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La Delegazione Umbria di AIDDA


e il suo Archivio
La Delegazione
Umbria di AIDDA
e il suo Archivio
a cura di
Sonia Merli
Presentazione

Con la collaborazione di L’associazionismo è la struttura portante della democrazia – lo sosteneva


con forza Tocqueville come spiegazione al vitalismo intriso d’ottimismo degli
americani. Abituato com’era – da giovane rampollo dell’aristocrazia francese
sopravvissuta alla Rivoluzione – ai ritmi lenti e alle rigidezze gerarchiche della
società europea, quel brulicare di gruppi, sette, circoli, club e comitati fu per
lui una grande scoperta.
Viaggiando oltreoceano, aveva immediatamente capito che una comunità
è politicamente sana, cioè capace d’innovarsi e di crescere, capace altresì di
garantire a tutti eguaglianza di opportunità e un’effettiva partecipazione alla
vita pubblica, quando dietro i partiti, che si occupano della rappresentanza
nelle assemblee elettive e del governo ai diversi livelli, c’è una società che si
auto-organizza. Una società che non è mai un blocco unitario e omogeneo,
ma un aggregato composito, plurale, contraddittorio e spesso conflittuale di
Con il patrocinio di gruppi d’interesse, corporazioni professionali, segmenti territoriali e cerchie
culturali. Ognuno di essi mosso da obiettivi specifici e da una vocazione pecu-
liare, oltre che governato secondo le proprie regole. Ed è solo dal rispetto di
questa pluralità dal basso che può nascere l’unità in alto.
Questo richiamo un po’ scolastico, che è anche un peana retorico alle virtù
dello stare insieme per una finalità non privata ma pubblica, cade bene per
Referenze fotografiche In copertina
questa pubblicazione e per la storia che documenta: i quasi quarant’anni di
Adriano Scognamillo Concetto Pozzati, Tribalizzazione, 2001
Marco Lucio D’Arrigo olio e acrilico su tela, cm 80 x 100
vita della Delegazione Umbria di AIDDA, ripercorsi attraverso il suo Archivio
Archivio della Delegazione Umbria di AIDDA Courtesy Archivio Concetto Pozzati storico, riordinato per l’occasione, con la perizia scientifica che gli è propria,
da Sonia Merli.
Progetto grafico e impaginazione Una storia che sembrerebbe di piccolo (o periferico) associazionismo.
Maria Maddalena Merlini
In realtà – come spiegano bene nei loro saggi Sergio Sacchi (in prospettiva
Studio Fabbri, Perugia © 2020 Fabrizio Fabbri srl
Fabrizio Fabbri Editore
economica) e Claudia Mantovani (dal punto di vista storico) – si tratta di una
Stampa Via Dottori, 85 - S. Sisto Perugia grande e importante esperienza. Ripercorrendo la quale si colgono bene le
Fotolito Graphicolor, Città di Castello trasformazioni molto radicali (ahimè non tutte positive) che hanno interessato
gennaio 2020 ISBN 978-88-6778-144-7 l’Umbria nel corso degli ultimi decenni e che si farebbe fatica a comprendere

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se il nostro osservatorio fosse soltanto quello della politica istituzionale o uf- Beninteso, non sono le appartenenze di genere che mettono al riparo dai
ficiale. Anzi, i cambiamenti anch’essi drastici che hanno riguardato quest’ul- rovesci della storia o, più prosaicamente, dalle congiunture economiche ne-
tima si possono a loro volta intendere solo studiando i fermenti maturati gative. L’Umbria odierna è certo una realtà più progredita, socialmente e cul-
nella società, nel costume, nella mentalità collettiva. E poi trasferitisi anche turalmente, rispetto a mezzo secolo fa, ma è anche preda da qualche anno
negli altri ambiti. di una stagnazione economica persistente e di una regressione demografica
L’AIDDA raccoglie le donne imprenditrici o dirigenti d’azienda. In questa che potrebbe incidere pesantemente sul suo futuro. È una regione che vede
regione di radicata cultura contadina e maschilista, quarant’anni fa esse pote- nuovamente, come nell’immediato dopoguerra, molti suoi giovani andare al-
vano sembrare una pregevole eccezione: la prosecuzione, persistentemente trove in cerca di opportunità migliori. C’è evidentemente una sfida aperta, in
minoritaria, di quel protagonismo professionale al femminile, di matrice prima primis per il mondo imprenditoriale, che sollecita risposte inedite e creative. E
aristocratica poi alto e medio-borghese, di cui sono esistite tracce significative in questo il ruolo di una realtà associativa come AIDDA può risultare determi-
sin dai primi del Novecento. Questa è pur sempre stata la terra di Luisa Spa- nante: lo scambio di idee, la messa in comune delle conoscenze che si hanno
gnoli – appunto una grandiosa eccezione, non a caso molto radicatasi nella del territorio, la convivenza tra diverse matrici professionali e diverse sensibi-
memoria collettiva. lità sono la premessa fondamentale per svolgere quel ruolo di proposta ed
Ma nel frattempo è intervenuta una rivoluzione, forse l’unica che in Occi- elaborazione di cui la comunità regionale avverte un gran bisogno.
dente abbia inciso nella profondità dei rapporti sociali, essendo invece fallite La scelta di impegnarsi sempre più sul versante della formazione per le
tutte quelle politiche ispirate da ideologie astratte. Ha vinto il cambiamento proprie aderenti, di una maggiore collaborazione col mondo della ricerca e
promosso, sul piano psicologico e culturale, quindi sociale, dalle donne. Sono dell’Università, di una presenza più attiva nel dibattito pubblico locale, di fare
cadute storiche barriere (anche se molte ne resistono). Ragione e sentimento, squadra al di là degli inevitabili individualismi, scelta che ha caratterizzato tut-
sfera privata e sfera pubblica, famiglia e lavoro, cittadinanza e modernizza- te le ultime presidenze della Delegazione Umbria di AIDDA, va proprio nella
zione hanno trovato un equilibrio nuovo. E la Delegazione Umbria di AIDDA direzione di un’associazione che ha piena consapevolezza del proprio ruolo:
(dalla sua nascita pionieristica ai numeri importanti che oggi la caratterizzano) di ciò che ha fatto nei molti anni trascorsi dalla sua fondazione nel 1985 (come
testimonia proprio tutto questo, tradottosi in concreto nell’allargamento sem- ampiamente documentato dal suo vasto Archivio, finalmente nella disponibi-
pre maggiore che si è registrato anche in questa terra dei gruppi dirigenti lità di chiunque vorrà utilizzarlo per i suoi studi) e di ciò che ancora potrà fare
– politici, sociali ed economici, con le donne presenti in posti di sempre mag- nel territorio e per esso.
giore responsabilità. Scorrendo il volume (bastano solo le foto) si percepisce
bene il ruolo che la Delegazione Umbria di AIDDA ha svolto nel promuovere Alessandro Campi
quest’allargamento, proponendosi come luogo d’incontro e discussione tra
esperienze molto diverse e tutte per definizione al femminile, ma anche come
aggregatore d’energie e come soggetto associativo fieramente indipendente
(dunque con una sua autonoma capacità d’elaborazione progettuale) anche
rispetto alle organizzazioni imprenditoriali e manageriali di più consolidata
tradizione. Difficile per chiunque raccontare le vicende dell’Umbria contem-
poranea senza tenere conto di questa storia collettiva e delle singole donne
che ne sono state le protagoniste.

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Le ragioni di un libro

Al tempo in cui ho conosciuto per la prima volta AIDDA, non avrei certo
immaginato di dover scrivere la presentazione di un libro e farlo oggi, come
Presidente, mi rende particolarmente orgogliosa.
Quando si parla di associazioni femminili, spesso si tende a non compren-
derne le finalità e a considerarle anacronistiche in un momento storico in cui
le donne ricoprono ruoli importanti nella società e guidano imprese con com-
petenza e determinazione.
Ecco allora che questo libro vuole raccontare la storia della Delegazione
Umbria di AIDDA in un arco di tempo lungo trentacinque anni con l’intento
di fare conoscere la sua attività, fatta di incontri pubblici e di momenti di stu-
dio, ma anche di occasioni proficue di dialogo e di confronto con le Istituzioni
in nome di uno spirito di collaborazione e di reciproco scambio che ne ha
sempre caratterizzato l’agire attraverso le sue protagoniste: le Socie. Ognuna
di loro, con la sua storia e la propria attività, ha infatti offerto un tassello alla com-
posizione di un quadro in cui storia economica, storia aziendale e storie di vita si
intersecano e si sovrappongono, offrendo così uno spaccato di ciò che AIDDA ha
rappresentato e continua a rappresentare nella nostra Regione.
Al termine di questa impresa editoriale, che costituisce il coronamento di
un percorso istituzionale avviato due anni fa, rivolgo un sentito ringraziamento
alla Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche per avere ricono-
sciuto il valore di particolare interesse storico delle nostre carte e all’Archivio
di Stato di Perugia per averle accolte in una sede così carica di storia allo sco-
po di renderlo regolarmente consultabile.
Ringrazio poi Claudia Mantovani e Sergio Sacchi per il contributo che ci
hanno fornito offrendo, nei rispettivi saggi, una lettura in chiave storica ed eco-
nomico-sociale di una realtà associativa pienamente partecipe del suo tempo;
Sonia Merli per il coordinamento editoriale e per avere curato il riordinamento
e l’inventario dell’Archivio storico della nostra Delegazione; l’editore Fabrizio
Fabbri per l’elegante veste grafica che ha saputo dare al volume.

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Desidero inoltre ringraziare la Presidente Nazionale Claudia Torlasco, a cui Premessa
va riconosciuto il merito di avere compreso il valore di questa nostra pionie-
ristica iniziativa, che mi auguro di vedere presto replicata in altre Delegazioni.
Concludo questa mia nota rivolgendo infine un grazie particolare a tutte le
Socie della Delegazione Umbria e alle componenti del Consiglio di Delega-
zione 2016-2019 nelle persone della Vice Presidente Benedetta Brizi e delle Ci sono diverse ragioni che giustificano queste pagine scritte, in qualità di
consigliere Francesca Cassano, Alessia Bellini, Daniela Concarella, Zenaide Presidente dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, per intro-
Giunta Tremi, Maria Luisa Puletti, Alessandra Oddi Baglioni, Maria Rita Manto- durre il volume che presenta l’inventario dell’Archivio storico della Delegazio-
vani Cucchia. Sono infatti loro che per prime hanno accolto e sostenuto con ne Umbria di AIDDA, curato da Sonia Merli al termine del lavoro di riordina-
entusiasmo l’idea di ripercorrere la storia di una «piccola ma vivace Delegazio- mento della documentazione coordinato dalla competente Soprintendenza
ne» attraverso le carte e i materiali fotografici del suo Archivio. Archivistica. Sergio Sacchi, Claudia Mantovani, Alessandro Campi, Giovanna
Giubbini e la Presidente Tiziana Tombesi, nei loro interventi, avranno modo di
Tiziana Tombesi Struzzi illustrare la storia, l’impatto economico e politico dell’Associazione sul tessuto
produttivo regionale nonché il valore storico della documentazione oggetto
dell’inventario e attualmente conservata presso l’Archivio di Stato di Perugia.
Al sottoscritto spetta invece mettere in evidenza l’attività didattica e di ricerca
che l’ISUC ha portato avanti relativamente al tema della storia delle donne,
con particolare attenzione al lavoro. Fin dall’origine, ormai risalente a quasi
quarantacinque anni fa, l’Istituto ha cercato, attraverso la ricerca e il recupero
delle fonti, di individuare i caratteri originari di un territorio, tradizionalmente
policentrico, che aveva nella parte meridionale la prevalenza di un’economia
legata alla grande industria e nella parte settentrionale un predominio di at-
tività agricole e artigianali. Questo panorama è stato così oggetto di indagini
e pubblicazioni che hanno approfondito la vita delle campagne, le clausole
del contratto mezzadrile e il ruolo della donna nell’organizzazione della civiltà
contadina. Parimenti nell’area ternana l’ISUC ha favorito ricerche e valorizza-
to fonti che hanno permesso di ricostruire il processo di industrializzazione,
sempre con particolare attenzione al rapporto tra donne e fabbrica. Numerosi
sarebbero i volumi da ricordare, ma per tutti basta citare quello curato da
Renato Covino e Giampaolo Gallo nel 1989, edito da Einaudi, nella collana
Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità a oggi, dedicato appunto all’Umbria con, in
particolare, i saggi di Giacomina Nenci sul rapporto tra proprietari e contadini
e quello di Maria Rosaria Porcaro sulle «centurinare», le operaie dello jutificio
dell’industriale e finanziere genovese Alessandro Centurini. Da allora il per-

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corso di ricerca è stato sempre aggiornato e ha avuto una ribalta nazionale una pluralità di fonti – dagli archivi privati ai fascicoli fallimentari – delle quali
allorché l’Istituto, che dal 2013 ha assorbito l’ICSIM (Istituto per la cultura e la vengono interrogati silenzi e deformazioni, a cominciare da quelle dei dati
storia d’impresa “Franco Momigliano”), con sede a Terni, ha gestito, in colla- statistici e censuari. Il volume dimostra come l’esclusione delle donne dalle
borazione con la Società Italiana delle Storiche, il Premio “Gisa Giani”, rivolto rilevazioni fosse radicata proprio nella necessità di modernizzare l’immagine
a lavori di ricerca, saggi critici, biografie, diari e memorie che affrontassero industriale dell’Italia. La visibilità censuaria delle donne è quindi risultata for-
tematiche inerenti la storia delle donne e delle relazioni di genere nel campo temente condizionata sia dalle caratteristiche multiformi e miste della parte-
del lavoro, delle relazioni familiari, sociali ed economiche, divenendo così un cipazione femminile al mondo del lavoro, dipendenti dal mantenimento di
punto di riferimento nazionale per la valorizzazione della ricerca storica sul un doppio ruolo tra famiglia e mercato, sia dagli effetti di un’ideologia che ha
lavoro delle donne. Ed è proprio in questo contesto che le vicende della De- accentuato il ruolo materno e la domesticità femminili, e insieme la dipenden-
legazione Umbria di AIDDA e dell’ISUC sembrano incrociarsi. Infatti, all’inizio za e la vulnerabilità delle donne come soggetti economici e sociali (Donne
degli anni Duemila, Barbara Curli, studiosa di storia economica e storia delle imprenditrici nella storia dell’Umbria, p. 62). Del resto, la storiografia ha ormai
donne, elaborò, con l’appoggio di Teresa Severini, allora Presidente della De- accertato che la stessa definizione di imprenditrice è stata fortemente condi-
legazione Umbria, un ambizioso progetto di ricerca sulla storia dell’impren- zionata da forme storiche di «invisibilità» giuridica e sociale. Questioni ancora
ditoria femminile nella regione. Il risultato fu il volume Donne imprenditrici da approfondire e alle quali l’ISUC continuerà a dedicare attenzione e risorse.
nella storia dell’Umbria. Ipotesi e percorsi di ricerca, uscito per l’editore Franco Per questo non si può che apprezzare e gradire la pubblicazione del presente
Angeli nel 2005, curato dalla stessa Curli, che vinse nel 2006 il Premio “Gisa volume, che aggiunge una tessera importante non solo allo sviluppo delle
Giani”. La questione fondamentale affrontata nelle pagine del volume risulta indagini sull’impresa femminile in Umbria, ma anche, più in generale, sulla
quella della «visibilità sociale» delle imprenditrici. Le donne hanno sempre presenza delle donne nella vita economica e politica nazionale.
creato, posseduto, gestito, inventato, condotto attività economiche. Ridare
loro visibilità, anche nella storia dell’imprenditoria, significa innanzi tutto inter- Mario Tosti
rogarsi su quanto e in che modo certe tendenze in corso costituiscano delle Presidente ISUC

‘novità’ o si inseriscano piuttosto in tradizioni storiche, geografiche, di settori


produttivi, di culture d’impresa (Donne imprenditrici nella storia dell’Umbria,
p. 25). È proprio in questo senso che il saggio iniziale della Curli inquadra la
questione del rapporto storico tra le donne e il «patrimonio» come «luogo del
rapporto tra sfera pubblica e privata», o meglio, come «campo privilegiato
per lo studio del passaggio storiografico dal concetto di sfera politica a quel-
lo di sfera pubblica» e come «commistione tra pubblico e privato». Facendo
riferimento al concetto di «sfera pubblica femminile», proposto dagli studi di
Mariuccia Salvati, la curatrice risolleva contemporaneamente la questione del
rapporto tra modernizzazione e cittadinanza femminile, tra «realtà del lavoro»
e sua «rappresentazione», tra cambiamento economico, persistenze culturali
e modalità di costruzione (o decostruzione) dello Stato sociale». La proble-
matizzazione di questi aspetti avviene attraverso una costante analisi critica di

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AIDDA: una piccola associazione
nel pieno vissuto dell’Umbria
Sergio Sacchi

Storia ed economia forniscono in genere due coordinate importanti per


comprendere alcuni dati essenziali dello sviluppo di una regione. In parallelo,
esse offrono anche dei capisaldi per contestualizzare ruolo e vicende di una
Associazione piccola, è vero, ma non per questo trascurabile qual è quella di
cui si parla in questa pubblicazione.
Quando AIDDA comincia a muovere i suoi primi, passi anche in Umbria la
regione è nel pieno della sua rincorsa verso più alti livelli di benessere. Livelli
maggiori di quelli che negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso ave-
vano indotto i poteri dell’epoca a promuovere commissioni di indagine, co-
mitati per le Opere Pubbliche, associazioni per la promozione dello sviluppo
economico e altro ancora con l’obiettivo di elevare le condizioni di vita delle
popolazioni locali.
Regione di enormi potenzialità inespresse e capace serbatoio di risorse
agricole di varia estensione e diverso valore (dal tartufo al tabacco ai foraggi
passando per olive e viti, con queste ultime che sono, oggi più che mai, por-
tabandiera e simbolo degli obiettivi raggiunti), ma anche, all’epoca, regione
di accentuati dualismi: tra imprese industriali di inusuale grandezza e spesso
allineate su modelli gestionali di tipo manageriale e un pulviscolo di piccole
aziende artigiane e commerciali tra le quali non molte erano le unità signifi-
cativamente imprenditoriali, e poi tra province, e poi tra basi di consenso, e
forse anche tra storie e proiezioni, ecc. ecc. Insomma una regione che traduce
in termini di ripetute e frequenti contrapposizioni la debolezza di base della
sua costituzione in qualche modo forzata. Tanto da far parlare, spesso, di una
regione ‘inventata’, le cui ragioni di esistere sono state via via alimentate dalla
continuità di una esperienza istituzionale, cominciata per l’appunto, nel 1970.
Un dato per tutti a indicare l’intensità delle dinamiche in azione: il prodotto
pro-capite della regione crescerà, nel decennio 1971-1981, a un ritmo del
5,7% medio annuo ovvero due punti percentuali più che la media nazionale.

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In parallelo, si registra l’inserirsi tumultuoso di soggetti e processi assai diversi to, di «imprenditrici perugine, rappresentative di piccole, significative realtà
l’uno dall’altro: associazioni, organismi, modelli di insediamento, architetture produttive urbane»3, ma attive e affiatate al punto di riconoscersi potenziali
e tanto altro ancora rendono evidente l’aprirsi a un vivere effervescente di una affiliate del movimento, tanto da sentirsi in grado di affrancarsi dal patrocinio
popolazione fino ad allora condizionata quasi esclusivamente dai tempi del della Delegazione Toscana e di dar vita ufficialmente (1985) alla Delegazione
calendario religioso e dalle sintesi operate in seno ai circoli dei professionisti dell’Umbria, della quale l’Antonelli sarebbe stata Presidente fino al 1990.
e possidenti. Fu quel periodo, poco più che un quinquennio, periodo di importanti cam-
È una vera e propria trasformazione di connotati e di comportamenti1. biamenti soprattutto nello scenario di vita della neonata Delegazione. In Italia
Cambiano i riferimenti culturali, cede la famiglia patriarcale, si accoglie l’in- il mercato del lavoro registra il definitivo irrompere della forza lavoro femmi-
dustrializzazione che espelle dal corpo e dalle menti i segni della ruralità, si nile, in concomitanza con il dispiegarsi delle diverse forme di terziarizzazio-
susseguono i bollettini della vittoria sul fronte dei progressi economici e della ne, della crescita del lavoro indipendente e del progressivo indebolirsi per
conquista di nuove tutele sociali e politiche. Cambiano, e non poteva forse es- lo meno di alcuni ostacoli alla rivendicazione di autonomia e legittimazione
sere altrimenti, i valori e i ruoli delle donne in società, aumentano le pressioni dell’identità femminile.
per un loro tracimare dall’anonimato del focolare al protagonismo nel lavoro. Sono quelli gli anni in cui l’Umbria mostra, anche se sotto traccia, il ripro-
Lavoro alle dipendenze, ma anche lavoro autonomo come professioniste, ar- porsi di elementi di debolezza dai quali l’intensa trasformazione degli anni
tiste, cooperatrici nei servizi e, naturalmente, imprenditrici. precedenti sembrava averla vaccinata. La crescita della produzione e ancor
Nella cornice così delineata, si inscrivono molte delle dinamiche successi- più dell’occupazione si concretizza prevalentemente per via estensiva piutto-
ve e tra esse, abbastanza in qua – ma non così tanto da impedire l’insorgere
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sto che intensiva, sì che si finisce per osservare anche un cedimento relativo
odierno di un fabbisogno di senso storico a fianco di quello della cronaca – la del PIL pro capite, primo e immediato indicatore delle potenzialità economi-
costituzione e il primo radicamento in Umbria di AIDDA. Valenza simbolica as- che di un territorio.
sume il fatto che a introdurre tale associazione e a guidarla come prima Presi- Spicca, di conseguenza, il consolidarsi della Delegazione Umbria di AIDDA.
dente sia stata Giuseppina Antonelli Chiacchella, dirigente di massimo livello Da un lato l’emergere di numerose imprese femminili e dall’altro il susseguirsi
delle Industrie Buitoni Perugina, che sarebbe stata a lungo, se si consente l’e- di iniziative formative (conferenze e convegni) a tutto campo ne rafforzano
spressione di parte, l’angelo delle finanze, come ebbero a riconoscere tanto l’immagine e ne legittimano la presenza. L’appeal raggiunto funziona da ri-
i proprietari dell’azienda quanto almeno alcuni gnomi della finanza interna- chiamo e comincia così a crescere anche il numero delle adesioni.
zionale, ammirati per le sue capacità. Altrettanta valenza simbolica riveste la L’aumento della base associativa non incide sullo spirito di servizio che
catena dei collegamenti che dal livello nazionale (AIDDA nasce a Torino, nel caratterizza in particolare la Delegazione dell’Umbria sì che, anche con la
maggio del 1961) scende, è il caso di dirlo, nella centrale Toscana (1962), successiva Presidenza, la componente sindacale (di rappresentanza e tutela
alla quale si associa, nel 1974, Giuseppina Antonelli, per l’appunto. Per sua dell’imprenditoria femminile in genere) appare in subordine rispetto a quella
iniziativa si consolida progressivamente un gruppo, all’inizio piuttosto ristret- formativa che mira a promuovere, allo stesso tempo, la cultura d’impresa e
il proselitismo dell’Associazione. In più con la Presidenza dapprima di Anna
1
Una esauriente sintesi di agevole lettura è in G. Bovini, Economia e società dell’Umbria Maria Crispolti Schucani (in carica dal 1990 al 1993) e poi con quella di Elena
contemporanea. Appunti per una storia, Perugia, Protagon Editrice, 1989 (Materiali e strumenti Lico Milletti (dal 1993 al 1996), si rafforza la consapevolezza di doversi raccor-
IRRES).
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Si veda in proposito l’ampia rassegna di contributi contenuti in Donne imprenditrici nella
storia dell’Umbria. Ipotesi e percorsi di ricerca, a cura di B. Curli, Milano, Franco Angeli, 2005. 3
Ivi, p. 223.

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dare a dimensioni non solo locali delle attività e di doversi invece attrezzare ad altre iniziative a conferma del dinamismo delle stesse Delegazioni regiona-
per cogliere le novità emergenti in seno a un’Europa sempre più impattante, li, inclusa quella dell’Umbria.
fino alla apertura di un mercato unico per oltre trecento milioni di consumatori Nel frattempo, però, lo scenario cominciava a cambiare e alcuni scossoni
rispetto al quale le centinaia di piccole imprese che stavano proliferando sul inducevano a presagire, in Umbria come in Italia, un aumento delle difficoltà
territorio dell’Umbria avrebbero certamente incontrato non solo opportunità e delle incertezze nella gestione delle aziende. Alcuni segnali, tuttavia, furono
ma anche difficoltà. mal interpretati e oggi ce ne rendiamo meglio conto. Tra questi, il moltipli-
Le sfide non sono di poco conto. Si consideri, ad esempio, che tra il 1981 carsi del numero di piccole e piccolissime imprese, espressione di vitalità e
e il 1991 l’occupazione femminile4 cresce di 10 punti percentuali e, cionono- creatività, sicuramente, ma anche sintomo di un disagio sotterraneo nel do-
stante, la disoccupazione è quasi raddoppiata. Nel tumultuoso ingresso delle versi confrontare con gli eccessi normativi, le pastoie burocratiche, le pretese
donne nel mercato del lavoro anche il numero delle imprenditrici, per quanto ritenute eccessive del fisco, il desiderio di protagonismo.
non impressionante, fa la sua parte, mettendoci di fronte a una imprevista Tra il 1993 e il 1996 si ebbe, come noto, un doppio pesante scivolamento
espansione. Per alcuni versi il cambiamento non è solo qualitativo. Per dare della lira, sotto pressione anche per attacchi speculativi che peraltro denun-
un’idea, il numero delle figure femminili al vertice di aziende aumenta da tre a ciavano la debolezza del sistema produttivo dell’Italia, nel suo complesso. La
quattro volte rispetto al valore iniziale. pesante svalutazione, tuttavia, diede fiato temporaneo al saldo della bilancia
Nel frattempo l’Italia accoglie e fa propri alcuni obiettivi formulati in sede commerciale nazionale e, con esso, vigore alla capacità competitiva di molta
di Unione Europea e peraltro dichiarati anche negli artt. 3, 37 e 51 della Co- parte delle piccole imprese sui mercati internazionali.
stituzione repubblicana. Così, dopo la legge n. 903 del 1977, in tema di parità Sotto il tappeto del recupero di riserve internazionali e di quote di mercato
di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro, avrebbe preso corpo e estero restavano però i problemi di sempre: di tenuta sui mercati acquisiti, di
vigore la legge n. 123, del 1991, riguardante azioni positive per la realizzazio- individuazione dei percorsi di riconversione merceologica, di consolidamento
ne della parità uomo-donna nel lavoro, e la n. 53 del 2000 in tema di sostegno delle posizioni e delle dimensioni. Tanto più per una regione come l’Umbria,
alla maternità e alla paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il forse un po’ troppo sbilanciata nel suo mix settoriale: poche grandi imprese
coordinamento dei tempi delle città. Soprattutto da ricordare è la legge n. nei settori a prevalente vantaggio dettato dalle economie di scala (siderurgia
215 del 1992 concernente «Azioni positive per l’imprenditorialità femminile», e chimica) e un numero ingente di piccole imprese produttrici di beni per il
tra le cui finalità rientravano quella di favorire la creazione di nuova imprendi- consumo finale delle persone e delle famiglie.
torialità e quella di incentivare la qualificazione delle donne imprenditrici. La La sfida dei tempi nuovi investe in pieno due Presidenze di AIDDA, quella
legge ebbe il sostegno e l’impegno alla diffusione dei suoi temi da parte di di Ivana Mascelloni Liotti (1996-1999) e quella di Teresa Severini Zaganelli
tutto il movimento nazionale e la discussione che ne seguì preparò il terreno (1999-2008).
Il profilo produttivo della regione appare, con crescente evidenza, piutto-
4
Sul punto si segnala la serie di quaderni pubblicati senza una precisa regolarità alla fine de- sto esposto ai pericoli dell’accentuarsi della competizione internazionale. Un
gli anni Novanta del secolo scorso e nei primi anni del presente millennio dall’Unione regionale
apparato intensamente popolato di imprese orientate a mercati locali (al mas-
delle CCIAA dell’Umbria sotto la denominazione di “Capitale donna”, nell’ambito delle iniziative
sollecitate dai Comitati per l’Imprenditoria Femminile ai quali partecipavano numerose socie di simo nazionali) e in parte direttamente dipendenti dalle dinamiche di altre im-
AIDDA. Per il quadro generale il riferimento d’obbligo è Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità ad prese, più grandi e attrezzate, ma localizzate lontano dall’Umbria, si rivela più
oggi, VIII: L’Umbria, a cura di R. Covino - G. Gallo, Torino, Einaudi, 1989. Per un focus settoriale
si può utilmente consultare l’ormai classico B. Bracalente, Il sistema industriale dell’Umbria, Bo-
fragile di altri e si caratterizza per continui sommovimenti che ne modificano
logna, il Mulino, 1986. di frequente la fisionomia.

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Nel contempo, si intensifica anche la presenza dell’Europa le cui iniziati- mantenere alta, almeno sul piano dei principi, anche l’attenzione delle istitu-
ve a sostegno di aziende e progetti si articolano per obiettivi, per terreno di zioni locali. A queste ultime, infatti, viene persino fornito uno schema di riferi-
applicazione, per limiti dimensionali e altro ancora. Dalle politiche per ridare mento per una legge regionale di sostegno all’imprenditoria femminile. Uno
opportunità di ripresa alle regioni colpite dalle crisi della siderurgia o della schema che l’incertezza della politica e il sopraggiungere dei primi segnali
cantieristica a quelle per garantire l’equilibrio economico delle attività agri- delle insorgenti difficoltà dell’economia nazionale avrebbe diluito e disperso,
cole o per favorire la ristrutturazione di quartieri e città al limite del degrado alla fine, in una congerie di velleitari e sterili richiami di maniera.
estetico, ma anche demografico e sociale, sono numerosi gli ambiti in cui le Nel frattempo, anche sulla scia delle dinamiche del Consiglio Nazionale, il
imprese locali possono accedere a risorse nazionali ed europee anche atti- Consiglio di Delegazione dell’Umbria festeggia il proprio Ventennale con la
vando interessanti e utili progetti in collaborazione con imprese similari inse- partecipazione di numerose Delegazioni provenienti da altre regioni e, in tal
diate in altri Paesi. modo, lo spirito associativo ma anche la ragion d’essere istituzionale di AIDDA
Per cogliere le opportunità che si aprono e mettersi al passo delle novità e trovano esaltate le proprie valenze. Sono quelli, infatti, gli anni in cui, un po’
delle richieste che provengono dai mercati e che sono imposte dai progressi per convinzione e molto per incipiente necessità, ci si preoccupa di fare rete
della tecnologia, occorre tenersi informati riguardo al quadro strategico di e di ampliare scambi e relazioni con altre imprese e altri ambienti. La ricer-
riferimento e delle normative che da esso discendono. Da qui scaturiscono ca di collegamenti e momenti di scambio di esperienze è agevolata dal fatto
sia le attività dei neonati Comitati per l’imprenditoria femminile, costituiti su che, mediamente, l’età anagrafica delle imprese femminili è, in Umbria, meno
basi provinciali e regionali, in seno alle corrispondenti Camere di Commer- spinta che altrove.
cio di Perugia e di Terni, sia i seminari e le conferenze di aggiornamento che le Negli anni di cui si dà qui conto, la presenza di imprese di una certa età è,
Presidenti della Delegazione Umbria di AIDDA Ivana Mascelloni Liotti e Teresa in Umbria, meno numerosa che in molte altre regioni o nella media nazionale
Severini Zaganelli promuovono anche in forme nuove: ad esempio, gli appro- (si veda la tabella che segue). Il sottodimensionamento della quota di imprese
fondimenti chiesti a professionisti e specialisti nel corso delle pause pranzo nelle classi di età più elevata (almeno fino alla classe 1950-1959) può deri-
oppure gli incontri più di studio che di rappresentanza sulle implicazioni orga- vare o da una bassa natalità proprio negli anni precedenti al 1959 o da una
nizzative di provvedimenti legislativi della Regione o di Direttive comunitarie. maggiore mortalità, negli anni successivi, delle imprese nate in quel periodo
In effetti, in quegli anni tanto le attività dei Comitati operanti sotto l’egi- oppure da un mix delle due componenti.
da delle Camere di Commercio quanto quelle di AIDDA Umbria (e degli al-
tri Comitati presenti nelle diverse regioni italiane) si rivelano particolarmente Suddivisione % delle imprese femminili per classi di anzianità
effervescenti. Lo sono anche qualora le si osservi concentrando l’attenzione
n.c. <1959 Tra il 1959 Tra il 1979 >1999
sulle relazioni con le organizzazioni gemelle. I Comitati per l’imprenditoria e il 1979 e il 1999
femminile, animati dalla Presidente della Delegazione di AIDDA al tempo in
Lombardia - 1,1 5,1 32,2 61,7
carica, Teresa Severini, e da Tiziana Tombesi Struzzi, che dopo qualche anno,
Piemonte 0,01 0,2 4,7 38,4 56,3
succedendo a Rita Mantovani Cucchia, ne avrebbe preso il posto, declinano Marche - 0,2 3,9 34,2 61,6
con convinzione i confronti interni sulle modalità di espressione di una vera e Toscana - 0,3 4,5 34,7 60,4
propria ‘leadership al femminile’ e trovano allineate, coinvolte, impegnate e Umbria 0,01 0,2 4,3 38,5 57,0
persino protagoniste molte delle imprenditrici socie di AIDDA. Queste ultime Italia 0,01 0,3 3,9 35,5 60,2

poi si sarebbero fatte carico, in team con altre associazioni di categoria, di Fonte: elab. su dati Unioncamere 2017

20 21
Considerando le caratteristiche dello sviluppo regionale e lo sfasamento industriali e la gestione delle risorse umane». In quella occasione, a partire
del suo ciclo congiunturale rispetto alle dinamiche delle aree più evolute del dalla relazione di base del professor Michel Martone, interventi e testimo-
Paese, si può ritenere che la componente del ritardo nella acquisizione di uno nianze hanno reso conto dell’ampiezza delle problematiche in gioco e delle
spazio per le imprese femminili abbia un ruolo non trascurabile. Edilizia e in- opportunità rappresentate dal mondo associativo così come articolato a se-
dustria nella fase primigenia della ricostruzione e dello sviluppo, con supe- conda delle ragion d’essere delle diverse associazioni. Per AIDDA quella cir-
ramento dell’antica realtà mezzadrile, sono state quasi certamente ambiente costanza, infatti, riassumeva gran parte dei temi che ne caratterizzano l’atti-
di incubazione di imprenditorialità inizialmente maschile, mentre alla donna vità: a partire dalla attenzione alle dinamiche più ampie e generali (difficoltà
continuavano a essere riservati, salvo alcune particolari e vivaci eccezioni, ruoli dell’economia, invecchiamento della popolazione e diminuzione della pro-
marginali nella casa o nel lavoro irregolare spesso a domicilio a seguito del de- duttività degli apparati produttivi) per approdare a riflessioni sulle sfide che
centramento produttivo collegato alle produzioni del tessile-abbigliamento. si pongono alle singole unità imprenditoriali e si riflettono inevitabilmente
La progressiva modernizzazione del Paese e della regione, con la conqui- sul sistema di relazioni industriali, la cui tessitura contribuisce al manteni-
sta di una maggiore considerazione e autonomia da parte delle donne, e in mento di buoni livelli di competitività e, dunque, di tenuta delle produzioni
seguito la dilatazione del comparto terziario e il trionfo, per così dire, di un e delle aziende.
settore manifatturiero particolarmente congeniale qual è quello dell’abbi- Un secondo tempo di riflessioni sul tema del passaggio generazionale
gliamento sono pertanto da ritenere alla base della robusta quota di imprese mette sotto la luce dei riflettori dell’Associazione, nel novembre del 2013, i
femminili costituite negli anni tra il 1979 e il 1999. veri protagonisti del racconto: le seconde generazioni ovvero i giovani, vero e
Si tratta di un aspetto che va tenuto presente in quanto aiuta a comprende- proprio perno di quella dialettica rappresentata e descritta quasi sempre solo
re come quello del ritardo nel far fronte alla problematica, altrove già affron- dagli adulti, ovvero dai padri (e dalle madri) che hanno fondato o portato al
tata da alcuni anni, della successione familiare nella conduzione delle aziende successo le aziende di famiglia.
sia, in effetti, meno sintomatico di quanto frequentemente osservato: imprese Si è riproposto in tal modo un esempio del contributo che una associazio-
di fresca creazione e guidate in molti casi da giovani donne si pongono prio- ne dai numeri non impressionanti, ma comunque vitale e partecipata dalle
ritariamente gli obiettivi della stabilizzazione e del consolidamento delle atti- sue componenti, può dare al resto della società: quello cioè di mantenere nel-
vità create e, successivamente, quello della transizione alle leve della seconda le agende quei temi cruciali che spesso non sono terreno preferito dalle rap-
generazione. presentanze delle varie categorie e si pongono trasversalmente all’attenzione
In ogni caso, vuoi per l’iniziativa delle socie più giovani e consapevoli vuoi di tutti gli operatori interessati. È noto, infatti, che gran parte dell’apparato
per il sostegno di quelle più mature e attente, anche quello del passaggio produttivo regionale è frutto relativamente recente rispetto alle esperienze
generazionale è tema ben presente nel panorama delle sensibilità e delle ini- delle aree più sviluppate del Paese. Esso vedeva la luce quasi in contempo-
ziative della Delegazione Umbria di AIDDA. Tant’è che nell’autunno del 2012, ranea con il cominciare a porsi altrove il problema della successione nella
ancora sotto la Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia, si tenne un primo conduzione delle imprese familiari.
partecipato convegno proprio sul tema dell’ingresso e del passaggio del te- Così, tanto il ripetersi delle occasioni di elaborazione culturale e perso-
stimone alle più giovani leve di famiglia. nale quanto il responsabilizzare i giovani e il dare concretezza ai percorsi di
L’iniziativa faceva seguito, e non è un caso, a un’altra che si era tenuta successione possono essere considerati un contributo concreto, sotto forma
nel maggio dell’anno precedente, il 2011, d’intesa col gruppo dei giovani di esempi vissuti, a tutti coloro che, volendolo o meno, siano a tutto ciò in-
imprenditori aderenti a Confindustria Umbria, su «l’evoluzione delle relazioni teressati.

22 23
Sulla stessa linea sono le ulteriori iniziative realizzate dalla Presidente ultima Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche – di cui
subentrata e in carica al momento in cui la presente nota viene stesa: Tiziana si compone l’Archivio storico della Delegazione Umbria di AIDDA5. Iniziative
Tombesi (2014-2020). In un periodo che resta incerto, propone pochi stimoli queste che certificano il radicamento sociale e istituzionale dell’Associazione.
alle attività innovative e non incoraggia di certo lo spirito d’impresa nel senso Sullo sfondo emerge come la fatica della gestione aziendale, la responsa-
più dinamico e positivo del termine, uno dei fronti caldi delle rivendicazioni da bilità nella vita familiare e svariati impegni spesso obbligati dalla complessità
parte di tutte le associazioni imprenditoriali, e non solo, è quello degli eccessi della vita moderna non impediscano, a chi voglia essere in qualche modo
e delle resistenze di tipo burocratico e, più in generale, amministrativo. Quelli, parte attiva della società cui si appartiene, di condividere progetti di volonta-
cioè, che un tempo vennero definiti come «lacci e lacciuoli» da Guido Carli, già riato culturale.
Governatore di Bankitalia. Ma tant’è. Si potrebbe anche alludere al fatto che sostenere l’azione della
Il punto sulla situazione, nel frattempo peggiorata, e sulle prospettive di so- Delegazione da parte delle sue associate scaturisce dallo stesso tipo di ener-
luzione che sembravano incoraggiate dalla necessità di ripristinare adeguati gia che ha sorretto la determinazione ovvero la ‘tigna’ delle donne di Gubbio
livelli di competitività di sistema è stato fatto nel corso di un vivace incontro quando si sono fatte carico di non avere vuoti nella storia della Corsa dei Ceri
col Direttore Generale di Confindustria, Marcella Panucci, con il Dirigente del- anche negli anni in cui i loro uomini, abituali portatori delle pesanti statue
la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dottor Lucio Battisto- lignee, erano al fronte. O, se si vuole, lo stesso tipo di determinazione che le
ti, e con l’allora Direttore responsabile di Panorama, Giorgio Mulé. ha portate a resistere alle responsabilità del lavoro e della famiglia mezzadrile
Due anni dopo, nell’aprile del 2016, una riflessione sul fenomeno delle ‘don- nelle campagne umbre, non certo tra le più fertili e agevoli da tenere a coltura.
ne al comando’ (con gli interventi, complementari tra loro, di Luisa Todini, Pre- D’altra parte, ci si consenta un ragionamento terra terra. Se è vero, come
sidente del CdA di Poste Italiane, di Paola Profeta, docente di Scienza delle si ricorda sovente, che per dare vita a un progetto imprenditoriale sarebbe
Finanze nell’Università Bocconi di Milano, e di Fabiola Sagramati, consulente opportuno che esso si basi su un business plan che sia degno di tale nome
di psicologia ed esperta di analisi delle organizzazioni), si inscrive nel DNA più e preveda persino che il progetto sia scalabile da parte di terzi, occorre ri-
profondo di AIDDA; mentre nel 2018 un altro importante convegno affronta un conoscere che ciò non si verifica spesso e, nel caso delle imprese femminili,
tema fortemente intrecciato col precedente sul tema dell’impatto del Regola- ancora meno. Pensare di aprire un centro di trattamenti estetici o di avviare
mento Generale (europeo) per la Protezione dei Dati (GDPR) sulle aziende e la una produzione di giochi e passatempi in legno è quasi sempre un punto di
gestione del cambiamento. arrivo delle ambizioni personali. Potrebbe essere invece il punto di partenza
Nel mezzo, la celebrazione, a Spoleto, del Trentennale della Delegazione per lo sviluppo di una catena di centri estetici o di un allargamento del proget-
Umbria di AIDDA e una manifestazione per mantenere vive sia l’attenzione sul to lungo la filiera dell’idea iniziale. Si tratterebbe cioè di proiettare l’energia
sisma che ha colpito l’Umbria e le vicine Marche sia anche la solidarietà per le della costituzione in una dinamica di espansione che però spesso viene rifiu-
popolazioni in difficoltà. tata dalle stesse protagoniste. Molti casi e numerose eccellenze sostengono la
Più di recente si registrano, inoltre, la firma di un protocollo d’intesa con convinzione che sia meglio pensare in grande piuttosto che porre da soli dei
l’Università per Stranieri di Perugia per rendere operativa una fattiva collabo- limiti alle proprie capacità progettuali. In tal modo, infatti, è più facile attirare
razione nell’ambito di un Corso di laurea dedicato a Made in Italy, Cibo e Ospi-
talità (M.I.C.O.) e l’accordo, primo in Italia, con un Archivio di Stato (quello di 5
A questo proposito, si rimanda alla sezione del volume destinata ad accogliere l’Inventario
Perugia) per la regolare consultazione del materiale documentario – prelimi- del materiale documentario relativo alla vita – dalla fondazione ai giorni nostri – della Delegazio-
narmente inventariato da Sonia Merli sotto la supervisione della competente ne Umbria di AIDDA.

24 25
l’attenzione degli investitori e porsi con autorevolezza nel confronto con gli Una scommessa sulle donne.
interlocutori di riferimento: fornitori, istituti di credito, istituzioni, clientela, ecc.
Guardare all’esperienza di quante sono al vertice di imprese radicate sul
La storia della Delegazione Umbria di AIDDA
proprio mercato, quasi sempre con un vissuto non precario né episodico, e attraverso le carte del suo Archivio (1985-2014)
caratterizzate da strutture produttive e organizzative non elementari può esse- Claudia Mantovani
re un primo passo per alimentare la formulazione di obiettivi maggiormente
ambiziosi. Rendere disponibile alla cosiddette startupper, le imprese neo-co-
stituite, il patrimonio di esperienze diffuse può così essere un elemento della «Sta crescendo piano piano, collaboriamo sempre di più. È diventata vera-
mission della Delegazione Umbria di AIDDA, da coltivare con ancora più at- mente una piccola e simpatica Delegazione». È con queste parole che la Pre-
tenzione e passione negli anni a venire. sidente della Delegazione Umbria, Anna Maria Crispolti Schucani, interveniva
in occasione dell’Assemblea Nazionale di Roma di AIDDA nell’aprile 1992 per
dar conto dell’attività dell’Associazione. Un’altra socia presente, il cui nome
non è registrato dal verbale, precisava con toni un po’ più pessimistici: «ab-
biamo un grosso problema, quello di reperire nuove socie. Stiamo faticando
tanto perché l’Umbria è una regione agricola e le grosse industrie non ci sono.
Molte donne lavorano nell’industria dei propri padri, accanto ai loro mariti, ma
purtroppo poche di noi hanno un riconoscimento giuridico del proprio ope-
rato, per cui, io che sono addetta alla ricerca di nuove socie, vi assicuro che è
un lavoro molto impegnativo e ora dico con orgoglio che abbiamo tre nuovi
elementi e ci sembra di toccare il cielo con un dito»1.
All’epoca, in effetti la Delegazione Umbria di AIDDA, fondata nel 1985 intorno
a Giuseppina Antonelli Chiacchella, manager del settore finanziario della Buito-
ni, conta una ventina di socie. Un numero assai più solido delle undici pioniere
iniziali, ma certamente lontano dal dato delle Delegazioni più importanti e lon-
geve, che superano ampiamente il centinaio, come nel caso della Toscana, del
Piemonte e della Lombardia. Un numero che consente, però, attraverso gli stretti
legami di amicizia tra le socie, prevalentemente perugine, un buon livello di co-
esione interna e di efficienza organizzativa. Attenta a non fare il passo più lungo
della gamba e muovendosi con accortezza nella trama di relazioni della ‘Perugia
bene’, l’Associazione poneva in quei primi anni le basi per una futura espansione
e importanti riconoscimenti nel mondo politico ed economico della regione.

1
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 11,
Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Roma, 11 aprile 1992.

26 27
Siamo nel 1992: un anno particolare per le donne d’impresa in Italia, in quanto metà degli anni Ottanta, infatti, si afferma, anche nel nostro Paese, il mito-ste-
il Parlamento approva la legge 192/1992, istitutiva di «azioni positive per l’im- reotipo della donna manager – temuta e perciò spesso messa alla berlina
prenditoria femminile», ovvero un sistema di finanziamenti e facilitazioni diretto a dalla stampa e dal cinema. Nel 1990 una delle fondatrici, Lidia de Barberis,
«promuovere l’uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne ammonisce le aiddine a non presentarsi come «nemiche delle donne»4, pren-
nell’attività economica e imprenditoriale». Un segno del fatto che quello che fin dendo a monito il carro allegorico «Saranno schiavi delle donne» presentato
dalla fondazione nel lontano 1961 era stato uno degli scopi principali dell’Asso- all’ultimo Carnevale di Viareggio, su cui troneggiava un’inquietante signora
ciazione Italiana Donne Dirigenti d’Azienda sta diventando un indirizzo di politica accompagnata da una gigantesca tigre. Più in generale, anche in AIDDA si
economica sempre più condiviso. Del resto, la presenza femminile nel mondo riflette sempre più sull’opportunità di confrontare maggiormente l’esperien-
economico, e in particolare nell’impresa, è un dato ormai consolidato, anche se za della «imprenditrice consolidata» con quella della «manager rampante»,
tuttora avvolto da un alone di fragilità che lo rende oggetto di misure protettive. aprendo l’Associazione anche alle funzionarie e alle dirigenti del settore pub-
AIDDA, in effetti, è cresciuta molto a livello nazionale: nata nel 1961 all’apice blico «che sono dotate di spiccate capacità professionali e hanno costruito
del miracolo economico, in un’economia fortemente segnata dalla vitalità del- talvolta la carriera con più fatica e tenacia delle imprenditrici»5.
la grande industria, ha visto coincidere la propria espansione con gli anni del Nei fatti, però, le statistiche fotografano con decisione il dato della sempre
boom delle piccole-medie imprese in Italia, oltre che con un progressivo au- più evidente discrepanza tra il maggiore successo delle donne nella formazio-
mento dell’occupazione femminile in tutti i settori2. Le imprese familiari, in cui ne scolastica e universitaria e la perdurante e macroscopica sottorappresen-
le donne hanno sempre svolto un ruolo cruciale, sono diventate l’asse portante tazione del sesso femminile nei ranghi delle carriere dirigenziali più elevate e
dell’economia italiana e, grazie all’accesso sempre più largo delle donne all’istru- remunerative. Gli anni Novanta sono, perciò, anche, gli anni in cui le istituzioni
zione superiore, le carriere femminili in azienda e la stessa titolarità dell’impresa italiane sono protagoniste di uno spiccato interventismo legislativo in tema
– spesso frutto di eredità familiare, ma non solo – sono divenute sempre meno di promozione di quelle «pari opportunità» fra uomini e donne, da assicu-
eccezionali. Tanto che, nella sigla del nome AIDDA, la “I”, che stava inizialmente rare con svariate «misure positive» che incidano al di là del mero divieto di
per «Italiana», è andata ben presto a indicare, piuttosto, le «Imprenditrici». discriminazione. E ciò anche per effetto delle parole d’ordine che provengo-
Dal gruppetto delle undici fondatrici iniziali – tutte piemontesi e molte diri- no dall’Unione Europea recentemente tenuta a battesimo a Maastricht, oltre
genti di grandi aziende – si è passati ormai a un’associazione ramificata in tutta che da alcune importanti conferenze delle Nazioni Unite. Nel 1990 una legge
la penisola che negli anni Ottanta supera il migliaio di socie (sono 1190 nel conferisce un rilievo istituzionale compiuto alla «Commissione nazionale per
1992), di cui la larga maggioranza è titolare o socia della propria impresa. Nel la parità e le pari opportunità tra uomo e donna»; un organo consultivo già
Paese, in quello stesso anno, le donne rappresentano il 35% della forza lavoro, previsto da alcuni anni nell’organizzazione interna della Presidenza del Con-
il 17% degli imprenditori e il 3% dei dirigenti d’azienda: il mondo dell’impresa siglio dei Ministri che, poi, nel 1996 verrà posto sotto la direzione di un vero
è ancora, come quello della politica, prevalentemente maschile, ma qualcosa e proprio Ministero per le Pari opportunità. Nel 1991, inoltre, viene istituito
sta cambiando, almeno a livello di attenzione sociale3. A partire dalla seconda il «Comitato nazionale per l’attuazione dei principi di parità di trattamento e

2
Cfr., per una ricostruzione storica di lungo periodo, A. Pescarolo, Il lavoro delle donne
nell’Italia contemporanea, Roma, Viella, 2019. 4
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 9,
3
Cfr. i dati riportati in «Notiziario AIDDA», 10 (1993), p. 10. Molti numeri del notiziario sono Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 2 marzo 1990, p. 8.
raccolti in ASPg, Archivio AIDDA, «AIDDA News», b. 14 e forniscono una panoramica importante 5
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Antonelli, b. 2, fasc. 5,
sulla vita dell’Associazione a partire dagli anni Novanta. Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Roma, 14 novembre 1987, p. 13.

28 29
uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici» presso il Ministero del dosi, però, nell’ambito della compatibilità con gli assetti politici ed economici
Lavoro e della Previdenza Sociale6. esistenti: Donne che valgono miliardi era il titolo scelto da «La Stampa» per un
In questo contesto, le peculiarità di AIDDA e la strategia d’azione che l’As- articolo in cui Taylor presentava l’attività dell’associazione nel 1965 e che si
sociazione ha consolidato negli anni si rivelano particolarmente efficaci a farne concludeva con l’interrogativo «Sono femministe queste dirigenti d’azienda?
un’interlocutrice preziosa per le autorità politiche ed economiche interessate Non so. Ciò che desiderano è vedere riconosciuta, apprezzata ed utilizzata
a captare le potenzialità delle donne. Erede della nobile tradizione dell’as- una reale capacità e competenza, a chiunque appartenga. E, comunque, è
sociazionismo ‘al femminile’ che aveva rappresentato l’ossatura dell’emanci- certo che la stragrande maggioranza di esse è assai femminile»8.
pazionismo ottocentesco, volto a costituire una rete di relazioni in grado di Passata la bufera degli anni Settanta e del femminismo radicale e contestato-
sostenere e valorizzare le competenze delle donne in un mondo in trasforma- re, proprio il carattere «femminile e non femminista» di AIDDA, a più riprese ri-
zione, AIDDA era nata nel 1961 quale costola italiana dell’associazione inter- vendicato anche dalle altre Presidenti nazionali, sarà una chiave della sua longe-
nazionale, la Femmes Chefs d’Entreprises (FCE, poi FCEM), fondata dalla fran- vità e del suo successo negli anni del reflusso della mobilitazione rivoluzionaria
cese Yvonne-Edmond Foinant all’indomani della seconda guerra mondiale7. e del riemergere – anche fra le giovani generazioni di donne – dell’orientamento
Per la verità era stata la guerra del 1914-18 a rappresentare per Foinant, come a valori come la competenza, l’autonomia, il merito, la crescita economica, il
per molte altre donne, l’occasione per mettere alla prova le proprie capacità, successo personale. Valori che «non hanno sesso», certamente, come già so-
facendole assumere la direzione dell’azienda fondata dal marito scomparso steneva M.me Foinant in un celebre motto a proposito del cervello, ma che,
nel conflitto. Nel 1946 era stato scelto, quale simbolo della nuova associazio- paradossalmente, negli stessi anni si accompagnano a una sempre più insistita
ne, il caduceo, «un’insegna – come si può leggere in un regolamento interno retorica in ‘rosa’ sui benefici della femminilizzazione dell’economia e dell’impre-
di AIDDA – che unisce il bastone di Esculapio: il comando, per il quale sono sa, non solo a vantaggio delle donne ma, addirittura, quale possibile strategia
necessarie dedizione e concordia; le ali di Mercurio: il commercio, l’industria, per una rifondazione del capitalismo nell’età della globalizzazione. Si tratta di un
le arti, ma anche le due realtà nelle quali è diviso il mondo, la realtà maschile dualismo che perpetua la tradizionale oscillazione dei movimenti femminili fra i
e quella femminile; il serpente: la rinascita perpetua, la forza e la salute, sup- poli della ‘uguaglianza/parità’ e della ‘differenza/identità’ sessuale.
porto della speranza di vita». AIDDA, che nasce come associazione femminile, unita, perciò, in prima
Dal mondo transalpino era venuto, nel secondo dopoguerra, il primo invi- battuta proprio da alcune specifiche rivendicazioni legate all’essere donna in
to rivolto all’Italia e un’americana, Marian Taylor, la moglie newyorchese del un mondo dominato dagli uomini, rispecchia perfettamente questo dualismo,
filosofo Nicola Abbagnano e titolare di una casa editrice, era stata la prima questa oscillazione non sempre perfettamente coerente tra la rivendicazione
Presidente di un’associazione in cui era viva la consapevolezza di voler spro- della ‘neutralità’ asessuata della competenza individuale in campo economico
vincializzare il contesto italiano per renderlo più aperto alle donne. Muoven- e manageriale e l’orgoglio di incarnare una dimensione specificamente fem-
minile che si vorrebbe valorizzare. Perciò, in seno ad AIDDA, poteva capitare
6
Un’utile rassegna di questi provvedimenti in ISFOL (a cura di), Gli organismi per le politiche di discutere animatamente se considerare o meno la legislazione a tutela del-
di genere. Compiti, strumenti, risultati nella programmazione del FSE: una ricerca valutativa, So-
veria Mannelli, Rubbettino, 2007.
la maternità come un indebito favoritismo nei confronti delle donne – discus-
7
Sulla storia di AIDDA cfr. L. Scaraffia - A.M. Isastia, Donne ottimiste. Femminismo e asso- sione in cui l’interesse dell’imprenditrice e la solidarietà femminile entravano
ciazioni borghesi nell’Otto e Novecento, Bologna, il Mulino, 2002, pp. 277-292; A. Castagnoli evidentemente in conflitto – ma poteva anche capitare di sentire la Presidente
(a cura di), L’imprenditoria femminile in Italia. Il caso emblematico del Piemonte, Milano, Franco
Angeli, 2007; E. Pensa Dapueto, 1961-2011. AIDDA vita e futuro. Cinquant’anni di storia della
Delegazione Piemonte Valle D’Aosta, Torino, Daniela Piazza Editore, 2012. 8
M.T. Abbagnano, Donne che valgono miliardi, «La Stampa», 24 ottobre 1965, p. 11.

30 31
Nazionale concludere con enfasi la sua relazione congressuale con le parole: Proprio il suo essere in primo luogo un’associazione femminile, inoltre, di-
«Noi non siamo soltanto la rappresentanza delle imprenditrici e delle dirigenti stingue AIDDA dalle altre associazioni imprenditoriali organizzate per catego-
d’azienda italiane, ma delle donne italiane», come farà Wanda Pandoli Ferrero rie e comparti produttivi. Una trasversalità che è senza dubbio una ricchezza,
nel 20039. Non a caso, in quello stesso anno, la promozione delle «pari oppor- perché facilita la propensione a trattare tematiche di interesse generale, ma
tunità» nell’ambito della rappresentanza politica entrava nel dettato costitu- rappresenta anche, a volte, una difficoltà nello stimolare la partecipazione
zionale, con la riforma dell’art. 51. delle socie a iniziative cui non sono immediatamente interessate. Per questo,
Più in generale, negli atti congressuali di AIDDA abbondano, attraverso gli mentre nei primi decenni di vita dell’Associazione prevale una strategia che
anni, i riferimenti ai valori specifici dell’«altra metà del cielo», a quel duplice tenta di unificare le iniziative regionali intorno a un grande tema nazionale,
ruolo di «imprenditrice di produzione e di procreazione»10 fatto di attenzione negli anni successivi prevarrà, sempre più, una maggiore flessibilità rispetto
ai valori familiari, intuito e capacità organizzativa, consapevolezza dell’oppor- alle esigenze delle Delegazioni locali e si discuterà spesso di «tavoli di setto-
tunità di trasferire l’etica delle relazioni al mondo economico, sensibilità socia- re» interni.
le, cura delle giovani generazioni. Una rivendicazione orgogliosa di femmini- L’articolazione territoriale su base regionale è indubbiamente un punto di
lità che passa a volte anche attraverso gli strumenti tradizionali dell’eleganza forza di AIDDA, che oggi ha quattordici Delegazioni distribuite in tutto il ter-
nel vestire. Anche in questo caso, se è vero che la stampa ‘maschile’ è abituata ritorio della penisola: l’Umbria è stata una delle ultime a costituirsi, nel 1985.
a dar conto con condiscendenza del vestire costoso e raffinato delle donne Un’articolazione che favorisce l’incontro e il confronto con le autorità ammini-
di potere – e ciò può certamente infastidire anche le aiddine che puntano strative locali, in dialogo costante con la dimensione nazionale. A Paola Valori,
sull’affermazione di altre qualità –, è vero però che le occasioni di incontro fra Presidente Nazionale dal 1986 al 1990, si deve la decisione di trasferire la
le socie sono anche occasioni di sfoggiare le personali e variegate interpre- sede centrale di AIDDA a Roma, dotandosi di un vero e proprio ufficio di se-
tazioni di uno stile consapevole e ricercato. In occasione del varo del primo greteria nel cuore delle istituzioni centrali dello Stato.
Premio Nazionale AIDDA, conferito nel 2003 con grande visibilità a Umberto Le direttrici che orientano la strategia dell’Associazione rimangono costan-
Veronesi per il suo impegno per la salute delle donne, veniva premiata anche ti negli anni, anche se, chiaramente, ciascuna Presidente Nazionale tenderà
la manager del gruppo cosmetico Estée Lauder: in quell’occasione, come ri- a privilegiare l’uno o l’altro aspetto. Innanzitutto quello che è il nucleo della
conosceva la Presidente Pandoli, forse si era fatta una concessione eccessiva vita associativa, ovvero la costruzione di una rete di relazioni fra le «amiche»
alla frivolezza, ma si era comunque riusciti ad assicurarsi una grande copertu- (così ci si rivolge alle socie nella corrispondenza ufficiale) che rafforzi la loro
ra da parte della stampa femminile11. Il femminismo, certamente, è alle spalle, posizione nel contesto territoriale di riferimento. In questo senso, ogni Dele-
ma resta l’eredità di un’ambivalenza di fondo fra l’importanza dell’industria gazione è chiamata a prevedere momenti di formazione e dibattito, ma anche
della bellezza e della moda (in cui del resto non poche socie sono attive) e la di svago e conoscenza reciproca. Inoltre si punta a fornire alle aiddine servizi
reticenza nell’ostentarne il messaggio. specifici, bancari, assicurativi o di lobbying a condizioni di favore, facendo
leva sulla forza contrattuale dell’Associazione.
9
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc. 25,
La seconda direttrice è certamente costituita dal rafforzamento della pre-
Relazione di Wanda Pandoli Ferrero al Consiglio Nazionale, Roma, 20 giugno 2003.
10
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Antonelli, b. 2, fasc. senza e della visibilità di AIDDA, sempre più accreditata come interlocutrice
5, A. Majani, AIDDA nel domani: progetti, proposte e suggerimenti, relazione presentata all’As- di rango delle istituzioni e delle associazioni del mondo economico. Claudia
semblea Nazionale AIDDA, Roma, 14 novembre 1987.
11
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc.
Matta, Presidente Nazionale dal 1977 al 1981, è la prima donna a sedere nella
25, Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA del 25 marzo 2003. Giunta di Confindustria, che rimane senza dubbio il modello da seguire quan-

32 33
to a influenza politica e sociale. Inizialmente, sono le stesse Presidenti nazio- rilievo: la triestina Etta Melzi Carignani è vice Presidente dal 1994 al 1998 e
nali a invitare alla cautela nell’approccio a un mondo politico verso il quale si sia Maria Grazia Randi della Delegazione Lombardia che Laura Frati Gucci
tende, piuttosto, a rimarcare una certa diffidenza ed estraneità. A partire dagli di quella Toscana vengono elette alla Presidenza mondiale, rispettivamente
anni Novanta, però, AIDDA viene coinvolta a pieno titolo non solo negli organi nel 1988 e nel 2011. Le occasioni in cui vengono ospitate in Italia le sessioni
e nei tavoli politici sulle «pari opportunità», ma anche nei Comitati per l’Im- dell’Assemblea o del Direttivo FCEM sono un’opportunità per sviluppare una
prenditorialità Femminile (CIF), centri di studio, monitoraggio e sostegno isti- rete di contatti di grande valore per le socie.
tuiti presso le Camere di Commercio alla fine del decennio, sicché il rapporto È soprattutto il settore della formazione quello che negli anni riceve gran-
con la politica si fa più stretto. Nessun accenno, negli atti congressuali, a sim- de attenzione in AIDDA e diventa uno dei pilastri della missione associativa.
patie o divisioni partitiche: del resto l’Associazione è rigorosamente apolitica Questo in corrispondenza di un trend generale che, nella crisi dei tradizionali
e le relazioni delle Presidenti si attengono a un registro il più possibile neutrale, curricula formativi, vede crescere i rapporti fra impresa e mondo della forma-
anche se, chiaramente, funzionale agli interessi delle imprese. Una lettera di zione, mentre il marketing culturale diventa una modalità ben riconoscibile
ammirazione di Wanda Pandoli Ferrero per la sobrietà di donna Franca Ciampi di posizionamento aziendale. Lo stesso concetto di «cultura d’impresa» si af-
è, forse, esemplificativo di uno stile che si vorrebbe incarnare: poco retorico, ferma come dotato di una sua specificità, a indicare sia le qualità e le compe-
intelligente, fattivo e rassicurante in quanto a modello di femminilità12. tenze peculiari necessarie a essere buoni imprenditori, sia la narrazione della
Un altro elemento che diventa sempre più strategico nel corso degli anni tradizione e dei valori della singola realtà imprenditoriale. Per cui AIDDA, sia
è la comunicazione dell’immagine dell’Associazione. Nella società dei mass nella dimensione nazionale che in quella locale, si attiva per finanziare borse
media in continua evoluzione anche AIDDA sente l’esigenza di diventare un di studio e corsi di formazione o per ideare o partecipare a progetti formativi
‘brand’ riconoscibile e di posizionarsi nel mercato delle iniziative culturali insieme ad altre realtà; anche perché quello della formazione è un settore in
e sociali. I rapporti con la stampa, la veste grafica dei documenti ufficiali, la cui le donne sono predisposte a eccellere.
presenza in internet, il bollettino informativo sono oggetto di crescente at- Inoltre, in una realtà associativa nata negli anni Sessanta tra donne già
tenzione e investimento di risorse professionali da parte del Direttivo e delle mature nell’esperienza professionale, è vivamente sentita la necessità del ri-
singole Delegazioni. «Per essere intervistate da Giuliano Ferrara, signore mie, cambio generazionale, tanto nelle aziende quanto nella vita associativa. Le
bisogna avere non solo prontezza, ma una attenta programmazione. Perciò, discussioni fra le aiddine sono spesso attraversate dal dilemma fra la «qualità»
signore, non esponiamoci troppo», raccomandava Lidia de Barberis ancora e la «quantità» dell’appartenenza. A differenza di altre associazioni nel mondo
nel 199213. In epoca più vicina a noi lo stile ben più disinvolto della Presidente dell’imprenditoria femminile, lo Statuto di AIDDA è piuttosto selettivo, preve-
Laura Frati Gucci, titolare non a caso di una società di pubbliche relazioni, ag- dendo un minimo di fatturato o di numero di dipendenti per l’ammissione – un
giustava decisamente il tiro anche nei rapporti con i media. dato che spesso scoraggia le giovani che si vorrebbero, invece, coinvolge-
I collegamenti internazionali, sempre più cruciali nell’era della globalizza- re. AIDDA incarna, come affermava nel 1996 la candidata alla Presidenza Etta
zione, sono assicurati dal rapporto con l’Associazione mondiale FCEM, alla Melzi Carignani, erede lei stessa di un’importante famiglia imprenditoriale e
quale AIDDA è federata e al cui interno le italiane conquistano posizioni di moglie di un marchese, «quella gioia di essere il meglio dello status femminile
che fa di noi un’associazione unica»14, una lobby selezionata anche dal punto di
12
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc.
25, Lettera di Wanda Pandoli Ferrero a donna Franca Ciampi del 26 febbraio 2003.
13
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 14
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mascelloni, b. 4, f.
10, Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Roma, 11 aprile 1992, p. 9. 17, Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Roma, 30 marzo 1996.

34 35
vista dello stile di comportamento e dei valori, tipica di un’élite sociale che Le fondatrici: «Pupa» Antonelli Chiacchella e la nascita della Delegazione
forse sta scomparendo, ma che ha ancora la percezione di essere tale. Al tem- Umbria
po stesso, i numeri sono necessari per infondere vitalità a un’associazione che
si regge moltissimo sulla disponibilità di tempo e denaro di chi ne fa parte, La decisione di dar vita alla Delegazione Umbria di AIDDA si deve alla sol-
soprattutto di coloro che si candidano a una Presidenza di Delegazione o a lecitazione della Presidente della Delegazione Toscana Paola Valori. Attiva nel
quella nazionale, con generoso impiego dei propri mezzi. Negli anni si ten- settore della sanità privata, conosce Ivana Mascelloni, contitolare della Casa
teranno varie strade per coinvolgere le giovani e l’impegno riversato nella di cura fondata a Perugia dalla famiglia del marito Alfredo Liotti e la sollecita a
formazione è senz’altro una di queste, così come lo è l’istituzione di un grup- prendere contatto con Giuseppina Antonelli Chiacchella, «Pupa» per gli ami-
po di «amiche» che gravitano intorno all’Associazione pur non possedendo- ci, già socia della Delegazione Toscana15. Antonelli è manager con posizioni
ne i requisiti. di alto rilievo nel gruppo IBP (Industrie Buitoni Perugina), nato da una fusione
In un mondo che si trasforma rapidamente, in cui generazioni molto di- realizzata negli anni Sessanta fra due delle principali realtà economiche regio-
verse di donne si confrontano tra loro, in cui sia la «donna» che «l’impresa» nali, fusione che lei stessa ha contribuito a realizzare16. Nel momento in cui An-
sono sempre più al centro del discorso pubblico, inevitabilmente anche il tonelli prende le redini della fondazione della Delegazione Umbria, il gruppo
tema dell’identità di AIDDA è spesso oggetto di discussione. Questo anche Buitoni è da poco passato sotto il controllo della CIR di Carlo De Benedetti.
in ragione della varietà del mondo associativo femminile, erede, come si è Il 30 settembre 1985 all’Hotel Plaza – che rimarrà per lungo tempo il luogo
detto, di una lunga tradizione, con le socie AIDDA che spesso sono anche d’incontro principale delle attività dell’Associazione – la Delegazione si riu-
socie di altri club femminili come il Soroptimist o di associazioni come la nisce per la prima volta per eleggere le cariche sociali17. Lo stesso anno in
FIDAPA. Occorre distinguersi, trasmettere un’identità riconoscibile, un mes- novembre si tiene a Perugia l’Assemblea Nazionale di AIDDA per ratificare
saggio preciso – ribadiscono spesso le dirigenti nazionali e locali. Una strada e festeggiare la nuova nata18. Scorrendo l’elenco delle socie vi sono rappre-
non sempre chiaramente visibile né facile, viste le multiformi esperienze e gli sentate, evidentemente, molte storiche realtà imprenditoriali cittadine: la pa-
interessi diversificati delle associate, ma che viene percorsa con entusiasmo sticceria Sandri, l’agenzia Tuttoturismo, la clinica Liotti, i tessuti Brozzetti, per
ed energia, e con non poche soddisfazioni, attraverso gli anni. citarne solo alcune19. Si tratta perlopiù di imprese familiari nel settore dei ser-
Di questo percorso si ha un’idea piuttosto articolata sfogliando le carte vizi, del commercio o dell’artigianato, in cui le donne hanno sempre svolto un
dell’Archivio di AIDDA Umbria, raccolto dalle Presidenti di Delegazione che ruolo di primo piano o lo hanno acquisito per eredità familiare. La carriera di
si sono succedute negli anni – ciascuna con il proprio stile e con la propria
personalità. Le cartelle, infatti, contengono prevalentemente i documenti uf-
15
Donna manager è bello, intervista di Luciana Frau a Ivana Mascelloni Liotti, «Il Giornale
ficiali della vita associativa, non soltanto quella di Delegazione, quindi, ma dell’Umbria», 16 ottobre 1998, p. 7.
anche quella dei Consigli e delle Assemblee nazionali. Certamente la vicenda 16
Un dettagliato curriculum vitae di Giuseppina Antonelli si può vedere in ASPg, Archivio
della Delegazione Umbria di AIDDA, nata, come si diceva, alla metà degli anni AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 9.
17
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Antonelli, b. 2, fasc. 3,
Ottanta – un momento di riassetto importante dell’apparato produttivo del Verbale dell’Assemblea di Delegazione AIDDA Umbria, Perugia, 30 settembre 1985.
Paese che iniziava ad affrontare la sfida della terza rivoluzione industriale e 18
Ivi, Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Perugia, 16 novembre 1985.
19
Per una prima ricostruzione della storia della Delegazione e un profilo di Antonelli cfr. B.
della globalizzazione dell’economia – all’interno di questo quadro ha le sue
Curli, Terra, impresa, associazionismo. Percorsi di donne imprenditrici nell’Umbria del Novecen-
peculiarità. Raccontarle, seguendo cronologicamente la storia dell’Associa- to, in B. Curli (a cura di), Donne imprenditrici nella storia dell’Umbria. Ipotesi e percorsi di ricerca,
zione, sarà lo scopo dei paragrafi che seguono. Milano, Franco Angeli, 2005, pp. 183-228.

36 37
Antonelli – l’unica dirigente d’azienda ‘pura’ in questo piccolo gruppo – rap- tema della formazione, mentre una socia, Clara Baldelli Bombelli è nominata
presenta evidentemente un’eccezione. Da semplice impiegata a manager del coordinatrice delle attività promozionali della Regione negli Stati Uniti.
settore finanziario, grande lavoratrice e fumatrice accanita, si caratterizza per la Una delle sue prime uscite pubbliche avviene alla sede di Perugia dell’As-
sua competenza e la sua feroce lealtà alla famiglia Buitoni, parte integrante del- sociazione industriali nel dicembre 1986 con la rappresentazione C’era una
la storia e della memoria di un’azienda che proprio sul finire degli anni Ottanta, volta: il mondo prima e dopo l’industria, in cui, come sintetizza la Presidente,
dopo la grande espansione e diversificazione del decennio precedente, sta ci si è proposti di celebrare e «riconfermare … i valori irrinunciabili della civiltà
iniziando una parabola difficile. La sua storia di donna determinata a difendere industriale»23 in un momento in cui quest’ultima, perlomeno nella sua veste
le proprie posizioni in un mondo maschile pronto a metterla all’angolo – come tradizionale, sembra vivere un momento di trasformazione e di crisi. E i gran-
quando nel dopoguerra dovette conquistare il proprio diritto alla promozio- di temi dell’industria, della finanza e del credito sono chiaramente oggetto
ne a un ruolo manageriale che di fatto già esercitava – ne fa una aiddina per dell’interesse diretto di Antonelli che, nel 1987, organizza un seminario tecni-
eccellenza, in sintonia con la ragion d’essere fondativa dell’Associazione. Del co sulla Lettura europea del bilancio - IV direttiva CEE e, nel 1988, un incontro
resto sulle pagine dell’«Espresso» era stata definita «uno dei pochissimi cervelli con gli studenti sul tema L’interazione necessaria tra industria, scuola, univer-
finanziari di sesso femminile», quasi a richiamare il motto di M.me Foinant20. sità e ricerca, cui partecipa, tra gli altri, Felice Roberto Villa, amministratore
Nei suoi primi anni di vita la Delegazione Umbria si consolida, così, intorno delegato del Gruppo Buitoni.
a un piccolo gruppo di amiche perugine. In breve si passa a una ventina di La proiezione nazionale di Giuseppina Antonelli, che tenta anche l’avventu-
socie: non moltissime, ma tutte partecipano piuttosto attivamente. Le riunioni ra politica nelle file del Partito Liberale Italiano, è certamente una dimensione
si svolgono per lo più nell’una o nell’altra casa privata, i verbali sono veloci ap- in qualche modo eccezionale per la Delegazione Umbria. Ne è una conferma
punti spesso manoscritti in cui c’è spazio anche per «gli struffoli e le graffe di il fatto che, scaduto il mandato nel 1990, Antonelli si candidi – unica fra le
Anna Maria» che hanno «addolcito la serata»21. Ultime manifestazioni di quei Presidenti umbre nella storia dell’Associazione – alla Presidenza Nazionale di
riti femminili del thè e del salotto fra amiche che, con la crescita dell’Associa- AIDDA. L’annuncio è dato al Consiglio Nazionale di Roma in marzo:
zione e il cambiamento degli stili di vita, si sposteranno preferibilmente in
eleganti alberghi o ristoranti della città. Non l’ho detto durante la riunione ristretta delle Presidenti a Firenze, perché non
Nella visione della Presidente le direttrici dell’Associazione sono due: da avevo più i requisiti per candidarmi. Non ero più Dirigente della Buitoni, non ero
più Presidente del Poligrafico. In gennaio ho messo del capitale in una piccola
un lato i problemi delle piccole e medie imprese, che nella seconda metà
azienda, sono Amministratore Unico di questa S.r.l che si interessa di maglieria a
degli anni Ottanta stanno vivendo una complessa fase di riassetto del siste-
livello medio-alto. L’azienda aveva problemi di sopravvivenza. L’ho ritenuta, inve-
ma del credito e dei mercati; dall’altro la sanità privata e le sue prospettive22. ce, valida guardando bilanci, mercato e creatività. Mi candido non certo per far di-
Questi temi sono oggetto di interesse reale da parte delle socie e sono quindi spetto a nessuno, ma nella convinzione che una Associazione vitale come la nostra
un buon trampolino di lancio per aggregare e dare visibilità all’Associazione. deve poter esprimere più candidate per la Presidenza, per poter dare alle Socie la
AIDDA comincia a interagire con il Progetto donna del Comune di Perugia sul possibilità di scegliere la migliore strategia. Se vinco sono contenta, se non vinco
sono contenta ugualmente e farò il mio dovere di Consigliera Nazionale24.

20
Citazione in Curli, Terra, impresa, associazionismo, p. 213. 23
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Antonelli, b. 2, fasc. 5,
21
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Antonelli, b. 2, fasc. 5, Verbale dell’Assemblea di Delegazione AIDDA Umbria, Perugia, 30 settembre 1987.
Verbale del Consiglio di Delegazione AIDDA Umbria, Perugia, 16 gennaio 1987. 24
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc.
22
Ibidem, G. Antonelli, Programma della Delegazione per il 1987. 9, Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 2 marzo 1990.

38 39
Un Consiglio Nazionale molto teso, poiché, nel trasmetterne il verbale, la Non è, evidentemente, abbastanza e a contare sono, più di ogni altra
Presidente Valori scrive una lettera assai amareggiata: cosa, i rapporti di potere fra le singole Delegazioni regionali. Le tensioni
condannate da Valori si ripercuotono, così, su un’Assemblea Nazionale tur-
Sono rientrata dalla riunione del Consiglio con grande amarezza. Sono 10 anni bolenta, in cui le socie piemontesi della commissione elettorale insistono
che partecipo ai nostri Consigli Nazionali e che rimango sdegnata per l’aggres- nel mettere in difficoltà la candidatura dell’Umbria, contestando la validità
sione e il linciaggio morale che viene fatto nei confronti di qualcuna soprattutto
della nuova Delegazione regionale. Le elezioni si sono tenute, infatti, in ri-
quando siamo vicine alle elezioni (…). Il match pre-elettorale è già iniziato e an-
tardo rispetto ai termini statutari; un ritardo motivato dalle umbre con il fatto
che questa volta sono comparse note stonate. Vorrei che rifletteste su due sem-
plici concetti: che una delle socie ha subito una rapina in casa a ridosso della convocazio-
- chi si candida lo fa perché crede nell’AIDDA e nello spirito di servizio associati- ne. C’è persino il rischio che salti tutto e che l’Assemblea Nazionale debba
vo, con un po’ di quella ambizione che è indispensabile per decidere di dedicare essere invalidata, ma alla fine, grazie agli appelli all’unità e alla concretezza
tempo e fatica all’Associazione di alcune socie influenti, tutto si risolve con un applauso. Le elezioni, però,
- abbiamo tutte diritto di voto all’Assemblea e il reciproco rispetto vuole che solo non sono favorevoli a Giuseppina Antonelli, che riceve 124 voti contro i 538
attraverso quello esprimiamo il nostro pensiero sul futuro vertice dell’AIDDA25.
di de Barberis e i 112 di Grigoriadis. Da allora, «Pupa» Antonelli rivestirà
nella Delegazione Umbra il ruolo di ‘madre nobile’ e di Presidente onoraria
In effetti in quell’anno, le candidature alla Presidenza sono ben tre: oltre
a vita. Un ruolo sempre meno attivo anche per la grave malattia che precede
ad Antonelli, si presentano Lidia de Barberis, Presidente del gruppo pubblici-
la sua scomparsa, nel 2003. «Donna di forte temperamento e di profonda
tario Armando Testa26 nonché esponente del gruppo storico delle fondatrici
competenza professionale – la ricorderà la Presidente allora in carica Teresa
piemontesi, e Cinzia Grigoriadis, già manager nel settore delle comunicazio-
Severini Zaganelli – è stata un’antesignana della donna d’impresa. Da lei, che
ni della Procter & Gamble Italia, con l’appoggio della Delegazione Lazio. I
ha conosciuto stima e successo in anni in cui il ruolo femminile era confinato
programmi delle tre candidate non differiscono molto tra di loro: tutte richia-
in altri settori, tutte noi abbiamo ricevuto uno stimolo costante e un incredi-
mano la necessità di maggiori contatti internazionali, di un’organizzazione in-
bile esempio di impegno personale»28.
terna capace di tener conto della varietà delle provenienze e degli interessi
delle associate, di una strategia comunicativa più coordinata, efficiente e pro-
fessionale, in grado di massimizzare il peso politico dell’Associazione. Più che Inventare, consolidare, crescere: gli anni Novanta e le Presidenze di Anna
i programmi contano, evidentemente, le esperienze professionali, le relazioni Maria Crispolti Schucani, Ivana Mascelloni Liotti, Elena Lico Milletti
e il curriculum della singola candidata, e così Antonelli, di fronte all’Assem-
blea Nazionale riunita a Roma nel marzo di quell’anno, rivendica «senza falsa A prendere le redini della Delegazione Umbria di AIDDA sarà, nel 1990,
modestia, le molte esperienze compiute, in Italia e all’estero, nel campo delle Anna Maria Crispolti Schucani, storica presenza all’interno dell’altrettanto sto-
strategie dell’alta finanza che ancor oggi è fra quelli di punta dell’intero siste- rica pasticceria Sandri, nel cuore di Perugia, e grande amica della Antonelli.
ma economico e produttivo»27. Negli anni che seguono, la vita associativa prosegue secondo uno schema
ormai consolidato: le riunioni a casa delle socie, la progettazione di iniziative,
25
Lettera di Paola Valori alle socie, senza data ma allegata al verbale di cui alla nota precedente. gli appuntamenti con AIDDA Nazionale.
26
Armando Testa è stato il primo marito di Lidia de Barberis.
27
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 9, 28
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc.
Verbale dell’Assemblea Nazionale AIDDA, Roma, 31 marzo 1990, p. 11. 24, Nota commemorativa di Teresa Severini.

40 41
Ci sono alcune difficoltà, legate in parte agli effetti della prima guerra nel Novanta, con la crisi della grande industria, un importante volano dell’econo-
Golfo, che inizia proprio nella seconda metà del 1990 e colpisce in particola- mia regionale. AIDDA per conoscere e per conoscersi è il titolo, ad esempio,
re alcuni settori imprenditoriali. La tesoriera e segretaria della Delegazione di un pacchetto di servizi turistici immaginato da Guarducci per valorizzare in
Umbria, ad esempio, titolare di un’agenzia di viaggi, è costretta a lasciare l’in- ambito associativo la bellezza dell’Umbria.
carico per concentrarsi sulle difficoltà lavorative. Il clima non è dei più favore- Nel febbraio 1993 l’Assemblea di Delegazione elegge alla Presidenza Ele-
voli a stimolare la vita associativa, al punto che nell’ottobre 1991 Schucani è na (Lella) Lico Milletti, titolare di un’importante azienda florovivaistica, già fra
indotta a scrivere alle altre Presidenti di Delegazione per ragionare insieme i membri fondatori e assai attiva nei club femminili e nelle associazioni del
sulle difficoltà che costringono molte socie a concentrarsi sulla salvaguardia volontariato perugino31. Le iniziative pubbliche di AIDDA, spesso in collabo-
della propria attività economica. Un «improvviso superlavoro» che impedisce razione con altre associazioni, sono ormai una consuetudine della vita cittadi-
alle delegate umbre di partecipare all’imminente Consiglio Nazionale e per na. Del resto, comunica con soddisfazione Lico Milletti alle amiche, nel luglio
cui si sollecita un momento di confronto a livello nazionale: «È ben chiaro a 1993 AIDDA è stata invitata per prima volta alla celebrazione della Festa della
tutte noi che l’economia del nostro Paese sta attraversando una fase piuttosto Repubblica in Prefettura «che quest’anno era riservata ai soli … uomini o me-
instabile, con bruschi spostamenti di equilibrio che rischiano di danneggia- glio alle sole Autorità e rappresentanti delle istituzioni cittadine. Noi donne
re principalmente le aziende di media e piccola dimensione»29. Alle proprie eravamo una sparuta minoranza!»32. Nell’ottobre dello stesso anno il direttore
«amiche» umbre Schucani scrive invitandole «a non lasciarci sconfortare dal dell’Associazione Industriali è invitato per una conversazione sul tema L’indu-
conflitto in corso e dalle sue dolorose conseguenze: non dimentichiamo mai stria nella Provincia di Perugia: situazione, problemi, prospettive. Ancora in col-
che una caratteristica che ci unisce da sempre è la fiducia nella ragione umana laborazione con Assindustria si organizza il colloquio Verso la riforma fiscale
e nell’aiuto divino»30. nell’aprile 1995, mentre il management delle telecomunicazioni è oggetto di
Nonostante i momenti di sconforto, l’Associazione riesce a organizzare due un incontro sulla Qualità totale nell’aprile del 1994. Nel 1995 si parla di Nestlé
appuntamenti importanti, che hanno al centro, per vocazione ormai consoli- nel mondo, in Italia, a Perugia con l’amministratore delegato Vincenzo Miceli
data, gli interessi delle imprese a confronto con la nuova Europa comunitaria. e di un tema sempre caro ad AIDDA Umbria, Il ruolo delle pmi nello sviluppo
Uno, insieme all’Associazione industriali, su L’attività della impresa nella pro- economico, con il contributo del professor Massimo Ricottilli di Bologna.
spettiva del Mercato Unico Europeo nel novembre 1990 e l’altro, nell’ottobre A caratterizzare la Presidenza di Elena Lico Milletti sono, però, soprattutto
1992, dedicato a L’associazionismo delle imprese in vista dell’Europa unita alla gli incontri interregionali che vedono coinvolte le Delegazioni limitrofe di To-
Camera di Commercio di Perugia. scana, Lazio e Marche. La Presidente, del resto, è ben inserita nella realtà di
Nel frattempo, a piccoli ma importanti passi, si assiste a un ricambio gene- AIDDA Nazionale, presieduta al tempo da Giovanna Folchi Vici delle Marche:
razionale interno, con nuove e dinamiche socie, quali Teresa Severini o Valeria un segno che l’Associazione ha ormai abbandonato l’asse piemontese-tosca-
Guarducci Mencaroni, che affiancano la vecchia guardia e aprono AIDDA agli no per aprirsi compiutamente ad altre realtà. Gli incontri interregionali hanno
interessi di quel comparto agroalimentare e turistico che diventerà negli anni per oggetto tematiche diversificate: di Ambiente e impresa si parla in Tosca-
na con il ministro Valdo Spini; a Roma si svolge un seminario su Strategia di
29
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc.
10, Lettera di Anna Maria Crispolti Schucani alle altre Presidenti AIDDA, 25 ottobre 1991. 31
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc.
30
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Crispolti, b. 2, fasc. 9, 12, Verbale dell’Assemblea Elettiva AIDDA Delegazione Umbria, Perugia, 9 febbraio 1993.
Lettera di Anna Maria Crispolti Schucani alle socie della Delegazione Umbria, manoscritta, senza 32
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Lico, b. 3, fasc. 13,
data. Lettera di Elena Lico Milletti alle socie, 6 luglio 1993.

42 43
impresa in un periodo di crisi: la crisi italiana ed europea, mentre in Umbria, interessi si allargano, però, al mondo dell’arte, della moda e dell’artigianato
all’Hotel Le Tre Vaselle di Torgiano si ospita, nel febbraio 1994 un appunta- artistico. Ha frequentato, infatti, l’Accademia di Belle Arti di Perugia dove è
mento su Il ruolo dell’agricoltura italiana nel nuovo contesto europeo e mon- stata allieva di Gerardo Dottori.
diale con Augusto Bocchini, Presidente di Confagricoltura. Sotto la sua guida la Delegazione si concentra, così, maggiormente sul rap-
E tocca a Elena Lico Milletti presiedere, nel 1995, le celebrazioni per il pri- porto con le istituzioni locali, approfittando del crescente interesse, a partire
mo Decennale dell’Associazione, festeggiato con la stampa di una elegante dalla metà degli anni Novanta, per il tema della formazione e dell’imprendi-
brochure contenente i profili biografico-professionali e le fotografie di ventitré torialità femminile. Già alla fine dell’anno 1996 può elencare diversi successi:
socie33. Un’occasione importante, in concomitanza della quale, accompagnato AIDDA è stata coinvolta in una serie di progetti della Provincia di Perugia quali
da un ricco programma culturale e gastronomico, si svolge il Consiglio Nazio- il Nucleo Valutazione dei percorsi formativi presentati dalle aziende, il gruppo
nale di AIDDA nella prestigiosa sede della Sala dei Notari di Perugia. Proprio di ricerca per il progetto Tempo scelto sui lavori socialmente utili, il progetto
in quel Consiglio la Presidente Folchi Vici auspica una «rifondazione ideologi- Orientamento professionale per giovani e il progetto Ragno per la trasmissio-
ca» di AIDDA all’insegna di un rilancio della dimensione femminile34. E questo ne dei saperi artigianali femminili. Anche la nuova Presidente Nazionale Etta
aspetto è al centro di un altro evento che conferisce grande visibilità ad AIDDA, Melzi Carignani è una convinta sostenitrice dell’opportunità di dialogare il più
proponendosi come iniziativa «in rosa», lontana però dal «femminismo vocian- possibile con le istituzioni e di inserire a pieno titolo l’Associazione negli or-
te e schierato» da cui si rimarcano le distanze35. Si tratta di una cena di bene- ganismi che contano, come la Giunta di Confindustria o la Commissione Pari
ficienza organizzata il 27 maggio 2004 all’Hotel Plaza, in collaborazione con Opportunità recentemente rilanciata dal Governo Prodi.
altre sei associazioni e club femminili della città, all’insegna del motto Le donne Dando conto dell’attività della Delegazione Umbria e del proprio operato
insieme per le donne. È un successo: nell’ambito del Progetto Solidarietà don- in occasione del Consiglio Nazionale di Segrate del 1997, Mascelloni può ri-
na sono raccolti 20 milioni da donare all’ospedale di Perugia per l’acquisto di ferire, così:
un mammografo e la stampa locale si esercita in titoli accattivanti sulle «sette»
sorelle unite nell’iniziativa – o sulle «tre» sorelle (AIDDA, Soroptimist, FIDAPA) ha cercato soprattutto, come ha suggerito fin dall’inizio la Presidente, di entrare
che organizzano insieme la cena degli auguri di Natale di quell’anno nella villa nelle stanze dei bottoni in Umbria. Ha partecipato a moltissime riunioni in Comune,
Regione, Provincia ed inoltre, essendo anche iscritta all’Artigianato, ha cominciato
di Anna Maria Crispolti Schucani36. L’iniziativa verrà replicata l’anno successivo,
a partecipare alle riunioni del CNA. Recentemente è stata eletta presidente per il
in giugno: in quell’occasione i 10 milioni raccolti sono destinati a una casa di
CNA della Sezione Impresa Donna, il che le ha dato molta soddisfazione. Nell’ulti-
accoglienza per madri in difficoltà delle donne vincenziane. ma riunione, l’Assessore umbro ha detto che l’AIDDA è entrata di diritto a far parte
Nel febbraio 1996 il testimone della Presidenza della Delegazione Umbria di quei gruppi che prestabiliscono i piani per la formazione37.
è raccolto da Ivana Mascelloni Liotti, anche lei appartenente al gruppo ormai
storico delle fondatrici. Attiva nel settore della sanità privata, i suoi personali Conoscere e accedere ai fondi della CE per lo sviluppo e la creazione
dell’imprenditorialità femminile è il tema di un seminario organizzato dalle
33
La brochure è conservata in ASP, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presi- socie umbre nel novembre 1996, un anno prima che, nel 1997, vengano, fi-
denza Lico, b. 3, fasc. 15. nalmente, banditi i finanziamenti a sostegno dell’imprenditorialità femminile
34
Ibidem, Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Perugia, 14 ottobre 1995.
35
S. Angelici, Unite per le donne, «La Nazione Umbria», 4 giugno 1995.
36
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Lico, b. 3, fasc. 14, M. 37
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mascelloni, b. 4, fasc.
Calzolai, Per le tre sorelle diplomatico ai fiori d’arancio, ritaglio da «Il Messaggero». 18, Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Segrate, 20 giugno 1997.

44 45
promessi dalla legge del 1992. Una legge che AIDDA non ha direttamente Il rilancio, l’anno successivo, dell’aeroporto di Sant’Egidio grazie a un fi-
promosso e che giudica, nel complesso, insufficiente, ma per cui è pronta a nanziamento statale avviene anche in questa chiave, che le aiddine umbre
immaginare iniziative di informazione e supporto38. Quanto al quadro eco- sono pronte a valorizzare promuovendo l’incontro Un aeroporto per il decollo
nomico generale, tra il 1996 e il 1997 vengono compiuti passi decisivi in di- dell’Umbria, tenutosi alla Camera di Commercio di Perugia nel giugno 1998.
rezione dell’unificazione monetaria dell’Europa, cui AIDDA, come del resto il
mondo imprenditoriale nel suo complesso, guarda con favore. Anche la pos-
sibilità, di cui molto si discute nel mondo politico in questi anni, di introdur- Donna del Novecento - donne del Duemila: la lunga Presidenza di Teresa
re maggiore flessibilità nella legislazione sul lavoro incontra evidentemente Severini Zaganelli
l’interesse delle socie. Nell’anno in cui giunge in approvazione il cosiddetto
«pacchetto Treu», la Delegazione Umbria è pronta ad organizzare, nel marzo Teresa Severini Zaganelli, laureata in agraria e orgogliosa di essere una del-
1997, un seminario sul tema Stato e mercato nell’Italia che cambia. Nuove for- le prime donne enologo in Italia, è figlia del magistrato Luigi Severini e di Maria
me di lavoro e nuove normative. Grazia Marchetti che, in seconde nozze, ha sposato il proprietario terriero e
Nell’autunno del 1997 l’Umbria è duramente colpita da un terremoto che imprenditore Giorgio Lungarotti. Il ruolo di Teresa nell’azienda di famiglia, una
mette in ginocchio l’economia regionale e in particolare il settore turistico: i delle prime a valorizzare il vino umbro sul mercato nazionale e internazionale,
crolli nella basilica superiore di Assisi, che causano la morte di quattro perso- è un ruolo di primo piano nella creazione di vini importanti e premiati. In AIDDA
ne, ne restano il simbolo più drammatico. In questa circostanza la Delegazio- rappresenta, anagraficamente, la seconda generazione di donne imprenditri-
ne Umbria si mobilita con il sostegno di tutta la rete nazionale. La decisione di ci: laureate, consapevoli delle proprie capacità, senza soggezioni di sorta nei
tenere il Consiglio Nazionale a Perugia il 20-21 febbraio del 1998 è il frutto di confronti dei maschi, cresciute in un mondo in cui la parità è scontata e il dilem-
un accorato scambio di lettere fra Mascelloni e Carignani: la Presidente Nazio- ma della conciliazione fra le responsabilità familiari e la carriera professionale
nale è molto disponibile e, anche grazie al suo intervento, la partecipazione è visto, più che come un limite o una condanna, come una sfida costante a
è alta e l’evento, che coinvolge esponenti delle istituzioni locali e del settore dare il meglio di sé. «Nella vecchia saggezza popolare c’è un proverbio – “chi
turistico, riceve buona attenzione da parte della stampa39. L’Umbria è viva. pecora la fa, lupo la mangia” –; il credere in me stessa e nelle mie potenzialità
Appello al mondo delle donne imprenditrici titola il «Corriere dell’Umbria» mi ha spinto ad andare avanti: con una ben consolidata ‘gavettaʼ ho dato va-
mentre «Il Messaggero» riporta lo slogan «Umbria sexy come Marylin», conia- lore pratico ai miei studi avvalendomi di essi e della esperienza conquistata in
to dallo scrittore Luciano De Crescenzo che, con il noto fotografo di cinema anni di lavoro e di viaggi nei vari mercati. Sempre con serietà, perseveranza,
Vittorio Storaro, è ospite d’onore alla serata conclusiva. Su alcuni quotidiani disponibilità al confronto, cura dei dettagli e garbo. Questi aspetti, soprattutto,
nazionali AIDDA acquista, successivamente, un trafiletto in cui informa che, li ritengo prettamente femminili» – riassume Severini in un’intervista del 200541.
«con lo spirito di solidarietà che riunisce le donne che intraprendono», il Con- Viene eletta alla Presidenza della Delegazione nel 1999 e vi resta, unico
siglio Nazionale ha preso la decisione di visitare l’Umbria del dopo terremoto, caso nella storia dell’Associazione, per nove lunghi anni – due mandati con-
constatando che le strutture ricettive funzionano al meglio e auspicando un secutivi e un terzo in cui, in mancanza di altre candidature e grazie al ple-
ritorno grande stile del turismo nella regione provata dal sisma40. biscito di consensi ottenuto fra le socie umbre, assume la «reggenza» della

38
Ibidem.
39
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mascelloni, b. 4, fasc. 19. 41
Quando al comando c’è una donna, «Unapiùuno - periodico del Centro Pari Opportunità
40
Cfr. la rassegna stampa raccolta in ASP, Archivio AIDDA, b. 11. dell’Umbria», 4 (2005).

46 47
Delegazione che, formalmente, è guidata dal Direttivo Nazionale42. È la prima ti attrici in tournée a Perugia all’insegna dello slogan «Donne di spettacolo,
Presidente che non fa parte del gruppo delle fondatrici, alcune delle quali donne pensanti», mentre nel 2005 la stampa dà un certo rilievo a una sfilata
scompaiono proprio negli anni in cui è alla guida della Delegazione, mentre particolare, organizzata per presentare la nuova collezione nel negozio Luisa
le altre ridurranno progressivamente l’impegno nell’Associazione. Spagnoli, in cui alcune socie con le loro figlie giocano a fare le indossatrici44. A
Già la sua prima lettera alle socie è piena di slancio nell’indicare la volontà volte può capitare, però, di ribellarsi alla girandola dei consumi e della socia-
di proporre nuovi stimoli alla vita di AIDDA, «pur avendo una vita già piuttosto lità, come avviene a una socia che condivide con la Presidente una riflessione
movimentata e densa tra un lavoro che mi piace ma che mi impegna a tem- amareggiata, a ridosso dell’attentato dell’11 settembre 2001:
po pieno, e una bella e articolata famiglia con tutte le sue implicazioni». Allo
scopo ha appena istituito un apposito ufficio della Delegazione a Torgiano, ci voleva Bin Laden a ricompattarci (…). Può sembrarti blasfemo, ma credo che
presso la Cantina Lungarotti43. Sono anni in cui Internet sta cambiando i modi l’esplosione provocata dentro di noi ci ha aiutato a ritrovare il nostro “centro”, a
riconsiderare la nostra condizione di umani, a mutare in meglio la nostra prospet-
della comunicazione: AIDDA, anche a livello nazionale, si sta informatizzando
tiva di vita, a ridimensionare valori, dispersioni, futilità, distrazioni, falsi problemi
e l’email si sta imponendo sempre più come strumento di comunicazione tra
e, soprattutto, quell’“aridità” del vivere che ti cresce dentro come gramigna in una
le socie. Gli inizi sono faticosi: non sempre le mail vengono lette e il canale po- condizione di generale, superficiale e falso benessere. Ci voleva il genio del male
stale e telefonico ha ancora il sopravvento, ma nel 2004 la Delegazione Um- “con-turbante” a svegliarci. Ma ti rendi conto?45.
bria può orgogliosamente rivendicare di essere tra le prime completamente
«informatizzate». La rivoluzione della comunicazione è anche al centro di uno Al centro della visione che Severini ha per AIDDA c’è senz’altro la cultura. Lei
dei primi incontri promossi nel 1999: La qualità delle telecomunicazioni per lo stessa laureata, figlia di laureati, abituata a frequentare gli ambienti intellettuali,
sviluppo dell’impresa, relatore Silvio Traversa, commissario dell’Autorità per mette a disposizione la sua vasta rete di contatti non tanto e non solo perugini.
le garanzie nelle comunicazioni. Un amico di famiglia, il noto sociologo Giuseppe De Rita, è invitato per una
L’idea di Severini è quella di aumentare le occasioni d’incontro lanciando conferenza dal titolo In rete per crescere: l’impresa umbra tra nuove opportu-
l’idea di colazioni di lavoro informali in cui conversare con un esperto sui temi nità e tradizione a Palazzo Cesaroni. La cultura come risorsa è al centro anche
di maggiore interesse e attualità. Nel centro di Perugia il ristorante La Piazzet- dell’incontro Impresa e cultura, oltre le sponsorizzazioni, organizzato nella pre-
ta della socia Lea Baldoni diventa, così, un affezionato luogo di ritrovo per le stigiosa sede della Galleria Nazionale dell’Umbria nel maggio 2003.
aiddine. Anche le visite collettive alle aziende delle socie sono utili a rinsaldare Nello specifico, un notevole impulso è dato alla cultura storica e all’impor-
la conoscenza reciproca. Ci sono poi altre occasioni per stare insieme: ci si dà tanza di raccontare le radici e tradizioni in un mondo in trasformazione. Già
appuntamento per visitare mostre, ascoltare conferenze di taglio artistico-let- la madre Maria Grazia Marchetti Lungarotti, ideando a Torgiano il Museo del
terario, assistere a spettacoli teatrali, ballare, in linea con la gestione sempre vino e poi il Museo dell’olivo e dell’olio, aveva saputo fare della cultura una
più sofisticata del tempo libero da parte delle donne affermate nella società dimensione strategica nell’immagine dell’azienda. Severini trasferirà questa
del benessere. Nel 2004 le aiddine incontrano, ad esempio, alcune importan- attenzione per le origini al mondo della donna e dell’impresa. Anche qui è
coinvolta un’amica, la storica Barbara Curli. Oggi affermata docente univer-
42
Su questa vicenda, cfr. in ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presi-
denza Severini, b. 7, f. 27b, Verbali dell’Assemblea elettiva di AIDDA Delegazione Umbria, Peru- 44
D. Milani, Dirigenti e manager in passerella. “Star” della maison per un giorno, «La Nazione
gia, 18 febbraio 2005; Verbali del Consiglio Nazionale di AIDDA, Roma, 11 marzo 2005. Umbria», 19 ottobre 2005.
43
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 5, fasc. 45
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 5, fasc. 23,
21, Lettera di Teresa Severini alle socie AIDDA, Torgiano 2 aprile 1999. Lettera di S.C. a Teresa Severini, Perugia, 15 ottobre 2001.

48 49
sitaria, Curli si interessa di storia economica e storia delle donne ed elabo- te hanno concesso a queste benedette donne qualche cosa», manchi poi il
ra, con l’appoggio di Severini, un ambizioso progetto di ricerca sulla storia vero potere decisionale. Per concludere, con toni combattivi: «Cioè se tu mi
dell’imprenditoria femminile nella regione. Due sono i frutti di questo impe- definisci istituzione dentro un sistema, tu mi devi consentire di vivere, non mi
gno. Innanzitutto, il 18 febbraio del 2000, nell’anno del Giubileo che coincide puoi fare difficoltà per darmi una sede, per darmi un computer, per darmi una
con il Quindicinale dell’Associazione, la mostra e il convegno Luisa Spagnoli segreteria, perché lo so che è questa la battaglia. Allora qual è l’arma? L’arma
donna del Novecento alla Sala dei Notari, organizzato insieme a FIDAPA e So- è il giornale, l’arma è la televisione. È difficile la battaglia ma è questa»47.
roptimist. Un appuntamento di grande visibilità e richiamo di pubblico: in- Più che farsi confinare in quelli che iniziano ad apparire talvolta come re-
tervengono la Presidente della Commissione Pari opportunità Silvia Costa, le cinti femminili che perpetuano la secolare disparità, la strategia deve essere
storiche Barbara Curli e Lucetta Scaraffia e naturalmente Mariella e Nicoletta quella, in parallelo, di aumentare la presenza e la visibilità nei centri di potere
Spagnoli, eredi della dinastia imprenditoriale. maschili. Presentando il volume di Curli, Severini sottolinea, così, la volontà
Il secondo frutto, di più complessa gestazione, è il volume Donne impren- di non voler concedere nulla al «pariopportunismo di maniera» e insieme la
ditrici nella storia dell’Umbria. Ipotesi e percorsi di ricerca, uscito per l’editore soddisfazione per aver ricevuto il sostegno convinto «da parte di due centri di
Franco Angeli nel 2005. Curato da Barbara Curli, raccoglie gli esiti di una ri- cultura tradizionalmente maschiocentrica quali potevano dirsi la Fondazione
cerca a più mani. I finanziamenti, per cui Severini interpella inizialmente, anche Cassa di Risparmio di Perugia e la Camera di Commercio»48.
se senza successo, il vertice di AIDDA Nazionale, immaginando un’indagine Altrettanto maschiocentrico è, certamente, il mondo politico italiano, an-
a tutto campo negli archivi dell’Associazione, si trovano grazie al contributo che se in questi anni si sta avviando nell’opinione pubblica un processo di
della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del CIF, il Centro per l’Im- valorizzazione delle candidature femminili e della presenza delle donne in
prenditorialità Femminile costituito nel 2000 presso la Camera di Commercio politica. Il compito di AIDDA è affermare il valore dell’impresa «e con esso la
della città. posizione della donna nella società civile, economica e – perché no? – anche
La presenza di AIDDA all’interno di quest’organo, di cui la Presidenza viene politica» riassume Severini nel 200349. Già nel 2002 la Delegazione Umbria era
offerta proprio a Severini (inizialmente declinata, accetterà poi nel 2003), è stata in prima fila nell’organizzare, con altre associazioni femminili, un incontro
una testimonianza dell’accresciuta visibilità e del credito che la Delegazione di presentazione e valorizzazione delle candidate donne alle elezioni comuna-
Umbria si è costruita nel corso del tempo, favorita, come scrive la Presidente li di quell’anno, guadagnandosi l’ironia un po’ amara di Marcella Calzolai. La
in un rapporto interno, sia dalla sua «trasversalità» rispetto ai settori produttivi, giornalista commentava, in effetti, su «Il Messaggero» la scarsa partecipazione
sia dalla competenza e concretezza delle socie, abituate a coordinare e diri- all’evento, sottolineando che per le «cenerentole» della politica «la zucca non
gere realtà importanti46. si trasforma quasi mai nel cocchio che le porta al gran ballo del palazzo»50.
È vero anche che non tarderanno ad emergere, nei verbali delle Assemblee Ciononostante, l’attenzione per la politica resta viva all’interno di AIDDA, an-
nazionali di AIDDA, le tracce di una crescente disillusione verso questi organi,
spesso sottofinanziati o, di fatto, poco incisivi. A denunciarlo candidamente è,
47
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc.
26, Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Milano, 12 marzo 2004, p. 7.
ad esempio, nel 2004 Didi Sorrentino della Delegazione Sicilia, sottolineando 48
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 7, fasc.
come «una volta che si sono creati queste strutture che sempre carinamen- 27a, Appunti dattiloscritti di Teresa Severini (Perugia del 7 ottobre 2005).
49
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc.
25, Verbale dell’Assemblea di Delegazione AIDDA Umbria, Terni, 11 febbraio 2003.
46
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 6, fasc. 50
M. Calzolai, I club e la carica delle duecento, la “zucca e il cocchio”, «Il Messaggero Um-
24, Analisi del territorio economico e sociale della tua Delegazione, senza data ma 2002. bria», 29 maggio 2002, p. 29.

50 51
che a livello nazionale, negli anni successivi. «Chi non se ne occupa ha già fat- punti di sofferenza dell’Associazione, anche se negli anni si consolida una mag-
to la scelta che voleva risparmiarsi: serve il partito al potere» chiarisce la Presi- giore presenza al di fuori delle mura perugine. Nel 2003, per la prima volta, l’as-
dente Nazionale Pandoli intervistata da «Il Sole 24 ore»51 – una bella distanza semblea annuale di Delegazione si tiene a Terni e con la socia ternana Tiziana
rispetto a quando ancora la politica era guardata con diffidenza e anche con Tombesi Struzzi, in particolare, Severini instaura un rapporto di collaborazione
un certo complesso di inferiorità all’interno dell’Associazione. all’interno del CIF regionale, dove le due aiddine si alternano alla Presidenza.
Quello che AIDDA può offrire al mondo politico è, innanzitutto, un contri- Sono anni, questi, in cui di impresa ‘al femminile’ si discute ormai da tempo
buto a un intensificato sforzo conoscitivo sulla realtà del mondo imprendito- in termini nuovi anche nella lettura sociologica, evidenziando positivamente
riale femminile. Nel 2000 il CENSIS presenta i risultati del Primo rapporto na- gli aspetti ‘di genere’ della leadership e della presenza delle donne nella vita
zionale donna Impresa, un’indagine commissionata proprio da AIDDA. Anche delle aziende54. Sempre più la dimensione ‘etica’ riceve attenzione, anche nel
la Delegazione Umbria è protagonista, nel giugno 2002, della presentazione marketing e nei modelli di consumo, e il Codice etico di AIDDA – presentato
presso il Comitato Regionale per l’Impresa Femminile presieduto da Severini nel 2002 dalla neoeletta Presidente Nazionale Wanda Pandoli, in cui si affer-
di un’indagine sull’Impresa femminile in Umbria elaborata dal professor Ser- mano i principi di un management responsabile, attento alla cura degli inte-
gio Sacchi dell’Università di Perugia. Il rapporto evidenzia il dato della costan- ressi collettivi e ai valori dell’uguaglianza e della solidarietà – offre un contribu-
te crescita numerica delle imprese a guida femminile, specie nel settore del to importante a questo dibattito. Una piccola finestra su questa nuova enfasi
turismo, dell’agroalimentare e dei servizi52. Al settore turistico è dedicato, non è rappresentata nell’Archivio storico della Delegazione Umbria da una lunga
a caso, un ambizioso «tavolo di lavoro» interno alla Delegazione: l’obiettivo è lettera di candidatura pervenuta nel 2004 da parte di un’imprenditrice nel set-
quello di contribuire alla progettualità relativa ai «sistemi turistici integrati» re- tore dei prodotti di bellezza. Il suo racconto si apre con la frase: «Credo che
centemente istituiti dalla normativa nazionale e regionale. Continua, del resto, le donne abbiano uno stile di management particolare... intriso d’amore». Nel
e si accresce il coinvolgimento di AIDDA nei progetti dedicati alla formazione, seguito, non tralasciando i dettagli più intimi di una vita segnata dall’esempio
promossi da enti locali o da consorzi privati. materno e dall’assenza del padre divorziato, è tutto un susseguirsi di richiami
Una realtà di espansione confortata dal graduale e costante aumento delle all’etica, all’amore, alla solidarietà e alla responsabilità sociale come alternativi
socie della Delegazione: nel 2000 sono ormai trentasette e saranno quaran- all’aridità di un mondo maschile concentrato sul profitto ad ogni costo55.
tacinque alla conclusione del mandato di Severini. È un gruppo compatto, in Accanto a questi aspetti c’è poi la valorizzazione della creatività intesa come
cui prevalgono le titolari di imprese di piccole dimensioni, orgoglioso della peculiare risorsa del mondo femminile, abituato a fronteggiare gli ostacoli e
propria identità imprenditoriale: nel 2001 AIDDA aprirà l’Associazione anche a risolverli pragmaticamente. Un tema che, non a caso, viene messo al centro
alle dirigenti del settore pubblico, ma le umbre si esprimono in senso contrario del convegno organizzato dalla Delegazione Umbria nel maggio 2005 per
alla modifica53. Quello di essere un po’ troppo ‘Perugiacentrica’ rimane uno dei celebrare il Ventennale della vita associativa. Nell’Aula Magna dell’Università
per Stranieri, si parla così di Creatività: da Cerere a Rita Levi Montalcini. Unen-
51
E. Fulcheri, Wanda Pandoli alla crociata femminile, «Il Sole 24 Ore Nordovest», 4 marzo do la suggestione dell’antica ‘dea madre’ alle vette dell’eccellenza scientifica,
2002, p. 3.
52
Cfr. anche la pubblicazione di P. Grasselli - C. Montesi - C. Perugini - S. Vulcano, La
differenza di genere nell’impresa femminile umbra: risorsa o vincolo?, Perugia, Dipartimento di
Economia, 2003 e S. Sacchi, Imprenditoria femminile e cambiamento economico in Umbria, da- 54
Cfr., ad esempio, M. Franchi (a cura di), Donne imprenditrici. Le regole del gioco, Milano,
gli anni Ottanta ad oggi, in Curli, Donne imprenditrici, pp. 277-310. Franco Angeli, 1992.
53
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 5, fasc. 55
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Statuti, Regolamenti e Socie, b.
22, Verbale del Consiglio di Delegazione AIDDA Umbria, Torgiano, 7 marzo 2000. 1, fasc. 2.2, Lettera di P.V. alla Presidente della Delegazione Umbria, Perugia, 15 giugno 2004.

52 53
le relatrici – la Rettrice Stefania Giannini, l’Assessore Maria Prodi, la Presidente Il futuro oltre la crisi: la Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia
Nazionale di AIDDA Laura Frati Gucci – uniscono le loro voci a quelle di Hubert
Jaoui, noto esperto di creatività a livello internazionale. Eletta nel febbraio 2009, la nuova Presidente della Delegazione Umbria,
Nell’appuntamento di chiusura del lungo mandato di Teresa Severini, Maria Rita Mantovani Cucchia, dirige a Perugia una nota clinica, la Casa di cura
quando ormai Maria Rita Mantovani Cucchia si è resa disponibile ad assumere Porta Sole. Festeggiata con una serata di passaggio di consegne in grande
l’onere della successione, si ritorna, invece, sul tema del rapporto tra impresa stile, indirizza la sua azione sulla linea di una sostanziale continuità rispetto
e cultura e tra mondo imprenditoriale e mondo accademico. Un rapporto che agli indirizzi impressi dalla past President Severini. Incrementare la vita di re-
ha rappresentato un po’ la cifra della Presidenza Severini e che viene promos- lazione, promuovendo la partecipazione delle socie meno coinvolte, e poten-
so in grande stile unendo la voce dell’impresa a quella per le celebrazioni del ziare lo strumento delle visite aziendali anche per favorire la formazione su
700esimo anniversario dalla nascita dell’Ateneo perugino in occasione del temi specifici sono due punti programmatici chiaramente espressi accanto a
convegno Università di Perugia e imprese: commesse e scommesse. I rapporti quello, certamente più nuovo, «di portare sul tavolo delle discussioni anche
tra lo Studium perugino e le imprese umbre, che si tiene presso la Facoltà di le attività delle aziende come la mia, di cui si parla poco … e dove trovo tan-
Agraria nel febbraio 2008. ta disinformazione». A ciò si aggiunge l’impegno di curare maggiormente il
Nella lettera di fine mandato indirizzata a tutte le socie la Presidente uscen- rapporto con le altre Delegazioni a livello nazionale, un punto sul quale «ci
te ha di che ritenersi soddisfatta: siamo adagiate e adeguate non avendo incontrato, devo precisarlo, grande
corresponsione da parte delle altre Delegazioni»57.
Scorrevo con la mente le tante cose fatte in questi anni: serie, utili, interessanti e a Per un’associazione che si regge sulle quote sociali, di cui una buona parte va
volte anche ludiche, intrecciando la nostra strada con un percorso di affermazione a finanziare il Nazionale, l’organizzazione di grandi eventi dipende chiaramente
della donna d’impresa che – ritengo con orgoglio – ci deve molto! e mi sono resa
dai contributi esterni. In questo la Presidenza Severini era stata efficacissima, ma i
conto di come, oltre a crescere di numero, siamo anche cresciute nella considerazio-
ne di coloro che sono nel tempo venuti a parlare con noi o per nostro conto. Perso-
tempi stanno cambiando e bisogna, forse, ridimensionare un poco le ambizioni:
naggi esperti di varie discipline che ci hanno dato il loro contributo con curiosità ver- la chiarezza d’intenti della nuova Presidente si accompagna così, nel complesso,
so questo «inquietante» – per citare Cavazzoni – gruppo di imprenditrici, ma anche a una certa cautela. Si ha, cioè, la consapevolezza di muoversi in un momento
con simpatia e stima. Ci siamo esposte, ma abbiamo anche saputo essere riservate, difficile per le aziende, sulle quali si stanno abbattendo gli esiti della crisi finan-
svolgendo la maggior parte dei nostri incontri fra di noi, o allargando al massimo a ziaria e, in seguito, della vera e propria recessione. Nell’Archivio storico della De-
qualche affezionata amica frequentatrice. Di socialità esterna poca: ne subiamo già
legazione Umbria alcune lettere di dimissione delle socie testimoniano di queste
tanta in tante occasioni! Ed è forse proprio questa nostra riservatezza che ci ha per-
difficoltà: il disagio per non ottenere dall’Associazione la spinta per un rilancio
messo di rimanere compatte, alimentando – spero – non invidia ma curiosità.
AIDDA Umbria in questi anni è cresciuta, si è fatta ascoltare, ha ottenuto un suo posto
del business o anche l’amarezza per vicende aziendali drammatiche che portano
e rispettabilità nello scenario regionale. Siamo state una voce ascoltata in convegni e a «voler staccare da tutto ciò che è il mondo di AIDDA e l’impresa»58.
incontri organizzati con fatica e impegni, ma credetemi, ne è valsa la pena56. In questo clima difficile, reso più acuto da un quadro politico in radicale
trasformazione, la Presidente Nazionale Laura Frati Gucci – socia della Dele-

57
Cfr. il questionario dattiloscritto, senza data, con le risposte di Mantovani in ASPg, Archivio
AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc. 31.
56
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Severini, b. 7, fasc. 58
Cfr. ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Statuti, Regolamenti e Socie,
29, Lettera di Teresa Severini alle socie AIDDA, Torgiano, 27 febbraio 2008. b. 1, fasc. 2.6

54 55
gazione Toscana ed eletta per due mandati consecutivi a partire dal 2005, poi Questo l’invito che viene nel 2008 dalla Presidente Mondiale Leyla Khayat.
lanciata con successo alla Presidenza della FCEM – coordina l’Associazione Un invito a non arrendersi e a immaginare soluzioni ripreso anche da Frati in
con un piglio dinamico e centralizzatore. A lei si deve un’azione decisa nell’u- molte occasioni. Sono lontani i tempi in cui le relazioni delle Presidenti AIDDA
niformare la ‘visual identity’ di AIDDA e, insieme, uno sforzo di coordinamento ricalcavano, nel riassumere il quadro economico del Paese, il tono compassa-
interno che passa, da un lato, per una serie di indagini conoscitive che pro- to dei comunicati confindustriali. Ora abbondano gli appelli appassionati e la
muove tra le Presidenti di Delegazione e le socie e per una certa maggio- consapevolezza di trovarsi a un momento di svolta:
re formalizzazione dell’attività (i resoconti annuali, ad esempio, da semplici
La strada è lunga ma nessuno di noi vuole mollare e, se ogni cittadino riuscirà a
elenchi di cose fatte diventano complicate tabelle tipologiche da riempire).
tirar fuori l’orgoglio e la passione, sono sicura che il nostro Paese, fucina di crea-
Dall’altro lato, intende lanciare un’attività trasversale da svolgere in «tavoli di tività e di ingegni, patria di incredibili maestri d’arte e di capacità, potrà ritrovare
settore» coordinati dal centro, cui le singole Delegazioni sono chiamate a par- la strada maestra. Per consentire ai nostri figli e alla nostra terza età di apprezzare,
tecipare. Le umbre, ammette Mantovani, non hanno tratto grande vantaggio ancora a lungo e appieno, le bellezze di una terra unica al mondo62.
da quest’ultima iniziativa.
Anche all’interno dell’Associazione iniziano, così, a serpeggiare malumori E ancora:
circa la gestione un po’ personalistica di Frati, che si traducono tra le altre
La crisi mondiale che viviamo ci obbliga a rivedere e a ridiscutere molti obietti-
cose in Consigli tesi, lettere d’accusa, persino denunce penali59. Anche la De- vi e, forse anche il nostro intero stile di vita. Decaduta la sicurezza nelle banche,
legazione Umbria è costretta, in un’occasione, a sconfessare il Direttivo Na- decaduta la voglia esasperata di consumi sempre crescenti, decaduta l’abitudine
zionale a proposito di una questione di rimborsi per l’attività di formazione di consumare primizie alimentari tutto l’anno, decaduta l’era dello spreco, come
svolta nell’ambito del progetto LINFA, il Laboratorio di Innovazione Femminile orientare anche la nostra Associazione in virtù di cambiamenti che entreranno a
Aziendale finanziato dalla Provincia di Perugia grazie a un bando del Ministe- far parte delle pagine della storia? (…) Le donne d’impresa vogliono partecipare
come attrici e non come spettatrici, perché questo è il loro ruolo, soprattutto in
ro del Lavoro60.
momenti di cambiamento63.
La società fondata su valori maschili ha perso e ora servono innovazione, con-
Come fronteggiare il ristagno dei crediti all’impresa che si vuole sviluppare? Come
cretezza e praticità, valori tipicamente femminili: rimettere al centro delle nostre
stimolare i partenariati e gli scambi quando c’è una crisi di fiducia? Come arginare
imprese la sensibilità, la pragmaticità, la capacità organizzativa che ogni giorno
il male della proliferazione dei prodotti cinesi perlopiù di qualità mediocre che in-
si sperimenta nel nostro ruolo familiare. È una grande opportunità di evoluzione,
vadono i nostri mercati? Come faranno gli acquirenti ad approvvigionarsi dalle im-
seppur in presenza di dati drammatici che ci obbligano a tornare all’operosità e al
prese di paesi del Sud quando i consumi flettono, come, come, come? A noi care
rigore dei nostri nonni, nel dopoguerra64.
presidenti di riflettere insieme per resistere come il roseto che sotto un temporale
si piega ma non si spezza61.
Questa la cornice in cui si collocano una serie di iniziative rivolte alle don-
ne: dal premio I-DEA per le startup femminili alla campagna sulle Sette buone
59
Cfr. ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b.
8, fasc. 33, Verbali del Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 26 marzo 2010; Verbali del Consiglio regole per tutelare la salute femminile, all’attenzione crescente per il setto-
Nazionale AIDDA, Perugia, 10 luglio 2010.
60
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc. 62
Ibidem.
32, Verbale del Consiglio di Delegazione AIDDA Umbria, Perugia, 24 marzo 2009. 63
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc.
61
Parole citate da Etta Carignani nel Verbale del Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 10 otto- 31, Verbale Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 10 dicembre 2008.
bre 2008 (ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, 64
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc. 32,
fasc. 31). Verbale Consiglio Nazionale AIDDA, Roma, 27 marzo 2009.

56 57
re della formazione. In un contesto in cui, effettivamente, alcuni dati economici industriali e la gestione delle risorse umane. L’avanzare della globalizzazione si
sembrano segnalare una maggiore resilienza nei confronti della crisi delle im- fa sentire e anche AIDDA è chiamata ad accogliere una Delegazione di impren-
prese femminili. Un impegno ripreso con convinzione anche dalla successiva ditrici cinesi del tessile in visita nella regione nel marzo del 2009.
Presidente Nazionale, Franca Audisio Rangoni, che nel 2015 lancia a Matera (Ca- Non mancano i momenti di interesse culturale proposti da AIDDA o che la
pitale Europea della Cultura per il 2019) il Laboratorio permanente Noé. Nuovo vedono coinvolta: la presentazione di un libro della scrittrice Lisa Corva nel
orientamento economico per sperimentare progetti di sviluppo locali al femmi- novembre 2008, la retrospettiva del pittore Franco Venanti nello stesso anno,
nile e contribuire a salvare il Paese dal «diluvio» della crisi65. Audisio è stata eletta uno spettacolo teatrale in ricordo di Ettore Majorana nel 2012 e, soprattutto,
a larga maggioranza nel novembre 2011 al termine di due Assemblee elettive la festa per il Venticinquennale dell’Associazione, che avviene in occasione
ancora molto tese e nel pieno della crisi politica che porta alla caduta del gover- dell’apertura del Festival Umbria Jazz nell’estate del 2010, con il titolo accatti-
no Berlusconi66. Al punto che Etta Carignani, ormai ‘madre nobile’ di AIDDA, si vante di AIDDA. 25 anni suonati.
sente in dovere di scrivere alle «carissime amiche e socie di AIDDA» una lettera Forse, però, il convegno che esprime più compiutamente la cifra di questi
appassionata per invitarle all’unità, al rispetto dei valori fondativi, all’umiltà: anni, in cui l’incertezza per il futuro si mescola alle inquietudini per il passaggio
generazionale all’interno delle aziende è quello organizzato nel novembre 2012
Siamo un’Associazione unica: dietro ad ognuna di voi c’è almeno un’azienda. Voi presso l’auditorium della Spagnoli, da cui risulta con forza la determinazione a
siete la fierezza e la garanzia, per l’Italia, dell’uscita dal baratro (…). non disperdere il patrimonio costruito negli anni e a mantenere solida la trasmis-
E ora la domanda: perché AIDDA? Perché è da 50 anni che esistiamo, che lottiamo
sione dei valori d’impresa oltre la crisi. Anche questo incontro ha un titolo assai
per i diritti delle donne che fanno impresa, più precisamente per i loro ‘diritti-doveriʼ,
efficace: Di padre in figlio, di madre in meglio. Crescita e continuità d’impresa
per dare loro opportunità nazionali e internazionali nel BtoB, non certo solo per la vi-
sibilità che facilmente si ottiene entrando e militando per un partito, un movimento67. declinate al femminile. Con l’esperto Sergio Cimino e la Governatrice della Re-
gione Catiuscia Marini dialoga una rosa di imprenditrici: la stessa Mantovani e
In questo clima agitato, la Delegazione Umbria raccoglie gli appelli all’impe- la Presidente Nazionale Audisio Rangoni, Cristina Nonino e Nicoletta Spagnoli.
gno e si dimostra viva e vitale nell’immaginare una serie di iniziative di interesse La scommessa più grande è quella che viene fatta, ancora una volta, sulle
generale e di supporto alle socie. Nell’aprile del 2008 organizza una conferenza donne e sulle loro capacità. Invitata in occasione della festa dell’8 marzo 2011
all’Università per Stranieri dal titolo The Parliamentary and Presidential Elections a Deruta a un incontro intitolato proprio La donna: una nuova scommessa,
in Italy and the US. Nel gennaio 2009 c’è un incontro a Terni sul rapporto tra Mantovani esprime, a nome di AIDDA, il sostegno convinto al progetto di leg-
banca e impresa e i problemi del credito sono oggetto anche del convegno ge Golfo-Mosca sulla quota obbligatoria di presenze femminili nei Consigli
sul Decreto anticrisi. I rapporti credito-imprese in Umbria, insieme a Confcom- di Amministrazione delle grandi aziende. E conclude, riecheggiando involon-
mercio. Di efficienza energetica si parla in un seminario del giugno 2010 con tariamente il motto «femminile e non femminista» scelto dalle fondatrici di
il management della Mauro Benedetti SpA, mentre nel maggio 2011 Michel AIDDA negli ormai lontani anni Sessanta: «esprimo il mio pensiero di donna
Martone è invitato a tenere una relazione sul tema L’evoluzione delle relazioni mai stata femminista, ma condivido il pensiero di chi ha detto che oggi ci sa-
rebbe un gran bisogno di un “femminismo che valorizzi tutte le qualità di un
65
C. Baresani, A rendere più femminile l’economia ci penserà Noé, www.iodonna.it, 4 otto- femminile così ricco da chiedersi perché se ne voglia fare a meno”»68.
bre 2015.
66
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc. 34,
Verbale dell’Assemblea Nazionale Elettiva AIDDA, Roma, 11 giugno 2011 e Roma, 19 novembre 2011. 68
ASPg, Archivio AIDDA, Attività della Delegazione Umbria, Presidenza Mantovani, b. 8, fasc.
67
Ibidem, Email di Etta Carignani alla Delegazione AIDDA dell’Umbria, 27 febbraio 2012. 34, Appunti dattiloscritti di M. Rita Mantovani.

58 59
Formazione e rapporti con l’Università: la Presidenza di Tiziana Tombesi sorprendere e meravigliare per la bellezza del territorio, il fascino della storia,
Struzzi l’eccellenza dei prodotti». Ecco dunque che il 31 maggio 2017 la Presidente
Tombesi, dopo essersi adoperata per ottenere l’Alto Patronato del Ministero
Nel 2014 viene eletta alla Presidenza della Delegazione Umbria per la pri- per i Beni e le attività culturali e il turismo, dà avvio al partecipatissimo wor-
ma volta una socia non perugina: Tiziana Tombesi Struzzi è di Terni, dove gui- kshop L’Umbria fenice. Percorsi per la valorizzazione e il rilancio del territo-
da un’azienda nel settore delle costruzioni. La documentazione e i materiali rio. Tenutosi nella Sala delle Colonne della Fondazione Cassa di Risparmio,
entrati a far parte dell’Archivio storico della Delegazione non coprono ancora il workshop vede avvicendarsi esperti e protagonisti del settore turistico, ma
il periodo dei due mandati della sua Presidenza, ma alcune iniziative impor- anche esponenti della stampa nazionale ed estera e della blogsfera, chiamati
tanti, a conclusione di questa panoramica sulle vicende della Delegazione, per l’occasione a confrontarsi su due aspetti fondamentali: gli strumenti per
possono essere ricordate sin d’ora. accrescere il valore del territorio e le modalità di comunicazione dei valori
Nel novembre del 2014 si tiene presso la sede di Confindustria Umbria un dell’Umbria nel mondo.
convegno di carattere tecnico su La semplificazione: opportunità di crescita e In un’epoca complessa, in cui agli effetti della crisi economica e all’incertez-
garanzia di trasparenza. Intervengono nomi importanti, tra i quali il Direttore za del quadro politico si somma la consapevolezza di una crisi a tutto campo
Nazionale di Confindustria Marcella Panucci e il Sottosegretario alla sempli- dell’associazionismo nelle sue modalità tradizionali, la convinzione che muove
ficazione Angelo Rughetti. È presente anche la Presidente Nazionale Franca Tombesi, in sintonia con la strategia nazionale di AIDDA, è quella della centrali-
Audisio Rangoni. tà della formazione. La storia ultradecennale di un’Associazione che ha mosso
Nel 2015 la Delegazione Umbria festeggia il Trentennale. Le «amiche» aid- i suoi primi passi come club femminile dedito, analogamente a molti altri, alla
dine di tutta Italia sono invitate per una «tre giorni» di vita sociale e di espe- socialità e allo sviluppo di una rete amicale in nome di interessi comuni, punta
rienze culturali tra Montefalco e Spoleto, in occasione del prestigioso Festival ormai in direzione di un impegno concentrato, soprattutto, nella trasmissione
dei Due Mondi. A Terni, nell’aprile del 2016, si discute di leadership femminile: di un patrimonio di esperienze e di opportunità alle giovani generazioni. È
Donne al comando. Una guida sicura? è il titolo dell’incontro, cui partecipano in quest’ottica che AIDDA cerca, con determinazione, contatti e scambi con il
Paola Profeta, docente dell’Università Bocconi di Milano, la psicologa Fabiola mondo universitario umbro mettendo a segno, nella primavera del 2019, un
Sacramati e l’imprenditrice Luisa Todini, al tempo Presidente del CdA di Poste risultato assai importante. La Presidente Tombesi, a nome della Delegazione
Italiane. Nel febbraio 2017 AIDDA invita, invece, nella sede di Confindustria Umbria di AIDDA, firma, infatti, un protocollo d’intesa con l’Università per Stra-
Umbria il professor Franco Cotana, docente del Dipartimento di Ingegneria nieri di Perugia, nella persona della Rettrice Giuliana Grego Bolli, instaurando
dell’Università di Perugia, per un workshop su Nuovi biomateriali e loro appli- così una collaborazione organica in tema di promozione della cultura, della
cazioni per la tutela dell’ambiente, ponendo così l’attenzione sul tema dell’e- creatività e dell’impresa Made in Italy. Non a caso Esportare il Made in Italy è il
conomia circolare. Cotana è infatti Direttore del Centro di Ricerca sulle Bio- titolo della tavola rotonda curata da AIDDA nell’ambito del neonato Festival In
masse, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presso Italy, incentrato sulle culture del cibo e dell’ospitalità, lanciato dall’Università
l’Università di Perugia come centro di riferimento italiano per la ricerca sui per Stranieri nel maggio 2019.
biocarburanti e le biomasse a uso energetico. A conclusione di queste note è importante ricordare, inoltre, che il 30 no-
Nella regione, nuovamente colpita nel 2016 da un devastante terremoto, vembre 2018, alla presenza di Claudia Torlasco Cattarini Mastelli, Presidente
la Delegazione Umbria, ancora una volta, è protagonista dello sforzo di rico- Nazionale di AIDDA, e del dottor Luigi Rambotti, direttore dell’Archivio di Stato
struzione e indica nel turismo la strada per «riprendere il volo, continuando a di Perugia, si è svolta la cerimonia di consegna dell’Archivio storico della De-

60 61
legazione Umbria di AIDDA all’Archivio di Stato di Perugia, opportunamente
riordinato e inventariato da Sonia Merli prima di essere messo a disposizione
per la consultazione. Questo dopo che, il 15 novembre 2018, il Soprinten-
dente archivistico e bibliografico per l’Umbria e le Marche aveva dichiarato
l’Archivio della Delegazione Umbria di AIDDA «di interesse storico partico-
larmente importante». L’evento si è tenuto nell’ambito di Umbria fall in Love
201869, itinerario appositamente pensato dalla Delegazione dell’Umbria per
promuovere le bellezze della propria regione fra le socie delle altre Delega-
zioni: un momento non soltanto solenne e importante, ma anche un’occasione
per riflettere sul lungo cammino compiuto dall’Associazione in oltre trent’anni
di storia e per condividere gli esiti di un’iniziativa pionieristica, volta a impedi-
re la dispersione delle carte prodotte grazie a un percorso di salvaguardia e
valorizzazione del proprio Archivio storico70.

L’Archivio

69
https://www.aidda.org/mod/forum/discuss.php?d=399.
70
Le informazioni relative agli eventi compresi tra il 2014 e il 2019 provengono dall’Archivio
corrente della Delegazione Umbria di AIDDA, attualmente conservato presso la Presidente Tiziana
Tombesi Struzzi.

62
Introduzione

«Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente.


Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale.
Le donne sono la colonna vertebrale delle società».

Rita Levi Montalcini non poteva trovare parole più appropriate per definire
il lungo e travagliato cammino che ha portato a una trasformazione nelle co-
scienze, nei comportamenti individuali, nelle famiglie e nei luoghi di lavoro,
permettendo alle donne di stabilire un rapporto di pari dignità con gli uomini,
sia in campo sociale che lavorativo.
Con autodeterminazione le donne hanno conquistato nel mondo del lavo-
ro un posto, dapprima in quei settori che sembravano più congeniali all’attivi-
tà femminile – l’infanzia, la cura, l’educazione – poi sempre più in quegli ambiti
che per molto tempo sono stati riservati esclusivamente agli uomini. In questo
cammino un ruolo fondamentale l’ha sicuramente avuto l’associazionismo di
genere: ‘sodalizi’ di donne impegnate a portare in una società sempre più
articolata il loro pensiero, la loro sensibilità, la loro opinione, le loro compe-
tenze e la loro professionalità. È nel secolo scorso che nascono alcune tra le
più dinamiche e attive associazioni: CIF, UDI, Soroptimist International Club,
FIDAPA e, naturalmente, AIDDA.
Questo cammino, fatto di intrecci tra nazionale e locale, tra collettivo e per-
sonale, tra politica al femminile e istituzioni, rappresenta un’eredità prezio-
sa che non può e non deve essere dimenticata. Partendo da questo presup-
posto, l’Amministrazione archivistica, attraverso il gruppo di coordinamento
nazionale del SIUSA (Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze
Archivistiche), si è fatta promotrice di una serie di iniziative indirizzate a far
emergere e a valorizzare complessi documentari prodotti da singole donne e
da organizzazioni e movimenti. Archivi al femminile è un’iniziativa che ha per-
messo la conoscenza di un patrimonio documentario imprescindibile per la
ricostruzione di periodi storici, eventi, pratiche politiche e associative. In buo-

65
na sostanza, una base documentaria di grande rilievo, e non soltanto per la L’Archivio storico
storia di genere, che rischiava altrimenti di essere cancellata dalla memoria. In
questo recupero della memoria si inserisce perfettamente l’Archivio della De-
della Delegazione Umbria di AIDDA
legazione Umbria di AIDDA, il cui riordinamento è stato fortemente voluto dal
Direttivo umbro dell’Associazione con il pieno sostegno della Soprintendenza
archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche che, riconoscendo alle 1. Nota della curatrice
carte di AIDDA Umbria un valore aggiunto alla conoscenza dell’imprenditoria
al femminile, lo ha dichiarato di interesse storico particolarmente importante, La pubblicazione dell’inventario dell’Archivio storico della Delegazione
emanando, nel 2018, il provvedimento di notifica. Umbria di AIDDA si colloca nell’ambito di specifiche e sempre più capillari
L’augurio è che l’intervento di riordinamento e inventariazione dell’Archi- iniziative volte al recupero, alla conservazione materiale e alla valorizzazione
vio umbro – il primo a livello regionale – possa essere di esempio anche per le in senso storiografico dei cosiddetti «archivi femminili»1, definizione con cui,
altre Delegazioni di AIDDA, inducendole a intervenire in modo analogo. al di là della connotazione di genere, si intende porre in evidenza una ben
Il lavoro di riordinamento e inventariazione che in questo volume si pub- individuata tipologia di quello che, nella pratica archivistica, è designato per
blica è stato portato a conclusione in modo encomiabile da Sonia Merli che, convenzione come «il soggetto produttore di un archivio». Ecco dunque che
partendo da una situazione di grande disordine, quale era quella della docu- – a fronte della scelta programmatica di prendere a riferimento archivi e nu-
mentazione prima del suo intervento, è riuscita a dare organicità alle carte, clei documentari organici prodotti autonomamente da specifiche categorie di
consentendo in questo modo a chi lo vorrà di ricostruire – passo dopo pas- donne – iniziative di tale genere forniscono, prima di tutto, strumenti utili a ri-
so e attraverso decine di iniziative testimoniate non solo dalle carte, ma da percorrere la storia delle donne e della sociabilità femminile in età contempo-
materiali audiovisivi e da numerose foto – quanto concretamente realizzato ranea avvalendosi di specifici, e talvolta inediti, punti di osservazione2. Sempre
dall’Associazione e dalle Presidenti che, dal 1985 a oggi, si sono avvicendate più vasta e articolata si sta rivelando, infatti, la gamma di fonti riconducibili al
alla guida di AIDDA Umbria. fenomeno della memoria documentaria femminile che possono essere messe
in valore grazie ai più recenti orientamenti dell’archivistica contemporanea3.

Giovanna Giubbini
Soprintendente archivistico e bibliografico 1
Su Gli archivi al femminile, percorso tematico ideato dal Gruppo di coordinamento na-
dell’Umbria e delle Marche
zionale del Sistema informativo unificato delle Soprintendenze Archivistiche (SIUSA), si veda
‹http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?RicProgetto=donne›. Cfr. inoltre L. Giuva,
Le donne e gli archivi. Una questione di genere, in Archivi privati. Studi in onore di Giorgetta Bon-
figlio-Dosio, a cura di R. Guarasci - E. Pasceri, Roma, CNR-SeGID, 2011, pp. 145-194.
2
Si veda. al riguardo L. Giuva, Archivi neutri e archivi di genere. Problemi di metodo e di ricerca
negli universi documentari, in Reti della Memoria. Censimento di fonti per la storia delle donne
in Italia, a cura di O. Cartaregia - P. De Ferrari, Genova, Coordinamento Donne Lavoro Cultura,
1999, pp. 14-42: pp. 33-34 (Lilith, Quaderno n. 1, Gruppo Archivi).
3
Memorie disperse. Percorsi e progetti di recupero e valorizzazione degli archivi femminili,
Atti del Convegno (Jesi, 18 marzo 2010 - Ancona, 19 marzo 2010), a cura di M. Palma - M. Tosti
Croce, Jesi, Edizioni della Biblioteca Planettiana, 2012; Archivi delle donne in Piemonte. Guida
alle fonti, a cura di P. Novaria - C. Ronco, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2014.

66 67
Un esempio, in tal senso, è fornito dal progetto di censimento degli archivi nel caso degli archivi di persona – la volontà, esplicita o sottesa, di costruire
femminili che la Soprintendenza archivistica dell’Emilia Romagna ha avviato una ‘memoria di sé’ organicamente strutturata. Di qui la decisione di favorire
nel 2010 nell’ambito territoriale di sua competenza4. Senonché, al censimento l’adeguata conoscenza di questo ben individuato complesso documentario
in questione pare essere sfuggito giustappunto l’Archivio storico della De- attraverso la sua riorganizzazione materiale e l’analitica descrizione, secondo
legazione AIDDA dell’Emilia Romagna e la ragione è presto detta. Eccezion gli standard propri della dottrina archivistica, delle serie di cui si compone.
fatta per l’Archivio storico facente capo alla Segreteria Nazionale di AIDDA5, E ciò allo scopo di favorire la regolare consultazione di una tipologia di fon-
gli archivi storici delle Delegazioni regionali non soltanto non sono mai stati te – fino a oggi praticamente sconosciuta e di conseguenza inutilizzata a fini
fatti oggetto di interventi mirati di natura conservativo-archivistica, ma han- storiografici e sociologici6 – utile a porre in evidenza come le capacità mana-
no anche sofferto di una fisiologica, e talvolta deleteria, ‘itineranza’. Un feno- geriali e di fare impresa delle associate umbre, inizialmente esplicitatesi in una
meno, quest’ultimo, da ricondurre innanzitutto all’assenza di ben individuate spiccata vocazione per il sociale, si siano ben presto tradotte in una crescente
sedi regionali istituzionali e al contestuale periodico avvicendamento delle attitudine relazionale, peraltro ben rispecchiata dal progressivo affinamento
presidenti di Delegazione, per anni fattesi volenterosamente carico – talvol- delle strategie comunicative utilizzate, come è stato ben evidenziato da Clau-
ta in modo empirico e comunque in assenza di un titolario di classificazione dia Mantovani nel suo contributo.
dell’Archivio corrente appositamente concepito – della conservazione delle Basti pensare alla vena creativa messa al servizio della Delegazione Umbria
carte man mano prodotte e ricevute in relazione allo svolgimento delle attività da Ivana Mascelloni Liotti, imprenditrice e artista che negli anni della sua Presi-
proprie dell’Associazione. denza ha realizzato nel suo studio grafico i bozzetti di molta parte dei materiali
È dunque in un siffatto contesto che si colloca la lodevole iniziativa assunta, promozionali di AIDDA Umbria. Dopodiché, se per un verso nell’approccio di
con delibera del 29 settembre 2017, dal Consiglio della Delegazione Umbria Teresa Severini Zaganelli e Maria Rita Mantovani Cucchia sono ben riconosci-
di AIDDA di procedere al riordinamento e all’inventariazione del materiale bili gli apporti del marketing aziendale, dall’altro si constata la ‘svolta social’
documentario compreso nell’arco cronologico che va dal 1985 al 2014. E, a impressa alla comunicazione sotto la Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi,
questo proposito, è opportuno sottolineare come tale operazione sia stata tradottasi nel 2016 nella creazione di una pagina Facebook – denominata Aid-
avviata a seguito del manifestarsi di una duplice istanza di cui, in qualità di da Umbria Delegazione – attraverso la quale si provvede a dare regolarmente
archivista e di storica, mi pare importante dare conto. A oltre trent’anni dalla conto delle attività promosse dalla Delegazione medesima o alle quali la Presi-
nascita della Delegazione Umbria si è infatti cominciata ad avvertire la neces- dente e le socie sono chiamate a partecipare.
sità di riordinare e tutelare un patrimonio documentario in costante accresci- Posto dunque che, a seguito di tale iniziativa, sarà possibile restituire la sto-
mento e progressivamente accumulatosi nel volgere del tempo in maniera ria di un’esperienza associativa femminile di successo, postasi con slancio dal
‘alluvionale’, senza cioè che alla base ci fosse – come invece in genere avviene 1985 nel solco del percorso avviato a Torino il 22 maggio 1961 da un gruppo
di imprenditrici e dirigenti d’azienda piemontesi sotto la Presidenza di Marian
4
Si veda la sezione Archivi femminili nella pagina istituzionale della Soprintendenza Archivi- Taylor Abbagnano7, piace concludere questa nota tracciando un più che po-
stica per l’Emilia Romagna: ‹http://www.sa-ero.archivi.beniculturali.it/index.php?id=1047›.
5
La Segreteria Nazionale di AIDDA (con sede a Roma, in via degli Scialoja, 18) oltre ad avere
provveduto nel tempo a una corretta tenuta e conservazione delle carte prodotte e ricevute, 6
Significativa eccezione, in tal senso, è costituita da B. Curli, Terra, impresa, associazionismo.
garantisce la regolare consultabilità dei materiali documentari di varia natura in suo possesso. A Percorsi di donne imprenditrici nell’Umbria del Novecento, in Donne imprenditrici nella storia
questo proposito, rivolgo uno speciale ringraziamento a Caterina Carcione e Paola Bocci per la dell’Umbria, a cura di B. Curli, Milano, Franco Angeli, 2005, pp. 183-228, pp. 225-226.
sollecita assistenza fornitami sia a distanza sia in occasione delle ricerche da me svolte presso la 7
Ivi, pp. 217-222. Cfr. inoltre E. Pensa Dapueto, 1961-2011. AIDDA. Vita e futuro. Cin-
sede dell’Archivio storico di AIDDA Nazionale. quant’anni di storia della Delegazione Piemonte Valle d’Aosta, Torino, Daniela Piazza editore,

68 69
sitivo bilancio in merito a un progetto che può essere a giusto titolo definito servazione delle carte ‘di ordinaria amministrazione’ che di ricostruzione di
‘pionieristico’ e formulando altresì dei ringraziamenti. A questo proposito è un percorso pluridecennale, durante il quale le associate della Delegazione
opportuno, infatti, ricordare che il progetto in questione è stato portato a ter- Umbria sono state non soltanto convintamente impegnate nel perseguimen-
mine con esiti più che soddisfacenti sia dal punto di vista scientifico che logi- to degli obiettivi propri di AIDDA, ma ripetutamente presenti in occasione di
stico grazie anche al supporto fornito, per un verso, dalla Soprintendenza Ar- importanti eventi con cui si è dato lustro alla nostra regione. Detto in altri ter-
chivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche, nelle persone della dot- mini, avere riordinato ex novo la documentazione prodotta nel tempo sulla
toressa Sabrina Mingarelli e della dottoressa Fabrizia Trevisan8 e, per l’altro, base di un titolario creato ad hoc consentirà alla Presidente in carica Tiziana
dall’Archivio di Stato di Perugia, nella persona del suo Direttore, il dottor Luigi Tombesi – che al termine del suo secondo mandato (febbraio 2020) andrà a
Rambotti. In particolare, risale al 2018 l’istruzione della pratica che ha portato incrementare i materiali di cui si compone attualmente l’Archivio storico della
dapprima alla dichiarazione di interesse storico particolarmente importante Delegazione Umbria di AIDDA con il versamento delle carte in suo possesso
dell’Archivio storico di AIDDA9 e agli inizi del 2020 al suo accoglimento in un – e alle future Presidenti di affrontare, grazie all’utilizzo sistematico di buone e
luogo prestigioso e carico di storia. Ed è proprio in questa sede che, d’ora in collaudate pratiche, la tenuta dell’Archivio corrente e di deposito in maniera
avanti, sarà possibile consultare il materiale documentario e fotografico relati- strutturata e ordinata. Ma, soprattutto, mi auguro vivamente che le Presidenti
vo ai primi tre decenni di attività di una dinamica realtà associativa in grado di chiamate a raccogliere negli anni futuri il testimone alla guida della Delega-
lasciare il segno a più livelli, grazie anche a una serie di iniziative pubbliche e zione Umbria, nel loro agire professionale come nella loro veste istituzionale,
di partecipazioni a tavoli istituzionali di cui si trova ampiamente riscontro già a possano essere sempre sostenute dalla convinzione che quanto ha a che fare
partire dalla serie Rassegna stampa. con il records management possiede già, intrinsecamente e programmati-
Di qui l’auspicio che tale esperienza possa contribuire a rafforzare nelle camente, un valore storico11, giacché, citando le parole di Linda Giuva, «un
donne imprenditrici la consapevolezza della rilevanza delle carte da loro pro- archivio bene organizzato oggi sarà in futuro un archivio proficuamente con-
dotte per la costruzione di una memoria che sia da intendersi al singolare sultabile» da quanti avranno la necessità o la curiosità di prenderne visione.
come al plurale10. Premesso infatti che produrre documenti è una necessità,
garantirne in modo ordinato la conservazione a lungo termine è una scelta Sonia Merli
più che mai strategica sia in termini di ottimizzazione delle procedure di con-

2012, pp. 14-22, ove si rimarca anche il ruolo avuto da Elisabetta Tamagnone, dirigente di SAI-
MA, società di spedizioni internazionali, che il 1° aprile del 1960, in occasione del volo inaugura-
le di Alitalia Italia-Olanda conosce Betsy Kiek, presidente di FCE (Femmes Chefs d’Entreprises)
Olanda, associazione che «dal 1947 si batte per la migliore affermazione della donna nei luoghi
che contano all’interno delle imprese» (p. 15). Al tempo ne era Presidente Europea Yvonne-Ed-
mond Foinant, imprenditrice francese della siderurgia.
8
La dottoressa Sabrina Mingarelli era il Soprintendente Archivistico competente al momento
della notifica dell’Archivio storico AIDDA; la dottoressa Fabrizia Trevisan è stata invece il super-
visore del progetto di riordinamento. A entrambe esprimo il mio ringraziamento per il supporto
prestatomi sia in fase di riordinamento dei materiali sia in nel corso della redazione del presente
inventario.
9
http://www.sa-uma.beniculturali.it/images/dichiarazioni%20/Aidda.pdf
10
Cfr. I. Zanni Rosiello, Archivi e memoria storica, Bologna, il Mulino, 1987. 11
Cfr. I. Zanni Rosiello, Gli archivi nella società contemporanea, Bologna, il Mulino, 2009.

70 71
2. Nota storica Adriana Pianigiani Rosati, Anna Maria Schucani Crispolti, Maria Grazia Zucchi-
ni Latini, tutte associate dal 21 giugno 19854.
Il 16 novembre 1985, presso l’Hotel Plaza di Perugia, si tiene la XXIV As- Sono trascorsi molti anni da allora, e non certo invano, come dimostra la
semblea Nazionale della Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di Azien- documentazione prodotta in misura crescente in oltre un trentennio di atti-
da (AIDDA), fondata a Torino il 22 maggio 19611. È in quella occasione che vità istituzionale e di vita associativa della Delegazione dell’Umbria. Un tor-
viene pubblicamente sancita la costituzione della Delegazione Umbria e, nel no di tempo peraltro scandito dall’avvicendarsi di sette dinamiche e volitive
contempo, prende avvio un percorso associativo di crescente visibilità sociale Presidenti, tutte impegnate con slancio e dedizione nel perseguimento dello
e culturale che si tradurrà in un significativo passo in avanti nella storia dell’im- «specifico obiettivo di valorizzare e sostenere l’imprenditoria al femminile, il
prenditorialità delle donne umbre. Ma c’è dell’altro: dal verbale della sedu- ruolo delle donne manager e delle professioniste», come si legge nella home
ta risulta infatti che, al momento di procedere alla nomina della Presidente page del Sito web ufficiale di AIDDA5. Ed è proprio a Giuseppina Antonelli
dell’Assemblea, la Presidente Nazionale Maria Grazia Randi, tra le altre cose, Chiacchella, Anna Maria Schucani Crispolti, Elena Lico Milletti, Ivana Mascel-
dichiara quanto segue: loni Liotti, Teresa Severini Zaganelli, Maria Rita Mantovani Cucchia e Tiziana
Tombesi Struzzi – ciascuna a suo modo interprete del motto di Yvonne Foinant
il Consiglio nazionale, riunitosi in precedenza, ha ritenuto di proporre all’Assem- «Savoir, oser, vouloir»6 – che questa sezione del volume è dedicata.
blea di affidare la presidenza della stessa a Giuseppina Antonelli, presidente della
neo-Delegazione ospitante»2.

3. L’Archivio
Inutile dire che la decisione del Consiglio Nazionale dovette costituire al
tempo un importante riconoscimento sia per Giuseppina Antonelli Chiac- Il materiale di cui si compone l’Archivio AIDDA è cronologicamente com-
chella3 – affermata manager delle Industrie Buitoni Perugina nonché già dall’8 preso tra il 1985 e il 2014 e consta di 67 tra fascicoli e raccoglitori condizionati
marzo 1974 socia della Delegazione Toscana di AIDDA – sia per il piccolo all’interno di 14 buste cartonate appositamente realizzate dalla Mauro Bene-
gruppo di donne imprenditrici perugine, che, appena pochi mesi dopo la co- detti SpA. Il progetto di riordinamento e inventariazione del materiale è stato
stituzione di una autonoma Delegazione, con slancio ed entusiasmo si erano promosso e finanziato dalla Delegazione Umbria di AIDDA con delibera del
fatte carico dell’organizzazione a Perugia della seconda Assemblea Nazionale Consiglio di Delegazione del 27 settembre 2017 ed è stato portato a compi-
in programma per quell’anno. mento con la supervisione scientifica della Soprintendenza Archivistica e Bi-
Il gruppo originario della Delegazione Umbria era costituito da Clara Bal- bliografica dell’Umbria e delle Marche nella persona della dottoressa Fabrizia
delli Bombelli, Adriana Brugnami, Roberta Carlini Giorgetti, Elena Lico Millet- Trevisan. Risale invece al 15 novembre 2018 (prot. 4714) il provvedimento
ti, Ivana Mascelloni Liotti, Carlotta Veronesi Liotti, Maria Elisa Pecetti Leboroni, con cui il Soprintendente archivistico e bibliografico per l’Umbria e le Mar-
che, dottoressa Sabrina Mingarelli, ha dichiarato l’Archivio della Delegazione
Umbria di AIDDA «di interesse storico particolarmente importante». Dopodi-
1
E. Pensa Dapueto, 1961-2011. AIDDA. Vita e futuro. Cinquant’anni di storia della Delegazione
Piemonte Valle d’Aosta, Torino, Daniela Piazza editore, 2012, pp. 18-19.
2
Archivio AIDDA Roma, Registro dei Verbali, XXIV Assemblea Nazionale, Perugia, 16 novem- 4
Su di loro, cfr. Curli, Terra, impresa, associazionismo, pp. 222-228.
bre 1985, p. 189. 5
‹https://www.aidda.org/mod/page/view.php?id=3›.
3
Cfr. Curli, Terra, impresa, associazionismo, pp. 207-217. 6
Pensa Dapueto, 1961-2011. AIDDA. Vita e futuro, p. 20.

72 73
ché sono stati formalizzati gli accordi per la donazione del fondo archivistico Inventario
in questione all’Archivio di Stato di Perugia, in modo da garantirne in modo
ottimale la conservazione e la consultazione a studiosi e addetti ai lavori. Il
trasferimento è materialmente avvenuto nel febbraio 2020.
Al momento dell’avvio del riordinamento (luglio 2018), la documentazione
è stata rinvenuta in una decina di scatoloni contenenti complessivamente una Statuti, Regolamenti e Socie
trentina tra faldoni, buste e raccoglitori di vario genere ed è risultata sprovvi- (1961-2014)
sta di strumenti di corredo.
La serie, costituita da un’unica busta, si compone di due fascicoli. Il primo contie-
La fase di ricognizione generale e di prima analisi del materiale ha con-
ne le copie fotostatiche dell’atto costitutivo di AIDDA (Torino, 22 maggio 1961) e
sentito di appurare la natura meramente cronologica della tenuta della docu- le versioni a stampa delle redazioni statutarie e dei regolamenti man mano adot-
mentazione man mano prodotta, mai sottoposta in precedenza a un organico tati, fino allo Statuto (approvato il 20 aprile 2013) e al Regolamento (approvato il
intervento di riordinamento. L’organizzazione della documentazione in 6 se- 17 maggio 2014) attualmente vigenti (lo Statuto e il Regolamento sono consulta-
rie archivistiche rispecchia di fatto lo svolgersi dell’attività istituzionale ricono- bili anche online all’URL ‹https://www.aidda.org/mod/page/view.php?id=50›). Il
sciuta per Statuto alle Delegazioni. In inventario si è provveduto a fornire una secondo fascicolo contiene invece un prospetto degli organi statutari, vari elenchi
sintetica descrizione del contenuto dei fascicoli, ai quali è stato attribuito un delle socie, domande di ammissione, schede merceologiche, schede informative
da sottoporre alla Presidenza Nazionale e lettere di dimissioni.
numero di corda progressivo. Nel caso della serie Statuti, regolamenti e socie,
b. 1
si è proceduto a un’ulteriore riorganizzazione del materiale di pertinenza del
fascicolo Socie in 8 sottofascicoli. fasc. 1. Statuti e regolamenti
Non esiste una serie organica dei consigli in quanto, in assenza di una re- Il fascicolo contiene l’atto costitutivo di AIDDA Nazionale (Torino, 22 maggio
golare tenuta dei registri, tali verbali sono stati per lo più rinvenuti sotto forma 1961); lo Statuto Regolamento approvato il 14 settembre 1989; il verbale di
di minuta all’interno della produzione documentaria ascrivibile alle singole Assemblea redatto dal notaio Brunelli con cui, su richiesta della Presidente
presidenti o in alcuni casi dattiloscritti in forma sciolta. Costituisce eccezione Ivana Mascelloni Liotti, in data 15 giugno 1998 le socie procedono alla vota-
in tal senso la presenza di un unico registro, solo parzialmente compilato, dei zione in merito «all’approvazione del nuovo Statuto-Regolamento» di segui-
to allegato; il Regolamento approvato il 7 aprile 2001; lo Statuto approvato
verbali dei Consigli per gli anni 1993-1994.
il 12 giugno 2001 con allegato il Codice Etico ratificato il 6 giugno 2002; il
Vademecum per la Presidente di Delegazione con estratti dallo Statuto; il
L’inventario si compone delle seguenti serie archivistiche:
Regolamento approvato il 19 aprile 2008; lo Statuto vigente (approvato il 20
Statuti, regolamenti e socie (1961-2014), b. 1 aprile 2013); il Regolamento vigente (approvato il 17 maggio 2014)1.
Attività della Delegazione Umbria (1985-2014), bb. 7
Libri delle firme (1993-2011), b. 2 fasc. 2. Socie
Rassegna stampa (1983-2013), b. 1 1 Elenchi socie 1993-2008
Foto e materiali audiovisivi (1987-2013), bb. 2 2 Candidature nuove socie 2000-2005
Rivista ufficiale di AIDDA (1993-2011), b. 1.
1
Lo Statuto e il Regolamento attualmente vigenti sono anche consultabili online all’URL ‹ht-
tps://www.aidda.org/mod/page/view.php?id=50›.

74 75
3 Schede individuali 1998-2004 ve iscritte; verbali dei Consigli di Delegazione; relazioni tenute dalla Presi-
4 Schede merceologiche 2002 dente in occasione di convegni e di iniziative promosse dalla Delegazione.
5 Comunicazioni accettazione candidature 2000-2005 Avvio delle procedure per il rinnovo delle cariche elettive. Verbale dell’As-
6 Corrispondenza relativa a «movimento socie» semblea straordinaria tenutasi il 23 ottobre 1986 alla presenza del notaio
7 Dimissioni 1991-2012 Carbonari per «Modifica parziale statuto associativo»). Intervengono quin-
8 Corrispondenza 1986-2003 dici delle sedici socie.

fasc. 5. Anno 1987


Attività della Delegazione Umbria Comunicazioni alle socie; verbali dei Consigli di Delegazione; attività di De-
(1985-2014) legazione: programma per l’anno 1987; carteggio con la Segreteria Nazio-
nale; iniziative promosse dalla Delegazione.
La serie, costituita da 7 buste, è suddivisa in 6 sottoserie, tante quante sono state
le Presidenti di Delegazione tra il 1985 e il 2014. In fase di riordinamento, si è rite- fasc. 6. Anno 1988
nuto opportuno – sia per una più agevole fruizione dell’archivio sia per una miglio- Comunicazioni alle socie; verbali dei Consigli di Delegazione; incasso quo-
re comprensione della storia dell’Associazione – ricondurre la documentazione te anno 1988 relativo a diciotto socie e carteggio con il Direttivo Nazionale;
rinvenuta alle singole Presidenti, procedura che peraltro ha consentito di mettere iniziative promosse dalla Delegazione.
in valore l’apporto fornito da ognuna di loro nel corso dei rispettivi mandati.
fasc. 7. Anno 1989
Comunicazioni alle socie; rimessa alla Presidenza Nazionale delle quote as-
Presidenza di Giuseppina Antonelli Chiacchella (1985-1990) sociative per l’anno 1989 relativo a venti socie.
b. 2
Fasc. 8. Anno 1990
fasc. 3. Anno 1985 Comunicazioni alle socie in merito alle procedure per il rinnovo delle cari-
Carteggio tra la Presidente della Delegazione AIDDA Toscana Maria José che elettive. Indizione in data 28 febbraio dell’Assemblea elettiva e relative
Manetti e la socia Giuseppina Antonelli Chiacchella nella fase di creazio- deleghe delle socie impossibilitate a partecipare all’Assemblea.
ne della Delegazione Umbria. Verbale del primo Consiglio (30 settembre
1985) con elenco nominativo delle socie che procedono all’elezione della
Presidente, del Consiglio di Delegazione e delle altre cariche ai sensi del- Presidenza di Anna Maria Crispolti Schucani (1990-1993)
lo Statuto nazionale. Copia del verbale della XXIV Assemblea Nazionale
AIDDA (16 novembre 1985, Hotel Plaza di Perugia), in occasione della quale fasc. 9. Anno 1990
si sancisce «la costituzione della Delegazione Umbria»2, quindicesima de- Dal materiale relativo all’indizione della XXVIII Assemblea Nazionale, tra
legazione in ordine di creazione, come risulta dalla acclusa relazione della le altre cose, risulta la candidatura a Presidente Nazionale di Giuseppina
Presidente Nazionale Maria Grazia Randi. Antonelli Chiacchella, di cui si allegano il curriculum e il programma sotto-
posto all’attenzione delle socie dell’Assemblea Nazionale. Comunicazioni
fasc. 4. Anno 1986 dalla neoeletta Presidente Nazionale Lidia de Barberis Abeatici; verbali dei
Comunicazioni dalla Presidenza Nazionale; comunicazioni alle socie e nuo- Consigli di Delegazione; attività di Delegazione; relazioni tenute dalla Pre-
sidente; iniziative promosse dalla Delegazione.
2
Archivio AIDDA, Roma, Registro dei Verbali, ad annum, p. 189.

76 77
fasc. 10. Anno 1991 fasc. 15. Anno 1995
Comunicazioni della Presidente; verbali dei Consigli di Delegazione; atti- Comunicazioni alle socie; programmi trimestrali delle attività svolte dalla
vità di Delegazione; relazioni tenute dalla Presidente; iniziative promosse Delegazione; verbali dei Consigli di Delegazione; incontri con altre Dele-
dalla Delegazione; visite presso le aziende delle socie. gazioni; iniziative promosse dalla Delegazione: inviti relativi a incontri e di-
battiti; Progetto «Solidarietà Donna. Seconda Manifestazione di solidarietà
fasc. 11. Anno 1992 delle associazioni femminili di Perugia»; carteggio relativo all’organizzazio-
Comunicazioni della Presidente; verbali dei Consigli di Delegazione; atti- ne delle celebrazioni per il Decennale della Delegazione Umbria (13-15 ot-
vità di Delegazione; relazioni tenute dalla Presidente; iniziative promosse tobre 1995) e materiale prodotto per le partecipanti.
dalla Delegazione: fascicolo che raccoglie gli interventi dei partecipanti
all’incontro L’associazionismo delle imprese in vista dell’Europa unita (23 fasc. 16. Anno 1996
ottobre 1992, Centro Congressi Camera di Commercio di Perugia); avvio Indizione dell’Assemblea elettiva di Delegazione in data 12 febbraio 1996
delle procedure per il rinnovo delle cariche elettive. per il rinnovo delle cariche; relazione della Presidente uscente; presenta-
zione delle candidature per gli organi regionali e nazionali sulla base delle
fasc. 12. Anno 1993 indicazioni della Commissione Elettorale (designata in occasione del Con-
Comunicazioni alle socie in merito alle procedure per il rinnovo delle ca- siglio del 15 novembre 1995); esito dell’Assemblea elettiva dell’8 febbraio
riche elettive. Indizione dell’Assemblea elettiva di Delegazione (8 febbra- 1993: la nuova presidente del neoeletto Consiglio della Delegazione Um-
io 1993). Relazione della Presidente uscente. Alla fine del mandato della bria è Ivana Mascelloni Liotti.
Presidente Anna Maria Schucani Crispolti le socie sono ventiquattro. Esito
dell’Assemblea elettiva dell’8 febbraio 1993: la nuova Presidente del neo-
Presidenza di Ivana Mascelloni Liotti (1996-1999)
eletto Consiglio della Delegazione Regionale Umbria è Elena Lico Milletti.
b. 4

fasc. 17. Anno 1996


Presidenza di Elena Lico Milletti (1993-1996) Assemblea annuale di Delegazione; verbali dei Consigli di Delegazione e
b. 3 Nazionali; attività di Delegazione e riepiloghi trimestrali; «Progetto Solida-
rietà Donna. Terza Manifestazione di solidarietà delle associazioni femminili
fasc. 13. Anno 1993 di Perugia»; carteggio; comunicazioni e relazione della Presidente dopo il
Comunicazioni alle socie; programmi trimestrali delle attività della Delega- primo anno di mandato.
zione; registro dei verbali dei Consigli di Delegazione (1993-1994); incontri
con altre Delegazioni; iniziative promosse dalla Delegazione, tra cui inviti fasc. 18. Anno 1997
relativi a incontri e dibattiti. Assemblea annuale di Delegazione; verbali dei Consigli di Delegazione; attività
di Delegazione e riepiloghi trimestrali; carteggio; messaggi di solidarietà per-
fasc. 14. Anno 1994 venuti dalle altre Delegazioni a seguito degli eventi sismici che hanno colpito
Comunicazioni alle socie; programmi trimestrali delle attività svolte dalla parte dell’Umbria; relazione della Presidente dopo il secondo anno di mandato.
Delegazione; verbali dei Consigli di Delegazione; incontri con altre Delega-
zioni; iniziative promosse dalla Delegazione, tra cui inviti relativi a incontri fasc. 19. Anno 1998
e dibattiti; Progetto «Solidarietà Donna. Prima Manifestazione di solidarietà Delibera del Consiglio Direttivo Nazionale del 15 gennaio con cui si acco-
delle associazioni femminili di Perugia». glie la proposta della Presidente Ivana Mascelloni Liotti di tenere a Perugia
il Consiglio Nazionale (20 e 21 febbraio 1998) a supporto del turismo lo-

78 79
cale dopo gli eventi sismici che hanno colpito parte dell’Umbria; Assem- zione dell’anno 2000 e relativo verbale; Assemblea Nazionale ordinaria e
blea annuale di Delegazione; verbali dei Consigli di Delegazione; attività di Quarantennale AIDDA Piemonte (7 aprile 2001); Assemblea straordinaria
Delegazione e riepiloghi trimestrali; carteggio; convegno sull’Aeroporto di in contemporanea di tutte le Delegazioni per l’approvazione dello Statuto
Sant’Egidio (9 giugno 1998). Indizione dell’Assemblea elettiva di Delega- e del Regolamento (12 giugno 2001); verbali dei Consigli di Delegazione;
zione che si terrà il 9 febbraio 1999. circolari della Presidente; attività di Delegazione; carteggio.

fasc. 20. Anno 1999 b. 6


Comunicazione da parte della Commissione elettorale delle candidature fasc. 24. Anno 2002
pervenute in vista del rinnovo delle cariche; Assemblea elettiva di Delegazio- “Etta Carignani a Torgiano” (4 aprile 2002); composizione del Direttivo Naziona-
ne (9 febbraio 1996) per il rinnovo delle cariche. Relazione della Presidente le al 20 aprile 2002; Consiglio Nazionale (Treviso, 11 ottobre 2002); Consiglio
uscente Ivana Mascelloni Liotti con allegato il riepilogo della «vita associativa Nazionale (Firenze, 29 novembre 2002); carteggio; appunti della Presidente Te-
della delegazione» (1998 - febbraio 1999). Esito dell’Assemblea elettiva: la resa Severini Zaganelli.
nuova presidente del neoeletto Consiglio della Delegazione Regionale Um-
bria è Teresa Severini Zaganelli; verbale del Consiglio Nazionale AIDDA (26 fasc. 25. Anno 2003
febbraio 1999) e relazione conclusiva della Presidente Etta Melzi Carignani. Condoglianze per la morte della Presidente Onoraria Giuseppina Antonelli
Chiacchella; Assemblea annuale di Delegazione (Terni, 11 febbraio 2003),
relazione della Presidente sull’attività di Delegazione dell’anno 2002 e rela-
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli (1999-2008) tivo verbale; Consiglio Nazionale (Roma, 25 marzo 2003); Assemblea Nazio-
b. 5 nale ordinaria (Roma, 12 aprile 2003); Consiglio Nazionale (Roma, 20 giugno
2003); Consiglio Nazionale (Roma, 28 novembre 2003); verbali dei Consigli
fasc. 21. Anno 1999 di Delegazione; circolari della Presidente; carteggio; attività di Delegazione:
Verbale della XXXVII Assemblea Nazionale ordinaria elettiva (27 marzo iniziative promosse da AIDDA o alle quali le socie della Delegazione hanno
1999); verbali dei Consigli di Delegazione; circolari della Presidente Teresa preso parte.
Severini Zaganelli; attività di Delegazione; carteggio; iniziative a cui ha pre-
so parte la Presidente. fasc. 26. Anno 2004
Condoglianze per la morte della Past President Elena Lico Milletti, lettera
fasc. 22. Anno 2000 scritta da Ivana Mascelloni Liotti e iniziative intraprese in sua memoria; Con-
Convocazione della Assemblea annuale di Delegazione (8 febbraio 2000), siglio Nazionale (Milano, 12 marzo 2004); verbali dei Consigli di Delega-
relazione della Presidente sull’attività di Delegazione dell’anno 1999 e rela- zione; circolari della Presidente; progetti a cui ha aderito AIDDA; Consiglio
tivo verbale; verbali dei Consigli di Delegazione; circolari della Presidente Nazionale (Roma, 26 novembre 2004); creazione in data 2 settembre 2004
Teresa Severini Zaganelli; attività di Delegazione; carteggio; progetti in cui della Commissione elettorale e indizione dell’Assemblea elettiva di Delega-
la Delegazione di AIDDA è coinvolta o di cui è stata promotrice (Convegno zione (18 febbraio 2005) per il rinnovo delle cariche.
Luisa Spagnoli donna del ’900, 18 febbraio 2000); “Manifestazioni esterne b. 7
2000”. fasc. 27. Anno 2005
Relazione consuntiva della Commissione Elettorale da cui risulta che non
fasc. 23. Anno 2001 sono pervenute candidature per la carica di Presidente di Delegazione (20
Convocazione della Assemblea annuale di Delegazione (13 febbraio 2001), gennaio 2005); comunicazione in data 2 febbraio 2005 con cui la Presiden-
relazione della Presidente Teresa Severini Zaganelli sull’attività di Delega- te Nazionale Wanda Pandoli Ferrero annuncia alla Commissione Elettorale

80 81
di avere «messo all’OdG del Direttivo odierno» la proposta pervenutale da fasc. 29. Anno 2007
parte delle associate della Delegazione Umbria «in deroga all’attuale Statuto, Convocazione della XLV Assemblea Nazionale Ordinaria (14 aprile 2007);
di essere autorizzate a rieleggere Teresa Severini Zaganelli a Presidente di De- I Consiglio Nazionale (8 giugno 2007); II Consiglio Nazionale (5 ottobre
legazione» in quanto «la suddetta sarebbe disposta a candidarsi ad interim». 2007); Convocazione del III Consiglio Nazionale (10 dicembre 2007); attivi-
A fronte di ciò, è stato deciso che «nelle more della ricerca della soluzione più tà di Delegazione 2007: dibattito pubblico Cosa è realmente cambiato nel
adatta, la Presidente uscente, con il suo consenso dichiarato e verbalizzato in mondo che cambia? con interventi di Roberto Segatori e Sergio Cimino.
Assemblea, continuerà a ricoprire la carica in regime di prorogatio». La comu-
nicazione è contenuta tra gli allegati al Consiglio Nazionale (Roma, 11 marzo fasc. 30. Anno 2008
2005), in cui al punto n. 3 dell’OdG si richiama la necessità di prendere in Verbale dei Consigli di Delegazione (8 gennaio e 6 febbraio 2008); IV Con-
esame «la problematica Delegazioni Basilicata, Umbria, Friuli Venezia Giu- siglio Nazionale (14 marzo 2008); carteggio tra la Presidente Teresa Severini
lia, Piemonte, Valle d’Aosta, Campania»; Assemblea Nazionale elettiva (16 Zaganelli e diversi soggetti istituzionali in relazione all’organizzazione e alla
aprile 2005); Assemblea elettiva di Delegazione (18 febbraio 2018): dai ri- sponsorizzazione del convegno Università di Perugia e imprese: commesse
sultati delle votazioni risulta che Teresa Severini Zaganelli è stata eletta in e scommesse. I rapporti tra lo Studium perugino e le imprese umbre (25 feb-
prorogatio; Consiglio Nazionale (Perugia, 20 maggio 2005) in concomitan- braio 2008) in concomitanza con i festeggiamenti dell’VIII Centenario della
za con i festeggiamenti del Ventennale della Delegazione Umbria di AIDDA; fondazione dello Studium Perusinum; lettera di congedo della Presidente
Consiglio Nazionale (Roma, 28 giugno 2005); Consiglio Nazionale (Firenze, (27 febbraio 2008) e allegato delle attività di Delegazione relativamente al
8 settembre 2005); Allegato 1: Richiesta da parte della Presidente a Rita Levi periodo 2007 - inizio 2008. Il fascicolo contiene inoltre un DVD in cui la Pre-
Montalcini di poter intitolare il Convegno organizzato in concomitanza con sidente ha provveduto a riunire quanto da lei raccolto in formato digitale
il Ventennale Creatività: da Cerere a Rita Levi-Montalcini e ringraziamenti da negli anni della sua Presidenza3.
parte dei partecipanti al Ventennale; Allegato 2: Contabilità e rendiconta-
zione per il Ventennale (contributi; spese sostenute per la realizzazione del
volume a cura di Barbara Curli Donne imprenditrici nella storia dell’Umbria Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia (2008-2014)
e per l’acquisto di copie presso l’editore; omaggi); Allegato 3: «Sponso- b. 8
rizzazioni per il Ventennale»; Allegato 4: comunicato stampa; Allegato 5:
fasc. 31. Anno 2008
Ricerca storica Imprenditoria femminile in Umbria. 1. Progetto di ricerca e
Congratulazioni pervenute alla neoeletta Presidente di Delegazione Maria
iter per l’ottenimento di contributi e finanziamenti (2000-2006) da destinare
Rita Mantovani Cucchia; XLVI Assemblea Nazionale Ordinaria ed Elettiva (19
alla realizzazione del volume Donne imprenditrici nella storia dell’Umbria.
aprile 2008); I Consiglio Nazionale (19 giugno 2008); II Consiglio Nazionale
Ipotesi e percorsi di ricerca a cura di Barbara Curli; 2. Presentazione del
(24 ottobre 2008); III Consiglio Nazionale (10 dicembre 2008); circolari della
volume (Perugia, 7 ottobre 2005).
Presidente di Delegazione; comunicazioni della Presidente Nazionale Laura
Frati Gucci; progetti; attività di Delegazione e riepiloghi trimestrali; carteggio.
fasc. 28. Anno 2006
«Commenti alla proposta di soluzione del caso Umbria» inviati dalla Presidente fasc. 32. Anno 2009
in prorogatio Teresa Severini Teresa Severini Zaganelli al Direttivo Nazionale Tavoli di settore - Riunione (Roma, 28 gennaio 2009); Assemblea annuale
a seguito del Consiglio di Delegazione riunitosi il 14 marzo 2006; Consiglio di Delegazione (20 febbraio 2009), relazione della Presidente Maria Rita
Nazionale (20 marzo 2006); Assemblea Nazionale (6 maggio 2006); Consiglio Mantovani Cucchia e verbale della seduta; Consiglio Nazionale (27 mar-
Nazionale (6 ottobre 2006); attività di Delegazione: “Seminario interattivo Per-
corsi di creatività”. 3
Si segnala che si è provveduto a riversare tale materiale digitale in un hard disk USB, con-
tenuto nella busta 13, in modo da far fronte alla rapida obsolescenza dei supporti informatici.

82 83
zo 2009); XLVII Assemblea Nazionale (16 maggio); Consiglio Nazionale (2 Workshop AIDDA (17-19 maggio); Consiglio Nazionale (20 settembre 2013);
ottobre 2009); Consiglio Nazionale (1° dicembre 2009); Consigli di Dele- “Progetto Alice Hallgarten Franchetti (2012-2014)”: pubblicazione del volu-
gazione; partecipazione a progetti; attività di Delegazione e riepiloghi tri- me di M. Luciana Buseghin, Alice Hallgarten Franchetti. Un modello di donna
mestrali; carteggio. e di imprenditrice nell’Italia tra ’800 e ’900 (Editrice Pliniana, 2013), iniziativa
editoriale con la quale la Presidente ha concluso il suo secondo mandato. In
fasc. 33. Anno 2010 allegato la minuta del comunicato stampa che annuncia la pubblicazione;
Assemblea annuale di Delegazione (17 febbraio 2010), relazione della Presi- una copia del volume, presentato il 7 febbraio 2014 a Città di Castello, pres-
dente Maria Rita Mantovani Cucchia e verbale della seduta; Consiglio Nazio- so la Tela Umbra di Luigi Neri; la minuta del discorso tenuto per l’occasione
nale (26 marzo 2010); XLVIII Assemblea Nazionale (8 maggio 2010); Consiglio dalla Presidente, accolta dalla socia tifernate Alessandra Colcelli Gasperini.
Nazionale (10 luglio 2010) in concomitanza con i festeggiamenti del Venticin- Il fascicolo contiene inoltre un DVD in cui la Presidente, al termine del suo
quennale della Delegazione; Consiglio Nazionale (21 settembre 2010); Consi- mandato, ha provveduto a riunire quanto ricevuto e inviato in formato digi-
glio Nazionale (26 novembre 2010); carteggio; Progetto LINFA; nomina della tale negli anni della sua Presidenza4.
Commissione elettorale di Delegazione (26 ottobre 2010); schede di candi-
datura predisposte dalla Commissione elettorale per il rinnovo delle cariche
Libri delle firme
della Delegazione in vista delle elezioni del 2011; brochure, inviti e biglietti.
(1993-2011)

fasc. 34. Anno 2011


La serie si compone di 5 raccoglitori, riuniti all’interno di 2 buste, che contengo-
Assemblea Ordinaria ed Elettiva (23 febbraio 2011); Consiglio Nazionale
no, in primo luogo, le firme delle socie della Delegazione AIDDA presenti alle
(12 aprile 2011); Consiglio Nazionale (10 giugno 2011); XLIX Assemblea
Assemblee annuali, alle Assemblee elettive e ai Consigli aperti di Delegazione, e,
Nazionale (11 giugno 2011); Consiglio Nazionale (26 luglio 2011); Convo-
in secondo luogo, le firme delle socie, delle ospiti e degli ospiti che hanno pre-
cazione della Assemblea Nazionale Elettiva (19 novembre 2011); Consiglio
so parte a iniziative organizzate dalla medesima Delegazione (cene degli auguri,
Nazionale (2 dicembre 2011); riepilogo dell’Attività di Delegazione (anno
convegni, conferenze, incontri, visite culturali, visite presso le attività di proprietà
sociale 2011); carteggio con le altre Delegazioni.
delle socie, Decennale e Ventennale della Delegazione, concerti, spettacoli tea-
trali, mostre, sfilate di moda, presentazioni di libri). Talvolta sono incollati a fianco
fasc. 35. Anno 2012
i relativi cartoncini d’invito nonché foto delle socie e di momenti particolarmente
Assemblea ordinaria di Delegazione (29 febbraio 2012) e relazione della Pre-
significativi di alcuni eventi.
sidente Maria Rita Mantovani Cucchia; Consiglio Nazionale (31 marzo 2012);
b. 9
Newsletter di AIDDA (febbraio 2012); Consiglio Nazionale (20 aprile 2012);
racc.
Consiglio Nazionale (8 giugno 2012); presentazione di M. Luciana Buseghin
37 29 ottobre 1993 - 19 febbraio 1998
del progetto Alice Hallgarten Franchetti e le amiche (25 giugno 2012); Con-
38 13 aprile 1999 - 20 dicembre 2001
vegno Di padre in figlio … di madre in meglio. La continuità e la crescita d’im-
39 2 febbraio 2002 - 5 dicembre 2004
presa declinate al femminile: introduzione ai lavori della Presidente.
b. 10
fasc. 36. Anno 2013 40 18 febbraio 2005 - 12 marzo 2008
Assemblea ordinaria di Delegazione (26 febbraio 2013), relazione della 41 9 aprile 2008 - 1° luglio 2011
Presidente Maria Rita Mantovani Cucchia con riepilogo dell’attività di Dele-
gazione per l’anno sociale 2012-2013; convocazione del Consiglio Naziona- 4
Si segnala che si è provveduto a riversare tale materiale digitale in un hard disk USB, con-
le (22 marzo 2013); Assemblea Nazionale straordinaria (20 aprile 2013); 2° tenuto nella busta 13, in modo da far fronte alla rapida obsolescenza dei supporti informatici.

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Rassegna stampa ganizzati o patrocinati. I materiali fotografici (foto e provini) sono a loro volta rac-
(1983-2013) colti in 5 album, in 1 busta miscellanea e in 8 tra CD e DVD. I materiali audiovisivi,
nella fattispecie costituiti da filmati di convegni ed eventi organizzati dalla Delega-
La serie si compone di 24 fascicoli, riuniti in un’unica busta, contenenti fotocopie zione, sono stati riversati in sei cassette VHS e in un DVD.
e ritagli di giornali in cui si dà conto delle attività e degli eventi organizzati o pa-
trocinati dalla Delegazione Umbria. b. 12
b. 11 fasc. 66. Fotografie, CD e DVD
fasc. 42. Anno 1983 Nella busta sono condizionati 7 CD: 5 contengono materiali raccolti per la
fasc. 43. Anno 1984 realizzazione della brochure prodotta in occasione del Ventennale della
fasc. 44. Anno 1987 Delegazione Umbria di AIDDA; il sesto CD contiene una «Carrellata foto-
fasc. 45. Anno 1993 grafica tratta dal volume di prossima pubblicazione per il 50° Anniversario
fasc. 46. Anno 1994 di fondazione dell’AIDDA (1961-2011)»; il settimo CD contiene il materiale
fasc. 47. Anno 1995 grafico di base di cui si compone la comunicazione visiva integrata e mul-
fasc. 48. Anno 1996 ticanale della Delegazione Umbria messa a punto nel 2006 per iniziativa
fasc. 49. Anno 1997 della Presidente Nazionale Laura Frati Gucci e declinata sotto forma di carta
fasc. 50. Anno 1998 intestata, biglietto da visita, e-mail per news letter telematica di Delegazio-
fasc. 51. Anno 1999 ne, presentazione Power Point, modelli per inviti, pubblicazioni. I file sono
fasc. 52. Anno 2000 forniti per «stampa da PC» e per «stampa tipografica». In allegato, la guida
fasc. 53. Anno 2001 cartacea Visual Identity, composta di 27 schede così introdotte nella Chart
fasc. 54. Anno 2002 di stile: «Questa guida fornisce una sintesi degli elementi grafici di AIDDA
fasc. 55. Anno 2003 indispensabili per avere un’immagine coordinata che rappresenti in modo
fasc. 56. Anno 2004 omogeneo la nostra Associazione. Le indicazioni qui di seguito specificate
fasc. 57. Anno 2005 sono essenziali per completare la struttura di riconoscimento associativo
fasc. 58. Anno 2007 promuovendo una Visual Identity chiara e inconfondibile» (p. 2). Sono inol-
fasc. 59. Anno 2008 tre presenti due buste contenenti foto delle socie (ritratti individuali, foto di
fasc. 60. Anno 2009 gruppo, eventi e cerimonie pubbliche).
fasc. 61. Anno 2010
fasc. 62. Anno 2011 b. 13
fasc. 63. Anno 2012 fasc. 67. Cassette VHS, DVD e hard disk USB
fasc. 64. Anno 2013 La busta contiene un nastro video del Convegno AIDDA del 7 novembre
fasc. 65. s.d. 1987 e sei cassette VHS: Manifestazione Nestlé con dott. V. Micali (20 marzo
1995, Rai Tre); Convegno AIDDA sull’Imprenditoria femminile (3 videocas-
sette, s.d.); Terni Economia (s.d.); Luisa Spagnoli (s.d., ma 2000).
Foto e materiali audiovisivi Contiene inoltre un DVD con la registrazione del Convegno Continuità d’im-
(1987-2013) presa: tecniche di trasmissione tenutosi il 30 novembre 2013 presso la sede
di Confindustria Umbria e un hard disk USB con il backup dell’Archivio di-
La serie si compone di 2 buste contenenti rispettivamente fotografie e video che gitale della Past President Teresa Severini Zaganelli e della Past Presidente
documentano l’attività della Delegazione nonché convegni ed eventi da essa or- Maria Rita Mantovani Cucchia.

86 87
«AIDDA News»
Rivista ufficiale di AIDDA
(1993-2011)

A conclusione dell’inventario si è ritenuto opportuno raccogliere e disporre in or-


dine cronologico i numeri di «AIDDA News» rinvenuti tra i materiali conservati dal-
le singole presidenti. Si tratta del notiziario sociale che fino al 2011 ha dato conto
dell’attività istituzionale di AIDDA Nazionale e delle Delegazioni, mettendo inoltre
a disposizione delle socie informazioni utili allo svolgimento delle loro attività e
all’individuazione di nuove opportunità di business. Dal 2012 la versione cartacea
di «AIDDA News» è stata sostituita da una newsletter in formato digitale e dalle
sezioni News ed Eventi regolarmente aggiornate nel sito web www.aidda.org.
Di seguito le annate e i numeri della rivista rinvenuti tra i materiali conservati dalle
varie Presidenti della Delegazione.
b. 14
1993 gennaio
1998 ottobre e dicembre con relativi allegati
1999 aprile, giugno, ottobre, dicembre

AIDDA
2000 febbraio, aprile-maggio, giugno, ottobre,
novembre-dicembre
2001 maggio, luglio, ottobre per immagini
2002 giugno
2003 due nn. 0
2004 nn.1 e 2
2005 n. 1
2007 n. 3
2008 n. 3
2009 nn. 1 e 2
2010 nn. 1-3
2011 n. 1

88
Giuseppina Antonelli Chiacchella
Presidente fondatrice della Delegazione Umbria di AIDDA

91
Presidenza di Anna Maria Schucani Presidenza di Elena Lico Milletti
Perugia, 30 novembre 1990 - Auditorium dell’Associazione degli Industriali Perugia, 29 ottobre 1993 - Hotel Plaza
Convegno L’attività dell’impresa nella prospettiva del Mercato Unico Europeo Incontro con Biagino Dell’Omo L’industria nella Provincia di Perugia

92 93
Presidenza di Elena Lico Milletti
Perugia, 27 maggio 1994 - Hotel Plaza Presidenza di Elena Lico Milletti
Progetto Solidarietà donna Perugia, 14 ottobre 1995
Le donne insieme per le donne Coffee break all’Hotel Brufani in occasione del Decennale

94 95
Presidenza di Elena Lico Milletti Presidenza di Elena Lico Milletti
Perugia, 14 ottobre 1995 - Sala dei Notari Sansepolcro, 16 gennaio 1996
Decennale della Delegazione - Consiglio Nazionale Aperto Visita a Casa Buitoni

96 97
Presidenza di Ivana Mascelloni Liotti
Perugia, marzo 1977 - Hotel Plaza
Seminario Stato e mercato nell’Italia che cambia.
Nuove forme di lavoro e nuove normative
Perugia, 12 febbraio 1996 - Mauro Benedetti SpA Perugia, 9 giugno 1998 - Centro Congressi Camera di Commercio di Perugia
Passaggio di Presidenza da Elena Lico Milletti a Ivana Mascelloni Liotti Convegno Un aeroporto per il decollo dell’Umbria

98 99
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Perugia, 18 febbraio 2000 - Sala dei Notari
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli Convegno Luisa Spagnoli. Donna del Novecento
Perugia, 18 febbraio 2000 - Loggia dei Lanari Relatrici da sinistra: Maria Vittoria Di Giovanni, Elvira Tancredi, Lucetta Scaraffia, Silvia Costa, Anna Calabro
Inaugurazione della mostra documentaria Luisa Spagnoli. Donna del Novecento Mariella Spagnoli Furbetta, Barbara Curli, Nicoletta Spagnoli, Teresa Severini Zaganelli

100 101
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Assisi, 14 marzo 2000 Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Visita alla Basilica Superiore di San Francesco Perugia, 11 febbraio 2002 - A casa di Giovanna Benedetti
in seguito ai restauri dopo il terremoto del 1997 Il nuovo Consiglio di Delegazione dopo l’Assemblea Elettiva

102 103
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Torgiano, 4 aprile 2002 - Hotel Le Tre Vaselle Avigliano Umbro, 24 giugno 2003 - Centro Europeo Tuscolano
Incontro con la Presidente Nazionale Etta Carignani Incontro con Mogol

104 105
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Perugia, 20 ottobre 2003 Torgiano, settembre 2004 - Hotel Le Tre Vaselle
Sfilata alla “Luisa Spagnoli” SpA La Delegazione Umbria di AIDDA

106 107
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Perugia, 21 maggio 2005 - Università per Stranieri
Convegno Creatività: da Cerere a Rita Levi-Montalcini
Tra i relatori: Hubert Jaoui, la Presidente Nazionale Laura Frati Gucci
e la Rettrice Stefania Giannini
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli
Perugia, 18 febbraio 2005 - A casa di Giovanna Benedetti Torgiano, 21 maggio 2005 - Hotel Le Tre Vaselle
Il nuovo Consiglio di Delegazione dopo l’Assemblea Elettiva Cena di gala per il Ventennale della Delegazione

108 109
Presidenza di Teresa Severini Zaganelli Torgiano, 14 maggio 2008 - Hotel Le Tre Vaselle
Perugia, dicembre 2007 - A casa di Serena Piccini Passaggio di Presidenza da Teresa Severini Zaganelli a Maria Rita Mantovani Cucchia
Cena di Natale. Incontro con il poeta dialettale Mario Ceccucci alla presenza della Presidente Nazionale Laura Frati Gucci

110 111
Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia
Perugia, 16 dicembre 2008 - A casa di Serena Piccini Perugia, maggio 2009 - Mauro Benedetti SpA
Cena di Natale. Concerto del maestro Stefano Ragni e del soprano Ashley Slater Vista dell’azienda

112 113
Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia
Perugia, 30 novembre 2012 - Sala Convegni “Luisa Spagnoli” SpA
Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia Di padre in figlio... Di madre in meglio
Perugia, 9-11 luglio 2010 - Chiostro della chiesa di Santa Giuliana Con la partecipazione della Presidente Nazionale Franca Audisio
Venticinquennale della Delegazione Umbria e dell’imprenditrice Cristina Nonino

114 115
Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia
Perugia, 15 novembre 2013 - Auditorium Confindustria Umbria
Convegno Continuità d’impresa: tecniche di trasmissione Presidenza di Maria Rita Mantovani Cucchia
Tra i relatori da sinistra: Cristina Colaiacovo, Elisa Cesaretti, Francesca Benedetti Perugia, 15 novembre 2013 - Auditorium Confindustria Umbria
Chiara Franceschini, Francesco Struzzi, Alberto Cucchia, Nicola Mirabassi Convegno Continuità d’impresa: tecniche di trasmissione
Cristina Loccioni, Angelica Pistelli, Lucia Mencaroni, Elena Veschi Relatori da sinistra: la Presidente Nazionale Franca Audisio
Francesco Zaganelli (in videoconferenza) Alessandro Campi, Antonio Polito, Catiuscia Marini, Enrico Moretti Polegato

116 117
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Spoleto, 12 luglio 2015
Perugia 9 febbraio 2014 - A casa di Giovanna Benedetti Trentennale della Delegazione
Passaggio di Presidenza da Maria Rita Mantovani Cucchia a Tiziana Tombesi Struzzi Concerto di chiusura del Festival dei Due Mondi

118 119
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Perugia, 31 maggio 2017 - Palazzo Graziani - Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia Perugia, 30 novembre 2018 - Archivio di Stato di Perugia
Convegno L’Umbria Fenice Cerimonia di consegna dell’Archivio storico della Delegazione Umbria di AIDDA

120 121
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi Perugia, 17 maggio 2019 - Università per Stranieri
Perugia, 30 novembre 2018 - Archivio di Stato di Perugia Convegno In-Italy
Cerimonia di consegna dell’Archivio storico della Delegazione Umbria di AIDDA Relatrici da sinistra: Paola Colaiacovo, Olga Urbani, Tiziana Tombesi Struzzi
Relatori da sinistra: Fabrizia Trevisan, Luigi Rambotti, Sonia Merli, Tiziana Tombesi Struzzi Francesca Cassano, Benedetta Brizi

122 123
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Perugia, 31 maggio 2019 - Università per Stranieri Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Firma del protocollo attuativo Università per Stranieri-AIDDA Castello di Solfagnano, 9 ottobre 2019 - Ospiti delle socie Francesca e Paola Colaiacovo
da parte della Rettrice Giuliana Grego Bolli e della Presidente Tiziana Tombesi Assemblea di Delegazione

124 125
Presidenza di Tiziana Tombesi Struzzi
Castello di Solfagnano, 9 ottobre 2019 - Ospiti delle socie Francesca e Paola Colaiacovo La Presidente Nazionale di AIDDA Claudia Torlasco
Assemblea di Delegazione e la Presidente della Delegazione Umbria Tiziana Tombesi Struzzi

126 127
Da sinistra: Anna Santilli, Maria Rita Mantovani Cucchia
Francesca Cassano Pistelli, Giovanna Speziali Benedetti

129
Indice dei nomi

Abbagnano Nicola 30 De Crescenzo Luciano 46


Antonelli Chiacchella Giuseppina, De Rita Giuseppe 49
detta Pupa, socia fondatrice e prima Dottori Gerardo 45
Presidente della Delegazione Umbria 16,
17, 27, 37-41, 72, 73, 76, 77, 81 Ferrara Giuliano 34
Audisio Rangoni Franca, già Presidente Foinant Yvonne-Edmond, Presidente
Nazionale 58, 59, 60 Femmes Chefs d’Entreprises Mondiales
30, 31, 38
Baldelli Bombelli Clara, socia fondatrice Folchi Vici Giovanna 43, 44
della Delegazione Umbria 39, 72 Frati Gucci Laura, Presidente Nazionale
Baldoni Lea, socia 48 e Presidente Femmes Chefs d’Entreprises
Battistoti Lucio 24 Mondiales 34, 35, 54, 55, 56, 57
Berlusconi, Governo 58
Bocchini Augusto 44 Gasperini Colcelli Alessandra 85
Brugnami Adriana, socia fondatrice Giannini Stefania 54
della Delegazione Umbria 72 Grego Bolli Giuliana 61
Buitoni, famiglia p. 38 Grigoriadis Cinzia 40, 41
Buitoni, Gruppo 27, 37, 39 Guarducci Mencaroni Valeria, socia
Buitoni, v. Industrie Buitoni Perugina (IBP) della Delegazione Umbria 42, 43

Calzolai Marcella 51 Industrie Buitoni Perugina (IBP) 16, 37, 72


Carlini Giorgetti Roberta, socia fondatrice
della Delegazione Umbria 72 Hallgarten Franchetti Alice 85
Ciampi Franca 34
Cimino Sergio 59 Jaoui Hubert 54
Claudia Torlasco Cattarini Mastelli,
Presidente Nazionale 61 Kahayat Leyla 57
Corva Lisa 59
Costa Silvia 50 Levi Montalcini Rita 65, 82
Cotana Franco 60 Lico Milletti Elena, detta Lella, socia
Crispolti Schucani Anna Maria, socia fondatrice e Presidente della Delegazione
fondatrice e Presidente della Delegazione Umbria 17, 41, 43, 44, 72, 73, 78-79, 81
Umbria 17, 27, 41, 42, 44, 73, 77-78 Liotti Alfredo 37
Curli Barbara 49, 50, 51, 82 Luisa Spagnoli SpA 49, 59
de Barberis Abeatici Lidia, già Presidente Lungarotti Giorgio 47
Nazionale 29, 34, 40 e nota, 41, 77
De Benedetti Carlo 37 Majorana Ettore 59

131
Manetti Maria José 76 Sandri, pasticceria 41
Mantovani Claudia 69 Scaraffia Lucetta 50
Mantovani Cucchia Maria Rita, già Severini Luigi 47
Presidente della Delegazione Umbria Severini Zaganelli Teresa, già Presidente
20, 22, 54, 55, 56, 59, 69, 73, 83-85 di Delegazione 19, 20, 41, 42, 47-54, 55,
Marchetti Maria Grazia 47, 49 69, 73, 80-83
Marini Catiuscia 59 Sorrentino Didi 50
Martone Michel 23, 58 Spagnoli Luisa 50, 80, 87
Mascelloni Liotti Ivana, socia fondatrice Spagnoli Furbetta Mariella 50
e Presidente della Delegazione Umbria Spagnoli Nicoletta, socia della Delegazione
19, 20, 37, 41, 44, 45, 46, 69, 72, 73, 75, Umbria 50, 59
79-80, 81 Spini Valdo 43
Matta Claudia 33 Storaro Vittorio 46
Mauro Benedetti SpA 73
Melzi Carignani Enrichetta, detta Etta, già Taylor Abbagnano Marion, prima Presidente
Presidente Nazionale 35, 45, 46, 58, Nazionale 30, 31, 69
80, 81 Testa Armando 40
Mingarelli Sabrina 70, 73 Todini Luisa 24, 60
Merli Sonia 24, 62, 66 Tombesi Struzzi Tiziana, Presidente
Miceli Vincenzo 43 di Delegazione 20, 24, 53, 60-62, 69, 71,
Mulé Giorgio 24 73
Traversa Silvia 48
Nonino Cristina 59 Trevisan Fabrizia 70, 73

Pandoli Ferrero Wanda, già Presidente Valori Paola, già Presidente Nazionale 33,
Nazionale 32, 34, 52, 53, 81 37, 40, 41
Panucci Marcella 24, 60 Venanti Franco 59
Pecetti Leboroni Maria Elisa, socia fondatrice Veronesi Liotti Carlotta, socia fondatrice
della Delegazione Umbria 72 della Delegazione Umbria 72
Pianigiani Rosati Adriana, socia fondatrice Veronesi Umberto 32
della Delegazione Umbria 73 Villa Felice Roberto 39
Prodi Maria 54
Prodi, Governo 45 Zucchini Latini Maria Grazia, socia fondatrice
Profeta Paola 24, 60 della Delegazione Umbria 73

Rambotti Luigi 61, 70


Randi Maria Grazia, già Presidente
Nazionale 72, 76
Ricottilli Massimo 43
Rughetti Angelo 60

Sacchi Sergio 52
Sagramati Fabiola 24, 60 Copertina del primo notiziario AIDDA, 1961

132
Sommario

5 Presentazione
Alessandro Campi

9 Le ragioni di un libro
Tiziana Tombesi

11 Premessa
Mario Tosti

15 AIDDA: una piccola associazione


nel pieno vissuto dell’Umbria
Sergio Sacchi

27 Una scommessa sulle donne.


La storia della Delegazione Umbria di AIDDA
attraverso le carte del suo Archivio
Claudia Mantovani

L’Archivio
65 Introduzione
Giovanna Giubbini

67 Inventario del fondo


a cura di Sonia Merli
67 Nota della curatrice
72 Nota storica
73 L’Archivio

91 AIDDA per immagini

131 Indice dei nomi


gennaio 2020

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