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IL PRINCIPE di Niccolò Machiavelli Ideato nel 1513 durante l’ozio di San Casciano,

dedicato a Giuliano e Lorenzo De’ Medici (speranza di esser messo al lavoro a


servizio)
SEI PARTi

CAPITOLI 1/6 Non gli interessa la forma della repubblica e dei principati
TIPI DI GOVERNO ereditari, ironizza su quelli ecclesiastici, incentra il suo
ragionamento sul PRINCIPATO NUOVO, che si pone in un rapporto
conflittuale con quello che lo precede.

RIFERIMENTO ALLO SCENARIO CONTEMPORANEO ITALIANO!!!

Opera una differenza tra:


- PRINCIPATO MISTO (menbri aggiunti allo stato ereditario)
- PRINCIPATO TUTTO NUOVO cui si richiede una speciale
capacità di agire (CESARE BORGIA)

CAPITOLI 7/14 GESTIONE DELLE MILIZIE: milizie mercenarie sono inaffidabili e


CRITICITA’ non disponibili al sacrificio. Problema politico: senza un buon
DELLO STATO sistema militare lo stato non può che soffrire, perché senza un
esercito disposto a sacrificarsi, lo stato è debole.
“Trasformare i cittadini in soldati e i soldati in cittadini.”

CAPITOLO 15/19 Verità fattuale: la politica com’è.


SPECULUM PRINCIPIS Anzichè elenco di virtù, vizi funzionali.
A RIVERSO Virtù positiva teoriche contro vizio funzionale alla vita politica.

CAPITOLI 20/24 ● FORTEZZE utili o no (per controllo della popolazione)


PROBLEMI ● MODI CON CUI PUò GUADAGNARSI PREGIO O PRESTIGIO
TECNICI DEL ● MODI PER SCEGLIERE I COLLABORATORI e MINISTRI
● MISURA DI ACCOGLIMENTO DEI CONSIGLI
PRINCIPATO
● (CAP 24) PROBLEMI DELL’ITALIA ( perché i principi italiani
hanno perduto i loro possedimenti? pigrizia e mancanza di
iniziativa)

CAPITOLO 25 il “buon” comportamento che il principe deve mettere in atto


RAPPORTO TRA comportamenti per tamponare i tracolli della fortuna e/o
FORTUNA E VIRTÙ sfruttarli a proprio favore

CAPITOLO 26
ESORTAZIONE
AI MEDICI

Machiavelli risponde a Francesco Vettori, che gli racconta la sua


giornata a Roma, alla corte papale. Machiavelli gli risponde con
la sua routine quotidiana.

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La giornata dell'autore si divide nettamente in due parti.
1. Durante il giorno, immedesimandosi con la plebaglia locale,
diventa anche lui uomo di poco conto.
2. Alla sera, rielaborando le esperienze del giorno e
rivolgendosi ai propri amati classici, getta le basi per la
propria opera politica, in una sorta di rituale che lo vede
"spogliarsi" degli abiti mondani, per indossare quelli
curiali e nobili adatti a una lettura colta e umanistica
IL GIORNO
● Si reca nel proprio bosco, dove passa il tempo con alcuni
taglialegna, con i quali nascono spesso delle dispute
riguardo a vili questioni economiche e traffico di legna.
● Recandosi ad una fonte, porta con sé un libro di Dante,
Petrarca o dei poeti elegiaci latini come Tibullo e
Ovidio.
● Mangia insieme alla propria famiglia un pasto modesto,
adeguato alla propria condizione economica
● Passa il pomeriggio a giocare a carte, dove si immedesima
completamente nel carattere dei giocatori d'azzardo,
diventando anche lui canaglia, e scorretto per il guadagno
di qualche soldo. Incontra persone di varia specie, delle
quali studia i comportamenti, per arricchire la sua
visione della realtà.
Machiavelli, abituato ad alti incarichi nella vita politica del
suo tempo, è costretto a passare le proprie giornate in un'osteria
di basso livello. La sua è, in realtà, una sfida verso la sorte,
che vedendolo in una condizione così povera non si aspetta che un
giorno egli potrà riscattarsi ritornando al posto che gli spetta.
Ciò che l'autore vuole creare è un effetto di contrasto, dove il
proprio ruolo non è passivo, bensì attivo.

LA SERA
Alla sera rientra in casa e, racchiuso nel proprio intimo,
riordina le idee riguardo a cosa ha potuto imparare durante la
giornata, prendendo però le distanze dal mondo volgare nel quale è
rimasto “invischiato” per tutto il dì. Per contro si dedica allo
studio dei propri classici, e nello specifico degli storici
latini, per lui utili alla redazione dell'opera: Il Principe.
Anche da essi cerca di trarre l'”esperienza” per ricavare le leggi
che determinano il funzionamento della vita politica odierna.
Secondo l'autore, infatti, si può cercare ovunque,
indipendentemente dal rango sociale o dal periodo storico, perché
l'uomo non cambia le proprie attitudini, rimanendo costante nel
tempo.

Del cambiamento è anche testimone la lingua, che si arricchisce,

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diventando da popolare e volgare, colta e ricca di latinismi,
adatta a trattare argomenti più elevati.
Nella sequenza successiva Machiavelli si presenta come osservatore
freddo e razionale della realtà effettiva che lo circonda, e lo
costringe in una situazione di degrado rispetto al proprio
glorioso passato. Nonostante la sua intenzione sia quella di
recarsi a Roma non può, in quanto cause di forza maggiore lo
danneggerebbero più di quanto non lo è adesso nel proprio esilio.
Il freddo ragionamento si scioglie soltanto in una frase che
indica il proprio voler, anche ripartendo da zero, rimettersi al
servizio della famiglia dei Medici, per ripristinare pian piano il
proprio valore, dimostrandolo sul campo[1].
Il primo modo di dimostrarlo è appunto inviare questo trattato,
dedicato a Giuliano de' Medici, che mostri a lui e a tutta la sua
famiglia come amministrare uno stato, ma soprattutto dimostri che
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il periodo passato in esilio è stato produttivo e non sprecato.

I. La natura dei principati e il modo per


acquistarli
Tutti gli Stati possono essere classificati in due categorie:
1. Repubblica
2. Principato, di tipo:
● Nuovo, e ancora
1. Tutto, nel senso che, a seguito di un colpo di stato, una
nuova famiglia subentra completamente alla prima

2. Membri aggiunti allo stato ereditario del Principe, ad es.


Napoli sotto il Re di Spagna

● Ereditario
I Domini (Stati) possono essere abituati:
● a vivere sotto un solo Principe
● ad essere liberi
Gli Stati si acquistano con gli eserciti di ciascuno o quelli di
altri, o per fortuna o per virtù.

Contemporaneamente al “Principe” scrive i “Discorsi sulla prima deca di Tito Livio”.

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● Prospettiva diversa: qui descrive lo stato in base alla
divisione interna delle CLASSI SOCIALi e alle
ISTITUZIONI che reggono lo stato stesso.

● Descrive lo stato come fosse un corpo che si può


ammalare o stare bene o può essere curato (ci sono tante
metafore sul mondo della medicina)

● L'opera è un commento ai primi dieci libri di AB URBE


CONDITA di Tito Livio ma non segue la stessa struttura a
questi, anzi è scritta sotto forma di commento rispetto
a quanto trova scritto.

● Descrive la storia di Roma come una sorta di modello cui


aspirare. Ad essa viene confrontata la Firenze
contemporanea che ovviamente rappresenta un modello
negativo.

● Si basa sul concetto della storia come realtà permanente


che segue degli schemi che si ripetono. In base a questo
possiamo dire che come sia evidente l'influenza di
Polibio (concetto dell'avvicendamento ciclico dei
governi secondo uno schema ripetitivo da monarchia ad
oligarchia ed alla democrazia)

● Tre libri:
1. Il primo libro analizza i fondamenti del benessere
della Roma repubblicana che sono la sua intensa
vivacità sociale e la religione che ha creato un
vincolo civile
2. Nel secondo libro si trattano i rapporti tra virtù
e fortuna: Livio offre uno spunto chiedendosi se la
grandezza di Roma sia stata creata dalla fortuna o
dalla virtù del popolo romano
3. il terzo libro accorpa tutta una serie di argomenti
già affrontati e in particolare quello delle
Milizie

Va detto che, in generale, la trattazione dei discorsi


abbastanza asistematica, in particolare il terzo libro.
Da tutti i critici, l’opera è considerata come un libro non
finito in cui Machiavelli ha fatto confluire due nuclei: un
primo ed un secondo di trattazioni di vario genere

Il petrarchismo diventò nel cinquecento per i letterati


italiani un modo per esercitare le proprie conoscenze della
lingua patria. Però non deve essere visto come una forma di

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deterioramento fondata sulla mera imitazione di stile e
lingua. Deve essere vista come un costume, uno stile.

Appunto questo qua però anche anche un'influenza positiva


Riguardo lo Stato poiché unifica unifica gran parte
dell'Italia Perché alcuni centri culturali ad esempio quelli
di Venezia e di Napoli presenta delle caratteristiche simili
tra di loro e fatti Qua possiamo notare quindi che questo
stile è condiviso dalla maggior parte dell'Italia Il
petrarchismo fu un fenomeno un fenomeno Democratico che Non
occorreva però una complessa educazione linguistica Oltre a
questo vede anche una grandissima novità quella
dell'introduzione di altri gruppi sociali e categorie che
prima erano stati esclusi ad esempio quelle delle donne e
quelli degli Artisti artisti come le donne gli artisti Questo
è quello che ho da dire da qua poi cioè io l'ho detto.

Vado più sistema sistematico il modello petrarchesco perché


non si limita solamente imitare ma aiutare uno detto ma
utilizza le sue le stesse idee di Petrarca il tema di Petrarca
esempio il motivo di bellezza come pericolo per la salvezza
umana Ma anche come un motore di elevazione spirituale in
questo senso vengo corregge Vabbè vengo correggerò niente
insiste nella necessità di rendere la passione amorosa come un
sommo bene Quindi come una cosa positiva che inizialmente era
considerata una cosa negativa Petrarca perché pericolo

Figura delle poetesse: sono o donne aristocratiche che hanno


le risorse per potersi acculturare e scrivere, frequentando
anche letterati o cortigiane, prostitute di alto livello sia
per il tipo di amanti che per interessi culturali ( le c.d.
“cortigiane oneste”)
● Gaspara Stampa: il petrarchismo dal punto di vista
femminile. Donna che ama non amata. Difficoltà reali tra
amanti: innamorata non ricambiata di Collatino di
Collalto sfoga le sue sofferenze nelle sue opere.

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