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UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

Corso Di Laurea in Scienze dellArchitettura Cantieri dautore 1 Cantiere d'autore Design a km Zero (febbraio 2011) Relazione sullincontro in video conferenza con Giulio Iacchetti

Allievo: SALVATI ANTONIO MATR.501/1270


Nellambito del ciclo di incontri dei cantieri dautore Design a km zero, messi a disposizione dallUrban Eco, si avuta la possibilit, seppur virtuale, di essere a diretto contatto con alcuni dei desiner contemporanei pi importanti, di capire come hanno affrontato il mondo del lavoro una volta usciti dal mondo universitario, di come si concepisce un progetto e di come questo viene portato a termine da ognuno di loro. Quell o che per pi mi ha colpito tra tutti stato Giulio Iacchetti, sia per i suoi progetti, sia per le problematiche e per la retorica che egli riesce a segnalare tramite i suoi oggetti, il suo modo di concepirli, e il suo modo di produrli. Nato nel 1966, si occupa di industrial design dal 1992. stato il promotore di attivit che poi hanno portato al design a basso costo, un design che deve risolvere problemi anche minimi, che pu e deve essere utile e distribuito in grande numero. Quindi non un design unitario, ma un design che con un basso costo riesca a risolvere i problemi di tutti i giorni, essendo comunque esteticamente molto gradevole. Oltre a disegnare il design, si occupa anche della strategia di vendita degli oggetti che crea. Le sue creazioni nascono quindi dallosservazione della vita quotidiana. Si avvicinato al campo del design perch il campo progettuale estremamente ristretto, con occasioni precluse e spazi occupati da persone pi anziane o comunque con pi esperienza. Senzaltro la passione per il lavoro che svolge gli stata inculcata dallesempio del padre, un operaio con una famiglia numerosa da mantenere e che quando tornava a casa continuava a lavorare creando con le sue mani, e con pochi mezzi. Le sue creazioni nascono dallosservazione della vita quotidiana.

Nel 2003 chiama tutti i personaggi del design italiano appartenenti alla sua generazione per creare una comunit e per cercare di ripristinare il design italiano. Iniziano allora a progettare collettivamente (ma in maniera individuale), una serie di oggetti che andranno a costituire una collezione. Il pensiero su cui si basava il progetto era il basso costo. Infatti gli oggetti con un buon design hanno costi elevati, e sono quindi accessibili solo a pochi. Unaltra soglia che tenta di abbattere quella intellettuale, ovvero il fatto che molte persone non si avvicinino al design semplicemente perch non lo capiscono a pieno, basandosi semplicemente sullapparenza o sulla funzionalit. Iacchietti capisce che il problema dei costi elevati dei prodotti si pu risolvere con la grande produzione, cercando di diminuire il consumo dei materiali, dei processi di lavorazione e dei moltiplicatori, che fanno alzare il prezzo delloggetto per portare guadagno a tutti i passaggi del mercato. Per la grande produzione questo non avviene, perch il passaggio di mercato unico: produzione azienda che si occupa della vendita. Questo concetto si riversa completamente nella produzione Coop. Allinizio erano stati proposti 20 oggetti, poi successivamente, con delle indagini di mercato (dove venivano interpellati direttamente gli acquirenti), questi furono ridotti ad undici. La molletta per il bucato, da lui progettata nel 2008 per Co op, rappresenta un caso esemplificativo di come il design ed una progettazione intelligente possa contemporaneamente innovare e abbattere i costi di produzione. Attorno ad un centro pieno sono ancorate dodici mollette. Una forma di margherita. Questa forma particolare si ha semplicemente perch il sistema produttivo consiste nellunica fase di stampaggio della corolla circolare alla quale sono ancorate le mollette, consentendo di risparmiare sulle operazioni di montaggio e assemblaggio: compito del consumatore finale staccare queste ultime per lutilizzo. Lo stampo di circa 30 x 30 cm, ed uno stampo ad iniezione. La particolarit che il consumatore nota che alla molletta manca la molla di ferro. Questo perch loggetto esce gi finito dallo stampo, e con la semplice pressione delle dita possibile aprire la

molletta. il materiale stesso a fare da molla. Il materiale con cui fatto loggetto il polipropilene. Insomma, un esempio di buon design capace di conferire consapevolezza ad un oggetto comunemente considerato anonimo. St Peter Squeezer invece uno spremiagrumi che raccoglie molto i tratti del desainer che lha creato in quanto, attraverso un semplice oggetto, si vuole raffigurare un pensiero, unidea (in questo caso la spremitura della chiesa attraverso l8 per mille). Raffigura la Cupola di San Pietro di Michelangelo, ovviamente portato in scala, insieme poi alla Piazza del Bernini. La cupola serve da vero e proprio spremiagrumi, e il succo, una volta spremuto dalla cupola arriva ad inondare Piazza San Pietro. Un altro oggetto che raffigura pienamente il carattere e gli ideali sarcastici e polemici di Iacchetti il Lingotto, un formaghiaccio in silicone per la cucina capace di comunicare limportanza e la preziosit dellacqua attraverso la forma risultante dei cubetti di ghiaccio simili a piccoli lingotti doro. Questo perch il progetto nacque nellanno in difesa dellacqua come bene universale, e vuole far capire e comprendere che lacqua, per alcuni paesi del mondo preziosa quanto loro. Un linguaggio ironico e nello stesso tempo provocatorio capace di far riflettere sullimportanza delle piccole cose che ci circondano. Altro oggetto mostrato, pi recente (2011) la scopa del set Puliv o, fatta con del materiale plastico, e disegnata in modo tale da avere una forma leggermente organica, perch la plastica di cui composta la scopa costituita per il 50% di polipropilene, mentre per laltro cinquanta di una macinatura di legno e di noccioli di olive. Questimpasto fa in modo di utilizzare meno plastica e sostituire questa plastica con un materiale ecocompatibile. La forma venuta da s, prendendo spunto proprio dalla natura e dagli alberi di ulivo: il manico diventa il tronco, un'asola in materiale elastico posta alla sommit dei manici riprende la forma della foglia di ulivo e permette agli oggetti di essere appesi. Inevitabile la scelta del verde per le spazzole in abbinamento al color legno. Nel 2001 si aggiudicato il compasso doro con il progetto di Moscardino, una posata multiuso biodegradabile disegnata insieme a

Matteo Ragni, ed oggi parte dellesposizione permanente del design al MOMA di New York. Si tratta di una posata usa e getta dalla duplice natura: da un lato forchetta, dallaltro cucchiaio. Essendo realizzata in Mater-Bi, materiale termoplastico biodegradabile derivante dal mais, si fa portavoce di un design ecologico allinterno di un ambito, quello dellusa e getta, che spesso risulta poco attento alle problematiche ambientali. La cosa divertente che questoggetto stato prodotto anche in plastica normale, ma non perch sia venuto meno laccordo con lazienda produttrice riguardo al materiale biodegradabile, ma perch le persone che utilizzavano il Moscardino, lo prendevano e lo portavano con s, e per questo si pens che fare un oggetto usa e getta biodegradabile fosse importante, ma farne uno usa e riusa lo fosse di pi. Questo concetto di usa e riusa crea poi un forte legame con lutente, che sente unempatia con loggetto, creando in se un bisogno insito di possederlo. Il concetto di empatia si basa sul fatto che un oggetto ci possa ricordare unemozione. Se ci guardiamo attorno, non abbiamo molti oggetti semplicemente utili, ma abbiamo oggetti che a primo impatto ci hanno colpito, verso il quale sentiamo un bisogno di possesso, di sentirlo nostro. Anche il semplice fatto che sia l, a portata di mano, e magari non utilizzarlo, evoca in noi una sensazione estremamente piacevole. Su questa linea, ovvero sulla linea degli oggetti inutili ma empatici, progetta una serie di coltelli, chiamata proprio 20 Coltelli inutili, creati nei pomeriggi oziosi di agosto. Questo per prendere in giro il fatto che per ogni tipo di taglio ci sia un determinato coltello, anche se la differenza tra una lama e laltra talvolta impercettibile. Questi coltelli sono fatti a mano e si possono trovare in legno o acciaio. molto in interessante capire come funziona la Palettina da gelato e cucchiaino usa e getta per granita e cioccolata calda in mater-bi. Le forme sono asimmetriche leggere e ben definite, in quanto la palettina da gelato pu essere infatti usata sia da mancini che da destrorsi, il suo profilo si sposa perfettamente con il disegno dellinterno

della coppetta per unefficace raccolta del gelato. Grazie a uno spessore minimo di un millimetro della sezione, paletta e cucchiaino possono essere gettati tranquillamente nella frazione organica dei rifiuti domestici. in meno di 90 giorni si trasformeranno in acqua e materia organica. Lultimo progetto illustrato, che forse riguarda pi il settore

emozionale che quello del design, Ai piedi della memoria, una sagoma di cartone di impronte di piedi con una direzione. Queste sagome vengono poggiate sul marciapiede in prossimit e in direzione delle tacche affisse ai muri che esplicano gli accadimenti di quel luogo. Questo perch in molte citt ci sono molte tacche, molte delle quali non semplicemente individualizzabili. Quindi vuole essere un aiuto a leggere la storia di quel luogo, a capire cose successo nei luoghi che visitiamo. Un progetto di design vicino alla street art, fatta di spray e stencil per lasciare un segno nel fitto tessuto metropolitano.