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Yeiayel, angelo 22, dei nati fra il 7 e l'11 luglio

Yeiayel, o Yeyay'el, è il 22esimo Soffo e il sesto raggio angelico nel Coro saturnino degli Angeli
Troni, nel quale amministra le energie di Venere. Il suo elemento è l'Acqua; ha domicilio
Zodiacale dal 15° al 20° del Cancro ed è l'Angelo Custode dei nati dal 7 all'11 luglio. I sei Angeli
Custodi del Cancro, collettivamente, suscitano nei loro nati un profondo amore per la famiglia,
senso del focolare domestico e di appartenenza alla terra natale. Passione voluttuosa ma anche
amore sorretto da senso della fedeltà. Senso della conservazione, della stabilità e del risparmio.
Il nome di Yeiayel signifca “La Destra di Dio”

Il dono dispensato da Yeiayel è la CELEBRITA'


La "fama" donata da Yeiayel è intesa anche, da un lato, come riconoscimento del proprio valore
da parte degli altri, e dall'altro come una luce invisibile che irradia il nostro essere
interiore. Questo angelo dà anche il dono del discernimento, ossia della capacità di operare
scelte sagge, nonché della fermezza nelle decisioni prese. Dispensa le energie di Venere,
accordando bellezza e senso della bellezza e delle proporzioni; incoraggia l'arte, la bontà,
l'equilibrio fra gli impulsi del Bene e del Male nei rapporti sociali. Fra i dolcissimi Angeli Troni è
il più "umano", cioè il più capace di esaltare il divino nei suoi protetti proprio attraverso le
caratteritiche umane: li orienta attraverso i cinque sensi, in modo che possano gioire delle
esperienze umane pur agendo sempre in conformità con principi divini. Nel Testo Tradizionale si
legge che Yeiayel domina e concede la fortuna e la fama, l'industrosità, creatività e conseguente
successo anche negli affari; concede infne l'esperienza di viaggi piacevoli e fruttuosi. Secondo
Haziel questo angelo pone in risalto il concetto di complemento: l'idea di utilità di ciò che è
complementare, nonché l'empatia con il Creato e con le persone care, ai fni della realizzazione
di ideali di unione e unità. I suoi protetti cercheranno, e troveranno, sostegno e "protezione"
nella vita di coppia; a volte cercheranno istintivamente un compagno che sia una sorta di
"tutore", qualcuno in rado di proteggerli dagli eccessi dei loro stessi sentimenti. Allo stesso modo
nella vita sociale o professionale si appoggeranno a istituzioni in grado di tutelare i loro
interessi. Cercheranno amonia nelle relazioni con gli altri, anzi si può dire che nei nati di questo
angelo la tensione all'armonia con il prossimo sarà una sorta di ansia costante. Allo stesso modo
l'istinto li porterà a cercare un accordo con il proprio Sè interiore: se questo li condurrà a
scoprire e a "frequentare" la loro parte divina, potranno conseguire nella vita una vera felicità.
Yeiayel secondo Sibaldi
Dice Sibaldi che Yod-yod-yod è una delle formule rabbiniche supreme che indicavano
l’indescrivibilità di Dio: la lettera yod, in geroglifco, signifca infatti sia «manifestarsi», sia
«scorgere», e l’Altissimo è Colui che eccede nell’una e nell’altra cosa: si manifesta infatti al di
là di tutto ciò che già si è manifestato, avvolgendo ogni orizzonte che la nostra vista interiore
possa sperare di cogliere. Nella radice yod-yod-yod di Yeyay’el si cela dunque il concetto "io
vedo il modo in cui gli altri guardano, e guardo oltre". I protetti di questo Trono ricevono una
scintilla di questo eccesso fn dalla nascita e hanno il compito di adoperarla e farla fruttare nel
mondo umano. Mostrare, e mostrarsi: ecco ciò che ci si attende da loro. Quando lo intuiscono si
accorgono che la vita offre loro occasioni in abbondanza, modi ed energie per realizzare
capolavori di vario genere, in tutti i campi che riguardino il destare, richiamare, dirigere ed
educare l’attenzione. I limiti che devono imparare a superare sono due soltanto: la tentazione
dello specchio e la vertigine, due rischi che li apparentano strettamente ai protetti dell’Angelo
Damabiyah di febbraio. Negli specchi, nell’eccesso di autoanalisi, nel narcisismo, gli Yeyay’el
possono rimanere bloccati a lungo, ipnotizzati dalla loro immagine (che spesso, in effetti, è
bellissima) e dall’inesauribile ricchezza di dettagli che i loro occhi riescono a cogliervi. Nel
vedere sono infatti autentici genî; scoprire, interpretare, risalire da un’espressione del volto ai
più riposti segreti della personalità e dell’anima: tutto ciò dà loro un piacere incomparabile, e
nulla può essere più dolce, per loro, del gustare questo piacere per sé soli, lasciandosi portare
dal morbido vortice che si forma quando le loro tre yod guardano se stesse. Uno specchio può
allora divenire un mondo intero: lo Yeyay’el Marcel Proust ne ha fornito una magnifca
dimostrazione negli otto volumi della Recherche, tutti dedicati a ciò che il protagonista vede del
proprio vedere. Ma ovviamente non tutti sono Proust e può avvenire che l’autofascinazione porti
qualche Yeyay’el a una gran perdita di tempo, solamente.
L’altro loro limite è la vertigine, cioè quello sgomento da cui pressoché tutti gli Yeyay’el si
lasciano prendere quando, volgendosi via dallo specchio, permettono al loro potente sguardo di
esplorare il mondo intorno, e di vedere il vedere altrui. Il piacere che ne provano è ancor più
forte, il gusto della scoperta è addirittura travolgente: in brevissimo tempo sanno individuare i
confni dell’immagine che gli altri hanno del reale e del possibile, e li superano, si avventurano
verso il nuovo… e ne avvertono il panico. Moltissimi Yeyay’el vacillano, a questo punto:
abbandonano, fuggono, naufragano magari, quasi temendo che se osassero proseguire si
dissolverebbero. È il loro modo di percepire il terrore del successo – e anche qui si hanno
esempi illustri: da Giovanni Calvino, che nella sua teologia ebbe a un tratto assoluto bisogno di
immaginare una predestinazione, per limitare la libertà del volere umano, e che nella prassi
divenne, a Ginevra, un severissimo persecutore del libero pensiero; fno a Modigliani, che alle
soglie del successo naufragò amaramente. Bisogna dunque che gli Yeyay’el si armino contro
queste loro Scilla e Cariddi: Narciso e il brivido dell’altura. Rischiano, se no, una sorte casalinga
o impiegatizia, assurda per loro, che sono nati per rivelare nuovi modi di vedere il mondo.
Rischiano di incappare in padroni ottusi (padroni, sì, da cui lasciarsi plagiare) o di collezionare
parassiti, che li tengano in porto, arenati in un conservatorismo timoroso, superstizioso,
soffocante. In questo modo, gli Yeyay’el fniscono con il recitare per tutta la vita la parte del
sognatore che sospira tra sé, ma nelle sue azioni non osa mai scostarsi dall’immagine che gli
altri hanno di lui, come se fosse suo dovere rassicurarli ed evitare che si facciano domande sul
suo conto. Sarebbero conquistatori, invece: hanno un fascino e un’intensità di sentimenti che
attendono soltanto il loro permesso per dispiegarsi come vele. E perché il permesso arrivi dal
loro cuore, hanno bisogno di una fducia in se stessi d’un genere tutto particolare: non tanto
nelle proprie qualità di cui abbiano giù avuto qualche prova, ma in ciò che di se stessi non sanno
o non capiscono ancora. Mettersi in gioco lasciandosi guidare dall’ispirazione, dalla passione,
dall’intuizione fulminea: come una vela dal vento, davvero. Quanto a ciò srearebbe per loro un
buon maestro Forrest Gump, che non per nulla portò a un successo mondiale lo Yeyay’el Tom
Hanks. O qualche decennio prima, e in toni meno surreali, Yul Brynner, che iniziò la sua
splendida carriera come trapezista in un circo: gli occhi di tutti puntati su di lui, e il
rischio… Ecco, si allenino a questo, gli Yeyay’el, e la velocità, l’originalità, l’audacia della loro
mente saranno le loro magnifche alleate. Gli occhi puntati: Armani è nato l’11. Vedere e far
vedere: Pissarro e De Chirico nacquero il 10. E inventare, scoprire, far scoprire: come biologi o
pubblicitari, creativi o impresari, divulgatori, giornalisti, scienziati, o magari esperti fnanziari
(J.D. Rockefeller fu bravissimo a vedere e a far vedere ai suoi soci possibilità di investimenti di
capitale), gli Yeyay’el avranno carriere magnifche, purché imparino a non esitare al pensiero
che, appena si metteranno in azione, sarà probabilissimo che cambino il mondo.
Qualità di Yeiayel e ostacoli dall'energia "avversaria"
Yeiayel dona imparzialità, capacità di mantenere un segreto, umiltà, dignità, nobiltà di
sentimenti, idee liberali e flantropiche, rispetto da parte degli altri. Dispensa particolare
capacità di sopportare il dolore e di riprendersi dalle malattie. Concede anche fortuna nei
viaggi, nelle spedizioni e nel commercio. Protezione dagli imprevisti e dai rovesci
economici. L'angelo dell'abisso a lui contrario si chiama Touriel e rappresenta la pirateria; è
infatti collegato simbolicamente a pirati e corsari, ovvero a coloro che si comportano in maniera
illegale sul mare (e per estensione in qualunque ambito sociale); ostacola le spedizioni marittime
e causa naufragi professionali. Ispira furto, deviazione, pirateria, plagio e delazione.
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a Yeiayel si chiama "stop alle attrazioni fatali". Secondo la Kabbalah,
infatti, questo Nome fornisce uno strumento meditativo utile a liberarsi di relazioni pericolose e
distruttive, cioè di persone che si introducono nella nostra vita portando malessere e perdita di
energia.
Meditazione • Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome,
senza pensare ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo
signifcato, pronuncia questa intenzione: sono io stesso sommo sacerdote del tempio del mio
essere; per il potere di questo Nome la mia anima è inondata di energia divina, tutte le persone
ostili vengono allontanate da me.

Esortazione angelica
Yeiayel esorta a cercare la Verità e a diffonderla nel proprio ambito attraverso l'arte e ogni
forma di creatività e di relazioni umane.

Giorni e orari di Yeiayel


Se sei nato nei suoi giorni di reggenza Yeiayel è sempre in ascolto per te; ma in particolare le
sue energie si schiudono nelle date del tuo compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal
calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono anche: 29 gennaio, 11 aprile, 25 giugno, 8
settembre, 19 novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie
dalle h.7.00 alle 7.20. Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi giorni e in questo
orario, in qualunque data di nascita, ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono invocare.
La preghiera tradizionale rivolta a Yeiayel è 5° versetto del Salmo 121: Dominus custodit te,
Dominus umbraculum tuum, ad manum dexteram tuam (il Signore ti custodisce, il Signore è la
tua ombra accanto alla tua destra).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori


A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire
associate anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi;
questo può essere interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul solo piano di vero
interesse: quello cioè dell'introspezione psicologica.
In questo caso, la radice yod-yod-yod risponde alla confgurazione:
"la Ruota- la Ruota - la Ruota"
da cui la rifessione interiore suggerita dalle domande poste ber ben tre volte da questo arcano.
Chiede la Ruota (principio, metà o fne di un ciclo): cosa devo cambiare, quale ciclo si è concluso
nella mia vita? quali sono le mie opportinità? cosa mi aiuta? cosa sto ripetendo? quale enigma
emozionale mi impedisce di andare avanti?

CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI INFLUENZA


Rimando infne al Coro e alle energie arcangeliche che dispensano infuenze ai nati fra il 7 e l'11
luglio. L'angelo Yeiayel appartiene al Coro degli Angeli Troni guidato dall'Arcangelo Binah-
Zaphquiel. Il segno del Cancro sotto l’insegna dell'Arcangelo Gabriele mentre la decade dal 2
all'11 luglio è sotto l'infusso del severo Arcangelo Kamael. Con questi link vi reinvio a tali entità
angeliche: i nati in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a quella del loro Angelo
Custode Yeiayel. Infatti anche le energie di questi Arcangeli sono al loro fanco. Infne bisogna
ricordare che una specifca infuenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo che aveva
reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Carlo Falvella, attivista
politico, e Vittorio Occorsio, magistrato.

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