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PALAZZO TE  Giulio Romano

Alla morte di Raffaello molte sue imprese vengono ereditate dal suo allievo Giulio Romano

Nel 1524 dopo lunghe trattative il marchese di Mantova Federico II Gonzaga riesce ad accaparrarsi l’allievo n.1 di Raffaello—
Giulio Romano (nipote del committente di Alberti)

Tra i due ci fu subito una grande intesa


 erano quasi coetanei (G.R. 1499 F II G 1500)
 si erano conosciuti probabilmente a Roma da piccoli ( F.2.G. ha vissuto alla corte del Papa tra i 10 e i 13 anni quando
Giulio Romano lavorava già in bottega a Roma)

Giulio Romano arriva 25enne a Mantova all’apice della sua fama, e qui vi resterà per il resto della sua vita
 Il Vasari che lo incontrò a Mantova in vista della seconda edizione delle Guide del 1568 ci dice che Giulio Romano
viveva una vita da gran signore
 Probabilmente si era reso conto che a Roma sarebbe diventato uno dei tanti architetti a contendersi il posto per le
committenze papali A Mantova era il numero 1 poiché portarla a Mantova le ultime novità e mode dell'architettura di
Raffaello per cui era un personaggio di riferimento

Pare una delle prime opere a Mantova fu proprio il Palazzo Te commissionatogli Da Federico II Gonzaga
 Vasari dice che Federico Gonzaga lo aveva portato a vedere una certa località del tè dove i Gonzaga avevano le scuderie dei
cavalli in questo luogo gli era venuta la fantasia di costruire una sala per fermarsi a cenare con gli amici quando si recava a
vedere i cavalli e qualche stanza per il riposo
 Pian piano la fantasia diventa sempre più consistente fino alla volontà di costruire un palazzo
 gli ultimi restauri eseguiti su Palazzo Te per certi versi hanno dato ragione la testimonianza di Vasari: è vero che il
Palazzo Te sorge su delle preesistenze, sicuramente non è stato costruito ex novovi sono delle parti di un edificio
precedente che sono state reimpiegate e inglobate nell'attuale palazzo
 Nel sottotetto sono stati trovati di frammenti di decorazione dipinta con dei fregi e ci sono come delle grottesche in
una di queste vi è la data 1502 per cui già prima dell'arrivo di Giulio romano ci dovevano essere degli ambienti
decoratiqui erano state documentate le scuderie dove Gonzaga allevavano i loro cavalli di razza lato nord
 Probabilmente doveva avere una struttura tipica delle corti Lombarde un cortile quadrato con una serie di
ambienti alcuni patronali altri di servizio recinti da un muro di cinta

 Vasari ha ragione anche per un altro motivo: effettivamente inizialmente sono stati costruiti degli ambienti che subito vennero
dipinti all'internoquindi le sale vennero costruite prima della facciata

la decorazione architettonica delle facciate di Palazzo Te è abilmente congeniata da Giulio Romano per dissimulare delle
irregolarità di pianta che potrebbero essere dovute
1. in parte al discorso delle preesistenze
2. in parte al fatto che alcuni ambienti sono stati costruiti prima della realizzazione delle facciate
 esempio la sala dei cavalli che è una delle prime che viene realizzata è molto lunga e per questo ha condizionato la
articolazione architettonica della facciata

tuttavia, la realizzazione del palazzo fu molto veloce per cui il discorso di Vasari non è qualcosa che perdura nel tempo ma
avviene abbastanza velocementenell'arco di un decennio il palazzo venne concluso
 in realtà non è mai stato finito la parte sud rimasta incompiuta

CONSERVAZIONE
si tratta di un palazzo molto ben conservato di cui si hanno molte notizievi sono tutti conti della fabbrica

ciò che è stato completamente stravolto è il contesto urbanisticoil palazzo sorgeva in un contesto suburbano era
immediatamente fuori dall'amore di Mantova ed era collocato sull'isola del Teieto
 Vi è una veduta settecentesca in cui il palazzo è collocato su un lembo di terra circondato da due strisce d'acqua
 Mantova è la cosiddetta città sui laghisorge in un'area molto paludosa in cui laghi erano stati realizzati artificiosamente
in età basso medievale per raccogliere le acque stagnanti e asciugare la città
 Nel corso dell'Ottocento sono stati riempiti gli Invasi Di Paiolo=Bacini d'acqua che circondavano il Palazzo Te e lo
dividevano dalla cittàSono poi state abbattute le mura urbichela città si è espansaquindi attualmente è situato in
una periferia anonima e dal giardino interno si vede uno stadio di calcio costruito recentemente

La costruzione è avvenuta a partire dal lato settentrionaleNon stato concluso quello meridionale
 rimangono delle testimonianze secondo le quali il Palazzo Te in realtà è solo la metà di quello che era stato
progettatoqui doveva essere un altro cortile quadrato che doveva disimpegnare gli ambienti di servizio
ETIMOLOGIA DI PALAZZO TE
 non c'entra nulla con la bevanda
probabilmente deriva dal Teieto zone in cui cresceva una canna palustre e che veniva utilizzata per l'edilizia -- incannucciato

FUNZIONALITÀ
L'interpretazione del Palazzo Te è in evoluzione negli ultimi anni
 tradizionalmente era sempre stato concepito come residenza privata Di Federico Gonzaga nella quale in particolare andava a
trovare Isabella Boschetti, donna che amavaÈ vera la relazione con la Boschetti -Si racconta che F. avesse fatto uccidere il
marito e aveva cercato di ritardare il più possibile le proprie nozze ufficiali con Margherita non è vero la funzionalità
attribuita al palazzo
 In realtà edificio da usare per ricevimenti ufficiali e occasioni particolarinon per la vita privata
 Federico II Gonzaga passava il suo tempo libero nella reggia di Marmirolo

EDIFICIO
Una delle prime piante di Palazzo Te mostra nel cortile centrale la presenza di un
labirinto
 non si sa cosa rappresentasse si pensa fosse un apparato effimero costruito
per qualche festa
 non si conserva alcun labirinto nel cortile del palazzo
l'articolazione degli spazi invece è molto simile a quella attuale
 L'ingresso era previsto dal lato nord, quello che si affacciava sulla città di
Mantova
 a sinistra dell'ingresso vi era la sala dei cavalli nonché una delle più
lungheprobabilmente fu costruita tra le prime realizzazioni
o aveva una decorazione particolarmente articolata per cui erano ritratti dal
vivo e quindi in scala 1:1 i cavalli della collezione dei Gonzaga
o Sotto i ritratti erano collocati i nomi di cavalli oggi in parte perduti
o una sala così lunga ha poi condizionato la simmetria della pianta per
cui la loggia centrale in
realtà non è perfettamente
al centro e tutto viene un
po’ spostato

Sul lato ovest invece vi è l'ingresso principale attuale e troviamo il famoso atrio
tetrastilo presente anche nel progetto di Villa Madama e realizzato anche nel palazzo farnese a Roma

PIANTA DELL'EDIFICIO ATTUALE


 si tratta di un grande palazzo con quattro corpi di fabbrica attorno a un grande cortile quadrato
 non è porticatoanche se articolato sia dentro che fuori con ordine architettonico
 ma ha delle grandi logge in corrispondenza
nella metà dei corpi di fabbrica
 a parte quello d'ingresso a ovest
 Quella sicuramente più particolare è la loggia in
corrispondenza del lato nord nonché il primordiale lato
d'ingressola loggia, infatti, è divisa in due parti
attraverso un setto di muratura con porta centrale e per
metà si affaccia al cortile per l'altra metà si affaccia
all'esterno
 La loggia sud è quella non finita
 particolarmente importante invece è la loggia a Est che si affaccia sul giardino
il palazzo è separato dal giardino attraverso una Peschiera con ponteche riprende quella di Villa Madama
peschiera molto ben ristrutturata un tempo era interrata

ESTERNO
Il complesso monumentale di Palazzo Te si presenta agli occhi del visitatore con uno sviluppo fortemente orizzontale.

Progettato su pianta quadrata con un ampio cortile interno il palazzo si ispira concettualmente alla villa rustica antica,
dove si privilegiano le vedute orizzontali in un continuo dialogo tra architettura e ambiente circostante.

A differenza dei palazzi urbani, Palazzo Te prevede una distribuzione degli spazi nobili al piano terra, leggermente rialzato per
salvaguardarlo dalle piene del Mincio, e ambienti di servizio al piano superiore (mezzanini)-attualmente hanno funzione
museale
La decorazione dell’esterno e la scansione architettonica delle facciate sono tratte dal repertorio antico.

Giulio Romano crea un ordine unico ritmato dalla presenza di lesene che reggono una trabeazione composta da architrave e
fregio dorico con metope decorate.
 Le metope del lato nord sono ornate con una serie di imprese gonzaghesche, mentre questi emblemi non compaiono
nelle altre facciate.
 Una cornice marcapiano fascia le facciate nord e ovest, che sono concepite in modo unitario, anche se sono
riscontrabili alcune differenze come
 l’apertura a fornice unico sul lato ovest
 a tre arcate su quello nord.

Tuttavia l’apparente rigore classico nasconde numerose licenze e forzature, probabilmente legate a problemi costruttivi risolti
genialmente dall’estro di Giulio Romano.

Nelle superfici
 prevalgono i conci lisci;
 bugne rustiche fasciano il basamento, al di sopra del podio levigato, e incorniciano le aperture.

La facciata meridionale, che prospetta su un cortile escluso dal percorso di visita, è incompleta e mostra un paramento a
intonaco che reca tracce di architettura dipinta nel Settecento.
La facciata orientale viene anch’essa rimaneggiata nel XVIII secolo.

FACCIATA NORD
Più irregolare
Giulio Romano utilizza l’articolazione architettonica per dissimulare le irregolarità dovute alla presenza della sala dei Cavalli
 per cui la loggia centrale non è perfettamente al centro ma è disassata
Giulio Romano attraverso intercolumni di diversa larghezza prova a dissimulare il disassamento consistente
 interasse a sinistra è più lungo e ha necessitato di un paramento in bugnato
 interasse a destra termina con lo spigolo

FACCIATA SUL GIARDINO


È completamente diversagiocata attraverso una sequenza di serliane
Giulio romano utilizza le serliane? 
si tratta di un geniale escamotage che poi verrà ripreso da Palladio nella basilica di Vicenza per cui
 se avesse ipotizzato una loggia ad archi avrebbe dovuto avere gli archi tutti della stessa larghezza il che lo avrebbe
portato ad avere degli spazi tra essi difformi
 utilizzando la serliana, che è caratterizzata da un arco su colonne centrale e spazi architravati laterali, poteva
modificare a piacimento la larghezza della parte architravata assorbendo le spaziature difformi della parete. Le varie
serliane sono divise da pilastri con lesene binate
 le loggette a serliana sono create da una sorta di guscio che riveste la facciata
 La balconata continua al secondo registro, sulla parte alta della facciata era in origine una loggia; questo lato del palazzo fu
infatti ampiamente rimaneggiato alla fine del '700, quando fu aggiunto anche il frontone triangolare che sormonta le grandi
serliane centrali.  Paolo Pozzo
Il c o rtile inte rno se g ue a n c h'e sso un o rd ine d o ric o m a q ui su
c o lo n ne (se m ic o lo nn e ) d i m a rm o la sc ia te q ua si g re zze
so rm o n ta te d a un a p o sse n te tra b e a zio n e d o ric a .

Q ui la sup e rfic ie p a rie ta le è tra tta ta c o n un b ug n a to


rustic o n o n tro p p o m a rc a to , re g o la re e o m o g e n e o se n za
rile va n ti d iffe re n ze fra p rim o e se c o n d o re g istro .
G. Ro m a no ispira nd o si a un ling ua g g io a rc hite tto nic o
c la ssic o , lo re inte rpre ta c re a ndo un'o p e ra c o n un ric c o
c a m pio na rio di inve nzio ni stilistic he , re minisc e nze
a rc he o lo g ic he , sp unti na tura li e d e c o ra tivi, q ua li a d
e se m p io :

- c o lo nne g ig a nti d o ric he ing lo b a te in supe rfic i pa rie ta li tra tta re a b lo c c hi d i p ie tra a
sup e rfic ie rustic a

- a lc uni c o nc i d e l trig lifo c a d e nti ne l fre g io d e lla tra b e a zio ne c he c irc o nd a e c o ro na


il c o rtile q ua d ra to . Lo si p uò n o ta re n e lle fa c c ia te sull'a sse lo n g itud in a le (o ssia n o rd -
o ve st e sud -e st), a l c e n tro d i o g n i in te rc o lum n io un trig lifo c he se m b ra sc ivo la re ve rso
il b a sso , c o m e fo sse un c o n c io in c h ia ve d 'a rc o ; su q ue sti d ue la ti a n c h e g li
in te rc o lum n i, c o m e a ll'e ste rn o , no n so n o tutti ug ua li. Que sti de tta g li sp ia zza no
l'o sse rva to re e d a nno una se nsa zio ne di no n finito a ll'insie m e .
INTERNO
è costituito da una successione di ambienti che vanno uno sull’altro

1530-32 il palazzo ospita Carlo V in concomitanza con la promozione


araldica di Federico che da marchese diventa Duca di Mantova  come
per il Palazzo Ducale di Urbino vi sono delle differenze nelle iniziali
dipinte/incise

 parte delle sale a nord del Palazzo hanno la porta in asse con il
caminetto
 le altre presentano una successione di porte in fila  porta inquadra
porta

ATRIO
 L'ingresso sul lato ovest del palazzo si apre in asse con il portale della
loggia di Davide oltre il cortile d'onore
 è ispirato architettonicamente all'atrium della domus romana descritta
da Vitruvio, secondo i trattatisti del XVI secolo.
 L'ambiente, di forma rettangolare, è tripartito: 1. Atrio d'ingresso
al centro uno spazio voltato a botte con lacunari ottagonali e 2. Camera di Ovidio o delle Metamorfosi
3. Camera delle Imprese
delimitato da quattro colonne (due per lato) che reggono la volta; 4. Camera del Sole e della Luna
i vani laterali presentano una copertura piana. 5. Loggia delle Muse
6. Sala dei Cavalli
7. Camera di Amore e Psiche
 Le colonne di pietra hanno 8. Camera dei Venti
9. Camera delle Aquile
base e capitello rifiniti, 10. Loggia di Davide
il fusto sbozzato a imitazione delle lavorazioni provvisorie della pietra 11. Camera degli Stucchi
nella cava. 12. Camera degli Imperatori
13. Camera dei Giganti
14. Camerino delle Grottesche
 Questa conformazione irregolare della superficie è richiamata dal bugnato 15. Camerino a Crociera
16. Camerino di Venere
rustico, ottenuto con intonaco e stucco, presente in tutto il palazzo. 17. Camera dei Candelabri
Nell'atrio stesso tale tecnica viene utilizzata per le lesene che 18. Camera delle Cariatidi
19. Loggia Meridionale
scandiscono le pareti. 20. Camera delle Vittorie
 Interessante è il gioco che Giulio Romano crea tra vera e finta pietra,
gioco che fa da specchio al rimando tra natura e artificio costantemente presente nella decorazione del palazzo.
Le lesene rustiche scandiscono quindi le pareti dell'atrio e sono
alternate a nicchie.

 Nella parte inferiore corre un gradino rivestito di lastre di pietra che lo


trasformano in sedile.
 Alla destra dell'atrio si aprono due ambienti che nel Cinquecento venivano
chiamati "tinello pubblico" e "tinello privato per li ufficiali"locali adibiti a
sale da pranzo per il personale al servizio del principe e oggi utilizzate per
esposizioni.
 Conformazione a serliana estrusa

SALA DEI CAVALLI


 Destinato all'accoglienza degli ospiti e alle più importanti cerimonie, l'ambiente
 eseguito probabilmente tra il 1526 e il 1528
 prende il nome dai ritratti dei superbi destrieri dipinti con nobile portamento a grandezza naturale nella parte inferiore delle
pareti affrescate.
 Federico, come il padre e i suoi avi, li allevava nelle celebri scuderie gonzaghesche e li teneva in massimo conto,
considerandoli l'omaggio più alto che si potesse fare ad un amico o ad un ospite illustre.
 Due dei sei cavalli recano ancora in basso il proprio nome: Morel Favorito, il cavallo grigio della parete sud; Dario, il
destriero più chiaro della parete nord.
 I cavalli, che spiccano sullo sfondo di paesaggi, dominano una grandiosa architettura dipinta alle pareti, ritmata da lesene
corinzie e nicchie che ospitano statue di divinità o, sopra le finestre, busti di personaggi.
 La parte superiore della campata è caratterizzata invece da finti bassorilievi di bronzo che raccontano le fatiche di
Ercole.
 Il fregio che corre alla sommità delle pareti, all'angolo delle quali sono ritratte quattro aquile gonzaghesche, è popolato da
puttini e puttine che si muovono tra graziosi girali variopinti e mascheroni.
 Il soffitto, in legno dorato su fondo blu, nei cassettoni racchiude rosoni e le imprese più ricorrenti del palazzo: quelle
del Ramarro e del Monte Olimpo
 La parte bassa è volutamente non decorata era rivestita con tappezzerie di cuoio pressato

SALA DELL’AMORE E PSICHE


 L'ambiente, il più sontuoso del palazzo per la ricchezza e il pregio delle decorazioni, deriva il proprio nome dalla favola di
Amore e Psiche, tratta dalla "Metamorfosi"; di Apuleio, narrata sulla volta e nelle lunette.
 La sala, detta "camaron quadro" in una descrizione cinquecentesca di Jacopo Strada, è uno spazio destinato ai visitatori di
maggior prestigio.
 Lungo la cornice che corre ai piedi delle lunette, a partire dalla parete est, quella che ospita il camino di marmo rosso
veronese, si legge l'iscrizione che ricorda i titoli di Federico Gonzaga e il ruolo attribuito alla villa, destinata all'"onesto ozio"
dopo le fatiche dell'attività di governo
 I passi della favola di Amore e Psiche prendono il via dall'ottagono della volta della parete ovest, con la raffigurazione di
Venere, su un carro trainato da cigni, mentre indica ad Amore la fanciulla Psiche affinchè questi la punisca.
 L'intreccio narrativo, proseguendo in maniera non lineare sulla volta e nelle lunette, sprigiona la propria apoteosi nel
riquadro al centro del soffitto, dove Giove unisce in matrimonio Psiche e Amore.
 L’affresco è realizzato con una pittura ad olio su cannucciato rifinito in stucco
 Temi osè

CAMERA DEI GIGANTI


 L’ambiente è eseguito in via definitiva tra il 1532 e il 1535
 La prima decorazione risalirebbe al 1530 realizzata per accogliere Carlo V
 ma siccome fu realizzata in fretta venne male – per questo motivo
venne successivamente ridipinta
 narra la vicenda della Caduta dei Giganti, tratta dalle Metamorfosi di
Ovidio.
 La camera è la più famosa e spettacolare del palazzo, sia per il
dinamismo e la potenza espressiva delle enormi e tumultuose
immagini, sia per l’audace ideazione pittorica
volta a negare i limiti architettonici dell’ambiente, in maniera
tale che la pittura non abbia altri vincoli spaziali se non quelli generati dalla realtà dipinta.
Giulio Romano infatti interviene per celare gli stacchi tra i piani orizzontale e verticale:
 smussa gli angoli tra le pareti
 smussa gli angoli tra le pareti e la volta
 realizza un pavimento, oggi perduto, costituito da un mosaico di ciottoli di fiume che prosegue, dipinto, alla
base delle pareti.
 Con questo stupefacente artificio unitario e illusionistico, l’artista intende catapultare lo spettatore nel vivo
dell’evento in atto, per produrre in lui stupore e sensazione di straniamento.
 Divertissement discendente impressione che tutto crolli addosso
 La scena è fissata nel momento in cui dal cielo si scatena la vendetta divina nei confronti degli sciagurati giganti che, dalla
piana greca di Flegra, tentano il vano assalto all’Olimpo, sovrapponendo al massiccio dell’Ossa il monte Pelio.
 Giove, rappresentato sulla volta con in pugno i fulmini, abbandonato il trono, scende sulle nuvole sottostanti, chiama a sé
l’assemblea degli immortali e, assistito da Giunone, punisce i ribelli: alcuni dei giganti vengono travolti dal precipitare della
montagna, altri sono investiti da impetuosi corsi d’acqua, altri ancora vengono abbattutti dal crollo di un edificio.
 La scena, in origine, era resa ancora più drammatica dal bagliore delle fiamme prodotte da un camino realizzato sulla parete
tra le finestre.
 Il pavimento, ideato da Paolo Pozzo, risale al secondo Settecento.
GIADINO SEGRETO

 L’appartamento, che si sviluppa attorno al giardino da cui prende il nome, è


pensato da Federico II come luogo intimo e riservato.
 Il vestibolo
a pianta ottagonale allungata,
mette in comunicazione la camera di Attilio Regolo con la loggia e il
giardino.
La volta a padiglioni
La volta è decorata a finissime grottesche ed è animata nell’ottagono
centrale da putti vendemmianti sotto un pergolato d’uva.
Nelle vele l’impresa del Monte Olimpo compare due volte
Il pavimento è realizzato con ciottoli di fiume che mascherano bocchette di 21. Appartamento del Giardino Segreto:
Vestibolo
piombo usate per giochi d’acqua 22. Camera di Attilio Regolo
La porta di fronte all’ingresso del vestibolo immette 23. Grotta
nella camera di Attilio Regolo 24. Giardino Segreto
25. Loggia

 Camera di Attilio Regolo


ambiente che deriva il nome dalla scena sulla volta in cui è rappresentato il condottiero
romano. L’ottagono al centro della copertura è dedicato all’Allegoria del Buon Governo.

 La loggia, che si apre sul giardino


si presenta come ambiente estremamente raffinato per le tre aperture architravate e per la
pregevole decorazione sulle pareti e sulla volta a botte.
La copertura, suddivisa in nove riquadri, e le lunette presentano affreschi con episodi di
una storia probabilmente dedicata al destino umano.
La lunga parete meridionale, tripartita, nei comparti laterali presenta
 Bacco e Arianna, verso la porta d’ingresso,
 Sileno sulla biga, verso la loggetta esterna;
 la fascia centrale è dedicata al Corteo nuziale di Peleo e Teti;
sopra e sotto compaiono le imprese del Monte Olimpo e del Boschetto.
Il pavimento, realizzato con ciottoli di fiume, è costellato da imprese gonzaghesche.

Una suggestiva loggetta decorata con stucchi e pitture si apre sulla loggia verso
oriente.

 Il giardino, decorato attorno al 1531 circa, presentava in origine sulle pareti paesaggi in
prospettiva, di cui oggi ne rimangono tracce di incisioni sull’intonaco dei lati nord ed est.
Il fregio è ornato dall’alternarsi di erme e nicchie.
 Le nicchie, tranne quella dedicata alla tomba del cagnolino di Federico,
al centro del prospetto sud, sono a loro volta alternamente affrescate o decorate a stucco con soggetti tratti
dalle favole di Esopo.

 la Grotta
Introdotta da un portale di rocce naturali
Viene realizzata per volontà di Vincenzo I Gonzaga a partire dai primi anni
Novanta del Cinquecento e terminata agli inizi del Seicento, all’epoca del figlio, il
duca Ferdinando.
L’ambiente è costituito da due aule comunicanti, un tempo ricche di giochi
d’acqua.
La complessa decorazione è dominata da concrezioni rocciose, che dovevano
produrre la sensazione di trovarsi in un ambiente sotterraneo, corredate da
conchiglie, pietre colorate, stucchi, madreperle e cristalli.

Il palazzo viene costruito e decorato nell’arco di circa dieci anni (1525 – 1535) e la sua struttura originaria è stata parzialmente
modificata nel corso dei secoli.

Infatti, tra la fine del 1500 e la prima metà del 1600, vengono realizzati ulteriori corpi di fabbrica, quali: la Grotta,
l’Esedra e le Fruttiere Nicolò Sebregondi
Inoltre, nella seconda metà del 1700 l’architetto veronese Paolo Pozzo opera restauri e rifacimenti che investono
tetti, pavimenti e apparato pittorico e interviene cambiando l’assetto della facciata sulle peschiere.
Nonostante tali interventi, l’architettura e l’apparato decorativo di ogni singolo ambiente non cessano mai di incarnare appieno il
momento di passaggio dagli splendori rinascimentali alle invenzioni manieriste, delle quali Giulio Romano rimane un protagonista
indiscusso.

N
E

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