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CODICI BOBBIESI

COLLEZIONE PALHXX.RAFICA HOBBIHSE


VOL.
I

CODICI BOBBIESI
DRM.A

BIBLIOTECA NAZIONALE UNIVERSITARIA


01

TORINO
CON II,UIHTRA7,inNt
Ot

CARLO CIPOLLA

V/

ULRICO HOEPLI
EDITORE LIBRAIO DELLA REAL CASA

MILANO
1U07

>
'OCA

"fUfn^nf^^t'
9 2 6 G 4 7

Ristampa anastatica autorizzata


Ing. G.

Esclusivit di vendita

MOLFESE &
TOHINO

Figli

BOTTEGA d'ERASMO
Via Gaudenzio Ferrari, 9

Via G. Verdi, 10

TORINO

AD

ANDREA GLORIA
NELL'ANNO

CINQUANTESIMO
DEL SUO INSEGNAMENTO
OFFRE
IN

OMAGGIO
UN SUO

RICONOSCENTE E AFFEZIONATO

DISCEPOLO

PREAMBOLO

Qg*i Crivova
*|

nel
si

1821

Amodeo Peyron
laiis vst

('):

quelli dei suoi

compagni e

successori, 8. Attala (bor-

Profccto

qua

mine

Ambrosi

gognone), S. Beitulfo (consanguineo di Arnolfo vesco-

l'^J

sianae et Vaticanae bihiiotliccac,

nostra

vo

di Metz), S. postfj
:

Bobuleno

(di

Luxcuil); e insieme ad essi


di cui l'epi-

ciinelia

'

Taiirincnsis nobilis intor pares fcrtnr,

omnes
>>

fu fatto

anche all'arca di Cumiano,

sna accopta referro debent uni Bobieiwti

Se

grafe dice

intendiamo queste parole con una qnalciie rapcionevole


discrezione, lisse senza dubbio esprimono
infatti
il

Hunc La

misit Scotia fines ad italicos senem,

vero; ed

Locatur Evovio Domini


sacra tomba tosto

constrictus

amoro

(*).

verissimo
antichiti e

clie

codici Bobbicsi accrebbero colla


loro

divenne

meta a

pii pellegrisi

loro

colla

importanza
(*).

scientifica,

il

naggi, che le popolazioni dei


di frequente

dintorni vi

recavano

valore e la fama delle tre biblioteche


L'irlandese
S.

a implorare la protezione del Santo. Quindi


dei
bonoflcati,
l'

Colombano, dopo una vita piena

di

la

gratitudine

la

piet

dei

devoti,

avvenimtmti e
quilliti

di lotte,

aveva trovato

alla fine la tran-

pi

agevole resero

ampliarsi

della

chiesa

del

desiderata in un luogo romito, nella valle della


la

monastero,
tuario

che

non

costituirono

soltanto

un sanformaeb-

Trebbia, dtve lo invitava, a mezzo di re Agilulfo,


piet di un

venerato, e

un

centro

religioso,

ma

uomo

del paese, per

nome Giocondo. Per

rono

anche

ben presto

un luogo ove

gli studi

un anno

egli god, nel raccoglimento e nella preghiera,

bero asilo tranquillo e onorato.

La

valle

di Bobbio,

di quella dolce ti-anqnillit,

che aveva tanto bramata,

lontana dalle grandi vie, per cui passavano cos spesso


gli
eserciti,

flnch

il

2'A

novembre
.
.

fil

animam membris solubim

e cogli eserciti

lo sterminio

o la morte,

Coelo redditit

reliquiaeque eius eo habentur in


presole

era posto adatto al raccoglimento e agli studi e per-

loco conditae, ubi et vii-tutum decore pollent,

metteva
il

al

monastero

di

conservare
(*).

ed accrescer

Christo

T>

f).

Il

suo

sepolcro,

fu

circondato

poi

da

suo patrimonio

scientifico

(1)

De

lihliolhfca lM>ieni

commentatio, premoHsa all'opera M. T. CVce-

Cf.

GIULIO JUNG,

/(o/ho, Vetria, /lardi, in

MitlheilHngendeii Inatitulsfuer

ronK Omtionis pr Scauro


(fa 1H24.
(2)
(!))

eie.

ffagnmnta inalita, Stuttgardine


Paris 190, pp. 168
(iieM'adisi.

et

Tubin-

imterr.

GenchtchliiforKhmtg

XX,

521

L.

SCHUTTK, Der

Apenniiienpaia de

Monte Ilardone

u. die deutnrJie, KOnige, Berlino, 1901. l'or


il

Bobbio volentieri

K.

MARTIN,

Saint

Colinnhnii,
I, e.

74.

si

passava durante

Medioevo nei viaggi

diretti dall'Itnlia superiore ocei-

JONA,
M.

Vita S. Columbimi,
liK)5,

minore

di B.

KRUSCH,
/(//)'

dentale verso Roma.


quella
eittA,

Ma

nessuna arteria stradale rontnna attraversava


dalla earta geografica apposta dal

Hniinoverae et Lipsiae
(4)

p. 22((-24).

come apparisee

MOMM-

REMONDINI,

Iscrizioni m&lioevali

della TJnuria, in
-

ilella

Societ Ligure di storia patria, 187, XII, 46

K,

e fac-sim. nel fase, delle

SEN, ni voi. V, parte 2, del Corpus Insrripi, fxitiruir., Gatlia Citalpiia, La ^mdazione del monastero Bobbiesc^, offrendo comoditi varie ai viaggiatori, spinse questi

tavole (1891); M.
p.

STOKES, Six moni


a
p. 172
II

in the

Apenninp, London

1892,

a preferire questa via a quella, pi grande e


Bobbio
talvolta

pi

173
(fi)

II

testo, e

fac-slnillc dcll'oplfrrnfe.

agevole dell'et classica, ni che avvenne che

parve

un

Doim

di 8.

Colombano riHolnmento

di

Bobbio non fu pi cohI austero.

luogo centrale tra

la

Lombardia e

la Liguria.

S.

Colombano, nativo della provincia dei Linster,

mo

credendo che soltanto

libri profani,

o di prove-

nella parte

SE

dell'Irlanda
letteriirl,

('),

fino dalla

prima et

si

nienza ariana fossero sottoposti a questui sorte. Abiiisi

diede agli studi


ciz!

accompagnancloli copli eserC),

abbiamo
tre,

pure

alcuni
il

tratti

di

Paralipomeni,
fu cos

men-

della piet.

E Giona

suo biografo, dice

di

lui

all'opposto,

grammatico Carisio

bene avirlan-

espressamente:

liberalium litterarum doctrinis et

gram-

venturato, che

il

suo testo fu scritto da

mano

maticorum

studila ingenio capaci dari coept laborem,

dese, e quindi assai

probabilmente

Bobbiese, sul ca-

quemperomnem
cena,

pueritiae vel aduliscentiaetempusexerdeflxit

dere

incii-ca del sec. VII.

usque ad virilem aetatem uberi intentione


prosa ed
in

Nella tranquillit della valle

romita,

monaci leg-

I suoi scritti in

versi fanno bella testi-

gevano e trascrivevano

libn.

Verso t'aimo

mh l'abbate
ai ,

monianza della sua varia

coltura.

Egli aveva

cono-

Wala
lavori

f)

neir atto

di

redigere lo statuto intonut


<

scenza profonda della Sacra Scrittura, specialmente dei


libri Sapienziali, e di quelli del

del monastero, accanto al


<

custos cartarun>

Nuovo Testamento. ConoGirolamo, S.Gregorio Maaltii insigni scrit-

che doveva conservare*


istitu,
^

omnia monasteiii monumenta


il

sceva parecchi Padri, come


gno, Gennadio, ecc.
tori cristiani, quali

S.

o piuttosto voile cons-ervato,

custode dei

libri:

gli

erano ignoti

bibliothecarius onniuni libroium

curam habeat,

lectio-

Prudenzio, Sedulio,S. Veniinzio Fortudimesticliczza

nnm

atqiie scrijtoriim ?. Notevole assai questo passo,


all'

nato,

ecc.

Avca

con

scrittori classici,

poich non solo c'informa infoino

esistenza

della

come

Sallustio, Seneca, Virgilio, Orazio, Ovidio,

Lucano,

biblioteca, e della cura che se ne aveva,

ma

ci istrui-

Giovenale, Persio.
scritti

Ne disdegnava

di inserire nei suoi


('').

sce aiK'ora
d(>i

intorno

alla

h-ttnra, e alla scrii fuiazione

anche reminiscenze mitologiche


S.

codici. C'era

iunque anche una

scuola.

s(

liltoria,
(*).

Anche

Attala, suo successore immediato, di nobile

la

quale non
ci

si

sottrava all'influenza oltian ontana

schiatta, fu

liberalibus

litteris

inbutus

(*).

Ed

spiega

perch

appunto

tra

il

sec.

IX

e<l

il

X
<li

credere che gli rassomigliassero gli abbati, venuti successivamente,


S.

possiamo
scritti.

collocare la formazione
questui et
si

li

nnn

erosi

mano-

Bernolfo e S. Bobolcno, ai quali le

Per

abbiamo ancbe alcuni nomi


nell'arriccliire di libri
il

parentale elevate facilitavano la via degli studi.

coloro, che
stero.
dell'
S*^

occuparono

mona-

Giona,

il

biografo di S. Colombano e dei suoi seantichi,

E
la

intomo a questa epoca che

la storia letteraria

gnaci

pi

era

nativo

di

Susa, ed egli pure


i

antico cenobio sfolgora di maggior luce.

coltivava

le

lettere.

Forse

egli trov tra

libri del

Regola

di S.

Colombano non pailava espn?monaci, ci non


di

monastero
che
ci

le storie di Livio, di cui cita f)

un passo, da

sam'nte degli studi dei

ha

valori;

ignoto

d'altronde.

cos pure riferi.sce


(").

poich di molte altre cose,

grave im|)oitanza,
alla
ci

ki

"Virgilio {Ecl. I,0)

qualche parola

Regola taceva

e le

abbandonava

saggezza

e alla

Tutto questo rende alquanto probabile l'opinione che a

prudenza dell'abbate.

certo infatti

e le scuole

mo-

Bobbio

si

leggessero volentieri

libri

classici,

non

scritti

nastiche di Luxeuil, non solo esistevano, ma avevano acquistato rinomanza


to necessario in proposito.
().

nel monastero,

ma quivi

trasportati,! quali

andarono prei

N ad

otten<'re tale

scopo

ei-.i

sta-

sto disfatti ed a brani, per la neccssit^V

che

monaci sen-

che

la

Regola avesse espresse prescrizioni


cossi

tivano di avere a loro disposizione


glio adatti agli
usi quotidiani.
il

libri

nuovi, e

me-

Qualche

di somigliante

accadeva

Forse

fu

specialmente
tale disperil

anche a Bobbio.

tra la fine del sec. Vili e

aec.

IX che

Ma anche

per l'abbazia di Bobbio,


gli

come per ogni

sione

si

verific. I

frammenti delle Orazioni e


i

libro

cosa umana, vennero


l'oblio.

anni della decadenza e della

De RepubUca
Cassiodoro,
il

di

Cicerone,

njsidui delle Orazioni di


i

and obliata

cos

bibliott^ca

Bobbiese,
studi

testo di

Frontone,

lunghi brani delle

finch gli Umanisti, nel fervore giovanile degli


clas.vici,

versioni gotiche della

Sacra

Scrittura, ecc., ci giun-

rivolsero anche a quella valle remotsi la loro

sero appunto in forma di palinsesti.

Ma

e'

ingaimerem-

attenzione.

(1)
(2) (3)

MARTIN,
Vita
I,

op.

cit.,

p. 12.

cumento neir
165).
()

articolo

Vna

Atbrfyiotio

indiln
-

dri

bru dell' fMmxin

di

e.

3 (ed.

cit., p.

llobhio, in Kiv. ftor. Betieileftina, lilOC, I, 22

24.

(4) (6)
(6)

Cf. MARTIN, Op. cit., p. 12. J0NA8, I. II, e. 1 (ed. cit. p. VUa I, e. 8 (ed. c.lt., p. 1&6).

Si riferiBcc

anche
346,

alla paleoprafla

KobbicHC

A.

VKNTHKt,
Roma

Sfuria

230).

dell' Arte

Ilnliann

II,

quando vuol mettere

in rilii'vo l'azione

merciHi

tata dall'arte straniera Hull'Italia

nettentrionnle,

mentre a
:

con-

Yita, lettera dcdlcatorin (ed cit., p. 148).

servano
Ilalisn
il

le

primitive tradiisioni cristiane.


le

KpU

afTerma

llnbhio e la No-

(7)

Preseo

L. M.

HARTMANN, Zur

WirtKhafHgeKhichtt

im
do-

valesa accoplievano
(9) Cf.

forme

cnilijtrBflche

della cuoia di

Tours

fruthen Miltelalter Gotha, 1904, p. 130. Ripubblicai, dalla pergamena,

MARTIN,

p.

62 e 6.

monaci peraltro non avevano mai dimenticato


ricchezza letteraria.

la

lcl)braio
bio,

14!4

(').

Non molto appresso

si

rec a Bob-

loro

Nel

secolo

incirca se ne

per quanto s'mbra,

anche Tommaso Inghirami,

compil un Cataiop^o abliastanza accurato. Alcuni secoli

da Volterra, che fn per alcuni mesi ospite della Sforza


nel 1496. Negli anni successivi

dopo

ci fu chi

not sopra ciascun manoscritto

la

apil

and a

visitare la pre-

partenenza bobbie.se, e finalmente nel 1461, quando

ziosa biblioteca
tra
il

Giano Pascasio, che soggiorn a Milano


1606.

monastero di

S.

Colombano stava unito


di

alla

Congregai

1499 e

il

zione di S. Giustina
steso

Padova, fu

di tutti

codici

Delle opere dai ricordati umanisti trovate a Bobbio


esistono tre cataloghi:
2"
1

un

diligente, esatto, prezioso catalogo, che costi-

quello, parziale del Gabbiat-t*


n(!l

tuisce la vera base delle

nostre

cognizioni su quella

quello edito dal Volten-ano


.3"

libro

IV

dei

suoi

biblioteca. Ciascun manoscritto

venne

allora

nuova-

Comvwnfnrii urbani;
scriba pontificio

quello trascritto nel 1503 dalle

mente numerato,

colla indicazione della

sua apparte-

Giacomo
codice

Aurelio von
biblioteca

Qu<istenborg,
universitiiria

nenza. In simile maniera furono individualizzati anche


i

e che di su un
di

della

manoscritti di altre biblioteche


detta

monastiche,

spettanti

Hannover

fu

sUimpato dal Gcbhardt Q.

alla

Congregazione.
di Afantova

Vidi presso la Bibliotca

Anche
scritti

il

Merula pubblic

un

cat^ilogo

dei

mano-

Comunale

parecchi codici provenienti dal

Bobbiesi, da lui

considerati,

ma

quel catalogo

famoso monastero
scuno di
ossi

di S.

Benedetto

di

Polirone;

cia-

non

si

finora rinvenuto.

reca

indicazioni
di tutte

consimili a quelle dei

Cos la scoperta dei mss. Bobbiesi da collocarsi alla


fine del

codici Bobbiesi.

Ma

queste particolarit avr

1493. Sin d'allora ne cominci anche l'esodo.


tolti

migliore occasione di discorrere in seguito.

Forse alcuni furono

da Bobbio solo temporanearestituiti alla loro sede.

Nonostante
diosi

il

bellissimo inventario del 1461 gli stucosi

mente

fattone uso, vennero

non ebbero

presto contezza di quella prei

Ma altri

invece, partiti

una volta da Bobbio, non

vi fecero

ziosa miniera.
rati

Prima che a questa rivolgessero

lette-

pi ritorno. L' Inghirami port a

Roma un
il

manostiritto

la loro attenzione pass ancora un trentennio.

contenente opere grammaticali,


Wolfenbtlttel.
nistiche
di

quale ora trovasi a


scoperte umar-

Le scoperta
mento

dei codici Bobbiesi costitu

un avveni-

Dovremo

ritornare sulle

della pi alta importanza nella storia del clas-

a Bobbio,

quando parleremo dei frammenti

sicismo redivivo.

La

storia di quella scoperta fu narratti


(')

Lucano

e in generale dei testi contenuti nel codice


H.

prima da O. von Gebbardt,

e recentemente

fu

con

Napoletano IV. A.

Per ora bastino questi

conni.

grande ed eletta erudizione ricomposta daR.Sabbadinif).


Giorgio Gabbiate, fido amanuense di Giorgio Merula,
fece

Ancor pi radidamente accenner


steriori.

alle emigrazioni

po-

Le pi gravi

tra esse

avvennero negli anni


manoscritti passarono

una escursione a Bobbio, e

vi trov insperate

1606 e 1618, allorch

preziosi

ricchezze letterarie.
rito (lolla

Ma

il

Merula

si

appropri

il

me-

rispettivamente a Milano per la biblioteca Ambrosiana,


e a

scoperta nel pomposo annunzio, che egli ne


il

Roma

per

la

Vaticana.

Giovanni

Mabillon

rest

diede a Lodovico
lettera del 31

Moro, duca di Milano, colla famosa


14!)4 f).

dolorosamente sorpreso della povert della biblioteca


Bobbiese,in stridente contraddizione colla sua fama. Tuttavia
il

gennaio

Alcuni dei manoscritti

Bobbiesi vennero allora


vide

trasportati a Milano,

dove

li

Muratori

("),

al principio del sec.

XVIII, trov con-

Michele

Ferno;

questi,

recatosi di

a poco a

veniente alle sue ricerche di recarsi anch'egli a Bobbio,

Roma,

vi fu circondato dagli Umanisti, cupidi di notizie

ancorch
che
i

suo

scopo

fossero le pergamene,

piuttosto

di tal genere.

da

Roma

ne

scrisse al

Merula, 13

libri C).

Ci fu nel 1714.

(1)

La

Htoria de.lln Hcap<^rtn

di'i

codici Bol>bi8, chp. lev

minore

Tra f^W

troppo rapidamente a rovina.


L'antico monastero di S. Colombano decadeva sempnt pi, ed orinai nella

Uiiiniiisti,

venne

fntin di'^nnniente

da O.

VON GKBHARDT, Ww
V,
.'14;)

lliiecher-

fuiul in Ilnbbio, Catirniblait


B'28.

fmr
-

lihliothekiweiten, ]KH,

m-gg., awi
allora

E(fli publ)lica,
dcf;Ii

pp.

itT

S,

il

CAtala);o dei

codici, clie vcniwro

seconda metA del secolo XVIII era ridotto a ipu'l punto di dissoluzione che precede nect'.ssariamente la fine. Curiosa e. iiiteressant4^ un.i relazione
sulle condizioni

a notizia

studiosi, e
i

ad uno ad uno

gli illustra,

seguendoli nelle loro

del Mnimstero, sul disordine che vi n^gnava,

sulla

rlla-

vicissitudini
(2) fye

lungo

secoli.

Hciata disi-iplna, che scrisse l^idovico Tlu^rin Bonesio, cappuccino, vescovo

Kcoperle

da

eodici Iitini e Greci dei secoli

XIV

XV, Firenze

di

Bobbio, sotto
Fjetipre

la

data

di
b.

Itohliio Hi ottobre 1771 (Bidibio,

Archivio Vesco

1906, p. 157 sgg.


(3) (4)

vile,

di

Vei*cori,

unica). Riferisce che,

il

Monastero

per giusto

l'esso

GEBHARDT,
Femo
-

p. 844.

timone d'incorrere

la

soppressione decretata dalle apostoliche leggi contro

La
Op.

lettera del

leggesi pubblicata presso

GABOTTO

BAOINI

le

soppressioni

Ita

fatto cresccn^ la famiglia col

numero

di sette soggetti .

CONFAU)NIKRI,
(6)
cit.,

Vita di Giorgio Meniln, Alessandria


.

li4, p. 204.

pp. 3B7

Crede impossibile introdurvi riforme, poichft sia il Superiore locale, monaci riguardano Bobbio come due I*P. Visitatori, dissi-ro che
1

sia

mi

(6) Cf. Archiiio Ijontbardo,


(7)

annata

li)04,

p. 424.
1'

esilio .

Non

vi

vanno

volentit^rl, e, se vi si recano,
si'

>

solo per trovare llbertA;

Non

soltanto

la

biblioteca,

ma

tutta

istituzione

volgeva

pur

disillusi

su ijucsto punto, subito

ne allontanano.

Secondo B. Rossetti

('),

abbate

bobbiese, nel 1795


antichi

forme

alle

istruzioni
si

ed

agli ordini

che dal Ministro

c'erano ancora a Bobbio pi di cento


scritti (^.

mano-

istesso gli

davano

Loda

lo stil<> festivo, lo scriin

Ma
il

l'estrema rovina venne nel periodo della


le

vere facile e sciolto nmto dal P^yron,

quelle lettere.
frutto

dominazione francese, e
luogo fra
1801 e
il il

ultime
f).

dispersioni ebbero

quindi conchiude
peregrinazioni

AI)bondantissimo
il

delle

1803

sue

raccolse

Peyron a vantaggio

Nel 1820

conte Prospero Balbo affid ad A. Peydi

degli studiosi, oltre a vari volumi di carte imporUmti

ron l'incarico di fare incetta

antichit.
tali

il

Fey-

e curiose, fra cui alcuni di lettere

<I(>1

Cardinal
alla
si

Combiblio-

ron .obbed, e nel mentre attendeva a

ricerche, in-

mendone, Nunzio

in

Germania, consegn
<lei

formava d'ogni cosa, parte a


Sclopis, allora

parte,

il

conte Federico

teca della nostra Universitii,

quali egli
molti

occup

giovane

officiale del

Ministero dell' In-

anche

particolaruusntx^,

ed

inoltre

documenti

terno

Torino.

Sicch di molte di queste pratiche


il

ricav dagli archivi Capitolari di VtM-cclli e di Ivrea .

rimase memoria nel carteggio dello Sclopis,

quale,

Della missione del P<'yron rispetto


parola G. Gorrosio
("):

a Bobbio tiene

dopo

la

morte

dell' illustre
(*);

statista,

pass

al

barone

Nell'anno 1820 l'abate

Ame-

Antonio
alla

Manno

questi poi generosamente lo affid


delle Scienze.
i

deo Peyron, inviato dal cont Balbo, Ministro


terno,

dell'In-

R.

Accademia

a Bobbio, per fare ricerca

di

codici Bobbiesi
di

Riservandomi
teggio del

di pubblicare, fra

Documenti dal
quelle
notizie

car-

che d'ano andati dispersi, pot raccogliere pi


codici
cati

100

Peyron

collo

Sclopis

che

membnmacci

antichissimi,

quali furono colloli

fanno

al

caso nostro, non sar male riferire alcune pa^


()

nella
si

Biblioteca

Universitaria
11

Torino,

dove

role dello Sclopis

stesso, che,

se per

una parte
il

riassu-

ora

conservano

P<>yron

niella citata
( |).

sua openv
dice

mono, per altra parte completano ci che dice


Il

Peyron.

De

Bibliotltra

Bithiensi

Onmiientnlio

XXXI)
fil)

conte Prospero Balbo gli affid una missione di

di avere, in quella occasione, raccolto


noscritti, e nella
si

a Bobbio
data
del
il

ma-

specialissima fiducia,

quale fu quella di

recarsi nelle

Errata - Corrige,
far credere

in

I82.'j,

varie provincio del Piemonte e della finitima


dia,

Lombar-

esprime
calli

in

modo da

che dopo

maggio
sunt
di

por farvi ricerca di codici, d'anticaglie, di quadri


fine d' arricla formazieiu!
il

1822
in R.

codices Bobienses supra trlginta

illati

e di rarit artistiche d'ogni maniera, al chire biblioteche e musei, e


di

Taiirinensem

Bibliothecam

proponendosi

proparare

illustrarli

(do

his alitis (Mit <licen<li locus) in altro

una pinacoteca. Rispose perfettamente

Peyron

alle

luogo;

ma

in realt taks

illustrazione

non venne mai,

intenzioni del conte Balbo, e

non a dire con quanta

n apparisce chiaro se quest'altra grande massji di manoscritti abbia realmente arricchito la Bibliotec-a di
rino,

prontezza,
infine, egli
pinti,

con quale accorgimento, con che amore


si

To-

facesse a disporre acquisti di


le

vari dicodici,

o se

le

parole del Peyron

esprimessero pi che

a rintracciare

vie

per

compra

di

altro

una sua speranza, un suo

d<>siderio C).
tali

preparare a s e ad

altri

egregi, soggetti di studi severi


fra
il il

Non
che.

dello scopo presente l'approfondire


circostivnza tuttavia
1

ricer-

Accennasi quindi

al

carteggio coi-so
Sclopis non fa

Peyron

Una

deve essere

rilevata, ed

e lo Sclopis stesso.

Lo

proprio nome,

che anche prima del


preziosi manoscritti

820 a Torino erano emigrati


(").

ma

dico soltanto:
il

un giovane Uficiale del Ministero

Bobbiesi

Ricorre

anzitutto

il

dell'Interno, cui

conte Balbo aveva commesso l'ono-

pensiero al celebre codice di Lattanzio, ora conservato


presso l'Archivio di
Stiito.

revole ufcio di

corrispondere con esso (Peyron), con-

Esso non solo fu

illustrato

(1) (2)

Itotibio

iUmtrato, IH, i;.


di

Sopra
esatta

cl6

altre
il

tre

notizie dar

fra

Documenti.

In cifra

pi
(3)

verso

1790

cVrnno ancora
pp. 21
-

nel Monnstero 120 manoHcrtti.

NArIf)NK, Notizie delle antiche hiMiolerhe ilellxi mal (8) G. GALEANI aasa di Samia, Meni. Acr. Scienze Torino, I Scorie, t. XXXVI, 1S."I.I, se. mor., p. 48 opp., discorre, della biblioteca insigne raccolta dal duca Carlo

RATTI, // ultime mcemle CoUmltmw di lobhio, Milano, 1903,


A.
(4)

della Hiblioleca e dell'Archivio di


23.

San

Emannele I. e del libri, manoscritti e stanipiiti, della med<'sima, che, sopravisHUtl all'incendio del KiliO incirca, venntiro visti da S<-ipione Maffei

Opera ciiiqtmntenarin

tifila

H. Deputazione di Storia patria, Torino


pp. 7-9. Mi fu assisicchft
si

riposti in

no standone annesso
libri
il

ai regii archivi .
nfi ci

Ma

nessuna
|M?r

notiisla

1S4, p. 333, col. 2.


(6)

egli ci

somministra sui
(il

venntl da Hol)blo,
preiletto
il

dice se e
profitto

come
la

delle

DelUi vita e degli rtudi di

Amtdto Peyron, Torino,


il il

1870,

spoglie

qu<U monastero

Duca

facesse
il

sna

Amedeo Peyron
non paro
Iti)

nato

il

2 ottobre 17S5, mori

27 aprile 1H70.

celebre biblioteca. Viene bens

sospetto che

primo

aci|Hsto bohbiese si

curato ch'egli usava distrugf^ere

suo

cartcjjifio

le

suo schede,
earte

probabile, che pn^sso alla famiglia si conservino


la storia dei
KtatiHtici

donde

riferisca a quel Principe, ma pare che nulla si possa affernmre, allo stato attuale delle nostre cognizioni. Tuttavia necessario rilevare ch(^ Galeani

possa trar luce per

Codici Bobbiesi.
bibtoteai

Ceimi niorico
G.

galla
7.

Univemitaria di

Toritui,

Torino, stamperia reale, 1H72, p.


(7) Cf.

Napione avverte non restar menmria che alcuno, ilopo Carlo Kmanuele I, pensasse ad impinguare la libreria con altri manoscritti. Il che admiigue codici Itobbiesi siano stati appunto procuconferma nella opinione che
i

OTTINO,

Icotliei bobine! nella hihiiotem Siizionae di Torino


-

rati alla biblioteca di

Torino dal Duca suddetto. Fino a prova contraria,


miglior);.

Indicati dtKcritti,

Torino

Palenno, ClauBon 1S90, pp.

VI.

qucwta pare

l'i|>otesi


Bino dal 1749 di Q. Pasini
('),

Ottino, coll'aiuto dell'avvocato E.

ma certamente fin d'allora


studiosi,

Marengo, separ,
quelli di cui

di
si

era gi antica la sua permanenza in Torino, se quivi


lo studi,

mezzo

ai manoscritti della Biblioteca,

segnalandone l'altissimo valore agli


(^.
Il

poteva, a suo credere, accertare la provenienza Bobbiese, e cos

sino dal 1711 Scipione Maffei

Peyron
i

(*)

sapeva

egli ne elenc 71.

Vi

comprese

anche

che da antico erano conservati a Torino


del

frammenti

un codice

(n.

30) contenente X'Eneide. di Virgilio, che

Codice Teodosiano,
il

e,

come
(')

pure,

anche quelli
i

non era Bobbiese, e per l'opposto no dimontic uno,


cio

di Cicerone. Presso

Pasini

si

descrivono

due

un Antifonario con note musicali (segnatura G.

mss. di Sedulio e di Cereale

(*).

V. 20). Nella notte dal 25


gliaia
di
libri

Fra

Documenti,

al n. II,

avr occasione di discor-

al

26 gennaio

1904

molte

mi-

rere degli studi del

Peyron

sui codici Bobbiesi, studi

a stampa, e

una

parto -

pur troppo -

che cominciarono prima del suo viaggio erudito, che di questo furono
solo
la
i

ma

notevolissima dei codici manoscritti furono proda delle

causa immediata. Allora non


fossero
il

fiamme.
in

codici Bobbiesi soffersero anch'essi, ancorch

mostrer come
stati
letti

frammenti di Cicerone
d'

minor misura; e come

perch

ci sia

avvenuto

gi

dal

Peyron prima

intraprendere

tu gi detto pi volte (^.


Il

suo viaggio, dandone anche

comunicazione precisa e
delle

catalogo

dei

codici

Bobbiesi

superstiti

fti,

particolareggiata alla R. Accademia

Scienze di

subito

dopo
chi

l'incendio, compilato dal cav. Carlo Frati,

Torino,
della

ma

determiner con relativa precisione la data


il

e da

sottoscrive

questi righi

(^.

scoperta, fra

30 marzo

ed

il

aprile

1820;

Si poterono cosi registrare 59 mss.,


Illesi

non pochi dei quali

solo per l'Orazione

pr Mlone dobbiamo accettare una

o quasi, parecchi danneggiati leggermente, e circa

data pi tarda.

6 ridotti pi o

meno

in tale stito,

che quasi possono

Non

saprei dire se al codice


i

contenente

in

prima

venir giudicati siccome perduti. Quasi una ventina di codici

scrittura

frammenti Ciceroniani alluda

l'antico cata-

andarono cos pi o meno danneggiati,

il

che vuol

logo ms. di Frane.


zione: D. tra
.

Dom.

Bencini, che, sotto la ubica

dire

he per

oltre

a due
si

terzi le ricchezze

Bobbiesi della
certo quealtri
i

IV

22, ricorda di B. Agostino:


in 4

(").

Libri coni

Biblioteca di Torino
sta,

conservarono.

Non

Maximinum Arianum,
si

si

sa che

fram-

pur troppo,
manoscritti

la
si

proporzione che negli

fondi

menti Ciceroniani
sotto
il

trovano appunto, in prima scrittura,

dei

mantenne

tra

perduti e

con-

testo di quest'opera di S. Agostino.

servati.

I codici della

Biblioteca Torinese erano stati lasciati

Ma

tuttavia
il

la

proporzione numerica non basta a

in

abbandono,
il

dice

G.

Ottino ('),

fino

al ai

1856,

formare

criterio di cui
i

abbiamo bisogno per giudi-

quando

bibliotecario

G. Gorresio, diede

medesiil

care delle perdite. Tra

superstiti, alcuni Codici preziosi si


altri
il

mi sede

onorata.

Alcuni

decenni

appresso,

citato

conservarono, e tra gli

celebre testo degli Evan-

(1)

Codice

manuKripH

Jlihliofhcatr. Taurittenms

Athma

Kxg. Tanrtn.

l'archivio del

Monastero

di

Bobbio,

vi

aveva ammirato
altri altrove;

un codice
?

anti-

1749, II, 268, n.


(2)

DCCXL.
ad Apostolo Zeno,
cose
In

chissimo di S. Cipriano. Dove mai and questo a capitare

Ne

trovai alcuni

Vcggasl

la lettera dell'insigne erudito

Giom.

quaderni negli Archivli delle R. Finanze,


Bobbiesi. Ora tutti questi ditiecta

poi fogli staccati

iti Uttarali, Venezia 1711, IV, 449 opp.

Nel 1712 molte

da qaesto
p.

coprenti libercoli di conti, ed altri ancora. incollati snilo coperte di volumi

codice pubblic
(3) Jl/m.

il

Pfaff.

membra Cypriani,

legati

in

ccad. di Torino, 1824,

XXVHI,

science morali,

146-46.

metti, si conservano nella biblioteca della R. Universit >.


scritti

due voluSono i mano-

Esiste, egli dice, nella biblioteca Universitaria

un codice,

in

8 maggiore,

segnati F. IV. 27, e O. V. 37, che, dal fuoco abbastanza rispettati,


leggibili.
si

del sec. XI, in caratteri longobardi. Oli autori (Pasini, Rivautella) del Ca-

rimangono ancora
(6) Il

haud dubitarunt laciniosum libmm ita praeterlre inglorium, ut cum, no commoraverint quidem. Hunc ego adolescens pervolveram ;
talogo [1749]

catalogo del Bencini

conserva manoscritto In
1720 e

due esemplari,
Invenia-

presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, e per buona sorte

essendosi accorto della esistenza della scrittura pi antica,

si

era sforzato,
si trat-

and salvo dall'incendio. Fu compilato


Filologia e di Istrweione etaiuica diretta
(7) (8>

fra

il

il

1730

(cf.

gnxzKndo

gli occhi, di leggerla,

ma

solo aveva potato rilevare che

rio dei Codici tuperififi greci e latini della Jiib. Nat. di Torino, in Riv. di

parte ogni cosa donec anno posteaquam chimicum medlcamentum felicissimo exitu feceram Tulliano palimpsesto, idem etiam adhibni buie codici Quindi aggiunge una parola suH'opnsciilo di Qiulio Valerio, proveniente dalla seconda mano, e alTerma he della sua esistenza fece consapevole il Mai xeunte eodem anno > Verso il testo di Qiulio Valerio si dimostra tutt'altro che indulgente, sino a lasciar credere che volontariamente abbia tentato di abrogarlo per far meglio risaltare la primitiva scrittura. Vale-

tava delle leggi Teodosiane. Lasci poi da

da E. STAMPINI,
della

1904,

XXXII,
di

431.

MDCCXX

Op.
P.

clt., 7.

BOSELLI, Incendio

rieottrtaion
:

biNioteca

Torino,

X. Antol. 1904, CXCV, 705, scrive

Erano

le

nove e mezzo quando Carlo dove era


di

Frati e due altri ufflziali di quella biblioteca, penetrarono, con


bile ardimento, nella sala dei manoscritti, che ardeva, e

memoramag-

giore

il

pericolo, e riuscirono cos a salvare

non pochi

quei preziosi

volumi.
(9)

rio era scritto in Inchiostro facile

a svanire, invece, studiando col prepa-

Codici luptretiti Riv. di Filol. e d'iftruane clamca.

rato chimico

II

testo di Cicerone, posteriorem scripturam

D.

Augustlni

1904,

XXXII,

4%

444.

Scrive

A. A., / codici di llolMo, in IMI. Soe.


:

Opnscnium refercntem, nulla unqnam acidorum ope,


poich l'Inchiostro v'era resistente.
(4) (6)

pptui dissolvere,

Stor. Tortonene,
drilli d'Italia

annata 1904,

fase. 3, p. 29

Le

lagrime di

tutti

cocco-

non hanno potuto salvare un solo


.

del 71 codici bobbiesi della

Oodiet

mu.,

Il,

244

48, n.

CCCLVI.
ben notevole:
Il

A.

PEYBON, Notia

dM'arckioio di rtv.mo Capitolo d'Ivrea, Torino


Mabillon visitando

Biblioteca Nazionale di Torino > Ci fortunatamente errato, e dipende da una apocrifa conversazione pubblicata sopra qualche giornale politico
al

1848, p. 27, riferisce questa notizia

momento

dell'Incendio.

IO

all'ing.

geli

di

S.

Marco

e di S. Matteo,

conosciuto sotto
lf>),

il

G. Molfese

l'esecuzione
pr<'zios<(

delle tiivole.

Il

Frati

nome

di codice;

k (segnatura G. VII.
il

che
i

soffr

pose insieme

man mano

ed ahixmdanti note bi-

soltanto lievi
palinsesti del

danni. Ma, doloroso

dirlo,

celebri
di
.

bliografiche e osservazioni e notizie, di cui a

me

volle

Codice Teodosiano, di Cicerone,


:

Cas)
;

cedere l'uso con rara generosit. Se adunque l'Atlante


dei codici Bobbiesi della Biblioteca di Torino

siodoro
il

segnature

II

2;

II
.

2*;
.

re

II

2**

pu ora
debba

testo

Evangelico (segnatura: F.

VI

1)

ilfustrato

da

vedere

la

luce,

sappia

il

lettore

quanto

egli

Bernardino Peyron, andarono completamente annientati,


cos

esser grato e al Carta e al Frati.

che

neppure
i

un

frammento

fu dato di ricono-

Ma
riani,

altri

ancora vollero aiutare

l'

impresa. Consigli

scerne; e anche
linsesto
(

Vangeli
.

in carattere irlandese, in
.

pa-

paleografici e bibliografici diedero Mons. Antonio

Ce-

segnatura

IV

20),

gi in malo stato prisi

il

padre Francesco Ehrle,


d<jlia

quitllo preft^tto delal dott.

ma, patirono

tale rovina,

che quai

possono riguar-

l'Ambrosiana, qtiesto

Vaticana;

A.

Rsitti,

dare come del tutto perduti.

H mons. G. Mercati, a mons. M.


era sorto
il

Vatt^vsso,

al prof. F.

Molto
di

prima

dell'

incendio

pensiei-o

Patetta dell' UnivcMsitii di Modena, al cav. G.


e

Da

Re,

compilare l'Atlante paleografico dei codici Bobhiesi.


E.

ad

altri

ancora debbo pure molte ol)bligazion).


delle

Chatelain
accolse

nelle

sue

tavole

della

Sniptirn

L' csecuzioiK!
priTna
(^he le

fotografie

(Ma

quasi compiuta
i

indali

una ricca

serie di rappresentazioni
ivi

dell'incendio

del 1904. Perci

famosi codici,

desunte dai manoscritti medesimi, cos che


figura, accanto

Bobbio
(')

fiamme

distrussero, pot<>rono qtii essere ancora

a Verona, nelle prime

file.

Th. Gottlieb

rappnsentati.

Le

nostre

negative divennero, per tale

dapprima, e pi tardi Seabass


todo sistematico,
i

C) identificarono,

con me-

sciagura, impiovvisiiniente e do1or)saniente importanti.


Fattji

manoscritti Bobbiesi della Vaticana,

ragione alle circosbinze, accolsi per


riuscita

la raccolta

dell'Ambrosiana

e della Torinese, rispetto alle descridel 1461; d'altra partt>, in

anche qualche negativa ch'era

men

bene, e che

zioni del catalogo

numerosi
d'

forse in condizioni diverse sarel)bc

stiitji rifiutatii.

Non

studi speciali

si

venivano illustrando da

dotti

ogni

era ormai pi

il

caso di fare una


l'Atlante dei

sceltsi.

nazione
di S.

singoli manoscritti. In particolar

modo

le vite

Ora esce

alla luce

codici Bobbiesi d

Colombano, e dei suoi discepoli,


fatte

scritte

da Giona,
le quali

Torino. Porto fiducia ch'esso non abbia a restare per

venivano

oggetto a ricerche! accuiiitissime,

lungo tempo

solo.

Insieme con un

illustre erudito

vado

involsrevano naturalmente lo studio dei manoscritti in


cui ci sono state riferite.

lavorando a preparare l'Atlante dei codici Bobbiesi dell'

Ambrosiana.
parte

mi

noto che
il

gi

per

non
per

Chi scrive, insieme col cav. Francesco Calta, allora


prefetto della biblioteca
Frati,
di

pccola

avviato

lavoro

preparatoiio

Torino
della

e col cav.

Carlo

la collezione dei Bobbiesi della Vaticana.

allora

bibliotecario

medesima, nel 1899

Nell'Atlante dei manoscritti Torinesi accolsi anche la

aveva [ubblicato un Atlante dei codici esposti l'anno


precedente nella Mostra dell'Arte Sacra
titolo in

rappresentazione di alcuni

codici,

che non appartem-

Torino, col
si

gono ad alcuna
no,

delle pred<!tt<>

Biblioteche,

ma
tre
1

che socodici,

Mnmimentn palwographica

sacra. Vi

compensi

a dir

cos, exntravagnnfcs.
si

TratUvsi di

devano anche

p.irecchi antichi codici Bobbiesi. Poi

per due dei quali soltanto


Bobbiese;
il

pu dimostrarti

origine
il

pens dal Carta, dal Frati e dal sottoscritto, alla pubblicazione dell'Atlante

celebre Virgilio della Laurenziana, e

non

Bobbiese,

che avrebbe dovuto


di

meno famoso

Carisio della biblioteca Napoletana. Desiil

comprendere numerose rappresentazioni dei Codici


tale origine esistenti

derai che nella raccolbi figurasse ancihe


gelico, gi di Sarezzano, ed

codice EvanCassino,

a Torino e a Milano.

vi si lavor

ora

di

Mont;

attorno per non poco tempo. Pi tardi, per cause varie,

giacch

il

suo scopritore,

il

p.

A. Amelli, lo reputii pro-

gravissima tra
ratori
al

le quali l'incendio, gli

animi dei collaboCos tocc

babilmente veniente da Bobbio.


Ringrazio quindi
1'

vennero

in diverse

strade

sospinti.

Amelli,

il

comm. G.

Biagi,

il

sottoscritto,

per

necessit di

cose, di raccogliere

cav. A. Martini, prefetti della Cassinese, della Laurenziana,

l'eredit dei suoi

compagni

d lavoro. Il

Carta favor

della

NapoleUma, per

la cortese

accondis<-enil

dapprima per ogni maniera, e con


gli studi del Frati

squisita cortesia,

denza con cui mi

facilitiirono la via

a raggiungere

ed

miei, e

agevol per ogni guisa

mio scopo.

(1)

Vber Handtchrifhn mi Bobbio,

Cenlrnbliilt

fur

lihliotheJciiweaen,

(2)

llandtchriftfM

mn

IhlMo

in

ilf-r

VnliknmucheH . /<m6ro;ViHMci
Hojtif.

ottobre 1887, IV, 442.

liibUothrkm, Cenfriilhlalt n-v.

18iK,

XIH, Ri

11

sima, barone D. Canitti, Senatore del Regno, che

Alcuni esemplari sono


Torino; vengono o dal
tanzio,

tolti

dall'Archivio di Stato di

me

notissimo manoscritto di LatPontiftcalts,

ne agevol gentilmente lo studio.


Altre pt^rsone cortesi dovr, secondo le circostanze
ricordare, nel corso del lavoro.

o da un frammento del Liber


di

ov )

vero

da alcuni inventari

beni

Adbreviattones
scritti

Ma non

posso termi-

datati cogli anni 862, 883, che essendo


in carattere di codice, offrono

quasi

nare questa prefazione senza menzionare con gratitudine


il

due pietre miliarie per


incerta,

cav. G. Bonazzi, attuale

prefetto della biblio-

stabilire la cronologica,

sempre
ai
le

dove non sov-

teca Nazionale Universitaria, che volle essere largo di

vengono

altri criteri,

oltre

paleografici. M' cosa


facilitazioni concessemi,

ogni cortesia e di ogni agevolezza, affinch

si

potessero

gratissima ringraziare, per


il

completare

le

riproduzioni fotografiche.

cav. G. Sforza, direttore di

detto Archivio, persona

quanto dotta, altrettanto cortese.


Finalmente un ms., di carattere
nella biblioteca di S. Maest
l

Torino, la Pasqua del 1906.


liturgico, si trova
in Torino;

il

Re

vadano

C.

CIPOLLA.

miei ringraziamenti

all' illustre

prefetto della

mede-

15

DOCUMENTI
I

PER LA STORIA DELLA FINE DELLA BIBLIOTECA


^M^AMAMAM^^n^iA^M^^^^MA^

DI

BOBBIO

Non Rcopo a questo pamf^rafo


delle oHcure, foravi questioni, che
r

di scioprliere

alcuna

sit

roducta, illud

t^men

nobis semper orit


Lji rispost4i

p<frp<>tuiui

riferiscono alta (ine

apud posteros gloriae

del Papa, piena


I78f>.

delia biblioteca di 8.

Colombano

di

Bobbio e

al tra-

di cortesia, datata diri

giorno 8 giugno

sporto
fatta al

do((ll ultimi codici,

flopravvissuti

alla confinca

Questo

due

lettere

si

leggono

in fine

ad

ni

Catalibri

tempo Francese, da Bobbio a Torino. M' ac-

logo dei Codici Bobbiesi, insieme con

estratti

da

contento di raccogliere qualche dato, finora non inte-

a st4impa,

riflettenti le glorie lettiiirle del


si

monastero.

ramente

Hsnfniit/).

Tutti questi aneddoti


il

trovano,
f).
Il

scritti

da Una stessa
Cat4ilogo
si

Buone

notizie trov
(').

eh. sac. Achille Ratti, dottori;


lui in

mano,
intitola

In
:

un solo faHcicolo

eitaito

dell'Ambrosiana
cato
risultA

Da un documento da
18

pubblipul>blico

Inditx

vnlnminum

seii

oMlicum

manuscri.

che

add\

maggio

180.1,

ptorum Bibliothecae
Vi
si

Moniisterii 8.
(*),

Columbani Bobii

incanto, ftirono

per 43 franchi

aggiudicati

61fi
Iljitti

libri

elencano 122 manoncritti


essi - cio
d(!l

ma

in flne si

avverto
iHui

au Citoyen
il

Buthlcr de Bobbio

Pensa

il

che

che due fra


Esposizione

un
-

codice

Evangelico e
I

rorse

Buthlor fosw? un inglese o un iriauiese, monaco


se''olar8Eato, in seguito

Simbolo

mancuivano.
atto

manoKcritti
del

a Boblio, e quindi di necessit


alla soppn^ssione
81 detto di
(*).

effettivamente

esistenti

all'

della

revisione

Catalogo, cio,

come

io penso, nel

1785, erano idun-

test

che

il

Rossetti segnal l'esistenza

que

120.
altro fascicolo
(*),

poco

pih

che

100 codici, alla vigilia quasi della

Un
tico

d'altro carattere del sec.

XVII I,

soppressione.

presenta un altro Catiilogo, molto simile,

ma

non iden-

L'Abbate

ed

Monaci

ringraziarono Pio VI, che


di 8.

a quello

test accennato,

perch la dizione legla sostanza. Nulla

aveva loro donato l'esemplare dello opere


simo Torinese, da
blesi
lui fatta

Mas-

germente mutata rimanendo identica


si
l

eseguiiv; dai rotlici

Bob-

dice della mancanza dei manoscritti, segnalata nol-

(Minio stati desunti alcuni


in

sermoni del
ofTcirsc?

Santo, e

'altro

Catalogo.
si

Pio VI,
(letto

Migno d'animo grat,

al

monastiiro

8ul vrrso del primo dei (bie Catiiloghl


togiifa del

logge, au-

esemplare. Li lettera di ringmzinmento datnta

Peyron, questa nota:

Catniogo del codici

dal Cenobio di 8,

Colombano, 8 maggio

1785. Vi

si

conservati nella bibiiotec^i del Monost^u-o di 8. Colom-

legge

Et^i

onim temporum

Infellcit^is,

qua ma-

bano

di Bobbio, scritto dal padre

abbate Carisio sul


lo carte

xime dolemus, vetustam hujus


parte nobis arripuerit, at/]ue

Coenobii
ut

gloriam ex
Bibliotheca

finire del secolo

XVIII, ch'io trovai fra

dol-

eflTecerit

l'archivio del suddetto Monasfx-.ro.

haec nostra, quae olim teste Mabillonio plurimis opti-

Add 27 del 1821.


Professore amkdko I'KVIion
.

misqno
in

referta

erat antiquis manuscriptis Codicibus,

praesens ad Codices numero paucos supra eentum

(1) jt

IMihin,
(2)

uUimt viniul* iMIn liNiotten MlUno, Mrwiill, inoi, p. 1!), n |i. (Tilt rnxiw II Bnthli-r non ni) rlNnlU
ili

tryll

rrhiwl

iti

S.

Onnmhnno (M

Manro
lorc

B<'nndtto ZulH, di Vainniia al

I',

dicano,

ollirarlo

|.iwra-

90.

(rcni'rali'.

lUI

nili-l

Mpofrll iti^ll'An-lilvIo <ld-

Coloniliann Cavalli, di Sala,


(Jl)

li-iton-.
2!,

\'Ahl>axia

IMihio (Art-h. di Stntn iH Torino).

Non

lo

trovo

nel

ipindro
V.,

Nella Minrelliiiim V. IV.

ch |wr hiwna

vi-Mttira

aram|ii,

qnaal

iIi'IIr ili|;nltA

convvintudli, In lUtni) illccmbro 17!ll (Arrh. Ahh. IMiliin) h.

i<cn/.n

alcun danno, dall'lnri'ndlo.

n-jttiitm Intminimtl, dal

l7Si. Tuie

quiiilro rlmiltil tobI ronipciHloi

(4)

Cninprcw) un codlfc,
al

he fn nmialnii-nlr

dlnii-nilcatii

dal

Carlnln,

nrncili-ttn Fcllcn Koum-ttl

dd 8avl(rllno
I

nlilinti'

di (?"*'''"'""

nella Irnncrlxlone, enuie


Ntainpa, lo
(f.)

dir* In

Bppn-o

pln

Inrirainenin.

Nella mia

_
niuii.

alihiitc titolnni >

"I

Irovcr* chllIKo fra pnreiitel ipiadre.


la i|uale

di O-ntnllo.
di'lln Coo|ii'riii!lonii CiiHHni'iH>.

Nella eltata Mimrlliwnn,


|>nl)lillrato

eonnerva nrhe l'Inventarn del 1401,


Krainnieiitl

Htmrdotto Orei, cno|HTatorr

che
rilae

fti

dal

IVymn,

nel

noi

Cleen.nlanI, RtnttK*r-

Adi'odnlo Carranl di Milano, dfcano.

IH24.


Una notA molto
presso
il

IH

Hi\ft

niniile, colla
(

stessa data,

ma
:

sop sjil

incircii, fra
il

vari offici eh' egli stabilisce o consi

nome

del Carisio

mutata

la frase

ferma per
verano

buon andamento del monastero,


del

annocustos

finire in quest'altra:

verso la met del secolo XVIII )

quelli

biblinthecarius

u del

apposi

il

Peyron

sui verso dell'altro esemplare.

cartarum
dal

come abbiamo
il

test veduto. D (|ui


fino

impa-

Pare che

l'et del
in

Catalogo sia stata


al carattere, poich,

desunta

riamo con quale cura


cos
antica,

monastero avesse,
i

da et
i

Peyron solo

base

non contiene

tenuto,

tanto

suoi

libri,

quanto

suoi

alcuna indicazione cronologica.

saprei dire se egli

documenti.
Il

dia nel segno. L'altro Catalogo non di sicuro anteriore al 178.^,

Muratori

(*)

pubblic da fonte ora perduta o ignomanoscritti

giacch accompagnato dal carteggio


1

rata un antico Catalogo dei

Bobbiesi, al

tra Pio

VI ed

Monaci, siccome abbiamo veduto.


inutile

quale egli diede questo

titolo:

Index manuscriptoruni
ut
videtur, aerae
gli

Non mi
che per
lo

pare

pubblicare

questo Catalogo,
difficile

Codicum Bobiensis Coenobii, decimo,


vulgaris saeculo exaratus

meno
intomo

serve a provare quanto sia

Quali argomenti

ab-

orientarsi

alle ultime dispersioni della Biblio-

biano

consigliato di attribuire una cos alta antichit


lo dice.

teca Bobbiese, e alle sue


secolo
rifugio

condizioni
reliquie

sul

cadere del
trovarono
si

a quel Catalogo, egli non

Credo ch'egli
si

siasi

XVIII,
nella

rispetto

alle

che
Ratti

basato sulla considerazione che

nel Catalogo

ricor-

Biblioteca di

Torino.

Il

reso

dano

libri di

scrittori

del

sec.

IX,
di

ma

nessuno, a

assai benemerita anche rispetto


stiono,

a questa speciale quelui

quanto sembra,

se ne

rinviene

et

posteriore.

ma

non credo che


qui
si

documenti da
al

raccolti,

perci la congettura del Muratori, per quanto a primo

n quelli che

presentano

pubblico,

servano
illumi-

aspetto possa sembrare azzardat^i, mi sembra rngiono


vole. Dell'alta antichit di quel

a gettare tanti e cos vivi sprazzi di luce


nare
le

da

Cabilogo parlano an(;he


si

tenebre che circondano questo doloroso periodo

alcune particolarit

intrinseche. Chi lo stese,


sugli

ispira

storico.

a vetuste
la

tradizioni

oblatori

sui

possessori

Pei
risio,
Il

pubblicazione scelgo

il

testo dell'abbate

Ca-

primitivi dei manoscritti. Ci poteva essere abbashinza

completandolo, ov' necessario, coll'altro testo.

agevole nel sec. X; pi tardi diventivva G. Becker f) riproducendo


dall'

difficile.

testo reputato pi antico


tutt' altro

non un originale

(').

unti
codice

edizione
al

Muratoriasecolo X.

copia
zione

che priva di errori. Fu omessa l'ndicaattribuendo ad

na quel Catalogo,

lo attribu

egualmente!

Kkk

Lll

il

titolo del
si

La data non
sia sicura

n impossibile, n improbabile;
lo so.

ma

che

che

la riguardava. L'eiTore

naturalmente

ripercosso
fu

non
il

Ad

ogni

modo credo che


con certezza
i

se noi

nelle annotazioni successive, finch

un manoscritto

avessimo
esistenti

mezzo

di identificare
indicati,

codici

lasciato senza alcuna indicjizione relativa.

Un

corretIl

con quelli

spesso troppo sommaria-

tore ci

fu,

ma

non san

tutte queste

piaghe.

Cata-

mente, in questo antico Catalogo, da ci potremmo derivare

logo Carisio registra,


nell'altro
n(>lla

al fine, lo

Statuto Bobbiese, omesso

un

criterio cronologico.

Di qualsiasi codice mensi

CaUvlogo.

Segna

due deficienze. Insomma.

zionato in quel

Catsilogo

assai difficilmente
al

potr

sua sostanza, questo Catalogo merita


l'altro.

maggiore

credere che sia posteriore

secolo X. Questo gi

riguardo che non

qualche cosa, e quindi ho


Il

creduto debito mio quello

si

dimentichi la fama goduta dal Carisio.


illustratore di Bobbio, lo

Rosdotto

di ricorrere, specialmente nei casi

dubbi rispetto
(

all'

et

setti C),

encomia come

dei singoli manoscritti, inche all'autorit

per

fermo

e instancabile compilatoi-e di antiche e


dizieni . Dice
(^)

moderne erual

non

sicura,
il

ma

pure

rispettiibile) di

quel Catsilogo.

ch'egli

fu

abbate dal 1783

1787,

Cito

Catalogo secondo l'edizione del Becker, per;

e che fu

nuovamente chiamato a
il

tale officio nel 1792.

ch pi comraoda
infatti
Il

numeri

apposti

ai

manoscritti,

Egli adunque teneva


ricopi
di
lui
il

governo dell'Abbazia, quando


codici.
le

ne rendono agevole

l'uso.

Catalogo
sapere

dei suoi

Nessuno meglio
stessero,
e,

Catalogo non steso senza un

criterio

sistema^

poteva

come

cose

con

tico, ancorch qutssto non sia hUiIo seguito con rigore.

intelligenza di erudito, riferircele.

Precede

il

nuclcM) della biblioteca

monasti',a.

Qui

Nello statuto monastico dell'abbate Wala, dell'anno

codici assai

numerosi, sono

presso a poco divisi per

(1)

I tre -ultimi
b1

numeri

vi

furono

K{ri;iniiti

d'altrn

ninno, del

tcni|io; In

(3)
(4)

Op. Ht., Torino ITX,, IH,


Atti.
Hill.

Ii:i.

prima mano
(2)

ferm a

l'f.

IH, 817

at.
\x>^\,

bobbio

illitftrato,

Torino 17%,

I,

HM.

(5)

(Ululoni liMinlhnitniiH imHiiiii, ll<inniw

p. fU.

14

non della mano


che
scrisse la firma, e

materie. In primo luogo (per quanto le

tristi

condi-

che perci

zioni del Catalogo, nel huo inizio, lo lasciano scorgere)


si

questa da ritenersi per autografa di Teodolfo.

registrarono

codici dei testi Biblici, coi

commenti

Un

inventario dei codici fu fatto forse verso

il

prin-

relativi.
siastici

Vengono
pi
S.

poi
:

Padri e
S.

gli

scrittori eccle
S.

cipio del sec.

XV,

allorcli sul

margine superiore della


di

antichi

Eusebio,

Ilario,

Gregorio

faccia reetn del primo foglio


si

ciascun

manoscritto

Magno,
opere

Ambrogio, Origene,
S.

S. Cipriano, S. Isidoro,

scrisse

Liber

sctj

Colunibani de J^obio

A primo
datti:

di

Agostino

e di

S.

Girolamo

si

trovano
i

aspetto questa didascalia sembra diassiii pi antica


la si

sparse qui e col, pi innanzi.


dei Canoni, poscia
i

Vengono quindi
(de
libris

libri

direbbe del sec. XIII o del principio del sec. XIV.


scritture

libri vari

diversorum
libris

Ma, esaminandola bene e ratt'nnitundola con


Bobbiesi del sec.
1461),
si

auctorum

),

poi quelli di
le vite
i

incerto

audire (do
dei

XV

(specialmente coll'Inventario del


si

incertis );

seguono

le

passioni

Santi;

vede che a Bobbio


<li

am,

nel ])eriodo della

s'incontrano in fine
rici.

libri

grammaticali, letterari e sto-

Rin.iscenza,

imitivre

un

biiitino la

vecchia scrittura
sia speciale

cos\

si

giunge

al n. 479.

semi-gotica.

N credo

affatto

che quest'uso

Seguono i fondi
ne
al

speciali, cio idoni fatti

da varie perso(n.

a Bobbio.

Monastero. Questa nuova serie ha principio

480

Non sempre

la didascala,
tiinto

che ho

citato, della stessa

e Rgg.) coi

volumi

che

Dungalus praecipuus Scot


.

mano. Per ordinario,


negli Ambrosiani e

nei codici Torinesi, quanto

torum

obtulit

beatissimo Columbano

Vengono

poi

niii

Vaticani, osserviamo

che da

questi altri gruppi:


(dal n. 522),
libris

de

libris

Benedicti

presbyteri

una

stessa
civsi

mano
in

fu scritta

quella

annottizione.

Ma

si

de fratre Adalberto

(dal n. 554),

de

hanno

cui la

mano

diversa,

come

p. e.

av-

Theodori presbyteri

dai

n.

558

),

de

libris
(')

viene nel celebre ms. del


zionale di Napoli (N. IV.

Carisio alla Biblioteca


8),

Na-

Petri presbyteri
(dal n. 641).

(dal n. 590),
si

de

libris

Boniprandi

dove

forse

anche mancaliohio.

Poi

incontra

la piccola raccolta dei

vano puro
Mutat

in antico le ultime parole


le

de

volumi che stavano


stero dello Speco, narsi

ad Speluncara
il

cio al

mona-

vicende

del

Monastero, e assoggettato
S.

dove

Santo,
si

bramoso
ritirava

di allonta(^.

questo alla
si

Congregazione di

Giustina di Padova,

da ogni consorzio umano,


il

a pregare

procedette ad una nuova catalogazione dei manoscritti.


fu nel

Chiudosi
(

Catalogo con: de

libris fratris
si

Smaragdi

Ci

1461, e l'Inventario molto particolareggiato


sino
(*),

nn. 253 - 65).


ultimi

Non

uopo credere, ben

intende, che

pervenne
F. IV. 29

noi, e si

ti'ova

nella

Miscellanea

questi

libri si

trovassero alla Spelonca. Forse


li

insieme coi ricordati Cataloghi del se-

l'autore del Catalogo

colloc

qui alla fine, poich

colo XVIII.

prima, se n'era dimenticato.


Siirebbe errore
la
il

Chi sopraintese all'esecuzione dell'Inventario del 1461,


i

ritenere che
stiiti

volumi componenti
Monastero.

cur che una nuova annota:sione

si

apponesse a ciascun

piima

serie

siano

tutti scritti nel

codice. Questii di solito scritta sul margino inferiore del primo foglio, alla faccia recto, ed presso a poco

Ci non detto e non ammissibile.

Una prova
255
(p.

po67,

sitiva del contrario ci presentata dal n.

uniforme

e del seguente t<inore:

Iste liber est

Mona-

ed.

Becker),

librum

expositionis

Claudii
.

episcopi

chonim Congregationis sancte


Ordinis
sancti

Instine de Observantiv
in

Taurinensis in Epistola ad Corintios


role
alla
si

Con queste paconservato


5775.

Benedicti

residentium

Monasterio

allude

evidentemente
nel

al

ms. ora
Lat.

sanct i Columbani de

Bobio.
il

Scriptus sub

numero

Vaticana,

fondo

Vaticano,
fu al

il

Un'altra

mano aggiunse

numerf>, che la prima


stessa ripet
il

aveva

codice

che

nell'

anno 822

monastero

Bobbiese

lasciato in bianco.

la

mano

medesifra

regalato da Teodolfo vescovo di Tortona. Sul codice


leggesi anche la lettera di quel
il

mo

numero,

al

margine superiore, chiudendolo


fu

un

vescovo, colla quale


dal

quadrato,

che

apposto alla indicjizione pi antica


,

dono viene
0,
il

fatto.

La lettera fu pubblicata
non
avvert

Dllmmil

Liber

sctj

Columbani de Bobio
della

o fu inserito in essa
larghi spazi
vi

ler

quale

peraltro

che

testo

approttUndo

circostanza

che

(t)

Ci6 rlcorils

il

carme

obtolit

hnnc lihrnm Boniprandna mente


non
<i

libcntl,

(.1)

.yt Archiv,

1(1,

429. Sul

vescovo Teodolfo, e nnl tempo in cui


NcrHse
F.

Columbc eximio
Catalof^o fra
1

patri w.c.

del eod. G. VII. 16 (tav. LI). QncHto ms., che con-

vIhhc, veKKBsl ci

eliir

<'rn(lllnnienle
|ip.

ne

SAVIO,

Venrovi

del

tiene la Rrgulat Coenobial* di S. Colombano,


codici
offi-rti

ricordato

ne.H' antico

l'iiuwntt, Torino IK'.W,


(4) \jn

an2

3.

da Bonlncontro.

BaHtcrebbe

qnenta
elle
il

prova a
Catalogo

pnbblicA ed illustr A.
Tullio
1

PKYKON, M.

Tulli Ciceroni
imlitn,

Oralionum

dimnatrare
HtC880

ci*

clie dl rp*to 8

poteva pensare a priori,

pr Smnro, pr

el

in Cloilium

fnii/iiw.uta

Stndirardiae et

non

completo.

Tubinffae, 1824, op.


clt., p.

-68.

Da

allora In poi esso costitu la base pi solida

(2) Cf.

MAKTIN,

op.

171.

per la ricostruzione sclcntlflca della Biblioteca Bobbiese.

erano
stati lasciati tra l'una e l'altra parola.

15

Sar posteriore
all'altra,

e forse

appunto per questo


proba^

Una

tale

registrazione non fu speciale


oflfertoci

a Bobbio.

motivo che contiene


bilmeiite di
smarriti,

al fine l'avvertenza (frutto

Ho
ora

test

ricordato l'esempio
di S.

dai codici del


i

una

verifica)

che due codici erano andati

famoso monastero
si

Benedetto di Polirone,

quali

dopo

la redazione dell'inventario stesso.

custodiscono nella Bibblioteca Comunale di Man-

Dove mi

fu possibile farlo,

appongo

ai codici la se-

tova; e anzi

devo osservare che


si

la dicitura analoga.

Mi

gnatura, che fu loro data, nella Bibblioteca di Torino.

auguro che indagini

facciano in altri fondi di mss.

fare tale identificazione


altri;

fui,

per buona sorte, prece-

provenienti dai Monasteri sottoposti alla Congregazione


di S. Giustina, per

duto da

che

infatti
titili

una recentissima ed esperta ma^


indicazioni a matita, di cui ho

vedere se qui

si ti-atta

di casi isolati,
siste-

no appose

ai

mss.

ovvero

di

un piano generale bene pensato e

tratto profitto, rare volte

da esso scostandomi, e ben

maticamente eseguito.
Colla compilazione del Catalogo del 1461 sta in correlazione anche la descrizione del contenuto di ciascun

poche aggiunte facendovi. Non credo certamente che


ogni ricerca sia terminabi. Osservo risultare da questo

esame che qualche codice omesso da G. Ottino


privo
di

('),

perch

manoscritto, apposta di solito sulla faccia interna della

qualsiasi

segno che ne determini

l'origine,

copertura anteriore. Tali descrizioni, tutte di una mano,


si

provenne dall'abbazia Bobbiese.


Risulta poi evidente che

veggono

nei manoscritti

Bobbiesi di Torino,

come

con questo inventario

si

in quelli della

Vaticana e dell'Ambrosiana, e sono fatte

pu provare che non molti siano i manoscritti importanti


ed antichi, andati perduti. Di alcuni peraltro facile
sospettare la perdita.
il

tutte col sistema

medesimo. Cominciamo:
videlicet

In hoc vo.

lumine infrascripta continentur,


l'elenco degli aneddoti
trascritti

segue

E
in

assai

maggiore

risulta essere

nel codice. Presso

numero
che,

dei manoscritti
registrati

meno

antichi, e

meno

pre-

poco queste indicazioni corrispondono a quelle

dell'in-

ziosi,

questo

elenco,

non sono a

ventario del 1461, sia per la sostanza, sia per la forma.

noi pervenuti.

La mano che
sec.

scrisse
si

<

In hoc volumine etc.

del

Non

trovo in questo Catalogo

il

mss. 6. V. 26 (Otti-

XV, ma non

identifica coll'altra pi
si

minuta e

no 55) contenente
esso non
si

vari! opuscoli di S. Agostino.

Eppure
il

pi elegante, alla quale


liber est

devono

le

annotazioni

Iste

rinviene descritto nel Catalogo del Pasini,


si

che sembrerebbe indicare che nel 1749 non


nella Bibblioteca di Torino. Tuttavia
tale

trovasse

Pubblico qui dai mss. esistenti nella citata Miscellanea (F. VI


.

deficienza
del

29)
il

il

Catalogo del sec. XVlII; mi giovo


attribu all'abbate

non serve

a provare definitivamente la

mancanza

dalla copia che

Peyron

Carisio.

codice a Bobbio nel 1786.

INDEX VOLUMINUM SEV CODICUM MANUSCRIPTORUM

BIBLIOTECAE MONASTERII SANCTI COLUMBANI BOBII


A Sermones

(1)

S.

Bernardi, in

fol.,

voi.

papiraceutn [F. IV. 14)

Praedic composito, ut mutuari

licet

ex praefatione,

in fol.,

ex

B
S.

Vitae S. Hieronymi, sanctorumque Placidi et sociorum ac


fol.,

membranis.

[0. IV. 20].

Columbani, in

ex mombranis.

[F.

ITI.

15].

G
tum

Expositio Regulac

S.

Patria Benedicti, facta per


in fol.,

Bemar2J|.

Passiones et Acta plurium Sanctoruiti, tum Martyrum,


fol.,

dum abbatem

Casnensem,

ex membranis.

(F. 11.

Confesaoruin, in

ex meinbranis.

[F. III.

16?].

Homiliae Ortgenis, In
Senecae,
13].

fol.

ex membranis.
notis

[F. II.

17].

Acta

S. Galli

abbats, et S. Antonini martyris et Nicolai


fol.,

episcopi Mirensis, in

ex membranis.

/ Tragediae
[F. IV. 24).

cum

et

commentaris, in

fol.,

papiraceum.

[F. IV.

E
rium

Vita S. Columbani, scripta a Jona abbate, cura vita plu-

sanctorum

abbatum

Bobiensium,
12].

in

fol.,

ex membranis.

[10]

Vita 8. Severini
(F.

abbatis et satictorum

Patrum,

in

fol..

[F. IV. 26;

ovvero F. IV.
de!

ex membranis.
in

IV. 25].

Expositione

Credo

Dio,

a fratre

quodam Ord.

L Rationale divinorum

Offlciorum Oulielmi Durandi [F.IU 9]

(2).

(1)

Codia liobbit

della Nasioiule di Torino, Torino 1890. Questn

de-

(2)

Se^iva un r^,

ora

ille|rKI>>l-

Dall'aitro Cntnlofrn (leducrsl,

cliu

Derisione tntt'altro ch<> esente dn difetti,

utile

sempre.

ToieHse dire:

papiracenm,

in fol.

16

Del

M Expositio

Consolationis Philosphiae Boethii per magistrum


et plijlosophiae

Opus inscriptum

<

Trattato della pa/,ieiiKa contro


|0. VI. 15].

l'ira ,

lohannem de Cremona granimaticae, rethoricae


doctorem, scripta Placentiae anno,
coujici
licet,

incertia autoris, in 4,

ex membr.
in

ut

in dicti volumiiiis calce

Kr Tractatus

d.

Hicronymi

Daniclem

et in

Apocalypsim,

1400 vel circa, in

fol.,

papiraceum.
scriptae a Leutio episcopo

Epistola eiuaden de Mclchiscdcch Sacerdote,

et luliani episcopi

y
fol.,

Vitao

quorundam

SS. Patruin
ut

Toletani Prognosticon futuri acculi,

in 4, ex

membr.

[G. V.

'A].

ad petitionem Nicolai papae,

constai

ex

oi)eri8 exordio, in

Ff. Sylva, seu Miscellanea


in 4, papir.

variarum Moralium materiarum,

ex membranis.

Opus inscriptum Diadema Monachorum, cura hac


phe
:

epigra[.30]

(ig Confessionale S. Antonini


4,

archiepiscopi Fiorentini, in

hunc Ubellum Smaragdus ex

divinis

virtutibus

collegit

ex membr.

et ei

nomen Diadema Monachorum


gemmis,

imposuit, quia sicut

diadema

fulgct
fol.,

ita et hic libellus fulget diversis virtutibus >, in

Hh

Meditationes

S.

Bernardi,

italico
3].

idiomate,

pervetiiste

ex membranis.
/'

conscriptae. in 4, papir. [O. VIII.


(F. IV. 15].
/(

Vitae SS. Patrum (italico idiomate), et

In

calce epistola

Volumen papiraceum ms.

in 4, in
S.

quo continentur,
(2).

italico

Abagarl ad Christum, eiusquo responsio, et Lentult ad Senatores

idiomate, pervetuste

meditationes

Bernardi
Officii,

Romae de

Christi statura,

figura

ei

mirabilibus,

in

4,

ex

Kk

Declaratio rubricarum divini

in 4, papir.

membranis.

(O. VI. 201


S.

LI Rubricae et Explanationcs DecretiUium, in

fol.,

papir.

Q
in 4,

Homiliao Caesarii episcopi et monachi, et opera ex membranis.


[G. V. 7],

Ephrem,

Min

Epistola Euaebii ad

Damasum de morte
[O. VI. 21].

divi

Hicronymi,

italico idiomate, in 4,
in

ex membr.

li

Expositio Pauli Diaconi


75.

Rcgulam

s.

Patria Benedicti,

iV Ex|)ositione8 Dccretalium, in 4, ))apir.

cn,|)itula

Ganoncs

pr

Monachis

statuti

Aquisgrani sub

abbatibus eo convocatis anno 817. Ludcivici imperatori IV, sexto


idus
iulii.

Oo Oarmina quaedam
ctoris, in fol., papir.

varia,

cum

Expoaltionbus incerti Au-

Pauli Dationi epistola ad

Karolum regem.
V.
<5:

Ordo

qualter in Monasterio conversari debomus. |G.

4].

Vp Opusculum de
allot-

interragatione pccwitorum in confessione,


4,

iS'

Historiae

liistni,

in 4,
\y\\\'.,

ex membr.
dei

[O. V.

manca

flenda ad utilitatem simplicium confesaorum, in

papir.

tino e fa parte,

come
al

fondi

relativamente

recenti,
cfr.

Qq Carmina auctoris
[40]

incerti, in

4 papir.
incerti

cio

deUAppcndicc
1004,

Pasini, sulla quale

Appendice

Rin.

Rr Sermones de
voi.

Sanctis et de Tempore,

Auctoris,

di

filoo/jia,

XXXII,

4S2.

vetustissimum, ex membr.

Officia propria in festivitalibus SS.


fol.,

Columbani, Attalae, et
.Ss

Opus inscriptum:

Opusculum breve

et

compendiosum

Bertulphi abbatum, in
[20].

ex membr.

[F. II. 22].

de Consolatione infirmorum, et de Arte bene moriendi, editum


conscri4,

U
ptum membr.

Orationes
a.

plurcs
in

devotissimae,
calce
ipsius

et

Psalterium
in

ra.

Joanne de Gcrsono

in
,

Sacra Pagina Doctprc famosissimo,


in 4, papir.

1400, ut patet
[G. V.
2].

voluminis,

ex

Cancellarioque Parisiensi
Tt Evangelia, in 4, ex

membr.

X
mebr.

Lectioncs pr

Noctumis iuxta

ritum

antiquum, in

ex

Uu

Confessionale S. Antonini archiepiscopi Fiorentini et Tra-

ctatus de Censuris incerti Auctoris, in 4 papir.


S.

Y Regula
eiusdem,

Benedicti,

Regula

S.

Columbani,

Epistolae

Admonitiones valde

utiles, et 4,

de Paenitentia impo-

Xx

Tractatus

de obedicntia et obligatione praeceptorum,


4, pai)ir.

nenda, et nonnull Tractatuli ascetici, in

ex membr.

[G. V.

iuxta canonicas aanctiones, in


.38).

Z Summa

de casibus conscientiae
fol.,

fr.

Bartholomaei de

Pisis,

Y)

Passionarium, in

4,

ex membr.
in 4,

Ord. Praed., in

papiraceum.

Zs Antiphonae diversae antiquae,

ex membr.

Aa
et

Vita Gregorii

Magni papae scripta a Jeanne Diacono,


qui, in provincia

Sermo ven. Bedae, de eo

Nordanimbrorum
in fol., ex

Aaa

Benedictiones diversarum rerum iuxta antiquum ritum,


in

a mortuis resurgens, multa tremenda narrabat,


[F.

membr.

volumen vetustissimum,

4 ex membr.
et varii

IV.

8].

Bbb Carmina Catonis,


in 4,

quidam Tractatus

ascetici, in

Bb Martyrologiura vetustissimum,
Ce
tol.

papiraceum.
Conscientiae
fr.

4, papir.

Exemplum

aliud

Summae Casuum

Bar-

Ccc Tractatus de quatuor


[G; V, 43].

hominia

Novissirais, in 4, papir.

de

Pisis, in fol., papir. (1).

(1)

Nell'altro Catalogo, quanto codice

ft

indicato

come copia

di Z.

(2) Cf. sotto

Yyy

[O. VII. 3). L'Ottino,

che

si

occup dei Codici BhBblioth.

bicsl in ispecie, e

Bernardino Peyron fOxi/Ke

Italici

Taurin.

Indisi possa il quale Taurini 1904) non conoscono eh.-, un solo codice, crederei tuttavia, che qu\ care come .Meditationes S. Bernardi .. Non siasi introdotto qualche errore nel Catalogo.

17

(40J

Ddd Sermo

S. Hilarii episcopi

Arelatcnss de vita

S.

Hono-

A 4
membr.

Re{;ula S. Benedicti, italice


(0. VII. 4|.

scriptn,

n.

1408, in 4,

l'x

rati Lirnensis, in 4, papir.

Eee Sermone
Fff'

incerti Auctoris, italico idiomate, in 4, papir.

HI

DeclarntioiicK Regnine S. Benedicti et OrdinationenC^iipia.

Opus
,

italico
in 4,

idiomate conscriptum,

cui

tituius

Monte

tulorum Generalium, ab

1450 ad
4,

a.

1500, in 4, papir.

d'Oratione
(ij/g

ex membr.
4,

C
papir.

Rituale vestutitissimum, in

ex membr.
Poeiiitcntini'

Miscellanea moratia, in

DA K

Ratio antiquitus servata administrandi


4,

Sa

Hhh Opus

inscriptum Curatorium,auctore Guidone do Monte

crancntum, et Prneces varlae, in


t

ex membr.

Roterii, in 4, papir.

Expositio

vetustissima

et ptilcra

Symboli Fidei,

in

TU Regula
stissimum, in

S.
4,

Benedicti et

Hymni pr tempore,
VII.
.HH|.

ex membr.
voi.

vetu-

ex membr.

\fl.

Fi
incerti

Miscellanea Moralia et Canonica,


d.

in

A,

papir.

Khh

Instructio

ad audicndas confcssiones,

Auctoris,

^r

/ Confessionale

Antonini archiepiscopi Fiorentini, in H

in 4, papir.

papir.

Lll

Opus inscriptum

Liber doctrinalis

in

4.

papir.

///

Regula

S.

Benedicti, in 8, ex nicnibr.

Mmni Opus de

censuris ecclesasticis, incerti auctoris, papir.


luvenals, in H, papir.
(.

7 Opus inscriptinii
papir.
Missiile

Recolloctjve legales

Auctoris incerti

Nnn Carmina

in fol.,
|

V. 21, e fa parte
(80|

dell'Appondicc del Pasini |.


[tO|

K
Ij

vetiistum, in

4,

ex membr. |G. V. Wi\.


fol.,

non Rcj^uia et Opuscola


(O. VII. 16|.

.S.

Oolumhani,

in

4,

ex

membr.

Breviarinm vetustnni.

In

ex membr.
in
fol.,

.1/ /

Evangelia pr Foriis et Fostis,


1.

ex

nicMihr. \V

/'/)/>

Hreviarium
in

Monaticum

vetustlsslmum circa
additi
notitiis

a.

1470,

II,

21
.V

cura

alii

prima

et

secunda papna

de

mcr-

Homiliae liiversornm l'iitnim super KpistobiM et Evan


in Xlissis

morabili consecratione altarum


tulphi

SS. Columbani. Attalo et Her-

gelia.

quae legimtur
in
fol.,

omnibus, tuni Fcrinrnin, tinn ctian


(F.
Il,
l!(|.

abbatum,

at^iue Translatione, et aiiis, in 4,


incerti
.Vuctoris,

ex
in

membr
ol.,

(1).

F(wtorum,

ex membr.
aliae

Q/Y Rc^ulao ^rammaticalos

papir
fot.,

lloniiliae

itidem super Evangelia et Epistolas,


20|.

il

Rrr

Libri nou vifjie antiquoruni l'atrimi, idiomate


fol.,

|)ervetu-

ex membr.
/' /

|F.

II.

sto italico conscriptae, in

ex mumbr.

|0. IV.

17

|.

Epistolae et Evangelia pr

Missis
v

totins

aiuti,

in

fol

.Vs.s

Libri do ecclesiastica et cadesti Hicrarchiaacde divnis


d.

ex membr.

Nominibus
lati

Dionysii Areopa^itao, de ;;raeco in latinuin transiussii

Consultationes legales incerti Auctoris,

in fol.,

papir.

per .loljainiem P>igcuiv,


ut habotur

Caroli

tUii

Ludovici inipcrali I

toris,

ex pagina quarta eiusdom,

voi.

vctustissimum,
.V /

Miscellanea grammatic^ilia incarti Auctoris, in


Ovpitula et Orationes

fol.,

papii

in

fol.,

ex membr.

pr

Olflciis totius anni,

in

4,

e:

Tlt Vita S. Columbani, et SS. Atthalo, Hertulphi et aliorum,

membr.

script a

Jena abbate,

in fol.,

ex membr.

(cf.

sopra

alla

let-

TI
|90|
/' /

Orationes pr Otflciis .Sanctorum,

in

4,

ex membr.

tera E.

Dcclaratorium Iteguiae
a.
14(i;l,

8an<;t

B<!nedicti

factum a

l'I'

Unu

Libri Sententiarum et de
fol.,

Summo Bono
.')H|.

d.

Isidori Ilis-

Casinensibus
papir.

et Constitutioiies

vetustissiinne,

in J

palensis, in

ex membr.

(G. IV.

Xxx Siimma

auctoro Hieronymo de Valentia, monaclio ConA' /

Brevarium Monaxticum vetnstiasimum,


;j?j.

in 4,

ex monilii

tionia Casinensis, in 4, papir,


|F.

IV.

Yyy Expositio Mysteriorum atque


Fidei,

Dof?matum

orthodoxae
S.

necnon

et Meditationes, noniiullaei|iio e|>istoiae

Ber-

Rituale vetustum, in 4, papir.

nardi, italico vetusto idiomate, conscriptjve, in 4, papir.

ZI Opus

d. .Ioannis

Cliniaci de Collationibus Patrum,itjilici


In
4,

Zz3 Regula
f70J

S. Benedicti, in 4,

[)apir.

vetusto idiomate (;onscri|)tnin.

papir. |0. VII.

2|.

Rudimenta
papir.

Grammaticive

latinae,

cuiusdam

incerti

Au-

.1 .>

'l'racUitus antiqui

de partibus Orationis,

incerti Auctoris

ctoris, in 4,

in 4,

ex membr.

(I) IjB

TrnniilAzInno

dolle

8n<'r<' rt'.M<|iiic

t^bhi'

luDjf imi
fitcra, IV,

I4H3,
1(4:1
-

l'fr.
ti.

ili

S.

CoUimlMini)
(le

ili

lUMiio, in: t.'Arte


rt'vii

l!)04,

VII,

i4ri

S.

l/nrcn, (i|mtb
in
<|ii<'llit

il

documenti
Kluntc

in (fn"i pnrt prexNo

l'IJOHKI.U,

Il/i/iii

Aj?-

(invniiiii
nrttfl

l'ntriiircii,

iiim-ritto l'niuiu

I4st>,

roiiit'

mi

fcl lo Htiwso Xnlizie e iloriimrnli militi

Hlorin rirtistim

iMIn

lituilica

Ilo

illdirMtn.

18

B
papir.

Miscellanea

regularum

Grammaticne Latinae,

in

8,

[110]

fr't

Bibbia

Sacra,

scilicct

libri

Pentateuchoii,
in fol.,

Rcgum,

et PropheUie,

tum Maiores, tum Minores,

ex membr.

C' Miscellanea moralia, incerti Auctoris, in

8,

pnpir.

Hf
ann.

Libri relicpii canonici. Scriptji fucre ipsa

duo volumlna
I,

Resolutiones morales atque canonicae, incerti

Auctoris,

127.1, ut

autumari

iwte.st

ex prima pagina tomi

in fol.,

in 8, papir.

ex membr.
de Restitutionibus
Min.,

h' Opus inscriptum

secundum
4,

d.

Ber-

+ Homiliac de Teni|)oro a Pascha usque ad Advcntum,et de


fol.,

nardinum

de

Senis, Ord.

incerti Auctoris, in

papir.

Sanctis, in

ex membr.

(G. VII. 12].

A'+ Homiliae
circa
privilegia
fP.

Aymonis de Tempore,

in

fol.,

ex

membr.

Resolutiones morales atque canonicae


Incerti, in

8].

Regularium, Auctoris pariter


[lOO]
(r r>

4 papir.

L f Homiliae de Tempore ab Adventu


Sermo
signiiti

usiiue
JI.,

ad Pascha et
Auctoris,

Opus

legale

inscriptum:

Author

modorum

<Ie

Transitu et

Assumptione B. V.

incerti

ficandorum et Tractntus Novella Poetria, editum a m. Gaufrido


iinglo
,

fol.,

ex membr.
Homiliae quaedam Gregorii, Ambrosii et Augustini,
[F.

in fol., papir.
fol.,

-l/t

in

ex membr.

Hi) Exiwwitio quorumdam


cti,

2?, F.

I.

3?].

Capitulorum Regulae

S.

Benedi-

incerti Auctoris, in
/i5

fol.,

ex membr.
fol.,

iVf Psalterium et Kalendarium, utrumque

pervetustum,

in

ex membr.
1 Lectionarium Sanctoruni pr Noctumis, in
fol.,

Lectura

in

Regula luris sexti

libri

Decretalium

d.

Dyni,
in

scripta a. ISfil, et Tractatus de alluvione


fol.,

elusdem doctoris,

ex membr.

ex nicmhr.
A'/>

Pf
S. Gregorii

Homiliae de Tempore Rhabani

Monachi, et aliorum, in

Libri
17].

Dialogorum

papae,

in

4,

ex membr.

fol.,

ex membr.

(G.

V.

Qf
cognosci potest ex prohemio in prima pagina; opus
1400, in
fol.,

Evangelia primae editionis, volumcn vetustissimum,quod,


fuit,

.1

+ Practica iudicialis auctore Petro de Ferrariis J. C. Pa-

ut traditum

illud

erat
forre

idem

liber,

quem
in

B.
4,

Columbanus
ex

risiensi, ut

abbas
(G.

in

pera secum
15).

consueverat,

membr.

scriptum

a.

papir.

VIL

B t Opus inscriptum
in fol.,

Speculum magnum Guilielmi Durandi

fl20].

tf Evangelia
4,

et

Epistolae,

editionis

pariter

haud

vul-

ex membr.
vetus,

gatae, in

ex membr.
editionis,

et Digcstum

cum

Glossa, in

fol.,

ex membr.

.S't

Lectioncs variao priniveve


4,

ideraque volumcn

Df
Ki
membr.

vetustate pretiosum, in
Infortiatum, in
Libri
[F.
I.

ex membr.
in
fol.,

fol.,

ex membr.
[122].

Tf

Priscum Bobii Stirtutum,

ex membr.

[F. IV].

Moralium
6].

d.

Gregorii

papae

in

Job,

in

fol.,

ex

/'t Lectionarium
ctuniis, in
fol.,

tum de Tempore, tum de Sanctis pr NoMancano


TI,

ex membr.

E 4.

II

PRIMI STUDI DI A.

PEYRON

SUI MANOSCRITTI BOBBIESI

Le pcrgamonc
traBportate alle

del monsistero di Bobl>lo erano state


e l'abate
vi.

loro particolarit, non mi possibile.

Quei materiali
tuttavia, io

RR. Finanze,

Peyron,

al le

prin-

che ne ho potuto raccogliere


spero, a darne

siM'vlranno

cipiare della primavera del 1K20,

pese sopra

mani;

una

notizia sufficientemente precisji.

abbiamo veduto

eom'ejrli, nella descrizione

dell'Archi-

Nella seduta dell'Accademia delle Scienze di Torino


del h
tolato:

vio Capitolare d'Ivrea, liferendosi ai suoi vecchi studi,

marzo 1820

il

Peyron

presenta')

tm

lavoio

inti-

ricordasse

d'avervi

trovato

alcuni

quaderni

che
i

Sopra alcuni rodici paUViexti

<l<'lln

Hiblintcca
di

insieme

con

altri

fogli stuccati

costituirono poi

(Mia R. UniV-HiM degli Stwli,


strore che detti codici
r!S(;ritti

coU'intcnto

dimogi

fine volumetti delle

opere di

S.

Cipriano.
di tutti gli studi
si

sono

di

opere

La

ricostruzione piena e ordinata

stiimpat o di pochissima
sia dai verbali manoscritti

utilitii

critica. C\h risulta,

del Peyron, come originarono e

come

svolsero, in ogni

die

si

conservano nell'Ar-


chvio dell'Accademia, sia dal resoconto pi preciso) che
di
(piii

IS

cazione, che

ampio, e
nella

sembra

fare

til

caso nostio: L'arte di cadalle


stoffe di

quella
n".

seduta

si
1

pubblic
820, p.
1

vare ogni sorta di macchia


filo,

lana, seta,
li-

Gazzetta
la

Piemontese,

del 9

marzo

40.

Ma

cotone e dalla carta,

col

mezzo di

ripristinare

scena muta nella seduta del 9 apiile,

intoino alla

antiche scritture. Su questa testimonianza

richiam

la

quale siamo pure largamente informati dalle medesime


fonti,

mia attenzione

il

dotto e cortese cav. Vinc. Armando,


ti

cio

dal

verbale
1 1

manoscritto e dalla Gazzetta


aprile,
p.

ma

n a

lui,

me

riusc di trovare
scientifico

la

pubblica-

citata, n. del

giorno
il

200.

Il

Peyron, aveil

zione stessa. Nel Gimnale


dal Giobert stesso e
1,

Lettemrio diretto
17Ki),

va gi

ritirato

manoscritto

presentato
il

marzo,

da Carlo Giulio, anno


che
il

IH,

come
il

al

principio di seduta rifer

Segretario, ch'era

285,

si

legge

la notizia,

chimico Chaptjil aveva


le
Iti

valoroso erudito barone Giuseppe

Veniazza.
il

Dopo

trovato un mezzo di ripristinai'e

scritture

antiche.

di

che

il

V'ernazwi soggitmgeva che


il

Peyi-on avendo

Non

so poi quale relazione abbia


di Giobert.

scopertti di Capttil

nel frattempo consultato


sulla possibilit di far

nostro
la

collega
svanita
il

Giobert
scrittura

con quella Dal

comparir

verbtile della sedutu Acciulemica del 17


il

dicemd'aver

senza distruggcire n l'antico inchiostro u

modenio,

bre 1820 risulta che

Peyron comunic

alloi-a

ha veduti
rato

gli effetti di

un

fluido

chimicamente prepasulla

fatto un'altra scoperta riguiirdante l'Oiiizione di Ciceron(;

da Giobert, ed ha tranquillato l'animo suo

pr

Afilone,

nella quale riconobbe

due lacune,

dai

sicurezza di non danneggiarti le


(;iato
il

membrane. Incominpalinsesti della

critici fino allora

non avvertite;

di

esse,

l'una egli la

(Il

'AO

di

marzo a farne uso nei


ha

riemp con passi


|)let

di antichi scrittori,

ma

l'altiii la

coin-

Biblioteca della R. Universltfi, ed

conosciuto

ad

con

rautjoritt\ di

un

palinsesti),

che
<'.odici

fu gi del

evidenza ch'ossi contengono monumenti di erudizione


recondita
importiintlssima
fra
. . .

nionast<>ro di

Bobbio, ed

ora tra

della Bi-

egli

si

dispont;

ad

blioteca della R. Universit.

intraprendere

pochi

gioni

un

viaggio: u stira
la

Finalmente nella sedntti del 2S giugno 1821,


ron (che
git\

il

Pey-

prima del ritorno a Torino, che possa perfezionare


sua scoperUi

aveva

indnbittiuuMite

fatto le sue inda-

Cosi nel verbale, dal quale risulta che


presii-, lutti
altri,
si
il

gini nelle
e che

pergamene

esistenti presso le

RR, Finanze,
il

a quella seduta,
vennero, fra
Gazzetta
gli

da Prospero Balbo,
il

inter-

da un

bel pezzo

aveva compiuto
pi-esent
il

suo viaggio
liibliothecii

Giobert ed
altre;

Peyron. Nella
si

a Bobbio e a Milano)
Jiobiensi

suo

De

J'imnitesc

danno

notizie e

dice

mmnumtarius (che
titolo,

sosttinzijilmente

l'abbozzo

che

il

Peyron aveva scoperta


<li

in

un codice
d.

rescritto,

del lavoro, di egual

apparso tre

tinni

dopo nelhi
nel

gi del monastero

S.

Colombano

Bobbio, e con-

sua pubblicazione dei

frammenti

Ciceroniani), e

tenente un opuscolo di 8. Agostino, parecchi frannnenti


di Cicerone,
scritti in canitt<>re del

tempo

stesso

comunic

di aver trovtito
tre

in un palin-

IV

secolo,

fra

sesto della Biblioteca


rescritte,

dell' Universitfi

pergamene

quali alcuni fogli di Orazioni

inedite pr Scaurn,
altri

pr
fogli

con frammenti del Codice Teodositino.


quante
fra hs

Marco Tullio e

in

Claudiim; oltre a molti

Non

so veramente

pergamene,

alhs

delle Orazioni gi note

pr Chwntio,

Caecina,
di
tali

Coelio,

quali alludono le riferite notizie, esistessero

da t(!mpo

in Pisonem, ecc. Notjtsi la coincidenza

framsog-

antico alla Biblioteca Universittiria, e quante vi per-

menti con

altri,

trovati dal

Mai all'Ambrosiana.

Si

venissero dopo che

il

Peyron fece

le hu(!

ricerche alle

giunge

Il

codice rescritto,

che appartiene ora alla

RR. Finanze.
Nella ricordata
1821 present
seduti
il

R. Biblioteca di Torino, era svanito per

modo

di lasciar

Accademica del 28

giugno
di

poca speranza

di poterlo

leggere:

ma

la Hlologia e la
dell'

anche

Catalogo

della bibliotecti

dotta antichit va debitrice ai


Giobert, prof, di chimica, d' un

lumi

accademico

Bobbio, fatto nel 1461, che


il

egli

ha

acquist^ito ,

dire
cv.v-

nuovo

artifizio,

mePey-

verbale.
il

Questo Catalogo, possiamo dirlo con


lo

diante

il

quale, ravvivandosi l'antica scrittura, l'Ab.


le

tezza,

Peyron

trov

nell'Archivio

Bobbiese
in

alle

ron ha potuto proseguire

sue laboriose indagini.


il

Finanze. Ci emerge da quanto dovr dire

appresso.

G a. Giobert, nato a Mongardino mor a Torino


il

28 ottobre 1761,

Intorno alla sedutti

d(>l

28

giugno

ci

somniinistni

14 settembre 1834. Di lui leggesi un

la Gazzetta Piemontese (del

30 giugno pp.

3(i9 - 70)

mag-

cenno necrologico nel Repertorio medico - chirurgico dei


ffemoMte, fascicolo di
ottobre 1834, p. 473 segg. V'
ivi, p.

giori notizie clu-

non siano quelle

dat<;ci

dal

verbale

accademico. Merita trascrivere qui questti testimonianzii,


il

aggiunta
si

la

bibliogmfia dell'illustre chimico;


il

478,

cui valore
in

si

accn'sce
esplicito,

considertindo

come

di !ssa

legge, senza datti di stampa,

titolo di

ima pubbli-

risulti

modo

che

esistevano

ab antiijuo

20

Della lettera ricevuta dal Brignole


Protocollo
dellii
s

nella Biblioteca UniverBtaria alcuni fogli

del

Codex

ha

traccia nel

Theodonianm,

distinti

da

q'uelli

che

il

Peyron rinvenne

direzione

dell'Archivio ed
(

Economato

fra le caite bobbiesi nell'Archivio delle Finanze.

Ecco
Re^ia
par-

presso
23)
(').

il

Ministero delle Finanze

voi. degli anni 1821 -

adunque

il

testo

nella

biblioteca della

Il

marchese Biignole ne
d'essei-si

scrisse tosto al Balbo, 12

Universit di Torino
linsesto del sec.
7",

si

conserva un manoscritto
contiene

aprile,

avvertendolo
sci-itto

preso a cuore

l'att'are

per lo meno, che

molti

di

avere

all'Azienda Generale di Finanze


si

(^.

In-

frammenti del codice Teodosiano.


meglio
di dieci
fogli,
i

Sinora

gi scoprii
ai

fatti,

sotto la

medesima data

ha

una

lettiera
(*).

pi"o

quali

appartenendo

primi

del ministro Brignole all'Azienda suddetta

cinque libri, offrono molte leggi, o sconosciute, o state


poi

Non

sar inutile riferirne

il

cont<Mmto.

da

Triboniano
il

mutilate nel codice Giustinianeo.


si

Si test ritrovato

un nuovo metodo per iscoi

Fra

tutti

pi notevole

quello, che rappresenta

prire su
vi

pergamene

palinseste

piinii caratttTi,

che

due

editti
.

(li

Teodosio, con

datti,

previ! al codice

me-

sono

stati scritti. Il sig.

Teologo

-olleggiato

Peyron

desimo

Accenna ad
poi continua:

altri fogli,

spettanti ai libri

professore di lingua santii in <]uesta R. Universiti,rha

posteriori.

Allo stesso fine serviranno

esperimentato con felicissimo


parttMienti

successo su alcune apdi Bobbio; ed ora

tre altri fogli rescritti d'altro

manoscritto antichissimo,
stati

una volta

al

Monastero

che pur conteneva

il

Codice Teodosiano,

da

in<!

nella supposizione che ne possano esistete altre negli

non ha guari

trovati tra carte Bobbiesi

Archivi di

codesti.

Generale Azienda puic concernenti

Segue

la notizia sulla cihita

Memoria

del

Peyron

in

il

Montistero stuidetto, ne chie<le coinunicazion(\ Tale


le

lingua latina, che tratta della biblioteca di Bobbio. Intorno a qutisti


il

dimanda tendendo a propagai*'

cognizioni

umane

stu<ll

lei

Peyron,

<'he

prepararono
notizie

e ad illustmre la storia patria, io vi ho di buon


aderito;

gmdo
il

suo

viaggio
infatti

Bobbio e a Milano, alcune

epperci

prego V.
Ronzini
<!sistsi.no

S.

111.

ma

d' iiu-aricarc

posso
la

qui comiuiicare; le potei raccogliere merc


lei

Capo Archivista

sig.

di far
in

u<'curiite ricerche,
i

premurosa coJttwia
dell'

cav. Giovajuii Sforaa, diretdi

se in quel d(4)osito

fatto

documenti

*lal

tore

Archivio

di
-

Stato

Torino, e del

Conto

prelodato
gli(!ne,

Professore

indicati, e, trovaiuhnie. di dai'.

Paolo de Rege. Capo

sezione degli Archivi di Finanza.

su ricevuta, la desiderata comuniciizione


(')

Altre notizie mi vcsnnero dall'

Accademia

delle Scienze.

In alcune carte

di

anni successivi,

le quali si rife-

Nella prima sezione* dell'Archivio di Stsito esiste una


lettera

riscono al passaggio delU? pergamene Bobbiesi dall'A-

autografa del Peyron, che, secondo la nota sul


scritta
il

zienda Generale di Finanze presso l'Archivio di Ccntt;,


risultti

verso, fu

10

aprile

1820.

La

trascrivo per

traccia delle licerche

fatt*^ lai

Peyron, le quali soal

disteso,

chiudendo tra parentesi quadra

una

annobi-

no senza dubbio anteriori alla sua Ictteni


spero Balbo. Gli archivisti
sione ch'egli
poitc'i
si

conte Pro-

zionc di officio.

lamentarono della confu-

fr

quelle carte archivistiche, nella

(10 npril lK-20, xcrittn a S. E.

il

inarchnHe

premurosa foga

delle sue indagini sci<mtifiche.


si

Brigiiola (Finanze)

].

Con nota

febbraio 182;n'Azienda, mentre

dimo-

hkcelffiija.

stra disposta alla

consegna, chiesta dal conte Napione,


sttmdere
1'

incarica l'archivista Callieri di


Prego V.
E.,

inventario

acciocch

ai

degni

di

ottenermi da
al sig.

S.

E.

il

marchese Brignole una

di quei

documenti.

Da una
Bobbio,

lettera del minestro Brignole,


il

lettera, la

quale ingiunga

Ronzini,

archivisti del detto Ministero di Finanze, di rimettermi, contro

IH febbraio,
i

emerge che
di

Napione chiedeva non solo

mia ricevuta, alcuno

cjirte del

Monastero

di

Bobbio,

esistenti

documenti

ma

quelli

\mn\ degli
(in

nitri

negli Archivi del suddetto Ministero.

Ansiosamente aspetto

la facolt,

giacch la preda gi

1'

ho

soppressi corpi religiosi

Nella ris|)osta

minuta),

addocchiata, e sar tale che consoler la nostra Accademia nella

che sotto ladatjidel K! febbraio l'Azienda diede a quest'ultima


lettera, si

prima tornata. Sono con ogni devozione


Dep.nio servo
Prof.

diceche

moUminv nono

la

pt-rgammc riflet-

tenti l'antico

Monastero di S. Colombano, descritte nel-

AMEDEO PEYRON.

A
il

Sfia Ecceltenza

l'Inventario fatto dall'Intendente della Provincia di

Vo-

Sig.

Cav. Prospero Balbo Minintro di Stato.

ghera; tale inventiirio, con gran

parte delle pt'.rgamene,

(1) (2)

Sezione Finanze dell'Archivio

Stato di Torino.
ai

intitolato

Conventi oppressi, Carte rimesse all'Archivio


di S.

di

Corte

pi-t-

QneHta lettera del marrlime Brl^ole


Sezione Finanztt, Oorritpomleiun fra

trova

in

originale

nel-

tanti al
(4)

Convento

Colombano

.
il

l'Archivio di Stato.
(.S)

Trovansi nella Corrinpomlnaii fra

1820 e

il

1841

wc, che

ho citata

il

1830 e

iC

1841, poHizione 413

nella nota precedente.

21

tu

deposto per ordine del Napione


stati

neffli

Archivi della

quali MiscellaneH'

fini

nell'incendio del 1904.


ek'gli

R. Aziende,

riuniti

a quelli delle R. Finanze

Poi

L' identificazione'

aneddoti

indicati

in

forma
facile-,

segue:

Il

sig. Prof.

Peyron essendo
12 aprile

stato autorizzate

sommaria

dal Peyron. nel citato elenco,


in
il

non

con

lettera di V. E. del

1820, indirizzata a

tianne che
quello che

pochi

ciisi.

Cos\ l'Inventjirio del 1461


ne?l

questa Generale Azienda, a portarsi all'Archivio per far


ricerca
<lei

Peyron

stesso pubblic

1824, insieme
si

palinsesti,

che potevano esistere fra


al

le

per-

coi suoi frammenti Cie-eroniani, e che;

om
I'

conserva
di
S. (Ci-

gamene appartenenti gi
Ora proceder
delle

precitato

Monastero,

ne

nella miscellane'a V. IV. 29.

Il

manoscritto

deriv per una tale operazione non piccola confusione


all'

priano, indicato al n.

(J,

probabilmente
etc.
;

attuale ins.
r><i,

ordinamento, e

si

occuper

anche

G. V. a? (Cypriani, de opero che consta


di JO carte,

Ottino n.

p.

50)

pergamene
1 1

degli altri corpi


al
si

religiosi

soppressi.

mentre

1'

altro ms. Ciprianeo

Con carta

marzo trasmettesi
il

Brignole l'Inventa-

(Epist.; F. IV. 27)

non ha che 24
si

caite>. Tuttsivia, rispette)

rio delle carte? Bobbiesi,

quale

chiude colla avver-

S.

Cipriano nulla

pu con

certezza, stabilire,
stjiti

men-

tenza, che esistono pure 2402


tariate.
Il

pergamene non invendefiniCort<>

tre sappiainei

come

due mss. siano

messi insie-

Brignole, 17
si

marzo 1823, acconsente


Archivi
1'

me

dal Peyron stesso. F^orse al u. 10


l."",

si

allude al famose

tivam<ntc a chv.

consegnino agli

di

codice G. VII.
Matteo, mutilo

c)gli

Evangeli

di S.
fine,

Marco e

di S.

tutte?

quante

le

pergamene riguardanti
,

antico
il

Motra-

al

principio ed al

e che fino al

nastero di Be>bbio

e restituisce

all'

azienda

1904 era legato modernamente.


rispetta

Ma

anche per questo

smessogli Inventario.

non azzardo

di fare

affermazioni, che potrebte?niera,rie.

Dalla minuta

di

ima

le^ttera

dell'Azienda, in data

iS

gen-

be!ro
I

parere ed anche essere


fogli

naio 182G, risulta elie la rons(>gna agli Archivi di (lorte


delle per:>aineso Bobbiesi eibbe luogo
il

recanti

frammenti

del Codice Te>,ode>siano

l'aprile 182H('):
stendere"

furono dal PeyreMi veduti e

in qualche!
il

modo
che

studiati,

non era ane-.ora stato a quel momento possibile


l'elemco dello

mentre

e>gli

era

ancora

ntlftlcstTiis,
eli

significa

pergamene

deigli altri

corpi

re^ligiosi.
si

verso l'anno 1800.


tee-a

Ma
se>

questi erano
(>gli

certo alla Hibliev


le)

Le
el

antierhe caite dcsideratei dal

Peyron

trovarono,

Universitaria.
gli autori del

osserva

vedemmo

erano anzi trovate. Per formo, nel citato Protocollo


2\.

che

Catalogo del 1749


l'indice delle

lo

trascurarono.

degli anni 1820 -

in

una annotazione, dtto che


la

Riferi.sco
al

dunque
lo

pergamene cemsegnate
studio degli eruditi.

l'Azienda Generale

rassegna

nota delle carte rin-

Peyron, e

sottopongo

allo

venute
in

in

quest'Are'hivio dal sig. prof. Peyron, e date


al

comnnicazione

medesimo, dietro

1'

autorizzazione
la datji

di

questa R. Segreteria

Questa notizia porta

l'rrgnmfiip

del 15 aprile.

sotto la stessa datti abbiame

(')

un prezioso autew

trovate nell'Archivio Generale dello R. Finanze


tenenti al

e<l

appar-

grafo del Peyron, che


prese seco.

specifica
di qui

le

pergamene da

MonaHtero

di

.S.

Colombano

di

Bobbio

coiniini-

lui

cate al Teol. Coli, e Prof.

Amedeo Peyron.

Lo

rifeirir

pew-o per intero.


1.

Fra

le carte?

dell'Archivio dell'Abbazia di Bobbio, al-

Inventarium libroriim

Mona.<iterii
14tl, ossia

S.

Coliimban de Bobio,

l'Archivio di Stato, esistono ancora non pochi


cei staccati

pergamena-

i{Uod
di tal
2.
.S.

renovatum
monastero,
foglio
foglio

l'iiit

anno

Catalogo della Bibliotceia

da

libri,

vvero da

registri,

che

in origine spetvi si

di togli

16 circa.

tavano a codici.

probabile che ci che oni

con-

Un
Un

contenente un antico Cantico Eicclesiastico.


del

serva, altro non sia se non che quello che sopravanz,


in tal

Nuovo Testamento

latino

secondo

l'Itala

genere

di antie-hitA,

dopo

la scelta fatta dal

Pey-

vetua.
4.

ron.

Un

codice mutilo

di fogli

40 cir contenente un trattato


del

cos pure probabile, e-he

non pochi dei framdi cose ecclesiastiche, ossia un'interpretazione

Nuovo Te-

menti elencati nelle


finire nelle

carte del

Peyron siano andati a


1

stamento.
5.

miscellanee F. IV.
della

- F. IV. 29 - F. VI. 2,
l'

Fogli undici contenenti un


latino.

Irammento

di Oraolie di

qualche

alla

Biblioteca

R.

Universit,

ultima

delle

S.

Padre

(l)

qnnsta coniiejfn

ni

riferisci'

un docamento dell'Archivin

ili

Stato

Finanze delia riincHHione fatta a


iramcni! riguardanti
il

iincHtl

K. Archivi di lIorK' di

llil per-

<U Torino argnalntomi corte8<inientP lUI itottor Curio Di' Ma^i.itriM. Trovasi
fra le flcrittim rigitanUtnti
< i

MonaHli'ro
IS'2;l.

di

.S.

Coiimihano

di

lloliliio,

e di ilUH

RR.

Archivi, Cntcfcorln

II,

marzo

12, n.

'':

Miacellanre
ri)

aprile

Copia

di ricuvata paHnata dall 'Archivista dell'Azienda (Tcncrale delle R.

Nidia citata Oorritfioiuliuim fra

il

tSSO U 1841, ecc.


6.

22

Codk

mutilo di fogli 35 cir' contenente Opere di

S. Ci-

tlwra BobiemM, che

non pot ceito compiere per


innanzi col
il

intej-o,

priano.
V.Fogli quattro contenenti
8.

ma
Omelie
di

che

pur

condusse alquanto

volume
venne

qualche

S.

Padre

latino.

dei frammenti Ciceroniani. Forse

pensiero

gli

Fogli tre contenenti parecchi Canoni di Concilii.

dal
9.

concetto

ideato

dal

Fogli due d'un antico Salterio.

Maifei,

che vagheggi una

10.

Frammento

d'un antico Evangelario Latino.

Bibliotheca

Veronemis, per la quale tuttavia ben poco

Torino addi 15 aprile 1820.


Teol. Coli, e Prof.

pot fare.

Amedeo Peyron.
di

Ai desideri del Peyron sovvenne la benevola pre-

mura
Il

del ministi'o Balbo,

non solo per


le

le

sue ricerche
lui

Peyron esamin coll'entusiasmo proprio


le

un gio-

in

Torino,

ma

anche per

indagini da

subito

vane erudito
il

pergamene avute, e

si

decise senz'altro

dopo

fatte in

Bobbio, in Milano, ecc. Dir adesso quel


al

darsi allo studio dei palinsesti, divisando

una

Biblio-

poco che trovai intomo

suo viaggio erudito.

Ili

IL

VIAGGIO ERUDITO DI AMEDEO PEYRON NEL

i8ao

Ho
di
pis,

citato la corrispondenza tenuta

da Amedeo Peyil

ma

la lettera del

luglio, e di

indirizzo

quella

del

ron col conte Fetlerico Sclopis, durante


studio e di
scoperta.

suo viaggio
dello

19 luglio.

Dal

carteggio

Sclo-

Debbo

ringraziare

il

eh. prof.

E. Fcn-ero, custode

che

il

barone Antonio
Scienze
del
di

ilanno
Torino,

regal

all'

Ac^

dei mss. dell'Accademia, al quale

debbo se

pottu

Hbo-

cademia
ni

delle

traggo quei bra-

ramente studiare

il

Carteggio dello Sclopis.

delle

lettere

Peyron, che

meglio
il

fanno al

caso
casse

nostro.
i

Da

essi si

vedr come

Peyron cersi
Vo)chrA, IH magirin IH3n.

codici di Bobbio, e

come

studiasse quelli che


Sclopis, nella

custodiscono all'Ambrosiana.

Lo

necro-

In Voghera sono ospito del


Citt e del fu Capitolo,
tori dei

sig.

avv. Gallini, Riformatore, dal


gli
gli
-

logia del Peyron, sbimp quel brano della lettera da

quale ricevo ogni maniera di cortesie. Visitai

archivi

di

Milano
dito ron,

luglio 1820, che riferisce

il

dialogo fra l'eruIl

ma
E

indamo. Perseguitai

accompra^
Prefetto di
i

Piemontese e un dottoro dell'Ambrosiana.


il

Pey-

monumenti

stati del P.

Ricchini, gi Sotto

lettore se

ne accorger

Bobbio nel 1801, venduti.


tosto, scrive

con molto
fratelli dello

segnatamente ne
Padre,
ch'ora
fiss

trovai presso

stesso

rev.do

sua sede

in
le

umorismo, con molta arguzia. Le sue parole vogliono


essere

Roma; molte sono

le edizioni del

secolo

XV, ma pochissime
al

quindi

intese
(').

con quello

stesso

spirito

col

rare, quattro codici


S.

appena ed appartenenti gi

convento

di

quale furono scritto

Francesco

di

Bobbio; finalmente ha molte monete romane e


anticaglie. Io scrissi al possessore

Nel pubblicare
dirizzo e la firma.

le lettere

del

Peyron sopprimo
il

l'in-

dei bassi tempi, non che

In

generale
:

primo era

sempre
il

Roma, e ne aspetto

risposta

presso a poco espresso cos

All'IU.mo Signore,

Sig.

Conte Federico sclopis, DoU. Coli, di Legge e Applicato


al Ministero dell'Interno,

Torino.

la firma:

Vostro

Bobbio, 2H miifcglo

lX-20.

di ciurre Peyron.

Ogni

lettera principia

con una frase

Prescindo dal Giornale del mio viaggio da Tortona a Bobbio,

amichevole,

come

Dilettisimo Conte ed amico, o simil-

che detter altra volta. Giusta

le notizie
(1),

da

me

raccolte, tosto

mente. Tatto

le lettere

sono autografe.

Manca

di fir-

mi

rivolsi in

Bobbio

al sig.

D. Pezzi

professore di Filosofia

(1) Sopra questa mUninnii lei Poyron imllr. affatto hi pot ritrovare nel l'Archivio di Stato, nonostante le ricerche fattevi dall'cgruffio Cav. Combetti. (2) Intorno al ac. Pier Giacinto Pezzi, nativa di Tortona, che fu dapprima benedettino, e poi uoiitretto a fiecolarzzariii, varie notizie, con grande cortesia, mi comunic il rov. canonico Antonio Civardi di Bobbio. Il Pezzi fu parroco di 8. Colombano e canonico della Cattedrale lino al 2 ottobre

orazioni funebri e alcune poesie. Di Ini

abbiamo
lui

la Serie cronologica

d<>i

vescovi di Bobbio (1(W81.

suoi mss. andarono perduti.

A Bobbio

rimase
Il

vaga,
lasci

ma

dolorosa notizia dei codici da


di

consegnati al Peyron.

Pezzi

fama

uomo

colto e studioso
la Biblioteca
I

delle patrio

memorie. Essendo egli


pi
tardi,

ancora ben giovane quando

Bobbiese and distrutta, A a credere

che egli abbia ricevuti e ricattati

codici solo molto

qnandn

IH60,

quando mori Nel Seminario

di

Bobbio InHegnA

liBica.

Parecchie cose

venne da Tortona quale professore a Bobbio. Per quale via

gli ottenesse

stamp, di argomenti vari, di ascetica,

come

di

storia,

nonch alcune

mi ^ del

tutto ignoto.


noi Seminario; ed in

28

debb'esser compito, cosi esiggo dal Pezzi; conservato quanto

vero

trovai

prcaso
egli

lui

monumenti del
nei-

Convento

di S.

Colombano. Li

visitai;

ne pretendeva
il

mai dir Succede

si

possa, giacch

frati

per nulla leggevano Ovidio.

mille iVanchi. In
loro. I

una oeconda

visita viemeglio osiiervai 35.

pregio

l'editio

princeps
il

del Catullo,

ma

gli

sciocchi (Vati ne

codici Murannu da

La maggior

parte del

X
(1)

tolsero alcune pagine,

motivo

chiaro, la conservazione 6
altri libri antei

ed XI secolo; uno segnattunonte, che contiene un Evangelio,

octima. Cosi posso


riori al 1475.

numerare quattro o cinque

coetiuioo del nostro Kedulio, e quel che pi, avr cinque o


(J

Succedono poi
il

alla rinfusa altri, t^a

quali

pi

fogli rescritti fattili


il

viviflcu-si: la

primitiva scrittura 6 greca,

pregevoli derivane
Il

loro merito
il

da

incisioni in legno.

ma

Pozzi non concede di usiir l'acido, ed io ignoro che mai

Pezzi gi pensava d'imitare

iUcchini (11),

mandando quedi patria

contenga; un'altro di S. Agostino del IX secolo por lo


Tutti sono di materie sacre, eccettuato

meuo
ed

(2).

sti

codici od a Milano od altrove;

ma

un

po'

d'amor

un Ovidio

(3)

un
di

lo contiene.

Oggi

io

mi provai ad
S. Eccoli,
il

offi-irgii

franchi quattromilie,

Seneca Trjigedie
cose Origenianc
mentiir di S.

(4), citrtacei

ambedue. Havvi un bel codice


un altro
di

purch ci piacesse a

Conte Balbo; n volle ancora

(5),

ma probabilmente stampate;
(U)

Com-

accettare, e permettermi ch'io ne chiedessi la facolt


Oli olIHi in

S. Eccoli.

Uerolamo

stampati

senisti

dubbio. Poi succe-

secondo luogo

di

fame

un

succinto

catalogo

dono

codici di Regolo di 8.

Colombano e

delle

sue Opere, di
testi di lin-

spedirlo a Torino, onde essere io autorizzato a dargli non che


4,

S. lieucdetto ecc. (7). Sette

o 8 possono servire di

ma

8 mille

lire;

neppur

gli

garba. Oli

otfri

per

ultimo

di

gua

italiana a chi

ama

11

Trecento, nel qual secolo sono

scritti (8).

traseegliere alcuni codici e ({uattroccntisti,


sente, desiderando di tutto vendere.
Scrissi

ma

non

vi ivccon-

Pareccliie coperte offrono


e<l

frammenti

di scrittura antichissima:

una panni

di scrittore profano.

1Ya
;

questi codici tre o quatil

quanto
ne

operai

ed
S.

osservai; io bramerei
Eccell., e significasse

che

V.

S.

tro sono quasi tutti palinsesti latini

ma

male
di

sta

1.

che,

car.ma

parlasse

prontamente
I'

riscontrandone la pi

im-U>,

vi

trovai

testi

Rvangeli
visto
si

od
ca-

l'avviso di Lei.
lo

La

riputazione dei codici

liobbicsi,

andarli

Antifunarii od Omelie; non posso dire di avervi rattere unciale, o pagine a

un

cercando

|)er

l'Universit, io

che

illustrai

un codice di San
il

due colonne;

2. la

Frateria

dilett

Colombano,

tutto contribuisce a far insospettire

Pezzi.

a radere

le

pergamene, appunto perch

la scrittura

era appena
di

Alloggio in Sominario, n prima io |>artir che abbia una risposta assai definitiva su questo contratto. Ella
l'H.

pi antica di
scittvnie
i

due

secoli,

epper
.'{.

havvi |K)ca speranza

risu-

mi ami e mi creda.
sia
solo.

primitivi vestigli;

il

Pezzi professandosi ignorante

La

lettera

che mi scriver,

badi

che

ostensibile,

In fatto di palimpsesti,

vuol mantenere anche


i

me

nell'ignoranza,

tranne <|ualche c^irtolina, che inserir per

me

e ricusa di lasciarmi pi^nnelleggiare


gio
si

codici. Il solo

avvantag-

che

le

largamene
oltre
gli

rescrittu

appartengono a molti codici


e simili,
forse

diversi,

opper,

Autifonarii

saravvi
PnniiH, lU kIK>><> IKM-

qualclie cartii di autore profano.

Oh, pur Sismondi avess'egli


la

ragione nella sua accusa centro

Frateria!

(9).

Oltre ai codici saranvi da 20 edizioni del sec.


cipale
si

XV. La
et
;

prinloco,

Appena
ed

partita la posta, finalmente m' incontrai


in

nel

Olim,
libri

Hpixlolai' Onidil del Glim

(10),

sino

anno

appunto

Vernazza., Os.-tervaz.
nel
sec.

tipografiche
{Vi),

sopra
i)9,

tdoo signaturis,

numero

ixiginarura, e senza

richiami

questo

impressi in Piemonte

XV

trovo a pag.

che

(1)
I,

(juvHto

6,

il

rniiiuHo

>'ii(li>',

clic ixirtnvn

attuili di

uliU-nxiuiic V. VI.
<lol

Vite dei Santi Padri (O. IV. 17:

(I.

VI. JU: O. VI. 21) andarono, coniu pare,


jicordati,

>-hc

pur

trii|>|iii
|iitt

tuiil totiiliiii'iiUt ilintriittii iicH'iiK-riiillo


II

IIMM.

Ad

totalmcute

|M>r<luti.
i

I coiliei
-

del Cavalca, qui


Il

souo

dall' Ottino

iHM> ritorna

viiUw in ((iicNtu Icttuni


iIi-)(Iiu

l'cyrnii,

l'Iit-

IhncI

o|>|iortuiiltA

luilicAti sotto

nn. 64

<iH.

loro

valore nini

grande, u per anticbitA


verso
IK<i2

di llluMtriirlo al hiiu
(i)

iii)itc

ll<^riiiirdiiui

IVyruii. (f lWil).
8.
Atrostliin,
clic

raggiungono soltanto
Htnvano
(ti)

il

sec.

.W
non
fosst^ labile

Non

certo

<|ul

Hi

alludi^

ni

tratti

di

Che Amedeo

tVvroii

disposto
del

le

Congrega-

Hcrlttl Hul fraiuiiionti

uhraxi

disilo

Oraxioni Ciccroiiinn,
'i*).

dm

andarono
al niaa.

zioni religiose ap|MU'8ce pure da

una sua

iettern
Itiiiui.

editn

da U.
ISO,

parlnivuti diatrutti dal liioco (Mi^natura II.

INMIsvriti

invece

SFOKZA,
XIII, 174.
(lU)

l^lei-e di l'itmontet illuKiri, in

Liblioyr. leller.

IltU.

avicnato U. V.
(;()

HI.

NcKMun

codici^ di Ovlilio

vionc. ri')fHtrato

fra

Bolibicai.

Alludeva

L'esemplare, proveniente

la

Boiildo, fu illustrato

da C.

OAKKERA,
Invidio

turi! all'i'iliitiiinK

rarissima di cui parler in a|ipreNo> Neanclut niyll invenrieordaHi un codice di Ovidio.


(

Xotiziu di
nee,

umi teoHoatjuta
il

ediziow J'iemoulene Uelt Kmiili di

del

tari del Bec.


(4)
Ili),

XVIU

XV,

.!//.

Acaid. Scieiux di

Torino,

ISi,

XXIX, sdendo

morali,

Dalle tra^iHliu di Seneca eMiste un uihm. cartaciM) del 1411


elle mI
.

V.

IV.

p, o

segg.

(Jaxzera, mentre erede sicuramunte. piemontese tale edizione,

conserv in biwuo tato.

Catalut,'lii U(d>liieHl del sec.

.WIII

non sa
A,

|ieraltro stabilirti
-

a quale dttA particolarmente appartenga. L'esoinbiiiliotet-a della

registrano

Tragi^diatt fleuecae, cuin notis et conuiu'ntariis

In fol., papi-

plare stesso fu

deposto nella

K. llnversltA

come diro
coiiui

raeuuni
(fi)

>.

HIOVKOM, Notitia
non

dell' Arck. d.

Oiiiitolo d'Ioenti, p. is.

Pur troppo,
dell*

Le Oniuliedi
II.

(trlgene lum soffersero die pochi danni per causa del17).

mi fu
(Il)

riferito, tpiesta

prexIosisHima edizione cadilo vittima


fu ora possll>ile triivarnc trM'cia.

incendio

rinraudio (P.
(6)

del 1904. Infatti

Forse

si

alludi^ al rrauinn'nti in

seriuuni Irlandese del Coiunieuto ai

Sui inss. glA posseduti dal Kicdiini, veggasi

che

II

Peymn

dico

Salmi, ora attriliuito a Teodoro da Mopsiu'sta,

ma

che

vi-rauiente veniva

nelle lettere del IS


(\i) Il

maggio

e del 1 luglio
le

IH:iU.
iftani-

supposto
(7)

di 8.

Girolamu

(V.

IV.

I).

barone U. V KUNAZZA compil

UHerva*ioi lipoi/mfinh che

ha

Ketcule di 8. H<-nedetto e di 8. Coiooiliano stanno nel codice se-

p, ina

non pubblic

in vita. .Mori

il

Vernaina, valentinsimu

liiiiliografo.il Id

gnato G. V. ilH, Insiunu- con inni e cantici. I.a |{e|{ola di 8. Bi'neduttn t anche nel niss. O. VII. Ili, nmntre IKi-fmiitio che ne lece l'aolo Diacono
leggasi nel niss. segnato
(H)
(i.

maggio

Wa.

\m detta sua opera


il

fu poi divulgata per 0|M!ra di


ilei

CO.STANZO

(AZZIOKA, sotto
mente in

titolo:

litiouario
uxj/li

lipografi e dui priiicipiili correttori

V. 4.
l'Ksposiisiain! del

id inlttylialori eh operuroito

Siati Sardi di Terraftrmn pili tpecial-

Kral mss.
di

italiani

<<

da aiuioverarsi quello contenente

l'ieuiOHle nino iiU'uhho I8UI, Torino,


Uliiii.
:

atamp. ntale, IS6H. Quivi

si

Credo

D. Cavalca (O. iV. 'M), rescritto, in cui la prima scrittura


II

dA

paria di Giov.
cit.,

a pp.

'Mi

Di Cristoforo

Beggiamo

il

Vernazza

Op.

nn

testo evangelico, in letten< irlandesi: forse a ci allude

l'eyron nelle

p.

IH) scrive

'

Korse fu

II

primo dei

Piemftiitesl

che steinpasse in

(Mirole seguenti. Altri niss. del

Cavalca (TratMto della

paaieiiiia:

O. VI, 1&;

lltniinnte


Qiovanni

24

Glim

tedesco noto

finora non
lioesio

pili

che per due

casa del sudetto mi recher


i

al

giorno convenuto, per ricevere


steso.

sole edizioni del sec.

XV. L'una

de philosophicu conapo-

codici e confrontarli col Catalogo (!he ne ho

Mlalione, l'altro

>

Manipulua curnlorutn, preceduto dalla


il

sizione della Menna, nella qual ultima edizione


del Beggiano.

Olira fu socio
biblio-

Dunque

l'Ovidio Epistolae

una scoperta
Pezzi

grafica del sec.

XV; dunque

l'esemplare del
il

l'

unico
Milaiin, 24 trluf^n IH20.

sinora conosciuto. Per la qual cosa

prezzo di frahchi cinque-

mila diventa

meno

irragionevole,

massimamente
parte
rescritto,

riguardando

all'Evangelario del VI secolo, in


italiani,

ed

ai codici

Conoscendo a prova quanto

slate gentile

nel

rispondermi,

che pur farebbero andare

in visibilio
tali

per contento un
1

duro pena a credere che siavi pervonnta una mia lettera da

Cesari,

ove mai
si

il

Piemonte producesse

pedanti.

prezzi,
;

Parma, indirettavi or pi d'una settimana. Premendomi pertanto che e quella

che qui

sentono, delle primizie tipografiche

sono eccessivi

non

vada smarrita, ed

io

ne
i

abbia

una

ed

11

Salterio latino d'AngeIbcrga del


franchi,

IX

secolo (1) sar ora


alla

qualche risposta, per brevemente ne


cipali.

discorrer

punti prin-

riacquistato per cinque mille

seppure
chi gi

pubblica

asta del
zecchini;

Moreau

S.

Mory non interviene

ne

offer mille

Io disegnava

andar

Verona ed a Brescia per

visitare

cppur non 6 che un Salterio onorato gi dallo mani

quegli Archivii Capitolari,


'Ooidio Epistola del
sciuta a tutti
i

e dai fervidi sospiri d'una principessa, che,


io

comunque
di S.

santa,

ma frattanto avendo scoperto che JOHANNES GLIM era edizione sconoed interessante pel Piemonte, dove
il

non vorrei scambiare col Salterio Esaplare


il

Gerolamo
in Pie-

bibliografi

esisf^nto presso

Pezzi

(2).

D'altronde

il

Olim stamp

forse sar stata stampata verso

1470,
;

iHjr io

mi fermai
terminate

di
le

monte, e perch lasciare


nostra patria, die,
all'anno 1470?
fu egli
Il

sf'ii;;gire
il

questo nuovo ornamento della

non volermi allontanare da Voghera

od avendo

come

Hoczio De coiixolalioiie, ascender


di

mie faccende
di

in

Parma, mi

dirizzai
se,

a Milano, dove vi pregai


al di

Terenzio
fr.

Torino

1477, conosciutissimo, non

scrivermi, rispondendomi,

considerando
il

primizia
franchi
io prosi

pagato

.TOO

dal barone di

Vernazza ? Arroge
appartenenti
del
sec.

il

dono
Ar-

bibliografica

sconosciuta

del

Piemonte,
S.

prezzo

che verrammi

fatto di alcuni diplomi, gi

all'
il

cinquemillc non pareva esorbitante a

Fiicll.

Invero

chivio di S. Colombano, o di una Bibbia


tutto fu dal Pezzi dcposifjifx)

XV,
io,

che
egli

pendevo a conchiudero
gano quei

tal contratto,

osservando quanto

paIn

altrove, senza che


tali
il

monumenti, e recentissimo
codice del VII! o del

esempio
secolo, di

io

ne avea

ne sappiano
forse

il

valore. 51
?

mentre
rimotto

cose io scrivo, non sar

Parma

d'un

IX

Angelborga,

un bibliomane

Ne

giudizio a S. Eccoli.
in

contenente

un

puro e moro Salterio, che

volevasi

redimere

Non

posso tuttavia negare,

che

riflettendo

alla

minore

dal

Governo per 4 o 5

mille franchi. Io notava inoltre siccome


il

irragionevolezza del contratto, ad alla cura che dovrassi avere


di

faceva mestieri prontamente mi rispondeste, anzich

D. Pezzi

stringerlo tosto,
al

anzic'.i

il

Pezzi,

terminate

le

scuole,

si

sia per terminar le sue scuole In Bobbio, e quindi ne esca per

avvii

Milanese, dove ha qualche suo affare, io mi determiil

venire a Milano, dove sonovi bibliomani

nai ad abbandonare

mio divisato viaggio per Verona, dove


il

troppo lungi sarei

per fermare

trattato

tardai
;

sinora

in

Parma por aver


dunque
al

lettere di Bobbio,

ma

non ne ebbi

scriver
Milnno;
1

Pezzi lamentandomi seco, e procaccer d'avere una


difflciie);

Inolio 1820

diminuzione (sebben

e finalmente, per esser pi vicino


il

a Voghera, e per non perder inutilmente

mio tempo, androm-

Ordine infame della


letterari titoli

Milanese
al

posta

per cui

civili

ed

mene a

Milano,

per cui ho gi aggiustato la vettura per doi

anteponendosi

Battesimo, ne accadeva che le


nell' A. P.

mattina, e dove debbo ripassare

palimpsesti di Cicerone, non

mie

lettere nel P. P. (3) e

non

erano collocati;

flnal-

che far

il

catalogo dei Codici Bobbiesi col passati, affine d'in-

mento

feci rintronare quell'atrio di


si

tale

esclamazione, per cui

pinguare la mia ogni di pi crescente Dissertazione De Bibliotheca S. Columani.

codesti uffiziali

mossero a lare

tali

ricerche, che in fine *ro-

TA avr

risposta

da Lei, giacch quella


il

vai le
pir

mie

lettere freschissime per lo


S. Eccoli.,

meno

di 15 gionii.

Com-

direttami a Verona aver non la posso; se

parere
in

di S. Eccell.

le

intenzioni di
dal P. Pezzi

come prima avr


spero di ottenere
I

ricevuta

sar negativo, attender


altrimenti,

alle

mie
11

ricerche

quella

citt;

risposta
ribasso.

nella

({uale

qualche
Cicero-

ove

S.

Ecc. approva

contratto, sar pi vicino

Frattanto

attendo a riscontrare

palimpsesti

Voghera, donde per mezzo del garbatissiraoavv.to Gallini, Riformatore, far pervenire prontamente
le lettere

niani dell'Ambrosiana e vienmi

fatto di trovare inesattezze nel


li

a Bobbio, ed

in

Mai.

Ho

trovato

tal

metodo, per cui a mio grand'agio

riscon-

(1)

il

ramoHO f
di

tx-lliiiHimn rodlcc, che, pnilfcrntn in


il

Francia, fere poi


della

(2)

ritorno in Itali*, rd ora contitniKcr

cimelio

pi bullo

Bihliotpra

a
S<'

8.

Credo che anche qui alluda al Commento I Salmi attribuito allora Oirolamo, e che adenno ai afciflndica a Teodoro ita Mopiineiita.

CoinnnnlR
i-on lu8so,

Piacenza, dove

me

lo niontrA,

con

jfiUHto orifoplio, l'illuBtre

cosi *,

non pu

dirsi

che

le

eHpnwioni

del

l'c.vrim

siano

chiare

i^d

arciprete G. Tononi.

Pur troppo

fn rile);nto, in tempi relativamente recenti,


all'

ed esatte.
(3)

ma

senza 11 rispetto dovuto

antkhitA.

Forse

l'P

si

Intender*

l'rofesHore l'eynin

25

tro sparruccato, in camicia


l'antro

ma, caro, come mai


i

in quel-

scritti,

quali rapresentano

una

scrittura greca; ora pari scrit-

Ambrosiano
e,
i,

potrei io

riconoscere
siiifl

menomi lineamenti
servirmi
i

tura greca trovai in un codice

Bobbiese

dell'

Ambrosiana, ne

del

t,

ecc. ? Cosi pure posso

lealibus

del

copiai le pagine leggibili, contiene un trattato di lezioni coniche

miei acidi,
dottori
(1).

che

al solo

nominarli

farebbero

tremare

buoni

applicate alla meccanica,

difflcilisslmo

a deciferame

le righe.

Sono eccellentissimi

personaggi,

ma

in ci la sba-

Non

vorrei che

il

nostro contenesse pari materia.

gliarono, che avrebbero dovuto nascere un secolo e

mezzo

fa,

seppur riconoscano

di tarsi

ora pietosamente seppellire.


le

Ho
(Iella

ricevuto dal

Cav. Bonamico
fatto

carte, cio

il

Catalogo

Milano, 19 lavilo 1820.

Biblioteca Bobbiese

nel 1461.

Ecco
-

il

motivo che

m'indusse a chiamarvelo: udite dialogo laconico.

Sig. Dottore,

Ho

ricevuto

risposta

dall'ex

Capucino

Ricchini,

ex

Sotto-

bramerei riscontrare quali siano


vati
-

codici

Bobbiesi qui conser-

Prefetto di Bobbio nell'epoca della soppressione. E' un cicalone,

Impossibile
i

codici sono 14 mille.

SI,

ma

tolgane

gli

un correttane, un
trito,

insolente,

un ignorante;

ma

vero frate scal-

orientali, poi

greci, poi gli italiani, e per sopprappi tutte le


i

dal quale nulla ho potuto raccapezzare, a malgrado delle


frasi dolci pi

corrispondenze epistolari, rimarranno

latini;

fra questi osserfa-

me

che melo, onde invitarlo a rivelarmi che


in di

certe

ver
cili

soli

membranacei, ed
1.

membranacei Bobbiesi sono


epigrafe

sue vendite.

Soltjtnto io so

Roma

nulla

pi

possiede

riconoscersi,

dall'
il

Liber

Mniinslerii

etc.,

del Monastero di S. Colomtxino

Bobbio; ed In Voghera, ha
al

a.

dal folio premesso, in cui


frasi la

Bossa o

l'Olgiati

ne segnarono con
il

quanto

io vidi

appartenente in parte

Conventi

di S.

Fran-

eteme

provenienza.

Impossibile; mandi a prendere


si

cesco di Bobbio.

Dio

gli

perdoni

le

poche insolenze che, pur


ttvi

suo Catalogo, segni la natura dei codici, che essa sospetta qui
conservati,
li

vezzeggiandomi, mi

scrisse;

ma

con

uomo non

voglio pi

faremo cercare,
i

visiter.

Cosi

sia.

Or bene
saranno
li

corrispondere, n ho speranza di

contrattare

ho

il

(Mtalogo. Marted

miei

studi

sui

palimpsesti

terminati, e comincer a farmi comunicare tanti codici che

stancher

PoHsono Morviro a

c.onipletare lo notizie,

che

si

rica-

vano dalle
6
Mllnnn, 10 lucila 1H20.

lettere

precedenti, anche alcuni brani del


Il

carteggio del Peyron col Mai.


la cortesia d

prof. F. Pafiitta

(!l)l)e

Hcgnalanni l'eHisten/a di alcune


al

lettere

Ho

terminato
il

di

copiare

il

palimpsesto Ambrosiano
di

di Cice-

del Peyron. che danno informazioni

Mai, demderoso

rone, seguendo

mio metodo

lavorare sparitccato e quello


di

d'avere schiarimenti sulle sue scoperte.


Vattasso

Mons.

.Marco
ussita

chimico del Giobert. Ora essendo venuto a capo

avere nelle

me

ne fece

la trascrizione,

colla

sna

mie mani

il

Catalogo mss.

dei

codici, l'andai confrontando col

gentilezzti, sicch io

posso arricchirne queste pagine.


si

mio Bobbiese, e ne

rilevai molti codici, di cui

in

parte
(e

presin-

sentai la nota al Prefetto. Di gi

ne esaminai parecchi

Le
Lat.

lett<!re
9.535).

in

discorso

trovano

nel

Cod. Vatic.

golarmente un palimpsesto greco,


del Giobert), ne
detti

ma

sempre

col

metodo mio
copiando
di entrare

una accurata descrizione,

Notisi

intanto
le

che

da queste

lett<?i"e

si

ricavano

eziandio ci che havvi d'inedito. Ieri poi ebbi


nella
dir.

modo

con precisione

date della

partenza del Peyron


il

da

uimera

dei codici; s'io vi presi parecchie

note,

non vel

Torino, e del suo ritomo, cio rispettivamente


e
il

lil

aprile,

Un

dottorino di recente data, a cui promisi mari e monti


.

4 settembre 120.

o tavola in Torino, quando vi capitasse, mi aiuta

Voi vedete

che

non prima del

fluir di

luglio io partir

da

Milano per
1
Pliirrnim, H irliiKiin IS30.

Novara e Vercelli

al

Per questo corriere scriver


dello sua risposta. Nella sua

P. Pezzi, e vi ragguaglier

ultima del 25 giugno

quel

fred-

dissimo e sospettoso monaco

mi

annunzi, che

assolutamente

affine

Dacch

io trovai in
il

un codice bobbiese frammenti delle


\<v\

pretendeva cinque mille

lire; tuttavia,

per farmi cosa grata, vi


del

Orazioni di Cicerone,
di

Governo mi spedi a viaggiare


codici
di
S.

Regno,

avrebbe aggiunto
lui

dodici o tredici diplomi


egli

Monastero

da

raccozzar

quanti

Colombano andarono

posseduti. So che una Bibbia ancor

conserva

del se-

dispersi al

tempo

della soppressione di (pici Jlonnstero. Di gi


essi
il

colo

XV, procaccer
il

di

unirla al contratto; potrebbe essere la

ne trovai da sessanta, e con


steso nel 1461
(o 1471,

Catalogo

della Bibliotccn,
l'anno). .Ogni

Magiinlina che

pregio al suo

giudizio indifferente, perch

non ben pi mi
un

ricorda

venera sospettosamente ogni cartuccia del 400. Notai


Codice dell'Evageliario del VI secolo sonovi
parecchi

che
fogli

nel
re-

codice

vi distinto

con

numero, e questo numero

poi

ripetuto sul primo

ed

ultimo foglio dei singoli codici. Cosi ad

(1) SI
(fll

potnibl

rtl

qui

fairilinonti-

r)r""i''ntnr(' <hi'

il

IV.vrnn

ailopt'riiHHi-

){ata

appena

per

p<M-lie lini'e

nel codice C.

7:1.

Inf.,
-

e on ipielle die

il

acidi Hcnza pictA. L'illnstrc hililiotcfario ricll'anihrnHiaiifl Moiim.

A. Cerico-

l'elron Ntnnip'i nei noi


ilei

Cicrr.

Fmi/m. a pp.

l.'W
il

)W.

Tutte ipicHte lettere


il

rianl invece

mi

rticcva cIh!,

avendo

nnainiiiati

ninH. vinti dal l'i'vriin,

l'evriin

nono

Mcritti-,

a tinte cariente, fra

serio e

burlewo.

V,

per-

nnhlHt che

(fatta ccccziiinc per picculi aHMajtifl) In tintura (iii)l)crt fu linpic-

ci,

come Mopra

avvertii, liio(nia Intenderle

coti certa ipinle dHcrer.ioiie.

26

Torino, 8 Hcttmiihm 1K20.

esemplo, troverete con un minuto carattere del secolo

XV

Bcrltto:

Iste liber

...

est

monachorum Congregationis
sci

sce Justine de

Preg.mo Monsignore,

Observantia Ordinis

Benedicti residentium in monastero sci


. .

Columbani de Bobio, scriptus sub numero


il

vi si

appone

Ieri

rimpatriai

alle

ore 6 pomeridiane, dopo un viaggio di

numero. L'altra scrittura pi grossa e d'inchiostro pi nero,


vi si legge

quattro mesi e mezzo, ed


diretta a Torino

ecco

trovo

la

sua

delli

1 agosto

per cui nel margino superiore del codice

liber sci

Nel foglio 97 del mio palimpsesto, pagina


(

Columbani de Doble

quella, se

non erro

(1),

debbesi riferire alla


il

redo, colonna seconda

a due colonne),
il

li?iea

sesta (le lineo


trastiri-

recensione della Biblioteca (atta nel sec. X, di cui


fu pubblicato dal Muratori. Ci

Catalogo
il

d'ogni colonna sono 21) trovai

quid non haljuisU; Le

premesso, volendo
1'

io

stampare

ver pertanto

le linee

precedenti della colonna


ipsiiw

Catalogo del 1461, ed appurare


scritto,

esistenza

di

ciascun mano-

rum quod tamen


fingi

e por fine alle ricerche mie, vi pregherei

Nei nuovi

potest coflrma

codici

da

me

raccolti

trovai pure qualche palimpsesto, che pi

re conantur

quo me ver

tranquillamente e meglio verificher in Torino

tam ludlces aut quid agatn

cum

singulis disputeni

quid non habutsti quod


dares liabuisse se dicet.
Milano,

m giuf^o

1H90.

cio l'estremo frammento debbo unirsi

col

primo.

Quindi

la

colonna prima dello stesso

foglio,

pagina
etc.

nr.to,

comincia dal
la

rino

Non posso rispondervi

sull'Orazione pr Scaiirn, giacch

quoninm habd
del tiiihi
. . .

sfririii

qiiaiiriai'

e redintegra

Imuiim

or sono duo mesi e mezzo, ch'io

manco da
lo

Torino;

ed

in

To-

qiwmruiiiodiii.

appena

io

copiai

matoralraento

pergamene, n pensai

Avendo

io

ricuperato

una gran |mrtc


tem|)o di Paolo

di

alcuni

Archivi

ad ordinarle
linee in

Di uno .Scoliaste
delle Orazioni

io nulla

possed .se non se poche


I

Bobbiesi, io trovai

che
1

al

V
;

|>er

suo ordine,
eh' io

margine

medesime.

miei frammenti,
ch'io
e,
i,

furono trasportati

Codici Bobbiesi a

Roma

s|>ero

ne

ohe rientrino coi vostri, sono pochi, e


sono
tali

le lezioni

emendi
l

trover maggiori notizie


S.
io

per

fare la storia della Biblioteca di


dirle, al principio d' aprile

che possono procedere


iscambio

da

qualche

l,

pigliato

Colombano. Ma, cara Lei, sono a


scopro
il

da voi
n
si

in

vi

I^a dissertazione

mia non stampata,


delle

palimpsesto, lo trascrivo in gran


Ministro,

parte,

addi

19

stamper, appena

accennai

il

numero

pergamene

stesso mese, io parto per ordine del


archivii,
(|uadri,

ricupero codici,
il

ch'io

possedeva por ogni Orazione: e pur troppo possiedo dieci


undici

anticaglie,

girando

mezzo

Piemonte e

lo

membrane pr Caecimi,

pr Codio

Stato di Parma, di borgo in borgo, di citt in citt

IV
NUOVE PRATICHE DEL GOVERNO SARDO NEGLI ANNI
1841

1849

Nell'Archivio di Stato di Torino

trovasi

un pic-

vo manipolo
il

di carte, ci dice in
il

modo

espresso

che

colo manipolo di carte, le quali dimosti^ano


gli

come nesempre

contratto ebbe

suo <'(mpimcnto. Alle nuove pra-

anni 1841

1853

il

governo Sardo
il

stesse

tiche del 1841 diede occasione

un doloroso incidente
viaggiava
cos

sull'avviso per sapere se

canonico Pezzi possedesse

toccato

al

Pezzi

egli,

diretto a Torino,

ancora

altri

manoscritti provenienti da Bobbio.

verso Voghera, quando

cadde dal calesse

malach'

Queste carte mi riescono


il

opportune a provare che

mente da riportarne
lo

una commozione cerebrale,


vita. Il

Pezzi
i

ricevette

effettivamente

una retribuzione
in

pose presto

in pericolo di

Governo pens che


(>gli

per

codici, pei quali era

entrato
il

contratto

col

se veramente,

come correva

la

fama,

possedeva

Peyron nel 1820. Pur troppo


collo Sclopia

carteggio del Peyron

manoscritti Bobbiesi, bisognava fan; in


sti

mano che queevenienza

non

ci

permetteva di seguire passo passo

non andassero
mort,e
di

dispersi, nella probabile


lui.

tutte le fasi di quell'affare; n, come dissi,

fummi

possibile

della

La

pratica
6

si

inizia

con
del

ima
conte

integrare, con altri documenti di detta epoca, quel car-

lettera in data di Torino,

aprile

1841,

teggio.

Ora un documento

del 13 aprile 1841, nel nuo-

Pralormo, Primo

SegreUiiio di Stolto

per

gli Interni,

(1)

Qui

II

Peyron

crriiv xrnssA dubbio.

Ho

)fiA

nvviTtito che, l'apparuntc

lunata potttorinri! alla data che


(i!)

il

Pcvron

In innntii lun|ri> le aiim-inia.


I,

nntichltA di qacHta indlcnzlonr.

non b

cli

una

illuHione; la nota di (fran

Srxioni^

I,

H. Ari-liivl

.,

Cntrjforla

marzo

diretta alla direzione dei

27

Regi Archivi.
che
il

Il

Pralormo

parteciparle, che per quanto mi constiiva gi per opi-

dice di essere

informato
8.

canonico Pezzi
in

gi

nione qui

invalsa, e [che]

mi

venne confermato da
tutta
la

padre del convento di


altri

Colombano

Bobbio, tenga

informazioni, che assunsi con

debitiv

circole

mss, Bobbiesi
si

oltre quelli, di

cui,

secondo mi

spezione e riserbatezza da persone presumibilmente


pi informate in proposito,
il

viene assicurato,

sarebbe gi fatto l'acquisto, anni

canonico Giacinto Pezzi

sono, per parte del

Governo

dispongasi,

perch

in
in

possiede benissimo ancora qualche carta appartenente


al

caso di morte quei codici

non vengano a cadere


il

soppresso

Convento
ai

di

8.

Colombano, e che forse

mani

di persone,

che non ne conoscano


il

pregio e

pu interessare
consegn
ressanti

Regii Arcliivi di avere,


i

ma

che per

corrano pertanto

rischio

Ai andare

perduti.
della pra-

egli negli anni andati

manoscritti pi intese agli Archivi

Da un
che
si

diligente

Riassunto informatore

libri

pi

preziosi,

non so

tica intavolata relativamente

ad

antichi

manoscritti,

medesimi, o a cotesta
retribuzione

R.

Universitii,
il

mediante

Una

suppiongono ritenuti dal canonico Giacinto Pezzi

Soggiungevasi che
in salute,

can. Pezzi

andava

di Bobbio, gi padre del


risulta

Convento

di S.
si

Colombano

migliorando

n era

a credere che avesse

che la direzione degli Archivi


Tribunale
di

rivolse tosto,

allora a morire.

7 aprile, al Prefetto del

Voghera, e
il

al

Da una
cora

postilla al citato riassunto, si

vede che ansollecitato

Prefetto di Bobbio.

Contemporaneamente
anche
ai

Presidente
dei

parecchi

anni
si

pi tardi

il

Governo,

degli Archivi scrisse

Primi

Presidenti

forse dal Peyron,

occupava ancora dei documenti

Senati di

Genova

e di Casale, perch
i

interponessero

Bobbiesi, che supponeva in


postilla:
sito agli

mano

del Pezzi.

Ecco

la

la loro autorit presso

Prefetti surricordati di

Voghera

NB.

Il

31 dicembre

1853, scritto in

propo-

e di Bobbio.

Intendenti di Bobbio e di Mortara

La

risposta del Prefetto di Voghera, 10 aprile, parla

facile

che l'abbate Peyron fosse la persona che


desto
il

solo dell'incidente toccato al Pezzi.

Per noi

interes-

teneva

sempre

Governo. Al valoroso
i

lette-

sante unicamente la lettera del Prefetto di Bobbio, 13


aprile, dalla

rato giustamente

premeva che

cimelii

Bobbiesi fos-

quale tolgo quanto segue:

Ho

l'onore di

sero conservati agli studi.

28

DESCRIZIONE DELLE TAVOLE

Sigillo del

Monastero
sancti

Fu

riprodotto nel frontispizio un sigillo a secco, di


osso vodesi

fWLVMBANI.

BOBffHSJJ.
citato,

Trovasi anche questo


tolti

quella forma che suolsi dire a mandorla;

diploma nell'Archivio
sti

bust^ 100, Ma,

que-

apposto ad un diploma di
gratia

<^

Placidus

de

Janna

Dei

due

ci^si,

non rinvenni alcun altro

sigillo del

Mona-

Abbas monasteri!

sancti

Columbani Bobiensis

stero Bobbiese di epoca antica.

cartaceo e porta la data del 3 febbraio 1488,

mil-

Per
riferire

la storia della sfragistica

Bobbiese interessante

lesimo quadragesimo octavo

anno che, se va calcolato


al

una
del
:

notizia
sec.

offertami

da

un documento carAbbazia
b.

secondo
stile

lo

stile

Uobbiese, corrispondo
di

1489 dello

taceo
e cio

XVII (Arch.
.

cit.,

117),

comune

f) (Arch. di Stato

Torino, Abbazia di
,

Bobbio, Categoria IV

Miscellanea
(

b. usta 13
),

[= 54]

DE SIGILLO

).

Nel centro sta

ritto l'abbate

S.

Colombano
il

mitrato

Reperitai- in Registro signato F. fo. 30, asservato in

e nimbato, che tiene colla


attorno, in caratteri
.

sinistra
la
.

pastorale.
:

Gira

Archivo
biensis

Scripturarum Monasterij

S.

Columbani

Bo-

gotici,

leggenda
.

SIOILLVM

quodam instrumentum
not.
:

colationis,

rogatum per
Inter
sigilli

SANCTI
I

COLUMBANI
siltro

UE

BOBIO.

Johannem de Dodis

publicum Bobij, 1321,


videlicet
in

sigilli

del Monastero di Bobbio sono tntt' altro che

cetera sic foro scriptum

circulo

comuni. Ne vidi un
1474, di

apposto

al

diploma del

aprilo
salirti

Sigillum Abbatie monasterij sancti Columbani,


infra

Nicolas de Albicis Dei gratia abbas


et coine>!
>
.

circiilum

vero

quandam

inmaginem

hominis
in

Columbani Bobiensis
e a secco.

puro a mandorla

stantis, indiiti pontificalibiis, et

habentis mitram

ca-

Ma

molto

deteriorato, sicch
e

appena

vi

pite et in inanii sinistra tenentis

bacUlum pastoralem,
erant impresso
:

rilevai, colla figura dell'abbate mitrato

munito di

a cuius

imaginis

sinistra

hec

litere

pastorale,

poche vestigia della leggenda:

SIGILLVM

Bobi. a

dextei-a vero: cnsis.

TAVOLA

Lucani Fragmenta
(Jm^'ii/arin
>U'I

Latinitates
IV
.

BIBLIOTECA NAZIONALE DI NAPOLI:


14111:

IG)

Parecchi framincMiti di Liu'ano


tale rustico,
ha,le
iK'l

si

trovano,

in

capiNazicH'
sia

le

mani pi antiche risalgono

al

IV
la

secolo, e all'et

ms. IV^ A. 8 della

lliblioteca

immediatameiit^i successiva, anche

mano

posteriore,

di
le

Napoli.

K un

codi':e celebre e prezioso,


\o

sec. VII incirca, di alt;i vetust.,!^ per essa noi pos-

per

prime, sia per

seconde

s<-rittiire.

Poich se

sediamo, fra

l'altro,

il

t<'sto

quasi

integro del

gram-

(1) or.

il

mio

iirti'"!"

Xolhir

<

Poiiiiiifiifi

hhIIk

slniin

nrlixliiii

ile/In

Ixmlirn

,li

S.

i'nInmiHiiio

ili

loUtin, in

L'Arie

I'.itt4,

VII. 247.


matico Flavio Sosipatro Carisio, laonde
ralmente noto agli studiosi sotto
il

29

il

codice genvdi Carisio.

menti

di

Lucano, vari frammenti di cose giuridiche,


segnalati

nome

perla prima volUi


IV, 501
:

da G. E.

Pertz (Ardtiv

Attualmente
divisi
ili

fogli del codice


i

sono
si

sciolti e

stanno

V, 75), e quindi

trascritti

da E. T. Qaupp,

sei

fascicoli:

quali tutti

trovano poi chiusi in


il

Qiiatuor folia antiqimHn alicnim


rescripta
Il

Digcstorum coiUcix
Wratislaviae
1823.

una cassettina
noscritto

di legno. Parecchi anni or sono,

ma-

NeafHIi

nujx'r

inventa,

venne portato a Roma, e depositato

alla biblio-

Mommsen,

Digesta Jistininni Augusti, Beroliui 1870,


questi frammenti,
dt^i

teca Vittorio Emanuele, dove fu esaminato dal


sen,

MommLiber

p. 1 sgg.,

descrive minutamente

quando

egli proparava la sua edizione

del
il

quali egli

trae partito giovandosi della collaziono fat-

Pontiflcalh

(').

Col ne principi

il

restauro

signor

tane nel 1824 da


si

M.

S.

Meyer,

la

quale

collazione

Carlo Marre,
interrotto, e
il

ma
il

il

lavoro, per diverse cagioni, rimase

trova ora, fra

le

schede Schitider, a Tubinga: alcuni


il

codice ritorn a Napoli. codice


questi
si

riscontri parziali fuiono per


di

Mommsen

fatti

da A.

Attualmente

compone

47

fogli.

Kicssling e da C. Zangemoistt^r,

ma

la

condiziono di

La grandezza

di

non uniforme, anche


:

per
in-

quel frammenti appars'e anche


cos disperata
lettuia

al

tempo del Mommsen


una

causa della cattiva loro conservazione


circa ce. 21 (22)
scrittura,

misurano
alla

da non

lasciar fiducia di ottenerne


(').

X 27
(cf.

(28).

Avendo riguardo

seconda

soddisfacente

Anche

il

Mommsen
dei

dovette

esso presenta, nei suoi punti essenziali, que-

quindi starsene pago a una collazione incompleta.


Il

sta

flsonomia

D. Detlefsen JJcr

Nnapolitanche
113: H. Hkil.

codice contiene poi alcuni frammenti

Pnra-

LucanpalimpHeKt, in Philolngm 1867,

XXVI,

lipomena, e particolarmente numerosi brani gilius Martialis, De


ziali

di

GarMar-

Grammatici
Fol.
i

latini,

Lipsiae 1857,
11.

I,

praof., p.

VII

sgg.):

re rustica. I frammenti di
si

1-24 Charisius,

I -

IV

(al libro I
il

mancano

sono molto numerosi, e

estendono sui

If.

40 - 47,
pre-

primi

capitoli, e imperfetto alla fine

libio IV)

cio su quei fogli che nella seconda scrittura ci

Fol. 25 r Incipit de Latinitate,

Ardua
il

rcs.

Fanno seguito
il

sentano

il

Li'er I*()nti/lcalis.
Digesto.,
il

glosse e lessici,

con

raffronti fra

greco o

latino,

Tranne che dei

cui stato di consei-vazionc

compresi,

f.

32,

iSynonimaCiceronis.

Fol.

36 recto:

molto cattivo, anzi tale da non potersene ricavar nulla,

Marii Servii grammatici de Centum


explicit.

Metris feliciter

daremo un
ture.
Il

fac-similc per ciascuna delle antiche

scrltr-

v.,de hidio Fol. 36 verso. Charisius, pure matibus. Fol. 37 recto Accusativi casus.
libro
Ivi
si

prosente mss. 6 imo di quelli che meglio dimostrano


l

legge

Incipiunt ntmc plura


et

secundum
le parole

differentiam

vero ci che da tempo ammesso, che cio verso,


coli

sesi

verborum

nominum dove
,

phira secun-

VII

IX, a Bobbio, per comporre nuovi codici


codici
antichissimi
(

dum

(qui scrivo in corsivo le lettere

omesso per l'abbre-

raschiarono

Cf.

W. Wattenbach,

viazione) furono anticamente lette: Plinii Secundi, dan-

Dos

Schriftswesen des Mittelaltersj ed., p. 309: Kkuskns,


p. 405).

dosi cos luogo all'equivoco dell'esistenza di un aned-

Elem. de palographic, Louvain 1899,


L'importanza del codice Napoletano,
colare per quanto riguarda
vista
11

doto Pliniano.

de

differentiis.

Centum

De

differ.

Fol. 37 verso Corn. Fronto, Liber Fol. 38 recto Charisius, Servius de Fol. 39 recto Fronto, Metris 38 vocabulorum. Fol. 40-47 Liber Ponti(f.

In

modo

partiIn

Lib. l'ontif., fu

messa

vers).

per

la

prima volta nel

1822 da G. E. Pertz

(Archiv

IV, 501), e

dopo

d'allora la celebrit del

ma-

flcalis.

noscritto e l'uso del


scrittura, se

medesimo crebbero rapidamente


et

Questa seconda
dalla

anche non proviene tutta


peraltro
dalla

C. Jannelli (Cafalogiis Bibliothecae latinae veteris


classicae

medesima mano, dipende sempre


;

quae in

r.

Ncapnlitano Museo Borbonim

asser-

identica scuola
del
sec.

si

tratta di

minuscolo anglosassone

vatur, Neap. 1827, pp.

5-9, codcx

n. Vili)

diede del

VII
pi

ex.,

si

distacca

completamente
furono

dalle

manoscritto una descrizione non pienamente soddisfacente, ancorch

scritture

antiche, le quali
testi.
il

abrase per far

sempre

assai utile. Subito dopo, la d(>-

luogo

ai

nuovi

scrlzlone del Jannelli

venne meglio completata da A.

Nelle scritture antiche

Codice

ci

oltre, ai

fram-

A. Scotti (Memoria sopra

un

codice

palimjysesto della

(1)

pagine
(1)

MOMMSEN, Gala LXXXIV VI.


-

Pontifieum Bomannorum, Borolint, 1898, praofatlo,

alla quale siano

da

attribuirsi,

Il

Momnison non

si

esprimo in modo molto

chiaro.

simile,

DI questi frammenti ginrdici non mi fu possibile dare alcun facappunto per Io stato In cui si trovano ridotti oramai. Bull' epoca

asserendone la coiiK^mpnrani-itA collo Pandette Fiorentino (cf. gli ascrivi al la sns citata prmfalio, a pnjtina XXXX), pare di' egli

Ma

sec. VII.

30

r.

Accad. Borbonica, in Mem. della


II, 119).

r.

Accad. Ercolanense,

ratori

(Antiq,

Hai.

(Ili,

821).
atis

Su

di

che veggasi
Centralblatt

Nap. 1833,

anche Gottlob.
in cui
il

Vcbcr

lld.

Bobbio,
e
p.

Fino da questi primi tempi

codice divenne
si

fiier

BibliothekHwesen

1877,

IV, 456;

Ueber miUel183),
- XI,
il

oggetto alla dotta curiosit degli studiosi,


ricostruime
scritta sul
sci

tent di

alterliehe

Bibliotheken, Lipsia 1890,


il

quale

la

storia.

Fu osservata
fol.

tosto la notizia

attribuisce
\l

Catalogo

al

secolo

X
il

mentre

margine superiore del


.

38 recto:

Liber

Muratori lo aggiudica al X,
detto

ma

in

forma dubitativa.
nostro codice

Columbani Gi

il

Jannelli

si

chiese se essa facesse

Il

Catalogo

adunque registra

pensare al monastero di Bobbio.

A
op.

questa opinione
cit.,

si

in

questa maniera:

Librum Sosipatrus
f).

in

quo contine-

oppose risolutamente

lo Scotti

p.

121

),

ma

tur Liber differcntiarum Plinii


trato
il

Fu

In

appresso riscon-

con argomenti debolissimi, e dipendenti dalla scarsa


cognizione ch'egli aveva dei codici Bobbiesi e del

nostro codice anche


p.

noli'

Inventario del 1461

modo
in

(Peyron, Cicer. Fragni,


tibus

46, n 165):

Do

subtilita-

con cui
tico

essi

vennero individualizzati da coloro, che


infatti
si

an-

grammaticalium
poctis.

et meti-orum compositione.

Que-

ne segnarono l'appartenenza. Lo Scotti

giunge

dam de

Cronica quedam brevis do imperatoribus

a sostenere che da quella indicazione non

pu de-

Romanorum. Gesta summorum Pontilicum incompleta. In


littera

durre la provenienza dal Monastero di Bobbio,


essa significa che S.
trattato sui Miitri.

ma

che

longobarda obscura et

difficili

ad legcndum

Cf.

Colombano

stesso

1'

autoi-e del

Keil, p. VII. L'aneddoto sui poeti

non

si

trova

pi:

Cerca

lo Scotti di rafforzare
il

questo

pertsinto a ritenere che

trovasse scritto nello parti

suo giudizio, negando, che

mss.

si

trovi registrato

perduto del manoscritto.

negli antichi inventari della biblioteca di Bobl)io. Sul

La

storia del codice fu ricompo.sUi specialmente por


(^),

cadere

dell'autunno
il

del

1826

si

rec a Napoli

per

merito dello Scotti, di 0. von Gebhardt


Sabliadini.

del Keil, del

esaminare

Carisio,

Angelo Mai, e non tard a com-

prendere, colla pratica ch'egli aveva dei codici Bobbiesi di Torino, di

Forse esso esul da Bobbio allorch


del valore di quella Biblioteca,

si

sparse la fama

Milano e di Roma,

che

il

nostro

dopo

la visifci fatta al

codice veniva veramente da Bobbio [Class, auctorcn ex


Vafic. la

monastero nel 1493 da Giorgio Morula, por ordine di

codicHmn eie,
delle

Romae

1828,

I,

387). Egli spiega


si

Lodovico
p.

il

Moro (Peyron, De
).

biblioth.

Bob. commcd.
il

mancanza

parole de Bobio, con cui

chiude

XVIII sgg.

Fatt<)

che assai presto


lo

codice

si

di solito la formula,

supponendo

che

la

pergamena

trov in

mano

di

Giano Parrasio, che

comunic a

sia deficiente all'estremit. Sia

che questa spiegazione

Giov. Pierio Ciminio. Questi ne trasse


copia, e

alloi-a

una prima
alla

regga, sia che non regga, peraltro evidente che, per


la antichit dei
caratteri, e

una seconda ne fece posteriormente


il

morte

per la collocazione e

la

del Parrasio, quando

codice pass ai suoi nipoti, Antonio


1532, allorch
si

forma della annotazione, noi abbiamo dinanzi a noi


precisa

la

e Nicol Mari.

Nel

ebbe l'edizione

indicazione

pi

antica,

che

si

incontra

nei

principale del Cainsio, questo era posseduto dal Card.

codici Bobbiesi.

dimostrar ci nel

modo

migliore ch'io

Girolamo Seripando, che l'ebbe


suo
fratello

col lascito fattogli


il

da

possa, riproduco quella nota in fac-simile.


tuttavia
la

Con questo

Antonio
l'

Seripando (t 1531),

quale

non affermo che nel codice, di cui occupiamo,


annotazione
sia

alla sua volta

avcsva ereditato, per Io tavole testa-

detta

da

attribuirsi

proprio alla

mentarie del Parrasio stosso.


Dalle mani di Girolamo Seripando,
in propriet del
il

medesima
casi,

itiano, dalla quale, altri

nel

massimo numero dei

mss. pass poi

provengono negli

mss. Bobbiesi le annota-

monastero

di

S.

Giovanni di Carbo-

zioni corrispondenti.

Ma
in

tale diversit

non

solitaria,

nara, in Calabria,

dove

rest fino al principio del sec.

poich

non

sempre

quelle

note

si

ha identit
ci

di

XIX

fu allora trasferito alla Biblioteca

Borbonica di

mano. Ad ogni modo, quello che di imperfetto


essere in questa prova, supplito
Il

pu

Napoli.

da
il

altre prove.

L. Delarnelle

(Le

sejour

Milatio d'

Aulo
142)
si

Giano
occu-

Mai avvert con ragione, che

nostro

codice

Parrasio, Arch. Stor. Lomb. 1905,

XXXII,

realmente elencato nell'antico Inventario edito dal Mu-

in

una bella monografia della venuta

del Parr.isio,

(1)
(2)

BECKER,
il

Calatoguf, p. G9, n. 434.

con ogni Bccuratczia,


V,
le relazioni col

la storia del codice (pp. 35fl


I-nt.
Ili,

92),

no avverte pure
si

Bill linecherfund in Bobbio, CentralbaH fuor nibliothektw. 1888,

codice Vindoboncnfic, Pniat.

nel quale pure

trova

357 pubblica

cntAlogo dei codici veduti dal Mcrnla nel 1493.


.

In

testa

la Calholica di

Probo, del pari registrata noi Catalogo del Menila (pagina

ad esso figara

Fabius Sosipater de Vili partibus orationis Tessendo quindi.

368).

31

che, nato (1470)

da antica famiglia

in Calabria,

giunse

vv. V, 55 - 61

dal

ms.
fi".

Viennese (che misura cen160),

nel 1499 a Milano,

dov'ebbe lunga querela con altro

timetri 19

17,5: di

che reca pure rindl<!<

retore, A. Minuziano, e

dove

si

fece conoscere per pubstimate.


il

cazionc di provenienza

Ln)er sancti Columbnni

blicazioni filologiche,

non poco
del

Bobio,
si

e che, nella seconda scrittura (dallo Chatohiiii


al sec.

Verso

il

principio

1507

Parrasio

rec ad
si

attribnita

Vili

- IX), portai

cose di

S.

Agostino

insegnare a Vicenza.
rifugi a Venezia
:

Dopo

la sconfitta di

Agnadello

in carattere

irlandese.
il

quindi insegn per qualche tempo

Lo
cano

Chatelain propende ad attribuire


al soc. IV,

testo di
;

Lucf.
r,

a Padova.

finalmente, al principio del 1511, lasciata


ritorn

ed questii l'opinione <!omun(!

l'Italia settentrionale,

nei

suoi

paesi.

Questo
serve di

C. Hosius, nella sua cdiz. di Lucano (Lip^iae, TiMihiu


1892), in
fiiK^

lavoro assai erudito dello scrittore

francese

alla prefazione, nel rnnuixrtiix

aiglaniin.

complemento a quello

di

Fr.

Lo

Parco,

Aulo Giano

Lo
sti

Scotti (Memorie, ecc., p. 128, vuol far risalir qm^-

Parrxio, xtmlio btograflcn e m<Jco. Vasto, Anelli, 1899,

frammenti

al II secolo.

Ma

questo giudizio non ha


il

all'altro,

pi antico

ma

pur sempre notevole, di C.


Auli Giani Pairhasii,}^ apoM
agli

valore. Molto invece

importante

dubbio di Jlons,
il

Jannelli, />e vita et scriptis

A.

Ceriani, pr<>fotto dell' Ambrosiana, che, csivminato

1854.

Ma

il

Delamelle non ha una parola intonio

fac-simile,

propendeva per
capit^ile nella

il

sec. III - IV.

'V' ^'''"'"i '*'

studi certi o probabili del Parrasio sui manoscritti del

un bellissimo
dimostra
tere
i

forma detta

rustica;

esso

monastero di Bobbio.

Ho

gi avuto occasione, discor-

caratteri della pi alta antichit,

r olhi, let-

ren<lo degli umanisti e della loro scoperta dei Codici

C Q

leggermente

in<'.linate

sinistiii.

L' ele-

Bobbiesi,

di

ricordare

quanto a proposito di questi


Sabhadini.

ganza nella sua naturale disinvoltura 6


d

nei

fraiuinenti

avvenimenti

letterari, riferisce K.

Lucano ben maggiore che non


dall'EiiRi.K attribuito al soc.

nel Virgilu' Itoiia-

Nella riproduzione che corrisponde ai presenti cenni,


il

iiiis,

- VI, e dal Giorgi,

lettore nella

prima scrittura trova un brano

di

Lu-

.{rr/i.

jmlrogr. Ifal.vo].

II,

tav. 12, nient' altro

che

alla

cano. Nel nostro codice, di Lucano sono rapprescnUiti


i

fine del III

od

al

principio del

IV

secolo, e

non

diversa
I,

versi seguenti: l'hars. V,331 - 90. 631-60; VI, 153 - 63


- 76.

dal VcrgiUiM Vnfiranno (SteffVMis, jitein. Pnlfloi/r.


14). In conclusione, la sua attribuzione al sec.

tav.

168 - 78. 395 - 424. 645

667 - 98. Al codice Napoleil

IV pare
in

tano corrisponde per rispetto a Lucano


lat.

Viennese, Pai.

prudente. Forse lo
l,

si

potrebbe limandar! anche pi

16,

dove sono conservati


VI,

brani: V, 31 - 91.

132-

e dirlo del sec. Ili - IV.

211.

272-301;

215-74. 305-34.
oi-a citato,

Se
S.

il

codice della Nazionale di Napoli provenne da


di

Del codice Viennese,


zione

una lunga descriCatatogu-t


<:<)tli<:nm

Giovanni

Carbonara, la stessa origine


conservati

victu>. attri-

diede

Stefano

Endlicher,

buita ai due codici Bobbiesi

nella

hililioU'v,ib.

philologoi'um
VindoI).
vi
si

Latinornm

lblinthecae

Vindnbonenm,

tca di Corte a Vienna,


ricordato, per
i

uno dei quali abbiamo

1836,

pp. 215 - 25. Mentre egli avverte che

suoi

rapporti col codice Carisiano (Cf.

contengono, insieme con molte cose

grammati-

Endlicher, Catalogm, p. 215 e p. 224.

cali,

anche opuscoli

di 8. Girolamo, di S. Agostino, di

Nella seconda scrittura abbiamo


copiate dal

c|ui

alcune

glosse

Tertulliano, di GcJinadio, ecc., nonch la Caflutlica di

Lovve e pubblicate da G,

Giitz, da|)priina

Probo

ecc., discorre dei

frammenti di Lucano, e rileva


quelli pure
ci

nel Progr. di Iena del 1888, e quindi in

fine

a PlaLipsiae,

come

questi

formavano Un codice solo con

cidus

Lilxn-

(jlossarum (Glossnrin
- 64).

Mimi, V,

di Lucano, dati dal

Codice Napoletano, di cui ora

Teubner, 1894, pp. 660


tere

un aneddoto

in carata

stiamo occupando.
Il

irlandese,

non

dissimile

da quello

lei

codice
detto,

brano di Lucano, che viene

rappresentato

nella
-

Viennese, dallo
al sec.

Chatelain attribuito,

come

si

nostra tjvvola, comprende, manchevoli a destra, i vv. 168


17 '^del libro VI.

VIII -IX.

Ma
tre righe di

tale data nel caso nostro


il

non

par<^

acc<>.ttiil)il(!.

Dal nostro codice,

Lucano riprodusse
lo

proposito del Ub. Ponlif.,


nel 1886

Duchcsne (Uh.
il

l'onlif.,

I,

egregiamente disegnate da 6. B. Casanova,


op.
cit.,

Scotti,

p.CLXXVI)
giudizio
J'onfiflr.,
il

accett
nel

sec.
il

VII

n da questo

tavola dei fac-simili, n.

1.

Bene

riuscita la
II,

allontanossi
p.

1898

Monnnsen (Gruta
probalilm<'nle

riproduzione che vediamo nella


iiiiWArch. paleogr. /tal. del

tav. 64, voi.


cfi

(1898),

CXXXIV).

Siccome assai
fu

Monaci

vv. 646 - 66(> dvs

ms., nella sua

seconda forma,

scritto in
si

Bobbio,

del

libro.

Presso E.

Chatelain,
si

Pal'ngmphir,

nel

primo

ptiriodo della sua esistenza, cosi

pu pen-

danHqruis latina, tav. 153,

possono

v<',dere riprodotti

sare che da questa circostjinza storica venga confcrniatn

;i-'

do Intinitate
(2)

in

qualche

manem

tale attribuzione, enza cIk' natuil

ralmente Bla facile Kcegliero fra


colo Vili
in.

ec. VII ex. o

il

wv
Col.

Nel carattere irlandese non facile segnare

un'epoca preciHa.
il

farci proferire

11

sec.

VII concorre
Ardua
ro8 qiiod cupit

fatto che,

(come vedremo nella dichiarazione della


codice
contiene

tuv,

X)

il

un catatalogo dei Papi


catalogo dei Papi, puro

Anima tua

fino

a Cenone (t687).

Ma

Antiqiiae vetustAtis instar


il

Abdomini natus
in irlandese,

non della

stessa

mano che

il

Carisio,
Anti(|ultU8 traditum

quindi l'argomento addotto non di assoluto


Ve'Arch. l^lfogr.
rappresentato
Itnl. di

valore.

Avapitiam prue so

fort

E. Monaci,

il

codice Carisiano
fi5),

Acre

alieno

onustus et
a^frrovatuR

da

tre tavole (II,

fiJ

ma

nell'inAnilJR graduo

dice nulla vien detto intorno all'et, sia del carattere


irlandese, sia della scrittura capitale di Lucano.

10

AdhibitA inaiiug

notarsi che

il

Monaci, per rispetto alla seconda scrit-

Annua vota
AnnaliH labor

tura, pubblica brani tolti dai lessici.


Il

foglio misura ce. 21

X
:

AuHplcato pcocedlt

27

(28).

Actionoin, adviv-sua

eum

Do

la lettura della tavola

Instltult

Addiom rospoudlt
1

Amat

pr'rdltlin etp<.'/-dlto

Amore

flagrat

La prima
IflS - 78, in

scrittura ci presenta

Lucano,

Phars., VI,

Ardet invidia

carattere capitalo rustico di grande rego-

20

Ampliare iudlcium

Aere alieno vocillst


lartk

ed eleganza.
Anelare paratus

sum

Scrivo in maitiscolo
Detlefscn,

corsivo

ci che

fu

letto

da

Acumen

eloquontiae

ma

ora coperto da quei pezzetti d carta


il

Angustila oppr'fnwus

che vi appose
il

restauratore,

appunto per preparare

Averaiono emitr

restauro, e che, interrotto questo,

non furono ancora


le lettere

Absurdum

et ab{Bontlum videtur]

levati; in

minuscolo corsivo scrivo


d'

indicate
ci

Aurib>fA no.t{r8 oratus

da segni

abbreviazione, in minuscolo rotondo

Ambitiose iudicat

che manca.
90

Ad liquidum

perduxit

Abatruaum lnvoIutumqu

A primo

lapide

OCITURI IVVP^NES NVMERO DEPREN.Sa locoque AN PLVS QUAM MORTEM VIRTVS DA/^ct. Ilio rucntl AOOERE CONSISTIT PRlMVMQ/tf CADAVArn pieni TVRRin.i EVOLVIT SVBEVNTRSQ"- OBRVir Wostca CORPORinM TOTAEQ/M' VIRO DANT TELA /aitine ROnORAQf Et MOLES MOSTI vSEQmb IPSE MINntur NVNC SVDE NVNC DVRO CONTRARIA rcctorn conto DETRVDIT MVRIS ET VALLI SVMMA TENftWtfs AMPVTAT ENSE MANUS CAPUT OBTERIT O.Ssaque saxo AC MALE DEFENSVM FRAGILI COMPAOE CA'rebrum
DISSIPAT ALTERIVS FLAJIMA CR1NESQ<
OA'-Vssque

AfTabilia

homo

Ampia manu

Ab

Ineunte actate

jjrcvi crevit
Bello int/rmecivo

Bene de me mcritus

Bono animo

osi

/opinnt c.

Bui p'rtf!bct

40

Cct/ra egroRlua
Cui Huccurri volct
Cultu ^iiaui miHcrablIt

La

scrittura

posteriore, in irlandese, ci dh

le frasi

Citiua tcnipu i\uam oratlo dcflclct

seguenti
V,

(GHtz,

Corptts glossarinrum,

Lipsiae

1894,

ConHor labor (meat)


Conti|nuatH vcrbis]
.

60- 4):

(1)

(JOKTZ

kitIvii

ini'ftt

iii ilA

conio Incortu lo IntiTo

(2)

VnpKto

tttnin ciuin nllii

enlonim

/'.

Candor animi
tui

33

Dilatnt orationcm

suam

Ck>Iuraen curiae

Dirimere fructus
insistas

Cave ne prave

Caelibares poena

50

ComiUalis dies
C59ntine[me praedemit]

30

Jll,xecrftbili8

annus

Snodare

et oxpe<lire

Oonloqulum cum

[eo habuit]

Explorans comcdias
Exuli erat )>ocunia
Enucleatis scnsbutt

Condicionalfiter promlsitj

Crimen capitale
Contull ire ad iiostes (1)

Erum meum
Erudala res

Conspiraverunt

Compos

factus voti sui

regione tolle

Conclusionis

ElaboratuiH opus
Efflcax
destrjictus

Compilationig

homo

60

Circum negfotium

40

Emunctao naros

Congruenter parentibtM
CSDnsentaneum est

Emuxi eos argento


Excepto aere alieno

Cbnsequens

est

Ex Ex

incertis nuptiis

O^ndicamus locum.

Epistula! exerere

vanis (4) cOntractlbus


e(iu8]

Excidium domus
Col.

Exituni et evontuw rei

Exordium
Concrctiva corpora piena
Coioravit

ncgotii

Exvadaticia epistula

rem

60

Exsolevit factum
Elatus et omincns

Circumnpectus hoto
Conventicula pecditorum
Cfendicticia formula

Extenuans peccata sua

Conlradixil

(2)

matrimonio

CoHfuaua

homo
non praehet.

1^ rivola res
Furto abluta oris
Fastidio

Copiam

sui

miM

est

Flocci te non pendo

JL/inumcratis diebus
10
Dilu tcr*mcn et refUtavit (3)

Funditus evc^-sis bonis 68


Fenobris
(5)

pecunia

Diem

ei

dixit

Domus omnibus
Descripta

p<?rviam ap^>-tH

Col.
1

mea

consuetudine
Famillalit/7r

Disputati bonis

eum admonuit

Dilapidato patrimonio

Filium sustulit

De

inoflBcioso

testamento

Fundum
Favore
Fragilis

sibi

paravit

Distruxit A-uctus suos

virtutis

Destinavit hoc facere


Disperit

memoria

eum

Fartus auctoritatibu.s

20

Detrectavit iudicium

Fidcm

excessit

Dolore pc;-fu8us

Fidem implorai
10
Faborabilis condicio (3)

Demissus adulescens
Digneris

me

Facile
[litters tuis]

tibi

est

Dies perennis petendus est

Florida oratio

Divino Consilio
Detestabilis honio

VJrntiam

dnlicti facins

Denotabils pc/'sona

Qulae doditua

(t) (2)
(8)

La pnrola hnHtoN > al fine del ri);o che GU: Candx. M nillaba vit > sai rigo procedente.

precede.

(4)

Corr, In: Corr.


<
il

varilH .

(5)
(6)

Funebrix

Sopra

primo

Hta

-34-

Qulosus puer
Qenealia

tlutua vice

homo

Male prAf-sumo de
Male existimo

ilio

11 abiti

questione de torqueisis

Morteni

sibi adscivit

Hucu8q/<? temeritatis accessit

Mea

sentcntia pf/lecta csl

HaiuR auxiliuMi
ludiciuin coflavit
MultuK/
sibi

adrogavit

20

Invidiam movit
Infaticabili patientia

10

MendnciiH ad arbitriu* Mitun con|Kwttts

Merus sermo
Modici patrimoni!

Inpensa pecunia
lus aniicitiae violavit

Medulla

rei

exquirere

Infuscavit

pudorem

eius

Mari arare
Multiplci

Inaccessibili litt<?ca
Infaticabilis

sermone

homo

Meritoria

dumus

Incxtricabilis error

Henstrua mens

Inremeabilis via
Inlibatus (1) ius

Male scnsit de

ilio

meum pw^equar
actus est

Malo suo gcrit


20
Morntus cimi
muliore gravida/

30

Insulam

In laxo possides

eam

reddidit

Inter se disgladi[antur]
Inbeclllo ingenio

Mora! introducit

Malae

[tractajtioiiis

In gratiam redit
Inhiat bonis eius

cum

ilio

Multa pcroravit
i\l

in

eum.

omen

cliis desulit
ti]

Intercessit iuris dictio

Nulla civitas [antis

Inantecessum dedit

Nervosus et lacertuosus
Nihili te

Incommissum habuit
Indulget sibi vino

pendo

Ncqa
distat

seditio intej-cederet

40

In

quantum

30

Nutu agunt res NuncupatuB heres

In procinctii stant parati

Inpensis

(2)

exaustus

Nec muttiro
Nodosa

potost

Inveteravit opinio

[atque] scrupolosa

In inflnitui extenditwr bora


Inexorabiles et inplacabiles
Int<?'cepta res est
Infltias ire

O.

'bstinato (3)

animo

Opem ex petit
Officiis

meis libertatcm merui

(4)

In comparatione eius

Ope/-am anxiat

Iure ordinario expcftus

Obnoxius

illi

est
mt7/i nescio i\uitl

60

Intra pertica) civitatis suao

Obversatm
40

Omnia
Op8
ili

in se eovertit

libello

conplexus

fis<

desiderio

cute tenoo

LiqM/do iuravit
Liquide iuravit

Omnis

Hfies in

vado

est

Onlinariaa impensas
Officio sibi inluncto

Limato tefsoque sermone


Lassa est res

usus csl

Legem promulgvit
Longo
intervallo

ignorib(*s captis

Proescripsit actioni eius

Liquet m7ii de animo tuo

Praeiudiciali formula
Pigritia implcitus

59

Ludit absentiam

meam

Col.

50

Proclivier et impenslor

Parvi te facio
Lciiora Meli.

Ubi sponde
dixi

Persjtex animus

Multam

illi

Prflesaga inons

(1)

ForBe corretto
.

di prnia

mano

In:

tnm

()

ont

ti .

(2) Oilt

Imp

(4) (Jii<it iinrola iita al

ne

ili-l

rljf" iircci-ilcnlf.

35

Profluens oratione
Pluribi/s verbis prosecutuB (1)

Respuit preces eius

Rabula (3) cani

Receptaculum deversorium
Gol.
Pieno gradu

fla-

E
Rem
48
Renovavit
(5)

gitiorwm
familia duxit

(4)

Populars praeaes

Provindalis

homo
Col.
rei

Principlum

Praecipitjm decurbavit
1

Repulsam

tulit

Patratis consiliis suis

Reprobavit factum eius


Rei publicae lacsao
Rigidus iudex

Poenale decretum

Personae causae coherehtes


Peculiariter

eum commendavit

Repraesentavit ex parte
Respectulit torrarum mearui
Restibilis

10

Protinus exsecutus esl


Pj'O^peti gaudio

ager

Perspicua re fuerit
P<;r8ecutU8 est

Remunerare humanitatemtuam(6)

Praepeti gaudio

Protonus exsecutus est

Oolite suo more


Pe;'plexe loquitir

10
Puerili vanitas

Si

meo

iudicio accedes sumraatim(7),


atqi^c'

Senvel

itf^rum inlectus.

Proetendit cupiditatem honoris


Sufragatur
Portendit prospera
Saepulc/tri violati

20

Parem vicem

referre

Saepulchri incorrupti
beneflciis tuis
Sollicitati

mancipi!

Penitus vertati insistere


Suppr(788i testamenti

Praerogativam animi

tui

habeo
Sui virtutem secutus est

Pacem sempitc'rnam
Prosilit lucerna

p/'opagavit

Sumptuosa res
Societatcm coit cut
ilio

Proratu temporls

20

Succurrit

illi

Pro

virili

portione

Subegit et vendidit

Pro

indiviso
Satis

prudens

Post dies

Supersedit iudicem

80

Pro mediocritate ingeni mei


Pervlvaci odio

(2)

Sulcare aoquora
Senilis incessus

Pudure procditus
Solide roboris

Propfer inflrmitatem sexus


Strictius

agam

Pulsabilis perito
Sterelis amicicia

Pulsavit

pudorem
tibi es<

eiits

Specimen scholae
SO
Suspensus animus

Proclive

Par

est llle dlgnitate

Suppurato animo
Salina
(8) latina

Pergis molestus esse


Proegestit animus

Supplici voce

Salva

iustitia proesidls

40

V^uinquennale certamen

Salva

luris aequitate

Qod sum dicturus

in brevi

coram(3)

Sine strcpitu (ori

Soium

versit

IVedemit

facinus

auum

Secundu/n
Suff-agatur

meam
mihi

sententiam

(9)

Reddunt calculos

(1)

06U

fa se^nlre:

Pcrcrebult rumor.

Puro adunque, che


ro)j;1P.ttn

nnl

rc-

tre: l'ultima *
(fi)

coperta da un foglietto di carta.


t

Htauro, qur.nto rijfo sia rcatato coperto


(2)

da un

cartaceo.

Al fine del rigo pntcedunun


L.a

nitatuin tuai >.

L'ultima parola

al flnc dui ri^o prccudontc.

(7)

parola

Hiiininatim

>

al

rigo procedente,
:

(8)
(4)
(F>)

Oatz: Fabula.
gltioram huI rigo prccedent

(H)
(!))

Cornetto di prima
Ia'.

mano

in

Iva

Hillalie

tentlam

stanno sul rigo antecedente.

Goti non pot leggere quattro dizioni. Ora restano solo

le traccle di

36

Toto incumbit animo

40

J.

aedio suarum rerum

50

Timeo infami

[tatis]

Tenorac aetatis
ntulos ac natale suos

Testimonio suo prosecutus

esf

Usitatis

nibw
potesti

Tumore

agit

(Vulgi ro

Tirocinia olus et regimen [Vicarias orationes]

Tuum

rudimenta
et oliginosum

Trundicum

Tormento mihi

est

(Expliriunt Latinitates]

(1).

Frammento

tolto dal folio

38

recto.

Liber sanct Columbani

D[e Saturjnio. Sutit item Satumii quinien< denum et senum denum

pedum,
li

in

quibus

simllit<;)-

novum genus pedum

est et ipsui ametron,

de quibut nihil prae cipitur eoqtw nomine artios quidem est et solont exso sumini

TAVOLA
a.
II.

II

2*

Ciceronis

Fragmenta - Cyprianus Ottino 2 (Inventario 1461: 19)

S.

Augustinus

Fra
alcuni

il

marzo e

l'aprile

del

1820 A. Peyron trov


Piemontese,

la cartella a. II. 2*,

donde pubblic
altri
flF.,

fogli contenenti

frammenti

Ciceroniani ( Gazzetta
Mai,

Cicerone, lasciando da parte


di

nei quali C. Baudi

30 Giugno 1821; A.
1820,

Giornale

Arcadico,

Roma,
ad

Vesme riconobbe

alcuni frammenti
II Serie,

Liviani ( Mem.
p. 181,

VII

p.

379),

come prima

scrittura,

sotto

Accad. Scienze di Torino,

VIII (1846),

opuscoli di S. Agostino, nel ma. allora segnato D. IV. 22


(di
ff.

nota 44\ che formarono oggetto a speciali indagini da


parte dello Chatelain
(loc. cit.,

113),

pp. 38 - 40).

Nell'inventario del 1461 questo codice


il

aveva portato

Come
latiwi,

avverte Chatlain (Palographte des clasmqiwH


8) le

n.

19,

come

A.

Peyron non tard a riconoscere


Tullio

p.
l"*^'

dimensioni del Codice D. IV. 22 erano


i

(M. T. Ciceronin
et in

Orationnm pr Scauro, pr

23

Siccome
i ff.

ff.

v'erano risultati

tali,

essendosi

Clodium fragmenta inedita


II,

Bibl. lob., Stuttgardiae

piegati in due

del codice primitivo, cosi le


:

dimen-

et

Tubingae, 1824,

p.

5 e 128). Nel citato Inven

sioni di questo risultano


ff.

23
:

26.

Il

contenuto dei
(

tario quel ms. era cos descritto


certiitio
ac^ta

19. Augustini.

Con-

Ciceroniani era questo


(5
ff.),

Pro Quintio
f. ),

ff. ),

pr

centra Maximinun hereticum.

Ostenditur que

Caecina

pr lego Manilla (1
(

pio Clucntio
ff.),

sunt

cum

predicto

Maximin

Centra
In
littera

ultimam
longo-

(12

ff. ),

pr Caelio
(5
ff.),

ff.

e mezzo), in Pisonem (8
(1
f.

proaecutionem eiusdem Maximinio


bardica
legibili.

pr Milone

in
f.,

Verrem
in

piccolo), fitvgm. epist

Mediocris voluminis (ed. riveduta presso

ad Trebonium
i

(1

carattere
ff.,

onciale,

illeggibile),

E. Cliatelain, PaliinJtestex de Turin, in Reviw de philologie

frammenti Liviani, 6

di cui 3 ridotti
cf.
i

alla metti.

XXVII

(190;5),
il

p.

38).

Sui frammenti Torinesi

anche P. Krtiger, Henne


frammenti
Torinesi jno

Spezzando

codice

D. IV. 22,

il

Peyron compose

V, 146. Sulle

relazioni fra

(I)

Oli ultimi righi unno coiM^rti da

un foglinUo

di carta.

Scattro, e gli

37

)Ia l'arcaica eleganzji di questo semionciale irlandese

AmbroHani a vedersi,
II, 2.

oltre a C. F.

W.

MUUer (M.

Tulli Cicpr. srriptn

Ili) anche C. M.

pu consigliare
tichiti

di portar

ancora un

jm'

addietro

l'an-

Francken (Ad C-ernnix palimscufon, Mpmnoxyne ISKH.


N8., X, parte
4),

dei nostri fi-ammenti, che

MtgnereiiKi piuttosto

che ne mostra

il

parallelimo, prefe-

al

sec.
Si

VII - Vili.
lei

rendo

il

testo Torincisc.
l'antica

avverta che gli ultimi righi


sotto
di

testo di H.

Agopi*"!

A. Pcyron, per far rivivere

writtura, pioe{jli

stino,

cui

trovasi \'0r. in /'m.,


\\b,

non sono

voRsi della tintura Giobert, allora scoperta, e che

schiettamente irlandesi, n nella prima,


colonna.
Inclinano al corsivo, sia

nella seconda

contribu a mettere in voga.


Fac-simili di questi
ff.

nella

forma delle

diedero:
clofiKiqiteii,

il

Peyron,

loc. cit,

lettere, sia nella qualit delle abbreviazioni.

Per

raf-

lo Chatelain, Palogr. des

pi.

XXIX,

2 (ripro-

fronto

si

pensi al codice

Evangelico dell'Ambrosiann
llixtoire

duce

la stessa

pagina del framm. pr


Ili), pi.

Tullio, ed.

Peyron,

(descritto

da
58:

S.

Uerger,

de In Vnlf/ate, Paris
Stt^ffens,

p. 57,

che daremo alla tav.


I,

XXX
5;

(in

Verrem
Peyron,

1893,

p.

fac-sim.

presso F.
I,

Lateinijicfw
2)

act. Il, lib.


p.

ce.

XVI -XVII, 44-

ed.

Palaeographte, Freiburg 1903,


I.

tav.

XXV,

segnato

216-7). Nei Monumenta palneographica sn<ra (To1899), tav. XI,


Tullio, cap.
i

61. Sup., proveniente


il

da Bobbio, dove puro avversemionciale


irlandese.
(al

rino,

si

riprodusse la pagina contenente


e quale scrittura posteriore,
CollcUio

tiamo

corsivo mescolato col


scrittura sul
S.

Pro

I,

p. 1 - 2,

La seconda

brano in Verrem

n,

diedero

ce.

11-2

della

cum Maximino

di

contiene un tratto di
nvt;

Cipriano, J)e opt^e et eleemoKy)

Btino.
Il

in corsivo puro e schietto (del sec. VII - VIII

carattere con cui furono scritti

frammenti Ciceassai
bello,

non

senza

rassomiglianza
al

con

quello

di

G. Valerio

roniani

era

il

capitale

rustico,

ancora
Ehrle

(tav. VII),
in

sovrapposto

Cod. TAco</on?tt;cf.E.Patetta,
622).
il

nitido, spontaneo. Il chiar.


fatio, p.
1
,

P.

F.

nella

praescri-

Atti Acc. Tor.

XXXVI,
ricorda

vero per altro che


irlandese.

al

volume

Picturae.

ornamenta complura

questo

corsivo

tipo

Tuttavia
paleo-

pturae specimina Cod. Vatic. 3811 qui codex Jiomantu


aiutit

propendo a dedurne, con Chatelain, che questi


grafici facciano ritenere

fatti

(Romae, 1902

enumei-a
1 1) il

pochissimi

codici in

che la seconda scrittura venga

lettere capitali. Ascrive (p.

presente ms, alla classe


rustico, e osserva

dalla

mano

di chi,

pur essendo

avvezzo
forse

al

carattere

seconda,

cio

ai

mss. in capitale

irlandese,

viveva

sul continente, e

nel

mona-

come

esso

abbia non poca

somiglianza
f.

col

Virgilio

stero sttisso di Bobbio.

mediceo, alla Laurcinziana (un


lat.
322."})

sta nel Cod. Vatic.

Pur troppo

frammenti Ciceroniani e Liviani andadistrutti nell'incoiidio


:

scritto avanti al 494, e

che appartiene pure

rono completamente

del

1904.
scrit- 45;

alla

medesima

classe seconda. Saggi del codide medi-

La

nostra tavola adunque contiene

1)

prima

ceo daremo nella Tav. VI.

tura, in
si

Verrem, act.

II, lib. I,

ce.

XVI - XVII
opere
et

44

Pare che
al

il

nostro
incirca.

manoscritto

possa attribuire

seconda

scrittura, S. Cipriano,

De

elecmosynis,
<S\

sec.

IV

ed. Migne, IV, coli. 605 It-o 6 A; ed. Hartel,


(

Vyjrriam

La

nostra tavola II rappresenta

al n.

un brano

Opera

(nel
r.

Corpus
9 - 377,
ce.

script, eccl. latin, di


r.

Vienna, 1868,

dell'Oratio in L.
l'ed. di

Pisonem

(ce.

XX

XXI, 47-8; nelII,

pp. 376
in L.

1).

2).

Prima

scrittura, Cicerone, scrittura,

C. F.

W.
-

MHller, M. Tulli Gccr. mripla


di in

3,

Pisonem

XX

XXI, 47-8; secon<la

180-81, Lipsiac 1893 e un brano


II, lib. I,

Vcrrmi

(actio
II,
1,

Cantra Maximinum

lib. II,

ap. Migne, P. L. XLII,

(Augu-

ce.

XVI

XVII, 44

presso Mllller,

stinusVUT), 311: nella seconda colonna Contra Maxi-

157

Lipsiae 1894).
scrittura coi testi Agostiniani ferm l'at-

minum,

lib. II;

Migne,
il

loc. cit., 808).

La seconda

In molti luoghi
di C. F.

testo

presente scostasi da quello

tenzione di A. Reiflfersheid (/Uhi. Patrum Latinor Italica,


in

W.

Mailer.

X/J.

lUr Wiener Akad.


- 5
),

d. WiJisensch.,

1871,
i

LXVIII
ff.

p.

473

che accunibimente descrisse


il f.

113

li

attribu al sec. Vili, tranne


sec. IX,

113, che

ascrisse al

Prima
mostrando come
si

scrittura:

ingannasse A. Peyron penChabilain, Les jmlimsisfrs


1

sando
atinn,

al sec. XII.

Anche
p.

i|uacuiiij(|ii

iter ttn-it eus

modi

fiiit,

Paris

1903

20

(nell'

Annnairv

in04

della

non ut
(itim

leptttiH Voituli

Hninani,

seti

ut quiic-

(Jole fwatiqiu' des hauten t'tmles) pens al secolo VIII:

cnlnniit^m [MirMuadcro

en semionciaUt du gonre irlandais du VIII sicle

vidorctiir.

In Achatam,

pmctcrmittam

10

lare, nigi id,


liiim

quod

gi

in a-

minorn omniA, quorum


simile forsltan alius

roum

dicorotur, incrodi-

quofe-

bile vldcrotur,

que aliquid atiquando


cerit, nlhii

18

Hngistratiim Sycionium

dlcam

nigi slngu-

Seconda scrittura:

si

viderl

nudum
(2)

vesti et domestlcos (1) seminis tui

non

dlspicieg. tunc

eruiMpcH

tcmporaneum lumen tuum

et vegtimcnta tua

cito oricntur et pracbit ante (3), iustitia et cliaritas

Dei circumdabit to

Tunc oxclamnblB

et

Detm exaudiet

te.

Dum

adiiuc loqucri et dlcat: Reco adsum. Ro-

mcdia propinando Dco

ipsius Dei verbi dieta sunt quid dclxircnt faccro


iugtig

peccante innffistcrla divina docuorunt opcrationibug


fieri,

Dna

satin

m8cri<M)rdiao moritls peccata purgari, et


:

apud Bolomoncm
te

IcKimus
vlt

conclude eiymosinam

in

corde paupcro et liaec pr

cxora-

ab omni malo, et Iterum

dlcit: qui

ob duras aures no andlat non


crit qui cxau(ilat (5)

10

iiil>ociiluiii

et Ipso invocabit (4) Vriim, et

eum, ncque enlw

mcrirl Doi;nl mlsoricordlam poterit, qui minoricors Ipso non fucrit aut inipctrabit
flc

divina piotate aliquid in praccibus, qui ad praccom pauperis non

fucrit hiimniiiiH,

quod item
bcatus qui

In

Psalmis

(6) 8fiirilu

Snnctim dcclarat et

prol)nt (liccnH

Intelligit

super egenum et

16

pauperum,

in dio

malo

liberabit illum Deris.

Prima

scrittura:

Col. A:

iwrtlncret, amici to cons-

80
1 {Macedonljan, in

Htrlngendum putArct

qunm tantum

exercisino

tum transportnssc,

Col.
priicHldiuiu

Ji:

ulto milite rcllquisHo? Jlltto

de nmissn

maxima

parte cxer-

tu \)utiltcae tei, custodia

citiis.

sit

hoc

infclicitats

provliH'Iac InliiMsu

Pnpiifi

^maiii

tune. Dimlttcndi vero cxcr-

Scnntnni\iitf dlmisslMscs,
si

citus

quam

potcs ndfcrre caupotcstfltctn ha-

tuae mentis conipos fuissos?


tibi

snm ? quam
buisti,

(e.

XXI| Ki-w

alter (effusa)

iam mafortu-

quam Icgcm? quod


CoixuKui, quod
ius,

xima
quod cxcmpluni?

pracila,

(quam ex

10

Si'iintiis

nis) public-^noruin,

quam
sociorum

qliid est nliud furore?

non

ex agri

urbib<q"?

cognoscere homincs, non


cognoRcere Icges,

exliaus<!rat,

cum

partim
11-

non sena

10

eiiiH

pnicdac ))rofuiidao

tum, non civitatem? crucnlo


tare corpus

bldiiKN**

(levorasscnt, par-

suum maior

tim nova

quaodam

et in-

hacc est vitae, fnmac, saluti

awlita luxurics, partim

suae vulncratio. Si fami-

ctinm

illis

locis ubi

om-

liam tuam dimisisse^, quod

15
te

nia diripult, cmptioncs,

ad ncmincm,Ji8 ad Ipsum

ad hunc Tusculani mon-

ti)

l'nrc

prima tanm
ili

crltto

doim-iitlfOBOH .,

iiin

In

fliii-

ddls

|iri>l

(4)
(fi)

Cornilo
Cornato,

iln:

-nrlt , irnntlin, lini fon<


<ll

<

l'f'"'

'"""

iiiDHtrn w;fiil

rom'ilonc.
pnroln
iunci-lliiiii.

fiiriw

prlinii

ninno,

iln: . iixniiillcl

(4) S<'(iiilvii <mii


(Iti

(6) I'm.

\U,

l'nriilit

InnrrtA ncirintiTliiicn, di prliiin ninni)

30

tem extrueiulmii,
egeret,

cuiii

iam

erimus; acinuia

ciihi

ipioniam

cum
vi-

iippa-

cum

illa

eiu8 inter-

nierit Himilca ci erimiia

quoniam

inisHa intolerahilis aeili-

30

debimua cum sicuH est Viderunt ergo


et in

iO

flcatio (conatitisHet),

hoc sacculo.

se

ipsum

(fascea) suos (exer)ci(tum) {Populi

Romani
Col.
l:

Seconda scrittura

quod per

Scribturnm Sa/(c<nm dcmonatratum

eaae proniiacram,

eundcm Hoviinnm,

qui dictua

Col. A:
5

fuerat abisac et ceaaabit loqui ad Habra-

ham
(flgujram Christtim fulsse petram, quao
percustia
in

in illis

duobiw angciia diacendiase


aicut dixcrat, et in eia
l'uisae.

Sodoma,

ab homlne

Ugno

slticnti

populo

pottiin

iuato

ngnitum

Exibuit itaque hoa-

largiRRmum tudit sic enim dixit Apostolug


(1):

pitalitatem
in

quo mo<lo sancii hominibua olim

bibcbant enim de

spiritali scqiien-

quihua Dciiin eaae cognovit,

cum

eoa, aicut

ti

pctra, |)etra

autcm crat Chrislim. Fipu10


ai-

ctiain ipae
ret.
Ilii

Habraham angoloa

eaae neaciaigniflcntl in

rae istae, non rea ipaae fucrunt,

enim patriarchae aunt


de

quibUH

Hgiiria

pracccdentibus rea

piatula ad Ehobreoa, (6) ubi


lo<]uona, nit:

oapitalitate

gnabantur esso venturae; quae


flgurne per aubiectam

per hanc enim quidam ncs-

Dco creatura)
minia-

cientea oapitio recei)crunt angeloa, et


roccptis ergo eia Loth, noacicna

10

et

maxime per angelorum

quod angeli

teria (3)

mortalium exhibebantur

15

csaont, cognoaccna

tamcn

sicut ipso

Domino

Aspectibus, Dei
lentia,

quidem agente

p-

(lemonatrante cognoacere potuit, quis


in eia oaaet, ut

sed tamcn latente natura,


Filii,

ea quo

(7) in

terra facta sunt


(8)

sive Patria, aive

aive HpirilHs Suiict.

taceam, exiena

cum

eia

de Somia

quod

(0) an-

15

Frustra Uu\ue adaeria Filium case

tequam
20

fiori t,

aicut acribtura (10) loqultur,


:

vl8um

tuisse

ab hominibua, Patrem

dixerunt viri ad Soth


ri,

sunt Ubi hlc gene-

autem non
aubiectam

fuiase visum;
aibi

cum per

aut

filli,

aut filiae? aut quia Ubi

creaturam et Pater

aliua eat in civitatc,

oduc do loco hoc, quo-

videri potuit et Filiua et

SpiriOm

Saticlu; per

niam pcrdimua noa locum hunc, quia cxaltatua est

20

suam vero subatantiam

nullus

illorut/i
lioini-

clamor eorum ante Deiim et

visus est. Ergo Deus, sicut infirmia

25

miait Dnnnntta conterr eam.


rit

Ecce ubi appa-

num sensibua, magia am demostratoa cat. Non


visus est, aicut
eat;

agniflciitus (pi-

illud

inccndium Sodomorum per

itaque
in futu-

angeloa factum, quoa miait Domintts, in qui-

hoc quippe

bua tamen et ipae

crat.

Ncque enim
eia; in eia

aie

25

ra vita promittitur aanc^is. linde dicit apoatolus lohannis


Di'i
(3):

mlttit auoa, ut rocedat


filii

ab

ergo discen-

Ioli.

Ili,

2. dilectissimi

(5)

30

dit in

Sodoma, quod ae facturum eaae


praedixerat.

aumua, et nondum apparut quid

TAVOLA
a.
II.

III

2*

Ciceronis

Fragmenta
OTTINO
I

S.
if))

Augustinus

(hir. 140)1

Gli esemplari che

ni

danno

in

questa tavola proven-

p.

r)7-106),

che ncU'ediz. di C. F. W. MUller


12.

si

trova nel

gono dalla
im brano

cartella Vili. Nella

prima scrittura abbiamo

voi. II, 2,

dell'

Oratio pr Tullio (Pcyron, Cicer. fraqm.

Dall'orazioni' ora

stato

scelto

un brano (Peyroii

(1)

Cor.

X,

4.

(7)

IntnrlinffinniMito nne^nntn

>

fra

fC.

(4)
(5)

Sopra ad

'

fu aggiunto nm.
con un egnolndlcundo che debba pm'i'di-re:
Hlli.

(K)
(it)

A
Ija

qiicst parolft

si

ril'iTHi-e

la poHtIlla di Jl:

Sodoinl

'.

Il (fKluufie

nutic,
2.

ajrjfliiiilii

Inti'rlliHinrimiiitn di

prima mano.

(6)

Hebr. XIII,

(10) Geli. .NIX, 12.


pp. 3, 8

40

tls

Mnller

II,

2.

2-3) pr

la

tov.

VI

tM
10
/'.

nodlflciorum rxpiigviihIii-

Moniim.

iKilneof/r. narra, nel

quulc

la Hrconrta Hcrttnra

nntionnx, ngrl

Hpcttuva alla Cnllafio

rum Maximinn, presno


Tlft.

tionlR, hoininiiin tni-

Mipfnn,

L.
cidntioDcs, Incendia,

XLII (AupuHt.
Nel raso

Vili),

rapinnH, oangiiincni
la

preftente

rccoikUi

scvithira

contiene
i

In ludiciiim venire, et

due bmni

lei

libro I Cnnlra

Ma.rimhmm, e cio

rr.

1-27

15

miramlnl

sntl hnbii-

corrBpohlono all'ediz. Migno


i

XLII (Anp.
ivi,

Vili), 74r)-(5, e

Ikro eoR qui

hoc IndlchwM
qntierl, utr'on

rr.

2H e gp.

all'otliz.

toRsa,

743-4, (da:

net

dcderuiit,

It

credere

al

).

hoc tnm Bc,erva, tain


al

Assejrnercmo la prima scrittnta

oc.

IV-V, e la
80

Indigna,
fn<;tji

tam

atrra-la

ONHcnt, noe no; iitr(

Hcconda

VII-VIII.

Iure fnra, an Inlurla?

Dell' Orrt/w

prn Tidlin non

ni

rononcono che
r|iieli

fram-

menti AmhroNani e Torinesi,


dal Peyron,
I

editi

dal Mai, questi


Col.

ambedue

rivisti

da Keller. Pur troppo ora


pifi. Il

n
le-

frammenti Torinesi non esistono

prof. C. 0.

ZuNon ergo rraetores a


go Aqullia re(wM>nint,

retti

regal alla Hiblioteca Universitaria Nazionale di


la collazione che, anni

Torino

or

sono,

aveva

fut.t

quae de dninnn
dei frammenti, che ora lamentiamo
distrutti.

es>ict(l),(<l

de

vi et annatH

Hevorum
(2),

E. Chntelain, C.mHiqtwit latim,


in facsimile

pi.

XXIX,

riproduce

hidiclum consilhienint

un brano della Or. pr TuUio e


sarebbe

l'attribuisce

noe

liis

et

Ininriani

al sec.

IV

dunque posteiioro

al

frammento

qiinerl nitoquani pii-

torinese in

Vvrrem.

tarunt oportorc. ed con,

qui

(.1)

amilH

quam

iure

Prima

Hcrittnra:

10

agcro malulHHont, de
Iure et luluria dlHpu-

Col.

A
fc.

XLIII] tare noluorunt

Neqf

Tullio
[de cctejris dfimnls ab legno Aquilla reccdit in quibs
nihII agitur nisi danri-

Ideo do iniura non

addidcrunt, quoti in

15

alils

rebus non adde-

rcnt, e

no

ipsi

iudlcarcnt (4)

num. qua do re Vraelor


5
(e.

ani-

posRO homlnes servos


Iure

mum

dobet advortcro.

arma capere,
cogcro.

ot

XLIIJ In hoc ludiclo videtls


agi do vi, vidctis agi do

manum
20

NeqMC
bI

quod putarent,

addl-

hominibus amatifi, vide-

tum

essot, posse

hoc

tafllbu)

Seconda

scrittura,

1"

pagina:

dlcens angelo vldcri ab arcangelis, anima ab


nngeijs, angolos vero

ab anima

(6)

non

vlderi, un-

de etiam Chrw^Mm secundum divinitatl 8uae substantiam, non solum ab homlnibus, sed noe a vlrtuti-

bus caetium

(6) vlderi

ad

(7),

Ideo Patrem solum

invislbllem esse dixistl, quia superlorem non habet

a quo circumsplclatur. Die


bi

nobls, rogo te,


(9),

quando

li-

Indecaverunt

(8)

arcangeli

quod

IpsI

vidcant an-

gelos,

non autem vldeantur ab angellsi"

(10)

Quibus

Socondo Poyron tiivrn. oiiMit corrotto In cut colla iiopprc(ilonc di l pu ppenu due lettore. Or 1 Todr hono esiiot., m doll corrodono
(1)
,
,

() (6) (7) (H)

Cornato
li

di

mno

pontorloro

l:

nlinllbuii.

caclcHtIbu.
nducrulrtl.

vvcrtir qniilchn Incerti tracci. Mttllcr Wgttc.: -ciit


(2)

//
l

Indlruvrnint.

nt

<
1

in nea*o.

(3) !> (4)

in piccolo

e in

ulto.

(11)

Il irhiinp'll.

nt>

In noiiao.

10
animas, anime
illos

41

Ipsi

narrantibus angeli cognovisti, quod

videant

non videant?

(1)

a quo haec

audisH

? (1)

unde

didicisti ? (1) ubi legisti ? (1)


(2),

Nonne melius

divinis libris

anima intenderis
visos,

ubi legimus et
et

ab horainibus angelos
16

quando voluerunt,

quomodo voluerunt

videri, iubente vel einente


(1)

omnium Creatore?

Verumtamen

qui dixeras

ideo Bolum dicendum invisibilem Patrem, quia non

habet superiorem a quo circumspiciatur, confeesU8 es poHtea Filio esse visibilera contra te
iJO

ipsum

proferens evangelicum testimonium, ubi dicit


ipso Fili US

non quia Patrem vidit


(3),

quis, sed qui est

a Deo hic vidit Patrem

Ubi

te

quidem veritas ap-

ertissime vicit, sed tu nolens ab errore liberar


ri,

noluisti saiubriter vinci, cura


(4)

enim contra

te

26

commemorises
quod
claruit

evangelicum testimonium

a Filio videri Patrem, dicente

ipso Filio; sed qui est a Deo, hic vidit

Patrem

2*

pagina:
confessione
ta-

pertijnet credere, qui ergo

non vis

tali

reura teneri os tuum, quare non


li

mundas a

credulitate cor

tuum?

tene

cum
te

catholica

eclesia (6) fldem rectam,

non

pudeat emendare

perversam, tene

cum

catholica Patrem

quidem

non esse qui Filius


est, et

est, et

Filium non esse qui Pater

Deum
ut

esse Patrem,

Deum

esse ftlium verum,

tamen

ambos simul non duos Deos


solo
flet

esse, sed

unum,

isto

modo

Patrem colas

et Filium,

nec tamen duos

10

Deos colendos dicoa


tatis

esse, sed

unum, ne reatu impie-

tua conscientia compungatur, quando son-

uernt in auribus tuis dieta divina, quia

nuUus
est,

DeMS,
ut

nisi

unus, (6) et audi, (7) Israhel, Domt'nus Detta tuus iominus unus
:

quando audis

Domtnum Deum tuum


soli Patri,

adorabis et

iili

16

soli servies;

securus possis non

sed etiam

Filio

ea quae uni Dco debetur servitute

(8),

memen-

to ergo,
11

non reposet
coli

(9)

ad

illud

quod obieceram

non a vobis
loco gi (10)

unum Deum,

sed duos Deos. Secundo


ubi dixeras

tecum de verbis

tuis,

Deum Patrem
Illa

20

ad huma
in

(11)

non discendisse contagia, quasi ChrislUB


sit;

carne perpessus

et

ammonui quomodo

con-

tagium
vitio

ntellegi soleat,

non utique

nisi in aliquo

a quibus (12)

immunem novimus Chris<um,nec tu hoc


potuisti. testimonia

quio-

quam respondere
25
divina,

quippe

quae abs

te

commemorata
eis

sunt, nihii te

adiuvare potuerunt, non (13)

probare potuisti

humano

contagio Chrts^Mm attaminatum esso

(1) (2) (5) (4)


(6)
(J)

L'InterrofTOtivo di B.

(8) Il

correttore

a^glunof) ncirintortlnp*

aervire.

L'ultima

I >

pare dn

iiiiitnta in

<

Joh. VI, 46.

B corrcase: (10) B ogl.


(9)

respondiaaet.

H: eoniininnnuiiirH.
fl

(11) Il correttore
(12) Il correttore

cclcsh.
4.

/ Cor. Vin,
Deul. VI,
4.

(13) Il

B emendi: hamana. B a);irlanae nell'lntorllnc* correttore B aggiunao nell'interlinea:

omnlboi. enim in.

(7)

la.

42

TAVOLA
a- II. 2*

IV

Ciceronis Fragmenta
OTTINO
2 (InventAro

S.
-

Augustinus

Wl

19)

Si esibiscono alcuni alfri


rii

frammenti di Cicerone e

trcmiim ox|M.>ctcUR meq(i;

8.

Agostino. Del primo

si

d Pro A.
II, 2,

ChienOo,

capi

meum

dtceiidl or<llnem

II 1

HI,

6-7

(ed. C. F.

W. MUller

102 -

3,

Lipsiae

Hcrvare pntinmini,

cum

892); del secondo,


L.,

un brano della

Collatio

cum MaxiCol.

nwno(Migne, P.

XLII

(Aug., VIII),

738-9.

B
1

pcrornro, tum,

quid

e-

Privta scrillura :
rlt

prnotcrltuin,

animo

Col.
amltltomufi, nisi hic
8R ludicnhlmiin,

A
Ipnls cauhI

rcquIrntlR.
f0 7)
Fjfio

ox
ne

me, iudlcoH, ad
accader),

oam

cau-

nd

Rnm

quao lam
loutlnti-

cauHa
ta

iiidlcia

Inm

fnc-

por nimoH octo

domo doforemim.
rI

OH ex contrarla parto

Dotndo,

qiinm optnlonoi

nudlntur ndq'>^ Ipwn opinlo-

lam voHtris montibiin


comprohcndtHtiH,
ratio convellct,
rI

no hominuni (ncltn proRC convIctA ta


Rit,
ni{r\iti;

cnm
ornilo

dnmna-

rI

fncllo tntcllcgo;

labofactabit,

si

dcnlqtio vo-

pe

hI

qui mllii

DouH ves-

rltas cxtorquobit,

no

rc-

tram nd

mo nudlcndum

piignotlR

camqMP animiR

bonovolontlnm conclllablt, offlclnm profecto,

voRtrlfl aiit llhcntlbx.^ niit

ACqtilR romlttntU

ut IntclligntlH Dlhll

Tum
no

autcm,

cum ego una


et dllua

CRRO bomlnl

tnm timenInvidinm,
nl-

qunquc do ro dicam
IpflI,

dum qunm
hll

quao contrarla

innocenti HURCopta

Rint, taciti cogitntloni

invidia
1)

tnm optnndum
iudlcium

vestrac subiclatls, Rcd ad

ex-

qunm accum

Srmndn
1

ucriltura,

1'

pa/fina:

bo]nuH et omnia crcntura Drl bonn, per Chrixliim acccpit,

ut esRct bona, Rcd Rive qui per


facti,

FiHum
unus qulRque

Runt

de

ilio

uno

fonte bonltatiR
fldel

sccundum mcnsurnm
5

Ruae nsRumerunt, ut

CRRcnt boni. Pntcr autem unua quod est bonuR a

nomine

accepit, et ideo ait Chr.s<K8(l)


(2).

nomo bonua

niai u-

nuR Df?K8
1R,

Sic ergo Detta eal, quia unuH cRt incompnrabl-

quia unus et immenaus ut lam Rumus proRC-

cuti.

Non denegamus quod

FIIur diligat

Patrem
lilc

10

cum quando

et scriptum leglmus: (3) ut sclat diligo

mundus, quod

Patrem, et sicut mandntuw

^t)

loh.

XIV,

81.

() loh.

X, i.

(2)

More. X, IH.


mihi Pater dedt
ligere et
(1) fat-io.

43

diligi et di-

Oonstnt Filium et

mandatum

Patrix, ut ipse asserit, im-

plere, et ideo

unum

sunt, oecundura
in

quod

alt (2): Elgo


(3):

15

et Pater

unum sumus. Nam


Patrem, certa

eo quod dicit

Qui

me

vidit, vidit et

fide

credendum

est qui dit (4) Filium per Filium, vidit et itelllgit

Patrem. Propter

mam

(5) servi

maiorem Patrem

professus es, quod mihi

nimium stultum esse


et ipse protulisti
facest,

20

videtur.
in

Scimus enim quod


(6),

frmara

etiam et angelis minor est


satis in gloriai

tus.

Nec enim

Dei praefusus

quia formam servi maiorem Patrem


proflteris.

Ad formam

servi et angeli maiout noe

25

res sunt, nec


instrueret,

enim ob hoc venit Christua

quod ad servi formam maior


ad noe venit

est Pater, sed ideo Veritas

2*

pagina

quod Patre iudicat neminem, sed omnem ludicium


dit Filio, ut
flcat et

do-

omnes

honoriflcent Filium sicut honori-

Patrem, in hoc enim profltemur, quia et in

resurrectione

cum omnia

fuerint Filio subiecta,

cum omnes eum


nt,

honorat et venerantur et adoraextollit se,

nec tunc sane Filius

sed etiam

cum
in vini-

omnibus

sibi subiectis subditus Patris,


(7):

hoc modo

tur ut dicat

venite benedicti Patris mei, possidite


origine mondi.

regnum paratura vobis ab


10

lam

dic-

tum

est

quod

et ipse pr tuo arbitrio

secondum tuum
Apostoli-

sensum visus es

alienare. Stat

tamen

cum dictum
libus et quia

quia, sicut oportet, ore nescimus, sed

ipse Spirittis postoiat pr (8) nobis gemitibus inenarrabi-

argumentare visus es obstrepere dice-

15

ns,

ergo tam miserabilis est Spiritus Sanctus, ut gemas, nos enim


dicimus,

non miserabilem Spiritum Sanclum


lectione gloria (9) ostenditur, quia

siquidem ex

ipsit

non pr

(10) gcmiet,

sed audi lectionem qui,,f^na pr sanc<ts. Siquidem nec Fi-

lium pr se orat, sed pr nobis utique postulat, et

in-

20

terpellat, sicut

iam

protuli in praecedenti. qui in

modico

fldelis est, in

maius

fldelis est (11) invinitur.

Nec

enim

alter asser potest

quod Pater

et Filius

unum
nam

sunt, nisi

hoc sane modo quod tu ipse et nos probare


bis ipsis

possumus
25
cis, et

exemplis quibus usus

es;

si,

ut di-

Apostulus (12) conflrmat, qui adiungit se


(13),

Domino

un-

us spiritua est
Dei,

unus apiritua

in

consensu inplens voluntatem

secundum Salvators magisterum, qui etiam

(1)
(2) (8) (4)
(f>i

Altra
loh. loh.

mano
X,
30.
9.

inHer)

interlinearmente:

sic.

(8)

Corretto forse di prima mano, colla aostituilone di

ro >

(9) Il

correttore aggiunse noll'lnterlinoa: Hpiritua Sanctu*.


:

XIV,

(10) Il correttore inser

so.

L'antico correttore

L'antico correttore

emend emendi
:

vidit.

(11)

La parola

cancellata con

una

xerio di punti sovrapposti.

formam.

(12) (/ Cor. VI, ir>.


(13) Il correttore nell'interlinea a)i:glmisei ntiqtis.

(6)
(7)

L'antico correttore inser

aervt.

AfaMh.

XXV,

84.

44

TAVOLA V
a.
II.

2*

a.

II.

2.

Ciceronis

Fragmenta - Codex Theodosianus


S.

Augustinus - Cassianus
OTTINO
2,
I

(Invent. 1461: 10, 44)

Questa tavola rappresentji due frammenti

desunti
II,

da fotografie; un
con
S.

frammento

Cir,eronian<)

(a.

2*)

[Cassianus,

6'oft/rt/iV) III,

22; ed. Petschening. p. 95]

Agostino; un frammento del Oxe.r

Th('od(i)ami.<<,

con

Ca>*8a.no (a. II. 2).

Pur troppo,

del tento del

CW.

e sua

c.RlIa

non tam nlacrcH, (]iiam conpunctis


iioch fiiiKt, lioc no-

Thcm. la fotografia non permette di rilevare neppure

corde auto innduin


bH praccipiiiim

un

bricciolo. Perci

non trovai convenicntt; parlan; a

Huac conlntioniH confcrcns


abrcnuntiationm primr

questo luogo dei frammenti Torinesi del Codice Teedosiano, risorbandomi a dirne quel poco che sar necessario nella illustrazione della tavola VII.
f>

miinere, ut

cum por

coiiHumationRin, <nmin tota virtutc tu(Icbainus iiiplere, adtiiiffciida nobis


tionls
jicrf*-

A
mento

culmina credcrcmus, nccpcriinug

questo luogo mi accontento di dire che


di (tassiano e del

il

framrtgnoscere, necduin nos cooplssc lnoll.u^ho-

Coth^x risulbi

da una foto10

rum

ftvstiffia

soinninrc, quippc qui do ein coe-

grafia (>s(^gnita dal

compianto cav. Luigi Cantt'i, in servizio


il

cunda abrcnuntniiono panini quid

del prof. Federico Patetta,


la

quale cortesemente

me

nobiis eruditi tcrtiam in q'a(l)onni8 peri'ectio


118

comunic, affinch

io potessi qui riprodurla. Il Patetta di darla

continetur quiioq"*'

illas

inferiores du-

avrebbe avuto intenzione

ad illustrazione dei

multis praocedit modis, no auditu

quidem

suoi studi sui frammenti Torinesi del Codex, dei quali

nos antca praeccpisse nosscniu.

parleremo

al

luogo

cui giiV rimandai

il

lettore. L'esito
lo

ExpUcit conalio

ahhati.s Fat'nutii

de trib

non abbastanza felice della riproduzione fotografica, ne


dissuiise.
titnt!;

abrenuntiationibus.

Ma

allo stsito attuale delle cose tutto

imporCodex,
[Conlaiio IIII,
I,

e se la nostra edizione

non vale per

il

p.

96]

gioverai
si

almeno per
il

le

Conlntiont'fi di

Cassiano. stava

Come
su
tre
incipit conl/() tbhfttix Danihelis
dfr

dir,

tosto

delle

Coiikitionen,

che

concu-

fogli del

Codex, non venne finora usufruito.


il

pHCcntia

camis

et. sp/'/v'/us

Al primo posto pertanto riproduco

frammento che
Codex
2C
2.3-7.

descriver

come

fol.

2 recto

dei

tre fogli del


libr.

Inter ceteros chr<.s/iane philosophiae viros

abbatem quoque vldimus Danihelem

ae-

ThPMlosianm

illustrati

dal Patetta,

XVI.

2,

qualetn in omni virtutum genere

Nella seconda scrittura abbiamo un tratto della Conlationen di

bis qui in

baeremo

Scytii coninanebant, sed

Cassiano,

libr.

Ili,

e.

22, e libr. IV, e.

I,

ed.

peculiarius jjratia huinilifatis ornatum. qui (2)

Pet^chcnig, p. 95-6, nel Corpu-i script ecclesiasticorum


latin

merito puritatis ac manauetudinis suac


2.')

di Vienna.

a beato Pafnutio solitudinis eiusdem presbvtero et quidem

Que.stii

seconda scrittura l'onciale decadente, non


che, mentre nell'aspetto
si

cum

multis iunior cssct

senza influsso irlandese, cos

complessivo assume on aspetto che


scolo, somiglia

accosta al minti -

un poco

alla

seconda scrittura del framni.


Al

Ciceroniano-, colla Conlafiod S. Agostino. Vuoisi quindi

secondo

posto,

si

riproduce la tavola, XI

lei
<lci

ascriveie anche questo saggio al sec. VII-VIII.

in

circa.

AfoHum. pal-aM/r.

mura,

contenente

una pagma

(1)

La <n-

xnvraKcnttn, ndotta quasi HC)Cn di abbreviaziniiv.

(2)

Ln

<

rapprcnnntnta cuiiiv

ni r

11.

4.-.

---

frammenti Ciceroniani, col testo

di S.

Agostino

in se-

cupcront
si

id,

(uim contes-

conda

scrittura.
la

Nell'incendio

del

1904,

come and
distiutta
10

siMit

meliore loco esse

consunta
la

pergamena

originale, cosi ne

and

videnntur.
Itfiqno
liiis

negativa sul vetro. Si dovette qui dunque rifotogra-

tum vcstruin
udicium

difflcil-

mea

fnci-

fare la tavola suindicata.


lis

detensio lore videba[tur

Trascrivo anzitutto
tra parentesi

il

testo Ciceroniano,
lettere
in

chiudendo
date per

quadre
Si

le

illeggibili, e

congettura.
tura,

avverta che
il

catisa della riquadra-

che

restringeva

foglio

esposto

alla

Mostra
i

Nella

seconda scrittura abbiamo

8.

Angustinus,
brano

d'Arte

Sacra a Torino nel 1898, rimasero


testo Ciceroniano.

nascosti

Cnllalio cimi MaTviino

Atianorum

episcopo, nel

due ultimi righi del

stampato presso Migne, P. L. XLII, 715.

Cicero, Oratioprn M.
Fragmenta,
p. 37,
II,

Tullio;

-2; ed. A.

Peyron,
1

98; Ciceronis, Opera ed. MUller,


2-3).

dicimus tres omnipotentcs, quomodo non dicimus


tres Deos, sed dicimus
llli

Lipsiae 1892,

simul

illi

tres

unus Deus,

sic

simul

2,

tres

unus omnpotens est et


Hanctua

invisibilis

unus Deus, Pa-

ter et Filius et Sp/'t78

est.

Sine causa ergo putas nos

Col.

numero

coartari,

cum

Divinitatls potentia etiam


Si

antea sic hanc cauRam


a[gerc Btatue]r[am reciipejratores, |ut inHtia]tu-

rationem numeri excedat

enim animae multo-

rum hominum, accepto


conflatae igne caritatis,

Sprii/u Haiiclo et

quodammodo

unam animam

fecerunt,
et cor

ro8 adversarios arbi-

de qua
10
fecit,

dicit Apostolus: erat eis

anima una

trarer taiitam
Dt

caedem
fa-

unum
anima

(2), tot

cordia

(4),

tot

anima milia cordium unum

tam atrocem ad

(3) cartas

Spirilua Sa/ic/l, tot milia

animarum unam

miliam suam pcrtincre.

animam
tecit.

dixit SpirituH Sanctus,

quam

ipse

unam animam

Itaque animo soluto


(1)

quanto magis unum

Deum

dicimus, semper

a cura ot
10

sibi

invium et inseparablitcr

cogitatione

ineffabili cari-

veneram, quod

15
Intolle-

tate coherentcs

Patrem
:

et Filium et

Spirilum Sanclum

gebam

facile id

me

Maximinus rcspondit
testi-

ac per hoc pares adque


do-

bus planum facere posse.

aequales

dixisti,

quod quidem tcstimoniis

Nunc vero posteaquam


20

cere non valuisti et ob istam rem ad aliam cau-

sam
Col.

devertisti

(5).

Nos enim non

diflBdimus, sed cer-

ta

cognoscemua Fide, quod erat cor

et

anima una

omnium credentium.

nec enim hoc praeiudi-

lajborabam, ut quod argu-

cat religione nostrae, sed magis concordai,


sine dubio autem,
si

eabam,

id

factum esse
in

of-

omnium credentium

erat

stenderem. Nunc

eo 25

[unum] cor et anima una, qunre autem non


Pater et Fitius et Spiritus Sanclus in consensu, in convenientia,

consumenda
5

est oratio,

ut ne adversari, quod
infltiari

in caritato, in unanimitate

unum

esse dican?

nullo

modo

tur ? quid

enim

fecit Filius,
(6) Pater, in

quod non placut Patri

potuerunt,

cum maxime

quid praecepit

quibus non obtemperabit

TAVOLA
Laurent.,
plut.

VI
I

XXXIX,

Vergilius
(fnc. 4(i, n. 100)

il

celebre Codice del Vergilius

Mediceus di
le

fogli

VI, 48 in avanti, le Georgiche,


qui, e

l'

Eneide.

Un

f.

mancante

220, che misurano

20X 13

cm.; contiene

Bucoliche, da

che contiene

AEn. VIII,
ma

.585-642, trovasi alla Vati-

(1) (2) (8)

La

>

inaerta interlinrannente.

(4) (5)

Parola di prima mano,


Sulla prima
e
< >

d'altro Inchioitro, Inserta nell'interlinea.

Ada

Apoit., IV, 32.

fu ovrascritta

mia

.
i

( div- ).
-

Corretto di prima

mano da

-dis

Srgulva una parola lavata.

(6) Ija

seconda

di correzione, per

te praeclpit >).

cana, legato al fine del Vf'rffilim Vatieanus (Vat. Lat. H22ft).

46

Fra
i

moderni, cito P,

De

Nolhac,
p. 271,

Ixi Hibliatlii-qiu

La storia di questo famoso ms. era stata promessa amplissima da Pietro Francesco Foggini, che poscia non

de Fvlrio Orxini, Paris, 1887,


Codice. Per
11

per la storia del

suo valore,

cf.

0. Ribbeck, nella editin

pot mantenere la parola;

ma fu ad

ogni

modo composta

maif>riic\ suo Virgilio, i'roicgomcna (ritira, Lipsia 1866,

successivamente dai numerosi eruditi, che .si occuparono


della sua illustrazione
(cf.

pag. 220, non<'h

la

nuova edizione abbreviaci.

C. Paoli, in Jiwm. Huttimanale,


il

Tratt la questione storica e la paleografica E. Chathelain,

15 febbraio 1880).

non ora

caso di

rifarla.

Cbuniquen

Intitm,

plance 66. Del testo fece una

Indubittituinente esso apparteneva al Monastero di Bobbio, e L. Delsle vi

nuova revisione iMax Hoffmann, Ikr


l'int. A'A'AVA',
7,

Codex Med-eiu
1899,

riconobbe sulla prima pagina, ancorch

. . .

1"

paite.

Boriino,

Weidmann,
1901.

evanida, una traccia della annotazione di propriet:


sctj

2" parte,

Lipsia, Breitkopf u.

llilitel,

Coiumbani

Portava

il

n.

160

nell'

Invenbirio del
in littvra

Le come

postille,

che

si

trovano

specialmente

apposte

1461 (Peyron,

fjiicer.

Fraym.

p.

44 dov' detto

al testo delle

Ecloghe, furono trascurate dal Foggini,

capivern., la quale indicazione nel

frasario dell' Invent.

quelle che, a suo vedere, erano di poco momento.


fia
ess<>,

sembra indicare im'albi


donato
l'asilo

antichit).

Quando abbia abban-

Una

quella ad

AKn.

IX, 279 (che figura nel

Uobbiese, ignoto. Nel scc.

XVI

fu

in

terzo nostro saggio) fu letta


blicatjv dal

da Teodctro Heys e pubp.

mano

del Card. Antonio Del

Monte (che

fu poi Giulio III)

Ribbeck,

loc. it.

221.

In

appresso

gli

e quindi del Card. Innocenzo Del Monte (t L'i??). Per

scolii alle

Ecloghe furono

pubblitrati int^igralmente

da

qualche tempo trovossi anche alla Vaticana, dove ne


rest

M. Ihm,

Itlu'in.

Mniciini, NF.,

XLV,

622.

Bisogna ben
e quindi

(come

si

disse)

un

foglio.

Finalmente Cosimo
si

I lo

dire che la loro letb^a difficile

assjii,

dobriusc

incorpor all^ Laurenziana, nella quale esso

trova

biamo

riconoscinzji al valentt!

paleografo, che

ormai da oltre

tre secoli.

Se

tw.

allontan soltanto durante

felicemente
Altro

ncilla ititerpretazione.

l'epoca francese,

quando

fu trtisportato (1797)

a Parigi,

argomento

di

stH<iio fu la sottoscrizione di
il

donde torn nel 1815.

Aproniano Asterio, che dico di aver corretto


i

testo o

impossibile enumerare anche soltanto

principali

distinte le parole ( legi et distinc.xi), sull'esemplare


offertogli

scrittori

che

trattarono

di

questo
1764) ne

ms. Enrico

Noris

da Macario, mentre
cf.

qu!sti

era Console (cio a


I,

{Cenolaphin

Pisana, Pisa,

diede

un'ampia

dire nel 494;

De

Rossi, Inxcript. Chrixt.


Eiwinlnjx-die di

404

descrizione e una dottfv illustrazione, discorrendo della

Hartmann
II,

nella Hcal

Pauly-Wissowa,
che la data

sua et (per la quale


HolsttMiius,

si

riferisce, p. 118, all'opinione di

1786), add 21 aprile,

Roma.
cos

Si avverta

che

lo

giudicava scritto

ai

tempi di Valente

del

giorno quella del

detto

Natale di Roma.
il

e di Teodosio) e trattando della


Asterio, che
si

firma di

Aproniano

Assai per tempo ne fu pubblicato

facsimile per

trova in fine alle Bucoliche, e che qui


in facsimile.
{!'.

cura di Antonio Cocchi, Exemplum scripturae vatiMlinstmi


Qidicis
Virgilii
et

puro rlproducesi

epigrammatici

Uri

autngraphi

Pietro Frane. Foggini

Verffil

Maronin
v. e.

Codex

Asterii

OmmdiH

e Bibliotheca Medicea, Florentiae 1732.


la firma fosso autografa, chi disse in

antiqimsimm, a Rafia Turcio Aproniana


et emt'ndntiut,

distinctm

Chi giudic che


invece ch'essa
si

qui nnnt; Flnrentiac in Bibliothera Mediceo-

trovava

autografo su altro esem-

LaitrentiatM aduervatur, Florentiae 1741) lo riprodusse,

plare e che qui ne abbiano soltanto una copia. Quest'ultima opinione fu difesji p.
8critianen
in
e.

pagina per pagina,


lavoro
finito,

in caratteri imitiinti

l'originale;

da Ottone Jahn

(A'ufr-

collazion la sua edizione un'altra volt<v


i

den

IlamlxchriMten
O'eselUicti.

romiicher CUvtinker
Lipsia,
Altri,

col Codice,
al

dando

risultati di

tale

disanima in
il

fine

(Bcrii'hte der sdc/ui.

der WisnenMeh,,
349-.'>0).

volume, a modo d'appendice. Ancorch

diffici-

1881, p. 327 sgg., e specialmento pp.

lissimo lavoro

non

sia riuscito del


il

tutto

immune da

compreso

il

Paoli, credettoro all'autografia della firma

mende, certo che

Foggini assai pi e meglio dei


il

di Aproniano.

suoi predecessori foce conoscere

testo Mediceo. Egli

L'argomento principale di O. Jahn consisto


rori, ch'egli

in

dueer-

preparava un altro volume,


il

in cui

intendeva illustrare

ravvisa nella sottoscrizifmc; uno


set eius cui si et
di

nella parto

Codice; ma, chiamato a Roma, quale custode della


piti
il

prosjiica

dove

critici

tentarono

Vaticana, non trov


Il

tempo d'occuparsene.
II,

variamente

orreggere:

set eius cuius et ,


v.

ovvero

Bandini (Biblioth. Laure^nt., Cod. Lat.,

28 1 sgg.)
dotta, del

cui scilicet

),

ed uno nella parte in versi.al

14 (dove

fece

una descrizione tanto minuziosa, quanto

in

luogo di
t

parcas

si
Il

dovrebbe
Ribbeck

cos
si

egli

pensa

Codice Mediceo.

leggere

partas

).

accost a

questa

47

opinione.

Ma

essa

trova un nfrave ostocolo in altre

firma di Aproniano Asterio; rispetto all'et del Codice

si

circostanze. Basta pettare nn'occliiata sulla pa^fina per

tiene sulle generalit, dicendo cMo probabilmente spettji


al

vedere come

la sottoscrizione di

Aproniano

sia

statti

periodo di transizione

dall'Antichit al Medioevo.
si

apposta sopra spazi dall'amanuense prima

lasciati vuoti,

Per verit pia circospetti non


Chatelain sta per
il

potrebbe essere.

Lo

a scopo

di elcf^anza (e

conformemente a quanto

egli fece

sec. V.

lo stesso giudzio fa lo
I,

in casi consimili, p. es. alla fine delle Georgiche; p. 91

Steffens, Lateinmche

PalHographp,

tav.

XIV,

2,

nel

del Foggini) e
in discorso.

non certo per ricevere


basta.

la sottoscrizione
si

mentre accetta siccome autografa


Tuttavia una osservazione dello

la sottoscrizione.
Steff'ens

Pur

dal nostro facsimile


i

pos-

paro t<!nda
dal

sono nel testo riconoscere

segni e

le correzioni fatte

a convalidare

l'impressione

prodotta
la

facilmente

dal sottoscrittore. Per supporre che la sottoscrizione

da

Codice Mediceo. Egli rileva

grande somiglianza che


il

un
si

altro manoscritto fosse penetrata nel nostro,

non

altro

nella forma delle lettore esiste tra


(Vat. Lat, S225) e
lettere
tica.
il

Vcrgilim Valicamm
le

pu evidentemente supporre
il

se

non che ad un tempo


le correzioni

Vcrgilhm Medicem. Nel primo


la

siasi trascritto

testo, e

con esso

e la sot-

sono di un poco pi grandi. Aia


Stefl'ens pubblica,

forma idenall'altro,

toscrizione.

Le circostanze che abbiamo

rilevato vi si

Lo

l'uno

ivccanto
1) in

un

oppongono, e mostrano che la cosa avvenne diversa^


mente.

saggio del Vaticanm


nuite,

(tav.

XIV,

proporzioni dimi-

puossi neppur supporrre


p'ii\

che la sottoscriinsieme
colle

ed uno del Medicem

(ivi, 2),

e la somiglianza salta

zione qui sia stata ricopiata

tardi,

all'occhio,

mancando
indicata

l'

illusione in senso contrario pro-

correzioni, poich bisognerebbe ammettere, fra l'altro,


la strana

dotta dalla
lettere.

diversit

della

gr.mdezza dello

somiglianza perfetta del Codice di Macario col

nostro,

prima dello emondazioni.


impossibili

L'andatura

snella, disinvolta,

genuina del capitale


per esso
il

Gli errori avvertiti dal Jahn non sono


in

del Codice Mediceo consiglia a preferire

un autografo. Essi

al

postutto costituiscono

una

dif-

IV secolo

piuttosto che

il

V.

Un

segno di antichitA
gli

altis-

ficolt di

minor valore

di quella format\ dalle

consi-

sima al)biamo anche (secondo

insegnamenti del

dtirazioni di carattere generale,


lGt

che abbiamo esposto.

Ceriani) nellacircostsinza che le lettere in capitale rustico

diversamente avviene rispetto alla sottoscrizione


sui
testi di Sedulio,

hanno
secolo

l'asta

leggermente inclinata verso


accorderebbe meglio
si

sinistra.

Col

di

Aproniano Asterie
(cf.

giacch nel
p.

si

l'asta verticale,

che

Codice Bobbiese
comparisce
in

Pcyron,

Ciccr.

Pragm.

215) essa

qui

non abbiamo. Come

capisce facilmente, quanto

forma espositiva, manifestandosi aperta^


che originale.
sia

dicemmo vuole
ci

significare la fine del

IV wscolo

perci
all'et

mente come

tutt'altro

accontenteremo, coi vecchi eruditi, di pensare

Parmi adunque che


quindi del 494, la

da

ritenersi

autografa,

Teodosiana. Naturalmente in questi giudizi non possibile

Armadi Aproniano

Astcrio. nel

Codice

raggiungere

se

non che un grado

di

relativa

Midicoo, che qui richiama la nostra attenzione. Tuttavia


la parola autografo pti essere forse presa in un senso

probabilit.

un

po' lato ;

non escluso che

Asterio, sia per le corre-

Non meno ardua

la

questione riguardante gli

scolii.

zioni, sia

per la firma,

siasi servito di
il

un

segretivrio.

Con

Gli scolii alle Ecloghe furono pubblicati, con ogni

dili-

questa ipotesi,

come

avverti

Ribbeck, potnibbesi spie-

genza, da M. Ihm, Die Seholicn im Codex Mcdicetui dea


Vergilim,
in: Uhein.

gare qualche eiTore curioso, sopra avvertito.


S4!

Mvsevm, NF.,
all'

XLV

[1890], p.

622

cos avvenne,

il

tosto rispetto alla sottoscrizione


al

e segg. Solo

uno

scolio

Eneide (IX, 279) era

stato

anterioi-e

a quell'anno. L' Ehrle nella praefatio

suo

piibblicato antecedentemente

da 0, Ribbeck {Prolegoda Teodoro

Vei-ffUm

Ronmmis (Romae,

1902),

dopo aver discorso

mena,

p. 221),

secondo

la lettura fattine

dei vari mss. in capitale, e

dopo aver soggiunto esser

Heys, lettura che


sciuta esatta.

dall' Ilim (loc. cit, p.

622) fu ricono-

quesito molt
in

difficile

quello della loro data, attribuisce


i

generale
il

ai

mss. in capitale rustico

secoli

IV e V, e
all'a.

Ihm

distingiie tre mani.

La mano

del pi

recente

consideiu

Virgilio

Mediceo come anteriore


avesse pensato al

494.

scoliasta sarebbe superiore al sec. XII. Gli scolii pi


antichi e pi importiinti (e sono presso

Bench

il

Bandini

(col. 29;>)

secolo,
lo face-

a poco

quelli

pure avea ricordato anche l'opinione di coloro che

che off"riamo nei nostri saggi) sono


gante, e sjirebbero
facili

in

semicorsivo elelo stato di

vano

risalire

almeno

alla fine del IV.


sciolta,

Il

civto

Hoffmann

a leggersi, se

con-

(parte I,pag. XV)

non crede

n in senso favorevole,

servazione fosse migliore, e se una

parto di essi

non

n in senso

cfnitrario, la

questione sull'autografia della

fosse stata ris>cata nel tjiglio nei fogli.

48

C' qualche somiglianza,

come notarono

Ribl)eck e

Im

scrittura carolinqim in Italia finn

a Carlo Magno,

Ihm, fra

il

carattere di questi scolii e quello della sot-

Milano 1878, tav. IX.


2)

toscrizione di Aproniano. Anzi nella pagina di questa


sottoscrizione,
tia
il

Palarographical Soriety,^,v\Ki

I,

pi.

86 (Bucol. X,

si

pu avvertire molta vicinanza

di ff>rme

61-77, colla sottoscrizione di Apmniano).


3) E. Chatelain, Clansiques latins, pi.

primo scolio e

la parte poetica "(in onciale) della

LXVI (AEn. V.
Freiburg

sottoscrizione.

668-96).
4) F. StofTens,

Al dr. Hoffmann pareva che presso Zangemeister-

Lalmnixchc l'alilographie,
(.4A'n. Vili,

I,

Wattenbach
al

si

esagerasse trasportando l'et degli scolii


vedrei motivo per ritardarli pid oltre,
ci siano ragioni sufficienti

Vb,

190;J,

tav.

XIV, 2

614-42), dal foglio

600

circa.

Non

ora conservato alla Vaticana.

come non mi pare che


negare
ai

per

medesimi anche una maggiore


le

antichit.

mio gratissimo debito quello


e
il

di

ringraziare

il

Ihm avverte che

postille

del

Codice

Mediceo a dire dal

comm. G. Bragi
Laurenziana,
i

dott.

E. Rostagno, preposti alla

furono usufruito da Pomponis

Sabiniisi (vale

quali

cortesemente

permisero

che

si

celebro umanista Pomponio Leto, 1425-98) nel suo com-

facessero le fotografie

da

me

desiderate.

minori

mento a

Virgilio

(cf.

l'ediz. di Basilea,

1544)

ringraziamenti
scelse
i

devo

al prof. L. Schiapparelli,

che tra-

saggi, che qui


:

vengono

riprodotti.

Questi saggi sono

Numerosi
Codice.

assai furono

facsimili pubblicati

da questo

1)

Birolinon IX, 42-67; X, 1-2 (Foggini, p. 11).

Un

elenco abbondante, anche se incompleto, fu


dal
eh. E. Chatelain. I principali sono
i

2) Biicolicon

X, 61-77 (Foggini,
).

p.

13).

In rosso

pubblicato seguenti
l)
:

Bucolicon liber explicit


.H)

A En.

IX, 264-292. (Foggini, p, 324.


in

pag. 326,
del

Zangemeistcr- Wattenbach, Exempla

Codtctim

margine

superiore,

corrispondenza ad
si

AEN,

Ijitirumim,

(Bucol,

IX, 42

X, = C. Foucard,
2)

margine superiore di

p. 324,

logge

.LIB. Villi).

[Ed. IX, 42] Imminet et lentae texunt umbracula vites.

huc

ftdes. insani feriant sine litora fluctus.

LYC
(45)

Quid, quae te pura solum sub nocte

canentem

audieram

num

eros mcmini,

si

verba tenerem.

Daphnl, quid antiquo signorum suspicis ortus?


Ek;ce Dionei processit Caesaris astrum,

astrum, quo segetes gauderent frugibi/s et quod

(1)

duceret apricis in coUib^fs uva colorem.


[50]

insere, Daphn,

piros.

carpent tua

poma

nepotes.

MOE. Omnia
nano

fert, aeta.s,

animum quoque saepe ego longos

cantando puerum memini

me

condere

sole.
(2)

oblila mihi tot carmina, vos

quod

Moverim

(3)

iara tuglt ipsa. lupi Mocrim videre priore.


[55]

sed tamen ista sntis rcferet

tibi

saepe Menalcaa.

LYC

Causando nostro
et

(4) in

longum ducis amores.


slet

nunc omne

tibi

stratum

aequor, et omnes,

aspce, ventosi caeciderunt

murmuris aurac.

bine adeo media estt


[60]

(5)

nobis via.

namquc sepulcrum

incipet apparere Bianoris. hic, ubi densa

agricolae strngunt f'rondcs, hic, Moeri, cannmus. hic hedos depone, tamen veniemus in urbcm.

(t)
(2)

Corretto in
iiuoqiM.

quo

(4)

notro8.

(5) eNt.

(8)

Morini.

49

aut

si,

nox pluvittm ne

collif^at ante,

veremur,

cantantes lcet usqffC, minus via laedt, eatnus.


[65]

cantantes ut eamus, ego hoc te fasce levabo.

Desine plura, puer

(1),

quod nunc

instat
ipse,

agamus

carmina tum melius, cum venerit

canemus.

Conquestio
[/?cf.

cum

Oallo poeta de agris.


(2),

X,

I]

POET. Extremum cum


pauca meo Qallos,

Aretliusa, mihi

concede laborem

set

quae legat ipsa Lycors,

Postale:
[1] Postilla laterale

ad AEn. IX,

49.
[apjrcis calidis, ut alibi
[et ajpricis statio

[gr]ati8sima mergis; (3)


[et:]

aprcis coquitur
(4).

[vi]ndemia saxis

[2]

al margine superiore, con riferimento

ad AEn. IX 60

<

nepotes

>

La

postilla fu in pi/xola parte tagliata

dal rilegatore.
[ex]emplt8, ut: hac casti

maneant

in religione nepotes (5): et:

maneat nostros ea cura

ne(9),

potes

(6);

et:

carosque nepotes

(7); et:

pu^ent

ipsique nepotesque (8) et

centum conplexa nepotes


et facta

et

anno

aliqMts

magna de

stirpe nepotutn (10).

etanimamque

nepotis (11).

et:

famamque

nepotum

(12).

[3]

Postilla sui

margini laterale e

inferiore,

nd AEn. IX,

61.

[8tring]unt (13) putant, ut:


(alibi strijngere

comam

(14).

[signiflc]a[t]
[fragili

metere

ut: et

ia]m stringeret

[ordea c]uimo. (15) Sig^iOcat


[colligejre.

sed tamen et

[quemas] glandes tura


[stringejre
[niflcat

tempus

(16) sigut:

cojmponere

10

[et strinjgere

remos

(17) sigs-

[niflcat

injplentem ut:

[tringen]tem ripas (18) signift[cat: vulnejraverat, ut: le[vis]

basta

temUle strinxerat (19)


leba

15

(signiilcajt tangat, ut:

[strngat] sine

palmu-

[la cautejs (20) et (21) deflexit pai^

(1) (9)
()

huarto et nnnc.
hunc.

(12)
(18)

AEn.

Vili, 731.
regiatra

Jhm
letto

<ant>, nuteon eiUiione, ed rrerta che Pomponio


unt putant, ma: ampatant.

En. V, 128
Georg.

(per

mer^a

leirgrKot

mrgi

>

>ves

non
I,

<

(4)
(li)

II, 522.

(14) Gtorg. II, 868.


(15)

(6) (7)

(8) (9)

(10) (11)

AEn. AEn. AEn. AEn. AEn. AKa. En.

Ili, 409. Ili, &05.

Gmrg.

317.

(16) Georg. I, 505.


(17) (18) (19) (20)

VI, 682. IV, 629. VI, 786. VI, 864. VI, 884.

ABn. I, 552. AEn. VIII- 63. ABn. IX, 677. AEn. V, 168.
Interllneamente di prima mano.

(21) < et > Inserta

M)

(2).

[tlin

8tiin]gentA corpus

[alma Venlu8.(l), et: tandem etrinxit de corpore Turni


[4j fini

margine inferiore ad AEn. X, 2

(Ly)coi1m VolumnJai CMterin loquHur,


(Gojrnelius Oallua et

quam

trimviri

(9,

Marcus Antonius amaverunt quam

{pe]r potentiam Antonius

secum duxit In Oalllam ad oxcut (4)

proflciscen'

[4]

Ad. AEn. X,B6 Sopra

la

parola fance.

c'

nn segno che richiama

alla pontilla collocata al margine inferiorn:

fasce honere, ut: Inlusto sub fas-

ce vlam carpet

(6) et utroqi/e

animam

sub fasce dcdcre.

(6)

[Ed. X, 61) aut deus

Ilio

malls

homlnum mlteRcero
(7)

dlscat.

lam
Ipsft

ne.(\iw

Amntdryades

driisum

(8)

njc carmina nobis

(9)

placcnt. Ipsno rursusm (10) conccdlto sllvao.

non lllum nostri possunt mutare laborcs.


(66)

noe

si

frlgoribs medlls Hobruhiquf?

blbamus

Slthoninsqirf' nivos hlemis subcamus aquosae,

nec

si,

cum moricns

alto llbcr arct In ulmo,

Acthiopum vorscmus ovis sub sldcro Cancri,

omnia vincct Amor,


(70)

et nos

cedamus Amori.

ttnos (11) sat orit, divac, vcstrum cccinlsso poetam,

dum
Gallo

scdot ot gracili flscellam tcxit hibtsco,

PicridcH. vos
(12),

hacc

faclctls

maxima

Gallo,
in horas,

cuius amor tantum mlhl crcsclt


viridi so subicit alnus.

quantum vere novo


(76)

surgnmus. Solct case gravis cantantibjM


lunipcri gravis
Ite

umbras

(1.1)

umbra, nocent et frugibus umbrae

domum
P

sturnc, venit Ilospcrus, Ito cnpellac.

-,

VERGILI

MARONIS

BUCOLICON LIBER EXPLICIT INCIPIT GEORGICON UB I FELICITBR


Asteria, in capitale rustico (parte in prosa).

Sottoscrizione di

Aproniano

Turcius Rufus Apronianns Asterius v/r darimimHx,

Icgl et {nnuler

ex

comito domest/corf/in protectoriim ex comi7f privato*!*


larglt/o

ex praefw/o Urbi, patricius et consul orUnarlin,


codlcem
(V-atris Blacharii viri clnrixsiiii

legl et distiocxi

non mei

fiducia, set cius, cui si et

ad omnia um dovo-

tus arbitrio,

XI

Kal. maias,

Romac.

AEn. X, 831. (S) AEh. X, 478. rigo dono rlnlWIn trwcle (3) Tr Il primo e II condo Volumnlum CItcrin loqnltnr, qanm rrlttum
(I) (4) (5)

(7) Ij

CBiirHIsls.

(M) nirnaii

di

nn-nteriore

()

nohl

<'"'

"""
""f"

llnm cnidn chn


Otorg. III.
il47.

cut

ni erroro por:

excrcltnm

CD
(12)
(I<))

La nmbrs

>

rmirrllaU.

(6) Gtorg. IV, 804.


In minale (parte in dwtici).

61

Distincxi emendans, gratum mihi

munus amici
atqf/<?

Suscipiens, operi sedulus incubui.

Tempore quo Penaces

circo subiuncximus

Scenam euripo extulimus subitam,

Ut ludoB currusqt/e simul variumq/te ferarum

Certamen iunctim Roma tencret ovans.


Per caveas plauaus concinuere meos.
laudis ftnictum talia

Temum
pretium
In

quippe 8o|bB merui tema agmina vulg^,


cucurrit,

quaestum famae census iactura

Nam

damna

serunt
dies.

(1).

Sic tot consuroptas servant spectacuia gazas.


AgteriiiniqM<;

Festorumqxe trium permanet una


Qui parcas
trat>e8

suum vivax

transmittit in

aevum,

tam bene donat

ope,

Quisque

Iegi8,

relegas felix parcasqfte benigne Si qua minus vacuus praeteriit animus.

Poalille

Queste,

(uTettnate la prima, sono molto

constinte.

Il

carattere

della

prima

si accosta,

meglio

che
nella

quello

d'ogni altro
postilla la

alla sottoscrizione

di Aproniano Asterio,
visibile,

da cui

piir tutte le altre

non sono

disposte.

Ma

prima

somiglianza meglio

poich

le

lettere

sono pochissimo inclinate a destra,

[1]

Ad AEn. X, 66

Slton Traciae regio C8[t a Sito-)

ne

Ptiillidis

patre dic[ta, quae]

Demophonta adama[vit]

[a]

X, 61

Liber interior, cor[tex ex-]


terior, Ut:

uioque doc[ent
(2).

in-j

oleecere libro

(8]

X, 75

Surgamus, hlc prfopriam]


gigniilcationem [liabet,]
id est qui

sedem

[deserit?]
[signlflcat:]

quod

(?)

erigamur.
(ut:

crescentem,

illum sur-]
(3)

gentem
dies

ball[ibu8 imis.]

...

aitius et

surg
et
:

surg[ente8 adterat]

herbJaB
[a]ust[roB
. .

(4)

surge
t

...>..
.

8US8
sider
.

[AKn. IX, 264] pocula, devieta genitor quae cepit Arisba,


et tripodas gemnos, auri

duo magna

talenta,

cratera anticum,

quem

dat SIdonia Dido.

(1)
(2)

nt

In

nemn.

('')

<^<V- I. 874.

Georg.

II, 77.

(*)

"r?- IV, !

62

vero capere

Italiani, sceptrisqi/e potiri

contigerit victori, et praede dicere sortem,


vidisti

quo Tumus equo, quibiM Ibat


ipsum
sorti,

in

armis

(270]

aureus.

illum, clipeum cristasqw*? rubentea

excipiam

iam nunc tua pracmia,

Niso.

praeterea bis sex genitor lectissima

matrum

corpora captivosqt; dabit auaque omnibus arma,


insuper
[275]
te vero,
is

campi, quos rex habet ipse Latnus.


spatiis proprioribws aetas
(1)

mea quem

insequitur,

venerandae

puer,

iam pectore

tote

accipio et comitem casus complector in omnia


nulla meis sine te qucretur gloria rebus,

seu pacem seu bella geram,


(280)

tibi

maxima rerum
talia fatur

verborumq**? fldes. contra

quem

Euryalus

me

nulla dies

tam

fortibws ausis

dissimilem arguerit. tantum, fortuna secunda

haut

(2)

adversa cadat. sed

te

super

omnia dona

unum
[285]

oro. genetrix

Priami de gente vetusta


tenuit non Illa tellus

est mihi,

quam minoram

mecum

excedentem, non moenia regis Acestae.


perieli (3)

hanc ego nunc ignaram huius quodcumque


nquc salutatam linquo. nox et tua
testis

dextera,quod neqweam lacrumas perferre parentB(4)


[290]

at tu, oro, solare

inopem

et succurre relictae.

hanc sine
in

me spem

ferre tui, audentior ibo

casus omnia, percussa mente dedere

Postilla

a AEn, IX, 279 alla parola

bella

>

con duplice richiamo

at

tendum quomodo

dixerit: aeu
ei

pacem seu

bella

geram, non est quod

meritorum non conferai

cui se crediturum et pacia iura et bellorum cauaas

spondit bene vide

quam moderata
sibi

resposio.

tam

magna praeclaraque

Aacanio promittcnte quid

illud et (5)

tam rebua

fortibua dissimilem

TAVOLE

VII -

Vm
Julius Valerius
:

a. II. 2.

Codex Theodosianus
OTTINO
1.

(Invent 1461

44

ff.

del Codex TheodosJianjM (26


(T.

X 19) ripiegati costi;

Codice, per quanto

riguarda la larghezza, rimanendo


(cf.

tuiscono altrettanti
risult

doppi di G. Valerio

il

ms. che ne
dell'antico

naturalmente
Cfc.

identico rispetto all'altezza

Peyronj

ha quindi

la

met

delle dimensioni

Fragm., Biblioth. Bobiensi.,

p. 12, p. 156).

(1) (3)
(.'))

Corretto

In: In:

venerande.

rileg in libro.
(4)
<

Corretto

ant.
est
>

ut

in nesHO.
<

Pome

la parole finale

fu tagliata via,

quando

in

antiro

ai

(1) Il

consueto sgno tironiano per

et

>

mi pare abbastanza chiaro.


A. Peyron trov alcuni di
voi.
Cicer.
tali
ff.

53

avvertiva ch'essi dovevano


in

e ne fece parola nel


li

origine

formar parte

Fragm.,

p.

XXVIII., mentre

segnalava

dell'odierao Cod. Vatic. 576G, studiato dal Mai (Roma,


1823).

nella sua dottissima

memoria presentata
{C(m's

il

30 gennaio

E come

perduti

vengono

indicati

quei

tre

1823 all'Accademia di Torino


mettta inedita. Meni. Acr. Tnr.

Theodosiani frag[1S24], se. morali,

frammenti anclie da M. Petw.hening, Joh. CassianUM,


Vindobonae, 1888,
tardi quei
praef.. p.

XXVIII

XXX. Ma
si

molti anni

piti

p. 127). Negli anni successivi C. Bandi di Vesme (Del

frammenti nuovamente

ritrovarono presso
fecero

Codine Teod/isiano e di

alami frammenti
3.51,

inediti del
estr. di

mep. 8)

l'Accadeuiia delle Scienze di Torino, e quindi

dedmo,

in

Subalpino,
altri

I,

Torino 1836;
di quel

ritomo alla Biblioteca, dove, insieme agli

altri
1

fram-

rinvenne
io

frammenti

medesimo Codice,

menti, caddero vittima dell'incendio del 1904.


predetti

tre fogli

baso ai quali, e previa

una revisione dei fram(fatta

furono

riprodotti

da

F. Patotta

{hVammenti

menti studiati dal Peyron

eccezione

per uno,

torinesi del Codice Teodosiano, Afem. Aa-ad. Tor., II Serie,

andato nel frattempo perduto), pensava pubblicare una

XLV

(188."}),

scienze morali, pag. 127) quale appendice

nuova edizione

del Codcx Theodosianiis, Aug. Taurin.,


I

alla pubblicazione del Krllgcr.

1830, la quale rimase interrotta al


le

fascicolo.

Non vide

La provenienza
sotto:
tesi.

bohbiesc'

dei

frammenti

raccolti

pagelle torinesi C. F. Wenck,

Codicin

Theodosiani

a
Il

II, 2,

venne dal Poyron

pi-oposta

come

un' ipo-

lib-i

Vpriorcs, Lipsiae, Barth, 1825.

neppure E. Pug-

Patetta la rafferm, studiando la seconda scritaltri

gaeus, Theod/miani Codicix genuina fragmenta, Bonnae,


1825, che pur
si

tura,

G. Valerio, e trovandola simile ad

scritti

giov del testo torinese e di quello


il

bobbiesi,

come

al carattere del

frammento

di S. Cipriano
l'abi-

ambrosiano, secondo

ms. segnato C. 29, Infer.

sovrapposto a Cicerone, in Verren, e ravvisandovi


tudine dell'aniamense, assuefatto Al Codice
le
al

Intanto Haenel riusciva a dare una edizione ciitica


del Codex Theodos. (Bonnae,
p.
1

carattere irlandese.

842),

per la quale

(cf.

praef.

Teodosiano, del quale facevano parte


le

VI) trasse proftto dei frammenti visti dal


dei risultati ai quali
il

Peyron,
era

pagelle Torinesi, spcttivano anche

undici pagelle

giovandosi anche

Wenck

Vaticane (Vatic. Lat. 5766), che in seconda scrittura hanno


le

giunto in tale riguardo.

Conlationes di Cassiano, su di che veggansi le con-

Paolo KrUgor,

in

replicati soggiorni fatti

a Torino

siderazioni di Petschenig nella sua edizione di Cassiano


(II,

(1868, 1869, 1878), riprese in diligentissimo

esame
(il

le

prolegomena,
eecl.

p.
<li

XXX;

nella

colleziono
sui

Corpus

pergamene trovate da Peyron e dal Vesme


ultimo gli comunic anche
cos
i

quale

scrit.

Latinor.

Vienna).

anche

frammenti
le

suoi studi inediti), e giunse


fogli,

torinesi di cui parliamo, la

seconda scrittura ha

sud-

a dare una edizione accuratissima dei 43


II,

dette Conlationes

(2).

(conservati sotto: a.

2)

col titolo Codicis Theodosiani


d. Berlin.

Questi
(pp.

tre

fogli,

secondo

la edizione

del
3,

Patetta
.5,

fragmenta Taurinensia, Abhaiui.


hist.

Akad., phil-

136-43) contenevano: Cod. Theod. XIV,


3,

7-10:
3,

Classe, CoJnmenlfflfyiV)

II,

Berlino 1879. Nel catalogo

XIV,

10-13; XVI,

2,

23-7; XVI,

2,

27-9;

XVI,

dei frammenti, egli ne ricorda

come

superstiti 42, ancor-

1-4, 5:
Il

XVI,

4,

5-5, 3.
le lezioni allo

ch poi ne pubblichi 43, e ci

perch nel primo caso

Vesme ne avea comunicato


pei-

Haenel,

omette

il

f.

37, gi studiato dal

Peyron

da

lui

me-

che ne fece profitto

la sua edizione.
si

desino riprodotto per disteso.


Il

T. Mommsen, che
p.

gi antecedente

era occupato
Gesetzbitch,

P(;yron

(Cic.

Frajm.,

154)

avvertiva

l'esi-

di questi
in /K. /a'
p.

frammenti (Das Thcodosianischc


Savigny
Sfiftung,

stenza di altri tre fogli, provenienti da Bobbio, in cui

XXI,

ronianist. Abtheil.,

aveva trovato,

sotto a frammenti delle Conlationes di


1.

162) parlandone per disteso nella

postuma edizione
libri

Cassiano, altri brani del

XI

del Cod. Theod. Questi tre

del Codice

Teodosiano

Theodosiani

XVI,

ed.

frammenti non

si

rinvennero pi per lunf^o tempo, sicch


ital., in 6^.

Th. Moramsen et P. M. Meyer, Berolini, Weidmann, 1905,


p.

nel 1871 A. Reifferscheid [Bibl. Fatr. latin,

B. d.

XXXIX)

ritenne pienamente confermate dal Patette


Il

Wi/m. i4*arf.LX VIII, 482-3)

li

lamentava come perduti ('):

la

provenienza loro da Bobbio.

Mommsen non

vide

le

(1)

1890 nella
fi:ina
1,

Per AiMuplice svista questi tre ff. sono indienti come esistenti nel Biblioteca Nazionale di Torino, da G. OTTINO, op. cit., pan.
1.

di pr.--iso.

Essendo
:

tre

ff.

del

<'.vl.

Thviil.,

per necessit sono sei

fogli

della Voitliilionm

infatti,

onni foglio del


il

Ceut.

Thm.

fu rlpieunto in

due
che

quando
rt-nilo

si

volle servirsiriie per


tr.'
ff. ili

nuovo
17
-

test.

Le
6).

parti ilelle Conlnlioni,


-

(2)

Di ci

conto esattamente

il

PATETTA;

poich oramai

il

fuoco

restarono nei
(ed.

cui parliamo, consistevano net capi III, IH


r.

IV, IO

avendo distrutto qmdle preziose

lacinie, noi

non pntn^-muio nulla saperne

PETSCHENIG,

pp. 90,

109,

r.

pagelle torinesi,

54

ni

ma per

esse

si

attenne alla edizione ac-

X; (Jiulio Zachcr (1867), sull'osamo che Jaft e Waitz


facsimile

curatissima del Krtlger, in quanto


giovare.
Il

questa gli poteva

fecero dell'unico rigo edito in


le credette del

dal

Peyron,
sec. Vili.

VI-VII sec, men facilmente del

carattere dei

frammenti

Teodosiani, onciale,

Wattenbach
(Riempia
e
si

e Zangemeister, discorrendo del Cod. Theod.

minuto, regolare, elegante, se non

propiio elegantis-

tab.

XXV),

se ne

occuparono incidentalmente
ultimamente
riferito.

simo, h'explicil in capitale rustico.


Rispetto all'epoca in cui questi pagelle siano state
scritto,
il il

accostarono

al giudizio

Le pagelle Torinesi

di

G. Valerio furono usufruite


scrittore

Peyron (Cod.

Tfied.

Fragm.,

p.

149) propose

da Bernardo Kdbler, nei suoi studi su quello


[Rivinta di Filologia

secolo VI, nel mentre che ne diede un bievissimo fac1

XVI, [Tor.

1888], p. 368 e segg.)

simile al n.
al n. 3 vi

della tavola, che sta annessa al suo lavoro;

e nella edizione delle Res

gestae

Alexamlri,
il

Lipsiae,

riproduceva un altro brevissimo brano de-

Teubner, 1888; egli d a quella scrittura


corsivo romano, e l'attribuisco al sec. VII.

nome
Il

di

sunto dai 3 frammenti, contejienti, in seconda scrittura,


le
il

Patetta

Conlationes di Cassiano. Tuttavia non escludeva per

non sa decidersi
lavoro

fra

il

VII e

l'VIII.

Chatelain (nel citato

Cod. Theod. la fine

del sec. V; soltanto


al di
Is'i

ossoi-vava

Ijcs

Palimpsestes

lativt, p.

21) scrive che Valerio

che non poteasi rimontsire


pubblicazione del Codcv.

del 438, data della

en criture cursive du
il

Vili''

siede

Giustamente

poi
lati-

Patettv osserv

l'ablneviazione irlandese signi-

Zangemeister e Wattcnbach, Kvenipla cmlicmn

ficante p(n; cio la

p con un

apice a destra, e ne rilev

norum
tav.

Utteris

maimcolis scriptornm, Heidelberg 1876,


il

l'impoitanza nella questione sull'origine Bobbiese delle

XXV,

riprodussero

fol.

2 verno (Theod.

I,

5, 11-4),

pergamene

di Giulio Valerio.

Se queste pergamene sono


cui

senza scostarsi dalla data proposta dal Peyron. Del pari

Bobbiosi e scritte da
forse

mano

non

era

estranea,

anche M. Prou, Manuel de Palographie, Paris,


p.

1890,

anche era famigliare anche per via


il

la scrittura irlandese, ci

21, colloca alla fine del sec.

il

nostro manoscritto.

viene

indiretttv

a confermare
il

l'et del

A questa questione
//

volse la sua attenzione F. PattJtta,


8,

manoscritto, fra

VI secolo e
in

seguente.

Breviario Alariciano in Italia, Bologna, 1891, p.


3,

Di Valerio

diede

facsunile
2),

un

rigo

il

Peyron
ripi-o-

nota

notando vari giudizi emessi in proposito.


Palimpsestes
tatinn,

(Cod. T/ieod. Fragni., tab. al n.

due pagine no

E. Chatelain, Les

Paris,

1903

dusse

il

Patetta (Della congettur&ta provenienza, ecc.),

(Annunire 1904, della


p. 21) si

^oZe
:

pratique dea hauten

ttidex),

accoiupagnandole

con

un

minuzioso

interessante

esprime cos

La

petite onciale ( longues

esame paleografico. Le due tavole da


sono prive della prima
Il

lui

riprodotte

iignes de 38 lignos la page) trs fine et trs soigne

scrittura, e perci riescono nitide.

omployo pour

le

Code, semble remonter a V" siede

f.icsimile della tsiv. VII, nella


il
f.

prima scrittura
del
libro

ci

d
del

E
n

a questa data possiamo acquetarci, senza escludere


la fine del sec. V,

adunque
Cod.

7 verso, cio la

fine

III

il

principio del VI. Restiamocene

Theod. (ed. Peyron,

Cod. Theod. fragm., Mem.

cosi,

con un qualche indecisione, alla seconda met

Accad. Tor. XXVII, scienze morali pp. 215-9: Krllger, Cod.


Thed. fragm. Abhantl d. Berlincr Akad. 1879, phil. hist

incirca del
Asssvi
di\ le

secolo.

importante anche la seconda scrittura, che

Cl.,II.,p.28;Mommsen-Meyer, Cod. 7'Aeorf.Berolini,1905,


pp.
1

Res g&stae

Alexandri Maced. tradotte da Giulio

65-66. Nella seconda scrittura, al primo posto


Julii Valcrii,

(f.

7 *)
I,

Valerio. F. Patotta, Della congetturata provenienza del


palinsesto Torinese del Codice Teodosiana della Biblio^
teca di Bobbio, Atti Accad. Tor.

abbiamo
e.

Rea gestae Alex. Maced., Lib.


p. 62,
r.

52 ed. B. Klibler, Lipsiae 1888,

25-63,

r.

21;

XXXVI

[1901], pp.
di

618

al
r.

secondo
19-69,
r.

posto
4.

(f.

7),

1.

I,

ce. 3-4, ed. cit. p. 68,

e segg.,

si

occup distesamente dell'epoca


che
il

queste

gestae, rilevando

Peyron pens

al sec. XI, l'Ottino

Theod.
[necessitJAs adiuvetur et Ibi sine pericu[lo tutoria] usurae penitus n(on
tur.

petan-]
IIII et

Datumyi(l)Knle/uias raartms Constanlino

poli,

Arcad/o

Ho[norio

III]

a acoss.

Impp. ArcadMs et

Konovlus aa Flaviano Vraefeclo Vrbi post alia. Excusationlem

navi-]

(1)

Mommsen-Mcjer notaiio VIom.


!

J, mrntns Krttgerci dA questa cifra;

e c' verRmente, aiicorcli* poco chlar.

ciilariis tutelac,

sive ciirac, hactcnus ifmi ti-ihiiimiiH ut

(in

huiua-)

modi

offlc.iiR

minorib'fs sui tantum forj'Tis uhli{;ontiir.


Stilichone et Aureliano
<'os.

Dat. Ili non.]

mariti Medio/ano,
.

Imp. Constantinus

a.

ad Sevcrura.

minores qui intra vig[intiquin-]


sine)

que annorum aetate sunt praedium. voi manciplum rusti[cum

decreti nterpositione alienatura, etiam non petitam intefgnim res-J

10

titutione, potorunt vindicare; ita ut,

si

hac iege praeposita, tafntum)


Ila

ad metas vicesimi et quinti

(2)

anni supererit, ut coopta

[intra]

eiusdem anni ftnem terminari


di.

possit, Incoata lis poB[8t proten-]

Sed

et

il,

quo cadem

lex,

exacto vicensimo et quint[o anno,]

Intra viginti et sex annos dcpraehcnderit, incoarc po[titionos]

16

suas non morentur; quoniani nm\iir ad vccnsimum et (sextum]

annum

ita

inchoatac

litis

tempora concluduntur. Qufi vero]

post hoc tempos agore temptaverit, expellatur, ut iam [certus]


securusqi/f pofwcssor sit
.

DMiin .X\ .Kalrtt(as\anuarii Serdiroc, Probiano et Iu|liano conssl


[suo, de-]

II

Impp.
bitis

Rtsi

minores ve! ex patris nomine, vel ex


ingrucntib/tx, vel

20

dumtaxat

fiscalib.!

ex privatis

co[ntractl-]

bux repperientur obnoxii, decreti Intcrpositio a Con8t[antiniano]


Praetore celebranda
facta
est,

probatis

examussim

causis, [ut pat-]


[ita sint,]

rerum Ade Hrma venditio pcrsevcret. Hivec cum

26

etiam suspecti tutorcs sub cius dcbcnt examinc


quoqr? actione tribucnda;
scilicet, ut

po8tul[ari, contraria]

tunc
si

demum

ad exp[erienti-]
P[raeto-]

am

tuam, servatis legibus, recurratur,

apud utrumquc;

rem,

dum

quaestio ventilatur, ab aliqua parte auxilium [pr-]

vocationis fuerit obiectum, ut provocationis merita [subii-]

30

mis disceptator oxpendas.

Datiim

THEOD.
LIB

LIB.

Ili

EXPL INC

mi
Fol.

FELICITER

7B
videret relig[io-]
sui

a]ptare tibias et melos,

quam

posaet fabrle, canere acuto

regis pedibfM provolutum.

Quod cum Alexander

ao Consilio efRcAX

multum atque ad mobendam


ille

misericordiam esse provisum, tunc auledus

manibr( extentis. Hancine te urbem,

maxime
tibi

regum Alexander, properabis excindere, quam


dil

immortales, prosapiae tuae principes, peporerunt?


te subit

Ne enim

hunc Liberum ortum? hanc Her-

culis esse nutricem, hinc illam orgia et praestant-

10

tissimos

deorum

cultus dilTsos esse per

mundum,

boni igitor consules ac iacesses ab hac tam


sacrilega voluntate.

Neque enim

si

quid inpatipeniten-

entius ira belli mandavit,

mox ad

tiam ,
16

,,

Addebat
ille

etiara tibi muros,

haec

moenia Zetus

vel

Anpion

stirpis

tuae

pars maxima, Apolline Musisque admiculantibi/s fecit.

Nec videa
te

in

rem tuam tuique geneilll

ris

gloriam

sevire? Quid quod idem

dll

praestites et maiores tui, laetitiam suis et ultio-

30

noni ex hostibus,

pacem denlque etiam

Ignotia mai[e8tate]

(9)

Un

mitcchiit fra

quin e

ti.

56

Fol.

le
nos principi um bellan-

[gcrp8e]ris uti sdlicet Inter di parares,

quod

si

tibi

tanta est confldentia,

paratioribus occursabis. His reacripsit

Alexander
6

in

haec verba: lam quidera miseram

Leonta, qui vo8 excisos linguis ulclsci vaecordiae potuisset vestrosque una oratores

ad

me perduceret Enim
est

consultius visura est

visum

ipsum

me ad

evertendas Atiie-

nas protinus militare, quae iussis nostris


10
obieceritis contumeliam. Si Igltur de-

clinando hulc experimento consutitis


oratores vestros ad

decem

me

deduci patiemini
vestrae

Hoc enim
habebitur
15

in

modo reliquorum urbisque


Hisce Alexandri
iitteris

ratio.

com hoc

tantum, non se facturos esse, super-

scripHissent,

eadem

(1) epistola referri

pro-

nug mandaberc.

Que causa cum mox

curiam contraxissent deliberationi praesentium necessarias orator Hescines


[e.

in

IV] 20

haec verba concionatus

est: Etsi videro,

Athenienses

Di fronte
Alix-andcr
,

al

r.

3,

A appone
r.

la postilla

rescrissit

e.

23, libr. II ( 17-8) di Giulio Valerio (ed. KUbler,

e di fronte al
si

20

la postilla:

oratio .
di

p.

100

r.

14

101
fol.

r. 9.

La

parte b spetta al

e.

38

[ 22]

Nella tav. Vili


essi,

danno due saggi. Nel secondo

del

medesimo
II

libro (ed. KUbler, p. 109 rr,

25).

la

prima

scritnira contiene

un briciolo del Codex


cio
fu ripro-

saggio,

43 V (secondo la numerazione se-

Thcodmiamm.

foglio 48
f.

verso, quanto indicato.

(^uita dal Krilger;

KUbler dice di aver trovato questo


42).

dotto dal Krllger, al

foglio senza

numerazione e d'averlo numerato


al
e.

La

L'altro saggio la riproduzione delle facciate che

parte a spetta

29, llb. II ( 17, KUbler, p. 99,

aveano formato non

il

f.

40

e che erano le sole pagine

r.4-25), e la parte 6 ci

l'inizio

del

libro III, e.

rescritte, e rimaste perci

immuni anche
prima volta
il

dai reaPatetta,

(KUbler, p. Ili,
torinesi.
Il

rr.

1-15).

Con

ci finivano le schede

genti chimici.

Le diede per

la

Della congetturata provenienza torinese del Cod. Theod.


dalla Bibl. di Bobbio, Atti Acc.
e col di lui consenso
dalla negativa, che
si si

testo del Coi. Thend. risponde all'ediz. del KrUger,

Tm: ann. 1901 XXXVX,


;

43

rec^o; cf.Momrasen, Cod. Theod.,11, 26, questi (ivi, p. 5)

riproducono
l'

qui, togliendole ing.

avverte che l'indice della fine del Cod. unicus T. ser


vavit);

salv presso

G. Molfese.

nessun altro manoscritto

ci

conserv adunque

Seguono
I

le trascrizioni,

secondo quest'ordine:
recto.

questa porzione del testo.

saggio: foglio

40

La

parte a spetta al

I,

a)

Iniecto igni concremari, id

quoque mox per penitentiam

re-

formatum extinqui atque


[XVIIIl

in 2)

faciem pristinam reteneri precepit.

Fuit eidem inter haec


pulta olim

curae, ut sepulchra
intueretur,

Persarum

et se-

eorum corpora

quod

in his sepulchris

:.

multi crateres atrei 3)

multaquae magni

p'etii

condita ad tem-

(1)
(3)

Corretto di Antica
li

mano

hi

rnndein
:

*.
>

(3)

cancell l e Bovrappoae: n.

cnncellA

in

e Hovrappo)^

ad

plorum magniflcentiam

dcereiiUir.

Sed aegregiae

1)

ceteriM

anteibat Cyri aedes, quae, silicct turrig ad faciem lapide


levi

quadraque

2) in

8uinniam altitudinem extructa pro3) conditaritim 4) erat e lapide vlscn-

cesserat. Ipsi

vero Cyro pr

10

do, cuius sive natura p/-8picua, sive inaalptio 5)

adeo tenui

erat, ut nihilo prorsus, qiiidquid intererat, inpedire 6) intu-

entium diligentiam, adeo ut p/-aeter


:.

7)

saxi

illiua evi-

dentiam

capili!

etiam conditi caveris

8) viaerentur.

Sed

propter hoc sepulchrum Devile speetaculum Alexan16


:.

der pr 9) tionatua

10).

Erant enim Groeci idem 11) conplures,

quos cura varila ex cauaia diversisq'te temporibus cap:.

tivitate

rex aut regiia aubegiasent, pca^ectia naribus

auribuxque et quaecutxque hominum vulaibus decoriter


:.

natura provldet,

auplicitali post aervito devincti, circa

20

haec aepulchra custodes agtabant. Hii

gitur

bmvoce

nea, ubi iuxt 12) Alexandruro agere senaeri, pari

I,

b)

quem vlrtutum

acilicet et aaplentlae

merito dignum

fortuna sua nullua addubitet. Et idcirco, ut cunetta ita

nobia p-acipue voluptatis 13) quos et


triste experiri

Illa

versu-

ra fortunae nihilum

contenderis

et habitas pr veteris

ac

tui

nominis dignitatem,
gitur nobis

nunc etiam regno partecepes


Alexander, quod Darius,
beneficia

quoniam

Id,

est, in te

nobis deos et
ut Ubi

deorwm

numeramus, hancque gratiam


14),

confesse

ita

P^rsarum quoque proceribus palam

fe-

10

cemua

15),

quo ipaorum etiam votis deorum inmortalium

numeris et consortio congredere. Quare tecuni una,

quod iuves

16),

Roxanen quoque deincepa venerabimur.


17)

Et haec quidem raulierea ad regem m.


trapis et obtimatibus talia:

Eaedem me

18) aa-

agamus

tallter dlis

15

inmontalibus gratias, quod Dario desinente, Darli nobis beneficia

non desunt.

Nam

et

Roxanen Alexan:

der Buura

fecit

eamque

coniugii honore dignatur

[qu]a cuncti de gratta una

cum dis ipsia Aeorumque simulacris


cum

(obviajre vos regi adeo benigniasimo oportevit 19), atqu

20

[Id,

quod

i]n

commune

proflciat, proflteri 20),


eat,

eoa, in

[quos d)omino8 21) factum

mutuar! gandium

aum

Di fronte

di

rr

9-10

(?)

appose

la postilla: Cyrl aepulcri

laudes

(1) (S)

Snlla seconda

a
ta

un punto,

forse di

/ ..

(11)

Corretto

Ma

/(?) hi:
:

ibidem

B B
A A

ag^ause

correggendo cosi

la

parola in:

quadrata

(12)
(13)

qme.,
(8) Sillaba
(4) (5)
(6)

X rorrense in A aggiunse: <<<

tini.
nell'interlinea.

cancellata da
. .

B..
:

(14)

"

shK..
:

cancelli la
corresse in:

e sovrascrisse

(16)
(IB)

ovrapposo
cancell la

.
.

ad
.

.,

per correggere in

fteiimu

inscalptio.

corresse In:

Inbe

corresse In:

In

ret
.

.
.

{")
(1)
(19) (>)
..

B

A

m
. .

(7) (8)
(9)

Corretto (da

i4 ?,
:

per
..

cancell qiicsta sillaba

B
A A

sovrappose
corresse In

non

corresse in:

- bit

..

corresse: .protlnu..
:

^ corresse in:
cornasse in:

confiteri ..

(10)

contionatos

(21)

- nus

..

58

n
Prima
scrittura
f.

(Cod. Thcod., ed KrUger,

48 verso)

de Ade cajthollcA
de
epifcoplfl necleRiis

de monajchiH de de
hia qui]

et clericis

super religione contendunt

heretjicig

ne Ranc)tum bftptlHnia iteretur

do

apost|ntif)

de ludnjois, Caclicolia et Sammaritanis ne chrix{m)num mancipluin ludaeus habeat

de pAg|nn8

Racriflcili)

et templis

de relijgione

explic//<)

TITOLI DIVI THED08IANI

UTERE FELIX
Cojnfitnntinus Co]nBtnntiniiR et Confitarm

Iu]llanu8

V]alcntinAnu8 Valenn et Gratianun

\]icntinianus Oratianu ot Valona


OJratnnuH Valcntliio//Ms et Ttieodosius
y\ti\ontiiiianH!i Tlicodosfws et

Arcadius

T]licodos/> Arcad<u.<! ot IIonorttM


J

Arcnd//M et nonnrhm
Arcad/Ms Honoriws et Theodo,ti

HonorjMs et Thcodositts
TtieodoMtux et ValenttntantM

II.

Seconda scrittura

a)

matris quoque

1) coniugi.s, ut te

di^num

esl fliiorum
tibi

quoqu

Dostroruin nicnicni8.sc non anpcmcre. Eius

beni-

volentine vicissitudincm Rpondco, ubi ttiCRauros, quoB

ex vetusto nobis reges parcntcs


5
ditos Intobris rcliquerunt, ipso

Ruffossos

humi ab-

coram referam

iudicemque, tumque
et

tibi

PcrHarum deos proRperos


ctiani et reliqua-

imporium sccunduni Mcdorum

rum gentium dcpraecabor digno


favore calcstum,
IO
si

profccto

tali

in alR

quoque relevandis
Hiscc
litteris eura-

tumet memineris, ut mortalis.


ptis

Alexander contioneni protinus obtimatium ac prae-

sentiuni cogit, et ea,


tari

quae scripta

sunt, reci-

non

differt.

Enimvcro tunc unus adsiRtentium


vadit, uti

Parmenion
15
in

in

eam sententiam

ha ec

2)

humanitatis offlcium Alexander supplici


sibi

denegaret, et ea, quae

promiserat, libentius am-

plexarctur, redditurus ecilicet

matrm

pariter

iiinriniiiie liitrrlInRiknneiite

et.

(2)

preinl:

n>,

lli

lottnre!


et coniufrein unii

69

o Parmcnion,

cum

ttliabw.i
:

mercede promRR. Sed

enim ad hacc Alexander


20
milii

Afiui, inquid,

contra contra consilium est reapondere Dario,


1)

trustra se d

illum lilsce in nos liberaltatibuH

b)

translLATES

EROPO GRECO EXPL/CnT LIBER SECUNDVS QUI EST AOTUS


TERTIUS

EIUSDEM. mCiVil 0BITU8 LIBER

Emcnaas

igitur dcsertas Indae regiones aqua-

rumqite ndigent88ma 2) bestiolarura quoque exa-

minibus

infcstas,

quas

t'alangia vocant,

mul-

to labore ipso in

atque exerctus tatgantur,


oius e 3) conloqua confe-

eademqwe iam duces

10

rebant, quod sibi satis esse deboret usque ad Perlaa profliis laborassc. li quoq^er; Hubditia

&

Dario consultum oportuerat, Graeciae,


vcctigaics PfVsas jxitriae fccissont.

si

modo
ille

Quo v^ro

tenderei labor in insidiam properantibs, adoo

16

infestis
si

omnibJM

locis feritale

bestiarum

Quod

in

tantum ardore

rei bellicae

Alexander

urgueretur, non sane videri consullum, in consulftae

TAVOLA
F. VI.
1.

IX

Commentarium graecum
OTTINO,
44.

in

Parmenidem
Peyron
fu sottoposta

Di questo manoscritto, bruciato

nell' incendif

del

La
tissimo

trascrizione di B.

ad iligeiiSopra

1904, parleremo in appresso, a proposito dei suoi testi


latini.

esame da parte

di

W. Studemund

e di P. Krdger,

ai quali riusc

fatto di migliorarla in pi luoghi.

Bernardino Peyron {Notizie d'un antico Ecnngcliario


Bobbiase, che in alcuni fogli palim^a-sti contiene

questi nuovi materiali,

W.

Kroll

{Ein ncvpldtonixrfwi
Palim-iest, llhnin.

frammenti
Tor.
187.H,

Parmenidetcommentar

in

einem Turimn-

d'un greco trattato di

filosofia, Biv. di
1

fllol.

Mmeum, 1892, XLVII, 299 segg.) ne diede quindi una


edizione critica.

I.

pagg. 63-7, con

tav.),

ripetendo un'ossei-vazione
vi

di suo zio

Amedeo Peyron,

rilev

l'esistenza

di

Avverte

il

Kroll

(p.

600) che

il

carattere non nel-

pagine greche; su quasi tutte


posto
sul
ff.
il

al testo

greco fu sovrapgreco
94
v.
si

l'originale cos elegante, cos smilzo, cos stt(c<'hito,

come

testo

greco-latino.

Il

testo

trovava
f.

nel facsimile del

Peyron

si

accostji invece

a quelli del
I

64

verso, 67 r e v, 90

Dal

92 v

fragmentum Math. Bobiense,


tico

del Cod.

Veneto

dell'An-

ne

riprodusse

in

facsimile

quattro righi. B. Peyron

Testamento, del Psalterium Uspenkyannm (VVat-

(pag. 56-8) sospetta che autore di questo sia un iilosofo

tenbach, Srript. Graec. upecimina, tab. VIll-IX): uiui se

neoplatonico ignoto, foise cristiano. Egli poi crede che


il

conda mano
ne precisa
Il

vi fece

qualche emendazione.

11

Kroll non

testo
il

greco risalga
testo stesso.

al

secolo. Egli

pubblica

per

l'et.

intero

testo

gl'eco

evidentemente di non poco pi

(1) (2)

Ittnra ranccllntit.

(8)

corrpH In:

hh.

correMao:

iiirs >.

f50

antico del testo latino, se

il

Codice ^reco era


latino.
Il
il

rifiutato
icpinto'

quando

8i

compose

il

Codice

testo latino estesto

T ds'itepov. Sta toOto jisfl'ist

sendo del VI secolo, co8\ lascieremo

greco

al

toO xpmto'j tb is'Jtspov XsYSxat toO efvat toO 8Xo'j tvj ev efvai ex {istox"; YSTO"

secolo,
Si

dove

lo colloc B.

Poyron.
f.

riproduce qui la faccia verso del


p.

93,

non
che

rescritta.
la illustra

vro; toO vo;- xa its

jij

y^t^^sv

icpb-

Essa copiata dal Kroll,


a pp. 626-7.

615

(n" XII),

Tov,

efta {ASTo/s toO vo;. XX' ait tod ivc


^eijivov, ox pp*Y) |istao)(v

Ife^ov^C,

Alla Biblioteca di Bobbio non erano ignote le fonti

v,

dXXi

Iv iietao^iv toO ivto':, o^ 5ti

greche.
ricordo
icspi

Troveremo una versione


che recentemente
in

di

Ippocrate.

Qui

T itp(6T0v -^v 5v,

XX' 5Tt ait to vo; -

M. Wellmann
a.

{Demnstenpn
.5.58)

TSpTTj; ueptTjY'XTSv
2" T 5Xov toOto

ak

sJ; t e/

etvxt
'^o

^fraXiuv,

Iterm^K

1903,

XXXVIII.

c aToO y*? *">*

'eo-

richiam l'attenzione sopra una versione di Demostene,


sotto
il

Tspw; 'iz-^wkvxi ev wpoaefXTj^e t efvat


iv.

titolo

Ophlalmmin, di cui

egli

trov

traccia

pa 5

|i-f)

xa avta3o;iiv(p iotxev

nell'antico Catalogo dei libri Bobbiesi.

lIXaTtov. Tt T ev t itsxetva ofiafa; xal

Ecco

la

trascrizione

del

testo

greco
n".

secondo

la

vTot- 5v |iy O'jx 3Ttv. o5 o3a. o8


28 vpYSta,

lettura del

Kroll, (pagg. 615-16,

XII).

vepYeC 8 [lXXov xa ajT t

vepysv xail-xpv. msTe

xa a'jT t efvat t

anv. xa
vo
'p'

iJX).o

t'

5 o

(ivov
xotd

o* louv xetsv
tot
.

Kp ToO vTo;
ToO
iy^et

o'j

[isTaaj^v t iv

4XXo ^ a-

o6 ar sttv, XX

vtt-

xxXsiv(j.svov

T efvat Sitep

xstjivotc

oot'Ps^Tjxat O^empo-iiisvo

n')-

3T iisTsyetv 6vto;.

w3ts

dtTTv t el-

V.X1 xstvo Sv jivov, toto Ss ev

xvta*

* vai, T {lv itpooitipy^st To vtoc, t 8 6

* xxstvo |iv ev vo'iaiov, coto 3 iv vo'iaiov

ita/Tat ex to vtoc to itxetva evc

ti

8'

svoaiov efvat xai oatwaO'ai

ToO efvat 5vTo: t siX-jTov. xa waitep

f-

lisr/siv ooJac etpTjxs


icofl-stc-

OXtcov, o t 5v
stiriv,

8ia ToO vTo; 06 neTa3/v 4XXo


vev, (p

Tt

Sv y'T*"

*^i t 5v ys lie^s/stv oo(a<


6ico0'e(c,

aiC'JYOv t .- aTO 67tt'fep6iAe-

KX T% v

oaitt>{ivov

8 iv, (le-

vov ef^at.

w;

et voTjaeta-

Xeoxv

efvat...

TAVOLA X
(Invent. 14fU
:

ifr,)

Gargilii Martialis de re rustica fragmenta

Libri

pontificalis

Fragmenta
8.

BibliolecH bastonale di Napoli: IV. A.

fogli

40-47
i

del

manoscritto noto sotto


Nazion.
di

il

nome
A, 8)

Napoli, 1H33, p. 141 e segg.), aggiungendo un facsimile

di

h a

s (Bibl.

Napoli

IV,

approssimato

di tutti
<il

frammenti, e un facsimile

dili-

contengono nella pi antica scrittura abbondanti frammenti dell'opera

gentemente eseguito

\m brevissimo brano nella tavola

De

re rustica di

Gargilius Marseconda scrittura


Pontiflcalit.

illustrativa (al n. IV), rese cont in generale della paleo-

tialis,
ci

altrimenti ignotsi, e nella

grafia di tutt^
Il

il

manoscritto.

offrono un largo
I

frammento del Liber

Mai, giovandosi dell edizione dello Scotti, che per

frammenti

di Gargilio furono letti, coll'aiuto della


il

cortesia diill'autore

aveva avuto a sua disposizione

noce di galla, nel 1826 da Angelo Mai,


l'uso del

quale insegn
il

prima che
il

(>ssji

umssc nelle Memorie AcTadrinielir, rivide

rimedio chimico ad A. A. Scotti. Prima


le

Mai,

suo

testi),
I

e ne diede

una seconda accurata edizione


Vofiatiiis

poscia lo Scotti pubblicarono

loro edizioni del testo.


diri-

nel voi.
ed.

dei suoi

Claxs. auefor. ex

OhUc.

Lo
linr.

Scotti (Gargilii MnrtialiM


II.

hortcnsi, in

MrII.

(Roma, 1828, pp. 391-413).


Gargilio b scritto in un onciale assai elegante.

Aniiilrmia.

Kmdmwnsv

di Arrhcol., voi.

Ma

61

remo
al

pur troppo l'uso replicato della noce di galla ridusso


le

manoKcritto la fine incirca del secolo VII. Del


il

pergamene

in cattivissimo stato,

per riguardo, sia

sec. VII lo dissero e

Duchesne, e

il

Mommsen.

Il

alla prima, sia alla


difficolt
i

seconda

scrittura. Cos

che ora con


i

carattere ha

qualche

somiglianza

colla

pagina che,

due

testi si

possono leggere, e
in

facsimili
servire.

togliendola da un manoscritto della Biblioteca Casanatenese, pubblic V. Federici, in Arch. paleogr.


fase. 22, tiv.
Il

che qui

si

pubblicano solo

parte

possono

ital.,

906,

Del Gargilio, oltre

al facsimile dello Scotti,


il

uno abba-

71.

stanza breve ne pubblic anche

Mai, nella tav. Ili

Duchesne disse che

nelle parti centrali

il

testo
e in

dei frammenti Vaticani di Sallustio, p. 420.

del Liber in generale difficilissimo

a leggersi,

Le

lettere onciali di Gargilio

denotono molta antinella


delle

qualche luogo tuldirittura


genti chimici, coi quali
antica.
Il

illegibile, in

causa dei reapift

chit nella brevit delle

linee

verticali,

svelta

si

fece rivivere la scrittura


il

naturalezza

nella
di

elegante

rotf)ndit

forme.

Mommsen

riconosce senz'altro, che


d'asstii

danno

Minore genuinit che pur


si

forme presenta l'Orosio fiorentino,


al sec.

prodotto dalla noce di gala

pid grave di ci
del

aggiudica

VI

(G. Vitelli e C. Paoli, Coli-

che indurrebbero a credere


Nella lettura
mentti
i

le

parole
limiter
il

Duchesne.

lezione fiorentina di ffu-simili paleofjraflri qreci


I,

latini,

della

ttivola,

mi

a dare sola-

lat.,

tav.

I).

Non

ci

discost^remo

lai

Mai,

<^

attribui-

primi righi del Libro, che

resto sarebbe ben

remo

il

lesto di Gargilio al

V-VI
b.

secolo.
il

poco

proficuo,

appunto

in

causa della pessima conil

Non meno
tif.,

celebre di Gargilio

testo del Lib. l'on-

servazione dell'originale. Per buona sorte


sfatto del IJber

tosto dicollazion**

che richiam l'attenzione di G. E. Pertz, Arrhiv,


(1822), p. 601,
il

pu essere
1

sostituito

dalla

IV

quale anzi ne diede una compieta

che nel settembre

822

il

Pertz ne fece colla edizione

descrizione paleografica {Arrhiv,

V [1W24],

p. (,8

e scgg.)

Muratoriana; tale collazione, anteriore all'uso dei reagenti, si trova ora nella Biblioteca Reale di Berlino, e

Veggasi pure G. Waitz {N. Arnhiv, X,


monti limit
il

4.56),

che pari-

suo esame

ai

frammenti del

Lib. J'ontif.

venne dal Mommsen


Il

usufruita.

Ma

le migliori

disamine di questa parte del manoscritto


il

brano di Gargilio, che comparisce nella nostra


riproduzione scmifac-

sono quelle dei due recenti editori del Libcr,


{Lib. Pontif., FarH,

Duchesne
il

ttivola, costituisce la tav. Ili disila

1886,

I,

p.

CLXXVI)

ed

Mommil

similare dello Scotti, e risponde alle pp. 160-2 del suo


testo. Nella edizione del

sen {Gesta Pontif., p.


tratto

LXXXIV). Nel

nostro Codice

Mai

sta

a pp. 404-5. Presso


ci

il

comincia con:

beatissimo papae Damaso, Hiero-

Mai

la

pagina del manoscritto, che


il

d questo

testo,

minus

e alla lettera di S. Girolamo fanno seguito la

figura

come

recto del

f.

39,

mentre secondo l'odierna


invece del recto del

risposta di S. Damaso, un Catalogo dei Papi fino a


(t 687).

Cenone
al

numerazione del Codice


fascicolo 42.

trattasi

Dopo

di ci

si

inizia

il

testo,

che termina

mezzo della biografia

di Anastasio II (496-98).
fino

Dal Catalogo, che giunge


durre che
il

a Cenone,
certo

si

pu dea
del

Prima
I

scrittura. Onciale

non molto elegante. Fine

manoscritto non di

anteriore

e principio del II paragrafo del capitolo

De nmygScotti,

questo Papa, e che anzi probabilmente esso venne redatto verso


il

daliH di

Gargilius Martialis. Corrisponde a


I,

tempo

di tale pontificato.

Quindi assegne-

tav. III, testo alle pp. 150-2: Mai, AtKt. claxs.

404-6.

flmum bubulum transferunt nec ex eo


nisi

nuces prolerunt ad aerendum,


hiacere
1)

cum

coeperunt.

Mago

et Celsiis scro

bes altos latosque

trinis pedibn.i effkin2)

dunt

in

eoa tercorum

congerunt
.S)

quam

minuti8!ma

cum

Htercori

admixtio-

ne eatenus ut para dimidla conpieatur.


ibi tra
ri

amydala

in

medio

trina angula-

lege disponunt quo Inter se non palmo,

10

ut Columellae videtur, sed peds sive do-

drantis epatio separentur. acuta pars

(1) (2)

Scotti Ml ooiTPifiroiio hlaHvere. Scotti corn'ffgv. tercorum e Miii terme


:

(3)
.

Mul

i-orrcgjD'

tercorH .

nucis ab utrisquc prima deflgitur. radices exitum molliuntur.

8ed in poateri-

ores

1) dissentlant. Si

quidera faciem lateinvertii. Celsus

16

r8 in

Aquilonem Mago

ad Favonium dirigit Columelia cum


'dicat

ancepg nuclB
dubio et ip8e

id 3)

Favonium spectet
latus opponit

et sine

unum

Aquiloni.

Supra nuces terra sesquipenuc


3) ullus

20

dig ingerit et si

imber

fuerit

ter in
ri8

mense eminlbus

expositis

umo-

alimenta subministrentur. et quidin

quid
fll)

Bummo

scrobe induruit, levi

garcuio relaxetur.
ostenderint,

Ubi primum se germina


illis

26

quoniam tenuis

sti-

lu8 et flexuosus est iuxta vastior palus


adflgitur.

quo rami admiculo


in

4) et in vali-

do requieacant et scandere

rectum
trien-

conpletum docent consuescere. 30


nio exAceto 6)

unum germen

in loco per-

manet. reliqua eodem mense, quo sata

n testo

del Liber Pontiflcalia dato nella nostra

Tavola

r.

pp.
mi

44,

r.

10.

Considerando
l

le condizioni

del

estendesi dalla fine della vita di Sisto II fino a compren-

testo,

limito

a trascrivere
:

primi e gli ultimi righi


in altre parole,

dere parte di quella di Marcello.

La prima colonna

corri-

di ciascuna delle

due colonne propongo,

sponde nella edizione del Liber Pontifkal curata dal

solo quello che risulta chiaro e nitido, poich

poco o

Duchesne
la
r.

alle

pagg. 155,

r,

10

161,

r.

7.

del

t.

I;

nulla vi fu intaccato dai rimedi chimici.

Pur troppo questi


parte
centrale

seconda colonna abbraccia quanto va da pag. 161,


8
.

recarono

al testo del Lt). Pontif.,

nella

a pag. 164,

r.

15 del tomo stesso.

delle pagine, gravissimi danni, n io volevo riprodurre

Nella edizione del


1 col.

Mommsen
35,
r.

le citazioni
r. 2;

corrispon-

un

testo di troppo lacunoso, o troppo arbitrario.

denti sono:

= pp.

40,

2 col.

= pp.

40,

Col.

Al principio:
1

nan VI diacones supradlcti

sepulti gunt in

cymiferto Pro^textati, via


in cyrniterio Cyaliis

Appia. supradictus beatus autem Laurentius


riacetia, in

agnim Veranum,

in cripta,

cum

multis

mar-

tyrlbus. et cessavit episcopatum dics

XXXV.
6)

XXVI

Dionisius,

ex raonacho, cuius generationem non potuimos repperire, sedti


.

annos

VI

nveiaes

Il

Aies

IIII

Fuit autem temporibus

Gallieni ex die

Al fine
per mensem decemftrw preshyteros

*e]cit

ordinationes

1111

XVI

diaconi

XV

.,

episcopo* per diver-

sa loca -V-

(1) (9)

Mai

eorregf^e

po8trorbnii .

(4)

(8)

Scotti e Mai correggono ad. Scotti e Mai correggono nec>.

(6)

Scotti e Mai correggono Scotti e Mai correggono


tratto
:

adminlculo
exacto
.

(6) Il

perire sedjt

alla ftne del figo procedente.

6H

Col.

Al principio:
qui vero sepultus est In cymiterio Callsti, via Appia, .X. kalendea mai, et cessavit

episcopatum dies

XI

XXX
6

Marcellinus natione

Romanus

ex patre Proiecto, 8edt7 anno

Vmi

menses

IIII

.,

dies

XVI

Fuit

autem temporibus

I)

Diocletiani et Maximiani, ex die

Kalendarum

iultj,
.

a consulatu

Diocietiano .V. et Constatio

II

usque Diocletiano

Vim

et

Maximiano

.Vili.,

quo tempore

fuit

persecutio magna, ut intra

Al fine:
nudus araicto
cilicio

defunctus

est.

Cuius corpus collegit


beata Lucina et

TAVOLA XI
(Inventario del 146
:

165)

Veteris Testamenti fragmenta


artis

Charisius, Insti tu tionum


libri
8.

grammaticae

Biblioteca Nazionale di Napoli IV. A.

Nel Codice del Carisio

(Bibliot.

Nazion. di

Napoli

nese del Liber Sapientiae (Chatelain, Uncialis scriptura,


tav. 65),

IV. A, 8) di gi A. A. Scotti (Memoria sopra


falimpfesto, in

un Codice
II,

che

si

attribuisce al sec. V,
il

dalla

quale

et

Mem. Accad.

Ercolan., Napoli, 1833,

non evidentemente molto lontano

testo nostro.

128),

aveva

rilevato l'esistenza di alcuni frammenti dei


al sec. III.

La seconda

scrittura, in lettera irlandese del sec. \'II

Paralipomeni, ch'egli faceva risalire

Ne

diede

incirca, ci presenta

un lungo brano del


di

libro

primo delle

un breve

facsimile,

bene disegnato, nella tavola dei fac-

Institutiones artis

grammaticae

Plavius Sosir.

simili, n. II.

in carattere semionciale elegantissimo, e

patrus Charisius
Il

(Keil, pp. 72,

23

77,

r. 3).

tale rit

du stfire molto dappresso all'onciale, anche nella regoe conformit delle lettere. Per aspetto generale sotto
si

foglio misura ce. 25

X 27

(28).

qualche punto di vista


ciale del
all'a. .517,

scosta po6o dal famoso semion-

Codice Veronese di Sulpizio Severo, datato


del quale

Le
12-11,

condizioni della prima scrittura {Paralip.


2,

II,

I,

non

lo riterrei

per et molto discosto.


(ilfo-

2)

sono

tutt'altro

che buone:

Diremo dunque che questa


nnm. palacogr. sacra,
III sec,

scrittura del sec. V-VI.

tav. IV).

Lo

Scolti (p. 128) pensa al

Col.

ma, come

al solito, di

questa suaopiniore non som-

ministra prove.

Ho

sott'occhio, in lettere onciali


il

mesco13]

nec ante

[te,

nec post]

late di semionciali,

frammento dell'epitome liviana

te fuerfit similia tui].


[I,

test scoperto in Egitto (E.

Kornemann, Livitis-Epitome
almeno

Venit ergo Sa[lom]on

am Ovyrhyntus.lipBiAe,
alla

ab Exelso [Oabaon]
1904), che si attribuisce

in

Jerulasem coram

met del IV

secolo,

ma

il

tipo ne molto diverso


altri tipi

tabemaculo [foederis
[et

e dal facsimile di questa tavola, e dagli

pi

regnavit
Is[rael]

su-j

comuni,

ai quali

invece s'accosta

il

semionciale Vero-

per

(I) Il tratto

msiMit

tamporibtM

sta sul rlj^o precedente, tn Une, nello

ipailo rimasto vuoto.


fi,

64

Col.

14]

Congregavitque

sibi

10 currus et equites
et facti 8unt ei

MCCCC
[I,

[pretio]
17]

currus et XII equitum


et fecit eos [esse] in urbi-

Quafdrigam

bua quadrigarum
15

et a regibus [Syriae]

eraptio celebfrabatur]
[II, 1]

Decrevit autom [Salomon aediflcare]

20

10

domum
Domini
sibi.

[nomini]
et pa[iatium]

tur in campe8tribM.s

[II, 2]

Et numeravit
portanti um [hu-]

multitudine magna.
[I,

16]

15 meris

20

....
ibaiit (et

de Coa

qui cacdorent

lapidea in montibt(.s

emebant]

Pifi

leg<ifil)ilo

assai elio

non

sia la

prima

scrittura, lo la seconda,

ancorch questa pure abbia molto

sofferto:

Col.

(Keil,

I,

72

r.

23 - 74,

r.

33)

Mendum
te
in

nowtralilvr Varr in Admirandis Aixt

magnum mondum.

S'?^

Ovidjws feminile

latent mende,

item

oximet ipsa des omuis e corpore mendas. ergo mendum


dicet*-,

mendacii signi ficntiono

menda

in

cuipa operis \el corporis.


cxtulit

Pistrinum nnxitrnlUff dicUiir. srd LucilifM


.'i

.XVI. femnine

media

e pietrina, ad labernam referens 1)

ut

caupona

dicitur. nani et Terentius

deminutive pistpillain dixit pistrilla erat

quaedam.

Quintuin tricensimum annuin dici sine coniunctione vult Varr Epistolicarum .VII. et
similia,

nec interponendam [coniunctionem ipsa

re]

coherente

veitt si

dixero

ad

quntu! et triccnsim [um pracdlum habeo, iam duo sgniflcabuntur, altcrum]


nd quintum, aXteniin ad tricensimum.
10

Pulmentuw

et

pulmcntorium

[dicitur.

nam Caro Originum


q?//dam
3)

.III.

Ia8erpi]tium pr pulmenta[rio

habet,

in

eo-

dem] multo pulmento


|)utnnt

usi

scrf

pulmentum
ait,

q'(si

pulumcntu) malius

[dici.]

Varr autem ad Ciceronera .V.

pulmentui

qfcod id cu* plute eset [e inde

pulmcntarium dictum.]

Plurui Modeatus putat esse dicendum, non plurium,

cum

1.

en\m nomina qi<oc


tiorum

conparandi aunt gonctivo


15
[ni]eliorea

[habere non dcbent

ut] fortiores

mcliorum.

[sic

plures liorum plurum. sed consuetudo] pluriuf/t


iiic

cum

decit unde

et Terentius in

Phormione nova

ropluria

dixit.

Pulchrum Varr adspirari [debere ncgat, ne duabua] consonantib/M media intercedat adspi-3)
ratio,

quod minime [rectum antiquia videbatur] unde


sit

et

aepulchrum

hodieqf;

mnnet, <\uod
il)

seorsum

a[ pulchro]

prop^cr recordationem doloria.


et

Eboreura ratione dicim|us, ut

murmure marmoreum
et]

pumice puVergt7s

niiceum. Scd co/iauetudo etiam ebo[ratum admisit


ro(\>ie

ebumum.

umeait

Pelopa insignis eburno. [quae

ita placuit distingui, ut]

eboreum

I )

(Jiii'Htn

pArnln Htt

ni flnu del T\ga chtt

pmccdo,

III

uno spazio
flne

reatato

che precede.
(3) Il tratto
.

blflIH-O,
li

Intorvednt adHpl

Hta ul rl)fo ciie precede.

Oli

> |iiiliiieiitn

fliiinrp.

il

ri);n

il

rewto fu poHto ni

del rigo


num ad
2j

65

ex solido ebore [confectum, eborajtum extrnsecus ebore ornatum, ebursimilitudineni [eborsl aptatum, ut Vergt7ius sonsit.

Us omn/tia nomina [quae per U8


nis,

ayllabara nominativo] casu t^rminantur haec genetlvo Aut per

exeunt et sunt

Il

ord- l)

Autper

is

et SMnt

.III.

ordiftt's,

autper us similem nominativo et Bunt

IIII

ordinis.

de quibus plenius deflnitui


redactis.

est in suprioribus
pi lepos

sub

titulo

De

nominstivis ad regulam

Quare ergo lupus

autem leporis?

Omnia nom/na quae


30
nnt per
i

us nominativo proferuntur, qttae qut'dem masculina aut ferainina aunt, genetivum faciunt 8)
us, relu<

3)ai per

per
si

i,

iiic

MarcMS

ci

haec Laurus
is

ri.

per us autem

Uc

senatus tus, hiiec

domus mus.

autem

fuerint neutraiia, per

velut

hoc terapus

ris,

hoc

munus

ris.

excipiuntur autem iiaec in masculinis, ilgus lepus vetus. faciunt eaim genotipo liguris ieporis veters 4)
In femninis haec, quae item faciunt genetivum per
is,

salus

tis,

inventtis tutis,
ris,

35

palus

dis,

senectus

tutis,

virtus

tis,

sej'vitus

tis,

tellus ris,

Venus

fraus fraudis, laus laudis. In neuralibus haec, pelagus vulgus virus

Nam cum
ciunt per

omnia neutraiia
i,

laclant gene^t't^um per

ris,

sola haec

Ili

gene^toum

fa-

quamquam

de vulgo ambigitur. invenitwr enim et masculine


.11.

elatum, ut apud Vergilium in

hinc spargere voces in vulgum ambiguas

40

sed idem neutraliter in

saevitque anirais ignobile vulgus.


et vulgus slngu/artter declinar

Memlnerimus autem tantum modo pelagus


itemqM virus.

Penus qtiomodo debeat declinar incertum


genere 45
dicit hic penus] et

est.

nam

Plautus in Pseudulo

eodem

fere loco et mascullno 6)

neutro hoc penus.

Vergilius autem etiam feminino

longam penum.
huim

Igitur

cum possimuj secundum neutrorum formam


secundum mascolinorum
upud auctores nundum
et
6)

penoris dcere \el

femininorum huius

peni, neutrura dico, quia

exemplum, quod sequar,

inveni.

Col.

(Keil

I,

74

r,

84 - 77,

r.

7)

Carduus

Ili

syllabarum

est,

ut arduus fatuus mortuus,


est,

Ideoqwn similiter declinandum

huius cardui et huic carduo,

puraliter hi cardui carduorum carduis. dicere voluerit, cogit non

quod

si

quis huius cardus


duplici

nurnquam genetioum singularem u

posse

flnir.

Servus cervus vulgus a qutbusdam per u et


faciant,

o,

videlicet quia

duae vocaies geminar, ut unam syllabaim

7)

non possunt sed per

II

scribi debent, quia


toliitur et

et sic sonant et ambiguitas loco consonantis accipitur.

casuum

unum u
a sedendo flguratum, sed errant.
tri-

10

Assiduus

tj)

quidam per d
in

9) scribunt
.

quasi

sit

nam cum

10)

a Servio Tullio populus

claases esset divisus, ut

butum prout quisquc possideret


bant, assidui dicti sunt. et

inferret, ditriores, qui assus 11) dasoli in negotiis puplicls 12) (re-

quontam

quentes aderunt, eos qui f^quentes adsunt, assiduos ab assibus dixerunt


15

Tus a tundendo
Modestus
ic to

sine adspiratione dicitur,

quamvis Julius

Mttv tractum

dlcat. capit,

Bovus non

nlsi

singularem

numerum

nam

plura[lem

nemo

dixit]

(1) \je lettere

et innt

II

ord

sul fine del precedente rigo.

(7) Il tratto

duae

yllabam

fa rimandato al

ne

del rigo

ohe

pn-

()
(3) (4)
(&)

Le due ultime parole

al fine del rigo

precedente.
.

cede.

KEIL

trascrve

..

Invece incerta la parala


al flne del rigo
. -

ant

al

principio.

(8) (9)

Le quattro ultime parole stanno


Lo parole:
Pseudolo
.

precedente.
del

Una d KEIL non

ovrapposta alla prima


lesse

..

por d

mascullno
..

sono

sul

ane

rigo

prece-

dente.
(6

KEIL

legge:

nondum

. ratum - cum ., tratto aggiunto in flne (") Corretto! .-es. (12) Sopra la seconda . p . si appose . b .

(10)

al rigo precodento.

tudine, cuius

66

egri-]
]

Podagrosws a podagra bene dicitur (sed et podagricus a pedum

exemplum apud Laberium

est In aquis

20

Aedituraus dicitur qui aedera secvat


tuus ab aede tuenda.

qttafg intimus, dicitur

etiam aedi-

Lanius dicitur, ud Terentius [lani coci et Salljustius quin [vinari! laniique.] ubi
Lanio autem, quasi derainuti est
lanii.
est,

illud

(notabimus

1)

vinarium

dici]

Assarius ab antiqui dicebatwr, ounc as dicitur, non a8]8 sane assis gene^ioKS

ut sifmiliter 2) etiam]

25

occusis.

huius ablatiows 3) est ab hoc occuse ideoqwe occosfse

emptum

est]

bene dicimus.

sed da

illi

occuse soloecismMs

es<.

naw

[no minativo hic oo-]

CU8 ne dixeris, sed quaternarius.


sestertius

subanditur enim num[mus, velut]

nummus

ot denarius

nummus.
4).

nam

[nos num-]

num
30

appellamus, qwod Graeci

sestertius

autem unde
sciamus etpwl [veteres]

pellatur solet quaer.

qund manifestuw

erit, si

denarium decem asses habuisse.


faciendis denarium, de decus .X.

deoquc in rationibus

inductum notamus

5).

cuius quarta pars, dipondius semis, sestertius dicitur,

quwl de
36

tribus assib^.s semis deflcat. deniqwe et nota ^itis nihiX aliud


et semis et semis ostendit. hi loci

quam

dipondium

Hic locus et

mascolino genere ratione dicuntur sed et


6),

iaec loca [consuetudo quasi]

localius observavit

non tainen

et singularite/' neutru

genus admisit,

quaniva quidam velint neutro genere Sallustiuw eixisse est in car-

cere locus quod Tullianum appellatur. sed


40 a Sallustio absolute Tulliano coniunctum est

frustra,

quod enim

Delirus a lira aratri ductu, [appellatur, potest tamen delerus]

per e

ic to Xi)po?

composltu videri.

Cubicularius est custos cubiculi, cubicularis \ero lectus cubiculo aptus.


Caligarius artifex. Caligaris clavus
sirailit<;r

ars fabrica et Iuli[u8 Fabius] 7)

46

et cellarius servus

durdus cellavis

et balnearius

fur

TAVOLA
S.

XII

Caecilius Ciprianus.

De
56.

opere et eleemosynis,
Calicis.

de Sacramento
OTTINO

G. V. 37.

Manoscritto di fogli 30, che misura

mm.

155

X 200:
del

grinzito dal fuoco, macchiato d'acqua.

La

fotografia

ogni pagina ha 20 righi, senza contare


superiore.
Ree.

il

titolo al

margine

anteriore all'incendio.

Al foglio

1 recto,

in
il

alto,

di

mano

Giov. Mabillon (Mtmeum italicum,


Italicum
scritto
, p.

I,

parte

1'

Iter

XVII:

Capsa. 62

Al fine,

cod. mutilo. Sofferse

216, Lut. Paris., 1724) vide questo


si

mano-

alquanto per l'incendio, come accenna l'inventario dei


Codici
superstiti,
n. 50, e la deteriorazione si

a Bobbio nel 1686. Come

not A.Peyron

{Notizie

osserva

dell' archivivio del rev.

Capitolo di Ivrea,

Torino, 1843,

specialmente

al principio e al

margine intemo; rag-

pag. 27) dice di aver trovato alcuni quaderni del Cl-

(1) Il tratto (2)


(.'))

da

<

illud fa

rimandato

huI lif^o precedrntn.


rijfo

(fi)

KEIL

omette questa parola nella tracrilone del nostro


:

tento.

Le ultime

quattro parole Htaiino huI

antecedente.

(6)

Corretto in

usurpavlt
ars
.

(4)

KEIL: . Mh'. L'amanuenHe dimentie

(7) Il tratto

da

Hta sullo spazio rimasto vuoto ai

no

del

rl(ro

v6|aov *.

procedente.

priano bobbiese negli Archivi delle RR. Finanze, che


poi complet con altri foglietti, cosi da

67

dei

due opuscoli Ciprianei.

Il

primo saggio,

fol.

4 recto,

compome due

spetta al de opere et elcemosyna.

La

titolatura al
scrisse
il

margine
testo.

volumetti.

Anche A.

Ratti {Le ultiine vicende della Biblio-

superiore, della stessa


postille

mano che

Lo
si

teca e dell'Archivio di S.

Colombano di Bobbio, Milano,


si

sono

in inchiostro

molto nero. Questo brano

Hoepli, 1901, p. 25) pensa che le parole del Peyron


riferiscano
al

legge nell'edizione del Migne, P. L.,l\, 606, e in quella


di Hartel, pp. 376 - 77.

presente

manoscritto.

Di

tutti

questi

argomenti

ebbi

occasione di discorrere

diffusamente
l'

Al secondo posto
fine dell'opuscolo

si

offro

il

foglio 29

recto,
;

colla

nel Preambolo. Col

venne

anche

riferito

atto

di

De Opere (Mlgno
dell'

IV, 622

ed. Hartel,
Calici^,

ricevuta del Peyron, al


gnati

quale nel 1820 furono conse-

pag. 394), inizio

Epistola

de

Sacramento
(opist.

numerosi

fogli,

contenenti cose di S. Cipriano,


fra le carte dell' Archivio

e cio precisamente

Migne IV, 373

LXIII), Hartel

esistenti alle

RR. Finanze,

p. 701 (epist. LXIII).

bobbiese.
Il

Nella prima colonna sono in rosso

righi 6, 8, 9,
8, 9,

nostro

Codice

descritto

dal

Peyron,

Cicer.

10,
10,
si

12,

nonch

sogni di abbreviazione noi righi


stessa

fYagm., pp. 163-8, senza che lo abbia identificato con

11, 12. Nella linea divisoria della


i

colonna
ecclesis
testo,

qualche numero

dell'inventario del 1461. C. H.

Tumer,
(The

alternano

punti rossi e

neri.

La

postilla

A
il

re-collation of

Codex k ofthe old

latin Gospelg

dominicis

in inchiostro

simile

a quello del

Journal of theological Studies,

[1903], pag. 89) ricorda


si

ma

naturalmente di

altra, pi

tarda mano.
il

manoscritto presente, per avvertire che vi


e elias.

alternano

Forse questo
l'antico

il

Codice cui alludo


Becker, pag.

n.

154 delsi

le grafie heliaa

Catalogo

(ediz.

66),

dove

ricorda

Di qui
in

si

trasse

un

facsimile, in proporzioni ridotte,


1
:

Cipriano

de diversis opuscolis

Monum.

palaeogr. sacra, tav. V, n,


).

il

foglio 20

verso ( de opere et eleemo83ma


Il

testo, su

due

colonne, in onciale un po' traravvisarvisi,

scurato. Forse

pu

non

solo

una qualche
Fol. 4 recto Col.

correlazione col cos

detto

Codice k degli Evangeli,

ma Ma

ancora, e in misura pih larga, una influenza esotica.


Sivr

miglior partito restarsene sulle generali, avver1

et elemosynts

tendo nel nostro

S.

Cipriano

quel

tipo,

che

trionfa
il

nei manoscritti Corbeiesi. Naturalmente


di penstiro

non

caso

in die

mala

libe-

ad una influenza del Monastero Corbeiese,


ragioni cronologiche vi
si

ravit (1) illum

perch

le

opporrebbero.

Deus
5

(2)

A. Reifferscheid {S. B. der Wien. Akad.,


al

LXVUI,

487)

quorum

prae-

quale dobbiamo una minuta descrizione del presente


il

ceptorum me-

mor Daniel
Codice, attribuisce
testo al sec. VI-VII. G. Hartel nella
(t.

cum

rex Mabu-

edizione Viennese di S. Cipriano


lo attribuisce senz'altro al

Ili, pars. 3,

pag. Vili)
sar
10

chodonosor
adverso somnio territus
aestuaret, aver-

secolo

VI,

forse
al

accusato di troppa arditezza,


lo

collocandolo

seco-

V-VI.

Lo
lar um

Chatelain,
I,

Uncialis scriptura,
1",

Rvplanatio

tabu-

tends mal8

9,

nota

afferma che, a suo parere, questo


Ift

ac divina ope

(3)

impetranda

manoscritto assai pi antico di quello segnato: F. IV,

27

= Ambro8.
Le
Nella tavola

remedium

dc:

D, 519,

inf.
dit

dicens

postille e le correzioni

sono in corsivo del secolo

proptcrea

incirca Vili.
si

rex consiii-

rappresenta un brano tolto da ciascuno

80

um meum

(1) (2)

Corrotto In: liberabit.


P.

(8)

Corretto da

opvrn

>,

colla lavatura di

ra

>.

XL.

2.


Col.

68

pr paaaione
geminabit.

B
tibi,

placeat

et pecca tua

elemosynis

Caecili Cypriani
in-

redime et

de opere et
elemosynis

iustitias tuas

miserationi-

10

expliclt
Incipit de

bus pauperum,
et erit

Deus

pa-

Sacramento
Calicis.

tlens pecca-

lo

Mf>

tuia (1)-

Cul rex non ob-

Col.
temperana, ad-

verea quae

vi-

Cyprianua Caecilio fratri sa-

derat et infes-

15

ta perpessua est.

iutem.

quae evadere
et vitate potuiaset,
ai

Quamquam
5

sciam,

frater carissime,

peccata sua

episcopos pluri-

elemosynis ad-

mos

(3) in toto

mun-

90

iuventur

(2) depre-

do divina

dig-

catione solas

natione prae-

10

positos, evan-

2
Fol. 29 recto
Col.

gelicae veritatia

ac domini-

cae traditionis
tenere rationem, 15

nec ab eo quod
Christus magister

de sacramento
et praecepit et

operibua dabit
in persecutio-

gessit

humana

et novella insti-

ne porpuream

20

tutione decedere

TAVOLA

XIII
:

(Inventario 1461

47)

S. Caecilii

Cypriani Epistolae
42.

OTTINO

F. IV. 27

Il

manoscritto, di fogli 24, misura cent. 23

X 27-8;
Codice
principio

ed alla fine

e ci piuttosto in causa dell'acqua che

la

pagina conta

23

righi,

a due colonne.

Il

del fuoco), presentava gi anteriormente alcuni guasti

torinese, che

poco

pat per l'incendio (nell' inventario

per la corrosione di
{Cicer.

lettere.

Esso fu studiato da A. Peyron


la identi-

dei Codici superstiti: 38

leggeri danni al

Fragm., Bibl. Bobien, pag. 166-57) che

ci) (2)

Dan. IV,
alla

34.

giter fiat hortatnr dicen (Toh. YII,

Parola cancellata, e sostituita


aillaba

con

rc.demissct

che

trova
le

moslnls,
dit

accanto
letture:
<

ad

>.

Sotto
si

erano

state
la

scritte e poi

lavate

8): bona esto rado cum ielunio et aeleqaoniam aclemosina a morte llberat et ipsa pur);at peccata, osteiioracioncs nostras ac ielunla minus posse nisi aelemosinls a<liuvcntur,
I

us redemisset. Qui

richiama

nota del marfdne inferiore.


|

de- praccationcs solas


(3)

pnrum ad Inpetranda.
ecclesls dominicis
.

Rafahel quoque angelus paria testatur et ut aelimosiiin libentcr av

lar-

Al margine

la postilla:


co col
n.

69

Foglio 19
Col.
recto.

47 dell'inventario

del

1461.

Il

Mabillon

l'aveva gi notato nel 1648, quando fu a Bobbio (M/-

lenm Italicum,

A
Maximus.

I,

1:

iter Italicum,

pagina

216,

Lut. Paris., 1724).

Moyres

et

Nel 1871 A. ReiflFerscheid


48r)-7) lo

(S.

B. de Wten.

^fc.LXVin,
nec vere paenitentes

descrisse

minutamente ed avverte d'aver


al

constatato
scritto

come

esso, in origine, era unito

mano-

accu8ent nostram

Ambrosiano
S.

519 Inf.;G. Hartel

nell'ediz. vininfatti

quasi

duram crudeoptamus
ac gloriosissime
in

dobonense di
dei

Cipriano (Vind., 1871) usufru

litatem.

due manoscritti, come componenti un Codice unico.

te boatissim

Un
lain (in

breve facsimile ne diede


Journal de
Satxints,

il

Pej'ron. E. Chatep. 45) attri-

Papa semper

Domino bene

vale-

re et nostri meminisse.

gennaio 1900,

buisce questo manoscritto e l'Ambrosiano ad un gruppo


di manoscritti dei secoli

10

Cypriano papae
presbi/teri et diaconi

IV-V, contraddistinti da una


foi-so

Romae

serie di punti, a

met

delle colonne;

questa

attri-

consistcntes explicit
Incipit Cypriano pa-

buzione un po' ardita. Si tratta di un elegante onciale,

non schiettamente nostrano, cogli angoli acuti e


tere rigide, che

le let-

pae Moyses et Malo


xrainus prexbiteri

non

si

pu distaccare interamente dal

manoscritto G. V. 37, pure presentando notevoli differenze da questo.


tarsi
Il

presente manoscritto pu raffron(St.


.

con uno floriacense

Benoit sur Loire) presso

Col.

Chatelain, Une. script, tab. V,


lina,

6).

La pergamena
l'

di vitel1

Cypriano papae Mo[y]8e8


et

abbastanza
{S.

sottile.

Preferisco

attribuzione

di
il

Maximus

presbiteri et Ni-

Hartel

Cypr,

III. par. 2,

pag. 464), che propone

costratus et Ruilnus
et ceteri qui cura eis

secolo V-VI.

Lo
locati

didascalie sono in rosso. I

titoli si

trovano col-

cofessorcg salutem,
Inter varios et raultiplices, frater, dolores

a met incirca del margine superiore, e sembrano

d(?lla stessa

mano

del testo, ancorch in qualche caso


piti

l'inchiostro sia

un po'

nero.
10

nobis consttuts

Si
si

propter praesentes
il
f.

19 recto, dove, accanto all'onciale grande,

multorum per totum


paene orbera ruinas,
hoc praecipuum nobis solacium supervenit,

ha anche

l'onciale minuto.
i

Sono

toccati in rosso, nella


(r.

prima colonna,
mominisse
(r. 7).

punti dopo crudelUatem

4) e

dopo

In appresso,

segni di abbreviazione

sono raddoppiati, superiormente rossi e inferiormente


neri.

quod acceperec-

Nei due righi ornamentali,


si

punti

rossi e

punti

15

tis litters tuis


ti

neri

alternano.
i

Burnus et dolentis

Nella seconda colonna sono in rosso

righi

1-5

animi maeroribua

In questo

foglio

hnisce
l'ep.

l'epistola

XXX,
cenno

fomenta suscepimus.

80 (Hartel,
unde intellegere iam

pag. 556) e principia

XXXI,
trovo

(Hartel., pag.
nell'

557)

20

possumus gratiam
divinae providenti-

Di questo Codice
Catalogo bobbiese.

non

antico

ac forsitam non

[o]

b a{liam

70

TAVOLA
(Inventario

XIV

-XV

N6i: 8f)

Evangelia secundum
OTTiNO,
61.

Marcum
G. VII. 16

et

Mathaeum

Questo famoso Cod., di


in

ff.

96,

misura

mm.

165

X 188
Novum
III.

fta

portato seco da 8.

Colombano

(postilla sull'antiporto

pergamena sottilissima, che dopo C. Tischedorf genela

cartaceo di

mano
in se

del secolo XVII:

volumen ms. ex
b.

neralmente conosciuto sotto

sigla *

(cf.

membranis,

continens Evangelia

quam

Colom ).

Testamontum graecum edd. Tischendorf et Gregory,


pag. 960), sofferse non poco per caustv
Il

banus abbas
L'ipotesi

in

pera secum forre consuovovat, Q. t

dell'

incendio

non piacque a L.

Tmubo

{.N. Archiv,

XXVI,

fuoco non lo consunse,

inzuppati d'acqua, guastati.

ma fogli andarono sciolti, Ma ora fu restaurato. Anche


i i

1900, p. 231): egli lo riconosce esotico, propendo a crederlo africano,

ma non

pretonde di dare della questione


defnitiva.

prima dell'incendio aveva avuto


lievi,

suoi danni, e

non molto

alcuna una
notare la

soluzione

Certamente

si

pu

ma d'altra specie. In varie pagine, non nei margini, ma l dove sono le lettere, forossi la pergamena per
causa dell'insetto roditore, che cosi spesso
servazione dei pi antichi e celebri

somiglianza fra questo manoscritto e alcuni


si

manoscritti di Corbie, che


cf.

attribuiscono al scc. IV,

minaccia la con-

Chatelain,
I,

Unciali^ scriptura, tabb. Il et III, Evplan.


4-6.

manoscritti. Nel-

tabularum,

Mi pare che anche alcuni frammenti


(St.

r inventario dei Codici superstiti,


scritto detto,

al n 6, di

questo mano-

dell'Abbazia Floriacense

Benoit sur

Loire, presso

che

si

conservato non senza danni,

Orlans) ricordino l'andamento della scrittura di questa)

disciolto in fogli

manoscritto,

cf.

presso Chatelain (tab.

a) la

rappre-

Non

so se sia da identificarsi col n. 8 dell' inven

sentazione di un manoscritto del secolo V.


Rispetto all'epoca, nel 1903 C. H.
tion of

tario 1461:

Textus quantop
antiqua

(te)

Evangeliorum,
Cfc.

in lil>

Tumer(.4

re-colla-

tire capvers.

Cf.

Peyron,

Fragm.

Bibl.

Codex

Jfc

of the old

latin Gospeln,

The Journal
(/'r-

Bob. pagina

2).

L'identificazione peraltro tutt'altro che


il

of Thedogical Studien, V, 88-100) e F. C. Burkitt


ther notes

sicura, poich

nostro ms., almeno oggi, non contiene

on Codex

ik

(ivi,

100-7) lo attribuiscono,

che due

soli

Evangeli.
il

ma con
W.
new
Codice
traria,
si

esitanza, al

secolo IV; tuttavia senza

dame prova.
il

Pubblicarono

nostro codice J. Wordsworth,

L'eleganza propria di quest' ultimo

secolo,

nostro

Sanday, H.
to St.

J.

White, Portions of the Gospeln according


St.

non

la

presenta affatto. E, fino a prova con-

Mark and

Matthew fromthe Bobbio ms.

meglio conservarlo al secolo V, anche se non

numbered 6. VII,15

in the National Library at Turin,


il

voglia

forse

esagerando

nell' altro

senso

ritar-

Oxford, Clarendon Press, 1888. Quivi


scritto

Codice de-

darlo sino al secolo V[.

a pag.
si

e segg.

della sua paleografa e orto-

Per riparare

ai

danni da questo manoscritto subiti

grafa vi

discorre a pag.
si

CXIXX
il

e segg.

testo in-

non per causa del fuoco,


l'incendio del 1904, esso

ma
fu

pure in consegucnzji delaffidato


Il

tegro, pagg. 1-.54. Vi

facsimile, in proporzioni

al

valentissimo

ridotte, del foglio 41 recto (8.

Marco XVI,

6-9).

Quivi

restauratore sig. Carlo Marre.

Marre avendo quindi


ogni foglio

attribuito al secolo V.

esamintUo, colla pi scrupolosa diligenza,


tav. V, 2, se

Nei Mom. Palaeogr. Sacra,

ne diede pure
e vi
si

del Codice, pot con sufficiente probabilit riconoscervi

un

facsimile,
l'

f.

32

(8.

Marco,

XIV,

41-7),

qui e col
tuale.

le

traccio di

una

scrittura anteriore all'atvisibili,

avanz
tuttavia
il

ipotesi che, se

anche
il

la versione

africana,
l'

Alcune lettere sono abbastsmza

pan

il

luogo in cui

libro fu scritto sia

Irlanda,

che esse, nella forma, non differiscano gran che dal tipo
delle lettere della

che sembra accennarsi come dall'andatura del

cai-attere,

seconda
i

scrittura.
ff.

cos dalla
sia

forma

di varie lettere (veggasi per es. la Q),

Nella tavola
in semionciale

XIV diamo
del

fi

r,con correzioni

anche dalla tradizione, secondo la quale questo volume

secolo

V I-VII. Dotte duo pagine

71

contengono

S.

Marco IX,

1-11. Notevole l'aggiuntti

runt et ncniinem viderunt,


si

ni-

si

vis.

al V. 4, di
s.

che fu fatta per avvicinare questo


Matteo XVII,
e.

lesiis

solum, et descendentibus

(6)

testo
tali

a quello

4.

Com'

notorio,

de monte praecepit ne cui quao


viderunt enarrarent,
Filius hominis
nisi

misture di

testi
Il

evangelici erano lamentate anche


testo

cum

ncir antichit.

nostro

a morte resurretcncbant

corrisponde

alla pagi10
xisset,

na 4 dell'edizione di Wordsworth.
Nell'altra

quem sermonem

tavola

si

danno
(I, 1-5);

flf,

41 u

apud

80 quid esset

a mortuis resur-

42

r,

col

rexerit, et interrogabant

eum

principio di S. Matteo

essa corrisponde alle pa-

dicentcs

quare dicunt Scribae

gine 22-3 dell'edizione di Wordsworth.


16

Heliam oportct primo venire?


Ille

autcm rcspondit

et dixit lUis

TAVOLA XIV
Fol. 4 verso

TAVOLA XV
Fol. 41 verso

EvangcWMO
evangelium cata
eoa
(1) in

mentom altum

solus

cum

Marcum oKpUrit
incipi7 cata

soiis et

commutata

est sicura eius

Mattheum

ante ipsos et vestimcnta eius fac-

felici ter

ta sunt

candida alba nimis, qua


Fol. 42
cata Mattheum

vasullo super terram non potest sic

recM

alba producere.
ivis Helias

Et visus est

cum Mose

et

fuerunt conloquentes
10
[4]

cum

lesu

(2):

Liber generalis

Ali

David,
Isac

fili

Abrahae.

Rabbi,

bonum

est nobis hic est (3)

Abraham

genuit

ISJvc,

set faciamus tria tabemacula,

genut lacob, lacob genuit


et ft-atres eius. et

ludam

unum

tibi et

Mosi

unum

et

unum
rea-

luda genuit

Heliac, non

enim sciebat quid

Fare, et Farcs genuit Efron,


et Efron genuit

ponderet, in metu enim fuerat


15
et facta est nubis caelis

Aram, Aram

adum-

genut Antinnadab, et Antinnadab


genuit NabasRom, et Nabassom

Fol. 5 recto
cata iiiTcum

genuit Sarmon, et

Sarmon

genuit Boes

ex Pacham.
brans eos, et vox de nube
est fllius
dite
:

hic

et et

Boes genuit Obtha ex Ruth,


Boethe genuit lesse et lesse

meus

dilcctissimus, au-

eum, et subito circumspexe-

genuit David regem.

TAVOLE

XVI, XVn,

XVIU

Codice purpureo degli Evangeli


(Biblioteca di Montecassino)

Nel 1872 l'abate Guerrino Amelli (ora padre


brogio Amelli, priore di Montecassino) pubblic
dotta dissertazione
bitico

Amuna
Codice

presso Tortona, che fu di recente riatiimpato nel Bollettino della Societ

per gli studi di storia economica


3,

intitolata

Un

anttchissimo

ed arte del Tortomrse, 1904, fase.

pag. 33 e segg.

").

porpureo conservato nella chiesa di Sarezzano

Egli vi dava conto di alcuni frammenti (dieci qtiater-

(1)

Corretto in

aecum
ese

.
.

(5)

Aggiunta

eia

>

(2) (8) (4)

AjTf^unta: et nit Pctrn


Corretto
In:

(6)

Nell'articolo di M.

TERRAGNI, /<
1904,

Codiee biblicodi
al

Samzano
codice,

e It tu

.
:

vicende, Biv. ilor. Alea:


l

XUI,

117

discorre del

ma

trat-

Premesso

le

parole

vis

tandovi quasi unicamente In quoatlono giuridica della sua appartvnenxa.


numi) d'un Codice porpureo (0,30X0,24), a due colonne,
in finissima

72

Se alcun

saggio di questo

Codice antichissimo e

pergameua porpurea.

in onciale,

a caratteri

preziosissimo posso qui dare, lo devo alla estrema cor-tesia dell'illustre

argentei. I fogli superstiti contengono la fine del Vangelo


di

padre Amelli, che, a mia preghiera, ne

S.Lca,e

il

principio (pare sino al cap.XV)del Vangelo superiori delle faccie

port seco alcuni fogli da Montecassino alla Vaticana,

di S. Giovanni. I margini

verso
:

dove

essi

poterono venir fotografati.


la

e recto recano, rispettivamente, in minutissima onciale


sec iohannem.

Naturalmente non sicura


del presente manoscritto,

provenienza bobbiese

A titolo

di saggio, l'Amelli

pubblicava
il

ma

siccome, per un rispetto


si

dall'odierno quaternione terzo (era in antico

XXXIII),

essa

non improbabile, e per un altro riguardo un Codice, che riesco opportuno nella

che

il

meglio conservato, un breve tratto del capo VI,


la versione trascritta in

tratta di

serie,

concludendone che
noscritto

questo

ma-

cosi

parevami conveniente ch'esso non avesse qui a

non

si

identifica

con nessuna delle pi celebri

mancare.

versioni antegeronimiane.

Un
l'et e la
il

saggio fototipico tolto da questo Codice diede


paleogra-

L'Amelli esamina la questione riflettente

chiar. prof. Einesto Jlonaci, nVArchivio


voi.. Ili,

provenienza del

manof^critto.

Lo crede
al

del

secolo

fico italiano,

tav. 22.

almeno, e lo fa contemporaneo

ben noto Evangelario


1585
si

Veronese

(').

Da un documento del

dimostra che

(loh. Ili, 5

6).

questo manoscritto gi esisteva allora nella paiTOcchiale


di
S.

Col.

A:

Sarezzano e che era

riguardato come autografo


si
.

di

Johaiinem
[IH, 5]

Rufino, ancorch questa opinione

desse

soltanto

come una voce popolare,


dedurlo dal suo
epitafflo,

ferlur

Ma

S. Rufino,

Amen, amen, dico


tibi,

nisi

quis re-

sembra essere vissuto invece


natus fuerit

nel secolo VIl-VIII.

Non

c'

dunque da
ci

far

troppo
in tale
[6]

5 ex aqua et spiritu

assegnamento su quesbv opinione, che

venne

non potest
gredi in

n-

manieni tramandata. L'Amelli cerca invece d riannodarlo alla


niblioteca
del

regnum
natum

non

lontano

Monastero

di

D<H; quod
est

Bobbio, e l'anello gli offerto da alcune brevi annotsizioni,

da carne
est,

che qui e col furono apposte


irlandese

al

Codice, in

10 caro

quia

carattere

anglosassone, forse del

VII

de carne natum

o
est, et

quod nade spirtVu

dell'VIlI secolo.

tum

est

Ricorda ancora l'Amelli come alcuni opinarono che

[spirilu] est,

provenga da Bobbio

il

famoso Codice porpureo e arsi tratta

15

genteo di Upsala. Evidentemente


priva di

di

una

ipotesi
le

fondamento, e ben poco probabile, mentre


si
il

reliquie gotiche

annodano intomo ad

altri centri.

La seconda colonna
(loh. IV,

quasi completamente perduta,

Naturalmente
essere
S.
stolto

manoscritto di Sarezzano non pu


19 - 29).
Col. A:
[IV, 19] dicit ei mulier,

scritto

Bobbio,

mentre anteriore a
di quei molti

Colombano;

ma

dovrebbe essere uno


asilo,

codici che a Bobbio trovarono

nel

pi

antico

periodo della vita scientifica di quell'Abbazia.


L'Amelli, a

video quia pro[20]

dimostrare

l'antichit

del

Codice di

phcta es

tu.

Pa-

Sarezzano, avea fermata la sua attenzione anche sulle


abbreviazioni, che

tres nostri in

sono

scarse

semplici. L'onciale
solito

5 monte hoc adoraverunt et

adoperato dll'amanense ha caratteristiche che di


si

vos

dicitis,

qu-

assumono ad indicare

l'et pi antica,

come

la bre-

ia lerosoly-

vit delle aste verticali nella p. e nella q.

mis est focus,

Sicch lo

si

pu

attribuire

al

secolo
k,

incirca,

10 ubi adorare

collocandolo d'appresso al codice


Mou. palaeogr. mera,

oportct

(1)

p. 2, e tav. II, dov' attribalto al 8(;c.

VI.

746. Altri lo dlBsero del 80c.


(

TISCHENm)RF

anche del

IV

A. SI'AO\<lIiO, 1/ Kmngeliario porpureo tKroHtnt, Atti accad.

Tor.XXXlY,

SCHKEINER ).

78

et veritate ado-

[21]

Didt

ei

Jesus:

mulier crede
[25]

rare oportet.
Dicit ei mulier
scio quia Mes-

15.

to sias venit, qui

di-

Col. B:

citur Xpg. Cura


[ergo] venerit
[iste,

nobis an]nun-

....
tls

[ciabit omnia.]

[adorabi-]

[2B] 15

picit

ei Js.

ego s]um
tec]um

[qui loquor
[22]

5 Vo8

Col.

[23]

Sed
10 et
[ade-]

[27]

[Et continuo]

venerunt

di-

scipuii eius et

ratores

.....

mirabantur,

5 quod

cum

rau-

liere loquere-

ih

tur.

Nemo tamen
aut quid

dixib quid quae


vis,
lo-

ie queris cura ea.

Col.
[24]

A:
[28]

Reliquid autem

hydriam suam
mulier et abiit
e]uin,
[et

in civitatem

eo8 eos qui ad]ora-

15
[29]

[et dixit illis

homi]niet]

eum.

in]

SptVi^u

[bus

venite

TAVOLA XIX

Evangelistarium
OTTINO
44.

et
F. VI.

Lectionarium
I.

Questo

manoscritto

preziosissimo,

di

fogli

94,

in Riv. di filologia, Torino,


1

1873,

I,

pagg. 53-71

con

22G

21^; oltre a

due carte non numerate


nell'incendio.
2)

al principio,

tavola). Egli lo crede realmente bobbiese (pag. 63).

and^ pur troppo consumato


A. Peyron
(nei
Cicer.

Conteneva

testo evangelico e lezioni liturgiche.


la

Segnala
vetus,

Fragm., pag.
lo

non consi-

il

testo

evangelico siccome

versione

itala

der questo

Codice, ancorch

conoscesse, poicii

espressione quesbv che lascia


tezze.

luogo ad indetermina-

non

Io

reputava bobbiese. Esso non porta alcun indizio

Metto
ai

in

evidenza

il

valore che hanno le praefn

esplicito della sua provenienza

da Bobbio,

e nell'inven-

tiones

Vangeli, e

specialmente la

praefatio

se-

tario del 1461

non

si

descrivo alcun manoscritto che

cundum Joannem

poich mancante del manoscritto


in

possa identificarsi sicuramente col presente. B. Peyron

Laurenziano, studiato

Ferd. Fleck (Lipsia, 1837)

e,

non crede

si

possa pensare

al n. 8;

verso

il

quale ora

per rispetto alle pranfationes agli Evangeli, parallelo


Torinese. Avverto
poi

al

invece propende 0. Seebass.


Il

come da questo
al

fosse

andata
data

Codice fu descritto da B. Peyron {Notizie d'un

perduta la praefatio
invece
dal

Vangelo

di

S.

Uatteo,

antico Evangelario Bobbiese che in alcuni fogli palitin>sesfi contiene

Codice
ritorn

Lauienziano.
su

frammenti d'un greco

trattato di fllosofla,

L'Ottino

questo

manoscritto, dandone

74

lina descrizione

minuziosa,

ma

elio

ff>rHO

non prosenta

una

scrittura grossa,

mentre

dall'ultra

ne abbiamo una
si

twtta la chiarezza desiderabile.

assai pi sottile e

minuta.

Quest' ultima

presenta

Dei frammenti
pure
in

di testo preco,

che

si

conserA'arono
in addietro.

come

pi regolare e pi elegante, assumendo un aspetto

questo Codice, abbiamo gi parlato


fu

arcaico, che la

prima ha soltanto
il

in pi ristretta misura.

Di questo manoscritto

dato un sa^rgio nei Mon.


il

Considerando

carattere pi grosso, vi possiamo noi

pftlwogr. mera, tav. Ili, riproducendo

fol.

61

v,

contedi S.

tare tuttavia che tere

prolungamenti delle aste delle

let-

nente la fine del brehvs,

o profazione, del Vangelo

non hanno ancora raggiunto quella proporzione,

Giovanni e

l'inizio di

una

Lectio.
il

cui arriveranno nel secolo VII.

Anche

il

tratto in capi-

Secondo B.
versi
lo
si

Peyron (png. 53)

Codice da ascri-

tale rustico (righi 12-3) ha l'eleganza e la spontaneit

senza dubbio al sesto secolo >. Al secolo VII


attribuisce

della scrittura arcaica.

Pare adunque che non

ci

sia

presso

Tischendorf-Gregory,

Nnimm

motivo

per

abbandonare l'opinione
il

di B. Peyron, e

Teofninenhm

gr.,lll, 991.
il

W.

Kroll (Rhem.

Mm.XhVlI,

perci manterremo
I

nostro Codice al secolo VI.

599) d'avviso che

testo evangelico sia puittosto del

nostri saggi sono;

VI, che del VII secolo.

Fol. G V
si

Comincia con

Johann.

Epist.,

I,

1-6.

Nella nostra tavola

rappresonfamo due fogli con

Segue

Llb. Sap. Ili, 1-6.

dne forme diverse


tntto

di onciale.

La

diflTerenza

sopra-

Fol. 89

La

pracfatio sec.
citata,

Johannem

fu pubbli-

dovuta

alla circosl^inza

che da una parte abbiamo

da

B. Peyron,

opera

pag. 66.

Fol. 61

verso

Fralres, omnia qui credit quoniam hei^ea est ChrUtua ex


natu!) est.

Deo

eotnnis qui diligit eum, qui

geiiuit diligit et

eum

qui natus est ex eo.

In hoc cognoscimus

quoniam diliglmua Filium Dei

eum Dc'im
haec
et

diligamus et mandata eiua faciamus.

est carit Dei, ut

mandata
non
sunt,
est

eius custodiamus

mandata

eius gravia

quoniam omne quod natum

ex Deo,

vincit

mundum.
10
vincit

et

haec est Victoria quae


nostra.

mundum, Fides

et qui est qui vicit, nisi qui credit, quia

lesus estFiliusDci?

IN

falale

SanCloruM lOHANNIS ET PAULI


2)

LECTio SAPIENTIAE SALOMONIS


lustorum autem anime
15
et
in

manu Dtn

sunt

non tangit

illos

tormentum mortis,

visi

sunt oculi insipientium mori


adfiictio exitus iliorum,

et

estimata est

et
illi

quod a nobis

est iter exterminii,

autem aunt

in pace, et si

coram homi-

20

nibAS

tormenta passi sunt

spea iliorum iramortalltate piena est.


in paucis vexati, in multis

bene disponentuf,
et invenit illos in for-

quoniam Deus temptavit


dignos
se,

illos,

tJimquam aurum
illoa,

26

nacera probablt

et quasi olocausta hostiam auscepit illos


et in

tempore

erit respectua iliorum.

(1) 1

loh.

i-p.

I,

1-5.

(2)

Lib.

SapienliM

III, 1

6.

Fol. 89 verso

76

mCipit PRAEFATIO SECundum lOHANNEM


Johannes Evangelista unus ex discipulis Dei, qui virgo electus

a Deo

est,

quem de

nubtiis volentein nubere vocavit Deua.

cui virginitas in Jioc dupiex testimoniura in Evangelio datur

quod

et prae ceteris dilectua

a Dorwino dicitur

et huic

matrem

suam

iens

ad crucem conmendavit Deus, ut virginem virgo quod erat

servaret. denique manlfestans in Evangelio,

ipse incorruptibilis, verbi opus inchoans solus.

verbum

caro factum esse, nec lumen a tenebris conpraehensura


10
fuisse testatur.
tiis fecit

primum signum ponens quod


et ostendcns

in nub-

Dominua

quod erat

ipse legentibtM

demonstraret. quod ubi

Oominus

invita^us deflcere

nuptiarum vinum debeat, ut et veteribus immutotis

noba omnia, quae a Chrislo instituuntur appareant.


scribsit in Asia, postea
1)

16

hoc autem Evangcllum


in

quam

Pathmos

insula Apocalipsiin

scribserat. ut cui in

principio canonia incorruptlbile principium


in

Genesi et incorruptibilis

finis

per virginem in

Apocniypsin redderetur. Dicent e Chrislo, ego sum Alpha et

Omega

20

et hic est Johannes, qui sciens supervenisse 2) recessus sui,

convoicatis discipulis suis in Epheso, per multa

signorum
defossum

experimenta promens Christian descendens

in

scpulturae suae locum. facta oratione positus est

ad patres suos tam extraneus a dolore mortis, quam


25

a corruptione carnis invenitur alienus.


post

tamen

omnes Evangelium

scribsit et

hoc virgini debe-

batur,

quorum tamen

vel scrbturarum 3) tempore

dispositio vel librorum ordinatio.

ideo per singula

nobis non exponitur, ut scienti desiderio conlocata

30

et quaerentibus fructus laboris, et

Deo

magisterii

doctrina servetur.

Amen. Exp/tct7

TAVOLA XX
(Inventario 1461; 41)

Bothii de Arithmetica
OTTINO
26.

F. JV.

I,

fase.

La miscellanea
perjifiiinene

registrata sotto F. IV,

contiene
di

II

fascicolo III di questa Miscellanea contiene


di

un

provenienti

da

libri

diversi

epoca

frammento

Boezio

gi

indicato

da A. Peyron

differente; nell'inventario dei Codici

superstiti, n. 23,

(Cicer. Fragra., pag.

11 e 137),

come gi appartenente

dotto che

essa

si

conserv

integra,
I,

ma

in

cattive

al

Codice 41 dell'inventario del 1461. Consta appena di


foglio e della

condizioni, ad eccezione dei fascicoli

V, Vili,

XV,

un

met intema

d'altro foglio; alquanto

che sono

in

buono o

in discreto stato

danneggiato dall'incendio,

ora misura 220X195'

La

(l)
(-2)

Corretto d'antica mano:

(3)
<

D'antica

mano

corretto:

<

acrib- .

apocalypain

>

Ajci^unta d'altra antica mano:

diera >.


fotografia fu presa
Il

76

prima dell'incendio.
(S.

si

tratta

per

es. di

cose Scritturali,

mentre non possi

Reifferscheid
descrisse
il

B.

d.

Wiener Akad. LXVIII,


attribuendolo
;

sono non riuscire nn po' strane quando

ha da fare

479)
ficoolo

nostro

frustolo,

al

con un trattato

di Aritmetica.
il

Vl-VIL L'onciale

bellissimo

parecchie caratte-

Al Codice, di cui faceva parte credo


si

nostro frammento,
(presso
fra
i

listichc,

come per
possono

es.

tratti

prolungati di alcune let^


;

accenni

nel

Cattvlogo

antichissimo
p,
73),

tere,
si

si

concordare col secolo VI senz'altro

Becker, Catalogi Biblioth. antiqui,


libri

dove

risalirebbe quindi

ad un'et di poco posteriore a

fratris

Smaragdi

si

indica anche
.

quaedm

Boezio, l'illustre vttima di Teodorico.

Per confronto

pars de Arithmetica BoStii

paleografico

si

potrebbe rimandare

al

manoscritto Vero-

nese di San Girolamo, In Psalmns, presso Chatelain {Uncialis scriptura, tab.

XIII

a,

e Rxpl. tabuL, pagg. 21-2),


al sec.

Col.

che peraltro pi antico, attribuendosi


edizione delle
li

V. Nella
1

Institiitioes Arithvi.

boeziane curata da
1867)
il

medietatera volumus
invcniro Intera eo

God.

Friedlcin

(Lipsia,

Teubncr,

nostro

frammento non

ricordato nell'elenco dei Codici (pagg,

rum

inultiplicanda

1-2) ivi nsufrniti.

sunt, et qui

ex

his pr-

Ma
di

nonostante

tutto

queste consideriizioni io non


si tratti

crcnbitur mcdlotas
est.

so sciogliermi da un grave dubbio, ed che

Si

autem cybi

una imitazione molto bene

sint,

ut Vili et

riuscita, e

da

XXVII,

attribuirsi

duae tantum inter


iill'etii

Carolingica. L'onciale dell'epoca dei Carolingi


lio8
il

cadem

propor-

*<i

distingue da quello genuino ed antico, per

disegno

lo

tioiic

medietatos

molto ricercato, troppo regolare. Si tratta


tosto di

infatti piut-

constitui

queunt

un lavoro

di disegno,

che non di un lavoro

XII

ucilicet et

XVHI
et
ot

calligrafico. L. Delisle (/>?ofc valligraphiqu^de

Toursau
15

namque XII ad Vili


XVIII ad Xll
XVIII.

fX mde,

in

Mm. de V Inatittit National de Prance,t&h


pag.
49)
offre

XX VII

ad

X.XXII, Paris, impr. nation., 1886,


bellissimo esempio di tale
et!\

un

sesqualtera

tantum proportiscrittura

onciale

di

tarda
one iunguntur. in
hi8

desimto da

un manoscritto

di Guedlinburg, della
d' interesse,

quoque cadem
ratio est.

la-

prima
perch

ot^ del sec. IX.


offre

un Codice pieno

terum

nam-

esempi di minuscolo, di capitale,

di on-

20

qiic

ex uno cybo qu*

ciale, di seraionciale.

Dove

lo

scriba

si

proponeva

di

propinquinquior
est,

imit4ire l'antico, egli riusc

risultati ottimi.

una medietas
colligit,

Col nostro tipo pu raffrontarsi pure l'esempio offerto

duo latera

da Th.

Sickol,

Monumenta graphtea,

fase. Vili, tav. 8

exaltematim vero
25
polito

unum,

in alia

(== Arndt-Tanrgl, Schrifttafeln zur Erlernung der latei-

quoque raedietate
nisrfirn Palilographie, fase. II,

tav.

33

f),

dove pure

idem

est.

[ponantur]

abbiamo nn bell'esempio

di imitazione fatta al

tempo

[enjim duo cybi et in)

Carolingico, in una scrittura similissima alla nostra.

medio eorum [duae]

Ci non pertanto lascio la pagina presente che


le

al

posto
Col.

sp3tterebbe se

si

trattasse di

un carattere ongli

ciale indubitsimente genuino.

Mi

m mcano

argo1
.l

menti

esterai per negarlo, e perci la

abbandono

medietate8,quas superiuB diximus,

giu<lizio del lettore.

tralascio d avvertire che


allo
testo,

menVini,
(i) XII,

xvm. xxvii
enim

o-

tre

tali

imitazioni,

fatte

scopo

di

dare veste
5

ctonari gitur latus


est binaria, bis

sohnme ed elegante ad un

paiono naturali quando

111

l'iuv fnrrotto in

XVIH

roH'Annullamento delI'altimB I.

77

bini bis octonarium


ferunt.

secus posito XXVII. cybo.


bis

tjrnarus

enim

bini

vero

XXVn
enim

cybi latus
tres
restituunt.

20

ter

XII pandunt. et

est, ter

XVIII eadera ratione


duo latera propin-

10

teri 1)

XX VU

medietates igitur

quo

sibi

XXVII cybo

quae iuxta octonarium


est, idest

coUigit et uno ab

XII

25

altrinsecus posito
octonaro. tres
ter bis

mutuatur duo
15

latesibl

enim

ra ex propinquio

XVIII conclu-

octonaro, et aliud

duntur. hoc autem


universaliter pe[culandufn est

unum

latus

ex

attrin-

TAVOLA XXI
S.

XXII,

Augustini

Epistolae ad
OTTINO
65.

Pascentium

G. V. 26.

Manoscritto di fogli 161, 22X14, mutilo al principio

verso.

Epistolae S. Augustini ad Pascentium.


(ivi,

Voliieram

ed
Il

al fine. Nell'inventario dei

Codici superstiti,
il

n.

49

quidem

1038, n. 238); Si dicis (e

(ivi,

1049, n. 239);
n. 240); Lit-

Danneggiato specialmente verso

margine intemo
il

Pasc. ad August
terae tuae
(ivi,

Optaveram

te (ivi,

1051,

fuoco avea bens cominciato ad intaccarne

dorso,

1051, n. 241).

Foglio 60 uerso.

Dopo

la

ma

non ebbe

il

tempo

di recare al manoscritto

danni

fine della epistola III di S.

Agostino a Pascenzio segue

notevoli. All'acqua devonsi alcune macchie,

ma

queste,

in corsivo
f.

una

Oratio

de absida

che continua

al

tranne per qualcuno dei

primi

fogli,

sono quasi di

61.

Foglio 61 verso. Benedictio ube.

Foglio 62

niun conto.
.

recto S.

Aug.

(?),

De Symbulo

centra Judeos, Paganos

Il

Codice fu minutamente descritto dal ReiflTerscheid Wiener Akad. LXVIII, 476-8),il quale osserva

et Arianos
Il

(Migne, XLII, 1117).


dall'Ottino,

(S.

B. d.

Reifferscheid, seguito
al

attribuisce

il

che, considerata la descrizione del Codice fatta nell'inventario del 146 1 (Peyron, Cicer.

manoscritto
l'elegante

secolo VII.

Ma da

quel tempo estraneo

Fragm.

Bibl. Bobien.,

p. 6),

semioncialc del nostro Codice, che nell'an-

devesi ritenere che allora

il

Codice fosse pi completo

datura generale, e nella


(si

forma delle singole


riconduce

lettere

che ora non


Comincia,
(Aug.
106).
[?],

sia.

badi per

es. alla s) ci

al secolo VI.

QueCha1,

foglio 1

r,

con

age

si

mecum

est

st'ultima datazione fu giustamente proposta da E.


telain,

Adversusquinque haereses>,ap.MigneXLII,

Uncialis scriptum, Parisiis


il

1901-2, tav.

LXX,

Foglio 5 verso. Simbolo simile al Niceno. So-

dove riprodotto
Qui
Niceno,
si

foglio 27 verso.

spetta ReiflFerscheid che sia stato aggiunto, sopra

una

offrono

Foglio 5 verso

Simbolo simile

al

pagina primieramente rimasta vacua, da mano alcunch


pi recente; se anche
dello

scritto,

parte in semionciale, e parte in corsivo.


i

pi

recente,

la

somiglianza

Sono sempre notevoli

saggi delle trasformazioni d'uno

mani

tuttavia
et.

grandissima, n vi

pu

essere

in altro carattere, e questo

uno dei

criteri,

che mi

molta differenza di
vereo la
fine,
il

notevole che in questa pagina,

indussero a questa scelta.


stola III di 8. Agostino

Foglio 60 verso, fine dell'epi-

carattere semionciale mutasi a poco a

a Pascenzio (Migne XXXIII,


il

poco
8.

in corsivo.

Foglio

L'i

rceto Collatio

cum Pascentio
Foglio 27

1052), e Oratio de absida:

primo

tratto in semionciale;

Agostino tributa

(Migne, XXXIII, 158).

il

secondo invece

in corsivo

del sec. VII- VIII; ai

(li

La

i >

fu CBncellnU, sicch

ai

leggeri:

ter

>


secolo Vili l'altribuisce
in
il

78

Refferscheid.
I 8.

Foglio 41 recto

NI TERTIA.

DeO

semionciale.

Epistola

Aug. ad Pasc,

presso

GRATIAS.

Migne, XXXIII, 1044.


L'antico Catalogo (edizione Becker, pag. 67) ricorda
al n.

oratio de absida

224 un Codice, che a

da

identificarsi col nostro ;

pMmo aspetto sembra sia ma ivi 8. Agostino sta unito


non

Deus lux eterne

gloria sempiterna,

lumen
beni-

berum quod inlumina/ omnem ominom


entem
In

a Gelasio,
dubbio.

sicch

1'

identificazione

esente da

uc

4)

mundum.

5) lucie

maiestatem

colura terramquo replens angella lucens


indeficiente splendore lustitie tuo ostendls

ominibus beementor. lux lucens

in tenebra ut

non comprenderis a
di nos, iustiftca nos,

tenebris, exaudl exaudi exau-

inlumina nos, in amore

TAVOLA

XXI.

tuo iicccnde nos.

post rcfectiv

somno biscera
ecce

Fol. 5 verno
1

10

ad opus bonum oxurgcntos


buien

In luco utus dioi et

cogitaclo nostra

Por

1).

Credi mim unuoi

D^wm

omnlpotendio ac nocte salubritcr lofrom


ri

tuam medita-

tcm, vislbllltim
biliiti

omniuw

et invHalia

Te inbucanuis doirtme 8ac<e Pater

factoroiM, nt in umu.

iiommuxn nnstrum
Prttre,

eteme onnipotens teim super an


16

Icsinn
E>

Chrhlnm

fliium

Dd, natimi do

cium
superne

in

umani generis

trbuisfi

in slarnnt

unigenitum, hoe est de substantin Putr,

conmutare digneri

Danm

do D^'o

2),

lu-

men de
D^'o,

lumino, Driim veruni de


factuiw, nnius

nutum non

sostimtiae cu! Pntrc,

quod
3),

10

Greci dicunt omousion


quei.')

per

TAVOLA
Fol. 41

XXII.
vcrnn

omnia

fncta

siint,

mvo
in terra,

quo

in

caclis, sive

quo

qui propter nos homnos et proi>tcr


li')

nosiram
est,

salute); doscendit. Incar-

hominis anima unde Apostolus


dicit
(j).

natua
et

homo

factus est. Passua est


et intcger sptr7MS vedie.

resunoxit tertia

Ascendit In
tcr et

anima, et corpus in

caclos.

Indo venttirus iudicare vivos


die doDu'ni nosCr

h-m ChHsli
si

gerbetur 7)

et mortuos, et in Spirittim Saiictum. cos auten;

qui
Item
alle loco 8).

oravcro

lin-

dicunt. crat

quanio non

erat, et prlus

qua nascfe]gua, Hpr/7(<8

meus orat
ct.

mona

20

retnr non erat, et quia ex

nuHis extantibwj

mea
filiu

infructuosa

quid

factus est voi de alia substflntia sive esscntift

ergo est? orabo spriAi, orabo


et mente. Proprio

dicent osse mutabilem

Dei, hos

autem

anHthemat7-aet chatholeca et apostolica Eclc-

10
sia. expl/'c/t

modo quodam

dicitur Spri7a

Sauclus, sccundum quod rcfert-

ur ad Patrem et Filium, qi/od 9)

TAVOLA
Fol. 60

XXI, 2
verso
15

corum Spirilnn

sit.

Nam

sccun-

dum
impendamus
aj;;itur

substantlam, quonia>#(
est.

semel dictum

Sptrt7s est Deu

et

ad

id

quod

et Pater Spiritim est, et Filius et ipse

Inter nos potius ad-

Hpiritim SancliiH, nec taraen trea sed

vcrtnmuR.

unus
Dii,

Spiritits.

sicut

non

tres

sed unus Dcim.

Quid miraris?
(luaiiitclllgi

EXPLJCJ/ EPISTULA
SaiCH AUGUSTI-

20

tantum valet pax, non


liscunque
10),

ut aolct

(1) Cim"'
(2> (.'

TiT (loiiilnum nostrum


l

Uwum

CliriHtmn

(7)
t

Cor.

XIV,

14

f).

Sul mnririii"
Inh.
().

ripete In pnroln in fortnn di pontili Prolii njrfrliintn Intt^rlinenrinente di prium ninno.


1,

oinon

aion.

(H)
,(l)

Cor. XIV, 14.

(4)
!;>)

aKlf'"'""
2:1.

TAMII. V,

(10)

n ..prima Indicata Holtanto dal wirno di abbrvvUxiunr, tu poi cimatore. La prinin u , corno alla nota prcoedonti-.

Ln

''"'

(6)

\m

1)

convttn d'altra mnno in

79

TAVOLA XXn
(Inventario del 1461
:

39)

S.

Ambrosi! Expositio Evangeli! secundum


OTTINO,
15.

Lucam

G. V. 16

MsK. di fogli 48, misura

mm. 236X198) con

23-24 righi

del nostro

codice

si

pu raffrontare

opportunamente
tab. 34').

per pagina. L'inventario dei Codici


registra cos
:

superstiti, n. 46, lo

col Sulpizio Severo di Verona, cf.

Amdt- Tangl,

danneggiato dall'acqua,

specie

negli

Le
ciale,

postille

sono di vario mani, alcune in semion-

ultimi fogli
sti,

Ma

anche

primi fogli presentano gua-

alcune in corsivo. Quelle in onciale, e in rosso,


le

cagionati pure dall'acqua.

Fu

descritto dal Reiffer-

sembrano essere

pi

antiche.

Il

nostro

Codice
pag.
66)

scheid {S.

B. d. Wien. Akad. LXVIII, 472.

ricordato dall'antico Catalogo (ediz. Becker,


ai nn.

Comincia mutilo, poich questo manoscritto, insieme


col Codice
tuire

125-26.
la faccia

Ambrosiano H.
;

78.

Sup.

serviva a costi1'

Offresi, nel saggio, riprodotta

44

verso.

un unico codice

peraltro fra

uno e

1'

altro

Contiene

il

lib.

VII,
di

112-3 della Expositio EvangelU


S.

andarono perduti due quaderni.


al

manchevole anche

secundum Lticam
[S.

Ambrogio (Migne,

P. L.

XV

fine.
:

Al foglio

recto

una mano del secolo XVII

Ambr.

II],

1727). Fol. 44 recto

not

Capsa 62

L'antico codice, di cui questi due


il

facevan parte, portava

n.

39 dell'Inventario del 1461,


1

fortasse dicat aliquis.


tolus 1) dicit:

ancorch quivi sia attribuito a Beda, invece che

quomodo Apos-

8.

Num

quid de bubiu cura est Deo,

Ambrogio

(cf.

Peyron,

Cicer.

Pragm.

Bibl. Bob., p. 10,

cum

utlq)e bos passere

pr^osior

sit.

e pag. 136).
Sull'ultimo foglio leggesi

sed aliud est cura, aliud sclentia.

una

postilla del

sec.

XV

5Deniqf( numerus capillorum non in aotu eomputationis, sed in facilitate


cognitlonis accipltur, non

Anno Domini
.

nostri

incarnacionis
.

Jesu

Christi
notis,

MCCCCXXIIJ

die

XV

octobris, ora

decima

enim

ego dompnus Michael de Metabonibus de Cumis, prior


aneti Martini, aperui

BoUictam Deus cura enumerantis


intendit excubiam.

archam,

que

est
in

super altare
10

sed cui cogni-

ta sunt omnia, quasi

numerata sunt

2)

maius et intus respessi, gratia Dei,

cuius rei testiomnia,

bene tamen numerate


quia
illa,

monium

possui intus

istud

scartab

meum
regolare

dicuntur.

quae volumus

infrascriptum .
Il

servare,

numeramus.

Possumus
in-

carattere
si

semionciale,

abbastanza

ed
15

tamen hic discutere aliquod


telligentiae spiritalis

tMegante,

accosta

non poco a quello

di G. V. 26;

arcanum.

peraltro le aste prolungate, l'andamento


le

un

po' trascurato,

Presertlm cura hoc videatur absur-

forme di qualche
il

lettera

ormai sviluppate, possono

dum,

ut

homnes potius homintbu,

suggerire

secolo VII. Tuttavia queste caratteristiche


30

quam

passeribuico

m parentur.
isti

Videntur enim quinque

passeres 3)

non sono cosV spiccate d potersene dedurre consequinque esse corporis sensus,
tactus, odoratus, gustus, visus, audltus.

guenze sicure o

probabili.

E se il Reifferscheid
il

lo attribu

al secolo VII, ci

non ha molto valore, poich uguale


Codice
G. V. 26, col

qui

modo passorum

si

terrena-

et

egli

segn anche per


le

rum sordium rimontar

inluviera.

qn\le

ha indubitatamente

pi strette relazioni, e che

ntque ex incultis locis ac faetidis cibum

pure viene

riferito al secolo VI.

Non mi pare
:

quindi
potr

85

quaerant
- 3 la postilla
<

necessario staccarsi da questa data

tutt'al pi si

Ai righi 2
al
r.

Aposto
19 - 20:

lus de

bubus

>

pensare

al

trapasso fra

il

VI e

11

VII

secolo.
il

Ma

5:

<

de

capillis

>

al

r.

quinque

pas-

meglio restar fermi

al secolo VI;

infatti

carattere

seres .

(1) I
(3i

Cor. DC, 9.

(d)

Lue. XII, 6

In ne880

nt

80

TAVOLA
Caecilii Sedulii
OTTINO

XXIII

-XXIV

(Inventario i46i: 130)

Carmen paschale
4.

E. IV. 42

Il

manoscritto di fogli 28, mutilo al principio e

al

cartolas suas sparsas reliquid, et recolliti

(recolecti?)
v. e. et,

fine,

misura 234

X 21,

scritto

tutta,

pagina, di righi
solo

addunatique

sunt

a Tuscio Rufo Asterie


|

ex

36-38, formava in origino

un codice

con E. IV,
n.

console ordinario patricio suprascriptoru


dicatore
?)

meditore (meCicer.

43, costitnendo vcrisimilmente,

secondo Seebass.il

139

librorum.

Cf.

anche Peyron

Fragm.

dell'inventario del 1461. Nell'inventario dei Codici superstiti

pag. 215,

La parola

robeo fu

interpretata
ti-ascrivere

come un
il

ha

il

n. 1. Il

Peyron {Ck. Fragm. pag.216)


il

lo ave'*

avvertimento

al copista, che, nel


l'inoli iostro

tratto,

identificato col n. 141,

fu contestato dal Reifforscheid


il

dovesse adoperare
Il
t*ile.

rosso.

(pag. 484), poich l'inventario del 1461 sotto

n.

139

presento ms. scritto parte in onciale, e parte incapiIn onciale sono


verso, e di
i

ricorda di Sedulio

opuscola quedam Veteris et Novi Te-

fogli 1-2; in capitale,


in onciale
i

fogli

da 3

r. r.

stamenti, qne nominantur


n.

Opus Sacrum

perch

il

a 9

nuovo

fogli

da

9 verso a 28

139

si

leggo al principio del Codice nella nota sul


1
il

Ma

anche nella parte in onciale le didascalie sono in


si

margine superiore del foglio


lumbani

recto:

Liber

sctj

Co-

capitale e cos pure quei righi, che

vogliono met-

de Bobio

>

139

numero
parole

aggiunto,
riferite,

tere in speciale evidenza. In capitale anche 'explicit

al solito, assai

dopo

scritte le

ora

del foglio 2 recto

Explicit epistola Seduli ad Mace-

dipende dalla inventariazione dei manoscritti bobbiesi,


fattji
Il

done pbe.

feliciter .
il

nel

1461.
.5)

L'onciale e

capitale

sono

trascurati, ineleganti,

manoscritto E. IV, 43 (Ottino

contiene:

Ce-

L'Ehrle (nella Praefatio al Vergilius Romanus, pag. 11)


osserva a proposito del capitale, che non un carattere

i"Palis

Contra Maximinum
l'altro

>

L'uno e
teca

manoscritto trovavansi nella Biblio-

vero e

schietto,

ma

un' imitazione

stentata.

Questo

prima del

1749,

poich

in

quest'anno

furono

capitale somiglia a quello


Sapientiae,

del
1,

frammento del Liber


conservato in F. IV,
1,

descritti dal Pasini (II, 244).

da

e.

IV. versetto

A. Peyron (pag. 214 e segg.) descrive minutamente


nostro manoscritto. Rilevo le soscrizioni
tius ,che di s dice di

il

fase.

17,

che da una appostavi

nota

manoscritta di

di

Abundanil

mano

di B.

Peyron viene

attiibuito al sec. VII.

aver rivisto

( contuli )

libro II
si

Nell'onciale le aste sono

molto
:

prolungate,
1.

come

il

libro III

(f.

16r. ef. 20 verso):

Ego Abondantius

vede per

es. nelle

lettere

p,

q,

istum

librum

contuli feliciter

Ego-contuli

Ma

Il Pasini {Coiiicuin vis. bibliothecae rejiae

Taurin.,

queste annotazioni furono evidentemente scritte da chi


ricopi
il

Taur.

1749,

li,

244-8),

mentre attribuisce
(fol.

il

Codice al
Pure, un

volume, e non possono pretendere ad essere

sec. VI,

ne

un facsimile

verso).

ritenute autografe.

facsimile in
III,

Nouveau

trait de diplomatique (Il 50 - S5),

Come
1764,
II,

gi E. Noris {Cenotaphia Pisana, ed. Pisis,


126)

tav. 25, Presso

Zangemeister e Wattenbach, Exemil

aveva rilevato
opere di

sin dalla fine del sec

XVII,
di

pla Codicum Latinor., tab. XVI, vediamo riprodotto


foglio 8 verso;
il

la raccolta delle

Sedulio

stata

fatica

e nel Supplementuvi, 1879, tab.

LVI,

Aproniano Asterie, console ordinario nel 494. La sotto.scrizione

foglio 9

verso.

Aproniana, che

si

legge

integra

in

vari

L'attribuzione al sec. VI, fatta dal Pasini, fu ripro-

Codici indicati sin d'allora dal Noris, nel nostro manoscritto rifatta,, e riprodotta in via espositiva, in fine
al

dotta dal Mansi fap. Fabricius, Biblioth.

tot.,

mediae

et

inflrmae aetalis, Venetiis 1754, VI, 158) e da A. Peyron


{Cicer. Fragni.,

volume
?)

(foglio

29

recto),

Robeo. Incipet ratrum


?)
|

pag. 214-6).

Ma

pi tardi
Il

si

comprese

(sacrum
lil)er

opus, idest ex
et

vestcr (peteri
|

Testamenti
inter

che a tanta et non potevasi


{S. B. d.

liferire.

Reiflferscheid

prinms

ex Novo quattuor

quod Sedulius

Wiener .(4A.,LXVIII,503) scende

al sec.

VII-VIIL

ZangemeRter e Wattcnbach pongono


il

81

testo al sec. VII

verso). Il

manoscritto non usci incolume


7

dall' incendio.
7, 8, 9,

e le correzioni al s^c. Vili. Hllnier (Heddii opera, Vin-

Nel foglio

ixTso sono in rosso


i

righi

10

dobonae 1885,p. VI)


tato

sta per

il

secolo VII, che viene accet-

e sono toccati in rosso

due omati, posti


il

rispettiva-

anche dall'Ehrle. La descrizionp, che del carattere


data,

mente dopo
sono
in

il

r.

fi,

e
1 1

dopo

r.

9.

Nel foglio 8 redo

abbiamo
nione
la
;

depone

in

favore di questa ultima opi-

rosso
),

righi

(. Haec-), 17

(Tamque-), 21 (In8 r

nel secolo precedente l'eleganza, la precisione,

temerata-
il

30 (O

facil8-),38 (Salve-). Sul foglio

spontaneit erano maggiori. Nel nostro manoscritto


fec'

correttore in carattere corsivo del sec. Vili incirca tu

qneste doti mancano: l'amanuense

bens ogni sforzo

costretto ad abbondare in note, aggiunte, emendazioni,

per raggiungere l'eleganza degli antichi esemplari, che


egli

ma non
Il

riusc

a restituire

il

testo in

buono

stato.

aveva

sotto ai suoi

occhi,
al

ma

ne

rimase

molto

foglio

Ut) presenta oggi due macchie d'acqua;

discosto. Stiamo

dunque
le

sec. VII.

ma
a

la

nostra fotografia fu presa avanti l'incendio, e

In
ricorre

ambedue

tavole, dedicate

questo Codice,
contuli

quindi riusc netta.


Rispetto al foglio
1 1

l'annotazione del

revisore

in cor-

txrso,

avverto che

righi 8 e

sivo, al piti tardi del sec. VIII.


tttb.
Il

Per raffronto rimando

alla

12 sono in rosso; nel verno 23 sono in rosso le lettere


legenfi perfun
;

LXXXIT

della Unrialm srripfira

di E. Chatelain.
al

e nel recto 24 in rosso Prima,. Nelle


si
il

due

Codice E. IV, 43, originariamente unito


:

pre-

linee ornamentali,

alterna

il

rosso col nero.

sente, contiene

Cerealis,

Con fra Maxim inum ariannm


carattere

Indico con
circa,

correttore in corsivo, del sec. Vili


il

constfl.

di

fogli 8, in

onciale (sec.
216, che

VII)

chi.imando

correttore che sta pi dappresso

Cf. Pasini, II,

244

Peyron,

pag.

erronea-

all'originali!.
I fogli 7

Ma

talvolta la distinzione malsicura.


nell'ediz. di

mente

lo identifica col n. 141 dell'inventario del

1461

verso e 8 recto
il

Htlmer leg-

Roifferschcid,

pag.

484.

Porta

il

n.

b presso
n.
2, vi

Ottino.
detto
:

gonsi alle pagg. 42 -47:

foglio 11 verso corrisponde foglio 12

Neil' inventario dei Codici superstiti,

a HUmor, pag. 62 pp. 68


- 70.

6.5,

il

verso

a HUmer

un po' danneggiato verso l'angolo superiore


saggio,
E.

sinistro

Non pare necessario darne alcun


Mi questo
j<(Tso

Molte opere di Sedulio ricordan.^i nell'antico Catalogo.


e
di
7

limitai

adunque
due

al

Codice
in

IV, 42,
(

Forse
scritti

il

nostro

Codice

vi sar

da cercare

nei

mano-

riprodussi

fogli

capitale

fogli

segnati coi nn. 418-421 (ediz. Becker, pag. 69).

e 8 recto) e due in onciale (fogli 11 verso e 12

TAVOLA

XXIII

Fol. 7 verso
[Lib.
I,

V. 363,

Hamer] Omnibus

ut rebus totus tibi raitet 1)

annsu

hic 2) igitur veteris recoleiit 3) exordia


(.36.5]

mundi

4),

ad

vita b) properabo

nobam, lacrimasque serendo,

gaudia longa metam.

nam

qui deflebimua in

Adam,

semina mittentes, mox exultabimus omnea,


portantea nostros, Chrisio veniente, manipolos
6).

EXPUc7 LIBER PRIMUS VERIS TESTAJIENTI WCiPit LIBER PRIMUS NOVI TESTAMENTI
.
.

**
LEGENTI VITA PERPETUA
Expulerat primogenitum aevisaimus
7)

L.

II,

V. 1

anguis

florigera de sede virum, blandique aaporis

inlaecebria laetum misero portarat

amarum.

Nec

solua

meritam praeaumptor senaerat iram

(1)

Corretto da B:

mtlitet , coll'inaeriione di:


(?):

Il

(5)

Corretto da U:
rovisore
l:

Un

t
:

(i)
(8)

Cornato da antica mauo, A Corretto da li in: -lena

bine , colla inseralone di

(6) Il (7)

ajrjfinnse

contali.

L'ultima

fu aggiunta di prima

mano.

(4)

corrpsHe

Bortis

[9]

82

mortalis 1) sub lege ificens, sed proreiia ab ipso

humanum
perfldus

simul

omne

genus. Eu, noxla coniux!


ille?

noxia tu coniux magia, an draco perfldus


ille

draco, sod tu magia roxia coniux.

Pro dolor
[10]

aetem luerant duo. Crescere posquam

coepit origo, perit, clademque a semine sumsit.

Quid numerosa

diis,

quid tempore proderat


feliciter annos,

ilio

cernere nongeotos ultra

progeniemque sinum

2)

decimam spedare nepotum,

iamque suum nescire genug, con vieta supraemis


[16]

cursibus,

extramae
ventura

sors inreparabils ore

4),

sera

licet,

foret,

legumque per aevum


fine dolore ? 5)
7)

vita brevis nihil esse

cum

nec reducet

6) spes terret

opem primusque

saepulcrum

8)

terrigonae caeca sorbire 9) face 10) nepotis.


[20]

Ni plus

ille sator,

culpa ignoscere proraptus,

reddere

difRcilis,

sua ne lactura periret, vivens adstaret imago

quaeque Do

smilis

Fol. 8 recto
[dissijmilis 11)

de morte

loret,

veniale msertus

(insjtauraret 12) opus,


[25]

pomisque vctaret ncerbis,

[qua]e IH)

mandare

parentis,

natorum horriscere dentes,


14)

donaretque suis semper placatus, ut

unde

culpa dedlt morte, pietas daret inde salutem.


et velut e spinis mollis rosa surgit acuti,
nil

quod laedat habet

15)

matremque obscurat honorem


Maria
17)

16)

[30] [33]

sic

Evae de

stirpe sacra veniente

sub dicione
possit

cis 18), Chrislo nascente, renasci

homo

et veteris maculani
19)

deponere camis.

[.H6]

Haec ventura senex

posquam dixere prophetae,

Angelus intactae cecinit propheta 20) Marae,


et

dictum comitata

fldes,

uterumque pueliae

sidereum

mox

inplet onus,
fuit.

rerumque creator

nascondi sub lege


[40]

Stupet innuba tensos 21)

Virgo sinus, gaudet 22) suum paritura parentem.

Iamque nobem

lapsis,
diis,

decimi de limine raensis

fulgebnt sacrata

cum

Virgine feta

promissum conplevit opus, Verbum caro factum


in nobis habitare volens.
[45]

tunc

maximus

Infas 2H)

intemerata sui conservans viscera templi,

inlacsum vacuavit

iter,

pr Virgine

testis

partus adest, clausa ingrediens et clausa relinquens.

(1) (2) (3) (4) (6i (6) (7)

CAnvptUta
Corretto da Corretto da

la

<

8
in
in:

>
:

finale.

(13)

B
La
La

aggiunse

al

margine

qua

>

per

supplire

allo

strappa

della

A
B
la

sen-

pergamena.
(14)
in:

<

eitre-

t >

di correzione (di

?)

Forue da

A
.

parola fa mutata
<

orte

(In) (16)

corresse: -ens.

Corretto da incerta mano:


l

doleret

>

cancellata (da

?)

--em

(17)
i<
il '

Corretto forse da
Corretto forse da Corretto forse An

-miqne
-chro
-ret
>

no

aggiunse in bel corsivo sul margine: va virgo pia ret ut quoiu'am natura
| |

Vlrginls

antiquae faclmiu
|

prior vltlata

lacebat

(8)
(9)

(18)
(19)

complet: neclB.
corresse:

A
i

-nes

(10)

Forse

inser

fra e

ed e
per

(20) (21) (22)

B
Di

corresse

properata
la

(11) Jl ovrascrissc: (12) li

dlssim
:

per riparare allo strappo della perframena.

aggiunse

al

margine

in

supplire

allo

strappo

della

mano Da B (?)

B, forse,

parola
-etque

fot

mutata In

<

tinsns

>.

carretto in:
<

pergamena.

(23)

corresse:

-fans

>.

83

Quae nova lux mundo, que


quis fui
[50]
file

1) toto

gratta coelol

nitor,

Marine cura Ghristm ab alvo

processit splendore

novo

Velut ipse decoro

sponsus ovana thalamo, forma speciosus amoena


prae
fliiis

hominum, cuius radiante

figura
!

blandor in labiis diffusa est gratia pulchrls

facllis pietas

ne nos servilae teneret

peccato dominante iugum, servilia

summua

membra
[57]

tulit

Domintm, primique ab orgine mundi


nascentia donis

omnia qui

propriis vescit
procellosi
2)

[59] [60]

quemque

non mobills unda profUndi,


soium, spatiosaque
lati

terrarum omne

non capit aula

poli,

puerili in corpore plenus


in

mansit et angusto Deiia

praesepe quievit

Salve tanctit parens, enixa puerpera regem

Il

manoRcrtto tralascia

vv. 31 e 32 che furono suppliti dal correttore B.

TAVOLA XXIV,
Fol. 11 verso

[Lib. II, V. 281

Deserit Ire

sinit.

nam

quisquis ovis retia m[undl]

deliciosa sequens

luxus et gaudia blandac

perditionis amat.

Deus hunc,

virtutis

amator,

linquid 3) et ingreditor
[385]

qua se templatio ducet

Ab hac

ergo pedem retro faciamus et artum


Inter, tenuis

corde petamus
ire

qua semita monstrat

per angustam regna ad caelestia porta

Ij

8ED UBERA NOS A MALO


Si

cupimus vitare malum, debus

4) adire
ille

sectarique bonum, hic quia liberat,


[290]

trucldat,

hic alet,

ille

necat,

nam quantum

sidera terris^

ignis aquis,

lumen

tenebris, concordia bellis,


5)

vita sepulturis,

tantum bona longius abunt

dissociata maiis. dextrura

quicumque necesse
seddextra bonorum

est

aut levum gradlatur


[295]

iter,

semita conspicuos vocat in sua gaudia iustos


inquid suos, patriarca, sinus, at leva

malorum

exercit poena, set ad impia Tartara mittit.

ergo agnis ovibus


et
[300]

Od

est

haec sola voluntaa

bona libertas

evadere turba cruenti


per pascua Cbiisti
7)

ora 6)

lupi, vita fhii

[expllclt liJBEB

PRIMU8 NOVI TESTAMENTI

INCP LIBER SECUNDUS LEGENTI VITA PEBTUA

(1) (3) (3)

agg:iniiie

fra queste

a corregendo in dne ultime parole


(T):

<

qnae
:

>.

(5)
>.

A
i

corresse

abeunt

>.
(7): <

inseri

non

(6)

ora

>

corretto

da

In

nnt
>.

Corretto i^
corressei

-qnlt
>

(7)

revisore

appose;

Contuli

(4) t

del>einus

84

(Lib. in, V. 1)

PRIMA SUAE DowtNwS THALAMIS DIONATUS ADESSE


virtutis

documenta dedit convivaquae


2),

1)

praesens

pascire
in
*

non

pasci, veniens, mirabile, fusa


aquafi. amif.tere

vinum convertii

gaudent

[6]

pallorem latice mutavit laeta saporem

unda suum

largita

merum

mensasqite per omnes

dulcia non nato robuerunt pocula musto


inplevit sex ergo lacus hoc nectare Christus

Fol. 12

verso

[Lib. in, V. 46]

Inde marina petens arentes gressibus algas


praecessit et

exiguam concendens rubura cu^,

3),

aequorea intravit aquas,


discipuli placido librabant
[50]

Dommwmque
carvasa
actaque

sequentis 4)

5) ponto.
ftabris,

iam procul a
Bulcabat

terris fuerat ratis 6)

medium puppi

secura profundum

cu

7) subito

lera surgit hiemps, pelaguaq^ proceilis


quatiiint

vertitur et trepidam

vada salsa carinam.

percuterat formido animus 8) et 9) seque potabant 10)


[55]

naufragia 11) litoreis iam tendere brachia satis


ipse autera placidum carpebat pectore somnura,

12).

magestatem

13) vigli,

quia non dormitat in evura

qui regit Israhel, Beqite prorsus dormiet

umquam.

ergo ubi pKlsa queia 14) cunctis lacrtmantibus una 16)


[60]

voce simul: miserere cactus

15) miserere, perimus,

auxilio succurre pio) nil vota moratus

exurgens Dominua vaucis 17) mitiscere 18 ventis


imperai et dictum 19)
citius

tumida equora cat


ponti,

20).

non erat
[65] in

Illa feri

pugnas 21) audacia

Dominnm

tumidas q, surgere compulit 22) undas,


trucis 23) agitabant

nec metuenda

flamina vires,

sed laetum exiliens

Christo

mare compulit imum

obsequio fervere freto 24) rapidoque volatu

moverunt avidas venturum gauda pinnas


[70]

25)

INTEREA PLACIDUM
liquerat et

26)

TRANSVECTUS MARMORE PUPPEM


stridore ruentis 29)

medium

27) lustrabat bassibus 28) agros,

cum

procul e thumulo

geminum

(t)
(il)

Corretto da Corretto da

(3) Il

verso fu
.

B in qne > B in < pascere > da B emendato

(16)

B B

corresse in

cito

(16) Corretto in:

una.
prima mano,

cosi:

<

pressit

et

exigue

conscendens

(17) Corretto, forse di (18)

in: Talidis >.

robora clymbae
(4) (5) (6)

corresse

mitescore
dieta

Corretto da
Corretto da
Corretto in:

B B
<

in: in:

<

seqnentes

(19) Corretto in

carbassa
>

(20) Corretto, forse di


(21) Corretto, in:

<

prima mano

in:

<

placai

puppis

(7)
(8) (9)

Corretto, forse di prima

mano, in cum

(22)

Corretto in:

pngnnx . que snrgere cogeret


in: in: in:
< <

Corretto

in:

animos
e

(23) Corretta
(24)

Corretto in: Corretto in:

(10) (11)

<

pntabant
saxis

>

(25)
(26)

Corretto in naufraga.
<

da Corretto da Corretto da Corretto da


Carretto in:
Coretto da

B B B

truces

fretnm

pennas
placido

.
>

/? in:

(12) Corretto in
(18)

(27)
.

Corretto in medium e da

ancora

in:

medlun*

Corretto da

(14) Corretto

da

B in: B In:

magestate
quies

(28) (29)

passibus
in
:

vnentes

prosiluere vJri quoB non

85

mala demune l)pauco,

sed le^o vixabat 2) atrox nexuque cruento


[75]

saeva cathenatis

3) gestantis 4) vincla lacertis

angebat quoque poena dupplex, eu, dura furoris


condicio
!

qui

vim

patitur

magis

ille

leieatur, 5)

Tunc Domini praecepte


8pirt7i8 Infelix

treniens exire iubentis

hominem non audet

adire
liabere,

[80]

effigiem reddit,

quam Chrtstum cemit

sed pecus

immunda gaudet
7)

lue seraper

amicum

sordibus aque 6) olidum

consuetum vivere caeno

XXX vu

Due
minuH ab
|

postille.

Una
(

apposta al verso 49;


|

Dominua

ma

re

na

viga

vit.

Altra postilla al verso 79

Do-

boni

ne

demo

nium

effu

gavit.

Ambedue

'" postillo

sono in seroionciale.

ta VOLA XXV - XXVI


(Inventario 14tl:

N8)

Cassiodori
OTTINO
3

Orationes
a. II.

2**

L'Ottino segnala sette carte,


colo

attribuendole

al

se-

bain ville

a Nancy (manoscritto

317), cf. Biblioth,

de

VL Di

queste la

1",

la -2', la 4', la 6"

servivano
la
il

l'cole des Charles, 1862,

pag. 139; Haupt, Hermes VII,

di copertura

ad una raccolta

di diplomi Bobbiesi;

374

(=

Opuscola

III,

303).

carta

3* ei-a stata tolta

da

F. IV, 25,

dove costituiva
i

A. Reifferscheid
nel 1871
attribu
tutti
i

(,S'.

B. d. Wien. Akad.

LXVHI,

483),

riguardo

anteriore; e la 6" e 7*

formavano
il

fogli 20-23

nostri

frammenti

al

sec VII- Vili.

del Codice 0.

VI

1 5,

contenente

Trattato della Pa-

Nel 1894

dieci fogli dei Panegirici Cassiodo-

zienza

del Cavalca.

riani furono diligentissimamente pubblicati

da L. Traube

A. Peyron (Cicer. Fragm., pag. 182-6) ne

pubblic

{Cassiodori Senatoris Orai. Fragm., in caice alla edizione


delle

due brani;

li

riconobbe
58. Inf.
(f.

gemelli a quelli
di guardia),

del

Codice

Variae,
;

curata

dal

Mommsen

Berlino,

1894,

Ambrosiano G.
tire

ma

senza avver-

pag. 469)

per questa edizione,

la collazione dei

fram-

che trattavasi di Cassldoro.


I sette
f.

menti torinesi fu fatta da B. Krusch.

torinesi furono diligentemente pubblicati


di

Qualche emendazione all'edizione del Traube port


E. Chatelain, Palimpsestes de Turin, Revue de Philologie,

da C. Baudi

Vesme, Frammenti di orazioni panegiriche


dell' Accademia di Torino,

di M. Aiir. Cassiodoro {Memorie

XX VII,
buisce

Parigi,
il

1903,

XXVII, pagg.

46-8,

che

attri-

US., Vili

[1846], 2,

169 e segg.

due frammenti Am-

Codice

al sec. VII.

brosiani furono mossi in luce dal Mai


tiones ineditae, Mediolani

(Symmachi oracivilis antejtsti-

L'onciale di questo testo ormai molto progredito


e lontano affatto dall'antica eleganza; anzi acquist
correntezza, che fa presentire
il

1815

luris

una
e'

ninni reliquiae, Romae, 1823), e consistono in 4 fogli:


il

minuscolo.

Non

Mai prima

li

sospett di

Simmaco, poscia, meglio

peraltro motivo per discendere a pi tarda et. L'at-

avvisato, pens a Cassiodoro.

tribuzione al sec. VII pare giustificata, ancorch a pri-

Finalmente

un decimo

foglio,

gi

spettante

allo

mo

aspetto

il

nostro

Codice abbia

somiglianza

con

stesso Codice Bobbiese, fu rinvenuto

da Arbois de Ju-

quello dell'ano 754 presso Arndfr-TangI, tav. 83. Infatti,

<1)
(2) (3)

Corretto

in:

<

demone

.
>

(5)

li

corresse

<

llgatur

Corretto da
Corretto in:

fl in:

rexabat catenatia.
goatantes
>.

(6)
(7)

B
/;

atque
olldo

(4)

Corretto in;

86

d
il

considerato nel suo insieme,

il

nostro manoscritto pre-

. del

f.

2 (Bandi di Vesme, p. 186; Traube, p. 466).


il

senta ancora le caratteristiche che lo tengono legato

Nell'altra tavola,

primo saggio d

il

recto del
il

f,

a meno

recente et.
il

(Baudi di Vesme,
dittongo se, che
cert.o
la

p. 192; Traube, p. 483), e

secondo

Notisi, nella nostra riproduzione,

il

recto del

f.

3 (Baudi di

Vesme, pag. 187; Traube,

senza

essere

assolutamente

raro,

non

molto
storia

pag. 473}

comune. Quando

feci la scelta,

ebbi in mira
si

La
etc.

dichiarazione bibliografica:

In hoc volumine

del dittongo predetto, di cui ora

occup

il

Traube,
.'J3.

si

riferisce al ms. F. IV. 26 (Ottino, 40; Inventario


:

Paldographmhe Fkrrschungen, Mllnchen, 1904, pag.


Il

dei codici superatiti, n. 36

leggermente danneggiato
aned-

Traube

insiste

nell'avvertire che

di regola, se tale

dall'acqua nei primi fogli ) che contiene vari


doti,
il

dittongo viene adoperato, esso ricorre in fine di rigo.

Ma
ben

primo dei quali 6

appunto

la

vita di 8. Se-

qui

si

incontra pur in mezzo di linea.

la cosa,

verino, scritta

da Eugippio.

il

n.

148 dell'Inventario

s'intende, strana. Cf. per es.

...

MinervPD suo

del 149

(cf.

Peyfon, Ck. Pragm., Bibl. Bob., pag, 41, e 220).

una

iscrizione del III secolo,

presso Htilmer, Excmpln


188.5, piig.
il

Tali

preziosi

frammenti furono
le

dal

fuoco

total-

scripturae eptgraphicop latinm, Berolini

217.
f.

mente

distrutti,

sicch

nostre ripioduzioni rappredi

Nella tav.

XXV

il

primo saggio d
Traube,

recto del
il

sentano ormai l'unica reliquia

questo interessante

(Bandi di Vesme, p.

18.9;

p. 467), e

secondo

monumento

paleografico.

TAVOLA XXV,
Fol.
1

recto

Llber monasterij

Bararti

Oolumbani de Bobio
2)

1)

Paola et conventiones et conflnia Bobij

Pyrro testante praeconlum

In

quo

itknr

tum valuere virtutes, ut


positus laudaret ininiicus.
affettata

eum

In acle

Rog^lum

poena concelebrat, Declorum


viviflcat,

fama mora devota


efficaci

Fahlus

cunctatione laudatur; quid


dlaciplinarura

Catonem repetam
libro

moribus transenutem? vel nos-

trum Tulliura armi omnibus eloquen10


tiro

viribus fortiortm ? quos mihi

tam

uitticiie est

numerare, ut vobis

facile

aatum

est felicitate superasse,

uratum quidem

orationi nostrae opus in

laude priscorum, quorum laboribus


15
contltetur, sed

tantum

est praesenftis]

Fol. 2 verno

[inlpensis provincias iustitite serenit


te tranquillt, iraenat superbas g^n-

tes imperio et illud

ad soium videtur

es-

(1)

Sec.

XV.

(9)

Sec. XVII.

se confusuDi, quod ab elus regno cog-

noscitur alienuiu.

Macte, infftUcabilis triumphator, quo

pugnante festa reipublicsB membra


reparantur et ad
sascula nostra an-

tiqua beatitudo rebertitur. Oalliam

10

quandam

ftifsse

romanam

solis

tantum

legebamus annallbus.
iuncta
notitisB,

eotas

non erat

credulitas incerta va-

gabatur.

TAVOLA XXVI,
Fol. 6 recto

omnia regna superai, dinosceris potens


iam,
Cile
si

tul.

cum

propriis morbus comparerls, far

ab insigni animse parte superaris,


pulcritudine corporis mortalia

qu
5

cuncta transcendis.
Fecisti quoque, domina, palatium,
te

quod

etiam ignotis evidenter ostenderet,


igenti liaviteculo residen-

quando ex

ti8 collgitur

magnitudo.

10

Renidet crusta

marmorum

concolor gemfmis]

Fol 3 recto

quando

ille

inter virgines delicatas

, ,

occultatus

as,

non solum

for-

tem, sed et

vimm

negavit.

nam

qui potuit

atrociter ferrum distringere, ele-

git molliter

pensa tractare.

Dicat aliquis matris iussionibus obsecutus, sed hoc pati non debuit belliC08US. Fas fuit illam sub pietats

excusatione peccare. Hic vero se non


10
potuit sine mttgnfo] dedecore pudoris

occulere.

Tu autem cum gente


naturus,
qusesi.sti

ferocissima pug-

quem ad modum

accomunione discretus occultum


15
aliquid

non habcres, sermones non


1),

grabata gente mutuari

ut

quae dicen-

da

sunt, distinctius explicentur.


tibi

Equum
20

gign,

eligis

decenter

aptare, cui inter niveas

comas

iuba-

rum

crines nigerrimos micuisti,

ut quia poterant ,^ti reperiri similes

(1)

I^

n > aggiunta interlineamente

di

prima mano.

88

TAVOLE XXVn - XXVIII

Fragmenta Libri Exodi


OTTINO
45
F. VI, 2, fase. 8

Tutta la miscellanea posta sotto questa segnatura

inciditque brate

and

distrutta per l'incendio.


:

Il

fascicolo 8 viene cosi

as aureas, et exte-

descritto dall'Ottino (pag, 42)

Cinquanta carte

memlibri

nuabit in Ola,
ut possent torquerl

branacee, di diverse et e formato, quasi tutte di


liturgici, in

cum priorum
Col.

parte in cattive condizioni per essere state

impiegate come copertine, guardie, ecc.

B
te-

Le due p^ine qui

riprodotte

contengono, nella

colorum sub
mine,
(4]

versione vulgata, due biuni dell'Esodo (XXXVIII, 31

XXXIX,
ma

XXXIX,

24-3.S).

La

scrittura su

due

duas quoque oras

colonne. L'onciale regolare ed abbastanza elegante,


alcuni indizi caratteristici,

gccum invicem
pulatns.

co-

come

pronunciatissi-

mi prolungamenti
ste lacinie
ciale.

delle lettere, ci avvertono che querisalire ai bei

Inter utroque lateres 3)


[6]

non possono

tempi

dell'

onet

summitatum,
4)

Sono probabilmente del secolo VII.

valteum
coloribus,

ex his

sicut praecepe-

TAVOLA XXVII
(Exod. XXXVIII, 31 Col.

rat 7)
[6J

Domtnus Moysi,

XXXIX,

Paravit et duos
lapidea onycinos 5)
adstrictos et in-

taber]nacli adque atril

clusos auro et

per gyrum.

sculptos arte

gem-

[XXXIIX,

1]

De
et

hyacinto vero

mmaria

6).

purpura ver-

nominibus fliiorum
Israhel,
[7]

miculo ac bysso
fecit veste,

quibus

posuitque eos in
lateribus super-

indueretur Aaron

ox

1)

humeralis,
in

quando ministrabat in aanclB,


sicut praecepit

monimentum
fliiorum Israhel,

sicut praeceperat

[Domtnfw Moysi]

Dominua
[2]

Moy[8].

Fedt

igitur super-

TAVOLA XXVIII
(

humerale

Exod,

de auro, hyacinto
et purpura, coc-

XXXIX,
Col.

24 - 33

coque bys tincto


et bysso retorta,
{3]

2)

fungebatur
sicut praecepit

opere polimetaro,

Domtnufl Moysi aec


[85]

Fecerunt et tunicas

(1)
(2) (8>

Lettere cancellate.
Corretto di piimn
D'altra

(4)

Corretta in
>

b>

la

prima n.

mino da

<

byAtlneto

(5)

08

>

in nesao.

mano

canceltota la

a >.

(6)

Cancellata la prima

byssinas, opere
taxili,

89

mario, sinclum Domini.


[90]

Et Btrinxerunt

eam

Aaron
[26]

et

fliiis

eiua.

cum

mitra, vitta
2),

Et mitraa

cum

co-

hiacintina

sicut

ronulis suis
80.

ex bys-

praecepit

Domini

Moysi.
[81]

[27]

Feminalla quoque
byssina linea.

Perfectum est
tur

igi-

omne opus

[28]

Cingulum vero
de bysso, retorta
hyacinto purpura

tabemacuii et
tecti testimoni!.

Feceruntque

fllii

ac vermiculo,
distinctum arte

Israhel cuncta

quae praeceperat Domi'nus Moysi,


[32]

plumaria, sicut
praecepit

Dominua

Et obtulerunt

ta-

Moysi.
[29]

bemaculum

et

Fecerunt et lam-

tectum et univerve-

minam

snere

1)

sam

supellectilem,

nerationis de

anulos, tabulas, vectes, colum-

auro purissimo,
scribseruntque

nas ac vases
[83]

3),

Col.
in ea,

opertorium de
pellibus arietum

opere gem-

rubri catis

TAVOLE XXrX, XXX, XXXI


(Inventario 1461: 67)

Lactantii Epitome divinarum Institutionum


R. Archivio di Stalo di Torino

Bel ms. di fogli 122 (misura 21.5X188),


la

il

quale deriva

Exspositnm de ratione Paschae


simo Bibliothecae
Dalespine, 1712.
regiae

et

mensis, ex antiquisCodice, Parisiis,

sua importanza specialmente dal primo degli aneddoti,

Taurinensis

in esso contenuti.

l'

Epitome

di

Lattanzio

(Migne,

PL., CXIII, 1106; S. Brandt, L. C. Firmani Lactantii

Un cenno

ne diede B. de Montfaucon, Bibliotheca


II,

Opera omnia, Vindobonae, 1890,


vataci

p.

675),

non conser-

Btbliothecarum, Paris, 1749,

1402-03.

integralmente

da alcun

altro

codice. Scipione

Gius. Pasini, Codices manoscr. Bibliothecae


nensis Athenaei, Taur., 1749,
II,

Tauri-

Maffei, nel 1711 in

una

lettera indirizzata

ad Apostolo

269 e segg., ne fece


il

Zeno {Giornale

dei

letterati

VI, 449 e segg.), illustr

una lunga

descrizione, quasi che

manoscritto fosse

per la prima volta questo manoscritto, dal quale molto


estrasse
jAictantii

di pertinenza della Biblioteca regia;

ma

in

realt

il

subito

dopo

Crist.

Matteo

Pfaff,

Firmiani

ms. rimase sempre a

quell'istituto,

che ora dicesi Ar-

Epitome Institutionum divinarum ad Pentadittm

chivio di Stato. A. Peyron (pag. 21, 177) credette che


il

fratrem,

Anonymi historia de haeresi Manichaeorum,


et Q. lulii Jlariani

codice avesse in realt appartenuto alla Biblioteca, e

Fragmentum de origine generis humani,

si

meravigliava pensando che fosse passato agli Archimi

(1) (2)

Un'altra

mano

corresse

<

sacre

>

aggiun^ndo

alla

<

>

la cedilla.

(3)

Corretta in

la iniilnle

<

>.

Corretto In

hyac-

di
Corte. Interpretava troppo alla lettera la descrizione

90

8.

Brandt (opera

citata,

pag.

LXXX
E

seguenti)

fu

del Pasini.

giudicato giustamente del secolo VII.


i

Sul foglio

verno c' l'indice fatto contemporanea-

Ne furono

presi

vari

fac-eimili.
II,

primieramente
l'inizio

mente
colo

al

testo.

Precede

la solita

annotazione del se antichis-

Gius. Pasini, Codices, ecc.


dell'

269 ne riprodusse
all'edizione
di

XV:

In hoc volumlne ecc.

ma l'indice
si

Epitome (coirispondente

Brandt,

Bmo, in corsivo del spc. VII-VIII

legge: cLibros

pag. 675),

ma

si tratta di

brevissima cosa.
Jl

Ragnaperto presbyter ex suo ingenio de arca domni Vorgusti abbati


>
.

Molto dopo, P. Vayra,

Museo

storico della

Casa

Questa nota somiglia assai a quella che

si

di Savoia, Torino, 1880. pag. 37, pubblic in fotografia


il

leggo sul codice gi Bobbiese, ora Vatic. Lat. 5728,


tranne che in quest'ultimo caso nominato invoce l'abbate Bobulono, vissuto sul cadere del secolo VII
Rossetti
,

foglio 39 verso dell'Epitome

(edizione

Brandt,

pa-

gine 726-6).

(cf.

Nel 1899 nella tav. VII dei Momim. palacogr. sacra


si

Bobbio
si

Illustrato

III,

G-7).

Dell'
il

abbate

diedero

fogli 71

verso

72

recto,

che contengono
,

Vorgusto non
III,

ha memoria, n

lo ricorda

Rossetti,

la fine del

Liber de origine generis humani gli Anni,

pag. 66 e seguenti, nella serie degli abbati;

ma

o l'inizio dell'opuscolo
Giulio Ilariano.

De

ratione

Paschae

di Q.

probabile che non sia di molto posteriore a Boluleno.


Il

Reifferscheid {SB. d.

Wien. Akad., LXVIII, 507)

Per

la storia di

questo Codice

cf.

il

cenno fattone

descrive, lamentandone le lacune, molto minutamente

n%\V Inventario dei Codici superstiti ecc., Riv. di


di istru, classica, 1904, pag. 574.

MloL

questo codice, che sul foglio 2 recto porta la consueta


annotazione:
col

Libcr

sctj

.67. Colombani de Bobio,

numero (aggiunto
che
si

e chiuso fra
all'

un riguardo, come
del

Si

riproducono qui
1.

fogli seguenti:
1

di consueto)
(cf.

riferisce

inventario
21).

1467

Tav. XXIX,
del volume.

Foglio

verso: titolo e

contenuto

Peyron, Ciceron. Pragm., pag.

Comincia

il

manoscritto coll'opuscolo
9).

De

Opificio

Tav. XXIX,

2.

Foglio

87

r.

Fine

dell'

opuscolo

Dei

di Lattanzio (Migne, VII,

Segue

(foglio

42

De

ratione Paschae
inizio delle

di Ilariano

(Migne PL, XIII,


Rispetto
III,

verno) l'Epitomae; poi

un opuscolo: De
Foglio 61 recto

fine saeculi

1114) e

Omelie di Origene.

al

attribuito al

medesimo.
.

Do Divina

postconsolato di Arcadio IIII e di Onorio

e al con-

Providentia

Foglio 62 recto Orign generis humani

solato di Cesario e di N. Attico, a notare che le

due

indicazioni concorrono nell'anno 397 (De Rossi Inscript.

Foglio

71

verso

Annorum metas (sic).

Foglio

verso
christ. urbis

Romae,
1.

696).

Quinti luli Hilariani,

de ratione Pasche et mensis


Foglio 81 verso
cio:
*

Tav.
(Migne, PL. XIII, 1105).

XXX,
XXX,

Foglio 40

verso

contiene

il

e.

48

Omelyae
dell'Epitome di Lattanzio (ed. Brandt, pag. 727).

Origenis

Sono quattro, e

De Cantico (Migne,
Tav.
2.

Foglio 102 recto finisce l'Homilia VII

P. Gr. XII, 331, n. VI);

De amaritudine aquae Mer

rhae

(ivi,

XII, 341, n. XII);

De Decalogo
(ivi,

e principia

l'Omelia Vili

in

Exodum

di

Origene

(ivi,

XII,

350, n. Vili);

De Tabernaculo

(Migne, PGr. XII, 360).


XII, 381, n. XIII).
S.

Foglio 122 verso, Sermone di


rito

Agostino ad

Eme(ed.

Tav. XXXI,

1.

Foglio 3 verso Epitome di Lattanzio

Brandt, pag. 677).

vescovo dei Donatisti (Migne, PL. XLIII,


Il

689).

Tav. XXXI,

2.

Foglio '14
(

recto, fine

dell'Omelia

Codice

scritto in onciale

ormai decadente. Nel


di

Origene

sul

Decalogo

Migne, P. Gr. XII, 367) ed

titolo del

volume e

nella

didascalia
le

l'onciale

pi
inizio di quella sulla costruzione del

accuratamente eseguito,

ma

Tabernacolo

(ivi,

sue caratterische riman-

gono
sono
Il

invariate.

Trenta righi

(fogli 61 verso

62

381).
recto)

in semionciale.

Questo manoscritto elencato nell'antico Cataloga


ai nn.

codice da Holder, A. Reifferscheid, G. Studemund,

220 e seguenti
1

(ed.

Becker, pag..

67).

TAVOLA XXIX,
Fol.
1 1

verso
1)

In hoc voluniine infrasrr/pta cotinetMr videlicet

Libros Ragnap[er]to presbyter ex suo ingenio

de arca dom/ii Vorgusti abboti.

(1)

DI mano del sec. XV.

5 de
opiflcio

91

Continentwr in hoc corpo** cllv-so, idest

Dd

Epitomae Firmiani

Lactanti. de flnem saeculi, de divi-

[na provJ]dentia. de erigo


[generis,

1)

human!

de rajcione Paschae et mBnais,

fOmiliee Orgenis preBbyter) de libro Exodi, Idesl

de

10

[Cantico, de Amaritudine aqujae, Myr(rhae,

de Decalogo, de Construjctio]

[nc Tabernaculi

2 Fol. 81
recto

Usqwc ad vicesimam primam

in

azymis

sinceritati

et veritatis. mentis scllicet puritatem pasca 2)

Doiino celebramus tuerat dicendum iam flnem


hlc faciamus huic nostro sermoni

consummacu-

uaque hoc laboriosura opus

In die Isto III

nonarwm

martiarum post consulatu Arcadi

IIII et

Honori IH

Quapropter admonemus eoa qui ante a nobis

non emendata haec acribia acclpere


verunt, ut

festina-

lo

secundum stum ordinem emendatum opus habere concntur. IdeoqMe et diem


quod non posumus primo, nunt

et consules,

huic rationi Inflximus, ut ex bine sciatis quia

emendatum hoc

esse opus.

Quintus lulius Hilariaraus expllcuit, emendavit die DI nonarMm


16 martiarwni, Caesario et Attico consulibus.

Incipunt Omeiyae Origenis presbiteri

numero UH explanatae

de libro Exodi, idest de Gantico, de Amaritudine aquae,


Myrrae, de Decalogo, de Constructione Tabernaculi.

Deo

gratias,

Amen.

Accanto
, sa

ai

righi
ftt
I

2-5
4,

sul

margine interno
, [dojcuinus
|

la postilla

Ueo

curren

, ,

ad

ratio-

[nem Pa]schae (3)

TAVOLA XXX,
Fol. 40 verso
1

Non

est utique beneflcum

quod quis nec


si

accipiat, etiam

mori mavult.

bonum non

est

ad quod

me

vocas, cur malo invitas ? cur


ratione,

non verbls, sed verberibus? cur non


5

sed cruciatibus corporis? unde apparet

malum

esse iUut ad quod non inlicis volentem, sed


trahis recusantem.

quae
an
si

stultitia est

consu-

lere velie nolenti?

aliquis praementibtM

malis ad

mortem confugere

cogatur,

num

(1) (2)

Parola corretta d'altra


Corretta d'altra

mano
antica:

antica:

orig[lnfl] >.

(8)

Aggiunto forse

di

prima mano

la t

>.

mano

pascfha]


10
potea,
si

n2

niit

aut.

Rladium extorcrR,

laiiueiix*

niperis, aut. prcc.ipitio rptraxcris, aiit

vone-

num

cffuderiH, conservatorcm to liomini

gloriar!,

cum

ille

quom
male

servasse te putas,
secnin arbitrctiir
roibuoris
1)

nei-

Rratiiis afjat et te
If

cffisHC, qiiod

mortem
(piod

sibi

optata*,

quod ad flnem,

ad requiem malorum

pervenire non sinuerisV bcneflciimi eni(

non ex

qualilflto rei debet, sed

ex animo eins

qui (ueipit, ponderali.

Cur pr beneficio

'W

via imiaites, (|uod mihi malcfteium est?

me Dcos

tuoa colere,
si

quod ego mihi mortiferuin duco?


non invidoo, fruere solua bono

bonuin

est,

tuo.

non est quod velia errori meo succurrere


iudicio ac voluntiite susccpi.
ai

qucm

inalu/

2
Fol. 102 recto

umquam

exmoritur, nequo rus cxurena aIipiando

tinguitur. luatia

autcm

et fidelibus

pcrmanet dulcis

Proplieta, et vidctc quonia*;* et auavis. Guatate, inquit salvator noatcr Icaus Chr1tu8 cui suavls est Dounnm 2). Ispc Drm et
f)

est gloria in saocnla aaeculonim.

Amen.

EXPLjV// de Amaritudine Aqimo, Myrrac


Manna.

et

do

XnpU

de Decalogo.

Omnis

aaccuqui didicit contcmncrc prcacna

apellatur, et per vcrlum, quod flguraliter Aegyptus

10

bum
et

D(?i

aecundum Scripturaa dicam,

translatus cat,
feati-

futurum non invenitnr, quia ad saoculum


dicit

anima nat ac tendit, de huiusmodi

V>cm: ego
3).

aum
Non ergo

terra Acgypti do/n8 Dr.a tuHs, qui eduxi te de

hacc ad
15

illos

tantum dicuntur, qui ab Aegypto prote,

fecti aunt,
s

sed multo magis ad

qui

nunc audia

lata,

tamen

proflciscaria

ex Aegypto,
:

et Aegyptia ultra

non aervias.

dicit liacc V),-m

ego sum domJnMS

Dem tuus, qui

servitutis .3). vide eduxi te de terra Acgypti, de domo et actus carnis, dornua est ai non negotia saeculi

20

rolin<iuere aeservitutis. sicut rursus e contrario

cularia et

sccundum V)vnm

vivere,

domus

eat livertatia.

Al

r.

una

po.stUla

in

nte

tironiane,

che G. Schmitz lesse e oppi!

[quae

stulti]tia est

[consulere] velie nolenti.

(1) D'Rntli-ii
(2)
I>.

mano
!l.

orrcttn in

pmilmiTis

VA)
..

Krod. XX,

2;

Dmler. V,

XXXIII,

93

TAVOLA XXXI,
Fol. 3 verso

Si multi sint in

examine apu reges

1),

peri-

bunt, aut dissipabuntur, dura regibus incessit

magno

discordia

motu

2),

plures in

armento duces,
5

tara diu praeliabuntur,


si

donec unus optineat

multi in exerci-

tu imperatore, nec pareri poterit a milite,

cura diversa iubeantur, nec ab

iis

ipsis

unita optineri, cura sibi quisq/te pr moribu5


consulat. sic in tO

hac mundi re piMica,

nisi

unus

fuisset moderator, qui et conditor, aut

soluta fuisset omnis haec moles, aut nec

cond qudem omnino potusset.


Praetercft in multi non potest esse totuwi,

cum
15

singuli sua officia, suas optineant

potestates.
rit

Nullus igitur corum pote-

omn/'pote;j8 nuncupari, quodest


id

verum

cognomentum Dd, quoniam


terit,

solum poin aliis,

quod

in ipso est.

quod antera

noe audebit attngere, non Vulcanus


20
sibi

aquam
in

vindicavit, aut

Neptunus gnem

All'ultimo

rijro,

snl

margine

sinistro,

caratteri corsivi, la postilla


.

aq]uam nec
sibi

Al margine inferiore in note tironiane, spiegata da G. Schmitz:

non Volcanus

aqam

vindicavil, ant

Neptunus ignem.

2
Fol. 114 recto

in Chr/s^o

Jesn

dommo

nostro

Explicil de Decalogo, incicil de

Constructione TavemacM/i
lara

quidem

et prius

do Tavernaculo pr viribws
in

dixeramus, verum quoniam saepe

Eyodi

li-

bro roppertur ipsa describtio, dicitur enixc


et

cum

Dctts praecepit Moysi, qualiter Aeri debeat,

iterum:

cum Moyses

praecepit populo, ut offerat

construendo operi materias, sicut haec lectio


continet que nobis

modo

recitata est. 3)

Sed postmodum enumerantur sngula quaecumg'M^


per Beselel et ceteros sapiente viros fabricantur, et iterum

cum ad conspectum Moysi

doferentur; et rursum,

cum

per praeceptum
aliis

Domini dedicantur;
vel locis,

flt

praeterea in

vel

libris,

horum conmemoratio

et frequenter

reperitur, et puto

quod necessario conmorecitatus est nobis


et dixit
ille

netur.

Nunc ergo

serrao, ubi dicit

(4):

Moyses ad omnem
hoc est verbum
Sumite a vobis

synagogam

flliorum Israhel,

quod praecepit DominMS

dicens:

1)
(2)

Forsp
.

la

(li

ritocio.

(3)

Sxod.

XXXV,

- 6.

refclbns- inotB .,

VERO.,

Georg. IV,

(i8.

(4)

Num. XXVII,

20.

94

TAVOLA XXXII
flnoentario 146t: 4f )

Concilium Ephesinum
OTTINO
27.

F. IV.

1,

fiwc.

Sei fogli, che misurano 1S)0

240: righi 46. Sulla

lati,

in

semionciale e in onciale,
caratteri.

con due

differenti

camicetta di questo fascicolo, B. Peyron not:


folla,

Sex

forme di

La

parte in onciale, su

ambedue
non

quae continent fragmentum Epistolarum

Cyrilli

presenta la linea

meno

estesa che l'altra

sia.

Alexandrini seu fragmontum Codicis, qni inscribitur in


Inventario
n.

Parmi anteriore all'epoca segnata da


riporterei questo frustolo
1

ReiflFerscheld,

42

><

rimanda ad A. Peyron,
l.'iB,

Cicer.
si

almeno

al sec.

VII,

quando

l'Yagm., Bibl. Bob., pag. 12,

dove, per

voritJi,

onciale aveva ancorA vita propria e schietta.

parla del cod. 46 dall'inventario,

cos descrivendolo:

L'incendio danneggi
esportazioni del testo.
Il

margini,

ma

senza gravi

Cirilli

episcopi Alexandrini

epistole

numero XVIII

in littera antiquissinia legibili

brano riprodotto, foglio 4


vcrfiio ConciXii

recto^

corrisponde al(a.

A. Reifferscheid, SU.

Wien. Aknd. LXVIII, 485-6,

Xantiqua
C(mdl.

Ephesini primi
Cf.
8.

431) in Mansi

descrivendo

il

presento frammento, lo giudica del secolo

CoUecHo V,

514.

Cyrilli
[ep.

Alex. Epp.,

vn-vm.

nresso Migne, P. Gr.

LXXVII, 126

XVm (XVI)],

Fol. 4 redo

eundemqw?

Dem Vcrbum

et

hominem secundum

cnr-

ncm ex
sub

mulicre, non copulationc pura ot

tnmquam

acquilitiite sola
Df'o.

di^nitatum compactum hoilliiis

minem
b

Haec anim
dogmata.

sunt tepida et

inuti-

lia et senilia

Eundem

verso

1)

enim

et pas-

sum dicebant

carnalitcr pr nobis mortem,

et resurrexisse divine, et conculcasse mortis

imperium
dicem.
10

et

venturum dicebant omnium


vobis accendontes semper

iu1) flclcm,

Hanc

pu-

ros et immaculatos vos

met ipsos conservate,

neq(; coininunicantos memorato, neq'<e

tamquam

doctorem respicientes,

si

lupus pr pastore re-

manserit. et post hanc nostram ammonitio-

nem ad eum
15

factam, sapere solverit quae per-

versa sunt.

His autem clericis sive

laicis,

qui

propter rectam fldem separati sunt, aut


depositi

ab

eo,

coramunicamus

nos,

non

illius

conflrmantes iniustam sententiam, sed laudantes potius eos qui passi sunt, et illud dicen-

20

tes eis

si

exprobramini

in

Domino

beati estis, quia

virtutis et V)e\ ii\)iritn% in vobis requiescit. 2)

(1)

PRrnla ng^unta ncH'liitcrlinca.

(2)

/ Petr. IV, 20.

ExpUcit Epiatola
Villi.

96

Incipit Eplsto/olT

Suacipiens autera et archepiscopus

Romae

Caeleet-

tinus quaternione Expositionum ipsius Nesto-

85

lii

per Antiochum, et inveniens eos plenos blaCyrillo

pbemiia, insuper etiam ammonitus ab archi[episcopo

TAVOLA XXXIII
(Inventario i46i
:

9)

S.

Augustini Enarrationes in Psalmos


OTTINO
26.

F. IV.

1,

fase.

Fogli

2,

misura: 210

166.

Sulla

camicetta

B.

L'onciale,

come

si

vede dalla fotografia presa avanti

Peyron

not:

paginae quattuor, quae Bunt fragmend.

all'incendio, di et avanzata:

eseguito con poca

tum Enarrationis

Augustini in

Psalmum XCIII, nempe

cura; per questo rispetto richiama alla


Reiflferscheid (SB.
i

mente Cassiodoro.

fragmentum Codicis

inscripti in Inventario sub n. 9

Wien.

AL

LXVIII, 478) riporta


confronta

e rimanda ad A. Peyron, Cicer. Fragni, p. 3 e p. 126.

nostri

flf.

al

sec.

VII

- Vili;

li

con Va-

Ora queste pergamene


stato;

si

trovano

ridotte in
il

malo

tic.

Lat. 5767.
Il

secondo la descrizione dell'Ottino


i

frammento
(

brano riprodotto,
(Migne,
1.

fol.

2 verso, contiene parte dei

abbraccia

3 - 5
2)

presso Migne, P. L.

XXXVII

8.

4-5

e.

1193).

Augustini IV,

1192-93.

Fol. 2 verso

adorantur.

si

enitn quidquid est

unde

similitudo ducitur ad aancloa,


tibi putas.

adorandum
quia dio-

adora montes et

colles,

tum
5

est:

montes exultaverunt velut

arietes et colles velut agni

ovium

1).

Tu

de aancta

dicis,

ego de ipso Christo dico, adora


est: vicit leo

leonem, quia dictum

de

tri:

b Juda

2)

adora petram, quia dictum est


3).

Petra autem erat Chiislua


10

Si

autem non adoil-

ras in Chrs<o ista terrena, quamvis de


lis

similitudo

quedam

data est ad signi- 4)

fleandos sanc^os, de quacumqtee creatura

ducta fuerit pimilltudo, tu intellige


militudinem creaturae, et adora 15

si-

artifl-

cem

creaturae

dictus est sol


iste sol,

domtnus noster Jesus


et

ChristuB,

numquid

quem

minu-

tissima animalia noviscum vident 5)

sed de quo 6) dictum est: erat lumen

verum

(1)

P*. CXIII,

4.

(4)

La

Billaba
6.

<

ni In

monogramma.
tagliata d'altra

(2) (8)

Apoc. V, 6
/ Cor. X, i.

(6) (6)

Sap. V,

quod

>,

colla

<

>


20

96

Nam
lux sta

quod inluminat omnem hominem venientem


in

hunc mtindum

1).

non hominem solum inluminat, sed et


iumenta
et

pecora et omnia aniraalia.

quod autem inluminat


in
[5]

omnem hominem

corde inluminat, uvi intellectura solum,


Intellegat ergo Cartas vestra,

25

habet.

quibus dixit Apostolus 2): in natione tortuosa et perbersa, idest Inter iniquo, in

quibuB apparetis sicut luminaria


do,

in

mun-

vervum

vitae habentes

quodam modo
3)

TAVOLA XXXIV

Liturgiae Irlandicae fragmenta


OTTINO
26.

F. IV.

1,

fase.

Sono

6 ce, ossia 3

ff.

doppi, oggi conglutinate e dansi

quegli elementi del corsivo romano, che nell'altro codice

neggiate assai; sicch senza restauro non


usufruire,

possono pi

appariscono. Sono numerosi gli


ciale

elementi
quelli
in

in

semion-

ma

la nostra fotografia fu

presa prima dell'in-

irlandese;

men numerosi
di

minuscolo

cendio.

margini sono ora bruciacchiati, con asporta-

irlandese.

Se

l'Antifonario
al

Bangor del periodo


il

zione d notevoli parti del testo. Inventario dei codici


superstiti al n. 23. Allo stato attuale
i
flf.

che va dal 680

691 incirca,

presente frammento
al

misurano 17X23.
fogli 6, sec.

dovrebbe essere di non pochi anni anteriore

700:

Sulla camicetta B.

Peyron not:

VII

ad ogni modo, necessario ritenerlo piuttosto anteriore che posteriore al 700.

od VIII. Tenent varios hymnos


ron Cicer. Fragri,
carte,
p. 224,

e rimanda ad A.

Pey-

di

mano

schiettamente

dove

si

registrano queste sei

irlandese. Quasi tutto

il

materiale liturgico del framnella collezione di Bangor,

ma

non

si

richiama alcun

numero dell'Inven-

mento torinese ricompare


sicch l dove
in quello
il

tario del 1461.


Il

carattere sbiadito,

si

pu

presente frammento fu integralmente pubblicato e

supplirne
Il

il

testo col ms. Ambrosiano.

con ogni diligenza descritto da W. Meyer, Ikis Turiner


Brtiehxtiick der Mtcsten irischen Liturgie ('nelle Nachrich-

testo del

Meyer

fu

riprodotto

da F. E. Warren

An

early Irish liturgical fragment (in Journal of theo1903, p. 610). Cf. F. Cabrol in

ten

d.

K. Gesellschaft

d.

Wissenuch.
fase. 2,

zu

GoUingen,
Il

logical Studies, luglio

Phil. - hist. klasse,

1903,

pp.

163-214.

Rev. des qusttom histor.


Si

LXXIV,
f.

p.

618

(1 ott.

1903).

Meyer, cos competente


l'alto

in materia,

ne mette in vista

riproduce

il

recto del

2;

presso Meyer, p. 184.

valore liturgico e storico.


ff.

Cf. quivi a p. 186,


ff.

dove

il

testo integrato nelle sue


la nostra facciata

Questi tre

doppi erano
perduto
il

intemi di un quaestemo.

lacune.

Le macchie che deturpano

derno, di cui and


scritto

f.

doppio

Lo

sono anteriori all'incendio.

a rigo intero, e ciascuna pagina ha 20 - 22


il

La

liturgia di

irlandese di Bobbio

si

va arricchendo
il

righi.

Ancorch

carattere somigli assai a quello del

sempre pi

nuove aggiunte. Non molto che

cosidetto
Inf.;

Antifonario di Bangor dell'Ambrosiana


.antico di esso.

.5.

valentissimo dr. H. M. Bannister (Some recently disco-

sembra peraltro piuttosto pi

Non ha

vered fragmenta of Jrish Sacrajnentaries, in Journal of

(1)

loh.

l,

9.

(8)

D'altra

mano

l'ultima nillaba.

(2)

Ad

l'hiUpp- II, 16.

97

theological Studies, 1904, V, 53. 66) pubblic ed illustr

fiuitlrho nota

in

ling-ua irlandese,
ai
soli

ma

impossibile stapaleografici,

un frammento

liturgico, di probabile

provenienza Bobdi S.

bilirne la data in baso


Infatti
<

caratteri

biese, ora esistente


di Piacenza.

presso

la

Chiesa

Antonino

the

dating

of these

Irish Mss. is desperate

Pare

scritto

da

mano

continentale,

ha

AVork

come

dice Hannister.

Fol. 2 recto

BcNedicite omnia opera

Domini Dnniinnm;
supcrexultate eu> in smcula

ymnum
Benedicte
Cfleli

dicite

&

1)

Domini

Dmmnum

Benedicte Angeli

Domini Do)/'n/m

Benedicte aquae omnes caelos


Benedicite omnes potentiae
Benedicite sol Benedicite

Domini Dominitm
DoMiini Do?)in<m

&

luna
celi

Domini Dominum Domini Dominum


Domini Dojninwm

ateiss

Benedicite imber
10

& &

ros

Benedicite omnes sp>'i78

Domini Dominum

Benedicite ignis

calor
dies

Domini Dominum
Domini Dominum Domini Dominnm

Benedicite noctes

&

Benedicite tenebre

& lumen &


&
estas

Benedicite
15

frigus

Domini Dominwm Domini Dominvm


Domini Dominm Domini Domin<m
Dojnini

Benedicite
Benedicite

proina
fulgora

nives

& nubes

Benedicite dcat terra Benedicite montca et coll(e8 Benedicite omnia nasfacentia terrae

DominMm

Domini Dowiinum
Domini Dominwm

2C

Benedicite maria et flfumina

ymnum dicite A super ymnum dicite A super ymnum ymnum dicite ymnum dicite ymnum diciic ymnum diri/e ymnum dicite ymnum dicite ymnum dicite ymnum dicite ymnum dirite ymnum dicii ymnum dicite ymnum dicite ymnum dicite] ymnum dicite] ymnum dicite]

TAVOLA XXXV
(Inventari
1461: 21)

Probi Catholica
OTTINO,
49
G. V.
4.

Un
su
cui

foglio di riguardo levato dal codice dell'

Espo-

di certo

il

Vindobonense

1 6,

che reca nella prima pagina

sizione di Paolo diacono alla

Regola

di S. Benedetto,

la solita indicazione:

Liber sancti Columbani de Bobio


il

ritorneremo in appresso,

pass

casualmente
per molti

Di un altro manoscritto piccolo frammento


qui
si

foglio che

all'Accademia delle Scienze, e col rimase


anni dimenticato; alla
Nazionale,

pubblica riprodotto. Siccome

il

codice Viennese
nel
nostro,

fine fu restituito alla Biblioteca


nell'

non lacunoso nella parte


cosi

che

si

legge

dove

miseramente per

incendio.

evidente

che questo non poteva far parte di

La

biblioteca di Bobbio possedeva tre mss. di Probo,

quello,

ma

n'era indipendente.
(CfMi. Philol. Lat. bibltoth.
il

secondo l'antico catalogo edito dal


Italicae III,

Muratori,

Afitiq.

L'Endlicher

Palai.

Vir-

820 (Becker, nn. 381

- 33).

Uno

di questi

dobon. p. 215 sgg., cod. 322) attribu

codice di Vienna

1)

Per manciinui

di spazio qneate

due parole furono collocate

nell'interlinea.


al sec.

ns

Vili o al IX. Meglio ultrovo Enrtlicher stesso e

XIX,

441-.54. Avvertii allora

che alcuni plccoH framstati

Einchenfeld (Analecta
p.
in.,
1

Gramm.,
al

Viiidob.

1837, Praef.,
al sec.

menti dolio stesso Codice erano

trovati incolltvtl,

8g.), lo

aggiudicarono

sec.

VII o

Vili

quali rabberciamenti, su alcune pagine del ms. 184 bis


della biblioteca di 8.
>I.
il

mentre

lo dissero simile,

per carattere, al celebre

Re, donde

li

stacca

l'illusti-e

Carisio, gi Bobbiese, ora Napoletiino.

Vincenzo Promis, di cara e venerata memoria, che


quell'almo reggeva la detta biblioteca.

in

Anche

il

corsivo del nostro frammento (cui non

estraneo qualche
Carisio.

elemento

onciale) ricorda

il

ms. di

La pagina
(Prot)i Ihniafi,
libri,
r.

al

n.

corrisponde

nell'edi?;. di
rie

H. Keil

perci credo che

non andiamo lungi dal


fine del sec.

S<rH qid fernntnr

arte gramnififica

vero ascrivendo questo frammento alla


o pi genericamente
al

VII

nel voi.

IV dei Grammatici
12.

latini) alle

pag. 21,

sec.

VII
fu

VIII.
dall' originale,

14

22,

L'altra pagina, al n. 2, corrispondo

La

faccia offerta al n.

presa

nella predetta edizione alle pp. 22, r 12


Il

2,

r 12.

quando pensavo non dare che questo unico saggio


ms.

del

nostro testo differisce In maniera assai rilevante


Keil;

Ma dopo

l'incendio, perduto
al n.
1

il

frammento, trovai
l'altra

da quello del
sputi',

forse fornir quindi materia a difilologi.

opportuno riprodurre

anche

pagina, che
Tnr. 1884,

da parte dei

Da

tali

dispute

mi terr

gi avevo pubblicata negli Atti

dnW Acccul.

qui affatto lontano.

undc

arbitrio nostro dccliiiabuntiir rntionc tertinc (lecliimtio/s

disfacicntia

gen&tro

&.

primae dae Pelidos Pclidi vul

Pclidiic Tydi-

de8 Tydldis vel Tydidac.

unum

noinen

latiniiin
fidci

rcppor Hnitum

dcH syllftba doclinationH quintile, Ade 5


Icgi &. Ilio

e in jjcnoHvo correpta.
si

Ocdipodes huius Opdipodus.

nam

Oedipiis dcclinaverimus

goiietivo facict dis Oedipodi, sicut


si

Melampus Mclanipodi. nam


pi faciit

ante pus syllaba nominativus p litteram habucrit


Pliilippi

genA/oo.

Lysippus Lysppi, Philippus


finita dis tcrtiae

omnia tjimen dos producuntur


.t

sunt dcclinstionis dis faciunt gcnetivo, hic


fidis

liaec

10

nidis liuius rudi hae


glatidis huius glandis

iiuius fldis fldib'(.$qr canoris. liacc


ilircc

nec de concussa tantum pluit


ti

glnndis

&

cetcra dos producta tertiac sunt dcclinationfs

faciunt gcnitico

dos dotis saccrdos sacerdotis dos correpta graeca sunt sccundae


deolinationis di faciunt geiict/ro

Tenodos Tenedi potes tamen Tcnedtis

15

die! et cetera.

dus omnia masculina secundac sunt dcclinationis


nardus nardi, hacc
nai/i

di faciunt gencttpo nidus nidi tardus tardi hncc,

Aradus Aradi nomen


excipitur

civitats

& nardus

possunt dici

graec* sunt.

unum quartae

deciinationis dus faciens gen<*c'!o, hic gra-

dus huius gradus.

nam

neutra nomina dus terminata


sideris, ratione

ris faciunt

20

gen&;>o,

pondus ponderis, sidus

neutrorum us

terinnatorum,

quam supra

docui.

nam

feminina latina dus

Anita oon rcppcri.

fas terfiae sunt declinatot.s

graeca
it

tis

faciunt

genctivo

n aute an habens, elephas etephantis dicitur

eletan-

tus huius elefanti secundae deciinationis.

duo repperi

indecli-

25

nabilia,

hoc

fas,

* hoc

nefas.

nam

fandi atqM refandi a nominativo


fes,
fis,

veniunt hoc fandum

& hoc nefandum.

fos.

his syllabis

non

repperi nomina terminata graeca fes invenitur sed vulgaris.


fu8 secundac sunt deciinationis
fl

facient genctivo, rufus rufi.

gas

unum

latinum monoptotum repperi generis omns,


tis

30

nugas. graeca tertiae sunt deciinationis

facientia genetivo

gigas gigantiB

&

si

qua

talia.

ges correpta tertiae sunt deciinationis,

tis'faciunt genetico seges segetis, producta vero gis strages stragis,

Gange Gangis.

graeca vero gis vel

ts

vel

gej"

Gyges Gygis Gygetis

ve.


Gygae,
gi

99

non inveni hac syllaba nomen aliquod terminatum.

Gos &

corripitur

graecum

est declinationis

secundae hoc Argos huius


dicitur

Argi. hoc tanien

nomen numero quidem singulari genere neutro

plurali vero masculino hi Argi, ut hoc porrhum hi porri, his contraria sunt

numero aingulari masculina purali


6
ru8,

neutra, hic Tartarus, haec Tartara, hic Oarga"gf faciunt gen&t'eo

haec Gargara, gus secundae sunt declinationis

mergus mergi. neutra

sicut supra docuinus, us terminata

omnia
huius frigoria,

tertiae sunt declinationis ris

gen&Jo faclentia hoc

ft-igus

exceptis quattuor praedictis vulgus.

has, terclae sunt declinationis graeca.


1)

diFgenetivo faciunt, Orchas Orchadis. yergiliiis


10
Inveni

Orchades

et radli.

unum

barbarum monoptotum, napthas, a

Sallustio dictum. hes pr-

ducta Graeca sunt tertiae declinationis

ciTs

vel lis^ genetivo faeientia,


2)

Laches, Lachis vel Lachetis, Chremes Chremis, Tercntius

puerum con3);

venl Chremis,
pulsati qtie
16

et Vergiliits

Dares Daris pracclpitemque Daren

etDaretIs ut versat

Daretem

4). his tertiae

sunt declinationis dia faciunt genetivo


ter-

Bacch

8 Bacchidis et si
nisi

que

talia.

hos non inveni hnc syllaba nomen


purali Tharros

minatum,

unum barbarum numero semper

nomen

lectun in Sallustio.
Orchi.
ias

hus, secundae sunt declinationis anteque dictum Orchos

terminata nomina graeca sunt. dis faciunt genetivo, decliles iis hiis iunctis

nationis tertiae. Thyias, Thyiadis.

nullum nomen
in-

20

repperi terminatum.

los

terminatum nomen unum productum

veni sA numero plurali, Veios producta civitas, sicut

&iam Tharrhosius
ius iuris
"o"

5)

unum

monosyUabum nomen

inveni quod u ante ris


ris

hab&

6)

dysyllaba comparativa, et ipsa

faciunt

gen&ivo a& ante eam

productam habent maius maiors. peius


25
kus. his syllabis nullum

peiors.

kas. kes. kis. kos

nomen repperi terminatum


quod k nunquam
Ias si
nisi

ratione

lit-

terae

quam supra

docui,

a solum post se habA nul-

la altera

secum iuncta

littera.

vocalem ante se habuerint

hac syllaba terminata nomina vel aliam consonantem praetcr


1

litteram prraae

enmt
Si

declinationis Hylas Hylae, Asilas Asilae,

80

Amyclas Amyclae.
aut dis aut
tia
tis

habuerint tertiae erunt declinationis, nara

facient, ut Pallas Palladis, Pallas Pallantis, difTeren-

ab accentu

venit.

excipitur unum, quod quamvis

habet

ante Ias in nominativo, tamen prmae est declinations. hic Achillas

Di mano del

sec.

XV:
In hoc volumine infrascrtpta continentur Paull diaconi Expositio super Regula Sonctl Bndicti

Quedam de
Capitula

Tacitumitate

LXXX

Ludovico imperatoris

Pauli diaconi Epts^ula ad

Karolum regenl
debeamtM

Ordo qualitr

in monastero conpersari

(1) (3)
(S)

Georg. II 86.

(6} (6)

Ls

>

tLgginnla nell'interlinea di prima

mano.
questa parola a

Andr.

II, 8, 31.

Sta sovrapposta la sillaba

bt >. SI volea ridurre

i4n. V, 466.

habebit.

(4)

ABn. V,

460.

100

TAVOLA XXXVI
(liirriifurio

NOI:

lfi.y

Charisii Artis
miiliolrai
.\'ii;

grammaticae
IV. A. H.

libri.

'intuir ili .Xii/idI/.

Il

codice NnpoU'nuio IV. A.


n<'llii

8,
i

dal qimlc pohhhiiio


libri

ha col Viennese,
Il

l\ilaf.

Int.

1B.

HcHVHre
lar.
(li

loro qiuiHi tottilit

y|r/w

grnmma-

brano
I,

riprodotto

in

questn
pf).

tavola ^ tolto dal


r,

FRviiiH HoHipiitntH CliurKiiK

fn ofrjr,.(to

libro
Il

verso la fine (Keil,

144

17-150,

r.

20).

Ilo noHtrc OHBorvazioni, quiuKio

\w proponcmino fraind('i

fofriio

misum mm.

22 f>X2X

inonfi di
inciil.

Lucano, di Oarfrilio MarziaU,

Paralipo<lcl

Facsimili desunti non proprio dal testo di Carisio,

Allora ritcKmMiinio Koininariaincnt<> la toria

ma

dai

t(>sti

grammaticali

che;

l'accompagnano,
Il,

pitt>-

rodic*!, e

parlammo audio

IcH'ctii dolio BcritMirc irlau-

blic E. Monaci, Arclu'imixiliftff. /lai. voi.

biv, ({!(-(5.

doHl, o Hpocialnionto del Carisio e dol

Uh.

/'i>tifi/iailt>i.

quanto

dissi

altrove

intoi*no

alle

vicissitudini

Soiim

ritrornaro ku

quanto allom di'on)mo,


d>l

attrilniiroino

HulAto anche in antico dai manoscritti del

monttstoro

(piimli alla
HOC.

Hoc incirca
il

m'c. VII

al

principio del

bobbiose, siami qui concesso anfjrlungurc un'altra


stilla.

po-

Vili
il

anche

t<'s(o

del

(Carisio.

La mano che
cui

Credo R. Peiper (/Ar/m/

,*/{//

Amumii Opmriiln.
II

HcriHHO

Carisio non corto njriialo n qnclln da


il

Lipsia, Teubnisr, 1HH6, p.

XXV)

cho

cojllce di
n.

Au10)
il

provimo

Uh.
tra

t'ontf.,

tnttjivia

per
i

cronolojria
testi.
Il

non
KciI

sonio ricordato nell'antico Catiilojro /U<'ckcr,


sa passato

rimangono

loro molto <liscosti


:

dno

Ve,i-ona,
14(l.

prima che venisse compilato


ritiene

(pracf., p. VII) scrive

-odex

voi inenntc octavo

Catalogo del
nel Koc.

E
il

che esso

vi si
si

ritrovasHo
in

sacciilo voi

oxcimte septimo
il

IJohii

scriptns est

Non

XV. Poscia and

perduto, n

sa

quale
sorto
(sul

lascio
i

li

ricordan che

prcs'nt'

codice fifrnm

in tntfi

cin-ostunze. Vuole
t<M*cass<i al

Peipor

che

la

medesima
e
di
Pim-ro

catHlofrhi antichi, in qncllo


al
s>c

che dnl>it4ttantente

fn flal
I4(l,

manoscritto di Marziale

Muratori attrihnito
nella nota di

X. n<'irin ventarlo del


lei
il

quale
sec.
si

cf.

(Uecker, nn. 35-fi7),

ammetUndo cho

noi

(liorfrio

Mernla

l4ft.'J.

richiamo

XV

pure

si

trovasse in Verona;
le tracce.

ma

|mm di esso

anche

la

strettii

relazione che

pres>nte manoscritto

perdettero iM^sino

Col.

(Keil.

I,

144,

r.

17

147,

r.

24)

Schema,
inq/f/t to

i\iiiini

innnoptoton

sit,

pcoimic

iIcm^Hiiushc

Cnccilhw

in

donotatiir,

Mtlnaw huc epo pj-occnsl


causa adhibctur.
potsst cadere.

sciol

clicmii siiic crurlbus viclenni pr Kctiemate; Plaiifus in Amphltryonc


Spino, nb hac Hpino
in

cuin 8c/'vili sclicmn.


Spina, nb
line,

Maro eiUirniiique pirum et npinos.

spbiu Vnn-o
tristi,

Aula F}1n.\c ex pina alba praefertiiv quoti purgatlonJH


in

Tristi, al)

hoc

ncc potex/

e moverl, qiind id quoque In homiHs


finita

proprium nonien non


l

Tu8

Hill luR

nomlnatlvua 8itigu/n;t producto


is

nontm

non recipiunt

ante

um

fenetlvo plur/, ut TlrtiM

sabw

palus, I)

quoiiiam nec accusativus

srd es recipit.
sit

Turbo

turbonis,

si

pcopctum

homi/os

noi/cn. tiirblnia, si p;-ocella>n


2)
alt,

voIuerimjM cxprimere, auI In eo,

Inqiiit Pllnius,

qui

est in lusu pnerorum.


.

seti

Caesar de analogia
In

li

tnrbonem, no turbionem ctlam


antlqf(<tatui

tempestate dici debere


XIII,

ut Caro Caroiiis,

non ut homo hominia

10

Tanaldis Varr

humanorum

no hulus Tanais ut

Tiberis, inqwtt PlIniiM.

Titanas, ubi PlIniVi ncc paeanas accusativo InqMit rccte dicimus, nullum enim
in

nomen accuaalioo plurali

In

as

venlt

nisi

quod nominati-

H)

(1)

Pur drfldciisn

fll

Rimzio queste (tue ultime parole nono wrltte nelln

al fin del ri(ro


(.1)

precedente.
. nini

itpKito tiiknro riniRHtn ni flne del r|;o precedente.


(2) Il tratto:
Pliiiiiia
-

ti

tratto:

qnod nominati

"I

le|np>

ne della riga pnt-

nnalogU

>

fu rimandato al posto rimaato

raran

cedeJite.


vo plurali
in

101

Maro

ae sonabit.

Turben TibuUus,

namqe agor

ut per plana citus sola vcrbcro toibon,


)

(|iieni

.VII.

turboncm vocat tortu sub

verbcre turbo
turben, quia et
1.")

et ita putant dici debere, hiirr

homo

et tempestas et

buxum eodcm
aliis

possint nominativo prrliiberi.

Tu, quidam hunc nominativui/i no/i per eandcm


tu

viani riitioncnive duxerunt, ai-d

ita,

tu tis tib te 2)

te. hi

vos vestri vobis voh o

vo.s a

vobi.s.

Te

ahativo,

clam

te est

atquin

Plautif.s

in

Maenaeclicmi

il)

ciani

nxorcm

ist.

nisi

Torte ciani et accusativo et ablativo possit

apiari 4)

Torques, hic et hrtnc torque-s nominativo, ut hic et hnrr cancs


dixisac vcteres Caitcr bis c.\cmpli doeet Nacviun 3) Cypriae
'20

;">)

a Lucilio ihrn

(ii

.1. dictus 7) lof<:tmu8. Itaqiw

lliadi.s

libco .1. colUi//

marnio-

reum torques gemmata coronat.


Tostu ut genu
FI.

Caper vctcrcs
sit

ait uti solitos

Muniniius

in

Atellaiiia riiuiius

it)

ad spectacula est videro in testu

quantum
indignum vero
Torcular Afer pr

caput.

Afraniua 10)

dici solct testu, at

Maro testam

d/x7.
littcra

Taurini.s. seti torculare dici debet,


FI.
in

quia genitivo a

produciti/', iwii ut iiibaris lucariH, ned torcularls

1 1 )

Torca Swviliu.s ut ctiam


2.")

Pomponianus

notjvt

aureua torca pr

tonpies. 121

Tabia hiiim tabis Cinna

Smynia

(ixil,

nullo ante so usus auctorc, qn^f/fdo prr noniinativujt) et nh\a,tieiim 13)


tjibc

tanlitinmodo declinare posso grammatici p/-onuntiant, proin ab 141 liac


sit

ut |ilur(! Kiroinpse. cuw)

corani nominativus tabcs pluroa sirempa.


-gi

Tcrgum dcorsum. hoc tergum

-go, plurrt/j7cr

mrr.

t(?rga

-goni**/,

at

vr;o

tergila

wiiis t*;rgor8 facit et haec

terger

horu> tergorwwt correi)tc. 15)


Vergilins tamen conlra terga
;10

bovum

(icit
illis

et in .Villi,

hinc raptus

fugieiitibff.s

ingcrit hnstas in

tcrgu.s. qMtbu.'i cxemplH inpunitas ctiam

dat'^r q/(/ putant ti-rgus Kii lioiuinia, t^;rgii8

vc;o pocoris iiominari.

17)

Vara

rcctius dicimits et tosta qiiam ut gcniia cornila, ntnu et toni-

trua 18) dici debeat diaaidetur.


8ng/</ar/.<f ria

Va

\itlrrn finita neutri

gcner/x gcnctivo adacquo

finiunt/fr ut operia oncris cxceptis

vulgo et pelago qiind intrrdnm vnlgua

maacultni
;t.")

sit

generx pelagua cni/fmiine


ai

cinit

Graecis.
sit

Vitale

ab hoc Vitale

hominm

propr/iu// odic

recto diccm'^.'i, vitali

si

res aliq/tn d/catur.

Utile

ab hor Utile nomini

propHo
debotur.
utili
si

19)
aliqiiai/f

rem

velim/s ostendere.

Vestalo Nopos

Exemploruw
i

.II.,
pr*-

a virgine Vestale
e abla//>f<.s osi 20)
inquit
Pliiu'.s

inq'(/t

pm

Vestali,

nnia nnu pc/'sonam, aed rem

aignifl/.

Venali

per

no etiam

flniendus qtioniam et de

hominc

iiicimiis et

de nogotio

Veloce, a Veloce honoratua, a veloci vero cqno supcratus.

Vas hnins

vasis. ut hiiiiia vadia. Itaqiie gene</(>0 pUvall. 21)

40

horui vasuuin.
Vasi, genetivo sing^teri
i

finita noiiiinn

a genetivo plur"/' rum ynijnm capiiint, vasoriioi, et nominativus


est

crit

hor vaauin.

pluralis utrisq/te

commiinis

harc vasa 22)


noe
no/) et

VolucriujH Cicero de
Maecenas
in

Rnbics honorin et mn\oriiiii,


II
,

Fabianus Cauaano/t

lib>'0

.TI. et .III.

volucrum

Dialogo

et consuetudo, ut

idem

ait Plin//'.<.

VectigaliofftKt Cicero ad Atticum. at

cniiii in ratione coimioriini

suorum, urd et de lego agraria vectigalium,

at v<'/o

Varr 23)
4.'>

de Ribliotecis .II. vectigaliorum,

et Asinius Pollio

vectigalior*) rei puhlirac


P.

cnram
Rutilius

e.s.se

ha-

bcnda>(. vectigalium Messala de vectigalium Asiac co/jstitutionc.

quoque

ili lil
(.))

II

trAtto

-iipiii -

hnec

Hill

rigo preceili'iito, ni
fini<li'l

fiin-.

(1"2>

Corretto in;

tornili .
ni

lj pnrrilo
I/iiltiiiin
Il
.

tibi te

otio j;cttnto ni

ri);o |irc<c(ii'iiti'.

(13)

Queste duo pnnile unno


Ikiw
.

fine delln ri)rn preccilMitii.

eniieellntn.
sin ni fine del ri;;o preceilente.

(|4) l'nroln ^r^iuntn ell'iiiterliiien.


(I.'>)

(4)

tratto:

et nei'-nptnri

Il

tinttn:

enrrepte,

ni fine del rljfo preeedeiite,

(i
((il

Corr. In cnniM.
l'nrnin n^jrinntn Interllnenniente.

(Hi)

Cornato

in

terjruin .
ri^ro sefruelite.

(17; (Queste tre

ultime pnrole stanno ni fine dcd


:

(7i (S|
(il)

Keil KoiI

lefrjte.:
.

.diclns.
.

(IH) Sovrnseritto {IV) Il trntto


le dui^
:

mi tonetmn
nb
-

.
.

IjieviuH

.
.

Utile

proprio
.

ul precedente ni

fln<.

Keil Icpge:

ntellnninr iiininn, in renltA

pnroie sono unite

(iOi (ili

II

trntto: trntto: trntto:

Vennli
vndin
-

est

ni fine del rigo


preeedento.

in

pnroln soln.
. .

H
II

pliiroli
-

muI rigo prceedeiitn.


ni fine del rigo antecedente.

(lOi II trntto:

-euln

ArrnniiiH

tn 8ul

due delln precedente

rign.

(i-il
(2:1)

-nntivuB
-

rasp
,

(11) Il trntto;

non

tnrculariH tn

nlln fine delln precludente ripn.

vcstignlluni

Vnrrn

ni fine del rigo

preeudonto.


de vita sua libro
Volgus,
Ykuitis
.

102

IIII

Scaurus libro .III. vecti^aliiim se minus friictus.

volgus. Varr Antquitatiuin divinar*

.XV. volgus rumorem.


1)

Vulgo, hoc vulgu. Oppius de vite Cassii idem de vita prioris Atricanl opinante. Varr ebdomadon

50

.Villi, a
Vetere,

vulgo

2)

condemnaretur.
actionibw.s scaenicis .III.,

vetere vino, Varr de


in

no

veteri.

Ungui Licinnius Calvus


alt Plinttts, dici

poemate.

vaga candida

3)

nympha

qorf secet ungui. Volucris, non voluc-, sed ut equeslnr

debere. 4)

Vulturius M. Aemilius Scaurus contila Quintum Caepionem actionem 6) .II., n efari us vol-

turius
55

6),

patriae parricida, Cicero

in

Pisonam vulturius illius proylnciae.

idem

in

eadem Scaurus vulturius

rei publicae,
ut turtur. Volturus Ennius

Vultur Maro Aeneidos .VI.


in
.

inmanis vultur obunco rastro

vulturus

7)

spineto supinum mandebat hominem,


.

XVIII

DE ABLATIVO CASU
ait

Ablatvus casus singu/ar, ut


exceptis pronommibts, 8)

Cominianiw gramnialicus,

voealib>.<!

terminntf/r, a e

u,

BemlYOcalitnt*

II

et s

HO

ut ab

eodem

et

ab

hoc, et

nominihm

appellativis monoptotis, ut neqnani

nugas.

QunecwmqMC nowiina u

vai o productai habucrint, ea generino plurali

rum syllnbam

adsiinuint, dativo et

ablaWro

is,

us ab

hoc Catilna horww Catilinaruni 9)


his et

ab

his Catilinis,

Col. B. (Keil

I,

147

r.

24

1.50

r.

20).

itcm ab hoc docto horum rum. his et ab his


gene^t'ro pluraJt

ctis.

Q'Me

flnientr.

ea produccnt/zr ani

corripient!/r.

qnae produccntur, ca

rum syllabam adsumunt,

dativo et abla^tro bus, ut ab hac re har'/i rerum his et ab his rebus.

Quae

corripient'O',

ea amssa e ultima genetivo purali

um

syllabam adsumunt, datipo et


Sitnt avlcin qi/oc

ablati>;o

bus

ut ab hoc pariete horitni parietum. his et ab

his purictilius.
faciunt, ut
plurrt/

commutant

declinatio-

ncm pracdictem
Q<ic u
ut

et genettoiox \>\\vah:m in

ium

ab hoc tonte

hori<*i

fontiur, his et

ab

his fontibw.

flnientir,

ea ad integram formam generico

um

syXlahwm adsumunt, dat/co et abla^t'oo bs,

ab hoc versu hor)H versuun, his et ab


1

his versibiis.
b;s,

Quae

flnientwr,

ea genetico p\wali

um

adsumunt, dattoo et atolafivo

ut

ab hoc

agili

horuw

agiliuni, his et

ab

his

ihi/x,

accusfttivus

qMoqwc

in is syilaba exibit 10).

Q>' detracta s litto-a et adposita

a neutrum genus ex se

facit,

ut hacc agila

10

QfflC

et 8 habuerint,

ea et

in purali

numero monoptota

erunt, ut

nequam

nugas.

Aliis

de abla<iro casu et catholicis eiim obscrvacionib/."!

ita placuit definire,

ablatvus casus numeri aingularia observata novissima sylla/>a littcravc


facile

monstrabit quo

modo

declinare piuralem

numerum debeamus.
RemotA aitlem e

Nof///a qjfae abla<"ro casu nume/*o singulari a litt^ra finiuntfei- adiecta e littcra faciunt nominativuw
1.')

et vocatici flwalein, ut

ab hac Musa hae Musae

et o

Musae.

litto-a et ad-

posita s faciunt accusa^/cift piuralem, ut


et

ab hac Musa has Musas.

Si reraoveas s littcram

adponas rum

syllafiao', fiet

genetivus plurals, ut ab hac

Musa harum Musarum.


flet datiui/s

sublate

autem
ab hac

de ablativo singulari a novissiin littcra et adposite

is syl/r/fta,

et abativus plu*o/ts, ut

Musa
20

his at

ab

his Musis.

Nani deabxs et

filiab!<.s

[et]

quidquid hiiius modi est disccrnendi sexus gratia

coiilra ratonem receptuni est.

No)Ht/m quac abiatico casu numero sing/ori e

littcr.i

producta

finiunti-,

adiecte s libera faciunt amiUler p>-oducte novis-

(II

Varr ebitinndon

sai

due righi precedenti. Ad

ehdo

fu

inter-

(6)

Sopra

la

una

liiienmpnte remesHa
(2) (3) (4)
(i

(7) (8) (9)

Le

tre ultime parole (tettate sul rBO precedente.

Keil

vnlpn.

tratto:
tratto:

.
II

a e

o n

pronnmimbmf

al rltfo precedente.

Corr. In

-do .

adtininnnt- Catilinaruni
rigo raggiungeva,

sul rijto preeedonte. Noi, por la

Da

.Volucris. le parole sono state gettate sui due righi che precedono.

lunghezza che
(10) Il tratto:

dovemmo

per necessltA spellarlo.

Keil .actione.

accusativuH

exibit

gettato sul rigo antecedente.


sima syllaba noniinativum
et

103

1)

accuRntirmn et vocatic/! pluralem,

ut ab hoc \el ab hac die hi vel hae dies hoB vel has dies et o dicH.

remota

b littcca appositaqt/e
si

rum

syllafta, flet

genetivus puralis, ut ab hoc vel ab hac die, horu vel haruw/ dierum.

removeas rum
ab
bis diebus.

et apponas bus syllaftam, dativu/H et 8bla//p/rt p\uralem facies, ut


ib

ab hor vel ab hac


taiii

die, his et

NoHuVja quae abla/joo casu numero sngiilari e


adiecta s
litt<?ra

litt<'<8

correpta flniunt/(r

geneif maacuUiio

qimm

feminino

nomviatimati et
et

accu.s-a/i/>)/i et

f&lioum pluralem

faciunt, inU'vduiii p>-oducta ultima

syllaa, ut

ab hoc

ab hac

divite, hi et

hae

divites,

hos et has divites et 2) o divites.

interdum

correpta ultima syllaAa nominativuwi et vocalicHm pluralem faciunt, ut ab hoc Daphnide et ab hac

Bacchide, hi Daphnides et hae Bacchides, o Daphnides et o Bacchides.

nam

aecusativus
e*t.

30

hos Daphnides et has Bacchidas

facit.

fwd haec

in

graecis toi/('m nomt/iib(S ob8rv8ri necesse


littc/-am in

In neutrali vero genere ablativi singf</a;'ts


flet

ultimam e

litt<?>-a)

verte et

nominativus accusa/tcMs vocatKus puralix, ut ab hoc ore hapc ora et


in

o[ra.

genetivum autem]
si

plurafcw
ta e

omni genera abla/Ps


aut
in
i

singularia correpta e litt/va flhitus pari mo<fo flaciet,

aut remo]
et)

litt7>'a

conversa adieceris

um

syllaj/am, ut

ab hoc

et

ab hac paupc>-e [horum

35

har> pauperum, ab hoc et ab hac dite horuwt et


ablativi ngularis, si e itteram in
i

hnriiiii ditium.

Ex hac ead(em

specie]
flet

vertas et adicias bus sylIaoMt, pari tnwlo in omni genetv


et

diMvm

et abla^<>;/s plu>-a/<s, ut

ab hoc hospite

ab hac matre

et

ab hoc

ore, his et

ab

his hospitibu.'i

matribuB oribus.

Nomina quae

ahlulino casu nucro nlngulari

littera flniuntr

genere mascuh'no et femintno Bublata


pluralem
3),

ultima et adposta

es syllaa pcoducta faciunt

nomina/trm

et vocatipurtt

40

ut

ab hoc
i

agili, hi et

hae

4) agiles et
lios et

o agiles.
has

nam accuBaUnui

iuxta regulai?) ma^

nentc

litt/?>-a

debct enuntari,

agilis, ut est

omnis homines.

aed

eum ad

no-

minativi et vocativi
In neutrali

formam consuetudo

transduxit.
litt<?ra flet

autem genere ad mnguarem abla/tcrim adiecta a


ab hoc
agili

nowAnatiotts, accusa^iuuj!

et voca<itts pXuralis, ut

ho^c
iji

aglilia et o ngilia. H)
facies, si adicias,

genetivu) vero pluralem

onmi gene/' pari mw/o

um

sylla6am aXA&lino

singu/ai-t,

45

ut

ab hoc
in

et

ab hac

agili,

horuiti et

harum

agilium.

Item

omni genet-c AaXlvum


agili,

et abla/2>-r

pluralem

facies, si singulari ab)a<ti-o adicias

bus syllsbam ut ab hoc et ab hoc

his et

ab

his agilib.<:. 7^
DMlettivo o litto'a flniuntur

Nomina

quoA;

num^'O %lngulari casu


et

genere masculinn sublata o et adposita


Scaurj et o Scauri.

nominativum
pluralem
50

vocatipwm pluro/ci

tacient, ut

ab hoc Scauro

hi

accusatifMm autem
in neutrali

facies, si ablativo singulari adieceris s littcrom, ut


flet

ab hoc Scauro, hos Scauros.

vero genere,

si

ablativo

iingulari sublata o novissima a itteram ponas,

nominativus accusatioM.^ vocaticus plura/ts, ut ab hoc tempio


flet

hacc tempia o tempia.


adicias

Pari
ut

autem modo

et

masculino et neutrali geno'c

genotious pluraKs,

si

ablativo sigulari

rum syllabam,

ab hoc Scauro horw) ScaurorM, ah hoc tempio horMm templorum. genere pari modo
flet,

dativus quoque

et ahltitimis pluralis et masculino et neutro ut

si

abla^t'po singulari sublata o litt^ra is

syllabam ponas,

ab hoc Scauro et ab hoc tempio, his et ab

his Scauris, et his et

ab

his templis.
s littera

55

'Somitm quae ablativo casu numero singulari u lettera flniuntur mascwZmo et feminno genere adiecta

faciunt

nominativum

et

accusativum

et

vocativum
hi

pluralem, ut ab hoc versu et ab hac manu,


In neutrali

versus hos versus o ve-8U8, et hae manus has manus o manus.

autem genere adiecta a


haec

littera faciunt

nomina<tCMm

et accu.so<tPMn

et

voca<tPMm pluralem, ut ab hoc comu

comua

et o cornua.
in

gene^eoum vero pluralem

omni genere pari modo

facies, si adicias abla^i^o singu/irt

um

syllaftom,

ut ab hoc [versu et

ab hac manu,]
et

ab hoc comu, horem versuum harum manuum horuM comuum.


flet,

Dativus quoque et abl(ativU8 pluralis in omni genere]

60

morfo

si

ablativo 8ingt(/a>-i u litte>-am in


his; et

commutes

et adicias bus syllnftam fut

ab hoc versu et ab hac]

manu

et

ab hoc comu,

ab his versibus manibus comibus

(1) Il

tratto:

-t

novissima

pluralem

., sul

ne

del rigo che precede.

(4)

Ij

nell'Interlinea.

Anche qui dovemmo dividere


al fine del rigo

In

due

il

hin-

Quento rigo lunghianlmo qui abbiamo dovuto apczzarlo.


(2)

ghiasimo rigo.
(5) Il tratto
:

et
Il

nell'interlinea.
:

ut

agilla
-

antecedente.

(8)

tratto

et adposita
in

pluroten

sul fine del rigo che precede.

Noi

(6) Il tratto:

ut ab

agillbu al ne dol rigo che precede.

noi dlW-

dovemnio spezzare

due un rigo che risultava ecceBsivanientc lungo.

demmo

in

due

il

rigo troppo lungo.

104

TAVOLA XXXVII
(Inventario i46i: OS)

Commentarium

in

Evangelium secundum Marcum


OTTINO
26.

F. IV.

1,

fase. 7

queso nno dei fascicoli peggio guastati

in

questa

11

codice Ambrosiano

ora

citato

quello pubblicato

disgraziata miscellanea. Si

compone

di

due

carte,

che
ce.

da G. Ascoli (llcodieeirlamese
Torino
1878,

dell' AnilrroDana,vo]. I, II.

Ottino misur: ce. 29

X 21.

Ora misurano soltanto

1885

(Arch.

glottol. Ual.,\o\.

e VI)

26X19'

11

testo su

due colonne.

essendo gi stato segnalato dal Vallarsi (Hier.

Ojwm

Sulla camicetta B.
S.

Peyron not:
interlineari,
(p.

Commentario

in

VII App.) e dal Muratori


sec.

{Ant.. Jtal.

II,

8.'i7)

sino dal

Marco,

con note

in

lingua

sassonica

XVIII.
fnimm<Mito Torinese contiene invece un
n.

od irlandese

A. Peyron

191-2) consider questo

Il

Commento

frammento come facente parte del ms. 92 dell'Inventario


del 14fil.

a S. Marco; che Peyron riporUi al


Il

972 deH'Inv.del 1461.

cos pure 0. Seebass.


(.S.

nostro frammento del sec. VII-VIlI, o dellu fine

A. Rcifforscheid
attribuisce
la

B. d. Wien. Akad. LXVIII, 4884)


al

del sec. VII, in minuscolo irlandese, fu pubblicato

da

questo

carattere

scc.

VIII-I,

avverte

Whitley - Btokes, Gnidolica or notes on

t/ie

gasile

Ma-

sua

affinit col cod.


il

Ambrosiano C 301

Infer., con-

nmeript-x jn-exerced at Ttirin, Milan etc., Calcutta


(ediz. privata), e

1866

tenente
S.

commento

ai

Salmi attribuito falsamente a

poscia con maggiore cura e con

am-

Girolamo

In hoc volumine continentur Hieronimi

mirabile esattezzti da C. Nigra, Glosnae ibcrnne veieres


CodicH Ihiiriiiensis Lutetiae

presbiteri Expositio super

Psalterium

),

che

vedesi

Parisiorum, F"rank,

1869;

contrassegnato al
del 14fil,
(cf.

n.

89

in

corrispondenza coll'Inventario
Cc. tVagin.
lihl.

a questo volume aggiunse poscia un foglio con alcune


emendazioni:
relative,

A.

Peyron

Bob., p. 26)

tutto

questo,

insieme

colle

fotografie

La
dei

descrizione data dall'Inventario 1461 parla qui solo

vidi alla Biblioteca Ambrosiana, per cortesiu

commenti

ai Salmi, e
si

non

di

quello all'Evangelo

di quell'illustre

bibliotecario Mons. A. Ceriani.


alla lozione del Nigra.

di S. Marco, che

accenna invece, pure coll'attribuzione


il

Mi attenni naturalmente

S.

Girolamo, sotto

n.

92 (Peyron,

p. 27, e p. 192).

Fol.
(

verso

Col.
p. 7,

A
)

Nigra, testo

p.

6,

glosse

spiegazione p. 29

proxijmum
vit.

dilegit

ad sinastram

declina-

nai bene multi agunt sen non bene


1) et

corregunt. ut fuit Heli


ti

mulut

bene corregunt,

seri

non bene agunt,

fuerunt scribae et Farissei, qui sedeba

nt supe>'

cathedraw Moysi. unde s


ad ascellas eius
retor-

2)

tw-

tores in lege

queri iubeti*r,ut non separetwr 4) hs 5) ab opere et opf no derevetr 6) ab ore., semitae

hontew

1)

robu foirbthe side


iiififiibsan.

fadeDiii.

4)
5)

prndicatiu.

2>
3)

i .

pmedicatoris.

.V<rf

ffjito

la

'

fu raschiata.

donaib oxalaib.

6) et

coni diruidigtKi-

coni etarscartliar on.


post

105

1)

viam 8equn<r, quia mandata morolia

10

post pententla!
ratM- via

eecundum Marcui

explanantur,pap

per (idem et babtismum

et pe-

nitentiam. rectae semitae faciunttcr

per austera

2) indicia, vestis cilicinoe et zo-

nae pellcinae et
16

cibi loccustini et po-

tu8 mellis silvistrci et humillimae


vocis,

undc seqnitur: Fuit

3) Joiiannis in di-

serto et reiqiia. lohannis gratta Dei iwterpret-

tur

4).

a gratia narratio

5) eiiis 6)

incipitttr.

ande

seqwttMr, babtizana, per babtismum enim

80

gratia datwr,

quo

7)

peccata gratis accipistis, gait:

ratis date, et Apostolus 8)

gratia sal-

vati estis

per fedem
est,

9)

et hoc

non jx vobis

10).

Del

evim

donum

ne quis glorie<f<r
i(n]

Et praedcans babtismum penetcntiae


.

re- 11)

25

misionem peccatori/m

12) Qho/7

coaummati<r

13)

per

sponsum

14), initiatur 15)


.

per parnnimph-

um

16)

unrfe catacomini 17), hoc est instructi, in-

cipiunt per sacerdotem et crisman^xr

Col.

B
p. 36)

(Nigra, testo, p.

8;

glosse, p. 9; spiegazione,

per episcopum

nunc hautem per amicum


ac
si

18) sponsi 19) In-

ducitMr sponsa

20),

21) per Isc

servum Rebi25),

ca 22^ pallio capite 23) velata 24^ albo


<

cum

dicitur

Et egridiebatur ad illum 26) omnis 27) ludcae


et Hicrusolimitoe universi et babtizaba-

rctrio 28)

< ntt<r
<

ab

ilio in

lordane flumne, confltentes

peccata sua 29) 30)

1)

Mare.
.

I, 6.
.

1)>)

tris

in

fnar

inbndcald

tri

lohain

forunr luna

inbntlia

2>

mncni. In margine:

quasi ptr per (tic) austera.


Is

dorigni tochmarc nna caisse do Cfirist.

3) la

ed Insntra tosch indltbnir air inteatinini donucsnm riam

do

17)
aci*

\mal

fnrcantar cathchomnidi

ho sacardd hitosch
sic

aou

inhaithsetar
forcltal
.

iinthrrnujpid An ns ind fetarlaici as nlnunn tosach proecopta lohain et Issu


Crist.
41 air is di loltain

amo/noingter iarum ho epscop.


hi

da intindarscan lohain.

innan doine oeus ambaithsod


intinseana sine aisndis. et
is

tosuch acu rooingthea iarum ho Christ


. .

gratia Dei etercertar an

rofoirbthiged ho Christ aat forcuad ingnim tlndarscan lohatu


18)
.

Inhannis
6) 6)
.

hiaiit.

lohannwn.

Marci.
Dei.

19) Chr<.

20)

eclesia.

7) ve/ -a 8) 9)

(=qa).
II, 8.

21) 22,

indnccbatur.
4.

Ephe
.

Om. XXIV,
/

tris inniris
I, 4.
<

folisaetar imbathis.

23) cinn. 24)

10) 11)

Man.
Le

Cor. XI, 5:

velato capite

lettere

ifnjre-

>

ftirono

gettate In

nno spazio rimasto vuoto

al

25) is

he candadns innam degnimae sAn. gnlte In chadcholmnidt

mtMht

Une

del rigo precedente.


.

fobathis. dofoimdithcr tris in


26)
.
.

mbrat

flnd.

12)

ner meritis vestris.


ani foirbthigther
.

Iahannin.

13)

i .

ani forfenar
tri

tabart innan doine

dochnm

27) haer et 28)

sponsa

eclesiVi.

nirse et dilgod a pecthe ndoib


14)
L'i)
.

baithia.

La

sillaba

gio

fu posta al

Hne del rigo precedente.

i.
i .

ChrM<uin.
intO!)gaigther
.

29) Jfnrc. 1, 5
i
.

inttnscantar.

30)

an dumbertis acoibsena.

Confesio
1) et

106

nuwc ludea,

pulcritudo in conspectu cjws, ideal spensi unrfe desiut 2) spon- 3)

sa de camello 4) 5)

cum

humiliat se 6)

. .

10

id est aecleiia, viso vero Isac lesu diruto, in

cuius Nativitete risum fecit 7)

Oeua

8) Sar-

rae

9),

sicul

ad Maram

dicilitr, qtxae est

princeps 10)

cuiii

Deo bene-

dieta tu inter muliers, et reUqua.

lordanes

hautem
15

discensio aliena interpretutur, ubi pecca. .

ta abluuntur

arca etenini lordanae trans-

vadato perigrina per marmora 11) in terrtim


transiit alienam 12)
. .

et

de media parte

in

ma-

re defluente: altera pars turgeda

mentis eregitur forma

13) sic

nos

aliesl)-

90

nati ollim

a Deo

pei'

supw-biam, per babtismi

bulum

14) hurailiati,

eregimur

in alta

quia,

qui s humileat exaltabi^u-.


fluit in

pars hnulem quae

mare, araarcatur 15) cui arca Dd,

hoc est corp/s Chris<i,

cum

mandatis non profuit, aed

in

85

det<?rius illam 16) motavit. Beqf<itur

Et erat lohannis vestitus

pilis

camelli

>

17) 18)

et reXiqua, vestis profetae 19) et cibtM et potus totam

indicat 20) austeram vitam pra<!dicantium. et fu-

turas gentes ad gratiant \>ei qtuie est lohannis

in-

80

tus et foris 21) asse coniungenda".

pilis 22)

TAVOLA XXXVIII
(Inventario

t4tl:i44)

Commentarium
OTTINO
26.

in
1,

Psalmos
fase.

F. IV.

Sono

ff.,

a doppia colonna

di rr.

47 circa, che

mentum Commentarii
fragmentum codicis
A.

in

Psalmos
n.

seu

ut

videur

ora misurano ce. 24X10

ma

al

presente la pergamena
si

inscripti
p.

144

e rimanda ad

avendo subito

l'azione del fuoco,

rattrappita.

Peyron
il

Cic.

Pragm.,

19, e p.

192. Al
i

medesimo

Not sulla camicetta B. Peyron

folia

sex,

Frag-

cod. 144

Peyron riconduce anche

ff.

del fase. 5 di

1) biid

din ftconfessio blsin dofigltnin

pecthao biid da domolad biid

grotha. lordAnem.
12)
.

dnii

do ntlngud bnlde dofoisitin dtu ata som gnt.


2) .1. disin doetrbling. 3) Il tratto 4) It.
<

hiter

CannAn.

13) delb.

gponsi
6.

spon

>

trov posto al fine del rigo precedente

14)

tri in

credo son galbther oc in bathia.

XCV,

15) serbaigthir.

5) air lutali

ad cita acie Rebeca.


sic

Inni

IkAc.

doarblaing don
eclais

chamull

16) par/em. 17)

forambi. ar omnlldoit spd.


diuniMa
6)
7)
et

dan doarblaing ind

din chamull in
.

Marc.

I,

Innan drochgnl forga robae intan adcondalrc aponsam


degililt.

Christum

18)
19)

Le
.

gillabc
.

nielli

trovarono posto alla Uno del rigo precedente.

A.
.

lohanutH.

nmal

foraibti int Sarra thall intan


6.

agrobrad

frie

comberad macc.

20)

aimdib nicnnc
et

et

ainidib ccmailt antarh


tri

et

ambiad
et

<

andeug
cuit ree.

>
9)

Gm. XXI,
.

innani prithchite hirlH


21) .i.

condib

anuilo Inbothald 6n da

nib

Mariae.
igni eterrert indi

ammedn

Indoinuin. ut Judci

nciuaMa immechtraib

ut gente.

10)

as Maria prtnceps cnnt Deo.


.

22i

adlt gigntticantur.

11) .1. tris

na

folrthin ailitberdi

ni eonlmruldatar cosa doine ram lAr

107

qucHta medeHimu scfrntitnni.


tificazione proposto .lui

Sc(>,l)as.s

fonfenii 'uUm-

Il

R<iitf(>rsclicid
i

(',*?.

meii.
al

A kaA.hXXUl,
wc. VIH-IX.
piuttosto
il

4H<)) attr-

Pcyion.
(li

his,-e

nostri

friunmoiiti

L'arc.iicif

Nell'incendio, qiu'stiff. essendo

ibhast^inziifrntndv
si

delle

forme sembrami indicare


il

sec.

Vili,

formato, molto soffrirono ai margini, poich non

trod(>lla

che non
II

IX.

vano sufflcientement*!
busta. Tuttavia
il

protetti

dalla

copertura
dirsi

t8to

non corrisponde a quello del Cod, irlandese


dall'Ascoli, Arr/i. gloft. Uni., V.

danno non pu
il

fmivissimo:

Ambrosiano edito

l'acqua rese qui e col svanito

testo.

Fol. 4 rersn

Col.

IpNii

reniin
ili

i))nf;nitii(liiic

ne (Oiule iniiUonn;',

icut
riiit

l'iiralipoincjiis .st'rptum rsl: et cor-

F;z('c.li/a

nb cxaUiiHoiic cordi

sui

I).

oh

hunc
.')

or|?o niciitis timorcin. ut curiiict


ixU\iii-

<'iiiii

DfV's
(jrravi

ad

HniiitJitcn

rodirc coiipcll<;rct
vel iiiflnnit^itis

ilhini

malo corporc

npliciiit Pt jiassii

mi

iiH|ue

ad

viciniiini
vi-

mortis accedere, quo ipsa disperat.ioiic


tne suac
iiihii

de re

siipcrbiini .sentire doHhi

10

ceretur,

a<-

diceret

wm

inapiiini aliquid,
ita fjlorionus

8cd

Dro

adscrihcre. per
tali

qucm

extit^riit.

itaq/'r curatione nieilicatus,

sanitati

eum

redddit et a poriciilo quoque q/od


crpuit.

metuebat mortis
15
tua

haec mine

tx-a-

Dar/d

|)rofelat

sub persona uiimdcm Kzcchaf'-

agentis jtratias qcod fucrit ab errore correctiis et

de

iiifirniitate

liberntiis et q/^od

ab

liostib)i enitiis

ac

\)rn

omnih//s studeat

f;ra-

tes referre.

20 Q//o/'am

siiscipsti ine 2), videlittct

de morte

in vita* redire fccisti

iJ)

Nec

dilectasti ini(///'rox

meos. \cl flnitimns gen-

tes vi' quosda//(

do popiilo suo, qui gaudebant


Psallite

de morte

illius.

Domino

miiqIX 4), conse-

quenter vehid ad emendationem culpae suae


2;

iuperit

memoria)

pyrscitoru//*.
ei>i!',rrH.q>ta 5)
ira)/*

(^KOiiam ira in mAi^nalionf


atq"<* suppliciu(, sed

tram vocat pocnam

6)

quidem

divina
tantii),

Scriptura esse vult non primu)/ motu sed perraanentem indi}?nationem.


K)

Tram ergo

matum
vero

ultionis appellat. indifrnationem


in

commotionemqw

peccatores me-

rito suscitatur nominibx.s et

consuetudine

nostro commutatis

7).

q^toiiiam inquit et ulciscit

iratus et proiwsito ac

voUmtate beneflcs.

(I) Cf.
(il

Pm-dl.

XXX.
2.

XXXII,

li.

I.i)

l'x.

XXIX,

(1.

l'u.
t/i-

XXIX,
<Iii

Ci)

Iji sillab

unni
i-i.ii

fii

|iiirtntn

in

flu:

lii-l

ritr |in'rrilriiliv
|

(H)
(4)

iiltiiiio

pnnilo trovniixi ni

tini-

ch'I

ri^rn

iirccctli'iitc.

li)

Al

iiinrKiiic,

<lii|>|iiii

riclilnimi

iiiu

inn

tlH

iH priiim iimno.

If.

XXIX,

h.

lOS

3.')

Ad

\i'>i]u-i-iii,i

ilcnwrnhiliir

tlot".".-.

r<l;V/('/>

1.

ifU'st

Iciiiorn-

tiis

ost,

tcniimre ot moro

iiiiitHfimi.
21.

Ad
Ili

te,

l)o(((/nc, cliiiTinbo,

rrliqua

idr's/

clnnmvi.

neterinim vmWlfhnr
tcinpiis
(i|)|icllnt.

tibi.

nctornii

vitjic siine

Kxpl/V//

40 In

inaniis Uias eonimeiido H\viiliim nieiiiH -IX

tiiae tiiitioni

nniiimi nicn foinmit-

to iitq"f' ciistodino, tu cwii sHlvmti fac

atqcc

defciidc. iiotaiidii)/'
liNtis

vero

q*y;miii tiac

voce
li"//

rat

lJ(f(((/n"s in

patibiilo consti tutu,

quo

45

fdofi'tio et

de ipso

dictji est, Hiciit opiiiiinei,

tur

(piiflai/i,

sod quo

iiitor

mortis ac

pnssionis pericula

V.o\.

li

posito, lince vcrbii coiivciicruiit. iisus


crjjo hac,

vm-c

id

tcmporiH cuin:

4)

aniiniv ciiis reiiarabatur

a eor-

porc, qua/*! iustc


r

coinmendnbat

l'atri,

ut eiiin corpori competenti re-

Hurrectioiii

tempore redderet.
5).

Redimisti me, I)oi*/no, rcMqna

diverse et

frequcnter

in

liiiiusinodi Psnl-

mis
10

iiuiic

mala

captivitatis

enumc-

rat, n/(*(c lclicitatm reversionis

adnun
tiftt.

Conturbati ni't
in

in

ira oculi

mei

C).

ira id^s< tua. iriisccnte, inqidt,

te, ita

sum

tiirhatus adversis, ut

15

etiam oculi mei in cursii varii tumultus vini amitterent intucnd. In co

dum

convenircnt simili et
hi,

Miqim

7),

qnoiiam

qui

me

in captivitjite reti-

nehaiit, coifi;ref;ati in unu)/i,


JO

de adtlictione
mani-

mea ne morte
fcstiiis hiir

cogitabant.
po8uit,

simm/

cum

in

uno

roti-

venienter cogitjissent

accipere anima)

meai, infremcbant.

Muta
25

flunt labin dolosa 8).

id.s< ef-

fectib8 distituta, nec habcaiit


in

quo

gloriari possint, qitasi voti

sui coo/potes facti.

q^imiiinm veritatcs 9) requiret Doiiinim


Aquila, q/(0(am fideles custodii

10).

Domin8.

30

LXX

veritates dixerunt, iest vero,

qui fldem

suam adprobarent.
in tricissimo

XXXJ. Etiam

primo TsaXino

beatus Dopid profetans de Ezechia,

(t) P.
(2)

Ps. r.

(a)

XXIX, . XXIX, 5. XXX, 6.

()

/.

(7) i'. () /'x.

XXX, XXX, XXX,


XXX,

10. 14.
li.
:

() I*
(ft)

fu

i-niicisllfiln

fon un punto !>vr|)poto.

(',!)

Corretto di prinm ninno d


24.

crltt'in

'

IV XXX,

(10) y.

H).

-- 109

iii-

commemornt
85
flrmitng

qiialiter sit eins

disHoliitn,

indicnns

8|>c-

cialiter qtiad, ut

propffr

pwxMum mnlum
8it el etiun

Inflrmntls Inciirrcrit, ita ac-

cepta peccatorxm venia,


aanitas,

qunm
itoqrn?
rI

amiserat, restituta.

40

aub hoc

arguinento docot om-

nes, etiam

iustl int,

non debcre eoa


confldoro, noe

in

opcrum 8uor( merito


sibi aliquid

boni oporiii adro^are,

8od totiim quicquid boni operls

45

egcrnt, divinae rcputaro ((riitiae


et

semper

sibi

Fol.

fi

recto

Col.

Drf mificrlcordia/ neccHRnrinni conflterl,

e tunc 80 beato credere,


circa so

si

cle-

mentom
tur. In

Dntm

lialK)re

raoreanhor-

communi ergo cunctoa

tatur homincs, ut devoto iinimo


offlciis inHintant divinis,

noe cx-

spcctent ut ad notitinm et cultuni

Od

8g-

nla et correptionibwd cogantur acce-

dere.

10

Noqwf? cut In ore

olit

dolus

1).

qui beatum

per omnia nupcrius dixcrat, cui


indulgcntin pocatorurn veniam contulis8ct,
otii

no vidcretur

auditoribff; suis

occasnionom ac romlRionis inge-

16

rere, Intullt.

msqim CHt

in

ore eius dolus.

BcatuR inquit qui ad dcllctor>r veniam,

quam de

divina bonltate

promcniit, studiut scmplicitntis ac-

commodat, et
20

sollicite

dolum om-

nem tr^ncmquc

dcvitat ut poRt

gratiae liberalitatem, virtuti et


moribf(.< coicndis invigitet

In ore

vero

ciiis,

melius Aquila et Theodorelus dixe-

runt: in SptVttu,

Mext

in

anima

eiiM.
alt

25

dolum hwifrni
mlitinM).
die,

in

hoc loco nequitiam

atqu^

Dum

clamarent tota
inflgitcyr

qifoniam die ac nocte um\ite dani

mihi spina 2) el consequentia dictoruwi

huiuH modi

cxt:

dum clamarcm

tota

30

die,

qHo/<(am die ac nocte gratta super


inflgitur
in

me maiutal.

dum
um

mlhl spina, conversus


.3)

erumnam

el

conversus sum

in

(Il I*.

XXXI,

()

Pi.

XXXI,

4.

xt\

n. XXXI,

-4.

oerumnam, intepositum

110

ett

propter metri ne-

cessitAtem, sicut et alia multa tre-

35

quenter ostcndimxs.
tur mihi spina
1).

Dum

infigt-

spina) vocavit

egrotationeni, prop<r subitum dolors

incursum.

Conversus sum
1).

in

aerumnan'
40

vult elicere

quwitam clama-

vi iugiter, accesalo mihi facta exl egr-

tudins et dolors.

clamavi haulem ob hor


mihi vis lango-

iugiter, ({uod continue


ri8 incubuit.

egrotatio ergo mihi ne-

cessitatem vocilerationis inpo-

45

suit. vociferatio
tis

maluni inflrmitain

adiecit.

Conversus sui
ad
feci.

erumnani,

idest de infirmitate

aliani inflr-

mitatem transituni

Col.

li

Pecca/ttnt

tneum cognilum

tibi feci,

reiqua

2),

ides< convertuntur

ad confessionem peccatores, na) cognitum


ci,

tibi fe-

Aquila: cognitum
;))

tibi

faciant, et

non ab-

scondi

Symmafi(: non abscondam.


4).

5 In

tempore oportuno
conpetenti, ac
aliis curis
si

ides< in

tempore

diceret,

cum

fuert

ab

atque occupationibus liber tiotc


sollicitus.
6).

erit

ad fltendui intentus ac

Verur/j

tamen

in dilMoto

aquarwm, reiqua
raul-

qwod Symmacts

10

ita alt,

ne ut fluctuantes aquae

tae

illi

obvient, fluctuantes aquas

vocant vehimentia discrimina, omnia


h(?c

sub Ezchiae exemplo de omni iusto dicuntur.

Tu
15

mihi es refugium meuw, usqwc quc circumdedil


illi

me

6).

quam

Assirius nuper intulerat

Exsultatio

mea ente me circundantibux


suum vocat
Deiitn, qui

7)

optime

8)

exsuitationem
et a grandi

eum

memore

liberaverit et laeti-

tia atquf? exsultatione conpleverit,

cir-

20

cundantibMS

dtrit, sive

a malis, que
bis qui

ei

per

inflr-

mitatem acciderant, sive ab

de

ipsa eius inflrmte gaudebant.


Inielecluni tibi
iustus,

dabo reiqua

9).

qui, cura esset

Ezechias

cogitationem recipit animo quae 10)

25

propossito etc.
Nolite
fieri

minime conveniret.
11).

reUqua

qui Ezechias
est.

Illa infirmitate

12^

quasi quodaw revocatus

Frenum ergo

et

(1) (2) (8)


li)
(fi)

Pt.
Pi.

P$. Pi.
Pt.
PI.

(e)

XXXI, XXXI, XXXI, XXXI; XXXI, XXXI,


Hillaba

4.

(8)

Pi. Pi.

'
6.

(9)

XXXI, XXXI,
sillaba

7.

H.
.

5.
6.

(10)

La

te

In alto,

opra la line, e(?ula la parola

queal

lavata appena scritta.


(ti)

6.
7.

Accanto

ai righi

24

26 la postilla di prima mano:

ex per

sona

Di>.
<

(7)

La

me

in alto, sopra la linea.

(12) Pi.

XXXI,

9.

Ili

visibile; la
(leso.

Hfacienti.

Per
t.

questi dim^gni

pu

confrontare
St>ciety,

Ih

quale scrittura un bel semioncialc irlan>


tutti

tav, 6, del

II della Pnlaeoffraphical

roll'in-

Spettano
I, l

queHti brani al Vangelo di S. Lucti,


;>5 -

dlcazione cronologica

about A. D. 700
:

che noi do-

ap.
8,

5;

cap. IV,

a9, cap. VII. K - 16; cap. Vili,

vremmo,
Sopra

nel nostro stile, tradurre


l'altra

sec. VII - Vili.


iM'.elti

e 12-3. Per mffronto, rimando al st>mlonciale angloi<4

tavola

si

raccolsero vari pezzi,

sassone rappresentato nella tav.

e) dell'Atlante

dt

qui e col nel codice, dove la prima scrittura era

pif

An>dt-Tangl, che

si

attribuisce al soc. VIII.

TAVOLA XXXIX
nKeloa
losut

112

camum

vocavit eorreptiones breves et


casti-

d tempus inductas, fiatila vero


;^0

(?ationein diu longeqirc pj-otractam.


inqiiit

nolite

ad prflsentes tantu) eorreptiones.

aapicere et Ttominum pr castiftationum lenltate dispicere. novit in i>eceBt8

perma-

nente

suppliciis longis adficere.


1).

35 Et gloriamini omn^s redi


et laudate

Meli us Aquila:

eum omnes
est

recti corde.

Quia rectum

verbuw Domini
2).

et

omni oprv

merito laudabils

quia aequiR-

sime suxiliatus ext et qui firmu) esse 40


fecit

qwod

rontulit.

haec haiitrm utraqf? dirtt inesse


si

operibu.-!

Dd, quorm

unum

deesset, gratiasi

rum inminueret di^itatem.

drxt

iuste

defenderet eos. nel praeatita permanere non


possent.

TAVOLA XXXIX,

XL, XLI

Evangeliarium
OTTINO
66.

O. IV. 20

Questo

ina. (di

ff.

189, tnm. 1J)GX280) conteneva, in ca\'

meno
menti,

bistratattato:

se ne raccolsero

numerosi fram-

rattere del sec.

XV,

Esprit izinm^ del

Credo di

B.

Ca-

ma

in condizioni tali

che senza un accuratissimo


tocc

valca

(cf.

Bern. Peyron, CndiceH

Italici,

Torino 1904,
fu {ria notato

restauro sono
I.

inservibili; di ci

anche

il

prof.

p. 381, n.

DCVIII),

ma

pur troppo, come


.58,

Gruareschi, Osservazioni ed esperienze

sul ricupero e

nell'Invent. dei codici superstiti, n.

fu

estremamente
Cavalca
sta-

sul restauro dei Codici, Memorie dell' Actxuiemia Torino

danneggiato dall'incendio. Sotto

il

testo A

LIV, Torino 1904, scienze

fisiche,

p.

449.

vano

scritture di et diversa: parti di


-

un libro liturgico
le
il

Qualche mese addietro,

nella

primavera del 1906,

musicato del sec. XII


testo Evangelico,

XIII incirca: frannnenti di un


la

due miniature miniate furono restaurate da C. Marre,


quale
spese
intorno

secondo

lezione volgata, in onciale Oltre a questo, tra


le
i

ad

esse tutta la sua cura, e

irlandese del
ff.

s<w.

incirca Vili.
r,

qualche buon risultato ottenne,

ma

senza

rius<'ire,

il

- 2

r,

128 r - 129

stavavansi
le

due coperture
distac-

che non era


condizione.

possibile,

a restituirle nella pristina loro


caso di fotografarle
;

miniate dell'Evangeliario,
cate per ottenerne

quali erano state

Non

era

il

non se ne

una

fotografia

migliore di quella

sarebbe ricavato alcun risultato proficuo.

gi presane. Ma, nell'intervallo, sopravvenne l'incendio,

La prima

delle

due coperture era

stata,

ma

in pro-

che ridusse

le

due

pergamene

in

istat

miserando,
colle

porzioni ridotte, pubblicata nei


tav.

Monum.

palaeogr. sacra,

rimpicciolite, bniciaccliiat, incartocciate,


tinte primitive oscurate e alterate.
Il

belle
si

X. Ora vengono date ambedue nelle proporzioni

codice che
sjila,

trofu

dell'originale, giusta le negative ottenutene

prima delsoddi-

vava

nello scaffale, in altra

parte della

non

l'incendio,

ancorch esse non siano del

tutto

(1)

P.

XXXI,

11.

(2) Pt.

XXXI,

4.

li

et resedit qui erat morttiiiR l


et foepit loqui.

multi c(v)
nati
H-

Et dedit illum niHtrs 8uac. [161

unt ordinare

Col.

B
[in

accepit aiitem

omnes timor

2)

et magniflcabant [Ueiim

(Lue.

I,

Fuit

diobus

He)

rodis reffis ludee,

sacerdos quidam

Col.
uc. Vili, 8] qui

habet aure

Audiendi, audiat.

Col.

Intorrogabnnt
[Lue. IV, 35J Et cura proiecisset

demonium
Col.
li

in

meilio,

dium, exit ab

M, eorum
ne credcntes salvi
(13]

nihilqKC illum nocuit


flnnt
:J)

[36]

Et factus eat pa(vor

Nam

qui super petram

Col.

8
Fol. 168
Col.
[iS\

vf-cto

mag]n8 febribus.
Et rogaverunt

A
[39]

illum pr ea.

Et stana super illam


imperavit febri

[Lue.

I,

1)

V^[uoniain

quidem

TAVOLA
(

XLII.
iifi:
tt') )

bipcntarin

Excerpta ex Sermonibus sacrisetex Plinii Historia Naturali


Biblioteca Nazionali' di Sitpoli IV. A. 8

Il

codice Carisiano di Napoli IV. A.


altri
f.

8,

dal quale
ci

il

stilmo

CXLI, un passo
7),

di S.

Luca

(II,

34),

uno
II,

di S.
5-9);

tiinti

documonti paleografici qui Rono dedotti,

Matteo (VII,

uno

di S.

Paolo (Ad Philipp.


in corsivo,

offre al

35 vcrm una notevole serie di considerazioni

s'aggiungono brevi cenni

che quasi

si

pos-

sacre, oltre

a poche prove

di penna,

che

si

riferiscono

sono dire prove di penna. Nel secondo caso abbiamo


alcuni estratti, fatti a memoria,
ralin di Plinio.

pure

fid

argomenti sacri Rispetto

ali 'argomento,

fanno

dalla Historia

Natila

eccezione soltanto alcune notizie, sul


bestie feroci e a due

fine,

intorno alle

Per alcune

di queste identificazioni

mi

gemme.
nella

sovvenne
parte
in

la cortesia del eh. dr. A. Ratti dell'Ambrosiana.


il

Nel primo

ca.so,

cio

sacra,

si

tratta

In generale
solito irlandese,

testo assai

bene conservato.

il

di sei brevi estratti

da Sermoni,

uno dei quali

apparentemente di alcun

tratto poste-

citato S. Agostino; alcuni fra quei sermoni

spiegavano

riore al carattere irhtndc^se del

Charisius

e del

Uber

(1)
(2)

\m
J^

paralo
IIhIh'!
:

llat >

fit

gttUta

al fliif del
ni fino

pnTKdviUr
cli-l

ri)ra.

(SI)

QufNtn parola fu rollorata

In fliiv ni ri|;o rlir prrrrdc.

ne tiinnr

tnnno

pn'ccclcntc rlpn.

Pontiflcalin;

114

almeno

il

tipo
k

n'

diverKO

alquanto.

L>

colonne, e senza dubbio sono state fatte prima che


resto del foglio venisse coperto di scrittura. I

il

abbreviazioni, ne non

possono Hire molto numerow,


la

due

pri-

neppure vi sono
per thautera
,

rare.

Noto

earatterNtien
al
r.

li

rrestaUi

mi righi sono

in quel corsivo

che da molti vien detto

come vediamo
la

K del

primo tratto. E
il

longobardo, e che pu benissimo raffrontarsi colla per-

avverto anche

molbi

somiglianza
quello

che

carattere
di

gamena milanese

del

721 riprodotta nella tavola


1,

del testo presente

ha con

dell'

Antifonario

della Ijiteiniftcke Palfingr.,

di F. Steffens.

Bangor (ora all'Ambrosiana, C. da Bobbio, ch'

5, Inf.,

ma

proveniente
del VII aec.

L'ultimo

rigo

delle

prove

di

penna
di qui

in onciale,

del penultimo decennio


pifi

ma

dell'ultimo

decadimento.
all'

Anche

ricaviamo

Ma

il

nostro testo presenta forme

sviluppate, sicch
lo

adunque una conferma


sente.

et attribuita al testo pre-

piuttosto che alla fine del sec.


agli inizi del sec. Vili incirca.

VII,

attribuiremo

Come

termine di confronto, veggasi Amdt-Tangl,

tab. 42, sec. IX. Il nostro codice


scritte su tre

sembra alquanto an-

Le

ricordate prove

di

penna sono

teriore

a quest'ultimo

testo.

Et

erit in

signum cui ron/radicetur


8i

1),

iaesl
.

aignum Crucis. Pagani icunt Crucera signuni e-we inlamie.


.

Dt^ts fuisset quia poterai

gere et chriXiani erunt signum

Quia

per Crucem Christ


mor[t]ui viviflcantur,
et cetnra.

Adam

restituitur Paradiso.

Caeluw

reperitur, infernus clauditur, diabolua [vlnci]tur,

demones dampnantur.
virtutis.

Chris^i igitur signo


2):

nos solvimur in libertatem flliorum

Dtri.

ecce signuw

Atif^uslinm

NihiI est supcrbius egroto qui diridit medicanientum suum.


est.

Crux Chrw signum


nostra virtus,
illius

est humilitatis Chrinli.

Chnsfl humltas, nostra exaltatio facta

Chrisfl inflrmitas,

mora

nosf-'a vita, ille sepelitur in Oruce,

nos ergimur in caelum etreUqua

Ergo

lli

orubeacunt de Cruce, qui pereunt. Noa hautern gloriamur de Cruce, qui salvamur per Crucem

Qui vero erubescit coram hominibus, eru10

bescam E^o

et

eum coram

Patre

meo qui

in celis est 3)

'Oinutwoci (japHUOo ^aa oinuoq 'snuimoQ ipa;


]I!qj|a]

Bjn^

oiuuoq apuojuj xunaoi gjopnipv

uj

snaQ
4-

auftuoq snn) uad snuinnaAni aa^n^^^ )" oponionb 9a|aiou {sq oj

Col.

Xugustinus: Qui ad dexf^r'am considerat vidit,

qui considerai
1

Petite 4) indulgentiam

cum pura peniten^m

ad

sinistrar exce7).

querite promisa piis operbus


qworf ocuUs

catur

Si

promissa

non

viuit

re^lt^Ka 5)

Dei queriB, in eo ope-

Pulsate loto corde

ao

re quod fads aut

de

totis viribus

quod
tram

tolleras,

ad dex-

elimoasinis ieiunis

attendisti.

orationibus

Pulsate humilitate
patientia carit

Si

laudem ab hominibus queraa,

10

te pietate

obedlenWfl

25

in sinistram attendisti,

et cetera

inde et

Dominus

dixtV:

t Consderaba! ad dexleram
et

Nesciat sinistra tua

videbam

6)

reliqua

quid facta/ dextera tua 8)

(1)
(2)

f,ue.

Il,

.44.

(5)

in Pn.

CXU(Mlpw XXXVII
medicAmenttiin
>

(Ang., IV),

WW:

Nlhll

<:t

nupcrblu
ret

(6)

ne.groto, qui deritlot


(Il)

Huum

>

quod oculua non Tidit, nec aarla audivit I ad Cor. II, 9. Considerabam ad dexteram et videbam; et non orat qui co|fnoceme . P. LXLI, 5.

M
.

parola

<

eHt

in alto, neirinterlint-a. Matlh.

X,

'MS;

Iaic. II, 36.

(7)

in

dfxteram considerai
S.

et vidcbat,

In

siniiitram
/-.

qui

ronslderat,

(4)

Putite et (iabitur TObis: qoiuTitc et inreiiietin: pnlnate et aporietur

excaecatur.,
(8)

Aug. in P.
3.

CXLI

(Miune, P.

XXXVIl

(Ang., IV] 1S89)

vobi

MaUh.

VII,

7.

Matth. VI,


sequi tur.

116

queretur sermonem Dd,

30

Et non

erit qui

cognoscat

me

1)

quia tiomines non poterant


sustlnere

huc

(?)

eit

cum

aliquid boni

pramentam Di

in

fecers, quia agnosct

natura sua.

quando ad dext^-am oculoa


diregas, an etiatn ad mi-

Ut

pei-

hominem, quem

pot>-ant

videro, daret hominibus

sterium Deus autem ...

exempla bene vivendi.

omnia

Ut per hominem ostenderet


25

certam rosurrcctionem

te
solatio

eorum

in

caelum, sicut

ille

resurrexit etascendit,

cui tu dicis

....
20

Ut homo aperiret regnum,

meus

quod clauserat homo.


Ut homo vinceret per
tem, qui victua est
virtn-

Col.

per inflrmitatcm.
1

Haec

est

causa susceptae

Ut per humilitatem Dei

camis de Verbo,

omnes homines
25
Patri

diacer-3)

Ut illam

camem

liostiam

ent humilitatem,

imaculatam
5

offeret

Dea

quia per humilitatem

pr salute mundi.

ad culmen gloriae perlo-

Ut per hominem hominibu

venitur. inde aposa.

Col.

Hoc autem
iaqtie

sentite in vobis,

quod

et in Christo lesa 3)
4),

sed semetipsum exinanivit

reliqiia.

erat

humilitas et ecce tanta gloria,

sequitur
humilitas proccedit

dicendo
5

Propter q/od

5) reUgiia.

gloria), superbia subsequitur ignominia.

+ Temptatur Chrts^us, ne temptatus


vincatur.
Chr/.s<(/8 moritur, ut

chri's^ianus

nos sua mors 6) deliberpref a morte

7).

10

ChrJs<M8 resurrexit a morte, ut credamus

nos esse resurrecturos a morte

in

vitam.

Chru^us ascendit
ut nos 8)

in

caelum

in

vero suo corpore,

credamus nos

sic ascensuros cut

corporibus nostria in caelum, sicut ascendit Chrts<8.


15
Chris/(/a sedit

ad dexteram Dei, post ascensione rex

in

aet<vnum, ut credamus nos regnaturos

cum

ilio in

aetemum

in

dextcra Dd.

+ dest practer hominem.

(I) (3) (3) (4)


<r>)

Ph.

CXLI,

5.

eat super
(6)
(7)

omne homen

ivi, 9.

\m

ajofiunta interlinearmente di primn ninnio.

In
Il

morn

le lettere

sono in inonofpuniina.

Ad

Philipp. Il, n.

tratto

-ri^t

a morte

sta in tino al rigo precedente.

Ali Philipp. II, 7.

(8)

no.

l'roptcr

quod

et

Den

rxaltnvit illuni, et donavit

illi

nomcn quod


Plenius
.

116

in

II

Cet^ra animantia

suo genere

probe degunt, conta disimilia eongregari videmus et stare.


lntr se

Leonum

ferita*

non dimicat Serpentum mursus


1).

non

petit serpente^

Obsidanum vitrum nigerrimi


26
Plenios
.

coloris et trana-

II

lucidi, crasiore vissu,

atque in speculis pa-

rientuw pr imagine umbras reddere.


Obsidiana dicilur de nomine auctoris, qui
in-

venlt in Aethiopiam, idest Opsdius, talem lapidem.


et multi geroas inde faciunt
2).

30

Plenius

II.

Solis

gema candida

est

ad speciem

si-

deris in

orbem

fulgentes spargit radios 3)

TAVOLA

XLIII

Passionarii fragmentum
OTTINO
Questo foglio costituiva una guardia
45.

F. VI.

2,

fase.

di codice. Grigi-

La

parte III la Passione di 8. Sisto II papa,


Il,

cf.

Ada

nanamente faceva parte


Passio, e ne
S.
p.

di

un Pasaionario. Termina una

SS. Aug.
1129-30.

140. - Bibl. hagiogr.

II,

708-9, 1001-02,

comincia un'altra. Quest'ultima riguarda


si

Lorenzo, e

accosta a quella edita dal Surio, IV (1573)

La
corsivi

parte superiore
e
l'inferiore

in

maiuscolo, con elementi

566

(1579), p. 612; VIII (1618) e. 96; Vili (1877),

in onciale.

incirca del sec.

p. 236,

dove

costituisce la parte
Cf.

IV

della

Passio S.

VIII-IX.

Polychronii.

Acta SS. Febr.

Ili, 5; Apr. Ili, 11-2.

rete

iam
f

lectio

animo

dulcis est.

qua

oblitug

sum mandulicet

care

geraitus Inel. Cui

autem vivere non

scriptum
tidiae bibere

sensibus loqui mystica qualiter libet. Et qui coges cot-

quando possum dulcia propinare


Inter flagella

Qui

diligit

quae ex

nostra iniquitatibus

mur
Etiam p
do
sili

gratias agamus. Ipse etenim est qui nos creavit

per adoptionis apiritus quera dedit. Et aliquanaliquando flagello corrgit, quia per dolohere[dit]atem perpetuam adiit.

rem ad
10

Sit itaque [glor]ia

omnipotenti domino nosfro lesa Cbrtsto qui, vivit et regnat

cum

Ptttre [et

cum

Spiritu]

Sane/o per omnia sacula seculoruw.

Amen.

1[N] TE{mpore

ilio]

quo Decius Caesfar] urbis Rome beatum

Six[tum] [Rojme eptscopum nolentem idolis sacriflcare capite trocidav[it]

audiens quod unversas facultates ecclesiae

15

Laure[ntio] archidiacono suo tradedit pauperibus


distrib[u]endas. Adtiuc spirans et cedens in

servum

adduci in [cojnspectu suo precepit beatum Laurentium,

(1) (3)

PLINIUS, N. H. VII, 1, 6. PLINIUS, N. H. XXXVI, 67,

(8)
1.

PLINIU8, N. H. XXXVII,

67, 1.


[q]uod prae8[e]ntatum it
(id

117

eo

ubi sunt thesauri ecclesiae

[quJoB penfes] te esse cognovimus. Beatus Laurentius dixit

20

q]uom[odo
ffer

slblj

dcntur indutiae, ut ex omni ecclesia


tradedit

Tunc Decius: Cesar


dicens
:

eum

Valeli

riano]

um
ter
iis

requlre ab eo thesaura

sacriflcet dils.
Interflce.

Quod

si

non

sa[criflicaverit

Statimque Valerla-

26

nu8 pr

cuidam Vlr,ariono
audiendum. Et

cum

accepisset

TAVOLA XLIV
(Inventario I46t
:

iSl)

S.

Benedicti
OTTINO
63.

Regula

G. VII. 18.

Codice di

ff.

99,

190X136 secondo

l'Ottino (dopo

Hymnarinm
devi
Il
II,

Moissiacemie,

in

Analecta hymnica medii

l'incendio misura soltanto 173X126), di esso nell'Inv.

Lipsiae 1888, p. 35, n. 19.

dei codd. superstiti, 57, detto

alquanto dannegiato

ReiflFerscheid (SB. d. Wiener

Akad. LXVIII, 478-9),


il

dal

flioco.

Ma

anche antecedentemente a quella


-

mentre ne d una minuta descrizione, attribuisce


presente codice al sec. X.
di

disgrazia era, a detta dell'Ottino,

in
i

sttvto di

conser-

Ma
la

il

bel minuscolo, regolare

vazione deplorevole

Adesso, per
i
ff.

quasti

cagionati

forme arcaiche (come


la

e la

n),

colla s ricoril

dal fuoco e dall'acqua, ha

raggrinziti e macchiati,

dante
al

forma onciale, consiglia a rimandare

codice

ma
il

suscettibile
Cfc.

di

restauro. Di questo codice tocca


p. 211.

secolo precedente. Di regola le didascalie maggiori


in capiffl'o, e
in

Peyron,

Fragm.

sono
Liber scty 131 Colom;

rubrica; le minori

in

onciale,

Fol. 1 r al

marg. superiore:

e pure in rubrica; iniziali principali in capitale rosso.

bani

de Bobio

col

numero aggiuto

esso rimanda

Per raffronto

cito

il

bellisHimo esempio di semionciale


cf.

all'Inv. del
Il

1461, siccome anche Seebass conferma.

caroluio, uscito dalla scuola di Tours,


(tab.
Il

Arndt. Tangl,

testo

comincia

in

rosso:

In
levi
i

nomine mete
iugo Christi

34

6),

nonch

ivi la tav. 48,


si

sec.

IX

in.

atque individuae

Trinitatis

Qui

presente bellissimo ms.

potr forse raffrontare

Come aveva
plicio,

avvertito l'Ottino, sono

versi di 8. Sim-

col n. 643 dell'antico catalogo (ed Becker, p. 73),

che

abbate

Cassinese (t576)
in pi luoghi,

sulla

Regola;

si

leg-

forma uno dei


Il

libri

al,

monastero

offerti

da Boniprando.

gono a stampa
Oct., IV,

come

p. e. in

Acta SS.

nostro codice della Regula di S. Benedetto non

690
fili.

6.

Fol.

V
'

Prologus

alla

Regola
Fol.

citato n da R. MittelmUller, Vita et Regula SS. P. Benedicti,

Ausculta o
8 r
la

Fol. 5 v
;

Capitula Regulae

Ratisbonae 1880. pp. XII-XIV (elenco dei mss.)

Regula

il

foglio ora assai danneggiato,

ma

n da E. Walfflin Benedicti Regula Monachorum, Lipsiae

nostra fotografa fu presa prima dell'incendio.


Fol.

Teubner, 1886.
Nei nostri
saggi,
( il
f.

72 V.

Hymni

vel

cantici.

Il

primo inno

8 r
,

ha

in

rosso
-, t

su fondo
)

Verbtim
Il

mpernxum
Fra

prodiens volgarmente attribuito

verde
al n.

rr-4-6

Incipitr.

Benedicti

dei

oltre

S.

Ambrogio
le

(Chevalier, Repertorimn Ilymnolftgnim


edizioni spicca quella di G. M. Dreves,

LXXIII

nel

1;

il

f.

72 r ha in rosso

rr. 1-6,

I,

728).

oltre allainiziale

del

r.

7.

118

Fol. 8 recto

LXXni.

De hoc quod non omnia


hac
sit

observan-

ti iustitiae In

regula constituta.

Incipj/ iher Regulae Mticti Benedicti 1)

INCIPIT

REGOLA

SauCrt

BENEDICTI ABBATIS
de generibus monachoruni

Monachorum
Primum

quatuor

genera manfestum est


coeno-

bitarum, hoc es<


monasteriale, militans Bub regula
vel abbate.

Deinde secundum genua

est anachortarum, idest heremi-

tarum, horum qui non converst'onis


fervore novitio, sed monasteri!

probatione diuturna, qw didicerunt

centra diabolum multorum

solacio

Fol.

72 recto

INCIPIUNT

TICI

HYMNI VEL CANSECUNDUm REGULAm


BENEDICTI ABBATIS
3)
2)

Sancii

DE ADVENTU DomtNI AD VESPERUM


IN PRIMIS

Verbum supemum
diens
iens.

pro-

Patre olira ex-

Qui natus orbis


Cursu declivi tem-

subvenis,
pors,

Inlumina nunc pec-

tora

Tuoqwe amore con-

crema Audita, ut preconi[a]


sint,

pulsat t[ande]m l[ubrca]

9)
8)

EH mano del ec. XVII. Sopra questa parola ripetuto

3)
:

NT

In

monofframma. Sopra a queste dne ultime parole,


:

nell'Interlinee,

AB

'

in

minuscolo non molto posteriore

Oanibert.

>

119

XLVI, XLVII
146i: 165)

TAVOLA XLV,
(Inventario

S.

Caesarii Homiliae,
OTTINO
50.

S.

Effrem Tractatus
7.

G. V.

Bel ma., di

ff.

126,

246X160. Su questo
p. 12

ras.

reggasi

praecipimus in
verso
Institutio

monasterio
sancti

ronstitutis

al

foglio

14

Peyron,

Qic.

Fragm.

e p. 166. Nell'inventario dei

ac

beatissimi

Cassiani

ad
in

dei Codici superatili

detto

bene consei-vato

monachos, Sicut nanique (diversa da quella edita


Migne, XLIX,
53),
f.

per fermo appena pochi danni sub per casa dell'acqua.


Sul verno del
f.

119 Epiatola

patria Eutropii

di

guardia ha

il

solito

sommario del

abbatis de distructione

monachorom

directa in

Roma

XV

secolo:

In hoc volumine infrascripta continentur


Arelatensia

Omnipotens Deus pr sua misericordia (diversa da quella


stampata
in

videlicet:

Cesarii

epiacopi ad

monachoa

Migne LXXX,

9).

Omelie numero VIIIJ. Effrem, Tractatus de Penitentia.


Sul margine superiore del
f.

Reiffercheid Sf. Wien. Akad. LXVIII, 479) attribuisce


il

r Liber acti

4.')

Colum-

preaente manoscritto
Il

al

sec.

IX-X.

bani de Bobio

Alla

fine,

il

f.

126 supplito nel sec.


Iste liber est

carattere

il

minuscolo carolino rotondeggiante, che


la tav.

XV, reca rum

la

completa

postilla

monacho-

senza dubbio risale al sec. IX. Si confronti


(dell'a.

XXIV
se
il

in monasterio sancti Columbani de Bobio. acriptua

822) del Cahinetx des mss. di L. Delisle.


ai

Non
8.

sub numero 45

Le

cifre
Cic.
le

45 sono aggiunte giusta

il

nostro codice

possa riacontrare, por rispetta a


e per riguardo a
S.

Ce-

completo
Al
f.

(A.

Peyron,

tVagm.

Bibl.

Bob. p.

12)

sario, col n. 238,

Effrem coi nn. 230


67).

r cominciano

Homelie Caesarii episcopi

231 dell'antico catalogo (ed. Becker, p.

Sono: 1066)

a) Sicut

a nobin Domimi Mignc, PL. LXVII,


(Ivi,

Una

firma di amanuense
p.

venne

in questo

codice

b)

f.

6b Ad locum hunc
(ivi.

1059)
f.

e)

f.

v.

rilevaci dall'illustre
ch'egli ne fece nel

Germain Morin, nell'esamina


di

Srimim qnidem xpiritualis


istum
(ivi,
(ivi,

1062) d)

16 v

Ad

hoc ad

marzo 1906. Egli richiam sopra

1066) a) f
f)
f.

19 r

Videte

vointioneni
et

matram
(ivi,

essa la mia attenzione, ed io approffittando del ano conaenao, la riproduco nella tav.
recto e verso del
f.

1067)
g)
f.

22 u

Qmd Hupplnte

quod

XLVII.

SI

legge aulle faccio


tuttavia

1069)

27 V Sanctus oc venerabilis patei-

vestet-

106.

Non

detto

che

il

religioxa (Bibl. veter.


of.

Patrum, Lugduni 1677, Vili, 837

a;

frater
firma,

Hermengariua
abbia di aua

fattoci

conoaccre
proprio

da questa
il

A. Malnory, St. Cnairc vqtie d'Arlcx, Paria 1894,

mano

scritto

presente

p.

XVII,

n.

6)

h)
(ivi,

f.

34

Minor fratres
p.

dilectviHimi
n. 16)

codice, mentre invece a riguardare

come

ipotesi pi

domnitm ineum
i) f.

844 6; Malnory,

XVII,
vester

probabile quelH secondo la quale l'amanuense del nostro


se

40 V Sanctus oc venerabilis pater


Vili
t.

dum
n.

manoscritto abbia copiato insieme e


dell'antico scriba.

il

testo e la firma

ut

(ivi.

855

cf.

Malnory,

p.

XVII

13).

Anche

tra questi confini, la


di considerazione.

forma

di

Al

44 r

a) Incipiunt
tertia.

opuscula aancti Effrem de

Hermengarius

degna

La forma
probabile

Po(^nitentia,
(ed.

haec eat

Doviinus noster lesusChriMus


I,

tutt' altro che scevra di errori e non par

Ronuina dell'AIlemanni,
Dei

148);

b)

f.

53 r

de

che un amanuenae, per quanto mal pratico, abbia cos

luditio

et reaun'ectione et

de regno caelorum et
Gloria ovinipotenti
beatitudine animae.
(ed.

malmenato
Al
f.

il

proprio pensiero.
verso,

munditia animae, haec est prima.


[)eo qui OS tu>strum;
e)
f.

99

dopo

la rubrica

Incipit libellu
principia
il

59

De

Paulini de paasionibua anime,

testo di

Beativi qui odio habuerit


292),

hunc

mundum

Romana

II,

quest'aneddoto: Frequenter diximua aemper Christianus

d)

f.

67 r

De diem

(sic) ludicii, Venite dilectissimi


II.

peraecutionem patitur

il

Il

testo finisce al

f.

103 verso

fratres exortationem (ed.

Rom.

50);

e)

f.

78 r Senopuscoli

con

Cui est gloria


di

in

saecula saeculorum. Amen.


tratto

tentia In luctaminibus huius semdis.

E dopo altri

Dopo

che

segue

Maxima

para regulae

e allegazioni, al
Caeaarii
Incipit
naaterii

f.

105

Expliciunt Omelie aancti


diaconi.

monachorum

mortificatio est, quibus

nimirum per Scrif.

et

sancti Eff[r]em

Al

f.

106

pturam precipitur
.

Finisce al
Finit.

106 recto con:

aermo sancti Auguatini epiacopi de regula moad monachua


(sic),

qui

me

miait

Patria.

Amen

poi

Haec sunt

qtuw. ut observetis

viene la firma, cui fa seguito Vexplicit delle Omelie di

B.

120

Cesario
Il

(f.

105

iwrno).
f.

menfiili
in

in

verde,

grigio e

rosso,

lo

sfondo esterno

carattere del

106 r a prima vista nembra dif.

giallognolo chiaro.
Il
f.

ferente

da

.quello dei fogli precedenti.

Ma

la diversit

40 V ha

il

r.

'

in

rosso.

Al

r.

4 la

8, in

probabilmente

va soltanto

attribuita

ad un diverso
a poco

nero,

con ornati

in rosso e

verde, spicca sullo sfondo


in

atteggiamenio dell'amanuense, poich

la scrittura

giallognolo.

Le rimanenti maiuscole minori sono

a poco riprende

la

sua forma abitimle. Le mutazioni


si

nero
in

su

sfondo giallognolo, e cogli interni

coloriti

apparenti dei caratteri

presentano molto spesso a

rosso e verde.
Alla tav.

chi sfoglia antichi manoscritti, sicch


facile distinguere

non riesce sempre

XLVI,

I si

d
8.

f.

52 verso colla fine del


(ed.

quando davvero cambi l'amanuense,


le

TYactatm de Poeniteniia di
mentre
il

Eftrem

Rom.

I,

153);

quando mutino soltanto

disposizioni

dello

scriba

f.

53 r

nella

tav.

XLVI,

2,

occupato

medesimo.
Il
f.

quai per intero dal principio di altro Trattato attribuito


al

83 verso di questo Codice fu riprodotto nella


2,

medesimo autore.
Il
f.

tav.
I

XVI,

dei

Monnm.

palaeogr. narra.

53 r ha in rosso

nn. 2, 4,

6, 7.

La grande

brani qui dati riproducono (tav.


l'inizio

XLV,

I) il fol.

in nero,

ma

toccata in rosso nella

gamba

dell'ani-

22 V cio

dell'Omelia Quoti mipplicante Migne,

male, e cos pure nell'estremit superiore, e nella parte


verticale.

LXVII,

1069),

e (tav.

XLV,

2)

il

f.

40 verso

la fine

dell'Omelia Miror fratrcH

[libl.

vctcrum l'a.trum Vili,

La

tav.

XLVII,

2,

f.

105 r e 106 contiene


et scriptor
la

844

b)

la firma di
f.

fratcr

Hermengarius laicus

Al
nel

22

t)

in rosso

il

r.,

su fondo giallognolo;

La seconda
J
al r.
4,

di queste

due pagine presenta

iniziale

secondo

le lettere

uod supplicante
in

sono

in

nero

e l'iniziale

al

r.

leggermente toccate

sopra fondo grigio.


costitutive,
gli

La grande Q ha
interni
in

rosso le linee
le tenie

in rosso.

sfondi

nero,

orna-

TAVOLA XLV,
Fol. 22 verso

SERMO SIMPLEX AD MONACHOS

QUOD SUPPLICANTE
& quod admodum cantate iubente sanclo patre

fcalro fraternitati ves<rae

qualeracumque sermonem
profero, facio

hoc non ex aliqua

presumptione, aed ex vera


tegra cantate.

&

in-

10

Et lic& tam perfecti, Deo prpitio, sitis,

ut

admonitionem nostrani mini-

me

egeatis, tamen, inperante cantate,

quae nescit timere, &iam quod optirae


vos implere novimus suggerere &
15

admonere cum vera humllitate &


ta caritate

perfec-

praesumimus, non tamen

Bine verecundia,

cum

nos necdum idone-

08 noverimus esse discipulos ad opus

sanctum videamiw excitare

1)

magistros,

cum

simus tepidi cogimur admonere ferven[te8

(1)

La

>

ag^unta

di

prima mano.

121

Fol. 40 verso

Praestonte domino no<ro Jesu Chrto, qui vlvlt

regnat in saeciila saeculorum.

Amen.

Vini

ITEM HOMELIA EIUSDEM

OanC//S AC VENERAbitis

pater vestcr,

dum

ne, ut

cura

venia ruI dixerim, prope

IndiscrAam liumtlitatom submittit,

mlhi non parvam verefaclt.

cundiain

Nam

pr ndmirAbilem

caritatet/i iniungere,

Immo

extorquere, con-

io

tendit ut ad

satfc/itntvm

v^tram

exortatiorium

debeam

proferrc sermonem.

Ked ego conslderans A

meum meritum
* aancAmo-

A
15

propositum vfstrwm almul adtendens

ntam vcMrtKm & connciontiam meam,


quid ollgam nesclo.
sa/ic/i caritati

Si

cnim tacuero,
1)

inoboodions

apparelw.

SI

vero aliquid loqui praesumpsero, notam

temerltatis incurro, scd rogo vos, \tatrm,

TAVOLA

XLVI.

Fol. 52 verso

donec tompus est suscipicndi lacrimas


ut plorcin

memAipsum

dio ac nocte.

obHocrang Domi'num ne indignun inventar


in

bora adventuH ciu8?

Et tu nec audiam

illam sontentiam formidandam: disccdite

a me, qui operami inlquitatcm


qui
sitis.

2),

ncscio

DfU8

altisRime, qui solus es sino

peccato, tribuo mlhi peccatori gratiam


in Illa

bora propter multas mieerationes

10

tuas, ut

nec tunc appareat quia nunc

velata est impictas

mea coram

spoetar

toribus angelis et archangelis,

propb&is

et apostolls, iiistis

ranetti, sed salva

ir>

et induc

me impium grata et miseratlone tua. mo in paradisum 3) dilltlarum, cum


suscipe olraecrationem
servi tui.

omnlb.i p^rfectis.

Domine, precibus omnium Sa nctorum


tibi

tuonim, qui

a saeculo placuerunt,
adoratio

qoninm Ubi debetur omnis


20

et gloria in saecula so^cuiorum.

Amen.

I)

liK iiriiii
l't.

<t

>

KKlonU

intcrlliMtmnitntn ri miuio imhiiI poBtmiorc.

8)

La

lettor*
di certo

col Mi(pio d'abbrevlMloiMi MvrApiiocto

para d'altra

VI, i Mnth. VII, 2H.

mano;

un'aggiunta.

122

Fol. 53 recto

Incipit liber sancii Ef-

frem diaconi de
iuditio Dei et resur-

rectione et de
5

regno caelorum
et

munditia animae.

tiaec est prima.

Gloria omnipotenti
qui

D(?o,

omnes nostrum superno nutu aperuit


illis

10

ad enarrandum de

terrbi-

libus miraculis, de quibus

omnes Sancti a saeculo cecinerunt


Quis ignorare vel oblivioni
tradere in praesentiarum grande

1)

16

discrimen

est,

quanta post excursum

TAVOLA

XLVII,

1.

Fol. 105 verso


1

Quis
rit,

nisi in

hoc studium singulare posue-

ut non inveniatur inparatus.


sec-

Si

enim iuxta hoc studium suas aliquas


tare aut nutrire voluerit intentiones,

continuo interpositorum occupatione


dftentus, turbatus totus sequi
dicit.

quod

iussio

Gratus semp^fr non

poterit,

neque ut

conp&it conpleri potest qui turbulentus est


et ingratus.

Morti flcationls Igitur

10

Iriplex est ratio,


libita loqui,

non enim animo discordare, non lingua


ire

non

quoquam

absolute.

Suum
iuxta

est

Semper dicere seu quamris contraria


non sicut ego volo, sed sicut tu
vis,

iubenti,

exemplum domini

Salvatoris, qui alt:

15

descendi de cacio, non ut faciam voluntatem

meam
Amen.

sed

2) eius, qui

me

misit Patris. 3)

Finit
laico

Qui

legis ora

pr

fratri

Hermengario

&

scripto-

re, si

Deum & ab omnibus

laudatorem. Quia qui

nesco scrlbere nullum putat esse labilem.

Nam

si

20

vis scire singillatim, nuntio tibi

quam

gravis oculis

2
Fol.
l

105

verso

caliginem
et

facit,

dorsum incurvat, costas

ventrem mergit ed omnem fastidium

corporis nutrit

4) 3)

Le

lettere . nt

In roano.

8)

Toh. VI, 88.

Parola aggiunta di prima mano.


Ideo tu
lava et sic librum tene, ra prosterne.

128

aliquld pr vestitu-

lector, lente folla versa, maiiuti

&

ei

EXPLICIVNT

OMELIAE
SanCa CAESARI
AGONI.
EPiscopl

ET SnC/I EFFREM DI

TAVOLA

XLVIII,

XLIX

(Archivio (H Stato di Torino)

Adbreviationes de omnibus rebus Ebobiensi monasterio


pertinentibus,
ann.
862, 883.

Nell'Archivio di Stato di Torino. Abbazia di Hahhin,


si

lettore

un concetto chiaro dell'uno e

dell'altro

docu-

conRervano

tre

fascie perpamenaf^M', compost<' di

mento.

varie
il

pergamene insieme
beni

unite o rurite, e contenenti

Sono interessanti questi documenti anche


rispetto paleografico. Infatti
scritti
il

sotto

il

Catalogo dei

dell'Abbazia.

Due

di esse

sono

minuscolo con cui sono


l'et,

datate; l'ultima, presso a poco contemporanea alle precedenti, allo stat attuale di sua conservazione, priva
di datii.

costituisce,

dacch ne accertata

un punto

di

paragone prezioso per segnare anche l'epoca dei


ai

Codici Bobbiesi,

quali molto spesso

manca
i

la data.

La
m.
1.

pi antica dell'anno 802 (misura in lunghezza


e.

ci tanto meglio

si

pu ottenere,
in

in

quanto

presenti

53; larga 0,26); l'altra, che la riproduzione

documenti sono

scritti

un minuscolo che

si

accosta

della priinii,

ma

con ommissioni ed aggiunt*^, ed ^ del1,

alquanto pi a quello in uso nei manoscritti, che non

l'anno 883; lunga m.

e.

29; larga da

2.5

a 28 cent.

a quello

proprio

dei

documenti

notivrili.

Le due

fascio datate furono pubblicate


Boll. star.
biMi/ijr.
il fase-.,

da L. M. Hart1903,

Una

terza Adbreviatio, priva di data,

ma

(come

si

mann
fasci

(in
6,

Siihalpiiw, aimata

rileva del contenuto e dal carattere) presso a poco con-

p.

393;

ma

usc nel 1904), clic l'accom-

temporanea nl'c due precedenti,fu da

me pubblicata test
di S.

pagn

c(Hi qualche utile interpreUizionc geografica, e

da

altra

pergamena dell'Archivio dell'Abbazia

Co-

con qualche

buona dilucidazione esegetica, prometIl

lombano (busta 70 [Categoria IV, miscellanea],


<

inscritta

tendo pi tardi un ampio commentario.

dr.

Hartmann

1780-1812 ) nell'articolo: Una Adbreviatio inedita dei


di
Bobbio, in Riv.
stor,

attenne poi largamente la promessa coll'articolo^wrVF-

beni dell'Abbazia
1906,
I,

Betiedeftina

tsrhap

des

Ktosfers

Bobbio

ivi

!)

Jahr. nel volume


1904.

24-30.

Zvr
fi

Wirtxrhaftfifjritchichfe

Italviin, (Jotha.
il

Nella tavola

XLVIII

si

riproduce

il

principio della

prof.

Hartmann pubblica
in

testo della Adbreniatio


le

Adbrevia/io dell'anno 862, e nella tav.


cipio di quella dell'anno

XLIX

il

prin-

pi antica, e
rianti

nota raccoglie moltissime fra

va-

883.

La

ttrza

Adbreviatn

del testo dell'anno

883, collo scopo di dare al

ha scarso valore paleografico.

TAVOLA
1

XLVIII &
extrinsecus pertinentibM.i, quaitur inquisitfo/i inveii-

(Incip/7 adbreviatio

de rebus

omn]ib'<.s Ebobiensi

monasterio intrnsecus

tumqiie est anno


(inwiricationis dJoH/nl no.stri
le-iu

Chrixti

DCOCLXII. tempore

dorani Hludooici

serenissimi

augusti scilicet [annoi

ImpeHi

sui tertio declm[o], ndicione

XV,


per 8ao8 quosdam idoneos ac
ac ree exterioresj

124

tam
ediflcia

fldeles missos, qui ornala diligente/- inquirentes

quamq/p * sacrara et

[tiiesauros

invenerMn< et sub sacramenta


6
8.

Mei

firmare fecerunt.

In primis repertum est ipsud monasteriuw) ordin(at]um

Habens videlicA

solarias. VI. casas [terrarijas.

XXX.

Possuut autem

ibi

seminare per annum modto CCC.X.

vinwm
(a]nfors
.

facit [per

honum tempux]
Hab&ur
ibi silva, in

CL. fenwm carra .DC.


porcos (duo milia]

qua compe-tura

est sub estimatione posse

per bonum tempiM saginare

Aspitiunt ad ipsud monasterium libellarii .XXVIII. reddunt grani quarto per bonui tempus

modta .CCLX. vinum mediateni

anforas .V. faciunl.

per

annum opera

ebdorwnrfos .Villi, reddunt

solido.?

.Vm.

pullos

.XXXVI. &

ora.

Sunt namqtie infra valle Ipsius monasteri!

saiinae quattuor redd27

una ex

illls

[a]d

cunctas necessitate monasterii sai modtn .CCLXXXlIII.o'-

flt

ibi

per bonum tempus vini anforas

.VIII.

feno carra
IO Alia reddil seligjwis

.XXX.
se.rlaria .V.
.XII.

modto .XLV. mei

cera

lib;a.<

.V.
.1.

facit

vinMwi

anforo,<i .III.

fenxm carro

.Vili.

Tertia

reddtV spelta

madia C vurvices

mei corion
sai

fac vinww anfora,*

.IIII.

feno carra .VIII.

Quarta redd/<

modia

Lxvii.

facit

\inum

antora.s

.III.

INFRA VALLE
fenwm carra

AUTe! PREFATI UO!ASlerii Sunt ORACLa


In oraculo sonc^ae Mariao pot<w/ mminttri per

[VII].

annum

modi'a .LX.

vinwm

fac/<

per bonum tempus anfwrt.s

.X.

.XL.

facit
.II.

opera ad monasterium prout eis iraperatMr.

Sunt

ibi

massarto.s

redd</ gran/n

modm
.IIII.

.VIII.

vnum anforas
.1.

.V.

denariox .Vili, pullos

.llll.nr

&

ova.

Est alia sors

quae redd7 granuni aoxtarios


Est
ibi Ibi sors

.XII.

cera libram

una roddi< granw! modia

vini congnox .IIII. denarios .VI. pullos

.II.

ova.

opera facit prout eis

imperatr.
15

In oraculo sc/i Martini potes< seminari per annKin

modia .LVI.

vinw facit per

bonum tempus

anforas .XV.

fenum

carra

[XXX.
Sunt
ibi

facit

opera a]d monast[erium iuxtaj


.VIII.

qwod

ei

imperat(r.
pullos

massarti

reddn< grpnum quarto modia .XXVI.


.III.

vini anforas

.IIII.

solidos

\U^

XX

ova.

faciunt opera] per ebdontoiiam dies

in oraculo do>ini Salvatoris 1) potesi

seminari
facii

pe-

annu> modia .XVIIL

vinum

lacii anforas.

IIII.

fenum carro .XV.

castaneis

modia

(XI1|.

opera sicut

&

aliae.

ab& massrtrios

.V.

reddi gran//;
.V. 2).

.IIII.'o

modio .XVI.

vin(m anforos. VIII,

denarios

.XVIII.

opera

per

annum

ebdomarfas
In oraculo

sancii

Ambrosii
facii

3)

poU^st

mminari per annum modia .XX.

vim

facii

anforo.s

.IIII.

fenum carra

.XV. 20

opera sicut

&

aliae.

In oraculo aaiicti Bartholomei potest semi/iari


facii

per annuttt modio

.VI.

vinum

facii anforas

.IIII.

fenum carro

.Vili.

opera sicui

&

aliae.

In oraculo sancii Anastasii potesi

seminari per annum modio .XXVI.


aliae.

vinum

facii pe-

bonum tempus

anforas

.X.

fenum carro

.X.

opera facii sicut &

In oraculo sancii Jacobi potesi

seminari per annum modio

.XII.

vini anfora.-! .VI.

fenum carra

.XII.

facit

opera

flcut

&
ut

aliae.

In Villolie 4) est

pratuw domnicum

potesi semi>uiri per

annum modia

.XVII.

vini anforas

.IIII.

fenum carra

.X.

opera

supra,

In Casale Rodolini

pratum domnicum
opera lacii sicut
.1.

pote.</

semimori per annum modio .XX.

vinum

facii anforas

.III.

fen carro

.XV.
2r>

&

aliae.

In Venni porcaritiae

potesi- semi/ia;-i

per

annum modio .XX.

vinum

facii anforas

.II.

media,

feno carro. X.

opera

ut supro, In Vacar[iti)(B 5) p[o]tesi seminari per


In Porcili 6) porcaritiae
.1.

annum modia .XXX.


granum modio

vinum

facit

anforas

.IIII.

opera sicut
.II.

&

aliae.

potesi

seminari per annum modia XXXVI.


reddii
.

vinum

facii anforas

fenum carro XXX.

Sunt

ibi

masBor'li .XII.

LX

1)

9. Salvatore

a 3
di

2)
:i)

Rigo iimcrto,
S.

Ambrogio

fra

chil. a sud di Bobbio. prima mano. Bobbio o Piancasale.

4)

5) 6)

sillaba Is fU aggiunta di prima mano. Vaccareza, a due chilomotri da Bobbio, in direzione di nord. Porcile, a duo chilometri ad est da Bobbio.

La

vinMm
anfora.?
.

125

fc/7

IIII

solidos
.

IILT

puUos

XXI

&
II

ova.

opera iuxts qod

ei

imperati/-.

Sunt

ibi

libellorJt'

XVIIIJ
.

reddtV quarto granwwj

morlm

LIIII

castaneis

mmUa
per

XXII.I

solido.?

pullox

VIIJ

&

ova.

Praevld*tur inde olive&um doranicum

in

Adra de quo excunt


30
ad

partem

domnicam domnicaw

oleo

bonum tempus

lib-a

CL.

Similit^r

& casten&um

in Carelio

ex quo exeunt ad partem

costaneae modtVi
Ili

XX

In Solia est

pratum domnicum exeunl inde per bonum tempus vini anfora


ibi

Il
.

Silvano

est

pratum

domnicum seminat^r
ibi

modm
.

V
.

vin/m

anford,?

Ili

In

Zeute

pecoratitiae

seminatur
In Xartello
In
ibi

mod/'a

Ili

vinwm cowgjos
seminatMr
ibi

custos

camporum

habitat,

mod/A

vini/w

fact'<

per bonum tempi/s anfora*

et

media.

Caule

1) pecoratitiae

quae pertn& ad portain potesl seminare per ann/m modjo


.

.XXV.

vinwm

fact7 anfora* .III.

Ien)<m carra

XX

35

NUNO DE CELLIS EXTERIORIBUS.


In (fenica aecclesm in honore sancii P&ri, potesl colligere per Vili
.

annum

castaneis

modta

vinf pr

bonum tempus

anforo-s

oleo libras

XL
.

emuntwr inde per annum ad


.

opu.s

fralrum restae flcarura .C.

cedri .CC.

sai

modia

.1X11.

gare congtos

.11.

2) pice libro*

hab&

massario-s

VI

qui facunt

Tineam Aiam dictum cnsum portant ad monasterium.


In

Comorga

et

Scaona

cella in honore aancli Qeorgii. 3)

potesl

seminari per annum modJa

XXX

vlnum pr bonum

tempus

anfora.?
.

40

mod/a

XX

oleo libra.?
his

XV XX
.
.

fenm carra
Sunt
ibi
.

XII
.

castaneis

mtmsari
VIII.7
. .

XVIIU

qui faciunt opera luxta qitod els imperatur.

* d6cem ex

reddunl solidum

pullos

ova.

un* aut<;m reddi7 castaneis mod^a


.

yinum congios
XXVII.

XII

libellartt

sunt

VIII

reddunl vinwrn antoros

II

granKw; modi'^m

denar/o.?

Sunt insimul
colti7(

ibeUarii

&

maasarii

XXVI
.

reddiinl

vinwm

pariter cura

domo

anfora*

XVIII

media.

solidos

Ili

puUos .VIIIJ
In Carelio

&
in
.

ova.

&

Corredo cella
terapu* anfora*

honore sancii
Vili
.

Vincentii
.

potes<
.

semt>iart

per

annum modta XXV.

vinw

per bonum

fenum carro

XII

oleo libros
.

XL
.

est ibi

massartM* .1.4) qui opera tantum facit


libella^'ti

Absens
.

unde exi7 vinum congium


.

castaneis

modt'um

sunt

II

reddun^ vinum congios

IIII

castaneis

modta

III

TAVOLA XLIX. ANN.


1

883.

In nomin]e domini noslri [Jesu] Chrisfl. Dei Aerni,

Incipit adbreviatio de rebus

omnibus Ebobienfsi monasterio

intriasecjus

&

ex[trinsecus pertinentibus qualiter inquisitum est]


iosIt

anno incamationis domini

Jesu Chris/i .DCCC.

LXXXIII

tempore domni Karoli sefrenissimi imperatorisj anno imperii

sui tertio [ind.

VI, per suos idoneos

et fideles missos]

[tam

eldiflcia

quanque
ea que se

casos, thesauros ac res exterioras inventas

ad

fl[dera]

futurorum conscripta

sunt.

In primis

cajsas terrar[ia]8

XXX

Vossiint tuitem

ibi

seminari pe-

annum anona modta

CCC X
.

vinum

fieri

anfora*

C XL
.

fenum carra

sagnare per

bonum tempus porcos duo

milia.

Aspiciunt ad ipsud monasterium ibeUarii

XXVltl

reddii

granum per bonu[m tempus


ajnforos

VI

Faciunt per

annum

opei-as

ebdomada*

.Villi

reddit solidos VIII

puUo*

XXXVI

ova.

Sunt
.

alii

ibeUarii quod nobis

...... A quod

fecimws propter necessitate! de nosira silva post


.

quam proeceptum
vinum anfora* V.

divisionis

factum est .XXXII. reddii


. .

granum per bonum tempus quarto modia

CCXXX

soUdos

1) Coli (?)

a 3 chilometri <U Bobbio.


.

3)

Colle S. Giorgio.

2) Corretto da

Ili

*)

Questo cifra ta aggi"-

..

..

[]enarins
.

126

VII

Faciunt per annu) opern


.

eMomodas

XIII
illis

puos

XLVllT

&

ova.

Sunt namque inft valle

ipsius monaster saline

IIII

reddi7 una ex
.

ad cunctas

neces.<:itii|te8|
.

ipaius monasterti sai modj'a

CC LXXXIin
.

flt

ibi

per bonui/n tempuR vini nnforas


.

Vili

feniiui
.

carro
.)

XX
[.

Alia

reddi7 seliginis

modia

XV

mei aexlarta
.

Il

cera librox
.

tacit vntm an\fnras


.

Ili

10

fenttm carro VII!

Tercia reddtV spela moAia


.

LXX
sai

vervic<?s
.

mei congios

facr7 vini/) -.mforas

IIII

.]

[fenuw] carra Vili

Quarta reddit

modto LXVII

tacit
.

vinum anforas IH
per
fact7

Infra valle
.

aut^m

prefati monastertt

sunt oracula

VII

In oracula sonc/ae Harae potcs< seminari


.

annum modio
VI

LX

vinwm
eis
.

faci7

per bonum tempus Sunt


.

anforo.<i
.

{entoti

carra

XL
.

opero ad monastertMm pr ut
anforas
. .

impero^wr,
.

ibi

massarji

Ili

redd7

granwM modia

VIII
.

vinuin
sentaria

denarios
[.

Vili

pulto,i

IIII

&

ova.

Est alia

sors, redd<7

grant/m modiiim

mi

cera librom
reddj7

.]

Est

ibi sors

una

granum modia

IIII

vinwm cong<o

IIII

denarios

VI

pullos
.

Il

&
.

ova.

opera fac7

prout eis iniungitur.


faci<

In oraculo sancii Martini potcs^


.

seminort per annum modia


opero ad monasterium
.

LVI

vinMnt
imperati*.

per bonuwi tempu anfora"!


ibi

XV

fenum carro

XXX
die
.

faci/

prout

eis

Sunt

massori-"

.X.

reddi< gTtaium quarto

modia XXVI. vinum anforas


Ili
.

IIII

solidos .11. 1)

15

puUos

XX &
.

ova.
.

fuciunt

opera per
2)

ebdomodam

In oraculo
.

domini
.

Salvatoris
.

potest
.

seminari

per

annum

modia

XVIII

vinu faci/ per bonetm tempus anforas

IIII

fenum carro
modia
.

cfastaneis]
.

modta

Xn

facti

opera eicut opera per

&

aliae.

Hab& massortos V
.

reddii granunt quarto

XVI vinum

anfo>'a,s Vili, solidos

.mi.
[pojtesi

annum ebdomadas .V.

In oraculo sancii Amb[ro8i]

seminari] per
aliae.

annum modia

XX
.

vinum

tacit

per bonum tempus anforas

IIII

fenum carro
VI
.

XV

tacit

opera sicut

In oraculo sancii

Bartholomei potesi seminari per


facii

annum modia
opero
.

[vinum]

tacit anforas

mi

fenum carro
. .

Vm

opera sicut

&

aliae.

In oraculo sancii Anastasii potcsi semii^ari


.

per annumae

modia
Es<
Ibi

XXVI vinum
I
.

facii anforos
.

.X
.

fenum carro
anforos
.

VI
I
. .

facii

[sicut et aliae.)
.

massarius
alia

reddii

granum modia granum modia


.

X
.

vinuin

congios
.

IIII
.

denario.s
.

II

puIlos .X.

ova.

E^<

sors reddii

II

vinum anforas
.

II

denoris

II

pullos
.

II

& ova
.

20

In oraculo sancii Jacobi potesi

seminari per annum modia

XII

vinum anforas

.VI

fenum carro

Xlf

facii

opera sicut

et aliae.
.

In Villola est
.

pratum domncum potesi seminari per annum modio

XVII

vinum

facii anforas

mi

fenum carro

opera ut supra.
facit

In

Casale Rodolini est pratum domnicum, potesi

eeminari per annum modia


opera ut supra.
In

.XX.

3)

vinum

anforas .11. fenum carro


.

.XV.
.

Venni potesi seminari per annum modia


In Vaccariiio potesi

XX

vinum
.

facii
.

anforas

fenum carro
.

opera ut

supra.

seminari per annum modio


potesi

XXX
I
. .

vinum

facii anforas
.

IIII

fenum carro

XX

opera ut supra.
.

In

Dagadana

seminari e per annum modio


.

XXX
.

vinum

facii anforas .IIII.

fenum carro
[potest) s[e]mtnar

XV

opera ut supra.
.
.

In Porcili porcaritia

per annum modio

XXXVl vinum
.

facii anforas
. .

fenum carro
. .

XXX
.

Sunt

ibi

massorii

XVIIII

reddii

granum modio

LXX

vinum anforas

25

pullos

Xm

& ova

opera prout eis iniungitur.


.

XC

m
.

solidos
.

m
.

denarios

VI

im solidos Il libellorit XXV reddii & ova. pullos XXVmi


.

denarios

VI
4)

granum quarto

per bonum tempus modia

Ca8taneae5) modio

Xm
Ex

Previdetur inde olivetum domnicum in Adra de quo exeunt ad partem domnica oleum per bolibras
6)

num tempus
Castan&um
in Carello.

CL
.

Similiter

&
.

quo exeunt ad parte monasterii modia


II
.

XX
.

In

Solia

est

pratum domnicum, exit inde per

bonum
[e]8t

tetnpus anforas

In Silvano
.

pratum domnicum, seminatur

ibi

modio

V vinum
. .

facii anforas

In Gtenge pecoratiae seminatur ibi

modia

TU

vinum congios
[camporum
habjitat, potesi

In Xartello ubi custos


ibi

seminori

modia

vinum

facii anforos

In Caule

pecorariiioe qui pertin^ ad portam

monasterii,

potesi semi?tari per


.

annum modia XXV. vinum


per an]nut castaneis modio

30

facii [anforos
[In

Ili

fenum carra
in

XX

.]

DE CELLIS EXTERlORIBus
.

Genica ecclesia

honore sancti

Petri, potest colligere

vinum,

facii

per bonum tempus

anforoj .Vili, oleo libro

XL.

Emuntur

(1)
,,

Dopo questa
. r,

cifra c' la traccia di


,

una
..

raschiatura, che forse lev

<*>
(5) '

P"'

*'""*' "e""'"'*''!''''-

soltanto
(2) (3)

il

. Anale. punto a

Corretto da: Castenee. Corretto da:


.

Corretto di prima Corretto di

mano da: prima mano da:

XtlIII

<*>
,,

Tra..

XFI

Inde per iinnum ad opug frntfruin reste flcarum


.

127

.]

cedri

OC

sai

modta

IIII

garo congiox

II

pice libro .C

Eabet

mAssarios

VI

qui faciunt vineani


lljii

&

iai|dir,tui>'|

censum portant ad monasterium


.

Comorga & Scnona


.

cella

in

honore

aatict Qeorgli, potexl

seminari per annum modta

XXX

vinxm per bonui [tempuR nnfnrnx


oleo libra

XV

.)

fenum csrra .Xll. castanm madia XX.


ratur.

.XX.
.

Sunt
.

ibi

mass^r
.

XVIIII

qui faciunt opera

prout els Impe-

decer ex bis redd/n<

aoUdum

pullon
.

Villi

(* ova.)

85

Vnut autm reddt7

castan^^.^
.

mnium
.

vinum congios
.

XU

Libellrtrtt'

gunt

Vili
.

.,

reddn/ vinwn* anfora


.

II

grannm

modm)
pwi/er cum domo

Aenarinii

XXVII
.

Sunt insimul

libellarfi
.

massa-//

XXVI

reddu/i/ [vinum]

coltili

anforo*

XVIII

sol/dos III puUo Villi

&

ova.
[per
.

In Carello

Cerredo cella

in

honore sancfl

Vincentll pots/ sem/nar/ pr

annum moAia .XXV. vinww


.

bonum

temp'<.s]

nforat

Vili

fenum carro

XII

oleo
.

libros

XL

.,

ent
.

ibi
I
.

maasarim
libellar//
.

I
.

qui opera

tantum

fac//.
.

Abseene unum, qni


1
.

redd/<
castane/

vinm conffium
.

ca8tan<>/s

modium

Il

roddrn/ vin/cm

congium
.

madia

Ili
ibi

In Turio cella in honore sanc/i Petri, pot.?/

sem/nart per annum madia


.

XXI fenum
II

carro

XX

Sunt

massar//
.

IIII
.

ndditnt denar/os
ibi libellor/us
.

HII
.

pul/os

IIII

A ova
madia
. .

opera per ebdomorfom dles


in

ni

E/

red<f// castane/

II
.

vinum anfora

In Oiuice cella

honore sonc/i Apollinarls, pot/ seminari per


anfora

annum modta
.

XXX

vinwm per
.

40

bonam tempus
ienarios VI

VI

flenum

carro

XX

oleo libro

XXX
.

castane/

madia VI
[.

Sunt

ibi

libeUoH/

XXm
annum
fkdunt

reddunt per bonum tempus granum quarto madia


.

CC
.

fisco solido

VI

.]

pullo

XXXVin
.

ova.

faciunt

opero
. ,

XVIIII

In
.

Castellione
oleo libro
IIII
. .

cella,

pot/

seminari per

madia Vin
[Sunt
ibi]

vinum

fac// anforo Villi

fenum carrum

XL
.

libellor//

nil

reddunt vinum per bonum tempus anfora


.

conj;tos

IIII

oleo libra

XL

operas dles Vili

1)
,

In Turre cella in honore sanc/i Petri, pot/

[seminar/ per

annum madia C

vinum anioro

XXI fenum
.

carro

CXX

Sunt

ibi] libe//ar//

XV A
.

unum, qui haben/

in

suo
[tempus madia
.

libello .ini.'>f oonsortes,

reddunt granum quarto per bonum


.

XX

vinum congium
.

vervicem
vervieem

. ,

fac//

opera bdamadag

IH

Secundtt
Ili

cum

alio

suo consorte

reddit

granum madia

XXIII

.]

pul/o

un

opera ebdomorfo

TAVOLA L
(Inventario
1461: 132)

S.

Columbani Regula coenobialis


OTTINO
62.

Vn.

16

Piccolo ed elegante manoscritto di


fine; ce.

ff.

71, mutilo al

altra tavola insieme coi saggi

del Cod. F.

I.

6 col

14X18; con
il

18 righi per ciascuna pagina.


fu

versi di offerta di quest'ultimo Codice

da parte del-

Dall'incendio

codice

alquanto danneggiato,

l'abbate Agilulfo. In questa pagina la consueta

mano

perch

ff.

ne ftirono

sciolti,

ma

nessuno di

essi

and

del sec.

XV

scrsse l'indice del

volume:

In hoc vo-

perduto. Nell'inventario dei codici superstiti detto:

lumine

molto

danneggiato: lo stato della pergamena per-

I margine superiore del foglio 2

r:

Liber

sctj
<

132
Iste

mette

la lettura del testo .

Columbani de Bobio
liber est scriptus

al

margine inferiore

Ne

parla Peyron, de. Fragm. p. 7 e p. 211.


f.

sub numero 132

ma

ora questa

Sul primo
offerse
il

ci

sono

versi,

con

cui
si

Boniprando

pagina, in causa dell'incendio, molto cambiata, e la

ms. a 8. Colombano, e che

riferiscono in

seconda annotaeione quasi

affatto

illegibile:

la

si

(1)

8^Ta Meara

un'altra

nula.,

cho fu levata, probabilmente di prima

mano, qui non

al

ha traccia

di tarde correilonl.

potrebbe tuttavia reRtanrare.


In
qiH'sta

128

ivroffenfiiffics l'oenifenttal einerlobb.


in

Hd.der Ambrtmana,

papfina

-ino
i

roKSO

ir.

12 -S; e

Dfinf.itr.hr

ZI.

fr Kirch/mrcrht VI, 1,24; Ueber die Ndd.


u.

cohI pure sono in rosso

numeri dei
(f.

capitoli.

drr
le
/-

Srrmoiirn

Briefe

Coumban von
ztici

Luxetiil,

N.

Dopo

della Regula,

vengono

13
(f,

rvln)

Arrhiv, XVII, 245;

Ueber
ivi,

Turiner Hdd. des Ca(1893), 217. Della

ttructwnes nve 8ermnnpJi del Santo, poi


tatione, e quindi
(f.

60

r) le
f.

Kmr70
o.

pi/alare monnulichim,
stioue del

XIX

queJ.

62

v)

il

De

poenifenfia. Al

Poenitentiale

occuparonsi ancoi's H.
Kirchenrecht

J'altra

mano, alquanto
,

piti

tarda:

Philippi pbri

exem-

Schmitz,

in

ArcMv

fir

Kaihol.

LXXI,
\

plum

e poscia altri brevi aneddoti, di mani diverse


finch,
il

446

P.

Foumier,

ittfieg
>

sur

Ir

Pm'tentieh
Ut.

* Le,

siccome sembra,

Codice hnisce, mutilo, tronf.

ptinentiel

Vallicellinnm

Rv. htnr.

rlig.

VI,

cando

il

testo, alla fine del

71

r.

289.

trascuro L.
I,

Schiapparelli, Dipi. ined. di Be-

L'elegantissimo minuscolo, in cui quesb Codice


Bcritto,

rengario

Atti Accad. Tor., 1896, p. 538.


al

porta alla seconda met del sec. IX, e ci viene


dalla

Rimando anche

cenno

illustrativo del ms.

G. V. 88

confermato anche

somiglianza che VObtulit di


di Agilulfo.
ofl'rire
il

(tav. LVI). L'antichit di

questo ms. risulta confermato

Boniprando ha con quello


caso,
il

Anche

in

questo
scritto,

dal fatto che

esso
r.

figurava nell'antico Catalogo (od.


:

donatore dice di

il

Codice gi

Becker

p.

68

322)

librum Regula S. Colombani


al

non dice

di averlo copiato; e

carattere dell'off^erta

Se Ottino aggiudica questo ms.


attribuire ci ad
11

sec.

XIII,

amo

non identico a quello del codice;


di et fra la

ma

la

differenza

un errore
f.

di stampa.

copia e

l'offerta del libro

non dovrebbe
lo

saggio

tolto dal

2 r corrisponde, rispetto al

esser

grande. O.

Seebass
38.

erroneamente

credette

testo,

a Migne

LXXX,
7.

209
v,

de Oboedientia

>

cap.

1;

posteriore
del

a G. V.

Lo

Seebass. tratt della


dt S-

Regala

quello desunto dal f. 6

ivita

LXXX,

212 *de Curati

Poenitentiale

Colombano

in

numerose

Psalmorum, cap.
Su
altra

pubblicaKionl; Vehnr Columba von Luxevi* Khgterrvgel


u.

tavola (LVI, 3) riprodotto 'Obtulit di

BuHubfwh, Dresden
n.

1883;

Zu

Colnmba.
ffr

v.

LiKTrmU

Boniprando.
tili,

di

mano

diversa,

tratti

sono pi sotil

Klmferregel

Humtbirh (friegerit Zt.


4.'i9;

KirchpngeJt-

come

pi minute sono le

lettere,

ma

tipo

il

chkhte Vili

[1888],

Die Ufberlipfernng drg drci


al
VerfaJser des Poe-

medesimo. La somiglianza
abbate
(F.1. 6)

coli' Obtulii (ivi, 2) di

Agilulfo

bobbien^er Hdd. uelche


nitentinle rwntu'n,
<S.

Columha

stabilisce

con certezza anche l'epoca

ivi,

XFV, 435; Begitln monnchnrom

del ms. presente.

Colnmbani

abbafis, ivi,
ivi,

XV,

366; Krgvla rnennhialis.


coenobialiji

Nei Monum. Palaegraphica sacra, XVI,


per saggio
oboedientia
il f.

1,

si

diede

Cnbimbani
Colvmbani,

abbafis,
ivi,

XVII, 215; Brgula


58;

v,

contenente

parte del

ci

de

XVII l,

Ein

bisker

noch

nicht

Eoi 2 recto

Liber

iiancti

132 Columboni de Bobio

1)

L
n.
III.

mClFIUNT CAPITULA REGULAE De oboedientia


De De De De De De
tacitumitate
cibo et potu
cupiditate calcanda

2)

un.
V.
VI.

vanitate calcanda
castitate

VIL
10

cursu

Vin. De discretione

;l) Il

n. 182 ta introdotto poiteriormente.

(3)

La

>

fu

a^unta

di

prima mano.

Vira.
1)

129

De

mortiflcatione.

X.

De

perfectione monachi.

EXPLiaUNT CAPITOLA mCIPt7 REGULA BEATISSIMI CVLUn?BANI:


15

Primo omnium docemur Detnn


ex tota mente tamquara nos
2) et

diligere

ex

loto corde,

ex

totis viribus, et

proximum

m&

ipsos.

deinde opera

Iste liber est raonachoriim Congrepationis sancte lustine

de Observantia ordinis

sancti Benedicti,

rcsidentium in monastero sancii Colurabani de Bobio

20

BcrptMs sub n;w<7ro 132 3)

Fol. 6

verso

Buccedunt

psaltis, ita ut totuni

Psalterium Inter

duas Bupradictas noctes numero cantent. duodecij choris, caeterns


tes.

tempestatcs tota hieme noo-

qua

finita

per sngulas ebdoma-

das temis semp^fr decedunt Psalmi, ut XII in aanctta


noctibtis

tantum antifnnae remaneant.

idest coti-

diani hieraalis

XXXVI

Psalmi cursus, XXIIII SMtem

per totum ver et acstatem et usqwr ad autumnaie aequinoctium, idest octavo kae?idas octobris, in qua smilitu-

10

do synaxeos
in

est, Bcut in

vernali aequinoctio, idest

VILI kaendas

aprlts,

dum per

reciprocas vices paulatim

crescit et decrescit.

IgitMr iuxta vires consideranAiictore salutis nos^rae


4)

da

vigilia est,

maxime cum ab

iubemur
15

vigilare et orare

omni tempore

&
Sed

Pauius

5) praecipit: sine intermissione orate.

quia orationum canonicarum noscendus est modus

TAVOLA

LI

(Inventario 1461: 111)

Origenis Homiliae in
OTTINO
15.

Numeros

F.

II.

17.

Bellissimo codice di

ff.

257,

misura 355X235,

Sul verso del

f.

di guardia v'

il

consueto indice:
Origenis

due colonne,

di 52 righi. L'inventario dei

codici su-

In hoc volumine infrascripta continentur.

perstiti lo registra al n. 12:

leggere macchi? d'acqua


.

Tractatus in Genesi.

Eiusdem
in libro

in

Exodo Omelie nu-

ai

primi ed agli ultimi fogli


dirsi

Ma

in generale

esso

mero XII.
Seguono
i

Eiusdem
titoli

Numeri Omelie VIIIJ

pu

ben conservato

di altri gruppi di

Omelie del mede-

(S L'ultima
(2)

aggiunti! di prima
37.

mano. da quella mano che

<^al numero
(4) (5)

scrsse al principio della pagina.

Matth.
Di

XXH,

Lue. XXI, 36.


/ The. V, IT.

(3)

mano

del sec.

XV.

Il n.

132 fu aggiunto


slmo Padre.
descritto
II

l.HO

contenuto del Codice


Reifferscheid (SB.

fn

minutamente
Ak.

in nero,

ma

toccata in

rosso

nell'apice

inferiore

dal

Wien.

LXVIII

di sinistra, e nell'asta inclinata.


Il

493

502.)
f.

testo scritto nell'antico schietto minuscolo caro-

A!

r al margine
,

superiore

Liber

sctj

111

lino, corrente, spigliato, di bellissimo effetto,

pur senza

Oolumbani de Bobio

al

f.

257 r
sancti

Ist^

liber est

essere perfettamente regolare.

La

<

>

ora aperta ed

Monachorum

in

monasterio

Oolumbani do
il

ora chiusa. Alcune r sono scmionciali, e cos qualche


s
.

Bobio, scriptus sub


cifra,

numero
si

111 .

Secondo

solito, la

Questi elomenti abbastanza abbondanti del semi-

che naturalmente

riferisce all'inventario

del

onciale danno

una singolare

caratteristica e un'anda-

1461, fu aggiunta, nell'uno e nell'altro caso.


Al
f.

tura simpatica all'insieme. Nelle titolazioni prevalgono le


lettere capitali,

r comincia

il

testo con

fin nomine sanctae

ma

ci

sono anche alcuno lettere onciali.


particolarit

Trinitatis.

Incipiunt Omilie Ori[g]enis in Genesi.


il f.

Considerando tutte queste

credo

che

il

Si

produco qui
al

148

r.

Esso presenta ora qualche

presente codice sia anteriore alla fine del sec. IX.


Il

macchia d'acqua
fn

margine superiore,
sicch

ma

la fotografia

testo

non corretto. L'amanuense era piuttosto

presa

prima dell'incendio,

questo

difetto

elegante, che non diligente.

nella nostra tavola


In rosso sono
cib-,
i

non
rr.

si

incontra.

Nella nostra tavola abbiamo la fine della Homilia

24, 26, 27 della col &(Expli-

XX, in Nnmeros
principio della

(Migne, PI.. Xll [Orig.,


(ivi,

II]

735; e

il

de

eo-, populus-).

La grande

iniziale

al

r.

28

Hom. XXI

737).

Fol. 148 recto

Col.

tenentea doctrinam Balaam, vel quia


dereliquisti caritatcm

tuam pristinam,

vel patientiam tuam, vel alia huluamodi,

qtiae

iam superius momoravimus. pr

qulbf/s in Apocallps! Angeli unius cuiusque

culpantur Eccleslae. Si enim

mercedem

sperai Angelus, verbi gratta, qui

me

con-

signatum accepit a Deo, pr


sit,

bis

qui bene ges-

certum

es/,

quia et culpare sperablt

10

pr

bis, (\ue

me non bene

gesta sunt.
Pro-

&.

ideo

ostentar! dicuntur contra solem.

cul dubio ut appareat

utrum per

meam

in-

oboedientiam an
cata commissa
15
sive
ali!

pw

illius

neglegentlam pec1)

snt,

per quae sive

Beelfegor 2)

cuilib<( idolo,

pr qualitate
si

scili-

c& peccandl consecrar&. Quod


meus, Angelum
hi,

princeps

dico, qui consignatus est rai-

non

defut,

sed commonuit de bons,

&
20
in
to,

locutus e< in corde meo, in eo dumtaxat, 3)

quo me conscientia revocabat a peccased ego, contemptis eius monitis

&
in

spre-

to conscientiae retinaculo,

praeceps

peccata pj-orupi. Duplicatibur mihi poena, vel p/'O

contcwptu monitoris, vel pr

facino-

25

re commissi.

Nec mreris

sane,

si

Angelo
iu-

dicimus venire

cum hominibus ad

(1)
(3)

Prima

dell

t
e

>

ave l'amanucnae scritto


soppressa.

che poi oppresse.

(3)

Corretto d< prima

mano

da:

demtaxat

<

La seconda

131

dicium, ciim Scriptura dcat

1):

Quia ipse
seniorbus

Uominiis ad iudicium veni&


populi
&,

cum

cum

prncipibus eius.

Ostentan-

do

tur ergo principes

&

si

in

illis

culpa

est, desi-

n*

ira

Dd

a populo.

Deb*

igitur acrior

nobis exso sollicitudo actuum nostronim,


sclentibuR

quod non solum nos ante

tribu-

nal Dei, sed pr actibus nostrs stabimus,

&

35

Angeli pr nobis nd iudicium deducuntwr tatn(|ua(


principes

&

duces

nostri.
:

Propterea enin

Scriptura dicj7 2)

Oboedite prepositis vestrs

& obtempcrate
40

eis in

omnibus,

ipsi

enim

pcfvigilnnt quasi rationem pr animabus


vestris reddituri.

Post haec refcrtur

quia

cum

vidssA:

Fines

flius

Eleazar,

fllii

Aaron

sacerdotis, Israhciitem

quendam

ntroire ad

mulierem Sfadianitem, rapto

sirnsmate
4f>

in

manu

sua, ingrcssus sit pro-

stibulum
derit.

utrumq/^ par ipsa pu/anda transfo-

&

pfo hoc,

inquit, dix>'/
iilii

Dnminus ad Moysen

Finics, fliius ElcaKar,

Aaron, sedavit

iracundiam

meam

3).

haec acdiflcaverunt

priorem populuw,

tibi

autcm quia Chrislo


manibus gladius

re-

60

demptus

es,

cui de

cor-

poralis ablatuH est


Sfirftiis, arripe

&

datus est gladius


si

hunc gladum. &

vides Isra-

Col.

hcliticum CUI. Madinniticis scwrtan-

tew mcrctricibus,

idest

cum

diaboli-

cis cogitationib)^< volimtatem, nolo

parcas, nolo dissimules, scd statim

p?>"cute,

statim perime. ipsa quoqtf/? vul-

vam,

idest secr&a naturae, dscutiacns

et penitrans, illum

ipsum peccati fomine ultra geso-

tem deaeca, ne
nera.
10

ultra concipjife,

&

maledicta peccatorum

bolis Israhelitica

castra contnmin&.

hoc enim

si

facias,

continuo scdabis

iracundiam Donimi. Pracvenisti enim


iudicii die!,
roris,

quid dies ire dicitur,


te

fu-

exterminato a

fomitcm pecmuliiu-

15

cati,

qui nunc

vulvam Madianites
ad

eris appellatur, securus venies


dicii dicra.

ideo surgentes oremus,

ut inveniamus

paratum sempcr

is-

tum
20

epiritiim,
ipsa,

per quem exterminentur


pecca-

&

semina

& conceptacula

(1)
(3)

jMia

III,

U.
-

(8)
H.

Tum.

XXV,

lO-l.

Eatbr. XIII, 17

132

torum, au propitiiiH

tat

nobis Dfcs

pw

veruoi

Fiiiiem dnminiim noslriim lexiim Chrts^um, cui est gloria in fuiciiH 8^e/<lorum.

Amen.

EXPLICIT OMELio
20

XX

INCIPiV OMjL/rt

XXI

DE EO QUOD SECUNDO POPULUS NUMERATUS Eni

Numerati
lo>;imii8
;-J0

qxnd
in

&

priore

quidom

lectione tem-

pore cxcluxi siimus,

ne aliquid ctiam de
Hecunda dinumerationc dicercm(^s.
.'i5

Scd conveniens
voi

ent

omissa
1).

excluM nunc credere

Igitur
e,i<

ppr prneccptuiii Domini primo numeratus


populua, 8cd
asciti,
illi

qui primo fuerant

recidorunt propter pt'rseveran-

4U

tiam delictorum.

Secundus nunc

populus, qui in lapsorum locum re-

diviva gcneratione snccessit, vocatur ad

numcrum, A quod de

iUis pri-

oribuR dictum non fuerat, de hi dicitur.

45

postca enim

quam per quibus

plebs,.

domusquc; ac famiiias collectus est nume-

nu

TAVOLA
S.

LII.TJII

(hwrnlario 1461: 68

Gregorii

Magni Moralia
OTTINO
IO e 62.
F.
I.

in

Job

S.

Columbani

Regula coenobialis
6.

G. VII. 16

Ms. di

ff.

29;J (colili
f.

ohe nel

set-.
il

XVI
n.

li

numer,
che mi-

Cic.

fragm., Bibl.

lobh., p. 21

e p. 177)

Il n.

25

(p. 6)

sogn l'ultimo
mirano 35

294, perch salt

248),

registrato nel detto Inventario

come Augustini Llbor

mm.

320X-*26.
i

Ogni pagina ha duo colonne, ha


Moralin di
8. fregorio,

Enchiridion

righi.

Contiene

in ole-

Ivi stesso, verso


distici

la

fine

della

prima colonna,

tre

gantissinio minuscolo carolino, con iniziali a colori.

e un e8.ametro di chiusa:

Al margine supcrionc del

f.

r.

Libcr

s',t)

Columf.

Obtulit ut

maneat sacrum per tempora munus.

bani de Bobio, senza alcun numero. Al w del


(293):

2f)4

Supplex ac humilis abba Agilnlfus acris

Iste liber est

Monachorum Congregationis

si

Donde
dedu<'^

risulta la data incirca del codice, a. 890,

cho

residentium in monasterio sancti Columbani de Bobio,


scriptua sub

da quella dell'abbato Agilulfo


HI,
62,

(cf.

G. Rossetti,
ricordato

numero 2h

dove

la cifra k,
nell'

come

di

Rcbin illmtraJo
in

dove

egli lo dice

consueto,
del

agghmta.
il

Ma

invece poi
portn
il

inventario

diplomi

degli
il

anni
c()dito,

893,

895,

896),
si

vero che

1461

nostro

codice

n.

68 (A. Peyron,

Agilulfo

nffii-He

wiisa che

dica che l'abbia

(I) .''i^'TiiTa

min

It-ttcrn, riiHchiiitii.

133

ritur

fatto egli spesso trascrivere


notizia,

ad ogni modo da questa


si

mentre con certezza

deduce

il

termine ad
il

Nell'altra

tivvola,
f.

LUI, presentasi un
41
r,

sjiggio

d^l

qnem,
qU),

si

pu

in

qualche

modo
il

sospettare

termine a

minuscolo tolto dal


(il

e riprodncesi

anche

l'Ofe

ed a credere che

nostro codice sia posteriore


carattere dell'offcrtiv,

Ut di Agilulfo accanto aW'ObtiiUt di Boniprando (dal


16)

alla

met del

sec.

IX.

11

non

cod. G. VII.

per dimostrarne

la

somiglianza

(').

identico,

ma

per altro simile a quello del

testo.

Osservo come VObtiiUt

di Agilulfo, se

anche

la

mano
le let-

ci significa

pur qualche cosa.


ai versi di ofTerta,

diversa, corrispondo per tipo, nonostivnte che

Ritorniamo
erano

per

dire

che

essi

tere siano pi minute, al resto del codice.

stati notati

da A. Peyron,

Ciccr. tYaffin. p.

177,

Per niffronto col carattere del nostro manoscritto


cito

e pubblicati da Ottino, pp. 9 - 10.

l'esempio spettante al
-

periodo

794-819, presso

Tav. LII. Nel saggio

tolto dal

f.

u campeggia la
il

Amdt

Tangl, tab. 48.


il

R, omatissima, a colori violaceo e rosso. Argenteo rigo


Ija

Probabilmente

nostro Codice s'incontra coi nn.

VERENTISSIMO e cos D iniziale di Dudum


f.

puro

tre

rr.

seguenti.

108-114
Il

(ed Becker, p. 66) del catalogo antico.


f.

in violaceo, rosso, ar-

nostro saggio tolto da

corrisponde a S.

genteo.

Grogori
4 spicca
:

M. Opera, ed. dei Maurini, Parisiis 1705,

Nel sjiggio tolto dal

il

nesso

NJ

in

col.
f.

1.

(Jligne

LXXV
f.

[Greg.
col.

I]

509 - 11) Quello tolto da

bianco, con ghirogori aurei

il

nero impiegato nello

4 u corrisponde,

ivi,

7.

(Migne

loc. cit.,
ivi,

515 -

6)

sfondo, per far meglio rilevare l'intreccio delle tenie.

Quello desunto da
(Migne, loc.
Il
cit.,

41 v corrisponde,

col. 73.

Auree sono

le lettere

T
E R

599.)
etc.

carme ObtulU

preso da

f.

294 (293)

v.

e cos pure

due

righi seguenti (multos

que-

TAVOLA
Fol.
1

LII,

verso

prima pars Moralium lob

1)

Libcr sano/i [Columbani de Bobio] 2)

R.
VERENTISSIMO
5 et

sancissimo fratri Lean-

dro coepisropo Gregorius servus servorura Dei.

Dudum
in

3),

frater beatissime,

Constantinopolitana urbe

10

cognoscens,

cum me

illic

Sedis Apo-

stolicae responsa constringerent,

&

te illuc iniuncta

pr causis Fidei

Vuisgotharum legatio pcrduxisset,

omne
15

in tuis aurbus,

quod mihi

de

me

diaplicebat, exposui.

Qwwm
sum

diu longeque conversionis gra</am


distuli, et

postquam

celesti

desiderio afflatus, saeculari habitu contegi melius putavi.

Ape-

20

riebatur enim mlhl iam de aeter-

(1)
(2)

Del Hec. XV.


Dulia aoltta

(3)

Sopra, d'altra

mano

antica:

<

Canio

>

mnno che usa

fare tali annotazioni.


nitatig

134

amore quod quererem,

8ed inolU

me

conouetudo devin[xerat

TAVOLA
Fol. 4

LH, 2
verso

Ik
T
ER MULT08 8EPE

queritur quia libri beati lob


Bcriptor habeatur. Et
ali!

1)

quidem
pro-

MoyBen,

alii

unum quemlibet ex

phetis Bcriptorem huius operis ftiisw

suspicantur. Quia

enim

in libro

Oe-

10

neseoB lobab de stirpe E^sau descendisae et Balae Alio

Beor

in

rognum

buo-

cessisse describitur,

hunc beatum lob

longe ante Moysi tempora extitisse


crediderunt,

morem

profecto sacri

15

eloquii nescientes, quia in superioribus


suis partibus

aolet

breviter longe pont secutura perstrfing^re

TAVOLA

LUI,

Fol. 41 recto

INCIPIT LIBER

.m.

BeatUB

lob ad mortem

petitus in temptati-

one, ad vitam crevit

ex verbere, et

antiquus hostis

unde

se

bona eius

aestimavit extinguere, inde doluit


multiplicasse.

Sed quia primo certaalia

mine se subcubuisse considerai, ad

se temptationum bella restaurai, et de saner

viro mala adhuc impudenter sperat

quia bona malus credere non potest


vei experta.
Esl

autem quae

in

prima eius per-

cussione praemissa sunt, iterum iubnecturtur

cum

dicitwr
<Uii

1):

Factum

est

cum quodam

die venissent

Dei et assisterent coram Domino,

(1)

Oneste pkrole a msj^glore chiarenm, vennero rpetnte da nna mano

(S) lab.

Il, 1

3.

dal ee.

XV.


Bpecta elu8, ut diceret

185

Unde

venissetqwc Satnn Inter eos et staret In con-

Dominus ad Satan

venis? Qui respondens alt: Circuivi terram

Fol. 294
Obtulit, ut

(293) verso

maneat sacrum per tempora raunus,


acris,

Supplex ac humilis abba Agllulfus


Chrisle
tibi

magnoqu

patroni

nempe Columbae

quo miserante lugo

floreat auxilio.

Divinis librum constat dogmatibns auctum

Exerat hinc pectus quique Deo militat


Sedulo

quem

volvens Chrislum petat ore modesto.

3
o.

vn.
la

16

1)

Folio di riguardo,

fotografia fu eseguita ante-

riormente all'incendio del 1904).


Obtulit

hunc librum

Boniprandus mente

libenti

Columbae, eximio

patri.

Qui legeris ergo

Die

veniam

largire Deus, merituwiqwe repende.

segue, di

mano

del sec.

XV

In hoc volumine inft-ascrtpta codtinentwr, \idelicet

Regula sanctl Columbani abbatis


Eitosdem instructiones
2) sive

sermones

3).

14.

Eiusdem ExortationcB.

Eiuxdem Exortatio de

penitentia.

TAVOLA
(

LIV,
21
)

Inventario

1461:

Pauli diaconi Expositio Regulae S. Benedicti, Epistola ad Karolum regem.


OTTINO
49
G. V. 4

Nitido ed elegante ms. di 200


in occasione dell'incendio,
i

ff.,

180X245,

che,

descriptus
d'altra

sub

numero 21

e al margine

inferiore,

ebbe

un po' danneggiati

mano

del sec.

XV
:

Iste liber est sancii

Co-

primi fogli

com' detto

nell'Inv. dei codd. super-

lumbani de Bobio

Non manca

sul

margine superiore

stiti.

Si tratta quasi
f.

unicamente di macchie d'acqua.


la solita annotazione:

anche

l'altra solita
il

nota

Liber

sctj

ma

vi

fti

Sul

1 r., al

margine superiore,

omesso

numero, perch

fatto inutile dall'altra notasi

Iste liber est


in

Monachorum Congregationis
eancti

resi-

ziono immediatamente vicina, dove,


di solito, aggiunto.

capisce,

come

dentum

moncw^mo

Columbani de Bobio,

(1) Cf. (3)

Ut. L.

(8)

Corretto dalla ricordata

mano

del ec.

XVi

<

Exortatlonea

Corretto da altra

mano

del aec.

XV:

epiUola

>.


La corrispondenza
col n. 21
dell'Inv.

186

1461 f gi

218.)

Questa epistola,

scritta

a nome dell'abbate Teuqualcne foglio,

notata da A. Peyron (Cic. fragm., Bibl. Bob., p. 35 e


p.

demaro, resta tronca, per


alla fine del
tata, p.
f.
1

la perdita di

210);
I,

dal
Il

Seebass
21

si

indica invece

il

n.

47 della
del 1461
b.

96 C alla parola vestimentum (edix. ci19).

parte
cosi:

n.

descritto nell'Inventario

512,

r.

Fol 197 r
:

200 r Cerimonie
in
la

Pauli dyaconi Expositio super Regnla

patris

liturgiche,

che terminano con

Hi atfectus
.

unum
prima

nostri Benedicti; Eiitsdem Epistola ad


in
fine
Il

Carolum regem,

coUecti citius ad

memoriam reducuntur Qui


8u questa
stessa

voluminis

mano
Poi.
1
r.

termina.

faccia

altre

mani

codice contiene:

Pauli diaconi
edizione
del

ExpoConidi
si

(sec. XII, sec.

XIV) aggiunsero duo

annotazioni.
al

sitio

Regule

8.

Benedicti.

Nella

E' un bel minuscolo, forse del sec. IX,


al sec.

non posteriore
si

cadere

mentarium Pauli Warnefridi^ procurata dai Monaci

ma

che ad ogni modo


ai

pu ascrivere
si

Monte Cassino, typis Abbatiae Montis


usufruirono tre codici
[8. XI],

Casini,

1880.

IX

X.
1

Chi ponga mente

due saggi, che

Cassinesi, n. 353 [sec. X],

352

raccolgono in questa tavola, trover che la mossa del

360

[L.

XII

in.],

ma non

il

nostro.

L. Traube,

minuscolo essendo sostanzialmente identica


tuttavia al n.
al n.

in

ambedue,

Textgeschichte der Regula S. Benedieti, Abhandl. d. bayer.

esso pende alla forma quadrata, mentre

Akad. 3

CI..'

XXI, parte

3,

p.

637 [1898], distin


,

2 rotondeggiante.

Ma

la struttura delle lettere

gue due

classi di mss. della Expositio

che egli ragCassinese

uguale nell'uno e nell'altro saggio.

gruppa rispettivamante attorso


853, e al presente
:

al citato cod.

Di questo ms. non ho trovato traccia nel Catalogo


antico,

cosi egli

si

allontana dalla tesi del

ma

ci

ancora non basta a provare che ad


molto

Sebass, che, a proposito del CapUulare monmsictmi di


cui ora diremo,
di

esso non alluda qualche indicazione

sommaria

poneva
il

il

codice presente in relaziono


;

e poco chiara. In ogni maniera questa

non pu essere

dipendenza verso

suddetto ms. Cassinese

la qual

cagione sufficiente per ritardare

l'et

del ms. al di l

tesi

ora stata gi proposta da L. Bethmann, Archiv X,

del limite che ad esso assegnano le caratteristiche paleografiche.

298 e 389, Cf.


1880. p. 98.
ras. al sec.

anche

E.

Winkelmann, N. Archiv V,
il

H Traube

attribuisce giustamente
r.

nostro

Come

l'Ottino (pp. 44-6) avverti,

il

foglio di guar-

IX.

Fol. 192

De

tacitumitate.

Fol. 192 v

dia, coU'ndice, la

pergamena

sulla quale trovasi

un

Capitulare monaMiatm, 817,

luglio 10, Aquisgrana, di

frammento della Catholica


blicai {Atti Accad.
in

di Probo, e che io gi
441),

pub-

Lodovico

il

Pio (Boretius,

Capilularia regum Francon.

Tot.

XIX,

ed ora riproduco

rum

I,

344 [Mtthlbacher, Reg. 2 edizione


il

651],

che

forma pi completa (Tav. XXXV).


Nei nostri saggi,
f.

hon elenca

nostro

ras.,

fra quelli

usufruiti.

Questo

1 r.,

in nero

il r.

Inciptf,

Capitulare dato anche dal ms. G. V. 38, dal 8eeba8s

colle lettere toccate in rosso, su sfondo giallo chiaro.

Ueber

ztoei

Turiner Hdd.

des

Capitulare

Monaaticum,

E' generalo nel nostro ms. l'uso di toccare con colori


le
iniziali,

N. Archiv

XIX

[1893], 217) gi rilevato,mentre deplora

e le maiuscule dei righi posti in evidenza.


r. 2,

che l'uno e
1

l'altro

ms. sia stato finora trascurato.

Fol.
in

La

iniziale 0, al

colorita in giallo, con tocchi


ai rr.

95 V Pauli diaconi: Epstola ad Karolum regum Tarn


(E.

rosso.
Incipit

Nel

fol.

195

Expliciunt
in

per epistolae

DUmmler,
il

Epifitolae aevi Carolini


lui

II,

le

lettere

sono

toccate o

rosso

50, che cita anche


sec.

nostro ms., da
:

creduto del
28:

in

giallo, o in violaceo.

ex.

cf.

Archiv IX, 610

N. Archiv V,

XIX,

Fol.
Iste liber est

recto
lustlne de Observantia Ordini sancti Benedicti

monachornm Congregationis sanc^e

residentium in monos/erjo 8cti Columbani de Bobio, scriptMS sub

numero

21.

Llber aancti Columbani de Bobio

INCtPIT EXPOSi<io PAULI DIACONI SUPer

REGULAE

Sancii

BENEDICTI ABBATIS.

OBSODLTA,
&
inclina

FILI,

PRECEPTA MAGISTRI
tui,

aurem

cordis

& ammonitionem
compie.

pii patris

libenter excipe,

&

eflBcaciter

M
|T]

Bea enim

siint ecclesinsticae dBci|>liiir.

Prima

phl-

sica, \desl naturalm. Seciiiida cthica, Ucit mornlis.

Tercia
/.</

10

logica idest racionalis.

Nam

phisica dorivatur ab eo qiiod

phisin. Phi8in grece, latine natura dicitur. Ethica

huU'm

derivatur ab eo quod
latine

est. etliin qtiippe

greco,

more dicuntur. Logica auto dirivatur ab eo qimd


cnim grece,
Jatine ratio dicitur.

est logoH. logos

15

Propter has ergo tres disciplina ccclesiasticas Salomon


sapientissimus om/iuni regum, tres libros cdidit

Primum

tibruni appcllavit Parabolam, secmidiim Eccicsinstcn, t^rtiu

Cautica Canticoruw. Primis

qinfloiii

liber coxvcnit parvulis

quia

in

co seni

1)

parvulos quasi

fliios alloqi(/t()-,

dicw/s: Audi,

fili

mi.

20 Unde &iam
fit,

in ipso libro frcquent<T incniio

malnrui rarniii

\dest

meretrcum, hereticor/n
atei

il

cetcraru/ bis similium.


in ipso

Secds

liber

bene congruit mniorih.s, quia

iam

maiores ammonontur vanitates mundi dospiccre. Undc


ipso liber

a vanitate inchoat
vanitntum

dicf/fs.

Vnnitas vanitatum dix/<


vanita.

Ek;-

26

clesiastes, vanitas

& omwia

Twtius vero
(2)

liber convcnit pwfoctis, eo qitod in eo libro


tristicla,

non adversa aut

sed Iota repperiunt//y. Istius cnim Salomonis orbcat*(.<i

dinoni tenens
plinae, dxit:

Beucdictus, no/ ignarus ecclesinsticae discio Ali, pra<?cepta magistri, idext aicut Salomon

BSCULTA,

30

in

primo suo

libro parvulos quasi tilios alloqt'/r, ita

&

ipso

in princpio sui libri

pnrvulum quani

flliuni

aWoqidtKi; dicendo

Iste liber bdI

snudi Coluofbani de Bobio

2
Fol. 195

vcrm

LXVII

Ut adeps non mittatur

in

pulmento octo dies anto Natale Domini

&

octo anto quadrage8ima^,


si

&

om*i tempore sexta feria.

LXVin
LXVIIII
5

Ut muffulao,
Ut

facultas fuerit, berbicinae dentur

volatilia in Nata/c

Domini

&

in

Pasca tribws diebus


si

si fuerit 3)

un

de qui voluerint cowimcdnnt tantum,


no[n] rcq'rantur per debtum.
rint abstinere, in ipsorffm
Si

vero nen

fuerit 3)

unde

autem abba aut monachi volue4) potesrate.

maneat

expliciunt capitula
incipit episma pauli diaconi

ad karolum reoem
religionis dojwno kaexi-

10

Propagatori ac defensori christane


.olo

Chr.s<i potentia rgui>i sapientissimo,

Theodemar

guus
tui

&

universus grex beati patris Benedicti subditM-s dominain

aetema

Donino

salute///.

Tarn per ep/s<olae seriem quamque

A per

sanclum virum Adelegarium episcopiim veslra famina suscipientes, magna


15

sumus exultatione
qwe nos^ram

gavisi,

duw

ve.s<ram sublimitatez/i domina!

regina, ve.s<rosq/e liberos sospites

valentesqwe esse

(1) (S)

L*
Ls

. .

. .

corretU In
ggiunt.

di

prlm

iniio.

(3) (*)

Corretto d

fnerint .,

Corretto da

mnent


cognovimus. Nec
inino[ri|

138

Anm

tripudio exultavim'M dui veilrarum

protelationem flnium victoriamqe de hostibxs triumphos tignovi-

mus. Auxit etiam nostrum

illares

gaudium, quia vestram excellentiam


agru/n studiose

de virtute
exoolere

in

virtotew succrescentew Dei

addiciitifcs (1),

ac monachorum religionem ad monachorMni

p^-ducere statum. Certuni est quia vos hoc factu beatiores


efflti&,

dui tale Dee nostro tnique beneplacituw munt/s


re,

offertls.

Qua de naw

quia eiusden patris nostri beati Benedlcti doctri-

et loculenta

exempla aliquos monachorum regtonis

illl-

us ves^rae cleme/jtiae informari placuit, iuxta pe^-ceptonem,

en vobwRegulam eiusdem beati patris de ipso codice,


le suis 8onc/8

quam

11

manibus exaravit, transcriptum direximus.


iustituta

In flnem

aut^m sacre eiusdem Regulae, Ymnos, qut aecundum

TAVOLA LV
(Inventarlo 1461:

88)

S.

Hieronymi Explanatio
OTTINO
48.

in

Danielem

a. V.

3.

Como ommariamente
dei codici superstiti, n. 42,

accennoasi
il

nell'Inventario

quello all'Apocalisse al

f.

47
di

r.
f.

ms. fu danneggiato,
I

ma
sctj

Sul margino superiore

r leggesi

Llber
:

non gravemente, dall'incendio.


dal fuoco;

primi

ff.

sono contorti
molto, sono
i

88 Columbani de Bobio
liber

e al margine inferiore

macchiati
ultimi
in
ff.

d'acqua,
In

ma non
il

Iste

est

Monachorum Congregatonis sancte


resi-

primi e

gli

generale

codice peraltro

Jnstine de Observantia Ordinis sancii Benedlcti

pu

dirsi

ancora

latato

abbastanza buono di con-

dentium
ficrptus

in

monastcrio
n.

sancti

Columbani de Bobio,
i

servazione.

sub

88.

Come

al solito,

due numeri sono

Misura 2G0X175
di

consta di

ff.

113, oltre ad
fine.

un

f.

aggiunti.
Il

guardia sul principio, ed uno sul

carattere

un

bel minuscolo carolino, di

forma

Sul verno del foglio di guardia anteriore, la consueta

minuta, della fine incirca del sec.


del sec.

IX

genericamente
corsiva. Alcune
;

mano

del sec.

XV

elenc gli opuscoli raccolti nel vodel

IX X.

Vi comparisce la
;

lume. Altra

mano

secolo

stesso

vi

fece

alcune

sono aperte

anche

la

aperta

la

aggiunte, che scrivo in coi-sivo.

la

hanno forme alquanto

sviluppate

e lontane

In hoc vlumine infrascripta continentur,

videlicet:
in

ormai da quelle proprie del


sicch,

tipo carolingico schietto,

Hieronymi presbiteri Traciatus Explanationum


niele propheta, videlicet

Da-

pur preferendo

la fine del

IX
il

secolo,

non parmi

decem visionnmeiusdempropkete.
Johannis Apo-

possibile escludere assolutamente

principio del sec. X.

Eiusdem Explanatio
stoli.

in libro Apocalipsis

Rappresentasi qui

il

f.

IO
in
-

recto,

che

contiene un

Eiusdem Epistola de Melchiaedech sacerdote.

brano del

Commentarium

Danielem
510.)

(Migne, PL.

Juliani Toletani episcopi Prognosticorum futuri seculi


libri tres.

XXV
r.

[S.

Hieronymi, V] 508
i

Quest'ultimo scrittore mor nel 690 (Migne,


427).
al
fol.
1

In rosso sono
16.

rr.

11-15, e cos l'iniziale

Q de

PL. XCVI,
Il

commento a Daniele comincia

r,

(1)

La

iilllaba

ci fa ajfgiunta di prima mano.

139

Fol. 10 recto
1

mitterent eoa in fornacem ign8 ardentem.

Non erga

fortuitu quos-

cumqwe
citu suo

ministrog p?rdidit Nabochodonosor, sed viros forte de toto exer-

A ad bella

promptissimos

1),

ut

non Bolum miracuto pertremescerA,

sed exercitug 2) sui

damna

sentire. Viri autem, ldes< Sedrac, Misac


3).

& Abde-

nago, ceciderunt in medio camini ignis ardentis conligati

Orande miraculum. Ligati

raittuntur in

fornacem et cadent
ligati sunt,

in

mevincto4),

dium

ignis praecipites.

Ardent vincuia quibu.t


tangit.

&

rom corpora timens fiamma non

Hucusque Hebrei legunt

media que sequuntur usque ad flnem Cantici trium puerorum


10
ico

in hebra-

non habentur, de quibus omnino praAeisse videamur,paucadicenda sunt

Benedictus

es,

domine Deus patrom nostrorum,

et lau-

dabilis, et gloriosum

nomen tuum
omnibus, que

in

saecula,

quia tu iustus es

in

fecisti nobis, et

universa opera tua vera, iudicia enim vera fecisti


75

iuxta omnia, quae induxisti super nos

5).

Quando

diversis

praemimMc

augustiis,

ex

toto cordis

hoc loqua-

mur

affectu et quicquid nobis accederit, iuste nos sus-

tinere fateamur, ut compleatur in nobis itlud

quod
ludae in omniet inique

scriptum

est:

exultaverunt et l&ae sunt

flliae

20

bus iudiciis

tuis,

Domine

6).

Peccavimus enim
1).

egimus recedentes

te

&

deliquimus in omnibus

Et certe tres pueri non peccaverant,


in

nec eius aetatis erant quando ducti sunt

Babylonem

ut propter

sua vitia punirentur. Ergo quomodo hic ex persona populi loquuntur, ale illud Apostoli 8)

legondum

est:

Non

enira

quod

volo,

hoc ago,

25

sed quod nolo, illud operor.

&

edera, que in

eodem

loco scripta sunt

Quontam, Domine, imminuti sumus plus quam omnes gentes & sumus humiles in universa terra hodie propter peccata noytra, et non est in tem-

pore hoc princeps


sacriflcium,

propheta

&

dux, neque holocaustum, neqwe

neque

oblatio, neqite

incensum, neque locus primitiarum


y).

80

coram
si

te,

t possimus invenire misericordiam


populi,

His versicuHs utendum


et

est,

quando ecclesiae propter peccata

sanctorum virorum

magistrorum, qui in Dei lege docti sunt, sustinent poenuriam

& quando
tio.

in

persecutionibus non offertur sacriflcium

&

obla-

Quidam hunc locum &

ad caelestem referunt Hierusalem

Capitulare Papiense

La pergamena

qui rappresentata,
alla

passata

dall' Ac-

Questa tavola desunta dalla riproduzione da

me

cademia delle Scienze

Biblioteca

Nazionale,

vi

data nell'articolo Frammento di un codice di Costituzioni


imperiali, Atti Accad. di Torino

peri vittima dell'incendio.

XIX, 1883, pp, 207-9.

(1)
(2)

Le

lettere < bb
f

>

furono di prima
di

mano aggiunte

nell'interlinea.

(6) (7) (8)

P.

La

>

aggiunta

prima mano.
in nesso.

(8)
(4) (6)

Dan. Ili, 23. Le lettere nt Bono Dan. Ili, 26-28.

(9)

XCVI, IH. Dan. Ili, 29. Rom. VII, 19. Dan. Ili, 37.


La
Leges
faccia fotografata

140

1,

contione

la

fine

( 14) del

320,

Hann.

1883; JU.G.H,

Leges

I,

233,

12-8

Capitulare
I,

Papiense dire Lotario, febbraio 832 (M.G.H,


;

delle Constitiitionei Olontiemes) [MUhlbacher 984]


II

362

A. Boretiua et V.
II,

Knvuse,

Ccijritnlarm

minuscolo trasenrato, corrente; alcune


rari gli

g sono
corsivi,

regum Prancorum
e di seguito viene
il

62,

Hann. 1897) f MUhlbacher 997)

aperte; non vi sono molto


L'attribuisco al sec.

elementi

principio o preambolo, e i 1-2 della


dell'a.

IX

ex.,

senza

voler escludere

Conccmin getifralw

823

(?),

(Boretius,

(npUularm

sec

in.

in cui US

commitatu stare

debA.,

si

vero necessitas

itineris

altquom

conpullerit aut infirmitas gravis secunduni Capitulars genitori


no<ri faciat,

q/wd

si

que

alitar fecerit, inani et

vacoug appareat.

Placuit

nob

ut liec capilitla

que exerpsimus de Capitulis sanclB

memoriffi avi nos/ri Karoli ac

domnt A

genitori nostri Hludovvici

imp^ra^oris ab omnibiix aancle


B8tentib{M pr lege teneantMr

Dd Ecclesia) A nosMa fldelibus in regno Italise


&
observentur

con-

&

quicumqt; horum Ca-

pituloruiH contcmptor exist&erit, sexaginta solidorum raultam

compona^, sic/

in CaptVuZ/.s p-<?dictl

domni' avioni

noxM

Karoli cont inetur

anno
Capilula.

1)

V/um
hoc

enm

In

tam narvo

spatlo tomporis, iuxta

quod potuimus

tota intcntione laborare studuimus, qualiter salvatio


In

noxln Aipsius regni maneat

futurum, &ara hoc nobis desiderium

sit

qnerere qualiter nos erga vos ben volos ostendam'/s, generaliter


cuncts
eccl'?.sii8

ad

Ilbcrls pcrsonis

ad consolationem eorura
fldelitatem

A ad iUorum

16

bonam voluntatcm corroborandam *


8cM<

eorum
benefl-

sempcr erga nos servaverint conservandam, volumtM hoc


sibi

cium prestare, ut cuiuscumqti servus libcram feminam


consentiente in coniugio copulaverit,
&.

ea

Infra anni spatiuni

ad vindictam 20

traditi

non

fuerint, sicutl lex taics

personas nostro
ut in potes-

fisco sotiat, Ita

nos nostra liberatitate

concedinit(.<!,

tate

servitio domini lllius cuius servila fuit

ambo

rever-

tantur. QII. Slmiliter concedere


p<?rson8, ut nullus

volumus cunctis

llberis

iudex publicus seu minietri public!

eoB centra legem audeat pignorare in bovibus

TAVOLA LVI
(Inventario

LVII

1461: i30)

S.

Benedicti Regula;

Hymni
et
OTTINO
67.

et cantica; S.

Columbani

Regula

Instructiones
G. V.
.38

Ms. di
al line.

ff.

130, oltre a
ce.

due carte

di guardia, mutilo

Sulla carta di risguardo anteriore, c'

il

consueto indice:

Misura

superstiti, n. 61,

20X15. Nell'Inventario dei codd. indicato come quasi illeso .

In

hoc volumine

infraacripta continentur:

Regula
et

beatissimi patria nostri Benedicti abbatis,

Hymni

(1)

D'altre

mano non

certo po8terior di molto.


Cantica propria et
f.

141

aggiunta sul margine inferiore del


f.

pomuniB. La

<Repriila
f.

principia al
r,
il

r,

se presenta

s'inizia la raccoltA degli Inni al

46

primo

uno spiccato carattere


maggiore correntezza

d'arcaicit, ci

dipende dalla

dei quali
1,

FU

porta Christi (Chevalier, Reper, hymn.


Fol. 77 r Capitolare di

dello scritto.

379, n. 6346).

Lodovico

il

Quanto

all'et

del

codice,

non

si

pu accettare,

Pio, 817 luglio 10,

cquisgrana (Boretiua, Capitidaria


I,

por qu38to ms., la data del sec. XII proposta dall'Ottino.

regum Franconm

344, n.

170 [MUhlbacher,

Reg.

Esso piuttosto da
al

attribuirsi alla
cf.
il

Une del
3.

sec.

IX o

Kar. 2 ed., 661], che nell'elenco dei mss., p. 343, non


ricorda
il

principio del X;
il

ms. G. V.

Probabilmente

nostro.)

Fol. 81 r

Regula

8.

Columbani

non questo

codice ricordato nell'antico Catalogo,


n.

(Mlgne, PL.

LXXX,

209)
.

Fol. 90 r Fol.

Eiusdem Serr

ed. Becker, p. 68,

322, che

sembra piuttosto ac-

inones sive Instructiones

125

Eiusdem
cit.,

cennare a G. VII. 16.

Liher de Pocnitentia Penitentia vera (Migne, voi.


223).

La

postilla al
sec,

f.

64

v,
Il

a giudicarne

dal carattere,

sembra del
il

X-XI.

eh. dott. Bannister, che vide

Sull'ultima carta di guardia, trovansi alcune annotazioni liturgiche, di

ms., lo giudic del sec. XI, in base alle note musicali.


notizia

mano
:

del sec.

XIV.

Questa

mi

fu

comunicata,

col

permesso del

Al

f.

r la solita nota
,

Iste liber est

scriptus
Il

Banhister,

da mons. Legrelle, della Biblioteca Vaticana.


si

sub numero 180

dove

la

cifra

aggiunta.

n.

Questa data

riferisce

naturalmente

alle

postille,

130, che naturalmente quello dell'Inv. 1461, ricom-

non

al

resto del codice.


I

parisce anche al margine superiore di


ron, Cic. Fragm., Bibl. Bob., p. 36).

f.

r. (cf.

Peyi

Si
rr.

danno
1-3; al

seguenti saggi.
r.

Fol.

1
r.

r.

In rosso sono
il

l'iniziale

A. Al

18

comma
e

Di questo ms.
gnato G. VII. 16
si

si

tocc

discorrendo

dell'altro

se-

aggiunto di mano un p' pi tarda, come la postilla

(t.L).

Aggiwngo qui che

del ms. presente

divisio

sul

margine estemo:

postilla

comma

occup, in parte su mia comunicaziane,

W. Gund-

sono

in rosso. Ossei'vo

che manca la nota

liber sctj

lach, Veber die Colnmban^Briefe,


p.

N. Archiv,XV, 1890,
I,

Bobio

Fol. 64 v.

Termina

l'inno

Rex

gloriose

60

e In EpUtolae Merowingtci et Karolini aevi,


l'epist..

martyrum corona confitentinm qui respuentes (Chevalier,

164, pubblicando
di S.

Cmto iiam de moribus

(p.

180-2)

Repertorium

I,

476, n. 17 462), e comincia l'inno


(ivi
I,

Colombano.

Dewi tttorum militum


Regula

272, n. 4534). In

questo

Questo ms. della

di 8. Benedetto

non

fu

f.

sono

in

rosso le iniziali H, Q,
r,

(rr.

1,
r.

10, 21) e la

usufruito n dal p. R. MittelmUller {Vita et Regula SS.


P. Benedicti, Ratisbonae 1880, p.

didiscalia

16.

Fol. 90

r.

In rosso al

2 le parole
).

XII -XIV), n poscia

DE,
r.

rr.

18 (INCIPIT), 20
al

NITATI8

Fol. 72

da E. WOlfflin (Benedicti Regula Monachorum, Lipsiae


Teubner, 1895).
Il

La
(rr.

primo rigo

in rosso, e cos la iniziale

B
regolare
;

10,

18) e le lettere

AN

ITEM ALIA, ALIA,

codice scritto in bel minuscolo,

la

UT SUPRA.

TAVOLA
Fol.
1

LVI,
recto

Iste liber est

Monachorum Congregatonis sancte

lustine de Ob-

servantia Ordiwis
aancti Benedicti residentium in laoBOsterio sancii Columbani

de Bobio scriptus

sub numero

130

1)

NOMINE DomiNI Nomi TJFsU CHRts. INCIPIT PROLOGUS REGULAE PATRIS EXIMII BEATISSIMI BENEDICTI ABBATI.
Ausculta
2),

Ali,

praecepta magistri

&

inclina au-

re cordis tui

& admonitionem

pii patria

libenter

(1)

P$.

XLIV,

11.

(2)

DI mano del secolo XV,

142

excipe

&

elficacit*'-

compie, ut ad

eum

yit'r

oboedi-

10

entae labore redeas. a quo per iiiohedioentiae desidia?!


recesseras.

Ad

te

ergo nunc incus sermo

dirigit((r,

quisquis abrenuntias propriis voluntMibws,

domino

Chris/o, vero regi, militaturus, oboedientiae sum-

ma
16

alqiir praeclara arfia assumis, in primis ut


p<?rflcl

qulcquid agendu) inchoiis bonuw, ab eo


stantissima oratione deponcas
in filior'w
ut,

in-

quia nos iam

dignatus es< in numero computare, non


fil'O"

debA aliquando t

exhorodA. sed nec ut


malia nos<ris, ut nequis-

metuendus iSnminnn
20

iratiis

simoH servos po-petua! tradat ad poenam, qui


sequi noluerint ad gloriam.

eum

Exurgamus ergo
1)

tandem aliquando, excitante nos Scriptura


ac dioente: bora est

iam nos de sommo surgere


ad driflcum lumen, attoniti

&
2b

appi'tis ocuiis nos^ris

aurhus audamus, divina cotiuie clamans

t de malis actibus nosfria contristari, ita enfm et omni '.erapore

de bonis suis

in nobis

parendMm

est, ut

non solum iratus pater

suos aliquando

Di fronte

al

r.

21 la postilla, al margine esterno:

divisto.

2
Fol. 64

verso

Bi sunt quos retinens mundus inhorruit


iterili flre

2),

ipsura

nam

per aridum spreverit penitus teque

secati sunt rex Chrtste

bone

caelitus.

Hi pr

te furias

atque ferotium calcarunt

hominum

saevaqwe verbera.
la,

cessit bis lacerans fortiter ungu-

nec carpsit penetralia.

Caeduntur gladiis more bidentiun, non murmur


resonat non querimonia, sed corde tacito

mens bene conscia conservat

patientiam.

Quae vox quae

poterit lingua retcxere,

quae tu
flu-

martyribus munera praeparas. rubri

nam

ido sanguine laurei dtantur benefulgidis

Tetrina Deitas una quae poscraus ut culpas abluas,

noxia subtraiias, des pacem famulis, nos quoque


gloriam per cuncta
tibi secula.

Amen.

YMNUS UNIUS MARTIRIS.


Deus tuorum militum
sors

A corona

praemii

laudes canentes martyris absolve nexu criminis 3)

Hic nempe mundi gaudia

4)

blandimenta nOxia

caduca rite deputans pervenit ad caelestia


Poenas cucurrit
fortiter

sustullit viriliter

protere fundens sangunem

a&ema dona

possidA

(1)

<2)
(3)

Bom. XIII, 11. La h . * aggiunta. Le lettere minis > al

(*)

D' prima mano questa parola fn ritoccata e

le lettere

dia

fUrano

apposte nell'interiinea.
fine del rigo seguente.

143

noto, mu8icali:

Al margine interno la postilla, con

quam

vcnerandiia

C8 egregie confessor Chrfs^i,

qui terrena contempsisti


&.

cacli ianua exul-

tans p^isti,

modo

Victor

fulgens in virtute caelesti,

ideoque supplices
ut inter-

exoramus

codas pr nobis ad
Deittn nostrum.

dominum

TAVOLA
Fol. 90

LVII,
recto

faciam voluntatem

meam, sed

voluntatent eius qui

me

misit Patria.

DE PERFECTIONE MONACHI.
consorMoq^r multorum, ab
alio patien-

X.

jY/lonachus immonasterio vlvat, sub unius


disciplina patria

ut

ab

alio discat humiltatem,

tiam.

Unus eum

silentium, alter doceat

maniu-

suetudine!, non faciat quod vuit, comedat qrtod

bAur. habcat quantum acceperit. Operis sui

pensunt persolvat, subiciat/- cui non


10

vult.

Lassus

ad stratum veniat

1),

ambulansqf( dormit*.

nec duo exple&o somno surgere cowpellatur.


passus iniuram taceat, praepositum monasteri!

timoat ut domtnfem, diligat ut parentem.


sibi

credat
15

hoc esse salutare quicquid

ille

proeceperit, nec de maioris sententia iudic&,

cuius

offltii

est oboedire

&

implere quae lus-

sa sunt, diconte Moysi: audl Israel

& ca&era.

FINt7

REQULA

INCIPIT INSTRUCTIO SanCll

20

COLUMBANI ABBATIS AD JIONACHOS DE SEDE. IN NOMINE SanCffi TRINITATIS LIBER EPISTOLARUM SanCtl
INCIPIT

COLUMBAE ABBATIS

TAVOLA
Fol. 72

LVII, 2
recto

AStiphona
intercessio
elis

Omnipotens Deus, supplices

te

rogamus,

& pttimus

ut

archangelorum

sit

pr nobis ad Domt'nura, MichaRafaelis, ut digni olferamus,

&

Oabrieh's, pariterque hostias

&.

Domino
5

ad

altare,

& appareamus

ante Salvatorem
et

per Intercessi onem novem ordnum angelorum, Throni


minationes, Prncipatus

Do-

&

Potestates,

Quemchcrubin

2)

&

Scraphin, ut ipsi intercedant pr nohis, qui non cessant cla-

mare semper Sanctus, Sanctus, Sanctus Domtnus Deus exercituum rexlsme/,

.1)

La

corraione d*

<

e>.

(3)

La

<

>

t inaerta.

144

qui

re^as

sine fine, dijrnare famulo tuos hodie exaudire. Aeiuin.

10 A.Vliphona.

Benedicat vos trina maiestaa

Do);i/ni,

benediin

ITEM ALIA

cat vos Sp*>-i7ms

Sanclm, qui

in spetiae

columbe

lordane fluvio super


est

Chrislum requievit. Ule vos benedicat, qui de caelo dignatus


desoendere
nedicat
in terris,

de suo 8a/>c/o sanguine nos redemit. Beintroitum vextrum. Meluia.

Dnminua sacerdotium vcstrum &

15 AlfUphona.

Dimite nobJs Dowjne debita nostra, sicut

&

nos

ALIA

dlmitirous debtorib^ts noxWs,

&

ne nos inducas

in

temptationem,

sed libera nos ab omni malo.

AStiphonn.
dixisti
:

ITEM ALIA. Benedic Domine domum iatam & omnea


Benedic DoHitne timentes

habitantes in ea, quia tu


te,

Domine

pax huic domui.

pusillis

20

cum

maiorbtes. Benedieti vos

a Dono qui
in

fecit caelun

A tcrram

A.'bltiphona.

Timor & tremor venit

Nlnivem

civitatc!.

ITEM UT SUPRA

Vini

TAVOLA
{

LVIIl.LIX
1461:
151
)

Inventario

lonae Vita

S.

Columbani
OTTINO
41

et

discipulorum eius

F. IV. 26

Ma. di

ff.

25, oltre

a un

f.

di

guardia

al principio,

offert,

salvari deprecans raunere vestro.

con liturgia musicata del


al

sec.

XIV, e

altro

riguardo

Sul
incirca.

f.

126 alcune notazioni sui salmi, del sec.

Une

mm. 200

275

25 righi per pagina. Secondo


codd.
suparst.,
;

che detto
ms.
rest

ncll'Inv.

dei

il

presente
si

Per

l'identificazione cf.

Peyron, Oc. Fragm., Bibl.

quasi illeso

nell'incendio

appena

pu

Bob., p. 42, dov' riportata la descrizione di questo ms.


fatta nell'Inventario del 1461.
Il

rilevare qui e col qualche leggiera

macchia d'acqua.

Al

f.

r:

Liber

sctj

151 Columbani de Bobio

minuscolo di

questo

ms.

non elegante,

ma

tosto comincia:

Incipit prefatio in Vita seti

Co-

regolare, rotondeggiante.
tale rustico, in rubrica. I
I

Le

didascalie sono in

capi-

lumbani abbatis.

Domm

e.vimm

che

la lettera di

quaderni sono numerati (da


f.

Giona a Waldeberto e a Bobuleno.


in eius festivitate

Fo. 35 Versus

a XV)

sul

margine

inferiore dell'ultimo
Il

di ciascuno,

ad mensam canendi Clara fiacerdm

colla semplice cifra.

libro tutto

d'una mano.

(Chevalier, Repert. hymnol.l, 199, n. 3335).

Fol. 36 v
.
.

Per
pitale

altro la dedica, col

nome

di Amalefredo, in cadi

Vita

S.

Athalae
S.

Fol. 42 r

Vita S. Bertulfi
Fol.

Fol.

rustico

poco accurato,

stentata imitazione,

49 V

Vita

Eustasii .

58

Miracula

pare aggiunta d'altra mano.


B.
vitae

Evoracensia

(Faremoutiers).

Fol. 70 u

Versus de
I,

Krusch (Passiones IV, 43

del

medesimo

lonae

Bobuleno, Atticorum ex genere^ {Biblioth. hagiogr.


n.

206,

sanctorum Columbani, Vedasti, Johannis, Hanno1905,


p.

1387
Vita

Dtlmmler, N. Archiv X,
Galli auctore Walafrido
di risguardo
finale),

334-.5).

Fol. 72 r

verae et Lipsiae

104),

mentre

descrive

il

S.

Stmbone.

f.

Sul
del
v.

manoscritto, lo attribuisce al secolo


Lavsrlor,

in.

H. Jackson

f.

126 r

(f.

tratto

musicato
sul
in

The mss.
of the R.
6,)

of the

Vita

S.

Columbani {TranSect.

sec. .XII., cose liturgiche

che proseguono

126

saction
I,

Irish Acad.,

XXXII,

C, part

testo

finisce al

f.

125 r colla didascalia

rubrica:
Galli .

pp. 55 -

parla di questo codice, seguendo Ottino


egli

Explicit liber secundus


i

de

miraculis

sci

e Krusch,
al

giacch

non

lo
al

vide.

L'attribuzione

Seguono

versi d'offerta
tibi.

secolo

in.,

piuttosto

secolo

IX

X
sia

paro

Aoterni genitrix regis

Virgo Maria,

accettabile.

Presumo che questo manoscritto


313 o col
n.

da

hunc Amalefredus

libruni m,nctoque

Columbae

identificarsi o col n.

571

del

Catalogo

145

Il

ntico, (p. 68 e p. 72, dell'cd. Becker),

dove

ni rlrtrdi,

tratto:
'A'

Explicat
r.

Galli .

Il

testo

corrisponde

Bons'altra particolarit
OffrcRi nella tavola

una
LVIII
in

vita S. Cnliimbani .
la riprnilnxiniic dei
fT.

alle pp.

25

.'ta? r.

4 di Krusch.

La

sottoscrizione

20 v

Anale, eii) l'ofTerta di Amalofrcdo (riferita


p. 48)

da Kiiisch, un tempo
tuttavia la

e 101

r.

Nel primo Raggio


ai rr. 8-9
;

roHo la didaRcalia

DE
fi,

10,

in nero. Essa non fn

scritta

ari

ALlTUilf
11, 18,

parecchie

iniziali (rr. 1, 3,

col resto, e proviene


si

da mano

differente,

16, 20, 22, 25)

nono toccate

in
r.

rosso.

Il

testo
r.

deve Mtenere come quasi contemporanea.


Anch( in questo caso;

Nta presso Krascli, ed. 1905, pp. 210

8-211,
ai rr.

22.

come

in altri

che abbiamo

Fol. 101 r: sono in rosso


in

numeri

1-11;
14.
Il

avuto occasione di mettere


tore
il

in vista In addietro, l'offcr-

rosso

rr.

12-lfl, nonch l'inirJnle

al

r.

non dice

alTatto di

avere egli stesso fatto scrivere

tosto corrisponde alt'edKono cunitn dal


nioneJt

Krusch

(/Vjj-

codice.
Il

IV, 812

r.

20

18,

r.

70).
Iff,

minuscolo nello riproduzioni del


presso a poco identico.

ff.

29

t),

58 r

Nell'altra tavola,

LIX, prescntnnsi

58 r e 125

r.

riloviisi

Ma

esso ha gi subito

Nel primo saggio sono


pliclt della

in rosso, nei rr.


l'incipit

14-17,
dei

l'ex-

una qualche trasformazione, facendosi meno accarezzate


e
pili

Vita
11

S.

Eimtnsu e

Mracuin

rapido, noi
piti

f.

101 r

;
f.

questii

mutazione apparisce
cio nell'ultima pa-

EliomcctiMa,

testo loggesi presso

Krusch, ed. 1905,


in

assai

accentuata nel

126

r,

pp. 129 - 80.

Nel secondo saggio

rosso

(rr.

21-2)

gina del manoscritto.

TAVOLA
Fol. 29

LVIII,

virm

construxf/.

Tantum vlrum

D/'l

gratin rcdnnrtnvlt, ut quos-

cmnqiw

sncravit In boni ciiltns pcrHevcrrtntla, dlcH


Illiul

supproma Invcnit
ut quos

oppldiim Iure dlctuw hH

do industria monult, gavlsl sunt so postca

inpunitntcni mcniIsHO.
ftiltus

Noe

Ininerlto tAntl viri

ndmlnicului pnrto grn</ne potltus cxl siipplcmrwti

qui

el oImj< doctrlnls

Inncxus nolult a lustro vltne

tra-

DB .SUSCRPTIONE THEODEllrrTI ET BRIGANTIAE 8ES.SI0NK OENTlUQe<! CORREPTIONE ET ADVENTU ALITUAT


mite deviare.
10 Exir ad Thcodcbertu vcnlt. Quei cuni Tlicodobcrt.i
vldlsaot,

ovans ruIs gcdibs rcceplt. lam

cnli*i

multi

frn/rm post nu' ex Liixovlo venerant, quos volut ex hostlum


pi'rtflda

reclpiebat, polllcltusq/r exl Thcolebcrt.s so reperir

Intra suos tcrmlnos

loca venusta et fnmulls

Dd

ab omnI

15 oportunltate cowprua, proxlmnqe ad pYTrdlcndum natlones iindlqfm habori.


cltatloniB tuo
falsItAtls

Ad

liaec vlr

Dd

Inqult:

So

1) polll-

ndminiculum

p-/7(?l>eri,

et vademonlo.

noxa no opponeretr, quantispo- o moraturum


si

ac probaturu

in

cordlbw gentlutw vlcinarun? fidew serere


In parto

20 valeat. Dedit ergo rex obtlonen qHnmcuwiqwc

volulsset experim<T/t.o quaercre locuwi, quei favor

omnium

rod-

debat laudabile! Intra Ocrmanlae termlnos,


vicino

Reno tamen
nuciipa-

opidum ollm dirutum, que BriBantla

bant Sed quid tunc vlr Dd,

dum

per Reni alveun navlgaret

Accanto
si

al

r.

17 la postilla

fpont^iotiiis .

che

accanto

al r. 21
:

la postilla

usnm

che

si

riferisce

richiama alla parola

vademonlo

del

testo.

alla parola

cxperimcttto

(1)

Errore pen

SI .

14?

2
Fol. 101 rcctn
1

Qui medela medici

peclltnntl

Hubventum

Il

XXXVI
XXXVIll
conversa

Puolla A nstlvItAte caec Inluminnta

XXXVII

Inflmi'M pulvere Mrcofagl et oJco recreatin

ManuR arida puellae

retltuta

XXXVIIII
In lapide!

6 Oaera qtiam ruotlcuB ab ecclesia abntullt

XL

Mutus

iinus officio muneratiis

XLI
XLII XLII
1)

Puer contractus a

debilitate liboratiis

Paralitica sanitntl restltuta

IO Cacca Inluminnta

XLIIII

Candela celltus incensa

XLV

2)

Scottus a multipli debilitato curntus o concluslo operis

XLVI 8)

RXPLICAT GKVUula LIBRI ,, 3) 1NC1P( LIBer 8ECUNDU8 Do MlracuIlR SniiGll GALLI CONFE8SORI8
16 iy*eHt8 beatissimi Galli cottidie per ml-

raculorum slgna radinntlb et

lonf;a lataeque

clrcunipositoriim aiircs fnmno suno diilcedine mulcontibtis,

cum lam

post transitnm olus anni qtta-

drflfilnta fttissent evoluti,

vonlt Otuvlnus 4)pBrpriioditus,

aO tu eoruiidcnt potoHtnte
et ira Intolornbili

cui exorcitu

magno

concitatus, dovastavit

non

minimax partom

pagi, qr)d lntrBonto fluvlo Durtorri-

govi 5) nomlnat'ir. Constationso f\\tw\He

torium et Dononsis pagi conHnla dopopiilari 35 cocpit et igni siicccndere. Vlros qulcumque

TAVOLA
Fol.
f)8

LIX,
recto

dierum sanaret. Intcrrogatusq>< Inter poone incendia per


viaioncn nocturna,
viori
si

quadrnginta dierum spatio

le-

poona curari

velit,

an triginta ferventlori

Incendio purgntus, vitnm beata! ftinctus, caelos pene-

traret, rcspondit

ille,

meliiis esse

quamvis durs

in

brcvibK.i subiaccre flngellls,

quam

lenloribM.1 longius con-

sumi poenis. Explovit ergo provisa! atqM electam corporls

poenam, trccsimo die omnIhM valedicff tristemqwe

remanentib'M promissu) depromit, suum exitum eadem esse


10
die denuntiat viaticoq^e suntpto,

animam

caelo reddldlt

solum desiderum supers


religionisqtte

te

patemunt regimen viventibtu

exeniplum

dimisit. Ipso euni Victoria parte

ope ctherea penetravit regna, duce ChnXo, cnius est


virtus

honor, per

omnia secula secMlorwm amen. EXPIOAT VITA

15

BEATI EU8TASII ABBATI8.

INCIPIUNT MIRACULA

(1) (S) (8)

L'aUlma

agglnnta

di

primn msnn.

che poi
(4)

I loro.

In parte tu rasura.

La

u > correxione

di

Parala rasa. Forte ra (tato sorUto erroneamente

primi

>

parola

(6)

Corretto di prima

mano

dai

dnrfaTlm

147

VIRTUTUw QUAR IN MONVi^inST-vlO lAORAOIS MlJl.AIUS SIJIS OSTENDERE DlttNATUS RST. TV if erainisse lectorem velim me superius fuise pollicitu)/)

l)o(/Nu8 FA-

de coenubio supra memorAte

20

Burgundofare. qod Evoriacas vocatit, quodqiw ex regula


beati

Columbani omni intentione

et devotione

construxerat, quanta et qualia inibi rerum Sator oh

ramularum Huarur hortamina dignatU8


strare miracuia.

est

demon-

Cum

lam, duce Christo, multaruni puellarum

26

8eci adunata sub repulari teneret disciplina cohortew,

Fol 125 recto


[dosar] viens hacten conversatur.

Haec de copiossima segete


memorie horreis grana

beati Galli virtutum

libui|t

com]mcndare

et no.s/rs et aliorum pastibes prr)futur[a]. Poterunt

enim haec plurmui

diligentibv.s u.stitiani aedi-

flcationis conferre, quia et

morui honestateni
ita saiic^os

insinuant et

ad laudem Domini, qui

suos

gloriflcat, devoti lectoris

animum

vel au-

ditors inflammant. Ceterunj tot et tanta sunt

10

eiusde! sancii patrs miracuia, ut noe a studiosis


scriptoribws proptcr copiam sui possint comprehendi,

nec a

fastidiosi lectoribs sine taedio et

rugata

fronte percurri.

Ea vero que

buio operi tantum

inserta sunt, quae et veratium relatione testiui

15

veritate custodiant et

moderata brevitate
utilia nausiants

nuUius quamvis etiam

men-

tem

offendant.

Obsecramws

itaqiie te, beate Galle,

confessor, ut sicut sanitatem

corporum meritis

tuis multis te contulisse retulim!<s, ita nos^ris

20

mentibws divine miserationis medelam implorare dlgneris.

EXPLICAT LIBER
SaCrt GALLI.

SECUNDUS DE MIRACULIS

AETERNI GENITRIX REGIS, TIRI, VIRGO MARIA, HUNC AMALFREDUS LIBRUm SanC^OQwc COLUMBAE
25

OFFERT, SALVARI DEPraeCANS, MUNERE VeslBO

TAVOLA L

X,

LXT

(Inventario 1461: 150)

lonae Vita

S.

Columbani
OTTINO
38.

et

discipulorum eius

F. IV. 12

M88, di
Cic.

ff.

117;

mm. 290X22.5. Ne
p. 220.

parl Peyron,
tro

Sopra
:

il

f.

di riguardo anteriore si legge fra

l'al-

Fragm.

p.

42 e

Dall'incendio rest quasi

<

Anno Domini MDCXXX-" domnus Stephanus


celebri

integro, sicch nell'Inv. dei codd. superstiti, n. 29, ne

Martin religiosus in

abbatia
:

sancti

Petri do

detto

un

po' danneggiato in principio ed in fine

Luxovio

et

Gulielmus (Krusch lesse

Guilelmus) Valot


presbytcr,
oius

148

rome,

dirti

Lnxovii

familiaris

in

p.

66; ed. 1905,


al
f.

p.

152)

sulla nascita
finisce
8.

del Santo.

Bohinin

exproKse pc^regiinati sunt, ut corpus einsdem


inviserent. Hur- aiiteni apulerunt die

quindi
cia, col

iierfio,

mentre
di

quel carme, comin-

Coinmbani

domi-

titolo,

la

vita

Colombano. Riproduco
;

nica undecima

mensis

octobris,

anno ut supra.

quest! facciata

(Krusch.

pp. 66 - 67

ed.

1905,

pp.

Felix LnxoviuR servans documenta


faelicior

Columbae
.

152

.H),

in cui gli ultimi sei righi

(da

Explicit ) sono

Bobium corpori ossa tenens


foglio

in rosso.

Nel carme sono


1,
5i,

in rosso le iniziali

A, 8, A,

Sul

primo

non numerato
si

(ora

macchiato
al

ai rr.

6,

8.

d'acqua, specialmente sui margini)

legge,

mar,

Fol. 4 r
zialo

La

facciata occupata dalla


d. dalle lettere
.

grande

ini-

gine superiore:
il

Liber 150
f.

sctj

Columbani de Bobio
:

R
:

contornata a

che finiscono la

che

si

ripete al

r.

al

margine inferiore
sancte

Iste

parola
txrso,

UTILANTEnt
:

il

testo

segue alla faccia

liber est

monachorum Congregationis

Justine
in

con

atque eximio fulgore micantem

il

che

de Observatia Ordinis aneti Benedirti residentium


monasterio sancti

costituisce
p.
f.

il

principio A^Wa, praefatio libri primi {Krusch,


p.

Columbani de Bobio, scriptns sub


in

65; ed. del 1905,

151). Al

margine superiore
:

di

numero
stessa
ron,

l.^O.

numeri,

ambedue

casi,
il

furono dalla

4 r c' la consueta indicazione


.

Liber

sctj

64

mano

aggiunti, e ci secondo
Bibl.

solito (cf.

Peyf.

Columbani da Bobio
11

Cir.

Fragm.

Bob. p. 42, p. 220). In questo

testo della 6 recto.

Vita s'inizia colla


della

grande

iniziale
;

campeggia una grandissima


rossi, su

onciale, con contorni

del
in

f.

Lo sfondo
gli

in violaceo

sono

fondi giallo ed azzurro, chiusa in

una riqua-

verde ed azzurro

sfondi di

alcuni particolari,

dratura paginale su fondi verde, giallo, azzurro, rosso


cinabro, rosso sangue. In rosso sono c(mtornate le lettere

come

quelli dei nodi ai quattro angoli. I contorni della

della riquadratuia

delle

lettere

minori

ATIJS
nel

minori.

Il

testo :

Incipit

Aepw<ola

Domini eximm

ERGO HIC

sono

costituiti

da

linee

rosse,

come

La

compie

la parola di

Dominis

questo

caso antecedentemente descritto.

l'indirizzo della lettera

Giona a

Waldeberto et
vita
di

Dorata era l'ossatura di quelle


quadratura
;

lettere e

della

ri-

Bobuleno patribus
S.

ai

quali quegli invia la

ma

ora resta solo

il

mordente verde, e
riflesso della doi"a-

Colombano. L'ossatura della riquadratura, della D

appena
tura.

si

pu distinguere qualche
in

e delle altre lettore minori, era in origine dorato; dui


riflesso metallico

Sono

nero

le lettere

E
S

ora appena possiamo avvederci, colopportuna. In


il

locando
parisce

il

libro in posizione

esso

ap-

invece

chiaro
tav.
il

e visibile

mordente

verde.

T BEATUS COLUBANUS
Si avverta poi che queste tre ultime parole, estra-

Offro nella

LX, che

la prima desunta dal

codice presente,

recto di questo foglio iniziale

non

nee alla
sec. XI.

vita,

sono state aggiunte,

come sembra,

nel

numerato.

Noto poi che

sul verso di questo antiporto,

furono
*

in nero, pi cupo,

la

postilla

del

sec.

XV

supplite (al margine superiore) alcune parole, dal pri-

Natus est hic beatus Columbanus* destinata a spiegare

mo amanuense

dimenticate,

e cio:

Vualdeberto et

ci che poteva riuscire

men
f.

facile
:

a leggersi.

Bobuleno patribus

Ora queste parole, evidentemente


darebbero
e
si

Continua
gentis
1.

il

testo sul

6 w
p.

Inter primordia fidei


:

posteriori al testo, se le vedessimo isolate

illius
2).

r.

(Krusch,

47

ed. 1905, p.

164

una celta quale impressione


buiscono facilmente
forse
sia
si

di

antichit,

attri-

I,

all'inizio del

secolo XI.

Con

ci

Al primo
tolo,
in

del

f.

49 v termina
in

il

titolo del
n.

capi-

conferma come
di

l'antichit

del presente ms.


si

rosso,

come

rosso

il

XXXIII. La

maggiore

quanto a primo aspetto

potrebbe

grande

contornata

in rosso,

pare fosse dorata, e


Alcuni sfondi in

pensare.
Offro nella pagina recto del
scritto foglio
f.

resta ancora
1

un poco del

riflesso aureo.

che segue

al

dedi

verde e azzurro dovevano dare un bellissimo rilievo


alla lettera.

non numerato, e che comprende parte


in

questa lettera (Krusch, laMcnts,

iSnpf. rtr. Afero-

Al

f.

51

incipiunt versus in eiusdem festi vitate


nOicerdoK

vingicarum, IV, Hann. Lipbiae 1902, p.


ediz.

62

rr.

h-

17,

ad mensam canencli Clare


pertorium
I,

(Chevalier,

Re-

1905,

p.

145,

14

146, r 9)

un esempio

di

199, n. 333.5).

Fol. 53 v

Explicit liber

un'intera pagina in minuscolo.

primus
Ortn-s

feliciter.

Lectio sancti Evangeli ^ecundum LuIn ilio

Alla epistola segue

il

carme

Hihcrm'a (Krusch,

cam.

'

Fol. 54 r

tempora dixit Jesus

turbis.

Fol 64 r Si quH venit ad

149

me

et

non odit patrem


Omilia Gregorii
[Greg..

parte del cwlice


r,

cf.

per esempio

f.

r,

20

r,

36

Huum
pape
II],

.SV

(Lue. XIV, 26)

Incipit

40
II.

',

41 r ec<'.

consideremim

(Mignc,

/^ LXXVI

minuscolo abbastanai irregolare e trascurato.


vorrebbero raggiungere una eleganza, che
in

1275-81).
Al
f.

Le

iniziali

54 r l'oHMitura, la del gruppo IN, sia delle


pure l'osHatuni della risi

rimane assai lontana dallo scopo. Nelle parole


iuscolo, le lettere onciali
si

ma-

altre lotter, in oro, e cos

mescolano
riesce

alle

capitali.

quadratura.

Ma

la

lucentezza aurea ormai poco


I

vede.

Anche quando l'amanuense


onciale, esso
Il

a darci un buon

Danno

risalto al

gruppo

piccoli sfondi, nei nodi, ora

sempre

di imitazione.
clt.,

In verde, ora in azzurro.

Sono

in

linee

rosse

con-

Krusch {PasMinnes
hifitnr.)

p.

43-4,

nella collezione
il

torni delle lettere


stituiti

quelli della riquadratura sono corosse,

dei ^fon. Geom.

descrivendo minutamente

ma--

da due

linee

chiuse tra due azzurre.


Incipit vita sancti Attale
si

noscritto, lo dice del secolo

ex. per riguardo alla


al

Fol. 63 V

Explicit Omilia.

vita

di

8.

Colombano, rimandando
fermo
il

secolo

XI

le

abbatis et confcssoris
f.

questa vita

inizia poi al

vite di 8. Attala ecc. Lasci

suo giudizio nella

64

r,

con un carattere minuscolo carolino perfezio-

nuova edizione Jonae

Vitae aanctitrum

Columbani Ve-

nato, che contrasta vivamente con quello della vita di


8.

doHtis Johiinni/, Hannoverae-Lipsiae, 1905, p. 104-05

Colombano. Spetta senza dubbio


Di qui in poi
le iniziali

al

sec.

XI avanin ros-"

H, Jackson Lawlor, The m, of the Vita S, Columbani


{'DramaetiottJ

zato.
HO, di

sono generalmente

of the R. Irinh

Acad.

XXXII,
al

Sect. C,
sec.

minori propoi-zioni, col fondo vacuo, o toccato in

Part

I,

p.

55,

Dublino 1903) attribuisce

XI

il

azzurro e giallo. In alto, sul miirgine superiore: Li-

codice, ch'egli del resto


Il

non

vide.

ber

sctj

Columbani do Bobio
il

Menzti

il

numero
:

del-

carattere bobbiese

sembra presentare un avanzae

l'inventiirio del l4(!1.Qni

testo comincia

Cumque

mento
che
il

nello sviluppo del minuscolo,

quindi penso
nostro
ms.,

ergo venorabilis Columba de


in

liac luce niigmsset, ei(M

Krusch

ritardi

troppo la
si

data del

locum

Atiila

(Kruscli p.
il

US,

e nell'edizione
II).

che nei Mon. palaeogr. sacra


IX.
sec.

era aggiudicato al sec.

del

1905, p.

230

e.

del libro

Fol. 70

xi

Non mi par

facile

scendere sotto alla prima met del

Vita S. Bortulfl
n.
I,

Qiinm prnnrlnra
Fol. 79 r

(Bihl.

hagogr,

I,

il

che pu essere confermato dalla circostanza


il

195;
(ivi,

1131).

Vita b. Eusthasii nbl)atis

che probabilmente
n.

nostro

nis.

va

identificato o
(p.

col

415, n. 2773).

Fol. 8 r

Miracula quae

in

313 o col

n.

57 dell'antico Catalogo

68, p. 72).

monast^M-io Evoracis

Dominus famulabus

suis estendere
yl/<-

Se fosse sicura tale ipotetica identihcazione,

non poepoca

dgnatus est

Fol. 101.
(liihl.

Versus de Bobuleno,
I,

tremmo

trasportare

la

data del

ms.
il

ad
ciclo

un

cornm ex genere
mler,
A^.

kaffiogr.

206, n. 1387
sec.

Dtimi

posteriore

a quella, che chiude

dei codici

Archiv X, 334-5).
virtutiiius

Sono del

XV
108

ff.

descritti in quell'antichissimo catalogo.

107-14 de
genia
si

sancti

Columbani, Quoniam
al
f.

Da

questo ms. trasse G. Rossetti, Bobbio


il

illuatraio,

Un'altro
sul
f.

aneddoto principia
r,
il

f.

r,

Torino 1795, XI, 31 gg.,


Santi Bobbiesi,

suo testo delle vite dei

chiude

116

quale

ultimo
:

supplito

di

mano

del sec.

XV

e chiudesi con

Explicit tranrelatio

Da
Le

questo codice

si

riprodussero

if.

t)

- 4 r

slatio corporis b.

Columbani a Bobio
a
[Bo]bio, ubi

in

Papia et

nella tav.

XV

dei Mon. Palaeogr. sacra.

ipsius

corporis

per ipsius virtutes

p.

nostre tavole coiTispondono rispettivamente alle

multa et magna sunt perpetrata miracula


Il

pagine del Krusch, che qui indicher. Tav.


61 (ed. 1905, p. 144,
r.

LX =Kru8ch

codice di lusso.
migliori

Pur troppo non appartiene

20',

LXI

p. 62, rr. .5-17 (ed.

pi

ai

tempi della calligrafia carolingica, e

1905, 145

14-146, 9) epistola di Giona a Waldebei-to

quindi

manca

di originalit, di nitidezza, di eleganza;

e a Boijoleno

LXII

p.

66-67, 65
1,

(ed.

1905, p. 153,
Col.
I,

r. I,

c' dell'imitazione stentata. In ogni

modo

il

codice

11-22, 151, 1-3,


2
;

152,

5-6)
p.

Vita S.
r, 1)
r.

lib.

notevole anche per questo riguardo.

tutta

pagina

LXIII

p.

67 (ed. 1905,
(ed.

154,
p.

Vita,

2
r.

sono
cipio,

le
f.

iniziali

dei fogli: foglio non numerato al prin6


r,
f.

LXIV

pp. 106-7;

190.5,

220,

10-221

6)

r,

f.

54

r.

Le grande

iniziali

sono

Vita I 30.

L'ultima tavola,
8.

LXV,

tolta dall'Inizio
26).

molto numerose, specialmente nella prima e pi antica

d'un Vangelo secondo

Luca (XIV,

160

TAVOLA
Antiporto, faccia recto.

LX.

Liber 150

sctj

Columbani de Bobio

scrpta per ven.

Jonam abbatem

1)

INCIPIT AB pITA

Dh.
NIS

EXIMIIS

Iste

Uber est monachorum Congregationis sancte Justlne de Observatia Ordinia sanati Benedicti residentium

in

monasleiHo sancti Columbani de Bobio scriptus sub numero 150

TAVOLA LXI
Fol.
1

recto

firatrum agapls vel patris paedicti

praeceptuw

coniciens re[de]batur

1)

liquido

meatu exaberari.

Multum me
Si

ego ad hoc "opus imparem reperio.


in

enim

me

hoc opere nequaquam indigmn

iudicassem, olim iatn ad ea texenda temerario

quamvis conatu aggressus fuissem. Quamquam

me
les

et per triennium
4) lintrs 5)

Oceani par6ra

3) vehlt et

Scarbea

abacta aacoque 6) Scaldeus mol-

secando vias madefacit saepe et lenta pa-

io

lus Einois piantas


pontiflcis

ob venerabilis Omandi
sufifragium, qui bla con-

ferendum

BtitutuB In locis veteres

Sicambrorum errroes

aevangelico mucrone cohercet Erit tamen conmissi operis, venerandi patres, vestri arbitrii 16
cultus, ut si aliqua

minus

rite

prompta decofaleramentis

re faciditatis caruerint,

yesMa

decorentur, ut legentibus apta flant

Ne dumcum
facta

meam
dictis

imperitiam in eloquio exhorrent,

non exsequentur, sanc<orum

vlrtutes fasti-

20

diose ferendo

non imitentur. Et cum ad partentenderint,

tam opus ovantes manum

mox

(r Di mano del
(2) (2)
<

ec.

XVH.
fa

<*)

P"

interlinearmente l'ultima ricordaU


.

mano

scriMe:

aper

La

lllaba

de

aggiunta da mano

del ite.

XV.

(5)
(6)

Altra po.tilla interlineare:

navis

.. ..

D'altra mano, del lee.

XV,

fti

apposta nell'interlinea la .piegatone:

Similmente:

.Imillter

gena navi

gena* nari*

ll

LXII

TAVOLA

Fui. 5 rrrnn

Aquilone*! sequcnK,

Orientls petit ad ortum

Ut mundo
Sene

redivivu,
late

lumen reddat amoenum


tremulo ostendat et igne
die!

mundo

Sicqx'

meta omne

noctisq/* peracto

Cursu et Inipletas

suo lustrai candore terras


calore

Amoenum

redden orbe

madentem
amoenus

Insulae sltus, ut ferunt,

satis ex<

Et exterarum carens

bellis

nationum.

Hanc Scotorum gens

incoli t,

gens quamquam absqMC

reliquaru! gentium Icgibus. tamen In cristiani vigoria

dogmate

florcns,

omnium

vlclnarum gentluoi

fide

praepollet.

EXPLICIT PROLOOU8
INCIPIT VITA BEATI
C!0-

LUmBANI CowFESSORIS XPI


IN PRIMIS.

DE ORTU ET OSTEN-

SIONE SOLIS GENITRICI PER V18UM OSTENSO.

TAVOLA

LXIII

Fol. 6 recto

N..
U

E T
natus est ergo hlc

"^

ERGO HIC BEATUSCO LUiBANUS

beatus Columbanus

1)

TAVOLA LXIV
Fol. 49 recto

Hjum omn] honore est dlrecta

1).

XXXIII

O^ATUS
J_Jergo Columbanus cum
vldlsset. ut superius

diximus, dcvlctum a Theoderico Theodebertum.


relieta Gallia atque Ger-

mania, Italiani ingreditur.

Ubi ab Agilul-

fo

Lonsobardorum regc

(H PoiUllla

agifiuntii noi w-c.

X\

if)
.

Qaeiite parole ono ripotute di

mno

dol floolo

XV.

152

honoriflce receptus est.

Qui largita optione


ut intra Italia! quocunqt/r
in loco voluisset, habitaret, ibi

Dei consultu actum


2)

1) est,

ut duri
et

ille

poenea Mediolanium

urbem moraretur,

haereseorum fraudes,

idest Arranae perfldiae,

Scripturarum cauterio discerpere ac desecari


veli*, contra quo8*iai libellum florentis scientiae dedit, vir

quidam, nomine locundus,


in solitudine

ad regew venit, qui regi indicat se

TAVOLA LXV
Fol. 54 recto

IN
ILLO TemPoRE
DIXt7 lexus twrbis

TAVOLA LXVI
(Inventario i461
:

81)

lohannis diaconi Vita


OTTINO
48.

S.

Gregorii

Magni

F. IV. 8.

Manoscritto di
codd.

flf.

157, 24
:

X 23,

di

cui

l'Inv.

dei

Al

f.

r,

margine superiore, da mano diversa dalla


Liber sanctissimi Columbani de Bobio
si
>

superstiti, n. 27, dice

alquanto danneggiato
Cf.

consueta

dall'acqua,

ma

il

testo leggibile
p.

Peyron Oc.

E' un'imitazione, che

spiega dal fatto che

i ff.

1-11
1

Fragm., Bibl. Bob.,

24 e

p.

179.

furono

sostituiti nel sec.


i

XV.

Sul

medesimo

f.

r se-

Sull'antiporta (che originaiiamcnte

appartenne ad
legge
:

guono

Versus

in

laudem beati Gregorii urbis Rome

un

libro liturgico

del

sec

XIV)

si

In hoc

episcopi,
valier,

Susctpe romuleos

(notissimi versi,
II,

cf.

Che-

volumine

infrascripta
.

continentur, videlicet

Gregorii
presbiteri

Repertorium hymnologicum
f.

634,

n.

19950).
:

pape

vita libris

Ili

comprehensa.

Bede

Al

12 r
seti

margine superiore, del

solito carattere

sermo de eo qui
tuis resurgens,

in provincia

Nordanimbrorum a morenarrabat
.

Liber

81

Columbani de Bobio
il

ma nel

sec.

XV.
alla

munda tremenda

Questo

si

corresse sancii in sanctissimi,


f.

che

richiama

indice quello della consueta


cui

mano

del sec.

XV,

di

citata nota di

r.

Un.
in

81,

come anche Seebass


Fol.

un esempio

fu riprodotto alla tav.

LUI,

3,

toglien-

conferma,

si riferisce all'Inv.

del 1461.

154 r

dolo dal ms. G. VII. 16. Similmente alla tav. LXVII,


1,

Sermo Bedae de eo qui

provincia Nordannimbro-

dal ms. F. IH, 16.

rum

Quodam aque tempore miraculum memorabile

(2)

Qneata parola fa sgginnU

di

prima mano

nell'interlinea.

(2)

Le dae ultime

lettere furono lavate.

che
il

153

nericamente
al sec.

cap.

12,

del

lib.

della Storia Anglica di

X. Giova notare che questo ms.


antico, fra
quelli

Beda (Migne, PL. XCV, 247


nisce al foglio 157
del sec.
r,
il

- 52).

Questo

capitolo

fi-

non figura nel Catalogo

conservati

qual foglio pupplito di

mano
qua:

ad speluncam
il

eppure
si

la postilla ci assicura

che

XV.
f.

verso
12
di

sec.

XV

esso

trovava appunto

col.

La

Giova poi notare che col


derno segnato
al

comincia
f.

il

vita di S. Gregorio fu

da Giovanni diacono composta


Potthast (Bibliotheca
II,

margine inferiore
costituiti

19 con
f.

III
1

verso
1

l'anno

872 - 73, e A.

Ora

ff.

1-11 sono
il

da due

fascicoli,

- 6,

343) ne conobbe parecchi mss. dei sec.


il

XI - XIII, ma
quella del

7 - 11

ma

materiale qui trascritto evidentemente


i

non

nostro. L'edizione pi opportuna

nell'originale avr formato invece


f.

ff.

1-16, e l'attuale

Migne, PL.
delle

LXXV, 60-242:
20
il

cf.

per la bibliografia
I,

12 sar stato
Il

il

f.

17.

stampe

la Biblioth. hagiographtca
il
f.

543.

minuscolo del nostro codice ormai

svolto, an-

Si riproduce

r,

che presenta due variet di

corch conservi varie forme arcaiche, e rimanga ancora


lontano dal cos detto minuscolo perfezionato.
Il

minuscolo, delle quali


il

pi minuto parimenti, giusta

capitale

consueto,

il

pi regolare ed elegante.

In rosso sono

rustico usato nella didascalia ancora schietto e ge-

numeri dei

capitoli,
>).

nonch

rr.

15

B (* Explicant

>

nuino, quasi quale possiamo aspettarci all'epoca Carolingica.

Incipit

Pu

attribuirsi al sec.

in.

piuttosto ge-

Fol.

20 recto

XLVIII
XLVIIII

Ubi ludeoa convertens a pensionibus levigat


Ubi baptizandis veatiraenta
largitur.

L
LI
LII

Ubi pueris ArrianofMm subveniri praedicat. Ubi


singiilis

diaconia vel xenodoxiia

1)

aingulos rectorea conatituit


in

Ubi Hieruaolimia xenodochium conatituena,


alia atipendia

monte Syna inonachia annu-

mandat

LUI
LIIII

Ubi aingulia patrimoniia ainguioa rectorea conatituit

Ubi uni peraonae duo miniateria nullomodo conmittenda difOniL


Ubi elymoainaa
localiter

LV
LVI
LVII

ac peraonaliter ordlnavit

Quod Omnipotenti Quod etlam non


Ubi

ae voluntariae tribuit.

petenti neceaaarla mintstrarit

LVni
LVIin

liberalitatia eiua innocentia

comprobatur.

Ubi pr elymoainia faciendia fruraenta comparat quinquaginta libraa auri

LX

Quide de eo aomnium hereralta cognoverlt.

EXPLICANT CAPITULA LIBRUm SECUNDUM INCIPIT TEXTU8 EIUSDEM

Aie

iam nunc quoniam adlhetae

Christi Gregorii, viriliter in


libello toroaa

gymnasio
dia-

aanc^ae ipaiua Eccleseae deaudantia, praelato

membra

cripta awnt, qualiter in paleatra qaoque confllxerit, aapirante


proferatur. Si

Domtoo
romanae

quidem mox

ut

aummum

pontflcium feliciaaimafe

vrbis, Ciirtsto mortalibu consulente, sortitus est, auperstitioau universalis

(1)

Corretto d'antica

mano

in: < xenodoeliiis

(S)

La

>

annullata con nn ponto toTrappotto.

154

TAVOLA LXVII

LXVIII

Passionarium
OTTINO
24.

F. III. 16

Mss. di

flF.

232.

21.5X305;

righi 27, dov' scritto

hanno qualche ornamento e tocchi a colore


innanzi diventano sempre pi semplici,
rubrica, siano in nero. L'unica iniziale
di
f.

andando
esse in
la

a pagina piena: righi 29 nei

ff.

(176 r - 81 v) a

due

siano

colonne. Rimase illeso dall'incendio, perch allora tro-

grande

vavasi presso la biblioteca Universitaria di Gottinga,

95
i

V,

di cui

parleremo a suo luogo.

ad uso del

prof.

W. Meyer;

cf.

Inventario

codici

Ecco

saggi

offerti.
;

Tav. LXVII,
di

I.

Riguardo ante-

superstiti, n. 21.

riore, faccia verso sul

serve

saggio di antica descrisi

La

legatura in legno, antica, e

verso

della

zione dei ms. bobbiesi, di cui del resto


altra

d qualche LXVII,
2.

tavola anteriore sta incollato un foglietto di carta, che


reca, di

prova occasionalmente (LUI,


1

3).

mano

del sec.

XV,

l'elenco delle vite conte-

Fol.

r.

Saggio di altre antiche annotazioni, ben gi

nuto nel ms., a partire dalla Passio sancte AnastHsiae


L'antiporto sul r ha la fine della vita di un Santo:
sul

note al lettore, e che ricorrono cos\ sovente nei codici


bobbiesi.
I,

Per

la Passio di 8. Anastasia, cf. Bibl. hagiogr,


:

la

consueta annotazione
:

In hoc volumine inin

270; n.
3.

1795 (sub
Fol. 36
V.

Chrysogonus m. Aquilejae
SS.

).

frascripta continentur

Passionarium,

cuius initio

LXVII

Finisce la Passio

Eleutherii
I,

continetur Passio sanctae Anr.stasiae, in fine vero vita


Sancii Manli ubbatis
Fol.
1

episcopi et Anticae matris eius (Bibl.


n.

hagiogr.

368,

.
:

2451)

principia

quella

S.

Cyriact

episcopi (o

r,

al

margine superiore

Liber
:

sctj

121

Quiriaci, cf. Bibl. hagiogr. II, 1021, n. 7022).


4.

LXVII

Columbani de Bobio

e subito

sotto

Istud Pas-

Fol. 95
bt

V.

Passio SS.

Dionysii episc.

Parisiensts,

sionarium est Monachorum Congregationis sancte Justine

Rustici

Eleutherii.

Venne falsamente
I,

attribuita a

de

Observantia
in

Ordinis
Sancti
.

sancti

Benedicti,

resi-

Venanzio Fortunato

{Bibl. hagiogr.

328, n. 2171) e
la

dentium

monasterio

Columbani de Bobio,
al

fra le opere a questo blica'

per errore aggiudicate

pub-

Scriptum sub numero 121


cifre

Come

solito,

le

due

anche B.

Krusch (Venanti Honori Clementiani


1885 [Mon. Gena.,
101 5),

furono aggiunte dalla stessa mano.


1461, parte
II,

rimandano
(cf.

Fortunati opera pedestria, Berlino

all'Inv. del

come conferm Seebass

Auctorcs antiquiss.
testo

t.

IV, pars

2], p.

ma

il

nostro

Peyron,

Cic. Fragni.,
f.

Bibl. Bob., p. 34 e p. 210)


li-

molto differente,

n fu

usufruito dal Krusch,

Nell'ultimo

di risguardo, leggonsi varie note

come appare anche

dall'elenco dei mss.

da

lui

usati.

turgiche di

mano
sec.

del

sec. XI.

Al

f.

59

r e u-una
lasciati

La grande

iniziale

fu trascuratamente, e forse

da

mano

del

XII,

approfittando

di

spazi

tarda mano, toccata in rosso, giallo, verde. E' la sola

vuoti, inser

un elenco

di beni del monastero, di

cui

grande

iniziale,

che occorra
la forma,

in tutto

il

ms.
la
f.

La

si

pu

parleremo

in appresso,

confrontare, per

se

non per
II,

eleganza,

a notarsi che in questo Passionarlo non figurano


il

con quella che Tav. LXXII,


prologo,
2.

si Il

desunse da F.

19,

183

r.

cf.
il

Santi bobbiesi. Per

suo contenuto quindi affatto

testo nostro comincia subito

dopo

estraneo al monastero di Bobbio.

poich questo

viene

qui ommesso. Ci che


p.

Di questo ms., in bel minuscolo, di forma ormai


avanzata, scritto

diamo corrisponde a Krusch,


avvertite discrepanze.

122, nonostante le

da varie mani,

si

danno qui vari

saggi. Per alcune parti esso


piuttosto al sec.

pu

attribuirsi al sec.
:

in.

o
5.

LXVIII,

1.

Fol. 150 . Finisce

il

1,

dei Afiracula
- 792), e prin-

indeterminatamente

ma
I

altri tratti

Otmari abbatis (Migne PL. CXXI, 779

accennano ad et ancora pi

inoltrata.

fogli 176 r

cipia la Passio S. Felicitatis


hagiogr.
I,

{Ada

SS., Jul. Ili, 12 a; Bibl.


il

181

V furono suppliti da
il

mano
piena,

del sec. XII.

Mentre
sono

429, n. 2853). In rosso


r.

flnit

e lo incipit.

poi tutto

ms. a pagina

questi sei

ff.

LXVIII, 2 Fol. 171

Finisce la vita di S. Walarico


I,

a due colonne. Le

iniziali nelle

prime parti del cod.

abbate {Ada SS., Apr.

16-23;

Knisch, Passiones IV,


160-76; Bibl. hagiogr. U,
quella di 8. Maria
Florig.,

Ut)

d diversa et, sui quali di S.


la
si

1264-65,

n.

8762) e principia
Ca^inensis lU,
n. 5417).

continua la predetta vita

Ejfiziaca

{Biblioth.
I,

Maria Egiziaca. Cos riesce pi che mai evidente


delle

226-35;

/?iW. Aaflr%r.

801-2,
r.

variot

mani,

nonch

le

diversit

delle

LXVni,

3-4. Poi. 175

76

Si accostano

due

ff.

rispettive et.

TAVOLA
1

LXVII,

verao^ del folio di

riguardo anteriore

Deus

)n

nomine

tuo salvum

me

fac tua vir 1)

In hoc voliiraine infraso-ipta continenti/r videltcel:

Passionarum in

cuiiis initio

contineNtur

Passio sancte Anastasie

In

fine

vero vita sancti Mauri abbatta.

Fol.

recto

Liber sancii

121

Columbani de Bobio

Istud Passionarium est Monachontni Congre|;ation8 sancte lustine de obe^rvantia Ordtresidcntuni in monasterio aanc*\ Columbani de Bobio.

Scriptus sub nnm7-o

121.

INCIPIT PASSIO S.4A^CTAE ANA8TASIAE ET

KLIORUM MULTORUM.

vyni/im O. quae sancii gesta sunt


pcrquirere

vel gerurtur

si

quis voluerit studiose

&

sibi et

plurimis exhibct aediflcationis fructum

*
tum
10

quasi arbor fructifera no sino causa probatur trram occupare

durw vivit,

cum &

ipse sui pomis

omatur & omnis qui ex eo


gests invenimtts

fruc-

po'ciperit, saginatur. ScribimtM

A in

qwtd egerint,qutd

loculi 8int,qt(id passi sint Sanc/i. ostenditis

vos esse catholicos, qui Chrtsfl victorilitfteras]

as libenter

legitis, libante)' auditis.

Interrogo vos qui ista inter apocrifas

Fol. 36

verso

reliquias sancii episcopi

nosM

Eleutherii

& matrs eius

Anthiae et sic mitigatus est

furor

Romanorwm. Acta sunt autem hec circa sanc^um Dei Eleutherium


apud urbem Romam, XIIII
Kl. maio.';,

et Anthiae matrs eiws

sub Adriano lmpero/or

regnante do)tno nostro lesu Chrislo, cui gloria in saecula saeculorum Amen.
5

SANCTI CYRIACI EPISCOPI HIEROSOLIMITANI, QUI COGNOMINATus EsHUDAS Qui sui propingnoris 2) A proprie nature * Qf/OD EST* KL MMAS
propriae radices consistens Deits, qui ante creatura mundi eiux

flnem agnoscens. et ante plasmationem


futura erant

Adam

quae per ipsum

&

ctux et cogitationes perspiciens, solus aetemus rex

<t) (2)

Pnrite In pnrola si integrare cosi:

rirftutej r.

latter

>,

che fU ruchiata.

Errore per

proprii (Rimeria

Nvl ma.

fhtlii<i>els>n

ut*

156

4
Fol. 96 verso

p
quos
tires

ost

bestam ac salutiferam domini


& adorandam
infers resurrectionem,

notiti

esn Coristi passioneni

eius

ab

seu in c6elM

glorosam ascensiouem, qua se manifestavit divinitate

numquam

defuisse quo

rediit, in univereis

gentibus Apostolorutn
ut,

praedicatio profutura successit, ita


fide crescente, multi

mererentur

fieri

Ciirisfl

nominis confessores,

catlioiica post

modum

gaudet mater Aeccleta promeruisse marin Apostolis tantos se

10

&

(idei bellatores.

quae laetabatur
si

habere

duces atqu rectores. Quia


pasaiones,

quidem cum imminere suas cemerent


repleti Spiri^ws Soncii gratta

quae domino lesu Christo docente dldicerant,

docuerunt, ut ad sanc/ae confessionis gloriam

& premiim

transmigrarent,

Unde graiias
15

tibi

agimus, domine lesu Christe, qui Infestantis inimici iacula


praestitisti esse,

probationem fldelium tuorum

&

non vulnera, sed Inter

cetera charismatura munera, talem tuis testibus tribuisti pr labore

mercedem, ut nuUum tuorum perpetuum


illis

fuisse

gaudeat hostis inbellem. Quin


sint in

immo

es largitus

triumphum, ut Aecclesiae tuae

exemplum

De quorum

collegio beatus Paulus apos^lus,

quem

coelo pra8idens humanitas


stravit,

&

be-

20 nignitas saivatoris nostri Dei compellans Saulum

ac Paulum

statuit,

eorumqu merito ac numero


ab Hierosolimis usqu^
constitutus raagister
civitates,

sociavit. replons Chri<i

Evangelio non solum

in Illiricum,

verum

&.

xisque

ad terminos quomodo &

omnium gentium peragrans


magnarum

superiores 1)& vicinas


in sceptris, devenit

tempore quo princeps Ciaudius agebat

25 Athenas. Quae una urbium

metropolis in confinio Thraciae 2)

prospiciens Lacedemonae terminos posita

modo

Inter

Achaiam per

TAVOLA LXIX,
Fol. 150 verso

contracta extenditwr, incurvata cervix erigi twr, sinistrum qaoqtte

genu cum pede ad tibiam sopinato laxatur, & pianta


pedis dexteri ab ipais natibta, quibus inpressa fuerat, f^acto genu

cum
ipse

sanguinis efhisione prosiliens, episcopo

&iam astante, ymnumqu Te Deutn


puer

laudamus canente
ambulare

corrigitur. In processu ergo temporis,

incipit

& modo

in

monasterio novis utens gressibus,

huius miraculi idoneus

testis existit.

INCIPIT PASSIO SanCffi

DE VIRTUTIBms FELICTTATIS CUm FILIIS. VH.


FINIT

SonCtf

OTMARI ABBaflS

VI

id. iulii

^pud urbem Romam


beata Felicitas

temporibus Antonini imperatoris exorta seditione pontiflcum

illustris

femina chrisflanissima

cum septem

filiis

suis tenta est

a pagania

Haec in

viduitate

permanens suam voverat castitatem,

die noctuqw* in oratio-

nibus vacans,
flces

magnam

de se castis mentibus dabat. Videntes autem ponti-

praeconia pr hanc christiano nomine proftciscentem3),8Ugges8eruntde ea An-

[tonino imperatori

(1)

Le

lettere

re

quasi acomparse furono rinnovate da tarda mano.

(3)

La

fine alla parola di rifacimento.

(8)

Parola ripetuta per chlarezxa.

ir>7

2
Fdl. 171
rt-i'lo

populis roctj\ fide potcitihcv mi'rita

ciiis,

ibidoi/*

mnpinc

virtutcs cln-

resciint. Prcstniitc (io'/iio nos/ro Icu Cliivs/o, qui cui

netcrno Dvo patro et

awm

Hpiritu Hiiic/o vivit et

n'j,'iint

Uors [vr

iiiftiiitn

snociiln annciilorui.

Amen.

INCIPIT VITA
uit F.
'

i>iiiiC/K

MARIAK

lieremitne.

quidni( Heiics in l'nljistino inonnsteriis, vir vite

& verbo
Zo-

dccoratz/s, qui

ex

ipsis ciniiihiilK nionncliis niitritfrs csl morib.s,

simne nomine. Nidlnx cnim nos existimet cosnominacionia

nomine Zosimc, me

illu

dicere Zosima), qui


Ntiin

iiitcr

dogmaticis nliquan-

do detrahebatfo", utpoto
10

licretic/f.i.

Me

alius atqtie ille alius.

Multa enii

int<7/'

utrosq/^r- fuit dilcrencia, llcet

unum habcrc

vocabului.

Hic enim Zosimns orthodoxus monncliicam elcpt

vltai, in qiiibx.'idam

Palestine, ut dictuDi osi, monii.stcri8 fotni pcrcurrcns patria convorBa-

cloneot om(Jq/f verbui abstincncie pniccipuui>i reppert/.s osi. Simulqtt^

3 Fol. 17r)

verno

E.fO fratr patriai habui E^iptU'U

& diu mei

adtiuc auptvosscnt pa-

rentes,

duodecimo anno

t^atis

dorelinquens eos, Alexan<i

dria! p&ii civitate!, ubi qualit/v ab initio


ruptioni tradiderim, qualtc/V(;l

corpus moui corlibdinum


flu-

iufftrr insatiabilem

xui deservire, 8crmonib/.<; ennarrare


ytcr aut>;m, abba, tibi dicat/i
&.

minime possui. Bre-

mcao

fomicationis iniq(ta<ei.

Decom

septem amplius

feret 1) anno.s publico adstans loco,

pessimum

mei corporis negotium exercebai/ 2\ tradens volentibus iurecusabilitc'-

rem, repcilens a

me omnem

adquisltionia lucrum, ununt

10

tantum mihi erat lucrum luxoriat adqucsire vitam,


et ebrietatum insomnietatia mlhi

nam

lud^s
|

pr tcaauria videbantnr
.
I

Item

in

antea eiuadem

vite beate Mariae here-

mitne.

4
Fol. 176 recto

Col,
heremitae

Multoccna enim oblatu michi lucru

recusabam, ut

ajjipliua

adqKirere pessimi

mei
si

deaiderii amicos. Et

hoc no qua-

locuplex fncieba/, aed cf^estatem pr divi-

eli

rcputabam. Unus vero

mieli! et

magnfw

erat arder

deaiderii, protclatia convivis,

risibfcs hiic iocis insistere, et

diebs

liac

noctibus pesaimam corporali naturo iniu-

rlam inrogare. Huiuamodi enim obsccnis


10

ac maculosia operib/cs mene iuventutia cx-

(2)

Forno d omendsrKi

In:

.fere..

(2l

Com-tto da:

curane-..

videro
et

Ifi8

pedi vitam. Ae^^tivo ip;itr tempore contigit

me turbam

popf/li viroTiim AEgyptiorMi>i

aMoTnm Lithdine

regionB currentiuw iiixta

mare Tunc
15

interrogavi qiiendam

proximum
featna-

tnichi adatante,

virum ubi

illi

omnes

rent, aiit

illis

esset itineris cursus. Die

autem (respondens

Col.

B
corpus

Nam
1
illis

meum

erit]

pronabuldu!. Ideo aut^t

cum

ipsis coinmitari

festinabam. Sed iain peto veniam, abba. ut iqh ha^

beam amicas pexsimas


luptatcR.

et sordidissimas

vo

Ego f\Hidem, abba, Zosima, rogaveut

raH

te,

non michi imponeres mens

tibi

ineffabiles dicere verecondias, q//a undiqtie

tremore concucior. Vivit DnniiniiH, quod

polluuntr mei8 scrmonibx.^ non solum aurea


tuae, sed etiam ipsu) fthcr.

Twnc Zosimas

10

fortit/T lacrimat<.s dixi7:

Loquere, per Driim te

coniuro, mater, mec/>w loquere, no diraittns

coeptn) narrationis ediffltjationew.


cepit explanare, ita dicens:

Illa

vero

Ut

ille

qxin
illa

me
Lo

interrogatMs fuerat quo turba

per-

geret, nudiens

meos sermones
abiit.

turpissi-

mo8, subridens

Ego vero

TAVOLA LXIX
(Inncnlario I46i:
iii.'i)

Walafridi Strabonis, Vita


OTTINO
39.
F. IV. 24

S.

Galli

Ms8. di

f.

93,

267X175, che

usc intatto dal peri-

parte

I.

La Passio

S.

Antonini martyris Queaimque de


I,

colo dell'incendio (Inv, dei codd. superstiti, n. 35).


rilegatara moderna, ed forse questo
CUI
il

La

Sanctorum

{BM.
XII

hagiogr.

92, n. 572)

termina

al

f.

motivo per

68, del sec.

incirca;

al

verso

Iste liber est

and perduto,
:

col foglio di guardia, la solita anno-

Monachorum
lumbani

residentium in monasterio sancti Coscriptus

tazione
Fol.

In hoc volumine infrascripta

il

de Bobio,

sub
fra

numero 69
il

C'

1 r, al

margine superiore, secondo

consueto:
la

quindi discordanza di
foglio

numero

primo e l'ultimo
69
r.

Liber

sctj

Columbani de Bobio

dov' notevole

dello
(

stesso

quaderno. Fol.

Vita

ft.

mancanza del numero


In rosso
i

di rinvio all'Inventario del 1461.

Nicolai

che ha per
Sicut

autore Giovanni

diacono

na-

rr.

1 -

Prologus

bonis

Pure
16

poletano

omnis maferies

[Bibl. hag. II, 890, n.


in rosso la iniziale N,
(tav.

che ricorda

la

di F. Ili,
S.

6104), del sec. XII incirca.


S.

Fol. 88 v.
in divinis

Sermo
(Bibl.

in laude

LXXVI. Qui comincia adunque

la vita di

Gallo

Lucae Evangelistae, Cum

hag.

Il,

composta da Walafrido Strabene (Krusch,


IV, 280; Btbl. hagiogr.
al
I,

Passiones
Fol.

739, n. 4973), pure del sec. XII incirca:

questo ser-

486, n. 3247)
sctj
1 .53

61

r,

mone
enino.

fa parte dell'Omeliario d
Il
f.

Paolo diac. o di Al-

margine superiore

Liber

Columbani de

93, sul cui recto termina la lezione liturf.

Bobio
il

colla cifra aggiunta.


tal

Seehass identifica tutto

gica principiata al
in

92

r,

era scritto originariamente

ms. con quello recante

numero

nell'Inv.

1461,

minuscolo irlandese del sec. VII -Vili.

169

Credo che non s'Ingannasse


tre parti nel ms.,
ff.

l'Ottino

dlstlnguondn
fl.

scritto, nella

sua parte pi vetuta.


col n.

1 - 60,

ff.

61 -

8,

66 - 93,

ma

SuU'ldentlRcaslone

153

dell'Inv.
221).
il
f.

1461,

of.

non mi paro che dica altrettanto giusto riguardandole


tutte

Peyron, de. fYagm., Bibl. Bob.,


DI questo ms.
in
si

p. 48,

o tre come estranee fra

loro, e del sec. XI.

diede In facsimile
tav.

r anche
del

La

parte prima pu essere del sec.

X
al

Incirca; le

Mon. palaeogr. tacm,

XXII,

u. 2,

come ms.

altre due,

non sono posteriori


possono

al

sec.

XII,

ma

dlffl-

sec. XI.

cllmento
8,

si

reputare anteriori
il

medesimo.

Qui ora

si

offrono due saggi,

f.

r,

86

r, tolti

amf.

come sembra,

nostro ms.

si

Identifica col nn.


p.

bedue dalla parte pi antica del codice. Del primo


si

814-6
vitti 8.

dell'antico Catalogo (od.

Becker,

68)
pili

de
per

detto. Rispetto

al

secondo, sono In rosso

due

Galli >,

avremo

In ci

un motivo

di

primi righi, cio la didascalia, nonch la successiva

non ritardare

al di sotto del sec.

il

nostro

mano-

grande

iniciale

N.

Fol.

recto

Liber snncti Columbsni de Boblo

Vrobgu VuslHUfridi Strabonis de vita tancli Galli confet*ori$

N,
5

lisi

me Sanctnrum

aucto-

ritaa
Illa

Scripturarum et praecipue

veridici prophelao senten-

cia,

qua

Racrflclo oboedlen-

tla pracfortur,

ad nocewltatem

oboediendl constrlngcret 10
prafTceptis

vmMh,

o Bnnclm\m patrcs, apologlae huiusSI prophe^a,

modi genuR opponeror.


marctur
exirft
in utero

qui ante

quam

for-

a Domino

cloctun est, et priusquam


est,

de ventre BancUficatnn
officio

duin

eum Domtnu splrUa

suo ithmtrans verbi


16
tis

mnncipnret, de aeta-

inflrmitate et Ignorantla conquentfM est,

quid ego peccator acturus sum, qui in iniqu^tate conceptus et


In delieto profusus,

propter sordes

vitae incIrcumclBUs
videlicet,

nnm corde

et auribus?

Quia

nec cienda digne pcrclplo, nec au-

20

dita devote conservo,

quomodo

iusttcias

Domini

enarrabo, et

asoumam

testamir/itum eius per os

meum,
scl-

cuius aetato) nec Usmpus adhuc Implevlt, nec


entla commoidavlt, cuius dieta nec dotrlna

corroborai, nec vita conflrmat? praesertim

36

cunt ea scribere iiibentls et ordinare,

quorum

dignitatem vix animo torpente conicio?

Fol. 36 recto

Incipit liber aecundus, qui est de miraculls

sancd

Oalli confessoris.

iVleritlB bestissl-

mi Oalli cottidie

per miraculorum
irigna radiant<bu

160

et longe latcqu

clrcumpoBltorum aurea famae suae dul-

cedine

1) miilcentibus,

cum iam

post transitum eltw

anni quadraglnta fuissent evoluti, vcnll

Otuvinua partium earundem potestate praeditiu

cum

exercltu magno, et ira intolerablli

concitatuR, devastavit non

minimam

partem

pagi, qui

ab interfluente fluvio

Durgovvl nominatur, Constnntlcnsem

quoque
flnia

territorltww, et

Arbonensis pagi con-

depopulari caopit et Igni succendere.

Vlros qxicumque Jnvcnirl potuorat, gladio peremlt

UxorcH

et parvulos

eorm
omni

In

captivitatem egit,

Peculiis quoqtce et
ta,

suppetlectile Rublafccit.

fructus

omiwa pcnitiM dcmotiri

ArbononficR itaqui? huiuH terrorla Immanitate


compulsi,

cum omulhxx quae


ad ccllam

habebant, fugerunt
viri

In Rotltudlnem, et

Dei se contulcrfoif

TAVOLA LXX
(Inrentarlo

LXXIII
110)

t4lil:

Hom
Ma. di
al fine.
ff.

i 1 i
16.

ariu
F.
II.

OTTINO
325, oltre al
ce.

19

ff.

di

guardia

al

principio
(f.

Domini

Sul margino superiore del

f.

3 r stanno le sotto
l'altra
:

Misura

33X27. Nella prima parte


:

1-64

o)

duo consuete annotazioni, poste l'una


Iste liber

6 Bcrltto a pagina piena

piii

innanzi, a

due colonne

Omeliarius est Monachorum Congregationis

col
ff.

rr.

sono

23, qui

invece sono 24 per pagina.


I

residentium in monastorio sancti Columbani de Boblo,

1-64 V costituiscono otto quaderni segnati (da

ad

sub numero 119

'

Liber

sctj

119 Columbani de
all'Inv.

Vili) con cifra al

margine inferiore del verso

dell'ul-

Bobio

Sono aggiunte
I,

le cifre,

che rimandano
Seebasa.

timo foglio.
Il
f.

del 1401, parte

come nota anche

di riguardo anteriore reca progliierc liturgiche

Col

f.

65 r comincia la seconda parte del codice

del sec. XII. Sul verso, di

mano

del sec.

XV:
:

In hoc

a due

colonne.

Sono
si

altri

quaderni segnati da
t);

I t

volnmino infrascripta contincntur videlicet


Omeliarius super Epistohis Missarum Omeliarius super Evangelia
L'ultimo
f.
I

XXXIII,
uaquo ad

coi quali

giunge a 817

l'ultimo foglio

Nativitnte Do-

supplito dal sec.

XV. Questa

sezione del ms. principia

mini

similiter

pancii.

con
ilio

<

Lectio sancti Evangelii secundum Matheum. In

f.,

325, supplito nel sec.

XV. L'ultimo

tempore

di riaguardo,

con cose liturgiche, apparteneva allo


fu tratto
il

Nell'Inv. dei
cos registrato

codici

superstiti,

13,
i

questo

ms.
gli

Rteaao codice,
I

ff.

donde

primo

f.

di risguardo.
f.

Macchiati d'acqua

primi due e

r - 2 r contengono l'indice e in alto di

ultimi fogli,

ma non

gravemente

Le macchie cod-

Liber sc^ 119


Cic.

Columbani de Bobio

(cf.

infatti

dero

infatti

specialmente sui margini.


f.

Peyron,
Al
f.

Fragm., Bibl. Bobb., p. 33, 209).


il

Rispetto ai nostri svggi, al


Natalis

r sono in rosso

le

2 V comincia

testo

In

vigilia

parole in onciale e in capibilo

rispetto alle altri parti.

I)

La

finn della

parola di corrasione.

161

Si

in rosso anche (r 13) la iniziale di

Stephanus
in

propongono vari saggi


e che

di

questo ms. dovuto

Fol. 56 V, in rosso le lettere e le cifre


sui rr. 6, 9 - 10
;

capitale

almeno a due mani,


generale, nelle

presenta nell'andamento
lettere,

e cos pure le due iniziali maggiori


10.

forme delle

negli ornamenti

J e 0, ai
ilio

rr.

7,

Fol. 132 v
in giallo.

col.

b
ai

il

r.

( In
le

molte interessanti variet, nel mentre


di

presenta punti
Il

) toccato

In rosso,

rr.
i

6-6,

contatto

con

altri

mss.

bobbiesi.

minustrolo

parole in capitale, e in giallo sono toccati

rr. 7-12.

ormai svolto,

ma

ancora lontano

dalle

forme cos

La grande
16,
f.

iniziale

che ricorda quella di F,


interni
in

III.

dette perfezionate.

La

scrittura in onciale e in capitale

95

V,

ha

gli sfondi

verde,

giallo

condotta ancora con sveltezza disinvolta.

Non credo
nostro ms.
attribuirsi

rosso,

con variet

di tinte rosse.

di

molta eleganza
i

che sia da seguirsi


al sec. XII.

l'Ottino,

che ascrive
antico,

il

e di bell'eifetto.

Fol. 243 r sono in rosso


;

rr.

l-H

Farmi molto pi

da

scritti in lettera capitale

sono toccati

in giallo

cane-

al sec.

incirca o al sec.

X - XI

indeterminatamente.

rino

rr.

6,

12.

TAVOLA LXX
Fol.
1 1

recto

Liber

saracti

.119.

Columbani de Bobio

Incipiunt capituln Lectionum


libri

huius

In vigilia Natale 6
.1.

Domini ad Nonam.

Lectio Epistole beati Pauli Apostoli ad Romanoa.


Paulus servuB lesu ChrtXi. Omelia LectoniR eiusdem

.II.

Item

alia

unde supra

III. Innotescam
gratia.

Lecito Bpistolae bea^t Pau2( Apostoli adTitum


Lectionis eiusdem.

Kariss/mae. Apparuit
.ini.
10

Omelia

Item mane

prima. LecttoEpi.s^olae beati Pauli Apo.s<oli

ad Titum

Karisstmae. Apparuit benignitas.

Omilia

Lectionis eiusdem.

.V.

In die Natalia Domini.

Leccio Epi.siolae beati Pauli Apostoli adHebraeos

Frai>'<?8. Multifariae.

Omilia

Lectionis eiusdem.

.VI,

In 'SaXioitate sancii Stophani.Leci io

Actuum Apostolorum.
Lectionis eiusdem.

Stephanus autem plenus gratia.


16

Omilia

.VII.

In Natit^itoie sancii lohannis Evang<?ii<ae.

Leciio Episiolae beati Pauli Aposioli ad Epheslos

Froircs. Benedictus Deus. Omilia Lectionis eiusdem.


.

Vili

In Natioiiaic Innocentium. Omilia de


.

eodem

die.

Villi

Dominica

.1. post Natiniiaicm Domini.

Leciio Episioiae beaM Pauli Apostoli ad Qalathas

Fraircs. Quanto tempore. Omilia. Lectionis eiusdem.


SK)

.X.

In Circumcisione Domini.

Leciio Episiolae

beati Pauli Aposioli

ad

Timotheum

Karissimi.

Fidelis sermo.

Omilia

Lectionis eiusdem. Lectione.

.XI.
.XII.

In die sancio Epiphaniae.

Omilia de eadem

Dominica

.1. post Epiphania.

Leciio Episiolae beati Pauli Apostoli ad Romanos.

Fratre. Habentes donacionem. Omilia Lectionis eiusdem.

TAVOLA LXXI
Fol. 56 verso

[iajbore faceret. Navigavit ut te sine timore redderet.

Ex

muliere

natus
ut te

est, ut

praevaricationem Evae deleret.

Homo

appellatus est,

Deum

vocaret. Filius hominis dictus et, ut te in Filium adoplaret

Dei. Accepit

quae erant nosira,

et dedit nobis

quae erant sua lesus Chrisius

dominus noster qui


saecMlorum amen.

vivit et regnai

cum

Patre et Spiriiu Sancio in unitate Deus per omnia saecula

XL Villi. Ferio. III. Post

Palmis, Lecito Hieremiae prophetae

In
diebiis
illis

1(52

2)

dixit Hiereinin

11:

Domine domonstrasti

mchi et cogno-

vi,

tu ostendRti michi studia eorinn et e>ro quasi

iiji^nus

mnnsuetus, qui

I>orttiir

ad victimam, et non cofjnovi,

et reliq/m.

Omelia Lectto
quae audistis

vymnium

aecclesiarux iste coiiHcnsus


Hieremiae a
Olir/s/o

est.

Eiusdem.
fn

ut sub p^/-8ona

haec

dici intellegant,

leetione p/v?senti.

Tu

autoii

Domine demonstrasti
hoc
intellegmtf.s

michi, et ego cognovi, tu

ostendistl michi studia eor'/*>i. In


verit,

quod pater

ei

monstra-

quomodo eum oporteat

locjui et

ostcnderit

illi

studia eoriim.

15

Sequit'r. Et

ego quasi ngnus mansuetus, qui portati' ad victimam et non


S).

cognovi. Subaudit'o- peccatum non cognovit ut Apostoliia Aicil

Qui pecca-

tum

no>j fecj7

nec inventus est dolus

in ore eius. Sequitwr. in

Quia cogitaverwn*

sup*")'

me

Consilia dicentes.

Mittamus lignum

pane
ait 4)
:

eius, Chri.^/m

videlicet cruciflgamus. ipse est

enim panis qui

Elgo

sum

pa-

20

nis vivus, qui

de caelo descendi,

& eradicemus eum,


eius

sive conteramus
amplius..

eum de
scolus

terra viventium, et

nomen

non memoretur

Hoc

enii

animo cogita ver ^

ut

nome

eia deleretur in perpetuum.

Tu autem Domt'nc

Sabaoth, qui iudicas iuste, et probas renes et corda 5), iuxta adsumpti corpo[ris
Quatern(.s
.

VII

TAVOLA LXXII
Fol. 132 lerso
1

JL^ojn8 JL^ojna

6)

et salvator noster,

fralrcs karixximi,

acquan-

do nos sermonbus,
aliquando vero ope5
ribus

ammonet. Ipsa

eteniw facta eius praccepta sunt.

Quia

dum

aliquid tacitus facit, quid

agere debeamus innotescit. Ecce


eni>/j

binos in praedicationen* mittit


7),

10

discipulos

quia duo sunt praecep-

ta caritatis,

Dei videlicet amor et

proximi, et minus quarti inter duos habcri cartas

non

potest.

Nemo

eni

proprie a semetipso habere cari-

tatem

dicitur,

sed dilectione se in

alteru! tendt, ut esse caritas possit.

Rinos ad praedicanduw discipulos Doninris


mittit,

quatinus hoc tacitus nobs

innuat, quia qui cantate! er-

ga alterum non habet, praedicationis offlciuni suscipere nullaten.s

debet.

Bene autewi

dicitur quia

misit eos ante facei


civitatei et locu).

suam

in

omnei

quo erat

ipse ven(turu8

(1) Ilier. (2) ji


(.1)

XI, IH -80.
t ninrlniiM n<>ll'intrrllne.
II, 2i.

(6)
(6)

Apoe.

II, 83.

Migne, Pfy.
IMC. X,
1.

LXXVI,

1139.

/Wr

(7)

(4l

Inh. VI, 41.

163

Fol 183 recto

In

ilio

tempore locutus est

lesu ad turbas et ad diacipuloii


8U08, dicens
1):

Super cathedram

Moysi sederunt scribae et pharisei et TeXiqua.

EBDomoda
2)

Il

.,

FERIA

Ili

IN

QUADRAQESIMAM
quam
3)

Post

Domi'nus
impios
sacer-

dotes

super se
inruentes quasi feras bestias

quodam venabulo

acutissimne responsionis
prostravit,

incorrigi-

bilem conditionem eorum


ostendit
.

nam

laici de-

linquentes facile aemendantur. claerici

autem

si

4)

male vixerint
dabiles sunt

5)

inemenconvertii seret

Tunc

mone! 8uui ad Apostolos,

ad popu[Ium

6)

TAVOLA
Col.

LXXm
A

Fol. 243 recto

EBDOMADA STATIO AD SANCTUM


FERIA
.

Ili

IIII

LAURENTIUM. LECTIO SanCtl EVANGELII SECUNDUM lOHANNEM


In
ilio

tempore, iam die festo

mediante, ascendit lesus in tem-

plum

et

docebat & miraban-

tur ludaei dicentes:

Quomodo
didice-

10

hic litteras scic,


rit?

cum non

Et reliqua

Ois
uno

siquiden verbis liqui-

do raanifestatur, quia non


liaec die festivitas sed mul-

(1) (2)

Matth. XXIII,

2.

(4)

Postili del sec.

XV: Pavenda

aententia
di

4U...

domo..

Due

diverse mani a^gianflorn nel sec.


;

XV queste

due

postille: Ointlia

(5) (6) v7)

Le

lettere

uix

sono in rasura, e

mano
>.

pi tarda

loliannis Crisostomi
(3) S.

Omt'ita lohannis episcopi in

Cosi pure in rasura sono le lettere


toh. VII, 14
- fi.

popu

lOH. CHRIS.,

MIQNE,

P. Gr. LVI, 876.


15
ti8

164

celebrabntur. Ascendens
egerit, ostendit

Autem lesim quid

cu subiungit: Et docebat

Evidentisgime enlm datur


telligi,

in-

quia non pr causa tmonoiuit,


1),

20

ri8

ascendere prius

sed

potius causa misteri!

quod iam

praedictum est Sed nota quia


docebat

non tenebatur, quiim

quidem

in potestate ipsius

Col.

erat, ut

non teneretur. Sequitur

Et mirabantur ludaei. Nota quia


orones mirabantur atqt( stupebant, sed

non omes

2) credebant. Igitur

&8i oranes mirnrentur,

maxime

30

tamen
tura,

llli

qui eun noverant na-

educantui atqt; nutritum.

nec non

&

3) litteras

non didicisse
5)

cum
nemo

audirent 4)

eum

verba

legls pr-

ponere ac solvere. Quae verba


35
poterat proponere, nisi pri-

us legissft.

Verum &

legere

non poterat,
sft.

nisi litteras didicis-

Illis

denique admirantibus

quibusdam Aiam calumnian40


tlbus,

ex eorum dumtaxat ad-

miratione 6) sumpta occasio-

ne magna siquidem dicendi,

respondit atqtte

ait:

mea

doctrina non est mea. Hic

43

otenim suwjmopere quaeri


oportA, cur

Domnua

dicat:

mea

doctrina non est mea. Flu-

rimum

scilcA videtur centra

TAVOLA LXXIV
(inventario

LXXV
120)

1461:

Homiliarium
OTTINO
16.

F.

II.

20

Mss. di

ff 2.H2
i

numerati,

ma
IJ).

nella numerazione fu-

codici superstiti, n. 13, n' detto: macchiati d'acqua

rono

siiltjvti

numeri 116-

Antiporto al principio;

primi e gli ultimi


dell'antiporto
:

fogli,

ma

non gravemente

>.

Sul v

al ttno

un

f.

di guardia,

con preghiere liturgiche. Misura


righi. Nell'Inv.

In hoc volumine infrascripta conti-

mni.

275X''*'*f*.

Ogni pagina ha 28

dei

nentur, videlicet.

Omeliarum (d'altra mano del

sec.

(7! <2)
(.'!)

Cnrrctto in

. mliiliitprli

roirahresinne della lillaba

ni .

(4)
(5)

Corretto da: andnrent

.
:

Pxrola di prima

mano

at^ginnta Incerlineamente.

Corretto di prima mano, In luogo di

et.

Altra parola ajrfriunta interlin>amente di prim mano.

(B)

Corretto di prima

mano da:

<

admlranione

if>r

AT

fu

ngginntn: Aymonis)

iinhiKcuniKqiic
inissain

Icctionis.
(sic)
,

non hanno alcuna segnatura.


Sulla faccia rcrso
14.H)
il

cpHtole son prophotici,

quc ad

Icjjitur

d'l

f.

idtimo del quaderno


si

(f.

per anni circulum, a

vifrilia Nativitatis

Domini

incipiens.

materiale fu condensjxto, perch non


il

poteva

Secundo loco rontincntnr ExpoKltionos


epi8tf)larnm dominicalinni per anni cin-ulnni.
epistole

lortionuni

toccare

f.

144 r

( In

Natali Apostolorum, lectio ad


stato gi

Deinde

Romanos), che evidentemente era


dentemente
Si
scritto.
11 fol.

antece-

de Comuni Sanctornm, deindo Feriarnm Quain fine

drajresime,

de Comuni Confessoruni

-.

Nell'lnv.

riproductmo tre saggi.

5 r ha grandissima

1461 parimenti:
Cu:. Frof/m.,
liibl.

Omeliarium AymoniH
JiMeiisis, p.
3.-,

(Peyron.

la l<!tt<Mii

L. L'ossatura dei suoi nodi e le linee dell'inin

e p.

2(19).

qua<lratura sono
srtj

oro.

Auree sono

'e lettere

ECTIO,

Sul

f.

al

marpine supcriore:
.
Il

Libor
i

120

e
e

argent(!

righi

seguenti
lettere

da

DICTA

a
in

Columhani de Bobio

numero, die

riferisee,
1,

SUPER

Le

ECTIO

sono

filettate

come conferma
tu aggiunto,

Seebass, a quello dell'Inv. 1461, parte


il

rosso, e le ornameutuzioni, le tenie allacciate, spiccano

secondo
f.

solito.
*'

La provenienza
tnt
''

indi-

su fondi di vari colori


sulla sinistra della

bruno, giallo, venie.


in

I puntini

cata anche sul

di >r">"'lifi

mano

del sec.

sono

verde.
le

XV

Iste liber est monasterii sancti


.

Coinmbani de
f.

Fol. 8 V

In argento sono
I, r.

lettere

del

r.

7.

La

Hobio

La consueta mano

sci-iss*;

sul

4 r,

ori<ri-

grande

iniziale

8,

aurea,

filcittuta in

rosso.

La

nariament(! rimasto bianco, la nobi.:

Iste liber est


in

Mo-

Lnclio In primordiis huius Ep8tolae


sio,

/'Z,.

di S.

Prima-

nacliorum Conjfnrgationis rcsidentium


wincti Coliunbani
al
f.
.")

monaHt<!rio
n.

CommoHt.
Fol.
!) ?'
.

in

K/mfnlns

l'oni,
;

Migne,

LX Vili, 685.
Questa

de Hobio, scriptus sub


sctj

120

>:

E
Le

La M

aurea

fllett^ita

in rosso.

Liber

120 Golumbani de Hobio


il

pagina

oggid

macchiata

al

mfirgine superiore e

cifre
Il

sono afrgiunte, giusta

consueto.
<;

all'angolo inferiore di sinistra, non siiuza qualche


al

danno

codice di varie mani,


r

fu quin<li <om|)osto in

testo.

Ma

le

nostie

fotografie

furono prese prima

tempi diversi. Le differenze di composizione appariscono

dell'incimdio.
Il

numerose. Cosi

ff.

21

4\

v (=13!( n, per
divisi in
1."

l'in-

minuscolo ancora abbast*inza nitido e regolare,


al

dicato orrore di numerazione) sono

qua-

ma

gi pendo

postcarolino.
di

Le

iniziali

maggiori

ri-

demi, Regnati sul margine inferiore df'H'ultima faccia

cordano quelle
LXIII,

F.

IV.

12, F.

Ili

16.

Tavole XL,
il

vrw con
di 8.
I

P.

Il

quaderno

ha

n.

ff.

in

luogo

LXV, LXVI). Possiamo

attribuire

nostro

quaderni che precedono e quelli che seguono

ms. al sec.

ex.

TAVOLA LXXIV
Fol. 5 recto

Liber snwcti

120

Columbani de Bobio

ECTIO
dieta est a iegcndo,

epistola epes^ola greco

vocabulo latine dicit^r


supermisRa vel addita sicut

epigramma

superscriptio et epitaphium super sepul10

chrum, epi siquidem


sonat super, stola

vero missa. Eplstolae autei


iste idcirco di-

cun-

15

tur

super misse rei addite eo

166

TAVOLA LXXV,
Fol. 8
lyrtio

pater

& ego

mitto vos

1).

Id

cs/,smut misit

me

Pnt^v

in

nomine

suo, ita et

ego vos vice

nominis mei mitto ad p/w?dicatione/. Unde et isde, Apos/ol/(8 alias dic7


vice Christ, Icgatione fungim((y.
subaiiditw;- gentibxs, ests et vos
Ue.>itiiir 3):

2).'

Pro Christo

id e<

Ob8ecram/<.<f p/o

Ciir(.</o

reconciliamini Dco. In quibus

Rome

liabitantes Inde! et Gentiles vocati lesw Cir.s,

id est

ab

ilio ilio

vocati osti pfr nos, ut in

enm

credatis, vel &iai in iioc vocati estis illius,

quia ab

nomen

Chr/s<ianitat8 p/omeruistis.

Qui vivit

&.

regnai

in

menila mecu\oTnm.

Villi. Knhenfis lAUirarii

NATa/w

Doh/:NI Nos/RI

IEsU

CRI/s<I.

LECTIO AD HEBBEOS.

JN
le

PRIMORDIIS HUIUS EP.s<oLAE DICENDO EST, QUAE CAUSA ESTITERIT cur Apos/oh/s Pauliis moro suu in hac cp<.s/rtla no, servaverit, videlic* ut vel
nominis
sui,

voca-

bulli!

vel ordinis describcnt


titulnvit.

dignitatoi.

Haec

igitur

cmma
qnihm
quac lex

exivit, q<od

nomine suo no

quia ludeis scribcbat suis

tratribus,

odiosus erat, oo q,od circiuncisione.


recipt observanda, ipse docorit

&

sabbatu

&

sacriflcia, ceteraqe,

non debcrc carnalitcr observari post DojJni

passione. Na(

il

qui.

credidcrnnt ludaei, contcndebant utraniqne tenere,


Evangclii,

15

baptizari sclic*

sredm gr/mm

&

circiuHcidi, sabbatu

quoqwe

2
Fol. 9

vcrio

post

modui

translata onl in latina! lingua!, siciit et rcliquae.

JVluLTIFARIAM MULTISQ!m; MODIS OLIM


in Pcophetis,

D^>!;S

LOQUBNS
4).

PATRIBj/s

novissime dieb/rs

ists locut.s est

nobis in Filio

0m8

intentio

beati Apostoli in

hac

cp/.<<f)la est,

ut ludeos cognatos suos q!*t et Ilebrei


faciat

ab Heber ap-

pcllant!<c. in

quo

as.su!pti s/t

a Lcge Moysi transire

ad gra^zam Evangeli!, ab obflde-

servationc carnali ad spiritale!. Simulq!t; emnentia!!i gratac, quae per Filium data est
lib!<s

disccrnit a legalibw.v umbrs,

quae angelicis ministrationibws exhibite fuerwn^.

Unde & primu!

ponit Pcoplu'cas diversis modis variisq!/c locutionib!/.s patribus suis


ide.s/

se locutos diwws. Multipharia!!i, 10


tis qualtatib!e.<i,

multis locutionib!<.s multisqc modis, hoc est mul-

olim, in pi-fif/terito videlicet tetpore, loquens

Dews Pater per Proph&as

patrib(<s

no.siris,

(leinde ut ostenderet
dicb!(.<;

quanta

difllerentia essit

gratiae inter lUos

&

patris illorM!rt, sub-

iuncxit: novissime
locut!(.s est in

istis

ultimae etatis loquutws est nobis per Filium. Dicendo autem


tantumdc!!! valet quasi dicer& per Prophetas

Prophetis

&

in Filio,

&

per Filium, quia

TAVOLA LXXVI
(Incentario 146t: 169)

lonae, Vitae S.

Columbani
OTTINO
23.

et
III.

discipulorum eius
15

F.

Manoscritto di
f(Midio

ff.

58, dei quali

anche prima

dell'in-

Vita S. Hieronyini (attribuita di solito a Sebastiano


G-AHUnene) Plerosque

mancavano

quelli sognati

10-17. Misura mm.


(f.

monaco
I,

nimirum

(Bibl. hagiogr.

240X3L5. Legatm-a moderna. Comincia

r) colla

577, n. 3870); seguono la Vita di S. Placido (attri-

(1) (2)

oh.

XX,

21.
2().

(3;

2 Cor. V.
Hebr.
I,

20.

<*r. V.

(4)

1-2.

1(!7

Ijiiifa

wl un
II,

falso

Giordano) Tempore

qiui

Thendnrcis

La tavola

nostra ne dimostra, parmi, gli elementi pi

(ivi,

998, n. 68r)9), la Passiono del modcsinio Santo,


f.

arcaici, sia nella iniziale, sia nel rigo e

mezzo

in

maiudi-

ecc. Finalmente,

29
5f)

d,

comincia

la

Vita S.
.

Colnm-

scolo, sia \w\ minuscolo


rei

non ancora perfezionato. Lo

bani
I

di

Jona

f.

Excommnnicatio

del sec. X, ancorch alquanto avanzato. Tutto ai


si

ff.

1-30, 33-3.5,
.

52, furono suppliti di


f.

mano

del

pi lo

potct\ attribuir al sec.


il f.

X-XI.

HOC.

XV
,

Al margino superiore del


:

r di

mano ben

Riproducesi

31

r,

che nella parte 8\iperiare ha


:

livorsa dalla consueti

Libor sancti Coinmbani de

l'antica scrittura raschiata

vi

si

contenevano

.5

riglii

Bobio

e in luogo del numero:


:

IC XC.
.

Al margine

colla fine del testo che ora trovasi, d


sul

f.

mano

del sec.

XV,
:

inferiore

Iste liber est

Monaclionnn Congregationis

30

u,

Si

possono ancora rilevare alcune parole

sancte Justine de Observantia Ordinis sancti Benedicti

dogmate

florens

omnium vicinanim gentium

fido

residontium in monasterio sancti Columbani de Bobio,


scriptus sub

prcpollet.

Invece la
il

mano che

suppl

fogli proce-

numero 169.
della

11

numero aggiunto, e

la

denti vi scrisse

titolo della

Vita di

S.

Colombano.

annotazione sembra

mano

consueta. Pare adunqu(>


al

La

didascalia

de ortu

in rosso, d'altnv niano<lotlo

che

la sostituzione dei

ff.

sia anteriore

1461.

Per

stesso secolo
lettere
:

XV. Nel

testo originario
illius
.

sono in rosso

le

l'identificazione
Cir. Frn/fm..,
II

del

citato

numero
p.

169,

cf.

Peyron,

atus ergo hic

Nel minuscolo, alcune


;

lUM.

nb..

p. 42,

221).

lettere veggonsi, qui e

col, ricalcate

ricalcata

por

Kruscli (l'ajtsiones, in Script


il

m.

Mnoringirarum,
si

intero la parola

8up|)lementum
of.

al rigo ultimo.

IV, 44) descrive questo ms., per

quale
Il

uiova della

H. Jackson Lawlor, The mnn.


bani

the vita S.

Colum-

collazione gi fatta

da

Bethmann.

Krusch anclie
agiografici di

CTramactiomt

of
p.

the

R.

Irish

Acad.,
1903)

XXXII,
si

nella recente sua edizione degli

scritti

dection

C, part

I,

.54-5,

Dublin

giova

Giona (Hannoverae
d(!l

et Lipsiae 190.5, p. 10.5) lo giudica


l'Ottino.

dello descrizioni di Ottino e di Krusch,

ma

egli

non

sec. XI,

siccome anche aveva pensato

vide

il

manoscritto.

TAVOLA LXXVl
Fol. 31 recto

Incipit vita sanctisHimi patria

Columbani abbatis

1)

De

ortu

&

ostensio-

N
actum
10
sit

ne
ci

eiiis genitri-

per v8ui

ostcnao 2)

ATUS ERGO

HIC INTER PRIMORDIA FIDEI GENTIS ILLIUS


Sed prius quaw luce caperet praesentis non
est
vitae, quid ante eius

ortuw

silenduw.

Naw

eius genitrix

iam cum conceptu alvo

gravida teneretur, subito per inteoipestam noctew sopore depressa,


vidit e sinu suo rutilantem

solem et nimo fulgore micantew


praebere.

procedere, et

mundo magnum lumen

Haec

genitrix

postqua) sopor

membra

laxavit, et caecas

mundo surgens
3) pensare

au-

rora pepulit tenebra, semel intra clauso comine


15
coepit, et ancii)iti

gaudio tantae visionis vim sagaci animo

trutinare, vicinorum.qe solaminis

supplementuia

4) petit,

quos

(1)

yiu'stn llilnmnlln
si

li

mano

del bit.

XV

sostituisco

In rnsurn, l'onic

dissii noli (Inscrizione del codice.

un Anche

lunjfo

tratto

(2)
(.'D

Questo

titolo

del sec. XV.

nel

margine

Corretto dn tarda,

ma non

tardissima mano, in:

conaniiiio
<>

supiTlore

si

possono riconoscere Klcnne trnccle


.

di

lettere del soc.

XV

(4)

Parola totalmente

ricalcata;

ma

la

leiionc

primitiva

peraltro

Vitn

Columlmiil nlihntls

evidente.

168

TAVOLA LXXVII

Lectiones
OTTINO
45.

liturgicae
F. VI.
!>,

fase.

La

miscellanea F. VI. 2 and in cauBa doH'incendio


Il

qui

si

descrive, quello che ora servo a rilegare ur

conRunta.

fase.

viene

descritto
di

dall'Ottino

come
ff.),

fascicolo

cartaceo

del

sec.

XV^I
;

(con

documenli

contenente

un frammento

lA'ctionarium (in 38

1479-lfi.")0) in

minuscolo elegantissimo

colle didascali*

ch'egli attribniscc al sec. XIII.

Ma

il

ma. era di gran

in lettore onciali,

a rosso. Al

f.

2 recto

sta

la rnbricii

lunga

piti

antico

il

minuscolo del

testo, ricco

ancora
della

di elementi

onciali, colle

formo
il

caratteristiche

e dalla

, riportiiva

ms. verso alla fine del


al principio del sec.

AD UINCULA LEC EZECHIELI8 PROPITi e al 2 vcrin quest'altra FR III AD 8CXM ANASTASIA LEC I8AIAE PROPHT (Alsazia di inbbin, Categ. Il
FR
.

Il

f.

sec.

X, senza forse neanche giungere

Acquisti, vendile etc. nel territorio di Bobbio , b. 14.

XI.

Le

didascalie erano in carattere onciale, d'imitazione

Della medesima et mi parve

il

f.

doppio v\w
del

r'wx*-

vero,

ma

ancora abbastanza svelto,


carolina, la

bello, elegante.

prc una sentenza, 14 die. 1496, in favore


stero e contro
i

Mona-

La

perfcttjimente

ha forma
sup-

Marchesi e

gli

Uomini

di

Petragoln.

arcaica.

Ma una
certe

cortsx esitazione nella scrittura fa

pubblicata da Giovanni Beltramo Attendoli, arciprete


della cattedrale
di

porre che
piuttosto

apparenze
tfllti

di

an^aieit

provengano

Pavia e Conservatore Apostolico


di

da modelli

ad

imitare, che

non dalle

dell'Ordine della
S. Giustina.

Osservanza della Congregazione

spontanee e genuine
questo
il il

disposizioni

dello

scriba.

Ed

Vi notai due rubriche,

in capitile rustico,
I

motivo per cui non rimandare molto addietro

presente frammento.

P kL NAT SCI SILVESTRI, e: DOM (=po8t) NATALEM DNI A"N~. Il minuscolo regolare

PRD

Tra

frammenti

di

codici esistenti insieme


di

colle

ed elegante: alcune a aperte confermano


del

l'antichit

pergamene bobbiesi all'Archivio

Stato di

Torino,

frammento

(Abbazia
14

di

loMto,

Categoria

IV.

alcuni provengono da libri liturgici.

di libri liturgici

Miscellanea

, b.

[=

.55].)

Ad epoca

pi recento,

l'Abbazia di S.
vizia,

Colombano

era veramente fornita a do-

forse al sec. XI, ascriverei

due frammenti, che servono


libri

siccome risulta dall'Inventario del 1461.


al

parimenti di rielegatm-a nei


(ivi.

di
b. 8

amministrazione

Forse di et abljastanza vicina

frammento che

Categoria IV

Miscellanea

[=

49], e b. 87.)

creationis.

Neque per sanguinem

hii

orum

aut vitulorum, sed per proprium sanguinem


introivlt

semel
1).

in

saner

a&ema

redemptione

inventa

POmnica

II

MENSIS SEPTIMI

LEClio EPlsTolae BEaT PAULI APos/oLI

AD

CORINTHto

FRatreS.
in gratia

Gratias

ago Deo meo semper pr vobls,

D,

qjiae data est vobis in Chrj/o

lesu, quia in

omnibus

divites facti estis


in

10

in Ilio, In

omni verbo &

omni

scientia,

sicut testimoniura Chrtsfl

conflrmatum est

{V Utbr. IX,

11.

16J)

Domini

in vobis, ita ut nihil vobis desit in ulla

gratia, expectantibus revelationem

nostri lesu Christi, qui

&

conflrmavit vob
in die

15

uaque ad flnem, sine crmine

adventus

Domini

nostri lesu Chrtsfl 2).

IN FESTIVIS SanC<AE

MARIAE

LEC^to LroRI SAPIENTIAE

IVlulierem fortem quis


20
et

in veni*? procul

de ultimis flnibus pr&ium

eius:

Confldit in ea cor viri sui, spoliis


digebit.

non

in-

Redd&

ei

tranum

* non malum
est

omnibus diebus vitae suae. Facta

quasi navis institutoris, de longe portans 3)

TAVOLA LXXVIII

Missale plenum monasticum


OTTINO
27.

F. IV.

2.

Mss. di
l'Ottino,

flf.

80;

mm. 316
si
11

X 255, secondo
possono

le

misuro delin

Sul
attesta

f.

r.

un

cartellino

di

mano

di B.

Peyron

cho ora non

verificare,

causa

l'origine

Bobbiese

del ms.

Difettano le

del cattivo stato in cui

codice trovasi. Nell'Inventario

antiche catalogazioni.
Fol. 20 V. In rosso sono:
r,
r.

dei codd. superstiti, n. 27, vien detto dal fuoco .


Il

danneg^iatissimo

Co

r.

POST COA

fuoco contorse le pergamene, specialesteriore.

ITE"

mente verso U margine

Tuttavia

il

codice

r.

13

MENS" r. 10 ORATIO r, 11 iniziai, LEC"LIBRI SAPIENT, r. 26 ALIA ORATK


,

rest Huscettibilc di restauro.

E
;

scritto in

minuscolo carolino ancora abbastanza

L'Ottino Io attribuisce al sec. XII


dizio fu ripetuto

questo giu-

bello e regolare.

Non parmi
2,

quindi

che

lo
il

si

possit

da A. Ebner, Quellen nnd Forschungen

discotare da F. VI.

e lo direi scritto verso

sec.

XI

zar Geschichte und Kunstgeschichte des Missale

Roma1896,

senza quindi allontanarmi troppo dalle conclusioni de


Bannister, basate sulla notazione musicale. Considerando
la scrittura di

num im
p. 258.

MUtelalter

Iter Italicum,

Freiburg

'(b,

Ma

devesi avvertire che l'Ebner non visit la


si

questo frammento, alcuni

apici

dell-

Nazionale di Torino, e che perci


all'Ottino. Il eh. dottor Bannister,

attenne senz'altro

lettere prolungate (quali sarebbero

d>,b, h
le^

che esamin anni or

manifestano un'et ormai alquanto avanzata. Altre


tere

sono questo manoscritto, lo ritenne del sec.

XI -

XII,

(come

la

n,la m>,la t) conservano


meno
notevoli di arcaicit.

carat-

come

potei sapere per privata sua cortese comunicazione.

teristiche pih o

Fol. 20 verso
ut nos sptrtVus tui
pietas recreat,
stantia nullo

lumen

nfundat, cuius sapientia creat,

& &

providentia gubemat. Qui


sit

cum

a tua sub-

modo

diversus, sed Ubi

unigenito tuo

consubstsntialis

coaetemus, diversitatem tamen donorum

(1)

/ Cor.

I,

4-8.

(8)

Pro.

XXXI,

10

IS, 14.

170

aiit'//(/a,

replA tuoruni corda

fldeliutn.

Et ideo. Co mmnnicanlex Non vos relinquam

orfanos, venia) ad vos itenim,

Mcuia,

&

gaudebit cor ves<rm,

neliUa

POST COlmunio.

Praebeant nobis, Domine, divinum, tua sntuil fervore, qua eorum pariter

&

actu delectemi/r

&.

fruetu. per.

ITE! EIUSDE

UNDE SUPRA

MENSs
fl-

QUARTO, FERm IIII.


10

A.tiphonn.

Lex Dom'-n

inroprachensbilis convertens animas testimonium Dei

dele sapientiam praoHtans parvuiis. PSahnius Caeli enarrant.

ORATIO

'mnipolens O.

&.

misericors Detta apta nos tuae propitius voiuntati

qiwniam

8icut eius praetereuntes tramite! deviami,'!, sic integro tenore

dirigam*'
In diebs

ad

illius

scmptr ordineni recurrentes.


fliiis

per.

LEC</o LIBRI SAPIENTtc

illi8

dixit

Salomon

Israel

1):

Dilgite iustitla! qui

15

iudicatis terra. Sentite de


dis quaeritc illum,

Domino

in bonitate
bis,

in

smplicitate cor-

qiwniam invenietur ab

qui non tc)ptant illum,

apparet autem

eis,

qui fidcm habent in illuw. Perversao enii cogi-

tatlonos soparant a D<to. Probata autpwi virtus corripit insipicntes.

QwoMmm
20
in
A.

in

malivolaw animai non

introibit sapcntia,

nec

haliitabit

corporc subdito pcccatis. Spiritua enim Sanctus disciplinan effugiit flctum


auferet se a cogitationibus quac sunt sine intcllcctu,

&

corripi-

etur a suprrvcnientc niquitate. Bcnignus esl enim Spirilue sapicntiae

& non

liberabit malcdictu) a Inblis suis.

Quum

renuns

illius

tcstis

est Deus, et cordis ei.s scrutator est verus, et lnguae illius auditor.

25 Quon/oni Spiritila Douni rcpiovit orbem tcrrarum, et


scientia habet voci
.

lioc

quod continet omnia

ALIA ORATIO.

TAVOLA LXXIX
(Innenlario 1461: 45 della parte II)

Psalterium Bobiense
OTTINO
13.

et alia

F. IL 13.

Manoscritto di
folcii
i

ff.

53 (oltre
di

al

f.

10 bis
del

dei quali

Sul
sec.

margine inferiore del

f.

una mano del

10 e 17 sono suppliti

mano

sec.

XV,
ex.

XIII avea cominciato a trascrivere un documento:

ff.

60 - 3 sono aggiunti di

mano

del sec.
rr.

XIV
38.

Millesimo

CC

quinquagesimo secundo, inditione de-

Misura ce. 26
in

X 38. a due colonne, di


=18
nov.,
si

Legato

cima (parola
mensis

corr.
in

da nonaj, die veneris decimoseptimo


monasterio sancti

legno col dorso di cuoio.

madii,

Columbani

Bo-

(vominciacon un Kalendarium dove sotto


XIIII
(kl.

il

giorno

biensis

f.

dopo i nomi dei testimoni, segue:

Dominus

dee.)

legge

In Bobio de-

Gfnilielmus) monasterii sancti Columbani abbas

dicatio acclesiae S. Petri Apostoli et translatio corpo-

qui resta tronco Al


11
r.,

il

documento.
:

rum Columbani, Atale


Al
f.

et

Romani mar.

(= martyris.)

margine superiore
e sopra leggesi
II
il

Liber

sctj

Colum-

r.,
il

(cio nella

seconda met del fascicolo conil

bani de Bobio

n. 45,

che corrisponde
(cf.

tenente

Calendario) principia

testo colla
inizia
il

Passio S.

a quello della parte

dell'Inventario 1461

anche

Giiorgii m.
ff.

ecc.; e poi

(f.

10

v) si

Salterio. I

Seebass) la cui descrizione riferita dal Peyron, Cic

aggiunti (50 - 3) hanno preghiere liturgiche.

Fragm., Bibl. Bob.,

p. 57.)

(I)

flap. I,

7.

, .

171

Nell'Inventario dei codici superstiti, al n. 10,


sent(^
il

11

carattere

il

postrarolino,

con larghe tniccie

pre-

delle

forme primitive, spocialmcMite nella


;

"

e nella

codice viene

cosi

descritto

in

buono

stato,

nella

t
il

la linea verticale talvolta oltrepassa,

danneggiato dall'acqua negli ultimi


Si riproduce
il

ft.

di risguardo.

e talvolta no.

limite superiore ordinario delle lettiire.


lettere

f.

19

r.

Le

iniziali

sono
del
r.

in

rosso,

Oli apici delle

prolungate come

tranne la

del

r.

29, col. b in rasura,


rr. 7-8.

ec.

XV.

fanno pensare ad et ormai avanzata. Alla stessa

In rosso pure la didascalia ai

Al

9 la iniziale

eonclusionc guida la considerazione del nesso

s t

D
>

ha

in

celeste lo sfondo intemo, e in rosso l'esterno:

Notevole del pari


Peraltro ha
del
le
r.

ortografia
al r.

niichi

-,

nicliilum .
la
<

l'inquadratura in

giallognolo. Si

osservano

tocchi,

mihi

4 della col. H.
Il

Tarda

all'interno, in giallo canerino e in rosso chiaro. In rosso

24 della stessa colonna.

Bannister, considerando
il

DP

al r.

21 (24) e al

r.

ultimo della
il

col. b.
v.

note musicali, aggiudicava


sec.

codice

al sec.

XI -XII,

Il

nostro testo contiene


i

Salmo XXXVII dal

3 in

con addizioni del

XIV.

poi, e

vv.

1 -

12 del Salmo seguente.

Col.

A
&
con-

Qf<o/i/am sagittae tuac iin.xc sunt michi,


flrmaHti super

me manum tuam
carne

1).

Non

ex< sanitas in est

mea

a facie irae tuae

non
5

pax

osaibies

meis a facie peccatori/! meorMm.

Qwoniam

iniqx/tates

mcae supcrgressae sunt caput meum,

sicut onus

grave gravatae sunt super

me

Putruerunt
ae,

&

corrupte sunt cicatrices me-

a facie insipientiae meae.

Miser factus
10

sum & curvatus sum usque

in

fl-

newt, tota die contristatws ingrediebar.

Quoniam lumbi mei


onibus
Afnictus

impioti sunt inlusi-

& non
sum &

est sanitas in carne

mea,

humiliatus suro

nimis,

rugiebam a gcmitu cordis mei


15

Domine ante

te

omne desiderium meum

Cor

20

A gemi tua raeus a te non est absconditxs. meum conturbatum est (2), dereliquit me virtus mea et lumen oculorum meorum & ipsum non est mecum. Amici mei et proximi mei adverswm me appropinquaverunt & steterunt
Et qui iuxta

me

erant de longe steterunt

infie

faciebant qui querebant

animam meam.

Et qui inqwerebant mala micM, locuti sunt vanitates,


21)

&
&

dolor tota die medit-ibantur.

f^o autem tanquam surdus non audebam


sicut

mutus non aperiens os suum.

Et factus

sum

sicut

homo non audiens


suo redargutiones,
speravi, tu exaudies,

A non habens
'M)

in ore

QMO/uam
Quia
dixi:

in te

Domine

domine Deus meus.

nequando supcrgaudeant michi

inimici mei, et

dum commoventr

pedes

(1)

XXXVII,

V.

!i.

(2)

8e(fuivno

Ifl

parole

in

me

che furono lavate.


mei, super

172

me
in

mnfriin locuti aunt.


flajrclln

Qnoniam ego
35

pnrntii, et dolor

meuH

In conspectii
iniq/'jtntei/

meo

eniper.
et cogitnbo

Q,uoniam

men) annuntinbo,

pr peccato meo.
Inimici

autem mei vivant, & conflrma-

Col.

B
ftunt

ti

Bunt miper me, et multiplicnti


qui

oderunt

me

inique.

Qui retrbuunt mala pr bon8 detrahebant


I

mlhi. qiioniam Hcquebar honitntcm.

Non

dcreiinqffrts

me,

doi/i/nc,

Dcim menu, no
salutin

dBcesser8 a

me

1)

Intendo in adiutorum

meum. Deus

meao.

In flnem, pr Idithun, Canti-

cum

David. XXXVIII.

DIXI
10
in lingua

custodia) vins
ut

X^mcaa, r
Posui 3) ori

no
2).

dclinquai/f

mea

meo

custodiam,

cura consisterci pcccator adversum me.

Ommutui &
15
et dolor

humiliatuA

sum

et silui

a bonis,

meus rcnovatus

est.

Concaluit cor
meditatione

meum
mea
in

intra

me,

ft

in

oxardcscit ignis.

Locutus sum
fac michi,

lingua mea. nostrum

Domine, flnem meum.


est,

20

Et numerum dierum moorum qui


ut sciam quid dcsit michi.

Ecce moisurabilcs
8uh8tantia nica

posuisti

dics

meos &
te.

tanqoam nichilum ante

VcruDitamen universa vanitas, omnis homo, vivcns


25

DP 4)

Vcrumtamen

in

imagine pez-transit homo

sed et frustra conturbatur.

Thcsaurizat et ignornt cui co;igregabit eam.

Et n'fnc quac est cxpcctatio


et

mea? none Dow'nus?

substantia

mea apud

te est.

30

Ab omnibus

ini(iuitatibus

meis eruc me,


me.

opprobrium

insipienti dcdisti

Ommutui & non

apcrui os

meum,
tuas.

Quoniam

tu fecisti.

amovo a me plagas
ego defeci

A
35

fortitudine nianus tuae


in increpationibus

propttv iniquitatcm

compuisti hominem.

Et tabcscerc

fecisti, sicut

arancai/i animai eius

vcruoitamcn vane conturbati- omnis homo.

DP

(1)
Ci;

QiU'stn
l'n.

iliifl

parok'. nel iiiniinsrrltto

furono posto

ni Hiin rtcl riifo tento.

'S) (*)

Fji

appena

visibile.
si

XXXVIII 10-12.

Queste due ultimo parole

trovnno del

Hk"

21.

173

TAVOLA LXXX
(Invenlarin 1401: 7 della II Parte)

Breviarium monasticum Bobiense (Sanctorale)


OTTINO
Mh. di
(li

12

F. a. 10

ff,

322, oltre ad

uno aggiunto
;

e a

duu dopp

risguardo

Al

f.

r lacqua deturp
) della

l'iniziale

miniale

guardia
il

in fine;

mm. 387X265
sec.

righi 28 per pagina,

I"

(di:

In diebus

Lectio Ideila comme-

dove

testo seguito e compatto, senza interruzione;

moratione di
S. Stefano,

S. Stefano,

sciupando anche la figura di


iniziale.

minuscolo postcarollno del


I

XI avanzato.
preghiere
liturgiche di

che accompagna detta

fogli al fine

contengono
II

Di questo ma. tocc H. Jackson Lawlor, The mia. of


tlu>

m.ani dei sec.


di cnoio.
j

X - XI
(pp.

ms. legato in legno, col dorso

vita

S.

Columbani,

in

Tramactions of the
I,

li.

Trixh Acad. voi.

XXXII,

Sect. C, part

p.

64 (Dublin,

Ottino

11-2) d una descrizione minuta


codice,
vi
si

1903) attribuendolo al sec. XI, aulla fede di G. Ottino


e di B. Krusch. Cos pure la pensa
il

del contenuto del


zioni dei

elencando

le

commemorale

dott. Bannistcr.

Sunti,
(f.

che
r)

contengono, fra

quali

come

egli cortesemente comunicoinmi.

Mi pare che
il

tale

avverto:

14.")

quella

in nativitate sancti nertulfi,

attribuzione sia accettabile, anche sotto


leografico, giacch
il

riguardo pa-

a .Iona abb.

(f.

14.5 v) la

Translatio corporis sancti


Historiae variae de primis
r) la

carattere mantiene ancora assai

Coinmbani

(f.

147

v) la

dell'arcaica semplicitti,

ma non

ne conserva

in t^alc

ab-

Bobiensibus monacis
bani, a

(f.

232

Vita S. Colum-

bondanza e schiettezza da doversi accentuare


del codice. Nei codici liturgici facile

l'antichit
lo sforz

Jona abbatis

Ci conferma l'origine Bobbiese

che

del codice.

della imitazione, suggc^rita quasi a diro dal rito, faccia


al
f.

Fra

le

varie note apposte

322 v rilevo l'elenco

parere

il

codice pi

antico di

quanto

sia in

realt.

delle reliquie conservate alla Spelonca, santuario vicine

Quindi, in questo caso, piuttosto sarei pi guardingo,

a Bobbio.
quie

In

altare

sancte

Trinitatis

sunt

reli-

che non pi ardito, degli

eruditi

che ho

accennato.

De spciunca

sancti

Columbani

de

Scpulchro

Qualche

apertti, stentjita e di imitiizione,


il

non

ci

Domini, et de Presepe eius et de spongia eius, et de


potr, ubi stetit

deve

illudere, e farci attribuire

presente manoscritto

quando
:

in

heremo

stetit

et ieiunavit

>

ad un'et eccessivamente vetusta.


Il

Tale elenco

finisce

In altare sancte Marie de Spein

recto del

f.

98 fu riprodotto

in

Monum

paleogr.

lunca sancti Columbani, qui est

medio aliorum. Nesanctus Colomba-

sacra (Torino, 1899), tav. XLI.


Il
f.

mo
nus,

sit (cio: acit)

quid

sit intus,

nisi

168

rexto,

qui riprodotto da una negativa presa


,

quando de Roma

venit, sua propria

manu

et sua

antecedentemente all'incendio
oggid
;

quasi
i

intatto

anche

propina lingua, qtu


Al
sueta,
f.

oum

consecravit

del sec. XIII.


la

l'acqua ne sfior appena


iniziale

margini.

r,

margine superiore, leggesi


canittere:

nota con-

La grande

ha
;

lo

sfondo esterno rosso,


lo

nel

consueto

Istud Breviarium est

chiuso da una cornice gialla


terno
il
;

verde

sfondo

in-

monachorum Congregationis mete

Justine de Obser-

giallo lo sfondo degli ornati.


il

La Vergine ha
le

vantia, Ordinis Ssincti B(medicti, residentium in


sterio 8i\ncti Colunil)tiM
7

mona-

vestito giallo, azzurro

manto, gialle Nel

maniche

de Bobio, scriptus sub numero

testa e
le

mani

in rosso chiaro.

testo,

sono in rosao
Versus

dove

il

n.

come costantemcmte accade, agnota pi antica


:

iniziali

di

Pmlmiu,

di Antiphona.
i

giunto.

Segue

la

Liber

sctj

Co7

nei primi due righi.

In rosso sono
r.

rr.

Incipit

rr.

lumbani do Bobio

Ed

infatti
l.

il

codice segnato

e 4 (

Vox

),

e nel

le lettere LE,

ME, OSCVLO,

neirinventario del 1461, parte


ri(rono8ce.

come anche Seebass

oltre ai tratti ornamentali

che tagliano

SCV

noi
r.

12-3 sono
RS, nel
r.

in rosso:

VOX SINAGOGE
r.

N, nel

19
in

Nell'inventario dei codici superstiti trovasi descritto


al n.

21 V^ e nel

22, oltre
le

all'ornato di

9 siccome

in

buono

stato

danneggiato legger-

cuius, sono in rosso anche


nel
r.

parole:

VOX XPI;

me.nte dall'acqua al principio, e alla fine noi fogli di

23 rossa

l'inizialo S.

174

Fol. 168 recto

Vnnlrim

Dowine Deus
es< teT8.

nos/cr.

kntiphona Sicut inyrra


tiia.

electa.

Psalmm

Oaeii enarrane. Anliphoiia Ante

thrbm

P,talmu

Domini

kntiphona Specie

Psalmm

Eruc-

tavit

kntiphmm Adiuvabit eam.


tu in miilieribus.

Vsalmits

Dem

nostrum, kntiphona

Dignare me. Psalmiis Magnus Dominm. Versm Benedicci

Incipit liber Cantica

Canticorum

Vox sponsi ad sponsam

o
io
15

SCULETUR ME AB OSCULO
oris tui, quia meliora aunt ubera tua
vino, flagrantia unguenti optimig.

Oleum cffusum nomcm


tulaf dilexerwn^ te.

tuuni. Ideo adulesccn1)

Tlirae

me

post te curIn-

remJts in odore unguentorj/( tuorum

troduxiY

me

rcx

in ccllaria sua.

exultabimus & letabimMJ-

In te,

Meniores uberum tuoriim tmitcr

vinu)/i, recti diligunt te.


fllie

Vox

Si-

nagogae: Nigra sum, sed


naculn Cedar, sicut
q!<od fusca

formosa,

IrhrK.salrm sicut taber-

pellis Salomonis. Nolite

me

coai(lerare,

sum

2),

qwia dccoravit

me

sol. Fllii

matris

meae 3)
vineam

pugnaven< contro me.


mea) custodivi
4).

Po8uer<

me custodom
diligit

in vincas,

Indica michi que>/i

anima mea, ubi

pasci, ubi cubas, in meridie.

Ne

vagar! incipiant per gregea

Rodalium tuorum.

'Rcspoiisorinim Hodio nata est l>eata Virgo Maria,


.salus

20

ex progenie David, per quam


iu8 vita gloriosa

mundi credcntibus apparui/,

cu-

lucem dcdit soculo. Versus: Beatissime Virginis Mariae Nativitavita*

tem devotissimo celebramus. Cuius

Vox
&

Chr/."</.

Oi

ignoras

te,

pulciira int/?r mulieres, egredere

abi

post vestig

gregum & pasce edos


Aequitatui

tuos iuxta tjvbema-

cula pastonoii milavi


te,

meo

in curribus Pharaonis adsisu/it

amica mea.

Pulchrae

gcnae tuae

tfo'turis,
tibi

coUuoi tuura sicut munilia, raurenulas aureas faciemus

TAVOLA LXXXI

Antiphonarium cum
Manca
in Ottino

notis musicis
O. V. 20.

Bel ms. di

ff.

183

Misura

mm. 220X

127.

e a
tino,

me

fu indicato per tale,

ancorch manchi

all'Ot-

Fni

codici Bobbiesi segnato nell'lnv. dei codd.


.'9,

che fu pur cosi esatto, in generale, nella ricerca

superstiti, n.
4a(). B^u

colla qualifica

illeso

cf.

anche a

p.

dei codici di questa provenienza.

riconosciuto per bobbicse prima dell'incendio,

Precedono undici

ff.

contenenti un Calendario del

,1)

faro!

l'orrcttn ila

mano alqnanto

posteriore hi:

Trahc'.

(4)

Sul

inarjthii',
.

rchiniiiato

da duplice idcitUco

!i(t|;iio, Il

sopplcinento

(2)
(.'))

Corretto in Corrotto In:

hhi .
vinttiit .

vox AurulMmc

, ,

6C. XII, e varie preghiere liturgiciie musicate, di diverse

175

miglianza colla

del

ms.

F. IV.

4,

fol.
1).

r,

mani del medesimo


[9 febbr.]

secolo. Sotto

il

giorno

idus (febr.)

cui parleremo in seguito (Tav.


Fol. 34
V.

LXXXIII,

leggesi

Verona, depositio sancti Zenonis

Al

r. 1,

lettere in rubrica, alcune delle

episcopi

Sotto

il

21 marzo,

XII
:

[kl. apr.]

Benedicti

quali furono poscia toccate in azzurro.

r.

2
;

in

abbatis

9 marzo,

[id.]

Sollempnitas sancti
[kl. sept.]
,

rosso e oro, con fondo scuro, di rifacimento


rosso.

DNlin

Benedicti abbatis
Bertnlft abbatis
;

18 ag.,

XHII

sancti

r.

4 grande iniziale E, aurea ed argentea,


filettate

2 novembre,

IIII non.
[kl.

Bobuleni

colle linee

in

rosso

azzurro

il

riquadro
:

abbatis

23 novembre,

Villi

decembris]

componesi
fondo

di

una

linea

aurea tra due

linee rosse

sancti Columbani.

Quest'ultima commemorazione

ritoccato.

Le

lettere

CCE ADVE
rr. 5,
r.

in nero,

indicata in rosso, mentre persino S. Benedetto

comcav.

con qualche ritocco azzurro. Nei


alcune
iniziali

9,

11, 12, 13,

15

memorato

in

nero.

Ci

dimostra (osservava

il

sono rosse, e

al

14 in rubrica sono

Francesco Carta) l'origine bobbicse del manoscritto.


II

pure PS, AD, Ri


Al
f.

principio

dell'Antifonario comincia con

Ad

te

166 o nelle Litanie

dei Santi

si

invocano
oltre

levavi

animam meam

dove

la

a intreccio e
nativa,

santi bobbiesi

Colombano, Atala,
valida, se

Bertolfo,

a 8.

a colori, non conserva pi adesso la bellezza


sia

Gallo. Ci
agli

d una

non necessaria conferma


alla

per motivo del tempo, che altera

colori, sia

per
let-

argomenti gi addotti rispetto

provenienza

causa di chi la ritocc, specialmente nei colori.


tera

La

del codice.

A
lo

aurea ed argentea, colle lince filettate in

Gli ultimi quattro


posteriore.

ff.

sono d'altra mano, non molto

rosso

sfondo interno
lo

adesso in
lettere,

azzurro
la

cupo.

Auree parimenti sono

che

circondano.

Ai Benedettini

Solesmiani parve dover attribuir

Nella riquadratura, la linea centrale azzurra chiusa


fra

questo codice al sec. XI,

come privatamente comunilo direi peraltro anteriore

due lince auree. Nei due righi seguenti

Deus

carono al

dr. A. Ratti.

Non

te
il

ritocchi in azzurro sono posteriori. In rosso

alla fine di

quel

secolo. L'impressione

che

lo

forme
molto

nesso

PS
,

(=

Psalmus).

delle lettere

producono non permette

di risalire

La

che abbiamo descritta, tiene

molta so-

addietro col tempo.

Fol.

recto

D TE VA
VI

MA M

M
DEUS MEUS IN TE CONFIDO, NON
erubescam, neque irrideant

me

inimici

mei, etenim universi qui te expectant

non confundentur. VSalmus:

Vias tuas

Dow ine

Fol. 34 verso

INCIPIUNT TROPPHI

DE

EPIPHANIA.

Ecclesiae sponsus illuminator gentium DomiNI,


baptismatis sacrator, orbis redemptor.

rj-CCE ADVE5
nit Hiesus,

quem reges

gentium cum muncribus

176

mifiticiR

Hierosolimam

reest,

quirunt dicentes: ubi est qui natus


doniinator Dominus? Vidimus stellam

10

eius in Oriente et

agnovimus regem

pe-

gum natum
nu

esse. Et

regnum

in

ma-

eius, cui soli

debetur honor, glo-

riae, laus et iubilatio, et potest* et

imperium.
15

VSamiis: Deus iudiciu) tuui.

AD Kubricam

Iq^icare

Gloria in excelsis Deo, \iaqne: laudamus

te.

Quem

novitato siders ctus laudai

TAVOLA LXXXII

Libri Pontificalis
ff.

fragmentum
rii

Archivio di Stalo

Torino

Nell'archivio

AeW Abbazia
si

di liobbin (R. Archivio di

Basta controntarlo coi caratteri in uso ai tempi dell'abbate Atenolfo e dell'abbate Teobaldo, nel primo terzo
del sec. XI, per vederne le del
differenze.

Stato di Torino), b. 128,

conserva un

foprlio, scritto

su due colonne, le quali sulla faccia rerln sono rigate


verticalmente, con

Anche

tipi
fini

punta metallica

invece

le

linee

tempo dell'abbate Desiderio sono molto pi


tavole

furono presegnate molto leggermente e forse a matita.

pi eleganti. Veggansi le

XLII e segg. della

La forma
nessi
ri

della scrittura (nella quale sono a noUirsi


,

Paleografia artiMica di Montecasnino, scrittura

Lontroin

or

ro

ra

ce

ecc.)

non 6
an-

gobardo

Cassinese, Montecassino 1878. Per


testo,

molto elegante, e
golose.

le

curvature dello lettere sono


frequenti.

vare raffronti col nostro


gi,

bisogna
al

scendere
1 1

Le abbreviazioni sono
pergamena

Ma

la

rarit

anche senza voler proprio giungere

30 -

1 1

40,

di questa,

consiste in ci, che essa scritta

cio al periodo del Martyrologium rappresentato nella


tav.
senzjv

in carattere cassinese-

beneventano.

infatti l'unico

XXXVIII

dei

Monum. palaeographica

satra,

codice bobbiese in cui tale scrittura compaia, e perci

arrivare al ms. della tav.

XLVII

della
, si

citata

parve opportuno accoglierla

nella

presente raccolta,
si

Paleogr. artistica. Quivi, nella prefazione, p.

annunla

ancorch

il

nostix)

frammento non

possa riguardare

ciano alcimi

criteri,

che possono servire a spiegare

come un

tipo

veramente bello

di tale scrittura. la
fine

cronologia dei codici in scrittura beneventano - cassidi

Sulla faccia recto

leggiamo

della vita
I,

nese
col

l'abbate Desiderio, assunto nel 1087 al papato


di Vittorio
III,

papa Zaccaria
nella

(= Duchesne,
il

Lib.
di

Pontif.

435),
(

nome

chiude

il

secondo periodo

faccia

nerso

principio

papa Stefano

ivi

della scrittura longobarda, la quale

dopo

di lui inco-

pp. 440-41).
Il

mincia

man mano a

decjadere,

come sempre avviene

testo

molto scorretto. Non di rado


si

le

lezioni

in arte,

per esagerazione nella forma.

La

lettera mi-

del nostro testo

accostano a

qiielle

della famiglia

nuscola nera, mantenutesi rotonda con

tantti

eleganza

del Duchesne. Noto specialmente

l'omissione
,

della

e decoro sino a quel tempo, va diventando angolosa,


dura, e tendo a poco a poco a rimpicciolire.
iuscola
si

fra.se

dura

sederet

dopo

subito

al

r.

22 della
47.'^,

La m*-

col.

la frase

manca

nel ms. n^ (Vienna

sec.

fa fiorita e alquanto grossa...


uis.
il

IX

fine) del

Duchesne.
di

Nel nostro
in

carattere beneventano
p. e.

non

puro.

La

Stephanus alluminata
ed
in

rosso nelle

Alcune

lettere,

come

la la

a
r

e la
,

sono

in

parti centrali,

rosso anche

il

n.

XCIIII.
attribuirsi

minuscolo romano.

Anche

dove non

sia in

Sembra die questo frammento non possa


al bel

nesso, offre questa particolaritii.

periodo della

scrittura

beneventano

- cassinese.

Nella tavola

si

riproduce la faccia rn-io.

177

Trattandosi di un testo, finora non usufruito, riproduco anche la faccia recto del frammento.

Faccia recto

Col.

Hic mansas, qui vocaotur Antius et

Formias suo studio iure

beati Petri adquiesivit, quas


et dotnub cuitas statuii et

de

omnibus superius adnexis domo


cultls apostolicae

ex rationis con-

stituta faciens adqt< sacerdotale

collegio aggregans sub anathe-

mates interdlcionibus
10
nulli
.jius

statuit

quoquo modo sucsessorum


pontiflcuni vel aliae
ipsis

cuilibet
cuitas.
alie-

persone licere

domus

ab usu
nare.

aecl(?s<ae,

quoq uo modo
super

Hacc

fecit vestes

alta-

16

re beati

Andreae

apostoli

ad

be-

atum Petrum nimis obtimam.


Hic beatissimus papa
ut crebri alimentorum
et elemosinas,
statuit

sumptusque
apel-

que nunc

20

latur de veneraoile patriarcho

apparo

cellaris piiuperibs et pe-

regrina, qui ad beatum Petrum aeraoratur deportare eisqi^e rogarci,

nec non et omnibus inopibus

25

et inflrmis
isti US

po' universtis regione.


consttutis

Romane Urbis

easdeni similiter distlibui ipsa

alimentorum consttuit
mosinani.

aeli-

Huius temporibus contituli

30

tigit
ti

cum m^en

bea-

Chrixt raartirs

Eusebii cadere,

qui sanc/smus vir

cum

tota decer-

Col.

B
eia,

tans virtute prudenter, qui

borans scu^ antquitus

fuit,

rur-

sus quod ececiderat reparavit

adque optime restauravit.


5

Hic precipuus pontifex multa


loca sanc/orum in meliorem statura perduxt< et vestes optimas

super altana eorum de Dei


ecclesiarum
10
fecit.

Hic

dlexit

clerum suum valde akqwe presbiteria eius inaunae in duplo

amplus

tribuit,

omnea utpote

pater et bonus pastor amplectens et uliliter faciens et peni-

15

tus

quemquiam minime

tribula-


re p<?rmitten8. Huitis denique

178

temporbies in

magna

seciirdate
illi

et Ictitia populus

a Df?o

commis-

8U8 degens vixit. Hic beaHssimK)!

20

papa suo prudcntiasimo


dio,

stu-

quos beate recordatio-

ni8 Gregorius

papa fecit

IIII.

Dialicorum libros de
in

latino

greco trnslatavit eloquio

25

et plurcs qui latinam ignorant

loctionom, per

eorum

nlumi-

navit Icctonis

historiam. Hic

fecit ordinatfonps III


cio, prnxhilrrnii

per mensfl mar.V.,

XXX., diaconi

episcopos

30

per diversa loca numero


pultuB est ad
idt6(/.s

LXXX

.V., q(j sc-

beatum

Petrum apo!>7olum

marc7, indfciioncf, [quinta] et cc8si7 episcopa<s

dies .XII.

Col.

Otophanus
stantino 8cd7

na1)

XCIHI
ex patre Con.

wJtus romanus
XXVIIII.
5

anno

.,

dies

hic p08(t] patria

sui transitum

parvus dere-

lictus in venerabile cubi-

culo Lateranenso p^r doctrinam


apostolice traditionis sob prededecossoribrf.'

beate memorie pon-

10

tiflcibs pcf'mansit,

quem

singil-

latim per ecclesiasticos ordinefs] prvectus, diaconatus ordine

cum

ordinaverunt. Dcfuncto vere

beate memorie
15
ria papa,

domno

^aciia-

Stephanum qucnda)

presbi/lerum ad ordinem pontiflcatfcs

cunctos populos
tro

sibi elegit, et in-

Lateranense patriarchio
bidKO raanens,
tertio

misit, ubi,

20

die postquam suo surgererc sohi-

num,
Sfts

et sed[ens] familars cauali-

suas disponer&, subito

enatus obmutuit,
defunctus
esl.

&

sequenti die

Post haec vero

25

cunctus Dei populus congregatrts


intro venerabilefm] basilica sanelae

li)

Ms

rniiifliiM*

dove

II

t-giio di

ahbroviaziono fu ponto per puro orrore.


mixcrirnrdinm
iis

ti'

Dei fcenifricis d P;'rt<'8epeni, ubi


(Uiniini

&

oines

Dei nostri petente,

&

ipsi-

(lomnc

iiox/re saticlnc semp*"' virgi-

itO

nis Dpi ponitricis

Marine bono

ani-

mo, & consona voce praedctam bentigsimum viriim


sibi

clcgerant

Col,

pontiHcem,

quem

omiies sincera
prat'coniis in

mente ciim laudiun

bAHilica Snivntoris, qui iippcllatnr

Constantiniann, deportaverunt
r>

it

exinde intus venerunt pa-

triarchio, iuxta

more

intro-

miaernnt. Erat enim hisdem


bcatisHinius

papa amator aec-

closiarum, IVi traditionem, etiat


IO
ecclosiasticnruni
te

firma stabilitaChrj.'st

conservans, pauperm

ve-

lox subventor, verbi Dei in

magvidua

ami constnntia
et pupilloH
tf)

p'n<;dicator,

multo melius
etnw

visi-

tans, t'ortHimiis

ovili sui

cum

D(,'i

virtute defensor.

Mox
.

ve[roJ restjiuravit

&

UH

in

hac

Romana Urbe

sita antiqit!<.s ox-

senodochiti, qui a diuturnis et

20

longnquia temporibirs distituta

manebant

l'i

inordinata,
in

om-

ne utilitatem
locis eisdeni

diversorum

poncns, intus etiam

et
5?r)

l'oris,

in qi(/bus

& multa

contu-

lit

donaquc

]> privilegii

pagina)

sub anathemntis inierdictum


conflrmavit. Pari

modo a novo

fundasse dinoscit(/r et exsenodo-

chium
30

in

Platana centum pauillic faci-

perum

Chr/x/i dispositu'

ens, cotidianum videlicA victu

eorum decens

tribuit.

Nani

TAVOLA LXXXIII

Antiphonarium monasticum cum


OTTINO
29.

notis niusicis

F. IV. 4

Mss.

(li

fl.

287;cc. 31

X
il

!'

'"'"'"i^''""^iff-

-27H,e
misure
conddei

codici
ftux-o

superstiti

(letto

molto danneggiato.

Il

27X1'
zioni che

sogiienti

27!)

-87.
ms.

Queste sono
si

le
tali

ne

intjicet

margini superiore, esterno, inferiore,


il

date dall'Ottino,

ma
si

ora

trova in

e in qualelie luogo ancbe

margine intemo. Le pernon


d rado

non

pu

verificarle.

Nell'Inventario

gamene sono nn

i)oco raggrinzite, e

ag-

10

)jhitinate

l'una

roD'altra.

Por ora

il

ms.

di

uso

indizio esplicito, salvoch sull'ex-libris incollato alla

difflcilissimo.

parmola anteriore, B. Peyron


.

scrisse

Cod. Bobiesc

L'inizio del testo al f 2 r,

dove
e

la

ornatissima,
le lettere

La

test descritta, somiglia assai

a quella del
pensare

ha

il

fondo

rosso

e giallo

rosse sono
1

principio del cod. G. V. 20,


alla

sicch
11

bisogna

collocate a destx'a. In rosso sono pure e le lineette per la scala musicale.

(wmus)

medesima scuola

calligrafica.

presente codice

dimostra per altro un maggiore sviluppo del minuscolo,


rosso

Normalmente
lineette predette,

nel codice sono in


i

sempre

le

mentre
debole.

l'effetto artistico,

che ne

risulta

un

po' pi

V
r,

(verst/),

le

R'

{pibricae).
si

Rispetto al f

79

osservo cho ora questo


si

trova

Ascriveremo questo ms.

al sec. XII. Il

Bannister lo

co8\ malconcio, che


zione.

non

presta ad alcuna osserva-

crede del sec. XII -XIII, con addizioni del sec XIII.
1

Ne

trassi

il

saggio secondo prima dell'incendio.


per alcun segno

Benedettini Solesmiani,

come parteciparono

al

dr.

Dell'origine bobbiese non consta

A. Ratti, lo ritengono del sec. XII.

Fol. 2 recto

Za

apiciens
a longe

Ecce video Dei potentiam venientem


terram regentem.
nobis
si

et

nebulam totam
nuntia

Ite

obviam

ei et dicite:

tu es ipse qui
Versila

regnaturus es in populo
et
fllii

larahel.
in

Quique terrigene
et pauper, ite

homlnum Bmul

unum, dives

obviam. Versus Qui regia lara-

hel intende

quid dedecus, velud onera Joseph. Nuntia nobis.

Versus Excita, Domine, potenciam tuam et veni, ut aalvos noa fatias

Fol. 79 recto

In
in

1)

principio fecit

Deus celum

et terram et creavit

ea hominem ad imaginem et similitudinem

suam. Formavit igitur Dominua hominem de limo


terre et insufflavit in faciem eius apiraculum vite

ad imaginem.

'Run-ica. In principio

Deus creavit celum

et terram et apiritua Domini ferebatur super aquas et


vidlt

Deua cuncta que

fecerat et erant valde

bona.

Versus Igitur perfecti sunt celi et terra et

omnia orna-

ctus eorum. Et vidit. lubrica Formavit igitur

Dominus homi-

10

nem

de limo terre et

insufflavit in faciem eiua api-

raculum vite et factus


viventem.

est

homo

in

animam

Versus Plantaverat autem dominua Deua paraprincipio, in

diaum voluptatis a

quo posuit hominem

quem formaverat
15

3)

Et factua

Deua

(1)

Oen.

I,

1.

(8)

Gm.

I,

8.

(2)

tA

<

cancellata.

181

TAVOLA LXXXIV
(Inrentttt'io

t46t: 99 f)

S.

Isidori

Hispalensis
OTTINO
46.

Liber Sententiarum
O. IV. 38.

Ms. di
Htrttfl,

ff.

120,

mm.

275

X 180, conservato
d'acqua
al

in

buono

Riproduciamo

il

f.

u e

il

f.

70

r.

In quello cam-

salvo alcuno macchie

principio ed

peggia una grande

disegnata in rosso, ombregrosso sono


le

al

fine

com' defto nell'Inventario dei codici super-

giata in giallognolo chiaro. In

lettere

Htiti,

al n. 40.
f.
1

Sul

r,

al

margine

inferiore, leggesi

la

solita
in

UM M M
BONU" D E

notiizione

Iste liber est

monachorum residentium
de

monasterio sancti Columbani

Bobio, Scriptus sub


sctj

numero 09
de.

al

f.

2 r

Liber

99 Columbani

FJobio

<.

Come

al

consueto,

le cifre,

che rimandano
cf.

U S EST
Toccate
in rosso

all'In v. del

1461, sono aggiunte. Sull'identificazione


iibl.

sono
e

le

lettere

del
rr.

primo rigo
.'},

l'eyron, Oic. Fratfm.,

lMnisi,

p. 29.
Il
f.

del testo (quia

),

quindi nei

2,

6.

6,

8,

La

legatura antica, in legno.


incollato
*

di

risguardo

10,

12, del testo, rispettivamente le lettere


S,

C, E, Q,

anteriore,

sulla

parmola,

presenta

molte

N, N,

Q.

note fia cui un


di

Breve nscordationis

di pochi righi, di di:

mano
;

del sec. XII, che contiene

un elenco

ritti

al

basso una

mano

del sec. XIII scri.sse


la

Iste

Fol. 70 recto. In rosso


cos pure la didascalia al
iniziale

numeri LVIII-LXVI, e
10, al
r.

liber est

ma
le

con questa sillaba


il f.

parola rimane

r.

11

la

grande
:

tronca. Al fine

manca

di risguardo,

ma
il

sul

legno

Da

penna con fondi rosso


sono
i

giallognolo

veggonsi

impronte di molti righi


foglio c'era.
il

scritti,

che pro-

di eguali tinte
r.

fcmdi delle

lettere seguenti. AI

va che un tempo quel

12 lo lettere T, A,
Il

sono toccate in rosso.

L'Ottino os.serva che

n.

99

dell'

inventario
cf.

de)

testo di

f.

V leggesi in Migne P. L.,


:

LXXXIII
I,

14G1 invece un ms. Ambrosiano del sec. VI,


r>n, Cirer.

Pey
il

[S.

Isid.,

VI] 537
il

S. Isidori
f.

Sentcntiar.

lib.

cap. V,
i

Fragni, p.

19.5. Il

Seebass

non

identifica

1-3.

testo di

70 r presenta anzi tutto


lib.
i

titoli
cit.,

nostro ms.
Il

degli ultimi capitoli

del

Ili
n.

In Migne, loc.
- 64),
(ivi,

codice scritto nel cos detto

minuscolo carosec. XII.

numeri nostri corrispondono


III,

54

e poi
653).

il

lib.

lino perfezionato, della

seconda met del

cap.

I,

1-3

delle Sententiae

Fol.

verso

Sammum bonum

Dcs

est quia incomrautabilis est, et

corrumpi omnino non

jiotest.

Creatura

ctc. 1)

s
quia incommutabilia
rumpi omnino non
sed non

UM MUM BONUm DE
US EST

est, et cor-

potest. Creatt<ra
est,

vero bonuni,
est.

summum

quia mutabilis

Et

dum

(I)

Di ninno dei Hcc.

XV.

182

Bit

quidem bonu), non

tam*/

eitiu'

potest

* sunjmum.
aunt,

Quid

est Dei Inniortalitas, nsi eius incoramutn-

bilitas?

Nam

et angfli

* animae immortale^
Uooqiw

sei iminutabiles non sunt.


15

solus Deii dicitur

Immortalis, quia solus inconimutabiiis. Na)

anima

moritr, dum, deserente Deo, de bono in malunt rautattir.


Sic et angf'l'es,
rhni

dum, deserente

Dt'o, est lapsus,


e*t; q<ia

quod matede
In-

hab&, unde existat, mutabile

formi ad t'orma transit.

Qnod vero raateriam non

habet,

20

immutabile

est, sicut

Deus. Itaq>( bene ac 8ub8tan[tialiter

Fol. 70 recto

De muneribus De De De
De
tcstibus

LVIII
LVIIII

cnusidids
opprcssorib")! pauperu
tribulatlonc iustorum
amatorib'^'i

LX
LXI
LXiI
LXIII
LXIIII

De De De De

mundi

anmtorib?)! nhrricnrrae

brevitatc huius vtae

LXV
LXVI

exitu vitae.

Do

flaKcIlis Dei.

10

X-NIVINE SAPIRNJL/TIAE subtilitas, sicut


testis,

exterius

1),

ut

scrutatur conscientias, ita

intcrius inro);Ht poenas, ut ve-

rum
16

sit

testmonium Prophetac,
testis et

quia ipso est

iudex

2):

Miserer,

Domme,

misero Ysidoro indigna agenti, et digna patienti,

assidua peccandi, et tua flagella coti-

die sustinenti. Ordinata est miseratio Dei, quae

pris hic homine/ per flagella a 3) peccati emendat,

20

et postea

ab aet<?rno supplicio

liberal. Electus

enim

Dei

dolorib'f.'!

vitae huius adteritur, ut perfecti-

or vitae futurae lucret/u-. Nequaquai

Deus

delin-

quenti parcit. Q^Honiam peccatoreiH aut flagello temporali

ad purgationew*

ferit,

aut iudicio aetcrno

25

puniendum

relinquid, aut ipse in se

homo

poe-

nitendo punit,

quod male

amisit.

Ac

p)-oinde est

(1) (2)

La

Hillaha

<

ex

>

(in

rnanra.

(3)

Correttn da

ac

lenm. X.XIX,

2a.

183

TAVOLA LXXXV

Hyppocratis Aphorismata

Pcrcramena che dall'Accademia delle Scienze


alla niblioteca Nazionale,

psisa

Glauconem discipulum suum


petit onibiJi tim.

che

principia Lket

dove and

diRtnitta dall'inin.

Trovasi

p. e.

nell'incunabolo: Venetiis,
1491,
f.

cendio. In miniiKcolo perfezionato del sec. XII

con-

per Philippum de Pnngis de Caneto,


cos pure nel ms. Vili. D. 26 (sec.

9 r; e

teneva (come faceami notare

il

cav. Francesco Carta) un


Aforismi,

XIV)

della Nazio-

preambolo

alla

versione

degli

diverso

da

nale di Napoli (P. Giiicosa, Magislri Sal/rrnani, Torino


1901, p. 422) e in altro, del sec. XIII, della Palatina di

quello che leggesi

comunemente premesso
Di
solito

alla versione
si

di (loabmtino Africano.

tutto

riduce ad

Vienna
n.

(n.

2315) {Tabula Codicum Vind, Palat.,

II, fi5,

un brevissimo preambolo, che Costantino indirizz

ad

2315).

V-j uia necesse est scmpcr

in

omnibus codicibus

praedici capitulii necessari! operis,

Yppocras hodie,
lias,

ut

magnanimis pater famiad suae doctrinae

mei sermonis

officio

epulas adunare festinans et scientie mensas

proponens, copiosa offert opes, ut quisquis, q<od


desideraverit mente, repleatur.
In presenti igitur Mbro

intentio est totius artis brevinta per capitula 1) disserere.

magia

hoc certius est dicendu quasi doctrine conscripte conpen10


dioso atqt/e congregato sermone, cuncta velud introducendis

excerpens manifestare festinans. In hoc namq(' libro


vita?)

decrevit hominis

naturasque rerum, artis p'olixitatem, tem-

poris velocitate!, experientie falsitatem, egritudines

& earum

accidentias locorMm, aerum aquarumqt/e diversitates, vei cura-

15

tionum modus, temporuw ordines, qualitates vel


totius,

varietates;

ut breviter dicam, artis particula huius libri intentio

continet, utilitas
finis

autem

ntentus. Intentus

enim dicimus flnem,

perfectionem,

utilitas,

utilem dicimus lbrum, qui totius


si

artis in se continet brevitatem,


5J0 libri.

vero ipsiua

est

adnotatio

In antiquis

enim temporibus

m ulti

nuncupati sunt Yp-

procriti,

quibMS et redditur

talis ratio, talis ratio,

quia liber Yppocra,s quia resident Eruso

non

est. quibz<s

&

redditur

et Pelos 2)

&

Licos 3)

&

alii

multi, qui

approbaverunt verum

esse librum hunc Yppocritis. Deinde dicimus, quia

nemo
filo-

tar

25

le

opus potuit facere, quale Yppocras

faecit,

quent

sophi

amicum nature

dixerunt. Temptavit

quidem Demoperfecit,

crtus talia facere, set

non tamen ut Yppocras

quam

parte certis redgitur liber medicine

(1)

l'jirnln Cir(<:

corretto Ha
l'clnp
.

tatt, In8>, colla raschiatura delle

finali.

(3)

Cir: .L.vko..

184

Breviarium de terra sancti Columbani


OTTINO
24.

P.

m.

16.

Del

ins.

F.

III.

Ifi

gi discorw)

nella dichia-

bobbiese,

si

scrisse in questo
diritti

luogo
del

un particolaregmona,atro
:

razione delle tavole


tenuto,

LXVII

e LXVIII, e sul suo conscritte le

giato elenco dei


est

agrari

Hoc

come

8ul

tismpo in cui ne vennero


pi

Breviarium do terra sancti Columbani.

In curto
et
dl-

varie parti non

iio

cosa alcuna da
iiggiunta
fattavi

aggiungere;
sopra

sancti Martini

domo

coltile

cum

sortibus VIII

mi limito a parlare
t'accie,

dell'

due

midium
Si

rimat<^

dapprima vuote, e quindi usufruite per

sono riprodotti nelle tavole XLVIII,

XLIX

alcuni

scrivervi notizie di carattere amministrativo.

brani delle Adbrcviationot degli anni 8G2,


dalla
figli.

88.S:

era perci

La

pai-te

superiore del
s.

f.

59

r b

occupata

necessario dare un saggio ancne di questo Breviarium,

fine della Passio di

Sinforosa e dei snoi sette


:

che stabilisce quale fosse

il

carattere minuscolo in ubo


nel
sec.

Al

f.

60

principia

Vita

et actiis beati Eusebii


si
f.

comunemente
altri

nel monastero

XII,

come

gli

Vercellcnsis

episcopi

In

origine

lasci
.'J9

quindi

saggi vennero messi innanzi in accertamento di


sec.

vuoto, insieme colla metti inferiore di


ttitto
il

r,

anche

quello adoperato nella seconda met del


solo a lamentare che
il

IX.

f.

hd

V.

Di mano,

del

sec.

XII,

certamentti

Breviarium manchi di data.

Un Tamonte

In Vitilici I

In

Corana

In

Caterrangna

In

Scaone

In Nocetele

In Metella

II

Bcnf'/Jr?K/i

l)Raineriu8 in Turre sortes .II.


.

In Bardi ftctalcH

Il

In Boccio II

et

domo

coXUle. henrficitim

Adelprandu. in Vico

Pondo

sortcs IIII

In

Mincumogo

In Cadalerci IIII. In Rivarioli


.

II

In

Romanise

II

Zuchelli
.

In Valle

In Sarturianello II

In Peccoraria

lUI

Bencficium

Rodulf( in Boccio sorte


In Murile
.

1
.

In Eblene

In Cazavalle In
.

In

Mozolano

In Stazano

In Coani

Ili

In

Dauzano

In

Comete

Buxeto
.

In Darvinl

In Mnrgoflni
.

In Sancto Severo sortcs


.

III

In Casale

In Solanolo

II

In QondoloMoi

Ili

In Saner
.

Ambrosio
In Pradello
sorteni
.

II
.

In Casale

In Violio

In Cigugni ten& per libellum sortcx

In

Romanise

Beneficium Liuzo

in

Monte Rodundo
.

In

Runccre sor/rs

II

que tenel per libellum


.

in

Marade scrtem

In Turrio

In Caufausanl

II

In Silva

Trasaldi pecia
In Minoni
.

de terrn
.

Beneficiuni
.

Bere/igarius in Marcinago
In Anca-

IIII

Aqua Frigida

In Puviliaco

In

Azano HI
.

In

Floriano
riano
.

IIII

et

dimidium
Ugoni.

et curie

in

Placencia

cum

capella

cum

Buia pertinenciis.

In Cazilia

Benc/Sctutn Rozo

fllius

In Varci sorte*
.

10

VI.

In

Cavagnole sortcs

II

In Paulinassi

[In

Pino

.]

2)

In Solariolo

In Aronia

Curte

Trevam
Cemiaco

cum domo
le
.

cotile et scrte.s
.

In MezauniIn Castenee
.

In Vegnistri

I
.

Clauzanc
In Maria.

IIII

Beneficium

Virili

in

Fabricula sortcs

IIII

In

Bortem

I
.

no

In Missianc

Ili

In Saleflano
.

in ipsa [villa] 2)

mole/jdino

In Marescando

In

Campaniola

In Andelessi

II

(1) I.A

8|iiegnziono dcll'abbrevlacoiic

<

Boti

>

liaultn

da rio che
,

al fine

Htanca questa parola fn scritta per disteso.


(2)

della

fai-ciii

prprpdente

hI

inizia la aerln dei

Bcncflcia

o In

tale circo-

Ag^unta

fatta nell'Interlinea di

prima mano.

In Casasco
.

185

In

In

Gomargo IH

In Miricuniffo

et dimidiuw.

Monte Martino

In Rivo Turblo

In Valle

Hulbe-

drad

li
.

In Polinago
.

II

In Cadiliasco

II

In Oavaleriago

In Figlini

II

In Baldedritda

In Meloneci

in Florinisi
.

15

.1.

In Sarturiano

In Biscione

In
I

Monte Zocionl

In Carpeneto

In Petro Giova

In

Campo

longo
i>nete8

.1.

Curticella d Solartelo
.

In Ariola
sorttfx

Il

In Spuniola
.1.

II

In Oulferisi

In Basonsi

Ben<?/!c*Mw*

Ub^rt

in curte

Soloniano

XV

In Sodriano
.

In Casanova

Cablano
.

In Laurasco .1. et Insula mncl Benedictl.

In

Rade

II

Curte de Barbada.

Domo

cotile

et

manowtes

XXti
.

Int/v absentes
I

et vestito.

In Corneto II
In

In Valaura
.

In Sarturiano
II
.

In Codonio

In

Ulmeto

In Vico Liberi

Mozodone

lu Argele
.

In

Reda

Runcores.

In Pradolongo

UH &
.

Plebe Snnct Pauli.

In Niza,

cum omni

sua pe-tlnecia.

In Casalasci

IIII

In Murmuriola

aO

II

Beneficium Bonzo Cagnanello manente XI


In

In Mariano

II

Tatone^tci

In Sarturianello

.1.

In Sarturiano

Candubro
.

In

Monte Rodundo

In Petra

Orova

In Pire Clricio

II

In Bugnoni

In Carro

In Trebiano

UI

In Castello

Novo

& Prebe

8flc Albani curii

omi sua

integritate

&

alia tertn

quo abuit Dodo

in

Astense

&

in

cetecis

locis

alila

quo

nessimu.

Qeneficiiim
.

P&rtis

Weldemannus

in

Ca

storUm

III

.,

in

De

eia

.,

in

Mencunigo dimidium ^ curte de Auliano, Absa

et

hoc qwod ipse Petrus

nMMc
In clrcultu

tene/

monastcrii ad

laboradu/n

&

in
.

Piacentina abses septem


.

lohannea manen tene<

In Castello sortem

Johan;tes de Rusariola

sort/'x
.

II

26

Amlgo sortem
et
sculte/' II
.

Linfredrts sorten

IIII

et dimidium.
.

P&rws presbiter sortem

Eriberts

fllius

Bonizoni sortes

IIII

medium

Bonfcs
.

honw sortem
I
.

Johannes
.

Johonnes Mari

Johannee FuUts
.

II

Beneftciutn

Dodo

tene< curte

domo

coltile et sortes Vili

Madelgiso pradaria

IDreve de

teTa que in Maritima esse videntur.


In Bembelia

In Bargone castenetum

qood tene/ Cunrodus

et Stabllts

ad flctum

castenetum

qfeod tene/
.

Eribertws ad

flctur.

In Pastano detinA Pontia vineawi


et

et

castenetum

ad flctum.

Chonradus detine/

In Vaust

vineam

castenetum

ad flctum
.

Teodosius, et Winigisus detinont U^rram et ca^inetum ad flctum


.

In Floranla

tene/

Amelhertus vineam

et

ovelituw

ad flctum

Silveraduj de Sola.

iJO

rio tene/

pratum .1.
petia
.

In Franclsca ad flctunt
.

In Prato

Monachorwm

detinet

fliii

Razonl et

fllii

SUveradl. Zamelius

de terra ad flctum
et

CunibertJM et

Stabil(.<!

Amabilts et Petr.s

in Plederi

tenent castenetum ad flctum

In

Adra pratum

.1.

et curte .1.

in Segestl

cum omnibus

suis pertlnentiis.

tene/it

fllii

Ansaldi ad Ucliim in ipso loco Adra tene/.

Udeprandus camporas

et

cannetum

et

castenetum

et

medletate

de Jurnelli ad flctum

Altera
.

medietatem tene/ Rainnerius et curte


flctum
tene/ Teodosius sortes

in

Oropo ad fictum

Teodosius et

Winigisus tenent in Repia sortes

II

ad

In ipsa villa
.

IIII

ad flctum

In Lavannla, in villa Floriano tenent Winigisus et Teodosius, terram et ollvetutn

ad fictum 35

&

in ipso loco tene/

Teodosius alia medietatem de ipsa terra et olivetum

In Bresone

tenent

Teodosius

Winigisus e<

Silveradus vineam,

terram p-atas castenatas


tenent
fllii

et sllva

ad flctum

In

predicta Repia

tene/

Cunradus maso

ad flctum

In

Pontlliaco

Razonl et Gsulfus casteIn Cerelio tenent


.

netum

ad flctum

fllii

P&ri

masum

ad flctum

In Pontlliaco tenent

fllii

Razoni et Gisulfus

castenetum
tenent
fllii

I
I
.

ad

flctu

In Cerelio In

P&ri

masum

ad flctum

Monte Carello tenent SylveradMs castenetum


.

ad flctum

In

campo

Presbiteri tene/ Ingelft*ds

maso

ad flctum.

l'i

18fi

ri cnstenetns
.

ipse

Inf,'elfre(I(f.

teiu/ in Fontana Spai-sa ri in


pratii>t>

Monte OHrelio vinen, pintn

ri trvra

ri

in Ca>/ipo

Advo-

tioniK

ri cnstcnetu)

ad fictuw
.

40

In

Temiwi tencnt Adolfred".niis


11.

ri (lotcfrP(l/s niaso

ad

fictu;

Alpe

qiie vo<-atHr Tasidn. cu)

proto

-/

trvra tenct Jorda-

ri Liutard/.s

ad fctum. In Monte
ri

ubi ipsi abitnnt, tenent vine(,i, U;rr>\>i>

cnstenetn/H

et

medietatewi

de

Monte Sanbuceto

ri

Saranta

(n Pt'/Iicie

tenet

Winiaius ri Silverajtdu.s
el Teodosiiis mansii//*
.

ri castenetu/

n Ansaniano ad flctum capella

in

Cardio

in

honorc

mudi

VincenciI

con-

structa; c.um suia dotibi/x tenct presbite;ipsiiis loci


.

ArdcradKx tenrt curticella


ri in aliis locis une/e

In Carelio

ad

flctu Filii SllveradI

de CalaRCo tenent protu;

in

Tasida

debent dare ttcUwi

In Treulatio curticella
.

qua tonot Sgefreds ri Cunrads RcrmaniB

In

Durbala manextrs

Ili

quos tene/ Andreas Silvanrw

Cella de Insula et cella sancfl P&ri cu/ familiis rt pertine/niis carui/i U-nrt Vido vicccomes

45

Terra vero que

in

Telamo

esxe vidcntur
in

adhuc noslmus quot manentes


in

sint.

Que nunc

inveniro potuimus

istis partib'/s

hoc menbrano esse videntur.

TAVOLE LXXXVI

LXXXVII

ffiinenlario i4<t: parte II, n. G)

Breviarium Monasticum
liibiotcra di

Una Maest

il

He

in

Toritw

Nollrt biblioteca di

Sua Maest
18<

in

Torino conservasi

due

le

annotazioni sono scritte nel

carattere

che

ri-

(segnatura Varia,
ficiFfi^amcnacoo,
in

n.

Im)
alto

un

bellissinio

volume
cni.

spettivamente corrisponde a ciasctma di esse.


Il

f )nrlio,

cm. 41 o largo
sono stato

29.

numero

6,

dato dalla annotiizione corrispondonie


si

Consta

di carte 151, delle quali tre


le

rifajrliate,

all'Inventario del 14(51,


gnata) 6 nella parte II

riferisce

appunto

al

ms. se

che appena ne rimangono

vestigia. Forse
1'

recavano
qiuilcnno.

B reviaria monastica maxima


cosi

bello miniature, che destarono


11

avidit di

del

testo
p.

di

quell'Inventario (presso A. Peyron, Oifxr.

ms.

Ila

rilegatura moderna, non ant<iriore al ca:

Frofjvi.,

48),

dove

descritto

Breviarium

dere del sec. XVIII


role Breviarium

sul dorso stanno impresse le pa-

noctunim monasticum

priori simili (and:

de

Sanctis
notatis)

Monarhorum. Sulla faccia interna della


furono
ro(!a
il

tantummodo, cum responsoriis

et

antiphonis

copertura anteriore
cui
II,
il

incollati

due

ex-libris,

di

incipiens a Nativitate sancte Marie usque ad flnem.

pi

moderno
si

nome

di Vittorio

Emanuele
la

Nocturnum comune Sanctorum, Imagni


Il

voi.

assen

dal che

prova che
il

il

libro fu acquistato per


il

Breviario
:

principia

coll'Officio

della

Nativit

detta Biblioteca tra


pi antico, dice:
questo,

1849 e

1878. L'altro ex-libris,


e

della Vergine

Nativitatem Virginis
fllium

Marie celebrc-

ex bibliotheca De Cardenas,
dai
tipi,

mus,

Xpistum eius
stti

adoremus

Su questa
a penna,
assai

a giudicarne

spetta, al

sec.

XVIII.

stessa faccia

una grandissima

iniziale

Questo assai probabilmente uno dei


Bobbiesi, che andarono dispersi prima che

tanti
il

volumi

non

colorita,

sormontata da una
tale iniziale

testa

d'uomo,

monastero
il

ben eseguita. Con

comincia

un sermone
ep/Arf^/w

venisse soppresso. Poich non dubbio che

codice
f.

indicato dalla rubrica

Sermo
:

sawc/i

Maximi

provenga da Bobbio. AI margine superiore del


si

il

sermone comincia

Licet
siut

omnium sanc/onim,
studiis merito, pre-

leggono

le

due
,

solito

notazioni

Liber

sctj

Co-

fratres

Karmemi, veneranda

lumbani de Bobio

Intud Breviarium

est

mona-

cipue tamen

gloriose semper que Virginis Marine ge-

chorum Congregationis sancte Justine de Observantia,


Ordinis
sancti
Il

nitricis toto nobis affectu est

veneranda
1.56,5).

festivitas

sancti

Benedicti, residentium

in

monasU^rio
6

(Migne,

/'.

L.,

LVII,

76;t;

XCV,

Columbani de Bobio,

Scriptum sub numero


il

Nel Breviario alcuni santi che hanno relivzione diretta o indiretta col monsisterio di Bobbio, sono celc-

numero

6 aggiunto, secondo

consueto.

Ambe-

(I)

Il

mH. ha:

<

InrdnnH

con min

>

Hiiprrnrinftiitf All'ultinift

>.

(2)

Ij

fi

expuntn.

187

eia dolore stimulabatur, ut non se desereret


e.

brati,

con luntrhe Lezioni, che ne riproducono la


a!t
si

vita.
f.

>

(cf.

Al

f.

recto

comincia
di
S.

l'Officio di S.

(iallo. Al

92

2-4).

Lectio

II

si

inizia con:

Pcmctis itaque
ccpit

in

recto

parla

Savino,

vescovo di Piacenza:

monasterio multonim annorum


e.
4).

circulis,

(cf.

Igitiir

cnm

beatissinius urbis Placentinae Savinus epi-

scopuH ieiuniis et orationibus scdule serviret


la

dove
ed.

Osservo

che

in
r.

corrispondenza al
6) in

e.

Krusch,

una

inizialo

grandissima,

col

solo ornato
:

1905, p. 160,

luogo di
qui
si

Viccnsinum ergo

della, tenia intrecciata,

non molto bene

riuscita

fondo

aetatis

annum agens
anno

ha

Tricesimo

ergo
data

nero, con tocchi in rosso.

etatis sue
S.

La

sostituzione di 30 a 20

Al

f.

116 verno ha principio la vita di

Colom-

da qualche
Pure

altro ms.
1'

bano, scritta da Giona.


giallo, su f )ndo

La grande

iniziale

in

di lieve interesso riuscir

avvertire che la

nero all'interno, di grazioso


si

effetto.
:

vita di S.

Colombano

si

legge anche sul ms. franc(!se


nella Vaticana, Regina 524.
i

Su quattro

lince
I

distendono
le

le

lettere

seguenti

del sec. XIII

conservato

OMI
I

NIS

EXI

MIIS,

quali sono maiuscole nere,


rossa.

una
verno

miscellanea, dove la detta Vitn occupa

ff.

87

tagliate, linea per linea,

da una sbarra orizzontale


in

109

recto.

Poi

il

testo

proseguo

nero

Sacrique cuiminis
fultis,

Krusch
il

(ed.

1905, p. 110 segg.


( f.

descrive a huigo
e
lo

regimine decoratis religionisque copia


herto

Vualde-

codice Regina, 1025


ex.

157

recto

ascrive

al

et

Bobuleno

patribua Jonas peccator

La

sec.

A me

fece l'impressione che sia del sec. XI,


la Vita di S.

(Rutilant^m
I,

atque

) iniziale del

capo L del
colori, e

per quanto riguarda

Colombano.

infatti

libro

al

f.

118

rado,

a penna, senza

un codice miscellaneo, del


cose ecclesiastiche
:

sec.

X - XI,

con variotA

di

racchiude una

testii di

uomo ed una di
vit^i

serpente.
altre pi

principia colla Regula l'ntnnn


varii
scritti

Mo-

Spettivno pure alla

di S.

Columbano

nachorum
grafici.

di

Smaragdo, e contiene

agio-

meno

eleganti maiuscole, eseguite a punta di penna.


f.

Molto bella,
tus

126

recto, la

iniziale di

Bear

Torniamo

al

nostro manoscritto.

C )lumbanu8, cum

vidisset, ut

supmus diximus
e.
JO).

de-

Dalla regione subalpina non pu dirsi estranea la

victum a Theodcrico
eleganza la
dicto
l'asta

di

(lib.

I,

di

minor
supra

commemorazione
legione

di

S.

Maurizio,
al
f.

Compagni
verno:

della

Morabatur
(lib.
I,

alia vice in
12),

Toboa; principia

15

Incipit

scopuli

speleo

e.

la quale

ha

sanctorum martyrum Maurici!, Exuperii, Candidi, Innocentii


1

media formata da una colonna, sormontata da


dalla quale

atque Victoris, cons ociis

(sic)

eorum.
(sic)

Fol.

una coppa,

bevono due

uccelli,

che costi-

6 r

Temporibus Diocliciani romani

reipublicao
latina, II,

tuiscono le due aste laterali della lettera; anche questa

principis

(cf.

Bibliotheca hagiographica

a punta

di penna.

842, n. 5741).

Il

testo presente della vita di S.

Colombano sfugg
neppure
nella sua

Riproduco per intero


sia per

il

foglio 23 recto (tav.

LXXXVI),

al

Krusch, che non ne tien conto

dare un esempio delle parti musicate, sia per

ultima edizione
et Lipsiac,

(JONAE
Non
si

Vitae Sanctorum,

Hannoverae

offrire riprodotta la curiosa

iniziale

dell'Officio

1905).

pu

di certo

affermare che

di S.

Michele, rappresentato con

uno stendardo nella


avente dappresso
giallo, rosso,

questo

nuovo

ms.

presenti

molto

interesse

per la

destra, e

un turibolo nella

sinistra, e

costituzione di testo di
cos

Giona, che ormai risulta da


;

un

candelliere,

con candela. E' a colori

numerosi manoscritti

tuttavia

non male

l'avdi se-

azzurro; in rosso Io sfondo, che d rilievo alla testa.

vertirne l'esistenza. L'occasione

mi suggerisce

Lo
alla

stile

secchissimo,

a tipo

bizantino;

si riferisco

gnalare qui anche alcuni estratti liturgici della mede-

festa

dell'apparizione
il

dell'Arcangelo

sul

Montai

sima vita di
della

S.

Colombano, ehe trovai


sec.

in

un codice

Gargano, secondo
pp.

testo dato in Script, rer. Langob.,

prima met del


477).
si

XIV, nella Biblioteca Vati

541-3

(BS)l. hagiogr. lai. II,

868,

n.

5948), che

cana {Palai.
Al
f.

E' scritto in

litera Parisiensis .

comincia

Memoriam

beati Michahelis archangr^li toto

CCXXV

legge:

De

sancto

Columbano
est.

orbe venerandam
In

abbate, Lectio prima.

Sanctus Columbanus, qui


insula

secondo
1)

luogo

propongo dal

f.

39 recto
I,

(tiiv.

Columba
genitrix,

vocatur,

Hybemia
in

ortus

Cuius
per

LXXXVII,
3247) di

l'iniziale

{Bibl.

hagiogr.

486,

n.

dum eum

utero
I,

concepisset,

vidit
1

Cum
di

preclara

sancrtssimi viri

della

vita
gli

sompnium
152).

(estr.

da

e.

ed. Krusch,

90.5, p.

di S. Gallo

Walafrido

Strabone.

La

"

ha

La Lectio

II

comincia:

Verum

mater, que

sfondi angolari in rosso, azzuiTO, giallo, nero: lo sfondo


interno

in

188

giori sono di pregio


assai vario e di

ffMo

in

azzurro.

La

figura chiusa
cos

forme

diverse.

nella lettera a tipo bizantino,

ma non

dura e

Fra

le iniziali di

medie, alcune sono a tocco di penna;

secca

come

quella di 8. Michele.

molte sono
64 verno, tavola
Il

forme abbastanza semplici,

ma
in

in rosso.

Viene,

poi la
2)

iniziale (fop^lio

carattere del manoscritto non

pu

generale

LXXXVII,
Apostoli,
il

dell'Offlcio

dei

SS.
al

Simone e Giuda
f.

dirsi

molto elegante, n

molto

uniforme.

Tuttavia

qnale Offlclo comincia


Vijfjlia

64

recto, colla

un minuscolo chiaro,
sec. XII.

nitido.

Spetta

senza dubbio al

rubrica:
.Inde,

VI. K. nov.

Ap<M/olonm Symonis et
hagiogr.
II,

Alcune

lettere rappresentano
cf.

un tentativo
67
r,

di
r.

ad Vospero* oratio.

(Bihl.

1122,

n.

imitazione del tipo bollatco;


In qualche iniziale,

p. e.

f.

86

r,

96

7749).

La S,

iniziale di

Symon Cananeus
elegante,

et Inda

di media grandezza,
il

si

pu

rico-

Zelotes

>

pure

assai

mentre

spicca

noscere una inclinazione verso

carattere gotico.
il

snella e slanciata dallo sfondo, che


giallo in basso.
si

nero in alto, e

Questo

Breviario

mi

richiama

libro

liturgico

Un
l'ala,

uccello,
vi
>

il

quale piegando la testa

dell'abbazia della Novalesa, di cui

mi sono occupato

spennacchia

d origine ad una figura che


e la mppresenta.
f.

nel 1884, Notizia di alenili eodiei dell'antica biblioteca

somiglia ad una

Novalicense,

Mem. Accad, Torino

NS.,

XLIV,

2,

228

Tolgo un esempio dal

71

verno colla
in

(tav.

per

le iniziali

medie, veggasi la tavola data

quivi a

LXXXVII, 3)
ystoriis

iniziale

di

Legimus
di

ecclesiasticis

p. 229,

dove riprodussi una scelta


le

di iniziali di tal fatUi.

L'iniziale

massima grandezza, a
in alto

Si

vedr che

iniziali del citato


le

ms,

Novalicense,

penna, ed costituita da un animale, appeso

ricordano dappresso
Bobbieso.

corrispondenti del manoscritto

per

piedi

al

basso, la testa che

tiene colla

bocca

ferma un sbarra, a punta di penna, senza


Di ottimo
effetto la

colori.
(tav.

Alcuni strappi
codice

fatti

qui e col

ai fogli

di

questo

Q
:

del

f.

102 verno

erano

stati

racconciati, in tempi

vecchi

con

LXXVIl,
ptiTte

4)

la lettera si distacca

da uno sfondo

in

bricioli di quel codice della Catholica di

Probo, di cui

nero e in parte rosso

essa ha la parte centrale

importanti
zionale,

frammenti pervennero

alla Biblioteca

Na-

gialla, fra

lembi bianchi. L'ovale racchiuso dalla


giallo,

Q
che

dove andarono consunti


rimando a quanto

dal fuoco, nel

1904.

elegantissimamente ornato da tocchi in

Per

tali bricioli

dissi negli Atti d^lIl

compongono d\m

figure d'animali, eseguite con simpatica

f Accad. di Torino. 1884, XIX, 441.

comm. Vincenzo

disinvoltura e maestria. Questa, lettera

iniziale

di

Promis, allora bibliotecario

di

Sua Maest, provvide


di

Quotienscumq*e, fratros

karmim
E'
il

altaris vel

t<;mpli

perch fossero

sostituiti

da materiale
dei

minor valore.
di

festivitatew colimus
peiulc
alle

. 8.

sermo XVIIl
(

dcM'Ap-

Credo

inutile la trascrizione
sufficienti le

testi

queste,

opere di

Massimo

Migne, Patr. Lat.

due Tavole, essendo


sono date.

notizie,

che ora se

LVII, 879; noH'ed.

Romana

del Bruno, p. 61).

Da

ci che

ai

detto risulta

come

le iniziali

mag-

TAVOLA LXXXVIII

Evangelistarium
OTTINO
18
F.
II.

21

Non

inelegante

ms.

di

ff.

188,

che

misurano

Evangeliarium

est

Monachorum Congregationis

in

mm. 335X232.
XIII -XIV.
fu

in gotico del sec.

XIII ovvero del sec.

monasterio sancti Columbani de Bobio, Scriptum sub

Secondo

l'Inv. dei codici superstiti, d.15,


1,

numero 26
consueto, e

.
si

numeri

furono

aggiunti,

secondo
parte

il

danneggiato nel foglio

nel disegno al fine, e nella

riferiscono all'Inv. del

1461,
p.
53).
r,

II,

pergamena

incollata sul piano posteriore

Ma si tratta
26 Co<

(Peyron, Oc. Fragni., Bibl. Bobiensis,

soltanto di macchie di acqua.

Ha
:

molte

iniziali

a colori

(f.

r,

91

r,
(f.

96 12

r,
r),

Al

f.

r,

margine superiore
,

Liber
f.

sctj

104

V,

ecc.)o a semplici contorni, sia in rosso


(f.

lumbani de Bobio

e sul recto del

ultimo

Istud

sia in nero

19

r,

153

r).

Il

tipo del carattere e de-

18!)

gli

ornamenti non sciiiettamente


Il
f.

italiano.
I

ass