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CAPITOLO 7

La prima guerra mondiale non ha risolto i conflitti tra paesi.


Nei vent’anni tra le due guerre mondiali, la maggioranza degli
stati europei divennero regimi autoritari. L’Europa cominciò a
perde la sua centralità e gli Stati Uniti cominciarono ad
affermarsi sempre più, anche se la loro superiorità non era
stata capita dalle potenze europee. Per le popolazioni civili è
stato un disastro: quasi tutte le famiglie europee aveva
almeno un caduto e l’epidemia di spagnola, che aveva colpito
l’Europa per due anni, aveva portato alla morte di altre decine
di milioni di persone. Dopo la guerra nulla fu più come prima.
Quei cinque anni di conflitto per la sopravvivenza di una
nazione contro un’altra avevano ormai minato alla base la
struttura sociale dei paesi. Era stato dato fondo a tutte le
risorse e si era speso tutto quello che si poteva spendere.
Il nazionalismo era esasperato, l’odio feroce aumentava per i
nemici. Tra paesi europei le tensioni sociali aumentavano
sempre più. Dopo la guerra alcune classi sociali si ritennero
più danneggiate di altre quindi la contrapposizione sociale
divenne aspra insieme all’odio ideologico. I ceti dei braccianti
erano più orientati verso il socialismo rivoluzionario e gran
parte della borghesia cercava di arginare il liberalismo.
Una conseguenza importante della guerra riguardò anche
l’economia: i prezzi durante la guerra aumentarono del 300%
in quanto i beni venivano mandati al fronte e non bastavano e
quindi ci fu l’inflazione. C’era un grande odio per categorie
che durante la guerra si erano arricchite vendendo allo stato
tutto quello che serviva (chi operava a livello imprenditoriale
o bancario). Ci fu anche un aumento di disoccupazione dovuto
al licenziamento di molti dipendente delle fabbriche da parte
dei gestori poiché in tempo di guerra servivano più dipendenti
per riuscire a produrre più armi e mezzi di trasporto per
l’esercito ma quando finì la guerra le fabbriche avevano meno
bisogno di dipendenti in quanto si produceva meno. La piccola
borghesia oltre ad andare in guerra aveva accettato di
comprare titoli di stato prestando soldi alla propria patria.
Riebbero i soldi con gli interessi ma comunque ci avevano
rimesso perché i prezzi aumentarono del 300% e non bastava
quello che gli ritornò indietro dallo stato. La piccola borghesia,
al contrario dei braccianti e degli operai che erano molto
sindacalizzati e dopo la guerra ottennero aumenti salariali, era
meno sindacalizzata e quindi dopo la guerra ci fu un senso di
rivalsa perché nonostante si è era impoverita non aveva
migliorato, post-guerra, le sue condizioni economiche. Era
cambiato anche la mentalità dal punto di vista del
comportamento: nell’Europa del 900 c’era un fortissimo
classismo nei comportamenti ma dopo la guerra questo
cambiò. Gli operai andarono a combattere a differenza dei
dipendenti che rimasero a lavorare in scrivania, quindi quando
tornarono non portarono più così tanto rispetto nei confronti
delle classi sociali ritenute più elevate. Le donne entrarono nel
mondo del lavoro per rimpiazzare gli uomini nelle fabbriche e
diventarono più consapevoli dei propri diritti. I reduci dal
fronte quando tornavano a casa non erano come prima. Tra
reduci rimasero i contatti e rimase anche quel senso di
cameratismo, quindi condividere la stessa sorte, il
patriottismo, il coraggio fisico, ovvero lo scontro fisico. Questo
fenomeno viene chiamato reducismo. Dopo la prima guerra
mondiale aumenta ancora di più dei primi anni del 900, la
partecipazione delle masse alla vita politica e di conseguenza
aumenta anche l’odio politico. Si ricercò un “ordine nuovo”
ovvero accantonare i sistemi politici ed economici precedenti,
creando qualcosa di nuovo dove la popolazione è mobilitata e
segue la politica.
 
L’acuirsi delle relazioni sociali produsse una diffusione, in
molti paesi europei, di iniziative tese ad evitare quello che era
successo in Russia. Nonostante i paesi in Europa occidentale si
trovassero in una situazione meno grave di quella della Russia
del 1917, c’erano delle similitudini come in Germania, Austria
e Ungheria. Due stati diversi in quanto dopo i trattati di
Versailles, l’Austria-Ungheria si frantumò e nacquero i due
stati, quasi come quelli attuali. Ai primi del 900 la maggioranza
degli attivisti in Europa erano di idee socialiste riformiste
moderate però i sacrifici della guerra, l’impoverimento, il
desiderio di rivalsa portarono ad estremismi. Quindi molti si
spostarono dalla visione socialista-democratica ad una visione
più massimalista-rivoluzionaria. In Russia invece del
socialismo riformista, hanno fatto una vera rivoluzione.
Questo influenzò i paesi occidentali a creare movimenti sulla
scia del comunismo russo, del bolscevismo. Perciò in alcuni
paesi dove era crollato il regime, si fu molto vicini alla
realizzazione di una rivoluzione di tipo comunista. In
Germania sembrò davvero si volesse realizzare: era crollato
l’impero con Guglielmo II, e venne a crearsi un governo
provvisorio con social-democratici, movimento di centro
cattolico, liberali però il governo che trattò la pace, il Diktat di
Versailles, era un governo di centro-sinistra, guidato da un
socialista. L’astuzia della destra tedesca fu lasciare, nel
momento della sconfitta dopo la guerra, la patata bollente
alla sinistra e poi accusarli di non aver difeso la patria a
Versailles. Quindi il crollo dell’impero, la disfatta delle forze
armate e l’impoverimento della popolazione fecero si che
scoppiarono dei focolai di rivolta. Nacquero movimenti ad
imitazione dei Soviet russi.
 
Il biennio rosso, periodo che va dalla fine 1918 all’estate del
1920, è caratterizzato da lotte operaie. Dopo la guerra gli
operai si ritrovavano disoccupati o con salari troppo bassi a
causa dell’inflazione. Quindi rivendicavano un adeguamento
del salario all’inflazione e una diminuzione dell’orario di
lavoro. Si riunivano in consigli come i Soviet russi ed erano
divisi in due fazioni: i rivoluzionari (massimalisti) e i riformisti.
 
In Germania, un movimento chiamato “La lega di Spartaco”
tentò un’insurrezione con l’intento di rovesciare il governo
attuale guidato da un social-democratico e creare un sistema
di tipo sovietico. Fu un fallimento poiché vennero stroncati
con la forza e gli esponenti di spicco di questo movimento, tra
cui una donna (Rosa Luxemburg), vennero arrestati e fucilati.
Vennero stroncati con la forza in quanto il governo socialista
voleva reprimere quest’insurrezione ma non aveva la forza
per farlo quindi ci pensarono corpi dei corpi forze armate
guidate da ufficiali della destra nazionalista, i corpi franchi:
delle unità militari non ufficiali e non controllate dal governo
che si erano tenuti le armi dalla prima guerra mondiale e che
agivano guidati non dal governo tedesco ma da ufficiali di
estrema destra. Questo evento determinò una rottura
insanabile tra le due fazioni di sinistra poiché i comunisti non
perdonarono ai socialisti di aver concesso di reprimere
un’insurrezione da un nemico comune ad entrambi, l’estrema
destra. Dopo la caduta del regime si andò alle elezioni per
eleggere un’assemblea costituente che dia alla Germania una
nuova costituzione.
Fu eletta nel 1919 e si riuniva nella città di Weimar ma finì
dopo 13/14 anni nel Nazzismo perché la situazione economica
si compromise e favori la presa di potere di Hitler e perché
c’era un problema di debolezza nella politica tedesca di
all’ora: nessun partito prevaleva e il fatto che ci fosse
un’eccessiva frammentazione in parlamento portava a creare
governi di coalizione per avere la maggioranza in parlamento
e dare la fiducia al governo. Ma questi governi di coalizione
con partiti troppo differenti tra di loro duravano poco.
All’inizio erano più forti i socialisti poi gradualmente si assiste
ad una diminuzione dei consensi per i socialisti e l’elettorato si
sposta sempre più verso destra. Inoltre la frammentazione
politica portò ad una sfiducia nella democrazia a causa della
cattiva gestione del sistema e di un’azione di governo incerta.
In più ci si lamentava della povertà: le riparazioni di guerra
erano pesantissime e non riuscivano a risollevarsi dalla
guerra. In Baviera ci fu di nuovo un tentativo comunista che
venne represso e parallelamente iniziarono ad organizzarsi i
nazionalisti di estrema destra quindi l’iniziativa eversiva passa
dall’estrema sinistra all’estrema destra negli anni 20 del 900.
In Austria all’inizio ci fu un tentativo di istituire un governo di
estrema sinistra ma poi venne instaurato un governo
conservatore di destra cattolica. In Ungheria invece ci fu per
qualche mese un sistema comunista che venne represso
molto duramente e in seguito venne instaurato un regime di
segno opposto, conservatore guidato dall’ammiraglio Hortly.
Non venne proclamata la repubblica, Hortly aveva il titolo di
reggente.
 
In Germania, in questo malessere generale, iniziarono ad
insinuarsi movimenti di estrema destra nazionalista. Il partito
di Hitler aveva pochissimi aderenti ma si distingueva per
attentati terroristici e uccisioni. Nel 1923 il tentativo di colpo
di stato a Monaco fallì e Hitler venne arrestato con una pena
carceraria molto breve durante la quale scrive il Mein Kampf.
Nello stesso anno ci fu una crisi in una regione dell’ovest della
Germania, la Ruhr. Venne occupata da francesi e belgi per
ritorsione poichè il governo tedesco non aveva pagato le
riparazioni di guerra. Il governo tedesco suggerì ai cittadini di
questa regione di smettere di produrre in quanto gli occupanti
volevano sfruttare le risorse che producevano come
pagamento per le riparazioni di guerra. Ma la gente non
sapeva di che campare senza salario allora la banca centrale
tedesca cominciò a stampare più banconote, i marchi. In
un’economia allo sbando se tu stampi sempre più banconote,
quest’ultime varranno sempre meno. Inoltre più soldi
circolano più i prezzi salgono.  
Si venne da questa situazione quando intervenne l’alta finanza
degli Stati Uniti con Dawes. Quest’ultimo fece da mediatore
tra Germania e Francia. Propose di far pagare rate alla
Germania più basse ma in più anni cosi che si potesse mettere
in sesto con l’aiuto degli Stati Uniti che avrebbe sostenuto la
ripresa produttiva tedesca. Il guadagno degli Stati Uniti sta nel
fatto che la Germania è un paese molto produttivo e ha un
mercato molto forte, gli americani avevano dei capitali in
eccesso e il loro fine era quello di investirli in Germania al fine
di far star meglio il popolo tedesco e esportare le loro merci.
La Germania, grazie a ciò, si risollevò e con il nuovo cancellieri
Stresemann (liberale) viene fatta una nuova valuta vincolata
all’oro

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