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Libia, lItalia bombarda pi di tutti

de INFORMAZIONE SCORRETTA, el Domingo, 12 de junio de 2011 a las 8:54 11 giugno 2011 Una statistica riservata gira negli ambienti militari: il nostro paese acquista un ruolo di primissimo piano. Secondo gli alti pennacchi militari che commentano la vicenda, non c nulla di male, anzi: tutto naturale. Si tratta del naturale ruolo dellItalia, quello che le ultime statistiche dimostrano prender piede: in Libia, ormai, la maggior parte delle bombe viene sganciata dai nostri bombardieri. E il nostro cortile di casa, dicono i generali: Cosaltro dovremmo fare? BOMBE ITALIANE Sta di fatto che la nostra presenza sul continente africano avrebbe dovuto essere, secondo le pretese della Lega Nord, principale alleato di Silvio Berlusconi il governo del quale ha promosso limpegno libico dopo anni di amicizia preferenziale con Gheddafi, pi defilato, pi marginale: mai truppe di terra, ad esempio, il che confermato oggi anche dal segretario generale della Nato Rasmussen. Tuttavia, che il nostro impegno non sia corposo una balla, a quanto pare. La Stampa lo scrive chiaro e tondo.

Nella campagna militare di Libia, adesso, nessun Paese attacca quanto lItalia. E non si tratta di missioni di ricognizione, di rifornimento, di soccorso. E nemmeno di quelle elettroniche anti-radar con le quali lItalia si era affacciata, seppur controvoglia a questo conflitto. Qui si parla di bombardamenti veri e propri. Condotti in ambito di coalizione con i Tornado dellAeronautica e gli AV-8B Plus della Marina, imbarcati sulla portaerei Garibaldi. Lo confermano tre fonti qualificate dietro anonimato.

Parliamo dunque di bombe, bombe serie e grosse che cadono sui quartieri di Tripoli pi vicini al fortino di Gheddafi, uccidendo a volte anche civili come nelle ultime settimane con la Nato a scusarsi delle casualties non volute. Le bombe che i Tornado in partenza dalla Garibaldi sganciano sulla Libia sono le nostre. LEADERSHIP Ci sar chi sar daccordo e chi penser che il nostro inizia ad essere un impegno eccessivo. Fatto sta che sono dati precisi a restituire questa realt. S, vero, lItalia, inquesta fase, ilPaese che conduce il pi alto numero di attacchi . Circa il trenta per cento, aggiunge unaltra fonte. Che cosa vuol dire? Vuol dire spiega un analista che lItalia assume in questa crisi il suo ruolo naturale: daltronde parliamo di una campagna militare che si svolge in un teatro che il nostro cortile di casa.Una leadership, dunque, per il nostro Paese. Le implicazioni politiche sono tuttaltro che leggere. Partendo dagli equilibri interni al governo, quando questi dati verranno integralmente resi pubblici: cosa dir la Lega di Umberto Bossi? Tutto ok? E dovendo noi sostanzialmente guidare la missione libica, non realistico un nostro disimpegno nel breve periodo: Politici, diplomatici e uomini dei Servizi italiani siano diventati un punto di riferimento imprescindibile per tutti, continua la Stampa. Ma le missioni internazionali vanno finanziate, e il governo ha gi detto che per tale incombenza saranno da rintracciare almeno 3 miliardi di euro. Basteranno? E soprattutto, dove trovarle? E con questa leadership sulle spalle, dove va a finire limpegno a termine concordato con la Libia? Domande, per ora ,senza risposta.

http://www.giornalettismo.com/archives/129176/libia-litalia-bombarda-piu-di-tutti/