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ELABORATO di SALANITRI GRAZIELLA classe III B CONCORSO di NARRATIVA XIV EDIZIONE Ama chi sei e nessuno sar mai

come te DANZA CHE PASSIONE Rovistando nella soffitta in cerca di una vecchia bambola di pezza che aveva cucito nonna Pina, Erica guard in due enormi scatoloni su cui aveva scritto a caratteri cubitali RICORDI. Ripresasi dall emozione decise di aprire il primo, sollevato il coperchio, vide un tut rosa, le vennero le lacrime agli occhi: era il suo tut preferito, quello che le aveva regalato pap per il suo settimo compleanno. Nella sua mente, come in un film, scorrevano le immagini della sua infanzia, quando sul palco della parrocchia si consumava il saggio preparato scrupolosamente dalla maestra di danza. Erica, 31 anni, una ballerina dallet di 6 anni, danzare il suo pi grande sogno, ha partecipato a molti concorsi, e in alcune gare si classificata al 1 posto. Per Erica salire sul palco, vedersi osservata da tutta quella gente un sogno. Non tutti apprezzano la sua danza, per via dei piedi piatti, ma ad Erica non interessa perch sa ballare con tutta se stessa. Danzare era disconnettersi dal mondo per entrare nel suo, quello che dopo anni di sacrificio si era conquistato. Questo suo mondo era fatto di: felicit, danza, tanta danza, musica e fantasia. Ricorda il 3 ottobre, quando lei, accompagnata dalla sua mamma, era andata nella scuola di danza e si era iscritta. Aveva subito suscitato simpatia all insegnante di danza e stretto amicizia con delle ragazzine anche se erano tutte pi grande di lei, era lunica bimba di 6 anni, linsegnante di danza, Maria, la inser nel gruppo delle undicenni, perch si accorse subito della sua grande volont e voglia di imparare passi, coreografie Era una bambina che non studiava molto perch voleva sempre e solo ballare. Un giorno, come lei ancora ricorda molto bene, doveva scrivere dei pensierini

sulla primavera, sua mamma la costrinse a sedersi alla scrivania e ad aprire il quaderno, cominci a piangere cos forte che ben presto il quaderno divenne un lago di lacrime e le pagine bagnate si laceravano non appena vi posava la penna, cos trov la scusa che i compiti non poteva proprio farli. Un altra volta non aveva studiato e sua madre le diede una dura punizione: per una settimana non lavrebbe mandata a danza. A scuola era una bimba calma, non dava fastidio e le maestre erano molto generose nei suoi confronti, capivano la sua grande passione, cosicch erano le sue insegnanti che durante le gare le davano gran conforto, e la incoraggiavano. Quando ebbe compiuto sette anni suo padre le aveva fatto trovare sul letto, appena tornata da scuola, un enorme scatolone con dentro: un tut rosa, e delle nuove mezze punte, vita! Erica apr il secondo scatolone. Cerano proprio tutti: i vestiti indossati in ogni saggio, in ogni manifestazione, ed erano di vari colori : blu, rosso, fucsia, arancione Gir e rigir pi volte, con gli occhi velati dalle lacrime, ogni singolo abito di scena, accarezz la stoffa leggera e vigorosa , spesso erano stati cuciti dalla nonna Pina con tulle, organze o seta trasparente. Ricordava ogni esibizione, si vedeva volteggiare leggera sulle punte, esibirsi nei passi a due o a quattro sulle note impercettibili, vibranti o drammatiche dello Schiaccianoci, ora del Lago dei Cigni di Ciaikovsky. Quanti ricordi la legavano ai nonni diventati ormai i suoi angeli nel Paradiso! Durante il suo tempo libero, quando non ballava, andava sempre a trovare i suoi nonni, passava molto tempo con loro, si divertiva, giocava, rideva, correva, raccoglieva dei fiori intrecciando delle meravigliose ghirlande, dipingeva come le aveva insegnato suo nonno: rappresentare la realt con la fantasia. Erica trovava questo hobby molto divertente, si sbizzarriva a disegnare oggetti, nature morte, soprattutto coccinelle e farfalle! Invece la nonna Pina le aveva insegnato a cucire, sapeva cucire un bottone e rattoppare qualche buchino. perch quelle che aveva erano tutte consumate. Fu felicissima di quel regalo, forse il pi bello che avesse ricevuto in tutta la sua

Si divertiva a stare con i nonni materni, era come avere una seconda mamma e un secondo pap. In quel momento si rese conto che la sua vita per la danza era finita da un pezzo. Quel piccolo difetto ai suoi plantari aveva fatto infrangere il suo unico sogno all et di 16 anni. Ripose tutto con meticolosit negli scatoloni, che ricopr con un cellofane per via della polvere e continu a cercare la bambola di pezza, che la sua piccola Giusy voleva avere a tutti i costi. Finalmente la trov ben conservata in un vecchio baule che la nonna, prima di morire, le aveva regalato affinch vi riponesse le cose pi care della sua giovinezza. Torn in soggiorno ed una sua foto incorniciata, che la ritraeva nell atto di esprimere una piroette in tut bianco, la trasport ancora nel passato. Erica era sempre stata una ragazzina vivace, una sognatrice: si immaginava ballare nei grandi teatri, con i migliori ballerini. Ovazioni, fiori nel camerino, festeggiamenti in suo onore, inviti in trasmissioni di variet Gli anni trascorrevano ed Erica dopo molti stage di perfezionamento, di incontri con i pi grandi ballerini al mondo, si poteva considerare una ballerina a soli 15 anni. Era molto orgogliosa di s stessa, lei si amava, nonostante spesso i giudizi su di lei erano stati negativi per via dei piedi. Lei si ripeteva che non ci si doveva arrendere al primo ostacolo. Purtroppo per una brutta caduta non le permise pi di dedicarsi alla danza. In un primo momento sembr cedere nellangoscia, ma ben presto si rese conto che la VITA la cosa pi preziosa. Le restavano la pittura e i suoi sogni. A 19 anni conobbe Giuseppe un ragazzo molto bravo e affettuoso, un compositore. I due si innamorarono e dopo qualche anno si sposarono. Erica vive tranquilla, sposata e adesso deve occuparsi anche di Giuseppe e della piccola Giusy che aveva allietato ancora di pi la vita ai due giovani sposi. Mamma come sei bella! La voce squillante della piccola la riporta alla realt. Ecco la bambola, tua, amore. Giusy felice le strappa la bambola di pezza dalle mani e corre nella sua cameretta a giocare. Un ultimo sogno balena nella mente di Erica: Chiss se un giorno avr la gioia di vedere volteggiare su un palco la sua piccola ?