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La terza rivoluzione industriale

La terza rivoluzione industriale nel mondo


Negli anni successivi la seconda guerra mondiale, a partire dal 1950, iniziò la terza
rivoluzione industriale. Le aree statunitensi, non sconvolte dallo scontro degli eserciti,
avevano conosciuto un periodo di benessere già durante la guerra, favorite dall'intensa
produzione bellica avviata dal governo americano. Le aree europee, invece, dovettero
affrontare seri problemi di ricostruzione e si affidarono ad organismi associativi comunitari,
come le Comunità Europee, antesignane dell'Unione Europea.
La CEE realizzò la formazione di un gran mercato unico europeo e, contemporaneamente,
avviò apposite politiche regionali per il sostegno delle regioni economicamente più deboli. La
terza rivoluzione industriale portò alla scoperta e all’utilizzo di nuove fonti energetiche come
l’atomo, gia usato nelle bombe atomiche del 1945 sul Giappone, all’energia solare, del
vento, prendendo spunto dai mulini, all’aumento del consumo del petrolio e all’invenzione
della plastica da parte di Moplen.
Si ebbero diverse conseguenze:
-l’innovazione tecnologica, con la nascita del computer, dei robot, della prima navicella
spaziale, dei satelliti;
-l’utilizzo dell’energia atomica per usi energetici, a svantaggio del petrolio, e non militari ma
vi è un grande inquinamento perché la fissione dell’atomo produce scorie radioattive che
non facili da smaltire;
-vi fu inoltre un allargamento del mercato che portò alla cosiddetta globalizzazione e la
nascita di multinazionali, cioè industrie che si ”vede” investiti capitali di altre persone,
“estranee” a quella.
Gli aspetti negativi della terza rivoluzione industriale fu l’aumento della disoccupazione per il
forte aumento di robot in fabbriche e per questo, anche oggi, non si trovano posti di lavoro a
lungo termine e sicuri.
Dopo il gran boom all’avvio della terza rivoluzione industriale si ebbe una crisi, che tuttora
persiste ancora e a pagarne le conseguenze furono gli operai.

In italia
Nel periodo di tempo compreso tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’Italia fu protagonista di
un record di crescita nella produzione nazionale tale da far parlare di “miracolo economico”.
L’apice dello sviluppo di questo trend positivo fu raggiunto tra il 1958 e il 1963. Nonostante il
fenomeno si riferisca ad un evento principalmente economico, esso ebbe una forte
ripercussione sulla vita degli Italiani che in pochi anni cambiò radicalmente, in positivo o in
negativo e portò nel nostro Paese un livello di progresso e benessere mai conosciuto nei
periodi precedenti. In seguito alla fase economica positiva di cui l’Italia fu protagonista, la
società cambiò radicalmente e le condizioni di vita subirono un notevole miglioramento
dovuto all’aumento del reddito medio della popolazione, che permise a volte l’acquisto di
beni di lusso come l’automobile, la televisione e gli elettrodomestici. L’auto più comune fu la
cinquecento della Fiat. Dopo il boom vi fu una crisi che si presenta anche oggi. Per questa
causa le aziende sono costrette alla delocalizzazione, lo spostamento in paesi dove la
manodopera costa meno. Le fabbriche si sono trasformate, nel frattempo, aggiungendo
robot a lavorare a posto dell’uomo.

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