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Una Donna e i suoi due figli

di Sergio Fucchi

Donna emblematica e controversa, a Sibilla Aleramo, proiettata sempre in avanti ed in questo veramente antesignana, sono stati attribuiti i ruoli pi disparati, ma solo molti anni dopo la sua vita stata letta come quella una semplice donna che ha fatto scelte forti e drammatiche, apparentemente contraddittorie e decisamente contro corrente per la morale del tempo in cui visse, pagandole sempre e tutte in prima persona. Ancora oggi a Civitanova Marche qualcuno ricorda Rina Faccio alla stregua di una donna di malaffare, in ragione delloblio a cui stata condannata dal giudizio inesorabile della famiglia del marito che, in questo modo, cerc una rivalsa per essere stato ferito nellonore. E non perch tenesse in qualche modo alla moglie, piuttosto perch, per un uomo del tempo lessere stato abbandonato da una moglie, da sempre a lui sottomessa dalla legge e dalla morale, costituiva un affronto difficilmente sanabile. La memoria popolare della nostra cittaduzza, sempre ossequiante nei confronti delle famiglie pi in vista, non ha avuto alcuna difficolt ad adeguarsi per oltre un secolo, perch la consegna era come ebbe a dirmi il vecchio Nini Pierangeli nel 1976 di considerare come morta la sciagurata prima moglie del povero zio Ulderico 1. La sua spasmodica ricerca di nuovi rapporti umani e sentimentali si manifestava in unansia che, per un motivo o per un altro, non fu mai paga. In quella ridda di uomini che ebbe, lei cerc luomo che lavrebbe completata, completandosi a sua volta. Solo Carlo Sforza2, una dei pochi uomini che le rese giustizia, le dir: rimasta sola perch nessuno s sentito mai la forza di arrivare sino in fondo alla sua anima e di sostenerla intera, quella sua anima cos ricca e cos veggente 3. Il brutale e drammatico passaggio dalla giovinezza alla maturit, avvenuto con la violenza subita allet di sedici anni, determin linizio del suo percorso di donna e di madre. Perse il figlio concepito in seguito allo stupro subto, ma nel 1895, dopo due anni dal matrimonio, nacque Walter. Io stringevo fra le braccia la mia creatura, viva, viva, viva! Era il mio sangue in essa, e il mio spirito: ella era tutta me stessa, di gi, e pur mi esigeva tutta, ancora e per sempre: le donavo una seconda volta la vita colla promessa, collofferta della mia, in quel lungo bacio lieve, come suggello ideale 4. Forte di un carattere ereditato dal padre, uomo autorevole, sprezzante ed insofferente nei confronti della popolazione di Portocivitanova5, Rina si rese subito conto che la sua vita accanto ad un uomo impostole dalla morale e dalla legge, piuttosto che da un naturale sentimento, lavrebbe condannata ad un destino eguale, in tutto e per tutto, a quello di tante donne che avevano accettato la condizione di madre e moglie, sempre sottomesse ai voleri e ai capricci del marito6. Quando Rina si vide Sibilla e come Sibilla Aleramo cominci la sua nuova vita, non sapeva ancora quale fosse, in realt, il prezzo che avrebbe dovuto pagare. Lo sapeva razionalmente, conosceva la legge del tempo, ma nonostante questa le fosse avversa, fece ogni sforzo perch le venisse affidato il figlio che non avrebbe voluto mai sacrificare sullaltare della sua conquistata libert.
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Ricciotti Fucchi in Civitanova. Immagini e Storie n. 1, pag. 76. Il Conte Carlo Sforza pu essere definito a ragione il fautore della politica europeista ed internazionale italiana del primo dopoguerra. Ministro degli Esteri tra il 1947 ed il 1952 per i governi De Gasperi, fu protagonista di importanti ratifiche di accordi e trattati internazionali, nonch di svolte epocali per la nostra, allora appena nata, Repubblica. Mazziniano e Repubblicano di formazione, nonch successivamente deciso antifascista, Sforza risult presto essere l'anima della politica atlantica, occidentale ed europeista di De Gasperi. 3 Diario di una donna, pag. 58. 4 Una donna, pag. 47. 5 Cfr. Pierluigi Cavalieri in Civitanova. Immagini e Storie n. 1, pag. 45. 6 Cfr. La donna e il femminismo, pagg. 72-74.

Perch nella maternit adoriamo il sacrificio? Donde scesa a noi questa inumana idea dellimmolazione materna? Di madre in figlia, da secoli, si tramanda il servaggio. una mostruosa catena. Tutte abbiamo, a un certo punto, della vita, la coscienza di quel che fece pel nostro bene chi ci gener; e con la coscienza il rimorso di non aver compensato adeguatamente lolocausto della persona diletta. Allora riversiamo sui nostri figli quanto non demmo alle madri, rinnegando noi stesse e offrendo un nuovo esempio di mortificazione e annientamento 7. Fu una ferita che rimase sempre aperta in lei e che la condizion, pi o meno consapevolmente, fino alla fine della sua vita.

Ho avuto il piacere di incontrare nella sua casa milanese Alba Morino, figura storica della Casa Editrice Feltrinelli, che per molti anni si occupata dell'Aleramo. Con lei ho affabilmente conversato del tormentato rapporto di Sibilla con il figlio Walter e con il suo giovane amante fermano, Franco Matacotta. Alba Morino comincia con una considerazione sullamore materno. A. M. Cos lamore materno? Intanto cos lamore. Lo dice l'Aleramo stessa, essere necessari a qualcuno e, naturalmente, l'altro devessere necessario a noi, una reciprocit che spesso non si realizza. Inoltre, secondo me, l'amore, nelle sue costanti, uno solo: sono le variabili a fare la differenza fra l'amore per il padre, quello per la madre, per la figlia, il figlio, ecc. Ma gli edipi sono in agguato! In poche famiglie si coniuga contemporaneamente fra i vari componenti l'affetto con l'autonomia. Inoltre ci sono varie ipocrisie da smantellare, come, per esempio, la sacralit della maternit. Ci sono madri feroci che praticano l'abbandono e madri castranti che praticano il possesso. Oggi, inoltre, per una serie di concause8, le dinamiche familiari si sono ulteriormente complicate: i genitori spesso rinunciano al loro ruolo per diventare erroneamente e pi comodamente amici dei figli (dicono sempre di si perch pi facile che dire di no) e spesso fra adulti e ragazzi c' una inversione dei ruoli ed un eccessivo ricatto affettivo da parte di questi verso i propri genitori che, spesso, vivono complessi di colpa per il poco tempo che dedicano al loro ruolo e per le continue reciproche infedelt.

S. F. Nel rapporto familiare occorre, quindi, recuperare le gerarchie originarie. A. M. Bisogna che gli adulti riacquistino non la vecchia autorit, ma una nuova consapevole autorevolezza nel loro quotidiano rapporto con i giovani. Ma veniamo alla Aleramo. Lei ha avuto il figlio Walter dal matrimonio, lo ha amato sin dalla nascita e ha cercato di portarlo con s quando abbandon definitivamente Portocivitanova, ma la legge non glielo ha consentito ed ogni suo sforzo in tal senso ampiamente documentato. In seguito se ne staccata e non lo ha rivisto se non dopo molti anni, come un estraneo, anzi forse con un fastidio in pi rispetto ad un estraneo.

S. F. Quello che dice dipinge lAleramo come una donna che spesso ha avuto amanti pi giovani che compensassero e ricomprendessero quellamore verso il figlio che le era stato negato.

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Una donna, pag. 145. Velocit della vita, consumismo, lavoro di entrambi i genitori e, da parte dei ragazzi, lidentificazione in un branco e nelle sue leggi, il pericolo della droga e dellalcol.

A. M. Certamente ed anche in questo lei stata unantesignana, perch quello che allora era considerata una relazione scandalosa adesso diventata quasi norma. A sessant'anni, come noto, l'Aleramo ha iniziato un nuovo amore, durato circa dieci anni, con il ventenne poeta Franco Matacotta che, seppur dotato, attraverso la scrittrice ha acquistato fama e prestigio. Matacotta, che aveva avuto un rapporto difficilissimo con la madre biologica, e l'Aleramo, che come Lei ben dice ha cercato una compensazione di quell'amore verso il proprio figlio che le era stato negato, hanno praticato una vera e propria relazione incestuosa. Con il tempo Matacotta, infatti, sarebbe arrivato a chiamarla madre. A quei tempi questa grande differenza di et fra una donna e un uomo molto pi giovane, avendo invertito il rapporto ormai acquisito tra un uomo e una donna pi giovane (che oggi vissuto con maggior disinvoltura) aveva suscitato un grande scandalo. Nel mio saggio Lanalista di carta analizzo questo situazione in uno dei meccanismi di combattimento: LAleramo, affermando imperiosamente la propria maternit spirituale, invischier il Matacotta nella rete di un affetto che ricorder al ragazzo quello della madre, al quale si sottratto allontanandosi da Fermo: Come un mistero sacro questo fanciullo non generato dalle mie viscere mi ha fatto madre del suo spirito. Io che il figlio da me partorito non potei allevare se non da bambino, mi sono trovata nel mio tramonto di fronte a questa seconda e pi profonda missione 9. S. F. Non solo allora era una situazione scandalosa, ma anche oggi una tale differenza di et tra una donna ed un uomo non passerebbe inosservata. A. M. Oggi normale che un uomo di una certa et si prenda si accompagni con una ragazza di ventanni pi giovane, dando per scontato il rapporto edipico, non normale linverso, cio che una donna avanti negli anni si relazioni con un ragazzo. Ma spesso, in questo travisamento di ruoli presente ormai da parte delle donne una sorta di cinismo: intanto vivo questa storia e poi vada a finire come vada a finire. Tale comportamento pu sorprendere in una donna che molti anni prima aveva scritto: quando il figlio sapr che la madre non ha rinunciato per lui alla sua parte di sole, di amore, di lavoro e di lotta, che ha rispettato in s stessa i diritti umani, sar a sua volta essere intrepido nella conquista del bene e a sua volta non troncher la sua esistenza miseramente per unastratta quanto falsa concezione del dovere dei genitori verso i generati 10. Ma, come sappiamo, laver consapevolezza di qualcosa non comporta necessariamente il praticarla; inoltre nel corso di una vita, quando scattano meccanismi di necessit e con l' incalzare della vecchiaia, anche se non si cambia, si muta. Ci sono donne che non hanno voluto crearsi unalternativa allamore materno e passano il loro tempo a tormentare ed angosciare i propri figli anche quando sono adulti ed indipendenti. In proposito, lAleramo scrive: Se una buona volta la fatale catena si spezzasse, e una madre non sopprimesse in s la donna, e un figlio apprendesse la vita di lei un esempio di dignit 11. Quando una donna sviluppa altri interessi i suoi figli tendono a rispettarla maggiormente perch non si sentono oppressi dalle continue pretese dimostrazioni di amore.

S. F. Sembra strano che lAleramo, pur conoscendo benissimo la mentalit del tempo, sia stata cos sicura che il figlio, una volta raggiunta la maturit, avrebbe compreso appieno la sua scelta di vita, arrivandone a condividere anche le motivazioni ideali. A. M. Bisogna considerare che lei era avanti nel tempo, mentre suo figlio, evidentemente, no. Tra di loro si era creata unestraneit: lei lo aveva lasciato piccolissimo e non lha pi rivisto se non da adulto. Io non credo che il figlio solo di chi lo fa crescere e ma anche di chi lo fa nascere. Con il loro patrimonio genetico i bambini si portano dentro tutte le peculiarit dei genitori naturali e queste

Lanalista di carta, pag. 54. Dal Nucleo generatore di Una donna in La donna e il femminismo, pag. 184. 11 Una donna, pag. 145.
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caratteristiche, prima o poi insieme alleducazione ricevuta o allambiente in cui sono cresciuti, si manifestano inequivocabilmente. Nel suo romanzo Una donna, Sibilla scrive: il primo grande dolore che avevo provato mi era venuto da mio padre, dalla scoperta della debolezza di un uomo che mi era parso un dio e che io avevo bisogno di ammirare, innanzi di amare 12. E nei Diari: Ho bisogno desser necessaria ad unaltra creatura viva, per vivere. [] Ecco, lamore questo: lattaccamento a una persona alla quale ci si crede necessari 13. Lamore, non il possesso. Il possesso, nelle relazioni interpersonali funesto: bisogna sempre vivere in autonomia, anche quando si ama. Sibilla fece leggere il suo diario al suo giovane amante che tolse tutte le parti che riguardavano il loro rapporto. Quando curai i Diari, mi dissi: mi occupo della parte che non riguarda lamore, perch quella lei lha gi pubblicata e realizzai Diario di una donna. Quando poi lessi i manoscritti relativi agli anni dellamore con Matacotta, rimasi stupefatta perch mi resi conto che erano completamente diversi da quelli gi pubblicati, tanto erano stati castrati dal giovane poeta.

S. F. Perch Sibilla, sempre molto attenta alla sua libert di pensiero e di espressione, decise di affidare la revisione dellopera, che sarebbe stata la pi importante della sua vita, al suo giovane amante? A. M. Cosa non fanno i figli e a cosa non costringono le madri? Ormai il loro rapporto era diventato quello di una madre con un figlio. Inoltre lui viveva momenti di tenebre, dovuti a depressioni terribili, unarma di ricatto mostruosa nei confronti di lei. S. F. Con Matacotta, quindi, lei aveva ricreato quel rapporto genitoriale che le era stato negato in seguito allabbandono del marito. A. M. Certamente e lo scrive anche: Senza amore, sono vedova del mio amore. Soffro non perch non sono pi amata da nessuno, ma perch non amo pi nessuno. In tutto il mondo non pi un uomo che io ami. Atroce miseria, atroce, definitivo squallore 14. In tutti noi ci sono delle strane dinamiche. A volte abbiamo intuizioni che riusciamo a concretizzare in parole, ma poi, per acquisirne la piena consapevolezza, occorre a volte molto, ma molto tempo.

Non possiamo sapere se la tragedia umana che segn indelebilmente la vita di Sibilla Aleramo possa ricondursi essenzialmente al fatto di aver avuto un figlio anzich una figlia, anche se il travaglio che dovette attraversare prima di arrivare a sacrificare la propria maternit lascia intravedere una possibile risposta: E una lettera mi ferm il respiro. [] La mamma annunziava a suo padre il suo arrivo per il d dopo; diceva di aver gi pronto il baule colle poche cose sue, di essere gi stata nella camera dei figliuoli a baciarli per lultima volta Debbo partire qui impazzisco lui non mi ama pi Ed io soffro tanto che non so pi voler bene ai bambini debbo andarmene, andarmene Poveri figli miei, forse meglio per loro! [] Per noi sopra tutto era rimasta: per dovere, per il timore di sentirsi dire un giorno: Ci hai abbandonati! ... [] Avessi potuto sorprenderla in quella notte, sentire dalla sua bocca, la domanda: Che devo fare, figlia mia? e rispondere anche a nome dei fratelli: Va, mamma, va! S, questo le avrei risposto; le avrei detto: Ubbidisci al comando della tua coscienza, rispetta sopra tutto la tua dignit, madre: sii forte, resisti lontana, nella vita, lavo12 13

Una donna, pag. 61. Un amore insolito, pag. 291 14 Diario di una donna, pag. 87.

rando, lottando, Consrvati da lontano a noi; sapremo valutare il tuo strazio doggi: risparmiaci lo spettacolo della tua lenta disfatta qui, di questa agonia che senti inevitabile!. Ahim! Eravamo noi, suoi figli, noi inconsci che lavevamo lasciata impazzire. Sella fosse andata via, se nostro padre non ci avesse permesso di raggiungerla, ebbene, noi lavremmo nondimeno saputa viva, e dopo dieci, ventanni, ancora avremmo potuto ricevere da lei i benefizi del suo spirito libero e temprato 15. Non a caso il primo riavvicinamento del figlio, dopo trentanni di assoluto silenzio ed indifferenza, avvenne per linteressamento di una donna, Elide, la moglie del dottor Walter Pierangeli16.

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Una donna, pag. 144. Sibilla Aleramo e il suo tempo, pag. 254.

Alba Morino, per lunghi anni a capo dellufficio stampa della casa editrice Feltrinelli, ha curato
la pubblicazione dei Diari di Sibilla Aleramo: 1978, Diario di una donna; 1979, Un amore insolito e scritto la biografia della scrittrice: 1981, Sibilla Aleramo e il suo tempo, tutti editi da Feltrinelli. Ha curato la mostra Sibilla Aleramo per pensieri immagini (Spoleto, 2001; Alessandria, citt dove la scrittrice nata, 2003 e Roma, 2009). Nel 2003 ha pubblicato Lanalista di carta. Sibilla Aleramo, una esperienza un metodo, dove racconta il suo percorso nella vita e nellopera della scrittrice. Nel 1994 ha realizzato e diretto la rivista semestrale EnneErre le nostre ragioni che vanta tra i suoi collaboratori Cesare Segre, Morando Morandini, Roberto Roversi, Michele Ranchetti, Maria Corti, Ottiero Morandini, Giancarlo Majorino e molti giovani. Dal 1992 cura la collana di piccoli libri Meno di un libro pi di un pensiero, la sua vesistenza allomologazione delleditoria ufficiale.

BIBLIOGRAFIA
Sibilla Aleramo, La donna e il femminismo, scritti 1897-1910, a cura di Bruna Conti, Editori Riuniti, Roma 1978. Sibilla Aleramo, Un amore insolito, diario 1940-1944, a cura di Alba Morino, Feltrinelli, Milano 1978. Sibilla Aleramo, Diario di una donna, inediti 1945-1960, a cura di Alba Morino, Feltrinelli, Milano 1979. Bruna Conti e Alba Morino (a cura di), Sibilla Aleramo e il suo tempo. Vita raccontata e illustrata, Feltrinelli, Milano 1981. Ricciotti Fucchi, Gli anni civitanovesi di uninsigne poetessa e scrittrice, in Civitanova. Immagini e Storie n.1, Civitanova Marche 1987. Pierluigi Cavalieri, Le origini dellindustria a Civitanova Marche. La fabbrica di bottiglie (1889-1928), in Civitanova. Immagini e Storie n.1, Civitanova Marche 1987. Alba Morino, Lanalista di carta. Sibilla Aleramo, unesperienza, un metodo, Editrice La Mandragora, Imola 2003. Sibilla Aleramo, Una donna, Universale Economica, Feltrinelli, Milano 2009.