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LA CRISI DEL TRECENTO

Crisi agricola
Dal 13° secolo il clima ebbe un cambiamento ovvero gli inverni molto più freddi e il privare molto più
piovosi portando una conseguenza sui raccolti (appassivano).

Inoltre ci furono sempre più guerre e per questa ragione i soldati passavano dai villaggi e le campagne dove
bruciavano tutto quello che gli si presentava davanti per indebolire il nemico e quindi la produzione agricola
diminuì comportando cosi anche perdita di risorse alimentare.

Peste nera
Intorno al 1348 in Europa arrivo la PESTE NERA (chiamata così perché sulla pelle dei contagiati spuntavano
delle chiazze nere) questa malattia veniva trasmessa dai TOPI (che erano presente sulle stive delle navi,
soprattutto quelle che provenivano dall’Asia) questa malattia uccideva in pochi giorni creando così un
ENORME calo demografico perché in 2 anni uccise 1/3 del popolo europeo.

Peste nera in europa


All’epoca era una malattia sconosciuta perché non si sapeva come si contagiava o come curarla si sapeva
solo che uccideva e che si diffondeva molto velocemente.

E quindi la popolazione si convinse che fosse un castigo divino e per questa motivazione fecero molte
manifestazioni, ma il popolo non sapeva che la diffusione era dovuta alla brutta alimentazione della
popolazione e le scarse condizioni igeniche.

Tanto perché non si sapeva come combatterla questa diffusione si creò un po’ di panico nelle persone le
famiglie abbandonarono i loro malati i morti non venivano sepolti.

La popolazione si convince diffusione di questa malattia e causata dagli ebrei tramite delle pomate
velenose con una colpa causata dalla religione cristiana(ovvero aver ucciso gesù ) sia il fatto che a
differenza dei cristiani era concesso il prestito di interesse (questo chiaramente perche i cristiani provavono
odio)

Crisi economica
Logicamente con questo calo drastico cambiamento climatico le carestie e la peste nera porto anche una
grossa crisi economica perché con le morti c’era meno gente che lavorava e a sua volta c’era meno gente
che compravano, le campagne si spopolavano i campi restarono incolti le foreste cominciarono a prendere
il posto dei campi coltivati, chiusero le botteghe perché nessuno logicamente comprava (perché le poche
persona in sane avevano paura di prendere la peste)

Entrarono in crisi anche le banche perché tutti coloro che avevano fatto dei prestiti con le banche dopo la
peste nessuno fu in grado di pagare i debiti.

A soffrire maggiormente in questa crisi furono le classi sociali più deboli che provarono ad organiate delle
rivolte che però non andavano quasi mai a buon fine e una delle rivolte più famose fu quella chiamata
Jacquerie che scoppio in Francia perché i contadini erano stanche dell’aumento delle tasse e assaltarono i
castelli e li incendiarono dopo aver preso tutto che potevano

Anni dopo scoppiarono della rivolta in Italia tra la più famosa il tumulto dei ciompi (precisamente a Firenze)
per rivendicare salari o condizioni di lavoro migliori e per potere avere una maggiore presenza nella
politica. In un primo momento la rivolta ebbe successo ma in seguito la ricchezza della borghesia riuscì a
sconfiggere i ribelli.

(Tutti questi cambiamenti misero in crisi il sistema feudale)


Il declino del sacro romano impero germanico
Il trecento e anche il secolo che vede tramontare l’impero perché dopo la morte di Federico II il trono
rimase vuoto per vent’anni e l’impero germanico divenne uno stato frammentato (tante città autonome)

Solo nel 1273 i principi tedeschi riescono a mettersi d’accordo per nominare un imperatore e nominano
Rodolfo I d’Amburgo che espanse i propri domini fino all’attuale austria.

Da quel momento e per una centinaia di anni gli imperatori vengono scelti tra le famiglie di Asburgo e dei
Lussemburgo e cominciarono a disinteressarsi dei territori tedeschi

Nel 1356 l’imperatore Carlo IV di Lussemburgo emana la bolla d’oro con cui chiariva che il titolo
dell’imperatore aveva valore sole nei territori tedeschi e liberava il papa dalla conferma e consacrazione
della carica. (quindi il titolo di imperatore valeva solo nei territori tedeschi quindi perde forza)

Lo scisma d’oriente
Crisi religiosa
Dopo la morte di Bonifacio VIII filippo il bello riuscì a fare eleggere il papa un vescovo francese che
d’accordo con filippo sposto la sede del papato ad Avignone (una città a sud di Marsilia)

Comincio così la cosiddetta cattività avignonese (come se la chiesa fosse prigioniera) che duro fino al 1377
con un susseguirsi di 6 papi tutti francesi e sottomessi alla monarchia francese

I papi quindi con questa cattività avignonese persero il controllo su Roma tanto che per alcuni anni fu
governata sul modello dei comuni toscani.

In fine nel 1377 la sede papale fu riportata a Roma ma non tutti erano d’accordo per qui la chiese cattolica
(lungo questo periodo di crisi) ebbe due papi uno ad Avignone ed un altro a Roma.

E qui vediamo lo scisma d’occidente ovvero la divisione di questi 2 papi che si combattono e si
scomunicavano a vicenda.

Lo scisma di occidente si concluse nel 1417 con il concilio di costanza che elesse un unico papa (Martino IV)
con sede a Roma.

Il papa quindi riprese i controlli dei territori della chiesa ma piano piano perse autorità perché ormai il papa
veniva considerato un sovrano e non più un capo religioso

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