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PIETRO VERRI > nato a Milano nel 1728 da una nobile famiglia.

Rinunciò agli studi di giurisprudenza


per dedicarsi ai problemi filosofici ed economici. Fu il principale artefice della Fondazione
dell'Accademia dei Pugni e del periodico Il Caffè, a cui collaborò con articoli dedicati a diversi
argomenti. Pietro dopo il viaggio a Parigi, divenne Consigliere del Governo austriaco a Milano.
Nel 1771 pubblicò la sua opera più impegnativa: le Meditazioni sull'economia politica, dove propose
come sistema di governo, l'assolutismo illuminato, basato sul rispetto delle leggi.
Dal 1772 si ritirò a vita privata fino a quando morì, nel 1797.

GIORNALISMO > uno dei prodotti culturali più significativi della modernità, è sicuramente il giornale.
La popolazione è ormai diventa sempre più desiderosa di essere informata sui fatti di vita politica e
culturale. Infatti il giornalismo iniziò a espandersi davvero solo nel 700, quando l'importanza della
borghesia iniziò a crescere.

ALESSANDRO VERRI > nacque a Milano nel 1741 (fratello minore Di Pietro). Anche Alessandro,
aiutando il fratello nella battaglia in favore delle idee illuministiche, divenne parte dei fondatori
dell'Accademia dei Pugni e del Caffè. Sul Caffè pubblicò una trentina di articoli. Alessandro andò
prima a Parigi, poi a Londra e poi tornò A Roma, dove morì nel 1816.

GRAND TOUR > Nel 1700 i rampolli (figli dei mercanti) iniziarono a viaggiare per conoscere lingue,
usi e costumi dei diversi paesi. Fine 17 sec. e inizio 18 sec., il viaggio acquisì un nuovo significato,
ovvero per osservare paesaggi, abitudini e usanze differenti (funzione educativa).
L’Italia divenne una meta importante, infatti aumentò il numero dei viaggiatori.
Il Grand Tour, fu un’espressione presente per la prima volta in un volume pubblicato nel 1670, che
accompagnava i giovani aristocratici nei viaggi.
Fino alla metà del 18 sec. il precettore rivestiva un ruolo fondamentale: era colui che accompagnava
i giovani nei viaggi e li controllava.
Inizialmente la pratica del viaggio culturale si diffuse in Inghilterra, e Parigi divenne il principale
percorso di transito. A Parigi furono stabilite le finalità didattiche, gli orari e le mete del Grand Tour.
I viaggi permettevano di appurare come gli europei usavano la ragione come benessere per la
società. Per tutto il 700 il Grand Tour si consolidò grazie alla cultura illuminista, che fu praticata per
tutto il 19 sec.
LE VIAGGIATRICI > il Grand Tour fu compiuto anche da giovani donne, che venivano dalla borghesia
e dell'aristocrazia. Il numero delle donne era nettamente inferiore a quello degli uomini, poiché
erano vittime di ironie e maldicenze. Le donne dovevano stare in casa e non potevano istruirsi, infatti
dovevano trovare una scusa per poter partire, ovvero la salute. Queste ricorrevano spesso a questa
scusa, e una volta partite apprezzavano tutti i nuovi aspetti, anche quelli culturali. Da qui le donne
iniziarono a trasmettere le loro esperienze stimolando altre giovani donne.
Dalla seconda metà del 18 sec., le viaggiatrici iniziarono a raccontare le proprie esperienze,
pubblicando anche testimonianze dei loro viaggi.
NECESSARIO PER VIAGGIARE > per viaggiare serviva un'ampia disponibilità di tempo e coraggio,
perché questi viaggi duravano mesi o anni; servivano buone risorse finanziarie, e bisognava
conoscere il francese (lingua più diffusa al tempo). Inoltre servivano delle lettere di
raccomandazione, che permettevano alle giovani di entrare in luoghi non accessibili, e permettevano
inoltre di ricevere ospitalità dalle aristocrazie locali.
Il giovane era accompagnato da un precettore, che doveva vegliare su di lui e controllare il suo
comportamento morale e religioso. Un uomo per diventare precettore doveva essere un
intellettuale, doveva conoscere il francese, scrivere in modo chiaro e sapere qualche nozione di
medicina. Infine il giovane, più era ricco più era servito, infatti i giovani ricchi si facevano
accompagnare da più persone (max 15).
DOCUMENTI > I documenti necessari erano:
 Passaporto: importante garanzia
 Visto d'ingresso: rilasciato dall'ambasciata del paese
Questi due necessari per noleggiare carrozze cavalli, e per ottenere ospitalità nelle locande.
 Bllettino di sanità: e arrivava via mare doveva avere questo bollettino per dichiarare di star
bene, cosi da saltare la quarantena
DENARO > dato che solitamente il viaggio era piuttosto lungo e molto costoso, non si potevano
portare dietro tutti i soldi poiché c'era sempre il pericolo di essere derubati; infatti vennero stipulate
delle tecniche:
 Avviso di pagamento: il viaggiatore inglese che stava per partire per l'Italia, depositava una
grande somma di denaro presso una banca italiana di Londra, ed essa rilasciava un avviso di
pagamento per le banche corrispondenti delle città italiane che il giovane voleva visitare.
Una copia veniva data al giovane, e altre due venivano spedite alle banche
 Lettere di credito: venivano rilasciate dalla propria banca e il viaggiatore le consegnava alle
banche dei paesi visitati con cui avevano stipulato accordi con la banca del viaggiatore. II
viaggiatore riceveva il rimborso del denaro che aveva versato alla sua banca
 Inoltre il viaggiatore doveva essere a conoscenza del tipo di moneta utilizzato nel paese,
poiché nel caso avrebbe dovuto effettuare il cambio monetario
I VIAGGIATORI PORTAVANO > i viaggiatori portavano diversi bagagli a seconda delle proprie
esigenze:
 baule in legno con copertura in pelle
 valigia rigida di cuoio
 valigie di pelle più morbida
 il saic de nuit: una tela doppia che si chiudeva con una cordicella, e conteneva tutto
l'occorrente per le soste per le notti
 bauli-letto, porta abiti, porta colletti, cappelliere, sacchi di pelo, cuscini, parte di lana...
 forse geografiche, guida da viaggio, armi, cannocchiali...
DOVE ALLOGGIARE >
 Alberghi di posta: presso le stazioni di posta
 Camere delle locande: presentavano cibo, letti e lavanderia. Andare nelle locande significava
essere ricchi, e ciò portava il rischio di essere rapinati
 Alberghi: di diversi livelli (come le stelle)
 Ospitalità privata: ne godevano principalmente gli aristocratici
Nel 1700 l'Inghilterra aveva gli alberghi migliori ed erano distribuiti nel territorio
DESTINAZIONI > Diverse a seconda delle motivazioni
 Berlino, Vienna, Francia, Svizzera, Russia, Polonia
 Inghilterra: per la situazione politica e l'economia
 Italia: meta per eccellenza, ricca di arte, vita sociale, paesaggio e clima bello
ITINERARIO PER L’ITALIA > percorrevano le Alpi dalla Francia, e la prima città era a Torino. Non era
un percorso facile, ma l'alternativa era via mare arrivando a Genova.
Città principali: Milano, Bologna, Ferrara, Modena,
 Venezia: stile di vita legato alle feste di lusso (carnevale)
 Roma: principale destinazione per monumenti storici, feste per gli ospiti, corti papali
 Firenze: il Console ospitava gli aristocratici
 Napoli: monumenti barocchi, corte vivace, Pompei
I primi che arrivavano in Italia furono gli inglesi, poi francesi e poi tedeschi.
Le guide venivano fatte dai viaggiatori, mi puoi portate nelle case editrici le quali le distribuivano.
L’ARTE > Anche le opere d'arte diventano fonti di informazioni, come:
 Disegni, quadri, tavole: passo raffiguravano ciò che vedevano
 Ritratti
 Ricordi, souvenir (ritrattista più importante: Pompeo Girolamo Batoni)

CARLO GOLDONI > nacque a Venezia nel 1707 da una famiglia borghese. Fra il 1723 e il 1725 studiò
legge all'università di Pavia. Prese la laurea in legge a Padova e si avviò alla professione di avvocato.
Poi si avviò verso la vocazione teatrale, e verso il 1734 ottenne l'incarico di scrivere dei testi per il
teatro veneziano di S. Samuele. In seguito dovette fuggire da Venezia a causa debiti, e si stabilì a
Pisa. Infine Goldoni lasciò definitivamente la professione di avvocato e divenne scrittore di teatro per
professione.
Goldoni era molto attento a ciò che aveva intorno: era di estrazione borghese e ciò garantiva
concretezza nelle sue opere. Questo perché esaltava i valori borghesi. Scrisse solo di ciò che
conosceva, infatti parlò maggiormente di Venezia.
Goldoni vissuto il periodo dell'illuminismo, credeva che attraverso la ragione l'uomo poteva risolvere
i propri problemi. Inoltre vedeva i nobili come coloro che vivevano senza aver guadagni ed egli li
riteneva inutili poiché non erano una classe produttiva.
Nella sua scrittura invece faceva riferimento all'Arcadia, dove utilizzava semplicità e razionalità.
Anche se nel suo modo di scrivere presentava battute salaci, rispettavano quello che era il
personaggio e il buongusto. Aveva l'idea di riformare il teatro, e voleva farlo come stimolo per
modificare la società intera, che aveva preso una piega sbagliata.
Trattò dell’argomento: Mondo e Teatro, dicendo che secondo lui dovevano andare di pari passo.
Voleva che ciò che si mostrava a teatro potesse essere poi riprodotto nella vita di tutti i giorni.
Inoltre gli attori non volevano il copione, mentre Goldoni esigeva che venisse imparato a memoria.
Tolse le maschere, perché prima i personaggi erano piatti e senza personalità, mentre Goldoni
voleva far trasparire le emozioni. Tolse la comicità grassa basata su volgarità e doppi sensi, è inserì
una comicità più raffinata.
COMMEDIE > le prime Commedie scritte da Goldoni parlavano dei Mercanti, che erano visti come
forza della società. Per la prima fase (fase idealistica) i mercanti erano visti solo in maniera positiva.
Invece nella seconda fase veniva considerata anche l'aspetto negativo: individualità della fase
realistica.
Poi fece le Commedie sulla Nobiltà, dove aveva un giudizio prettamente negativo. Secondo Goldoni i
nobili non portavano nulla alla società, si dedicavano solamente all'ozio, ed erano approfittatori.8I
Goldoni scrisse più di duecento opere teatrali: commedie, tragedie e melodrammi. Le sue opere più
importanti sono le commedie. Le commedie goldoniane si dividono in cinque sezioni:
1. Commedie romanzesche: hanno come temi principali l’amore e l’avventura;
2. Commedie esotiche: riguardano vicende svolte in luoghi lontani, esotici;
3. Commedie storiche: riguardano personaggi storici, realmente esistiti;
4. Commedie d’intreccio: si ispirano alle commedie latine di Plauto e Terenzio; tendono a
narrare in maniera complicata; non è tanto importante la storia in sé ma il modo in cui è
narrata;
5. Commedie d’amore e di carattere: sono i capolavori di Goldoni perché vi viene espressa in
pieno la riflessione sul teatro. Queste commedie tendono a rappresentare in maniera
precisa un ambiente sia geografico che sociale. I personaggi rappresentano l’uomo nella sua
capacità di cambiare. Le commedie più importanti di questo genere sono: “La Bottega del
Caffè”, “La Famiglia dell’Antiquario”, “I Rusteghi” e “La Locandiera” (la più famosa).
RIFORMA GOLDONIANA > A partire dal ‘500 e fino al ‘700 in Italia aveva avuto grande diffusione la
“commedia dell’arte”, recitata da compagnie girovaghe in cui ognuno era specializzato in una parte;
si dava inoltre grande spazio alle maschere. Le commedie non erano scritte ma esisteva un
Canovaccio (che indicava le linee guida ma non i dialoghi) con autore anonimo, gli autori dovevano
essere in grado di improvvisare. Gli attori recitavano anche in base al pubblico che avevano davanti:
se il pubblico era colto dovevano usare un linguaggio più colto, se al contrario il pubblico era di basso
rango dovevano utilizzare un linguaggio più semplice. La commedia dell’arte era caratterizzata da
volgarità e oscenità perché le battute di questo genere coinvolgono e divertono di più.
Goldoni si rese conto che l’Italia era ceduta ad una produzione di basso livello, scadente, di cui non
andare fieri. Secondo lui l’unico che si era distinto era stato Machiavelli con la “Mandragola” (che
Goldoni loda come opera ma condanna sul piano morale). Nasce così la sua volontà di cambiare il
teatro. Goldoni realizzò la sua riforma in maniera graduale perché si rese conto che pubblico e attori
avrebbero potuto rifiutare la riforma se fosse troppo improvvisa.
REALISMO: (aspetto importante della riforma del teatro) Goldoni pensava a soddisfare il pubblico e
si rese conto che era molto vasto e formato da ogni classe sociale; cercò quindi una soluzione che
potesse soddisfare colti e ignoranti. Propose quindi commedie realistiche, che rappresentavano la
realtà in tutte le sue problematiche, grazie alle quali gli uomini potevano sentirsi coinvolti in prima
persona. Applicò il realismo anche sul piano stilistico e lessicale. Goldoni affermò di ispirarsi a due
grandi libri: il Mondo e il Teatro (metafora); il Mondo è una grande scena su cui gli uomini recitano
inconsapevolmente, il Teatro rappresenta il piccolo teatro su cui vengono recitate scene di vita
quotidiana.
PERSONAGGI: alle maschere fisse, sempre uguali, stereotipate, Goldoni sostituì personaggi dinamici,
in evoluzione durante tutto il corso della commedia (quasi sempre in positivo). Dei personaggi venne
fornita un’accurata analisi psicologica che permise di capire le motivazioni profonde che erano alla
base di ogni azione. Per fare ciò si avvalse di coppie di personaggi contrapposti (uomo-donna, servo-
padrone, giovane-vecchio) per rappresentare i diversi punti di vista. Nella prima fase della sua
produzione, in cui era ancora fiducioso nell’intesa con il pubblico, la figura principale era il mercante,
presentato come modello comportamentale (perché è ispirato da sani valori e opera sempre per il
bene della propria famiglia). Il modello comportamentale era quindi offerto dal ceto borghese,
dinamico e aperto ai cambiamenti. In una fase successiva però si creò una specie di conflitto tra
pubblico e autore e quindi Goldoni abbandonò la figura del mercante e guardò con maggiore
interesse i ceti sociali più bassi che incarnavano valori positivi (umiltà). Questo perché il mercante
era avido, spinto al guadagno, meno attaccato alla propria famiglia.
TESTO: Goldoni avverte la necessità di stendere per intero le commedie. Questa innovazione, però,
verrà introdotta in maniera progressiva: inizia con il “Momolo cortesan” dove mette per iscritto solo
la parte del protagonista. Aggiunge sempre più dialoghi scritti, fino ad arrivare nel 1743 a “La donna
di garbo” in cui la commedia è scritta per intero. Aggiunge i dialoghi progressivamente perché si
rende conto che far imparare una parte agli attori poteva creare difficoltà. Il testo scritto permette di
ridare dignità all’attore e di rivalutare l’autore.
CONTENUTI: la commedia non deve più solo dilettare, ma deve soprattutto educare. Infatti porta
sulla scena problematiche del tempo e cerca di istruire il pubblico a seguire determinati valori: senso
della famiglia, umiltà e solidarietà. La commedia, anche se oggetto si riso, diventa strumento di
“paideia” (educazione).
MONDO E TEATRO > Il Mondo è davvero, per Goldoni, il primo “Maestro”, necessario in ogni tempo
alla vitalità della commedia. Egli lo affronta nel suo insieme, negli aspetti più vistosi del “costume” e
nella minuta ricchezza degli “usi”, inizialmente per un gusto di apprendista , curioso e attento, della
realtà, di una Natura che si fa Mondo, cioè “esperienza” più storica di rapporti sociali – o almeno
socievoli. Il Mondo è definito infatti nella sua varietà di caratteri, di passioni, di “avvenimenti
curiosi”, di “correnti costumi”: dei “vizi e dei difetti”, aggiunge, “che sono più comuni del nostro
secolo e della nostra Nazione”; e anche dei “mezzi con cui qualche persona virtuosa resiste a questa
corruttela”. Il suo teatro vuol essere, dunque, trascrizione del contemporaneo e di un
contemporaneo nazionale. nella quale una categoria “universale” (la corruttela) e tipica (i vizi e i
difetti più comuni) incontra la resistenza di un elemento positivo, di chiara natura morale (qualche
persona virtuosa).La storia delle commedie goldoniane permetterà di definire l’ampiezza e il
carattere di questa attenzione critica alla società, la natura e i mezzi dei virtuosi che vi portano una
ragione di equilibrato ottimismo.Il secondo termina, il Teatro, è un modo specifico di comporre gli
elementi offerti dal Mondo. Esso gli insegna i “colori” per “rappresentarli”, il modo di “ombreggiarli”
per dar loro “rilievo”, le “tinte che più li rendono grati agli spettatori”. Una pittura mobile e viva che
la rappresentazione stabilisce – deve stabilire – col pubblico: suscitando “impressione sugli animi”,
“meraviglia”, “riso”, e quel “tal dilettevole solletico nell’uman cuore”, che “nasce dal trovar nella
commedia che ascoltasi, effigiati al naturale, e posti con buon garbo nel loro punto di vista, i difetti e
il ridicolo che trovasi in chi continuamente si pratica, in modo però che non urti troppo offendendo”.
LA LOCANDIERA > opera scritta da Goldoni per Mirandolina, e interpretata da Maddalena Marliani
nel 1753. Pietro Longhi (amico di Goldoni) ritrovo ciò che Goldoni metteva nei suoi personaggi. Nelle
raffigurazioni teatrali non si ha esattamente ciò che si ha nelle commedie di Goldoni.
Goldoni in quest'opera tratta di una locanda, che è un luogo molto importante perché permette di
mettere insieme personaggi provenienti da diversi stili di vita. Tra i personaggi abbiamo:
 il Conte: nobile ricco
 il Marchese: era ricco ma perse tutto
 il Cavaliere: misogino
Ciò che avevano in comune questi tre personaggi, è che per Goldoni erano ormai fuori tempo,
poiché la nobiltà si stava già esaurendo.
 Mirandolina: proprietaria della locanda, amava farsi corteggiare

GIUSEPPE PARINI > nacque a Bosisio nel 1729, in Brianza, da una famiglia di modeste condizioni. A
10 anni fu mandato a Milano da Anna Maria Lattuada, e quando morì gli lasciò una piccola rendita
annua, a condizione che sarebbe diventato Sacerdote. Così egli, pur senza vocazione, intraprese la
carriera ecclesiastica.
Nel 1754 fu ordinato Sacerdote, e nel 1752 iniziò a pubblicare una raccolta di liriche. Venne
ammesso all'Accademia di Trasformati. Giuseppe, pur provenendo da ceti inferiori, venne inserito
nell'ambiente immobiliare, ed entrò in contatto con il mondo dell'aristocrazia.
Oltre ad alcune odi di argomento civile, egli pubblicò due poemetti satirici: Il Mattino (1763) e il
Mezzogiorno (1765). Queste nacquero come opere separate, e poi confluirono nel giorno.
Nell'ultima parte della sua vita aderì al neoclassicismo. Come gli altri intellettuali milanesi, Parini subì
il trauma delle riforme radicali del successore di Maria Teresa, Giuseppe II. Egli sconvolse tutta una
serie di istituzioni imponendo direttive autoritarie sull'organizzazione della cultura: credeva nel
programma culturale:
Dall'illuminismo condivise gli ideali dell’egualitarismo e della polemica antinobiliare, solo se messe a
servizio della pubblica libertà. Sosteneva inoltre le teorie fisiocratiche condannando il mercantilismo
in favore dell'agricoltura. Inoltre era anche molto fedele ad un'ideale di poesia civile, dove egli cercò
di conciliare tematiche di attualità politica, economica e sociale con la tradizione classica: per questo
aderì al sensismo, che si basava sulla ricerca della parola, capace di evocare sensazioni ed immagini.
Infine aderì agli esiti del neoclassicismo e morì a Milano nel 1799.
IL GIORNO > Il giorno è un componimento mai finito del poeta Giuseppe Parini che, inizialmente, si
divideva in tre parti (Mattino, Mezzogiorno, Sera). L’ultima sezione è stata in seguito divisa in due
parti (quelle incomplete), Vespro e Notte. L’idea dietro a questo poemetto composto in endecasillabi
sciolti è quella di rappresentare in maniera satirica l’aristocrazia caduta di quel tempo. L’opera di
Parini descrive la vita di un “giovin signore”, la giornata di un pupillo appartenente alla nobiltà
milanese, dando il via a quella che viene chiamata la letteratura civile italiana.
Nel testo non c’è tanto un’aggressione diretta quanto una sottile ironia trasmessa dalle parole di
Parini, che vuole indicare al giovane aristocratico il modo giusto di impiegare la sua giornata.
Vediamo ora un riassunto delle varie parti de Il giorno, spiegando poi nel dettaglio il significato di
quest’opera.

VITTORIO ALFIERI > Nacque ad Asti nel 1749 da una famiglia della nobiltà terrena.
Dal 1758 studiò all'accademia reale di Torino, e una volta uscito, viaggiò per 5 anni in Italia e
successivamente nell'Europa del nord (Grand Tour).
Una volta rientrato a Torino si dedicò all'attività letteraria e compose le prime tragedie (leggenda: si
faceva legare alla sedia quando doveva scrivere).
Tra il 1776 e il 1780 andò in Toscana per perfezionare la conoscenza della lingua italiana.
Tra il 1785 e il 1792 soggiornò frequentemente a Parigi, dove assistette allo scoppio della
rivoluzione. Deluso dai suoi esiti, rientrò a Firenze dove morì nel 1803.
PENSIERO > rifiutò degli ideali illuministici, opponendosi con la superiorità dell'aristocrazia, con il
culto della passionalità e dell'immaginazione e con la concezione elitaria della poesia. Questo perché
aveva una buona concezione elitaria di tutto, ed era un individualista.
Affidò alla poesia tragica il compito di veicolare il sublime del sentimento eroico, con gesti estremi (la
maggior parte dei suoi personaggi si suiciderà).
Si hanno due tipi di eroi:
1. l'eroe titanico: superiore, vincente, che lotta da solo contro il mondo
2. l'eroe sconfitto: (soggetto ai sentimenti) in continuo conflitto con sé stesso.
Alfieri era fedele al modello tragico, classico e rispettoso delle unità aristocratiche, per questo
ricercava la massima intensità drammatica attraverso l'intreccio serrato. Con quest'ultimo non sono
presenti grandi avvenimenti, bensì una vicenda con pochi personaggi. Inoltre la rapidità è data dalla
frammentazione dei versi.
OPERE > scrisse:
 opere politiche e di contenuto polemico
 opere autobiografiche
 poesie liriche
 Tragedie:
o prima fase: esaltazione dell'individualismo eroico e del titanismo
o seconda fase: sperimentazione di temi, ambienti e toni differenti
o terza fase: personaggi deboli e destinati alla sconfitta > tragedia più importante: Saul
1800 > l'età napoleonica comprende anche la Rivoluzione Francese, perché fu ciò che fece emergere
Napoleone. Ciò che contraddistingue questo periodo è la propaganda, che è un'opera di diffusione
di idee a vantaggiò di chi governa.
Si ebbe la propaganda rivoluzionaria, dove le persone agivano per sostenere la rivoluzione.
A partire dal 1800, con il regime napoleonico, agirono per sostenere Napoleone. Inoltre gli
intellettuali perso la loro funzione civica poiché con la propaganda si andavano a diffondere solo gli
aspetti a favore di chi sostenevano, non considerando anche i rispettivi aspetti negativi.
Durante l'età napoleonica si ebbe anche la questione linguistica: prima ci fu la propaganda
ProNapoleone, e poi quella ControNapoleone. Durante questo periodo si stanziarono:
 posizione purista: sostenuta da Antonio Cesari.
 posizione moderata: sostenuta da Pietro Giordani.
Generi:
 Lirica > Ugo Foscolo, Vincenzo Monti
 Poemi didascalici, mitologici, epici
 Epistole in versi
 Traduzioni
Gli esponenti più rappresentativi di questo periodo sono Foscolo e Monti. Foscolo si adeguava ai
diversi stili poiché non ne aveva uno unico.
 Storiografia > avvenimenti del presente del passato per chiarire il presente
 Orazioni e panegirici > grandi imprese
 Romanzo epistolare > a forma di lettere
Nel mentre nel teatro, la tragedia mise in luce i grandi personaggi del passato.
NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO > l'accostamento dei personaggi dell'antichità e del
presente, portò al ritorno del classico, che venne amplificato dai dalle grandi scoperte archeologiche,
come Pompei. Si pensava all'antichità come dove c'era il bello; una società ottimale, dove si riprese
armonia delle forme.
In questo periodo si ripresero aspetti positivi della realtà, come la bellezza delle costruzioni.
Neoclassicismo > è una riproposta del classicismo.
Dal punto di vista letterario si riprendono le caratteristiche dei personaggi, che sono degli individui
che attuano dei gesti estremi e delle grandi imprese.
Questo periodo l'abbiamo con Vincenzo Monti e Ugo Foscolo, ma anche con autori stranieri come
Rousseau, che scrisse La Nuova Eloisa, o Richardson con Pamela e Clarissa. E poi ci fu anche Ghoete
con I Dolori del Giovane Werther, scritto in forma epistolare.
I primi a profilare il preromanticismo furono gli intellettuali riuniti nel movimento Sturm Und Drang,
dove partirono all'aspetto sentimentale e passionale e si staccarono dal neoclassicismo, il quale
implicava il rispetto delle regole, e per i romantici non ci si poteva più attenere alle regole della
classicità.
Dall'Inghilterra nacquero correnti cimiteriali, in cui si parlava della morte (cimitero: luogo di incontro
tra vivi e morti).
Venne scritto un libro, chiamato Canti di Ossian, da un autore scozzese che divulgò la notizia di aver
trovato il poema di Ossian. In realtà lo aveva scritto lui, e lo fece solo per dare visibilità.
Il pre e il romanticismo non andarono in conflitto, poiché gli intellettuali presero gli elementi dell'uno
e dell'altro, senza distinguerli.
VINCENZO MONTI > In Italia uno dei maggiori esponenti del periodo neoclassico è Vincenzo Monti.
Egli ci fa capire il limite dei neo-classicisti nel riuscire a visionare il futuro, rimanendo ancorati al
passato. Scrisse Al Signor di Montgolfier (da cui deriva la mongolfiera). Monti di fronte alla scoperta
delle mongolfiere scrisse questa ode. Voleva farne una descrizione scientifica, ma non ci riuscì e per
questo inserì tanta mitologia. Il pallone aerostatico fu l'ultima scoperta talmente grande da poter
essere equiparata solo al come vincere la morte.
È una poesia d'occasione, un tipo di ode che si scrive quando avviene un fatto importante.
Il gusto neoclassico sta nell'usare elementi di letteratura classica e mitologica per scrivere i
componimenti. È un tipo di componimento con troppi riferimenti mitologici; troppo aulico.
Monti prese dal secolo precedente la materia scientifica, ma la sviluppò secondo la mitologia
dell'antichità classica (nessuno slancio verso il futuro).

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