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Università della Calabria

Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente

Corso di Tutela degli Ambienti Fluviali 2020-2021


Professore: Prof. Pierfranco Costabile
Studente: Aldo Ruffolo
Matricola: 206917
Esercitazione 1

Piano di Tutela delle Acque per il Bacino del Fiume Tacina

Sommario
1) Inquadramento Normativo
2) Caratterizzazione Bacino
3) Analisi delle Pressioni Antropiche
3.1) Impianti Trattamento Rifiuti
3.2) Carichi di Origine Zootecnica
3.3) Carichi di Origine Agricola
3.4) Carichi delle Acque Meteoriche Dilavanti su Aree Urbane
4) Rete di Monitoraggio
5) Qualità delle Acque
6) Prelievo di Acqua Potabile
7) Deflusso Minimo Vitale
8) Obiettivi
8.1) Obiettivi Qualitativi
8.2) Obiettivi Quantitativi
9) Programmi e Misure da Adottare
10) Sintesi Economica
1) Inquadramento Normativo

Lo strumento di pianificazione “Piano di Tutela delle Acque della regione Calabria” costituisce il
percorso di reciproca incidenza tra lo stato ambientale dei corpi idrici (nell’intero comparto di
idrosfera), le modificazioni che detti corpi idrici possono subire a seguito di pressioni ed impatti di origine
antropica, la rispondenza al reticolo di strumenti, misure di intervento e azioni di salvaguardia a cui le
pressioni
antropiche devono sottostare ai fini dell’ottemperanza ai dettami normativi, quale il D.Lgs 152/99 e
sue modifiche ed integrazioni, nonché nella consapevolezza del recepimento della WFD 2000/60.
2) Caratterizzazione Bacino

Il bacino del fiume Tacina (codice 16), ha una estensione complessiva di 426.95 km², con sezione di chiusura
coincidente con la foce del Mar Ionio. Il perimetro dell’intero spartiacque è pari a 129.5 km e la
lunghezza della sua asta principale è di circa 60 km con una pendenza media del 2.46%. Il valore della
densità di drenaggio è 4.87 km/km².

A partire dal modello digitale del terreno del bacino, è stata realizzata una caratterizzazione altimetrica del
bacino le cui quote sono:

- Quota minima 𝐻𝑚𝑖𝑛 =1 m s.l.m.


- Quota media 𝐻𝑚𝑒𝑑=623 m s.l.m.
- Quota massima 𝐻𝑚𝑎𝑥=1730 m s.l.m.
L’analisi delle quote del DTM del bacino, ha stimato le varie fasce altimetriche:

Fascia Hmin Hmax %


1 0 100 23.11
2 100 200 15.67
3 200 400 15.1
4 400 600 5.2
5 600 800 4.48
6 800 1000 5.12
7 1000 1200 6.54
8 1200 1400 8.14
9 1400 1600 12.12
10 1600 1800 4.52
Curva Ipsografica
2000

1500
Quote (m
1000

500

0
0 100 200 300 400 500
Superficie (Kmq)

Dall’elaborazione del DTM si sono ricavate utili informazioni sulla pendenza:

Classe Pen. Pmin Pmax %


1 0 5 28.36
2 5 10 28.82
3 10 15 19.37
4 15 20 11.2
5 20 25 6.77
6 25 30 3.75
7 30 35 1.48
8 35 50 0.25
E sull’esposizione:

Classe Esp. Esposizione %


1 Orizzontale 0.55
2 N 7
3 N-E 5.07
4 E 18.22
5 S-E 17.81
6 S 16.81
7 S-O 16.13
8 O 11.56
9 N-O 6.85

3) Analisi delle Pressioni Antropiche

Nella regione Calabria i maggiori carichi inquinanti afferenti ai corpi idrici superficiali possono ritenersi
attribuibili prevalentemente: agli scarichi domestici solo in parte trattati in impianti di depurazione, alla
fertilizzazione dei suoli operata in agricoltura, ai residui dell’attività zootecnica ed alle acque di
prima pioggia dilavanti le aree urbanizzate il cui carico inquinante spesso è piuttosto rilevante.

Allo scopo di individuare le pressioni che impattano sul fiume Tacina, sono stati analizzati:

Sorgenti Puntuali di Inquinamento

- impianti di trattamento refluo

Sorgenti diffuse di inquinamento

- carichi di origine civile come deficit di trattamento


- carichi di origine agricola
- carichi di origine zootecnica
- carichi provenienti da acque meteoriche dilavanti su aree urbane
3.1) Impianti Trattamento Rifiuti

I carichi di origine civile afferenti ai corpi idrici calabresi sono stati stimati come somma dei carichi effluenti
dagli impianti di depurazione, e di quelli non serviti da impianto di depurazione.

Il carico organico afferente al corpo idrico viene calcolato come:


𝐶𝐵𝑂𝐷5 = 𝑄 ∗ 𝐵𝑂𝐷5,𝑜𝑢𝑡

I dati di portata e 𝐵𝑂𝐷5 in uscita dall’impianto vengono forniti dall’impianto stesso.

Mentre per i carichi di azoto e fosforo non avendo a disposizione le concentrazioni è stato necessario
stimarne i valori a partire dal 𝐵𝑂𝐷5 in ingresso all’impianto, ponendo i rapporti:
𝐵𝑂𝐷5 𝐵𝑂𝐷5
=5 = 33.3
𝑁 𝑃
Con un abbattimento dell’azoto pari al 35% e quello del fosforo pari al 25%.

Trattati
Carico N (t/y) Carico P (t/y) Carico BOD5 (t/y)
4 0.5 7
Non Trattati
Carico N (t/y) Carico P (t/y) Carico BOD5 (t/y)
115 17 575
Totali
Carico N (t/y) Carico P (t/y) Carico BOD5 (t/y)
119 17.5 582

3.2) Carichi di Origine Zootecnica

Il carico organico di origine zootecnica è stato determinato facendo riferimento alla metodologia elaborata
dal CNR-IRSA che propone di calcolare l’apporto inquinante di natura organica di ogni specifica
categoria di animali allevati, in termini di BOD5.

Tale metodologia si basa sull’attribuzione, per ogni tipologia di allevamento, del peso vivo di ogni
singolo capo e di un coefficiente di produzione di azoto e fosforo riferito al peso vivo dei capi allevati.
Calcolando la sommatoria dei singoli apporti è possibile individuare il contributo di azoto e fosforo al
campo dovuto alla zootecnia.

Carico N (t/y) Carico N Specifico (t/y*kmq)


265.556 0.498
Carico P (t/y) Carico P Specifico (t/y*kmq)
106.226 0.05
Carico BOD5 (t/y) Carico BOD5 Specifico (t/y*kmq)
1631.9 3.822

3.3) Carichi di Origine Agricola

I carichi di origine agricola sono stati stimati per ogni comune, tenendo conto delle carte dell’uso del
suolo e dei surplus di fertilizzanti di azoto e di fosforo che vengono applicati sui diversi suoli, surplus che
non essendo assorbiti dalle colture sono potenzialmente dilavabili dal terreno.
Poiché la cartografia di riferimento riporta la distribuzione territoriale dell’uso del suolo per le
quattro diverse stagioni, i surplus sono stati distribuiti stagionalmente applicando le percentuali di
fertilizzanti utilizzati nei diversi trimestri. Una volta calcolati i contributi stagionali, dalla loro somma si è
risalito alle quantità annuali di azoto e fosforo disponibili al dilavamento.

Carico N (t/y) Carico N Specifico (t/y*kmq)


545.233 74.287
Carico P (t/y) Carico P Specifico (t/y*kmq)
1.277 0.174

3.4) Carichi delle Acque Meteoriche Dilavanti su Aree Urbane

Le acque meteoriche risultano caratterizzate da carichi inquinanti spesso paragonabili a quelli di origine
domestica ed a volte anche superiori ad essi. Per tale ragione è stato stimato anche il loro carico inquinante
attribuendo al bacino carichi specifici di BOD5, N e P, per unità di superficie di area urbana e per millimetro
di pioggia:

- BOD5 = 0,297 Kg/ha/mm


- Azoto = 0.032 Kg/ha/mm
- Fosforo = 0.010 Kg/ha/mm

Carico N (t/y) Carico P (t/y) Carico BOD5 (t/y)


19.04 5.95 176.713

4) Rete di Monitoraggio

Per la realizzazione del piano di rilevamento finalizzato alla classificazione dello stato di qualità ambientale
da attribuire ai corsi d’acqua significativi, in accordo con le indicazioni della tabella, è stato fissato il
numero di stazioni di misura.

La localizzazione delle stazioni è stata effettuata sulla base dei seguenti criteri:

- presenza, nelle immediate vicinanze di una stazione di misura dei livelli idrometrici del Centro
Funzionale Meteo Idrologico della Regione Calabria;

- necessità di valutare la qualità dell’acqua nel tratto terminale, in prossimità della foce;

- copertura quanto possibile uniforme del territorio regionale, tenendo in particolare conto la
localizzazione delle foci dei bacini considerati lungo il perimetro della costa;

- accessibilità del sito;

- geometria non variabile della sezione di misura e quindi localizzazione in tratti arginati o in
corrispondenza di ponti;
- significatività dal punto di vista della qualità, e quindi localizzazione a valle di centri abitati,
impianti produttivi, affluenti potenzialmente inquinati;

- significatività dal punto di vista della quantità e quindi localizzazione a valle di confluenze rilevanti
o comunque in sezioni che chiudono bacini idrografici di rilevante dimensione.

Per il bacino del fiume Tacina si hanno due stazioni di rilevamento, una a Rivioto, già presente (CS23), ed
una in prossimità della foce in località steccato di Cutro (CS24).

5) Qualità delle Acque

I risultati dell’attività di rilevazione condotta sul corso d’acqua nel biennio 2005 – 2007, ha
consentito di classificarne lo Stato Ecologico, lo Stato Chimico e lo Stato Ambientale, secondo le
metodologie proposte dal Dlgs 152/99, cioè LIM, IBE e SECA.

Il LIM viene attribuito assegnando ad ognuno dei parametri macrodescrittori un punteggio determinato dal
valore del 75° percentile; la somma dei punteggi ottenuti viene convertita nel relativo livello, come
mostrato dalla tabella:

PARAMETRO Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4 Livello 5


100 – OD (%sat) ≤10 ≤20 ≤30 ≤50 >50
BOD5 (O2 mg/L) <2,5 ≤4 ≤8 ≤15 >15
COD (O2 mg/L) <5 ≤10 ≤15 ≤25 >25
NH4 (N mg/L) <0,03 ≤0,10 ≤0,50 ≤1,50 >1,50
NO3 (N mg/L) <0,3 ≤1,5 ≤5,0 ≤10,0 >10,0
Fosforo totale (P mg/L) <0,07 ≤0,15 ≤0,30 ≤0,60 >0,60
Escherichia coli (UFC/100mL) >100 ≤1.000 ≤5.000 ≤20.000 >20.000
Punteggio da attribuire per ogni
parametro analizzato (75° percentile 80 40 20 10 5
del periodo di rilevamento)
LIVELLO DI INQUINAMENTO DA
MACRODESCRITTORI 480-560 240-475 120-235 60-115 <60
La determinazione sul biota, è costituita dall’Indice Biotico Esteso (IBE), che permette di valutare
l’impatto antropico complessivo sulle comunità animali di macroinvertebrati bentonici dei corsi
d’acqua. L’indice assume un valore tanto più elevato quanto più diversificata è la comunità studiata ed in
base alla sensibilità all’inquinamento delle unità tassonomiche rilevate.

La classificazione dello Stato Ecologico (SECA) viene effettuata incrociando il dato risultante dai
macrodescrittori (LIM) con il risultato dell’IBE, attribuendo il risultato peggiore, secondo la
tabella:

PARAMETRO Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5

Valore di IBE 10-11-12-... 8-9 6-7 4-5 1-2-3


LIVELLO DI
INQUINAMENTO DA 480-560 240-475 120-235 60-115 <60
MACRODESCRITTORI

Per quanto riguarda lo Stato Ambientale dei corsi d’Acqua (SACA), il D.Lgs. 152/99 prevedeva di
confrontare i valori del SECA con i dati dello stato chimico ed attribuire il valore peggiore:

Per le due stazioni sul fiume Tacina risultano:

Primo Anno

Stazione LIM IBE SECA St. Chimico SACA


CS23 3 III 3 3
CS24 3 IV 4 4

Secondo Anno

Stazione LIM IBE SECA St. Chimico SACA


CS23 2 III 3 3
CS24 3 IV 4 4

Biennio:

Stazione LIM IBE SECA St. Chimico SACA


CS23 3 III 3 3
CS24 3 IV 4 4

6) Prelievo di Acqua Potabile

Secondo quanto previsto nell’art. 7 nell’All. 2, sez. A del D. Lgs. 152/99, per tutti i laghi artificiali e per
tutti i corsi d’acqua destinati ad essere utilizzati per l’approvvigionamento idrico potabile, le stazioni
di campionamento sono state localizzate in prossimità delle opere di presa esistenti o previste in modo che
i campioni rilevati siano rappresentativi della qualità delle acque da utilizzare.

Le determinazioni analitiche condotte nel biennio 2005 – 2007 permettono di definire se


un’acqua superficiale può essere utilizzata per la produzione di acqua potabile e, in caso
affermativo, a quale categoria di trattamento (A1, A2, A3) dovrà essere sottoposta:
- A1: Trattamento fisico semplice e disinfezione;
- A2: Trattamento fisico e chimico normale e disinfezione;
- A3: Trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione.

Per il bacino del fiume Tacina il punto di campionamento, poco a monte dell’opera di presa è
situato nel Comune di Petilia Policastro ed è indicato con il codice AP13.

Corpo Primo Secondo


Stazione Idrico Località Anno Parametri Critici Anno Parametri Critici
Petilia Non Coliformi Totali, Fenoli, Coliformi Totali, Coliformi Fecali,
AP13 Tacina Policastro Idonea Coliformi Fecali A3 Streptococchi Fecali

7) Deflusso Minimo Vitale

Il DMV è la portata istantanea da determinare in ogni tratto omogeneo del corso d'acqua, che deve
garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico- fisiche delle acque nonché il
mantenimento delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali.

Il calcolo del DMV alla sezione di chiusura di ogni singolo bacino è stato effettuato utilizzando il criterio di
calcolo proposto dall’Autorità di Bacino della Calabria (in questo caso a scala temporale
mensile) e utilizzando i valori delle portate minime di durata 1, 3, 7, 15, 30 giorni consecutivi e dei
deflussi medi mensili.

Esso prevede un valore variabile della portata da rilasciare. Tale valore dipende, con legge lineare, dal
surplus di portata in transito Q(t) rispetto ad una frazione costante Z dello stesso rilascio (calcolata in base
ad un contributo specifico fissato opportunamente corretto)

𝑄𝑟(𝑡) = 𝑍 − 𝑐(𝑄(𝑡) − 𝑍)

Più esattamente, per il calcolo di Z si applica la seguente formula:

𝑍 = 𝐴𝐵𝐶𝐷𝐸𝐹𝐺𝐻

In cui:

- A: (km2): area del bacino alla sezione di chiusura considerata


- B: (l/s/km2): contributo specifico (1.6 l/s/km2)
- C: fattore di precipitazione (1-1.2)
- D: fattore di altitudine (1-1.2)
- E: fattore di permeabilità (1-1.2)
- F: fattore di qualità biologica (1-1.2)
- G: fattore di uso del suolo (1-1.2)
- H = 1+0.025d (d è la lunghezza del tratto fra derivazione e rilascio; si pone H=1.2 in assenza di
rilascio).
Il valore del coefficiente c è di norma posto pari a 0.1.

A 426.9
B 1.6
C 1.1
D 1.1
E 1
F 1.1
G 1.2
H 1.2
Z 1.31

V Totale V Rilasciato V Utilizzabile


Qm(m³/s) (hm³) c Qr(m³/s) (hm³) (hm³) Vr/Vt
gennaio 11.05 29.6 0.1 2.28 6.12 23.48 0.21
febbraio 8.04 19.45 0.1 1.98 4.80 14.65 0.25
marzo 9.84 26.36 0.1 2.16 5.79 20.57 0.22
aprile 6.36 16.49 0.1 1.82 4.71 11.78 0.29
maggio 4.45 11.92 0.1 1.62 4.35 7.57 0.36
giugno 2.75 7.13 0.1 1.45 3.77 3.36 0.53
luglio 1.99 5.33 0.1 1.38 3.69 1.64 0.69
agosto 1.45 3.88 0.1 1.32 3.54 0.34 0.91
settembre 1.82 4.72 0.1 1.36 3.53 1.19 0.75
ottobre 2.69 7.2 0.1 1.45 3.88 3.32 0.54
novembre 3.54 9.18 0.1 1.53 3.98 5.20 0.43
dicembre 8.57 22.95 0.1 2.04 5.45 17.50 0.24
Media 5.21 13.7 1.70 4.47 9.22 0.45

Fiume Tacina
2.50

2.00

1.50

Qr
1.00
Q

Vr/Vt

0.50

0.00
12345678910 11 12
Mesi
8) Obiettivi

Gli obiettivi e le priorità degli interventi dei Piani di Tutela delle Acque (PTA) sono espressamente richiamati
agli articoli 44 del D.lgs. 152/99, e 111 del D.lgs. 152/06.

Gli obiettivi generali per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee sono i seguenti:

- prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;


- conseguire il miglioramento dello stato delle acque e la protezione adeguata di quelle destinate a
particolari usi;
- perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, dando priorità a quelle potabili;
- mantenere ovunque la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di
sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate;
- rinaturalizzare i corsi d’acqua, specialmente in ambienti urbani;
- mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccità;
- proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli altri ecosistemi dipendenti da
quello acquatico sotto il profilo del fabbisogno idrico.

8.1) Obiettivi Qualitativi

Gli obiettivi di qualità sono differenti fra i bacini montani e pedemontani, e quelli vallivi e le fasce costiere.
Per i primi, infatti, si tratta di continuare a mantenere gli attuali livelli e le attuali caratteristiche di idoneità
alla vita dei pesci e all’idoneità ai prelievi per uso potabile, per i secondi e le terze, invece,
l’inquinamento di natura prevalentemente organica e l’eccessiva antropizzazione di alcuni tratti
fluviali richiedono il
miglioramento dello stato attuale e l’adozione di misure prioritarie. L’obiettivo prioritario è, per i corsi
d’acqua naturali, quello di aumentare la capacità di diluizione e di autodepurazione diminuendo l’apporto
organico puntuale – diffuso, per le acque costiere quello di addurre liquami a elevato livello di depurazione.

1) Per i corpi idrici significativi deve assicurarsi:


- il mantenimento dello stato di qualità “elevato” nei corpi idrici che già si trovano in
queste condizioni;
- deve essere mantenuto o raggiunto lo stato di qualità ambientale “buono”;
- ogni corpo idrico superficiale o tratto di esso che attualmente possiede uno stato di qualità
“scadente” o “pessimo” deve conseguire almeno i requisiti dello stato “sufficiente”.
2) Per le acque a specifica destinazione, tenuto conto dello stato attuale, gli obiettivi devono essere
distinti a seconda della specifica destinazione funzionale.
- Acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile: deve essere mantenuta, ove
esistente, la classificazione nelle categorie A1 e A2, i corpi idrici destinati alla produzione di acqua
potabile che non sono classificati almeno in categoria A2 devono raggiungere queste qualità.
- Acque superficiali idonee alla vita dei pesci: la classificazione delle acque idonee alla vita dei pesci
deve essere estesa agli interi corpi idrici classificati, fermo restando la possibilità di classificare e
designare nell’ambito del medesimo corpo idrico tratti come “acque salmonicole” e tratti
come “acque ciprinicole”.

8.2) Obiettivi Quantitativi

1) Contenimento dei prelievi dalle falde e dai corsi d’acqua. Per questi ultimi, si dovrà restare
sempre al di sotto della soglia del DMV considerato come la portata istantanea minima necessaria
in ogni tratto omogeneo di corso d’acqua per garantire la salvaguardia delle caratteristiche
fisiche del corpo idrico, chimico fisiche delle acque nonché il mantenimento delle biocenosi
tipiche delle condizioni naturali locali. Il PTA individuerà le aree a rischio di crisi ambientale, ossia
le aree nelle quali l’utilizzazione quantitativa delle risorse idriche è tale da compromettere la
conservazione
della risorsa e le future utilizzazioni sostenibili. In tali aree devono essere ridotte le utilizzazioni
entro limiti di sostenibilità delle utilizzazioni della risorsa idrica, salvaguardando nell’ordine gli usi
idropotabili, gli usi agricoli e gli altri usi.
2) Azzeramento dei deficit idrici nelle falde idriche.

9) Programmi e Misure da Adottare

L’obiettivo prioritario è quello di evitare che la situazione si comprometta ulteriormente evitando,


con opportuni provvedimenti normativi, che nuovi insediamenti, nuove utilizzazioni e altre azioni
potenzialmente interferenti possano apportare significativi peggioramenti sia quantitativi sia qualitativi.
Ma è necessario nello stesso tempo attivare iniziative che consentano di invertire la tendenza e produrre
nel corso degli anni l’incremento della disponibilità e il miglioramento della qualità della risorsa.

Il grafico riportato rappresenta in modo efficace i concetti appena espressi. Senza alcun intervento il
peggioramento aumenterà progressivamente (curva A). Imponendo adeguati standard per tutte le nuove
iniziative che potrebbero interferire, anche se solo potenzialmente, con la tutela delle acque la situazione
tenderà a stabilizzarsi (curva B), attuando gli interventi previsti dal Piano di tutela si potranno avere, infine,
sensibili miglioramenti (curva C).

Per raggiungere gli obiettivi di qualità ambientale previsti, si propone l’esecuzione dei seguenti interventi:

- la manutenzione straordinaria delle reti fognarie e degli impianti di depurazione per assicurare la
loro efficienza;
- il soddisfacimento del deficit di trattamento, 26240 AE, potenziando gli impianti esistenti o
realizzandone dei nuovi e prevedendo la messa in esercizio dell’impianto di Mesoraca da anni
completato e mai entrato in funzione;
- il completamento delle reti fognarie per assicurare l’afferenza di tutti i reflui prodotti nel
bacino negli impianti di depurazione;
- l’organizzazione di un’attività di controllo del territorio che assicuri il rispetto della
normativa per lo smaltimento delle acque di vegetazione prodotte nell’area;
- l’organizzazione di un’attività di monitoraggio operativo che consenta la corretta gestione
degli impianti e di valutare l’effettiva evoluzione dello stato di salute del corpo idrico a
seguito degli interventi attuati.
Gli scenari considerati nell’analisi del bilancio idrico effettuato sul bacino del fiume Tacina, sono
strettamente connessi alle ipotesi di funzionamento dell’intero sistema idroelettrico del bacino del fiume
Neto. In tal senso si può affermare che:

1) Il minimo deflusso vitale stimato con il metodo proposto dall’Autorità di Bacino Regionale
appare eccessivo sia nei mesi estivi che in quelli invernali, generando nei primi condizioni di
deficit imputabili allo svuotamento invernale della risorsa idrica immagazzinata dai serbatoi.
L’uso di metodi meno restrittivi, come nel caso della Q7- 10, riducono sensibilmente molti
problemi di
gestione, senza inficiare l’ecosistema del corso d’acqua Neto e Tacina.
2) E’ necessario concordare con l’Ente gestore degli invasi silani a scopo idroelettrico (Arvo,
Ampollino, Orichella e Migliarite) le modalità di rilascio in alveo dei volumi invasati, al fine di
garantire durante i mesi estivi, il soddisfacimento delle utenze irrigue sia del Basso Neto, sia del
comprensorio di Capo Colonna alimentate dalle prese sul fiume Tacina.

Eventuali problemi di gestione, in condizioni di siccità meteorologica, potranno essere risolti attraverso
l’attuazione di piani strategici e di emergenza da valutare sia a scala di comprensorio che di
bacino.
10) Sintesi Economica

Nella seguente tabella è riportata, per il bacino indagato, una stima dei costi sia d’impianto, necessari
per soddisfare i deficit di trattamento depurativo, sia di manutenzione straordinaria nell’ipotesi di un’età
media degli impianti esistenti pari a circa 15 anni.

Tali costi sono stati calcolati utilizzando un software dedicato che consente di determinare le spese di
impianto e di esercizio, con livelli di accuratezza più o meno elevati, a secondo la qualità delle informazioni
disponibili sullo stato ambientale dei corsi d’acqua, le loro modalità di fruizione, gli obiettivi di
qualità ambientale che si intende raggiungere e la tipologia di interventi previsti. Con tale software,
infatti, disponendo di informazioni molto accurate, è possibile individuare anche il numero di unità di
personale necessario alla conduzione degli impianti, la loro qualifica, i consumi energetici prevedibili, la
quantità di reattivi da utilizzare, la produzione di fanghi da smaltire, etc.

Data la limitata disponibilità di informazioni sull’effettivo stato di funzionalità degli impianti esistenti
e sulle modalità che si intende adottare per il loro potenziamento e la realizzazione dei nuovi, le stime dei
costi
d’impianto sono da considerarsi solo approssimative, calcolate nell’ipotesi che per tutti gli impianti
vengano adottati cicli di trattamento del tipo a fanghi attivi e che quelli in esercizio abbiano
un’età di 15 anni.

I costi per il completamento delle reti fognarie esistenti sono stati calcolati tenendo conto della
localizzazione e dell’estensione delle aree urbanizzate e non avendo dati affidabili sullo stato attuale di
copertura, sono stati ipotizzati due diversi scenari di copertura attuale, uno che soddisfa il 70%
dell’utenza e l’altro il 90%. Nell’ipotesi di questi due scenari si è preceduto alla valutazione anche
dei costi di manutenzione straordinaria necessaria per assicurare la funzionalità delle reti esistenti,
ipotizzando una loro vetustà di circa 30 anni.

IMPIANTI DEPURAZIONE RETI FOGNARIE


Costi degli Costi della Ipotesi di copertura attuale Ipotesi di copertura attuale
BACINO interventi per manutenzione delle reti fognarie al 70% delle reti fognarie al 90%
soddisfare i straordinaria Costi Costi per la Costi Costi per la
deficit di degli impianti d’impianto manutenzione d’impianto manutenzione
trattamento esistenti straordinaria straordinaria
TACINA 5.200.000 € 60.000 € 1.300.000 € 80.000 € 430.000 € 100.000 €

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