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Positivismo

Caratteri generali del positivismo:


Il positivismo è un movimento filosofico e culturale, caratterizzato dall’esaltazione della scienza. Il Nome deriva dal termine
“positivo”, il quale ricopre due significati fondamentali:
- positivo è tutto ciò che è reale e sperimentale, in opposizione a ciò che è astratto e metafisico.
- positivo è anche ciò che appare pratico ed efficace, in opposizione a ciò che è inutile ed ozioso.

Le convinzioni di fondo del positivismo sono:


• La scienza è l’unica conoscenza possibile ed il suo metodo è l’unico efficace, pertanto tutto ciò che viene mostrato per altre vie non dà origine
a conoscenza. Dunque la metafisica è priva di valore conoscitivo.
• La filosofia, non avendo un proprio specifico oggetto di studio, è vista come la totalità del sapere positivo e dei principi comuni a tutte le altre
scienze. Dunque essa si concretizza in una conoscenza unificata e generale, divenendo “studio delle generalità scientifiche”.
• Il metodo scientifico va esteso a tutti i campi del sapere, anche quello umano e sociale: nasce così la sociologia.
• Il progresso della scienza è all'origine del progresso umano e della nuova riorganizzazione della società. Questo progresso porterà al
superamento della crisi del mondo moderno (quest’ultimo punto mostra la consapevolezza di una profonda crisi storica, la quale comporta una
rottura irreparabile con il passato). Il positivismo si divide in due fasi:
-nella prima fase si caratterizza per la ricerca di un superamento della crisi storico-culturale e per il proponimento di un modello politico
“organicistico” ed anti-liberale.
-nella seconda fase, invece, si caratterizza per la consapevolezza di alimentare un progresso scientifico già in atto e per la difesa di una politica
liberalista.

Positivismo ed illuminismo:
Il positivismo, per certi versi, può essere considerato come una ripresa originale delle caratteristiche illuministiche portate
all’interno di una nuova situazione storico-sociale post-rivoluzionaria.
Positivismo ed illuminismo presentano i seguenti punti in comune:
- Estrema fiducia nella ragione e nel sapere, concepiti come strumenti di progresso al servizio dell’uomo e del bene comune.
- Esaltazione della scienza a scapito della metafisica e di ogni sapere non verificabile dal metodo scientifico.
- Visione tendenzialmente laica ed immanentistica della vita.
Ma queste due correnti presentano anche alcune differenze:
- Mentre gli illuministi hanno combattuto contro forze culturali e sociali ancora dominanti, facendosi promotori dell’ascesa della borghesia, i positivisti agiscono
in una situazione che vede già radicate le mentalità laiche, il pensiero scientifico ed il successo della classe borghese. Da ciò deriva la minor carica polemica
del positivismo, che considera le vecchie istituzioni superate e destinate a scomparire in virtù del progresso.
- Mentre l’illuminismo si configura come un riformismo rivoluzionario (tradotto in atto dalla rivoluzione francese), il positivismo è anti-rivoluzionario e contrario
alle nuove forze sociali rappresentate dal proletariato e dalle dottrine socialiste.
- Mentre gli illuministi utilizzano la filosofia per legittimare il loro sapere e per ricercare un fondamento gnoseologico e critico della scienza, i positivisti, dando
per scontata la validità del sapere scientifico, considerano la ricerca filosofica come atta a proporre una sintesi unificatrice e generalizzatrice dei vari risultati
scientifici.
- Mentre nell’illuminismo il richiamo alla scienza funge da strumento per la dissoluzione delle credenze, nel positivismo si concretizza come l’unica fonte di
certezza assoluta, sostituendosi a quelle stesse credenze che l’illuminismo voleva screditare. Nel positivismo avviene dunque l’assolutizzazione della scienza.

Positivismo e romanticismo:
- Idealismo romantico e positivismo sono per molti aspetti filosofie profondamente diverse:
Infatti il primo nasce in Germania e si sviluppa dal pensiero kantiano, il secondo nasce in Francia e si riconnette all’eredità illuministica.
L’uno parla di Spirito e di dialettica, mentre l’altro di Umanità e di progresso.
L’uno si afferma in una società dove è mancata la rivoluzione borghese, l’altro in una società che ha conosciuto uno dei più grandi processi
rivoluzionari del mondo.
L’uno è collegato al ceto medio di una società pre-industriale, l’altro esprime gli interessi e le ideologie della borghesia industriale e
capitalistica.
- Tuttavia tutto ciò non esclude la possibilità di una comune struttura di fondo e di una reciproca influenza.
Infatti il positivismo, a ben guardare, si rivela come il “romanticismo della scienza”, e cioè come l’assolutizzazione del sapere positivo. Dunque
proprio come il romanticismo carica la poesia e la filosofia di significati assoluti, così fa il positivismo nei riguardi della scienza.
Idealismo romantico e positivismo risultano accomunati dai seguenti punti:
• Entrambi concepiscono la realtà come una totalità processuale necessaria; infatti idealisti e positivisti vedono il reale come un processo nel
quale ogni evento è il risultato di un progresso rispetto al passato e la condizione di un miglioramento futuro. Questo schema generale
caratterizza la maggior parte delle filosofie ottocentesche e nell’idealismo assume la forma di “svolgimento necessario dello Spirito” (Hegel),
nel positivismo assume quella di “epoche e stadi dell’umanità” (Comte). Successivamente l’evoluzionismo (Darwin) ha esteso questo schema
all’intera realtà, facendone la base di una teoria complessiva dell’universo.
• Idealisti e positivisti tendono a considerare il finito come manifestazione di una realtà infinita e a concepire l’esistente sottoforma di una
successione di avvenimenti, ognuno dei quali costituisce l’anello di una catena necessaria che appare in marcia verso qualche risultato finale,
che coincide di solito in una condizione ottimistica.
• L’idealista, come il positivista, tende a farsi profeta di una situazione futura, inscritta nella realtà e garantita nel suo processo. Da ciò, sia la
celebrazione idealistica dell’esistente (“tutto ciò che è reale è razionale”), sia il culto positivista del dato reale (“il fatto è divino”), portano ad
assumere un atteggiamento essenzialmente giustificazionista nei confronti del reale, considerato come una struttura necessaria e nel
complesso positiva, in rapporto al quale il negativo risulta solo un momento nel realizzarsi del positivo.
Comte
Il positivismo trova il suo interprete più significativo in August Comte.Ci troviamo in un'epoca di grande instabilità sociale, il
disordine attraversa tutta la società europea dell'Ottocento, Schopenhauer ha una visione dolente e pessimista della vita che
riscatta con l'ascesi, kierkegaard trova rifugio nella fede Cristiana, Marx riflette sull'ingiustizia presente nella società e parla
della necessità di una rivoluzione. Come te non perde il suo ottimismo di fronte alle difficoltà sociali del tempo e confida che la
scienza possa liberare la società moderna dal disagio. Pensa che la società europea sia in crisi a causa di una crisi culturale, e
per risolverla bisogna intervenire sul piano del sapere e sull'organizzazione delle conoscenze.

L’intento di Comte è mostrare come il cammino dello spirito umano attraverso una serie di fasi successive e segua una legge
fondamentale di evoluzione che è alla base sia della storia collettiva sia di quella individuale.
Tale legge è la legge dei tre stadi (legge del progressivo miglioramento dell’uomo), la quale afferma che ciascuna branca della
conoscenza umana passa attraverso tre stadi differenti: teologico e fittizio, metafisico o astratto, scientifico o positivo.
-Stadio teologico: Rappresenta l’infanzia dell’individuo e dell’umanità, immersa nell’immaginazione. Nello stadio teologico l’uomo,
dirigendo la propria ricerca verso le cause finali e le conoscenze assolute, pensa ai fenomeni come prodotti dall’azione di agenti
soprannaturali ed esseri straordinari. Comte lo divide in tre fasi: La prima è rappresentata dal feticismo che coincide nell'attribuire una vita
propria a varie entità considerate superiori(gli astri), la seconda fase consiste nel politeismo in cui l'uomo comincia a credere in misteriosi
esseri invisibili che agiscono attraverso i fenomeni naturali (divinità), poi la terza frase è il monoteismo in cui la religione si semplifica a tal
punto che l'uomo riconosce un solo Dio.
Contemporaneamente però comincia il declino della teologia in quanto la ragione restringe normalmente il campo dell'immaginazione e quindi
si passa allo stadio successivo.
-Stadio metafisico: Rappresenta la giovinezza dell’individuo e dell’umanità, ora caratterizzata dalla ragione. Nello stadio metafisico gli
uomini tentano di spiegare i fenomeni tramite forze astratte, essenze, astrazioni personificate. La metafisica Infatti altro non è che una sorta
di teologia privata della pretesa religiosa ed è al contempo un presentimento dello stadio positivo grazie all'importanza che attribuisce il
ragionamento critico. Questo stadio è una malattia della crescita che ci porta all’ultima fase.
-Stadio positivo: Rappresenta la maturità dell’individuo e dell’umanità, guidata dal metodo scientifico. Nello stadio positivo lo spirito umano,
riconoscendo l’impossibilità di raggiungere nozioni assolute rinuncia alla ricerca delle cause finali ed intime dei fenomeni e si applica
unicamente, mediante l’uso dell’osservazione e della ragione, a scoprire il loro funzionamento e le loro leggi.

Comte fa corrispondere ad ogni stadio una specifica organizzazione socio-politica. Rispettivamente: monarchia teocratica e
militare, sovranità popolare , organizzazione scientifica della società industriale.

Questa legge è importante sia nella storia del mondo che in quella dei singoli. Infatti, secondo Comte,ripercorrendo la nostra
storia personale tutti siamo stati teologi nell'infanzia, metafisici nella giovinezza e fisici nell'età adulta. Lo sbaglio che non
bisogna commettere è quello di considerare il passato come fonte di errori, perché sono state le scelte giuste se si considera il
tempo in cui sono state fatte e le conoscenze che si avevano. Questa visione vale sia per la vita personale che quella collettiva,
poichè la conoscenza è sempre frutto del periodo storico.

Tuttavia, secondo Comte, ancora non tutte le branche del sapere umano rientrano pienamente nello spirito positivo. Secondo il
filosofo, questa imperfezione produce uno stato di anarchia intellettuale che è tipico della società moderna, nella quale i tre stadi
continuano a coesistere rendendo impossibile la creazione di una perfetta organizzazione sociale. Comte si propone l’obiettivo
di far prevalere la corrente positiva sulle altre due creando una filosofia positiva, in grado di portare a termine la crisi intellettuale
che tormenta l’epoca moderna.
Per fare ciò la sua filosofia deve liberare le scienze sociali dai residui teologici e metafisici ed estendere a loro i metodi di
indagine scientifica.
La nuova filosofia positiva presuppone un’enciclopedia delle scienze, dalla quale Comte esclude le conoscenze applicate della
tecnica e delle arti, limitandosi a considerare le scienze speculative. La nuova enciclopedia delle scienze è costituita da cinque
discipline fondamentali: astronomia, fisica, chimica, biologia e sociologia.
Di questa gerarchia non fanno parte né la matematica, né la logica, né la psicologia.
- La matematica è esclusa perché, in quanto base di ogni scienza, è già compresa in ogni disciplina scientifica.
- La logica è esclusa perché Comte crede che essa rappresenti il metodo stesso di ogni branca del sapere.
- La psicologia non è considerata una scienza perché i fenomeni intellettuali su cui si fonda non si possono studiare, in quanto
non sono né quantificabili, né osservabili nell’atto stesso in cui si verificano. Ciò che vi è di scientifico nella psicologia da un lato
è riconducibile alla biologia (che per esempio può studiare il funzionamento del cervello), dall’altro alla sociologia (che studia i
comportamenti sociali degli individui).
- Teologia e metafisica sono escluse perché non considerate scienze positive
I criteri di ordine logico di collocazione delle Scienze sono:
-l’ ordine storico della loro comparsa nella società
-l’ordine del loro raggiungimento dello stadio positivo
- L'ordine in cui devono essere insegnate:Poiché ogni scienza più complessa eredita nella sua indagine i risultati della Scienza
precedente e serve di base a quella successiva
La sociologia:
La scienza alla quale sono subordinate tutte le altre scienze è la sociologia. Questa disciplina studia, infatti, il sistema delle
operazioni filosofiche e politiche, che devono liberare la società moderna dalla sua anarchia intellettuale e darle una nuova e
salda organizzazione. In tal senso la sociologia deve concepire i fenomeni sociali come soggetti a leggi naturali che ne rendano
possibile la previsione.

La sociologia è divisa da Comte in:


- statica, Si fonda sull'idea dell'ordine, sulle connessioni necessarie tra le varie parti che compongono il corpo sociale. Essa si
occupa degli aspetti permanenti della struttura della società, ovvero studia le istituzioni sociali per ciò che sono in un
determinato momento storico.
- dinamica, che si fonda sull’idea del progresso, la quale afferma che ogni stadio sociale è il risultato necessario del precedente
e la base indispensabile del seguente.
L’idea del progresso È una lozione essenziale per Comte e per il perfezionamento incessante dell'umanità . Il momento
conclusivo è lo stadio positivo in cui si ripristina la condizione di equilibrio. Tale condizione è fondata sulla conoscenza
scientifica dei fenomeni e dunque sul loro effettivo dominio in tutti gli ambiti dell'esperienza umana.

La dottrina della scienza:


Comte concepisce la scienza come volta a stabilire il dominio dell’uomo sulla natura. Egli infatti afferma che la conoscenza delle
leggi dei fenomeni, porta alla loro previsione, la quale a sua volta conduce l’uomo a modificare la natura a proprio vantaggio (la
formulazione delle leggi permette la previsione dei fenomeni e la previsione dirige l’azione dell’uomo sulla natura).

La sociocrazia:
L’opera di Comte risulta diretta a favorire lo sviluppo di una società nuova che egli chiama sociocrazia, la quale rappresenta un
regime fondato sulla sociologia (non meno assolutista di quello teocratico fondato sulla teologia).
Questa nuova politica positiva avrebbe dovuto trasformare, nell’immaginario di Comte, la filosofia positiva in una vera e propria
religione, attraverso la fondazione di un’unità dogmatica, culturale e pratica dell’umanità. In questa religione il concetto di
Umanità, che avrebbe preso il posto di Dio, assume un carattere storico: essa è la continua tradizione culturale e civile del
genere umano, non è una somma di individui, ma l’espressione di un grande Essere, una totalità organica (in tal senso Comte si
pone contro l’individualismo).
Il positivismo pretende di lasciarsi alle spalle la metafisica; tuttavia, Comte non ci riesce. Egli infatti mostra un atteggiamento
fortemente metafisico con la creazione di una vera e propria religione della scienza.

-Cosa pensavano i positivisti del marxismo? Molti lo ritenevano una forma di metafisica, poiché pretendeva di cogliere l’uomo
nel suo aspetto strutturale.
-Cosa pensavano i marxisti dei positivisti? Sostenevano che fosse l’ideologia della borghesia vincente, che riduce il concetto di
progresso a progresso scientifico- tecnologico. Da ciò derivava un atteggiamento conservatore o comunque moderato da parte
dei positivisti che tendevano a mantenere le istituzioni politiche vigenti.
-La socialdemocrazia. Alcuni intellettuali cercarono di coniugare il positivismo al marxismo. Da ciò nacque la socialdemocrazia
che congiungeva le due ideologie nel concetto di riforma, secondo il quale si poteva migliorare la società mantenendo le
istituzioni vigenti e conseguentemente aumentare il progresso.
Nietzsche
Nietzsche nasce in un contesto culturale dominato dal positivismo, dalla fiducia nella scienza e nelle tecniche.
Tutti i fenomeni che lui considera negativamente, come segni di massificazione della società che in nome di valori come
l'uguaglianza la giustizia comporta.un livellamento degli individui conducendoli alla perdita della propria identità, diventando un
gregge. Nietzsche è insofferente nei confronti delle filosofie di quel tempo: il positivismo che individua nel progresso scientifico
la risoluzione di tutti i mali e il marxismo e il socialismo che ambiscono invece ha una società di eguali.

Proprio per questo è considerato una figura molto singolare, nasce in Sassonia da un pastore protestante che gli insegna quindi
la religione ma dopo la morte del padre si trova a crescere in un ambiente totalmente femminile: la nonna, la mamma, le zie, la
sorella. Dimostra una grande passione per la musica e la letteratura, studia filologia classica e viene chiamato a soli 25 anni ad
insegnare come docente di filologia classica a Basilea. In questo periodo fa amicizia con Richard Wagner, successivamente
però se ne allontana arrivando a nutrire odio e disprezzo nei suoi confronti.
Agli anni felici del primo insegnamento susseguirà un periodo difficile in cui si aggraveranno i suoi problemi di salute quindi
deciderà di dimettersi. La sua solitudine si acuisce e si sente ormai fuori da ogni legame con gli uomini del suo tempo. A 45
anni si verifica il primo crollo psichico quando a Torino abbraccia tra le lacrime un cavallo maltrattato da un vetturino e viene
riportato in albergo. quello è il momento della rivelazione della sua follia.

A questo punto si apriranno due filoni critici sulle sue opere: Chi sostiene che il crollo nervoso è dovuto all'eccesso di lavoro
mentre altri sostengono che in tutti i suoi libri ci sono segni di follia. Alla base di questo dibattito c'è la difficile interpretazione
dei suoi scritti, che sono molto complicati a causa di tanti aforismi metafore simboli ma sono coerenti con lo stile del filosofo che
vuole contrapporsi alla cultura tradizionale anche attraverso una modalità espressiva estrema e paradossale.

Le fasi della filosofia Nietzschiana sono:


- La fase filologico romantica ( la nascita della tragedia dallo spirito della musica - considerazioni inattuali)
- la fase illuministico critica ( umano, troppo umano - La Gaia scienza )
- La fase dell'Eterno ritorno e della volontà di potenza (Così parlò Zarathustra - la volontà di potenza)

FINIRE

Per capire una parte della filosofia di Nietzsche terremo presente il discorso nel quale Zarathustra parla delle tre metamorfosi dello spirito: il Cammello, il leone
e il fanciullo.
1 PARTE rapporto privilegiato con la Grecia e la tradizione classica ( cammello)
2 PARTE demolizione della metafisica e dell'etica tradizionale ( il leone)
3 PARTE l'intuizione della nuova immagine dell'uomo ( Il fanciullo)
1 PARTE
Nietzsche viene considerato un filosofo del sospetto, insieme a Max e Freud , poiché ha insinuato il dubbio sulle certezze condivise dalla
maggior parte delle persone. La sua ricerca muove dall'insoddisfazione per il presente e per le sue ideologie soffocanti che sono per lui
superficiali poiché non riescono a cogliere la vera realtà del mondo. Come pensava anche Schopenhauer, Nietzsche crede che ciò che
appare non coincida con l'essenza delle cose. La ragione è incapace di comprendere tutta la vita, gran parte dell'esperienza umana sfugge
ai concetti della logica e della Scienza quindi anche alla filosofia e alla cultura.
Per questo Nietzsche vuole distruggere tutte le certezze dimostrando l'inconsistenza dei miti e delle dottrine su cui si fonda la civiltà
occidentale. Per cui la sua filosofia è sia del sospetto e disprezzo ma anche del coraggio proprio, da questo coraggio nasce un uomo
modello di umanità.

L'inizio della filosofia di Nietzsche si basa sul suo interesse per la tradizione greca e per le sue creazioni artistiche. Infatti lui amava la musica
e la poesia tragica. La tragedia era la forma più alta per gli antichi ed è la protagonista della prima opera dell'autore “ la nascita della tragedia
dallo spirito della musica” . Così come il cammello delle metamorfosi porta il suo carico per tutto il deserto, anche il filosofo assume il peso del
passato e inizia il suo percorso viaggiando alle origini della cultura occidentale, nel mondo greco ricercando le cause della decadenza del
presente.

Nietzsche studiando il mondo greco non crede ,come facevano i romantici, che quella sia un età Nobile e quieta, pensa invece che fin
dall'inizio la cultura occidentale si sia formata su un terreno di scontro tra due principi contrapposti: l'apollineo e il dionisiaco
- L’apollineo è l'emblema della misura e dell'ordine; deriva dal Dio Apollo, dio della luce delle Arti dell'equilibrio della
contemplazione della vita e quando si pensa alla Grecia come il mondo della perfezione si ci si riferisce proprio a
questo principio.
- il dionisiaco è il principio del caos e della distruzione ma anche della potenza creatrice, della gioia e della sensualità.
Dionisio è il dio del vino dell'ebbrezza che rappresenta l'impulso Vitale dell'uomo, libero da regole e convenzioni.

Nietzsche sostiene che lo spirito greco sia nella tragedia, la quale inizialmente nasce come coro delle processioni dionisiache, nelle quali i
seguaci del dio erano vestiti da satiri. La tragedia rappresenta la vera visione del mondo da parte dei greci, i quali, secondo il filosofo,
percepiscono l’esistente come un abisso di dolore.
All’origine dionisiaca della grecità si affaccia continuamente la dimensione apollinea, la quale tende a sublimare il caos nella forma, così da
rendere accettabile la vita.

Nella Grecia presocratica l’impulso apollineo e quello dionisiaco convivono separati e opposti, poi, nell’età della tragedia attica, entrambi gli
impulsi si armonizzano tra loro (Eschilo e Sofocle), che compiono il “miracolo metafisico” ESEMPIO SOFOCLE
Infine con l’avvento della tragedia di Euripide, l’apollineo tende a prevalere sull’aspetto dionisiaco causando così l’inizio della decadenza e
dell’uccisione delle profondità istintuali della vita. Poiché Euripide preferirà il dialogo tra personaggi a discapito della musica. Così rappresenta
più la quotidianità e la razionalità prevale sulla naturalità, perisce la tragedia e nasce la filosofia.
Il personaggio che segna il passaggio dallo spirito tragico al pensiero razionale è SOCRATE e la tragedia viene sostituita con il dialogo
filosofico. Condanna Socrate perché trasforma le passioni soggiogandole a ideali etici orientati dalla ragione. Socrate è un logico dispotico
che sacrifica l’ideale astratto di virtù le più autentiche pulsioni della vita, che si manifestano anche nella musica. Non a caso per Socrate la
musica era volgare e popolare. Socrate è all’origine della decadenza del mondo umano e della sua progressiva decadenza.

Per uscire da questa situazione, Nietzsche pensa che si debba far rinascere lo spirito dionisciaco. Ciò è possibile attraverso l’esperienza
dell’arte, che è una disciplina in grado di contrastare teoretica. Nella società occidentale ciò è affidato alla musica specialmente di Wegner.

La celebrazione nietzschiana dello spirito dionisiaco coincide con la celebrazione della vita, che non può definirsi né pessimista né ottimista.
Per questo egli, in Schopenhauer, respinge la tematica dell’ascesi; poiché pur essendo consapevole che la vita è dolore, lotta, distruzione,
crudeltà, incertezza ed errore, questa deve essere accettata. Nietzsche sostiene che solo due atteggiamenti sono possibili di fronte alla vita, o
quello della rinuncia e della ricerca di una via di fuga (l’ascesi di Schopenhauer), o quello dell’accettazione della vita così com’è, che porta alla
sua esaltazione e al superamento dell’uomo.
- Dunque solo l’arte riesce a comprendere veramente il mondo e per questo Nietzsche formula i suoi giudizi fondamentali sull’essere
attraverso le categorie dell’estetica. Egli chiama tutto ciò “metafisica d’artista”, poiché partendo dall’arte viene spiegato il mondo.
- L’esaltazione della tragedia sfocia nell’ideale di una rinascita della cultura tragica, incentrata sull’arte e sulla musica, di cui egli scorge
l’incarnazione in Wagner.

Questa fiducia nell’arte è destinata a svanire. La prima tappa spirituale si conclude con la delusione e la sfiducia dovuta alla consapevolezza
dell’impossibilità di un ritorno al passato e dell’inevitabile declino della cultura occidentale.
2 PARTE
Nietzsche si allontana da Wegner poiché gli appare come un tipico decadente, che ammala tutto ciò che tocca. Infatti manifesta i sintomi della
decadenza per il profondo idealismo, per la ricerca esasperata di una redenzione dell'uomo, connessa a una dottrina quella cristiana che
sottomette l'individuo a una morale rigida e antivitale. In più critica anche la musica di Wagner perché lo usa come strumento per raggiungere
una dimensione superiore, mentre Nietzsche crede che tutta la verità e Intesa nella musica stessa, massima espressione dello spirito
dionisiaco.
Con il distacco da Wagner, Nietzsche arriva alla considerazione che bisogna assecondare il nichilismo della cultura europea anziché ritornare
all'epoca tragica dei Greci. E quindi questo è l’'obiettivo della sua seconda tappa, rappresentata dal leone che morde e lacera, e quindi
incarna Lo spirito critico è libero della Scienza Intesa non come insieme di conoscenze ma come metodo in grado di emancipare l'uomo dalla
menzogna e dalle false credenze. Infatti il pensiero di Nietzsche anche detto illuministico.
Nietzsche apprezza della scienza ,che chiama anche Gaia, la tendenza a ricercare gli elementi costitutivi della realtà ad esempio come fa la
chimica, per questo vuol elaborare una chimica delle idee e dei sentimenti allo scopo di svelarne l'origine umana.
Per questo Nietzsche criticherà la cultura e la storia culturale dell'Occidente che è un progressivo allontanamento dalla natura istintuale
dell'uomo e della sua vitalità.
Compito della filosofia è annunciare questa decadenza e dimostrare quali saranno le conseguenze catastrofiche di essa.
Vuole svelare gli Inganni della cultura a partire dalle grandi costruzioni teoriche della metafisica.
Chi ritiene di possedere la verità in realtà si inganna, perché non esiste un'unica interpretazione valida della realtà, cambia a secondo dei
punti di vista, per cui anche la scienza è in realtà una costruzione e fragile è soggetta all'errore.

La filosofia deve smascherare le credenze che da Socrate in poi hanno dominato in tutti i campi della cultura europea.
Essa deve chiarire come tali visioni del mondo sono solamente espressione degli interessi e dei desideri dell'uomo, per questo è definita
filosofia del mattino perché consente di liberare gli uomini dalle tenebre del passato.
Sii capirà quindi che il mondo creato dai metafisici (e spacciato per vero) è solamente illusione, una favola elevata a verità.
Le grandi costruzioni teoriche sono solamente un'invenzione consolatoria di chi cerca rassicurazione non potendo sopportare la sofferenza
che deriva dal disordine e dall’ irrazionalità dell' esistere.
Per consolarsi, quindi, gli uomini hanno creato un'immagine di mondo ordinato e razionale e hanno creato un mondo perfetto al di là di quello
concreto.
In questa prospettiva l'idea di Dio è vista come la nostra più lunga menzogna, quella che incarna tutte le credenze degli uomini per proteggersi
dal caos e dal l'ignoto. Questo Inganno però ,ha avuto una grande importanza storica perché rassicura gli uomini, queste favole metafisiche
create danno sicurezza e ordine sociale.

Secondo Nietzsche nell'epoca moderna l'idea di Dio è diventata superflua, tali dottrine si rivelano quello che sono sempre state ovvero favole.
Per cui arriva ad annuncia la morte di Dio che consiste nell'estremo nichilismo. Gli uomini hanno ucciso Dio in virtù della scienza, dello Stato,
del Progresso e insieme a Dio sono morti anche però tutti i sistemi di valori e di certezze che rappresentavano e non resta altro che l'abisso
che si apre davanti agli occhi, che la religione e la metafisica avevano illusoriamente riempito.
Nice quindi si sente in dovere di annunciare la morte di Dio ,perché coloro che l'hanno ucciso ancora non hanno preso coscienza dell'azione
che hanno fatto e delle terribili conseguenze che avverranno. In questa nuova epoca alla chiesa è subentrato l'ateismo che è un
atteggiamento superficiale perché semplicemente sostituisce al vecchio Dio, nuovi idoli come il progresso, la scienza e il socialismo.

Nella gioia Scienza, Vienna aforisma che pone fine all'elusione della metafisica: Dio è morto, e viene annunciato nel racconto dell'uomo folle.
Egli racconta che, durante il mattino, un uomo folle accese la lanterna e si diresse verso il mercato, dove domandò alle persone dove fosse
Dio. Queste ,essendo atee, si presero gioco del povero uomo e lo derisero. Così l'uomo Indignato, disse che Dio era morto e tutti loro erano
colpevoli della sua uccisione. In questo modo loro si sono provocati la loro stessa infelicità poiché ,come disse l'uomo da quando morì Dio:è
più freddo c’era nel mondo, la luce del mattino si affievolì e tutta l'umanità si condannò a un continuo pellegrinare che non possiede alcun
senso.Gli uomini avevano commesso L'errore più grande che si sarebbe ripercosso anche alla generazioni future. Detto ciò tacque e gettò a
terra la lanterna e la folla rimasta mutualità è stupita. Conclude dicendo che la sua ora non era ancora arrivata e che era giunto troppo presto,
in quanto la folla non poteva ancora capire l'errore commesso, c'era bisogno di maggior tempo. Dopo questo episodio nella stessa mattina
l'uomo folle visitò delle chiese, definendole I Sepolcri di Dio e Per tale ragione viene cacciato.

- L'uomo folle rappresenta il filosofo profeta


- gli uomini che lo deridono sono l'ateismo ottimistico superficiale ottocentesco
- la difficoltà che gli uomini incontrano dopo la morte di Dio rappresenta lo smarrimento provocato dalla distruzione di valori e
certezze
- il fatto che l'uomo folle fosse giunto troppo presto indica che l'umanità non è completamente consapevole della morte di Dio
- le chiese rappresentano la crisi della religione.

Il significato profondo dell'annuncio del folle è che la morte di Dio comporta la bento del nichilismo Radicale un peso terribilmente gravoso da
reggere. Infatti se ci fosse un Dio il mondo non sarebbe il caos che è.La resistenza raccogliere questo annuncio è dovuta dal bisogno degli
uomini di non essere lasciati soli e di continuare ad avere un punto di riferimento saldo.
Questa crisi sarà superata solamente da colui che saprà farsi Dio e che è rappresentato dalle oltreuomo inaugurando una nuova epoca.

Nice oltre a criticare la metafisica opera anche una decostruzione della morale, Infatti con un'analisi della tradizione morale dell' 800 capisce
che gli uomini europei hanno una maschera dietro cui nascondono la vera natura.
Nietzsche ritorna alla riflessione della fase illuministica in due opere della maturità Al di là del bene e del male e genealogia della morale.
Pensa che mai nessuno si è posto il problema di capire da dove derivano i nostri pregiudizi morali, quale origine abbiano i nostri concetti di
bene male e quale valore attribuire a loro.
Lui cerca di rispondere seguendo il metodo genealogico, risalendo all'origine psicologica dei comportamenti etici e delle idee morali e la
conclusione a cui perviene è che la morale è fondamentalmente uno strumento di dominio che serve un gruppo di uomini per soggiocare gli altri.

Ad esempio la morale Cristiana incentrata sull' obbedienza, è prodotta dall'istinto di vendetta degli uomini inferiori, i quali, per invidia nei
confronti degli spiriti liberi e grandi, creano una tavola di valori in cui prevalgono la passività e la rassegnazione. Ecco dunque che la morale
nasce dalla grande Massa degli uomini deboli, ovvero il gregge, che con i suoi precetti vuole sottomettere i pochi individui superiori
uniformando tutti a un livello mediocre.

Nietzsche applica il metodo genealogico anche ad altri valori


Ad esempio l'ascetismo religioso, In un primo momento si presenta come la morale di colui che rinuncia a se stesso. Ma poi si scopre che
dietro il volto remissivo dell'asceta si nasconde una forte volontà di dominio: l’asceta è colui che essendo debole vuole combattere le energie
le forze vitali possedute da alcuni uomini superiori allo scopo di affermare se stesso.
Questa è la morale degli schiavi che predica l'umiltà, la fratellanza ,la democrazia e l'egualitarismo. E’ la morale del risentimento prodotta da
uomini mediocri incapaci e repressivi. Queste persone morendo di invidia e non potendo essere eroi si rivolgono imponendo a tutti i propri
meschini principi povertà, obbedienza e così via..
Per il filosofo la società contemporanea è dominata da questi valori antivitali ed è una società conformista è omologata.

Contrapposta alla morale degli schiavi si Individua la morale di signori tipica del mondo classico espressione di un'aristocrazia che esalta i
valori della forza ,della salute ,della gioia ,della fierezza. Questa morale è stata cancellata con l'arrivo della religione ebraica-cristiana che
sostituisce il guerriero con il sacerdote.
Il guerriero amava le virtù del corpo, il sacerdote quelle dello spirito.
La morale del coraggio è stata sostituita da quella dell'umiltà.
Con gli ebrei non si ha avuto più l'equazione buono=Nobile e forte ma buono = povero infelice.
Questi ideali si sono poi trasmessi e il cristianesimo li ha adottati, diventando la religione degli uomini deboli contro le forze della vita.
La critica di Nietzsche non è rivolta a Cristo , verso cui nutre rispetto considerando un santo anarchico, bensì contro la chiesa e i suoi
rappresentanti che hanno svalutato il corpo rispetto allo spirito ,e hanno promosso un tipo di morale ascetica antivitale decadente.
Una morale contro cui Gesù stesso avrebbe combattuto

Quindi Nietzsche rifiuta la metafisica, la morale e la religione ma anche le ideologie moderne che esaltano l'uguaglianza.
Nietzsche andando contro le tendenze della sua epoca annuncia l'avvento del nichilismo cioè la scomparsa di ogni punto di riferimento o
verità assoluta a cui aggrapparsi.
Ciò non costituisce il destino ultimo dell'uomo perché si può provare lo sgomento del nulla ma anche l'ebbrezza della Libertà ,della creatività
tutto diventa di nuovo possibile e alla base di questo che si apre la terza fase ovvero quella del fanciullo ,del Meriggio e l'Avvento
dell'oltreuomo.

3 PARTE
La terza e ultima fase del pensiero di Nietzsche si apre con la considerazione che solamente chi ha avuto la forza per affrontare il niente e il
nichilismo radicale del mondo privo di Dio e dei valori, può riprendersi la propria Libertà accettando il rischio fino in fondo.
E’ un arduo compito che può essere svolto solamente da un individuo che sappia andare oltre l'uomo.
Dopo la morte di Dio si apre uno spazio vuoto che da un lato si presenta come un'opportunità di riscatto e liberazione dalla metafisica e dalla
morale ma anche il volto inquietante della possibilità assoluta.

Chi è l'oltreuomo?
L’'oltreuomo non è un essere di razza superiore ,come si pensava durante il nazismo o un uomo appartenente ad un Elite specifica, è un
uomo oltre l'uomo, è una figura che si proietta nel futuro.
Egli è un essere nuovo che riesce a sopportare le implicazioni terribili della morte di Dio ed è un essere libero che agisce trovando in se
stesso le ragioni e le risorse per condurre la propria vita.
E’ l'uomo capace di sostenere la visione di un mondo da cui tutti gli dei sono stati allontanati, che ha detto sì alla vita e ha accettato fino in
fondo la condizione tragica dell'esistenza.

Il suo avvento è annunciato dal profeta Zarathustra, che indica la sua venuta come un meriggio ed è raffigurato come un fanciullo ridente
circondato dalla luce.
Questa immagine allegra rappresenta la sua natura Gioiosa e libera,l’ oltreuomo ha giurato fedeltà ,non a Dio, ma alla terra e sa godere del
corpo ,della vita e dei suoi valori senza farsi umiliare e frenare dal senso di colpa.
L’oltreuomo ha ritrovato la sua innocenza e può ridere e danzare di fronte all'abisso del nichilismo .
L’Oltreuomo è capace di sopportare il più abissale dei pensieri di Nietzsche ovvero l'eterno ritorno dell'uguale.
Esso consiste nell'ipotesi che la storia sia un grande circolo in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono destinati a ripetersi e a ritornare
eternamente .Come se un demone durante la notte venisse a dirci che noi rivivremo sempre innumerevoli volte la nostra vita e non ci sarà
mai niente di nuovo.
Con tale dottrina, Nietzsche si allontana dalla visione lineare del tempo secondo cui la storia inizia con la creazione e a termine con la fine del
mondo e il Giudizio Universale, per allacciarsi alla concezione ciclica dei greci e dell'antica India in cui non compare il concetto di creazione
ma il mondo esiste ab aeterno.

Tra i vari significati che la dottrina dell'Eterno ritorno dell'uguale può assumere vediamone alcuni.
l'uomo può raggiungere la felicità soltanto se sa godere dell'esistenza nella sua pienezza è nella sua attualità.
Ciò che differenzia la concezione lineare del tempo da quella ciclica è la diversa prospettiva della felicità.
Nella concezione religiosa ,infatti, la felicità è rimandata al futuro ad un aldilà ultraterreno e quindi il presente e l'attimo sono svuotati di
significato, si vive sempre aspettando un appagamento e una pubblicità lontana.
Nella concezione ciclica, ogni istante contiene in sé il proprio valore e il proprio fine, ha senso in se stesso e deve essere vissuto al massimo
grado proprio perché destinato a tornare in eterno.
Questa concezione è estremamente anticristiana perché la storia non ha un fine segnato dalla Divina Provvidenza, quindi un fine che
trascende l'uomo, ma il senso della storia coincide con l'uomo.
Alla vita è restituita la sua dignità e perfezione, non è interpretata dal punto di vista del tempo a venire ma nel suo farsi momento dopo
momento.
Una concezione del tempo di questo tipo può essere sopportata e voluta soltanto dal oltreuomo che si è riconciliato con la propria essenza,
che ha superato la condizione risentita e mediocre tipica della cultura occidentale, dal peccato e dalla Redenzione Futura.
Solo un individuo del genere può essere felice e può volere che ogni istante della sua vita ritorni eternamente .

Nel progetto di Nice c'era un’ultima opera che doveva essere una pars construens del suo pensiero e doveva prendere il nome e parlare del
concetto di volontà di potenza.Grazie ad alcuni appunti preparatori possiamo delineare a grandi linee il suo pensiero a riguardo .

In primo luogo con il concetto di volontà di potenza, Nietzsche vuole indicare l'essenza stessa della vita che non è mera autoconservazione,
ma è impulso a crescere e a volere sempre di più. Potenza è da indicare nel senso che gli esseri viventi non si accontentano di sopravvivere
in modo passivo ,ma tendono a migliorare se stessi e ad andare sempre oltre le condizioni di partenza.
In secondo luogo la volontà di potenza si identifica con l'arte, che costituisce la forma Suprema della vita. Riprende un tema che è sempre
stato presente dall'inizio della sua ricerca, dove sosteneva che l'unico antidoto alla decadenza culturale del presente era la musica, la sola in
grado di far rivivere lo spirito dionisiaco rimosso dalla tradizione contemporanea che ha privilegiato il razionalismo socratico.
Con l'arte ritorna la figura dell'artista come colui che meglio incarna l'ideale dello oltreuomo.

In cosa consiste la volontà di potenza? essa è un'azione creatrice del senso del mondo e del valore delle cose
Tutta la storia umana si può compendiare in questa attività: riconoscere, interpretare e conferire un significato agli oggetti.
L’ oltreuomo è l'espressione più compiuta della volontà di potenza proprio perché è essenzialmente creatore: è colui che si pone nello spazio
vuoto lasciato da Dio. Egli ,superando il nichilismo, si assume la responsabilità di offrire nuovi significati e nuove prospettive e di produrre
nuovi valori che sono libere manifestazioni della vita. L’oltreuomo è in grado di redimere il tempo dalla sua dalle sue catene e di liberare
l'uomo dal peso del passato: con l'affermazione è l'istituzione dell'eterno ritorno ,che è amor Fati, accettazione piena del destino, la volontà di
potenza opera in modo tale da trasformare il “Così fu” in “così volli che fosse”.
Il passato quindi non è una dimensione da subire passivamente ma da assumere attivamente come atto di responsabilità.

Nella creatività dell’oltreuomo risiede la possibilità di una trasvalutazione dei valori. Questa espressione indica la precisa volontà di Nietzsche
di andare oltre il nichilismo, oltre il nulla e il vuoto che si sono affermati dopo la morte di Dio.
Con Dio sono crollati tutti i valori assoluti e divini,ma l’oltreuomo è colui che accettando Tale situazione ne rivela le potenzialità.
Il nulla per lui rappresenta Gioia Libertà possibilità.
Ecco la gioia e il riso del fanciullo Nel meriggio che è ormai privo di ombre. Quindi non essendoci più Dio l’oltreuomo si pone come creatore di
immagini di sensi che valgono nella misura in cui affermano la vita, servono alla vita e risultano capaci di imporsi e di valere.

la trasvalutazione dei valori non è una creazione di valori simili a quelli passati ma indica l'affermazione di una diversa modalità di rapportarsi
ai valori stessi che vengono concepiti come libere manifestazioni dell'uomo e del suo Estro.
E’ “ volontà di redenzione”, desiderio di “ prendere congedo” da tutte le strutture fisse per reinventare i rapporti con la natura e con gli altri
uomini, fondandoli sulla libertà creativa dionisiaca.

La filosofia di Nietzsche sente il bisogno di conferire un orientamento positivo alla vita confidando nell'uomo e nelle sue inesauribili capacità e
risorse .
FREUD E LA PSICOANALISI
La psicoanalisi freudiana ha influenzato quasi ogni settore della vita del 900, riuscendo a modificare la stessa immagine dell'uomo e
rappresenta la terza grande rivoluzione della storia occidentale, dopo quella di Copernico e di Darwin.
Freud all'alba del Novecento trasforma radicalmente l'immagine dell'io della conoscenza e della personalità in cui l'uomo si era rispecchiato
per secoli e rivela l'esistenza di una zona buia e impenetrabile dalla ragione: l’ inconscio

La psicoanalisi nasce in rapporto e in confronto alla psichiatria dell'epoca, Infatti si pensava che se esisteva un disturbo patologico doveva
esserci una corrispondente patologica organica che ne era la causa.
In questo ambiente nasce Freud, a Vienna, si laurea in Medicina e inizia a lavorare in vari laboratori di ricerca approdando al reparto di
malattie nervose dell'ospedale di Vienna.
In un primo momento studierà la cocaina, Freud era convinto dell'innoquità della cocaina e dell’utilità come sostituto della morfina contro il
dolore. Lo prescrive ad un amico, che ne diventa dipendente e muore. Contro Freud si levano tantissime critiche per non avere tenuto conto
degli effetti collaterali della sostanza.

Dopo di che, Freud si interessa dei casi di isteria, uno malattia della psiche, che deriva dalla parola greca che significa “utero” poichè ai tempi
si pensava che fosse una malattia di tipo organico e che riguardasse solo le donne. Il massimo esperto di questa malattia era Charcot che
insegnò a Freud il metodo dell' ipnosi, all’ora usata per curare l’isteria. Conoscerà il medico Breuer con cui farà molta amicizia, diventando un
punto di riferimento e facendogli apprendere i dettagli del caso di Anna o.

Anna o. è una giovane donna affetta da una strana forma di isteria, che oltre ai soliti sintomi ha paura di bere. Breuer aveva scoperto,
sottoponendo la ragazza al ipnosi, che quando era bambina aveva visto bere in un bicchiere il cane della sua governante ed allora aveva
sviluppato questa idrofobia. L’ipnosi dunque faceva affiorare circostanze della vita individuale, riportando a galla gli avvenimenti spiacevoli e
sfociando in uno sfogo liberatorio. Quindi l’ipnosi portava ad un miglioramento della situazione poiché era un metodo che consentiva una
liberazione, una catarsi delle energie psichiche rimaste bloccate.

Il metodo catartico elaborato da Freud e breuer aprì la strada alla psicoanalisi e venne utilizzato non solo per curare i sintomi dell'isteria ma
anche per scoprire le motivazioni e il significato.
L'importanza di questa fase sperimentale fa capire ai due medici che esiste una connessione tra i sintomi del paziente e determinati fatti
dimenticati della sua vita passata. Questi eventi, anche se nascosti, sono comunque operativi , perché producono i sintomi patologici.
Per neutralizzare questi ultimi e far sì che scompaiano, si constata che occorre riattivare il ricordo del fatto originario e rendere in tal modo
possibile la libera manifestazione degli impulsi a esso legati..
A questo punto bisogna comprendere il motivo dell'oblio . E qui i due medici prendono strade diverse:
Secondo Breuer gli eventi che vengono dimenticati sono avvenuti in un particolare “stato ipnoide”,dovuto a scosse emotive
Secondo Freud l'oblio subentra per la particolare natura spiacevole dell'avvenimento, che suscita una reazione di difesa, portando a
eliminare l'accaduto dalla coscienza .

Si comincia a delineare il concetto di rimozione, da non confondere con repressione cioè (il cosciente tentativo di non pensare a qualcosa o di
inibire un impulso)

A partire da ciò Freud estende questo concetto anche ad altre patologie nervose.

(in sintesi) Quindi per Freud:


1 il soggetto vive un evento traumatico
2 si aziona una reazione di difesa, che consiste nell'oblio o rimozione del fatto
3 è impedito il deflusso della carica emotiva, cioè viene negata la possibilità della sua espressione attraverso gesti parole e azioni
4 l'energia rimasta inespressa causa sintomi organici (isteria) o psichici (nevrosi ossessiva)

A questo punto Freud si concentra sul perché e da dove derivi la malattia, e mette in luce il ruolo essenziale della sessualità nell'insorgenza
della patologia, fatto che causa il disappunto di Breuer e la rottura della loro amicizia .

Da questa rottura si può individuare il nucleo originario della successiva dottrina psicoanalitica che Freud comincia elaborare in modo
continuo nelle opere che seguono la sua lunga autoanalisi a cui si sottomette.
Gli elementi che rimangono invariati rispetto alla prima psicoanalisi sono
- l'idea di un meccanismo di difesa
- la convinzione che gli elementi rimossi abbiano un carattere sessuale
- la collocazione nell'infanzia dei fattori all'origine della patologia

Un altro punto di svolta è l'abbandono dell' ipnosi, perché Freud si rende conto che i sintomi che sembrano scomparire grazie alla terapia
catartica, si ripresentano una volta che il malato interrompe la cura.
Quindi la temporanea guarigione, non è opera dell'ipnosi ma del potere di suggestione acquisito dalla terapia ,che può portare anche ad una
dipendenza da essa. Freud elabora il metodo delle libere associazioni che è ancora tutt'oggi utilizzato nella psicoanalisi .
La più grande scoperta di Freud ,dopo lo studio e le osservazioni, è il concetto dell'inconscio.
Grazie alle conclusioni tratte dallo studio dell’isteria e della nevrosi, Freud capisce che la coscienza ha un ruolo tutto sommato marginale,In
quanto esistono processi psichici non consapevoli, come ad esempio la rimozione ( l'attività della mente che a seguito di eventi innesca una
reazione di difesa inconsapevole desiderando di cancellare l'azione)

Freud si sottopone ad una lunga autoanalisi per 4 anni. Esamina se stesso, scoprendo elementi insospettati e ritrovando la propria infanzia.
A seguito di questo periodo di autoanalisi scrive quello che è uno dei libri fondamentali del 900 L'interpretazione dei sogni che rappresenta
l'atto di nascita della psicoanalisi.

Nella sua autoanalisi, Freud Individua una via privilegiata per accedere al territorio dell'inconscio: L'analisi dei sogni.
INNANZITUTTO:
- noi sogniamo due/ tre ore a notte
- il sogno era per gli antichi un presagio di futuro, per Freud sintomo del passato
- è espressione di desideri

il problema però è che spesso i sogni sono di difficile interpretazione poiché questi desideri vengono camuffati.
Sono un po' come l'opera d'arte di un artista, hanno bisogno di essere interpretati perché nascondono un significato profondo.

Freud scopre l'esistenza di due livelli di significato nel sogno:


- il contenuto manifesto ovvero la scena così come esposta e vissuta
- il contenuto latente ovvero scene e desideri nascosti

Nel sogno esistono da un lato elementi che tendono a tradursi e rivelarsi da sé


e dall'altro esiste un'attività che si chiama “censura” che limita la loro possibilità di espressione.

Il sogno è il risultato di un compromesso tra queste due forze.

La difficoltà di interpretazione del contenuto latente, sta nel fatto che la psiche mette in atto barriere che bisogna sfondare per poter
interpretare il sogno.

Per capire meglio spieghiamo che il sogno è per Freud il sintomo di desideri non realizzati, desideri rimossi, ricordi, tendenze, pulsioni
respinte dalla coscienza perché percepiti dal soggetto come immorali, poiché sono attinenti alla sfera della sessualità.
Questi desideri, per poter superare la censura della coscienza, si “camuffano” sotto forma di desideri.

Nei sogni, i desideri non vengono espressi direttamente ma in forma allusiva e simbolica per vincere il controllo della coscienza, per far ciò
quindi questi desideri devono subire un trattamento deformante che Freud definisce lavoro onirico.

Questo lavoro è costituito da varie tecniche


- drammatizzazione
- condensazione
- sovradeterminazione
- dispersione
- spostamento
Si comprende quindi come il lavoro di interpretazione sia un lavoro molto complesso, che deve tener conto delle connessioni tra il sogno e gli
elementi rimossi.

Proseguendo nell’autoanalisi, Freud approfondisce sempre più i meccanismi della memoria e scopre che le stesse forze operanti nei sintomi
patologici e nei sogni possono essere riscontrate anche in altri fenomeni che caratterizzano la vita psichica:
- i lapsus (Errori involontari nel parlare o nello scrivere)
- gli atti mancati ( amnesie, dimenticanze, falsi ricordi, disattenzione varie)
Anche se sembrano insignificanti in realtà sono segnali del conflitto interiore.

Freud nell'opera, psicopatologia della vita quotidiana, Individua in essi due fattori determinanti
- la presenza di un'intenzione consapevole
- la tendenza inconscia che agisce sull' intenzione cosciente, turbandola
( Esempio dipendente capo )

Quindi Freud arriva alla conclusione che l'origine di lapsus e di tanti errori , è da ricercarsi in cause inconsce.
Infatti, in essi alcuni elementi rimossi tendono a venire alla luce e incontrano l'opposizione della censura che ne trasfigura in vari modi le
sembianze, rendendoli tollerabili per la coscienza.
Freud capisce che la psiche è un'unità che comprende in sé un certo numero di sottoinsiemi e si struttura in modo topologico, cioè presenta dei luoghi
o delle zone distinte al proprio interno.
- La coscienza costituisce soltanto una piccola parte della sfera psichica dell'uomo e viene paragonato alla punta di un iceberg, è la parte
consapevole della nostra personalità, la cui funzione è quella di porci in contatto con il mondo esterno.
- sotto la spera consapevole c'è l'inconscio, un grande serbatoio sotterraneo in cui con finiamo ricordi, desideri e impulsi dimenticati perché
avvertiti come immorali.
- dall'inconscio si distingue il preconscio, che si riferisce ai contenuti psichici latenti, cioè non presenti alla coscienza ma suscettibili di diventare
consapevoli in qualsiasi momento .
Quindi nell'inconscio ci sono gli elementi rimossi , allontanati in modo permanente a meno che non subentri una particolare situazione come la terapia
psicoanalitica. metafora del pubblico e della conferenza.
La teoria che divide coscienza inconscio e preconscio è nota come prima topica.

Freud introduce una seconda topica che distingue la psiche in es, super io e io.
-L’Es è la “zona oscura e profonda” della psiche, nella quale sono stati rimossi desideri e pulsioni di cui si prova vergogna e che vengono controllati e
tenuti a freno dalla censura; è una sorgente di energie organiche e vitali rivolte soltanto al soddisfacimento dei bisogni egoistici; è l’insieme degli
impulsi della carica sessuale; è l’inconscio a-morale regolato unicamente dal principio di piacere; è la parte più segreta della personalità, nella quale si
depositano e si stratificano tutte le esperienze di vita, le emozioni, i desideri, le frustrazioni, ecc. e che possono essere riportati alla luce della
coscienza mediante l’effetto terapeutico del trattamento psicoanalitico.
-Il Super-Io è il complesso delle norme morali, delle regole e delle leggi sociali, la sede della “coscienza etica”, il “censore” che ha interiorizzato
l’autorità delle figure parentali, le proposte educative, l’universo dei valori e degli ideali, i modelli comportamentali, le aspettative, le richieste della
società di appartenenza. Esso pertanto agisce, nella personalità individuale, come una forza che si oppone alle pulsioni dell’Es mediante divieti,
comandi, restrizioni, limitazioni, sensi di colpa, rimorsi indotti dal principio di realtà.
-L’Io rappresenta la parte cosciente della personalità, la consapevolezza di sé; non avendo, però, una sua specifica struttura ed una sua autonoma
forza, si trova in uno stato di sudditanza nei confronti di tre “severi padroni”: la realtà esterna, l’Es e il Super-Io. Ha quindi una funzione di mediazione e
sintesi tra le varie istanze.

Il neonato è “tutto Es”, in quanto desidera soltanto il soddisfacimento dei propri bisogni, essendo ignaro di ogni regola di comportamento. Quando, dai 3 ai 5
anni di età, il bambino capisce, tramite le proibizioni imposte dai genitori, che non può desiderare tutto ciò che vuole, specialmente la vicinanza fisica della
madre nei maschi (complesso di Edipo) e del padre nelle femmine (complesso di Elettra), allora si differenziano l’Io e il Super-Io, e la sua personalità si avvia ad
assumere una struttura completa.

L’Io è sempre sottoposto al contrasto tra le pulsioni dell’Es e le inibizioni, i divieti e le pressioni del Super-Io. Se l’individuo non riesce a sublimare la
propria energia inconscia, cioè incanalarla in altre vie – in esperienze di vita positive, in realizzazioni personali riconosciute e apprezzate come
socialmente funzionali, in attività umanitarie, nell’arte ecc. – e quindi non riesce a mediarla con le sollecitazioni provenienti dalla sfera del Super-Io,
può cadere in uno stato nevrotico, entrando così in conflitto con se stesso. Il compito dell’individuo, secondo Freud, consiste appunto nella continua
ricerca di un equilibrio sempre precario fra i suoi tre “padroni”: C’è da precisare però che la normalità della sua esistenza non è mai una situazione
definitivamente raggiunta, ma è una situazione sempre provvisoria ed instabile.

Quando il rapporto fra le fondamentali componenti dell’apparato psichico dell’individuo è inadeguato, il conflitto tra le pressioni del Super-lo e le
pulsioni inconsce è troppo forte, quindi non più sopportabile dal soggetto. Si manifesta allora la nevrosi.
L'io cerca di cancellare, da una parte, la causa del suo stato conflittuale, dall’altra reagisce intervenendo sulla propria pulsione libidica mediante il
meccanismo della rimozione. Questa, però, non significa di per sé “soppressione” della pulsione, la quale, anche se rimossa dalla coscienza,
mantiene la propria energia psichica, che rimane bloccata e si esprime nel comportamento nevrotico.
Per curare la nevrosi, si inizia un percorso terapeutico.

Prima di approfondire la terapia psicoanalitica è importante per decifrare l'attività dell'inconscio utilizzare la tecnica delle libere associazioni in modo
da avere accesso alle regioni nascoste dell'inconscio.
-La difficoltà principale che emerge nella terapia analitica consiste nel fatto che quelle forze che hanno determinato la rimozione, sono anche
causa di una profonda resistenza, esercitata dal paziente nei confronti della cura. Non è un opposizione consapevole, ma è un inconsapevole
desiderio di conservare nell'oblio quelle rappresentazioni piacevoli e pericolose per il paziente.
-L'obiettivo della terapia è quindi quello di forzare tale Resistenza riuscendo a far emergere i materiali rimossi e liberare le energie represse.
-Il terapeuta ha 3 richieste fondamentali per il paziente: rilassatezza ,spassionatezza e obiettività, sincerità

La terapia psicoanalitica tende a rendere l’individuo cosciente di quei conflitti che, in un’epoca più o meno remota, hanno determinato in lui una
situazione nevrotica: posto in uno stato di assoluto rilassamento, il paziente racconta all’analista le proprie fantasie, i propri ricordi più intimi e lontani
nel tempo; quando, però, il ricordo/racconto arriverà alla situazione che ha generato il conflitto e, quindi, lo stato nevrotico, il paziente manifesta una
certa resistenza. A questo punto, il compito dell’analista sarà quello di portare il paziente alla coscienza di quanto è accaduto nel suo passato,
liberandolo, così, dalla pulsione libidica che ne ha scatenato il disturbo.
“Nel trattamento psicoanalitico non si procede a nient’altro che ad uno scambio di parole tra l’analizzato e il medico. Il paziente parla, racconta di esperienze passate e di
impressioni presenti, si lamenta, ammette i propri desideri ed impulsi emotivi. Il medico ascolta, cerca di dare un indirizzo ai processi di pensiero del paziente, lo esorta,
sospinge la sua attenzione verso determinate direzioni, gli fornisce alcuni schiarimenti e osserva le reazioni di comprensione o di rifiuto che in tal modo suscita nel malato”.

Oltre alla libera associazione delle idee e all’interpretazione dei sogni, lo psicoanalista può analizzare anche gli atti mancati, i lapsus, le
amnesie, le azioni maldestre, le fantasticherie, ossia tutto ciò che costituisce la psicopatologia della vita quotidiana, perché attraverso questi
sentieri egli può riportare il paziente al suo inconscio, cioè a renderlo consapevole di quei blocchi psichici che ne hanno causato la nevrosi e
che lo costringono a vivere in uno stato di disagio e di sofferenza.
In ogni trattamento analitico si stabilisce, senza alcun intervento del terapeuta, un’intensa relazione affettiva tra il paziente e l’analista; questo
rapporto empatico è stato chiamato dallo stesso Freud transfert. Il nevrotico , carente a livello affettivo, acquista fiducia nel proprio medico
sviluppando un trasporto emotivo. Questo rapporto e confortevole per il buon fine dell'analisi, Perché il soggetto innamorato Cerca in ogni
modo di compiacere il terapeuta, quest'ultimo non deve farsi coinvolgere personalmente.

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