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Seconda Guerra Mondiale

Se la prima guerra mondiale era scoppiata dopo un evento singolo ed improvviso, la seconda guerra mondiale, a
distanza di 25 anni, era stata sicuramente più prevedibile e in parte causata dalle conseguenze del primo
conflitto. Questo scontro drammatico e letale si è protratto dal 1939 al 1945. I due principali contendenti in campo
erano l’“Asse” (Germania, Italia e Giappone) e gli “alleati” (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Unione
Sovietica, Cina). Per molti aspetti, dunque, si trattava della prosecuzione, dopo una pausa di 20 anni, della prima
guerra mondiale, sebbene, come vedremo, con elementi differenti.
Il numero dei morti complessivi oscilla tra i 40 ed i 50 milioni e con questo triste record si aggiudica il primato del
conflitto più sanguinoso della storia.       
2Il ruolo della Polonia nella Seconda guerra mondiale
Gli Stati europei si preparano alla guerra

Durante la conferenza di Monaco, a settembre del 1938, le democrazie avevano praticamente ceduto i Sudeti alla
Germania. Soltanto un mese dopo, erano già pronti i piani dei nazisti per occupare altre due popolose regioni della
Cecosclovacchia: la Moravia e la Boemia, che nel marzo del ‘39 Hitler annetterà al terzo Reich, mentre le varie
nazioni che componevano la Cecoslovacchia lottavano, ognuna per la propria indipendenza, in particolare la
Slovacchia. Questo provoca una svolta nell’atteggiamento di Francia e Gran Bretagna, che si assicurano l’assistenza
militare di molte nazioni, in particolare della Polonia. La Polonia sarebbe stato il prossimo obiettivo di Hitler, che
puntava alla città di Danzica.   
Il patto d'acciaio tra Italia e Germania

Nel frattempo. Germania e Italia stringevano il patto d’acciaio: se uno dei due paesi si fosse trovato in guerra, anche
nel ruolo di aggressore, l’altro paese avrebbe dovuto intervenire al suo fianco. L’Italia non era preparata
militarmente alla guerra, e Mussolini lo sapeva, ma Hitler aveva detto (a voce) che la guerra non sarebbe scoppiata
prima di due o tre anni: la seconda guerra mondiale era invece molto più vicina del previsto.  
L'indecisione dell'Urss e il patto di non aggressione con la Germania
In tutto ciò, l’Urss non si era ancora schierata. Il timore dei russi era che l’aggressività tedesca si sarebbe riversata
esclusivamente su di loro, mentre gli occidentali erano preoccupati dalle ambizioni russe nell’Europa dell’Est. La
Polonia, peraltro, non avrebbe mai concesso alle truppe sovietiche il passaggio nei propri territori. A questo punto,
inaspettatamente, i nazisti e l’Urss firmano un patto di non aggressione (Molotov-Ribbentrop, agosto
1939). Hitler può a questo punto attaccare la Polonia (1 settembre 1939) senza temere ripercussioni russe, dando il
via alla seconda guerra mondiale. Mentre l’Italia, nonostante il patto d’acciaio, dichiara la non belligeranza,
Francia ed Inghilterra dichiarano formalmente guerra alla Germania.    
Una guerra che sembra essere già finita: le rapide conquiste della Germania

La conquista della Polonia avviene con una rapidità sorprendente, soprattutto grazie all’innovativa tecnica militare
tedesca, la guerra-lampo (Blitzkrieg): la vera novità della seconda guerra mondiale era l’utilizzo di mezzi
corazzati (carri armati e autoblindo), grazie ai quali la guerra non era più statica. Già alla fine di settembre Varsavia
cedeva ai bombardamenti tedeschi, mentre i russi occupavano le zone ad est in modo spietato: rimane tristemente
celebre l’esecuzione a freddo di migliaia di ufficiali polacchi, massacrati dai sovietici e nascosti in 8 fosse
comuni che sarebbero state ritrovate anni dopo. Per il momento, era la fine della Polonia: uno stato con appena 20
anni di vita, che non aveva praticamente ricevuto aiuti dai suoi alleati formali, Francia e Inghilterra. Dopo questi
avvenimenti la guerra rimane in stallo per sette mesi, durante i quali la Russia attacca la Finlandia per risolvere
alcune questioni di confine, mentre la Germania, già nella primavera del ‘40, riesce ad occupare la Danimarca (che
si arrende senza combattere) e la Norvegia. I nazisti controllavano ormai la maggior parte dell’Europa settentrionale e
centrale: a questo punto toccava alla Francia.  
3La sconfitta della Francia nella Seconda guerra mondiale
Il passaggio dell'esercito tedesco attraverso l'Olanda e l'occupazione della Francia

In un paio di mesi, dal 10 maggio al giugno del 1940, l’occupazione tedesca della Francia centrale e settentrionale è
completa. Quello francese era un esercito all’avanguardia e molto numeroso, ma la concezione antiquata dei generali
francesi, ancora legati al concetto della guerra di posizione, si affidava ad una linea di fortificazioni difensive, la linea
Maginot, che lasciava scoperti l’Olanda, il Lussemburgo ed il Belgio. A metà maggio i tedeschi avevano invaso
l’Olanda, erano passati per il limite naturale della foresta delle Ardenne grazie ai carri armati, aggirando le armate
francesi, belghe, ed il contingente britannico, costretto ad un rapido reimbarco nella città portuale francese di
Dunkerque, ai confini col Belgio.
L'armistizio con la Germania e il nuovo governo francese

Il 14 giugno i nazisti sono a Parigi. Il nuovo presidente del consiglio è Philippe Pétain, un maresciallo di 84 anni,
che il 22 giugno firma immediatamente un armistizio con la Germania, ironicamente nello stesso luogo in cui 22
anni prima i tedeschi avevano firmato l’armistizio con francesi e britannici. Il nuovo governo francese segna la fine
della Terza Repubblica. Secondo Pétain, la colpa della sconfitta nella seconda guerra mondiale era della Franca
repubblicana e del suo avanzato sistema democratico, troppo permissivo. La nuova costituzione promulgata dal
maresciallo segnava il ritorno della Francia all’esaltazione dell’autorità, della famiglia e della religione,
al corporativismo nel lavoro e all’esaltazione del lavoro agricolo. La sede del governo, Vichy, era una piccola città
termale, e la sovranità effettiva del governo era limitata alla metà meridionale della Francia e alle colonie: il resto era
occupato dai tedeschi. Nei fatti, la Francia di Vichy non era altro che uno Stato satellite dei tedeschi, che il 3 luglio
interrompe ogni tipo di rapporto con la Gran Bretagna. 
4L'Italia nella seconda guerra mondiale
10 giugno 1940: l'annuncio dell'entrata in guerra dell'Italia

Mentre Hitler occupava la Francia, Mussolini, convinto di una prossima fine della seconda guerra mondiale,


annuncia con notevole ritardo l’intervento italiano a fianco dell’alleato nazista. I motivi per cui l’Italia non era
entrata in guerra prima (nonostante il patto d’acciaio) erano l’effettiva impreparazione dell’esercito e la carenza di
materie prime. La velocità con cui la Francia era definitivamente crollata, però, aveva fatto cambiare idea non
soltanto a Mussolini, ma anche al re, agli industriali, e ai gerarchi fascisti più moderati. Sembrava che l’Italia avrebbe
ottenuto una vittoria gloriosa con sforzi minimi. Il 10 giugno del 1940, dal balcone di Piazza Venezia, a Roma, da
cui era solito parlare al popolo, il duce annuncia alla folla l’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale.    
I primi fallimenti italiani

L’offensiva contro la Francia parte il 21 giugno, soltanto un giorno prima che Pétain avrebbe firmato l’armistizio
con i nazisti, e non è il successo sperato: la penetrazione in territorio francese è molto limitata, e le perdite piuttosto
alte. Nonostante questo, la Francia stremata chiede subito l’armistizio (firmato il 24 giugno), che prevede soltanto
qualche piccola variazione nei confini e una limitata smilitarizzazione. Contemporaneamente Mussolini attacca gli
inglesi nel Mediterraneo. La flotta italiana viene sconfitta in Calabria e nell’Egeo, mentre un’offensiva contro gli
inglesi in Libia si ferma per la carenza di mezzi. Mussolini era convinto che l’Italia poteva combattere una
propria seconda guerra mondiale, parallela ed indipendente da quella tedesca, e per questo, per il momento, rifiuta
le offerte di aiuto tedesche in Nordafrica.   
La disfatta in Grecia e l'aiuto dei tedeschi

Gli italiani attaccheranno la Grecia il 28 ottobre del 1940, scontrandosi ancora una volta con una resistenza al di
sopra delle aspettative e dovendo ripiegare in Albania. A dicembre, gli inglesi conquistano la Cirenaica, ed è a
questo punto che Mussolini deve accettare gli aiuti tedeschi per riconquistare la regione. Nel 1941 gli inglesi
riusciranno a conquistare le colonie italiane in Africa orientale: Etiopia, Somalia, Eritrea. Ormai era chiaro che
l’Italia non poteva farcela nella seconda guerra mondiale senza l’aiuto dei tedeschi, che nell’aprile del ‘41
interverranno anche nei Balcani ed in Grecia.    
5La resistenza dell'Inghilterra: il primo ostacolo alla vittoria
tedesca della seconda guerra mondiale
L'Inghilterra: l'unica potenza in grado di fermare l'avanzata tedesca

Alla fine del ‘40, l’unica potenza in grado di fronteggiare con qualche successo l’avanzata della Germania nazista nel
corso della seconda guerra mondiale era l’Inghilterra. Il primo ministro, il conservatore Winston Churchill, al
potere dal maggio del ‘40, aveva un programma semplice: guerra totale contro la Germania nazista, che dal canto
suo, pur di veder riconosciute le recenti conquiste, sarebbe stata disposta persino a trattare, per il momento.
Nell’autunno del 1940, a Hitler non rimaneva che tentare di invadere l’Inghilterra. Il punto di forza della Gran
Bretagna era la propria flotta, e per questo i nazisti scelgono la via aerea, bombardando continuamente per tre mesi
obiettivi sia militari che industriali (tra cui la stessa città di Londra).  
Il bombardamento di Conventry

Il bombardamento di Coventry (14 novembre 1940), cittadina industriale nel cuore del paese, con un delizioso
centro medievale, è uno dei casi più emblematici: le 150.000 bombe non distruggono solo obiettivi militari, ma
anche migliaia di case, gran parte del centro della cittadina, ed una meravigliosa cattedrale del XIV secolo,
uccidendo più di 500 civili e lasciando migliaia di persone senza casa. Gli orrori dei bombardamenti, annunciati dai
suoni delle sirene e svolti prevalentemente di notte, sarebbero diventati una terribile costante della seconda guerra
mondiale. 
La resistenza inglese: lo stop della operazione tedesca "Leone Marino"Nonostante casi come questo, le incursioni dell’aviazione
tedesca (Luftwaffe) vengono però contrastate con una certa efficacia dalla contraerea britannica, la Royal Air Force
(Raf), e l’operazione, che Hitler aveva chiamato “Leone Marino” viene fermata e rimandata. Per la prima volta, la
macchina da guerra nazista era costretta a fermarsi, almeno per un po’.  
6Guerra alla Russia ed intervento degli Stati Uniti: la svolta
della seconda guerra mondiale
L'invasione tedesca dell'Urss

Il 22 giugno del 1941 la Germania nazista, ormai priva di fronti aperti in occidente (fatta eccezione per il Nordafrica),
inizia ad invadere l’Urss, che del resto era da anni il principale obiettivo dell’imperialismo nazista. Il nome in codice
dell’operazione militare, aperta su un fronte che andava dal Mar Nero al Baltico (1600 chilometri) era Operazione
Barbarossa. All’inizio è un successo sorprendente, a cui prende parte anche un corpo di spedizione voluto
da Mussolini, che non poteva sottrarsi a questa crociata antibolscevica. 
Il fallito attacco su Mosca causa maltempo

Ad ottobre viene lanciato l’attacco finale su Mosca: ma il maltempo favorisce la resistenza sovietica. Il fronte russo è
ormai un problema per Hitler, che non era riuscito a mettere sotto combattimento i sovietici. Gran parte dell’esercito
nazista era bloccato in pianura, alle prese con un inverno gelido, con una resistenza efficace, e soprattutto con una
disponibilità di uomini quasi infinita: l’Urss riusciva a compensare le mostruose perdite subite (3 milioni di uomini e
20.000 mezzi corazzati), e allo stesso tempo anche la Seconda guerra mondiale si stava trasformando in un conflitto
logorante, che usurava le potenze coinvolte.   
La Carta Atlantica tra Roosevelt e Churchill

Alla fine del 1941, la Seconda guerra mondiale diventa veramente globale. Fino ad allora gli Stati Uniti si erano
limitati a sostenere economicamente l’intenso sforzo bellico inglese. Il presidente Franklin D. Roosevelt, unico
presidente degli Stati Uniti ad essere eletto per la terza volta, aveva interrotto soltanto a maggio le relazioni con Italia
e Germania. Ad agosto aveva firmato con Churchill la Carta Atlantica: documento in otto punti che condannava il
fascismo e stabiliva alcune linee guida per un nuovo ordine democratico a venire, basato sull’autodeterminazione dei
popoli, sul commercio libero, sulla cooperazione internazionale e sulla rinuncia all’utilizzo della forza tra Stati. Per
molti versi ricordava i quattordici punti di Wilson.   
Il patto tripartito tra Giappone, Germania e Italia e le ambizioni giapponesi

Nel frattempo, il Giappone, principale potenza asiatica, si era legato dal settembre del 1940 ad un patto (il patto
tripartito) con Germania e Italia. Il paese era all’epoca dominato da una politica militarista ed espansionista, e dal
1936 aveva firmato con i nazisti un patto anti comunista. L’obiettivo nipponico, fortemente voluto dai vertici militari
del paese, era quello di espandersi per tutto il Sud-Est Asiatico, ed in questo senso il paese era già impegnato in
tentativi di conquista ai danni della Cina dal 1937. A luglio del 1941 i giapponesi avevano invaso l’Indocina francese,
suscitando da parte di Gran Bretagna e Stati Uniti un blocco delle esportazioni verso il Giappone, uno stato
altamente industrializzato ma privo di materie prime. Per non rinunciare ai propri disegni espansionistici in Cina e
Indocina, piegandosi alle richieste delle potenze occidentali, il Giappone attacca apertamente gli Stati Uniti.    

7Pearl Harbor: la seconda fase della seconda guerra


mondiale
L'attacco a Pearl Harbor e l'ingresso in guerra degli Stati Uniti

Poco prima delle otto di mattina del 7 dicembre 1941, l’aeronautica giapponese sferra un devastante attacco alla base
navale americana di Pearl Harbor, nell’isola di Oahu, alle Hawaii. Si trattava di un attacco a sorpresa, senza
nessuna formale dichiarazione di guerra. Centinaia di aerei giapponesi erano partiti da una portaerei, e attaccarono
con due ondate le maggiori navi da guerra americane. Gli americani non si aspettavano un attacco del genere, e
perdono più di 2.000 soldati, 55 civili, centinaia di aerei. Le perdite giapponesi sono minime. Il giorno dopo, gli
Stati uniti approvano la dichiarazione di guerra al Giappone, e l’11 dicembre Germania e Italia, secondo il patto
tripartito, dichiarano a loro volta guerra agli Stati Uniti. La seconda guerra mondiale inizia ad assumere nuove tinte.
I progetti dei tre paesi del Patto tripartito

L’attacco di Pearl Harbor era stato un duro colpo per gli Stati Uniti, ma allo stesso tempo è ciò che li convince
definitivamente ad entrare nella seconda guerra mondiale, abbandonando l’isolazionismo. Per il momento però, le
cose sembravano andare in favore dei tre paesi del patto tripartito. Nello specifico, l’intento del Giappone e della
Germania era quello di costituire un nuovo ordine mondiale basato su una decisa supremazia sui paesi sottomessi.
Questo per la Germania significava ridurre letteralmente in schiavitù i popoli sottomessi, che pianificavano di fare
dell’Europa orientale una colonia agricola del Reich, sterminando le élites locali e riducendo i popoli slavi ad una
posizione di semi schiavitù. Nel frattempo, tra i 5 ed i 6 milioni di ebrei che abitavano i paesi sotto il dominio
tedesco, prima discriminati e confinati nei ghetti, iniziavano ora ad essere sterminati nei campi di
prigionia (lager).     
8La grande alleanza (1942-1943)
La resistenza di Inghilterra, Stati Uniti e Russia

Nel maggio del 1942 gli americani iniziano a fermare l’avanzata giapponese nel Pacifico, che nel febbraio del ‘43
si arresterà definitivamente, mentre nell’Atlantico americani e britannici iniziano a difendersi più efficacemente dai
temibili sottomarini tedeschi.
A Stalingrado (oggi Volgograd), sul fiume Volga, i sovietici riescono a resistere ai nazisti, che assediano la città tra
agosto e novembre del ‘42: si trattava della sconfitta peggiore finora subita dai tedeschi nel corso della seconda
guerra mondiale, un simbolo di come la situazione si stava capovolgendo. Perdere Stalingrado sarebbe stato fatale
per la Russia, perché la città non era non soltanto una base di rifornimento sul maggiore corso d’acqua della Russia,
ma anche un punto che avrebbe consentito ai tedeschi di circondare mosca. La battaglia era stata devastante sia per i
tedeschi che per i sovietici, in particolare per gli abitanti di Stalingrado, che non erano stati evacuati.   
La sconfitta di Italia e Germania nel Nord Africa

Contemporaneamente, i britannici stavano fronteggiando italiani e tedeschi nel Nord Africa: il generale Rommel (‘la


volpe del deserto’) era riuscito ad arrivare nel giugno del ‘42 ad El Alamein, ma la controffensiva britannica costringe
i tedeschi alla ritirata ad ottobre. Nel maggio del ‘43 italiani e tedeschi saranno definitivamente
cacciati dall’Africa.  
La conferenza di Casablanca

Nel gennaio del 43 c’era stata nel frattempo una conferenza a Casablanca, in Marocco, dove gli alleati, che ormai
avevano firmato il patto delle Nazioni Unite impegnandosi a tener fede alla Carta atlantica, decidono che il
prossimo passo sarebbe partito dalla Sicilia, e che la seconda guerra mondiale sarebbe continuata fino alla resa
incondizionata della Germania, ovvero la sconfitta senza alcun tipo di patteggiamento.   
9Resistenza in Italia: una guerra civile?
Lo sbarco in Sicilia degli alleati e le prime proteste di massa contro il fascismo

Lo sbarco in Sicilia dei contingenti anglo-americani, che in poche settimane si impadroniranno dell’isola, avviene
nel luglio del 1943. Il governo fascista aveva ormai perso credibilità a causa di una serie di clamorosi insuccessi.
Erano le prime proteste di massa sotto il fascismo, segno di un profondo malcontento popolare causato dall’aumento
dei costi della vita, dalla fame e dai bombardamenti alleati.    
Le dimissioni di Mussolini e il nuovo governo di Pietro Badoglio

Il 25 luglio del 1943 Mussolini cade, e lo fa per colpa di una singolare congiura voluta, tra gli altri, dal re e dagli
esponenti più moderati del regime. La notte precedente, una riunione del Gran consiglio del fascismo aveva invitato il
re a riprendere il controllo formale dell’esercito. Il 25 Mussolini viene invitato a rassegnare le dimissioni ed
arrestato dai carabinieri, mentre Pietro Badoglio viene nominato capo del governo. Gli italiani si abbandonano a
questo punto a manifestazioni pubbliche di gioia, mentre dopo vent’anni di protagonismo assoluto sulle scene
politiche non c’era praticamente traccia del Partito fascista. Gli italiani speravano che sarebbe presto finita la seconda
guerra mondiale, senza sapere che sarebbe finita in modo drammatico.    
L'armistizio dell'8 settembre con gli alleati

I tedeschi, che ormai si aspettavano una prossima defezione, avevano aumentato i contingenti di truppe,
mentre Badoglio lanciava messaggi ambigui, trattando in segreto con gli alleati mentre proclamava alla nazione che
l’impegno bellico sarebbe proseguito al fianco dei tedeschi.
Poco tempo dopo, il 3 settembre l’Italia e gli alleati stipulano un armistizio, reso noto l’8 settembre. Badoglio ed il
re fuggono verso Brindisi, mentre l’Italia centrale e l’Italia del nord vengono occupate dai tedeschi, il Sud è occupato
dagli alleati, e l’esercito italiano è allo sbando.  
La Repubblica di Salò e l'inizio di una vera e propria guerra civile

Dopo che si erano ricostituiti ufficialmente i partiti antifascisti, che nel settembre del ‘43 danno vita al Comitato di
liberazione nazionale, il 12 di settembre i tedeschi liberano Mussolini dal Gran Sasso. Il piano era quello di creare
un nuovo stato fascista nel nord: la Repubblica sociale italiana (Rsi), dotata di un suo esercito, aveva come capitale
Salò, città sul lago di Garda. La politica della Repubblica di Salò richiamava il primo fascismo, quello più
‘rivoluzionario’, ma rimaneva uno stato controllato dai tedeschi, che continuavano ad occupare il territorio
sfruttandone le risorse e gli abitanti, spesso deportati (come avviene nel ghetto di Roma, dove più di mille ebrei
saranno deportati ad Auschwitz). La repubblica di Salò si occupava inoltre di contrastare i partigiani in quella che
oggi ricordiamo come una vera e propria guerra civile.  
Le diverse bande partigiane

Alla fine del ‘43 si formano le prime bande partigiane, riunendo sia antifascisti che disertori della Repubblica di
Salò. Nelle città si formano i Gruppi di azione patriottica. I partigiani tendevano a riunirsi in base all’orientamento
politico:    
 Il gruppo più numeroso erano le brigate Garibaldi, in prevalenza costituite da comunisti
 Giustizia e Libertà omaggiava sin dal nome il gruppo liberal-socialista di Carlo Rosselli
 I socialisti si riunivano nelle Brigate Matteotti
 Le bande autonome erano composte da militari, spesso monarchici
I partiti del post-fascismo

Quanto ai partiti, oltre al liberal-socialista Partito d’azione, stava nascendo dalle ceneri del Partito popolare
la Democrazia Cristiana (DC). A luglio prendevano (o meglio ri-prendevano)  forma anche il Partito liberale (Pli)
e quello repubblicano, mentre i socialisti si erano riuniti nel Partito socialista di unità proletaria (Psiup), ed
il Partito comunista, che non si era mai sciolto, riprendeva forze. 
La nascita del Comitato di liberazione nazionale e l'iniziale accordo con il Re

Sono i rappresentanti di questi ed altri partiti antifascisti a dare vita al Comitato di liberazione nazionale (Cln), che
aveva lo scopo di dare vita ad un’Italia democratica, antifascista, ma anche contraria al re (considerato anche lui un
responsabile del fascismo e della guerra) e a Badoglio (il cui governo, dall’ottobre del ‘43, era diventato un
‘cobelligerante’ per gli alleati). Il Cln rappresentava il movimento partigiano (sia di sinistra che di centro-destra),
ma non aveva né una base di massa né la fiducia degli alleati. A sbloccare la situazione è Palmiro Togliatti, leader
del PCI appena tornato dalla Russia, che propone al Cln di formare un governo di unità nazionale concentrato sulla
guerra e sulla lotta al fascismo, collaborando per il momento con il re e Badoglio. 
Il primo governo di unità nazionale

Il 24 aprile viene formato il primo governo di unità nazionale, che include rappresentanti del Cln ed è capeggiato
da Badoglio. Vittorio Emanuele III nominerà suo figlio Umberto ‘luogotenente del regno’ nel giugno del ‘44, e anche
Badoglio si dimetterà. Il prossimo governo sarà interamente deciso dal Cln, presieduto da Ivanoe Bonomi, e avrà
concreti legami col movimento partigiano, ormai riunito anch’esso in un Cln Alta Italia (Clnai) rinforzato e molto
attivo in tutta l’Italia del nord, nonostante le rappresaglie tedesche. C’era un’Italia decisa a voltare pagina e a
contribuire alla causa degli alleati, che però non coinvolgeva in modo particolare il grosso della popolazione,
traumatizzata e preoccupata essenzialmente dalla propria sopravvivenza. Dopo uno stallo lungo la linea gotica, nel
novembre del ‘44 i partigiani vengono invitati a sospendere le operazioni, ma Bonomi riconosce il Clnai come
rappresentante del governo nell’Italia occupata. Soltanto nel 1945, in primavera, la Resistenza sarebbe sfociata in
un’insurrezione generale e popolare.  
9.1Il matrimonio tra il principe Umberto e Maria Josè del Belgio
Quella che aveva tutte le premesse per essere una delle più belle coppie d'Europa vedrà gli eventi cambiare la sorte di
questa unione reale. Il matrimonio viene concordato tra le famiglie quando Umberto e Maria Josè sono ancora piccoli
e la cultura della ragazza viene improntata anche in funzione di questo: studia in Italia, impara la lingua e nel 1930 i
due si sposano, nonostante l'opinione pubblica belga non approvi l'unione con un reale che appoggia il fascismo. Ma
questo non sarà l'unico problema perché Umberto e Maria José, nonostante la nascita di 4 figli, si allontaneranno a
causa della diversità delle loro posizioni politiche e culturali:
 Maria José è una principessa moderna e colta, troppo per la Corte Italiana;
 Ha un atteggiamento tiepido nei confronti della Chiesa mentre il marito è molto devoto;
 Non sopporta Mussolini e il fascismo a differenza del marito, più conciliante;
 Tenta segretamente di evitare l'entrata in guerra dell'Italia;
 Conclusa la guerra diventa regina accanto al marito ma per pochissimi giorni;
 Il 2 giugno, dopo l'esito del referendum, i due partono per il Portogallo. Umberto rimarrà qui mentre Maria José si
trasferisce in Svizzera. La separazione tra i due è ufficiale;
10Lo sbarco in Normandia: verso la fine della seconda guerra
mondiale
La conquista di Berlino e lo sbarco in Normandia

Tra 1943 e ‘44 i sovietici, al costo di enormi sacrifici, respingono i tedeschi ed iniziano ad avanzare verso occidente:
nella primavera del ‘45 conquisteranno Berlino. Alla fine del 1943 c’era stata la conferenza di Teheran, dove i
leader dei tre principali stati alleati, Roosevelt, Stalin e Churchill si erano incontrati, e gli anglo-americani si erano
impegnati a sbarcare sulle coste della Francia, in Normandia.    
La riconquista della Francia

L’operazione scatta il 6 giugno del 1944 all’alba, il nome in codice è operazione Overlord: Questa operazione è
stata documentata dal fotografo Robert Capa, in alcune drammatiche foto che ritraggono l’assalto ad Omaha
Beach in tutta la foga dell’azione. Nel giro di un mese più di un milione e mezzo di uomini saranno in Francia. Alla
fine di luglio, le difese tedesche sono definitivamente stroncate, e ad agosto Parigi è ormai libera, mentre i nazisti si
riorganizzavano per un’ultima volta intorno ai vecchi confini del 1939.  
11Il tramonto del Nazismo
I nuovi fronti della Seconda Guerra Mondiale
Nell’autunno del 1944 i fronti della seconda guerra mondiale erano completamente cambiati, e la Germania era
ad un passo dalla sconfitta. I paesi sotto l’influenza tedesca (Romania, Bulgaria, Finlandia e Ungheria) cambiavano
schieramento o si arrendevano, mentre la Jugoslavia veniva liberata dai partigiani e dai russi, la Grecia dagli
inglesi. La Germania subiva bombardamenti continui, volti a distruggerne la fenomenale produzione industriale e a
demoralizzare i tedeschi, spesso colpendo obiettivi non militari, e distruggendo intere città. Adolf Hitler tuttavia non
si sarebbe mai arreso, mai avrebbe dichiarato la propria sconfitta nella seconda guerra mondiale: sperava in una
rottura dell’alleanza tra sovietici e occidentali, che però restavano ancora fedeli agli accordi.     
La divisione delle reciproche sfere di influenza

È in questo periodo che Churchill e Stalin, in una conferenza a Mosca, iniziano a stabilire le reciproche sfere di
influenza (che tenevano ben poco conto della volontà dei popoli) per il post seconda guerra mondiale. In un’altra
conferenza a Yalta, cittadina termale in Crimea, si decide nel febbraio del ‘45 la futura divisione della Germania in
zone di influenza.      
L'avanzata verso Berlino

A gennaio, dopo un’ultima azione offensiva tedesca nelle Ardenne, i sovietici oltrepassano la Polonia e sono quasi a
Berlino, mentre al contempo cacciavano i nazisti dall’Ungheria, e ad aprile raggiungevano Vienna e poi Praga. Gli
alleati contemporaneamente attaccavano dal fronte Francese, attraversando il Reno il 22 marzo. I soldati
tedeschi concentravano gli sforzi sul fronte orientale, tentando di arrestare l’avanzata dell’armata Rossa, ed il 25
aprile Berlino ormai era accerchiata.
Le due morti di Mussolini e Hitler

Il 25 aprile, in Italia, il Cln proclama l’insurrezione generale mentre i tedeschi abbandonano Milano. Mussolini tenta
di rifugiarsi in Svizzera travestito da soldato tedesco, ma viene catturato, fucilato dai partigiani ed esposto
a piazzale Loreto a Milano. Quanto ad Hitler, il 30 aprile si spara un colpo di revolver alle tempie nel proprio
bunker sotterraneo (ormai sede del governo). A questo punto, il Reich non può che chiedere la resa agli alleati. Il 7
maggio del ’45 a Reims si firma la capitolazione dell’esercito tedesco e le ostilità cessano formalmente nei due
giorni successivi. Erano morti i due dittatori che più di tutti avevano voluto la seconda guerra mondiale, che si
concludeva dopo quasi sei anni. L’unico paese dell’asse a restare in piedi era il Giappone.    
Curiosità: Durante la Seconda guerra mondiale un team composto da 345 uomini e donne tra cui storici dell’arte,
curatori di musei, artisti e architetti, fu coinvolto in operazioni di salvaguardia e recupero di beni artistici trafugati dai
nazisti. I Monuments men, così venivano chiamati, si attivarono in una vera e propria caccia al tesoro per recuperare
le opere trafugate, evitare che venissero distrutte, evitare ulteriori saccheggiamenti.
11.1Chi era Hitler?
Responsabile della guerra e dell’Olocausto

Adolf Hitler è il responsabile dello scoppio della 2° guerra mondiale ed il primo responsabile dell'Olocausto,
nel quale sono morte almeno 6 milioni di persone.
Consenso e potere

Eccellente oratore, entra nel partito dei lavoratori trasformandolo nel partito nazionalsocialista e, grazie alle
conseguenze economiche della Grande Depressione, raccoglie consenso salendo al potere nel 1933 e diventando
l’anno successivo sia cancelliere che primo ministro.
L’espansione tedesca
Ha come obiettivo politico l'espansione tedesca per ottenere l'autosufficienza economica, decide così di annettere
con la forza militare i territori circostanti.
La morte

Si suicida il 30 aprile del 1945 all'ingresso delle truppe sovietiche a Berlino, sparandosi nel proprio bunker
sotterraneo. I resti, identificati dopo la guerra, vengono cremati e le ceneri disperse nel 1970.

12Bomba atomica su Hiroshima: l'ultimo atto della seconda


guerra mondiale
Il nuovo presidente Harry Truman e la scelta di utilizzare la bomba atomica per porre fine alla guerra

Gli americani iniziano a bombardare sistematicamente il Giappone alla fine del ‘44 con l’apporto di grandi
portaerei e giganteschi ‘bombardieri strategici’ (delle vere e proprie fortezze volanti). L’attacco via terra e via mare
nel territorio giapponese era previsto per l’estate del ‘45, ma il Giappone non sembrava affatto sul punto di
arrendersi. Al contrario, i kamikaze continuavano inesorabilmente a farsi esplodere sulle navi americane. Nel
frattempo il presidente Roosevelt era morto (12 aprile 1945), e fu il suo successore Harry Truman a decidere di
utilizzare la bomba atomica (o bomba a fissione nucleare, messa a punto a partire dagli studi effettuati da Enrico
Fermi), un devastante ordigno messo a punto da pochissimo tempo, contro il Giappone.     
La devastazione di Hiroshima e Nagasak

iL’obiettivo era quello di rendere più breve una guerra lunga e complessa, ma l’America voleva anche dimostrare agli
alleati (ed in particolare i sovietici) la propria potenza. Così il 6 agosto del 1945 la prima bomba viene sganciata su
Hiroshima, e dopo tre giorni ne viene sganciata un’altra su Nagasaki. Oltre all’immenso numero di
morti nell’immediato (100.000 e 60.000) e alla devastazione di entrambe le città, c’era l’effetto a lungo termine
delle radiazioni. Con la resa dell’imperatore Hirohito (2 settembre 1945) si chiude una volta per tutte la Seconda
guerra mondiale.  
13I morti della seconda guerra mondiale
Il numero dei morti della seconda guerra mondiale è il più alto di qualunque altra guerra della storia. Si calcola che
le vittime di questo conflitto siano in totale 70 milioni e che il prezzo più alto lo abbia pagato l'Unione Sovietica con
23 milioni di morti.
Numeri vicini a queste cifre li ha provocati solo un'altra grande catastrofe, la peste nera del 1347-1353 che in pochi
anni uccise un terzo della popolazione mondiale. Le cifre non sono precise ma si stima che i morti causati dalla
pandemia siano stati tra i 25 ed i 50 milioni.

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