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Citazioni di Arthur Schopenhauer [modifica]

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Chi amico di tutti non amico di nessuno. [1] certo che un uomo pu fare ci che vuole, ma non pu volere ci che vuole. (citato in Albert Einstein, Come io vedo il mondo) Il pi grande moralista dei tempi moderni stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all'umanit. (da Il Fondamento della Morale) In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo guadagnare soldi, e compito loro spenderli. (da Parerga e Paralipomena) La cortesia per la natura umana quello che il calore per la cera. (da Parerga e Paralipomena) La piet per ogni essere vivente la prima valida garanzia per il buon comportamento dell'uomo. (citato in Bruna D'Agu, Creaturismo. Le fondamenta del creato, Nuova Stampa, Roma 2007, pp. 211-212) La soddisfazione dell'istinto sessuale in s assolutamente riprovevole, in quanto la pi forte affermazione della vita. Ci vale sia nel matrimonio che al di fuori di esso. Ma il secondo caso doppiamente riprovevole, in quanto al tempo stesso negazione dell'altrui volont: alla ragazza infatti ne deriver direttamente o indirettamente sventura; e l'uomo dunque soddisfa la sua voglia a spese della felicit di altri. (da Manoscritti, 1815) Ma nulla si conosce interamente finch non vi si girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta. (da Il primato della volont, a cura di Giovanni Gurisatti, Adelphi, Milano, 2002, p. 94) Nelle persone di capacit limitate la modestia semplice onest, ma in chi possiede un grande talento ipocrisia. (da Parerga e paralipomena; citato in Elena Spagnol, Citazioni, Garzanti, 2003) Operari sequitur esse, ergo unde esse inde operari. (da La libert del volere umano, Laterza) Prima di bruciare vivo Vanini, un pensatore acuto e profondo, gli strapparono la lingua, con la quale, dicevano, aveva bestemmiato Dio. Confesso che, quando leggo cose del genere, mi vien voglia di bestemmiare quel dio. (da Der handschriftliche Nachlass, hrsg. von A. Hbscher, 5 voll., Frankfurt am Main 1966-68, vol. 4, II, p. 23) Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di cosa parli, infatti le religioni, tutte, sono prodotti artificiali. (da O si pensa o si crede) Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri. (da Parerga e Paralipomena, volume I, Adelphi) Vi dunque, nel cuore di ogni uomo, una belva, che attende solo il momento propizio per scatenarsi e infuriare contro gli altri. (Parerga, II)

Senza fonte [modifica] Le citazioni di questo paragrafo non sono sostenute da un'indicazione precisa delle fonti. Se conosci la fonte di una di queste puoi migliorare la voce inserendola. Nuove citazioni senza fonte saranno cancellate. Altri tempi dovrebbero sorgere invero, prima che la mia filosofia possa giungere a una cattedra: sarebbe davvero bella che questa mia filosofia, dalla quale non si pu trarre guadagno, raggiungesse l'aria e la luce, e persino una universale considerazione! Anche per i pi longevi, la vita troppo breve in relazione ai progetti fatti. Anch'io son giunto alla fine, e ho la soddisfazione di vedere, al termine delle mie fatiche, che la mia opera comincia ad esercitare la sua azione, fiducioso altres che questa, come afferma un antico detto, sia tanto pi a lungo durevole quanto pi tardi cominciata. Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare alcuna domanda nel cuore. Che cosa si pu pretendere da un mondo in cui quasi tutti vivono soltanto perch non hanno il coraggio di suicidarsi! Che i vermi roderanno il mio corpo un pensiero che posso sopportare; ma che i professori di fi losofia rodano la mia filosofia, un'idea che mi fa venire i brividi. Che io dica sul serio si vede dal fatto che, se mai avessi aspirato al plauso dei miei contemporanei, avrei dovuto eliminare almeno una ventina di passi della mia opera che contrastano appieno con tutte le loro opinioni e che anzi, in parte, devono loro apparire scandalosi. Ma giudicherei un delitto il sacrificio d'una sola sillaba a quel plauso.

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i h i i l i t il tt h l ll ti t i i t l lt t lit t t tit i il P i h i i ll t ; i hi l i i l li it i h ; i i i i t h i i hi i itt t t i : li Chi h i t i t i i i i lli i it h i l i h i i itt t tti i ili h l i h l L i l l tt h li i T tti i l li l i ll itt h i i l li t i hi l t h l il l i l i t Chi l lit i l li t h i li i i t i li Ci h ll it l ih t l t t t l i i it i li i ll hi i i i i t ti ll h i it ll li i i Con poco sapere, ma di buona qualit , si produce di pi che con moltissimo sapere di catti a qualit Considera ogni giornata come una vita a s stante. Dall albero del silenzio pende il suo frutto, la pace. Dei mali della vita ci si consola con la morte, e della morte con i mali della vita. Una gradevole situazione. Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri. Gli uomini hanno bisogno di qualche attivit esterna, perch sono inattivi dentro. I giorni felici li viviamo senza accorgercene, e solo quando arrivano quelli brutti tentiamo invano di richiamarli indietro. I miei scritti recano cos chiara l insegna dell onest e della franchezza da essere, per questo solo, in stridente contrasto con quelli dei tre celebri sofisti d el periodo post antiano. I pensieri degli spiriti originali non tollerano la mediazione di una mente comune. Trasportati entro l angusto alloggio di crani stretti, schiacciati, massicci [...] essi nati dietro spaziose, alte e ben curvate fronti sotto le quali splendono occhi luminosi perdono ogni vita e vigore, non si riconoscono pi . I pensieri messi per iscritto non sono nulla di pi che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi. Il destino mescola le carte e noi giochiamo. Il filosofo non deve mai dimenticare che la sua un'arte e non una scienza. Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v' qualcosa che solo suo, e che va perduto per sempre. Il medico vede l'uomo in tutta la sua debolezza, l'avvocato in tutta la sua cattiveria, il parroco in tutta la sua stupidit . Il perfetto uomo di mondo sarebbe colui che non fosse mai n dubbioso n precipitoso nel prendere le sue decisioni. Il pi insignificante presente ha rispetto al pi insignificante passato il vantaggio della realt . Il principio dell'onore e del coraggio consiste propriamente nel considerare piccoli i mali pi grandi, se sono causati dal destino, e invece grandi anche i pi piccoli, se sono causati dagli uomini. Il suicida uno che, anzich cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volont : egli non ha rinunciato alla volont di vita, ma solo alla vita. Imitare le qualit e le caratteristiche altrui molto pi vergognoso del portare abiti altrui: perch il giudizio della propria nullit espresso da se stessi. Immaginiamo che qualcuno, per esperienza propria o perch glielo fanno notare gli altri, riconosca un grave difetto del proprio carattere e se ne rammarichi, proponendosi con fermezza e sincerit di migliorarsi e di liberarsene: ci nonostante, alla prima occasione, quel difetto avr di nuovo libero corso. Nuovo pentimento, nuovo proposito, nuova ricaduta. In ogni arte la semplicit essenziale. In questo gli uomini sono proprio come i bambini: diventano maleducati se li si vizia; dunque non si deve essere con nessuno troppo accomodanti e affettuosi. In tutti i popoli esistono i monopolizzatori e gli appaltatori del bisogno metafisico: i preti. Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico ristretto. La conoscenza fatta di una materia pi dura di quella della fede sicch, quando si urtano, la fede a spaccarsi. La felicit come l'elemosina gettata al mendico. Gli permette di vivere oggi per prolungare il suo dolore l'indomani. La gloria la si deve acquistare, l'onore invece basta non perderlo. La malvagit, si dice, la si sconta nell'altro mondo; ma la stupidit in questo. La massa ha scarsissima capacit di giudizio e assai poca memoria. La mia filosofia non per nulla adatta a che si possa vivere di lei. Essa priva dei requisiti primi, essenziali per una ben retribuita cattedra di filosofia.
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La morte acquieta l'invidia completamente, la vecchiaia lo fa per met. La morte di Socrate e la crocifissione di Cristo fanno parte dei grandi tratti caratteristici dell'umanit. La parola di un uomo il pi duraturo dei materiali. La paura ci impedisce di vedere e di cogliere le occasioni di salvezza che ancora ci restano e che sono spesso a portata di mano. Ecco perch, per affrontare pericoli improvvisi, cos come per combattere avversari o nemici, le doti pi importanti sono il sangue freddo e la presenza di spirito. Il primo consiste nel silenzio della Volont, affinch l'intelletto possa agire; la seconda nell'attivit indisturbata di quest'ultimo, nonostante le pressioni che gli eventi esercitano sulla Volont. La religione cattolica un'istruzione a elemosinare il cielo, visto che sarebbe troppo incomodo guadagnarselo. I preti sono gli intermediari di questa elemosina. La salute non tutto, ma senza salute tutto niente. La socievolezza l'atto per cui gli uomini si scaldano a vicenda lo spirito; esattamente come, quando fa molto freddo, si scaldano a vicenda il corpo stringendosi l'uno all'altro. Quanto pi calore spirituale si possiede, tanto meno si ha bisogno di socievolezza: perci essa tende ad aumentare quando lo spirito diminuisce. La solitudine fonte di felicit e di tranquillit dell'animo. La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ci che desideriamo e ci che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto. La storia la continuazione della zoologia. La verit e l'originalit troverebbero pi facilmente posto nel mondo, se coloro che non sono in grado di produrle non cospirassero di comune accordo per non farle venire alla luce. La verit passa per tre gradini: viene ridicolizzata, viene contrastata, viene accettata come ovvia. La vista di qualit preminenti di solito provoca la rabbia di chi non vale niente. La vita corre e la vostra comprensione tarda: perci io non assaporo la mia gloria e perdo il mio premio. La vita come una stoffa ricamata della quale ciascuno nella propria met dell'esistenza pu osservare il diritto, nella seconda invece il rovescio: quest'ultimo non cos bello, ma pi istruttivo, perch ci fa vedere l'intreccio dei fili. La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine vivere, sfogliarli a caso sognare. L'amore e l'odio falsano completamente il nostro giudizio: nei nostri nemici non vediamo altro che difetti e in coloro che amiamo soltanto i pregi; dei secondi perfino i difetti ci sembrano amabili. La vita una cosa spiacevole, e io mi sono proposto di passare la mia vita a rifletterci sopra. La vita umana come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di pi illusori, di piacere e gioia. L'amore il grande agguato che la natura ha teso agli uomini per pr opagarne la specie. L'amore votato allo scacco. Le cause non determinano il carattere della persona, ma soltanto il manifestarsi di questo carattere, cio le azioni. Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si pu vedere niente di bello finch non si guardano da lontano. L'egoismo teoretico possiede la coerenza della pura follia; esso non abbisogna di confutazione (che impossibile), ma di cure. L'essenza della speranza consiste nel fatto che la Volont obbliga il proprio servitore, l'intelletto, quando questo non pu procurarle l'oggetto desiderato, a fornirgliene almeno l'immagine, ad assumere in generale il ruolo del consolatore e a calmare il suo padrone, cos come la balia calma il ba mbino con favole aggiustate in modo che acquistino una qualche apparenza di verit. L'intelligenza invisibile per l'uomo che non ne possiede. Mentre gi da tempo la filosofia veniva generalmente strumentalizzata, ora per fini pubblici, ora per fini privati, io, senza lasciarmi turbare, per pi di trent'anni son rimasto coerente al corso del mio pensiero, solo perch cos dovevo, n potevo altrimenti. Nel C troviamo la forma pi squallida e pi povera di teismo. Ammettiamo pure che molto sia andato perduto nella traduzione, ma, in quest'opera, io non sono riuscito a scoprire nemmeno un pensiero dotato di valore. Nessuno si mai sentito felice nel presente, a meno che non fosse ubriaco. Non ai contemporanei, non ai miei compatrioti, ma all'umanit intera io consegno la mia opera ormai compiuta, persuaso che non sar per essa senza valore: anche se questo valore, qual solitamente il destino del bene d'ogni genere, verr riconosciuto con ritardo. Non posso certo sottrarmi in alcun modo ai difetti e alle debolezze inerenti per necessit alla mia natura come a ciascun'altra: ma non li accrescer con indegni compromessi. Non v' dubbio che la vita non ci sia stata data perch ne godiamo, ma per vincerla per superarla. Nella fanciullezza la vita ci si presenta come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo scenario visto da molto vicino.
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Aforismi sulla saggezza del vivere [modifica] Inci i [modifica] Aristotele (Etica a Nicomaco, I, 8) ha diviso i beni della vita umana in tre classi: beni esteriori, dell'anima e del corpo. Non conservando che la divisione in tre io dico che ci che distingue le sorti dei mortali pu essere ridotto a tre condizioni fondamentali. Esse sono: 1. Ci che si : dunque la personalit nel suo senso pi lato. Per conseguenza qui si comprende la salute, la forza, la bellezza, il temperamento, il carattere morale, l'intelligenza ed il suo sviluppo. 2. Ci che si ha: dunque propriet e ricchezza d'ogni natura. 3. Ci che si rappresenta: noto che con questa espressione s'intende la maniera colla quale altri si figura un individuo, quindi ci che questi nell'altrui rappresentazione. Tutto ci consiste dunque nell'opinione altrui a suo riguardo, e si

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Non v' nulla di pi inconciliabile e crudele dell'invidia: eppure ci sforziamo senza posa soprattutto di suscitarla! Non v' rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l'intervallo. O si pensa o si crede. Ogni bambino che nasce in qualche misura un genio, cos come un genio resta in qualche modo un bambino. Ogni separazione ci fa pregustare la morte; ogni riunione ci fa pregustare la risurrezione. Ormai da gran tempo ho rinunciato al plauso dei miei contemporanei. Per ogni libro degno di essere letto c' una miriade di cartastraccia. Perdonare e dimenticare vuol dire gettare dalla finestra una preziosa esperienza gi fatta. Perfino l'ingegno degli animali si aguzza considerevolmente con il bisogno, cosicch in casi difficili essi fanno cose che ci stupiscono; quasi tutti, per esempio, considerano pi prudente non darsi alla fuga, se credono di non essere stati visti: ecco perch la lepre si acquatta nel solco del campo e lascia che il cacciatore la sfiori nel passare oltre; mentre gli insetti, quando non hanno via di scampo, fanno finta di essere morti; e cos via. Perfino quando l'educazione pi o meno di pari grado, la conversazione tra un grande spirito e una mente comune come un viaggio che due uomini fanno assieme, l'uno in sella ad un focoso destriero e l'altro a piedi, un viaggio che sar presto assai fastidioso per entrambi e che finir per divenire impossibile. Predicare la morale facile, il difficile fondarla. Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione pi sicura ed efficace che ci data sapere che essa ha almeno questo di buono, che la fine della vita. Quanto pi uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita del mondo esterno. Ecco perch la superiorit dello spirito rende poco socievoli. Quanto pi in basso l'uomo si trova dal punto di vista intellettuale, tanto meno misteriosa per lui l' esistenza: anzi, gli sembra ovvio che tutto quello che esiste, esista ed esista cos com'. Quanto uno ha pensato di vero, o ha portato alla luce dalle tenebre, dovr pure un giorno o l'altro venir colto da un qualsiasi spirito pensante e colpirlo, rallegrarlo e confortarlo; ed proprio per costui che si parla, come per noi hanno parlato quelli che ci somigliano e che son diventati il nostro conforto nel deserto della vita. Quei signori [i i i il i ] vogliono vivere, e precisamente vivere della filosofia: da questa traggono sostentamento con moglie e prole, e tutto nonostante il povera e nuda vai filosofia del Petrarca tutto essi hanno arrischiato su di lei. Questa generazione non ha pi corone da elargire: il suo plauso si ormai prostituito n ha valore alcuno il suo biasimo. Scuri in viso, lasciamo passare senza goderne infinite ore piacevoli e serene; ma quando poi arrivano quelle brutte, riguardiamo con vana nostalgia alle prime. Se la nostra vita fosse senza fine e senza dolore, a nessuno forse verrebbe in mente di domandarsi perch il mondo esista e perch sia fatto proprio cos, ma tutto ci sarebbe ovvio. Si ha ragione di cercare gli esseri umani o di evitarli, a seconda che si tema di pi la noia o il dispiacere. Si pu essere saggio solo alla condizione di vivere in un mondo di stolti. Si sappia che le menti scadenti sono la regola, le buone l'eccezione, le eminenti rarissime e il genio un miracolo. Solo il cambiamento eterno, perpetuo, immortale. Templi e chiese, pagode e moschee, in tutti i paesi e in tutte le epoche, sono una testimonianza, nel loro splendore e nella loro grandezza, del bisogno metafisico dell'uomo che, potente e indistruttibile, segue a ruota il bisogno fisico. Tutti gli uomini vogliono vivere, ma nessuno sa perch vive. Verso la fine della vita avviene come verso la fine di un ballo mascherato, quando tutti si tolgono la maschera. Allora si vede chi erano veramente coloro coi quali si venuti in contatto durante la vita.
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divide in onore, grado e gloria. [Arthur Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza nella vita, traduzione di Oscar Chilesotti, Fratelli Dumolard, Milano, 1885.] Citazioni [modifica] y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y y All'uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con s stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri. Anche l'uomo pi sano e pi sereno pu risolversi per il suicidio, quando l'enormit dei dolori e della sventura che si avanza inevitabile sopraff il terrore della morte. Bisogna guardarsi bene dal concepire un'opinione molto favorevole delle persone di nuova conoscenza; altrimenti nella maggior parte dei casi si rimarr delusi con proprio scorno o magari danno. Chi si attende che nel mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni con i campanelli, ne diventer sempre preda e lo zimbello. Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sar sbagliato tanto spesso quanto colui che d alle cose un colore e una previsione serena. Chi vuole che il suo giudizio sia creduto lo pronunci freddamente e senza passione. Ci che rende socievoli gli uomini la loro incapacit di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi. Ci che uno pu essere per l'altro ha limiti molto ristretti: alla fine ognuno rimane solo. Come la carta moneta al posto dell'argento, cos hanno corso nel mondo, al posto della vera stima e della vera amicizia, le dimostrazioni esteriori di esse e i gesti mimati con la massima naturalezza possibile. Come si porta il peso del proprio corpo senza sentirlo, mentre invece si sente quello di ogni corpo estraneo che si voglia muovere, cos non si notano i propri difetti, ma solo quelli degli altri. Come su una nave si nota il proprio movimento dal ritirarsi e quindi impiccolirsi degli oggetti sulla riva, cos ci si accorge del proprio invecchiare quando persone di sempre maggiore et ci sembrano giovani. Cortesia saggezza, scortesia quindi stupidit: il crearsi nemici con questa senza bisogno e per capriccio, pazzia, come quella di chi appicca il fuoco alla propria casa. Dei beni ai quali non mai venuto in mente a un uomo di aspirare, egli non sente la mancanza. Di fronte agli sciocchi e agli imbecilli esiste un modo solo per rivelare la propria intelligenza: quello di non parlare con loro. Discorsi o idee intelligenti si possono esporre soltanto a una societ intelligente; nella comune invece riescono odiosi poich per piacere a questa assolutamente necessario essere superficiali e di cervello limitato. Gli amici di casa si chiamano cos giustamente perch sono pi amici d ella casa che del padrone, paragonabili quindi, pi ai gatti che ai cani. Gli avvenimenti della nostra vita sono come le immagini del caleidoscopio nel quale ad ogni giro vediamo una cosa diversa, mentre in fondo abbiamo davanti agli occhi sempre la stessa. Gli uomini mutano sentimenti e comportamento con la stessa rapidit con cui si modificano i loro interessi. Gli uomini sono per lo pi cos soggettivi che in fondo nulla ha interesse per loro se non unicamente loro stessi. I fatti e le nostre intenzioni sono paragonabili per lo pi a due forze che tirano in due direzioni diverse e la loro diagonale il corso della nostra vita. I medesimi avvenimenti esteriori o le medesime condizioni toccano ognuno in modo diverso o, a parit di ambiente, ognuno vive tuttavia in un altro mondo. I piccoli infortuni che ci tormentano a ogni ora si possono considerare destinati a tenerci in esercizio, affinch nella fortuna non si afflosci del tutto la forza di sopportare i guai grossi. I pregi della posizione sociale, della nascita, sia pure regale, della ricchezza e simili stanno agli autentici pregi personali, il grande spirito o il grande cuore, come i re da palcoscenico stanno a quelli veri. Il denaro il bene assoluto perch non solo soddisfa un bisogno in concreto ma il bisogno in genere, in astratto. Il destino pu mutare, la nostra natura mai. Il grado di socievolezza di ciascuno sta in rapporto inverso al suo valore intellettuale. Il sesso femminile pretende e si aspetta tutto da quello maschile: tutto quello, cio, che desidera e di cui ha bisogno; il sesso maschile, a quello femminile, chiede, prima di tutto e direttamente, una cosa sola. In genere consigliabile palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa saggezza, la seconda vanit. La bellezza una lettera aperta di raccomandazione che conquista subito i cuori. La cortesia un tacito accordo di ignorare reciprocamente la misera natura morale e intellettuale e di non rinfacciarsela a vicenda; di modo che con reciproco vantaggio essa viene a galla un po' meno facilmente.

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La cosiddetta buona societ riconosce il valore di pregi d'ogni specie, tranne quelli spirituali: anzi qu esti sono contrabbando. La gloria, quanto pi dovr durare, tanto pi tardi giunger. La lontananza e la lunga assenza vanno a scapito di ogni amicizia. La lontananza rimpicciolisce gli oggetti all'occhio, li ingrandisce al pensiero. La miseria e le preoccupazioni generano il dolore, la sicurezza, invece, e l'abbondanza la noia. La nostra felicit dipende da quello che siamo, dalla nostra individualit, mentre per lo pi prendiamo in considerazione soltanto il nostro destino, vale a dire ci che abbiamo e ci che rappresentiamo. La pi umile specie di superbia l'orgoglio nazionale. In chi ne affetto esso rivela infatti la mancanza di qualit individuali delle quali potrebbe andare orgoglioso; altrimenti non ricorrerebbe a ci che condivide con tanti milioni di individui. La qualit pi utile alla nostra felicit quella di bastare a noi stessi, di essere tutto a noi stessi in ogni cosa e di poter dire omnia mea mecum porto. La ricchezza assomiglia all'acqua di mare: quanto pi se ne beve, tanto pi si ha sete. La salute sta tanto al di sopra di tutti i beni esteriori che in verit un mendico sano pi felice di un re malato. La solitudine la sorte di tutti gli spiriti eminenti: talvolta essi ne sospireranno, ma la sceglieranno sempre come il minore di due mali. La sorte pi felice tocca a colui che passa la vita senza eccessivi dolori sia spirituali sia fisici, non gi a colui che ha avuto in sorte le gioie pi vive o i maggiori godimenti. La vita negli anni della vecchiaia assomiglia al quinto atto di una tragedia: si sa che la fine tragica vicina, ma non si sa ancora quale sar. La vita umana non pu dirsi a rigore n lunga n breve, perch in fondo la misura con cui valutiamo tutte le altre estensioni nel tempo. L'affettare una qualit, il gloriarsene, un confessare che non la si possiede. L'errore nasce sempre dalla tendenza dell'uomo a dedurre la causa dalla conseguenza. L'invidia naturale all'uomo: tuttavia un vizio e una disgrazia a un tempo. Lo stolto corre dietro ai piaceri della vita e si trova ingannato. Il saggio evita i m ali. L'onore la coscienza esterna e la coscienza l'onore interno. L'ottusit dello spirito va sempre unita all'ottusit del sentimento e alla mancanza di sensibilit. La via pi sicura per evitare una grande infelicit di ridurre possibilmente le proprie pretese in rapporto ai propri mezzi di qualunque specie. Le decorazioni sono lettere di cambio emesse sulla pubblica opinione: il loro valore si basa sul credito di chi li emette. Le persone comuni mirano soltanto a passare il tempo, chi ha un po' d'ingegno... a utilizzarlo. N amare n odiare: questa la met di ogni saggezza. Nulla dire e nulla credere l'altra met. Certo per si volgeranno volentieri le spalle a un mondo che rende necessarie norme come questa. Nel mondo non si ha altra scelta che quella tra la solitudine e la volgarit. Nella conversazione ci si astenga da osservazioni intese a correggere, per quanto a fin di bene: poich offendere la gente facile, migliorarla difficile, se non impossibile. Nella vita accade come nel gioco degli scacchi: noi abbozziamo un piano, ma esso condizionato da ci che si compiacer di fare nel gioco degli scacchi l'avversario, nella vita il destino. Nessun carattere tale che possa essere abbandonato a se stesso, ma sempre ha bisogno di essere guidato con massime e concetti. Nessuno pu vedere al di l di s. Con ci voglio dire che ciascuno vede nell'altro solo quel tanto che anche lui stesso. Non c' denaro impiegato pi vantaggiosamente di quello che ci siamo lasciati togliere per via d'imbrogli: con esso infatti abbiamo immediata saggezza. Non chi ha il volto ringhioso, ma chi lo ha intelligente, appare temibile e pericoloso: come certo che il cervello dell'uomo un'arma pi terribile dell'artiglio di un leone. Per non diventare molto infelici il mezzo pi sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici. Per quanto l'amicizia, l'amore e il matrimonio uniscano gli uomini strettamente, in fondo ciascuno interamente onesto soltanto con se stesso. Per vivere nel mondo necessario prendere con s una grande provvista di previdenza e d'indulgenza: la prima ci preserva da danni e perdite, la seconda da liti e brighe. Quando si vogliono valutare le condizioni di un uomo in quanto alla sua felicit, non bisogna chiedere che cosa lo diverta, ma che cosa lo rattristi. Quando una disgrazia accaduta e non si pu pi mutare, non ci si dovrebbe permettere neanche il pensiero che le cose potevano andare diversamente o addirittura essere evitate: esso infatti aumenta il dolore fino a renderlo intollerabile.

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Il mondo come volont e rappresentazione [modifica] Incipit [modifica] A. Vi liani [modifica] Il mondo una mia rappresentazione: ecco una verit valida per ogni essere vivente e pensante, bench l'uomo soltanto possa averne coscienza astratta e riflessa. E quando l'uomo abbia di fatto tale coscienza, lo spirito filosofico entrato in lui. Allora, egli sa con certezza di non conoscere n il sole n la terra, ma soltanto un occhio che vede un sole, e una mano che sente il contatto d'una terra; egli sa che il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, cio sempre e soltanto in relazione con un altro essere, con il percipiente, con lui medesimo. [Arthur Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, traduzione di A. Vi liani, Mursia, Milano, 1982.] Paolo Savj-Lopez e Giuseppe De Lorenzo [modifica] Il mondo mia rappresentazione: questa una verit che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, sebbene l'uomo soltanto sia capace d'accoglierla nella riflessa, astratta coscienza: e s'egli veramente fa questo, con ci penetrata in lui la meditazione filosofica. Per lui diventa allora chiaro e ben certo, ch'egli non conosce n il sole n la terra, ma appena un occhio, il quale vede un sole, una mano, la quale sente una terra; che il mondo da cui circondato non esiste se non come rappresentazione, vale a dire sempre e dappertutto in rapporto ad un altro, a colui che rappresenta, il quale lui stesso. [Arthur Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, traduzione di Paolo Savj-Lopez e Giuseppe De Lorenzo, Editori Laterza, Roma, Bari, 1991. ISBN 8842020796] Citazioni [modifica] y y y Davanti a un'opera d'arte bisogna comportarsi come di fronte a un principe, e mai prendere la parola per primi. Altrimenti, si rischia di sentire soltanto la propria voce. Desiderare l'immortalit desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore. Fenomeno rappresentazione e nulla pi ; e ogni rappresentazione, ogni oggetto di qualsiasi specie fenomeno. Cosa in s soltanto la volont che a tal titolo non affatto fenomeno, anzi ne differisce toto genere La volont la sostanza intima, il nocciolo di ogni cosa particolare e del tutto; quella che appare nella forza naturale cieca, e quella che si manifesta nella condotta ragionata dell'uomo. Il conflitto interno della volont oggettivandosi in tutte queste idee si manifesta nella implacabile guerra di sterminio che si fanno a vicenda gli individui di quelle specie Il teatro e l'oggetto di questa lotta la materia, di cui gli avversari cercano di strapparsi a viva forza il possesso; il tempo e lo spazio, la cui riunione nella forma di causalit costituisce propriamente la materia. Il diritto che ha l'uomo di disporre della vita e delle forze degli animali ha il suo proprio fondamento sul fatto che a mano a mano che la coscienza si accresce in chiarezza, si accresce in proporzione anche il dolore [...] In base a tutto ci si determina in pari tempo il grado in cui l'uomo pu senza ingiustizia usufruire delle forze animali; questo limite viene troppo spesso infranto, specialmente riguardo alle bestie da soma e ai cani da caccia; quindi, a reprimer tale abuso, si sono istituite apposite societ protettrici degli animali. A parer mio, il diritto dell'uomo non neppure tale da autorizzare le vivisezioni in genere; tanto meno, se si tratti di animali superiori. (dall'edizione a cura di Giuseppe Riconda, Mursia, Milano 2000, p. 415) Il dolore in effetti il processo di purificazione che solo permette, nella maggior parte dei casi, di santificare l'uomo, di distoglierlo cio dalla volont di vita. Perci nei libri di edificazione cristiana viene cos spesso

Quanto pi ristretto il nostro orizzonte, la nostr a cerchia di attivit e di contatti, tanto pi siamo felici: quanto pi larga, tanto pi spesso ci sentiamo tormentati o angosciati. Quasi la met di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l'opinione altrui. Quello che la gente comunemente chiama destino costituito per lo pi dalle proprie stupide gesta. Se la qualit della societ si potesse sostituire con la quantit, metterebbe conto vivere nel gran mondo: purtroppo invece cento imbecilli messi in un mucchio non danno ancora un uomo intelligente. Tutto ci che accade dalle cose pi grandi a quelle pi piccole accade necessariamente. Una tipica differenza che assai spesso emerge nella vita quotidiana tra persone comuni e persone intelligenti che le prime, nel riflettere e calcolare possibili pericoli, si limitano a informarsi e a considerare i casi del genere che gi sono accaduti; le seconde invece ponderano ci che eventualmente potrebbe accadere.

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nominata la virt salvatrice della croce e del dolore, e molto propriamente la croce, strumento di sofferenza e non di azione, il simbolo della religione cristiana. Il mondo solo una mia rappresentazione. Il nucleo e lo spirito pi profondo del cristianesimo identico a quello del bramanesimo e del buddismo: tutti insegnano la grave colpa della razza umana causata dalla sua semplice esistenza. Il protestantesimo, eliminando l'ascesi e il suo punto centrale, cio i meriti del celibato, ha di fatto rinunciato al nucleo pi profondo del cristianesimo, e deve quindi venire considerato uno scarto di questo. Pu essere una buona religione per pastori protestanti amanti della comodit, sposati e illuminati: ma non cristianesimo. Il suicidio, lungi dall'essere negazione della volont [...] un atto di forte affermazione del la volont stessa [...] ne deriva che la distruzione di un fenomeno isolato azione in tutto vana e stolta. L'unica origine dell'arte la conoscenza delle idee; e il suo unico fine la comunione di tale conoscenza.[2] La causalit non pu di per s essere rappresentata in modo intuitivo: simile rappresentazione non possibile che per una relazione causale determinata. D'altra parte, invece, ogni fenomeno dell'idea, poich assume, come tale, la forma del principio di ragione, o del principium individuationis, deve manifestarsi nella materia e come qualit della materia. La musica, intesa come espressione del mondo, una lingua universale al massimo grado, e la sua universalit sta all'universalit dei concetti pi o meno come i concetti stanno alle singole cose. [2] Mentre per l'uomo comune il proprio patrimonio conoscitivo la lanterna che illumina la strada, per l'uomo geniale il sole che rivela il mondo. Nella tragedia vediamo le creature pi nobili rinunziare, dopo lunghi combattimenti e lunghe sofferenze, ai fini perseguiti con accanimento, sacrificare per sempre le gioie della vita, oppure sbarazzarsi liberamente con gioia del peso dell'esistenza medesima bisogna tenere bene a mente, se si vuol comprendere l'insieme delle considerazioni presentate in quest'opera, che quest'opera suprema del supremo genio poetico ha il fine di mostrare il lato terribile della vita, i dolori senza nome, le angosce dell'umanit, il trionfo dei malvagi, il poter schernitore del caso, la disfatta irreparabile del giusto e dell'innocente; nel che si ha un indice significativo della natura del mondo e dell'esistenza. Nel Nuovo Testamento si parla del mondo come di qualcosa di estraneo, che non si ama, dominato dal diavolo. Questo coincide con lo spirito ascetico della negazione del proprio S e del superamento del mondo, che insieme all'illimitato amore per il prossimo, addirittura per il nemico, la caratteristica che il cristianesimo ha in comune con il bramanesimo e il buddismo, e ne dimostra l'affinit. Nessun essere, eccetto l'uomo, si stupisce della propria esistenza; per tutti gli animali essa una cosa che si intuisce per se stessa, nessuno vi fa caso. Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura; perch in essi la volont e l'intelletto non si sono ancora distaccati abbastanza l'uno dall'altro per potersi, al loro reincontrarsi, stupirsi l'uno dell'altra. Cos qui l'intero fenomeno aderisce ancora strettamente al tronco della natura, dal quale germogliato, ed partecipe dell'inconsapevole onniscienza della grande Madre. Solo dopo che l'intima essenza della natura (la volont di vivere nella sua oggettivazione) s' elevata attraverso i due regni degli esseri incoscienti e poi, dopo essere passata, vigorosa ed esultante, attraverso la serie lunga e vasta degli animali, giunta infine, con la comparsa della ragione, cio nell'uomo, per la prima volta alla riflessione: allora essa si stupisce delle sue proprie opere e si chiede che cosa essa sia. La sua meraviglia, per, tanto pi seria, in quanto essa si trova qui per la prima volta coscientemente di fronte alla morte, e, accanto alla caducit di ogni esistenza, le si rivela anche, con maggiore o minore consapevolezza, la vanit di ogni aspirazione. Con questa riflessione e con questo stupore nasce allora, unicamente nell'uomo, il bisogno di una metafisica: egli dunque un animal metaphysicum. (citato in Umberto Antonio Padovani, Andrea Mario Moschetti, Grande antologia filosofica, Marzorati, Milano, 1971) Nessuna verit pi certa, pi assoluta, pi lampante di questa: tutto ci che esiste non altro che l'oggetto in rapporto al soggetto. Presso di me, come presso Spinoza, il mondo esiste per interna forza e da se stesso. (citato in Emilia Giancotti, Baruch Spinoza 1632-1677, Editori riuniti, Roma 1985) Se percepiamo pi facilmente l'idea nell'opera d'arte che nella contemplazione diretta della natura e della realt, ci si deve al fatto che l'artista, il quale non si fissa che nell'idea e non volge pi l'occhio alla realt, riproduce anche nell'opera d'arte l'idea pura, distaccata dalla realt e libera da tutte le contingenze che potrebbero turbarla. Sempre pi chiaramente obbiettivandosi di grado in grado, la volont agisce tuttavia ancor del tutto incosciente, come oscura forza impulsiva. ( 27) Tutta la conoscenza, originariamente e secondo la sua essenza, al servizio della volont. Il punto di partenza della conoscenza non altro se non volont oggettiva.[2] Un eterno divenire, una corsa senza fine, ecco la caratteristica con cui si manifesta l'essenza della volont. Di tal natura sono infine gli sforzi e i desideri umani, che ci fanno brillare innanzi la loro realizzazione come fosse il fine ultimo della volont; ma non appena soddisfatti, cambiano fisionomia; dimenticati, o relegati tra le anticaglie, vengono sempre, lo si confessi o no, messi da parte come illusioni svanite.

Il riso nasce ogni volta da nient'altro che dall'incongruenza improvvisamente scorta fra un concetto e gli oggetti reali che per mezzo di esso erano stati pensati in una qualunque relazione, ed esso stesso appunto solo l'espressione di questa incongruenza. Essa si produce spesso per il fatto che due o pi oggetti reali vengono pensati per mezzo di un solo concetto e l'identit di quest'ultimo viene trasferita a quelli; ma poi una totale diversit di essi nel resto rende evidente che il concetto conveniva loro solo in un aspetto unilaterale. Altrettanto spesso tuttavia un unico oggetto reale, quello la cui incongruenza con il concetto, sotto il quale esso era stato da una parte a ragione sussunto, diventa improvvisamente avvertibile. Quanto pi giusta poi da una parte la sussunzione di tali realt sotto il concetto, e quanto pi grande e stridente d'altra parte la loro inadeguatezza rispetto ad esso, tanto pi forte l'effetto del ridicolo che scaturisce da questo contrasto. Ogni ridere nasce dunque a motivo di una sussunzione paradossale e pertanto inaspettata; indifferente che si esprima a parole o a fatti. questa in breve la vera spiegazione del ridicolo. davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l'umanit. un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro et della vita fino alla morte, con accompagnamento d'una fila di pensieri triviali. ( 58) Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perch; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica gi infinite volte su onata. ( 58) Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non che un breve sogno dell'infinito spirituale naturale, della permanente volont di vivere; non che una nuova immagine fuggitiva, che la volont traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all'immensit di quelli, e poi cancellandola, per dar luogo ad altre. ( 58) La vita d'ogni singolo, se la si guarda nel suo complesso, rilevandone solo i tratti signifi canti, sempre invero una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia. Imperocch l'agitazione e il tormento della giornata, l'incessante ironia dell'attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d'ogni ora, per virt del caso ognora intento a brutti tiri, sono vere scene da commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza piet dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono ognora una tragedia. Cos, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi riusciamo neppure a conservar la gravit di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia. ( 58)

L'arte di conoscere se stessi [modifica] Incipit [modifica] Volere il meno possibile e conoscere il pi possibile la massima che ha guidato la mia vita. La Volont infatti l'elemento assolutamente infimo e spregevole in noi: bisogna nasconderlo come si nascondono i genitali, bench siano entrambi le radici del nostro essere. La mia vita eroica, e non si pu valutare con un metro da filisteo o con il cubino del bottegaio, n con una misura proporzionata alla gente comune, che non vive altra esistenza se non quella individuale, limitata a un breve lasso di tempo. Per questo non devo turbarmi se penso a quanto mi manchi ci che fa parte della regolare vita dell'individuo: ufficio, casa, vita sociale, moglie e prole. L'esistenza degli esseri comuni si risolve in questo. La mia vita invece una vita intellettuale, il cui imperturbato procedere e l'indisturbata operosit devono dare frutto nei pochi anni della piena forza mentale e del suo libero i mpiego per arricchire secoli dell'umanit. La mia vita personale soltanto la base di questa vita intellettuale, la conditio sine qua non un elemento del tutto subordinato, quindi. Citazioni [modifica] y L'uomo sposato porta sulle spalle tutto il peso della vita, quello non sposato solo la met: chi si dedica alle muse deve far parte dell'ultima classe. Perci si trover che quasi tutti i veri filosofi sono rimasti scapoli, come Descartes, Leibniz, Malebrance, Spinoza, e Kant. (p. 73) Da' al mondo gli inchini dovuti. (p. 104)

[Arthur Schopenhauer, L'arte di conoscere se stessi, a cura e con un saggio di Franco Volpi, Adelphi, Milano 2005] L'arte di farsi rispettare [modifica]

Incipit [modifica] L'onore un sentimento che, sorgendo dal profondo e con frequenza quotidiana, a tutti ben noto e assai familiare. Ma alle persone in qualche misura inclini e portate al pensiero astratto potrebbe essere gradito fissarlo e riconsiderarlo una buona volta in concetti chiari nello specchio neutro della riflessione. [Arthur Schopenhauer, L'art i arsi rispettare ovvero trattato sull'onore, a cura e con un saggio di Franco Volpi, Adelphi, Milano, 1998 L'arte di insultare [modifica]
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Alla fine tutti quanti siamo e restiamo soli. forse impossibile trovare una donna veramente sincera, che non finga. Ma per la stessa ragione le donne scoprono facilmente la finzione altrui, e non consigliabile tentare di ricorrervi nei loro riguardi. Gli amici si dicono sinceri, ma in realt sinceri sono i nemici. Gli amici si dicono sinceri, i nemici lo sono: per cui bisognerebbe ut ilizzare il loro biasimo per la conoscenza di se stessi, come una medicina amara.

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La giovinezza senza la bellezza ha pur sempre del fascino; la bellezza senza la giovinezza non ne ha alcuno. Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l'Europa ha i francesi. La cosa si compensa. Se le altre parti del mondo hanno le scimmie, l'Europa ha i francesi. (da Il mondo come volont e rappresentazione)

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Doppia: reale fonte?

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Si ha piet di un peccatore, di un malfattore, ma non di un innocente e fedele animale che spesso procura il pane al suo padrone e non riceve che misero foraggio. Aver piet! Non gi piet, ma giustizia si deve all'animale! Si possono conoscere i filosofi solo attraverso le loro opere, e in nessun modo con esposizioni di seconda mano. Una grande quantit di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuole leggere se non ci che stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti. Il nome coglie nel segno! Si dovrebbe dire: "operaio pagato alla giornata". Ogni miserabile babbeo, che non abbia al mondo nulla di cui poter essere orgoglioso, si appiglia all'ultima risorsa per esserlo, cio alla nazione cui appartiene: in tal modo egli si rinfranca ed ora pieno di gratitudine e pronto a difendere con le unghie e con i denti tutti i difetti e tutte le stoltezze caratteristiche di quella nazione.

L'arte di ottenere ragione [modifica] Incipit [modifica] La dialettica eristica l'arte di disputare, e precisamente l'arte di disputare in modo da ottenere ragione, dunque per fas et nefas [con mezzi leciti ed illeciti]. Si pu infatti avere ragione objective, nella cosa stessa, e tuttavia avere torto agli occhi dei presenti e talvolta perfino ai propri. Ci accade quando l'avversario confuta la mia prova, e questo vale come se avesse confutato anche l'affermazione, della quale per si possono dare altre prove; nel qual caso, naturalmente, per l'avversario la situazione si presenta rovesciata: egli ottiene ragione pur avendo oggettivamente torto. Dunque, la verit oggettiva di una proposizione e la validit della medesima nell'approvazione dei contendenti e degli uditori sono due cose diverse (a quest'ultima rivolta la dialettica). Da che cosa deriva tutto questo? Dalla naturale cattiveria del genere umano. Se questa non ci fosse, se nel no stro fondo

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Leggere significa pensare con la testa altrui invece che con la propria. Non v' rosa senza spine, ma vi sono parecchie spine senza rose! Quando studiavo a Gottingen il professor Blumenbach ci parl molto seriamente, nel corso di fisiologia, degli orrori delle vivisezioni e ci fece notare come esse fossero una cosa crudele e orribile. ... Invece oggi ogni medicastro si crede autorizzato a effettuare nella sua stanza delle torture gli atti pi crudeli nei confronti delle bestie [...] Nessuno autorizzato a effettuare vivisezioni. [Riferendosi ad Hegel Sciupatore di carta, di tempo e di cervelli. Se un dio ha fatto questo mondo, non vorrei essere quel dio: la miseria del mondo mi spezzerebbe il cuore.

fossimo leali, in ogni discussione cercheremmo solo di portare alla luce la verit, senza affatto preoccuparci se questa risulta conforme all'opinione presentata in precedenza da noi o a quella dell'altro [...]. Citazioni [modifica] y y Gli antichi adoperano logica e dialettica per lo pi come sinonimi, e altrettanto fanno i moderni. (nota alla p. 1, p. 75) Il mio punto di vista, dunque, che la dialettica va separata dalla logica pi nettamente di quanto abbia fatto Aristotele, lasciando la verit oggettiva, nella misura in cui essa formale, alla logica e limitando la dialettica all'ottenere ragione: e, in secondo luogo, che sofistica ed eristica non vanno separate dalla dialettica cos come fa Aristotele: poich questa differenza riposa sulla verit materiale oggettiva, sulla quale non possiamo venire in chiaro con certezza preventivamente [...]. facile a dirsi che nel contendere non bisogna avere di mira altro se non il portare alla luce la verit: il fatto che non si sa ancora dove essa sia: si viene fuorviati agli argomenti dell'avversario e anche dai propri. (nota alla p. 19, p. 78) Per formulare la dialettica in modo limpido bisogna considerarla, senza badare alla verit oggettiva (che oggetto della logica), semplicemente come l arte di ottenere ragione, la qual cosa sar certo tanto pi facile se si ha oggettivamente ragione. [...] Dunque la dialettica non deve avventurarsi nella verit: alla stessa stregua del maestro di scherma, che non considera chi abbia effettivamente ragione nella contesa che ha dato origine al duello: colpire e parare, questo quello che conta. (pp. 23 sg.) Quando ci si accorge che l'avversario superiore e si finir per avere torto, si diventi o ffensivi, oltraggiosi, grossolani, cio si passi dall'oggetto della contesa (dato che l si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona. (p. 64)

[Arthur Schopenhauer, L'arte di ottenere ragione, a cura e con un saggio di Franco Volpi, Adelphi, Milano 2006.] L'arte di trattare le donne [modifica] Incipit [modifica] Il termine femmina (Wei ) caduto in discredito, quantunque sia del tutto innocente; designa il sesso (mulier). Donna (Frau) invece la femmina sposata (uxor); chiamare donna una ragazza una stonatura. Citazioni [modifica] y Le donne sono sexus sequior, il secondo sesso, che da ogni punto di vista inferiore al sesso maschile; perci bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi. (p. 33) Il sesso femminile, di statura bassa, di spall e strette, di fianchi larghi e di gambe corte, pu essere chiamato il bel sesso soltanto dall'intelletto maschile obnubilato dall'istinto sessuale: in altre parole, tutta la bellezza femminile risiede in quell'istinto. (p. 33) La bellezza dei ragazzi sta a quella delle ragazze come la pittura a olio sta a quella a pastello. (p. 40) Il coito soprattutto affare dell'uomo, la gravidanza, invece, solo della donna. (p. 42) Come la seppia, la donna si avviluppa nella dissimulazione e nuota a suo agio nella menzogna. (p. 45) Tutte le donne, con rare eccezioni, sono inclini allo sperpero. Perci ogni patrimonio, a parte i rari casi in cui l'abbiano acquistato esse stesse, dovrebbe essere messo al sicuro dalla loro stoltezza. (p. 46) La barba, essendo quasi una maschera, dovrebbe essere proibita dalla polizia. Inoltre, come distintivo del sesso in mezzo al viso, oscena e per questo piace alle donne. (p. 65) La mia metafisica dell'amore sessuale una perla. (p. 61) Il matrimonio una trappola che la natura ci tende. (p. 69) Matrimonio = guerra e necessit; vita da single = pace e prosperit. (p. 70) Sposarsi significa fare il possibile per venirsi a nausea l'uno all'altro. (p. 71) Le leggi matrimoniali europee assumono la donna come equivalente all'uomo: partono, dunque, da un presupposto sbagliato. (p. 71) Tra ci che uno ha non ho annoverato la moglie e i figli, poich da questi meglio dire che si posseduti. (p. 75) Quando le leggi concessero alle donne gli stessi diritti degli uomini, avrebbero anche dovuto munirle di un'intelligenza maschile. (p. 82) Alle donne come ai preti non va fatta nessuna concessione. (p. 82)

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Le donne hanno sempre bisogno di un tutore; perci in nessun caso dovrebbero ottenere la tutela dei figli. (p. 83) Le teste pi dotate dell'intero sesso femminile non sono mai riuscite a creare un'uni ca opera effettivamente grande, genuina e originale nelle belle arti e, in generale, non sono mai state capaci di produrre una qualche opera di valore duraturo ... Singole e parziali eccezioni non cambiano nulla. (p. 88) Pi guardo gli uomini, meno mi piacciono. Se soltanto potessi dire la stessa cosa delle donne, tutto sarebbe a posto. (p. 102) Poich non esistono due individui perfettamente uguali, ci sar una sola determinata donna che corrisponder nel modo pi perfetto a un determinato uomo. La vera passione d'amore tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino.

[Arthur Schopenhauer, L'arte di trattare le donne, a cura e con un saggio di Franco Volpi, Adelphi, Milano 2005] Parerga e Frammenti postumi [modifica]

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Chi ama la verit odia gli di, cos al singolare come al plurale. Dal momento che l'ultima ratio theologorum, cio il rogo, non pi di moda, sarebbe un poltrone colui che usasse ancora tanti riguardi con la menzogna e l'impostura. Dio nella moderna filosofia ci che furono gli ultimi re franchi sotto i majores domus, un vuoto nome che si conserva per fare pi tranquillamente all'ombra di esso il proprio comodo. Dio per i prncipi lo spauracchio con cui essi mandano a letto i bambini grandi quando non c' pi altro che serva; quindi essi l'hanno in gran conto. [...] Di pi , dopo che cadde in disuso l'ultima ratio theologorum, quel mezzo di governo perdette molto della sua efficacia. Imperocch tu ben sai che le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell'oscurit. Un certo grado di ignoranza generale la condizione di tutte le religioni, il solo elemento nel quale esse possono vivere. fuori di dubbio che le dottrine della fede basate sull'autorit, sul miracolo e sulla rivelazione sono un ripiego unicamente adatto all'infanzia dell'umanit. Gli animali sono, assai pi di noi, soddisfatti per il semplice fatto di esistere; le piante lo sono interamente; gli uomini lo sono secondo il grado della loro stupidit. [...] Questa dedizione totale al presente, propria degli animali, la precipua causa del piacere che ci danno gli animali domestici. I cristiani sono ammaestrati a farsi il segno della croce in certe occasioni, a inchinarsi e cosi via; del resto la religione , in genere, il vero capolavoro dell'ammaestramento. In nessuna cosa si deve tanto distinguere fra il nocciolo e il guscio quanto nel cristianesimo. Appunto perch io desidero il nocciolo, ne spezzo talvolta il guscio. Io so bene che mi sentir ripetere che la mia filosofia disperata; ma solo perch io parlo secondo verit, e gli uomini vogliono sentire invece le lodi di Dio che ha ordinato il tutto secondo il meglio. Ma allora andate in chiesa e lasciate i filosofi in pace. La morte venne nel mondo per il peccato, dice il cristianesimo. Ma la morte puramente l'espressione cruda, stridente e portata al suo eccesso, di ci che il mondo nell'essenza sua. Onde pi conforme al vero dire: il mondo per il peccato. L'antichit si presenta a noi rivestita di tanta innocenza unicamente per il fatto che essa non conobbe il cristianesimo. La religione pu dunque venir paragonata ad uno che prende per mano un cieco e lo guida dove questi non pu vedere, nel qual caso l'essenziale che il cieco raggiunga la propria meta, e non ch'egli veda ogni cosa.[...] Questo infatti l'aspetto pi brillante della religione. Se essa una frode, non si pu negare che non sia una pia fraus. E in tal caso i sacerdoti sono uno strano quid medium tra i ciurmatori e i moralisti. L'intolleranza unicamente essenziale al monoteismo: un dio unico , per la sua natura, un dio geloso, che non soffre l'esistenza di alcun altro dio. L'uomo in fondo un animale selvaggio e feroce. Noi lo conosciamo solo in quello stato di ammansamento e di domesticit che detto civilt: perci ci spaventano le rare esplosioni della sua vera natura. Ma fate che vengano tolte le catene dell'ordine legale, e nell'anarchia l'uomo si mostrer quale esso . Le religioni sanno di rivolgersi non gi alla convinzione con delle ragioni, bens alla fede con delle rivelazioni. L'et pi propizia per queste ultime la fanciullezza; per conseguenza esse hanno soprattutto cura di impadronirsi di questa tenera et. Con questo mezzo, ancor pi che con minacce o con narrazioni di prodigi, si riesce a radicare profondamente le dottrine della fede. Le guerre di religione, i massacri religiosi, le crociate, l'inquisizione con gli altri tribunali per gli eretici, lo sterminio della popolazione originaria dell'America e la sostituzione di essa con schiavi africani furono frutti del cristianesimo, e nulla di analogo o di equivalente ci offerto dagli antichi. Nei secoli passati la religione era una foresta dietro la q uale potevano tenersi e nascondersi gli eserciti. Ora, dopo tanti tagli, appena pi una macchia dietro cui possono talvolta appiattarsi dei furfanti. Bisogna quindi

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guardarsi da quelli che la tirano in ballo ad ogni occasione, e risponder loro col proverbio sopra citato: Detrs de la cruz est el Diablo Per un periodo di 1800 anni la religione ha posto la museruola alla ragione. Il compito dei professori di filosofia quello di camuffare da filosofia tutta la mitologia ebraica. Quale insidiosa ed astuta insinuazione nella parola ateismo! Come se il teismo fosse la cosa pi naturale del mondo. Quando il mondo sar divenuto tanto onesto da non impartire alcuna istruzione religiosa ai fanciulli prima dei quindici anni, si potr sperarne qualcosa. Se Dio ha fatto questo mondo, io non vorrei essere Dio; l'estrema miseria del mondo mi dilanierebbe il cuore.
Doppia: reale fonte?

Tu puoi costantemente osservare che la fede e la scienza si mantengono come i due piattelli di una bilancia: quanto pi l'uno s'innalza, tanto pi l'altro si abbassa. Verr il tempo in cui la dottrina di un Dio-creatore sar in metafisica riguardata come ora in astronomia quella degli epicicli.

Citazioni su Arthur Schopenhauer [modifica] Bertrand Russell [modifica]


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Il sistema di Schopenhauer un adattamento di quello di Kant [...] Schopenhauer conserv la cosa-in-s, ma la identific con la volont. Il vangelo schopenhaueriano della rinuncia non molto coerente n molto sincero. E neppure sincera la sua dottrina, se ci lecito giudicare dalla vita di Schopenhauer. Abitualmente pranzava bene, ad un buon ristorante; ebbe molti amori triviali, sensuali, ma non appassionati; era eccezionalmente litigioso ed avaro fuori dal comune. Una volta lo annoiava una cucitrice di una certa et che stava chiacchierando con una amica fuori della porta del suo appartamento. Egli la gett gi dalle scale, causandole lesioni permanenti. Ella ottenne una sentenza che lo costringeva a pagarle una certa somma (15 talleri) ogni trimestre finch viveva. Quando alfine ella mor, dopo 20 anni, Schopenhauer annot nel suo libro dei conti: Obit anus, abit onus (La vecchia muore, il debito cessa). difficile trovare nella sua vita prove di una qualunque virt, tranne l'amore per gli animali, che spinse fino al punto di opporsi alla vivisezione nell'interesse della scienza. Sotto tutti gli altri aspetti era un completo egoista. difficile credere che un uomo profondamente convinto della virt dell'ascetismo e della rassegnazione non abbia mai fatto nessun tentativo d'applicare nella pratica le sue convinzioni.

In questa lettura riportata la famosa interpretazione schopenhaueriana della musica, riproduzione dellessenza del mondo, che influenzer anche illustri musicisti, fra cui R. Wagner. A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 52 Loggettivazione adeguata della volont sono le idee (platoniche); suscitare mediante rappresentazione di oggetti particolari (le opere darte non sono infatti mai altro) la conoscenza di queste (e ci possibile solo con una adeguata modificazione nel soggetto conoscente) il fine di tutte le altre arti. Tutte, infatti, oggettivano la volont mediatamente, cio per mezzo delle idee; e dato che il nostro mondo non se non il fenomeno delle idee nella pluralit, attraverso le forme del principium individuationis (la forma della conoscenza possibile allindividuo in quanto tale); ne deriva che la musica, la quale oltrepassa le idee, del tutto indipendente anche dal mondo fenomenico, semplicemente lo ignora, e in un certo modo potrebbe continuare ad esistere anche se il mondo non esistesse pi: cosa che non si pu dire delle altre arti. La musica infatti oggettivazione e immagine dellintera volont, tanto immediata quanto il mondo, anzi, quanto le idee, la cui pluralit fenomenica costituisce il mondo degli oggetti particolari. La musica, dunque, non affatto, come le altre arti, limmagine delle idee, ma invece immagine della volont stessa, della quale anche le idee sono oggettit: perci leffetto della musica tanto pi potente e penetrante di quello delle altre arti: perch queste esprimono solo lombra, mentre essa esprime lessenza. [...] In tutta questa trattazione intorno alla musica mi sono sforzato di mostrare che essa esprime, con un linguaggio universalissimo, lintima essenza, lin s del mondo, che noi, partendo dalla sua pi limpida manifestazione, pensiamo attraverso il concetto di volont, e lesprime in una materia particolare, cio con semplici suoni e con la massima determinatezza e verit; del resto, secondo il mio punto di vista, che mi sforzo di dimostrare, la filosofia non nientaltro se non una completa ed esatta riproduzione ed espressione dellessenza del mondo, in concetti molto generali, che soli consentono una visione, in ogni senso sufficiente e applicabile, di tutta quellessenza; chi pertanto mi ha seguito ed penetrato nel mio pensiero, non trover tanto paradossale, se affermo che, ammesso che si potesse dare una spiegazione della musica, completamente esatta, compiuta e particolareggiata, riprodurre cio esattamente in concetti ci che essa esprime, questa sarebbe senzaltro una sufficiente riproduzione e spiegazione del mondo in concetti, oppure qualcosa del tutto simile, e sarebbe cos la vera filosofia. Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, vol. XIX, pagg. 690-691

L'arte la prima forma di liberazione dalla catena del bisogno, del desiderio e della volont. conoscenza pura e disinteressata, che si rivolge alle idee, ossia alle forme pure o ai modelli eterni delle cose. proprio per questo suo carattere contemplativo e per questa sua capacit di muoversi in un mondo di forme eterne, larte riesce a sottrarre lindividuo alla catena dei bisogni e dei desideri. Tra le arti spicca la tragedia, che esprime e oggettiva il dolore senza nome, laffanno dellumanit , e, ancora di pi , la musica : essa limmediata rivelazione della volont a se stessa, ci mette a contatto , al di l dei limiti della ragione, con le radici stesse della vita e dellessere. Arte di Schopenhauer : pensiero Ogni arte quindi liberatrice, catartica, per la sua liberazione pur sempre temporanea e parziale: i momenti felici della contemplazione estetica sono istanti brevi e rari, e sono solo di conforto alla vita stessa ma non sono la redenzione definitiva. Nel terzo libro del suo capolavoro Schopenhauer d grande rilievo alla musica. Riprendendo originalmente spunti presenti nella concezione romantica lautore ritiene che la musica sia del tutto indipendente dal mondo dei fenomeni e che, a differenza delle altre arti, potrebbe sussistere anche se il mondo non ci fosse. La musica per Schopenhauer La musica, al pari delle idee, non esprime questa o quella singola gioia, questo o quel singolo turbamento, o terrore o giubilo; ma la gioia, il turbamento, il terrore, il dolore e il giubilo in se stessi e universali. Nessun altro mezzo espressivo allontana di pi luomo dal mondo fenomenico, facendogli attingere lessenza profonda delle cose. Da questo punto 9 di vista si pu anche dire che la musica, con il suo linguaggio universale che tutti gli uomini della terra possono intendere senza traduzione, lequivalente della filosofia che usa i concetti astratti perch entrambe esprimono la medesima essenza del mondo. La musica per non basta ancora per la liberazione del dolore. Dal Romanticismo lautore riprende alcuni temi: lirrazionalismo, il dolore, limportanza (catartica) dellarte e della musica. Richard Wagner (suo fedele apostolo, in particolare, modific la sua concezione dopo aver letto Il mondo come volont e rappresentazione).
Le diverse arti corrispondono ai vari gradi di oggettivazione della volont. Schopenhauer dedica uno spazio particolare alla musica, distinta dalle altre arti, perch in essa non pi rintracciabile nessun riferimento al mondo concreto e il suo linguaggio universale. La musica, per occupa un posto a s soprattutto perch costituisce la rappresentazione non delle idee, ma della stessa volont universale, ne diretta oggettivazione, allo stesso livello delle idee. Nei suoni Schopenhauer riconosce pi gradi dell armonia, i gradi della volont, la massa del pianeta e la natura inorganica. I suoni acuti, rapidi sono da considerare sorti dalle vibrazioni di un suono profondo. Il basso fondamentale quello che si muove in modo pi pesante e non altro che il rappresentante della massa bruta : il suo salire e discendere si fa solo per grandi passaggi. Pi veloci si muovono le parti pi elevate, che corrono parallele al mondo animale. Soltanto nella melodia la musica diventa discorso, linguaggio, non della ragione, ma del sentimento.

C' da dire, innanzitutto, che il sistema di Schopenhauer non certamente uno dei pi coerenti della storia della filosofia... Se l'Assoluto, secondo la definizione schopenhaueriana, volont IRRAZIONALE, cieca, istintuale, e quindi non ha nulla a che fare con la ragione hegeliana, com' possibile che essa si OGGETTIVI secondo nelle idee che a loro volta si oggettivano negli oggetti, cosa che presuppone una vera e propria teleologia incarnata nella natura? Ma tu in effetti chiedevi un parere sulla parte riguardante la musica... devo dire che mi affascina molto...la musica esprime veramente, secondo me, l'io pi profondo della natura e l'essenza dell'animo umano... il suono vita. Anche Nietzsche, successivamente, attraverso la sua spiegazione dell'origine della tragedia, e quindi la distinzione tra Apollineo e Dionisiaco, assegna alla musica la capacit di esprimere lo spirito dionisiaco, quanto di pi istintuale, e perci irrazionale, vi sia nell'animo umano. Per Schopenhauer, la Musica, posta da lui al vertice delle arti, svolge meglio delle altre la funzione catartica, di liberarci (seppur momentaneamente) dal dolore, in quanto, se le altre arti ci portano alla contemplazione dell'Universale, che esse rappresentano, distogliendoci dalla nostra sofferenza particolare, la musica davvero esprime l'essenza stessa della Verit universale. ...citazione da "Il mondo come volont e come rappresentazione" : "...l' effetto della musica tanto pi potente e insinuante di quel delle altre arti: imperocch queste ci danno appena il riflesso, mentre quella esprime l essenza". L'effetto catartico per eccellenza per proprio solo dell'Ascesi, per Schopenhauer; ma anche questa un'aporia del sistema schopenhaueriano, dato che, in questo caso, il Soggetto dovrebbe scegliere volontariamente di non volere, di abbandonare la sua volont di vivere che cerca di perpetuarsi attraverso i piaceri, ecc...... ma come, se tutto irrazionale? La concezione della musica, quella s, devo dire, mi piace e mi convince molto...b io sono di parte! :P S, certo, un grandissimo filosofo, tant' che Nietzsche lo definir sempre come suo maestro anche dopo la "rottura", e d'altra parte si possono trovare nel suo sistema molte analogie con il pensiero leopardiano. E la mia tendenza generalmente pessimistica me lo fa apprezzare molto....sta di fatto che in parte non mi convince....non so di preciso perch...saranno le numerose aporie...sar che (a quanto io so per averlo studiato al liceo in quest' ultimo anno appena concluso) la sua vita non fu segnata davvero dal dolore e dalla sofferenza, ma sembra quasi che il suo sistema sia stato costruito "ad hoc", e cio che molti concetti siano solo dovuti ad esigenze sistematiche, per l'appunto...in senso antihegeliano ovviamente....boh! Mi affascina molto, ecco, e come non potrebbe farlo? Forse un giorno lo approfondir meglio...
Il termine viene usato per definire un movimento letterario, filsofico , artistico e culturale che si svolge tra la fine del settecento e l intero ottocento. All inizio l aggettivo romantico vine impiegato per designare l elemento fantastico dei romanzi cavallereschi, pastorali e da J. J. Rousseau per indicare aspetti malinco nici e selvaggi della natura e per esprimere i conseguenti stati d animo. I filosofi e letterati tedeschi con il termine Romantik designano questa nuova tendenza e sensibilit che trae origine anche dal movimento culturale dello sturm und drang che fiorisce nella seconda met del settecento. La teorizzazione di questa nuova tendenza avviene tra il 1788 e il 1804 per merito del gruppo di Jena attorno alla rivista Ateneo fondata nel 1798. I principali esponenti di questo gruppo furono il poeta Novalis, i filosofi Schlegel e Schelling. Caratteristiche del romanticismo Libera espressione fantastica nell ambito espressivo/artistico Esaltazione del sentimento e dello slancio delle passioni Recupero delle tradizioni popolari Rivalutazione del Medioevo, et in cui sorge la civilt moderna e cristiana

Cerco di sintetizzarti il primo romanticismo in una decina di punti: -Predomina l elemento soggettivo, dell inquietudine cos pure lo slancio delle passioni piene di contrasto, l esaltazione del mondo mistico e misterioso della notte, del sogno e della morte. -Dal 1820 in poi i romantici prestano pi attenzione alla storia con le naturali conseguenze letterarie e musicali oltre che politiche e sociali. -Il romanzo storico creato da Walter Scott (1771-1832) che influenza il melodramma italiano e francese. -Si manifesta grande apprezzamento per le opere W. Shakespeare e per la fusione tra la commedia e la tragedia e per aver posto l attenzione sulla condizione interna degli individui e i loro conflitti. -La musica in questo nuovo contesto viene considerata come un arte vicina al mistero dell uomo e alla religione in quanto dotata di suggestioni inesplicabili. La musica strumenatale per i romantici e capace di suscitare emozioni e concetti che trascendono le possibilit espressive della parola. -Gi con J. J. Rousseau la musica viene rivalutata e intesa come linguaggio autonomo dei sentimenti anche se la musica strumentale considerata ancora inferiore a quella vocale. -Contro le teorie illuministiche ancora presenti nelle teorie filosofiche di I. Kant, si manifestano quelle di Wackenroder per il quale la musica considerata l arte suprema, l arte pura per eccellenza in quanto non ha collegamenti con le cose concerete ed quella che pu condurre l anima verso l infinito (vedi le opere dei romantici tedeschi fino a T. Mann (1875-1955) in Doktor Faustus (1947)). La sinfonia considerata il genere romantico per eccellenza in quanto rappresenta l esaltazione e la valorizzazione di tutti i sentimenti pi profondi dell animo umano. Eccolo... -I filosofi Hegel (1770-1831) e Schopenhauer (1788-1860) influenzeranno il pensiero estetico dell ottocento e le concezioni musicali. Per Hegel nella musica non esiste alcuna separazione fra forma e contenuto. Schopenhauer attribuisce alla musica la pi alta dignit metafisica poich essa si esprime attraverso un linguaggio universale e costituisce la manifestazione dell essenza vera del mondo. La musica esercita un potere superiore alle altre arti ma anche identificata con la volont intesa come elemento primordiale dell essere. -Hoffmann (1776-1822), critico musicale, scrittore e pittore, estende il termine romantico e romanticismo al campo musicale. Egli sostiene che solo la musica un arte veramente romantica in quanto giunge all intuizione dell infinito e dell assoluto. Nel saggio La musica strumentale di Beethoven egli rileva gli aspetti di spavento, di dolore che ridesta la nostalgia infinita sensucht che l essenza del romanticismo. Per Hoffmann importante la fusione tra riflessione estetica e analisi musicale per cogliere l essenza e la comprensione di un opera musicale. Le riflessioni di Hofmann influenzeranno le riflessioni di R. Schumann e la generazione successiva dei romantici. NB: Le idee che riguardano la musica sono presenti nei racconti, nelle fiabe fantastiche e negli scritti Kreisleriana (1810-1820) dove sono descritte le fantasie di un immaginario maestro di cappella di nome Johannes Kreisler che conosce le virt della musica ma anche le sue forze demoniache (Schumann si ispira a Kreisler per comporre la Kreisleriana op.16 del 1836, brani per pianoforte pieni di slancio e di lirismo).