Sei sulla pagina 1di 3

Aurora Kadriu, I°B 11/01/2021

I Fenici
I Fenici erano un popolo di lingua semitica (diedero origine al primo alfabeto fonetico composto da
22 segni), vivevano in una lunga striscia di terra affacciata al Mar Mediterraneo che oggi
corrisponderebbe all’attuale Libano. Erano un abile popolo di commercianti, tanto che sfruttavano
il mare per commerciare con gli altri popoli; scambiavano in particolare legname, che prendevano
appunto dai numerosi Cedri di cui disponevano; il loro territorio era bagnato dal Mediterraneo a
ovest e a est circondato da numerose montagne. Quest’ultime erano ricoperte da boschi di
conifere e dai cedri; i Fenici sfruttarono molto questi alberi dato che erano alti dai 40 m in su, non
fornivano solo un’enorme quantità di legname da costruzione ma venivano utilizzati persino per la
costruzione delle loro navi e venivano anche esportati come merci tra i popoli del Mediterraneo
(tra l’altro oggi è proprio la zona di origine dei Cedri ad essere a rischio di estinzione). Questi stessi
boschi li proteggevano dagli attacchi di regni più granfi ma allo stesso tempo impediva ai fenici di
potersi espandere e ciò porto alla formazione di più città indipendenti (come Sidone, Tiro, Ugarit,
Biblo, e così via...).
All’inizio si pensava che fossero un popolo nato dalla fusione delle popolazioni che vivevano nella
già nella regione e i popoli del mare, ma a quanto pare sono state ritrovate tracce di alcune delle
prime navi mercantili fenicie già secoli prima.
Gli storici affermano che fossero un popolo nativo di Canaan (termine utilizzato per indicare i
popoli che vivevano in un grosso territorio che occupa il Libano, l’Israele, la Palestina e alcune parti
di Siria e Giordania).

LA LORO STORIA
Inizio col dire che “fenici” non era il loro nome anche perché non si consideravano un popolo
unico e perciò non avevano un nome collettivo, furono i Greci a dargli questo nome, che deriva
dalla parola “phoinix” che significa porpora (materiale più noto della regione).
Fino al 1200 a.C. i Fenici si integrarono a dei grandi imperi ma poi con il successivo arrivo dei
Popoli del mare avvenne il crollo del sistema platino regionale seguito dalla caduta di tutti gli stati
e i palazzi reali.
Nell’XI sec. a.C. i Fenici si risollevarono e si arricchirono sempre di più dando origine a nuove città;
tutto questo fino al IX sec. a.C. quando arrivarono gli Assiri, essi erano stati attratti dalle ricchezze
dei porti. Nell’VIII sec. a.C. la presenza assira divenne sempre più pesante a causa dei numerosi
tributi che posero alla città, tanto che ciò determinò la fine della sua indipendenza. Quando poi
l’impero Assiro cadde nel 604 a.C., l’impero babilonese tentò di occupare la regione che però fu
respinto grazie ad una coalizione tra i fenici e gli egiziani. Dopo la sconfitta dei Babilonesi
subentrarono i Persiani che promossero prosperità e autonomia e per ciò furono accolti con
favore. Durante la metà del 300 a.C. circa arrivò Alessandro Magno, il quale conquistò la Fenicia;
Dal I secolo a.C. si osserva l'intervento di Roma, che nel 64 a.C. istituisce la provincia di Siria,
comprendendo le città fenicie. Il periodo sarà economicamente benefico, arricchito dallo
splendore delle città di Tiro e Beirut.

LE NAVI FENICIE
I Fenici, come ho già detto erano abili commercianti ma soprattutto marinai. Costruivano non solo
navi commerciali, usate per il trasporto delle merci, ma anche navi da guerra, usate in
combattimento; erano realizzate in cedro. Le navi commerciali dei Fenici: erano lunghe da 20 a 30
metri e molto larghe per poter trasportare grossi carichi di merce, avevano le estremità ricurve,
erano dotate di una vela rettangolare o quadrata. Le navi commerciali presentavano una sola fila
di rematori. La poppa terminava con un motivo decorativo a spirale o a coda di pesce, mentre la
prua era spesso ornata con una testa di cavallo. In basso, sopra la linea di galleggiamento, erano
disegnati due grandi occhi, che avevano il compito di proteggere la nave dal malocchio e di
incutere timore ai nemici, ma dovevano anche servire a “vedere la rotta”. La vela era rettangolare
e il timone era posto a poppa. L’equipaggio era composto da 20 uomini e la capacità di carico si
aggirava sulle 100-150 tonnellate. (Commerciavano di tutto: dalla porpora ai metalli (oro, argento,
rame, ferro per le armi, bronzo); furono la prima civiltà a commerciare anche gli schiavi in tutto il
Mediterraneo). Le navi da guerra fenicie erano agili nella manovra ed erano mosse oltre che dalle
vele anche dalla forza dei remi.
La vela era utilizzata solo durante la navigazione, mentre in battaglia veniva ammainata.
La nave da guerra più antica era la “pentera”, lunga circa 25 metri e larga 4; la trireme
invece era lunga 35 metri con 85 rematori per lato.
Nelle pentere la lunghezza era 7 volte la larghezza e l’equipaggio era composto da 350
uomini: 300 rematori e 50 ufficiali. Dato che ogni remo aveva bisogno di un metro per
manovrare, le navi erano lunghe circa 40 metri.
I timoni erano due, ai fianchi della poppa; un albero centrale reggeva la vela maestra e un
albero a prua sosteneva una vela più piccola.
Un rostro situato a prua serviva ad agganciare la nave avversaria ed impediva che lo
sperone, situato anch’esso a prua, penetrasse così profondamente nello scafo nemico da
bloccare anche la nave fenicia.
La nave si muoveva per effetto del vento e, quando questo non c'era, veniva mossa grazie ai remi,
inoltre furono i primi ad inventare il timone, che rendeva più facile il comando della nave, e il
ponte appunto che permetteva di camminare sopra lo scafo. I Fenici adottarono lo scafo a chiglia
proprio perché era molto più stabile rispetto a quello piatto. La differenza tra le navi da guerra e
quelle mercantili era che le navi da guerra dei Fenici erano più lunghe e più strette rispetto a
quelle commerciali in modo da essere molto più veloci. Le navi da guerra fenicie erano agili nella
manovra ed erano mosse oltre che dalle vele anche dalla forza dei remi. La vela era utilizzata solo
durante la navigazione, mentre in battaglia veniva ammainata. Le navi commerciali presentavano
una sola fila di rematori. Le navi fenicie erano caratterizzate dalla doppia vela e da dei remi per
renderle appunto più sicure; al centro delle navi vi era un ponte dove venivano attaccate una o più
vele. Il fatto che le navi avessero questa forma quadrangolare non era un caso, infatti, questa loro
particolarità permetteva ai Fenici di sfruttare al meglio la forza del vento.

Potrebbero piacerti anche