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Introduzione:

dopo l’acquisto, il primo giorno con il PC

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SOMMARIO

0.1.1 - CAPIRE COME È COSTITUITO UN COMPUTER ........................................ 4


0.1.1.1 – COMPRENDERE LE DIFFERENZE TRA COMPUTER DESKTOP E LAPTOP ................... 5
0.1.1 – POSIZIONARE CORRETTAMENTE IL COMPUTER.................................... 7
0.1.2 - CONOSCERE E APPLICARE LE NORME DI SICUREZZA.............................. 8
0.1.3 - EFFETTUARE I COLLEGAMENTI PRINCIPALI.......................................... 10
0.1.4 - RICONOSCERE LE PORTE ..................................................................... 10
0.1.4.1 - PORTE USB .......................................................................................... 12
0.1.4.1 - PORTE HDMI ....................................................................................... 13
0.1.5 - AVVIARE IL COMPUTER ...................................................................... 14

0.1.6 - COMPRENDERE IL CONCETTO DI UNITÀ CENTRALE E PERIFERICHE ...... 15


0.1.6.1 – L’ARCHITETTURA DI VON NEUMANN ......................................................... 15
0.1.7 - IL CONCETTO DI INPUT E OUTPUT....................................................... 17
0.1.7.1 - DISTINGUERE LE PERIFERICHE DI INPUT E DI OUTPUT ...................................... 17

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Introduzione
In questa sezione introduttiva saranno descritti tutti gli elementi che servono per
collegare il nostro computer a tutti i dispositivi esterni allo scopo di poterlo rendere
funzionante e pronto all’uso. In particolare vengono descritti tutti i tipi di connessione, di
porte e di collegamenti.

Vedremo anche alcuni aspetti, da non sottovalutare, sul corretto posizionamento del
computer e delle periferiche, osservando in particolar modo la sicurezza.

Per completare il quadro di tutti gli elementi descritti concluderemo questa sezione con
la distinzione, a livello logico, tra le periferiche di output e quelle di input.

Alla fine del capitolo sarai capace di:

• Capire gli aspetti da osservare quando occorre posizionare il PC;


• Riconoscere i vari tipi di collegamento;
• Riconoscere l’uso delle principali porte;
• Distinguere i computer nelle due categorie principali: desktop e laptop;
• Completare i collegamenti base di un PC Desktop necessari al suo
funzionamento;
• Capire il concetto di input e di output ed essere in grado di associarvi tutte le
periferiche principali.

Inoltre, alla fine di questa sezione introduttiva, conoscerai i seguenti termini:

• Case;
• Scheda madre;
• Porta;
• Porta USB;
• Macchina di Von Neumann;
• Input;
• Output;
• Touchscreen.

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0.1.1 - Capire come è costituito un computer
Un computer è costituito da periferiche, dispositivi, unità di memoria,
unità centrale e di tutto quanto definiremo in seguito hardware, tutti
argomenti di cui parleremo da qui in avanti.

Ma come fanno tutti questi elementi a comunicare tra loro? Come sono
connessi? Ogni tipo di periferica ha un tipo di connessione particolare o
tutte possono essere collegate a un alloggiamento qualsiasi?

Figura 1: un PC Desktop

Molto probabilmente finora qualcun altro ha provveduto a montare tutti


gli elementi del nostro computer per farlo funzionare. Ma se dovessimo
farlo noi? Quando compriamo un computer desktop, vale a dire un
computer “non portatile” ma da scrivania, in genere ci vengono dati tutti
gli elementi separati.

In questa sezione verrà descritto tutto ciò che occorre conoscere per
saperci muovere con disinvoltura in questa prima fase.

È importante conoscere il tipo di alloggiamento di ciascuna periferica per


diversi motivi. Ad esempio se andiamo a comprare monitor e leggiamo

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che questo è dotato di una connessione di tipo HDMI, se non sappiamo
di che cosa si tratta, possiamo tornare a casa ed accorgerci di non
poterla usare perché nel nostro PC non ci sono alloggiamenti per una
connessione di tale tipo.

In questo capitolo introduttivo faremo spesso riferimento al case, che è


la scatola che contiene tutti i componenti che, interagendo tra loro,
fanno "lavorare" il computer.

0.1.1.1 – Comprendere le differenze tra Computer


desktop e laptop
Avere una panoramica completa di tutte le tipologie di computer che è
possibile trovare in vendita è molto utile per non sbagliare acquisto e
spendere inutilmente tanti soldi per un PC troppo potente oppure per
non rimanere con un computer troppo piccolo che non consente di
lavorarci sopra come si deve.

Scegliere il computer da comprare non è semplice data la varietà di


tipologie, modelli e formati che ci sono. Occorre innanzi tutto
distinguere i tipi di computer tra due tipologie base:

• i portatili, detti anche Laptop,


• i PC Desktop.

Figura 2: le diverse tipologie di computer

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In questa sezione introduttiva, il cui scopo principale è quello di dare
una prima descrizione dei collegamenti principali e delle corrispondenti
porte di cablaggio necessario aa rendere possibile l’accensione del
computer, faremo riferimento alla seconda tipologia, quella dei PC
desktop. Nei laptop, infatti, per poter avviare il computer non vi è
necessità di alcun cablaggio iniziale, ad eccezione del collegamento alla
rete elettrica.

Con "PC desktop" quindi ci si riferisce al case corredato di tutte le


periferiche correttamente collegate.

Figura 3: il case di un Desktop PC

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0.1.1 – Posizionare correttamente il computer
È sempre consigliato posizionare il computer su una superficie piana e
sufficientemente grande da contenere il case, il monitor, il mouse, la
tastiera e tutte le periferiche che usiamo più spesso.

Quando cerchiamo la posizione del nostro computer dobbiamo


immaginarci, per quello che è possibile ovviamente, anche tutte le
periferiche che vogliamo acquistare in futuro, valutando lo spazio
occupato. Il piano deve essere sempre ben stabile e sicuro.

Figura 4: il corretto posizionamento di un PC Desktop

Per quanto riguarda l'ambiente circostante, dobbiamo preferire un


posto ben areato con temperatura non troppo calda, ma neppure
troppo fredda. Come ogni dispositivo elettronico, è infatti preferibile
tenere il computer lontano da fonti di calore. A tale proposito, se
guardiamo il retro del case, c'è anche una parte aperta, in genere
protetta da una griglia, dalla quale viene presa l'aria necessaria a
raffreddare tutti i componenti che, durante il lavoro, si surriscaldano.
Tale griglia non deve assolutamente essere coperta per evitare

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l'eccessivo surriscaldamento all'interno della macchina che può
provocare danni irreparabili.

Figura 5: vista posteriore di un case in cui sono visibili le prese di ventilazione

Va curata anche la posizione della nostra postazione rispetto alla fonte


di luce. Se ci posizioniamo di fronte alla fonte luminosa, artificiale o
naturale che sia, l'abbagliamento ci rende più difficile la lettura di ciò che
è rappresentato sul monitor; se la luce è posizionata alle nostre spalle, il
riverbero ci disturberà.

0.1.2 - Conoscere e applicare le norme di sicurezza


Ovviamente il case deve essere posizionato nelle strette vicinanze di
tutto il resto dei componenti, in quanto i cavi, per quanto possano
essere lunghi, non possono attraversare intere stanze. Inoltre, è sempre
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preferibile, non lasciare cavi liberi, perché possono essere molto
pericolosi per chi si trova a passare nelle vicinanze; nel caso in cui sia
necessario, provvediamo sempre a legarli, in modo da diminuire al
minimo i pericoli. Per questo è consigliabile preferire una posizione
vicina alle prese di alimentazione di corrente elettrica.

A proposito della corrente elettrica non dobbiamo assolutamente


trascurare la necessità di connettere più dispositivi alla stessa presa.
Supponiamo di avere la spina per passare l'alimentazione al case, quella
per il monitor, quella per la stampante, quella per le casse e così via,
come facciamo a connetterle tutte se abbiamo a disposizione una sola
presa? Dobbiamo assolutamente evitare l'uso delle prese multiple
perché causano il sovraccarico che
porta all'inevitabile cortocircuito,
cosa che non avviene se usiamo
una ciabatta multipresa. Spesso
quest’ultima è dotata anche di un
pulsante per l'interruzione
dell'alimentazione che evita
pericolosi sbalzi di tensione. I

Figura 6: ciabatta elettrica multipresa modelli più sofisticati addirittura


conm interrutore proteggono il computer in caso di
sbalzi di tensione.

I danni dovuti a tali sbalzi possono essere limitati con l'uso di gruppi di
continuità, che riescono a garantire la continua alimentazione almeno
per un certo lasso di tempo. Essi infatti fungono anche da generatori di
corrente di emergenza, interposti tra le prese di corrente e il computer,
ed entrano in funzione solo quando viene a mancare la corrente
fornendo la giusta energia al computer.

In caso di malfunzionamenti dobbiamo assolutamente evitare di


intervenire sulle varie parti del nostro computer. Non dobbiamo mai
inserire niente all'interno dei vari componenti, in quanto, a nostra

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insaputa, si potrebbero toccare punti ad alta tensione. L'unica cosa da
fare in caso di guasti è quella di portare il dispositivo dall'assistente
tecnico, preferibilmente protetto nelle scatole che lo contenevano al
momento dell'acquisto. Prima di staccare qualsiasi elemento, dobbiamo
assicurarci che sia tutto spento.

Dobbiamo evitare di consumare sostanze liquide nelle immediate


vicinanze del PC, in quanto se si versano possono provocare rotture.
Analogamente quando lo puliamo, non utilizziamo assolutamente
sostanze liquide, ma utilizziamo solo un panno umido.

Sono semplici regole da osservare per evitare di danneggiare qualche


componente del computer, in modo più o meno grave.

0.1.3 - Effettuare i collegamenti principali


Come abbiamo detto, tutti i dispositivi periferici vengono collegati al
case per comunicare con gli elementi interni ad esso, sia per ricevere che
per dare informazioni. I collegamenti avvengono tramite i cavi connessi
alle varie porte residenti sul retro del case stesso.

I vari tipi di porte verranno descritti nel paragrafo seguente. Ogni


dispositivo, compreso il case, ovviamente avrà anche un tipo di
collegamento "particolare", quello alla corrente elettrica, senza il quale il
computer, comprese tutte le periferiche, non viene alimentato.

0.1.4 - Riconoscere le Porte


Abbiamo detto che sulla parte posteriore del case ci sono le porte a cui
vengono connesse le varie periferiche. Riportiamo di seguito la
riproduzione del retro di un case, per maggior chiarezza.

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Figura 7: Retro di un case. Si notino le porte in esso contenute

Come possiamo notare, le porte in esso presenti sono molte e


soprattutto hanno tutte aspetti diversi, che dipendono dal modo in cui i
vari dispositivi scambiano le informazioni con l'unità centrale.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo i principali tipi di porta necessari per


collegare e rendere operativo il computer.

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0.1.4.1 - Porte USB
Come anticipato nei paragrafi precedenti, la maggior parte dei dispositivi
si connettono tramite le porte di tipo USB (Universal Serial BUS). Le
fotocamere digitali, i lettori MP3, gli smartphone, i tablet, i dischi fissi
esterni e le pendrive, oltre alle stampanti, i mouse e molte altre
periferiche si connettono tramite questo tipo di porta.

Figura 8: collegamento alla porta USB

I produttori si sono da tempo "convertiti" a questo tipo di connessione in


quanto offre notevoli vantaggi, tra cui quello di poter collegare e
rimuovere un dispositivo mentre il computer è acceso, cosa che non
poteva essere fatta con le vecchie tipologie di porta, ormai scomparse
(es. porta parallela).

Il computer riconosce automaticamente i dispositivi connessi tramite


questo tipo di porta, che possono essere messi in funzione
immediatamente. È inoltre possibile collegare catene di dispositivi in
un'unica porta, senza dover rinunciare all'installazione di un nuovo
componente per la mancanza di porte libere.

Un altro vantaggio, non di minore importanza, consiste nel fatto che la


porta USB ha un'alimentazione propria, per cui tutti i dispositivi che per
il proprio funzionamento non necessitano di grande quantità di corrente
elettrica, possono alimentarsi direttamente dalla porta, senza

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necessariamente essere connessi alla presa di alimentazione di corrente
elettrica.

Per il corretto funzionamento del computer collegheremo alle porte


USB il mouse e la tastiera.

0.1.4.1 - Porte HDMI


La porta HDMI (acronimo di High Definition Multimedia Interface,
interfaccia multimediale ad alta definizione) consente il trasferimento
dei dati audio-video tra il computer ed il monitor.

Figura 9: porta HDMI di un laptop

Lo sviluppo dello standard HDMI si rese necessario per rimpiazzare le


vecchie interfacce video – come la VGA o il DVI – con una tecnologia più
potente e allo stesso tempo meno ingombrante. Nei moderni computer
infatti queste ultime due tipologie di connessione, e le rispettive porte,
sono via via meno presenti.

Per collegare il monitor al computer è quindi sufficiente utilizzare un


cavo HDMI per collegare tra loro le porte HDMI dei due apparecchi.

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Figura 10: cavo HDMI

0.1.5 - Avviare il computer


Siamo ora pronti per la prima accensione del nostro computer. Da
questo momento in poi potremo fare riferimento ai contenuti della
sezione successiva, in cui vedremo insieme le prime operazioni:

• Accendere, spegnere e riavviare il computer (Sez. 1.1.1)


• Utilizzare il mouse (Sez. 1.1.2)
• Utilizzare la tastiera (Sez. 1.1.3)

Prima di chiudere questo capitolo introduttivo, introduciamo alcuni


concetti basilari che avrai modo di ritrovare e comprendere meglio
durante l’intero percorso di formazione.

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0.1.6 - Comprendere il concetto di unità centrale e
periferiche

0.1.6.1 – l’architettura di Von Neumann


Nonostante vi siano state innumerevoli evoluzioni, alla base del
funzionamento di un computer è sempre presente l'architettura della
macchina di Von Neumann (risalente agli anni '40). Senza entrare nei
dettagli, possiamo schematizzarne il funzionamento dicendo che è
basato sull'interazione di quattro parti fondamentali:

• un dispositivo di ingresso per inserire i dati;


• un elaboratore per eseguire i calcoli;
• una memoria per immagazzinare i dati e i programmi;
• un dispositivo di uscita, per restituire il risultato
dell'elaborazione.

Se guardiamo i nostri attuali computer vediamo che quanto contenuto


nella macchina di Von Neumann vi può essere ritrovato e può essere
considerato una esemplificazione di ciò che è fondamentale per il
funzionamento dell’elaboratore. Anche nel computer moderno i vari
componenti possono essere raggruppati secondo la stessa struttura:

• dispositivi per l'immissione dei dati, detti periferiche o unità di


input;
• il processore o CPU per elaborare i dati;
• la memoria per contenere dati e programmi;
• dispositivi per l'estroversione dei dati detti periferiche o unità di
output.

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Figura 11: l'architettura di Von Neumann

Il processore e alcuni tipi di memoria, come abbiamo spiegato, risiedono


nel case; per cui il nostro computer può essere visto come un'unità
centrale alla cui periferia sono connessi vari dispositivi; da qui nasce la
suddivisione in unità centrale e periferiche.

L'unità centrale non è costituita solo dal processore e dalla memoria, ma


anche da tutte le schede di espansione relative alle periferiche, i bus per
la comunicazione e tutto quello che concorre per la comunicazione tra i
vari elementi che costituiscono il sistema.

Analizziamo una semplificazione del flusso delle informazioni:

• tramite la periferica di input immettiamo i dati all'interno


dell'unità, ad esempio digitando dei caratteri dalla tastiera;
• tramite la porta USB che è connessa alla scheda madre i dati
vengono inseriti all'interno dell'unità centrale;
• i dati raggiungono, tramite i canali di comunicazione, il
processore e la memoria;
• il processore elabora tutti i dati inseriti;
• tramite i canali di comunicazione i dati elaborati vengono inviati
alla scheda di espansione relativa all'opportuna periferica di
output, per esempio al monitor collegato alla porta HDMI;
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• l'utente finale può prendere atto delle elaborazioni fatte e
procedere con eventuali ulteriori elaborazioni.

Grazie a questo schema possiamo comprendere la stretta collaborazione


esistente tra l'unità centrale e le periferiche.

0.1.7 - Il concetto di input e output


Una periferica, in teoria, può essere di input o di output, anche se
esistono periferiche che possono appartenere all'uno e all'altro gruppo.

Per dare una definizione di Input possiamo farci aiutare dal nome stesso.
To input in inglese significa inserire, immettere; l’input dunque
corrisponde alla fase di inserimento dei dati, di qualsiasi formato essi
siano. I dati possono essere immessi solo tramite quelle periferiche,
dette appunto di input, che a seconda della tipologia, immettono tipi di
dato diversi. Una fotocamera immetterà tipi di dato diversi da quelli
immessi dalla tastiera; anche i software con cui verranno elaborati tali
tipi di dato saranno diversi tra loro.

In inglese to output significa buttar fuori, estromettere, quindi con il


termine output si intende la fase di estromissione dei dati elaborati
dall'unità centrale. I dati elaborati possono essere di vario tipo,
visualizzabili a video, stampati su carta o in formato audio. A seconda del
tipo di dato risultato dall’elaborazione deve essere usato il dispositivo
idoneo, capace di gestirlo.

0.1.7.1 - Distinguere le periferiche di input e di output


Conoscendo il significato di input e di output, possiamo molto
facilmente ricondurre all'uno o all'altro gruppo tutti i tipi di periferica
che abbiamo avuto modo di approfondire nel corso delle sezioni.

In particolare, possiamo dire che il mouse e la tastiera, lo scanner, il


microfono, le fotocamere, le webcam sono tutte periferiche di input
poiché servono a immettere i dati all'interno del nostro PC. È l'utente a

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immettere i valori e deve essere ben consapevole del tipo di periferica
che deve usare per svolgere il suo lavoro. Per scrivere un testo, userà la
tastiera; se deve inserire delle immagini può usare una fotocamera o
uno scanner, se l'immagine è "nuova" oppure se deve esserne
digitalizzata una esistente in formato cartaceo. Per registrare musica e
suoni userà il microfono.

Per quanto riguarda le periferiche di output, sicuramente a questa


categoria appartengono le stampanti, i monitor, gli altoparlanti e le
cuffie.

Esistono periferiche che hanno doppia funzione, cioè possono essere


considerate sia di input che di output. Queste non possono essere
inquadrate, quindi, nello schema sino ad ora individuato.

Figura 12: dispositivi di Input, Output e Input/Output

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Un esempio di periferica di questo tipo è costituito dal touchscreen, o
schermo tattile, presente in tutti gli smartphone e tablet, sulle LIM e nei
monitor di alcuni moderni computer.

Figura 13: dispositivi con schermo touchscreen

Il touchscreen è un dispositivo che, con il semplice tocco delle dita o di


un oggetto tipo stilo, è in grado di attivare le funzioni richieste
dall’utente. La tecnologia touchscreen può essere incontrata in tutti i
settori tecnologici dove è previsto l’utilizzo di sistemi computerizzati, dai
chioschi interattivi all’industria, dove è particolarmente sentita
l’esigenza di poter disporre di strumenti affidabili anche in condizioni
ambientali difficili.

I touchscreen consentono di utilizzare tutte le opzioni operative di un


elaboratore semplicemente toccando parti sensibili dello schermo che
corrispondono ad immagini o parti di testo visualizzati sul monitor
stesso. Il touchscreen è quindi un dispositivo di output per il fatto stesso
che assolve alle medesime funzioni di un monitor, ma è anche un
dispositivo di input poiché sostituisce un dispositivo di puntamento.

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1.1 – Nozioni di base
SOMMARIO

1.1.1 - ACCENDERE, ARRESTARE E RIAVVIARE IL COMPUTER ..................................... 3


1.1.1.1 - FINE DELLA SESSIONE DI LAVORO ............................................................................ 3
1.1.1.1.1 - Opzioni del pulsante di alimentazione .................................................... 4

1.1.2 - UTILIZZARE IL MOUSE ..................................................................................... 5


1.1.2.1 - IL CLIC E IL DOPPIO CLIC......................................................................................... 6
1.1.2.2 – UTILIZZARE IL TASTO DESTRO DEL MOUSE E LA ROTELLA DI SCORRIMENTO ...................... 6
1.1.2.3 - SELEZIONARE, TRASCINARE E LASCIARE GLI OGGETTI ................................................... 7
1.1.3 - UTILIZZARE LA TASTIERA ................................................................................. 7
1.1.3.1 - SOFTWARE PER L’APPRENDIMENTO DELL’USO DELLA TASTIERA .................................... 10
1.1.3.2 - ALTRI TASTI ...................................................................................................... 10
1.1.3.3 – INSERIRE CARATTERI NON PRESENTI SULLA TASTIERA ................................................ 11

1.1.4 - LE ICONE ....................................................................................................... 14


1.1.5 - LE FINESTRE .................................................................................................. 14
1.1.5.1 - LA BARRA DEL TITOLO ......................................................................................... 15
1.1.5.2 - LA BARRA DEI MENU .......................................................................................... 16
1.1.5.3 - BARRA DEGLI INDIRIZZI ....................................................................................... 17
1.1.5.4 - BARRA DI STATO .......................................... ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO.
1.1.5.5 - BARRE DI SCORRIMENTO ..................................................................................... 17
1.1.5.6 - LA BARRA DELLE APPLICAZIONI ....................... ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO.
1.1.5.7 - L'ANTEPRIMA .............................................. ERRORE. IL SEGNALIBRO NON È DEFINITO.
1.1.5.8 - BORDI E ANGOLI: RIDIMENSIONARE LE FINESTRE ...................................................... 17
1.1.5.9 - SPOSTARE UNA FINESTRA .................................................................................... 18
1.1.5.10 - PASSARE DA UNA FINESTRA AD UN’ALTRA ............................................................. 18
1.1.5.10.1 - Combinazione di tasti ......................................................................... 18
1.1.5.10.2 - Scorrimento finestre. .......................................................................... 18
1.1.5.10.3 - Disporre le finestre sullo schermo ...................................................... 18

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1.1.1 - Accendere, arrestare e riavviare il computer
Per avviare correttamente il sistema è necessario controllare preventivamente
che:

1. il cavo dell’alimentazione sia collegato a una presa di corrente


2. il monitor sia acceso e collegato al PC

Premendo quindi il pulsante di alimentazione del computer, dopo una serie di


controlli delle memorie e di test di rilevamento delle periferiche (la cosiddetta
routine di avvio) viene avviato Windows 7.

Se il computer è condiviso da più utenti, la prima schermata del sistema opera-


tivo potrebbe richiedere la scelta dell'account utente e l'inserimento di una
password: in questo modo viene personalizzato l’accesso ad alcune risorse e
funzioni messe a disposizione dal sistema.

1.1.1.1 - Fine della sessione di lavoro


Per chiudere correttamente una sessione di lavoro ed evitare eventuali mal-
funzionamenti del sistema è bene abituarsi ad osservare alcune "regole di
comportamento". Prima di passare allo spegnimento del computer, è impor-
tante infatti salvare tutti i documenti aperti e interrompere i processi attivi
(oppure aspettare il termine delle operazioni in corso). Successivamente si può
cliccare sulla voce Arresta il sistema (Figura 0.1) del menu Start

Figura 0.1 - Il comando Arresta il sistema del menu Start


3
Mediante questo pulsante il sistema operativo viene arrestato: Windows ef-
fettua tutte le procedure necessarie al corretto spegnimento del PC e, al ter-
mine di tali operazioni, provvede ad interrompere l'alimentazione. Se si dispo-
ne di una presa di corrente multipla con interruttore, è fortemente raccoman-
dato di non interrompere l'erogazione di corrente elettrica prima del completo
arresto del computer.

1.1.1.1.1 - Opzioni del pulsante account


In alternativa, è possibile cliccare sull’account (Figura 0.2) e selezionare le voci,
Disconnetti, Blocca.

Figura 0.2 – Opzioni del pulsante account

In base al nome utente e alla password inseriti per iniziare la sessione di lavo-
ro, viene dato accesso ad alcune informazioni personali proprie di quel deter-
minato utente. L’opzione Disconnetti interrompe la sessione di lavoro e il col-
legamento tra la rete e il computer, ma senza che quest’ultimo venga spento.

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Se l’utente che ha avviato la sessione di lavoro vuole accedere a informazioni
proprie di un altro utente, può disconnettersi e riconnettersi con altre creden-
ziali, oppure utilizzare l'opzione Cambia Utente: in questo modo, accede a
Windows con nome utente e password differenti, ma senza chiudere la propria
sessione di lavoro (alla quale può tornare in ogni momento ripetendo l'opera-
zione).

Il pulsante Blocca mostra la finestra di accesso a Windows: se è presente una


password, sarà necessario reinserirla.

Il pulsante Riavvia il sistema arresta il sistema e riavvia Windows. Il riavvio del


sistema è spesso necessario affinché alcune nuove impostazioni o programmi
appena installati risultino correttamente utilizzabili.

Il pulsante Sospendi permette di entrare in modalità di basso consumo. Per ri-


prendere il funzionamento di un computer in standby è sufficiente premere il
pulsante dell’alimentazione. Il sistema verrà così riavviato nella condizione in
cui era quando è stata attivata la modalità di basso consumo. Nella maggior
parte dei computer portatili, per attivare la funzione Sospendi è sufficiente
chiudere il coperchio (ma è anche possibile assegnare al movimento una di-
versa funzione).

1.1.2 - Utilizzare il mouse


Windows fa parte dei Sistemi Operativi con interfaccia grafica (GUI). I PC che
utilizzano Sistemi Operativi di questo tipo permettono di interagire attraverso
il mouse, un dispositivo di input estremamente comodo e intuitivo detto "di
puntamento", perché allo spostamento del dispositivo stesso su un piano
orizzontale corrisponde il movimento del puntatore (o cursore) sullo schermo.

Il mouse è sempre dotato dei tasti sinistro/destro e, in tutti i modelli attuali,


anche di una rotella centrale. Analizziamo l’uso dei vari elementi.

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Figura 0.3 - Esempio di mouse

1.1.2.1 - Il clic e il doppio clic


Il clic con il tasto sinistro permette di azionare tasti virtuali e di selezionare og-
getti (file, cartelle, collegamenti). Si utilizza anche per collocare il cursore nel
punto desiderato all'interno di un testo.

Il doppio clic differisce a seconda del contesto in cui viene utilizzato e non può
quindi essere descritto in modo generico. Ad esempio, il doppio clic in un testo
non ha la stessa funzione del doppio clic su un'icona. Il doppio clic su un og-
getto corrisponde all’attivazione del comando indicato in grassetto nel menu di
scelta rapida associato all’oggetto stesso. Vedremo nel prossimo paragrafo
cos'è il menu di scelta rapida.

1.1.2.2 – Utilizzare il tasto destro del mouse e la rotella di


scorrimento
Il tasto destro viene usato per attivare il menu di scelta rapida, un menu varia-
bile contenente un elenco delle istruzioni più importanti relative all'oggetto o
al punto in cui è stato premuto il tasto. Cliccare col tasto destro del mouse in
un'area vuota del desktop, su una cartella o sul cestino aprirà infatti tre diversi
menu di scelta rapida contenenti solo le voci disponibili per ciascuno dei tre
elementi. A causa di questa differenziazione, il menu di scelta rapida viene de-
finito anche menu contestuale.

Per richiamare da tastiera il menu di scelta rapida associato ad un oggetto se-


lezionato, possiamo premere la combinazione di tasti Shift+F10. Vedremo più
avanti la descrizione dei vari tasti.

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La rotella centrale semplifica lo scorrimento (scroll) della visualizzazione della
pagina. La direzione dello scorrimento della pagina segue la direzione della ro-
tazione della rotella.

1.1.2.3 - Selezionare, trascinare e lasciare gli oggetti


L’oggetto su cui è stato fatto un clic col tasto sinistro del mouse risulta sele-
zionato. Mantenendo premuto il tasto sinistro sull'oggetto e muovendo il pun-
tatore, viene avviata l’operazione di trascinamento. Attraverso il trascina-
mento è possibile spostare o copiare un oggetto da una posizione all'altra (in
inglese "drag and drop"). Ad esempio, per spostare un file è sufficiente trasci-
narlo (drag) con il mouse fino al punto desiderato e rilasciare (drop) il tasto si-
nistro.

1.1.3 - Utilizzare la tastiera


Grazie al suo aspetto, molto simile a quello di una macchina da scrivere, la ta-
stiera è il componente più familiare. La pressione su ciascun tasto provoca
l’invio di segnali elettrici interpretati dal computer come caratteri o come co-
mandi. Al funzionamento complessivo sovrintende un piccolo processore. Per
ogni tasto possono essere inviati due codici: uno per indicare l’avvenuta pres-
sione, un altro per l’assenza di pressione.

Le tastiere tendono a migliorare nell'ergonomia e a dotarsi di un numero sem-


pre maggiore di tasti, dedicati soprattutto alla navigazione Internet e alle ap-
plicazioni multimediali. In questo contesto ci concentriamo sulla parte "più
pratica" della tastiera (Figura 0.4): l'area standard, dedicata alla stesura di te-
sti.

7
Figura 0.4 - La parte "principale" della tastiera.

Cominciamo da alcuni tasti particolari che servono per l’inserimento di caratte-


ri specifici e per l’applicazione di funzioni particolari, come la cancellazione o
l’impostazione dei caratteri maiuscoli.

Tasto Nome Funzione

Shift o Maiuscolo Viene usato per scrivere i caratteri in maiuscolo


e per utilizzare la funzione indicata nella parte
alta di alcuni tasti (", $, &… ). La funzione Shift
termina al rilascio del tasto.

Bloc Maiusc o Caps Mantiene bloccata l’impostazione dei caratteri


Lock maiuscoli. Questo tasto non deve essere tenu-
to premuto. Nelle tastiere standard, all'attivarsi
del blocco maiuscolo si accende una piccola
spia luminosa in alto a destra (nei computer
portatili, la posizione della spia è variabile).

Alt Verrà descritto meglio in combinazione con


altri tasti, mano a mano che procederemo con
la descrizione delle varie funzionalità.

Backspace Cancella i caratteri che sono sulla sinistra del


cursore

8
Windows Attiva il menu di avvio. Come vedremo oltre, in
combinazione con altri tasti avvia specifiche
funzioni. In combinazione col tasto Tab per-
mette di scorrere le finestre aperte in Windows
(Vista e 7).

Control In combinazione con alcuni tasti attiva specifi-


che funzioni: ad esempio la pressione del tasto
C effettua la copia dell’oggetto selezionato.

Invio In genere viene usato per confermare


l’operazione fatta. Nella stesura di un testo
serve per andare a capo.

Alt Grafico In genere ha la stessa funzione della combina-


zione dei due tasti Alt + Ctrl.

Se non si fa uso di tasti aggiuntivi, le lettere presenti nella parte principale della
tastiera vengono scritte in minuscolo. Come analizzato schematicamente nella
precedente tabella, il tasto Shift permette di scrivere il carattere maiuscolo e il
tasto Caps Lock blocca la scrittura delle lettere maiuscole.

Il tasto Shift ha però una funzione in più rispetto al Caps Lock: premuto in
combinazione con i tasti con più di un carattere, abilita il carattere presente
nella parte superiore.

Ad esempio, la pressione del tasto in combinazione con il tasto Shift


scrive il carattere "*" (cosa che non avviene premendo il tasto Caps Lock). Per
utilizzare invece il terzo carattere presente sulla parte destra di alcuni tasti (in
questo caso la parentesi quadra chiusa) occorre tenere premuto il tasto Alt Gr
(oppure la combinazione dei tasti Ctrl e Alt).

In generale, quindi, il tasto Shift deve essere premuto per inserire il carattere
posto nella parte superiore, mentre il tasto Alt Gr (oppure la combinazione di
tasti Ctrl e Alt) per inserire la "terza lettera", ma solo nel caso in cui il tasto ab-
bia tre caratteri, oppure nel caso di un particolare carattere "speciale".

Se infatti volessimo inserire nel testo il simbolo dell’Euro (€)?


9
In questo caso, anche se si tratta di un tasto con due soli caratteri, non bisogna
farsi ingannare, perché se utilizzassimo la combinazione con lo Shift otter-
remmo solo una semplice lettera "E" maiuscola. Il motivo di questa apparente
anomalia è però da ricercarsi nella posizione del simbolo dell'Euro: è posto
nella parte destra del tasto, di conseguenza viene abilitato dal tasto Alt Gr (o
da Ctrl + Alt), esattamente come avviene per i tasti con tre simboli.

1.1.3.1 - Software per l’apprendimento dell’uso della ta-


stiera
Per prendere dimestichezza con l’uso dei tasti, e in particolare delle loro com-
binazioni, può essere usato il programma Tutore dattilo, un utile e divertente
strumento che guida nello studio e nell’apprendimento della posizione dei tasti
sulla tastiera e nel velocizzare nella stesura di testi. Tale programma è di libero
utilizzo e può essere scaricato all’indirizzo Internet

http://www.aiutamici.com/link.aspx?t=web&id=11225

Tale programma ha un’interfaccia molto semplice ed è costituita da due parti:


nella parte superiore (Figura 0.5) sono riportati i testi degli esercizi proposti
oppure i suggerimenti da seguire per svolgere i vari passaggi del corso. Nella
parte inferiore è riportata l’immagine della tastiera virtuale, i cui tasti vengono
attivati dalla pressione dei tasti reali della tastiera fisica.

Figura 0.5 - Interfaccia del programma di dattilografia.

1.1.3.2 - Altri tasti


I tasti funzione, posti in fila sopra i tasti finora analizzati, assolvono diverse
funzioni in base al software in uso. Ad esempio, in molti programmi il tasto F1
10
richiama la funzione di Guida in linea del programma. Tali tasti saranno de-
scritti a mano a mano che entreremo nel dettaglio delle funzioni dei vari pro-
grammi.

Il gruppo di tasti posti nella parte destra della tastiera costituisce il cosiddetto
tastierino numerico. La maggior parte dei tasti raggruppati in quest'area ha un
doppio simbolo: un numero e una freccia. Questo per indicare che il tastierino
ha una doppia funzionalità a seconda che sia attivo o meno il blocco dei nume-
ri. Il blocco dei numeri viene attivato premendo il tasto Bloc Num presente in
alto a sinistra del tastierino. L'attivazione di questa funzione è segnalata da una
spia luminosa situata nell'area superiore del tastierino numerico. Quando il
blocco dei numeri non è attivo i tasti corrispondono allo spostamento del cur-
sore, secondo la direzione della freccia presente sul tasto.

1.1.3.3 – Inserire caratteri non presenti sulla tastiera


I numeri presenti nel tastierino numerico hanno una funzionalità in più rispetto
ai numeri presenti nella parte superiore dell'area principale della tastiera. Pri-
ma di affrontare l'argomento, è bene chiarire alcuni aspetti
dell’interpretazione dei caratteri da parte del computer.

Quando premiamo il tasto "A", all’interno del nostro PC avvengono una serie di
passaggi intermedi che portano all'elaborazione di quello che viene chiamato
codice macchina, ovvero una serie di caratteri "0" e "1" interpretabili e leggibili
esclusivamente dal processore.

Uno dei passaggi intermedi è rappresentato dal codice ASCII, una combinazio-
ne di numeri, ognuna corrispondente ad un unico carattere. Tornando alle fun-
zionalità extra del tastierino numerico, se si conosce il codice ASCII di una qual-
siasi lettera, questa può essere inserita nel testo tenendo premuto il tasto Alt e
digitando le combinazioni di tasti direttamente sul tastierino numerico. Fac-
ciamo un esempio:

La lettera "È" (E maiuscola accentata) non è presente sulla tastiera. Spesso, per
inserire questo carattere in un testo, si ricorre alla digitazione del carattere "E"
seguito dall’apostrofo. Sorvolando sull'aspetto ortografico (in italiano è scor-
retto), nella maggior parte dei casi una soluzione come questa potrebbe anche

11
andar bene, almeno in termini di comprensibilità del testo. Si tratta tuttavia di
un "ripiego" che impone l'utilizzo di due caratteri (interpretati singolarmente
dal computer) per simularne uno.

Viceversa, sapendo che il codice ASCII della lettera "È" corrisponde alla se-
quenza 0200, tenendo premuto il tasto Alt e digitando tale combinazione di ci-
fre da tastierino numerico, otterremo proprio il carattere desiderato. Se pro-
viamo a fare la stessa cosa usando i tasti con i numeri nella parte superiore
della tastiera, quanto descritto non avviene. Nella seguente tabella è riportato
il codice ASCII di alcuni caratteri:

12
Figura 0.6 - Alcuni codici ASCII.

13
1.1.4 - Le icone
Abbiamo parlato finora del clic, del doppio clic, del menu di scelta rapida, ora è
il momento di tornare al nostro desktop per dare un’occhiata più approfondita
alle icone. Le icone sono piccole immagini che rappresentano qualsiasi ele-
mento presente sul computer e sono essenziali per capire al volo con che tipo
di oggetto abbiamo a che fare. Inoltre reagiscono tutte al doppio clic aprendo-
si, lanciando un programma o indirizzandoci verso una pagina Internet.

Ad esempio, un documento di testo ha un aspetto che richiama un foglio di


carta compilato. Un doppio clic basterà a far partire automaticamente
un programma in grado di leggerlo e modificarlo.
Altri oggetti, come le cartelle, hanno il classico aspetto di cartelle
porta documenti da ufficio: si tratta infatti di contenitori di file (possono ospi-
tare documenti, immagini, video…) e, se appaiono piene, con un doppio clic si
apriranno per permetterci di guardare cosa custodiscono.

Il cestino, immancabile sul desktop, ha un’icona particolare, unica e facil-


mente riconoscibile. A volte, l'icona può essere sostituita, in maniera ancora
più intuitiva, da un'anteprima miniaturizzata dell’elemento che rappresentano:
ci appariranno quindi come piccoli video (l’immagine sarò quella del primo fo-
togramma) o minuscole foto.

In ogni caso, attraverso l’esperienza impareremo riconoscere e a gestire tutti i


principali tipi di icone.

1.1.5 - Le finestre
Quando effettuiamo un doppio clic sull’icona di una cartella, questa si apre
sotto forma di finestra, con il suo contenuto ben visibile al centro. In realtà, è
fondamentale notare che tutto quello che utilizziamo in Windows ha l’aspetto
di una finestra (“window” in inglese significa proprio questo) e presenta quin-
di sempre la medesima struttura e gli stessi elementi ricorrenti.

14
Prendendo come esempio la finestra Questo PC, possiamo identificare alcune
aree principali:

1. Barra del titolo


2. Barra degli indirizzi
3. Barra dei menu
4. Barra di scorrimento

1.1.5.1 - La barra del titolo


La barra del Titolo è l’area superiore della finestra. Per spostare una finestra
possiamo trascinarla solo ed esclusivamente da qui. Posizioniamoci quindi nel-
la parte libera da tasti, clicchiamo col tasto sinistro e, senza rilasciare, spostia-
mo il mouse.

Nella parte destra della barra del Titolo sono presenti tre pulsanti:

Riduci a icona La finestra sparisce dallo schermo e viene ri-


dotta ad un’icona nella barra delle Applicazio-
ni (in basso)

15
Ingrandisci/Ripristina Ingrandisce la finestra, che occuperà tutto lo
schermo. Cliccando di nuovo lo tesso tasto
(che intanto ha cambiato aspetto), la finestra
ritorna allo stato precedente.

Chiudi Chiude la finestra

1.1.5.2 – Menu visualizza


Sotto la barra del Titolo c’è la barra dei Menu, menu visualizza

Consente di osservare il contenuto di una finestra sotto forma di icone più o


meno grandi, di elenco con o senza informazioni, oppure organizzato in base al
contenuto.

Le icone grandi, in particolare, sono l’ideale per gestire una cartella piena di
foto o video, perché consentono di trovare gli elementi che ci interessano al
primo sguardo.

16
1.1.5.3 - Barra degli Indirizzi
La barra degli Indirizzi non è presente in tutte le finestre, ma solo nelle finestre
in cui è prevista una "navigazione", che può avvenire sia tra luoghi virtuali pre-
senti in memoria (o in una rete privata), sia tra siti Internet. In Windows 7, per
spostarsi all'interno del percorso, è sufficiente cliccare col mouse sulla voce
desiderata.

1.1.5.4 - Barre di scorrimento


Se il contenuto della cartella attiva occupa uno spazio superiore alla dimen-
sione della finestra che lo contiene, viene automaticamente visualizzata una
barra di Scorrimento, verticale e/o orizzontale a seconda delle esigenze, che
permette di raggiungere gli oggetti altrimenti non visualizzabili.

Per visualizzare gli oggetti che non rientrano nella dimensione della finestra è
necessario far uso dei due piccoli triangoli presenti alle estremità delle barre;
in particolare verso destra o sinistra nella barra orizzontale, oppure verso l’alto
o il basso nella barra verticale.

Lo scorrimento può essere effettuato anche trascinando il rettangolo stesso


presente nella barra, oppure attraverso l’uso della rotella del mouse.

1.1.5.5 - Bordi e angoli: ridimensionare le finestre


Spesso è utile mantenere aperte più finestre affiancandole tra loro. Per fare
ciò, è possibile ridimensionare le finestre in modo che occupino ciascuna solo
una porzione di schermo. Il metodo manuale prevede l'uso dei bordi e degli
angoli della finestra stessa. Dobbiamo posizionare il cursore sul bordo della fi-
nestra, e, quando assume la forma di doppia freccia (per allargare la fine-
stra) o (per allungare la finestra in altezza), spostare il mouse tenendone
premuto il tasto sinistro. Posizionandosi su uno dei quattro angoli della finestra
( ) il ridimensionamento può avvenire in entrambe le direzioni.

17
Oltre all'uso della tecnica appena descritta, le finestre possono essere affian-
cate automaticamente scegliendo la voce mostra le finestre affiancate (oriz-
zontalmente) o mostra le finestre in pila (l'una sotto l'altra) dal menu di Scelta
Rapida associato ad un punto libero della barra delle Applicazioni. Perché que-
sto avvenga, è necessario che le finestre non siano ridotte a icona.

1.1.5.6 - Spostare una finestra


Spostando il mouse e tenendo premuto il tasto sinistro sulla barra del Titolo, la
finestra viene spostata nel punto in cui viene rilasciato il tasto del mouse.

1.1.5.7 - Passare da una finestra ad un’altra

1.1.5.10.1 - Combinazione di tasti


In Windows 10, se la funzione è supportata, è possibile passare da una finestra
aperta all'altra (o al desktop) tenendo premuto ALT e premendo ripetutamente
TAB.

1.1.5.10.2 - Scorrimento finestre.


In Windows 10, se la funzione è supportata, è possibile disporre le finestre in
una pila tridimensionale per scorrerle rapidamente. Per utilizzare Scorrimento
finestre 3D occorre tenere premuto il tasto Windows e cliccare TAB ripetuta-
mente (o utilizzare la rotellina del mouse).

1.1.5.10.3 - Disporre le finestre sullo schermo


In Windows 10, se la funzione è supportata, è possibile ridimensionare auto-
maticamente le finestre per disporle affiancate, espanderle verticalmente o
ingrandirle a tutto schermo.
Per utilizzare la funziona Snap, basta trascinare la finestra sul lato sinistro o
destro (allineamento a mezza pagina), oppure in alto (tutto schermo), fino a
toccare il bordo col puntatore: un'anteprima mostrerà l'effetto del ridimen-
sionamento. A questo punto basterà rilasciare la finestra.
Se la finestra viene invece allungata verticalmente fino al bordo superiore,
come per un normale ridimensionamento manuale, verrà espansa vertical-
mente per tutta l'altezza del desktop. La larghezza resterà invariata.

18
1.2 – Funzioni di base dei sistemi operativi
SOMMARIO

1.2.1 - INSTALLARE E DISINSTALLARE PROGRAMMI......................................... 3


1.2.2 - TEMI E SFONDI DEL DESKTOP ............................................................... 4
1.2.3 – SCHERMO E RISOLUZIONE VIDEO......................................................... 6
1.2.4 - LE CARTELLE E I FILE .............................................................................. 7
1.2.4.1 - IL NOME COMPLETO DI UN FILE ................................................................... 9
1.2.4.2 - ESTENSIONE DI UN FILE............................................................................ 11

1.2.5 - CREARE, RINOMINARE E CANCELLARE FILE E CARTELLE....................... 12


1.2.5.1 - CREARE DI UNA CARTELLA ........................................................................ 12
1.2.5.2 - CREARE UN FILE ..................................................................................... 13
1.2.5.2.1 - Rinominare un oggetto ............................................................. 14
1.2.5.2.2 - Eliminare un oggetto ................................................................. 14
1.2.5.3 - SPOSTARE FILE E CARTELLE ....................................................................... 15
1.2.5.3.1 - Selezione singola e multipla ...................................................... 15
1.2.6 – SPOSTARE E DUPLICARE FILE E CARTELLE ........................................... 16

1.2.6.1 – UTILIZZARE I COMANDI TAGLIA, COPIA E INCOLLA ........................................ 17


1.2.6.2 - COPIARE SU PENDRIVE ............................................................................ 18
1.2.7 - ESPLORARE LE RISORSE ...................................................................... 19
1.2.7.1 - SPOSTARE O COPIARE TRAMITE IL TRASCINAMENTO (DRAG AND DROP)............. 20
1.2.7.2 - CERCARE I FILE CON LO STRUMENTO TROVA ................................................ 20
1.2.7.2.1 - Nome del file o parte del nome ................................................. 22
1.2.7.2.2 - Testo contenuto ........................................................................ 22
1.2.7.2.3 - Data di modifica ........................................................................ 22
1.2.7.2.4 - Dimensioni................................................................................. 22
1.2.8 - COMPRESSIONE E DECOMPRESSIONE DEI FILE .................................... 22

1.2.8.1 - COMPRESSIONE DEI FILE .......................................................................... 23


1.2.8.2 - DECOMPRESSIONE DEI FILE....................................................................... 23

2
1.2.1 - Installare e disinstallare programmi
L’installazione di un’applicazione consiste nella memorizzazione in una
cartella detta di destinazione, del programma e dei file che servono al
software per funzionare.

I programmi vengono normalmente istallati sul computer mediante l'a-


pertura (doppio click) di un file eseguibile detto di installazione, che av-
via una procedura automatizzata. La procedura prevede una serie di
passaggi intermedi, ovvero, una successione di finestre all'interno delle
quali è richiesto di confermare, variare o accettare determinate condi-
zioni o scelte.

Per disinstallare un programma, occorre aprire il Pannello di controllo e


selezionare la voce Programmi/Disinstalla un programma.

Nella schermata successiva, è sufficiente selezionare nell'elenco il pro-


gramma da disinstallare e poi cliccare sulla voce Disinstalla.

3
Una finestra mostrerà l'avanzamento del processo di disinstallazione. Al
termine della procedura, la voce corrispondente al programma disin-
stallato scomparirà dall'elenco dei programmi installati.

1.2.2 - Temi e sfondi del desktop


Il Desktop può essere modificato impostando i parametri nella finestra
Aspetto e Personalizzazione (Figura 1.2.1) che viene aperta scegliendo la
voce Personalizza dal menu di Scelta Rapida associato ad un qualsiasi
punto libero (privo di icone) del Desktop.

4
Figura 1.2.1 - Personalizzazione.

La finestra Personalizzazione è composta da queste aree (Sfondo, Colori,


Schermata di blocco, Temi, Caratteri, Start e Barra delle Applicazioni) che
consentono di modificare e personalizzare quasi tutte le caratteristiche
dello schermo e dell’ambiente di lavoro.

Nella scheda Sfondo può essere impostata l’immagine che costituisce lo


sfondo del Desktop oppure un colore uniforme (Errore. L'origine riferim-
ento non è stata trovata.). Oltre ad una fra quelle predefinite di Win-
dows, può anche essere scelta un’immagine memorizzata nel PC
dell’utente, scegliendola nella finestra che appare facendo clic sul pul-
sante Sfoglia….

Allo stesso modo è possibile modificare il colore, i temi di Windows, op-


pure impostare uno screensaver.

5
1.2.3 – Schermo e risoluzione video
La nitidezza dello schermo può essere compromessa quando viene vi-
sualizzata per lungo tempo la stessa immagine. Questo problema può
essere aggirato impostando un programma, lo Screensaver, che man-
tiene continuamente attivo il monitor attraverso la visualizzazione di un
elemento in movimento. Nella scheda Schermo (Figura 1.3.6) deve es-
serne scelto uno tra quelli proposti, per ognuno dei quali è possibile im-
postare determinate opzioni.

Tra le varie impostazioni è fondamentale il tempo di inattività dopo il


quale deve essere automaticamente attivato lo Screensaver.

Figura 1.2.3 - Impostazione Schermo.

La risoluzione può essere modificata impostando i parametri nella fine-


stra Risoluzione dello schermo (Figura 1.2.3) che viene aperta dal menu
di Scelta Rapida associato ad un qualsiasi punto libero (privo di icone)
del Desktop.

È molto importante utilizzare sempre, quando disponibile, la risoluzione


consigliata.

6
È importante ricordare che, come in tutte le finestre di dialogo, le modi-
fiche vengono memorizzate solo facendo clic sul pulsante OK, cosa che
non avviene chiudendo la finestra con il pulsante Chiudi sulla barra del
titolo o premendo il pulsante Annulla. Il pulsante Applica, invece, per-
mette di visualizzare l’anteprima delle modifiche, senza che queste siano
considerate definitive.

1.2.4 - Le cartelle e i file


L'organizzazione fisica e logica dei documenti e dei programmi all'inter-
no del computer, detta File System, può essere descritta da un albero:
più esattamente da un albero rovesciato, con la radice verso l'alto e le
foglie verso il basso. La radice costituisce l’unità che raccoglie ogni unità
di memorizzazione, in genere rappresentato dall'icona Computer. La ra-
dice ha come figlie tutte le unità di memorizzazione attive nel sistema, il
disco fisso, il floppy disk, il lettore ottico ed eventuali altre unità aggiun-
te. Entrando in ciascuna unità si trovano le varie cartelle, contenenti a
loro volta altre cartelle e così via fino ad arrivare ai vari documenti (che
costituiscono le foglie della suddetta struttura ad albero). Un documen-
to, di qualsiasi tipo esso sia, costituisce un file.

Possiamo quindi vedere le cartelle come raccoglitori di eventuali altre


cartelle o di documenti, e i file come i documenti e più in generale come
l’elemento base per la memorizzazione delle informazioni. Il salvataggio
in cartelle sulla base di un criterio di omogeneità è fondamentale per
evitare l’evidente confusione che si genererebbe con i file salvati in ma-
niera casuale all’interno dell’unità di memorizzazione. Le cartelle (o di-
rectory) sono ulteriormente raggruppate in cartelle seguendo criteri di
affinità stabiliti dall'utente.

Il principio è analogo a quello di un qualsiasi sistema di archiviazione


(cataloghi, schedari d'ufficio ecc.). La radice è costituita dall'insieme del-
le Risorse del Computer. Al primo livello si trovano le unità di memoriz-
zazione, all'interno di ciascuna delle quali è memorizzata una struttura in
cartelle e sottocartelle, che, a loro volta, possono contenere ulteriori
sottocartelle fino ad arrivare al file (foglia dell'albero).
7
Si pensi, ad esempio, all’archiviazione dei documenti
di ciascuno studente e di ciascun insegnante all'in-
terno di una scuola che opera da molti anni.

Se la memorizzazione avvenisse in modo casuale,


non sarebbe semplice effettuare la ricerca delle in-
formazioni di una persona, soprattutto di fronte a
dati contenenti un levato numero di elementi.

Se le informazioni sono invece memorizzate in modo strutturato, suddi-


videndo prima di tutto le informazioni tra alunni e insegnanti, che a loro
volta devono essere suddivisi per anni ed eventualmente per classi e ri-
spettivamente per materie, sarà molto più semplice effettuare la ricerca
delle informazioni di una singola persona. Vediamo come questa impo-
stazione gerarchica e ordinata può essere realizzata attraverso un com-
puter.

Facendo clic sul tasto Questo pc presente nel menu Start, viene aperta la
finestra omonima contenente un’icona per ogni unità di memoria. Per
entrare nell'unità di memoria di nostro interesse, è necessario fare dop-
pio clic sulla sua icona. Un altro doppio clic consentirà di entrare in una
cartella interna e così via fino ad arrivare all’oggetto di interesse. Come
vedremo in seguito, è possibile navigare all'interno dell'unità sfruttando
l'alberatura sulla sinistra o la barra degli Indirizzi.

8
Figura 1.2.6 - Finestra Questo pc.

1.2.4.1 - Il nome completo di un file


Come facciamo a identificare la posizione di un file all’interno dell’intera
struttura?
I file vengono indicati non solo con un nome (che ne caratterizza il con-
tenuto), ma anche attraverso un percorso che rappresenta la loro posi-
zione all’interno del computer.

Il percorso completo, detto anche pathname, indica la strada da seguire


sull'albero per andare dalla radice al file in questione. Più file con lo
stesso nome possono, quindi, esistere solo all'interno di cartelle distinte,
ma non nella stessa cartella. Per questo motivo è importante specificare
il percorso completo del file.

Il pathname è strutturato in modo preciso: Indicazione dell’unità di me-


moria:\cartella di I livello\cartella II livello\... \nome file.

All'interno del percorso, il nome di una cartella viene separato con il


simbolo "\" (backslash) dalla cartella in essa contenuta e così via fino al
nome del file.

Nelle finestre di Windows 10, il backslash è sostituito, all'interno della


barra di Navigazione, da piccole frecce.

9
Ed ecco il percorso di WhatsApp, in un collegamento sul desktop:

Le unità di memorizzazione in cui possono essere contenuti i file da leg-


gere o da salvare sono:

• il disco fisso, in genere indicato con la lettera C: ( );

• l’unità floppy, in genere indicata con la lettera A: ( );

• il lettore DVD o Blu-ray: ( );

10
• unità removibili, come chiavette, schede di memoria e hard disk

esterni: ( )
• se il computer è connesso in rete locale, eventuali unità di rete

condivise ( ).

1.2.4.2 - Estensione di un file


Mentre l’icona che rappresenta la cartella ha in genere lo stesso aspetto,
e mostra soltanto l'anteprima dei propri contenuti, l’icona che rappre-
senta il file differisce in base alla categoria a cui il file appartiene.

Un file creato con Word è caratterizzato da un’icona diversa da quello


creato, ad esempio, con un programma per il ritocco delle immagini o
per la gestione dei fogli elettronici. Questo perché un file, oltre che dal
percorso, è caratterizzato dalla sua estensione, ovvero da una combina-
zione di lettere separata dal nome del file con un punto. L’estensione
permette al sistema di riconoscere il tipo di file e di associarlo quindi
all'applicativo che abbiamo scelto per aprirlo e modificarlo. Un file con
estensione .doc sarà aperto all’interno dell’applicativo Word, mentre un
file con estensione .xls sarà aperto all’interno di Excel.

In Windows 10, la visualizzazione delle estensioni va abilitata nel menu


Visualizza ® Mostra/Nascondi della barra dei Menu, mettendo la spun-
ta dalla casella accanto all'apposita voce.

Segue un elenco delle estensioni di alcuni tipi di file più comuni e mag-
giormente utilizzati.

Estensione Tipo di file

.txt File di testo

11
.rtf File RTF (Retch text format)

.doc, docx File di elaboratore di testo

.xls, xlsx File di foglio elettronico

.ppt, pptx File di presentazione

.mdb File di database

.bmp; .jpg; .jpeg; .gif File di immagine

.avi, .mov, .mpeg, .wmv File video

.mp3, wav, .mid, .wma File audio

.zip, .rar File compressi

.tmp File temporanei

.exe File eseguibili

.html, .htm Pagina Web

1.2.5 - Creare, rinominare e cancellare file e car-


telle
La possibilità di riorganizzare il File System, mediante il raggruppamento
di documenti e cartelle in ulteriori cartelle, è garantita dalla facilità di
creazione, di spostamento e di rinomina di quest'ultime. Una cartella
all’interno di un’altra cartella assume in genere il nome di sottocartella.

1.2.5.1 - Creazione di una cartella


Supponiamo di essere posizionati nella cartella in cui deve essere creata
una sottocartella. La creazione di una cartella nella posizione attiva av-
viene seguendo una delle seguenti due procedure.

12
1. selezionare nella barra dei Menu File ® Nuovo ® Cartella;

2. oppure selezionare la voce Nuovo ® Cartella dal menu di Scelta


Rapida (tasto destro) associato ad un punto vuoto della finestra.

La cartella creata ha il nome provvisorio Nuova cartella, che può essere


modificato (quando il nome del file è ancora attivo) digitando il nuovo
nome e premendo il tasto Invio.

Prima di procedere con la definizione dei prossimi argomenti è necessa-


rio indicare i pulsanti delle barre per spostarsi tra livelli gerarchici diver-
si.

Per "scendere di livello", cioè per passare da una cartella a una sua sot-
tocartella, è sufficiente fare doppio clic sulla sottocartella.

Per "salire di livello" o spostarsi liberamente all'interno del percorso, in


Windows 10 è sufficiente cliccare col mouse sulla voce desiderata, nella
barra degli indirizzi.

1.2.5.2 - Creare un file


In genere, un file viene creato attraverso la funzione di salvataggio con
nome, all'interno del programma previsto per la sua creazione. Ad
esempio, la creazione di un file di Word avviene nel momento in cui
viene salvato per la prima volta il documento aperto. La funzione di sal-
vataggio con nome permette infatti di specificare il nome del documen-
to (sotto forma di file) e la posizione in cui esso verrà memorizzato. La
funzione di salvataggio è stata già descritta nella sezione 1.1.7 Creazio-

13
ne, modifiche e salvataggio di documenti, alla quale rimandiamo per lo
studio dei dettagli.

I tipi di file più usati possono essere creati anche all'interno delle fine-
stre, senza utilizzare il programma specifico, ma aprendo semplicemente
il menu contestuale (tasto destro) in un punto vuoto e scegliendo la voce
Nuovo. Nel menu successivo sarà possibile selezionare il tipo di file da
creare.

Come visto per la cartella, il file al momento della creazione ha un nome


identificativo generico. Quando viene rinominato, tuttavia, Windows 7
provvede a non modificare l'estensione, selezionando solo le lettere
prima del punto finale (o nascondendo l'estensione).

In caso di modifica dell'estensione, dal momento che il file potrebbe ri-


sultare non identificabile da parte del computer e quindi illeggibile, ap-
parirà un messaggio di avvertimento contenente una richiesta di con-
ferma (ovviamente, è sempre possibile riscrivere manualmente l'esten-
sione e correggere l'errore). È importante precisare che quanto detto
vale solo se nel sistema è stata impostata la visualizzazione delle esten-
sioni dei documenti.

1.2.5.2.1 - Rinominare un oggetto


È possibile rinominare una cartella o un file aprendo (col tasto destro) il
menu contestuale sull'elemento e selezionando rinomina. Oppure, dopo
averlo selezionato, cliccando una sola volta sul nome (col tasto sinistro)
o premendo il tasto F2 della tastiera.

1.2.5.2.2 - Eliminare un oggetto


Esistono vari metodi per eliminare un oggetto, o più in generale una se-
lezione singola o multipla. I metodi più utilizzati sono il trascinamento
sull'icona del cestino, l'apertura del menu contestuale (selezionando la
voce elimina) o la selezione del file (o di più file) combinata con la pres-
sione del tasto Canc sulla tastiera. Indipendentemente dal metodo usa-
to, l'eliminazione di una selezione dal disco fisso comporta lo sposta-
mento dalla posizione originale al cestino. Viceversa, se la selezione ap-
partiene a un supporto di memoria esterno, l'eliminazione sarà definiti-
14
va. Se un elemento è stato spostato nel cestino è sempre possibile re-
cuperarlo riportandolo nella sua posizione originale. In pratica il Cestino
è uno spazio di memoria gestito dal Sistema Operativo in cui vengono
inseriti gli oggetti del disco fisso eliminati, con la possibilità di essere de-
finitivamente cancellati (funzione Svuota cestino) oppure recuperati.

1.2.5.3 - Spostare file e cartelle


Spesso nasce l’esigenza di spostare un oggetto, ad esempio una cartella
o un file, da una posizione (locazione di memoria) a un’altra, oppure da
un’unità di memoria a un’altra.

Cosa succede all’oggetto originale? In caso di copia, viene semplice-


mente duplicato e resta quindi inalterato, nella propria posizione origi-
naria. In caso di spostamento viene eliminato dalla posizione originale e
ricreato identico nella posizione di destinazione.

In particolare, una copia di sicurezza su un’unità di memorizzazione, di-


versa rispetto a quella che contiene i dati originali, mette al riparo da in-
cidenti, guasti e cancellazioni accidentali. La copia dei dati su un altro
supporto di memoria viene chiamata Copia di backup.

1.2.5.3.1 - Selezione singola e multipla


Prima di procedere con la descrizione delle varie procedure è opportuno
descrivere come possono essere selezionati più elementi in modo da
velocizzare le operazioni. Per spostare o copiare più file o cartelle, la
funzione di spostamento o copia può essere infatti applicata una sola
volta, rapidamente, su una selezione multipla di elementi.

La selezione di un solo elemento avviene cliccando col tasto sinistro del


mouse una sola volta sull’icona associata.

15
Per selezionare più elementi adiacenti è sufficiente fare clic sulla prima
icona e, tenendo premuto il tasto Shift (maiuscolo), fare clic sull’ultima
icona dell’intervallo.

La stessa operazione può essere eseguita in modo intuitivo, usando il


mouse e il rettangolo di selezione. Con un movimento analogo al trasci-
namento, occorre posizionarsi in un punto libero accanto ai file da sele-
zionare e spostare il mouse tenendo schiacciato il tasto sinistro. In que-
sto modo, tutti gli elementi compresi nel rettangolo creato dal movi-
mento del mouse saranno automaticamente selezionati.

Ecco come appare la selezione delle immagini campione nella raccolta


immagini utilizzando il mouse.

Figura 1.4.2 - Selezione multipla.

Se gli oggetti da selezionare non sono adiacenti, è necessario selezionarli


singolarmente, facendo clic su di essi e tenendo premuto contempora-
neamente il tasto Ctrl. Analogamente, è possibile utilizzare lo stesso ta-
sto Ctrl per deselezionare solo alcuni elementi da una selezione multipla.

Per selezionare tutto il contenuto della cartella si può utilizzare la barra


dei Menu, scegliendo le voci Modifica ® Seleziona tutto.

1.2.6 – Spostare e duplicare file e cartelle


Per effettuare la copia o lo spostamento di un oggetto da una posizione
ad un’altra è possibile utilizzare vari metodi. Le procedure per copiare o

16
incollare sono tuttavia molto simili, per cui le descriveremo contestual-
mente, indicando solo le diverse funzioni da richiamare caso per caso.

Copia nella cartella … e Sposta nella Cartella …

Una volta selezionati i file o le cartelle da copiare o da spostare si può


ricorrere alla barra dei Menu, selezionando le voci Organizza ® Copia
nella cartella … oppure Organizza ® Sposta nella cartella… .

Basta poi navigare nel File System attraverso la finestra Copia elementi
(simile alla finestra per la copia) o Sposta elementi (Figura 1.2.), sino alla
cartella o all'unità di destinazione e fare clic, rispettivamente, sul pul-
sante Copia o Sposta.

Figura 1.2.7 - Selezione della cartella di destinazione nello spostamen-


to.

Nella finestra Sposta elementi si scende di livello facendo clic sulle pic-
cole frecce associate alle cartelle contenenti sottocartelle.

1.2.6.1 – Utilizzare i comandi Taglia, Copia e Incolla


La copia e lo spostamento possono essere attivati anche attraverso
l’esecuzione in sequenza di due dei tre comandi Taglia, Copia ed Incolla.
La sequenza Copia → Incolla copia l’oggetto, mentre la sequenza Taglia
→ Incolla lo sposta.

Per attivare le funzioni Taglia, Copia ed Incolla è possibile utilizzare an-


che menu di Scelta Rapida associato ai file. Ovviamente, occorre aprire
tale menu cliccando col tasto destro su uno qualsiasi dei file selezionati e
scegliere la voce Copia o Taglia.

17
In seguito, basta aprire un nuovo menu di scelta rapida in un punto
vuoto del luogo di destinazione (una cartella, il desktop, un'unità ester-
na) e scegliere la voce Incolla.

La stessa operazione può essere eseguita da tastiera, premendo rispet-


tivamente la combinazione di tasti Ctrl + X (Taglia) o Ctrl + C (Copia) e
successivamente Ctrl + V (Incolla).

Indipendentemente dal metodo usato, una selezione tagliata appare


semi trasparente, per segnalare che è pronta per essere spostata attra-
verso l’esecuzione del comando Incolla.

Un altro metodo prevede il trascinamento della selezione dalla posizione


di origine a quella di destinazione. Questo metodo però sarà ripreso a
breve dopo aver illustrato lo strumento per l’esplorazione delle risorse
nella prossima sezione.

1.2.6.2 - Copiare su pendrive


Per copiare una selezione su un pendrive (o chiavetta) preventivamente
inserito nell'unità, oltre a tutti i metodi visti, è possibile scegliere la voce
Invia a ® Nome unità (Lettera associata) dal menu di Scelta Rapida.

18
1.2.7 - Esplorare le risorse
Per navigare all'interno del file system, le finestre di Windows 10 met-
tono a disposizione due aree di facile utilizzo. La prima è rappresentata
dall'alberatura sulla sinistra, l'altra dalla barra di navigazione in alto.
La sezione sulla sinistra è una rappresentazione ramificata, composta da
cartelle, del file system. La presenza, all'interno di una cartella, di altre
cartelle (dette sottocartelle), è indicata da una piccola freccia. Cliccando
sulle frecce, i rami dell'alberatura diverranno via via visibili, rivelandone
la struttura e permettendo una navigazione libera all'interno dell'intera
unità di memoria. Nella parte destra della finestra apparirà il contenuto
della cartella selezionata. In alto, la barra degli indirizzi ne mostrerà il
percorso.

Figura 1.2.8 – Esplorare le risorse.

Nell’esempio riportato in Figura 1.2. la cartella attiva è Immagini Cam-


pione. Come abbiamo visto, per salire di uno o più livelli e tornare a una
cartella superiore (per esempio Immagini) è possibile cliccare sulla voce
corrispondente nella barra degli Indirizzi.

19
1.2.7.1 - Spostare o copiare tramite il trascinamento
(Drag and Drop)
Utilizzando la struttura del file system, è possibile spostare un file utiliz-
zando la tecnica del Trascina e Lascia (Drag and Drop).

Per spostare, ad esempio, un file da una cartella a un'altra del disco C,


occorre trascinarlo con il mouse (tenendo premuto il tasto sinistro) fino
alla cartella di destinazione e rilasciare il file quando questa risulta evi-
denziata.

Se le due cartelle, di origine e di destinazione, appartengono alla stessa


unità di memoria, il trascinamento di un oggetto con il tasto sinistro ge-
nera lo spostamento della selezione, viceversa, se le due cartelle appar-
tengono a due unità di memoria diverse, ad esempio il disco fisso e una
chiavetta, viene effettuata la copia della selezione.

Tenendo premuto il tasto Ctrl durante il trascinamento, viene forzata la


copia, indipendentemente dalla posizione delle due cartelle. In tal caso
durante il trascinamento il cursore assume la forma di una freccia ac-
compagnata da un piccolo simbolo "+".

Se il Drag and Drop viene eseguito con il tasto de-


stro del mouse, nel momento in cui l'oggetto viene
rilasciato viene automaticamente attivato il menu di
Scelta Rapida, che permette di selezionare la voce corrispondente
all’operazione da svolgere.

1.2.7.2 - Cercare i file con lo strumento Trova


Spesso dobbiamo faticare per trovare un file nelle unità di memoria del
nostro PC, perché non sempre è facile ricordarsi il percorso in cui lo ab-
biamo salvato. In questi casi viene in soccorso lo strumento di ricerca dei
file messo a disposizione da Windows 10.

20
Figura 1.2.9 - Finestra di dialogo per effettuare la ricerca di file e cartelle.

Rispetto ai sistemi operativi che lo hanno preceduto, in Windows 10, la


ricerca degli elementi all'interno del computer è stata enormemente
velocizzata e semplificata.

Come vedremo, la ricerca viene eseguita non solo in base al testo pre-
sente nel nome del file, ma anche nel file stesso, nei tag e nelle proprie-
tà dei file.

Il campo per impostare i parametri di ricerca è nel menu del tasto Start,
in basso. Nell'esempio, è stata digitata la cartella immagini. Dopo un'i-
stantanea ricerca, il report risultante mostrerà le cartelle collegate.

Nell'esempio, cliccando sulle aree Programmi, Pannello di controllo,


Documenti o Microsoft Outlook, si accederà solo alle tipologie di ele-
menti relativi alle rispettive categorie.

Cliccando sulla voce Ulteriori risultati, si accedere ad una finestra con-


tenente l'elenco completo di tutte le voci trovate.

21
1.2.7.2.1 - Nome del file o parte del nome
Nel campo ricerca può essere digitato il nome completo del file da ri-
cercare o parte di esso, compresa la sola estensione, per impostare la
ricerca in base alla categoria di appartenenza.

1.2.7.2.2 - Testo contenuto


A volte può essere di aiuto la conoscenza anche di una porzione di testo
contenuta nel documento. Ovviamente il testo deve caratterizzare il
documento, non può essere un testo comune presente in un numero
troppo elevato di documenti.

1.2.7.2.3 - Data di modifica


La ricerca può essere impostata anche in base alla data di creazione dei
documenti, semplicemente digitando una data (per esempio "novembre
2010") nel campo testo.

1.2.7.2.4 - Dimensioni
Nel campo testo può essere inserita anche una dimensione (per esempio
10 MB). La ricerca riporterà tutti gli elementi che si avvicinano alle di-
mensioni impostate.

1.2.8 - Compressione e decompressione dei file


Una delle informazioni caratterizzanti un file o una cartella è quella che
riguarda la sua dimensione, ovvero la quantità di memoria occupata
nella periferica di memorizzazione che lo conserva.

La tecnologia ci permette di utilizzare unità di memoria sempre più ca-


pienti, tuttavia, a mano a mano che vengono memorizzati elementi,
siano essi file o cartelle, lo spazio disponibile nell’unità si riduce, fino a
compromettere il buon funzionamento del sistema (quando a diminuire
fino a livelli critici è lo spazio libero del disco C).

22
1.2.8.1 - Compressione dei file
Per l'archiviazione in certi tipi di unità di memoria c'è bisogno di ridurre
la dimensione dell'oggetto. È il caso di vecchie chiavette (pendrive) poco
capienti o di file eccessivamente "pesanti". Ma è buona norma compri-
mere anche i file da inviare per posta, sia per "alleggerirli" (alcune casel-
le rifiutano allegati troppo grandi) che per evitare l'intervento di filtri an-
ti spam specifici per determinate categorie di allegati. Gruppi di immagi-
ni, documenti e video, una volta compressi, risulteranno infatti come un
unico file con estensione .zip, considerato innocuo fino alla sua even-
tuale apertura. L'operazione per ridurre e compattare file o cartelle vie-
ne definita compressione.

Proprio per la notevole importanza che assume nel lavoro, è stata in-
trodotta, a partire dal sistema operativo Windows XP, un’utilità per ge-
stire la compressione dei file attraverso un’interfaccia abbastanza sem-
plice.

Dal menu di Scelta Rapida associato all’oggetto (o alla selezione da


comprimere) deve essere selezionata la voce Invia a ® Cartella com-
pressa. Tale operazione genera un file con estensione .zip, creato con lo
stesso nome e nella stessa posizione dell’oggetto originale, senza che
questo venga eliminato.

In particolare, se la compressione viene eseguita su più oggetti, il nome


assunto dalla cartella è lo stesso del file o della cartella su cui è stato at-
tivato il menu di Scelta Rapida che ha avviato la procedura.

L’efficienza della compressione dipende dal tipo di file contenuto nella


cartella, nel senso che alcuni tipi di file possono essere compressi più di
altri.

1.2.8.2 - Decompressione dei file


Conoscendo l'importanza della compressione degli oggetti, ci potremmo
chiedere come mai l’intero sistema non gestisca tutti gli elementi in
formato compresso, in modo da ottimizzare l’intera disponibilità di spa-
zio in ogni periferica di memorizzazione. Per capire il motivo per cui

23
questo non è possibile, vediamo brevemente cosa succede durante la
compressione di un file.

Il processo di compressione, si basa sulla codifica di tutte le ridondanze


presenti in un’informazione memorizzata: un file di testo, presumibil-
mente, conterrà, in diverse posizioni, la ripetizione dei soliti, al massimo,
25-30 caratteri. Attraverso la compressione, i caratteri non vengono
memorizzati tutte le volte che si ripetono nel testo, ma viene memoriz-
zata solo la posizione di ognuno di essi, con maggiore efficienza in ter-
mini di spazio occupato. Ma perché il programma di elaborazione di testi
(per esempio Word) possa accedere al documento, per lui ormai incom-
prensibile, è necessario che lo stesso sia riconvertito nel formato origi-
nale, attraverso la procedura inversa chiamata, appunto, decompres-
sione.

Selezionando la voce Estrai tutto… dal menu di Scelta Rapida associato


all’icona dell'oggetto compresso, viene avviata una procedura guidata in
cui è possibile scegliere le varie opzioni per la personalizzazione
dell’estrazione

24

1.3 – Hardware

1
SOMMARIO

1.3.1 - HARDWARE .................................................................................................................................................... 3

1.3.2 - L’ALFABETO DIGITALE – BIT E BYTE ................................................................................................................. 4


1.3.2.1 - BYTE E CODIFICHE ASCII ......................................................................................................................................... 4
1.3.2.2 - MULTIPLI DEL BYTE ................................................................................................................................................ 4
1.3.3 - FILE ................................................................................................................................................................. 5

1.3.4 - DIRECTORY O CARTELLE .................................................................................................................................. 5


1.3.5 - CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI DI MEMORIA ............................................................................................ 5
1.3.6 - SUPPORTI DI MEMORIA .................................................................................................................................. 5
1.3.6.1 - MEMORIE DI MASSA .............................................................................................................................................. 6
1.3.6.2 - UNITÀ REMOVIBILI................................................................................................................................................. 6
1.3.6.2.1 - Unità floppy ............................................................................................................................................. 6
1.3.6.2.2 - Lo zip ........................................................................................................................................................ 6
1.3.6.2.3 - Nastri magnetici ...................................................................................................................................... 7
1.3.6.3 - DISCHI RIMOVIBILI (O ESTERNI) ED ESTRAIBILI .............................................................................................................. 7
1.3.6.3.1 - Unità Blu-ray (o BD), DVD e CD-ROM ..................................................................................................... 7
1.3.6.3.2 - Masterizzatori di CD, DVD e BD .............................................................................................................. 7
1.3.6.4 - PENDRIVE E MEMORIE PORTATILI .............................................................................................................................. 8
1.3.6.4.1 - Pendrive ................................................................................................................................................... 8
1.3.6.4.2 - Schede di memoria .................................................................................................................................. 8

1.3.7 - DISTINZIONE TRA HARDWARE E SOFTWARE ................................................................................................... 9


1.3.7.1- HARDWARE .......................................................................................................................................................... 9
1.3.7.2 - SOFTWARE........................................................................................................................................................... 9
1.3.8 - PANORAMICA DI FUNZIONAMENTO E UTILITÀ DEI COMPONENTI BASE E DELLE PERIFERICHE ....................... 10

1.3.8.1 - LA CPU ............................................................................................................................................................ 10


1.3.8.2 - LA MEMORIA RAM ............................................................................................................................................. 11
1.3.8.3 - HARD DISK O DISCO FISSO .................................................................................................................................... 12
1.3.8.4 - SCHEDA VIDEO .................................................................................................................................................... 12
1.3.8.5 - SCHEDA AUDIO ................................................................................................................................................... 12
1.3.9 - PERIFERICHE ................................................................................................................................................. 12

1.3.9.1 - IL MONITOR ....................................................................................................................................................... 12


1.3.9.2 - SCANNER ........................................................................................................................................................... 13
1.3.9.3 - ALTRE PERIFERICHE AUDIO/VIDEO ........................................................................................................................... 13
1.3.9.3.1 - Diffusori, altoparlanti o speaker ........................................................................................................... 13
1.3.9.3.2 - Cuffie e microfono .................................................................................................................................. 15
1.3.9.3.3 - Webcam ................................................................................................................................................. 15
1.3.9.3.4 - Fotocamere, videocamere digitali e smartphone ................................................................................. 16
1.3.10 - IL PC PIÙ ADATTO ALLE PROPRIE NECESSITÀ ............................................................................................... 17

2
1.3.1 - Hardware
Il termine hardware (in italiano: "ferraglia") viene utilizzato per indicare i componenti fisici di un
computer, ossia tutte le parti che possono essere toccate con mano.

Gli elementi hardware possono essere distinti essenzialmente in cinque categorie:

• dispositivi di ingresso (input) per immettere i dati all'interno del PC;


• dispositivi di uscita (output) per convertire i dati elaborati dal PC in vari formati a seconda
della categoria a cui appartiene il dispositivo; ad esempio in formato cartaceo per la stampante,
in formato audio per i diffusori e in video per il monitor;
• unità di elaborazione per svolgere le operazioni e per coordinare tutti i componenti del PC;
• unità di memorizzazione, insieme di supporti necessari in fase di elaborazione e per
l'archiviazione dei dati elaborati;
• l'insieme dei BUS per veicolare le informazioni tra i componenti fondamentali del PC.

Prima di procedere con la descrizione dei vari elementi e delle loro caratteristiche è opportuno dare uno
sguardo di insieme al sistema.

L'immagine riportata in Figura 1. può esserci di aiuto per localizzare i vari elementi.


Figura 1.3.1 - Computer corredato delle periferiche principali.

In questo capitolo verranno elencate tutte le principali tipologie di unità di memoria esistenti, che si
differenziano in base alle caratteristiche, ai tempi di accesso, alla capienza e alla funzione che devono
svolgere.

Le memorie possono essere di sola lettura o anche di scrittura, temporanee o permanenti, interne o
esterne al sistema.

Prima di procedere, è importante soffermarsi sulle caratteristiche generali, per avere padronanza dei
termini che verranno usati in seguito. Vedremo l'unità di misura per la memoria e i suoi multipli, per poi
entrare nel dettaglio dei vari parametri che ne caratterizzano le proprietà

3

1.3.2 - L’alfabeto digitale – Bit e byte
Così come la lingua italiana utilizza un alfabeto di 21 lettere per formare le parole, il computer utilizza
un suo alfabeto per rappresentare l’informazione memorizzabile ed elaborabile.

A ogni operazione complessa corrisponde una sequenza di operazioni semplicissime, come la somma di
due numeri o lo spostamento di un valore da una posizione ad un'altra.

Il processore (o CPU) è l'elemento hardware che svolge gran parte delle elaborazioni interne al PC. La
potenza del processore consiste nella sua capacità di eseguire più rapidamente possibile e in modo
perfetto l'elaborazione dei dati. Un programma, infatti, è un insieme di istruzioni da eseguire in
sequenza.

Per meglio comprendere il funzionamento di una CPU, è possibile vederla come costituita da un numero
di microscopici interruttori che possono essere "accesi" o "spenti". La combinazione degli interruttori,
dà vita all'enorme numero di istruzioni eseguibili dal computer.

Lo stato di "acceso" o "spento" viene tradotto in "1" o "0" nell'alfabeto del computer (codice binario).

L’unità di informazione di base è chiamata Bit, Binary digit, la cifra binaria che può assumere valore 0
o 1.

1.3.2.1 - Byte e codifiche ASCII


Ogni carattere viene rappresentato da una sequenza di sette o otto bit, usando, rispettivamente, due
varianti di una codifica ben precisa, detta ASCII, pronunciato "aschi", acronimo di American Standard
Code for Information Interchange. Le due varianti, versione standard ed estesa, differiscono per il
numero di caratteri che possono rappresentare: la prima, attraverso tutte le 128 possibili combinazioni
ottenute con 7 cifre binarie, permette di rappresentare 128 diversi caratteri, mentre la seconda può
rappresentare 256 combinazioni differenti, potendo includere, quindi, nella tabella di corrispondenze
anche le vocali accentate, ad esempio, e altri caratteri non standard.

A ciascuna lettera viene assegnato un numero compreso tra 0 e 127, o fra 0 e 255, corrispondente ad
una precisa sequenza binaria. Per esempio, il codice ASCII della A maiuscola è 65 (1000001, in cifre
binarie), mentre della A minuscola è 97 (1100001).

La maggior parte dei computer per rappresentare il testo usa il codice ASCII. Un file di testo in cui sono
stati usati i caratteri ASCII viene definito file ASCII.

La combinazione di otto bit viene definita byte.

1.3.2.2 - Multipli del byte


Un byte memorizza un carattere, per memorizzare più caratteri è necessario parlare di multipli del byte,
unità di misura dei supporti di memorizzazione. I multipli del byte sono:

• KiloByte (KB) =1.024 Byte;


• MegaByte (MB) = 1.024 KiloByte = 1.048.576 Byte;
• GigaByte (GB) = 1.024 MegaByte = 1.073.741.824 Byte.
• Terabyte (TB) = 1024 GigaByte = 1.099.511.627.776 Byte.

1.3.3 - File
Un documento, ad esempio un testo o un'immagine, una volta elaborato, deve poter essere memorizzato
all'interno del computer; deve cioè essere tradotto e convertito in termini informatici.

Tutti i documenti, indipendentemente dal loro formato o dal loro contenuto, costituiscono quello che si
definisce un file (in italiano "archivio"). Un file può essere visto come un’insieme di informazioni salvate
su di un dispositivo di memoria e al quale è stato assegnato un nome.

Tutto ciò che viene memorizzato sul computer, che sia un'immagine, un documento di testo, un
programma o qualsiasi altro elemento, ha la forma di file, memorizzato seguendo una codifica di
corrispondenza di una qualunque informazione con delle cifre binarie, le uniche che i dispositivi
elettronici sono in grado di utilizzare.

1.3.4 - Directory o cartelle


Le directory, o cartelle, sono gli elementi in grado si raccogliere i file.

L'organizzazione delle cartelle e dei file all'interno del sistema è a discrezione dell'utente. La creazione
di cartelle non segue una regola fissa, ma è importante che la raccolta di file in cartelle segua una linea
logica. All'interno di una cartella è possibile creare anche sottocartelle, annidandole come necessario.

1.3.5 - Caratteristiche dei dispositivi di memoria


I principali parametri che caratterizzano una memoria sono:

• capacità (o capienza): il numero totale di byte memorizzabili;


• tempo di accesso: il tempo medio necessario per accedere alle informazioni memorizzate;
• tempo di trasferimento: il tempo necessario per trasferire un'informazione da o verso l'unità
di memorizzazione;
• tipo di accesso consentito: il modo, sequenziale o diretto, in cui le informazioni possono essere
lette o scritte sul supporto.

1.3.6 - Supporti di memoria


I supporti di memorizzazione, cioè i dispositivi su cui devono essere salvate le informazioni, sono
essenzialmente di quattro tipi:

• Memoria a nastro. Ormai desueta, è un'unità ad accesso sequenziale in cui un dato viene
reperito solo se vengono letti tutti quelli che lo precedono, attraverso un processo di
svolgimento e avvolgimento del nastro.
• Memoria a disco. Alla base del funzionamento degli hard disk, è costituita da un insieme di
dischi metallici in pila, magnetizzati su entrambe le superfici, ruotanti ad una velocità costante.
L'accesso alle informazioni avviene tramite l'uso di un certo numero di testine di lettura e
scrittura poste sull'estremo di un braccio metallico mobile che si sposta radialmente rispetto
alle superfici magnetiche del disco. Ogni superficie è composta da cerchi concentrici, dette

5
tracce, ognuno dei quali è suddiviso in una serie di blocchetti di informazioni di dimensione fissa,
i settori;
• Memoria a solida. Alla base del funzionamento delle chiavette (o pendrive), delle schede di
memoria e dei recenti hard disk SSD (solid state drive), archivia le informazioni su chip di
memoria e non utilizza parti in movimento (come dischi e testine di lettura). Per questo motivo
risulta resistente agli urti e permette di contenere le dimensioni dei dispositivi che la utilizzano.
• Disco ottico. A partire dai primi CD-ROM, passando per i DVD, fino ai più recenti Blu-ray, i dischi
ottici sono unità di memorizzazione in cui i dati vengono impressi e letti usando un raggio laser.
Il disco ottico ha il vantaggio di poter memorizzare grosse quantità di dati a prezzi contenuti,
pur presentando lo svantaggio di un tempo di accesso più elevato rispetto ai supporti a disco o
a stato solido.

1.3.6.1 - Memorie di massa


Nelle memorie di massa le informazioni sono memorizzate in maniera permanente e sopravvivono
anche in seguito allo spegnimento del computer . Restano quindi accessibili fino a che non vengono
esplicitamente rimosse dall'utente.

Tra le memorie di massa, possiamo annoverare: il disco fisso (o hard disk), i pendrive (o chiavette),
gli hard disk esterni, le schede i memoria, i CD-ROM, i DVD e i Blu-ray.

Tra questi, solo il disco fisso è interno al sistema, tutti gli altri sono dispositivi rimovibili. Il disco fisso e
gli hard disk esterni fanno parte dei supporti di memoria a disco, il CD-ROM, i DVD e i Blu-ray dei dischi
ottici, mentre i pendrive e le schede di memoria, delle memorie flash a stato solido.

1.3.6.2 - Unità removibili


1.3.6.2.1 - Unità floppy

Gli ormai desueti (ma ancora prodotti) floppy disk meritano una menzione per
l'importanza storica che hanno avuto nell'evoluzione informatica. Hanno una capacità di
1,44 MB. Il loro utilizzo è ormai limitato allo scambio di dati tra computer di vecchia
generazione. Il loro punto di forza risiedeva nell’essere rimovibili e facilmente
trasportabili. I dati, una volta memorizzati potevano essere protetti da accidentali
cancellazioni tramite una linguetta presente nella faccia posteriore del floppy stesso.

1.3.6.2.2 - Lo zip

Simile a livello estetico al floppy disk, lo zip era un supporto molto utilizzato fino a
pochi anni fa. Può memorizzare una quantità di dati variabile fra 100 e 250 Mbyte.

6
1.3.6.2.3 - Nastri magnetici

I nastri magnetici venivano usati nei grandi sistemi di computer per creare periodicamente copie di
beckup dell'intero hard disk, salvaguardando l'integrità dei dati in caso di guasti
irreparabili. Sono ormai sostituiti da unità composte da uno o più hard disk in
configurazioni particolari (RAID) in grado di memorizzare i dati con un margine elevato
di sicurezza.

1.3.6.3 - Dischi rimovibili (o esterni) ed estraibili


Il disco removibile è un hard disk identico a quello contenuto all'interno del computer fisso o portatile,
ma inserito in un case compatto e facilmente trasportabile. Nella maggior parte dei casi, è collegabile al
computer attraverso una porta USB. I dischi esterni hanno attualmente una capacità media che varia da
500 GB a 1 TB.

Analogamente, gli hard disk posso essere ospitati in particolari alloggiamenti estraibili, inseriti nella
parte frontale dei computer e delle stesse dimensioni standard dei lettori ottici.

1.3.6.3.1 - Unità Blu-ray (o BD), DVD e CD-ROM


Un disco ottico può contenere informazioni di qualsiasi tipo e genere: musica, filmati, giochi, software,
video e altro.

I vantaggi dei dischi ottici come supporti di memorizzazione, derivano dalla grande
capacità (variabile tra i 650 MB dei CD e 25/50 GB dei BD), dal fatto di essere
rimovibili e dal costo più o meno basso. Uno dei principali svantaggi è nella possibilità
di scrittura solo mediante uno specifico dispositivo chiamato masterizzatore.

Schematizzando, si può affermare che attualmente i CD sono utilizzati soprattutto per l'archiviazione di
file musicali, i DVD per video non HD e dati, mentre i Blu ray per video ad alta risoluzione e grandi
quantitativi di dati.
Tuttavia, grazie alla grande diffusione di masterizzatori compatibili e al prezzo accessibile dei supporti,
i DVD rappresentano allo stato attuale l'unità ottica per eccellenza, in ogni ambito. Per l'avvento dei BD,
prossimi dominatori del mercato, è necessario un tempo fisiologico di adattamento e aggiornamento da
parte dei potenziali fruitori, nonché di un calo sensibile dei prezzi.

Per CD, DVD e BD, esistono supporti registrabili (una volta scritti non possono più essere cancellati) e
riscrivibili (possono essere sovrascritti, cancellati e riutilizzati). Per DVD e BD esistono anche supporti
a doppio lato (si può scrivere su entrambe le facce del disco) e a doppio strato (il laser può leggere e
incidere a due diverse profondità, raddoppiando la capienza per ciascun lato).

1.3.6.3.2 - Masterizzatori di CD, DVD e BD


La scrittura dei dati su disco ottico avviene tramite la masterizzazione con un dispositivo chiamato,
appunto, masterizzatore CD, DVD o BD.

7
Un masterizzatore può essere montato all’interno del PC oppure collegato esternamente al PC, ad
esempio tramite una porta USB.

La velocità di scrittura, che costituisce un parametro molto importante per un masterizzatore viene
ormai indicata per tutti i tipi di dischi compatibili. Un Masterizzatore BD è infatti in grado di utilizzare
tutti supporti che lo hanno preceduto durante l'evoluzione informatica (CD e DVD), in tutte le loro
varianti (registrabili, riscrivibili, DVD+, DVD-), ma con velocità in lettura e scrittura variabili. Un
masterizzatore DVD, di conseguenza, potrà utilizzare ogni CD e DVD sul mercato, ma non BD.

Il Buffer è una sorta di memoria "tampone" che aiuta ad evitare problemi di scrittura durante la
masterizzazione. I dati devono infatti arrivare alla periferica attraverso un flusso costante. Se durante
la masterizzazione il PC è chiamato a svolgere altre attività, ad esempio l'elaborazione di dati per
un'altra applicazione, il flusso può interrompersi o risultare intermittente.

La presenza di un buffer e di tecnologie che consentono persino di sospendere la scrittura (per


“aspettare” i dati dal PC), evitano il pericolo di dischi illeggibili o contenenti errori.

1.3.6.4 - Pendrive e memorie portatili


La memoria flash, integrata nei pendrive (o chiavette) e nelle schede di memoria, offre una notevole
resistenza agli urti, una capacità di memorizzazione elevata e dimensioni estremamente ridotte.
I dati memorizzati nella memoria flash vengono conservati anche in assenza di alimentazione.

1.3.6.4.1 - Pendrive

Il pendrive (chiamato anche chiavetta USB) è un'unità di memorizzazione di massa


portatile utilizzabile mediante la porta USB di un comune personal computer.

Prima di procedere con la descrizione del dispositivo, è necessario spendere


qualche parola riguardo alla porta USB.

La sigla USB, acronimo di Universal Serial Bus (USB), indica uno standard di comunicazione seriale che
consente di collegare un dispositivo esterno (periferica) al PC anche "a caldo", ovvero senza necessità
di riavviare il computer. Ad una porta USB possono essere collegate periferiche quali il mouse, la
tastiera, lo scanner, la stampante e altri dispositivi. In attesa di una diffusione massiva delle nuovissime
USB 3.0 (già disponibili), attualmente dominano il mercato le porte USB 2.0, che assicurano uno scambio
dati fino a 60 MB/s (MByte per secondo).

1.3.6.4.2 - Schede di memoria



Le schede di memoria sono utilizzate da fotocamere/videocamere digitali, lettori di musica portatili,
cellulari, palmari e ogni tipo di dispositivo compatto che necessiti di una
notevole quantità di memoria aggiuntiva. Spesso, i computer portatili sono
dotati di un lettore per schede integrato.
In particolare, hanno avuto larga diffusione SD Card (Secure Digital),
attualmente schede le più utilizzate al mondo.

8
Le schede SD sono disponibili in 3 diversi formati (standard, mini e micro) e hanno una capienza media
di 4-32 GB. Le varianti SDHC e SDXC, a fronte di un aspetto del tutto simile, non sono compatibili con i
lettori SD di vecchia generazione, ma offrono in compenso velocità in scrittura e lettura estremamente
elevate. La velocità delle SD è espressa da un numero che ne identifica la classe: "Classe 2", ad esempio,
indica una capacità minima in scrittura di 2 MB/s, "Classe 10", di 10 MB/s.

1.3.7 - Distinzione tra hardware e software


Un "computer" o "PC" (Personal Computer) è una macchina "istruibile" o, usando termini più tecnici,
"programmabile". Ovvero in grado di memorizzare al suo interno le istruzioni per svolgere delle precise
operazioni.
Espandendo i termini di "macchina" e "istruzioni", è possibile definire le due categorie di elementi alla
base dell'informatica: l'hardware e il software.

L'hardware è costituito dall'insieme di tutti i componenti fisici del computer (periferiche comprese),
mentre il software, da tutti i programmi e da tutte le istruzioni orientate all'esecuzione di operazioni di
calcolo.
Le due categorie sono strettamente collegate: in mancanza di un software, l'hardware non è in grado di
eseguire alcuna operazione. Analogamente, il software non ha ragione di esistere se le sue istruzioni non
sono finalizzate all'attività dell'hardware.

1.3.7.1- Hardware
Il termine "hardware" indica l'insieme dei dispositivi fisici che compongono il computer e possono
essere raggruppati in cinque categorie:

• Unità di elaborazione, che eseguono le operazioni e coordinano tutti i componenti del computer
• Unità di memorizzazione, che consentono l’archivio permanente o temporaneo dei dati
• Dispositivi d'ingresso (input), per l'immissione dei dati
• dispositivi di uscita (output), per la restituzione (sotto forma di immagini, pagine stampate,
suoni…) dei dati elaborati
• Insieme dei BUS, che veicolano i flussi di dati tra i componenti del computer

I dispositivi d'ingresso e quelli di uscita appartengono alla macro categoria delle periferiche.

1.3.7.2 - Software
Il "software" è l’insieme di tutti i programmi installati (o installabili) su un computer. Può essere
suddiviso in due categorie fondamentali: il software di sistema (o di base) e il software applicativo.

1. Il software di sistema, rappresentato nei computer dal sistema operativo (o SO), controlla e
gestisce l'hardware (interno al computer o collegato ad esso) e consente l'esecuzione di tutti i
software applicativi installati.
2. Il software applicativo è l'insieme delle istruzioni necessarie all'esecuzione di compiti
specifici. In pratica, tutti i programmi installati su un computer sono software applicativi.
Il software applicativo, in termini informatici, risiede a un livello "superiore" rispetto a quello
di sistema, proprio perché viene "visto" direttamente e, quindi, risiede meno "in profondità"

9
nella percezione dell'utente. Approfondiremo questi argomenti nella fase 4.0.1

1.3.8 - Panoramica di funzionamento e utilità dei componenti


base e delle periferiche
I dispositivi hardware possono essere distinti in componenti base e periferiche. I componenti base sono
elementi indispensabili per l'elaborazione dei dati, mentre le periferiche sono dispositivi dedicati
all'esportazione dei dati elaborati dal processore (periferiche di output) o all'immissione dei dati che
dovranno essere elaborati (periferiche di input). Per l'attività del computer, le periferiche sono
fondamentali esattamente quanto i componenti base. Non sarebbe possibile, infatti, visualizzare un
testo senza un monitor o inserire i dati in mancanza di una tastiera.

Tutti i componenti base del computer sono contenuti all'interno del case (la "scatola" che li ospita). Il
case mostra esternamente il pulsante di avvio, il lettore ottico e tutte le porte a cui devono essere
connesse le periferiche.

Al suo interno è collocata la scheda madre, sulla quale sono connessi gli altri componenti base che
verranno descritti di seguito. I dispositivi di base dialogano tra loro tramite i bus, che vedremo in
dettaglio più avanti. Nei computer portatili, case, tastiera e monitor sono integrati, mentre il mouse è
sostituito da un touchpad.

1.3.8.1 - LA CPU
La CPU (Central Processing Unit) è il microprocessore che costituisce il "cervello" di un computer. Il suo
compito è eseguire la maggior parte delle operazioni richieste dal software. Le sue dimensioni fisiche
sono ridotte (una decina di centimetri quadrati circa) ed è corredato da una ventola con dissipatore
termico che ne evita il surriscaldamento.

A contendere la leadership sul mercato a Intel, leader mondiale nella produzione di CPU, c'è
principalmente AMD, con un rapporto prestazioni/prezzo generalmente molto interessante.

Le CPU dual core o quad core (in italiano doppio o quadruplo nucleo) contengono, rispettivamente, due
o quattro processori distinti, in un singolo involucro fisico. Le CPU multi core permettono di aumentare

10
notevolmente la capacità di calcolo, soprattutto quando si utilizzano programmi realizzati
espressamente, in grado di sfruttarne appieno le potenzialità.

Ogni singola CPU è composta da diverse unità:

• l’unità di controllo, che interpreta i comandi provenienti di componenti del computer e invia
nuovi comandi agli stessi. In particolare, si occupa dell'interpretazione delle istruzioni prelevate
dalla memoria
• l’unità aritmetico-logica (ALU, Arithmetic Logic Unit), che svolge calcoli, operazioni logiche e
confronti in base alle richieste dell’unità di controllo
• i registri, che memorizzano i dati e la loro collocazione durante l'elaborazione
• la memoria cache, che memorizza temporaneamente le istruzioni e i dati prima di trasferirli nella
RAM, in modo da aumentare le prestazioni
• la logica di interfacciamento con il BUS, ovvero la logica di controllo del sistema, che garantisce
l'interscambio di informazioni tra i vari componenti

1.3.8.2 - La memoria RAM


Il processore ha capacità di calcolo, ma non di archivio. I dati in fase di elaborazione devono essere
quindi memorizzati nella RAM, una memoria volatile dalle prestazioni estremamente elevate, in grado
di lavorare a stretto contatto con il processore senza rallentarlo.

Quando, per esempio, si utilizza un editor di testi, i dati necessari all'esecuzione del programma vengono
caricati nella RAM. Qui i dati risiedono solo temporaneamente, prima di essere cancellati (alla chiusura
del programma) o copiati definitivamente in un altro tipo di memoria, definito memoria di massa (al
salvataggio del documento).

La RAM è, infatti, una memoria volatile, cioè capace di mantenere i dati solo finché il PC è alimentato
dalla corrente elettrica: allo spegnimento del computer viene completamente vuotata. Questo è il motivo
per cui, se durante l'esecuzione di un programma viene a mancare la corrente elettrica, tutti i dati
elaborati successivamente all'ultimo salvataggio andranno persi. È buona norma quindi, quando si
utilizza un computer fisso (e non un portatile dotato di batteria), salvare il proprio lavoro spesso e dopo
ogni modifica di un certo rilievo.

Come già accennato, la memoria viene misurata in multipli del byte. Più precisamente in:

• Kilobyte (kB) = 1.024 byte


• Megabyte (MB) = 1.024 kilobyte = 1.048.576 Byte
• Gigabyte (GB) = 1.024 megabyte = 1.073.741.824 Byte
• Terabyte (TB) = 1024 gigabyte = 1.099.511.627.776 Byte

La dotazione standard di memoria RAM, "arrotondata" nel vocabolario comune, può variare da 1 GB a 4
GB (e oltre, in casi particolari). Esaurito lo spazio disponibile, se un'applicazione o un file richiedono
altra memoria, il computer utilizzerà una parte dell'hard disk per simularla, con drammatici
rallentamenti dell'intero sistema.

L'hard disk, infatti, è estremamente più lento della RAM (che arriva a tempi di accesso di 2 nano secondi)
e non è in grado di supportare adeguatamente il processore durante la sua attività.

11
1.3.8.3 - Hard Disk o Disco fisso
Le memorie di massa contengono i dati in modo permanente, indipendentemente dallo stato di
alimentazione del sistema. Tra le unità di memoria, l'unica interna al PC è il disco fisso o hard disk, che
contiene il sistema operativo, tutti i programmi installati e i file salvati dall’utente. Gli hard disk più
diffusi hanno una capacità di memorizzazione che va oltre il gigabyte, e sono costituiti da uno o più
dischi, rivestiti da materiale magnetizzabile, montati su un singolo asse. Ciascun disco è organizzato in
anelli concentrici (tracce) suddivisi in porzioni di uguale capacità di memorizzazione (settori). Gli hard
disk SSD a memoria solida offrono, allo stato attuale, una capacità di memorizzazione inferiore, ma sono
silenziosi e immuni alle sollecitazioni meccaniche (non hanno parti interne in movimento).

Come per tutti i supporti di memoria, i parametri più importanti di un disco fisso sono:

• la dimensione o capacità, che indica la quantità di dati memorizzabili


• il tempo di accesso, misurato in millisecondi, che indica la velocità con cui il disco risponde alle
richieste di lettura
• il transfer rate (rapporto di trasferimento) espresso in Mb/s, che indica la quantità di dati
trasferibili in un secondo


1.3.8.4 - Scheda video
La scheda video è il dispositivo che trasferisce, dal sistema al monitor, i dati visualizzabili. I primi modelli
di scheda video potevano riprodurre solo testo, mentre quelli attuali sono perfettamente a loro agio non
solo con i più diversi elementi grafici, ma anche con modelli tridimensionali in movimento. Le schede
video sono dotate di una propria memoria integrata (simile alla RAM) o condivisa con il sistema
(utilizzano parte della RAM disponibile) e di una GPU (Graphics Processing Unit), un processore
specializzato nel trattamento delle immagini, in grado di subentrare alla CPU nell’elaborazione dei dati.
Le schede video più recenti possono includere specifici occhiali attivi e riprodurre immagini
tridimensionali. Come vedremo più avanti, in questo caso è necessario un monitor compatibile.

1.3.8.5 - Scheda audio


Le schede audio sono utilizzate da tutte le applicazioni che prevedono una parte di ascolto, come i
riproduttori di file audio o video (anche online), le applicazioni didattiche, i giochi e i programmi di
elaborazione e arrangiamento musicale.

In linea di massima, la scheda audio può riprodurre, registrare e sintetizzare suoni.

1.3.9 - Periferiche
In estrema sintesi, le principali periferiche di input sono rappresentate dalla tastiera, dal mouse, dal
lettore ottico (CD, DVD o BD) e dallo scanner. Le periferiche di output più diffuse includono la stampante
e il monitor.

1.3.9.1 - Il monitor
I monitor appartengono sostanzialmente a due tipologie: a raggi catodici (CRT, Cathode Ray Tube) e a
cristalli liquidi (LCD). I monitor CRT, ormai fuori produzione, utilizzavano un sistema di riproduzione
delle immagini identico a quello dei televisori analogici. Come questi ultimi, erano ingombranti, pesanti
e difficilmente offrivano schermi di diagonale apprezzabile.

Viceversa, i leggeri e sottili monitor LCD utilizzano pannelli composti da cristalli liquidi, piccoli punti
luminosi o pixel, in grado di variare la propria struttura molecolare in presenza di elettricità, lasciando

12
passare, oppure no, la luce retrostante. Ogni pixel è composto da sub pixel colorati (rosso, verde, blu)
che possono quindi risultare accesi oppure spenti, in base all'immagine da riprodurre.

Negli avanzati LCD LED, i tubi fluorescenti hanno lasciato il posto a una (più o meno fitta) rete di piccoli
LED posti dietro il pannello. I vantaggi si traducono in minori consumi elettrici e maggiore uniformità
dell'illuminazione. I pixel compongono l'immagine da visualizzare, la loro quantità determina la
risoluzione del pannello.

Per scegliere il monitor più adatto alle proprie esigenze, occorre prima di tutto valutare la dimensione
dello schermo, ovvero la misura della sua diagonale, che varia, nei modelli più diffusi, dai 19 ai 24 pollici
(1 pollice equivale a 2,54 cm).

La risoluzione, come accennato, è un altro parametro da considerare: a parità di dimensioni, un pannello


può contenere un numero più o meno elevato di pixel. Per guardare un film Full-HD nella sua risoluzione
originale, è necessario un monitor da 1920x1080 pixel. Un ulteriore dato determinante, in presenza di
immagini in movimento, è rappresentato dal tempo di risposta, ovvero dalla velocità con cui un pixel è
in grado di accendersi e spegnersi completamente (il valore è espresso in millisecondi). Un tempo di
riposta alto, si tradurrà in un fastidioso "effetto scia" al passaggio rapido di un elemento lungo lo
schermo.

Infine, per utilizzare una moderna scheda video 3D e visualizzare le immagini tridimensionali (mediante
gli appositi occhialini attivi), è necessario che il monitor supporti una frequenza di refresh (velocità di
aggiornamento) di 120 Hz.

1.3.9.2 - Scanner
Il funzionamento dello scanner è molto simile a quello di una fotocopiatrice, con la differenza che la
copia, in questo caso, avviene non in formato cartaceo, ma in formato digitale, elaborabile, quindi,
attraverso il computer. L'oggetto da sottoporre a scansione, immagine o testo che sia, disposto sulla
superficie trasparente del dispositivo, viene letto e interpretato come griglia di punti colorati, cioè come
immagine digitale.

Normalmente, la scansione trasferisce semplicemente l'immagine acquisita al computer. Lo scanner può


essere utilizzato, però, anche per trasformare un testo stampato su carta (un'immagine, quindi) in un
documento: attraverso un programma che adotti la tecnologia OCR (Optical Carachter Recognition),
l'immagine viene interpretata e convertita in un file editabile attraverso un comune programma di
elaborazione di testi, come Word.

1.3.9.3 - Altre periferiche audio/video


1.3.9.3.1 - Diffusori, altoparlanti o speaker
I diffusori sono dispositivi per la riproduzione audio composti, generalmente, da una coppia di casse
acustiche (una delle quali contiene l'amplificatore) e da un sistema di uno o più altoparlanti per ciascuna
cassa. A volte, amplificatore e altoparlanti possono essere incorporati nel monitor. Set di diffusori più
sofisticati possono includere un subwoofer per espandere le basse frequenze (sistema 2.1) oppure, oltre
al subwoofer, almeno tre ulteriori diffusori aggiuntivi per i canali "centrale" e "surround" dei sistemi 5.1
o 7.1. I sistemi di questo tipo sono dedicati alla riproduzione cinematografica e richiedono una scheda
audio multicanale in grado di supportarli.

13
Per regolare il volume generale della riproduzione audio, occorre cliccare
sull'icona presente a destra, sulla Barra delle Applicazioni. Cliccando sul
simbolo dell'altoparlante all'interno della finestra del volume, viene
disattivato ogni suono diretto ai diffusori o alle cuffie.

Per gestire tutte le periferiche audio di input (microfono) e output (diffusori, cuffie) presenti nel sistema,
occorre accedere al menu Audio del Pannello di controllo.

Attraverso la finestra Riproduzione è possibile scegliere il dispositivo da utilizzare. Nell'esempio, sono


presenti:

1. un headset (sistema cuffia+microfono) USB, con una propria scheda audio (Creative HS-1200)
2. la scheda audio integrata nel PC (Creative SB X-Fi)

Appena inserita nel sistema, la scheda audio dell'l'headset è stata scelta da Windows come periferica
predefinita (utilizzata e attiva), in sostituzione della SB X-Fi (pronta ma inattiva). Il suono viene quindi
riprodotto solo dalle cuffie dell'headset e non più dai diffusori collegati alla SB X-Fi.


Cliccando col tasto destro sulla scheda inattiva, è possibile renderla predefinita (in sostituzione della
HS-1200), e quindi diffondere nuovamente il suono nell'ambiente.

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La voce Configura altoparlanti, nello stesso menu di scelta rapida, permette di definire la tipologia di
diffusori collegati.

La voce Proprietà permette di accedere alle funzioni avanzate della scheda audio.

1.3.9.3.2 - Cuffie e microfono


Attraverso il menu Audio del Pannello di controllo è possibile accedere al menu Registrazione.
Nell'esempio, sono presenti:

1. l'entrata microfono dell'headset HS-1200


2. l'entrata microfono della scheda integrata SB X-Fi, ma senza alcun microfono collegato

In questo caso non si pone alcun problema di scelta: l'unico microfono disponibile è quello già impostato
come predefinito. Può essere però presente, nella finestra, anche il microfono incluso in una webcam
USB. Come vedremo più avanti, questa eventualità impone una scelta sulla periferica da utilizzare.

1.3.9.3.3 - Webcam
Le webcam sono piccole videocamere per registrare immagini sul computer o per trasmettere riprese
video attraverso Internet. Nei portatili sono ormai quasi sempre incluse (incastonate nella parte alta del
coperchio), perché indispensabili per videochiamare (Microsoft Messenger, Skype) e pubblicare filmati
o foto nei social network (Facebook). Possono tuttavia essere usate anche per videoconferenze di lavoro
o didattiche, per condividere la lezione con studenti di altre località sparse sul territorio, in grado di
assistere "in tempo reale", ma a distanza.

Come abbiamo visto, alcuni modelli di cuffie (headset) hanno un microfono incorporato. Anche le
webcam, d'altra parte, possono averlo. Caratterizzate ormai da risoluzioni elevate, funzionalità avanzate
e interfaccia USB, sono solitamente autoinstallanti (anche se possono disporre di un software specifico
per la loro gestione), ovvero vengono riconosciute in maniera automatica dal PC. L'inserimento di una
webcam nel computer, può comportare quindi la comparsa, nella finestra Audio del Pannello di controllo,
di una periferica di input audio, relativa al microfono integrato.

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Nell'esempio, sono presenti:

1. l'entrata microfono dell'headset HS-1200


2. l'entrata microfono della webcam Microsoft LifeCam
3. l'entrata microfono della scheda integrata SB X-Fi, ma senza alcun microfono collegato

In questo caso, Windows ha scelto come predefinito il microfono ambientale della webcam, solitamente
meno adatto ai dialoghi. È necessario quindi rendere predefinito quello integrato nell'headset,
attraverso il menu di scelta rapida e scegliendo la voce Imposta come dispositivo predefinito.

Per accedere alle funzioni della sezione video della webcam, occorre invece scegliere la voce Dispositivi
e stampanti dal Pannello di Controllo.

Successivamente, basterà individuare la periferica e utilizzare le voci del menu contestuale.

1.3.9.3.4 - Fotocamere, videocamere digitali e smartphone


Le fotocamere digitali hanno ormai completamente sostituito quelle analogiche, persino in campo
professionale (dove le gloriose macchine a pellicola "resistono" solo in alcuni ristretti ambiti).

La peculiarità delle fotocamere digitali è che, invece di impressionare una pellicola, rilevano l'immagine
direttamente sotto forma di bit tramite una matrice di punti sensibili alla luce (di tipo CCD o CMOS). Il

16
numero di punti presenti sul sensore determina la risoluzione dell'immagine prodotta: in termini di
stampa, maggiore è la risoluzione, più grande sarà la foto stampabile senza perdita di qualità.
Le immagini, una volta salvate, possono essere archiviate in una memoria di massa, oppure possono
essere stampate su carta fotografica. Vediamo di seguito le caratteristiche generali delle macchine
fotografiche digitali.

• Le foto, immediatamente visualizzate sul display della macchina, possono essere conservate
oppure eliminate, liberando spazio in memoria per altri scatti
• Le foto salvate possono essere modificate, corrette o ridimensionate usando i software presenti
nella macchina stessa, oppure i programmi installati sul PC.

Vedremo nella fase 3.3 come elaborare le immagini acquisite. La grande maggioranza delle fotocamere
digitali prevede il collegamento sia al computer che al televisore. Il primo, di solito USB, permette di
trasferire le immagini sul disco rigido del PC, il secondo di visualizzare le foto direttamente sullo
schermo del televisore.

Le videocamere digitali (o camcorder) hanno sostituito da tempo quelle analogiche. Possono essere
più o meno compatte e registrare i dati su nastro (ormai quasi esclusivamente in campo professionale),
hard disk, memoria flash oppure schede di memoria (solitamente SD). Come per le fotocamere, offrono
risoluzioni più o meno elevate, in base al modello. La risoluzione massima corrisponde allo standard
Full-HD, e registra fotogrammi da 1920x1080 pixel. Negli ultimi tempi, videocamere e fotocamere
tendono sempre più a sovrapporsi, perdendo a volte un'identità precisa. Esistono infatti fotocamere,
anche di tipo reflex, in grado di girare ottimi video HD e videocamere capaci di scattare splendide foto
ad alta risoluzione.

In questo dualismo, sempre meno marcato, si inseriscono i moderni smartphone, cellulari multimediali
perfettamente a proprio agio sia con le foto che con i video. Ibridi versatili e sempre più sofisticati, gli
smartphone possono anche registrare suoni, navigare in Internet, collegarsi alla casella di posta o
fungere da navigatori satellitari. A volte, possono sostituire i computer portatili nelle loro funzioni base.

1.3.10 - Il Pc più adatto alle proprie necessità


Come abbiamo potuto osservare nelle diverse sezioni di questo capitolo, i due fattori che influenzano
maggiormente le prestazioni del computer sono il processore in dotazione e la quantità di RAM
installata. In alcuni casi, la discriminante può essere rappresentata dalla scheda video e dalla scheda
audio.

In realtà, se non è facile individuare un criterio specifico, univoco, per la scelta del computer, è possibile
ribaltare la questione partendo da un punto di vista diametralmente opposto. Occorre cioè chiedersi
essenzialmente che uso si intende fare del computer. E, in via subordinata, se può risultare più utile
un portatile o una postazione fissa.

In generale, è inutile dotarsi di tanta RAM e di una CPU super veloce, se l'obiettivo è lavorare con le
classiche suite da ufficio (come Microsoft Office), navigare in Internet e videochiamare. In questi casi, la
regola è "spendere il meno possibile". Qualunque computer nuovo, portatile (notebook, netbook, laptop)
o fisso (desktop) che sia, sarà comunque adatto alle proprie esigenze. Semmai, meglio pretendere
l'ultima versione del sistema operativo che intendiamo utilizzare che, nel caso di Microsoft, è Windows
7.

17
Viceversa, chi si dedica al montaggio video, al CAD o alla grafica editoriale, oppure semplicemente
desidera giocare con gli ultimi videogame immessi sul mercato, deve valutare attentamente ogni
elemento del PC. E allora, serve RAM in abbondanza (almeno 4 GB), un veloce processore dual o quad
core, un'ottima scheda video (soprattutto in campo videoludico) e una scheda audio all'altezza.
Quest'ultima, per esempio, diventa essenziale per un appassionato di cinema (insieme a un monitor Full-
HD e a un lettore Blu-Ray) o per un musicista. Del tutto superflua può apparire a chi ascolta direttamente
dagli altoparlanti del monitor.

In linea di massima, un computer portatile non consente, nel tempo, grandi miglioramenti (upgrade)
o aggiornamenti sostanziali dell'hardware: fondamentalmente, permette di aumentare il quantitativo di
RAM, di sostituire il disco fisso o di utilizzare una scheda audio esterna, magari USB. In linea puramente
teorica, talvolta è anche possibile cambiare il processore di un portatile, ma l'operazione richiede
l'intervento di un tecnico.

Viceversa, un PC desktop non ha la portabilità di un notebook, ma permette di sostituire rapidamente


ogni componente interno e, volendo, di installare hard disk supplementari. In più, consente di
aggiungere nuove schede di ogni tipo utilizzando gli slot (alloggiamenti) presenti sulla scheda madre, a
tutto vantaggio della longevità della macchina.

18
1.4 – Software

1
SOMMARIO

1.4.1 - CONCETTO DI SISTEMA OPERATIVO ................................................................................................................ 3

1.4.1.1 - EVOLUZIONE DEI SISTEMI OPERATIVI .......................................................................................................................... 3


1.4.2 - DIFFERENZE TRA SISTEMI OPERATIVI E SOFTWARE APPLICATIVI ..................................................................... 4
1.4.2.1 - LE VERSIONI DEL SOFTWARE .................................................................................................................................... 4
1.4.3 - CATEGORIE DI SOFTWARE APPLICATIVI........................................................................................................... 4
1.4.3.1 – OFFICE AUTOMATION ........................................................................................................................................... 4
1.4.3.1.1 – Elaboratori di testo, o Word Processors .................................................................................................. 4
1.4.3.1.2 – Fogli elettronici o Spreadsheet ................................................................................................................ 5
1.4.3.1.3 – Basi di dati o Database ............................................................................................................................ 5
1.4.3.1.4 – Strumenti di presentazione ...................................................................................................................... 5
1.4.3.2 - DESKTOP PUBLISHING ............................................................................................................................................ 5
1.4.3.3 - GRAFICA.............................................................................................................................................................. 6

2
1.4.1 - Concetto di sistema operativo
I computer sono costituiti da diversi componenti interconnessi, ciascuno dei quali ha una funzione ben
definita all’interno del sistema. Ogni istruzione eseguita da un componente, per esempio dalla memoria o da
una periferica, corrisponde a una serie di comandi realizzati con linguaggi interpretabili dalla macchina. Ogni
singolo comando tuttavia non viene svolto dall’utente, ma dal sistema operativo. Per questo motivo, un
sistema operativo (indicato spesso anche con la sigla OS, acronimo di operating system ) è identificabile come
un insieme di programmi dedicati alla gestione dell’hardware del computer.

L'obiettivo principale di un sistema operativo è di offrire, all'interazione dell'utente, una macchina virtuale
"semplificata" rispetto a quella reale, "nascondendo" tutta complessità delle elaborazioni interne al
computer.
Nella percezione dell'utente, il salvataggio di un documento comporta, infatti, solo un brevissimo lasso di
tempo che va dal "clic" alla comparsa del file sul proprio hard disk. Spetta al sistema operativo la ben più
articolata gestione dei registri, delle testine e delle allocazioni di memoria libere.

Le funzionalità del sistema operativo prevedono la gestione:

• del file system, attraverso la creazione, modifica ed eliminazione di file e cartelle presenti nelle unità
di memoria
• della memoria virtuale, ovvero delle allocazioni di memoria da assegnare ai programmi in esecuzione
• dell'avanzamento dei vari processi, attraverso la modifica dello stato e, quando necessario, della
sincronizzazione dei processi in coda
• dell’input/output dei dispositivi, mediante il monitoraggio del flusso dei dati e la correzione di
eventuali errori.

Esistono diversi sistemi operativi che differiscono tra loro in base al modo in cui sono organizzate le varie
funzionalità appena descritte e la modalità con cui si interfacciano con l’utente. L’interfaccia (detta shell)
offre all’utente gli strumenti per interagire direttamente con la macchina. Il nucleo del sistema operativo è
definito kernel ed è memorizzato nella RAM durante l’attività della macchina, fino al suo arresto.

1.4.1.1 - Evoluzione dei sistemi operativi


Lo sviluppo dei sistemi operativi ha seguito, nei decenni, l’evoluzione dell'architettura fisica degli elaboratori
elettronici. Nelle prime macchine attive negli anni ’40, l’elaboratore eseguiva istruzioni elementari e in ordine
sequenziale. Considerata la linearità della sequenza delle istruzioni, il sistema operativo non richiedeva
quindi una struttura particolarmente complessa.

I sistemi operativi di ultima generazione sono stati sviluppati invece per gestire un’immensa quantità di dati,
soprattutto a seguito delle crescenti possibilità multimediali offerte dai computer attuali. Il sistema operativo
gestisce ormai tutte le risorse hardware e sovraintende ai programmi, all'attività della CPU, alla memoria, ai
supporti ottici e alla gestione di tutte le interazioni tra i componenti.

Nel mercato consumer sono disponibili diversi sistemi operativi. Di seguito quelli attualmente più diffusi,
nelle ultime release rilasciate:

• Windows 10 di Microsoft
• Mac Os Mojave di Apple
• Ubuntu 18.04 di Linux

3
1.4.2 - Differenze tra sistemi operativi e software applicativi
Mentre il sistema operativo gestisce l'intero computer, i software applicativi (o programmi) sono,
direttamente o indirettamente, avviati dall'utente per eseguire solo determinate operazioni. D'altra parte, il
software applicativo non può funzionare se sul computer non è installato un sistema operativo. In termini
informatici, il software applicativo è quindi di livello superiore rispetto a quello di sistema, proprio perché
più "vicino" all'interazione dell'utente.

1.4.2.1 - Le versioni del software


Uno stesso applicativo può essere disponibile in più versioni, ognuna delle quali costituisce un'evoluzione
della precedente e comprende tutte le correzioni di eventuali malfunzionamenti riscontrate nel tempo. Per
esempio, il pacchetto Office 2019 è la versione aggiornata di Office 2016, che a sua volta è la versione
aggiornata di Office 2013.

Spesso vengono rilasciate anche più versioni per differenti sistemi operativi. Tornando all'esempio
Microsoft, sono disponibili versioni di Office sviluppate sia per Windows (eventualmente a 32 o 64 bit) che
per Apple Mac OS.

Non sempre, tuttavia, programmi creati per Windows 10 sono installabili su versioni precedenti dello stesso
SO (Windows 8.1, 8, 7…). Al lancio di una nuova versione di un applicativo, non è raro che il produttore rilasci
anche un aggiornamento (spesso ad un costo più contenuto) in grado di "ringiovanire" un programma più
"anziano", rendendolo identico all’ultimo rilasciato.

1.4.3 - Categorie di software applicativi


Come già accennato, i software applicativi sono sviluppati e utilizzati per svolgere operazioni ben precise.
Considerando la versatilità dei computer attuali, non è difficile immaginare l'enorme quantità di
programmi disponibili sul mercato o liberamente distribuiti. È possibile tuttavia raggruppare i software
applicativi in alcune fondamentai macro categorie.

1.4.3.1 – Office Automation


Con il termine Office Automation si identificano i software che facilitano i compiti di routine all'interno di un
ufficio. Gli elaboratori di testi, i fogli elettronici e i programmi per la gestione di database fanno parte di
questa tipologia di applicativi, così come i programmi di posta elettronica.

1.4.3.1.1 – Elaboratori di testo, o Word Processors


I Word Processor hanno sostituito da tempo le antiche macchine da scrivere, ormai completamente
scomparse. I vantaggi offerti dalla battitura dei documenti attraverso un computer sono innumerevoli e
includono la possibilità di correggere, modificare, spostare o cancellare parti di testo in tempo reale, ma
anche di rimandare la stampa a un secondo momento oppure di evitarla del tutto, attraverso la
dematerializzazione cartacea applicata in campo professionale e pubblico (tutta documentazione viene
archiviata o convertita in formato elettronico).

I programmi di elaborazione testuale consentono di produrre facilmente documenti di ogni tipo attraverso
modelli predefiniti e offrono un ampio set di strumenti utili durante la digitazione, come il controllo
ortografico e grammaticale, la sillabazione e la gestione di elementi grafici.

Disponibile in differenti versioni, Microsoft Word, ultima della quale è la 2019, è il programma di scrittura
probabilmente più diffuso al mondo. Altri word processors diffusi ed utilizzati sono:

4
• Writer incluso nella suite LibreOffice, disponibile per sistemi Microsoft, Apple e Linux
• Pages di Apple, per sistemi MAC Os

1.4.3.1.2 – Fogli elettronici o Spreadsheet


I programmi per l'elaborazione dei fogli elettronici, detti anche fogli di calcolo, permettono di effettuare
calcoli, anche molto complessi, su dati contenuti in celle all'interno di una griglia. Questi programmi sono
utilizzati, per esempio, per creare rapporti di attività di vendita, per compilare buste paga o modelli di
autocertificazione fiscale. Offrono inoltre strumenti per creare facilmente grafici o previsioni sugli andamenti
futuri dei dati contenuti. I programmi di calcolo più evoluti, tra i quali Excel 2019 in sistemi Microsoft,
permettono di correlare dati tra fogli diversi e di gestire operazioni particolarmente complesse.

Altre applicazioni di foglio elettronico diffuse ed utilizzate sono:

• Calc incluso nella suite LibreOffice, disponibile per sistemi Microsoft, Apple e Linux
• Numbers di Apple, per sistemi MAC Os

1.4.3.1.3 – Basi di dati o Database


I sistemi per la gestione dei database (basi di dati) sono programmi per l'organizzazione di dati. I database
sono archivi, ordinati e organizzati dal programma, che consentono un veloce reperimento delle informazioni
mediante semplice ricerca per parole chiave. I database sono utilizzati in ogni campo, per gestire oggetti fisici
(libri, prodotti, dischi ottici…) e in formato elettronico (documenti, fogli di calcolo, file musicali…).

Le più comuni applicazioni di database sono:

• Access di Microsoft
• Base incluso nella suite LibreOffice, disponibile per sistemi Microsoft, Apple e Linux

1.4.3.1.4 – Strumenti di presentazione


I programmi per le presentazioni rappresentano una soluzione ideale per ottimizzare la comunicazione.
Rendono infatti semplice e immediata la preparazione di sequenze di slide (diapositive) da sottoporre a un
pubblico per esporre un’idea, un prodotto o un servizio. Le presentazioni possono essere visualizzate sul
monitor del computer, attraverso videoproiettori o via Internet.

Le più comuni applicazioni di presentazione sono:

• PowerPoint di Microsoft, Incluso nella suite Office


• Impress incluso nella suite LibreOffice, disponibile per sistemi Microsoft, Apple e Linux

1.4.3.2 - Desktop Publishing


I programmi di desktop publishing (in italiano: editoria da scrivania) permettono di creare documenti di tipo
professionale e di prepararli per la stampa o per il Web. Questi programmi rappresentano una variante,
orientata alla grafica, dei programmi di elaborazione testi. Per esempio, permettono di realizzare facilmente
biglietti da visita, brochure, volantini pubblicitari, striscioni, cartoline d'auguri. In editoria, sono utilizzati per
l'impaginazione di libri e riviste.

5
1.4.3.3 - Grafica
I programmi di grafica permettono di elaborare immagini e altri elementi grafici in modo più o meno
semplice, offrendo all'utente privato l'opportunità di liberare la propria creatività e, al professionista, potenti
strumenti di lavoro.

6
1.5 – Copyright E Licenze

1
SOMMARIO

1.5.1 – COPYRIGHT E LICENZE .................................................................................................................................... 3

1.5.1.1 – PROPRIETÀ INTELLETTUALE ..................................................................................................................................... 3

1.5.2 – I DIVERSI TIPI DI LICENZA ............................................................................................................................... 4


1.5.2.1 – COPYRIGHT .......................................................................................................................................................... 4

1.5.2.2. – COPYLEFT ........................................................................................................................................................... 4

1.5.2.3 – CREATIVE COMMONS ............................................................................................................................................ 5

1.5.2.4 – DOMINIO PUBBLICO .............................................................................................................................................. 6

1.5.3 – COPYRIGHT DEL SOFTWARE ........................................................................................................................... 7


1.5.3.1. – ATTIVAZIONE DEL SOFTWARE ................................................................................................................................. 7

1.5.3.1.1 – Significato E Utilità Della Registrazione.................................................................................................... 7

2
1.5.1 – COPYRIGHT E LICENZE
Oggigiorno, grazie a Internet, è molto facile condividere le informazioni. Ma sono sorti nuovi problemi: come
possiamo utilizzare le informazioni fornite da altri sulla rete? E come possiamo proteggere la nostra paternità
sui contenuti che abbiamo creato?

Molto spesso sentiamo concetti come proprietà intellettuale, diritti d'autore e licenze. Proviamo a capire il
significato di questi termini e i principali tipi di licenze per lo sviluppo del contenuto.

1.5.1.1 – Proprietà intellettuale


L’ Organizzazione Mondiale per la Proprietà
Intellettuale - WIPO 1 (World International
Property Organization) - fa riferimento alla
proprietà intellettuale stabilendo che "qualsiasi
proprietà che sia comunemente d'accordo è
considerata di natura intellettuale e meritevole
di protezione".

La proprietà intellettuale è un termine legale


che fa riferimento a diritti di proprietà di autori
e altri soggetti (artisti, produttori, reti di
trasmissione, ecc.) per il loro lavoro e ad altri
contributi come risultato del loro lavoro.

Ci sono due tipi di proprietà intellettuale: diritti morali e aspetti di proprietà.

1. I diritti morali sono innegabili e inalienabili, come il diritto di attribuzione e il diritto


all'integrità del lavoro, tra gli altri.

2. I diritti di proprietà sono trasferibili (con durata limitata) e sono fondamentalmente diritti di
sfruttamento (incluso il diritto alla remunerazione per una copia privata).

Per ulteriori informazioni consultare:

• http://europa.eu/legislation_summaries/internal_market/businesses/intellectual_property/index_
en.htm.
• Diritti di proprietà intellettuale: http://europa.eu/youreurope/business/start-grow/intellectual-
property-rights/index_en.htm.
• Diritti morali: http://en.wikipedia.org/wiki/Moral_rights.
• Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (World Intellectual Property
Organization): http://www.wipo.int/portal/en/index.html.

1
http://www.wipo.int/copyright/en/

3
1.5.2 – I DIVERSI TIPI DI LICENZA
Fondamentalmente, possiamo differenziare due tipi di licenza:

1. diritti d'autore (Copyright)


2. Copyleft.

1.5.2.1 – Copyright
Il diritto d’autore è legato alle creazioni e produzioni artistiche (come libri, musica, dipinti e
sculture), film e opere basate sulla tecnologia (come programmi per computer e database
elettronici). Nella maggior parte delle lingue europee diverse dall'inglese, il copyright è noto come
diritto d'autore. L'espressione copyright si riferisce all'atto principale che, nel rispetto delle creazioni
letterarie e artistiche, può essere fatto solo dall'autore o con la sua autorizzazione.

L'espressione diritti d’autore si riferisce al creatore del lavoro artistico, il suo autore. Sottolinea quindi il fatto,
riconosciuto dalla maggior parte delle leggi, che gli autori hanno determinati diritti specifici alla loro
creazione che solo essi possono esercitare (come il diritto di impedire una riproduzione distorta). Altri diritti
(come il diritto di fare copie) possono essere esercitati da altre persone, ad esempio un editore che ha
ottenuto una licenza dall'autore.

1.5.2.2. – Copyleft

Copyleft è stato descritto negli anni '80 da Richard Stallman come movimento sociale e culturale
alternativo che lottava per l'uso di licenze libere per condividere e riutilizzare le opere degli autori.

Richard Stallman ha avviato il sistema operativo GNU (GNU non è Unix) per indirizzare il sistema proprietario
UNIX. Poco dopo, ha fondato la Free Software Foundation e impostato il concetto di Copyleft utilizzato dalla
General Public License nel 1989. Ciò costituisce la base per il Software Libero. Le licenze di Copyleft non sono
restrittive e offrono ai creatori un maggiore controllo sul loro lavoro, sulla ricerca, sui progetti e su una
remunerazione più ragionevole per il loro lavoro, fornendo agli utenti finali un maggiore accesso e relativa
consultazione (uso) dei lavori pubblicati in questo modo.

Esistono diversi tipi di licenze gratuite in base al campo di applicazione:

• software,
• carta scientifica,
• musica,
• arte, ecc.

Quando consideriamo che il software è "libero", intendiamo che rispetta le libertà essenziali degli utenti: la
libertà di eseguirlo, di studiarlo e modificarlo e di ridistribuire le copie con o senza modifiche. Questa è una
questione di libertà, non di prezzo, quindi pensa alla "libertà di parola", non alla "birra gratis".

Richard Stallman

4
1.5.2.3 – Creative Commons

La Creative Commons è un'organizzazione senza


fini di lucro che consente la condivisione e l'uso
della creatività e della conoscenza attraverso
strumenti legali gratuiti.

La Creative Commons aiuta a condividere le conoscenze e le creatività dei suoi soci con il mondo. Questa
organizzazione ha ristrutturato la proprietà intellettuale su Internet. La Creative Commons sviluppa, supporta
e gestisce l'infrastruttura legale e tecnica che massimizza la creatività digitale, la condivisione e l'innovazione.

Concedere in licenza un lavoro è semplice come selezionare quale delle sei licenze soddisfa meglio gli
obiettivi. Quindi, si procede con la descrizione del proprio lavoro facendo in modo che gli altri sappiano che
ha scelto di rilasciare il proprio lavoro secondo i termini di tale licenza.

In merito alle licenze:

http://creativecommons.org/licenses/?lang=en.

Trova lavori con licenza CC:

http://search.creativecommons.org/.

L'organizzazione è stata fondata nel 2001 da Lawrence Lessig, Hal Abelson ed Eric Eldred con il supporto del
Center for the Public Domain. Per saperne di più: http://creativecommons.org/.

I materiali didattici multimediali sono soggetti agli stessi regolamenti di quelli che si applicano ad altre opere:
libri, dipinti, musica, ecc. Se vogliamo aggiungere risorse esterne al nostro progetto, dobbiamo conoscere e
rispettare i termini di utilizzo stabiliti dagli autori.

5
1.5.2.4 – Dominio Pubblico

Il concetto di dominio pubblico si riferisce a opere i cui diritti di


proprietà sono scaduti.

In base alla Convenzione di Berna2 per la protezione delle opere letterarie


e artistiche, le opere protette dai diritti d'autore rientrano nel dominio
pubblico 50 anni dopo la morte dell'autore. Ma questa Convenzione
riconosce il diritto dei paesi che l'hanno firmato e quindi ha accettato di
estendere il periodo di protezione a 100 anni dopo la morte dell'autore.

I lavori di dominio pubblico possono essere utilizzati senza il permesso


esplicito dell'autore e senza pagamento a condizione che i diritti morali siano rispettati.

È importante menzionare l'autore, anche se il lavoro è di dominio pubblico. Nel caso di lavori anonimi, essi
rientrano nell'ambito del dominio pubblico, 70-80 anni dopo la pubblicazione, a condizione che l'autore non
abbia rivelato la loro proprietà durante quel periodo.

Ad esempio, Wikipedia offre uno strumento per la visualizzazione di riferimenti, utilizzando diversi sistemi
di quotazione internazionali.

2
http://www.wipo.int/treaties/en/ip/berne/

6
1.5.3 – Copyright Del Software
A partire dall’ormai lontano gennaio 1993 l’Italia ha adottato misure di legge a tutela del software e ha di
fatto recepito le direttive dell’Unione Europea, prima tra tutte la 91/250 che riconosce il software come
opera dell’ingegno umano e quindi protetto nell’ambito del diritto d’autore, o copyright. Copiare software è
un reato perseguibile sia civilmente che penalmente e si rischiano multe fino a diverse migliaia di euro e
pene di reclusione da 3 mesi a 3 anni!

Anche la legge sul diritto d'autore è ormai entrata in vigore da diversi anni. Tra i punti affrontati, quelli sulla
copia di software, film e cd musicali. Le norme diventano sempre più dure, e mirano a colpire tutti, in modo
molto severo. Forse anche troppo. Infatti, in base al testo dell'art. 171-bis, copiare un programma, un file
musicale o video è reato anche senza scopo di lucro: al termine "lucro" è stato sostituito il più generico
termine "profitto". Profitto come quello di un utente che si fa copiare un software da un amico per installarlo
nel computer di casa, o che compra una copia e la installa in due computer, magari il suo e quello del figlio:
profitto, perché risparmia i soldi che avrebbe speso comprando il programma originale (o il cd musicale, o la
videocassetta).

Il discorso, giusto in termini generali, si fa un po' pesante se rapportato ai singoli casi personali. Le pene
previste sono la reclusione da sei mesi a tre anni, e multe superiori ai diecimila euro. Questo, in teoria,
significa che anche la copia di un software che costa dieci euro, magari acquistato via Internet per sé, quindi
senza scopi di business, e messo in uso nel computer del figlio, oppure prestato alla scuola, può far
condannare chiunque alle pene previste, per niente leggere. I supporti originali sono identificati da uno
specifico contrassegno.

1.5.3.1. – Attivazione Del Software


Con l’operazione di attivazione si garantisce che il prodotto non sia stato installato su un numero di computer
(o dispositivi) superiore a quello previsto nel contratto di licenza che è stato stipulato al momento
dell’acquisto del software. Volendo, durante l’attivazione è possibile anche effettuare la registrazione del
software, ma non sempre è obbligatorio. Vedremo nella prossima sezione cos’è la registrazione.

In alcuni casi (ad esempio nei sistemi operativi Windows) l'attivazione deve essere eseguita entro 30 giorni
dall'installazione del prodotto. Se alla scadenza di questo periodo l'attivazione non è ancora stata eseguita,
tutte le funzionalità cesseranno di funzionare ad eccezione di quella relativa all'attivazione del prodotto. In
tal caso viene inserita nell’Area di notifica una piccola icona relativa all’avvio della procedura di attivazione.

1.5.3.1.1 – Significato E Utilità Della Registrazione


La registrazione della propria copia del sistema operativo e, più in generale, di tutti i software e dei
componenti hardware installati non è in generale obbligatoria. Tuttavia essa consente di ottenere supporto
tecnico, ricevere informazioni sull'aggiornamento dei prodotti e una serie di ulteriori vantaggi. Per
completare il processo di registrazione sono necessari solo alcuni minuti. Per registrarsi occorre solo fornire
alcune informazioni personali, ad esempio informazioni sul contatto quali l'indirizzo di posta elettronica.

7
1.6 – Elementi di base degli elaboratori di testo

1
SOMMARIO

1.6.1 - IL SOFTWARE DI ELABORAZIONE TESTI............................................................ 5


1.6.1.1 - INTERFACCIA GRAFICA DELL’ELABORATORE TESTI ........................................................ 6
1.6.1.1.1 - La Barra multifunzione ........................................................................... 7
1.6.1.1.2 - Pulsante di Office Backstage o Scheda File............................................. 9
1.6.2 - UTILIZZARE LA GUIDA IN LINEA ..................................................................... 12
1.6.3 - CREARE UN NUOVO DOCUMENTO ................................................................ 14
1.6.4 - MODIFICA DELL’ASPETTO DEL TESTO INSERITO ............................................. 16
1.6.4.1 - MODIFICA DEL TESTO ......................................................................................... 16
1.6.4.1.1 - Selezione del testo ................................................................................ 17
1.6.4.1.2 - Conversione in maiuscolo dei caratteri................................................. 18
1.6.5 - FORMATTAZIONE DEI PARAGRAFI ................................................................ 19
1.6.5.1 - ALLINEARE I PARAGRAFI DI UN DOCUMENTO ........................................................... 19
1.6.6 - MODIFICARE LA POSIZIONE DEI PARAGRAFI NEL DOCUMENTO..................... 22
1.6.6.1 - I PULSANTI COPIA TAGLIA E INCOLLA ..................................................................... 22
1.6.6.1.1 - Il pulsante Taglia .................................................................................. 22
............................................................................................................................... 24
1.6.6.1.2 - Il pulsante Copia ................................................................................... 24
1.6.7 - LA FORMATTAZIONE NELLE OPERAZIONI DI COPIA ....................................... 25
1.6.7.1 - PULSANTE OPZIONI INCOLLA ................................................................................ 25
1.6.7.2 - ANNULLARE RIPETERE O RIPRISTINARE UN’AZIONE ................................................... 26
1.6.8 - FORMATTAZIONE DEI CARATTERI ................................................................. 26
1.6.8.1 - MODIFICARE IL COLORE DEL CARATTERE ................................................................. 27
1.6.8.2 - MODIFICARE LA DIMENSIONE DEI CARATTERI........................................................... 28
1.6.8.3 - SCELTA DEL TIPO DI CARATTERE ............................................................................ 29
1.6.8.3.1 - Attributi ed effetti testo ........................................................................ 30
1.6.8.3.2 - Effetti Testo .......................................................................................... 31
1.6.8.3.3 - Evidenziatore testo ............................................................................... 31
1.6.8.3.4 - Colore carattere.................................................................................... 31

2
1.6.8.3.5 - Cancella formattazione ........................................................................ 32
................................................................................................................................... 32
................................................................................................................................... 32
1.6.8.4 - COPIA FORMATO ............................................................................................... 32
1.6.9 - SALVARE IL DOCUMENTO ............................................................................. 35
1.6.10 - STAMPARE UN DOCUMENTO ...................................................................... 36
1.6.11 - CHIUDERE UN DOCUMENTO ....................................................................... 37
1.6.12 - USCIRE DALL’ELABORATORE DI TESTI .......................................................... 38
1.6.13 - APRIRE UN FILE ESISTENTE .......................................................................... 39
1.6.13BIS – CREARE UNA NUOVA CARTELLA ............................................................ 40
1.6.14 - CREARE UN NUOVO FILE ............................................................................. 42
1.6.15 - INSERIRE SIMBOLI E CARATTERI SPECIALI IN UN DOCUMENTO.................... 44
1.6.16 - FORMATTAZIONE DEI CONTENUTI DI UN PARAGRAFO ................................ 46
1.6.16.1 - AGGIUNGERE UNA DATA AL DOCUMENTO ............................................................. 47
1.6.17 - RIENTRI E SPAZIATURA NEI PARAGRAFI ...................................................... 48

1.6.17.1 - RIENTRI DI PRIMA RIGA ..................................................................................... 48


1.6.17.1.1 - Creazione di rientri di Prima riga e rientro Sporgente ........................ 48
1.6.17.2 - RIENTRI DI PARAGRAFO .................................................................................... 49
1.6.17.3 - INTERLINEA .................................................................................................... 51
1.6.17.3.1 - Opzioni interlinea ............................................................................... 53
1.6.17.3.2 - Aggiungere spazi prima e dopo i paragrafi ........................................ 53
1.6.17.4 - AGGIUNTA DI UN BORDO COLORATO AL PARAGRAFO .............................................. 55
1.6.17.5 - AGGIUNTA DI UNO SFONDO AL PARAGRAFO .......................................................... 56

1.6.18 - MODIFICARE L’ORIENTAMENTO DEL FOGLIO .............................................. 57


............................................................................................................................... 58

1.6.19 - I MARGINI DI UN DOCUMENTO................................................................... 58


1.6.19.1 - CANCELLARE LA FORMATTAZIONE DI UNO O PIÙ PARAGRAFI ..................................... 60
1.6.20 - LA TABULAZIONE ........................................................................................ 63

3
1.6.20.1 - IMPOSTAZIONE DI TABULAZIONI ......................................................................... 64
1.6.20.2 - CREAZIONE DI TABULAZIONI............................................................................... 65
1.6.20.3 - MODIFICA DELLA DISTANZA PREDEFINITA TRA TABULAZIONI ..................................... 67
1.6.20.3.1 - Modifica della distanza predefinita .................................................... 67
1.6.20.3.2 - Creazione di tabulazioni per un testo già inserito .............................. 68
1.6.21 - ORDINARE I PARAGRAFI.............................................................................. 69
1.6.22 - GLI ELENCHI ................................................................................................ 71
1.6.22.1 - CREAZIONE RAPIDA DI UN ELENCO NUMERATO ...................................................... 71
1.6.22.2 - CREAZIONE RAPIDA DI UN ELENCO PUNTATO ......................................................... 73
1.6.22.3 - CONTINUARE LA NUMERAZIONE DI UN ELENCO ...................................................... 75
1.6.22.4 - PERSONALIZZAZIONE DEGLI ELENCHI .................................................................... 75
1.6.22.5 - REGOLARE LA SPAZIATURA TRA UN PUNTO ELENCO O UN NUMERO E IL TESTO .............. 76
1.6.22.6 - MODIFICA DI UN FORMATO NUMERO O PUNTO ELENCO .......................................... 77
1.6.22.6.1 - Scelta di un elenco puntato o numerico dalla raccolta ....................... 78
1.6.22.7 - COPIA DEL FORMATO DI UN ELENCO .................................................................... 79
1.6.22.8 - ALLINEAMENTO VERTICALE IL CONTENUTO DELLA PAGINA O DELL’INTERO DOCUMENTO . 79

4
1.6.1 - Il software di elaborazione testi
Microsoft Word rappresenta senza dubbio il più noto e utilizzato programma di elabora-
zione testi. In questo manuale introdurremo le competenze e le conoscenze di base degli
elaboratori di testo applicandole a questo specifico programma.

********

Microsoft Word è un programma della suite Office destinato alla gestione del
testo. È un “Editor di testo” consente di creare e stampare un qualsiasi tipo di
documento sia aziendale che di uso personale. Il programma permette l'impagi-
nazione del testo rispettando le normali regole tipografiche, la gestione del te-
sto con modifiche al tipo di carattere, alla dimensione, all’'interlinea e all'allinea-
mento dei paragrafi, consente inoltre il controllo ortografico dell'intero docu-
mento, la ricerca di una parola, di una frase ed eventualmente la sua sostitu-
zione.

Alla fine d'ogni riga Word provvede al ritorno a capo automatico; quest'opera-
zione consiste nello spostamento sulla riga successiva della parola che si sta di-
gitando, qualora si sia superata la lunghezza della riga sulla quale si sta scri-
vendo. Qualsiasi testo, una volta selezionato, può essere facilmente modificato
come si desidera. È possibile, ad esempio, Selezionate il testo facendo clic con il
mouse nel punto in cui si desidera far iniziare la selezione trascinare il mouse sul
testo, e sovrascriverlo con altro testo. Durante l'immissione, il testo viene ade-
guato automaticamente in modo che rientri nei margini. Se si esegue un'opera-
zione errata, è possibile "annullare" l'operazione o il comando scelto. Se si eli-
mina inavvertitamente una parola, è possibile reinserirla. È inoltre possibile de-
cidere di ripristinare un'operazione precedentemente annullata. Vi sono però
operazioni, come a esempio il salvataggio dei documenti che non possono es-
sere annullate.

Con questo programma, si può gestire agevolmente il testo utilizzando i pulsanti


disponibili sulla barra multifunzione, situata nella parte alta dello schermo. Que-
ste funzioni mettono in condizione di creare documenti visivamente gradevoli
senza necessariamente essere grafici esperti. Il programma include poi funzioni
5
di disegno di base, con le quali si possono fare semplici forme sia 2D che 3D,
comprende inoltre comandi che consentono di giocare con le immagini, asse-
gnando loro effetti artistici in grado di renderle simili ad un disegno o ad un di-
pinto.

L'interfaccia grafica di Microsoft Word è denominata WYSIWYG (What You See


Is What You Get “quello che vedi è quello che ottieni”) Questa interfaccia per-
mette di vedere istantaneamente il risultato ottenuto, evitando di dover spen-
dere ulteriore tempo a revisionare la formattazione del testo inserendo parti di
codice per ottenere il risultato voluto.

1.6.1.1 - Interfaccia grafica dell’elaboratore testi


Vediamo insieme come il programma si presenta all’utente

Nella parte superiore dello schermo è posizionata la Barra multifunzione

Nella Barra multifunzione trovano posto i comandi per gestire i documenti da


noi creati. La barra è composta da schede organizzate secondo scenari od og-
getti specifici. Su ogni scheda sono presenti i comandi raggruppati per tipologia.

a. Le schede organizzate in base alle attività.


b. I gruppi presenti in ogni scheda raggruppano i comandi per tipologia di
azione.
c. I pulsanti di comando presenti nei gruppi, eseguono un comando o vi-
sualizzano un menu di comandi

6
1.6.1.1.1 - La Barra multifunzione
È composta da sette Schede di base, a cui si aggiungono quelle legate a contesti
particolari come ad esempio i comandi per gestire un’immagine oppure una ta-
bella, in questi casi non appena si seleziona l’oggetto, viene aggiunta alla barra
multifunzione una nuova scheda denominata Formato Immagine con all’interno
i comandi specifici per la gestione dell’oggetto selezionato:

Scheda Home, in questa scheda sono disponibili i comandi che si usano fre-

quentemente per la gestione di un documento, quali per esempio le funzio-


nalità per duplicare o spostare il testo, i comandi per la formattazione del
carattere e del paragrafo e per l’applicazione e la gestione degli stili di for-
mattazione, per la ricerca e sostituzione di testo nel documento.

Scheda Inserisci, sono presenti i comandi per inserire elementi in un docu-


mento, come tabelle, immagini, diagrammi, grafici, forme, caselle di testo,


parti rapide e capolettera, collegamenti ipertestuali, intestazioni e piè di pa-
gina.

Scheda Layout di pagina, consente di impostare l’aspetto dei documenti, sce-


gliendo le opzioni relative all’impostazione della pagina, ai margini, ai temi di


Office (tipi di carattere, combinazione di colori e così via).

■Scheda Riferimenti, include tutti i comandi per la gestione di testi di grosse


dimensioni, quali per esempio le note, il sommario e gli indici, le didascalie e la
gestione delle fonti.

7
■Scheda Lettere, consente di governare tutte le funzionalità collegate alla
stampa unione per realizzare lettere tipo, buste ed etichette collegando il docu-
mento a origini dati di varia natura.

■Scheda Revisione, include il correttore ortografico e il servizio di ricerca. In


questa scheda sono inoltre disponibili Qui.

■Scheda Visualizza, consente di passare in modo rapido a una diversa visualizza-


zione del documento, di attivare il righello e la mappa del documento e di di-
sporre nella finestra tutti i documenti aperti.

In particolari contesti di lavoro, per esempio quando viene selezionata un’im-


magine una tabella o un grafico, si aggiungerà alla Barra Multifunzione una
Scheda contestuale dedicata ai comandi per la gestione dell’oggetto selezio-
nato. Sarà quindi sufficiente selezionare l’elemento su cui desideri lavorare e
Word penserà al resto, facendo via via comparire le schede più appropriate, con-
tenenti i comandi più significativi per il contesto in cui si sta lavorando.

Oltre alle schede, ai gruppi e ai comandi, in Word sono presenti altri elementi
che offrono percorsi per eseguire le attività.
8
Barra di accesso rapido La posizione predefinita della barra di accesso rapido
è nella parte superiore della finestra di Word e con-
sente di accedere rapidamente agli strumenti uti-
lizzati più frequentemente. È possibile personaliz-
zare la barra di accesso rapido aggiungendo comandi attraverso il pulsante Op-
zioni presente nella scheda File

Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo è una piccola icona pre-


sente in alcuni gruppi. Facendo clic su di essa, viene visualizzato un riquadro at-
tività o una finestra di dialogo correlata, mettendo a disposizione ulteriori op-
zioni relative a quel gruppo.

1.6.1.1.2 - Pulsante di Office Backstage o Scheda File


questa scheda si differisce dalle altre in quanto non contiene gruppi di comando
ma consente di aprire la visualizzazione Backstage (in italiano “dietro le quinte”)
dalla quale è possibile gestire i documenti e i dati a essi correlati.

Sono presenti in questa finestra, i comandi di base per aprire, salvare e stampare
i documenti, quelli per impostare autorizzazioni, preparare i documenti per la
9
condivisione con altri utenti e gestire le versioni dei documenti. È inoltre pre-
sente il pulsante Opzioni per accedere ai comandi per l'impostazione di varie
caratteristiche, che consentono la personalizzazione dell’ambiente di lavoro
come ad esempio le preferenze per la correzione degli errori ortografici durante
la digitazione del testo.

Vediamo insieme le caratteristiche di questa scheda:

1. Fate clic sul Pulsante, collocato nella parte sinistra della Barra multi-
funzione, vedrete aprirsi la Visualizzazione Backstage.

Si aprirà una finestra di dialogo nella quale sul lato sinistro sono disposti in
elenco i comandi per la gestione dei file, troviamo i pulsanti Salva, Salva con
nome, Apri e Chiudi; facendo clic su questi pulsanti si apriranno le finestre di
dialogo per la gestione dei file sulle memorie. Sono inoltre presenti un elenco
di altre voci, analizziamole insieme:

10
Informazioni, è la finestra predefinita della Visualizzazione Backstage sono
riassunte nel pannello di destra numerose informazioni utili sul documento
aperto, quali ad esempio l’autore, la data di creazione, la data dell’ultima modi-
fica, la gestione delle versioni, la protezione completa o parziale del documento.

Recente, consente invece di visualizzare l’elenco in ordine cronologico degli ul-


timi documenti utilizzati, facilitandone così il ritrovamento e l’apertura.

Nuovo, offre la possibilità di creare un nuovo documento partendo da un docu-


mento vuoto o da un modello. Si possono Scegliete i modelli sia partendo dai
modelli installati sul proprio computer sia da quelli resi disponibili attraverso il
sito Web Office Online.

Stampa, riassume tutte le funzionalità per la stampa del documento e per la


sua Anteprima di stampa.

Salva e invia, in questa finestra sono presenti numerose modalità per condivi-
dere il documento con amici e colleghi, lo possiamo inoltre salvare in formato
PDF

Guida, attraverso questa visualizzazione puoi consultare la Guida in linea

2. Ritornate al documento facendo clic sulla scheda Home

Nell’area sottostante la Barra multifunzione è visibile l’Area di inserimento del


testo.

Quest’area è delimitata da due righelli: uno orizzontale e uno verticale, in cui


sono riportate le dimensioni del foglio. Osservando il Righello, noterete che que-
sto è colorato di un colore meno intenso nella parte centrale e più intenso nella
parte esterna, questo perché la parte interna indica le dimensioni del foglio
mentre la parte esterna del righello lo spazio relativo ai margini del foglio stesso.

11
Il margine è lo spazio che va dall’inizio del foglio al punto di inserimento del testo
e può essere modificato a seconda delle esigenze. Lo spazio relativo al margine
di sinistra si chiama Area di selezione, in quanto facendo un clic in questa area
automaticamente viene selezionata tutta la riga scritta alla sua destra.

Limiti del testo

Cursore
Righello
Area di immissione testo Orizzontale

Righello
Verticale

Area di selezione

1.6.2 - Utilizzare la Guida in linea


Word mette a disposizione un sistema di “ricerca naturale”, che facilita il recu-
pero delle informazioni all’interno del manuale elettronico del programma.

Cliccando sulla voce Guida di Word si può scegliere l’argomento dal sommario
iniziale, oppure digitando la domanda nell’apposita casella di ricerca.

1. Fate clic sulla voce Guida


2. Fate clic sul punto di domana
3. Digitare la domanda: Stampare il documento nell’apposita casella a de-
stra
4. Fate ora clic sul pulsante Cerca

12
Cerca

La Guida in linea mostrerà i risultati della sua ricerca in un’apposita pagina dei
risultati. Questi sono tutti collegamenti ipertestuali ad altrettante pagine della
Guida di Word 2010 ed eventualmente anche al sito Office Online se siete con-
nessi a Internet.

13
La struttura della Guida di Word 2010 è ipertestuale, vi capiterà di trovare di
tanto in tanto un collegamento che vi farà raggiungere approfondimenti oppure
argomenti collegati. Una delle caratteristiche della Guida è la capacità di fornire
approfondimenti anche su Internet, sul sito http://office.microsoft.com, dove
è possibile trovare utili suggerimenti ed esempi, relativi al contesto della ricerca
di aiuto. La Guida è studiata per rilevare automaticamente se è disponibile una
connessione a Internet, permette quindi di estendere la ricerca agli argomenti
pubblicati sul sito Web, oppure in assenza di connessione soltanto alle informa-
zioni presenti sul PC.

1.6.3 - Creare un nuovo documento


Cominciare a lavorare con Word è molto semplice. Come abbiamo visto il pro-
gramma si presenta con un foglio bianco nel quale è possibile cominciare a scri-
vere, senza conoscere i comandi, semplicemente digitando sulla tastiera. Scelto
il punto d’inserimento del testo è sufficiente fare un semplice doppio clic con il
mouse per cominciare a scrivere. Inserito il testo lo possiamo allineare automa-
ticamente a sinistra, al centro, a destra del nostro foglio di lavoro

Muovendo il mouse sul foglio bianco, il puntatore assumerà le seguenti forme:

.Per scrivere in un punto qualsiasi del foglio allineando il testo al

margine di sinistra

. Per allineare il testo al centro del foglio

. Per allineare il testo al margine di destra

14
Sarà sufficiente fare un doppio clic in un qualsiasi punto del foglio e digitare sulla
tastiera, per vedere il testo allinearsi al margine rispettando la forma assunta
dal puntatore.

Quando creiamo un nuovo documento, nella finestra di Word è presente un fo-


glio bianco nel quale lampeggia il cursore, ad indicare che il programma è in at-
tesa che l’utente inserisca il testo. Sarà quindi sufficiente digitare sulla tastiera
per cominciare a lavorare. Alla fine di ogni riga Word provvederà automatica-
mente a riportare il cursore sulla riga successiva, Il tasto di ritorno a capo, il tasto
INVIO, va quindi premuto soltanto per suddividere il testo in paragrafi. Per co-
minciare a lavorare, non c’è la necessità di impostare margini, interlinea, rientri,
a meno che non si vogliano modificare quelli preimpostati.

Con Word è possibile correggere un errore di battitura immediatamente dopo


aver digitato il testo o il carattere errato, utilizzando il tasto
RITCAR. Quando premiamo questo tasto Word cancella l’ul-
timo carattere inserito; il carattere posizionato a sinistra del punto di inseri-
mento.

Se notate un errore in un secondo tempo, potete spostare il punto Canc


di inserimento appena dopo il carattere errato (cliccando con il
mouse nel punto desiderato) e premere RITCAR, oppure posizio-
nando il punto di inserimento a sinistra del carattere errato e premere il tasto
Canc che cancella il carattere immediatamente a destra della posizione cor-
rente.

Per cancellare un’intera parola, posizionare il cursore a destra CTRL


della parola immediatamente dopo l’ultimo carattere tenere
premuto il tasto CRTL mentre premete RITCAR o CANC.

Un altro vantaggio offerto dal computer è di tornare indietro e rimediare ad er-


rori anche gravi. Word tiene nota dello stato del documento su cui si lavora, e
consente di riportarlo ad uno stato precedente (Almeno nella maggior parte dei

15
casi). Se vi accorgete di aver sbagliato un’operazione potete semplicemente fare
clic sul pulsante Annulla presente nella Barra di accesso rapido.

Lavoriamo ora insieme al computer!

1. Inserire nell’area di immissione testo

(premere il tasto INVIO presente sulla tastiera alla fine di


ciascuna riga)

Roma
Milano
Napoli
Bergamo
Firenze
Domodossola
Taranto
Catania
Belluno

1.6.4 - Modifica dell’aspetto del testo inserito


Il formato di una pagina, di un paragrafo di una parola determina l’efficacia di
un documento, consente di attirare l’attenzione di un lettore sulle informazioni
rilevanti.

1.6.4.1 - Modifica del testo


L’inserimento del testo in un documento molto spesso non è sufficiente per ot-
tenere un buon lavoro. Generalmente un file creato con Word è il risultato della

16
combinazione tra l’inserimento, la modifica e la formattazione del testo, delle
immagini, delle tabelle e degli oggetti inseriti.

1.6.4.1.1 - Selezione del testo


Prima di dare un qualsiasi comando a Word che riguardi operazioni da effettuare
su porzioni di testo, è necessario evidenziare la porzione il carattere, la parola,
il paragrafo sul quale vogliamo agisca il comando. Possiamo quindi eseguire le
operazioni di modifica del testo inserito solo selezionando preventivamente il
testo su cui il comando dovrà intervenire. In caso contrario il comando che an-
dremo a dare agirà sul testo che andremo ad inserire dove lì dove presente il
cursore quando diamo il comando.

Esistono molti modi per selezionare il testo; generalmente si utilizza il mouse o


la tastiera per:

Selezionare una parola o un singolo elemento: doppio clic sulla parola o


sull’elemento

Una riga: si posiziona il punto di inserimento ad inizio riga e tenendo premuto


il tasto destro del mouse di trascina fino a fine riga

Un paragrafo: tre volte clic all’interno del paragrafo

Paragrafi non vicini: si seleziona il primo paragrafo e tenendo premuto il tasto


della tastiera CTRL si selezionano gli altri

Intero documento: si sposta il puntatore del mouse sulla Barra di selezione (il
bordo più chiaro che troviamo prima del margine sinistro
del documento). Quando il cursore assume la forma di una
freccia bianca si fa rapidamente un triplo clic.

In alternativa, per selezionare l’intero documento, possiamo utilizzare il pul-


sante Seleziona presente nel gruppo pulsanti Modifica della scheda Home, sce-
gliendo la voce Seleziona tutto

17
1.6.4.1.2 - Conversione in maiuscolo dei caratteri
Per trasformare tutti i caratteri dei paragrafi del nostro file, dobbiamo prima di
tutto mettere in evidenza la porzione di testo sulla quale vogliamo apportare le
modifiche (nel nostro caso tutti i paragrafi).

1. Nella scheda HOME fate clic con il mouse sul pulsante Seleziona, Word
visualizzerà un piccolo menù a discesa
2. Scegliete la voce Seleziona tutto

Il testo inserito verrà visualizzato in bianco su di uno sfondo nero. Trasformiamo


ora in maiuscolo tutti i caratteri dei nostri paragrafi

3. Fate clic con il mouse sul pulsante Aa presente nel gruppo dei co-
mandi Carattere nella scheda HOME

si aprirà un piccolo menù a tendina con alcune voci relative a combinazioni co-
muni di caratteri in maiuscolo e minuscolo:

4. Clic ora sulla voce TUTTO MAUISCOLE

Word ha trasformato in maiuscolo tutti caratteri dei paragrafi che avevamo in-
serito in precedenza

Notate il testo: è rimasto evidenziato!

18
5. Fate clic con il mouse in un’area vuota del foglio per ripristinare la
visualizzazione dei paragrafi.

1.6.5 - Formattazione dei paragrafi


Un paragrafo è una porzione di testo continuo che si distende in orizzontale
nello spazio disponibile, andando a capo in modo automatico quando raggiunge
la fine dello spazio. Ogni qualvolta premiamo il tasto Invio dopo una parola, una
tabella, un grafico un’immagine creiamo un paragrafo. Il componente fonda-
mentale di un paragrafo è il segno di paragrafo che Word inserisce alla
fine dello stesso infatti è in esso che sono contenute tutte le informazioni che
riguardano la formattazione di paragrafo quali l’allineamento, lo stile e i rientri.

1.6.5.1 - Allineare i paragrafi di un documento


Creando un testo, in modo particolare se di grosse dimensioni, si è più volte co-
stretti a posizionare e riposizionare nel foglio testo, immagini e altri elementi
tipo tabelle e grafici.

19
Word offre quattro comandi che permettono l’allineamento nel documento dei
paragrafi e degli elementi, questi comandi, presenti nella scheda Home nel
gruppo pulsanti denominato Paragrafo sono:

1. Allinea s sinistra
2. Allinea al centro
3. Allinea a destra
4. Giustifica

Per applicare al testo una impostazione di allineamento è sufficiente fare clic nel
paragrafo sul quale dovrà agire il comando e successivamente clic sul pulsante
relativo al comando scelto presente nella scheda Home. Il testo si allineerà im-
mediatamente nella pagina adattandosi alla richiesta.

Volendo allineare al centro tutti i paragrafi del nostro documento dobbiamo evi-
denziare la porzione di testo sulla quale andremo a lavorare (anche in questo
nostro caso come nel precedente tutti i paragrafi)

1. Fate clic sul pulsante Seleziona (scheda HOME)


2. Scegliete dal piccolo menù a discesa la voce Seleziona tutto.

I paragrafi verranno nuovamente evidenziati con uno sfondo di colore più scuro.
I nostri comandi agiranno da questo momento in poi sui paragrafi messi in evi-
denza.

3. Clic ora con il mouse sul pulsante Centra presente nel gruppo dei co-
mandi Paragrafo nella Scheda Home

20
4. Fate clic con il pulsante del mouse in un’area vuota del foglio. I paragrafi
sono ora allineati al centro

5. Ripetere i passaggi per allineare i paragrafi al margine destro


6. Allineateli ora al margine sinistro.

Nel gruppo di comandi Paragrafoè presente un quarto pulsante. Il pulsante Giu-


stifica

Questo pulsante consente l’allineamento


del testo sia a sinistra che a destra aggiun-
gendo se necessario uno spazio maggiore
tra le parole. Il testo viene distribuito uni-
formemente sia a sinistra che a destra.

21
1.6.6 - Modificare la posizione dei paragrafi nel documento

1.6.6.1 - I pulsanti Copia Taglia e Incolla


Copiare o spostare una porzione di testo, un elemento grafico, una immagine,
una tabella ecc. è una operazione molto frequente quando si scrive un docu-
mento, specialmente se è di grosse dimensioni. Per effettuare una copia un te-
sto, di un paragrafo, di un qualsiasi elemento del no-
stro documento, dobbiamo prima di ogni cosa evi-
denziare ciò che vogliamo duplicare successiva-
mente fare clic con il mouse sul pulsante di comando
Copia presente nel gruppo Appunti della scheda
Home.

Copiare vuol dire eseguire una copia del testo selezionato ed inserirlo in una
posizione diversa lasciando inalterato l'originale. Tagliare il testo invece con-
sente di rimuovere la parte di testo selezionato da una posizione ed inserirlo in
una posizione diversa.

È possibile trascinare la parte di testo selezionato per spostarlo in modo rapido


all'interno del documento stesso. Per trascinare una parte di testo è sufficiente
selezionare l'elemento testuale che si desidera spostare, tenere premuto il pul-
sante del mouse mentre lo si trascina e quindi rilasciare il testo selezionato nella
nuova posizione.

1.6.6.1.1 - Il pulsante Taglia


Vediamo in pratica, come utilizzare questi comandi, cominciamo con il comando
Taglia.

Nel file che stiamo creando modifichiamo la posizione di alcune città presenti
nell’elenco, cominciamo spostando ad inizio documento la scritta Belluno

1. Portare il puntatore del mouse sulla scritta Belluno

22
2. Fate velocemente un doppio clic in modo da
evidenziare il paragrafo
3. Fate clic sul pulsante Taglia presente nel
gruppo pulsanti Appunti della scheda Home

(il pulsante diventa attivo quando è selezionata una por-


zione di testo del documento sul quale stiamo lavorando)

Notate!!! La scritta Belluno è scomparsa (Word l’ha me-


morizzata negli appunti)

4. Indicare ora il punto di 4


inserimento, fate clic
con il mouse immedia-
tamente a sinistra del
primo paragrafo
quello con la scritta
Roma

5. Fate ora clic sul pulsante Incolla presente nel


gruppo pulsanti Appunti della scheda Home

23
1.6.6.1.2 - Il pulsante Copia
Come già accennato, a differenza del pulsante Taglia, che consente lo sposta-
mento del testo selezionato, il pulsante Copia consente di duplicare in posizioni
diverse nel documento, parti di testo.

1. Selezionatela scritta Milano


2. Fate clic c sul pulsante Copia presente nel
gruppo pulsanti Appunti della scheda Home (il
pulsante diventa attivo quando è selezionata
una porzione di testo del documento sulla
quale vogliamo lavorare)
3. Indicare ora il punto di inserimento facendo clic
con il mouse a sinistra della scritta Catania
4. Fate clic sul pulsante Incolla presente nel
gruppo pulsanti Appunti della scheda Home

24
1.6.7 - La formattazione nelle opera-
zioni di copia

1.6.7.1 - Pulsante opzioni incolla


Credo ve ne siate già accorti, quando incolliamo del testo, alla fine della sele-
zione compare una piccola icona: il pulsante Opzioni pulsante incolla.

Questo pulsante mette a disposizione i comandi per un mag-


giore controllo della formattazione del testo incollato.

Dopo aver incollato il testo facendo clic sul pulsante vediamo apparire un piccolo
menù a tendina nel quale sono presenti 3 icone:

Mantieni formattazione originale Unisci formattazione

Immagine Mantieni solo il testo

Mantieni formattazione originale: incolla il testo nel documento così come è


lasciando inalterata la formattazione che aveva in origine

Unisci formattazione: incolla il testo nel documento modificando la formatta-


zione in modo che si adegui alle caratteristiche del paragrafo nel quale si sta
incollando.

25
Mantieni solo il testo: incolla solo il testo eliminando eventuali immagini, strut-
ture in tabelle e collegamenti ipertestuali

Selezionando il pulsante Immagine Word incolla


l’elemento senza le impostazioni di disposizione
dell’elemento nel testo.

Questi comandi sono inoltre presenti nel piccolo


menù a tendina che compare facendo clic sulla
parte inferiore del pulsante Incolla posizionato
nella scheda Home nel gruppo comandi Appunti

1.6.7.2 - Annullare Ripetere o Ripristinare un’azione


Se vi sbagliate e volete annullare l’ultimo comando
dato prima di ripetere il passaggio fate clic con il
mouse sul pulsante Annulla presente all’interno della
Barra di accesso rapido. È possibile annullare le ultime 100 azioni eseguite

Posizionato a destra del pulsante Annulla nella Barra di accesso rapido è pre-
sente il pulsante Ripeti. Facendo clic su questo pulsante possiamo ripetere l'ul-
tima azione eseguita per il numero di volte desiderato.

Quando annulliamo un comando o una sequenza di co-


mandi il pulsante Ripeti assume un aspetto speculare a quello del pulsante An-
nulla questo perché facendo clic su di esso è possibile Ripristinare il comando
appena annullato

1.6.8 - Formattazione dei caratteri


Nella scheda Home è presente il gruppo pulsanti Carattere attraverso il quale è
possibile effettuare interventi di modifica e formattazione sui caratteri presenti
in un documento.

26
Utilizzare questi pulsanti è molto semplice funzionano come normali interrut-
tori: si clicca sul pulsante per indicare a Word il tipo di formattazione di cui ab-
biamo bisogno, ad esempio il grassetto, si comincia a digitare una parola o un’in-
tera frase e si clicca nuovamente sul pulsante per interrompere e tornare a scri-
vere senza il grassetto.

Continuiamo a lavorare al nostro file

1.6.8.1 - Modificare il colore del carattere


Coloriamo di rosso in modo alternato i caratteri dei paragrafi

Prima di iniziare è indispensabile indicare a Word la porzione di testo sulla


quale vogliamo apportare le modifiche Il programma non può sapere a priori
se vogliamo modificare tutti i paragrafi del documento, un paragrafo, parti di
paragrafo o solo una parola è quindi fondamentale prima qualsiasi altra opera-
zione Selezionate la parte di testo sulla quale operare.

Per Evidenziare in modo alternato i paragrafi:

1. Selezionate con un doppio clic veloce il primo


paragrafo

2. Tenendo premuto il tasto CTRL presente sulla


tastiera fate di nuovo doppio clic veloce sul
terzo paragrafo poi sul quinto poi nuovo sul
settimo e ancora sul nono.

Avremo i paragrafi evidenziati in questo modo

27
3. Dal Gruppo pulsanti Carattere fate clic sul pulsante Colore carattere
4. Dalla tavolozza dei colori disponibili messi a disposizione da Word
Scegliete Rosso.

5. Ripetere i passaggi per colo-


rare di verde gli altri paragrafi

1.6.8.2 - Modificare la dimensione dei caratteri


Word ci consente di aumentare o ridurre rapidamente le dimensioni dei carat-
teri dei paragrafi che abbiamo inserito nel nostro documento.

Per modificare le dimensioni dei caratteri è necessario evidenziare la porzione


di testo sulla quale vogliamo operare e successivamente dalla Scheda Home
gruppo pulsanti Carattere fate clic con il mouse sulla casella Dimensione Carat-
tere. Si aprirà un menù a
discesa nel quale è pre-
sente un elenco di numeri
in ordine crescente più
alto è il numero più grande
sarà il carattere del testo
selezionato. Passando il mouse sui numeri vedrete modificarsi in tempo reale il
testo selezionato.

1. Selezionate in modo alternato i caratteri


2. Dalla scheda Home gruppo pulsanti Carattere fate clic sulla casella
Dimensione Carattere e Scegliete 9
3. Selezionate ora gli altri paragrafi ripetete i passaggi per Scegliete 10
come dimensione dei caratteri

28
1.6.8.3 - Scelta del tipo di carattere
La casella a sinistra di quella relativa alla dimensione dei caratteri consente di
Scegliete tra i tantissimi in elenco, il tipo di carattere da adottare per il nostro
documento. Anche questo comando agisce solo sulla porzione di testo selezio-
nata.

1. Selezionate nuovamente il primo, terzo quinto, settimo paragrafo


2. Fate clic sulla casella Tipo di carattere
3. Scorrete ora le voci in elenco Notate!!! il testo evidenziato si sta adat-
tando al tipo di carattere presente nella lista sul quale è posizionato il
nostro mouse.
4. Scegliete Agency FB
5. Selezionate di nuovo per evidenziare gli altri paragrafi e scegliete Ta-
homa

Un secondo modo per modificare le impostazioni relative ai caratteri del docu-


mento è utilizzando la finestra di dialogo Carattere. È una finestra nella quale
sono presenti molti comandi per la personalizzazione del carattere del do-
cumento. Come vedremo fra pochissimo si richiama questa finestra fa-
cendo clic sul pulsante di visualizzazione finestra di dialogo presente nel
gruppo comandi Carattere della scheda Home.

29
1.6.8.3.1 - Attributi ed effetti testo
Per richiamare attributi o gli effetti testo, si seleziona il testo o in alternativa si
posiziona il cursore sulla parola, e si clicca sul relativo pulsante presente nel
gruppo Carattere della scheda Home.
b c
Nel gruppo pulsanti Carattere oltre ai pulsanti per la a
scelta e la dimensione del carattere, sono presenti pul-
santi che consentono di applicare al testo attributi di for-
mattazione:

a. Grassetto
b. Corsivo
c. Sottolineato

Il pulsante sottolineato offre la possibilità di scegliere il tipo


di sottolineatura da applicare al testo evidenziato. Posizio-
nato a destra del pulsante troviamo una piccola freccia che
apre un piccolo menù a discesa con un elenco di stili e colori
sottolineatura disponibili.

Inoltre nel gruppo Carattere troviamo i pulsanti:

d. Barrato f
d e
e. Apice
f. Pedice

Apice e Pedice facilitano l’inserimento delle formule


consentendo la scrittura del carattere al di sopra
(apice) o al di sotto (pedice)del rigo di base.

30
1.6.8.3.2 - Effetti Testo
Questo pulsante è posizionato alla destra del pulsante
Apice. Fornisce un elenco di scelte per attribuire un effetto
visivo al testo selezionato, come ad esempio un’ombreg-
giatura, un riflesso oppure un alone.

1.6.8.3.3 - Evidenziatore testo


Si evidenzia una parte di testo per richiamare l’atten-
zione di chi legge su di una parte di particolare impor-
tanza nel documento. Possono essere necessari più co-
lori per evidenziare porzioni di testo, ad esempio
quando si revisiona un documento, si possono sce-
gliere colori diversi per indicare elementi diversi da ri-
controllare.

1.6.8.3.4 - Colore carattere


Un altro degli attributi del carattere è il colore. La scelta del colore del carattere
all’interno del documento è segno di eleganza e stile.

Per applicare il colore al testo selezionato si fa un clic sulla


freccia posizionata a destra del pulsante Colore carattere
Word aprirà un menù a tendina nel quale è presente una
tavolozza di colori. È possibile scegliere il colore da asso-
ciare al testo con un semplice clic del mouse. Scorrendo
con il cursore sui colori presenti nell’elenco, vedrete il te-
sto selezionato colorarsi di volta in volta, assumendo il co-
lore dell’esempio sul quale è posizionato il puntatore del
mouse.

31
Dopo aver applicato il colore ad una parte di testo, il pulsante Colore carattere
mantiene il colore selezionato per tutta la sessione di lavoro o fino a quando
non si sceglie un altro colore per un’altra parte di testo.

1.6.8.3.5 - Cancella formattazione


Abbiamo visto come aggiungere formattazione al testo. In alcuni
casi però è utile cancellare gli attributi di formattazione del testo
selezionato. Nel gruppo pulsanti Carattere è presente il pulsante
Cancella formattazione un cli su questo pulsante e Word ri-
muove al testo selezionato l’intera formattazione.

Tutti i comandi per la formattazione e la gestione degli attributi dei caratteri


sono raggruppati nella finestra di dialogo Carattere visibile facendo doppio clic
con il mouse sul pulsante di selezione del gruppo pulsanti Carattere

Pulsante di selezione

1.6.8.4 - Copia formato


Il pulsante Copia formato consente di copiare la formatta-
zione di un testo e di alcuni elementi grafici di base come
ad esempio i bordi e i riempimenti. Il comando è disponi-
bile nel gruppo comandi Appunti nella scheda Home, è il
pulsante raffigurato da un piccolo pennello.

Esercitiamoci insieme con la formattazione dei caratteri lavorando al nostro


documento

32
1. Fate clic con il mouse sul quadra-
tino in basso a destra del gruppo
pulsanti Carattere
2. Si aprirà la finestra di dialogo Carattere nella quale sono presenti due
schede la scheda Tipo e la scheda Spaziatura e posizione

Nella prima scheda denominata Carattere sono riportate tre caselle di riepilogo
per la scelta del Tipo di carattere dello Stile carattere, della Dimensione e del
colore, comandi che troviamo anche nel gruppo pulsanti carattere.
Ci sono però alcune le voci elencate nel gruppo Effetti che non sono fruibili se
non attraverso questa finestra di dialogo. Ad esempio:

Ombreggiatura
Riflesso
Alone
Contorni Sfumati
Formato 3D

3. Fate clic sul pulsante Annulla


per chiudere la finestra di dia-
logo Carattere
4. Selezionate tutti i paragrafi
5. Richiamare la finestra di dialogo Carattere

Provate ora Selezionate uno alla volta gli effetti Ombreggiatura- Riflesso - Alone
- Contorni Sfumati e Formato 3D e vedete come si modificano i caratteri dei
paragrafi del nostro documento. (Dovete necessariamente richiamare più volte
la finestra di dialogo e deselezionate la scelta fatta in precedenza prima di fare
la nuova).

33
La seconda scheda della finestra Carat-
tere denominata Avanzate permette di
ridimensionare il testo selezionato, rego-
lare la spaziatura tra i caratteri e riposi-
zionare il testo.
Vediamo in dettaglio le voci presenti in
questa scheda:

- Proporzioni permette di ingrandire


o ridurre la dimensione orizzontale
dei caratteri impostando una per-
centuale che vada 1% a 600%. Il testo normalecorrispondeal100%
- Spaziatura permette di espandere o condensare lo spazio tra i caratteri
- Posizione permette di alzare o abbassare il testo selezionato rispetto
la linea di base
- Crenatura caratteri regola in automatico la quantità di spazio fra de-
terminate coppie di lettere per dare l’impressione di una spaziatura
uniforme.

Continuiamo a lavorare insieme

1. Selezionate tutti i paragrafi


2. Dalla finestra di dialogo Carattere scegliete la scheda Avanzate
3. Nella casella Spaziatura scegliete facendo clic sul pulsantino con in trian-
golo con il vertice rivolto verso il basso Espansa e nella casella di: inserite
3pt
4. Fate clic sul pulsante OK
5. Riaprite la finestra Carattere di nuovo scheda Avanzate e inserite 150%
nella casella Proporzione
6. Fate clic sul pulsante OK

34
1.6.9 - Salvare il documento
Per non perdere tutto il lavoro fatto fino a questo momento è necessario met-
terlo in salvo. Salvare un documento vuol dire trasferire lo stesso, facendone
una copia, dalla memoria di lavoro del Computer (la RAM) su di un dispositivo di
memorizzazione di massa (la chiavetta USB o il disco rigido).

1. Fate clic sulla scheda File

Nel pannello di sinistra della Visualizzazione Backstage,


sono presenti due voci che permettono il salvataggio dei file:
Salva e Salva con nome

2. Fate ora clic sulla voce Salva con nome

Word aprirà l’omonima finestra di dialogo che consente di


salvare un nuovo documento.

Possiamo inoltre utilizzare il comando Salva con nome per


salvare un documento esistente al quale si sono apportate delle modifiche; as-
segnando ad esso un nuovo nome si conserva la copia originale inalterata sul
disco. Salva con nome permette di salvare un documento esistente cambian-
done la posizione sul disco.

Utilizziamo la voce Salva quando vogliamo salvare un documento creato in pre-


cedenza al quale abbiamo semplicemente apportato modifiche.

Si può salvare velocemente un documento è facendo clic sul pulsante presente


nella Barra di accesso rapido quello con raffigurato un dischetto.

Facendo clic su questo pulsante se il documento viene salvato per la prima volta,
Word aprirà la finestra di dialogo Salva con nome, se invece è un documento già

35
salvato in precedenza al quale abbiamo apportato modifiche, Word effettuerà il
salvataggio senza aprire alcuna finestra di dialogo.

1.6.10 - Stampare un documento


Il comando per gestire le opzioni di stampa è presente nella Visualizzazione
Backstage. Facendo clic sulla voce Stampa, Word visualizzerà nel pannello cen-
trale tutte le funzionalità per la stampa del documento e sulla sinistra la sua An-
teprima di stampa.

36
È molto semplice preparare il foglio per la stampa, nell’area impostazioni sono
disponibili i comandi per:

a. Dare l’avvio alla stampa


b. Indicare il numero di copie
c. Scegliete la stampante
d. Impostare le pagine da stampare
e. Stampare su di una sola facciata o a b
Fate una stampa fronte retro
f. Fascicolare le copie: nel caso di più c
copie del documento Word stampa
tutto il documento prima di pas-
d
sare alla copia successiva
g. Impostare l’orientamento del fo- e
glio
h. Gestire le dimensioni del foglio
i. Gestire i margini
j. Definire quante pagine stampare
su ogni foglio, opzione utile f
quando si prepara documenta- g
zione per eventi. 6
i
h
7

1.6.11 - Chiudere un documento j


Per chiudere un documento di Word si uti-
lizza Il comando Chiudi presente nella scheda File.

37
Prima di chiudere, è necessario salvare il docu-
mento sul quale stiamo lavorando, in questo modo
possiamo uscire dal programma senza perdere il
lavoro fatto. Salvando il documento, quest’ultimo
viene archiviato come file nel computer sarà quindi
possibile riaprirlo successivamente, per modifi-
carlo e/o eventualmente stamparlo. Facendo clic
sul pulsante Chiudi, se non è stato già fatto in precedenza, Word chiederà con-
ferma sul salvataggio del documento attraverso una piccola finestra di dialogo.

Scegliendo Si presente nella finestra di dialogo, se il file non è stato mai salvato
verrà aperta la finestra di dialogo Salva con nome. Chiuso il file, a meno che non
ci siano altri file di word aperti sul desktop, Word presenterà una schermata
dove è attiva solo la scheda File attraverso la quale è possibile creare nuovi file
o aprirne di esistenti.

1.6.12 - Uscire dall’elaboratore di testi


Il pulsante per uscire da Word per chiudere quindi definitivamente l’applica-
zione e tornare al sistema operativo, è presente nella Visualizzazione Backstage
(Scheda File).

Come per il pulsante Chiudi prima di uscire da Word, è necessario salvare il do-
cumento o i documenti sui quali stiamo lavorando. In ogni caso, Word chiederà
di salvare i documenti attraverso una piccola finestra di dialogo. Quindi chiudere
il documento e uscire da Word.
38
1.6.13 - Aprire un file esistente
A meno che non si creino sempre documenti brevi, come lettere e promemoria,
spesso è necessario continuare a lavorare su un documento iniziato in una ses-
sione precedente ma non finito. Per
riprendere un lavoro è sufficiente
aprire un documento salvato, ag-
giungervi ulteriore testo quindi sal-
vare nuovamente.

1. Per riaprire un documento


già esistente si richiama la
visualizzazione Backstage
facendo un clic con il mouse
sulla scheda File
3. Dalla Visualizzazione Backstage si clicca sulla voce Apri
4. Clicca sulla voce Sfoglia

39
Word aprirà l’omonima finestra di dialogo nella quale è possibile indicare il disco
e la cartella nella quale è presente e il file da aprire.

5. Per confermare la scelta e aprire il file si dovrà poi Fate clic su Apri.

1.6.13BIS – Creare una nuova cartella


Creiamo adesso una nuova cartella dove mettere i no-
stri file:

1. Sul Desktop clicca tasto destro del mouse


2. Vai sulla voce Nuovo, poi Cartella
3. Chiama la cartella ESERCIZI

Esercizio 1

1. Aprire il file MONTI E CITTÀ presente nella car-


tella Base Word sul desktop
2. Mettere in grassetto tutti i nomi delle città.
3. Colora di arancio il terzo e il settimo paragrafo
4. Colora di azzurro il quarto e il sesto paragrafo
5. Metti tutti i nomi in maiuscolo.
6. Inserisci una riga vuota tra i monti e le città.
7. Metti i nomi delle città prima dei nomi dei monti.
8. Salvare e assegnare nome Monti e Città modificato al documento sul
desktop nella cartella Esercizi.
40
9. Stampare
10. Chiudere il file

Esercizio2

1. Aprire il file TORTE E GELATI presente nella cartella Base Word presente
sul Desktop
2. Mettere in grassetto tutti i nomi dei gelati.
3. Metti tutti i nomi in maiuscolo.
4. Colora di verde il terzo e il settimo paragrafo
5. Colora di blu il quarto e il sesto paragrafo
6. Inserisci una riga vuota tra i gelati e le torte.
7. Metti i nomi delle torte prima dei nomi dei gelati.
8. Salvare assegnare nome Torte e Gelati modificato al documento sul de-
sktop nella cartella Esercizi.
9. Stampare
10. Chiudere il file

Esercizio 3

1. Aprire il file VERBI E AGGETTIVI presente nella cartella Base Word pre-
sente sul Desktop
2. Mettere in grassetto tutti i nomi dei verbi
3. Colora di rosso il terzo e il settimo paragrafo
4. Colora di viola il quarto e il sesto paragrafo
5. Metti tutti i nomi in maiuscolo
6. Inserisci una riga vuota tra i verbi e gli aggettivi
7. Metti i nomi degli aggettivi prima dei nomi dei verbi
8. Salvare assegnare nome Verbi e aggettivi modificato al documento sul
desktop nella cartella Esercizi
9. Stampare
10. Chiudere il file

41
1.6.14 - Creare un nuovo file
Creare un nuovo file con Word è semplicissimo, è sufficiente aprire un nuovo
documento vuoto e iniziare a digitare il testo.

1. Fate clic sulla scheda File (visualizzazione Backstage)


2. Fate clic sulla voce Nuovo
3. Fate doppio clic Documento Nuovo

Inserire nell’Area di immissione del testo:

Alla: MESOZ& C.

Da: (inserire il vostro nome)

Data: (inserire la data odierna)

Il mio programma

Premere il Tasto TAB dopo ogni segno di due punti e INVIO

42
Alla fine di ciascuna riga.
Invio
Premere nuovamente INVIO per aggiungere una riga
Vuota.

La riga rossa sotto il nome MOSOZ& C. indica una parola che il controllo ortogra-
fico automatico non riconosce. Il controllo automatico degli errori, rileva gli er-
rori e consente una correzione istantanea. Quando notate che Word ha eviden-
ziato con una linea rossa ondulata una parola sospetta, dovete digitare o modi-
ficare tale parola, oppure farvi clic con il tasto destro del mouse; in questo caso
compare un menù di scelta rapida che mostra i suggerimenti per la correzione,
oltre alle opzioni per ignorare la parola ritenuta errata o aggiungerla nel dizio-
nario. Nel caso del nome di una Società come MESOZ& C. lo si può aggiungere al
dizionario in modo che non venga più considerato errato.

5. Continuare il Promemoria digitando quanto segue:

La prossima settimana, da lunedì a venerdì sarò fuori sede, poiché parteciperò


ad una conferenza su come ottenere la massima produttività nel proprio la-
voro.

Ricordate di premere INVIO soltanto alla fine del paragrafo quindi premetelo an-
cora per saltare una riga e

6. Digitare l’ultimo paragrafo

Vi prego di rivolgervi, per eventuali problemi urgenti insoluti in questo pe-


riodo, al mio assistente, Bianchi Stefano. Controllerò, in ogni caso ogni giorno,
la mia casella di posta elettronica, potrete inviarmi ogni giorno dei messaggi
per questioni meno urgenti

43
1.6.15 - Inserire simboli e caratteri speciali in un documento
Possiamo inserire nel documento un carattere speciale non presente sulla ta-

stiera come ad esempio il simbolo di marchio registrato ®, il simbolo di copy-


right ©, possiamo:
a. Fare clic con il mouse nel punto dove vogliamo inserire il carattere spe-
ciale
b. Dalla scheda Inserisci cliccare sul pulsante Simbolo presente nel gruppo
Simboli
c. Dal successivo menù a tendina fate clic sulla voce Altri simboli (questo
chiaramente nel caso in cui il simbolo che cerchiamo non sia presente tra
quelli usati recentemente)

Si aprirà una finestra di dialogo nella quale sarà possibile Scegliete il carattere
speciale da inserire.

d. Fare clic sul carattere da inserire


e. Fare clic sul pulsante Inserisci

44
1. Inserire il simbolo TM a destra del nome MESOZ
2. Salvare il documento assegnando il nome Promemoria sul
Desktop nella cartella Esercizi posizionata nella cartella con
la Base informativa.
3. Stampare il documento e consegnarlo all’istruttore.
4. Chiudere il file.

45
1.6.16 - Formattazione dei contenuti di un paragrafo
Quando inseriamo del testo e premiamo il tasto invio creiamo quello che in word
è considerato un paragrafo. Anche
utenti esperti di Word possono non sa-
pere che la formattazione applicata dal
programma è basata sui paragrafi.
Word considera paragrafo tutto il testo
compreso fra due segni di paragrafo
compreso il segno di paragrafo finale ed escluso quello iniziale. Per visualizzare
i segni di paragrafo di un documento bisogna fare clic sul pulsante Mostra tutto
presente nella scheda Home gruppo comandi Paragrafo.

Le formattazioni vengono applicate al paragrafo e sono memorizzate nei segni


di paragrafo; questo consente a Word di applicare la stessa formattazione, al
testo che inseriamo all’interno di un paragrafo esistente o che stiamo creando e
ai nuovi paragrafi che creiamo premendo il tasto Invio. Infatti premendo il tasto
Invio il nuovo paragrafo erediterà le impostazioni scelte (tipo colore e dimen-
sione del carattere, allineamento ecc..) per il paragrafo precedente.

1. Creare un nuovo file


2. Visualizzare i segni di paragrafo

3. Inserire nell’area di immissione testo:

L’elaboratore di testi

Una delle più importanti regole pratiche, nell’utilizzo di un elaboratore di testi,


è che non si dovrebbe mai fare qualcosa che non può essere fatto dal computer.
In questo modo non solo ci si semplifica la vita, ma si ottengono risultati migliori
per quanto riguarda l’uniformità dei vari elementi.

Ogni volta che vi accorgete di ripetere sempre la stessa operazione mentre la-
vorate al computer, soprattutto se ciò accade in situazioni simili, cercate una
46
scorciatoia o un modo per ottenere il risultato automaticamente. I computer, al
contrario delle persone, amano ripetere automaticamente le stesse cose tante
volte.

Per ogni nuovo documento viene impostato come default il tipo di carattere
scelto. Con la dimensione specificata.

Naturalmente è sempre possibile cambiare il tipo di carattere per l’intero docu-


mento o su di una parte dello stesso.

Aggiungere un nuovo paragrafo con il testo: Data documento:

1.6.16.1 - Aggiungere una data al documento


Vogliamo ora aggiungere la data del
giorno dopo i due punti. Per inserire la
data ed eventualmente l’ora corrente è
sufficiente posizionare il cursore dopo i
due punti facendo semplicemente clic e dalla scheda Inserisci Scegliete il pul-
sante Data e ora presente nel gruppo di comandi Testo

Si aprirà una finestra di dialogo nella quale sarà possibile:

a. Scegliere il formato della


data da inserire
b. Aggiornare la data ogni
volta che verrà aperto il
documento spuntando la
casella di controllo Ag-
giorna automaticamente

47
7. Aggiungere la data odierna al paragrafo con la scritta Data docu-
mento ricordatevi di lasciare uno spazio vuoto dopo i due punti
8. Scegliete un formato a piacere
9. Spuntare la casella Aggiorna automaticamente
10. Fate clic sul pulsante OK
11. Centrare il titolo
12. Mettere il titolo in grassetto e sottolineato
13. Aumentare a 16 le dimensioni del carattere del titolo
14. Giustificare il margine destro di tutti i paragrafi del documento

1.6.17 - Rientri e spaziatura nei paragrafi

1.6.17.1 - Rientri di prima riga

1.6.17.1.1 - Creazione di rientri di Prima riga e rientro Sporgente


Per movimentare un documento si fa cominciare la prima riga di ogni paragrafo
leggermente rientrata rispetto al margine di sinistra. Questa formattazione è
spesso usata nella scrittura di lettere commerciali in stile semi-blocco.

Lavoriamo sul nostro documento: Rientriamo ora di 1,5 cm la prima


riga del secondo paragrafo

Per rientrare la prima riga del secondo paragrafo è necessario posizionare il cur-
sore nel paragrafo, fate quindi un clic sul secondo paragrafo:

1. Fate clic sul Pulsante di visua-


lizzazione della finestra di dia-
logo presente nel gruppo pul-
santi Paragrafo Come vi ho
precedentemente spiegato, Il
pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo è una piccola
icona presente in alcuni gruppi.

48
Word aprirà la finestra di dialogo Paragrafo

2. Cliccare con il mouse sul pulsante


relativo alla casella Speciale Sce-
gliete Prima riga
3. Nella casella Rientra di immet-
tere 1,5 cm.
4. Fate clic sul pulsante OK

La voce Sporgente inserita nello stesso


elenco della sessione Speciale struttura il
paragrafo in modo tale che, ciò che è scritto
ad inizio paragrafo rimanga in evidenza, così
che tutte le righe di cui è composto il para-
grafo siano rientrate rispetto le battute iniziali

1.6.17.2 - Rientri di paragrafo


I rientri determinano la distanza tra il paragrafo e il margine destro o sinistro.
All'interno dei margini è possibile aumentare o ridurre i rientri di un paragrafo o
di un gruppo di paragrafi questa operazione consente di evidenziare porzioni di
testo, attirando così l’attenzione del lettore, piccole parti di un documento.

49
Nel documento che stiamo creando: Rientriamo di 3 cm il primo paragrafo ri-
spetto il margine di sinistra del nostro documento

1. Fate clic nel paragrafo,


2. Attivate la scheda Layout
3. Nel gruppo comandi Paragrafo si inserisce il valore 3 nella casella A
sinistra della sezione Rientro
4. Rientrare di 2 cm il terzo pa-
ragrafo rispetto il margine di
destra

per rientrare a destra di 2 cm il terzo pa-


ragrafo del nostro documento occorre, fare clic in un punto qualsiasi del terzo
paragrafo, dalla scheda Layout nel gruppo comandi Paragrafo fare poi clic con
il mouse accanto a Rientro A destra ed inserire 2 cm.

Nella scheda Home della Barra multifunzione nel gruppo pulsanti Paragrafo
sono presenti i pulsanti

Riduci rientro consente di diminuire il Riduci rientro


rientro di un paragrafo di 1,25 cm

Aumenta rientro consente di aumen-


tare il rientro di un paragrafo di 1,25
cm
Aumento rientro

50
1.6.17.3 - Interlinea
L’interlinea di un documento è lo spazio verticale che intercorre tra le righe di
testo di un documento. Per impostazione predefinita, alle righe viene applicata
un'interlinea singola, con uno spazio leggermente maggiore dopo ogni para-
grafo.
Marginidel
Margini del documento
documento

Rientri di paragrafo

Word calcola lo spazio per l’interlinea Singola, basandosi sulla dimensione del
carattere più grande della riga, sommando a questa dimensione un piccolo spa-
zio aggiuntivo.

Le altre opzioni messe a disposizione si basano sullo spazio riservato all’interli-


nea Singola; ad esempio l’interlinea 1,5 utilizza uno spazio pari ad una volta e
mezzo lo spazio riservato per l’interlinea Singola; l’interlinea 2,0 avrà uno spazio
doppio rispetto a quello destinato all’interlinea Singola e così via.
51
Modifichiamo ora insieme l’interlinea dell’intero documento
portandola a doppia:

1. Selezionate l’intero documento


2. Fate clic sul pulsante Seleziona (scheda HOME) Scegliete Seleziona
tutto. I paragrafi verranno evidenziati con il colore dei caratteri
bianco su di uno sfondo nero. I nostri comandi agiranno da questo
momento in poi sui paragrafi messi in evidenza.
3. Possiamo modificare e personalizzare lo spazio tra i pa-
ragrafi agendo sul pulsante Interlinea presente nel
gruppo Paragrafo della scheda Home.

Facendo clic sul pulsante Word apre un piccolo menù a discesa nel
quale sono riportate alcune opzioni.

L’opzione 1,0 corrisponde all’interlinea Singola.

4. Dall’elenco a discesa che compare sce-


gliete 2,0

Nell’elenco è presente la voce Opzioni interli-


nea…… il clic con il mouse su questa voce apre la
finestra di dialogo Paragrafo

52
In questa finestra di dialogo, nell’area Spaziatura sono presenti le caselle Inter-
linee e Valore.

Queste due caselle permettono di personalizzare l’interlinea utilizzando specifi-


che opzioni.

1.6.17.3.1 - Opzioni interlinea


Singola Questa opzione consente di impostare l'interlinea in modo che si adegui
al tipo di dimensioni maggiori in una riga, più un piccolo spazio aggiuntivo che
varia a seconda del tipo di carattere utilizzato.

1,5 righe consente di impostare l'interlinea su un valore pari a una volta e


mezza l'interlinea singola.
Doppia consente di impostare un'interlinea doppia rispetto a quella singola.
Minima consente di impostare l'interlinea minima in modo che si adegui al tipo
di carattere o all'elemento grafico di dimensioni maggiori in una riga.
Esatta consente di impostare un'interlinea fissa che non viene modificata au-
tomaticamente.
Multipla consente di aumentare o diminuire l'interlinea rispetto alla spaziatura
singola in base al valore percentuale specificato. Ad esempio, se si imposta il
valore 1,2, l'interlinea aumenterà del 20%.

1.6.17.3.2 - Aggiungere spazi prima e dopo i paragrafi


Per rendere il documento più professionale Word ci offre la possibilità di modi-
ficare lo spazio al di sopra e al di sotto i paragrafi. Per impostazione predefi-
nita, la spaziatura viene aumentata leggermente, rispetto l’interlinea impo-
stata, quando chiudiamo un paragrafo premendo il tasto Invio. Possiamo per-
sonalizzare, aumentando, questo spazio prima di uno o tutti i paragrafi del no-
stro documento. Aumentando lo spazio possiamo evitare di separare i para-
grafi inserendo una riga o più righe vuote.

Possiamo personalizzare, aumentando o diminuendo, questo spazio sia prima


che dopo uno o tutti i paragrafi del nostro documento.

53
Selezionate i paragrafi prima o dopo dei quali si desidera modificare la spazia-
tura.

Nel gruppo Paragrafo della Scheda Layout Fate clic su una freccia accanto a Spa-
ziatura Prima o Spaziatura Dopo, quindi immettere il valore corrispondente alla
quantità di spazio desiderato.

Il valore da specificare nelle caselle Prima o Dopo va specificato in Punti. 72


Punti equivalgono ad 1 Pollice

che corrisponde a 2,54 cm. Potete provare a digitare un’altra unità di misura ad
esempio in cm il valore sarà convertito in punti non appena premuto il tasto
Invio

Scheda Layout Immettere il valore

5. Aumentare a 6 pt la spaziatura dopo i paragrafi dell’intero docu-


mento
6. Salvare il file nella cartella esercizi presente sul desktop con il nome
Paragrafi
7. Portare a 30 pt lo spazio dopo il paragrafo relativo al titolo del do-
cumento

54
1.6.17.4 - Aggiunta di un bordo colorato al paragrafo
Inserire un bordo o uno sfondo, intorno ad una porzione di testo, consente di
evidenziare parti di testo migliorando, in alcuni casi l’aspetto del documento
stesso attirando l’attenzione del lettore.

Per aggiungere un bordo colorato al ti-


tolo bisogna evidenziare la porzione di
testo e:

a. Fate clic sul pulsante Bordi presente nel gruppo comandi Paragrafo
nella scheda Home

b. Dal menù a tendina Scegliete dall’elenco la tipologia di bordo desiderata

Attraverso questo menù è possibile inserire un


bordo o parte di esso ad esempio un bordo ver-
ticale sinistro o destro uno orizzontale inferiore
uno orizzontale superiore ecc. facendo clic su di
uno o più voci di questo menù potremo inserire
il bordo o parte di esso all’intero paragrafo e
non al testo che risulterebbe con il bordo
sull’intera riga e non solo il testo del titolo.

I bordi non devono necessariamente circondale b


completamente un elemento, è possibile appli-
carli solo alla parte superiore a quella inferiore
oppure ai lati di un oggetto. L’ultima voce in
elenco Bordi e sfondo…. consente l’apertura
dell’omonima finestra di dialogo nella quale
sono presenti 3 schede: Bordi – Bordo pagina –
Sfondo

55
In queste schede oltre ai comandi per la personalizzazione del bordo, troviamo
gli strumenti per inserire e personalizzare sfondi e bordi pagina

Aggiungiamo un bordo colorato di verde con uno spessore di 1 pt al titolo del


nostro documento

1. Fate clic sul pulsante Bordi presente nella scheda Home


2. Dal menù a discesa clic sulla voce Bordi e sfondo….

si aprirà l’omonima finestra di dialogo

3. Scegliete Riquadro tra gli stili in elenco predefiniti,


4. Scegliete il colore verde,
5. lo Spessore di 1 pt
6. Nella casella di controllo Ap-
plica a: indicheremo Testo.
7. Fate clic sul pulsante OK
8. Inserire un bordo rosso con
uno spessore di ¾ di pt in
9. torno all’ultimo paragrafo,
quello della data.

1.6.17.5 - Aggiunta di uno sfondo al paragrafo


Aggiungiamo ora insieme uno sfondo grigio 1,5 più scuro a tutti i paragrafi del
documento escluso il titolo e la data

1. Selezionate i paragrafi
2. Fate clic sul pulsante Sfondo
presente nel gruppo comandi
Paragrafo nella scheda Home
si aprirà una tendina nella
quale è possibile Scegliete il
colore dello sfondo
3. Fate clic sul colore grigio 1,5
più scuro

56
Modifichiamo in orizzontale l’orientamento del foglio

1.6.18 - Modificare l’orientamento del foglio


L’Orientamento del documento influenza il modo con il quale il testo viene stam-
pato sulla pagina. Con l’orientamento verticale documenti vengono stampati nel
tradizionale formato di 21 per 29,7 cm; con l’orientamento orizzontale i docu-
menti vengono stampati nel formato 29,7 per 21 cm.
Per modificare l’orientamento del foglio
a. Fate clic con il mouse sulla scheda Layout
b. Dal gruppo comandi Imposta pagina Scegliete Orientamento
c. Dalla successiva tendina Fate clic sula voce Orizzontale e modificare in
orizzontale l’orientamento del foglio

57
1.6.19 - I margini di un docu-
mento
I margini di un documento controllano lo spazio
bianco lasciato dai lati superiore ed inferiore de-
stro e sinistro del documento. Abbiamo visto
come evidenziare un paragrafo facendolo rien-
trare a sinistra o a destra rispetto i margini. L’im-
postazione dei margini agisce su tutti i paragrafi
del documento, in documenti molto lunghi può
nascere la necessità di avere nello stesso docu-
mento pagine con margini differenti. In questo
caso è possibile far agire il comando sul testo se-
lezionato o dal punto in cui si trova il cursore
(punto di inserimento) in poi.
Per personalizzare i margini del documento:

a. Clic sulla scheda Layout


b. Dal gruppo comandi Imposta pagina Fate clic sul pulsante Margini
c. Dal menù a tendina che compare Fate clic sula voce Margini personaliz-
zati…

58
Si apriràla finestra di dialogo Imposta pagina. In questa finestra, nell’area deno-
minata Margini si possono inserire e
personalizzare i margini del nostro do-
cumento. In fondo sul lato sinistro di
questa finestra notate la casella di
controllo Applica a:
come spiegato in precedenza questa
casella di controllo consente di indi-
care a Word se le richieste riguardo ai
margini dovranno agire sull’ Intero do-
cumento sul testo selezionato o da
questo punto in poi ovvero su tutto il
testo inserito o da inserire rispetto la
posizione del cursore.

1. Impostare a 3 cm il margine superiore del documento,


2. a 3,5 cm il margine di sinistra
3. a 2 cm il margine di destra
4. a 2,5 cm il margine inferiore
5. Fate clic sul pulsante OK
6. Visualizzare l’anteprima di stampa (vi ricordate? Clic sulla scheda
File e un successivo clic sul pulsante Stampa)
7. Stampare il file
8. Salvare il file
9. Duplicare l’ultimo paragrafo del documento (quello con la data)
10. Spostare il paragrafo duplicato ad inizio documento

Per spostare il paragrafo possiamo utilizzare il trascinamento, possiamo quindi


evidenziare il paragrafo e tenendo premuto il pulsante del mouse trascinarlo
fino ad inizio documento. Bisogna aver dimestichezza con il mouse e lo sposta-
mento deve essere limitato altrimenti l’operazione potrebbe diventare a dir
poco impegnativa. Esiste un modo veloce e sicuro per spostare un elemento o
una porzione di testo di un documento: Taglia e Incolla

59
11. Salvare il file
12. Duplicare il formato di un paragrafo
13. Copiare la formattazione del paragrafo con la data sul primo para-
grafo (Selezionate l’ultimo paragrafo nel gruppo Appunti della scheda
Home fate clic su Copia formato).

Il puntatore del mouse assumerà la forma di un pennello.

Nota Se si desidera modificare il formato di più selezioni nel documento, fare


doppio clic sul pulsante Copia formato.

14. Selezionate il testo o l'elemento grafico di cui si desidera copiare la


formattazione. Per copiare la formattazione di testo, Selezionate una
parte di un paragrafo.
15. Per interrompere la formattazione premere il tasto ESC.
16. Salvare il file

1.6.19.1 - Cancellare la formattazione di uno o più paragrafi


Possiamo eliminare rapidamente la formattazione dei paragrafi utilizzando il
pulsante Cancella formattazione presente nel gruppo pulsanti Carattere della
scheda Home
2
1. Evidenziate tutti i paragrafi
del nostro documento
2. Eliminate la formattazione
(notate come in un attimo

60
avete “perso” tutto il lavoro fatto sul documento).

Nessuna paura!!!!!!! Sarà sufficiente chiudere senza salvare il file ritornerà il


lavoro fatto in precedenza non appena riaprirete nuovamente il file

3. Chiudere il file (senza salvare).

Esercizio 4

1. Aprire il file Gassman presente nella cartella Base Word sul desktop
2. Giustificare i paragrafi
3. Modificare il tipo di carattere e la dimensione di tutti i paragrafi sce-
gliendo Garamond 14
4. Modificare la spaziatura di tutti i caratteri del documento portan-
dola a Espansa 2,2 pt
5. Modificare a 160% la proporzione di tutti i caratteri
6. Colorare di Blu tutti i caratteri del documento
7. Modificare l’interlinea di tutti i paragrafi del documento scegliendo
Esatta14 pt
8. Fate un rientro di prima riga negativo (Sporgente) di 2,2 cm al primo
paragrafo
9. Fate un rientro di prima riga di 1,5 cm agli altri paragrafi del docu-
mento
10. Rientrare di 2 cm rispetto il margine di sinistra l’ultimo paragrafo
11. Inserire uno sfondo Blu colore 1 1,80% più chiaro, all’ultimo para-
grafo
12. Inserire un bordo Blu con uno spessore di 1 pt al testo del secondo
paragrafo
13. Copiare il formato del secondo paragrafo sul primo
14. Impostare a 3 cm il margine sinistro e a 2,5 cm quello destro
15. Impostare a 4 cm il margine superiore del documento ed a 2,5
quello inferiore
16. Controllate l’anteprima di stampa del documento
17. Stampare
18. Salvare e chiudere il file

Esercizio5

61
1. Aprire il file Rose presente nella cartella Base Word sul desktop
2. Giustificare i paragrafi
3. Modificare il tipo di carattere e la dimensione di tutti i paragrafi sce-
gliendo Tahoma 14
4. Modificare la spaziatura di tutti i caratteri del documento portan-
dola a Espansa 3 pt
5. Modificare a 130% la proporzione di tutti i caratteri
6. Colorare di verde scuro tutti i caratteri del documento
7. Modificare l’interlinea di tutti i paragrafi del documento scegliendo
Doppia
8. Fate un rientro di prima riga di 1,5 cm agli altri paragrafi del docu-
mento
9. Rientrare di 2,5 cm rispetto il margine di sinistra l’ultimo paragrafo
10. Inserire uno spazio di 12 pt dopo i paragrafi
11. Inserire uno sfondo Terra bruciata colore 3, al titolo del documento
12. Copiare il formato del titolo su tutti i paragrafi
13. Inserire un nuovo paragrafo alla fine del documento con la data
odierna
14. Inserire un bordo rosso con uno spessore di 1 pt al testo del terzo
paragrafo
15. Spostare il secondo paragrafo ad inizio documento (dopo il titolo)
16. Impostare a 3 cm il margine sinistro e a 2,5 cm quello destro
17. Impostare a 4 cm il margine superiore del documento ed a 2,5
quello inferiore
18. Controllate l’anteprima di stampa del documento
19. Modificare in orizzontale l’orientamento del foglio
20. Salvare il file
21. Stampare il file
22. Chiudere Word

62
1.6.20 - La tabulazione
Lavorando con Word si ha spesso la necessità di modificare l’aspetto dei lavori
in modo da renderli più gradevoli o leggibili. Nella realizzazione di alcuni docu-
menti non è sufficiente distribuire il testo all’interno della pagina allineando
semplicemente i paragrafi a sinistra, a destra, al centro o giustificandoli tra i
margini. A volte è necessario creare all’interno di una stessa riga allineamenti
differenti per le varie parti del testo, si pensi ad esempio ad un elenco di prodotti
con i relativi prezzi ben allineati sulla destra.

Le tabulazioni sono parte della formattazione di un


paragrafo, definiscono il percorso che effettua il
cursore quando si preme il tasto Tab (sulla tastiera).

Premendo questo pulsante il cursore si posizionerà in determinati punti prede-


finiti, ad una distanza di 1,25 cm uno dall’altro, visibili sul righello orizzontale
rappresentati da piccole linee verticali sul bordo inferiore del righello (quello co-
lorato di grigio più scuro).

Per visualizzare o nascondere i righelli orizzon-


tale e verticale, Fate clic su Visualizza e spun-
tare la casella del righello.

Le tabulazioni consentono quindi di impostare


all’interno della pagina dei punti specifici in
cui creare gli allineamenti per il testo. Sono disponibili quattro tipi di tabula-
zione:

Tabulazione sinistra Il testo viene disposto a destra rispetto al punto


di tabulazione

Tabulazione centrata Il testo viene disposto al centro rispetto al punto


di tabulazione
63
Tabulazione destra Il testo viene disposto a sinistra rispetto al punto
di tabulazione.
Se il testo si estende oltre lo spazio disponibile a
sinistra, proseguirà a destra del punto di tabula-
zione.
Tabulazione decimale Permette di allineare i valori con decimali man-
tenendo la virgola sul punto di tabulazione.
Tabulazione a barre Non posiziona il testo ma inserisce una barra
verticale in corrispondenza della posizione della
tabulazione.

1.6.20.1 - Impostazione di tabulazioni


Le tabulazioni si possono stabilire su un testo precedentemente inserito oppure
su un paragrafo vuoto e poi procedere con la digitazione del testo.

È possibile utilizzare il righello per impostare tabulazioni manuali sul lato sini-
stro, al centro e sul lato destro del documento.

Per impostare rapidamente le tabu-


lazioni, fate clic sul selettore di tabu-
lazioni all'estremità sinistra del ri-
ghello fino a visualizzare il tipo di ta-
bulazione desiderato e quindi fate
nuovamente clic sul righello nella posizione desiderata.

64
1.6.20.2 - Creazione di tabulazioni
Una alternativa al righello per aggiungere tabulazioni è quella di utilizzare la fi-
nestra di dialogo Tabulazioni.

Creiamo ora un elenco di voci usando 2


proprio questa la finestra di dialogo

1. Attivare la scheda Layout


2. Fate clic sul pulsante di vi-
sualizzazione della finestra di dialogo Paragrafo.

Come avete potuto notare sulla scheda Layout nel gruppo pulsanti Paragrafo
sono presenti i selettori per poter impostare i rientri e la spaziatura dei paragrafi
senza dover necessariamente richiamare la finestra di dialogo Paragrafo.

3. Dall’omonima finestra di
dialogo Fate clic sul pul-
sante Tabulazioni.

Verrà aperta la finestra di dialogo Ta- 3


bulazioni

1. Nella casella Posizione tabulazioni,


digitate 9 cm
2. Scegliete ora il carattere di riempi-
mento 4, fate clic nel pulsante di
opzione presente alla sinistra del
numero
3. Fate clic sul pulsante Imposta
4. Fate poi clic su OK
2

65
5. La tabulazione è impostata, e il valore della stessa appare nella lista
Posizione tabulazioni
6. Digitate nell’area di immissione testo Introduzione,
7. premere il tasto Tab

il cursore si sposterà rapidamente a 9 cm di distanza dal margine di sinistra del


foglio

8. Digitate XIII.
9. Premere Invio
10. Premere nuovamente il tasto Invio

Il nuovo paragrafo erediterà il formato del paragrafo (l’interlinea, lo spazio


prima e dopo il paragrafo, i rientri, l’allineamento) dal precedente.

Di conseguenza anche il tabulatore a 9 cm.

Cambiamo ora i caratteri di riempimento

1. Aprire nuovamente la finestra di dialogo Tabulazioni (scheda Home


clic sul pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo Paragrafo
e poi clic sul pulsante Tabulazioni)
2. Scegliete come carattere di riempimento 3 fate clic sul pulsante Im-
posta fate clic su OK
3. Digitate ora Avvio di Word premere il tasto Tab e scrivere Pag. 1 pre-
mere Invio
4. Digitate Inserimento del testo premere il tasto Tab e scrivere Pag. 2
premere Invio
5. Digitate Formattare il testo premere il tasto Tab e scrivere Pag. 3 pre-
mere Invio
6. Digitate Usare le Tabulazioni premere il tasto Tab e scrivere Pag. 5
premere Invio
7. Digitate GLOSSARIO premere il tasto Tab e scrivere Pag. 57 premere
Invio
8. Salvare il file
9. Chiudere il file

66
1.6.20.3 - Modifica della distanza predefinita tra tabulazioni
Se si impostano tabulazioni manuali, le tabulazioni predefinite verranno inter-
rotte da quelle manuali. Le tabulazioni manuali impostate sul righello infatti
hanno la precedenza sulle impostazioni predefinite relative alle tabulazioni.

1.6.20.3.1 - Modifica della distanza predefinita


In ogni nuovo file sono presenti tabulazioni predefinite ovvero, posizioni preim-
postate alle quali è possibile allineare il testo premendo ripetutamente il tasto
Tab. Possiamo possibile regolare la spaziatura tra le tabulazioni predefinite in
base alle nostre esigenze:

1. Aprite un nuovo file


2. Richiamate la finestra di dialogo (scheda Layout poi clic sul pulsante
di visualizzazione della
finestra di dialogo Para-
grafo e nuovamente
clic sul pulsante Tabu-
lazioni).

Nella finestra di dialogo Tabulazioni


posizionata in alto sulla destra è
presente casella di controllo Tabu-
lazioni predefinite

3. Digitate 1,5 cm nella ca-


sella Tabulazioni pre-
definite
4. Fate clic sul pulsante
OK
5. Provate ora a spostarvi
lungo la riga del paragrafo
premendo più volte il tasto TAB
6. Chiudete il file senza salvare

67
1.6.20.3.2 - Creazione di tabulazioni per un testo già inserito
Nel caso in cui si abbia la necessità di inserire degli stop di tabulazione in un
testo già presente, sarà sufficiente evidenziare la porzione di testo, richiamare
la finestra di dialogo Tabulazioni scegliere la posizione e la tipologia dei tabula-
tori o del tabulatore e una volta chiusa la finestra premendo il tasto OK posizio-
narsi a sinistra della prima parola o frase da spostare e premere il tasto TAB
ripetendo i passaggi (posizionarsi a sinistra della parola e premere il tasto TAB)
per tutte le parole o le frasi da incolonnare per le quali avete inserito gli stop di
tabulazione

Esercizio 6

1. Aprire il file Principali Isole italiane


2. Impostare una tabulazione centrata a 12,1 cm con i puntini come
linea di riempimento, quindi spostare ciascun numero relativo alla
superficie in corrispondenza della nuova tabulazione creata
3. Centrare orizzontalmente il titolo
4. Colorare di blu il titolo
5. Colorare di verde e grassetto tutti i nomi delle isole
6. Colorare di marrone chiaro sfondo 2,10% più scuro lo sfondo di tutti
i paragrafi
7. Inserire uno spazio dopo pari a 12 pt ai paragrafi
8. Modificare l’interlinea in Esatta 14 pt

68
1.6.21 - Ordinare i paragrafi
Possiamo mettere in ordine le righe di un paragrafo secondo
un criterio ben specifico. Per ordinare è sufficiente eviden-
ziare i paragrafi interessati e Fate clic sul pulsante Ordina
presente nel gruppo pulsanti Paragrafo nella scheda Home

Si aprirà la finestra di dialogo Ordina Testo nella quale è pos-


siamo indicare:

a. La tipologia di ordinamento a
(crescente o decrescente) b
b. Il tipo di dato contenuto nei
paragrafi se numeri, testo
oppure date
c. indicare se ha o meno una
riga di intestazione
c

9. Mettere in ordine alfabe-


tico i paragrafi

Evidenziate solo i nomi delle Isole e non il titolo della colonna, altrimenti caso
contrario dovrete indicare a Word che ha una riga di intestazione.

10. Fate clic sul pulsante OK


11. Salvare il file con nome Principali Isole Italiane Modificato nella car-
tella esercizi

69
Esercizio 7

1. Aprire il file I principali fiumi italiani


2. Impostare i seguenti stop di tabulazione decimale con carattere di riempi-
mento 2: il primo a 5 cm il secondo a 9 cm e il terzo a 14 cm
3. Posizionare i numeri relativi alla lunghezza dei fiumi al primo stop di tabula-
zione
4. Posizionare i numeri relativi alla portata media al secondo stop di tabula-
zione
5. Posizionare i numeri relativi alla superficie del bacino al terzo stop di tabu-
lazione
6. Formattare in grassetto e centrare il titolo
7. Stampare e consegnare all’istruttore
8. Salvare
9. Chiudere il file

70
1.6.22 - Gli elenchi
Un elenco di elementi, ognuno dei quali è (solitamente) preceduto da un pun-
tino, o da altri simboli come quadratini, frecce, forme varie è detto Elenco pun-
tato. Con gli elenchi puntati e numerati (elenchi preceduti da numeri) si può evi-
denziare una serie di aspetti particolarmente importanti relativi ad un partico-
lare argomento. È possibile creare automaticamente elenchi puntati e numerati
durante la digitazione oppure aggiungere rapidamente punti elenco o numeri a
righe di testo esistenti:

1. Digitare * (asterisco) per iniziare un elenco puntato oppure 1. per ini-


ziare un elenco numerato e quindi premere BARRA SPAZIATRICE o il ta-
sto TAB presente sulla tastiera
2. Digitare il testo desiderato.
3. Premere INVIO per aggiungere la voce di elenco successivo

Word è in grado di gestire entrambi i tipi di elenco automaticamente aggiun-


gendo un numero o un pallino ad ogni nuova voce dell’elenco, incrementando i
numeri di 1 quando necessario. Se tagliate o incollate le voci di un elenco nume-
rato, Word le rinumera automaticamente, purché non abbiate disattivato for-
mattazione automatica. Gli elenchi puntati e numerati terminano quando si
preme il tasto INVIO due volte.

1.6.22.1 - Creazione rapida di un elenco numerato

1. Aprire un nuovo file e inserire nell’area di immissione testo:

Babà alla crema


Ingredienti

Per la pasta:

prima di scrivere la prima riga relativa al dettaglio degli ingredienti per la pasta
inserire il numero 1 con un puntino es. 1. premendo il tasto invio noterete che
word comincerà il nuovo paragrafo con il numero 2 seguito dal puntino es 2.

71
250 g di farina
110 g di burro
75 g di zucchero
15 g di lievito di birra
4 uova
1/2 dl di latte
1 limone
1 pizzico di sale

2. Premete due volte il tasto Invio


3. Sul nuovo paragrafo scrivete:

Per lo sciroppo:

Un secondo modo per inserire gli elenchi è utilizzare i pulsanti presenti nel
gruppo Paragrafo sulla scheda Home.
1

1. Fate clic con il mouse sul


pulsante Elenchi numerati
presente nel gruppo pul-
sante Paragrafo nella
scheda Home.

Notate! è apparso un piccolo pulsante (Smart-


Tag) denominato Opzioni di correzione auto-
matica proprio vicino al primo numero
dell’elenco numerato, gli SmartTag sono tasti di
scelta rapida che forniscono ulteriori informa-
zioni di scelta, sul comando utilizzato. Facendo clic con il mouse sul triangolino
a destra dello SmartTag è possibile indicare a Word se continuare la numera-
zione dall’elenco precedente o riprendere la numerazione da 1 vogliamo che il
nostro elenco ricominci da 1 e quindi non fate clic sulla voce Continua numera-
zione.
72
2. Continuate ora ad elencare gli ingredienti per lo sciroppo

1/2 litro d'acqua


200 g di zucchero
1 arancia
1 limone
1 dl di rum
1 baccello di vaniglia
2 chiodi di garofano
3 cucchiai di gelatina di albicocche per lucidare

3. Pigiate due volte il tasto Invio


4. Scrivete Per la crema:

10. Premere il tasto invio

1.6.22.2 - Creazione rapida di un elenco puntato


Fate ora precedere da un segno meno - la prima riga della ricetta della crema
noterete che premendo il tasto Invio il cursore si posizionerà sul paragrafo suc-
cessivo a destra di un trattino identico a quello del paragrafo superiore, sarà così
per ogni nuovo paragrafo fino a quando non premeremo 2 volte consecutive il
tasto invio (Word sta creando un elenco puntato)

2 tuorli
250 ml di latte
due cucchiai di zucchero
due cucchiai di farina
amarene sciroppate

5. Colorate di rosso grassetto e sottolineato i caratteri del titolo


6. Centrate il titolo
7. Mettete ora in grassetto sottolineato le parole:

Ingredienti – Per la pasta – Per lo sciroppo – Per la crema

8. Rientrate di 2 cm a sinistra questi paragrafi

73
Se avete eseguito tutti i passaggi in modo corretto il vostro file sarà come l’esem-
pio qui riportato

74
1.6.22.3 - Continuare la numerazione di un elenco
A volte capita che le voci di un elenco numerato vengano separate da immagini,
grafici, testo, in questi casi la numerazione riprende dal
numero 1. Volendo invece far continuare la numera-
zione si deve semplicemente fare un clic destro sulla
prima voce dell’elenco e dal menù a tendina Scegliete il
comando Continua numerazione

1. Fate continuare la numerazione sul secondo elenco


numerato

(quello relativo agli ingredienti dello sciroppo)

1.6.22.4 - Personalizzazione degli elenchi


Può accadere che le impostazioni predefinite di Word per gli elenchi puntati e
numerati, debbano essere personalizzate. Ad esempio la posizione del testo
dopo il numero o il punto elenco, oppure la posizione all’interno del testo
dell’elenco stesso o Scegliete un rientro sporgente (per lasciare in evidenza il
numero o il punto elenco) nel caso in cui il paragrafo non entra tutto in un rigo
e il testo continua sul rigo successivo. Per personalizzare un elenco è sufficiente
andare nel gruppo comandi Paragrafo e cliccare su aumento rientro.

1. Evidenziate il primo elenco


2. Fate clic sulla voce Aumenta rientro nel gruppo comandi Paragrafo
della scheda Home notate che tutto
l’elenco si sposta verso destra.
3. Ripetete la stessa operazione per gli altri
elenchi.

75
1.6.22.5 - Regolare la spaziatura tra un punto elenco o un numero e
il testo
Possiamo avere la necessità di aumentare o diminuire lo spazio tra il punto
elenco (o numero) e il margine del paragrafo o del punto elenco e il testo che
segue.

1. Evidenziate il primo elenco e fate un clic


destro.
2. Dal menù a tendina scegliete la voce Regola
rientri elenco… c

Comparirà l’omonima finestra di dialogo nella quale


2

3. Inserite 0 cm nella casella di controllo Posi-


zione numero:
4. 1 cm nella casella di controllo Rientro testo:

nella casella di controllo Numero seguito da: potete


Scegliete se far seguire al numero uno spazio, nulla oppure uno stop di tabula-
zione.

5. Lasciate l’impostazione predefinita (Carat-


tere di tabulazione) Word inserirà auto- 3
maticamente uno stop di tabulazione ad 1
cm 4
6. Fate clic sul pulsante OK
7. Personalizzate gli altri due elenchi sce- 5
gliendo a piacere la posizione del numero
e la posizione del testo.
8. Colorate di verde tutti i caratteri del primo 6
elenco

Per personalizzare il primo elenco modificando il co-


lore dei caratteri potete Scegliete di utilizzare il co-
mando Colore carattere presente nel gruppo Carattere della scheda Home o
richiamare il menù a tendina con il clic destro e Fate clic sulla voce Carattere…
76
9. Colorate di arancio tutti i caratteri del secondo elenco
10. Colorate di Blu scuro tutti i caratteri del terzo elenco

1.6.22.6 - Modifica di un formato numero o punto elenco


Possiamo modificare la formattazione dei punti elenco o dei numeri in un elenco
senza apportare modifiche al testo dell'elenco. Ad esempio è possibile format-
tare i punti elenco o i numeri con un colore diverso rispetto al testo dell'elenco.
Vediamo insieme come fare:

1. Fate clic su un punto elenco o un numero in un elenco.

Tutti i punti elenco o i numeri verranno selezionati.

2. Utilizzare i pulsanti presenti nel gruppo comandi Carattere della


scheda Home per apportare le modifiche desiderate

77
Ad esempio, fate clic sulla freccia accanto al pulsante Colore carattere presente
nella scheda Home e dalla tavolozza di colori disponibili fate clic sul colore Verde
Terra bruciata e poi fate clic sul pulsante Sottolineato

3. Modificate il formato del numero e del punto elenco degli altri due
elenchi scegliendo: tipo di carattere Thaoma 10 Corsivo colore Aran-
cio per il secondo elenco e tipo di carattere Verdana 10 pt Sottoli-
neato colore Rosso per il terzo.

1.6.22.6.1 - Scelta di un elenco puntato o numerico dalla raccolta


Per modificare il formato del nostro elenco è sufficiente fare clic sul triangolino
con il vertice rivolto verso il basso a destra del pulsante elenchi si aprirà un menù
a tendina nel quale è possibile scegliere un formato diverso per il nostro elenco
puntato o numerato

1. Scegliete il punto come nell’immagine per l’elenco puntato e il nu-


mero seguito dalla parentesi tonda per l’elenco numerato della no-
stra ricetta

1
1 1
1

78
1.6.22.7 - Copia del formato di un elenco
Come per i paragrafi anche per gli elenchi possibile fare una
copia del formato. Abbiamo visto nei paragrafi precedenti
come personalizzare un elenco scelto, nel caso di più elenchi
già presenti in un documento, le modifiche apportate si pos-
sono estendere agli altri utilizzando il pulsante Copia formato
presente nel gruppo comandi Appunti della scheda Home

1. Copiare il formato del primo elenco numerato sugli altri due (com-
preso quello puntato).

Rapidamente i tre elenchi presenteranno le stesse caratteristiche.

2. Far riprendere la numerazione da 1 per il secondo e il terzo elenco


3. Impostare i margini sinistro e destro del documento a 3 cm
4. Impostare il margine superiore a 3,5 cm e quello inferiore a 2,2 cm

1.6.22.8 - Allineamento verticale il contenuto della pagina o dell’in-


tero documento
Abbiamo visto nelle precedenti lezioni come definire l’allineamento orizzontale
dei paragrafi del nostro documento. Nel caso fosse necessario, Word mette a
disposizione dell’utente la possibilità di definire l’allineamento del contenuto
della pagina tra i margini superiore ed inferiore. Per controllare l’allineamento
verticale del testo, se non vogliamo allineare in verticale l’intero documento
dobbiamo prima Selezionate la porzione di testo sulla quale operare e poi dalla
finestra di dialogo Imposta pagina (è la finestra che abbiamo appena utilizzato
per personalizzare i margini) Scegliete la scheda Layout e fare clic sulla freccia
rivolta verso il basso della casella Allineamento verticale, quindi selezionare
l’opzione di allineamento desiderata. Se ad esempio si sceglie Centrato il conte-
nuto del file o della porzione di testo selezionata verrà allineata tra i margini
superiore ed inferiore. Se si sceglie In basso il testo verrà allineato solo al mar-
gine inferiore e lo spazio restante distribuito nella parte alta del foglio.
79
Per allineare in verticale al centro della pagina la nostra ricetta del Babà alla
crema

1. Selezionate l’intera ricetta


2. Richiamate velocemente la finestra di dialogo Imposta pagina fa-
cendo un doppio clic sul quadratino presente nel gruppo comandi
Imposta pagina nella scheda Layout

3. Scegliete ora, tra le tre schede disponibili, la scheda Layout


4. Fate clic sulla freccia rivolta verso il basso della casella Applica a:
5. Sceglietela voce Testo selezionato
6. Fate clic sul pulsantino con la freccia rivolta verso il basso della ca-
sella Allineamento verticale, e successivamente clic sulla voce Al
Centro

80
3

7. Fate ora clic sul pulsante OK


8. Salvare il file nella cartella esercizi sul desktop con nome Ricetta
Babà alla crema
9. Chiudere il file

Esercizio 8

1. Aprire il file Piante presente nella cartella Base word sul desktop
2. Numerare i paragrafi del primo gruppo quello relativo alle piante di ap-
partamento
3. Puntare i paragrafi del gruppo relativo alle piante in terrazza o sul bal-
cone
4. Modificare il carattere e le dimensioni dei titoli scegliendo Courier 16
5. Modificare il colore del carattere del 1° titolo scegliendo grassetto e co-
lore blu
6. Copiare il formato del primo titolo sul secondo

81
7. Inserire una 16 pt dopo tra i paragrafi
8. Impaginare il file assegnando 2,5 cm al margine superiore; 2,5 cm al
margine inferiore; 3 cm al margine di sinistra e 2 cm al margine di destra
9. Centrate in verticale l’intero file
10. Salvare il file nella cartella ESERCIZI sul Desktop
11. Chiudere il file.

Esercizio 9

1. Aprire il file ALBERI E FIORI presente nella cartella Base Informativa


presente sul vostro dischetto
2. Colorare i nomi degli alberi di colore verde.
3. Colorare i nomi dei fiori di colore rosso.
4. Inserire un’interlinea vuota tra i nomi degli alberi e i nomi dei fiori.
5. Inserire un elenco puntato per i nomi degli alberi e un elenco nume-
rato per i nomi dei fiori.
6. Impaginare il file assegnando 3 cm al margine superiore; 2,5 cm al
margine inferiore; 3,5 cm al margine di sinistra e 2 cm al margine di
destra
7. Centrate in verticale l’intero file
8. Salvare il documento nella cartella Esercizi e stamparlo.
9. Chiudere il file

Esercizio 10

1. Aprire il file GLI ANIMALI presente nella cartella Base Informativa


presente sul vostro dischetto
2. Scrivere in maiuscolo tutte le parole.
3. Scrivere in grassetto i nomi degli animali da fattoria e in sottolineato
gli animali della foresta.
4. Inserire una riga vuota tra i nomi degli animali da fattoria e quelli
della foresta.

82
5. Spostare il nome degli animali della foresta prima di quelli della fat-
toria.
6. Elencare con un elenco numerato i nomi degli animali della foresta
e con un elenco puntato i nomi degli animali della fattoria.
7. Impaginare il file assegnando 2,2 cm al margine superiore; 2,2 cm al
margine inferiore; 2,5 cm al margine di sinistra e 2,5 cm al margine
di destra
8. Centrate in verticale l’intero file
9. Salvare il documento nella cartella Esercizi e stamparlo.
10. Chiudere il file

83
1.7 - Elementi base dei fogli di calcolo

1
SOMMARIO

1.7.1 - IL SOFTWARE DI FOGLIO ELETTRONICO ........................................................... 4


1.7.1.1 - L’AREA DI LAVORO DI UN FOGLIO DI CALCOLO ............................................................ 5
1.7.1.2 - LA BARRA MULTIFUNZIONE ................................................................................... 7
1.7.1.3 – USO DELLA GUIDA IN LINEA ................................................................................. 14
1.7.2 - CREARE E GESTIRE CARTELLE DI LAVORO ...................................................... 15
1.7.2.1 - CREARE UN NUOVO FILE ..................................................................................... 15
1.7.2.2 - SALVARE UN FILE ............................................................................................... 16
1.7.2.3 - REGOLE PER L’ASSEGNAZIONE DI NOMI AI FILE ......................................................... 18
1.7.2.4 - CHIUDERE IL FOGLIO DI CALCOLO CORRENTE ........................................................... 19
1.7.2.5 - USCIRE DAL PROGRAMMA DI FOGLIO DI CALCOLO ..................................................... 20
1.7.3 - COME INSERIRE DATI IN UN FOGLIO DI CALCOLO .......................................... 20

1.7.3.1 - SPOSTARSI TRA LE CELLE ..................................................................................... 22


1.7.3.2 - MODIFICA DI UN DATO IMMESSO ......................................................................... 25
1.7.3.3 - INSERIRE UNA FORMULA NEL FOGLIO DI LAVORO ...................................................... 26
1.7.3.4 - RIEMPIRE AUTOMATICAMENTE LE CELLE ................................................................. 27
1.7.3.5 - APRIRE UNA CARTELLA DI LAVORO ESISTENTE .......................................................... 32
1.7.3.5.1 - Metodi particolari per aprire i file ........................................................ 32
1.7.3.5.2 - Aprire uno specifico file all’avvio del programma di foglio di calcolo .. 33
1.7.4 – MODIFICARE I DATI NELLE CELLE DI UN FOGLIO DI CALCOLO ........................ 35
1.7.4.1 – INTRODUZIONE ALLE FUNZIONI: LA SOMMA............................................................ 35
1.7.4.2 - COPIARE, TAGLIARE E INCOLLARE IL CONTENUTO DI UNA O PIÙ CELLE ........................... 37
1.7.4.2.1 - Opzioni del pulsante Incolla .................................................................. 39
1.7.4.3 - TAGLIARE E INCOLLARE ....................................................................................... 40
1.7.4.4 - COPIARE E SPOSTARE UTILIZZANDO IL MOUSE .......................................................... 40
1.7.4.4.1 - Per copiare una cella utilizzando il mouse: ........................................... 40
1.7.4.4.2 - Spostare una cella utilizzando il mouse ................................................ 41
1.7.4.5 - ANNULLARE L’ULTIMA OPERAZIONE ESEGUITA ......................................................... 43
1.7.4.6 - COME COPIARE UNA FORMULA PER TRASCINAMENTO ............................................... 43
1.7.5 - RIFERIMENTI DI CELLA NELLE FORMULE ........................................................ 45
1.7.5.1 - RIFERIMENTI RELATIVI E ASSOLUTI ......................................................................... 45
2
1.7.5.2 - SPECIFICARE UN INDIRIZZO ASSOLUTO DI CELLA ........................................................ 46

1.7.6 - FORMATTAZIONE DEL FOGLIO DI LAVORO .................................................... 48


1.7.6.1 - SELEZIONARE UN GRUPPO DI CELLE ....................................................................... 49
1.7.6.2 - INSERIRE, GESTIRE ED ELIMINARE CELLE – RIGHE – COLONNE – FOGLI DI LAVORO .......... 51
1.7.6.3 - FORMATTAZIONE DEL CARATTERE ......................................................................... 53
1.7.6.4 - ALLINEAMENTO DEL TESTO NELLE CELLE ................................................................. 54
1.7.6.5 - COME ALLARGARE LE COLONNE ............................................................................ 58
1.7.7 - UTILIZZARE IL TASTO DESTRO DEL MOUSE .................................................... 62
1.7.8 – COMPLETARE IL FOGLIO DI LAVORO ............................................................. 62
1.7.8.1 - CALCOLARE CON LA SIMULAZIONE ......................................................................... 62
1.7.8.2 - COME NASCONDERE E VISUALIZZARE RIGHE E COLONNE............................................. 63
1.7.8.3 - PREPARARE IL FOGLIO PER LA STAMPA ................................................................... 66
1.7.8.4 - STAMPARE IL FOGLIO DI LAVORO .......................................................................... 76
1.7.8.5 - PREPARARE IL FOGLIO PER LA STAMPA ................................................................... 79
1.7.8.6 - MODIFICARE IL NOME E IL COLORE DELLA LINGUETTA DI UN FOGLIO DI LAVORO.............. 82

3
1.7.1 - Il software di foglio elettronico
Microsoft Excel rappresenta senza dubbio il più noto e utilizzato programma di foglio di
calcolo. In questo manuale introdurremo le conoscenze e le competenze di base dei fo-
gli di calcolo applicandole a questo specifico programma.

********

Microsoft Excel è il prodotto della suite Microsoft Office, destinato alla produ-
zione e alla gestione dei fogli elettronici. Un foglio elettronico è un software
dedicato alla preparazione di prospetti che includono calcoli più o meno com-
plessi, nei quali vengono inseriti dati in una griglia bidimensionale di celle. Le
celle sono determinate dall’intersezione di colonne e di righe. In un foglio di
Excel le colonne sono individuate da lettere mentre le righe da numeri. La pri-
ma cella del foglio di lavoro quella posizionata in alto a sinistra avrà quindi la
coordinata A1, quella adiacente alla sua destra B1, e così via. Le celle della riga
successiva avranno coordinate A2, B2 ecc. Le lettere di colonna vanno da A fino
a XFD. (Alla colonna Z segue la colonna AA, dopo la colonna ZZ viene la colonna
AAA e così fino alla colonna XFD). I numeri di riga vanno da 1 a 1.048.576

a. La cella attiva è la cella con il bordo marcato con i rispettivi riferimenti


di colonna e riga evidenziati. In questa cella entreranno i dati una volta
immessi. Per inserire dati nella cella attiva è sufficiente digitarli e pre-
mere il tasto invio.
b. Mentre digitiamo il testo, il numero o la formula viene visualizzata con-
temporaneamente sia nella cella attiva che nella Barra della formula

4
1.7.1.1 - L’area di lavoro di un foglio di calcolo
Excel considera un proprio file alla stregua di una cartellina nella quale trovano
posto i Fogli di lavoro. Una cartella può contenere fino a 255 Fogli di lavoro. La
finestra della cartella di lavoro visualizza solo una piccola porzione del foglio di
lavoro attivo, la possiamo paragonare ad uno oblò, attraverso il quale possia-
mo visualizzare solo in parte ciò che è presente nel foglio di calcolo.

Le cartelle sono strumenti molto efficienti nell’organizzazione dei nostri lavori.


Si possono ad esempio memorizzare in una stessa cartella tutti i documenti re-
lativi alle entrate di uno specifico reparto suddivise per mese e per anno; quelli
relativi ad uno specifico progetto.

a. Nella parte superiore della finestra di lavoro di Excel, è visibile la Barra


del titolo nella quale è presente il nome del file (della cartella di lavo-
ro) e dell’applicativo con cui stiamo lavorando.
b. Sul lato destro sono presenti i pulsanti per gestire la finestra di lavoro:
per ridurla ad icona, oppure per ingrandirla o per chiuderla.
c. A sinistra invece, insieme troviamo la Barra di accesso rapido nella
quale possiamo aggiungere a quelli già esistenti pulsanti dei comandi
che usiamo più di frequente
Chiudi applicazione
Ingrandisci applicazione
Barra di accesso rapido
Riduci ad icona applicazione

5
La Casella nome: è una piccola casella nella quale Excel mostra l’indirizzo della
cella selezionata (o attiva) ogni cella è individuata da una lettera che corri-
sponde alla colonna di appartenenza e da un numero che corrisponde alla riga
di appartenenza. Per esempio, la cella G5 è formata dall’intersezione della co-
lonna G con la riga 5

La Barra della formula: è quel riquadro nel quale appare il dato contenuto nel-
la cella attiva

Nella parte inferiore della cartella di lavoro sono visibili i comandi di esplora-
zione che consentono di muoversi tra i Fogli di lavoro quando questi ultimi so-
no un numero elevato e non sono tutti visualizzati.

6
1.7.1.2 - La Barra multifunzione
I comandi per poter gestire i dati inseriti nelle celle sono presenti nella Barra
multifunzione, sotto forma di pulsanti raggruppati per tipologia. La Barra mul-
tifunzione è composta da 8 schede: File – Inserisci – Layout di pagina – Formu-
le – Dati – Revisione e Visualizza organizzate secondo scenari od oggetti speci-
fici. I controlli di ogni scheda sono a loro volta organizzati in gruppi. A queste
schede si aggiungono le schede contestuali come ad esempio i comandi per ge-
stire un’immagine, in questi casi non appena si seleziona l’oggetto, viene ag-
giunta alla barra multifunzione una nuova scheda denominata Strumenti con
all’interno i comandi specifici per la gestione dell’oggetto selezionato.

a. Schede sono organizzate in base alle attività.


b. Gruppi presenti in ogni scheda suddividono un'attività in sotto attività.
c. Pulsanti di comando in ogni gruppo eseguono un comando o visualiz-
zano un menu di comandi.
1.

7
La gerarchia all’interno delle schede della Barra multifunzione è stata ideata in
modo che facilitasse il flusso di lavoro, con i comandi e le funzioni più utilizzate
posizionate più a destra o a sinistra all’interno delle schede. Ad esempio la
scheda Home contiene i comandi necessari per creare e formattare un nuovo
foglio di lavoro, più a destra troviamo la scheda Dati che contiene i comandi
per ordinare e filtrare i dati contenuti nel foglio di calcolo, ancora più a destra
la scheda Revisione i comandi per il controllo ortografico e la protezione del
documento.

• Scheda Home in questa scheda sono disponibili i comandi necessari per la


costruzione del Foglio di lavoro: i comandi per la formattazione delle celle
e del contenuto delle stesse, i comandi per spostare e copiare per inserire
o eliminare righe e colonne, per trovare o sostituire testo e formule

• Scheda Inserisci contiene i comandi per inserire elementi in un documen-


to, come tabelle pivot, immagini, grafici, forme e caselle di testo, collega-
menti ipertestuali, intestazioni e piè di pagina, simboli.

• Scheda Layout di pagina consente di impostare l’aspetto dei documenti,


scegliendole opzioni relative all’impostazione della pagina, ai margini, ai
temi di Office (tipi di carattere, combinazione di colori e così via), lo sfon-
do, la stampa dei titoli di colonna e di riga.

8
• Scheda Formule in questa scheda sono presenti i comandi per richiamare
le funzioni presenti nella libreria. Sono organizzati in raccolte suddivise per
tipologia di intervento. Troviamo inoltre nella scheda i comandi per asse-
gnare e gestire nomi a celle e gruppi di celle, per controllare le formule in-
serite nel foglio di lavoro.

• Scheda Dati la scheda Dati contiene i pulsanti per la funzionalità di Databa-


se: ordinare e filtrare i dati nel foglio di lavoro, importare dati da database
esterni, ricercare righe duplicate, effettuare dei subtotali.

• Scheda Revisione include il correttore ortografico e il servizio di ricerca. In


questa scheda sono inoltre disponibili i comandi per l’inserimento di com-
menti e per la revisione del documento, consentendo di visualizzare, accet-
tare o rifiutare le vostre revisioni e quelle dei colleghi.

9
• Scheda Visualizza consente di passare in modo rapido a una diversa visua-
lizzazione del documento, di attivare la visualizzazione del righello e barra
della formula di disporre nella finestra tutti i documenti aperti, di modifica-
re lo zoom.

Come per Word oltre alle schede, ai gruppi e ai comandi, in Excel sono pre-
senti altri elementi che offrono percorsi per eseguire le attività.

Barra di accesso rapido questa barra consente di accedere rapidamente agli


strumenti utilizzati più frequentemente. Sono
presenti nella Barra di accesso rapido i pulsanti
per Annullare o Ripristinare l’ultimo comando
dato. La posizione predefinita della barra di ac-
cesso rapido è nella parte superiore della fine-
stra di Excel. È possibile personalizzare la barra di accesso rapido aggiungendo
comandi attraverso il pulsante Opzioni presente nella scheda File

10
Come in altri programmi della Suite Office® anche in Excel per avere a disposi-
zione tutti i comandi inerenti all’oggetto selezionato, possiamo utilizzare il Pul-
sante di visualizzazione della finestra di dialogo, una piccola icona presente in
alcuni gruppi. Facendo clic su di essa, Excel visualizza un riquadro attività o una
finestra di dialogo correlata, nella quale sono disponibili ulteriori opzioni relati-
ve a quel gruppo comandi.

11
Pulsante di Office Backstage o Scheda File questa scheda si differisce dalle al-
tre in quanto non contiene gruppi di comando ma permette di aprire la visua-
lizzazione Backstage (in italiano “dietro le quinte”) dalla quale è possibile gesti-
re le Cartelle e i dati a esse correlate., In questa finestra sono trovano posto i
comandi di base per aprire, salvare e stampare le Cartelle di lavoro, quelli per
impostare autorizzazioni, preparare le Cartelle per la condivisione con altri
utenti e gestire le versioni dei File è inoltre presente il pulsante Opzioni per ac-
cedere ai comandi per l'impostazione di varie caratteristiche, che consentono
la personalizzazione dell’ambiente di lavoro come ad esempio le preferenze sul
numero di fogli all’interno di una Cartella di lavoro, sul tipo e le dimensioni del
carattere predefinito.

a. Facendo clic sul Pulsante Office Backstage, collocato nella parte sini-
stra della Barra multifunzione, vedrete aprirsi la Visualizzazione Back-
stage.

Una finestra nella quale sono elencati sul lato sinistro i comandi per la gestione
dei file, rappresentati dai pulsanti Salva, Salva con nome, Apri e Chiudi facen-
do clic su questi pulsanti si apriranno le finestre di dialogo per la gestione dei
file sulle memorie.

12
Troviamo inoltre in elenco altre voci, vediamole in dettaglio:

Informazioni, è la scheda predefinita della Visualizzazione Backstage riassume


nel pannello di destra numerose informazioni utili sul file aperto.

Recente, consente invece di visualizzare l’elenco in ordine cronologico degli


ultimi file utilizzati, facilitandone così il ritrovamento e l’apertura.

13
Nuovo, offre la possibilità di creare una nuova Cartella di lavoro partendo da
un documento vuoto o da un modello. Si possono scegliere i modelli sia par-
tendo dai modelli installati sul proprio computer sia da quelli resi disponibili
attraverso il sito Web Office Online.

Stampa, riassume tutte le funzionalità per la stampa del file e per la sua Ante-
prima di stampa.

1.7.1.3 – Uso della guida in linea


Come tutti i programmi della suite Office®, Excel mette a disposizione un si-
stema di “ricerca naturale”, per il recupero di informazioni all’interno del ma-
nuale elettronico del programma.

Fare clic sul menù Guida di Excel e scegliere l’argomento dal sommario iniziale,
oppure digitando la domanda nell’apposita casella di ricerca.

a. Fate clic sul punto di domanda e dalla finestra di dialogo che appare,
provate a digitare una domanda nell’apposita casella
b. Fate clic sul pulsante Cerca

14
La Guida in linea mostrerà i risultati della sua ricerca in un’apposita pagina dei
risultati. Questi sono tutti collegamenti ipertestuali ad altrettante pagine della
Guida di Excel 2010 ed eventualmente anche al sito Office Online se siete con-
nessi a Internet.

1.7.2 - Creare e gestire Cartelle di lavoro


1.7.2.1 - Creare un nuovo file
Quando mandiamo in esecuzione Excel, il programma apre in automatico una
nuova Cartella di lavoro con all’interno alcuni Fogli numerati in modo sequen-
ziale. Questa Cartella è predisposta per l’utilizzo anche da parte di utenti poco
pratici. Per default sono impostati il tipo di carattere la dimensione, Excel in-
terpreta in automatico il tipo di dato che si andrà ad inserire, agendo di conse-
guenza in caso di formule e operazioni matematiche. Sarà quindi sufficiente
posizionarsi con un clic del mouse su di una cella per iniziare a inserire dati.

Per creare invece una nuova cartella di lavoro con Excel già in esecuzione:

a. Si clicca sul Pulsante Office Backspace (Scheda File)


b. Dalla schermata successiva fare clic sulla voce Nuovo
c. Excel visualizzerà, nel pannello di destra della finestra di visualizzazione
Backspace, un gruppo di icone che riguardano la creazione di un nuovo
file. Nel gruppo sono presenti icone che consentono di creare varie ti-
pologie di cartelle di lavoro da Modelli:

- Cartella di lavoro vuota


- Modelli

15
Nel pannello di destra della visualizzazione Backspace troviamo evidenziata
l’icona Cartella di lavoro vuota se non abbiamo bisogno di particolari modelli,
se già sappiamo come impostare il nostro foglio di lavoro possiamo fare clic
sull’icona e si aprirà un nuovo foglio di lavoro Excel.

1.7.2.2 - Salvare un file


La funzione più importante di qualunque applica-
zione è la conservazione del lavoro effettuato. Pos-
siamo salvare la nostra cartella di lavoro in diversi
modi: con i comandi Salva, Salva con nome, pre-
senti nella visualizzazione Backspace e con il pul-
sante Salva presente nella Barra di accesso rapido
(quello con il dischetto).

Quando si salva per la prima volta un documento,


Excel chiede di indicare il dispositivo sul quale
memorizzare, la posizione in eventuali cartelle e il
nome da assegnare al documento. Per i documenti
già salvati in precedenza ai quali sono state appor-
tate delle modifiche non è necessario indicare nul-
la, il programma ha già le informazioni che occor-
rono.

a. Fare clic sulla scheda File


b. Clic ora sul pulsante Salva con nome

Excel mostrerà la finestra di dialogo che consente di salvare un nuovo docu-


mento indicandone in nome e la posizione.

16
Cliccando su Sfoglia si apre l’apposita finestra di dialogo che ci permette di
scegliere, oltre al nome del file, anche la posizione

Possiamo utilizzare Salva con nome anche per salvare una cartella esistente
alla quale si sono apportate delle modifiche; assegnando ad essa un nuovo
nome si conserva la copia originale inalterata sul disco. Salva con nome per-
mette inoltre di salvare un file esistente modificandone la posizione sul disco.

17
1.7.2.3 - Regole per l’assegnazione di nomi ai file
I nomi dei file di Excel possono contenere un massimo di 218 caratteri. Per
l‘assegnazione del nome possiamo combinare caratteri alfanumerici, spazi e
caratteri speciali eccetto:

Barra inversa (\) Barra (/) Maiuscolo (>) Minuscolo (<) Punto interrogativo (?)
Asterisco (*) Due punti (:) Punto e virgola (;) Virgolette (“)

Excel non fa distinzione tra nomi di file in maiuscolo o in minuscolo quindi i file
con i nomi PROSPETTO VENDITE e prospetto vendite sono identici.

18
1.7.2.4 - Chiudere il foglio di cal-
colo corrente
Per chiudere una Cartella di lavoro si utilizza
Il comando Chiudi presente nella scheda File.

Prima di chiudere, è necessario salvare la Cartella di lavoro sulla quale stiamo


lavorando, in questo modo possiamo uscire dal programma senza perdere il
lavoro fatto. Salvando la Cartella, questa viene archiviata come file nel compu-
ter sarà quindi possibile riaprirla in seguito, per modifiche e/o eventualmente
per stamparla. Facendo clic sul pulsante Chiudi, se non è stato già fatto in pre-
cedenza, Excel chiederà conferma sul salvataggio del documento attraverso
una piccola finestra di dialogo.

Scegliendo Salva presente nella finestra di


dialogo, se il file non è stato mai salvato
verrà aperta la finestra di dialogo Salva
con nome.

Chiuso il file, a meno che non ci siano altri file di Excel aperti sul desktop, Excel
presenterà una schermata dove è attiva solo la scheda File attraverso la quale
è possibile creare nuovi file o aprirne di esistenti.

19
1.7.2.5 - Uscire dal programma di foglio di calcolo
Il pulsante per uscire da Excel per chiudere quindi definitivamente
l’applicazione e tornare a Windows, è presente in alto a destra nella barra del
titolo.

1.7.3 - Come inserire dati in un foglio di calcolo


Come inserire i dati in un foglio di Excel? Questa domanda può sembrare bana-
le ma a pensarci bene non lo è. Quando si progetta un foglio di lavoro non si
può sottovalutarne la leggibilità, se il foglio è ad uso personale poco importa
come sono strutturate le tabelle ma se devono essere inviati o condivisi allora
bisogna stare attenti. Facciamo un esempio:

20
a. Un Foglio di lavoro con le proiezioni mensili delle vendite di determina-
ti prodotti potrebbe essere funzionale con le etichette posizionate sia
verticalmente a sinistra del foglio di lavoro che orizzontalmente; in
questo caso però disporre i nomi dei mesi e i totali trimestrali lungo il
margine diventerebbe molto difficile visualizzare i dati nel foglio di la-
voro. In questo caso disponendo i nomi dei mesi lungo le colonne il fo-
glio diventa più compatto e diventa semplice visualizzare i dati.

Solitamente i dati in un foglio di calcolo risultano più leggibili e facilmente ge-


stibili se inseriti in righe dall’alto verso il basso, creando quindi una struttura
stretta e lunga. Non è raro vedere fogli di calcolo corti e larghi che si sviluppa-
no orizzontalmente, solitamente strutture di questo tipo creano problemi nella
gestione degli strumenti di database.

21
1.7.3.1 - Spostarsi tra le celle Per spo-
starsi da una cella all’altra si può utiliz-
zare il mouse puntando la cella deside-
rata e facendo clic, con le frecce di dire-
zione sinistra, destra, alto, basso.
Un altro modo per spostarsi tra i dati presenti nelle celle è utilizzando la Casel-
la Nome. La Casella Nome è posizionata a sinistra della Barra della formula. In-
serendo in questa casella il riferimento di riga e di colonna della cella desidera-
ta premendo il tasto Invio Excel rende attiva la cella.

a. Digitare nella Casella Nome: F5


b. Premere il tasto Invio

22
Proviamo ora a lavorare insieme vediamo praticamente come
inserire dati nelle celle

1. Avviate Excel

Attualmente Excel si trova in modo di Pronto (come è


visualizzato sulla Barra di stato, in basso a sinistra): è in
attesa che introduciate un’informazione o inviate un
comando. Per prima cosa introduciamo un numero.

La cella attiva è la cella A1

Per selezionare una cella è sufficiente fare un semplice clic su di essa. Quando
la cella è selezionata assumerà un contorno più spesso.

2. Fare clic sulla cella D5


3. Rendere ora attiva la cella A1 facendo un clic su di essa
4. digitare: 123
5. Premere il tasto Invio

23
Mentre eseguite queste operazioni la Barra di stato indica Invio invece di
Pronto mentre la Barra della Formula visualizza ciò che state introducendo.

Ora la cella attiva è A2.

6. Premere il tasto della tastiera con la freccia rivolta verso destra


(Ora la cella attiva è B2.)
7. Introdurre: 456
8. Premere il tasto ESC

(Premendo il tasto ESC il numero scompare dalla barra della formula e dalla
cella attiva)

9. Spostare il puntatore del mouse sulla cella C3 e fare clic.

La cella C3 è diventata la cella attiva.

10. Introdurre: 445566


11. Premere il tasto Backspace (2 volte)
12. Introdurre: 77
13. Premere: Invio

Il numero 445577 è stato introdotto nella cella C3.

14. Fare clic sulla cella A1 e renderla attiva.


15. Introdurre: 890
16. Premere: Invio

Il numero 890 ha sostituito quello originale della cella A1

Se tutto è stato eseguito corretta-


mente il foglio si presenta ora così
.

24
1. Fare clic su Foglio2 (in basso nella finestra).

Il foglio attivo è ora il Foglio2: tutte le celle sono vuote.

La cella attiva è A1 del Foglio2

2. Introdurre: Banco
3. Premere: Invio
4. Fare clic sulla cella D2 e renderla attiva.
5. Introdurre: Giorgio
6. Premere: Invio

1.7.3.2 - Modifica di un dato immesso


I dati introdotti in una cella possono, come si è visto, essere sostituiti da nuovi
dati. È inoltre possibile, modificarli o cancellati. Provate a fare una modifica:

1. Fare clic sulla cella A1 e renderla attiva.


2. Spostare il mouse sulla barra della formula: assumerà la forma di I
3. Fare clic tra la c e la o.
4. Digitare: hett
5. Premere: Invio

Il contenuto della cella è cambiato da Banco a Banchetto.

Se tutto è stato eseguito correttamente il foglio si presenta ora così:

25
6. Spostatevi su Foglio1

1.7.3.3 - Inserire una formula nel foglio di lavoro


Excel è un software nato per gestire un foglio elettronico. Nelle pagine prece-
denti ho in più volte descritto il nostro ambiente di lavoro chiamandolo Foglio
di calcolo; peculiarità del software è proprio preparare prospetti che includano
calcoli più o meno complessi.

A differenza di una calcolatrice che esegue calcoli su valori immessi volta per
volta, il foglio elettronico effettua operazioni nelle quali si fa riferimento alle
celle contenute nel foglio stesso. Il collegamento tra la cella che contiene la
formula e le celle dalle quali attinge la formula stessa e un collegamento dina-
mico. Cosa vuol dire? Che a differenza di una calcolatrice nella quale, se ab-
biamo digitato un valore errato, siamo costretti a ripetere l’intero calcolo, nel
foglio elettronico sarà sufficiente reinserire nella cella che partecipa alla for-
mula, il valore corretto per vedere il risultato in tempo reale.

Per inserire una formula in una cella bisogna far precedere l’operazione dal se-
gno uguale “=” sarà poi sufficiente fare clic nella prima cella dove è presente il
primo valore che partecipa alla formula, aggiungere l’operatore matematico
per esempio il segno più “+” nel caso di una somma, cliccare poi sulla seconda
cella nella quale è presente il valore da inserire nella formula ecc. alla fine
premere il tasto. Tutte le formule di Excel cominciano con il segno uguale. Il
segno uguale india ad Excel che i caratteri successivi costituiranno una formula.
Se si omette il segno uguale Excel può interpretare i caratteri che seguiranno
come testo.

Facciamo un esempio continuando a lavorare sul nostro foglio di la-


voro:

1. Inserite ora 10 nella cella A1 e poi pigiate il tasto freccia a destra

B1 è ora la cella attiva

26
2. Inserite 15 nella cella B1 e poi di nuovo freccia a destra in modo da
spostarvi sulla cella C1

Nella cella C1 vogliamo che Excel calcoli la somma del contenuto delle celle
A1 e B1

3. Digitate = A1+B1 e poi


premete il tasto Invio inve-
ce di digitare la formula
potete inserire il segno =
4. Fate clic con il mouse sulla
cella A1, digitare + e di nuovo clic sulla cella B1 e poi Invio.

Per indicare ad Excel che vogliamo effettuare un calcolo e non inserire del testo
abbiamo fatto precedere la formula dal segno =

Nella cella C1 quindi Excel andrà ad inserire 25, il risultato della somma tra il
contenuto della cella A1 e il contenuto della
cella B1

5. Cliccate sulla cella A1


6. Modificate il valore in essa contenuto
inserendo 20
7. Premete il tasto Invio 6

In tempo reale Excel ha ricalcolato il risultato della formula contenuta nella


cella C1.

1.7.3.4 - Riempire automaticamente le celle

27
Per inserire velocemente dati nelle celle pos-
siamo impostare la ripetizione o l'inserimento
automatico dei dati; è uno strumento che si
occupa di riempire con dei valori le celle a
partire dal valore che ha la cella di partenza.
Tale riempimento, prende spunto da particolari elenchi che sono stati prece-
dentemente dichiarati al programma.

a. Il pulsante di Excel Riempimento è presente nella scheda Home grup-


po pulsanti modifica.
b. Per inserire velocemente diversi tipi di serie di dati, è tuttavia possibile
selezionare le celle e trascinare il quadratino di riempimento nero si-
tuato nell'angolo inferiore destro della selezio-
ne. Quando si posiziona il puntatore del mouse
sul quadratino di riempimento, il puntatore as-
sume la forma di una croce nera.
b

Esercitiamoci utilizzando il foglio di lavoro attivo:

1. Fate clic sulla cella A2 e inserite Gennaio e poi pigiate il tasto Invio

La cella attiva è ora A3

2. Fate di nuovo clic sulla cella A2


3. Spostare il mouse nell’angolo destro in basso della cella A2 finché non
assume la forma di una croce nera sottile.
4. Premere il tasto del mouse e spostare il puntatore fino alla cella L2.
5. Lasciare il mouse.

Le celle da A2 a L2 contengono ora i nomi dei mesi

28
Possiamo ottenere lo stesso risultato attraverso il pulsante
Riempimento presente nel gruppo Modifica della scheda
Home. Apparirà un menù a tendina; scegliendo la voce Se-
rie Excel aprirà l’omonima finestra di dialogo nella quale
potremo indicare come riempire le celle selezionate.

6. Rendete attiva la cella A3 e inserite 1° trimestre


7. Evidenziate ora l’intervallo di celle A3:D3
(dovete fare un clic nella cella A3 e tenendo pigiato il tasto del mouse
trascinare fino alla cella D3. Tutte le celle avranno il bordo marcato di
nero)
8. Fate clic sul pulsante Riempimento e dal menù a tendina scegliete la
voce Serie
9. Dalla finestra di dialogo Serie attivate
l’opzione Riempimento automatico e poi
clic sul pulsante Invio

Excel ha creato una serie modificando in automatico il numero relativo al tri-


mestre. Potevate ottenere lo stesso risultato portando il cursore nell’angolo

29
inferiore destro della cella A3 e tenendo premuto il tasto del mouse trascinan-
do il cursore fino alla cella D3

Possiamo creare una serie con delle date:

10. Inserite nella cella A4 la data 01/01/2011


11. Spostare il mouse nell’angolo destro in basso della cella A4 finché non
assume la forma di una croce nera sottile.
12. Premere il tasto del mouse e spostare il puntatore fino alla cella O4.
Lasciare il mouse.

Non vi preoccupate se in alcune celle appariranno dei cancelletti #########


questo è il modo in cui Excel avvisa che le celle hanno dimensioni non adegua-
te a contenere il dato.

13. Selezionate tutte le colonne interessate facendo un clic sulla lettera A


della prima colonna e tenendo premuto il tasto del mouse trascinando
sulle altre lettere fino a raggiungere la lettera O

14. Formattare Righe e Colonne

Nella scheda Home nel gruppo pulsanti Celle è presente il


pulsante Formato Questo pulsante permette di gestire il
formato delle righe, delle colonne, dell’intero foglio di lavo-
ro. Facendo clic su questo pulsante si apre un menù nel qua-
le trovano posto le voci che consentono di: Adattare la lar-
ghezza delle colonne e l’altezza delle righe al contenuto, di
30
Nascondere l’intero foglio, di Cambiarne il nome, di Copiarlo o Spostarlo nella
stessa cartella o in altre Cartelle di lavoro, per Cambiare il colore della linguet-
ta del foglio.

1. Fate clic sul pulsante Formato presente nel gruppo Celle della scheda
Home
2. Dal menù a tendina scegliete la voce Adatta larghezza colonne
3. Inserite ora nella cella A5 il numero 2

4. Inserite ora nella cella B5 il numero 4


5. Evidenziate le celle A5:B5
6. Spostare il mouse nell’angolo destro in basso della cella B5 finché non
assume la forma di una croce nera sottile.
7. Premere il tasto del mouse e spostare il puntatore fino alla cella O5.
Lasciare il mouse.

Excel ha creato una serie riempiendo le celle in modo automatico incremen-


tando progressivamente il valore numerico con una differenza pari
all’intervallo delle prime 2 celle (nel nostro esempio il numero 2)

8. Chiudete il file senza salvare facendo clic sul pulsante con la X in alto a
destra nella barra del titolo o in alternativa facendo clic sul Pulsante
Microsoft Office scegliendo Chiudi

31
1.7.3.5 - Aprire una cartella di lavoro esistente
Oltre al salvataggio una delle operazioni di base è l’apertura di file esistenti.
Per riprendere un file è sufficiente aprirne uno salvato in precedenza, appor-
tarvi le modifiche del caso quindi salvare nuovamente.

a. Per riaprire una Cartella esistente si richiama la visualizzazione Back-


stage facendo un clic con il mouse sulla scheda File
b. Dalla Visualizzazione Backstage si clicca sulla voce Apri quindi Sfoglia
c. Excel aprirà l’omonima finestra di dialogo nella quale è possibile indi-
care il disco la posizione dove è presente e il file da aprire.
d. Per confermare la scelta e aprire il file si dovrà poi fare clic sul pulsante
Apri

1.7.3.5.1 - Metodi particolari per aprire i file


A destra del pulsante Apri è presente una piccola freccia facendo clic su questo
elemento si aprirà un piccolo menù a tendina nel qua-
le sono elencate le tipologie di apertura dei file di Ex-
cel:

- Apri in sola lettura per aprire il file in modo


che non si possano apportare modifiche senza prima cambiargli il no-
me
- Apri come copia per creare un duplicato del file selezionato. Excel ag-
giunge al nome del file le parole Copia di all’inizio del nome lasciando
intatta la Cartella originaria
- Apri nel Browser è un comando che viene applicato solo ai file con
formato HTML. Apre il file selezionato nel browser web predefinito
- Apri in visualizzazione protetta molto utile quando non si conosce la
provenienza dei file, consente di aprire il file limitandone le modifiche
in modo da ridurre al minimo i rischi per il computer

32
- Apri e ripristina è una funzione utile per cercare di aprire i file dan-
neggiati.

1.7.3.5.2 - Aprire uno specifico file all’avvio del programma di foglio di


calcolo
Quando lavoriamo quotidianamente su determinati file possiamo salvarli in
una cartella di Windows denominata XLSTART. All’avvio di Excel i file contenuti
in questa cartella di Windows vengono automaticamente aperti. Per individua-
re la cartella XLSTART sul vostro computer conviene effettuare una ricerca in
ogni caso generalmente è questo il percorso:

C:\Users\”nome utente”\AppData\Roaming\Microsoft\Excel\XLSTART

Nel caso in cui si volessero aprire all’avvio di Excel file contenuti in una cartella
di Windows diversa da XLSTART è possibile indicare una cartella di avvio alter-
nativa:

a. Rendere attiva la Visualizzazione Backstage


facendo clic sulla scheda File
b. Fare clic sul pulsante Opzioni
c. Dall’omonima finestra di dialogo scegliete la
categoria Impostazioni avanzate
d. Nella sezione Generale nella casella All’avvio i file in: digitate il nome
della cartella nella quale sono presenti i file da aprire all’avvio di Excel

33
Apriamo e gestiamo insieme un File presente nella cartella con la
Base informativa sul Desktop

Nell’esercizio seguente useremo Excel per completare un conto Profitti -


perdite trimestrale e per migliorarne il formato. Per prima cosa apriamo
il file con i profitti e le perdite.

1. Fate clic sulla scheda File e successivamente sulla voce Apri


2. Scegliere il file Profitto presente nella cartella Base Excel sul Desktop

Aggiungiamo il titolo nella cella A1 al nostro foglio di lavoro

3. Introdurre: Profitti - perdite: primo trimestre 2011


4. Premere: Invio

Ora introducete i valori per il gruppo C

5. Posizionarsi sulla casella B7 con un clic del mouse all’interno della stes-
sa
6. Introdurre: 619,75
7. Posizionarsi sulla casella C7
8. Introdurre: 774,69
9. Posizionarsi sulla casella D7
10. Introdurre: 1136,21
11. Premere: Invio

34

1.7.4 – modificare i dati nelle celle di un foglio di calco-


lo
Le funzioni sono uno strumento importante e soprattutto efficace di Excel ne
parleremo ampiamente più avanti. Volendo semplificare le funzioni di Excel
sono delle formule predefinite, quelle usate frequentemente semplificate,
memorizzate e rese disponibili all’interno di librerie.

1.7.4.1 – Introduzione alle funzioni: la somma


Facciamo un esempio: volendo eseguire la somma di valori inseriti in un grup-
po di celle diciamo di 10 celle, abbiamo visto
insieme nelle precedenti pagine, che la for- Somma au-
mula da inserire è

=C1+C2+C3+C4+C5+C6+C7+C8+C9+C10

Sicuramente è più comodo inserire la formu-


la scritta in questo modo: =somma(C1:C10)

Bene! La formula =somma(C1:C10) è pro-


prio una funzione di Excel. Questa funzione
insieme ad altre di uso frequente è disponibile facendo clic sul pulsante Som-
ma automatica presente sulla scheda Home nel gruppo pulsanti Modifica

Vediamo in pratica come inserire le funzioni nel foglio di lavoro

Completato con l’inserimento dei valori del gruppo vendite C nel prospetto dei
dati, si vuole calcolare il totale delle entrate di ciascun mese e il totale per cia-
scun gruppo di venditori.

Dovremo quindi fare dei totali per colonna per conoscere il venduto mensile;
faremo, poi, dei totali per riga per determinare il venduto di ogni gruppo.

35
Per calcolare un totale si inserisce una formula SOMMA(….)

Siamo pronti per introdurre la formula delle entrate mensili


globali.

Per prima cosa assegnate un’etichetta alla riga su cui inserirete i totali.

1. Posizionarsi sulla casella A8


2. Introdurre: Entrate mensili
3. Premere: Invio

Ora introducete la formula 5

4. Posizionarsi sulla casella B8


5. Cliccare una prima volta sul pulsante Sommadi-
sponibile sulla scheda Home gruppo pulsanti Mo-
difica

Nella cella B8 e nella barra della formula comparirà =SOMMA(B5:B7)

6. Fare un secondo clic sul pulsante

La barra della formula mostrerà ancora la formula =SOMMA(B5:B7), mentre


nella cella B8 appare il numero 2.840,72 che è il risultato cioè la somma dei
numeri della colonna B.

36
1.7.4.2 - Copiare, Tagliare e Incollare il contenuto di una o
più celle
Sul margine sinistro della scheda Home è presente il gruppo pulsan-
ti Appunti nel quale sono disponibili i pulsanti per gestire la copia e
lo spostamento del contenuto delle celle in altre celle, in altri fogli di lavoro
della stessa cartella, in altre Cartelle. Quando si copia un elemento
del foglio di lavoro, Excel lo memorizza in un’area di archiviazione
momentanea chiamata Appunti. Come per tutti i comandi analizzati
fino ad ora, per copiare o spostare il contenuto di una o più celle è sufficiente
evidenziare il dato e successivamente fare clic sul comando. Nel caso
specifico però, per completare il comando dovremo indicare ad Excel
anche dove (in quali celle), vogliamo che il comando sposti o copi ciò
che è momentaneamente in memoria. Dovremo quindi evidenziare la
o le celle di arrivo e fare clic sul pulsante corrispondente: il pulsante
Incolla.

a. Dopo aver cliccato sul pulsante Copia o sul pulsante Sposta, Excel mo-
difica il bordo intorno alle celle, facendo comparire una linea tratteg-
giata. Il bordo tratteggiato indica proprio l’area copiata o tagliata

L’elemento copiato può essere incollato più di una volta; fino a quando è visibi-
le il bordo tratteggiato, sarà sufficiente fare clic nelle celle di destinazione e
premere con un clic del mouse, il pulsante Incolla.

37
a

38
1.7.4.2.1 - Opzioni del pulsante Incolla
Il pulsante Incolla permette di incollare in modo selettivo
mettendo a disposizione l’anteprima dinamica 14 pulsanti
con i quali è possibile incollare verificando visivamente
quale sarà l'aspetto del contenuto incollato prima di incol-
larlo effettivamente nel foglio di lavoro. Cliccando sul pul-
sante Incolla, verrà visualizzato un menu contenente ele-
menti che cambiano in base al contesto, per adattarsi in
modo ottimale al contenuto che si sta riutilizzando. Ven-
gono inoltre visualizzate l’anteprima e le descrizioni co-
mandi con informazioni aggiuntive, per aiutare l'utente a
prendere la decisione più appropriata.

Vediamo insieme in dettaglio alcune di queste voci:

- Tutto incolla tutti gli aspetti della cella selezionata


- Formule incolla solo le formule contenute nelle celle dell’intervallo di
copia nell’intervallo di destinazione
- Tutto eccetto i bordi incolla i dati senza modificare il formato dei bor-
di, nel caso si dovesse copiare in una cella già formattata
- Trasporre incolla il contenuto delle celle copiate modificandone
l’orientamento, invertendo ciò che era all’interno delle righe con quello
che era nelle colonne e viceversa.
- Valori quando in una cella è presente una formula Excel incolla natu-
ralmente la formula modificando i riferimenti di riga e colonna. Questa
opzione consente di incollare il valore presente nella cella copiata ovve-
ro il risultato della formula.
- Il collegamento invece di incollare il contenuto delle celle tagliate o co-
piate incolla un riferimento alle celle di origine, ignorando la formatta-
zione originale

39
1.7.4.3 - Tagliare e incollare
A differenza del comando Copia quando si Taglia l’operazione di incollamento
inserisce una copia di ciò che è negli appunti nelle celle di destinazione rimuo-
vendo i dati copiati dalla posizione di origine; al termine dell’operazione Excel
elimina il bordo tratteggiato non è quindi giustamente possibile ripetere il co-
mando in altre aree del foglio.

Quando si esegue lo spostamento di una o più celle Excel:

- sposta sia il contenuto che il formato delle celle evidenziate;


- non esegue il comando restituendo un messaggio di errore se il blocco
da trasferire è composto da una selezione multipla, ovvero non è
composto da un singolo blocco rettangolare di celle;
- sovrascrive il contenuto e il formato di ogni cella esistente
nell’intervallo di destinazione

1.7.4.4 - Copiare e spostare utilizzando il mouse


Possiamo copiare o spostare il contenuto di una o più celle velocemente utiliz-
zando il mouse.

1.7.4.4.1 - Per copiare una cella utilizzando il mouse:


a. Evidenziare la cella o il gruppo di celle nelle quali è presente il dato da
copiare negli appunti
b. Comparirà nell’angolo in basso a destra della cella
b
(nel caso di più celle nell’angolo in basso a destra
della matrice) un piccolo quadratino
c. Portare il puntatore del mouse sul quadratino; no-
tate che il puntatore assume la forma di una piccola croce di colore ne-
ro
d. Tenere premuto il tasto sinistro del mouse e contemporaneamente
trascinare sulle celle di destinazione

40
e. Excel copierà il contenuto della cella di origine nelle celle di destinazio-
ne. Nel nostro caso la cella di origine contiene una formula; Excel ha
copiato nelle celle di destinazione la formula adeguando il riferimento

di riga e colonna al contenuto delle celle di destinazione restituendo


quindi la somma del Trimestre 2, del Trimestre 3 ecc..
f. Facciamo clic nella cella C9 nella Barra della formula è presente la
formula: =C4+C5+C6+C7
g. Facendo clic nella cella D9 la formula è =D4+D5+D6+D7 e così via

1.7.4.4.2 - Spostare una cella utilizzando il mouse


a. Evidenziare la cella o il gruppo di celle nelle quali è presente il dato da
copiare negli appunti
b. Portare il puntatore del mouse su di un
punto qualsiasi del bordo inferiore del- c
la cella o della matrice (gruppo di celle
evidenziate) da spostare
e
c. Il puntatore assumerà la forma di quat-
tro piccole frecce sovrapposte
d. Tenere premuto il tasto sinistro del
mouse e contemporaneamente trasci-
nare sulla cella di destinazione
e. Excel sposta il contenuto della cella la-
sciando inalterati i riferimenti di cela nella formula
Mettiamo in pratica ciò che è stato appena spiegato lavoriamo in-
sieme sul File Profitto.xlsx
41
Per eseguire una copia occorre individuare: cosa copiare (cioè la cella in cui so-
no presenti i valori da copiare) e dove copiare (cioè la cella in cui copiare)

Copiamo ora la formula presente nella cella B8 nelle celle C8 e D8

Dovrebbe essere già attiva ad ogni modo:

1. Cliccare sulla cella B8 per renderla attiva


2. Cliccare sul pulsante Copia presente nella scheda Home gruppo pul-
santi Appunti

Il bordo della cella B8 diventa tratteggiato ad indicare che il contenuto è stato


memorizzato negli appunti

3. Cliccare sulla cella C8 e tenendo premuto il mouse trascinarlo sulla cel-


la D8

Risulteranno evidenziate due celle, C8 e D8

4. Cliccare sul pulsante Incolla presente nella scheda Ho-


me gruppo pulsanti Appunti

3
Al termine della copia, le celle C8 e D8riporteranno rispettivamente i valori
3.615,2 e 3.718,49i totali calcolati per le colonne C e D.

5. Cliccare sulla cella C8 per renderla attiva

42
La barra delle formule contiene la nuova formula aggiornata =SOMMA(C5:C7).
Il processo di copia ha adeguato automaticamente la formula da copiare alla
cella in cui la formula stessa è stata copiata. La formula originariamente inseri-
ta nella cella B8 è stata interpretata da Excel come la somma delle tre celle che
si trovano più in alto della cella stessa (cioè le celle B5, B6, B7); durante la co-
pia la formula si è trasformata in maniera tale da calcolare sempre la somma
delle tre celle più in alto. Questo adeguamento automatico di una formula illu-
stra il concetto di riferimento relativo di cella.

6. Cliccare sulla cella D8 per renderla attiva.


7. Controllare il contenuto della barra della formula e ripetere le conside-
razioni di cui sopra.

1.7.4.5 - Annullare l’ultima operazione eseguita


Quando si commette un errore è possibile annullare l’operazione eseguita.
Quindi, prima di impartire un nuovo comando si possono eliminare gli effetti
indesiderati causati dall’ultimo comando eseguito.

1. Cliccare sul pulsante Annulla presente nella


Barra di accesso rapido sul bordo in alto a sini-
stra della finestra

Le formule appena copiate sono state eliminate.

Questa operazione è stata fatta solo a titolo di esempio, non perché fosse erra-
ta. Però avremo così la possibilità di vedere un altro modo per copiare una
formula

1.7.4.6 - Come copiare una formula per trascinamento


Utilizzando il mouse è possibile copiare formule in maniera più rapida.

1. Cliccare sulla cella B8 per renderla attiva

43
2. Spostare il mouse nell’angolo destro in basso della cella B8 finché non
assume la forma di una croce nera sottile.
3. Premere il tasto del mouse e spostare il puntatore fino alla cella D8.
Lasciare il mouse.

Se l’operazione è stata eseguita correttamente si è copiato la formula esatta-


mente come fatto in precedenza.

Completiamo il foglio

4. Posizionarsi sulla cella E3


1
5. Immettere: Totale
6. Posizionarsi sulla cella E5
7. Calcolare la somma di riga premendo due volte sul
pulsante somma automatica
8. Copiare la formula di somma fino alla cella E8, utiliz-
zando il sistema del trascinamento

Nelle celle E5, E6, E7 ci sono ora i totali dei tre gruppi; nella cella E8 c’è il totale
generale, cioè tutto il venduto del trimestre

Si vuole ora calcolare l’incidenza percentuale delle vendite di ogni gruppo sul
totale dei tre gruppi.

L’incidenza percentuale si ottiene dividendo il venduto di ogni gruppo per il to-


tale generale: dovremo quindi calcolareE5 diviso E8, e così via.

Per prima cosa attivate la cella in cui volete immettere la formula: F5, quindi
digitate un segno di uguale (=) oppure un segno più (+) per segnalare ad Excel
che si vuole immettere una formula e non inserire del testo.

A questo punto è possibile digitare l’intera formula carattere per carattere,


oppure comporla aiutandosi con il mouse

9. Cliccare sulla cella F5


10. Digitare: =
11. Cliccare sulla cella E5
44
12. Digitare: /
13. Cliccare sulla cella E8
14. Premere: Invio

L’incidenza percentuale è di circa il trenta percento; assegneremo più tardi un


formato più idoneo alla cella

Provate a copiare la formula


nelle celle sottostanti!

Excel ha restituito un messag-


gio di errore, abbiamo quindi
sbagliato. Vediamo insieme
perché

15. Fate clic sul pulsante


Annulla posizionato nel-
la Barra di accesso rapido

1.7.5 - Riferimenti di cella nelle formule


Un riferimento di cella identifica in una cartella di lavoro una cella o un gruppo
di celle. Quando in una formula, inseriamo riferimenti a celle presenti nel fo-
glio di calcolo, colleghiamo la cella che contiene la formula, alle celle a cui la
formula fa riferimento. Il valore della cella nella quale è presente la formula di-
pende dal valore delle celle alle quali la formula fa riferimento. Al variare di
una di esse cambia automaticamente anche il risultato della formula.

1.7.5.1 - Riferimenti relativi e assoluti


Nelle formule e nelle funzioni che abbiamo inserito fino ad ora nel nostro fo-
glio di esempio, abbiamo fatto sempre riferimento alle celle in base alla loro
posizione nel foglio, facendo un esempio inserendo nella cella F5 la formula
=E5/E8 è come se ad Excel avessimo detto: dividi il contenuto della cella posi-
zionata 1 colonna a sinistra con il contenuto della cella posizionata 1 colonna
a sinistra 3 righe sotto
45
Scrivendo la formula in questo modo, nel momento in cui abbiamo copiato la
formula nelle celle sottostanti, Excel ha modificato il riferimento di riga e co-
lonne rispettando sempre la
distanza (cella posizionata 1
colonna a sinistra diviso il
contenuto della cella posizio-
nata 1 colonna a sinistra 3
righe sotto) tra la cella in cui
è scritta la formula e le celle
a cui essa fa riferimento.
Quindi copiando la formula nella F6 Excel invece di dividere il valore presente
nella cella E6 con il valore presente nella cella E8(il totale delle entrate mensili)
ha diviso il valore presente nella cella E6 con il valore presente nella cella E9.
Ma, mentre le celle E6 contiene un valore valori la celle E9 è vuota; di qui il
messaggio di errore.

I riferimenti utilizzati nella formula si chiamano Riferimenti Relativi e sono i


riferimenti usati da Excel salvo indicazioni contrarie.

Volendo in una formula far riferimento ad una cella che contiene un valore
che, necessariamente, deve rimanere costante durante la copia, bisogna far
precedere dal simbolo del dollaro “$” l’indirizzo di colonna e di riga. Questo ti-
po di riferimento prende il nome di Riferimento assoluto.

Continuiamo a lavorare insieme sul documento Profitto.xlsx inserendo questa


volta la formula nel modo corretto

1.7.5.2 - Specificare un indirizzo assoluto di cella


Abbiamo visto come la percentuale corretta del gruppo di venditori A rispetto
al totale si ottiene dividendo il totale del gruppo A (il contenuto della cella E5)
per il totale generale (il contenuto della cella E8); la formula quindi è =E5/E8.

46
Copiando questa formula nella cella F6, Excel la trasformerà in =E6/E9 per ri-
flettere la nuova posizione; ciò genera, però, un errore perché la cella E9 non
contiene nulla.

Copiando la formula vorremmo che mentre il numeratore si aggiorna dinami-


camente (cioè E5 diventa E6), il denominatore resti invariato (cioè E8 rimane
costante).

La formula per calcolare il totale trimestrale di ogni gruppo di venditori in per-


centuale rispetto a quello della società, richiede l’utilizzo di un indirizzo di cella
assoluto

Excel considera assoluta (cioè invariante) ogni parte di un indirizzo di cella


preceduto dal segno $. In questo esempio la formula corretta da inserire in
F5 è la seguente: =E5/$E$8.

In pratica si opera così:

1. Posizionarsi sulla cella F3del foglio di lavo-


ro Profitto.xlsx
2. Immettere: Totale %
3. Posizionarsi sulla cella F5
4. Immettere: =E5/E8 (senza dare In-
vio!!!)
5. Premere: il tasto F4
(Excel modificherà la formula aggiungendo il $ prima del riferimento di
colonnae prima del riferimento di riga)
6. Premere: Invio
7. Copiare la formula nelle celle F6 e F7.

Se tutte le operazioni sono state eseguite correttamente, ora il foglio di lavoro


si presenterà così:

47
Dopo aver completato i dati del conto profitti e perdite, ne possiamo migliora-
re la grafica apportando delle modifiche al formato delle celle ed al loro conte-
nuto.

1.7.6 - Formattazione del Foglio di lavoro


La formattazione agisce sull’aspetto di un foglio di lavoro di Excel migliorando-
ne la leggibilità dei dati in esso contenuti. Con la formattazione è possibile tra-
sformare dettagli molto complicati di un Foglio, in informazioni evidenziando
dati importanti e aggiungendo riscontri visivi. La scheda Home della Barra mul-
tifunzione contiene i pulsanti maggiormente utilizzati per la formattazione dei
Fogli di calcolo.

La formattazione in Excel è molto semplice: si evidenzia la cella o un intervallo


di celle dove è presente il dato da formattare e si utilizzano i comandi adeguati
presenti nella scheda Home.

48
1.7.6.1 - Selezionare un gruppo di celle
Possiamo evidenziare un gruppo di celle del nostro foglio di lavoro sia utiliz-
zando il mouse che la Casella nome.

a. Fare clic nella prima cella del gruppo da evidenziare e trascinare, sulle
celle da evidenziare tenendo premuto il tasto destro del mouse. Il
gruppo da evidenziare deve essere formato da celle adiacenti
b. in caso contrario si dovrà procedere evidenziando prima le celle adia-
centi poi premendo il tasto CTRL della tastiera e contemporaneamente
il tasto sinistro del mouse procedere nella selezione delle altre celle

49
c. Volendosi servire della Casella no-
me si dovrà digitare il riferimento c
della prima cella posizionata
nell’angolo in alto a sinistra
dell’ipotetico rettangolo da eviden-
ziare, nel nostro caso A3 digitare i due punti “:” e premere i tasti per
inserire il riferimento alla cella posizionata nell’angolo in basso a de-
stra del rettangolo da evidenziare, nel nostro caso D7
d. Quando abbiamo la necessità di evidenziare gruppi di celle non conti-
gue e vogliamo utilizzare la Casella
nome dobbiamo separare i riferi-
menti ai gruppi di celle adiacenti con
il punto e virgola “;”
d

50
1.7.6.2 - Inserire, gestire ed eliminare
Celle – Righe – Colonne – Fogli di lavo-
ro
Sul margine destro della scheda Home, trova posto
il gruppo pulsanti Celle. Sono tre pulsanti che apro-
no tre piccoli menù a discesa, nei quali sono posi-
zionate le voci per poter aggiungere o eliminare
elementi del foglio sul quale stiamo lavorando; per
gestire l’altezza e la larghezza delle righe e delle colonne, per rinominare co-
piare o spostare l’intero foglio di lavoro, per modificare il colore della linguetta
del foglio.

Inserisci facendo clic su questo pulsante Excel apre un menù nel quale trovia-
mo le voci per inserire:

a. Celle…… quando si clicca su questa vo-


ce Excel apre l’omonima finestra di dia-
logo nella quale possiamo indicare co-
me inserire le celle vuote, al di sopra o
a sinistra della cella attiva Quando si
inseriscono nuove celle vuote, quelle
della stessa colonna vengono spostate
automaticamente verso il basso oppu-
re se della stessa riga vengono sposta-
te automaticamente a destra per con-
sentire l'inserimento delle nuove celle. Analogamente, è possibile inse-
rire righe al di sopra di una riga selezionata e colonne a sinistra di una
colonna selezionata.
b. Colonne cliccando su questa voce viene inserita una colonna a sinistra
della colonna dove è posizionata la cella attiva
c. Righe cliccando su questa voce viene inserita una riga sopra alla riga
dove è posizionata la cella attiva

51
d. Fogli consente di aggiungere un nuovo foglio di lavoro al file

Elimina apre un menù nel quale sono elencate le


voci per poter eliminare un elemento del foglio di
lavoro. Le voci in elenco sono le stesse del pulsan-
te Inserisci il comando è però diverso. Invece di
inserire Excel elimina l’elemento desiderato. Nel
caso di Elimina Celle…. aprirà l’omonima finestra
di dialogo simile alla finestra Inserisci celle nella
quale sarà possibile specificare come gestire le

celle rimanenti.

Formato già abbiamo fatto conoscenza con questo


pulsante che permette la gestione del formato delle
righe, delle colonne, dell’intero foglio di lavoro.

Bene! Continuiamo il nostro lavoro sul file


Profitto

Aggiungiamo nel foglio di lavoro una riga bianca tra i dati e i totali.

Quando si inserisce una riga, Excel abbassa di una le


righe sottostanti. Tutte le formule che si riferiscono
alle celle spostate verranno aggiornate per riflettere
2
i nuovi indirizzi di cella

1. Posizionarsi sulla cella A8


2. Fare clic sul triangolino con il vertice rivolto
verso il basso del pulsante Inserisci presente
nella scheda Home gruppo pulsanti Celle e dal menù a tendina sceglie-
re Inserisci righe foglio

52

1.7.6.3 - Formattazione del carattere


I comandi per la formattazione del carattere presente nelle celle del Foglio di
lavoro sono raggruppati nell’omonimo gruppo presente nella scheda Home.
Excel fornisce gli strumenti per modificare il Tipo di carattere nel gruppo pul-
santi è presente l’omonima casella di riepilogo con l’elenco dei tipi di carattere
disponibili per l’intera Cartella di lavoro.

a. Scorrendo il cursore tra le voci presenti nell’elenco, vedrete il testo


presente nella cella o nell’intervallo di celle selezionato trasformarsi di
volta in volta, assumendo le sembianze del font sul quale è posizionato
il puntatore del mouse.

Immediatamente a destra della casella di riepilogo Tipo di carattere è presente


la casella Dimensione. In questa casella è presente un elenco di numeri che
corrispondono alla dimensione del carattere.

b. Le dimensioni di un carattere sono misurate in punti, 72 punti corri-


spondono ad un pollice. I numeri presenti nell’elenco sono direttamen-
te proporzionali alla grandezza del carattere, più è grande il numero
più e grande il carattere. Scorrendo il cursore tra le voci presenti
nell’elenco, vedrete il testo selezionato trasformarsi di volta in volta.

Nel gruppo pulsanti Carattere presente nella scheda Home troviamo inoltre i
comandi per:

a. Trasformare il carattere del testo presente nella o nelle celle evidenzia-


te in Grassetto
b. Trasformare il carattere del testo presente nella o nelle celle evidenzia-
te in Corsivo
c. Trasformare il carattere del testo presente nella o nelle celle evidenzia-
te in Sottolineato
53
d. Inserire bordi alle celle evidenziate
e. Aggiungere uno sfondo alle celle
f. Modificare il colore del carattere del testo presente nella o nelle celle
evidenziate
g. Ingrandire o ridurre di un punto il carattere nella o nelle celle eviden-

a
f
b
c d e
ziate

1.7.6.4 - Allineamento del testo nelle celle


I comandi per l’allineamento del testo all’interno delle celle selezionate, sono
presenti nell’omonimo gruppo della scheda Home

Agendo sugli appositi pulsanti possiamo agire sul testo contenuto nelle celle
evidenziate eseguendo un allineamento:

a. In alto allineando in verticale il testo sul bordo superiore della o delle


celle evidenziate
b. Al centro in verticale allineando il testo della o delle celle evidenziate
in modo che risulti alla stessa distanza dal bordo superiore e dal bordo
inferiore
c. In basso allineando in verticale il testo sul bordo inferiore della o delle
celle evidenziate
d. A sinistra come per gli editor di testo allinea il testo contenuto nella o
nelle celle evidenziate al margine sinistro della cella

54
b c g i
a

e f
h
e. Al centro allinea il testo contenuto nella o nelle celle evidenziate la-
sciando la stessa distanza tra il margine sinistro e il margine di destra
della o delle celle con le quali stiamo lavorando
f. A destra allinea il testo contenuto nella o nelle celle evidenziate al
margine destro della cella
g. Orientamento premendo questo g
pulsante Excel visualizza un piccolo
menù nel quale sono presenti le voci
per Orientare con piccole rotazioni il
testo presente all’interno della o
delle celle evidenziate. Sarà suffi-
ciente passare il puntatore del mou-
se sulle voci per vederne in tempo reale l’anteprima.
h. Riduci rientro – Aumenta rientro sono due pulsanti che consentono di
aumentare o ridurre lo spazio tra il margine di inizio testo e il bordo
della cella
i. Testo a capo possiamo utilizzare questo comando quando abbiamo la
necessità di inserire in una cella un testo che supera la larghezza della
colonna. Vedremo in seguito che è possibile aumentare o ridurre la
larghezza delle colonne, accade spesso però che il contenuto
dell’intera colonna esula dalla larghezza di un titolo, allargando quindi
l’intera colonna questa risulterebbe poco funzionale alla lettura dei da-
ti in essa contenuti.

55
i

h. Unisci e allinea al centro è un pul-


sante che consente di unire le celle
evidenziate e contemporaneamente
centrare il testo in esse contenuto
nelle celle unite. È particolarmente
utile per i titoli dei fogli di lavoro

56
1.7.6.4.1 - Formattazione delle celle contenenti numeri
Posizionato alla destra del gruppo pulsanti Allineamento Excel presenta nella
scheda Home il gruppo pulsanti Numeri. In questo gruppo sono presenti i co-
mandi per gestire il formato dei numeri inseriti nelle celle.

a. Valuta questo pulsante consente di sce-


gliere un formato valuta alternativo a
quello predefinito. Facendo clic sul pul-
sante Excel aprirà un piccolo menù nel
quale sono elencate le valute tra le più
diffuse in ogni modo se quella che cer-
chiamo non è presente nell’elenco pos-
siamo sempre ricercarlo nell’elenco che
Excel apre facendo clic sulla voce Altri
formati contabilità….
b. Percentuale facendo clic sul pulsante Excel moltiplicherà per cento il
valore contenuto nella cella aggiungendo il simbolo percentuale “%”
c. Stile separatore inserisce il separatore delle migliaia e dei decimali vi-
sualizzando 2 cifre dopo la virgola, al numero inserito nella cella. È un
formato contabilità senza il simbolo della valu-
ta.
d. Casella di riepilogo Formato numero troviamo
raggruppate tutte le tipologie di possibili for-
mati per un numero. Facendo clic sulla casella
si aprirà un menù nel quale sono visualizzate
attraverso degli esempi le scelte disponibili
e. Aumenta decimali – Diminuisci decimali que-
sti due pulsanti sono utili nel caso di un nume-
ro decimale con molte cifre dopo la virgola;
permette di essere più o meno precisi nella vi-
sualizzazione del dato

57
d

b c e

Mettiamo ora in pratica le spiegazioni formattando insieme celle e


contenuto del foglio di lavoro Profitto.xlsx

Cominciamo con l’assegnare un formato ai numeri del prospetto.

Nelle colonne da B ad E ci sono numeri che rappresentano degli importi e


quindi Euro; nella colonna “F”, invece, i numeri devono essere espressi in per-
centuale; di conseguenza:

1. Fare clic sulla cella B5 e, tenendo il tasto del


mouse pigiato trascinare il cursore fino alla
cella E9 in modo da selezionare tutta l’area (la
zona B5:E9 risulterà annerita).
2. Fate ora clic sul triangolino con il vertice rivol-
to verso il basso a destra del pulsante Genera-
le gruppo pulsanti Numeri. Scegliete la voce
Valuta posizionando sopra il cursore e facen-
do clic con il mouse.
3.

1.7.6.5 - Come allargare le colonne


Può accadere che le colonne ora siano abbastanza larghe rimpiccioliamole

58
1. Portare il puntatore del mouse sull’intestazione delle colonne tra la ca-
sella grigia con la lettera B e quella con la lettera C, finché non assume-
rà la forma….
2. Fare un doppio clic e la colonna adatterà automaticamente la sua lar-
ghezza al contenuto.

Potete anche assegnare alla colonna una


larghezza scelta da voi.

3. Portare il puntatore tra la B e la C,


come fatto in precedenza, pigiare il
tasto del mouse e spostarlo verso
destra o sinistra e, raggiunta la lar-
ghezza desiderata, rilasciarlo
4. Allargare anche le colonne C, D, E.

Assegniamo ora il formato percentuale alle celle F5:F7

5. Fare clic sulla cella F5 e, tenendo il tasto del 6


mouse pigiato trascinare il cursore fino alla cella
F7 in modo da selezionare tutta l’area (la zona
F5:F7 risulterà colorata di azzurro)
6. Fare clic sul pulsante Stile percentuale presente
nel gruppo pulsanti Numeri scheda Home

Ora, se vogliamo possiamo anche aumentare i decimali:

7. Fare clic per due volte sul pulsante Aumenta decimali presente nel
gruppo pulsanti Numeri scheda Home

Vediamo insieme come si allineano le etichette

Poiché i numeri sono allineati nelle celle a destra, vogliamo allineare a destra
anche le relative etichette.

1. Fare clic sulla cella B3 e, tenendo il tasto del mouse pigiato trascinare il
cursore fino alla cella F3 in modo da selezionare tutta l’area
59
2. Fare clic sul pulsante Allinea a destra presente nel gruppo pulsanti Al-
lineamento nella scheda Home
3. Fare ora clic sul pulsante Allinea al centro anche questo presente nel
gruppo pulsanti Allineamento nella scheda Home

Assegniamo un formato al titolo inserito nella cella A1, in modo che risulti
centrato tra le colonne A e F

1. Fare clic sulla cella A1 e, tenendo il tasto del mouse pigiato trascinare il
cursore fino alla cella F1 in modo da selezionare tutta l’area
2. Fare clic sul pulsante Unisci e centra pre-
sente nel gruppo pulsanti Allineamento
nella scheda Home

Nota: Tutte le operazioni di


formattazione del testo fin
qui descritte e tutte le altre
disponibili, possono essere
attivate selezionando prima
l’area su cui operare e facendo clic sul Pulsante di visualizzazione della fine-
stra di dialogo

Il pulsante di visualizzazione
della finestra di dialogo è
una piccola icona presente in
alcuni gruppi. Facendo clic su
di esso, viene visualizzato un
riquadro attività o una fine-
stra di dialogo correlata,
mettendo a disposizione ul-

60
teriori opzioni relative a quel gruppo.

Se tutte le operazioni sono state eseguite correttamente, ora il foglio di lavoro


si presenta così:

Salviamo ora il nostro lavoro

Excel lavora in memoria, come d’altra parte fanno Word e PowerPoint

E’ necessario al termine della sessione di lavoro salvare la cartella su di-


sco per rendere permanenti le modifiche apportate.

1. Per fare ciò è sufficiente fare clic sul pulsante Salva presente nella Bar-
ra di accesso rapido sul bordo in alto a sinistra
della finestra

In alternativa

2. Fare clic sulla Scheda File e scegliere la voce Salva

61
Quando si eseguono lavori che richiedono molto tempo è consigliabile
salvare su disco a intervalli di tempo, per evitare il rischio di perdere tut-
to il lavoro, ad esempio in caso di interruzione di erogazione dell’energia
elettrica.

1.7.7 - Utilizzare il tasto destro del mouse


Molti comandi possono essere anche eseguiti dal menu rapido visualizzato dal
clic con il pulsante destro del mouse: selezionare l’area su cui rendere attivo il
comando e premere il tasto destro del mouse; appare così il menu rapido sen-
sibile al contesto (cioè è differente a seconda dell’area selezionata) da cui sce-
gliere il comando voluto.

Con questo sistema è possibile ad esempio, assegnare un formato, allargare le


colonne, ecc. ecc..

1.7.8 – Completare il foglio di lavoro


1.7.8.1 - Calcolare con la simulazione
Dopo aver stabilito la relazione tra i diversi valori di un foglio di lavoro, ogni
cambiamento di valore influenza le formule che a esso si riferiscono, così Excel
ricalcola automaticamente le formule dipendenti dal valore della cella che è
stato alterato.

Modificando il dato di gennaio relativo al gruppo A (cella B5), cambierà di con-


seguenza il totale mensile (cella B9) e il totale del Gruppo A (cella E5); in fun-
zione di ciò cambierà, a catena, anche il valore del totale generale (cella E9);
infine cambieranno anche tutte le incidenze percentuali dei totali dei singoli
gruppi sul totale (celle F5, F6, F7).

Excel ricalcola, in funzione della modifica di una singola cella tutto il foglio:
modificando, ad esempio, la cella B5 Excel aggiorna prima le celle dipendenti

62
direttamente (celle B9, E5) poi quelle dipendenti da queste ultime (celle E9, F5,
F6, F7).

Modifichiamo le vendite di Gennaio del Gruppo A

1. Posizionarsi sulla cella B5


2. Introdurre 877,98 e poi premere il tasto Invio
3. Posizionarsi sulla cella
4. Introdurre: 1.446,08B6e poi premere il tasto Invio
5. Posizionarsi sulla cella B7
6. Introdurre: 671,39e poi premere il tasto Invio

Osservate come è modificato il vostro foglio di lavoro.

1.7.8.2 - Come nascondere e visualizzare righe e colonne


Capita spesso che in un foglio di Excel ci siano più
righe o colonne di quelle che si desidera vedere
contemporaneamente. In questo caso risulta utile
nascondere tali righe o colonne così che non ap-
paiano a video oppure durante la stampa e magari
visualizzarle nuovamente all’occorrenza.

1. Selezionate la colonna E (fare clic sulla let- 2


tera E che indica la colonna)
2. Fate clic destro del mouse e scegliete la vo-
ce Nascondi

oppure (la strada è un po’ più lunga ma è bene conoscerla)

3. Fate clic sul pulsante For-


mato presente nel gruppo 4
pulsanti Celle nella scheda
Home e dal menù a tendi-
na che compare seleziona-
re la voce Nascondi e sco-

63
pri e dal successivo menù Nascondi colonna.
4. Selezionate ora la riga 8
(fare clic sul numero che identifica la riga) poi un clic sul tasto destro
del mouse e scegliete Nascondi

Oppure nel caso di una o più righe…….

5. Fate clic sul pulsante Formato presente nel gruppo pulsanti Celle nella
scheda Home e dal menù a tendina che compare selezionare la voce
Nascondi e scopri, gruppo Visualizza e successivamente Nascondi ri-
ghe.

Per visualizzare nuovamente la colonna E occorre selezionare contempora-


neamente sia la colonna D che la colonna F facendo un clic sulla lettera D, che
identifica la colonna, e tenendo premuto il tasto del mouse trascinare sulla let-
tera F che identifica la colonna F. Fare un clic con il tasto destro del mouse e
scegliere Scopri. Così per scoprire la riga 8, fare un clic sul numero che identifi-
ca la riga 7 e trascinare in modo da evidenziare anche la riga 9 e dopo un clic
sul tasto destro del mouse scegliere Scopri.

Oppure: fare clic sul pulsante Formato presente nel gruppo pulsanti Celle nella
scheda Home e dal menù a tendina che compare selezionare la voce Nascondi
e scopri e successivamente Scopri righe e ripetere i passaggi per scoprire la co-
lonna. In questo caso non occorre evidenziare né la colonna né la riga

6. Visualizzate la colonna E e la riga 8

Modifichiamo ora insieme il tipo di carattere la dimensione, il colore e lo


sfondo di alcune celle del nostro foglio di lavoro

In Excel i comandi dati agiscono sulle celle attive o su quelle selezionate, di


conseguenza per poter modificare il tipo di carattere, la grandezza ma anche il
colore lo sfondo dobbiamo selezionare la porzione di foglio sulla quale sono
presenti le celle che contengono il testo da modificare. Possiamo scegliere di
64
dare il comando attraverso i pulsanti della barra degli strumenti formattazione
oppure attraverso la finestra di dialogo Formato Celle

1. Posizionarsi sulla cella B3 del nostro foglio di lavoro Foglio1 e trascina-


re tenendo premuto il tasto del mouse fino alla cella F3
(in alternativa posizionarsi all’interno della casella nome sulla barra
della formula digitare B3:F3 e dare invio)
2. scegliere il tipo di carattere Gara-
mond e la dimensione 12 utilizzando i 2
pulsanti Tipo di carattere e Dimen-
sione carattere presenti nel gruppo
pulsanti Carattere nella scheda Home
3. Fare clic sul triangolo con il vertice rivolto verso il basso del pulsante
Colore riempimento presente nello stesso gruppo pulsanti e colore
rosso
4. Per modificare il colore del carattere fare
clic sul triangolino con il vertice verso il
basso vicino al pulsante Colore carattere 4
presente sempre nel gruppo pulsanti Ca-
rattere scheda Home e scegliere il colore
carattere Bianco 3

In alternativa clic sul Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo poi


all’interno della Scheda Carattere scegliere il tipo di carattere richiesto e le di-
mensioni, sulla scheda Riempimento il colore riempimento

Continuiamo a formattare l’intervallo di celle B3:F3 allineando verticalmente al


centro il testo contenuto nelle celle.

5. Fate ora clic sul pulsante Orientamento presente nel gruppo pulsanti
Allineamento scheda Home e scegliete la voce Angolo in senso antio-
rario
6. Fate ora clic sull’intervallo A1:F1 e modificate il carattere in Garamond
16 colore Blu e grassetto
7. Salvare il file
65
1.7.8.3 - Preparare il foglio per la stampa
Nella scheda Layout di pagina, sono presenti i pulsanti per la personalizzazione
e la preparazione per la stampa di un foglio di lavoro di Microsoft Office Excel.
Questi pulsanti consentono una facile e rapida gestione del foglio per la stam-
pa anche in presenza di grandi quantità di dati o grafici

Attiviamo la scheda Layout di pagina e analizziamo insieme il gruppo pulsanti


Imposta pagina

a. Il pulsante Orientamento
presente nel gruppo con-
sente di scegliere come po-
sizionare i dati sul foglio.
a
L’orientamento predefinito
è Verticale. La scelta Oriz-
zontale è utile quando si
hanno tabelle composte da molte colonne e poche righe. In questo
modo si riesce a far entrare l’intera tabella nella pagina.
b. Facendo clic sul pulsante Margini comparirà un menù a tendina con 3
voci: Normale - Largo – Stretto queste voci attivano tre diverse tipolo-
gie di margini standard preimpo-
state velocemente disponibili. In
fondo al menù è presente Margini
personalizzati.. I margini indicano
lo spazio bianco da lasciare a sini-
stra, a destra, in alto, in basso pri-
ma di cominciare a stampare sul
foglio.

66
Un clic sulla voce Margini personalizzati…apre la finestra di dialogo Imposta
pagina nella quale troviamo le ca-
selle dove indicare i centimetri di
spazio bianco da lasciare sui bordi
del nostro foglio durante la stampa. b
a. In questa finestra inoltre,
sono presenti 2 caselle di
controllo per indicare ad Ex-
cel se e come vogliamo che
il nostro elaborato venga
a
posizionato al centro del fo-
glio, se in orizzontale oppure
a
in verticale, a prescindere
dai margini impostati.

La finestra Imposta pagina contiene altre schede

b. Facciamo clic sulla la scheda Pagina

Questa scheda contiene i comandi per gestire sia l’Orientamento della pagina
(cosa tra l’altro già ottenuta utilizzando l’omonimo pulsante presente nel
gruppo Imposta pagina), che
le proporzioni di ciò che an-
dremo a stampare, possiamo
adattare il nostro elaborato
ad un numero prestabilito di
pagine in larghezza ed in al-
tezza (possiamo definire
questi parametri anche at-
traverso i pulsanti presenti
nella scheda Layout di pagi-

67
na gruppo pulsanti Adatta alla pagina)

Controllate con attenzione!!! I comandi presenti nelle prime due schede della
finestra di dialogo Imposta pagina sono raggruppati e disponibili nella scheda
Layout di pagina grazie ai pulsanti presenti nei gruppi: Imposta pagina e Adat-
ta alla pagina

La scheda Intestazione/Piè di pagina consente la personalizzazione dello spa-


zio lasciato nel bordo superiore e in quello inferiore del foglio. Facendo clic sul-
la scheda avremo nella finestra di dialogo i comandi per personalizzare questo
spazio.

Volendo personalizzare lo spazio


riservato all’Intestazione o al Piè
di pagina bisogna fare clic su
uno dei due pulsanti disponibili

Si aprirà una nuova finestra di


dialogo suddivisa in tre pannelli.

Questi pannelli indicano tre spe-


cifiche aree dove inserire il testo
o le immagini, del bordo in que-
stione: Allineato a Sinistra –
Centro – Destra

Nella finestra sono presenti 10

68
piccoli pulsanti in grado di agevolare l’inserimento del testo e velocizzare
l’immissione di informazioni standard nell’intestazione o piè di pagina:

a. Formato testo apre la finestra di dialogo con gli strumenti per la per-
sonalizzazione dei caratteri. Consente la scelta del tipo e dimensione
carattere, allineamento, e attributo come il grassetto, il sottolineato
ecc.
b. Inserisci numero di pagina inserisce il numero della pagina, utile
quando la matrice da stampare contiene molte righe
c. Inserisci numero di pagine inserisce il numero della pagina seguito dal
numero totali di pagine da stampare
d. Inserisci data inserisce la data corrente. Se il file verrà stampato suc-
cessivamente sui fogli sarà presente la data della stampa e non della
creazione del file
e. Inserisci ora inserisce l’ora corrente. Se il file verrà stampato successi-
vamente sui fogli sarà presente l’orario della stampa e non della crea-
zione del file
f. Inserisci percorso file riporta il percorso relativo alla posizione del file
sul dispositivo di memorizzazione
g. Inserisci nome file
h. Inserisci nome foglio
i. Inserisci immagine si aprirà l’omonima finestra di dialogo per indicare
la posizione e il nome del file immagine da inserire
j. Formato immagine questo pulsante viene attivato solo dopo aver inse-
rito un’immagine nell’intestazione o nel piè di pagina. Facendo clic sul
pulsante verrà aperta una finestra di dialogo con i comandi per la ge-
stione dell’immagine

69
b c d e i j

f h
g

Continuiamo ad analizzare la finestra di dialogo Imposta pagina

70
a. Nella scheda Foglio possiamo indicare i ad Excel quali sono le righe che
contengono i ti-
c
toli di colonna o
di riga da ripete- a
re sulle nuove
pagine nel caso
di stampe su più
b
pagine
b. La casella di
controllo Griglia
attiva la stampa
di una griglia sul
foglio stampato.
c. Se nel nostro fo-
glio di lavoro ci
fossero molti dati, fosse composto da molte colonne e righe, attraver-
so la scheda Foglio potremmo indicare l’Area di stampa, la porzione di
foglio da stampare, il Range: per Excel il rettangolo di celle formato dal
nome della cella in alto a sinistra del rettangolo seguita dai due punti e
dal nome della cella in basso a destra del rettangolo. Per esempio
B2:G8

Mettiamo ora in pratica ciò che è stato spiegato, prepariamo insieme


il Foglio di lavoro del file Profitto

Come abbiamo appena visto sono i pulsanti presenti nella scheda Layout di
pagina, che consentono la gestione e la personalizzazione prima della stampa,
di un foglio di lavoro di Microsoft® Office Excel contenente grandi quantità di
dati o grafici.

Per ottimizzare rapidamente il nostro elaborato possiamo utilizzare la visualiz-


zazione Layout di pagina ed ottenere risultati professionali. In questa visualiz-
71
zazione è possibile modificare il layout e il formato dei dati così come nella vi-
sualizzazione Normale, con il vantaggio tuttavia di poter utilizzare i righelli per
misurare la larghezza e l'altezza dei dati, nonché modificare l'orientamento
delle pagine, aggiungere o modificare le intestazioni e i piè di pagina, imposta-
re i margini per la stampa e nascondere o visualizzare intestazioni di riga e di
colonna.

Andiamo però per gradi: usiamo dapprima i comandi presenti nei pulsanti della
scheda Layout di pagina e successivamente ripeteremo le stesse operazioni
utilizzando la visualizzazione Layout di pagina

1. Attivate la scheda Layout di pagina


2. Fate clic sul pulsante Orientamento
presente nel gruppo pulsanti Imposta
pagina
3. Scegliete la voce Orizzontale
3

Notate! Excel ha inserito una riga verticale trat-


teggiata a destra della colonna L e tra la riga 32
e la riga 33. Queste righe tratteggiate stanno ad indicare i margini del foglio
che verrà stampato.

Il posizionamento della riga tratteggiata dipende dal formato della pagina e


dalla stampante predefinita potreste quindi vederlo visualizzato al limite di al-
tre colonne e altre righe

72
I dati contenuti nelle colonne a destra di quella tratteggiata e le righe al di sot-
to della riga tratteggiata saranno stampati in nuove pagine. La sequenza di
stampa delle pagine è per default verticale quindi Excel stamperà dapprima il
contenuto delle pagine sottostanti alla prima e successivamente quelle che si
trovano nelle colonne a destra rispetto la prima pagina.

4. Fate ora clic sul pulsante Margini anche questo pulsante presente nel
gruppo Imposta pagina

I margini indicano lo spazio bianco da lasciare a sinistra, a destra, in alto, in


basso prima di cominciare a stampare i dati sul foglio.

5. Fate clic sulla voce Margini personalizzati……


6. Attivate con un clic nelle caselle Orizzontale e Verticale nel gruppo
Centra nella pagina

73
7. Fate ora clic sulla scheda Intestaz./Piè di pag. notate che come impo-
stazione predefinita nel piè di pagina è presente il nome del foglio e il
numero della pagina,
8. Fate clic sul pulsante Personalizza intestazione
9. Fate doppio clic sul nome del foglio presente nell’intestazione
&[Scheda]
10. Premete il tasto Canc.
11. Fate clic sul pulsante OK

Personalizziamo il piè di pagina

12. Fate clic sul pulsante Personalizza piè di pagina


13. Fate ora clic nel riquadro al centro cancellate il codice già presente, re-
lativo alla numerazione della pagina (Pagina &[Pagina])
14. Inserite “Primo trimestre 2011”
15. Nel riquadro di sinistra inserite il nome del foglio facendo prima un clic
nel riquadro di sinistra per renderlo attivo e poi selezionate l’ottavo
pulsante da sinistra.
16. Nel riquadro di destra invece inserite la data odierna facendo clic sul
quarto pulsante da sinistra
17. Clic sul pulsante OK

74
Appare nuovamente la finestra di dialogo Imposta pagina

Nella scheda Foglio indichiamo ad Excel che vogliamo che si ripeta su tutte le
pagine (anche se il nostro lavoro è composto da una sola pagina) il contenuto
della prima riga.

1. Attivate la scheda Foglio


2. Fate clic sul pulsante a destra della casella Righe da ripetere in alto
questo pulsante consente di ridurre la finestra in modo da poter indi-
care direttamene sul foglio di lavoro qual è la riga da ripetere.

3. Fate ora un clic sul numero che individua la riga 1


4. Per estendere ora la finestra di dialogo è necessario cliccare sul pulsan-
te di destra posizionato sotto il pulsante chiudi finestra

5. Attivate la casella Griglia in modo da far visualizzare la griglia sul foglio


stampato.
6. Chiudete facendo clic sul pulsante OK

75
5

Alcuni comandi presenti nella scheda Foglio sono raggruppati e disponibili gra-
zie ai pulsanti presenti nel gruppo: Opzioni del foglio della scheda Layout di
pagina. La scheda foglio inoltre, è rapidamente raggiungibile facendo clic sul
Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo presente nel gruppo co-

mandi Imposta pagina

1.7.8.4 - Stampare il foglio di lavoro


Prima di stampare il foglio di lavoro è consigliabile vederlo in anteprima. Excel
dà, infatti, la possibilità di controllare a video quello che sarà poi il risultato
della stampa.

Per vedere la stampa in anteprima, fare clic sul Pulsante visualizzazione Back-
stage (Scheda File) dalla finestra di dialogo scegliere la voce Stampa

Nel pannello di destra relativo alla visualizzazione Backspace della voce stam-
pa è suddiviso in 2 riquadri:
76
Nel riquadro di sinistra sono visibili 3 sezioni: Stampa, Stampante e Imposta-
zioni

Nella sezione Stampa ci


sono i pulsanti per:
a
b
a. Avviare la stampa
b. Per indicare il nu-
mero di copie de-
siderate c

Nella sezione Stampanti è


presente una casella di
riepilogo nella quale d

c. Sono elencate le
stampanti disponi- e
bili f

Nella sezione Impostazioni g


ci sono controlli che attiva- h
ti visualizzano piccoli menù
attraverso i quali è possibi-
li scegliere:

d. Se stampare solo il
foglio attivo, i
l’intera cartella di lavoro o parte di
essa i
e. Indicare le pagine del foglio da
stampare
f. Se fascicolare o meno le copie. Ad
esempio lasciando attiva la voce
Fascicola copie se scegliete di

77
stampare 10 copie di un Foglio strutturato in 8 pagine, otterrete 10
copie dell’intero Foglio dalla pagina numero 1 alla pagina numero 8 in-
vece che 10 copie della pagina numero uno, poi 10 copie della pagina
numero due e così via fino alla pagina numero 8
g. Modificare l’orientamento il formato e i margini del foglio cosa che ab-
biamo visto possiamo impostare con i comandi presenti nella scheda
Layout di pagina
h. Le dimensioni del foglio
i. Per ridurre le dimensioni dell’elaborato nel caso non si riuscisse a farlo
entrare tutto in una pagina. Sia decidendo noi la percentuale attivando
la voce Opzioni proporzioni personalizzate… che facendo fare diret-
tamente ad Excel

Il riquadro di destra presenta la visualizzazione


dell’anteprima della stampa del foglio di lavoro. I
selettori posizionati nella parte bassa del riquadro
qualora il foglio fosse suddiviso in più pagine con-
sentono il passaggio alle pagine successive

Stampiamo il Foglio attivo della Cartella di lavoro Profitto.xlsx

1. Accertatevi che la stampante sia accesa


2. Fate clic sul pulsante Stampa
3. Chiudete il file senza salvare!!!!!

78
Perché vi ho fatto chiudere senza salvare?

Vi ricordate? All’inizio del paragrafo “Preparare il foglio per la stampa” vi ho


parlato della visualizzazione Layout di pagina.

1.7.8.5 - Preparare il foglio per la stampa


Vedremo ora come preparare facilmente e rapidamente il nostro foglio di lavo-
ro per la stampa utilizzando questa visualizzazione.

1. Aprite nuovamente il file Profitto.xlsx


2. Attivate ora la scheda Visualizza
3. Fate clic sul pulsante Layout di pagina presente nel gruppo pulsanti Vi-
sualizzazioni cartella di lavoro (è il secondo partendo da sinistra)

La visualizzazione Layout di pagina ci consentirà di preparare il foglio per la


stampa vedendo in tempo reale il risultato. Nelle vecchie versioni di Excel
l’ultima operazione eseguita dopo aver creato il foglio di lavoro era l’anteprima

79
di stampa (è quello che abbiamo fatto noi prima di stampare). Lo scopo era
quello di verificare il relativo adattamento dell’elaborato in una pagina e basta
se si devono apportare modifiche ai dati si chiude l’anteprima e si opera. La vi-
sualizzazione Layout di pagina invece è molto funzionale consente di agire sul
foglio vedendo come sarà una vola stampato.

Mi spiego meglio: questa nuova visualizzazione consente di inserire diretta-


mente nel foglio le intestazioni e i piè di pagina e non attraverso delle finestre
di dialogo, ci fa avere a portata di mano i righelli per impostare i margini, ve-
diamo tutte le pagine in cui il nostro foglio verrà suddiviso.

4. Muovete la barra di scorrimento verticale e successivamente quella


orizzontale per prendere confidenza con la nuova visualizzazione
5. Fate clic nell’area dedicata all’intestazione dove è presente il controllo
Fare clic per aggiungere una intestazione

La barra multifunzione si è arricchita con una nuova scheda la scheda Intesta-

zione & piè di pagina

6. Attivate la scheda Intestazione & piè di pagina

7. Inserite il nome del file al centro dell’intestazione facendo clic


sull’omonimo pulsante presente nel gruppo pulsanti Elementi intesta-
zione e piè di pagina

80
8. Spostatevi nel piè di pagina usando la barra di spostamento verticale
9. Inserite a sinistra il nome del foglio utilizzando l’apposito pulsante pre-
sente nella scheda Intestazione & piè di pagina (è il settimo partendo
da sinistra tra quelli presenti nel gruppo Elementi intestazione e piè di
pagina)
10. Inserite a sinistra “Profittieperdite2011”
11. Inserite a destra la data corrente (è il terzo pulsante partendo da sini-
stra tra quelli presenti nel gruppo Elementi intestazione e piè di pagi-
na)

12. Fate clic sulla cella A1


13. Portate il cursore sul bordo sinistro del righello a sinistra della colonna
A tra lo spazio colorato di verde chiaro e quello colorato di verde in-
tenso. Quando il cursore assumerà questa forma, una doppia freccia
orizzontale fate clic con il mouse e tenendo premuto il tasto trascinate
verso destra fino a raggiungere 3 cm come margine di sinistra

14. Portate il cursore sul bordo destro del righello a destra della colonna K
tra lo spazio colorato di verde chiaro e quel-
lo colorato di verde scuro.
Quando il cursore assumerà la forma di una
doppia freccia orizzontale fate clic con il
mouse e tenendo premuto il tasto trascina-
te verso sinistra fino a raggiungere 3 cm
come margine di destra

81
15. Disattivate ora la visualizzazione della Griglia, il comando è presente
nella scheda Layout di pagina gruppo Opzioni del foglio.
16. Fate un clic sul Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo per
richiamare la finestra Imposta pagina e centrate verticalmente ed oriz-
zontalmente i dati nella pagina
17. Indicate la riga 1 come Riga da ripetere in alto
18. Salvate il file

1.7.8.6 - Modificare il nome e il colore della linguetta di un


Foglio di lavoro
Abbiamo più volte detto che possiamo parago-
nare un file di Excel ad una cartella con
all’interno fogli di lavoro organizzati in righe e
colonne, ogni foglio può contenere svariate ri-
ghe e colonne. Possiamo quindi predisporre il
nostro file inserendo i dati in un solo foglio di
lavoro ma anche in più fogli ed eventualmente
utilizzando per le nostre formule i dati presenti
sugli altri fogli. È buona regola quindi assegnare al foglio di lavoro un nome che
ne ricordi il contenuto in modo da essere aiutati quando ricerchiamo il dato.

Per modificare il nome ad un foglio di calcolo si utilizza il pulsante Formato


presente nella scheda Home un clic
sul pulsante, apre un menù organiz- a
zato in sezioni. Nella sezione orga-
nizza Fogli sono presenti le voci che
consentono: b
a. Di Rinominare il foglio

c
82
b. Di Copiare o spostare in un’altra posizione o un altro File il foglio di la-
voro vedremo in seguito praticamente come utilizzare questo comando
c. Di personalizzare il colore della linguetta associata al foglio

Possiamo richiamare questi stessi comandi fa-


cendo un clic destro direttamente sulla Linguetta
associata al foglio. Excel aprirà un menù di scelta
rapida sul quale avremo disponibili le voci asso-
ciate ai comandi per gestire l’intero foglio di la-
voro

Vediamo con un esempio pratico come


Facendo clic destro sulla linguetta
utilizzare questi pulsanti

1. Fate un clic con il tasto destro scegliere Rinomina dal menù a tendina
che compare

Notate il nome del foglio nella parte bassa della finestra, Excel lo ha evidenzia-
to scrivendo il nome in nero su di uno sfondo
grigio; avreste ottenuto lo stesso risultato fa-
cendo un doppio clic sul nome del foglio

2. Digitate Profitto 2011 e premete il tasto Invio


3. Modificate ora in verde il colore della linguetta scheda facendo clic
nuovamente clic destro con il mouse e dal menù rapido che compare
scegliere Colore linguetta scheda e successivamente il colore verde
4. Eliminare la riga 4 facendo un clic con il mouse sul numero 4 che iden-
tifica la riga e dalla scheda Home fare clic sul pulsante Elimina presen-
te nel gruppo pulsanti Celle
5. Salvare stampare e chiudere il file


Esercizio 1

83
Questo esercizio consiste nel creare una tabella che calcola le quote di ammor-
tamento dei beni ammortizzabili.

1. Fare clic sul pulsante di Office e scegliere Apri successivamente fare


clic sulla voce Nuovo e poi Cartella di lavoro vuota
2. Crea il seguente 'Piano di ammortamento'. Lascia per il momento vuo-
te le celle indicate come formula.
3. Scrivere nella cella A1: Piano di ammortamento dei beni ammortizza-
bili
4. Proseguire nella cella A3 inserendo: Beni
5. Nella cella B3: Perc. %
6. E così via seguendo lo schema sotto indicato

84
Beni Perc. % Anno Costo Fondo Quota Residuo

Mobili e arredi 15 2011 13.324,59 formula formula formula

Mobili e arredi 15 2011 2.633,93 formula formula formula

Mobili e arredi 15 2010 661,06 formula formula formula

Macchine d'uffi-
cio 12 2011 5.345,33 formula formula formula

Macchine d'uffi-
cio 12 2010 1.360,35 formula formula formula

Computer 20 2010 12.271,02 formula formula formula

Computer 20 2009 1.900,56 formula formula formula

Computer 20 2009 2.535,80 formula formula formula

Impianti generi-
ci 15 2011 16.681,56 formula formula formula

Impianti generi-
ci 15 2009 1.704,31 formula formula formula

Impianti specifi-
ci 25 2010 9.516,23 formula formula formula

Macchinari di-
versi 15 2011 14.460,79 formula formula formula

Macchinari di-
versi 15 2009 2.840,51 formula formula Formula

Totali formula formula formula formula

85
8. Aggiungi le formule richieste tenendo presente che:

Fondo =Costo * Perc.% / 100 * (“Digitare l’anno corrente”-Anno)

Scriviamola insieme

Fate clic nella cella E4 e digitate =D4*B4/100*(2012-C4)io ho inserito come


anno corrente il 2012 voi dovete inserire il vostro anno corrente.

9. Copia la formula per tutta la colonna

Quota = Costo * Perc.% / 100

Scriviamola insieme

Fate clic nella cella F4 e digitate =D4*B4/100

10. Copia la formula per tutta la colonna

Residuo = Costo – Fondo

Scriviamola insieme

Fate clic nella cella G4 e digitate =D4-E4

11. Copia la formula per tutta la colonna

Le formule sull'ultima riga consistono nella sommatoria delle singole colonne.

12. Applica un formato valuta alle celle che vanno da D4 a G16


13. Unisci e centra il titolo tra le celle A1 e G1
14. Formatta il titolo con caratteri in Grassetto corpo 16 colore rosso
sfondo Verde scuro
86
15. Formatta il titolo delle colonne con caratteri in Grassetto corpo 14 co-
lore bianco sfondo Blu
16. Inserisci una colonna vuota tra la colonna D e la colonna E. Per inserire
una nuova colonna tra la D e la E selezionare l’intera colonna E fare
clic sul pulsante Inserisci presente nella scheda Home gruppo pulsanti
Celle
17. Inserisci una riga vuota prima e dopo la riga con i titoli delle colonne.
Per inserire una nuova riga selezionare l’intera riga facendo clic sul
numero che identifica la riga. Successivamente E fare clic sul pulsante
Inserisci presente nella scheda Home gruppo pulsanti Celle
18. Rinomina il foglio di lavoro chiamandolo Piano ammortamento e colo-
ra di rosso la linguetta scheda
19. Salva il file con il 'Piano di ammortamento' sul desktop nella cartella
Base Excel
20. Inserire nell’intestazione allineato a sinistra il testo Piano di Ammor-
tamento e allineata a destra del documento il nome del file e il percor-
so del nostro file (la cartella dove è memorizzato) al centro il numero
della pagina
21. Centrare orizzontalmente e verticalmente nella pagina
22. Impostare a 2,5 cm il margine sinistro e destro della pagina
23. Disattivare la visualizzazione della griglia
24. Stampare il file
25. Salvare il file nella cartella Base Excel sul desktop con il nome Piano di
ammortamento come Cartella di lavoro di Excel
26. Chiudere il file

87
Esercizio 2

Sei l'amministratore di un condominio e devi creare una tabella per ripartire le


spese condominiali.

1. Crea la tabella seguente. Lascia per il momento vuote le celle indicate


come formula.
2. Inserisci il titolo del foglio Residenza “Il sole” nella cella A1 e poi unisci
e centra il contenuto tra le celle A1:H1
3. Inserisci l’etichetta Spese sostenute durante l’anno: nella cella A2 e
poi unisci e centra il contenuto tra le celle A2:H2
4. Inserisci l’etichetta Riscaldamento nella cella A3
5. Inserisci il valore € 18.437,51 nella cella B3 è molto importante che i
valori che serviranno per le formule siano in celle diverse da quelle che
contengono le etichette
6. Inserisci le altre etichette nelle celle A4, A5 e A6
7. Inserisci i valori relativi nelle celle B4, B5 e B6
8. Continua la creazione del foglio di lavoro inserendo Condomini nella
cella A8, Piano nella cella B8 e così via lascia per il momento vuote le
celle con la scritta formula

Residenza "Il Sole"

Spese sostenute durante l'anno:

Riscaldamento € 18.437,51
Ascensore € 3.770,14
Acqua € 4.364,06
Pulizia scale € 2.494,49

Condomini Piano Millesimi Superf. Riscald. Ascensore Acqua Pulizia


Cutri 1 110 150 formula formula formula formula
Russi 1 90 110 formula formula formula formula
Marrese 2 130 170 formula formula formula formula
Peira 2 115 120 formula formula formula formula
Marangon 3 140 170 formula formula formula formula
Corelli 3 125 120 formula formula formula formula

88
Maiorano 4 155 175 formula formula formula formula
Pro 4 135 170 formula formula formula formula
TOTALI formu- 1.000 formula 18.437,51 3.770,14 4.364,06 2.494,49
la

9. Aggiungi le formule richieste tenendo presente che:


10. il costo del riscaldamento va ripartito in proporzione diretta alla super-
ficie dell'unità immobiliare;
11. il costo dell'ascensore va ripartito in proporzione diretta al piano occu-
pato;
12. il costo dell'acqua va ripartito in proporzione diretta ai millesimi di
proprietà;
13. il costo della pulizia scale va ripartito per metà in proporzione diretta al
piano occupato e per metà ai millesimi di proprietà.

Suggerimento: la ripartizione di un costo per le quote millesimali si ottiene mol-


tiplicando il costo stesso per la singola quota millesimale e dividendo per il to-
tale dei millesimi. Analogamente si ripartisce il costo in proporzione diretta al
piano occupato dividendo la somma da spesa per la somma dei piani e poi mol-
tiplicando il risultato per il piano occupato.

Ricordatevi di inserire la formula puntando al contenuto della cella rendendo


costante i valori che non cambieranno, ad esempio nel caso del riscaldamento
la somma da ripartire e la somma della superficie immobiliare nel momento in
cui andrete a copiare la formula.

Es: nella cella E9 inserirete la formula:

=$B$3/$D$17*D9

Dove

$B$3 è la somma da ripartire resa costante (riferimento assoluto) perché è


comune durante la copia della formula

$D$17 è la somma della superficie immobiliare resa costante (riferimento asso-


luto) perché è comune durante la copia della formula
89
$B$3/$D$17*D9 In B3 noi abbiamo inserito la somma spesa per riscaldare tut-
ta l’unità immobiliare dividendo questa somma per il totale dei metri quadri
della superficie immobiliare possiamo trovare quando è costato riscaldare 1
mq per poi moltiplicarlo per i metri quadri di proprietà del Sig. Cutri (il primo
condomino in tabella)

14. Copiate ora la formula dalla cella E10 fino alla cella E16
15. Ripartite ora la somma relativa alla spesa per l’ascensore a partire dalla
cella F9
16. Ripartite ora la somma relativa alla spesa per l’acqua a partire dalla
cella G9

La ripartizione della spesa relativa alla pulizia delle scale è un


tantino più complicata penso sia il caso di vederla insieme:

17. Fare clic nella cella H9 ed inserire la formula:


=$B$6/2/$B$17*B9+B$6/2/1000*C9

Leggiamola insieme: Dividi la spesa relativa alla pulizia delle scale per 2, il ri-
sultato va diviso per la somma dei piani e moltiplicato per il piano occupato. Il
valore ottenuto va sommato al valore che si ottiene, dividendo nuovamente
per 2 la somma spesa per le pulizie delle scale, e poi, diviso nuovamente per il
totale dei millesimi (1000) e moltiplicato per i millesimi di proprietà.

18. Aggiungi una colonna finale che sommi le spese di ogni condomino.
19. Formatta il titolo con caratteri in neretto corpo 20.
20. Formatta il titolo delle colonne con caratteri in neretto corpo 14.
21. Inserisci una riga vuota prima e dopo la riga con i titoli delle colonne.
22. Salva il file nella cartella Base Excel contenuta sul desktop con il nome
Ripartizione spese.

Esercizio 3

1. Creare un nuovo file

90
2. Partendo da domenica 4 gennaio riempire in modo automatico le celle
da A1:A8 con le date relative alle domeniche del mese di gennaio e
febbraio 2012
3. Riempire ora in modo automatico le celle B1:B12 con i nomi dei mesi
dell’anno
4. Salvare e chiudere il file

91
1.8 - Tecnologie di stampa

1
SOMMARIO

1.8.1 – PERIFERICHE DI STAMPA .............................................................................................. 3


1.8.1.1 – LA CODA DI STAMPA .......................................................................................................... 3
1.8.1.2 – PARAMETRI CHE CARATTERIZZANO LA STAMPANTE ................................................................... 3
1.8.1.3 – STAMPANTE DI RETE E LOCALE ............................................................................................. 4
1.8.1.4 – POSIZIONARE E CONFIGURARE LA STAMPANTE ........................................................................ 5
1.8.1.4.1 – Installazione del driver e dei programmi di utilità................................................ 5
1.8.1.4.2 – Procedura guidata e installazione stampante di rete .......................................... 5
1.8.1.4.3 – Configurazione della stampante .......................................................................... 6
1.8.2 – TIPOLOGIE DI INCHIOSTRI E DI CARTA .......................................................................... 7
1.8.2.1 – TIPOLOGIE DI CARTA .......................................................................................................... 8
1.8.3 – TECNOLOGIE DI STAMPA .............................................................................................. 9
1.8.3.1 – STAMPANTI A CONTATTO .................................................................................................... 9
1.8.3.2 – STAMPANTI SENZA CONTATTO ........................................................................................... 10
1.8.3.2.1 – Inkjet .................................................................................................................. 10
1.8.3.2.2 – Sublimazione ...................................................................................................... 10
1.8.3.2.3 – Laser ................................................................................................................... 10
1.8.3.2.4 – Stampanti LED .................................................................................................... 11
1.8.3.2.5 – Plotter o disegnatore di punti ............................................................................ 11
1.8.3.2.6 – Stampanti a carta termica ................................................................................. 11
1.8.3.2.7 – Stampanti a trasferimento termico.................................................................... 11
1.8.3.3 – STAMPANTI MULTIFUNZIONE ............................................................................................. 11

2
1.8.1 – Periferiche di Stampa
1.8.1.1 – la coda di stampa
Prima di iniziare con la trattazione dei vari argomenti del capitolo, diciamo che un do-
cumento inviato alla stampante, viene inserito nella memoria interna alla stampante
stessa, detta Coda di stampa. La stampante gestisce sequenzialmente i documenti in
modo che il primo arrivato sarà il primo ad essere stampato. Se alla richiesta di una
stampa, la stampante è occupata per un altro documento, il "nuovo arrivato" viene
messo in coda ad aspettare il suo turno. Quando dal nostro computer inviamo un do-
cumento alla stampante viene inserita nell'area di notifica una piccola icona rappresen-
tante una stampante ( ), a indicarne l’attività.

Facendo doppio clic su tale icona, viene aperta la finestra di dialogo contenente la coda
di stampa. Di ognuno dei documenti in elenco vengono visualizzati i seguenti attributi:

• il nome del documento


• lo stato (se in corso di stampa o in errore)
• il proprietario (il nome dell’utente)
• l’avanzamento (quante pagine sono state stampate, e quante sono in totale)
• l’occupazione di spazio di memoria, l’ora in cui è stato mandato in stampa e la
porta

I documenti presenti possono essere gestiti tramite il menu Documento, dopo aver se-
lezionato il documento su cui operare o selezionando l'opportuna voce dal menu di
scelta rapida associato al documento stesso. Possiamo sospendere, riprendere o annul-
lare la stampa. Facendo clic su Proprietà, accediamo alla finestra di dialogo delle pro-
prietà della stampante, che include numerose pagine: dalle dimensioni del foglio alle
impostazioni grafiche a quelle sulla qualità di stampa.

1.8.1.2 – Parametri che caratterizzano la stampante


I parametri che caratterizzano una stampante sono:

3
• tipo di collegamento al computer, tipicamente costituito da una porta USB. Al-
cuni modelli si basano sulla connessione senza fili, come Bluetooth o Wi-fi, che
permettono la condivisione di una stessa stampante con più computer, senza il
problema dei cavi. Se si dispone di uno smartphone o di un tablet collegato alla
medesima rete wi-fi possiamo anche stampare immagini provenienti da esso.
• risoluzione massima, viene indicata con un valore che esprime il numero di
punti per pollice (DPI, Dot Per Inch). La risoluzione si riferisce alla nitidezza dei
dettagli raggiunta da un monitor o da una stampante nel produrre
un’immagine; la stampante forma i caratteri da piccoli punti ravvicinati.
• Velocità di stampa, misurata in ppm (pagine per minuto), che indica, appunto,
il numero di pagine che possono essere stampate in un minuto.
• numero di colori primari: il numero di inchiostri utilizzati, da cui dipende il
numero dei colori che possono essere riprodotti.
o Le monocromatiche (laser o ad aghi) usano un solo colore, in genere il
nero; le tricromatiche usano il giallo il ciano e il magenta;
o le quadricromatiche usano i tre colori delle tricromatiche con l'aggiun-
ta del nero;
o le esacromatiche aggiungono alle tricromatiche due tonalità chiare di
ciano e magenta per restituire le mezzetinte più nitide.
• formato della carta stampabile: il tipo e la dimensione di carta che può essere
stampata.

I più attuali tipi di stampante permettono di stampare senza il computer, connettendo


direttamente la stampante alla fotocamera digitale o utilizzando un lettore che per-
mette di leggerne la memory card. Spesso alcuni modelli di questo tipo dispongono di
un display LCD, un piccolo schermo in cui viene visualizzata un'anteprima della stampa.

1.8.1.3 – Stampante di rete e locale


La stampante può essere locale o di rete. La stampante locale viene connessa diretta-
mente al nostro computer e le stampe sono inviate solo dalla nostra postazione; la
stampante di rete può essere usata da tutti i computer connessi alla rete autorizzati ad
accedere al computer su cui è installata la stampante condivisa o direttamente alla
stampante.

4
1.8.1.4 – Posizionare e configurare la stampante
Vediamo come posizionare la stampante locale e come connetterla alla nostra posta-
zione. Al momento dell'acquisto dobbiamo accertarci che insieme con essa sia incluso
anche il cavo per connetterla al computer: nel caso in cui non vi sia, esso deve essere
acquistato a parte. Ovviamente, perché sia funzionante, la stampante deve essere
connessa anche alla rete di corrente elettrica. Vedremo la configurazione della stam-
pante nella seconda parte della prossima sezione, dopo aver illustrato il modo in cui il
computer può dialogare con essa.

1.8.1.4.1 – Installazione del driver e dei programmi di utilità


Affinché il computer possa comunicare con la stampante connessa, è necessario che
sul computer sia installato il driver, il software atto allo scopo. Solitamente i driver
vengono forniti su CD al momento dell’acquisto e devono essere installati prima di col-
legare la stampante: alla fine della procedura guidata sarà il programma stesso a chie-
dere di collegarla.

In mancanza di disco d’installazione, nel momento in cui la stampante viene connessa


fisicamente al computer tramite porta USB, il sistema operativo è quasi sempre in gra-
do di riconoscere il tipo di stampante e di installarne il driver senza richiedere alcun in-
tervento da parte dell'utente. Questa tecnologia è detta Plug&Play e permette di inse-
rire nuovi componenti hardware automaticamente. In alternativa, è sempre possibile
collegarsi al sito del produttore e scaricare manualmente i driver più recenti e utilizzare
la procedura guidata fornita dal sistema operativo.

1.8.1.4.2 – Procedura guidata e installazione stampante di rete


Vediamo come questa procedura viene condotta nei sistemi Windows. Apriamo la fine-
stra Dispositivi e stampanti selezionando la voce omonima dal menu Start. Selezionan-
do la voce in alto Aggiungi stampante viene avviata la procedura guidata per l'installa-
zione del driver.

Se la stampante è stata connessa al nostro computer, Cliccando su Avanti, Windows


attiva la ricerca del driver tra quelli che ha a disposizione, restituendo quello relativo
alla stampante collegata.

5
Se Windows non è in grado di rilevare il modello di stampante, è necessario inserire il
supporto CD del produttore o indicare la cartella contenente i driver scaricati dal sito
del produttore. Selezionata l'origine del driver, si procede con l'installazione.

Quando l’installazione è completa, viene richiesta la digitazione del nome della stam-
pante, nel caso in cui vogliamo assegnarne uno diverso da quello predefinito, e l'opzio-
ne per impostarla come predefinita o meno. Vedremo nel prossimo paragrafo il signifi-
cato di “stampante predefinita”. Nell'ultimo passaggio viene data la
possibilità di stampare la pagina di prova.

A questo punto è terminata l'installazione della stampante e viene


aggiunta nella finestra Dispositivi e Stampanti un'icona specifica.

1.8.1.4.3 – Configurazione della stampante


La configurazione della stampante consiste nell'impostazione delle sue proprietà in
modo da personalizzarne il funziona-
mento. Tutte le opzioni sono raccolte
nella finestra Proprietà che viene aperta
selezionando la voce omonima dal menu
di scelta rapida associato all'icona relati-
va alla stampante. La finestra differisce a
seconda della stampante da gestire.

In generale possono essere impostate le


opzioni riguardo al tipo e alla dimensio-

6
ne della carta, se la stampante lo prevede, alla quantità di colori, alla modalità in cui
vengono prelevati i fogli dalla stampante e altro. Se sono installate più stampanti sul
computer, dobbiamo configurarne una come predefinita. La stampante predefinita è
quella su cui viene inviata la stampa in maniera diretta, quando non viene attivata dalla
finestra per la gestione della stampa. In pratica, quella su cui viene inviato il documen-
to quando la stampa viene avviata dalla barra degli strumenti della maggior parte delle
applicazioni con un clic sull’icona “Stampa”. Per impostare una stampante come prede-
finita, dobbiamo selezionare la voce Imposta come predefinita dal menu di scelta rapi-
da associato all'icona.

L'icona relativa alla stampante predefinita si distingue dalle altre per la


presenza di un simbolo di spunta bianca in un cerchietto verde
all’interno dell'icona stessa.

1.8.2 – Tipologie di inchiostri e di


carta
Ogni stampante ha il suo modo di trasferire l'in-
chiostro sulla carta. Il funzionamento dei vari tipi di
stampante verrà descritto in seguito; qui analizzia-
mo il tipo di inchiostro usato nei diversi tipi di
stampanti e il tipo di carta consigliato per ottenere stampe di qualità ottimale.

Per stampanti di tipo inkjet, o a getto d’inchiostro, l'inchiostro è inserito all'interno di


cartucce removibili. Il numero di cartucce dipende dal modello, la maggior parte delle
stampanti di questo tipo attualmente in commercio ha una cartuccia per l'inchiostro
nero e più di una per i colori, ognuna delle quali ne contiene uno. Nelle stampanti di
generazioni precedenti i colori erano tutti in una sola cartuccia, che doveva essere so-
stituita anche se era terminato l'inchiostro di un solo colore. L’uso di cartucce distinte
evita di dover buttare la cartuccia parzialmente inutilizzata, consentendo un evidente
risparmio economico.

7
Nelle stampanti laser l'inchiostro è "in polvere" ed è detto toner. Il funzionamento del-
le stampanti di questo tipo è basato su un sistema di cariche elettriche che "catturano"
il toner per imprimerlo sul foglio. Semplificando, alla base del funzionamento vi è un
tamburo fotosensibile sul quale un raggio laser "disegna" ciò che è stato inviato alla
stampante in forma di cariche elettrosta-
tiche. Queste ultime attraggono il toner
che verrà impresso sul foglio bianco; infi-
ne, alcuni rulli caldi completano l’opera
sciogliendo l’inchiostro sul foglio. Nelle
stampanti a colori il toner è nei colori
fondamentali giallo, magenta e ciano (az-
zurro).

Il toner è una polvere fine che non deve essere dispersa nell'ambiente, in quanto può
portare rischi per la salute, con effetti irritanti alle vie respiratorie. Ultimamente il
composto è stato modificato in modo da contenere un livello di carbone considerato
non pericoloso. Nonostante questo, la cartuccia vuota del toner, non deve essere di-
spersa, né manomessa, ma riciclata in appositi contenitori.

1.8.2.1 – Tipologie di carta


In genere, poniamo maggior attenzione alla qualità della stampante che al foglio che
ospiterà i nostri documenti o le nostre foto. In realtà, al variare della carta usata si ot-
tengono risultati completamente diversi. Si pensi per esempio al seguente caso: scri-
vendo con una penna stilografica o un pennarello su una carta porosa non otteniamo
lo stesso risultato di quando lo facciamo su una carta lucida. Lo stesso effetto lo otte-
niamo se con una stampante a getto d'inchiostro usiamo una carta porosa: l'inchiostro
che viene gettato sul foglio tende a espandersi, creando macchie e restituendo risultati
decisamente scadenti. Per questo motivo ogni tipo di stampa e/o stampante ha un tipo
di carta consigliata. Una carta raccomandata per le stampanti inkjet, ad esempio, po-
trebbe non essere idonea all’utilizzo con le laser perché potrebbe sciogliersi al contatto
con i 400˚C del loro tamburo di fusione.

In generale, oltre a quella generica ed economica, esistono tipi di carta con caratteristi-
che molto diverse tra loro. Vediamone in breve le caratteristiche.

8
• La carta spalmata (coating) ha subito un trattamento idrorepellente per cui as-
sorbe l'inchiostro senza sbavature. La spalmatura viene fatta solo su una fac-
ciata sulla quale deve essere effettuata la stampa.
• La carta glossy (cast coasting) è idrorepellente e ha una facciata opaca e l'altra
lucida, entrambe stampabili. Se vogliamo un grado di assorbenza maggiore
dobbiamo usare la carta glossy microporosa.
• La matte ha le stesse caratteristiche della glossy, ma ha entrambe le superfici
opache stampabili.
• La canvas ha un effetto "tela": le immagini stampate sembrano dipinte su una
tela di cotone.
• La transfer è quella carta con uno strato siliconico che una volta stampato, se
stirato sul retro, viene riportato su cotone, per effetto del calore. Questo tipo
di carta in genere viene usato per creare indumenti personalizzati.

1.8.3 – Tecnologie di stampa


Diamo ora un quadro complessivo dei vari tipi di stampante attualmente in commercio.
Le varie tipologie si differenziano a seconda della metodologia usata per effettuare la
stampa. Le stampanti possono essere suddivise in due grandi categorie:

1. stampanti a contatto o a pressione (impact printer)


2. stampanti senza contatto o senza pressione (non-impact printer)

1.8.3.1 – Stampanti a contatto


Nelle stampanti a contatto i caratteri stampati sono ottenuti premendo sulla carta un
nastro imbevuto di inchiostro. Esemplari tipici della categoria sono le antiche stampan-
ti a matrice di punti (dot matrixprinters), in cui i caratteri sono formati facendo pres-
sione con una matrice di aghi (12 o 24) su un nastro imbevuto di inchiostro posto sopra
la carta. In genere stampano solo in nero, solo alcuni modelli possono riprodurre il co-
lore impiegando anche tre bande colorate secondo lo standard RGB (Red, Green, Blue)
oppure CMY (Ciano, Magenta, Yellow). Queste stampanti, ormai quasi totalmente
scomparse, continuano ad essere apprezzate per la possibilità di poter sfruttare la car-
ta copiativa, particolarità utile per uffici e istituzioni pubbliche.

9
1.8.3.2 – Stampanti senza contatto
Nelle stampanti senza contatto l’immagine viene riprodotta su carta senza alcun con-
tatto di parti meccaniche. Le tecniche utilizzate sono principalmente basate
sull’elettrostatica e la fotostatica. Questo tipo di stampanti garantisce, rispetto a quelle
a contatto, una qualità di stampa enormemente più elevata. In generale possiamo dire
che il costo per il mantenimento delle stampanti è direttamente proporzionale alla
qualità di stampa e dipende dal numero di stampe che possono essere effettuate con
una singola cartuccia di inchiostro o toner. A questa categoria tutte le moderne stam-
panti, quelle a getto d'inchiostro, quelle a trasferimento termico e le laser.

1.8.3.2.1 – Inkjet
Le stampanti a getto d’inchiostro (o inkjet) hanno da molto tempo rimpiazzato le
stampanti a contatto negli uffici e nell'uso domestico. I caratteri sulla carta vengono
formati spruzzando inchiostro con estrema precisione quando e dove necessario. Sono
veloci e silenziose e permettono di raggiungere un ottimo rapporto qualità-prezzo. Al-
cuni modelli offrono la possibilità di ottenere stampe a colori di qualità fotografica su
una carta speciale, altri consentono un risultato eccezionale dovuto all'uso di diverse
cartucce per il colore (fino a otto) e sono capaci di riprodurre anche le sfumature più
tenui. Uno dei problemi maggiormente riscontrati nelle stampanti a getto d'inchiostro,
in generale, è l'essiccamento dell'inchiostro nelle testine, quando non utilizzate per
lungo tempo, che spesso provoca l'inevitabile mancato funzionamento del dispositivo.

1.8.3.2.2 – Sublimazione
Le stampanti a getto di cera (sublimazione) sfruttano lo stesso principio di funziona-
mento delle inkjet con la differenza che ad essere "gettato" è un particolare tipo di ce-
ra. I risultati sono ottimi, le stampe hanno colori molto nitidi e lucidi, tant'è che il loro
impiego è strettamente legato agli ambienti grafici. In altri ambiti non sono molto usa-
te perché complesse e lente.

1.8.3.2.3 – Laser
Tra tutti i tipi di stampanti, le stampanti laser (laser printer) sono le più veloci, silenzio-
se e producono stampe di qualità piuttosto elevata. Vengono utilizzate in ambienti do-
ve c’è la necessità di produrre velocemente materiale cartaceo di buona qualità per
soddisfare richieste di lavoro provenienti da più utenti. Le stampanti laser monocroma-
tiche, sono molto usate per stampare essenzialmente documenti di testo. Quelle a co-

10
lori sono più costose delle monocromatiche, offrono una qualità di stampa più che ac-
cettabile anche per le foto, ma hanno un costo di gestione piuttosto elevato.

1.8.3.2.4 – Stampanti LED


Il loro funzionamento è basato sullo stesso principio della stampante laser, solo che al
posto del raggio laser viene usata una barra di diodi led disposti per tutta la larghezza
della pagina.

1.8.3.2.5 – Plotter o disegnatore di punti


Vengono usate essenzialmente per i disegni tecnici, in particolare nella progettazione
di case e nell'arredamento. Il loro funzionamento è basato sull'uso di penne colorate
che si muovono in tutte le direzioni, in modo da ottenere disegni e linee perfetti. I plot-
ter possono essere di vario tipo:

1. quelli che stampano su fogli singoli, ovvero i cosiddetti plotter orizzontali in cui
la penna si muove in tutte le direzioni sulla carta ferma
2. quelli che stampano su rulli di carta, ovvero i plotter verticali in cui la penna si
muove solo in orizzontale lasciando il foglio libero di muoversi per ottenere il
tratto in tutte le direzioni

1.8.3.2.6 – Stampanti a carta termica


La stampa avviene su un rotolo di carta particolare, trattata chimicamente in modo che
si annerisca quando viene scaldata. La testina della stampante è costituita da una barra
larga quanto il foglio, costituita da una serie di resistenze elettriche che scaldandosi,
impressionano la stampa sul foglio mentre scorre al di sotto della barra stessa. Questo
tipo di stampa è stato usato nel passato per i fax e attualmente in diverse apparecchia-
ture come i registratori di cassa e le bilance elettroniche.

1.8.3.2.7 – Stampanti a trasferimento termico


Hanno lo stesso funzionamento di quelle a carta termica, ma utilizzano carta normale;
la stampa avviene per riscaldamento di una pellicola di
plastica rivestita da un pigmento.

1.8.3.3 – Stampanti multifunzione


Oltre a stampare, hanno appunto altre funzioni. Permet-
tono di effettuare fotocopie, eventualmente a colori, an-

11
che se il computer a cui sono collegate è spento. Possono anche inviare fax e fungere
da scanner. Sono consigliate in tutti quei casi in cui c'è la necessità di usare altre perife-
riche, oltre alla stampante, contenendo il costo e ottimizzando gli spazi lavoro.

12

2.1 - Internet: configurare,
conoscere ed utilizzare la rete
SOMMARIO

2.1.1 - CONFIGURARE LA CONNESSIONE A INTERNET................................................. 4


2.1.1.1 - MODEM ............................................................................................................ 4
2.1.1.2 – INTERNET KEY E SMARTPHONE HOTSPOT.................................................................. 4
2.1.1.3 – ADSL SATELLITARE ............................................................................................. 5
2.1.1.4 – TARIFFE "FLAT" E "A CONSUMO" ........................................................................... 6
2.1.1.5 – CONNESSIONE E GESTIONE ................................................................................... 6
2.1.1.6 – MODIFICA INDIRIZZO IP ....................................................................................... 9
2.1.1.7 – CONCETTO DI ACCESSO REMOTO.......................................................................... 10
2.1.1.8 – I PROVIDER DI SERVIZI INTERNET .......................................................................... 12
2.1.1.9 – IL TCP/IP ....................................................................................................... 12
2.1.1.10 – CONCETTO DI USERNAME E PASSWORD ............................................................... 13
2.1.2 – BROWSER, URL, LINKS E BOOKMARKS.......................................................... 14

2.1.2.1 - L’INTERFACCIA DEL BROWSER .............................................................................. 15


2.1.2.2 - PULSANTI DI NAVIGAZIONE DEL BROWSER............................................................... 16
2.1.2.3 - LA BARRA DEI PREFERITI (O BOOKMARK) ................................................................ 18
2.1.2.4 - SCHEDE E FINESTRE ............................................................................................ 19
2.1.2.5 - LA BARRA DEGLI INDIRIZZI ................................................................................... 20
2.1.3 - I COLLEGAMENTI O LINK ............................................................................... 27

2.1.3.1 - HOME PAGE .................................................................................................... 27


2.1.3.2 - MOTORI DI RICERCA........................................................................................... 27
2.1.3.2.1 - La parola chiave ................................................................................... 28
2.1.4 - SALVARE PAGINE WEB .................................................................................. 30
2.1.4.1 - SALVARE E COPIARE ELEMENTI DI PAGINE WEB ........................................................ 31
2.1.4.1.1 - Copia di oggetti da una pagina a un documento ................................. 32
2.1.4.1.2 - Copia di testi in un documento ............................................................. 32
2.1.5 - STAMPARE PAGINE WEB............................................................................... 33
2.1.5.1 - STAMPARE SELEZIONI DI PAGINE WEB .................................................................... 33
2.1.6 - ELEMENTI DI UN SITO WEB ........................................................................... 34
2.1.6.1 - URL DI UNA PAGINA .......................................................................................... 35
2.1.7 - TIPI DI SITI WEB ............................................................................................ 36

2.1.7.1 - DATABASE ONLINE............................................................................................. 40


2
2.1.7.2 - ACQUISTI ONLINE .............................................................................................. 42
2.1.7.2.1 - Individuare i prodotti ............................................................................ 42
2.1.7.2.2 - Effettuare l’acquisto ............................................................................. 43
2.1.7.2.3 - Il pagamento ........................................................................................ 45
2.1.7.3 - PRENOTAZIONI ONLINE ....................................................................................... 46
2.1.7.4 - HOMEBANKING ................................................................................................ 48
2.1.7.5 - SERVIZI FINANZIARI E POSTALI .............................................................................. 49
2.1.7.5.1 - I servizi finanziari .................................................................................. 50
2.1.8 - PEER TO PEER ............................................................................................... 50
2.1.8.1 - ARCHITETTURA DELLE RETI PEER TO PEER ................................................................ 50
2.1.8.2 - RETI E APPLICAZIONI .......................................................................................... 51
2.1.9 - WEB E FTP .................................................................................................... 52

2.1.9.1 - SCARICARE FILE VIA HTTP .................................................................................... 53


2.1.9.1.1 - I programmi per l’ftp ............................................................................ 54
2.1.10 - SITI ADATTI PER IL DOWNLOAD .................................................................. 57
2.1.11 - DIFFERENZA TRA SHAREWARE E FREEWARE ............................................... 58
2.1.10.1 – IL DOWNLOAD DI FILE COMPRESSI ...................................................................... 59
2.1.11 - ACQUISTARE ELEMENTI AUDIO E VIDEO SUL WEB ....................................... 60
2.1.11.1 - CHAT ON LINE ................................................................................................. 61

3
2.1.1 - Configurare la connessione a Internet
Per connettere un computer a Internet in ambiente domestico, sono necessari
un modem ADSL, una "chiavetta Internet", uno smartphone o un impianto In-
ternet satellitare. In tutti i casi, è necessario utilizzare un Internet Servi-
ce Provider, ovvero un fornitore di servizi per l’accesso a Internet.

2.1.1.1 - Modem
Il modem è un dispositivo hardware per la comunicazione tra sistemi informa-
tici (in particolare, tra un sistema e Internet) attraverso una normale presa te-
lefonica. Solitamente, è dotato di un router interno in grado di mettere in co-
municazione più dispositivi tra loro (PC, computer, console di gioco,
smartphone…) e di collegarli a Internet.

Dopo aver sottoscritto un contratto per la fornitura di servizi Internet ADSL


(Asymmetric Digital Subscriber Line) o Fibra, nella maggior parte dei casi, il ge-
store stesso provvede a inviare al cliente (o a fornire attraverso i propri punti
vendita) un modem già configurato e pronto all'uso. In alternativa, può essere
necessario completare alcuni passaggi e/o inserire un disco d'installazione.
Terminata la procedura d'installazione, di solito il modem/router è immedia-
tamente utilizzabile via Ethernet, attraverso un cavo di rete, da parte di qua-
lunque computer, fino a esaurimento delle porte fisiche disponibili. Se predi-
sposto, un modem/router può fornire connettività anche in modalità wireless
(senza fili, nello standard Wi-Fi) a tutti i dispositivi compatibili presenti nelle
vicinanze, anche al di fuori delle mura domestiche.

Al momento dell'installazione è quindi necessario entrare nella configurazione


del modem/router per inserire una password (concetto che analizzeremo più
avanti) a protezione della propria rete. Una "chiave elettronica", cioè, che
blocchi l'accesso a chi non la conosce. Talvolta la password è impostata diret-
tamente dal provider dei servizi Internet.

2.1.1.2 – Internet key e smartphone hotspot


L’internet key, detta anche chiavetta Internet, è un piccolo modem USB che
ospita dentro di sé il software necessario alla propria installazione: è sufficien-
te inserire la chiavetta, lanciare l'eseguibile che compare nella finestra di dia-
logo e seguire la procedura guidata.
4
Anche gli smartphone permettono di connettere il proprio computer a Inter-
net, solitamente attraverso un cavo USB o mediante collegamento wireless
(bluetooth e/o wifi): in questo caso, occorre entrare nel menu di configurazio-
ne del telefono e abilitare la funzione. A differenza dei modem ADSL/Fibra, che
utilizzano le prese telefoniche, le chiavette Internet e gli smartphone si allac-
ciano alla rete di telefonia mobile (come i comuni cellulari).

Prima di acquistare una chiavetta legata a un determinato provider, è impor-


tante verificare la copertura del servizio nella propria zona e assicurarsi che sia
presente una rete stabile e possibilmente veloce.

Le tecnologie di trasmissione comunemente supportate sono:

• LTE (Long Term Evolution | accesso mobile a banda larga)

• HSDPA (reti ad alta velocità)

• UMTS (reti a media velocità)

• EDGE (reti a bassa velocità)

• GPRS (reti a bassa velocità)

2.1.1.3 – ADSL satellitare


Un modem satellitare è in grado di connettersi a Internet per ricevere e inviare
dati (connettività bidirezionale) in maniera totalmente indipendente dalla linea
telefonica: in questo caso, la connessione avviene mediante un'antenna para-
bolica, installabile praticamente ovunque, anche in aree geografiche non co-
perte da rete telefonica, ADSL o cellulare.

I Provider di servizi Internet satellitare, solitamente specializzati, offrono il kit


completo (modem + parabola) e tariffe "flat", a prezzi sempre più vantaggiosi.

5
2.1.1.4 – Tariffe "flat" e "a consumo"
I provider dei servizi possono offrire non solo contratti Internet, ma anche una
o due linee telefoniche. Soprattutto, hanno sempre in catalogo sia piani di ab-
bonamento "flat", che prescindono cioè dal traffico Internet sviluppato e/o
dalle telefonate fatte, sia a consumo, con prezzo variabile in base all'utilizzo
(calcolato, ad esempio, in minuti di connessione, quantità di dati scaricati, te-
lefonate verso telefoni fissi o verso cellulari).

In abito Internet, la scelta tra i due tipi di abbonamento, con tutte le loro va-
riabili e opzioni, dipende sostanzialmente dall'uso più o meno "intensivo" che
si intende fare della connessione. Semplificando, per scaricare la posta e navi-
gare occasionalmente, una tariffa a consumo può essere più che sufficiente,
viceversa, per scaricare grossi quantitativi di file, visualizzare contenuti multi-
mediali in streaming (filmati YouTube, per esempio) o collegarsi in videocon-
ferenza, meglio orientarsi verso un abbonamento "flat".

Da notare che gli abbonamenti a tariffa fissa per chiavette Internet e per
smartphone, non sono realmente "flat", ma prevedono solitamente limiti di
traffico e soglie variabili, in base alla tipologia del contratto.

2.1.1.5 – Connessione e gestione


Nei computer portatili e nei PC con connessione wireless LAN (ottenuta, soli-
tamente, attraverso un ricevitore Wi-Fi inserito in una porta USB), l'icona della
connessione alla rete (in basso a destra sulla Barra delle applicazioni) assume
l'aspetto di una serie di linee verticali crescenti (come sui cellulari). Facendo
clic su questa icona, appare una lista di reti wireless disponibili nelle vicinanze.

6
Un doppio clic sulla rete desiderata avvia il collegamento, eventualmente pre-
ceduto da una finestra in cui inserire la password.

Ecco come appare l'elenco delle reti dopo una connessione (nell'esempio, a
"Tiscali").

7
La voce in basso, "Apri Centro connessioni di rete e condivisione" (raggiungibile
anche da Pannello di controllo > Rete e Internet > Centro connessioni di rete e
condivisione), permette di accedere all'area di gestione delle connettività di
rete.

8
2.1.1.6 – Modifica indirizzo IP
Come abbiamo visto, l'accesso a una rete protetta prevede l'inserimento di
una password, sufficiente nella maggior parte dei casi per connettersi rapida-
mente sia alla rete locale che a Internet. A volte, soprattutto in ambito azien-
dale, può capitare che la rete non preveda il DHCP (Dynamic Host Configura-
tion Protocol), e quindi che non assegni automaticamente un indirizzo IP a cia-
scun computer collegato. In questo caso, è necessario procedere manualmen-
te.

Tornando alla schermata principale del Centro connessioni di rete e condivisio-


ne, bisogna fare clic su Modifica impostazioni scheda, presente in alto a sini-
stra.

Poi su Proprietà (occorre avere diritti di amministratore).

Poi su Protocollo Internet versione 4 (TCP/Pv4).

9
Infine, bisogna disabilitare Ottieni automaticamente un indirizzo IP (cliccando
sul pallino accanto a Utilizza il seguente indirizzo IP) e inserire nei campi op-
portuni i parametri forniti dall'amministratore di sistema.

2.1.1.7 – Concetto di accesso remoto


Con "Accesso remoto" si intende la possibilità di accedere alle risorse di
un computer attraverso un altro computer. Questa funzionalità è usata in
molte situazioni. Nel telelavoro, per esempio, per condividere l'attività visua-
lizzata sul proprio desktop con un collega, oppure durante un'assistenza re-
mota, per ricevere aiuto in caso di difficoltà. È anche possibile lasciare pro-

10
grammi in esecuzione sul computer dell'ufficio e continuare il lavoro una volta
rientrati a casa.

Windows 10 offre questa possibilità attraverso la funzione integrata chiamata


Desktop remoto.

Per connettersi al computer remoto, occorre fare clic sul pulsante Start e sele-
zionare Tutti i programmi -> Accessori -> Connessione desktop remoto.

È necessario però che il computer al quale ci si vuole connettere sia acceso e


che abbia Desktop remoto abilitato. Il computer utilizzato per la connessione
deve invece disporre dell'autorizzazione a connettersi.
Per preparare il computer remoto alla connessione:

Fare clic sul pulsante Start e selezionare Pannello di controllo -> Sistema e
quindi Impostazioni di connessione remota.

1. Selezionare una delle tre opzioni disponibili in "Desktop remoto" (è


possibile abilitare anche computer con Sistemi operativi precedenti a
Windows 10).
2. Fare clic su Seleziona utenti.
3. Nella finestra di dialogo Utenti desktop remoto fare clic su Aggiungi.

Facendo clic sul pulsante Aggiungi viene data la possibilità di inserire nuovi
utenti abilitati ad accedere.

11
TeamViewer

Il servizio di accesso remoto, non così immediato in Windows 10, è reso deci-
samente più semplice dall'utilizzo di programmi specifici di terze parti, come
TeamViewer, che analizzeremo in seguito.

2.1.1.8 – I provider di servizi Internet


Come accennato in precedenza, gli Internet Provider o ISP (Internet Service
Provider) sono società specializzate nella fornitura di contratti di accesso a In-
ternet (Telecom Italia, Vodafone Italia, Infostrada, Fastweb…).

I provider formano i nodi della struttura a ragnatela di Internet e possono es-


sere di primo livello o di secondo livello. I provider di primo livello hanno una
rete di interconnessione velocissima, sono internazionali e direttamente colle-
gati ad altri provider di primo livello. Ai provider di primo livello sono connessi
quelli di secondo livello. Tutti i provider di primo livello formano la dorsale di
Internet. Il punto in cui avviene la connessione tra ISP viene definito POP (Point
Of Presence).
La connessione a Internet di un utente ISP (residenziale o commerciale) può
essere di tipo Dialup (analogica, ormai completamente abbandonata) o
Broadband (a banda larga, ADSL, fibra).

2.1.1.9 – Il TCP/IP
TCP/IP è l'architettura adottata dalla rete Internet. Nei primi anni Settanta, la
Defence Advanced Research Project Agency (DARPA) finanziò l'Università di
12
Stanford e la BBN (Bolt, Beranek and Newman) perché stabilisse un insieme di
protocolli di comunicazione da utilizzare per lo sviluppo di reti per l'intercon-
nessione di calcolatori eterogenei. Fu così che nacque l'Internet Protocol Suite,
i cui due protocolli più noti sono il TCP (Trasmission Control Protocol) e l'IP (In-
ternet Protocol).

In genere, il TCP è utilizzato dalle applicazioni orientate alla connessione, come


per esempio la posta elettronica e la condivisione dei file, mentre l'IP dalle ap-
plicazioni in tempo reale, come l'on-line gaming (i giochi online) o lo streaming
audio e video (la possibilità di ascoltare musica o visualizzare filmati attraverso
la Rete). TCP offre una maggiore affidabilità nel trasporto dei dati, mentre IP
punta molto sulla velocità di trasmissione a scapito della sicurezza.

2.1.1.10 – Concetto di username e password


In tutti sistemi operativi può essere impostata una password sull'account prin-
cipale (o unico), per proteggere il computer da accessi indesiderati. Ed è anche
possibile impostare più account utente, per creare diversi ambienti di lavoro
personali su una stessa macchina.

L'impostazione degli utenti avviene in Windows facendo clic su Account utente


e protezione famiglia nel Pannello di controllo.

13
A ogni nuovo utente possono esser negati i diritti di amministratore, delimi-
tando la sua libertà d'azione sul computer (Cambia tipo di account).

L'amministratore del computer può anche impostare il Controllo genitori su un


determinato account, per limitare la quantità di tempo che i bambini possono
trascorrere al computer, decidere i tipi di giochi che possono utilizzare e i pro-
grammi specifici che possono eseguire.

Allo stesso modo, alcuni siti Internet possono richiedere un nome utente e una
password per l'accesso ad aree protette, oppure la creazione di un account per
ottenere determinati servizi, registrarsi nei social network o iscriversi in gruppi
di discussione.

2.1.2 – Browser, URL, Links e Bookmarks


Il browser (dall'inglese to browse: scorrere, sfogliare) è un software in grado di
interpretare il codice contenuto nelle pagine Web. Un programma, quindi, che
permette la navigazione in Internet.

I browser più diffusi sono Edge e/o Explorer, presenti nei sistemi operativi
Windows, a cui si affiancano diversi altri, tra cui Mozilla Firefox, Safari e Google
Crome.
14
2.1.2.1 - L’interfaccia del browser
Windows Edge

Edge può essere lanciato dal tasto Avvio > Tutti i programmi.

Google Chrome

L’icona di Chrome di solito è presente sul desktop oppure nella barra delle ap-
plicazioni. Per avviare Chrome occorre fare un doppio click sinistro sull’icona:
apparirà una finestra simile a questa:

15
Questa finestra, come tutte quelle presenti in Windows, presenta tre icone in
alto a destra:

• La (1) chiude la finestra e, conseguentemente, anche il programma (in


questo caso il browser Google Chrome).

• La (2) consente di espandere la finestra a pagina intera o, nel caso fos-


se già così, a ripristinarla

• La (3) riduce ad icona la finestra posizionando il relativo pulsante nella


barra delle applicazioni. Per farla comparire nuovamente sarà suffi-
ciente cliccare su questo pulsante.

2.1.2.2 - Pulsanti di navigazione del browser


Windows Edge

I pulsanti più importanti di Edge sono 4, per 3 funzioni diverse:

1. Freccia Indietro, durante la navigazione, permette di visualizzare la pa-


gina visitata in precedenza, senza specificarne l'indirizzo. Freccia Avan-
16
ti, il complementare di Indietro, si utilizza per passare alla pagina suc-
cessiva dopo avere sfogliato indietro le pagine caricate. La freccia ac-
canto ai due pulsanti riporta la lista delle pagine visitate.
2. Aggiorna (due frecce contrapposte) permette di ripetere il trasferi-
mento della pagina bloccata o di aggiornarla.
3. Termina (indicato da una X) serve a bloccare il trasferimento della pa-
gina dal sito remoto al computer.

Google Chrome

Nella barra degli strumenti di Google Chrome troviamo:


o la freccetta ← (in alto a sinistra) permette di tornare alla pagina
precedente della stessa scheda. Allo stesso modo la freccetta (→
permette di andare avanti alla pagina successiva (viene abilitata
solo dopo essere tornati indietro).
o La freccia rotonda (10) serve a ricaricare la pagina (possibile anche
cliccando F5 dalla tastiera) oppure a fermare il caricamento della
pagina prima che venga concluso. In questo caso il simbolo del
pulsante è sostituito da una “x”.
o Nel caso fosse abilitata nelle impostazioni, tra le frecce e la barra di
ricerca comparirà l’icona con una casetta (Home) che serve a tor-
nare alla home page, ossia alla pagina iniziale.
o La barra di ricerca (11) visualizza l’indirizzo della pagina corrente;
possiamo inserire un indirizzo web completo oppure il testo da ri-
cercare e, dopo aver cliccato invio, il nostro browser comincerà la
ricerca visualizzando una pagina specifica (nel caso dell’indirizzo
completo) o una serie di risultati nel caso della parola o di un in-
sieme di parole.

17
2.1.2.3 - La Barra dei preferiti (o bookmark)
Se durante la navigazione incontriamo delle pagine interessanti su cui deside-
riamo tornare in seguito, possiamo memorizzarle tra i Preferiti o Bookmark.
Facendo clic sull'icona Aggiungi alla barra dei preferiti , qualunque pagina
Internet visualizzata nel browser in quel momento, compare nella barra sotto
forma di tasto. In questo modo, sarà subito accessibile con un solo clic fino alla
sua rimozione.

Per eliminare un bookmark, basta utilizzare il menu contestuale (clic col tasto
destro sul bookmark) e scegliere la voce Elimina oppure trascinare il bookmark
nel cestino.

Facendo clic col tasto destro nell'area immediatamente alla destra della stella,
è possibile creare cartelle per organizzare in maniera razionale i propri siti
preferiti. Ogni cartella può infatti contenere altre cartelle e un numero illimi-
tato di link Internet.

Le stesse operazioni possono essere eseguite anche utilizzando la finestra Or-


ganizza preferiti della Barra dei menu (basta cliccare su Preferiti > Organizza
Preferiti).

18
La stella Preferiti contiene la cronologia, ovvero il report di tutti i siti visi-
tati nell'ultimo periodo, e permette di organizzare tutti i preferiti, anche quelli
presenti nell'apposita barra.

In Google Chrome, all’interno della barra degli indirizzi, a destra troveremo


una stellina (12). Essa indica se la pagina visualizzata è tra i no-
stri preferiti (colorata) oppure no (vuota). Inoltre, cliccando su di essa, apparirà
un menù a tendina che ci permetterà di aggiungere la pagina ai preferiti (con-
sentendoci anche di definire il nome) o rimuoverla dai preferiti.

2.1.2.4 - Schede e finestre


Edge consente anche di aggiungere nuove schede all'interno dello stesso bro-
wser, ognuna contenente una pagina Internet.

Per aprire una nuova scheda, basta cliccare su Menu > Nuova scheda nella
Barra dei Menu, oppure semplicemente fare clic sul pulsante accanto alla
scheda già aperta. In ogni nuova scheda, è possibile navigare in maniera indi-
pendente rispetto alle altre.

19
Per chiudere una scheda è sufficiente fare clic sulla X presente nella linguetta.

In Google Chrome in alto a sinistra troviamo il titolo della scheda (5) e il pul-
sante “x” che consente di chiuderla (6); Questo pulsante serve a chiudere la
scheda visualizzata senza chiudere l’intero programma; quindi nel caso avessi
aperto più schede, potrai chiuderne una senza dover per forza chiuderle tutte
e riavviare il programma.

A destra dell’ultima scheda aperta si trova un rettangolino blu (7) che permet-
te, con un click sinistro, di aprire una nuova scheda. Per passare da una scheda
ad un’altra basterà cliccare sul titolo di quella desiderata col tasto sinistro del
mouse.

2.1.2.5 - La Barra degli indirizzi


La Barra degli Indirizzi è costituita da un campo in cui viene digitato l'indirizzo
della pagina da visualizzare oppure dove appare l'indirizzo di una pagina tro-
vata attraverso un motore di ricerca (argomento che approfondiremo più
20
avanti).
Ciascuna pagina Web è caratterizzata da un indirizzo specifico che la identifica
nella rete. Questo indirizzo viene definito URL (Uniform Resource Locator). Una
URL ha la seguente struttura: protocollo://nome server/posizione documen-
to/nome.ext dove:

• protocollo indica il tipo di protocollo che viene usato per trasferire le


informazioni (http, FTP, mailto, etc.)
• nome server è il nome del server in cui si trova il documento da visua-
lizzare
• posizione documento è la directory (non sempre specificata) che con-
tiene il documento da visualizzare
• nome.ext è il nome del file da visualizzare.

La barra degli indirizzi, o barra di ricerca di Google Chrome (14) permette,


cliccando sul microfono a sinistra, di effettuare una ricerca vocale (15) dettan-
21
do le parole da cercare al computer attraverso il microfono ad esso collegato.
Sotto alla barra di ricerca di Google troviamo varie opzioni di ricerca (16) tra
cui ricerca completa (Web), ricerca Immagini, Video, Notizie, Maps (mappe),
Altro (con un click sinistro ci compaiono altre opzioni di ricerca).
Inoltre cliccando sempre col sinistro sulla voce strumenti di ricerca (17), com-
pariranno altre voci che ci permettono di affinare ulteriormente la nostra ri-
cerca., come ad esempio la ricerca per data attraverso cui è possibile filtrare
notizie recenti o comprese in un intervallo di tempo definito.

Immediatamente sotto agli strumenti di ricerca troviamo il numero di risultati


e il tempo impiegato per la ricerca (18).

Nella pagina principale compaiono i risultati della ricerca, elencati come titoli
in blu sotto i quali, in verde e in piccolo, è presente l’indirizzo web corrispon-
dente. Per ciascuno di essi è presente un piccolo estratto del contenuto della
corrispondente pagina web contenente le parole chiave ricercate. Nella scelta
del risultato da cliccare è consigliabile leggere dapprima questo piccolo rias-
suntino e successivamente aprire la pagina corrispondente se si ritiene che
questa contenga le informazioni che stiamo ricercando.

Scorrendo la pagina verso il basso ruotando la rotella del mouse o cliccando


sulle freccette laterali sulla destra (19), sarà possibile accedere alle paginbe
contenenti i risultati successivi di ricerca. Normalmente i risultati più attinenti
sono nella prima pagina ma non è detto che in quelle successive non ci sia co-
munque qualcosa di interessante. Per accedervi occorre cliccare su avanti (20)
oppure su uno di numeretti rappresentanti il numero di pagina desiderata.

Il menu di Chrome

L’ultima icona a destra della barra di Chrome consente di accedere al menu.


Attraverso le voci qui contenute è possibile effettuare diverse impostazioni o
accedere a funzioni. Vediamo nell’ordine tutte le voci:

Ø Nuova scheda (Ctrl+t): Serve per aprire una nuova scheda di naviga-
zione.
Ø Nuova finestra (Ctrl+n): Si differenzia dalla voce precedente in quanto
non viene aperta una nuova scheda sulla stessa finestra di Google

22
Chrome ma viene aperta una nuova scheda in una nuova finestra
(quindi si avranno “due Google Chrome aperti”)
Ø Nuova finestra di navigazione in incognito (Ctrl+Maiusc+n): Apre una
finestra di navigazione le cui pagine non saranno tracciate in cronolo-
gia.
Ø Preferiti: I preferiti (o bookmark) hanno lo scopo di facilitarci l’accesso
alle pagine che visualizziamo più spesso (es. pagina della posta elettro-
nica) dandoci la possibilità di accedervi con un semplice click. Questa
voce presenta più elementi di sottomenu:
o Mostra barra dei preferiti (Ctrl+Maiusc+b). Abilitare questa
funzione permetterà di far comparire la barra dei preferiti
immediatamente sotto alla barra degli indirizzi.
o Gestione preferiti (Ctrl+Maiusc+o). Attraverso questa voce di
menù sarà possibile accedere ad una pagina di configurazione
che consentirà di gestire i preferiti nell’ordine desiderato e di
organizzarli in cartelle specifiche, al fine di mantenere un or-
dine più preciso. Le modifiche effettuate in questa pagina di
impostazione si rifletteranno immediatamente nella corri-
spondente organizzazione della barra dei preferiti.
o Importa Preferiti e impostazioni permette di importare in
Chrome i preferiti già salvati su altri browser (es: Explorer).
o Aggiungi questa pagina ai Preferiti (Ctrl+d) permette di salva-
re la pagina corrente tra i preferiti e ne consente l’accesso di-
rettamente dalla barra dei preferiti.
Al termine delle voci di menù compaiono le cartelle dei preferiti. In
principio, se non sono state effettuate modifiche, compariranno qui le
cartelle preimpostate.

Ø Schede recenti: cliccando su questa voce comparirà l’elenco delle ul-


time schede aperte.
Ø Modifica (Taglia|Copia|Incolla): Questi tre pulsanti consentono di at-
tivare le corrispondenti funzioni utili per esportare/importare frasi
dal/nel browser. Chiaramente è possibile effettuare le medesime fun-
zioni utilizzando i corrispondenti comandi disponibili nel menu conte-
stuale attivabile con clic destro sul testo selezionato.
Ø Salva pagina con nome (Ctrl+s): Permette di salvare la pagina corrente
su una cartella del computer (es: sul Desktop), assegnandone anche il
nome. In questo modo, una volta chiuso il browser, sarà possibile ac-

23
cedere alla pagina web mediante un semplice doppio click sulla pagina
salvata.
Ø Trova (Ctrl+f): cliccando col tasto sinistro del mouse, compare una
piccola barra in cui è possibile scrivere una parola che sarà istanta-
neamente ricercata all’interno della pagina web corrente.
Ø Stampa (Ctrl+p): apre l’anteprima di stampa in cui è possibile scegliere
varie impostazioni di stampa come, ad esempio, la destinazione (ossia
il tipo di stampante a cui verrà inviato il file da stampare), il numero di
pagine (tutte o solo un intervallo limitato), il formato (A4 per una pa-
gina “normale”), il layout (stampa in modo verticale sul foglio o in
modo orizzontale), la disposizione dei margini (il bordo da lasciare at-
torno alla stampa) e altre opzioni minori ma pur sempre utili.
Ø Zoom – 100% +: Questa funzione permette di diminuire o aumentare
le dimensioni dei contenuti (testo e/o immagini) della pagina corrente.
Ø Cronologia (Ctrl+h): cliccando su questa voce, viene aperta la scheda di
cronologia nella quale vengono visualizzate tutte le ricerche effettuate
e le pagine web visitate nel giorno stesso e nei giorni precedenti. Da
questa pagina è possibile anche cancellare tutte le ricerche effettuate
cliccando Cancella dati di navigazione e selezionando tra le opzioni di
cancellazione proposte, tra le quali l’intervallo di tempo, la cronologia
dei download e dei file scaricati in precedenza (es: allegati delle mail),
le password immesse nelle pagine web, ecc. È possibile anche selezio-
nare manualmente gli elementi da cancellare cliccando sul quadrettino
grigio posto alla sinistra di quelli desiderati e poi cliccando sul pulsante
Elimina.
Ø Download: come per la cronologia, anche per i download viene salvato
un resoconto che può essere a sua volta cancellato o utilizzato per
cercare un determinato file salvato sul computer in precedenza. Qui,
nella pagina visualizzata dopo il click sinistro, è presente anche la voce
Apri cartella dei download che, come si evince dal nome, apre la car-
tella del file system in cui vengono scaricati i file (normalmente deno-
minata essa stessa download).
Ø Accedi a Chrome: serve a fare il login al proprio account in modo da
“farsi riconoscere” dal browser per usufruire di tutte le funzioni e per-
sonalizzazioni legate al nostro profilo utente.
Ø Impostazioni: utili per modificare le impostazioni del nostro browser,
ad esempio il motore di ricerca predefinito.
Ø Guida: cliccando su guida è possibile accedere a:
o Informazioni su Google Chrome: apre una pagina in cui è pos-
sibile ricevere assistenza per l’utilizzo di Chrome o per segna-
24
lare un problema. Qui viene visualizzata anche la versione del
browser in uso e la disponibilità di eventuali aggiornamenti.
o Consente di accedre alla pagina del “Centro assistenza” oppu-
re segnalare un problema mediante il link “Segnala un pro-
blema…”.
Esci (Ctrl+Maiusc+q): Permette di chiudere il browser, ed ha quindi la stessa
funzione della pulsante posto in alto a destra della finestra.

Le Impostazioni di Google Chrome


Nel menù di Chrome è presente la voce Impostazioni. Cliccando su questa voce
comparirà una nuova pagina del browser con una serie di sezioni e corrispon-
denti campi di impostazione.

Ø Alla voce Accedi, identifichiamo:


o All’avvio: cliccando sui diversi pallini grigi di opzione è possibi-
le scegliere se all’avvio del browser dovrà comparire
una nuova scheda, una “pagina o un insieme di pagine speci-
fiche” oppure “continuare da dove eri rimasto” alla chiusura
precedente (aprire le schede di navigazione che erano aperte
prima della chiusura del browser).
Per aprire delle pagine specifiche, è sufficiente cliccare col si-
nistro sulle parole evidenziate di blu Imposta pagina accanto
all’opzione: basterà aggiungere l’indirizzo corretto della pagina
da visualizzare all’apertura del browser (es:
http://www.google.com) e poi che cliccare su ok.
In alternativa è possibile anche aprire la pagina interessata e
poi con lo stesso procedimento cliccare su Usa pagine correnti.
Ø Cerca: questa voce permette di cambiare il motore di ricerca predefi-
nito. Ad esempio, è possibile utilizzare come motore di ricerca Virgilio,
Ask o Yahoo; cliccando su Gestisci motori di ricerca è possibile sele-
zionare quello desiderato tra quelli presenti nella lista, oppure aggiun-
gerne uno personalizzato.
Queste prime due voci illustrate, sono particolarmente importanti perché
spesso, scaricando e installando programmi nuovi, e non prestando molta at-
tenzione alle varie fasi del processo, ad esempio selezionando la “modalità
consigliata” invece di quella personalizzata, è facile installare oltre al pro-
gramma interessato anche toolbar (barre di ricerca con varie opzioni), pro-
grammini vari (ad esempio quelli che forniscono emoticons) che vanno a cam-
25
biare le nostre preferenze e così magari ci si ritrova una pagina sconosciuta
all’accesso di Google Chrome o un motore di ricerca diverso da quello scelto da
noi.

Ø Aspetto: questa funzione permette di attivare il pulsante Pagina Ini-


ziale che è rappresentato da una icona di una casetta stilizzata a cui è
possibile assegnare l’apertura di una pagina specifica (quella preimpo-
stata è la Nuova scheda). È possibile attivare anche la funzione Mostra
sempre la barra dei Preferiti che altrimenti comparirebbe solo nella
pagina iniziale ma non nelle pagine di ricerca successive.
Infine ma non per importanza, c’è la possibilità di cambiare il Tema. Un
tema consente di personalizzare il browser. Volendo modificare
l’aspetto del proprio browser, cliccando sull’opzione Tema si potrà ac-
cedere alla pagina dei Chrome Web Store e la corrispondente sezio-
ne Temi. Qui è possibile scegliere tra tantissimi temi a disposizione. Per
vederne i Dettagli basta cliccare sull’icona del tema, leggere
le Recensioni di altri utenti che hanno già installato ed usato lo stesso
prodotto; in questo modo è possibile anche conoscere eventuali pro-
blemi noti oppure il grado di soddisfazione degli utenti che lo hanno
scaricato.
Per tornare al tema predefinito basterà cliccare su Reimposta tema
predefinito ed ecco che comparirà nuovamente il tema classico di
Google.

Estensioni di Google Chrome

Torniamo ora al menù di Google, scendiamo fino alla voce strumenti e clic-
chiamo su Estensioni. Nella nuova pagina aperta saranno ora elencate le varie
estensioni installate sul proprio browser, tra cui quasi sicuramente è presente
Documenti Google. Appena sotto il nome dell’estensione trovi normalmente in
grigio un breve riassunto del suo scopo con la possibilità di approfondirne i
dettagli e con la possibilità di essere reindirizzati al sito web dedicato. È possi-
bile trovare anche varie altre opzioni attivabili a seconda delle estensioni (es:
Consenti la modalità in incognito).

A destra del titolo dell’estensione, invece trovi la casella per attivare o disatti-
vare l’estensione desiderata e, nel caso non si fosse soddisfatti, anche di eli-
26
minarla semplicemente cliccando sull’icona rappresentante un cestino, posta a
destra.
È possibile anche effettuare ricerche per le estensioni disponibili. La ricerca ri-
manda al solito Chrome Web Store dove è possibile trovare alcune estensioni
utili, come per esempio AdBlock che consente di bloccare le pubblicità che
compaiono in alcuni siti web.

2.1.3 - I collegamenti o link


All'interno della pagina web visualizzata, possono essere presenti collegamenti
(link) interni o esterni (ad altri siti), sotto forma di testo, pulsanti o immagini
cliccabili.
In ogni caso, il cursore posizionato su un collegamento assume la forma di una
mano, a indicare che da quel punto è possibile effettuare il salto alla pagina
collegata. Se vogliamo mantenere aperta la finestra in cui stiamo lavorando e
visualizzare la pagina collegata in una nuova scheda o finestra, dobbiamo fare
clic col tasto destro sul link e selezionare la voce Apri in un'altra finestra o Apri
in un'altra scheda dal menu di scelta rapida.

2.1.3.1 - Home Page


Come illustrato nella sezione precedente, un sito Web è costituito da va-
rie pagine che possono essere richiamate da punti diversi con l'uso dei colle-
gamenti. Tra tutte le pagine, quella principale viene definita Home page. Que-
sta pagina costituisce il punto di accesso alle informazioni contenute nel sito e
in genere offre una presentazione e un menu di navigazione interna.

2.1.3.2 - Motori di ricerca


L'enorme quantità d'informazioni reperibili in Internet ha portato alla necessità di
fornire strumenti che aiutino l'utente durante la naviga-
zione.
I motori di ricerca nascono proprio per facilita-
re l'individuazione di siti Web o di pagine specifiche at-
traverso una ricerca per parole chiave. Accanto ai mo-

27
tori, che eseguono una scansione su una vasta parte della Rete, troviamo i ca-
taloghi o directory, che ci permettono di trovare le informazioni attraverso
un'organizzazione dei siti per aree d’interesse, discipline o materie, secondo
una gerarchia che va dal generale al particolare.

Motori e cataloghi trovano le informazioni avvalendosi di particolari software


detti spider (ragni), che “passano al setaccio” il Web e, attraverso i da-
ti contenuti nelle singole pagine, permettono di realizzare enormi archivi digi-
tali in continuo aggiornamento. Data l'evidente impossibilità di catalogare tut-
ta la Rete, ogni spider segue dei propri, specifici criteri di ricerca. Per questo
motivo, per una ricerca davvero esaustiva può essere utile consultare differen-
ti motori.

E i motori di ricerca presenti in Rete sono molti, ciascuno con i propri punti di
forza e le proprie debolezze. Non c'è un metodo sicuro per decidere quali siano
i migliori, ma in generale è preferibile utilizzare una versione localizzata di un
motore internazionale, affidabile e di lunga tradizione. Potente e versatile, in
Italia il motore di gran lunga più utilizzato è Google, accessibile attraverso
l’indirizzo www.google.it (versione italiana) o www.google.com (versione in-
ternazionale).

2.1.3.2.1 - La parola chiave


Tutti i motori basano le loro ricerche sull'impostazione di una parola chiave (o
più parole combinate tra loro) che identifica l'argomento che stiamo cercan-
do. In Google, basta inserire le parole chiave e premere il tasto Invio (oppure
fare clic sul pulsante Cerca con Google).

28
La ricerca genera un elenco di collegamenti a pagine che contengono il termine
o i termini che abbiamo immesso. In questo elenco, oltre al collegamento di-
retto, possiamo ottenere anche altri dati: l’indirizzo della risorsa, per esempio,
un breve estratto della pagina, la data di creazione, la lingua in cui è stata
scritta, o addirittura, cliccando sulla lente d'ingrandimento accanto al link,
un'anteprima della pagina.

Il numero dei risultati ottenuti dipende da diversi fattori, ma soprattutto dal


modo in cui è stata impostata la ricerca. Se è stata scelta una frase articolata,
per esempio, è possibile impostare degli operatori logici per affinare la ricerca.
Le virgolette (") all'inizio e alla fine di una sequenza di parole, per esempio,
consentono di cercare un'intera frase esattamente come l'abbiamo scritta e
non i singoli termini che la compongono.

29
È importante anche la scelta delle parole chiave. Nell'esempio, se per effet-
tuare la nostra ricerca avessimo inserito solo "regioni d'italia", avremmo otte-
nuto una notevole quantità di risultati non attinenti. Aggiungendo anche la
parola "wikipedia" o "wiki", la ricerca ci presenta come prima voce in elenco
proprio l'enciclopedia online.

2.1.4 - Salvare pagine web


È possibile salvare una pagina web sul computer per portela consultare anche
senza essere collegati alla Rete (offline). Il salvataggio avviene selezionando
Salva con nome dal menu in alto a destra.

30
Nella casella di testo Tipo file, deve essere impostato il tipo di salvataggio che
vogliamo effettuare. Per mantenere la formattazione e gli oggetti presenti nel-
la pagina dobbiamo impostare Pagina Web, completa. Vengono così creati un
file con formato .htm e una cartella contenente tutti gli oggetti multimediali
legati alla pagina.

In entrambi i casi, all'apertura del file .htm o .mht viene riprodotta fedelmente
la pagina con tutti gli oggetti. Ovviamente, i collegamenti richiederanno un ac-
cesso a Internet, perché puntano a pagine non salvate in locale sul computer.

Per salvare il testo formattato, ma senza le immagini, basta impostare Pagina


Web, solo HTML. Viene così creato un file .htm che mantiene la struttura ori-
ginaria e i contenuti testuali, ma nessuno degli oggetti presenti nella pagina. Se
la formattazione, le immagini e gli eventuali oggetti presenti nella pagina non
interessano, si può salvare il file in formato .txt, selezionando la voce File di te-
sto, per creare un documento contenente esclusivamente il testo, non for-
mattato, presente nella pagina.

2.1.4.1 - Salvare e copiare elementi di pagine web


In generale, un oggetto presente in una pagina Web (per esempio
un programma, un file immagine o un file audio) può essere salvato nel com-
puter selezionando la voce Salva oggetto con nome dal menu di scelta rapida.

Nel caso particolare di un'immagine, nel menu di scelta rapida è presen-

te anche la voce Salva immagine con nome.

In alternativa è possibile trascinare l'immagine direttamente nel luogo di de-


stinazione (per esempio il desktop). Attenzione però, perché prelevare imma-
gini dal Web è molto semplice, ma non è sempre lecito inserirle nei propri do-
cumenti. Il materiale coperto da copyright, per il quale un altro soggetto de-
tiene i diritti d'autore, non può essere utilizzato.

31
2.1.4.1.1 - Copia di oggetti da una pagina a un documento
Se l'oggetto non deve necessariamente essere salvato in locale, ma si deside-
ra inserirlo in un documento World, per esempio, è possibile copiarlo e incol-
larlo nella posizione desiderata. Nel caso di un’immagine, basta scegliere dal
menu di scelta rapida la voce Copia. Successivamente, posizionare il cursore
nel punto del documento in cui si desidera inserirla e, sempre dal menu di
scelta rapida, scegliere Incolla.

2.1.4.1.2 - Copia di testi in un documento


Si possono inserire in un documento anche informazioni testuali. Per esempio,
le prime righe della pagina di Wikipedia dedicata alla voce “software”.
Prima di tutto occorre selezionare il testo posizionando il cursore sulla
sua parte iniziale e, tenendo premuto il tasto sinistro, spostarsi sino al termi-
ne del brano introduttivo. Rilasciare poi il tasto e, dal menu di scelta rapida
(aperto sulla selezione), scegliere la voce Copia.

Prima di incollare il testo o dopo averlo incollato, Word 2010 permette di sce-
gliere se mantenere la formattazione del testo originale, quella di destinazione
o solo il testo non formattato.

La scelta dipende dall’utilizzo che s'intende fare del testo.

32
2.1.5 - Stampare pagine web
Una pagina web può essere stampata selezionando la voce Stampa dal me-
nu File. Nella finestra seguente devono essere impostate le opzioni necessarie
per la personalizzazione della stampa della pagina.

In particolare, è possibile stampare tutte le pagine, alcune di esse o la pagina


corrente, ovvero la pagina visualizzata in quel momento. Nella sezione Numero
di copie si può impostare la quantità di copie da stampare.

2.1.5.1 - Stampare selezioni di pagine web


È possibile stampare anche una parte di testo preventivamente selezionata. La
stampa avviene dopo aver impostato l'opzione Selezione.

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2.1.6 - Elementi di un sito Web
L’elemento base di un sito Web è la pagina Web, un documento in forma-
to HTML/XHML, con collegamenti ad altre pagine o a sezioni di sé stessa. Al
suo interno è possibile incontrare elementi grafici, video, sonori e in generale
multimediali. Sempre più frequentemente in una pagina Web sono presenti
elementi attivi come applet java (frammenti di codice che permettono di in-
trodurre elementi animati ed eventualmente aggiornabili all'interno della pa-
gina), oggetti sviluppati con tecnologia Flash (vedi sezione 5.7) o con altre tec-
nologie, che consentono l’interazione dell’utente con la pagina stessa, la quale
reagisce attivamente alle sue azioni.

Spesso poi, le pagine Web sono dinamiche, nel senso che vengono generate
“al momento” dal server Web (il computer che ospita fisicamente tutte le
componenti di un sito) sulla base di diversi fattori e quando vengono richieste
dai client (il computer connesso). Per esempio, una pagina Web dinamica può
evidenziare all’utente le informazioni aggiunte rispetto a una sua visita prece-
dente. È chiaro che una simile pagina deve essere generata di volta in volta,
proprio perché appare diversa a ogni utente.

34
Un sito Web è costituito da una o più pagine Web legate fra loro attraverso
collegamenti ipertestuali e destinate, nel loro insieme, a fornire un certo servi-
zio specifico o un insieme di informazioni in qualche modo omogenee.

2.1.6.1 - URL di una pagina


Le pagine di un sito hanno nella loro URL (Uniform Resource Locator,
cioè l'indirizzo che le identifica all'interno della Rete) una radice comune, che
viene chiamata "nome di dominio". Per esempio, le pagine
http://www.w3.org/ Consortium/activities.html e
http://www.w3.org/2005/MWI/Activity.html appartengono al medesimo sito,
www.w3.org, poiché questa è la radice comune che segue immediatamente il
protocollo (http) nelle due URL. Dopo il nome di dominio, segue la successione
delle cartelle e, infine, il nome del documento HTML (studieremo il codice
HTML nella fase 5.4).

Bisogna osservare che non di rado il nome del documento viene omesso, come
nel caso dell’URL http://www.w3.org/Mobile/. Si tratta di una forma abbre-
viata, in cui si sottintende un nome di file come index.html, default.html o si-
mili. Solitamente le pagine che costituiscono un sito risiedono su un solo ser-
ver Web, anche se questa non è una regola vincolante: può accadere che
l’organizzazione logica delle URL non abbia una corrispondenza perfetta con
l’organizzazione fisica dei dati. Inoltre, una pagina Web può contenere elemen-
ti (quali immagini, applet o altro) tratti da siti diversi.

La gestione di un sito può essere a carattere personale, aziendale o istituzio-


nale e questo determina i contenuti del sito stesso. La pagina principale di un
sito viene chiamata home page o, in forma abbreviata, home. Se la home page
è ben progettata, dovrebbe fornire informazioni generali sul sito e su chi lo ge-
stisce, ma dovrebbe anche includere collegamenti alle altre pagine o sezioni
interne. In molti casi si tratta di una pagina introduttiva strutturalmente molto
semplice, intuitiva, che permette all’utente di raggiungere con rapidità le in-
formazioni presenti nel sito.

35
2.1.7 - Tipi di siti Web
I siti Web possono essere classificati, con un certo grado di approssimazione, in
macro tipologie, sulla base del contenuto e dei servizi offerti. Il crescen-
te interesse del grande pubblico per la Rete ha favorito la nascita dei siti
aziendali: non solo i grandi gruppi, ma anche piccole e medie aziende confida-
no nel loro sito per farsi conoscere presso potenziali clienti. Un sito di questo
tipo, generalmente, illustra i prodotti in scatologo e fornisce informazioni sulla
propria storia e sulla mission. Aggiorna inoltre i propri clienti sulle novità del
settore in cui opera, e può diventare un punto di riferimento per utenti inte-
ressati ad argomenti o discipline specifiche.

I siti di e-Commerce consentono l’acquisto online di beni e servizi. Fanno parte


di una categoria, in crescente espansione, che punta sulla possibilità per
l’utente di confrontare i prezzi (fra siti differenti) e perfezionare rapidamente
le transazioni. Non di rado anche i siti aziendali prevedono alcune sezio-
ni dedicate all’acquisto diretto dei propri prodotti o servizi.

Altro fenomeno crescente è quello legato alle aste on-


line, con siti specializzati (come il noto eBay) che met-
tono in relazione venditori e compratori, trattenendo (attraverso varie forme)
una percentuale sulle transazioni completate. In questi siti è possibile acqui-
stare o vendere prodotti usati o nuovi, attraverso vere e proprie aste o in ma-
niera diretta, a prezzo fisso oppure trattabile.

Non molto dissimili da quelli aziendali sono i siti istituzionali, gestiti


da organizzazioni o enti che intendono far conoscere la loro attività attraverso
il Web e rendere disponibili in Rete i propri servizi. Sempre più frequentemen-
te, la Pubblica Amministrazione ricorre alla Rete per fornire semplici informa-
zioni o servizi online al cittadino.

In Rete troviamo anche un gran numero di, il cui scopo principale è quello di
permettere lo scaricamento di file di varia natura. Ricordiamo che, come defi-
nito nella sezione 2.0.5, con l'espressione download (o scaricamento), si in-
tende il salvataggio sul nostro computer di un file residente in un sito Internet.
Solitamente, i siti siti di download consentono di effettuare una ricerca all'in-

36
terno del proprio database e quindi di prelevare il materiale messo a disposi-
zione.

Il Web non è solo una vetrina per aziende, istituzioni o enti di varia natura, ma
può essere anche un luogo di incontro tra individui che hanno interessi comu-
ni. I siti comunitari, appunto, consentono a più persone di scambiare idee e
pareri su argomenti specifici attraverso chat o forum, creando in questo modo
delle vere e proprie comunità virtuali.

Siti di questo tipo spesso accolgono anche guide o manuali inerenti gli interessi
comuni, talvolta redatti da chi cura il sito, oppure frutto del lavoro dei membri
della comunità. Gli strumenti di interazione offerti da siti di questo tipo sono
tra i più disparati. Quasi sempre è presente un forum, sistema di messaggistica
comunitario, in cui ogni membro può lasciare un messaggio attendendo rispo-
ste o commenti da parte degli atri membri. Non di rado è disponibile un servi-
zio di chat, attraverso il quale gli utenti interagiscono scambiandosi messaggi
in tempo reale.

Alcune aziende contemplano all’interno del loro sito una sezione dedicata alla
comunità dei loro clienti. Molto diffusi sono i siti comunitari il cui principale
interesse è legato al software libero (open source) e che consentono agli uten-
ti di scambiarsi consigli e conoscenze. I siti comunitari, in ogni caso, non so-
no necessariamente dedicati all’approfondimento di tematiche specifiche,
ma possono anche rappresentare semplicemente un punto di incontro tra
persone con finalità puramente ludiche o relazionali.

Più nello specifico, sono mirati allo scambio di competenze i siti wiki, in cui gli
utenti contribuiscono attivamente e liberamente alla realizzazione
dei contenuti: un famoso esempio è Wikipedia, enciclopedia alla cui realizza-
zione tutti possono partecipare, seguendo precise regole e apportando
il proprio contributo.

37
Simili ai siti comunitari sono i siti ludici, in cui gli utenti si incontrano
per partecipare a giochi online. Questi siti mettono a disposizione, talvol-
ta dopo il pagamento di una sorta di abbonamento, la possibilità di utilizza-
re giochi di varia natura: da game in cui l’utente si confronta contro un com-
puter, fino a giochi in cui appassionati di tutto il mondo si sfidano l’un
l’altro interagendo in tempo reale. Le tecnologie impiegate da questi siti sono
abbastanza eterogenee: alcuni consentono di utilizzare i loro servizi semplice-
mente accedendo alle pagine Web, altri richiedono l’installazione di un soft-
ware residente (il gioco). In tal caso, l’interazione con gli altri giocatori avviene
grazie al software stesso, in grado di connettersi direttamente con il server
della software house (la casa produttrice), che ha il compito di coordinare e
gestire le azioni di tutti gli utenti (a volte, milioni). In questo caso, il sito uffi-
ciale diviene, di fatto, un semplice strumento di supporto alla comunità degli
appassionati.

Spostando l’attenzione verso l’ambito più strettamente individuale, occor-


re citare i siti personali, che sono gestiti da una singola persona oppure da un
gruppo di amici. Spesso, i siti personali ospitano album fotografici o veri e pro-
pri diari personali pubblici, chiamati blog.

I blog sono un fenomeno in costante crescita negli ultimi anni e hanno favorito
la diffusione siti comunitari che offrono gratuitamente spazi di pubblicazione
online. I siti personali possono non avere uno scopo di pura e semplice visibilità
individuale, ma diventare fonte di informazione e approfondimento delle pro-

38
prie conoscenze. Non è raro che esperti delle più varie discipline creino siti
personali, attraverso i quali condividono esperienze a competenze con gli in-
ternauti. In altri casi, siti personali o blog di personaggi politici, amministratori
o giornalisti trattano argomenti di rilevanza politica e sociale in maniera meno
formale di quanto non sia possibile in siti istituzionali. Sono occasioni di con-
fronto, perché i visitatori sono esplicitamente invitati a esprimere le loro idee e
ad avanzare eventuali critiche.

Esistono ancora alcuni tipi di siti Web che meritano attenzione poiché consen-
tono di individuare nella rete altri siti di proprio interesse. Molto diffuso, a
questo scopo, è il ricorso alle directory Web: siti che organizzano in categorie e
sottocategorie i vari siti presenti nel loro database. Tra le directory Web, la più
famosa è forse Yahoo!, accessibile all’URL http://www.yahoo.it.

Simili alle directory sono i portali: siti che offrono collegamenti ad altri si-
ti, raggruppandoli in categorie e sottocategorie. La principale differenza ri-
spetto alle directory Web consiste nel fatto che i portali non aspirano a classi-
ficare il maggior numero possibile di siti, ma si limitano a proporne
una selezione, sulla base di considerazioni legate alla rilevanza, al marketing o
come effetto di accordi commerciali. Possono essere definiti portali anche al-

39
cuni siti commerciali: è possibile, infatti, che un’azienda abbia convenienza a
guidare la navigazione dell’utente verso siti di aziende partner.

Consentono, invece, la ricerca di specifiche pagine Web in base ad opportu-


ni criteri, i motori di ricerca, analizzati nella sezione 2.0.3. Sono siti
che mantengono un database delle pagine Web indicizzandole sulla base del-
le parole che contengono o di altri criteri particolari. L’utente, specificando al-
cune parole chiave, ottiene un elenco dei documenti noti al motore di ricerca.
Un esempio di motore di ricerca puro è Google, http://www.google.it,

ma esistono siti che offrono sia il servizio di motore di ricerca sia di directory
Web. Un esempio è il già citato Yahoo!.

Questa classificazione dei siti Web vuole essere puramente indicativa, la situa-
zione più frequente è rappresentata da siti ibridi, che possono appartenere a
più di una categoria o le cui singole sezioni sono catalogabili in categorie diffe-
renti.

2.1.7.1 - Database online


Un database, in estrema sintesi, è uno strumento che permette di archiviare e
gestire i dati in modo strutturato. Oltre alla memorizzazione di grandi quantità
di dati, un database offre la possibilità di interrogare le informazioni che con-
tiene, ovvero di effettuare ricerche al suo interno per consultare, modificare
ed eventualmente modificare i dati. I siti di database mettono a disposizione
online i contenuti di differenti database tematici, fruibili tramite un’interfaccia
Web. In alcuni casi, i dati sono pubblici, mentre in altri è necessaria una regi-
strazione, gratuita o a pagamento per accedere alle informazioni.
Un esempio di database online è dato dai sistemi di prenotazione online (treni,
aerei, alberghi, teatri, ecc.), che implicano, normalmente, la modifica dei dati
in archivio: quando si prenota un biglietto ferroviario è necessario che il siste-
ma memorizzi che il posto è occupato, in modo da non assegnarlo ad al-
tri utenti che ne facciano richiesta.
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Esistono database online sugli argomenti più disparati. Molto conosciuto è
l’Internet Movie Database, http:// www.imdb.com, che rende accessibile un
database di film estremamente ampio. La versione localizzata, che contempla
anche i titoli italiani, è raggiungibile all'indirizzo http://italian.imdb.com.

I più diffusi e utilizzati database disponibili in Rete sono i motori di ricerca, che
abbiamo visto nella sezione 2.0.3. Google è notoriamente uno dei motori di ri-
cerca che cataloga il maggior numero di pagine, altri possono fornire risulta-
ti diversi da quelli di Google, fra questi ricordiamo AltaVista e All The Web.
Quest’ultimo, in particolare, cataloga un numero maggiore di pagine di quanto
non faccia Google e offre un’interfaccia altrettanto semplice, ma è stato pena-
lizzato non poco, nel nostro Paese, dall’assenza di una versione italiana.
Per ottenere preziose informazioni sui motori di ricerca, è utile visitare il sito
Motori Di Ricerca all’URL http://www.motodiricerca.it.

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Oltre a fornire precise indicazioni sui metodi per ottenere i migliori risultati,
offre una panoramica sulle caratteristiche dei vari motori esistenti e permette
di scegliere, di volta in volta, quello più adatto alle proprie necessità. Partico-
larmente utile può essere la tabella comparativa fra i vari motori, disponibile
all’indirizzo http:// www.motoridiricerca.it/tabella.htm.

2.1.7.2 - Acquisti online


La Rete offre molte opportunità per effettuare acquisti online, consentendo di
comparare i prezzi e di portare a termine l’acquisto rimanendo comodamente
seduti a casa propria. Gli acquisti online hanno alcuni svantaggi, fra cui
l’impossibilità di ispezionare la merce prima dell’acquisto. Bisogna quindi es-
sere informati circa i propri diritti, in particolare sul diritto di recesso, e rivol-
gersi a negozi noti, affidabili. Quanto alla sicurezza della transazione, i siti di
maggiore popolarità hanno adottato standard che rendono il pagamento con
carta di credito assolutamente sicuro. In alternativa, è quasi sempre possibile il
pagamento in contrassegno oppure anticipato, mediante bollettino postale o
bonifico bancario.

2.1.7.2.1 - Individuare i prodotti


Prima di procedere ad un acquisto, è necessario individuare il prodotto e valu-
tare chi lo vende. In questa fase sono possibili più approcci: visitare diretta-
mente il sito di uno o più negozi online oppure affidarsi a un sito specializzato
nel comparare i prezzi trovati in Rete. Spesso, uno stesso prodotto viene of-
ferto in diversi pacchetti promozionali con prezzi anche considerevolmen-
te diversi: in questi casi, la comparazione delle proposte facilita non poco la
scelta. L'alternativa per spuntare un prezzo interessante è la partecipazione
a un’asta online. Come già accennato, il sito più famoso per questo genere di
vendite è eBay.it, http://www.ebay.it.

Un sito particolarmente noto per la ricerca di prodotti in vendita è Kelkoo, la


cui versione italiana è raggiungibile all’URL http://it.kelkoo.com. Dalla sua ho-
me page è possibile effettuare ricerche attraverso di parole chiave o navigare
nelle varie categorie merceologiche.

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2.1.7.2.2 - Effettuare l’acquisto
All'interno di un negozio online è sempre presente un carrello virtuale, un’area
personalizzata in cui vengono inseriti i prodotti che intendiamo acquistare. Per
concludere la transazione, occorrerà registrarsi o comunque compilare un ap-
posito form (pagina con campi testo da riempire) che fornirà al negozio tutti i
dati di cui ha bisogno per vendere e spedire il prodotto. Alla fine del tour, basta
"presentarsi alla cassa", ovvero visitare la pagina Web che contiene il riepilogo
dei prodotti e il totale da pagare.

Per esempio, immaginiamo di voler acquistare, un hard disk multimediale.


Dopo aver individuato il prodotto tramite Kelkoo,

accediamo alla pagina di Euronics (il negozio che vende l'oggetto) e procedia-
mo con l'acquisto.

43
Una volta aggiunto il prodotto al carrello cliccando sull'apposita voce, ci trove-
remo di fronte a una schermata che ci guiderà attraverso una serie di quattro
passaggi.

44
Qui possiamo specificare la quantità di prodotti che intendiamo acquistare,
mentre cliccando "avanti", procediamo con l'inserimento prima dei dati di fat-
turazione, poi di quelli di spedizione (che non necessariamente coincidono).
All'ultimo step, non resta che confermare l'ordine specificando il tipo di paga-
mento che abbiamo scelto.

Al ricevimento, è importante ricordare che, se il contenuto della confezione


non dovesse corrispondere alle aspettative o risultasse danneggiato, è sempre
possibile esercitare il diritto di recesso, ma non altre i termini di legge.

2.1.7.2.3 - Il pagamento
In generale, per evitare truffe e delusioni è importante acquistare presso siti
che abbiano una certa notorietà e che affidino proprio alla serietà dei loro ser-
vizi la possibilità di continuare a vendere. Questa prima precauzione è valida in
ogni caso, dal momento che, anche pagando in contrassegno, non si è immuni
da raggiri.

Occorre anche scegliere una modalità di pagamento adatta alle proprie esi-
genze. Il contrassegno, per esempio, comporta un sovrapprezzo e, in più, im-
pone di trovarsi in casa e in condizioni di pagare al momento della consegna. Il
bonifico bancario anticipato dilata i tempi di consegna (il prodotto parte dopo
l'accreditamento della cifra) e, se non eseguito in home banking, costringe an-
che ad andare appositamente in banca.

Il pagamento con carta di credito deve essere effettuato invece con cautela: se
utilizzato, come detto, all'interno di siti affidabili, è immediato e ragionevol-
mente sicuro.

In ogni caso, per dormire sonni tranquilli è possibile richiedere in banca o alle
Poste Italiane una carta di credito prepagata, su cui, cioè, è presente solo una
determinata cifra precedentemente caricata. In questo modo, non potrà esse-
re sottratta una somma superiore all'importo disponibile. Esistono anche mo-
dalità di pagamento create espressamente per agli acquisti online. Il circuito
PayPal, per esempio, si pone come tramite tra i dati della carta di credito (che
custodisce) e i sistemi di pagamento: al momento di concludere la transazione,
45
si viene dirottati in una pagina crittografata nella quale saranno inseriti i solo i
dati dell'account Paypal (e non quelli della carta). Si tenga sempre presente
che, se si è operato correttamente, anche in caso di frode si può ottenere un
risarcimento pari all’importo sottratto. Non si ottiene, invece, alcun risarci-
mento se la propria condotta è stata palesemente avventata e contraria a ogni
principio elementare di sicurezza.

2.1.7.3 - Prenotazioni online


La prenotazione di servizi via Internet è sempre più diffusa. Tecnicamente non
c'è molta differenza rispetto all’acquisto di beni. Attualmente, è faci-
le prenotare voli o posti in treno: sia le compagnie aeree sia Trenitalia sui lo-
ro siti consentono la prenotazione con assegnazione del posto. Esistono, inol-
tre, siti specializzati in questo genere di prenotazioni, che facilitano il proces-
so e che talvolta propongono pacchetti scontati ai clienti.

Anche molte sale cinematografiche e teatri consentono agli spettatori di pre-


notare il biglietto in anticipo: l’utente può prenotare il biglietto direttamente
da casa, scegliendo anche la posizione della poltrona, e presentarsi al botte-
ghino con tutta calma.

Come esempio, immaginiamo di voler soggiornare a Napoli per tre gior-


ni partendo da Milano. Per la prenotazione del volo, possiamo visitare il sito di
Expedia.it, http://www.expedia. it,.

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Dalla homepage scopriamo che esistono pacchetti combinati volo e albergo, e
facendo clic sul pulsante Cerca, otteniamo un elenco di combinazioni tra voli di
andata e ritorno e hotel disponibili.

Queste combinazioni possono anche essere personalizzate, modificando i voli


di andata e ritorno o associando una combinazione di volo con hotel diversi da
quelli proposti. Per ogni soluzione vengono riportati il costo e, eventualmente,
lo sconto offerto.

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Dopo aver scelto una combinazione, appare una pagina per personalizzare la
prenotazione alberghiera. La procedura di prenotazione si sviluppa attraverso
più finestre che consentono di prenotare servizi aggiuntivi, come macchine a
noleggio o visite guidate di località turistiche del napoletano, e portano infine
alla registrazione dell’utente e al pagamento. Tutte le avvertenze riportate
nella sezione 2.7.3 riguardo gli acquisti online sono ovviamente valide anche
per le prenotazioni, quando queste richiedano il pagamento anticipato.

2.1.7.4 - Homebanking
I sistemi di homebanking consentono di gestire via Internet il proprio con-
to corrente bancario. Solitamente sono servizi accessibili attraverso un sem-
plice browser, visitando il sito della banca mediante connessioni sicure. La
quasi totalità degli sportelli bancari offre ormai questo genere di servizi, gra-
tuitamente o previo pagamento di un canone annuale piuttosto modico.
Esistono anche banche nate sul Web e accessibili soltanto via Internet.
Il correntista online non solo ha accesso alle funzionalità base, da sportello, ma
può negoziare titoli, gestire la carta di credito e pagare bollette, tasse univer-
sitarie o multe. L'accesso all'homebanking non differisce dalla navigazione su
comuni siti: l'unica precauzione riguarda la riservatezza del nome utente e del-

48
la password, ovvero delle chiavi d'accesso al conto. Per questo motivo, alcune
banche offrono, come ulteriore elemento di sicurezza, un piccolo apparecchio
elettronico che genera una seconda password, variabile di volta in volta, da
inserire in un campo specifico al momento del login.

2.1.7.5 - Servizi finanziari e postali


Anche i servizi postali hanno conquistato il Web grazie a Poste Italiane, che dal
suo sito fornisce un buon numero di servizi finanziari. Per avere un’idea dei
servizi disponibili per il cittadino, basta accedere alla home page di Poste Ita-
liane, http:// www.poste.it.

I servizi vanno dalla posta elettronica alle raccomandate online, includendo


anche il monitoraggio in tempo reale del recapito di alcune tipologie di spedi-
zioni (come la posta raccomandata, la posta assicurata, i pacchi celeri e altro).
Per quanto riguarda il servizio di posta elettronica, gratuito, Poste Italia-
ne applica una politica che la distingue rispetto ad altri fornitori: per ottenere
una casella, la procedura di registrazione richiede che l’utente, dopo aver for-
nito il proprio codice fiscale, dichiari il proprio indirizzo “fisico”, al quale viene
inviato un codice che consente di attivare il servizio.

Inol-
tre, quale ente certificatore, Poste Italiane rilascia certificati digitali, che con-
sentono di firmare e-mail e documenti con validità legale.
49
2.1.7.5.1 - I servizi finanziari
BancoPostaonline è un sistema di homebanking dedicato a chi ha un conto
corrente presso Poste Italiane. Anche chi non ha un conto corrente presso Po-
ste Italiane, può comunque effettuare il pagamento di bollettini postali, purché
in possesso di una carta PostePay (come accennato, una carta ricaricabile che
non richiede di essere titolari di un conto corrente) o una carta di credito rila-
sciata dalla propria banca.

La procedura è molto simile a quella dello shopping online: si compilano i bol-


lettini, i cui importi vengono inseriri in un carrello virtuale, e alla fine si procede
al pagamento.

2.1.8 - Peer to peer


Le reti peer to peer (P2P) sono costituite da un numero variabile di compu-
ter fra i quali vi è una relazione "alla pari". Lo scambio di tati avviene mediante
apposite applicazioni installate in locale.

Lo scopo principale del P2P è la condivisione libera e gratuita di file, detta an-
che file sharing. Il fenomeno è in continua espansione grazie al crescente inte-
resse per lo scambio di contenuti multimediali. Nel caso dei brani musicali, in
particolare, la condivisione può portare a violazioni del copyright, tanto che
numerosi utenti in difetto sono stati bersaglio di azioni legali da parte di case
discografiche (e non solo). Un caso legale illustre ha portato allo smantella-
mento della famosa rete Napster. In ogni caso, nonostante si presti a usi illeciti,
il sistema P2P è di per sé legale e rappresenta un valido strumento per la con-
divisione dei file.

2.1.8.1 - Architettura delle reti peer to peer


In generale il meccanismo con cui avviene questa condivisione è abbastan-
za semplice. Un utente, connesso a una specifica rete P2P, ricerca un file fra
quelli che gli altri utenti condividono, in base al nome o ad altri criteri. Una

50
volta individuato il file, sceglie di scaricarlo e ne effettua richiesta direttamente
a chi lo ha posto in condivisione.

La richiesta, in realtà, può essere inoltrata anche a più utenti remoti, dal mo-
mento che il download può avvenire contemporaneamente anche da più fonti.
Generalmente, a ordinare il traffico, viene posto un meccanismo di accoda-
mento, per cui, se una fonte è già occupata da numero eccessivo di scarica-
menti, l’utente viene messo in una sorta di lista di attesa.

Una delle caratteristiche di queste reti è la variabilità nel tempo: molto spesso
gli utenti rimangono connessi per brevi periodi e quindi anche i file che hanno
messo in condivisione sui loro computer non sono sempre disponibili. Tuttavia,
il gran numero di utenti in rete e la possibilità di riprendere i download inter-
rotti anche a distanza di molto tempo, rendono il sistema ugualmente molto
efficiente.
In sintesi, un sistema P2P non possiede client o server fissi: quando un pa-
ri richiede un file ad un altro pari, agisce come un client che effettua una ri-
chiesta ad un server. I ruoli sono interscambiabili e ogni nodo o peer (cioè ogni
macchina connessa alla rete) può richiedere dati e fungere da client oppure
fornire dati e fungere da server.

2.1.8.2 - Reti e applicazioni


È importate distinguere tra le reti e le applicazioni che consentono di accedere
ad esse. Infatti, anche applicazioni differenti tra di loro possono far parte di
una stessa rete e quindi condividere e scambiarsi file. Si può quindi dire che,
data una rete, utenti differenti possono scegliere applicazioni diverse per ac-
cedervi, basando la loro scelta sui gusti personali o sulla base dei soft-
ware disponibili per il sistema operativo che utilizzano.

Il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che alcune popolari applicazioni


per l’accesso a reti peer to peer non si limitano ad accedere ad una sola rete,
ma possono accedere anche simultaneamente a più di una. In realtà, la mag-
gior parte degli utenti non è conscia di questa situazione, dal momento che
tutto avviene in maniera automatica.

51
2.1.9 - Web e FTP
L’FTP (File Transfer Protocol) è il protocollo per il trasferimento dei file ed è
molto antecedente al World Wide Web, eppure tra i due esiste un lega-
me solitamente ignorato dagli utenti: non pochi siti Web, infatti, quando de-
vono consentire lo scaricamento di contenuti, si affidano al protocollo FTP.
L'FTP consente anche l’operazione inversa al download, ovvero l'upload (sal-
vataggio di un file su un server remoto), e permette di spostarsi fra le cartelle
del server in remoto. L'interazione avviene attraverso un client FTP.
I browser Web più diffusi sono anche client FTP e, quando incontrano un ser-
ver FTP, riescono, sulla base della risposta che ricevono, a comportarsi come
tali e non come client http. Se desideriamo connetterci a un server FTP, è ne-
cessario inserire, nella barra dell’indirizzo, l’URL completa di protocollo, vale a
dire “ftp://mioserver.miodominio.it”. Utilizzando Internet Explorer come client
FTP, si ha l’impressione di muoversi all’interno di una cartella del proprio
computer e non di visualizzare una gerarchia di cartelle di un server remoto.
Come esempio, possiamo inserire nella barra dell’indirizzo l’URL

"ftp://ftp.unina.it/pub/linux/distributions/SuSE/opensuse/distribution/"

da cui si può scaricare una particolare distribuzione del sistema operativo Li-
nux.

Come possiamo vedere, le operazioni eseguibili su file e cartelle sono del tutto
analoghe a quelle effettuabili in una cartella locale del nostro computer. Vo-
lendo copiare un file o una cartella del server remoto, non dobbiamo fare altro

52
che trascinarli con il mouse dove desideriamo. Per poter modificare file e car-
telle presenti in un server FTP, bisogna invece avere le credenziali necessarie.

2.1.9.1 - Scaricare file via http


Il download di un file via http avviene semplicemente facendo clic su un colle-
gamento presente in una pagina Web: una finestra di dialogo chiede se inten-
diamo salvare il file sul nostro computer e, una volta dato l'ok e dopo aver
scelto la destinazione, il download ha inizio.

Talvolta, ci possiamo imbattere in server Web che propongono pagine mol-


to simili alle cartelle di un server FTP e che, tramite collegamenti ipertestua-
li, consentono di muoversi attraverso la loro struttura (filesystem).
Ecco come appare lo stesso server FTP unina.it visualizzato con Explorer utiliz-
zato come client http.

Se confrontiamo attentamente questa figura con la precedente, notiamo che


sono elencate le medesime cartelle, ma in quest’ultimo caso la navigazione av-
viene facendo clic sui vari collegamenti ipertestuali.

In realtà, i due sono server mirror di uno stesso sito, cioè hanno il medesimo
contenuto. Se per visualizzare il contenuto di una qualsiasi delle cartelle basta
fare clic sul collegamento ipertestuale corrispondente, per salire di un livello,
cioè per visualizzare la cartella che a sua volta contiene la cartella corrente,
dobbiamo fare clic sul collegamento Alla directory del livello superiore. Non è
possibile copiare sul proprio hard disk intere cartelle: se proviamo a trascinare

53
sul nostro Desktop uno dei collegamenti visualizzati, otteniamo la creazione di
un collegamento alla cartella in questione, ma non la sua copia.

2.1.9.1.1 - I programmi per l’ftp

FileZilla è un diffuso client FTP freeware (riprenderemo il concetto nella sezio-


ne 2.7.11), che consente di muoversi fra le cartelle di un server FTP in maniera
semplice ed intuitiva. La possibilità offerta da FileZilla di riprendere download
interrotti è una funzionalità molto utile quando è necessario scaricare file di
grandi dimensioni. Se, infatti, il server FTP supporta il recupero dei download
interrotti, è possibile riprendere l’operazione al collegamento successivo, sen-
za dover nuovamente scaricare il file dall’inizio. Avviato FileZilla, per collegarci
dobbiamo compilare i campi dell'indirizzo (Host), del Nome utente e della
password. Poi possiamo fare clic sul tasto connessione rapida.

In alternativa, si può cliccare sul tasto in alto a sinistra e aprire la finestra Ge-
store siti.

54
Inseriamo ancora l'indirizzo ftp://ftp.unina.it, che ci consente di accedere al
server FTP già utilizzato in precedenza con Explorer. In questo caso, dal mo-
mento che l'accesso è privo di restrizioni, specifichiamo un accesso anonimo e
senza password, facendo clic su Tipo di accesso: in questo modo, è
l’applicazione stessa a inserire automaticamente il nome utente anonymous.
La connessione avviene facendo clic sul pulsante Collegati: dopo un breve lasso
di tempo il contenuto del server, facilmente navigabile come in una finestra di
Windows, compare nella parte destra di FileZilla.

55
La parte sinistra della finestra può essere utilizzata invece per spostarsi fra le
cartelle del proprio computer.

Per scaricare un file o un’intera cartella, dobbiamo solo trascinarla da destra a


sinistra all'interno della finestra. Durante il download di un file o di una cartella
viene indicato lo stato di avanzamento dell'operazione nella parte bassa della
finestra.

Se lo scaricamento si interrompe, la parte già scaricata non viene cancellata,


ma resterà nella coda, in una cartella di sistema, mentre Filezilla continuerà a
ricollegarsi fino al completo download. Attraverso la parte destra della finestra
è possibile, se si dispone dei permessi, rinominare o cancellare cartelle e file
del server remoto utilizzando il tasto destro e il menu di scelta rapida.

56
2.1.10 - Siti adatti per il download
Esiste una molteplicità di siti da cui si può scaricare software di vario tipo.
Molte software house consentono il download dei loro prodotti (o di versio-
ni di prova) direttamente dal proprio sito. Vi sono, però, alcuni siti che sono
espressamente dedicati alla distribuzione di applicazioni. Ovviamente, non è
detto che tutto ciò che viene scaricato possa essere utilizzato gratuitamente,
come avremo modo di approfondire nella sezione 2.7.11. In generale, questi
siti suddividono i programmi disponibili in categorie, per cui per trovare il
software che si desidera, ci si comporta un po’ come con un directory Web:
ogni file è quasi sempre accompagnato da una scheda descrittiva, che non di
rado contiene anche i commenti di altri utenti e il collegamento al sito
dell’autore.

Oltre alla navigazione per categorie si può ricorrere a una ricerca per parole
chiave, basata quasi sempre sul nome del programma, del suo file di installa-
zione o delle parole presenti nella sua scheda.

Come esempio possiamo prendere in esame Tucows, uno dei più famosi siti di
download in lingua inglese, raggiungibile all'indirizzo http://www.tucows.com.
57
Nell'home page vengono mostrate le categorie relative al software per le piat-
taforme Windows, ma se siamo interessati al software per Macintosh o Linux,
dobbiamo solo fare clic sul menu a tendina o sui tasti corrispondenti in alto.

2.1.11 - Differenza tra shareware e freeware


Come accennato, non sempre il software che si scarica da Internet è libera-
mente utilizzabile. Per esempio, non è lecito ridistribuire un programma che
abbiamo pagato, neanche a titolo gratuito ad amici e parenti.
Molte applicazioni scaricabili da Internet hanno una licenza shareware o free-
ware. Le applicazioni shareware sono spesso programmi dimostrativi scaricabi-
li e utilizzabili, anche senza limitazioni nelle funzionalità, per un certo lasso di
tempo. Finito il periodo di prova, per continuare ad utilizzare il programma è
necessario acquistarlo. Alcune applicazioni cessano completamente di funzio-
nare allo scadere del periodo di prova, mentre altre continuano a funziona-
re più o meno regolarmente. In quest’ultimo caso, però, si deve sempre ricor-
dare che proseguire nel loro utilizzo costituisce una violazione del contratto di
licenza, sanzionabile secondo la legge. Non è raro che, anche nel periodo di
prova, le applicazioni shareware possano presentare finestre “di disturbo”
(avvertimenti sulla necessità di acquistare il software) o finestre che ritardano
per un numero di secondi crescente il tempo d’avvio delle applicazioni.
Acquistando l’applicazione, si ottiene dall’autore un codice di sblocco da inse-
rire in apposita finestra, oppure un file eseguibile che procede alle modifiche
necessarie per rendere pienamente funzionante il programma o per rimuovere
le finestre di disturbo. In alcuni casi, può essere necessaria un'attivazione onli-
ne che prevede una serie di passaggi e controlli.

Le applicazioni freeware sono invece liberamente utilizzabili senza alcuna limi-


tazione e senza che l’autore pretenda alcuna somma di denaro. Ovviamen-
te, nulla vieta all’autore di invitare a una richiesta di donazione facoltativa da
impiegare per lo sviluppo del programma. Esistono casi in cui gli autori di pro-
58
grammi freeware impongono clausole di non utilizzo da parte di enti pubblici o
di strutture militari e altri, in cui il pagamento di una somma di denaro viene
richiesto per scopi commerciali.

2.1.10.1 – Il download di file compressi


Lo scaricamento di file compressi (sezione 1.4.6) è molto frequente, dal mo-
mento che consente di risparmiare tempo rispetto al download dei corrispon-
denti file in formato non compresso. In rete si trovano file compressi di molti
tipi, ma sicuramente i più diffusi, almeno nel mondo Windows, sono i file di ti-
po zip e i file di tipo rar. Per scaricare un file compresso non è necessaria alcu-
na operazione particolare: solitamente basta fare clic su un collegamento.
Come esempio, scarichiamo il programma FileZilla dal sito filezilla-project.org.

Cliccando sul link FileZilla_3.3.5.1_win32.zip appare la finestra di dialogo di Ex-


plorer che ci chiede se aprire o salvare il file.

Scegliamo di salvare il file e impostiamo la destinazione. Terminato il down-


load, nella cartella che abbiamo scelto è presente il file "FileZil-
la_3.3.5.1_win32.zip". A questo punto, è necessario estrarne il contenuto. Se-
lezioniamo quindi la voce Estrai tutto dal menu di scelta rapida associato al file.

59
Nella finestra successiva indichiamo il percorso di estrazione del file (la stessa
cartella che ospita il file in formato .zip).

Terminato il processo, otteniamo una cartella di nome "FileZilla-3.3.5.1", al cui


interno è contenuto il file eseguibile di installazione "filezilla.exe". Un doppio
clic sul file e avviamo l'installazione.

2.1.11 - Acquistare elementi audio e video sul Web


Oltre ai siti Internet specializzati, anche molti lettori multimediali (Microsoft
Zune, iPhone…) e programmi di riproduzione audio consentono l’acquisto di
elementi audio e video direttamente dal Web.

Un altro player molto utilizzato per acquistare musica è iTunes, col suo forni-
tissimo store online.

60
Per entrare nel negozio Apple occorre però essere registrati o creare un nuovo
account.

In generale, all'interno di un negozio online possiamo ascoltare un album, con


una spesa irrisoria, oppure decidere di acquistarlo, anche se ad un costo supe-
riore. In questo caso, i file scaricati hanno a volte un formato particolare,
che garantisce il rispetto del copyright.

Alcune piattaforme Web, come Jamendo (www.jamendo.com), permettono di


condividere e ascoltare brani musicali con diversi livelli copyright. La musica
contenuta nel sito (con licenza Creative Commons o Arte Libera) è spesso sca-
ricabile liberamente, ma richiede un acquisto in caso di uso commerciale.

2.1.11.1 - Chat on line


L'IRC, Internet Relay Chat, è un sistema per comunicare tramite il compu-
ter sviluppato alla fine degli anni ottanta in Finlandia da Jarkko Oikarinen.
È diventato molto popolare tra i navigatori di Internet perché permette di en-
61
trare in conversazioni con altri utenti in tempo reale, senza limite di parteci-
panti.
Esistono diversi programmi (client IRC) che permettono di "chattare" facil-
mente, gestendo i messaggi da e verso un server IRC, ovvero il compu-
ter responsabile della distribuzione dei messaggi a tutti i partecipanti in ciascun
momento alla discussione. Una volta connessi al server IRC, è necessa-
rio scegliere il canale, una sorta di "stanza" in cui sono presenti gli utenti con
cui comunicare. L'utente entra con un soprannome, o nickname, con cui verrà
riconosciuto dal resto del gruppo.

62
2.2 - CONOSCERE ED UTILIZZARE LA POSTA
ELETTRONICA

1
SOMMARIO

2.2.1 – POSTA ELETTRONICA O E-MAIL ...................................................................................................... 3


2.2.2 – IL CLIENT DI POSTA ELETTRONICA .................................................................................................. 3
2.2.2.1 – CREARE E INVIARE EMAIL ...................................................................................................................... 4
2.2.2.2 – VISUALIZZARE LE NUOVE EMAIL .............................................................................................................. 5
2.2.2.3 – RISPONDERE ALLE EMAIL ....................................................................................................................... 5
2.2.2.4 – MODIFICARE L'OGGETTO DI UNA EMAIL ................................................................................................... 5
2.2.2.5 – CAMBIARE DESTINATARI ....................................................................................................................... 6
2.2.2.6 – SALVARE E STAMPARE GLI ALLEGATI ........................................................................................................ 6
2.2.2.7 – ANNULLARE L’INVIO DI UNA EMAIL ......................................................................................................... 6
2.2.2.8 – RICHIEDERE LA CONFERMA DI LETTURA AD UN MESSAGGIO ......................................................................... 7
2.2.3 – ORGANIZZARE LA POSTA IN ARRIVO .............................................................................................. 8
2.2.3.1 – UTILIZZARE LE ETICHETTE....................................................................................................................... 8
2.2.3.1.1 – Creare un’etichetta .................................................................................................................. 8
2.2.3.2 – CLASSIFICARE LE E-MAIL IMPORTANTI .................................................................................................... 10
2.2.3.3 – AGGIUNGERE FILTRI ........................................................................................................................... 10
2.2.3.4 – POSTICIPARE LE EMAIL ........................................................................................................................ 11
2.2.3.5 – ARCHIVIARE O ELIMINARE EMAIL .......................................................................................................... 11
2.2.3.6 – LE CONVERSAZIONI ............................................................................................................................ 11
2.2.3.6.1 – Disattivare la visualizzazione per conversazione ................................................................... 12
2.2.3.7 – SPAM O POSTA INDESIDERATA ............................................................................................................. 12
2.2.3.7.1 – Segnalare una mail come SPAM ............................................................................................ 12
2.2.3.7.2 – Togliere una mail dalla cartella SPAM ................................................................................... 13
2.2.4 – TROVARE LE EMAIL ...................................................................................................................... 14
2.2.4.1 – CERCARE NELLA POSTA IN ARRIVO ........................................................................................................ 14
2.2.4.2 – RESTRINGERE LA RICERCA.................................................................................................................... 14
2.2.5 – CREARE UNA FIRMA .................................................................................................................... 14
2.2.6 – CONFIGURARE LA RISPOSTA AUTOMATICA ................................................................................. 15
2.2.7 – ETICA E NORME DI BUON USO DELLE E-MAIL PROFESSIONALI...................................................... 15
2.2.7.1 – SPAM .............................................................................................................................................. 16
2.2.8 – RICONOSCERE E RISOLVERE I PROBLEMI COMUNI NELLE E-MAIL ................................................. 16
2.2.9 – MAILING LIST E NEWSGROUP ...................................................................................................... 16

2
2.2.1 – Posta elettronica o E-mail
La posta elettronica, detta anche e-mail (abbreviazione di electronic-mail), è uno dei servizi più utili offerti
da Internet.

La posta elettronica consente la trasmissione quasi istantanea di messaggi a uno o più destinatari residenti
in qualsiasi parte del mondo. Il messaggio può contenere testo, immagini ed elementi vari sotto forma di
allegati.

La posta elettronica viene utilizzata sia in ambito lavorativo che personale. Ecco le principali caratteristiche
della posta elettronica:

1. È economica: una mail non ha alcun costo aggiuntivo, oltre quello del collegamento a Internet.
2. Può essere letta da qualsiasi computer collegato alla Rete.
3. È possibile gestire la propria casella di posta attraverso il sito Web del provider, senza installare alcun
programma.
4. Può essere utilizzata per inviare elementi (in allegato), di qualunque natura.
5. Garantisce la riservatezza delle informazioni, perché l'accesso ai messaggi contenuti nella casella di
posta è consentito solo a chi ne conosce la password.
6. Permette di rimandare la lettura dei messaggi, perché questi vengono archiviati in una apposita
casella sul server del provider.
7. Non richiede che mittente e destinatario siano contemporaneamente collegati quando avviene lo
scambio delle informazioni.

Per spedire una e-mail ad un utente è necessario conoscerne l'indirizzo di posta, caratterizzato dal simbolo
@ (la “chiocciola”) posizionato tra il nome scelto dall’utente (username) e quello imposto dal provider.

Per esempio, in andrearossi@gmail.com, “andrearossi” rappresenta lo username dell’utente e “gmail.com”


il provider che fornisce la casella di posta.

All'interno dello stesso provider, lo username è univoco. Non possono esistere, cioè, due
andrearossi@gmail.com, ma può esistere un indirizzo andrearossi@hotmail.it appartenente ad un diverso
utente.

2.2.2 – Il client di posta elettronica


I client (programmi di scambio informazioni tra computer e Rete) di posta elettronica consentono di
effettuare diverse operazioni sui messaggi e sugli indirizzi. In particolare il client di posta permette di:

• consultare e gestire facilmente tutti i messaggi nella casella


• agire opportunamente su ciascuno di essi sfruttando un elevato numero di funzioni
• leggere e gestire la posta anche offline (dopo averla scaricata)
• memorizzare in una rubrica gli indirizzi dei mittenti dei messaggi
• organizzare i messaggi in cartelle secondo una logica
• creare filtri per indirizzare opportunamente i messaggi ricevuti
• gestire appuntamenti e impegni

Tra i client più usati e conosciuti possiamo ricordare:

3
• Eudora
• Netscape
• Mozilla
• Outlook
• Outlook Express (sostituito da Live Mail nelle versioni più recenti di Windows).

POSTA ELETTRONICA CON GMAIL

2.2.2.1 – Creare e inviare email

4
2.2.2.2 – Visualizzare le nuove email

2.2.2.3 – Rispondere alle email

2.2.2.4 – Modificare l'oggetto di una email

Può capitare a tutti di voler rispondere a un messaggio, o inoltrarlo, e di rendersi tuttavia conto che l'oggetto specificato dal mittente
originale non è sufficientemente chiaro. In questi casi, puoi cambiare l'oggetto del messaggio.

Quando scrivi la risposta:

1. Fai clic sulla freccia del menu a discesa accanto all'icona della risposta per espandere le opzioni disponibili.
2. Fai clic su Modifica oggetto per aprire la risposta come una nuova email. In questo modo, il campo Oggetto diventa
una casella modificabile in cui puoi cancellare l'oggetto precedente e digitarne uno nuovo.

3.

5
Nota. Cambiando il campo Oggetto interrompi il legame tra il messaggio e la conversazione originale e inizi
una nuova conversazione. Di conseguenza, la tua risposta non viene più accorpata alla conversazione
originale. Prima di applicare questo suggerimento è bene essere certi che il risultato sarà quello voluto.

2.2.2.5 – Cambiare destinatari

2.2.2.6 – Salvare e stampare gli allegati

2.2.2.7 – Annullare l’invio di una email


La funzione Annulla Invio di gmail è davvero molto utile poiché permette di annullare l’invio di un messaggio
anche dopo che hai premuto il tasto Invia!

Per impostare tale funzione seguire questi passaggi:


1. Apri Gmail

2. Nell'angolo in alto a destra fai clic sull'icona a forma di ingranaggio e quindi su Impostazioni.
3. Nella pagina Generali, scorrendo la pagina troverai la sezione denominata Annulla Invio: seleziona Attiva.
4. Successivamente scegli il Periodo di annullamento dell'invio da un minimo di 5 secondi e un massimo di 30.

6
5. Fai clic su Salva modifiche nella parte inferiore della pagina.

Una volta impostata questa funzione, ogni qual volta invierai un messaggio vedrai sempre apparire in alto nella
schermata di Gmail una barra gialla di avviso dell’invio che rimarrà visualizzabile per il numero di secondi da te
indicato nelle Impostazioni.
Per quel lasso di tempo, avrai quindi la possibilità di richiamare il messaggio ed annullarne l’invio cliccando sulla

voce Annulla

2.2.2.8 – Richiedere la conferma di lettura ad un messaggio

Ogni volta che scrivi una nuova email hai la possibilità di aggiungere la richiesta di conferma lettura:
1. Apri un Nuovo Messaggio
2. Quando hai completato di scrivere il messaggio, richiedi conferma di lettura.

Nel momento in cui la persona leggerà la tua mail ed invierà la conferma di lettura, riceverai una mail di notifica
dell’avvenuta lettura.

7
2.2.3 – Organizzare la Posta in arrivo

2.2.3.1 – utilizzare le etichette


Utilizza le etichette per classificare i messaggi. Le etichette di gmail hanno un grande vantaggio: puoi applicare
più etichette a un messaggio, in modo da poter archiviare una singola copia di un messaggio sotto più
etichette.
Puoi anche:

• Aprire un'etichetta sul lato sinistro della finestra della posta per visualizzare tutti i messaggi contrassegnati con
quell'etichetta
• Cercare tutti i messaggi con una determinata etichetta
• Visualizzare le etichette sui messaggi nella Posta in arrivo per poter identificare rapidamente i diversi tipi di
messaggio
Applicare colori diversi alle etichette per renderle più facili da identificare. Ecco come vengono visualizzate le etichette nella
tua Posta in arrivo:

2.2.3.1.1 – Creare un’etichetta

8
9
2.2.3.2 – Classificare le e-mail importanti

2.2.3.3 – Aggiungere filtri

10
2.2.3.4 – Posticipare le email

2.2.3.5 – Archiviare o eliminare email

2.2.3.6 – Le Conversazioni

In Gmail lo scambio di mail tra due o più contatti viene raggruppato in “conversazioni” per agevolarti la
gestione delle mail. In questo modo è più semplice cogliere l’argomento ed il contesto di uno scambio di mail.
Uno scambio di messaggi con lo stesso oggetto viene accorpato in sequenza in una unica conversazione. Solo
se la riga dell'oggetto di una conversazione viene cambiato, verrà creata una nuova conversazione a sé stante.

Un esempio tipico della “Visualizzazione per conversazioni” è il sottostante, dove: il primo nome visualizzato
“Ubaldo” è la persona che ha inviato la prima mail; “Roberto” è la persona che ha risposto per ultimo alla mail; i
puntini “..” stanno ad indicare che tra la prima mail e l’ultima hanno partecipato alla conversazione anche altre
persone; il numero tra parentesi “(40)” è il numero totale delle email scambiate in questa conversazione; la
voce “Google Apps deployment” indica invece l’oggetto della conversazione.

11
Una volta aperta una conversazione troverai tutti i messaggi che ne fanno parte disposti in ordine cronologico
(dalla più vecchia alla più recente) uno sotto l’altro. Per visualizzare tutti i messaggi della conversazione è

sufficiente fare clic sul pulsante "Espandi tutto" in alto a destra.


Perciò, nella visualizzazione per conversazione, ogni nuovo messaggio viene posizionato sotto quelli arrivati prima,
e la casella da utilizzare per rispondere al/ai messaggio/i precedenti si trova in fondo alla pagina.

NB. Nelle risposte di una conversazione, sotto il simbolo viene incluso lo storico di tutti i
messaggi intercorsi precedentemente: dalla prima email inviata fino alla mail a cui si sta rispondendo. È
possibile, intervenire manualmente cancellando o aggiungendo parti dello storico dei messaggi.

2.2.3.6.1 – Disattivare la visualizzazione per conversazione

Se preferisci, dalle Impostazioni di Gmail è possibile disattivare la visualizzazione per conversazioni:


1. Apri Gmail

2. Nell'angolo in alto a destra fai clic sull'icona a forma di ingranaggio e quindi su Impostazioni.
3. Nella pagina Generali, scorri fino alla sezione Visualizzazione per conversazione e selezione la seconda opzione

4. Fai clic su Salva modifiche nella parte inferiore della pagina.

Se ci pensi la “Visualizzazione per conversazione” segue lo stesso funzionamento e logica di altre applicazioni di
messaggistica tipiche degli smartphone a cui molti di noi sono ormai abituati, ad esempio whatsapp.

NB. Se consultate la Gmail dallo smartphone o tablet utilizzando la apps Gmail la visualizzazione per
conversazione non si può disattivare.

2.2.3.7 – Spam o Posta Indesiderata


Gmail ha un filtraggio della posta indesiderata molto accurato. Tutti i possessori di un account gmail
possono filtrare la posta in arrivo attraverso l’utilizzo del tasto SPAM.

2.2.3.7.1 – Segnalare una mail come SPAM

1. Seleziona la casella di controllo accanto ai messaggi e poi clicca sul simbolo “Segnala come Spam”

12
A quel punto noterai che la mail selezionata verrà spostata dalla Posta in arrivo e sarà fatta confluire nella
cartella SPAM. Le mail confinate nello SPAM vengono automaticamente eliminate in maniera definitiva dal
sistema Google dopo 30 giorni la loro giacenza in quella cartella.

NB. Gmail impara dal tuo utilizzo della posta elettronica, quindi quando farai confluire una determinata mail all’interno
della SPAM (seguendo il procedimento sopra indicato), da quel momento in poi ogni qual volta riceverai una mail con le
stesse caratteristiche essa verrà confinata direttamente all’interno della cartella SPAM direttamente dal sistema Google.

Suggerimento: Soprattutto nei primi mesi di utilizzo della posta elettronica Gmail, controlla lo spam almeno
una volta a settimana per assicurarti che non sia stata confinata in quello spazio una mail che invece ritieni
utile.

2.2.3.7.2 – Togliere una mail dalla cartella SPAM

1. Apri la cartella SPAM


2. Seleziona la mail che vuoi estrarre da quella cartella

3. Clicca sul bottone Non Spam.

NB. Il sistema Google impara dal tuo utilizzo della casella Gmail anche in questo caso: nel momento in cui segnali una
mail come Non Spam. Da quel momento in poi ogni qual volta riceverai una mail con le stesse caratteristiche essa non
verrà confinata nella cartella SPAM.

13
2.2.4 – Trovare le email

2.2.4.1 – Cercare nella Posta in arrivo

2.2.4.2 – Restringere la ricerca

2.2.5 – Creare una firma


Per impostare la tua firma in Gmail segui questi passaggi:
1. Apri Gmail.
2. Nell'angolo superiore destro della finestra di Gmail, fai

clic sull'icona a forma di ingranaggio e quindi


su Impostazioni.
3. Nella pagina Generali, scorri fino alla sezione Firma e
inserisci la tua firma nella casella.
4. Se vuoi, utilizza le opzioni sopra la casella per formattare
il testo e aggiungere link e immagini.
5. Ti suggerisco anche di spuntare la voce immediatamente
sotto la sezione firma che recita “Inserisci questa firma prima del testo citato nelle risposte, rimuovendo la riga
"--" che la precede.”
Ciò ti permetterà di ritrovare la tua firma immediatamente sotto al testo che inserirai nel corpo della
mail.

6. Fai clic su Salva modifiche nella parte inferiore della pagina.

14
2.2.6 – Configurare la risposta automatica
Nelle Impostazioni, nella pagina Generali, scorri nella parte inferiore fino alla sezione Risponditore
Automatico.

1. Seleziona la voce Attiva risponditore automatico.


2. Imposta in “Primo Giorno” e “Ultimo giorno” la data di inizio e di fine del tuo periodo di assenza. La sua
attivazione, per il periodo da voi indicato genererà una mail di risposta automatica a coloro che vi contattano
via mail nel periodo in cui sarete assenti dal luogo di lavoro. Entrerà in funzione alla mezzanotte del primo
giorno ed è operativo fino alle 23:59 dell'ultimo giorno.
3. Nella sezione “Messaggio” scrivi il testo che vuoi venga recapitato. Se vuoi, utilizza le opzioni sopra la casella per
formattare il testo e aggiungere link e immagini.

2.2.7 – Etica e norme di buon uso delle e-mail professionali


Come abbiamo visto, un programma per la gestione delle e-mail, nelle sue funzioni base, è
abbastanza semplice da utilizzare. Eppure, se rispondere a un messaggio o crearne uno nuovo non richiede
particolare impegno, per comunicare correttamente è opportuno invece rispettare alcune "regole di
comportamento". Il prontuario delle regole legate ai messaggi viene definito Netiquette, contrazione di
Internet Etiquette, e contiene i seguenti punti fondamentali.

• Se abbiamo inserito una persona in copia, non dobbiamo riferirci nella mail direttamente a lei. In
altre parole, se abbiamo inserito l'indirizzo di "Sara" in Cc, nel corpo della mail non dobbiamo scrivere
"Ciao Sara…", dal momento che l'indirizzo è stato inserito solo perché Sara fosse a conoscenza di una
e-mail inviata a qualcun altro. È buona norma, invece, "presentare" Sara al destinatario qualora
questi non la conosca. Il modo migliore è esplicitare la sua presenza con un "…che ci sta leggendo in
copia".
• Compilare sempre e correttamente il campo Oggetto, descrivendo sinteticamente, ma chiaramente,
il contenuto della e-mail. In questo modo non sorgeranno equivoci e la ricerca del messaggio da parte
del destinatario risulterà notevolmente semplificata.
• Evitare di inviare allegati inutili, per non rallentare il download dei messaggi da parte del
destinatario.
• Se si inviano allegati, accertarsi che la dimensione dei file non siano eccessivamente grandi
(orientativamente, non oltre i 5 MB complessivi). Se è proprio necessario inviare allegati più
"pesanti", è opportuno chiedere preventivamente al destinatario se la sua casella è in grado di
contenerli.
• Se di un messaggio non siamo l'unico destinatario, usiamo il Rispondi a tutti solo se necessario.
Cerchiamo cioè di evitare le lunghe conversazioni tra gruppi di persone quando non richiesto.
• Se dobbiamo inviare un messaggio a più persone che non si conoscono tra loro o che non siamo sicuri
che vogliano far conoscere il proprio indirizzo, è preferibile inserirle in Ccn (copia nascosta). Saremo
così sicuri che ogni persona non vedrà altro che il messaggio.
• Un consiglio generale riguarda l'uso delle maiuscole nell'intera frase: un testo scritto così, viene
interpretato come "urlato".
• L'ultimo suggerimento di massima riguarda le emoticon: utilizzarle permette di aggiungere cenni di
espressione al contenuto del messaggio. Sono da evitare solo in campo professionale.

15
2.2.7.1 – Spam
Uno dei problemi più diffusi e più fastidiosi legati all’uso della posta elettronica è il cosiddetto spamming.

Lo spamming consiste nella ricezione di e-mail non desiderate, inviate, perlopiù, da parte di società che
pubblicizzano prodotti e servizi. Gli indirizzi di posta elettronica vengono reperiti attraverso le innumerevoli
banche dati diffuse in Rete. A volte lo spamming viene diffuso mediante speciali programmi che generano
indirizzi casuali. Per limitare il fenomeno è possibile osservare una serie di suggerimenti:

• Se durante la navigazione si accede ad aree in cui viene richiesta la registrazione a un servizio, è


consigliabile non inserire l'indirizzo utilizzato per lavoro o per comunicazioni personali. Se necessario,
meglio creare un account ad hoc.
• Non cliccare mai sui collegamenti contenuti nelle e-mail inviate da ignoti. Nel dubbio, meglio
eliminare i messaggi ancora prima di leggerli. È possibile infatti che, accedendo ai collegamenti, si dia
inconsapevole conferma all'invio di mail pubblicitarie.
• Se si riceve un’e-mail non desiderata contenente un collegamento per cancellarsi dal servizio, non
usare assolutamente quel link: molto probabilmente rappresenta solo una "trappola" per controllare
se la casella è attiva e viene usata con regolarità.

2.2.8 – Riconoscere e risolvere i problemi comuni nelle e-mail


Il servizio e-mail, se da un lato migliora sensibilmente la vita di ogni utente, permettendo una comunicazione
istantanea e gratuita, dall’altro crea una serie di problematiche legate soprattutto all’inesperienza. Il
problema principale risiede nella possibilità, purtroppo non remota, di infettare il proprio sistema con virus
informatici.

I virus sono dei programmi scritti, normalmente, per danneggiare un sistema all’insaputa dell’utente e per
propagarsi su altri computer. Per sua stessa natura, la posta elettronica rappresenta quindi uno dei veicoli
ideali per diffondere epidemie su larga scala. Poiché, come abbiamo già detto, un virus è un programma, è
sufficiente eseguirlo per avviare l'infezione. È buona abitudine, pertanto, non aprire mai gli allegati ricevuti
via e-mail da mittenti sconosciuti, a maggior ragione se tali allegati presentano l’estensione caratteristica
degli eseguibili (.exe, .bat, .com).

A volte può succedere che il computer risulti infettato da un virus anche in seguito alla semplice
visualizzazione del contenuto dell’email. Questo avviene a causa di gravi errori di programmazione nella
sicurezza dei client di posta elettronica. Per aggirare il rischio, l’unico consiglio sempre valido è quello non
solo di installare un buon programma antivirus, ma soprattutto di tenerlo aggiornato: un antivirus funziona
correttamente solo se è in grado di riconoscere ogni nuova, potenziale minaccia. Vedremo come gestire e
configurare un antivirus nella fase 3.1.2.

2.2.9 – Mailing list e newsgroup


Strutturato in forma di bacheca elettronica, un newsgroup è tecnicamente un gruppo di discussione,
ovvero il punto d'incontro tra persone che condividono uno stesso interesse. I gruppi di discussione sono
numerosi e organizzati per categorie geografiche o tematiche. All'interno dei newsgroup, i messaggi

16
costituiscono, normalmente, risposte a precedenti messaggi, aperture di nuove discussioni o richieste di
informazioni specifiche.

La mailing list è una lista di indirizzi di posta elettronica identificata da un nome. Quando un messaggio e-
mail viene inviato alla mailing list, una sua copia arriva automaticamente a tutte le caselle di posta presenti
nella lista. Come i gruppi di discussione, le mailing list sono tematiche.
A differenza del newsgroup, l'utente iscritto alla mailing list riceverà il messaggio direttamente nella propria
casella postale. Anche per newsgroup e per mailing list esistono alcune regole di comportamento da
rispettare. In particolare:

• Nei newsgroup non dobbiamo criticare le abitudini degli altri, anche se particolarmente bizzarre.
• Per evitare fenomeni di spamming, è importante non inviare mai lo stesso messaggio a più
newsgroup.
• Prima di scrivere un messaggio in un newsgroup, è conveniente essere ben inseriti nell'argomento,
onde evitare interventi inutili e fuori luogo.

17
2.3 - COMUNICARE E COLLABORARE ON LINE

1
SOMMARIO

2.3.1 - LE 5 COMPETENZE DIGITALI DEL DIGCOMP ..................................................................................... 3


2.3.2 - LA NETIQUETTE .............................................................................................................................. 3
2.3.2.1 - GLI OSTACOLI NELLA COMUNICAZIONE IN RETE ........................................................................................... 5
2.3.3 – INTERAGIRE CON LE TECNOLOGIE DIGITALI .................................................................................... 6
2.3.3.1 - LE EMOTICON ...................................................................................................................................... 7
2.3.3.2 - GLI STICKERS ........................................................................................................................................ 8
2.3.3.3 - IL GERGO DELLA COMUNICAZIONE DIGITALE ............................................................................................ 10
2.3.4 - COINVOLGIMENTO NELLA CITTADINANZA IN RETE ....................................................................... 13
2.3.5 - GESTIRE L’IDENTITÀ DIGITALE....................................................................................................... 14
2.3.3.1 – DIGITAL FOOTPRINT ........................................................................................................................... 14
2.3.3.1.1 – Digital footprint passivo......................................................................................................... 14
2.3.3.1.2 – Digital footprint attivo o Alter ego......................................................................................... 15
2.3.4 – CONDIVIDERE ATTRAVERSO LE TECNOLOGIE DIGITALI ................................................................. 16
2.3.4.1 - IL CLOUD COMPUTING ......................................................................................................................... 17
2.3.4.1.1 - Archiviazione file nel cloud/nuvola ......................................................................................... 18
2.3.4.2 - CLOUD VS USB DEVICE ......................................................................................................................... 19
2.3.4.3 - PERCHÉ È IMPORTANTE USARE IL CLOUD? ............................................................................................... 20
2.3.4.4 - LE IMPLICAZIONI DELLA COLLABORAZIONE ATTRAVERSO I SISTEMI CLOUD ..................................................... 21
2.3.4.4 - VELOCITÀ DI TRASFERIMENTO DATI ........................................................................................................ 22
2.3.5 - COLLABORARE ATTRAVERSO LE TECNOLOGIE DIGITALI................................................................. 23
2.3.5.1 - MEETING ONLINE E WEB CONFERENCE .................................................................................................... 23
2.3.5.1.1 - GoToMeeting .......................................................................................................................... 23
2.3.5.1.2 - WebEx ..................................................................................................................................... 24
2.3.5.1.3 - Google+ Hangouts .................................................................................................................. 24
2.3.5.1.4 - Adobe Connect Pro ................................................................................................................. 25
2.3.5.1.5 - Sync.in ..................................................................................................................................... 25
2.3.5.1.6 - Twiddla ................................................................................................................................... 25
2.3.5.1.7 - facebook ................................................................................................................................. 26
2.3.5.1.8 - Skype....................................................................................................................................... 26
2.3.5.2 - APP DI INSTANT MESSAGING................................................................................................................ 26
2.3.5.2.1 - WhatsApp ............................................................................................................................... 27
2.3.5.2.2 - Viber ....................................................................................................................................... 27
2.3.5.2.3 - Telegram ................................................................................................................................. 27
2.3.5.2.4 - Skype....................................................................................................................................... 28

2
2.3.1 - Le 5 competenze digitali del DigComp
La competenza digitale può essere a grandi linee definita come l'uso sicuro e fiducioso, critico e creativo della
tecnologica dell’informazione e della comunicazione (ICT) per raggiungere gli obiettivi utili per il lavoro,
l'occupazione, lo studio, il tempo libero, l'inclusione sociale e / oppure per partecipare attivamente alla vita
sociale.

Il quadro di riferimento europeo per le competenze digitali dei cittadini rilasciata da JRC, Joint Research
Centre, per conto della DG EMP dell’Unione Europea1 nell’ultima revisione rilasciata (DigComp rev. 2.1 –
2017) - identifica 5 aree di competenza digitale:

1. Alfabetizzazione su informazioni e dati


2. Comunicazione e collaborazione
3. Creazione di contenuti digitali
4. Sicurezza
5. Problem solving

In questa sezione ci occuperemo della seconda competenza digitale: la COMUNICAZIONE.

Possiamo descrivere questa competenza come la capacità di comunicare in un contesto digitale,


condividendo le risorse attraverso gli strumenti digitali fornite in rete, entrando in connessione con gli altri e
collaborando grazie all'uso degli strumenti digitali, interagendo e facendo parte di comunità in rete e
networks, e non ultimo, per raggiungere maggiore consapevolezza interculturale.

Vedremo quindi come:

- interagire per il tramite delle tecnologie,


- condividere informazioni e contenuti,
- collaborare attraverso le tecnologie digitali,
- coinvolgersi e partecipare alla cittadinanza in rete,
- gestire la propria identità digitale
- definire la netiquette.

I concetti chiave per questa competenza sono netiquette, cittadinanza in rete, sfide della comunicazione
elettronica, identità digitale, social media.

2.3.2 - la netiquette
La comunicazione in rete fa riferimento al concetto di netiquette. Il termine deriva dalla fusione delle parole
NET (rete) e ETIQUETTE (etichetta/galateo). Pertanto la netiquette descrive i comportamenti in rete,
distinguendo quali sono i '' fare '' e i '' non fare '' della comunicazione in rete.

Ecco alcune regole base da seguire:

1. Ricorda il motto: "comportati con gli altri come vorresti che gli altri si comportassero con te". Prova
ad immaginare come ti potresti sentire se fossi nei panni dell'altra persona. Difendi il tuo agire, ma
cerca di non ferire i sentimenti delle altre persone.

1
https://ec.europa.eu/jrc/en/digcomp

3
2. In rete, vanno rispettati gli stessi standard di comportamento seguiti nella vita reale, quindi:

a) Assumi sempre un comportamento etico.


b) Infrangere la legge (come scaricare illegalmente film o programmi protetti da copyright) è
moralmente molto più facile virtualmente che nel mondo fisico. Se ti venisse la tentazione di
fare qualcosa di illegale nel cyber spazio, sappi che ciò evidenzia sicuramente una cattiva
netiquette.

3. Conosci e sii consapevole dello spazio che occupi nel cyber spazio.

4
a) La netiquette varia da un dominio all'altro. Ciò che è perfettamente accettabile in una zona può
essere terribilmente scortese in un'altra.
b) "Guardati bene intorno prima di spiccare il volo". Dai sempre un'occhiata in giro quando entri in
un dominio del cyberspazio che per te risulta essere nuovo.
4. Rispetta il tempo degli altri.
Quando invii un messaggio di posta elettronica oppure ne stai postando uno in
un gruppo di discussione, ricordati che stai chiedendo ad altre persone di spendere del tempo. È
tua responsabilità assicurarti che il tempo trascorso a leggere il tuo post non sia tempo sprecato.
5. Impegnati a fare una buona impressione agli altri online. Non sarai giudicato dal colore della pelle,
degli occhi o dei capelli, dal peso, dall'età o dai vestiti. Tuttavia, sarai giudicato dalla qualità
della tua scrittura. Per la maggior parte delle persone che scelgono di comunicare in rete, questo è
un vantaggio; se non amassero usare la parola scritta, non sarebbero lì. Quindi lo spelling e la
grammatica contano, di solito anche più che nel mondo fisico.
6. Condividi conoscenze specialistiche. La forza del cyberspazio sta proprio nei suoi numeri. La ragione
per cui si pongono domande in rete è che si sa che molte persone ben informate stanno leggendo
le domande. Se anche solo pochi di loro fossero disponibili a fornire risposte intelligenti, la somma
totale delle conoscenze mondiali aumenterebbe moltissimo. Internet stessa è stata fondata ed è
cresciuta perché gli scienziati volevano condividere le informazioni. A poco a poco, il resto del
mondo
7.
8. è entrato in azione, fino ad arrivare alla gente comune.
9. Rispetta sempre la privacy degli altri.

10. Non abusare del tuo potere. Sapere più degli altri oppure avere più potere di loro, non ti dà il
diritto di approfittarne.
11. Perdona gli errori degli altri. A loro volta, tutti sono stati principianti di Internet.

2.3.2.1 - gli ostacoli nella comunicazione in rete


Le affermazioni delle pagine precedenti sembrano ovvie e superflue, tuttavia, una buona netiquette è più
facile da dichiarare che da applicare appieno.

I più aspri conflitti interpersonali di solito avvengono attraverso la comunicazione digitale. Ciò accade perché
la comunicazione digitale richiede uno sforzo significativamente maggiore per la codifica e la decodifica dei
messaggi rispetto alla comunicazione faccia a faccia.

5
Ci sono due principali ostacoli alla comunicazione digitale.

La comunicazione digitale è più difficile a causa della mancanza di “esperienza comune” e di “comunicazione
non verbale”.

La mancanza di esperienza comune è un sottoprodotto diretto del più grande vantaggio della comunicazione
digitale. Vale a dire, comunicare senza essere nello stesso posto e, di solito, anche con un intervallo di tempo
tra domanda e risposta.

Pertanto, in rete comunichiamo attraverso lo spazio e il tempo. “L'esperienza comune” è, purtroppo, molto
spesso un elemento che si perde nel processo.

Due persone possono avere una discussione più efficace se si siedono faccia a faccia nella stessa stanza, allo
stesso tempo, e preferibilmente se hanno appena pranzato insieme. Il loro pensiero sarà sintonizzato sulla
stessa esperienza comune e la comunicazione sarà quindi più facile ed efficace.

Le stesse persone avranno una comunicazione molto più difficile sullo stesso argomento se si trovano a
comunicare tramite messaggi testuali a 1000 km di distanza.

La comunicazione digitale è sicuramente una grande opportunità, che apre orizzonti incalcolabili ed
inimmaginabili. Tuttavia, richiede uno sforzo significativamente maggiore.

2.3.3 – Interagire con le tecnologie digitali


Interagire attraverso una varietà di tecnologie digitali e individuare i mezzi di comunicazione digitali appropriati per un determinato
contesto.
"Il più grande problema nella comunicazione è l'illusione che sia stata realizzata. "

George Bernard Shaw

6
Qualsiasi comunicazione è molto più efficace e meno incline al conflitto se tutti i soggetti coinvolti seguono
la regola di base della comunicazione.

Questa regola può essere molto semplificata: le persone non sanno che cosa pensi, conoscono solamente ciò
che comunichi.

Con la comunicazione digitale, questo è ancora più importante, poiché la maggior parte della comunicazione
è in forma scritta.

Durante il processo evolutivo, ci siamo sintonizzati sulla comunicazione non verbale, comprendente
espressioni facciali, linguaggio del corpo, tonalità e colore della voce e altri indizi.

Tutti forniscono feedback di comunicazione. Tuttavia, se comunichiamo solamente per iscritto tramite e-mail
oppure a voce attraverso il telefono, questi elementi importanti e significativi al fine della comunicazione,
vengono improvvisamente portati via e c'è molto più spazio per interpretare (erroneamente) i messaggi.

La comunicazione digitale sta superando la comunicazione faccia a faccia? (Foto di Igor Razbornik.)

2.3.3.1 - le emoticon
Uno degli aspetti positivi della comunicazione digitale è che si sta rapidamente evolvendo. Le chiamate
telefoniche vengono gradualmente sostituite da conferenze faccia a faccia tramite software come Skype,
Viber o WhatsApp. Essere in grado di vedere le espressioni facciali e ascoltare il tono di voce dell'interlocutore
riduce significativamente lo sforzo necessario per una comunicazione chiara e inequivocabile.

I bambini e gli adolescenti adottano queste nuove pratiche di comunicazione senza pensarci troppo. La
maggior parte di essi non sono validi e di alto livello, ma alcuni di essi sono in realtà abbastanza utili.

Ad esempio, è molto insolito che le nuove generazioni inviino un messaggio di solo testo, un'e-mail oppure
un post su Twitter senza l'uso di emoticon.

7
Le emoticon sono piccoli segni o combinazioni di caratteri digitati, che denotano graficamente il
sentimento di fondo delle persone che comunicano.

Le emoticon possono essere anche create, digitando i simboli, come nell'esempio :).
Alcune emoticon sono abbastanza ovvie,
altre sono comprensibili solamente a gruppi
o gruppi specifici. Aggiungono una
dimensione emotiva al messaggio
comunicato e sono molto efficaci nel farlo.
Ad esempio, se hai appena detto una
battuta - si può aggiungere un'emoticon con
la faccina che strizza gli occhi e ciò che hai
scritto sarà universalmente inteso come
uno scherzo.

Questo concetto sarebbe stato molto più


difficile, e soprattutto troppo lungo da
spiegare, se si fossero utilizzate solo le
parole.

La buona netiquette comporta quindi anche


il tentativo di rendere il messaggio il più
chiaro possibile e di non avere paura di
aggiungere emoticon se si desidera che il messaggio trasmetta il senso e l'emozione desiderati.

La comunicazione digitale è specifica. Dobbiamo fare uno sforzo maggiore per evitare malintesi. Inoltre, si
sta evolvendo molto rapidamente e con il passare del tempo le sue carenze non rappresenteranno più un
problema.

2.3.3.2 - gli stickers


Le faccine o i cosiddetti "emoji" sono in circolazione da un po' di tempo su Internet, ma i cambiamenti recenti
possono influenzare il futuro della messaggistica. Alcune applicazioni in chat sono diventate popolari grazie
al fascino della spontaneità e della privacy - con messaggi che si autodistruggono dopo un certo periodo di
tempo o consentono agli utenti di lasciare messaggi vocali. Molti di loro hanno introdotto gli adesivi, detti
stickers.

8
Gli stickers sono un misto di fumetti e faccine ("emoji") che vengono utilizzati in applicazioni di
messaggistica istantanea come Facebook Messenger, WhatsApp, Snapchat, ecc. Sono nati dapprima in Asia
e sono diventati popolari in ogni dove perché aiutano a trasmettere emozioni e sono più visivi di blocchi di
testo, specialmente in lingue diverse dall'inglese, che possono essere complicate da scrivere usando uno
smartphone.

Gli Stickers in genere sono disponibili in pacchetti, molti sono gratuiti da scaricare e utilizzare, ma alcuni
servizi fanno pagare anche qualche euro per i pacchetti premium. I pacchetti possono essere personalizzati
per marchi, prodotti o eventi speciali.

Gangnam style stickers

9
Usando gli adesivi passiamo meno tempo a digitare le parole su un telefono e di conseguenza, aumenta la
facilità e la velocità della comunicazione. Ma non tutti sembrano essere d'accordo. Pur guadagnando
popolarità, gli adesivi sono meno diffusi in Europa e negli Stati Uniti rispetto a quanto lo sono in Asia. Vengono
infatti spesso accompagnati da didascalie.

2.3.3.3 - il gergo della comunicazione digitale


Hai notato che alcuni individui, specialmente i più giovani, spesso utilizzano nel loro gergo quelli che
sembrano acronimi molto brevi?

La loro comunicazione assomiglia a qualcosa di simile:

“Ho raggiunto il 100% dei risultati al test di matematica! Omg!!!''

omg in inglese significa “Oh my God”, la traduzione letterale è dunque “Oh mio Dio”

Quindi cosa significa omg, wtf o lol (solo per citarne alcuni) e da dove provengono?

Uno dei primi social network su Internet è stato l'Internet Relay Channel o IRC. Era più popolare negli anni
'90 ed è uno dei precursori della maggior parte dei messaggi di testo o conversazioni che abbiamo oggi.

Il concetto base di IRC è di "chattare", quindi scambiare brevi messaggi. La funzione di chat è ora una parte
popolare e integrale di facebook, Skype o WhatsApp.

10
Mentre tecnologia, la clientela di utenza e larghezza di banda si sono evoluti dai giorni dell'IRC, il flusso di
base delle chat non lo ha fatto.

È ancora uno scambio di brevi messaggi sotto forma di frasi. Il contesto informale delle chat ha permesso lo
sviluppo del gergo digitale - gli acronimi forniti come esempi sopra sono solo un'altra forma di questo
gergo.

Come tutti gli acronimi, anche quelli del digitale servono per abbreviare la comunicazione, ma lo fanno per
argomenti relativi alla chat.

Ad esempio, partendo dalla lingua inglese brb significa be-right-back, con tre tratti della tastiera, viene
sostituito un messaggio che dice: ''Sarò lontano dal computer per un breve periodo, ma sto tornando
rapidamente, quindi non considerare l'assenza della mia partecipazione nella comunicazione come un
insulto.''

Gli acronimi in realtà hanno molto senso alla pari delle emoticon, in quanto aiutano gli utenti a superare gli
ostacoli alla comunicazione digitale. Inoltre, gli acronimi sono relazioni alla lingua d'uso nella
comunicazione. Ecco una lista di quelli più comunemente usati, tutti derivanti dalla lingua inglese.

o lol - laughing out loud - ridere forte

o omg - oh my God - oh mio Dio

o rofl - rolling on the floor laughing - rotolare a terra ridendo

o lmao - laughing my ass off - ridendo il culo

o brb - be right back - torno subito

o afk - away from keyboard - lontano dalla tastiera

o dos - dozing off soon - sonnecchiando presto

o ty - thank you - grazie

o np - no problem - nessun problema

o fyi - for your information - per tua informazione

o ttyl-talk to you later - ti parlo più tardi

o thx- thanks - grazie

o Lshccomnaiweda - ridendo una coca così dura mi uscì dal naso e non ne avevo bevuta neanche una

o bak - back at the keyboard - sono di nuovo davanti alla tastiera

o toy - thinking of you - sto pensando a te

o ybs - you will be sorry - Sarai dispiaciuto

o asl - age sex location? - età posizione sesso?

o idk - I don't Know - Non lo so

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o boy - beginning of year - All'inizio dell'anno

o wtf - what the fuck - che cazzo

o wth - what the hell - che diavolo

o kutgw - keep up the good work - mantenere il buon lavoro

o imo - in my opinion - in base alla mia opinione

o coz - because - perché

o ooo - one on one - uno a uno

o gtg - got to go - devo andare

o h8 - hate - odio

o bol - bust out laughing - scoppiare a ridere

o stfu - shut the fuck up - stai zitto

o diy - do it yourself - fallo da solo

o asap - as soon as possible - al più presto possibile

o w8 - wait - aspetta

Di seguito proponiamo una serie di acronimi tratta dalla lingua inglese e maggiormente in uso nel contesto
linguistico italiano

- AFK (Away From Keyboard): Quando si scrive “AFK” in chat si intende comunicare agli altri
partecipanti che si rimarrà lontani dalla tastiera (“away from keyboard”, appunto) per un periodo
medio-lungo, tipo qualche ora.
- ASAP (As Soon As Possible): Di uso comune anche al di fuori delle chat, può essere utilizzato
quando si desidera chiedere a qualcuno di fare qualcosa il prima possibile (es. “Write me ASAP”).
- BRB (Be Right Back): A differenza di “AFK”, l’acronimo “BRB” viene utilizzato per informare gli
utenti che ci si allontanerà dalla chat per un brevissimo lasso di tempo.
- SUL (See You Later): Traducibile come “ci vediamo più tardi”, la formula “SUL” può essere adottata
per congedarsi dagli altri nel momento in cui si decide di disconnettersi dalla chat.
- LOL (Laughing Out Loud): “LOL” è forse l’acronimo più noto tra quelli in uso nelle chat, magari
anche a causa del suo significato estremamente positivo: una grassa risata. Tuttavia è possibile
utilizzare anche la sigla “ROTFL” (“Rolling On The Floor Laughing”), la quale, però, sottintende una
risata ancora più intensa, ovvero tale da “far rotolare per terra”.
- NOOB (Neofita): Il termine “NOOB” viene utilizzato per riferisi al classico utente inesperto, ovvero
quello che si è appena iscritto ad una piattaforma o un servizio e deve ancora capire come funziona
il tutto. Di “NOOB” esistono numerose varianti: da “newbie” a “niubie”, passando
per “nabbo” e “niubbo”.
- TY (Thank You): Quando si vuole ringraziare qualcuno, farlo con “TY” è il modo più semplice. Anche
in questo caso, però, le alternative non mancano, come “THX” (“Thanks”) e “TAL” (“Thanks a lot”).

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- PLS (Please): Dovete chiedere ad un altro utente di fare qualcosa “per favore”? “PLS” è la sigla
giusta da usare.
- PVT (Private): Come ormai tutti sappiamo, lo scambio di messaggi in chat non avviene solo in
forma “pubblica”, ovvero nella finestra dove tutti possono leggere, ma anche e soprattutto in
forma privata. Se vogliamo scambiare due chiacchiere con qualcuno lontano da occhi indiscreti,
dunque, non ci rimane che scrivere all’utente interessato qualcosa come: “Ti scrivo in PVT”.

Ciò che è interessante è che questo slang digitale viene utilizzato tra i giovani anche nella comunicazione
faccia a faccia quotidiana. Quindi la prossima volta che avrai modo di sentire questo gergo, saprai da dove
viene e lo capirai. O almeno avrai un cheat-sheet - un glossario per la comunicazione veloce ;).

2.3.4 - Coinvolgimento nella cittadinanza in rete


La cittadinanza è uno status, ma è allo stesso tempo un insieme di diritti e di doveri. Alcuni diritti possono
essere esercitati ed altri doveri possono essere assecondati usando Internet oppure il computer, i cellulari e
altri dispositivi.

Il concetto di cittadinanza in rete (on-line) comprende una gamma di operazioni, dal rinnovo via Internet
della patente, dalla possibilità di effettuare un bonifico bancario da casa, diffondere una buona idea alla
propria comunità e lanciare una petizione on-line per favorire un cambiamento legislativo come risultato di
un atto di partecipazione pubblica.

Allo stesso tempo, ciascuno di noi è un attore attivo alla ricerca


di opportunità sociali mirate all'autosviluppo e all'auto
arricchimento usando le tecnologie e l'ambiente digitale.

Ma, ci sorge spontanea una domanda: sai come funzionano


tutte queste cose?

Andiamo a vedere che cosa succede nelle retrovie di un servizio


in rete come ad esempio le banche, il governo, i centri di
assistenza sanitaria e gli ospedali:

Di solito, la cittadinanza in rete è molto più veloce ed efficiente.


Possiamo discutere sul fatto si stia vivendo in un tempo in cui la
comunicazione digitale rafforza e sprona l'individuo a cambiare il
mondo come mai successo prima nella storia dell'umanità.

Comunque sia non si deve mai dimenticare che la comunicazione


e l'interazione su Internet con le banche, il governo, le istituzioni della salute pubblica, l'autonomia locale e
anche le squadre di calcio, hanno come fruitore ultimo, un essere umano, quindi, è doveroso sempre
rispettare le regole della netiquette in tutte le forme di comunicazione.

13
2.3.5 - Gestire l’identità digitale
L'identità digitale è un'espressione della nostra identità della vita reale utilizzata in rete.

In genere è un sottoinsieme di diverse caratteristiche che ci


definiscono nel mondo reale. Ogni identità digitale ha almeno
alcuni attributi di identità - a partire da un nome utente e una
password (codice di accesso) e si espande per includere
informazioni sensibili e personalmente identificabili come la
nostra storia medica, gli ordini d'acquisto, il saldo bancario,
l'età e persino il colore degli occhi.

Ovviamente, molte di queste informazioni sarebbero


considerate nostri dati personali e non condividiamo i nostri
dati personali con tutti, vero?

La risposta a questa domanda dipende molto dalla nostra


cosiddetta "digital footprint", una sorta di “impronta digitale” legata ai dati "rimasti dopo di noi" in seguito
all'uso dei nostri dispositivi digitali.

2.3.3.1 – Digital footprint


Esistono due principali classificazioni di digital footprint: passivi e attivi.

Un digital footprint passivo viene creato quando i dati vengono raccolti senza che il proprietario lo sappia,
mentre il digital footprint attivo viene creato quando i dati personali vengono rilasciati deliberatamente da
un utente allo scopo di condividere informazioni su sé stesso tramite siti Web o social media.

2.3.3.1.1 – Digital footprint passivo


Poiché evidentemente tutti sappiamo come funziona un'impronta attiva, diamo uno sguardo più da vicino a
quella passiva, seguendo il seguente esempio.

Se l'identità digitale di una persona (chiamiamola Eva) fosse stata tradotta in un'opera d'arte, allora il suo
ritratto potrebbe risultare un po' come questo:

digital footprint passivo di Eva

14
Prova ora ad immaginare che tutte queste caratteristiche e gli altri dati lasciati online siano le parti costitutive
dell'identità digitale di Eva (ritratto). Quale tra le descrizioni seguenti pensi che sia più corretta?

a) Eva ha gli occhi azzurri, le piace indossare indumenti con motivi a strisce, è giovane, ha i capelli neri
ondulati adora le farfalle e le belle arti, e le piacciono le rose bianche.
b) Eva è estroversa, ama indossare abiti colorati, gioca a scacchi e ha lunghi capelli biondi.
c) Eva ama il caffè, ha fra i 60 e i 70 anni circa, fa maratone, cuoce i migliori pancakes del mondo e ama
il tango.

È evidente che la descrizione a) è quella che meglio rappresenta l’immagine che ciascuno di noi si è fatto
riguardo a Eva.

Scoprire chi è Eva e che cosa le piace non è stato un grosso problema, vero? Ti renderai sicuramente conto
che è altrettanto facile per le altre persone scoprire simili informazioni sul tuo conto. I tuoi colleghi di lavoro,
amici e familiari - tutti sono in grado di trovare informazioni su di te.

Prova ora a seguire le regole della sicurezza online, non rivelare il tuo indirizzo personale, numero di telefono,
password, numeri di schede bancarie ... ecc., E, ultimo ma non meno importante, pensaci bene prima di
postare qualsiasi tipo messaggio!

Non considerare quindi con leggerezza il tuo digital footprint passivo, dal momento che esso viene raccolto
comunque, indipendentemente se questo ti piaccia oppure no. Hai notato che Amazon o altri store online
pubblicizzano sempre prodotti simili ai tuoi acquisti recenti? Oppure, hai mai notato che una finestra pop-up
ti sta indicando su un sito molto diverso da quello usato, un prodotto che hai recentemente
sfogliato/consultato con l'intenzione di acquistarlo?

Il tuo digital footprint è molto, ma molto simile a quella di Eva.

2.3.3.1.2 – Digital footprint attivo o Alter ego


Diamo un'altra occhiata alla nostra Eva digitale. Quello che vedi nell'immagine può essere usato anche per
spiegare il nostro profilo digitale attivo.

Uno dei motivi principali del successo dei social network, in


primo luogo di facebook, è la capacità di creare un'identità
digitale che possa essere in realtà il nostro alter ego. Molte
persone sembrano più felici, conducono vite più eccitanti e
sono più belle sui social network che nella vita reale.

Con Eva è successa la stessa cosa. Su vari profili, tinge il suo


profilo in modo un po' diverso. Significa che ha gli occhi blu,
ma su un altro profilo, questi occhi sembrano molto diversi.
Quindi, ovunque Eva stia creando i propri profili digitali o
impronte attive, probabilmente li tingerà anche in modo
diverso.
Prova comunque a pensare ai seguenti punti.

- Il tuo alter-ego digitale è molto diverso da te?


- Questo ti rende più felice o è fonte di maggiore Eva - digital footprint attivo
stress?

15
- La tua identità digitale occupa un ruolo importante nella tua vita emotiva?
- Assomiglia ad Eva, oppure è più omogenea? Oppure più frammentata?

Se provi a rispondere a queste domande, probabilmente scoprirai quanto sia importante la tua identità
digitale. Inoltre, ti aiuterà a capire il ruolo dell'identità digitale degli altri. Amici, collaboratori, conoscenti e
non.

2.3.4 – Condividere attraverso le tecnologie digitali


Negli ultimi decenni, Internet ha ridotto in modo significativo le dimensioni del mondo.

Possiamo comunicare e collaborare

- velocemente
- con persone in tutto il mondo.

Il metodo più ovvio e semplice di collaborazione usando il campo della comunicazione informatico-
tecnologica è quello di comunicare per posta elettronica. È un modo veloce e gratuito. Un'altra possibilità e
quella di comunicare attraverso i programmi chat, come, ad esempio Skype, Viber, Facebook Messenger, ed
altri.

Per progetti ed operazioni più complesse che richiedono contatti da più partecipanti, collaborare per posta
elettronica o attraverso una chat, diventa difficile da gestire.

Per questo motivo ci sono molte applicazioni che permettono a più partecipanti di pubblicare i propri
materiali allo stesso tempo e nello stesso spazio. Questo spazio non è il disk del computer di un singolo
partecipanti, bensì è lo spazio su un server su Internet. Siccome si trova da qualche parte nello spazio, nel
linguaggio comune, diciamo si trova sul cloud / sulla Nuvola.

La maggior parte degli strumenti basati sulla collaborazione sul cloud fanno riferimento ai programmi di
office automation, come ad esempio Word o Excel di Microsoft. In questo modo la pubblicazione di

16
documenti diventa un'operazione molto facile anche per coloro che si trovano ad affrontare per la prima
volta queste specifiche applicazioni.

2.3.4.1 - il cloud computing


Per comprendere meglio i vantaggi del cloud computing, immaginiamo un gruppo di lavoro di cinque persone
dislocato in centri diversi, magari sparsi per l’intera Europa, che stanno lavorando sullo stesso progetto.
Immaginiamo che per questo progetto sia necessario creare un documento testuale.

Innanzitutto, i partner devono concordare sul formato. Supponiamo che la maggior parte utilizzi Microsoft
Word su sistema Windows, uno usi OpenOffice gratuito su sistema Linux Ubuntu e un terzo utilizzi Pages su
sistema Mac Os. Quindi già questo primo passaggio richiede un po' di coordinamento.

Successivamente, il documento inizia a prendere forma. Innanzitutto, tutti i membri preparano le rispettive
parti e le inviano a un coordinatore del progetto. Il coordinatore del progetto inserisce ed integra i materiali
in un unico documento.

Ecco il momento in cui iniziano i problemi. Il coordinatore deve quindi inviare il documento via e-mail a tutti
i partner del progetto per la revisione.

Ogni partner restituisce il documento con le sue correzioni e il processo deve essere ripetuto fino a quando
non viene concordata una versione finale.

17
C'è un modo migliore per farlo, precisamente con il cloud computing, che elimina diversi problemi. Se lo
stesso gruppo utilizza un servizio cloud, ad esempio Google Docs, non è necessario il coordinamento della
piattaforma, poiché i servizi sul cloud in genere richiedono solo l'uso di un browser web.

Poiché il documento si trova sulla "nuvola", ognuno scrive il testo in una singola copia. Questa singola copia
è quindi costantemente aggiornata. Inoltre, la maggior parte dei servizi di cloud computing fornisce speciali
strumenti di monitoraggio che consentono agli utenti di verificare l'aggiunta di testo fatta da ogni singolo
partner.

Quindi, le iterazioni avvengono più velocemente e meno energia viene spesa per il coordinamento.

Se tutti i partner accettano di lavorare su questo documento sulla Nuvola, allo stesso tempo, supportati da
un servizio di comunicazione come Skype o Viber, la collaborazione in rete diventa simile a quella dal vivo
che avviene nella stessa stanza.

2.3.4.1.1 - Archiviazione file nel cloud/nuvola


Alcune delle più popolari opzioni di archiviazione basate sul cloud / sulla Nuvola sono:

Vale la pena ricordare che puoi accedere ai file salvati sulla nuvola non solamente dal tuo computer ma
anche dal tuo cellulare: tutto ciò di cui hai bisogno è un'adeguata app per telefono.

18
Hai mai provato a inviare un file per posta elettronica a qualcuno, ma non è stato possibile perché troppo
grande, o come si dice in genere “pesante”? La maggior parte dei servizi di posta elettronica limita la
dimensione degli allegati. Ad esempio, Gmail limita le dimensioni di un file in allegato a 25 MB.

Che cosa puoi fare quando devi inviare un video da 500 MB a qualcuno? Quali sono le tue opzioni? Ancora
una volta, il cloud/la Nuvola è la scelta migliore. La maggior parte di questi siti offre un servizio di base
gratuito e aggiunge più spazio di archiviazione a un determinato prezzo. I file sono disponibili al
destinatario per un dato numero di giorni (di solito 7-15) e successivamente vengono automaticamente
eliminati dal cloud/Nuvola. Ecco alcune opzioni:

- We transfer è un mezzo semplice ed elegante per inviare file via e-mail fino a 2 GB (gratuito) o 20
GB (account a pagamento).
- Dropsend invia fino a 5 GB gratuitamente. Vari livelli di servizio a pagamento offrono un numero
sempre maggiore di dettagli.
- TransferNow consente di inviare file fino a 4 GB (5 GB con registrazione). È disponibile in più lingue.

2.3.4.2 - cloud vs usb device


Che cosa preferisci usare? L'archiviazione sul cloud oppure la chiavetta USB o una flash drive? Qui ci sono
alcuni pro e contro in merito ad entrambi che posso aiutarti a decidere.

Archiviazione sul cloud Chiavetta USB / flash drive

A FAVORE A FAVORE
• Molte società di archiviazione sul cloud offrono spazio di • Non hai bisogno di una
archiviazione gratuito connessione internet per accedere
• È facile acquistare spazio aggiuntivo quando ne hai bisogno • Trasferimento dati estremamente
• Puoi accedere e sincronizzare i tuoi file ovunque ci sia una veloce
connessione Internet e su tutti i tuoi dispositivi abilitati a • È possibile usare alcune
Internet (computer, tablet, smartphone, ecc.) applicazioni e persino i sistemi

19
• Basso rischio di virus operativi direttamente da un'unità
flash

CONTRO CONTRO
• I tuoi file e le tue informazioni personali potrebbero essere • Durata limitata
violati • Facile da essere danneggiato,
• La velocità di trasferimento dipende dalla connessione perso o rubato
Internet e dai limiti della stessa • L'aggiunta di spazio richiede
• Il trasferimento di file su una rete è meno sicuro rispetto l'acquisto di un nuovo dispositivo
all'archiviazione dei file • Alto rischio di virus
• Potrebbe essere necessario installare il software su tutti i tuoi
dispositivi

2.3.4.3 - Perché è importante usare il cloud?


Con l'archiviazione sul cloud/Nuvola, i titolari di account possono accedere ai propri account da qualsiasi
luogo con una connessione Internet e rivedere, modificare e organizzare i propri file in qualsiasi momento e
da qualsiasi dispositivo. I file basati sul cloud consentono la
collaborazione, sincronizzando automaticamente le modifiche
apportate da più partecipanti.

Di conseguenza, ciò significa nuove e maggiori opportunità per


completare, scrivere e presentare contenuti digitali, siano essi i
compiti e gli esercizi assegnati a in classe da un insegnante o
progetti gestiti e distribuiti tra collaboratori dislocati in sedi
diverse.

Vediamo qualche esempio contestualizzato in un ambito


scolastico.

Insegnante - allievo

Gli insegnanti possono invitare gli allievi ad archiviare e conservare


i compiti nel cloud, dove possono controllare i progressi e offrire
commenti e feedback. Insegnanti e allievi possono comunicare
attraverso i commenti inseriti direttamente nei documenti.

20
Allievo - allievo

Quando si lavora su un progetto di gruppo, gli allievi possono condividere documenti, immagini e altri tipi di
file o lavorare in modo collaborativo sullo stesso documento, ad esempio, mentre scrivono un documento di
ricerca. Se associano uesto con le chat online, questo metodo di lavoro può sostituire le riunioni faccia a
faccia quando esse non sono possibili. Se necessario, gli allievi possono anche rivedere e commentare il
lavoro degli altri.

Insegnante - insegnante

Ovviamente, come gli allievi, anche gli insegnanti possono condividere file quando lavorano a un progetto
collaborativo implementato nella scuola, nelle scuole locali o addirittura a livello internazionale.

2.3.4.4 - Le implicazioni della collaborazione attraverso i sistemi Cloud


Gli utenti di servizi cloud potrebbero essere preoccupati in merito alla privacy: l'archiviazione di file nel cloud
include sempre un dato livello di rischio. Inoltre, diversi servizi di archiviazione sulla Nuvola non sono collegati
tra loro. Ciò significa che se decidi di utilizzare Google Drive (ad esempio), tutti gli altri partecipanti devono
utilizzare lo stesso servizio. Alcuni utenti che hanno già un account su un altro servizio di archiviazione su
cloud potrebbero non accettare l'idea di utilizzare un altro servizio.

Inoltre, alcuni partecipanti potrebbero utilizzare il servizio sulla Nuvola, ma continuare ad archiviare e
lavorare sui file sui propri dispositivi locali. Ciò potrebbe causare dei problemi e creare versioni diverse dello

21
stesso documento. Un altro problema che potrebbe sorgere è legato alla proprietà dei dati prodotti per un
incarico collaborativo. Potrebbe essere necessario stabilire alcune regole di base per evitare confusione e
incomprensioni.

2.3.4.4 - velocità di trasferimento dati


Oggigiorno abbiamo tutti accesso a una connessione internet relativamente veloce. Ma in passato, Internet
era molto più lenta, erano necessari diversi giorni per scaricare un file video da 1 GB.

Diamo un'occhiata alla tabella sottostante che mostra quanto tempo ci vuole per scaricare 1 GB in funzione
del tipo di connessione.

Tipo di connessione Scaricamento Tempo usato

Dial-up modem 28,8 kbit/s 3 giorni 10 ore 51 minuti 1 secondo

DSL modem 56,6 kbit/s 1 giorno 18 ore 9 minuti 25 secondi

LAN 10 Mbit/s 14 minuti 18 secondi

3G* 7.2 Mbit/s 19 minuti 53 secondi

4G* 80 Mbit/s 1 minuto 47 secondi


Fibra ottica 1000 Mbit/s 8 secondi

*trasferimento dati usando un cellulare

La velocità di download è quasi sempre più del doppio della velocità di upload. Ad esempio, se il pacchetto
Internet indica che la velocità è 20/1 Mb / s e 50/10 Mb / s, il primo numero indica la velocità di download
e il secondo è la velocità di upload. Ecco perché ci vuole molto più tempo per INVIARE / CARICARE un
grosso file a qualcuno piuttosto che RICEVERE / SCARICARLO.

Negli ultimi anni molti gestori di telefonia hanno incominciato a fornire servizio di accesso alla rete
mediante fibra ottica. Questa tecnologia consente velocità estremamente elevate anche in upload. In tal
modo le velocità di upload e download stanno via via uniformandosi, arrivando anche a 100 Mbit e oltre.

22
2.3.5 - Collaborare attraverso le tecnologie digitali
In un mondo in cui la comunicazione e collaborazione
avviene principalmente via Internet, è importante avere
sempre disponibile il giusto strumento che non solo sia
affidabile e funzioni correttamente, ma che sia anche facile
da usare.

Molti sono i servizi web che consentono di ospitare meeting


online e web conference. Questi servizi permettono di
utilizzare le tecnologie digitali per creare processi
collaborativi e per la costruzione e la creazione
collaborativa di risorse e di conoscenza.

2.3.5.1 - meeting online e web conference


Uno strumento di collaborazione online non è solo il luogo ideale per organizzare riunioni a distanza, ma è
anche utilissimo per ospitare webinar e condividere il proprio schermo. Include infatti l'integrazione con
videoconferenza, a volte completa anche di servizio di registrazione. Alcuni servizi permettono anche di
effettuare l’analisi delle riunioni, utile per vedere come gli ospiti interagiscono con i singoli contenuti.

Questi strumenti sono utilizzati per diversi scopi:

• webinar,
• sessioni di formazione live,
• gestione e condivisione di progetti,
• supporto tecnico
• chat di gruppo.

Passeremo ora in rassegna alcuni dei più diffusi strumenti online per la gestione di riunioni, collaborazioni di
gruppo e condivisione dello schermo.

2.3.5.1.1 - GoToMeeting
GoToMeeting 2 è un ottimo prodotto e viene utilizzato per riunioni (in HD) e conferenze Web ed è un
programma di riunioni online particolarmente utile per le piccole imprese. Supporta riunioni fino a 150
persone e consente di soddisfare le registrazioni, la condivisione dello schermo e le chat tra i partecipanti.
Nella sua versione aziendale, le riunioni possono avere fino a 250 persone.

GoToMeeting è intuitivo ed estremamente facile da usare, quindi richiede


poco tempo per conoscere le funzionalità e le funzionalità del programma.
Uno svantaggio è che prima che una riunione possa iniziare, i partecipanti
devono scaricare un client in modo che possano accedere a tutte le
funzionalità del software. Questo può richiedere un po’ di tempo,
ritardando la riunione se i partecipanti non sono preparati in anticipo.
Esistono tre diversi prodotti offerti:

2
http://www.gotomeeting.com/fec/

23
1. GoToMeeting
2. GoToWebinar
3. GoToTraining

Tutti i prodotti consentono la condivisione di desktop e applicazioni, la registrazione con un clic, gli strumenti
di disegno, le capacità di conferenza audio e altro ancora. È possibile avviare riunioni da Microsoft Office, e-
mail o strumenti di messaggistica istantanea. Soprattutto, è possibile accedere alle riunioni da un dispositivo
Mac, PC, iPad, iPhone o Android.

2.3.5.1.2 - WebEx

WebEx3 è un servizio eccellente che offre riunioni online illimitate. Con


WebEx si ottengono video di alta qualità, conferenze telefoniche e accesso
mobile (sia iOS che Android), in modo da poter ospitare e partecipare alle
riunioni mentre si è in viaggio. WebEx consente di accogliere fino a 25
persone in una riunione e vedere fino a 6 webcam sullo schermo alla volta.
I numerosi strumenti di collaborazione online disponibili, come la lavagna,
gli appunti e le annotazioni, lo rendono perfetto per lavorare in gruppo.

2.3.5.1.3 - Google+ Hangouts

Google+ Hangouts4 è un altro social network che supporta la video chat di gruppo. Hangouts è un software
di messaggistica istantanea e di VoIP sviluppato da Google. È disponibile per le piattaforme mobili Android e
iOS e come estensione per il browser web
Google Chrome. Inoltre è possibile sfruttare
i servizi offerti da Hangouts anche
all'interno della web mail Gmail o dal
proprio profilo sul social network di Google,
Google+ e dal suo sito web. Per utilizzarlo
occorre solo installare i plug-in vocali e
video di Google. Una volta fatto, è possibile
anche utilizzare il video in Gmail, iGoogle.
Hangouts è uno dei modi più semplici per
incontrarsi in gruppo.

3
http://www.webex.com/
4
https://hangouts.google.com

24
2.3.5.1.4 - Adobe Connect Pro

Adobe Connect Pro5 è una scelta solida quando si tratta di riunioni online, tuttavia, non è per i principianti.
Sebbene abbia un'interfaccia bellissima, può essere difficile da usare a causa del gran numero di funzioni e
del fatto che ci vuole un po’ per conoscerle fino in fondo.

Gli utenti possono creare sondaggi, accedere a riunioni


da un iPhone o iPod Touch, videoconferenze e
condividere facilmente una varietà di media. In effetti,
questo è uno degli strumenti più ricchi di funzionalità
disponibili. Ad esempio, consente più sale riunioni, che
possono essere etichettate in modo diverso e
condividere contenuti. Inoltre, questo software è utile
per riunioni più grandi, in quanto può ospitare fino a 200
persone.

2.3.5.1.5 - Sync.in
Sync.in 6 è una sistema Web-based che consente alle persone di
collaborare in tempo reale. È un po' come Google Docs poiché consente
a molte persone di lavorare sullo stesso documento e mostra
istantaneamente eventuali modifiche apportate. Sync.in è ottimo per
lavorare su documenti e note, brainstorming, pianificazione, formazione
e molto altro ancora.

2.3.5.1.6 - Twiddla
Twiddla 7 è uno strumento web molto popolare per i gruppi di studio
poiché consente di contrassegnare siti Web, grafici, immagini e molto
altro tramite l’uso di una lavagna. Non solo è possibile collaborare con gli
altri, ma anche navigare sul web insieme e gestire le teleconferenze.
L'account gratuito offre solo riunioni, condivisione di documenti e
immagini, schermate e chat vocale. Per l’utilizzo di Twiddla non sono
richiesti download, plug-in o registrazioni.

5
http://www.adobe.com/products/adobeconnect.html
6
http://sync.in/
7
http://www.twiddla.com/

25
2.3.5.1.7 - facebook

Facebook 8 attualmente supporta le videochiamate online (in


collaborazione con Skype), anche se al momento non è possibile
effettuare videochiamate di gruppo. Puoi, tuttavia, avere chat di testo
di gruppo. È una soluzione molto utilizzata poiché oggigiorno quasi tutti
posseggono un account Facebook.

2.3.5.1.8 - Skype

Skype9 è forse uno degli strumenti per riunioni online più


conosciuti. La sua funzionalità spazia dagli incontri di base
fino alle conferenze Web e persino alle sessioni di
apprendimento online. A differenza di GoToMeeting, ad
esempio, partecipare a una riunione è semplice e veloce.

Il software è connesso alla suite Microsoft di software per


ufficio, Office 365, e nella versione business supporta
riunioni fino a 250 utenti. Quest’ultima versione software
si rivolge alle piccole aziende dal momento che le sue
funzionalità più avanzate richiedono un server dedicato (e le costose licenze che ne derivano).

2.3.5.2 - App di Instant Messaging


Le app di messaggistica (ovvero "Social messaging" o "applicazioni di chat") sono app e piattaforme che
abilitano la messaggistica, molte delle quali sono state avviate attorno alle piattaforme di social networking.
Molte di queste sono ora sviluppate in piattaforme che consentono aggiornamenti di stato, chatbot,
pagamenti ed e-commerce via chat.

Alcuni servizi di social networking offrono servizi di messaggistica come componente della loro piattaforma
generale, come Facebook Messenger di Facebook, insieme a Instagram e alle funzioni di messaggistica diretta
di Twitter. [3] [4]

Le app di messaggistica sono le app per smartphone più utilizzate nel 2018 con oltre 1,3 miliardi di utenti
mensili di WhatsApp e Facebook Messenger.

Le app di messaggistica differiscono dalla precedente generazione di piattaforme di instant messaging come
i “vecchi” AIM, Yahoo! Messenger e Windows Live Messenger, in quanto vengono utilizzati principalmente

8
https://www.facebook.com
9
https://www.skype.com/it/

26
tramite app mobili su smartphone anziché su personal computer, sebbene alcune app di messaggistica
offrano versioni o software basati su Web.

Con l’avvento dei moderno smartphone gli SMS tradizionali


(che sono servizi a pagamento) sono stati sostituiti nell’uso
comune da app di messaggistica gratuite che comportano
solo piccoli addebiti per i dati scambiati.

Vediamo ora di seguito alcune tra le più popolari app di


messaggistica immediata.

2.3.5.2.1 - WhatsApp
Un'impostazione straordinariamente semplice, la sincronizzazione automatica con i contatti del telefono e
un'esperienza ricca di funzionalità e senza pubblicità si uniscono per rendere WhatsApp 10 (Android, iOS)
un'app di messaggistica mobile estremamente popolare. Gli utenti possono inviare messaggi di testo, foto,
messaggi vocali e brevi video ai propri contatti WhatsApp. L'app ha aggiunto continuamente nuove
funzionalità al proprio toolkit, come emoji, e messaggistica completamente crittografata tra gli utenti di
WhatsApp. Sono inoltre possibili le chat di gruppo.

2.3.5.2.2 - Viber
Viber11 (Android, iOS) è facile da configurare e offre una varietà
di opzioni. Viber usa il numero di telefono come login e l'app si
sincronizza con il telefono per utilizzare i propri contatti. È
possibile utilizzare questa app per inviare gratuitamente testo,
adesivi ed emoticon, foto, messaggi vocali e video ad altri
utenti Viber. La funzione Viber Out consente di chiamare
numeri non Viber e telefoni di rete fissa in tutto il mondo (a pagamento). Inoltre, Viber ha anche introdotto
funzionalità di messaggistica criptata per l'app, con un'icona con codice colore che indica la sicurezza della
chat e la crittografia.

2.3.5.2.3 - Telegram
Telegram (Android, iOS) è un'app di messaggistica mobile che si
rivolge direttamente all'utente attento alla sicurezza. Telegram offre
infatti un servizio chat veloce e criptato, con crittografia client-server
per chat. Una modalità di chat sicura fornisce una crittografia end-to-
end in modo che solo il mittente ed il destinatario previsto possano
leggerla. È possibile persino impostare i messaggi per
autodistruggersi. Con Telegram è possibile condividere video,
documenti e partecipare a chat di gruppo di massimo 200 utenti.

10
https://www.whatsapp.com
11
https://www.viber.it

27
2.3.5.2.4 - Skype
Mentre Microsoft Skype (Android, iOS, Windows) è più conosciuto per le sue funzionalità di videochiamata
e chiamata vocale, l'app Skype12 vanta anche un sistema di instant messaging abbastanza robusto. Skype
consente infatti di inviare messaggi di testo, foto e persino brevi messaggi video ad altri utenti Skype, anche
quando non sono online. Inoltre, è possibile utilizzare i crediti Skype per effettuare chiamate verso telefoni
cellulari e telefoni fissi. La funzionalità multipiattaforma tra
desktop e mobile, le funzionalità business-friendly nelle sue
versioni professionali e la sua onnipresenza hanno
mantenuto il vecchio cavallo di battaglia rilevante anche di
fronte a una rigida concorrenza mobile. Microsoft sta inoltre
cercando di aumentare la potenza dei robot in Skype, poiché
consente di abilitare programmi di intelligenza artificiale per
gestire attività come, ad esempio, le prenotazioni.

12
https://www.skype.com/it/get-skype/skype-for-mobile/

28
2.4 – Evoluzione del Web e utilizzo consapevole
dei Social Network
SOMMARIO

2.4.1 – L’EVOLUZIONE DEL WORLD WIDE WEB .......................................................................................................... 3

2.4.1.1 - IL WEB 1.0........................................................................................................................................................... 3


2.4.1.2 - IL WEB 2.0 .......................................................................................................................................................... 3
2.4.1.3 - WEB 2.0 VS WEB 1.0 ............................................................................................................................................ 5
2.4.2 - WEB 2.0 E I SOCIAL NETWORK ........................................................................................................................ 5
2.4.2.1 - CARATTERISTICHE DEI SOCIAL NETWORK ..................................................................................................................... 7
2.4.3 - USO CONSAPEVOLE DEI SOCIAL NETWORK ..................................................................................................... 8
2.4.3.1 - LINEE GUIDA SUL BUON USO DEI SOCIAL NETWORK ....................................................................................................... 8
2.4.3.2 - IDENTITÀ REALE E VIRTUALE ..................................................................................................................................... 9
2.4.4 – LA PRIVACY E I RISCHI CONNESSI ALL’USO DEI SOCIAL NETWORK ................................................................... 9

2.4.4.1 – CYBER BULLISMO E FURTO D’IDENTITÀ .................................................................................................................... 10


2.4.3.4 - USO IMPROPRIO ED EFFETTI INDESIDERATI DEI SOCIAL NETWORK ................................................................................... 10
2.4.3.5 - IL RISPETTO DEGLI ALTRI ....................................................................................................................................... 10
2.4.4 - CANCELLARE IL PROPRIO ACCOUNT DA UN SOCIAL ....................................................................................... 11

2
2.4.1 – L’evoluzione del World Wide Web

La creazione del web risale al 1991 ed è attribuita a Sir Timothy John Berners-Lee che mise on-line, su
internet, il primo sito web utilizzato inizialmente solo dalla comunità scientifica. Nel 1993 il CERN decise di
rendere pubblica tale tecnologia dando l’avvio all’“era del Web”.

Ma che cos’è il web? Una delle definizioni, a cura dello stesso Bernars-Lee, ritenuta completa ed ancora
attuale, è la seguente:

“W3 is a distributed heterogeneous collaborative multimedia information system".

Indipendentemente dalla definizione, il punto cardine è che il World Wide Web è in grado di accedere,
tramite la rete di un computer, ad una varietà di informazioni e di servizi. Il www permette di accedere ai
servizi internet, posta elettronica, accedere ai file, salvarli ecc.; il principio su cui è fondato è il linguaggio
HTML (HyperText Markup Language). Attraverso questo linguaggio è possibile inserire un documento,
utilizzare dei link, cioè dei legami ad altri documenti presenti in altri computer e accessibili tramite il web,
attuare l’ipertestualità e tutto questo attraverso un clic che rappresenta la caratteristica principale del web.

2.4.1.1 - Il web 1.0


Inizialmente il web veniva definito come “cyberspazio”, l’utente “navigava” visionando quello che altri
decidevano di comunicare. Nel periodo del Web 1.0, per costruire un sito web, era necessario conoscere il
linguaggio di programmazione HTML.

Il WEB degli esordi, d’ora in poi web 1.0, era caratterizzato dalla presenza di siti web statici: in pratica l’utente
poteva visitare i diversi siti web, navigare tra le pagine, leggerne i testi e fruirne i contenuti, passare da un
sito a un altro tramite i link cioè tramite i collegamenti ipertestuali eventualmente presenti tra un sito e un
altro. La ricerca di informazioni avveniva attraverso i motori di ricerca che davano – come risultati – una serie
di pagine/siti rispondenti a quanto cercato, ma senza alcuna interazione con l’utente.

Nel web 1.0 vi è la presenza di un autore responsabile del contenuto pubblicato; il modello di comunicazione
è unidirezionale, cioè dall’autore all’utente. L’utente è un attore passivo che può solo visionare i contenuti
senza poter interagire, il modello di comunicazione è unidirezionale, ma alla fine del Novecento iniziano a
diffondersi siti grazie ai quali non si ricevono solo le informazioni create da altri, ma l’utente può diventare
creatore di contenuti, esprimere le proprie idee, crearsi il proprio spazio web.

Inizia il passaggio dal web di prima generazione ad un web più dinamico, il web 2.0.

2.4.1.2 - Il Web 2.0


La terminologia “2.0” è un'espressione utilizzata spesso per indicare uno stato dell'evoluzione rispetto a una
condizione precedente. Si indica quindi come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che
permettono un elevato livello di interazione tra il sito web e l'utente come i blog, i forum, le chat, i wiki, le
piattaforme di condivisione di media come Flickr, YouTube, Vimeo, i social network come Facebook,
Myspace,Twitter, Google+, Linkedin, Foursquare, ecc, ottenute tipicamente attraverso opportune tecniche di
programmazione Web e relative applicazioni web afferenti al paradigma del Web dinamico in
contrapposizione al cosiddetto Web statico o Web 1.0.”1

1
http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0

3
Il termine WEB 2.0 è di origine molto recente poiché è stato coniato nel 2004 e annunciato il 30 Settembre
2004 nella “web 2.0 conference” promossa dalla O’Reilly Media 2 , Dale Dougherty e Tim O’Reilly,
rispettivamente vicepresidente e presidente della casa editrice. Questo evento ufficializza la nascita del web
2.0.

Il termine si riferisce ad una predisposizione alla cooperazione e condivisione di contenuti, abilitata da


software creati per supportare gli scambi nella rete.

Non esiste una definizione univoca in quanto non si tratta di definire un nuovo fenomeno, ma un insieme di
caratteristiche tecnologiche e non.

“Il Web 2.0 è la rete intesa come una piattaforma con tutti i dispositivi collegati; le applicazioni Web 2.0 sono
quelle che permettono di ottenere la maggior parte dei vantaggi intrinseci della piattaforma, fornendo il
software come un servizio in continuo aggiornamento e che migliora con l’utilizzo delle persone, sfruttando
e mescolando i dati da sorgenti multiple, tra cui gli utenti, i quali forniscono i propri contenuti e servizi in un
modo da permetterne il riutilizzo da parte di altri utenti, e creando una serie di effetti attraverso un
“architettura della partecipazione” che va oltre la metafora delle pagine del Web 1.0 per produrre così user
experience più significative”. 3

Nonostante queste molteplici definizioni, le caratteristiche e gli elementi utili per comprendere cosa si
intende per web 2 in confronto al web 1.0 sono le seguenti:

• L’ approccio collaborativo: Il ruolo dei fruitori della rete è cambiato. Gli utenti non sono più attori
passivi, semplici fruitori dei contenuti messi a disposizione dagli autori del sito, come succedeva
durante l’era del web 1.0, ma diventano essi stessi artefici del web, possono arricchire ed aggiornare
i contenuti, collaborare on line apportando il proprio contributo e condividendo le conoscenze
attraverso l’interazione e la collaborazione con altri soggetti. Si passa quindi da un sistema gerarchico
ad un sistema reticolare.
• La bidirezionalità: la concezione della unidirezionalità del web 1.0 in cui la trasmissione delle
informazioni avveniva dall’alto verso il basso è superata a favore della bidirezionalità. La fruizione dei
materiali non è più statica ma dinamica, vi è uno scambio di ruoli e di contenuti. La comunicazione
diventa così partecipativa, ogni utente, fruitore della rete diventa egli stesso autore, può contribuire
alla diffusione dei contenuti e renderli accessibili.
• La centralità dell’utente: Cambia la considerazione che si ha dell’utente, che non è più considerato
come un semplice consumatore, fruitore passivo, bensì come protagonista, come soggetto che
assume il ruolo anche di autore e questo anche grazie alla implementazione e all’uso di facili di
strumenti informatici.

Per creare il WEB 2.0 sono state utilizzate le tecnologie già presenti nell’era del web 1.0 ma usate in maniera
diversa.

Nell’era del Web 1.0, per costruire un sito web occorreva conoscere il linguaggio di programmazione HTML;
oggi con i blog non è necessario possedere una preparazione tecnica specifica, chiunque può pubblicare i

2
O'Reilly Media (inizialmente O'Reilly&Associates) è una casa editrice americana fondata da Tim O'Reilly che pubblica libri e siti che
discutono di Informatica
3
(traduzione da “Web 2.0: compact definition”, Tim O’Reilly)-http://radar.oreilly.com/2005/10/web-20-compact-definition.html

4
propri contenuti, senza possedere una preparazione tecnica specifica, arricchendoli anche con veste grafica
personale.

Alla fine degli anni 90 esistevano solo 23 blog, secondo Technorati, uno dei motori di ricerca dei blog, alla
fine del 2004 sono diventati oltre cinque milioni e questo grazie anche alla diffusione di internet e ai
collegamenti molto più veloci, Isdn prima e l’ADSL poi, che ha permesso una maggiore e più veloce
circolazione di informazioni digitali in vari formati, comprese foto e video.

Il web 2.0 indica uno stato evolutivo del World Wide Web ed è rappresentato dall’insieme di tutte quelle
applicazioni online che permettono elevate interazioni tra il Web e l’utente.

Le applicazioni come i blog, i forum, le chat, i Wiki, le piattaforme di condivisione di media come Youtube,
Vimeo, Flickr e i social network come Facebook, Myspace, twitter ecc, sono in contrapposizione al cosiddetto
Web Statico o Web 1.0.

2.4.1.3 - Web 2.0 vs Web 1.0


Nel Web 2.0 è possibile:

• creare contenuti, come per esempio blog;


• connettere persone con il social networking;
• collaborare on-line con i googledocs;
• connettere servizi/basi dati con flickrmaps.

Questa svolta è data dalla moltiplicazione dei nuovi strumenti informatici, in particolare gli smartphone e i
tablet, che consentono la condivisione on-line di informazioni, superando il limite sia temporale che spaziale.

Questa condivisione è possibile grazie alla semplicità dell’uso dei social network, alla possibilità di rimanere
costantemente in contatto al fine di condividere opinioni, notizie, esperienze.

Le peculiarità del Web 2,0 sono dunque: informazione, interazione, condivisione, partecipazione, contributi
creati degli utenti, connessione a reti sociali attraverso la diffusione di strumenti e applicazioni di facile uso.

2.4.2 - Web 2.0 e i Social Network


I due concetti chiave del web 2.0 sono:

1. la condivisione
2. la partecipazione.

La rapida evoluzione di internet ha permesso la realizzazione di nuovi servizi che formano la base delle
applicazioni del web 2.0.

L’evoluzione di alcuni strumenti, quali e-mail, mailing list, web forum, ha generato la nascita delle cosiddette
“comunità di apprendimento” (Anne Brawn e Joe Campione 1990)4 che collaborano per la costruzione e
condivisione delle conoscenze in ambienti virtuali.

4
Bertazzi L.,-La classe: comunità di persone che apprendono-,Isre, 2003(istituto superiore salesiano di ricerche-Rivista quadrimestrale)

5
Queste comunità di apprendimento sono cambiate in quanto influenzate dall’avvento delle tecnologie che
hanno imposto nuove forme di apprendimento.

Con l’uso diffuso delle tecnologie, che assumono il ruolo di mediatori di conoscenza nel settore
dell’educazione, si accentua il concetto del saper condiviso e negoziato.

La conoscenza si costruisce grazie all’interazione con gli altri utenti della rete con conseguente condivisione
delle conoscenze e potenziamento dell’apprendimento

L’incontro on-line di diverse persone ha dato origine ad un altro tipo di comunità, quella virtuale, sono così
nate nuove forme di comunicazioni che hanno apportato dei mutamenti radicali del nostro modo di pensare,
le nostre abitudini e costumi: i social network.

I social network sono delle comunità virtuali, raggruppamenti di persone che consentono agli utenti che vi
accedono di far parte e di creare reti (network) di individui (social); sono dei portali dove le persone possono
incontrarsi, comunicare e condividere la propria vita con altri individui, senza limiti di spazio.

Per entrare a far parte di una comunità di social network bisogna effettuare una registrazione fornendo i dati
per la compilazione del proprio profilo con informazioni su di sé.

L’iscritto può arricchire il suo profilo con foto, video, musica, può interagire con altri utenti sia attraverso
gruppi tematici partecipando alle discussioni, che con messaggi personali, e scambiare materiale; può creare
una lista di “amici” con cui condividere informazioni ed interagire con quella di altri utenti compresi nella sua
lista.

I social network diventano anche motori di ricerca, infatti, l’utente può ricercare persone specificando alcuni
criteri come età, sesso, luogo di residenza, interessi comuni.

I social network vengono considerate quindi come piazze virtuali che ampliano la possibilità di comunicare
anche di tematiche specifiche, professionali, politiche.

Da quanto esplicitato si può comprendere come con il social network si è aperto un nuovo mondo, quello
della comunicazione digitale dove sono concentrati varie attività: profilo dell’utente, blog, messaggistica,
galleria fotografica, la community.,

La Community è costituita da un gruppo di persone che si unisce per:

• socializzare,
• trovare informazioni,
• condividere interessi,
• cercare lavoro,
• sviluppare il business della propria azienda

per scambiarsi informazioni, cercare il confronto e sviluppare a sua volta nuove community più specifiche.

L’individuo che fa parte di una Community, sviluppa un senso di identificazione e di appartenenza a un


gruppo, accede al bagaglio culturale degli utenti che ne fanno parte.

L’uso dei social network ha avuto un grande exploit negli ultimi anni e ha coinvolto numero sempre maggiore
di utenti non solo giovani, sono diventati indispensabili per dialogare, per frequentare blog, usare la posta
elettronica, acquistare on line, per cercare e diffondere informazioni anche in tempo reale.

6
2.4.2.1 - Caratteristiche dei social network
Le caratteristiche dei social network sono caratterizzate da tre elementi:

1. la creazione del profilo, con tutte le informazioni che servono per identificare il soggetto;
2. la costituzione di una catena di amici, parenti, colleghi di lavoro o semplici sconosciuti, amici di amici,
che si vuole annoverare tra gli “amici”;
3. la gestione dei commenti ovvero lo scambio di informazioni attraverso una “discussione” con
scambio di commenti.

Esistono comunque dei social network di libero accesso, a cui tutti si possono iscrivere dopo aver compilato
un format, ed un’altra tipologia riguarda quelli “chiusi” a cui si può accedere se invitati.

Alcuni social network inoltre, vengono utilizzati per stimolare l’apprendimento, per supportare la didattica,
stimolando la comunicazione, il peer e-learning.

I social network più diffusi in Italia sono:

• Facebook: si accede gratuitamente, occorre avere minimo tredici anni, un indirizzo di posta
elettronica, e può essere utilizzato come motore di ricerca per rintracciare delle persone ed è il sito
più popolare al mondo.
• LinkedIn: è un sito progettato per scopi professionali, per cercare lavoro o per scoprire le opportunità
di vendita. Occorre sempre creare un profilo per l’iscrizione.
• MySpace: è una comunità virtuale che offre ai suoi utenti blog, profili professionali, foto, musica, per
accedere occorre avere minimo quattordici anni e creare un profilo.
• Twitter: è un servizio gratuito di social networking a cui si accede iscrivendosi con il proprio profilo,
scegliendo la lingua da utilizzare, ed offre agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite
messaggi di testo, viene utilizzato anche per scopi didattici, in quanto offre un ambiente di lavoro
collaborativo.
• Badoo: è un sito plurilingue di social networking, gratuito che identifica i luoghi degli utenti
consentendo eventuali incontri di persone vicine geograficamente.
• Instagram: è un social network che permette agli utenti di scattare foto, applicarvi filtri, e
condividerle in rete.

I social network più diffusi sono Facebook, Instagram e Twitter che contano il maggior numero di iscritti ma
tutti questi siti offrono agli utenti molteplici servizi, permettono di creare contenuti, danno luogo a
conversazioni, a legami, creano delle comunità e contribuiscono alla costruzione della conoscenza.

La conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click, e l’utente ha acquisito un potere
sempre più crescente.

I social network hanno assunto un ruolo informativo e comunicativo, esse annullano le barriere dello spazio
e del tempo e vengono utilizzate sia come strumento di lavoro che per divertimento.

I social network sono in continua evoluzione, il loro sviluppo è imprevedibile, sono degli strumenti versatili
che vivono delle interazioni degli utenti, ma sono anche dei veri e propri ambienti e fanno emergere sempre
più la centralità dell’utente, delle loro scelte nelle amicizie, nelle informazioni e nella selezione dei contenuti
da diffondere.

7
I social network stanno influenzando fortemente anche settori storici come quelli della formazione. Oggi
sempre un maggior numero di docenti avverte la necessità di entrare in una comunità per condividere idee,
pratiche, opinioni, e che intravedono in esse nuove opportunità di formazione che possono essere
personalizzate.

2.4.3 - uso consapevole dei Social Network


Cosa sono i social? I social sono moderni strumenti di interazione fra gli utenti, ormai largamente usati nella
rete, per pubblicare contenuti e creare reti di contatti, fra persone già di nostra conoscenza ed
eventualmente per creare nuove amicizie.

Sono ormai tantissimi gli utenti della rete che utilizzano quotidianamente questi strumenti. Sono semplici da
usare, ci tengono in contatto con i nostri amici, ci aiutano a trovarne di nuovi, spesso offrono passatempi e
giochi, il più delle volte sono gratuiti.

I nomi dei cosiddetti “social” sono più o meno noti: Facebook, Instagram, Twitter, Flickr, Badoo ecc. Tutti
insieme contano centinaia di milioni di utenti sparsi per il pianeta e la loro crescita sembra inarrestabile.

Ognuno di questi strumenti ha caratteristiche proprie e diverse finalità di utilizzo. Ad esempio Facebook è
contenitore generalista che punta tutto sulle amicizie, Twitter è un cosiddetto “microblogging” che ha come
obiettivo la condivisione di pensieri e stati d’animo, Youtube e Flickr condividono rispettivamente video e
immagini.

Insomma ce n’è per tutti i gusti, per non parlare del resto degli altri social più o meno noti: dai gusti musicali
o letterari, fino alle esperienze di lavoro, qualsiasi aspetto riguardante i nostri interessi e più in generale della
nostra vita può essere confrontato e condiviso con gli altri.

2.4.3.1 - Linee guida sul buon uso dei social network


La varietà offerta da questi servizi ci porta a fare una prima riflessione: tutti questi strumenti, o buona parte
di essi, offrono potenzialmente un profilo molto preciso di chi noi siamo, e le nostre informazioni, anche
quelle private, possono essere a disposizione di tutti, o almeno degli utenti che si sono registrati a quel
servizio.

Come prima semplice regola, quando utilizziamo un qualsiasi social, dobbiamo quindi decidere quante
informazioni personali pubblicare sul nostro profilo e in che modo condividerle.

Infatti, se da un lato è divertente inserire le nostre informazioni, i nostri gusti e interessi nel nostro profilo
personale, dall’altro può essere rischioso rendere questi dati pubblici e a disposizione di tutti. In definitiva è
sufficiente riflettere un po’ prima di inserire queste informazioni, e stabilire che cosa vogliamo pubblicare e
a chi renderle visibili.

Tutti i social, infatti, permettono di modificare le impostazioni relative alla privacy, in modo più o meno
semplice. Occorre quindi avere la pazienza di esplorare queste aree e impostare i criteri di pubblicazione dei
nostri dati, a seconda delle nostre preferenze.

Va tenuto poi presente un altro aspetto. Molti di questi social offrono un servizio gratuito, ma per finanziarsi
spesso ricorrono alle inserzioni pubblicitarie. Sulla base delle informazioni personali che decidiamo di
pubblicare, le aziende che hanno creato il software di un social possono decidere di rivendere questi dati agli
inserzionisti. Come si può ben capire, questo può essere uso “improprio” dei nostri dati personali.

8
Di seguito alcune regole chiave sull’uso dei social network:

• utilizzare password diverse se si utilizzano più social, e da altri account creati altrove (caselle email,
forum, chat ecc.). Evitare di usare la stessa password per qualsiasi servizio che decidiamo utilizzare.
E soprattutto creiamo una password che solo noi possiamo ricordare, quindi evitiamo nomi generici
facilmente reperibili da altri.
• non passare troppe ore davanti al pc. Passare molto tempo all’interno dei social network può
portare ad isolarci dagli altri.
• non pubblicare materiale (ad esempio immagini e video) di cui non si conosce la provenienza. Data
la natura della rete, è facile pubblicare inconsapevolmente materiale coperto da diritto d’autore e
incappare in sanzioni.

2.4.3.2 - Identità reale e virtuale


Questi elementi ci portano ad un’altra riflessione: molti di noi sono abituati ad utilizzare le chat o i forum, i
blog. Rispetto a questi strumenti, ancora molto utilizzati in realtà, i social offrono una novità importante.

Essi introducono la corrispondenza fra l’identità del mondo reale e quella “virtuale”. Se nelle chat e nei forum
era prassi comune utilizzare dei nickname, nei social moderni come Facebook, di solito inseriamo i nostri
nome e cognome. Anzi, spesso inseriamo una nostra foto, se non delle vere e proprie gallerie di immagini
(magari delle nostre ultime vacanze al mare o della nostra festa di compleanno). Quindi, non solo
pubblichiamo aspetti riguardanti la nostra vita, ma la riconduciamo chiaramente a noi stessi, in modo univoco
ed evidente.

Teniamo quindi ben presente anche questo elemento dal momento in cui decidiamo di utilizzare questi
servizi.

2.4.4 – La privacy e i rischi connessi all’uso dei social network


I social servono soprattutto per dialogare con i nostri amici e farne di nuovi. Avere molto amici è certamente
una cosa importante, e anche sulla rete può essere bello stabilire nuovi contatti e conoscenze. Ma ogni volta
che aggiungiamo un contatto, di una persona che non conosciamo direttamente o addirittura non
conosciamo affatto, occorre tener presente che quest’ultima accederà a tutte le informazioni che noi
abbiamo pubblicato sul nostro profilo. Ad esempio l’elenco dei nostri amici, le nostre foto e/o video, i nostri
pensieri pubblicati sulla bacheca, o qualsiasi altro elemento che abbiamo deciso di rendere pubblico nel
nostro profilo.

Capita a volte che molti utenti facciano a gara per avere più amici possibile fra i propri contatti. Non è raro
infatti vedere utenti con centinaia e migliaia di contatti. Questa abitudine è in buona parte inutile (quanti di
quei contatti saranno veramente amici in realtà?) e in definitiva rischiosa per la nostra privacy. Infatti quanto
può realmente farci piacere che un perfetto sconosciuto sappia i fatti nostri? Probabilmente poco. Questo ci
porta quindi a riflettere su un altro aspetto: è importante selezionare i nostri contatti, valutando
attentamente sia le amicizie che ci vengono richieste, sia quelle che siamo noi a richiedere. O almeno, se
proprio abbiamo deciso di accettare più amicizie possibili, cercare di capire chi sia il nostro nuovo contatto
ed eventualmente eliminarlo in un secondo momento se proprio non ci convince.

9
La regola base che dovremmo tenere a mente sarebbe infatti quella di inserire nella nostra rete dei contatti
solo le persone che conosciamo anche nella vita “reale”.

2.4.4.1 – Cyber bullismo e Furto d’identità


Non tutti sono chi dicono di essere. In rete sono possibili i furti d’identità, dovuti anche a forme di
“cyberbullismo” (ad opera magari dei compagni di classe che l’utente che sta aggiungendo nelle proprie
amicizie) che mirano a danneggiare o semplicemente a prendere in giro la vittima di turno. In poche parole,
il nuovo contatto che aggiungiamo ai nostri contatti, in alcuni casi, potrebbe essere un falso profilo.

2.4.3.4 - Uso improprio ed effetti indesiderati dei social network


Quando agiamo all’interno di un social spesso assumiamo un falso senso di sicurezza, perché pensiamo di
agire in contesto virtuale slegato dai fatti quotidiani. In realtà, alcune delle cose che scriviamo e pubblichiamo
in un social potrebbero finire con l’avere delle ricadute indesiderate nella vita reale, anche a distanza di molto
tempo.

Capita infatti sempre più spesso di leggere fatti di cronaca che riportano di licenziamenti o tensioni sui posti
di lavoro, o più in generale di figuracce consumate da qualcuno che ha pubblicato fatti privati con troppa
disinvoltura sul web.

Per questo motivo ricordiamoci di fare molta attenzione ad esprimere pensieri su cose e persone, che poi
potrebbero essere lette da qualcuno a cui potrebbero non fare piacere (ad esempio un datore di lavoro).

E più di ogni altra cosa stabiliamo quanto rendere pubblici i nostri contenuti. Un facile esempio può essere
infatti quello di un responsabile del personale di un’azienda a cui abbiamo mandato un curriculum vitae.

È ormai prassi comune quella di cercare dati dei candidati sul web, e rendere del tutto pubblico il nostro
profilo di un social potrebbe rivelarsi controproducente.

2.4.3.5 - Il Rispetto degli altri


Quando interagiamo con questi strumenti, in realtà ci stiamo relazionando soprattutto con le altre persone,
che come noi popolano quella community. Come in qualsiasi contesto, reale o virtuale che sia, il rispetto degli
altri e l’utilizzo di un linguaggio adeguato è molto importante.

Ognuno dei social ha una sua precisa policy (regole di comportamento da tenere), che sarebbe bene leggere
sempre prima di iniziare ad utilizzare questi strumenti, la cui violazione può comportare la sospensione
dell’account e il ban definitivo nei casi più gravi.

Ma in linea generale, se si vuole interagire con gli altri nel modo più civile e corretto possibile, è bene
ricordarsi sempre di non utilizzare un linguaggio offensivo, e non creare o aderire a gruppi che incitano
all’odio nei confronti di particolari categorie di persone.

A volte può anche capitare che possiamo ferire la sensibilità altrui anche senza volerlo. Immaginiamo di
pubblicare (o “taggare”) immagini di nostri amici che questi non vorrebbero rendere pubbliche, oppure
prendere in giro qualcuno in rete, per qualcosa che ha fatto o che ha detto. È molto facile in un simile
contesto, pur non avendo cattive intenzioni, incappare in comportamenti spiacevoli che possono avere
ricadute concrete nella vita di tutti i giorni.

Pensiamoci quindi sempre due volte, prima di pubblicare qualcosa che riguarda fatti privati di un’altra
persona, che sia nostra conoscente o meno.

10
2.4.4 - Cancellare il proprio account da un social
Se decidiamo di non utilizzare più un determinato social, perché magari lo riteniamo noioso o perché non va
più di moda, ricordiamoci sempre di chiudere il nostro account.

In particolare facciamo caso a quali opzioni di disattivazione sono offerte dal servizio. Spesso le procedure di
chiusura del nostro account non sono così immediate, perché ovviamente i social non hanno di solito
l’interesse a che si abbandoni il loro software. In particolare impariamo a distinguere fra “disattivazione” e
“cancellazione”:

• la disattivazione “sospende” semplicemente il nostro account, i nostri dati vengono conservati nei
server del social in questione, e può essere sempre riattivato in un secondo momento.
• la cancellazione implica la chiusura definitiva dell’account e la perdita di tutti i dati da noi inseriti nel
nostro profilo.

Di solito cancellarsi definitivamente può risultare più difficile, perché la voce di cancellazione può essere
nascosta fra le opzioni del servizio.

11
2.5 - Conoscere e applicare la ICT Security

1
SOMMARIO

2.5.1 - SICUREZZA DEI DISPOSITIVI............................................................................................................................. 4

2.5.1.1 - IL MALWARE ......................................................................................................................................................... 4

2.5.1.1.1 - Trojan ........................................................................................................................................................ 4

2.5.1.1.2 - Virus .......................................................................................................................................................... 4

2.5.1.1.3 - Worm ........................................................................................................................................................ 5

2.5.1.1.4 - Spyware ..................................................................................................................................................... 6

2.5.1.1.5 - Ransonware............................................................................................................................................... 6

2.5.1.1.6 - Scareware.................................................................................................................................................. 7

2.5.2 - IL PROCESSO DI INFEZIONE DEL SISTEMA ........................................................................................................................ 7

2.5.3 - PREVENZIONE DELLE INFEZIONI ...................................................................................................................... 8


2.5.3.1 - PROGRAMMI ANTIVIRUS ......................................................................................................................................... 8

2.5.3.2 - PROTEGGERE IL DISPOSITIVO DAL DANNO FISICO .......................................................................................................... 9

2.5.3.3.1 - Password ................................................................................................................................................... 9

2.5.3.3.2 - Gestione password .................................................................................................................................. 10

2.5.4 - SICUREZZA DEI DATI PERSONALI ................................................................................................................... 11


2.5.4.1 - IMPOSTARE LA PRIVACY DEI SERVIZI IN RETE ............................................................................................................... 11

2.5.4.1.1 - Rendere la navigazione più sicura ........................................................................................................... 11

2.5.4.1 - IMPOSTARE LA PRIVACY DEI SOCIAL NETWORK............................................................................................................ 11

2.5.4.2 - IL PROTOCOLLO HTTPS E I SITI WEB SICURI ................................................................................................................. 12

2.5.4.3 – I COOKIE ........................................................................................................................................................... 14

2.5.4.4 – NAVIGARE SU UN COMPUTER AD USO PUBBLICO ........................................................................................................ 14

2.5.4.5 – NAVIGARE SU UNA RETE PUBBLICA.......................................................................................................................... 15

2.5.4.6 – UTILIZZO SICURO DELL'ARCHIVIAZIONE DEL CLOUD ..................................................................................................... 16

2.5.5 - DIGITAL FOOTPRINT: MONITORARE L'IDENTITÀ IN RETE ............................................................................... 17


2.5.5.1 - LINEE GUIDA PER PROTEGGERE LA PROPRIA IDENTITÀ IN RETE ........................................................................................ 17

2.5.5.2 - GESTIRE IDENTITÀ MULTIPLE IN RETE ........................................................................................................................ 17

2.5.6 - PROTEGGERSI DA FRODI IN RETE E FURTO DI IDENTITÀ ................................................................................ 18


2.5.6.1 - PHISHING ........................................................................................................................................................... 19

2.5.6.1.1 - Come identificare le truffe di Phishing .................................................................................................... 19

2
2.5.6.2 - IL CYBER BULLISMO .............................................................................................................................................. 20

2.5.7 - SALUTE E GREEN IT ....................................................................................................................................... 21


2.5.7.1 - CONOSCERE I POTENZIALI RISCHI PER LA SALUTE DURANTE IL LAVORO AL COMPUTER.......................................................... 21

2.5.7.1.1 - Usare il computer in modo sano.............................................................................................................. 21

2.5.7.1.2 - Come rilassare i muscoli durante il lavoro al computer .......................................................................... 22

2.5.7.1.3 - Trovare equilibrio fra vita online e offline ............................................................................................... 23

2.5.7.2 - PROTEGGERE L'AMBIENTE ..................................................................................................................................... 23

2.5.7.2.1 - Dispositivi ict - il nuovo per il vecchio ...................................................................................................... 23

2.5.7.2.2 - I rifiuti elettronici ..................................................................................................................................... 23

2.5.7.2.3 - Green IT ed efficienza energetica ............................................................................................................ 24

3
2.5.1 - Sicurezza dei dispositivi

2.5.1.1 - Il malware

Il Malware è la forma abbreviata per indicare un "software malizioso", e qualsiasi altro software in grado di
compromettere il funzionamento dei computer oppure dei dispositivi mobili, acquisire informazioni delicate,
rendere possibile l'accesso ai sistemi privati, oppure imporre di visualizzare pubblicità indesiderate. Alcuni di
essi sono innocui, ma altri possono provocare danni sostanziali.

Analizziamo ora in dettaglio i malware più comuni.

2.5.1.1.1 - Trojan

il TROJAN - come il Cavallo di Troia della mitologica greca, questo tipo di malware si distingue dagli altri in
quanto è un programma ideato per indurre gli utenti ad installarlo. Il TROJAN può essere usato per rubare
informazioni personali. Si arriva a questo creando una backdoor (“porta di accesso posteriore”) al proprio
sistema che permette agli hacker di controllarlo. Di solito, i computer vengono infettati dai trojan attraverso
gli allegati di posta elettronica.

2.5.1.1.2 - Virus

VIRUS - come il virus che può infettare una persona, anche il virus del computer è molto contagioso. Si tratta
di un pezzo di codice che infetta il software ospite e quindi diffonde il contagio attraverso i file del sistema.
Se i file vengono condivisi attraverso un sistema il virus può essere trasmesso anche ad altri dispositivi.

I virus si possono diffondere attraverso gli allegati di posta elettronica, le chiavette USB, l'archivio nel cloud,
ed altri. È buona norma verificare sempre i file che si ricevono. Per esempio, se ti viene inviato un video, sappi
4
che nel caso in cui il nome includa ".exe", come ad esempio nel nome ".mov.exe" quasi certamente avrà a
che fare con un virus.

Ad esempio, il virus ILOVEYOU è stato uno dei primi virus ad essersi diffuso per posta elettronica. Nel
momento in cui gli utenti al di sopra di ogni sospetto cliccano sull'allegato, esso si diffonde infettando l'audio,
l'immagine e tutti gli altri file del computer.

2.5.1.1.3 - Worm

Il WORM (verme) è il tipo più comune di malware. Provoca un danno simile a quello provocato di virus. La
differenza sta nel fatto che il worm informatico ha la capacità di auto-ripetersi, auto-moltiplicarsi e
diffondersi indipendentemente, mentre i virus si affidano all'attività umana per diffondersi (ad es., eseguire
un programma, aprire un file).

5
I Worm si diffondono più comunemente inviando e-Mail con allegati infetti ai contatti degli utenti nella rubrica.

2.5.1.1.4 - Spyware

Lo SPYWARE è un tipo di malware che funziona spiando l'attività dell'utente a sua insaputa. Lo spyware può
raccogliere le informazioni dell'utente (password, dati finanziari, ecc.) e monitorarne l'attività (attività su
Internet, sequenze di tasti, ecc.).

2.5.1.1.5 - Ransonware

RANSOMWARE è un malware informatico che si installa in modo nascosto sul dispositivo della vittima e ne
tiene in ostaggio i dati fino al pagamento di un riscatto.

L'attacco accaduto con WannaCry ransomware nel maggio 2017 è stato segnalato per aver infettato più di
230.000 computer in oltre 150 paesi in un giorno. Il malware ha crittografato i file con un riscatto da $ 300 a
$ 600 da pagare in bitcoin.

6
2.5.1.1.6 - Scareware

Lo SCAREWARE è una forma di software dannoso che utilizza l'ingegneria sociale per provocare shock, ansia
o percezione di una minaccia al fine di manipolare gli utenti nell'acquisto di software indesiderato. Di solito
suggerisce che gli utenti scarichino e paghino per falso software antivirus per rimuoverlo.

2.5.2 - Il processo di infezione del sistema

Quali sono i modi più comuni per infettare il tuo dispositivo da malware?

Ciò può succedere quando:

o si apre una email (infetta) da indirizzi sconosciuti,


o si naviga su siti non sicuri,
o non si aggiorna il proprio sistema operativo,
o non si esegue lo scanner antispyware,
o si scarica un software infetto,
o si scaricano software, musica o film pirata e in modo non autorizzato.

7
2.5.3 - Prevenzione delle infezioni

Anche se oggigiorno non esiste un uso sicuro del computer e di Internet, ci sono molte cose che possiamo
fare per minimizzare il rischio. Hai installato un programma antivirus commerciale sul tuo computer e sul tuo
cellulare o tablet? Lo aggiorni regolarmente? Hai lo stesso codice di accesso (password) per ciascuno dei tuoi
account in rete? Usi i tuoi account in rete su tutti i dispositivi?

Ecco che cosa puoi fare per proteggere il suo computer o dispositivo mobile da virus e altri software dannosi:

1. Installa un programma antivirus autorizzato e aggiornalo regolarmente


(ad esempio, AVG, Avast, Kaspersky, McAfee). Ci sono anche alcune
opzioni gratuite disponibili.
2. Installa regolarmente gli aggiornamenti di sicurezza per il suo sistema
operativo. Alcuni sistemi possono essere impostati per l'aggiornamento
automatico a una determinata ora del giorno / settimana / mese. A volte
gli aggiornamenti richiedono molta larghezza di banda e molto tempo per
essere elaborati, quindi è una buona idea impostarli per un momento in
cui non si sta lavorando sul dispositivo. Perché non impostare gli
aggiornamenti automatici durante il pranzo della domenica o forse durante la notte?
3. Usa un firewall.
4. Utilizza il blocco popup sul browser.
5. Imposta password complesse per i tuoi account.
6. Quando finisci di lavorare, esci sempre dal tuo account in rete su tutti i dispositivi.

2.5.3.1 - Programmi antivirus

Per combattere correttamente i virus, è sempre opportuno installare un programma antivirus nel sistema.
Anche se ne hai già uno, assicurati che non sia scaduto e che sia impostato per ricevere aggiornamenti
automatici. Puoi scegliere tra una serie di programmi antivirus disponibili, molti dei quali anche gratuiti.

Il programma antivirus scelto dovrebbe avere due modalità:

8
1. Interattivo: in questa modalità, il programma si nasconde in background e controlla l'attività del
computer, sempre alla ricerca di un virus proveniente da una e-mail, www, USB, ecc. Se viene
rilevato un virus, un messaggio lampeggia sullo
schermo.
2. Scansione: in questa modalità, il programma
antivirus esegue la scansione e controlla tutte
le parti della memoria del computer e del
sistema di archiviazione, alla ricerca di segni di
infezione. Per ogni evenienza, si consiglia di
impostare il software antivirus per la scansione
automatica.

2.5.3.2 - Proteggere il dispositivo dal danno fisico

Anche se sembra ovvio, potrebbe essere utile ricordare di tenere i dispositivi lontani da bambini e animali
domestici. Inoltre, non mangiare o bere durante l'utilizzo del computer può evitare il rischio di versare cibo
o bevande sulla tastiera o su altri componenti. Ciò è particolarmente vero quando si utilizza un portatile
perché i componenti sono posti tutti all’interno.

È molto importante collegare il computer, lo schermo e il router a un limitatore di sovratensione e evitare


che venga danneggiato durante i temporali. In questi casi, se non si dispone di un limitatore di sovratensione,
è necessario almeno scollegare i dispositivi dall'impianto elettrico.

Sarebbe utile anche considerare l'acquisto di un' assicurazione estesa per i dispositivi. Sebbene non copra
incidenti come far cadere il computer o versare liquidi sulla tastiera, potrebbe farti risparmiare costi elevati
di riparazione.

2.5.3.3.1 - Password

La password o codice di accesso rappresenta la prima linea di difesa nella sicurezza informatica.

9
Ormai, tutti dovrebbero sapere che le password come "123456" e "password123" non sono
abbastanza forti, cioè sicure. Tuttavia, ci sono ancora milioni di persone che non usano password sicure.

Secondo la società di gestione delle password Keeper Security, l'elenco delle password più comuni è
semplicemente scioccante. Ecco l'elenco delle password più utilizzate nel 2016.

1. 123456
2. 123456789
3. qwerty
4. 12345678
5. 111111
6. 1234567890
7. 1234567
8. password
9. 123123
10. 987654321
11. qwertyuiop
12. mynoob
13. 123321
14. 666666
15. 18atcskd2w

Ti sei forse reso conto di aver usato password ti questo tipo??

Ora, impariamo come creare una password sicura.

o Combinare lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli (ad esempio, @, #, $,%) se consentito.
o Usare almeno otto caratteri (più caratteri si utilizzano, più forte è la password).
o Usare le lettere iniziali di una frase che ti piace, specialmente se è incluso
un numero o un carattere speciale.
o Prendere due cose familiari e poi combinarle con un numero o un carattere
particolare.
o Si consiglia di cambiare la password ogni 3 mesi.
o Non usare la stessa password per tutti gli account in uso.
o Infine, la miglior password è una password che si RICORDA facilmente.

2.5.3.3.2 - Gestione password

Hai almeno cinque account online come Google, Facebook, Twitter, LinkedIn e Instagram, a cui si aggiungono
l’home banking, un portale di pubblica amministrazione, ecc. Ora che sai come creare una password sicura,
è tempo di scoprire il software di gestione password. Come potrai usare password forti e uniche per tutti i
siti web a cui hai accesso oppure a cui vorrai accedere?

La risposta è un software di gestione password. I gestori di password come KeePass memorizzano le tue
informazioni di accesso per tutti i siti Web che utilizzi e ti aiutano ad accedere automaticamente ad essi
10
criptando il tuo database delle password mediante l’uso di una password principale. La password
principale rimane quindi l'unica password che è necessario ricordare.

2.5.4 - Sicurezza dei dati personali

2.5.4.1 - Impostare la privacy dei servizi in rete

Hai mai visto oppure cambiato l'impostazione della privacy per i servizi in rete che usi, come ad esempio i
servizi eBay, Gmail, InstaeBay, Gmail, Instagram, Facebook Google, YouTube ecc.?

Per raggiungere un dato livello di sicurezza su Internet, è necessario che tu sia in grado di comprendere
l'impostazione corretta per la tua riservatezza nei servizi in rete usati, e come gestirla al meglio.

2.5.4.1.1 - Rendere la navigazione più sicura

Ecco alcuni suggerimenti su come rendere la navigazione più sicura:

o Abilitare gli aggiornamenti automatici del tuo motore di ricerca (browser).


o Bloccare i pop-up, plug-in e i siti phishing.
o Impostare il browser in modo da non memorizzare la password.
o Disattivare i cookies di terzi.
o In base al browser in uso, è necessario regolarne le impostazioni per ottenere la massima sicurezza.

2.5.4.1 - Impostare la privacy dei social network

I social network permettono alle persone di


connettersi, ma sono anche una piattaforma molto
diffusa per lanciare minacce online e cyberbullismo.
Senza volerlo, le persone, specialmente i bambini,
spesso condividono più informazioni online di quanto
dovrebbero. Questo li rende particolarmente
vulnerabili. Recenti studi hanno dimostrato che 9
adolescenti su 10 pubblicano foto di se stessi in rete o
usano i loro nomi reali sui loro profili; 8 su 10 rivelano
le loro date di nascita e gli interessi; e 7 su 10 postano

11
il nome della scuola e la città in cui vivono. Queste azioni possono rendere i bambini facili bersagli per i
“predatori” in rete.

Le impostazioni sulla privacy sono controlli disponibili su vari social network (ad esempio, Facebook) e altri
siti Web che consentono agli utenti di limitare l'accesso al proprio profilo e quali informazioni possono essere
visualizzate dai visitatori.

Mentre è possibile utilizzare soluzioni di filtro dei contenuti per impedire agli allievi di accedere ai social
media mentre usano i computer della scuola, oggigiorno la maggior parte degli studenti porta gli smartphone
a scuola e una volta che si connettono a Internet su quei dispositivi, sono fuori da ogni possibilità di controllo
da parte della scuola. Ecco perché è fondamentale promuovere nei curriculum scolastici la cittadinanza
digitale responsabile.

2.5.4.2 - Il protocollo https e i siti web sicuri

Un sito Web sicuro non contiene programmi malware, crittografa tutti i dati che lo attraversano al fine di
garantire uno scambio sicuro dei dati personali o delle transazioni finanziarie da eventuali compromissioni.

Come puoi sapere se un sito web è sicuro?

Se il sito Web utilizza HTTPS (un protocollo di comunicazione per comunicazioni sicure su una rete di
computer), la parola HTTPS comparirà prima dell'indirizzo del sito web.

12
Conosci il tuo browser e le sue funzionalità. Oltre a https, può apparire un'icona. Ad esempio, se
utilizzi Google Chrome per verificare la sicurezza di un sito, guarda lo stato della sicurezza sul lato sinistro
dell'indirizzo web.

Se si utilizzi Firefox, lo stato di sicurezza si trova anche sul lato sinistro dell'indirizzo Web:

• Sicuro

• Avvertimento

• Non sicuro o Pericoloso

13
È necessario prestare particolare attenzione quando si trasferiscono informazioni delicate ed altamente
personali sulla rete. Alcuni siti Web potrebbero non essere aggiornati ai più recenti standard SSL, che possono
essere pericolosi per il trasferimento di dati, ma abbastanza sicuri da navigare e cercare informazioni.

2.5.4.3 – I cookie

I cookie di Internet sono piccoli file che vengono memorizzati sul suo computer. Lo scopo principale di un
cookie è identificare gli utenti e possibilmente preparare pagine Web personalizzate o archiviare le
informazioni di accesso al sito. I cookie di solito non contengono informazioni delicate o altamente personali
o nulla di pericoloso. Nella maggior parte dei casi, ciò significa che il sito Web ricorda il tuo nome utente. Se
elimini i cookie dopo aver visitato un determinato sito web, non sarai trattato come un visitatore di
ritorno. (Ad esempio, dovrai inserire nuovamente il suo nome utente).

2.5.4.4 – Navigare su un computer ad uso pubblico

Quando usi i computer pubblici, come ad esempio nelle biblioteche, negli Internet cafè, negli aeroporti, negli
alberghi, ecc., devi fare molta attenzione. Per mantenere private le tue informazioni professionali, personali
o finanziarie, ti consigliamo di seguire alcune semplici regole:

• Non chiedere a un computer pubblico di ricordare la tua password.


• Controllare se il firewall di Windows è acceso e se è stato installato un programma antivirus.
• Non scaricare documenti riservati su un computer pubblico.
• Eliminare qualsiasi contenuto scaricato dalle e-mail.
• Uscire dopo aver utilizzato qualsiasi sito Web che richiede l'accesso (ad esempio Gmail, Facebook,
LinkedIn, ecc.).
• Durante l'inserimento della password e dei dettagli finanziari in una pagina web, assicurarsi sempre
di fare quanto segue:
§ Controllare se la barra degli indirizzi ha "https" e un blocco nell'URL.
§ Utilizzare la modalità di navigazione privata (ad esempio, se utilizzi Google Chrome,
nell'angolo in alto a destra della finestra del browser, clicca sul menu Chrome, quindi
seleziona "Nuova finestra di navigazione in incognito"). La navigazione privata ti
consentirà di navigare in Internet senza salvare alcuna informazione su quali siti e
14
pagine hai visitato, ma non ti renderà anonimo su Internet. Ciò significa che il tuo
fornitore di servizi Internet (a casa), il datore di lavoro (al lavoro) o i siti stessi
possono ancora conservare traccia delle pagine che hai visitato. La navigazione
privata non ti proteggerà da software dannosi che potrebbero essere installati sul
tuo computer.

2.5.4.5 – Navigare su una rete pubblica

Tutti, abbiamo visto segni come questo in un bar, un ristorante, edifici pubblici, ecc.

Ti sei mai collegato a una rete come questa mentre stavi usando il tuo portatile, tablet o
smartphone? Sei riuscito a connetterti senza password? Non sei riuscito a controllare se l'indirizzo iniziava
con https: //? Se hai risposto a queste domande con SÌ, hai potenzialmente messo a rischio le tue
informazioni personali.

Tutti quei segnali nei luoghi dovrebbero essere in realtà sostituiti con questo:

Cosa rende una connessione wireless più suscettibile allo sfruttamento?

15
Quando ci si connette a una rete pubblica, è quasi come invitare un estraneo a casa tua – ti fidi di lui in base
alle informazioni di cui disponi. Chiunque accede alla stessa rete (non protetta), può intercettare qualsiasi
passaggio di informazioni tra il tuo dispositivo e i server web.

Come rimanere sicuri?

Sebbene non ci siano garanzie, puoi seguire alcuni passaggi per minimizzare il rischio:

o Non connettersi a reti che non richiedono password. Una rete Wi-Fi ufficiale dovrebbe stabilire una
password. Ad esempio, se ti trovi in un bar, chiedi allo staff di verificare qual è la loro rete. Potrebbe
esserci una finta rete appositamente impostata sotto lo stesso nome del bar.
o Non connettersi a siti Web che non utilizzano il protocollo HTTPS.
o Non connettersi alle reti pubbliche per utilizzare la carta di credito, controllare il proprio conto
bancario, pagare le bollette, ecc.
o Quando hai finito di navigare usando il loro Wi-Fi, assicurarsi di disconnettersi e rimuovere la rete in
modo che non ti connetta automaticamente la prossima volta che ti trovi nuovamente nel locale.
o Accendere il Wi-Fi solamente quando ne hai veramente bisogno. Ciò impedirà al tuo dispositivo di
connettersi automaticamente a reti casuali.

2.5.4.6 – Utilizzo sicuro dell'archiviazione del cloud


Memorizzare i tuoi file (ad es. immagini, video, musica, documenti, ecc.) nell'archivio del cloud (ad es. Google
Drive, Dropbox, iCloud, Box, ecc.) presenta molti vantaggi, ad esempio, c'è un rischio minore di perdere
i dati. I file archiviati nel cloud possono essere facilmente visualizzati dal tuo computer e da un dispositivo
mobile connesso a Internet. Sebbene le società di archiviazione adottino normalmente le misure di sicurezza

16
necessarie, non ci sono garanzie. Tuttavia, è molto probabile che gli hacker acquisiscano i tuoi dati a causa di
errore umano o negligenza, semplicemente violando la tua password. Quindi dovresti sempre assicurarti di:

• usare una password sicura e forte,


• cambiare regolarmente la password,
• non archiviare informazioni personali nel cloud
• se possibile, creare una copia di backup su un altro dispositivo (ad es.
un disco rigido esterno).

2.5.5 - Digital footprint: monitorare l'identità in rete

Un'identità digitale (digital footprint) è la rappresentazione online di un individuo all'interno di un mondo


virtuale come una chat room, forum, videogioco o spazio comune virtuale. Tutte le attività in rete
(navigazione, blog, pubblicazione su social media e forum, firma di petizioni online, ecc.) lasciano una traccia,
la cosiddetta impronta digitale.

2.5.5.1 - Linee guida per proteggere la propria identità in rete

Hai mai cercato su Google il tuo nome? Hai mai trovato qualcosa che non vorresti gli altri vedessero?
Dovresti proteggere il tuo "marchio in rete" e seguire queste regole:

• Utilizzare strumenti in rete per costruire un'impronta positiva.


• Non pubblicare mai nulla di cui ci si potrebbe pentire in futuro.
• Essere rispettoso di sé stesso e degli altri.
• Scegliere nomi utente e avatar appropriati.
• Immaginare cosa potrebbero pensare famigliari ed amici se vedessero quello che stai facendo in rete.
• Bloccare quegli utenti che riflettono poco sulla propria reputazione.
• Rintracciare informazioni sul proprio conto.
• Assicurarsi che gli amici usino la propria immagine solamente con il proprio permesso, e viceversa.
• Pensare prima di cliccare.
• Monitorare la propria identità digitale e le proprie impronte per proteggersi da frodi in rete e furti di
identità. Pensare a come vorrebbe essere visto.

2.5.5.2 - Gestire identità multiple in rete

Abbiamo appena detto che un'identità digitale è la rappresentazione in rete di un individuo all'interno di un
mondo virtuale come una chat room, forum, videogioco o spazio comune virtuale. Le persone costruiscono
le identità digitali come rappresentazioni virtuali di sé stesse per vari scopi (anonimi, professionali, educativi,
personali).

Ecco alcuni vantaggi dell'utilizzo di più identità digitali:

o Un'identità digitale ti consente di creare profili anonimi e di fare blog o chattare in modo anonimo.

17
o Puoi rimanere privato e tuttavia esplorare varie opportunità.
o Puoi costruire un'identità digitale positiva per opportunità professionali (ad es. LinkedIn).
o È possibile creare un'identità digitale a scopo didattico.

Quante identità digitali hai? Come le gestisci? Hai già imparato a conoscere il software di gestione delle
password? (ad es. KeePass).

2.5.6 - Proteggersi da frodi in rete e furto di identità

Hai già appreso vari metodi che possono aiutarti a proteggere i propri dati personali su Internet, ad esempio
come riconoscere un sito Web sicuro, utilizzare Internet su un computer pubblico, utilizzare in modo sicuro
l'archiviazione cloud e monitorare l'identità e le impronte digitali. Ora imparerai come proteggerti dalle frodi
in rete e dai furti di identità.

Ecco alcune semplici regole che dovresti seguire, molte delle quali sono già state apprese in precedenti
argomenti:

• Proteggere il proprio computer e dispositivo mobile con un software anti-malware forte e


aggiornato.
• Usare password sicure.
• Avere password diverse per ogni account.
• Rintracciare informazioni su sé stesso - guardare quali informazioni private possono essere
visualizzate dagli altri.
• Monitorare le comunicazioni bancarie e della carta di credito.
• Usare HTTPS ogni volta che è possibile.
• Riconoscere e-mail sospette e allegati.
• Pensare attentamente ogni volta che si inseriscono le proprie informazioni personali in rete.

18
2.5.6.1 - Phishing

Si definisce phishing il tentativo di ottenere informazioni sensibili come nomi utente, password e dettagli della
carta di credito, spesso per motivi dannosi, facendosi passare come entità affidabile nella comunicazione
elettronica.

Il phishing viene in genere effettuato tramite lo spoofing o la messaggistica istantanea dei messaggi di posta
elettronica e spesso indirizza gli utenti a immettere informazioni personali su un sito Web falso, il cui aspetto
e formato sono quasi identici a quelli legittimi. Le comunicazioni che pretendono di provenire da siti Web di
reti sociali, siti di aste, banche, processori di pagamento in rete o amministratori IT sono spesso utilizzate per
attirare le vittime. Le e-mail di phishing possono contenere collegamenti a siti Web infetti da malware.

Ecco un esempio di tentativo di phishing che tenta di ottenere le informazioni email degli utenti.

2.5.6.1.1 - Come identificare le truffe di Phishing

Ecco alcuni suggerimenti su come identificare le truffe di phishing via posta elettronica:

• Non fidarti del nome visualizzato sullo schermo.


• Guardare ma non cliccare.
• Controllare gli errori di ortografia.
• Analizza la forma di saluto.
• Il messaggio richiede informazioni personali.
• Fare attenzione al linguaggio urgente o minaccioso nell'oggetto del messaggio.
• Rivedere la firma.
• Non cliccare sugli allegati.
• Non credere che l'indirizzo di invio sia quello elencato nell'intestazione.
• L'offerta sembra troppo buona per essere vera.
• Il messaggio sembra provenire da un'agenzia governativa.

19
2.5.6.2 - Il cyber bullismo

Internet ha aperto nuove possibilità per tutti noi. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dai rischi
legati ad un uso improprio di questo strumento: tra questi c’è il cyberbullismo.

Si può definire cyberbullismo l’uso delle nuove tecnologie per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo,
far sentire a disagio o escludere altre persone.

Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita
offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno
quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il
modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in
considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo.

Tutto questo può avvenire utilizzando diverse modalità offerte dai nuovi media. Alcuni di essi sono:

• Telefonate
• Messaggi (con o senza immagini)
• Chat sincrone
• Social network (per esempio, Facebook)
• Siti di domande e risposte
• Siti di giochi online
• Forum online

Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di


cyberbullismo sono molte. Alcuni esempi sono:

• pettegolezzi diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network;


• postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false);
• rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o
danneggiare la reputazione della vittima;
• insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri
media;
• facendo minacce fisiche alla vittima attraverso un qualsiasi media.

Queste aggressioni possono far seguito a episodi di bullismo (scolastico o più in generale nei luoghi di
aggregazione dei ragazzi) o essere comportamenti solo online.

Il cyber bullismo potrebbe sembrare innocuo, ma se non viene affrontato in modo appropriato, può avere
gravi conseguenze emotive per bambini e adolescenti.

Ecco alcuni passaggi da seguire per evitare il cyber bullismo:

• Insegnare ai bambini a non pubblicare informazioni personali o qualcosa di molto privato.

20
• Spiegare loro a non rispondere con rabbia e rancore a un messaggio che a sua volta esprime pure
rabbia.
• Spiegare ai bambini perché non dovrebbero aprire messaggi inviati da estranei.
• Ricordare loro di cambiare regolarmente e utilizzare codici di accesso (password) diversi.
• Poiché queste impostazioni tendono a cambiare, è sempre consigliabile, ogni tanto ma
regolarmente, aggiornare le impostazioni della privacy per i servizi in rete

2.5.7 - Salute e Green IT

2.5.7.1 - Conoscere i potenziali rischi per la salute durante il lavoro al computer

Se usati correttamente e con moderazione, i computer non dovrebbero avere alcun impatto sulla salute
della maggior parte delle persone. Tuttavia, l'uso intensivo del computer può causare problemi di salute
occasionali e a lungo termine. I problemi e lamentele più comuni sono:

o disturbi agli arti superiori (possono interessare le dita, le mani, le braccia o le spalle),
o dolore alla schiena e al collo,
o problemi agli occhi,
o stress da mal di testa o affaticamento.

Digitando per ore ogni giorno è più probabile che causi lesioni da sforzo ripetitivo (RSI). Questi tipi di
problemi possono essere causati da:

• postura innaturale o malsana durante l'utilizzo del computer


(in particolare computer portatili a causa di schermi piccoli,
tastiere e dispositivi di puntamento incorporati (ad esempio
un piccolo mouse o touchpad portatile),
• supporto della parte bassa della schiena inadeguato,
• seduta nella stessa posizione per un lungo periodo di tempo
• postazione di lavoro ergonomicamente scadente.

Dato che i computer sono uno strumento essenziale nella nostra vita quotidiana e che possono causare
problemi di salute, è necessario imparare come ridurre i rischi per la salute derivanti dall'uso prolungato del
computer.

2.5.7.1.1 - Usare il computer in modo sano

È necessario applicare varie misure per ridurre i rischi per la salute derivanti dall'uso prolungato del
computer. Ecco alcuni esempi:

o L'immagine dello schermo deve essere chiara, fissa e priva di bagliori e / o riflessi.
o La tastiera deve essere posizionata correttamente per sostenere i polsi.
o Per prevenire le conseguenze dell'uso prolungato del mouse, si consiglia di avere delle pause nel
corso dell'attività del mouse.
o La sedia da lavoro dovrebbe garantire una posizione di lavoro confortevole e dovrebbe essere
completamente regolabile. Dovrebbe essere regolato in modo che gli avambracci degli utenti siano

21
posizionati orizzontalmente e che la parte superiore dello schermo sia all'altezza degli occhi. Si può
usare anche un poggiapiedi.
o Accanto a queste disposizioni fisiche, i cambiamenti regolari nelle posizioni di lavoro, nonché i periodi
regolari di riposo dal fissare lo schermo sono essenziali per evitare problemi di salute computer
indotti.

Indicazioni chiare su come usare in modo sano i computer sono riportate nelle direttive dell'Agenzia Europea
per la Sicurezza e la Salute al Lavoro Directive 90/270/EEC1

2.5.7.1.2 - Come rilassare i muscoli durante il lavoro al computer

Hai già appreso che l'uso del computer può causare problemi di salute e modi per ridurre i problemi di salute
con l'uso di attrezzature adeguate, design ergonomico del posto di lavoro e seguendo specifiche pratiche di
lavoro (cambiamenti regolari nelle posizioni di lavoro e regolari periodi di riposo dallo schermo).

Al fine di migliorare la tua postura e mantenere la tua salute sotto controllo, ora esplorerai come rilassare i
tuoi muscoli quando lavori tutto il giorno sul computer. L'organizzazione americana National Institutes of
Health (NIH) fornisce un elenco completo di vari esercizi e tratti quali esercizi per gli occhi e muscolo-
scheletrici, riscaldamento per il lavoro, esercizi per la schiena, esercizi aerobici e raccomandazioni per il
riposo dei muscoli della schiena.

1
https://osha.europa.eu/en/legislation/directives/5

22
2.5.7.1.3 - Trovare equilibrio fra vita online e offline

Siamo circondati dalla tecnologia. Internet ha cambiato le modalità di interazione fra le persone.
Oggigiorno, per comunicare, preferiamo usare la posta elettronica, messaggistica istantanea (IM) e siti di reti
sociali. Sebbene le collaborazioni di lavoro non siano mai state più semplici, sembra che la maggior parte
delle persone abbia sostituito la propria vita sociale offline con quella online. Le interazioni in rete
difficilmente possono sostituire le interazioni faccia a faccia e più tempo passiamo a socializzare in rete, meno
tempo abbiamo per socializzare offline, cioè fuori dalla rete, nel mondo reale. Anche se è più conveniente
rimanere in contatto online, si impegni a raggiungere un equilibrio tra i mondi online e offline e non lasciare
che le interazioni online sostituiscano il tempo trascorso offline con amici o familiari.

2.5.7.2 - Proteggere l'ambiente

2.5.7.2.1 - Dispositivi ict - il nuovo per il vecchio

La tecnologia utilizzata nei dispositivi ICT come telefoni cellulari, smartphone, tablet PC, portatili, televisori,
schermi di computer, stazioni di gioco e dispositivi di archiviazione cambia molto spesso. I dispositivi
elettronici fortemente usati dagli utenti un anno fa, ora sono diventati vecchi ed obsoleti. Anche se i "vecchi"
dispositivi funzionano ancora bene, la gente li butta via e li sostituisce con quelli nuovi.

La nostra ossessione di avere solamente i dispositivi elettronici più attuali e di buttare via versioni obsolete
nonostante funzionino ancora è un esempio della nostra società "usa e getta".

2.5.7.2.2 - I rifiuti elettronici

I rifiuti elettronici stanno diventando un enorme problema in tutto il mondo perché ancora oggi molti
dispositivi elettronici finiscono in discariche non adeguate. Quando i rifiuti elettronici non vengono smaltiti
23
correttamente, i metalli tossici, quali piombo (presente negli schermi CRT, nelle batterie), cadmio (batterie
ricaricabili NiCd, strati fluorescenti degli schermi CRT, inchiostri e toner per stampanti), mercurio (lampade
fluorescenti che forniscono retroilluminazione negli LCD, in alcune batterie alcaline e interruttori a contatto
con mercurio), arsenico (all'interno dei diodi ad emissione luminosa) e berillio (scatole di alimentazione che
contengono raddrizzatori e obiettivi a raggi X controllati al silicio) vengono assorbiti dal terreno e possono
andare a contamina l'acqua potabile.

È questo il motivo per cui la maggior parte dei paesi ha introdotto regolamenti molto severi per impedire che
i rifiuti elettronici vengano scaricati in discariche inadeguate. Sebbene esistano normative severe, alcuni
paesi hanno inviato i propri rifiuti elettronici in luoghi come l'Asia, dove tali leggi non sono così rigide.

2.5.7.2.3 - Green IT ed efficienza energetica

I rifiuti elettronici sono pieni di materiali preziosi come oro, nichel, acciaio, piombo, rame e plastica. Ognuno
di questi materiali può essere riutilizzato. Ad esempio, lo zinco contenuto nei telefoni cellulari, potrebbe
essere utilizzato nella costruzione navale o per la zincatura di inferriate metalliche e lampioni. L'oro
contenuto nelle console dei videogiochi, può essere trasformato in gioielleria. La plastica può essere
riutilizzata per produrre strumenti musicali.

Ci sono tre fattori chiave quando si pensa al riciclaggio, precisamente le 3 R:

24
1. ridurre la quantità di rifiuti che si producono,
2. riutilizzare gli oggetti di uso quotidiano,
3. riciclare.

Abbiamo bisogno di una grande


quantità di elettricità per alimentare
milioni di dispositivi ICT in tutto il
mondo. A causa del modo in cui viene
generata l'elettricità, l'uso di dispositivi
elettronici contribuisce alle emissioni
globali di gas serra (GHG), tuttavia, i
dispositivi ICT possono essere utilizzati
anche per ridurre il consumo
energetico.

Ad esempio, molti edifici moderni dispongono di sistemi digitalizzati per il controllo ambientale. Infatti,
spesso è un computer che controlla il sistema di climatizzazione, gli apri-cancelli automatici e i filtri solari per
controllare l'effetto della luce solare e raffreddare l'edificio, i pannelli solari per ridurre il consumo di
elettricità, i display di monitoraggio d'energia, i controlli di illuminazione LED a basso consumo e i sistemi di
riutilizzo dell'acqua, soprattutto nelle fabbriche.

25
2.6 - Utilizzo di calendari on-line

1
SOMMARIO

2.6.1 - MIGLIORARE LA PRODUTTIVITÀ MEDIANTE L’UTILIZZO DEI CALENDARI ONLINE ............................. 3


2.6.1.1 - ORGANIZZARE MEETING DI LAVORO ED EVENTI .......................................................................................... 3
2.6.1.2 - AGGIUNGERE EVENTI AL CALENDARIO DALLA CASELLA DI POSTA .................................................................... 4
2.6.1.3 - UTILIZZARE I PROMEMORIA .................................................................................................................... 4
2.6.1.4 - FISSARE APPUNTAMENTI........................................................................................................................ 4
2.6.1.5 - GESTIRE LO STORICO DEGLI APPUNTAMENTI .............................................................................................. 5
2.6.1.6 - ACCEDERE AL CALENDARIO DA QUALSIASI POSTO ....................................................................................... 5
2.6.1.7 - GESTIRE CALENDARI MULTIPLI ................................................................................................................ 5
2.6.2 - I PRINCIPALI CALENDARI ONLINE .................................................................................................... 6
2.6.2.1 - GOOGLE CALENDAR .............................................................................................................................. 6
2.6.2.2 - MICROSOFT OUTLOOK .......................................................................................................................... 6

2
2.6.1 - Migliorare la produttività mediante l’utilizzo dei calendari online
Essere in grado di organizzare gli impegni di lavoro e della vita privata è divenuto ormai un aspetto
fondamentale nella nostra vita quotidiana. Utilizzare una agenda consente di rispettare le scadenze in modo
efficace e aiuta spesso a ritrovare un equilibrio tra lavoro e vita privata.

In passato, questo veniva svolto mediante un’agenda cartacea organizer o una lista di cose da fare.
Oggigiorno sempre più spesso si preferisce scegliere un'opzione digitale: il modo migliore per gestire la
propria agenda aziendale e personale è quello di usare un calendario online.

I calendari on-line sono la perfetta risposta alle esigenze dei nostri tempi e poiché consente praticità di
utilizzo e funzionalità in ogni momento della giornata.

Dalla modifica immediata della pianificazione alla notifica ai partecipanti di tali modifiche, i calendari online
consentono di comunicare senza sprecare un minuto. Basta scorrere la propria casella di posta, fare una
rapida organizzazione mentale degli impegni e poi organizzare, ad esempio, riunioni con i propri colleghi e
aggiungere man mano i dettagli al proprio calendario.

Esploriamo insieme le funzionalità che rendono i calendari online la scelta migliore per la pianificazione dei
nostri impegni.

2.6.1.1 - Organizzare meeting di lavoro ed eventi


La maggior parte dei team di lavoro effettua normalmente riunioni all'inizio di ogni giornata, o all'inizio di
ogni settimana, per discutere lo stato del proprio lavoro. Poiché le riunioni sono una componente cruciale
del lavoro, un calendario online ti garantirà un modo efficiente di pianificarle e organizzarle. Basta aggiungere
un evento sul calendario e selezionare l'elenco degli invitati. Gli inviti per la riunione verranno inviati a tutti
gli utenti della lista e il loro stato verrà automaticamente aggiornato sul calendario, a quel punto sarà
possibile scegliere di procedere con la riunione o riprogrammarla nel momento migliore.

3
I calendari online offrono anche la possibilità di verificare lo stato di disponibilità degli ospiti prima di
aggiungere un evento e inviare inviti. In questo modo è sempre possibile trovare il momento migliore per
una riunione, senza dover chiamare gli ospiti individualmente o addirittura organizzare un altro incontro per
discutere della loro disponibilità. È possibile anche apportare modifiche all'evento ogni volta che si vuole
informare gli ospiti sugli aggiornamenti. Se si verificano eventi ricorrenti, è possibile crearli una sola volta e
impostarli per la ripetizione per un periodo specifico: in questo modo l'evento verrà creato automaticamente
da quel momento in poi.

2.6.1.2 - Aggiungere eventi al calendario dalla casella di posta


Se si utilizza una casella di posta integrata con un calendario, allora si ottiene immediatamente un ulteriore
vantaggio. I calendari online di solito offrono, infatti, la possibilità di aggiungere eventi dalla propria casella
di posta direttamente al calendario. Ciò consente di risparmiare tempo dedicato alla creazione manuale degli
eventi e inoltre aiuta a non dimenticare gli incontri importanti imminenti.

2.6.1.3 - Utilizzare i promemoria


Quando si aggiunge un evento nel calendario personale, è possibile configurare i promemoria per quel
particolare evento. A seconda delle condizioni impostate per i promemoria, verranno inviate notifiche sugli
eventi imminenti nella propria agenda. Non occorre così preoccuparsi di dimenticare riunioni o scadenze
importanti: le notifiche verranno visualizzate solo quando ce ne sarà bisogno.

2.6.1.4 - Fissare appuntamenti


Se il programma di lavoro prevede l'incontro e l'interazione con molte persone, è possibile utilizzare calendari
online per incorporare moduli di richiesta di appuntamento posti sul proprio sito web o inviati mediante una
mailing list. Utilizzando questa funzione, un visitatore può compilare un modulo per richiedere un
appuntamento e, una volta che si sceglie di approvare o rifiutare, verrà inviata una notifica al visitatore.
Rispetto al passato, oggi non è più necessario che un assistente personale organizzi gli appuntamenti per
nostro conto!

4
2.6.1.5 - Gestire lo storico degli appuntamenti
Una delle caratteristiche migliori di un calendario online è la capacità di esaminare rapidamente eventi
passati e futuri. Non occorre più rovistare le pagine dell’agenda personale per scoprire cosa è successo un
mese fa, o sprecare tempo e fatica per ricordare quando è stato programmato quell'incontro importante.

Poiché i cambi di programma sono comuni, i calendari online ti consentono di adattare l'agenda e creare
rapidamente piani alternativi. Invece di perdere tempo, è sufficiente passare alla vista appropriata per
cercare il programma e apportare le dovute modifiche.

2.6.1.6 - Accedere al calendario da qualsiasi posto


Indipendentemente se siamo a casa, a fare shopping, a viaggiare o al lavoro, i calendari online sono accessibili
da qualsiasi luogo. Tutto quello che occorre fare è scaricare l'app del calendario sul proprio dispositivo mobile
e controllare il calendario quando e dove si vuole.

Oltre all'utilizzo di calendari online basati su app, alcuni provider di servizi offrono la possibilità di
sincronizzare i calendari online con il dispositivo locale utilizzando la sincronizzazione CalDAV o Exchange
ActiveSync. Dopo aver sincronizzato il proprio calendario online con il calendario nativo sul proprio
dispositivo, sarà possibile visualizzare e apportare qualsiasi modifica.

2.6.1.7 - Gestire calendari multipli


Se in passato si utilizzavano spesso più planner o agende,
ciascuno per una diversa categoria di impegni, ora è
possibile inserire tutti i planner ed i calendari in un unico
dispositivo, in un'unica applicazione, direttamente nel
proprio dispositivo. I calendari online sono ormai la scelta
più ovvia quando si tratta di pianificare più eventi, in
quanto offrono un'opzione per creare tutti i calendari
necessari. È possibile mantenere separatamente i
calendari per lavoro, eventi personali e occasioni speciali, e ospitare eventi su ciascun calendario

5
separatamente. È possibile anche visualizzare tutti gli eventi per ciascun calendario in una vista unificata, per
assicurarsi che non vi siano conflitti tra loro.

2.6.2 - I principali calendari online


Moltissimi sono i servizi disponibili per l’utilizzo di calendari online. La maggior parte di essi consente sia
l’installazione su dispositivi desktop che la disponibilità di App per dispositivi mobile, sia su piattaforma
Android che iOS. Passiamo ora in rassegna i principali e più diffusi tra questi.

2.6.2.1 - Google calendar


In alternativa ai programmi per calendario è possibile affidarsi ai più popolari servizi online. Tra questi uno
dei più utilizzati è Google Calendar1.

Il calendario di Google permette infatti di organizzare in maniera certosina tutti i propri impegni, impostando
dei promemoria che permetteranno di non scordare più nemmeno un appuntamento. A questo va aggiunto
il fatto che il servizio è supportato da tantissime applicazioni e Web App di terze parti che consentono di
sincronizzare i dati con esso. Google Calendar funziona su tutti i principali browser e per utilizzarlo non
occorre altro che un account Google/Gmail. È inoltre disponibile sotto forma di applicazione gratuita per
smartphone Android e iOS.

2.6.2.2 - Microsoft outlook


Utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, Microsoft Outlook, è uno tra i software più diffusi tra gli
utenti Windows. Si tratta infatti del software PIM (Personal Information Manager, in italiano Gestore
Informazioni Personali), incluso nella suite Microsoft Office.

1
https://calendar.google.com/
6
Il software offre la possibilità di gestire la posta elettronica, i contatti della propria rubrica e i propri impegni,
un po’ come già accade utilizzando la versione Web gratuita (e limitata) della posta elettronica di Microsoft.
Utilizzare il programma per calendario Microsoft Outlook è però senz’altro una valida alternativa se si
desidera avere a disposizione un programma che includa alcune funzionalità avanzate, rispetto alla versione
Web di Microsoft Outlook.

Tra le caratteristiche del software Microsoft Outlook vi è la possibilità di gestire la posta elettronica,
visualizzare e gestire i contatti della rubrica e modificare e aggiungere i propri impegni, utilizzando un sistema
di calendario molto avanzato che, dotato di un’interfaccia semplice e intuitiva, comprende promemoria,
categorie e allarmi personalizzabili e molto altro ancora.

Il software Microsoft Outlook è a pagamento in quanto incluso nell’abbonamento a Office 365; è però
possibile provarlo attraverso una versione di prova gratuita che permette di testarne tutte le funzioni
aggiuntive, per un periodo di tempo limitato.

7
2.7 - Uso di dispositivi mobili e sincronizzazione

1
SOMMARIO

2.7.1 - I DISPOSITIVI MOBILI ...................................................................................................................... 3


2.7.2 - SINCRONIZZARE I DISPOSITIVI MOBILI ............................................................................................ 3
2.7.2.2 - SINCRONIZZARE IL BROWSER .................................................................................................................. 5
2.7.2.3 - SINCRONIZZARE LE NOTE ....................................................................................................................... 5
2.7.2.4 - SINCRONIZZARE DOCUMENTI TRA PIÙ DISPOSITIVI ...................................................................................... 6
2.7.2.5 - SINCRONIZZARE CONTATTI E CALENDARI ................................................................................................... 7
2.7.3 - CREARE E MODIFICARE DOCUMENTI IN MOBILITÀ ......................................................................... 8

2
2.7.1 - I dispositivi mobili
I moderni telefoni cellulari non fanno più solo chiamate: è possibile scattare foto e girare video, mantenere
un elenco di contatti, tenere appuntamenti in un calendario, inviare e ricevere messaggi ed e-mail e
riprodurre musica. Tuttavia, avere semplicemente tutte queste funzionalità è solo una parte della storia. Ad
esempio, è possibile modificare solo in parte foto e video, ma solo scaricandole sul proprio computer è
possibile sottoporle a editing mediante software professionali. È spesso più facile aggiungere e modificare le
informazioni di contatto dalla tastiera di un computer piuttosto che dalla piccola tastiera dello smartphone.
La soluzione? Sincronizzare il proprio smartphone o tablet con il computer e tenere tutto aggiornato.

Alcuni anni fa gli uomini d'affari portavano un portatile in viaggio, usavano un PC desktop in ufficio e
lavoravano su un altro PC a casa. Oggi tutti hanno uno smartphone, basato su sistemi Android, iOS, Windows
Phone o BlackBerry OS.

La gestione di tutti questi dispositivi, con i loro vari sistemi operativi, applicazioni e opzioni di connettività,
potrebbe sembrare complesso, tuttavia con il giusto mix di software e servizi, è possibile gestire facilmente
più piattaforme e integrare i dati senza perdere alcunché.

2.7.2 - Sincronizzare i dispositivi mobili


Prima di iniziare a scaricare qualsiasi app collegata al cloud, è utile dapprima riflettere per definire le proprie
esigenze. Ad esempio, se lavori principalmente da casa e frequenti relativamente poche riunioni, potresti
non aver bisogno di sincronizzare il tuo calendario su più dispositivi. Se sei uno scrittore o svolgi un lavoro
che ti porta ad essere spesso in movimento, potresti volere un modo per registrare elettronicamente il tuo
flusso costante di idee. Se stai lavorando a un progetto comune, potresti dover condividere una varietà di
documenti con i tuoi colleghi.

3
Un altro punto chiave è capire quali delle tue piattaforme devono condividere i dati e quali tipi di dati devi
condividere. Ad esempio, hai un iPad solo Wi-Fi che usi prevalentemente per gestire email e come strumento
di navigazione sul Web. Non hai davvero bisogno di accedere ai tuoi dati di lavoro con esso, anche se lo usi
di tanto intanto come strumento per prendere appunti.

Se lavori in un ambiente aziendale, devi prendere in considerazione anche le politiche IT della tua azienda. I
responsabili IT possono avere le proprie idee su quali tipi di informazioni l'azienda vuole allocare nel cloud
piuttosto che solo sui propri server. Assicurati di confrontarti con il tuo dipartimento IT, se pensi di voler
condividere informazioni potenzialmente sensibili o proprietarie su dispositivi o piattaforme aziendali.

4
La linea di fondo è che le esigenze di integrazione variano a seconda di ciò che fai, di quanti viaggi e delle
piattaforme che porti con te. Con questo in mente, è il momento di dare un'occhiata ad alcuni diversi scenari,
così come le applicazioni che potrebbero essere utili in ogni caso.

Anche se sei affezionato ad utilizzare dispositivi di una stessa marca per ridurre al minimo i problemi di
integrazione, potresti comunque aver bisogno di lavorare con altre piattaforme. Fortunatamente, con gli
strumenti giusti non è difficile garantire l'integrazione perfetta di tutti i tuoi documenti e dispositivi.

2.7.2.2 - Sincronizzare il browser


Tutti i principali browser ora consentono di sincronizzare segnalibri, password e altri dati su piattaforme
diverse. Ad esempio, Google Chrome è semplice da sincronizzare poiché è sufficiente accedere
semplicemente al proprio account e abilitare la sincronizzazione nella scheda "Informazioni personali"
disponibile nel pannello “dati personali e privacy”.

Un altro browser utilizzato spessissimo è Firefox. Anche in questo caso è sempre possibile sincronizzare
inserendo un codice di accesso speciale su tutti i sistemi in cui si desidera abilitare Firefox Sync.

2.7.2.3 - Sincronizzare le note


Forse vuoi semplicemente tenere appunti su più dispositivi, ma non sempre lavori nella stessa posizione. Ad
esempio sei fuori a fare shopping e ti viene un'idea, quindi devi annotarla sul blocco note del tuo cellulare. O
forse ti sei sistemato sul sedile del tuo aereo di linea e vuoi inserire una breve nota sul tuo smartphone prima

5
di spegnerlo per il decollo. In questo caso, una delle migliori scelte online è Evernote1. Un'applicazione di
appunti gratuita a prima vista, Evernote è in realtà un servizio basato su cloud. Ogni volta che scrivi una nota
in Evernote, il tuo taccuino locale si sincronizza con la versione basata sul Web. Evernote inoltre riesce a
mantenere un'interfaccia coerente tra le versioni desktop, Web e laptop, sebbene le versioni mobili abbiano
un aspetto diverso.

Evernote offre una serie di opzioni che possono aiutarti a integrarlo in piattaforme diverse. Un plug-in di
Outlook, ad esempio, consente di aggiungere facilmente voci di posta elettronica a Evernote. È possibile
avere più notebook, condividere notebook specifici con altri utenti e aggiungere tag alle voci. Evernote ha
anche un piccolo marketplace di applicazioni relative a Evernote.

2.7.2.4 - Sincronizzare documenti tra più dispositivi

Gestire molti documenti e spostarli avanti e indietro tra diverse piattaforme può essere un lavoro ingrato.
Tuttavia vi sono diversi modi per sincronizzare i propri documenti, a seconda se occorre crearli e modificarli
su ciascuno dei propri dispositivi, o se semplicemente occorre solo visualizzarli sullo smartphone o tablet.

Ad esempio, se si modifica e si crea principalmente su un PC Windows ma è necessario visualizzare i


documenti su piattaforme diverse da Windows, probabilmente andrà bene un servizio come Dropbox,
un'applicazione e un servizio di archiviazione basati su cloud. Su Windows e Mac OS, Dropbox crea una
cartella che si comporta esattamente come qualsiasi altra cartella di dati, ma qualsiasi documento che verrà
inserito nella cartella Dropbox diventa disponibile su tutti i dispositivi con accesso attivo allo stesso account

1
https://evernote.com/intl/it/
6
Dropbox. Dropbox dispone anche di un'app per Android e iOS in grado di leggere formati comuni (immagini,
musica, film, documenti Word / Excel / PowerPoint, PDF e così via) o inviare un file a un'altra app che possa
gestire meglio il formato di quel file.

2.7.2.5 - Sincronizzare contatti e calendari


Di tutti gli scenari di utilizzo, questo può essere il più difficile da affrontare. Ma il problema in sé è più facile
da analizzare quando si parla di piattaforme. Gli utenti aziendali lavorano spesso con tre dispositivi: un PC
desktop, un laptop e uno smartphone.

Se hai un po’ di dimestichezza con Microsoft Office, la sincronizzazione del calendario e del gestore dei
contatti sul tuo PC con quelli sullo smartphone è diventata un po' più semplice: numerosi strumenti iOS e
Android possono sincronizzare i programmi e i contatti di Office con i dispositivi mobili.

Sul lato iOS, la sincronizzazione è integrata mediante iCloud. È sufficiente utilizzare i contatti e il calendario a
livello di dispositivo, quindi se hai un Mac, un iPad o un iPhone collegati allo stesso account iCloud, questi si
sincronizzeranno automaticamente.

7
2.7.3 - Creare e modificare documenti in mobilità
Cosa fare se è necessario creare e modificare su più piattaforme? Anche se di solito i documenti di Microsoft
Office vengono avviati su un PC desktop, a volte è necessario apportare modifiche quando li si visualizza su
laptop, tablet o smartphone.

La sincronizzazione di dispositivi correlati, come un telefono Windows Phone e un PC Windows, è abbastanza


semplice. In questo caso è probabile che tu stia utilizzando Office e, con strumenti come Dropbox, puoi
spostare facilmente i documenti avanti e indietro. Tuttavia, questa disposizione presuppone che il software
client sia in esecuzione sul PC e sul dispositivo mobile.

Se si dispone di un mix di dispositivi Mac OS, iOS e Windows, è comunque possibile utilizzare strumenti simili
a Microsoft Office o Office. Le versioni di Office funzionano su Mac OS e Windows, consentendo un facile
scambio di documenti. Ad esempio, ho Mac Office 2019 su MacBook Air, Office 2019 per Windows sui miei
PC desktop e Quickoffice HD sul mio iPad. Quickoffice è disponibile anche per i dispositivi Android.

Ma potresti non voler pagare il software client su più sistemi, che può diventare costoso, veloce. È possibile
risparmiare denaro attenendosi a una suite per ufficio basata su cloud. Lo svantaggio di tali servizi,
ovviamente, è che se non si è connessi a Internet, non si ha accesso alle app. Inoltre, se il servizio cloud non
è attivo, nessuno dei tuoi dispositivi può utilizzare il servizio.

L’utilizzo di servizi basati su cloud è più economico rispetto all'acquisto di diverse suite per ufficio (al loro
livello più elementare, i servizi sono solitamente gratuiti) e puoi condividere più facilmente documenti con
altre persone.

Il primo e forse più noto di questi servizi è Google Docs. È gratuito per i singoli utenti; abbonamenti a
pagamento, oltre a supporto, sono offerti per le aziende.

8
Microsoft ha un servizio simile chiamato Office web app; funziona molto bene, ed è correlata a Office 365,
una versione a pagamento di Microsoft Office. Office 365 è un pacchetto più robusto per le piccole imprese,
che integra una serie di applicazioni basate su client e cloud, ma richiede un abbonamento mensile per
utente.

9
Complessivamente, la condivisione e la modifica dei documenti dell'ufficio è molto più facile oggi rispetto al
passato. Far sì che tutto fluisca in entrambe le direzioni richiede sempre un po’ di tempo e fatica. Ma la
sincronizzazione dei documenti è più potente ora, e rende molto più facile lavorare su lunghe distanze.

10
3.1 - Trattamento dei file audio

1
SOMMARIO

3.1.1 - IL SUONO NELL’ESPERIENZA MULTIMEDIALE ................................................................ 3


3.1.1.1 - AUDIO ANALOGICO E DIGITALE ............................................................................................ 3
3.1.2 - APRIRE E RIPRODURRE UN BRANO IN UN PLAYER ...................................................... 4
3.1.2.1 - L’interfaccia del player ............................................................................................. 5
3.1.3 - DIGITALIZZAZIONE E CAMPIONAMENTO .................................................................. 6
3.1.4 - PERIFERICHE E SOFTWARE DI CATTURA AUDIO ....................................................... 7

3.1.5 - PROGRAMMI DI AUDIO EDITING ............................................................................. 7


3.1.5.1 - L’INTERFACCIA DEL SOFTWARE DI AUDIO EDITING .................................................................... 8
3.1.5.2 - APRIRE E RIPRODURRE UN FILE NEL SOFTWARE DI AUDIO EDITING ................................................ 9
3.1.5.3 - SELEZIONARE LE PERIFERICHE DI REGISTRAZIONE E DI RIPRODUZIONE ............................................ 9
3.1.5.4 - REGISTRARE UN FLUSSO AUDIO ............................................................................................ 9
3.1.5.5 - SALVARE UN PROGETTO AUDIO NEI F ORMATI PIÙ DIFFUSI .................................................... 10

2
3.1.1 - Il suono nell’esperienza multimediale
La più evidente caratteristica di un’esperienza multimediale è che ciascun elemento ha
la sua specificità: il testo, per esempio, è ideale per l'analisi e l'approfondimento dei
contenuti, ma è meno efficace per le descrizioni; le immagini hanno un'elevata capaci-
tà di sintesi; l'audio cattura l’attenzione dell’utente ed allo stesso tempo richiede un
livello basso di attenzione.

Valutando caso per caso le specifiche esigenze comunicative, è possibile costruire un


giusto mix fra i media, sommando l'efficacia di ciascuno ed evitando, quindi, il classico
errore consistente nel moltiplicare limiti e svantaggi dei singoli media integrati. Il sono-
ro è, indubbiamente, uno degli elementi fondamentali usati per esprimere i contenuti.
In un film, per esempio, è chiaro come possa essere importante il suo ruolo nel bilancio
finale dell’“esperienza”: esso può comprendere registrazioni vocali, rumori ambientali
e musiche. Nelle applicazioni multimediali progettate per la didattica il sonoro è costi-
tuito quasi interamente dalla narrazione o dagli eventuali effetti audio, soprattutto per
non distrarre l’utente con elementi che catturino la sua attenzione distraendolo
dall’apprendimento.

3.1.1.1 - Audio analogico e digitale


Il suono percepito dall’uomo consiste in una serie di compressioni e decompressioni di
un mezzo di trasmissione (di solito l'aria) raccolte dagli organi dell’udito e trasmessi al
cervello. Tali compressioni si propagano come onde definite, appunto, onde sonore: i
diversi toni sono essenzialmente i diversi picchi e avvallamenti d’onda.

I suoni sono tradizionalmente registrati dalla combinazione di microfono e apparecchio


di registrazione; tale strumentazione è in grado di tradurre con ottima approssimazio-
ne le compressioni dell’aria in segnale elettrico, la cui continua variazione di intensità
corrisponde alla “forma” dell’onda sonora captata.

Il segnale elettrico corrispondente al suono registrato, quindi, è memorizzato perma-


nentemente su supporti, per esempio l’antico vinile dei giradischi di una volta, che sia-
no in grado di conservare con una certa precisione un’impronta di tale flusso di corren-
te, ovverosia una vera e propria impronta del suono captato. L’informazione memoriz-
3
zata in questo modo è detta analogica, perché è riferita a una quantità, la corrente
elettrica, che varia in maniera continua, vale a dire che può assumere qualunque valore
in un determinato intervallo. Il computer, tuttavia, non elabora informazione analogi-
ca, ma digitale, vale a dire informazione rappresentata da un insieme di valori numerici
ben precisi.

3.1.2 - Aprire e riprodurre un brano in un player


Prendiamo come esempio il riproduttore Windows Media Player fornito a corredo dei
sistemi Windows: il programma consente di riprodurre e organizzare file multimediali
digitali sul computer o su Internet.

Una volta avviato il programma, questo si presenterà all’utente attraverso la sua fine-
stra introduttiva Catalogo Multimediale. In alternativa, tutti i file multimediali possono
essere impostati per essere aperti con il programma predefinito Media Player attraver-
so un semplice doppio clic sulla loro icona.

Interfaccia è la visualizzazione più utile per tenere sotto controllo tutti gli strumenti di
riproduzione; la attiviamo cliccando con il tasto destro sulla barra di navigazione e poi
nel menu Visualizza>Interfaccia.

Per aprire un file nel lettore multimediale trasciniamolo al suo interno oppure selezio-
niamo la voce di menu File>Apri, dalla finestra ottenuta, sfogliamo le risorse del siste-

4
ma fino a identificare il file in questione. Se il file da riprodurre fa parte di un sito web e
se ne conosce l’indirizzo, si utilizzerà il comando File>Apri URL… al quale farà seguito
l’inserimento dell’indirizzo web o di rete corrispondente.

Per aggiungere alla coda di riproduzione ulteriori file, tuttavia, non si dovrà eseguire
nessuna delle due azioni appena indicate, che comporterebbero la chiusura del brano
in riproduzione per permettere l’apertura dell’ultimo selezionato. Un metodo rapido
per aggiungere file alla lista di riproduzione consiste nel trascinarli direttamente dalla
cartella.

3.1.2.1 - L’interfaccia del player


I comandi più importanti utilizzabili durante l’esecuzione di un brano sono disponibili
come pulsanti nell’area della finestra chiamata Controlli di riproduzione e sono descrit-
ti nella seguente tabella:

Icona Nome Funzione

Play Avvia la riproduzione del file multimediale selezionato

Pause/Stop Sospendere/riavvia la riproduzione del file multimediale selezionato

Avvia la riproduzione in un punto specifico. Indica l'avanzamento della


Cursore
riproduzione del file in esecuzione

Attiva/disattiva Attiva/disattiva l’audio

Cursore Volume Controlla il livello del volume

Brano successivo Avvia la riproduzione del file successivo nell’elenco di riproduzione

Brano preceden-
Avvia la riproduzione del file precedente nell’elenco di riproduzione
te

5
3.1.3 - Digitalizzazione e campionamento
Poiché il suono è un segnale continuo, per essere memorizzato e trattato da un siste-
ma digitale come il computer deve essere, appunto, digitalizzato. Tale operazione si ef-
fettua mediante il campionamento del segnale, cioè la rappresentazione approssimata
dell’onda sonora attraverso dei valori campione rilevati a intervallo di tempo costante.
I parametri fondamentali del campionamento del suono sono:

• Numero di canali: Mono, Stereo e Multicanale. La modalità Mono utilizza uno


solo canale, mentre quella Stereo ne ha due separati (sinistro e destro), per ri-
creare la profondità e la spazialità della scena sonora. L’audio multicanale è na-
to per migliorare l’esperienza sonora durante la visione dei film e utilizza un
numero di canali standard pari a 5.1: due frontali, un centrale frontale e due
posteriori a cui si aggiunge un canale dedicato alle frequenze basse (il subwoo-
fer).
• Risoluzione: è il numero di bit utilizzati per rappresentare il valore di ogni
campione; solitamente si utilizzano 8 o 16 bit per campione: nel primo caso si
hanno 256 valori possibili che offrono, quindi, un basso livello di fedeltà del va-
lore memorizzato al valore originale. Con 16 bit si hanno a disposizione circa
65000 valori diversi che, invece, offrono un livello più alto di fedeltà del valore
campionato al valore reale.
• Frequenza di campionamento: è il numero di campioni rilevati al secondo. Ef-
fettuando un numero più alto di campionamenti ogni secondo, si ottiene una
rappresentazione numerica dell’onda sonora più fedele all’onda reale. La fre-
quenza di campionamento, misurata in hertz e multipli, può variare da 11 kHz
(11000 campioni al secondo) adatta alla registrazione della voce a 44 kHz
(44000 campioni al secondo) per una registrazione di qualità cd.

Un segnale digitale, quindi, è sempre un’approssimazione del corrispondente segnale


analogico. Tale approssimazione, tuttavia, può anche essere molto fedele se le caratte-
ristiche del campionamento sono sufficienti. I comuni cd audio, per esempio, conten-
gono segnale digitale campionato in stereo, a 16 bit e a una frequenza di 44.1 kHz,
combinazione che garantisce la riproduzione di musica con un’ottima qualità.

6
3.1.4 - Periferiche e software di cattura audio
Per catturare un suono con il computer dobbiamo poter disporre di:

1. Uno strumento sensibile alle variazioni di pressione dell’aria che le traduca in


un segnale elettrico analogico: il microfono
2. Un dispositivo che traduca il segnale analogico in digitale: i circuiti elettronici
presenti sulla scheda audio
3. Un software che sovrintenda alla procedura di campionamento e fornisca
all’utente l’interfaccia per poter elaborare il risultato della digitalizzazione.

3.1.5 - Programmi di audio editing


Un esempio di software che permette di effettuare una semplice registrazione è rap-
presentato dal Registratore di suoni di Windows. Tuttavia questo ha limitatissime pos-
sibilità. Esistono altri software più evoluti, tra i quali citiamo:

• Adobe Audition,
• Free Audio Editor
• LMMS
• GoldWave
• Audacity

Audacity è uno tra i il migliori software di editing audio della categoria. Si tratta di un
potente programma open source compatibile con tutti i principali sistemi operati-
vi (Windows, macOS e Linux) attraverso il quale è possibile modificare, copiare, taglia-
re, incollare, mixare ed applicare effetti speciali alle tracce WAV e MP3 in maniera
estremamente facile e veloce.

7
3.1.5.1 - L’interfaccia del Software di Audio editing
In cima alla finestra del software (oppure in cima allo schermo nella versione per si-
stemi Mac Os) ci sono i menu per il controllo dei file, la lista degli effetti che si possono
applicare alle tracce audio e le funzioni per generare silenzi, rumori ecc.

Immediatamente sotto i menu (o in cima alla finestra di Audacity, su sistemi Mac) si


trovano i pulsanti per controllare la riproduzione multimediale dei brani importati nel
programma (play, stop, pausa ecc.) e per compiere operazioni di editing base come ad
esempio selezionare o spostare tracce audio.

Più avanti ci sono i grafici relativi all’input e all’output audio (cioè ai brani riprodotti e
al microfono in fase di registrazione) mentre più in basso ci sono le barre di regolazio-
ne del volume, i pulsanti per tagliare/incollare porzioni di tracce audio e impostare il
livello di zoom dei grafici.

Nell’ultima riga della barra degli strumenti ci sono i menu per selezionare la fonte
dell’audio in entrata e dell’audio in uscita e per scegliere il numero dei canali audio da
utilizzare (es. mono o stereo).

8
In fondo alla finestra di Audacity ci sono altri menu a tendina: quelli per impostare la
frequenza del progetto in Hz e per impostare i punti di inizio e fine di una selezione.

3.1.5.2 - Aprire e riprodurre un file nel software di audio editing


Per aprire un file in Audacity dobbiamo selezionare la voce di menu File> Apri e, dalla
finestra ottenuta, scegliere il file desiderato. Una volta aperto, il file verrà rappresenta-
to graficamente nella visualizzazione suono.

Facendo clic sul secondo pulsante da sinistra avvieremo la riproduzione del brano. La
riproduzione avverrà a partire dal punto selezionato facendo un singolo clic nell’area
visualizzazione suono (se anziché fare un clic effettuiamo un trascinamento in tale
area, verrà selezionata una parte del brano e la riproduzione riguarderà solo la mede-
sima). Il primo pulsante a sinistra mette in pausa la riproduzione (o la registrazione).

3.1.5.3 - Selezionare le periferiche di registrazione e di riprodu-


zione
Per poter registrare e riprodurre i file audio, come detto, dobbiamo disporre di una
scheda audio. Se nel sistema sono disponibili più periferiche in grado di eseguire o ac-
quisire un flusso audio, dovremo, però, selezionare correttamente quella che vogliamo
utilizzare nel programma. È possibile scegliere le periferiche di ingresso (registrazione)
e uscita (riproduzione) mediante le caselle di riepilogo poste nella barra in alto
dell’interfaccia.

3.1.5.4 - Registrare un flusso audio


Dopo aver scelto correttamente la periferica da utilizzare per la registrazione, la prima
operazione da eseguire consiste nel creare un nuovo file (selezionando la voce di menu
File > Nuovo) o aprire il file esistente al quale intendiamo aggiungere la registrazione.
Dobbiamo precisare che, se il file non è vuoto, il programma effettuerà lla registrazione
alla fine del file.

9
Per avviare ogni sessione di registrazione possiamo utilizzare il corrispondente pulsan-
te rosso presente nella barra in alto della finestra del programma.

A questo punto, potremo iniziare a registrare. Durante l’intero processo potremo con-
trollare la durata e il volume del suono campionato attraverso gli indicatori presenti.
Facendo clic sul pulsante Stop o Pausa concluderemo la sessione di registrazione ed il
contenuto della stessa sarà visibile nell’area Visualizzazione suono e modificabile attra-
verso gli strumenti di editing messi a disposizione dal programma.

3.1.5.5 - Salvare un progetto audio nei f ormati più diffusi


Il salvataggio di un progetto audio si effettua attraverso la voce di menu File > Export.
Compaiono subito numerose possibilità di utilizzo di formati audio (mp3, wav, ogg,…).
Scegliendo “esporta audio”, la finestra ottenuta permetterà, oltre alla consueta scelta
del nome e della posizione di destinazione del file, l’importante scelta del formato del-
lo stesso.

L’eventuale disponibilità di formati dipende dal sistema in uso (in figura si tratta di un
Mac) e dall’installazione di ulteriori codec audio nel sistema.

Dopo aver scelto il formato voluto in base alle esigenze di produzione, possiamo impo-
starne delle caratteristiche supplementari. In figura, per esempio, possiamo vedere le
opzioni relative al formato mp3.

10
In particolare, osserviamo che, analogamente a quanto succede per tutti i formati
compressi, la qualità non viene stabilita soltanto scegliendo la frequenza di campiona-
mento del segnale. Nei formati compressi occorre, infatti, combinare la frequenza del
campionamento al bit rate, ovvero la dimensione
informatica assegnata a ogni unità di tempo. In
base a ciò si ottiene la compressione necessaria a
rispettare tale parametro.

Per esempio, per ottenere una compressione


mp3 di ottima qualità, indistinguibile dalla qualità
del formato CD non compresso, occorre riservare
a ogni secondo di musica uno spazio pari a 320 kbps (kilo Bit per secondo), ovvero 40
KByte. In questo modo, un CD audio della durata di 74 minuti (4440 secondi) occupa
uno spazio pari a circa 170 MByte, quasi un quinto dello
spazio occupato dal formato non compresso (in realtà, si
ottiene una qualità accettabile a partire da un bit rate di
128 kbps che necessita, per la stessa quantità di musica,
di meno della metà dello spazio appena indicato).

11
3.2 - Assemblare immagini, suoni e filmati

1
SOMMARIO

3.2.1 - IL MONTAGGIO VIDEO ................................................................................................ 3


3.2.1.2 - I SOFTWARE DI VIDEO EDITING .............................................................................................. 3
3.2.2 - ASSEMBLARE IMMAGINI E RIPRESE VIDEO ................................................................. 4
3.2.2.1 - ACQUISIZIONE DA FONTI ANALOGICHE E DIGITALI .................................................................... 4
3.2.2.2 - ACQUISIZIONE DA FONTI DIGITALI A NASTRO ............................................................................ 5
3.2.3 - REALIZZARE UN MONTAGGIO VIDEO ............................................................................ 5
3.2.3.1 – IMPOSTARE UN PROGETTO VIDEO ......................................................................................... 5
3.2.3.2 – L’INTERFACCIA DEL SOFTWARE DI VIDEO EDITING ..................................................................... 6
3.2.3.2 – Utilizzare la Timeline ............................................................................................... 7
3.2.3.3 – Importare immagini e suoni................................................................................. 8
3.2.3.4 – Aggiungere transizioni .......................................................................................... 10
3.2.3.5 – Aggiungere trasformazioni ed effetti visivi ........................................................... 11
3.2.3.6 – AGGIUNGERE TITOLI ........................................................................................................ 13
3.2.3.6.1 – Creare titoli personalizzati ................................................................................. 14
3.2.3.7 - VISUALIZZARE L’ANTEPRIMA DEL PROGETTO ..................................................................... 15
3.2.3.8 - ESPORTARE IL FILMATO .................................................................................................. 15
3.2.3.9 - SALVARE IL PROGETTO .................................................................................................... 16

3.2.4 - BREVE PANORAMICA SUI PRINCIPALI FORMATI VIDEO .......................................... 17


3.2.4.1 - FORMATI VIDEO E CODEC VIDEO.......................................................................................... 17
3.2.4.1.1 - I principali formati video ..................................................................................... 18

2
3.2.1 - Il montaggio video
Dal punto di vista tecnico, descrivere cosa sia il montaggio video è abbastanza semplice:
si tratta, infatti, della fase di lavorazione in cui si eliminano da un filmato le scene rite-
nute superflue o errate e si collegano in successione quelle rimaste, in modo da ottenere
una sequenza che soddisfi i desideri e le esigenze artistiche del progetto. È una fase
estremamente creativa e passionale, non freddamente tecnica come potrebbe sem-
brare a prima vista.

Cosa occorre per eseguire il montaggio video? A grandi linee, la strumentazione occor-
rente per realizzare un montaggio video digitale consiste in:

• Un personal computer di buona qualità


• Un software per il ritocco e il montaggio dei filmati

Fino a qualche anno fa, per eseguire il montaggio video occorreva un hardware di tutto
rispetto: oggi, il rapido progresso tecnologico consente di procurarsi una buona stru-
mentazione a costi tutto sommato contenuti.

3.2.1.2 - I software di video editing


I programmi per il video editing nascono dall'esigenza di gestire dati multimediali pre-
senti sul computer e di comporli e modificarli seguendo un preciso progetto cronologico.
In sostanza sono necessari per fare il montaggio di un video.

In questo tipo di programmi si ragiona con la logica del cut & paste (ovvero "taglia e
incolla") proprio come faceva il montatore con la pellicola cinematografica analogica. I
contenuti audio e video vengono trascinati, tagliati e ordinati, secondo la linea cronolo-
gica pensata dall'autore, su un piano del tempo virtuale (chiamato sequenza temporale
(o timeline) che consente il controllo grafico di tutti gli elementi del progetto. Natural-
mente è possibile aggiungere titoli animati, immagini e tracce audio.

Tra i software più conosciuti troviamo Lightworks, Adobe Premiere Pro, Avidemux, Vir-
tualDub Mod, Sony Vegas, Final Cut Pro, iMovie (questi ultimi due solo per sistemi Mac
Os).

3
Nel caso specifico, vedremo l’utilizzo di OpenShot, un software libero (licenza GNU Ge-
neral Public License1) per il montaggio di video per i sistemi Linux, Mac, e Windows.

3.2.2 - Assemblare immagini e riprese video


Per montare un film con il personal computer, in generale, si eseguono nell’ordine le
seguenti operazioni:

1. Digitalizzazione dei contenuti, se importati da un dispositivo analogico. L’impor-


tazione di tutti gli spezzoni da montare è la fase dell’acquisizione video. Questa
fase è superflua se la sorgente degli spezzoni è una periferica digitale o, in ge-
nere, se i filmati sono già disponibili in tale versione. I contenuti da videocamere
a nastro digitali vanno importati e trasformati in file, senza però conversione.
2. Raccolta del materiale. Importazione dei file creati con l’acquisizione nella libre-
ria del software di video editing (nel caso di WMM nelle raccolte del pro-
gramma). In questa fase si importano anche tutti i file audio e le immagini ne-
cessari nel progetto finale.
3. Assemblaggio dei contenuti raccolti. Questa fase consiste nel mettere in se-
quenza tutti gli spezzoni video, le immagini, definire gli effetti speciali, inserire i
titoli di testa e i titoli di coda e curare la parte audio.
4. Output. Creazione del file contenente la versione definitiva del progetto.

3.2.2.1 - Acquisizione da fonti analogiche e digitali


La fase dell’acquisizione video, se necessario, è la prima da eseguire per realizzare un
progetto di video editing. Per poter gestire video, infatti, il primo passo da fare è quello
di trasferirlo dalla sorgente analogica al proprio computer. La cattura (così viene definito
questo trasferimento) è un’operazione facile da attuare, a patto di avere installato sul
proprio sistema un dispositivo adatto.

Nel caso di cattura analogica (es. vecchi nastri VHS / VHSC) vi sarà una fase di conver-
sione in digitale, una fase di compressione e quella del salvataggio vero e proprio. Nel
caso dell’utilizzo di una fonte digitale, invece, si tratterà solo di un’operazione di trasfe-
rimento di bit dalla videocamera o fotocamera (es. Smartphone e Tablet) al computer,

1
http://www.gnu.org/licenses/gpl.html

4
oppure di un semplice trascinamento di file video digitali dalla periferica al computer
(come nel caso dei file ad alta risoluzione AVCHD delle videocamere digitali con HD o
SSD).

3.2.2.2 - Acquisizione da fonti digitali a nastro


Nel caso di acquisizione da sorgente digitale (es da videocamera DV) il solo dispositivo
da impiegare è una scheda per l’interfaccia, dotata di un’apposita porta di ingresso per
il trasferimento diretto da nastro DV a disco rigido. Nei computer viene utilizzata la porta
USB.

3.2.3 - Realizzare un montaggio video


Nei paragrafi che seguono vedremo la realizzazione di un montaggio video, dalle prime
fasi di importazione dei contenuti all’ultima fase di produzione di un filmato in un for-
mato distribuibile. Prima di addentrarci in queste operazioni specifiche diamo uno
sguardo d’insieme all’interfaccia del programma scelto: OpenShot Video Editor.

3.2.3.1 – Impostare un progetto video


Un progetto in un software di video editing è identificabile con il contenitore di tutte le
informazioni sulla disposizione e sulla temporizzazione dei clip audio e video inclusi,
delle transizioni video, degli effetti speciali e dei titoli aggiunti alla sequenza dei foto-
grammi. Nel caso specifico di OpenShot, i progetti vengono salvati in file con estensione
“.osp”.

Il salvataggio di un file di progetto consente di intervenire sul lavoro di video editing in


un momento successivo e di modificarlo in OpenShot a partire dal punto in cui è stato
salvato l'ultima volta. Un progetto di OpenShot fa riferimento, principalmente, a due tipi
di contenuti:

1. File: audio, video e immagini;


2. Effetti: audio, video, di transizione, titoli, ecc.

Quando si importa un file video, audio o di immagine, esso rimane nella posizione origi-
nale da cui è stato importato. Il clip risultante visualizzato in OpenShot non è una copia,
ma una rappresentazione del file di origine. In altri termini, se, una volta importato, il
file di origine viene modificato in un altro programma, le modifiche apportate al file

5
verranno automaticamente ereditate da OpenShot e in qualsiasi progetto di OpenShot
contenente il clip modificato. Se si elimina l'anteprima o il clip del file in OpenShot, il file
di origine resterà invariato nella posizione originale. Per essere sicuri di poter continuare
a utilizzare un progetto, pertanto, si consiglia di non rinominare, eliminare o spostare i
file di origine.

Un filmato rappresenta, invece, la versione finale del progetto salvato in un file esegui-
bile da un player software. Come vedremo più avanti, usando OpenShot è possibile sal-
vare un filmato nel computer, in diversi formati (Blu-Ray, DVD, Web, ecc.)

3.2.3.2 – L’interfaccia del software di video editing


L'interfaccia utente di OpenShot Video Editor è suddivisa in tre aree principali:

1. Project file (in alto a sinistra). In questa area vengono caricati mediante drag &
drop i file sorgente (video, audio e immagini) che faranno parte del progetto.
2. Timeline (in basso): è l’area che permette di vedere la sequenza o l'ordinamento
dei clip che fanno parte del progetto e, se necessario, ridisporli.
3. Video preview (in alto a destra): Mostra il filmato originale e tutte le modifiche
apportate in corso d’opera. Permette di avanzare nei fotogrammi attraverso la
barra di scorrimento.

Attraverso il menu View di OpenShot è possibile impostare due diverse modalità di in-
terfaccia:

1. la Simple view: Contiene esclusivamente le tre aree precedentemente indicate.


È utile quando si imposta il progetto.

6
2. la Advanced View. Quest’ultima consente di visualizzare un’interfaccia più ricca
di aree e relative funzioni e permette di accedere agevolmente agli effetti, alle
transizioni e alle tante proprietà modificabili del progetto.

1 - Simple view

2 - Advanced View

3.2.3.2 – Utilizzare la Timeline


La timeline è l’area in cui vengono visualizzati i progetti e che utilizzeremo per creare e
modificare il filmato. In OpenShot Video Editor, come in molti altri software di video

7
editing, è posizionata nella parte inferiore della finestra principale. Lo timeline permette
di vedere la sequenza o l'ordinamento dei clip che fanno parte del progetto e, se neces-
sario, ridisporli.

Per tagliare e spostare una sequenza di fotogrammi


è sufficiente selezionare con un clic lo strumento
“Razor Tool” (Forbice) e cliccare nei punti desiderati
della timeline per dividere il filmato.

Con un semplice trascinamento è possibile ricollocare gli spezzoni in base al progetto.


Con il tasto destro è possibile effettuare diverse operazioni, tra cui copiare, allineare,
applicare effetti di sfumatura (fade), animazioni, modificare il volume, ecc.

3.2.3.3 – Importare immagini e suoni


Per iniziare un progetto video occorre prima di tutto importare i file sorgente (dette Clip)
in OpenShot. È possibile effettuare un drag & drop di immagini, filmati e audio nei ri-
spettivi formati più comuni, trascinando direttamente in OpenShot da una finestra del
proprio file system.

In particolare, il drag & drop potrà essere effettuato:

• Nella project file area. In questo caso, il file importato comparirà unicamente in
questa area e potrà poi essere ripreso successivamente e inserito in uno o più
punti della timeline sottostante.
• In una traccia della timeline. In questo caso, il file importato comparirà sia nella
project file area che nella traccia, esattamente in corrispondenza del punto di
rilascio del drag & drop.

8
9
3.2.3.4 – Aggiungere transizioni
Una volta inserito un clip È possibile arricchire un progetto di OpenShot aggiungendo
diversi elementi quali transizioni, effetti video e titoli. Le transizioni video controllano il
modo in cui nel filmato avviene il passaggio da un clip video al successivo (è possibile
aggiungere una transizione tra clip video, tra immagini o tra titoli in qualsiasi reciproca
combinazione).

Le transizioni vengono create automaticamente quando si sovrappongono due clip op-


pure possono essere aggiunte manualmente trascinandole nella timeline dal pannello
Transizioni. Una transizione deve essere posizionata sopra una clip (sovrapponendola),
con la posizione più comune che è l'inizio o la fine.

10
# Nome Descrizione

1 Clip 1 video clip

Una graduale transizione di dissolvenza tra le 2 clip, create au-


2 Transition
tomaticamente sovrapponendo le clip.

3 Clip 2 Una clip immagine

3.2.3.5 – Aggiungere trasformazioni ed effetti visivi


OpenShot ha moltissime animazioni preimpostate e proprietà di clip, come dissolvenza,
scorrimento, zoom, ecc. È possibile accedere a questi impostazioni (dette preset) fa-
cendo clic con il pulsante destro del mouse su una clip.

Per regolare rapidamente la posizione e la scala di una clip, selezionare una clip sulla
timeline, fare clic con il tasto destro e scegliere Trasform. Afferra le piccole maniglie blu
per regolare la scala e afferra il cerchio centrale per spostare l'immagine. Nota: prestare
molta attenzione a dove si trova la testina di riproduzione (cioè la linea di riproduzione
rossa). I fotogrammi chiave vengono creati automaticamente nella posizione di riprodu-
zione corrente, per aiutare a creare animazioni.

11
Gli effetti video determinano la modalità di visualizzazione di un oggetto (clip video, im-
magini o titoli) nel filmato finale: consistono in una serie di effetti speciali applicati per
l'intera durata della visualizzazione dell’oggetto. Pertanto, oltre alle numerose proprietà
della clip che possono essere animate e regolate, è anche possibile rilasciare un effetto
direttamente su una clip. Ogni effetto è rappresentato da un'icona di una piccola lettera.
Facendo clic sull'icona dell'effetto si popolano le proprietà di quell'effetto e si consente
di modificarle (e animarle).

12
3.2.3.6 – Aggiungere Titoli
In una clip video si possono inserire elementi testuali in grado di migliorare i filmati ag-
giungendo informazioni di ogni tipo e donando al proprio montaggio un’aria professio-
nale. L'aggiunta di testo e titoli è quindi un aspetto importante del video editing e Open-
Shot viene fornito con un editor di titoli di facile utilizzo. Usa il menu Title (che si trova
nel menu principale di OpenShot) per avviare l'Editor dei titoli. Puoi anche usare la scor-
ciatoia da tastiera Ctrl + T.

# Nome Descrizione

Scegli un modello Scegli tra qualsiasi modello di titolo vettoriale disponi-


1
(Template) bile

Anteprima del Ti- Visualizza l'anteprima del titolo mentre apporti le mo-
2
tolo difiche

Cambia il testo, i colori o modificalo in un editor di im-


3 Proprietà del Titolo
magini SVG avanzato (come Inkscape)

4 Salva Salva e aggiungi il titolo al progetto

13
3.2.3.6.1 – Creare titoli personalizzati
OpenShot può utilizzare qualsiasi file di immagine SVG vettoriale come modello di titolo.
Basta aggiungere un file di immagine SVG alla tua cartella /.openshot_qt/titles/ e appa-
rirà nell'editor del titolo di OpenShot dopo aver riavviato OpenShot. Puoi anche fare clic
con il pulsante destro del mouse su qualsiasi file SVG nel pannello File progetto e sce-
gliere Modifica titolo o Duplica titolo.

In OpenShot è possibile inserire anche titoli animati 3D usando la finestra di dialogo Ani-
mated Title. Usa il menu Title (che si trova nel menu principale di OpenShot) per avviare
l'editor dei titoli animati. Puoi anche utilizzare la scorciatoia da tastiera Ctrl + B.

14
3.2.3.7 - Visualizzare l’anteprima del progetto
Dopo aver aggiunto e impostato nel progetto tutti i contenuti voluti è consigliabile vi-
sualizzarne un’anteprima completa (eventualmente a schermo intero) per avere un’idea
complessiva del filmato finale realizzato: dopo aver posizionato l’indicatore di riprodu-
zione all’inizio della sequenza temporale, avviamo la riproduzione utilizzando i controlli
di riproduzione presenti sotto l’anteprima. Fai clic sul pulsante Play posto sotto la fine-
stra di anteprima. Puoi anche mettere in pausa, riavvolgere e far avanzare rapidamente
il tuo progetto video facendo clic sui pulsanti corrispondenti.

3.2.3.8 - Esportare il filmato


Una volta terminata la fase di editing, il passaggio successivo è quello di esportare il vi-
deo. Questo passaggio convertirà il progetto OpenShot in un singolo file video, che

15
funzionerà sulla maggior parte dei lettori multimediali o siti web (come YouTube, Vi-
meo, ecc.).

Fare clic sull'icona Export Video visibile nella parte superiore dello schermo (oppure uti-
lizza il menu File> Export Video). Scegli tra una delle tante opzioni di esportazione
preimpostate e fai clic sul pulsante Export Video.

3.2.3.9 - Salvare il progetto


Le modifiche effettuate a un progetto possono essere registrate, in ogni momento, at-
traverso la voce Save Project disponibile nel menu File. Se il progetto utilizzato non è mai

16
stato salvato in precedenza, la selezione del comando indicato equivale alla scelta del
menu File>Save Project As… Attraverso la finestra di dialogo ottenuta, infatti, occorrerà
impostare nome del file e posizione. Ricordiamo che un progetto salvato non è esegui-
bile in un normale player software e non include nel file OpenShot tutti i clip audio e
video utilizzati: aprendolo, pertanto, in un altro computer sarà necessario disporre di
tutti i file “sorgente” inseriti.

3.2.4 - Breve panoramica sui principali formati video


Al punto precedente abbiamo detto che un file di progetto di OpenShot non è visualiz-
zabile in un player software: per ottenere un file eseguibile dovremmo effettuare
un’operazione di conversione del progetto in filmato (tale operazione sarà mostrata
nella sezione seguente). Quando opteremo per il salvataggio del filmato, infatti, cree-
remo un file video con un’estensione riconosciuta dai comuni player, per esempio .mp4,
e ne dovremo impostare diverse caratteristiche. Il formato mp4, ovviamente, non è
l’unico disponibile: analizziamo di seguito i formati più diffusi e le loro caratteristiche
salienti.

3.2.4.1 - Formati video e codec video


Poniamo di avere una serie di immagini che riproducono un movimento. È chiaro che
queste immagini da sole non bastano per visualizzare un filmato sul nostro computer:
dobbiamo, infatti, saper dire alla macchina dove sono queste immagini, di che tipo si
tratta, la velocità con cui devono essere visualizzate e in che ordine. Per questo motivo
si definisce il formato di un video, ovvero una sorta di contenitore riconoscibile dal com-
puter, il file, in cui sono raccolte sia le immagini della sequenza che le informazioni sopra
indicate.

Per riconoscere il formato di un video ne osserviamo l'estensione (MP4, AVI, MPG,


WMV. MOV ecc.). Tuttavia, il formato del video non è una proprietà sufficiente, da sola,
a definirne completamente le caratteristiche: è necessario anche specificare il formato
di compressione utilizzato dal formato video, ovvero il codec. Una singola immagine sta-
tica a colori di circa 1024x768 pixel occupa più di 2 Mbyte: sicuramente troppo, quindi,
per poterne visualizzare una sequenza, lunga magari un’ora e mezza, alla velocità di 25
fotogrammi al secondo (cioè il numero minimo, secondo la teoria dell'ottica, per perce-
pire un effetto di movimento fluido).

17
È qui che intervengono i codec (COmpressoreDECom- pressore oppure, meglio, CODifi-
catore DECodificatore), ovvero i software che contengono il procedimento matematico
attraverso il quale vengono compresse le immagini per consentire una gestione agile e
una riproduzione corretta del video. Un codec riesce a effettuare una notevole diminu-
zione dello spazio occupato dalle immagini riducendo al minimo la perdita di qualità;
esso serve sia in fase di cattura, per comprimere il video da una sorgente esterna, sia per
riprodurre ed elaborare il video una volta memorizzato su disco rigido.

All’interno di un file video compresso in un determinato formato, pertanto, la sequenza


di immagini è codificata utilizzando un codec di cui dovrà disporre il player per poter
visualizzare correttamente il contenuto. Poiché ciò che abbiamo appena detto sui codec
vale tanto per il contenuto video di un filmato quanto per il contenuto audio, possiamo
schematizzare un file video come mostra la figura seguente.

Il formato deve essere appropriato al supporto su cui viene distribuito il video (CD- ROM,
DVD, BluRay, o Streaming in Internet) e il codec al contenuto che si intende elaborare
(animazioni grafiche, video di diverse qualità, contenuto in movimento o semi-statico,
streaming video ecc.).

3.2.4.1.1 - I principali formati video


• AVI (MS Video for Windows). È certamente il formato più conosciuto dagli utenti
del PC Windows: è il primo pacchetto che ha introdotto le funzionalità necessa-
rie per il trattamento del video su PC. Il suo nucleo centrale è un’interfaccia soft-
ware che si inserisce tra l'applicazione specifica e la scheda grafica/video, per-
mettendo a dispositivi hardware differenti di dialogare con il software senza pro-
blemi. Il formato annesso a questo pacchetto risponde all'estensione AVI (Audio
Video Interleaved) e supporta la stragrande maggioranza dei codec di

18
compressione in circolazione (MPEG 2, MPEG 4 e WMV compresi). È perfetto
per la compatibilità praticamente assoluta con il software per l’editing.
• WMV. È un codec proprietario di Microsoft e offre un ottimo compromesso tra
dimensioni e qualità. I file WMV sono riproducibili nativamente con Windows
Media Player, ma sono supportati anche dai sistemi operativi Mac Os e Linux.
• MP4. È uno dei formati più apprezzati negli ultimi anni grazie all'altissima com-
pressione e alla qualità decisamente buona del codec. Praticamente tutti i soft-
ware di editing supportano questo formato benché la sua struttura interna im-
pedisca l'elaborazione fotogramma per fotogramma: non tutti i fotogrammi
vengono salvati nel file video MPEG, ma soltanto i cosiddetti keyframe (foto-
gramma chiave) grazie ai quali l'algoritmo riesce a ricostruire i frame mancanti.
MP4 è un formato utilizzato prevalentemente in Internet ed è ormai supportato
da tutti i dispositivi di riproduzione domestica, lettori DVD e media player com-
presi, fino agli smartphone di ultima generazione.
• Apple Quick Time (estensione MOV). Formato proprietario di Apple e principale
estensione multimediale del sistema operativo Mac, è passato in seguito su PC
grazie alla sua grande diffusione. Questo formato risulta ottimo per prodotti
multimediali (quali CD ROM o video interattivi), ma risulta meno adatto per es-
sere elaborato dai programmi di montaggio video.
• MPEG 2. Questo standard poco compresso, sviluppato dal Moving Picture Expert
Group, è adatto a produzioni di tipo broadcast e necessita di hardware di buon
livello per la cattura e l’elaborazione. È il formato utilizzato dai DVD video com-
merciali ed è quindi riproducibile su tutti i lettori domestici.
• FLV (FLash Video). È il formato prodotto dal programma Adobe Flash. Utilizzato
prevalentemente nel Web, richiede un plug-in per la visualizzazione nei browser.
Non è supportato da tutti programmi di montaggio video.
• AVCHD (Advanced Video Codec High Definition) è un formato di registrazione
ad alta definizione utilizzato dalle videocamere digitali dotate di hard disk o me-
moria solida. Garantisce una qualità elevatissima e si presta ottimamente al
montaggio video, anche se richiede una dotazione hardware top. È riconosciuto
nativamente dai tutti i recenti sistemi operativi.
• HDV (HD) è qualitativamente simile al formato AVCHD, ma viene utilizzato da
videocamere digitali a nastro. Per poter essere riprodotto ed editato dai

19
computer richiede un preventivo riversaggio dal nastro all’hard disk. Il codec
HDV, più leggero rispetto all’AVCHD, è ideale per il video montaggio.
• Matroska (MKV) È un contenitore open source molto recente e viene utilizzato
per film in HD (compressi solitamente con il codec H.264).

20
3.3 - Conoscenze avanzate sull’archiviazione
dei file: i file multimediali

1
SOMMARIO

3.3.1 – UTILIZZO DEI SUPPORTI OTTICI: LA MASTERIZZAZIONE ................................................ 3


3.3.1.1 - CREARE UN CD/DVD DATI .................................................................................................. 4
3.3.1.1.1 - Creare un CD Dati.................................................................................................. 4
3.3.1.1.2 - Creare un CD Audio ............................................................................................... 6
3.3.1.2 - CREARE UN DVD O BD..................................................................................................... 10
3.3.1.3 - COPIARE UN DISCO........................................................................................................... 10
3.3.1.3.1 – Copia veloce ....................................................................................................... 11
3.3.1.3.2 – Copia mediante file immagine........................................................................ 11
3.3.1.3.3 – Copia di un CD ................................................................................................... 11
3.3.1.3.4 – Copia di un DVD o BD ........................................................................................ 13
3.3.1.4 – RIPPING DEI BRANI DI UN CD AUDIO ................................................................................... 14
3.3.2 – CREARE COPERTINE PER CD, DVD E BD ....................................................................... 16

2
3.3.1 – utilizzo dei supporti ottici: la masterizzazione
L’operazione di creazione di un CD/DVD/BD viene comunemente definita Masterizza-
zione.

La masterizzazione, in informatica ed elettronica, è il processo di scrittura di dati su un


supporto di memorizzazione, eseguito con un dispositivo di masterizzazione (masteriz-
zatore) tramite appositi software di masterizzazione. I dati vengono scritti in maniera
permanente o semipermanente su supporti ottici tramite laser quali CD o DVD. Nel caso
di memorizzazione non permanente si parla invece di ReWriting.1

Con la diffusione di periferiche USB con elevate capacità di archiviazione e piccoli in-
gombri l’utilizzo dei supporti di memorizzazione ottici come CD e DVD si è drasticamen-
te ridotto. In alcuni casi però archiviare correttamente file su supporti ottici è estre-
mamente utile, sia per il fatto che tali file una volta scritti non possono essere cancella-
ti e sia perché tali supporti sono ancora richiesti come unità principali per l’utilizzo di
alcuni strumenti e dispositivi che ci circondano

Per masterizzare un CD/DVD sono disponibili diverse soluzioni software, sia a paga-
mento che di tipo libero, da utilizzare nei vari sistemi operativi. I più noti sono:

• Nero Burning Rom (Windows, a pagamento)


• CDBurnerXP (Windows, free)
• BurnAware (Windows, Free)
• ImgBurn (Windows, Free)
• Burn (Mac Os, Free)
• Roxio Toast (Mac OS, a pagamento)
• K3b (Linux, Free)
• Brasero (Linux, Free)
• Xfburn (Linux, Free)
• Devede (Linux, Free)

A dispetto dei questi software commerciali, i moderni sistemi operativi offrono già na-
tivamente il supporto alla masterizzazione. Vediamo di seguito la procedura di maste-

1
https://it.wikipedia.org/wiki/Masterizzazione
3
rizzazione e, a titolo di esempio, applichiamola mediante gli strumenti nativi di Win-
dows 10.

3.3.1.1 - Creare un CD/DVD dati


Questo metodo funziona per tutti i tipi di file come audio (musica), video (filmati), im-
magini (foto), documenti e altri tipi di file. Vediamo in dettaglio alcuni suggerimenti uti-
li per predisporre al meglio la procedura in base alla tipologia di disco dati da realizza-
re. È importante sapere che il CD o il DVD che masterizzerai utilizzando la funzione di
masterizzazione di Windows integrata può essere riprodotto solo su computer e su let-
tori CD / DVD che supportano i tipi di file / formati che masterizzi sul disco. Tuttavia, i
lettori CD e DVD più moderni supportano vari formati di file.

3.3.1.1.1 - Creare un CD Dati


Se si desidera realizzare un CD MP3 ben organizzato, è necessario creare cartelle sul
computer e copiare i file MP3 in queste cartelle prima di iniziare il processo di maste-
rizzazione. Si consiglia di masterizzare la musica su un CD-R anziché su un CD-RW (ri-
scrivibile), poiché non tutti i lettori CD possono riprodurre correttamente i CD riscrivibi-
li. Colloca tutti i file o le cartelle MP3 in una cartella e assicurati che la dimensione tota-
le del file di quella cartella non superi la capacità del tuo CD (solitamente 650 MB o 700
MB). Per visualizzare le dimensioni del file di una cartella, fare clic con il tasto destro
del mouse sulla cartella e selezionare "Proprietà".

Per la corretta creazione del CD/DVD seguiamo insieme questi passaggi:

1. Inserisci un CD o DVD vuoto (vuoto) nel masterizzatore CD / DVD del PC.


2. Apri Esplora file (Esplora risorse).
3. Accedi al percorso in cui sono memorizzati i file / le cartelle che desideri ma-
sterizzare su un CD o DVD.
4. Seleziona i file / cartelle che desideri masterizzare.
5. Fai clic con il pulsante destro del mouse sui file / cartelle selezionati, seleziona
Invia a, quindi seleziona l'unità masterizzatore CD / DVD (ad esempio, Unità
DVD (D:).

4
6. Apparirà la finestra Masterizza disco. Scegli Come un’unità di memoria flash se
intendi creare un supporto ottico compatibile con tutti i sistemi Windows in cui
possiamo scrivere e cancellare i file come se avessimo una chiavetta USB (N.B.
In ogni caso è possibile cancellare i file dai supporti ottici solo se riscrivibili, sul-
la confezione devono riportare la scritta -RW). Oppure scegli Con un lettore
CD/DVD per far si che il disco ottenuto possa essere letto dalla stragrande
maggioranza dei dispositivi corredati da un lettore ottico.
7. Scrivi il nome che intendi dare al disco nel campo Titolo del disco.
8. Fai clic su Avanti. I tuoi file / cartelle verranno copiati sul masterizzatore CD /
DVD del tuo PC e, una volta terminata la copia, si aprirà l'unità del masterizza-
tore CD / DVD in una nuova finestra. Se non dovesse aprirsi l'unità in una nuo-
va finestra, apri Esplora file e fai clic sull'unità nella barra laterale sinistra.
9. Una volta terminata la copia di file / cartelle nel masterizzatore CD / DVD, fai
clic su Strumenti dischi
10. Clicca su completa masterizzazione e poi su Avanti. Nel caso in cui i file copiati
siano tutti file musicali (es. Mp3), all’avvio della masterizzazione ci verrà chie-
sto se intendiamo masterizzare il CD come CD audio o CD dati. Il CD audio è un
cd musicale compatibile con tutti i PC e dispositivi dotati di lettore ottico in
grado di leggere file mp3 (stereo e autoradio per la maggiore), in questo caso il

5
limite di archiviazione è dato dalla durata totale dei file musicali che si inten-
dono scrivere (per i comuni cd è pari a 80 minuti, che corrispondo circa a 15
canzoni di media durata). Il Cd dati invece crea un supporto compatibile esclu-
sivamente con i PC, in tal caso il limite di memorizzazione è la memoria (in Me-
gabyte) del cd stesso (700 Megabyte per i comuni cd), questo ci permette di
masterizzare una quantità maggiore di file audio.
11. Se hai scelto il Cd audio verrai reindirizzato in Windows Media Player per
completare la masterizzazione. Altrimenti, se hai scelto il Cd dati, darai il via al-
la masterizzazione con un click sul tasto Avanti, al termine della stessa sarai in
grado di leggere il CD/DVD e i file al suo interno da qualunque PC.

3.3.1.1.2 - Creare un CD Audio


Se vogliamo creare un CD audio possiamo seguire i passi sopra riportati al paragrafo
precedente fino a che non verremo reindirizzati in Windows Media Player. Altrimenti,
possiamo evitare la procedura descritta nella parte iniziale della guida e aprire Win-
dows Media Player portandoci nella sezione Masterizza.

Qui scegliamo il CD audio di destinazione nella finestra in alto a destra e trasciniamo i


file da scrivere in quella in basso a destra. Aggiungendo file audio vedremo ridursi la
memoria disponibile, in questo caso in termini di durata residua.

Dopo aver trascinato tutti i file avviamo la masterizzazione attraverso Avvia Masteriz-
zazione e attendiamo il suo completamento. Una volta completata la masterizzazione il
nostro cd audio può essere utilizzato in qualunque PC e in qualunque dispositivo dota-
to di lettore ottico per riprodurre i file audio che vi abbiamo masterizzato.

6
Vediamo ora come realizzare CD/DVD utilizzando uno tra i software commerciali più
diffusi in ambiente Windows:

Nero Burning ROM

Nero Burning ROM è un software per la masterizzazione tra i


più sofisticati e, al contempo, semplici da utilizzare; consente,
con estrema facilità, di creare o copiare un CD/DVD/BD, pro-
ponendo all’utente pochi semplici passaggi per portare a ter-
mine l’operazione. L’avvio del programma Nero Burning ROM
si ottiene selezionando la voce di menu Start > Programmi >
Nero > Nero Burning ROM.

All’esecuzione, il programma si mostra all’utente attraverso la finestra di dialogo inizia-


le per la creazione di una nuova compilation. Qui occorre selezionare il supporto di de-
stinazione, ovvero un disco CD, un DVD oppure un BD.

7

Creare un CD Audio con Nero Burning Rom

Un CD audio contiene file musicali e può essere riprodotto utilizzando


un normale lettore di dischi ottici: il contenuto di un CD di questo tipo
consiste in una serie di tracce audio in formato CDA. Per creare un CD
audio con Nero Burning ROM non occorre disporre necessariamente
di file nel formato CDA, perché nel processo di scrittura il programma
si occupa di effettuare la conversione automatica dei file: potremo,
pertanto, creare una compilation audio a partire da file mp3, wav,
wma, ecc. Tuttavia, se vogliamo inserire nella compilation tracce pro-
venienti da altri CD audio è bene che le stesse siano state preventivamente salvate su
disco rigido.

Per creare una compilation con Nero Burning ROM dobbiamo, prima di tutto, aprire la
finestra di dialogo principale mediante la selezione del menu File>Nuovo.
Dall’elenco disponibile nella parte sinistra della finestra sceglieremo, quindi, la voce CD
Audio.

Scheda CD Audio (creazione di una nuova compilation)

La finestra CD Audio è utilizzata per poter inserire nel CD una serie di informazioni te-
stuali. Oltre ai dati audio, infatti, un CD può contenere il testo che indica il titolo e l'ar-
tista per ciascuna traccia musicale o per l’intero album, oppure informazioni sul copy-
right o di commento.

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Inserimento dei file nella compilation

Cliccando sul tasto di conferma Nuovo (in basso), verrà visualizzata la finestra di che ci
permetterà di scegliere i file da inserire nella compilation. La finestra, infatti, è suddivi-
sa in due aree principali: Audio1 (a sinistra) e Gestione File (a destra), rispettivamente
l’area contenente i file da includere nella compilation e l’area che permette si selezio-
nare tali file dalle risorse del computer. L’operazione di inserimento dei file nella com-
pilation è piuttosto semplice perché consiste in un semplice trascinamento dall’area
destra a quella sinistra.

Proprietà delle tracce audio

I file audio inseriti nella finestra della compilation (area a sinistra in figura) sono con-
vertiti dal programma in tracce audio per la realizzazione del CD. Le proprietà di ognu-
na delle tracce inserite sono modificabili mediante un doppio clic sulla traccia in ogget-
to.

Avvio della scrittura

Concluse le operazioni sino a qui descritte, occorre eseguire un ultimo controllo prima
di avviare la masterizzazione. Nella parte inferiore della finestra della figura è presente
un indicatore della durata della compilation. Come si può notare, la compilation creata
ha una durata di circa 95 minuti: supera quindi la capienza disponibile nel supporto
scelto (a vantaggio dell’utente sono presenti due indicatori, uno giallo ed uno rosso,
collocati nelle posizioni standard di 74 e 80 minuti).

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Per avviare la scrittura della compilation occorrerà, quindi, eliminare i brani in eccesso
fino a rientrare negli 80 minuti consentiti, oppure cambiare tipo di supporto. Una volta
pronti, basta fare clic sul pulsante Scrivi, presente in alto.

3.3.1.2 - Creare un DVD o BD


In Nero Burning ROM, la procedura di creazione di un DVD o di un BD (sia che conten-
gano solo dati, sia che contengano uno o più film) è assolutamente identica a quella di
un normale CD-ROM. Dobbiamo considerare, tuttavia, che le specifiche del DVD preve-
dono una capienza di circa 4,7 GB per lato. Un BD, nato per ospitare film ad alta risolu-
zione, ha invece una capienza enormemente superiore: ben 25 GB (le capienze sono
intese per lato/strato).
La creazione di un DVD o di un BD deve essere avviata scegliendo, dalla finestra iniziale
Nuova compilation, la voce DVD oppure la voce Blu-ray dall’apposito menu a discesa e,
di conseguenza:
• DVD-Video (per DVD in formato MPEG 2): i file, ottenuti da un DVD video
commerciale, andranno inseriti nella cartella preconfigurata VIDEO_TS.
• DVD-Rom (per compilation in altri formati di compressione).
• Disco Blu-ray

3.3.1.3 - Copiare un disco


La prima operazione consisterà nella scelta della modalità desiderata fra le due dispo-
nibili:

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• Copia veloce (al volo) dall'unità CD/DVD/BD al masterizzatore;
• Creazione della copia con il supporto di un file immagine temporaneo memo-
rizzato sul disco rigido.

3.3.1.3.1 – Copia veloce


La copia al volo di un CD consiste nella lettura dei dati dal supporto di lettura e nella
scrittura immediata del flusso nel CD di destinazione, senza alcun passaggio interme-
dio. Per operare in tale modalità, tuttavia, occorre disporre sia di un’unità di lettura
(sorgente) che di una di scrittura (masterizzatore).

3.3.1.3.2 – Copia mediante file immagine


L'operazione di copia mediante un file immagine è costituita da tre fasi. In primo luogo
il disco originale viene letto da un'unità, quindi, nella seconda fase, viene generato un
file immagine sul disco rigido, copia esatta del disco sorgente. Nella terza fase il file
immagine creato viene scritto su un disco vuoto. Questa procedura fornisce la migliore
garanzia contro un'eccessiva lentezza nel trasferimento dei dati, poiché il flusso di dati
in scrittura verso il masterizzatore giungerà dal disco rigido, notevolmente più veloce e
meno soggetto ad errori di un lettore CD/DVD/BD.

3.3.1.3.3 – Copia di un CD
La finestra di dialogo introduttiva permette, innanzitutto, di scegliere il tipo di attività
che si intende svolgere, selezionando il tipo di CD da creare scegliendolo nell’elenco
posizionato nella parte sinistra: il resto della finestra si adatta nei contenuti. Per effet-
tuare la copia di un CD (au-
dio o dati che sia) dovremo
selezionare, quindi, la voce
CD di copia.

La prima operazione consi-


ste nella scelta del tipo di
copia mediante file immagi-
ne; selezioniamo la scheda
Opzioni di copia. Nella sche-
da ottenuta dovremo disat-
tivare l’opzione Al volo, di-
sponibile soltanto se nel si-
stema è installata una se-

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conda periferica
CD/DVD/BD oltre al maste-
rizzatore.

Dobbiamo poi scegliere il


lettore sorgente dal menu a
discesa Unità: è consigliabi-
le utilizzare il masterizzato-
re anche per la lettura, in
virtù delle sue migliori ca-
ratteristiche hardware.

Dalla scheda Immagine fac-


ciamo clic sul pulsante Sfo-
glia per impostare il salva-
taggio dell’immagine: nome del file e cartella dove memorizzarla.
L’opzione Cancella immagine dopo copia disco, se attiva, rimuove automaticamente il
file al termine della scrittura corretta sul CD di destinazione.

Dovremo pertanto disattivarla solo se intendiamo produrre più copie del CD originale,
in modo da non dover eseguire ogni volta la lettura del disco di origine.

Nella scheda Opzioni di lettura, rivolgiamo la nostra attenzione a due opzioni:

• Selezione profilo: permette di scegliere la modalità di lettura in relazione al ti-


po di dati da copiare. Scegliamo CD Audio.
• Tracce audio > Ignora errori di lettura: se disattivata, in caso di errori durante
la lettura il programma tenterà (eventualmente anche a una velocità ridotta) di
rileggere i dati per correggere l’errore. In molti casi, tuttavia, può essere utile
ignorare gli errori di lettura (attivando questa opzione): perché, per esempio,
potrebbero dipendere da meccanismi di protezione da copia o, comunque,
perché la correzione provoca molto spesso dei disturbi udibili durante la ripro-
duzione della copia.

Nella scheda Scrivi, teniamo conto che:

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• La casella di controllo Scrivi è disattivabile nel caso volessimo effettuare solo
una simulazione della scrit-
tura.
• Nel campo Numero di co-
pie possiamo digitare il
numero di copie consecu-
tive da effettuare (il file
immagine verrà, even-
tualmente, cancellato solo
alla fine dell’ultima copia).
• Per quanto riguarda la Ve-
locità di scrittura, nella
maggioranza dei casi è op-
portuno selezionare la vo-
ce MAX che calcolerà la ve-
locità in base alle caratteristiche incrociate del supporto e del masterizzatore.

Selezionato il pulsante Copia, infine, il software ci richiederà l’inserimento del CD sor-


gente nel masterizzatore (se non inserito già in precedenza) per portare a compimento
la lettura del CD e la scrittura del file immagine. Concluse le due fasi, ci chiederà di in-
serire il CD di destinazione per concludere la copia.

3.3.1.3.4 – Copia di un DVD o BD


Anche in questo caso, la procedura di copia di un DVD o di un BD è assolutamente
identica a quella di un normale CD-ROM. È importante però considerare che
l’immagine di copia richiederà uno spazio libero sul proprio hard disk decisamente su-
periore. Come già rimarcato, per la copia di un DVD occorreranno circa 4,7 GB liberi,
mentre per un BD, almeno 25 GB. È importante quindi scegliere il supporto più adatto
(e libero) nella scheda Opzioni di copia, alla voce Unità.
La copia di un DVD o di un BD deve essere avviata scegliendo, dalla finestra iniziale
Nuova compilation, la voce DVD oppure la voce Blu-ray dall’apposito menu a discesa e,
di conseguenza:
• DVD di copia
• Disco di copia Blu-ray

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3.3.1.4 – Ripping dei brani di un CD audio
La copia di una o più tracce di un CD Audio sul disco fisso non può essere eseguita in
maniera tradizionale copiando i file di tipo CDA mediante Risorse del Computer. È ne-
cessario, infatti, eseguire una specifica operazione di salvataggio, inclusa anche in Nero
Burning ROM, chiamata estrazione. Per avviare la procedura occorre selezionare la vo-
ce di menu Extra>Salva brani. La prima finestra ottenuta offre all’utente la possibilità di
accedere a un database Internet per il riconoscimento del CD.

Questa operazione inserisce automaticamente in ogni file il nome dell’album,


dell’artista e del brano: facendo sul pulsante Accedi al Dbase Internet verrà eseguita
tale operazione; selezionando No potremo proseguire ignorando tale possibilità. In
questo caso, seguirà una finestra per l’inserimento manuale dei dati.

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Dopo qualche istante
(il tempo impiegato
dal programma per
l’accesso al CD), nella
finestra principale per
il salvataggio, verrà
presentato l’elenco
delle tracce audio di-
sponibili nel CD. Otte-
nuto l’elenco, la prima
operazione da svolge-
re consiste nello sce-
gliere quali tracce si
vogliono salvare sul
disco: tenendo pre-
muto il tasto CTRL e facendo clic con il tasto sinistro sulle diverse tracce, queste ver-
ranno, via via, selezionate o deselezionate.

Scelte le tracce, impostiamo il formato dei file di destinazione e la loro posizione.


Il formato può essere scelto attraverso il menu a discesa posto in corrispondenza della
voce Formato file destinazione: per perfezionarne le proprietà utilizziamo il pulsante
Impostazioni (il formato non compresso corrispondente alla copia esatta delle tracce
del CD). La posizione dei file sarà scelta, invece, attraverso il pulsante Sfoglia posto in
corrispondenza della voce Percorso. Impostate entrambe le caratteristiche, potremo
avviare l’estrazione cliccando sul pulsante VAI.

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3.3.2 – Creare copertine per CD, DVD e BD
Nero Burning ROM offre, fra i programmi della suite, un software per la creazione di
copertine ed etichette per CD e DVD. Per creare una copertina, quindi, utilizziamo tale
programma avviandolo dalla voce di menu Start > Programmi > Nero > Nero X Ultra
Edition > Nero Cover Designer.

Possiamo scegliere un modello sul quale basarci per l’elaborazione del progetto; per
esempio, il modello Aree. Il programma ci mostrerà ora, in 4 fogli sovrapposti, le 4 par-
ti di cui è composto l’intero progetto: Booklet (anteriore), Booklet (posteriore), Inlay,
Disco1 (rispettivamente: Copertina anteriore, Retro della copertina anteriore, Coperti-
na posteriore ed etichetta del disco).

La prima operazione consiste nella personalizzazione dei dati del disco, in modo che le
informazioni dei vari campi possano essere rappresentative del CD che stiamo creando.
Selezionando il menu Dati > Dati documento, otterremo la finestra Dati documento,
attraverso la quale inserire i titoli delle tracce, i nomi degli artisti, il titolo dell’album,
l’anno di pubblicazione, ecc. Una volta aggiornate le informazioni sul contenuto del CD,
queste verranno utilizzate nei vari fogli per riempire i campi di testo inseriti automati-
camente o manualmente.

Una volta ultimate le operazioni, non resta che stampare.

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3.4 – Elementi base e intermedi di Strumenti di presentazione

1
SOMMARIO

3.4.1 – I SOFTWARE DI PRESENTAZIONE .................................................................... 3


3.4.1.1 – PROGETTARE UNA PRESENTAZIONE ........................................................................ 3
3.4.1.1.1 – Linee guida per una buona progettazione ............................................. 4
3.4.1.2 – INTERFACCIA DEL PROGRAMMA DI PRESENTAZIONE ................................................... 6
3.4.1.3 – SCELTA DI UN TEMA .......................................................................................... 10
3.4.1.4 – LE DIAPOSITIVE ................................................................................................ 11
3.4.2 – AGGIUNGERE DIAPOSITIVE ALLA PRESENTAZIONE ....................................... 15
3.4.2.1 – FORMATTAZIONE DEL CARATTERE ........................................................................ 20
3.4.2.2 – FORMATTAZIONE DEI PARAGRAFI ......................................................................... 21
3.4.2.3 – PRESENTAZIONE CON GLI OGGETTI ....................................................................... 23
3.4.3 – INSERIRE IL CONTENUTO DI UN FILE TESTO IN UNA DIAPOSITIVA ................. 26

3.4.4 – AGGIUNGERE UN’IMMAGINE AD UNA DIAPOSITIVA .................................... 31


3.4.4.1 – MODIFICA E GESTIONE DELLE IMMAGINI ................................................................ 32
3.4.4.2 – RITAGLIARE UN’IMMAGINE ................................................................................. 34
3.4.4.3 – UTILIZZARE GLI STILI IMMAGINE .......................................................................... 36

3.4.5 – SCELTA DEL TEMA ........................................................................................ 37


3.4.5.1 – PERSONALIZZARE I COLORI DEL TEMA ................................................................... 39
3.4.5.2 – PERSONALIZZARE I TIPI DI CARATTERE DEL TEMA ...................................................... 40
3.4.5.3 – PERSONALIZZARE UN INSIEME DI EFFETTI DEL TEMA ................................................. 41
3.4.5.4 – UTILIZZARE GLI STILI DELLO SFONDO ..................................................................... 42
3.4.5.5 – SPOSTARE SEGNAPOSTI ED IMMAGINI ................................................................... 45
3.4.5.5.1 – Ruotare e capovolgere un’immagine ................................................... 47
3.4.5.6 – UTILIZZARE GLI STILI FORMA ............................................................................... 51

3.4.5.7 – AGGIUNGERE ANIMAZIONI ALLA PRESENTAZIONE .................................... 52


3.4.5.8 – MODIFICARE IL LAYOUT DI UNA DIAPOSITIVA .......................................................... 59
3.4.6 – ELIMINARE UNA DIAPOSITIVA ...................................................................... 61

2
3.4.1 – I software di Presentazione
Microsoft PowerPoint rappresenta senza dubbio il più noto e utilizzato programma di
presentazione. In questo manuale introdurremo le funzionalità e le caratteristiche basi-
lari dei software di presentazione applicandole a questo specifico programma.

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PowerPoint è un programma di presentazioni grafiche: un software nato per


aiutare a produrre presentazioni con “proiezione” di diapositive. Con questo
programma creiamo presentazioni informatiche multimediali, realizzando dia-
positive visualizzabili in sequenza su qualsiasi computer dotato di questo soft-
ware. Le presentazioni sono delle sequenze di diapositive (o schermate) che
possono contenere testo, immagini, animazioni, utili quando ci si debba rivol-
gere a un uditorio più o meno ampio. Ogni presentazione rappresenta un vali-
do supporto per veicolare concetti in modo sintetico ed efficace.

Non molto tempo fa nel corso delle riunioni era sufficiente alzarsi, presentare
la propria esposizione, rispondere ai quesiti del pubblico e quindi risedersi. Si
utilizzavano al massimo un pennarello e una lavagna bianca, in alternativa un
blocco notes gigante disposto sul cavalletto. Adesso chi ascolta vuole essere
“affascinato” da colori, animazioni, grafici ed effetti speciali. Il modo con cui si
presenta è diventato importante quanto il contenuto.

Non sempre le presentazioni sono idonee, non in tutte le occasioni, ma sono


indispensabili quando si interviene per presentare un progetto, un prodotto,
una strategia per convincere gli interlocutori. La presentazione non vive da so-
la, ma è una risorsa quando dobbiamo assolutamente centrare l’obiettivo.

3.4.1.1 – Progettare una presentazione


Se vogliamo essere convincenti, una presentazione di PowerPoint è un valido
supporto da utilizzare per potenziare l’esposizione dei concetti, bisogna però
seguire poche ma fondamentali regole:

3
Le diapositive vanno proiettate in sequenza lineare partendo dalla prima fino
all’ultima, questo è il modo migliore per ottimizzare il nostro intervento.

Utilizzare le prime slide per l’introduzione: le prime slide devono rivelare ciò di
cui si parlerà. Un bel titolo, chiaro ed eloquente, così chi ci ascolta ha già una
piccola anticipazione. Far seguire poi l’indice della presentazione, con i titoli
delle slide dalla prima all’ultima. E nella terza diapositiva anche una bella do-
manda – Magari, al centro e in grassetto – in modo da stimolare l’interesse del-
la platea e alla quale si darà risposta con la presentazione.

Descrivere: mostrare dati e fatti (ricerca e analisi di mercato, trend di crescita


della nostra azienda, i prodotti che si offrono ai clienti, le difficoltà e le oppor-
tunità, le strategie della concorrenza).

Esporre: a questo punto possiamo esporre, il nostro progetto, la nostra propo-


sta e valutare i pro e i contro facendo una nostra proposta.

Chiudere: si riassume in una sola slide, magari con una frase ad effetto, il "suc-
co" del discorso e il perché della proposta.

3.4.1.1.1 – Linee guida per una buona progettazione


La diapositiva di una presentazione PowerPoint va considerata come supporto
all’oratore, non deve essere esaustiva come la pagina di un libro, nemmeno
chiusa e autonoma come una pagina web. La diapositiva è la traccia di un di-
scorso, un aiuto a comprendere a chi ascolterà l’intervento. Non va riempita
pensando di mettere tutto: bisogna calibrare i messaggi e le informazioni di ri-
lievo. Saremo noi con la nostra voce con la nostra capacità di esposizione a da-
re rilievo alle sottolineature, ai particolari ai dettagli e alle considerazioni. Non
scrivere testi bisogna piuttosto scrivere dei titoli, degli slogan. Dare la prece-
denza a cifre e fatti: quando la presentazione viene stampata e portata via so-
no loro che restano a testimoniare accuratezza e validità della vostra idea.

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Oltre al titolo, scrivere su ogni singola slide al massimo 6 righe non di più; ser-
virsi il più possibile di liste puntate o numerate senza aggiungere la punteggia-
tura alle fine dei paragrafi.

Riempire di righe scritte le diapositive fa correre il rischio che la platea si con-


centri a leggere riga per riga non ascoltando ciò che state dicendo. Nelle slide
va scritto un richiamo, una sottolineatura a ciò che stiamo dicendo.

Possiamo mantenere alta l’attenzione dedicando ad ogni concetto, una sola


slide lasciando in evidenza il messaggio finché non abbiamo esaurito
l’argomento.

Durante l’esposizione bisogna puntare all’essenziale. eliminando avverbi e ag-


gettivi: evidenziare le sfumature qualitative con le parole e con il tono di voce,
magari aiutandosi con dei simboli come una freccia ad esempio per evidenziare
il rapporto causa-effetto, e così per i simboli "maggiore" o "minore".

Una particolare attenzione va data ai tipi di carattere vengono utilizzati, non


bisogna utilizzarne tanti al massimo due per tutta la presentazione: uno per i
titoli e uno per il testo. Non utilizzare mai caratteri di piccole dimensioni: ogni
parola si deve poter leggere anche dall’ultima fila di una eventuale sala affolla-
ta, le parole vanno scritte tutte in maiuscolo, limitare il corsivo e soprattutto
evitare le sottolineature, che rendono il testo difficile da leggere a distanza.

Una combinazione di colori efficace è il fondo scuro come il nero, il grigio scu-
ro, il blu con scritte verdi, gialle o bianche, sempre però che non si scriva mol-
to. Conviene usare il più possibile grafici e tabelle, ma con titoli chiari ed espli-
cativi con legende ben visibili, senza troppe abbreviazioni che renderebbero la
lettura incomprensibile.

Non conviene mai consegnare la stampa della presentazione "prima" perché si


rischia che tutti si mettano a sfogliarla con una bella caduta dell’attenzione di
chi dovrebbe ascoltare conviene prima di iniziare informare che verrà distribui-
ta alla fine, in questo modo non saranno costretti a prendere appunti.

5
3.4.1.2 – Interfaccia del programma di presentazione
All’avvio PowerPoint si presenta con una interfaccia grafica comune agli altri
applicativi della Suite Office. Nella parte superiore della finestra di PowerPoint
i comandi sono stati raggruppati nella Barra multifunzione.

a. Le schede sono organizzate in base alle attività.


b. I gruppi presenti in ogni scheda suddividono un'attività in sotto attivi-
tà.
c. I pulsanti di comando in ogni gruppo eseguono un comando o visualiz-
zano un menu di comandi.

In aggiunta all'insieme delle schede standard, disponibili sulla barra multifun-


zione ogni volta che si avvia Office PowerPoint, esistono altri tipi di schede, che
vengono visualizzate invece solo quando richieste dal tipo di attività che si sta
svolgendo. Queste particolari schede contengono i pulsanti con i comandi che
consentono di agire e lavorare con l’oggetto che viene selezionato nella pagi-
na, ad esempio una tabella, un'immagine o un disegno. Quando si fa clic
sull'oggetto l'insieme pertinente di schede contestuali viene visualizzato in un
colore più evidente accanto alle schede standard

Vediamo insieme la Schede di PowerPoint:

Scheda Home

La scheda Home consente di inserire nuove diapositive, raggruppare oggetti e


formattare il testo di una diapositiva. Cliccando sulla freccia accanto alla voce
Nuova diapositiva, è possibile scegliere tra diversi layout di diapositiva disponi-
bili. Il gruppo Carattere include i pulsanti per la gestione e formattazione del
6
carattere come: Tipo di carattere, Grassetto, Corsivo e Dimensione carattere.
Segue poi il gruppo Paragrafo con i pulsanti per l’allineamento e la gestione dei
paragrafi include Allinea testo a destra, Allinea testo a sinistra, Giustifica e Alli-
nea al centro.

Scheda Inserisci

La scheda Inserisci consente di inserire in una presentazione tabelle, forme,


grafici, intestazioni o piè di pagina elementi Word Art.

Scheda Progettazione

La scheda Progettazione consente di personalizzare lo sfondo, lo schema e i co-


lori dei temi e l'impostazione della pagina di una presentazione. Facendo clic
sul pulsante Imposta pagina si aprire l’omonima finestra di dialogo attraverso
la quale è possibile gestire l’orientamento e le dimensioni delle diapositive.
Nel gruppo Temi è possibile fare clic su un tema per applicarlo alla presenta-
zione. Facendo clic su Stili sfondo si seleziona un colore e uno schema di sfon-
do per la presentazione.

Scheda Transizioni

La scheda Transizioni consente di applicare, modificare o rimuovere le transi-


zioni dalla diapositiva corrente. Nel gruppo Transizione diapositiva facendo clic
su una transizione visualizzata nella raccolta, questa viene applicata alla diapo-
sitiva corrente. Nell'elenco Suono è possibile effettuare una scelta tra diversi
suoni da riprodurre durante la transizione. In Passa alla diapositiva successiva
è possibile selezionare Con un clic del mouse affinché la transizione venga
eseguita quando si fa clic.

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Scheda Animazioni

La scheda Animazioni consente di applicare, modificare o rimuovere animazio-


ni dagli oggetti della diapositiva. Il pulsante Aggiungi animazione, come la
l’omonima raccolta consente di selezionare un'animazione da applicare all'og-
getto selezionato. Il pulsante Riquadro Animazione apre il riquadro attività Ri-
quadro Animazione. Nel gruppo Intervallo sono incluse le aree Inizio e Durata.

Scheda Presentazione

La scheda Presentazione consente di avviare una presentazione, personalizzar-


ne le impostazioni ed eventualmente nascondere singole diapositive. Il Grup-
po pulsanti Avvia presentazione, include i pulsanti Dall'inizio e Dalla diapositi-
va corrente che permettono in fase di realizzazione di visualizzare la presenta-
zione dall’inizio per avere una visione globale oppure dalla diapositiva corrente
per vedere gli ultimi cambiamenti fatti.

Scheda Revisione

La scheda Revisione consente di controllare l'ortografia, cambiare la lingua del-


la presentazione o confrontare le modifiche della presentazione corrente ri-
spetto a un'altra presentazione. Il pulsante Controllo ortografia, per avviare il
correttore ortografico. Il Gruppo Lingua, che include Lingua di modifica, in cui
è possibile selezionare la lingua. Confronta, in cui è possibile confrontare le
modifiche della presentazione corrente rispetto a un'altra presentazione.

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Scheda Visualizza

La scheda Visualizza consente di visualizzare lo schema diapositiva, lo schema


note e la sequenza diapositive. Consente inoltre di attivare o disattivare il ri-
ghello, la griglia e le guide disegno.

Alcuni comandi, ad esempio Ritaglia o Comprimi immagini, sono disponibili


nelle Schede contestuali. Per visualizzare una scheda contestuale, selezionare
innanzitutto l'oggetto che si desidera utilizzare e quindi verificare che sulla bar-
ra multifunzione venga visualizzata una scheda contestuale. Per esempio for-
mato forma

Oltre alle schede, ai gruppi e ai comandi, in Office PowerPoint 2010 sono pre-
senti altri elementi che offrono percorsi per eseguire le attività. Gli elementi
seguenti sono più simili ai menu e alle barre degli strumenti con cui si ha già
familiarità nelle versioni precedenti di PowerPoint.

Pulsante di Office Backstage o Scheda File questa scheda si differisce dalle al-
tre in quanto non contiene gruppi di comando ma permette di aprire la visua-
lizzazione Backstage (in italiano “dietro le quinte”) dalla quale è possibile gesti-
re le presentazioni e i dati a esse correlate. In questa finestra si trovano i co-
mandi di base per aprire, salvare e stampare le presentazioni, quelli per impo-
stare autorizzazioni, preparare le presentazioni per la condivisione con altri
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utenti e gestire le versioni dei File è inoltre presente il pulsante Opzioni per ac-
cedere ai comandi per l'impostazione di varie caratteristiche, che consentono
la personalizzazione dell’ambiente di lavoro.

Barra di accesso rapido La posizione predefinita della barra di accesso rapido


è nella parte superiore della finestra di PowerPoint e consente di accedere ra-
pidamente agli strumenti utilizzati più frequentemente. È possibile personaliz-
zare la barra di accesso rapido aggiungendo o eliminando elementi.

Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo Il pulsante di visualizza-


zione della finestra di dialogo è una piccola icona presente in alcuni gruppi. Fa-
cendo clic su di esso, viene visualizzato un riquadro attività o una finestra di
dialogo correlata, mettendo a disposizione ulteriori opzioni relative a quel
gruppo.

3.4.1.3 – Scelta di un Tema


Una delle fasi più difficili di una presentazione è sapere come partire.

PowerPoint offre una vasta scelta di modelli professionali che si possono utiliz-
zare per creare presentazioni efficaci. Ogni Tema fornisce uno schema di for-
mati e colori a cui basta aggiungere il testo. Si può scegliere un nuovo Tema
per la propria presentazione in ogni momento: quando si inizia a creare la pre-
sentazione, oppure dopo averne già sviluppato i contenuti.

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3.4.1.4 – Le Diapositive
Una presentazione è composta da diapositive, possiamo dire che la diapositiva
è l'unità di base” di una presentazione. Una presentazione è quindi sostanzial-
mente formata, da una serie di diapositive che possono essere visualizzate in
sequenza, o secondo altri ordini decisi al momento della preparazione della
presentazione, che comunque in qualsiasi momento possono essere influenzati
dal comportamento del relatore.

Dopo aver avviato PowerPoint 2010 appare la prima schermata del program-
ma, visibile in figura 1, in questa finestra la parte più importante, quella dove
viene svolta la maggior parte del lavoro, è quella centrale, denominata Area di
lavoro. Non appena si lancia il programma, nell’area di lavoro appare un Mo-
dello di diapositiva chiamato Layout diapositiva, ovvero una diapositiva-tipo
che può essere modificata a piacimento.

Nella parte sinistra dello schermo è visualizzata la miniatura della diapositiva


presente nell’area di lavoro. Man mano che creeremo la nostra presentazione
questo pannello si implementerà con le miniature delle diapositive della pre-
sentazione. La diapositiva con lo sfondo colorato è quella presente nell’area di
lavoro.

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Miniatura

area di lavoro

Questo riquadro è molto utile per passare velocemente da una diapositiva


all’altra.

Nell’area di lavoro si può notare come il primo Layout diapositiva contenga dei
rettangoli, all’interno dei quali è riportato del testo.

Questi rettangoli sono chiamati Segnaposto e consentono di comprendere


immediatamente che cosa ciascuno di essi dovrà contenere.

Per modificare un segnaposto, è sufficiente farvi clic all’interno.

a. Si clicca nel rettangolo che reca la scritta Fare clic per inserire il titolo,
quindi si inizia a digitare il testo desiderato, che sarà il titolo della dia-
positiva in esame.
b. Per apportare le modifiche sarà sufficiente fare clic su di un bordo del
segnaposto: diventerà una linea continua. Da questo momento in poi i
comandi che andremo a dare agiranno sull’intero il contenuto del se-
gnaposto
c. Possiamo modificare la formattazione del testo inserito utilizzando i
pulsanti dei gruppi Carattere e Paragrafo presenti sulla scheda Home.

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Alcuni di questi pulsanti agiscono da interruttori, come ad esempio i pulsanti
per il grassetto, il corsivo, il sottolineato e l’ombreggiatura, un clic sul pulsante
e il programma eseguirà la formattazione richiesta per tutto il testo che si an-
drà ad inserire fino a quando non si clicca nuovamente sul pulsante. Per altri
invece aprirà una tendina nella quale troveremo ulteriori voci per indicare al
programma come gestire e personalizzare il comando.

Per esempio, facendo clic sul pulsante Interlinea


PowerPoint aprirà una piccola tendina nella quale
sarà possibile scegliere l’interlinea (lo spazio che inter-
corre tra una riga di scrittura e l’altra), facendo clic sulla
voce Opzioni interlinea…… PowerPoint aprirà una fine-
stra di dialogo nella quale oltre all’interlinea sarà possi-
bile specificare lo spazio da lasciare ad di sopra e al di
sotto del paragrafo
selezionato e i rien-
tri della prima riga.

Se, sempre dal gruppo pulsanti Paragrafo, si sceglie il


pulsante Elenchi puntati il menù a discesa che verrà
aperto consentirà di scegliere tra le varie tipologie
di elenchi a disposizione; di convertire l’elenco pun-
tato in uno numerato, consentirà inoltre di perso-

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nalizzare l’elenco definendo il punto elenco, ed eventualmente di utilizzare
come punto elenco un’immagine tra quelle messe a disposizione da Office.
Ugualmente se si clicca sul pulsante Elenchi numerati

d. Possiamo agire sulla formattazione dello stesso segnaposto facendo


clic sul bordo del segnaposto: diventa subito attiva la scheda conte-
stuale Strumenti disegno/Formato nella quale è presente il gruppo
pulsanti Stili forma

d
Lavoriamo ora insieme; vedremo come utilizzare i comandi
disponibili in PowerPoint passo passo creando una nostra
presentazione

1. Fate clic nel rettangolo che reca la


scritta Fare clic per inserire il titolo,
quindi iniziate a digitare il testo, che
sarà il titolo della diapositiva in esa- 2
me.
Inserite: Il Parco Nazionale d’Abruzzo
2. Centrate il titolo facendo clic con il mouse sul pulsante posizionato
Centra presente nel gruppo pulsanti Paragrafo nella scheda Home.

Proseguiamo ora modificando anche il segnaposto del sottotitolo

3. Inserite il sottotitolo: Un viaggio attraverso le stagioni nella riserva


naturale più antica d’Italia

14
Dopo aver inserito questo testo, si può salvare la presentazione con i metodi
tradizionali, ossia facendo clic sul pulsante Salva nella Barra di accesso rapido
di PowerPoint e specificando un nome e una posizione per il File.

4. Salvate il file con il nome suggerito dal programma nella cartella con la
base informativa sul desktop

Se avete lavorato correttamente la diapositiva si presenterà così:

3.4.2 – Aggiungere diapositive alla presentazione


Nella scheda Home di PowerPoint, nel gruppo Diapositive, è presente un pul-
sante chiamato Nuova diapositiva.

Questo pulsante, come molti altri


dell’interfaccia da Microsoft Office 2010, è
suddiviso in due sezioni: una superiore e a

una inferiore.

15
a. Fate clic sulla sezione superiore del pulsante
b. Si avvia l’operazione predefinita del pulsante stesso: viene inserita una
nuova diapositiva basata sul un modello deciso da PowerPoint deno-
minato Titolo e contenuto.

Il modello di questa diapositiva presenta un segnaposto per il titolo e un altro


segnaposto, nel quale è possibile inserire testo normale oppure una serie di
oggetti.
Per inserire il testo, si procede esattamente come si è visto in precedenza: si
clicca nel rettangolo adibito a segnaposto e si digita il testo desiderato.

Per aggiungere un altro oggetto, invece, occorre fare clic sul relativo pulsante.
Ciascun pulsante reca un simbolo; vediamoli insieme:

16
Simbolo Oggetto inserito

Inserisce una tabella, occorre specificare righe e colonne della


tabella

Inserisce un grafico basato su valori.

Inserisce uno Smart Art.

Inserisce un’immagine da un file, utile, per esempio, per inserire


fotografie digitali.

Inserisce immagini online.

Inserisce un filmato

Modelli 3D

Inserisce un’icona

17
Il clic sulla parte inferiore del pulsante Nuova dia-
positiva, apre un menu dal quale è possibile scegliere il tipo (modello) di dia-
positiva da inserire.

Vedete ora elencati i possibili Layout da applicare alla nuova Diapositiva(figura.


2)

Il termine Layout indica il modo in cui gli elementi sono disposti su una diapo-
sitiva. Un layout contiene segnaposti, che a loro volta contengono del testo, ad
esempio titoli ed elenchi puntati, e contenuti di diapositiva, come tabelle, gra-
fici, immagini, forme ed elementi ClipArt.

Un layout di base contiene segnaposti per un titolo, un elenco puntato e con-


tenuti di diapositiva.

Ogni volta che si aggiunge una nuova diapositiva, si può scegliere il layout ido-
neo nel menù attivato dal pulsante Layout presente sulla scheda Home. I lay-
out sono disponibili in diverse configurazioni; se necessario possiamo scegliere
un layout vuoto.

Continuiamo con la nostra presentazione

Lo avrete sicuramente compreso, la presentazione che andremo a creare ri-


guarda gli ambienti naturali del Parco Nazionale d’Abruzzo. Creeremo alcune
diapositive dove inseriremo testi, immagini, animazioni, per rendere il tutto più
attraente e quindi più efficace la trasmissione del messaggio. A questo punto,

18
si può passare all’inserimento di una nuova diapositiva, per proseguire con il
percorso iniziato.

1. Nella scheda Home di PowerPoint, gruppo pulsanti Diapositive, fate


clic sul pulsante Nuova diapositiva.
2. Fate clic nella casella di testo relativa al titolo e inserite: L’ambiente
naturale
3. Nella casella di testo sottostante inserire: Tipico ambiente
dell’Appennino centrale con splendide faggete che coprono circa il
65% del territorio.
4. Andate a capo e continuate scrivendo: Le montagne del Parco sono di
costituzione calcarea risalente al mesozoico; notevoli le testimonian-
ze del glacialismo con morene rocce montonate e del carsismo con
doline grotte cavità e inghiottitoi.

Date un’occhiata al riquadro a sinistra della nostra finestra, ci sono ora 2 dia-
positive: sono quelle che abbiamo appena creato. La visualizzazione ci permet-

te di vederne le miniature.

5. Fate ora clic sulla prima Miniatura questo ci permetterà di vedere di


nuovo la prima diapositiva nella finestra principale
6. Fate clic sul segnaposto con il Titolo

19
3.4.2.1 – Formattazione del carattere
Possiamo aumentare o ridurre rapidamente le dimensioni dei caratteri dei pa-
ragrafi che abbiamo inserito nel nostro documento.

a. Il pulsante per modificare la dimensione dei caratteri è presente sulla


Scheda Home nel gruppo comandi Carattere, facendo clic con il mouse
sulla casella di riepilogo Dimensione Carattere. Si aprirà una piccola
tendina nella quale sono disponibili
una serie di numeri in ordine crescen- a
te: più alto è il numero più grande sa-
rà il carattere del testo selezionato.
b. La casella posizionata a sinistra di b
quella relativa alla dimensione dei ca-
ratteri è denominata Tipo di carattere. Questa casella di riepilogo con-
sente di scegliere, tra i tantissimi Font in elenco, il tipo di carattere da
utilizzare per il nostro documento.
Nel gruppo comandi carattere sono inoltre presenti i pulsanti per:

c. Modificare lo stile dei caratteri in Grassetto


d. Modificare lo stile dei caratteri in Corsivo
e. Modificare lo stile dei caratteri in Sottolineato
f. Modificare lo stile dei caratteri in Ombreggiato
g. Modificare lo stile dei caratteri in Barrato
k l
h. Regolare la spaziatura tra i carat-
m
teri
i. Modificare tutto il testo se- c j
lezionato o solo le iniziali in d
e f g h i
Maiuscolo e/o Minuscolo
j. Modificare il Colore dei caratteri
k. Aumentare la dimensione dei caratteri
l. Ridurre la dimensione dei caratteri
m. Eliminare il formato dal testo selezionato

20
……continuiamo

1. Scegliete ora il tipo di carattere Verdana


2. Clic sul pulsante Grassetto 5
3. E poi sul pulsante Corsivo
4. Dimensione 44
5. Cambiate il colore dei caratteri del titolo facen-
do clic sull’omonimo pulsante

Si aprirà una tendina raffigurante una tavolozza con i 6


colori disponibili.

6. Fate clic sul l colore Verde

3.4.2.2 – Formattazione dei paragrafi


Chi ha già utilizzato un programma che consente l’elaborazione di testi sa che
oltre alla gestione dei caratteri delle singole parole, è possibile agire e manipo-
lare le proprietà del paragrafo. Possiamo modificare l’allineamento di uno o
più paragrafi nel segnaposto da Allineato a Sinistralo possiamo Centrare oppu-
re Allineare a Destra, decidere l’orientamento del testo nel segnaposto o
l’allineamento verticale, se allineare il testo sul bordo superiore, al centro op-
pure sul bordo inferiore del segnaposto. È anche possibile modificare
l’ampiezza dell’interlinea oppure lo stile degli elenchi.

I comandi per gestire e personalizzare i paragrafi sono presenti nel gruppo pul-
santi Paragrafo posizionato nella scheda Home. Come per il gruppo comandi
Carattere, sono presenti nel gruppo Paragrafi dei pulsanti che aprono un pic-
colo menù nel quale sono presenti ulteriori voci per indicare al programma
come gestire e personalizzare il paragrafo.

21
Vediamoli in dettaglio:

a. Allinea a sinistra f
b. Allinea al centro a
c. Allinea a destra
d. Giustifica b c d e
e. Suddivide il testo
in colonne
f. Elenchi puntati
g. Elenchi numerati
h. Riduci rientro
i. Aumenta rientro
j. Interlinea
k. Orienta il testo nel segnaposto
l. Allinea il testo in verticale nel segnaposto
m. Converte il testo in un oggetto Smart Art.
lo Smart Art è un elemento grafico che permette la rappresentazione
grafica delle informazioni immesse dall'utente si può scegliere tra una
vasta gamma di layout per trasmettere in modo molto efficace il pro-
prio messaggio.

g h j
k
i

…….continuiamo

1. Selezionate ora la seconda Diapositiva


2. Modificate in allineato a sinistra il titolo della diapositiva
3. Modificate il Punto elenco dell’elenco posto sotto al titolo scegliendo il
segno di spunta
4. Modificate lo spazio prima
del paragrafo portandolo a
0 cm. Fate clic sul pulsante

22

4
di visualizzazione finestra di dialogo posizionato nel gruppo pulsanti
Paragrafo si aprirà l’omonima finestra di dialogo nella quale sono pre-
senti le caselle di riepilogo per gestire la spaziatura prima e dopo i pa-
ragrafi

Se avete eseguito correttamente tutti i passaggi la vostra diapositiva si presen-


terà come visualizzato in figura 3

Figura 1

5. Salvate il file

3.4.2.3 – Presentazione con gli oggetti


Gli oggetti costituiscono gli elementi base di una diapositiva. Praticamente un
qualsiasi elemento che viene posizionato in una diapositiva è un oggetto: ossia
un elemento dotato di alcune caratteristiche di base, che però possono essere
modificate. Una diapositiva di una presentazione può contenere oggetti di te-
sto, oggetti visivi e oggetti multimediali.

Gli oggetti di testo comprendono i titoli, i sottotitoli e gli elenchi puntati o nu-
merati. Gli oggetti visivi includono figure, ClipArt, grafici e Smart Art. Gli oggetti
multimediali includono sequenze audio e video e collegamenti ipertestuali a

23
pagine Internet. Questi oggetti si possono manipolare con un insieme comune
di operazioni base:

- Selezione e deselezione di un oggetto


- Ridimensionamento e spostamento di un oggetto
- Eliminazione di un oggetto.

Una volta imparate a dovere queste tecniche di manipolazione degli oggetti,


possono essere applicate a qualsiasi oggetto di una diapositiva.

In una nuova diapositiva vogliamo ora inserire degli oggetti: immagini è caselle
di testo in modo da arricchire la presentazione.

Modifica di un oggetto

I comandi di modifica come ridimensiona, copia, incolla, sposta, taglia ed eli-


mina possono essere usati con qualsiasi oggetto presente nella Diapositiva.

a. Per modificare un oggetto occorre prima di tutto selezionarlo facendo


un clic all’interno dello stesso. Per deselezionarlo si sposta il puntatore
del mouse all’esterno dell’oggetto e si fa clic in un’area vuota della
diapositiva.
b. Per modificare le dimensioni di un oggetto invece occorre trascinare le
maniglie di ridimensionamento.

c. Oppure una volta selezionato l’oggetto si può fare clic sulla scheda
Formato nella quale sono presenti i pulsanti per la gestione
dell’oggetto.
d. Facendo clic nelle caselle preposte alle dimensioni
dell’oggetto è possibile
indicarne con precisio- d
ne l’altezza e la lar-
e
24

e
ghezza.
e. Dallo stesso gruppo pulsanti facendo clic nel riquadro nel quale è pre-
sente il Pulsante di visualizzazione finestra di dialogo si richiama la fi-
nestra di dialogo Formato con attiva la voce Dimensioni nella quale
sono presenti i comandi che permettono di indicare con precisione ol-
tre alle dimensioni dell’oggetto anche le proporzioni della diapositiva.

Esiste inoltre una scorciatoia per richiamare una finestra di dialogo nella quale
sono raggruppati tutti i comandi per manipolare e personalizzare l’oggetto in-

serito.

Questa finestra si richiama facendo un clic destro sul bordo dell’oggetto, sce-
gliendo dal menù rapido che appare la voce Formato grafica

Si aprirà l’omonima finestra di dialogo nella quale sono riepilogati i comandi


per personalizzare le dimensioni, la posizione, l’allineamento e i colori
nell’oggetto segnaposto.

25
Aggiungiamo ora una nuova diapositiva alla nostra presentazione

1. Fare clic con il mouse sulla parte inferiore del pulsante Nuova diaposi-
tiva (Dovremo nuovamente scegliere il layout della diapositiva da crea-
re)
2. Scegliete il layout Vuota

La vostra diapositiva si presenterà così:

Figura 2

3.4.3 – Inserire il contenuto di un file testo in una dia-


positiva
In questa Diapositiva vogliamo inserire delle informazioni che riguardano le ca-
ratteristiche geografiche del Parco nazionale d’Abruzzo. Alcune di queste in-
formazioni sono presenti in un file di un altro applicativo. Il file, denominato
Caratteristiche geografiche è un file di Word ed è memorizzato nella cartella
con la base informativa sul Desktop. Possiamo quindi evitare di scriverle digi-
tando il testo e fare in modo che PowerPoint lo vada a leggere, copiare ed in-
serire nella Diapositiva che stiamo creando.

26
1. Dalla scheda Inserisci fate clic sulla vo-
ce Oggetto
2. Dalla omonima finestra di dialogo che 1
comparirà, scegliete la voce Crea da file
3. Fate clic sul pulsante Sfoglia…
4. Indicate ora dove è posizionato il file da inserire come un oggetto nella

nostra diapositiva. Nella successiva finestra di dialogo scegliete il file di


word Caratteristiche geografiche presente la cartella con la base in-
formativa sul desktop
5. Fate clic sul pulsante OK

Il testo contenuto nel file di Word è stato ora inserito in un segnaposto al cen-

27
tro della diapositiva……. decisamente poco leggibile! Vediamo di sistemarlo!

6. Fate doppio clic all’interno del segnaposto con il testo copiato

Notate!! PowerPoint ha modificato il layout del segnaposto, controllando


bene le barre degli strumenti notiamo che in realtà sono comparse le Schede
con i comandi di Word, possiamo manipolare il testo inserito a nostro piaci-
mento come se stessimo lavorando con un potente editor di testi. (Figura 6)

Figura 3

1. Evidenziate l’intero testo


2. Utilizzando i pulsanti presenti nel gruppo Carattere della scheda Home
modificate in Verdana il tipo di carattere in 16 la grandezza
3. Fate clic al di fuori del segnaposto con il testo
4. Riposizionate l’oggetto nella diapositiva facendo clic sul bordo superio-
re e tenendo premuto il tasto del mouse trascinando verso l’alto
5. Salvate la presentazione

28
Modifichiamo l’oggetto inserito

Per modificare un oggetto occorre prima di tutto selezionarlo facendo un clic


all’interno dello stesso. Per deselezionarlo si sposta il puntatore del mouse
all’esterno dell’oggetto e si fa clic in un’area vuota della diapositiva.

Possiamo modificare le dimensioni di un oggetto trascinando con il mouse le


maniglie di ridimensionamento posizionate sugli angoli e al centro dei bordi:
sinistro, destro, superiore e inferiore.

In alternativa una volta selezionato l’oggetto si può fare clic per attivare scheda
contestuale Formato nella quale sono presenti i pulsanti per la gestione
dell’oggetto.

Facendo clic nelle caselle preposte alle dimensioni dell’oggetto


è possibile indicarne con precisione l’altezza e la larghezza. Dal-
lo stesso gruppo pulsanti facendo clic nel riquadro nel quale è
presente il Pulsante di visualizzazione finestra di dialogo si ri-
chiama la finestra di dialogo Formato oggetto (figura 7) nella quale sul pannel-
lo di sinistra sono raggruppati i comandi che permettono di gestire con preci-
sione oltre alle dimensioni dell’oggetto anche gli effetti di riempimento

29
Esiste inoltre una scorciatoia per richiamare una finestra di dialogo laterale nel-
la quale sono raggruppati tutti i comandi per manipolare e personalizzare
l’oggetto inserito.

a. Questa finestra si richiama facendo un clic destro sul bordo


dell’oggetto, scegliendo dal menù rapido che appare la voce Formato
forma.

Si aprirà l’omonima finestra di dialogo abbiamo appena incontrato

1. Fare clic sulla scheda Formato richiamare la finestra di dialogo Dimen-


sioni e posizione
2. Dalla finestra di dialogo scegliere la scheda Dimensioni
3. Inserire 16 cm nella casella Altezza appartenente al gruppo di comandi
Dimensioni
4. Fare clic sul pulsante OK
5. Fate ora un clic all’interno dell’oggetto e tenendo premuto il tasto de
mouse trascinare l’oggetto fin quando non è posizionato al centro del-
la Diapositiva
6. Fate clic sulla miniatura della seconda diapositiva
7. Modificate in Verdana il carattere del testo all’interno dei segnaposti
della seconda diapositiva

30
8. Nel segnaposto della seconda diapositiva, quello con l’elenco riducete
a 28 pt la dimensione del carattere allineamento giustificato e aggiun-
gete uno spazio pari a 12 pt. dopo il paragrafo

3.4.4 – Aggiungere un’immagine ad una diapositiva


Una delle icone presenti nelle dispositive con layout: Titolo e contenuto; Due
contenuti; Confronto e Contenuto con didascalia consente di inserire
un’immagine memorizzata sul nostro computer.

a. Facendo clic sull’icona PowerPoint aprirà l’omonima finestra di dialogo


nella quale sarà possibile indicare il supporto di memorizzazione e il
nome del file da inserire.
b. Possiamo comunque aggiungere un’immagine in una qualsiasi diaposi-
tiva facendo clic sull’omonimo pulsante presente nella scheda Inserisci
nel gruppo pulsanti Immagini. PowerPoint aprirà l’omonima finestra
di dialogo dove potremo indicare il disco e il nome del file da inserire

31
3.4.4.1 – Modifica e gestione delle immagini
Inserita un’immagine in una diapositiva possiamo aver bisogno di migliorarne
l’aspetto. PowerPoint riunisce gli strumenti per la gestione delle immagini nel
gruppo pulsanti Regola posizionato a sinistra nella scheda Formato che si atti-
va quando facciamo un clic su di una immagine.

a. I pulsanti presenti in questo gruppo consentono di personalizzare le


immagini gestendone: il colore, la luminosità, il contrasto ma anche di
ridurre le dimensioni per rendere il file più compatto possibile durante
il salvataggio.
b. Il primo pulsante che incontriamo in questo gruppo è Rimuovi sfondo,
un pulsante che non troviamo nelle precedenti versioni; anche il pul-
sante Effetti artistici è un nuovo pulsante apre una raccolta che forni-
sce a PowerPoint strumenti tipici di un software di grafica.
c. Correzioni questo pulsante consente la gestione della Luminosità e del
Contrasto.

Rimuovi sfondo

La luminosità cambia la quantità di luce in un’immagine, facendo clic su questo


pulsante viene visualizzato un elenco di opzioni che va da + 40% a – 40% pas-
sando il cursore sulle voci di questo elenco viene modificata in tempo reale la
luminosità dell’immagine

32
Il Contrasto controlla il modo in cui sono definiti gli elementi dell’immagine. Il
contrasto in un'immagine è la differenza tra il valore più alto (punto più lumi-
noso) e il valore più basso (punto più scuro) nell’immagine. Se viene aumenta-
ta questa differenza i valori più luminosi tendono al valore massimo (255) e i
valori più scuri tendono al valore minimo (0). I valori intermedi non cambiano.
Passando il cursore sulle voci di questo elenco viene modificato in tempo reale
il contrasto nell’immagine

Il pulsante Colore consente di applicare una variante di colore all’immagine in


modo da donarle una tonalità uniforme. Facendo clic su questo pulsante viene
visualizzato un elenco con numerose opzioni per colori diversi

Comprimi immagine riduce la dimensione del file immagine (non quella visua-
lizzata nel documento) ma lo spazio in byte che questa occupa nel nostro file,
in modo da renderlo il più compatto possibile.

Reimposta immagine annulla tutte le modifiche apportate all’immagine origi-


nale riportandola alle dimensioni, forma, colore di origine.

Effetti Artistici questo pulsante apre una raccolta nella quale sono elencati sot-
to forma di piccole anteprime effetti che consentono di avvicinare l‘immagine
ad un disegno. Utilizzare questi effetti è molto semplice e intuitivo sarà suffi-
ciente passare il cursore sulle miniature presenti nella raccolta, per vedere in
tempo reale la trasformazione dell’oggetto selezionato.

Inseriamo una nuova diapositiva nella quale aggiungeremo


un’immagine

1. Posizionatevi sulla terza Diapositiva e dalla scheda Home fate clic sul
pulsante Nuova diapositiva.
2. Scegliete il layout Titolo e contenuto

33
La nuova Diapositiva si presenta con un riquadro tratteggiato ed al centro un
rettangolo con 6 possibili tipologie di oggetto da poter individuare ed inserire.

Inseriamo ora una fotografia delle montagne del parco. Nella cartella con la
base informativa sul desktop ci sono file con foto di montagne, fiumi, laghi, fio-
ri, animali del parco.

3. Fate clic sull’icona Inserisci immagine (la prima della seconda riga,
quella con una montagna con il sole)
4. Scegliere il file Montagne del parco presente nella cartella con la base
informativa sul desktop.

Se avete eseguito correttamente i passaggi la vostra diapositiva si presenterà


così:

Figura 4

3.4.4.2 – Ritagliare un’immagine


Ritagliare un’immagine può migliorarne notevolmente l’aspetto. Ad esempio in
una fotografia permette di rimuovere elementi non indispensabili e di eviden-
ziare particolari per noi interessanti. Ad esempio per centrare un soggetto si

34
può ritagliare lo sfondo in eccesso di una foto, oppure si possono eliminare
particolari non graditi che attirerebbero lo sguardo in altri punti della fotogra-
fia. È il caso dell’immagine che abbiamo appena inserito. Il bordo nero distur-
ba, andrebbe ritagliato.

1. Selezionare l’immagine con le montagne del Parco


2. Fare clic sul pulsante Ritaglia presente nel gruppo Dimensioni della
scheda Formato
3. Il cursore si trasforma in uno strumento di ritaglio
4. Posizionare il cursore sull’angolo in basso a destra dell’immagine. Tra-
scinare verso l’interno fino a quando non si vedrà più il bordo nero. Ri-
petere l’operazione posizionando il cursore sull’angolo in alto a sini-
stra.

35
3.4.4.3 – Utilizzare gli Stili Immagine
La procedura per applicare uno stile ad una immagine oppure ad un oggetto
grafico è molto semplice, si utilizzano le miniature presenti nella raccolta stili
della barra multifunzione. Quando si seleziona l’oggetto sulla Barra multifun-
zione diventano disponibili la scheda contestuale Strumenti immagi-
ne/Formato o Strumenti disegno/Formato A seconda dell’oggetto selezionato
PowerPoint attiverà la scheda corrispondente, sulla quale è presente la raccol-
ta Stili Immagine nel caso di un’immagine o di una ClipArt o la raccolta Stili
forma nel caso di una forma.

Per applicare uno stile presente nella raccolta:

a. Fate clic all’interno dell’immagine per renderla attiva


b. Posizionare il puntatore del mouse su di una delle miniature della rac-
colta per vedere in anteprima l’immagine con lo stile associato
c. Scegliere lo stile facendo un clic sulla miniatura presente nella raccolta

36
d. La raccolta stile mostra gli stili che possiamo applicare all’immagine se-
lezionata. Possiamo visualizza-
re l’intera selezione di stili clic-
cando sul pulsante Altro posi- d
zionato nell’angolo in basso a
destra della raccolta

1. Fate clic nell’immagine con le montagne del parco


2. Attivate la scheda Formato e dalla raccolta stile scegliete Rettangolo
con ombreggiatura sfalsata
3. Salvate il file con la presentazione

3.4.5 – Scelta del Tema


Con il temine Tema, vengono specificati un gruppo di elementi di formattazio-
ne coordinati che compongono l'aspetto d'insieme di una presentazione, tra-
mite il set di caratteri, i colori, e la grafica. Quando si applica un tema vengono
personalizzati i colori di sfondo, gli stili di intestazione, il testo del corpo della
pagina e gli elenchi.

Per applicare un tema è necessario selezionare la scheda Progettazione; in


questa scheda troviamo la raccolta Temi dove sono presenti le anteprime dei
temi messi a disposizione da PowerPoint. Passandoci sopra col mouse vedre-
mo in tempo reale l’effetto che il tema avrà sulle diapositive della nostra pre-
sentazione. Cliccando sopra al tema prescelto questo verrà applicato a tutte le
diapositive, un clic destro sul tema invece, apre una casella di riepilogo, dove
sono presenti le voci per gestire il tema della diapositiva corrente.

37
1. Attivare la scheda Progettazione
2. Scegliamo un tema a piacere per tutte le diapositive della presentazio-
ne se il tema non fosse quelli proposti nella sezione faremo clic su Al-
tro per visualizzare tutti i temi del documento disponibili.

2
3. Il Tema ha modificato il colore dei caratteri e la grafica dello sfondo per
tutte le diapositive

Nella sezione Tema nella scheda Progettazione sono presenti altri tre pulsan-
ti.

38
Questi pulsanti consento la personalizzazione di un Tema

3.4.5.1 – Personalizzare la progettazione


Personalizzare un Tema della presentazione, vuol dire prima di tutto la modifi-
ca dei colori, ma anche del tipo di carattere caratteri o degli effetti relativi a li-
nee e riempimento utilizzati. I colori del tema includono quattro colori per il
testo e lo sfondo, sei colori per l'evidenziatore e due colori per i collegamenti
ipertestuali.

Facendo clic sul pulsante varianti o formato sfondo verranno visualizzati i co-
lori correnti del testo e dello sfondo. L'insieme di colori visualizzato accanto al

39
nome Colori, dopo la selezione del pulsante Colori, rappresenta i colori dell'e-
videnziatore e dei collegamenti ipertestuali specificati per tale tema. Appor-
tando una modifica a uno o più di questi colori per creare un insieme persona-
lizzato di colori del tema, la modifica sarà visibile nei colori visualizzati nel pul-
sante Colori tema e accanto al nome Colori.

3.4.5.2 – Personalizzare i tipi di carattere del tema


I tipi di carattere del tema includono un tipo di carattere per l'intestazione e un
tipo di carattere per il corpo del testo. Quando si fa clic sul pulsante Opzioni
testo, viene visualizzato l’elenco del tipo di carattere dell'intestazione e del
corpo del testo utilizzato disponibile con a lato il nome del Tema. Possiamo
modificare entrambi questi tipi di carattere per creare un insieme personaliz-
zato di tipi di carattere del tema.

40
3.4.5.3 – Personalizzare un insieme di effetti del tema

1. Controllate le diapositive facendo clic nelle miniature per vedere come


il Tema ha modificato il colore dei caratteri e come cambia la modifica
la grafica a seconda del tipo di diapositiva.
2. Modificate in Bianco il colore del carattere della terza diapositiva.
3. È il testo importato dal file di Word. Fate doppio clic nel segnaposto,
evidenziate tutto il testo e, facendo clic sul pulsante carattere scegliete
il colore Bianco. Non vi preoccupate se all’improvviso il testo sparisce è
perché in Word il colore del carattere è identico al colore dello sfondo.
Sarà sufficiente fare clic al di fuori del segnaposto e il testo sarà nuo-
vamente visibile.
4. Posizionatevi sulla quarta diapositiva, quella con l’immagine delle
montagne del parco
5. Inserite nell’apposito segnaposto il titolo: Le montagne del Parco
6. Centrate il titolo

Probabilmente questo Tema non si adatta proprio alla fotografia. Guardando la


diapositiva lo sguardo viene attirato dallo sfondo cupo dato dalle sfumature
del colore grigio, distogliendo l’attenzione dell’utente dall’immagine che ab-
biamo inserito.
41
Andiamo ora a modificare lo stile sfondo per quel che riguarda solo la diaposi-
tiva che contiene la fotografia delle montagne del Parco.

3.4.5.4 – Aggiungere colori e una struttura alle diapositive


con Temi
PowerPoint offre vari temi di progettazione, inclusi schemi di colori coordinati, sfondi,
stili di caratteri e posizionamento dei segnaposti. I temi predefiniti consentono di mo-
dificare rapidamente l'aspetto generale della presentazione.

1. Selezionare un tema quando si esegue File > Nuovo per iniziare una nuova
presentazione.

Scegliere una variazione di colore e quindi fare clic su Inserisci.

42
Applicare un tema diverso o una variante di colore alla presentazione.
Se si cambia idea, è sempre possibile cambiare il tema o la variante in qua-
lunque momento nella scheda Progettazione.

Nella scheda Progettazione scegliere un tema con i colori, il tipo di caratteri e


gli effetti desiderati.

Suggerimento: Per visualizzare un'anteprima della diapositiva corrente a cui è


applicato un tema, posizionare il puntatore del mouse sulla miniatura di ogni
tema.

Per applicare una diversa variante di colore di un tema specifico, nel gruppo
Variante scegliere la versione di proprio gradimento.

Il gruppo Varianti viene visualizzato a destra del gruppo Temi e le opzioni di-
sponibili variano a seconda del tema selezionato.

Se non vengono visualizzate le varianti, è possibile che si stia usando un tema


personalizzato o un tema meno recente progettato per le versioni precedenti
di PowerPoint oppure che siano state importate alcune diapositive da un'al-
tra presentazione con un tema meno recente o personalizzato.

Creare e salvare un tema personalizzato


È possibile creare un tema personalizzato modificano un tema esistente o ini-
ziando da zero con una presentazione vuota.

Fare clic sulla prima diapositiva e fare clic sulla freccia GIÙ nel gruppo Varianti
della scheda Progettazione.

43
Fare clic su Colori, Tipi di carattere, Effetti o Stili sfondo, quindi scegliere una
delle opzioni predefinite o personalizzarne una.

Dopo la personalizzazione degli stili, fare clic sulla freccia GIÙ nel gruppo Te-
mi e scegliere Salva tema corrente.

Assegnare un nome al tema e fare clic su Salva. Per impostazione predefinita,


il tema viene salvato con gli altri temi di PowerPoint e viene reso disponibile
nel gruppo Temi sotto un'intestazione Personalizzato.

Creare un tema personale in PowerPoint

Per creare un tema personalizzato, iniziare con un Office tema predefinito e modificare
i colori, i tipi di carattere o gli effetti:

Modificare le impostazioni relative ai colori, ai tipi di carattere e agli effetti del tema

Salvare le impostazioni come nuovo tema nella raccolta dei temi

Questi passaggi sono descritti di seguito.

Personalizzazione degli elementi del tema

Modificare un tema per modificare i colori, i tipi di carattere o gli effetti.

44
Panoramica dei temi

Un tema è uno schema di progettazione con colori, tipi di carattere e sfondo che si ap-
plica alle diapositive.

L'utilizzo di un tema conferisce alla presentazione un aspetto armonioso con il minimo


sforzo. Testo e grafica assumono automaticamente le dimensioni, i colori e il posizio-
namento definiti dal tema, il che significa meno lavoro manuale nella creazione di sin-
gole diapositive.

Dopo la creazione, il tema si trova nella scheda Progettazione della raccolta Temi. Per
provare un tema, posizionare il puntatore del mouse su un'anteprima nella raccolta
Temi e osservare come cambia l'aspetto della diapositiva.

Di seguito vengono riportati quattro temi diversi applicati alla stessa diapositiva:

3.4.5.5 – Spostare segnaposti ed immagini


Le immagini come tutti gli oggetti di PowerPoint possono essere ridimensiona-
te e spostate all’interno della diapositiva, basta cliccare all’interno
dell’oggetto, compariranno otto piccoli quadratini bianchi chiamati maniglie,
sarà sufficiente posizionare il puntatore del mouse su di un quadratino e tra-
scinare per ingrandire o rimpicciolire l’immagine.

45
a. Sarà sufficiente fare clic con il mouse su di una maniglia raffigurata da
un cerchietto posizionata su di uno dei quattro angoli e trascinare per
vedere rimpicciolire o ingrandire l’immagine senza che venga deforma-
ta.
b. Se invece farete clic su di una maniglia raffigurata da un piccolo qua-
drato posizionata su di uno dei bordi vedrete rimpicciolire o ingrandire
l’immagine con le proporzioni alterate.

46
3.4.5.5.1 – Ruotare e capovolgere un’immagine
Dopo aver inserito un oggetto nella diapositiva e modificate le sue dimensioni,
può capitare di avere la necessità di aggiungere degli effetti particolari come
ad esempio la parziale o totale rotazione. Quando selezioniamo un oggetto
appare, posizionato al centro del bordo superiore, una freccia circolare chia-
mata Controllo di rotazione. Il Controllo di rotazione permette di trascinare in
modo molto semplice un oggetto vuoi che esso sia un’immagine una forma
nella direzione in cui si desidera ruotarla controllando visivamente di quanto la
si desidera ruotare.

a. Selezionare l’oggetto da ruotare facendo un clic all’interno dello stesso


b. Portare il puntatore del mouse sul Controllo di rotazione
c. Tenendo premuto il tasto del mouse trascinare verso il basso o verso

l’alto a
seconda del verso e dell’angolazione che si vuole per la rotazione
dell’oggetto. Vedrete il puntatore del mouse assumere la forma di
quattro piccole frecce curve ad indicare la rotazione dell’oggetto.
d. Per ruotare un oggetto possiamo in alternativa utilizzare il pulsante
Rotazione presente nel gruppo pulsanti Dimensioni della scheda For-
mato.

47
Per spostare l’oggetto invece si posiziona il puntatore del mouse all’interno
dell’oggetto stesso e trascinarlo sulla diapositiva.

1. Ridimensionate e spostate al centro l’immagine sulla nostra diapositiva


2. Inserite ora una nuova diapositiva con il Layout Due contenuti
3. Fate clic sul bordo del segnaposto destinato al titolo della diapositiva e
pigiate il tasto Canc presente sulla tastiera in modo da eliminare il se-
gnaposto
4. Fate ora clic nel segnaposto di sinistra e inserite: Nel Parco scorrono
quattro fiumi che danno vita alle omonime valli: il Sangro, il Gioven-
co, il Melfa e il Volturno.
5. Andate a capo e continuate scrivendo:
6. Vi sono poi alcuni laghi naturali come il Lago Vivo, il Lago Pantaniello
e il Lago di Scanno, mentre quello di Barrea, della Montagna Spaccata
e di Grotta Campanaro sono bacini artificiali
7. Ingrandite il segnaposto posizionando il puntatore del mouse sul qua-
dratino bianco posizionato nella parte alta del segnaposto nel centro e
trascinare verso l’alto per ingrandire
8. Modificate il tipo di carattere in Verdana dimensione18
9. Giustificate i paragrafi
10. Modificate in 6 pt lo spazio dopo il primo paragrafo

48
11. Fate ora clic sul pulsante Allinea testo presente nella scheda Home
gruppo pulsanti Paragrafo
12. Dalla successiva tendina scegliete la voce In mezzo

In questo modo centriamo verticalmente il testo nel segnaposto

1. Richiamate la finestra Formato Effetti Testo facendo un clic destro

all’interno del segnaposto. Modificate il margine destro interno ad 1


cm
2. Inserite nel segnaposto di
destra un’immagine a vostra
scelta relativa ai laghi del
Parco
3. Ritagliate e sistemate l’ im-
magine all’interno della dia-
positiva

1
Aggiungiamo una seconda
immagine riguardante i fiumi
del parco, a destra del
paragrafo che elenca i nomi dei fiumi

49
1. Fate clic sul pulsante Immagine presente nella scheda Inserisci nel
gruppo pulsanti Immagini

Si aprirà la finestra di dialogo Inserisci immagine

2. Fate clic sul file Cascata presente nella cartella con la base informativa
sul desktop
3. Modificate le dimensioni dell’immagine, eliminate il bordo nero rita-
gliando il contorno e posizionatela a destra del paragrafo con i nomi
dei fiumi del parco
4. Salvate il file

50
3.4.5.6 – Utilizzare gli stili Forma
PowerPoint gestisce i segnaposti presenti nella diapositiva come se fossero
delle forme.

Le forme inserite nelle diapositive utilizzano le stesse tecniche di gestione delle


immagini perché sono entrambi oggetti grafici. Una volta inserite le possiamo
ruotare, le possiamo ridimensionare. Tuttavia le forme hanno alcune peculiari-
tà che le immagini non hanno, si possono ad esempio colorare utilizzando e
miscelando tutta una serie di colori, renderle trasparenti, applicare delle sfu-
mature e delle trame, una ombreggiatura, un effetto tridimensionale. È possi-
bile inoltre aggiungere del testo direttamente nelle forme.

1. Fate clic sul segnaposto della diapositiva 5 con le informazioni sui fiumi
e i laghi del Parco
2. Fate clic ora sulla scheda Formato
3. Dalla raccolta Stili forma scegliete Marrone – colore 3

4. Fate ora clic sul pulsante Effetti Forma posizionato sulla scheda For-
mato nel gruppo comandi Stili forma
5. Scegliete cora on un clic la voce Rilievo
6. Dalla successiva finestra di dialogo scegliete la voce Rilievo1
7. Assegnate ora alle immagini lo stile Rettangolo con rilievo

51
8. Salvate la presentazione

3.4.5.7 – Aggiungere animazioni alla presentazione


Gli effetti di animazione di PowerPoint danno movimento agli elementi presen-
ti in una diapositiva, come ad esempio: i segnaposti con il testo o le immagini.
Permettono inoltre di attirare l’attenzione degli spettatori, evidenziando i pun-
ti più importanti di una presentazione.

Possiamo iniziare a utilizzare questi effetti, assegnando agli oggetti di una pre-
sentazione una combinazione di animazioni predefinita, che può essere appli-
cata a più diapositive o all’intera presentazione utilizzando pochi clic del mou-
se. In questo modo risparmieremo tempo, dando però un aspetto coerente al
nostro lavoro.

52
I comandi per gestire le animazioni sono presenti nella raccolta Animazioni po-
sizionata nella scheda Animazione. Questa raccolta presenta una serie di ico-
ne raggruppate per tipologia di movimento: Entrata; Enfasi; Uscita. La raccolta
diventa attiva quando uno o più oggetti della diapositiva sono evidenziati, pas-
sando il puntatore del mouse sulle icone della raccolta si può vedere
un’anteprima in tempo reale; questo facilita tantissimo la scelta.

Entrata

Enfasi

Uscita

a. Per aggiungere una o più animazioni agli oggetti della diapositiva oc-
corre come detto selezionare l’oggetto, se occorre gli oggetti

53
b. Si fa clic con il mouse su di una delle proposte presenti nella raccolta
Animazioni

c. A destra della raccolta Animazioni trova posto il pulsante Opzioni ef-


fetti un clic su questo pulsante permette di definire il ver-
so dell’entrata o dell’uscita dell’oggetto al quale abbiamo
associato l’effetto
e. Per personalizzare l’avvio dell’animazione se con un clic
del mouse, utile quando la presentazione avviene con un
relatore, oppure se in automatico, per indicare la modali-
tà di esecuzione: la Durata e l’eventuale Ritardo nella
partenza, possiamo utilizzare i comandi presenti nel gruppo Intervallo
presente nella scheda Animazioni

…….aggiungiamo animazioni alla nostra


presentazione

1. Fare clic con il mouse sulla prima immagine inserita nella nostra
2. Fare clic sulla scheda Animazioni
3. Fate clic sull’animazione Zoom presente nella raccolta Animazione

54

3
PowerPoint visualizzerà l’anteprima dell’animazione.

Questo effetto verrà avviato ogni volta che si visualizzerà questa diapositiva
facendo clic con il mouse sopra la diapositiva durante la presentazione.

Facciamo in modo che l’immagine compaia con l’effetto nel momento in cui si
visualizza la diapositiva

4. Fate clic sul piccolo pulsante presente nella casella Inizio: presente nel
gruppo comandi Intervallo della scheda Animazioni

Si aprirà un piccolo menù a discesa con tre possibili scelte di inizio animazione:

Al clic del mouse – Con precedente – Dopo precedente

5. Scegliete la voce Con il precedente


6. In questo modo l’animazione verrà avviata contestualmente
all’ingresso della diapositiva
7. Portate a 04,00 la Durata dell’effetto (Durata indica la velocità di ese-
cuzione dell’animazione)
8. Inserite 01,00 nella casella Ritardo (sono i decimi di secon-
do di attesa prima dell’animazione)
9. Personalizziamo il punto di fuga cliccate ora sul pulsante
Opzioni effetto presente a destra della raccolta animazione
e scegliete la voce Centro oggetto
10. Cliccate sul piccolo pulsante posizionato a destra della ca-
sella Velocità e scegliete Veloce

55
Sul bordo dell’immagine è comparso un piccolo riquadro con uno 0 ad indicare
che all’oggetto, presente sulla diapositiva, è stata assegnata un’animazione. Lo
zero indica il tipo di avvio dell’animazione, gestita direttamente da PowerPoint
e non dall’utente attraverso il clic del mouse. (Figura 10)

Figura 5

Quando l’animazione è avviata con il clic del mouse, nel piccolo riquadro com-
pare il numero 1

11. Ripetere le operazioni per applicare un’animazione scelta a piacere tra


quelle a disposizione alla seconda immagine
12. Per la seconda immagine scegliete come inizio Dopo precedente
13. Fate ora clic sul pulsante Riquadro animazione posizionato nel gruppo
comandi Animazione avanzata
56
Il pulsante Riquadro animazione, può aiutare a tenere nota delle diverse ani-
mazioni della presentazione visualizzando in elenco
tutti gli oggetti animati. Ogni voce presente
nell’elenco ha sulla destra un piccolo pulsante; un
clic sul pulsante apre un menù nel quale sono rag-
gruppati i comandi per la gestione delle animazioni.

Questi elenchi possono essere utili se le diapositive contengono più di


un’animazione, perché permettono di stabilire come le immagini interagiranno
assieme.

Questo riquadro consente inoltre di controllare l’animazione di ciascun ogget-


to, l’ordine in cui compare e le pause fra i diversi effetti di animazione, ci con-
sente di impostare l’intervallo di tempo fra le animazioni e l’avvio
dell’animazione: se automaticamente dopo pochi secondi dall’intervento pre-
cedente o se con un clic del mouse.

Vediamo come sta venendo la nostra presentazione

1. Fate clic con il mouse sulla scheda Presentazione


2. Clic sul pulsante Dall’inizio presente nel gruppo comandi Avvia pre-
sentazione

PowerPoint offre molti strumenti che aiutano a controllare il modo con cui le
diapositive verranno presentate al pubblico.

57
Per esempio, si possono programmare speciali Transizioni, ovvero tecniche di
passaggio da una diapositiva all’altra. È possibile decidere i secondi che devono
passare tra una diapositiva all’altra per una presentazione automatica, oppure
inserire dei pulsanti per passare alla diapositiva successiva o precedente. Tutto
questo lo vedremo più avanti, per il momento passiamo alla diapositiva suc-
cessiva premendo il tasto Invio

3. Visualizzate l’intera presentazione premendo il tasto Invio

Creiamo la sesta diapositiva

1. Inserite una Nuova diapositiva scegliendo il layout Titolo e contenuto


2. Inserite il titolo della diapositiva: DOVE SI TROVA
3. Modificate Verdana 44 il tipo e la grandezza del carattere del titolo
4. Centrate il testo nel segnaposto
5. Nella casella di testo sottostante inserire: Nel cuore dell’Appennino
centrale a cavallo tra Abruzzo, Lazio e Molise, e ad uguale distanza
tanto dal Mar Tirreno che dall’Adriatico.
6. Modificate il carattere scegliendo Verdana 20
7. Giustifichiamo il paragrafo facendo clic sul pulsante Giustifica posizio-
nato nel gruppo pulsanti Paragrafo della scheda Home
8. Fate clic sul pulsante Invio per passare al nuovo paragrafo
9. Continuate a scrivere nel paragrafo successivo: Il Parco comprende cin-
que zone geografiche ben distinte:
10. In Abruzzo
11. l’Alto Sangro, la Marsica Fucense La Valle Peligna
12. Nel Lazio
13. La Valle di Comino
14. In Molise
15. Le Mainarde
16. Modificate il carattere dei paragrafi in Verdana dimensione 20
17. Inserite uno spazio dopo il primo paragrafo pari a 6 pt(Richiamate la fi-
nestra dialogo Paragrafo facendo clic sul pulsante visualizzazione fine-
stra di dialogoil quadratino in basso a destra del gruppo pulsanti)
18. Inserite uno spazio pari a 12 pt dopo il paragrafo che comincia con Il
parco comprende 5 zone……….

58
19. Modificate portando a 15,5 cm l’altezza del segnaposto
20. Allineate verticalmente In mezzo il testo nel segnaposto
21. Aumentate il livello elenco delle voci inserite dopo i due punti.

Chi conosce Word avrà sicuramente notato la presenza nella scheda Home di
tantissimi pulsanti comuni all’Editor di testo. Per aumentare il livello elenco fa-
te clic sul pulsante presente nel gruppo pulsanti Paragrafo.

3.4.5.8 – Modificare il Layout di una diapositiva


Sarebbe il caso ora di inserire un’immagine con la cartina del parco. Power-
Point consente di modificare in qualsiasi momento del lavoro, layout di una
diapositiva. È sufficiente fare clic sul pulsante Layout e sceglierne uno tra quelli
disponibili; in un attimo la diapositiva corrente assumerà il formato richiesto.

Modifichiamo il layout della diapositiva da Titolo e contenuto a


Due contenuti

1. Fate clic sul pulsante Layout presente nella scheda Home gruppo pul-
santi Diapositive
2. Tra le scelte in elenco fate clic sulla voce
Due contenuti

Il contenuto presente nella dispositiva verrà da Po-


werPoint automaticamente adattato al nuovo lay-
out, lasciando disponibile un segnaposto per inseri-
re un nuovo oggetto.

3. Fate clic sull’icona immagine

Il programma chiederà di specificare la cartella dove

59
sono presenti le immagini

4. Dalla finestra di dialogo scegliamo il file cartina_parco presente nella


cartella con la base informativa sul desktop.
5. Fate clic sul pulsante OK
6. Dalla scheda Formato fate clic sul Pulsante di visualizzazione della fi-
nestra di dialogo (il quadratino posizionato in basso a
destra del gruppo pulsanti Dimensioni in modo da ri-
chiamare la finestra di dialogo Formato immagine)

Il Pulsante di visualizzazione della finestra di dialogo è una pic-


cola icona presente in alcuni gruppi. Facendo clic su di esso,
viene visualizzato un riquadro attività o una finestra di dialogo
correlata, che consente a PowerPoint di mettere a disposizione
ulteriori opzioni relative a quel gruppo. Si aprirà la finestra di
dialogo Formato immagine, una finestra che già conosciamo,
con attiva la voce Dimensioni

7. Inserite 85% nella casella relativa alla larghezza


nell’area Proporzioni
8. Fate clic sul pulsante Chiudi
9. Aggiungete l’effetto Entrata Espansione (è presente tra
gli Altri Effetti di entrata che si possono visualizzare facendo clic
sull’omonima voce in basso nel menu a tendina con l’elenco degli ef-
fetti)

60
3.4.6 – Eliminare una diapositiva
Le diapositive come del resto tutti gli oggetti si possono all’occorrenza cancel-
lare

1. Fate un clic destro nella miniatura della diapositi-


va appena inserita, presente nel riquadro di sini-
stra
2. Dal menù a tendina Modifica scegliere Elimina
diapositiva (una diapositiva una volta selezionata
si può inoltre eliminare pigiando semplicemente il
tasto CANC)

Creiamo un’altra diapositiva

1. Inserite una Nuova diapositiva Scegliendo il layout


Intestazione sezione
2. Inserite il titolo: LAFAUNA
3. Centrate il titolo
4. Nella casella di testo sottostante inserite: La fauna del parco è partico-
larmente importante, comprende specie assai rare. Si ricordano l'or-
so bruno marsicano (la Marsica è una subregione abruzzese), che è
l'animale simbolo del parco, il lupo degli Appennini, il camoscio d'A-
bruzzo e, a seguito di ripopolamento, il cervo e il capriolo. Tra gli uc-
celli, si annoverano l'aquila reale, l'astore e il gufo reale.
5. Giustificate il testo
6. Riducete la dimensioni del carattere portandolo a Century Gothic 20
7. Modificate In mezzo il punto d’ancoraggio del testo nel segnaposto
8. Portate a 12 cm di altezza e 10 cm di larghezza le dimensioni del se-
gnaposto (clic nel segnaposto e poi di nuovo clic sulla scheda Formato
inserire poi le dimensioni nelle caselle preposte presenti nel gruppo
pulsanti Dimensioni)
9. Associale al segnaposto lo stile forma: Effetto marcato – Nero, Scuro 1
10. Associate al segnaposto un effetto forma Rilievo 1
11. Fate clic sulla scheda Inserisci e successivamente fate clic sul pulsante
Immagine
12. Scegliete la cartella con la base informativa sul desktop
61
13. Inserite l’immagine e fate clic sul file Capriolo.jpg
14. Inserite un bordo Verde scuro
15. Associate lo stile immagine Angolo arrotondato diagonale, bianco
16. Aggiungete una leggera rotazione verso sinistra all’immagine (vi ricor-
date? Dovete fare clic sul piccolo cerchietto verde posizionato sul bor-
do superiore dell’immagine; tenendo premuto il tasto del mouse tra-
scinare verso sinistra)
17. Inserite ora l’immagineLupo.jpg sempre presente nella cartella con la
base informativa sul desktop
18. Associatelo stile immagine: Prospettiva con rilievo
19. Aggiungete ora delle animazioni personalizzate, a vostra scelta, per le
caselle di testo e le immagini della diapositiva
20. Salvate la presentazione nella cartella sul Desktop con la base informa-
tiva

62
3.5 - Utilizzo avanzato degli Strumenti di Presentazione

62
SOMMARIO

3.5.1 - AGGIUNGERE EFFETTI ARTISTICI ALLE IMMAGINI ....................................... 65


3.5.1.1 - AGGIUNTA DI TESTO NELLE DIAPOSITIVE ............................................................ 66
3.5.2 – TIPI DI VISUALIZZAZIONE DI UNA PRESENTAZIONE .................................... 67

3.5.2.1 – VISUALIZZARE LA STRUTTURA DI UNA PRESENTAZIONE.......................................... 68


3.5.2.2 – VISUALIZZARE LA SEQUENZA DELLE DIAPOSITIVE .................................................. 68
3.5.3 – CREARE COLLEGAMENTI IPERTESTUALI A OGGETTI INTERNI O ESTERNI ALLA
PRESENTAZIONE ................................................................................................... 70
3.5.3.1 – COLLEGAMENTI IPERTESTUALI ......................................................................... 70
3.5.3.2 – ALTRE TIPOLOGIE DI COLLEGAMENTI ................................................................. 74

3.5.4 – MODIFICARE I COLORI DEL TEMA .............................................................. 75


3.5.5 – CREARE PULSANTI DI NAVIGAZIONE.......................................................... 77

3.5.6 – CREARE NOTE DEL RELATORE .................................................................... 80


3.5.6.1 – VISUALIZZARE LE PAGINE NOTE ........................................................................ 81
3.5.7 – STAMPARE UNA O PIÙ DIAPOSITIVE DI UNA PRESENTAZIONE ................... 82
3.5.8 - TRANSIZIONI TRA DIAPOSITIVE .................................................................. 84

3.5.8.1 – PROVARE GLI INTERVALLI DI TRANSIZIONE E VERIFICARE I TEMPI DI RIPRODUZIONE...... 89


3.5.9 – SCEGLIERE IL TIPO DI PRESENTAZIONE PIÙ ADATTO .................................. 91

3.5.10 – SALVARE LA PRESENTAZIONE NEL FORMATO PIÙ ADATTO ...................... 92


3.5.11 – CREARE UN VIDEO DA UNA PRESENTAZIONE........................................... 94
3.5.11.1 - CREARE UN PACCHETTO PER CD..................................................................... 95
3.5.12 – PRESENTAZIONE CON IL RELATORE ....................................................... 100

3.5.13 – INSERIRE NELLA PRESENTAZIONE DIAPOSITIVE PROVENIENTI DA ALTRE


PRESENTAZIONI.................................................................................................. 102
3.5.14 – INSERIRE UN FILMATO NELLA PRESENTAZIONE ..................................... 104
3.5.14.1 – APPORTARE MODIFICHE AL VIDEO ................................................................ 105

63
3.5.14.2 – AGGIUNGERE UN FRAME POSTER A UN VIDEO................................................. 108

3.5.15 – AGGIUNGERE UN FILE AUDIO AD UNA PRESENTAZIONE ........................ 108


3.5.16 – GESTIRE IL SALVATAGGIO AUTOMATICO DI UN FILE .............................. 111
3.5.16.1 – ATTIVAZIONE E PERSONALIZZAZIONE DEL SALVATAGGIO AUTOMATICO ................. 112
3.5.17 – GESTIRE LE VERSIONI ............................................................................ 114
3.5.17.1 – APERTURA E VISUALIZZAZIONE DI VERSIONI SALVATE IN PRECEDENZA ................... 114
3.5.17.2 – RIPRISTINO DI VERSIONI PRECEDENTI DEL FILE CORRENTE .................................. 115
3.5.17.3 – RECUPERARE VERSIONI NON SALVATE DI NUOVI FILE ........................................ 115
3.5.18 – INSERIRE E GESTIRE UNA TABELLA IN UNA DIAPOSITIVA ....................... 119
3.5.18.1 – AGGIUNTA DI EFFETTI ALLA TABELLA ............................................................. 120
3.5.18.2 – INSERIRE UNA TABELLA UTILIZZANDO LA SCHEDA INSERISCI ................................ 121
3.5.18.3 – FORMATTAZIONE DI UNA TABELLA................................................................ 123
3.5.18.4 – STILE TABELLA ......................................................................................... 125

3.5.19 – PERSONALIZZARE IL TIPO DI CARATTERI DEL TEMA ............................... 127


3.5.20 – INSERIRE E GESTIRE GRAFICI IN UNA PRESENTAZIONE ........................... 129

3.5.20.1 – OPZIONI DEL GRAFICO ............................................................................... 136


3.5.20.2 – IMPORTARE UN GRAFICO ............................................................................ 139
3.5.21 – UTILIZZARE INTESTAZIONI E PIÈ DI PAGINA ........................................... 143
3.5.22 – UTILIZZARE ELEMENTI GRAFICI .............................................................. 144

64
3.5.1 - Aggiungere effetti artistici alle immagini
Abbiamo visto come modificare le dimensioni di una immagine inserita, co-
me ritagliarla, abbiamo visto come inserire dei bordi colorati. Vediamo ora
come aggiungere degli effetti. Questa nuova caratteristica di PowerPoint
2010 consente di avvicinare l‘immagine ad un disegno. Nella scheda conte-
stuale Strumenti immagine/Formato nel gruppo comandi Regola è presente
il pulsante Effetti Artistici un clic su questo pulsante apre una raccolta nella
quale sono elencati sotto forma di piccole anteprime numerosi effetti. Utiliz-
zare questi effetti è molto semplice e intuitivo sarà sufficiente passare il cur-
sore sulle miniature presenti nella raccolta, per vedere in tempo reale la tra-
sformazione dell’oggetto selezionato.

1. Fate clic sull’immagine del caprio-


lo 3
2. Clic ora sulla scheda Formato
3. Clic sul pulsante Effetti artistici
Passate il cursore sulle piccole
miniature e vedete come in
tempo reale si modifica
l’immagine

4. Fate clic sulla miniatura


Tessuto (la seconda della
quarta fila)
5. Salvate la presentazione
4

65
3.5.1.1 - Aggiunta di testo nelle Diapositive
Scorrendo il menù Nuova diapositiva, alla ricerca di un layout adatto per la
diapositiva che stiamo creando, possiamo notare che in quasi tutti i layout
disponibili sono presenti i segnaposto per: le caselle di testo, per il titolo e
per il testo degli elenchi puntati. Ciò non toglie però la possibilità di inserire e
di posizionare all’interno delle stes-
se altri oggetto testo attraverso lo
strumento Casella di testo (chi co-
nosce Word ha già avuto modo di
utilizzare questo strumento). 3

Si richiama una Casella di testo facendo clic sull’omonimo pulsante presente


nel gruppo pulsanti Testo della scheda Inserisci

1. Spostatevi sulla Diapositiva3 facendo clic sulla miniatura presente nel


riquadro elenco di sinistra
2. Trascinate verso il basso l’oggetto con il testo relativo alle caratteristiche
geografiche del Parco
3. Fate clic sul pulsante Casella di testo presente nel gruppo pulsanti Testo
della scheda Inserisci
4. Il puntatore diventa una T rovesciata
5. Posizionate il puntatore a sinistra nella parte alta della diapositiva fate
un clic (il cursore diventerà una doppia freccia bianca e a mano a mano
che si trascina il mouse verrà creato un piccolo rettangolo di selezione
vuoto all’interno del quale è visibile il punto di inserimento intermitten-
te)

66
6. Inserite: Caratteristiche geografiche
7. Modificate il tipo di carattere in Verdana di-
mensione 24
8. Allargate il segnaposto fino a raggiungere il
bordo destro dell’oggetto sottostante, quello
con il testo
9. Centrate e sottolineate il titolo appena inserito
modificate Rosso - colore 2 il colore del carat-
tere facendo clic sul pulsante Colore carattere
presente nella scheda Home
10. Aggiungete ora una casella di testo con il titolo:
I fiumi e i laghi nella quinta diapositiva (dovre-
te farvi un pochino di spazio riducendole di-
mensioni dei segnaposti e spostando le imma-
gini)
11. Modificate in Verdana dimensione 20 il carat-
tere del titolo
12. Aggiungete l’animazione personalizzata Effetto
Enfasi Rotazione alla casella di testo
13. Modificate l’inizio dell’effetto inserendo Con
precedente
14. Fate clic sul pulsante Opzioni effetto e dal me-
nù a discesa scegliete la voce Due rotazioni
15. Nella casella Durata inserire 04,00
16. Salvate la presentazione

3.5.2 – Tipi di visualizzazione di una presentazione


Abbiamo disponibili diversi modi per visualizzare le diapositive della nostra
presentazione. PowerPoint infatti possiede sei diversi tipi di visualizzazione
diapositive: Normale, Struttura, Sequenza diapositive, Pagina note. Fino ad
ora abbiamo lavorato in visualizzazione Normale.

67
3.5.2.1 – Visualizzare la Struttura di una presentazione
La visualizzazione Struttura è disponibile nel riquadro a sinistra della Diaposi-
tiva nella quale stiamo lavorando. La prima, quella con una piccola diapositi-
va in alto, la conosciamo infatti è quella con la quale abbiamo fino ad ora la-
vorato

1. Fate clic sulla seconda quella con la scritta Struttura.


2. Questa visualizzazione permette una veloce modifica del testo inserito
nelle diapositive
3. Selezionate con un doppio clic la parola Sangro presente nella sesta dia-
positiva e fate clic sul pulsante Grassetto presente nella Scheda Home
gruppo comandi Carattere
4. Ripetete i passaggi per le parole Giovenca, Melfa e Volturno
5. Salvate la presentazione

3.5.2.2 – Visualizzare la Sequenza delle diapositive


Questa visualizzazione permette di ottenere una visione d’insieme,
un’anteprima della presentazione completa. È composta da diapositive in
miniatura. Questo tipo di visualizzazione consente di reimpostare veloce-
mente la sequenza delle diapositive nella presentazione.

1. Fare clic sulla scheda Visualizza e scegliere la voce Sequenza diapositiva


2. Fare clic sulla diapositiva 8 e tenendo schiacciato il tasto del mouse tra-
scinarla a sinistra della diapositiva 5
3. Lasciare il tasto del mouse

68
PowerPoint ha modificato la sequenza delle diapositive cambiando inoltre la
numerazione delle stesse. (Figura 14)

Figura 14

È attiva la scheda Visualizza nella quale sono presenti i pulsanti per la gestio-
ne delle visualizzazioni della presentazione.

4. Fate clic sul pulsante Adatta alla finestra presente nel gruppo pulsanti
Zoom
5. Salvate la presentazione

69
3.5.3 – Creare collegamenti ipertestuali a oggetti in-
terni o esterni alla presentazione

3.5.3.1 – Collegamenti ipertestuali


Questo processo è la base degli Ipertesti. L'idea di base dell'ipertesto è di
consentire al fruitore un libero collegamento fra informazioni poste in punti
diversi dello stesso documento e di permettergli una consultazione persona-
lizzata, lasciandosi guidare soltanto dalla logica del pensiero.

L'ipertesto, al contrario del testo tradizionale, consente una lettura non se-
quenziale ma per centri di interesse. Qui notiamo la presenza di nodi (parola-
chiave, pulsante, ecc..) che connettono tra loro vari elementi testuali o mul-
timediali (un'immagine, un riferimento
sonoro, ecc..) con un semplice clic del
mouse. Per orientarsi (navigare) in
questo groviglio di interconnessioni si
ha bisogno di una bussola (mappa) che
è semplicemente l'indice generale de-
gli argomenti trattati

Una diapositiva per essere comunicati-


va deve contenere un messaggio breve
e sintetico; questo messaggio deve se-
guire un discorso consequenziale svi-
luppato in più diapositive successive.

Approfondimenti su di un particolare
argomento se possono essere graditi
ad un utente rischiano, tuttavia, di di-
stogliere l’attenzione dei più dal filo logico che si sta seguendo e di conse-
guenza appesantire la presentazione.

70
Nella nostra presentazione, nella diapositiva relativa alla fauna, si accenna a
tre animali simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo: l’Orso Marsicano il Lupo e
il Camoscio

Possiamo inserire delle notizie aggiuntive su questi mammiferi corredate da


altre fotografie. Però queste aggiunte possono non interessare a tutte le per-
sone che fruiscono della presentazione, oppure possono essere gradite solo
durante una seconda lettura di approfondimento.

Nella diapositiva numero 10 intitolata La fauna introdurremo un Link (lega-


me) ad un altro file contenente informazioni sul lupo un altro contenente in-
formazioni sull’orso marsicano ed un altro ancora contenente informazioni
sul Camoscio d’Abruzzo: soltanto chi è incuriosito può accedere a uno di
questi file oppure a tutti e tre.

Le informazioni riguardanti il lupo e l’orso marsicano sono in due diapositive


presenti in due differenti presentazioni mentre, le informazioni sul Camoscio
sono presenti in un file HTML (sono state scaricate da internet). Per “aggan-
ciare” alla nostra presentazione le informazioni presenti in questi differenti
file, utilizzeremo i due pulsanti posizionati nella scheda Inserisci gruppo pul-
santi Collegamenti: il pulsante Collegamento e il pulsante Azione

1. Attivate la scheda Visualizza e fate clic sul


pulsante Visualizzazione normale
2. Nel segnaposto con il testo della decima
diapositiva, evidenziate le parole camoscio
d’Abruzzo in modoche diventi così: camoscio 3
d’Abruzzo
3. Fate ora clic sul pulsante Collegamento presente nella scheda
Inserisci gruppo pulsanti Collegamenti
4. PowerPoint aprirà l’omonima finestra di dialogo; dal piccolo pannello
di sinistra denominato collega a: scegliete File o pagina web
esistente

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5. Nella casella di riepilogo Cerca in: facendo clic sul piccolo pulsante
posizionato a destra, quello con il triangolo per intenderci,
specificate la cartella Base PowerPoint sul desktop e
successivamente nelriquadro in basso cercate e fate clic sul file Il
camoscio d’Abruzzo.mht

6. Fate clic sul pulsante OK


7. Nella successiva finestra PowerPoint ci avvisa che in alcuni browser
le pagine potrebbero non essere visualizzate correttamente: fate clic
sul pulsante sì

8. La scritta Il camoscio d’Abruzzo appare ora sottolineata di azzurro


questo ad indicare che siamo in presenza di un collegamento
ipertestuale.
9. Avviate la presentazione dalla diapositiva corrente facendo clic
sull’omonimo pulsante presente nella scheda Presentazione

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10. Portate il cursore sulla parola Camoscio e premere Ctrl sulla tastiera
non appena si trasforma in una piccola mano, fate clic con il mouse
(Figura 15)

Figura 15

Si aprirà la pagina web con le informazioni dettagliate sul camoscio


d’Abruzzo.

1. Posizionate il cursore sulla parola Per iniziare si aprirà una tendina


con una serie di link ad altre pagine, spostatevi ora sulla parola Il
camoscio e dalla tendina provate a cliccare sugli argomenti, si
apriranno altre pagine con tante altre informazioni e così via…..
2. Chiudere la finestra

Notate la scritta il camoscio d’Abruzzo ora è di colore fucsia questo ad


indicare che il collegamento è stato visitato!

3. Pigiare il tasto della tastiera ESC per uscire dalla visualizzazione


presentazione
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3.5.3.2 – Altre tipologie di collegamenti
Creiamo ora un collegamento (link) tra le parole Orso marsicano e Lupo pre-
senti in questa diapositiva e le diapositive dei file Orso marsicano e lupo po-
sizionati nella cartella con la base informativa sul desktop dove sono scritte
notizie aggiuntive su questi animali.

Un altro modo per creare collegamenti è attraverso il pulsante Azione. An-


che questo pulsante si trova nella scheda Inserisci a destra del pulsante Col-
legamento

1. Evidenziate le parole l’orso bruno marsicano in


modo che diventi così: l’orso bruno marsicano
2. Fate ora clic sul pulsante Azione situato nella
scheda Inserisci nel gruppo pulsanti Collega-
menti

La finestra successiva, Impostazione azione, presenta due schede attraverso


le quali possiamo agganciare le parole
evidenziate ad altre diapositive della no-
stra presentazione o ad altre presenta-
zioni, oppure ad altri file:
4
a. Facendo clic con il mouse sulle
parole evidenziare
b. al passaggio del mouse sulle pa-
role evidenziate

3. Nella scheda clic del mouse fare clic


nella casella di opzione Effettua col-
legamento a:
4. Nel menù a tendina scegliete la voce Altra presentazione di PowerPoint

74
5. Indicate al programma la cartella con la base informativa sul desktop e
successivamente il file Orso marsicano.pptx
6. Fate clic su OK

In questo modo abbiamo creato un Link (collegamento) tra la nostra presen-


tazione e la presentazione Orso marsicano. Durante l’esecuzione della pre-
sentazione facendo clic con il mouse su queste parole (che appaiono ora sot-
tolineate e di colore azzurro appunto per segnalare il collegamento) Power-
Point eseguirà la nuova presentazione con le informazioni aggiuntive.

3.5.4 – Modificare i colori del Tema


Il colore del collegamento come del resto il colore dei caratteri e degli stili
forma è legato al tema prescelto.

Possiamo personalizzare questi colori facendo clic sul


pulsante Colori presente nel gruppo Varianti della
scheda Progettazione

1. Fate clic sul pulsante Colori presente nel gruppo


Varianti della scheda Progettazione e dal menù a
tendina scegliere la voce Personalizza colori…
2. Dalla finestra di dialogo Crea nuovi colori tema
personalizzare i colori relativi al collegamento
ipertestuale: in verde scuro il collegamento e in
giallo il collegamento visitato
3. Inserite il nome Orso nella omonima casella e fate
clic sul pulsante Salva

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2

La combinazione di colori è stata salvata ed è ora presente nella lista che si


apre cliccando sul pulsante colori

4. Ripetete ora i passaggi per collegare alla parola Il lupo l’omonimo file di
PowerPoint presente nella cartella con la Base informativa sul Desktop
5. Avviate la presentazione dalla diapositiva corrente facendo clic
sull’omonimo pulsante presente nella scheda Presentazione
6. Portate il cursore sulla parola L’Orso Marsicano non appena si trasforma
in una piccola mano fate clic con il mouse

Verrà visualizzata la diapositiva con in dettaglio le informazioni sull’orso


marsicano

7. Per il momento per uscire da questa diapositiva e tornare alla nostra


presentazione possiamo pigiare il tasto ESC presente sulla tastiera
8. Portare ora il cursore sulla parola Il lupo e ripetete i passaggi per control-
lare il funzionamento dei collegamenti.

Notate il colore del collegamento ora è cambiato è di colore giallo ad indi-


care che il file collegato è stato già visitato

9. Premete nuovamente il tasto ESC per uscire dalla visualizzazione presen-


tazione

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3.5.5 – Creare pulsanti di navigazione
Abbiamo appena collegato il contenuto di altri file o di altre presentazioni a
piccole porzioni di testo presenti in una diapositiva, utilizzando due pulsanti
presenti nella scheda Inserisci: il pulsante Collegamento e il pulsante Azione.

Se si imposta un collegamento ipertestuale a una singola diapositiva, è buona


regola aggiungere un collegamento ipertestuale nella stessa diapositiva per
tornare a quella di partenza.

Il collegamento quindi deve necessariamente essere eseguito anche tra il file


con la diapositiva con le informazioni sull’orso e il file con le diapositive nelle
quali sono presenti le informazioni sul parco. Questo per dare a PowerPoint
uno strumento che gli consenta di tornare alla vecchia presentazione una
volta che l’utente ha finito di consultare le informazioni relative all’orso.

Inseriremo ora nelle diapositive che riguardano l’orso marsicano e il lupo due
piccoli pulsanti, chiamati pulsanti azione, che ci consentiranno di tornare alla
nostra presentazione senza dover premere il tasto ESC.

Un pulsante di azione è un pulsante per il quale è possibile definire collega-


menti ad altre diapositive della stessa presentazione, di altre presentazioni
oppure collegamenti ad altri file. Sui pulsanti di azione sono raffigurate delle
forme, ad esempio frecce a destra o a sinistra e simboli comuni, che indicano
come passare alla diapositiva precedente o successiva, alla prima o all'ultima
diapositiva, che indicano la riproduzione di suoni o filmati.

Questi pulsanti vengono utilizzati di solito per le presentazioni ad esecuzione


automatica, per esempio durante convegni su Computer posizionati in un'a-
rea pubblica o molto frequentata.

1. Aprite il file con la presentazione Orso marsicano presente nella cartella


con la base informativa sul desktop

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2. Nel gruppo pulsanti Illustrazioni
della scheda Inserisci fare clic 1

sulla freccia posizionata al di sotto del pulsante Forme.


3. Dall’elenco di forme disponibili nell’area denominata Pulsanti di azione
scegliere il pulsante Indietro o precedente
4. Posizionate ora il cursore
nell’angolo in basso a sinistra
della diapositiva e trascinate te-
nendo premuto il tasto del 3
mouse in modo da dare forma
al pulsante

PowerPoint vi chiederà a cosa fare il collegamento

5. Fate clic con il mouse sulla scritta azzurra Diapositiva precedente

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6. Nel menù a tendina scegliete Altra
presentazione di PowerPoint.… Indi-
cate al programma la cartella con la
base informativa presente sul desk-
top e successivamente il file Abruz-
6
zo.pptx
7. PowerPoint vi chiederà di selezionare
quale delle diapositive della presen-
tazione Abruzzo volete il collegamen-
to
8. Fate clic sul titolo diapositiva LA
FAUNA
9. Fate clic su OK

Se avete eseguito i passaggi in modo corretto la diapositiva sarà così (Figura


16)

Figura 16
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10. Salvare e chiudere il file
11. Ripetete i passaggi per inserire un pulsante che riporti alla presentazione
Abruzzo, per il file con le informazioni sul lupo
12. Salvate le modifiche apportate alle presentazioni
13. Eseguite ora la presentazione relativa al parco nazionale d’Abruzzo e
provate il link
14. Salvate la presentazione

3.5.6 – Creare note del relatore


Durante la creazione di una diapositiva, si può avere la necessità di inserire
delle annotazioni da utilizzare eventualmente durante l’esposizione della
presentazione. Ogni singola diapositiva di una presentazione, possiede una
p