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Plinio il Giovane.

La vita di Plinio il giovane è quella di un personaggio benestante e altolocato, per molti aspetti baciato
dalla fortuna, che godette della fiducia dell’imperatore Traiano ed ebbe agganci con tutti i principali
personaggi pubblici e letterati di Roma.come molti altri suoi contemporanei, coltivò la letteratura, e le
sue opere forniscono un quadro dettagliato ed elegante della vita quotidiana.Plinio il giovane era nato
a Como, si trasferì a Roma, dove studiò presso Quintiliano e una volta completata la sua preparazione,
intraprese una carriera politica, che culminò quando sotto Traiano, fu nominato console subentrato e
più tardi lo stesso Traiano lo nominò governatore della Bitinia.
Plinio si ispirò soprattutto a Cicerone e compose orazioni di vario genere, di cui sopravvive solo il
panegirico a Traiano. Il termine panegyricus, deriva dal greco e in origine indicava un discorso
pubblico tenuto in occasione delle grandi festività, ma a partire dalla prima età imperiale, con il
termine panegyricus si cominciò ad intendere un encomio del sovrano(cioè un testo utilizzato per
parlare dell’onore del sovrano). il panegirico a Traiano costituisce la versione rielaborata e ampliata
del discorso di ringraziamento, che Plinio pronunciò il 1 settembre quando entrò in carica come
console subentrato. L’orazione costituisce a tutti gli effetti un elogio incondizionato di Traiano,
dipinto come l’autentico Optimus Princeps. All’interno del quale Plinio tende a sottolineare il rispetto
mostrato da Traiano per la classe senatoria. L’altra opera superstite di Plinio è l’epistolario, invece i
libri. I libri I-IX comprendono le lettere scritte agli amici, l’ultimo, invece, raccoglie la
corrispondenza tra l’autore e Traiano. Le lettere contenute nel libro X sono prevalentemente
comunicazioni amministrative. I primi nove libri sono aperti da una dedica di Plinio a Setticio Claro,
nella dedica a Plinio dichiara di aver raccolto le proprie lettere scritte in maniera più accurata, di
averle inserite una dopo l’altra senza rispettare alcun ordine. In realtà, c’è un criterio organizzativo ed
è quello della varietas, ovvero la mescolanza e l’alternanza di argomenti e motivi. gli elementi da cui
prendono spunto le lettere di Plinio sono concreti e affondano le proprie radici nella vita reale,
emergere sono spesso fatti di cronaca. nelle sue opere abbiamo un confronto con le epistole di
Cicerone e questo rende evidente che le lettere di Plinio sono state concepite fin dall’inizio per la
pubblicazione. Mentre le prime, contengono spesso allusioni o riferimenti a situazioni reali, quelle di
Plinio si preoccupano di non lasciare il lettore all’oscuro di niente. Si susseguono così descrizioni di
paesaggi naturali, narrazioni storiche come il famoso brano sull’eruzione del Vesuvio, o tematica alla
moda come si può vedere nell’epistola che parla di una casa infestata da un fantasma. L’epistolario di
Plinio naturalmente fornisce anche un ritratto dell’autore, chiamo a presentarsi come un galantuomo,
sempre pronto ad aiutare gli amici.

T.2 L’eruzione del Vesuvio e la morte di Plinio il vecchio.


Lo storico tacito, Mentre scriveva le sue historie arrivo a trattare dell’eruzione del Vesuvio che aveva
nient’altro Ercolano, Pompei e altri centri della Campania, per descrivere al meglio questo momento
storico decide di interpellare un amico che è stato testimone oculare dei fatti, Plinio il giovane, che si
trovava a Miseno in compagnia dello zio Plinio il vecchio, Che morì mentre cercava di salvare alcuni
amici residenti nella zona dell’eruzione, e questo suscitò l’interesse di tacito che nelle proprie opere
presentava sempre esempi di morti di uomini illustri. Il testo presente all’interno delle historie di
tacito È andato perduto, ma ci resta la lettera che Plinio, invio all’amico per raccontargli
dell’accaduto.