che trattano dei diversi prodotti.

25
0,
r=
La prova è considerata soddisfacente se l’angolo di prova
27,5 27,5 10
richiesto viene raggiunto senza inizi di rottura. V= sezione dell’intaglio

4 Prova di resilienza 55

Tabella 2 : Provette con intaglio Charpy-V


4.1 Campionatura
4.1.1 (1/7/2004) Dimensioni Nominale Tolleranza

La prova di resilienza deve, in genere, essere eseguita su Lunghezza 55 mm ± 0,60 mm


una serie di 3 provette intagliate. Larghezza
L’asse longitudinale delle provette può essere: • provetta normale 10 mm ± 0,11 mm
a) parallelo alla direzione di laminazione della lamiera o • provetta ridotta 7,5 mm ± 0,11 mm
profilato o alla direzione principale del pezzo (dire- • provetta ridotta 5,0 mm ± 0,06 mm
zione longitudinale L),
Spessore 10 mm ± 0,06 mm
b) perpendicolare alla direzione di laminazione della
Quota sotto intaglio 8 mm ± 0,06 mm
lamiera o alla direzione principale del pezzo (direzione
trasversale T), Angolo dell’intaglio 45° ± 2°

c) parallela ad altre direzioni, come stabilite. Raggio fondo intaglio 0,25 mm ± 0,025 mm

La provetta deve essere di tipo con intaglio a V ed è desi- Distanza dell’intaglio dall’estre- 27,5 mm ± 0,42 mm
mità provetta
gnata KV.
Angolo tra piano di simmetria 90° ± 2°
A seconda della direzione di prelievo, longitudinale (L) o intaglio e asse longitudinale
trasversale (T), i simboli L o T sono aggiunti rispettivamente provetta
alla designazione Charpy.
4.2.2 (1/7/2004)
4.1.2 L’asse dell’intaglio deve essere perpendicolare alle
Quando lo spessore del prodotto non consente il ricavo di
superfici della lamiera, del profilato o del pezzo.
provette normali, possono essere usate provette di sezione
L’intaglio deve essere posizionato a non meno di 25 mm da ridotta 10x7,5 o 10x5.
un precedente taglio di fiamma o di cesoia. Tutte le altre dimensioni e le tolleranze devono essere
quelle precisate in [4.2.1].
4.1.3 Per i prodotti laminati aventi spessore non maggiore
di 40 mm, la provetta di resilienza deve essere prelevata in In ogni caso devono essere lavorate di macchina le provette
modo da conservare una delle superfici originali del pro- per prove di resilienza di più grandi dimensioni possibili in
dotto o da non distarvi più di 2 mm. relazione allo spessore del materiale.
I valori di energia richiesti sono dati in Tab 3.
Nel caso di spessori maggiori di 40 mm, la provetta deve
essere ricavata in modo che il suo asse longitudinale risulti
posizionato ad un quarto dello spessore del prodotto o 4.3 Procedura di prova
quanto più possibile vicino a tale posizione. 4.3.1 (1/7/2004)
Per i prodotti fucinati, l’asse longitudinale della provetta Le prove su provette con intaglio a V sono eseguite alla
deve essere posizionato in corrispondenza del terzo esterno temperatura ambiente o a temperatura ad essa inferiore, a
della distanza tra centro (o superficie interna) e superficie seconda di come richiesto nelle parti del regolamento rela-
esterna del pezzo, con riferimento ad una sezione tipica del tive ai singoli prodotti e alle loro applicazioni.
fucinato. Con il termine "temperatura ambiente", si intende una tem-
peratura entro il campo tra 18° e 28 °C.
4.2 Provetta con intaglio Charpy-V Quando la temperatura di prova è inferiore a quella
ambiente, al momento della rottura la provetta deve essere
4.2.1 Le provette devono essere lavorate di macchina alle alla temperatura di prova specificata, ±2 °C.
dimensioni e alle tolleranze specificate nella Fig 8 e nella La temperatura di prova deve essere chiaramente indicata
Tab 2. nei documenti di collaudo.

32 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 2

4.3.2 Nelle prove di resilienza eseguite su serie di 3 pro- 5.1.2 Ove non sia diversamente specificato, vale quanto
vette, come resilienza Charpy si intende il valore medio di segue:
energia assorbita, espressa in Joule (J), risultante dalla serie. a) i lati della provetta devono essere tagliati di sega o altra
La media dei risultati sulle 3 provette deve soddisfare il lavorazione meccanica (distanza minima da un taglio di
valore richiesto per il prodotto di cui trattasi; un singolo fiamma pari a 25 mm),
valore può essere inferiore alla media richiesta, purchè non
b) la lavorazione del campione per ottenere la provetta del
inferiore al 70% della stessa.
dovuto spessore, deve essere eseguita soltanto su una
superficie; sul lato opposto deve essere mantenuta la
Tabella 3 : Valore medio di energia per
superficie allo stato originale,
provette ridotte (1/7/2004)
c) la direzione della provetta, rispetto alla direzione di
laminazione, non ha rilevanza, ma tutte le provette di
Valore minimo della
Area della sezione della una stessa serie di prove devono avere lo stesso orienta-
media di energia
provetta con intaglio a V (mm2) mento.
assorbita (1)
10x10 KV
5.2 Procedura di prova
10x7,5 5/6 KV
10x5 2/3 KV 5.2.1 Due provette devono essere sottoposte a prova alla
temperatura di prova specificata.
(1) KV è il valore medio regolamentare per provetta stan-
dard. La parte in compressione deve essere quella lavorata di
Solo un singolo valore può essere inferiore al valore macchina.
medio specificato, a condizione che non sia inferiore al La prova si intende superata quando, alla temperatura spe-
70% di esso. cificata, entrambe le provette esibiscono il comportamento
definito dallo Sandard “no-break”.
4.4 Procedura per le riprove
4.4.1 (1/7/2004) 6 Prova CTOD (crack tip opening
Quando richiesto, si applica la seguente procedura per le displacement)
riprove.
Quando il valore medio risultante dalle prove di resilienza 6.1
Charpy-V sulle tre provette iniziali non soddisfa i requisiti
richiesti, oppure il valore di più di una provetta è inferiore 6.1.1 Salvo diversamente concordato, la prova deve essere
al valore medio richiesto, o quando il valore di una qualsi- eseguita, secondo apposito standard nazionale o interna-
asi provetta è inferiore al 70% del suddetto valore medio, zionale, su provette aventi l’intero spessore del prodotto.
possono essere sottoposte a prova tre provette addizionali Nota 1: Gli standard internazionali accettati includono: BS 7448
prelevate dallo stesso materiale ed i risultati di queste prove Parte.1:1991 e ASTM E 1290 1989.
addizionali aggiunti a quelli precedentemente ottenuti sulle
provette iniziali possono essere utilizzati per ottenere un 6.1.2 Altre prova di meccanica della frattura intese a verifi-
nuovo valore medio. Se questo nuovo valore medio soddi- care la resistenza a rottura fragile del materiale possono
sfa i requisiti richiesti e se non più di due risultati indivi- essere richieste a criterio della Società.
duali sono inferiori al valore medio richiesto e, di questi
due, non più di uno è inferiore al 70% del valore medio 7 Prove di duttilità per tubi
richiesto, il pezzo od il lotto (come applicabile per ciascun
prodotto) possono essere accettati.
7.1 Prova di schiacciamento
5 Prova drop weight 7.1.1 (1/7/2004)
La provetta consiste in un anello, tagliato dal tubo, avente le
sue estremità perpendicolari all’asse del tubo stesso.
5.1 Definizione e dimensione delle provette
La lunghezza della provetta deve essere compresa tra 10 e
5.1.1 La prova ‘drop weight’ secondo lo Standard ASTM E 100 mm; in alternativa, può essere accettata una lunghezza
208 è impiegata per la determinazione della temperatura fissa di 40 mm.
NDT (transizione della duttilità nulla).
I bordi della provetta devono essere arrotondati mediante
La NDT è la massima temperatura alla quale la provetta molatura prima della prova.
drop weight si rompe, quando provata secondo le prescri-
zioni del suddetto standard. 7.1.2 La prova consiste nel comprimere la provetta, tra
La provetta drop weight deve avere una delle seguenti due piastre piane e rigide, in direzione perpendicolare al
dimensioni, spessore x larghezza x lunghezza (mm): suo asse longitudinale; le piastre devono coprire l’intera
provetta dopo lo schiacciamento della medesima.
a) tipo P1:25 x 90 x 360,
La prova deve essere proseguita fino a che la distanza Z tra
b) tipo P2:19 x 50 x 130, le due piastre, misurata sotto carico, abbia raggiunto il
c) tipo P3:16 x 50 x 130. valore prescritto per il prodotto.

Regolamenti RINA 2008 33


Parte D, Cap 1, Sez 2

Nel caso di tubi saldati, la prova deve essere eseguita con il 7.3 Prova di bordatura
giunto saldato posizionato a 90° e a 0° rispetto alla dire-
7.3.1 (1/7/2004)
zione della forza di schiacciamento.
La provetta consiste in uno spezzone di tubo avente le
Per l’esito positivo della prova, dopo lo schiacciamento la estremità perpendicolari all'asse e lunghezza almeno pari,
provetta non deve presentare cricche o altri difetti; tuttavia a circa 1,5 volte il diametro esterno del tubo D.
piccole cricche alle estremità possono essere trascurate. Il pezzo da sottoporre a prova può essere più corto, a con-
dizione che, dopo la prova, la lunghezza della parte che
7.2 Prova di allargamento su mandrino rimane cilindrica sia non inferiore a 0,5 D.
I bordi alle estremità possono essere arrotondati di lima.
7.2.1 La provetta consiste in uno spezzone di tubo avente 7.3.2 (1/7/2004)
le estremità perpendicolari all’asse; i bordi di estremità
La prova viene eseguita in due fasi e consiste nel formare
possono essere arrotondati di lima.
simmetricamente a collare una estremità della provetta
7.2.2 (1/7/2004) mediante un apposito mandrino in acciaio indurito; il man-
drino deve essere lubrificato ma non deve essere ruotato
Per tubi metallici, la lunghezza L della provetta deve essere entro il tubo durante la prova.
uguale a due volte il diametro esterno D del tubo, se
Durante la prima fase della prova, l’estremità della provetta
l'angolo del mandrino β è uguale a 30°, o uguale a 1,5 D,
viene allargata mediante l’introduzione di un mandrino di
se l'angolo del mandrino è uguale a 45° o a 60°. forma tronco-conica avente angolo incluso di 90°; la prova
viene quindi proseguita usando per la seconda fase un
Il pezzo da sottoporre a prova può essere più corto, a con-
apposito mandrino di completamento del collare.
dizione che, dopo la prova, la lunghezza della parte che
rimane cilindrica sia non inferiore a 0,5 D. La prova deve essere continuata fino a che la zona espansa
formi un collare perpendicolare all’asse longitudinale della
7.2.3 (1/7/2004) provetta, con un aumento del diametro esterno, all’estre-
mità della provetta, non inferiore al valore prescritto
La prova consiste nello svasare a temperatura ambiente,
( Fig 10).
simmetricamente, l’estremità della provetta mediante
l’introduzione di un mandrino tronco-conico in acciaio La velocità di penetrazione del mandrino non deve essere
indurito avente angolo incluso come specificato in [7.2.2] superiore a 50 mm/min.
e in Fig 9. Per l’esito positivo della prova, la parte cilindrica e quella
flangiata della provetta non devono presentare cricche o
Il mandrino deve essere lubrificato ma non deve essere ruo-
altri difetti di sorta.
tato dentro il tubo durante la prova.

La penetrazione del mandrino deve continuare fino a che Figura 10 : Prova di bordatura (1/7/2004)
l’aumento del diametro esterno all’estremità della zona
espansa raggiunga il valore specificato dalle prescrizioni
relative ai vari prodotti.

La velocità di penetrazione del mandrino non deve essere


superiore a 50 mm/min.

Per l’esito positivo della prova, la zona espansa della pro-


vetta non deve presentare cricche o altri difetti. D

Figura 9 : Prova di allargamento (1/7/2004)


7.4 Prova di espansione anulare

7.4.1 La provetta consiste in uno spezzone di tubo avente


le estremità perpendicolari all’asse e lunghezza tra 10 e 16
mm.

L
7.4.2 (1/7/2004)
β La provetta deve essere espansa al diametro prescritto
Fig 11).
La velocità di penetrazione del mandrino non deve essere
superiore a 30 mm/min.
Per l’esito positivo della prova, la provetta espansa deve
a raggiungere il valore prescritto di espansione senza presen-
D tare difetti inaccettabili quali cricche, solchi o laminazioni.

34 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 1, Sez 2

Figura 11 : Prova di espansione anulare (1/7/2004) nazioni; tuttavia piccole cricche sui bordi possono essere
trascurate.

7.6.2 Per tubi di piccolo diametro, in generale non ecce-


denti 50 mm, la provetta è costituita da uno spezzone di
tubo di sufficiente lunghezza.
La prova consiste nel piegare, con procedura appropriata,
la provetta su mandrino cilindrico e secondo una delle
seguenti condizioni come risulti prescritto per il prodotto:
a) su mandrino avente diametro 12 volte il diametro nomi-
nale del tubo fino a un angolo di 90°,
b) su mandrino avente diametro 8 volte il diametro nomi-
nale del tubo fino a un angolo di 180°.
Per l’esito positivo della prova la provetta, dopo la piega,
non deve presentare cricche o altri difetti.

L
8 Altre prove e verifiche
a
8.1 Prova di invecchiamento per deforma-
zione
D

8.1.1 Si applicano le seguenti prescrizioni:


a) il materiale deve essere deformato generalmente per
7.5 Prova di trazione anulare compressione (in casi particolari può essere ammessa
deformazione per trazione) fino al raggiungimento della
7.5.1 La provetta consiste in uno spezzone di tubo sezio- riduzione (o allungamento) richiesta(o) (usualmente 3%,
nato con le estremità piane e lisce perpendicolari all’asse 5% o 10%),
del tubo e avente una lunghezza di circa 15 mm.
b) il materiale è quindi sottoposto a trattamento termico in
7.5.2 (1/7/2004) forno a 250 °C per 1/2 ora salvo diversamente specifi-
cato,
La provetta deve essere portata a rottura mediante due man-
drini, sistemati internamente aventi diametro uguale ad c) dal materiale deformato e trattato, sono quindi ricavate
almeno tre volte lo spessore della parete del tubo. delle provette di resilienza Charpy e le stesse sono sot-
toposte a prova alla temperatura specificata.
La velocità di trazione non deve essere superiore a 5 mm/s. Quando sia prevista deformazione per compressione late-
rale, la procedura di invecchiamento artificiale descritta
Nel caso di tubi saldati, il giunto deve essere posizionato a
sopra può essere applicata direttamente alle singole pro-
90° rispetto alla direzione dello sforzo.
vette di resilienza.
L’esito è considerato positivo se la provetta, dopo rottura,
non evidenzia difetti inaccettabili quali cricche, solchi o 8.2 Esami macrografici e micrografici
laminazioni e presenta una visibile deformazione nella
zona della frattura. 8.2.1 I seguenti esami possono essere richiesti come verifi-
che saltuarie per particolari prodotti in acciaio:
7.6 Prova di piega su tubi a) esame macrografico per il rilievo di segregazioni di
zolfo ("prova di Baumann") secondo la ISO 4968,
7.6.1 La prova è praticabile quando risulti possibile prele- b) valutazione della dimensione del grano primario auste-
vare dal tubo una provetta consistente in una striscia a spes- nitico a mezzo prova “McQuaid Ehn” secondo Standard
sore intero e perpendicolare all’asse del tubo avente ASTM E 112 58 T. Per l’acciaio a grano fine, la condi-
larghezza non inferiore a 40 mm (per tubi di grosso spes- zione "grano fine" è considerata soddisfatta quando la
sore può essere ridotta per lavorazione meccanica fino a 20 dimensione del grano risulti 5 o più fine.
mm).
Metodi di prova secondo altri standard riconosciuti possono
I bordi della provetta possono essere arrotondati con raggio essere accettati, a criterio della Società.
1,5 mm.
8.2.2 Il laboratorio che esegue l’esame deve certificare i
L’esito della prova è considerato positivo se, dopo piega risultati, allegando documentazione fotografica delle zone
all’angolo richiesto la provetta non presenta cricche o lami- tipiche rilevate.

Regolamenti RINA 2008 35


Parte D
Materiali e Saldature

Capitolo 2

PRODOTTI IN ACCIAIO E GHISA

SEZIONE 1 LAMIERE, PROFILATI E BARRE IN ACCIAIO

SEZIONE 2 TUBI IN ACCIAIO ED ACCESSORI

SEZIONE 3 FUCINATI IN ACCIAIO

SEZIONE 4 GETTI IN ACCIAIO

SEZIONE 5 GETTI IN GHISA

Regolamenti RINA 2008 37


Parte D, Cap 2, Sez 1

SEZIONE 1 LAMIERE, PROFILATI E BARRE IN ACCIAIO

1 Condizioni Generali L’idoneità di ciascun tipo di acciaio per la piegatura e la sal-


datura deve essere dimostrata durante le prove iniziali di
approvazione presso l’acciaieria. L’approvazione dell’accia-
1.1 Campo di applicazione ieria deve seguire uno schema accettato dalla Società.
1.1.1 Generalità Prescrizioni per l’approvazione vengono date nelle “Norme
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a lami- per l’approvazione dei fabbricanti di prodotti”.
nati a caldo in acciaio quali lamiere, piatti, profilati e barre
destinati ad impiego nelle strutture dello scafo ed altre 1.4 Caratteristiche dei materiali
applicazioni strutturali, caldaie, recipienti a pressione e
parti di macchinari. 1.4.1 Tutti i prodotti devono avere grado di finitura
secondo buona prassi e debbono essere esenti da difetti
Il presente articolo [1] definisce i requisiti comuni a tutti i superficiali ed interni che possano pregiudicare la dovuta
sopraindicati prodotti, mentre i requisiti specifici a ciascun lavorabilità e l’impiego.
prodotto sono indicati negli articoli da [2] a [9].

1.1.2 Saldabilità 1.5 Esame visivo, dimensionale e controlli


Gli acciai che soddisfano ai requisiti del presente articolo
non distruttivi
sono saldabili con i normali procedimenti di saldatura, alle 1.5.1 Il fabbricante deve eseguire sui materiali prima della
eventuali condizioni definite all’atto dell’approvazione. fornitura controllo visivo, dimensionale e con metodi non
distruttivi come ritenuto appropriato.
1.1.3 Prodotti con caratteristiche migliorate nella
direzione dello spessore Si applicano al riguardo le prescrizioni generali indicate al
Per prodotti destinati a costruzioni saldate che possano Cap 1, Sez 1, [3.6] e i requisiti particolari ai singoli pro-
essere sottoposti a rilevanti sollecitazioni nella direzione dotti, come specificato nei relativi articoli di questa
dello spessore, è raccomandato e può essere richiesto, che Sezione.
il materiale soddisfi le caratteristiche nella direzione dello In caso di dubbio di presenza di difetti [1.4.1], controlli
spessore indicate nell’articolo [9]. non distruttivi con metodi appropriati possono essere
richiesti dal tecnico della Società.
Per gli acciai specificati nell’articolo [9], nella designazione
dell’acciaio viene aggiunto l’ulteriore simbolo Z. 1.5.2 Lo spessore di lamiere e piatti deve essere misurato
in posizioni a caso distanti almeno 10 mm dai bordi del
1.2 Fabbricazione prodotto.
Le tolleranze sullo spessore sono indicate negli articoli rela-
1.2.1 L’acciaio deve essere fabbricato con procedimento tivi ai singoli prodotti.
al forno elettrico, soffiato all’ossigeno puro o Martin Sie-
mens.
1.6 Riparazione difetti superficiali
Eventuali altri procedimenti di fabbricazione proposti
devono essere approvati singolarmente dalla Società. 1.6.1 Riparazione dei difetti superficiali mediante
molatura
1.2.2 L’acciaio deve essere colato in lingotti ovvero con I difetti che richiedano riparazione possono essere eliminati
procedimento di colata continua. a mezzo molatura.
Deve essere provveduto ad adeguati scarti alle estremità in Si applicano al riguardo le prescrizioni di cui al Cap 1,
modo da garantire: Sez 1 e quelle specifiche ai vari prodotti di cui ai relativi
• l’assenza di difetti ad entrambe le estremità dei lingotti, articoli di questa Sezione.
• l’omogeneità della composizione chimica lungo l’asse Le zone molate devono essere ben raccordate alla circo-
longitudinale in corrispondenza delle zone di transi- stante superficie della lamiera.
zione nei procedimenti di colata continua. Il tecnico della Società può richiedere l’ausilio di appro-
priati esami non distruttivi delle zone interessate, a con-
1.3 Approvazione ferma che i difetti siano stati completamente asportati.
1.3.1 (1/1/2001) 1.6.2 Riparazione dei difetti superficiali mediante
Il procedimento di fabbricazione deve essere approvato saldatura
dalla Società ai singoli fabbricanti per i relativi tipi di I difetti superficiali dei prodotti che non possano essere eli-
acciaio e di prodotto, come specificato nei pertinenti arti- minati con le modalità di cui in [1.6.1] possono essere eli-
coli. minati mediante scalpellatura o molatura seguita da riporto

Regolamenti RINA 2008 39


Parte D, Cap 2, Sez 1

di saldatura, subordinatamente al preventivo consenso dei e) Laminazione Termomeccanica, TM (Procedimento Con-


tecnici della Società e sotto la loro supervisione. trollato di Laminazione Termomeccanica, TMCP): pro-
Si applicano al riguardo le prescrizioni generali indicate in cedimento che comporta uno stretto controllo sia della
Cap 1, Sez 1 e quelle particolari ai singoli prodotti, come temperatura della lamiera che del grado di laminazione.
specificato nei relativi paragrafi di questa Sezione. In generale, un'elevata porzione del grado di lamina-
zione è ottenuta all'intorno della temperatura di transi-
zione Ar3, il che può comportare il completamento
1.7 Stato di fornitura
della laminazione stessa nella zona bifase (austenite +
1.7.1 Gli stati di fornitura dei vari prodotti sono specificati ferrite). Diversamente dalla laminazione controllata
nei paragrafi ad essi relativi. (laminazione normalizzata), le proprietà conferite. dalla
laminazione termomeccanica (TM, TMCP) non possono
Nel caso siano previste condizioni di fornitura alternative,
essere mantenute nel caso di un successivo trattamento
salvo diversamente richiesto, lo stato di fornitura è lasciato
di normalizzazione o altro trattamento termico.
alla scelta del fabbricante; lo stato di fornitura deve sempre
essere indicato sulla documentazione di collaudo. f) Raffreddamento accelerato (AcC): procedimento di
laminazione con l'impiego di raffreddamento accele-
1.7.2 Per i prodotti laminati l’accettazione di procedure di rato al completamento della laminazione (TM) che ha lo
laminazione controllata o di laminazione termomeccanica scopo di migliorare le caratteristiche meccaniche
(vedasi [1.7.3]) come alternativa al trattamento di norma- mediante un raffreddamento controllato, applicando
lizzazione, quando ammessa, è comunque subordinata a velocità di raffreddamento più alte di quella in aria,
speciale approvazione presso i singoli fabbricanti. immediatamente dopo l'operazione finale di lamina-
1.7.3 (1/7/2003) zione. Le proprietà conferite da TM con AcC non pos-
Le seguenti definizioni si applicano alle condizioni di forni- sono essere mantenute nel caso di un successivo
tura : trattamento di normalizzazione o altro trattamento ter-
a) Grezzo di laminazione, AR mico.
Tale procedimento comporta la laminazione La tempra diretta è esclusa dal raffreddamento accele-
dell'acciaio ad alta temperatura seguita da raffredda- rato.
mento in aria. Le temperature di laminazione e di fini- Quando sono applicati il CR e il TM con/senza AcC, le
tura sono tipicamente nella regione di sequenze di laminazione programmata devono essere
ricristallizzazione austenitica e al di sopra della tempe- verificate dalla Società al tempo dell'approvazione
ratura di normalizzazione. Le caratteristiche di resi- dell'accaieria, e devono essere messe a disposizione del
stenza e di tenacità dell'acciaio prodotto con tale Tecnico incaricato. Sotto responsabilità del Fabbricante,
processo sono in generale inferiori a quelle dell'acciaio le sequenze di laminazione programmate devono essere
sottoposto a trattamento termico dopo la laminazione o osservate durante le operazioni di laminazione (vedi
dell'acciaio prodotto con processi avanzati. [2.3.1]). A tal fine le registrazioni relative alla lamina-
b) Normalizzazione, N zione effettiva devono essere riviste dal Fabbricante e
La normalizzazione comporta il riscaldamento occasionalmente dal Tecnico.
dell'acciaio laminato al di sopra della temperatura cri- Quando si ha una variazione rispetto alle sequenze di
tica, Ac3, e all'estremità inferiore della regione di ricri- laminazione programmate o alle procedure di normaliz-
stallizzazione austenitica seguito da raffreddamento in zazione o di bonifica, il Fabbricante deve prendere le
aria. Il processo migliora le caratteristiche meccaniche ulteriori misure richieste in precedenza, a soddisfazione
dell'acciaio grezzo di laminazione affinandone il grano. del Tecnico.
c) Laminazione controllata (CR) o laminazione di norma-
lizzazione (NR): procedimento di laminazione nel 1.8 Campionatura e prove di collaudo
quale la deformazione finale è effettuata nell'intervallo
di temperatura tipico del trattamento di normalizza- 1.8.1 Condizioni generali
zione con completa ricristallizzazione dell'austenite,
Tutti i prodotti devono essere presentati al collaudo nello
con il risultato di una struttura del materiale general-
stato di fornitura finale, per lotti o per singole unità laminate
mente equivalente a quella ottenuta con la normalizza-
come specificato negli articoli relativi a ciascun prodotto.
zione.
d) Tempra e rinvenimento, QT 1.8.2 Campionatura
La tempra prevede un procedimento di trattamento ter- I campioni richiesti per la preparazione dei provini devono
mico nel quale l'acciaio viene riscaldato fino ad in generale essere prelevati da:
un'appropriata temperatura al di sopra del punto Ac3 e
a) all’estremità della lamiera o profilato corrispondente
quindi raffreddato mediante un appropriato refrigerante
alla testa del lingotto, nel caso di colata in lingotto,
allo scopo di indurirne la microstruttura. Il rinvenimento
successivo alla tempra è un processo nel quale l'acciaio b) ad una qualsiasi estremità della lamiera o sezione nel
viene di nuovo riscaldato fino ad una appropriata tem- caso di prodotti ricavati da blumi o billette da colata
peratura non superiore al punto Ac1 allo scopo di ripri- continua, nell’intesa che sia praticato un adeguato
stinare le proprietà di tenacità mediante il scarto rispetto alle zone di transizione di inizio e fine
miglioramento della microstruttura. colata,

40 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

c) a ciascuna estremità del rotolo per lamiere ricavate da Figura 4 : Profilati


rotolo coil. A

I campioni devono essere prelevati dalla seguenti posizioni:

• per lamiere e piatti di larghezza ≥ 600 mm: all’incirca a 1/3 A

1/4 L
metà distanza tra un bordo e l’asse longitudinale
(vedere Fig 1),

L
• per piatti di larghezza < 600 mm, per piatti a bulbo e
per profilati angolari, ad una distanza dal bordo pari a
circa 1/3 della larghezza del piatto o di uno dei lati del
profilato (vedere Fig 2, Fig 3 e Fig 4; per i profilati a
canale, travi o angolari a bulbo, in alternativa:
nell’anima ad una distanza dall’asse longitudinale pari a
circa 1/4 della sua lunghezza (vedere Fig 4),
Figura 5 : Barre
• per profilati a sezione cava: se rettangolare, in mezzeria L
circa di uno dei lati, se circolare, in una posizione qual-
siasi della circonferenza,
1/3 L
• per barre: ad 1/3 circa del raggio o di metà diagonale,
verso l’esterno; l’asse non deve distare di regola meno
di 12 mm dalla superficie, salvo nel caso di pezzi di
diametro o spessore uguale o inferiore a 25 mm, per i
quali le provette devono essere ricavate concentriche
all’asse del pezzo (vedere Fig 5).

Figura 1 : Lamiere e piatti


1/4L
L

1.8.3 Preparazione delle provette


Le provette devono essere prelevate dai campioni con il
loro asse principale parallelo (per provette longitudinali) o
perpendicolare (per provette trasversali) alla direzione di
laminazione, come stabilito nei paragrafi relativi a ciascun
prodotto.
Figura 2 : Piatti a bulbo
Per la preparazione delle provette si applicano le prescri-
zioni di cui al Cap 1, Sez 2.

1.8.4 Prova di trazione


1/3L
I risultati della prova devono soddisfare i requisiti specificati
nelle Tabelle relative ai vari prodotti.
L
Se dalla prova non si rileva un carico apparente di snerva-
mento ReH, può in alternativa essere assunto il carico di
Figura 3 : Angolari snervamento convenzionale corrispondente ad una defor-
mazione permanente del 0,2%, Rp0,2.
L
1.8.5 Prova di resilienza
Il valore medio deve soddisfare il requisito medio specifi-
cato nelle tabelle relative ai vari prodotti e solo un singolo
valore può essere inferiore a detto requisito medio purchè
non inferiore al 70% di esso.
1/3L I requisiti sono riferiti alla provetta standard 10x10 mm.
Per provette di dimensioni ridotte e relativi requisiti, vedere
Cap 1, Sez 2, [4.2.2].

Regolamenti RINA 2008 41


Parte D, Cap 2, Sez 1

1.8.6 Riprove L’acciaieria di origine deve essere approvata dalla Società.


Per i metodi di riprova, vedere Cap 1, Sez 1, [3.5]. Essa è tenuta all’osservanza delle prescrizioni per la parte di
sua competenza ed i tecnici della Società devono avervi
libero accesso.
1.9 Marche di identificazione
1.9.1 Il Fabbricante deve adottare un sistema di identifica- 2 Acciai ordinari e ad elevata resi-
zione idoneo a correlarlo alla colata di provenienza. stenza da scafo e strutturali
1.9.2 Tutti i prodotti sottoposti a collaudo con esito posi-
tivo devono essere identificati e marcati in aggiunta alla 2.1 Campo di applicazione
marca della Società richiesta nel Cap 1, Sez 1, [4.1.3] con
le seguenti indicazioni: 2.1.1 Le norme del presente articolo si applicano a
lamiere, larghi piatti, profilati e barre destinati ad impiego
a) nominativo o estremi di individuazione del fabbricante, in strutture dello scafo e altre applicazioni strutturali.
b) sigla di identificazione del tipo di acciaio, 2.1.2 (1/7/2003)
c) numero di colata od altre marcature, che consentano Le prescrizioni riguardano:
l’individuazione completa del processo di fabbrica- • lamiere e larghi piatti di qualsiasi grado,
zione.
• profilati e barre di qualsiasi grado e spessore fino a
Differenti sistemi di marcatura devono essere concordati 50 mm.
con la Società.
2.1.3 Per prodotti laminati aventi spessore superiore a
1.10 Documentazione e certificazione quello di cui sopra, la Società si riserva di apportare alle
suddette norme quelle modifiche giudicate opportune caso
1.10.1 Informazioni richieste per caso.
Deve essere fornita la documentazione indicata in Cap 1,
Sez 1, [4.2.1]; essa deve contenere tutte le informazioni 2.2 Tipi di acciaio
appropriate.
2.2.1 Gli acciai sono divisi a seconda del loro carico uni-
L’analisi di colata deve includere il contenuto degli ele-
tario di snervamento ReH minimo specificato (N/mm2), in
menti di lega ed affinanti come applicabile.
acciai ordinari (ReH = 235) ed acciai ad elevata resistenza
Salvo diversamente richiesto, per i prodotti per i quali è pre- 32 (ReH = 315), 36 (ReH = 355), 40 (ReH = 390).
scritto un limite al valore CEQ, l’indicazione degli elementi
Gli acciai ordinari sono suddivisi in quattro tipi individuati
residui leganti può essere omessa.
dalle lettere A, B, D, E. Tali lettere indicano che i requisiti di
1.10.2 Certificazione resilienza sono relativi rispettivamente alla temperatura di
+20, 0, -20 e -40 °C.
Prima del rilascio del certificato di collaudo o della firma
del certificato di ispezione rilasciato dal Fabbricante (avviso Gli acciai ad elevata resistenza sono suddivisi in quattro tipi
di spedizione), i Tecnici devono ricevere dal Fabbricante individuati dalle lettere AH, DH, EH, FH seguite dal
l’attestazione che il materiale collaudato è stato elaborato numero detto sopra, correlato al minimo carico unitario di
con procedimento approvato dalla Società, che esso soddi- snervamento. Le lettere indicano che i requisiti di resilienza
sfa alle prescrizioni della Società e che pertanto è stato sot- sono relativi rispettivamente alla temperatura di 0, -20, -40
toposto con esito soddisfacente alle prove prescritte. e -60 °C.
Può essere accettata la seguente forma di attestazione, 2.2.2 Acciai che differiscano per quanto riguarda compo-
stampata o timbrata su ogni certificato di collaudo o avviso sizione chimica, metodi di disossidazione, caratteristiche
di spedizione, con l’indicazione del nome dell’acciaieria, e meccaniche e stato di fornitura dagli acciai di cui sopra
siglata da un rappresentante ufficiale da essa autorizzato: possono essere accettati, previa approvazione particolare
"Si dichiara che il materiale qui elencato è stato elaborato da parte della Società. Tali acciai sono oggetto di designa-
per mezzo di un procedimento approvato ed è stato sotto- zione particolare.
posto a collaudo in conformità alla norme della Società con
risultati soddisfacenti".
2.3 Metodo di fabbricazione e stato di forni-
1.10.3 Elaborazione e laminazione in differenti tura
acciaierie
2.3.1 Approvazione (1/7/2003)
Nei casi in cui l’acciaio sia sottoposto alle lavorazioni di
fabbricazione (laminazione, trattamento, etc.) in uno stabi- I Fabbricanti devono essere approvati dalla Società. Si
limento diverso da quello della sua elaborazione, al tecnico applicano a tal fine le prescrizioni di cui in [1.2].
della Società collaudatore presso lo stabilimento di fabbri- È responsabilità del fabbricante assicurare che nel corso
cazione deve essere rilasciato un certificato relativo della fabbricazione siano seguiti sia il corretto processo di
all’acciaieria produttrice di provenienza, attestante il proce- produzione che i dovuti controlli, nell'ambito delle specifi-
dimento con cui l’acciaio è stato elaborato, il tipo che di fabbricazione. Qualora vi siano imperfezioni nel
dell’acciaio, le indicazioni individuative della colata di ori- controllo che possano comportare una qualità inferiore del
gine e l’analisi di colata. prodotto, il fabbricante deve individuare la causa e stabilire

42 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

delle contromisure adeguate per evitare che si ripetano. 2.3.4 Condizionamento dei difetti superficiali
Deve essere sottoposto al Tecnico anche il rapporto com- mediante molatura
pleto sull'indagine eseguita.
Difetti superficiali possono essere eliminati mediante mola-
Per un suo utilizzo successivo, ciascun pezzo interessato da
tura come indicato in [1.6.1] purchè:
quanto sopra deve essere sottoposto a prova a soddisfa-
zione del Tecnico. a) lo spessore nominale non sia ridotto di più del 7% con
La frequenza delle prove per i prodotti successivamente un massimo di 3 mm,
offerti può essere incrementata allo scopo di raggiungere la
fiducia circa la qualità, a soddisfazione della Società. b) l’area di ogni singola zona molata sia non superiore a
0,25 m2,
2.3.2 Metodo di disossidazione
Il metodo di disossidazione è specificato in Tab 1 e Tab 2. c) l’area complessiva delle zone molate sia non superiore
2.3.3 Tolleranze dimensionali al 2% della superficie della lamiera.
Per lamiere e larghi piatti è ammessa una tolleranza di - Zone molate poste ad una distanza l’una dall’altra inferiore
0,3 mm sullo spessore. alla loro larghezza media sono considerate come formanti
Per profilati e barre, la tolleranza sullo spessore deve soddi- una singola area.
sfare i requisiti di standard nazionali o internazionali rico-
nosciuti. Nel caso di zone molate contrapposte sulle due superfici
Le misurazioni dello spessore devono essere effettuate della lamiera, lo spessore non deve risultare in alcun punto
come indicato in [1.5.2]. inferiore ai valori indicati in a) di cui sopra.

Tabella 1 : Acciai ordinari - Composizione chimica e metodo di disossidazione

Tipo A B D E
Metodo di disossidazione t ≤ 50 mm: qualsiasi metodo t ≤ 50 mm: qualsiasi metodo t ≤ 25 mm: calmato calmato, grano
secondo spessore t (mm) tranne effervescente (1) tranne effervescente t > 25 mm: calmato, fine
t > 50 mm: calmato t > 50 mm: calmato grano fine
Composizione chimica (%)
(2) (3) (4)
C max (5) 0, 21 (6) 0, 21 0, 21 0, 18
Mn min (5) 2, 5 x C 0, 80 (7) 0, 60 0, 70
Si max 0,50 0, 35 0, 35 0, 35
P max 0, 035 0, 035 0, 035 0, 035
S max 0, 035 0, 035 0, 035 0, 035
Al (metallico) min 0, 015 (8) (9) 0, 015 (9)
(1) Per profilati di spessore fino a 12,5 mm, e subordinatamente a speciale approvazione da parte della Società, può essere
ammesso anche acciaio effervescente.
(2) Indipendentemente dal tipo di acciaio, variazioni nei limiti di composizione chimica di specifica possono essere accettati o
essere richiesti dalla Società nel caso di procedimenti di laminazione termomeccanica. I limiti di composizione sono stabiliti
all’atto dell’approvazione.
(3) La Società può porre limiti al contenuto massimo degli elementi residui che possano avere effetto sfavorevole sulla lavorabilità
e messa in opera dell’acciaio quali rame e stagno.
(4) Nel caso il procedimento di fabbricazione dell’acciaio preveda l’aggiunta di altri elementi, il loro contenuto deve essere ripor-
tato nel certificato di analisi di colata.
(5) C +1/6 Mn non deve essere superiore a 0,40%.
(6) Max. 0,23% per i profilati.
(7) Quando l’acciaio tipo B è ricezionato con prova di resilienza, il limite inferiore del manganese può essere ridotto a 0,60%.
(8) Al è richiesto per spessori superiori a 25 mm.
(9) In luogo del contenuto di Al metallico, può essere determinato Al totale; in tal caso Al deve essere non inferiore a 0,020%. Pos-
sono essere usati altri idonei elementi affinanti, da specificare all’approvazione.

Regolamenti RINA 2008 43


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 2 : Acciai ad elevata resistenza - Composizione chimica e metodo di disossidazione

AH32, DH32, EH32


Tipo AH36, DH36, EH36 FH32, FH36, FH40
AH40, DH40, EH40
Metodo di disossidazione Calmato, grano fine Calmato, grano fine
Composizione chimica (%) (1) (5)
C max 0,18 0,16
Mn 0,90 - 1,60 (2) 0,90 - 1,60
Si max. 0,50 0,50
P max. 0,035 0,025
S max. 0,035 0,025
Al (metallico) min (3) (4) 0,015 0,015
Nb (4) 0,02 - 0,05 0,02 - 0,05
V (4) 0,05 - 0,10 0,05 - 0,10
Ti max. (4) 0,02 0,02
Cu max. 0,35 0,35
Cr max. 0,20 0,20
Ni max. 0,40 0,80
Mo max. 0,08 0,08
N max. 0,009 (0,012 se è presente Al)
(1) All’atto dell’approvazione, quando proposti dal fabbricante possono essere accettati dalla Società elementi di lega diversi da
quelli indicati o valori eccedenti i limiti specificati ed il loro contenuto deve essere riportato nel certificato di analisi di colata.
(2) Per spessori fino a 12,5 mm, il limite inferiore di manganese può essere 0,70.
(3) In luogo di Al metallico, può essere determinato Al totale. In tal caso deve essere Al ≥ 0,020%.
(4) L’acciaio deve contenere alluminio, niobio, vanadio o altri idonei elementi affinanti, singolarmente o in combinazione.
Quando usati singolarmente devono essere presenti nell’acciaio in misura non inferiore al minimo specificato nella Tavola.
Quando usati in combinazione, almeno uno deve essere presente nel contenuto minimo specificato; la somma di Nb+V+Ti
non deve essere superiore a 0,12%.
(5) Indipendentemente dal tipo di acciaio, variazioni alla composizione chimica di specifica possono essere accettate o possono
essere richieste dalla Società nel caso di procedimento di laminazione termomeccanica. I limiti di composizione sono stabiliti
all’atto dell’approvazione.

2.3.5 Condizionamento dei difetti superficiali Società. Per le lamiere da fornire allo stato normalizzato
mediante saldatura un ritrattamento di normalizzazione dopo riparazione è
I difetti superficiali dei prodotti che non possono essere eli- di regola richiesto, salvo riparazioni di trascurabile
minati come indicato in [2.3.4] potranno essere eliminati entità, se il pezzo era già allo stato normalizzato prima
mediante scalpellatura o molature seguite da riporto con della riparazione; per i prodotti ottenuti con procedi-
saldatura, subordinatamente al preventivo consenso dei tec- menti di laminazione termomeccanica valgono le con-
nici della Società e sotto loro supervisione alle condizioni dizioni stabilite all’approvazione del procedimento di
seguenti: laminazione,
a) dopo l’asportazione dei difetti e prima della saldatura, e) le lamiere riparate devono essere presentate per l’accet-
lo spessore del pezzo non deve risultare, in alcun tazione ai tecnici della Società; questi oltre all’esame
punto, inferiore di più del 20% rispetto allo spessore visivo possono richiedere appropriati controlli non
nominale, distruttivi, quali con metodo magnetoscopico, ai liquidi
penetranti o ad ultrasuoni.
b) il riporto con saldatura elettrica deve essere effettuato
con una procedura approvata da operatori competenti e
con elettrodi basici a basso idrogeno approvati; la salda- 2.4 Stato di fornitura
tura deve essere molata in superficie in modo da aspor-
2.4.1 I prodotti devono essere forniti negli stati di fornitura
tare il sovraspessore,
indicati in Tab 5 e Tab 6 per gli acciai ordinari e Tab 9
c) per le lamiere l’area di ogni singola zona riparata con Tab 10 per gli acciai ad elevata resistenza.
saldatura non deve essere superiore a 0,125 m2 e la Gli stati di fornitura sono definiti in [1.7.3].
somma di tutte le aree così riparate non deve superare il
2% della superficie totale,
2.5 Composizione chimica
d) successivamente alla molatura finale, dopo la ripara-
zione, può essere richiesto che il pezzo sia sottoposto 2.5.1 Generalità
ad un trattamento termico di normalizzazione o di La composizione chimica è determinata dal fabbricante su
distensione delle tensioni, a giudizio del tecnico della saggio di colata (vedere Cap 1, Sez 1, [2.2.1]).

44 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

2.5.2 Acciai ordinari 2.6 Caratteristiche meccaniche


La composizione chimica deve soddisfare i limiti specificati
2.6.1 Acciai ordinari
in Tab 1.
Le caratteristiche meccaniche sono indicate in Tab 4.
2.5.3 Acciai ad elevata resistenza Il numero delle prove di resilienza richieste è indicato in
Tab 5 per le lamiere ed i larghi piatti ed in Tab 6 per profi-
La composizione chimica deve soddisfare i limiti specificati
lati e barre.
in Tab 2.
All’approvazione può essere imposto un limite di carbonio 2.6.2 Acciai ad elevata resistenza
equivalente CEQ su analisi di colata. Le caratteristiche meccaniche sono indicate in Tab 7.
Lo stato di fornitura ed il numero delle prove di resilienza
Salvo diversa convenzione per la determinazione di CEQ, si
richiesto è indicato in Tab 9 per lamiere e larghi piatti ed in
applica la seguente formula:
Tab 10 per profilati e barre.
Mn Cr + Mo + V Ni + Cu
C EQ = C + --------- + -------------------------------- + --------------------- % Tabella 3 : Limiti di Carbonio equivalente per acciai
6 5 15
ad elevata resistenza per spessori fino a 100 mm pro-
Un limite di CEQ come specificato in Tab 3 è comunque dotti con procedura di laminazione
prescritto per gli acciai prodotti con procedimento di lami- termomeccanica (1/7/2005)
nazione termomeccanica.
Carbonio equivalente
In alternativa al CEQ, a discrezione della Società, per la valu- CEQ max. ( % ) (1)
Tipo
tazione della saldabilità può essere usato l’indice di suscet-
tibilità alla criccabilità a freddo Pcm. t ≤ 50 50 < t ≤ 100

Pcm è valutato con la formula seguente ed un limite supe- AH32, DH32, EH32, FH32 0,36 0,38
riore può essere convenuto all’atto dell’approvazione AH36, DH36, EH36, FH36 0,38 0,40
dell’acciaio: AH40, DH40, EH40, FH40 0,40 0,42

Si Mn Cu Ni Cr Mo V t = spessore (mm)
Pcm = C + ------ + --------- + ------- + ------ + ------ + --------- + ------ + 5B %
30 20 20 60 20 15 10 (1) Limiti più ristretti di carbonio equivalente possono
Quando è stabilito un limite di CEQ e di Pcm i relativi valori essere concordati tra fabbricante e committente in casi
devono essere attestati per le singole colate dal fabbricante. particolari.

Tabella 4 : Acciai ordinari - Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza Charpy-V - Energia media assorbita KV (J) min


Carico di snerva- Carico di KVL longitudinale - KVT trasversale - t = spessore (mm)
Tipo di All. A5 (%)
mento ReH rottura Rm
acciaio min (1) t ≤ 50 50 < t ≤ 70 70 < t ≤ 100
(N/mm²) min. (N/mm²) Temperatura
di prova (°C)
KVL KVT KVL KVT KVL KVT

A 235 400/520 (2) 22 +20 34 24 41 27

B 235 400/520 22 0 27 20 34 24 41 27

D 235 400/520 22 -20 27 20 34 24 41 27

E 235 400/520 22 -40 27 20 34 24 41 27

(1) All. : allungamento. Per provette a pieno spessore aventi larghezza 25 mm e lunghezza della tratta utile di 200 mm, i valori di
allungamento devono soddisfare i requisiti dati in Tab 8.
(2) Per profilati in acciaio tipo A può essere accettato, indipendentemente dallo spessore, un valore del carico di rottura maggiore,
fino ad un massimo di 540 N/mm2.

Regolamenti RINA 2008 45


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 5 : Lamiere e larghi piatti in acciai ordinari - Stato di fornitura e numero delle prove di resilienza

Stato di fornitura (1)


Tipo di Entità dei lotti per la prova di resilienza, in ton ( ) in funzione dello spessore t (mm) (2)
acciaio
t ≤ 25 25 < t < 35 35 ≤ t ≤ 50 50 < t ≤ 100

A A(-) (N,TM)(-) NR(50) AR*(50) (3)

B A (-) (4) A(50) (N,TM)(50) NR(25) AR*(25)

D A(50) (N,NR,TM)(50) (N,TM)(50) NR(25)

E N o TM (ogni singola unità)

(1) Abbreviazioni:
A : Qualsiasi
N : Normalizzazione (trattamento termico)
NR : Laminazione di normalizzazione come alternativa al trattamento di normalizzazione
TM : Laminazione termomeccanica
AR* : Grezzo di laminazione, subordinatamente a speciale approvazione della Società.
(2) Una serie di provette di resilienza deve essere prelevata per ogni lotto o sua frazione, di massa in tonnellate specificata nella
parentesi ( ), o da ogni singola unità, come indicato. Quando la prova di resilienza non è richiesta l’indicazione è (-).
(3) Le prove di resilienza non sono in genere richieste per prodotti in acciaio tipo A a grano fine sopra 50 mm di spessore nello
stato N o TM; nel caso vengano richieste, la loro frequenza è a giudizio della Società.
(4) Le prove di resilienza non sono in genere richieste per prodotti in acciaio tipo B di spessore fino a 25; nel caso vengano richie-
ste, la loro frequenza è a giudizio della Società.

Tabella 6 : Profilati e barre in acciai ordinari - Stato di fornitura e numero delle prove di resilienza

Stato di fornitura (1)


Tipo di acciaio Entità dei lotti per prova di resilienza, in ton ( ) in funzione dello spessore t (mm) (2)
t ≤ 25 25< t ≤ 35 35 < t ≤ 50
A A (-)
B A (-) (3) A (50)
D A (50) N(50) NR(50) TM(50) AR*(25)
E N(25) TM(25) AR*(15) NR*(15)
(1) Abbreviazioni:
A : Qualsiasi
N : Normalizzazione (trattamento termico)
NR : Laminazione di normalizzazione come alternativa al trattamento di normalizzazione
TM : Laminazione termomeccanica
AR* : Grezzo di laminazione subordinatamente a speciale approvazione della Società
NR* : Laminazione di normalizzazione subordinata a speciale approvazione della Società
(2) Una serie di provette di resilienza deve essere prelevata per ogni lotto o sua frazione, avente massa in tonnellate specificata
nella parentesi ( ). Quando non sono richieste prove di resilienza l’indicazione è (-).
(3) Le prove di resilienza non sono generalmente richieste per acciaio tipo B per spessori fino a 25 mm.

46 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 7 : Acciai ad elevata resistenza - Caratteristiche meccaniche (1/7/2003)

Prova di resilienza Charpy-V - Energia media assorbita KV (J) min.


Carico di snerva- Carico di per spessore t (mm)
Tipo di Allung. A5
mento ReH rottura Rm
acciaio (%) min. (1) Temperatura t ≤ 50 50 < t ≤ 70 70 < t ≤ 100
(N/mm²) min. (N/mm²)
di prova (°C) KVL KVT KVL KVT KVL KVT
AH32 0 31 22 38 26 46 31
DH32 - 20 31 22 38 26 46 31
315 440/570 22
EH32 - 40 31 22 38 26 46 31
FH32 - 60 31 22 38 26 46 31
AH36 0 34 24 41 27 50 34
DH36 355 490/630 21 - 20 34 24 41 27 50 34
EH36 - 40 34 24 41 27 50 34
FH36 - 60 34 24 41 27 50 34
AH40 0 39 26 46 31 55 37
DH40 -20 39 26 46 31 55 37
390 510/660 20
EH40 - 40 39 26 46 31 55 37
FH40 - 60 39 26 46 31 55 37
(1) Per provette a pieno spessore aventi larghezza uguale a 25 mm e lunghezza della tratta utile uguale a 200 mm, i valori
dell'allungamento devono soddisfare i requisiti indicati in Tab 8.

Tabella 8 : Allungamento (%) su tratta utile di 200 mm in funzione dello spessore t (mm)

Tipo secondo
t≤5 5 < t ≤ 10 10 < t ≤ 15 15 < t ≤ 20 20 < t ≤ 25 25 < t ≤ 30 30 < t ≤ 40 40 < t ≤ 50
resistenza
32 14 16 17 18 19 20 21 22
36 13 15 16 17 18 19 20 21
40 12 14 15 16 17 18 19 20

Regolamenti RINA 2008 47


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 9 : Lamiere e piatti ad elevata resistenza - Condizioni di fornitura e numero delle prove
di resilienza (1/7/2003)

Elementi Stato di fornitura (1)


Tipo di Lotti per prova di resilienza, in ton ( ) per spessori t (mm) fino a: (2)
affinanti del
acciaio
grano 12,5 20 25 35 50 100
AH32 (3) Nb e/o V A(50) N(50), NR(50), TM(50) N(50), NR(25), TM(25)
AH36 (3)
Al solo A(50) AR*(25) Non applicabile
o con Ti N(50), NR(50), TM(50) N(50), NR(25), TM(50)
AH40 Qualsiasi A(50) N(50), NR(50), TM(50) N(50), TM(50), QT (singola unità
come termicamente trattata)
DH32 Nb e/o V A(50) N(50), NR(50), TM(50) N(50), NR(25), TM(50)
DH36
Al solo A(50) AR*(25) Non applicabile
o con Ti N(50), NR(50), TM(50) N(50), NR(25), TM(50)
DH40 Qualsiasi N(50), NR(50), TM(50) N(50), TM(50), QT (singola unità
come termicamente trattata)
EH32 Qualsiasi N (singola unità) TM (singola unità)
EH36
EH40 Qualsiasi N (singola unità), TM (singola unità) N(50), TM(50), QT (singola unità
QT (singola unità come termicamente trattata) come termicamente trattata)

FH32 Qualsiasi N (singola unità), TM (singola unità) N(50), TM(50), QT (singola unità
FH36 QT (singola unità come termicamente trattata) come termicamente trattata)

FH40 Qualsiasi N (singola unità), TM (singola unità) N(50), TM(50), QT (singola unità
QT (singola unità come termicamente trattata) come termicamente trattata)

(1) Abbreviazioni:
A : Qualsiasi
N : Normalizzazione (trattato termicamente)
NR : Laminazione di normalizzazione come alternativa al trattamento di normalizzazione
TM : Laminazione termomeccanica
QT : Stato Bonificato
AR* : Grezzo di laminazione, subordinatamente a speciale approvazione della Società.
(2) Una serie di provette di resilienza deve essere prelevata per ogni lotto o sua frazione, di massa in tonnellate specificata in
parentesi ( ), o da ciascuna singola unità laminata (singola), come indicato. Quando non sono richieste prove di resilienza
l'indicazione è (-).
(3) Per gli acciai dei tipi AH32 e AH36, è ammessa una riduzione del numero delle prove di resilienza previo benestare della
Società, a condizione che verifiche saltuarie confermino valori soddisfacenti i requisiti.

48 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 10 : Profilati e barre in acciaio ad elevata resistenza - Stato di fornitura e numero delle prove di resilienza

Stato di fornitura (1)


Tipo di Elementi affinanti Entità dei lotti per prova di resilienza indicata tra parentesi in ton, per spessore t (mm) fino a: (2)
acciaio del grano
12,5 20 50
AH32 (3) Nb e/o V A(50 ) N(50), NR(50), TM(50), AR*(25)
AH36 (3)
Al solo o con Ti A(50) N(50), NR(50), TM(50), AR*(25)
AH40 Qualsiasi A(50) N(50), NR(50), TM(50)
DH32 Nb e/o V A (50) N(50), NR(50), TM(50), AR*(25)
DH36
Al solo o con Ti A(50) N(50), NR(50), TM(50), AR*(25)
DH40 Qualsiasi N(50), NR(50), TM(50)
EH32 Qualsiasi N(25), TM(25), AR*(15), NR*(15)
EH36
EH40 Qualsiasi N(25), TM(25), QT(25)
FH32 Qualsiasi N(25), TM(25), QT(25), NR*(15)
FH36
FH40 Qualsiasi N(25), TM(25), QT(25)
(1) Abbreviazioni:
A : Qualsiasi
N : Normalizzazione (trattato termicamente)
NR : Laminazione di normalizzazione come alternativa al trattamento di normalizzazione
TM : Laminazione termomeccanica
QT : Stato bonificato
AR* : Grezzo di laminazione, subordinatamente a speciale approvazione della Società
NR* : Laminazione di normalizzazione subordinata a speciale approvazione della Società.
(2) Una serie di provette di resilienza deve essere prelevata per ogni lotto di massa in tonnellate specificata in ( ), o sua frazione.
(3) Per gli acciai dei tipi AH32 e AH36 è ammessa una riduzione del numero delle prove di resilienza previo benestare della
Società a condizione che verifiche saltuarie confermino valori soddisfacenti i requisiti.

2.7 Caratteristiche meccaniche 2.7.4 Campionatura per le prove


Per lamiere e piatti di larghezza ≥ 600 mm, le provette per
2.7.1 Generalità le prove di trazione devono essere prelevate in direzione
I campioni per le prove meccaniche devono essere prele- trasversale e le provette per la prova di resilienza Charpy V
vati dai prodotti nelle condizioni finali di fornitura. Le prove in direzione longitudinale (KVL), rispetto alla direzione
devono essere effettuate su prodotti prelevati da lotti o da della laminazione.
singola unità come richiesto in [2.7.5] e [2.7.6].
Negli altri casi, salvo diversamente richiesto dalla Società o
2.7.2 Collaudo per lotti concordato con la Società, le provette devono essere prele-
vate in direzione longitudinale.
I lotti devono comprendere materiale omogeneo per colata,
forma, fabbricazione e trattamento e inoltre non eccedere i I valori di resilienza specificati su provette trasversali
seguenti limiti di spessore e di massa: devono essere garantiti dal fabbricante. Verifiche possono
essere richieste a giudizio della Società.
a) differenza tra spessore minimo e massimo non superiore
a 10 mm, Le prove di resilienza non sono in genere richieste per spes-
b) massa non superiore a 50 t. sori minori di 6 mm.

Per prodotti di tipo A, in casi particolari e per applicazioni Per le lamiere da rotolo deve essere sempre prelevata una
di secondaria importanza a giudizio della Società, può campionatura per le prove di trazione e resilienza ad
essere ammesso di non vincolare l’omogeneità dei lotti alla entrambe le estremità del rotolo.
colata di provenienza, limitando in tal caso la massa a 25 t.
Le posizioni della campionatura sono indicate in [1.8.2].
2.7.3 Collaudo per singola unità Per applicazioni particolari possono essere richieste prove
Per le prove su singola unità per il termine unità si intende addizionali di trazione nella direzione dello spessore
unità laminata come definita in Cap 1, Sez 1, [3.3.3]. secondo quanto specificato nell’articolo [9].

Regolamenti RINA 2008 49


Parte D, Cap 2, Sez 1

2.7.5 Numero di prove di trazione vata resistenza allo stato bonificato aventi spessore fino a
Deve essere effettuata una prova di trazione per ogni lotto o 70 mm.
frazione. Tali norme possono applicarsi a giudizio della Società e con
In genere la provetta deve essere ricavata da un prodotto eventuali modifiche, come ritenuto necessario caso per
scelto fra quelli del lotto aventi spessore maggiore. caso, anche a prodotti di spessore maggiore di 70 mm e ad
altri tipi di prodotto quali profilati e sezioni tubolari.
2.7.6 Numero di prove di resilienza (1/7/2003)
Il numero di prove di resilienza richieste è indicato in 3.2 Tipi di acciaio
Tab 5, Tab 6, Tab 9 e Tab 10 rispettivamente per prodotti in
acciaio ordinario ed in acciaio ad elevata resistenza. 3.2.1 Le norme si applicano agli acciaio al carbonio-man-
Nel caso di collaudo per lotti le provette devono essere pre- ganese e agli acciai basso-legati.
levate da un prodotto scelto fra quelli del lotto aventi mag- Gli acciaio sono divisi in sei gruppi individuati dal valore
gior spessore. minimo del carico di snervamento ReH (N/mm2) come
Le serie di provette per la prova di resilienza, ciascuna segue: 420, 460, 500, 550, 620 e 690.
costituita da tre provette, riassunte nelle tabelle di cui sopra, Ciascun gruppo è ulteriormente suddiviso in quattro tipi A,
devono essere in numero come segue: D, E, F, in relazione alla temperatura specificata per la prova
a) una serie per ciascun lotto di 50 ton o frazione per di resilienza.
seguenti tipi di acciaio, salvo quanto stabilito in b): Le lettere A, D, E, F, significano prova di resilienza richiesta
• A, per prodotti aventi spessore maggiore o uguale a rispettivamente a 0, -20, -40, -60 °C.
50 mm,
• B, per prodotti aventi spessore maggiore o uguale a 3.3 Fabbricazione
25 mm,
3.3.1 Approvazione
• D, AH32, DH32, AH36, DH36, AH40, DH40
I fabbricanti devono essere approvati dalla Società; a tal
b) per lamiere in acciaio dei gradi AH40 e DH40 con fine si applicano i requisiti previsti in [1.2].
spessori superiori a 50 mm in condizione normalizzata
o TM, una serie di provette per prova di resilienza deve 3.3.2 Metodo di disossidazione
essere prelevata da ciascun lotto di massa uguale a 50 L’acciaio deve essere completamente calmato a grano fine.
tonnellate o frazioni di esse. Per quelle in condizione
QT, una serie di provette per prova di resilienza deve 3.3.3 Tolleranze dimensionali e stato superficiale
essere prelevata da ciascuna unità come termicamente Salvo quanto sia diversamente concordato o prescritto, per
trattata le tolleranze in meno sullo spessore, lo stato superficiale ed
c) fatta eccezione per il grado A, per i prodotti forniti il condizionamento di difetti superficiali, i requisiti dipen-
subordinatamente a speciale approvazione della dono dal tipo di applicazione e sono indicati in [2.3.3],
Società, nello stato di fornitura come laminato (AR*), e [2.3.4] e [2.3.5] per applicazioni strutturali, in [4.3.3],
per i prodotti di spessore superiore a 50 mm forniti nello [4.3.4] e [4.3.5] per esercizio in pressione e [6.3.3] per
stato laminazione controllata o di normalizzazione componenti di macchinari.
(NR), una serie per ogni lotto di massa di 25 t o frazione Le riparazioni a mezzo saldatura sono soggette a speciale
d) una serie per: approvazione.
• ciascuna unità laminata per i tipi E ed F di tutti i
3.3.4 Controlli non distruttivi
livelli di resistenza,
Per determinate forniture possono essere prescritti controlli
• ciascun lotto di 25 t o frazione per profilati dei tipi E
con metodo ultrasonoro; tali controlli devono essere effet-
ed F di tutti i livelli di resistenza,
tuati in accordo con specifiche approvate.
e) nel caso in cui i profilati dei tipi E ed F ad esclusione del
livello di resistenza 40, siano forniti, subordinatamente
3.4 Condizioni di fornitura
a speciale approvazione della Società nello stato di for-
nitura come laminato (AR*) o di laminazione controllata 3.4.1 L’acciaio deve essere fornito allo stato bonificato.
o normalizzata (NR*), una serie di 3 prove ogni lotto di
Tuttavia per gli acciai fino al gruppo con snervamento 550 e
massa di 15 t o frazione.
per spessori fino a 50 mm, subordinatamente a speciale
Verifiche saltuarie della resilienza possono essere inoltre approvazione può essere ammesso il procedimento di lami-
richieste dai tecnici a loro giudizio. nazione termomeccanica.
Per la definizione delle procedure di laminazione, vedere
3 Acciai ad elevata resistenza bonifi- [1.7.3].
cati
3.5 Composizione chimica
3.1 Campo di applicazione
3.5.1 La composizione chimica su analisi di colata deve
3.1.1 Le norme del presente articolo si applicano a soddisfare i limiti specificati in Tab 11 e nella specifica
lamiere e larghi piatti in acciaio saldabile ferritico ad ele- approvata.

50 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

La specifica approvata deve includere anche gli elementi 3.7.3 Numero delle prove (1/7/2005)
affinanti del grano ed il limite massimo di Pcm (indice di
suscettibilità alla criccabilità a freddo), definito all’atto della Da ciascuna campionatura devono essere prelevate le
approvazione dell’acciaio. seguenti provette:

Il valore del Pcm deve essere calcolato, in base all’analisi di a) 1 provetta per prova di trazione,
colata, secondo la formula seguente:
b) 1 serie di 3 provette Charpy V per prova di resilienza.
Si Mn Cu Ni Cr Mo V
Pcm = C + ------ + --------- + ------- + ------ + ------ + --------- + ------ + 5B %
30 20 20 60 20 15 10
3.7.4 Riprove (1/7/2005)
Il contenuto degli elementi di lega, degli elementi affinanti
del grano ed il valore del Pcm devono essere attestati per Per le procedure di riprova si deve fare riferimento a quanto
ciascuna colata dal fabbricante dell’acciaio ed essere ripor- indicato in Cap. 1, Sez. 1, [3.5].
tati nella documentazione di collaudo.
4 Acciai per caldaie e recipienti in
3.6 Caratteristiche meccaniche
pressione
3.6.1 Le caratteristiche meccaniche sono specificate in
Tab 12.
4.1 Campo di applicazione
3.7 Prove meccaniche
4.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
3.7.1 Generalità prodotti in acciaio ferritico saldabile (lamiere, piatti, profi-
I campioni per le prove devono essere prelevati da prodotti lati e barre) destinati alla costruzione di caldaie e apparec-
nelle condizioni finali di fornitura. Le prove devono essere chi in pressione.
effettuate per ogni unità singola unità laminata e come ter-
Esse valgono per prodotti di spessore non superioe a 60
micamente trattata.
mm e caratteristiche di resilienza a temperatura non infe-
La definizione di unità laminata è data in Cap 1, Sez 1, riore a -20 °C.
[3.3.3].
Per prodotti trattati termicamente in continuo, possono Subordinatamente a benestare della Società tali prescrizioni
essere convenute, a soddisfazione della Società, procedure possono essere applicate anche a prodotti di spessore supe-
di campionatura particolari. riore a 60 mm.

3.7.2 Campionatura 4.1.2 Requisiti particolari possono essere specificati per


Per le lamiere e per i piatti di larghezza ≥ 600 mm, le pro- impieghi con sostanze pericolose o condizioni di esercizio
vette di trazione e di resilienza devono essere prelevate in particolarmente severe.
direzione trasversale.
Salvo quando sia diversamente richiesto o concordato con 4.1.3 In caso di impiego per contenimento e trasporto di
la Società, in tutti gli altri casi le provette sono prelevate in gas liquefatti, si applicano inoltre le prescrizioni di cui alla
senso longitudinale. Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regolamenti.

Tabella 11 : Composizione chimica

Carico di snerva- Composizione chimica (%) (1)


Tipo di
mento minimo
acciaio C max. Mn max Si max. P max. S max. Al min. (2) N max.
(N/mm2)

420 A 0,21 1,70 0,55 0,035 0,035 0,015 0,020


fino a
D-E 0,20 1,70 0,55 0,030 0,030 0,015 0,020
690
F 0,18 1,60 0,55 0,025 0,020 0,015 0,020

(1) Il contenuto di altri elementi usati come elementi di lega o per affinamento del grano devono soddisfare i limiti specificati per
l’acciaio all’atto dell’approvazione e non devono di regola superare i seguenti limiti percentuali:
Cu max.= 1,5; Cr max.= 2,0; Ni max.= 2,0; Mo max.= 1,0; N max.= 0,020; B max.= 0,06; Nb max.= 0,06; V max.= 0,10; Ti
max.= 0,20; Zr max.= 0,15.
(2) Il contenuto di Al metallico può essere totalmente sostituito da Nb, V o Ti. Al posto dell’Al metallico può essere determinato Al
totale e in tal caso Al totale non deve essere inferiore a 0,020%.

Regolamenti RINA 2008 51


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 12 : Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza Charpy-V -


Carico di snerva- Energia media assorbita KV (J) min.
Tipo di Carico di rottura Allungam. A5
mento ReH
acciaio Rm (N/mm2) (%) min. (2) Temperatura di Provette Provette
(N/mm2) min. (1)
prova (°C) longitudinali KVL trasversali KVT
A420 0
D420 420 530 - 680 18 -20 42 28
E420 -40
F420 -60
A460 0
D460 460 570 - 720 17 -20 46 31
E460 -40
F460 -60
A500 0
D500 500 610 - 770 16 -20 50 33
E500 -40
F500 -60
A550 0
D550 550 670 - 830 16 -20 55 37
E550 -40
F550 -60
A620 0
D620 620 720 - 890 15 -20 62 41
E620 -40
F620 -60
A690 0
D690 690 770 - 940 14 -20 69 46
E690 -40
F690 -60
(1) Quando specificato nelle condizioni di approvazione dell’acciaio, può essere stabilito un limite al rapporto tra carico di sner-
vamento e carico di rottura.
(2) Per provette a pieno spessore aventi larghezza 25 mm e tratto utile di 200 mm, l’allungamento deve soddisfare i valori minimi
dati in Tab 13. I valori di allungamento specificati in Tab 12 e Tab 13 sono relativi a provette di trazione ricavate in senso tra-
sversale. Nel caso di provette ricavate in senso longitudinale, i requisiti di allungamento sono di 2 punti superiori a quelli indi-
cati in Tab 12 e Tab 13.

Tabella 13 : Valori minimi dell’allungamento per provette a pieno spessore di 25 mm di larghezza e tratta utile
di 200 mm

Gruppo Spessore t (mm)


secondo sner-
vamento t ≤ 10 10 < t ≤ 15 15 < t ≤ 20 20 < t ≤ 25 25 < t ≤ 40 40 < t ≤ 50 50 < t ≤ 70

420 11 13 14 15 16 17 18
460 11 12 13 14 15 15 17
500 10 11 12 13 14 15 16
550 10 11 12 13 14 15 16
620 9 11 12 12 13 14 15
690 9 10 11 11 12 13 14

52 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

4.2 Tipi di acciaio 4.3.5 Condizionamento di difetti superficiali


mediante saldatura
4.2.1 Sono considerati gli acciai al Carbonio, Carbonio- Riparazioni a mezzo saldatura di difetti non eliminabili con
Manganese e gli acciai a basso contenuto di lega al Mo e molatura possono in genere essere effettuate nei limiti ed
Cr-Mo. alle condizioni indicate in [1.6.2]; sono comunque sempre
richiesti dopo riparazione trattamento termico ed esami non
4.2.2 Gli acciaio al Carbonio e Carbonio-Manganese sono distruttivi appropriati.
suddivisi nei seguenti quattro gruppi individuati dal carico Per le lamiere il committente deve essere informato della
di rottura minimo specificato Rm (N/mm2): 360, 410, 460, distribuzione e dell’entità di tutte le riparazioni eseguite
510. sulle singole lamiere fornite.
Ciascun gruppo può essere suddiviso nei tipi HA, HB, HD,
tra loro differenziati in relazione a qualità e caratteristiche 4.4 Condizioni di fornitura
di tenacità.
4.4.1 I prodotti devono essere forniti nelle condizioni indi-
Le lettere HA, HB, HD, significano che i requisiti di resi-
cate in Tab 16 per gli acciai al Carbonio ed al Carbonio-
lienza sono relativi rispettivamente alla temperatura di
Manganese e in Tab 17 per gli acciai basso legati.
prova: +20 °C, 0 °C e -20 °C.
4.4.2 I prodotti che dopo la fornitura debbano essere sot-
4.2.3 Gli acciai basso-legati sono suddivisi in relazione toposti ad operazioni di formatura a caldo possono anche
alla loro composizione chimica nei tipi 0,3Mo - 1Cr0,5Mo essere forniti, previo accordo, nello stato “grezzo di lamina-
- 2,25Cr1Mo. zione”.
Due ulteriori suddivisioni sono previste per l’acciaio In tal caso il trattamento termico prescritto deve essere ese-
2,25Cr1Mo in relazione al trattamento termico e conse- guito dopo formatura a caldo e devono essere eseguite le
guenti caratteristiche meccaniche. prove meccaniche come indicato in [4.8.4].
Gli indici numerici della designazione individuano il conte-
nuto nominale in percento dei principali elementi di lega. 4.5 Composizione chimica

4.5.1 La composizione chimica su analisi di colata deve


4.3 Fabbricazione soddisfare i limiti specificati in Tab 14 per gli acciai al Car-
bonio e Carbonio-Manganese ed in Tab 15 per gli acciai
4.3.1 Approvazione basso-legati e/o nelle specifiche approvate.
Salvo diversamente ammesso dalla Società, i fabbricanti La specifica approvata deve includere anche gli elementi di
devono essere approvati. Valgono al riguardo le prescri- lega e gli elementi affinanti del grano (non specificati nelle
zioni di cui in [1.2]. tabelle di cui sopra).
Il contenuto di detti elementi deve essere attestato dal fab-
4.3.2 Metodi di disossidazione
bricante dell’acciaio per ciascuna colata e deve essere
Il metodo di disossidazione è specificato in Tab 14 e riportato sulla documentazione di collaudo.
Tab 15.
Per gli acciai al C e C-Mn, all’atto dell’approvazione può
essere specificato, per i singoli acciai, un limite superiore
4.3.3 Tolleranze dimensionali del Carbonio equivalente CEQ su analisi di colata.
Tolleranze in meno sullo spessore non sono di regola Salvo diversa convenzione, per la determinazione del CEQ si
ammesse.
applica la seguente formula:

4.3.4 Condizionamento di difetti superficiali Mn Cr + Mo + V Ni + Cu


C EQ = C + --------- + -------------------------------- + --------------------- %
mediante molatura 6 5 15

Difetti superficiali possono generalmente essere eliminati Salvo diversa convenzione, quando è stabilito un limite di
mediante molatura alle condizioni di cui in [1.6.1], a con- CEQ, i relativi valori ottenuti sulle singole colate devono
dizione che lo spessore dopo molatura non sia inferiore allo essere attestati dal fabbricante ed essere riportati nella
spessore nominale. documentazione di collaudo.
Tuttavia l’entità delle molature è subordinata all’accordo
del tecnico della Società. Nel caso lo spessore dopo mola- 4.6 Caratteristiche meccaniche
tura risulti inferiore al valore nominale indicato sui disegni
approvati, la possibilità di accettazione e le relative condi- 4.6.1 Le caratteristiche meccaniche sono specificate in
zioni sono soggette a speciale considerazione da parte della Tab 16 per gli acciai al Carbonio-Manganese e in Tab 17
Società. per gli acciai basso-legati.

Regolamenti RINA 2008 53


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 14 : Acciai al Carbonio ed al Carbonio-Manganese - Composizione chimica

Tipo di Metodo Composizione chimica (%) (1)


acciaio di disossidazione C max Mn Si P max S max Al tot. min. (1) Ni max
360HA non effervescente 0,16 ≥ 0,40 ≤ 0,35 0,030 0,030
360HB calmato 0,16 0,40-1,20 0,10-0,35 0,030 0,030
360HD calmato e grano fine 0,16 0,40-1,20 0,10-0,35 0,030 0,030 0,020
410HA non effervescente 0,20 ≥ 0,50 ≤ 0,35 0,030 0,030 0,30
410HB calmato 0,20 0,50-1,40 0,10-0,35 0,030 0,030 0,30
410HD calmato e grano fine 0,20 0,50-1,40 0,10-0,35 0,030 0,030 0,020 0,30
460HB calmato 0,20 0,80-1,50 0,10-0,40 0,030 0,030 0,30
460HD calmato e grano fine 0,20 0,80-1,50 0,10-0,40 0,030 0,030 0,020 0,30
510HB calmato 0,22 0,90-1,60 0,10-0,50 0,030 0,025 0,30
510HD calmato e grano fine 0,20 0,90-1,60 0,10-0,50 0,030 0,025 0,020 0,30
(1) Il contenuto di Al può essere parzialmente o totalmente sostituito da altri elementi affinanti quali Nb, V o Ti. Detti elementi
devono essere specificati all’approvazione con i limiti relativi; in generale il contenuto di Nb e V non deve essere superiore
rispettivamente a 0,05 e 0,10%.
Eventuali elementi additivi devono essere sottoposti alla Società per considerazione. Per gli elementi residui non presenti
come additivi valgono le seguenti limitazioni:
Cu ≤ 0,30%; Cr ≤ 0,25%; Mo ≤ 0,10%. La somma di Ni + Cu + Cr + Mo non deve superare 0,70%.

Tabella 15 : Acciai basso-legati - Composizione chimica

Metodo di Composizione chimica (%) (1)


Tipo di acciaio disossida-
zione (2) C Mn Si P max S max Cr Mo

0,3Mo calmato al Si 0,12-0,20 0,40-0,90 0,10-0,35 0,030 0,030 ≤ 0,30 0,25-0,35


1Cr 0,5Mo calmato al Si 0,08-0,18 0,40-1,00 0,15-0,35 0,030 0,030 0,70-1,20 0,40-0,60
2,25Cr 1Mo calmato al Si 0,07-0,15 0,40-0,80 0,15-0,50 0,030 0,030 2,00-2,50 0,90-1,10
(1) Gli elementi residui non devono superare i seguenti limiti: Cu ≤ 0,30%, Ni ≤ 0,30%.
(2) Alluminio totale 0,020% max per tutti i tipi di acciaio. Il contenuto di alluminio deve essere indicato nel certificato di analisi
di colata.

Tabella 16 : Acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese - Caratteristiche meccaniche

Carico di snervamento ReH (N/mm2) min. Prova di resilienza Charpy-V -


Carico di Energia media assorbita KV (J) min.
Tipo di Trattamento per spessore t (mm) All. A5
rottura Rm
acciaio termico (1) (%) min. Temperatura
t ≤ 16 16 < t ≤ 40 40 < t ≤ 60 (N/mm2) KVT KVL
di prova (°C)
360HA 215 205 195 360 - 480 25 + 20 27 41
360HB N o NR 235 225 215 0
360HD - 20
410HA 245 235 225 410 - 530 23 + 20
410HB N o NR 265 255 245 0
410HD - 20
460HB 285 270 260 460 - 580 22 0
N o NR
460HD 295 285 280 - 20
510HB 345 335 325 510 - 630 21 0
N o NR
510HD 355 345 335 -20
(1) N: Normalizzazione - NR: Laminazione di normalizzazione. In alternativa alla normalizzazione per i profilati può essere
accettato lo stato grezzo di laminazione, subordinatamente ad approvazione ai singoli fabbricanti.

54 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 17 : Acciai basso-legati - Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza
Charpy-V - Ener-
Carico di snervamento ReH (N/mm2) Carico di Allungamento A5 (%)
Tipo di Trattamento gia media assorbita
min. per spessore t (mm) rottura Rm min. per spessore t (mm)
acciaio termico (1) KV (J) min. a
(N/mm2) +20°C

t ≤ 16 16 < t ≤ 40 40 < t ≤ 60 t ≤ 40 40 < t ≤ 60 KVT

0,3Mo N 275 270 260 430 - 600 24 23 31

1Cr 0,5Mo N+T 300 295 295 450 - 610 20 19

2,25Cr 0,5Mo N+T 295 285 275 520 - 670 18 18

N+T o Q+T 310 310 310 470 - 620

(1) N = Normalizzazione; T = Rinvenimento; Q = Tempra

4.7 Caratteristiche meccaniche ad elevate 4.7.4 Ai soli fini della progettazione in Tab 19 sono indi-
temperature cati valori stimati della sollecitazione di rottura per scorri-
mento a caldo in 100000 ore.
4.7.1 I valori nominali del carico di snervamento o del
carico di snervamento convenzionale 0,2% (Rp0,2) alle tem- 4.8 Prove meccaniche
perature maggiori od uguali a 100 °C, sono riportate in
Tab 18. 4.8.1 Generalità
Salvo diversamente convenuto [4.8.6], i campioni per le
I suddetti valori sono riportati ai soli fini della progetta- prove devono essere prelevati dai prodotti nello stato di for-
zione. In generale la loro verifica al collaudo non è richie- nitura.
sta salvo quando siano proposti dal fabbricante dell’acciaio
valori più elevati di quelli della Tabella. 4.8.2 Campionatura da lamiere e larghi piatti
Deve essere prelevato un campione ad una estremità di cia-
In tali casi la loro verifica è richiesta e devono essere appli-
scuna unità laminata quando la massa e la lunghezza non
cate le procedure di cui in [4.7.2] e [4.7.3].
superano rispettivamente 5 t e 15 m.
4.7.2 Quando la verifica di Rp0,2 è richiesta deve essere Se uno di detti limiti è superato, deve essere prelevato un
eseguita almeno una prova di trazione alla temperatura campione a ciascuna estremità.
convenuta per ogni colata. Per la definizione di unità laminata vedere Cap 1, Sez 1,
[3.3.3].
Il campione per tale prova deve essere prelevato dalla
lamiera di più elevato spessore della colata e, se pertinente, 4.8.3 Campionatura da profilati e barre
alla estremità della lamiera che ha dato i più bassi valori Deve essere prelevato un campione da ciascun lotto omo-
nella prova di trazione a temperatura ambiente. geneo per colata, dimensioni della sezione e stato di forni-
Il campione deve essere prelevato a metà distanza tra il tura. Ciascun lotto deve comprendere non più di 50 pezzi e
bordo e l’asse di simmetria del prodotto; l’asse della pro- la sua massa non deve superare 10 t.
vetta deve essere posta ad un quarto dello spessore della
4.8.4 Prelievo delle provette
superficie.
Per lamiere e larghi piatti di larghezza ≥ 600 mm, le pro-
Per le dimensioni della provetta e la procedura di prova si vette di trazione e resilienza devono essere prelevate in
applicano rispettivamente le prescrizioni del Cap 1, Sez 2, direzione trasversale.
[2.1] e Cap 1, Sez 2, [2.2.5]. Negli altri casi le provette, salvo diversamente richiesto o
I risultati delle prove devono soddisfare i valori specificati. concordato con la Società, devono essere prelevate in dire-
zione longitudinale.
4.7.3 In alternativa alla procedura di cui in [4.7.2], può
4.8.5 Numero delle provette
essere convenuta con i singoli fabbricanti e per i singoli tipi
di acciaio da approvare, un’adeguata serie di prove di Da ciascuna campionatura devono essere ricavate le
approvazione sulla produzione, da condurre con la supervi- seguenti provette:
sione dei tecnici della Società. a) 1 per prova di trazione (2 nel caso di barre per tiranti),
Per i fabbricanti ed i relativi acciai approvati su tale base le b) 1 serie di 3 per prova di resilienza Charpy V (salvo
prove di trazione a caldo non sono di regola richieste al diversamente specificato, richieste solo per i tipi HB e
collaudo; essa può essere richiesta con carattere saltuario a HD),
giudizio della Società per il mantenimento dell’approva- c) 1 per prova di trazione a caldo per colata, quando
zione. richiesta.

Regolamenti RINA 2008 55


Parte D, Cap 2, Sez 1

4.8.6 Materiale che deve essere sottoposto ad In casi particolari (quando il materiale debba essere sotto-
operazioni di lavorazione a caldo posto durante il ciclo di lavorazione ad operazioni di for-
matura a freddo o a caldo), in aggiunta alle prescritte prove
Quando per materiale destinato a successive lavorazioni a di collaudo possono essere richieste prove su campioni
caldo sia stato convenuto di effettuare il trattamento ter- nelle condizioni finali del materiale dopo lavorazione.
mico prescritto presso il committente, le campionature Tali prove possono includere prove sul materiale sottoposto
devono essere sottoposte dal fornitore a detto trattamento ad invecchiamento artificiale come indicato in Cap 1,
prima del ricavo delle provette di prova. Sez 2, [8.1.1].

Tabella 18 : Valori minimi del carico di snervamento (Rp0,2) a temperature elevate

Spessore Rp0,,2 (N/mm2) alla temperatura (°C) di


Tipo di acciaio
(mm) 100 150 200 250 300 350 400 450 500 550 600

360HA (1) ≤ 16 175 172 168 150 124 117 115


> 16 ≤ 40 171 169 162 144 124 117 115
> 40 ≤ 60 162 158 152 141 124 117 115

360HB (1) ≤ 16 204 185 165 145 127 116 110


360HD (1) > 16 ≤ 40 196 183 164 145 127 116 110
> 40 ≤ 60 179 172 159 145 127 116 110

410HA (1) ≤ 16 211 208 201 180 150 142 138


> 16 ≤ 40 201 198 191 171 150 142 138
> 40 ≤ 60 192 188 181 168 150 142 138

410HB (1) ≤ 16 235 216 194 171 152 141 134


410HD (1) > 16 ≤ 40 228 213 192 171 152 141 134
> 40 ≤ 60 215 204 188 171 152 141 134

460HB (1) ≤ 16 262 247 223 198 177 167 158


460HD (1) > 16 ≤ 40 260 242 220 198 177 167 158
> 40 ≤ 60 251 235 217 198 177 167 158

510HB (1) ≤ 60 290 270 255 235 215 200 180


510HD (1)

0,3Mo ≤ 60 215 200 170 160 150 145 140

1Cr 0,5Mo ≤ 60 230 220 205 190 180 170 165

2,25Cr 1Mo ≤ 60 (2) 235 230 220 210 200 190 180
≤ 60 (3) 265 255 235 225 215 205 195

(1) I valori di Rp0,2 per temperature ≤ 250 °C sono forniti a titolo indicativo.
(2) Normalizzati e distesi.
(3) Normalizzati e rinvenuti o temprati e rinvenuti.

56 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 19 : Valori indicativi del carico di rottura per scorrimento a temperature elevate per 100000 ore di
durata (N/mm2)

Tipo di acciaio
Temperatura (°C)
360 - 410 460 - 510 0,3Mo 1Cr 0,5Mo 2,25Cr 1Mo
380 170 225
390 155 200
400 140 175
410 125 155
420 110 135
430 100 115
440 90 100
450 75 85 235 285 220
460 (60) (70) 205 250 205
470 (50) (60) 175 220 185
480 (40) (55) 145 190 170
490 (45) 120 160 150
500 (40) 100 135 135
510 80 120 120
520 65 95 105
530 50 80 90
540 60 75
550 50 65
560 40 55
570 30 50
580 45
590 (40)
600 (35)
Nota 1: Valori medi stimati; il limite inferiore della banda di dispersione è circa il 20% inferiore al valore medio. I valori tra paren-
tesi, alle temperature più elevate, indicano che l’acciaio a cui si riferiscono non è idoneo all’uso prolungato a tali temperature.

5 Acciai ferritici per applicazioni a 5.1.3 In caso di impieghi relativi a contenimento e tra-
sporto di gas liquefatti si applicano inoltre le prescrizioni di
bassa temperatura cui alla Parte E, Cap 9, Sez 6.

5.1 Campo di applicazione 5.2 Tipi di acciai


5.2.1 Sono considerati acciai al Carbonio e Carbonio-
5.1.1 I requisiti del presente articolo ai applicano a pro- Manganese ed acciai al Ni.
dotti in acciaio ferritico (lamiere, piatti, profilati e barre)
destinati alla costruzione di cisterne del carico, serbatoi di 5.2.2 Gli acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese sono
contenimento, serbatoi ed impianti di processo relativi ad suddivisi nei seguenti quattro gruppi individuati dal carico
applicazioni per gas liquefatti o di altri recipienti in pres- di rottura minimo Rm (N/mm2) 410, 460, 510, 550.
sione in generale nel caso siano richieste caratteristiche di Ciascun gruppo è ulteriormente suddiviso nei due tipi LE ed
resilienza a temperature inferiori a -20 °C. LF, in relazione al livello di qualità e alle caratteristiche di
tenacità.
Le prescrizioni si applicano a prodotti di spessore non supe-
riore a 60 mm; tuttavia, subordinatamente a benestare della Le lettere LE ed LF significano che i requisiti di resilienza
Società e ad eventuali condizioni, esse possono essere sono specificati rispettivamente alla temperatura di -40°,e -
estese a prodotti di spessore superiore a 60 mm. 60° C.

5.2.3 Gli acciai al Ni sono suddivisi in relazione alla loro


5.1.2 Requisiti particolari possono essere specificati per composizione chimica nei tipi: 1,5Ni - 3,5Ni - 5Ni - 9Ni. I
impieghi concernenti sostanze pericolose o condizioni di valori numerici individuano il contenuto nominale in per-
esercizio particolarmente severe. cento del Ni.

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Parte D, Cap 2, Sez 1

5.3 Fabbricazione vette e per le prove meccaniche valgono, come pertinenti,


le prescrizioni in [4.8.6].
5.3.1 Approvazione
I fabbricanti devono essere approvati dalla Società, vedere
5.5 Composizione chimica
[1.2].

5.3.2 Metodi di disossidazione 5.5.1 La composizione chimica su analisi di colata deve


L’acciaio deve essere calmato e a grano fine. soddisfare i limiti specificati in Tab 20 e Tab 21 e/o nella
particolare specifica approvata.
5.3.3 Tolleranze dimensionali
La specifica approvata deve includere gli elementi di lega e
Per i prodotti destinati a recipienti in pressione non sono gli elementi affinanti del grano (non specificati in Tab 20).
ammesse tolleranze in meno sullo spessore.
Il contenuto in detti elementi, ove presenti, deve essere atte-
5.3.4 Condizioni superficiali stato dal fabbricante dell’acciaio per ogni colata e deve
Per il condizionamento dei difetti superficiali si applicano essere riportato nella documentazione di collaudo.
le prescrizioni date in [4.3.4] e [4.3.5].
Per gli acciai al C e al C-Mn, al momento dell’approvazione
Sui prodotti in acciai aventi contenuto di Ni del 5% e 9% può essere specificato per ciascun tipo di acciaio, un limite
non sono di regola ammesse riparazioni mediante salda- superiore del Carbonio equivalente CEQ su analisi di colata.
tura.
Salvo diversa convenzione, per la determinazione del CEQ si
5.4 Stato di fornitura applica la seguente formula:

5.4.1 Salvo speciale approvazione della Società, i prodotti Mn Cr + Mo + V Ni + Cu


C EQ = C + --------- + -------------------------------- + --------------------- %
in acciaio al Carbonio e Carbonio-Manganese devono 6 5 15
essere forniti allo stato normalizzato.
Salvo diversa convenzione, quando è stabilito un limite di
I prodotti in acciaio al Ni devono essere forniti nelle condi- CEQ, il valore di CEQ, determinato per ciascuna colata deve
zioni indicate in Tab 23. essere attestato dal fabbricante ed essere riportato nella
documentazione di collaudo.
5.4.2 I prodotti che dopo fornitura devono essere sottopo-
sti ad operazioni di formatura a caldo possono anche essere
forniti, previo accordo, nella condizione grezzo di lamina- 5.6 Caratteristiche meccaniche
zione.
In tal caso dopo formatura a caldo deve essere eseguito il 5.6.1 I prodotti devono soddisfare le caratteristiche mec-
trattamento termico prescritto e per il prelievo delle pro- caniche specificate in Tab 22 e Tab 23.

Tabella 20 : Acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese - Composizione chimica

Tipo di Composizione chimica (%) (1)


acciaio C max Mn Si P max S max Al tot min Ni max

410 LE 0,18 0,50 - 1,40 0,10 - 0,35 0,030 0,030 0,020 0,30

410 LF 0,16 0,50 - 1,40 0,10 - 0,35 0,030 0,030 0,020 0,80

460 LE 0,18 0,80 - 1,50 0,10 - 0,40 0,030 0,030 0,020 0,30

460 LF 0,16 0,80 - 1,50 0,10 - 0,40 0,030 0,030 0,020 0,80

510 LE 0,18 1,00 - 1,70 0,10 - 0,50 0,030 0,025 0,020 0,30

510 LF 0,16 1,00 - 1,70 0,10 - 0,50 0,030 0,025 0,020 0,80

550 LE 0,18 1,00 - 1,70 0,10 - 0,50 0,030 0,025 0,020 0,30

550 LF 0,16 1,00 - 1,70 0,10 - 0,50 0,030 0,025 0,020 0,80

(1) Il contenuto di Al può essere parzialmente o totalmente sostituito da altri elementi affinanti quali Nb, V o Ti. Detti elementi
devono essere specificati all’approvazione con i limiti relativi; in generale il contenuto di Nb e V non deve essere superiore
rispettivamente a 0,05 e 0,10 %. Eventuali elementi additivi devono essere sottoposti alla Società per considerazione. Per gli
elementi residui non presenti come additivi valgono le seguenti limitazioni (%): Cu ≤ 0,30, Cr ≤ 0,15, Mo ≤ 0,10.

58 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 21 : Acciai legati al Nickel - Composizione chimica

Tipo di Composizione chimica (1) (2)


acciaio C max Mn Si max P max S max Ni Cr max Mo max
1,5 Ni 0,18 0,30 - 1,50 0,35 0,035 0,020 1,30 - 1,70 0,25 0,10
3,5 Ni 0,15 0,30 - 0,90 0,35 0,035 0,020 3,20 - 3,80 0,25 0,10
5,0 Ni 0,12 0,30 - 0,90 0,35 0,035 0,020 4,70 - 5,30 0,25 0,10
9,0 Ni 0,10 0,30 - 0,90 0,35 0,035 0,020 8,50 - 10,0 0,25 0,10
(1) Per gli elementi residui valgono i seguenti limiti (%): Cu ≤ 0,35; V ≤ 0,05. La somma di Cr + Cu + Mo non deve superare
0,50%.
(2) Al totale non minore di 0,020 per tutti i tipi di acciaio. Il contenuto di alluminio deve essere indicato nel certificato di analisi di
colata.

Tabella 22 : Acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese - Caratteristiche meccaniche

Carico di snervamento ReH (N/mm2) min. Prova di resilienza Charpy-V - Energia


Carico di media assorbita KV, (J) min.
Tipo di per spessore t All. A5
rottura Rm
acciaio (%) min Temperatura di
t ≤ 16 16 < t ≤ 40 40 < t ≤ 60 (N/mm2) KVT KVL
prova (°C)
410 LE 265 255 245 410 - 530 23 -40 27 41
410 LF 290 280 270 410 - 530 23 -60 27 41
460 LE 295 285 270 460 - 580 22 -40 27 41
460 LF 320 310 300 460 - 580 22 -60 27 41
510 LE 355 345 335 510 - 630 21 -40 27 41
510 LF 355 345 335 510 - 630 21 -60 27 41
550 LE 390 380 375 550 - 670 20 -40 27 41
550 LF 390 380 375 550 - 670 20 -60 27 41

Tabella 23 : Acciai al Nickel - Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza Charpy-V - Energia


Carico di Carico di rot- media assorbita KV, media, (J) min.
Tipo di Trattamento All. A5
snervamento tura
acciaio termico (1) (%) min. Temperatura di
ReH (N/mm2) min. Rm (N/mm2) KVT KVL
prova (°C)
1,5 Ni N+T o Q+T 275 490 - 640 22 -80 27 41
3,5 Ni N+T o Q+T 285 450 - 610 21 -95 27 41
5,0 Ni N+T o Q+T 390 540 - 740 21 -110 27 41
9,0 Ni N+N+T o Q+T 490 640 - 790 18 -196 27 41
(1) N = normalizzazione T = rinvenimento Q = tempra

5.7 Prove meccaniche Quando uno di detti limiti è superato deve essere prelevato
un campione a ciascuna estremità.
5.7.1 Generalità
Per la definizione di unità laminata vedere Cap 1, Sez 1,
Salvo diversamente convenuto per materiali destinati a suc-
[3.3.3].
cessive lavorazioni a caldo [5.4.2], i campioni per le prove
devono essere prelevati dai prodotti nello stato di fornitura 5.7.3 Campionatura da profilati e barre
finale.
Deve essere prelevato un campione da ciascun lotto omo-
5.7.2 Campionatura da lamiere e larghi piatti geneo per colata, dimensione dei componenti e stato di for-
Deve essere prelevato un campione ad una estremità di cia- nitura.
scuna unità laminata quando la massa e la lunghezza della Ciascun lotto deve contenere non più di 50 pezzi e la sua
stessa non superano rispettivamente 5 t e 15 m. massa non deve superare 10 t.

Regolamenti RINA 2008 59


Parte D, Cap 2, Sez 1

5.7.4 Prelievo delle provette 6.3 Fabbricazione e stato di fornitura


Per lamiere e larghi piatti di larghezza ≥ 600 mm, le pro-
6.3.1 I prodotti destinati agli impieghi di cui in [6.1.2] a) e
vette di trazione e resilienza devono essere prelevate in
[6.1.2] b) devono essere fabbricati come indicato in [2.3] e
direzione trasversale.
[2.4], [4.3] e [4.4], [5.3] e [5.4] come applicabile.
Negli altri casi, salvo diversamente richiesto o concordato Ai prodotti destinati per gli impieghi di cui in [6.1.2] c) si
con la Società, le provette devono essere prelevate in dire- applicano i pertinenti requisiti della Sez 3; salvo diversa-
zione longitudinale. mente convenuto è di regola richiesto un rapporto di ridu-
zione di 6:1 rispetto al lingotto originale.
5.7.5 Numero delle provette
6.3.2 Per prodotti destinati ad applicazioni speciali pos-
Da ciascuna campionatura devono essere ricavate le
sone essere richiesti controlli con ultrasuoni da eseguirsi in
seguenti provette:
conformità a normative riconosciute e procedure appro-
a) 1 provetta di trazione, vate.
Barre laminate per linee d’assi usate in sostituzione di fuci-
b) 1 serie di 3 provette di resilienza Charpy V,
nati e aventi diametro superiore a 150 mm, devono essere
c) 2 o più provette drop-weight, quando richiesto. sottoposti a controlli non distruttivi (esame ultrasonoro e
magnetoscopico).

6 Acciai per parti di macchinari 6.3.3 Salvo diversamente ammesso o appositamente


richiesto, per lamiere e larghi piatti si applicano le tolle-
ranze in meno sullo spessore di cui in Tab 24.
6.1 Campo di applicazione
Tabella 24 : Tolleranze in meno sullo spessore
6.1.1 Il presente articolo si applica a prodotti laminati in
acciai al Carbonio, Carbonio-Manganese, basso-legati e Tolleranza in meno sullo
Spessore nominale t (mm)
legati destinati alla costruzione di strutture e parti di mac- spessore (mm)
chinari o attrezzature operanti a temperatura ambiente.
5≤t≤8 0,4
Per eventuale impiego in sistemi in pressione operanti a
8 < t ≤ 15 0,5
bassa o ad elevata temperatura, valgono le prescrizioni
rispettivamente degli articoli [5] e [4]. 15 < t ≤ 25 0,6
25 < t ≤ 40 0,8
6.1.2 I prodotti sono suddivisi come segue in relazione
all’applicazione: t > 40 1,0

a) parti strutturali di macchinari di coperta,


6.4 Prove meccaniche
b) strutture di macchinari saldati quali basamenti, incastel-
lature o parti similari, 6.4.1 Per le applicazioni di cui in [6.1.2] a) e [6.1.2] b),
indipendentemente dal tipo di acciaio, il collaudo può
c) prodotti laminati quali barre per assi di piccole dimen- avvenire per lotti con le modalità di cui all’articolo [2].
sioni, perni, bulloni o simili, quando, nel limite di dia-
Deve essere eseguita una prova di trazione su provetta pre-
metro di 250 mm, siano accettati in sostituzione di
levata da un pezzo per ogni lotto presentato o sua frazione.
fucinati.
Salvo diversamente richiesto, le prove di resilienza possono
essere omesse.
6.2 Tipi di acciai e loro caratteristiche
6.4.2 Per le applicazioni di cui in [6.1.2] c) si applicano le
6.2.1 Possono essere usati i tipi di acciai di cui agli articoli prescrizioni di cui in Sez 3, [1.11.4], relative ai fucinati.
[2], [4], [5] e [7].
6.4.3 I risultati delle prove di trazione e di resilienza
Le caratteristiche chimiche e meccaniche devono soddi- devono soddisfare i requisiti degli articoli [2], [4] e [5],
sfare le prescrizioni indicate nei predetti articoli. [7] come applicabile.
Per prodotti aventi spessore superiore ai massimi specificati
nei suddetti articoli sono ammessi i seguenti scostamenti 7 Prodotti in acciaio inossidabile
dalle caratteristiche meccaniche indicate:
• riduzione del requisito di snervamento pari all’1% per 7.1 Campo di applicazione
ogni 5 mm di spessore eccedente detto spessore mas-
7.1.1 Il presente articolo si applica ai prodotti laminati in
simo,
acciaio inossidabile austenitico e austeno-ferritico (duplex)
• riduzione del requisito di allungamento a rottura A5 pari destinati alla costruzione di cisterne del carico, serbatoi di
ad una unità per spessori eccedenti detto massimo fino contenimento del carico e recipienti in pressione per eseric-
allo spessore di 100 mm e a 2 unità per spessori supe- zio con prodotti chimici e, limitatamente agli acciai auste-
riori a 100 mm. nitici, con gas liquefatti.

60 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

7.1.2 Gli acciai inossidabili austenitici sono idonei per mici devono essere approvati dalla Società secondo le
l’impiego sia a bassa che elevata temperatura. prescrizioni di cui in [1.2].
Quando gli acciai austenitici sono proposti per l’impiego ad 7.3.2 Resistenza alla corrosione
elevate temperature, la specifica relativa a composizione
L’idoneità del materiale delle cisterne in riguardo ai tipi di
chimica, trattamento termico e caratteristiche meccaniche
carico previsti è responsabilità del cantiere costruttore.
complete, deve essere sottoposta ad approvazione.
Questi deve fornire alla Società gli elementi di supporto in
Salvo diversamente specificato gli acciai inossidabili merito.
austeno-ferritici sono idonei per temperature di esercizio
comprese nell’intervallo tra -20 °C e +275 °C. 7.3.3 Tolleranze dimensionali
Ad eccezione degli acciai per recipienti in pressione, ai
7.1.3 Barre in acciaio inossidabile possono essere usate quali si applica quanto indicato in [4.3.3], la tolleranza in
per assi portaelica o applicazioni similari alle condizioni meno sullo spessore è di 0,3 mm.
indicate in [6.1.2] c).
7.3.4 Condizioni superficiali
7.1.4 Nel caso di applicazioni per contenimento e tra- Difetti superficiali possono essere eliminati mediante mola-
sporto in cisterna di gas liquefatti, si applicano i pertinenti tura purchè lo spessore della lamiera nella zona molata non
requisiti della Parte E, Cap 9, Sez 6. risulti inferiore al minimo spessore specificato in [7.3.3].
Difetti superficiali che non possono essere eliminati
7.2 Tipi di acciaio mediante molatura possono in genere essere riparati alle
condizioni indicate in [2.3.5], come applicabile.
7.2.1 I requisiti si applicano agli acciai Cr-Ni inossidabili
austenitici ed austeno-ferritici.
7.4 Condizioni di fornitura
Nota 1: Per la designazione si fa riferimento ai corrispondenti tipi
AISI. 7.4.1 Tutti i materiali devono essere forniti allo stato solu-
Altri acciai inossidabili di tipo martensilico, corrispondenti bilizzato.
a normative nazionali o internazionali riconosciute pos-
sono essere accettati per applicazioni particolari come indi- 7.5 Composizione chimica
cato in [7.1.3].
7.5.1 La composizione chimica su analisi di colata deve
soddisfare i limiti indicati in Tab 25.
7.3 Fabbricazione
7.6 Caratteristiche meccaniche
7.3.1 Approvazione
Salvo diversamente ammesso, i fabbricanti di acciaio desti- 7.6.1 Le caratteristiche meccaniche sono specificate in
nato alla costruzione di navi per il trasporto di prodotti chi- Tab 26.

Tabella 25 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Designazione-
Mn
AISI dell’acciaio C max Si max P max S max Cr Ni (BV) Mo Altri
max
Acciai austenitici
304 L 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 17,0 - 19,0 9,0 - 12,0 -
304 LN 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 17,0 - 19,0 8,5 - 11,0 - 0,14 ≤ N ≤ 0,22
316 L 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 16,0 - 18,5 10,0 - 14,0 2,0 - 3,0
316 LN 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 16,0 - 18,5 11,0 - 13,0 2,0 - 3,0 0,14 ≤ N ≤ 0,22
317 L 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 18,0 - 20,0 14,0 - 16,0 3,0 - 4,0
317 LN 0,030 2,0 1,0 0,040 0,030 18,0 - 20,0 12,5 - 14,0 3,0 - 4,0 0,14 ≤ N ≤ 0,22
321 0,080 2,0 1,0 0,040 0,030 17,0 - 19,0 9,0 - 13,0 - 5xC ≤ Ti ≤ 0,80
347 0,080 2,0 1,0 0,040 0,030 17,0 - 19,0 9,0 - 13,0 - 10xC ≤ Nb ≤ 0,80
Acciai duplex (austeno-ferritici)
UNS S 31803 0,030 2,0 0,75 0,035 0,010 21,0 - 23,0 4,5 - 6,5 2,5 - 3,0 0,10 ≤ N ≤ 0,22
UNS S 32550 0,030 2,0 0,75 0,035 0,010 24,0 - 26,0 5,5 - 7,5 2,7 - 3,9 1,0 ≤ Cu ≤ 2,0
UNS S 32750 0,030 2,0 0,80 0,035 0,020 24,0 - 26,0 6,0 - 8,0 3,0 - 5,0 Cu ≤ 0,50
(1) L’eventuale aggiunta di elementi di lega addizionali deve essere sottoposta per considerazione ed approvazione. Elementi resi-
dui non intenzionali sono ammessi a condizione che non pregiudichino le caratteristiche del materiale, le successive lavora-
zioni ed il comportamento in servizio.

Regolamenti RINA 2008 61


Parte D, Cap 2, Sez 1

Tabella 26 : Caratteristiche meccaniche

Designazione Prova di resilienza Charpy-V -


Carico di snervamento (N/mm2) min. (1) Carico di rottura All. A5
AISI Energia media assorbita KV, (J) min.
Rm (N/mm2) (%) min.
dell’accaio Rp0,2 Rp1,0 KVL KVT
Austenitici a -196 °C a -196 °C
304 L 175 215 470 - 670 45 41 27
304LN 270 310 570 - 790 40
316L 195 235 490 - 690 45
316LN 300 340 ≥ 590 45
317L 195 235 490 - 690 40
317LN 300 340 ≥ 590 45
321 205 245 500 - 750 40
347 205 245 500 - 750 40
Acciai duplex (austeno-ferritici) a -20 °C a -20 °C
UNS S31803 ≥ 470 660 - 800 25 41 27
UNS S32550 ≥ 490 690 - 890 25
UNS S32750 ≥ 530 730 - 930 25
(1) Deve in genere essere determinato il carico di snervamento Rp0,2

7.7 Prove meccaniche L’esame deve essere eseguito a 200x.


Deve essere verificata l’assenza in quantità apprezzabile di
7.7.1 Composizione dei lotti fasi intermetalliche nocive (fase sigma).
I prodotti devono essere presentati al collaudo suddivisi in
lotti da 20 ton o frazione, comprendenti materiale prove-
7.9 Prova di corrosione intergranulare
niente dalla stessa colata e nel caso di prodotti piani aventi
tra loro differenza di spessore non superiore a 5 mm. 7.9.1 Quando richiesto, la prova di corrosione intergranu-
Quando il lotto è composto da lamiere, per il prelievo della lare deve essere eseguita in conformità alla norma ASTM
campionatura di prova deve essere scelta una di quelle di A262 Pratica E, o ad altre norme riconosciute.
maggior spessore. La prova non deve rivelare sensibilità alla corrosione inter-
granulare.
7.7.2 Campionatura
Nel caso di lamiere e di larghi piatti di larghezza ≥ 600 mm
7.10 Prova nella direzione dello spessore
le provette di trazione e di resilienza devono essere prele-
vate in direzione trasversale. 7.10.1 Quando sono richieste caratteristiche di duttilità
Negli altri casi, salvo diversamente richiesto o concordato nella direzione dello spessore, devono essere eseguite
con la Società, le provette devono essere prelevate in dire- prove di trazione in tale direzione; tali prove non sono in
zione longitudinale. genere richieste per gli acciai dei tipi 304L, 304LN, 321 e
347.
7.7.3 Numero delle provette
Devono essere eseguite le seguenti prove: 7.10.2 Le prove ed i risultati devono soddisfare i requisiti
a) 1 prova di trazione a temperatura ambiente dell’articolo [9] e [7.10.3].

b) salvo diversamente richiesto, 1 serie di 3 prove di resi- 7.10.3 Quando si ottengono valori di contrazione fra 25 e
lienza Charpy V alla temperatura di: 35%, devono essere eseguiti accertamenti metallografici
• -196 °C per acciai austenitici destinati a costruzioni addizionali o di altro genere al fine di verificare l’assenza in
con temperatura di esercizio inferiore a -105 °C, quantità significativa di fasi nocive quali la fase sigma.
• -20 °C per acciai austeno-ferritici.
8 Acciai placcati
7.8 Esame metallografico
8.1 Campo di applicazione
7.8.1 Quando richiesto, deve essere eseguito esame
metallografico su sezioni a pieno spessore prelevate in dire- 8.1.1 Il presente articolo si applica a lamiere in acciaio
zione parallela alla direzione di laminazione. placcato costituite dal materiale base (acciaio di supporto) e

62 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

da uno strato più sottile di acciaio inossidabile (acciaio di 8.7 Prove meccaniche
placcatura), su uno o su entrambi i lati, fatto aderire inte-
gralmente e senza soluzione di continuità mediante lamina- 8.7.1 Composizione dei lotti
zione a caldo od esplosione. I lotti devono essere costituiti da lamiere aventi stesso spes-
Le prescrizioni seguenti sono applicabili a lamiere di spes- sore complessivo, stesso spessore di placcatura, acciaio di
sore totale superiore a 5 mm; salvo diversamente ammesso supporto della stessa colata di provenienza e massa non
dalla Società lo spessore dell’acciaio di placcatura deve superiore a 20 t.
essere ≥ 2 mm.
8.7.2 Numero di prove
8.2 Tipi di acciaio Devono essere eseguite le seguenti prove:
• 1 prova di trazione su provetta a pieno spessore della
8.2.1 L’acciaio di supporto deve essere scelto fra i tipi di lamiera placcata,
acciaio per caldaie e recipienti in pressione riportati all’arti-
• 2 prove di piega su provette a pieno spessore della
colo [4].
lamiera placcata,
La Società può approvare l’impiego di altri tipi di acciaio
• 1 serie di prove di resilienza sul materiale base di sup-
base di supporto.
porto,
8.2.2 L’acciaio di placcatura in acciaio austenitico o • 1 prova di taglio sul placcato.
austeno-ferritico deve corrispondere ai tipi definiti all’arti-
colo [7]. 8.7.3 Prova di trazione
L’impiego di altri tipi di acciai inossidabili di placcatura Nella prova di trazione a pieno spessore del placcato, il
deve essere proposto in via preliminare alla Società per valore del carico ottenuto non deve essere inferiore a:
approvazione. Rb ⋅ t b + Rc ⋅ tc
R = ---------------------------------
-
t
8.3 Fabbricazione dove:
8.3.1 Approvazione Rb : minimo nominale di ReH o Rm del materiale di
I fabbricanti di acciai placcati devono essere approvati dalla supporto,
Società e le condizioni per l’approvazione sono indicate Rc : minimo nominale di ReH o Rm del materiale di
nella norma “Approvazioni di fabbricanti”. placcatura,
tb : spessore nominale del materiale di supporto,
8.3.2 Condizioni superficiali e tolleranze
dimensionali tc : spessore nominale del materiale di placcatura,
Le condizioni superficiali dell’acciaio placcato devono sod- t : spessore nominale totale della lamiera placcata.
disfare le specifiche previste all’ordine. Se i valori ottenuti nella prova di trazione (carico di snerva-
Il fabbricante è responsabile della verifica delle condizioni mento, carico di rottura) sono inferiori ai valori ricavati
superficiali e delle tolleranze dimensionali. Comunque poi- dalla formula di cui sopra, la prova deve essere ripetura su
chè lo stato superficiale dell’acciaio di placcatura influisce una provetta addizionale sulla quale deve essere previa-
sulle caratteristiche di resistenza alla corrosione, l’esame mente asportato il materiale di placcatura.
della superficie effettuato dal fabbricante può essere affian- I risultati della prova devono soddisfare i requisiti del mate-
cato da un esame completo della superficie da parte del riale base.
tecnico.
Il requisito di allungamento del materiale base si applica
anche alla prova di trazione su provetta placcata, a pieno
8.4 Stato di fornitura spessore.
8.4.1 Le lamiere devono essere fornite nello stato di forni- 8.7.4 Prove di piega
tura previsto all’approvazione.
Le condizioni (in genere diametro di mandrino pari a 3
volte lo spessore della lamiera) sono quelle richieste per il
8.5 Composizione chimica tipo di materiale base di supporto. Una prova di piega deve
essere eseguita con il materiale di placcatura sul lato in ten-
8.5.1 Il fabbricante deve fornire i certificati di analisi chi- sione (superficie esterna della piega) ed una con il mate-
mica del materiale di supporto e del materiale di placca- riale di placcatura sul lato in compressione (superficie
tura. interna della piega). In quest’ultimo caso è ammessa una
separazione del placcato non superiore al 25% della parte
8.6 Caratteristiche meccaniche sottoposta a piega.

8.6.1 Le caratteristiche meccaniche del materiale di sup- 8.7.5 Prova di taglio


porto devono soddisfare i requisiti dell’articolo [4]. La prova di taglio deve essere eseguita in conformità alla
La verifica delle caratteristiche meccaniche del materiale di ASTM A 264. La resistenza a taglio deve risultare superiore
placcatura non è richiesta. a 140 N/mm2.

Regolamenti RINA 2008 63


Parte D, Cap 2, Sez 1

8.8 Prova di corrosione 8.11 Difetti di adesione del materiale di plac-


catura e loro riparazione
8.8.1 Quando richiesto, al fine di verificare la resistenza
alla corrosione intergranulare del materiale di placcatura, 8.11.1 Nel caso di difetti di mancata adesione rilevati al
deve essere eseguita una prova di corrosione accelerata in controllo ultrasonoro definito in [8.9], le aree di non ade-
conformità ad una norma nazionale o internazionale o sione della placcatura se superano i limiti specificati in
secondo una specifica particolare in accordo con la [8.9.4] devono essere asportate via a mezzo taglio o ripa-
Società. La norma ASTM A 262 Pratica E è accettabile. rate.

8.9 Esame ultrasonoro 9 Acciai con caratteristiche specificate


nella direzione dello spessore
8.9.1 Il controllo ultrasonoro per la verifica dell’aderenza
deve di regola essere effettuato per lamiere aventi spessore
complessivo (supporto + placcatura) uguale o superiore a 9.1 Campo di applicazione
10 mm. Per spessori complessivi inferiori a 10 mm, la pro-
9.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano alle
cedura di controllo deve essere definita in accordo con la
lamiere e larghi piatti di spessore non inferiore a 15 mm,
Società.
per i quali siano richieste caratteristiche particolari di dutti-
8.9.2 Il controllo ultrasonoro deve essere eseguito con le lità nella direzione dello spessore [1.1.3].
seguenti modalità: A giudizio della Società ed alle condizioni da esso stabilite,
• controllo di una striscia periferica di 50 mm di lar- tali prescrizioni possono essere applicate anche a prodotti
ghezza, di spessore inferiore.

• controllo continuo secondo un reticolo di maglia qua- 9.2 Tipi di acciaio


drato di 200 mm con lati paralleli ai bordi della lamiera.
9.2.1 (1/7/2003)
Controlli sparsi possono essere richiesti dal tecnico della I requisiti di questo articolo [9] devono intendersi comple-
Società. mentari a quelli degli articoli [2], [3], [4], [5], [6] e [7]
che definiscono la qualità degli acciai per strutture dello
8.9.3 Deve essere impiegata la tecnica a riflessione, con
scafo, caldaie, recipienti in pressione, applicazione a basse
sonda normale di diametro fra 20 e 35 mm e frequenza
temperature e macchinari ed è richiesto che abbiano una
compresa fra 3 e 5 MHz.
determinata duttilità minima nella direzione dello spessore
o nella direzione "Z" (vedi Fig 6).
8.9.4 Salvo diversamente ammesso dalla Società, sono tol-
lerate zone di non aderenza di area non superiore a 50 mm
x 50 mm con distanze fra di loro non inferiori a 500 mm. Figura 6 : Provetta normale (1/7/2003)
Direzione dello
8.10 Difetti superficiali e loro riparazione spessore "Z"
Direzione
8.10.1 Difetti superficiali possono essere accettati dal tec- principale di
nico della Società quando essi non siano pregiudizievoli laminazione
all’impiego e alla resistenza alla corrosione. (longitudinale)"L"

8.10.2 Tutti i difetti superficiali devono essere molati in Direzione


modo da garantire la continuità superficiale. Comunque le trasversale"T"
riparazioni per mezzo di molatura sono ammesse a condi-
zione che lo spessore residuo del materiale di placcatura sia 9.2.2 Il simbolo Z viene attribuito ad ogni tipo di acciaio
non inferiore al valore nominale garantito per il medesimo. che sia stato provato in conformità a questo articolo ed
abbia superato con esito positivo le prove definite in [9.6] e
8.10.3 Nel caso in cui dopo molatura lo spessore del
[9.8].
materiale di placcatura sia inferiore allo spessore nominale
garantito, la riparazione viene effettuata con saldatura. Il 9.2.3 (1/7/2003)
materiale di apporto deve essere dello stesso tipo del mate- Sono previsti due tipi di acciai di qualità "Z": Z25, per
riale di placcatura e la procedura di riparazione deve essere applicazioni su navi di tipo ordinario e Z35 per applica-
definita in accordo con il tecnico della Società e previa- zioni più severe.
mente approvata.

8.10.4 Se dopo molatura del difetto, lo spessore residuo


9.3 Fabbricazione
del materiale di placcatura è inferiore alla metà dello spes-
9.3.1 Approvazione (1/7/2003)
sore nominale garantito, è necessario eliminare il materiale
di placcatura e sostituire l’intero spessore di placcatura I fabbricanti di acciai tipo Z devono essere approvati dalla
mediante saldatura. Trattasi di riparazione delicata da ese- Società per la specifica qualità Z dell'acciaio.
guire in accordo con il tecnico della Società secondo pro- Le condizioni per l'approvazione sono definite nelle
cedura previamente approvata. "Norme per l'approvazione dei fabbricanti di prodotti".

64 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 1

La procedura deve tenere conto delle migliorate tecniche di Figura 7 : Posizione della campionatura di prova per
produzione dell'acciaio, del trattamento con calcio, della lamiere e larghi piatti (1/7/2003)
degassificazione a vuoto e dello “stirring” con “argon” così
come del controllo dell'asse di segregazione durante la
colata continua. Direzione principale di laminazione Campione
di prova
Asse longitudinale del prodotto
9.4 Composizione chimica
Provette
9.4.1 (1/7/2003)
In aggiunta ai requisiti della appropriata specifica
dell'acciaio, il massimo contenuto di zolfo, determinato 9.6.3 Numero delle provette per le prove di
mediante analisi della colata, deve essere dello 0,008%. trazione (1/7/2003)
Il saggio di prova deve essere sufficientemente grande per
9.5 Caratteristiche meccaniche permettere il ricavo di 6 provette; 3 di esse devono essere
preparate mentre le altre sono tenute a disposizioni per
9.5.1 La duttilità nella direzione dello spessore è valutata, eventuali riprove.
nelle presenti norme, a mezzo della strizione percentuale,
misurata su provette di trazione ricavate nella direzione 9.6.4 Dimensioni delle provette per le prove di
trazione (1/7/2003)
dello spessore del prodotto e preparate come indicato in
[9.6.4]. Le provette a sezione circolare, comprese quelle realizzate
mediante saldatura delle teste di afferraggio, devono essere
preparate in accordo con le disposizioni della Norma
9.6 Prove meccaniche ISO6982-98, EN 10164-93 o con altri standard ricono-
sciuti.
9.6.1 Generalità (1/7/2003)
In aggiunta ai requisiti della appropriata specifica 9.7 Risultati delle prove di trazione
dell'acciaio, la preparazione delle provette e le procedure 9.7.1 (1/7/2003)
di prova devono essere quelle indicate nei seguenti para- La prova di trazione è considerata non valida e deve essere
grafi da [9.6.2] a [9.7.1]. ripetuta su provette di riserva se la rottura avviene in corri-
spondenza della parte saldata o della zona termicamente
9.6.2 Campionatura di prova (1/7/2003) alterata.
Per le lamiere ed i larghi piatti, deve essere prelevato un Il valore medio minimo della strizione risultante dalle prove
campione di prova in prossimità dell'asse longitudinale di trazione su almeno tre provette prelevate nella direzione
all'estremità di ciascuna unità laminata rappresentante il dello spessore deve essere quello indicato nella Tab 28 per
lotto e, quando possibile, preferibilmente in prossimità l'appropriato grado dell'acciaio.
dell'estremità corrispondente alla parte superiore del lin-
gotto. Vedere Tab 27 e Fig 7. Solo un singolo valore rilevato può essere inferiore al valore
medio minimo ma non può essere inferiore al minimo
valore singolo indicato, per l'appropriato grado dell'acciaio
Tabella 27 : Dimensione del lotto in relazione al pro- (vedi Fig 8).
dotto ed al contenuto di zolfo (1/7/2003)
Tabella 28 : Valori accettabili della strizione
Tipo di prodotto S > 0,005% S ≤ 0,005 (1/7/2003)
Lamiere Ciascuna unità Massimo 50 t di
laminata (lamiera prodotti della Grado Z25 Z356
madre) stessa colata, dello
stesso spessore ed Valore medio minimo 25% 35%
ugualmente trat- Valore medio singolo 15% 25%
tati termicamente
Larghi piatti con Massimo 10 t di Massimo 50 t di 9.8 Procedura per le riprove
spessore nomi- prodotti della prodotti della
nale ≤ 25 mm stessa colata, dello stessa colata, dello 9.8.1 (1/7/2003)
stesso spessore ed stesso spessore ed La Fig 8 mostra i tre casi in cui è permessa l'effettuazione di
ugualmente trat- ugualmente trat- una riprova. In queste circostanze devono essere ricavate
tati termicamente tati termicamente tre ulteriori provette dal campione di prova. Il valore medio
Larghi piatti con Massimo 20 t di Massimo 50 t di di tutte le 6 prove eseguite deve essere maggiore di quello
spessore nomi- prodotti della prodotti della richiesto come valore medio minimo con non più di due
nale > 25 mm stessa colata, dello stessa colata, dello valori rilevati inferiori al valore medio minimo.
stesso spessore ed stesso spessore ed Nel caso di esito negativo dopo la riprova, si deve scartare il
ugualmente trat- ugualmente trat- lotto rappresentato o si deve sottoporre a prova ciascuna
tati termicamente tati termicamente singola unità appartenente al lotto.

Regolamenti RINA 2008 65


Parte D, Cap 2, Sez 1

9.9 Controllo ultrasonoro dell'acciaio e, inoltre, con la notazione Z25 oppure Z35
aggiunta alla designazione del grado del materiale, per
9.9.1 (1/7/2004) esempio: EH 36-Z 25 oppure EH36-Z35.
Il controllo mediante ultrasuoni è richiesto e deve essere
eseguito in accordo con le disposizioni della Norma EN
9.11 Certificazione
10160 Livello S1/E1 oppure ASTM A 578 Livello C.
Il controllo mediante ultrasuoni deve essere eseguito su cia- 9.11.1 (1/7/2003)
scuna unità nella condizione finale di fornitura e con una
frequenza della sonda di 4 MHz. Le seguenti informazioni devono essere contenute nel certi-
ficato, in aggiunta all'appropriato requisito dell'acciaio:
9.10 Marcatura
a) Valore percentuale della strizione nella direzione dello
9.10.1 (1/7/2003) spessore
I prodotti rispondenti alle presenti prescrizioni devono
essere marcati in accordo con l'appropriato requisito b) Grado dell'acciaio con la notazione Z25 o Z35.

Figura 8 : Diagramma indicante i criteri per l'accettazione, lo scarto o la riprova (1/7/2003)

Risultato della
Risultato riprova
Accettabile Situazione in cui è ammessa la riprova accettabile

Valore medio
minimo

Valore minimo
singolo

= Risultato singolo = Risultato medio

66 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

SEZIONE 2 TUBI IN ACCIAIO ED ACCESSORI

1 Generalità Per la fabbricazione dei tubi saldati, devono essere usati i


seguenti procedimenti, a secondo del tipo di acciaio:
1.1 Campo di applicazione a) acciai al carbonio e carbonio manganese, procedi-
mento elettrico a resistenza (ERW), induzione (IW), arco
1.1.1 Generalità sommerso (SAW),
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano ai tubi b) acciai austenitici o austeno-ferritici, procedimento
senza saldatura, ai tubi saldati, ai tubi ed accessori destinati all’arco elettrico con elettrodo di tungsteno (GTAW),
all’impiego in caldaie, recipienti a pressione e impianti che plasma (PAW), arco sommerso (SAW).
operino sia a temperatura ambiente come pure ad elevate o Il procedimento di saldatura deve essere approvato in con-
basse temperatura. formità alle prescrizioni applicabili del Cap 5, Sez 2 dei
Nella Sezione sono inoltre trattati anche i tubi destinati ad Regolamenti.
applicazioni strutturali, per esercizio a temperatura Tubi in acciai al nickel devono essere fabbricati senza sal-
ambiente. datura.
L’articolo [1] elenca le prescrizioni comuni a tutti i suddetti Salvo diversamente specificato, il procedimento di fabbri-
tipi di tubi, mentre quelle specifiche alle varie applicazioni cazione è lasciato alla scelta del fabbricante.
sono indicate negli articoli da [2] a [7].
I tubi assegnati alla Classe 3 quale definita in Parte C, 1.3 Approvazione
Cap 1, Sez 10, [1.5] possono essere fabbricati e collaudati
in conformità a standard riconosciuti, nazionali o interna- 1.3.1 I tubi ed accessori saldati e, salvo diversamente sta-
zionali; quando fabbricati da un fabbricante riconosciuto bilito dalla Società, i tubi senza saldatura ed accessori in
possono essere accettati sulla base di un certificato del fab- acciaio bassolegato o in acciaio legato, destinati ad
bricante medesimo (certificato di fabbrica W) senza neces- impiego a temperature elevate, devono essere fabbricati da
sità di collaudo da parte della Società. fabbricanti approvati.

1.1.2 Prescrizion particolari Negli altri casi i fabbricanti devono comunque essere rico-
nosciuti dalla Società.
Prescrizioni particolari possono essere richieste per applica-
zioni destinate a sostanze pericolose o a particolarmente La procedura di approvazione è indicata nelle “Norme per
severe condizioni di servizio. l’approvazione dei fabbricanti di prodotti”.
Nel caso di applicazioni intese allo stoccaggio e al tra-
sporto di gas liquefatti, valgono anche le prescrizioni della 1.4 Qualità del materiale
Parte E, Cap 9, Sez 6, come appropriato.
1.4.1 Tutti i tubi devono avere una corretta finitura di lavo-
1.1.3 Saldabilità razione, appropriata al sistema di fabbricazione, e devono
essere esenti da difetti o imperfezioni interne o di superficie
Gli acciai conformi ai presenti regolamenti sono saldabili,
che possano pregiudicare il loro uso nelle successive lavo-
subordinatamente all’uso di procedimenti di saldatura
razioni o in servizio.
appropriati e, se del caso, ad eventuali condizioni stabilite
in sede di approvazione.
1.4.2 Tutti i tubi devono essere dritti alla vista e le loro
estremità devono essere tagliate perpendicolarmente
1.2 Fabbricazione all’asse del tubo, senza sbavature.

1.2.1 Procedimento di fabbricazione


1.5 Esami visivo, non distruttivi, controllo
Per quanto riguarda il procedimento di fabbricazione/ela- dimensionale
borazione dell’acciaio, vedasi Sez 1, [1.2.1].
I tubi possono essere fabbricati a mezzo di uno dei seguenti 1.5.1 Ogni tubo deve essere sottoposto dal fabbricante
metodi, a meno che uno specifico metodo sia convenuto all’esame visivo ed a verifica delle dimensioni.
per singole forniture o che specifiche prescrizioni siano Tutti i tubi destinati a condizioni severe di esercizio, quali
date in altri articoli applicabili dei Regolamenti: tubi per surriscaldatori, per bombole, per sistemi operanti a
a) senza saldatura, finiti a caldo o a freddo, pressione di esercizio maggiore di 4,0 N/mm2, tubi destinati
a gas liquefatti o a fluidi pericolosi, devono essere presen-
b) saldati, a mezzo di procedimento automatico,
tati al tecnico per l’esame visivo e la verifica delle dimen-
c) saldati, come sopra, finiti a caldo e/o a freddo. sioni.

Regolamenti RINA 2008 67


Parte D, Cap 2, Sez 2

1.5.2 Le tolleranze dimensionali sullo spessore e diametro La pressione di prova deve essere misurata a mezzo di
devono essere conformi a standards riconosciuti. manometro appropriato e tarato.
Nei tubi saldati, il sovrametallo di saldatura deve essere ben
raccordato con le superfici e dentro limiti accettabili. 1.8.2 Salvo diversamente concordato, per la pressione
idrostatica è accettato un certificato di prova del fabbri-
1.5.3 I tubi saldati devono essere sottoposti dal fabbricante cante.
ad un appropriato esame non distruttivo automatico dei Può essere richiesto che la prova idrostatica relativa a tubi
giunti saldati, come specificato in sede di approvazione. destinati a caldaie, surriscaldatori o sistemi a pressione
aventi una pressione di esercizio maggiore di 4,0 N/mm2,
1.6 Rettifica di difetti di superficie oppure destinati a contenere gas liquefatti e fluidi perico-
losi, sia eseguita in presenza del tecnico.
1.6.1 Rettifica di difetti di superficie a mezzo
molatura 1.8.3 In alternativa alla prova idrostatica, subordinamente
Piccoli difetti e imperfezioni di superficie possono essere a preventiva approvazione della procedura, possono essere
rimossi a mezzo molatura, purchè lo spessore del tubo accettati controlli non distruttivi a mezzo ultrasuoni o cor-
dopo riparazione rimanga entro le tolleranze ammissibili e rente indotta .
la zona molata sia ben raccordata con le zone adiacenti.
1.9 Campionatura e prove
1.6.2 Rettifica di difetti di superficie a mezzo
saldatura 1.9.1 Composizione del lotto
Riparazioni a mezzo saldatura possono essere accettate a
Per le prove meccaniche e tecnologiche i tubi devono
giudizio del tecnico. La procedura di riparazione deve
essere presentati al collaudo nel loro stato finale di fornitura
essergli sottoposta per considerazione.
e, salvo diversamente prescritto in altri articoli, in lotti.
Le zone riparate devono essere successivamente esaminate
Per i tubi forniti non termicamente trattati, il lotto deve
a mezzo di controllo magnetoscopico o con liquidi pene-
comprendere tubi delle stesse dimensioni, fabbricati con lo
tranti e/o a mezzo di altro controllo non distruttivo appro-
stesso tipo di acciaio e con la stessa procedura.
priato.
Per i tubi forniti in uno stato termicamente trattato, il lotto
1.7 Stato di fornitura deve comprendere tubi delle stesse dimensioni, fabbricati
con lo stesso tipo di acciaio e con la stessa procedura ed
1.7.1 I tubi devono essere forniti nelle condizioni di fini- inoltre che siano stati sottoposti allo stesso trattamento in
tura e trattamento prescritte o equivalenti. forno continuo o assieme in forno nella in una stessa carica.
Nei casi in cui sono previsti stati alternativi di fornitura, la Per i tubi saldati ad arco sommerso, i lotti devono anche
scelta, salvo diversamente richiesto, è lasciata al fabbri- comprendere tubi fabbricati con gli stessi materiali
cante; lo stato di fornitura deve essere sempre menzionato d’apporto.
nella documentazione di collaudo. Per i tubi destinati al servizio a bassa temperatura, il lotto
1.7.2 I tubi destinati ad essere mandrinati devono essere deve anche consistere di materiali provenienti dalla mede-
forniti allo stato ricotto, almeno alle loro estremità. sima colata.
La dimensione del lotto deve essere conforme a quanto
1.8 Prova idrostatica indicato in Tab 1.

1.8.1 Fatta eccezione dei tubi destinati ad applicazione Tabella 1 : Numero per lotto di lunghezze di tubo,
strutturale, ogni tubo deve essere assoggettato a prova idro- come fabbricate
statica nello stabilimento del fabbricante.
La pressione di prova è data dalla seguente formula; tuttavia Diametro D esterno Massimo numero di tubi per lotto
(mm) (1)
può essere limitata a 14 N/mm2 :
2tf D ≤ 114,3 200
P = -------
D 114,3 < D ≤ 323,9 100
dove:
323,9 < D 50
P : pressione di prova, in N/mm 2,
(1) Eventuali eccedenze fino a 10 lunghezze possono
D : diametro esterno nominale del tubo, in mm,
essere distribuite sugli altri lotti presentati al collaudo.
t : spessore nominale di parete del tubo, in mm,
f : uguale a: 1.9.2 Campionatura
0,80 ReH per acciai ferritici, I campioni per le prove specificate nei vari articoli devono
0,70 Rp0,2 per acciai austenitici o austeno-ferri- essere prelevati da una lunghezza scelta a caso da ogni
tici. lotto.
La pressione di prova deve essere mantenuta per un tempo Dai singoli campioni devono essere ricavate le provette per
sufficiente a verificare la tenuta stagna e comunque almeno tutte le, o parte delle, seguenti prove, a secondo di come
per 5 secondi. specificato nei vari articoli.

68 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

a) prove meccaniche nale a quello relativo alla provetta 10x5 mm nel rapporto
• prova di trazione, su provetta in direzione longitudi- fra le aree delle due provette.
nale,
1.9.6 Riprove
• prova di trazione, su provetta trasversale al giunto
Per le procedure di riprova vedasi Cap 1, Sez 1, [3.5].
saldato, nel caso di tubi aventi diametro D ≥ 300
mm,
• prova di resilienza, su 3 provette Charpy intaglio a
1.10 Identificazione e marcatura
V, in direzione longitudinale. 1.10.1 Il fabbricante deve adottare un sistema di identifi-
Per provette di dimensioni ridotte, vedasi Cap 1, cazione che consenta di risalire alla colata originale del
Sez 2, [4.2.2]. Per tubi di spessore minore di 6 mm, materiale, quando richiesto.
devono essere usate provette ridotte aventi lo spes-
sore originale, 1.10.2 Tutti i tubi devono essere identificati e marcati con
b) prove tecnologiche le seguenti indicazioni:
• prove di schiacciamento. a) contrassegno della Società,
Per i tubi saldati devono essere eseguite due prove; b) nome o marca del fabbricante,
in una prova, la provetta deve essere posizionata c) marca di identificazione del tipo di acciaio,
con il giunto saldato a 0°, nell’altra a 90°, rispetto
d) numero di colata e numero o lettere di identificativi che
alla direzione della forza.
consentano di risalire alla storia di fabbricazione del
La distanza Z tra le piastre della macchina di prova, pezzo o del lotto.
da raggiungere nella prova risulta dalla seguente for-
Le marche dovrebbero essere applicate per punzonatura. In
mula:
caso di piccoli spessori di parete che potrebbero essere
Z = (-------------------
1 + C )t- danneggiati dalla punzonatura, possono essere usati mezzi
t alternativi quali pittura e simili.
C + ----
D
La marcatura su etichetta è accettata per tubi di piccole
dove il valore di C è indicato nelle Tabelle relative dimensioni, vedere Cap 1, Sez 1, [4.1.2].
alle caratteristiche meccaniche dei vari tipi di tubo.
• per i tubi che abbiano D > 400 mm o spessore mag- 1.11 Documentazione e certificazione
giore del 15% di D, in luogo della prova di schiac-
ciamento deve essere eseguita prova di piega. 1.11.1 Deve essere emessa la documentazione di col-
laudo indicata in Cap 1, Sez 1, [4.2.1]; essa deve riportare
Per i tubi saldati, una prova viene eseguita ponendo
le informazioni richieste a seconda dei casi.
in trazione la superficie esterna, l’altra quella interna
del mantello del tubo. Il diametro del mandrino è L’analisi di colata deve includere l’eventuale contenuto di
indicato nei vari articoli, l’angolo da raggiungere elementi affinanti e leganti.
nell prova è 180°. Nel caso di forniture di tubi in acciaio effervescente, tale
• prova di allargamento o bordatura per tubi aventi D dato deve essere evidenziato sul certificato.
≤ 150 mm o spessore ≤ 9 mm.
1.11.2 Quando i tubi sono fabbricati con acciaio prodotto
1.9.3 Preparazione delle provette in stabilimento diverso da quello dove essi vengono fabbri-
Per la preparazione delle provette e per le procedure di cati, al tecnico deve essere rilasciato un attestato del fabbri-
prova vedasi le prescrizioni applicabili del Cap 1, Sez 2. cante dell’acciaio che indichi il procedimento di
fabbricazione/elaborazione, il grado dell’acciaio, il numero
1.9.4 Prove di trazione e prove tecnologiche di colata, l’analisi relativa.
I risultati delle prove devono soddisfare i valori specificati
nelle Tabelle applicabili. 2 Tubi per sistemi in pressione ope-
Se nella prova di trazione non vi è evidenza della sollecita- ranti a temperatura ambiente
zione di snervamento ReH, si assume in alternativa quella
convenzionale allo 0,2% Rp0,2.
2.1 Campo di applicazione
1.9.5 Prova di resilienza
2.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
Il valore medio di energia sulle 3 provette deve soddisfare il
tubi senza saldatura e tubi saldati, in acciai al carbonio e
minimo valore medio richiesto; un solo singolo valore della
carbonio manganese, destinati a sistemi in pressione ope-
terna può essere inferiore al valore medio richiesto, purchè
ranti a temperatura ambiente, oppure quando comunque le
non sia inferiore al 70% di esso. I valori richiesti per i vari
caratteristiche di resilienza siano specificate a una tempera-
prodotti sono relativi a provette standard di dimensioni
tura non inferiore a -20 °C.
10x10 mm.
Per le provette di dimensioni ridotte vedasi Cap 1, Sez 2,
2.2 Tipi di acciaio
[4.2.2].
Per le provette ridotte ricavate da tubi che abbiano spessore 2.2.1 Le prescrizioni si applicano agli acciai al carbonio e
minore di 6 mm, il valore di energia richiesto è proporzio- carbonio manganese, classificati nei seguenti cinque gruppi

Regolamenti RINA 2008 69


Parte D, Cap 2, Sez 2

designati con il carico di rottura minimo specificato Rm, in mm o, nel caso che i requisiti di resilienza siano
N/mm2: 320, 360, 410, 460, 510. richiesti a -20 °C, che abbiano spessore ≥ 6 mm.
Ogni gruppo è ulteriormente suddiviso nei tipi HA, HB e
HD, sulla base del livello di qualità e delle caratteristiche di
resilienza.
3 Tubi per applicazioni strutturali
I simboli HA, HB e HD intendono significare che le caratte-
ristiche di resilienza sono specificate a +20°, 0° e -20 °C 3.1 Campo di applicazione
rispettivamente.
3.1.1 I tubi di acciaio destinati ad applicazioni strutturali,
2.3 Stato di fornitura a temperatura ambiente, devono soddisfare le prescrizioni
specificate nell’articolo [2], ad eccezione della prova idro-
2.3.1 I tubi senza saldatura finiti a freddo, devono essere statica che non è richiesta.
normalizzati; i tubi finiti a caldo possono essere normaliz-
zati o formati-normalizzati.
I tubi saldati devono essere forniti nello stato di fornitura 3.2 Tipi di acciaio
specificato all’approvazione del procedimento di fabbrica-
zione. 3.2.1 Salvo diversamente concordato con la Società, i tipi
A scelta del fabbricante, in luogo della normalizzazione di acciaio devono corrispondere a quelli specificati
può essere eseguito un trattamento di normalizzazione e nell’articolo [2] con le designazioni 410HB-HD, 460HB-
rinvenimento, vedasi [1.7] HD, 510HB-HD.

Il simbolo ST deve essere aggiunto alla designazione


2.4 Composizione chimica
dell’acciaio per evidenziare che i tubi sono destinati ad
2.4.1 Il metodo di disossidazione e la composizione chi- applicazioni strutturali.
mica su analisi di colata devono soddisfare le prescrizioni
specificate nella Tab 2.
4 Tubi per esercizio a temperatura ele-
2.5 Caratteristiche meccaniche vata

2.5.1 Le caratteristiche meccaniche sono specificate nella


Tab 3. 4.1 Campo di applicazione

2.6 Prove meccaniche e tecnologiche 4.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
tubi senza saldatura e a tubi saldati destinati a l’impiego in
2.6.1 Per tubi destinati alla fabbricazione di bombole, le caldaie, in riscaldatori, scambiatori di calore e parti in pres-
prove devono essere effettuate su ogni lunghezza di tubo sione in genere esercenti a temperatura elevata.
come fabbricata.
I tubi destinati ad altre applicazioni sono collaudati per
4.2 Tipi di acciaio
lotto, come specificato in Tab 1.
Da ogni lotto deve essere scelto un tubo per il ricavo delle
4.2.1 Le prescrizioni si applicano ad acciai al carbonio,
provette per le seguenti prove:
carbonio manganese e acciai bassolegati al Mo, Cr-Mo e
a) tubi senza saldatura: Cr-Mo-V.
• una prova di trazione, su provetta in direzione longi-
tudinale, 4.2.2 Gli acciai al carbonio e carbonio manganese sono
• una prova di schiacciamento, o una prova di piega, classificati nei seguenti quattro gruppi designati dal relativo
• prova di resilienza su 3 provette intaglio a V, in dire- carico di rottura minimo specificato Rm (N/mm2): 320, 360,
zione longitudinale, per tubi che abbiano spessore ≥ 410, 460, 510.
11 mm, o nel caso che i requisiti di resilienza siano
richiesti a -20 °C, che abbiano spessore ≥ 6 mm, 4.2.3 Gli acciai bassolegati sono designati in relazione
b) tubi saldati: alla loro composizione chimica nei tipi 0,3Mo -
• una prova di trazione su materiale base su provetta 0,5Mo0,5Cr, 1Cr0,5Mo - 2,25Cr1Mo - 0,5Cr0,5Mo0,25V.
in direzione longitudinale,
I simboli della designazione indicano il contenuto percen-
• una prova di trazione, su provetta in direzione tra- tuale nominale degli elementi leganti principali.
sversale al giunto saldato, per tubi con diametro D ≥
300 mm,
• due prove di schiacciamento oppure due prove di 4.3 Stato di fornitura
piega,
• prova di resilienza su 3 provette intaglio a V, in dire- 4.3.1 I prodotti devono essere forniti nello stato indicato
zione longitudinale, per tubi aventi spessore ≥ 11 nella Tab 5.

70 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

Tabella 2 : Composizione chimica

Tipo e grado Composizione chimica (%) (1)


Disossidazione
dell’acciaio C max Mn Si max P max S max Al tot. min. (1)

320 HA semicalmato 0,16 0,40 - 0,70 0,35 0,040 0,040


o calmato (2)

360 HA semicalmato o calmato 0,17 0,40 - 1,00 0,35 0,040 0,040


360 HB

410 HB calmato 0,21 0,40 - 1,20 0,35 0,040 0,040

410 HD calmato e a grano fine 0,020

460 HB calmato 0,22 0,80 - 1,40 0,35 0,040 0,040

460 HD calmato e a grano fine 0,020

510 HB calmato 0,22 0,60 - 1,80 0,35 0,035 0,035

510 HD calmato e a grano fine 0,020

(1) Nb, V o Ti possono essere usati per l’affinamento del grano in parziale o completa sostituzione di Al. Gli elementi affinanti
devono essere specificati in sede di approvazione; in generale Nb e V devono non superare rispettivamente i valori 0,05 e
0,10%.
L’eventuale aggiunta di elementi leganti addizionali deve essere sottoposta per considerazione e approvazione. Elementi residui
non aggiunti intenzionalmente non devono superare i seguenti limiti (%): Ni ≤ 0,30 ; Cu ≤ 0,25 ; Cr ≤ 0,25 ; Mo ≤ 0,10. Totale:
Ni + Cu + Cr + Mo ≤ 0,70
(2) Per i tubi saldati, può essere impiegato acciaio effervescente, ove e come convenuto in sede di approvazione.

Tabella 3 : Caratteristiche meccaniche (1/7/2004)

Prova di resi-
Carico di snervamento ReH lienza Charpy-V-
(N/mm2) Energia media Prove tecnologiche
Tipo e valore min. per spessore t (mm) assorbita KV (J)
Carico di All. A5
grado min.
rottura Rm (%)
dell’ac-
(N/mm2) min. Tempera- Prove Prova di
ciaio
tura di di schiacciamento piega dia-
t ≤ 16 16 < t ≤ 40 40 < t ≤ 60 KVL costante C per t/D
prova metro del
(°C) t/D ≤ 0,15 t/D > 0,15 mandrino

320HA 195 320 - 440 25 +20 27 0,09 0,08 4t


360HA 235 225 215 360 - 500 24 +20
360HB 0
410HB 255 245 235 410 - 550 22 0 0,07 0,06
410HD -20
460HB 285 275 265 460 - 580 21 (2) 0
460HD -20
510HB 355 345 (1) 510 - 630 19 (2) 0 34
510HD -20
(1) Da concordare tra fabbricante e committente.
(2) Per tubi destinati a cilindri oleodinamici costruiti in accordo con standard riconosciuti, può essere accettato un valore minimo
dell’allungamento del 16%.

Regolamenti RINA 2008 71


Parte D, Cap 2, Sez 2

4.4 Composizione chimica 4.6.2 Quando sia richiesta la verifica di Rp0,2, deve essere
eseguita, alla temperatura concordata, almeno una prova
4.4.1 La composizione chimica su analisi di colata deve di trazione per ogni colata.
soddisfare i limiti specificati nella Tab 4.
In caso di tubi di differente spessore, il campione per le
Gli acciai devono essere calmati, fatta eccezione per gli prove deve essere prelevato da un tubo tra quelli di maggior
acciai al C e C-Mn dei gradi 320 e 360 che possono essere spessore.
semicalmati.
Le dimensioni delle provette e le procedure di prova
devono essere in accordo rispettivamente con le prescri-
4.5 Caratteristiche meccaniche zioni del Cap 1, Sez 2, [2.1.7] e Cap 1, Sez 2, [2.2.5].

4.5.1 Le caratteristiche meccaniche e lo stato di fornitura I risultati delle prove devono soddisfare i valori specificati
sono specificati nella Tab 5. nella Tab 6.

4.6.3 In alternativa ad una verifica sistematica dei valori


4.6 Caratteristiche meccaniche a tempera- Rp0,2 come detto in [4.6.2], può essere concordato con i
ture elevate singoli fabbricanti dell’acciaio, un adeguato programma di
prove da eseguire sulla produzione normale di ogni tipo di
4.6.1 I valori della sollecitazione di snervamento ReH o di acciaio, secondo apposita procedura.
quella equivalente al 0,2% Rp0,2, alle temperature di 100 °C
e superiori sono dati nella Tab 6. A seguito di soddisfacenti risultati ottenuti nelle prove di
approvazione, la prova di trazione a temperatura elevata
I valori sono intesi soltanto ai fini di progetto. La loro veri- non è in genere richiesta nei collaudi di routine; tuttavia
fica non è in genere richiesta al collaudo, salvo nel caso
verifiche occasionali vengono effettuate a conferma dei
che vengano proposti dal fabbricante dell’acciaio valori più
requisiti.
elevati di quelli indicati nella Tab 6, conformi a standard
riconosciuti.
4.6.4 Nella Tab 7 sono indicati i valori stimati della solle-
In tali casi, la verifica è richiesta e devono essere seguite le citazione a rottura in 100000 ore per diversi gruppi di
procedure indicate in [4.6.2] e [4.6.3]. acciai; tali valori sono dati solo a fini di progetto.

Tabella 4 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Tipo di acciaio
C max Mn Si P max S max Cr Mo V Al tot

320 0,16 0,40-0,70 ≤ 0,35 0,030 0,030

360 0,17 0,40-1,00 ≤ 0,35 0,030 0,030

410 0,21 0,40-1,20 ≤ 0,35 0,030 0,030

460 0,22 0,80-1,40 ≤ 0,35 0,030 0,030

510 0,22 0,60-1,80 ≤ 0,35 0,035 0,035

0,3Mo 0,12-0,20 0,40-0,80 0,10-0,35 0,035 0,035 0,25-0,35 ≤0,020

0,5Cr 0,5Mo 0,10-0,18 0,50-0,90 0,10-0,35 0,035 0,035 0,40-0,65 0,45-0,60 ≤0,020

1Cr 0,5Mo 0,10-0,18 0,40-0,70 0,10-0,35 0,035 0,035 0,70-1,10 0,45-0,65 ≤0,020

2,25Cr 1Mo 0,08-0,15 0,40-0,70 0,10-0,35 0,035 0,035 2,00-2,50 0,90-1,20 ≤0,020

0,5Cr 0,5Mo 0,25V 0,10-0,18 0,40-0,70 0,15-0,50 0,035 0,035 0,70-1,10 0,45-0,65 0,22-0,28 ≤0,020

(1) L’eventuale aggiunta di elementi leganti deve essere sottoposta per considerazione e approvazione. Elementi residui sono
ammessi purchè non di pregiudizio per le ulteriori lavorazioni o per il comportamento in servizio.
Per gli acciai al C e al C-Mn si applicano i seguenti limiti (%): Ni ≤ 0,30; Cu ≤ 0,25; C ≤ 0,25; Mo ≤ 0,10; Totale:
Ni+Cu+Cr+Mo ≤ 0,70. Per gli acciai legati Mo e Cr-Mo, valgono i seguenti limiti (%): Ni ≤ 0,30; Cu ≤ 0,25

72 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

Tabella 5 : Caratteristiche meccaniche - Stato di fornitura

Carico di snervamento Prove tecnologiche


Trattamento ReH (N/mm2) per Carico di rot- All. A5
spessore t (mm) min Di/D (4)
Tipo di acciaio termico tura Rm (%)
(1) min. C (3)
(N/mm2) 0,6 < Di/D ≤
t ≤ 40 40 < t ≤ 60 ≤ 0,6 > 0,8
0,8
320 N o NR 195 320 - 440 25 0,09 12 15 19
360 N o NR 225 215 360 - 500 25 0,09 12 15 19
410 N o NR 245 235 410 - 550 22 0,06 10 12 17
460 N o NR 270 260 460 - 580 21 0,06 8 10 15
510 N o NR 345 (2) 510 - 640 21 0,06 8 10 15
0,3Mo N 270 260 450 - 600 22 0,07 8 10 15
0,5Cr 0,5Mo N+T 270 260 440 - 570 22 0,07 8 10 15
1Cr 0,5Mo N o N+T 290 280 440 - 590 22 0,07 8 10 15
2,25Cr 1Mo N+T 280 270 450 - 600 20 0,06 8 10 15
A 205 205 410 - 560 22 0,06 8 10 15
0,5Cr 0,5Mo 0,25V N+T 300 290 460 - 610 20 0,06 8 10 15
(1) N : normalizzazione - NR : normalizzazione di formatura - T: rinvenimento - A : ricottura.
(2) Da concordare tra fabbricante e committente.
(3) Costante C per la prova di schiacciamento.
(4) Prova di espansione o di bordatura; aumento del diametro esterno D, in %, in funzione di Di/D.

Tabella 6 : Valore minimo della sollecitazione convenzionale (Rp0,2) a temperature elevate

Rp0,2 (N/mm2) alla temperatura (°C) di (1)


Tipo di acciaio
100 150 200 250 300 350 400 450 500 550
320 HA 170 160 150 125 100 95 90 85
360 HA 190 175 165 145 120 115 110 105
410 HA 210 200 190 170 150 140 130 125
460 HA 235 220 215 195 180 165 160 155
510 HA 250 240 230 215 195 180 175 170
0,3Mo 240 235 225 205 175 160 155 150 145
0,5Cr 0,5Mo (2)
1Cr 0,5Mo 265 250 245 235 190 180 175 165 155 150
2,25Cr 1Mo (3) 260 250 245 235 230 215 205 195 180 165
2,25Cr 1Mo (4) 110 100 90 85 80 75 70 65 65 70
0,5Cr 0,5Mo 0,25V 260 250 235 215 190 185 175 165 155 145
(1) I valori per temperature < 200 °C sono dati per informazione.
(2) Valori da stabilire nelle prove di approvazione.
(3) Stato normalizzato e rinvenuto.
(4) Stato ricotto.

Regolamenti RINA 2008 73


Parte D, Cap 2, Sez 2

Tabella 7 : Valori medi di sollecitazione a rottura in 100000 ore (N/mm2)

Acciai al Carbonio e al
Acciai legati
Carbonio-manganese
Temperatura
(°C) 2,25Cr 1Mo
360 / 410 460 / 510 0,3Mo 1Cr 0,5Mo 0,5Cr 0,5Mo 0,25V
N + T (1) (3) A (2)
380 170 225
390 155 200
400 140 175
410 125 155
420 110 135
430 100 115
440 90 100
450 75 85 240 280 220 195
460 65 70 205 250 205 180
470 55 60 175 220 185 165
480 45 55 140 200 170 155 215
490 35 45 115 170 150 140 190
500 40 95 140 135 125 170
510 75 120 120 115 150
520 60 97 105 100 130
530 45 80 90 90 115
540 35 65 76 76 100
550 30 54 68 68 85
560 43 58 58 70
570 35 50 50 55
580 44 44 45
Nota 1: I valori indicati sono la media stimata dei valori; il limite inferiore della forcella dei valori è approssimativamente inferiore
del 20% al valore medio stimato.
(1) N + T = normalizzazione + rinvenimento.
(2) A = ricottura.
(3) Quando la temperatura di rinvenimento sia superiore a 750 °C, devono essere usati i valori relativi al trattamento di ricottura.

4.7 Prove meccaniche e tecnologiche b) tubi saldati:

4.7.1 Per i tubi destinati a collettori di caldaia, le prove • una prova di trazione su materiale base, provetta in
devono essere eseguite su ogni lunghezza di tubo come direzione longitudinale,
fabbricata.
• una prova di trazione su provetta trasversale al
Negli altri casi i tubi devono essere presentati per lotto; il giunto saldato,
quantitativo del lotto è definito nella Tab 1.
Da ogni lotto devono essere scelti due tubi per il ricavo • due prove di schiacciamento, o due prove di piega
delle provette per le prove richieste, come segue: su provette trasversali al giunto saldato per i tubi che
abbiano un diametro D ≥ 300 mm,
a) tubi senza saldatura:
• una prova di trazione, provetta in direzione longitu- • una prova di espansione o bordatura, quando richie-
dinale, sto.
• una prova di schiacciamento o una prova di piega, Quando richiesto [4.6.1], deve essere eseguita su un cam-
• una prova di espansione o una prova di bordatura, pione per ogni colata, una prova di trazione a temperatura
quando richiesta; elevata .

74 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

5 Tubi in acciaio ferritico per servizi in Ogni gruppo è ulteriormente suddiviso in due tipi LE e LF,
in base al livello di qualità e ai requisiti di resilienza.
pressione a bassa temperatura
Le lettere LE e LF indicano che i requisiti della prova di resi-
lienza sono rispettivamente relativi alle temperature di
5.1 Campo di applicazione -40 °C e -60 °C.

5.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai 5.2.3 Per gli acciai al Nickel sono previsti due tipi 3,5Ni e
tubi senza saldatura e ai tubi saldati da impiegare nella 9,0Ni.
costruzione di sistemi, di recipienti in pressione e di I simboli rappresentano il contenuto nominale in percento.
impianti, quando i requisiti della prova di resilienza siano
richiesti ad una temperatura inferiore a -20 °C. 5.3 Stato di fornitura
Le prescrizioni sono intese a tubi aventi spessore di parete 5.3.1 I tubi sono forniti nello stato di fornitura indicato
non superiore a 40 mm. nella Tab 9.

5.2 Tipi di acciaio 5.4 Composizione chimica


5.4.1 L’acciaio deve essere calmato/grano fine e la compo-
5.2.1 Le prescrizioni si applicano ad acciaio al carbonio, sizione chimica su analisi di colata deve soddisfare i valori
al carbonio-manganese ed acciai legati al nickel. indicati nella Tab 8.

5.2.2 Gli acciai al carbonio e al carbonio-manganese sono 5.5 Caratteristiche meccaniche


classificati in quattro gruppi designati con il valore del
carico di rottura Rm (N/mm2) minimo specificato, come 5.5.1 Le caratteristiche meccaniche e lo stato di fornitura
segue: 360, 410, 460, 510. sono specificati nella Tab 9.

Tabella 8 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Tipo di acciaio
C max Mn Si P max S max Ni Al tot Altri (3)

360 LE-LF 0,17 0,40 - 1,00 ≤ 0,35 0,030 0,025 ≤ 0,30 (2) ≥ 0,020 Cr ≤ 0,25
Cu ≤ 0,30
410 LE-LF 0,18 0,60 - 1,30 ≤ 0,35 0,030 0,025 ≤ 0,30 (2) ≥ 0,020
Mo ≤ 0,10
460 LE-LF 0,18 0,60 - 1,30 ≤ 0,35 0,030 0,025 ≤ 0,30 (2) ≥ 0,020

510 LE-LF 0,20 1,00 - 1,60 ≤ 0,35 0,030 0,025 ≤ 0,30 (2) ≥ 0,020

3,5 Ni 0,15 0,30 - 0,90 0,15 - 0,35 0,025 0,020 3,25 - 3,75 -

9,0 Ni 0,12 0,30 - 0,90 0,15 - 0,35 0,025 0,020 8,50 - 9,50 -

(1) Ad eccezione degli elementi per affinamento del grano, eventuali aggiunte di elementi leganti devono essere sottoposte per
considerazione e approvazione; sono ammessi elementi residui purchè non siano pregiudizievoli per le caratteristiche del
materiale nelle successive lavorazioni o per il comportamento in servizio.
(2) Un contenuto in Ni fino a 0,80 % può essere concordato per i tipi LF.
(3) Quando i tubi devono essere assoggettati a lavorazione a caldo, il valore di Cu deve essere < 0,25%.

Regolamenti RINA 2008 75


Parte D, Cap 2, Sez 2

Tabella 9 : Caratteristiche meccaniche e stato di fornitura

Prova di resi-
lienza Charpy-V-
Carico di snerva- Energia media Prove tecnologiche
Tratta- mento ReH (N/mm2) assorbita KV (J)
Carico di All. A5
Tipo di mento ter- per spessore t (mm) min.
rottura Rm (%)
acciaio mico min
(N/mm2) min. Tempe- Prova di appiattimento Prova di
(1)
ratura di valore di C per t/D piega dia-
KVL
prova metro del
≤ 25 25 < t ≤ 40 (°C) t/D ≤ 0,15 t/D > 0,15 mandrino

360 LE N 225 215 360-500 22 -40 27 0,09 0,08 4t


360 LF -60
410 LE N 255 245 410-550 20 -40 27 0,07 0,06
410 LF -60
460 LE N 275 265 460-580 20 -40 27
460 LF -60
510 LE N 345 335 510-630 19 -40 34
510 LF -60
3,5 Ni N o N+T 255 245 450-640 19 -100 34
o Q+T
9,0 Ni N+N+T 470 460 640-840 16 -196 41
9,0 Ni Q+T 570 560 690-840
(1) N: Normalizzazione; N+T: normalizzazione e rinvenimento; N+N+T: doppia normalizzazione e rinvenimento;
Q+T: tempra e rinvenimento.

5.6 Prove meccaniche e tecnologiche 6 Tubi in acciaio inossidabile austeni-


tico e austeno-ferritico
5.6.1 I tubi devono essere presentati al collaudo per lotto;
il quantitativo dei lotti è definito nella Tab 1.
6.1 Campo di applicazione
Da ogni lotto devono essere scelti due tubi per il prelievo
delle provette per le seguenti prove: 6.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
a) tubi senza saldatura: tubi senza saldatura e tubi saldati in acciaio austenitico e
austeno-ferritico da impiegarsi nella costruzione di tuba-
• una prova di trazione, provetta in direzione longitu- zioni per navi cisterna per prodotti chimici o per gas lique-
dinale, fatti.
• una prova di schiacciamento oppure una prova di
6.1.2 L’acciaio austenitico è idoneo all’impiego sia a tem-
piega,
peratura elevata che a bassa temperatura.
• prova di resilienza su 3 provette intaglio a V, in dire- Quando gli acciai austenitici sono proposti per l’uso a tem-
zione longitudinale, per spessori ≥ 3 mm, perature elevate, devono essere forniti per considerazione e
b) tubi saldati: approvazione i dettagli relativi a composizione chimica,
trattamento termico e caratteristiche meccaniche.
• una prova di trazione su materiale base, provetta in
direzione longitudinale, Gli acciai austeno-ferritici (acciai duplex) sono idonei
all’uso con temperature di esercizio tra -20 °C e +275 °C.
• una prova di trazione su provetta trasversale al
giunto saldato,
6.2 Tipi di acciaio
• due prove di schiacciamento, oppure due prove di
piega su provette trasversali al giunto saldato per 6.2.1 Le prescrizioni si applicano agli acciai inossidabili al
tubi aventi D ≥ 300 mm, Cr-Ni.
• prova di resilienza su 3 provette a V, in direzione Gli acciai sono designati in accordo con lo standard AISI;
longitudinale, per spessori ≥ 3 mm. nella Tab 10 sono anche indicati i corrispondenti tipi ISO.

76 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 2

6.3 Stato di fornitura Per accordo con la Società, le prove possono essere ese-
guite secondo altri standards riconosciuti.
6.3.1 I tubi sono forniti nello stato di tempra di solubiliz-
zazione. 7 Accessori
6.4 Composizione chimica 7.1 Campo di applicazione
6.4.1 La composizione chimica su analisi di colata deve 7.1.1 Le prescrizioni di questo articolo si applicano ad
soddisfare le prescrizioni specificate nella Tab 10. accessori senza saldatura o saldati, in acciai al carbonio,
carbonio-manganese, bassolegati e legati, fabbricati da tubi
6.5 Caratteristiche meccaniche o lamiera e destinati a sistemi di tubazioni o ad impianti, in
pressione.
6.5.1 Le caratteristiche meccaniche sono specificate nella
Tab 11.
7.2 Tipi di acciaio e relative proprietà
6.6 Prove meccaniche e tecnologiche 7.2.1 Gli accessori fabbricati da tubo, devono soddisfare
le prescrizioni relative a fabbricazione, composizione chi-
6.6.1 Salvo quando il collaudo è richiesto per singole lun- mica e caratteristiche meccaniche, di cui agli articoli da [1]
ghezze, i tubi sono presentati al collaudo per lotti; i quanti- a [6], in relazione alle applicazioni. Gli accessori possono
tativi dei lotti sono indicati in Tab 1. essere formati a caldo o a freddo partendo da sezioni di
Per ogni lotto devono essere scelti due tubi, dai quali tubo.
devono essere prelevate le provette per le seguenti prove: Gli accessori fabbricati da lamiera devono soddisfare le
a) tubi senza saldatura: prescrizioni relative alla fabbricazione, composizione chi-
mica e caratteristiche meccaniche, di cui dall’articolo
• una prova di trazione, su provetta in direzione longi- Sez 1, [1] all’articolo Sez 1, [7], a seconda delle applica-
tudinale, zioni.
• una prova di schiacciamento o una prova di piega
Gli accessori possono essere fabbricati da ritagli di lamiera
da eseguire con mandrino di diametro pari a 3 volte
formati ad involucro e saldati tra loro. Il procedimento di
lo spessore,
saldatura deve essere approvato.
• prova di resilienza su 3 provette intaglio a V, in dire-
7.2.2
zione longitudinale,
Salvo diversamente richiesto, il materiale usato per la fab-
• una prova di espansione o bordatura, quando richie- bricazione degli accessori deve essere coperto da un certifi-
sto; cato di fabbrica (W).
b) tubi saldati:
• una prova di trazione su materiale base, su provetta 7.3 Stato di fornitura
in direzione longitudinale,
7.3.1 Tutti gli accessori devono essere allo stato termica-
• una prova di trazione su provetta trasversale al
mente trattato, o lavorato a caldo, come specificato negli
giunto saldato per i tubi con diametro D ≥ 300 mm,
articoli relativi al materiale impiegato.
• due prove di schiacciamento e due prove di piega su Gli accessori in acciaio ferritico, fabbricati con formatura a
provette trasversali al giunto saldato, da eseguire caldo, possono essere forniti normalizzati per formatura,
con mandrino di diametro pari a 3 volte lo spessore invece che normalizzati in forno, semprechè sia data prova
t, dell’equivalenza delle due condizioni, vedere [1.7.1].
• prova di resilienza su 3 provette intaglio a V, in dire- Gli accessori fabbricati a mezzo formatura a freddo
zione longitudinale, quando richiesto, devono, in generale, essere sottoposti a trattamento termico
• una prova di espansione o bordatura, quando richie- dopo formatura.
sto.
L’eventuale proposta di fornire gli accessori allo stato for-
Quando sia richiesta una prova di trazione a temperatura mato a freddo, può essere essere presa in considerazione
elevata, questa deve essere eseguita per colata. dalla Società; a tale scopo il fabbricante deve sottoporre
Salvo diversamente specificato in casi particolari, per gli informazioni dettagliate relative a, procedimento di forma-
acciai austenitici la prova di resilienza è richiesta soltanto tura, caratteristiche meccaniche dopo formatura e destina-
nel caso di temperature di esercizio inferiori a -105 °C. zione del prodotto.
La procedura di trattamento termico degli accessori saldati
6.7 Prove di corrosione deve essere stabilita durante le prove di approvazione.

6.7.1 Per tubi destinati a tubazioni esercenti con prodotti 7.4 Caratteristiche meccaniche
chimici, può essere richiesto di eseguire su due tubi per
ogni lotto una prova di corrosione ASTM A262 Pratica E 7.4.1 Le caratteristiche meccaniche degli accessori finiti
(Rame- Solfato solfurico di rame) o ASTM A262 Pratica C devono soddisfare i valori specificati per il materiale di ori-
(Acido nitrico), come appropriato. gine (lamiera o tubo).

Regolamenti RINA 2008 77


Parte D, Cap 2, Sez 2

7.5 Prove meccaniche o tecnologiche 7.6 Esami non distruttivi


7.5.1 Gli accessori devono essere presentati al collaudo in
7.6.1 Salvo diversamente richiesto con l’approvazione del
lotti omogenei per colata di provenienza e nel quantitativo
procedimento di fabbricazione o diversamente specificato
indicato nella Tab 1.
con le singole ordinazioni, devono in genere essere ese-
Sul 10% degli accessori costituenti il lotto, con un minimo
guite verifiche a mezzo esame radiografico sugli accessori
di 3 unità, deve essere eseguita prova di durezza Brinell HB
saldati aventi diametro esterno maggiore di 75 mm, a giudi-
per verificare l’omogeneità del lotto. La differenza nei valori
zio del tecnico.
di durezza non deve essere maggiore di 30 unità Brinell.
Per ogni lotto devono essere scelti due accessori per l’effet-
tuazione delle prove meccaniche e tecnologiche specificate 7.7 Marcatura e certificazione
negli articoli da [2] a [6] in relazione all’applicazione.
Le provette per le prove di trazione devono essere relative 7.7.1 Si applicano le prescrizioni specificate nell’articolo
ad accessori scelti fra quelli aventi durezza più elevata e più [1] relative alle marcature [1.10] e alla certificazione
bassa. [1.11], come pertinenti.

Tabella 10 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Designa-
Designazione ISO C Mn Si
zione AISI P max S max Cr Ni Mo Altri
max max max
X2CrNi1810 304L 0,03 2,00 1,00 0,045 0,035 17,0-19,0 9,0-13,0 -
X5 CrNi1810 304 0,07 2,00 1,00 0,045 0,035 17,0-19,0 9,0-13,0 -
X2CrNiMo1713 316L 0,03 2,00 1,00 0,045 0,035 16,0-18,5 11,0- 2,0-2,5
14,0
X5CrNiMo1713 316 0,07 2,00 1,00 0,045 0,035 16,0-18,5 11,0- 2,0-2,5
14,0
X6CrNiTi1810 321 0,08 2,00 1,00 0,045 0,035 17,0-19,0 9,0-13,0 - 5xC ≤ Ti ≤ 0,80
X6CrNiNb1810 347 0,08 2,00 1,00 0,045 0,035 17,0-19,0 9,0-13,0 - 10xC≤Nb≤1,0
X2CrNiMoN2253 UNS3180 0,03 2,00 1,00 0,030 0,020 21,0-23,0 4,50- 2,5-3,5 0,08 ≤ N ≤
3 6,50 0,20
(1) L’eventuale aggiunta di elementi di lega deve essere sottoposta per considerazione e approvazione.
Sono permessi elementi residui semprechè non pregiudichino le caratteristiche del materiale nelle successive lavorazioni o il
comportamento in servizio.

Tabella 11 : Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza Prove tecnologiche


Charpy-V-
Snervamento
Carico di Energia media assor-
Tipo di (N/mm2) min. (1) All. A5 (%) Di/D (3)
rottura Rm bita KV (J) min. alla
acciaio min temperatura di C (2)
(N/mm2)
0,6 < Di/D ≤
Rp0,2 Rp1 -196 °C -20 °C ≤ 0,6 > 0,8
0,8
304L 175 205 460 - 690 30 41 9 15 17
304 195 235 460 - 690 30 41
316L 185 215 460 - 690 30 41
316 205 245 460 - 690 30 41 0,09
321 195 325 510 - 710 30 41
347 205 245 510 - 710 41
UNS 31803 450 620 25 27
(1) Sollecitazione convenzionale di snervamento; i valori di sollecitazione allo 0,2% sono dati per informazione e, salvo diversa-
mente concordato, non ne è richiesta la verifica al collaudo.
(2) Constante C per la prova di schiacciamento.
(3) Prova di espansione e di bordatura; incremento del diametro esterno D, in %, in funzione del rapporto Di/D.

78 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

SEZIONE 3 FUCINATI IN ACCIAIO

1 Generalità 1.3 Fabbricazione


1.3.1 Procedimento di
1.1 Campo di applicazione fabbricazione/elaborazione (1/7/2003)
L'acciaio impiegato nella fabbricazione di fucinati deve
1.1.1 Generalità essere prodotto mediante un processo approvato dalla
Società.
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a fuci-
Devono essere provvedute adeguate spuntature di estremità
nati in acciaio destinati a strutture dello scafo, applicazioni
lingotto al fine di assicurare un'assenza di soffiature e segre-
strutturali in genere, macchinari, caldaie, recipienti a pres-
gazioni dannose nei fucinati finiti.
sione e sistemi di tubazione.
La fucinatura a caldo deve essere eseguita nei limiti tempe-
Queste prescrizioni si applicano anche al collaudo di pro- ratura prescritti per il tipo di acciaio, in modo graduale ed
dotti semilavorati destinati ad essere ulteriormente lavorati uniforme e deve essere proseguita quanto possibile vicino
per fucinatura, nonchè a prodotti laminati quando ne sia alle dimensioni finali del fucinato.
ammessa l’impiego in luogo di fucinati. Vedasi Sez 1, [6].
La deformazione plastica nel processo di fucinatura deve
Il presente articolo specifica le prescrizioni comuni a tutti i essere tale da produrre materiale sano, di struttura uniforme
suddetti fucinati, mentre quelle specifiche alle singole ed appropriata ai fini delle caratteristiche dovute.
applicazioni sono indicate negli articoli da [2] a [9]. In una fase appropriata della fabbricazione, dopo il com-
pletamento di tutte le lavorazioni a caldo, i fucinati devono
1.1.2 Procedura di collaudo alternativa essere trattati termicamente in modo adeguato per raffinare
la struttura del grano e per ottenere le caratteristiche mecca-
Nel caso di produzioni di massa di piccoli fucinati, il fab- niche richieste.
bricante può adottare apposite procedure alternative di col-
laudo, subordinatamente all’approvazione della Società. 1.3.2 Rapporto di riduzione (1/7/2003)
Il rapporto di riduzione deve essere calcolato con riferi-
1.1.3 Prescrizioni particolari mento all'area media della sezione trasversale del materiale
fuso. Quando il materiale fuso è inizialmente ricalcato,
Prescrizioni particolari possono essere richieste nel caso di
questa area di riferimento deve essere assunta come l'area
applicazioni che comportino condizioni di servizio con
media della sezione trasversale del materiale dopo la detta
sostanze pericolose o particolarmente severe.
operazione.
Per le applicazioni relative a stoccaggio e trasporto di gas Salvo quando non sia diversamente ammesso per i fucinati
liquefatti o di fluidi a bassa temperatura in generale, si di Classe 1, il rapporto di riduzione totale deve essere
applicano inoltre le particolari prescrizioni della Parte E, almeno:
Cap 9, Sez 6. • per fucinati derivati da lingotti o da blumi o da billette,
3:1, se L>D, e 1,5:1, se L ≤ D
1.2 Classificazione dei fucinati • per fucinati derivati da prodotti laminati, 4:1, se L>D, e
2:1, se L ≤ D
1.2.1 Ai fini delle presenti norme, i fucinati sono suddivisi • per fucinati ottenuti mediante ricalcamento, la lun-
in due Classi, a seconda del loro servizio: ghezza dopo il ricalcamento deve essere non superiore
ad un terzo della lunghezza precedente al ricalcamento
a) Classe 1: fucinati destinati ad applicazioni importanti oppure, nel caso di un rapporto di riduzione iniziale di
quali assi di propulsione e linee d’asse, parti di macchi- fucinatura di almeno 1,5:1, non superiore alla metà
nari di propulsione e di macchinari ausiliari dei servizi della lunghezza precedente al ricalcamento
essenziali (rotori di turbine, alberi a manovelle, assi in • per barre laminate, 6:1.
genere, bielle, aste stantuffo, testa a croce, pignoni,
ruote dentate), fucinati per timoneria in genere, ancore, L e D sono, rispettivamente, la lunghezza ed il diametro
parti e accessori dei mezzi da carico soggetti a condi- della parte del fucinato considerata.
zioni di carico gravose, componenti di recipienti a pres-
sione e sistemi di tubazioni appartenenti alla classe 1 1.3.3 Uso di scalpello, fiamma o arc-air
come definita nella Parte C, ecc.; fucinati cui si appli- Eventuali sgrossature o modellature mediante l’uso di
cano le prescrizioni in [1.1.3]. fiamma, scalpello o arc-air, di fucinati, bramme o billette
laminate, devono essere eseguite secondo buona pratica e,
b) Classe 2: fucinati soggetti a collaudo non assegnabili salvo quando diversamente ammesso, devono aver luogo
alla Classe 1. prima del trattamento termico finale. Quando suggerito dal

Regolamenti RINA 2008 79


Parte D, Cap 2, Sez 3

tipo di acciaio e dallo spessore, deve essere eseguito un Tutti questi esami devono essere eseguiti da operatori com-
preriscaldo. Per fucinati destinati a particolari componenti, petenti, qualificati in accordo alle prescrizioni del Cap 1,
può essere richiesta una successiva lavorazione di mac- Sez 1, [3.6.4]; per essi devono essere impiegate attrezzature
china di tutte le superfici ottenute per taglio di fiamma o adeguate e mantenute efficienti. Le procedure di esecu-
simile. zione dei controlli, l'estensione dei controlli e i criteri di
accettazione devono essere in accordo con le prescrizioni
1.3.4 Saldatura di fucinati (1/7/2003) applicabili e devono essere concordati con la Società.
Nel caso di fucinati parziali assiemati mediante saldatura
La Raccomandazione IACS No. 68 deve essere considerata
per ottenere fucinati composti, i dettagli della specifica del
come un esempio di standard accettabile.
procedimento di saldatura proposto devono essere sottopo-
sti per approvazione. Possono essere richieste prove di qua- Il fabbricante deve fornire al tecnico un rapporto che con-
lificazione del procedimento. fermi che i controlli richiesti sono stati eseguiti senza che
risultassero difetti significativi; in tale verbale devono anche
1.4 Approvazione del procedimento di fab- essere indicati i dettagli della procedura.
bricazione 1.7.2 Esame magnetoscopico e con liquidi
1.4.1 (1/7/2003) penetranti
I fucinati di Classe 1 devono essere prodotti presso un fab- L’esame magnetoscopico e quello con liquidi penetranti
bricante approvato dalla Società. deve essere eseguito sui fucinati allo stato finito di lavora-
Quando l'approvazione del procedimento di fabbricazione zione.
non è richiesta, il fabbricante deve comunque essere rico- Quando il metodo è con magnetizzazione a flusso di cor-
nosciuto nei singoli casi. rente, si deve cercare di evitare di danneggiare le superfici
Le disposizioni in materia sono contenute nelle "Norme per lavorate con bruciature di contatto sotto le punte.
l'approvazione dei fabbricanti di prodotti". Salvo quando sia diversamente convenuto, tali esami
devono essere eseguiti in presenza del tecnico.
1.5 Qualità del materiale
1.7.3 Esame ultrasonoro
1.5.1 Tutti i fucinati devono essere esenti da difetti interni L’esame mediante ultrasuoni deve essere eseguito dopo il
o di superficie, pregiudizievoli alla loro corretta applica- trattamento termico finale, in uno stadio di lavorazione ido-
zione in esercizio. neo per tale tipo di esame.
La finitura di superficie deve essere conforme alla buona Devono essere impiegate onde longitudinali e/o trasversali,
pratica e ad eventuali richieste specifiche contenute nei come appropriato alle forme e dimensioni del fucinato.
piani approvati o nell'ordine del committente.
Salvo diversamente convenuto, l’esame viene eseguito a
cura del fabbricante; i tecnici possono richiedere di assi-
1.6 Esame visivo e dimensionale stervi per verificare che la conduzione dell’esame sia con-
forme alle procedure stabilite.
1.6.1 Esame visivo
Tutti i prodotti devono essere sottoposti da parte del fabbri-
cante ad esame visivo; se del caso l’esame deve includere 1.8 Rettifica dei difetti
le superfici interne del fucinato ed eventuali fori.
1.8.1 Rettifica dei difetti mediante molatura
I fucinati di Classe 1 devono essere sottoposti anche al tec- (1/7/2003)
nico per l’esame visivo. I difetti possono essere eliminati mediante mola o scalpello
Per i fucinati di Classe 2, salvo diversa prescrizione, l’esame e mola, a condizione che le dimensioni del componente
visivo da parte del tecnico non è richiesto. siano accettabili.

1.6.2 Verifica delle dimensioni I solchi risultanti devono avere un raggio di raccordo al
fondo pari a circa tre volte la profondità del solco e devono
La verifica delle dimensioni e delle tolleranze è lasciata alla
essere accompagnati mediante mola con le superfici del
responsabilità del fabbricante.
contorno, in modo da evitare qualsiasi contorno spigoloso.
Controlli dimensionali per la verifica della corrispondenza L'eliminazione completa di tali imperfezioni deve essere
con i disegni approvati sono in generale richiesti per fuci- verificata con esame magnetoscopico o con liquidi pene-
nati importanti, a giudizio del tecnico. tranti.

1.7 Esami non distruttivi 1.8.2 Rettifica dei difetti mediante saldatura
(1/7/2003)
1.7.1 Generalità (1/7/2006) Riparazioni mediante saldatura di fucinati, esclusi gli alberi
Quando richiesto dalle Parti applicabili dei Regolamenti, a manovelle, possono essere permesse subordinatamente
dai disegni approvati, dalle procedure approvate relative all'approvazione da parte della Società. In tali casi, devono
alla saldatura di fucinati compositi o, in casi particolari, dal essere sottoposti ad approvazione tutti i dettagli relativi alla
tecnico, devono essere eseguiti gli esami non distruttivi con estensione ed alla posizione del difetto, al procedimento di
i metodi prescritti; i relativi risultati devono essere verbaliz- saldatura, al trattamento termico ed alla procedura dei suc-
zati dal fabbricante. cessivi controlli.

80 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

Per l'accettazione della riparazione proposta, debita consi- 1.10 Prova idrostatica
derazione deve essere posta a: tipo, classe e condizioni di
esercizio del fucinato. 1.10.1 I fucinati soggetti in esercizio a pressione interna
devono essere sottoposti ad una prova idrostatica in
Il fabbricante dei fucinati deve predisporre un rapporto det-
accordo con le prescrizioni delle parti applicabili dei Rego-
tagliato relativo alle riparazioni eseguite ed ai successivi
lamenti.
controlli attribuibili a ciascun fucinato riparato. Il rapporto
deve essere sottoposto al Tecnico ed allegato alla documen- La pressione di prova deve essere misurata a mezzo di un
tazione di collaudo. manometro appropriato e tarato.
La prova deve essere eseguita sui fucinati finiti di lavora-
1.9 Stato di fornitura zione e prima dell’applicazione di eventuali rivestimenti
che possano mascherare l’effetto della prova.
1.9.1 (1/7/2003)
Per i fucinati di Classe 1 la prova, salvo diversamente con-
In una appropriata fase della fabbricazione, dopo il com- venuto, deve essere eseguita in presenza del tecnico.
pletamento delle lavorazioni a caldo, i fucinati devono
essere sottoposti ad un opportuno trattamento termico ai Ad esito soddisfacente della prova, il fabbricante deve
fini per affinare il grano della struttura ed ottenere le carat- emettere verbale che attesti i risultati e le condizioni della
teristiche meccaniche desiderate. prova stessa.

Il trattamento termico deve essere eseguito in forni appro-


1.11 Campionatura e prove
priati. Vedere Cap 1, Sez 1, [2.3.1].
Se successivamente, per una qualche ragione, un fucinato 1.11.1 Generalità (1/7/2003)
viene riscaldato localmente o per ulteriori lavorazioni a Le prescrizioni relative al tipo e al numero delle prove
caldo, il fucinato deve essere sottoposto a un nuovo tratta- richieste sono indicate negli articoli relativi ai diversi pro-
mento termico. dotti.
Il quantitativo di materiale sufficiente al ricavo delle pro-
1.9.2 Le condizioni di trattamento termico previste, sono
vette per le prove richieste e per le possibili riprove deve
indicate negli articoli relativi ai vari prodotti fucinati.
avere una sezione trasversale di area non inferiore a quella
Quando sia prevista più di una condizione di trattamento della parte di fucinato che esso rappresenta. Esso deve
termico, la scelta, salvo quando sia diversamente specifi- essere prelevato dai prodotti fucinati, nel loro stato di forni-
cato, si intende lasciata al fabbricante; lo stato di tratta- tura, ad eccezione di quelli che debbano essere cementati o
mento di fornitura deve essere sempre menzionato nella debbano essere lavorati a caldo e/o trattati termicamente da
documentazione di collaudo. parte del committente dopo la fornitura.

1.9.3 Qualora il trattamento sia quello di tempra e rinveni- Per i fucinati che devono essere cementati, deve essere pre-
mento e il pezzo non possa essere lavorato mediante fuci- levato un quantitativo di materiale sufficiente per le prove,
natura fino in prossimità delle sue dimensioni e forma sia per quelle preliminari dopo fucinatura, sia per quelle
finali, le successive lavorazioni di sgrossatura meccanica o finali dopo il completamento della cementazione [5.7.1].
di fiamma, da eseguire a tal fine, devono avvenire prima Eccetto il caso dei componenti che devono essere cemen-
che il pezzo sia temprato e rinvenuto. tati o, di fucinati cavi, nei quali le estremità devono essere
successivamente chiuse, le campionature di prova non
1.9.4 (1/7/2003)
devono essere prelevate finché tutto il trattamento termico
Se viene eseguito un trattamento termico locale del fucinato non sia stato completato.
o vengono praticate operazioni di raddrizzamento dopo il
trattamento termico finale, deve essere considerata l'oppor- Per i prodotti che devono essere ulteriormente fucinati e/o
tunità di sottoporre il pezzo interessato ad un successivo termicamente trattati dal committente, i campioni per le
trattamento di distensione. prove da eseguire presso il fabbricante devono essere fuci-
nati e termicamente trattati in ugual modo.
1.9.5 Quando è previsto un trattamento di indurimento
1.11.2 Collaudo su singolo pezzo
superficiale, la relativa procedura, comprensiva del tratta-
mento termico dell'acciaio di base, deve essere sottoposta Nel caso di collaudi su singolo pezzo, i campioni, che
ad approvazione. devono essere integrali con singoli fucinati, devono essere
ricavati da apposite estensioni degli stessi, come specificato
Può essere richiesto al fabbricante di dimostrare, mediante negli articoli seguenti e nelle figure da Fig 1 a Fig 10.
prove, che la procedura proposta produce uno strato super-
ficiale uniforme avente la richiesta durezza e penetra- Quando un fucinato venga diviso in parti e queste siano
zione [1.11.11] e non pregiudica l'integrità e le tutte trattate termicamente assieme in una stessa carica,
caratteristiche dell'acciaio di base. dette parti, ai fini del collaudo, possono continuare ad
essere considerate come un singolo fucinato e quindi il
1.9.6 (1/7/2003) numero delle prove richieste essere correlato alla lun-
Il fabbricante deve conservare i rapporti relativi ai tratta- ghezza e massa totali del fucinato multiplo originale.
menti termici, con l'indicazione del forno usato, della
carica del forno e della data, della temperatura e della 1.11.3 Collaudo per lotti (1/7/2003)
durata del trattamento. I rapporti devono essere sottoposti al Il collaudo per lotti può essere adottato nel caso di fucinati
tecnico, su richiesta. normalizzati aventi massa individuale fino a 1000 kg e di

Regolamenti RINA 2008 81


Parte D, Cap 2, Sez 3

fucinati bonificati aventi massa individuale fino a 500 kg. longitudinali) o sostanzialmente perpendicolare (prove tra-
Un lotto deve consistere di fucinati di conformazione e sversali) alla direzione principale di deformazione delle
dimensioni simili, ottenuti dalla medesima colata, trattati fibre, a seconda di come è richiesto negli articoli relativi ai
termicamente nella medesima carica di forno e deve avere vari prodotti.
una massa complessiva non superiore a 6 tonnellate, nel
Salvo quando sia diversamente concordato, l'asse longitu-
caso di fucinati normalizzati, e non superiore a 3 tonnel-
dinale della provetta deve essere posizionato come segue:
late, nel caso di fucinati bonificati.
a) per spessori o diametri fino ad un massimo di 50 mm,
1.11.4 Prodotti laminati alternativi - Collaudo per l'asse deve essere posizionato a metà spessore o al cen-
lotti (1/7/2003) tro della sezione trasversale
Quando, per la fabbricazione mediante lavorazione mecca- b) per spessori o diametri superiori a 50 mm, l'asse deve
nica di piccoli alberi, perni, bulloni e simili aventi diametro essere posizionato a un quarto dello spessore (metà rag-
in genere non eccedente 250 mm, sia consentito l'uso di gio) o ad 80 mm di profondità dalla superficie trattata,
barre laminate a caldo in alternativa ai fucinati, il collaudo scegliendo il minore dei due valori.
di tali barre può essere per lotti aventi composizione come
indicato nel seguito: A discrezione della Società, posizioni nella sezione diverse
da quelle sopra indicate possono essere fissate in casi parti-
a) Classe 1: colari quali, ad es., fucinati di rilevante diametro o spes-
• materiale proveniente dallo stesso lingotto o blumo sore, acciai speciali o trattamenti termici particolari; in tali
laminato, a condizione che, quando questo viene casi, inoltre, una conseguente modifica dei requisiti può
tagliato in singole unità, esse siano trattate termica- essere considerata nei singoli casi, tenuto conto, in partico-
mente nella stessa carica, oppure lare, della struttura metallurgica e della rappresentatività
• barre dello stesso diametro e provenienti dalla stessa delle provette riguardo allo stato di sollecitazione in eserci-
colata, trattate termicamente nella stessa carica di zio.
forno ed aventi una massa complessiva non supe- Per la prova di trazione, devono, di preferenza, essere adot-
riore a 2,5 tonnellate. tate provette cilindriche.
b) Classe 2: barre di uno stesso tipo di acciaio, assimilabili Per le prove di resilienza, l'intaglio, se non diversamente
per dimensioni e assoggettate allo stesso trattamento ter- specificato, deve essere lavorato sul lato della provetta per-
mico; la massa totale del lotto non deve superare 4 ton- pendicolare alla supeficie esterna del fucinato più vicina o
nellate. alla sua tangente in corrispondenza.
I campioni di prova sono ricavati da uno o più pezzi del I requisiti di durezza sono in genere quelli della prova Bri-
lotto [1.11.6]. nell.
1.11.5 Omogeneità del lotto Per la preparazione delle provette e per le relative proce-
Nei collaudi per lotto, possono essere richieste prove di dure di prova, vedansi le prescrizioni applicabili di cui in
durezza, a giudizio del tecnico, per verificare l'omogeneità Cap 1, Sez 2.
e la conformità del lotto [1.11.10] d).
1.11.8 Prova di trazione (1/7/2003)
1.11.6 Campionatura I risultati della prova di trazione a temperatura ambiente
I campioni di prova devono avere un'area della sezione tra- devono soddisfare le prescrizioni delle Tabelle applicabili
sversale non inferiore a quella della parte del fucinato che al tipo di fucinato o, nel caso che siano stati accettati acciai
essi rappresentano e devono essere, di regola, posizionati diversi da quelli specificati nei Regolamenti, della partico-
nella zona corrispondente alla parte alta del lingotto. lare specifica approvata.

In caso di collaudo su singolo pezzo [1.11.2], il numero e Le Tabelle indicano i requisiti minimi, secondo diversi i
la posizione dei campioni occorrenti alle prove richieste livelli di resistenza; tuttavia tali livelli non devono essere
sono indicati negli articoli relativi ai vari prodotti. intesi come specifici gradi, regolamentari.

Nel caso di collaudo per lotti [1.11.3], deve essere prele- Detti livelli di resistenza, per gli acciai al C e al C-Mn sono
vato almeno un campione da un fucinato rappresentativo dati come multipli di 40 N/mm2, mentre per gli acciai
del lotto, salvo quando i pezzi nel lotto siano più di 20, nel legati come multipli di 50 N/mm2.
qual caso sono richiesti due campioni. I fucinati possono essere forniti con un qualsiasi minimo
Da ogni campione deve essere ricavata una serie di provette carico di rottura specificato, scelto entro i limiti generali
occorrenti all'esecuzione di: previsti, ma subordinatamente ad ogni requisito addizio-
nale delle relative norme di costruzione.
a) una prova di trazione,
Qualora sia proposto di impiegare un acciaio con un
b) tre prove di resilienza con intaglio a V o a U, a seconda
minimo carico di rottura specificato intermedio tra quelli
di come è richiesto negli articoli relativi ai vari prodotti.
dati, i corrispondenti valori minimi per le altre caratteristi-
1.11.7 Preparazione delle provette di prova che meccaniche possono essere ottenuti mediante interpo-
(1/7/2003) lazione.
Le provette di prova devono essere ricavate dal campione Per le caratteristiche a temperature elevate e per la loro veri-
con il loro asse principale sostanzialmente parallelo (prove fica, quando richiesta, vedasi [7.6].

82 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

1.11.9 Prova di resilienza (1/7/2003) a) nome o marca commerciale del fabbricante,


La media dei risultati di una serie di 3 prove, deve soddi- b) punzone della Società,
sfare il valore medio richiesto.
c) marca individuativa del tipo di acciaio,
Soltanto un singolo valore può essere inferiore al valore
medio richiesto, semprechè non sia inferiore al 70% di d) numero di colata od altra marca individuativa della sto-
detto valore medio. ria di fabbricazione del fucinato,
I requisiti di resilienza si intendono relativi a provette stan- e) indicazioni addizionali facoltative, quali codice
dard 10x10 mm. dell’ufficio locale della Società, numero di pratica, tim-
bro personale del tecnico,
1.11.10 Prove di durezza (1/7/2003)
f) pressione di prova, ove applicabile.
Salvo quando sia diversamente specificato, prove di
durezza possono essere richieste a giudizio del tecnico sui Sistemi diversi di identificazione e marcatura possono
seguenti prodotti: essere concordati con il tecnico ove trattisi di piccoli fuci-
nati fabbricati in grande numero.
a) fucinati per ingranaggi, temprati e rinvenuti, dopo il
completamento del trattamento termico e prima della
lavorazione della dentatura [5.6.2], 1.13 Documentazione e certificazione
b) fucinati per ingranaggi, con indurimento superficiale, 1.13.1 Deve essere emessa la documentazione di col-
dopo la molatura dei denti al profilo finale [5.7.2], laudo indicata nel Cap 1, Sez 1, [4.2.1]; essa deve conte-
c) fucinati induriti superficialmente, in generale, nere tutte le necessarie informazioni.
d) fucinati collaudati per lotti, come segue: Ove pertinente, l’analisi di colata deve includere il conte-
• fucinati di Classe 1: almeno una prova di durezza su nuto degli elementi affinanti e di lega.
ogni fucinato, Egualmente la documentazione di collaudo deve compren-
• fucinati di Classe 2: solo verifiche saltuarie. dere i verbali relativi ad esami non distruttivi [1.7.1], a ripa-
I risultati delle prove di durezza richieste nei suddetti razioni con saldatura [1.8.2] e a prove idrauliche [1.10.1].
commi da a) a d) devono essere in accordo con i pertinenti
valori indicati a titolo informativo in Tab 4. 1.13.2 Quando viene impiegato acciaio proveniente da
stabilimento diverso da quello dove i fucinati sono fabbri-
Per i fucinati di cui ai commi b) e c), i requisiti di durezza cati, deve essere fornito al tecnico attestazione relativa a
sono quelli previsti dalle specifiche approvate applicabili procedimento di fabbricazione, grado e tipo dell’acciaio,
nei singoli casi. numero di colata e relativa analisi.
1.11.11 Verifiche di durezza su campione
Ove richiesto dalle condizioni di approvazione dei procedi- 2 Fucinati per lo scafo e per strutture
menti di indurimento superficiale, devono essere effettuate saldate in generale
verifiche addizionali di durezza su appositi campioni di
prova, fabbricati nello stesso tempo dei fucinati che essi
rappresentano. Detti campioni devono essere poi sezionati
2.1 Campo di applicazione
per rilevare durezza, forma e profondità della zona local- 2.1.1 (1/7/2003)
mente indurita; le risultanze dei rilievi devono risultare con- Le prescrizioni del presente articolo si applicano a fucinati
formi alla specifica approvata. in acciaio al carbonio, al carbonio-manganese ed in acciaio
legato destinati a componenti dello scafo come aste del
1.11.12 Procedure di riprova
timone ed agugliotti o a strutture dello scafo, quali, in parti-
I campioni per eventuali riprove devono essere ricavati per colare, quelle di poppa, quelle delle pinne di sostegno dei
quanto possibile contigui a quelli destinati alle prove ini- timoni ed altre strutture saldate in genere, quando le carat-
ziali; tuttavia, a discrezione del tecnico, essi possono anche teristiche meccaniche considerate ai fini della progetta-
essere ricavati da altre posizioni o da altre unità ritenute zione e del collaudo sono quelle a temperatura ambiente.
egualmente rappresentative del fucinato o del lotto.
2.1.2 (1/7/2003)
Le modalità relative alle riprove sono contenute in Cap 1,
Sez 1, [3.5]. I fucinati destinati alle strutture di poppa, alle pinne di
sostegno, alle aste, alle barre ed agli agugliotti dei timoni,
alle ancore ed ai relativi maniglioni sono assegnati alla
1.12 Identificazione e marcatura Classe 1; gli altri fucinati, salvo quando sia diversamente
1.12.1 (1/7/2003) specificato nei singoli casi, sono considerati di Classe 2.
Il fabbricante deve adottare un sistema di identificazione
dei fucinati finiti che consenta di individuare colata di ori- 2.2 Tipi di acciaio
gine e loro fabbricazione e, a richiesta, devono essere for-
niti al tecnico gli elementi per risalire a tale individuazione. 2.2.1 I tipi di acciaio sono identificati dal simbolo FC (che
Tutti i fucinati che sono stati collaudati e ispezionati con individua i fucinati in acciaio al carbonio e al carbonio-
esito soddisfacente devono essere chiaramente marcati dal manganese), seguito da un numero che indica il carico di
fabbricante con le seguenti indicazioni: rottura minimo specificato Rm, in N/mm2.

Regolamenti RINA 2008 83


Parte D, Cap 2, Sez 3

Tabella 1 : Composizione chimica - Limiti per fucinati in acciaio per strutture di scafo (1/7/2003)

Residui
Tipo di acciaio C Si Mn P S Cr Mo Ni Cu (3)
totali
C, C - Mn 0,23 (1) 0,45 0,30 0,035 0,035 0,30 (3) 0,15 (3) 0,40 (3) 0,30 0,85
(2) 1,50
Acciai legati (4) 0,45 (4) 0,035 0,035 (4) (4) (4) 0,30 -
Nota 1: La composizione chimica è il rapporto tra massa e massa, a meno che non sia indicata come forcella.
Nota 2: Aste ed agugliotti del timone devono essere in acciaio saldabile.
Nota 3: A discrezione del fabbricante o a richiesta della Società, possono essere aggiunti elementi affinanti il grano quali alluminio,
niobio, o vanadio. Il loro contenuto deve essere indicato.
(1) Il contenuto di Carbonio può essere elevato oltre questo livello a condizione che il Carbonio equivalente (Ceq), calcolato
mediante la seguente formula, non sia superiore allo 0.41%:
Mn Cr + Mo + V Ni + Cu
Ceq = C + --------- + -------------------------------- + --------------------- ( ° ⁄ )
6 5 15 °

(2) Il contenuto di C e C-Mn, nel caso di fucinati in acciaio non destinati a costruzioni saldate, può essere al massimo uguale allo
0,65 % .
(3) Gli elementi devo essere considerati come residui.
Questi elementi non devono essere aggiunti intenzionalmente all'acciaio ed il loro contenuto deve essere indicato.
(4) La specifica deve essere sottoposta ad approvazione.

2.2.2 Quando venga proposto l'uso di acciaio legato, la nella Tab 1, oppure, quando applicabile, nei limiti della
specifica dello stesso, relativa a composizione chimica, specifica approvata.
caratteristiche meccaniche e trattamenti termici, deve
La composizione chimica deve essere appropriata al tipo di
essere sottoposta per approvazione.
acciaio e alle dimensioni e caratteristiche meccaniche
2.2.3 (1/7/2003) richieste sul fucinato.
Requisiti e limiti relativi alle caratteristiche meccaniche di La Società può richiedere che i fucinati destinati a strutture
fucinati destinati ad aste di timoni, agugliotti e relativi ele- saldate siano ottenuti da acciaio a grano fine.
menti di accoppiamento sono indicati in Parte B, Cap 10,
Sez 1. La composizione chimica di ciascuna colata deve essere
determinata dal fabbricante su un campione prelevato pre-
feribilmente durante il versamento della colata. Quando
2.3 Stato di fornitura
fusioni multiple sono derivate da una medesima siviera, si
2.3.1 (1/7/2003) può eseguire l'analisi di colata.
I fucinati devono essere forniti in uno dei seguenti stati, a
seconda di come richiesto (vedasi [1.9.2]): 2.5 Caratteristiche meccaniche
a) Fucinati in acciaio al carbonio ed al carbonio-manga-
2.5.1 (1/7/2003)
nese
I requisiti relativi a: snervamento, allungamento e strizione
• stato completamente ricotto,
sono indicati, per i diversi livelli del carico di rottura, nella
• stato normalizzato, Tab 2.
• stato normalizzato e rinvenuto,
• stato bonificato. 2.6 Prove meccaniche
b) Fucinati in acciai legati 2.6.1 (1/7/2003)
• stato bonificato. Nel caso di collaudo per singola unità [1.11.2], deve essere
Per tutti i tipi di acciaio la temperatura di rinvenimento non prelevato almeno un saggio per la effettuazione delle prove
deve essere inferiore a 550 °C. richieste, da ciascuna estremità di ogni fucinato.
In alternativa, i fucinati in acciaio legato possono essere for- Quando la massa e la lunghezza di un fucinato superino,
niti allo stato normalizzato e rinvenuto, nel qual caso le rispettivamente, 4 t e 3 m (materiale di prova escluso), deve
caratteristiche meccaniche richieste devono essere concor- essere ricavato un saggio da ogni estremità.
date con la Società.
2.6.2 Nel caso di collaudo per lotti, il numero dei saggi
2.4 Composizione chimica richiesto è indicato in [1.11.3].
2.4.1 (1/7/2003) 2.6.3 (1/7/2003)
Tutti i fucinati devono essere fabbricati da acciaio calmato Da ogni campione devono essere ricavate 1 provetta per
o acciaio calmato a grano fine, come richiesto, e la loro prova di trazione e 3 provette per prova di resilienza
composizione chimica deve rientrare nei limiti indicati Charpy V.

84 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

Le provette devono essere prelevate in direzione longitudi- 3.1.2 (1/7/2003)


nale. I fucinati destinati ad alberi portaelica, alberi intermedi e
A discrezione del fabbricante, possono essere utilizzate le reggispinta, mozzi, spinotti di pistoni, bielle e teste a croce
direzioni alternative indicate in Fig 1, Fig 2 e Fig 3. sono considerati di Classe 1; salvo quando sia diversamente
specificato nei singoli casi, gli altri fucinati sono di Classe 2.
2.6.4 (1/7/2003)
Per fucinati destinati ad essere impiegati a temperature di
0°C o inferiori, non trattati nel presente Articolo, le prescri- 3.2 Tipi di acciaio
zioni vengono stabilite caso per caso in relazione alla tem-
3.2.1 I tipi di acciaio sono identificati da uno dei simboli
peratura di progetto, al tipo di applicazione e alle
FC (fucinati in acciaio al carbonio e al carbonio-manga-
dimensioni del fucinato; vedasi anche l'Articolo [8].
nese) o FA (fucinati in acciaio legato), seguito da un numero
I fucinati destinati alla struttura della poppa, devono essere che indica il carico di rottura minimo specificato Rm, in
fabbricati in acciaio a grano fine e devono essere sottoposti N/mm2.
a prova di resilienza Charpy V su provetta longitudinale.
3.2.2 (1/7/2003)
Il valore della resilienza non deve essere inferiore a 27 J alla Per i fucinati destinati a linee d'alberi di propulsione, i
temperatura di 0 °C. requisiti relativi alle caratteristiche meccaniche sono indi-
I fucinati destinati ad aste ed agugliotti del timone di navi cati in Parte C, Cap 1, Sez 7.
con notazione per la navigazione tra i ghiacci devono
essere fabbricati in acciaio a grano fine e devono essere sot- Tabella 2 : Caratteristiche meccaniche dei fucinati in
toposti a prova di resilienza Charpy V su provetta longitudi- acciaio per strutture di scafo (1/7/2003)
nale.
Carico Carico di Allunga-
Il valore della resilienza non deve essere inferiore a 27 J alla Strizione
Tipo di di rot- snerva- mento
temperatura di -20 °C. Z min.
acciaio tura (2) mento A5 min.
%
(1) Rm min. Re min. %
2.7 Esami non distruttivi
N/mm2 N/m2 Long. Tang. Long. Tang.
2.7.1 Sui fucinati di Classe 1 devono essere eseguiti Ce 400 200 26 19 50 35
l’esame con ultrasuoni e/o quello magnetoscopico, quando C - Mn 440 220 24 18 50 35
richiesti dalle norme relative alla costruzione oppure dai
disegni approvati; detti esami possono comunque essere 480 240 22 16 45 30
richiesti anche dal tecnico, come ritenuto necessario. 520 260 21 15 45 30
560 280 20 14 40 27
3 Fucinati per linee d’alberi e compo-
600 300 18 13 40 27
nenti di macchina
Acciai 550 350 20 14 50 35
legati 600 400 18 13 50 35
3.1 Campo di applicazione
3.1.1 (1/7/2003) 650 450 17 12 50 35
Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai fucinati (1) Per fucinati destinati ad aste ed agugliotti del timone di
in acciaio al carbonio e al carbonio-manganese e in acciaio navi con notazione per la navigazione tra i ghiacci,
legato, destinati alla costruzione di alberi, parti di macchi- vedasi [2.6.4].
nari e sistemazioni in genere, non specificatamente trattati (2) Salvo quando sia diversamente concordato, il carico di
in altri articoli di questa Sezione e quando la progettazione rottura non deve superare quello indicato per più di
e le prove di accettazione sono riferite alle caratteristiche 120 N/mm2, per acciai con Rm < 600 N/mm2, o 160
meccaniche a temperatura ambiente. N/mm2, per acciai con Rm ≥ 600 N/mm2
Le prescrizioni particolari per le ancore sono contenute in
Cap 4, Sez 1, [1].

Regolamenti RINA 2008 85


Parte D, Cap 2, Sez 3

Tabella 3 : Limiti di composizione chimica per fucinati in acciaio per componenti di macchine (1/7/2003)

Residui
Tipo di acciaio C Si Mn P S Cr Mo Ni Cu (2)
totali
C, e C - Mn 0,65 (1) 0,45 0,30 0,035 0,035 0,30 (2) 0,15 (2) 0,40 (2) 0,30 0,85
1,50
Acciai legati 0,45 0,45 0,30 0,035 0,035 Min 0,40 Min 0,15 Min 0,40 0,30 -
(4) 1,00 (5) (5) (5)

(1) La composizione chimica è il rapporto tra massa e massa, a meno che non sia indicata come forcella.
(2) Il contenuto di Carbonio dei fucinati in acciaio al C ed al C-Mn destinati a costruzioni saldate deve essere non superiore allo
0,23%. Detto contenuto può essere elevato oltre questo livello a condizione che il Carbonio equivalente (Ceq) non sia supe-
riore allo 0,41%.
(3) Gli elementi devo essere considerati come residui, a meno che non siano indicati come valori minimi.
(4) Qualora i fucinati in acciai legati siano destinati a costruzioni saldate, la composizione chimica proposta deve essere approvata
dalla Società.
(5) Uno o più elementi devono soddisfare i valori minimi.

Tabella 4 : Caratteristiche meccaniche dei fucinati in acciaio per componenti di macchine (1/7/2003)

Carico di Strizione Z min. (%)


Carico di rot- Allungamento A5 min. (%)
snervamento Durezza
Tipo di acciaio tura Rm min.
Re min. (Brinell) (3)
N/mm2
N/mm2 Long. Tang. Long. Tang.
(1)

C e C-Mn 400 200 26 19 50 35 110-150


440 220 24 18 50 35 125-160
480 240 22 16 45 30 135-175
520 260 21 15 45 30 150-185
560 280 20 14 40 27 160-200
600 300 18 13 40 27 175-215
640 320 17 12 40 27 185-230
680 340 16 12 35 24 200-240
720 360 15 11 35 24 210-250
760 380 14 10 35 24 225-265
Acciai legati 600 360 18 14 50 35 175-215
700 420 16 12 45 30 205-245
800 480 14 10 40 27 235-275
900 630 13 9 40 27 260-320
1000 700 12 8 35 24 290-365
1100 770 11 7 35 24 320-385
(1) Per il carico di rottura si possono indicare le seguenti forcelle addizionali dei valori:
minimo carico di rottura: < 900 N/mm2 ≥ 900 N/mm2
forcella del carico di rottura: 150 N/mm 2 200 N/mm2
(2) Per fucinati destinati ad alberi portaelica di navi con notazione per navigazione tra i ghiacci, deve essere eseguita una prova di
resilienza Charpy V in accordo con [3.6.4].
(3) I valori di durezza sono quelli tipici e sono indicati solo a titolo di informazione.

86 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

3.3 Stato di fornitura La Società può richiedere che i fucinati destinati a strutture
saldate siano ottenuti da acciaio a grano fine.
3.3.1 (1/7/2003)
I fucinati devono essere forniti in uno dei seguenti stati, La composizione chimica di ciascuna colata deve essere
come richiesto a seconda del tipo di acciaio; vedasi determinata dal fabbricante su un campione prelevato pre-
[1.9.2]: feribilmente durante il versamento della colata. Quando
a) Fucinati in acciaio al Carbonio o al Carbonio-Manga- fusioni multiple sono derivate da una medesima siviera, si
nese può eseguire l'analisi di colata.
• ricottura completa,
• normalizzazione, 3.5 Caratteristiche meccaniche
• normalizzazione e rinvenimento, 3.5.1 (1/7/2003)
• bonifica. I requisiti relativi alle caratteristiche meccaniche (carico di
b) Fucinati in acciaio legato snervamento, allungamento percentuale e strizione), sono
• bonifica. indicati a seconda del carico di rottura, nella Tab 4.
Per tutti i tipi di acciaio, la temperatura di rinvenimento non
deve essere inferiore a 550 °C. 3.6 Prove meccaniche
In alternativa, i fucinati in acciaio legato possono essere for- 3.6.1 (1/7/2003)
niti allo stato normalizzato e rinvenuto, nel qual caso le
caratteristiche meccaniche richieste devono essere concor- Nel caso di collaudo per singola unità [1.11.2], deve essere
date con la Società. prelevato almeno un saggio per l'effettuazione delle prove
richieste, dall'estremità di ciascun fucinato.
Quando il carico di rottura minimo specificato è superiore
a 700 N/mm2, i fucinati in acciaio al carbonio-manganese Quando un fucinato ecceda in massa e lunghezza, rispetti-
devono essere forniti soltanto nello stato bonificato. vamente, 4 t e 3 m (escluso il materiale per le prove), deve
essere prelevato un saggio ad entrambe le estremità.
3.4 Composizione chimica
3.6.2 Nel caso di collaudo per lotti, il numero dei saggi
3.4.1 Generalità (1/7/2003) richiesto è indicato in [1.11.3].
Tutti i fucinati devono essere fabbricati da acciaio calmato 3.6.3 (1/7/2003)
o acciaio calmato a grano fine, come richiesto, e la loro
composizione chimica deve rientrare nei limiti indicati Da ogni saggio devono essere prelevate le provette per una
nella Tab 3, oppure, quando applicabile, nei limiti della prova di trazione e, se richiesto, per tre prove di resilienza
specifica approvata. Charpy V, in conformità alle Fig 1, Fig 2 e Fig 3.
La composizione chimica deve essere appropriata al tipo di Le provette devono essere prelevate in direzione longitudi-
acciaio e alle dimensioni e caratteristiche meccaniche nale (posizione A). A scelta del fabbricante, possono essere
richieste sul fucinato. usate le direzioni o posizioni alternative B, C e D.

Tabella 5 : Acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese - Composizione chimica

Tipo di Composizione chimica (%) (1)


Deossidazione
acciaio C max Mn Si P max S max Al tot. min. (1) Ni max
410 HA calmato 0,20 0,60 - 1,40 0,10 - 0,40 0,030 0,030 0,40
410 HB calmato
410 HD calmato a grano fine 0,020
460 HA calmato 0,22 0,90 - 1,60 0,10 - 0,50 0,030 0,030 0,40
460 HB calmato
460 HD calmato a grano fine 0,20 0,020
510 HA calmato 0,23 1,00 - 1,60 0,10 - 0,50 0,030 0,030 0,40
510 HB calmato
510 HD calmato a grano fine 0,20 0,020
(1) Nb, V o Ti possono essere usati come affinanti del grano a totale o parziale sostituzione dell'Al, nel qual caso il valore del con-
tenuto di Al non si applica. Gli elementi affinanti il grano devono essere specificati al momento dell'approvazione; in generale
Nb e V non devono eccedere lo 0,5% e lo 0,10%, rispettivamente. Eventuali elementi addizionali di lega devono essere sotto-
posti per considerazione ed approvazione. Gli elementi residui non intenzionalmente aggiunti non devono eccedere i seguenti
limiti: Cu ≤ 0,30%; Cr ≤ 0,25%; Mo ≤ 0,10%; Totale di Ni + Cu + Cr + Mo ≤ 0,80%;.

Regolamenti RINA 2008 87


Parte D, Cap 2, Sez 3

Tabella 6 : Acciai legati - Composizione chimica

Tipo di acciaio Deossidazione Composizione chimica (%) (1)


(2) C Mn Si P max S max Cr Mo
0,3Mo calmato al Si 0,12 - 0,22 0,40 - 0,90 0,10 - 0,40 0,030 0,030 - 0,25 - 0,35
1Cr 0,5Mo calmato al Si ≤ 0,18 0,40 - 1,70 0,10 - 0,40 0,030 0,030 0,80 - 1,15 0,40 - 0,65
2,25Cr 1Mo calmato al Si ≤ 0,15 0,10 - 0,40 0,10 - 0,40 0,030 0,030 2,00 - 2,50 0,90 - 1,10
(1) Gli elementi residui non devono eccedere i seguenti limiti: Cu ≤ 0,30%; Ni ≤ 0,30%.
(2) L'alluminio totale deve essere inferiore allo 0,020% per tutti i tipi di acciaio. Il contenuto di alluminio deve essere indicato
nel certificato di analisi di colata.

Figura 1 : Albero senza flange I fucinati destinati agli alberi portaelica di propulsione di
Posizione di prelievo A navi con notazione di classe per la navigazione tra i ghiacci
(longitudinale) devono essere in acciaio calmato o calmato a grano fine, a
seconda di come richiesto; il requisito di resilienza Charpy
V su provette longitudinali non deve essere inferiore a 27 J
(valore medio) alle seguenti temperature di prova, a
seconda della notazione di classe:
a) 0 °C, per navi con notazione IC
Posizione di prelievo B b) - 10 °C, per navi con notazioni IAS, IA o IB.
(tangenziale)

3.7 Esami non distruttivi


Figura 2 : Albero flangiato 3.7.1 Deve essere eseguito esame magnetoscopico o a
mezzo liquidi penetranti sui fucinati destinati a:
Posizione di prelievo B
(longitudinale) a) asse/asta di timoni e agugliotti aventi diametro non infe-
(in corrispondenza del foro per la vite) Posizione di prelievo A riore a 100 mm,
(longitudinale)
b) assi della linea di propulsione aventi diametro non infe-
riore a 100 mm,
c) bielle,
d) componenti di macchine aventi diametro cilindro mag-
giore di 400 mm, quali:
Posizione di prelievo C • testate dei cilindri, teste pistone, spinotti dei pistoni,
(tangenziale)
tiranti, ruote dentate per gli alberi a camme,
• bulloni e prigionieri per testate dei cilindri, teste a
Figura 3 : Albero flangiato con collare croce, cuscinetti di banco e di biella e bulloni, dadi
Posizione di prelievo B per tiranti.
(tangenziale)
L'esame magnetoscopico o a mezzo liquidi penetranti deve
Posizione di prelievo A essere eseguito in posizioni concordate con il tecnico, nelle
Posizione di
(longitudinale) posizioni dove l'esperienza suggerisce la possibilità di
prelievo C occorrenza di difetti.
(tangenziale)
L'esame magnetoscopico dei tiranti deve essere eseguito su
ogni zona da filettare per una lunghezza pari ad almeno il
doppio della lunghezza filettata.

3.7.2 L'esame a mezzo ultrasuoni deve essere eseguito sui


seguenti particolari:
Posizione di prelievo D a) aste timone e agugliotti aventi diametro non minore di
(tangenziale)
200 mm,
3.6.4 (1/7/2003) b) assi aventi un diametro finito pari a 200 mm o mag-
giore, quando destinati alla linea di propulsione o ad
Per i fucinati destinati ad essere impiegati a temperature di altri servizi essenziali,
0 °C o inferiori, non trattati nel presente articolo, le prescri-
zioni sono stabilite caso per caso, in considerazione della c) teste pistoni e testate dei cilindri,
temperatura di progetto, del tipo di applicazione e delle d) pistoni, bielle e cuscinetti di motori aventi diametro
dimensioni del fucinato. Vedasi anche Articolo [8]. cilindro maggiore di 400 mm.

88 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

4 Fucinati per alberi a manovella 4.5.2 Le prescrizioni relative alle caratteristiche meccani-
che sono indicate nelle Tab 4; vedasi anche [4.2.2].
4.1 Campo di applicazione
4.6 Prove meccaniche
4.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
fucinati in acciai al carbonio-manganese e legati, sia per 4.6.1 (1/7/2003)
alberi a manovelle in un solo pezzo, sia da impiegare per la Per alberi a manovelle fucinati in un sol pezzo in stampo
costruzione di alberi a manovelle composti o semicompo- aperto, per ciascun fucinato deve essere prelevata dalla
sti. estremità di accoppiamento con la linea d'alberi, in dire-
Valgono inoltre le prescrizioni generali specificate nell’arti- zione longitudinale (posizione di prova A nella Fig 4), la
colo [1] in quanto pertinenti. serie di provette per la prova di trazione.

4.1.2 I fucinati per alberi a manovelle sono considerati di Quando la massa del fucinato (come trattato ma con mate-
Classe 1. riale di prova escluso) supera 3 tonnellate, la serie di pro-
vette in direzione longitudinale per detta prova, deve essere
prelevata da ciascuna estremità (posizioni di prova A e B
4.2 Tipi di acciaio
nella Fig 4).
4.2.1 La specifica dell’acciaio relativa a composizione chi- Quando le manovelle sono ottenute per lavorazione mec-
mica, caratteristiche meccaniche e trattamenti termici deve canica o taglio di fiamma, la seconda delle suddette serie di
essere sottoposta per approvazione. provette deve essere ricavata in direzione tangenziale dal
materiale rimosso dalla manovella situata all'estremità
4.2.2 Il carico di rottura minimo specificato Rm
opposta a quella di accoppiamento alla linea d'alberi (posi-
dell’acciaio deve in generale essere non inferiore a 400
zione di prova C nella Fig 4).
N/mm2 e non superiore a 1000 N/mm2 , come richiesto
nella Parte C, Cap 1, Sez 2, [2.1.1].
4.6.2 Per le maschette, da ogni fucinato deve essere rica-
vata una serie di provette in direzione tangenziale (posi-
4.3 Procedimento di fabbricazione zione di prova C nella Fig 4).

4.3.1 La procedura di fucinatura che deve essere atta a 4.6.3 (1/7/2003)


realizzare la continuità delle fibre, deve essere special-
Per alberi a manovelle fucinati in stampo chiuso e per fuci-
mente approvata e, allo scopo, devono essere eseguite
nati per alberi a manovelle per i quali il metodo di fabbrica-
prove per dimostrare che vengono ottenute struttura e distri-
zione sia stato specificamente approvato in accordo con
buzione delle fibre soddisfacenti.
[4.3.1], il numero e la posizione delle provette per le prove
In caso di alberi a manovella saldati, la procedura di salda- meccaniche, sono specificati in sede di approvazione del
tura deve essere approvata. procedimento di fabbricazione.
Quando le maschette vengano ricavate per taglio di fiamma
da prodotti piani fucinati o laminati, una zona non inferiore 4.6.4 Nel caso di fucinati per alberi a manovelle di piccole
a 8 mm da ogni superficie tagliata di fiamma deve essere dimensioni collaudati per lotti [1.11.3], devono essere ese-
rimossa a mezzo lavorazione meccanica. guite su ciascun pezzo prove di durezza.

4.4 Stato di fornitura 4.7 Controlli non distruttivi


4.4.1 I fucinati devono essere allo stato normalizzato e rin-
4.7.1 L’esame magnetoscopico e/o con liquidi penetranti è
venuto ovvero temprato e rinvenuto, come prescritto nella
richiesto per tutti i fucinati.
specifica approvata.
La temperatura di rinvenimento deve essere non inferiore a Esso deve anche includere, se del caso, tutte le superfici
550 °C. tagliate di fiamma non successivamente lavorate di mac-
china.
4.4.2 Quando per l’albero a manovelle è previsto un
indurimento superficale per nitrurazione o per tempra ad Particolare attenzione deve essere rivolta ai perni di banco e
induzione, i dettagli completi della relativa procedura pro- ai colli di manovella ed ai relativi raccordi.
posta devono essere sottoposti in accordo con [1.9.5]. Salvo diversamente convenuto, tutti i fucinati per alberi a
manovella aventi diametro non inferiore a 150 mm devono
4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche essere esaminati a mezzo ultrasuoni.

4.5.1 La composizione chimica deve essere conforme alla 4.7.2 Le procedure di applicazione degli esami non
specifica approvata [4.2.1]. distruttivi ed i criteri di accettazione delle indicazioni di tali
Per gli acciai legati da assoggettare a procedimento di nitru- esami, conformi alle prescrizioni del fabbricante del
razione, il contenuto in fosforo ed in zolfo deve essere non motore, devono essere preventivamente approvate dalla
superiore a 0,020%. Società.

Regolamenti RINA 2008 89


Parte D, Cap 2, Sez 3

Figura 4 : Alberi a manovelle in un solo pezzo


Posizione di prelievo A Posizione di prelievo B
(longitudinale) (longitudinale)

Estremità di accoppiamento
Posizione di prelievo C
(tangenziale)

5 Fucinati per ingranaggi 5.4 Stato di fornitura

5.4.1 Lo stato di fornitura è quello precisato nella specifica


5.1 Campo di applicazione approvata del prodotto; diversamente si applicano le condi-
zioni di cui in [5.4.2].
5.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai
fucinati in acciai al carbonio-manganese e acciai legati, 5.4.2 (1/7/2003)
destinati alla costruzione di ingranaggi per la propulsione e
I fucinati per i quali non sia previsto un trattamento di indu-
per macchinari ausiliari.
rimento superficiale devono essere allo stato normalizzato
Si applicano inoltre le prescrizioni generali di cui all’arti- e rinvenuto o temprato e rinvenuto; la temperatura di rinve-
colo [1], come appropriato. nimento può essere inferiore a 550 °C.

I fucinati che devono essere cementati devono essere allo


5.1.2 I fucinati destinati alla fabbricazione di pignoni e di
stato "completamente ricotto" o "normalizzato e rinvenuto",
ruote dentate appartengono alla Classe 1.
idoneo per le successive operazioni.
5.1.3 Ai fucinati destinati alla fabbricazione di giunti ela- I fucinati che devono essere sottoposti ad indurimento per
stici, alberi cavi e ruote dentate, si applicano le prescrizioni induzione o a nitrurazione devono, nello stadio di fabbrica-
dell’articolo [3]. zione previsto per l'operazione di indurimento superficiale,
trovarsi in uno stato di trattamento termico idoneo a detta
5.2 Tipi di acciaio operazione.

5.2.1 Gli acciai devono soddisfare alle prescrizioni di cui 5.4.3 I trattamenti di indurimento superficiale devono
in [3.2] o essere conformi a specifiche particolari approvate essere approvati in conformità a [1.9.5].
dalla Società.
A tale scopo deve essere sottoposta specifica dettagliata 5.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche
relativa a composizione chimica, caratteristiche meccani-
che e trattamenti termici. 5.5.1 La composizione chimica e le caratteristiche mecca-
niche sono indicate rispettivamente in [3.4] e [3.5] ovvero
5.2.2 Limitazioni relative al carico di rottura minimo spe- per acciai secondo specifiche particolari, nella specifica
cificato sono specificate nella Parte C, Cap 1, Sez 6, in rela- approvata; vedasi anche [5.2.1].
zione allo stato di trattamento termico.
5.6 Prove meccaniche per fucinati allo stato
5.3 Procedimento di fabbricazione normalizzato e rinvenuto o temprato e
rinvenuto
5.3.1 (1/7/2003)
Il rapporto di riduzione durante la fucinatura deve essere in 5.6.1 Campionatura (1/7/2003)
accordo con le prescrizioni di cui in [1.3.2].
I campioni occorrenti per il ricavo della serie di provette per
Sulla superficie dei fucinati deve essere prevista un'ecce- le prove richieste devono essere prelevati da ciascun fuci-
denza di materiale sufficiente ad eliminare con lavorazione nato [1.11.2] o da un fucinato rappresentativo del lotto
meccanica possibili zone difettose. [1.11.3], conformemente alle Fig 5, Fig 6, Fig 7 e Fig 8.

90 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

Figura 5 : Pignoni

Posizione di prelievo B Posizione di prelievo B


(tangenziale) (tangenziale)

d
L

Posizione di prelievo C Posizione di prelievo A


(tangenziale) (longitudinale)

L : lunghezza del tratto di dentatura


D : diametro del tratto di dentatura
d : diametro del perno
Le serie di provette devono essere prelevate come segue: Le misure devono essere eseguite sulla superficie del fuci-
• Pignoni (vedi Fig 5): nato dove la dentatura sarà successivamente ricavata, in
Quando il diametro finito di lavorazione del tratto den- quattro posizioni egualmente spaziate lungo la circonfe-
tato è superiore a 200 mm, da ogni fucinato deve essere renza.
ricavata una serie di provette in direzione tangenziale, Se il diametro finito della zona dentata eccede 2,5 m, il
in zona adiacente al tratto della dentatura (posizione di suddetto numero di posizioni di prova deve essere aumen-
prova B). Qualora le dimensioni non permettano la pre- tato a otto.
parazione di provette in tale posizione, le provette
devono essere ricavate in direzione tangenziale, alla Per le ruote dentate, quando la larghezza eccede 1,25 m, la
estremità del perno (posizione di prova C). durezza deve essere eseguita in otto posizioni ad ogni estre-
mità del fucinato.
Se tuttavia il diametro del perno è inferiore o uguale a
200 mm, le provette devono essere ricavate in direzione Nel caso di forgiati per piccole ruote dentate sottoposti a
longitudinale (posizione di prova A). Quando la lun- collaudo per lotti (ved. [1.11.3]), le prove di durezza
ghezza finita del tratto di dentatura supera 1,25 m, deve devono essere eseguite sui singoli pezzi.
essere ricavata una serie di provette ad ogni estremità.
Quando il diametro finito del tratto di dentatura è infe- Figura 6 : Ruota dentata
riore o uguale a 200 mm, la serie di provette deve
Posizione di prelievo A
essere ricavata in direzione longitudinale (posizione di (tangenziale)
prova A).
• Ruote dentate (vedi Fig 6):
Una serie di provette deve essere ricavata da ciascun
fucinato in direzione tangenziale (posizioni di prova A o
B).
• Corone dentate fabbricate per espansione (vedi Fig 7):
Una serie di provette deve essere ricavata da ogni fuci- Posizione di prelievo B
nato (posizione di prova A). Quando il diametro finito (tangenziale)
supera 2,5 m o la massa eccede 3 t, due serie di pro-
vette devono essere ricavate da posizioni diametral- Figura 7 : Ruota dentata fabbricata per espansione
mente opposte (posizioni di prova A e B).
Posizione di prelievo A
• Pignoni a manicotto (vedi Fig 8): (tangenziale)
Una serie di provette deve essere ricavata da ciascun
fucinato in direzione tangenziale (posizione di prova A).
Quando la lunghezza finita supera 1,25 m, deve essere
ricavata una serie di provette ad ogni estremità.

5.6.2 Prove di durezza (1/7/2003)


Prove di durezza possono in genere essere richieste come
verifica dell'omogeneità, a giudizio del tecnico. Vedasi
anche [1.11.10] a).
Le verifiche di durezza devono essere eseguite dopo il com-
pletamento del trattamento termico, prima della lavora- Posizione di prelievo B
zione della dentatura. (tangenziale)

Regolamenti RINA 2008 91


Parte D, Cap 2, Sez 3

Figura 8 : Pignone a manicotto I rilievi di durezza devono essere effettuati sulla zona den-
tata dopo che i denti siano stati molati a profilo finito. I
Posizione di prelievo A Posizione di prelievo B
(tangenziale) (tangenziale) risultati devono essere conformi alla specifica approvata.
Verifiche addizionali [1.11.11] di durezza, profondità e
forma dello strato indurito devono essere eseguite come
previsto nella specifica approvata.
Quando, per ingranaggi nitrurati, sono richieste verifiche di
durezza su campioni addizionali, la profondità della zona
indurita non deve essere inferiore a 0,5 mm e la durezza a
una profondità di 0,25 mm non deve essere inferiore a 500
punti Vickers, salvo quando diversamente prescritto dalla
specifica approvata.

5.8 Esami non distruttivi


5.7 Prove meccaniche per fucinati induriti
5.8.1 Sulle superfici delle dentature di ingranaggi induriti
superficialmente completamente o in superficie, è richiesto esame magneto-
scopico o con liquidi penetranti.
5.7.1 Campionatura (1/7/2003)
Sui fucinati deve essere eseguito dal fabbricante esame a
Per i fucinati che devono essere cementati, deve essere pre- mezzo ultrasuoni; tale esame deve aver luogo quando i
vista una campionatura di prova sufficiente al ricavo delle fucinati abbiano ancora in superficie una adeguata ecce-
serie di provette occorrenti, sia per le prove preliminari denza di materiale rispetto alla quota finale della dentatura.
nello stabilimento di fucinatura, sia per le prove finali a
In generale l’esame ultrasonoro è richiesto per fucinati che
completamento della cementazione.
abbiano, nella parte dove sarà ricavata la dentatura, un dia-
La serie di provette consiste in 1 provetta per prova di tra- metro finito maggiore di 200 mm.
zione.
A tal fine un duplicato della provetta deve essere ricavato 6 Fucinati per turbine
nelle posizioni indicate in [5.6.1], salvo che, indipendente-
mente dalle dimensioni e dalla massa del fucinato, le prove 6.1 Campo di applicazione
sono richieste su una posizione soltanto e, nel caso di fuci-
nati con perni integrali, su provette in direzione longitudi- 6.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
nale. fucinati in acciaio destinati alla costruzione di rotori e
dischi per turbine principali e di rotori di turbine ausiliarie,
Le campionature di prova devono essere lavorate di mac- motrici di generatori elettrici e compressori.
china a un diametro pari a D/4 o 60 mm, assumendo il
Sono inoltre di applicazione le prescrizioni generali di cui
valore minore, dove D è il diametro finito della zona den-
all’articolo [1], come appropriato.
tata.
Per le prove preliminari nello stabilimento di fucinatura, la 6.1.2 I fucinati destinati a macchinari di propulsione o a
campionatura deve essere sottoposta, senza la presenza di sistemi ausiliari essenziali sono di Classe 1.
atmosfera carburante, ad un ciclo di trattamento di cemen- 6.1.3 Nei disegni sottoposti per approvazione deve essere
tazione e termico, che simuli quello che sarà successiva- indicato se trattasi di fucinati destinati a turbine principali
mente applicato sul fucinato. od ausiliarie; nel secondo caso deve essere precisata la
Per le prove finali di accettazione, la seconda campionatura potenza asse.
deve essere sottoposta, senza la presenza di atmosfera car- Per rotori soggetti a prova di stabilità termica, deve essere
burante, al trattamento di cementazione e termico assieme indicata sia la massima temperatura di esercizio, sia la tem-
ai fucinati ai quali essa è relativa. peratura di prova proposta.
E' facoltà del fabbricante, usare campionature di dimen- Per rotori a costruzione saldata, la composizione chimica
sioni maggiori di quelle dette sopra e sottoporle a tratta- dell’acciaio deve essere approvata.
mento di cementazione con o senza atmosfera carburante;
queste devono però essere lavorate al diametro ivi prescritto 6.2 Tipi di acciaio, composizione chimica e
prima del trattamento finale di bonifica. caratteristiche meccaniche
Procedure alternative per il collaudo dei fucinati che 6.2.1 I tipi di acciaio, e relative caratteristiche, possono
devono essere cementati possono essere oggetto di accordo essere in accordo con [3.2], [3.4] e [3.5] o con specifiche
particolare con la Società. particolari da sottoporre per accettazione.
5.7.2 Prove di durezza e verifiche addizionali
6.3 Stato di fornitura
Sui fucinati che siano stati temprati per induzione, nitrurati
o cementati possono essere richieste prove di durezza. 6.3.1 I trattamenti termici intermedi e finali, proposti dal
Vedasi anche [1.11.10] b). fabbricante, devono essere sottoposti per considerazione.

92 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

In particolare, i trattamenti termici devono essere tali da generale, sono previste due fasce di riferimento posizionate
non dar luogo a cricche capillari. in corrispondenza, o in prossimità, dei supporti e tre fasce
di prova posizionate una a metà lunghezza e due alle estre-
Per i rotori di costruzione saldata, il tipo di trattamento ter-
mità del rotore).
mico da adottare è oggetto di approvazione.
Alla estremità di accoppiamento del rotore vengono mar-
6.4 Prove meccaniche cate quattro posizioni, a 90° fra di loro e contrassegnate per
individuazione.
6.4.1 (1/7/2003)
Durante la prova, il rotore deve essere ruotato molto lenta-
Per i rotori che non superino 3 t di massa, una provetta per mente e uniformemente in forno mentre è riscaldato gra-
prova di trazione deve essere ricavata in direzione longitu- dualmente e uniformemente, evitando eccessivi gradienti
dinale da un'estremità dell'ass,e e una in direzione tangen- termici; il rotore deve essere quindi mantenuto per un suffi-
ziale nell'ambito del corpo (vedasi Fig 9). ciente periodo di tempo alla temperatura di prova specifi-
Per rotori aventi massa superiore a 3 t, le serie di provette cata (che deve essere appropriata allo stato di trattamento
longitudinali richieste sono due, da ricavarsi una ad ogni termico) e, successivamente, lentamente e uniformemente
estremità dell'asse e la serie di provette in direzione tangen- raffreddato a una temperatura sufficientemente bassa, evi-
ziale deve essere ricavata nell'ambito del corpo (vedasi tando anche in tale fase eccessivi gradienti termici.
Fig 9).
Durante la prova, devono essere sistematicamente rilevate
Per ciascun disco di turbina almeno una serie di provette le inflessioni in ogni fascia nelle suddette quattro posizioni
deve essere ricavata dal mozzo in direzione tangenziale a 90°; le differenze nelle letture tra le condizioni freddo e
(vedasi Fig 10). caldo non devono eccedere i limiti specificati.

Devono, in generale, essere soddisfatte le seguenti prescri-


6.5 Esami non distruttivi zioni:

6.5.1 Le superfici di estremità dei rotori e quella del • il forno deve essere grande a sufficiente per contenere
mozzo dei dischi devono essere sottoposte ad esame visivo, l’intera lunghezza del rotore, incluse le zone di estre-
assistito, a giudizio del tecnico, dall’esame magnetosco- mità in corrispondenza delle tenute; eventuali ruote a
pico; il grado di finitura deve essere adeguato a tal scopo. sbalzo devono essere anch’esse incluse nel forno;

Su tutti i fucinati deve essere eseguito dal fabbricante esame • deve essere provveduta la registrazione continua della
a mezzo ultrasuoni. temperatura alla superficie del rotore e, se possibile,
entro foro interno, a metà lunghezza del rotore;
6.5.2 I fucinati per rotori di turbine di propulsione aventi
potenza eccedente 1100 kW, devono essere forati per per- • la temperatura del rotore non deve in ogni caso supe-
mettere l’esame interno visivo e, se possibile, con metodo rare la temperatura finale di rivenimento;
magnetoscopico; il grado di finitura del foro deve essere
• la temperatura di prova deve essere non inferiore alla
adeguato allo scopo dell’esame.
temperatura massima di esercizio + 28 °C, ma comun-
Tali esami devono essere convalidati dal tecnico. que non superiore a quella di cui al comma precedente;
la temperatura deve risultare uniforme ed essere mante-
A discrezione della Società, un esame ultrasonoro del nuta per almeno tre ore da quando i rilievi delle infles-
rotore eseguito secondo procedura approvata può essere sioni risultano costanti entro 0,006 mm in tutte le fasce;
accettato in altenativa al foro.
• il rotore deve essere mantenuto in rotazione nella fase
di raffreddamento fino ad una temperatura di 100 °C o
6.6 Prova di stabilità termica
inferiore;

6.6.1 I rotori fucinati di pezzo e i rotori compositi realiz- • i rilievi delle inflessioni devono essere effettuati anche a
zati a mezzo saldatura di due o più parti fucinate, destinati pezzo freddo all’inizio e al termine della prova.
a turbine che abbiano una temperatura di esercizio supe-
riore a 400 °C, grezzi di lavorazione ed a trattamento ter- L’esito della prova è considerato soddisfacente se la diffe-
mico completato, devono essere assoggettati a prova di renza tra le inflessioni finali a caldo e quelle iniziali e finali
verifica della stabilità termica. a freddo risulta su ogni fascia non superiore a 0,025 mm.
La prova deve essere eseguita usando attrezzatura e proce-
Diversamente, la prova può a richiesta del fabbricante e
dure giudicate appropriate dalla Società.
con il benestare della Società essere ripetuta; nel caso risulti
Le inflessioni possono essere misurate con la procedura di ancora insoddisfacente, eventuali proposte e relative moda-
seguito indicata, consistente nella lettura degli spostamenti lità di rettifica del rotore prima che venga sottoposto a una
in direzione radiale, rilevati in corrispondenza di apposite nuova prova sono anch’esse subordinate ad approvazione
fasce lavorate e distribuite lungo la lunghezza del rotore (in della Società.

Regolamenti RINA 2008 93


Parte D, Cap 2, Sez 3

Figura 9 : Rotore di turbina

direzione L direzione T direzione T

direzione L direzione L
direzione L

Figura 10 : Disco di turbina Ogni gruppo può essere ulteriormente suddiviso nei tipi
HA, HB, HD, basati su livelli convenzionali di qualità e
sulle caratteristiche di resilienza.

7.2.2 Gli acciai basso legati sono suddivisi in base della


loro composizione chimica nei tipi 0,3Mo-1Cr0,5Mo-
direzione T
2,25Cr1Mo.
I simboli indicano il contenuto nominale in percentuale
degli elementi di lega principali.
Ove sia proposto di usare acciai diversi da quelli trattati nel
presente regolamento, la specifica dell’acciaio relativa alla
composizione chimica, alle caratteristiche meccaniche, al
trattamento termico, deve essere sottoposta per approva-
zione.
7 Fucinati per caldaie, recipienti e
sistemi a pressione 7.3 Stato di fornitura

7.3.1 I fucinati devono essere forniti in uno dei seguenti


7.1 Campo di applicazione stati a seconda di come richiesto dalla specifica dell’acciaio
7.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a (vedasi [1.9.2]):
fucinati, assoggettabili a saldatura, fabbricati in acciaio al a) acciai al carbonio e carbonio-manganese:
carbonio e carbonio-manganese, e in acciai legati al molib-
• normalizzazione,
deno e al cromo-molibdeno, destinati alla costruzione di
caldaie e recipienti a pressione, impianti e sistemi di tubo- • normalizzazione e rinvenimento,
lature in generale, per i quali le caratteristiche di resilienza • tempra e rinvenimento,
siano richieste a temperature non inferiori a - 20 °C.
b) acciai legati:
Per fucinati non soggetti a saldatura si applicano, per
quanto appropriato, le prescrizioni dell’articolo [2]. • normalizzazione e rinvenimento,

7.1.2 I fucinati destinati a recipienti a pressione e sistemi • tempra e rinvenimento.


di tubazioni classificati di Classe 1, quale definita nella Per tutti i tipi di acciaio, la temperatura di rinvenimento non
Parte C dei Regolamenti, appartengono alla Classe 1. Salvo deve essere inferiore a 550 °C.
diversamente richiesto nei singoli casi, gli altri fucinati
appartengono alla Classe 2.
7.4 Composizione chimica
7.1.3 I fucinati destinati a recipienti e sistemi esercenti a
bassa temperatura, devono soddisfare alle prescrizioni 7.4.1 La composizione chimica su analisi di colata deve
applicabili dell’articolo [8] e, nel caso di applicazioni che soddisfare i limiti specificati nella Tab 5 per i fucinati in
comportino lo stoccaggio e il trasporto di gas liquefatto, a acciaio al carbonio e carbonio-manganese e nella Tab 6 per
quelle specificate nella Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regola- i fucinati in acciai legati al Cr e Cr-Mo.
menti.
7.5 Caratteristiche meccaniche
7.2 Tipi di acciaio
7.5.1 Le caratteristiche meccaniche sono indicate per i
7.2.1 Gli acciai al carbonio e carbonio-manganese sono fucinati in acciaio al carbonio e al carbonio-manganese
classificati in tre gruppi designati con il carico di rottura nella Tab 7 e per i fucinati in acciaio legato Cr e Cr-Mo
minimo specificato Rm, in N/mm2: 410, 460 e 510. nella Tab 8.

94 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

Tabella 7 : Acciai al Carbonio e Carbonio-Manganese - Caratteristiche meccaniche

Carico di snervamento ReH


Carico di Allungamento A5 (%) min.
(N/mm2) min. per spes- Resilienza media (J)
Tipo di rottura per spessore t (mm) (1)
sore t (mm) min.
acciaio Rm
t ≤100 100 < t ≤250
t ≤100 100 < t ≤ 250 (N/mm2)
L T L T Temp. (°C) KVL KVT
410 HA 230 220 410 - 530 24 23 23 21 + 20 41 27
410 HB 0 27 22
410 HD 250 230 - 20
460 HA 260 250 460 - 600 23 21 22 20 + 20 41 27
460 HB 0 27 22
460 HD 280 260 - 20
510 HA 280 270 510 - 650 21 20 20 19 + 20
510 HB 0 41 27
510 HD 330 310 - 20
(1) L e T rispettivamente valori per provette ricavate in senso longitudinale e tangenziale.

Tabella 8 : Acciai bassolegati - Caratteristiche meccaniche

Carico di snervamento ReH


Allungamento A5 (%) min. Resilienza media (J)
Tipo di (N/mm2) min. per spessore t Carico di rottura
(2) min.
acciaio (mm) (1) Rm (N/mm2)
t ≤ 100 100 < t ≤ 250 L T Temp. (°C) KVL KVT
0,3Mo 285 270 440 - 570 23 21 +20 50 34
1Cr 0,5Mo 270 255 440 - 590 20 18 44 27
2,25Cr 1Mo 275 275 500 - 650 19 17 60 50
(1) Per spessori o diametri superiori a 250 mm, i valori richiesti devono essere concordati con la Società.
(2) L e T indicano rispettivamente valori per provette ricavate in senso longitudinale e tangenziale.

7.6 Caratteristiche meccaniche a tempera- Le dimensioni delle provette e le procedure di prova


tura elevata devono essere in accordo rispettivamente con le prescri-
zioni del Cap 1, Sez 2, [2.1] e Cap 1, Sez 2, [2.2.5].
7.6.1 I valori di snervamento convenzionale 0,2% (Rp0,2) I risultati delle prove devono soddisfare i valori specificati.
alle temperature di 150 °C e superiori sono dati nella 7.6.3 In alternativa ad una verifica sistematica del valore
Tab 9. Rp0,2 come in [7.6.2], può essere concordato, con i singoli
I suddetti valori sono dati a solo scopo di progettazione. La fabbricanti dell’acciaio, di eseguire un idoneo programma
di prove o una probante verifica dei dati statistici della pro-
loro verifica non è in generale richiesta durante il collaudo
duzione corrente.
salvo che vengano proposti dal fabbricante dell’acciaio
valori più elevanti di quelli indicati nella Tab 9 conformi a 7.6.4 I valori della media stimata della sollecitazione a rot-
standard riconosciuti. tura in 100.000 ore sono dati, per solo scopo di progetta-
zione in Sez 1, Tab 19.
In tali casi, la verifica è richiesta e devono essere seguite le
procedure indicate in dettaglio in [7.6.2] e [7.6.3].
7.7 Prove meccaniche
7.6.2 Quando sia richiesta la verifica del valore di Rp0,2, 7.7.1 Ad eccezione dei collettori (vedasi [7.7.2]) da ogni
per ogni fucinato o lotto di fucinati deve essere effettuata, fucinato [1.11.2] o lotto di fucinati [1.11.3] deve essere
alla temperatura concordata, almeno una prova di trazione ricavata, almeno una serie di provette per prove meccani-
per colata. che (1 per prova di trazione e salvo diversamente richiesto 3
provette per prova di resilienza Charpy intaglio a V per i tipi
La provetta per detta prova deve essere prelevata vicino alla HB e HD); salvo diversamente concordato e quando possi-
posizione di prelievo della provetta per la prova di trazione bile, le provette devono essere ricavate in direzione longitu-
a temperatura ambiente. dinale.

Regolamenti RINA 2008 95


Parte D, Cap 2, Sez 3

Tabella 9 : Valore minimo della sollecitazione convenzionale (Rp0,2) a temperature elevate

Rp0,2 (N/mm2) a temperatura (°C) di


Tipo di acciaio Spessore (mm)
150 200 250 300 350 400 450 500
410 HA (1) ≤ 100 190 180 170 150 140 135 135
410 HB (1) > 100 175 170 160 150 140 135 135
410 HD (1) ≤ 100 205 190 170 150 140 135 130
> 100 190 175 165 150 140 135 130
460 HA (1) ≤ 100 215 210 195 175 170 160 155
460 HB (1) > 100 200 200 190 - - - -
460 HD (1) ≤ 100 235 215 200 175 165 155 150
> 100 220 200 190 175 - - -
510 HB (1) ≤ 100 235 225 210 190 180 175 170
> 100 220 210 200 190 - - -
510 HD (1) ≤ 100 255 235 215 190 180 170 165
> 100 240 215 205 190 - - -
0,3Mo 200 185 170 160 150 140 130
1Cr0,5Mo 210 200 180 170 160 150 140
2,25Cr1Mo 240 230 220 210 200 190 180
(1) I valori Rp0,2 per temperatura ≤ 250 °C sono dati solo a titolo indicativo.

7.7.2 Per i collettori fucinati, una serie di provette per nel caso della costruzione di strutture, recipienti, impianti e
prove meccaniche deve essere ricavata da ogni estremità tubolature che operino a bassa temperatura o quando, indi-
aperta. pendentemente dalle condizioni di esercizio, sui fucinati
Quando, in relazione alla procedura di fabbricazione, la siano richieste caratteristiche di resilienza a temperature
campionatura di prova deve essere distaccata prima del inferiori alla temperatura di -20 °C.
trattamento termico, essa deve essere termicamente trattata
assieme al fucinato che rappresenta. 8.1.2 Salvo diversamente concordato, i fucinati oggetto
dal presente articolo sono assegnati alla Classe 1.
Le provette devono essere ricavate in direzione circonferen-
ziale. Quando la prova di trazione venga eseguita su pro- 8.1.3 In caso di applicazioni che comportino lo stoccag-
vette ricavate ad entrambe le estremità del collettore gio ed il trasporto di gas liquefatti o di fluidi a bassa tempe-
fucinato, la variazione nel carico di rottura Rm tra le due ratura in generale, si applicano inoltre le pertinenti
prove non deve superare 70 N/mm2. prescrizioni della Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regolamenti.

7.7.3 Per le prove di trazione a temperature elevate, si


8.2 Tipi di acciaio e relative proprietà
applicano le prescrizioni di [7.6.2].
8.2.1 Le prescrizioni si applicano ad acciai al carbonio,
7.8 Esami non distruttivi carbonio-manganese e agli acciai legati al nickel.
7.8.1 Salvo diversamente richiesto o concordato, devono La specifica dell’acciaio relativa alla composizione chi-
essere eseguiti almeno i seguenti esami non distruttivi: mica, alle caratteristiche meccaniche e ai trattamenti ter-
mici deve essere sottoposta per approvazione.
• esame magnetoscopico su tutti i fucinati di Classe 1,
Se del caso, nell’ambito dei Regolamenti, può essere fatto
• esame ultrasonoro su tutti i collettori fucinati di Classe 1
rinvio alle designazioni dell’acciaio, composizione chimica
e su altri fucinati di importanza simile quando abbiano
e caratteristiche meccaniche, relative ai materiali laminati
spessore superiore a 10 mm.
ai quali i fucinati sono intesi essere saldati, ad esempio in
particolare in Sez 1, Tab 20 e Sez 1, Tab 22 nel caso di
8 Fucinati in acciaio ferritico per servi- acciai al carbonio e carbonio-manganese e in Sez 1, Tab 21
zio a bassa temperatura e Sez 1, Tab 23 per gli acciai legati al nickel.

8.1 Campo di applicazione 8.3 Stato di fornitura


8.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a 8.3.1 I fucinati devono essere normalizzati, o normalizzati
fucinati in acciaio ferritico destinati a strutture saldate come e rinvenuti o temprati e rinvenuti, a secondo del grado

96 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 3

dell’acciaio, come indicato in Sez 1, [5.4.1] o nell’apposita 9.1.4 Quando fucinati in acciai inossidabili sono intesi
specifica approvata. alla fabbricazione di assi e ad applicazioni in macchinari, si
applica l’articolo [3].
8.4 Prove meccaniche 9.1.5 Nel caso di applicazioni che comportino lo stoccag-
gio ed il trasporto di gas liquefatti o fluidi a bassa tempera-
8.4.1 Almeno una serie di provette per le prove meccani- tura in generale, si applicano inoltre le prescrizioni
che (1di trazione e 3 di resilienza Charpy intaglio a V) deve pertinenti della Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regolamenti.
essere ricavata da ogni fucinato [1.11.2] o dal lotto di fuci-
nato [1.11.3]; quando possibile, salvo diversamente con-
9.2 Tipi di acciaio e relative caratteristiche
cordato, le provette devono essere prelevate in direzione
longitudinale. 9.2.1 Le prescrizioni si applicano ad acciai austenitici al
In generale, le prove di resilienza devono essere eseguite Cr-Ni.
alla minima temperatura di prova stabilita per il tipo di Per quanto riguarda la designazione, la composizione chi-
acciaio; tuttavia, può essere concordato con la Società di mica, le caratteristiche meccaniche e lo stato di fornitura si
eseguire la prova a una temperatura più elevata tenuto applicano le prescrizioni generali specificate in Sez 1, [7]
conto della temperatura di progetto delle singole applica- relativamente ai prodotti laminati.
zioni.
9.2.2 Tipi diversi di acciai inossidabili (austeno-ferritici o
martensitici), che soddisfino a specifiche nazionali od inter-
8.5 Prove non distruttive nazionali riconosciute, possono essere accettati per partico-
lari applicazioni (ad es. [9.1.4]); le relative specifiche
8.5.1 Salvo diversamente richiesto o concordato, i fucinati devono essere sottoposte per approvazione.
di Classe 1 devono essere esaminati con metodo magneto-
scopico.
9.3 Prove meccaniche
Quando i suddetti fucinati abbiano spessore più elevato di
10 mm, essi devono anche essere assoggettati all’esame 9.3.1 La campionatura per le prove e le prove meccani-
ultrasonoro. che, devono essere in accordo con le prescrizioni di [3.6] e
[7.7], come del caso in relazione all’applicazione (in mac-
chinari o per sistemi a pressione).
9 Fucinati in acciai inossidabili Salvo diversamente stabilito, per i tipi austenitici le prove di
resilienza sono richiste nel caso di temperature di esercizio
9.1 Campo di applicazione inferiori a -105 °C e devono essere eseguite a -196 °C.
I risultati delle prove devono soddisfare le prescrizioni di
9.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a cui alla Sez 1, [7.6.1].
fucinati in acciaio inossidabile destinati alla costruzione di
cisterne del carico o di stoccaggio, recipienti a pressione,
9.4 Esami non distruttivi
tubazioni ed accessori per applicazioni relative a prodotti
chimici e/o esercenti a bassa temperatura. 9.4.1 Salvo diveramente richiesto o concordato, i fucinati
di Classe 1 devono essere esaminati con metodo ai liquidi
9.1.2 Salvo diversamente specificato o convenuto, i fuci- penetranti e/o con metodo ultrasonoro, come del caso, in
nati trattati dal presente articolo sono di Classe 1. dipendenza dell’applicazione.

9.1.3 Gli acciai inossidabili austenitici sono idonei all’uso


9.5 Prove di corrosione
sia a temperatura elevata come a bassa temperatura, per
temperature di progetto non inferiori a -165 °C. 9.5.1 Per i fucinati destinati a prodotti chimici, può essere
Quando gli acciai inossidabili austenitici siano proposti per richiesta su un fucinato per lotto la prova di corrosione,
l’uso a temperature elevate, deve essere sottoposta per con- ASTM A262 Pratica E (rame- solfato solforico di rame) o
siderazione e approvazione la specifica della composizione ASTM A262 Pratica C (acido nitrico), come appropriato.
chimica, delle caratteristiche meccaniche e dei trattamenti Prove in accordo con altri standard riconosciuti possono
termici. essere accettate per accordo con la Società.

Regolamenti RINA 2008 97


Parte D, Cap 2, Sez 4

SEZIONE 4 GETTI IN ACCIAIO

1 Generalità sollecitazioni rilevanti, ecc.; getti cui si applicano le


prescrizioni in [1.1.3].

1.1 Campo di applicazione b) Classe 2: getti soggetti a collaudo, non assegnabili alla
Classe 1.
1.1.1 Generalità (1/7/2003)
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano a getti in 1.3 Fabbricazione
acciaio destinati allo scafo, ad applicazioni strutturali in
1.3.1 Procedimento di fabbricazione/elaborazione
genere, macchinari, caldaie, recipienti a pressione e sistemi
di tubazioni. L’acciaio deve essere fabbricato come prescritto in Sez 1,
[1.2.1].
Le presenti prescrizioni sono applicabili solo a quei getti in
acciaio per i quali la progettazione e le prove di accetta- 1.3.2 Uso di scalpello, fiamma o arc-air
zione sono riferite alle caratteristiche meccaniche a tempe- Le operazioni di taglio a mezzo fiamma, arc-air o scalpello,
ratura ambiente. Per applicazioni diverse, possono essere aventi lo scopo di rimuovere del materiale sovrabbondante,
necessarie prescrizioni addizionali, specialmente quando i devono essere eseguite secondo buona pratica e, salvo
getti sono destinati ad applicazioni a bassa o elevata tempe- diversamente ammesso, devono aver luogo prima del tratta-
ratura. mento termico finale. Quando ritenuto necessario in rela-
Il presente articolo specifica le prescrizioni comuni ai sud- zione alla composizione e/o allo spessore del getto, deve
detti getti, mentre quelle particolari per le singole applica- essere usato preriscaldo. Per certi componenti, può essere
zioni sono indicate negli articoli da [2] a [7]. richiesta la successiva lavorazione di macchina di dette
superfici ottenute per taglio di fiamma o simile.
In alternativa, i getti che soddisfano le disposizioni di stan-
dard nazionali o delle specifiche del fabbricante possono 1.3.3 Saldatura dei getti (1/7/2003)
essere accettati, a condizione che tali specifiche prevedano Quando due o più getti debbano essere assiemati mediante
requisiti sostanzialmente equivalenti alle presenti prescri- saldatura in un unico elemento composito, il relativo proce-
zioni o che siano stati approvati in via particolare dalla dimento deve essere sottoposto per approvazione. Possono
Società o prescritti da quest'ultima. essere richieste prove di approvazione del procedimento di
saldatura.
1.1.2 Produzioni di massa
Per piccoli getti fabbricati in serie e in notevoli quantità, il 1.4 Approvazione
fabbricante può adottare apposite procedure di collaudo,
subordinatamente all'approvazione da parte della Società. 1.4.1 (1/7/2003)
I getti di Classe 1 devono essere prodotti presso un fabbri-
1.1.3 Prescrizioni particolari cante approvato dalla Società.
Prescrizioni particolari possono essere richieste per applica- Quando l'approvazione del procedimento non venga
zioni con sostanze pericolose o per condizioni di esercizio richiesta, il fabbricante deve essere comunque "ricono-
particolarmente severe. sciuto" caso per caso.
Per le applicazioni relative a deposito e trasporto di gas Le disposizioni in materia sono contenute nelle "Norme per
liquefatti o di fluidi a bassa temperatura in generale, si l'approvazione dei fabbricanti di prodotti".
applicano inoltre le particolari disposizioni di cui in Parte E,
Per determinati componenti, compresi i getti destinati ad
Cap 9, Sez 6.
essere induriti superficialmente, il procedimento di fabbri-
cazione proposto può richiedere una particolare approva-
1.2 Classificazione dei getti zione da parte della Società.

1.2.1 Ai fini delle presnti norme, i getti sono sudddivisi in 1.5 Qualità dei materiali
due Classi a secondo del loro servizio:
a) Classe 1: getti destinati ad applicazioni importanti quali 1.5.1 Tutti i getti devono essere esenti da difetti interni o di
eliche, componenti di alberi a manovelle, fondazioni di superficie, pregiudizievoli al loro comportamento in eserci-
macchine, testate cilindro e pistoni, aste timone, zio.
ancore, importanti componenti dello scafo e di mac- La finitura delle superfici deve essere conforme alla buona
china in genere, componenti a pressione di sistemi clas- pratica e alle eventuali prescrizioni particolari contenute
sificati in Classe 1, parti di mezzi da carico soggette a nei disegni approvati o nell’ordine del committente.

98 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

1.6 Esame visivo e dimensionale getti di Classe 1, nelle aree ritenute sucettibili di presentare
difetti di fusione; devono anche essere controllati i giunti
1.6.1 Esame visivo saldati e le zone adiacenti.
Tutti i getti devono essere puliti e adeguatamente preparati Tutte le radiografie devono essere sottoposte al tecnico per
per l’esame; metodi appropriati sono la spazzolatura metal- accettazione.
lica, il decappaggio, la sabbiatura, la molatura locale.
Le superfici non devono essere martellate o trattate in modo 1.7.4 Esame ultrasonoro
suscettibile di mascherare i difetti; procedure di tal genere L’esame ultrasonoro deve essere eseguito dopo il tratta-
sono causa di scarto del pezzo interessato. mento termico finale nelle posizioni di cui in [1.7.3].
Tutti i prodotti devono essere sottoposti dal fabbricante ad Salvo diversamente richiesto, l’esame viene eseguito a cura
esame visivo; ove del caso, tale esame deve includere le del fabbricante, tuttavia i tecnici possono richiedere di assi-
superfici interne ed i fori. stervi, in particolare allo scopo di verificare che la condotta
dell’esame risulti conforme alle procedure stabilite.
I getti di Classe 1 devono essere presentati per l’esame
visivo anche al tecnico.
1.8 Rettifica di difetti
Salvo diversamente specificato, per i getti di Classe 2
l’esame visivo da parte del tecnico non è richiesto. 1.8.1 (1/7/2003)
Qualora getti difettosi debbano essere rettificati mediante
1.6.2 Verifica delle dimensioni molatura o altri mezzi adatti, con o senza successiva ripara-
La verifica delle dimensioni e relative tolleranze è di zione mediante saldatura, prima del loro uso deve essere
responsabilità del fabbricante. ottenuta l'approvazione della Società.
Controlli dimensionali per verifica della corrispondenza ai 1.8.2 Rettifica di difetti mediante molatura
disegni approvati sono in genere richiesti per getti impor-
Eventuali difetti e imperfezioni non accettabili devono
tanti, a giudizio del tecnico.
essere asportati di macchina o con scalpello. L'asporta-
zione mediante solcatura di fiamma od arc-air può anche
1.7 Esami non distruttivi essere ammessa, effettuando un preriscaldo, se giudicato
opportuno; le superfici delle solcature devono essere finite
1.7.1 Generalità (1/7/2006)
lisce di mola.
Quando richiesto dalle Parti applicabili dei Regolamenti,
dai piani approvati, dalle procedure approvate per la salda- L'eliminazione completa del materiale difettoso deve essere
tura di elementi composti o, in casi particolari dal tecnico, accertata mediante esame non distruttivo appropriato.
devono essere eseguiti gli esami non distruttivi prescritti; i A giudizio del tecnico, i solchi o le depressioni conseguenti
relativi risultati devono essere verbalizzati dal fabbricante. alle rettifiche di cui sopra, possono essere accettati sempre
Tutti i detti esami devono essere eseguiti da operatori com- che siano giudicati tali da non causare una apprezzabile
petenti, qualificati in accordo alle prescrizioni del Cap 1, riduzione della dovuta robustezza del getto e siano adegua-
Sez 1, [3.6.4]; devono essere impiegate apparecchiature tamente finiti di mola, lisci e ben avviati al contorno.
adeguate e mantenute efficienti. Le procedure di esecu- Quando la presenza di difetti superficiali sollevi ragionevoli
zione dei controlli, l'estensione dei controlli ed i criteri di dubbi sulla integrità interna del getto, possono essere
accettazione degli eventuali difetti devono essere in richiesti esami addizionali, a giudizio del tecnico, sia sul
accordo con le norme applicabili e con le eventuali prescri- getto interessato sia, se necessario, su altri getti della stessa
zioni dei disegni approvati, a soddisfazione del tecnico. colata presentati assieme ad esso.
La raccomandazione IACS N. 69 deve essere considerata 1.8.3 Rettifica di difetti mediante saldatura
come un esempio di standard accettabile.
Eventuali proposte di riparare un getto difettoso mediante
Il fabbricante deve fornire al tecnico un verbale che con- saldatura, devono essere preliminarmente sottoposte al tec-
fermi che i controlli richiesti sono stati eseguiti senza evi- nico per approvazione.
denza di difetti significativi; i dettagli della procedura Tali proposte devono includere i necessari dettagli su posi-
devono essere ugualmente indicati nel verbale. zione ed estensione dei difetti, procedura di riparazione,
1.7.2 Esame magnetoscopico con liquidi trattamento termico eventuale e successivi controlli.
penetranti Per l'accettazione, debita considerazione deve essere posta
L’esame magnetoscopico e quello con liquidi penetranti a tipo, Classe e condizioni di esercizio del getto.
devono essere eseguiti sui getti finiti di lavorazione. Quando la riparazione venga accettata, la saldatura deve
Quando il metodo usato è con magnetizzazione a flusso di essere eseguita in accordo con una apposita procedura
corrente, deve essere posta cura di evitare di danneggiare le approvata; vedasi anche [1.8.4].
superfici lavorate con bruciature di contatto sotto le punte. A riparazione eseguita, deve essere redatto dal fabbricante
Salvo diversamente convenuto, gli esami devono essere un verbale (con eventuale schizzo) che contenga in detta-
eseguiti in presenza del tecnico. glio le informazioni di cui sopra (quali, posizione ed esten-
sione dei difetti e loro riparazioni, procedura di saldatura,
1.7.3 Esame radiografico trattamento termico dopo saldatura, esami non distruttivi,
L’esame radiografico deve essere eseguito dal fabbricante risultanze, ecc.); tale verbale deve essere sottoposto al tec-
nelle posizioni indicate sui piani approvati e, almeno per i nico ed essere allegato alla documentazione di collaudo.

Regolamenti RINA 2008 99


Parte D, Cap 2, Sez 4

1.8.4 Procedura di saldatura (1/7/2003) originario. Le risultanze di tutti gli esami non distruttivi
La procedura di saldatura deve considerare i seguenti punti: eseguiti devono essere soddisfacenti.
Per la rettifica di difetti sui getti relativi agli alberi a mano-
a) I getti importanti e i getti in acciai legati, devono essere
velle, vedasi anche [4.7.2].
assoggettati ad un appropriato trattamento termico pre-
liminare alla riparazione con saldatura. Analogo tratta- 1.8.5 (1/7/2003)
mento termico può essere richiesto anche in altri casi Il fabbricante deve conservare rapporti completi e detta-
quando si tratti di riparazione di difetti aventi rilevante gliati relativi all'estensione ed all'esito delle riparazioni ese-
estensione. guite su ciascun getto, ai procedimenti di saldatura ed ai
trattamenti termici adottati. Questi rapporti devono essere
b) Le zone di asportazione dei difetti devono essere ade-
resi disponibili al tecnico e ne devono essere fornite copie,
guatamente sagomate per consentire un buon accesso a richiesta.
alla saldatura; esse devono essere poi riesaminate con
esami non distruttivi appropriati per assicurare che tutto 1.9 Stato di fornitura - trattamento termico
il materiale difettoso sia stato eliminato.
c) Per i getti in acciai legati, che non siano acciai inossida- 1.9.1 I getti devono essere trattati termicamente in modo
bili austenitici e austeno-ferritici, e per tutti i getti per la idoneo ad affinare il grano e ad ottenere le caratteristiche
produzione di alberi a manovelle, deve essere effettuato meccaniche dovute.
un adeguato preriscaldo prima della saldatura. Il preri- Il trattamento termico deve essere eseguito in forni appro-
scaldo può essere richiesto anche nel caso di getti in priati. Vedasi Cap 1, Sez 1, [2.3.1].
acciaio al carbonio o carbonio-manganese, in relazione Qualora, successivamente al trattamnto termico finale, un
alla composizione chimica e alla rilevanza delle dimen- getto sia sottoposto a riscaldi locali e/o operazioni di rad-
sioni e della posizione delle zone da riparare. drizzamento, può essere richiesto un successivo trattamento
d) La saldatura deve essere eseguita al coperto, in assenza di distensione onde evitare possibili tensioni residue dan-
di correnti e di condizioni climatiche avverse; essa deve nose.
essere, per quanto possibile, depositata in piano posi-
1.9.2 Le condizioni di trattamento termico previste sono
zionato.
indicate negli articoli relativi alle varie applicazioni dei
e) Deve essere usato un tipo di materiale d'apporto avente getti.
una appropriata composizione e che produca un depo- Nei casi in cui sia prevista più di una condizione, salvo
sito di saldatura avente caratteristiche meccaniche simili diversamente richiesto, la scelta si intende lasciata al fabbri-
ed in nessun caso inferiori a quelle del getto. L'impiego cante; lo stato di trattamento deve essere sempre menzio-
di materiali d'apporto a basso idrogeno è raccomandato nato nella documentazione di collaudo.
e può essere prescritto. Deve essere considerata la pos-
sibile influenza sulle caratteristiche meccaniche del trat- 1.10 Prova idraulica
tamento termico dopo saldatura.
1.10.1 I getti soggetti a pressione in esercizio, devono
Il fabbricante deve eseguire prove relative al procedi-
essere sottoposti ad una prova idraulica in accordo con le
mento di saldatura, atte a dimostrare che possono essere
condizioni stabilite nelle parti applicabili dei Regolamenti.
ottenute soddisfacenti caratteristiche meccaniche dopo
il trattamento termico, come dettagliatamente indicato La pressione di prova deve essere misurata a mezzo di un
in [2.3.1] e [3.3.1]. manometro appropriato e tarato.
La prova deve essere eseguita sui getti finiti di lavorazione e
f) Completata la saldatura, il getto deve essere sottoposto
prima dell’applicazione di qualsiasi rivestimento che possa
a trattamento termico appropriato in accordo con le
mascherare l’effetto della prova.
prescrizioni di cui in [1.9] ovvero ad un trattamento ter-
mico di distensione delle tensioni a temperatura non Per i getti di Classe 1 la prova, salvo diversamente conve-
inferiore a 550 °C. Il tipo di trattamento termico da nuto, deve essere eseguita in presenza del tecnico.
applicare dipende dalla composizione chimica del Ad esito soddisfacente della prova, il fabbricante deve
getto, dalle sue dimensioni e dalla posizione e dalla emettere un verbale che attesti i risultati e le condizioni
natura dei difetti riparati. della medesima.
g) La possibilità di omettere il trattamento termico dopo
saldatura o di effettuare solo un trattamento termico di 1.11 Campionatura e prove
distensione locale, nei casi in cui trattisi di area riparata
piccola o stadio di lavorazione meccanica del getto 1.11.1 Generalità
avanzato, sono eventualità che richiedono particolare Le prescrizioni relative al tipo e al numero di prove da ese-
considerazione. guire sono indicate negli articoli relativi alle varie applica-
zioni.
h) A completamento del trattamento termico, le zone ripa-
rate e il materiale adiacente devono essere molate lisce La campionatura, sufficiente al ricavo delle provette per le
ed esaminate mediante esame magnetoscopico o con prove richieste e per possibili riprove, deve essere prelevata
liquidi penetranti. Esami addizionali con metodo ultra- dai getti nello stato di fornitura.
sonoro o radiografico possono essere richiesti in dipen- I saggi di prova devono avere uno spessore non inferiore a
denza delle dimensioni e della natura del difetto 30 mm.

100 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

1.11.2 Collaudo su singola unità 1.11.7 Prove di trazione e durezza (1/7/2003)


Nel caso di collaudo su singola unità, devono essere previ- I risultati della prova di trazione a temperatura ambiente
sti saggi integrali con ciascun getto [1.11.5]. devono soddisfare le prescrizioni delle Tabelle relative alle
singole applicazioni oppure, nel caso che siano stati accet-
1.11.3 Collaudo per lotti tati acciai diversi da quelli previsti nei Regolamenti, quelle
La procedura di collaudo per lotti è ammessa nei seguenti della particolare specifica approvata.
casi: Le Tabelle indicano i requisiti minimi, secondo diversi
a) piccoli getti di Classe 1 (generalmente aventi massa non livelli di resistenza; tuttavia tali livelli non devono essere
superiore a 200 kg) assimilabili per forma e dimensioni, intesi come gradi specifici regolamentari.
derivati da un'unica colata e trattati termicamente in Detti livelli di resistenza sono dati come multipli di 40
forno in unica carica; la massa totale del lotto non deve N/mm2; nel caso di ricorso a livelli intermedi, i requisiti ad
superare 2,5 t; essi corrispondenti possono essere ottenuti per interpola-
b) getti di Classe 2 dello stesso tipo di acciaio, assimilabili zione.
per forma e dimensioni, aventi massa non eccedente Per le caratteristiche a temperature elevate e per la loro veri-
1000 kg e assoggettati allo stesso trattamento termico; la fica, quando richiesta, vedasi [5.5.1].
massa totale del lotto non deve eccedere 4 t.
Per particolari applicazioni, ed anche, in generale, come
I campioni di prova possono essere ricavati da uno o più verifica di omogeneità, a giudizio del tecnico, possono
getti [1.11.5] del lotto o, alternativamente, essere colati essere richieste prove di durezza Brinell. Vedasi [1.11.4].
separatamente. Quando siano usati campioni colati separa-
tamente essi devono essere identificati in modo appropriato I risultati delle prove di durezza devono essere in accordo
e trattati termicamente assieme ai getti del lotto. con i valori tipici dell'acciaio di cui trattasi.

1.11.4 Omogeneità del lotto 1.11.8 Procedure di riprova (1/7/2003)


I campioni per eventuali riprove devono essere prelevati per
Nei collaudi per lotti, possono essere richieste, a giudizio
quanto possibile vicino a quelli delle prove originarie; tutta-
del tecnico, prove di durezza per il controllo dell'omoge-
via, a discrezione del tecnico, essi possono anche essere
neità del lotto.
prelevati da altra posizione o da altri getti ritenuti rappre-
1.11.5 Campionatura (1/7/2003) sentativi della colata o del lotto.
Quando il collaudo è per singola unità [1.11.2], ogni getto Qualora il risultato di una prova di trazione non soddisfi i
deve essere provvisto almeno dei seguenti campioni di requisiti, devono essere prelevate due provette per prove
prova: addizionali. Se si ottengono risultati soddisfacenti da
entrambe le suddette prove addizionali, la colata od il lotto
a) getti aventi forma semplice e massa (del getto finito) non
dei getti sono accettabili. Se il risultato di una o di entrambe
superiore a 10 t: 1 campione
le prove addizionali non è soddisfacente, la colata od il
b) getti aventi forma complessa, o massa superiore a 10 t: lotto dei getti devono essere scartati.
2 campioni
Le provette per le suddette prove addizionali devono essere
c) getti di grandi dimensioni, fabbricati da due o più colate prelevate preferibilmente dalla stessa campionatura, ma, in
non mescolate prima del colaggio: numero di campioni alternativa, anche da un'altra campionatura di prova rap-
corrispondente a quello delle colate impiegate. presentativa della colata o del lotto dei getti.
Quando per uno stesso getto i campioni sono più di uno, Le modalità relative alle riprove sono contenute in Cap 1,
essi devono essere colati in posizioni quanto possibile Sez 1, [3.5].
distanti tra loro.
A discrezione del fabbricante, quando una colata od un
Nel caso di getti il cui procedimento di fabbricazione sia lotto di getti ha dato risultati non soddisfacenti alle prove,
stato approvato in via particolare dalla Società in accordo essi possono essere sottoposti ad un nuovo trattamento ter-
con [1.4.1], il numero e la posizione dei campioni di prova mico e presentati nuovamente per le prove.
deve essere concordato con la Società, tenendo in conside-
razione il procedimento di fabbricazione adottato. 1.12 Identificazione e marcatura
Quando il collaudo è per lotti [1.11.3], per i lotti compren-
1.12.1 Il fabbricante deve adottare un sistema di identifi-
sivi di un numero di getti non superiore a 20, è richiesto un
cazione dei getti finiti che consenta di individuare colata di
campione, prelevato dal getto rappresentativo del lotto; per
origine e fabbricazione degli stessi.
i lotti per i quali il numero dei getti eccede 20, sono richie-
sti due campioni per lotto. Tutti i getti collaudati con esito soddisfacente, devono
essere marcati con le seguenti indicazioni:
Da ogni campione devono essere prelevate le provette per
l'esecuzione di una prova di trazione. a) nome del fabbricante o simbolo relativo,
b) timbro della Società,
1.11.6 Preparazione delle provette
Per la preparazione delle provette e per le procedure di c) marca di identificazione del tipo di acciaio,
prova vedansi le prescrizioni applicabili di cui in Cap 1, d) numero di colata o altra marca individuativa della storia
Sez 2. di fabbricazione del getto,

Regolamenti RINA 2008 101


Parte D, Cap 2, Sez 4

e) marche addizionali facoltative, quali codice dell’ufficio • normalizzione e rinvenimento,


locale della Società, numero di pratica, timbro perso- • bonificato.
nale del tecnico,
f) pressione di prova, se del caso. La temperatura di rinvenimento non deve essere inferiore a
550 °C.
Ove trattisi di piccoli getti fabbricati in grande numero pos-
sono essere convenuti appositi sistemi di identificazione e 2.4 Composizione chimica
marcatura, modificati rispetto a quelli di cui sopra.
2.4.1 (1/7/2003)
1.13 Documentazione e certificazione Tutti i getti devono essere in acciaio calmato.
1.13.1 (1/7/2003) L'acciaio può contenere elementi affinanti del grano quali
Deve essere emessa la documentazione di collaudo indi- Al, Nb, V, il cui contenuto deve essere specificato.
cata in Cap 1, Sez 1, [4.2.1]; essa deve contenere tutte le La composizione chimica deve essere adeguata al tipo di
necessarie informazioni. acciaio, alle dimensioni e alle caratteristiche meccaniche
Ove pertinente, l'analisi di colata deve includere il conte- dovute.
nuto degli elementi affinanti e di lega.
La composizione chimica su analisi di colata deve rientrare
Egualmente, la documentazione di collaudo deve compren- nei limiti di cui alla Tab 1.
dere i dettagli relativi ai trattamenti termici, compresi le
Quando venga proposto l'uso di acciaio legato, la relativa
temperature e le durate, i verbali relativi agli esami non
specifica dettagliata, comprendente la composizione chi-
distruttivi [1.7.1], alle riparazioni mediante saldatura
mica, le caratteristiche meccaniche, le prove di collaudo ed
[1.8.3] e alla prova di pressatura [1.10.1].
i metodi di rettifica dei difetti, deve essere sottoposta per
considerazione ed approvazione.
2 Getti per lo scafo e per strutture sal-
date in generale 2.5 Caratteristiche meccaniche
2.1 Campo di applicazione 2.5.1 (1/7/2003)
I requisiti relativi a snervamento, allungamento e strizione
2.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai devono essere quelli indicati nella Tab 2 in funzione del
getti in acciaio al carbonio e carbonio-manganese destinati carico di rottura minimo specificato o, ove applicabile, dei
a strutture dello scafo e ad altre strutture saldate in generale, requisiti della specifica approvata.
quando le caratteristiche meccaniche considerate ai fini
della progettazione e del collaudo sono quelle a tempera- I getti possono essere in acciaio avente il carico di rottura
tura ambiente. minimo specificato compreso entro i limiti indicati nella
suddetta Tab 2; ma possono essere poste prescrizioni addi-
2.1.2 I getti destinati alla costruzione di strutture di prora e zionali relative alla costruzione, in dipendenza della speci-
di poppa, ai timoni e ai supporti di alberi portaeliche, sono fica applicazione.
considerati di Classe 1; salvo diversamente specificato nei Qualora venga proposto l'uso di acciai con un carico di rot-
singoli casi, gli altri getti si intendono di Classe 2. tura minimo specificato di valore intermedio a quelli indi-
cati, i valori corrispondenti delle altre caratteristiche
2.2 Tipi di acciaio meccaniche possono essere ottenuti mediante interpola-
2.2.1 (1/7/2003) zione lineare.
I tipi di acciaio sono identificati dalla lettera G, seguita da
un numero che indica il carico di rottura minimo specifi- 2.6 Prove meccaniche
cato Rm (in N/mm2). 2.6.1 (1/7/2003)
2.2.2 Per i getti da usare nelle strutture dello scafo, limita- Il numero dei saggi di prova richiesti, nel caso di collaudo
zioni sul carico di rottura minimo specificato e sul tipo su singola unità [1.11.2] o per lotti [1.11.3] è indicato in
[1.11.5].
dell'acciaio sono indicate nella Parte B; limitazioni in
merito possono essere inoltre riportate sui disegni appro- Da ogni saggio, deve essere ricavata 1 provetta per prova di
vati. trazione.
In particolare l'uso dei tipi da G480 a G 600 può essere
ristretto ed essere subordinato a particolari condizioni. 2.7 Esami non distruttivi

2.3 Stato di fornitura 2.7.1 Sui getti destinati alla costruzione di strutture di
poppa, timoni, supporti dell’albero portaelica, deve essere
2.3.1 (1/7/2003) eseguito l’esame con ultrasuoni e quello magnetoscopico.
I getti devono essere forniti in uno dei seguenti stati, a
I getti per applicazioni diverse da quelle di cui sopra,
seconda di come richiesto, vedasi [1.9.2]:
devono essere sottoposti ad esami non distruttivi quando
• ricotto, richiesto nei disegni approvati, nell’ordine del committente
• normalizzato, o, in casi particolari, dal tecnico.

102 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

Tabella 1 : Composizione chimica - Limiti per getti in acciaio destinati a strutture di scafo e di macchine (%)
(1/7/2003)

Tipo di C Si S P Elementi residui (max.) Residui totali


Applicazioni Mn
acciaio (max.) (max.) (max.) (max.) Cu Cr Ni Mo (max.)

Getti per costru- 0,40 0,60 0,50 - 0,040 0,040 0,30 0,30 0,40 0,15 0,80
C,C-Mn zioni non saldate 1,60
Getti per costru- 0,23 0,60 1,60 0,040 0,040 0,30 0,30 0,40 0,15 0,80
zioni saldate max

Tabella 2 : Caratteristiche meccaniche di getti in 3.3 Stato di fornitura


acciaio destinati a strutture di scafo e di 3.3.1 (1/7/2003)
macchine (%) (1/7/2003) I getti sono forniti in uno dei seguenti stati, come richiesto a
seconda del tipo di acciaio, vedi [1.9.2]:
Carico di rottura Carico di • ricottura completa,
Allungamento
minimo specifi- snervamento Strizione • normalizzazione,
5,65 S00,5 (%)
cato (1) (N/mm2) (%) min. • normalizzazione e rinvenimento, o
min.
(N/mm2) min. min.
• bonifica.
400 200 25 40
La temperatura di rinvenimento non deve essere inferiore a
440 220 22 30
550 °C.
480 240 20 27
520 260 18 25 I getti per componenti di macchina quali piastre di basa-
560 300 15 20 menti, turbine e altri getti in genere per i quali la stabilità
600 320 13 20 dimensionale e l'assenza di tensioni interne siano impor-
tanti, devono essere addizionalmente sottoposti a tratta-
(1) Può essere specificata, in aggiunta, una forcella di valori mento termico di distensione, a temperatura non inferiore a
di 150 N/mm2. 550 °C, con raffreddamento in forno fino a una temperatura
di 300 °C o inferiore. Ove il trattamento di ricottura com-
3 Getti per macchinari ed allestimento pleta, o quello di rinvenimento per gli acciai normalizzati e
rinvenuti, abbia luogo con raffreddamento in forno fino alla
temperatura di 300 °C o inferiore, il trattamento di disten-
3.1 Campo di applicazione
sione delle tensioni non è richiesto.
3.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai
getti in acciaio al carbonio e carbonio-manganese, da 3.4 Composizione chimica
impiegare nella costruzione di macchinari, attrezzature di 3.4.1 (1/7/2003)
allestimento e componenti, non specificatamente trattati in Tutti i getti devono essere in acciaio calmato.
altri articoli di questa Sezione.
L'acciaio deve contenere appropriati elementi affinanti il
Prescrizioni specifiche ai getti per eliche e per ancore sono grano quali Al, Nb, V, il cui contenuto deve essere specifi-
date rispettivamente nel Cap 4, Sez 2, [1] e nel Cap 4, cato nell'analisi di colata.
Sez 1, [3].
La composizione chimica deve essere appropriata al tipo di
3.1.2 I getti destinati a basamenti di macchina, testate acciaio, alle dimensioni e alle caratteristiche meccaniche
cilindro e stantuffo, casse turbina, componenti in genere di richieste per il getto.
macchinari importanti, timoni ed ancore sono assegnati alla La composizione chimica su analisi di colata deve rientrare
Classe 1; getti diversi dai precedenti, salvo diversamente nei limiti della Tab 1.
specificato caso per caso, sono attribuiti alla Classe 2.
Per getti in acciaio legato e in acciai comunque accettati in
base a specifica approvata, la composizione chimica com-
3.2 Tipi di acciaio pleta (su analisi di colata) deve soddisfare i limiti di cui alla
3.2.1 (1/7/2003) specifica applicabile; l'analisi di colata deve includere tutti
I tipi di acciaio sono identificati dalla lettera G, seguita da gli elementi di lega.
un numero che indica il carico di rottura Rm minimo speci-
ficato, in N/mm2. 3.5 Caratteristiche meccaniche
Quando siano proposti acciai legati, le relative specifiche 3.5.1 (1/7/2003)
dettagliate, relative a: composizione chimica, trattamento I requisiti di snervamento, di allungamento e di strizione
termico, caratteristiche meccaniche, prove di collaudo e devono essere quelli indicati, per i diversi carichi minimi di
metodi di rettifica di eventuali difetti, devono essere sotto- rottura, nella Tab 2, o, se applicabile, quelli indicati nella
poste per considerazione ed approvazione. specifica approvata.

Regolamenti RINA 2008 103


Parte D, Cap 2, Sez 4

I getti possono avere un qualsiasi valore del carico di rottura 4.1.2 I getti per alberi a manovelle sono considerati di
minimo specificato compreso entro i limiti indicati nella Classe 1.
suddetta Tab 2; possono tuttavia essere poste prescrizioni
addizionali relative alla costruzione, in dipendenza della 4.2 Tipi di acciaio
specifica applicazione.
4.2.1 (1/7/2003)
Qualora venga proposto l'uso di acciai con un carico di rot-
Valgono le prescrizioni dell’articolo [3.2]; nel caso di
tura minimo specificato di valore intermedio a quelli indi-
acciai particolari la relativa specifica deve essere prelimi-
cati, i valori corrispondenti delle altre caratteristiche
narmente sottoposta per approvazione.
meccaniche possono essere ottenuti mediante interpola-
zione lineare. In relazione alle prescrizioni di cui alla Parte C, Cap 1,
Sez 2, [2.1], il carico minimo di rottura specificato Rm:
3.6 Prove meccaniche • per i getti in acciaio non legato deve essere non supe-
riore a 560 N/mm2,
3.6.1 (1/7/2003)
Il numero dei campioni per le prove richieste, nel caso di • per i getti in acciaio legato deve essere non superiore a
collaudo singolo [1.11.2] o nel caso di collaudo per lotti 700 N/mm2.
[1.11.3], è indicato in [1.11.5].
Da ogni campione deve essere ricavata 1 provetta per prova
4.3 Procedimento di fabbricazione
di trazione.
4.3.1 Il procedimento di fabbricazione deve essere appro-
vato e a tal fine sono richieste apposite prove; deve essere
3.7 Esami non distruttivi in particolare verificata l'integrità e le caratteristiche nelle
zone rilevanti dei getti.
3.7.1 L’esame a mezzo ultrasuoni deve essere eseguito sui
getti relativi intesi a:
4.4 Stato di fornitura
a) testate pistoni e coperchi cilindri,
b) parti di basamenti di macchina, 4.4.1 I getti devono essere forniti in uno dei seguenti stati,
come richiesto; vedasi [1.9.2]:
c) casse turbine,
• ricottura completa con raffreddamento in forno fino ad
d) componenti del timone. almeno 300 °C,
3.7.2 L’esame magnetoscopico deve essere eseguito sui • normalizzazione e rinvenimento ad una temperatura
getti relativi a: non inferiore a 550 °C, con successivo raffreddamento
in forno fino ad almeno 300 °C.
a) testate pistoni e coperchi cilindri per macchine aventi
diametro cilindro maggiore di 400 mm,
4.5 Caratteristiche chimiche e meccaniche
b) parti di basamenti di macchina,
c) casse turbine, 4.5.1 Per i getti in acciaio al carbonio e carbonio-manga-
nese la composizione chimica deve essere in accordo con
d) componenti del timone. le prescrizioni di cui in Tab 1 o con la particolare specifica
Le parti da esaminare e le procedure di esame devono approvata, come del caso.
essere concordate con il tecnico.
4.5.2 Per quanto concerne le caratteristiche meccaniche,
In linea generale in aggiunta a quanto sopra, gli esami con
per gli acciai al carbonio e carbonio-manganese, i requisiti
metodi non distruttivi devono comunque essere eseguiti sui
minimi sono indicati nella Tab 2. Per gli acciai conformi a
getti per i quali essi siano richiesti dai disegni approvati,
particolare specifica approvata, come in particolare per gli
dall’ordine del committente o, in casi particolari, a giudizio
acciai legati si applicano i requisiti della medesima.
del tecnico.

4.6 Prove meccaniche


4 Getti per alberi a manovelle
4.6.1 Il numero e la posizione delle provette per le prove
4.1 Campo di applicazione meccaniche sono specificati in sede di approvazione del
procedimento di fabbricazione.
4.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai
getti in acciaio al carbonio e carbonio-manganese per 4.7 Esami non distruttivi e rettifica di difetti
alberi a manovelle in un solo pezzo o per parti di alberi
composti. 4.7.1 Esami non distruttivi
Quando sia previsto acciaio legato, l’acciaio proposto è Tutte le superfici del getto in condizioni finite di lavora-
soggetto ad approvazione; a tal fine la relativa specifica det- zione devono essere sottoposte ad esame magnetoscopico.
tagliata deve essere sottoposta preliminarmente. Detto esame, se del caso, deve essere anche eseguito su
Si applicano inoltre le prescrizioni generali, di cui all’arti- superfici tagliate di fiamma e non successivamente lavorate
colo [1], per quanto pertinenti. di macchina.

104 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

Tutti i getti devono essere sottoposti ad esame a mezzo detti, ma non superiore a 520 N/mm2, possono essere
ultrasuoni. accettati, a giudizio della Società, sulla base della loro spe-
Direttive e procedure per detti esami, nonchè i criteri di cifica dettagliata.
valutazione delle indicazioni, in accordo con le prescri-
zioni del costruttore, devono essere preventivamente appro- 5.2.3 Sono considerati i seguenti tipi di acciai bassolegati:
vate dalla Società. 0,3Mo - 1Cr0,5Mo -2,25Cr1Mo - 0,5Cr0,5Mo0,25V.
I simboli della designazione indicano il contenuto percen-
4.7.2 Rettifica di difetti tuale nominale degli elementi di lega principali.
Eventuali difetti superficiali devono essere rimossi a mezzo
molatura o lavorazione di macchina, a soddisfazione del
tecnico.
5.3 Stato di fornitura
Proposte di riparare con saldatura saltuari difetti non elimi- 5.3.1 I getti vengono forniti in una delle seguenti condi-
nabili come sopra, che abbiano estensione limitata e siano zioni, come previsto per il tipo di acciaio, vedasi [1.9.2]:
situati in posizioni giudicate non critiche per il comporta-
mento in servizio, devono essere sottoposte in dettaglio alla • ricottura completa,
Società, per approvazione. In tutti i casi devono essere sod- • normalizzazione,
disfatte le condizioni di cui a [1.8.3] . • normalizzazione e rinvenimento,
• tempra e rinvenimento.
5 Getti per caldaie, recipienti e sistemi
in pressione La temperatura di rinvenimento non deve essere inferiore a
550 °C.
5.1 Campo di applicazione
5.4 Composizione chimica e caratteristiche
5.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a meccaniche
getti in acciaio, assoggettabili a saldatura, destinati alla
costruzione di caldaie, recipienti in pressione, impianti e 5.4.1 Composizione chimica
sistemi di tubazioni in pressione in generale, che operino a
Per gli acciai forniti in conformità alle presenti regole, la
temperature non inferiori a 0 °C.
composizione chimica su analisi di colata deve soddisfare i
5.1.2 I getti da impiegare nella costruzione di recipienti in valori specificati nella Tab 3.
pressione e tubazioni di Classe 1 quale definita nella Quando trattisi di acciai accettati secondo specifica appro-
Parte C, sono considerati di Classe 1. vata, valgono i valori in essa indicati.
5.1.3 I getti destinati a recipienti e sistemi operanti a tem-
5.4.2 Caratteristiche meccaniche
perature inferiori a 0 °C, devono soddisfare alle prescrizioni
applicabili dell’articolo [6] e, in caso di applicazioni che Per gli acciai forniti in conformità alle presenti regole le
comportino lo stoccaggio e trasporto di gas liquefatti, anche caratteristiche meccaniche sono indicate nella Tab 4.
a quelle specificate nella Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regola- Per gli acciai accettati secondo specifica approvata, val-
menti. gono i valori in essa indicati.

5.2 Tipi di acciaio 5.5 Caratteristiche meccaniche a tempera-


5.2.1 Le prescrizioni concernono acciai al carbonio, car- ture elevate
bonio-manganese ed acciai bassolegati (Mo e Cr-Mo).
5.5.1 I valori relativi allo snervamento convenzionale
5.2.2 Gli acciai al C e C-Mn sono suddivisi nei seguenti tre 0,2% (Rp0,2), a temperature di 150 °C e superiori, sono date
gruppi identificati dal minimo carico di rottura Rm, (in nella Tab 5.
N/mm2) 400, 440, 480, seguito dalla lettera P. I valori della suddetta Tabella sono dati solo a scopo di pro-
Acciai al carbonio e carbonio-manganese aventi un carico gettazione. La loro verifica al collaudo in genere non è
di rottura minimo specificato Rm maggiore di quelli sud- richiesta.

Regolamenti RINA 2008 105


Parte D, Cap 2, Sez 4

Tabella 3 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Tipo di acciaio
C Mn Si P max S max Cr Mo V Ni max
400 P ≤ 0,23 0,50 - 1,20 ≤ 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,30 ≤ 0,15 - -
440 P ≤ 0,23 0,50 - 1,20 ≤ 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,30 ≤ 0,15 - 0,40 (1)
480 P ≤ 0,25 0,60 - 1,60 ≤ 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,30 ≤ 0,15 - 0,40 (1)
0,5Mo 0,15 - 0,23 0,50 - 1,00 0,30 - 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,30 0,40 - 0,60 - 0,40
1Cr0,5Mo 0,10 - 0,20 0,50 - 1,00 0,30 - 0,60 0,035 0,035 1,00 - 1,50 0,45 - 0,65 - 0,40
2,25Cr1Mo 0,13 - 0,20 0,50 - 1,00 0,30 - 0,60 0,035 0,035 2,00 - 2,50 0,90 - 1,20 - 0,40
0,5Cr0,5Mo0,25V 0,10 - 0,18 0,40 - 0,80 0,30 - 0,60 0,035 0,035 0,70 - 1,10 0,40 - 0,60 0,22 - 0,30 0,40
(1) Ad eccezione degli elementi affinanti, eventuali elementi di lega addizionali devono essere sottoposti per considerazione ed
approvazione. Gli elementi residui non devono eccedere i seguenti limiti (%):
per acciai al C e C-Mn: Cu ≤ 0,30; Ni+Cu+Cr+Mo (totale) ≤ 0,80
per acciai legati: Cu ≤ 0,30.

Tabella 4 : Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza
Charpy
Carico di Energia media
Carico di rottura Rm Allungamento A5
Tipo di acciaio snervamento ReH Strizione Z (%) min. assorbita a +20 °C
(N/mm2) (%) min.
(N/mm2) min. (J) min.
intaglio a V o U
400 P 200 400 - 550 25 40 27
440 P 230 440 - 590 22 38 27
480 P 250 480 - 630 20 30 27
0,5Mo 245 450 - 600 21 35 25
1Cr0,5Mo 290 480 - 630 18 35 25
2,25Cr1Mo 280 500 - 650 18 35 25
0,5Cr0,5Mo0,25V 310 500 - 650 17 35 16

Tabella 5 : Valori minimi dello snervamento convenzionale (Rp0,2) a temperature elevate

Rp0,2 (N/mm2) alla temperatura (°C) di


Tipo di acciaio
150 200 250 300 350 400 450 500 550 600
400 P 210 200 185 160 155 150 135
440 P
480 P
0,5Mo 235 225 205 185 175 170 155 145 135 125
1Cr 0,5Mo 200 195 185 160 115
2,25Cr 1Mo 310 305 295 290 280 270 255 240 210 180
0,5Cr 0,5Mo 0,25V 245 300 215 195 145
Nota 1: I valori di Rp0,2 per temperature ≤ 200 °C sono dati a titolo indicativo.

106 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

5.5.2 Quando sia richiesta la verifica delle caratteristiche a 6.1.3 Nel caso di applicazioni che comportino lo stoccag-
temperature elevate (sopra 200 °C), salvo diversamente gio e il trasporto di gas liquefatti o di fluidi a bassa tempera-
convenuto, si applica la seguente procedura: tura in genere, si applicano inoltre le prescrizioni della
• per la verifica dello snervamento deve essere eseguita Parte E, Cap 9, Sez 6 dei Regolamenti, come pertinenti.
una prova di trazione ad una temperatura concordata
(in relazione alla temperatura di progetto), arrotondata 6.2 Tipi di acciaio
al più prossimo multiplo di 50°,
• la prova deve essere eseguita su un campione prelevato 6.2.1 Sono considerati gli acciai al carbonio-manganese e
in modo appropriato dal getto scelto allo scopo, gli acciai legati al nickel specificati in [6.2.2] e [6.2.3].
• il campione deve essere sottoposto al trattamento ter- Acciai diversi possono essere presi in considerazione sulla
mico richiesto, assieme al getto cui è relativo, base delle rispettive specifiche, relative a composizione chi-
mica, caratteristiche meccaniche e trattamenti termici, da
• la procedura di prova deve essere in accordo con le pre-
sottoporre individualmente per approvazione.
scrizioni applicabili di cui al Cap 1, Sez 2, [2.1] e
Cap 1, Sez 2, [2.2.5], 6.2.2
• deve risultare soddisfatto il valore di snervamento Rp0,2 Gli acciai al carbonio-manganese sono classificati nei
specificato per la temperatura di prova di cui trattasi. seguenti tre gruppi designati secondo carico di rottura
minimo Rm: 400, 440 o 480 N/mm2.
5.5.3 Nel caso che vengano proposti dal fabbricante
Ogni gruppo è ulteriormente suddiviso nei seguenti tre tipi,
valori, secondo standard riconosciuti, più elevati di quelli
LD, LE, LF, secondo temperatura della prova di resilienza
indicati nella Tab 5, ne è richiesta la verifica; devono essere
pari rispettivamente a -20 °C, -40 °C e -60 °C.
seguite procedure analoghe a quelle descritte in Sez 1,
[4.7.2] convenute con la Società. 6.2.3 Gli acciai al Ni sono suddivisi nei due tipi 2,5Ni e
3,5Ni; i simboli indicano la percentuale di contenuto nomi-
5.5.4 I valori della sollecitazione a rottura in 100.000
nale in Ni dell’acciaio.
hours, media stimata, sono dati a solo scopo di progetta-
zione, nella Sez 1, Tab 19.
6.3 Stato di fornitura
5.6 Prove meccaniche
6.3.1 I getti devono essere normalizzati, normalizzati e
5.6.1 Il numero di saggi richiesti nel caso di collaudo sin- rinvenuti o temprati e rivenuti; vedasi anche [1.9.2].
golo [1.11.2] o di collaudo per lotto [1.11.3] è indicato in La temperatura di rinvenimento non deve essere inferiore a
[1.11.5]. 550 °C.
Da ogni saggio devono essere ricavate una provetta per
prova di trazione e tre provette per prova di resilienza 6.4 Composizione chimica e caratteristiche
Charpy intaglio a V o a U, come richiesto. Per i getti di meccaniche
Classe 2 la prova di resilienza può essere omessa.
6.4.1 Composizione chimica
5.7 Esame non distruttivo Tutti i getti devono essere in acciaio calmato a grano fine.
La composizione chimica su analisi di colata deve soddi-
5.7.1 I getti devono essere sottoposti agli esami non
sfare i limiti indicati nella Tab 6.
distruttivi previsti dalle norme applicabili o comunque spe-
cificati sui disegni approvati o sull’ordine del committente;
6.4.2 Caratteristiche meccaniche
verifiche di integrità possono essere inoltre richieste nei sin-
goli casi, a giudizio del tecnico. Le caratteristiche meccaniche sono indicate nella Tab 7.

6 Getti in acciaio ferritico per esercizio 6.5 Prove meccaniche


a bassa temperatura 6.5.1 Il numero dei campioni richiesti nel caso di collaudo
per singolo getto [1.11.2] o per lotto [1.11.3] è indicato in
6.1 Campo di applicazione [1.11.5].
Da ogni campione devono essere ricavate la provetta per
6.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
una prova di trazione e tre provette per prova di resilienza
getti in acciaio ferritico destinati alla costruzione saldata Charpy intaglio a V.
(strutture, recipienti, impianti e tubazioni), soggetti a bassa
temperatura di esercizio o comunque quando siano per essi La prova di resilienza deve essere in genere effettuata alla
previsti requisiti di resilienza a temperature inferiori a 0 °C. temperatura stabilita per il tipo di acciaio; tuttavia può
essere convenuto con la Società di effettuare la prova ad
6.1.2 Salvo diversamente convenuto, i getti trattati nel pre- una temperatura più elevata, in relazione alla temperatura
sente articolo sono considerati di Classe 1. di progetto delle singole applicazioni.

Regolamenti RINA 2008 107


Parte D, Cap 2, Sez 4

Tabella 6 : Composizione chimica

Composizione chimica (%) (1)


Tipo di acciaio
C max Mn Si P max S max Ni Al tot Altri
400 LD-LE-LF 0,23 0,50 - 1,20 0,30 - 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,80 ≥ 0,020 Cr ≤ 0,25
Cu ≤ 0,30
440 LD-LE-LF 0,23 0,60 - 1,30 0,30 - 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,80 ≥ 0,020
Mo ≤ 0,15
480 LD-LE-LF 0,25 0,60 - 1,30 0,30 - 0,60 0,035 0,035 ≤ 0,80 ≥ 0,020
2,5Ni 0,16 0,50 - 0,80 0,30 - 0,60 0,035 0,035 2,00 - 3,00 -
3,5Ni 0,14 0,50 - 0,80 0,30 - 0,60 0,035 0,035 3,00 - 4,00 -
(1) Ad eccezione degli elementi affinanti, eventuali aggiunte di elementi di lega devono essere sottoposte per considerazione e
approvazione.

Tabella 7 : Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza Charpy-V-


Carico di Energia media assorbita KV (J)
Tipo di Carico di rottura Allungamento Strizione Z (%) min.
snervamento
acciaio Rm (N/mm2) A5 (%) min. min.
ReH (N/mm2) min. Temperatura
KV
di prova (°C)
400 LD 200 400 - 550 25 40 - 20 27
400 LE - 40
400 LF - 60
440 LD 230 440 - 590 22 35 - 20 27
440 LE - 40
440 LF - 60
480 LD 250 480 - 630 20 30 - 20 27
480 LE - 40
480 LF - 60
2,5Ni 275 490 - 640 20 35 - 60 35
3,5Ni 275 490 - 640 20 35 - 80 35

6.6 Esami non distruttivi 7.1.3 Le condizioni di esercizio dei getti in acciaio inossi-
dabile austenitico possono comportare temperature elevate
6.6.1 I getti devono essere sottoposti agli esami non come pure basse temperature, non inferiori a -165 °C.
distruttivi previsti dalle norme applicabili o comunque spe- Quando i getti siano intesi all’uso a temperature elevate,
cificati sui disegni approvati o sull’ordine del committente; deve essere sottoposta per considerazione e approvazione
verifiche di integrità possono essere inoltre richieste nei sin- la specifica dettagliata dell’acciaio proposto, relativa a
goli casi, a giudizio del tecnico. composizione chimica, trattamenti termici e caratteristiche
meccaniche.
7 Getti in acciai inossidabili
7.1.4 Nel caso di esercizio relativo a stoccaggio e tra-
sporto di gas liquefatti o di fluidi a bassa temperatura in
7.1 Campo di applicazione genere, si applicano inoltre le prescrizioni della Parte E,
Cap 9, Sez 6 dei Regolamenti, come pertinenti.
7.1.1 Le prescrizioni del presente articolo [7] si applicano
ai getti in acciaio inossidabile da impiegare nella costru-
zione di cisterne del carico, recipienti in pressione ed 7.2 Tipi di acciaio e caratteristiche relative
accessori di tubazioni, aventi esercizio relativo a prodotti
7.2.1 Generalità
chimici e/o a bassa temperatura.
Le prescrizioni sono relative agli acciai austenitici al Cr-Ni.
7.1.2 Salvo diversamente stabilito, i getti considerati nel Nota 1: Gli acciai sono designati in analogia ai corrispondenti tipi
presente articolo sono di Classe 1. AISI.

108 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 4

Gli acciai austenitici al Cr-Ni devono soddisfare i valori di Da ogni saggio deve essere ricavata una provetta per prove
composizione chimica, di caratteristiche meccaniche, indi- di trazione e, nel caso si applichi il capoverso successivo,
cati nella Tab 8 e Tab 9, ovvero i valori stabiliti da norme tre provette per prova di resilienza CV.
riconosciute o da apposita specifica accettabile in alterna-
tiva. Salvo diversamente stabilito, per i getti in acciaio austeni-
tico le prove di resilienza sono effettuate nel caso di appli-
Altri tipi di acciai inossidabili (i.e.ferritico-austenitici), che cazioni a temperature di esercizio inferiori a -105 °C e
soddisfino a norme nazionali o internazionali, possono devono essere eseguite a -196 °C.
essere considerati per applicazioni particolari; a tal fine, la
norma relativa all’acciaio proposto, deve essere sottoposta
per accettazione. 7.4 Esami non distruttivi
7.2.2 Stato di fornitura 7.4.1 Salvo diversamente concordato, i getti di Classe 1
I getti devono essere nello stato di tempra di solubilizza- devono essere esaminati con metodo ai liquidi penetranti
zione, conforme a norma riconosciuta o specifica appro- e/o con metodo ultrasonoro come richiesto a secondo
vata. dell’applicazione.
7.2.3 Composizione chimica
Vedere Tab 8. 7.5 Prove di corrosione
7.2.4 Caratteristiche meccaniche
7.5.1 Per i getti destinati ad applicazioni con prodotti chi-
Vedere Tab 9. mici, può essere richiesta, relativamente ad un getto per
lotto, l’esecuzione di prova di corrosione, ASTM A262 Pra-
7.3 Prove meccaniche tica E (rame- solfato solforico di rame) o ASTM A262 Pratica
C (acido nitrico) come appropriato,
7.3.1 Il numero dei saggi richiesti nel caso di collaudo sin-
golo [1.11.2] o di collaudo per lotto [1.11.3] è indicato in Su accordo con la Società, possono essere accettate prove
[1.11.5]. conformi ad altri standard riconosciuti.

Tabella 8 : Composizione chimica

Tipo secondo Composizione chimica (%)


designazione Mn
AISI C max Si max P max S max Cr Ni Mo Altri
max
304L 0,030 2,0 1,5 0,040 0,030 17,0 - 21,0 8,0 - 12,0 -
304 0,080 2,0 1,5 0,040 0,030 17,0 - 21,0 8,0 - 12,0 -
316L 0,030 2,0 1,5 0,040 0,030 17,0 - 21,0 9,0 - 13,0 2,0 - 3,0
316 0,080 2,0 1,5 0,040 0,030 17,0 - 21,0 9,0 - 13,0 2,0 - 3,0
347 0,080 2,0 1,5 0,040 0,030 17,0 - 21,0 9,0 - 13,0 - 10xC ≤ Nb ≤ 0,80

Tabella 9 : Caratteristiche meccaniche

Tipo secondo Carico di Allunga- Energia media nella prova di


Carico di rottura Strizione
designazione snervamento mento A5 resilienza min.
Rm (N/mm2) min. Z (%) min.
AISI Rp1,0 (N/mm2) min. (%) min. KV a -196 °C

304 L 215 430 26 40 41


304 220 480 26 40 41
316L 215 430 26 40 41
316 240 480 26 40 41
347 215 480 26 35 41

Regolamenti RINA 2008 109


Parte D, Cap 2, Sez 5

SEZIONE 5 GETTI IN GHISA

1 Generalità prodotti fabbricati in notevoli quantità, il fabbricante deve


provvedere alle prove occorrenti a dimostrare la qualità del
getto prototipo e successivamente alla effettuazione di ade-
1.1 Campo di applicazione
guati esami periodici di verifica del mantenimento dell’effi-
1.1.1 Generalità cienza del sistema di produzione. Il tecnico deve avere
l’opportunità di assistere a tali accertamenti.
Le prescrizioni della presente Sezione si applicano ai getti
in ghisa da usarsi per la costruzione di strutture dello scafo,
di macchinari, caldaie, recipienti a pressione, sistemi di 1.4 Qualità dei getti
tubazione; sono considerati due tipi di ghisa, la ghisa grigia
1.4.1 I getti devono essere esenti da difetti superficiali od
a grafite lamellare (GG) e la ghisa a grafite sferoidale (SG).
interni che possano essere pregiudizievoli al corretto
L’uso di componenti in ghisa e il tipo di ghisa ammesso è impiego in esercizio dei getti stessi.
sia regolato dalle sezioni dei Regolamenti che trattano della
La finitura superficiale deve essere in accordo con la buona
costruzione dei suddetti componenti sia stabilito nei singoli
pratica e con eventuali specifiche prescrizioni contenute
casi.
nei disegni approvati o nell’ordine del committente.
Il presente articolo specifica le prescrizioni che sono
comuni a tutti i prodotti in ghisa summenzionati mentre le 1.5 Esami visivi, dimensionali e non distrut-
prescrizioni specifiche a singole applicazioni sono indicate
negli articoli [2] e [3].
tivi
1.5.1 Tutti i getti devono essere puliti ed adeguatamente
1.1.2 Produzioni di massa
preparati per l’esame. Le superfici non devono essere mar-
Per piccoli getti fabbricati in serie e in notevoli quantità, il
tellate, picchiettate o trattate in qualsiasi modo che possa
fabbricante può adottare apposite procedure di collaudo,
oscurare eventuali difetti.
subordinatamente all’approvazione da parte della Società.
1.5.2 Prima dell’accettazione, tutti i getti devono essere
1.2 Designazione dei getti esaminati visivamente, comprese le eventuali superfici
interne.
1.2.1 Le designazioni abbreviate che identificano il tipo di
ghisa ai fini delle presenti prescrizioni sono le seguenti: 1.5.3 La verifica delle dimensioni e delle tolleranze
a) un primo simbolo che dipende dal tipo di ghisa: ammesse è di responsabilità del fabbricante.
“GG” per la ghisa a grafite lamellare, 1.5.4 Salvo quando previsto per particolari applicazioni o
“SG” per la ghisa a grafite nodulare o sferoidale, sui disegni approvati, non è in genere richiesto di sottoporre
b) un secondo simbolo che indica il valore del carico i getti ad esami non distruttivi, a meno che non sorgano fon-
minimo di rottura Rm, in N/mm². dati sospetti sull’integrità del getto.
Quando detti controlli debbano essere praticati, gli opera-
tori devono essere qualificati in accordo alle prescrizioni
1.3 Procedimento di fabbricazione
del Cap 1, Sez 1, [3.6.4], le attrezzature impiegati devono
1.3.1 Il fabbricante deve dimostrare, a soddisfazione della essere affidabili e la procedura di controllo essere appro-
Società, che la fonderia di origine dei getti dispone delle vata dal tecnico.
attrezzature necessarie alla fabbricazione ed al collaudo e
1.5.5 Quando richiesto nelle parti applicabili dei Regola-
che le lavorazioni hanno luogo sotto supervisione di perso-
menti, i getti devono essere sottoposti a prova idraulica.
nale qualificato. A discrezione della Società, può essere
richiesto in taluni casi di procedere ad una visita prelimi- Le prove devono essere eseguite in presenza del tecnico.
nare degli stabilimenti di produzione e a prove preliminari
di approvazione. 1.6 Riparazione di difetti
1.3.2 Per la rimozione dai getti di materiale eccedente 1.6.1 A criterio del tecnico, può essere ammesso di rimuo-
devono essere usati metodi meccanici appropriati. Procedi- vere piccole imperfezioni superficiali a mezzo molatura.
menti di taglio termici (taglio di fiamma, taglio ad arc-air)
non sono accettabili, salvo trattisi di operazioni preliminari 1.6.2 Porosità locali, subordinatamente alla preventiva
alle lavorazioni meccaniche. approvazione del tecnico, possono essere rettificate a
mezzo impregnazione con idoneo sigillante plastico, sem-
1.3.3 In relazione a [1.1.2] (produzioni di massa), ai fini prechè la loro estensione sia tale da non influenzare negati-
dell’ottenimento delle procedure di collaudo particolari ai vamente la resistenza del getto.

110 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 5

1.6.3 Le riparazioni a mezzo saldatura non sono in genere 1.9.6 Per i getti collaudati singolarmente, da ogni getto
ammesse. Tuttavia, in determinate circostanze, in partico- deve essere prelevato una campionatura per le prove.
lare quando non sia in forse la dovuta robustezza del getto, Per i getti di grandi dimensioni, costituiti da più colate,
tal genere di riparazioni può essere presa in considera- detta campionatura deve essere provveduta per ogni colata.
zione.
A tal fine, la specifica della riparazione proposta, compren- 1.9.7 Nel caso che il risultato di una prova di trazione o di
dente i dettagli della procedura di saldatura prevista, deve resilienza non soddisfi i requisiti, può applicarsi la proce-
essere sottoposta alla Società per esame e approvazione dura di riprova indicata in Cap 1, Sez 1, [3.5].
prima di procedere alla riparazione stessa.
1.10 Identificazione e marcatura
1.7 Composizione chimica
1.10.1 Tutti i getti, che siano stati collaudati con esito sod-
1.7.1 La composizione chimica è lasciata alla scelta del disfacente, devono essere marcati con le seguenti indica-
fabbricante, cui spetta assicurarsi che essa sia appropriata zioni:
ad ottenere le caratteristiche meccaniche specificate per il a) nome del fabbricante o sua marca,
getto.
b) timbro della Società,
1.7.2 Quando richiesto, la composizione chimica su ana- c) marca di identificazione per la designazione del mate-
lisi di colata deve essere rapportata. riale, come indicato in [1.2],
d) numero di colata o altra marcatura che consenta di risa-
1.8 Stato di fornitura lire alla storia di fabbricazione del getto,
1.8.1 Salvo i casi di cui al seguente punto [1.8.2], i getti e) pressione di prova, se del caso,
possono essere forniti sia nello stato grezzo di fusione sia f) marche addizionali facoltative, quali le sigle della sede
termicamente trattati. locale della Società, numero di pratica, timbro perso-
1.8.2 Per talune applicazioni quali servizio a temperatura nale del tecnico.
elevata o quando la stabilità dimensionale sia importante, Ove trattisi di piccoli getti fabbricati in quantità notevoli,
può essere richiesto che i getti subiscano un idoneo tratta- possono essere convenuti appositi sistemi di identificazione
mento di rinvenimento o di distensione delle tensioni. Il e marcatura, modificati rispetto a quelli di cui sopra.
trattamento deve essere eseguito dopo l’eventuale tratta-
mento termico di affinamento e prima delle lavorazioni 1.11 Documentazione e certificazione
meccaniche.
1.11.1 Deve essere emessa la documentazione di col-
1.9 Campionatura e collaudo laudo indicata nel Cap 1, Sez 1, [4.2.1]; essa deve conte-
nere tutte le dovute informazioni.
1.9.1 Per ogni getto o lotto deve essere provveduto ad una Quando richiesto, l’analisi chimica di colata deve essere
campionatura di saggi sufficiente al prelievo delle provette attestata.
per le prove meccaniche e per le possibili riprove.
I verbali relativi agli esami non distruttivi e alla prova idro-
1.9.2 Quando vengono usati saggi colati separatamente, statica, ove eseguiti, devono essere allegati alla documenta-
essi devono esserlo alla fine della colata del getto ed entro zione di collaudo.
forme costituite dallo stesso materiale usato per i getti che
rappresentano. Le campionature non devono essere stac- 2 Getti in ghisa grigia
cate dalla forma fino a che la temperatura del metallo non è
inferiore a 500 °C.
2.1 Campo di applicazione
1.9.3 Quando i getti sono forniti termicamente trattati, i
saggi per le prove devono essere trattati assieme con i getti 2.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai
che essi rappresentano. I saggi integrali devono essere stac- getti in ghisa grigia (getti in ghisa GG).
cati dal getto solo dopo completamento del trattamento ter- Le prescrizioni generali specificate nell’articolo [1] devono
mico. essere inoltre soddisfatte come del caso.

1.9.4 Tutte le campionature devono essere marcate ade- 2.2 Materiale di prova
guatamente per la loro identificazione relativamente ai getti
che rappresentano. 2.2.1 Per ogni getto o lotto deve essere provveduta la cam-
pionatura per le prove richiesta; salvo diversamente previ-
1.9.5 Per i getti che abbiano massa (dopo sgrossatura) non
sto, essa può essere sia integrale al getto sia colata
superiore a 1 ton può essere adottata la procedura di col-
separatamente.
laudo per lotto. Tutti i getti nel lotto devono essere di tipo e
dimensioni assimilabili e provenire dalla stessa secchia di 2.2.2 (1/7/2005)
colata ed essere, se del caso, termicamente trattati assieme Devono essere utilizzati saggi colati separatamente, a meno
in un’unica carica. Da ogni lotto deve essere prelevata una che non sia stato diversamente concordato tra il fabbricante
campionatura ogni 2 tons. ed il committente; i campioni devono, in generale, essere

Regolamenti RINA 2008 111


Parte D, Cap 2, Sez 5

sotto forma di barre da 30 mm di diametro e di lunghezza 2.3 Caratteristiche meccaniche


adeguata.

Devono essere ottenuti dalla stessa colata che costituisce i 2.3.1 Nella prova di trazione è richiesto di determinare
getti, entro forme costituite dello stesso materiale usato per soltanto il carico di rottura; i risultati devono soddisfare il
le forme per i getti e non devono essere levati dalla forma valore specificato per il tipo di getto di cui trattasi. Il carico
fino a che la temperatura del metallo non sia inferiore a 500 di rottura di specifica non deve essere inferiore a 200
°C. Quando due o più saggi di prova sono colati simultane- N/mm² e non superiore a 350 N/mm². Esso deve essere
amente nella stessa forma, le barre devono essere distan- comunque in accordo con le eventuali prescrizioni indicate
ziate di almeno 50 mm, come indicato nella Fig 1. nei disegni approvati o nelle parti dei Regolamenti che trat-
tano delle diverse applicazioni.
Per particolari componenti possono essere richiesti o con-
venuti saggi di prova aventi dimensioni diverse dalle prece- La superficie di frattura delle provette di trazione deve pre-
denti. sentare struttura regolare di apparenza granulare e grigia.

2.2.3 Previo accordo tra il fabbricante ed il comittente, 2.3.2 In casi specifici possono essere richieste prove di
quando il getto abbia massa e spessore rispettivamente durezza, come verifica dell’omogeneità.
maggiori di 200 kg e di 20 mm, possono essere usati saggi
integrali al getto. Il tipo e la posizione dei saggi devono I valori di durezza devono essere compresi tra 160 e 220
essere scelti in modo da realizzare approssimativamente unità Brinell. Tuttavia valori superiori possono ancora
per essi le stesse condizioni di raffreddamento del getto. essere ammessi semprechè il materiale rimanga facilmente
lavorabile.
2.2.4 Ogni campionatura deve comprendere una provetta
per prova di trazione. Detta provetta deve essere lavorata,
per i saggi di diametro 30 mm alle dimensioni di cui al 3 Getti in ghisa sferoidale o nodulare
Cap 1, Sez 2, [2.1.6], mentre per saggi diversi di suddetti
alle dimensioni appositamente convenute.
3.1 Campo di applicazione

Figura 1 : Saggio di prova per ghisa grigia 3.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a
Dimensioni in mm getti in ghisa sferoidale o nodulare (ghisa SG) destinati
all’uso a temperatura ambiente.

Per altre applicazioni, in particolare quando i getti siano


intesi ad esercizio a bassa od elevata temperatura, oppure
nel caso che siano assoggettati ad agenti corrosivi intensi,
possono essere poste prescrizioni addizionali.

3.1.2 Valgono inoltre le prescrizioni generali specificate


nell’articolo [1], in quanto pertinenti.

3.2 Fabbricazione e stato di fornitura

3.2.1 Per i getti intesi alla costruzione di alberi a mano-


velle il procedimento di fabbricazione deve essere appro-
vato.

3.2.2 In aggiunta alle prescizioni di cui in [1.8.2] per i


getti nelle qualità speciali SG 350 e SG 400 deve essere
eseguito un trattamento termico di ferritizzazione.

30
3.3 Campionatura di prova

3.3.1 I saggi di prova devono essere in uno dei tipi stan-


dard indicati in Fig 2, Fig 3 e Fig 4, con spessore pari a 25
mm.

Saggi di altre dimensioni come indicati in Fig 2 e Fig 4,


possono peraltro essere richiesti in casi particolari.

112 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 2, Sez 5

Figura 2 : Saggi tipo A (tipo U) Figura 4 : Saggi tipo C (tipo Y)


V Z V Z
Y

Y
R = 5mm
X

X
U
rastremato 3% U

Dimensioni: Dimensioni:
u (mm) : 25 (saggio standard), 12 o 50 o 75 quando specifica-
u (mm) : 25 (saggio standard), 12 o 50 o 75 quando specifica-
tamente richiesto
tamente richiesto
v (mm) : 55 (saggio standard), 40 o 100 o 125 quando specifi-
v (mm) : 55 (saggio standard), 40 o 90 o 125 quando specifica- catamente richiesto
tamente richiesto
x (mm) : 40 (saggio standard), 25 o 50 o 65 quando specifica-
x (mm) : 40 (saggio standard), 30 o 60 o 65 quando specifica- tamente richiesto
tamente richiesto y (mm) : 140 (saggio standard), 135 o 150 o 175 quando speci-
y (mm) : 100 (saggio standard), 80 o 150 o 165 quando specifi- ficatamente richiesto
catamente richiesto z,R : da definire in funzione della macchina di prova.
z : da definire in funzione della macchina di prova.
R : Approssimativamente 5 mm 3.4 Caratteristiche meccaniche - Numero di
prove
Figura 3 : Saggi tipo B (tipo a doppio U) 3.4.1 (1/7/2005)
Da ogni saggio deve essere prelevata una provetta per prove
V Z di trazione da eseguire a temperatura ambiente.
Quando previsto, dai saggi deve essere inoltre ricavata una
serie di tre provette per prova di resilienza Charpy intaglio a
rastremato 3% V da eseguire a temperatura ambiente.
Y

In particolare dette provette per le prove di resilienza


devono in genere essere prelevate per i getti appartenenti
X

R = 5 mm alle qualità speciali SG350S e SG400S, sferoidale o nodu-


lare.
U U U
3.4.2 Nella prova di trazione devono essere rilevati il
Dimensioni: carico di rottura e l’allungamento; dette caratteristiche
devono soddisfare i requisiti di cui in Tab 1.
u (mm) : 25
NelIa Tab 1 sono inoltre riportati i valori di snervamento
v (mm) : 90 0,2% (il cui rilievo è peraltro richiesto solo se previsto nella
x (mm) : 40 specifica o nelle parti dei Regolamenti relative alle applica-
zioni) e quelli di durezza Brinell (tipici ed intesi per sola
y (mm) : 100
informazione).
z : da definire in funzione della macchina di prova.
R : Approssimativamente 5 mm 3.5 Esame metallografico

3.3.2 Salvo diversamente richiesto, per ogni getto o lotto, 3.5.1 Quando richiesto, in genere per getti importanti,
deve essere previsto un saggio di prova che può essere sia deve essere preparato, per ogni colata impiegata nel getto,
di tipo integrale sia colato separatamente. un campione per esame metallografico della struttura, rap-
presentativo del materiale.
3.3.3 Da ogni saggio di prova deve essere ricavata una Questi campioni possono essere ricavati dalle provette della
provetta per prova di trazione; per le dimensioni vedasi il prova di trazione; possono essere concordate con il tecnico
Cap 1, Sez 2. procedure alternative, semprechè il campione sia relativo

Regolamenti RINA 2008 113


Parte D, Cap 2, Sez 5

alla fine del periodo di colaggio della colata che esso rap- 3.5.3 L’effettuazione dell’esame metallografico è tassativo
presenta. per i getti per alberi a manovelle.

3.5.2 L’esame metallografico deve evidenziare che almeno 3.6 Esami non distruttivi
il 90% della grafite è dispersa in forma sferoidale o nodu-
lare. 3.6.1 In aggiunta alle prescrizioni di cui in [1.5], i getti
destinati ad alberi a manovelle devono essere sottoposti ad
Strutture tipiche di matrice sono date in Tab 1 a solo scopo esame con metodo magnetoscopico come richiesto alla
indicativo. approvazione.
Tabella 1 : Caratteristiche meccaniche

Prova di resilienza
Carico di rottura Charpy-V-
Carico di snerva- Allunga- Valori tipici Energia media assorbita
minimo Struttura tipica
Qualità mento Rp0,2 mento 5 d (%) di durezza
specificato Rm Tempera- della matrice
(N/mm2) min. (1) Brinell KV (2) (J)
(N/mm²) tura di
min
prova °C
Ordinaria 370 230 17 120 - 180 - Ferrite
400 250 12 140 - 200 - - Ferrite
500 320 7 170 - 240 - - Ferrite/Perlite
600 370 3 190 - 270 - - Ferrite/Perlite
700 420 2 230 - 300 - - Perlite
800 480 2 250 - 350 - - Perlite o
struttura rinvenuta
Speciale 350 220 22 (3) 110 - 170 +20 17 (14) Ferrite
400 250 18 (3) 140 - 200 +20 14 (11) Ferrite
(1) Nel caso di saggi integrali al getto, il valore dell’allungamento può essere inferiore di due punti percentuali.
(2) Valore medio su tre prove Charpy intaglio a V. Un risultato può essere inferiore alla media richiesta ma non inferiore al valore
minimo indicato in parentesi.
Nota 1: Per valori intermedi del valore del carico di rottura minimo specificato, i valori richiesti per lo snervamento 0,2% e per
l’allungamento possono essere ottenuti per interpolazione.

114 Regolamenti RINA 2008


Parte D
Materiali e Saldature

Capitolo 3

MATERIALI NON FERROSI

SEZIONE 1 RAME E LEGHE DI RAME

SEZIONE 2 LEGHE IN ALLUMINIO

Regolamenti RINA 2008 115


Parte D, Cap 3, Sez 1

SEZIONE 1 RAME E LEGHE DI RAME

1 Generalità 2.2 Fabbricazione

1.1 Campo di applicazione 2.2.1 La Società per singoli prodotti destinati a impieghi
importanti può richiedere l’approvazione del procedimento
1.1.1 Le norme di questa sezione di applicano in aggiunta di fabbricazione.
a quelle di Capitolo 1 e Capitolo 2 ai tubi e ai prodotti fusi
in rame e leghe di rame. 2.3 Condizioni di fornitura
Le norme relative alle eliche ed alle pale di eliche sono date
in Cap 4, Sez 2. 2.3.1 Salvo diversamente specificato, i getti in leghe di
rame possono esser forniti a discrezione del fabbricante,
1.1.2 Leghe di rame e prodotti diversi da quelli riportati nello stato grezzo di fusione o allo stato trattato.
nella presente Sezione che soddisfino normative nazionali
o internazionali ritenute equivalenti ai requisiti della pre-
2.3.2 Quando i getti sono forniti allo stato trattato, il fab-
sente Sezione possono essere accettati a giudizio della
bricante deve fornire al tecnico della Società i dettagli del
Società.
trattamento termico effettuato sul getto.
1.1.3 Nel caso sia previsto l’impiego di saldature, le rela-
tive procedure e preparazione dei giunti devono essere sot- 2.4 Composizione chimica
toposte per approvazione.
2.4.1 Le composizioni chimiche devono soddisfare i
1.2 Fabbricazione requisiti dati in Tab 1.

1.2.1 Il procedimento di fabbricazione ed i trattamenti ter- 2.4.2 Il fabbricante deve rilasciare il certificato di colata.
mici idonei ad ottenere prodotti delle dovute qualità e Quando i getti sono prodotti da lingotti di analisi chimica
caratteristiche sono, in linea di principio, lasciati al criterio nota e a condizione che non vengano effettuate aggiunte di
del fabbricante. elementi di lega, può essere accettata l’analisi chimica cer-
tificata dal fabbricante dei lingotti; verifiche saltuarie pos-
1.2.2 Il procedimento di fabbricazione deve essere idoneo
sono essere richieste dal tecnico della Società.
a garantire che i prodotti in rame e leghe di rame risultino
esenti da difetti interni e superficiali che possono pregiudi-
care le successive lavorazioni e l’impiego. 2.5 Caratteristiche meccaniche

1.3 Prove 2.5.1 Le caratteristiche meccaniche devono soddisfare i


requisiti specificati in Tab 2.
1.3.1 Le provette per le prove di trazione previste da que-
sta Sezione sono del tipo cilindrico come definite in Cap 1,
2.6 Prove meccaniche
Sez 2, [2.1.3] con tratta utile pari a:

L 0 = 5 ,65 So = 5d (provetta A) 2.6.1 Deve essere predisposto per ciascun getto materiale
sufficiente per le prove e per eventuali riprove.

1.4 Documentazione e certificazione 2.6.2 Nel caso di presentazione in lotti, questi devono
essere omogenei per colata e nel caso i getti siano presen-
1.4.1 La documentazione di collaudo deve contenere le
tati allo stato trattato, omogenei per trattamento termico.
informazioni richieste in Cap 1, Sez 1, [4.2.1].
2.6.3 Nel caso di materiale allo stato trattato, i campioni
2 Leghe di rame in getti di prova devono essere sottoposti allo stesso trattamento ter-
mico ed in genere unitamente ai materiali del lotto che rap-
2.1 Campo di applicazione presentano.

2.1.1 I requisiti di questo articolo si applicano ai getti in 2.6.4 Per ciascun campione di prova deve essere preparata
leghe di rame destinati ad applicazioni varie, ad esclusione una provetta per prova di trazione delle dimensioni specifi-
di getti per eliche o pale di elica. cate nel precedente [1.3].

Regolamenti RINA 2008 117


Parte D, Cap 3, Sez 1

Tabella 1 : Getti - Composizione chimica (%)

Nome della lega Cu Sn Pb Zn Fe Ni Al Mn Si P Altri


Ottone ad ele- 57/65 ≤ 1,0 ≤ 0,5 rima- 0,5/2.0 ≤ 3,0 0,5/2,5 0,1/3,0 ≤ 0,10 Sb+P+As
vata resistenza nenza ≤ 0,40
Bronzo al 80/87 4,0/6,0 8,0/11, ≤ 2,0 ≤ 0,25 ≤ 2,0 ≤ 0,01 ≤ 0,2 ≤ 0,01 ≤ 0,10 S ≤ 0,10
piombo (1) 0
Bronzo al 86/89,5 9,5/12 ≤ 0,5 ≤ 0,5 ≤ 0,10 ≤ 0,2 ≤ 0,01 - ≤ 0,02 0,15/1,
fosforo (1) 5
Bronzo 86/89 9,0/11, ≤ 1,5 1,0/3,0 ≤ 0,25 ≤ 2,0 ≤ 0,01 ≤ 0,2 ≤ 0,01 0,05 S ≤ 0,10
Cu Sn 10 Zn2 0 Sb ≤ 0,30
(Gunmetal)
Bronzo Cu Pb5 84/86 4,0/6,0 4,0/6,0 4,0/6,0 ≤ 0,30 ≤ 2,5 ≤ 0,01 - ≤ 0,01 0,05
Sn5 Zn5 (lea- (1)
ded Gunmetal)
Cupro- 88/92 ≤ 0,30 ≤ 0,02 ≤ 0,40 2,0/5,0 ≤ 3,0 8,5/11, ≤ 1,0 ≤ 0,20
Alluminio (1) (2) 0

Nickel cupro- > 76 ≤ 0,20 ≤ 0,02 ≤ 0,50 3,5/5,5 3,5/6,5 8,0/11, ≤ 3,0 ≤ 0,10 Cu+Fe+Ni+
alluminio (2) 0 (4) Al+Mn ≥
99,2
Cupro-nickel rima- - ≤ 0,02 ≤ 0,50 1,0/1,8 9,0/11, - 0,5/1,0 - 0,20 S ≤ 0,20 (3)
90/10 nenza (2) (2) 0 0 C ≤ 0,050
Cupro-nickel rima- - ≤ 0,02 ≤ 0,50 0,4/1,0 29/32 - 0,5/1,5 - 0,20 S ≤ 0,20
70/30 nenza (2) (2) 0 C ≤ 0,050
(1) Nickel incluso.
(2) Quando non sono previste operazioni di saldatura sul getto, il contenuto di Pb può essere compreso nell’intervallo 0,1% a
0,3%, il contenuto di Zn limitato a 1,0% e le limitazioni per C, S e P non si applicano.
(3) Cu + Fe + Mn + Ni +Pb ≥ 99,5%.
(4) Se questa lega nickel rame alluminio deve resistere alla corrosione in acqua di mare deve essere Al ≤ 8,2 + Ni/2.

Tabella 2 : Getti - Caratteristiche meccaniche

Rm Re 0,2% A% su 5d
Nome della lega
(N/mm²) (N/mm²) (1) ( o 5,65 So )

Ottone ad elevata resistenza ≥ 450 ≥ 170 ≥ 20


Bronzi al piombo ≥ 230 ≥ 130 ≥9
Bronzo al fosforo ≥ 220 ≥ 130 ≥6
Bronze Cu Sn 10 Zn 2 (Gunmetal) ≥ 240 ≥ 120 ≥ 12
Bronzo Cu Pb5 Sn5 Zn5 (leaded Gunmetal) ≥ 200 ≥ 90 ≥ 13
Cupro Alluminio ≥ 450 ≥ 160 ≥ 15
Cupro Alluminio al Nickel ≥ 600 ≥ 250 ≥ 12
Cupro Nickel 90/10 ≥ 320 ≥ 160 ≥ 20
Cupro Nickel 70/30 ≥ 420 ≥ 220 ≥ 20
(1) I valori del carico di snervamento allo scostamento della proporzionalità del 0,2% sono dati a titolo indicativo e non è richiesta
la loro determinazione nel corso della prova di trazione.

118 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 1

2.7 Esame visivo e controlli non distruttivi 2.9.2 Differenti sistemi di identificazione e marcatura di
piccoli getti prodotti in serie possono essere concordati con
2.7.1 Tutti i getti devono essere puliti e preparati come il tecnico della Società.
adeguato per una corretta ispezione.
3 Tubi in leghe di rame
2.7.2 Il fabbricante è responsabile della corrispondenza
dimensionale e del rispetto delle tolleranze.
3.1 Campo di applicazione
2.7.3 Per l’accettazione tutti i getti devono essere presen- 3.1.1 I requisiti di questo articolo si applicano a tubi in
tati per l’esame visivo. Questo deve essere comprensivo lega di rame per condensatori, scambiatori di calore e tubo-
dell’esame delle superfici esterne ed interne di ciascun lature in pressione.
getto del lotto e, se ritenuto necessario per getti rame-allu-
minio e rame-nickel, del controllo con liquidi penetranti.
3.2 Condizioni di fornitura
Per alcuni tipi di getti sottoposti a forti sollecitazioni il tec-
nico della Società può richiedere in aggiunta controllo 3.2.1 I tubi in rame o leghe di rame devono essere forniti
radiografico e con ultrasuoni. allo stato ricotto (riscristallizzati a grano fine). I tubi di rame
possono essere forniti trafilati a freddo.
2.7.4 Salvo diversamente specificato nei regolamenti, sui
getti in leghe di rame da sottoporre a pressione deve essere 3.2.2 Per i tubi in cupro alluminio può essere richiesto un
effettuata una prova idrostatica ad una pressione pari a due idoneo trattamento termico di distensione nel caso siano
volte la pressione di esercizio. sottoposti dopo ricottura a raddrizzatura a freddo.
Il fabbricante deve rilasciare un certificato di prova ed il
tecnico della Società può richiedere di presenziarvi in tutto
3.3 Composizione chimica
o in parte. 3.3.1 La composizione chimica delle leghe di rame usate
per la fabbricazione di tubi deve soddisfare i requisiti indi-
2.8 Riparazione di getti difettosi cati nella Tab 3 ed il fabbricante deve rilasciare il relativo
certificato.
2.8.1 La valutazione dell’accettabilità di eventuali difetti
o, se del caso, della possibilità e dei metodi di una loro eli- 3.4 Caratteristiche meccaniche
minazione è lasciata al giudizio del tecnico della Società il
quale a tal fine può richiedere controlli addizionali. 3.4.1 Le caratteristiche meccaniche devono soddisfare i
requisiti di Tab 4.
2.8.2 Il tecnico della Società può accettare il condiziona-
mento di difetti di porosità localizzati mediante impregna- 3.5 Prove meccaniche
zione con materiale plastico a condizione che le porosità
non siano tali da influire negativamente sulla resistenza 3.5.1 Deve essere eseguita una serie di prove per ogni
meccanica del getto. lotto di 200 tubi provenienti dalla stessa colata e fabbrica-
zione, aventi stesse dimensioni e nello stesso stato di forni-
2.8.3 La riparazione dei difetti a mezzo di saldatura non è tura (trattamento termico).
di regola ammessa.
3.5.2 Per ogni lotto deve essere scelta a caso una lun-
Eventuali proposte di riparazione mediante saldatura di
ghezza di tubo dalla quale devono essere ricavate le pro-
getti difettosi devono essere preventivamente sottoposte al
vette per le seguenti prove:
tecnico che può richiedere prove di qualifica della proce-
dura. • una prova di trazione,
• una prova di schiacciamento,
2.9 Identificazione e marcatura • una prova di allargamento.
Le modalità di prova e le dimensioni delle provette devono
2.9.1 Il fabbricante deve adottare un sistema di identifica- soddisfare le prescrizioni di cui in Cap 1, Sez 2, con le
zione idoneo a correlare tutti i getti finiti alla colata di pro- aggiunte e/o modifiche di questo subarticolo.
venienza.
3.5.3 La prova di trazione deve essere eseguita su provetta
Tutti i getti sottoposti ai controlli ed alle prove di collaudo
costituita da tratto di tubo a sezione piena, o da una striscia
con esito soddisfacente devono essere marcati in aggiunta
longitudinale di tubo aventi lo spessore del tubo stesso.
alle marche richieste al Cap 1, Sez 1, [4.1.3], con i
seguenti simboli: 3.5.4 La prova di schiacciamento consiste nello schiaccia-
a) nominativo o estremi di identificazione del fabbricante, mento lento mediante pressa di una lunghezza di 50 mm di
tubo.
b) numero di identificazione, numero di colata od altre
Allo schiacciamento corrispondente ad una distanza fra le
marcature che consentono l’individuazione completa
tavole della pressa pari a tre volte lo spessore del tubo, sulla
della fabbricazione,
superficie esterna del tubo non devono manifestarsi cric-
c) pressione di prova ove applicabile. che, rotture o difetti rilevabili ad occhio nudo.

Regolamenti RINA 2008 119


Parte D, Cap 3, Sez 1

Tabella 3 : Tubi - Composizione chimica (%)

Nome della lega Cu (1) Sn Al Ni (1) Pb Fe Zn Mn As Elementi residui


Rame al fosforo ≥ 99,85 0,30/0, P = 0,013/0,050
(con o senza arse- 50 disossidato
nico)
Bronzo allo stagno 70/73 0,9/1,2 ≤ 0,07 ≤ 0,06 rima- 0,02/0, impurità totali
(naval brass) nenza 06 +Pb+Fe ≤ 0,3
Bronzo all’allumi- 76/79 1,8/2,5 ≤ 0,07 ≤ 0,06 rima- 0,02/0, impurità totali
nio nenza 06 +Pb+Fe ≤ 0,3
Cupro Nickel rima- 9,0/11, ≤ 0,02 1,0/2,0 ≤ 0,5 0,3/1,0 C≤0,05;S+P≤0,02;
90/10 (2) nenza 0 totale altri ≤ 0,1
Cupro Nickel rima- 29/33 ≤ 0,02 0,4/1,0 ≤ 0,5 0,5/1,5 C≤0,05;S+P≤0,02;
70/30 (2) nenza totale altri ≤ 0,1
Cupro Nickel rima- Sn + Pb 29/32 ≤ 0,02 1,5/2,0 ≤ 0,5 1,5/2,0 C≤0,05;S+P≤0,02;
speciale 70/30 (2) nenza ≤ 0,05 totale altri ≤ 0,1
Rame-Alu 6 ≥ 93,0 0,15/0, 5/6,5 ≤ 0,02 ≤ 1,0 ≤ 0,3 totale impurità
50 ≤0,5
(1) L’argento è considerato come rame, il cobalto come nickel.
(2) Quando i tubi in Cupro-Nickel non devono essere sottoposti a operazioni di saldatura, i requisiti riguardanti P, S e C non si
applicano e il contenuto di Zn può raggiungere 1% e quello del Pb lo 0,05%.

Tabella 4 : Tubi - Caratteristiche meccaniche

A% su
Rm Re0,2
Nome della lega
(N/mm²) (N/mm²)
5 ,65 So

Rame al fosforo ≥ 220 ≥ 100 ≥ 35 (ricotto)


(con o senza arsenico) (1) ≥ 230 ≥ 155 ≥ 20 (1/4 crudi)
≥ 270 a titolo informativo ≥ 10 (semicrudi)
Bronzo allo stagno ≥ 310 ≥ 105 ≥ 35
Bronzo all’alluminio ≥ 345 ≥ 125 ≥ 35
Cupro-Nickel 90/10 ≥ 290 ≥ 105 ≥ 30
Cupro-Nickel 70/30 ≥ 360 ≥ 125 ≥ 30
Cupro-Nickel speciale 70/30 ≥ 420 ≥ 125 ≥ 30
Rame-Alu 6 ≥ 345 ≥ 130 ≥ 40
(1) Se per il rame fosforoso è prevista nella norma nazionale applicabile la prova di durezza HV, questa può sostituire la prova di
trazione.

3.5.5 La prova di allargamento consiste nell’espansione a La prova consiste nell’immersione per 30 minuti, di un
temperatura ambiente, a mezzo spina conica (angolo di campione di 150 mm di lunghezza opportunamente pulito,
conicità 45°), di una porzione di tubo, di lunghezza com- in una soluzione in acqua di nitrato di Hg della concentra-
presa tra 30 mm e 50 mm, fino ad un diametro del 20% zione richiesta.
superiore a quello originale (15% per tubi semicrudi). La soluzione deve contenere 10 g di nitrato mercuroso e 10
A completamento della prova non devono manifestarsi cric- cm3 di acido nitrico (peso specifico 1,41) per litro di solu-
che o fratture rilevabili ad occhio nudo. zione. Il campione dopo l’estrazione dalla soluzione deve
essere immediatamente lavato, sciacquato ed esaminato.
3.6 Prova di corrosione sotto tensione Dopo otto giorni dall’immersione non devono manifestarsi
cricche rilevabili ad occhio nudo.
3.6.1 La prova di corrosione sotto tensione (prova al
nitrato di Hg) è finalizzata a mettere in evidenza eventuali 3.6.2 La prova può essere effettuata in accordo ad una
tensioni residue che possono essere causa di corrosione normativa nazionale che preveda l’impiego di soluzione al
sotto tensione. nitrato mercuroso.

120 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 1

3.6.3 Nel caso di esito negativo della prova, tutti i tubi rap- 3.7.7 Salvo diversamente convenuto, viene accettato il
presentati dal campione devono essere scartati; il lotto può certificato di prova idrostatica o di controllo con correnti
essere ripresentato al collaudo dopo trattamento di disten- indotte rilasciato dal fabbricante.
sione.
3.8 Esame visivo e controlli non distruttivi
3.7 Prova idrostatica - Controllo con cor-
3.8.1 Il fabbricante deve rilasciare un certificato relativo
rente indotta alle ispezioni e controlli dimensionali relativo a tutti i tubi
presentati al collaudo.
3.7.1 Salvo diversamente specificato, tutti i tubi devono
Le tolleranze dimensionali (diametro, spessore) devono cor-
essere sottoposti a prova idrostatica ad una pressione pari a
rispondere a normative nazionali applicabili.
1,5 volte la pressione di esercizio di progetto con un mas-
simo di 6,90 MPa. 3.8.2 Il tecnico della Società può richiedere la presenta-
zione di tutti i tubi all’esame visivo e dimensionale.
3.7.2 Se la pressione di esercizio non è conosciuta al
Le superfici esterna ed interna dei tubi devono essere liscie,
momento della prova idrostatica, può essere applicata la pulite ed esenti da difetti pregiudizievoli.
pressione di prova con la seguente formula:
Il fabbricante deve mettere a disposizione del tecnico
0 ,5 ⋅ t ⋅ R attrezzature idonee per l’esame interno ed esterno dei tubi.
P = -------------------------m-
D

P : pressione di prova, in MPa, 3.9 Condizionamento dei difetti


t : spessore nominale, in mm, 3.9.1 Piccole imperfezioni superficiali possono essere eli-
minate mediante molatura a condizione che dopo la mola-
D : diametro esterno nominale, in mm,
tura e finitura lo spessore del tubo sia superiore al valore
Rm : minimo carico di rottura, in N/mm², garantito in minimo richiesto. Le superfici così trattate devono essere
conformità alla Tab 4. raccordate con la restante superficie del tubo con raggio di
raccordo molto largo.
3.7.3 La pressione di prova deve essere mantenuta per il
tempo sufficiente per consentire la prova e l’ispezione. Per 3.9.2 Non sono ammesse riparazioni mediante saldatura.
l’accettazione non devono manifestarsi perdite o trasuda- Pertanto difetti che non possano essere eliminati mediante
menti. molatura sono motivo di scarto del tubo.

3.7.4 In alternativa alla prova idrostatica può essere accet- 3.10 Identificazione e marcatura
tato il controllo con correnti indotte.
3.10.1 Tutti i tubi devono essere marcati in conformità a
3.7.5 A tal fine l’apparecchiatura di controllo con correnti Cap 1, Sez 1, [4.1.3]. Le seguenti indicazioni addizionali
indotte deve essere sottoposta ad approvazione con partico- devono figurare sui tubi collaudati con esito positivo:
lare riferimento alle condizioni di taratura adottate. Deve a) nome o marca commerciale del fabbricante,
essere dimostrato che le modalità di controllo proposte b) tipo del materiale o codice di designazione.
sono altrettanto rigorose della prova idrostatica.
3.10.2 Le marche di identificazione devono essere appo-
3.7.6 Il tecnico della Società può richiedere la verifica di ste a mezzo stampo in gomma o matita indelebile. La stam-
validità della taratura. pigliatura con timbro in acciaio non è ammessa.

Regolamenti RINA 2008 121


Parte D, Cap 3, Sez 2

SEZIONE 2 LEGHE IN ALLUMINIO

1 Condizioni generali 1.2.5 Marcatura


I prodotti devono essere marcati dal fabbricante in modo
chiaro come richiesto nel Capitolo 1.
1.1 Campo di applicazione
Sul materiale che è stato sottoposto al collaudo con esito
1.1.1 Generalità soddisfacente devono essere poste le seguenti indicazioni:
Le prescrizioni della presente sezione si applicano ai pro- • estremi di individuazione del fabbricante,
dotti in leghe di alluminio da lavorazione plastica, ai getti e • tipo di lega e grado,
ai chiodi in leghe di alluminio, ai giunti bimetallici acciaio- • lotto di produzione che consenta di risalire al procedi-
lega di alluminio. mento di fabbricazione,
• timbro della Società.
1.1.2 Altre normative
La Società può accettare l’impiego di leghe e relativi stati di Nel caso di prodotti estrusi confezionati in pacchi o imballi
incrudimento diversi da quelli previsti negli articoli [2], per la spedizione, la marcatura deve essere posta su tar-
[3], [4] e [5], conformi a normative nazionali o internazio- ghetta o cartellino fissato solidamente alla confezione.
nali o di specifiche particolari ritenute equivalenti ai requi-
siti regolamentari. 1.2.6 Documentazione e certificazione
Ciascun certificato di collaudo o avviso di spedizione deve
1.1.3 Saldabilità contenere i seguenti dati:
Ad eccezione dei chiodi, i prodotti in lega di alluminio che • nome dell’acquirente e numero d’ordine,
soddisfino i requisiti del presente articolo sono saldabili con • descrizione dei prodotti e loro dimensioni,
normali procedimenti di saldatura alle eventuali condizioni • tipo di lega o specifica,
definite all’atto dell’approvazione. • dettagli del trattamento termico, ove applicabile,
• sigla individuativa che consenta di risalire alla storia del
1.2 Fabbricazione prodotto,
• composizione chimica (eventualmente su attestato alle-
1.2.1 Procedimento di fabbricazione
gato),
Metodi di fabbricazione e trattamenti termici idonei a
• caratteristiche meccaniche (eventualmente su attestato
garantire l’ottenimento della qualità e dalle proprietà speci-
allegato).
ficate sono in linea generale lasciati a criterio del fabbri-
cante. Nel caso che la lavorazione venga eseguita non dal produt-
Il trattamento termico deve essere effettuato in forni idonei tore della lega, il produttore deve rilasciare un certificato
forniti di adeguate dotazioni, secondo procedure ritenute contenente il numero di colata e la composizione chimica.
appropriate dal tecnico della Società. Il produttore della lega deve essere approvato dalla Società.

1.2.2 Approvazione 2 Leghe di alluminio da lavorazione


I procedimenti di fabbricazione e trattamento e i metodi di plastica (lamiere, barre, profilati e
controllo devono essere approvati dalla Società ai singoli
tubi)
fabbricanti. A tal fine devono essere fornite alla Società det-
tagliate informazioni e sono di regola richiesti controlli e
prove in relazione all’importanza del prodotto e 2.1 Campo di applicazione
all’impiego.
2.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano alle
1.2.3 Caratteristiche dei materiali leghe di alluminio da lavorazione plastica per la costru-
zione dello scafo, di altre strutture marine e per impieghi a
Tutti i prodotti devono avere un grado di finitura secondo
bassa temperatura.
buona prassi e devono essere esenti da difetti superficiali ed
interni, segregazioni ed inclusioni non metalliche che pos- 2.1.2 Le prescrizioni sono intese per prodotti di spessore
sano pregiudicare una appropriata lavorabilità e l’impiego. maggiore di 3 mm e non superiore a 50 mm.

1.2.4 Identificazione 2.1.3 L’estensione delle prescrizioni a prodotti di spessore


Il fabbricante deve adottare un sistema di identificazione al di fuori di detto intervallo è soggetta al benestare della
atto a garantire che tutto il materiale finito presentato in lotti Società.
per il collaudo sia della stessa composizione chimica nomi- Valgono inoltre le prescrizioni generali applicabili di cui
nale. all’articolo [1].

122 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 2

2.1.4 Nel caso di impiego su navi destinate al trasporto di 2.3 Fabbricazione


gas liquefatti si applica inoltre l’”International Code for the
Construction and Equipment of Ships Carrying Liquefied 2.3.1 Approvazione
Gases in Bulk”.
Tutti i materiali, compresi i semilavorati, devono essere pro-
I prodotti destinati alla costruzione delle cisterne del carico
dotti da fabbricanti approvati dalla Società per il tipo e stato
o i serbatoi di contenimento di gas liquefatti o ad altre
della lega di alluminio oggetto della fornitura ( [1.2.2]).
applicazioni a bassa temperatura devono essere fabbricati
in lega 5083, allo stato ricotto. Le lamiere devono essere prodotte mediante laminazione,
finite a caldo o a freddo.
2.2 Tipi di lega
Le barre e i profilati possono essere formati per estrusione,
2.2.1 Designazione (1/7/2005) laminazione o trafilatura.
Le designazioni numeriche (costituenti il tipo) delle leghe di
alluminio e il relativo grado sono in accordo con la “Regi- 2.3.2 Caratteristiche dei materiali
stration Record of International Alloy Designation”. Il controllo della qualità dei materiali e la verifica delle tol-
Per le condizioni di trattamento (stato di fornitura) valgono leranze dimensionali è di responsabilità del fabbricante.
le definizioni della Norma EN 515 o ANSI H35.1.
2.3.3 Riparazioni
2.2.2 Prodotti laminati (lamiere, fogli,
nastri) (1/7/2005) Difetti superficiali di lieve entità possono essere eliminati
Le prescrizioni si applicano alle seguenti leghe di allumi- mediante molatura o di macchina, a condizione che lo
nio: spessore del materiale rimanga ovunque entro le tolleranze
ammesse.
• 5083
• 5059 La riparazione di difetti mediante saldatura non è ammessa.
• 5086
2.3.4 Tolleranze dimensionali (1/7/2005)
• 5383
Le massime tolleranze in meno sullo spessore sono ripor-
• 5456
tate, per i prodotti laminati nella Tab 1.
• 5754
Le tolleranze in meno sullo spessore per i prodotti estrusi
nei sottoindicati stati: devono essere in accordo con le disposizioni di norme
• O/H111/H112 nazionali od internazionali riconosciute.
• H116
Tolleranze dimensionali diverse da quelle in meno sullo
spessore devono essere in accordo con norme nazionali o
2.2.3 Prodotti estrusi (profilati, barre, profili
chiusi) (1/7/2005) internazionali riconosciute.
Le prescizioni si applicano alle seguenti leghe di alluminio:
2.3.5 Controlli non distruttivi
• 5083
Non sono di regola richiesti controlli non distruttivi ai fini
• 5059
dell’accettazione dei materiali.
• 5086
• 5383
Tabella 1 : Tolleranze in meno sullo spessore
nei sottoindicati stati: per prodotti laminati
• O/H111/H112
Tolleranza sullo spessore in funzione
e Spessore della larghezza nominale (mm)
• 6005A nominale
(mm) da 1500 da 2000
• 6061 fino a 1500
a 2000 a 3500
• 6082 da 3 a 4 0,10 0,15 0,15
nei sottoindicati stati: da 4 a 8 0,20 0,20 0,25
• T5 o T6. da 8 a 12 0,25 0,25 0,25
Le leghe 6005A e 6061 della serie 6000 non devono essere da 12 a 20 0,35 0,40 0,50
impiegate a diretto contatto con l’acqua di mare salvo che
siano protette da anodi e/o da sistema di pitturazione. da 20 a 50 0,45 0,50 0,65

Regolamenti RINA 2008 123


Parte D, Cap 3, Sez 2

Tabella 2 : Composizione chimica (1/7/2005)

Composizione chimica (%) (1)


Tipo di
Altri elementi (2)
lega Si Fe Cu Mn Mg Cr Zn Ti
Ciascuno Totale
5083 0,40 0,40 0,10 0,40-1,0 4,0-4,9 0,05-0,25 0,25 0,15 0,05 0,15
5383 0,25 0,25 0,20 0,7-1,0 4,0-5,2 0,25 0,40 0,15 0,05 (5) 0,15 (5)
5059 0,45 0,50 0,25 0,6-1,2 5,0-6,0 0,25 0,40-0,90 0,20 0,05 (6) 0,15 (6)

5086 0,40 0,50 0,10 0,20- 0,7 3,5-4,5 0,05-0,25 0,25 0,15 0,05 0,15
5754 0,40 0,40 0,10 0,50 (3) 2,6-3,6 0,30 (3) 0,20 0,15 0,05 0,15
5456 0,25 0,40 0,10 0,50-1,0 4,7-5,5 0,05-0,20 0,25 0,20 0,05 0,15
6005A 0,50-0,9 0,35 0,30 0,50 (4) 0,40-0,7 0,30 (4) 0,20 0,10 0,05 0,15
6061 0,40-0,8 0,7 0,15-0,40 0,15 0,8-1,2 0,04-0,35 0,25 0,15 0,05 0,15
6082 0,7-1,3 0,50 0,10 0,40-1,0 0,6-1,2 0,25 0,20 0,10 0,05 0,15
(1) Composizione chimica percentuale in massa: valori massimi, a meno che non sia indicato il relativo campo di variazione
(2) Comprende Ni, Ga, V e altri elementi per i quali non è indicata alcuna limitazione specifica. Non è necessario eseguire la loro
verifica sistematica.
(3) Mn + Cr: 0,10-0,60
(4) Mn + Cr: 0,12-0,50
(5) Zr: 0,20 max. Il totale per gli altri elementi non comprende lo Zirconio.
(6) Zr: 0,05-0,25. Il totale per gli altri elementi non comprende lo Zirconio.

124 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 2

Tabella 3: Catatteristiche meccaniche per prodotti laminati, 3 mm ≤ t ≤ 50 mm (1/7/2007)

Carico di snervamento Carico di rottura Rp0,2 Allungamento, % min. (1)


Tipo Rp0,2 (valore minimo o (valore minimo o
Grado Spessore, t
di lega campo di variazione) campo di variazione) A50 mm A5d
(N/mm2) (N/mm2)
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 125 275-350 16 15
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 125 275 - 350 16 15

5083 H112 3 ≤ t ≤ 50 mm 125 275 12 10


H116 3 ≤ t ≤ 50 mm 215 305 12 (2) 10
H321 3 ≤ t ≤ 50 mm 215 - 295 305 - 385 12 10
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 145 290 17
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 145 290 17
5383
H116 3 ≤ t ≤ 50 mm 220 305 12 (2) 10
H321 3 ≤ t ≤ 50 mm 220 305 10 10
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 160 330 24
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 160 330 24

5059 3 ≤ t ≤ 20 mm 270 370 10 10


H116
20 ≤ t ≤ 50 mm 260 360 10 10
3 ≤ t ≤ 20 mm 270 370 10 10
H321
20 ≤ t ≤ 50 mm 260 360 10 10
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 95 240-305 16 14
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 100 240 - 310 17 (3) 16
5086 3 ≤ t ≤ 12,5 mm 125 250 8
H112
12,5 ≤ t ≤ 50 mm 105 240 9
H116 3 ≤ t ≤ 50 mm 195 275 10 (4) 9
H321 3 ≤ t ≤ 50 mm 185 275 - 335 10 (4) 9
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 80 190-240 18 17
5754
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 80 190-240 18 17
3 ≤ t ≤ 6,3 mm 130 - 205 290 - 365 16
0
6,3 ≤ t ≤ 50 mm 125 - 205 285 - 360 16 14
3 ≤ t ≤ 30 mm 230 315 10 10

5456 30 ≤ t ≤ 40 mm 215 305 10


H116
40 ≤ t ≤ 50 mm 200 285 10
3 ≤ t ≤ 12,5 mm 230 - 315 315 - 405 12
12,5 ≤ t ≤ 40 mm 215 - 305 305 - 385 10
H321
40 ≤ t ≤ 50 mm 200 - 295 285 - 370 10
(1) Allungamento determinato su provette aventi lunghezza utile proporzionale di 50 mm per spessori inferiori o uguali a 12,5
mm e di 5d per spessori superiori a 12,5 mm.
(2) 10 %, per spessori inferiori o uguali a 6,0 mm.
(3) 15 %, per spessori inferiori o uguali a 6,0 mm
(4) 8 %, per spessori inferiori o uguali a 6,0 mm.

Regolamenti RINA 2008 125


Parte D, Cap 3, Sez 2

2.4 Composizione chimica mento del materiale accettato alla presenza del Tecnico
della Società. Deve essere preparata per l'esame metallo-
2.4.1 Il fabbricante deve determinare l’analisi per ciascuna grafico una sezione longitunale perpendicolare alla superfi-
colata. cie laminata. Se la microstruttura mostra un'evidenza di
presenza ai bordi dei grani di fibre continue di precipitato
2.4.2 (1/7/2005) d'alluminio-magnesio in eccesso rispetto alle fotomicrogra-
La composizione chimica delle leghe di alluminio deve fie del materiale accettabile, il lotto deve essere scartato
soddisfare i requisiti della Tab 2. oppure sottoposto a prova per la verifica della resistenza
alla corrosione per esfoliazione e alla corrosione intergra-
Ai fini dell’accettazione viene acquisita l’analisi chimica nulare, previo benestare del Tecnico della Società. Le prove
certificata dal fabbricante a meno che il Tecnico della di corrosione devono essere eseguite in accordo con le
Società non richieda verifiche saltuarie; in particolare, può norme ASTM G66 e G67 o con norme equivalenti. Se i
essere richiesta l'analisi del prodotto stesso quando le carat- risultati delle prove soddisfano i criteri di accettazione di
teristiche chimiche del prodotto stesso non sono ben rap- cui in [2.5.2], il lotto viene accettato, altrimenti deve essere
presentate dall'analisi effettuata sulla colata. scartato.

2.4.3 Quando la colata della lega di alluminio ha luogo in In alternativa all'esame metallografico, ciascun lotto può
stabilimento diverso da quello dove ha luogo la lavorazione essere sottoposto a prove per la verifica della resistenza alla
della stessa in prodotto semilavorato, deve essere fornito al corrosione per esfoliazione ed alla corrosione intergranu-
tecnico della Società il certificato dello stabilimento produt- lare, in accordo con le norme ASTM G66 e G67 o con stan-
tore di origine riportante i numeri di riferimento e la com- dard equivalenti.
posizione chimica delle singole colate.
2.5.4 (1/7/2005)
Gli stati delle leghe che sono sottoposti alle prove di corro-
2.5 Prove di corrosione sione devono essere marcati con "M" dopo la sigla di identi-
2.5.1 (1/7/2005) ficazione, per esempio: 5083 H321M.
I laminati nelle leghe 5xxx dei tipi 5083, 5383, 5059, 5086
e 5456, negli stati H116 e H321, destinati all’uso nel 2.6 Caratteristiche meccaniche
campo della costruzione degli scafi di navi o ad altre appli-
2.6.1 (1/7/2005)
cazioni marine, dove è previsto il frequente contatto diretto
con l'acqua di mare, devono essere sottoposti a prove di Le caratteristiche meccaniche sono specificate in Tab 3 e
corrosione per verificarne la resistenza alla esfoliazione ed Tab 4.
alla corrosione intergranulare.
2.5.2 (1/7/2005) 2.7 Prove meccaniche
I fabbricanti devono stabilire la relazione tra la microstrut-
2.7.1 Generalità (1/7/2005)
tura e la resistenza alla corrosione in occasione dell'appro-
vazione delle leghe di cui in [2.5.1]. Per ognuno degli stati Le provette per le prove meccaniche e le relative procedure
delle leghe e delle relative gamme di spessore, deve essere di prova devono essere in conformità al Capitolo 1 o in
presa una fotomicrografia di riferimento a 500x. Le fotogra- alternativa in conformità a normative nazionali o interna-
fie di riferimento devono essere prese da saggi che non zionali relative al tipo di lega di alluminio da lavorazione
hanno mostrato alcuna evidenza di esfoliazione ed un plastica in esame.
grado di pitting PB o migliore, quando sottoposti alla prova Il fabbricante deve dimostrare mediante prove su macrose-
descritta in ASTM G66 (ASSET). I saggi devono anche aver zioni o prove d'allargamento dei profili chiusi, eseguite su
evidenziato la resistenza alla corrosione intergranulare con ciascun lotto di profili chiusi, che non vi sia alcuna man-
una perdita di massa non superiore a 15mg/cm2, quando canza di fusione nelle saldature a pressione.
sottoposti alla prova descritta in ASTM G67. Una volta sta-
bilita una soddisfacente relazione tra la microstruttura e la Dopo il taglio e la lavorazione, il materiale di prova non
resistenza alla corrosione, gli originali delle fotomicrografie deve essere sottoposto ad alcun trattamento termico o mec-
ed i risultati delle prove di corrosione devono essere appro- canico.
vati dalla Società. I metodi effettivi di produzione non
devono essere modificati dopo l'approvazione delle micro- 2.7.2 Composizione del lotto
grafie di riferimento. Ciascun lotto deve essere costituito da prodotti:
Possono essere accettati anche altri metodi di prova a a) dello stesso tipo e grado di lega, provenienti dalla stessa
discrezione della Società. colata,
2.5.3 (1/7/2005) b) della stessa forma e dimensioni simili (stesso spessore
Per l'accettazione dei lotti delle leghe 5xxx negli stati H116 per lamiere),
e H321, deve essere eseguita un esame metallografico di un
c) fabbricati con lo stesso procedimento,
saggio scelto a metà larghezza ad un'estremità di un rotolo
o di un lamierino o di lamiere. La microstruttura del saggio d) che siano stati sottoposti contemporaneamente allo
deve essere confrontata con la fotomicrografia di riferi- stesso trattamento.

126 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 2

2.7.3 Prelievo delle provette (1/7/2005) 2.7.4 Tipo e posizione delle provette di trazione
Le provette devono essere prelevate nelle seguenti posi- Per spessori nominali sino a 12,5 mm inclusi, la provetta
zioni: deve essere a sezione rettangolare.

a) per prodotti laminati, ad 1/3 della larghezza da un La provetta di trazione deve essere lavorata in modo da
bordo longitudinale, mantenere grezze le superfici originali del prodotto.
Per spessori superiori a 12,5 mm, deve essere adottata pro-
b) per prodotti estrusi, fra 1/3 e 1/2 della distanza tra bordo vetta cilindrica.
e centro della sezione dell’estruso avente maggior spes-
sore. Per spessori sino a 40 mm inclusi, l’asse longitudinale della
provetta cilindrica deve essere situato a metà spessore.
Le provette devono essere prelevate con la seguente orien-
Per spessori superiori a 40 mm, l’asse longitudinale della
tazione:
provetta cilindrica deve essere situato ad una distanza da
a) Prodotti laminati (lamiere, lamierini) una superficie pari ad un quarto dello spessore.
Di regola sono richieste in direzione trasversale. Nel Per tubi di diametro inferiore a 40 mm, la provetta consiste
caso in cui la larghezza sia insufficiente al ricavo di pro- in uno spezzone di tubo.
vette trasversali, o in caso di lega da incrudimento, sono Per tubi di diametro superiore a 40 mm, la provetta consiste
ammesse prove su provette in direzione longitudinale. in una striscia del tubo stesso.
b) Prodotti estrusi
Prodotti estrusi o prodotti estrusi sagomati (tubi, barre,
profilati di forme varie), provette in direzione longitudi-
nale.
Ciascuna provetta deve essere marcata in modo da
mantenere dopo il prelievo la sua identificazione
rispetto ad origine, posizione e orientazione.

Tabella 4 : Caratteristiche meccaniche per prodotti estrusi, 3 mm ≤ t ≤ 50 mm (1/7/2007)

Carico di snervamento Carico di rottura Rm Allungamento, % min. (1) (2)


Tipo di Rp0,2 (valore minimo o (valore minimo o
Grado Spessore, t
lega campo di variazione) campo di variazione) A50 mm A5d
(N/mm2) (N/mm2)
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 110 270 - 350 14 12
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 165 275 12 10
5083
H112 3 ≤ t ≤ 50 mm 125 270 12 10
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 145 290 17 17
H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 145 290 17 17
5383
H112 3 ≤ t ≤ 50 mm 190 310 13
5059 H112 3 ≤ t ≤ 50 mm 200 330 10
0 3 ≤ t ≤ 50 mm 95 240 - 320 18 15
5086 H111 3 ≤ t ≤ 50 mm 145 250 12 10
H112 3 ≤ t ≤ 50 mm 95 240 12 10
T5 3 ≤ t ≤ 50 mm 215 260 9 8
3 ≤ t ≤ 10 mm 215 260 8 6
6005A
T6
10 < t ≤ 50 mm 200 260 8 6
6061 T6 3 ≤ t ≤ 50 mm 240 260 10 8
T5 3 ≤ t ≤ 50 mm 230 270 8 6
3 ≤ t ≤ 5 mm 250 290 8
6082
T6
5 < t ≤ 50 mm 260 310 10 8
(1) I valori sono applicabili per provette di trazione, sia longitudinali sia trasversali.
(2) Allungamento determinato su provette aventi lunghezza utile proporzionale di 50 mm per spessori inferiori o uguali a 12,5
mm e di 5d per spessori superiori a 12,5 mm.

Regolamenti RINA 2008 127


Parte D, Cap 3, Sez 2

2.8 Prove mità del profilo mediante un mandrino conico di


acciaio temprato con una conicità di almeno 60 °.
2.8.1 Prove di trazione
f) Il saggio è considerato non accettabile se se si rompe
a) Prodotti laminati
con una spaccatura netta lungo la linea della saldatura,
Deve essere prelevata una provetta di trazione per ogni che conferma la mancanza di fusione.
lotto del prodotto. Se la massa del lotto supera 2000 kg,
deve essere prelevata una ulteriore provetta ogni 2000
2.8.4 Prove di corrosione (1/7/2005)
kg o frazione.
Per singole lamiere o rotoli di massa superiore a 2000 Nel caso di prodotti laminati di grado 5083, 5383, 5059,
kg, deve essere prelevata una sola provetta per prova di 5086 e 5456 forniti negli stati H116 o H321, deve essere
trazione da ogni lamiera o rotolo. sottoposto a prova un saggio per ciascun lotto.
Per lamiere destinate alla costruzione di cisterne del
carico, barriere secondarie e serbatoi di processo con 2.9 Riprove
temperature di progetto inferiori a -55 °C, deve essere
prelevata una provetta per prova di trazione per ogni
2.9.1 Ove la prova di trazione sulla provetta prelevata con
lamiera.
le modalità indicate in [2.8.1] dia risultati negativi, possono
b) Prodotti estrusi essere prelevate dallo stesso pezzo due ulteriori provette. Se
Per prodotti estrusi di massa nominale inferiore a 1 entrambe le prove su queste due provette addizionali danno
kg/m, deve essere prelevata una provetta per prova di risultati soddisfacenti, il pezzo ed i restanti pezzi del lotto
trazione per ciascun lotto di 1000 kg o frazione. Per possono essere accettati.
massa compresa tra 1 e 5 kg/m e per massa superiore a
5 kg/m, detta provetta deve essere prelevata rispettiva- 2.9.2 Se una o entrambe le due prove addizionali di cui in
mente ogni lotto di 2000 kg o frazione e per ogni lotto [2.9.1] danno risultati insoddisfacenti, il pezzo deve essere
di 3000 kg o frazione. scartato, ma il rimanente materiale del lotto può essere
Per i tubi deve essere prelevata una provetta di trazione accettato, a condizione che due dei pezzi rimanenti scelti
per ogni lotto. con le stesse modalità, siano sottoposti a prova e diano
I lotti devono essere costituiti da non più di 50 tubi risultati soddisfacenti.
dello stesso diametro e spessore, fabbricati dalla stessa Se i risultati ottenuti dalle prove di uno dei due pezzi sono
colata e nello stesso stato di fornitura o stesso tratta- insoddisfacenti, il lotto viene scartato.
mento termico.
A giudizio del tecnico della Società possono essere 2.9.3 Nel caso in cui materiale marcato con il timbro della
inclusi nello stesso lotto anche tubi di diametro e/o Società risulti non soddisfare i requisiti della prova, il tim-
spessore leggermente differenti tra loro. bro deve essere annullato da parte del fabbricante in modo
inequivocabile.
2.8.2 Verifica della corretta fusione nella saldatura a
pressione
In aggiunta, per i profili chiusi realizzati per saldatura a 2.10 Prova idrostatica
pressione, per la verifica della qualità della fusione per
pressione deve essere eseguito, per ciascun lotto, un esame 2.10.1 I tubi destinati a parti in pressione devono essere
su sezione macrografica o una prova d'espansione. sottoposti a prova idrostatica.

2.8.3 Prove di allargamento (1/7/2005) Salvo diversamente richiesto la pressione di prova deve
a) Un profilo ogni cinque deve essere sottoposto a prova essere pari a 1,5 volte la massima pressione di esercizio.
dopo il trattamento finale. Dai lotti costituiti da cinque
profili o meno deve essere prelevato un profilo. All'ini- 2.11 Esame visivo e prove non distruttive
zio della produzione ogni profilo di lunghezza supe-
riore a 6 metri, deve essere sottoposto a prova. Il 2.11.1 Il fabbricante è responsabile della verifica delle
numero delle prove può essere ridotto ad una ogni cin- condizioni superficiali e delle dimensioni.
que profili se i risultati relativi ai primi 3-5 profili sono
ritenuti accettabili. Salvo diversamente concordato, devono essere presentati al
b) Da ogni profilo selezionato devono essere prelevati due tecnico della Società per la verifica delle condizioni super-
saggi dall'estremità anteriore e posteriore del profilo di ficiali i seguenti prodotti:
produzione. • lamiere destinate a serbatoi del carico, barriere secon-
c) Le provette devono essere tagliate con le estremità per- darie e serbatoi in pressione di processo,
pendicolari all'asse del profilo. I bordi delle estremità
• tubi destinati a sistemi in pressione.
possono essere arrotondati mediante molatura.
d) La lunghezza delle provette deve essere in accordo con 2.11.2 Ai fini dell’accettazione dei materiali non sono in
quanto indicato in Cap 1, Sez 2, [7.2]. generale richiesti esami non distruttivi. Tali esami possono
e) Le prove devono essere eseguite a temperatura comunque essere richiesti per applicazioni specifiche o dal
ambiente e deve consistere nell'allargamento dell'estre- tecnico della Società come controllo addizionale.

128 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 2

3 Chiodi La prova deve essere proseguita fino a che la distanza Z tra


le due piastre, misurata sotto carico, abbia raggiunto un
valore pari alla metà della lunghezza originale della pro-
3.1 Campo di applicazione vetta.

3.1.1 Generalità Per l’esito positivo della prova, dopo schiacciamento la


superficie della provetta non deve presentare cricche.
Le prescrizioni del presente articolo si applicano a chiodi in
lega di alluminio per impiego nella costruzione di strutture 3.5.4 I risultati delle prove di trazione devono soddisfare i
marine. requisiti di Tab 6.

3.2 Composizione chimica e trattamenti ter- Tabella 5 : Composizione chimica, %


mici
Elemento 5154A 6082
3.2.1 Per chiodi e barre per chiodi in lega di alluminio
Rame 0,10 max 0,10 max
magnesio, il contenuto di magnesio non deve superare il
valore di 3,9%. Magnesio 3,10 - 3,90 0,60 - 1,20
In particolare, la composizione chimica delle barre usate Silicio 0,50 max 0,70 - 1,30
per la fabbricazione di chiodi deve soddisfare i requisiti di
Ferro 0,50 max 0,50 max
Tab 5.
Manganese 0,10 - 0,50 0,40 - 1,00
3.3 Trattamento termico Zinco 0,20 max 0,20 max

3.3.1 I chiodi devono essere forniti nei seguenti stati: Cromo 0,25 max 0,25 max

5154A - ricotto, Titanio 0,20 max 0,10 max

6082 - solubilizzato. Altri elementi: singoli 0,05 max 0,05 max


totale 0,15 max 0,15 max

3.4 Prove sui materiali Alluminio resto resto

3.4.1 Le barre per la fabbricazione dei chiodi devono Tabella 6 : Caratteristiche meccaniche
essere presentate al collaudo in lotti di massa non superiore
a 250 kg. Caratteristiche meccaniche 5154A 6082
Il materiale di ciascun lotto deve essere della stessa lega, Carico di snervamento 0,2% (N/mm²) min 90 120
stesso procedimento di fabbricazione e trattamento termico
finale ed avere lo stesso diametro o diametri assimilabili. Carico di rottura (N/mm²) min 220 190
Deve essere prelevato un campione di prova da ciascun 18 16
Allungamento (%) su 5,65 So min
lotto che, prima della prova, deve essere sottoposto nella
sua sezione piena a trattamento termico simulante il tratta-
mento termico specificato per i chiodi finiti. 3.5.5 Da ciascuna fornitura di chiodi devono essere prele-
vati almeno tre campioni. Su ciascuno di questi deve essere
eseguita la prova di schiacciamento specificata in [3.5.3].
3.5 Prove meccaniche

3.5.1 Da ciascun campione deve essere ricavata almeno 3.6 Identificazione


una provetta di trazione ed una prova di schiacciamento.
3.6.1 Ciascun imballaggio di chiodi finiti deve essere con-
3.5.2 La provetta di trazione deve essere costituita di una trassegnato con etichette riportanti i seguenti dettagli:
piccola lunghezza di barra del diametro originale del pro- a) nome o marchio del fabbricante,
dotto.
b) tipo di lega,
3.5.3 La prova di schiacciamento consiste nel comprimere c) dimensioni dei chiodi.
la provetta, tra due piastre piane e rigide, in direzione per-
pendicolare al suo asse longitudinale; le piastre devono
coprire l’intera provetta dopo schiacciamento della mede- 3.7 Certificazione
sima.
3.7.1 Il certificato di prova di ciascuna fornitura di chiodi
La provetta per la prova di schiacciamento è costituita da finiti deve contenere i seguenti particolari:
un tratto di barra a pieno spessore di lunghezza 1,5 volte il
diametro della barra. a) nome del destinatario e numero d’ordine,
b) descrizione e dimensioni,
La prova di schiacciamento deve essere effettuata a tempe-
ratura ambiente. c) specifica della lega.

Regolamenti RINA 2008 129


Parte D, Cap 3, Sez 2

4 Giunti bimetallici 5.2 Tipi di lega


5.2.1 I getti possono essere costruiti con le seguenti leghe
4.1 Generalità al magnesio, silicio, o magnesio-silicio:
a) leghe al magnesio: Al-Mg 3 e Al-Mg 6,
4.1.1 Le prescrizioni del presente articolo si applicano a b) leghe al silicio: Al-Si 12,
giunti bimetallici alluminio/acciaio realizzati mediante
esplosione ed impiegati per realizzare il collegamento di c) leghe al magnesio-silicio: Al-Si 7 Mg 0,3; Al-Si 7 Mg
strutture in alluminio a fasciami in acciaio. 0,6; Al-Si 10 Mg; è inoltre ammessa: Al-Si 2 Mg.

5.2.2 Le leghe Al-Mg 3, Al-Mg 6 e Al-Si 12 non sono di


4.2 Fabbricazione regola sottoposte a trattamento termico finale contraria-
mente alle leghe magnesio-silicio che possono essere sotto-
poste a tale trattamento.
4.2.1 I giunti bimetallici devono essere fabbricati da stabi-
limenti approvati dalla Società. Il fabbricante deve sotto- 5.2.3 L’impiego di altre leghe o di leghe che siano sottopo-
porre per approvazione la relativa specifica. Deve essere in ste a trattamenti termici particolari è subordinato al bene-
essa indicata la massima temperatura ammissibile all’inter- stare della Società.
faccia in fase di saldatura; devono essere eseguite prove di
approvazione.
5.3 Fabbricazione
4.2.2 Il materiale in alluminio deve soddisfare i requisiti di 5.3.1 Approvazione
cui in [2] e l’acciaio deve corrispondere al tipo appropriato Le leghe di alluminio devono essere fabbricate da stabili-
e soddisfare ai requisiti del Cap 2, Sez 1. menti approvati dalla Società per il tipo di lega.

5.3.2 Caratteristiche dei getti


4.3 Esame visivo e controlli non distruttivi
Tutti i getti devono essere esenti da difetti interni o superfi-
ciali pregiudizievoli per il loro corretto impiego in eserci-
4.3.1 Ciascuna lamiera dopo l’unione deve essere sottopo- zio.
sta ad esame visivo e ultrasonoro al 100% con modalità
definite da una normativa nazionale applicabile, al fine di 5.3.3 Esame visivo
determinare eventuali zone di mancata adesione. Tali zone Tutti i getti devono essere puliti e preparati per l’esame in
più un’area circostante di 25 mm di materiale circostante modo adeguato.
devono essere scartate.
Salvo diversamente convenuto, l’esame visivo e la verifica
dimensionale è responsabilità del fabbricante.
4.4 Ispezione Salvo diversamente convenuto per l’accettazione, tutti i
getti devono essere presentati al tecnico della Società per
4.4.1 La serie completa di prove da effettuare comprende, l’esame visivo.
per ciascuna estremità di una lamiera scelta da un lotto di
tre lamiere: 5.3.4 Controlli non distruttivi
Nel caso siano richiesti controlli, le relative procedure
• una prova di trazione nella direzione dello spessore, devono essere sottoposte alla Società per esame.
• una prova di taglio, 5.3.5 Riparazioni
• una prova di piega. Subordinatamente all’accordo del tecnico della Società,
difetti superficiali di lieve entità possono essere eliminati
mediante molatura.
4.4.2 Le provette per le prove devono essere conformi a
quelle richieste per l’approvazione. Nel caso si renda necessaria riparazione mediante salda-
tura, la relativa procedura deve essere preliminarmente
I risultati di tali prove devono soddisfare i requisiti della approvata dalla Società che ne stabilirà le prove e le verifi-
specifica di fabbricazione. che necessarie a tal fine.
L’esecuzione della riparazione concordata deve essere sor-
5 Getti in lega di alluminio vegliata dal tecnico della Società come dallo stesso ritenuto
opportuno.

5.1 Generalità 5.3.6 Prova idrostatica


I getti destinati ad applicazioni per le quali la prova idrosta-
5.1.1 Le prescrizioni di questo articolo si applicano ai getti tica è richiesta nelle pertinenti parti dei Regolamenti,
in lega di alluminio impiegati nella costruzione dello scafo devono essere sottoposti a tale prova prima dell’accetta-
o di altre strutture di alluminio nonchè per applicazioni a zione finale.
bassa temperatura per temperature di progetto non inferiori Salvo diversamente concordato, le prove devono essere
a -165 °C. eseguite in presenza del tecnico ed a sua soddisfazione.

130 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 3, Sez 2

5.4 Composizione chimica I lotti devono essere di massa non superiore a 500 kg ed
essere costituiti di pezzi della stessa forma e dimensioni o
5.4.1 La composizione chimica delle leghe per getti in comparabili, provenienti dalla stessa colata e nelle stesse
lega di alluminio è data in Tab 7 ed il fabbricante deve for- condizioni di trattamento termico.
nire la relativa certificazione.
Il numero di pezzi di cui è costituito ciascun lotto non deve
essere superiore a 25 nel caso di pistoni o parti in pressione
5.5 Caratteristiche meccaniche e nel caso di pezzi di notevole importanza; a discrezione
del tecnico, può essere accettato un numero maggiore, per
5.5.1 Le caratteristiche meccaniche sono indicate in
pezzi di piccola dimensione.
Tab 8.
Nel caso di getti di piccole dimensioni e fabbricati in larga
5.5.2 Le caratteristiche meccaniche indicate in Tab 8 sono quantità, l’omogeneità dei lotti di getti di lega di alluminio
riferite alla condizione non trattata termicamente. può essere verificata per mezzo di prove di durezza Brinell.
I saggi di prova possono essere comunque sottoposti a trat-
tamento termico. Nel caso i getti siano sottoposti a tratta- 5.6.2 I campioni di prova devono essere fusi a parte in
mento termico, i saggi di prova devono essere sottoposti forme dello stesso materiale di quelle usate per i getti. Tali
allo stesso trattamento e di regola con il materiale che rap- forme devono essere in conformità a unificazioni nazionali
presentano. come appropriato.
Di regola i valori carico di rottura e allungamento sono pre- 5.6.3 Il metodo e le procedure per l’identificazione delle
scrizioni; i valori dello snervamento sono dati per informa- provette ai getti che esse rappresentano devono essere con-
zione. cordati con il tecnico della Società. Le marche di identifica-
zione devono essere mantenute nelle fasi di preparazione
5.6 Prove meccaniche delle provette.

5.6.1 Deve essere effettuata almeno una prova di trazione 5.6.4 Nel caso i risultati non soddisfino i requisiti, per le
per lotto. riprove si applica la procedura dettagliata al Capitolo 1.

Regolamenti RINA 2008 131


Parte D, Cap 3, Sez 2

Tabella 7 : Getti in lega di alluminio - Composizione chimica (vedere Nota 1)

Cu Mn Mg Ni Zn Pb Sn Altri (%)
Designation ISO Si (%) Fe (%) Ti (%)
(%) (%) (%) (%) (%) (%) (%) Sing. Totale
Al-Mg 3 Min. 0,50 0,50 0,10 0,50 2,50 0,05 0,20 0,05 0,05 0,05 0,05 0,15
Max. 3,50 0,25
Al-Mg 6 (1) Min. 0,40 0,50 0,10 0,50 5,00 0,05 0,20 0,05 0,05 0,20 0,05 0,15
Max. 7,00
Al-Si 2 Mg Min. 1,60 0,60 0,10 0,30 0,45 0,05 0,10 0,05 0,05 0,05 0,05 0,15
Max. 2,40 0,50 0,65 0,20
Al-Si 7 Mg (2) Min. 6,50 0,55 0,15 0,50 0,20 0,05 0,10 0,05 0,05 0,05 0,05 0,15
Max. 7,50 0,40 0,25
Al Si 7 Mg 0,3 (2) Min. 6,50 0,20 0,10 0,10 0,25 0,05 0,10 0,05 0,05 0,08 0,03 0,10
Max. 7,50 0,40 0,25
Al Si 7 Mg 0,6 (2) Min. 6,50 0,20 0,10 0,10 0,45 0,05 0,10 0,05 0,05 0,08 0,03 0,10
Max. 7,50 0,70 0,25
Al Si 10 Mg (2) Min. 9,00 0,60 0,10 0,50 0,17 0,05 0,10 0,05 0,05 0,20 0,05 0,15
Max. 11,00 0,40
Al Si 12 (2) Min. 11,00 0,70 0,10 0,50 0,10 0,05 0,15 0,05 0,05 0,15 0,05 0,15
Max. 13,50
(1) Il contenuto di berillio, che non è considerato impurità, può raggiungere 0,04%.
(2) Il contenuto di elementi necessari per la modifica eutetica, che non debbano essere considerati quali impurità, può raggiun-
gere il 0,20%.
Nota 1: Sono ammessi previo benestare della Società piccole variazioni nel contenuto di alcuni elementi rispetto ai valori indicati
in Tabella.

Tabella 8 : Getti in lega di alluminio - Caratteristiche meccaniche

Valori minimi garantiti

Designazione ISO (3) Carico di rottura Carico di snervamento Allungamento A (%) su Durezza Brinell
minimo Rm (N/mm²) minimo R e 0,2 (N/mm²) (1) 5 ,65 So HB (2)

Al Mg 3-F 170 70 7,0 60


Al Mg 6-F 180 100 4,0 65
Al Si 2 Mg-F 170 70 5,0 50
Al Si 7 Mg-F 170 80 4,0 55
Al Si 7 Mg 0,3-T6 250 180 4,0 75
Al Si 7 Mg 0,6-T6 290 210 4,0 90
Al Si 10 Mg-F 170 90 4,0 55
Al Si 10 Mg-T6 250 180 1,5 80
Al Si 12-F 170 75 5,0 55
(1) Solo per informazione.
(2) Durezza minima che può essere specificata per getti trattati termicamente.
(3) F = grezzo di fusione.
T6 = temprato e rinvenuto.

132 Regolamenti RINA 2008


Parte D
Materiali e Saldature

Capitolo 4

PRODOTTI VARI

SEZIONE 1 ARMAMENTO MARINARESCO

SEZIONE 2 PRODOTTI FINITI VARI

Regolamenti RINA 2008 133


Parte D, Cap 4, Sez 1

SEZIONE 1 ARMAMENTO MARINARESCO

1 Ancore Ogni perno dell'articolazione del fusto deve essere allog-


giato nella rispettiva sella ricavata nel diamante dell'ancora
e deve avere una lunghezza sufficiente ad evitare movi-
1.1 Campo di applicazione
menti orizzontali. Il gioco di ogni perno non deve essere
1.1.1 Generalità superiore all'1% della lunghezza totale dell'alloggiamento
dell'articolazione del fusto. Il movimento laterale del fusto
Le prescrizioni del presente articolo si applicano alle
non deve essere superiore a 3° (ved. Fig 1).
ancore e relativi componenti (teste, fusti e maniglioni), in
acciaio; la fabbricazione può essere in getti o per fucinatura
o per saldatura da prodotti laminati. Tabella 1 (1/1/2007)
1.1.2 Procedura di controllo modificata per ancore
di piccola massa Massa dell'ancora (t) Gioco (mm)
Per ancore di massa inferiore a 100 kg, o a 75 kg nel caso Sino a 3 3
trattisi di ancore ad alto potere ancorante, prodotte con
continuità, può essere ammesso di seguire una procedura di Superiore a 3 sino a 5 4
collaudo per lotti consistente nell’esecuzione su base Superiore a 5 sino a 7 6
casuale delle prove richieste per la procedura normale; i
fabbricanti interessati all’applicazione di detta procedura di Superiore a 7 12
collaudo devono essere approvati dalla Società a tal fine.
L’omogeneità di composizione dei lotti deve essere giudi- Figura 1 (1/1/2007)
cata appropriata in riguardo a materiale, dimensioni, proce-
dimento di fabbricazione e trattamento termico.

1.2 Disegno - Procedimento di fabbrica-


zione
1.2.1 (1/2/2007)
Le ancore devono essere fabbricate in conformità ai disegni
approvati o a norme riconosciute, da fabbricanti ricono-
sciuti (ved. Parte B, Cap 10, Sez 4, [3.2]).
Per l'approvazione e/o l'accettazione di ancore ad alto
potere ancorante (HHP) e ad altissimo potere ancorante
(SHHP), devono essere eseguite le prove di tipo indicate
nella Parte B, Cap 10, Sez 4, [3.2].
I fucinati ed i getti in acciaio impiegati per le ancore
devono essere in accordo con le prescrizioni applicabili di
cui rispettivamente al Cap 2, Sez 3 e Cap 2, Sez 4.

1.2.2 Tolleranze (1/1/2007)


Se non diversamente specificato in normative oppure su
disegni che ne dimostrino la correttezza, devono essere uti-
lizzate le seguenti tolleranze di montaggio ed accoppia-
mento.
1.2.3 Ancore saldate (1/1/2007)
Il gioco su entrambi i lati tra il fusto e le forcelle del mani-
glione dell'ancora deve essere in accordo ai valori indicati Le ancore saldate devono essere fabbricate conformemente
nella Tab 1 in funzione della massa dell'ancora. a procedure approvate.
Il perno del maniglione dell'ancora deve essere passante
attraverso i fori del maniglione, che devono essere cianfri- 1.2.4 Trattamento termico (1/1/2007)
nati sul lato esterno in modo da assicurare una buona I vari componenti di ancore fucinate o fuse devono essere
tenuta quando il perno viene ribadito sull'accessorio. sottoposti rispettivamente ad appropriato trattamento ter-
Il perno del maniglione deve avere una tolleranza rispetto mico secondo le prescrizioni applicabili indicate nel Cap 2,
al foro non superiore a 0.5 mm per perni di diametro sino a Sez 3 e Cap 2, Sez 4. Per le ancore di tipo composto può
57 mm e di 1,0 mm per diametri maggiori. essere richiesto un trattamento di distensione delle ten-

Regolamenti RINA 2008 135


Parte D, Cap 4, Sez 1

sioni dopo la saldatura in funzione dello spessore della sal- Il requisito di resilienza dell'acciaio utilizzato per ancore
datura. SHHP fuse deve essere non inferiore ad un valore di ener-
Il trattamento di distensione delle tensioni deve essere effet- gia media CVN di 27J a 0°C.
tuato secondo le modalità indicate nella procedura di sal- Il requisito di resilienza dell'acciaio utilizzato per i mani-
datura approvata. Le temperature di distensione non glioni di ancore SHHP deve essere non inferiore ad una
devono essere superiori alla temperatura di rinvenimento energia media CVN di 60 J a 0°C oppure di 35 J a -20°C.
del materiale base.
1.3.2 Per l’escuzione delle prove meccaniche sui materiali
1.2.5 Qualità dei materiali e riparazione dei valgono le prescrizioni del Capitolo 2.
difetti (1/1/2007) Per le ancore senza ceppo, il collaudo è richiesto sia per il
Le ancore devono avere un grado di finitura della superficie fusto sia per la testa dell’ancora.
compatibile con il metodo di fabbricazione ed essere esenti
da cricche, intagli, inclusioni ed altri difetti che potrebbero 1.4 Esame visivo e dimensionale
pregiudicare il comportamento del prodotto.
Qualsiasi riparazione che si rendesse necessaria per le 1.4.1 Esame visivo
ancore fucinate e fuse deve essere concordata con il Tec- Ogni ancora e singolo pezzo, presentati in condizioni
nico ed eseguita secondo i criteri di riparazione indicati pulite e senza pittura, devono essere sottoposti ad esame
rispettivamente nel Cap 2, Sez 3 e nel Cap 2, Sez 4. visivo; deve essere accertata l’assenza di imperferzioni dan-
nose e le superfici devono risultare praticamente lisce ed
Le riparazioni su ancore di tipo composto devono essere
uniformi.
concordate con il Tecnico ed eseguite secondo procedure
di saldatura qualificate, saldatori qualificati, utilizzando i 1.4.2 Verifica della massa e delle
parametri delle procedure di saldatura impiegati durante la dimensioni (1/1/2007)
costruzione.
Tale verifica deve essere eseguita dal fabbricante; devono
Nel caso di fratture e difetti di integrità riscontrati durante la essere misurate la massa totale e le masse dei singoli com-
prova di caduta o durante la prova di martellamento non ponenti e devono essere verificate le dimensioni principali.
sono ammesse riparazioni ed il componente deve essere Al Tecnico è richiesto soltanto di controllare tale verifica.
scartato. Nella massa dell'ancora non deve essere compresa la
massa del tornichetto a meno che esso non costituisca parte
1.2.6 Montaggio dell'ancora (1/1/2007) integrante dell'ancora. Il fabbricante deve emettere certifi-
Il montaggio ed il collegamento dei vari componenti cato relativo agli accertamenti eseguiti, con indicazione
dell'ancora devono essere fatti in accordo ai dettagli di pro- delle masse misurate; tale certificato deve essere allegato
getto. alla documentazione di collaudo.
Il fissaggio del perno dell'ancora, del perno del maniglione
o del dado del tornichetto mediante saldatura deve essere 1.5 Prova di caduta e prova di
fatto in accordo ad una procedura di saldatura approvata. martellamento

1.2.7 La massa delle ancore e la percentuale delle masse 1.5.1 Prova di caduta (1/1/2007)
dei singoli componenti rispetto alla massa totale, devono La prova di caduta è richiesta per le ancore in acciaio fuso;
essere quali richieste nelle parti dei Regolamenti relative la prova, da eseguirsi in conformità ad una procedura con-
all’armamento. cordata, consiste nel far cadere l’ancora da un’altezza di 4
m su su una piastra di acciaio capace di resistere all'impatto
1.3 Materiali - Collaudo del materiale caduto.

1.3.1 (1/1/2007) 1.5.2 Prova di martellamento (1/1/2007)


I materiali devono essere conformi a quanto prescritto sui Dopo la prova di caduta, devono essere eseguite prove di
disegni approvati o sulle norme in applicazione; le prescri- martellamento su ogni marra dell'ancora e sul fusto, con
zioni del Cap 2, Sez 1, [2], Cap 2, Sez 3, [2] e Cap 2, l'ancora tenuta sollevata dal suolo, utilizzando una imbra-
Sez 4, [2] relative ad acciai laminati, fucinati o in getti sono catura non metallica, e martellando per verificare l'integrità
applicabili, come del caso e per quanto pertinenti. del componente. Deve essere usata una mazzetta di
L'acciaio in getti deve essere a grano fine trattato con allu- almeno 3 kg di massa.
minio.
1.5.3 Prove addizionali (1/1/2007)
Se le ancore in acciaio in getti non sono sottoposte alle Le prove di caduta e di martellamento possono essere non
prove di caduta e di martellamento, é richiesta l'esecuzione eseguite, purché ci sia un accordo preventivo, alle seguenti
della prova di resilienza Charpy V (CVN) (ved. [1.5.3]). condizioni:
L'acciaio fucinato per i fusti, tornichetti e maniglioni deve • devono essere eseguiti controlli non distruttivi aggiun-
soddisfare i requisiti richiesti per gli acciai al C ed al C-Mn tivi, quali indicati in [1.6.4], [1.6.5], e controlli con
utilizzati nelle costruzioni saldate. ultrasuoni in zone casuali dei getti;
L'impiego di acciaio di altri tipi per la costruzione dei tor- • devono essere eseguite prove di resilienza aggiuntive
nichetti può essere preso in considerazione. (CVN non inferiore a 27 J a 0 °C).

136 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

1.6 Prova di trazione Per maggiori dettagli sulla prova al carico di prova, vedasi
la Fig 2.
1.6.1 Generalità (1/1/2007)
Ogni ancora completa di tutte le sue parti, deve essere sot- La differenza tra le lunghezze di riferimento "a", definite
toposta, in presenza del tecnico, alla prova di trazione; il nella Fig 2, misurate quando il carico applicato è uguale al
carico da applicare è indicato in Tab 2 in dipendenza della 10% del carico di prova e quando il carico applicato viene
massa. ridotto dal carico di prova al 90% di esso, non può essere
Questa prova può essere tralasciata per ancore che abbiano consentito che superi 0,01 a.
massa pari a 15000 kg o superiore, subordinatamente a
condizioni particolari quali stabilite nei singoli casi. 1.6.3 Esame visivo dopo l'esecuzione della prova
di trazione (1/1/2007)
La massa da considerare per la determinazione del carico
di prova è quella di seguito indicata: Dopo l’esecuzione della prova di trazione, deve essere ese-
• per ancore con ceppo, massa dell’ancora senza ceppo, guito un esame visivo inteso a verificare l’assenza di cric-
• per ancore senza ceppo, massa totale dell’ancora, che, rotture, deformazioni permanenti, ecc., per le ancore a
• per ancore "ad alto potere ancorante", massa pari a 1,33 bracci articolati deve essere accertata la possibilità della
volte la massa totale dell’ancora, loro rotazione su tutto l’angolo consentito.
• per ancore "a molto elevato potere ancorante", massa
eguale a 2 volte la massa totale dell’ancora. 1.6.4 Controlli non distruttivi per ancore ordinarie e
HHP (1/1/2007)
Prima di eseguire la prova di trazione le ancore devono
essere controllate al fine di accertare che i getti siano ragio- Tutte le ancore fuse devono essere sottoposte ad esami con
nevolmente privi di difetti superficiali di natura pericolosa. liquidi penetranti o ad esami magnetoscopici in corrispon-
denza delle zone dove sono stati asportati alimentatori e
Dopo l'esecuzione della prova di trazione le ancore
materozze ed in corrispondenza delle zone riparate per
devono essere controllate come indicato in [1.6.3].
mezzo di saldatura.
1.6.2 Modalità di esecuzione della prova di
trazione (1/1/2007) 1.6.5 Controlli non distruttivi per ancore
Il carico deve essere applicato da una parte al maniglione, SHHP (1/1/2007)
dall’altra al braccio o ai bracci, ad una distanza dall’estre-
mità della patta pari a circa un terzo della loro lunghezza. In aggiunta a quanto indicato in [1.6.4] le ancore fuse
La prova deve essere effettuata due volte come segue: SHHP devono essere sottoposte su tutta la superficie ad
esami con liquidi penetranti o ad esami magnetoscopici e
• per le ancore a quattro bracci (o marre) fissi, trazio-
con ultrasuoni in corrispondenza delle zone dove sono stati
nando prima una coppia di bracci, poi quella opposta,
asportati alimentatori e materozze ed in corrispondenza di
applicando, in ciascuna delle due prove, lo sforzo
zone riparate per mezzo di saldatura.
simultaneamente sui due bracci della coppia trazionata,
• per le ancore con ceppo a due bracci fissi, trazionando
1.6.6 Controlli non distruttivi per ancore di tipo
separatamente prima l’uno poi l’altro braccio,
saldato (1/1/2007)
• per le ancore senza ceppo a bracci articolati, trazio-
nando secondo le due opposte posizioni di ancora- Le ancore di tipo saldato devono essere sottoposte a con-
mento e applicando, in ogni prova, lo sforzo trolli con liquidi penetranti o controlli magnetoscopici in
simultaneamente sui due bracci. corrispondenza dei giunti saldati. In corrispondenza di
zone molto sollecitate o critiche di ancore SHHP la Società
Ai fini della posizione di applicazione dello sforzo di tra-
può richiedere un controllo radiografico o con ultrasuoni.
zione sui bracci, per lunghezza di essi si intende:
• la lunghezza tra l’estremità del braccio ed il diamante
1.6.7 Macchine di prova
dell’ancora, o
• nel caso di ancore senza ceppo con bracci articolati, la Le macchine di prova devono essere in accordo con le pre-
distanza tra l’estremità dei bracci e l’asse di rotazione. scrizioni di cui al Cap 1, Sez 2, [1.2.1].

Regolamenti RINA 2008 137


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 2 : Carico di prova (1/1/2007)

Carico Carico Carico Carico Carico Carico


Massa Massa Massa Massa Massa Massa
di prova di prova di prova di prova di prova di prova
(kg) (kg) (kg) (kg) (kg) (kg)
(kN) (kN) (kN) (kN) (kN) (kN)
50 23,2 550 124 2200 376 4800 645 7800 861 17500 1390
55 25,2 600 132 2300 388 4900 653 8000 877 18000 1410
60 27,1 650 140 2400 401 5000 661 8200 892 18500 1440
65 28,9 700 149 2500 414 5100 669 8400 908 19000 1470
70 30,7 750 158 2600 427 5200 677 8600 922 19500 1490
75 32,4 800 166 2700 438 5300 685 8800 936 20000 1520
80 33,9 850 175 2800 450 5400 691 9000 949 21000 1570
90 36,3 900 182 2900 462 5500 699 9200 961 22000 1620
100 39,1 950 191 3000 474 5600 706 9400 975 23000 1670
120 44,3 1000 199 3100 484 5700 713 9600 879 24000 1720
140 49,0 1050 208 3200 495 5800 721 9800 998 25000 1770
160 53,3 1100 216 3300 506 5900 728 10000 1010 26000 1800
180 57,4 1150 224 3400 517 6000 735 10500 1040 27000 1850
200 61,3 1200 231 3500 528 6100 740 11000 1070 28000 1900
225 65,8 1250 239 3600 537 6200 747 11500 1090 29000 1940
250 70,4 1300 247 3700 547 6300 754 12000 1110 30000 1990
275 74,9 1350 255 3800 557 6400 760 12500 1130 31000 2030
300 79,5 1400 262 3900 567 6500 767 13000 1160 32000 2070
325 84,1 1450 270 4000 577 6600 773 13500 1180 34000 2150
350 88,8 1500 278 4100 586 6700 779 14000 1210 36000 2250
375 93,4 1600 292 4200 595 6800 786 14500 1230 38000 2330
400 97,9 1700 307 4300 604 6900 794 15000 1260 40000 2410
425 103 1800 321 4400 613 7000 804 15500 1270 42000 2490
450 107 1900 335 4500 622 7200 818 16000 1300 44000 2570
475 112 2000 349 4600 631 7400 832 16500 1330 46000 2650
500 116 2100 362 4700 638 7600 845 17000 1360 48000 2730
400 97 1700 307 4300 600 6900 794 15000 1250 40000 2410
425 102 1800 321 4400 610 7000 804 15500 1270 42000 2500
450 106 1900 335 4500 620 7200 818 16000 1300 44000 2570
475 111 2000 349 4600 630 7400 832 16500 1330 46000 2650
500 115 2100 362 4700 635 7600 845 17000 1360 48000 2730
Nota 1: I valori della massa indicati rappresentano la massa totale, per le ancore senza ceppo, o la massa dell'ancora escluso il
ceppo per le ancore con ceppo. Il carico di prova per ancore di massa intermedia può essere ottenuto per interpolazione lineare.
Nota 2: Per le ancore ad alto potere ancorante (HHP), il carico di prova richiesto si ottiene dalla Tabella usando una massa uguale a
1,33 volte la massa effettiva della ancora HHP.
Nota 3: Per le ancore a molto elevato potere ancorante (SHHP), il carico di prova richiesto si ottiene dalla Tabella usando una massa
pari a due volte la massa effettiva dell’ancora SHHP.

138 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

1.7 Identificazione, marcatura, certificazione 1.7.2 (1/1/2007)


1.7.1 (1/1/2007) Deve essere redatta la documentazione di collaudo indi-
Il fabbricante deve adottare un sistema di identificazione cata nel Cap 1, Sez 1, [4.2.1], essa deve riportare come
che consenta di risalire dalle ancore finite al materiale di minimo le seguenti informazioni:
origine e alla fabbricazione dell’ancora. • Nome del Fabbricante
Le ancore, che sono state collaudate con esito soddisfa- • Tipo di ancora
cente, devono essere marcate con le seguenti indicazioni: • Massa
a) timbro della Società, • Numeri di identificazione delle marre e del fusto
b) identificazione ad es. numero della prova o del Certifi- • Tipo degli acciai impiegati
cato • Carico di trazione
c) numero di colata o altra marca che consenta di risalire • Trattamento termico
alla storia di fabbricazione del pezzo,
• Marcatura applicata all'ancora.
d) massa dell’ancora (con esclusione della massa del
ceppo se esiste; comunque la massa del ceppo deve
1.8 Pitturazione
essere marcata sul ceppo stesso),
1.8.1 (1/1/2007)
e) lettere HHP o SHHP a secondo trattisi, rispettivamente,
di ancore “ad alto potere ancorante” o “a molto alto Tutti i tipi di ancore non devono essere pitturati fino a
potere ancorante”. quando non siano state completate tutte le prove ed i con-
trolli.
f) punzone personale del tecnico incaricato del collaudo
(facoltativo)
g) marchio del Fabbricante.
2 Catene per ancora con traversino ed
Quando trattisi di ancore in acciaio in getti o fucinato, in accessori
aggiunta alla suddetta marcatura, ogni parte dell’ancora
deve essere marcata dal fabbricante rispettivamente con le 2.1 Campo di applicazione
parole "acciaio fuso" o "acciaio fucinato".
2.1.1 Generalità
Tutta la marcatura richiesta deve essere stampata su un lato
dell’ancora riservato a tale scopo; nel caso di ancore for- Il presente articolo contiene le prescrizioni relative a mate-
mate da più di un pezzo, detta marcatura deve essere dupli- riali, disegno, fabbricazione e collaudo delle catene per
cata sul fusto e su uno dei bracci. ancora con traversino e relativi accessori, di impiego
navale.
Figura 2 : Prova di trazione delle ancore
2.2 Tipi di catene
2.2.1 Le catene con traversino sono divise nei seguenti
gradi, in dipendenza del carico di rottura nominale
dell’acciaio impiegato e del tipo di fabbricazione:
a) Q1a, - acciaio normale - saldatura a scintillio,
a
1/3

b) Q2a, - acciaio ad elevata resistenza - saldatura a scintil-


b
b

ANCORA A 4 MARRE lio o fucinatura,


c) Q2b, - acciaio ad elevata resistenza - fusione,
d) Q3a, - acciaio a molta elevata resistenza - saldatura a
scintillio o fucinatura,
e) Q3b, - acciaio a molta elevata resistenza - fusione.

1/3 b
a 2.3 Approvazione dei fabbricanti di catene
b

ANCORA CON CEPPO 2.3.1 Le catene per ancora e relativi accessori devono
essere prodotte da fabbricanti approvati dalla Società.
Le domande di approvazione devono contenere dettagliate
informazioni sullo stabilimento di produzione e sulle
catene quali, metodo di fabbricazione, tipo e specifica del
materiale, dimensioni nominali, etc.
Nel caso vengano proposti materiali che presentino diffe-
1/3

a
b

renze di composizione chimica e/o di caratteristiche mec-


b

caniche rispetto a quelle indicate in Tab 3 e Tab 4, la loro


ANCORA SENZA CEPPO accettazione è a criterio della Società. Lo stesso dicasi nel
caso di maglie di disegno diverso da [2.9.2].

Regolamenti RINA 2008 139


Parte D, Cap 4, Sez 1

2.4 Acciai 2.5.2 Composizione chimica

2.4.1 Generalità La composizione chimica deve di regola essere entro i limiti


Le prescrizioni si applicano a laminati, fucinati e getti, usati indicati nella Tab 3.
per la fabbricazione di catene per ancore e relativi acces-
sori. 2.5.3 Campionatura per le prove meccaniche
(1/7/2003)
2.4.2 Fabbricanti del materiale (1/7/2003)
Tutti i materiali usati per la fabbricazione delle catene per Per l'esecuzione delle prove meccaniche, le barre devono
ancore ed accessori, devono essere forniti da fabbricanti essere selezionate, secondo colata e diametro, in lotti non
approvati dalla Società. L'approvazione non è richiesta per eccedenti 50 t. Da ogni lotto deve essere prelevato un sag-
barre in acciaio di Grado Q1. gio per le prove di trazione e, se previste a seconda del
I fornitori dei materiali o i fabbricanti delle catene di Grado grado, per le prove di resilienza. I campioni devono essere
Q3 devono sottoporre le specifiche relative al materiale da assoggettati al trattamento termico previsto sulle catene
usare. Le specifiche devono contenere i necessari dettagli finite: vedasi Tab 6. I dettagli relativi al trattamento termico
quali: procedimento di fabbricazione, pratica di disossida- devono essere forniti dal fabbricante delle catene.
zione, composizione chimica, trattamenti termici e caratte-
ristiche meccaniche. Le provette per la prova di trazione e per quelle di resi-
lienza Charpy V devono essere prelevate dal saggio in dire-
2.4.3 Caratteristiche meccaniche del materiale per zione longitudinale, ad una distanza di 1/6 del diametro
le catene dalla superficie della barra o il più vicino possibile a tale
Le caratteristiche meccaniche dell’acciaio laminato, usato posizione (vedasi Fig 3).
per la fabbricazione delle catene per ancore e per i rispet-
tivi accessori, devono essere in accordo con i valori indicati Da ogni lotto deve essere prelevata una provetta per la
nella Tab 4. prova di trazione.

2.5 Barre in acciaio laminato Da ciascuna unità di prova deve essere prelevata una serie
di provette per la prova di resilienza Charpy V che deve
2.5.1 Stato di fornitura essere eseguita alla temperatura indicata nella Tab 4. L'asse
Salvo quando diversamente specificato (ad esempio: tratta- trasversale della provetta deve essere nella direzione radiale
mento termico), le barre in acciaio sono fornite allo stato della barra di acciaio. Il valore medio ottenuto da una serie
come laminate. di tre provette deve soddisfare i requisiti indicati nella
Le barre devono essere fornite accompagnate da un certifi- Tab 4. Un singolo valore soltanto può risultare inferiore al
cato di fabbrica che indichi la composizione chimica e lo valore medio indicato in tabella, purché non sia inferiore al
stato di fornitura. 70% di detto valore.

Tabella 3 : Composizione chimica delle barre laminate in acciaio (1/7/2003)

Composizione chimica - Limiti massimi, salvo quando diversamente indicato


Grado
C (%) Si (%) Mn (%) P (%) S (%) Al tot (%) min. (1)
Q1a 0,20 0,15 - 0,35 min. 0,40 0,040 0,040 NR
Q2a (2) 0,24 0,15 - 0,55 max. 1,60 0,035 0,035 0,020
Q3a (2) In accordo con una apposita specifica approvata
(1) L'Alluminio può essere in parte sostituito con altri elementi affinanti il grano.
(2) Subordinatamente ad accordi con la Società, possono essere aggiunti altri elementi di lega.
(3) Deve essere calmato a grano fine.
NR = Non richiesto

140 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 4 : Caratteristiche meccaniche delle barre laminate in acciaio (1/7/2003)

Prova di resilienza Charpy V


ReH (N/mm²)
Grado Rm (N/mm²) A5 (%) min Z (%) min Energia assorbita, in J,
min Temperatura di prova (°C)
min (1)
Q1a NR 370 - 490 25 NR NR NR
Q2a 295 490 - 690 22 NR 0 27 (1)
Q3a 410 min 690 17 40 0 (2) 60
-20 35
(1) La prova di resilienza per materiali di grado 2 può non essere richiesta se la catena è fornita allo stato trattato come indicato
nella Tab 7.
(2) La prova deve essere di norma eseguita a 0 °C.

2.5.4 Prove (1/7/2003) riparati per molatura, semprechè non siano conseguente-
mente superate le tolleranze ammissibili.
Le prove rappresentative delle barre di acciaio devono di
norma essere eseguite presso il fabbricante delle barre lami-
nate ed i risultati delle prove devono soddisfare i requisiti 2.5.7 Verifiche dimensionali - Tolleranze
indicati nella Tab 4; tuttavia la Società può consentire che Il diametro e la rotondità devono rientrare nei limiti di tolle-
le prove sulle barre siano eseguite presso il fabbricante ranza specificati nella Tab 5, salvo quando sia diversamente
delle catene.
concordato.
I campioni di prova devono essere in condizioni di tratta-
mento termico equivalente a quello previsto per le catene
finite e per i relativi accessori. Tabella 5 : Tolleranze dimensionali sulle barre in
acciaio laminato (1/7/2003)
Per ogni saggio sono richieste la prova di trazione e, se del
caso, a seconda del Grado, anche la prova di resilienza (su Tolleranza sulla
3 provette). Le prove meccaniche devono essere eseguite in Diametro Tolleranza sul
rotondità
presenza del tecnico. nominale (mm) diametro (mm)
dmax - dmin (mm)
Alle prove devono risultare soddisfatte le caratteristiche meno di 25 -0 +1,0 0,60
meccaniche di cui alla Tab 3, pertinenti al grado del mate- 25 - 35 -0 +1,2 0,80
riale. 36 - 50 -0 +1,6 1,10
51 - 80 -0 +2,0 1,50
2.5.5 Riprove (1/7/2005)
81 - 100 -0 +2,6 1,95
Per la procedura di riprova deve essere fatto riferimento a
101 - 120 -0 +3,0 2,25
quanto indicato in Cap. 1, Sez. 1, [3.5], con provette prele-
vate dallo stesso saggio. Se il risultato di una o di entrambe 121 - 160 -0 +4,0 3,00
le due nuove prove è insoddisfacente, il lotto viene scartato,
a meno che ciò non possa essere chiaramente attribuito al
non corretto trattamento termico simulato. 2.5.8 Identificazione del materiale (1/7/2003)

I fabbricanti devono predisporre un efficace sistema di


Se un risultato negativo della prova di trazione o della prova
identificazione del materiale, che assicuri di poter risalire
di resilienza Charpy V è sicuramente attribuibile ad impro-
alla colata originale del medesimo.
prio trattamento termico del saggio, un nuovo campione
può essere prelevato dallo stesso pezzo ed essere risottopo-
sto a nuovo trattamento termico. Deve essere ripetuta la 2.5.9 Marcatura
serie completa di prove (trazione e resilienza); i risultati
Per le barre in acciaio, devono essere apposte almeno le
delle prove originali possono non essere considerati.
marche che individuino: produttore dell'acciaio, grado
dell'acciaio, colata. Le barre in acciaio aventi diametro fino
2.5.6 Assenza di difetti a 40 mm, incluso, e raccolte in fasci possono essere mar-
Tutti i prodotti devono essere esaminati dal fabbricante per cate su etichette collegate in modo permanente.
quanto riguarda il loro stato superficiale.
2.5.10 Certificato del fabbricante (1/7/2003)
I materiali devono risultare esenti da difetti interni o di
superficie che possano pregiudicare la corretta lavorazione Il materiale per le barre di Grado Q2a o di Grado Q3a deve
e l’uso del materiale. I difetti superficiali possono essere essere certificato dalla Società. Per ogni fornitura, i fabbri-

Regolamenti RINA 2008 141


Parte D, Cap 4, Sez 1

canti dell'acciaio devono rilasciare al tecnico un certificato 2.7 Acciaio in getti


che contenga almeno i seguenti elementi:
2.7.1 Prescrizioni generali
• nome del fabbricante dell'acciaio e/o ordine del com-
mittente, Gli acciai in getti usati per la fabbricazione degli accessori
devono soddisfare le prescrizioni del Cap 2, Sez 4 dei
• numero e dimensioni delle barre e peso della fornitura,
Regolamenti, salvo quando sia diversamente indicato nei
• specifica dell'acciaio e grado della catena, seguenti paragrafi.

• numero di colata,
2.7.2 Composizione chimica
• procedimento di fabbricazione, La composizione chimica deve essere in accordo con la
• composizione chimica, apposita specifica approvata dalla Società. Lo stabilimento
fonditore deve determinare e certificare la composizione
• dettagli relativi al trattamento termico eseguito sul cam- chimica di ogni colata.
pione di prova (se del caso),

• risultato delle prove meccaniche (se del caso), 2.7.3 Trattamento termico (1/7/2003)
Tutti i getti devono essere sottoposti ad adeguato tratta-
• numero delle provette per le prove (se del caso).
mento termico, per esempio: normalizzazione o normaliz-
zazione e rinvenimento o bonifica, a seconda di come
2.6 Acciaio fucinato specificato per il tipo di acciaio.

2.6.1 Prescrizioni generali


2.8 Materiale per traversini
I fucinati usati per la fabbricazione degli accessori, devono
soddisfare le prescrizioni del Cap 2, Sez 3 dei Regolamenti, 2.8.1 I traversini devono essere fabbricati in acciaio corri-
salvo quando sia diversamente specificato nei paragrafi spondente a quello usato per le catene oppure in acciaio
seguenti. ordinario, laminato, fucinato o fuso; la ghisa grigia o nodu-
lare non è ammessa.
2.6.2 Composizione chimica

La composizione chimica deve essere in accordo con appo- 2.9 Disegno e fabbricazione
sita specifica approvata dalla Società. Il fabbricante
dell’acciaio deve determinare e certificare la composizione 2.9.1 Procedimento di fabbricazione (1/7/2003)
chimica di ogni colata di origine del materiale fornito.
Per le catene con traversino, il procedimento di fabbrica-
zione preferenziale è quello della saldatura a scintillio, con
2.6.3 Trattamento termico (1/7/2003)
uso di barre dei Gradi Q1, Q2 o Q3. Per la fabbricazione
Il materiale di partenza può essere fornito allo stato come delle maglie sono comunque ammessi procedimenti per
laminato. Il prodotto finito deve essere sottoposto ad appro- fucinatura e per fusione.
priato trattamento termico, per esempio: normalizzazione o
Accessori quali maniglioni, tornichetti, e maniglioni con
tempra e rinvenimento, a seconda di come specificato per il
tornichetto, devono essere fucinati o fusi impiegando
tipo di acciaio.
acciaio almeno di Grado Q2. Può anche essere approvata
la fabbricazione mediante saldatura dei suddetti accessori.
Figura 3 : Posizioni di prelievo dei saggi di
prova (1/7/2003) 2.9.2 Progettazione (1/7/2003)
Provetta per prove di resilienza con intaglio Charpy- V
Le catene devono essere progettate in accordo con uno
standard riconosciuto dalla Società, come l'ISO 1704.
d/6

Conformazioni tipiche sono indicate nella Fig 4 e nella


Fig 5. Nel caso di conformazioni diverse da quelle indicate
o di accessori di fabbricazione saldata, i disegni dettagliati
che indichino le conformazioni adottate, il procedimento di
fabbricazione ed i trattamenti termici devono essere sotto-
posti alla Società per approvazione.
d/6

Una lunghezza di catena deve comprendere un numero


Provetta di trazione
dispari di maglie.

142 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

Figura 4 : Maglie tipiche - Forme e dimensioni

3,6 4

1,1
d

4,4

6,6
4

1,3 6 1,43

a - Maglia comune b - Maglia ingrossata

4
1,2
(4,6)

6,75
4,35

(7)

c - Maglia di estremità senza traversino

Tutte le dimensioni sono indicate come multipli del diametro nominale d della maglia comune.
Le dimensioni tra parentesi possono essere adottate nei penzoli per le maglie terminali senza traversino, lato ancora.

Regolamenti RINA 2008 143


Parte D, Cap 4, Sez 1

Figura 5 : Maglie speciali, tornichetti


4

4,2 1,52

1,8

1,3
3

67
0,

3,4

∅ 0,4
6

7,1
0,
4
6

1,6

0,
5
0,8
0,2 1,3
2,8

a - maglia Kenter b - Maniglione di unione

5,2 3,4 4,7

2
1,4

1,2

1,4

3,35
4,6

8,7

7,4

9,7
1,75
1,8

(3,2)
3,1
0,9

1,4 0,2 1,4


1,1

1,25
3,1 (1,45)

c - Maniglione di estremità d - Tornichetto

Tutte le dimensioni sono indicate come multipli del diametro nominale d della maglia comune.
Per i tornichetti le dimensioni tra parentesi possono applicarsi a tornichetti di acciaio fuso.

2.9.3 Trattamento termico (1/7/2003) 2.9.5 Carico di prova e carico di rottura


Le catene ed i relativi accessori devono essere forniti in una Le catene e gli accessori devono essere idonei a sostenere i
delle condizioni specificate nella Tab 6, a seconda del carichi di prova e di rottura indicati nella Tab 9, in dipen-
Grado. Il trattamento termico deve essere eseguito prima denza del grado della catene stessa.
delle prove al carico di prova ed al carico di rottura e delle 2.9.6 Assenza di difetti
altre prove meccaniche.
Tutte le singole parti devono avere una superficie liscia con-
grua con il metodo di fabbricazione e devono essere esenti
Tabella 6 : Condizioni di fornitura delle catene e dei da cricche, intagli, inclusioni ed altri difetti pregiudizievoli
relativi accessori (1/7/2003) con riguardo al comportamento in esercizio.
Le eventuali sbavature prodotte dal ricalcamento o dalla
Grado Catene Accessori fucinatura, devono essere accuratamente asportate.
Q1 Come saldate o norma- NA Lievi difetti superficiali possono essere molati e ben raccor-
lizzate dati con la superficie adiacente. Al di fuori delle curvature,
possono essere tollerate molature locali fino al 5% del dia-
Q2 Come saldate o norma- Normalizzati metro nominale della maglia.
lizzate (1)
Q3 Normalizzate, normaliz- Normalizzate, normaliz- 2.9.7 Dimensioni e tolleranze dimensionali
zate e rinvenute o boni- zate e rinvenute o boni-
(1/7/2003)
ficate ficate La conformazione e le proporzioni delle maglie e degli
accessori devono soddisfare standard riconosciuti come
(1) Le catene di Grado Q2 prodotte mediante fucinatura o l'ISO 1704 (vedere Fig 4 e Fig 5) o devono essere conformi
fusione devono essere fornite allo stato normalizzato. a progettazioni appositamente approvate.
NA = Non applicabile
Per le maglie valgono le seguenti tolleranze (in dipendenza
del diametro nominale d, in mm):
2.9.4 Caratteristiche meccaniche (1/7/2003) a) Diametro misurato su sezioni di contatto (devono essere
Le caratteristiche meccaniche delle catene finite e dei rela- prese due misure nella stessa posizione: una nel piano
tivi accessori devono soddisfare i requisiti indicati nella della maglia, vedi dp nella Fig 6, e una perpendicolare
Tab 8. al piano della maglia):

144 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

- per d ≤ 40: -1 mm, d) tutte le saldature devono essere eseguite prima del trat-
- per 40 < d ≤ 84: -2 mm, tamento termico finale della catena,
- per 84 < d ≤ 122: -3 mm, e) le saldature devono risultare esenti da difetti suscettibili
- per d > 122: -4 mm, di pregiudicare il corretto uso della catena. Incisioni
- può essere ammessa una tolleranza in più, fino al marginali, crateri di estremità e simili difetti devono, se
5% del diametro nominale. del caso, essere asportati mediante molatura.
Sull'area della sezione trasversale non sono ammesse La Società si riserva la facoltà di richiedere la prova del pro-
tolleranze in meno. cedimento di saldatura dei traversini.
b) Diametro misurato fuori sezioni di contatto:
Non sono ammesse tolleranze in meno; può essere Figura 6 : Tolleranze di fabbricazione
ammessa una tolleranza in più fino al 5% del diametro a
nominale. In corrispondenza del giunto saldato valgono
i valori della tolleranza in più sul diametro stabiliti nella
specifica del fabbricante approvata.

d
c) Sulla lunghezza di 5 maglie è ammessa una tolleranza
massima in più del 2,5% e nessuna tolleranza in meno
(lunghezza misurata con la catena in trazione dopo la Fuori centro
prova al carico di prova, per esempio: con la catena A-a
X=
caricata a circa il 10% del carico di prova o comunque 2
trazionata a completo contatto tra le maglie). α
d) Su tutte le altre dimensioni è ammessa una tolleranza di
fabbricazione pari al ± 2,5%, a condizione che tutte le
parti della catena si adattino tra loro in modo appro- A
priato.
e) I traversini devono essere sistemati nelle maglie a metà
lunghezza e ad angoli retti con i lati delle maglie stesse; 2.10 Prove sulle catene finite
tuttavia i traversini della maglia di estremità di ogni lun-
ghezza di catena possono non essere a metà lunghezza 2.10.1 Prova al carico di prova e al carico di
per facilitare l'inserzione delle maglie di unione. rottura (1/7/2003)
Le seguenti tolleranze considerate come inerenti al a) Le catene finite devono essere sottoposte, alla presenza
metodo di fabbricazione sono accettabili a condizione del tecnico, alle prove al carico di prova ed al carico di
che il traversino si adatti comodamente e le sue estre- rottura e non devono dar luogo a rottura o a fessura-
mità siano praticamente livellate con la maglia. zioni. Deve essere posta particolare attenzione
Massima distanza fuori centro "X": 10% del diametro all'esame visivo degli eventuali giunti saldati. A tale
nominale d. scopo, le catene devono essere esenti da pittura e da
Massima deviazione "α" dalla posizione a 90°: 4°. altre sostanze anticorrosive.
Le tolleranze devono essere misurate come indicato b) Ogni lunghezza di catena (27,5 m) deve essere sottopo-
nella Fig 6. sta al carico di prova, appropriato per il particolare tipo
Le seguenti tolleranze sono applicabili agli accessori: di catena, come indicato nella Tab 9; la macchina di
• diametro nominale: + 5%, -0% prova impiegata deve essere approvata.
• altre dimensioni: ± 2,5%. c) Per l'effettuazione della prova al carico di rottura, deve
essere ricavata una campionatura, comprendente
2.9.8 Saldatura dei traversini (1/7/2003) almeno tre maglie, ogni quattro lunghezze di catena o
Per le catene di tutti i gradi è ammesso fissare i traversini frazione di esse; dette campionature devono essere sot-
alla maglia mediante saldatura. toposte alla prova al carico di rottura indicato nella
La saldatura dei traversini deve essere eseguita secondo la Tab 9. Il carico di rottura deve essere mantenuto per
procedura approvata; questa deve osservare le seguenti almeno 30 secondi.
condizioni: Le maglie delle campionature devono essere state fab-
a) i traversini devono essere in acciaio saldabile (vedasi bricate in un unico ciclo di produzione assieme alla
[2.8]), catena ed essere state saldate e trattate termicamente
b) i traversini devono essere saldati ad una estremità sol- assieme ad essa. Solo dopo di ciò, le campionature pos-
tanto, per esempio: sul lato opposto a quello contenente sono, essere staccate dalla catena in presenza del tec-
il giunto saldato della maglia. L'estremità del traversino nico.
deve adattarsi dentro la maglia praticamente a contatto, d) Se la capacità di trazionamento della macchina di prova
c) le saldature devono essere eseguite da saldatori qualifi- è insufficiente per applicare il carico di rottura prescritto
cati, preferibilmente in posizione orizzontale, e impie- per le catene di diametro elevato, può essere concor-
gando materiali d'apporto appropriati, dato con la Società un metodo di prova equivalente.

Regolamenti RINA 2008 145


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 7 : Numero di provette richieste per le prove meccaniche delle catene finite e dei relativi accessori
(1/7/2003)

Numero delle prove ogni quattro lunghezze di catena

Sistema di Stato di forni- Prova di trazione su Prova di resilienza Charpy-V-


Grado
fabbricazione tura (1) materiale base Energia media assorbita (J) min.

materiale base giunto saldato

Q1a Saldata di testa a scintillio AW,N NR NR NR

Q2a Saldata di testa AW 1 3 3


a scintillio
N NR NR NR

Q3a Saldata di testa a scintillio N, N+T, Q+T 1 3 3

Q2a, Q2b Fusa o fucinata stampata N 1 3 (1) NA

Q3a, Q3b Fusa o fucinata stampata N, N+T, Q+T 1 3 NA

(1) AW = come saldata; N = normalizzata; N + T = normalizzata e rinvenuta; Q + T = bonificata.


(2) Per le catene, la prova di resilienza Charpy V non è richiesta.
NR = non richiesto
NA = non applicabile

Tabella 8 : Caratteristiche meccaniche delle catene finite e dei relativi accessori (1/7/2003)

R eH Rm Prova di resilienza Charpy V


A5 Z
Grado N/mm2 N/mm2
% min % min Temperatura di Energia assorbita (J) min.
min
prova, in °C Materiale base Saldatura

Q1 NR NR NR NR NR NR NR
Q2a, Q2b 295 490-690 22 NR 0 27 27
Q3a, Q3b 410 690 min 17 40 0 (1) 60 50
-20 35 27
(1) La prova deve di norma essere eseguita a 0 °C.
NR = Non richiesto.

2.10.2 Riprove 2.10.3 Prove meccaniche sulle catene di grado Q2 e


Q3 (1/7/2003)
a) Nel caso in cui una prova al carico di rottura abbia esito Per le catene di Grado Q2a e Q3a, devono essere prelevate
negativo, un'ulteriore campionatura può essere prele- le provette per le prove meccaniche richieste nella Tab 7,
vata dalla stessa lunghezza di catena e sottoposta alla per ogni quattro lunghezze di catena come di seguito preci-
medesima prova. La prova sarà considerata positiva se sato.
nella seconda prova i requisiti risultano soddisfatti.
Per catene fucinate o fuse, per le quali la dimensione del
Se anche la riprova ha esito negativo, la lunghezza di lotto sia inferiore alle quattro lunghezze, la frequenza della
catena viene scartata. Qualora il fabbricante lo richieda, campionatura sarà la carica di colata e di trattamento ter-
le rimanenti tre lunghezze appartenenti al lotto possono mico. Le prove meccaniche devono essere eseguite alla
presenza del Tecnico. Per la posizione delle provette di
essere individualmente sottoposte alla prova al carico di
prova, vedere [2.5.3] e Fig 3. Le prove e le eventuali riprove
rottura. Se una di tali prove ha esito negativo, l'intero
devono essere eseguite, rispettivamente, in conformità con
lotto viene scartato.
le indicazioni di cui in [2.5.4] e [2.5.5].
b) Nel caso in cui una prova al carico di prova abbia esito Una lunghezza di catena che non sia quella che contiene la
negativo, le maglie difettose devono essere sostituite, e campionatura per la prova al carico di rottura, deve essere
un locale trattamento termico deve essere eseguito sulle fabbricata con una o, nel caso di piccole maglie, con più
nuove maglie; la prova al carico di prova deve essere maglie addizionali. Le maglie per le prove devono essere
quindi ripetuta. In aggiunta, un'indagine deve essere fabbricate e trattate termicamente assieme con la lunghezza
eseguita per identificare la causa della rottura e la di catena cui sono relative.
Società si riserva di stabilire eventuali ulteriori provvedi- Le caratteristiche meccaniche richieste sono indicate nella
menti. Tab 8.

146 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

2.10.4 Marcatura vata una maglia per essere sottoposta alla prova al carico di
Le catene collaudate con esito soddisfacente devono essere rottura, specificato, a seconda del grado della catena, nella
marcate, ad entrambe le estremità di ogni lunghezza, Tab 9 ed in accordo con le disposizioni di [2.10.1], come
almeno con le seguenti indicazioni, come indicato in appropriato. Le maglie così provate non possono essere
Fig 7: ulteriormente utilizzate. Le maglie ingrossate e le maglie di
estremità non è necessario che siano sottoposte a prova, a
• grado della catena,
condizione che esse siano fabbricate e trattate termica-
• numero del certificato, mente insieme alla catena.
• timbro della Società.
La Società può, a suo giudizio, derogare alla richiesta della
prova al carico di rottura se:
Figura 7 : Marcatura delle catene
a) il carico di rottura è stato verificato nelle prove di
No. di certificato
approvazione di maglie dello stesso tipo,
b) su ogni lotto sono verificate le caratteristiche meccani-
che, e

XXXXXXX c) i pezzi costituenti il lotto sono sottoposti ad un appro-


priato esame non distruttivo.
Nonostante quanto detto sopra, le maglie che siano state
provate con buon esito al carico di rottura appropriato per
la catena stessa possono essere impiegate in esercizio, sulla
base di una decisione, caso per caso, quando tali maglie
XX XXX
sono fabbricate come segue:
Timbro del RINA a) con un materiale avente caratteristiche di resistenza di
livello superiore a quello richiesto per le maglie stesse
Grado della catena (per esempio: materiali di grado Q3 per maglie di
catena di grado Q2), oppure, in alternativa,
b) con lo stesso grado di materiale della catena ma con
2.10.5 Certificazione (1/7/2003) dimensioni aumentate, subordinatamente al buon esito
Le catene che soddisfano i requisiti richiesti devono essere della prova del procedimento dimostrante che le maglie
certificate dalla Società mediante il rilascio di un certificato sono progettate in modo tale che la resistenza a rottura
che contenga almeno i seguenti elementi: sia non minore di 1,4 volte il carico di rottura prescritto
• nome del fabbricante, della catena alla quale le maglie sono destinate.
• grado della catena, 2.11.3 Caratteristiche meccaniche e prove (1/7/2003)
• composizione chimica (compreso il contenuto totale di Salvo quando sia diversamente specificato, i fucinati ed i
alluminio), getti devono almeno soddisfare i requisiti indicati nella
• diametro nominale /massa della catena, Tab 8, quando siano stati adeguatamente trattati termica-
• carico di prova e carico di rottura, mente. Per la campionatura di prova, i fucinati od i getti di
dimensioni similari, provenienti dalla stessa carica di tratta-
• dettagli del trattamento termico eseguito,
mento termico e dalla stessa colata di acciaio, devono
• marche applicate sulla catena, essere raggruppati in una unità di prova.
• lunghezza della catena, Le prove meccaniche devono essere eseguite in presenza
• caratteristiche meccaniche (se del caso). del tecnico, in conformità a [2.10], in funzione del tipo e
del grado del materiale.
2.11 Collaudo degli accessori Da ciascuna unità di prova, devono essere prelevate una
provetta per prova di trazione e tre provette per prova di
2.11.1 Prova al carico di prova (1/7/2003) resilienza Charpy V, in accordo con le indicazioni della
Tutti gli accessori devono essere sottoposti a prova al carico Tab 7. Per la posizione di prelievo delle provette, vedere
di prova specificato, a seconda del grado della catena, nella [2.5.4] e Fig 3. La prova e le eventuali riprove devono
Tab 9 ed in accordo con le disposizioni di [2.10.1], come essere eseguite, rispettivamente, in conformità con le dispo-
appropriato. sizioni di cui in [2.5.4] e [2.5.5].
2.11.2 Prova al carico di rottura (1/7/2003) Le maglie ingrossate e le maglie di estremità non è necessa-
Da ogni lotto uniforme (per tipo di accessorio, grado, rio che siano sottoposte a prova, a condizione che esse
siano state fabbricate e trattate termicamente insieme alla
dimensione e carica di trattamento termico, ma non neces-
catena.
sariamente rappresentativo di ciascuna colata di acciaio o
di ciascun ordine del committente) di 25 unità o meno di La tenacità delle catene per ancore ad alto potere ancorante
maglie accessorie, maniglioni, tornichetti, maniglioni a tor- deve essere tale che l'energia media assorbita dalla provetta
nichetto, maglie ingrossate e maglie di estremità, e da ogni con intaglio Charpy V non sia inferiore al valore indicato in
lotto di 50 unità o meno di maglie kenter, deve essere prele- [2.10.3] per le catene di Grado Q3.

Regolamenti RINA 2008 147


Parte D, Cap 4, Sez 1

2.11.4 Marcatura 3.2 Materiali per catene senza traversino


Gli accessori collaudati con esito soddisfacente, devono
essere marcati come segue: 3.2.1 Prescrizioni sui materiali
• grado della catena, Valgono le prescrizioni generali in merito a fabbricanti del
materiale, procedure di fabbricazione, stato di fornitura,
• numero del certificato,
tolleranze dimensionali e assenza difetti di cui a [2.4.2],
• timbro della Società. [2.5.1], [2.5.6] e [2.5.7] relativi alle catene con traversino.
2.11.5 Certificazione (1/7/2003) La composizione chimica e le caratteristiche meccaniche
Gli accessori per catene che soddisfano i requisiti richiesti degli acciai da usare per la fabbricazione delle catene di
devono essere certificati dalla Società mediante il rilascio di grado SLl, SL2 e SL3 devono soddisfare i requisiti relativi ai
un certificato che contenga almeno i seguenti elementi: gradi Q1, Q2 e Q3 rispettivamente, di cui a Tab 4 (caratte-
ristiche meccaniche) e Tab 3 (composizione chimica).
• nome del fabbricante,
Per le catene di grado SL3, i requisiti del grado Q3 possono
• grado dell'accessorio,
essere ridotti come segue: carico di rottura minimo 610
• numero della colata, N/mm² (anzichè 690 N/mm²), snervamento minimo 365
• composizione chimica (compreso il contenuto totale di N/mm² (anzichè 410 N/mm²). Tali valori ridotti sono
alluminio), ammessi a condizione che la catena finita soddisfi i carichi
• diametro nominale /massa della catena, di prova e di rottura prescritti.
• carico di prova e carico di rottura, 3.2.2 Collaudo dei materiali
• dettagli del trattamento termico eseguito, Per il collaudo dei materiali per le catene senza traversino
• marche applicate sull'accessorio, dei gradi SL1, SL2 e SL3 valgono le prescrizioni relative ai
• caratteristiche meccaniche (se del caso). corrispondenti gradi Q1, Q2 e Q3, date in [2.5.4].
Tuttavia, per i gradi SLl e SL2, in alternativa al collaudo del
3 Catene senza traversino materiale in presenza del tecnico può essere ammessa la
fornitura del materiale con certificato di fabbrica, a condi-
zione che tutte le barre possano essere identificate con il
3.1 Campo di applicazione
corrispondente certificato.
3.1.1 Generalità
Le prescrizioni del presente articolo sono relative ai mate- 3.3 Prove sulle catene finite
riali e al collaudo delle catene senza traversino.
3.3.1 Generalità
3.1.2 Fabbricazione (1/7/2003) Le catene senza traversino ed i relativi accessori devono
Valgono le prescrizioni di cui in [2.3.1]. poter sostenere il carico di prova ed il carico di rottura indi-
catin in Tab 10, a secondo del loro grado.
A richiesta, il procedimento di fabbricazione mediante sal-
datura di testa a pressione può anche essere accettato per Le prove meccaniche su maglia sono richieste soltanto per
catene senza traversino dei Gradi 1 e 2, a condizione che il il grado SL3.
diametro nominale della catena non sia superiore a 26 mm.
3.3.2 Prova al carico di prova
3.1.3 Gradi delle catene senza traversino Tutte le lunghezze di tutte le catene senza traversino, finite,
A secondo del carico nominale di rottura dell’acciaio usato devono essere assoggettate al carico di prova appropriato al
per la loro fabbricazione, le catene senza traversino sono grado della catena indicato nella Tab 10. La macchina di
divise nei seguenti gradi: prova deve essere approvata.
• SL1, SL2 e SL3. I relativi acciai devono essere rispettiva- Per le eventuali riprove valgono le prescrizioni indicate in
mente conformi alle prescrizioni degli acciai di grado [2.10.2] b) per le catene con traversino.
Ql, Q2 e Q3.
3.3.3 Prove al carico di rottura
3.1.4 Maglie corte e maglie lunghe Campionature costituite almeno da tre maglie, prelevate
Il presente articolo si applica alle catene senza traversino ogni quattro lunghezze di catena di 27,5 m od ogni 110 m,
con maglia corta. devono essere sottoposte al carico di rottura indicato in
Nel caso si intenda impiegare catene senza traversino a Tab 10.
maglia lunga, le caratteristiche dell’acciaio da usare devono Le condizioni per il prelievo delle tre maglie e l’esecuzione
essere sottoposte per considerazione dal fabbricante. In della prova sono quelle di cui a [2.10.1] c).
particolare il carico di rottura e il carico di snervameto
Per eventuali riprove valgono le indicazioni in [2.10.2] a)
minimi devono essere tali da consentire alla catena di
relative alle catene con traversino.
sostenere i carichi di prova al carico di prova e al carico di
rottura indicati nella Tab 10 a secondo del grado della 3.3.4 Prove meccaniche sulle catene senza
catena medesima. traversino di grado SL3
Di regola, l’uso di maglie lunghe non è ammesso per catene Per le catene di grado SL3, devono essere eseguite le prove
senza traversino di grado SL3. di trazione e di resilienza Charpy intaglio a V come richie-

148 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

sto per le catene con traversino di grado Q3 (vedasi 4 Cavi in acciaio


[2.10.3]).
I requisiti sono: 4.1 Campo di applicazione
• caratteristiche tensili: corrispondenti a quelle del mate-
riale usato per la fabbricazione delle catene, 4.1.1 Generalità
• resilienza Charpy intaglio a V: requisiti della Tab 8 per Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai cavi in
le maglie delle catene con traversino grado Q3. acciaio non legato, a trefoli tondi, per applicazioni navali
quali in particolare ormeggio, tonneggio, rimorchio e simili.
Per catene di diametro nominale inferiore a 20 mm, le
prove meccaniche su maglia non sono richieste .
4.1.2 Produzioni continue
3.3.5 Dimensioni e tolleranze Per le produzioni aventi carattere continuo, può essere
Le dimensioni delle maglie devono essere in accordo con adottata una apposita procedura di collaudo presso fabbri-
normative riconosciute. Disegni tipici di maglie senza tra- canti che ne siano stati ammessi dalla Società, su loro
versino sono dati nella Fig 8. richiesta.
Tutte le dimensioni sono date come multipli del diametro Quando il materiale base usato ha uguale origine e pro-
nominale d. prietà, le prove di accettazione richieste in [4.4] per ogni
lunghezza di cavo possono essere eseguite per ogni tipo e
Le dimensioni tra parentesi corrispondono a quelle delle
formazione di cavo e per ogni diametro.
catene a maglia lunga.
Le tolleranze sono le stesse prescritte in [2.9.7] per le
catene con traversino.
4.2 Fabbricazione

Figura 8 : Maglie senza traversino per catene senza 4.2.1 Generalità


traversino I cavi devono essere costruiti in accordo con norme nazio-
3 d nali o internazionali riconosciute dalla Società. E’ in parti-
(3,5)
colare riconosciuta la norma ISO 2408.
Il tipo e le dimensioni dei cavi devono essere conformi ai
requisiti specificati per le singole applicazioni nelle parti
applicabili dei regolamenti o sui disegni approvati relativi
alle particolari sistemazioni.
Cavi di tipo e dimensioni diverse da quelli trattati nel pre-
sente articolo, possono essere presi in considerazione caso
per caso in relazione alla applicazione; vedasi anche
3,6

[4.2.4].

4.2.2 Materiali
5 I cavi devono essere fabbricati con fili trafilati da billette in
(5,5)
acciaio di qualità appropriata e omogenee; il procedimento
di fabbricazione dell’acciaio deve essere conforme alle pre-
3.3.6 Zincatura scrizioni del Cap 1, Sez 2, [1.2].
La zincatura, quando richiesta (in genere per imbarcazioni I fili non devono mostrare indicazioni di difetti e la loro
da diporto), deve essere eseguita con procedimento a caldo superficie deve essere liscia e regolare.
secondo la norma ISO 1461.
Tutti i fili, compresi in genere, se esistente, quelli costituenti
La massa media del rivestimento, per catene superiori a 5 l’anima metallica, devono essere dello stesso grado di resi-
mm di diametro, non deve essere inferiore a 500 g/m². Le stenza.
tolleranze date in [3.3.5] valgono anche dopo zincatura.
Devono, di regola, essere impiegati fili aventi carico di rot-
Le prove al carico di prova e di rottura richieste, devono
tura Rm nel campo tra 1420 e 1960 N/mm².
essere eseguite a zincatura completata.
Cavi e trefoli non provvisti di anima metallica devono
3.3.7 Marcatura averla costituita da fibre tessili di qualità appropriata.
Le catene senza traversino conformi alle prescrizioni del Per i cavi e trefoli con anima in fibra, questa deve essere
presente articolo, devono essere marcate ad entrambe le costituita da fibre naturali (manilla, abaca, sisal, hemp, iuta,
estremità di ogni lunghezza come indicato in [2.10.4] per cotone) oppure da fibre sintetiche (polietilene, polipropi-
le catene con traversino. lene, poliammide, poliestere).

Regolamenti RINA 2008 149


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 9 : Formule per la determinazione dei carichi di prova e di rottura (1/7/2003)

Prova Grado 1 Grado 2 Grado 3


Carico di prova (kN) 0,00686d2 (44-0,08d) 0,00981d2 (44-0,08d) 0,01373d2 (44-0,08d)
Carico di rottura (kN) 0,00981d2 (44-0,08d) 0,01373d2 (44-0,08d) 0,01961d2 (44-0,08d)
Nota 1: d = diametro nominale, in mm.

Tabella 10 : Carichi di prova e di rottura per catene senza traversino

Diametro Grado SL1 Grado SL2 Grado SL3 Massa per 100 m di catena
della
catena Carico di Carico di Carico di Carico di Carico di Carico di Maglia Maglia
(mm) prova (kN) rottura (kN) prova (kN) rottura (kN) prova (kN) rottura (kN) normale (kg) corta (kg)

6,0 6,5 13 9 18 13 26 79 86
8,0 12,0 24 17 34 24 48 141 153
10,0 18,5 37 26 52 37 74 240 240
11,0 22,5 45 32 64 45 90 265 289
12,5 29,0 58 41 82 58 116 345 375
14,5 39,0 78 55 110 78 156 462 503
16,0 47,5 95 67 134 95 190 563 612
17,5 56,5 113 80 160 113 226 675 732
19,0 67,0 134 95 190 134 268 794 865
20,5 78,0 156 111 222 156 312 928 1005
22,0 90,0 180 128 256 180 360 1063 1155
24,0 106 212 151 302 212 424 1268 1380
25,5 120 240 170 340 240 480 1432 1560
27,0 135 270 192 384 270 540 1610 1742
28,5 150 300 213 426 300 600 1788 1942
30,0 166 332 236 472 332 664 1984 2155
32,0 189 378 268 536 378 756 2255 2480
33,0 201 402 285 570 402 804 2396 2605
35,0 226 452 321 642 452 904 2705 2940
37,0 253 506 359 718 506 1012 3020 3380
38,0 267 534 379 758 534 1068 3200 3460
40,0 296 592 420 840 592 1184 3520 3830

4.2.3 Zincatura con le prescrizioni del documento "Approvazione dei fab-


Tutti i tipi di cavo devono essere zincati, salvo eccezioni da bricanti" oppure accettati nei singoli casi.
parte della Società in casi particolari, soggette in genere a Le prove e le verifiche richieste devono essere effettutate
limitazioni nell’uso. con macchine, attrezzature e modalità appropriate e rico-
Modalità della zincatura e sua riuscita (in particolare, grado nosciute dalla Società; la macchina per le prove deve essere
di aderenza e uniformità della stessa) devono essere ade- tarata.
guate a soddisfazione della Società.
L’entità della zincatura deve soddisfare i requisiti sulla 4.2.5 Qualità dei materiali
massa di zinco specificati nella Tab 11. I cavi devono essere esenti da difetti di materiale o di fab-
bricazione che possano pregiudicare il previsto impiego,
4.2.4 Impianti e procedimento di l’efficienza e la durata dei cavi; in particolare, devono
fabbricazione (1/1/2007) essere esenti da tracce di ossidazione o corrosione e non
I procedimenti di fabbricazione e relativi impianti devono presentare indicazioni di rottura di fili o di difettoso avvolgi-
essere adeguati e tali da assicurare una produzione della mento.
dovuta qualità. Cavi costituiti da fili aventi carico di rottura
nominale maggiore di 1960 N/mm² e cavi aventi forma- 4.2.6 Tolleranze dimensionali
zione diversa da quelle considerate nei Regolamenti, Salvo diversamente specificato, per le tolleranze sul diame-
devono essere approvati ai singoli fabbricanti, in accordo tro si applicano quelle riportate da norme riconosciute

150 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

quali in particolare la ISO 2408; per i cavi considerati nei Formazioni tipiche considerate sono quelle di cui ai
Regolamenti, valgono per le tolleranze sul diametro quelle seguenti commi da a) a d).
specificate in Tab 12. a) fune a 6 trefoli formati in modo uguale e avvolti attorno
ad un’anima di fibra tessile; ciascun trefolo formato da
Tabella 11 : Zincatura dei fili dei cavi
7, 19 o 37 fili di acciaio (numero totale dei fili: 42, 114
o 222); vedasi Tab 13
Diametro d dei fili Massa di zinco (g/m²), minima b) funi a 6 trefoli formati in modo uguale e avvolti attorno
zincati (mm) Classe A Classe B ad un’anima di fibra tessile; ogni trefolo è formato da
un’anima tessile e da 24 fili di acciaio (numero totale
0,45 ≤ d < 0,50 75 40 dei fili: 144 fili più 6 anime tessili); vedasi Tab 14
0,50 ≤ d < 0,60 90 50 c) Warrington 6x19; 6 trefoli formati in modo uguale e
0,60 ≤ d < 0,80 110 60 avvolti attorno ad un’anima tessile; ogni trefolo è for-
mato da 19 fili di acciaio (numero totale dei fili: 114);
0,80 ≤ d < 1,00 130 70 vedasi Tab 15
1,00 ≤ d < 1,20 150 80 d) Warrington-Seale 6xn; 6 trefoli formati in modo uguale
a avvolti attorno ad un’anima di fibra tessile; ogni tre-
1,20 ≤ d < 1,50 165 90
folo è formato da n=26, 31, 36 o 41 fili di acciaio;
1,50 ≤ d < 1,90 180 100 vedasi Tab 15.
Formazioni diverse possono essere considerate a seconda
1,90 ≤ d < 2,50 205 110
dell’applicazione.
2,50 ≤ d < 3,20 230 125
Tabella 12 : Tolleranze ammissibili sul diametro
3,20 ≤ d < 4,00 250 135
nominale

4.3 Tipi di cavo Diametro Tolleranza sul diametro nominale (%)


nominale del Cavi con trefoli ad Cavi con trefoli ad
4.3.1 Generalità cavo (mm) anima tessile anima metallica
I cavi consistono in un assieme di diversi trefoli (di regola
almeno sei con un massimo di otto, fatta eccezione dei cavi <8 +7 ; -1 +5 ; -1
non girevoli) avvolti attorno un’anima tessile o metallica. ≥8 +6 ; -1 +4 ; -1
Ogni trefolo deve comprendere almeno sette fili. Nel caso
di trefoli ad anima tessile, il trefolo deve comprendere
almeno due strati di filo.

Regolamenti RINA 2008 151


Tabella 13 : Minimi carichi di rottura, in kN, di cavi di acciaio con anima in fibra (cavi ad avvolgimento non parallelo a 6 trefoli ordinari)

152
Composizione del
cavo metallico

6x7 6 x 19 6 x 37
Parte D, Cap 4, Sez 1

Composizione e 1+6 1 + 6 + 12 1 + 6 + 12 + 18
tipo dei trefoli Ordinario Ordinario Ordinario
Diametro del cavo Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione
(mm) 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960
10 44,3 49,0 55,2 61,2 42,9 47,4 53,5 59,2
11 53,6 59,3 66,8 74,0 51,9 57,4 64,7 71,6
12 63,8 70,5 79,5 88,1 61,8 68,3 77,0 85,2
13 74,9 82,8 93,3 103 72,5 80,1 90,3 100
14 86,8 96,0 108 120 84,1 92,9 105 116
16 121 134 150 167 113 125 141 157 110 121 137 152
18 153 169 190 211 144 159 179 198 139 154 173 192
20 189 208 235 260 177 196 221 245 172 190 214 237
22 228 252 284 315 214 237 267 296 208 229 259 286
24 272 300 338 375 255 282 318 352 247 273 308 341
26 319 352 397 440 299 331 373 413 290 321 361 400
28 370 409 461 510 347 384 433 479 336 372 419 464
32 483 534 602 666 454 502 565 626 439 486 547 606
36 611 676 762 843 574 635 716 793 556 614 693 767
40 (754) 834 940 1041 709 784 884 978 686 759 855 947
44 858 948 1069 1184 830 918 1035 1146
48 1021 1129 1272 1409 988 1092 1232 1364
52 1198 1325 1493 1654 1160 1282 1445 1601
56 1389 1536 1732 1918 1345 1487 1676 1856
60 1544 1707 1924 2131
64 1757 1942 2189 2425
68 1983 2192 2472 2737
72 2223 2458 2771 3069
76 2477 2739 3088 3419
Nota 1: Per cavi metallici con anima metallica i minimi carichi di rottura per trazione indicati nella presente Tabella devono essere aumentati dell’8%.
Per cavi metallici preformati i valori della tabella devono essere ridotti del 3%.

Regolamenti RINA 2008


Tabella 14 : Minimi carichi di rottura, in kN, di cavi di acciaio con anima di fibra (cavi ad avvolgimento non parallelo a 6 trefoli ordinari)

Composizione del
cavo metallico

Regolamenti RINA 2008


6 x 61 6 x 24 6 x 30

Composizione e tipo 1 + 6 + 12 + 18 + 24 Anima di fibra + 9 + 15 Anima di fibra + 12 + 18


dei trefoli Ordinario Ordinario Ordinario
Diametro del cavo Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione
(mm) 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960
10 39,8 44,0 49,6 54,9
11 48,1 53,2 60,0 66,4
12 57,3 63,3 71,4 79,0
13 67,2 74,3 83,8 92,7 61,0 67,4 76,0 84,1
14 77,9 86,2 97,1 108 70,7 78,2 88,1 97,6
16 102 113 127 140 92,3 102 115 127
18 129 142 161 178 117 129 146 161
20 165 182 205 227 159 176 198 220 144 160 180 199
22 199 220 248 275 192 213 240 266 175 193 218 241
24 237 262 296 327 229 253 285 316 208 230 259 287
26 278 308 347 384 269 297 335 371 244 270 304 337
28 323 357 402 446 312 345 389 430 283 313 352 390
32 422 466 526 582 407 450 507 562 369 408 460 510
36 534 590 665 737 515 570 642 711 467 517 583 645
40 659 728 821 909 636 703 793 878 577 638 719 797
44 797 881 994 1100 770 851 959 1062 698 772 870 964
48 949 1049 1183 1310 916 1013 1142 1264 831 919 1036 1147
52 1114 1231 1388 1537 1075 1189 1340 1484 975 1078 1216 1346
56 1291 1428 1610 1783 1247 1379 1554 1721 1131 1251 1410 1561
60 1482 1639 1848 2046 1431 1583 1784 1976 1298 1436 1618 1792
64 1687 1865 2102 2328 1629 1801 2030 2248 1477 1633 1841 2039
68 1904 2105 2373 2628 1668 1844 2079 2302
72 2135 2360 2661 2947 1870 2067 2331 2581
76 2379 2630 2965 3283 2083 2303 2597 2876
Nota 1: Per cavi metallici con anima metallica i minimi carichi di rottura indicati nella presente Tabella devono essere aumentati dell’8%.
Per cavi metallici preformati i valori della tabella devono essere ridotti del 3%.

153
Parte D, Cap 4, Sez 1
154
Tabella 15 : Minimi carichi di rottura, in kN, di cavi di acciaio con anima di fibra (cavi Warrington e Warrington-Seale a 6 trefoli)

Composizione del
cavo metallico
Parte D, Cap 4, Sez 1

6 x 26 6 x 31 6 x 36 6 x 41 6 x 52
6 x 19

Composition of type 1 + n + (n + n) + 2n
Composizione e 1 + 6 + (6 + 6) 1 + 6 + 9 + (9 + 9) + 18
n=5 n=6 n=7 n=8
tipo dei trefoli
Warrington Warrington - Seale Warrington - Seale
Diametro del cavo Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione
(mm) 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960
10 46,9 51,8 58,4 64,7
11 56,7 62,7 70,7 78,3
12 67,7 74,8 84,4 93,4 67,5 74,6 84,1 93,1
13 79,4 87,8 99,0 110 79,2 87,6 98,7 109
14 92,1 102 115 127 91,8 102 114 127
16 120 133 150 166 120 133 150 166
18 152 168 190 210 152 168 189 210
20 188 208 234 260 187 207 234 259 169 187 211 234
22 227 252 284 314 227 251 283 313 205 226 255 283
24 271 299 337 374 270 298 336 373 244 269 304 336
26 318 351 396 439 317 350 395 437 286 316 357 395
28 368 407 459 509 367 406 458 507 332 367 414 458
32 481 532 600 664 480 531 598 662 433 479 540 598
36 609 673 759 841 607 671 757 838 548 606 684 757
40 752 831 937 1038 750 829 935 1035 677 749 844 935
44 910 1006 1134 1256 907 1003 1131 1252 819 906 1021 1131
48 1083 1197 1350 1495 1080 1194 1346 1490 975 1078 1215 1346
52 1267 1401 1579 1749 1144 1265 1426 1579
56 1470 1625 1832 2028 1327 1467 1654 1832
60 1687 1865 2103 2328 1523 1684 1899 2103
64 1919 2122 2392 2649 1733 1916 2160 2392
68
72
76
Nota 1: Per cavi metallici con anima metallica i minimi carichi di rottura indicati nella presente Tabella devono essere aumentati dell’8%.
Per cavi metallici preformati i valori della tabella devono essere ridotti del 3%.

Regolamenti RINA 2008


Tabella 16 : Minimi carichi di rottura, in kN, di cavi di acciaio con anima di fibra (cavi Seale a 6 trefoli)

Composizione del
cavo metallico

Regolamenti RINA 2008


6 x 19 F (**) 6 x 19 6 x 37
6 x 25

Composizione e 1+9+9 1 + (6 + 6 F) + 12 1+6+9+9 1 + 6 + 15+ 15


tipo dei trefoli Seale (1) Seale Seale
Diametro del cavo Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione
(mm) 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960
10 47,0 52,0 58,6 64,9
11 56,9 62,9 70,9 78,5
12 67,7 74,8 84,4 93,4
13 79,4 87,8 99,0 110
14 92,1 102 115 127
16 120 133 150 166
18 152 168 190 210 148 164 185 204
20 188 208 234 260 183 202 228 252
22 227 252 284 314 221 245 276 305
24 271 299 337 374 263 291 328 364 268 297 334 370
26 318 351 396 439 309 342 385 427 315 348 392 435
28 368 407 459 509 358 396 447 495 365 404 455 504
32 481 532 600 664 468 518 584 646 477 527 594 658
36 609 673 759 841 593 655 739 818 604 667 752 833
40 752 831 937 1038 732 809 912 1010 745 824 929 1029
44 885 979 1103 1222 902 997 1124 1245
48 1053 1165 1313 1454 1073 1186 1338 1481
52 1236 1367 1541 1707 1259 1392 1570 1738
56 1461 1615 1821 2016
60 1677 1854 2090 2314
64 1908 2109 2378 2633
68
72
76
Nota 1: Per cavi di acciaio con anima metallica i minimi carichi di rottura indicati nella presente Tabella devono essere aumentati dell’8%.
Per cavi metallici preformati i valori della tabella devono essere ridotti del 3%.
(1) I minimi carichi di rottura come indicati corrispondono ai cavi Seale 6x19.
Per cavi Seale Filler 6 x 19 F, talvolta chiamati Filler 6 x 25, i valori indicati devono essere aumentati del 2%.

155
Parte D, Cap 4, Sez 1
156
Tabella 17 : Minimi carichi di rottura, in kN, di cavi d’acciaio con anima in fibra (cavi ad 8 trefoli e cavi ambigirevoli)

Composizione del
cavo metallico
Parte D, Cap 4, Sez 1

8 x 19 8 x 19 F
17 x 7 or 18 x 7

Composizione e tipo 1+9+9 1 + (6 + 6 F) + 12 1+6 1+6


dei trefoli Seale (1) Ordinario Ordinario
Diametro del cavo Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione Grado di resistenza a trazione
(mm) 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960 1420 1570 1770 1960
10 41,6 46,0 51,9 57,4 46,6 51,5 58,1 64,3
11 50,3 55,7 62,8 69,5 56,4 62,3 70,2 77,8
12 59,9 66,2 74,7 82,7 67,1 74,2 83,6 92,6
13 70,3 77,7 87,6 97,1 78,7 87,0 98,1 109
14 81,5 90,2 102 113 91,3 101 114 126
16 107 118 133 147 119 132 149 165 116 128 144 160
18 135 149 168 186 151 167 188 208 146 162 182 202
20 166 184 207 230 186 206 232 257 181 200 225 249
22 201 223 251 278 225 249 281 311 219 242 272 302
24 240 265 299 331 268 297 334 370 260 288 324 359
26 281 311 351 388 315 348 392 435 305 337 380 421
28 326 361 407 450 365 404 455 504 354 391 441 489
32 426 471 531 588 447 527 594 658 462 511 576 638
36 539 596 672 744 604 667 752 833 585 647 729 808
40 745 824 929 1029 722 799 901 997
44 902 997 1124 1245 874 967 1090 1207
48 1073 1186 1338 1481 1040 1150 1297 1436
52 1259 1392 1570 1738 1221 1350 1522 1685
56 1416 1566 1765 1955
60 1626 1797 2026 2244
64 1850 2045 2305 2553
68 2088 2309 2603 2882
72 2341 2588 2918 3231
76 2608 2884 3251 3600
Nota 1: Per cavi metallici con anima metallica i minimi carichi di rottura indicati nella presente Tabella devono essere aumentati dell’8%.
Per cavi metallici preformati i valori della tabella devono essere ridotti del 3%.
(1) I minimi carichi di rottura come indicati corrispondono a cavi Seale 8 x 19.
Per i cavi Seale Filler 8 x 19 F, talvolta chiamati Filler 8 x 25, i valori indicati devono essere aumentati del 2%.

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Parte D, Cap 4, Sez 1

4.3.2 Dati caratteristici principali richiesto, il carico deve essere applicato lentamente e con
I cavi sono in genere individuati dai seguenti elementi prin- continuità (circa 10 N/mm² per secondo).
cipali: Il carico di rottura deve risultare non inferiore al valore
• diametro (della circonferenza circoscritta alla sezione minimo richiesto da Tab 13 a Tab 17 dalla norma applicata
retta del cavo; da rilevare con il cavo teso sotto un in dipendenza da tipo, formazione e diametro del cavo.
carico pari a circa 1/20 di quello minimo di rottura),
Nel caso che il campione si rompa fuori lunghezza utile, in
• formazione (numero e tipo delle anime, dei trefoli e dei particolare in corrispondenza degli afferraggi, il risultato
fili), della prova può essere considerato non valido.
• rivestimento o tipo di finitura superficiale dei fili di
acciaio, 4.4.4 Prova di rottura su fili singoli
• carico di rottura. Quando non risulti possibile effettuare la prova di rottura su
campione di cavo intero, il carico di rottura del cavo può,
Per i cavi considerati dai Regolamenti, in riguardo ai sud- previo accordo con il tecnico, essere determinato in alter-
detti elementi vale inoltre quanto segue: nativa come somma degli effettivi carichi di rottura rilevati
• il rivestimento dei fili è sempre la zincatura, sui singoli fili moltiplicata per il fattore K (fattore di corda-
• i carichi di rottura minimi prescritti su cavo a sezione tura) applicabile in relazione a tipo e formazione del cavo.
intera, sono indicati dalla Tab 13 alla Tab 17 a seconda Il fattore K relativo a tipi di cavo di più usuale impiego è
del tipo di cavo e del diametro. indicato nella Tab 18 (per i tipi di cavo non contemplati in
detta Tabella, il fattore K viene stabilito dalla Società nei
4.4 Campionature e prove singoli casi).
4.4.1 Campionatura La prova su fili singoli deve essere eseguita su almeno il
Il collaudo deve essere eseguito su ogni lunghezza di cavo 10% dei fili costituenti il cavo da collaudare, con un
(per tale intendendosi sia una singola lunghezza sia lun- minimo di due fili per ogni trefolo.
ghezze multiple fabbricate con continuità). I fili provati devono soddisfare i requisiti di resistenza a tra-
Nel caso di cavi singoli aventi lunghezza maggiore di zione per essi specificati; il carico di rottura totale degli ‘n’
10000 m, le prove di collaudo devono essere eseguite ogni fili provati moltiplicato per il rapporto N/n (dove N è il
10000 m o frazione. numero totale dei fili costituenti il cavo) e per il fattore K
(appropriato al tipo di cavo in questione) deve non essere
Quando il materiale base usato ha uguale origine e pro-
inferiore al valore minimo specificato dalla norma in appli-
prietà, le prove di accettazione richieste in [4.4] per ogni
cazione per il cavo di cui trattasi.
lunghezza di cavo possono essere eseguite per ogni tipo e
formazione di cavo e per ogni diametro . L’accettazione della determinazione del carico di rottura
Le modalità di campionatura e di identificazione devono del cavo con il sistema alternativo della prova su fili singoli
essere appropriate, a soddisfazione del tecnico. è, in generale, subordinato alla esecuzione a titolo compa-
rativo di un certo numero di prove su campioni di cavo
Ai fini del collaudo devono essere eseguite le prove e le intero rappresentativi della produzione.
verifiche indicate in [4.4.2], [4.4.3] o [4.4.4], [4.4.6] e
[4.4.8]. 4.4.5 Verifica della resistenza su fili singoli
Le prove di cui in [4.4.5] e [4.4.7] devono essere eseguite La verifica consiste nella prova di trazione di fili singoli; tale
quando richieste all’ordine o, come controllo sulla produ- prova viene eseguita solo nel caso sia specificata all’ordine
zione, dal tecnico. del committente ovvero richiesta dal tecnico come verifica
del materiale impiegato.
4.4.2 Esame visivo e verifica del diametro della
formazione 4.4.6 Prove di torsione e di avvolgimento su fili
L’esame visivo e le verifiche dimensionali devono essere singoli
sistematicamente eseguite dal fabbricante; controlli casuali In generale, salvo diversamente specificato all’ordine da
sono effettuati dal tecnico, come ritenuto appropriato. parte del committente, viene eseguita una sola di queste
4.4.3 Prova di trazione a rottura su spezzone di prove.
cavo intero Le prove devono essere effettuate su appositi campioni di
Campionatura e modalità di prova devono essere conformi filo, ricavati dopo zincatura, da almeno il 5% dei fili costi-
a norme riconosciute (vedasi, in particolare, la norma ISO tuenti il cavo e prelevati a caso da diversi trefoli con un
3108). minimo di 6 fili ed un massimo di 10 fili per ogni diametro.
Il saggio di prova deve avere una lunghezza utile (intesa • Prova di torsione
come distanza fra le estremità delle teste di afferraggio) La lunghezza utile del campione di filo, misurata tra gli
minima almeno pari a 30 volte il diametro del cavo con un afferraggi di estremità, deve essere pari a 100 volte il
minimo di 600 mm. diametro ma, nel caso di diametro maggiore di 3 mm,
Se il diametro del cavo è inferiore a 6 mm, detta distanza può essere limitata a 300 mm.
utile può essere ridotta a 300 mm. Il filo deve essere ben fissato all’estremità ed essere ben
Nella parte finale della prova, quando il carico applicato teso, per es. sotto un carico assiale non superiore al 2%
supera approssimativamente l’80% del carico di rottura del carico di rottura nominale del filo.

Regolamenti RINA 2008 157


Parte D, Cap 4, Sez 1

Il filo viene sottoposto a torsione fino a rottura; la tor- A completamento dell’avvolgimento, la superficie del
sione deve aver luogo a velocità per quanto possibile filo non deve presentare sfogliature e screpolature sensi-
uniforme e pari a circa 60-70 giri al minuto. Il numero bili dello strato di zinco. Nel successivo svolgimento e
minimo di torsioni da effettuare senza apparenza di rot- raddrizzamento il filo non deve rompersi.
ture è indicato nella Tab 19.
La prova di torsione non è richiesta per fili aventi diame- 4.4.7 Verifica della massa di zinco
tro minore di 0,5 mm.
La verifica della massa del rivestimento di zinco per unità di
• Prova di avvolgimento
superficie deve essere eseguita in conformità ad una proce-
La prova consiste nell’avvolgere uno spezzone di filo, di dura riconosciuta.
sufficiente lunghezza, 8 volte a spira serrata, su man-
drino di diametro uguale a quello del filo, e quindi svol- I risultati della prova devono soddisfare i valori specificati
gerlo e raddrizzarlo. nella Tab 11.

Tabella 18 : Fattore di cordatura K

Fattore di cordatura K (4)


Formazione del cavo (1) Formazione dei trefoli (2) Tipo di trefolo (3)
Anima tessile (5) Anima metallica (6)
6x7 1+6 O 0,90 0,870
6 x 19 1 + 6 + 12 O 0,87 0,835
6 x 19 1+9+9 S 0,87 0,835
6 x 19 F (7) 1 + (6 + 6 F) + 12 S-F 0,87 0,835
6 x 19 1 + 6 + (6 + 6) W 0,87 0,835
6 x 24 anima tessile + 9 + 15 O 0,87 -
6 x 25 1+6+9+9 S 0,86 0,825
6 x 26 1 + 5 + (5 + 5) + 10 W-S 0,85 0,815
6 x 30 anima tessile + 12 + 18 O 0,87 -
6 x 31 1 + 6 + (6 + 6) + 12 W-S 0,85 0,815
6 x 36 1 + 7 + (7 + 7) + 14 W-S 0,85 0,815
6 x 37 1 + 6 + 12 + 18 O 0,85 0,815
6 x 37 1 + 6 + 15 + 15 S 0,85 0,815
6 x 41 1 + 8 + (8 + 8) + 16 W-S 0,85 0,815
6 x 52 1 + 6 + 9 + (9 + 9) + 18 W-S 0,81 0,775
6 x 61 1 + 6 + 12 + 18 + 24 O 0,81 0,775
8 x 19 1+9+9 S 0,83 -
8 x 19 F (7) 1 + (6 + 6 F) + 12 S-F 0,83 -
17 x 7 1+6 O 0,84 0,815
18 x 7 1+6 O 0,84 0,815
34 x 7 1+6 O 0,80 0,790
36 x 7 1+6 O 0,80 0,790
(1) Il primo simbolo indica il numero dei trefoli, il secondo dei fili in ogni trefolo.
(2) I simboli danno il numero di fili di ogni strato; i simboli in parentesi sono relativi ai fili dello stesso strato ma di due diversi dia-
metri. La lettera F significa “filler wire” filo di riempimento.
(3) Le indicazioni relative al tipo di trefolo sono le seguenti:
• O : trefolo ordinario (fili non paralleli);
• S, S-F, W e W-S (trefolo con fili paralleli) : indicano trefoli Seale, Seale-Filler, Warrington a Warrington-Seale rispettiva-
mente.
(4) Il coefficiente K deve essere ridotto del 3% per i cavi preformati.
(5) L’anima tessile non è presa in considerazione nel carico di rottura del cavo.
(6) L’anima metallica consiste in un cavo indipendente (in generale 6 x 7 con trefolo centrale di 7 fili); tuttavia per funi di composi-
zione 6 x 7 e 6 x 19 a trefoli ordinari, l’anima metallica può consistere in un singolo trefolo.
(7) Le funi 6 x 19 F e 8 x 19 F sono alle volte indicate 6 x 25 Filler e 8 x 25 Filler rispettivamente.

158 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 19 : Prova di torsione per fili - Numero minimo di torsioni

Zincatura classe A Zincatura classe B


Diametro d 2
Carico di rottura nominale del filo N/mm Carico di rottura nominale del filo N/mm2
(mm)
1420 1560 1770 1420 1560 1770 1960
d < 1,3 19 18 17 31 29 26 18
1,3 ≤ d < 1,8 18 17 16 30 28 25 17
1,8 ≤ d < 2,3 18 17 16 28 26 25 16
2,3 ≤ d < 3,0 16 14 12 26 24 22 15
3,0 ≤ d < 3,5 14 12 10 24 22 20 13
3,5 ≤ d < 3,7 12 10 8 20 20 18 12

4.4.8 Verifica dell’uniformità e continuità del Tabella 20 : Verifica della continuità del rivestimento
rivestimento di zinco di zinco
Verifica che viene eseguita solo se specificata all’ordine dal
committente o se richiesta dal tecnico come controllo della Numero delle immersioni di un minuto
produzione. Essa si applica a fili di diametro ≥ 1mm se la Diametro d del (1)
zincatura è di classe A e di diametro ≥ 0,6 mm se la zinca- filo zincato (mm)
tura è di classe B. Classe A Classe B

La prova deve essere eseguita su campioni ricavati dopo 0,6 ≤ d < 1,0 - 0,5
zincatura, su almeno il 5% del numero di fili presi a caso da 1,0 ≤ d < 1,5 1,5 1,0
diversi trefoli, con un minimo di 6 fili ed un massimo di 10
fili per ogni diametro. 1,5 ≤ d < 1,9 2,0 1,0

Salvo diversamente specificato, la prova è eseguita con il 1,9 ≤ d < 2,5 2,0 1,5
metodo di immersione in soluzione acquosa di solfato di
2,5 ≤ d < 3,2 2,5 1,5
rame cristallino puro (almeno 360 g di sale Cu SO4 · 5 H2O
per litro di acqua distillata); la prova va eseguita ad una 3,2 ≤ d < 3,7 3,0 2,0
temperatura di 20 °C ± 2 °C. (1) 1,5 immersioni significa una immersione della durata
Il campione deve essere immerso per un tratto non inferiore di 1 minuto seguita da un’altra della durata di 30
a 80 mm e deve essere mantenuto in posizione verticale. secondi (lo stesso criterio vale per gli altri numeri non
interi).
La Tab 20 indica il numero minimo di immersioni della
durata di un minuto, a seconda del diametro del filo e della
classe di zincatura. Dopo ogni immersione il campione 5 Cavi in fibra
deve essere sciacquato in acqua corrente in modo tale da
asportare ogni deposito di rame non aderente. 5.1 Campo di applicazione
Il risultato della prova è considerato soddisfacente se non si 5.1.1 Generalità
notano, al di fuori di 25 mm dall’estremità immersa, depo- Le prescrizioni del presente articolo si applicano ai cavi in
siti aderenti di rame che denotino un affioramento locale fibra naturale o sintetica destinati a ormeggio, tonneggio,
della superficie di acciaio. rimorchio, manovre del carico e simili applicazioni.

5.1.2 Produzioni continue


4.5 Marcatura e certificazione
Per le produzioni aventi carattere continuo, può essere
4.5.1 A buon esito degli accertamenti e prove dovuti, i sin- adottata una apposita procedura di collaudo presso fabbri-
goli cavi, nelle lunghezze e confezioni di fornitura specifi- canti che ne siano stati ammessi dalla Società, su loro
cate, devono essere piombati. I piombi devono essere richiesta.
stampigliati con il timbro della Società accompagnati dalle
5.2 Procedimento di fabbricazione
indicazioni di identificazione con i rispettivi certificati.
5.2.1 Generalità
4.5.2 Le certificazioni devono riportare gli elementi indivi- I cavi in fibra devono essere fabbricati in conformità a
duativi delle caratteristiche del cavo, i risultati delle prove e norme nazionali ed internazionali riconosciute dalla
le marcature di cui al precedente paragrafo [4.5.1]. Società (vedasi [5.3]).
Per le forniture di fabbricanti ammessi a procedure di col- Il tipo e le dimensioni dei cavi devono essere conformi ai
laudo particolari possono essere convenute apposite moda- requisiti specificati per le singole applicazioni nelle parti
lità di marcatura e di certificazione. applicabili dei Regolamenti o sui disegni approvati relativi
alle particolari sistemazioni.

Regolamenti RINA 2008 159


Parte D, Cap 4, Sez 1

5.2.2 Materiali (1/7/2007) • cavi di polipropilene (monofilamento o a lamelle tessili)


I cavi devono essere fabbricati con fibra naturale o sintetica; piani a tre legnoli od intrecciati a otto legnoli (ISO
la fibra naturale deve essere di tipo e consistenza adeguati, 1346).
esente da difetti o imperfezioni dannose. Le fibre sintetiche
devono essere di tipo e qualità che siano state riconosciute 5.4 Campionature e prove
appropriate per le specifiche applicazioni cui i cavi sono
5.4.1 Campionatura
destinati.
Le prove di collaudo devono essere eseguite su ogni lun-
5.2.3 Impianti e procedimento di fabbricazione ghezza di cavo definita sia come lunghezza singola o come
Impianti e procedimenti di fabbricazione devono essere tali lunghezze multiple fabbricate in continuità.
da assicurare una produzione della dovuta qualità.
Nel caso che la lunghezza sia maggiore di 2000 m, le prove
Il procedimento di fabbricazione deve essere riconosciuto di collaudo sono eseguite ogni 2000 m.
adeguato dalla Società.
Quando il materiale di partenza usato ha la stessa origine e
Non devono essere aggiunte materie estranee né praticati caratteristiche, le prove di accettazione richieste su ogni
trattamenti che diano luogo ad aumento del peso del cavo; lunghezza di cavo possono essere eseguite per ogni forma-
le aggiunte di lubrificanti devono essere contenute nei limiti zione e diametro di cavo.
strettamente necessari.
Le procedure di prelievo delle campionature e della loro
I trattamenti intesi a prevenire processi di decadimento o di identificazione devono essere appropriate a giudizio del
assorbimento di umidità non devono pregiudicare la qualità tecnico.
della fibra né la resistenza del cavo.
Per il collaudo devono essere eseguite le prove e verifiche
Per le prove e verifiche richieste devono essere impiegati di cui in [5.4.2], [5.4.3], [5.4.4] o [5.4.5].
macchinari, attrezzature e procedure appropriati, ricono-
sciuti dalla Società; le macchine di prova devono essere 5.4.2 Esame visivo - Verifica del diametro e della
tarate. formazione
In particolare il dinamometro deve essere di tipo a velocità La verifica del diametro del filo viene effettuata durante la
costante di spostamento dell’elemento mobile (vedasi prova di trazione a rottura. Il rilievo del diametro (inteso
[5.4.4]). Altri tipi di dinamometro possono essere presi in come diametro della circonferenza circoscritta) deve essere
considerazione dalla Società nei singoli casi. effettuato sul campione sistemato sulla macchina di prova e
messo sotto carico nella misura indicata nella Tab 21.
5.2.4 Qualità dei cavi - Tolleranze dimensionali
L’esame visivo e le verifiche della formazione ed avvolgi-
I cavi devono essere esenti da difetti, di materiale o di fab-
mento sono eseguite dal fabbricante; controlli saltuari sono
bricazione, pregiudizievoli. Per quanto riguarda lunghezza,
eseguiti dal tecnico nella misura ritenuta necessaria.
tolleranze, marcatura e imballaggio, valgono le prescrizioni
al riguardo della norma applicata come pure quelle specifi- I risultati devono soddisfare la norma applicata.
cate all’ordine dal committente.
5.4.3 Verifica della massa lineare
5.3 Tipi di cavi La massa lineare m è data dalla formula:

5.3.1 Nelle presenti norme sono considerati cavi a 3 o a 4


legnoli (cavi piani) o a 8 legnoli (cavi intrecciati); l’accetta- m
m = ------0-
zione di formazioni diverse può essere presa in considera- L
zione a criterio della Società. dove:
I cavi di ormeggio devono avere diametro non inferiore a
m0 : massa, in g, del campione in prova,
20 mm.
L : lunghezza, in m, del campione in prova, sotto il
I cavi possono essere fabbricati in canapa, manila, sisal o in
carico di cui alla Tab 21, calcolato con la rela-
fibre sintetiche (vedi [5.2.2]).
zione:
I seguenti tipi e qualità di cavi, conformi a norme ricono-
Dp L0
sciute, sono in particolare accettabili: L = -----------
-
D0
• cavi piani di canapa a tre legnoli, qualità SP e 1 UNITEX
CD200, dove:
• cavi piani di manila e sisal a tre o quattro legnoli (ISO D0 : distanza iniziale (pari ad almeno 0,5 m) tra le
1181), marche di riferimento, simmetriche rispetto alla
• cavi intrecciati di manila e sisal a otto legnoli (ISO metà del campione, steso a mano su una superi-
1970), cie piana,
• cavi piani di fili (multifilamenti) poliammidici a tre Dp : distanza tra le marche di riferimento al carico
legnoli (ISO 1140), specifico di cui alla Tab 21,
• cavi piani di fili (multifilamenti) di poliestere a tre L0 : lunghezza totale iniziale del campione (disteso
legnoli (ISO 1141), a mano su di una superficie piana).

160 Regolamenti RINA 2008


Parte D, Cap 4, Sez 1

Tabella 21 : Carico da applicare per la misura della massa lineare e del diametro

Diametro Carico (daN) Tolleranza: ± 5% Diametro Carico (daN) Tolleranza: ± 5%


nominale nominale
(mm) Cavi a fibra naturale Cavi a fibra sintetica (mm) Cavi a fibra naturale Cavi a fibra sintetica

4 2,9 2,0 28 118 93

5 3,9 2,9 30 137 108

6 5,9 3,9 32 157 118

7 7,8 5,9 36 196 147

8 11 7,8 40 235 176

9 13 9,8 44 285 210

10 14 13 48 330 240

11 - 15 52 390 290

12 20 18 56 440 330

13 - 21 60 500 380

14 29 24 64 570 420

16 39 29 68 630 -

18 49 39 72 700 530

20 69 49 76 750 -

22 78 59 80 820 650

24 88 69 88 980 770

26 108 83 96 1080 910

5.4.4 Prova di rottura su spezzone di cavo Df può essere determinato interrompendo, per il più breve
Il carico di rottura viene determinato portando a rottura il tempo possibile, il trazionamento del campione quando il
campione, costituito da uno spezzone di cavo di sufficiente carico ha raggiunto il 75% del carico di rottura minimo pre-
lunghezza; in generale, la lunghezza utile del campione scritto.
deve essere non meno di 1800 o 900 mm, rispettivamente In alternativa, l’allungamento A può essere determinato su
per cavi a fibra vegetale e cavi a fibra sintetica. saggio a parte, seguendo la procedura di cui all’Annesso B
Dopo eseguiti l’esame visivo e le verifiche dimensionali di della Norma ISO 2307.
cui in [5.4.2], detto spezzone di cavo deve essere sottopo- Ove la rottura abbia luogo, ad un carico inferiore al pre-
sto a carico crescente con uniformità fino a rottura. scritto, in corrispondenza o in stretta prossimità degli affer-
raggi della macchina a causa di possibili danneggiamenti
A secondo del tipo di fibra costituente il cavo, la velocità di
locali del campione, la prova, a giudizio del tecnico può
applicazione del carico di prova deve essere da 120 a 180
essere considerata non valida.
mm/min o da 50 a 100 mm/min, rispettivamente per i cavi
di fibra vegetale e per quelli a fibra sintetica. Procedure e campioni di prova alternativi conformi a norme
riconosciute possono essere presi in considerazione dalla
Per i cavi in fibra sintetica destinati all’impiego come cavi di Società.
ormeggio, deve essere verificato il valore dell’allungamento
A, espresso in percento, con la seguente relazione: Il carico di rottura deve risultare non inferiore a quello sta-
bilito dalle norme elencate in [5.3.1]. Estratti di tali norma-
D f – Di tive sono riportati nelle Tabelle da Tab 23 a Tab 28.
A = ----------------
-
Di
Sul valore dell’allungamento A non sono posti requisiti
dove: minimi; tuttavia tale valore viene rilevato per la determina-
zione di equivalenza tra cavi a fibra naturale e cavi a fibra
Df : distanza tra le tratte, sul campione di prova, ad
sintetica, a mezzo della formula data nella Parte B, Cap 10,
un carico pari al 75% del carico di rottura
Sez 4, [3.5.6] dei Regolamenti. Esso serve pertanto, in parti-
minimo prescritto,
colare, per definire il carico di rottura minimo dei cavi di
Di : distanza tra le tratte, al carico iniziale prescritto ormeggio in fibra sintetica, in base al Modulo di Arma-
per le verifiche di massa, dime