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Lezione 1 - 15/02/2022

Storia della lingua italiana

 Groppaldi martedì, Cartago mercoledì e giovedì parlerà di Manzoni, autore fondamentale. Argomenti
ben precisi
 Il manuale prosegue in ordine cronologico la storia della lingua italiana
Groppaldi Origini della nostra lingua, 1800
Introduzione:
Ci concentriamo sulla particolarità della nostra storia linguistica, non esiste in tutta l’area romanza se non in
Italia, la nostra storia politica è relativamente recente, nazione dal 1861, ma la nostra unità linguistica è
molto più antica, noi, a differenza es. della Francia, che ha sempre avuto una centralità politica da Carlo
Magno in poi, centro politico, linguistico, burocratico di Parigi, sempre stata omogeneità su tutto territorio fr,
it fin dalle origini unità linguistica e culturale me non politica, unicum. La nostra unità linguistica è
esclusivamente culturale, e anzi, letteraria, la nostra unità ling parte da quando a Firenze 1300 le tre corone si
impongono sulle altre lett in altri volgari ita, vengono codificate nel 1500 e dal 1525, con le Prose della
volgar lingua del Bembo, diventano modello da imitare. Dal 1300 al 1861 si parla di lingua ita, ma solo
letteraria, il popolo parlava i diversi volgari.
Che differenza c’è tra volgare e dialetto? In sé la stessa cosa: sistema linguistico, definiamo dialetto
quando un certo territorio uno dei volgari diventa lingua nazionale, per prestigio, per cultura, letteratura,
validità e autorevolezza degli autori che hanno scritto in quella lingua, questa diventa modello per tutti, usata
da tutti, da quel momento in poi le altre lingue si chiamano dialetti. Fino a 4-500 non si parla di dialetti ma di
volgari di area italiana, parliamo di dialetti quando il fiorentino diventa lingua letteraria nazionale, il popolo
parla i diversi dialetti. Nel 1861 il popolo non diventa automaticamente italofono, percorso che dura diversi
decenni, scuola pubblica, servizio militare obbligatorio, fatta l’Italia occorre fare gli italiani, altre iniziative
del regno d’Italia, hanno contribuito nel tempo a cambiare la lingua. Vd. linguista Tullio de Mauro in storia
linguistica dell’Italia unita, la prima generazione di parlanti italiani italofoni è quella successiva a
affermazione mezzi di comunicazione di massa, soprattutto la televisione, entra nelle case dal 1954, nel
primo periodo non bene di largo consumo, se la possono permettere solo élite socio economica, mezzo di
comunicazione di massa da anni ’60 del ‘900, anche grazie a tv la lingua ita diviene lingua madre parlata e
compresa, prima situazione di diglossia (glossa= lingua, di = due), presenza in comunità linguistica di due
lingue, italiano e dialetto, dialetto usato in cerchia di conoscenza, ita a scuola e in mondo lavoro, da quando
tv entra in modo massiccio allora si insegna lingua italiana agli italiani, estremamente recente. In alcune zone
d’Italia ancora situazione di diglossia. La nostra unità linguistica e storia linguistica sarà soprattutto la storia
della lingua della letteratura, più che quella parlata, dal 1300 ca.
Tuttavia, anche prima del 1300 è possibile ricostruire una storia linguistica di area italiana, documenti che
testimoniano alcuni usi linguistici in una fase particolare: quella che segna ciò che passa tra fine latinità, fine
impero romano, fine uso lingua latina, e inizio uso lingua volgare, documenti che analizziamo, non letterari,
di alcuni volgari di area italiana in cui vediamo passaggio da latino a volgare.
Periodizziamo fenomeno: data simbolica 476 (caduta imp romano d’occ, deposizione di Romolo Augustolo,
ad opera del barbaro Odoacre, segna convenzionalmente fine latinità e inizio del Medioevo), ovviamente
data simbolica, non processo automatico e netto, esigenza di periodizzazione, fenomeno ben più articolato e
occupa secoli.
Documenti che compaiono in una fase, 5-6 sec fino a 11 sec, fase chiamata latino volgare, definiamo il
concetto: vd. immagine estensione lingue romanze Wikipedia
Romania: territori in cui c’era imp romano d’occ, area precedente occupata da Roma, in cui si parlava
latino, caduto imp romando d’occ, nell’area si è continuato a parlare certo tipo di latino, non c’era più corpus
centrale, il latino non sparisce del tutto, praticato, lingua della chiesa della cultura, anche se non più latino
del 1 sec a.c, classico, ma un latino parlato con una evoluzione che ha condotto ai volgari, un latino volgare,
si diceva, con espressione latina, che nella zona della romania si parlava romanamente, “romanice loqui”,
con una lingua simile a quella dei latini, non più propriamente quel latino, mutamenti in atto certamente,
organismi che evolvono, ma in questa zona si parlava latinamente, alla romana, romanice poi diventa
romance e poi romanze e romanzo. Le lingue romanze, lingue che nella romania sono state originate da
evoluzione del latino, non corruzione!!! (umanisti).
Latino volgare: la prima definizione che diamo: è quel latino frutto della ev. che localizziamo dopo caduta
imp romano d’occ e prima inizio singoli volgari, atto di nascita, tutto ciò che c’è prima di ciò che è lingua
volgare, e dopo la fine dell’imp romano, questa zona intermedia si chiama latino volgare. Def. In diacronia=
identifica concetto di lat volgare in una certa fase sviluppo storico, in corso ev storica. A noi interessa in
particolare accezione diacronica. Ma seconda accezione/def sincronica= lat volgare, preso sincronicamente
in qualunque momento, es. latino aureo, anche in quel momento sincronicamente non esisteva una sola
varietà della lingua, vi erano diversi livelli socioculturali con cui la lingua latina veniva praticata es. latino di
Cic e Virgilio, elevato, di liv socioculturale alto, poi parti di popolazione che non avevano istruzione e che
parlavano un altro latino, meno facile da ricostruire per noi oggi, no documenti, un latino più trascurato, vi
sono op letterarie di liv non così elevato es. epistole di Cic Ad familiares, anche la stessa persona non in tutta
la sua vita scriveva certamente in esametri, ma usava anche latino più immediato. A liv sincronico il latino
volgare è quello del vulgus, del popolo che non ha accesso a varietà di lingua elevata. Anche qui qualche
documento.
Appendix Probi
Riferimento a un documento in particolare, collocato in questa fase di latino volgare, primo documento:
appendice che compare in libro di grammatica latina, lingua codificata, intorno a 3-4 sec. Tardo imp tarda
latinità, non datata, Appendix Probi, l’appendice di Probo, è un’appendice di una grammatica, della lingua
latina, di un certo Probus, che in parte finale op raccolse errori più frequenti dei suoi studenti, memorarum,
attenzione a non commettere questi errori, errori che più frequentemente gli scolari commettevano, non tutti
le ritroviamo nei volgari italiani, alcuni però sì, sintomo di una evoluzione già in atto, fase storica del latino
volgare
 es. auris non oricla  orecchio, non deriva da auris ma da lat volgare,
 es. oculus non oclus ma occhio.
 Basium non osculum bacio, es. in cui la voce erronea non ha avuto esito romanzo.
Riflessione sulla percezione della lingua standard e su concetto di errore: come evolve una lingua?
Attraverso deviazioni dallo standard, percepiti come a grammaticali o anti, ma che con corso anni possono o
meno affermarsi in uso, all’inizio errori, ma poi se comunità dei parlanti incorre in questo errore esso non è
più tale, lingua standard del futuro. Vedremo quale sarà il nostro italiano tra 100 anni cercando di capire
quale sarà il nostro italiano del futuro. La lingua di oggi era l’errore di ieri es. intuiamo che in italiano il
passato prossimo estenderà il suo uso a scapito del passato remoto, attualmente zone d’Italia in cui è molto
usato es. varietà del sud. Anche diatopicamente si riducono sempre di più aree in cui è praticato
abitualmente. Es. il congiuntivo sta regredendo in luogo dell’indicativo.
Certamente non esiste lingua pura, perfetta e immutabile, ma eterno movimento e evoluzione (Cesarotti)
Altri documenti: in questa fase di latino volgare, testi di lingua quotidiana di varia natura, che ci
testimoniano questa fase di evoluzione, 16 documenti, relativamente poco studiati, il loro studio è
relativamente recente, si va da primi ‘900 al 2000, ultimo secolo di studi linguistici sono stati scoperti. Noi ci
soffermiamo su alcuni significativi.
Il primo: Conto navale pisano, libro di conti, frammento, che in area pisana scritto con finalità di pezzi per
costruire di una galea, imbarcazione
Ritmo bellunese, 4 versi, andamento poetico, inseriti in una memoria latina che esaltano la vittoria di
Belluno in guerra contro Treviso, tratti linguistici che si discostano dal lat classico e anticipano volgare di
area bellunese successivo
L’indovinello veronese, ci soffermiamo particolarmente, sono due note sul margine superiore di un ms
composto da due pag, in lingua latina, e di area spagnola, poi si trasferisce in area veronese, le due righe
sono aggiunte successivamente da mano anonima, siamo tra 8-9 sec, fase di pieno latino volgare, aggiunta in
margine superiore, è un indovinello, vd. testo
Mutamenti:
 Caduta consonanti finali in desinenze dei verbi es. parebat e pareba, anche vicenda legata a
vocalismo, pareba e non paraba, con significato di trascinare/tirare.
 Alba= latinismo, non si usa ancora biancum, latino volgare tardo, ma albis, agg. lat classico
 Versorio per aratro, voce tarda
 Il semen è un altro latinismo, la s di boves rimane latinismo
 negro è evoluzione di nigrum>nigro>nero, caduta m finale accusativo e apertura vocalica di u in o
 l’imperfetto rimane con b, parebat, poi diventa v, betacismo, ev b. labiale in labiodentale, sia in
andata che in ritorno. Alcune lingue romanze es. castigliano, in cui i suoni sono indistinguibili
Iscrizione della Catacomba di Comodilla, a Roma “non dicere ille secrita a bboce”, in trascrizione due b,
in originale una delle due aggiunta in tempo successivo. Trad, catacombe, luogo sacro per i cristiani, “non
dire le preghiere a voce alta”. Iscrizione non pienamente volgare, ma anticipa alcuni tratti linguistici che
troveremo in volgari italiani,
 imp negativo: non + inf., in lat classico o noli/nolite+inf, o ne+cong., rispetto a lat classico
deviazione da standard
 ille secrita sta accadendo qualcosa ai pron dimostrativi, quello/quella, in questa fase già stanno
perdendo potenza deittica, deissi= capacità di alcune parole di collocare il referente nello spazio
rispetto al parlante, quello/questo ecc., da quelle preghiere si depotenzia, diventa articolo
determinativo, da illum > lo > il, passando per el. Già qui significa le preghiere
 secrita= plu in-a, forma di plu collettivo, prob derivati da neutro plu delle parole latine,
 a boce prep + abl (che non è modo compl di mezzo in lat), ma boce  vocem (usiamo sempre da
accusativo, in cui cade m finale poi si evolve)> voce> boce (betacismo, parte da labiodentale latina v
che approda a b, poi ritornerà, betacismo in entrambe le direzioni)
 una seconda b, non sappiamo se la stessa mano o aggiunta in un secondo momento, insicura che la
parola fosse corretta ha inserito in piccolo una seconda b, in latino classico standard non ha ragione
d’essere, ma riproduce per iscritto fen fonetico tipico volgare centro meridionale, che ancora oggi è
presente, il raddoppiamento fonosintattico, raddoppiamento pron consonante in posizione
fonosintatticamente intervocalica, consonante inziale di parola seguita e preceduta da vocale, in pron
raddoppiata, es. A bbella. Viene trasporto per iscritto uso linguistico.
IX sec
X secolo il glossario di Monza: lista di 65 lemmi, in cui a una voce latina corrisponde una voce analoga
greco bizantina, dizionario di alcune parole significative, glossario fondamentale destinato a chi da occ aveva
in programma di intraprendere un viaggio in oriente es. Bisanzio, 65 parole più utili per viaggiare da latino a
greco bizantino, in queste ca 12 volgarismi, non in lat classico ma lat che anticipa volgare, es. nomi giorni
settimana, questi tradotti in forma greco bizantina e non in quelle del altino classico.
Nel X sec arriviamo all’atto di nascita della lingua volgare di area italiana: 960, Placito capuano, e 3
analoghi, 4 placiti campani
Ciò che comparirà in questo particolare documento che segna vero atto di nascita della lingua volgare. Non
in sé deviazioni così diverse dal latino classico rispetto ai testi analizzati fin qui, linguisticamente,
l’indovinello veronese non è volgare, e invece placito capuano primo atto di nascita lingua volgare, la
differenza è nell’intenzionalità comunicativa, siamo sicuri che lo scrivente abbia voluto esprimersi n un
codice diverso dal latino, perché ne siamo sicuri? Esso compare in un documento giuridico che per tuto il
resto è latino classico, lo stesso scrivente che ha verbalizzato un processo in lingua latina standard in un certo
pto adotta consapevolmente un’altra lingua, consapevolezza che ci fa capire che ha voluto scientemente.
Si tratta di un processo nel territorio di Capua, in questo periodo governata dai Longobardi, davanti al
giudice Aretisi si presentano due controparti, il primo Rodelgrimo che cita in causa i monaci del monastero
benedettino che c’erano, rivendica il possesso terreno in cui sorgeva monastero, in corso del processo,
verbalizzato nel placito, testimonianze che attestano che sul territorio i monaci erano presenti da più di 30
anni, testimonianze analoghe in altri 3 placiti, con formule costanti, non erano testimonianze spontanee,
persone che parlavano lingua volgare, ha dovuto recitare testimonianza formulare per questo, diritto di uso
capione, testimonianza resa in modo formulare, in circostanze analoghe ma precedenti la testimonianza
veniva tradotta in latino, chiara scelta consapevole del redattore del verbale, per quel motivo? Processi simili
che si moltiplicavano nel territorio campano, si tende lasciare in lingua volgare la testimonianza per far si
che abbia maggiore diffusione possibile, in modo da dissuadere altri che vogliono intentare processo simile,
che le aule di giustizia daranno sempre ragione ai monaci. “Sao ko kelle terre per kelle ke ki contene
trent’anni le possette parti sancti benedicti”, marzo 960, documento giuridico datato, è volgare, ancora alcuni
latinismi (sancti benedicti, riprende il gen, sao, alcuni ev da saccio, ev da sapio, altro sarebbe una formula
che prende piede in linguaggio giuridico, che compare sia a nord, centro e sud, saccio invece sarebbe solo in
sud, probabile seconda ipotesi, ma ip; grafema k, si usa per rendere consonante occlusiva velare, significa
che già in epoca c’era la palatale, mentre in classicità non c’era, tutti velari, in latino noi usiamo pron
ecclesiastica medievale, in latino classico non c’era palatale. Volgare campano 960
Affresco sec XI nella basilica di s. clemente a Roma, non sarebbe ancora volgare, non è chiara quella
intenzionalità di distinzione lat e volgare, distinzione tra lat più classico e lat più volgare, ma non
intenzionalità di distinzione netta latino e volgare. “pute” = puttana. Affresco, ci sono alcuni personaggi,
sulla destra personaggio su un piedistallo, Sisinnio, patrizio romano, e alla parte alla sinistra 3 schiavi che
trasportano una colonna di marmo, una da dietro e due tirano davanti, come gli altri affreschi in basilica,
ciclo che racconta un episodio della vita del santo, episodi agiografici, alcuni miracolosi, al corpo del santo
si sostituisce colonna di marmo, “il primo fumetto della storia”, le scritte compaiono vicino ai personaggi,
compongono una scena, ipotesi diverse, la più accreditata è che la frasi non compaiono vicine al personaggio
che le pronuncia, ma a parlare sarebbe solo Sisinnio, la frase compare vicino al personaggio a cui è destinata,
al centro, sullo sfondo del colonnato, compare una frase in latino, la differenza è che questa frase sullo
sfondo, vicina al latino classico, quasi completamente corretto, non è pronunciata sa Sisinnio ma da S.
Clemente stesso. Consapevolezza di distinguere due usi linguistici differenti, S. clemente e Sisinio, patrizio
romano che perseguitava i cristiani, che viene caratterizzato da un uso linguistico trascurato, basso,
distinzione diafasica, diastratica, ma comunque nell’alveo del latino, non netta consapevolezza di muoversi
tra due codici percepiti come diversi, ma tra due varietà dello stesso codice. Vd. immagine affresco + scritte
 Sisinnio: “fagliti dietro con il palo, o Carboncello”, spingi con il palo da dietro. Elementi che
anticipano il volgare: de retro= prep de (in lat classico reggerebbe abl), qui desemantizzata, forma de
retro grammaticalizzata diventa avverbio dietro.
 Co lo palo= cum illum palum, lat classico, cum cade m, cu e u apre in o, co; illum era dimostrativo,
perde la consonante finale, aferesi prima sillaba, lu, u apre in o, lo, già forma di articolo,
dimostrativo latino perde potenza deittica, carboncelle, resiste vocativo, betacismo
 S. Clemente: molto vicina a lat class “a causa della durezza del vostro cuore avete meritato la pena di
trascinare una pietra pesante”, duritiam compl di casua in lat classico deve essere retto dalla prep
ob/propter. Ci sono solo sfumature.
 Trai, vicino a trahere, ma non c’è h, caduta del h, anche in lat muta, una delle prime mutazioni
 Fili de le pute= espressione triviale, pute voce tarda, rende rivalità personaggio e vicinanza volgare,
filii, ma èron figli già in questa fase, nesso palatale-gl non ancora per iscritto, ma pron dovrebbe
essere già quella
Abbiamo visto testimonianze di volgari e dialetti italiani, alcuni del nord (Monza, Belluno, Verona); centro
(pisano, declaratoria pistoiese, memoratorio di monte capraro, postilla amiatina, basilica s. clemente,
Comodilla); sud (placiti campani, 4), in modi diversi il lat evolve in diverse zone di ita, con fen a volte
analoghi a volte differenti, es. raddoppiamento fonosintattico tipico centro nord, evolve in volgari di area ita
Situazione a Firenze:
A Firenze, la lingua ita nasce su modello fiorentino 3 corone, c’è sorta di primato fiorentinità in nascita
nostra lingua nazionale, in questa fase storica documenti di Firenze non ne abbiamo, primo documento di
volgare fiorentino solo del 1211, frammento di libro di conti di compagnia di banchieri, da lì in poi si
intensificherà, fino a 1255 più niente di fiorentino, da 1255 fino a prima metà 1300 scripte in volgare
fiorentino molto più frequenti, di tutte le scripte/documenti in volgare italiano quelle toscane sono circa 90
per cento italiano, di questo 90 la metà è fiorentino. Dal X sec alla prima metà XIV Firenze prende piede,
perché? Fine ‘300 e in corso ‘4oo dinastia medicea, signoria più importante d’Italia, polo attrattivo, stimola
necessità di saper scrivere vd. libri di conti, banchieri ecc.
I testi raccolti da centro studi CNR opera del voc ita, in questa fase storica, da prima metà 300 in poi, 8 su 9
sono fiorentini, primato di Firenze medicea anche in ambiti non letterari