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OTTOBRE

numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 1


1999

INDICE

Perché
E ’ stato un segno di lungimiranza costituire la SIU quando ancora
in Italia il riconoscimento delle nuove professionalità e la revi-
sione dei profili formativi per l’urbanistica stentavano a farsi largo, in
EDITORIALE
una situazione ingessata da inerzie culturali e da arroccamenti corpo-
Perché rativi di lunga durata. Ed è stato un segno di lungimiranza avviare
di Alberto Clementi e la sperimentazione per l’ accreditamento delle offerte formative
Nicola G. Leone secondo le prospettive che hanno ispirato la istituzione stessa della
SIU.

Editoriale
Oggi, quasi all’improvviso, le cose hanno cominciato a correre. Con un
ritmo incalzante, forse anche eccessivo, si fanno e si disfanno nuovi
ordinamenti didattici e nuovi percorsi formativi, intanto che la auto-
EVENTI pagina 2 nomia universitaria comincia ad essere presa più sul serio.
Lo Statuto della Siu. Al tempo stesso il baluardo della conservazione, il sistema degli
ordini professionali, ha preso a vacillare sotto le spinte che proven-
La Carta dei Principi. gono da una società sempre più insofferente nei confronti di poteri
Le cose fatte e gli che ostacolano una libera circolazione di competenze e di saperi
disciplinari.
impegni. Stanno dunque cambiando le condizioni, e appare ora ben fondata
La Quarta Assemblea l’intuizione di sette anni fa, di voler trattare i delicati problemi di
SIU N e w s l e t t e r

Generale. snodo tra l’esercizio della professione e la formazione universitaria


attraverso una nuova organizzazione di urbanisti impegnati a cercare
soluzioni più avanzate e più coerenti con il panorama europeo.
TEMI pagina 10 Sicché ora che si stanno finalmente aprendo molteplici combinazioni
tra i diversi livelli dei diplomi di laurea e delle successive specializ-
Alessandro Balducci zazioni, con il positivo moltiplicarsi dei corsi di laurea ( o classi ) in
Come cambiano i pianificazione urbanistica; ora che ci si rende conto che è ormai urgen-
mestieri dell’urbanista te disporre di adeguati sistemi di valutazione e accreditamento gene-
in Italia. rati “dall’interno” delle università e non delegati esclusivamente ai
futuri ordini rilegittimati; ebbene, ora possiamo almeno dire di avere
Maurizio Carta uno strumento – la SIU appunto – con cui lavorare per non subire trop-
Il Primo seminario po le iniziative che nascono altrove, all’esterno del nostro campo disci-
annuale sulle ricerche plinare. Però l’esperienza insegna che non basta avere un buono stru-
urbanistiche in Italia. mento, non basta anticipare i problemi, né avere delle buone intenzio-
ni. Occorre saper mobilitare gli interessi e le disponibilità materiali di
Bernardo Secchi tempo e risorse. Occorre saper indurre una maggiore convinzione in
Per un rapporto sulla tutti noi, evitando che l’alternarsi delle accelerazioni e delle cadute di
ricerca urbanistica in slancio diventi il metodo con cui affrontare problemi che richiedono
Italia: un programma invece pazienza e tenacia.
Forse la SIU ha bisogno di cercare anche altre vie, altre energie, altri
di lavoro. consensi. Chissà che la nascita di questo Bollettino non rappresenti
qualcosa di più che il semplice comunicare quanto stiamo facendo.
(Alberto Clementi)
REGIONI pagina 26

Edoardo Salzano
Il CdL in PTUA di
Venezia. D i un foglio di attualità SIU si sentiva la necessità e si era fatta pro-
messa. Lo scopo è quello tradizionale dei bollettini delle associa-
zioni: vuole essere strumento di informazione e registrare la crescita
Enrico Costa
della Società Italiana degli Urbanisti, offrendo occasioni di riflessione
Il CdL in PTUA di e quindi di azione. Il Bollettino raccoglie tre sezioni: gli “eventi”, i
Reggio Calabria. “temi”, le “regioni”. I materiali del primo numero colmano necessa-
Pier Carlo Palermo riamente un vuoto, riannodando il presente con gli “eventi” principa-
li che hanno visto la nascita della SIU. Per questo si è ritenuto utile
Il CdL in PTUA di pubblicare lo Statuto, la Carta dei Principi e una sintesi delle cose fatte
Milano. e degli impegni assunti nelle assemblee che si sono succedute dalla
Nicola G. Leone sua fondazione. La formazione, i nuovi profili professionali, la ricerca
Il CdL in PTUA di costituiscono i “temi” dominanti del dibattito sviluppatosi attraverso
le azioni della SIU e il testo di Bernardo Secchi occupa lo spazio cen-
Palermo. trale di questa sezione. Le “regioni” sono rappresentate da riflessioni
sui corsi di laurea attivi nei diversi atenei italiani e da alcune note su
corsi post- lauream. È una riflessione utile. In futuro sarà necessario
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attivare maggiormente una rete fitta di informazioni. Occorrerà infat-
Convegni e congressi ti dare maggiore contezza del lavoro che le molteplici realtà regionali
internazionali. sviluppano nella formazione e nel lavoro di pianificatore urbanista,
territoriale e ambientale. (Nicola Giuliano Leone)
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Eventi

Cos’è la Siu. zioni specifiche. Ogni membro laureati specializzati e i dottori di


Lo Statuto della della Società può aderire a una o ricerca nei medesimi settori, non-
più sezioni. All’atto della costitu- ché gli studiosi, i funzionari o i
Società Italiana degli zione della Società, è istituita la liberi professionisti che esercitano
Urbanisti sezione di “certificazione dei pro- la loro attività da meno di un
grammi normativi”, che ha il quinquennio. La qualifica di socio
compito: onorario è riconosciuta a studiosi
a) di definire temi, criteri e moda- di chiara fama che, all’estero o in
Titolo I - Denominazione,sede, lità per una valutazione formale Italia, in campi disciplinari affini,
scopi. dell’insegnamento offerto in hanno dato contributi rilevanti
Italia, nel settore, da corsi univer- allo sviluppo della ricerca e della
Art. 1 - Per iniziativa dei soci fon- sitari, di specializzazione o di professione.
datori, che operano nel campo dottorato, secondo criteri di qua-
della pianificazione, della proget- lità e di coerenza con i canoni Art. 6 - Modalità di ammissione.
tazione e delle politiche urbanisti- vigenti in questo campo in sede L’ammissione dei soci effettivi
che, territoriali ed ambientali, con internazionale; ordinari e aderenti a dei soci ono-
funzione di formazione e di ricer- b) di istruire le procedure di certi- rari è deliberata a maggioranza
ca o esercitando attività profes- ficazione dei programmi offerti semplice dall’Assemblea generale
sionale, è costituita la “Società da sedi specifiche, come lavoro e su proposta di almeno tre mem-
Italiana degli Urbanisti” (SIU), preparatorio per le deliberazioni bri effettivi. L’Assemblea genera-
che ha sede provvisoria in dell’Assemblea. le delibera in materia una volta
Milano, presso il Dipartimento di l’anno per l’anno successivo.
Scienza del Territorio del Titolo II - Soci.
Politecnico di Milano. Art. 7 - I soci ordinari e aderenti
Art. 4 - Sono membri della Società sono tenuti al pagamento della
Art. 2 - La Siu, che non ha fini di i soci effettivi ordinari e i soci quota sociale, fissata annualmen-
lucro, si propone: aderenti. Sono soci effettivi ordi- te dall’Assemblea dei soci. Non
a) di promuovere il riconosci- nari gli esperti che hanno operato esiste obbligo di quota sociale per
mento e la tutela della professio- da tempo a presentare titoli rico- i soci onorari.
ne del pianificatore urbanistico, nosciuti nel campo della forma-
territoriale ed ambientale, sia in zione, della ricerca o della profes- Art. 8 - Si decade dalla qualità di
sede nazionale che internaziona- sione del pianificatore urbanisti- socio della SIU:
le; co, territoriale e ambientale. Sono a) per dimissioni;
b) di accettare e favorire, nelle soci aderenti gli studiosi, i funzio- b) per esclusione deliberata del
università italiane, nelle scuole di nari e i professionisti che operano Consiglio Direttivo in caso di vio-
specializzazione e nei corsi di nel settore da un numero non ele- lazione dello statuto e in altri casi
dottorato di ricerca,la disponibili- vato di anni, con esperienze e di particolare gravità;
tà di qualificati programmi for- titoli più limitati. E’ prevista inol- c) per mancata corresponsione
mativi nel campo della progetta- tre la figura del socio onorario, della quota associativa annua.
SIU N e w s l e t t e r

zione urbanistica, della pianifica- come studioso di chiara fama che


zione e delle politiche urbanisti- opera in Italia o all’estero in setto- Titolo III - Organi della Società.
che, territoriali e ambientali; ri analoghi o affini. Sono soci
c) di promuovere nei settori di effettivi ordinari i soci fondatori, Art. 9) Sono organi della Società:
competenza attività di indirizzo e che hanno sottoscritto questo sta- a) l’Assemblea Generale dei soci;
coordinamento di studi e ricer- tuto all’atto di costituzione della b) il Consiglio Direttivo;
che, di divulgazione a confronto Società. c) il Segretario;
di esperienze e conoscenze, sia in d) il Tesoriere;
Italia che all’estero; Art. 5 - Requisiti per l’ammissio- e) il Collegio dei Revisori dei
d) di favorire e coordinare i rap- ne. Possono essere ammessi alla Conti.
porti con le associazioni omolo- SIU come soci effettivi ordinari i
ghe, europee e non europee. professori universitari di ruolo Titolo IV - Assemblea ordinaria e
(di 1 e 2 fascia) titolari di cattedra straordinaria.
Art. 3 - E’ prevista la costituzione in un settore disciplinare perti-
di sezioni della Società, la cui nente, e gli esperti che come ricer- Art. 10 - L’Assemblea generale è
organizzazione è regolamentata catori (universitari o di altri enti), costituita da tutti i soci in regola
da apposite deliberazioni studiosi, funzionari o liberi pro- con le quote associative. Deve
dell’Assemblea. Scopo delle fessionisti possano presentare riunirsi in via ordinaria una volta
sezioni è coordinare l’azione di titoli adeguati da almeno un all’anno e in via straordinaria
gruppi di soci che operano in par- quinquennio. Possono essere ogni qual volta questioni di parti-
ticolari campi tematici o devono ammessi alla SIU come soci ade- colare importanza lo richiedano.
garantire lo svolgimento di fun- renti i ricercatori universitari, i La convocazione straordinaria
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può essere disposta dal Consiglio Società. Le deliberazioni sono obbligazioni contratte e alla

Eventi
Direttivo, a maggioranza, o su prese con il voto favorevole della riscossione dei crediti;
richiesta scritta e motivata di maggioranza dei soci aventi dirit- g) predispone l’eventuale regola-
almeno un quinto dei membri to presenti o rappresentati, non mento interno da sottoporre
effettivi della Società. computando gli astenuti. Ogni all’approvazione dell’Assemblea
socio può farsi rappresentare in Generale.
Art. 11 - L’Assemblea generale Assemblea con delega scritta con-
ordinaria: ferita ad altro socio della medesi- Titolo VI - Segretario, Tesoriere,
a) elegge ogni due anni il ma categoria. Sulle modifiche allo Collegio dei Revisori dei Conti.
Consiglio Direttivo e il Collegio statuto e per lo scioglimento della
dei Revisori dei Conti; società è richiesto in ogni caso il Art. 15 - Il Consiglio Direttivo
b) approva il bilancio consunti- voto di almeno due terzi dei designa tra le sue componenti il
vo e la relazione generale sull’at- votanti. L’Assemblea è presieduta Segretario e il Tesoriere. Il
tività svolta nell’esercizio prece- dal Segretario, che nomina un Segretario ha la legale rappresen-
dente; socio per la redazione del verbale. tanza della Società; stipula i con-
c) approva il programma genera- Della riunione deve essere redat- tratti e firma la corrispondenza
le, progetti specifici di attività e il to verbale firmato dal Segretario dispositiva che impegni comun-
bilancio preventivo per il nuovo e dal socio incaricato della reda- que la Società (compresi gli atti di
esercizio; zione. certificazione elaborati dall’appo-
d) delibera la sostituzione dei sita sezione); risponde degli atti
membri del Consiglio Direttivo Titolo V - Consiglio Direttivo. amministrativi compiuti in nome
che rendessero vacante la carica; e per conto della Società. In caso
e) approva eventuali modifiche di Art. 13 - Il Consiglio Direttivo è di assenza o di impedimento le
statuto o di regolamento interno l’organo esecutivo delle delibera- mansioni spettano al membro
della Società predisposto dal zioni dell’Assemblea e ha i poteri anziano del Consiglio Direttivo
Consiglio Direttivo; di ordinaria e straordinaria da più tempo iscritto alla Società.
f) delibera sulla certificazione dei gestione e amministrazione che
programmi formativi, sulla base non siano per legge o dal presen- Art. 16 - Il Tesoriere cura la riscos-
del lavoro svolto dalla corrispon- te statuto riservati all’Assemblea. sione delle entrate ed il pagamen-
dente sezione; E’ composto da 5 a 9 membri elet- to delle spese; cura la tenuta del
g) approva l’eventuale istituzione ti dall’Assemblea Generale, che libro cassa e di tutti i documenti
di nuove sezioni, stabilendo fina- durano in carica 2 anni e sono che specificamente riguardano
lità e modalità di funzionamento; rieleggibili una sola volta. Il l’esercizio; entro trenta giorni
ratifica le adesioni dei soci alle Consiglio si riunisce almeno una dalla chiusura di ogni esercizio
sezioni e nomina per ciascuna un volta ogni quattro mesi su convo- finanziario deve redigere il bilan-
coordinatore responsabile che cazione del Segretario o su cio che il Consiglio Direttivo
resta in carico fino al rinnovo domanda di almeno 3 membri. Le dovrà approvare e sottoporre
delle cariche sociali; riunioni del Consiglio sono vali- all’Assemblea dei soci. Ha poteri
h) delibera sull’ammissione o de solo se sono presenti almeno 4 di firma sui depositi e conti inte-
decadenza di nuovi soci;
i) fissa le quote sociali previste
consiglieri. Le delibere sono prese
a maggioranza semplice dei pre-
stati alla Società presso Istituti
Bancari o l’Amministrazione
SIU N e w s l e t t e r
dall’Art. 8 del presente statuto; senti. postale. In caso di impedimento è
j) stabiisce la sede dell’Assemblea sostituito da un Consigliere desi-
annuale successiva. Art. 14 - Il Consiglio Direttivo. gnato dal Consiglio Direttivo, che
a) provvede alla gestione ordina- ne esercita tutte le mansioni,
Art. 12 - L’avviso di convocazio- ria e straordinaria della Società in assumendo i medesimi poteri di
ne, con indicazione dell’o.d.g., esecuzione della delibera firma.
del luogo e dell’ora è diramato dell’Assemblea Generale;
dal Segretario. L’Assemblea è b) propone ed elabora progetti e Art. 17 - Il Collegio dei Revisori è
valida in prima convocazione programmi da sottoporre all’ap- costituito da tre membri effettivi e
quando sia presente la metà più provazione dell’Assemblea stessa; due membri supplenti eletti
uno dei membri effettivi; in c) propone al vaglio dall’Assemblea, che restano in
seconda convocazione qualunque dell’Assemblea le procedure di carica due anni e non possono
sia il numero dei presenti. I mem- certificazione istruite dall’omoni- essere rieletti più di una volta. Il
bri effettivi ordinari hanno diritto ma sezione; Collegio elegge al suo interno il
di voto su tutti gli oggetti posti in d) convoca l’Assemblea dei soci; Presidente. Il Collegio vigila sulla
votazione. I soci aderenti e onora- e) discute ed elabora il bilancio gestione economica e finanziaria
ri non hanno diritto di voto su preventivo e consuntivo; della Società e presenta
questioni che riguardano le modi- f) cura la gestione della Società all’Assemblea una relazione sui
fiche di statuto o di regolamento, provvedendo alla riscossione dei bilanci annuali. Ha facoltà di
oppure lo scioglimento della contributi, al pagamento delle richiedere al Tesoriere verifica
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Eventi
delle scritture contabili e di cassa. pensare l’urbanistica nella attuale La formazione e l’esercizio pro-
situazione italiana: fessionale dovrebbero venire ispi-
1. principio di utilita: l’attività rate ai principi suddetti, che costi-
Titolo VII - Patrimonio-esercizio urbanistica è orientata alla cono- tuiscono lo sfondo su cui accredi-
sociale. scenza, alla valutazione e al pro- tare e qualificare le attività degli
getto dei processi insediativi, dei urbanisti indipendentemente
Art. 18 - Il patrimonio sociale è connessi cambiamenti dell’am- dalle loro matrici di provenienza.
costituito dalle quote sociali, al biente fisico e delle relative prati- Fin da ora la Siu ritiene comun-
netto delle spese sostenute per la che di governo; que indispensabile awiare il pro-
gestione della Società, dai beni e 2. principio di responsabilita: l’atti- cesso di ridefinizione del quadro
dalle attività della Società, da vità urbanistica comporta l’as- complessivo della formazione e
eventuali donazioni, lasciti e con- sunzione di una responsabilità dalla professione, poiché la evo-
tributi di enti pubblici o privati la etica trans-generazionale nei con- luzione di mercati del lavoro e la
cui accettazione è subordinata a fronti dei processi insediativi e di spinta verso l’autonomia univer-
delibera favorevole del Consiglio modificazione ambientale, dei sitaria stanno mettendo in crisi gli
Direttivo. processi economici e sociali con assetti tradizionali, e in particola-
essi interferenti e della qualità re quella concatenazione tra
Art. 19 - L’esercizio sociale decor- della vita da essi risultante per i facoltà universitarie, corsi di lau-
re dal I novembre al 31 ottobre di diversi gruppi sociali; rea e ordini professionali che a
ogni anno. 3. principio di competenza: l’attività lungo ha consolidato il profilo
urbanistica richiede un insieme dell’architetto e dell’ingegnere,
Titolo VIII - Durata dell’associa- riconoscibile di conoscenze teori- vale a dire delle figure più diret-
zione e scioglimento. che, di abilità tecniche professio- tamente implicate nelle attività
nali e di sensibilita culturali, con- urbanistiche. A questo scopo
Art. 20 - La Società ha durata giuntamente necessarie per svol- segnala la opportunità di rilancia-
indeterminata e può essere sciolta gere il servizio sociale che le com- re un piano di settore per le facol-
solo da un’Assemblea straordina- pete; tà di architettura in Italia ispirato
ria appositamente convocata, con 4. principio di complessita: l’attivita ai principi della autonomia delle
deliberazione a maggioranza dei urbanistica richiede di regola la sedi ma anche del coordinamento
due terzi dei presenti. L’eventuale convergenza di saperi disciplina- per la molteplicità dei corsi di
patrimonio sociale è devoluto ri, e competenze professionali laurea, dei corsi di specializzazio-
dall’Assemblea a Enti o diversificate, in relazione interat- ne e di diplomi intermedi esisten-
Istituzioni aventi scopi analoghi. tiva con reti sociali più aperte, ti e futuri. Ribadisce comunque
A tal fine l’Assemblea dovrà ampie e complesse di conoscenza, che dovranno venire assicurate le
nominare uno o più liquidatori, progetto e decisione, in continua condizioni per la parità tra i
stabilendone i poteri. evoluzione; diversi corsi di laurea, garanten-
5. principio di indivisibilità: l’attivi- do a tutti la stessa possibilità di
Art. 21 - Per tutto quanto non pre- tà urbanistica comporta la piena accesso alle professioni. In questa
considerazione delle relazioni prospettiva chiede agli ordini
SIU N e w s l e t t e r

visto dal presente statuto si farà


riferimento alle leggi e regola- trans-scalari e intersettoriali che professionali di partecipare atti-
menti dello Stato in materia spe- legano ogni fatto insediativo e vamente alla riorganizzazione
cifica. ambientale alla totalità del conte- delle forme di certificazione della
sto; professionalità, in un momento in
6. principio di processualità: l’attivi- cui la recente sentenza del
tà urbanistica ha carattere intrin- Consiglio di Stato che consente
secamente processuale e richiede l’esercizio professionale ai laurea-
La Carta dei Principi piena consapevolezza della circo- ti del corso in pianificazione
della SIU larità che si genera tra analisi urbanistica) induce a ripensare
valutative, intenzioni progettuali, l’assetto degli albi professionali.
strategie della pianificazione, atti- Come primo contributo al proces-
La Società degli Urbanisti prende vità di governo e pratiche sociali so di transazione tra il modello
atto del rapido mutamento che nelle città e nel territorio; dominato dalla corrispondenza
sta investendo l’agire dell’urbani- 7. principio di territorialità: l’attivi- tra facoltà-corsi di laurea-ordini
sta in un contesto di crescente tà urbanistica, pur nella consape- professionali e un nuovo modello
complessità e flessibilità delle volezza dei valori universali caratterizzato dalle possibili
pratiche della pianificazione, e di implicati nei processi ambientali, autonomie reciproche, la Siu
globalizzazione dei valori di cui è fa di regola riferimento a specifi- propone alle istituzioni accade-
espressione. Tenendo conto di che realtà territoriali, ai soggetti miche e al Consiglio universita-
tale mutamento, ritiene possibile che vi operano, alle domande rio nazionale:
individuare sette principi che sociali e ai processi d’identifica- a. di assecondare e potenziare
orientano una corretta maniera di zione che vi si producono. l’offerta di molteplici e concomi-
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tanti canali formativi, sia prelau- rimento dovesse fallire, non reste- revisione del nuovo ordinamen-

Eventi
rea che postlaurea, per la figura rebbe che assecondare le spinte to didattico dopo il triennio di
dell’urbanista; verso le autonomie deregolamen- sperimentazione.
b. di incentivare il contributo del tate in un contesto di forte confli- Anche la Seconda Biennale della
settore urbanistico in tutti i campi nualità tanto all’interno delle isti- città e degli Urbanisti d’Europa
in cui si formano quanti agiscono tuzioni formative che di quelle che si è svolta a Roma nel settem-
(spesso senza adeguata consape- professionali. bre ha rappresentato una tappa
volezza) nei processi di costruzio- significativa nel nostro processo
ne e modificazione degli spazi di proiezione verso l’esterno. La
urbani, territoriali e ambientali; SIU ha contribuito alla manifesta-
c. di promuovere l’offerta di for- Alberto Clementi zione allo stesso titolo delle altre
mazione continua indispensabile Le cose fatte e gli associazioni europee degli urba-
per mettere gli urbanisti in grado nisti. In particolare ha prodotto
di fare fronte alla rapida evolu- impegni per l’occasione il dossier “Otto
zione del contesto della pianifica- temi per le città europee. Un
zione. La Siu propone inoltre agli 1. Le attività svolte osservatorio dalle città italiane”,
ordini professionali degli archi- Nella Assemblea di Roma, presso un bilancio delle ricerche sui temi
tetti e degli ingegneri; il CNEL, avevamo messo a punto dei workshop della biennale in
d. di istituire fin d’ora un sottoal- la piattaforma di orientamenti e corso presso le università italiane.
bo specializzato per gli urbanisti di obiettivi a cui ispirare l’azione Inoltre, la SIU ha partecipato atti-
e di articolare di conseguenza la della SIU. In particolare ci erava- vamente ai lavori dei workshop
prova di esame di Stato per l’abi- mo dati la Carta dei Principi, pre- “professioni e pratiche della pia-
litazione alla professione nel qua- supposto indispensabile per nificazione” trovando crescenti
dro di una piu complessiva riarti- avviare le future attività di accre- riscontri alla linea adottata alla
colazione degli albi per l’ingegne- ditamento. Avevamo inoltre scel- Assemblea di Roma anche presso
re e l’architetto che dovrebbe to la linea della pluralità e della gli ordini degli architetti e degli
venire finalizzata alla qualifica- concomitanza dei percorsi forma- ingegneri.
zione delle appartenenze nei con- tivi per l’urbanistica, avanzando Questa esperienza offre interes-
fronti della committenza esterna; al contempo la richiesta di artico- santi indicazioni per il futuro. La
e. per il prossimo futuro di subor- lare l’albo degli architetti e degli SIU si è qui configurata come una
dinare l’accesso agli albi specia- ingegneri per il riconoscimento cerniera tra il mondo delle uni-
lizzati allo svolgimento di un professionale della figura dell’ur- versità e quello delle istituzioni
adeguato tirocinio postaurea banista, dell’architetto-urbanista esterne, mettendo in circolo i
opportunamente ridotto in fun- e dell’ingegnere-urbanista; e di risultati delle attività di ricerca
zione delle eventuali esperienze articolare conseguentemente la del settore urbanistico. In partico-
formative postlaurea (corsi di prova dell’Esame di Stato e le atti- lare il dossier, curato da Balducci
specializzazione o di perfeziona- vità di tirocinio. e Rovigatti, è stato costruito con
mento); Da allora, le attività della SIU si l’apporto di una rete di ricercato-
f. di impegnarsi a risolvere al più sono mosse in una duplice dire- ri locali e con quello di autorevoli
presto le vistose incongruenze
nella attribuzione delle compe-
zione: di promuovere all’esterno
gli orientamenti dell’assemblea e
rappresentanti del mondo degli
urbanisti italiani non tutti iscritti
SIU N e w s l e t t e r
tenze ai diversi albi specializzati, di approfondire le implicazioni alla nostra società.
evitando ripartizioni squilibrate operative delle scelte fatte, laddo- Nei fatti, attraverso questa espe-
che consentano la onnicompren- ve possibile, costruendo le condi- rienza, la SIU ha cominciato a
sività per le figure tradizionali zioni per il concreto avvio dei praticare concretamente quel
dell’architetto e ingegnere civile a processi di adeguamento dell’of- principio di complementarietà a
scapito degli altri settori. ferta formativa e delle forme di cui abbiamo detto di voler ispira-
Attraverso queste sei proposte la certificazione della professiona- re la nostra attività: la SIU che
Siu intende contribuire concreta- lità. vuole operare come promotore di
mente al rinnovamento dei pro- convergenze operative di diffe-
cessi formativi e delle condizioni a. iniziative verso l’esterno. renti soggetti, piuttosto che come
più generali che definiscono l’o- La Conferenza allargata dei organizzazione autoreferenziale.
perare di un urbanista. Si ritiene Presidi delle Facoltà di Cercheremo di attenerci a questo
che proprio il caso dell’urbanista Architettura a Genova, è stata per principio anche per le proposte in
possa costituire il banco di prova noi una importante occasione di discussione, che riguardano l’a-
della capacità di governare confronto. L’ordine del giorno deguamento dell’offerta formati-
responsabilmente la transizione della SIU ha suscitato attenzione va, l’accrescimento, il confronto
verso i nuovi asseUi formativi e da parte dei Presidi e degli altri sulle ricerche.
professionali compatibili con le partecipanti, accreditando la b. iniziative interne.
domande di una società aperta e nostra società come un Al proprio interno della SIU ha
in continua evoluzione. Se l’espe- significativo interlocutore nella sviluppato la elaborazione sui
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Eventi
temi che aveva riconosciuto di prove di Esame di Stato. Assemblea e dal dibattito odierno
interesse prioritario fin dalla Altrimenti, se fosse indispensabi- al quale sono stati invitati testi-
prima assemblea di Firenze: la le una nuova legge, i tempi si moni che provengono da diffe-
identificazione dei nuovi profili allungherebbero notevolmente, e renti esperienze a vario titolo
professionali, la revisione delle gli stessi risultati diventerebbero innovative.
forme di certificazione delle atti- forse meno sicuri. In particolare, al fine di intercetta-
vità professionali, la valutazione Sono in corso le verifiche necessa- re le nuove domande, la SIU
dei programmi formativi nella rie presso il ministero di Grazia e avanza la proposta di avviare fin
prospettiva dell’accrescimento; il Giutizia, grazie anche alla attiva d’ora corsi di perfezionamento e
riconoscimento della SIU da parte collaborazione di Belli e di altri moduli di offerta didattica “a
del Consiglio Europeo degli Mangone. Appare opportuno tema” di concerto con i diparti-
Urbanisti. comunque siglare un protocollo mentii e le facoltà interessate.
di intesa tra SIU e Ordine La SIU intende affiancare fattiva-
- Nuovi profili. Nazionale degli Architetti per mente le strutture universitarie,
Per i nuovi profili professionali, rendere più efficace una forma di contribuendo alla evoluzione dei
su iniziativa di Crosta e Gambino iniziativa congiunta. processi formativi nel settore del-
, si è predisposto un dossier l’urbanistica e, laddove possibile,
istruttorio che viene presentato - Accreditamento. mirando a riportare all’interno
come premessa alla discussione Per la valutazione dei programmi del nostro settore domande che
sui nuovi mestieri dell’urbanista formativi, grazie all’impegno di ancora non hanno trovato riscon-
in Italia. Con il seminario di Gambino, si sono avviati contatti tro adeguato.
Torino dedicato all’argomento ci fecondi con il Politecnico di Un buon esempio di questa possi-
aspettiamo di far emergere indi- Torino che si candida a diventare bile partnership è la attivazione
cazioni di lavoro utili per noi, ma il banco di prova delle attività di del corso di perfezionamento “le
anche per le università e per gli accreditamento. Questa esperien- nuove politiche urbane” presso la
ordini professionali. E ci aspettia- za ci dovrebbe consentire di met- facoltà di architettura della uni-
mo anche di poter lanciare fin da tere a punto un modello di riferi- versità di Roma tre,diretto da
oggi prime iniziative di adegua- mento che potremmo poi esten- Giorgio Piccinato. Ci auguriamo
mento della offerta formativa dere alle altre università interes- che nascano presto altre iniziative
condivise tra SIU, università e sate, essendo la funzione dell’ac- simili che dimostrano la utilità
ordini professionali. creditamento rivolta soltanto a della cooperazione tra SIU e uni-
chi ne fa richiesta. Intanto abbia- versità per l’adeguamento conti-
- Revisione albi professionali. mo preso i primi contatti con il nuo della formazione degli urba-
Sulla revisione dell’albo degli Consiglio Europeo degli nisti.
architetti e ingegneri si sono avuti Urbanisti e con il Consiglio fran-
molteplici incontri con le rappre- cese degli Urbanisti, per verifica- b. Protocollo di intesa con gli Ordini
sentanze degli ordini, e in parti- re la loro eventuale disponibilità professionali.
colare con l’arch. Sirica, a partecipare alla sperimentazio- La SIU intende stringere i tempi
Presidente del consiglio naziona- ne. sulla revisione degli albi profes-
SIU N e w s l e t t e r

le degli ordini degli architetti. sionali degli architetti e degli


Diversamente dal suo predeces- - Riconoscimento in Europa. ingegneri, secondo l’impostazio-
sore, Sirica mostra una seria dis- Infine, per il riconoscimento ne data alla Assemblea di Roma.
ponibilità all’intesa sull’ordine europeo della SIU, si è ottenuto il In questa prospettiva propone di
del giorno della nostra assemblea parere favorevole del comitato assumere un protocollo di intesa
di Roma, con la istituzione della direttivo del Consiglio Europeo con l’Ordine degli Architetti e con
sezione specializzata dell’Albo degli Urbanisti. Si è ora in attesa quello degli Ingegneri, e di orga-
per sanare l’iscrizione dei laureati di una ratifica formale alla futura nizzare un gruppo di lavoro al
in urbanistica e per organizzare assemblea ECPT. fine di coordinare le necessarie
l’esercizio della professione dei iniziative di riconoscimento rivol-
futuri urbanisti, architetti-urbani- 2. Impegni per l’immediato. te al ministro di Grazia e
sti e forse anche degli ingegneri Sulla base del lavoro fatto, appare Giustizia nonché al Parlamento;
edili-urbanisti secondo alcune possibile orientare le prossime di seguire la futura attribuzione
recenti intese che vanno maturan- attività della SIU sui seguenti dei professionisti alla sezione del-
do tra gli interessati e l’Ordine obiettivi: l’albo per gli urbanisti, architetti-
degli Ingegneri. urbanisti, ingegneri-urbanisti; di
Se fosse praticabile la via del a. Copromozione di corsi di perfezio- formulare proposte operative di
decreto ministeriale, già prima namento. articolazione degli Esami di Stato;
dell’estate diventerebbe verosi- La SIU vuole contribuire a dare di verificare la possibilità di ade-
mile varare la riforma dell’Albo, sbocco alle domande di nuova guare eventualmente la durata
con conseguenze immediate professionalità che emergono del corso di laurea attraverso l’i-
anche sullo svolgimento delle dalla istruttoria presentata alla stituto del tirocinio; di approfon-
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dire comunque i problemi della ca universitaria, in particolare sede locale e offrendo lo sfondo

Eventi
formazione attraverso il tirocinio, MURST e CNR, ma anche Unione perché le singole iniziative possa-
che per gli urbanisti è peculiare e europea. A questo scopo si auspi- no venire valorizzate per la loro
che necessariamente coinvolge le ca una collaborazione operativa appartenenza ad un circuito più
amministrazioni di governo del tra SIU, Consiglio europeo degli ampio garantito dalla SIU.
territorio. urbanisti, Aesop, e, volta per
volta , con le associazioni omolo- Emerge l’importanza della comu-
c. Sperimentazione dell’accredita- ghe dei Paesi con cui si intende nicazione, su cui siamo al
mento. organizzare la Conferenza. momento deficitari non avendo
La Siu si propone di avviare spe- Su questa iniziativa c’è peraltro ancora trovato gli strumenti com-
rimentalmente le attività di accre- molto lavoro da fare ancora, e, al misurati alla nostra cronica scar-
ditamento attraverso una espe- momento, si tratta soltanto di una sità di fondi.
rienza pilota con il Politecnico di ipotesi di lavoro avanzata dal Ma emerge anche l’importanza
Torino, inserendosi all’interno dei Direttivo. Dopo il vaglio della della organizzazione, che ancora
processi di autovalutazione che Assemblea sulla opportunità di non ha trovato un suo assetto
gli Atenei sono chiamati ad orga- varare la Conferenza si dovrebbe convincente e di piena efficienza,
nizzare per legge. comunque istituire un gruppo di e che forse va ripensata anch’essa
A tal fine, per questa prima espe- lavoro per approfondire i conte- in una prospettiva di decentra-
rienza la SIU propone di istituire nuti e la stessa fattibilità sia orga- mento su cui peraltro abbiamo
un gruppo di valutazione agile, nizzativa che finanziaria. già cominciato a lavorare negli
espressione almeno delle seguen- ultimi mesi.
ti rappresentanze: Consiglio 3 - Valutazioni conclusive.
Europeo degli Urbanisti, La SIU si trova di fronte ad un
Consiglio francese degli passaggio delicato. Sta promuo-
Urbanisti, SIU, Ordine degli vendo iniziative che trovano un
Architetti. crescente riscontro di interesse
In ogni caso, la sperimentazione presso gli interlocutori che abbia- La Quarta Assemblea
dovrebbe venire accompagnata mo privilegiato: le università, gli
da una attività preparatoria da ordini professionali, le analoghe della SIU
parte della assemblea e di una associazioni in altri paesi europei,
specifica Commissione SIU per le istituzioni culturali e scientifi- Si è svolta il 26 novembre 1998 a
l’accreditamento, secondo gli che. Ma intanto che estende il Roma presso l’Aula Piccinato del
orientamenti già avanzati dal proprio raggio di azione, richiede Dipartimento di Pianificazione
gruppo di lavoro a suo tempo una più intensa attività di parteci- Territoriale e Urbanistica
istituito (giugno 1995, Crosta, pazione da parte dei suoi membri dell’Università di Roma “La
Mazza, Balducci). attuali e dei molti altri che ver- Sapienza” la Quarta Assemblea
ranno al nostro fianco. Generale della Società Italiana
d - Conferenza sulle ricerche. Fino ad oggi, il lavoro che è con- degli Urbanisti, con il seguente
Forte della esperienza maturata centrato verticalmente sopratutto Ordine del Giorno: 1. Relazione
per la Biennale europea, la SIU
intende sviluppare in forma per-
sugli organi collegiali, che hanno
cercato di elaborare e attuare gli
del Segretario; 2. Relazione del
Tesoriere; 3. Newsletter; 4.
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manente la propria attività di indirizzi decisi dalla assemblea. Discussione sui principi di accre-
osservazione e di confronto sulle Ma è ormai tempo che le attività ditamento in forma di Tavola
tendenze della ricerca urbanistica della SIU si estendano orizzontal- Rotonda.
prodotta all’interno delle univer- mente, mobilitando le molteplici Si riporta di seguito una sintesi
sità italiane. risorse che sono potenzialmente dei lavori e delle proposte redatta
In particolare, propone di orga- disponibili presso le università e da Giuseppe De Luca.
nizzare una Conferenza biennale il mondo professionale e che tro-
sullo stato delle ricerche in urba- vano oggi poco spazio nelle atti- Ripercorrendo le decisioni scatu-
nistica anche in una prospettiva vità della nostra associazione. rite dall’Assemblea Siu di Torino
comparata con altri Paesi europei. Occorre inventare nuove occasio- del 1997 il Segretario traccia un
La Conferenza dovrebbe diventa- ni e nuovi strumenti di azione. dettagliato resoconto dell’attività
re l’occasione pr cogliere le posi- L’esperienza del dossier sulle svolta nel corso dell’anno.
zioni che vanno emergendo dal ricerche presentato alla Biennale Tre sono state le linee d’azione
lato dell’offerta e per valutarne la europea dimostra che c’è un coltivate: 1. studiare i principi di
conseguenza rispetto ai muta- patrimonio di interesse e di dis- accreditamento; 2. contribuire al
menti in atto nel mondo della ponibilità che va colto e organiz- riconoscimento della professione;
professione. Al tempo stesso zato attraverso progetti concreti. 3. fare il punto sulla ricerca disci-
dovrebbe consentire un confronto Si dovrebbero moltiplicare inizia- plinare attraverso l’avvio di con-
con gli enti istituzionalmente pro- tive del genere, riconoscendo la ferenze sulla ricerca in Italia.
posti al finanziamento della ricer- autonomia di elaborazione in Per quanto riguarda la prima
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Eventi
linea, l’Assemblea Siu del 1997 ha coinvolgimento di tutti gli iscritti do di nominare il Tesoriere,
proposto una Commissione di dando impulso ai gruppi locali. Alessandro Balducci, rappresen-
lavoro con rappresentanti di altri Per quanto riguarda i programmi tante della Società per quanto
soggetti come l’Istituto nazionale futuri annuncia: riguarda la apertura dei necessari
di urbanistica, il Consiglio euro- a) la richiesta giunta dalla libri contabili, l’iscrizione alla
peo degli urbanisti, e gli ordini di Regione Umbria per una attività Camera di Commercio e quanto
Ingegneri e Architetti. La di formazione riservata ai diri- necessario ad una corretta ammi-
Commissione aveva il compito di genti regionali su: “significato, nistrazione della Società.
lavorare di concerto con il gruppo ruolo, e confezionamento di piani La Assemblea approva la relazio-
dei soci del Politecnico di Torino strategici e politiche negoziali” ne e le proposte del Segretario.
che si era proposto di sperimenta- per implementare il nuovo piano
re in sede forme di accreditamen- regionale; Il tesoriere, Alessandro Balducci,
to. L’obiettivo sperimentale era b) l’avvio di un foglio informati- ricapitola i termini dell’incarico
quello di provare a riflettere insie- vo riservato agli iscritti oltre all’a- ricevuto: riorganizzare il passag-
me sugli orientamenti di fondo pertura di un sito web; gio dall’avvio informale della
da adottare nella realtà italiana c) la riorganizzazione completa società ad una fase strutturata e
cominciando dalla sede di Torino. della Tesoreria e della Segreteria stabile. Il lavoro fatto è stato quel-
Le idee su come procedere, sulle della Siu in modo da passare lo di completare gli indirizzi della
forme di accreditamento, sui suoi dalla fase di avvio a quella di lista dei primi associati in modo
contenuti, ecc. non sono ancora strutturazione stabile; da mettere in moto un meccani-
chiare, come non chiare sono le d) l’avvio del dibattito interno smo di spedizione di informazio-
modalità e le forme dei rapporti per passare dalla carta dei princi- ni, lettere e bollettini per il paga-
tra Università e mondo professio- pi (già varata) alle modalità e mento della quota annuale, usan-
nale. forme di accreditamento. do i servizi di un istituto bancario
Sulla seconda linea di azione, la Su quest’ultimo punto sembrano (la Cariplo di Milano) e fissando
Siu si è mossa nel tentativo di rac- emergere due linee nella Siu: la la scadenza annuale al 15 ottobre.
cordare i vari soggetti interessati prima è orientata a contribuire al Dal lato del bilancio ciò ha per-
alla ridefinizione della professio- miglioramento dell’attività for- messo un notevole miglioramen-
ne dell’urbanista. La posizione mativa nell’ambito delle facoltà to: sono state raccolte circa 50
della Siu, sulla quale converge di ingegneria ed architettura; la quote (il dato è relativo perché in
anche l’Assurb (Associazione dei seconda è invece orientata a vali- continuo aggiornamento) su un
laureati in urbanistica), è quella dare la congruenza tra il sistema totale di circa 250 iscritti. Alla
di aprire negli attuali ordini pro- formativo delle università e le data di assunzione dell’incarico
fessionali di ingegneri e architetti domande che provengono dal in cassa vi erano 3.205.000 lire,
una sezione che raccolga inge- mondo delle professioni.Il dibat- con le ultime quote la cifra è sali-
gneri-urbanisti e architetti-urba- tito è ancora aperto; come aperte ta a 9.640.000. Da giugno 1997 si è
nisti. E’ una scelta minima che sono le forme e modalità di accre- speso circa 1.000.000 per spedi-
non pregiudica l’eventuale istitu- ditamento. zione, cancelleria e tenuta c.c.b.;
zione di nuovi albi, né altre even- L’intuizione della Siu sull’accre- dunque cifre modeste, che non
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tuali forme di organizzazione ditamento è stata tempestiva sui bastano né a definire una attività
professionale. Su questa posizio- tempi, tuttavia non si è riusciti a di lavoro stabile, né a dare corpo
ne sembrano attestarsi anche i strutturare una qualche proposta ad una sia pur minima iniziativa
presidenti degli ordini degli inge- organica. Questo è un nodo da di segreteria.
gneri (Giovanni Angotti) e degli affrontare con urgenza perché vi Per ottemperare agli obblighi sta-
architetti (Raffaele Sirica) che, con è un proliferare di “certificazioni” tutari il Tesoriere propone di affi-
atto unilaterale, sono disponibili di accreditamento nel mercato dare ad una commercialista di
anche ad attivare gli obbligatori che provengono da molte parti Milano, la Dott.ssa Bice Mauri
esami di stato specialistici. fino a coinvolgere anche gli stessi (esperta nella gestione di associa-
Per quanto riguarda la terza ordini professionali. zioni culturali) questa operazione
linea, la Siu si candida ad orga- Per quanto riguarda l’accredita- insieme alla tenuta dei libri conta-
nizzare ogni due anni una rifles- mento, sostiene che per le caratte- bili. Per ridurre al minimo le
sione sulla ricerca accademica in ristiche del modello italiano le spese il Tesoriere propone di
Italia. Lo strumento individuato modalità e le forme di accredita- nominare la stessa Dott.ssa Mauri
dal direttivo nazionale è stato mento possono essere più vicine a Presidente del collegio dei reviso-
quello di una Commissione inter- quelle adottate nel mondo france- ri dei conti. Il preventivo per l’o-
na. Il primo Rapporto è stato affi- se che a quelle in vigore nel norario è di circa 2.500.000 lire
data a Bernardo Secchi [di cui mondo anglosassone. Elenca i cri- all’anno oltre le spese vive.
riportiamo più avanti la relazio- teri francesi. Invita comunque a Il tesoriere propone inoltre di
ne], il quale auspica che nel corso definire in tempi assai brevi una riconoscere alla sig.ra Elisa
del secondo anno si possa svilup- linea con risultati visibili. Zannoni un compenso di L. un
pare un più vasto ed articolato Conclude la relazione proponen- milione (nette) per la preziosa
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attività di assistenza alla segrete- stanno emergendo non solo per sedi regionali che non sono in

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ria svolta fin dall’avvio del suo indicare che cosa deve essere contrasto con lo Statuto. Chiede
incarico. fatto e come, quanto per diventa- una forte azione di sensibilizza-
Conclude l’intervento affrontan- re interlocutori attivi e riconosci- zione presso tutte le sedi per
do il tema dell’associazione alla bili. aumentare la base sociale e
Siu dei dottorandi, proponendo Pier Carlo Palermo sostiene che soprattutto per far mettere in
per essi la possibilità di iscriversi non serve proporre nuove modi- regola gli iscritti.
alla società pagando una quota fiche ai percorsi formativi odierni
ridotta del 50%, e chiedendo a se prima non si è fatta quantome-
Maurizio Carta di seguire questa no una verifica essenziale nelle
parte di lavoro organizzativo. varie sedi e nelle varie realtà. Cita
La Assemblea approva il Bilancio, brevemente l’esperienza della
la relazione e le proposte del Facoltà di Architettura di Milano
Tesoriere. e propone, tramite vie brevi, di
confezionare un bilancio di come La Quinta
Prende la parola Giuliano Leone è stata applicata la riforma acca-
che presenta il progetto di una demica e al contempo di racco-
Assemblea della
Newsletter della Siu offerta intera- gliere le linee di lavoro, le propo- Società Italiana
mente (dalla redazione alla spedi- ste o semplicemente le azioni di degli Urbanisti
zione) dalla sede di Architettura adeguamento che ogni Consiglio
di Palermo. Inizialmente avrà il di corso di laurea e/o Consiglio
formato di un foglio A4 e sarà di Facoltà, o eventualmente di si terrà a Napoli
strutturata in tre sezioni: 1. gli gruppi di docenti, stanno delinea- il 10 e 11 dicembre 1999
eventi della Siu; 2. i temi di fondo; do.
3. le regioni (che dovrebbe ospita- Giorgio Piccinato pensa che l’o-
re una panoramica delle varie perazione accreditamento debba Come tradizione sarà
realtà territoriali dell’associazio- essere portata avanti con risolu- preceduta da un
ne e delle sedi accademiche e isti- tezza. Concorda con quanto pro- Seminario su
tuzionali di riferimento); 3. i rap- posto da Pier Carlo Palermo ed
porti internazionali (che traccia invita a stare molto attenti a cosa “L’insegnamento
dei resoconti di quello che avvie- si propone se prima non si ha un dell’urbanistica alla luce
ne all’estero, con interventi ad quadro sufficientemente articola-
invito). to delle varie realtà accademiche della nuova riforma della
e delle varie facoltà. Chiede che la riforma”
A conclusione dei lavori il segre- Siu possa rispondere in maniera
tario, Alberto Clementi, chiede di adeguata agli input e alle propo-
delineare eventuali altre linee di ste che via via emergono dal
lavoro per il prossimo anno di dibattito politico e da quello acca-
mandato. Linee da affiancare demico. Ma non in forma volon-
all’approfondimento delle moda-
lità e delle forme di accredita-
taristica, né tantomeno casuale,
quanto in forma corale e concor- Come iscriversi alla
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mento e a quello sulla ricerca uni- data, il che presuppone una strut- Società Italiana
versitaria in urbanistica già deci- tura stabile di consultazione e di
se a Torino. scambio di informazioni e di degli Urbanisti
Giuseppe B. Las Casas pone alcu- documenti.
ne questioni organizzative e sul Guido Morbelli chiede di lasciare Quote
modo in cui si è operato nella fase velocemente alle spalle la fase
Socio ordinario: L. 150.000
di avvio della Siu. Pensa che il eroica dell’avvio. La Siu può esse-
volontarismo sia stato necessario re presente nelle varie realtà ita- Dottorando: L. 75.000
per far decollare l’iniziativa, ma liane se spedisce documenti agli
per andare avanti bisogna infor- iscritti, se da notizie, se fa capire Il pagamento può essere
mare regolarmente gli iscritti, di esistere, altrimenti tutto si effettuato mediante bolletti-
chiamarli a riflettere su documen- riduce a frammenti. Propone l’e-
ti scritti, invitarli a votare. Chiede
no MAV inviato nel mese di
ventuale istituzione di sezioni
che ci siano “accordi scritti sulle regionali. settembre. I soci dottorandi
forme di vita dell’associazione e Non essendoci altri iscritti a par- dovranno versare l’importo
sull’accreditamento”. lare Alberto Clementi traccia le sul ccb 4872/1 intestato alla
Alessando Bianchi propone di conclusioni rimarcando anche lui SIU.
spendere il prossimo anno lavo- l’esigenza di dare una forma sta- cin abi cab
rando sui nuovi percorsi formati- bile alla vita interna della Siu
vi e sulle nuove domande che anche attraverso l’apertura di P 06070 01787
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Alessandro Balducci
Temi

Sempre su questo primo aspetto piuttosto con-


Come cambiano i mestieri del- diviso appare il giudizio sul fatto che una serie
l’urbanista in Italia. di aspetti rilevanti del cambiamento delle
politiche urbane non sono più intercettati
Un contributo della Società dagli strumenti tradizionali (Bonfiglioli,
Italiana degli Urbanisti alla Corsico fra molti altri).
riflessione disciplinare Sul secondo aspetto sembra esserci un sostan-
ziale accordo sul fatto che oggi la pianificazio-
ne urbana sia chiamata ad essere costruzione
delle condizioni per lo sviluppo locale (Gario,
Vengono riportati alcuni risultati del seminario Martial, Senn, Torre). In una fase di progressi-
nazionale su “Come cambiano i mestieri dell’urbanista vo deperimento degli stati nazionali e, in
in Italia”, organizzato a Torino il 5 dicembre 1997. Il Italia, di scarso peso delle regioni, le province
seminario ha avuto luogo presso la Facoltà di architettu- e i comuni si stanno attrezzando per attivare
ra, in concomitanza con l’assemblea generale annuale in proprio politiche per lo sviluppo territoria-
della Società Italiana degli Urbanisti. I lavori sono stati le (patti territoriali, contratti d’area, marketing
aperti dal segretario della Siu, Alberto Clementi. Il dos- ecc.), spesso sulla base di programmi o fondi
sier qui pubblicato è stato illustrato da A. Balducci, C. comunitari.
Calvaresi, U. Janin Rivolin e G. Pasqui; sono interve- Per costruire queste politiche, le pubbliche
nuti nella discussione F. Bandarin, P. Fareri, F. Karrer, amministrazioni hanno bisogno di competen-
G. Maciocco, A. Magnaghi, G. Piccinato, P.C. Palermo
ze che stentano a trovare, perché ciò che a loro
e P.L. Crosta che ha concluso la sessione. In seguito si è
svolta una tavola rotonda sul tema del riconoscimento interessa non è il confezionamento di piani
professionale dei mestieri emergenti con la partecipazio- (cioè la predisposizione di prodotti), bensì:
ne di R. Gambino, R. Bedrone (presidente dell’Ordine a) costruire operazioni con gli attori privati,
architetti di Torino), A. Gianasso (presidente che significa stipulare accordi, negoziare tra
dell’Ordine ingegneri di Torino), A. Cagnato (vice pre- interessi, definire obiettivi comuni;
sidente Ectp), A. Fubini (Aesop). Il Dossier completo dei b) fornire servizi: verifiche di fattibilità econo-
lavori del seminario è stato pubblicato su Territorio. mica, finanziaria e tecnica, valutazioni di
impatto, conoscenza dei procedimenti, costru-
zione di bandi;
c) ottenere risultati concreti, sia nel senso di
“trovare soluzioni” idonee a problemi specifi-
1. I cambiamenti del contesto ci sia nel senso di “cogliere opportunità” che
Rispetto ai cambiamenti del contesto la lettura altrimenti si perdono.
dell’insieme dei materiali consente di formu- A queste trasformazioni si connette da un lato
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lare due tipi di valutazioni: quella sullo stato la crescente rilevanza “dell’accompagnamen-
delle attività di pianificazione di tipo tradizio- to” di ogni azione o piano e dall’altro la cre-
nale e quella sui cambiamenti indotti da scente rilevanza di alcuni temi che sono disci-
nuove domande. plinari e operativi, e che alludono ad apporti
Sul primo aspetto il giudizio è piuttosto arti- professionali diversificati: la pianificazione
colato. Si va da posizioni che giudicano il mer- ambientale in primo luogo (Dente, Berrini) e
cato tradizionale dei piani urbanistici un mer- tutte le pianificazioni di settore nel loro rap-
cato maturo, non particolarmente soggetto nel porto articolato con i piani urbanistici
futuro a problemi e modificazioni (Bandarin).
(Gruttadauria, Roma), a chi denuncia invece
una serie di minacce che possono riguardare il 2. I cambiamenti della domanda di profes-
mercato e le modalità di esercizio tradiziona- sionalità
ledella professione per i tagli alla spesa pub- Se questo, a grandi linee, è lo scenario, in que-
blica (Leon), per il processo di burocratizza- sto quadro va collocato il mutamento molto
zione dell’urbanistica (Torrani), per le pressio- accentuato delle forme della domanda profes-
ni verso una eccessiva politicizzazione del sionale.
ruolo del progettista (Cagnardi, Rivalta), per Sembra di poter dire che queste forme:
la scarsa rilevanza di politiche di controllo di - sono sempre meno standardizzate e meno
carattere comprensivo e statico rispetto alla legate a precisi “prodotti” (i piani, i progetti);
grande turbolenza dell’ambiente urbano - sono sempre più organizzate intorno a temi e
(Bandarin, Dente). problemi, letti in ottica integrata (vedi l’im-
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portanza di politiche del lavoro, dell’impresa, centrale per la professionalità del pianificato-

Temi
di politiche ambientali per la progettazione re. Allo stesso modo, il rapporto tra sapere tec-
dello sviluppo locale territoriale); nico “sostantivo” e sapere tecnico “procedura-
- sono sempre più legate a un processo di le” è tutto da ridisegnare.
costruzione interattiva della stessa natura d) La pianificazione è un’attività di governance,
della domanda, in un processo di continua più che una prestazione tecnica circoscrivibile.
ridefinizione dei problemi e dei quadri di Questa è la ragione per la quale la dimensione
significato entro i quali si collocano; interattiva, procedurale e di relazione dell’atti-
- sono sempre più caratterizzate da una vità professionale assumono un ruolo deter-
domanda di efficacia, che sovente è intesa in minante.
chiave economico-finanziaria, ma che presen- e) Il tema della pianificazione ambientale è
ta altri aspetti legati alla dimensione della centrale, soprattutto se considerato non solo
costruzione del consenso intorno a progetti e in termini di pianificazione settoriale, ma
politiche. come dimensione propria di ogni politica ter-
A fronte di questi elementi di novità (che ritoriale.
peraltro si accompagnano anche a elementi di Un primo modo di porsi di fronte alle nuove
conservazione), mutano le forme specifiche sfide porta a chiedersi: se la domanda tradi-
del rapporto professionale. Ciò è legato essen- zionale è un mercato maturo, quella emergen-
zialmente: te è forzatamente marginale (di nicchia) oppu-
- alla crescente importanza di nuovi soggetti, re ha maggiori prospettive di sviluppo?
costruiti su missione per la progettazione e la Un secondo modo è quello di considerare che,
gestione delle politiche (agenzie e staff che se le nuove sfide sono determinate dalla
gestiscono patti o altri strumenti concertativi, necessità di ricercare nuove opportunità di
forum ecc.); sviluppo, l’urbanistica non si connota tradi-
- alla crescente importanza assunta da rappor- zionalmente come attività di promozione
ti di tipo consulenziale, legati a progetti e pro- dello sviluppo. Le si può chiedere di cambia-
grammi specifici, che sostituiscono in molti re? E soprattutto: è opportuno che cambi,
casi il tradizionale incarico professionale, oppure è bene che lasci ad altri il trattamento
aprendo uno spazio per soggetti capaci di di queste domande emergenti?
gestire programmi complessi come gli istituti Sulla prima questione, in ogni caso non passa
di ricerca; inosservato che l’inerzia del mondo professio-
- alla crisi delle élite tecniche presenti nelle nale (Berrini, Roma) e la rigidità dei percorsi
amministrazioni locali, che sovente rappre- formativi contrastano con cambiamenti di
sentano un’interfaccia “critica” per lo svilup- prospettiva di carattere radicale.
po di rapporti avanzati tra professionisti e Per quanto riguarda la seconda questione, la
clienti. risposta appare più dibattuta: una serie molto
Alcuni temi vengono richiamati in molte articolata di posizioni porta a suggerire, in sin- SIU N e w s l e t t e r
interviste e costituiscono un punto comune tesi, che l’urbanistica dovrebbe scegliere se
anche nelle schede (in questo caso però è forte proporsi come progetto, controllo e indirizzo,
il bias dovuto alle scelte operate dal gruppo di oppure come gestione dei processi di trasfor-
lavoro): mazione territoriale. Il che sembra ricondurre
a) la pianificazione non è un’attività stretta- alla classica distinzione tra “urbanistica” e
mente “urbanistica”. Le dimensioni economi- “planning” (che alcuni, come Demarie, tendo-
che, finanziarie, di conoscenza dei contesti e no a rifiutare). In altre parole, il mutamento
degli attori localida un lato, quelle legate alle delle condizioni del contesto costringono a
conoscenze tecniche specialistiche (ambienta- riproporre la domanda: ha senso parlare di
li, legate alle infrastrutture e ai trasporti, una “attività di planning” indipendente dalla
manageriali), assumono importanza crescen- “dimensione fisica del planning” (come sem-
te. brano suggerire, ad esempio, Bandarin e
b) La pianificazione territoriale è uno dei luo- Dente)?
ghi in cui è più evidente il cortocircuito tra Alcuni provano ad aggirare l’ostacolo (pur
processi di globalizzazione (mercati e istitu- con accenti diversi, Bonfiglioli, Corsico,
zioni sono sempre più sovranazionali) e cen- Karrer, Marcelloni e altri): il modo migliore
tralità della dimensione locale. per stare dietro la domanda emergente è con-
c) Il rapporto tra sapere tecnico e sapere comu- tinuare ad essere una figura professionale
ne è molto difficile, ma costituisce una risorsa riconoscibile e socialmente utile, perché in
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Temi

grado di padroneggiare i modi e le tecniche mativa.


della costruzione dello spazio fisico. Ciò che
divide queste posizioni, e appare quindi mag- 4. I percorsi formativi
giormente problematico, è se sia pensabile un Uno dei luoghi di maggiore convergenza
addestramento professionale alla lettura e riguarda le ricadute sui percorsi formativi dei
all’interpretazione (analitica e progettuale) processi di cambiamento descritti.
delle forme territoriali al di fuori del tradizio- Molti hanno insistito sulla necessità di svilup-
nale percorso formativo dell’architetto. pare forme di apprendimento a ridosso di
esperienze concrete di lavoro, una modalità
3. Le nuove domande di professionalità dell’apprendimento che soprattutto in situa-
Dal punto di vista dei profili professionali, si zioni di forte innovazione degli strumenti e
può parlare di un processo nel quale ne emer- cambiamento delle opportunità va sostenuta
gono alcuni, che forse potrebbero essere orga- con forza.
nizzati in alcune famiglie: Ritorna, da ogni parte, una richiesta di interdi-
- gli urbanisti progettisti, capaci di produrre e sciplinarietà, forse mai sopita. La differenza è
disegnare un’idea compiuta della trasforma- tra chi la vede incarnata in uno stesso profes-
zione fisica della città e del territorio sionista che, proprio grazie a una formazione
(Marcelloni, Cagnardi), secondo un modello multidisciplinare, sarebbe in grado di portare
che può essere interno o esterno alla pubblica a sintesi i saperi di altri professionisti (ma non
amministrazione, ma che in ogni caso deve era questo il programma astenghiano?) e chi la
tenere conto del carattere multidimensionale preferisce vedere come carattere costitutivo
del progetto urbano (Karrer); del processo di pianificazione, che è interdisci-
- i pianificatori “strategici” (Bobbio, Demarie, plinare in sé, in quanto riunisce saperi diversi,
Terragni), che contribuiscono a definire in con- compreso quello specifico (perché orientato
testi interattivi quadri di lungo periodo relati- allo spazio fisico) dell’urbanista.
vi alla trasformazione urbana e territoriale; Anche in questo caso occorre tornare ad inter-
- i pianificatori che progettano e gestiscono rogarsi se il mutamento delle condizioni di
programmi complessi (Rivalta, Senn, Torrani), contesto stia semplicemente riattualizzando
unendo competenze procedurali, conoscenze questioni già note e dibattute o possa piuttosto
legislative, capacità manageriali, finanziarie e servire a coglierenuove indicazioni.
di gestione delle relazioni; Certo è che i nostri interlocutori ci hanno
- pianificatori che si presentano come project segnalato con chiarezza la necessità di forma-
leader a partire dalle specifiche competenze di re una figura che sappia da un lato essere
governo delle dimensioni spaziali dentro a “coordinatore generalista” di altre competen-
politiche settoriali diverse (Bonfiglioli); ze specialistiche, e dall’altro “specialista del
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- i pianificatori animatori territoriali, che lavo- territorio” che sappia però dialogare con le
rano a stretto contatto con le società locali e altre competenze specialistiche e quindi ne
con gli attori reali per definire le condizioni di conosca i linguaggi.
possibilità e i frames di progetti, piani e politi- Si può concludere mettendo in evidenza come
che (Zucca); molte delle questioni emerse abbiano che fare
- i pianificatori che gestiscono i processi deci- con quel complesso di riflessioni in corso nelle
sionali, lungo linee anche molto diverse come società europee a proposito della riforma del
il consensus building, la gestione creativa dei welfare (non nella sua riduzione del risparmio
conflitti, la progettazione partecipata, la sulla spesa sociale) e del ruolo del pubblico,
costruzione e gestione di istituzioni di coordi- nel quale si dibattono posizioni di grande inte-
namento (Corsico); resse; solo per citarne alcune: il welfare positi-
- i pianificatori settoriali (dell’ambiente, delle vo di Giddens, lo sviluppo delle capacità fon-
infrastrutture) che operano in stretta connes- damentali di Sen, il probing di Lindblom, la
sione con gli urbanisti (Berrini, Martial, Torre) questione della governance ripresa di recente
e che tuttavia gestiscono strumenti diversi, anche da March e Olsen, l’institution building
spesso in competizione con quelli tradizionali; di Donolo.
- coordinatori di équipe multidisciplinari. Che cosa ci possono suggerire queste posizio-
Molte di queste figure tendono a sovrapporsi, ni? Che l’urbanistica deve confrontarsi con un
e tuttavia vale forse la pena di lavorare a una “dominio pubblico” (che è la sfera nella quale
loro migliore definizione, anche in relazione essa si esercita) attualmente in rapida muta-
all’individuazione dei percorsi di natura for- zione, a seguito di processi che ne stanno ridi-
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 13
1999

segnando profilo, ruolo e prestazioni. Allora curato dalla Siu, il quale cammina sulle orme

Temi
anche la pianificazione urbanistica può essere delle esperienze francesi condotte dal Cnrs, il
vista nel suo complesso come presa dentro a cui Annuaire des Recherches è uno strumento
una tensione tra una “funzione di governo” indispensabile per la conoscenza della ricerca
(nel senso di government), e una “modalità di scientifica svolta ed uno stimolo fondamenta-
governo” (nel senso di governance) dei proces- le all’evoluzione permanente.
si territoriali. L’indagine per il primo biennio è stata affida-
È un nodo che si affaccia continuamente nelle ta a Bernardo Secchi, a cui è stato chiesto di
interviste, che forse non è possibile sciogliere, curare un Rapporto che non includa solo la
ma di cui c’è ancora probabilmente scarsa con- ricerca universitaria ma che produca una rap-
sapevolezza. presentazione/interpretazione della ricerca
urbanistica svolta presso altre istituzioni, sia
pubbliche che private, nazionali o locali.
Preliminarmente alla redazione del Rapporto
sulla ricerca, Bernardo Secchi ha presentato
un rapporto di lavoro – che pubblichiamo più
Maurizio Carta avanti – relativo ai centri tematici ed alle fron-
Il primo seminario annuale tiere della ricerca così come sono emersi da
una prima indagine mediata attraverso le rivi-
sulle ricerche urbanistiche in
ste ed i bollettini. Obiettivo del lavoro curato
Italia da Secchi sarà quello di interpretare ed inqua-
drare in una griglia valutativa delle opportu-
nità non i programmi di ricerca, ma i risultati
In occasione della Quarta Assemblea concreti, capaci di offrire un quadro delle rica-
Nazionale della Società Italiana degli dute che la ricerca ha sia sulle quantità che
Urbanisti si è tenuto a Roma il 25 novembre sulle qualità dello sviluppo. Il Rapporto, inol-
1998 il Primo Seminario annuale sulle ricerche tre, non si occuperà solo della ricerca univer-
urbanistiche in Italia, primo risultato dell’impe- sitaria, ma andrà a scovare i valori della ricer-
gno della Siu nei confronti di un monitoraggio ca avviata in occasione della costruzione di
della ricerca nel campo della pianificazione piani o di politiche, indagando nel vasto e
territoriale e dell’urbanistica finalizzato alla articolato panorama della domanda di ricerca
verifica della qualità della formazione accade- che emerge contestualmente all’elaborazione
mica e della conseguente pratica professiona- del processo di pianificazione. Il lavoro di
le: impegno fondativo della Siu fin dalla sua Secchi ha proceduto attraverso la proposizio-
costituzione, come ha ricordato Alberto ne di sette tesi che rappresentano un primo
Clementi nell’introduzione ai lavori. quadro emerso nel rapporto preliminare, arti-
Il progetto di ricerca sulla ricerca fa seguito al colate in: a) centri tematici, b) economia, socie- SIU N e w s l e t t e r
Dossier curato dalla Siu e presentato alla tà e territorio, c) l’assenza di sperimentazione,
Seconda Biennale delle città e degli Urbanisti d) rapporto tra amministrazione pubblica e
d’Europa (Roma, 8-13 settembre 1997) in cui i ricerca, e) valore della ricerca universitaria, f)
referenti regionali hanno curato la schedatura intersezioni con altre aree disciplinari, g) utili-
ed il commento delle attività di ricerca svolte tà sociale della ricerca urbanistica.
nelle diverse sedi universitarie, attraverso il Alla presentazione del Programma per un
filtro delle otto categorie di ricerca proposte rapporto sulla ricerca urbanistica in Italia ha
dall’Inu per l’articolazione dei lavori della fatto seguito la proposizione di alcune que-
Biennale: 1) Strategie urbane di fronte alla stioni, affidata a studiosi che hanno affrontato
competizione globale, 2) Concentrazione e in diverse occasioni e da diversi punti di vista
dispersione urbana, Reti di piccole e medie i nodi dei rapporti tra ricerca scientifica e
città, 3) Sviluppo sostenibile, Preservazione società.
delle eredità, 4) Ricadute della competizione La prima questione ha riguardato “Temi di
globale sulla società urbana, 5) Divulgazione ricerca e generazioni di ricercatori” ed è stata
disciplinare dell’urbanistica, 6) Strumenti pro- affrontata da Piercarlo Palermo attraverso la
fessionali e pratiche della pianificazione. formulazione di un quadro delle generazioni
Dal successo e dall’interesse di quel Dossier è di urbanisti in rapporto alle forme ed ai temi
nata la nuova sfida di un “Annuario delle di ricerca: i maestri, gli eretici, gli ironici, i
ricerche urbanistiche in Italia” promosso e neoscolastici, i nipoti degli eretici ed i figli
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14 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999
Temi

degli ironici: sei generazioni individuate attra- cooperazione con altri settori, ritrovando temi
verso la lente – talvolta deformante con utili ed indirizzi avanzati dalla regime theory di
effetti satirici – dell’ortodossia, della compila- Stone.
zione, dello specialismo e del trasformismo. La questione delle nuove capacità di governo
Ai “Riassetti produttivi e mutamenti territo- si intreccia in modi fecondi con la questione
riali” è stata dedicata la seconda questione delle “Domande portate dalle amministrazio-
affrontata da Raimondo Innocenti il quale ha ni pubbliche”, affrontata da Stefano Garano,
rilevato come tra la metà degli ’70 ed i primi il quale richiama la ricerca all’impegno di
anni ’80 la scoperta del sistema territoriale anticipare la domanda sociale e non di seguir-
della “terza Italia” abbia prodotto un fecondo la inventando soluzioni estemporanee. Il suc-
intreccio interdisciplinare, produttore di cesso della trasformazione della conoscenza
metafore e parole chiave utili all’evoluzione in azione passa inevitabilmente dalla capacità
della disciplina. di costruire quadri delle coerenze degli inter-
Roberto Gambino ha trattato la questione venti delle amministrazioni pubbliche e qua-
delle “Ricadute della ricerca sulle politiche dri di tutte le sostenibilità dello sviluppo, fina-
pubbliche”, sottolinenado che il problema lizzati alla proposizione di scenari condivisi.
della conoscenza non può essere confinato tra Alla necessità di “Organizzare la ricerca den-
le riflessioni teoriche, ma va invece rivalutata tro l’università” è dedicata la questione
la radice politica della conoscenza, come affrontata da Bruno Dolcetta, sintetizzata nel
risposta ad una domanda di partecipazione richiamo alla necessità duale di costruire reti
consapevole, soddisfabile attraverso un’ade- interuniversitarie per potenziare lo sguardo
guata comunicazione sociale della conoscen- delle indagini e di costruire reti interistituzio-
za. Appare evidente il richiamo a quella nali per potenziare la forza d’azione degli
“conoscenza in azione” che a partire da esiti.
Forester ha alimentato il dibattito della visio- Infine Giorgio Piccinato ha affrontato la que-
ne dell’urbanistica centrata sull’azione. stione dell’ “urbanistica tra le altre discipline:
Conseguenza della modifica dello statuto mutamenti in corso” esortandoci ad ascoltare
della conoscenza nella pianificazione è il altre voci ed essere capaci di essere il regista di
mutamento dell’agenda politica e della stessa un piano-processo che come un’opera teatrale
razionalità politica verso la decostruzione di è stata scritta da altri, sarà recitata da altri
immagini ormai di consuetudine e l’elabora- ancora e vista da ulteriori soggetti, ognuno
zione di nuove interpretazioni/rappresenta- portatore di un’identità definita e non scam-
zioni. biabile. Obiettivo di questo allargamento del
La questione della “Ricerca urbanistica e poli- punto di vista è l’individuazione di percorsi
tiche delle amministrazioni locali” è stata condivisi per sviluppare decisioni ed azioni
SIU N e w s l e t t e r

affrontata da Alessandro Balducci partendo verso l’equità dello sviluppo.


da un’analisi della domanda di politiche Alle questioni hanno fatto seguito i punti vista
determinata dagli effetti risorsa e dagli effetti dei Dottorati di Ricerca, riportati dai
problemi della globalizzazione: tra i primi Coordinatori o da docenti del Collegio, consi-
l’incremento della produzione de dei servizi e derati come osservatori importanti per segui-
la diffusione dell’informazione, tra i secondi re le evoluzioni dei temi di ricerca. Nel viag-
la polarizzazione sociale e la conseguente gio tra i temi di ricerca dei dottorati, Giuseppe
marginalità, la rottura dei legami sociali tradi- Dematteis e Bernardo Rossi Doria hanno sot-
zionali e un crescente disordine sociale. La tolineato l’importanza di sperimentare nuove
conseguenza della presenza e dell’accelerazio- forme di “ritratti dei luoghi” capaci di svelare
ne degli effetti della globalizzazione è una cre- nuove risorse capaci di riattivare i “futuri tra-
scente pressione per una domanda di politi- scurati”, nella convinzione che il futuro non
che nuove nella direzione dell’attrattività sia solo innovazione ma sia un gioco tempera-
degli investimenti, nell’incremento delle ti tra conservazione, valorizzazione e innova-
infrastrutture e delle infostrutture di accessi- zione. L’impegno dei ricercatori nelle scienze
bilità, della competitività delle economie loca- del territorio sarà sempre più un impegno
li. Alla domanda di innovazione delle politi- scientifico ed etico di interpretazione dei luo-
che fa seguito una richiesta di mutamento ghi e delle comunità, finalizzato ad estrarre le
nelle modalità delle azioni di governo, sempre matrici di identità del territorio utili a fornire
più orientate verso la costruzione di capacità nuovi strumenti e risorse allo sviluppo locale.
di trattamento dei problemi attraverso la Proseguendo sul tema delle identità dei luo-
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 15
1999

ghi, Enzo Scandurra ci esorta a lavorare sulla temporaneamente la scarsità a causa della

Temi
diversità, sulla alterità delle forme non con- mancanza di incentivi ai promotori privati. La
suetudinarie dello sviluppo ed offre ad Attilio strada della promozione privata dello svilup-
Belli, Alessandro Bianchi ed Enrico Costa lo po deve però avvenire nel quadro di una rigo-
spunto per sottolineare la necessità che l’Italia rosa definizione dell’interesse pubblico. Uno
– e soprattutto la cultura mediterranea – offra- dei campi di ricerca di interesse del settore
no contributi sostanziali alla costruzione degli privato potrebbe essere quello della costruzio-
scenari della pianificazione territoriale euro- ne di atlanti delle opportunità insediative, da
pea, stemperandone l’eccessiva visione urba- offrire alla cooperazione tra imprenditoria ed
no-continentale che mostra nei suoi documen- amministrazioni locali per incentivare il pro-
ti ufficiali, non ultimo lo Sdec. Pier Luigi cesso di attuazione del piano, attraverso la
Crosta e Nicola Giuliano Leone offrono alla verifica della sostenibilità gestionale della pia-
riflessione i temi del rapporto tra teoria e pra- nificazione, misurata anche dalla capacità di
tica, sottolineando l’utilità pratica della teoria coinvolgere oltre al settore privato anche il
e la necessità per l’università di produrre diffuso e pervasivo terzo settore nella costru-
conoscenze interattive attraverso una rigorosa zione dello sviluppo.
sperimentazione sul campo. Giorgio Ferraresi Dai lavori del Seminario sono quindi emersi
traccia alcune linee guida per la ricerca sul- temi, indirizzi e linee guida utili per la reda-
l’armatura degli attori della pianificazione. zione del Rapporto sulla ricerca urbanistica in
Federico Malusardi propone una riflessione Italia che costituirà l’obiettivo del lavoro della
sui nodi della sostenibilità degli insediamenti Società Italiana degli Urbanisti per il bienno
umani, e Marco Romano sottolinea il valore 1999-2000, con l’impegno che diventi un con-
della sostenibilità estetica come matrice dell’i- tributo permanente della Siu all’evoluzione
dentità dello sviluppo. ed alla qualificazione della formazione e della
Conclude i lavori una Tavola Rotonda dedica- professione.
ta a “Linee di ricerca e linee di finanziamen-
to”, presieduta da Giuseppe Imbesi. I lavori
sono aperti da Bernardo Secchi che offre un
quadro articolato delle linee di finanziamento
e delle possibili linee di ricerca. In sintesi il
quadro sistemico dei fondi di ricerca proposto
è così articolato: i fondi Murst potrebbero
finanziare le ricerche a carattere di dispersio-
ne e di innovazione o di marginalità; i
Ministeri di settore (Lavori Pubblici,
Ambiente, Beni Culturali, Tesoro) potrebbero
finanziare la ricerca mirata ed immediatamen-
te operativa; infine, le Regioni, le Provincie e i
SIU N e w s l e t t e r
Comuni potrebbero finanziare esplorazioni
progettuali utili alla verifica delle politiche
pubbliche o all’attuazione della programma-
zione comunitaria. Alle indicazioni introdutti-
ve proposte da Secchi ha risposto Gaetano
Fontana (Ministero dei Lavori Pubblici,
Dicoter), il quale ha annunciato la costituzio-
ne di un Osservatorio delle trasformazioni ter-
ritoriali come interfaccia dell’omologo
Osservatorio Europeo, sottolineando la neces-
sità reciproca del Ministero e dell’Università
di cooperare nella produzione di rappresenta-
zioni del territorio utili alla definizione di
modelli di sviluppo locale sostenibili e com-
patibili con l’identità dei luoghi. Franco
Karrer, infine, analizza le forme e le opportu-
nità della domanda di ricerca urbanistica
espressa dal settore privato, rilevandone con-
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16 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

Bernardo Secchi
Temi

Per un rapporto sulla ricerca urbanistica in


Italia: un programma di lavoro

Si riporta di seguito l’intervento di Bernardo Secchi al Primo Seminario


annuale sulle ricerche urbanistiche in Italia promosso dalla Siu. Il con-
tributo è stato già pubblicato sull’ultimo numero della rivista CRU e 1. In particolare, sia pure da punti di vista
differenti, ho inizialmente affrontato il tema
viene qui ripubblicato per gentile concessione dell’autore e di Attilio nel lontano seminario Paradigma incerto,
(Venezia, 1981) e per l’ultima volta nel semi-
Belli, direttore di CRU. nario: Orientamenti della didattica e della ricer-
ca nel settore delle Analisi urbanistiche e
Pianificazione territoriale, Milano,
Politecnico, 14-15 gennaio 1993 (si veda: B.
Secchi, Sviluppi e relazioni, nell’ultimo decen-
nio, della “analisi e pianificazione” e della “pro-
gettazione urbanistica”). In ognuna di queste
occasioni mi è sembrato che fosse difficile
Premessa restituire un’immagine dello stato della
Quando gli amici e colleghi del direttivo della Siu mi hanno invi- ricerca urbanistica in Italia senza far ricorso
a termini (che da quasi un secolo richiama-
tato a predisporre questa relazione sapevo di assumermi un com- no uno dei principali incubi degli urbanisti)
quali concentrazione e dispersione. Per que-
pito difficile e delicato. Avevo già affrontato il tema in alcune altre sto ho cercato in passato di descrivere la
occasioni1 ed ogni volta avevo trovato assai difficile giungere a geografia e la storia della ricerca urbanistica
in Italia come quelle di una “città diffusa”,
possedere un’informazione completa e dettagliata dell’insieme di riconoscendovi soprattutto una grande dis-
ricerche che sono state svolte o si stanno svolgendo nel paese e persione, un grande pluralismo tematico e
metodologico, ma anche alcuni nuclei,
nel campo, peraltro mal definito, dell’urbanistica. Ancor più dif- sovente coltivati da ricerche e ricercatori tra
i quali si poteva cogliere una qualche aria di
ficile mi era apparso ogni volta restituire un’immagine corretta, famiglia.
di quanto comunque riuscivo a sapere; un’immagine che non si 2. Cosa che già implica uno sguardo all’in-
tero sistema universitario italiano dal
identificasse con un’interpretazione troppo personale, guidata momento che alla ricerca urbanistica (sulla
città ed il territorio) non sono interessate
dai miei interessi di ricerca più che dal tentativo di riconoscere, unicamente le Facoltà di Architettura e di
con la dovuta distanza critica, i contorni ed il fronte o i fronti di Ingegneria, ma anche numerosi
Dipartimenti di Scienze Economiche,
avanzamento della ricerca urbanistica nel suo complesso. Sociologia, Demografia, Agronomia,
D’altra parte con i colleghi della Siu sono convinto occorra affron- Geologia, Biologia, ecc. Ad esempio, il pro-
grammpa di ricerca di quest’anno della
tare seriamente la questione della ricerca urbanistica in Italia; una London School of Economics and Political
Science, diretta ora da A. Giddens, è dedica-
ricerca che, a mio avviso, non è in alcun modo adeguata nel suo to a: “Cities, Architecture and Engineering
complesso alle situazioni che il paese si trova a dover affrontare, Program”.
3. Come Censis, Cresme, Irs, Ires-Veneto,
che non riesce a convincere chi ne porta, alle diverse scale, la Irer-Lombardia, Irpet-Toscana, ecc.
SIU N e w s l e t t e r

4. Come quelle recentemente promosse e


responsabilità dell’importanza di alcuni dei temi e delle situazio- svolte in Lombardia per gli Stati generali o
ni che affronta; che non riesce, in altri termini, a dimostrare la quelle interne recentemente promosse dai
Ministeri dei lavori pubblici e dell’am-
propria utilità sociale e, tantomeno, a divenire necessario punto biente.
di riferimento nella costruzione delle politiche urbane e territo- 5. Questa attività ha dato luogo alla reda-
zione, non ancora conclusa, tantomeno defi-
riali producendo visibili modifiche delle stesse. nitiva, di quattro papers: Francesca Lagonia,
Le ricerche nelle riviste: appunti per un pro-
Per questo ho chiesto al Direttivo della Siu un anno di tempo per gramma di ricerca, Venezia, nov. 1998 (le rivi-
predisporre un Rapporto che renda conto di tutta la ricerca urba- ste italiane per ora esplorate, per un nume-
ro di annate variabile da rivista a rivista,
nistica, di quella che si svolge entro l’Università2, come di quella sono: Urbanistica, Territorio, Cru, Paesaggio
Urbano, Archivio di Studi Urbani e Regionali,
che si svolge entro Istituti di ricerca esterni all’istituzione univer- Economia e società regionale (Oltre il Ponte),
sitaria3 o che viene svolta in occasione della costruzione di piani Economia Marche, Nord e Sud, Mezzogiorno
d’Europa, Economia Pubblica, Problemi di
o di politiche locali e nazionali4; un Rapporto che rifletta su tutte amministrazione pubblica; oltre ciò sono stati
le dimensioni della ricerca e su ogni tipo di risorsa mobilitata a esplorati alcuni Annuari della ricerca di sin-
gole scuole e facoltà e bollettini di diparti-
questo fine e che consenta di confrontare la situazione del nostro mento, si è cercato di costruire un elenco dei
seminari tenuti negli ultimi anni presso le
paese con quella di altri paesi europei. Ho ricevuto in risposta la diverse scuole e facoltà e dei seminari all’e-
giusta richiesta di avviare comunque in tempi più ravvicinati una stero cui hanno partecipato ricercatori italia-
ni); Stefano Munarin, La situazione sociale ed
riflessione comune sulla ricerca e sui modi più opportuni per economica italiana in alcuni testi recenti: un
programma di lavoro, Venezia, nov. 1998 (è
giungere alla costruzione di un siffatto Rapporto. stata esplorata una vasta bibliografia nella
Quello che si troverà nelle righe che seguono non è dunque un quale venivano restituiti risultati di ricer-
che, anche se non sempre svolte entro
Rapporto sulla ricerca urbanistica in Italia e neppure una sua prima Facoltà di Architettura ed Ingegneria);
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numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 17
1999

Chiara Tosi, La domanda di ricerca nei piani bozza, quanto un insieme di note e di riflessioni forse parziali e

Temi
urbanistici, Venezia, nov. 1998 (sono stati
esplorati i piani pubblicati su Urbanistica e non del tutto generalizzabili, di ipotesi che possono sicuramente
sulle riviste prima richiamate, nonché alcu-
ne delle ricerche sui piani svolte in diverse essere completate ed articolate, di proposte di lavoro che debbo-
sedi); Paola Viganò, Progetto urbanistico e no essere condivise per divenire efficaci. Riflessioni, ipotesi e pro-
ricerca in Europa, Venezia-Bari, nov. 1998
(qui le riviste esaminate sono: El Croquis, poste sono il frutto di un breve periodo di lavoro con quattro per-
Quaderns, Projet urbain, Urbanisme, Les archi- sone cui ho rivolto la preghiera di aiutarmi. Insieme abbiamo
ves de la recherche urbaine, Archis, Berlage
Papers, Lotus, Topos). E’ del tutto evidente esplorato alcuni terreni: i programmi di ricerca di alcuni
che i temi trattati in questi papers non copro-
no l’intero arco di temi e problemi che Dipartimenti e di alcune Facoltà, i programmi ed i risultati di
occorre esplorare per giungere a un rappor- alcuni Dottorati di ricerca, l’attività di alcuni Istituti esterni al
to sulla ricerca urbanistica in Italia. Essi
costituiscono però primi passi, quelli che si sistema universitario, i seminari organizzati in alcune Scuole o
è riusciti di fatto a compiere, in quella dire-
zione. Essi soprattutto ci hanno consentito
Dipartimenti, i risultati di ricerca pubblicati, sia pure in via prov-
di cogliere la vastità dell’archivio da costrui- visoria, in riviste o nella letteratura, le ricerche condotte in occa-
re ed esplorare se si vuole veramente avere
un immagine non parziale e sfocata della sione della costruzione di piani o di politiche per la città ed il ter-
ricerca urbanistica in Italia. Nei prossimi ritorio. Insieme abbiamo cercato anche di cominciare a confron-
mesi sarà inviato alle diverse sedi (universi-
tarie e non) un questionario che consentirà tare questo materiale, invero incompleto e disperso, con quello
di costruire un elenco più preciso, ma sicu-
ramente ancora incompleto, dei documenti prodotto in altri paesi europei5.
che occorrerà raccogliere. Altra questione è Naturalmente, come si usa dire, la responsabilità di quanto even-
quella poi di valutare come essi si collochi-
no rispetto il fronte di avanzamento della tualmente non appaia condivisibile nelle righe che seguono è
ricerca. solo mia.
6. Si veda a questo riguardo l’analisi svolta
recentemente da D. Palazzo: Una lettura Esporrò i risultati provvisori di questa prima fase di lavoro in
quantitativa dell’osservatorio della Siu sulle
ricerche urbanistiche italiane, Territorio, forma di sette tesi principali. Esse hanno unicamente un valore
7/1998, pp.191-196. ordinatorio, in nessun modo pretendono di essere conclusioni.
7. Affermare la riconoscibilità, a un livello
molto aggregato, di un centro tematico non Per ciascuna abbiamo chiesto ad alcuni colleghi una riflessione
coincide con l’affermare la sua necessità,
tantomeno con il suggerimento di ricondur- specifica che valga a contraddirla, meglio articolarla, specificarla,
vi ogni ricerca. I timori emersi, a questo sostituirla con altre più interessanti ed efficaci rispetto alla costru-
riguardo, durante il dibattito seguito a que-
sta relazione mi sembrano immotivati. Più zione di un programma di lavoro che ci consenta l’anno prossimo
volte ho affermato in passato l’interesse di di giungere al primo vero Rapporto sulla ricerca urbanistica in
ricerche “al margine”. Neppure, come ha
fatto notare P.L. Crosta, affermare la ricono- Italia.
scibilità di un centro tematico significa allu-
dere a una sorta di necessaria divisione del
lavoro tra i ricercatori. Più volte ho afferma- 1. Centri tematici e frontiere: un’immagine aggregata
to l’importante ruolo svolto nella ricerca
urbanistica dalla “curiosità”. Importante a La prima immagine suggerita da uno sguardo al mondo della
me sembra piuttosto discutere il ruolo e l’u-
tilità di lungo periodo di ricerche che con-
ricerca urbanistica in Italia oggi è quella della dispersione, di un
vergano su uno o pochi temi principali. procedere a macchia d’olio in ogni direzione possibile privi di
8. Al tema della diffusione possono essere
riferite tutte le ricerche che, forse disponen-
dosi in logica sequenza, hanno indagato la
una strategia comune. Un’immagine ricca, ma anche preoccu-
pante che contrasta con quanto avviene in altri campi disciplina-
SIU N e w s l e t t e r
“città diffusa”, termine che ha avuto, non
solo in Italia, largo successo, e “diffusione” ri ed, in specie, nei campi delle scienze dure; che sembra non dar
(Venezia), le “reti” urbane (Torino), la for-
mazione e il consolidamento di specifici luogo alla costruzione di un sapere cumulativo6.
“distretti produttivi” (Firenze) e, infine, in A me sembra però di poter affermare che un’osservazione più
modi più estesi ma forse anche più vaghi, la
“città contemporanea” (Venezia-Pescara) e attenta ed estesa ad un più lungo periodo possa mostrare un rico-
“il futuro della città” (Roma). In quest’ulti- noscibile centro tematico che si è spostato, negli ultimi trent’anni,
mo filone vanno inserite le ricerche relative
alle pratiche d’uso dello spazio urbano e del in una direzione chiaramente individuabile e comprensibile7.
territorio con particolare riferimento ad
alcuni gruppi di popolazione (donne, bam- Molto schematicamente e solo per chiarire ciò che intendo affer-
bini, minoranze etniche, nuovi poveri). Tra mare, gli anni ’60 mi sembrano essere stati dominati dall’irruzio-
queste, divengono sempre più importanti le
ricerche (solitamente connesse alla elabora- ne delle Scienze regionali con quel tanto o poco di economicismo
zione di “piani dei tempi”) sulle diverse
temporalità (Milano) e quelle relative ai che esse avevano in sé sin dall’origine; i primi anni ’70 dal tenta-
nuovi materiali urbani (prestazioni, sicu- tivo di comprendere meglio ciò che legava tra loro sviluppo capi-
rezza, accessibilità) (Venezia).
9. Al tema ambientale possono essere riferi- talistico, forme di vita e forme fisiche della città; gli ultimi anni
te tutte le ricerche sull’impatto ambientale e ’70 ed i primi anni ’80 dallo studio del sistema politico rilevante
sui criteri di sua valutazione (Reggio C.), le
ricerche sulla sostenibilità, sulla progetta- e pertinente la costruzione e gestione di politiche territoriali. In
zione ecologica e sulle sue intersezioni con
la dimensione sociale delle politiche territo- un’immagine fortemente aggregata mi sembra che negli anni a
riali (Firenze, Bari, Cagliari). Dall’approccio, noi più vicini, pur permanendo temi inizialmente esplorati in
tipico degli anni ’80, di tutela ambientale e
territoriale (Roma), mi sembra si sia passati, periodi precedenti, siano divenuti dominanti, nelle loro diverse
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18 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

declinazioni, i temi della diffusione8 ed ambientali9. Sempre in negli anni ’90, a considerare il progetto
Temi

ambientale motivo di fondamentale innova-


un’immagine molto aggregata10 essi costituiscono i due fronti zione disciplinare. Mettendo sullo sfondo
una riflessione sullo sviluppo urbano soste-
(assai articolati) di avanzamento della ricerca urbanistica in nibile (termine sovente utilizzato in modi
Italia11. Le uniche due ricerche urbanistiche svolte di recente alla alquanto riduttivi) questa linea di ricerca
cerca di definire, in termini più estesi, ma
scala nazionale e che hanno mostrato le possibilità e difficoltà di forse ancora troppo vaghi, una nuova “stra-
un lavoro comune, Itaten e Returb, hanno affrontato in modi diret- tegia unitaria” (città-territorio-ambiente) ed
integrata (urbanistica-ecologia) (Firenze,
ti o laterali entrambe queste questioni12. Napoli).
10. Sino a poco tempo fa mi appariva sem-
Come naturale, si possono stabilire evidenti relazioni tra questo plice costruire una mappa della ricerca
spostamento e le vicende del paese, della società e dell’economia urbanistica in Italia, mi appariva cioè che,
almeno le diverse sedi universitarie avesse-
europea, ma forse anche evidenti relazioni con spostamenti atti- ro dato luogo a riconoscibili concentrazioni
tematiche, sovente attorno ad un ristretto
nenti i modi di “fare ricerca” che sono comuni ad altre aree di gruppo di studiosi. A Firenze, ad esempio,
ricerca. In parte gli spostamenti avvengono anche grazie alla Magnaghi e Paba, da un lato, avevano dato
luogo ad un articolato programma di ricer-
ricerca ed ai suoi risultati; in parte come conseguenza della “cul- ca sulle dimensioni sociali del progetto
tura” dei ricercatori13, dei diversi “stili di pianificazione” o delle ambientale che costruiva relazioni con altre
sedi, con Bari, ad esempio, via Maciocco.
diverse “generazioni” di piani. Innocenti dall’altro lato, aveva dato luogo
ad un programma di ricerca sui distretti
A me sembra, ad esempio, di poter affermare che i ricercatori produttivi che trovava i propri corrispettivi
odierni siano meno interessati di quelli di un decennio o due in altre sedi come Venezia ed Ancona, ad
esempio. A Venezia Indovina aveva dato
orsono a questioni epistemologiche, pratichino in modi piuttosto luogo ad un vasto e fortunato programma
di ricerca sulla “città diffusa”, dal quale era
pervasivi un “ritorno dell’esperienza”, frequentino aree discipli- derivato un nuovo programma sulla “città
nari in parte differenti da quelle del passato14, frequentino contemporanea” che trovava corrispettivi,
sia pure nella differenza, in altre sedi e,
imprevedibili riletture di autori del passato15. Anche in questi principalmente a Pescara e Roma. A Torino
aspetti si può forse cogliere un segno dei tempi: un segno forte- Dematteis aveva dato luogo ad un pro-
gramma di ricerca sulle “reti” urbane e più
mente ambiguo. in generale sulle “reti” che si collegava a più
vaste ricerche europee. A Bari Borri e
A me sembra di poter riconoscere, ad esempio, nei ricercatori Barbanente avevano dato luogo ad un pro-
odierni (ma riconosco che la mia esplorazione del campo è forse gramma sulla “intelligenza artificiale” ed i
sistemi decisionali. I temi della “partecipa-
ancora troppo limitata) un forte bisogno di nuovi apparati cate- zione” come quelli delle “politiche” erano
coltivati, con proprie specificità, a Milano, a
goriali che si dimostrino efficaci per la descrizione, interpretazio- Bari, a Venezia ed in diverse altre sedi.
ne ed eventuale progettazione di differenti situazioni e politiche L’elenco potrebbe essere più esteso.
Lentamente, mi sembra, i diversi program-
e che questo bisogno si risolva spesso in una marcata invenzione mi di ricerca si sono distaccati dalle persone
terminologica16. che li avevano promossi ed, oggi, le diverse
sedi sono forse divenute luoghi con ambiti
Le scienze dure da secoli si sono abituate ad inventare i propri di ricerca specifici e specificamente connota-
ti e tra loro anche molto distanti. Sovente si
concetti e le parole per dirli ogni qualvolta hanno voluto progre- ha l’impressione che tra molti di questi
dire, il fenomeno non deve quindi apparire strano, ma la lingua gruppi non vi sia interesse a comunicare.
SIU N e w s l e t t e r

Forse però tutto ciò è da guardarsi come la


dei ricercatori nel campo dell’urbanistica è divenuta improvvisa- ricerca di un maggiore approfondimento.
mente instabile, ricca ma forse troppo spesso allusiva, quasi 11. Propongo però di distinguere tra “fronte
di avanzamento” e “frontiera”: al primo ter-
mediatica. Non si contano più i tentativi di indicare il fronte di mine affido l’indicazione della direzione
lungo la quale la ricerca procede, al secondo
avanzamento della ricerca coniando nuovi slogan, di invertire o l’indicazione dei problemi teoricamente e
deformare termini tradizionali; nessuno sembra essere soddisfat- praticamente più difficili che la stessa ricer-
ca sta incontrando. Ad esempio la riconcet-
to delle parole, soprattutto delle parole altrui. Rispetto a un tualizzazione dell’intero sistema infrastrut-
turale, specialmente della mobilità delle
tempo nel quale lo sforzo degli urbanisti era proteso verso la persone e delle cose, in una situazione di
codificazione di un linguaggio stabile e “ridotto” il mutamento diffusione degli insediamenti mi sembra
costruire una frontiera non ancora adegua-
non potrebbe essere più radicale. tamente esplorata e che limita l’avanzamen-
Tutto ciò può dare l’idea di uno scarso rigore, di una troppo scar- to lungo il primo dei fronti indicati. Uscire
da una concezione difensiva dei temi
sa attenzione alla comunicazione almeno all’interno di una stes- ambientali mi sembra per ora la frontiera
del secondo.
sa comunità scientifica, alla costruzione di un sapere cumulativo, 12. Naturalmente ciò corrisponde ad un’im-
alla messa a punto di criteri e protocolli che consentano una cor- magine fortissimamente aggregata. In realtà
i filoni di ricerca coltivati sono più numero-
retta sperimentazione; può dare l’idea di un eccesso di fiducia si ed in parte sono una continuazione di
programmi di ricerca del passato, ma non
nella creatività personale, di un atteggiamento sovente autorefe- ancora esauriti. Tra questi, importanti ed
renziale. Tutto ciò è forse anche indicatore di un atteggiamento assai frequentati sono i temi relativi alle
“riforme” (sperimentazione di nuove forme
ancora prevalentemente descrittivo di gran parte della ricerca di analisi, acquisizione di nuove conoscenze
contemporanea, della mancanza di ipotesi interpretative dello scientifico-professionali, utilizzazione di
nuovi strumenti, di nuove leggi, ridefinizio-
stato attuale della città e del territorio che siano convincenti e ne del piano urbanistico) ed alla “storia”
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 19
1999

come luogo ove ritrovare una propria pro- condivise al punto da organizzare in modi non autoritativi

Temi
venienza ed identità disciplinare (importan-
te in questo campo la frequente rilettura di (soprattutto non accademicamente autoritativi) i diversi pro-
autori del passato: Geddes e Lynch, ad
esempio, probabilmente indotti dal “ritorno grammi di ricerca personali e di gruppo. Un punto questo che
dell’esperienza” cui mi riferirò più avanti). può forse essere meglio esaminato per parti.
Si vedano a questo riguardo le ricerche di
Olmo (Torino), Bianchetti (Pescara), Ernesti
e Di Biagi (Venezia), Ferraro (Roma) ed il 2. Economia, società, territorio: verso la “città contemporanea”
ciclo di riletture critiche proposto da Paola
di Biagi presso l’IUAV negli scorsi tre anni. Uno degli stimoli esterni allo spostamento più recente del centro
13. Questa storia, come noto, è stata analiz-
zata con grande cura da Pier Carlo Palermo tematico della ricerca urbanistica in Italia è sicuramente stato
(Interpretazioni dell’analisi urbanistica, offerto dall’intenso processo di ristrutturazione del sistema pro-
Angeli, Milano, 1992). Durante il dibattito
seguito alla presentazione di questa relazio- duttivo seguito alla crisi urbana della fine degli anni ’60 e dalla
ne lo stesso Pier Carlo Palermo ha proposto
una descrizione-interpretativa delle diffe-
successiva “rivoluzione” tecnologica. In larga parte d’Europa ciò
renti generazioni di ricercatori che si sono ha coinciso con l’accresciuta importanza di numerosi “distretti
succedute negli ultimi cinquant’anni, cer-
cando di indicarne anche il ruolo svolto nel- produttivi”. Ciò è forse in particolar modo vero per il nostro
l’avanzamento della ricerca urbanistica. A paese17 anche se spesso si ha l’impressione che il concetto di
me sembra più semplice e forse interessante
notare solo come le diverse generazioni distretto sia ad un tempo troppo vago e troppo enfatizzato. La
abbiano praticato la ricerca in modi diversi:
stabilendo, ad esempio, un diverso rappor- cosa importante è che tutto ciò ha portato gli urbanisti ad una
to con la ricerca sul campo, esplorando nuova attenzione per le dimensioni spaziali dei sistemi economi-
archivi differenti, cogliendo le suggestioni
di differenti discipline, facendo differente- ci e ad affrontare con maggior vigore ed estensione il tema “terri-
mente ricorso all’analisi quantitativa ed alla torio, società, economia”18.
costruzione di modelli eventualmente for-
malizzati. In questi mutamenti, largamente Le principali conseguenze per le ricerche urbanistiche sono state,
comuni ad altre aree disciplinari, si coglie
un differente “stile d’analisi” forse collegato a mio modo di vedere, due: l’abbandono almeno momentaneo,
(senza che ciò alluda ad un nesso causale) da una parte, dell’analisi quantitativa di vecchio stampo descrit-
alla “cultura” dei ricercatori ed allo sposta-
mento del centro tematico. tivo ed acritico19, sostituita da una sempre più marcata attenzio-
14. E’ ad esempio sorprendente come in un
periodo di forte critica, sul piano epistemo- ne per una “storia del presente” ricostruita a partire da biografie
logico, delle strutture “moderne” del pen- di luoghi, di persone e di avvenimenti, spesso a partire da tracce
siero visivo e delle sue riduzioni prospetti-
che, molti ricercatori pratichino il “ritorno di carattere visivo20; dall’altra la progressiva dissoluzione del
dell’esperienza” investendo dimensioni concetto stesso di città, sia nel suo significato fisico di urbs, sia nel
visive solitamente trascurate dalle analisi
urbanistiche (ad esempio, le luci notturne suo significato più esteso di civitas.
della città e del paesaggio) e coinvolgendo
nei propri tentativi di decriptazione della A partire dall’osservazione iniziale dei fenomeni di decentra-
città e del territorio le arti visive (in partico- mento produttivo, del formarsi nelle aree non urbane di un’eco-
lar modo la fatografia, la cinematografia e la
produzione video) o restituendo i propri nomia sommersa, dal riconoscimento nelle stesse aree di aree di
risultati di ricerca in pubblicazioni che, nella
loro stessa grafica, cercano di cogliere i ter-
specializzazione produttiva, di un insieme sempre più numerose
mini di una nuova visualità (ad esempio di “distretti” produttivi più o meno fortemente specializzati, del
Gomorra). Più in generale si potrà però nota-
re due grandi spostamenti nel sistema di
relazioni con altre aree disciplinari: da una
coincidere dei distretti con specifiche culture locali, della struttu-
ra lenticolare del territorio italiano, la ricerca urbanistica, come
SIU N e w s l e t t e r
parte, un importante ritorno, certamente
provocato dai nuovi interessi per l’ambien- quella di altri studiosi, ha preso contatto con una forma di città
te, ad uno stretto rapporto con le scienze
della natura e della terra (geologici, botani- profondamente diversa da quella del passato che tutti, non solo
ci, biologi, agronomi, ecc.), un ritorno che gli urbanisti, hanno oggi difficoltà a concettualizzare corretta-
consente di stabilire una distanza critica nei
confronti della mediazione che con queste mente21.
scienze avevano costruito l’ingegneria del E’ mia impressione che gli urbanisti non abbiano fatto appieno, a
manufatto e la geotecnica; dall’altra, una
maggiore frequentazione, certamente pro- questo riguardo, il proprio dovere; che la ricerca urbanistica
vocata da una maggior attenzione per il
locale, per le microanalisi, per uno stile di dovrebbe e potrebbe essere a questo riguardo più conclusiva e
ricerca che si affida a indizi, a spie ed definitiva; che abbia costituito una remora ad una ricerca più dis-
emblemi, agli studi di etnografi ed antropo-
logi (frequentazione che, analogamente a incantata una serie di giudizi di valore (a proposito del significa-
ciò che avviene per la fotografia, sconfina in
una forte attenzione per le arti e la critica to della città e del patrimonio culturale) che non sono in discus-
letterarie). sione; che in particolare la ricerca urbanistica debba essere tecni-
15. Tra i più sorprendenti, ad esempio,
Victor Gruen (forse indotto dalla grande camente più pertinente22; cogliere le suggestioni che provengono
attenzione per i centri commerciali), da altri campi di indagine, dalle scienze storiche, economiche e
Fernand Pouillon (indotto forse da una rilet-
tura delle molte storie del razionalismo sociali, riconoscere l’importanza di queste dimensioni, ma smet-
europeo e del ruolo dei grandi quartieri del
dopoguerra nella costruzione della città tere di accettare acriticamente alcuni stereotipi23 e di dare per
contemporanea). scontata una improbabile gerarchia (che risente ancora del deter-
16. Ne sono esempi il conflitto terminologi-
co tra “campagna urbanizzata” e “città dif- minismo del passato) tra i diversi livelli della realtà.
OTTOBRE
20 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

Molte delle ricerche cui mi sto riferendo hanno affrontato temi fusa”, conflitto che ha avuto i suoi fans da
Temi

una parte e dall’altra; oppure la lunga rifles-


tecnicamente pertinenti e mi sembra l’abbiano fatto a partire sione, entro il vasto gruppo di ricerca Itaten,
su termini quali “ambienti insediativi”, o
dalle prestazioni (ambientali in senso lato) dei territori dei ancora il ricorso frequente a termini tra loro
distretti produttivi, dalle loro possibili valutazioni, dalle doman- assai prossimi come dispersione, prolifera-
zione, rarefazione e diffusione; concentra-
de radicali che in questi stessi territori emergono (ad esempio, nei zione, costipazione, congestione e addensa-
confronti delle varie forme di inquinamento, nei confronti delle mento; comunità virtuali, stanze, corpi terri-
toriali, ecc. Per osservare questi aspetti
facilità di movimento e trasporto, nei confronti del welfare, nei potrebbe essere sufficiente scorrere due libri
recenti: G. Amendola, La città postmoderna,
confronti del rischio ambientale), dai sistemi di compatibilità ed Laterza, Roma-Bari, 1997 e Plan Urbanisme,
incompatibilità che esse generano (tra attività e/o soggetti), dalla Construction et Architecture, La Ville emer-
gente: constats pour renouveler les lignes d’ac-
valutazione dei progetti e delle politiche che cercano di dare loro tion publiques, Paris, 1998. Da più parti, del
resto, si parla di “svolta testuale” e “lingui-
risposta. E sono soprattutto queste ricerche, pertinenti e specifi- stica” e si torna a riflettere sulle parole
che, che denunciano un grave limite della ricerca urbanistica nel (come testimonia questa lunga nota), su
come queste producano spostamenti del
nostro paese. punto di vista, sul loro ineludibile ruolo
costruttivo. Opposizioni come
strutturale/strategico; dispersione/concen-
3. L’assenza di sperimentazione trazione, areale/reticolare, locale/globale,
sono particolarmente frequentate (si veda:
Benché il luogo formalmente deputato alla ricerca sia l’istituzio- F. Lagonia, op. cit). Una esplorazione più
ne universitaria e l’istituto di ricerca, occorre riconoscere, a meno estesa delle riviste e della letteratura euro-
pea sembra però mostrare il carattere reces-
di non voler rispolverare vecchie distinzioni tra ricerca pura ed sivo di alcuni termini e quello invasivo di
applicata, che una parte della ricerca urbanistica più fertile viene altri che non sono loro sinonimi: ad esem-
pio, ad euclideo (detto dello spazio, ma non
svolta in occasione dello studio e della costruzione di piani e di solo) viene sempre più spesso sostituito
frattale; a cartesiano, topologico; a contesto,
politiche urbanistiche; che una parte notevole dei più recenti temi situazione; a strategia, tattica; a ibridazione,
di indagine, delle principali ipotesi interpretative, delle più dif- dissolvimento. Detto in altri termini, parole
come tattica, concetto, struttura, campi,
fuse strategie cognitive, delle nuove relazioni con aree disciplina- sistemi sono oggi assai presenti nel linguag-
gio della ricerca urbanistica, mentre tendo-
ri esterne all’urbanistica, degli stessi termini cui sempre più di no a scomparire parole come eterogeneità,
frequente si ricorre si sono formati in quelle occasioni24. Sovente atopico, terrain vague, non-luogo che pur
hanno connotato un periodo assai recente
è solo in quelle occasioni che si ha l’opportunità e la necessità di (si veda: Paola Viganò, op. cit.).
una presa di contatto diretta con il campo fisico, sociale ed istitu- 17. Si veda a questo riguardo G. Becattini,
Distretti industriali e Made in Italy: le basi
zionale che si sta indagando; è solo in quelle occasioni che si cam- socioculturali del nostro sviluppo economico,
Bollati Boringhieri, Torino, 1998; P. Perulli (a
mina, si osserva, si ascolta, si discute, si entra eventualmente in cura di), Neoregionalismo, Bollati
conflitto con il proprio oggetto di ricerca. Prospettiva dell’osser- Boringhieri, Torino, 1997, ma anche S.
Munarin, op. cit.
vatore e prospettiva dell’attore sono distinzioni utili da un punto 18. Occorre però segnalare che, mentre l’at-
di vista analitico-espositivo, ma non sono categorie del reale. Nel tenzione degli urbanisti per le dinamiche
produttive e, in particolare, per la formazio-
territorio l’urbanista ha il proprio laboratorio: luogo di conoscen- ne di “distretti produttivi” o per l’analisi
SIU N e w s l e t t e r

delle morfologie fisiche e sociali di alcune


za attraverso la sperimentazione, luogo di simulazione di condi- aree, è stata assai forte, altrettanto non può
zioni che producono conoscenza astratta e banco di prova di ipo- dirsi, almeno in Italia, per economisti e
sociologi. Eccettuati un saggio di Dematteis
tesi estreme ed “utopiche”. E’ solo facendo esperimenti che si (G. Dematteis, Il tessuto delle cento città) e
uno di Gambino (R. Gambino, A. Segre,
impara qualcosa che non sia già nei libri. Quadri ambientali e patrimonio culturale) in: P.
Nel laboratorio dell’urbanista però l’interferenza della ricerca con Coppola, a cura di,Geografia politica delle
regioni italiane, Einaudi, Torino, 1997 e un
la costruzione e gestione delle politiche locali è immediata e saggio di Oliva (F. Oliva, L’uso del suolo: scar-
sovente non pacifica. Stretta tra un uso strumentale, un’interpre- sità indotta e rendita) in: F. Barca, (Storia del
capitalismo italiano dal dopoguerra a oggi,
tazione di comodo dei risultati più rilevanti e la necessità di stu- Donzelli, Roma, 1998) il possibile apporto
degli urbanisti nel descrivere ed interpreta-
diare concreti processi di costruzione ed implementazione delle re le dimensioni territoriali e spaziali del
politiche la ricerca urbanistica vive, a me sembra, momenti diffi- sistema economico italiano non sembra
interessare molto economisti e sociologi. E’
cili quando entra in un contatto ravvicinato con il territorio ed, in mia impressione anzi che il dialogo tra eco-
particolare, con l’amministrazione. Una difficoltà che allontana nomisti e urbanisti si sia fatto, negli anni più
recenti, assai più difficile di un tempo. Se
molti ricercatori dall’impegno sociale confinandoli in sedi forse interpreto correttamente questa difficoltà
sono indotto ad attribuirla alla maggior rile-
troppo accademiche. vanza che ad una scala micro od intermedia
A me sembra che a questo riguardo vi sia, tra i ricercatori italia- hanno, per le famiglie e le imprese, le varia-
bili fisiche e spaziali considerate in modi
ni, una sorta di malinteso pudore che non esiste in altri paesi25; un specifici e non generici (dotazioni, caratteri
costruttivi, prestazioni dei diversi materiali
pudore che a me sembra derivare da vecchi presuppposti ridutti- urbani) e alla difficoltà che l’analisi econo-
vi accademici: quello, di derivazione positivista nella specifica mica ha tradizionalmente manifestato ad
introdurre questi aspetti nelle sue eleganti
versione ingegneristica, secondo il quale la costruzione di piani, analisi e concettualizzazioni. Un punto che
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 21
1999

solo la ricerca urbanisitica può contribuire a progetti e politiche sia sapere applicato, sia un posterius rispetto

Temi
risolvere.
19. Giuseppe De Rita dice (in: G. De Rita, A. al prius della ricerca pura e quello, che da questo deriva, secondo
Bonomi, Manifesto per lo sviluppo locale,
Bollati Boringhieri, Torino, 1998, p.17): “tra il quale la costruzione di piani, progetti, politiche sia uno “spor-
il 1967 ed il 1971 avvenne uno spostamento carsi le mani” (cosa che si fa, ma non si dice). Conoscendo i miei
di attenzione e una svolta metodologica
molto significativa nella storia del Censis.... colleghi, sapendo che tutti loro, in modi diretti od indiretti, più o
ci accorgevamo che i tradizionali indicatori meno ravvicinati, hanno fatto o fanno piani (latu sensu), guardan-
economici e socio-economici erano meno
utili a comprendere la tenuta e lo sviluppo do le loro mani pulite, penso sia il caso di dirsi con molta fran-
del tessuto socio-economico italiano....
cominciavamo a fare ‘fenomenologia’ socio- chezza che la ricerca urbanistica ha, oggi, bisogno di molta speri-
economica, lasciandoci guidare non dalla mentazione; che il difficile rapporto tra ricerca e sperimentazione
logica delle medie statistiche, ma da quella
delle tracce dei fenomeni” . Nello stesso non si scioglie rimuovendo la questione, separando i due termi-
scritto De Rita rivendica a sé ed a Bonomi il
fatto di essere “ricercatori che conoscono,
ni, ma modificandoli entrambi.
avendole battute palmo a palmo, le decine e Sono moltissime le ricerche, entro i Dipartimenti e i Dottorati che
decine di localismi che vivono in Italia”
(p.11). prendono in esame, da una prospettiva dell’osservatore, piani
20. Rientra in questo campo un serie piutto- recenti; che cercano di comprendere come funzionano alcune
sto numerosa di ricerche locali che ha cerca-
to di ricostruire la storia ed i principali strategie cognitive e alcuni strumenti giudicati particolarmente
materiali costitutivi dei diversi distretti pro-
duttivi, sovente concentrandosi sullo studio innovativi. In linea generale queste ricerche si comportano come
dei soggetti, dei tipi edilizi prevalenti (la se il piano o la proposta di una particolare strategia di conoscen-
piccola impresa, la casa-officina, ad esem-
pio) e delle situazioni urbane (la mixité, ad za e di azione provenissero da un mondo esterno perfettamente
esempio). E’ mio parere che molte di queste trasparente. Ed invece, il più delle volte, provengono da qualcu-
ricerche locali abbiano aggiunto qualcosa di
importante alle conoscenze della società e no molto vicino che difficilmente può essere interpretato, non
dell’economia del paese, ma che poche di
queste stesse ricerche siano conosciute dai fosse altro che a causa delle difficoltà linguistiche cui ho accen-
grandi interpreti dell’una e dell’altra. Mi nato nei punti precedenti, se non attraverso una immersione
domando se sia solo una questione relativa
ai canali di comunicazione. nella prospettiva dell’attore26.
21. Nel dibattito seguito a questa relazione
Raimondo Innocenti ha fatto notare come le Non voglio essere equivocato. Se sollevo con forza questo punto
ricerche cui qui si fa riferimento abbiano è perché qui si gioca gran parte della fertilità della ricerca urba-
fatto registrare, tra la fine degli anni ’60 e gli
anni ’90, uno spostamento del loro specifico nistica, per non dire gran parte della sua utilità sociale. La mia
centro tematico: dalla scoperta, alla fine tesi è che l’accademia, l’università in particolare, dovrebbe fare
degli anni ’60, della “terza Italia” in un
fecondo intreccio interdisciplinare con alcu- molta più attenzione alla sperimentazione: ne trarrebbero
ni sociologi (Bagnasco), allo studio, negli
anni ’70, dello sviluppo metropolitano, dei immensi vantaggi sia l’università, sia la sperimentazione.
fenomeni di suburbanizzazione, contro-
urbanizzazione, disurbanizzazione, peri-
urbanizzazione, alla studio, negli anni ’90, 4. Il ruolo dell’amministrazione pubblica
insieme a molti economisti, di alcuni impor-
tanti distretti produttivi.
E’ naturale che l’amministrazione pubblica si rivolga al mondo
22. Un esempio, ma solo un esempio seppur della ricerca con uno spirito diverso dalla sperimentazione, come
molto ricco, di ciò che intendo con ricerca
tecnicamente pertinente è costituito dalle
numerose esplorazioni progettuali contenu-
ad un mondo in grado di “risolvere problemi” e di risolverli hic
ed nunc. Il successo di tanto mediocre professionismo è dovuto a
SIU N e w s l e t t e r
te in: MVRDV, Farmax: Excursions on
Density, 010, Rotterdam, 1998 (il titolo del questo atteggiamento di molte amministrazioni falsamente prag-
libro può essere letto come: Floor Area Ratio
Maximum). In questo libro, frutto di alcune matico e poco responsabile nei confronti del futuro.
esplorazioni progettuali, partendo dallo E’ altrettanto naturale che la risposta, da parte dei ricercatori, sia
studio delle time series relative ad un nume-
ro piuttosto elevato di variabili fisiche, eco- spesso, per non dire sempre, nei termini di “ricostruzione del
nomiche e sociali vengono proposte alcune problema” e che ciò sia spesso all’origine di una reciproca incom-
esplorazioni concettuali di situazioni, anche
estreme, coerenti con i valori possibili e pro- prensione e insoddisfazione: gli uni non vedono soddisfatte le
babili assunti dalle stesse variabili, cercando
di riconoscere, in ogni caso, l’insieme di vin- proprie domande, gli altri non vedono un corretto uso dei propri
coli cui la situazione prevista soggiace. risultati di ricerca.
Questo tipo di ricerca, sul ruolo e i valori, ad
esempio, della distanza, della densità, dello Riflettere sulla domanda di ricerca espressa dalle amministrazio-
spessore del suolo, sul Datascape, cioè sul
paesaggio prodotto dagli strumenti tradi- ni pubbliche, su come essa spesso discenda da stereotipi, da
zionali dell’urbanistica, è assai simile alla immagini obsolete e non pertinenti del processo di costruzione,
riflessione sul “progetto implicito” avviata
da qualche tempo anche nel nostro paese (si modificazione e trasformazione della città e del territorio, o nasca
veda P. Viganò, op. cit.). invece da problemi reali non colti da molti ricercatori27, a me sem-
23. Tra i più frequentati vi sono quelli ben
noti di familismo (famiglia contratta, famili- bra della massima importanza ed urgenza.
smo amorale, famiglia lunga, famiglia impresa),
di regionalismo (sottosistemi socioculturali, L’amministrazione pubblica italiana ha mediamente un bassissi-
policentrismo, poliarchia, capitalismo molecola- mo grado di consapevolezza della gravità della situazione urba-
re) e imprenditività (imprenditorialità diffusa,
il lavoro come unico valore, ma anche fine del na e territoriale; si rende poco conto di quali siano le conseguen-
OTTOBRE
22 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

ze sulla produttività dell’intero sistema economico delle condi- lavoro e della civiltà del lavoro): Banfield,
Temi

Cavalli, Ginsborg, De Rita, Bonomi, Barca,


zioni di vita entro le città, delle difficoltà frapposte alla mobilità Revelli. (si veda: S. Munarin, op. cit.).
24. Si veda C. Tosi, op. cit. Esaminando un
in vasti territori, di quali siano gli elementi di rischio potenziale insieme di piani recentemente pubblicati,
per le persone e le cose connesse allo stato di degrado del territo- Tosi riconosce elementi di continuità e dis-
continutà rispetto al passato della ricerca
rio; si rende poco conto di come la concezione unicamente mone- mossa dalla costruzione di piani e di politi-
taria del welfare dei decenni passati possa essere sostituita da una che urbanistiche (continuità nei modi della
ricerca, discontinuità nei temi); la rappre-
politica del welfare in termini reali, di come gli stessi problemi del- sentazione palese di risultati di ricerca (tesa
a ricostruire soprattutto il campo di legitti-
l’occupazione potrebbero essere meglio affrontati con una corret- mità del fare ricerca) e spesso la loro pre-
ta politica della città dell’ambiente e del territorio. sentazione latente (soprattutto quando
riguarda la forma della città e del territorio
L’amministrazione pubblica italiana, ai diversi livelli, rimane per contemporanei); la risposta a domande di
ricerche implicite (ad esempio di una mag-
lo più legata a schemi di ragionamento tipici dell’ultima fase gior conoscenza degli elementi di rischio) e
della città moderna e della successiva fase di competizione tra a domande esplicite (ad esempio, la doman-
da di urbanistica partecipata); così come il
città. La città contemporanea richiede, invece e con ogni probabi- ricorso a nuove categorie (ad esempio:
lità, politiche radicalmente diverse che necessitano di una pro- dominanti ambientali, unità di paesaggio,
scenari panoramici, catasto dei biotopi,
fonda riconcettualizzazione e ricostruzione dell’intero problema potenziale ecologico, cicli di territorializza-
zione, laboratorio di quartiere, mappe dei
urbano, infrastrutturale ed ambientale. problemi, quaderno di viaggio, quaderno
In altri paesi, in Olanda, ad esempio, in occasione del program- dell’immaginario, quaderno delle scelte) e a
nuovi strumenti proposti appunto in occa-
ma Vinex (100.000 alloggi per anno) o in Francia in occasione del sione della costruzione di questi piani.
programma Plan, Urbanisme, Construction et Architecture sono stati 25. Ad esempio, a Bruxelles, Studio Open
Stad, una istituzione interuniversitaria, con-
lanciati, dall’Amministrazione centrale, vasti programmi di ricer- duce campagne progettuali in diverse città
del Belgio utilizzando il progetto come stru-
ca che hanno coinvolto tutto il mondo dei ricercatori interni e mento di ricerca ed esplorazione di differen-
esterni all’istituzione universitaria28. In questi casi l’amministra- ti concepts di città. Ad Amsterdam il Berlage
Institute, post-universitario, si è dato que-
zione ha saputo esprimere una domanda di ricerca riconoscibile st’anno un programma di ricerca che preve-
de lo studio comparato, attraverso esperien-
e precisa; prima ancora ha saputo trovare i modi per costruire, ze progettuali, di Tokyo, Los Angeles e la
insieme a numerosi esperti e ricercatori, la stessa domanda di Randstadt, considerate emblematiche della
città contemporanea (si veda P. Viganò,
ricerca. Itaten e Returb potevano essere occasioni di questo tipo, lo op.cit.).
sono state solo parzialmente; la costruzione della carta della 26. Un esempio clamoroso degli errori di
valutazione e di definizione dello stesso
natura potrebbe esserlo in futuro, l’insieme di piani che, a vario oggetto di indagine è fornito, a mio modo di
vedere, da tutte le ricerche, di recente rispol-
titolo, viene studiato ogni anno, potrebbe essere un’occasione verate, sulla “efficacia” dei piani; ricerche in
ancora più diffusa ed importante. Purtroppo occorre riconoscere generale improntate ad una grande ingenui-
tà, o, peggio, ad una totale incomprensione
che svolta pragmatista e ideologia del mercato hanno indotto in della natura del piano e dei processi di sua
molti responsabili della politica del paese, specie al livello locale, costruzione ed implementazione. Il piano,
tanto più le politiche ad esso indissolubil-
la rozza idea che non occorra fare ricerca, quanto lasciare che la mente collegate, sono dispositivi differenti
SIU N e w s l e t t e r

dal progetto di architettura o di ingegneria.


mano invisibile operi indisturbata lasciando ai “tecnici” la solu- I suoi esiti e risultati non possono essere
zione dei problemi, spesso insolubili, che lascia in regalo post valutati seguendo le procedure di chiusura
del cantiere. Chi ha un minimo di pratica di
festum29. costruzione di piani sa che essi hanno sem-
pre, nel bene o nel male, un elevato grado di
efficacia, che depositano nel territorio
5. I Dipartimenti immagini, attese, tracce fisiche con le quali
occorre sempre fare i conti.
Una parte importante della ricerca urbanistica è peraltro svolta 27. Vi sono esempi clamorosi e noti nel
entro i Dipartimenti universitari e nei diversi cicli di Dottorato. A campo dell’ingegneria idraulica e del traffi-
co: stereotipi proposti dai ricercatori che si
me sembra che occorra guardare con occhi disincantati a questo sono dimostrati facilmente falsificabili alla
luce di concreti problemi proposti, alla luce
mondo interrogandosi se è entro l’Università che sono oggi pro- di una più matura riflessione sui temi
dotti i risultati di ricerca più interessanti ed innovativi; in parti- ambientali, da diverse amministrazioni. Ma
vi sono esempi analoghi, soprattutto nel
colare se entro l’Università non si abbia principalmente il conso- campo della costruzione di norme, che
lidamento e la sistemazione teorica di risultati acquisiti altrove: il riguardano più da vicino la ricerca urbani-
stica. La domanda, sovente espressa dalle
che non è poco, ma non è tutto30. amministrazioni, di una maggior flessibilità
delle norme non deve essere sempre inter-
L’incapacità dell’Università a svolgere ricerca sul campo, a svol- pretata come rinuncia ad una direzione del
gere in modi efficienti una ricerca produttrice di nuove informa- processo di costruzione, modificazione o
trasformazione della città e del territorio.
zioni, di nuovi dati ha diverse ragioni ed origini: tra queste le Spesso mette in evidenza problemi di natu-
ra teorica (relativi alle modalità di funziona-
principali riguardano l’entità e le modalità di finanziamento della mento dell’interazione sociale o relativi al
ricerca universitaria e della ricerca tout court in Italia, l’entità del- come arrestare, tramite la codificazione nor-
mativa, un processo di ricerca) che sono
l’impegno didattico dei docenti, i processi formativi dei ricerca- stati gravemente sottovalutati dagli urbani-
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numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 23
1999

sti. Come ha fatto notare, durante il dibatti- tori, le modalità di svolgimento dei corsi di dottorato, i livelli

Temi
to, A. Balducci, in una società quale l’attua-
le nella quale molti legami tradizionali (di retributivi di docenti e ricercatori, i rapporti tra mondo universi-
quartiere, di vicinato...) si sono rotti e nella
quale è aumentata la polarizzazione sociale, tario e mondo professionale, i rapporti tra università ed ammini-
le domande rivolte al piano ed alle politiche strazione pubblica. Ognuno di questi aspetti solleva questioni
urbanistiche tendono a particolarizzarsi. A
ciò corrisponde la moltiplicazione dei sog- assai delicate delle quali preferiamo spesso non parlare o alle
getti di governo o che percepiscono se stes- quali affidiamo troppo facilmente le cause del nostro relativo
si come tali e, naturalmente, ciò mostra la
necessità di un trattamento innovativo, più insuccesso. Ma essi non possono essere sottaciuti perché costitui-
fortemente interattivo, della domanda
sociale; qualcosa di simile a quanto è avve- scono le “condizioni generali” dello svolgimento di un’utile ricer-
nuto nella grande impresa con il passaggio ca e perché sollevano problemi assai gravi31.
dal modello fordista a quello Toyota cui
solitamente si allude contrapponendo i due Ad esempio, se si assiste oggi ad un’estesa frammentazione dei
termini di governance e governement.
28. Nel caso francese, ad esempio, è stato
temi di ricerca, ad una dispersione delle energie su temi tra loro
lanciato, nella primavera del 1997, un appel distanti, alla rinuncia di fatto all’acquisizione di risultati cumula-
d’offre, preceduto da una serie di seminari,
per la predisposizioni di programmi di tivi, ipotesi che non è detto possa essere convalidata da più
ricerca sui diversi aspetti della ville emergen- approfondite analisi dello stato della ricerca urbanistica in Italia,
te: hanno risposto 72 gruppi di ricerca; a 15
gruppi è stato offerto un contratto di ricerca. ciò si dà forse soprattutto entro l’Università32. In parte la respon-
I gruppi lavoreranno per tutto il 1998 ed il
1999; i risultati saranno presentati nel 2000. sabilità è nostra che per troppo lungo tempo abbiamo rinunciato
29. I punti sollevati in questo paragrafo a varare programmi di ricerca consistenti ed in grado di mobili-
hanno sollecitato un insieme di importanti
approfondimenti durante il dibattito segui- tare in una o poche direzioni la maggior parte o una parte consi-
to alla esposizione di questa relazione. stente dei ricercatori italiani33, che abbiamo frainteso il rapporto
Senza alcuna pretesa di volerli riassumere
in modi completi mi sembra importante tra esperienza ed elaborazione teorica, tra ricerca e professione34,
richiamare che Roberto Gambino ha sottoli-
neato come spesso la domanda di ricerca ma in larga misura la responsabilità è di una cultura politico-
espressa dalle amministrazioni coincida amministrativa che ha della ricerca una visione estremamente
oggi, con un forte spostamento rispetto agli
anni ’70 e ’80, con una domanda di “comu- strumentale e riduttiva, che accentua gli aspetti negativi di que-
nicazione informata”, con una domanda di
contestualizzazione delle scelte e di loro sta visione a proposito della ricerca urbanistica.
legittimazione sociale o anche solo con una
domanda di costruzione di una strategia
dell’attenzione. Ciò ha profonde conseguen- 6. Intersezioni
ze sui modi nei quali la ricerca viene svolta: La città è una macchina (se si vuole far ricorso a questa abusata
sulla sua perdita di innocenza e neutralità,
sulla sua parzialità e relatività, sulla sua metafora) di grande complicazione, assai più complicata di una
selettività orientata di temi, sui modi della
socializzazione dei suoi risultati. Stefano grande impresa. La politica urbanistica è assai più complicata di
Garano ha sottolineato come compito e tra- quella monetaria. Città ed urbanistica, per di più, toccano ciascun
dizione della migliore ricerca urbanistica sia
e sia stato anticipare la domanda sociale, cittadino assai più da vicino delle politiche di impresa o di quel-
piuttosto che seguirla. L’amministrazione
pubblica pone, in linea generale, quattro tipi
le monetarie. Eppure nell’immaginario collettivo i luoghi nei
di domande: chiede di conoscere, eventual- quali ricerca ed innovazione sono importanti sono quelli dell’im-
mente attraverso opportune simulazioni, gli
esiti possibili di alcune azioni, di compren-
dere il quadro di coerenze entro il quale le
presa e della politica economica. L’urbanistica è sommersa, nel-
l’immaginario collettivo, da un insieme di luoghi comuni che non
SIU N e w s l e t t e r
proprie azioni debbono inserirsi, di com-
prendere il valore strategico delle diverse le danno una legittimità tale da poter richiedere con forza mag-
azioni e le migliori modalità di loro realiz-
zazione e gestione. Le amministrazioni non giore sperimentazione, maggior produzione di nuovi dati, mag-
chiedono un prodotto di ricerca, quanto la giore attenzione agli aspetti teorici che essi sollevano. Anche da
gestione dei risultati della ricerca e di ciò,
come molti episodi sembrano mostrare, gli questo punto di vista il nostro paese differisce da alcuni altri
urbanisti non sembrano sempre essere con- paesi europei.
sapevoli.
30. So bene che questa affermazione può La ricerca urbanistica vive spesso, di conseguenza, a rimorchio di
suscitare (come effettivamente ha suscitato
durante il dibattito seguito alla relazione) altre discipline, mutuandone, spesso rincorrendone, concetti, ter-
qualche preoccupata reazione; per questo mini, immagini. A partire dagli anni ’60 (ma forse la cosa può
non vorrei venisse fraintesa. La mia idea,
maturata però osservando anche il panora- essere detta anche per periodi precedenti) la ricerca urbanistica è
ma della ricerca urbanistica in Italia ed in
Europa, è quella dell’urbanistica come stata forse troppo, comunque molto, debitrice nei confronti di
scienza sperimentale; un’idea che è forse altre aree disciplinari, anche se la geografia delle discipline credi-
difficile contraddire. Ogni scienza speri-
mentale si configura come riflessione su trici è mutata nel tempo seguendo in parte, ma solo in parte, gli
informazioni in parte prodotte esternamen- slittamenti e la dispersione del centro tematico cui si è fatto rife-
te ai propri “laboratori”, in parte espressa-
mente prodotte in laboratorio. Il progresso rimento nel primo punto di queste note.
di ogni scienza sperimentale è indissolubil-
mente legato alla produzione di nuove Innamoramenti momentanei, spesso solo personali, ma sovente
informazioni, di nuovi “dati” e alla loro collettivi e di lungo periodo, improvvisi silenzi di intere aree di
valutazione critica. E’ questa la ragione per
la quale le scienze dure continuano a pro- ricerca “altre” entrate stabilmente negli ordinamenti universitari
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24 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

nel periodo di loro più forte contatto, frequentazioni eterodosse e durre nuovi concetti, nuovi strumenti di
Temi

misura, nuovi dati, nuove ipotesi che li


provocatorie. Costruire un quadro sistematico di questo insieme interpretano, nuovi concetti, nuovi stru-
menti che li producono in condizioni estre-
di relazioni è forse sbagliato: le differenze locali e personali sem- me e così via. L’istituzione universitaria ha
brano essere più importanti delle uniformità e delle tendenze col- una reale difficoltà a produrre nuovi dati,
perlomeno nel campo dell’urbanistica, man-
lettive. candole un reale, concreto, pertinente labo-
Molto spesso queste improvvise intersezioni con altre aree non ratorio (è del tutto evidente che ciò che noi
chiamiamo spesso laboratorio non è che una
lasciano, apparentemente senza ragione, frutti tangibili nei com- pallida immagine di ciò che un laboratorio
dovrebbe e potrebbe essere). Per questo,
portamenti dei ricercatori35. Oggi stiamo assistendo ad una all’interno dell’Università, molti ricercatori
nuova configurazione delle principali intersezioni con altre aree si limitano a riflettere su dati prodotti altro-
ve. Attività importantissima ma monca, che
disciplinari: geologia, ingegneria idraulica, botanica, biologia rinuncia a produrre nuovi concetti, nuovi
sono divenute discipline osservate con reale curiosità dai ricerca- strumenti di misura, nuovi dati, nuovi con-
cetti, ecc.
tori nel campo dell’urbanistica e non tarderanno ad indurre, 31. Come è ovvio, di queste condizioni il
Rapporto dovrà attentamente occuparsi
almeno provvisoriamente, nuovi comportamenti di ricerca, a (attraverso una meticolosa indagine presso i
produrre nuovi concetti. diversi Dipartimenti) evitando però di risol-
versi in una lamentela, pur giustificata, per
Troppo spesso però, anche oggi come nel passato, la ricerca urba- l’esiguità dei finanziamenti e per i criteri di
loro distribuzione (temi peraltro più volte
nistica si è proposta come sintesi degli apporti altrui senza porta- affiorati nel dibattito seguito alla relazione).
re un proprio contributo specifico (in termini di produzione di 32. A me sembra, ad esempio, di poter affer-
mare che l’omogeneità ed il carattere cumu-
nuovi dati pertinenti e di nuove interpretazioni o teorie) e ciò ha lativo dei programmi di ricerca svolti
costruito, per la ricerca urbanistica, uno statuto scientifico (o la durante la costruzione di piani, nonostante
le profonde differenze tra i diversi ricercato-
richiesta implicita di uno statuto) “incredibile”, non condiviso da ri-progettisti, sia molto maggiore che non
tra le ricerche condotte entro l’istituzione
altri ricercatori36. Forse le ricerche urbanistiche, senza limitare in universitaria (si veda: C. Tosi, op. cit.). Il che
modi artificiali i propri oggetti ed il proprio campo di osserva- non è detto che sia un bene, potrebbe anche
essere la conseguenza di un atteggiamento
zione, debbono studiare di più ed in modi tecnicamente più per- adattativo non condivisibile.
tinenti ciò che da altri ricercatori, entro altre aree disciplinari, giu- 33. Gli esempi di Itaten, Returb e del proget-
to strategico Cnr I futuri della città vanno
stamente non viene osservato. nella giusta direzione; una direzione che è
battuta anche dalle ricerche promosse per la
costruzione della Carta della natura, ma non
7. Dell’utilità sociale della ricerca urbanistica ho dubbi nel sostenere che, seppur lodevoli,
sono ancora insufficienti.
Occorre però riconoscere che negli ultimi anni gli urbanisti hanno 34. Il rapporto tra ricerca e professione è
cercato di mostrare come alcune politiche pubbliche potessero stato a lungo discusso nel dibattito seguito a
questa relazione. In linea generale gli inter-
essere corrette alla luce delle loro ricerche. Abbandonando temi venuti hanno dissentito dalle posizioni qui
espresse viste come eccessivamente benevo-
forse troppo e sempre più stancamente affrontati in passato, le nei riguardi del ruolo assunto dai piani e
quale la riforma del quadro giuridico fondamentale37, essi hanno dai progetti urbanistici nel proporre e
sovente affrontare temi di ricerca innovativi
cercato di portare la loro attenzione su temi sostanziali. Itaten e e rilevanti e nei riguardi, più in generale,
SIU N e w s l e t t e r

della professione. A me sembra che il dibat-


Returb sono due esempi, ma nelle diverse sedi ed occasioni di tito sia stato spesso inficiato da alcuni
ricerca, si sono avuti casi ancora più articolati. malintesi dovuti all’utilizzo come sinonimi
di termini come esperienza, pratica e pro-
L’utilità sociale della ricerca urbanistica forse non può essere fessione. Tutte le scienze sperimentali sono
molto elevata nel breve periodo, ma nel medio e lungo periodo i nate a ridosso di sensate esperienze e per
molte di esse ciò ha significato un impor-
suoi risultati portano sempre al consolidarsi di immagini ed indi- tante ruolo iniziale dei practitioners (basti
pensare alle origini delle scienze mediche).
rizzi che divengono standard per molte amministrazioni pubbli- Anche se è vero, come ha sottolineato P.L.
che. L’efficacia dell’investimento nella ricerca, nella sperimenta- Crosta, che sovente niente ha più della pro-
fessione (male esercitata occorrerebbe
zione e nel progetto urbanistico, come quella dell’investimento aggiungere) un rapporto astratto con la real-
nel capitale umano, non è semplice a valutarsi. E’ per questo che tà, occorre anche riconoscere che altrettanto
sovente è proprio la professione (esercitata
in tutti i paesi l’investimento nella ricerca urbanistica viene trat- dagli stessi ricercatori o meno) che proble-
matizza in termini nuovi il rapporto con la
tato come quello nei “beni pubblici”. L’esempio delle ricerche per realtà. Forse sarà necessario che il Rapporto
le politiche ambientali nei paesi nord-europei è forse significati- sulla ricerca urbanistica in Italia, seguendo
Bourdieu come sembra suggerire Crosta,
vo a questo riguardo. rifletta più attentamente sui modi di produ-
Sono però portato a ritenere che alcuni ostacoli, nella “cultura” zione della conoscenza, sulla teoria, la prati-
ca e la teoria della pratica.
del paese e nella cultura degli stessi ricercatori (e dei protagonisti 35. Sono esempi per alcuni versi imbaraz-
zanti l’innamoramento per la location analy-
accademici entro le scuole), siano difficili da rimuovere e che uno sis, per i metodi della regional analysis e, più
dei modi sia quello di modificare le modalità di finanziamento in generale per la modellizzazione matema-
tica, per la teoria dei giochi, per la mappa-
della ricerca cioè parte delle “condizioni generali” cui prima face- tura del territorio à la Chapin, ecc. Forse
non è vero che queste intersezioni si siano
vo riferimento. L’esempio francese di una serie di seminari tenu- dimostrate inutili, che non fossero in grado
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numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 25
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di fornire risultati importanti; altre comuni- ti da studiosi che poi non parteciperanno ai gruppi di ricerca

Temi
tà scientifiche hanno continuato a conside-
rarle parte del proprio bagaglio cognitivo e (persone quindi o con dirette responsabilità nell’organizzazione
progettuale.
36. Molto ragionevolmente, ad esempio, scientifica, non amministrativa, della ricerca o che si astengano
Giorgio Piccinato ha fatto osservare durante provvisoriamente dal farla direttamente) che predispongano un
il dibattito che l’urbanista non è “cultural-
mente” impreparato nei confronti dei temi appel d’offre, che lancino cioè un programma non vago, che inter-
ambientali oggi al centro di molte attenzio- preta la domanda di ricerca di medio-lungo periodo del paese,
ni. Dopotutto l’urbanistica moderna nasce
a ridosso di un insieme di preoccupazioni che definiscano i requisiti delle ricerche, che valutino poi i pro-
ambientali. Di fronte a questi temi l’urbani-
sta è però “tecnicamente” impreparato e grammi di ricerca pervenuti, che discutano e rendano pubblici i
ciò rende spesso il suo contributo poco cre-
dibile.
risultati ottenuti, mi sembra un esempio da seguire a livello cen-
37. Che continua peraltro essere al centro trale con i dovuti miglioramenti e le necessarie modifiche38.
dell’attenzione di molti ricercatori.
38. La differenza con il sistema di finanzia- A livello locale mi sembra più interessante prendere spunto dal-
mento ministeriale della ricerca è radicale e l’esempio olandese. Già oggi le amministrazioni locali sono
consiste soprattutto nei modi nei quali si
giunge alla preventiva tematizzazione (for- sovente invitate a presentare progetti. Solitamente lo fanno in
mazione del programma dei seminari, for- vista dell’ottenimento di finanziamenti. I progetti, “cantierabili”,
mazione di un panel autorevole più che rap-
presentativo di ogni posizione, libertà di sono sovente di pessima qualità e non si appoggiano su alcuna
espressione dei membri del panel, loro pro-
venienza almeno europea, valorizzazione attività di ricerca; quando un’attività di ricerca è riconoscibile
dei giovani ricercatori, libertà dei responsa-
bili dei singoli gruppi di ricerca di scegliere
essa è sovente tecnologico-ingegneristica. Con più calma e lungi-
i partecipanti al gruppo al di fuori di logiche miranza, il meccanismo – ad esempio per quanto riguarda lavori
campanilistiche e corporative, adeguata
pubblicizzazione dell’intera operazione, pubblici e ambiente – potrebbe essere di molto migliorato. Non
impedimento di una sua utilizzazione tanto stabilendo requisiti dei progetti, ma delle ricerche che li
esclusivamente a fini di avanzamento nella
carriera accademica, ecc.). Non mi nascondo sostengono. Le polemiche recenti nei confronti delle dighe mobi-
ovviamente gli ostacoli ed i personalismi li veneziane costituiscono un esempio assai chiaro. La stessa
che occorre affrontare, ma questa, più che il
comitato dei lettori, è la vera garanzia e la costruzione di piani (un’attività comunque ineliminabile dalla
vera possibilità per portare la ricerca italia-
na ad un livello adeguato. pratica amministrativa italiana) soffre spesso di una troppo scar-
39. Molto spesso l’urbanista è costretto in
questo campo ad un confronto ravvicinato
sa e preventiva concettualizzazione dei temi e delle alternative
con i metodi “professionistici” di alcuni proponibili. La costruzione di scenari (che non può essere bana-
gruppi di ricercatori (analisti delle tendenze
di mercato o di specifici mercati: relativi a lizzata come troppo spesso avviene e ridotta al livello di una “tec-
specifici settori industriali, commerciali, nica”) è praticamente assente nella costruzione di piani e politi-
turistici, immobiliari, ecc.) e con la grande,
quanto ingiustificata, attendibilità della che o risolta il più delle volte in termini puramente retorici39.
quale essi godono presso le amministrazio- Al livello invece della singola sede universitaria e dei suoi canali
ni locali. Errori clamorosi, quale quello rela-
tivo alle previsioni di terziarizzazione negli istituzionali di finanziamento, la ricerca ed i singoli ricercatori
anni ’80, sono stati compiuti da questi grup-
pi di ricerca. Ciò non di meno ritengo vi sia dovrebbero essere lasciati assolutamente liberi di scegliere i pro-
sempre qualcosa da imparare anche da que-
ste ricerche, non fosse altro che qualcosa in
pri temi e metodi di ricerca. Spesso le grandi innovazioni sono
ordine all’immaginario degli imprenditori e
delle loro associazioni (dei quali spesso que-
sti gruppi sono emanazione diretta o indi-
nate da ricerche e da ricercatori marginali40.
Perché però queste proposte iniziali non si trasformino subito in
SIU N e w s l e t t e r
retta) ed ai loro particolarissimi meccanismi una nuova “legge dell’1%” (peraltro poco applicata) occorre una
di inferenza.
40. E’ questa forse la parte di ricerca che diversa cultura politico-amministrativa e civile. Senza i clamori
dovrebbe essere finanziata, con metodi un mediatici delle feste dell’architettura, forse un’azione più minuta
poco più trasparenti e meno autoritari degli
attuali dal ministero. di presentazione pubblica del futuro Rapporto sulla ricerca urbani-
stica in Italia, dei giudizi che esso consente di esprimere nei con-
fronti della città, del territorio e dell’ambiente, della domanda di
ricerca cui è urgente dare risposta, dei risultati di ricerca acquisi-
ti, dei suoi fronti di avanzamento e delle sue frontiere provviso-
rie è quanto la Società degli Urbanisti può concretamente fare.
OTTOBRE
26 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

Edoardo Salzano
Regioni
te all’area d’interesse del Corso di Laurea nelle sue
Il corso di laurea in PTUA di fondamentali articolazioni e si conclude con una
prima verifica delle capacità di comprensione ed
Venezia espressione. Il laboratorio del secondo anno è fina-
lizzato alla sperimentazione dei principali metodi
Finalità e caratteri generali del Corso di Laurea attinenti ai due orientamenti di “Politiche” e di
Il Corso di Laurea in Pianificazione territoriale, “Progettazione” e fornisce agli studenti elementi
urbanistica e ambientale, fondato nel 1971, forma utili alla scelta dell’orientamento da seguire nel
operatori specializzati nella pianificazione e secondo biennio. I laboratori del terzo e quarto
gestione delle trasformazioni della città, del terri- anno sono differenziati a seconda dell’orientamen-
torio e dell’ambiente, capaci di analizzare le strut- to prescelto. Nell’ambito dell’orientamento
ture e le dinamiche territoriali, di concorrere all’e- “Politiche” si compiono esperienze di analisi, valu-
laborazione di atti di pianificazione e programma- tazione e pianificazione riferite a problemi concre-
zione (piani territoriali e urbanistici, programmi, ti di gestione o pianificazione. Nell’ambito dell’o-
politiche di settore, valutazioni d’impatto ambien- rientamento “Progettazione” vengono condotte
tale economico, sociale), di definire strategie istitu- analisi e applicate tecniche e metodologie per la
zionali e d’impresa con riferimento al territorio progettazione dei piani territoriali e urbanistici.
(localizzazioni e politiche ad esse connesse). Esso L’istituzione del tirocinio propone l’integrazione
sviluppa le conoscenze riguardanti la natura, gli delle conoscenze acquisite durante il percorso di
scopi e i metodi della pianificazione territoriale e studi, con l’apprendimento di specifiche capacità
urbana, i caratteri dell’ambiente naturale e costrui- pratiche. Il programma di una formazione integra-
to, i processi di sviluppo economico e sociale, la tiva sul campo, più sperimentale rispetto all’ap-
valutazione e gestione dell’ambiente antropizzato, prendimento universitario tradizionale, è apprez-
il contesto politico e amministrativo della pratica zata e pienamente condivisa da tutte le istituzioni
professionale, il sistema istituzionale della pianifi- pubbliche e private contattate. L’esperienza di tiro-
cazione e, in generale, dell’intervento pubblico sul cinio è svolta dallo studente, a partire dal terzo
territorio, gli ambiti d’intervento pubblico e priva- anno di corso, presso qualificate strutture extrau-
to per il trattamento della domanda sociale. niversitarie pubbliche e private, italiane o stranie-
re, appositamente convenzionate con lo IUAV.
Organizzazione didattica Il Corso di Laurea in Pianificazione territoriale,
Il Corso dura quattro anni, ed è organizzato in urbanistica e ambientale ha una tradizione di rap-
semestri. L’attività didattica si svolge mediante porto ravvicinato tra docenti e studenti. Questo è
lezioni ex cathedra, attività di laboratorio e semi- stato favorito, nel passato, dal numero molto limi-
nari, nonché un periodo di tirocinio da svolgersi tato di studenti. Adesso, anche per effetto della
presso enti pubblici o aziende private convenzio- maggiore notorietà del Corso di Laurea, gli stu-
nate con lo IUAV. denti sono aumentati (sebbene non superino mai il
Le ore complessivamente impegnate nelle attività limite fissato di 200 studenti immatricolati all’an-
didattiche sono le seguenti: no). Per non correre il rischio di rendere anonimo e
– insegnamenti obbligatori: 2200 ore, ivi comprese distante il rapporto tra studenti e docenti (come
SIU N e w s l e t t e r

400 ore di laboratorio avviene nelle sedi molto affollate) si è instaurata


– insegnamenti: opzionali, scelti dagli studenti una prassi, eccezionale per l’Italia ma largamente
entro una gamma prestabilita: 600 ore usata in altri paesi: il tutoraggio. I docenti e ricer-
– attività integrative alla didattica, ivi compresi i catori del Corso di Laurea seguono ciascuno un
tirocini: 600 ore. piccolo gruppo di studenti, i quali possono rivol-
Dopo un primo biennio, che fornisce agli studenti gersi al loro “tutore” per la compilazione del piano
la formazione di base e gli strumenti concettuali e di studi e per qualsiasi necessità che riguardi,
operativi per seguire con profitto le successive fasi direttamente o indirettamente, il loro lavoro nell’u-
del processo formativo, lo studente può scegliere niversità (consigli sul modo di studiare, sulle fre-
tra due orientamenti, “Politiche” e quenze ai corsi e ai laboratori, suggerimenti sulle
“Progettazione”, volti a specializzare operatori letture da compiere e sulle cose da vedere, indica-
capaci di lavorare, rispettivamente, nel campo zioni utili per individuare e superare le eventuali
delle politiche urbane e territoriali, e in quello carenze di base). Gli studenti sono anche a loro
della progettazione delle trasformazioni fisiche e volta invitati a fornire ai tutori le valutazioni, le cri-
funzionali del territorio urbano ed extraurbano. tiche e i suggerimenti riguardo i contenuti e l’orga-
I laboratori, uno per ciascun anno di corso, realiz- nizzazione del Corso di Laurea, che i tutori stessi
zano esperienze pratiche; gli studenti sono tenuti a riporteranno agli organi di governo.
seguirli obbligatoriamente. Ogni laboratorio è con-
dotto da uno o più docenti e da un numero di ricer- Verso la riforma
catori e collaboratori a contratto tale da garantire In vista della riforma universitaria e del nuovo
che ciascuno di essi segua un gruppo di non più di ordinamento, nell’anno accademico 1999-2000 si
50 studenti. inizierà a sperimentare qualche aspetto sostanziale
Il laboratorio del primo anno introduce lo studen- del nuovo ordinamento:
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 27
1999

– si comincerà ad applicare, accanto al tradiziona- ne e gestione della città, del territorio e dell’am-

Regioni
le sistema delle annualità, il sistema dei crediti, biente, i quali siano capaci di elaborare e valutare
introducendo di conseguenza modifiche nella piani urbanistici e territoriali (attività centrale nella
composizione, nell’organizzazione e nella scansio- formazione del pianificatore), politiche pubbliche
ne dei programmi delle attività didattiche; di settore (casa, trasporti, servizi, attività produtti-
– a partire dall’esperienza dei tirocini e degli orga- ve, ambiente), piani di sviluppo socio-economico a
nismi coinvolti (enti locali, amministrazioni regio- scala locale e regionale, analisi di fattibilità econo-
nali e statali, aziende pubbliche e private) si costi- mica e finanziaria dei progetti, con particolare
tuirà una consulta università-società, per aiutare a attenzione sia alla progettazione vera e propria,
rendere più efficace il rapporto tra strutture didat- che agli impatti economici e ambientali.
tiche, studenti e mondo del lavoro; La gamma delle attività di pianificazione sulla
– si affronterà il tema difficile della contrattualiz- quale viene formato l’urbanista- pianificatore di
zazione del rapporto tra studenti e strutture didat- Reggio Calabria è molto ampia, e ad esse non cor-
tiche, cominciando a introdurre, accanto al contrat- rispondeva nel passato una figura professionale
to a tempo pieno (che comporterà l’obbligo della univoca. Benché la domanda di queste molteplici
presenza), anche quello a tempo definito (nel quale competenze, da parte sia degli enti pubblici (cen-
ci si gioverà di forme di insegnamento a distanza, trali e locali), che delle organizzazioni private
di incontri periodici con gli studenti, di attività (imprese, studi professionali) sia molto ampia e in
didattica intensiva). ulteriore aumento, l’offerta di formazione corri-
La riforma si propone anche di adoperarsi perché spondente da parte dell’Università italiana è stata
gli studenti dotati di un’adeguata preparazione di finora inadeguata e frammentata (surrogata solo in
base e che frequentino a tempo pieno abbiano la parte dalle specializzazioni all’estero o dalla for-
ragionevole certezza di ottenere il titolo di studi mazione “sul campo” attraverso la pratica profes-
nel tempo previsto. Si è constatato che non tutti gli sionale), con le eccezioni “storiche” di Venezia e
studenti hanno una adeguata preparazione di Reggio Calabria, e con quelle più recenti di Milano
base. Anche per questa ragione il Corso di laurea e, da quest’anno, di Palermo.
in Pianificazione si propone di intensificare l’espe- Diverse facoltà e diversi percorsi didattici hanno
rienza, utilmente avviata negli anni passati, di infatti contribuito a formare, fino ad oggi, questo
organizzare, all’inizio dell’anno accademico, corsi tipo di tecnici (facoltà di architettura, ingegneria,
di adeguamento della preparazione in alcune economia, lauree, dottorati di ricerca, scuole di
materie nelle quali le differenze nella preparazione specializzazione, corsi di perfezionamento). Il
di base sono più marcate (matematica, lingua nuovo ordinamento del CdL in PTUA ha positiva-
inglese, informatica, capacità espressive), e nelle mente contribuito a meglio definire la figura pro-
quali un adeguato livello di partenza è considera- fessionale del pianificatore e a raggruppare organi-
to essenziale per il corso di studi. camente le molteplici componenti della sua forma-
zione, rispetto, ad esempio, alla figura dell’archi-
tetto (più orientato alla progettazione fisica), del-
l’ingegnere (caratterizzato in senso tecnologico) o
dell’economista (più attento agli aspetti finanzia-
Enrico Costa ri), del giurista, del sociologo, dell’ecologo-natura-
lista, ecc.
SIU N e w s l e t t e r
Il corso di laurea in PTUA di
Il CdL in PTUA, così come delineato dall’ultima
Reggio Calabria riforma di Architettura, e realizzato a Reggio
Calabria, oltre alla redazione di piani urbanistici e
L’assetto attuale del CdL in PTUA territoriali, sviluppa anche le nuove tematiche del-
Il CdL in PTUA, istituito nel 1974 (allora denomi- l’ambiente, di crescente rilievo internazionale,
nato “Urbanistica” e successivamente della gestione delle risorse e degli interventi e della
“Pianificazione territoriale e Urbanistica”, e di valutazione dei progetti. Le competenze specifiche
durata quinquennale), è uno dei 3 corsi di laurea del laureato in PTUA riguardano, così, principal-
attivati dalla Facoltà di Architettura di Reggio mente l’individuazione dei problemi e degli obiet-
Calabria ( a sua volta fondata nel 1968). Nell’Anno tivi, la definizione delle diverse e più adatte forme
Accademico 1994-95 è stata avviata la riforma di intervento pubblico e dei suoi strumenti di
degli ordinamenti universitari dei Corsi di Laurea attuazione, la redazione dei piani, la valutazione
delle Facoltà di Architettura italiane. Il nuovo CdL dei progetti e del loro impatto ambientale, econo-
in PTUA risulta più breve (4 anni invece di 5), e mico e sociale, il controllo e la gestione delle diver-
maggiormente finalizzato alle esigenze contempo- se forme di intervento pubblico e privato. In base
ranee del settore, sia sul versante professionale, all’autonomia, le altre Sedi hanno connotato il pro-
che su quello scientifico. A Reggio Calabria la rifor- prio Corso di Laurea accentuando ciascuna le pro-
ma del CdL in PTUA è stata attuata fin dall’A.A. prie specificità, anche discostandosi rispetto a
1995-96. quelle di altre Università.
Scopo del CdL in PTUA è la formazione di opera- Il percorso formativo del nuovo CdL in PTUA si è,
tori specializzati nella progettazione, pianificazio- quindi, del tutto differenziato e rispetto a quello
OTTOBRE
28 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

degli altri Corsi di Laurea offerti dalle Facoltà di contenuti, affidando gli insegnamenti allo stesso
Regioni

Architettura, e rispetto ai singoli Corsi di Laurea di docente e programmandoli l’uno di seguito


Venezia, Reggio Calabria, Milano e Palermo. Si all’altro.
saluta quindi con favore l’iniziativa della SIU, Il Cdl in PTUA di Reggio Calabria trova il suo
momento naturale di riferimento e di coordina- naturale punto di riferimento scientifico-discipli-
mento. nare presso il Dipartimento di “Scienze Ambientali
e Territoriali”, interfacciandosi con, ed avvalendo-
Attuale organizzazione didattica sene, dell’offerta formativa del corso di Dottorato
La didattica del CdL in PTUA di Reggio Calabria, di Ricerca in “Pianificazione Territoriale”, che nella
che si caratterizza fra l’altro per una grande atten- sua lunga storia (15 cicli attivati), e nelle sue con-
zione alla storia dell’architettura e dell’urbanistica, nessioni internazionali (Boston Northeastern
ed al progetto di piano, è articolata in due Cicli di Univeristy, con i suoi Master e PhD, ed oggi anche
due anni ciascuno: il primo ciclo (1° e 2° anno) è l’Università di Lille con il Modulo europeo di
orientato alla “formazione di base”. Al termine del Dottorato) e nazionali (Napoli Federico II,
primo ciclo lo studente deve dimostrare di aver Cosenza, Catania) può annoverare fra i suoi ex
acquisito una conoscenza adeguata alle metodolo- allievi già diversi Professori Associati, Ricercatori
gie scientifiche e dei linguaggi relativi all’analisi, Universitari, Professori a contratto, ecc. La presen-
alla valutazione e all’intervento ambientale, terri- za del Dottorato di Ricerca arricchisce ulterior-
toriale e urbano, una buona capacità di lettura dei mente, ed in modo sinergico, i contenuti formativi
caratteri morfologici, strutturali e di formazione del Corso di Laurea (numerose iniziative vengono
storica dell’ambiente; una buona comprensione promosse congiuntamente), e viceversa, garanten-
dei meccanismi di trasformazione e gestione della do una “preparazione di base” finalizzata alla
città e del territorio; il secondo ciclo (3° e 4° anno) ricerca più fertile, e disposta a dialogare con altri
è orientato alla formazione scientifico-tecnica e saperi disciplinari (la prossima istituzione del
professionale, agli approfondimenti finalizzati alla Laboratorio della Complessità e dell’Innovazione,
Tesi di Laurea, e alla preparazione della tesi stessa. prevista dalla nostra ipotesi del 3+2, rappresenta la
Al termine del secondo ciclo, lo studente deve volontà precisa di definire un quadro concreto
dimostrare di possedere i principali strumenti della sperimentazione nella ricerca in urbanistica,
metodologici e le tecniche relative all’intervento e della multidisciplinarietà), che si confronta e si
sulla città, il territorio e l’ambiente, e alla valuta- forma sulle politiche urbanistiche in atto (ai vari
zione degli effetti delle diverse forme di interven- livelli territoriali), e che si caratterizza per “l’ag-
to, e di essere in grado di collocarli nell’ambito giornamento” delle tematiche espresse nei lavori
delle principali e più recenti teorie; e deve dimo- individuali (rispettando nel frattempo quella
strare di conoscere gli aspetti tecnici e culturali necessaria continuità scientifica e culturale), apren-
specifici dell’attività professionale. Nel II Ciclo (12 do, così, per dirla con Bernardo Secchi, “l’opportu-
annualità, di cui 8,5 obbligatorie e uguali per tutti, nità e la necessità di una presa di contatto diretto
e 2 Laboratori) si attua inoltre la differenziazione con il campo fisico, sociale ed istituzionale che si
per “orientamenti”. Sono proposti due orienta- sta indagando”.
menti: il primo, in “Pianificazione urbanistica”, Il lavoro fatto è molto, la credibilità dei corsi di lau-
SIU N e w s l e t t e r

privilegia la città e la progettazione urbanistica; il rea è sicuramente fuori discussione. Per quanto
secondo in “Pianificazione territoriale e ambienta- riguarda quello di Reggio Calabria, che ho avuto
le”, pur considerando la dimensione urbana, si l’onore e l’onere di dirigere dal 1987, è oggi in
estende anche alle tematiche più ampie del territo- buone mani, quelle del prof. Giuseppe Fera, eletto
rio e dell’ambiente, con un taglio più economico e Presidente all’unanimità il 14 luglio 1999. Fera con-
di valutazione. I due orientamenti differiscono per durrà sicuramente in porto il traghettamento del
quanto riguarda 3,5 annualità (2,5 obbligatorie e 1 CdL dall’attuale ordinamento a quello dei nuovi
“libera”) e i 2 Laboratori. decreti d’area. Porgo quindi i miei migliori auguri
L’introduzione di corsi ed esami semestrali è stata a lui, agli altri colleghi ed agli studenti.
un’importante novità del nuovo ordinamento: le
verifiche sul profitto degli studenti sono di fatto
intensificate, allo scopo di snellire il carico di lavo-
ro da portare all’esame. Molti corsi tradizional-
mente annuali sono stati così suddivisi in due Pier Carlo Palermo
semestri (ad esempio Economia urbana e regiona- Il corso di laurea in PTUA di
le è diventata Economia urbana ed Economia
regionale; Gestione urbanistica è diventata Milano
Gestione urbana e Pianificazione e gestione delle
aree metropolitane, Disegno e rilievo è diventato L’esperienza milanese è giunta ormai alla conclu-
Tecniche della rappresentazione e sione del quarto e ultimo anno (le prime lauree
Rappresentazione del territorio e dell’ambiente, e sono attese alle soglie del 2000) e la programma-
così via). Tuttavia, nella maggior parte dei casi si zione didattica ha confermato in sostanza il dise-
è mantenuta l’organicità e consequenzialità dei gno iniziale che, come ho già sostenuto, presenta-
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 29
1999

va alcuni caratteri distintivi rispetto alle esperien- (primo anno), Sociologia urbana (terzo), Politiche

Regioni
ze contemporanee di Venezia e di Reggio Calabria. sociali e Antropologia culturale (opzionali al quar-
Mi sembra che a Milano, più che altrove, si sia cer- to anno). Nel campo del diritto, lo studente può
cato intensamente di sperimentare un progetto for- compiere studi ed esperienze di Diritto ammini-
mativo orientato al tempo stesso in un senso pro- strativo (primo anno), Diritto urbanistico (terzo),
gettuale e gestionale; questa sfida determina una Diritto dell’ambiente (quarto). Il filone ambientale
serie di incognite o incertezze che solo al termine prevede un corso di Ecologia e uno di Geografia
del primo ciclo di sperimentazione potranno esse- del paesaggio e dell’ambiente al secondo anno;
re valutate in modo relativamente attendibile. corsi di Ecologia applicata e di Analisi e valutazio-
L’organizzazione degli studi prevede un’offerta ne ambientale al terzo; quindi, eventualmente, un
compatta e sostanzialmente obbligata per i primi orientamento mirato al quarto anno. Gli insegna-
tre anni (con la possibilità di opzioni parziali solo menti di storia comprendono un corso di Storia
al terzo anno per non più di 200 ore su 700); men- della città e del territorio al primo anno, una Storia
tre nel quarto e ultimo anno lo studente deve sce- delle trasformazioni territoriali al terzo, e una
gliere un laboratorio di laurea fra quattro proposte Storia dell’architettura (opzionale, al quarto). La
alternative e, in corrispondenza, può selezionare formazione tecnica è affidata a insegnamenti di
altre 600 ore di insegnamenti tra un insieme di Matematica e di Rappresentazione (primo anno),
opzioni (in parte consigliate, ma non obbligate). Lo Statistica e Cartografia (secondo), Fotogrammetria
scopo è garantire nello stesso tempo una formazio- e Telerilevamento (terzo e quarto); inoltre le inte-
ne unitaria coerente e responsabile (nel primo grazioni dei laboratori offrono competenze di ana-
triennio) e consentire allo studente la cura di alcu- lisi territoriale, in varie forme (metodologie, rilievi,
ni interessi emergenti nella fase di sintesi finale analisi empiriche).
(verso la progettazione urbana e urbanistica, la Il nucleo della formazione urbanistica è costituito
pianificazione ambientale, le politiche urbane e appunto da tre laboratori in sequenza (uno per
ambientali oppure le politiche insediative e infra- ogni anno), dedicati rispettivamente ai temi
strutturali, i temi generali dei quattro laboratori). dell’Analisi di città e territorio, della Urbanistica e
Va detto che in ogni caso non si tratta di specializ- della Progettazione Urbanistica, e da alcuni corsi:
zazioni: nell’arco di quattro anni di studi e in un Teorie della pianificazione al primo anno, Tecnica
campo di esperienze così denso e vario non avreb- urbanistica sia al secondo che al terzo,
be senso cercare di formare figure professionali Pianificazione territoriale al terzo. A queste espe-
specifiche. È nostra convinzione che la formazione rienze si affianca un filone che consideriamo fon-
dei laureati di Milano dovrebbe essere sostanzial- damentale (non presente nei programmi originari
mente equivalente, nonostante le differenze di di Reggio e Venezia) costituito da tre corsi di
opzione dell’ultimo anno: semplicemente potrà Composizione e progettazione urbana, dal secon-
variare l’ambito tematico nel quale saranno speri- do al quarto anno. Lo studente che desidera svol-
mentati principi e tecniche che costituiscono un gere la tesi di laurea su questi temi può optare per
patrimonio comune, sarà possibile disporre di un laboratorio di sintesi di Progettazione urbani-
qualche nozione più specifica in campi differenti, stica, nel quale si affrontano temi relativi alla reda-
ma si dovrebbe trattare di esperienze ampiamente zione di piani regolatori o strumenti attuativi,
mutuabili, che non possono essere intese come la
risposta matura ad alcune esigenze professionali (a
studi urbani e di valutazione urbanistica, progetti
urbani. Gli insegnamenti complementari consiglia-
SIU N e w s l e t t e r
questo scopo, più rilevante dovrebbe essere l’espe- ti investono i campi della composizione, della sto-
rienza del tirocinio). ria, della tecnologia, delle tecniche, del progetto di
infrastrutture, della riqualificazione urbana, della
Il progetto formativo prevede alcuni filoni di espe- ricerca antropologica e sociale.
rienze coordinate in senso verticale, fra le quali
dovrebbero essere sperimentati legami fertili nel L’introduzione ai temi delle politiche (e quindi in
corso di ogni singolo anno. Un’ipotesi saliente è la modo specifico a molte questioni trattate in questo
funzione costitutiva, non solo ausiliaria o comple- dossier) avviene al primo anno con lo stesso corso
mentare come nel progetto originario di Astengo, di Teorie della pianificazione, che vorrebbe costi-
che viene riconosciuta nel percorso formativo ad tuire un’esperienza di cerniera fra i due filoni; pro-
alcune esperienze di diversa matrice: storica, segue con un corso di Gestione urbana al secondo
sociologica, economica, giuridica, ambientale, tec- anno, di Politiche urbane e territoriali e di Analisi
nico-analitica. Fin dall’inizio, lo studente è impe- dei sistemi urbani e territoriali al terzo (il pro-
gnato in studi di economia: dopo un corso intro- gramma di Analisi è dedicato alle politiche tempo-
duttivo di Istituzioni al primo anno, seguono corsi rali); può essere poi approfondito da un apposito
(non tutti obbligatori) di Economia urbana al laboratorio di laurea, che dovrebbe divenire il
secondo, Economia dei trasporti ed Economia pub- luogo privilegiato nel quale sperimentare le prati-
blica al terzo, Economia regionale e dell’ambiente che emergenti qui illustrate: progetti territoriali,
al quarto. Il filone di esperienze sociologiche com- strategie e politiche, processi decisionali di intera-
prende nell’ordine gli insegnamenti di Sociologia zione e negoziazione, piani di settore, quadri di
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30 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999
Regioni
riferimento territoriali. nei confronti degli aspetti spaziali delle trasforma-
Le opzioni suggerite riguardano l’Analisi delle zioni della città e del territorio, inquadrare corret-
politiche pubbliche, ancora la Pianificazione terri- tamente il rapporto tra l’assetto degli insediamen-
toriale (con riferimento ai temi del governo del ter- ti e la loro configurazione tridimensionale, artico-
ritorio e delle politiche infrastrutturali a grande lare correttamente i contenuti della progettazione a
scala), l’Analisi dei sistemi urbani (in questo caso, scala territoriale e urbana.
il tema delle nuove “città digitali”), le Tecniche di Di conseguenza la Facoltà di Architettura, dall’an-
valutazione e programmazione urbanistica, le no accademico 1998/99 ha avviato il percorso for-
Politiche sociali, alcuni corsi di economia e di mativo corrispondente al corso di laurea in
infrastrutture, viabilità e trasporti. Pianificazione territoriale, urbanistica e ambienta-
L’altro filone di laurea è dedicato ai temi ambien- le con l’obiettivo di immettere nell’ambito della
tali, con orientamenti analitici, progettuali, ma ricerca, della didattica e della professione operato-
anche di politica. I temi principali sono l’elabora- ri di elevato livello culturale e tecnico in grado di
zione di piani territoriali di cordinamento, piani affrontare con appropriata consapevolezza e pre-
paesistici, dei parchi, di bacino, studi ambientali e parazione i problemi posti attualmente dalla com-
valutazioni di impatto Le opzioni consigliate plessità del contesto.
riguardano i campi della Geologia applicata, Non si tratta solo di affrontare il tema della tradi-
Analisi e valutazione ambientale, Economia e zionale urbanistica istituzionale fatta dalla gerar-
Diritto dell’ambiente, Pianificazione dei parchi chica catena della pianificazione degli enti locali,
naturali, oltre che insegnamenti tecnici nel campo ma di innestare una diversa consapevolezza del
della rappresentazione e dell’analisi del rischio territorio sul quale agiscono molteplici ed autore-
sismico. voli soggetti sociali pubblici e privati e nel quale
figure professionali nuove siano in grado di colle-
Il quadro che si viene a delineare è molto, forse gare una domanda crescente di progettazione con
troppo denso. Allo studente si chiede di compiere la costruzione economica e sociale e la sostenibili-
in quattro anni una esperienza avanzata in molte- tà fisico ambientale del territorio.
plici settori, che mettono in gioco una varietà di Appare necessario, pertanto, utilizzare appieno la
attitudini e di requisiti. Non è ancora chiaro quale revisione del tradizionale corso di laurea in
potrà essere l’esito. Per ora i risultati sono discreti Architettura, già in avanzata fase di attuazione,
da un punto di vista quantitativo (il tasso di attivando nuovi progetti formativi volti a costruire
abbandono è relativamente basso, il numero di profili culturali e professionali di interesse crescen-
esami superati è mediamente elevato), ma queste te con specifiche opportunità di lavoro.
indicazioni non sono sufficienti: sarà necessario La sempre maggiore domanda di capacità profes-
valutare la qualità delle esperienze e delle poten- sionali applicate nel campo della pianificazione
zialità nel momento della sintesi finale, e la loro territoriale, urbanistica e ambientale trova rispon-
coerenza con le nuove domande emergenti. In que- denza nella costruzione di un complesso sistema
sta fase, mi sembra possibile solo affermare che di conoscenza che ha oramai raggiunto adeguata
questo corso di laurea costituisce uno dei laborato- consapevolezza e maturazione anche attraverso
ri più interessanti oggi disponibili per concepire e un’ampia storia di costruzione disciplinare e di
SIU N e w s l e t t e r

sperimentare progetti formativi per pratiche inno- sperimentazioni applicative.


vative. La necessità di definire un uso efficace delle risor-
se comunitarie, nell’ambito della crescente integra-
zione europea, pone la problematica dello svilup-
po regionale come ambito specifico di una nuova
applicazione della pianificazione e del progetto
Nicola Giuliano Leone urbanistico, alle diverse scale territoriali ed urba-
Il corso di laurea in PTUA di ne, nel quadro di una indifferibile sostenibilità
Palermo dello sviluppo in ragione dei fattori ambientali e
della qualità dell’insediamento umano nel suo
La facoltà di Architettura di Palermo, negli anni complesso.
passati, pur accettando le ipotesi dell’urbanistica In questa direzione va accreditata la centralità
riformista che ha animato il dibattito di sostegno mediterranea di un corso che nasce in Sicilia per
dei corsi di laurea di Venezia e Reggio Calabria, ha dare corpo alle ragioni di un’area geoculturale che
ritenuto prematura una scissione tra saperi che costituisce anche priorità nell’intervento
condizionano entrambi e tanto direttamente la dell’Unione Europea, dove i dottori in pianifica-
natura e la qualità dell’insediamento umano sul zione potranno attivare le competenze acquisite e
territorio. diventare soggetti promotori di sviluppo.
Oggi si è raggiunta la certezza che solo la specifica Per queste ragioni il corso ha come linea condut-
costruzione di un percorso formativo per l’urbani- trice anche le tematiche della progettazione e pia-
stica e la pianificazione che nasca dalle Facoltà di nificazione nell’ambito delle politiche europee:
Architettura può garantire la necessaria attenzione esso nasce con un finanziamento del Fondo Sociale
OTTOBRE
numero uno Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI 31
1999

Europeo, attivato per iniziativa dell’Assessorato temporanea, Geologia applicata alla pianificazione

Regioni
Regionale del Lavoro e della Formazione territoriale, Ecologia, Sociologia dell'organizzazio-
Professionale. ne, Economia urbana, Gestione urbana,
Le questioni territoriali ed ambientali sono diven- Urbanistica, Laboratorio di Urbanistica (II anno).
tate una emergenza di natura improcrastinabile Il secondo ciclo è finalizzato alla formazione pro-
per il recupero e la messa in valore di opportunità fessionale. Lo studente deve dimostrare di posse-
attraverso iniziative capaci di trasformare in risor- dere e di sapere utilizzare i principali strumenti
se le valenze che un territorio possiede. Al futuro metodologici e le tecniche relative all’intervento
urbanista tocca costruire sistemi conoscitivi chiari sulla città, il territorio e l’ambiente e la valutazione
e trasferibili individuare valori, trasformarli in degli effetti delle diverse forme di intervento e di
politiche capaci di orientare i possibilismi delle piano e di essere in grado di collocarli nell’ambito
scelte e ricomporre quel sistema di coerenze terri- delle principali e più recenti teorie, e deve dimo-
toriali che fanno di un piano un progetto delle pos- strare di conoscere gli aspetti tecnici e culturali
sibili trasformazioni fisiche. specifici dell’attività professionale.
Nell’epoca della informatica e della telematica Il primo anno di studi del C. di L. in P.T.U.A. for-
costruire conoscenza del territorio diviene una nuova nisce:
arte fatta di cultura e scienza capace di guidare le 1. le basi metodologiche per l’analisi urbana, terri-
soluzioni tecniche verso valori che ricompongono la toriale e ambientale,
dimensione dell’insediamento umano sul territorio. 2. la conoscenza storica dei processi di trasforma-
Per questo è sempre più possibile definire processi zione della città e del territorio ,
capaci di esprime un adeguato controllo ambienta- 3. i fondamenti della rappresentazione del territo-
le e misurare gli interventi alla luce dei molti fatto- rio e dei fenomeni insediativi,
ri che condizionano oggi la qualità delle trasfor- 4. gli elementi del linguaggio della discipline urba-
mazioni. nistiche e della pianificazione territoriale,
Tutto questo è possibile solo in un nuovo corso di 5. i fondamenti per la interpretazione e la descri-
laurea fortemente centrato sul rapporto tra pro- zione dei fenomeni urbani e territoriali,
cessi conoscitivi e percorsi pianificatori la cui natu- 6. i primi fondamenti per la misura e la strumen-
ra impone una costruzione interdisciplinare del tazione del progetto di piano.
sapere.
A conclusione del primo anno alcune riflessioni
Quadro didattico generale e del primo ciclo di necessarie sono già state avviate. Appare non ade-
corso guato il modello di laboratorio adottato (tempi e
L’attività didattica è organizzata sulla base di doppio modulo) ed occorrerà definire una maggio-
annualità, costituite da corsi ufficiali di insegna- re disponibilità di tempo una più centratura della
mento monodisciplinari od integrati e da laborato- disciplina per consentire una sperimentazione più
ri di sperimentazione didattica per esercitazioni, piena ed un più adeguato apprendimento. Il CdL
attività guidate, visite tecniche, prove di accerta- di Palermo, con un numero programmato di 50
mento, ecc; allievi, ha attualmente 10 studenti diplomati e 38
In consonanza con gli obiettivi di sperimentazione studenti già laureati, prevalentemente in
formativa voluti dalla Comunità Europea, l’attivi-
tà didattica sarà svolta anche presso qualificate
Architettura. Di questi circa trenta sono i frequen-
tati, con una maggiore assiduità da parte dei diplo-
SIU N e w s l e t t e r
strutture esterne all’Università (istituzioni pubbli- mati. Per l’anno accademico 1999/2000 è stato atti-
che, istituti di ricerca scientifica, reparti di ricerca e vato il secondo anno, aperto alle iscrizione degli
sviluppo di enti ed imprese pubbliche o private allievi già laureati in Architettura.
operanti nel settore), con stipula di apposite con- Per il futuro, nell’ambito della riforma universita-
venzioni che possono prevedere anche l’utilizza- ria si ritiene possibile in tempi brevi la definizione
zione di esperti appartenenti a tali strutture ed isti- di un diploma intermedio dopo il terzo anno di
tuti, per attività didattiche speciali (corsi intensivi, studi con relativa tesi di diploma di laurea. L’idea
seminari, stages) da quotarsi in crediti didattici è quella di fare degli allievi del CdL in PTUA (a
sino alla concorrenza massima di una annualità. conclusione del terzo anno) degli analisti del terri-
L’organizzazione didattica è articolata in due cicli torio, costruttori di un’adeguata capacità interpre-
formativi. Il primo ciclo è finalizzato alla forma- tativa dello stato di fatto mirato alla progettazione
zione di base e le materie sono attualmente così ovvero al controllo dei comportamenti delle comu-
composte: Istituzioni di matematiche, nità insediate nel rapporto con la storia costruita e
Rappresentazione del territorio e dell’ambiente, con la natura dei luoghi.
Storia della città e del territorio, Sociologia, Si ritiene sempre più necessario un coordinamento
Istituzioni di economia , Geografia urbana e regio- delle iniziative nel merito a livello nazionale di cui,
nale, Teorie della pianificazione territoriale, per alcuni aspetti anche la SIU potrebbe farsi cari-
Fondamenti di urbanistica, Laboratorio introdutti- co, ma sarebbe necessaria anche l’attivazione di
vo (I anno); Topografia, Cartografia tematica ed una sorta di Conferenza nazionale dei Presidenti
automatica, Storia dell’urbanistica moderna e con- di consiglio di corso di laurea.
OTTOBRE
32 Bollettino della SOCIETÀ ITALIANA DEGLI URBANISTI numero uno
1999

RESPONSABILI LOCALI: Angela Barbanente, Bari, Dipartimento di Architettura e Urbanistica, angelab@dau02.poliba.it – Sandra Camicia, Perugia, Istituto di Ingegneria Ambientale, camicias@unipg.it – Maurizio Carta, Palermo, Dipartimento Città e Territorio,

deluca@unibas.it – Paolo Fusero, Genova, Dipartimento Pianificazione della Città, del Territorio e del Paesaggio, alcozer@polis.unige.it – Ugo Ischia, Venezia, Dipartimento di Urbanistica – Umberto Janin, Torino, Dipartimento Interateneo Territorio, janin@tin.it – Daniela
Lepore, Napoli, Dipartimento di Urbanistica, dalepore@unina.it – Mosé Ricci, Pescara, Dipartimento di Architettura e Urbanistica, ricci@sensible.it – Scira Menoni, Milano, Dipartimento di Scienze del Territorio, menoni@mail.polimi.it – Chiara Merlini, Ascoli – Domenico

Pianificazione del Territorio – Michele Talia, Roma Sapienza, Dipartimento di Pianificazione Territoriale e Urbana – Luciano Vettoretto, Venezia, Dipartimento di Analisi Economica e Sociale del Territorio, luciano@cidoc.unive.iuav.it – Bruno Zanon, Trento, Dipartimento
mcarta@unipa.it – Rita Colantonio, Ancona, Istituto di Disegno Architettura e Urbanistica – Paolo Colarossi, Roma Sapienza, Dipartimento di Architettura e Urbanistica – Giuseppe De Luca, Potenza, Dipartimento di Architettura, Pianificazione ed Infrastrutture di Trasporto,

Passarelli, Reggio Calabria, Dipartimento di Scienze Ambientali e Territoriali, dsat@unirc.it – Anna Palazzo, Roma III, Dipartimento di Progettazione e Scienze dell’Architettura, palazzo@arch.uniroma3.it – Massimo Preite, Firenze, Dipartimento di Urbanistica e
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10-12 November 1999 INTA 24 International Urban


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SRI LANKA 2000, THE INTERNATIONAL FEDERATION
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Inu, University of Salford (Uk), IFHP.NL@inter.nl.net
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28-31 March 2000 World Congress


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