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BIOTECNOLOGIE

Le biotecnologie sono tecnologie che utilizzano organismi viventi come batteri, lieviti, cellule
vegetali e animali o parti di essi per sviluppare prodotti e processi. Oggi le moderne
biotecnologie, affinate ed evolute, rappresentano lo strumento per il raggiungimento di
traguardi fino a qualche anno fa totalmente inimmaginabili: permettono di dare cure risolutive
a malattie che erano prive di trattamenti efficaci, di offrire terapie personalizzate e diagnosi
tempestive, di migliorare le varietà vegetali, preservando la biodiversità. Ma anche di
lavorare allo sviluppo di un sistema produttivo basato su fonti primarie alternative al petrolio,
di avere prodotti eco-compatibili e processi con minore o nessun impatto ambientale, solo
per citare una minima parte degli innumerevoli ambiti di applicazione di queste straordinarie
tecnologie.

La clonazione è una tecnica dell'ingegneria genetica che serve a riprodurre milioni di copie
identiche di un frammento del Dna (oppure di un corredo genetico completo), partendo
anche solo da una singola cellula. Un clone però, più in generale, è un individuo
geneticamente uguale a un altro.
IN NATURA. La clonazione è abbastanza frequente in natura, in particolare negli organismi
unicellulari che si riproducono per semplice divisione, senza rimescolamento di materiale
genetico con altri individui, oppure nelle piante: un frammento di foglia o di radice si stacca
dalla pianta madre mette radici e forma un individuo indipendente. Dal punto di vista
evolutivo viene adottata da organismi che devono formare grandi popolazioni in ambienti
difficili.
L'ESERCITO DEI CLONI. I cloni creati dall'uomo sono diventati importanti perché
garantiscono un prodotto dalle caratteristiche uniformi, sempre ripetibili. Per questo il
processo di clonazione è diventato importante nel settore agricolo, e in particolare è diffuso
nel settore della pioppicoltura. Per quanto riguarda le piante, è sufficiente moltiplicare un
frammento vegetale, come una radice, una folgia o un gruppo di cellule. Nel caso degli
animali, la clonazione viene effttuata a partire dal suo corredo genetico. Da una qualsiasi
cellula di un organismo si estrae il nucleo contenente il Dna.
Si svuota poi un ovulo (proveniente da un altro organismo) del suo nucleo e si inserisce al
suo posto l'altro nucleo. L'ovulo si svilupperà normalmente e darà vita a un individuo
geneticamente identico al "proprietario" della cellula. Nel processo viene eliminata la
ricombinazione del Dna, che si ha con l'unione delle cellule germinali maschile e femminile e
che porta a un essere geneticamente nuovo.

Il DNA ricombinante è un frammento di DNA ottenuto in laboratorio dall'unione di almeno


due componenti; è una porzione di DNA ottenuta con metodi di ricombinazione genica.

In questo modo vengono combinati materiali genetici provenienti da differenti organismi,


sfruttando il fatto che le molecole di DNA in tutti gli organismi hanno la stessa struttura
chimica, variando soltanto la sequenza nucleotidica.

Creazione del DNA ricombinante

Il DNA ricombinante viene ottenuto attraverso la tecnica del clonaggio; tale tecnica consiste
nell'inserire un frammento di DNA in un vettore (formando il DNA ricombinante) e introdurre
questo prodotto in una cellula ospite.
Tra i vettori utilizzati per la tecnica del DNA ricombinante:
plasmidi;
virus;
cosmidi;
cromosomi artificiali.
Per inserire il DNA nel vettore si utilizzano le endonucleasi di restrizione; queste sono degli
enzimi prodotti naturalmente dai batteri in grado di riconoscere delle sequenze di DNA e
tagliare le molecole di acido nucleico specificamente.

Quindi, nella fase di ligazione, i frammenti di DNA appaiati vengono saldati tra loro per
mezzo dell'enzima DNA ligasi, che catalizza la formazione di legami fosfodiesterici tra le
estremità 3' e 5' delle due molecole.

Applicazioni del DNA ricombinante

La tecnica del DNA ricombinante ha reso possibile il clonaggio dei geni, utile per le seguenti
applicazioni:

studio dell'espressione genica e della sua regolazione;


identificazione del prodotto di un gene;
sovraespressione di un gene;
produzione di una proteina;
studio delle proteine;
identificazione dei componenti cellulari che interagiscono con particolari molecole proteiche
e di DNA.

BIOETICA

La bioetica viene generalmente definita come la scienza che, mediante un approccio


interdisciplinare, studia gli aspetti morali legati ai fenomeni riguardanti la vita, in particolare in
campo medico e nella ricerca scientifico-tecnologica. Negli ultimi anni la bioetica è sempre
più al centro del dibattito pubblico anche a seguito dello sviluppo sempre più rapido di
tecnologie che influenzano le scienze umane. I casi più recenti risalgono proprio agli ultimi
mesi. Il 25 novembre 2018, infatti, lo scienziato cinese He Jiankui ha annunciato la nascita,
avvenuta all’inizio del mese, di due bambine: la loro particolarità?
Essere geneticamente modificate. È il primo risultato di un esperimento condotto dal
ricercatore e dal suo team della Southern University of Science and Technology di
Shenzhen basato sull’utilizzo di CRISPR/Cas9 con lo scopo di rendere i soggetti immuni a
particolari malattie. Più precisamente è stato inattivato il gene Ccr5, che codifica per una
proteina considerata la “porta d’ingresso” per l’Hiv, rendendo di fatto gli embrioni resistenti al
virus.
Zhong Zhong, uno dei macachi clonati Credit: Qiang Sun and Mu-ming Poo, CAS
Esattamente due mesi dopo, sempre dalla Cina sono arrivate le prime notizie sulle cinque
scimmie nate a seguito di clonazione. Per la prima volta è stata usata la stessa tecnica
utilizzata per la pecora Dolly ma stavolta su primati. Il genoma prima della clonazione é stato
modificato con la stessa tecnica delle due gemelline, stavolta per studiare le reazioni degli
organismi alle variazioni dei ritmi circadiani. Le scimmiette sono state rese insonni a seguito
dell’attivazione del gene Bmal1.
I due esperimenti hanno sollevato numerose polemiche, e sono stati fatti addirittura paragoni
con l’eugenetica della Germania nazista per la creazione della famigerata “razza ariana”. Ma
tra gli anni ’40 e il 2019 ne è passato di tempo

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