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Unità didattica n.

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IL RITMO

Cos’è il ritmo? Se qualcuno ti facesse questa domanda sapresti rispondere con precisione? O avresti
qualche difficoltà a trovare le parole esatte? In effetti, anche se tutti abbiamo un'idea di cosa sia il ritmo, non
è così semplice come sembra darne una definizione precisa.

Il dizionario della lingua italiana alla voce ritmo dice: Ordine di successione o di frequenza di una
qualsiasi forma di movimento che si svolga nel tempo. In musica, la relazione che intercorre tra i valori
temporali delle note.

Questa definizione sottolinea subito una differenza tra il significato comune e quello musicale della
parola ritmo: comunemente infatti il ritmo viene associato ad eventi che si ripetono nel tempo con una certa
regolarità, come l’alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni, il ritmo cardiaco…

In musica, invece, per ritmo si intende l'insieme dei rapporti di durata fra i suoni.

Ecco, dunque, le parole chiave: rapporto, relazione

Ma cos’è che regola i rapporti temporali tra i suoni? Non c’è, anche nella musica, qualcosa che si
ripete a intervalli regolari e che sta alla base delle relazioni tra i suoni?

Come al solito, per trovare una risposta ai nostri quesiti cominciamo dall’ascolto di un brano: la
Marcia di Radetzky di J. Strauss.

https://www.youtube.com/watch?v=3XjQ7ssv9ag

Ascoltando brani di questo tipo viene spontaneo, come fa il pubblico del video, battere la mani “a tempo”.

Se hai fatto attenzione ti sarai accorto che, nonostante i suoni del brano abbiano durate diverse l’una
dall’altra, i battiti delle mani si ripetono a uguale distanza l’uno dall’altro; dunque c’é nella musica qualcosa
che si ripete ad intervalli regolari!

Prova ora a battere le mani a tempo ascoltando un brano dal carattere completamente diverso.

https://www.youtube.com/watch?v=eu5lv2Umn3M

Anche in questo caso i battiti delle mani sono stati regolari. Possiamo dunque concludere che, a
prescindere dal tipo di musica, dentro ogni melodia c’é qualcosa che si ripete ad intervalli regolari, quasi un
cuore che batte dentro la musica. Chiameremo questi battiti regolari pulsazioni o tempi.

Ripeti ancora l’esercizio con altri due brani molto diversi tra loro, la Polka ungherese di Johann
Strauss jr. e la Marcia funebre della Sinfonia n. 3 di L. v. Beethoven.

https://www.youtube.com/watch?v=6ZiQchK3e8I

https://www.youtube.com/watch?v=fCjdnaSZZdg

Avrai notato che ad una velocità diversa corrisponde un intervallo di tempo diverso tra una
pulsazione e l’altra. Per essere più precisi: più sono ravvicinate fra loro le pulsazioni più la musica è veloce.
Questo è un concetto fondamentale: in musica non possiamo parlare di “ritmo veloce” o “ritmo lento”,
perché la velocità è determinata dalla distanza che c'è tra una pulsazione e l'altra, non dal ritmo! Ascolta
ancora due brani con velocità differenti: Four Brothers dei Manhattan Transfer e Summertime di George
Gershwin:
https://www.youtube.com/watch?v=XdKEAyxrPd8

https://www.youtube.com/watch?v=MRdzIB_NKlE

Prova adesso a battere con le mani una serie di pulsazioni senza ascoltare alcuna musica. Sei sicuro
di essere riuscito a mantenere la stessa distanza tra un battito e l’altro? Forse può esserti di aiuto un piccolo
supporto, il battito di un metronomo. Il metronomo fu inventato nel 1813 da D. N. Winkel, anche se la sua
forma definitiva gli fu data da J. N. Maelzel nel 1816, proprio per aiutare i musicisti a “tenere il tempo”, a
mantenere, cioè, le pulsazioni a uguale distanza l’una dall’altra.

In effetti, se provi a battere le mani con il supporto del metronomo ti riuscirà molto più facile mantenere
sempre uguale la distanza tra un battito e l’altro.

Esegui, con l’aiuto del metronomo, la seguente serie di battiti:

⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝

⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝ ⃝

Probabilmente avrai incontrato qualche difficoltà ad eseguire correttamente l’esercizio: spesso succede di
perdere il filo anche se ci si sforza di mantenere la concentrazione. E’ un po’ quello che succederebbe se
qualcuno ci chiedesse di contare una serie di oggetti tutti uguali messi in fila, come, per esempio, le aste di
una staccionata:

Prova, invece, a contare le aste di quest’altra staccionata:


Questa volta è stato più facile, vero? Le diverse altezze dei paletti, infatti, creano dei raggruppamenti che ci
aiutano a contare più velocemente e con maggiore precisione.

Lo stesso avviene con le pulsazioni: se le raggruppiamo ci verrà più semplice “non perdere il filo”:

⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │

⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │

⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝│ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │ ⃝ ⃝ ⃝ │

Il raggruppamento, per quanto riguarda i suoni, avviene per mezzo dell’alternanza tra accenti forti e accenti
deboli; il raggruppamento precedente, ad esempio, deriva dal fatto che l’accento forte si ripete ogni tre
pulsazioni:

Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝

Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │Ó ⃝ ⃝│Ó ⃝ ⃝ │


Mediante l’alternarsi di accenti forti e deboli le pulsazioni vengono, quindi, raggruppate in modo da dare
maggiore ordine allo scorrere temporale dei suoni; ciascun gruppo di pulsazioni prende il nome di misura o
battuta.

I raggruppamenti sono di solito a due, a tre, a quattro, più raramente a cinque o a sette. Avremo quindi la
misura binaria se il raggruppamento è a due (forte, debole), la misura ternaria se è a tre (forte, debole,
debole), quaternaria se è a quattro (forte, debole, debole, debole).

Possiamo, a questo punto, sintetizzare i contenuti principali di questa unità didattica:


 Alla base del ritmo in musica c'è un battito regolare che chiamiamo pulsazione
o tempo; l'intervallo di tempo che intercorre tra una pulsazione e l'altra è
sempre uguale.
 La durata dell'intervallo di tempo tra una pulsazione e l'altra determina la
velocità del brano (pulsazioni ravvicinate = brano veloce; pulsazioni
distanziate = brano lento).
 Mediante l'alternarsi di accenti forti e deboli le pulsazioni o tempi vengono
raggruppati (a due, a tre, a quattro) dando origine alla battuta o misura.

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