Sei sulla pagina 1di 40

La Fenice

No 3 ­ Estate 2022
La Fenice: una grande avventura
Essere
L'iniziato Carlo Gentile
Iniziazione martinista e sua attualità
La Principessa perduta
Martinismo e Illuminismo
Ama il prossimo tuo

Loggia Martinista "Silentium"


Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com
La Fenice
No 3 ­ Estate 2022

La Fenice
Sommario
è il notiziario della Loggia Martinista
"Silentium" dedicato agli studi sul
Martinismo e sulla Tradizione.
Editoriale
‒ La Fenice: una grande avventura
È uno spazio di incontro fra quanti, animati ‒ Essere
da interno desiderio, vogliono condividere la
propria esperienza con coloro che sono in
cammino o si apprestano a farlo, nel solco
Rassegna Martinista
della Tradizione.
‒ L'iniziato Carlo Gentile
‒ Iniziazione martinista e sua attualità
L'editing e la pubblicazione online sono
a cura di:
Iperion S:::I:::I::: ­ Bes S:::I::: Sentieri della Tradizione
Le immagini e la revisione dei testi sono ‒ La Principessa perduta
curate da:
Eros S:::I::: ­ Samas S:::I::: ­ Hathor I:::I:::
La Parola ritrovata
Hanno scritto su questo numero della
rivista:
‒ Martinismo e Illuminismo
Iperion S:::I:::I::: ­ Chen S:::I:::I:::
Sator S:::I::: ­ Arie' I:::I:::
Contributi

‒ Ama il prosimo tuo

Vita Fraterna
La responsabilità degli articoli è lasciata
interamente ai singoli autori e non impegna, per ‒ La loggia martinista "Silentium" e i suoi Gruppi
il loro contenuto, la Loggia Martinista ­ Calendario operativo
"Silentium".

Il presente notiziario:
­ non ha carattere di periodicità
­ non contiene pubblicità
­ non è in vendita
­ ha diffusione esclusivamente online
­ non diffonde o scambia informazioni sulle attuali condizioni politiche/economiche/sociali del Paese
­ non costituisce testata giornalistica o prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001.

Alcune immagini o testi sono tratti da internet e, pertanto, considerati di pubblico dominio. Qualora la loro pubblicazione
violasse eventuali diritti di autore, vogliate comunicarlo via mail (loggiasilentium@gmail.com) e saranno immediatamente
rimossi.
La Fenice Editoriale

La Fenice: una grande avventura


di Iperion S:::I:::I:::

Cara lettrice, caro lettore,


con questo numero della rassegna
martinista La Fenice, cominciamo la
pubblicazione di alcune biografie di Maestri
Passati e di alcuni loro articoli, spesso
presentati su riviste non più in commercio e
di difficile reperimento.
Già nella scorsa rivista è stato offerto alla
vostra attenzione un articolo di M.E.
Allegri (Flamelicus S:::I:::I:::) estratto da
un testo del 1946. In tal modo si è potuto
vedere, fra l'altro, l'assetto istituzionale
dato al Martinismo in Italia, al termine del
secondo conflitto mondiale.
Sulle vicende di quel periodo ci torneremo
prossimamente in quanto diversi eventi
accaduti all'interno del Martinismo sono
stati esposti, frequentemente, in maniera
troppo parziale, riportando alcuni
documenti e "dimenticandone" altri.
In svariati casi, in assenza di documenti, gli Inutile dire che i due autori, pur
eventi sono stati narrati semplicemente mantenendo inalterati i simboli come da
come "desiderata" facendo passare delle Tradizione, hanno avuto approcci
proprie rappresentazioni mentali come differenti al Martinismo dando vita alle
verità storiche. due correnti tutt'oggi chiamate
È bene ricordare che fino a a qualche "venturiana" e "brunelliana".
decennio fa la storia del Martinismo, e di Altri autori si sono cimentati nel dare alle
quello italiano in particolare, era riportata stampe testi con l'intento di presentare
in solo due testi: Gastone Ventura, Tutti gli una nuova e definitiva storia del
uomini del Martinismo, Atanor, Roma, Martinismo: il più delle volte si tratta di
1978 e Francesco Brunelli, Il Martinismo e opere che riproducono e reimpastano
l'Ordine Martinista, Volumnia, Perugia, eventi già noti e riportati nei due testi
1980. anzidetti.

3
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Quando qualcosa di nuovo si è voluto Nella presentazione fatta sul primo


riportare, è quasi sempre avvenuto ad usum numero della rivista, dedicata agli Studi e
Delphini, e senza riferimento a pièce à alla ricerca spirituale, così scrive la
l’appui, ossia senza alcuna documentazione Direzione "...studiare e realizzare i valori
giustificativa e magari riportando fatti per della più alta esperienza umana... dovunque
solo sentito dire. Da queste considerazioni e essa si trovi... è questa la grande avventura
dalla propensione di chi scrive alla ricerca della ricerca di una integrale comprensione
storica è nata l'idea di proporre vite di della vita e delle sue finalità".
personaggi e curiosità storiche con il solo Allo stesso modo di questa omonima
intento di voler contribuire ad accrescere la rivista, la nostra raccolta di scritti
conoscenza e magari avere punti di vista martinisti non vuole semplicemente
alternativi su taluni avvenimenti, non condividerne il nome ma, animata
ponendo mai la parola fine ma favorendo un dall'ugual desiderio di studio e ricerca,
confronto costruttivo e sereno. vuole affrontare la medesima "grande
Fatte queste premesse, in questo numero si avventura".
propone la biografia Carlo Gentile, Antelius
Keisvar S:::I:::I:::, e non si potrà fare a
meno di riferirsi ad avvenimenti del
Martinismo che lo videro protagonista e
attivo in prima persona. Allo stesso tempo,
presso la Biblioteca Nazionale di Napoli,
con l'aiuto del Fr::: Eros S:::I:::, è stata
esaminata la rivista La Fenice, pubblicata
dall'editrice partenopea Ardenza, su cui, fin
dal primo numero compaiono articoli del Gentile.
Alla medesima rivista collaborarono altri
nomi noti e meno noti del Martinismo
italiano. Infatti, oltre a Antelius Keisvar
(Carlo Gentile), vi sono Gianni Camar
(Pietro Mangiaracina), Ambros (Ambrogio
Gerosa), Florentinus (Guido Di Nardo),
Paracelsus (Gino Testi) ed altri come Aldo
Lavagnini - più conosciuto in Sudamerica,
dove migrò, che in Italia - e Roberto
Assagioli, padre della psicosintesi.
Da notare come sulla copertina della rivista
compaiono i sei punti, disposti a doppio
triangolo, utilizzati nel Martinismo.

4
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

ESSERE
Ambros S:::I:::I::: - Rivista "la Fenice", nr.1, feb-apr 1949

P roponiamo, tratto dal primo numero della rivista "la Fenice", edita a Napoli nel 1949, una
composizione di Ambrogio Gerosa (1892-1984), conosciuto nel Martinismo con lo jeronimo
Ambros.
Leggendo il testo si può facilmente risalire alle influenze di cui l'autore risente e a cui è
rimasto legato, oltre che al Martinismo, per l'intera sua esistenza.

ESSERE

A TE IN TE O SOLO AMOR CHE NUTRI Più non so me, ma Te santa invenzione


Che Eterna tu fecondi e ti tramuti
CHE’ NULLA SON SE NON IN TE NON SONO.
Nel cerchio che si pone alla Creazione.
ARIEL mi assisti ed a crear ti invoco: Or che i passi già si son compiuti,
Luce io ne son del più lucente Sole Che il frutto germogliato si matura,
Suprema Vibrazion del Primo Foco. Sii benedetta con gli onor dovuti.

Trasformo detto suon per le parole, Ascoso dentro Te volgo a Natura


L'opra tua Santa invoco a perfezione, L'invito ed il comando che mi presti
Di quel che il Verbo dà per quanto vuole. Trasmesso in concezion oltre che pura.

Tutto in Te Uno mentre Tu Eterno resti.

5
La Fenice Rassegna Martinista

L'iniziato Carlo Gentile


Iperion S:::I:::I::: - Loggia "Silentium" - Collina di Pescara

Carlo Gentile (Antelius Keisvar S:::I:::I:::)


nasce a Foggia, la città il cui stemma
araldico rappresenta tre fiammelle che si
levano dalle acque1, l’11 luglio 1920.
Oltre ad aver svolto l’attività di insegnante
di filosofia presso il Liceo Classico
“Vincenzo Lanza” della sua città, è stato
scrittore, storico del Risorgimento, filosofo,
poeta, e ha operato, sempre attivamente, in
diverse istituzioni iniziatiche quali la
Massoneria (G.O.I.) e il Martinismo (solo
per citarne alcune).
È stato anche militante nel partito
repubblicano divenendone uno dei probiviri
nazionali e ha partecipato a numerose
attività culturali, sociali e filosofiche
animate dalla profonda consapevolezza che
sia un bene per l’intera umanità la pacifica
convivenza e la tolleranza.
Dopo aver collaborato con i maggiori
sostenitori della resistenza non-violenta, corrispondente accreditato della
quali Ernesto Buonaiuti, Aldo Capitini e Confraternité Universelle Balzacienne
Danilo Dolci, nel 1950, è stato fra i (Montevideo - Uruguay) e dell’Istituto di
precursori dell'istituzione di una “giornata Cultura Americana (per il Brasile);
internazionale della non-violenza” (indetta membro onorario della Columbia Academy
solo a partire dal 2007, il 2 ottobre, data di Saint Louis (U.S.A. - Missouri) e socio
nascita del Mahatma Gandhi). corrispondente dell’Accademia Tiberina
In questi anni è stato: membro della d’Italia. Ha curato la collana di studi
delegazione italiana della World University filosofici ed umanistici “Urania” della
Round Table di Tucson (U.S.A. - California); casa editrice napoletana Ardenza, per i cui
accademico dei Nuovi Filaleti (Lione - tipi ha pubblicato i seguenti saggi: “La
Francia); socio effettivo della Società di Fiaccola e l’Eterno”, “Le Voci di Euridice”
Storia Patria per la Puglia e dell’Associazione e “Razionale ed Irrazionale nella Storia del
Provinciale della Stampa (Foggia); Pensiero”.

6
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Per l’editrice Studium Federicianum ha Dal 1966 ha ricoperto importanti


curato la collana “La Via” pubblicando incarichi nella Giunta del Grande Oriente
monografie di filosofia, di problemi religiosi d'Italia: dapprima Gran Sorvegliante, poi
e di esegesi biblica. Grande Oratore, infine Gran Maestro
Per la casa editrice Bastogi ha curato la Aggiunto.
collana “Altair”. Nel 1968 viene elevato al 33° e ultimo
Questo solo per citare alcuni degli impegni grado del RSAA. Nel 1979 viene eletto
attivi del Gentile in ambito “profano”. Gran Maestro Onorario del G.O.I. ed è
stato anche Maestro del Rito dell'Arco
Reale.
A partire dal 1950-1952 collabora con
Francesco Landolina (Filalete Jatricus
S:::I:::) per tentare di recuperare la bolla
di fondazione del Rito di Memphis del
1925 rilasciata da Reginald Mac Bean
(colui che ha risvegliato il rito nel 1923)
all’indiano Curuppumullage Jinarajadasa,
Presidente Internazionale della Società
Teosofica, allora residente in Italia.
Dal 1981 coopera con Francesco Brunelli
(Nebo S:::I:::I:::) per diffondere in Italia
l’Antico e Primitivo Rito di Memphis e
Misraim (APRMM), di cui, dal 1983,
diventerà Gran Jerophante, Johannes
Carolus S:::I:::I::: (XSR).
Figlio di massone, Carlo Gentile ha aderito
alla massoneria giustinianea nel 1945. Innumerevoli le pubblicazioni, le
Nel 1950 è iniziato al 9°grado del RSAA e collaborazioni e le curatele di Carlo
nel 1956 è eletto presidente del Capitolo Gentile in ambito massonico iniziatico e le
R+C del RSAA. Nel 1961 è elevato al 31° pubblicazioni sul loro contenuto
grado dello scozzese e nel 1965 è insignito simbolico.
dell’Ordine di Giordano Bruno, classe Solo per citare alcuni suoi testi:
Afrodite, per i suoi costanti meriti massonici D’Annunzio iniziato (Ardenza, Napoli,
profusi in e fuori Loggia. 1948); Cagliostro (Sansoni, Firenze, 1970);

7
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Alla ricerca di Hiram (Bastogi, Foggia, A fine novembre dello stesso anno, con
1977); Dal Maestro Segreto all’Aquila grande impegno del Gentile, viene
Sovrana (Bastogi, Foggia, 1979); L’altro istallata a Foggia la Loggia martinista
D’Annunzio (Bastogi, Foggia, 1982); Il “Intelletto e Amore”.
Gran Maestro dell’umanità Giuseppe Partecipa al Convento di Napoli del
Garibaldi (Bastogi, Foggia, 1983). dicembre 1947 in cui viene eletto Gran
Da ricordare anche le prefazioni a Rituali Maestro dell’Ordine Martinista Umberto
dei gradi simbolici della Massoneria di Gorel Porciatti (Zeteo S:::I:::I:::), già Gran
Memphis e Misraim (Bastogi, Foggia, 1981) Maestro Nazionale Reggente, salvo poi
e I Misteri antichi e la Messa (Bastogi, essere “declassato” a Gran Maestro per
Foggia, 1981). l’Italia dopo che Marco Egidio Allegri
(Flamelicus S:::I:::I:::) non accetta la
propria decadenza dall’incarico, solo
temporaneamente assunto, di Sovrano
Gran Maestro Generale (mandato di due
anni, a decorrere dal 27.12.1945)2.
È così che Flamelicus “…essendo, se pur
indegnamente, l’unico G.M. Generale,
carica da cui non intendo abdicare3(sic!)…”
motu proprio, si autoproclama Gran
Maestro ad vitam con “giurisdizione sui
due emisferi” (sic!) dando l’avvio a molte
incomprensioni presenti nel Martinismo.
Ma questa è un’altra storia!
Nell’agosto del 1948, Carlo Gentile è
nominato Oratore della Loggia Madre
Martinista “Sûr” di Napoli.
Il 7 dicembre 1948 muore U.G. Porciatti
(Zeteo) e nel marzo 1949 muore M.E.
Nell’agosto 1947, all’età di 27 anni, Carlo Allegri (Flamelicus).
Gentile viene iniziato al Martinismo con lo Nel 1949, Carlo Gentile e Pietro
jeronimo Antelius, unitamente alla moglie Mangiaracina (Gianni Camar) danno vita
Bianca De Luca (Mizar). Loro iniziatore è il alla rivista “La Fenice” per i tipi
G.M. regionale per la Campania, Pietro dell’editrice Ardenza di Napoli.
Mangiaracina (Gianni Camar S:::I:::I:::), il Nel 1950, Carlo Gentile completa e diffonde i
quale li invita a prendere contatti con il nuovi rituali martinisti tratti da quelli di
Delegato Speciale per la Puglia, Roberto De Henri-Charles Detré (Teder) e già parzialmente
Martino Rosaroll (Kardal S:::I:::I:::). tradotti e predisposti da U.G. Porciatti.

8
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Resosi conto che lo spirito martinista sorto È in questo periodo che inizia la sua
a Napoli col Convento del 1947 si è collaborazione con le Edizioni Bastogi.
affievolito tenta di ricompattare la Nel 1983, un anno prima della sua
compagine fraterna intorno ad un nuovo scomparsa, vede la luce il suo ultimo
progetto seguendo le stesse linee di lavoro dedicato al Martinismo: Louis-
autonomia e indipendenza invocate nel 1925 Claude de Saint-Martin, Ecce homo. La
dal Gran Maestro del tempo, Alessandro reintegrazione dell'uomo attraverso la
Sacchi (Sinesius). catarsi, con la sua prefazione e i suoi
Gastone Ventura (Aldebaran), in proposito, commenti ad ogni cantica, nella
fa riferimento a un “Centro Martinista traduzione della figlia Paola Gentile.
Indipendente”4 mentre altrove si parla di
Ordine Martinista Italiano (o Italico).
Ad affiancare l’iniziativa del Gentile, ci
sono: Gino Testi (Paracelsus), Luigi Paleari
(Antares), Mario De Conca (Lycnus),
Giordano Gamberini (Julianus), Stefano La
Colla (Giamblicus) e Enrico Giuliani
(Simone).
Questo progetto, per svariati motivi, non
andrà in porto e così, il giorno del solstizio
di inverno del 1953, Carlo Gentile sospende i
lavori della Loggia Madre “Intelletto e
Amore” restituendo la libertà a tutti i
membri della Comunione.
Ma non finisce qui.
Nel 1979, dopo 25 anni di meditazione,
Carlo Gentile (Antelius Keisvar) e sua
moglie Bianca De Luca (Mizar), su
iniziativa di Lucio Esposito (Francesco),
entrano nell’Ordine Martinista Antico e
Tradizionale di cui Francesco Brunelli Nella sua instancabile attività iniziatica,
(Nebo) è il Gran Maestro. Antelius Keisvar ha associato al
Il rientro avviene in termini rigidamente Martinismo numerosi fratelli e sorelle, fra
rituali: meditazione dei 28 giorni, avvio cui Nicola Ingrosso, “Nicolaus”(1980),
delle pratiche rituali giornaliere e lunari, in mio iniziatore (1998) e Gran Maestro
attesa di poter avere accesso alle rituarie dell’Ordine Martinista Universale (2002-
equinoziali e solstiziali dopo nove lunazioni 2016).
di pratica assidua5.

9
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Carlo Gentile, definito da Francesco 3 Lettera di M.E. Allegri (Flamelicus) a U.G.


Brunelli il “pellegrino del Sud” resterà Porciatti (Zeteo) del 16.01.1948, in: “Atti Convegno
nell’O.M.A.T. fino al passaggio alla Collegio Italia Meridionale dell’Ordine Martinista
Montagna Eterna, avvenuto nella Città Universale – L’iniziato Carlo Gentile e i suoi
dalla Triplice Fiamma, che gli intitolerà una rapporti con le varie scuole esoteriche e Ordini
piazza, la vigilia del solstizio d’estate del Illuministi 1945-1985”, Taranto 26-27 maggio
1984. 2001, ed.privata, pp.22-25.
4 G.Ventura, op.cit., p.86.
5 AttiConvegno Collegio Italia Meridionale
dell’Ordine Martinista Universale, op.cit., p.168.

Note:
1 Da notare il motto Ardent in Aqua che corona lo
stemma cittadino che ricorda l'esorcismo per l'acqua:
",,, che il Fuoco arda fra le Acque".
2 Così come da Comunicazione n.1 del 12 gennaio
1946 dell’Ordine Martinista. A tale documento fa
riferimento Gastone Ventura, Tutti gli Uomini del
Martinismo, Editrice Atanòr, Roma, 1978, p.74,
“dimenticando” di indicare che gli incarichi
decadevano dopo due anni. Comunque, a ben
cercare, nel medesimo testo, nella Sezione
Documenti, a p.170, è riportato il Foglio di
Comunicazioni n.2 del marzo 1946, dove si riproduce
lo stesso comunicato (ma con alcune variazioni
amministrative rispetto al n.1). Aguzzando la vista,
si riesce a leggere che le nomine dei Dignitari
dell’Ordine sono in carica fino al 27 dicembre 1947.

10
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Iniziazione martinista e sua attualità


Sator S:::I::: - Loggia "Silentium" - Collina di Pescara

Per la mia esposizione, mi sono


posto alcune domande:
Cos’è che rende attuale
l’iniziazione martinista?
Quali peculiarità ha il
martinismo che lo rendono
“moderno”, che lo rendono
appropriato ai tempi che stiamo
vivendo?
Per dare una risposta
soddisfacente a queste domande
non credo si possa prescindere da
una parte dalla definizione,
ancorché per sommi capi, di cosa
sia il Martinismo e dall’altra
dalla identificazione di quelli che
sono i caratteri distintivi della Nella “Introduzione dei Quaderni
modernità. Per quanto riguarda il iniziatici dell'Ordine Martinista” del Gran
Martinismo non si può partire che dalle Maestro Papus, del 1910, si legge:
Dichiarazioni di principio dell'Ordine «… Il Martinismo è una mescolanza di
Martinista fondato a Parigi nel 1891 (data platonismo, d'origenismo e di filosofia
di costituzione del Supremo Consiglio) da ermetica, sopra una base cristiana. Lo
Gérard Encausse in cui, tra l’altro, si legge: scopo che si prefiggono gli Iniziati è quello
«… L'Ordine è essenzialmente spirituale, di scoprire i più rari misteri. La società
combatte con tutte le sue forze l'ateismo, il Martinista non costituisce né un centro
materialismo, e, in collegamento con le altre dogmatico (cattolici, protestanti, gnostici,
fratellanze iniziatiche, combatte l'ignoranza, ecc. vi sono ammessi indistintamente) né
dà al simbolismo la grandissima importanza un partito politico, ma Ordine di
che gli compete in tutte le serie d’iniziazione. propaganda esoterica che incita allo studio
Non si occupa di politica e tanto meno di della religione unica, celata sotto i diversi
questioni di ordine religioso. culti dell'Occidente. Il profano, l'iniziato e
Permette e facilita gli studi, mantenendo la l'Iniziatore debbono essere umili studiosi,
tolleranza più assoluta…». devoti al culto della Verità Eterna…».

11
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Non meno interessante è la “Dichiarazioni


di principio” del Protocollo di unificazione
degli Ordini Martinisti d'Italia 1962 che
riprendendo espressamente le dichiarazioni
del 1891. In massima sintesi possiamo
quindi dire che il cammino spirituale
Martinista, si snoda inequivocabilmente al
di fuori delle grandi religioni e dei loro
postulati e che, estrinsecandosi in una
ricerca di un “Senso”, di una spiritualità, di
una saggezza, essa è più laica e filosofica
che religiosa.
Per i Martinisti inoltre il Sacro è parte di
ogni essere umano e ciò lo collega, in modo
unico, a un Assoluto che lo oltrepassa, ma
che è dentro di lui.
L’esperienza del Martinista è quindi
un’esperienza molto personale, soggettiva,
e rifugge dalla mediazione di qualunque
religione che si presenta come via esclusiva
al divino.
Per quanto riguarda la moderna società
contemporanea essa è frutto di una lenta Il “materialismo” ha privilegiato
evoluzione che sin dagli inizi del Novecento “l’avere” rispetto “all’essere” e si viene
ha invece favorito smisuratamente lo plasmati da una società egoista che
sviluppo degli aspetti “materiali” seduce con promesse allettanti e illusioni
nell’uomo, immiserendone quindi la di benessere.
“ricchezza” interiore. I modelli di riferimento negativi, il
Un sistema fondato sul “mercato” ha deterioramento dei costumi e delle
focalizzato l’uomo sullo sviluppo e il istituzioni sociali uniti al desiderio di
perfezionamento di strumenti eccezionali “adeguarsi” agli altri per apparire, hanno
che però non è in grado di usare al meglio compromesso valori quali, fratellanza,
quali la tecnologia e l’informatica. uguaglianza, rispetto, perdono, altruismo
Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e e solidarietà.
la conseguente facilità dei viaggi e degli La società è smarrita, diffidente, alla
scambi hanno determinato la ricerca di una nuova identità.
globalizzazione che collega e amalgama le Le “istituzioni” tutte, sono percepite
diverse culture. come incapaci di affrontare i problemi.

12
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Quando
l’individualismo è poi
condiviso da una
moltitudine di persone,
ne risulta una società
dilaniata dagli interessi
personali di ognuno, i
quali, inevitabilmente,
non sono quelli della
società nel suo insieme.
Eppure, nonostante
questo quadro
sconfortante, negli
ultimi tempi si
percepisce, con sempre
A tutto ciò si è unito un elevato maggiore intensità, un crescente bisogno
“individualismo” che ormai caratterizza i di “sacro”, di recupero di una dimensione
rapporti e le relazioni private e sociali. “spirituale” da parte di tutte quelle
L’individualismo è la tendenza a far persone disingannate dalla grande
prevalere eccessivamente e abitualmente gli ingozzata di “materialità” cui l’umanità,
interessi individuali e personali su quelli soprattutto occidentale, è stata
collettivi. sottoposta.
Portato all’estremo, questo comportamento Si percepisce un po’ ovunque la voglia,
può giungere all’egocentrismo, cioè alla direi il desiderio di una nuova sacralità
tendenza di porre sé stessi al centro di tutto basata su principi morali forti cui fare
ciò che accade, rendendo quasi nulla la riferimento, volti a valori esistenziali
considerazione altrui e degli altrui punti di positivi.
vista. Sembrerebbe quindi che ci si trovi dinanzi
L’individualismo prende le mosse dal ad una nuova, ulteriore fase dello sviluppo
vedere, percepire di sé stessi prima, e in dell’umanità, a un nuovo avvento di una
maniera differente, rispetto agli altri. “Società Tradizionale” dove il “Sacro”
In altri termini, l’individualista non torni ad essere parte integrante della
ammette e non riconosce l’uguaglianza fra “quotidianità” degli essere umani, e questi
sé stesso e gli altri, è convinto di essere, per tornino ad essere ricettivi verso il mondo
qualche ragione, se non superiore, dello Spirito.
perlomeno diverso dagli altri. Un ritorno alla spiritualità intesa come
Costui vive con un senso di distacco dalla ricerca di saggezza e di “senso delle cose e
società e dagli altri. del mondo”.

13
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Chi si impegna nel recupero della Certo non il desiderio inteso come
“spiritualità perduta” affronta però un sentimento di ricerca appassionata o di
lavoro davvero duro e difficile, in cui l’unico attesa del possesso, del conseguimento o
strumento per aprirsi un varco in mezzo al dell'attuazione di quanto è sentito
Caos che ci circonda è dato dal riportare confacente alle proprie esigenze o ai propri
alla luce i valori positivi. gusti.
Questa ricerca ed il lavoro che ne consegue Certo non il desiderio inteso come bisogno
possono nascere ed essere supportati solo da o come necessità.
un profondo ma possente “Desiderio” ed è a Questo è il desiderio nella sua ottava
questo desiderio che si aggancia il bassa, tanto per scomodare un po'
Martinismo infatti, come ben sappiamo, Gurdjieff. Bisogna invece che esso sia
esso è alla base del Martinista che, per tale nell’ottava alta.
ragione viene definito UOMO DI Forse quell’anelito di ritorno all’Unità di
DESIDERIO. cui si ha il ricordo nell’anima?
Ma cos’è il Desiderio cui fa riferimento la Sicuramente non qualche cosa che si possa
Tradizione? intuire, di cui si possa essere consapevoli
facilmente o che sia alla portata
di chiunque.
Non è un desiderio “mentale” di
conoscenza o peggio di curiosità.
Scriveva il Filosofo Incognito
Louis Claude de Saint Martin
“... il desiderio risulta dalla
separazione o dalla distinzione tra
due sostanze simili, sia per la loro
natura o per le loro proprietà; e
quando la gente al massimo dice
che non desidera, che non sa cosa
vuole, noi diamo la prova che se
desideriamo qualcosa, abbiamo
assolutamente bisogno di avere in
noi una parte di quella cosa che
desideriamo….”.
Ecco che diviene necessario che
colui che comincia a muovere i
suoi primi passi del percorso
spirituale al momento
dell’Iniziazione possieda

14
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

interiormente questo “Desiderio” ad alta Un altro aspetto della modernità a cui il


vibrazione, altrimenti chi ne dovesse essere martinismo si aggancia e che lo rende una
privo e quindi si sottoponesse ad una via in sintonia con i tempi è senz'altro
Iniziazione soltanto per curiosità, bramosia l’individualismo.
di conoscenza di cose nuove ed esotiche o “Individualismo”, così come l’abbiamo
per altre ragioni ancora a più bassa definito è innegabilmente l’ottava bassa
vibrazione, probabilmente non diventerà di individuo mentre quella alta è
mai un Iniziato. Individualità intesa come prima
Probabilmente, nella maggior parte dei emanazione dell’Assoluto, ovvero il primo
casi, non porterà a termine ciò che ha distaccarsi di quella che io amo chiamare
intrapreso o, nel peggiore dei casi, potrebbe la Goccia, dall’unione con il “Mare Tutto”
addirittura lascarsi sedurre da vie che e che, una volta liberatasi dall’ego tornerà
portano alla “controiniziazione”, non ad esso senza però annullarsi in esso.
essendo nelle condizioni di riconoscere Partendo infatti da uno stato di
chiaramente ciò che é Tradizione e ciò che frammentazione ed isolamento sociale
non lo è. l’iniziato Martinista troverà maggiore
Stanislas de Guaita affermava: “... Tu sei sintonia con una operatività che
Iniziato, colui cioè che altri hanno posto sulla privilegia il lavoro individuale rispetto a
"Via”. Sforzati di divenire Adepto: colui che quello collettivo, tipico di altre strutture.
ha conquistato la scienza da sé; in una parola Il lavoro dell’iniziato al Martinismo è
il figlio delle sue opere” . molto personale, soggettivo, forse ha

15
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

anche un vago “sapore religioso”, pur Passare dalla frammentazione


rifuggendo da qualunque forma religiosa. individualista all'unità con Tutto.
Chi sta muovendo i primi passi del percorso La lunga ricerca alla fine porterà il
è alla ricerca del Maestro Interiore e per Martinista a riconoscersi nella Divinità,
trovarlo deve disconnettersi emanato dalla Divinità, parte della
dall’insegnamento delle grandi istituzioni Divinità, come tutto il cosmo. La Divinità
religiose. Come dice Saint-Martin, non è è dentro di noi ed è lì che possiamo
tanto “altrove” cioè, all’esterno che si deve incontrarla. Anche se è presente in ogni
cercare quanto, piuttosto, dentro, nello cosa, solo l’essere umano è dotato della
spazio della propria interiorità. La “luce”, coscienza di sé, cioè, della attitudine a
infatti, può giungerci solo dalla profondità comprendere di essere parte di Divinità,
del Sé, dove è celata la “scintilla divina”, e essere, in qualche modo, lui stesso
non da una rivelazione esterna. Ecco quindi Divinità. Il risveglio di questa
che l’iniziato Martinista in questo modo consapevolezza assopita, quindi, sarà la
riscopre il vero valore della spiritualità principale ricompensa dell’iniziato
quale elemento fondante della vita umana. martinista e. di conseguenza, dell'iniziato
La sua ricerca gli consente di riappacificarsi alla Loggia Martinista "Silentium".
con il proprio “essere profondo” e
conseguentemente con gli altri.

16
La Fenice Sentieri della Tradizione

La Principessa perduta
Arie' A:::I::: - Gruppo "Stanislas de Guaita" - Collina di Bari

Rabbi Nachman di Brazlav rispose e disse: ““““Camminò a lungo [il viceré] nei
“Lungo la strada, raccontai una storia e tutti deserti, nei campi e nelle foreste.
quelli che l'udirono provarono un senso di La cercò molto, molto a lungo.
pentimento”. Stava camminando nel deserto quando
vide un sentiero sul lato.
Ecco, questa è la storia ... Pensò e disse a sé stesso:
“Ho viaggiato così a lungo in questo deserto
““““C'era una volta un re che aveva sei figli senza riuscire a trovarla!
e una figlia. Prenderò questo sentiero!
Questa ragazza era molto preziosa per lui, e Forse raggiungerò terre abitate? ”
lui l'amava molto. Dopo aver percorso una lunga strada, il
Gli piaceva molto la sua compagnia. viceré, scoprì un castello con molti soldati
Un giorno, mentre erano insieme, il re si di guardia lungo il suo perimetro.
arrabbiò con lei.
E queste parole uscirono dalla sua bocca:
“Possa il 'non-buono' portarti via!”
(Il non-buono lo tov ‫) לא טוב‬

La sera [la principessa] andò nella sua


stanza. Il mattino dopo, nessuno sapeva
dove fosse.
Il padre si addolorò terribilmente; andò a
cercarla di qua e di là...
Poiché aveva notato il profondo dolore del
re, intervenne il viceré e chiese [al re] di
dargli un servo, un cavallo e dei soldi per le
sue spese.
Poi andò a cercarla.
La cercò, ricercò e cercò ancora ... per molto
tempo ... fino a quando ... la ritrovò.”””

Ecco la storia della sua ricerca e della sua


scoperta ...

17
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Questo castello era magnifico e i soldati Tanti musicisti suonavano i loro


erano ben organizzati. strumenti, era così bello, così
Temeva che le guardie non lo avrebbero meraviglioso ... né il re, né nessun altro,
lasciato entrare. gli dette importanza e tanto meno lo
Pensò e disse a sé stesso: interrogò.
“Ci proverò!” C'era una tavola imbandita con piatti
Lasciò il cavallo e si diresse verso la succulenti e appetitosi.
fortezza. Si accomodò alla tavola e mangiò.
Gli fu permesso di passare. Poi andò a stendersi in un angolo per
Non fu trattenuto. osservare il corso degli eventi.
Passò da una stanza all'altra senza alcun Vide che il re invitava la regina a
ostacolo. raggiungerlo e per questo un corteo si
Arrivato nella sala d'accoglienza del re, vide recava a prenderla.
il re in trono con la sua corona, circondato La sala era invasa da un gran tumulto e
da molti soldati. da una grande gioia.
I musicisti, alla vista della regina,
prendevano a suonare e cantare più forte!
Un trono veniva sistemato per lei accanto
a quello del re.

Ma questa regina ... era lei ... la


principessa scomparsa!

Il viceré la vide e la riconobbe.


Anche la regina, guardando i convenuti
nella sala vide l'uomo disteso nell'angolo
e lo riconobbe.
Si alzò dal suo trono, andò da lui, lo toccò
e gli chiese:
“Mi riconosci?”
“Sì!” rispose il viceré.
“Ti conosco, tu sei la principessa
scomparsa!”
Poi le chiese: “Come sei arrivata qui?”
“A causa della parola di mio padre -
rispose la principessa.

18
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

“«Che il non-buono ti prenda», perché qui è Il viceré andò via e seguì le indicazioni
precisamente il posto che «non è buono»!” della principessa.
Il viceré le raccontò quanto fosse triste suo Poi, alla fine dell'anno, l'ultimo giorno,
padre e per quanti anni l'avesse cercata. digiunò e non dormì.
Poi le chiese: Si alzò e andò al castello della principessa
“Come potrei farti uscire?” per riprenderla.
“Sarai in grado di tirarmi fuori - rispose lei - Lungo la strada vide un albero su cui
solo se scegli un luogo appartato e rimani lì erano cresciute mele molto belle tanto da
per un anno intero. indurlo in tentazione.
Per tutto questo anno, dovrai struggerti per me Si avvicinò ... e ne mangiò una.
e pensare come tirarmi fuori. Non appena ebbe mangiato la mela, crollò
In ogni momento della tua giornata, ti e fu preso dal sonno.
struggerai, desidererai e spererai di tirarmi Dormì molto a lungo.
fuori di qui. Il suo servitore cercò di svegliarlo, ma non
E tu digiunerai. ci riuscì.
Giunto l'ultimo giorno dell'anno, digiunerai Quando si riprese dal sonno, chiese al
di nuovo e per ventiquattro ore ... non dovrai servitore:
dormire!” “Dove sono, dove mi trovo?”

19
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Il servitore gli raccontò tutta la storia, e Molti soldati passarono con le loro
disse: guarnigioni al seguito; il servo si nascose a
“Hai dormito per molto tempo ... hai dormito causa dei soldati.
per diversi anni! Io sono sopravvissuto Poi sopraggiunse una carrozza in cui era
mangiando questi frutti.” la principessa.
Il viceré, molto rattristato, ritornò Riconosciuto il servo, si fermò vicino a
nuovamente al castello e la ritrovò [la lui, scese dalla carrozza e si sedette
principessa]. accanto al viceré.
Si lamentò e lo riproverò [la principessa]: Provò a lungo con tutte le forze a
“Per un giorno solo, hai perso! Perché se tu svegliarlo, ma [il viceré] non riusciva a
fossi venuto quel giorno, avresti potuto farmi svegliarsi!
uscire! Oh! Non mangiare è una cosa molto Lei cominciò a rammaricarsi: “Tanta
difficile! Soprattutto l'ultimo giorno: in fatica e tanto dolore, dato che da così tanti
questo momento, la cattiva
inclinazione (Yetzer hara) diventa
ancora più forte ... quindi, torna
indietro e scegli un posto; devi stare
lì per un altro anno! Poi l'ultimo
giorno, avrai il diritto di
mangiare ... ma non dormire!
Tuttavia, non dovrai bere vino per
non addormentarti - perché la cosa
principale è il sonno [il non
dormire].”
Se ne andò e fece così [il viceré].
L'ultimo giorno dell'anno, mentre
stava andando là, vide una
sorgente che scorreva. anni si sacrificava per
Il colore di questa fonte era rosso e l'odore tirarmi fuori ... e per un solo giorno ha
era quello del vino. davvero perso tutto! - pianse a lungo - È
“Hai visto?” - disse al domestico - “È una pietoso per lui ... e per me! È passato così
fonte! Ci dovrebbe essere acqua. Ma il colore è tanto tempo da quando sono qui! E non
rosso e l'odore è quello del vino! “ posso uscire! “
Si avvicinò e assaggiò un po' dell'acqua di Quindi, si tolse una sciarpa dalla testa e ci
fonte. scrisse sopra, con le proprie lacrime; lei la
Immediatamente, crollò e si è addormentò mise vicino a lui, si alzò e riprese il suo
per molti anni ... settanta anni! posto nella sua carrozza. E andò via.

20
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Più tardi, [il viceré] si svegliò. Abbandonò il suo servitore e andò a


“Dove sono su questa terra?” chiese al cercarla da solo.
domestico. La cercò per molti anni.
[Il domestico] gli raccontò tutta la storia ... Pensava che dove ci sono uomini non
dei tanti soldati passati, poi della carrozza e avrebbe sicuramente trovato montagne
del pianto della principessa per lui ... del d'oro o castelli di perle.
suo rammarico: “Che peccato per lui e per Esperto di carte e mappe geografiche
me!”. Nel frattempo, guardò e vide accanto pensò:
a lui la sciarpa e chiese: “Da dove viene “Andrò a cercare nei deserti.”
questa?”
Il servitore rispose: “L'ha lasciata la Andò nei deserti e la cercò invano per
principessa; ci ha scritto con le sue stesse molto tempo.
lacrime!” Dopo alcuni anni incontrò un uomo
Il viceré afferrò la sciarpa e la sollevò molto alto le cui dimensioni non erano
tendendola verso il sole. umane. Portava con sé un enorme albero
Cominciò a distinguere le lettere. Lesse ciò mai visto di queste dimensioni nei luoghi
che vi era stato scritto: le sue lamentele, il visitati.
suo rammarico, il suo pianto ... e che ora, Quest'uomo [gigante] gli chiese:
non era più al castello ma doveva cercare “Chi sei?”
una montagna in oro con un castello di “Sono un uomo!” rispose [il viceré].
perle: “Lì, mi troverai!” Il gigante si meravigliò e disse:
“Sono stato in questo deserto per molto
tempo e non ho mai incontrato un uomo!”
Il viceré raccontò tutta la storia ... che
stava cercando una montagna d'oro con
un castello di perle.
Il gigante rispose che una cosa del genere
non esisteva certamente!
Poi lo scoraggiò e gli disse:
“Ti hanno raccontato delle sciocchezze
perché certamente non esiste!”
Il viceré, sconfortato, pianse:
“Esiste sicuramente! Deve certamente
esistere!“
Ma il gigante nuovamente lo scoraggiò.
“Ti hanno detto sciocchezze!”

21
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Il viceré insistette:
“Deve sicuramente esistere da
qualche parte!”
“Secondo me - disse il gigante - ti
hanno detto sciocchezze... ma tu
insisti. Ascolta, io sono il ministro
di tutte le bestie selvagge.
Ti farò un favore e chiamerò qui
tutte le bestie selvagge.
Viaggiano per il mondo intero; forse
una di loro saprà qualcosa di questa
montagna e di questo castello.”
Raccolse tutte le bestie selvagge
dalla più piccola alla più grande e
chiese loro.
Tutte risposero di non averli mai
visti. Il viceré insistette ancora:
“Vedi? Ti hanno detto sciocchezze! “Deve certamente esistere!”
Se vuoi ascoltarmi, torna indietro perché non Il gigante gli rispose:
lo troverai; non esiste in questo mondo!” “Sono il ministro di tutti gli uccelli.
Il viceré insistette molto: Li chiamerò, forse loro lo sanno?”
“Deve sicuramente esistere!” Raccolse gli uccelli e chiese a tutti, dal più
Il gigante gli disse: piccolo al più grande.
“Ho un fratello in questo deserto. Gli uccelli risposero che non conoscevano
È il ministro di tutti gli uccelli. questa montagna e questo castello.
Forse lo sanno, volano così in alto nell'aria. Il gigante disse:
Forse hanno visto questa montagna e questo “Vedi? Di certo non esiste in questo mondo!
castello. Vai da lui e digli che ti ho mandato io Se vuoi ascoltarmi, torna indietro perché
da lui.” sicuramente non esiste.”
Ma il viceré irremovibile disse:
Camminò per anni alla sua ricerca. “Certamente, certamente devono esistere
Di nuovo, incontrò un altro gigante che sulla terra!”
portava anche lui un albero immenso e lo Il gigante gli rispose:
interrogò come il primo. “In questo deserto, c'è mio fratello che è il
Gli raccontò tutta la storia e aggiunse che ministro di tutti i venti.
suo fratello l'aveva inviato da lui. I venti corrono in tutto il mondo.
Ma il gigante lo scoraggiò dicendo che non Forse ne sapranno qualcosa?“
esisteva. Cercò ancora per molti anni.

22
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Di nuovo incontrò un gigante che “Ci vuole tanto denaro, è molto


trasportava anche lui un albero immenso e costoso!” [rispose il vento].
lo interrogò allo stesso modo. Gli raccontò Rivolto al viceré il ministro dei venti
tutta la storia. Anche questo gigante lo disse:
scoraggiò. Ma il viceré lo implorò. “Hai impiegato così tanto tempo e ti sei dato
Il gigante gli promise di raccogliere tutti i così tanta pena!
venti per lui e di chiedere loro. E ora avrai un ostacolo a causa della
Li chiamò e tutti i venti si presentarono. mancanza di denaro!
Chiese a tutti, ma nessuno di loro sapeva Ma voglio aiutarti.
nulla della montagna o del castello. Ecco questo vaso. Quando ne avrai bisogno
Il gigante gli disse: immergi la mano e ne ricaverai del
“Vedi? Ti hanno raccontato delle storie!” denaro.”
Il viceré iniziò a lamentarsi e a gemere, ed Quindi ordinò a questo vento di fare
affermò: strada e condurre il viceré lassù.
“So che esiste, con certezza! ...” Il vento lo guidò fino alla porta della
città.
Nel mentre, giunse un altro vento, in C'erano soldati lì che controllavano
ritardo sugli altri. l'accesso.
Il ministro, perentorio, chiese a questo Il viceré affondò la mano nel vaso e prese
vento: dei soldi da dare alle guardie con cui
“Perché vieni così tardi? Eppure a voi tutti facilitò l'accesso.
avevo chiesto di giungere in tempo! Perché non Entrò nella città. Era bellissima!
sei venuto con
loro?“
Il vento gli
rispose:
“Ho ritardato
perché ho dovuto
portare una
principessa su una
montagna in oro
dove c'era un
castello in perle!”
Il viceré ebbe un
sussulto di gioia.
Il ministro chiese
al vento:
“Come ci si arriva?”

23
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Da un abitante affittò una ricca camera Nella Kabbalah, rappresenta il principio


dove sostare, perché occorreva agire con femminile, ricettivo e passivo, del mondo
Intelligenza - con Saggezza - per fare divino.
riguadagnare la libertà alla principessa! È anche chiamata "la Moglie".
La sua unione con la sesta sephira,
Perché è ciò che va fatto.”””””
Tipheret o "lo Sposo", è la condizione
Come è stata salvata, Rabbi Nachman non dell'armonia del mondo divino, di cui
l'ha mai scritto; ma alla fine la principessa è quella del mondo inferiore è solo un
stata fatta uscire. riflesso.
Amen, selāh1! Il cavallo ed il servitore, rappresentano,
La Storia della Principessa Perduta è un rispettivamente, il corpo fisico e la
racconto esoterico-cabalistico di Rabbi struttura razionale della mente umana ...
Nachman di Brazlav (1772-1810), ma questa, è solo una delle possibili chiavi
contenuto nel Sippurei Ma'asiyot, 13 interpretative.
racconti in ebraico e yiddish
pieni di profondi significati
mistici. Diverse storie
frammentarie sono incluse
anche nella traduzione di
Rabbi Aryeh Kaplan dei
racconti completi di Rabbi
Nachman.
Questa versione della Storia
della Principessa Perduta è
una traduzione, dall'ebraico
in francese, di Rabbi Israël
Itshak Besançon.
Tempo fa feci una mia
traduzione dal francese per
pochi amici e per raccontarla
alle mie figlie.
Ecco una mia chiave di
interpretazione.
La Shekina' ‫ שכינה‬- la
Principessa, è in esilio nella
10ª sephira, Malkut - Il
Regno...

24
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

L'elemento maschile - Il Principe, il Re, lo


Sposo - è rappresentato dalla sephira Note:
Tipheret (magnificenza). 1 In ebraico, la parola selāh significa “pausa”,

L'unione mistica del principio maschile e del intesa come un momento per riflettere, una
principio femminile simboleggia tutti gli sospensione dal visibile, un chiudere la porta a
sforzi per pervenire all'unità divina, unico tutto ciò che arreca rumore dall'esterno.
scopo del Viaggio (la reintegrazione a cui
tendono i martinisti).
Il Principe rappresenta anche l'Umanità o
meglio quella parte di essa che decide di
compiere il Viaggio di ricerca ... che altro non è
che un viaggio di ritorno.

25
La Fenice La Parola ritrovata

Martinismo e Illuminismo
Antelius Keisvar S:::I:::I:::

Antelius Keisvar è lo jeronimo di Carlo innestandosi sul tronco delle Corporazioni


Gentile (1920-1984), Philosofo Incognito Muratorie, diede vita ad un movimento di
della Loggia Martinista "Intelletto e Amore" grandiosa portata sociale, come la
alla Collina di Foggia. moderna Massoneria.
L'articolo che segue fu pubblicato, nel 1949, È naturale che le circostanze storiche e le
sul primo numero della rivista di studi e correnti filosofiche e religiose dominanti o
ricerche spirituali "La Fenice" edita a cura gli interessi di caste e di istituti, abbiano
della casa editrice napoletana "Ardenza". avuto il loro peso e talvolta siano riusciti
ad imprimere specifiche orme nella
=^=^=^=^=^=^ costituzione delle confraternite esoteriche.
Noi siamo in questo momento i figli della terra Lo spirito della Rivoluzione e l'anti-
ed eternamente i figli del mondo religiosità polemica degli Enciclopedisti,
Lev Tolstoj - «Guerra e Pace» daranno alla Massoneria una nota tipica
ancor viva, reagendo dialetticamente allo
Il Martinismo è un ordine illuministico e spiritualismo, talvolta espressamente
sta tra la Massoneria ed il mondo spirituale religioso, del Rito Scozzese.
occulto. L'origine è
naturalmente Rosacruciana.
Infatti la sua organizzazione
si ha in un momento storico
delicatissimo, quando la Rosa-
Croce sembra ancor più
rinchiudersi nell'atmosfera del
segreto, ispirando nuove
manifestazioni esoteriche. A
questo periodo risale la notizia
incerta dell'esodo dei Grandi
Maestri verso l'Oriente. La
tradizione occulta occidentale dispiegò Così sono da notare, nella medesima fase
allora un febbrile lavoro nella riconquista storica di assestamento e di
del tesoro invisibile e nella sua inserzione chiarificazione, i tentativi gesuitici di
alla base di organismi rispondenti alle impadronirsi a proprio esclusivo
esigenze dei tempi. Così, nei primi del 1700, vantaggio e con subordinazione
prese corpo dalla fusione delle eredità del confessionale, della eredità rosacruciana,
passato (templarismo, alchimismo, allo scopo di snaturarne l'universalismo
gnosticismo) il Rito Scozzese che, antidogmatico.

26
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Ma in mezzo ad un convergere di elementi


contrastanti, l'eredità rosacruciana restava
avvolta nella impenetrabilità occulta.
Il suo altissimo valore spirituale e filosofico
trovava, per organico articolarsi della
tradizione segreta, ammirevoli interpreti.
Essi restauravano nell'ambiente culturale
dell'esoterismo la pura vena della saggezza
ispirante.
Nasce così l'Ordine Martinista che esprime
da un lato la esigenza della tradizione
iniziatica, e dall'altro il bisogno di
armonizzare in un piano fraterno di
integrale portata, tutte le aspirazioni dello
spiritualismo di Occidente.
Il Martinismo, infatti, pone al culmine del
procedimento il mistero della morte mistica
descritta da Dante come l'ingresso nel
santuario paradisiaco ove risiede il
Convento delle Bianche Stole. Ma nello
stesso tempo, volendo porre una base ove Le forme in cui il Martinismo si ritrova
coesistano in amore tutti gli uomini di nella vita si riconoscono facilmente non
buona volontà, l'ordine designa i suoi appena l'occhio profano abbia penetrato i
affiliati quali esseri mossi dal «desiderio». primi veli di cui si ammanta la catena
Risulta evidente, insomma, l'immagine occulta.
piramidale di questa iniziazione. E questi veli sono di una semplicità tipica
Preceduto nel tempo da Emanuele nella loro tessitura, quando sono
Swedemborg e da Martines de Pasqually, assolutamente puri il cuore e gli sguardi
colui che fu chiamato il «filosofo incognito»: del profano stesso. Basta pensare alla
L. Cl. De Saint Martin, costituì una società solenne raffigurazione contenuta nei
di filosofi legati tra loro da vincoli di «Versi d'oro». L'elevazione iniziatica è
comunione occulta (la catena magnetica) e descritta con una premessa che suona
votati allo studio ed alla pratica della purificazione.
iniziazione, partendo da tutti i campi ed Purificarsi vuol dire rendersi padrone
accogliendo tutte le voci di speranze, di della parte divina che ciascuno porta
desiderio, di ricerca, che l'umanità emette chiusa in sé stesso, aprendo
da sé nel suo travaglio perenne verso la luce sapientemente lo spessore degli involucri
della perfezione compiuta. che la circondano.

27
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

L’Illuminismo è un concetto inconfondibile uomo, lavorando sui pregiudizi della


con i comuni modi di intendere l'attuazione razza, della nazionalità, della chiesa, del
di un programma religioso, politico o programma di partito, della potenzialità
filosofico. economica, si sentirà capace di «venerare
Tutti possono parlare di luce. Ciascuno gli dei immortali a seconda che dalla legge
pretende serbare il segreto di formule divina sono disposti» serbando
risolutive per i dolori eterni del mondo. ugualmente devozione al giuramento
Ma ciò non stupisce: l'egocentrismo è il male della propria fede?
perenne della umanità storica, e, sotto È inutile dire che il Martinismo non parte
questo riflesso, la nostra epoca non è più in dalla certezza di uno stato di grazia, bensì
alto né più in basso di quelle che l'hanno dal vero «desiderio» di potervi giungere.
preceduta e di quante la seguiranno. Esso perciò è contro tutte le divisioni
La struttura della personalità è materiata irrazionali dell'umanità, ed opera affinché
di orgoglio. nel cuore di chi desidera, i volti molteplici
Tutte le religioni, i credi politici, le scuole di dell'umano pensiero, siano gradualmente
pensiero, ne sono più o meno impregnati. liberati dal convenzionalismo individuale,
Chi potrebbe ripetere a sé stesso con vera cioè dall'atmosfera soffocante degli
plenitudine dell'anima, il primo dei Versi egoismi.
d'oro? Ecco perché il Martinismo non è una
Quale essere consapevole, in un mondo ove scuola ove si insegnano nuove, nuovissime
ogni secolo ha eretto barriere tra uomo e verità, destinate a travolgere il mondo.

28
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

La comune tecnica del proselitismo Siffatto mistero, tradotto nella vita


ideologico si regge proprio su certi sistemi diuturna degli spiriti associati, è la
che sarebbe assurdo ricalcare. La verità testimonianza dell'altissima Unità sotto
nuova che il Martinismo insegna, dai mistici forma di affratellamento e di
penetrali delle sue logge alle estrinsecazioni comprensione.
più ampie del simbolismo muratorio ed La tolleranza (nella forma propria di
operativo che esso integra, è la saggezza primo termine della triplice evocazione del
perenne dei Maestri del mondo, il cui spirito ritualismo muratorio scozzese) ha subito,
(sotto le varie formulazioni erette in sistemi nella pratica della cultura profana, una
dall'ignoranza e dal falso amore, con completa deformazione.
assurde pretese di eternità) ripete Perciò oggi, non basta parlare di
costantemente la descrizione «tolleranza». Malgrado la violenza tipica
dell’Incondizionato. della vita moderna, la politica e la
religione degli ultimi tempi sono
piene di richiami in tal senso.
Eppure tollerare è un atto - parta
esso dalla maggioranza o dalla
minoranza degli associati - il quale
presuppone l'idea della vittoria e
della concessione ai vinti.
Anche quando non si tratta di
vittoria effettiva, poiché allora è più
facile mettere da parte gli slogan ed
agire con libertà, la tolleranza verso
«gli altri» ossia i non conformisti, è
una appendice del nostro orgoglio di
possessori del vero.
Il migliore tollerante finisce per
essere lo scettico integrale, che
ovunque vede errori, per il credente
(religioso od antireligioso) tollerare è
sacrificare qualcosa all'oggetto della
fede, ed il sacrificio impone dolore.
Non si tratta di tollerare.
Troppo lieve è il richiamo alla
sopportazione in nome della
compassione, della utilità reciproca,
della prassi giuridica.

29
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

La insufficienza di questo tentativo di Da: "L'homme de desir” di L. Cl. de Saint


razionalità in mezzo all'irrazionalismo cieco Martin.
dei tempi, dipende dalla mancanza, alla """Dio è spirito, Egli vuole che tutto quello
base delle coscienze, di un atto di fede nella che voi operate sia spiritualità.
unità assoluta della vita. Se facendo un'elemosina vi contentate di
Questo atto di fede è l’illuminazione dell'Io dire al povero di pregare per voi, voi gli
in seno alla saggezza che i molti ignorano; domandate più di quello che voi gli date; voi
esso quindi è «inizio» e luce. pensate più a voi che a lui, e perciò egli è
E in tale iniziatica luminosità soltanto, è meno libero di voi di dedicarsi alla
concesso all'uomo di scoprire che la propria preghiera.
personalità è un volto necessario, ma Spiritualizzate le vostre opere se volete che
relativo, di Dio. esse siano conformi pienamente alla
Porre una vita contro l'altra significa saggezza.
sempre capovolgere l'opera del Padre che Ecco il vero scopo dell'elemosina, ecco come
vede ciascuno «in segreto». mediante l'elemosina può avanzare l’opera
Il Martinismo dice agli uomini: «Uno», di Dio""".
poiché Dio si chiama «Amore». (1947)

30
La Fenice Contributi

Ama il prossimo tuo


Chen ‫ חֵ ן‬S:::I:::I::: - Ordine Martinista

Queste riflessioni nascono dopo aver letto L’Amore, in ebraico, (Aavah (‫)אַ הֲבָ ה‬, nella
il libro di Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Bibbia ebraica (la Tannak, ‫)תַּ נְַּך‬2 lo si trova
Ama il prossimo tuo, il Mulino, Bologna, come, Amore di D-o verso l’uomo: riportato
2011. nel libro “Esodo” (Es.20,6)3; come Sua
Il libro, di contenuto teologico e sociologico, Alleanza, (Berit, ‫)בְּ ִרית‬4; come Protezione,
tenta di comprendere dove sia l’Amore nella (Chasut, ‫ ;)חָ סוּת‬come Precetti, (Torah,
Bibbia e le sue congiunzioni in questa ַ 5.
‫)תּוֹרה‬
società, attraverso gli occhi di due filosofi, D-o, (Elohim, ‫)אֱ ֹלהִ ים‬, qui, si presenta
che intendono condividere il loro pensiero, come Precettore, non come legalista, Egli si
anziché sopraffarsi a vicenda. fa vedere e conversa con Adam (Gn.2,16),
È un nuovo modo di espressione, con il più poi, come Adonai Elohim, (‫)יְ הוָה אֱ ֹלהִ ים‬,
genuino senso di comunicazione, ma i suoi parla con Mosè, e gli dice che sarà suo
presupposti sono quelli di un rigoroso “Alleato”, non suo padrone e gli dà, tramite
discorso teologico sulla Torah1 e sul Vangelo, l’Amore della Torah, ‫תּוֹרה‬ ַ , tutti i percorsi
tale da poter reggere il confronto di fronte per ritornare all’antico lignaggio e varcare la
alla filosofia ed alla sociologia. porta, a Ovest, nel giardino in Eden (Gn.2,8)6.

31
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

D-o dà all’uomo, anche, un compito Qui Ieshuah, per il prof. Enzo Bianchi,
immane, continuare quello che Lui aveva unisce due “precetti” riportati in due libri
Creato, e riportare a Lui quelle forze che si diversi della Torah, il Levitico e il
erano modificate nell’Universo, le Qeliphot Deuteronomio, dove, rispettivamente, si
(‫)קְ לִ פֹּ ת‬7, Forze Oscure. riporta:
Al riguardo, lo fornisce di Armate Angeliche a) Levitico, (Lv.19,18), l’amore, qui verso il
come alleate, i Malachim ‫מַ לָכִ ים‬, (Gn.36,31; prossimo, deve essere pari all’amore per se
1Sam.8,7), affinché lo scontro con le Forze stesso.
Oscure non sia sbilanciato. b) Deuteronomio, (Dt.18,15), il concetto
Gli offre dei precetti affinché il suo percorso dell’Amore non è imperativo, ma nasce
sia definito e scritto, il Decalogo, ma non in dalla conoscenza della Torah.
modo imperativo, anzi, con Amore. Poi, c’è l’Amore nei Vangeli, (Mat.22,36;
Mar.12,28; Lu.10,27), qui il Prof. Enzo
Bianchi parafrasa: se si conosce D-o, lo si
ama per quello che ha fatto e detto, non certo
come proiezione prefabbricata della nostra
mente o un Tu all’esterno; si ama D-o, dice
l’apostolo Giovanni, perché si vuole fare
la sua volontà di Amore.
Nei Vangeli si insegna ad amare oltre il
prossimo (Mat.7,12; Lu.6,31), anche il
nemico, unica affermazione nella storia
dell’uomo fatta nell’Impero Romano, in
cui il predominio del potere era sovrano e
la vita era prerogativa dei Cesari e della
casta sacerdotale.
Queste rivoluzionarie dichiarazioni nei
Vangeli si possono qui sintetizzare:
a) Tutti siamo fratelli.
b) Siamo uguali rispetto ad un giudizio.
c) Le donne hanno la stessa dignità
dell’uomo.
d) Il giudizio è modificabile attraverso la
misericordia (chi è senza peccato scagli la
Uno scriba chiese a Gesù, (Ieshuah, ַ‫)יהֶ ְשׁוּה‬ prima pietra): bisogna applicare la Legge,
quale era il più grande dei Precetti e Gesù gli anche, con saggezza e non solo con rigore.
rispose: Amerai il tuo D-o come te stesso, ma e) Il regno dei cieli è prerogativa dei
aggiunse, e come il prossimo tuo. fanciulli e non solo degli uomini Pii.

32
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Non è nemmeno necessario, per il prof. E si faccia attenzione: se è vero che


Massimo Cacciari, la presenza di D-o per l’espressione “gli uni e gli altri” designa un
amare il prossimo: “per amare il prossimo ci amore che, all’interno della comunità dei
si deve approssimare, non a chi ti sta accanto, discepoli di Gesù, tende alla reciprocità, è
ma ad un prossimo che può anche respingerti altrettanto vero che questo amore, se vuole
perché tuo nemico, questi non sono essere fedele a quello vissuto da Cristo, deve
comandamenti, sono regole d’oro. nascere dalla gratuità e dalla libertà.
L’approssimarsi non è un oggetto di desiderio
caramelloso, ma un grande problema etico e di Per il prof Cacciari, se non ci sarà un
morale perché il prossimo è diverso da noi” prossimo, senza velleità di assimilarlo a
L’impegno attuale, verso gli altri, per il noi, la società collasserà e si alzeranno
prof. Bianchi, manca perché non c’è barriere culturali ed economiche e noi
convergenza, c’è individualismo e narcisismo saremo soli perché perderemo
e questo non permette di amare l’altro. competitività anche nei valori scientifici.
Ci sono troppi contatti mediatici e mediati e
può succedere che “il messaggio di D-o” si Bisogna avere una visione laica del
svuoti perché le persone da amare sono prossimo, come cultura di approssimarsi
sempre di meno nello spazio quotidiano, all’altro, senza velleità egemoniche e
anche la carità è un prodotto del nostro prevaricatrici.
telefono o telefonino, è un prodotto lontano
dal bisogno del prossimo che nella sua Gesù, Iesciuah, ha vissuto un amore
attualità, non entra nella categoria del lungimirante, ha vissuto nel senso più
prossimo e non sarà amato, la nostra azione pieno la makrothymìa8, quella capacità di
sarà solo protagonismo, dove vince sentire in grande “l’Uno” degli Attributi
l’egoismo sul bene oggettivo, che si può fare. di D-o, (Es.34,6):

33
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

ha saputo vedere un uomo, dove gli altri Più in generale, quando incontrava l'altro
vedevano un peccatore; colpito da ogni sorta di malattia, Gesù si
ha saputo vedere una donna dove gli altri prendeva cura di tutto l'uomo, nella sua
vedevano una prostituta; unità inscindibile di corpo, psiche e
ha saputo vedere la salvezza all'opera dove gli anima, fino ad «assumere le nostre debolezze
altri vedevano solo vizio e peccato. e ad addossarsi le nostre
Era questo il modo in cui (Iesciuah, ַ‫)יהֶ ְשׁוּה‬, malattie» (Mat.8,17), e citazione di Isaia
il Riparatore, sapeva dare fiducia e mettere (Is.53,4).
fede nelle persone; egli sapeva far emergere Gesù era veramente un uomo di
e riconoscere in chi incontrava una radicale compassione, capace di sentire-con, fino a
fiducia nella vita, preliminare necessario al patire-con, dunque, un uomo per il quale
movimento della fede in D-o, fino a ogni relazione era aperta alla comunione,
indirizzargli una parola straordinaria: alla vera Catena d’Amore.
«La tua fede ti ha salvato». Quando Iesciuah È in questo modo, secondo i Vangeli, che
incontrava un uomo o una donna, cercava di “l’uomo” Gesù ha vissuto la sua intera
creare un clima relazionale, consentiva esistenza, come capolavoro d'Amore, e
all’altro di emergere come persona e soggetto, così che ha compiuto pienamente la
non lo giudicava mai, ma sapeva accogliere il volontà di D-o, «suo Padre», Av, ‫אָ ב‬,
linguaggio di cui l’altro era capace. (Gn.2,24 e 17,4; Dt.32,6; Is.22,21).

34
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Riporto in conclusione: Rabbi Hillel, Effettivamente Gesù si spinse oltre


sessanta anni prima di Cristo espresse la quanto era già scritto, in quanto chiese ai
propria versione del detto: “Non fare agli altri suoi seguaci di amare il prossimo più di sé
ciò che non vuoi che sia fatto a te”. stessi (Gv. 15,9 ÷ 17) e di amare i propri
nemici (Lu.6,27 ÷ 38).
Questa frase, che esprime ciò che i moderni
studiosi di Filosofia definiscono “l'etica della Ma diversi decenni prima di Gesù, Rabbi
reciprocità, ovvero la regola d'oro”, costituisce Hillel, il primo dei Tannaim, i Maestri
l'unico principio etico che, con alcune della Mishnah, rispondendo alla richiesta
varianti, appare veramente universalmente di un goy (non Ebreo) che
presente sul nostro pianeta (la si ritrova provocatoriamente gli aveva detto che si
anche nel mondo classico, in Confucio etc.). sarebbe convertito se Hillel fosse stato in
grado di esporgli tutta la Torah stando su
Malgrado moltissimi Cristiani siano un solo piede, alzo quest'ultimo e gli disse:
convinti che sia stato Gesù, nel Discorso "Ciò che non è buono per te non lo fare al tuo
della Montagna ed in altri passi del Vangelo prossimo. Il resto è commento.
(Mat.7,12; Mat.22,36÷40; Lu.6,31) ad Vai e studia” (Talmud, Shabbat 31a), così
affermare tale regola, essa era già contenuta come confermava anche Gesù “Amerai il
nella Torah, il Levitico (Lv.19,18): “amerai prossimo tuo come te stesso".
il tuo prossimo come te stesso”. Non c'è altro precetto più importante di
questo” (Mar.12,29÷31).

35
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Hillel non ebbe, all'inizio, una


vita facile, ma la sua
determinazione a diventare uno
studioso della Torah e le sue
grandissime capacità, lo
condussero ad una posizione di
assoluta preminenza, tanto da
consentirgli di creare una scuola
che divenne famosa in tutto il
mondo ebraico, anche per i suoi
aspri disaccordi con l'altrettanto
rinomata scuola di Shammai.

Il contrasto, nelle sue linee


generali, verteva sempre su una
differenza di atteggiamento nei
confronti del servizio divino.

Secondo la scuola di Shammai,


che mostrava una grande
intransigenza nei confronti di
qualsiasi trasgressione alla
Halakah, la severità e la
precisione costituivano qualità
imprescindibili per esercitare
correttamente il servizio divino
ed in un eventuale conflitto, tra il rispetto limiti, alla Torah fosse certamente più
rigoroso della norma e le umane esigenze, vicino alla realtà della creazione ed
non bisognasse mai cedere alle seconde, se invitando così ciascuno di noi a fare il
ciò avesse comportato un'interpretazione massimo sforzo possibile per adempiere
estensiva della regola Halakhica. alle norme Halakhiche.
Ovviamente un consimile atteggiamento
Al contrario, la scuola di Hillel si asteneva offriva, rispetto ai singoli casi, soluzioni
da giudizi così draconiani, riconoscendo più miti e compassionevoli, interpretando
l'imperfezione implicita ed inerente ad ogni spesso le norme estensivamente in modo
essere umano e sottolineando che un da non considerare trasgressivi
approccio, umile e consapevole dei propri comportamenti fortemente condannati
dalla scuola di Shammai.

36
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

Da ciò il detto talmudico: L’uomo sia situazione, la longanimità ha termine, o per il bene
umile come Hillel e non severo come di coloro che hanno dato origine alla provocazione
Shammai (Shabbat 30a). o con un’azione contro i trasgressori. In ogni caso
lo spirito di chi mostra longanimità non ne soffre.
Note: Alla lettera l’espressione ebraica tradotta “lento
all’ira” (“longanime” in qualche traduzione)
1 Qui si intende, per Torah, il Pentateuco formato
significa “lunghezza di narici [dove divampa
dai 5 libri: Genesi; Esodo; Levitico; Numeri;
l’ira]”, (Es.34,6). Il termine greco Makrothymìa
Deuteronomio. L’intera raccolta dei libri si trova nel
(Longanimità) letteralmente significa “lunghezza
libro “Pentateuco” a cura di Roberto Reggi ed.
di spirito”, (Ro.2,4). Sia l’espressione ebraica che
EDB.
quella greca denotano pazienza, sopportazione,
2 La Bibbia ebraica (A.T.) il termine Tannak è lentezza all’ira. Del termine “longanime”, da
l’acronimo di: Torah, Naviim, Catuvim; Pentateuco, longus (lungo) e animus (animo), il Dizionario
Profeti e Agiografi; 5 libri per la Torah, 5 libri per i Enciclopedico Italiano (Treccani, vol. VII, p. 112)
Profeti, 12 libri per gli Agiografi. 22 Libri, “22” dà la seguente definizione: “Che sopporta a lungo,
come le lettere dell’alfabeto ebraico. con costanza, pazienza e bontà d’animo . . .
persona generosa, pronta al perdono e
3 Libro “Esodo” a cura di Roberto Reggi ed.EDB.
all’indulgenza”.
4 Il
termine Berit in ebraico, significa Patto,
Alleanza e lo si trova nel libro “Esodo”
(Es. 2,24; 34,27).
5 Libro “Genesi” a cura di Roberto Reggi ed. EDB

6 Ibidem.

7 Libro “Mistica ebraica a cura di G. Busi e E.


Loewenthal; La magia della Cabala I° e 2° vol. ed.
Mediterranee Roma. Qui si vuole intendere “le
scintile” liberate nei mondi precedenti e
asimmetriche rispetto al creato, (Gn.4,7), i gusci.
8 Paziente sopportazione di torti o provocazioni,
unita al rifiuto di rinunciare alla speranza che i
rapporti tesi possano migliorare. La longanimità ha
dunque un obiettivo, pensa soprattutto al bene di
chi è causa di una situazione spiacevole.
Non condona però l’errore. Quando ha raggiunto il
suo obiettivo, o non c’è ragione di tollerare oltre la

37
La Fenice Vita fraterna

La Loggia Martinista "Silentium" e i suoi Gruppi

La Loggia Martinista “Silentium” ha


cominciato ad operare da circa dieci anni,
presso la collina di Pescara, in sedi che di
volta in volta vengono poste a disposizione
da strutture iniziatiche amiche.
Questo perché nel Martinismo,
tradizionalmente, non ci sono quote di
ingresso, capitazioni annuali e somme per
passaggi di grado. Al più c'è un'equa
ripartizione delle spese, qualora sostenute.
Come ogni loggia martinista, anche la
"Silentium", è seguita da un iniziatore,
Iperion S:::I:::I:::, che assume la funzione di Durante questo decennio di operatività la
Filosofo Incognito della Loggia. Loggia Martinista "Silentium" ha cercato
La sua linea iniziatica è la seguente: Nebo e provato approcci collaborativi con altre
(Francesco Brunelli) - Rigel (XRMPN) - strutture martiniste, tutti conclusi.
Iperion (FRR). Quindi, allo stato attuale, la Loggia
Iperion è stato associato al Martinismo Martinista "Silentium" è una struttura
dall'amatissimo Nicolaus (Nicola Ingrosso), iniziatica assolutamente indipendente da
nel 1998, entrando così a far parte altri Ordini, Riti, Obbedienze, fratrie
dell'Ordine Martinista Universale, dove ha spirituali e da qualunque chiesa, pur
conseguito i tre gradi martinisti durante la rispettando ciascuna di tali
Gran Maestranza dell'illuminante Giovanni organizzazioni.
Aniel (Fabrizio Mariani). La Loggia “Silentium” opera alla Gloria
Nella Loggia "Silentium", dalla sua del Grande Artefice dei Mondi, del sacro
costituzione, sono stati iniziati al pentagramma e sotto gli auspici del
Martinismo 86 fra fratelli e sorelle. Phil::: Inc::: Louis-Claude de Saint-
Ovviamente non tutti sono rimasti Martin, Nostro Venerato Maestro.
all'interno della Loggia, soprattutto perché Conformemente alla Tradizione
il Martinismo richiede un'operatività Martinista, la Loggia “Silentium” adotta
costante e continua, che può non essere alla il simbolismo del ternario: i tre gradi
portata di tutti. Vi è anche chi ha optato (Associato Incognito, Iniziato Incognito,
per il passaggio in altre diverse strutture. Superiore Incognito), i tre colori (nero,
Per tutti vale il motto "semel abbas semper rosso, bianco), i tre simboli fondamentali
abbas" non avendo il Martinismo previsto (cordone, maschera, mantello), i tre lumi.
forme affini alla "scomunica".

38
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

La Loggia Martinista “Silentium”


proclama la sua osservanza alle
leggi dello Stato, così come
l’inderogabile rispetto dei principi
di libertà, tolleranza e fratellanza.
Allo stesso modo, si oppone a ogni
forma di miope, ottusa e umiliante
discriminazione: di genere, sociale
ed etnica; si astiene dal prendere
parte in controversie di natura
politica e confessionale nel rispetto
del libero pensiero reciproco,
individuale e sociale.
Gli insegnamenti, la rituaria e il
piano di studi sono conformi a
quelli martinisti di estrazione "brunelliana" Fratelli e sorelle isolati (laddove non è
prevedendo un approccio essenzialmente ancora possibile costituire un gruppo)
teurgico occidentale con particolare sono presenti in Toscana, Liguria e
riferimento alle dottrine sviluppatesi, in Sardegna.
diversi periodi storici, nel bacino del Oltre che con la presente rassegna -
mediterraneo e nel continente europeo. riportante le idee e l’operatività che
Dalla Loggia "Silentium", negli anni, sono caratterizzano la Loggia Martinista
"gemmati" diversi gruppi (ogni gruppo deve “Silentium” e i suoi Gruppi - è in corso di
essere composto da almeno 4 fratelli/ realizzazione il sito web che offrirà notizie
sorelle), ciascuno seguito da un Fratello/ e materiali utili ad ogni martinista e a
Sorella Maggiore. ogni cercatore dello spirito.
Attualmente, oltre la Loggia "Silentium" In vista di questi ambiziosi propositi, non
che ha sede in Pescara, affidata a Iperion resta che augurare che la pace, la serenità,
S:::I:::I:::, sono presenti i seguenti gruppi: e la gioia ardano sempre nei nostri e vostri
- "Anubi" - Palermo (Bes S:::I:::) cuori.
- "Parthenope" - Napoli (Rhiannon S:::I:::) Ora e per sempre.
- "Zeteo" - Salerno (Eros S:::I:::)
- "Stanislas de Guaita" - Bari (Zapquiel S:::I:::) Iperion S:::I:::I:::
- "Nova Lux" - Roma (Samas S:::I:::)
- "Eirene" - Alessandria (Aspasia S:::I:::).

39
La Fenice ­ Rivista martinista ­ Estate 2022
Info e contatti: loggiasilentium@gmail.com

40

Potrebbero piacerti anche