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RELAZIONE PROGETTO IMMIGRAZIONE Freilino Vittoria 3cs

In queste lezioni abbiamo partecipato ad un progetto sull' immigrazione.

Nel primo incontro abbiamo conosciuto due volontarie del centro accoglienza SAI di Cuneo.
Il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) rappresenta la rete degli enti locali che promuovono e
realizzano progetti di accoglienza a favore di persone titolari di protezione internazionale e richiedenti
asilo.
Il SAI ha come obiettivo principale la (ri)conquista dell’autonomia individuale dei titolari di protezione
internazionale, intesa come una loro progressiva riduzione del bisogno di ricevere assistenza e un
aumento del loro livello di integrazione sociale nelle comunità.
Il progetto SAI Cuneo dispone di 265 posti distribuiti su 17 Comuni della Provincia di Cuneo per
l’accoglienza di uomini, donne e famiglie titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo. Scopo
del progetto è favorire il perseguimento dell’autonomia individuale e l’integrazione sociale delle persone
accolte.
Tra i servizi offerti troviamo:
● accoglienza materiale: casa, cibo, vestiti;
● mediazione linguistica e interculturale;
● iscrizione anagrafica e al servizio sanitario;
● corsi per l’apprendimento della lingua italiana;
● formazione e riqualificazione professionale e accompagnamento all’inserimento lavorativo;
● orientamento e accompagnamento legale;
● supporto nella conoscenza e sperimentazione delle opportunità in ambito sociale, ricreativo e
culturale;
● tutela psico-socio-sanitaria.
Le persone accolte per sei mesi, prorogabili fino ad un massimo di altri sei mesi; sono protagonisti attivi
del proprio percorso di accoglienza, attraverso la valorizzazione e la messa in gioco delle proprie
competenze culturali e sociali.
I richiedenti asilo sono accolti per tutto l’iter di valutazione della domanda di protezione internazionale.
Sono previsti due livelli di servizi di accoglienza: al primo accedono i richiedenti protezione
internazionale e al secondo, finalizzato all’integrazione, accedono tutte le altre categorie titolari di
protezioni.
Titolare del SAI Cuneo è la Città di Cuneo. In Italia sono oltre 800 i progetti territoriali di accoglienza
che coinvolgono circa 1800 Comuni.
● BACINO CUNEO: 80 beneficiari
● BACINO ALBA (37) E BRA (43): 80 beneficiari
● BACINO GENOLA (14), SAVIGLIANO (20), SALUZZO (12), COSTIGLIOLE S. (7),
VERZUOLO (10), VILLAFALLETTO (4), CAVALLERMAGGIORE (5) E BENEVAGIENNA
(5): 77 beneficiari
● BACINO VALLE STURA: MOIOLA (4), ROCCASPARVERA (2), DEMONTE (8) E
GAIOLA: 14 beneficiari
● BACINO VAL GRANA: CARAGLIO (6) E BERNEZZO (8): 14 beneficiari
Nel SAI possono accedere coloro che hanno richiesto la protezione internazionale o hanno ottenuto il
riconoscimento di una forma di protezione internazionale da parte dello Stato italiano.Possono accedere
anche i minori stranieri non accompagnati, gli stranieri in prosieguo amministrativo affidati ai servizi
sociali al compimento della maggiore età, i titolari dei permessi di soggiorno per protezione speciale, per
casi speciali (es. vittime di sfruttamento lavorativo), per cure mediche, le vittime di calamità, i migranti
cui è riconosciuto particolare valore civile.
Titolari di protezione internazionale sono coloro che sono stati costretti a fuggire dal proprio Paese di
origine per il fondato timore di subire persecuzioni personali o danni gravi e che si trovano in uno degli
Stati in cui è in vigore la Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati. La protezione internazionale
include lo status di rifugiato e lo status di protezione sussidiaria.
Il soggetto incaricato della gestione delle attività di accoglienza, è un raggruppamento di 7 imprese
sociali e un’Associazione ONLUS che da anni sono radicate sul territorio della Provincia di Cuneo e che
vantano una specifica esperienza nella gestione dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

Le due ragazze ci hanno spiegato qual è il loro lavoro, ovvero, accogliere e aiutare i rifugiati in una
struttura, fornire ,quando serve, nozioni tecniche per facilitare la comunicazione attraverso
l'apprendimento della lingua italiana. Abbiamo visto delle slide e ci hanno divisi in due gruppi per
completare 2 piccoli giochi.
Nel primo, ogni gruppo doveva scrivere su un foglio tutte le parole che gli venivano in mente pensando
alla parola “rifugiato” e “migrante”, il mio gruppo aveva la prima. Dopo aver scritto le parole su un
cartellone abbiamo provato a spiegare il vero significato di queste parole. Per rifugiato si intende una
qualsiasi persona che fugge dal proprio paese d’origine a causa di violazioni dei diritti umani; mentre il
migrante è una persona che si sposta dal suo paese d'origine per ragioni diverse, Abbiamo scoperto così
di essere tutti migranti: nessuno rimane confinato nel paese di nascita.
Nel secondo gioco le quattro squadre, si era aggiunta la 3DS, dovevano rispondere a domande a risposta
multipla sulla situazione immigrazione nel mondo. Qui abbiamo introdotto un nuovo termine: invasione;
in Italia però non si può parlare di invasione degli stranieri perché ci sono molti altri Paesi che ricevono
e accolgono molti più rifugiati rispetto all’Italia.

Nel secondo incontro abbiamo conosciuto Francis, un ragazzo di origine africana che vive in Italia a
quasi sei anni. Francis è partito dal suo paese a 17 anni e ha impiegato molto tempo per arrivare alla
costa che la porterà a Lampedusa, in Sicilia. Una volta qui ha affrontato un lungo iter burocratico per
ottenere il permesso di soggiorno, ma intanto è stato ospitato dalla SAI di Cuneo. Dopo circa due anni
viene convocato per raccontare la sua storia. Dopo altri 10 mesi arriva la lettera che purtroppo
comunica che la sua richiesta è stata respinta. Qui entra in gioco la Protezione Umanitaria, che aiuta
coloro che sono stati diniegati. Francise fa ricorso, vince ed ottiene il permesso di soggiorno. Oggi
Francis potrebbe andare in Inghilterra, sua metà iniziale, ma decide di rimanere in Italia perché ormai
qua ha un lavoro, una famiglia e una casa.

Nell’ultimo incontro abbiamo visto il documentario King hair. Cinque storie dal mondo su alcuni
rifugiati accolti in provincia di Cuneo. Il film ripercorre e intreccia le storie di un barbiere, di una
studentessa, di un ex calciatore, di una cuoca e di un pastore che arrivano da Paesi differenti ma da
tempo vivono in Granda. Abbiamo ascoltato la loro testimonianza, i loro sogni e le loro ambizioni.
(non ho approfondito perchè non ero presente)

Questo progetto è stato molto interessante perché quella dell'immigrazione è una problematica molto
attuale. Ogni giorno in Italia arrivano centinaia di migranti da Paesi lontani: si ritrovano ammassati su
piccole imbarcazioni spesso senza ricevere né acqua né cibo. Tra questa gente
disperata ci sono uomini, donne - alcune anche incinte - e bambini. Purtroppo, molti di loro non
resistono agli stenti e perdono la vita in mezzo al mare, in mezzo all'indifferenza di gente senza
scrupoli che li sfrutta col solo intento di ricavare denaro. I pochi che riescono a sopravvivere si
ritrovano da un giorno a un altro in un Paese sconosciuto, dove si parla una lingua del tutto diversa
dalla loro e non sempre vengono accolti nel miglior modo. Alcuni di questi
migranti, dopo varie peripezie, vengono rispediti nella loro terra, quella stessa terra dalla quale hanno
deciso di fuggire. Quelli che restano devono fare i conti con le condizioni di vita precarie e il razzismo
di alcuni italiani, che vedono tutto ciò come una minaccia per il nostro Paese. Queste persone spesso
hanno difficoltà a trovare lavoro e a volte la disperazione li porta a compiere gesti sconsiderati; questo
alimenta il comportamento discriminatorio da parte di alcuni nostri connazionali e a farne le spese
sono anche quelli stranieri che vivono ormai da molto tempo in Italia e che si sono sempre comportati
in maniera corretta. Purtroppo, non
tutti sono disposti a mettersi nei panni di quella povera gente che arriva nella nostra terra - chi da solo,
chi con la propria famiglia - con l'unica speranza di poter avere un futuro migliore. Non bisogna
dimenticare che quelle persone lasciano il proprio Paese per fuggire dalla povertà e dalla guerra.
Sarebbe, dunque, opportuno che ognuno desse il proprio contributo affinché i migranti possano
ricevere l'aiuto di cui hanno bisogno. In questo modo forse sarebbe possibile, se non eliminare del
tutto la povertà e la criminalità, almeno ridurle. E così si creerebbe un mondo più giusto, dove le
persone di ogni razza, colore e cultura riuscirebbero a convivere.

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