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Alicia Scaroni 5B

Friedrich Nietzsche

Vita e Opere

D ivenne professore di filologia classica all’università di Basilea, stringe un rapporto di amicizia


con Wagner di cui fu grande estimatore, tanto da includerlo nel suo pensiero filosofico.
Passa gli ultimi 10 anni della sua vita in un manicomio e dopo la sua morte, i suoi scritti filosofici
vennero storpiati in modo tale da assecondare l’ideologia nazionalsocialista, motivo per cui
Nietzsche venne per molto tempo frainteso.
La morte giunse a Weimar nell’estate del 1900, dopo anni in cui aveva lasciato l’insegnamento per
dedicarsi ai propri studi, favorito da una pensione datagli dall’Università di Basilea.

Possiamo suddividere il pensiero filosofico di Nietzsche in diversi periodi, tra cui:


Periodo giovanile: fanno parte di questo periodo la nascita della tragedia e poi le
inattuali che sono quattro opere dedicate una a Wagner musicista, Schopenhauer come
maestro di vita, una ai filosofi presocratici in particolare a Eraclito, e poi sulla storia, sull’utilità
e il danno della storia per la vita.
Periodo Illuminista: Di questo periodo fanno parte varie opere tra cui la gaia scienza.
Periodo dello Zarathustra: di cui fa parte così parlò Zarathustra, opera definitiva di
Nietzsche.
Periodo genealogico prospettico: ultima fase che comprende anche la follia, di cui fa parte
genealogia della morale. Opera più graffiante di Nietzsche, più controversa ma forse più
interessante, dove Nietzsche mette a regime il suo metodo.

Periodo giovanile

N el 1872 pubblica La nascita della tragedia in ci promuove l’arte tragica come strumento di
comprensione della realtà, si riferisce alla tragedia prima di Socrate, caratterizzata da un
aspetto caotico e drammatico e uno lirico e stilisticamente aulico, in seguito definisce queste due
caratteristiche come Dioniso e Apollo.
Usa la metafora delle onde sul mare, dice che noi non siamo altre che onde del mare che vanno a
infrangersi, il mare rappresenta il caos dell’esistenza.
Il dualismo di Dioniso e Apollo risale alla filosofia presocratica di Anassimandro che usava i
termini apeyron come caos illimitato e peyron come limite, come qualcosa di ben definito e
dunque razionale.

Apollo è il dio del sogno, della bellezza, dell’equilibrio, di contro Dioniso è il dio dell’ebrezza, il dio
degli impulsi irrazionali, la forma d’arte dionisiaca per l’eccellenza è la musica, poiché esprime
l’essenza del reale. (Collegamento con Schopenhauer).
La durezza insensatezza del vivere e l’esistenza concepita come fonte di dolore sono delle intuizioni
dionisiache, ma proprio grazie a Dioniso l’uomo può trovare una esaltazione gioiosa nel superare i
limiti e sentirsi libero, Apollo è la conquista della leggerezza e della grazia tramite la trasformazione
in forma artistica della visione dionisiaca del mondo.

Nella tragedia presocratica i due impulsi hanno trovato una sintesi perfetta e insuperabile, una vera
e propria fratellanza, nella tragedia è apollinea la chiarezza della parola e delle immagini, ma
dionisiaca la potenza della musica e dei cori, l’eroe tragico stesso è la maschera del dio Dioniso che
attraverso la sofferenza trova la sapienza.
Con Euripide, che seguiva il modello socratico e razionalistico, la tragedia perde la parte dionisiaca
a cui viene sostituita da un Apollo filosofico, in questa nuova ottica la dialettica, fatta di
schematismo logico, razionalità e ottimismo, va a distruggere l0essenza della tragedia.
Solo Wagner è in grado di ripristinare l’apollineo e il dionisiaco nelle sue opere.

Si ha anche un distacco di Schopenhauer, poiché Nietzsche non crede nel pessimismo che porta
all’annullamento della volontà, anzi Nietzsche propone un pessimismo affermativo, una tensione
drammatica ma attiva verso la vita.

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A tal proposito è negativa anche l’opinione di Nietzsche sul romanticismo e neoclassicismo
europeo, poiché guardando all’antichità classica come un modello di perfezione non più replicabile
genere nell’uomo un sentimento di malinconia nostalgica, la sehnsucht e non sollecita energie
positive.

Nel 1874 Nietzsche scrive l’utilità e il danno della storia per la vita. Come aveva fatto per la
nascita della tragedia, anche la storia viene analizzata, attualizzata e collegata alla vita. Nietzsche
introduce l’opera parlando di tre tipi di storia diversi:
La storia monumentale: è quella che riguarda i grandi personaggi che hanno fatto la storia,
dobbiamo prendere i personaggi come guide ma non bisogna esagerare altrimenti l’azione
dell’uomo viene bloccata da un complesso di inferiorità. (Collegamento con Freud).
La storia antiquaria: riguarda i fatti e le vicende storiche, bisogna prenderli a grandi linee come
modelli da seguire, ma mai esagerare per lo stesso motivo della storia monumentale.
La storia critica: Nietzsche esorta a leggere la storia in modo critico.

L’eccesso di storia blocca l’azione perché ci concentriamo troppo sul passato, oggi l’azione nel
presente è bloccata perché la cultura occidentale si sta appiattendo, è il motivo per cui critica
Hegel, perché egli aveva detto che la Storia (lo Spirito) era già arrivato a compimento e dunque che
la storia si era conclusa, allora Nietzsche propone un atteggiamento antistorico perché bisogna
esercitare il proprio senso critico.
Oggi non si vive la religione e la filosofia, ci si limita a studiare ma senza una vera applicazione alla
realtà.

Periodo illuminista: la ricerca genealogica

I n questa fase si concentra sull’indagine razionale della scoperta delle antiche radici delle
credenze morali, religiose e metafisiche del suo tempo, questo sarebbe il compito della scienza, la
quale deve rivelare il carattere storico e relativo delle norme etiche, infatti istinti e sentimenti
sono in realtà prodotti artificiali, dunque non sono fatti oggettivi ma interpretazioni, ne
consegue che la conoscenza di qualcosa è infatti prospettica, legata al punto di vista.

Nietzsche si distacca da tutte le teorie scientifiche e filosofiche che inducono l’uomo a un


atteggiamento passivo nei confronti della realtà.
Considera l’uomo, l’Io, come un ammasso magmatico di impulsi, un campo di forze variabile e
instabile, le decisioni sono di fatto il risultato di un precario equilibrio di forze. (Collegamento con
fisica e chimica con omeostasi).

Principale opera di questo periodo è La gaia scienza, in cui viene annunciata la morte di Dio,
dunque la morte della metafisica perché in Dio si concentrano tutte quelle credenze e tutti
quegli ideali ultraterreni e irraggiungibili, per Nietzsche la morte di Dio è un evento storico che
deve permettere all’uomo di riacquisire la sua libertà ed autonomia.
Altro argomento discusso nella Gaia Scienza è la teoria dell’eterno ritorno, che verrà poi
approfondito nel Così parlò Zarathustra.
L’eterno ritorno consiste nell’individuo costretto a rivivere infinte volte la stessa identica vita, vuole
essere di fatto una provocazione traumatica volta a indirizzare l’uomo verso un approccio
attivo e positivo alla vita e inoltre distoglie gli uomini dalla credenza di un mondo ultraterreno.

Secondo Marx la storia di muove verso il raggiungimento della società egualitaria, secondo
Nietzsche questo sarebbe un ideale metafisico, perché nulla si muove senza la nostra volontà.

Periodo dello Zarathustra


1883-1885, Così parlò Zarathustra è diviso in quattro parti, durante la prima guerra mondiale
l’esercito tedesco distribuì copie di quest’opera perché fosse di ispirazione ai giovani soldati, e
questo libro di fatto è l’origine di alcune correnti letterarie e artistiche tra cui simbolismo ed
espressionismo. (Collegamento con letteratura inglese).

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Le tematiche affrontate sono quelle:
Oltre uomo
Egli si contrappone all’Ultimo Uomo ossia il tipo umano meschino e interessato solo al proprio
benessere, l’Oltre Uomo reagisce al nichilismo ed esprime l’ideale dell’uomo pienamente realizzato
in questa vita perché ha finalmente superato la metafisica.

Testo delle tre metamorfosi


L’evoluzione dell’Oltre Uomo si articola in diversi passaggi: inizialmente viene a identificarsi con lo
spirito del cammello e rappresenta l’oppressione della metafisica, successivamente si evolve nel
leone che rappresenta la ribellione contro i falsi ideali, per poi passare in fine al fanciullo che
identifica la riconquista dell’innocenza e dunque un nuovo inizio.

Volontà di potenza
La volontà di potenza è una forza creatrice all’interno della natura, una energia primordiale
propositiva, non mira alla conservazione di quello che c’è, ma mira a un accrescimento dovuto al
costante auto-superamento.

Eterno ritorno
Nietzsche dice che per arrivare all’Oltre Uomo occorre che prima venga superato lo spirito di
vendetta che deriva dal fatto che gli uomini sono tutti omologati e che il tempo è lineare, se il
tempo è lineare significa che l’Oltre Uomo non ha accesso al passato. La volontà di potenza stessa
non può agire sul passato.
Come si conquista il passato allora?
Nel testo Della visione e dell’enigma Nietzsche riformula la concezione di tempo.

La struttura del testo è la seguente: la prima parte è una introduzione in cui vediamo che
Zarathustra sta salendo una montagna ripida, si accorge di avere un peso su di sé, una creatura
ibrido metà nano e metà talpa; la seconda parte riguarda la Porta Carraia che congiunge passato e
futuro e nel mezzo c’è l’attimo (il presente); nella terza parte vediamo un serpente intorno al collo
di un pastore, il pastore per liberarsi morde e uccide il serpente, metafora dell’uomo che diventa
l’Oltre Uomo.

La forma del tempo dunque non è lineare, è circolare: tutto ciò che era è destinato ad essere ancora,
in un eterno ritorno, quindi l’Oltre Uomo e la Volontà di Potenza vincono lo spirito di vendetta e il
tempo.
(Collegamento con la concezione del tempo per Einstein e con Seneca).

In questa nuova concezione Nietzsche porta l’essere dentro il divenire, il tempo è infinito ma
l’energia è finita, dunque una volta che finisce il ciclo ricomincia da capo.
(Collegamento con la legge della conservazione dell’energia e con le leggi ponderali).

Trasvalutazione di tutti i valori

Nella storia si sono susseguite diverse forme di nichilismo:


Nichilismo Occulto: i valori metafisici sono ancora presenti ma al loro interno celano
comunque il nichilismo.
Nichilismo Patologico: gli uomini si rendono conto che i valori ultraterreni non sono
realizzabili.
Nichilismo Incompiuto: il progresso scientifico e socialismo sostituiscono i vecchi valori.
Nichilismo Attivo: l’uomo si attiva nella creazione di qualcosa di nuovo, quindi l’uomo non è
più alienato.

Periodo genealogico prospettico


1887, Genealogia della morale è una violenta critica dei valori morali, in quest’opera la realtà è
interpretata in base al conflitto di forze differenti: quelle che affermano o che negano la vita.

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In questa fase Nietzsche si trova a criticare aspramente la morale del gregge o dei servi, la
quale è essenzialmente caratterizzata dalla reazione e al risentimento verso chi è capace di
affermare la vita, ossia la morale dei signori che esalta la forza e i valori vitali.
Nietzsche è un pensatore individualista e aristocratico perché crede che i nobili o signori abbiano la
forza creativa che permette il costante superamento dei propri limiti, di contro i servi tentano più
di limitare la forza dei nobili piuttosto che trovare la loro forza in sé.

Nella genealogia della morale, Nietzsche spiega l’origine delle nostre concezioni morali e sferza una
pesante critica in particolare modo al cristianesimo perché nega le forze vitali con l’idea di peccato,
cattiva coscienza, risentimento e ideali ascetici, infatti l’asceta stesso è portato a negare la vita e se
Schopenhauer concorda con questa scelta, Nietzsche non può che criticarla.

Nietzsche e l’evoluzionismo
Nietzsche fu polemico verso Darwin perché non approvava come la teoria evoluzionista
fraintendesse la natura della vita e la concepisse come un adattamento passivo verso la natura,
infatti per Nietzsche conservazione e adattamento sono caratteri tipici della morale della gregge.

Tuttavia Nietzsche concorda con il darwinismo per quanto riguarda la fine delle certezze
metafisiche e la critica di ogni finalismo e dell’idea di provvidenza, caratteristiche intrinseche
nell’evoluzionismo.

Heidegger
Heidegger dice, in conclusione, che Nietzsche non abbia superato veramente la metafisica,  perché
nonostante tutto il concetto di verità a cui è legato Nietzsche è ancora quello vecchio della
metafisica, e Heidegger propone due concetti di verità uno è quello dì alezeia (verità) e orzotes,
ossia il concetto classico, tipico della metafisica che Nietzsche condivide e lo potremmo tradurre
con correttezza dello sguardo.

Lui ha preso orzotes e l’ha portato dal cielo alla terra, quello che prima vedevo in cielo in modo
chiaro da Nietzsche in poi lo vedo sulla terra ma è sempre lo stesso atteggiamento, non è cambiato,
è solo stato spostato.

Alezeia è da tradursi con disvelamento, cioè la realtà che ho di fronte non è così perfettamente
determinabile, l’indeterminazione è colpa dell’oggetto, è la realtà stessa che è probabile.
Quindi questo è legato anche ai nuovi studi fisici, collegamento con Poincaré e la congiura della
natura.

Dal punto di vista di Heidegger questa realtà probabile emerge l’essere, come lo chiama lui, nel
linguaggio, il linguaggio è l’elemento che ci porta al disvelamento, linguaggio scientifico,
matematico ecc.
Quindi in questo modo Heidegger da una nuova prospettiva alla filosofia, se vuoi cogliere l’essere
non devi più concentrarti sugli elementi della vecchia metafisica, ma sul linguaggio stesso.
Filosofia analitica è filosofia del linguaggio.

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