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Pensiero castanediano/Versione stampabile

De Nahuales

SOMMARIO
Copertina

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compresi tutti i sotto-paragrafi; capitolo "Le Fondamenta del Pensiero castanediano"; paragrafo
"Luztlá n" del capitolo "La cosmovisione"; "Bibliografia"; "Prefazione" e "Epilogo"; nessun Testo
Copertina nè Testi di Retro Copertina.
Una copia della licenza in inglese è acclusa nella sezione intitolata "Licenza per
Documentazione Libera GNU".
Tabla de contenidos
• 1 Prefazione
• 1.1 Origine di questo wikilibro: la Comunità "Viaje a Ixtlan"
• 2 Introduzione
• 3 La Toltechità
• 3.1 La Toltechità
• 3.1.1 Critiche al termine
• 3.1.2 Mexicayotl e Toltecayotl
• 3.2 I Toltechi
• 4 Le Fondamenta del Pensiero castanediano
• 4.1 Pensiero
• 4.1.1 Concetti nuovi e contraddizioni
• 4.1.2 Un Cammino Nuovo
• 4.1.3 Le Tre Attenzioni
• 4.1.4 Il "Punto di Unione"
• 4.1.5 La ricerca della "Libertà"
• 4.2 "Energetica" o Percettica (o, 'Nahualogia')
• 4.2.1 Definizione
• 4.2.2 "Scienza Nahualica"
• 4.2.2.1 Una 'morte alternativa'
• 4.2.2.2 "Aquile" nello spazio di "Zero"...
• 4.2.3 La Struttura Energetica Umana
• 4.2.3.1 Catalogazione delle "Coscienze Sferiformi"
• 4.2.3.2 i Cinque Corpi energetici
• 4.2.3.3 i Dialoghi Interni e i Punti di Unione
• 4.2.3.4 La totalità di Se Stessi
• 4.2.4 Le differenti 'attenzioni' umane
• 4.2.4.1 Fra la prima e la Quinta Attenzione..
• 4.2.4.1.1 Prima e Seconda
• 4.2.4.1.2 Terza e Quarta
• 4.2.4.1.3 Quinta
• 4.3 Le tre Arti
• 4.3.1 il Cammino del Guerriero
• 4.3.1.1 Obiettivi:
• 4.3.2 L'Arte dell'Agguato
• 4.3.2.1 Uso del Termine
• 4.3.2.1.1 La "Manovra dell'Agguato"
• 4.3.2.1.2 La "Follia controllata"
• 4.3.2.2 Principi e Precetti
• 4.3.2.2.1 i 7 Principi dell'arte dell'agguato
• 4.3.2.2.2 iI 3 Precetti dell'Agguato
• 4.3.2.2.3 Le 4 Qualità del "Cacciatore"
• 4.3.2.3 La "Discesa dello Spirito", il "Silenzio Interno" e.. "gli
Occhi"
• 4.3.2.3.1 Si convoca utilizzando "gli occhi" ..
• 4.3.2.4 La Caccia: essere "Cacciatori"
• 4.3.2.4.1 Essere inacessibili
• 4.3.2.4.2 Cancellare la propria "storia personale"
Prefazione
SOMMARIO
Copertina
Questa prefazione è soprattutto per spiegare che, se qualcuno cercasse di boicottare il libro visto che
è modificabile, stravolgendolo parzialmente (o, addirittura, completamente), i lettori devono
sapere come difendersi. Potete reagire: siate attivi.
Un wiki è disposto in modo che possiate farlo.
Non ci credete? Tutto rimane nella "cronologia": vedete, quel tastino in alto "history" in inglese;
ogni wiki ce l'ha. A cosa serve? Esattamente a salvare e memorizzare TUTTE le versioni, tutti i
cambi.
Questa prefazione pertanto, non potrà essere cambiata proprio per questo motivo. Perchè
avvisa il lettore.
Voi non dovete far altro che andare a vedervi per sicurezza (vostra) quelle versioni precedenti più
significative. Confrontate e state attenti soprattutto con la prima, la primissima versione, per vedere
se non ne avessero stravolto l'intento.
Poi, voi potete decidere che farne; se a vostra volta cambiarne e modificarne dei contenuti solo per
voi e farli circolare solo nella vostra ristretta rete di amici, oppure renderli pubblici e contribuire
qui.
Se il materiale fosse stampato e venduto (o comunque fatto circolare) in cartaceo, chiediamo l'
obbligo per quanto sopra spiegato, di annettere SEMPRE la prima versione originale, che è
questa; l'ideale, sarebbe comunque aggregare almeno quelle più significative, di modo che chi
legge possa intuirne le varie "evoluzioni".
Lo scopo e intento di questo manuale, a parte quello citato nell'introduzione, è favorire una
corretta comunicazione, ossia "costruttiva", fra i membri delle diverse scuole. Comunicazione
che, soprattutto in Italia, secondo il parere di chi ha iniziato questo wikibook manca.

Origine di questo wikilibro: la Comunità "Viaje a Ixtlan"


Il lavoro di questo wikilibro è stato generato grazie allo sforzo e alla dedicazione dei membri di
un'intera comunità virtuale, ora chiusa e cancellata, assieme a tutti gli altri Gruppi di hotmail del
resto.. un'ennesima censura.
Prima che ciò accadesse, era consultabile a quest'indirizzo:
http://groups.msn.com/ELVIAJEAIXTLANSENDADELGUERRERO.
Potete ugualmente vederne una copia salvata (anche se non più attiva, mi riferisco solo alla parte
grafica dei testi) al seguente link:
http://www.esonet.org/Via_del_guerriero/index.html
Di ciò, dovete ringraziare l'amministratore di quel sito, che ha concesso gentilmente di archiviare
come documento-archivio tutta quella comunità, che ora è interamente consultabile e resta quindi
come testimonianza online.
Da essa, ha avuto origine questo lavoro di wikibook sul Castanedismo, come già affermato.

Questo archivio, era stato salvato originariamente anche ai seguenti link:


http://castaneda.altervista.org [1]
li riportiamo, ma non sappiamo fino a quando saranno visibili
mentre, su quest'altro,
http://naguales.com
era stato salvato solo in un principio. Poi, l'hanno cancellato (promesse da marinaio...).

Il Libro Manuale-wiki sul pensiero castanedico, è stato protetto anche qua:


http://nahuales.altervista.org/wiki/index
nella sua doppia versione "italiano-spagnola"

nella speranza che questi due progetti e testimonianze non si perdano e vengano protetti,
sviluppati, divulgati, fatti crescere.
Speriamo adesso che, con l'aiuto di tutti, ne venga fuori una grandiosa delucidazione, capace di
andare al di là della dilagante confusione che attorno a questo pensiero regna e si è venut'a
formare.

Version Wikibook
VERSION ESPAÑOLA

Introduzione
SOMMARIO
Si denomina pensiero castanediano la filosofia e cosmovisione scaturite dalle numerose opere
lasciateci dall'ormai scomparso, antropologo Carlos Castaneda. I suoi scritti riprendono a detta
dello stesso autore, una frangia molto specifica del pensiero tolteca, tanto particolare e articolata,
da non riuscire ad offrirne (nonostante i suoi libri siano più di una dozzina) un quadro completo ed
esauriente.
Le idee dei gruppi di Neo-Sciamanesimo derivanti da Carlos Castaneda, si racchiudono in un
corpus di regole e ottiche filosofico-religiose, che vengono spesso raggruppate e definite nel loro
insieme come 'Pensiero castanediano', o "Cammino Tolteca". La 'Toltechità' risulta essere un
movimento più o meno fin dai primi anni '80, come risultato già detto dei libri di Castaneda.
Si è venuto peró a creare negli ultimi anni, un movimento diviso in due parti: da un lato libri come
quelli di Miguel Ruiz, che mostrano una serie di idee e principi, e dall'altro una serie di corsi
stampo new-age volti secondo alcuni solo a chiedere soldi, senza nessun interesse apparente cioè
per la divulgazione vera di questo 'antico sapere' storico-culturale.
Attorno a Castaneda si è creato a detta di molti una specie di culto, tanto che alla sua morte si
sarebbero appunto formati orde di discepoli, più o meno in conflitto tra di loro.
A parte questi, ci sarebbero per fortuna per chi s'interessasse del tema sotto un punto di vista più
culturale e scientifico, già nuovi autori; altri investigatori, cioè, che sarebbero entrati in contatto con
la stessa cultura e ne apporterebbero quindi, dati nuovi e rilevanti. In grado perció di offrire un
panorama più ampio rispetto a prima e, cosa più importante, di colmare quegli enormi vuoti e
lacune che Castaneda avrebbe lasciato.
Le loro opere sono abbastanza recenti, quindi per lo più ancora da tradurre. Questo è un tentativo
per cercare di farle conoscere a chiunque interessato, peró limitato dalla conoscenza della lingua
spagnola.
Al 'pensiero castanediano', che si conosce anche come Cammino Tolteca, o Toltechità come già
detto, alcuni dei "discepoli" che citavamo all'inizio lo denominano semplicemente Cammino del
Guerriero, ma questa definizione risulta essere limitante se uno non riconosce poi che si tratta del
guerriero tolteca, e puo essere disviante.
Un'ultima precisazione importante va fatta in merito ai termini usati: ci rendiamo conto che forse
'pensiero castanediano' non siano stati chissà nè uno dei migliori, nè uno dei più appropriati,
cionondimeno nell'attualità, in mancanza di un termine più adeguato, risultano essere gli unici
termini usati, i più comuni almeno, per indicare questa sorta di 'nuovo cammino', o disciplina.
Del resto, qualsiasi altro dei termini già citati in alto, si presta comunque ad equivoci. Noi abbiamo
scelto di utilizzare questi, soprattutto perché i più attinenti per lo meno alla verità storica (i libri di
Castaneda appunto) per cui tutto questo avrebbe avuto inizio; nonostante ció precisiamo, che non ci
si deve lasciar confondere dal richiamo che ció comporta con l'autore originario, giacché dalla sua
morte, ma anche già da quando era ancora in vita, molti altri autori, scrittori e investigatori si sono
fatti avanti apportando ognuno un proprio contributo. Quindi, è 'nel suo insieme' che va visto e
inteso: nel corso della seguente trattazione, cioè, non parleremo solo di quello che scrisse o pensava
Castaneda, ma appunto di 'tutto questo corpus' di regole e discipline che da esso avrebbero avuto
inizio.
Cammino Tolteca, o Toltechità, come anche 'Nagualismo', o 'Nahualogia', sarebbero forse risultati
più adatti per alcuni (e infatti molti li utilizzano per indicare la loro 'estraneità' con Castaneda), ma
noi abbiamo deciso di non usarli proprio perché troppo recenti; lasciando che sia la 'Posterità'
eventualmente a decidere quale sia il più appropriato.

Versione Wikibook
VERSION ESPAÑOLA

La Toltechità
SOMMARIO

La Toltechità
Si denomina Toltequità il pensiero ideologico delle culture precolombiane del Mesoamerica.
L'introduzione e diffusione di questo termine nel mondo accademico si deve all'antropólogo
messicano Miguel León-Portilla, che nel 1980 pubblicó un libro intitolato "Toltecayotl, aspectos
de la cultura náhuatl". In questo lavoro Portilla riporta alla luce i principali postulati filosofici,
estetici e teologici delle culture mesoamericane (León Portilla).
Il termine 'toltechità' è la traduzione letterale dal náhuatl toltecayotl secondo l'autore, viene formato
dalla radice Toltecatl che significa "persona saggia". Con il tempo, dice, arrivò ad essere un titolo di
appartenenza culturale che veniva impiegato per riferirsi a tutti i popoli del Mesoamerica. Il primo
dizionario della lingua náhuatl, redattado nel XVI secolo da padre Molina, traduce peró il termine
toltecayotl come "arte di vivere".
La toltechità si baserebbe su una serie di principi che furono raccolti nel Huehuetlahtolli, il 'libro
delle parole antiche', che raccoglie dialetti conservati dalla tradizione orale, e altri documenti. Di cui
i principali, sono i seguenti:
• “Procurate cercarvi l'amicizia di Colui que sta in ogni luogo ed è invisible, e impalpabile.
Mantenete la pace con tutti, per niente al mondo procuriate umiliazione ad un'altra persona.
Non perdiate il tempo che ci è stato otorgato in questo mondo, nè di giorno nè di notte,
perché il tempo ci è grandemente necessario” (Bernardino de Sahagún, Suma Indiana)
• “In questo modo vi convertirete in toltechi: se prenderete l'abito e la consuetudine di
consultare tutto con il vostro proprio cuore” (Olmos, Huehuetlahtolli).
• “Non è per l'esistenza collettiva la ragione per cui Nostro Signore ci conserva sopra la Terra.
Possiate arrivare a vivere per il mio merito e per il tuo!” (Códice Fiorentino, Libro VI).
• “Ti sto liberando dalla terra, dall'oscurità, dallo sporco e mortale. Ti sto liberando dalla
condizione della scimmia. Sono il gran liberatore. Avanti, iniziato, sforzati!” (Rituale dei
Bacabs)

Critiche al termine
"Toltechità" è anche il nome dato in generale alla conoscenza tolteca, o alla conoscenza lasciataci
dagli antichi abitanti della città di Tula (Hidalgo, Messico). Non si utilizzerebbe peró troppo in
ambienti universitari, nè in analisi archeologiche; verrebbe utilizzato per lo più da gruppi neo-
sciamanici, relazionati appunto come s'è detto al Pensiero castanediano.
La validità storica della toltechità come tale, poi, tende anch'essa ad essere polemica: neanche gli
storici riescono infatti a mettersi d'accordo per esempio sulle città dei Toltechi riconosciute
normalmente; si considera Tula come la principale (circa 550 d.C), messa in genere in relazione con
la storia di Quetzalcoatl. Sebbene anche di questo vi siano quattro versioni, tutti concordano peró
nell'indicare un re, che fu adorato dopo come un dio, e più avanti verrebbe poi ad essere uno degli
dei principali degli Aztechi. Sebbene i Toltechi diedero inoltre luogo alla fondazione di una città
leggendaria chiamata Tollan, gli storici non riescono per esempio ancora a mettersi ben d'accordo
sulla sua ubicazione precisa; la stessa, recentemente è stata identificata come Teotihuacan (vicino a
Citta del Messico), però probabilmente questa si relaziona già ad un gruppo etnico differente,
risultato dallo scontro contro i Teotihuacani intorno al 900, dove questi ultimi risultarono vincitori.
Neanche siti governativi o di dipendenza ufficiali in Messico, come l'Istituto Nazionale di
Antropologia e Storia (INAH), farebbero troppo riferimento a questo termine.

Mexicayotl e Toltecayotl
Attualmente in Messico esistono ancora una serie di gruppi infocati al ritorno delle proprie radici
culturali ed etniche, che hanno preso il nome generico di mexicanidad (messicanità). La differenza
principale fra la messicanità e la toltechità, sta nel fatto che il termine mexicanidad si attribuisce a
gruppi soprattutto di danza cerimoniale, nonché a praticanti delle proprie tradizioni come il bagno
di vapore chiamato Temazcall (o Temazcalli), tipico anche di certe tribù pellirossa (la capanna
sudatoria). Mentre il termine toltequidad, si riferirebbe a una frangia più ristretta e specifica della
loro stessa cultura. Quella appunto che sarebbe saltata alla luce grazie ai libri degli autori
menzionati in basso nella Bibliografia, primo fa tutti Carlos Castaneda.
I Toltechi

Guerrieri Toltechi rappresentati nelle famose statue degli Atlanti di Tula


I toltechi (o toltec o tolteca) erano un popolo nativo americano dell'epoca pre-colombiana, che
dominò gran parte del Messico centrale tra il X ed il XII secolo. La loro lingua - il nahuatl- era
parlata anche dagli aztechi.
Originalmente erano un popolo nomade-militare e si pensa possano essere stati loro, o i loro
antenati, ad aver saccheggiato la città di Teotihuacan (ca. 750). Dopo che il loro stile di vita fu
gradualmente caratterizzato da una maggiore sedentarietà, i toltechi riunirono i molti piccoli stati
del Messico centrale in un impero governato dalla loro capitale, oggi Tula (Messico). Erano abili
costruttori di templi. La loro influenza si diffuse in tutta la Mesoamerica nell'epoca post-classica.
L'influenza tolteca sui Maya dello Yucatan è notevole, e specialmente evidente nella città di
Chichen Itza. Sono state ritrovate loro ceramiche fino in Costa Rica.
Alcuni scrittori hanno ipotizzato che potessero essere stati i toltechi ad introdurre il culto di
Quetzalcoatl, il serpente piumato. Non può certamente essere così, dato che questa divinità è stata
comunemente descritta in tutto il Mesoamerica già secoli prima di loro, fin dai tempi degli olmechi.
Secondo la mitologia tolteca (e, in seguito, anche in quella azteca) Quetzalcoatl era un rivale di
Tezcatlipoca, il primo dio di cui siamo al corrente ad aver richiesto il sacrificio di cuori umani.
Questo sarebbe il motivo per cui i toltechi avrebbero introdotto la consuetudine di sacrifici umani in
massa, usanza che è stata poi ripresa dagli aztechi.
Si reputa che l'impero tolteco sia stato distrutto intorno al 1200 dai guerrieri nomadi Cicimechi. La
famiglia regnante degli aztechi affermava di discendere dai toltechi della città sacra di Colhuacan.
Nei suoi scritti, Miguel León-Portilla spiega che, secondo la leggenda dei Nauha, i toltechi
sarebbero stati gli originatori di tutte le civiltà, perciò "tolteco" divenne il sinonimo di artista, o
artigiano, e la loro città, Tolán, fu descritta come essere piena di meraviglie. Quando gli aztechi
riscrissero la loro storia, cercarono di dimostrare i loro legami con i toltechi. Sfortunatamente
questo significa che buona parte della tradizione dei toltechi sarebbe una leggenda e difficile da
dimostrare. Secondo alcuni racconti, dopo la caduta di Tula, alcuni dei toltechi si ritirarono a
Cholula, che cadde solo secoli dopo, quando venne bruciata da Hernán Cortés e dai conquistadores
spagnoli.
La maggior parte della storia tolteca è conosciuta per merito dei resoconti degli ultimi discendenti
(come gli aztechi), scritti secoli dopo il "periodo buio" del Messico centrale, insieme ad altre
testimonianze dei maya.
Alcuni dei sovrani toltechi:
• Chalchiuh Tlatonac - primo re tolteco, fondatore di Tula
• Mixcoamazatzin
• Huetzin
• Mixcoatl Totepeuh, o Mixcoatl
• Ihuitimal
• Topiltzin Ce Acatl Quetzalcoatl, figlio di Mixcoatl, il più famoso re tolteco
• Matlacxochitzin
• Nauhyotzin
• Matlacoatzin
• Tlilcoatzin - morto c. 1000 (?)
• Huemac - L'ultimo re tolteco, morto in esilio c. 1100 (?), circa 6 anni dopo la caduta di Tula
Nel 1941, la Sociedad Mexicana de Antropología confermò che Tula era stata la capitale dei
toltechi, come era da molto tempo suggerito dagli archeologi, fin dal IX secolo. Alcuni studiosi,
compresa Laurette Séjourné, non condividono questa decisione e affermano che, negli anni, i
numerosi scavi hanno solo dimostrato che si trattava di una città minore, non abbastanza da
giustificare la leggenda dei toltechi. La posizione di Tula dimostra in realtà che un tempo era stata
una grande città, anche se l'arte cerimoniale e l'architettura oggi deducibile è meno imponente di
quella degli altri siti mesoamericani. Dovrebbe essere chiaro, comunque, che alcuni dati raccolti ai
tempi dell'arrivo dei conquistadores spagnoli e anche dopo, confondono i toltechi con altre civiltà
mesoamericane ed a volte tendono ad attribuire ai toltechi tutte le conquiste dei secoli precedenti
l'ascesa degli aztechi.
Durante l'ultima parte del XX secolo, alcuni sciamani messicani (compreso Don Miguel Ruiz, che
dice di essere un discendente dei toltechi) ed eredi dei loro poteri spirituali, cominciarono a scrivere
ed insegnare ad un pubblico sempre più vasto ed internazionale, provocando una ondata di
rinnovato interesse verso i toltechi.

Versione Wikibook
VERSION ESPAÑOLA

Le Fondamenta del Pensiero castanediano


SOMMARIO
Indice su EsoPedia.

Al presentare il suo pensiero inizieremo chiaramente con le sue opere, con esporre quello scritto da
lui (con "citazioni", ecc). Per cui, essendo spesse volte incompleto lo integreremo man mano, ma
solo in un secondo tempo, con quello scritto da altri per cercare di delucidarlo. Al fare questo, per
non confondere il lettore, faremo bene attenzione a DISTINGUERE esattamente quando si tratta di
uno e quando di un altro, cercando altresì di citare sempre la fonte (libro o rivista) precisa ed il
numero di pagina.

Pensiero
I suoi libri presentano molte lacune e incoerenze, troppe per poter definire questo pensiero univoco
o fornire delle basi serie per un "cammino" come invece vorrebbero i suoi discepoli.
Per altri, tuttavia, i nove lavori più famosi di Castaneda sarebbero organizzabili in tre gruppi di tre,
di cui ognuno corrisponderebbe ad una particolare conoscenza Tolteca.
Sono però solo supposizioni. Le uniche definizioni chiare e precise che da l'autore nei suoi libri,
infatti, concernono solo le prime due arti: quella del sognare (una sorta di maneggiamento del
"sogno lucido") e quella dell'agguato (manipolare il proprio comportamento).
Tuttavia si ferma a questo. Non arriva mai cioè, a svilupparle veramente.
Il proposito di questo manuale è proprio quello di citare le fonti precise ed esatte, per esporre il suo
pensiero tale come è, non come si "suppone" che sia o che "debba" essere.
Spazio per discorrere comunque sul resto può essere trovato all'interno del wikilibro stesso, in un
secondo momento, dopo aver prima esposto le citazioni dell'autore principale e di quelli venuti
dopo di lui.

Concetti nuovi e contraddizioni


La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: "il Cammino del
Cuore". Nel suo primo libro, Gli insegnamenti di Don Juan: una via Yaqui alla Conoscenza,
Castaneda afferma:
Per me c'è solo il viaggio su di un cammino che abbia "un cuore", qualsiasi strada che
ha un "cuore"... Lì io cammino, e la sola sfida di valore per me è il percorrerla tutta. E lì
io vado e ricorro, guardando e, osservando, rimirando senza fiato.. senza mai stancarmi

Nelle opere successive tuttavia, l'autore introduce il concetto della "spietatezza assoluta", basilare
nel guerriero se non vuole perdere energia, o il potere che ha "accumulato".
Niente "amore quindi". Niente inutili "lasciarsi andare" a se stessi.. (altro termine impiegato proprio
cosi).
Assieme a questo, il suo pensiero è un insieme di numerose altre contraddizioni, vuoti e lacune, che
alla data ancora nessuno oggi è riuscito soddisfattoriamente a chiarificare.

Un Cammino Nuovo
Gli insegnamenti di Don Juan secondo lo stesso Castaneda, non havrebbero niente a che vedere con
le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose.
Sono concetti totalmente nuovi e innovatori, gli stessi che gli hanno dato il successo che ha avuto e
che continua ad avere; includono delle pratiche di cui non si è mai parlato prima.
Non si parla per esempio di santi, non c'è un tema "salvifico" del tipo "comportati bene o verrai
punito".. Tutto poggia più che altro sulle proprie capacità interne personali di uno (la "salvezza" se
c'è, è qualcosa di "individuale") le quali possono venire sviluppate e affinate tramite certe tecniche,
secondo criteri e però per scopi del tutto diversi da quelli comuni alla maggior parte delle altre
filosofie.
Castaneda utilizza una terminologia propria, il suo pensiero è quindi legato a tali termini e alla
spiegazione che se ne ricava dagli scritti.
Si maneggiano argomenti di vario tipo, e anche se non arriva come già detto a svilupparli
(sopratutto l'arte dell'intento, di quella nemmeno una definizione..), è possibile cercare di fare
almeno una sintesi della terminologia che usa, che è proprio l'intento di questo nostro manuale.

Le Tre Attenzioni
Ciò che noi crediamo essere unico ed assoluto, è solo uno in un insieme di mondi
consecutivi, posizionati come gli strati di una cipolla. Egli affermò che anche se noi
fossimo stati energeticamente condizionati a percepire solamente il nostro mondo,
avremmo avuto ancora la capacità di entrare in quegli altri regni, che sono reali, unici ,
assoluti ed ingolfati come lo è il nostro mondo. (viii)

Secondo Castaneda, il fatto più significativo nella vita di una persona è che non si renda conto di
avere a disposizione altre "attenzioni possibili" (così lui le definisce), le quali andrebbero fatte
sviluppare.
Incrementandole, arrivandole cioè a "percepire", ad averne piena coscienza, prima, disponibilità e
controllo, poi, l'essere umano secondo lui poteva arrivare addirittura a compiere una "morte
alternativa" a quelle comuni.
Incrementarle richiede certa disciplina, ma soprattutto "forza", energia, quello che don Juan gli
descrive come "potere personale".
Ecco che con la corretta applicazione dell'"arte dell'agguato" (che però non spiega), egli afferma che
possiamo diventare dei "cacciatori di potere". Andare a "caccia" di "potere", significherebbe quindi
"accumulare" energia tramite certe tecniche di "controllo comportamentale", ma anche dei rituali
che non escludono, come gia accennato, il consumo di allucinogeni, ma piu spesso trattasi invece
del contatto diretto con certe "forze" (spiriti, che lui chiama: "alleati", di potere appunto) naturali
che ci circondano.
Un potere personale sufficiente, porterebbe così alla consapevolezza di tutte queste tre attenzioni, e
quindi alla padronanza dell'"intento": il controllo cosciente e volitivo della propria "forza di
volontà" (che Castaneda asserisce descrivere dagli sciamani veggenti come fibre luminose di
energia partenti dalla base dell'ombellico).

Il "Punto di Unione"
Questa padronanza sarebbe principalmente il movimento controllato di quello che verrebbe
conosciuto in questa particolare disciplina come il punto d'unione (NdT: "punto d'incastro"), quel
centro energetico sulla sfera luminosa d'energia umana in cui si metterebbe insieme la percezione, e
responsabile quindi di quello che si percepisce coi sensi (l'uovo degli esseri umani sarebbe
intersecato anche da dei particolari "filamenti di energia" che produrrebbero percezioni diverse, a
seconda di quelle toccate, ossia "accese", dal Punto in questione).
Secondo questa particolare disciplina, nei bambini il "punto di unione" scorrerebbe fluido; ma poi,
crescendo e vivendo un'esistenza ordinaria (concentrandosi cioè solo sulla loro "prima attenzione"),
concretizzerebbero solamente una piccola parte di queste "emanazioni" che diventerebbero così
quindi tutta la loro "realtà percettiva", escludendo automaticamente tutti gli altri possibili mondi che
invece potrebbero essere ugualmente raggiunti (attraverso le altre "attenzioni possibili").
Castaneda afferma che ogni sensazione, sentimento o azione, sarebbe determinata dalla posizione di
questo "punto di unione". Il movimento consapevole del "punto di unione" permetterebbe quindi la
percezione del mondo in maniera differente (una "realtà non ordinaria"), nonchè l'entrata in altri
mondi veri e propri, diversi dal nostro, ma ugualmente "inglobanti" e "reali".
L'obiettivo di tutto questo sarebbe quello di raggiungere la "totalità di se stessi", ossia la piena
percezione e dominio di tutte le "tre attenzioni umanamente possibili".

La ricerca della "Libertà"


Castaneda asserisce che il suo maestro don Juan lo aveva consigliato ed esortato a "non perdersi"
nei numerosi mondi nuovi che poteva arrivare a percepire; in quanto l'unica cosa importante, al
momento della morte, era la "Libertà" di poter continuare a "percepire-rsi". Non doveva perciò
quindi cedere alle "lusinghe" o alle "bellezze" che in essi avrebbe potuto trovare..
...il "guerriero" mirerebbe a riguadagnare la propria libertà perduta, che gli sarebbe stata tolta da
entità chiamate da Castaneda "esseri inorganici" (o "predatori", nel capitolo "Ombre di Fango" del
libro Il lato attivo dell'Infinito); libertà di "percepire" veramente: chi è, da dove viene, ma
soprattutto.. dove sta andando.. e... dove vuole andare. Per poi "concretizzare" appunto questo suo
"volere", grazie al "potere personale" che avrebbe accumulato durante tutta una vita
d'"impeccabilità" (essere "impeccabili", fa parte dello "stato d'animo del guerriero").
Recuperare la propria Totalità: il Salto alla "libertà Totale"
Riguadagnare la "Totalità di se stessi" era sinonimo di assicurarsi il proprio "biglietto di sola andata
per l'Eternità", come Carlos definisce la conquista della "Libertà Totale" nel suo ultimo libro: Il
Lato Attivo dell'Infinito.

Per continuare a capire peró bene il Pensiero castanediano, conviene forse rifarci ora a uno di questi
ultimi nuovi autori cui accennavamo prima; per esempio a: Domingo Delgado Solórzano, che ha
soprattutto il merito di essere riuscito, secondo alcuni, a colmare più di ogni altro quelle enormi
lacune e vuoti lasciati da Castaneda nei suoi scritti. Quindi, cominciamo.

"Energetica" o Percettica (o, 'Nahualogia')


Percettica è un termine introdotto dallo scrittore Domingo Delgado Solòrzano, un autore che dopo
la morte di Carlos Castaneda ha proseguito lo stesso filone di pensiero sul suo lavoro della Scienza
Nahualica (nota anche come "Nagualogia", "Cammino Tolteca", o semplicemente Toltechità).
Questo argomento si ricollega con L'Arte di Sognare, L'Arte dell'Agguato e L'Arte dell'Intento,
i tre pilastri del pensiero castanediano'. In questo senso la percettica (l' Arte della Percezione,
Nahualogia, o semplicemente Energetica) le ingloberebbe tutt'e tre. I libri di Castaneda, infatti,
sono passati alla storia proprio per ridurre e considerare tutto ad un livello "energetico": di pura
energia.. E, questo filone riprendono e proseguono, molti dei nuovi autori.
Si tratterebbe secondo l'autore Solorzano per esempio, di una scienza antica, per molti oggi
pseudo-scienza, ma stando ai suoi scritti si sarebbe trattato ai tempi di quelle civiltà
precolombiane, della loro scienza: di una scienza vera e propria insomma.
Il libro di Solòrzano (non ancora tradotto, alla data) s'intitola El Nahual de 5 puntas (il nagual di 5
punte). In esso, Domingo Delgado ci descrive un lignaggio molto particolare di Nahual, con la loro
relativa "regola".
Carlos Castaneda descrisse nei suoi libri qualcosa in merito alla regola dei lignaggi dei "Nahual di
quattro punte", ma poco o nulla per esempio su quella dei "lignaggi di tre punte", e praticamente
niente su quelli di "cinque punte".
Quindi nel suo libro, questo nuovo autore affronta queste tematiche lasciate in sospeso dal suo
predecessore, rivelandone dettagli e caratteristiche molto più precise, e ricorrendo spesso anche a
termini presi in prestito dalla Fisica quantistica per esporli.
(Referenze ad un altro lignaggio diverso da quello di cui parlava e scriveva Carlos Castaneda, le
possiamo anche trovare in un altro nuovo autore sulla tematica di nome Enrique Rojas
Pàramo, nel suo libro Nerea).

Definizione
Percettica è la scienza della percezione.

La "regola del nahual di cinque punte" è la base della "nahualogia pentagonale",


terza parte della 'percettica'.

Si sudddivide in "tre nahualogie": la percettica (o le tre "nahualogie") è la scienza


quantistica incaricata di studiare i cambiamenti e le trasformazioni della coscienza
energetica mediante il movimento del "punto di unione" e le sue trasmutazioni risultanti
fra la prima e la "seconda attenzione".
Questa, la definizione precisa esposta dall'autore.

"Scienza Nahualica"
Nel Pensiero castanediano si crede che una particolare casta di veggenti sia sopravvissuta al
massacro di Cortés sui popoli precolombiani. Questa casta, si sarebbe poi organizzata in lignaggi
per meglio nascondersi, e riuscire a far sopravvivere le loro conoscenze fino a noi.

Una 'morte alternativa'


Alla base di tale dottrina, sta la convinzione che solo le persone in grado di sviluppare la loro
"veggenza" (ossia: la possibilità concreta e reale del corpo fisico di vedere l'Energia
direttamente nel mondo così com'è) possano ottenere, tramite certe tecniche, il "Potere" necessario
per recuperare la "Totalità di sè stessi" ed essere quindi in grado poi, una volta raggiunto quel
Potere, di compiere anche una "morte alternativa" a quella comune data a tutti gli esseri ordinari.
Per far ciò, Castaneda proponeva nei suoi libri: l'"Arte di Sognare", l'"Arte dell'Agguato" e quella
dell'"Intento" come utili strumenti, i principali (assieme anche ai suoi "Passi Magici"), in grado di
aiutare il "Guerriero" (colui che cammina su questa via di conoscenza, distinto quindi dall'uomo
comune, ordinario) ad accumulare sufficiente "Potere Personale" per realizzare questi obbiettivi
("vedere" e "compiere una morte alternativa"). Ossia, per essere in grado di muovere a "Volontà" il
proprio "Punto d'Unione": quel centro energetico responsabile, sempre secondo questa disciplina, di
far percepire all'essere umano la Realtà che lo circonda.
Muovendo questo particolare punto, diceva Castaneda, si cambiava quindi la gamma di percezione
umana; si poteva addirittura entrare in un altro mondo con tutto il corpo fisico, ma per non morire
nell'atto, per non disintegrarsi diceva, era preciso accumulare sufficiente Potere. Altrimenti, l'unico
risultato che si sarebbe raggiunto sarebbero state delle inutili auto-combustioni umane.
Per accendere questo Fuoco dal Profondo, questo "Fuoco interno", Castaneda scrisse nell'omonimo
libro che questo "Punto di Unione" avrebbe dovuto essere stato attivato direttamente dalla "Volontà"
del "veggente-guerriero", e fatto girare all'unisono con certi altri punti, in modo tale da trasformare
l'intera struttura energetica umana (che agli occhi di un "veggente" apparirebbe come un campo di
energia a forma di uovo) in un immenso Punto di Energia che, questo nuovo autore Domingo dice,
nel suo libro, trattarsi di un gigantesco "Punto d'Unione", capace poi così d'incorporarsi all'Energia
dell'"Aquila", intesa qui non come rapace ma come Grande Spirito.

"Aquile" nello spazio di "Zero"...


La Struttura Energetica del Cosmo
Anche su questo punto, sul tema dello "Spirito" inteso come Grande Spirito o Spirito Infinito o
semplicemente Energia illimitata da cui tutto trae origine, Domingo e Castaneda differiscono un
poco.
Carlos Castaneda scrisse al rispetto che allo Spirito Supremo lo si chiamava "Aquila", e nulla di più.
Mentre Domingo Delgado, a riguardo, rivela che non solo esisterebbero una, ma innumerevoli
Aquile! E che, allo Spirito infinito e Supremo, lo si chiamerebbe invece "Zero"; nello spazio di
Zero vivrebbero tutte le Aquile, ossia i macromondi, o macrouniversi, e a quello spazio gli
antichi sciamani-veggenti di questa cultura di cui sempre Domingo si fa portavoce, avrebbero dato
il nome di "Quinta attenzione". Per distinguerla dalla "Quarta attenzione", dalla "Terza attenzione",
dalla "Seconda attenzione" ed infine dalla "Prima attenzione": ognuna rappresentante un differente
livello vibrazionale nell'uomo (e quindi, un differente grado di "percezione umana"); la più
profonda delle quali, raggiungibile solo attraverso molto sforzo e disciplina.
Anche qui amplia di molto la visione lasciataci da Castaneda, che solo scrisse nei suoi libri di
"Tre attenzioni possibili": l'ultima delle quali, la terza, raggiungibile solo nell'atto di consumare il
proprio Fuoco dal Profondo.

La Struttura Energetica Umana


Carlos Castaneda nei suoi libri diceva che gli antichi "veggenti" del Messico potevano vedere
l'intera struttura energetica umana come un campo luminoso di energia a forma di uovo. Che
all'interno di questo "uovo luminoso" vi era poi un punto ancora più luminoso chiamato "Punto di
Unione" poiché lì si metteva insieme la percezione, il quale spostandosi cambiava frequenza
all'essere umano in questione facendogli percepire un mondo diverso (una "Realtà non Ordinaria"),
ma anche facendolo cambiare di forma: era perciò in grado di trasformarsi in un animale, per
esempio, o in un qualsiasi altro essere vivente esistente all'interno della vasta gamma vibrazionale
di energia che riuscisse a toccare.
Domingo Delgado spiega a proposito che: non solo l'essere umano possiederebbe agli occhi di un
veggente un "punto di Unione", ma ne avrebbe addirittura anche più di uno! Scrive in merito che
uno di questi è denominato "Punto d'Unione Collettivo" e sarebbe il principale responsabile della
nostra fissazione su questa dimensione di energia, responsabile cioè della nostra prigione,
impedendoci di muoverci verso piani diversi come sarebbe più naturale.

Catalogazione delle "Coscienze Sferiformi"


Scrive anche che alcune Coscienze (che lui chiama "Percettori"), uomini, donne o animali che
siano, presenterebbero nel loro uovo luminoso degli scompartimenti in più rispetto ad altri: da
qui il nome di Nahual (o Nagual) di tre, quattro o cinque punte. Da essi, deriverebbero le tre
regole dei lignaggi (giacchè, essi sarebbero dei lider per natura); ossia:
• la Regola per il Nahual di tre punte,
• la Regola per il Nahual di quattro punte, e
• la Regola per il Nahual di cinque punte.

Castaneda accennava nei suoi libri solo a quelli di tre e di quattro. Tuttavia questo nuovo autore,
Domingo, si spinge molto oltre fornendo una visione ancora più dettagliata e precisa di tutte le
Coscienze Sferiformi, nella quale classifica anche quelle che non sarebbero denominate Nahual
per avere solo due scompartimenti. Questo Castaneda non l'ha proprio mai fatto.
Queste coscienze più "normali", nel senso che numericamente sarebbero di più (rispetto invece ai
Nahual, che sarebbero di meno), a loro volta secondo Domingo Solorzano sono suddivise in tre
gruppi: quelle più piccole (la stragrande maggioranza), quelle intermedie, e quelle leggermente più
grandi di quest'ultime, le cui dimensioni maggiori permetterebbero loro poter esser facilmente
inserite per esempio in determinati gruppi di "lignaggi nahual".

Le prime, le denomina
• Coscienze Nane o "Collettori";

le seconde,
• Coscienze Mezzane o "Scansiatori";

ed infine quelle del terzo gruppo, dice siano conosciute col nome di
• "Volatori Rotondi",

perché la loro unione al fondersi i propri rispettivi Punti di Unione, permetterebbe loro di poter
viaggiare attraverso le "Emanazioni della Grande Aquila": ossia, di "volare" in questo quasi-
infinito macro-universo. Dice l'autore poi che, al terminare il viaggio, i loro due "Punti di Unione"
rispettivi si discongiungerebbero nuovamente, per tornare ad essere due esseri distinti.
L'autore che più si addentra in dettagli e spiegazioni qui risulta essere sempre Domingo; quindi
riportiamo dal suo libro quanto ci accingiamo a definire in merito. Castaneda, infatti, ci dice in
proposito poco o nulla, e altri autori si concentrano invece piu sull'aspetto 'etico' di questo cammino
(per cui rimandiamo al relativo capitolo).

i Cinque Corpi energetici


Dunque; l'uovo luminoso sarebbe costituito come abbiamo gia visto da vari 'scompartimenti',
quindi da diversi 'corpi'.
• Uno é quello fisico,
poi Domingo ne classifica altri quattro:
• quello mentale,
• quello da in-sogno,
• quello volitivo individuale e
• quello volitivo collettivo.

Per ognuno di essi descrive anche le pratiche opportune (vedere sezione esercizi) affinché possano,
col tempo e colla pratica costante, arrivare a 'fondersi'. L'unico che non rientra nell'unione
sarebbe quello mentale: questi, dice, colla pratica é destinato a scomparire per lasciare posto
alla conoscenza naturale e silenziosa. Dice testualmente che: "La perdita di 'questo corpo' é il
guadagno di quello 'luminoso', giacché sará quest'ultimo che 'vedrá' e penserá quando il
primo sará scomparso, facendo percepire la 'Visione Totale' di tutte le Realtá", invece di una
singola e limitata, quale lo é appunto la nostra di questo mondo.

i Dialoghi Interni e i Punti di Unione


Poi; un'altra questione sono i DIALOGHI INTERNI cosí con 'plurale', Domingo infatti ne
classifica almeno Tre:
• quello INDIVIDUALE,
• quello COLLETTIVO, e ..
• quello DELL'AQUILA STESSA.

Un "Dialogo Interno", questo lo diceva anche "Castaneda", é mantenuto 'fermo' dalla fissazione del
proprio "Punto d'Unione" e quindi risulta strettamente vincolato ad esso. Domingo a riguardo rivela
esattamente quindi la loro stessa natura al dirci che:

• A) i nahual di tre punte possiederebbero all'interno della loro sfera luminica 2 Punti
d'Unione, mentre
• B) quelli di quattro punte ne possiederebbero 3, ed infine
• C) quelli di cinque punte, ne avrebbero al loro interno addirittura 5!
Quindi, tornando alla questione, credo forse che solo un nahual di quattro punte possa allora
chissà arrivare a sperimentare completamente tutti i dialoghi interni di cui ci parla, quindi in
definitiva solo poche persone visto che questi corrisponderebbero solo a una minoranza esigua; e
non contemplo neanche quelli di cinque, visto che di questi ci dice solo ne esista un solo esemplare
per ogni Grande "Aquila", fatta eccezione per la nostra che avrebbe avuto col proprio un 'piccolo'
problema.. (ved. capit. Cosmovisione). Ciò nonostante, questa é solo una mia opinione (mia di chi
inizia questo wikilibro) buttata qui come spunto di riflessione, visto che sul libro di Domingo la
questione é lasciata per il momento in sospeso.

Adesso, concentriamoci invece sui 'singoli corpi' cui abbiamo accennato prima. Vediamo 'cosa'
sono, 'energeticamente parlando', sempre secondo le rivelazioni di Domingo.

La totalità di Se Stessi
Estratto del libro El Nahual de cinco puntas -La consecución de la totalidad de uno mismo di
Domingo Delgado Solórzano.

• ...Il seguimento cosciente della "regola" da parte di una coscienza, arriva nella pratica, al
movimento del punto di unione a volontà. Questa prassi sviluppa la volontà o forza
impulsora e retrattora del punto di unione. La regola esige la pratica paradogica di cinque
rutine seriate e ripetitive: fisico, mentale, in-sognatrice, volitiva individuale e volitiva
collettiva.

• Il corpo fisico, la parte solida dell'energia del bozzolo luminoso, deve incorporarsi al resto
delle sue parti, disminuendo la sua oscillazione vibratoria. I percettori seguirono l'aspetto
solido della regola, con un sistema di resistenza progressiva ad alta intensità di spintoni y
tironi, chiamato "quanimec", al quale io ho arbitrariamente messo il nome di "corpofilia".
Molto somigliante agli sports dell'"halterofilia", in combinazione con i sollevamenti di
potere ed il fisico-culturismo. Variando l'approccio vibratile e l'intensità, in relazione
all'aspetto ludico e atletico attuale.

• ...Il corpo fisico si doveva lavorare tre giorni sì, un giorno no: tre giorni sí, due giorni no e si
ripeteva il ciclo. Un giorno si lavorava la parte inferiore del corpo, cominciando dai piedi e i
polpacci, in seguito le curve, le coscie e i glutei, per terminare con la parte bassa
dell'addome. Un altro giorno toccava alla parte dietro del corpo, schiena superiore, centrale e
inferiore, seguita dai trapezi, collo, deltoidi posteriori, tricipiti e avambracci. Il terzo giorno
si lavorava il petto, deltoidi frontali e laterali, i bicipiti, gli avambracci e l'addome alto.
Sempre in questo rigoroso ordine.

• Don Chema mi assicuró che i movimenti che ogni bozzolo luminoso deve eseguire e
l'intensità degli stessi, alla lontana, è un disegno dello spirito o forza che tutto lo permea.
Tuttavia, mi disse, esistono movimenti basici da dove tutti dobbiamo partire. Continuó
dicendomi che i disegni sono la causa fondamentale degli atti dei percettori. Un percettore,
mi disse, ormai non attua più come tutti gli altri esseri, per impulsi emozionali impetuosi. I
disegni lo guidano e gli indicano come, dove e perché attuare. Questo si deve a che il
bozzolo si torna uno, con il potere dello spirito. Come una goccia d'acqua che cade
nell'oceano, però che a differenza delle altre non si disintegra in questa vastità d'acqua, ma
che stando nell'oceano, conserva la sua forma e funzione particolare. E' una gocciolina
individuale e allo stesso tempo è tutto l'oceano. Sta cosciente della sua doppia natura e usa il
potere per muoversi a volontà in questa immensità ogni volta che lo intenta. I movimenti
con pesi addizionali sviluppano la coscienza dell'essere e dello star cosciente dei disegni.
L'intensità della sua esecuzione sviluppa il potere di percepirli e seguirli senza remora
alcuna. La costante ripetizione seriata di questi, sviluppa l'impulso della volontà e l'intento
per volare dietro la perpetuità della coscienza individuale di forma indipendente.

• I percettori complementavano questi esercizi con l'ingestione di piante di potere, utilizzando


primordialmente le radici, fiori e semi. Con queste, incrementavano l'acutezza mentale e la
massa muscolare. Qui, don Chema mi fece un'osservazione. Mi disse che nell'uso delle
piante si basa una delle differenze fra stregoni e percettori. Gli stregoni usano piante di
potere che diminuiscono l'acutezza mentale e la massa muscolare dovuto a che incrementano
la sfera del corpo energetico ed i percettori usano altri tipi di piante di potere che
equilibrano i corpi o sfere interiori, incrementandoli tutti allo stesso tempo. Gli stregoni
sono concepiti da inorganici ombra ed i percettori da inorganici recettori.

• Nella sua alimentazione quotidiana non mancava mai siero di latte, ricotta, miele d'api, olio
di pesce, pesce, succo di "nopal" [NdT: Foglie del Fico d'India], carne secca macinata di
differenti animali e una polvere fatta di steroli e flavoni vegetali, aminoacidi, carboidrati e
vitamine e minerali concentrati. Per il resto don Chema mangiava di tutto eccetto trigo,
caffé, latte intero, maiale e zuccheri raffinati o prodotti che li potessero contenere.

• I movimenti all'incrementare la loro intensità, accellerano per pressione-tensione, la


fuoriuscita del corpo energetico, al far scivolare il punto di unione del corpo fisico verso
quello energetico...

• ...Esiste tutta una tradizione relazionata con lo sviluppo e il mantenimento ottimale delle
sfere interiori nei "lignaggi" di "guardiani protettori" del "nahual pentagonale", molto lunga
da numerare, cosí come dell'ingestione di alimenti tanto vitali per i movimenti e i cambi del
punto di unione. Il corpo fisico in particolare funziona molecolarmente con energia
percettora, dove ogni reazione chimico-elettrica deve concordare con la seguente e con
l'anteriore. Il flusso di energia fluisce allo stare i canali bioenergetici aperti. E' una questione
programmatica e non estetica o atletica. Queste ultime due si danno di per se stesse come
guadagni addizionali. Nella "seconda attenzione" un corpo debilitato o trascurato tende a
frazzionarsi e a disintegrarsi per mancanza di coesione e di controllo. Un corpo forte invece
al disintegrarsi mantiene il controllo per integrarsi nuovamente in un'altra attenzione.

• Negli ultimi anni ho visto lo sviluppo dello sport del fisico-culturismo. Lo sviluppo del
corpo fisico è l'esito supremo di un bozzolo luminoso nella "prima attenzione". E' la base per
viaggiare ad altre "attenzioni". L'umanità sembra che s'incammini nuovamente verso il
conoscimento silenzioso, tramite lo sviluppo di ognuna delle sue parti fisiche. Poco a poco
tutto si riunisce fino a riuscire a reintegrare un tutto.

• La pressione-tensione del sovraccarico progressivo in punti specifici del corpo fisico allenta
il punto di unione. Il quale nella sua posizione, però allentato, può essere fatto scivolare e
mosso all'indietro. Senza questo movimento reversibile non è possibile rivivere appieno i
propri sogni. La retrospezione dell'in-sogno è il movimento all'indietro del punto di unione
collettivo allineato al punto di unione del corpo energetico, mentre il punto di unione del
corpo fisico sta fermo. In questo modo la retrospezione è assoluta e completa. Al riviverla si
accendono nuevi filamenti nel bozzolo. La luminosità che si sprigiona da essi riporta la
vecchia nuova esperienza vissuta esattamente per la seconda volta. La serpente sceglie
quello che più gli aggrada per consegnarcelo all'Aquila come alimento. La ragione si perde e
il conoscimento del silenzioso effluire della vita si guadagna per essere ritenuto e conservato
per sempre.

• Altro degli aspeti fisici della corpofilia è quello dei movimenti di stiramento dei muscoli e
delle articolazioni. E si complementa alla fine con l'assoluta cessazione del pensiero.
Detenere la formazione del pensiero e della comunicazione interiore costante. Tutto questo
porta al momento in cui il punto di unione si muova e cambi la nostra percezione. In questo
istante il corpo fisico deve essere pronto per sopportare la nuova tensione o soccomberá. Il
corpo energetico dovrá essere capace di prendere lo stato cosciente della totalità di se stesso
e sopportare le enormi pressioni della "seconda attenzione", dove la compattazione
dell'energia è ancora più dura di quella della "prima attenzione". Al non essere cosí, il
"bozzolo luminoso" colassa ed è disintegrato dalla contrazione della serpente...

• Il corpo luminoso: Il corpo mentale è il prodotto del punto di unione fissato nella posizione
del corpo energetico. E' la parte volatile del corpo luminoso che ci permette di organizzare
l'energia solida che rodea il corpo fisico. La regola non lo contempla nella totalità, per
questo, la rutina e la pratica paradogica lo porta poco a poco alla sua sparizione, lasciando al
suo posto il conoscimento naturale e silenzioso dell'energia stipulato nella "regola". La
perdita di questo corpo è il guadagno di quello luminoso, giacchè sarà quest'ultimo che
vedrá e penserá quando il primo sarà sparito. E' la visione chiusa di una realtà contro la
visione totale di tutte le realtà. La sua dissoluzione comincia con l'annichilamento dell'ego e
delle sue parti: l'importanza di possedere, di essere, di ordinare, di essere obbedito e di
essere obbediente. Finalmente si annichila il significato della parola e dell'offesa che
provoca, costantemente all'ego. Per riuscirci entra in gioco l'astinenza sessuale unicamente
nei periodi di alta luminosità, il contatto con organici elementali, con inorganici luminosi o
ombra e le camminate notturne su colline o montagne.

• Il corpo di sogno è quella parte della totalità la cui caratteristica naturale è la proprietà de
disminuire o aumentare la sua costante oscillatoria vibratile, la quale gli permette
interattuare negli stati di vigilia dei differenti stati attenzionali. Si accede a questa parte del
bozzolo fissando il punto di unione nello stato de vigilia, per svegliarsi nell'in-sogno. La
tecnica utilizzata amplia lo stato di vigilia agli anteriori stati dell'in-sogno. Si fissa
l'attenzione in un sogno fino ad entrare in esso. Realizzando questo, varie volte, il corpo di
sogno comincia a "muovere i primi passi" negli in-sogni in vigilia. Il rango di visione del
bozzolo si amplia, cominciando a vedere cose che prima non vedeva, fino a raddrizzarsi e
camminare in piedi.

• Il corpo volitivo individuale è la parte parallela del corpo fisico; rimane un arco di fronte
all'altro, senza importare la posizione dell'osservatore davanti alla sfera luminosa. E' la parte
sinistra del bozzolo luminoso. La parte complementare della coscienza totale della
luminosità. E' accesible allo stato di vigilia all'ampliare il rango in-sognato dell'osservatore.
Queste tecniche furono quelle che più tardi convertirono il punto di unione di "Hexápoda", il
collettivo, nella magia, fattucchieria o stregoneria. Antecedente diretto dell'indurimento della
parte solida dell'energía, conosciuta oggi come scienza e tecnologia. L'unica maniera
d'integrare la vigilia a questo corpo è con la ripetitiva intonazione del suo stato oscillatorio
vibratile, intonato per il corpo fisico. Il "corpo di sogno" deve accorrere al corpo volitivo
individuale, ricevere il suono proprio di questo e ritornare al corpo fisico a consegnarcelo.
L'intonazione del suono del punto di unione collettivo, alla portata di tutte le coscienze,
permette la riduzione individuale per raggiungere una delle sue parti. Questa riverberazione
è l'essenza del conoscimento silenzioso. Il pulsare del cuore del grande bozzolo maggiore.

• Il corpo volitivo collettivo è la membrana esteriore della sfera cosciente. Riflette l'energia
in sua espansione. Come punto di unione, è l'anello che copre l'interiore del bozzolo. Un
anello mobile in espansione circolare costante, la cui velocità crea la membrana
apparente esteriore del bozzolo. E' l'ultima parte ad essere raggiunta dalla vigilia del
bozzolo. Queste cinque parti compongono le coscienze; i suoi compartimenti, siano due,
tre o quattro, formano il suo interiore. La concentrazione dei compartimenti al centro
della coscienza formando un nucleo, confluisce con la fusione dei cinque corpi in questo
stesso nucleo, sebbene in differenti luoghi. Cosí si raggiunge la percezione totale e l'ingresso
alla terza attenzione. La saturazione delle attività delle altre quattro parti porta
conseguentemente alla recuperazione di questa parte e con questo all'inserzione nucleare di
tutte le parti del bozzolo luminoso...

• Fonte -El nahual de cinco puntas: Editorial Percéptica, Domingo Delgado Solórzano,
http://www.perceptica.com.mx

Le differenti 'attenzioni' umane


Sempre nell' ottica castanediana, l'essere umano possiederebbe differenti livelli di profonditá
attenzionale i quali vengono distinti come abbiamo gia accennato, fra la prima e la quinta
attenzione, per indicare in quale aspetto di essi ci si trovi.
In merito a come la pensa Castaneda abbiamo già scritto qualcosa a rispetto all'inizio di questo
capitolo, nel paragrafo sulle Tre Attenzioni.
Possiamo dire comunque che fra Castaneda, Domingo e altri autori come Enrique Rojas
Paramo, ci siano delle differenze nel modo in cui considerarle. Se ci rifacciamo ai testi classici
di Castaneda, per esempio, lui ci dice che Don Juan il suo maestro lo avrebbe fatto passare
continuamente fra la prima e la "seconda attenzione" (utilizzando all'inizio anche droghe) per via
del suo apprendistato e del fatto che alcune cose (soprattutto l'"arte dell'Agguato") gliele
avrebbe potute insegnare e trasmettere solamente nella "seconda attenzione", e mai e poi mai
nella prima; tuttavia a questo riguardo, Enrique Rojas Paramo risponde per esempio invece
proprio il contrario (nel suo libro: Nerea). Suggerendoci che forse tale considerazione dipenda
quindi solo dai specifici lignaggi che avrebbero differenti regole per l'insegnamento, ma anche
chissá dalle singole persone apprendiste che cambiano, avendo ognuna un proprio e diverso
parametro.
Dal canto suo Domingo, cita nel suo libro il nahual di cinque punte che le differenti attenzioni
riguardano i differenti e specifici 'singoli corpi' in cui l'uovo energetico risulterebbe essere
composto, ed essendo questo diverso per ognuno (ci sono 'varie categorie' come gia detto, di
coscienze sferiformi), mai e poi mai sarebbero quindi tutte raggiungibili da chiunque.
Semplicemente perché, secondo quanto ci dice, c'é semplicemente chi energeticamente non potrá
mai arrivare a farlo. Le uniche comunque sperimentabili sempre da chiunque sarebbero solo le
prime due, dato che l'unitá semplice di base per ogni coscienza sferica sarebbero due
scompartimenti energetici, mai solo uno. E questo vale, ci dice, anche per i "Nahual di Tre punte",
dove addirittura in quel caso il loro 'terzo scompartimento' risulterebbe alla fine trovarsi diviso
anch'esso pur sempre, se pur 'impercettibilmente', in due .. .
Tutti gli autori concordano comunque su una cosa, questo sì: che, chiunque e comunque sia che
entri nel cammino della 'conoscenza' (energetica), abbia come scopo ultimo e obbiettivo di fondo
l'unificazione di tutte le sue differenti 'attenzioni possibili' che il suo uovo luminico le permetta
sperimentare, questo per ritrovare la 'Totalita di Se Stesso' e il cammino per "Recuperare la
Totalita di Se Stessi" é proprio il "Cammino del Guerriero (Tolteca)".
Un'ultima considerazione va fatta in merito all'ottica che Domingo Delgado imprime nel suo libro a
tutto ciò; al fatto cioé che, solo nella parte dell'Aquila (Grande Spirito) dominata da "Luztlán"
(quindi anche nel nostro mondo, che si troverebbe 'al confine'), siano sorte queste 'differeti'
attenzioni e la 'necessitá di ritrovarle' (sperimetarle) e 'recuperarle'. Sembra sia stata una
conseguenza, secondo quanto ci dice, di questo nuovo 'status di cose' dato per Lutzlán appunto.
Ossia che: nella 'parte sana' della nostra "Grande Aquila" tutto questo parlare e differenziare di
attenzioni non avrebbe senso, né modo di 'essere'.
E, pur tuttavia, essendo la 'fissazione' dell'attenzione (qualsiasi fra le cinque) la causa poi e la radice
dell' importanza personale nell'uomo, in una parte del suo libro Solorzano spiega come una delle
guide del "lignaggio di Guardiani" di cui si fa portavoce gli dica al rispetto che "neanche ai
massimi livelli di perfezione raggiungibili della percezione umana, uno risulta completamente
libero dall'importanza personale; quindi, in pratica, anche un provato e sperimentato Nahual avrá
sempre difficoltá e pecche" e noi lo intendiamo qui, come detto, come ciò avvenga soprattutto nei
non-liberi domini della realtá di cui si sarebbe impossessato appunto Luztlán (Vedesi capitolo
sulla Cosmovisione).

Fra la prima e la Quinta Attenzione..

Prima e Seconda
Sommariamente quindi, prendendo in considerazione i punti di vista di tutti i citati autori,
possiamo dire che, secondo il pensiero castanediano, in questa dimensione del nostro universo
dell'Aquila (Grande Spirito) generata (o "corrotta") da "Lutzlan",

• la "prima attenzione" corrisponderebbe a quella inerente al corpo fisico e al suo stato


da 'sveglio' ; mentre
• la seconda, al "corpo in-sognante" e al suo stato quando quello fisico dorme e quest'altro
suo 'gemello' si viene invece a trovare in un in-sogno, viaggiando in 'realtà non ordinarie'.

Normalmente però, poi uno dimenticherebbe tutto: ossia, non si ricorderebbe praticamente piu
niente al momento di 'rientrare' nel suo stato 'normale' di coscienza quando si sveglia, o detto
con altre parole... quando il movimento del "Punto di Unione" ritorna alla posizione 'abituale', non
riuscirebbe a mantenere il registro dei ricordi vissuti al toccare altri punti e posizioni. Da qui,
la necessitá di avere una sorta di guida e tecnica che ci permetta di recuperarli.

Terza e Quarta
Come accennavamo: la terza attenzione, la quarta e la quinta non sarebbero invece
sperimentabili da chiunque. Presumiamo per quanto ci rivela appunto sempre Domingo (visto che
solo lui ce n'è parla al momento, gli altri autori no), che allora la "Terza Attenzione" sia
raggiungibile solo quando tutti gli altri 'corpi' conformanti l'uovo luminoso arrivino a 'fusionarsi' tra
di loro completamente, assieme ai loro corrispettivi Punti di Unione: anzi, é proprio l'unione di
questi ultimi che porterebbe all'espansione della percezione. Può risultare infatti ovvio e plausibile
che sia così: visto che il "Punto di Unione" é appunto il principale responsabile di farci percepire,
cos'altro mai potrebbe accrescentare la percezione se non, appunto, l'Unione di più Punti di Unione?
Difatti, in un certo senso risulta inesatto dire che bisogna 'fusionare' questi corpi, giacché questi
sono appunto ciò di cui é composto l'"uovo luminoso"; quello che bisogna arrivare a 'fusionare' e ad
accomodare, semmai, é per l'appunto la posizione dei loro corrispettivi Punti di Unione, nulla di
più. (Uso i verbi al "condizionale" perchè il libro di questo autore è strutturato in maniera tale da
cercare di far "arrivare per deduzione" logica ad una sintesi di questo pensiero, più che esserne
un'"analisi". Ossia: non espone i concetti chiari e in sequenza lineale).
Solo allora si raggiungerá per definizione la "Totalitá di se stessi", e si arriverá quindi a
sperimentare la "Terza Attenzione".
La differenza, poi, tra quest'ultima e la "Quarta Attenzione", sempre secondo Domingo, starebbe
solo nella 'posizione' all'interno della "Grande Aquila" cui un "Nahual" giá 'trasformato' deciderebbe
'fissarsi':

• la Terza riguarderebbe le "40 Grandi Bande di Emanazioni Strutturali" (vedi, capitolo


sulla 'Cosmovisione'), mentre
• la "Quarta Attenzione" sarebbe il Nucleo stesso dell'Aquila

(per lo meno anticamente... visto che ora grazie a "Lutzlan" esisterebbero due nuclei, di cui uno
sarebbe appunto il suo; la "cuarta attenzione" da allora, verrebe ad essere e a trovarsi quindi in una
posizione distinta... -vedere sempre il capitolo sulla Cosmovisione per ulteriori dettagli-).

Quinta
Avevamo giá scritto della "Quinta Attenzione", trattarsi invece dello

• Spazio Esteriore dove esisterebbero le Grandi Aquile e le Serpenti,

e raggiungibile solamente per un "nahual di cinque punte", oppure un "Nahual pentagonale"


(non si tratta della stessa cosa; il secondo come termine si riferisce infatti alla conformazione di un
nuovo essere: una Nuova "Aquila", al cui interno si troverebbero, oltre al "Nahual di cinque
punte", anche un numero svariato di più "Nahual di quattro punte"); o in alternativa, vi si
riuscirebbe a dargli delle rapide occhiate solo attraverso delle "tetra-proiezioni" ...

Le tre Arti
Come già riportato, Castaneda non ci spiega esaurientemente tutte le tre arti (altrimenti, non ci
sarebbe stato bisogno di questo wikilibro) e il suo pensiero al momento risulta incompleto. In
base a quel tanto che ha scritto, possiamo comunque almeno definire grosso modo le prime due.
Mentre sulla ultima, possiamo solo speculare. Queste sono le Tre Arti del Cammino del Guerriero:
• L'"arte dell'agguato" - relazionata alla "prima attenzione"
• L'"arte di sognare" (o "in-sognare"..) - relazionata con la "seconda attenzione"
• L' "arte dell'Intento", - di cui non parla - ma che si pensa sia collegata all'ultima attenzione
possibile realizzabile secondo lui, descritta nei suoi libri: la "terza attenzione"
il Cammino del Guerriero
Esse sarebbero tra gli strumenti che un guerriero avrebbe a disposizone, per raggiungere i propri

Obiettivi:

1. accumulare potere personale,


2. riguadagnare la propria "libertà" perduta e..
3. compiere, così, una "morte alternativa"

L'Arte dell'Agguato
L'arte dell'agguato, è un concetto espresso dallo scrittore Carlos Castaneda nei suoi libri.

Uso del Termine


Il termine "agguato" è usato sia per indicare
• la "manovra dell'agguato", che
• la "follia controllata".

La "Manovra dell'Agguato"
Nel primo caso, la definizione dell'autore è che
• La manovra dell'agguato e' qualsiasi cosa che dia uno "strattone" al "Punto d'Unione",
muovendolo cioè dal suo sito, dalla sua posizione abituale in cui si trovasse "sedimentato"

La "Follia controllata"

• il secondo concetto dell'autore, si riferisce al comportamento da tenere nei confronti della


gente e del mondo esteriore in generale, per non farsi rubare energia (ossia, il "potere" che
un "guerriero" avrebbe accumulato).

"FOLLIA CONTROLLATA" E':


riuscire a SEPARARSI DAL MONDO, RESTANDO IN ESSO, continuando a viverci.

Non serve a niente nascondersi quando tutto il mondo sa che siamo nascosti, come non serve a
niente proporsi, ponersi nel mirino, se tutto il mondo se lo aspetta. Un Guerriero, per questo, non ha
abitudini fisse, niente lo fa rutinario; per essere imprevedibile e non essere così una presa facile da
catturare.

Però, questo non si raggiunge così solamente pensandolo. Questo, si raggiunge quando uno,
RICAPITOLANDO E CANCELLANDO LA PROPRIA STORIA PERSONALE, non solo si rende
conto di quello che è e di quello che ci sta dando la caccia, senonchè recupera anche l'energia
necessaria per poter intraprendere da solo la manovra dell'agguato (che si basa sulla Spietatezza),
che è dare uno "strattone" al punto di unione utilizzando di una certa forma il proprio
comportamento.

è la forma di
trattare con la gente senza lasciarci affettare da essa, e senza impazzire nell'intento...
le persone' ci affettano, ci tolgono potere, energia, ci schiavizzano...
L'UNICA FORMA, l'unica maniera di evitare questo, è: non stare alla loro "portata" -
Per riuscirci, l'unico modo è UTILIZZARE LA BUGIA, SENZA PENA, CON DISTACCO,
CONVINZIONE E FERMEZZA.

Un guerriero lo fa per difendersi, non per ingannare le persone; LO FA PER FINI


TRASCENDENTI, ASTRATTI, NON PERSONALI.. - Come un cacciatore inganna la sua vittima
per depistarla e non lasciarsi ammazzare, così è come va utilizzata la bugia. (vedere anche:
"Cancellare la propria Storia personale")

Principi e Precetti
Nel libro La Ruota del Tempo di Carlos Castaneda, in cui riassume tutti i suoi concetti chiave
espressi praticamente in tutti gli altri, possiamo leggere

i 7 Principi dell'arte dell'agguato


1. Scegliersi il proprio campo di battaglia.
2. Eliminare l'innecessario, tutto quello che non è indispensabile.
3. Essere pronti a morire e star predisposti all'ultima battaglia in qualsiasi momento,
circostanza, luogo.
4. Dimenticarsi del problema, di se stessi. Non aver paura di niente. Solo allora i poteri che ci
guidano ci aprono la strada. Solo allora.
5. Non lasciarsi "trascinare" dalle situazioni. Ritirarsi. Lasciar che i pensieri scorrano
liberamente. Occuparsi di qualcos'altro. Qualunque cosa può essere utile.
6. Comprimere il tempo, tutto conta, anche un attimo.. Non sprecare nemmeno un istante.
7. Non lasciar vedere il "gioco". Non mettersi mai in prima linea.

Mentre in Il Dono dell'Aquila, troviamo

iI 3 Precetti dell'Agguato
1. Il primo precetto della regola è che tutto quello che ci circonda è un mistero.
2. Il secondo, che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri senza però sperare di riuscirvi mai.
3. Il terzo, che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del
proprio impegno nel cercare di svelarli, prende il proprio posto che gli è dovuto tra gli altri
misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero dell'essere è
senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. E' questa l'umiltà del
guerriero. Si è tutti uguali a tutto.

Nel Fuoco dal profondo, invece, uno dei suoi ultimi scritti, il Nagual Julián Osorio parla delle " 4
Qualità " che un guerriero "Cacciatore" dovrebbe avere. Dice che nelle donne esse sarebbero innate.

Le 4 Qualità del "Cacciatore"


ossia, di chi pratica la "follia controllata", sono:
1. PAZIENZA
2. ASTUZIA
3. SPIETATEZZA (o "NON COMPASSIONE")
4. SIMPATIA (recentemente l'associazione ufficiale "Cleargreen", si riferiva ad essa come:
"ELEGANZA")

La "Discesa dello Spirito", il "Silenzio Interno" e.. "gli Occhi"


L'arte dell'agguato è muovere il "PdU" utilizzando e approffittando al massimo il nostro proprio
comportamento per questo. (vedi anche, il Non-Fare
In termini "tecnici", come già detto, energeticamente parlando la "manovra dell'agguato" sarebbe il
fatto di "dare uno strattone" ("energetico") al punto di unione, nostro e/o di altri.
Usando quello che più gli convenga, il guerriero procede a cercar di realizzare questa manovra
prendendo in considerazione che solo e unicamente la "discesa" dello Spirito è quello che alla fine,
fa in modo che la manovra si realizzi sul serio.
La "discesa" in questione bisogna approffittarla! Bisogna anzitutto "sentirla", quando arriva!! E' il
"centimetro cubico" di fortuna che ognuno di noi ha, e soprattutto i guerrieri incamminati su
questa via. E, solo "detenendo il nostro Dialogo interiore" questo diventa fattibile; por questo, è così
importante detenerlo. Detto in altre parole: si "sente" e quindi "approfitta" questa "discesa", solo dal
nostro "silenzio interno".

emozioni e ..silenzio interno..


Cosicchè, la manovra dell'Agguato (come qualsiasi altra di "stregoneria") inizia "fermando il
dialogo" interno. E, visto che per realizzare questo, bisogna "detenere la mente" significa quindi
andar "al di là" di questa: con giusta ragione quindi, si ricorre alle "emozioni" forti per riuscirvi.
Non si può riuscirci in un altro modo. Non si può infatti dominare la mente con la stessa mente..
Per questo don Juan spesso e volentieri spaventava Carlos: nei suoi libri difatti, relata come pare
utilizzasse "gridi" acuti, all'occorrenza, dicendogli che essi servivano a "far fuggire" via, lontano da
lui, cierte "forze" o spiriti aderiti al suo essere.

Qualsiasi "sentimento forte", sia esso "amore", "rabbia", "tristezza", o "spavento" .. qualsiasi
diceva, potrebbe essere "approfittato" da un guerriero, purchè egli attui dall' animo correcto.

A questo riguardo, il nuovo autore Enrique Rojas Paramo sull'argomento aggiunge (discussione
Forum) che nel corpo fisico-energetico, l'importanza di tale scoperta è fondamentale se si vuole poi
"padroneggiare" l' "intento"; ossia che, dal "Cuore" (energetico, "chackra del cuore" ) è da dove
appunto partirebbero quei collegamenti che ci farebbero a loro volta connettere con la "Volontà", e
alla fine al "Potere".
Questa importanza del "sentimento" è una deduzione, spesso rimarcata e confermata anche da altri
nuovi autori, non si trova però mai espressamente scritta nei suoi libri.
Si convoca utilizzando "gli occhi" ..

Lo Spirito (la sua "discesa") si convoca utilizzando "gli occhi"; chissà per questo il nuovo autore
Domingo Delgado Solorzano utilizza i termini "Arte del Cenno" [NdT:lett "Atisbo, atisbar=cenno
degli occhi, accennare"] per riferirsi a quest'arte nel suo libro. Don Juan ricordava a Carlos come
alcuni animali predatori, il serpente per esempio oppure la lontra, utilizzassero infatti uno "sguardo
quasi ipnotico" per catturare appunto le loro prese. E in numerosi molti altri passaggi dei suoi libri,
gli ricorda il legame e l'importanza che "gli occhi" avrebero con "l'Intento". L'intento si chiama con
gli occhi. Gli occhi, hanno una loro "memoria". Sono solo alcune delle frasi utilizzate.
L'arte dell'agguato è una delle tecniche che dominano gli stregoni indirizzati come
guerrieri verso il cammino della ricerca della conoscenza, consiste nel controllo del
punto di unione per assumere la sembianza della creatura che si desideri essere.
L'apparenza che prende il guerriero, non sempre è dettata anche da un cambio
nell'aspetto fisico, piuttosto, da una specie di compenetrazione e dominio che egli può
avere su se stesso, di modo che possa "attuare" il personaggio che desideri con tanta
impeccabilità, che riesca ad ottenere la convinzione piena sugli spettatori, a tal punto,
che essi non riescano a notare che l'attore possa fingere sul suo comportamento, ma
anzi, sperimentino come se si trovassero davvero di fronte a quel personaggio, o
creatura, che il guerriero stia interpretando. Per compiere questo fine, il guerriero
sempre deve avere un proposito, egli non agisce mai sapere perchè lo fa [senza
criterio]. (contributo anonimo)

Il cambio di conformazione dell'"attore" si deve anche a una modificazione delle


emozioni dei suoi spettatori che è il guerriero stesso ad indurre; questo è necessario,
perchè anche gli spettatori devono a loro volta entrare in un piano distinto di percezione,
per rendere possible l'immagine che realizza il guerriero, il quale anche lui entra in
contatto con un altro piano percettivo. Quindi, si può affermare che il punto di unione
degli spettatori si vede "affettato" anche lui di fronte ad un guerriero che pratica l'"arte
dell'Agguato". (contributo anonimo)

Senza dimenticare che a lungo termine, il suo obbiettivo finale è sempre quello di: apprendere come
riuscir a "muovere a volontà" il punto di unione, per dominare "la Percezione", un guerriero utilizza
QUESTA MANOVRA per DUE FINI principali:
• per "non abbandonarsi.."- non "darsi", "lasciarsi andare...",

ossia.. per bloccare il "potere" delle proprie "ossessioni" (le quali, la maggior parte, procededono e
sono alimentate da questa "seconda mente foranea" che c'installerrebbero gli "inorganici") e poter
così riuscire invece ad "abbandonarsi" allo Spirito; e
• per "proteggersi".

Bisogna proteggersi dai propri nemici. Come?


A questo scopo, don Juan gli insegna a Carlos i segreti della Caccia...

La Caccia: essere "Cacciatori"


Un guerriero va a caccia di potere, come già detto.

Estratti da libri di Castaneda:


• "Ti ho insegnato tutto sulla caccia per convertirti in un cacciatore, però devi anche capire
che tutto quanto fai è una routine, questo perchè pensi che il mondo sia facile da capire;
adesso, potresti predisporti a convertire la caccia in una routine alla stessa maniera e
questo starebbe male. Parli a una certa ora, mangi a una certa ora e vai a dormire a una certa
ora.. Un buon cacciatore conosce soprattutto una cosa: conosce le abitudini della sua
preda. Questo è quello che fa di lui un buon cacciatore. Se ricordi il modo in cui ti ho
insegnato a cacciare, forse capirai quello che voglio dirti. Primo, ti ho insegnato a fare e
installare trappole, poi ti ho insegnato le routine degli animali che perseguivi e, infine,
abbiamo provato le trappole contro di loro. Queste parti, sono le forme esterne della
caccia."

• "Ora devo insegnarti la parte finale e decisamente la più difficile. Forse passeranno anni
prima che tu possa dire che la capisci e che sei un buon cacciatore. Essere un cacciatore
è molto di più che semplicemente catturare animali; un cacciatore degno di esserlo, non
cattura animali perchè mette delle trappole ne perchè conosce bene le abitudini delle sue
prede, ma perchè lui stesso non ha abitudini. Questo è il suo vantaggio. Non è in nessuna
maniera come gli animali che persegue, fisso in routine pesanti ed in capricci prevedibili;
è libero, fluido e imprevedible. Per essere un cacciatore devi rompere con le abitudini
della tua vita. Sei progredito nella caccia, hai appreso velocemente e adesso puoi vedere
che sei come la tua presa: facile da prevedere. Un buon cacciatore cambia di percorso
tante volte come "abbisogna" [NdT. io lo avrei tradotto con: "sente", o: "gli suggerisce
l'istinto, l'intuito"; perchè contrapposto alla ragione di cui parla dopo"], ma lascia molte
poche cose al caso."

• "Sto parlando della caccia, per lo tanto m'interessano le cose che gli animali fanno: i siti
dove mangiano; il luogo, il modo e l'ora in cui dormono; dove e come annidano. Queste
sono le routine che ti sto segnalando affinchè tu possa interessarti e notare le abitudini del
tuo proprio essere. Come ti ho detto, tu a mio avviso, ti comporti come la tua preda. Un
giorno nella mia vita qualcuno mi fece notare la stessa cosa, di modo che non sei l'unico. Un
giorno ho scoperto che se volevo essere un cacciatore, degno di rispettarmi a me stesso,
dovevo cambiare il mio modo di vivere. Tutti ci comportiamo come la preda che
perseguitiamo; questo, naturalmente, ci fa essere preda di qualcun'altro. Il proposito di
un cacciatore che sa tutto questo, è lasciare di essere lui stesso una preda. Per essere un
cacciatore, bisogna stare in perfetto equilibrio con tutto il resto [(qui si può notare,
ancora una volta, come non si maneggia mai il concetto di "fare del bene")], altrimenti
sarebbe una faena senza senso. La paura per esempio [(come la "paura" di fare "il male",
e il suo conseguente "senso di colpa")]], ti converte immediatamente in una preda. Essere
cacciatori significa che uno sa tutto questo. Significa che uno può vedere il mondo di
"forma distinta" agli altri. [(ossia, oltre il "bene ed il male")] Un buon cacciatore, non solo
deve conoscere le abitudini della sua preda, ma deve anche sapere che su questa terra ci
sono poteri che guidano gli umani, gli animali e tutto quello che vive; poteri che guidano
la nostra vita e la nostra morte. Per questo, essere cacciatori non è solo fare trappole e
saper collocarle; un cacciatore vive sempre come un cacciatore per poter così ottener
sempre il massimo dalla sua vita. [(significa questo: indipendentemente, da se si azzarda a
"invocare" per ciò inorganici buoni, come cattivi)]"

• "Della stessa maniera, essere inacessibili non significa nascondersi o andarsi con segreti;
non significa neanche che non puoi trattare con la gente. Un cacciatore usa il suo mondo il
meno possibile [(lo sufficiente per "vivere")] e con tenerezza, non importa che esso siano
cose, piante, animali, persone o "potere". Un cacciatore mantiene tratto intimo con il suo
mondo e pur tuttavia, rimane inacessibile a questo stesso mondo. Lo tocca soavemente;
rimane quanto ha bisogno fermarsi e, poi, si allontana senza far rumore, senza lasciar tracce.
In questo consiste il segreto dei grandi cacciatori: nel mostrarsi raggiungibile e poi
irraggiungibile, giusto alla volta del cammino."

• "Quando riesci a vivere come un cacciatore e possa tu ammettere di esserlo, allora


necessiti diventare un guerriero. Si potrebbe dire che la differenza tra un cacciatore e un
guerriero è che il cacciatore attrappa animali, mentre il guerriero è un cacciatore di potere.
Quello che fa un guerriero è convertire il suo mondo nel suo campo da caccia. Come
cacciatore il guerriero sa che il mondo è fatto per usarsi, di modo che lo usa fino alla
fine, però a differenza dell' uomo comune non si arrabbia quando a sua volta viene usato. Un
guerriero è un cacciatore di potere. [(alleati: esseri inorganici; e, in generale, tutto quello
che si riveli un aiuto efficace e concreto nel compito di "muovere" e mantenere certo
controllo sul suo "punto di unione"; ossia, sulla propria "percezione" -di questo mondo, e
anche delle altre "realtà non ordinarie"-)]"

Essere inacessibili
Estratti da libri di Castaneda

• "Ora dunque, l'arte del cacciatore è diventare inacessibile . Devi imparare a metterti
volontariamente sotto tiro e fuori dal tiro. Non si tratta di nasconderti quando tutto il
mondo sa che sei nascosto. I tuoi problemi di adesso sorgono da lì. Quando sei nascosto
tutto il mondo lo sa e quando no, ti poni in mezzo del cammino affinchè chiunque ti calpesti.
Un guerriero non sta mai disponibile; giammai sta parato nel mezzo del cammino ad aspettar
pietrate. Cosí, riduce al minimo le possibilità di un imprevisto. In una epoca della mia vita
io, come te, mi mettevo in mezzo al cammino una volta dopo l'altra, finchè non rimaneva
nulla di me per fare nessuna cosa; eccetto eventualmente, per piangere. Però un bel giorno
mi stancai, e cambiai in maniera definitiva."

• "Diciamo che un giorno, quando mi stavo facendo un cacciatore, appresi il segreto di


mettersi al tiro e fuori dal tiro . Devi metterti fuori del tiro. Devi riscattarti dal mezzo del
cammino. Tutto il tuo essere sta lí, di modo che non ha senso nascondersi; solo ti figuri di
essere nascosto. Essere in mezzo al cammino significa che tutto il mondo guarda i tuoi
andirivieni. Essere inaccessibile, invece, significa toccare il meno possibile il mondo che
ti circonda. Non usi ne spremi la gente fino a ridurla in niente, e meno la gente che ami.
Ponersi fuori dal tiro, significa che eviti a proposito esaurire te stesso e gli altri.
Significa che non sei affamato ne disperato come quel che sente che non tornerá a mangiare
e divora tutto il cibo possibile. Un cacciatore, sa che attirerà nelle sue trappole
continuamente ciò di cui ha bisogno, e non si preoccupa. Preoccuparsi è ponersi sotto tiro;
e una volta che tei preoccupi ti afferri a qualsiasi cosa per disperazione; e una volta che
ti afferri, forzosamente esaurisci la persona o la cosa alla quale ti stai afferrando.
[(vedere anche: la " lussuria riposata" del guerriero)]."
Cancellare la propria "storia personale"

• "Un uomo di conoscenza non ha onore, dignità [(da difendere)] ne importanza personale,
ne storia personale, nè famiglia, nè nome ne terra... Io non ho storia personale; un giorno
mi accorsi di non averne più bisogno e la lasciai, assieme al vizio di bere. Per abbandonare
la storia personale bisogna avere il desiderio di lasciarla e dopo uno deve tagliarsela
armoniosamente, poco a poco. La storia personale è tutto quello che la gente sa di uno.
Tuo padre conosce tutto di te, in questo modo, ti ha risolto per completo. Sa chi sei, che fai e
non c'è potere sopra la terra che lo faccia cambiare di parere sul tuo conto. Mantieni la
tua storia personale raccontandole alla gente tutto quanto fai. Invece, se non hai storia
personale, non hanno bisogno di spiegazioni; nessuno si arrabbia ne si delude dei tuoi atti; e
soprattutto, nessuno ti lega con i propri pensieri."

• "Conviene cancellare tutta la storia personale perchè questo ci libera dal "peso" dei
pensieri altrui; nessuno conoce la mia storia personale, nessuno sa chi sono, ne quello che
faccio; neanch'io. Poco a poco devi creare una nebbia attorno a te; che nulla possa darsi
per scontato; che niente abbia una certezza assoluta. Il tuo problema è che sei troppo
prevedibile. I tuoi progetti sono troppo prevedibili; i tuoi umori sono prevedibili. Non dare
le cose per scontato; devi iniziare a cancellarti. Il brutto è che, una volta che ti
conoscono, ti danno per scontato e da quel momento non puoi più rompere il legame dei
loro pensieri. A me, personalmente, mi piace di più la libertà illimitata di essere
sconosciuti; nessuno mi conosce con certezza costante."

• "Quando uno non ha più storia personale, niente di quello che dice può prendersi come una
bugia. Il tuo problema è che ti senti che devi star lì a spiegargli tutto a tutto il mondo per
dovere, e allo stesso tempo vuoi conservare la freschezza, la novità di quello che fai. D'ora
in avanti, devi mostrarle alla gente, solamente quello che vuoi mostrargli; senza dire
mai con precisione le cose come lo hai fatto fin'ora. Sempre ti senti in obbligo di dare una
spiegazione per i tuoi atti, come se fossi l'unico uomo al mondo che si equivoca."

• "Isolare i propri atti chiamandoli meschini, brutti o cattivi, è dar loro un'importanza
ingiustificata. Questo vecchio sentimento d' importanza personale; ne hai troppa. Hai
anche troppa storia personale.. D'altro canto, non ti fai responsabile (vedi: Etica
castanediana) dei tuoi atti, non usi la tua morte come consigliera e soprattutto sei troppo
sotto tiro, ti rendi accessibile."

• "Per cancellare la tua storia personale, hai bisogno di


1. Perdere la tua importanza personale
2. Assumere la responsabilità delle tue azioni e
3. usare la morte come consigliera.
4. Essere spietato"
(vedi capitolo sull' Etica castanediana)

• "D'altro canto, solo abbiamo due alternative: o prendiamo tutto come una certezza, oppure
no. Se facciamo la prima cosa, terminiamo morti di noia con noi stessi e con il mondo; se
invece facciamo la seconda, e cancelliamo la nostra storia personale, creiamo una nebbia
attorno a noi e uno stato molto emozionante e misterioso nel quale nessuno sa per dove
andrà a saltare la lepre; nemmeno noi. Quando niente è una certezza assoluta, ci manteniamo
allerta tutto il tempo. E' più emozionante vivere cosí, che comportarci come se sapessimo
tutto."

La Spietatezza
La Spietatezza non è "crudeltà", ci spiega Carlos nei suoi libri, assomiglia più all'essere distaccato
cui accenniamo nel capitolo sull' Etica castanedica; qui vale però, ricordarlo e metterlo perchè,
riferito al "Potere" e all'Agguato, sarebbe la manovra e l' attitudine da tenere per eccellenza, la
più importante di tutte. Altrimenti, nulla di quello che avremmo fatto relazionato a questo avrebbe
avuto valore.
Potremmo interpretarlo come un "non-fissare" la propria coscienza e attenzione
sull'immagine che si ha di se stessi, ma di riponerla sempre invece piuttosto sulla propria
"azione" (nel senso "presente") e nel mondo attorno. Questo ovviamente, fa in modo che ci
"preoccupiamo" più di "sentire" che di "pensare"; di "agire", invece che di "compiacerci" e
commiserarci per la nostra "sorte".
Questo, per non debilitarci, per non esaurirci, come si spiega anche nel paragrafo dove si parla
dell' Impeccabilità del guerriero: affrontare il mondo quotidiano come una sfida provoca che tu
riunisca potere personale; fare il contrario invece, che si disperda. Questo perchè, adesso lo stiamo
capendo meglio, al muovere con l' "agguato" il nostro PdU, provochiamo che, "se qualcosa o
qualcuno" ci stesse "succhiando", questo laccio energetico "si rompa" d'immediato. Ecco
perchè, non ne dissipiamo più (di energia); e per tanto, è così importante e di valore questa
manovra.
Senza la "spietatezza", senza questo "distacco", di niente servirebbe nulla. Neanche la "morte"
come "consigliera", riuscirebbe a trasformarci in "guerrieri".
Nei suoi libri Carlos afferma che, assieme con il "detenere il dialogo" interno, siano le due
manovre di potere fondamentali per eccellenza per poter proseguire sopra questo cammino.
Por ultimo: "Essere-Spietato" non è "essere crudeli" semplicemente perchè, come spiegato nel
paragrafo AZIONE NEL PUNTO "ZERO"], la "coscienza" e "percezione" dell' immagine che uno
avrebbe di se stesso, si trasladerebbe a quella molto impersonale astratta dello Spirito, si
fonderebbe con essa; per questa ragione le proprie azioni potrebbero sembrare solo
esteriormente "buene", quando in realtà a un guerriero siffatto, solo gl'importerebbe nel suo
di dentro "la propria impeccabilità" e mantenere pulito "questo laccio" (2 anello di potere) con
lo Spirito. Per questa ragione, si utlizzano i termini: "essere spietato". A un guerriero, detto in altre
parole, non gl'importa "essere buono"; questo, non vuol dire però neanche che ci tenga a "essere
cattivo". Solo, vuole " essere impeccabile". (vedi paragrafo: l' Umiltà del Guerriero])
O, come spiegato per il "Non Fare":
nell'insegnamento castanedico, è il corpo (non la "mente") di SOMMA importanza. Non si
immaginano cose, nè si assumono concetti "spirituali", o di "Fede" [(qui, inteso come "dogmi"
-sempre: la "mente", contro il "percepire" puro-)]. Il "corpo" è il parametro.

Il "Tocco dello Spirito"


La "Spietatezza provoca" la "Discesa dello Spirito".
Il "Tocco dello Spirito" è l'unica cosa che ha davvero valore, perchè è lui a muovere il punto di
unione; ci lascia liberi, rompe queste catene del Riflesso di Sè, dell'immagine che abbiamo di noi
stessi - E senza catene, l'unica maniera che abbiamo di avere tratto e relazione con la gente è tramite
la "Follia Controlata" - Perchè, quando uno recupera veramente Se Stesso, la sua energia
dispersa, si ritrova VERAMENTE REALMENTE CAMBIATO, ormai con un altro tipo di
Coscienza: si ritrova tutto d'un tratto "distaccato", a volte distratto..; TERRIBILMENTE
DIFFERENTE, si sente un'altra persona, o un'altra cosa che prima non era, o forse era, ma
non se ne rendeva conto. - QUANDO UNO SI LASCIA LIBERO, FA COSE
IMPREVEDIBILI, imprese a volte impossibili; insomma, non si riconosce... - LA COSA PIU
DRAMMATICA DI TUTTO QUESTO E' CHE NON RIESCE PIU' AD AVER PENA PER SE
STESSO, senza catene semplicemente non ci riesce.. e, ovviamente, meno per gli altri. Il suo stato
di NON COMPASSIONE, di spietatezza assoluta al quale arrivò, lo deve in qualche modo
mascherare: QUESTA E' FOLLIA CONTROLLATA; non è crudeltà, è solo una maschera ....

Il "Pinche Tiranno" e "los Magos Negros"


Piccoli movimenti (del "Punto di Unione") porterebbero a piccoli cambiamenti nella percezione, ma
grandi movimenti porterebbero a cambiamenti radicali. E sono questi che un guerriero cerca.
Secondo Castaneda, don Juan gli avrebbe spiegato che gli antichi stregoni messicani per ottenere
questo "movimento" ricorrerebbero a varie tecniche. Una di queste, era sfruttare la dinamica
(energetica) di certe "reazioni emotive" e comportamentali ("arte dell'agguato").
Da qui l'adozione, o la "ricerca" (folle, per un "essere ordinario", ossia per colui che non sia un
guerriero) di "andarseli proprio a cercare" i problemi, soprattutto di gente che ci renda "la vita
impossibile"; don Juan, li definisce i "Pinches Tiranos" (tradotto vagamente all'italiano con:
"meschini tiranni").. e sarebbero, delle vere benedizioni!... (solo per un guerriero, ovviamente, che
sappia quello che sta facendo e cercando). Da qui il nome di "follia controllata" per definire questo
aspetto dell'arte agguato, in quanto per un uomo comune questo comportamento è appunto folle! .
Per esempio: nel libro il potere del silenzio don Juan afferma che la scelta di Castaneda come
apprendista, tra le altre cose, era appunto anche perchè per lui rappresentava quanto di più
fastidioso e irritante potesse esistere, assicurando però di trarre da questo energia invece di perderla,
come accadeva invece nelle normali dinamiche della gente.
"Los Magos Negros" (lett: "maghi neri"), sarebbero i "pinches tiranos" (ma anche forse tra le righe
-mai chiarifica bene il punto- gli "antichi stregoni" ancora a tutt'oggi sopravvissuti, i quali in
qualche modo ci vampirizzerebbero e dominerebbro da un'altra "dimensione" o livello vibrazionale
di energia), tutte quelle persone cioè, che ci "rubano" energia. Compito di un guerriero sarebbe
"ribaltare" il gioco: non farsi cioè rubare potere ed, eventualmente, rubarne proprio a chi sia invece
tutto intenzionato a togliercelo.
Anche questa, (l'utilizzo dei "Pinches Tiranos" -NdT,leggi:"Pinces"- a proprio beneficio) è una
"manovra di Agguato".

Ricapitolazione e 'Retrospezione'
La differenza tra la Ricapitolazione di Carlos Castaneda e la Retrospezione di Domingo Delgado
Solorzano, radica nel fatto che, la seconda, si attuerebbe anche nel sogno; ossia si ricapitolerebbero
anche i "sogni" e, in generale, tutte le esperienze fatte e vissute nella "seconda attenzione" con il
"corpo insognante". Castaneda, ci parlava invece solo della "prima attenzione" per eseguir questa
tecnica.
La Ricapitolazione di Carlos Castaneda
Ricapitolare sarebbe "rivivere tutte le esperienze fatte nella propria vita", e tramite la tecnica della
respirazione muovendo il capo verso destra e sinistra, recuperare tutta la propria energia vitale
lasciata dispersa e, nel contempo, espellere tutta quella estranea a noi, che non ci corrisponda per i
nostri fini. L'energia sarebbe dunque così di nuovo reintegrata al proprio essere; è un azione di
estrema importanza per recuperare, quindi, la "totalità di se stessi", della proprio "conformazione
energetica" originaria.
Allo stesso tempo, questa tecnica sarebbe importante anche per ben altri due motivi:

1. proporzionerebbe se fatto bene, all'"Aquila" un "surrogato" delle nostre esperienze vitali, un


"sostituto" che, al momento della morte, ci salverebbe dalla disintegrazione totale della
nostra coscieza, regalandoci la "Libertà".
2. porrebbe fine definitivamente all'immagine di sè che uno abbia accumulato,
irrimediabilmente; di modo che uno, ormai privo dello "specchio", non possa più "auto-
commiserarsi" e liberi una buona volta tutta quell'energia prima bloccata lì. In questo modo,
libererebbe la percezione intrappolata prima in questo sentimento per altri scopi,
guadagnando "potere", ossia energia. Può fare cose dunque, che prima per lui era
impensabile fare.

Questa tecnica, si esegue e si completa con queste altre due:


• "cancellare la propria storia personale", il proprio passato; e
• adottando una "cassa per la ricapitolazione".

La prima, è imprescindibile, e ne parliamo più approfonditamente nel capitolo sull'Etica


castanedica; la seconda è invece, secondo i nuovi autori, del tutto superflua. Si potrebbero cioè
adottare diversi altri strumenti che vengano n aiuto.
Infine, possiamo concludere che, essendo la Ricapitolazione ci aiuta a muovere il punto di
unione fermo di solito nella nostra abituale posizione, possa anch'essa essere così considerata
una "manovra di agguato" in piena regola, facente parte di quest'arte.
E' il "porre l'agguato a se stessi", con cui si "catturano" i propri vizi e tutte le altre abitudini
malsane. Con questo uno inizia a "trasformarsi". E una volta trasformato, l'unico modo di
rapportarsi al mondo è tramite la "follia controllata".

La 'Retrospezione' di Domingo Delgado


estratto dal libro: El Nahual de cinco puntas (trad.Il Nagual di Cinque punte) di Domingo Delgado
Solórzano
- "La retrospezione è una delle tecniche di maggior valore degli insegnamenti lasciati nelle grotte,
per convertire una coscienza in un percettore. E' un informe o riassunto delle attività di questa
coscenza. E' la storia della coscienza nella prima e seconda attenzione ed è la storia del "nahual
pentagonale", cominciando per la prima coscienza che fue in-sognata dall'"Aquila Aura Ambar"."
- "Bisogna confidarsi con lo spirito come se parlassi ad un buon amico, da tu a tu, con infinita
fiducia; fallo tutte le notti prima di dormire e quando meno lo ricordi ti risponderá nei tuoi sogni.
Cosí ricapitolerai ogni istante della tua vita nella prima e seconda attenzione
simultaneamente. Raccontale alla "culebrita", al potere, tutte le tue pene passate e anche lei il
giorno meno pensato accetterá le tue tonterie a cambio della tua stessa vita e ti lascerá il passo
libero alla terza attenzione -mi disse in una occasione don Chema."
• Fonte: El nahual de cinco puntas: Editorial Percéptica, Domingo Delgado Solórzano,
http://www.perceptica.com.mx

L'Arte dell'In-'sogno'
L'arte di "sognare" è muovere il proprio "punto di unione" utilizzando e approffittando al
massimo i nostri sogni per riuscirci.
Al contrario del movimento che si fa con l'agguato però, il "punto di unione" non riceverebbe
una "spinta" di modo che si "sradichi" dalla sua posizione abituale (routinas), ma, per dirla
così, si "fisserebbe" sempre più nel punto nel quale già si trovi, o in un altro nel quale
riuscissimo a indurlo tramite l'agguato.
Por questo "Sogno" e "Agguato" vanno insieme; come "manovre", non possono essere separate.
L'una serve all'altra. Le due arti, devono necessariamente andare assieme, vuol dire: che si
utilizza il corpo insognante da "svegli" (ossia, quando siamo nella "prima attenzione"), così come
"quello di vigilia" quando dormiamo (ossia, quando ci troviamo nella "seconda").

Le donne sarebbero avvantaggiate energeticamente anche nel sognare non solo nell'agguato.
In particolare alcuni, che non sono Castaneda, asseriscono che esse non avrebbero bisogno di
passare per i sette "gradini", le "sette soglie" o "portali", come invece gli uomini.

Uso del Termine


L'arte di sognare è un termine popolare utilizzato dallo scrittore antropologo statuinitense Carlos
Castaneda nelle sue pubblicazioni, soprattutto nel suo libro omonimo. Si tende spesso a confonderla
con il sogno lucido, con il quale però avrebbe solo pochi elementi in comune.

Nelle sue opere, con "arte del sogno" tende a riferirsi sia alla:
• "manovra del sognare"
che
• al "sognare" vero e proprio.

La "Manovra del Sognare"


Questa sarebbe la definizione stando a quanto esposto dall'autore nel libro Il Lato Attivo
dell'Infinito, nel capitolo "Viaggio nell'oscuro mare della coscienza":
oggi ho una nuova definizione del sognare per te, più in accordo con il tuo nuovo stato
di essere. Il Sognare è l'atto di cambiare il punto di fissazione con l'oscuro mare della
coscienza. Se lo vedi così è un concetto facile e una manovra semplice. (don Jua)

Sarebbe quindi "muovere" il proprio "punto di unione" utilizzando e aproffittando al meglio i propri
"sogni di potere". Tuttavia, al contrario che nel movimento prodotto tramite l'agguato, questa volta
il "punto d'unione" non riceverebbe uno "spintone" di modo che sia allontanato dalla sua abituale
posizione, ma si "fisserebbe" sempre più nel punto nel quale già si trova, o in un altro il quale sia
riuscito a raggiungere tramite la manovra dell'"agguato".

"Sognare"
"Sognare" così con virgolette, meglio tradotto con "in-sognare", è arrivare ad avere piena
consapevolezza dei propri sogni. Non tanto dominio: giacchè, anche su questo punto, sul "dominio"
e il potere di controllarli, Castaneda scrive innumerevoli definizioni in contraddizione.
Più che di "sogno lucido", si tratterebbe quindi di "sogno di potere".

Ecco una sua definizione tratta dal libro Il Dono dell'Aquila:


L'arte di sognare è la capacità di utilizzare i sogni ordinari e trasformarli in coscienza
controllata, in virtù di una forma speciale di attenzione denominata "atenzione di
sogno"-altro termine per indicare la "seconda attenzione"-.

Si tratterebbe quindi, sia di


• sviluppare la "seconda attenzione" con il suo "doppio sognante", sia di
• tutte le tecniche per riuscire a raggiungere questi obbiettivi (come quella di riuscire a
"vedersi le mani" nei propri sogni) le quali porterebbero, nella pratica, a riuscire a
trasformare i propri semplici sogni convertendoli da iniziali sogni lucidi a veri e propri
"sogni di potere", in quanto all'interno di essi si avrebbe appunto il potere di controllarne i
dettagli, oppure le loro conseguenze sulla realtà oggettiva (come guarire qualcuno, o se
stessi; oppure arrecargli danno tramite la pratica della stregoneria).

Citazioni

Alcune definizioni esposte nel suo libro L'Arte di Sognare, sono le seguenti:

Prima porta
• Arriviamo alla prima quando ci rendiamo conto di una sensazione molto particolare che ci
viene adosso poco prima di cadere profondamente addormentati -disse-. Una piacevole
oscurità e pesantezza che ci mantiene sospesi e non ci permette aprire gli occhi.
• Non ci sono passi a seguire. Uno solamente intenta rimanere cosciente nell'atto di
addormentarsi.
• Nel caso particolare della "prima porta del sogno", la meta è intentare che il tuo corpo
energetico si renda conto che si sta addormentando. Non cercare di sforzarti. Lascia che il
tuo corpo energetico lo faccia. Intentare è desiderare senza desiderare, fare senza fare.
• Mi assicurò che intentare la "prima porta del sogno" era uno dei mezzi scoperti dagli
stregoni antichi per arrivare al "corpo energetico" e entrare enlla "seconda attenzione".
• Don Juan diceva che l'elemento attivo era la persistenza, che la mente con tutte le sue difese
razionali non può difendersi dalla persistenza. Prima o poi le barriere della mente cadono
sotto il suo impatto, e l'attenzione di sogno fiorisce.

Seconda porta Plantilla:...


Terza porta Plantilla:...
Quarta porta Plantilla:...
Quinta porta Plantilla:...

Le 7 "Porte"
Ci sarebbero 7 portali da raggiungere e dover superare, secondo Castaneda, prima di poter avere
pieno controllo sul proprio "sognare".

Le prime 5 porte del sogno sono descritte nel suo libro. Le ultime due, solo accennate.
1. prendere coscienza dell'entrata, al momento di addormentarsi, nel sogno
2. addormentarsi all'interno di un sogno e svegliarsi apparentemente, ma essere invece ancora
dentro il sogno
3. ricercare oggetti ambientali, nella "realtà oggettiva", per poi al momento di svegliarsi
controllare se erano reali o meno
4. vedersi addormentato nel letto, vedere il proprio corpo fisico addormentato
5. accorgersi di altre entità coscienti nel sogno (denominate da lui "inorganici"), e utilizzarli
per "viaggiare" ad altri "mondi".

Le ultime due come dicevamo sono solo nominate, ma non spiegate.

Tuttavia, altri autori scrivono al rispetto


• la 6 sarebbe "temporale" (ossia, viaggiare nel "tempo") e
• la 7 di natura "spaziale" (materializzare "il doppio" nella realtà di tutti i giorni, o
materializzare oggetti).

Citazioni
I Cancelli del Doppio Sognante di Thaisha Abelar
Come abbiamo visto nelle altre citazioni sopra, L'Arte di Sognare serve a sviluppare la "seconda
attenzione" con il suo "doppio" sognante.
Allo scopo di rendere più reale il "Doppio Sognante", nel suo libro Il Passaggio degli Stregoni,
Thaisha Abelar descrive come attivare i "cancelli" del doppio, ossia i "sette portali".

Ecco il passaggio del libro riportato per intero:


I CANCELLI DEL DOPPIO
"Come si è sicuri di stare equilibrando il doppio?"
"Aprendo i cancelli," replicò. "Il primo cancello è nella pianta dei piedi, alla base
dell'alluce." Si chinò sotto il tavolo e, afferrandomi il piede sinistro con un solo
movimento incredibilmente rapido, mi sfilò scarpa e calza. Poi, usando pollice e indice
come una morsa, schiacciò la protuberanza rotonda dell'alluce sotto la pianta e la
giuntura dell'alluce sul dorso del piede. Il dolore acuto e la sorpresa mi fecero urlare.
Ritrassi il piede con tale forza che urtai il ginocchio sotto il tavolo. Mi alzai in piedi e
gridai: "Che cosa diavolo pensi di fare?" Ignorò il mio scoppio d'ira e disse: "Ti sto
indicando i cancelli come prescrive la regola. Quindi presta molta attenzione." Si alzò e
fece il giro del tavolo venendomi accanto. "Il secondo cancello è l'area che comprende i
polpacci e la parte interna delle ginocchia," disse chinandosi per strofinarmi le gambe.
"Il terzo si trova nella zona degli organi sessuali e dell'osso sacro." Prima che potessi
scansarmi, mi infilò le sue mani calde dentro l'inguine e mi sollevoò leggermente
dandomi una robusta strizzata. Lo respinsi, ma lui mi afferrò il fondo schiena. "Il quarto
e più importante è nell'area dei reni," disse. Senza preoccuparsi della mia irritazione, mi
spinse di nuovo a sedere sulla panca. Mi spostò le mani su per la schiena. Mi irrigidii,
ma per amore di Nelida, lo lasciai fare. "Il quinto punto è fra le scapole," disse. "Il sesto
è alla base del cranio. E il settimo sulla sommità." Per indicare l'ultimo punto mi diede
un colpo secco con le nocche in cima alla testa.

"Lo scricchiolio che senti alla base del collo segnala il momento in cui il lato destro e
sinistro si separano. Questo lascia un varco proprio nel mezzo del corpo da dove
l'energia risale fino al collo, il punto in cui si ode il suono. Sentire quello schiocco
significa che il doppio sta per diventare consapevole."

Plantilla:Citazione necessaria

• Fonte: pagina numero ... del libro.. Edizione.. Anno.. ISBNPlantilla:...

Pericoli del "Sogno"


Castaneda sempre nei suoi libri, avverte che per gli uomini soprattutto, più che per le donne, il
sogno potrebbe rappresentare un pericolo in quanto varie entità da lui definite "esseri inorganici"
sarebbero desiderose di catturarli e imprigionarli per sempre nei loro mondi.
Nel libro "L'isola del Tonal", afferma per questo che un guerriero dovrebbe per prima cosa mettere
ordine nella propria vita, ossia "pulire l'isola del Tohnal", prima di poter procedere con quest'arte.

L'Arte dell'Intento
Di questa Castaneda non ci parla in assoluto, neanche una definizione; e, fin dove se ne sa al
momento, non lo hanno fatto nemmeno i nuovi recenti autori dell'argomento. Cosicchè, possiamo
solo fare delle supposizioni, in base solamente a quel poco di materiale che si trova scritto come
rimando e referenze nei suoi numerosi libri, o articoli e interviste apparsi.
In primo luogo, possiamo pensare che se nessuno ci ha mai parlato chiaramente del tema,
possa essere a ragione della "pericolosità" intrinseca che forse racchiude. Sarebbe in altre
parole, come "insegnare a giocar con il fuoco" ad un bambino..

La ricerca di una Definizione


In secondo; possiamo comunque azzardare una definizione.
Per esempio, di questo tipo:

L'arte dell' "Intento", sarebbe la possibilità di movere il "punto di unione" utilizzando e


approffittando al massimo IL POTERE supremo per farlo. E quindi, per ende, la capacità di
muoverlo a "volontà".

Non quindi il "potere personale", quello di uno (a questo, concernono le altre due arti), ma quello
racchiuso nelle forze (spiriti) naturali oppure, quello dell'"Aquila" stessa.. .

Arriviamo a questa conclusione, pensando per esempio a quando Carlos ci descrive la "Rotante",
l'energia della morte, i fulmini, certi tipi di "esseri inorganici" chiamati "alleati", e ci dice che
appunto gli stregoni antichi usavano tutto questo per muovere i propri punti di unione.

La definizione che i più danno, resta comunque questa:


• Muovere a Volontà il proprio "Punto di Unione".

Impresa possibile solamente acquisendo familiarità precedentemente con le altre due arti e, infine,
recuperando appieno la "Totalità di Se Stessi". Non prima. (proprio perchè, prima, non ne abbiamo
il dominio pieno: si tratta di recuperare anzitutto il dominio sulla nostra "forza di Volontà".. come
"centro energetico"...ecco perchè, in altri passaggi, "don Juan" diceva a Castaneda che bisognava
"Evocare la Volontà"; o, ancora: che "un guerriero sa che sta aspettando la sua Volontà").

Comunque, detto con le parole proprie di Castaneda:


• La Discesa dello Spirito è l'unica cosa che importa, l'unico che può realmente muovere alla
fine il "Punto di Unione".

Differenza con le altre due Arti


Potremmo quindi dedurre, come corollario, che:
• una volta mosso, una volta "sradicato" dalla sua abituale posizione (manovra di "agguato"),
il "dirigerlo in se stesso" competa allora all'"Arte dell'Intento".
• Mentre quella del "In-sogno"/Sognare, serverebbe solo per "fissarlo".

Altre ipotesi
Altri ancora, suggeriscono invece che potrebbe trattarsi dei "passi magici"-"Tensegrità", descritti
nell'omonimo libro.
Sembra plausibile, in quanto in alcuni passaggi dei suoi libri, fra cui quello di "Taisha Abelar"
(Donde cruzan los brujos) discepola al pari di lui di don Juan, si menziona come Silvio Manuel,
maestro indiscusso di quest'arte (definito il "padrone" dell'"Intento", "don Juan" ne era solo un
"amico"), fosse un esperto di danza e molto capace nella maestria di contorsionare il proprio corpo,
a volte nelle posizioni anche più impensate e giudicate impossibili da compiere.
Altre tecniche
Sintetizzando quanto detto fin'ora: un guerriero utilizza nella "prima attenzione", per i propri scopi,
la:
• " ricapitolazione" dell'esperienze fatte nella propria vita,
• " cancellare la propria storia personale", per
• " essere inaccessibili", ( follia controllata]);
• porre l'"agguato" a se stessi (utilizzando i " pinches tiranos", oppure anche altre "tattiche"
sempre utili a "muovere" il "punto d'unione");

mentre, nella "seconda attenzione":


• "sognare" (lucidamente), e ..
• maneggiare l'" Intento" ("creare", fare "miracoli" o cose "assolutamente impossibili" per la
nostra mente "razionale"; si suppone "creare" in quanto questo, è l'unico vocabolo associato
a questo termine che si trova nei suoi libri. Tuttavia, ripetiamo, che non ha mai espresso
chiaramente nulla su quest'arte).

Cerca di arrivare però alla meta anche attraverso molte altre tecniche che Castaneda sempre "solo
accenna" senza mai però, purtroppo, arrivare a spiegarle fino in fondo; per cui, le mettiamo qui al
finale cercando di "congetturare", in quali delle tre arti esse possano rientrare.

Etica
Sicuramente parte della "prima attenzione", sono:
• sviluppare lo " stato d'animo del guerriero" (vedi, capitolo sull' Etica castanediana), di cui

• la spietatezza è la meta finale;

• usando "l'idea della Morte" per "realizzarlo" (la " Morte come Consigliera"), e assieme a
questa, adottando anche
• l' umiltà del guerriero (che è molto diversa da quella dell'uomo comune).

il "guerriero" mirerebbe così, come già detto, ad accumulare sufficiente potere ossia l'energia
necessaria, per riguadagnare al fine la propria libertà perduta, che gli sarebbe stata tolta da entità
chiamate da Castaneda " esseri inorganici" (o " predatori", nel capitolo "Ombre di Fango" del libro
Il lato attivo dell'Infinito); libertà di "percepire" veramente: chi è, da dove viene, ma soprattutto..
dove sta andando.., e... dove vuole andare. Per poi "concretizzare" appunto questo suo "volere",
grazie al "potere personale" che avrebbe accumulato durante tutta una vita d' impeccabilità (essere
"impeccabili", fa parte dello " stato d'animo del guerriero").

Parare il "Dialogo interno": "Fermare il mondo"


Tutto questo, i "pinches tiranos" e le tecniche descritte (agguato, sogno, intento), aiuterebbero a
raggiungere una delle mete supreme (l'altra è la "spietatezza") del Guerriero, in quanto "chiave di
volta" per essere liberi (in questo caso di "percepire"): si tratta del "silenzio interno", descritto da
Carlos con i termini: "fermare il dialogo interno" (caratteristico della mente dell'uomo).
Detenere il dialogo interiore (o "fermare il mondo" altrimenti detto), sarebbe il primo passo
deliberato (della mente) per cominciare ad accumulare "potere". Sarebbe anche il passo
antecedente il "vedere" vero e proprio.
Per don Juan, detenerlo completamente è sobrietà completa; ossia è, al suo culmine,
l'"impeccabilità" a cui tanto aspira il guerriero.
Ogni atto di "potere" passa necessariamente attraverso quest'azione: nessun'azione di potere è cioè
possibile, senza aver prima detenuto il proprio dialogo interno.
Quindi questa pratica, essendo alla base di tutto, rientra automaticamente in tutt'e tre le arti.

Estratti da Libri di Castaneda

• "Il dialogo interno è quello che ci fa arrastrare. Il mondo è cosí, come è, solo perchè
parliamo con noi stessi dicendoci che è così; cambiare l'idea del mondo è la chiave del
guerriero e di tutte le manovre di stregonerìa; e l'unica maniera di riuscirci è parando il
dialogo interno. Sei come sei, tan solo perchè ti dici a te stesso che sei cosí. Niente
cambierebbe in te o nella tua idea del mondo, senza prima fermare il dialogo interno.
La chiave del guerrero è il dialogo interno: qusta è la chiave che apre tutto. "

• "Quando un guerriero apprende a pararlo, tutto si fa possibile; si realizzano i piani più


scervellati. Quello che un apprendista necessita è fermezza; è la sobrietà e la forza. Parare
il dialogo interno è la sobrietà completa." [(E' da questo passaggio che capiamo che
parare il dialogo interiore completamente, corrisponde a essere impeccabili
completamente. Giacchè, in un altro passaggio, afferma che l'"impeccabilità" è
"sobrietà", sempre secondo Don Juan.)]

• "Generalmente uno pensa e parla troppo. Dovremmo lasciare di parlare con noi stessi.
Ognuno di noi parla troppo con se stesso. Sosteniamo una conversazione interna continua.
Ci parliamo del nostro mondo, anzi è di più, manteniamo il nostro mondo con la nostra
conversazione interna; quando terminiamo di parlare con noi stessi il mondo sempre è
come dovrebbe essere [(invece di "essere" come "è" veramente. Con questo, Don Juan ci
vuole dire che "a seconda di come dovrebbe essere" secondo i nostri "pregiudizi", crediamo
e creiamo al mondo, però in questo modo ci precludiamo la capacità naturale che abbiamo
di "vederlo", tal come è veramente; invece di "pensarlo", dovremmo in verità "sentirlo".
Allora, la verità sorgerebbe davanti ai nostri stessi occhi, e nessuno potrebbe ingannarci più
su nulla)]. Lo animiamo, lo accendiamo di vita, lo sosteniamo fermamente con la nostra
conversazione interna; e non solo è così, se non che addirittura scegliamo anche i nostri
propri cammini al parlare con noi stessi. Da lí che ripetiamo le stesse preferenze.., gli
stessi errori di sempre, una e un'altra volta; fino al giorno della nostra morte."

• "Un guerriero lotta per parare la sua conversazione. Questo è l'último punto che deve
sapere colui che vuole vivere come un guerriero. Dal primo momento in cui usiamo gli
occhi per giudicare al mondo, parliamo agli altri e a noi stessi circa quello che vediamo; il
brutto delle parole è che sempre ci fanno sentire illuminati, però quando diamo la volta
per affrontare il mondo, sempre ci mancano e terminiamo affrontando il mondo tale e
come lo abbiamo sempre fatto: senza illuminazione alcuna. Per questo motivo a un
guerriero gli si precisa attuare più che parlare."

Non-Fare
Il "Non Fare" sarebbe assumere un comportamento inusuale che vada contro il nostro naturale di
ogni giorno. Nel scegliere un "non-fare", si "intenterebbe" un "fare" diametralmente opposto a
quello attuato dal nostro abituale carattere, fino ad arrivare ad agire come se questo stesso fosse in
realtà quello usato da tutta una vita.
Dal punto di vista energetico questa pratica sarebbe il "rompere routinas", e quindi rientrerebbe
sempre nell'arte stessa dell'agguato. Smuoverebbe il punto di unione, dal momento che esso è
mantenuto nella stessa posizione di sempre dal nostro "fare" "normale" e abitudinario oltre che dal
"dialogo interno", e cosi' facendo libererebbe l'energia lì imprigionata che poi andrebbe ad
aumentare il "potere personale del guerriero".
Potrebbe allora essere un "porre l'agguato a se stessi", anche se Castaneda non lo specifica mai bene
nei suoi libri; ci arriviamo per deduzione e anche per suggerimento di uno di questi ultimi "nuovi
autori": Theun Mares, che così lo presenta nel suo libro Il Ritorno dei Guerrieri.
Potrebbe tuttavia ancora, come concetto e definizioni, essere inerente anche all'"arte dell'intento"
(che lascia ugualmente nel vago non spiegandocela) essendo l'equivalente di una specie di
meditazione (e in questo, è molto simile come idea al "wu-wei" -'non fare', appunto- taoista).
Potrebbe essere tutto.
Vediamo dunque, dai suoi stessi libri, alcuni passaggi.

Estratti da libri di Castaneda

• "Il primo passo deliberato per accumulare potere personale è permettere al tuo corpo di
"Non-Fare". Al corpo gli piace Non-Fare. Fare, è quello che fa di questa roccia una roccia e
di quest'arbusto un arbusto. Fare, è quello che ti fa essere te te, e a me essere io. Questa
roccia è una roccia per tutte le cose che tu sai farle. Io chiamo questo Fare. Un uomo di
conoscenza, per esempio, sa che la rocca è rocca solo per il suo Fare. [(Non-Fare è parte
di una serie di "tecniche" fatte per el corpo fisico affinchè "detenga la mente" -la
razionalità-, di cui molto poco ci parla Castaneda. Alcuni pensano che possano essere per
ciò relazionate con i suoi "Passi Magici". La cosa certa è che, qualunque cosa che riesca a
"detenere la mente" può essere considerato come un "Non-Fare". Qualsiasi esercizio
fisico diretto a questo. Una stessa cosa, può non essere quindi uguale per un'altra persona.
Alcuni "Non-Fare" possono risultare essere molto individuali)]."

• "Don Juan restó in silenzio molto tempo. Sembrava lottare coi suoi pensieri.
-Ti ho già spiegato che il segreto di un corpo forte non consiste in quello che fai, ma
piuttosto in ciò che non-fai -disse alla fine-. Adesso è tempo che tu non-faccia quello
che sempre "fai". Siediti qui fino a che non ce ne andiamo e non-fare. CON QUESTO
NON VOLEVA DIRE CHE SE NE RIMANESSE SOLO LI FACENDO IL TONTO.
CONTINUANDO, GLI SPIEGA IN COSA CONSISTE IL "NON-FARE" -Non la
capisco, don Juan. Mise le mani sulle mie note e me le tolse. Chiuse scrupolosamente le
pagine del mio blocchetto, le assicuró col suo laccio e, dopo, le scaraventò come un
disco volante lontano, alla macchia. Iniziai a protestare, ma lui mi tappò la bocca con la
mano. Segnaló un arbusto grande e mi disse che fissara la mia attenzione, non sulle
foglie, ma sulle ombre delle foglie. Disse che il correre nell'oscurità, invece di nascere
dalla mia paura, poteva ben essere la reazione molto naturale di un corpo giubiloso che
sapeva come "non-fare". Ripetè una e un'altra volta, sussurrando nel mio orecchio
destro, che "non-fare quello che io sapevo fare" [IN QUANTO A PERCEZIONE]
era la chiave del potere . Nel caso di guardare un albero, quello che io sapevo fare era
infocare immediatamente le foglie. Giammai mi preoccupavano le ombre delle foglie ne
gli spazi tra di esse. Le sue raccomandazioni finali furono che iniziara a infocare le
ombre delle foglie di un solo ramo per poi dopo, senza fretta, ricorrere tutto l'albero, e
che non lasciassi che i miei occhi tornassero alle foglie, perchè il primo passo
deliberato per accumulare potere personale, era permettere al corpo di "non-fare".
Forse fu per la mia fatica o per l'agitazione nervosa, però mi assorbì a tal grado nelle
ombre delle foglie che per quando don Juan si mise in piedi io potevo già quasi
aggruppare le masse oscure delle ombre tanto effettivamente come per lo generale
facevo per le foglie. L'effttto totale era sorprendente. Dissi a don Juan che mi sarebbe
piaciuto fermarmi un altro po'. Lui rise e mi dette palmate sul capo. -Te l'ho detto
-rispose-. Al corpo gli piacciono queste cose. Poi mi disse che lasciassi che il mio
potere accumulato mi guidasse attraverso gli arbusti fino al mio block notes. Mi spinse
soavemente alla macchia. Camminai al azar un momento e quindi la trovai. Pensai che
dovessi aver memorizzato inconsciamente la direzione verso cui don Juan l'avesse
tirata. Lui spiegò l'evento dicendo che andai direttamente verso il block notes perchè
il mio corpo si era imbevuto per ore del "non-fare". [Pagina 111 del libro VIAGGIO
A IXTLAN]"

La Potenza del "Non-Fare": anche se non pensava a niente in assoluto, con un'altra parte della
propria "Totalità" del suo essere luminoso, fu dritto dritto verso il suo block notes e riuscì a
trovarlo senza "pensarci", senza pensare a niente in assoluto! E' chiaro che, quello che "trovò" il
blocchetto, fu IL "POTERE".

Il linguaggio "castanedico" su questo punto, è che: "il corpo" lo fa. L'intelligenza del corpo".
Nell'insegnamento castanedico, il corpo è di somma importanza.
NON SI IMMAGINANO, NE SI ASSUMONO COSE "spirituali", o di FEDE. IL CORPO, E'
IL PARAMETRO. vedi sezione esercizi.

Il Potere
Estratti da Libri di Castaneda

• "Il potere è una questione molto peculiare; non posso dire con esattezza quello che
realmente sia. E' un sentimento che uno ha su certe cose. Il potere è qualcosa con il quale
un guerriero se la vede. Al principio è una faccenda incredibile, presa così così; poi, si
converte in una cosa seria. Non è nulla e, tuttavia, fa apparire meraviglie davanti ai tuoi
occhi. Per finire, il potere è qualcosa addentro a uno medesimo, qualcosa che controlla i
nostri atti e al contempo obbedisce ai nostri ordini. Il potere ha i suoi limiti, e un
guerriero è, diciamo così, un prigioniero del potere; un prigioniero del potere che può
prendere solo una decisione: la decisione di attuare come un guerriero impeccabile. Il potere
si ottiene attuando come un guerriero; vale a dire: quando la vita si prende come una
sfida, si riunisce sufficente potere personale. Il potere personale fa in modo che il guerriero
agisca nella maniera appropriata; un guerriero ha fiducia nel suo potere personale senza
importare che questo sia piccolo o grande. Fare questo significa essere impeccabile.
Tutto quanto facciamo, tutto quanto siamo, riposa nel nostro potere personale. Se ne
abbiamo a sufficienza, una parola che ci si dica potrebbe essere sufficiente per
cambiare il corso della nostra vita; però, se non abbiamo sufficiente potere personale, ci
può essere rivelata la sapienza più grande che non c'importerebbe un accidente. A ben
pensarci, chissá un guerriero non sia prigioniero del potere, ma suo schiavo, perchè la
decisione di essere impeccabile ormai non è più una decisione per lui. Un guerriero segue i
dettami del potere."

• "Il potere personale appartiene ad uno e basta. Un cacciatore di potere lo cattura e poi
lo guarda come un suo ritrovamento personale. Cosí, il potere personale cresce e può darsi
il caso che un guerriero, all'averne tanto, si trasformi in un uomo di conoscenza. Il
potere ha la particularità che non si nota quando se lo sta accumulando; se accumuli
sufficente potere, lo stesso potere troverà per te una buona ragione per trattenerlo. Ti
sto insegnando tutto quello che un guerriero ha bisogno per lanciarsi ad accumulare potere
da solo. Il cammino del potere e del conoscimento è molto difficile e molto lungo. Si
necessita lottare tutta una vita per trovarsi da soli con il mondo del potere."

Rendersi accessibili al Potere


Questo discorso è importante da comprendere, se si vuole capire anche la Discesa dello Spirito. E
infatti i due discorsi sono collegati. Solo ho preferito affrontare l'argomento in un capitolo separato
data la sua importanza e vastità che assume, collegandosi con molti altri, essendo appunto uno dei
pilastri, uno degli argomenti basilari su cui poggia tutto il pensiero di questa disciplina.
Nel libro "Relatos de Poder" di Carlos Castaneda, oltre a quello sul "Rendersi Inaccessibili"
cancellando la propria storia personale, c'è un capitolo referente a come: Rendersi "Accesibili al
Potere".
In questo, come nel corso di tutto il libro, menziona l' "importanza" di utilizzare e "lavorare" con
"alleati" di potere (forze della natura e "esseri inorganici"), così come con il "Potere" Stesso.
Sfortunatamente come dice il titolo, sono solo "relatos" [racconti brevi], non hanno cioè voglio dire
la coesione e la consistenza che compete ad un argomento come per poterlo capire pienamente.
Così che, anche sopra questo punto, possiamo solo appuntare quel poco che sappiamo e speculare
soltanto. Nulla più.
In primo luogo, va detto che ci sono conferme dal mondo intorno a noi che ci arrivano, e "segnali"
dallo Spirito, che un guerriero sempre cerca di "vedere" per sapere come e da che parte
proseguire.
In secondo, che per fare questo sempre cerca di mantenere pulita la "connessione con lo spirito",
ossia: il suo "secondo anello di potere".

"Segnali" e "Auguri"
Lo Spirito propizierebbe le azioni a seguire di un guerriero, tramite "segnali" e "auguri".
I "segnali" sono "fatti insoliti" che, di solito, accadono come "sincronie" particolari tali da far
capire appunto al guerriero la Volontà dello Spirito.
Gli Auguri sono invece, "conferme" dal mondo, come relatato nell'omonimo capitolo di uno dei
primi libri di Carlos. Ma è uno dei nuovi autori, Enrique Rojas Paramo, a darci una definizione
più precisa in merito, in una delle sue risposte ad un Forum pubblico. Lui li chiama "Accordi", e
arriverebbero in gruppi di "tre" (al contrario dei "segnali" che arrivano "singoli"), e
"accorderebbero" appunto una richiesta particolare partente dalla volontà del guerriero, non
quindi procedente dall'alto, da quella dello spirito, ma dal basso; dandone come l'"autorizzazione" a
procedere, diciamo così.
Mentre i segnali, quando sono "forti", assumono i connotati di veri e propri "Ordini",
comandi che un guerriero deve seguire senza discutere, perchè è suo dovere seguire i disegni e la
volontà dello spirito, anche se al momento può non essergli chiara o non trovare il suo interesse.

Visione di altri autori


• Verità sulla consapevolezza di Theun Mares

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La cosmovisione
SOMMARIO
Copertina

'Esseri organici' ed 'Esseri inorganici'


...

Gli 'Alleati di Potere': gli 'esseri inorganici'


...

I 'Volatori' o 'Predatori'
...

"Aquile" e "Serpenti"..
...

Forme e Funzioni...
...

Luztlán
Estratti dal nuovo libro di Domingo Delgado Solorzano: -Nahualtecas II

• … Don Chema y don Vicente no se andaban por las ramas. Su información era directa, sin
contemplaciones. Al inicio me parecieron crueles y brutales. Destructores de buenos
sentimientos y de la esperanza. La fe ciega en el ser humano y en sus posibilidades de
cambio, para un soñado día alcanzar la plenitud como humanidad que me animaba cuando
los conocí, prontito se hizo añicos ante sus mil grados bajo cero comentarios y su endiablada
franqueza. La dureza de las experiencias, sin embargo, hacía sentir sus palabras cálidas y
luminosas. Fuimos llevados a través de ellas a empellones, sin misericordia alguna, nos
confrontaban con seres inconcebibles, lugares demenciales y entradas y salidas formidables.
Del azoro breve por cierto, pasábamos del miedo al terror absoluto. Con brusca ferocidad
tuvimos que desandar el camino de la esperanza idealista con su generosidad enarboladora
de la igualdad y el humanismo. Más tarde descubrimos que la desintegración de la
conciencia es sinónimo de quietud y paz.

• El movimiento concentrado en deshacer y rehacer era nuestra garantía de vida. La


incomprensible bruma del conocimiento del nahuacal oscureció por siempre nuestras hasta
entonces insulsas y cándidas vidas. El método y disciplina iniciales fueron sucintos dando
paso a un desordenado orden de quehacer y no haceres. Los que acatábamos con la más
cabal y pura impecabilidad. Hacíamos o no - si hacíamos cada cosa de manera impecable, o
sea, hacíamos exactamente lo que teníamos que hacer. El ahorro de energía nos amplió el
punto de enlace. Dejamos atrás cual ilusiones, los sentires e ideales de la humanidad, por
muy hermosos y sublimes que nos parecían, no dejan de ser una atadura más a la muerte
total del alma. Después descubrimos lo esencial en cada cosa. Nos volvimos imponderables
y nítidos en nuestro accionar. Ejercitamos nuestros físicos, confrontamos todo lo
confrontable. Nos injertamos y mutamos hasta comprender y ver lo que realmente somos.
Por Dios ¡cómo nos gustó! Inmutables nos expandimos hasta contraernos en el pamulli,
negro o luminoso, para enseguida comenzar a ampliarlo hasta que llenó nuestros capullos.
Un punto de encaje del tamaño de un nuevo luminoso. Entonces, por unos instantes, recordé
un libro de poemas de Lao Tze que adquirí en la ciudad de Nueva York a principios de los
setentas. Lo que jamás lograron entonces, lo hicieron después. Escuché y abracé cada
palabra, concatenando un nuevo contexto. Vibré, me estremecí, ante tal sabiduría y al
descubrir que esa monumental conciencia se había perpetuado.

• Allá las acciones son directas, sinceras y EXACTAS. Las ocultas telarañas de intereses, no
existen y si existen matan sin contemplaciones.La piedad es ilógica donde la energía es el
alimento. La primera y segunda atención no se entretejen con candor e inocencia.
Depredación y depredadores, en eso se resumen. Quien deseé lo contrario tiene que
enfrentar el lento y continuado don de la muerte. Si trasciende encontrará en la tercera
atención sus dorados sueños hechos realidad. Ahí la muerte, sencillamente ni se concibe.
Agonizar una vida para morir entre flores, rosas y aromas de jazmín, con la razón del
intelecto apretado con explicaciones serias, sobrias, cuerdas y lógicas del susodicho
nahualismo o toltequismo, habiendo dejado constancia de actitudes firmes y constantes.
Solamente, por otro instante, quizás en la lápida lo recordarán. Perder así la energía infinita
de la libertad de conciencia al liberarnos del cuerpo físico que nos hunde en la ignorancia,
yo y la tierra.Dejar no es abandonar, es trascender. Más allá miramos atrás sabiendo que
podemos regresar. La conciencia brotada para ser alimento del águila – sierpe Luztlak – an,
en sus entrañas sabe que su original destino no era ser eso.

Differenti lignaggi: differenti 'Regole'


...
Che cos'è 'La Regola' dei lignaggi
...

Cultura 'Nahualteca': i 'nahualtechi'..


...

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Etica castanediana
SOMMARIO
Indice su EsoPedia.

Principi e regole del Cammino del Guerriero


Non c'è un concetto di "fare il bene" e non seguire "il male" come in altri pensieri. La sua
filosofia più che altro, si basa essenzialmente nel far presa delle proprie risorse interne individuali
di ciascuno, per la realizzazione di obbiettivi piuttosto personali.

L'"Oblio": Recuperare la TOTALITA' di Se Stessi


Nei libri di Carlos Castaneda, se colui che li legge si prende la briga di arrivare fino in fondo non
fermandosi ai primi ma leggendo anche i suoi ultimi, risulta chiara per lo meno una cosa: come
nello sciamanesimo più tradizionale, l'autore afferma di essere stato trasportato a differenti livelli
dimensionali di coscienza.
Quello che lui apporta come "nuovo" in questo, è il concetto che.. noi tutti saremmo "schiavi" (la
maggior parte dell'umanità) di uno in particolare, quello da lui definito: la "prima attenzione".
Questo si deduce per esempio quando utilizza termini come "essere schiavi di rutine.." e poi, in altri
libri, che "le stesse rutine" di sempre sarebbero il prodotto della "fissazione" del "punto di unione"
in questa "prima attenzione", mantenuta lì per il proprio "[dialogo interno" a sua volta indotto e
propiziato da "esseri inorganici" dichiaratamente cattivi (los "Voladores") e dominatori del genere
umano, interessati cioè energeticamente a "vampirizzarlo". (per approfondire, vedesi il capitolo
sulla "Cosmovisione")
Tutti "concetti nuovi". Nello Sciamanismo classico non si sono mai menzionate questo tipo di cose,
per lo meno non in quello aperto alle masse, giunto fino a noi; e poi così dettagliatamente,
abbondando in "definizioni".
L'autore vuole dimostrare questo quando, nei suoi libri, relata gli stessi avvenimenti che gli
sarebbero successi narrandoli però da una prospettiva diversa: quella delle "due attenzioni". Nei
suoi successivi libri, infatti, cambia gli stessi episodi, raccontandone questa volta le esperienze fatte
che a suo dire si era dimenticato proprio per trovarsi, in quelli, nella "seconda attenzione".
Ne deduciamo che: la propria coscienza, cambiando di "attenzione", dimeticherebbe in effetti
tutto. Completamente. E, tornerebbe a ricordarselo, solamente quando il "movimento" del "punto di
unione" verrebbe a collocarlo in quell'esatta posizione in cui si sarebbe trovato allora.
Questo è il "concetto chiave": "l'oblio". Il "dimenticarsi" le cose; le esperienze, i ricordi.
Quando "don Juan" lo faceva passare continuamente da un'attenzione all'altra, avrebbe infatti
dometicato completamente tutto; e solo con moltissima fatica sarebbe poi, a distanza di anni,
riuscito a recuperare quei rcordi.. Quelli che lui definisce appartenenti alla "seconda attenzione"
(non della prima quindi; la quotidiana, quella di tutt'i giorni).
Non essendo legati alla "coscienza ordinaria", quei ricordi avrebbero potuto essere recuperati
secondo il suo maestro, solo, atraverso una procedura ugualmente "non ordinaria".
Muovere il "punto di unione", e tutte le tecniche ad esso relazionate per riuscirci, rappresenta
appunto questa procedura.

La "guerra" per la "Libertà Totale"


Al dimenticarsi uno di se stesso, dei suoi propri "pensieri", sentimenti,..ecc,.. come potrebbe
essere "libero"?
Se, come asserisce nei suoi libri, stando in una "attenzione" (che è uno stato della "percezione"
specifico e particolare) si "crede" una cosa e la si prende per vera e poi dopo, allo "svegliarci" in
un'altra, quegli "stessi concetti" che si "credevano" tanto veri cambiano, o addirittura
"svaniscono"... Come potrebbe mai uno esserlo veramente?
La risposta sarebbe, e ce la pone nella stessa bocca di Don Juan: "nessuno è libero di sentire e
pensare veramente, anche se la cosa gli sembri incredibile"; e questo concetto sarebbe così vero,
da porlo per questo come premessa.
La risposta sarebbe: il "cammino del guerriero". Ecco perchè si maneggia il concetto della
"guerra". In questo senso, sarebbe: la battaglia che a "minuto".. , ad "ogni istante", la persona che
voglia intraprendere questo sentiero libera per "recuperare la propria coscienza". Per essere
"libero" di non dimenticare mai più i propri "sentimenti", "emozioni", pensieri, ricordi..
Raggiungere la "totalità di se stessi", significa innanzitutto questo.

Nel capitolo "Ombre di fango" del suo penultimo libro Il Lato Attivo dell'Infinito, parla in maniera
più approfondita degli "esseri inorganici" (los predatores o voladores) che ci "installerebbero"
propriamente detto una "seconda mente"; Don Juan, come "veggente", gli assicurava che al
"vedere energeticamente" la regione della testa umana, si notava un "movimento anomalo", non
naturale come avrebbe dovuto essere.
L'autore Domingo Delgado maneggia lo stesso concetto quando afferma, per esempio, che "tanto
forte" sarebbe qui "in questa parte di "Aura Nera"" (vedi cap Cosmovisione) questa "schiavitù"
proporzionataci da questi esseri (lui ci parla anche di "punto di unione collettivo", concetto assente
in Castaneda), che nemmeno un vero "Nagual", persino il più forte che ci sia, sarebbe capace al
cento per cento di vincerla.
Anche Carlos del resto nel suo libro Passi Magici, afferma che "l'energia tendonica" più sviluppata
che avesse mai "visto", quella di Don Juan suo maestro, non andava d'altronde più in su del suo
collo.. Possiamo vedere forsein questo una similitudine.

Per quale motivo ci installerebbero una seconda mente? Che senso avrebbe, quello di non
permettere di lasciarci liberi di pensare come noi umani, "normalmente", faremmo?
Nei suoi libri dichiara, sempre mettendolo sulla bocca di Don juan, che una "razza" specifica di
questi "esseri" inorganici si ciberebbe dei nostri "sentire". Che ogni "nazione", sarebbe una
specie di "fattoria" distinta per loro. E che, la "guerra" verso la "libertà" che un "guerriero"
affronta, innanzitutto è questa.
La cosa più corretta, sarebbe: "sentire" e "pensare" come uno "vuole".. como uno "è"... e,
soprattutto, "per lui" medesimo; non per alimentare un chissà quale tipo di essere inorganico, sia del
"bando buono" che "cattivo". Ed è qui, che sta, un'ennesimo concetto importante che
contraddistingue questo pensiero da quasi tutti gli altri! Sia Carlos Castaneda che Domingo
Delgado Solorzano, infatti, scrivono al rispetto che: "anche gli esseri inorganici buoni (di luce,
chiamati "recettori" da Domingo), ci "schiavizzerebbero" in ugual maniera, con i loro "intenti"...
Per questo, si utilizza la formula: "Libertà totale". E', anelare a essere liberi veramente, di
essere buoni o cattivi per usare un termine, quando e perchè così uno lo decide per sua propria
volontà interna; non per un'altra che arrivi direttamente "dall'alto", o "dal basso", o da chissà
quali strani "esseri"..

Azione nel "punto zero"


Don Juan nei libri di Castaneda, afferma che un guerriero non sarebbe più attaccato
all'"immagine" che avrebbe di "se stesso", per consumargli questa troppa energia; così che, il suo
"io" diventerebbe molto "impersonale", fondendosi in pratica con quello dello stesso Spirito.
Esattamente a questo era dovuto il fatto che, anche se esteriormente le sue azioni avrebbero
potuto apparire molto "buone" o "morali" ai più, al guerriero in realtà non gl'importava un
comino che lo fossero. L'unica cosa che gl'importava veramente, era che esse fossero un fedele
"riflesso" della "Volontà della Grande Aquila" (del Grande Spirito).
vedesi anche paragrafo sulla Spietatezza

Nel libro di Taisha Abelar (un'apprendista di don Juan al pari di Castaneda), Donde cruzan los
brujos, l'autrice spiega questo concetto utilizzando queste parole: un guerriero deve tenere la
propria azione sempre nel "punto zero", significando con questo il suo totale "equilibrio" e
neutralità, con rispetto alle "forze che ci governano"; e dovrebbe "fissarsi" unicamente sulla
"volontà" dello Spirito, il "Potere Supremo", che rimane al di là degli oposti. Anche Castaneda
(suo maestro di fatto), maneggia gli stessi concetti.
Vedesi paragrafo sul Non-Fare.

Tutto questo fin qui riportato, sono logiche conclusioni a cui si arriva da quello che si legge nei
libri e dagli autori nel loro insieme in generale, che è precisamente la meta de questo manuale; non
lo troviamo mai, voglio dire, così tanto "chiaramente" scritto e spiegato nei soli libri di
Castaneda (e, alla data in cui scrivo, di nessun altro).

Scegliersi un "Cammino-con-un-Cuore"
Per lo meno su questo punto, possiamo dire che tutti gli autori sono d'accordo.
Don Juan, nei libri di Carlos, dice: un "guerriero" solo si sceglie un cammino con "corazòn"....
Ogni cammino, di uno o di un altro, sono lo stesso, essendo che tutti abbiamo lo "stesso destino":
ossia .. la morte (non si maneggia il concetto di reincarnazione). Per questo, un guerriero, solo si
sceglie "un cammino che abbia un cuore", uno cioè che gli proporzioni "felicità" ad ogni istante..
perchè, non ha senso vivere nell'infelicità, se non solo quello di alimentare eventualmente a "questi
esseri" inorganici di cui parlavamo prima.

Le predilezioni del Guerriero


Il "Cammino del Cuore" di un guerriero è fatto dalle seguenti premesse che sono le sue
"predilezioni" intime. Al non esserle, la persona si sarebbe semplicemente equivocata di cammino.
Assieme a queste egli porta avanti anche una serie di tecniche descritte nel capitolo dei
fondamenti del suo pensiero.
La cosa più importante di tutte, comunque, rimane riuscire a conseguire "lo stato d'animo del
guerriero". Lo stato d'animo giusto, da cui bisogna partire.
Senza di esso, ogn'altra azione è inutile.

L' "Animo del Guerriero"


Estratti da libri di Castaneda

• Nessuno nasce guerriero, esattamente così come nessuno nasce essendo un essere
razionale, schiavo della ragione. Noi ci facciamo l'uno o l'altro. Nella vita del guerriero
solo c'è una cosa, un unico assunto che in realtà non è deciso del tutto: quanto lontano possa
uno avanzare nella via del conoscimento ed il potere. L'allegria del guerriero gli viene
dall'aver accettato il suo destino ed aver calcolato in verità quello che lo [ci] aspetta. Un
guerriero solo deve star pronto per la battaglia [finale].

• La cosa più difficile a questo mondo è adottare l'animo del guerriero. Un guerriero non può
sentirsi alla deriva ne sconcertato ne spaventato sotto nessuna circonstanza. Per riuscire
nell'impresa di sentirti infelice, lavori intensamente. E' da stupidi che tu non ti sia mai
reso conto che per sentirti completo e forte hai bisogno della stessa quantità di lavoro.
Il trucco sta in quello che uno ricalca; o ci facciamo infelici o ci facciamo forti: lo sforzo è lo
stesso. Non c'è bisogno di confondersi; la confusione è un sentimento nel quale uno si mette
però allo stesso modo può uno uscirne.

• Non serve a niente essere tristi, lamentarsi e sentirsi giustificati di farlo, credendo che
qualcuno sempre ci stia facendo qualcosa. Nessuno gli fa niente a nessuno e meno ancor ad
un guerriero [(questa frase, come molte altre, è sempre stata molto mal'interpretata
-tirandola fuori dal suo contesto, come "pretesto" per giustificare altre cose-, è piuttosto
relazionata invece con i concetti espressi nel secondo e terzo Accordo di Miguel Ruiz, a
loro volta ripresi sempre dal pensiero di Castaneda.)]

• La pena e la compassione per se stessi non incastrano nella vita di un guerriero.


Guardati; tutto ti offende e ti inquieta. Gridi, ti lamenti e senti che il mondo ti fa ballare a
suo piacimento; sei una foglia in balia del vento. Un guerriero può soffrire danno ma non
offesa. Un guerriero deve avere serenità e compostezza e mai perdere il senno. Per un
guerriero non c'è niente di offensivo nelle azioni dei suoi simili mentre lui stesso stia
attuando dall' animo corretto.

• Il tuo spirito è disequilibrato, per contrarrestare questo, ti insegno la vita del guerriero.
Allora dunque, un guerriero inizia tal l'impresa con la certezza che il suo spirito sia in
disequilibrio, ma che a minuto che va acquisendo potere e conoscenza, va anche
acquisendo, il meglio che può, questo equilibrio. Nel tuo caso, come in quello della
maggior parte degli uomini, la tua mancanza di equilibrio si deve alla somma totale di tutte
le tue azioni. Il tuo spirito sta deformato; devi semplicemente ricomporlo -[(purificarlo,
renderlo perfetto)]- dato che durante la nostra vita non c'è altra faccenda maggiormente
degna di essere compiuta. Non riaccomodare lo spirito è cercare la morte; e questo è uguale
che non cercare niente, beh.. la morte ci raggiungerá comunque. Cercare la perfezione dello
spirito è [(invece)] l'unica impresa degna della nostra umanità. Sei ridotto a pezzi, e ti devi
ri-unire di nuovo.

• Non c'è errore nel cammino del guerriero; seguilo e nessuno potrá criticare i tuoi atti. Il
cammino del guerriero è accumulare ciò che apprendi senza presumere [(di sapere)]
niente e senza farti il caricatevole [(in questo caso: di "conoscimento")]. Fallo cosí, e
nessuno potrá trovare errore in quello che fai. Un guerriero sempre sta pronto. Essere un
guerriero non è semplicemente una questione di "voler esserlo"; è piuttosto, una lotta
interminabile che segue fino all'ultimo istante delle nostre vite.

• Tu "rufianeggi" per altri; non pianifichi le tue proprie battaglie ma le battaglie di altri. Tutta
la tua vita gli hai "presunto" a tutto il mondo e con questo, chiaro, credi di poter
collocarti automaticamente al di sopra di tutto, e di tutti. Però tu stesso sai che questo non
è vero. Sei solo un uomo e la tua vita è troppo breve per abbracciare tutte le meraviglie
e tutti gli orrori di questo mondo prodigioso. Per ciò, questo tuo modo di fare è una cosa
schifosa che ti fa rimanere molto male; ed alla fine, le tue scuse non hanno il potere di
cancellare i tuoi atti.

• L'animo del guerriero implica che questi si controlla ed allo stesso tempo si lascia
andare. Deve aver un certo grado di abbandono e al contempo, un certo grado di controllo
su di se stesso. Un guerriero è un cacciatore, per tanto, tutto lo calcola: questo è il suo
controllo; però una volta terminati i suoi calcoli, attua, si lascia andare: questo è il suo
abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento. Nessuno lo pressiona.
Nessuno lo obbliga a fare cose contro il suo animo o contro di quello che giudica
corretto. Una delle manovre del guerriero è quella di non permettere mai che nulla lo turbi
in niente. Può anche star vedendo allo stesso demonio, che giammai lascerá qualcuno se ne
accorga. Il controllo che ha il guerriero deve essere impeccabile. Riuscire a realizzare
l'animo del guerrero, rappresenta una rivoluzione.

L' Umiltà del guerriero


Estratti da libri di Castaneda

• ... Un guerriero procede sempre come se avesse un piano perchè si fida del suo potere
personale...

• Un guerriero ha suprema fiducia in se stesso. La fiducia del guerriero non è la fiducia


dell'uomo comune; l'uomo comune cerca la certezza negli occhi dello spettatore e chiama
questo: "fiducia in se stesso". Il guerriero cerca [(invece)] la fiducia nei suoi propri occhi,
e chiama questo: "Umiltà". L'uomo comune sta "agganciato" ai suoi propri simili, mentre
un guerriero dipende solo da se stesso. Vai dietro l'impossibile; cerchi la fiducia dell'uomo
comune, quando dovresti cercare l'umiltà del guerriero. C'è una differenza fra le due
cose: la "fiducia" implica sapere qualcosa con certezza; "l'umiltà", essere impeccabili
con le azioni e i sentimenti.
• Cosicchè, essere un guerriero significa essere umile e vigile. Un guerriero prende la sua
sorte qualunque essa sia e l'accetta con la massima umiltà. Si accetta in umiltà tal com'è,
non come base per lamentarsi, ma come base per la sua continua lotta e sfida. L'umiltà del
guerriero non è quella del pezzente. Il guerriero non abbassa la testa davanti a nessuno,
però allo stesso tempo non permette neanche a nessuno di abbassarla davanti a lui;
invece, l'accattone, alla minor provocazione, chiede pietà in ginocchio e si butta a terra per
essere calpestato da chiunque consideri più elevato. Allo stesso modo poi, esige che coloro
che siano più in basso facciano altrettanto. Io, solo conosco l'umiltà del guerriero e questo
non mi permetterà giammai essere padrone di nessuno. A te, ti piace l'umiltà del
pezzente: abbassi la testa davanti alla "ragione".

La "Morte come Consigliera"


Estratti da libri di Castaneda

• La morte è la compagna inseparabile del guerriero; si siede al suo fianco. "Ogni


pezzetto di conoscenza che diventa potere, ha la morte come sua forza centrale". La
morte da l'ultimo tocco e quello che la morte tocca.. diventa in realtà potere. La morte è la
nostra eterna compagna; sempre sta alla nostra sinistra alla distanza di un braccio. Quando
sei impaziente, quello che devi fare è voltarti alla tua sinistra e chiedere consiglio alla
tua morte. Un'immensa quantità di meschinità si perdono con solo sapere che sta
vigilandoti. La morte è l'unica consigliera saggia che abbiamo. Ogni volta che senti,
come sempre fai, che tutto ti sta andando male e che stai a punto di essere annichilato,
girati verso la tua morte e domandale se è vero; lei ti dirá che ti sbagli; che niente è più
importante se non il suo tocco. La tua morte ti dirá: ancora non ti ho toccato. Il guerriero
pensa alla sua morte quando le cose perdono chiarità. Il guerriero considera alla morte la
consigliera più trattabile, che può venire anche ad essere testimone di tutto quanto si faccia.
L'idea della morte è l'unica che tempra il nostro spirito.

Il Potere delle Azioni: il cambio "di colpo!"


Estratti da libri di Castaneda

• Questo non vuol dire che devi preoccuparti per la tua morte; si tratta di usarla. Poni
attenzione sul laccio che ti unisce alla tua morte, senza rimordimenti, tristezza o
preocuppazione. Poni la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che i tuoi atti
fluiscano in accordo a questo; che ciascuno dei tuoi atti siano la tua ultima battaglia
sopra la tierra. Solo sotto tali condizioni avranno i tuoi atti il potere che gli corrisponde.
(vedesi paragrafo sul Non-Fare).

• Altrimenti saranno, mentre vivi, gli atti di un uomo timido; la timidezza non sarebbe così
terribile se fossi un essere immortale, però se vai a morire non c'è tempo per la timidezza,
semplicemente perchè la timidezza ti fa afferrare a qualcosa che solo esiste nei tuoi
pensieri. Ti culla mentre tutto sta in calma, però dopo il mondo di pavore e di mistero apre
la bocca per te, come la apre per ognuno di noi; allora, ti rendi conto che i tuoi cammini
sicuri, niente avevano di sicuro. La timidezza c'impedisce di esaminare la nostra sorte
come umani. Como uomo, meriti tutto quello che è nella sorte degli uomini: allegria,
dolore, tristezza e lotta; però, la natura dei tuoi atti manca d'importanza se non attui
come un guerriero. Nostra sorte come umani è apprendere ed essere lanciati a mondi nuovi
e inconcepibili.

• Attendere esperienze che appartengono ad un altro tempo e ad un altro animo, è dar


loro un'importanza che non hanno; significa togliercela a quello che sta succedendo
ora. Un guerriero non può in nessun modo permettersi questo. No c'è futuro; il futuro non è
altro che una forma di parlare. Per un guerriero solo esiste il "qui" e l'"ora". Un guerriero
non può in nessun modo lamentarsi per non essere da un'altra parte, perchè vive la sfida che
gli sta occorrendo qui e adesso, in questo precisissimo istante sei circondato dall'eternità;
montati su questo momento e usalo per arrivare fino alla totalità di te stesso, fino all'infinito
in qualsiasi direzione.

• C'è una semplice cosa che non va bene in te: credi di tenere molto tempo. Credi che la
vita va a durare per sempre. Che aspetti? Perchè dubitare in cambiare? Vuoi continuare
ad essere lo stesso anche a costo del tuo benessere.. Quello che stai facendo ora, può
benissimo essere il tuo ultimo atto sopra terra; può benissimo essere la tua ultima battaglia.
Non c'è potere al mondo capace di garantire che potrai vivere ancora un solo istante di
più. Non abbiamo tempo amico mio; nessuno di noi lo ha.

• Il cambio non si procura mai "per gradi"; occorre "tutto d'un tratto", producendo un
cambio totale. Io ti sto preparando per questo cambio, però non sei cambiato per niente e
[(proprio)] per questo credi di star cambiando poco a poco. Però chissà, magari un
giorno di questi ti sorprendi "cambiato" di repente, senza alcun preavviso. Io so che le
cose vanno così per questo non perdo il mio interesse in convincerti.

• Non abbiamo nessuna garanzia che le nostre vite vadano a durare indefinitivamente. Ho
appena finito di dirti che il cambio arriva di repente, senza preavviso; alla stessa
maniera arriva la morte. Si potrebbe interpretare come: riuscir a vivere ogni istante il
più felicemente che si riesc'a fare. Io conosco persone veramente felici, che prestano molta
attenzione alla natura dei propri atti: la loro felicità, è attuare con il conoscimento pieno
che non hanno assolutamente tempo [(nè nulla da perdere)]; i loro atti assumono cosí un
potere peculiare. Tutti gli atti hanno potere, soprattutto quando la persona che li realizza sa
che questi sono la sua ultima battaglia. C'è una strana felicità ardente nell'attuare con il
pieno conoscimento che quello che si sta facendo può benissimo essere l'ultimo atto sopra la
terra. Ti raccomando meditare sulla tua vita e contemplare i tuoi atti sotto questa luce. Non
hai tempo amico mio, questa è la disgrazia degli esseri umani. Nessuno di noi ha sufficente
tempo e la tua supposta continuità, nella quale consiste la tua felicità, non ha senso in
questo mondo di mistero e pavore. La tua "continuità" sólo ti fa timido. I tuoi atti, non
possono possedere così in nessun modo, il gusto, il potere, la forza irresistibile di quelli
realizzati invece da un uomo che sa di star liberando la sua ultima battaglia sulla terra. In
poche parole: la tua "continuità" non ti rende nè felice, nè potente.

• La nostra morte aspetta e questo stesso atto che stiamo realizzando ora può benissimo essere
l'ultimo; l'ultima battaglia. La chiamo battaglia perchè è una lotta. La maggior parte della
gente passa di atto in atto senza pensare. Un guerriero, al contrario, valuta ogni passo e
dato che ha conoscenza intima della propriaa morte, procede con giudizio, come se ogni
azione fosse la sua ultima battaglia. Un guerriero da, alla sua ultima battaglia, il
rispetto che merita; è naturale, quindi, che nel suo ultimo atto sulla terra dia il meglio di se
stesso. Cosí è piacentero; gli toglie "filo" al timore.

L' indifferenza ed il distacco: il non-"darsi" (essere spietati)


Estratti da libri di Castaneda

• Quindi, per essere un guerriero un uomo deve rimanere prima di tutto e con giusta ragione
terribilmente cosciente della propria morte. Però, preoccuparsi della morte forzerebbe
chiunque sia di noi a focalizzare la propria attenzione su di sè; e questo è logorante.
Cosicchè, un'altra cosa di cui si ha bisogno per essere un guerriero è il "distacco".
(vedere paragrafo sulla Spietatezza)

• Il "senso della morte" imminente accompagnata con il "distacco", invece di convertirsi in


un'ossessione, si converte in indifferenza. Deve uno svincolarsi da tutto senza che questa
sia un nuovo "lasciarsi andare". [(un nuovo "darsi", "abbandonarsi".. a se stesso, al vizio,
al "circolo della rutine")] Come l'eremita: essere un eremita è un abbandonarsi e io non mi
riferivo a questo; un eremita non è distaccato, eh.. si abbandona volontariamente a essere
un'eremita. [(qui ci vuole dare l'idea di come sia giusto "seguire il cuore" e non la mente;
gli impulsi del momento, piuttosto che la "ragione")] Andare per il cammino del "darsi" è
andare per quello facile. Quando fai girare il mondo sull'idea che tutto è troppo per te, per i
tuoi sforzi, non stai vivendo come un guerriero; è "darsi" al vizio di "abbandonarsi a se
stessi". Il guerriero non si abbandona neppure alla propria morte. La morte deve lottare
per averlo. [(in questo senso, un guerriero solo si abbandona allo Spirito, non è schiavo di
nessun'altra cosa; sia fosse sè medesimo, con la propria "seconda" mente que
c'installarono, sia fosse qualcos'altro. Non è schiavo della ragione, lo è piuttosto del
"sentimento", però unicamente di quello che procede dallo Spirito. Quindi, sarebbe libero e
non potrebbe essere più "preso" da esseri "parassiti" di energia, allo stesso tempo che
nemmeno lui sarebbe mai più portato a "parassitare" nessuno -mago nero, pinche tirano-)]

• D'altro canto, solo abbiamo due scelte: o prendiamo tutto come una certezza, oppure no.
Se facciamo la prima, terminiamo morti di noia con noi stessi e con il mondo; se
facciamo la seconda e cancelliamo la nostra storia personale, creiamo una nebbia attorno
a noi e uno stato molto emozionante e misterioso, nel quale nessuno sa con certezza per
dove salterà la lepre, nemmeno noi. Quando niente è una certezza, ci manteniamo allerta
-attivi, vigili- [(con questo sentimento della "morte" che può arrivare in qualsiasi
momento)] tutto il tempo. E' più emozionante vivere cosí, che comportarci come se lo
sapessimo tutto.

La "Lussuria riposata": il non-"darsi" godendo.. (follia controllata)


Ossia: non attaccarsi al mondo, ma godere di esso.

Estratti da libri di Castaneda

• Solo il sentimento della morte da all'uomo il distacco sufficente affinchè sia incapace di
abbandonarsi a nulla; solo il sentimento della morte da all'uomo il distacco sufficente,
affinchè sia capace di non negarsi nulla. Però un uomo siffatto, non ansia; ha acquisito
una "lussuria riposata" per la vita, per tutte le cose della vita. Sa che la morte lo va
cacciando e non gli lascerá tempo per attaccarsi a niente, cosicchè prova senza ansia, tutto
di tutto. Non desiderare nulla è il maggior raggiungimento per un guerriero, tuttavia, nella
tua stupidità, hai ampiato la tua sensazione di non voler nulla con quella di non godere di
niente; cosí, la tua vita è tediosa e vuota. [(Ossia: DESIDERARE NO, però SOGNARE SI'..;
in questa maniera si evitano gli eccessi, non si abusa di niente e di nessuno. Non
"attaccarsi" a nulla e a nessuno, significa che tutto lo si cerca di tirar fuori da se stessi, non
prosciugando le cose che si amano)]
( vedesi la "manovra dell'Agguato" e anche Essere inacessibili)-

• Un uomo comune non vede niente di tutto questo; il mondo non è mai un mistero per
lui e quando arriva ad essere anziano, è convinto di non avere più nulla da sperimentare e
presenziare. Un vecchio non ha esaurito il mondo; ha solo esaurito quello che fa la gente;
però nella sua sciocca confusione, crede che il mondo ormai non abbia più misteri per lui.
Un guerriero si accorge di questa confusione e apprende a trattare le cose debitamente:
le cose che la gente fa non possono essere, sotto nessuna condizione, essere più importanti
che il mondo. Di modo che, un guerriero tratta il mondo come un interminabile mistero;
e quello che lui e il resto della gente fa, come un'interminabile follia. [(ancora una volta:
"rompere lo specchio della nostra mente", la seconda che c'installano, che ci fa fermemente
creare e credere l'illusione del contrario. Si utilizzano le tecniche descritte prima, visto che
"la mente" non può domarsi e trascendersi con la "mente" stessa.. Per questo, non è
l'"IDEA" della morte quella che "muove" il nostro "punto di unione", ma piuttosto il
"SENTIMENTO" che si ha di essa, quando la "sentiamo" veramente insomma. E' una
manovra di "agguato", che si porta a termine completamente utilizzando la Ricapitolazione
e la Spietatezza. Se qualcuno non riuscisse a viverla e a sentirla in questo modo, non gli
servirebbe a nulla e dovrebbe allora cercarsi qualcos'altro che gli provochi un forte
"sentimento" capace di "muovere" il suo "Punto di Unione". Lo stesso don Juan, dirà a
Carlos che poteva intentarlo cercando di utilizzare la "poesia" per farlo, visto che con lui
non funzionava la morte)]

Il Potere delle Decisioni: farsi Responsabili


Estratti da libri di Castaneda

• Un uomo distaccato [(indifferente/spietato)], che sa che non ha possibiltà di ponergli


limiti alla sua morte, solo possiede una cosa che lo supporti: il potere delle sue
decisioni. Deve essere, per così dire, il "proprietario", il padrone, della sua scelta.
[(normalmente la "seconda mente" foranea che c'installano, quindi "l'essere inorganico"
che ci sta dietro, è il "padrone")] Deve comprendere per completo che ogni sua scelta è una
sua responsabilità [(così non si esaurisce nel darle la colpa agli altri)]; e, una volta che
sceglie, non rimane tempo per le recriminazioni, nè per i lamenti. Le sue decisioni sono
definitive semplicemente perchè la sua morte non gli da tempo di aderirsi a niente.

[(questa è una manovra di Agguato, nella quale si utilizza la morte per dare uno strattone al
"Punto di Unione" e far muovere la nostra percezione nel punto esatto nel quale "tutt'i nostri io"
interni diventino uno di maniera costante; ossia: si mantengano così sempre. In questo modo, la
nostra energia "è libera" di fluire e non ci riduciamo a "succhiarla" artificiosamente dall'esterno,
alla gente o alle cose, perchè non ne abbiamo bisogno se questa ci arriva "naturalmente" da
dentro)]

In un altro passaggio dei libri, don Juan spiega a Castaneda che proprio per essere coerente con le
proprie parole, si deve il fatto che la Morte conceda al guerriero un trattamento "di favore",
permettendo e lasciandogli il tempo di eseguire la sua "ultima danza".
La parola è sacra quindi, per un guerriero. Questo concetto è così importante e tanto basilare, da
venire poi ripreso dallo scrittore Miguel Ruiz per la formulazione del suo "Primo Accordo".

• Ti sei lamentato tutta la tua vita perchè non ti fai mai responsabile delle tue decisioni
[(ossia, non agisci dal tuo "io" vero, o con tutt'i tuoi "io" interni unificati)]. Il cammino del
guerriero è armonia: l'armonia tra le proprie decisioni e le proprie azioni [(coerenza)]. Un
guerriero prende in considerazione tutte le possibilità e poi sceglie in accordo con la
propria predilezione intima. Una regola basica per un guerriero è prendere le proprie
decisioni con tanta cura, da fare in modo che nulla di quello che possa venire come risultato,
sia capace di sorprenderlo; e molto meno di menguare il suo potere. Decidere non significa
eleggere un momento arbitrario; decidere significa che hai messo il tuo spirito in ordine
impeccabile e che hai fatto tutto il possibile per essere degno del conoscimento e del
potere. Preoccupati e pensa pure quanto vuoi prima di prendere una qualunque
decisione; però una volta che lo fai, lasciati andare libero da preoccupazioni e da
pensieri. Ci saranno ancora un millione di decisioni che ti aspettano. Questo è il modo del
guerriero.

• Un guerriero accetta la responsabilità delle sue azioni, per quanto triviali possano essere.
Uno apprende ad agire come guerriero attuando; non parlando nè pensando. L'unico
cammino possibile per un guerriero è attuare direttamente e senza riserve. Ormai dovresti
già aver assunto la piena responsabilità, e l'idea di star in balia del vento [(ossia: sotto il
"controllo" di qualcuno, o di "qualcosa")] dovrebbe essere inammissibile [(dire, "per
colpa di.." è ammettere di fatto il nostro "non-controllo"; e rassegnarsi ad esso: questo, è
"abbandonarsi". Arrendersi; non "lottare" più; non essere più "guerriero", ma "vittima". Ci
trasformiamo in dei "pinches tiranos" [NdT "Meschini Tiranni"] come tutti gli altri "magos
negros" [NdT "Maghi Neri"], succhiandole energia alla gente perchè non siamo più ormai
nelle condizioni di farla uscire dallo Spirito e da noi stessi)]. Quando un uomo decide di
fare qualcosa, deve andare fino in fondo, ma deve accettare la responsabilità per quello che
fa e poi andar avanti con le proprie azioni senza avere dubbi ne rimorsi. Guarda me, non
ho dubbi nè rimorsi; tutto quanto faccio è di mia predilezione e mia responsabilità. La
morte mi da la caccia e per questo non ho posto per i dubbi. Se dovrò morire per
qualcuna delle mie azioni, allora morirò. Tu, invece, ti senti immortale e le decisioni di un
immortale possono cancellarsi, lamentarsi o mettersi in dubbio. In un mondo dove la
morte è il cacciatore, non c'è tempo per lamentazioni e dubbi. Solo c'è tempo per
decisioni. Farci responsabili delle nostre decisioni è essere disposti a morire per esse; non
importa quale sia la decisione [(qui si può leggere anche: non abbia importanza che sia
essa di tipo BUONA o CATTIVA)]. Niente potrebbe essere più serio, nè meno importante di
qualsiasi altra cosa. In un mondo dove la morte è il cacciatore, non ci sono cose grandi nè
piccole; solo ci sono decisioni alla vista della nostra morte inevitabile.

• Cosí, con la coscienza della sua morte, con il distacco e con il potere delle sue scelte [si
potrebbe interpretare anche: di fare le proprie scelte], un guerriero arma la sua vita in
maniera strategica. La vita per un guerriero è un esercizio di strategia; vive strategicamente e
giammai porta carichi che non può sopportare. Un guerriero procede sempre come se
avesse un piano perchè confida nel suo potere personale. L'allegria di un guerriero gli
arriva dall'aver accettato pienamente il suo destino e dall'aver calcolato in verità ciò che
lo aspetta. Il conoscimento della sua morte lo guida, gli da coraggio distacco e una
lussuria riposata; il potere delle sue decisioni definitive gli permette di poter scegliere
senza lamentazioni e quello que sceglie è sempre strategicamente il meglio. Cosí, compie
con gusto ed efficenza lussuriosa tutto quello che deve fare.

• Non hai mai accettato la responsabilità di stare qui in un mondo tanto impenetrabile.
Credere che il mondo sia solo come tu lo pensi, è una stupidaggine. Il mondo è un luogo
sacro e misterioso e non concede facilmente i suoi segreti. E' probabile che attualmente il
mondo per te non sia strano perchè quando non ti annoia, sei enemistato con lui. Per me è
strano, perchè è stupendo, pavoroso, misterioso, impenetrabile. Il mio interesse è stato
quello di cercare di convincerti che devi assumere responsabilità per stare qui in questo
mondo meraviglioso; in questo meraviglioso tempo. Ho voluto convincerti del fatto che
devi apprendere a toccare il mondo con lo stesso tatto con il quale si osserva un mistero.
Questo è un mondo strano; le forze che guidano gli esseri umani sono imprevedibili,
pavorose, però il suo risplendore è degno di "vedersi".

• Il mondo è tutto quello che sta incastonato qui nel suolo; la vita, la morte, la gente, il potere
e tutto quello che ci circonda. Il mondo è incomprensible; giammai lo capiremo; non
scopriremo mai i suoi segreti. Per questo, dobbiamo trattarlo come quello che è: un
assoluto mistero! Bisogna farsi responsabili per stare in un mondo tanto strano e misterioso.
Non ti sforzare a volerlo risolvere. Il mondo è un mistero. Questo, quello che stai
guardando, non è tutto quello che c'è; nel mondo ci sono molte più cose; tante che... che
è interminabile. Devi apprendere a fare che ogni atto conti; beh.. resterai qui solo un
tempo corto; di fatto molto corto per presenziare a tutte le maraviglie che esistono.

"Essere Impeccabili": la Sfida costante del Guerriero


Estratti da libri di Castaneda

• Un guerrero, non può lamentarsi; la sua vita è una sfida interminabile e non vi è
maniera che le sfide siano buone o cattive: le sfide, sono semplicemente sfide. La
differenza basica fra un guerriero e un uomo comune, è che un guerriero tutto lo prende
come una sfida mentre un uomo comune prende tutto come una maledizione o una
benedizione. Prendere il tuo mondo quotidiano come una sfida provoca che tu riunisca
potere personale; fare il contrario, che ti esaurisca. Davanti alla sfida costante della tua
vita devi spingerti sempre oltre i tuoi limiti; e centrar la tua attenzione nel mondo attorno a
te, prima che in te stesso. Se ad ogni sfida della tua vita tu vai spietato e pronto a morire,
non ci saranno cadute nè sorprese sgradevoli, nè azioni innecessarie. Tutto cadrá
soavemente al suo posto, perchè tu non ti stai aspettando niente.

• L'importante è che un guerriero sia impeccabile. L'impeccabilità è in verità l'unico atto


che è libero e, por ciò, la vera misura dello spirito del guerriero. Un guerriero è nelle
mani del potere e la sua unica libertà è scegliere una vita impeccabile o meno.
L'impeccabilità è fare il meglio che si può sempre, in qualunque cosa. Un guerriero
confida nell'impeccabilità del suo spirito e soprattutto, rimane al tanto della sua efficienza.
La chiave dell'impeccabilità è il senso di avere o non avere tempo. Per regola generale
quando ti senti e agisci come un essere immortale, che ha tutto il tempo del mondo, non
sei impeccabile. Per un guerriero solo vi è tempo per la sua impeccabilità; tutto il resto
mengua il suo potere; l'impeccabilità lo rinnova. Come ti ho già detto, un guerriero si spinge
sempre più in là dei suoi limiti, in questo modo evita essere vittima del primo
contrattempo che gli capita; inoltre, sempre si assicura che tutto stia in ordine come parte
della sua condotta impeccabile.

I Quattro Accordi Toltechi, di don Miguel Ruiz


L'autore Miguèl Ruìz, non entra in definizioni "metafisiche" o "energetiche" come Castaneda o
Domingo Delgado; egli affrontanta il tema più dalla propspettiva "psicologica" ed etica
propriamente detta. Dandoci una catalogazione di principi "morali" da seguire, per colui che
voglia intraprendere una corretta "arte di vivere" basandosi sulle fondamenta e nelle radici
tolteca.
Il suo contesto, è quello di una persona nata in seno ad una famiglia di tradizione "nagualica":
con una madre "curandera" ed un nonno "nagual"; questo lo avrebbe fatto desiderare tornare, dopo
essersi allontanato per un tempo negli USA, per la diffusione di questo antico conoscimento.
Non sarebbe tuttavia, un "integrante diretto" parte della "partita di un Nagual" così come ce la
descrivono nei suoi libri gli autori già citati. Detto di un'altra forma, non formerebbe parte di un
"lignaggio nahualico" essendo questo perpetuato non per linea genetica, ma basato sui "segnali ed
auguri dello Spirito" che un guerriero sempre cerca di "vedere" e interpretare, per poter così
conformare la sua "azione nel punto zero" del quale ci parla Taisha Abelar; che vuol dire:
"allineare" la propria volontà a quella dello Spirito.

Il "Primo-Accordo"
• Onora la tua parola.
Sii coerente con le tue azioni. Sii impeccabile con quello che dici.

Il "Secondo-Accordo"
• Non ti prendere NULLA in maniera personale.
Nè la peggior offesa, nè il peggior malgarbo. Nè la più grave ferita, devi prenderla in maniera
personale.
In realtà, la persona che ti attacca solo sta attaccando se stessa. Tu solo sei un "suo specchio"; lui
non ti "vede". Come puoi pensare che stia interessato quindi veramente in te? Il problema è suo,
non tuo.

Il "Terzo-Accordo"

• Non pre-supporre.
• Non dare nulla per scontato, per "supposto".
• Se hai un dubbio, chiarificalo.
• Se sospetti, domanda.
Supponere ti fa "inventare" storie incredibili che solo invelenano la tua anima ed esistono nella tua
mente, dato che NON HANNO FONDAMENTO. Come potrebbero? Se tu non "vedi" veramente al
mondo. Non lo dare per scontato, il mondo è un mistero. Bisogna adottare lo stato d'animo e l'
Umiltà del Guerriero per riuscirci, non l'arroganza e la presunzione dell'uomo comune.

Il "Quarto-Accordo"
• Fai sempre il meglio che puoi. Sii impeccabile, con tutto il tuo essere.
Se sempre dai il meglio di te, non potrai mai recriminarti nulla, nè pentirti di niente.

'Kinam': il Vangelo di Quetzalcoatl, di Frank Diaz


L'autore di Kinam, Frank Diaz, ci scrive più sugli aspetti "culturali" della tradizione del paese,
prendendo soprattutto dati da delle recentissime scoperte archeologiche, per sviluppare le sue
premesse e definizioni. Il quale ci fa capire, come si muova in un contesto assai differente da quello
fin'ora trattato: più "accademico" e "storico" diciamo così, anzichè "esoterico".

La "Missione Tolteca" secondo Theun Mares


...

Altri autori
Domingo Delgado Solorzano, per lo meno in questo suo primo libro pubblicato alla data in cui
scrivo, (El Nahual de cinco puntas), è colui che maggiormente si concentra nelle definizioni e
premesse metafisiche e energetiche, tanto le sviluppa infatti che quasi non parla dell'etica
esteriore che bisognerebbe avere. Anzi, molto spesso il suo tono è talmente pessimistico su
questo punto (ricordiamoci che sta solo fedelmente "riportando" il pensiero di quel particolare
"lignaggio", il modo di pensare che terrebbero nelle loro vite) da far pensare che, forse a
proposito, abbia preferito ometterlo.

Gli altri autori nuovi invece citati nella bibliografia, includendo fra questi anche Enrique Rojas
Paramo autore di "Nerea" (il quale, a differenza di altri, formerebbe invece sì parte di una "partita di
Nahual" e un lignaggio distinto -sia a quello di Carlos che di quello di Domingo Delgado- lignaggio
del quale si fa portavoce), maneggiano concetti molto vicini e simili a quelli della denominata
New Age. Cosicchè, non li tratteremo qui.

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Esercizi corporali
SOMMARIO
i Passi Magici-Tensegrità di Carlos Castaneda
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la Corpofilia di Domingo Delgado


Fonte: Contenuto estratto dal libro e tradotto per la prima volta (in anteprima per voi) :
- "El nahual de cinco puntas" Autore: Domingo Delgado Solórzano.

• Il corpo fisico, la parte solida dell'energia del bozzolo luminoso, deve incorporarsi al resto
delle sue parti, disminuendo la sua oscillazione vibratoria. I percettori seguirono l'aspetto
solido della regola, con un sistema di resistenza progressiva ad alta intensità di spinte e
tiranti, chiamato "quanimec", il quale io ho chiamato arbitrariamente "corpofilia". Molto
simile agli sport dell'"halterofilia", in combinazione con i sollevamenti di potere e il
fisicoculturismo. Variando l'approccio vibratile e l'intensità, in relazione all'aspetto ludico e
atletico attuale.

Fonte El nahual de cinco puntas: Editorial Percéptica, Domingo Delgado Solórzano,


http://www.perceptica.com.mx

il Kinam di Frank Diaz


...

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Autori a confronto
SOMMARIO

Autori a confronto
Quello che maggiormente colpisce nell'opera di Domingo Delgado, è la sua accuratezza nell'esporre
dettagli e particolari di quella che asserisce essere stata un'antica scienza, un tempo molto praticata
nella mesoamerica. Similmente a Carlos Castaneda, l'autore descrive la cosmovisione insita in
questa disciplina, e similmente a lui riferisce essersi trattato all'inizio solo di una ricerca e
investigazioni fatte a scopo di studio: una Tesi universitaria; il resoconto del libro, infatti, sarebbe
stato preso pari-pari da delle traduzioni fatte da alcune grotte messicane, con al loro interno
iscrizioni e pitture.
Sebbene però i due autori presentino alcuni tratti in comune, al presentare ed esporre le premesse e
le basi a quanto pare di una stessa cultura, vi sono pero fra di essi anche differenze notevoli e
sostanziali. Come quella che vedrebbe Castaneda come l'ultimo di quel particolar lignaggio di
nahual che descriverebbe nei suoi libri, mentre invece Domingo come semplicemente parte di esso:
come un elemento in più e basta (si tratta di due lignaggi distinti, come già riportato prima). Da qui
la loro differenza anche nell'esporre dando enfasi l'uno ponendo accento su alcune cose, l'altro su
altre.
Castaneda per esempio non ha mai parlato dettagliatamente della lista precisa di tutti gli Esseri
Inorganici e Organici come fa Domingo, che invece ne parla accuratamente nei suoi libri. Ne fa
solo brevi accenni, e solo per inquadrare il contesto generale della sua particolare esperienza: che è
poi la sua storia, la sua iniziazione fatta con un indio yaqui. E tutte le sue opere, girano attorno a
questo.
Domingo, invece, sembra fare esattamente il contrario: fa solo brevi accenni alla sua particolare
storia e a quella del co-autore del libro, e solo per inquadrare non un particolare contesto, ma il
conoscimento in sè stesso insito in questa disciplina.
Entrambe le opere presentano comunque lacune. Castaneda per le molte contraddizioni insite nei
suoi libri, mentre Domingo per usare un linguaggio troppo tecnico e pedante, non da tutti
comprensibile e anche per essere all'inizio, dal momento che ha pubblicato solo uno di quelli che
dovrebbero essere una serie di scritti.
Gli autori più recenti sull'argomento, alla data che scriviamo, sono: Domingo Delgado Solòrzano ed
Enrique Rojas Pàramo. Questi ultimi, risultano essere "tanto recenti" da non essere ancora stati
tradotti nemmeno all'inglese. Il primo affronta questi temi da una prospettiva alquanto scientifica,
utilizzando come s'è detto anche termini spesso presi in prestito dalla fisica quantistica, per farlo;
mentre il secondo, proseguirebbe il filone originario di Castaneda, descrivendoci cioè uno dei tanti
altri lignaggi che popolerebbero ancor oggi il mesoamerica, e da cui deriverebbero quindi queste
tematiche e tradizioni.
Altri rappresentanti di questo movimento (a parte Castaneda e discepoli) vengono considerati: Ken
Eagle (autore del libro El camino tolteca), Miguel Ruiz (Los cuatro acuerdos toltecas), e Frank
Díaz (Kinam).
Ken Eagle menziona temi molto simili a quelli scritti da Carlos Castaneda, ma all'interno del suo
libro si narrano, per esempio, anche situazioni che sembrano essere canalizzazioni di extraterrestri,
il che per alcuni toglierebbe al termine serietà storica.

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Neo Sciamanismo
SOMMARIO

Neosciamanismo
Anche se spesso si tende a far inquadrare l'ottica castanediana sotto il filone comune detto "neo-
sciamanesimo" va fatto notare qui, pur tuttavia, che se stiamo alle fonti contenute nei libri citati, si
tratterebbe piuttosto di un'antico sapere "riesumato", di una cultura che lo praticherebbe da secoli.
Non sarebbe quindi perció del tutto esatto, se questo fosse vero, considerarla come tale; dato che,
come dice la parola stessa, "Neo"-"Sciamanesimo" indica una "Nuova" forma o versione dell'antica
arte sciamanica, mentre qui invece, come s'è fatto notare nel corso della trattazione, si tratterebbe
piuttosto di una frangia alquanto particolare dello Sciamanesimo classico, ma pur sempre antica e a
tutt'oggi praticata, da quei pochi ceppi etnici sopravvissuti di tali tradizioni.
Molto più corretto, quindi, è specificare quale dei due rami in cui questo movimento è venuto a
trovarsi diviso risulta essere, ora, più vicino alla categoria "neosciamanica": per definizione, quello
dei corsi stile e stampo new-age, proprio perché un tentativo molto "occidentalizzato" di far rivivere
certe pratiche e discipline che, a parere di molti, possono sopravvivere solo nel loro 'habitat'
originario; tolte dal quale, non sarebbero altro che non delle "trovate" in più, a detta di molti,solo
per spillare soldi alla gente.
Carlos Castaneda si riferisce generalmente ai Toltechi come ai "conservatori di segreti", nel suo
libro il Secondo Anello di Potere.
Un dettaglio storico forse importante è che, nel panteón della cultura tolteca, risultavano
ugualmente venerati sia Tezcatlipoca che Quetzalcoatl; mentre spesso nel movimento New-age
sorto con Castaneda si lascerebbe da parte Tezcatlipoca. Anche se entrambi furono poi assimilati
dagli Aztechi, in questi gruppi New-Age si darebbe troppa enfasi a Quetzalcoatl, dimenticando che
questo, come dio, fu incorporato solo coi Cicimechi.

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Appendice
SOMMARIO

Glossario
Termini "toltechi", o "castanedici" (come vengono definiti) usati da vari autori (cerchiamo di
specificare se un autore usa vocaboli diversi per indicare uno stesso concetto e quando e come e
perchè ciò accada).

ABISSO -
1) Il vuoto o il nulla, l'assenza di ogni cosa. La maggior parte delle persone non ha mai visto
l'Abisso, mentre altri pensano erroneamente di averlo visto come una visione religiosa
"dell'inferno". Se la coscienza e' esistenza, l'Abisso e' oblio.
2) Il vuoto profondo all'interno di colui che non ha mai fatto un tentativo per la propria evoluzione
personale. Il vuoto senz'anima. In questa definizione, l'Abisso e' la fossa di disperazione in cui la
gente cade quando sperimentano cio' che viene chiamata come "perdita della fede". Fortunatamente,
e' da questa perdita e dalla successiva caduta nell'Abisso che spesso inizia il cammino verso la
propria evoluzione. Quando la fede fallisce e viene abbandonata intenzionalmente, e' da questo
Abisso che iniziamo la scalata verso noi stessi e la nostra realizzazione del se'.
AGGANCIARE CON LA VOLONTA – un'abilita' di un maestro stregone, o Nagual, di far
intraprendere al guerriero il cammino – dal momento che ogni essere sano di mente sapendo cosa
gli aspetta se la darebbe a gambe. Per questo motivo, e' abbastanza comune per un Nagual (uomo o
donna) agganciare intenzionalmente gli apprendisti con l'energia della propria, altamente sviluppata,
volonta'.
AGGUATO (stalking) – la tecnica del Non-Fare e' di fatto identica all'Agguato, perche' il Non-
Fare e' l'arte di porre l'Agguato a se' stessi invece di porlo agli altri. Entrambe le tecniche sono
definite come un atto calcolato per manipolare. Un guerriero, talvolta, proiettera' di proposito
un'immagine specifica con lo scopo di fuorviare gli altri. Questo e' cio' che viene conosciuto come
agguato (stalking). Ci sono diversi motivi sul perche' il guerriero tende l'agguato agli altri, il piu'
importante e' quello teso quando si tratta con i "meschini tiranni". Essi non sono mai delle persone
gradevoli con cui interagire, in breve ci rendono la vita difficile in un modo o nell'altro, ma
trattandoli correttamente ci possono fornire molti doni di conoscenza.
E' il controllo strategico delle proprie azioni, da parte del guerriero, all'interno della società e
nell'iterazione con altre persone, per rafforzare l'energia, temprare lo spirito, andare al di là della
propria storia personale e delle proprie credenze. L'agguato parte dall'osservazione, non dal giudizio
o dal "dialogo interno". Il guerriero diventa quindi un cacciatore che conosce tutto della sua preda
per poterla prendere in trappola. Il bottino più ambito non sono di certo le persone o la
soddisfazione del proprio ego, quindi, benché agisca nella vita quotidiana, la sua caccia e' silenziosa
e il suo bottino e' l'energia. La preda più ambita del cacciatore è sé stesso.
ALLEATO o ALLEATI – entità che possono agire per conto di un veggente. Dal momento che gli
alleati non devono sottostare alla nostra comprensione spazio temporale, potremmo avere una
continua ed apparentemente inesplicabile interazione con un alleato per anni prima di incominciare
a capire che spesso e'il proprio se', avendo creato l'illusione di separazione cosi' da servire da
insegnante e guida. Altri alleati possono essere degli esseri completamenti diversi dal se', ai quali gli
stregoni si riferiscono come "esseri inorganici". Un'altra definizione di alleato riguarda l'essenza
vitale delle piante di potere, l'alleato del peyote, per esempio, o mescalito.
ALTRO (l'altro) – Vedi DOPPIO
AQUILA – L'universo consiste di un infinito numero di campi energetici che sembrano dei
filamenti luminosi. Questi campi di energia simili a filamenti si irradiano da una sorgente di
dimensioni inimmaginabili che metaforicamente viene chiamata l'Aquila. Questo e' il motivo per
cui questi campi energetici vengono chiamati le Emanazioni dell'Aquila.
In accordo alla leggenda Tolteca, gli antichi veggenti percepivano una forza indescrivibile che
richiedeva la consapevolezza al momento della morte. Sebbene non vi sia nessun'aquila, la forza ha
l'apparenza di un'aquila nera e immensa. Ha l'aspetto di un bozzolo la cui parte anteriore è allungata
e chiara, mentre il corpo principale è nero, poichè è composto per la maggior parte da coscienza
opaca. Da quelli che sembrerebbero gli occhi partono le stringhe energetiche che compongono le
diverse bande di emanazioni che danno supporto alle coscienze e una volta percepite diventano
universi.
ATTENZIONE
PRIMA ATTENZIONE – Consapevolezza ordinaria. Il punto in cui il punto di assemblaggio e'
posizionato ordinariamente quando non si e' nella "Consapevolezza Intensa" o nel Sogno. La
"Prima Attenzione" viene definita come: tutte le possibili combinazioni della percezione entro la
posizione "ordinaria" del "punto di assemblaggio". L'uomo medio, non avendo un "punto di
assemblaggio" fluido, usa sempre una delle possibili combinazioni disponibili entro la
consapevolezza" normale, e lo chiama il conosciuto. D'altra parte un guerriero, avendo raggiunto la
fluidita' del "punto di assemblaggio", sperimenta tutte le possibili combinazioni della "Prima
Attenzione", e cio' viene chiamato Lucidita' o "Sobrietà".
La "prima attenzione" è il cosmo, parte egocentrica e sociale dell'aquila il cui dominio possiede
solidità , consistenza e resistenza . La sua estensione è limitata alle particelle oscitroniche. Quark
positivi dall'accelerazione ordinaria e fissa.
La "prima attenzione" è il grande fascio che emana "coscienze organiche" ed è il primo perché
l'aquila fissa la sua attenzione in esso.
SECONDA ATTENZIONE – la "seconda attenzione" e' la posizione in cui si trova il "punto di
assemblaggio" nella "consapevolezza intensa" o nel "sognare". La "Seconda Attenzione", o "lato
sinistro", e' la "totalita' delle possibili combinazioni di percezione" che divengono disponibili
quando il punto di assemblaggio si sposta entro la "Fascia Umana", che e', entro la portata dei
campi energetici che costituiscono la vera esperienza umana. Si evitera' molta confusione se si
realizza che questi campi energetici devono includere ovviamente il regno animale di cui l'uomo fa
parte.
La "seconda attenzione" è una realtà alternativa, di consistenza soffice e flaccida , alla cui
descrizione si accede tramite il "sogno". La sua estensione è limitata alle particelle statitroniche.
Quark negativi a maggior accelerazione di espansione. La "seconda attenzione" è formata da sette
grandi fasci di emanazioni che emanano "coscienze inorganiche"; L'aquila fissa la sua attenzione in
essa con meno intensità.
TERZA ATTENZIONE - Il punto importante e' che quando il guerriero ha acquisito "Intento"
sufficiente sara' capace di interrompere il dialogo interiore, che lo rendera' in grado di rompere la
fissazione della sua consapevolezza e di rendere fluido il "punto di assemblaggio". Una volta
raggiunto questo, il "guerriero" non solo entra nella consapevolezza del suo sognare, ma diventa
anche un tutt'uno con esso, che naturalmente e' il suo vero se. E' questo stato di essere cio' che viene
chiamato "Terza Attenzione", un livello di consapevolezza in cui il "guerriero" puo' consciamente
manipolare l'espressione del "sognare" di quella forza universale chiamata la "Volonta' dell'Aquila"
o "Intento". Percio' si dice, che a un certo punto della vita di un "guerriero" avviene che, il comando
del guerriero diventa il comando dell'Aquila.
Lo stato di liberta' al di la dell'Aquila, quando un guerriero ha raggiunto lo stato di Integrita'.
Lo stato di ubiquita', non-locale unita' di consapevolezza..
La "terza attenzione" è una realtà energetica la cui coesione è spugnosa e molto porosa . Si accede
ad essa tramite il "sogno" del "corpo energetico". La sua estensione è limitata dalle particelle
positive retrotroniche e da antileptoni decelerati in Quanti retrattili. La "terza attenzione" sono i
"quaranta fasci di emanazioni strutturali".
QUARTA ATTENZIONE - La "quarta attenzione" è l' interno completo dell'aquila ed espande le
altre tre attenzioni precedenti . Una involuzione matematica, una funzione che è l'inversa di sé
stessa. Il "nagual" di cinque punte è l'introspezione totale dell'aquila che capta i propri valori
intrinseci. La realtà energetica dell'aquila è interstiziale, di interazione interpolare e olografica. E'
una costante isteresi energetica. La sua stabilità si risolve in emissioni di radiazione tachipsichica. E'
la diacinesi. I comandi, le coscienze, le emanazioni o effluvi e le funzioni sono emissioni, e tutte
formano il sogno dell'aquila, creando grandi pareti o membrane divisorie anulari. Il sogno è
fotogeno e polarizzatore. Si entra in esso attraverso l'essere cosciente della totalità delle proprie
conoscenze . La sua estensione è limitata alla proto materia ed alla proto antimateria.
QUINTA ATTENZIONE - La "quinta attenzione" è lo spazio esteriore dove vivono le aquile e le
serpenti . E' il "sogno" di "Zero". Innumerevoli cumuli insiti di aquile intrecciate che si afferrano e
si scuotono colle serpenti formano il "sogno di Zero". Il sogno è tassativo nel punto dove la
percezione entra nel "corpo energetico" della coscienza e del ponte, tra la micro e la macro
coscienza parallela, nel fianco di "Zero".
BOZZOLO, BOLLA, COCOON – Gli esseri umani sono composti allo stesso modo dallo stesso
infinito numero di filamenti energetici dell'universo, che prendono forma di un grosso uovo
luminoso. L'altezza di questo uovo e' pari alla lunghezza del corpo umano piu' il braccio alzato
sopra la testa sull'asse verticale. La larghezza e' stabilita dall'apertura delle braccia sull'asse
orizzontale. Questo uovo e' conosciuto come il bozzolo, la bolla (cocoon) dell'uomo.
Al veggente l'essere luminoso appare come un conglomerato di campi energetici, di natura
elettromagnetica, che si mostrano come un gigantesco uovo luminoso. In definitiva l'essere
luminoso e' la reale manifestazione della densa fisica incarnazione sia dell'uomo che della donna, e
a causa di cio' viene chiamato l'Altro o "il Doppio". Dal momento che anche il mondo in cui sono
contenuti gli esseri luminosi e' chiaramente visibile, questo livello di esistenza e' quello a cui
normalmente ci si riferisce con il Mondo degli Stregoni.
BRUJO o BRUJA – uno stregone. Tutti gli uomini o donne di Conoscenza possono essere dei
brujos, ma non tutti i brujos sono uomini o donne di Conoscenza.
BRUCIARE DAL FUOCO DEL PROFONDO – il modo in cui uno stregone, guerriero o
"Nagual" lascia questa terra per unirsi all'infinito. Vi sono diverse interpretazioni ma in sostanza e'
la metafora per trascendere la "morte" in assoluta "consapevolezza" piuttosto che l'abbandono della
forma fisica. Cio' che lascia la terra e' la totalita' della consapevolezza, la totalita' del Se'. Tutti gli
aspetti della consapevolezza individuale vengono consumati dall'"Intento del Guerriero", in modo
da non lasciare indietro nessun frammento. In questo modo il guerriero lascia la terra come un'intera
entita'.
CACCIATORE – i cacciatori migliori non sono coloro che hanno una normale predisposizione per
cacciare, ma coloro che hanno dovuto lottare a lungo e duramente per imparare ogni trucco
dell'impresa. Un cacciatore e' una persona estremamente disciplinata, per cui i parametri della sua
condotta di vita sono precisi. Un cacciatore e' intelligente abbastanza da capire che cio' che sta
cercando non gli cadra' improvvisamente nella sua padella. Percio', il cacciatore conduce una vita
molto disciplinata, il che vuol dire che si dedica totalmente al cacciare (ricercare il potere). E' un
discepolo del cacciare nel vero senso della parola percio' dirige tutti i suo sforzi per imparare tutto il
possibile sul cacciare. Un cacciatore vive completamente per cacciare, solo cosi' potra' avere
successo. Il cacciatore e' gioviale, a volte volubile, e pone l'accento sulla verita', sul paradosso, sulla
satira e qualche volta ha un umorismo piuttosto caustico. Il cacciatore esperto dell'"agguato" e' colui
che si assume il peso del mondo di tutti i giorni. E' l'uomo d'affari, quello che tratta con la gente.
Tutto cio' che ha a che fare con il mondo degli affari quotidiani passa da lui. I cacciatori praticano la
"follia controllata" proprio come i sognatori praticano il "sognare".
Il cacciatore e' esperto nel mantenere la posizione del "punto di unione". Sognatore e cacciatore si
completano perchè uno è in grado di spostare con estrema facilità la consapevolezza e il punto di
unione verso luoghi non ordinari mentre l'altro è capace di stabilizzare con grande abilità la
percezione.
Il Cacciatore accede alle informazioni semplicemente conoscendo o ricevendo un blocco di
informazioni.
CAMPI ENERGETICI (linee del mondo) – L'universo consiste di un infinito numero di campi
energetici che sembrano dei filamenti luminosi. Questi campi di energia simili a filamenti si
irradiano da una sorgente di dimensioni inimmaginabili che metaforicamente viene chiamata
l'Aquila. Questo e' il motivo per cui questi campi energetici vengono chiamati le "Emanazioni
dell'Aquila".
CASTANEDA, CARLOS – Autore di diversi libri riguardanti un ramo della tradizione antica
mesoamericana, suppostamente Tolteca, piu' precisamente in relazione al suo apprendistato sotto la
guida di Don Juan.
CHANNELING – Vedi "Conoscenza Silenziosa" - Gnosis.
COESIONE DI IDENTITA – uno stato di essere in cui il veggente ha raggiunto un senso della
consapevolezza di se' che va al di la' di tutti i Programmi. Il veggente sa chi realmente e' al di la
delle persone con cui e' in relazione, o di cio' che fanno per vivere. Esiste un senso del Se, un'abilita'
di toccare l'intrinseca consapevolezza di una persona e riconoscerla come un'entita' completa
piuttosto che dei singoli frammenti associati a diversi ruoli. Si osservano diversi livelli di coesione.
Quando il veggente ha raggiunto coesione, allora sara' possibile introdurre l'intero Se' nell'eternita'
come coscienza singola.
CONDIZIONAMENTO SOCIALE – Il modo di pensare e di essere che la societa', la famiglia, le
relazioni con gli altri e l'ambiente impone all'individuo. Per esempio, come genitori possiamo
sostenere che le nostre azioni sono la cosa migliore per i nostri figli. Dopotutto e' nostro dovere di
genitori indirizzare i giovani nella giusta direzione. Sfortunatamente, e molto spesso, ci
consideriamo dei buoni genitori quando imponiamo il nostro volere, le nostre idee e credenze ai
nostri bambini. Una volta che abbiamo, con successo, lavato loro il cervello su come comportarsi,
cosa sentire, e perfino pensare come noi, beandoci nell'auto compiacimento di sapere che abbiamo
consegnato al mondo un cittadino coscienzioso che mitemente righera' dritto. Tale giustificazione
non cambia nulla. Guidare i nostri figli con amore e mano ferma e' una cosa, ma imporre la nostra
volonta' su di loro, vuol dire abusare del privilegio di essere genitori. Il nostro compito e di
incoraggiare i nostri bambini a pensare con la loro testa e di assumersi la responsabilita' delle loro
azioni. In altre parole, impedire la loro volonta' imponendo loro di sottostare al nostro giudizio e'
un'imperdonabile violazione dei diritti umani.
CONOSCENZA – si riferisce al risultato dell'esperienza diretta. Per esempio: ai bambini viene
insegnato che il fuoco brucia, ma fino a quando non toccano la fiamma di una candela e ne fanno
l'esperienza, non possono saperlo con sicurezza. Il "guerriero" cerca la conoscenza, ma non per fede
o per un sistema di credenze. La conoscenza piu' grande proviene dalla "gnosis" ("conoscenza
silenziosa"). La vera conoscenza e' l'esperienza di se' stessi, ma dal momento che il se' e' unico per
ogni individuo, la conoscenza non puo' essere assimilata parlandone. La conoscenza appresa da
qualcun'altro manca della familiarita' necessaria per applicarla. La familiarita' si coltiva solo per
mezzo della pratica. Niente e' per niente in questo universo; tutta la conoscenza dovra' essere
guadagnata a gran prezzo. Il prezzo per la vera conoscenza e' la propria vita. La conoscenza che stai
cercando puo' essere ottenuta solo dedicandoci la vita. Non puoi percorrere il cammino della
conoscenza senza viverla. Percio' devi essere coinvolto in modo assoluto. Percorrere il cammino
della conoscenza non e' cosa naturale per l'uomo percio' l'apprendimento viene forzato (vedi:
Agganciare con la Volonta).
CONOSCENZA SILENZIOSA o GNOSIS – Uno stato alterato di coscienza accessibile tramite
svariati metodi, incluso ma non limitato al semplice "Intento", meditazione, certe sostanze che
alterano la mente come la psillocybina dei funghi, sesso tantrico, le esperienze pre morte,
privazione sensoriale, e molti altri metodi. Per me (Della Van Hise – proclamatasi donna Nagual), la
conoscenza silenziosa e il piu' cruciale strumento disponibile al guerriero, e' per mezzo della gnosis
che – quasi alla lettera – la totale conoscenza dell'intero universo diventa disponibile a colui che sa
come ascoltarla. Il punto e' che quando l'universo parla, non stiamo solo ad ascoltare, ma
applichiamo il nostro completo "Intento" al compito di scoprire il significato al di la delle parole.
Col passare del tempo, e coll’aumentare della nostra abilita' e consapevolezza, iniziamo ad avere un
contatto permanente con la voce della "conoscenza silenziosa" tramite la connessione al nostro
doppio. Raggiungere lo stato di "conoscenza silenziosa" senza intoppi e' uno dei compiti piu' grandi
per un guerriero.
CONOSCIUTO - consiste in tutto cio' che l'essere umano puo' registrare entro la consapevolezza
normale.
CONSAPEVOLEZZA DESTRA e SINISTRA - una delle piu' importanti scoperte dei "Nuovi
Veggenti", che era gia' a disposizione degli "Antichi Veggenti", e' che ci sono due tipi di
consapevolezza, che vengono chiamate la parte destra e la parte sinistra dell'uomo. La parte destra e'
la parte pensante, logica e razionale della mente umana. Nel lato destro tutta la conoscenza fluisce
in modo lineare e sequenziale. D'altro canto, la parte sinistra e' il sentire (feeling), la parte
irrazionale della mente umana che opera interamente indipendentemente da qualsiasi logica o
progressione lineare di schemi di pensiero sequenziali. La destra e' una reazione razionale a una
concreta evidenza che stabilisce una logica sequenza di pensieri; la sinistra e' una sensazione
irrazionale che non ha niente a che fare sia con la logica che con evidenze concrete. Solo piu' tardi
questa sensazione verra' confortata con le necessarie evidenze.
Nel cercare di afferrare questi concetti e' importante realizzare che i termini "parte destra" e "parte
sinistra" sono termini riguardanti il bozzolo luminoso dell'uomo, e non sono gli emisferi destro e
sinistro del cervello con le rispettive funzioni.
Quando il corpo umano viene percepito come energia, diventa chiaro che non e' composto da due
parti, ma da due diversi tipi di energia, due differenti correnti, due forze opposte e al tempo stesso
complementari che convivono una accanto all'altra, rispecchiando cosi' la duplice struttura
dell'intero universo. Gli antichi stregoni vedevano i due corpi come due flussi di energia, e
ritenevano che il sinistro, piu' turbolento ed aggressivo, si muovesse con un movimento ondulatorio,
emettendo onde di energia. Dichiaro' (Don Juan) che il flusso di energia del corpo destro non e' per
niente agitato in superficie, ma si muove come acqua all'interno di una vasca che viene leggermente
chinata avanti e indietro.
CONSAPEVOLEZZA INTENSA – uno stato di percezione intensa, in cui il guerriero puo’
apparentemente imparare e assimilare molto piu' rapidamente e profondamente che nella
consapevolezza ordinaria. Uno dei compiti del guerriero e' quello di "ricordarsi dell'altro se'", che
consiste in parte di restituire alla consapevolezza ordinaria gli episodi sperimentati negli stati
alterati di coscienza. Per esperienza, sembra che semplicemente non abbiamo gli organi percettori
della memoria per gli episodi avvenuti nella consapevolezza intensa, cosi' come non possiamo
vedere il mondo subatomico a occhio nudo. Ci vogliono degli strumenti speciali e in questo caso,
gli strumenti della percezione.
CONSAPEVOLEZZA NON-ORDINARIA – stati alterati di essere come il "sognare", la trance,
la meditazione profonda, la gnosis, la visione.
CONSAPEVOLEZZA ORDINARIA – Lo stato di coscienza risultante dal semplice essere vivi e
vivere. E' nella consapevolezza ordinaria che recitiamo la nostra programmazione umana. La
consapevolezza ordinaria e' anche conosciuta come il minimo comune denominatore dell'essere
umano. E' laddove si assembla il mondo e le nostre aspettative riguardo il mondo e noi stessi.
DIABLERO – uno stregone, un uomo di conoscenza. In alcuni testi, "diablero" o "diablera" si
riferisce anche a uno stregone guaritore. Tutti gli uomini/donne di conoscenza sono diableros, ma
non tutti i diableros sono uomini/donne di conoscenza. I diableros possono anche essere gli
insegnanti del mondo di sotto (underworld). (Vedi anche: Mondo di Sotto (Underworld), Sorcerer,
Brujo). Il diablero è colui che incontra gli informi, o diavoli come vengono chiamati
nell'immaginario collettivo.
DIALOGO INTERNO – il chiacchierio automatico della mente umana che e' essenzialmente il
mezzo per mantenere il nostro mondo intatto. Il dialogo interno e' qualcosa preso dalle liste che
abbiamo fatto per dire a noi stessi che un albero e' un albero e un cane e' un mammifero,
funzioniamo a base di questi inventari sin da quando ci svegliamo al mattino. Il Dialogo Interno, in
breve, e' il linguaggio del Programma, e uno dei requisiti di qualsiasi viaggiatore spirituale serio e'
imparare a fermare quell'automatica programmazione di se stessi in modo da poter sentire il
silenzio e accedere nei piu' profondi livelli della mente, incluso lo stato della "conoscenza
silenziosa".
Il "punto di assemblaggio" dell'uomo generalmente e' posizionato sulla superficie del bozzolo, di
fronte al punto mediano delle scapole. Nello sviluppo di un bambino normale, dapprima inizia ad
imparare quale sia il posto piu' opportuno per sistemare il punto di assemblaggio e poi lo fissa
tramite la ripetizione. Questa ripetizione viene in un primo momento suggerita
dall'incoraggiamento dei piu' grandi e poi dall'abituale dialogo interno. I Toltechi del giorno d'oggi
sanno che l'uomo mantiene la sua visione del mondo confermando costantemente questa visione a
se stessi tramite il dialogo interno. Cio' significa che il mondo appare esattamente come l'uomo dice
costantemente a se stesso che sia.
DIPENDENZA o DIPENDENZA DELLA FORMA UMANA – Una dipendenza e' qualsiasi cosa
su cui l'energia del guerriero si aggancia. Si puo' visualizzare come esempio il caso di una persona
che si sente a disagio nell'essere solo e avere una dipendenza dagli amici, o dal guardare
incessantemente la televisione, o dall'ascoltare la musica o da altri tipi di stimoli. Sono esempi solo
per illustrare il punto: un bisogno costante di approvazione rappresenta una forte dipendenza.
L'incapacita' di smettere i vizi come il fumare, il bere, il gioco, ecc, indica dipendenza. Il guerriero
puo' liberare l'energia necessaria ad altre cose semplicemente identificando e abbandonando queste
dipendenze. Puo' anche essere facilmente compreso che "Volonta" e "Dipendenza" si escludono a
vicenda. Fino a quando queste potenti dipendenze disporranno dell'energia del guerriero, e'
praticamente impossibile far affiorare la Volonta', dal momento che l'energia necessaria per farlo e'
usata per la dipendenza.
DON JUAN MATUS – Il "Nagual"; uno Yaqui che fu insegnante e mentore di Carlos Castaneda.
DOPPIO – Per scopi pratici, il doppio e' il se nell'eternita', ma puo' essere visto come il "recipiente"
in cui il guerriero trasferisce la sua coscienza e identita' tramite il vivere in modo impeccabile. Tutti
i guerrieri possono sviluppare il doppio, sebbene molti rimangono inconsapevoli della sua esistenza.
Il doppio e' l'energia a forma di corpo e occasionalmente si manifesta nella consapevolezza
ordinaria. Viene sviluppato tramite il Sognare fino a un punto di estrema coesione. Il doppio puo'
vivere di per se con tutte le intenzioni e scopi.
Al veggente l'essere luminoso appare come un conglomerato di campi energetici, di natura
elettromagnetica, che si mostrano come un gigantesco uovo luminoso. In definitiva l'essere
luminoso e' la reale manifestazione della densa fisica incarnazione sia dell'uomo che della donna, e
a causa di cio' viene chiamato l'Altro o il Doppio.
DUALITA – significa letteralmente "due cose simultaneamente". Non e' la stessa cosa che
dualismo, che implica percezione tramite opposti, la propensione umana di percepire bianco/nero,
bene/male, dio/diavolo, maschio/femmina, ecc. La Dualita’ implica l’evolvere della percezione che
rende in grado di vedere che per esempio il passato e il futuro non sono diversi ma solo percezioni
differenti causate nel localizzarsi nel tempo. La Dualita’ permette a due apparentemente condizioni
contraddittorie di esistere simultaneamente, senza che una annulli o usurpi l’altra. Esempio una
“relazione di odio/amore”. Un altro esempio esistiamo come umani mortali qui ed ora, e allo stesso
tempo come esseri eterni tramite il corpo energetico del doppio. La dualita’ puo’ essere vista
nell’affermazione “devi essere immortale prima di sapere come diventare immortale”. Fino a
quando siamo agganciati a una percezione statica e lineare della realta’, siamo prigionieri del
dualismo.
EMANAZIONI DELL’AQUILA – (vedi aquila) La realtà’ per gli stregoni non e’ fatta di oggetti
ma di campi di energia, chiamati le emanazioni dell’aquila. Le emanazioni che vengono percepite
dall’uomo sono quelle che riescono a filtrare nel suo campo di energia personale attraverso un
punto chiamato punto di unione; tutte le innumerevoli altre non vengono normalmente percepite e
restano una possibilità.
EMOZIONE - L’emozione e’ il punto di trasmissione tra il pensiero e l’azione fisica. Passando per
l’emozione il pensiero cerca di far terminare o di far iniziare una azione. Per esempio la collera
cerca di fermare l’azione esterna mentre la paura avvia l’azione della persona (fuggire).
ESSERE CICLICO - Gli esseri ciclici per gli antichi stregoni, per don Juan e per noi non
significano reincarnazione. Significa che gli esseri umani appartengono a fili tenuti insieme da
correnti di energia omogenea. Pensate a una tenda fatta di perline. Ogni filo è particolare e ogni
perlina è ancora più particolare eppure sono tenute insieme dalla stessa forza, dallo stesso filo. Le
perline di uno stesso filo erano chiamate cicliche dagli antichi stregoni del lignaggio del vecchio
nagual. Per esempio Carol Tiggs ha avuto la fortuna o la sfortuna di essere una perlina dello stesso
filo a cui appartiene una strana creatura che noi conosciamo come lo sfidante della morte.
ESSERE DUPLICE – chiamato anche "il Nagual". Un tipo di essere umano che per nascita ha due
o piu’ corpi energetici invece del solo che normalmente si possiede. Appare al veggente costituito
da due o piu’ bozzoli energetici sovrapposti. E’ un attributo di alcune persone ne piu’ ne meno che
avere i capelli biondi o gli occhi verdi. Non si puo’ diventare un Nagual come non si puo’ cambiare
il nostro sangue da AB a 0 improvvisamente.
ESSERE ETERNO – uno stato di coscienza evoluto che ha raggiunto coesione nel tutto, e esiste
ubiquamente nel continuum spazio/tempo ed oltre. L’essere eterno puo’ proiettare (intendere)
(manifestare) a volonta’ un corpo energetico che e’ indistinguibile da un corpo fisico, o essere
completamente non corporeo, semplicemente secondo la sua Volonta’.
ESSERE IMMORTALE o IMMORTALE - i termini "immortale" e "essere eterno" vengono
alcune volte usati intercambiabilmente a meno che non sia specificatamente segnalato, sebbene
strettamente parlando vi siano delle considerevoli differenze. Quando diciamo “la ricerca
dell’immortalita’ inizia qui’”, potrebbe essere affermato piu’ specificatamente con “la ricerca
dell’immortalita’ e’ qui’”. Sulla scala evolutiva, si puo’ presupporre che un essere eterno abbia
meno limitazioni di un immortale ancora attaccato alla forma organica. Vediamo la cosa: se una
cometa si scontrasse e facesse a pezzi la terra, l’essere eterno avrebbe l’opzione di manifestarsi da
qualche altra parte, diventando senza forma, oppure potrebbe assemblare altri mondi. L’immortale
fisico, d’altro canto, potrebbe non avere tali opzioni, dipendenti dal suo livello di evoluzione di
coscienza. Vi sono speculazioni sulla vita di alcuni immortali tra di noi.
FANTASMA – individui ancora ancorati al sistema di credenze della realta’ consensuale,
normalmente senza mai essersi posti alcuna domanda. I fantasmi si autodefiniscono in base a quello
che fanno, alla ditta che possiedono, alla chiesa a cui sono legati, al loro status sociale. Un altro
segno del fantasma e’ che possiede un’infinita’ di personalita’ e di ruoli, senza la coesione di un
singolo, unico Io-Sono.
FASCIA UMANA (Banda dell’Uomo) – l’uomo e’ una replica esatta in miniatura dell’intero
universo. Nell’universo ci sono sette grandi fasce di campi energetici interlacciati che a loro volta si
manifestano in sette sotto fasce. Lo stesso vale per l’uomo. Distese lungo queste grandi fasce nel
bozzolo umano c’e’ un miscuglio di sotto fasce che formano una particolare disposizione di campi
energetici. Cio’ costituisce la qualita’ della consapevolezza che viene identificata come una
peculiarita’ umana. Il miscuglio delle sotto fasce puo’ confondere chiunque ma non il veggente con
esperienza, e percio’ ci si riferisce semplicemente come la Fascia Umana. Tuttavia, poiche’ la
maggior parte delle percezioni possibili entro la Fascia Umana sono al di la’ della normale
esperienza umana, e quindi al di la della consapevolezza normale, vi si riferisce tecnicamente come
lo Sconosciuto.
FOLLIA - "In un milione di anni non c’e’ nessuna differenza." Sebbene trascorriamo l’intera vita
pensando che le cose siano materiali, nessuna lo e’ in realta’. Letteralmente tutto cio’ che tocchiamo
nel mondo della consapevolezza ordinaria e’ follia (non reale) – e qui’ il guerriero gioca come se
fosse materiale e impara l’arte dell’agguato come mezzo per sviluppare la follia controllata – agisce
con la consapevolezza che le azioni sono folli, pur tuttavia agendo impeccabilmente.
FOLLIA CONTROLLATA – «E' possibile insistere, insistere in modo conveniente, anche se
sappiamo che ciò che stiamo facendo è inutile». «Ma dobbiamo sapere prima di tutto che le nostre
azioni sono inutili e tuttavia dobbiamo procedere come se lo ignorassimo». Questa è la follia
controllata dello sciamano. Controllare la nostra follia e’ essenzialmente un atto di cooperazione
intelligente. Controllare la follia implica prendere il controllo dei contenuti di quel sogno chiamato
vita. Non possiamo cambiare il sogno in nessun modo (vedi sognatore). E questa dopotutto e’ la
nostra follia. Tuttavia possiamo controllare la nostra follia, e facendolo, possiamo manipolare il
contenuto del sogno (vita). Controllare la nostra follia, e manipolare il contenuto del sogno (vita), e’
lo scopo e il significato dell’arte dell’agguato. Percio’ l’agguato viene definito come la padronanza
della follia controllata, e colui che tende l’agguato (cacciatore) come un maestro della follia
controllata.
GIUSTO MODO DI VIVERE – una consapevolezza intuitiva che non ha niente a che fare con la
moralita’ sociale o le predilezioni della cultura. Il guerriero viene guidato dal giusto modo di vivere
per mezzo di un’intrinseca armonia con la terra, vale a dire tramite la voce interna della Gnosis
(conoscenza silenziosa).
GUERRIERO o GUERRIERO DELLO SPIRITO – Colui che ricerca la conoscenza e che si e’
imbarcato in un cammino che ha un cuore. Il guerriero e’ il viaggiatore che cerca di raggiungere la
meta di essere uomo di conoscenza. Prendi in considerazione qualsiasi cammino accuratamente,
verificandolo in qualsiasi modo ti sembri necessario – poi chiediti, ma solo a te stesso, un’unica
domanda: “questo sentiero ha un cuore?”. Qualsiasi cammino e’ molto simile a tutti gli altri alcuni
vanno e vengono, altri sono diretti; ma alla fine nessun cammino va da nessuna parte. L’unica
differenza tra un cammino e un altro e’ che alcuni hanno un cuore ed altri no. Il cammino che ha un
cuore ti innalzera’, ti togliera’ il peso e ti dara’ gioia. Il cammino senza un cuore ti fara’ inciampare,
ti annebbiera’ lo spirito, e alla fine ti fara’ vedere la tua vita in un'ottica di collera ed amarezza.
INSTALLAZIONE ESTRANEA - Vedi Mente Predatrice.
IMPECCABILITA’ - Impeccabilita’ e’ l’agire al meglio delle proprie possibilita’ in base alle
conoscenze disponibile in quel preciso momento. Il tempo e’ l’essenza dell’impeccabilita’, e’
solamente il senso della mortalita’ che fa scaturire nell’uomo il desiderio di agire impeccabilmente.
Non e’ altro che l’uso adeguato dell’energia.
IMPORTANZA DI SE’ – forse la migliore descrizione viene fatta da Don Miguel Ruiz ne: I
Quattro Accordi – “Non prendere niente in modo personale”. E’ l’Importanza Di Se che ci fa
pensare che tutto cio’ che viene detto o fatto ci riguardi come individui. Arrabbiarsi con colui che ci
taglia la strada nel traffico e’ Importanza Di Se. Riguarda lui non te. La mal interpretazione comune
e’ che l’Importanza Di Se sia l’arroganza, o un comportamento egoistico maniacale, e sebbene sia
vero per esteso, l’Importanza Di Se e’ piu’ accuratamente un modo di difendersi nascosto che
impedisce al guerriero di raggiungere la Lucidita’ e il Potere a causa dell’impegno profuso per
difendersi, dal momento che non c’e’ nulla da difendere in primo luogo. Il vero pensare e’
istantaneo; solo le trivialita’ basate sull’Importanza Di Se occupano tempo per circolare nella
mente.
INCONOSCIBILE - e’ il livello di consapevolezza che non potra’ mai essere conosciuto
dall’uomo finche’ rimane nei confini della sua umanita’. Per entrare nell’inconoscibile bisogna
perdere la nostra condizione umana.
INDIVIDUAZIONE – la manifestazione del se’ come singola unita’ di coscienza. Molti percorsi
insegnano l’unita’ con il tutto come scopo del dopo vita terrena, laddove l’Individuazione e’ l’atto di
mantenere l’unico ed individuale Io Sono per l’eternita’.
INTENSITA’ - Bisogna realizzare che l’intensita’ non e’ nient’altro che il risultato di un livello
particolare della percezione. Percio’ se volessi alterare la tua intensita’, e con questo imparare a
controllarla, devi anche lottare per alterare il tuo livello di percezione ed imparare a controllarlo.
Questo ti conduce direttamente al concetto della necessita’ di avere un punto di assemblaggio
fluido, dal momento che senza fluidita’ non puoi controllare il tuo livello percettivo o, allo stesso
modo, la tua intensita’. Tuttavia, il modo piu’ facile per ottenere un punto di assemblaggio fluido e’
quello di imparare a porre l’agguato alla tua percezione, e il modo migliore per farlo e’ di imparare
a leggere le tensioni esistenti nella vita di tutti i giorni, dal momento che queste tensioni sono il
prodotto dell’intensita’. Quando sari in grado di leggere queste tensioni, potrai cambiare il tuo
livello percettivo e la tua intensita’ semplicemente usando lo scudo del guerriero e praticando il
non-fare. In altre parole, se ti impegnassi a leggere le tensioni nella tua vita giornaliera, invece di
lasciarti coinvolgere da come si presentano gli eventi, automaticamente inizierai ad accettare senza
accettare, credere senza credere, con il risultato di non aver piu’ la tua percezione fissata
dall’ossessione, cosi’ il punto di assemblaggio e’ libero di muoversi. Ricordati che tutte queste
percezioni sono interattive, nel senso che il potere personale generato da ciascuna di esse alla fine ci
innalza al potere universale. Inoltre, ricordate che l'impulso secondario in un atto di percezione è
l'emozione, e che queste emozioni sono anche interattive. Inutile dire che tutte queste interazioni
danno luogo a una sempre maggiore percezione, cosi’ aggiungendo onda su onda di percezione,
ogni onda da luogo a nuovo potere e, inoltre, caricandosi anche di emozione. Queste onde danno
sempre luogo a determinati effetti nella vita di tutti gli interessati - effetti che l'individuo esprimerà
in termini di azioni di qualche tipo, a prescindere dal fatto che siano mentali, emotive o fisiche. Tali
azioni sono determinate da ciò che è conosciuta come l'intensità dell’onda che ha dato origine
all’azione. L'intensità di un’onda si manifesta quando il potere personale e l'emozione generata
dalla percezione di una persona interagisce con quella di un'altra persona. Ovviamente, se più
persone sono coinvolte, l'intensità dell’onda sarà determinata dalla interazione tra i prodotti della
percezione di tutti.
INTENTO: 1) Esiste nell’intero universo una forza misteriosa conosciuta come intento. E’ per
mezzo di questa forza che avviene la percezione, e’ l’intento che dapprima allinea i campi energetici
e poi causa la consapevolezza di tale allineamento.
2) L’Intento (o "Intento Inflessibile") potrebbe essere definito come un’idea o una forma-pensiero
trattenuta costantemente nella mente di un guerriero fino a che non diventa parte integrante del
guerriero stesso. Per esempio, il mio intento e’ di raggiungere una evoluzione della coscienza che
mi permetta di esistere in maniera coesa, come essere senziente con un singolo punto di vista
continuativamente nell’eternita’. La forza di quell’Intento Inflessibile determina il modo di vivere
del guerriero e quali sentieri percorrere.
LUCIDITA’ (CLARITY) – Un guerriero che ha imparato a vedere e a mantenere di continuo il suo
punto di assemblaggio sul punto del vedere ha raggiunto la lucidita’. Lucidita’ puo’ anche essere
definita come l’abilita’ di vedere il mondo com’e’, senza l’interferenza di condizionamenti o
illusioni. Spesso il primo gradino verso la lucidita’ e’ oltrepassare la paura intrinseca che ci permea
in modo da guadagnare abbastanza consapevolezza da fronteggiarla.
Esiste una linea sottile tra il significato e la lucidita’. Il guerriero cerca lucidita’ piuttosto che
significato in qualsiasi situazione. Un guerriero che e’ riuscito a rendere fluido il suo punto di
assemblaggio, si apre a tutte le possibili variazioni della Prima Attenzione, e questo viene chiamata
lucidita’ o sobrieta’.
LUOGO DI POTERE – una luogo fisico che porta l’individuo a bilanciarsi con la terra, la rete
Non-Locale di tutte le informazioni e con se stesso. Un luogo che ci rende capaci di focalizzare o
meditare, in cui noi siamo in un equilibrio impeccabile. Un luogo in cui la parete divisoria tra la
prima e le altre attenzioni è meno spessa, più facilmente attraversabile.
MAGIA – e’ la forza interna all’organismo umano che ci fa fare, percepire e interagire con cose per
cui la scienza non ha un’immediata spiegazione. E’ la forza che rende capace a una donna di 50 kg
di alzarne 2000 per salvare suo figlio. E’ quella forza conosciuta come “piccola voce” che dice
all’uomo di non salire su un aereo che cadra’. E’ il fantasma nella macchina ma e’ ancora umano.
Un giorno la scienza riuscira’ a spiegare la “magia”, tuttavia la magia non verra’ mai interamente
compresa, dal momento che crescendo ed evolvendoci, la “magia” cresce e si evolve con noi. E’
sempre un passo avanti cosi dobbiamo seguirla. Non significa aderire a un rituale o a una religione.
E’ la forza evocata tramite certi rituali, ma la “magia” in se stessa non puo’ essere definita come
rituale o religione come non puo’ essere anima con chiesa. Al limite e’ solo uno strumento usato per
cercare qualcos’altro. (vedi anche Veggente)
La magia non esiste – esiste solo l’intento. Cio’ che il folle percepisce come magia e’ soltanto la
manipolazione dell’intento. Percio’ un mago e’ solamente un maestro dell’Intento.
MEDITAZIONE CON L’INTENTO – una forma di meditazione attiva opposta al silenzio
passivo. La meditazione con l’Intento puo’ anche essere definita come Gnosis, l’abilita’ della mente
umana di porre una domanda alla rete non-locale di tutte le informazioni. Ma piu’ che porre la
domanda, rende capace il veggente di trarre una risposta basata sulla verita’ perche’ questa
meditazione sviluppa l’abilita’ di ascoltare e interagire con il doppio. La prima volta che il veggente
prova non succede niente, dal momento che e’ una tecnica per mettere a fuoco non all’interno o
all’esterno, ma non-localmente attraverso lo spazio/tempo, in quel reame dove il
passato/presente/futuro sono esattamente la stessa cosa, e dove gli episodi, le probabilita’ e i risultati
sono gia’ archiviati olograficamente. La meditazione con l’intento ricerca in quella illimitata
biblioteca. (vedi anche Gnosis o Conoscenza Silenziosa).
MENTE PREDATORIA – se si puo’ percepire che la realta’ consensuale possiede una rudimentale
“mente di massa”, diventa poi possibile osservare la natura predatoria di questa mente, in quanto
invade e usurpa gli individui a meno che l’individuo padroneggi un’estrema consapevolezza.
Possiamo venire sopraffatti da questa “mente di massa”, il cui scopo principale e mantenere il suo
statico, status quo.
MESCHINI TIRANNI - Una persona puo’ decidere di essere usata o influenzata dall’ambiente e
dalla gente che vi si trova, ma finche’ non decide di esserlo, non viene influenzata in quel senso.
NESSUN UOMO PUO’ ESSERE INTRAPPOLATO SENZA IL SUO CONSENSO. Nessuno puo’
rendere schiava una persona contro la sua volonta’. A sostegno di cio’ ci sono molte persone nel
mondo che hanno combattuto e spezzato il comportamento e la disciplina convenzionale. E’ solo
deplorevole il fatto che, sebbene tali persone avessero avuto abbastanza potere personale per
liberarsene, molto spesso non hanno avuto sufficiente potere per stabilire a se stessi un nuovo scopo
e una nuova direzione nella vita. Senza scopo e direzione tali persone spesso finiscono coll’essere
dei fuorilegge – legge stabilita dalla media degli uomini per vivere una vita media. Essendosi
allontanati dagli usi e costumi di questa legge, tali ribelli non trovano comprensione dalla legge
governata proprio da coloro che hanno cercato di evitare in primo luogo. Se questi ribelli sono
incapaci di trovare un nuovo scopo nella vita e non sono abbastanza intelligenti da stare dalla parte
della legge, inevitabilmente diventeranno cio’ che i Toltechi conoscono come i meschini tiranni. I
meschini tiranni passano la loro vita sfogando la loro rabbia e le loro frustrazioni rendendo la vita di
coloro che li circondano completamente miserabile.
MIGRAZIONE DELLE DUE PARTI DELL’ANIMA – il processo in cui il se’ mortale crea il
doppio tramite il sognare, a quel punto il doppio inizia ad insegnare al se’ mortale la via
dell’evoluzione della coscienza. Il se’ mortale sembra che crei per primo il doppio, cosi’ che il
doppio esiste come essere eterno, un costrutto di volonta’ e intento. Quell’”immortale” poi insegna
al se’ mortale come evolversi, e quando il procedimento e’ completato, il se’ mortale si ricongiunge
con il doppio immortale al di la’ dell’aquila.
MOMENTO DELLA CREAZIONE – dal momento che per il mondo degli stregoni il tempo e’
una questione di percezione, si puo’ capire come degli avvenimenti che sembrano avvenuti nel
passato hanno avuto origine nel futuro, tramite un processo chiamato “incantesimo retroattivo -
retroactive enchantment" descritto da Peter J. Carroll. Il momento della creazione e’ il momento in
cui lo stregone crea effettivamente il proprio doppio con la completa consapevolezza di avere le
evidenze che esisteva gia’ da molto tempo. Il momento della creazione e’ un momento di azione,
portato ad essere tramite l’Intento e la Volonta’. Detto in altri termini: se non creiamo il doppio
oggi, non esistera’ ieri. Il tempo visto in questo modo e’ molto strano.
MONDO - I mondi sono l'insieme di percezioni causate dall'allineamento del punto di unione in un
determinato punto dentro, fuori o sulla superficie dell'uovo luminoso. Ogni essere vivente in ogni
parte dell'universo, sia esso un umano, un animale, una pianta, una stella, un informe o un 'aquila
intera, ha un certo numero di punti di unione che percepiscono e scambiano energia con i filamenti
esterni al proprio bozzolo energetico. Mancando la possibilità all'inizio di percepire tutte le
interazioni energetiche tra sé stessi e l'esterno, gli individui approssimano in qualche modo quello
che gli sta succedendo, tentano di semplificare le percezioni per "digerire" meglio le informazioni
provenienti dall'esterno. L'insieme delle percezioni e delle illusioni derivanti da questo processo va
a formare il mondo che si percepisce. L’energia viaggia libera nell'universo, e sono gli individui che
la incatenano percependola, creando mondi con quell'energia. La stessa energia può essere percepita
in maniera totalmente diversa da individui diversi, e questo fa sì che alla fine i mondi siano sempre
più o meno condivisi, ma che tuttavia ognuno abbia il suo. Entro la banda dell’uomo esistono dieci
mondi distinti che possono essere assemblati, uno dei quali naturalmente e’ il mondo che
comunemente percepiamo nella coscienza ordinaria. Gli altri nove mondi sono sempre reali e
tangibili come quello ordinario dell’uomo, ma possono essere percepiti solamente quando vengono
assemblati. Cio’ significa che quando il guerriero e’ capace di spostare il suo punto di assemblaggio
nel punto in cui esiste uno di questi altri nove mondi, puo’ allora allineare quei campi energetici
costituenti quel particolare mondo. Facendo questo, il guerriero ha infatti assemblato la sua
percezione all’interno di quel nuovo mondo.
MONDO DEGLI STREGONI (il) - Al veggente l’essere luminoso appare come un conglomerato
di campi energetici, di natura elettromagnetica, che si mostrano come un gigantesco uovo luminoso.
In definitiva l’essere luminoso e’ la reale manifestazione della densa fisica incarnazione sia
dell’uomo che della donna, e a causa di cio’ viene chiamato l’Altro o il Doppio. Dal momento che
anche il mondo in cui sono contenuti gli esseri luminosi e’ chiaramente visibile, questo livello di
esistenza e’ quello a cui normalmente ci si riferisce con il Mondo degli Stregoni. Forse una
definizione migliore potrebbe essere punto di vista degli stregoni. Il mondo degli stregoni e’ il
mondo di percezioni e abilita’ disponibile a uno sciamano ottenuto tramite l’evoluzione della sua
coscienza. Non e’ un mondo diverso, e’ questo mondo, ma senza i limiti stabiliti tramite i nostri
programmi intrinseci e l’aderire alla realta’ consensuale.
MONDO DI SOTTO – chiamato anche l’altro mondo o mondo dello spirito. Molti sciamani
raccontano di aver visitato un reame dello Spirito che sembra avere degli elementi in comune,
incluso un enorme fiume sotterraneo che scorre in un mondo dove gli sciamani “morti” possono
collaborare con coloro che sono ancora da questa parte per facilitare le guarigioni, l’apprendimento,
gli scambi energetici su diversi livelli. (citato nel libro di Michael Harner, The Way of the Shaman)
(nella tradizione Andina viene chiamato Ujupacha)..
MORTE COME CONSIGLIERA – Si dice che il guerriero vive con la morte come sua
consigliera. Sapendo che siamo esseri che dobbiamo morire e affrontare l’infinito, le decisione del
guerriero in vita sono dettate dalla consapevolezza. Sapendo che sono un mortale, le mie azioni
attuali sono impeccabili?
MOVIMENTO DEL PUNTO DI ASSEMBLAGGIO – un movimento del punto di assemblaggio
viene definito come una rotazione dello stesso entro la sua posizione normale cosi’ da formare una
diversa sistemazione dei campi energetici. Equivale al sintonizzare la radio in modo da migliorare
la qualita’ del suono ricevuto da quella particolare stazione. (vedi anche spostamento del punto di
assemblaggio).
NAGUAL (pronuncia "nah*wahl") NAGAL - Nagual e’ una parola con diversi significati.
1) L’inconoscibile che giace al di fuori della percezione umana. Il nagual non e’ lo sconosciuto, ma
l’inconoscibile, tutto cio’ che non puo’ essere oggetto di discussione in qualsiasi linguaggio diretto,
ciononostante esiste ed e’ reale.
2) L’uomo in essenza e’ spirito puro, definito nagal, ma alla nascita assume un veicolo fisico,
definito tonal. In altre parole il nagal e’ puro spirito o puro essere, che percio’ sta a significare lo
spirito non manifesto. Il tonal e’ Qualche-Cosa, mentre il nagal e’ Nessuna-Cosa. Il nagal ovvero
quell’ineffabile Presenza che permea l’intero universo manifesto, ma che, altresi’, esiste al di la di
esso; l’Inconoscibile o quel grande vuoto in cui e’ contenuto l’universo manifesto durante uno delle
sue periodiche manifestazioni.
3) Il "nagual" si puo’ riferire anche al leader di un gruppo di guerrieri. Uno stregone, sciamano,
“uomo di conoscenza” che e’ per natura un essere duplice. (Vedi anche essere duplice)
4) Il nagual è una coscienza cosciente di ciò che è, di essere e dell' uso del potere. La coscienza a
base di carbonio in generale ha forma ovoidale ed è divisa perpendicolarmente in due
compartimenti, conosciuti come alimento dell'Aquila. I nagual sono coscienze sferico-triangolari
divise in tre, quattro o cinque compartimenti. Gli si da rispettivamente il nome di nagual a tre,
quattro, o cinque punte, per la quantità di sfere che li compongono.
5) Il Nagual e' un essere duplice a cui e' stata rivelata la regola. Che abbia forma di essere umano, di
animale, di pianta o di qualsiasi altro essere vivente, il Nagual e' spinto da questa sua duplicita' a
cercare il passaggio nascosto. Il Nagual appare in coppia, maschio e femmina. Un uomo duplice,
una donna duplice diventano Nagual solo quando a ciascuno di loro sia stata rivelata la regola e che
ciascuno l'abbia capita ed accettata senza riserve.
NON-LOCALE – si riferisce al concetto che l’informazione, la coscienza e anche alcuni tipi di
esseri possono essere descritti come ubiqui. Vale a dire esistere simultaneamente in tutti i posti e in
tutti i tempi. Non-Locale si riferisce inoltre al concetto che l’universo, e specialmente la coscienza
stessa, e’ un costrutto olografico.
NON-FARE - l’atto di scegliere una via diversa o opposta a quella che si sarebbe scelta
normalmente. Il Non-Fare e' relativamente semplice da capire quanto e' difficile da praticare. Con
esso si intende essere costantemente all'erta mentre si esaminano accuratamente le proprie risposte
emotive. Questa costante vigilanza apporta al praticante una sensazione di distacco che gli permette
di essere completamente obiettivo; portandolo infine a essere completamente distaccato e obiettivo
seppure emotivamente coinvolto nella situazione. Il Non-Fare e' l'atto di recitare il ruolo scelto in
quel momento, ma siccome non si puo' sapere cosa accadra' appena dopo, bisognera' essere pronti
ad improvvisare. Quindi questa pratica non funziona se si e' anche solo un po' addormentati.
Bisogna essere vigili per improvvisare. Nel scegliere un non fare si sceglie una "recita" che e'
diametralmente opposta al nostro abituale comportamento, tuttavia si deve agire come se questo
comportamento fosse quello usato da tutta una vita. Con la pratica la persona si accorge che la sua
vita era stata una recita e che le sue azioni erano in effetti la sua parte. In questo modo la persona
riconquista la fiducia in se stesso e nelle sua azioni. Scopre i momenti in cui si era sentito insicuro
in passato e nota come ora abbia raggiunto una certa fiducia in se stesso. Il Non-Fare e' il gioco del
guerriero che inizia come un gioco per poi finire come realta'. Dal punto di vista energetico questa
pratica smuove il punto di assemblaggio pezzettino per pezzettino, perche' e' mantenuto nella stessa
posizione dal nostro comportamento "normale" e dalle nostre abitudini radicate, e cosi' facendo
libera l'energia ristagnante che aumentera' il potere del guerriero. E’ una azione che non sia coerente
con le nostre credenze, con la descrizione del mondo o di noi stessi che quotidianamente
sosteniamo; qualcosa che non rientra nel nostro inventario personale di possibilità; è il mezzo che
gli stregoni usano per fermare il mondo cioe’ per smettere di vederlo come lo hanno sempre visto,
un insieme di oggetti e forme, e aprirsi la strada verso il lato ignoto della realtà, la porta di accesso
al nagual.
ORLANDO – La controparte di Della Van Hise, l’Uomo Nagual, il se evoluto nell’eternita’, al di
fuori del tempo. Per sapere di piu’ su Orlando vedi Meeting the Mirror or The Life & Death
Dialogues (www.quantumshaman.com)
PARTENOGENESI SPONTANEA – l’atto di portare in esistenza qualcosa dal vuoto, senza
nessuna causa apparente. Si teorizza che l’universo creo’ se’ stesso dal vuoto tramite un atto si
partenogenesi spontanea; un pensiero che porta se stesso in esistenza dicendo Io-Sono.
Di conseguenza dapprincipio c’e’ Nessuna-Cosa. Questa e’ la condizione di essere che puo' essere
chiamata Essa E’, e che puo’ essere espressa solo con le parole ‘Io Sono’. Questo e’ lo stato della
pura consapevolezza indifferenziata. Per secondo, avviene che l’Esistenza si trovi al punto in cui il
nagal diviene consapevole di se stesso come dualita’; chiamata, Essa e la Sua Consapevolezza.
Questa Esistenza viene espressa con le parole ‘Io Sono Questo’. A questo punto si deve tenere ben
presente che lo scopo della consapevolezza e’, sia di separare che di unire. Da cio’ che gia’
sappiamo della consapevolezza, e’, percio’, evidente che questa Esistenza e’ una delle polarita’ della
consapevolezza intrinseca; chiamata, il principio pensante che separa – mente. Per terzo, abbiamo
che Esistenza alla quale il nagal riconosce essere una con la sua consapevolezza – un’Esistenza
caratterizzata dalle parole ‘Io Sono Cio’ Che Sono’. Questa terza Esistenza e’ chiaramente il
principio portante che unisce; che e’, l’intento.
POTERE – gli Antichi Veggenti chiamarono questa forza potere, ma non la avevano mai capita e
nemmeno pesato su come usarla. I Nuovi Veggenti scoprirono che questa forza misteriosa e’ in
effetti l’energia dell’allineamento, che e’ la forza che viene prodotta quando i campi di energia
all’interno del bozzolo si allineano con in campi di energia all’esterno di esso. I Nuovi Veggenti
chiamarono questa forza volonta’, definendola come un flusso di energia continuo che puo’ essere
guidato dall’intento del veggente. I Nuovi Veggenti scoprirono anche che la volonta’ e’ la forza che
ci detta il modo di comportarsi quando noi percepiamo. E’ percio’ la forza che determina la nostra
percezione del mondo. Di conseguenza e’ la volonta’ che fissa il punto di assemblaggio nel punto
esatto dove si trova. Il risultato dell’allineamento e’ la percezione. Cosi’ possiamo anche dire che il
Potere e’ il prodotto della percezione. Queste sono le due definizioni fondamentali di Potere, ma di
per se stesse ci dicono molto poco su come interpretare Potere in pratica. Non siamo in grado di
vedere il Potere quanto vedere la percezione, ma possiamo testimoniare gli effetti di entrambi.
L’effetto del Potere viene forse meglio descritto sulla nostra comprensione di Vitalita’, o in
alternativa, di Energia. Se ti viene da inspirare mentre guardi il sorgere del sole, quell’entusiasmo
che provi e’ l’effetto del Potere, o l’effetto di aver percepito. L’entusiasmo o la vitalita’ non e’ il
Potere di per se’, ma piuttosto l’effetto del potere, o piu’ accuratamente il Potere Personale.
Quest’ultimo termine viene usato come energia dell’allineamento in un essere individuale, in
contrasto al potere universale che viene citato semplicemente come Potere. (Vedi anche Volonta’)
PROGRAMMA - Le affermazioni accettate come vere senza necessariamente essere confermate o
disapprovate da noi come individui. Per esempio ci e’ stato insegnato, “tutto finisce”, e percio’
questo ci appare vero, la maggior parte della gente accetta questa affermazione come un fatto
piuttosto che fare la propria ricerca per la Conoscenza della veridicita’ o falsita’ dell’affermazione
stessa. In realta’ non possiamo sapere per certo se “tutto finisce”. Possiamo solo sapere cio’ che le
nostre percezioni ci rivelano riguardo il nostro ambiente. Alterando le nostre percezioni, vale a dire
alterando le nostre aspettative automatiche (il Programma), impariamo a vedere molto di piu’ di
quello che “conosciamo” sul mondo che e’ solo cio’ in cui “crediamo essere”. Il pericolo di tutti i
programmi e’ che quando accettati come fatti ci impediscono di esplorare le altre possibilita’. Se,
per esempio, i fratelli Wright avessero accettato il programma “L’uomo non e’ fatto per volare”,
vivremmo in un mondo totalmente diverso. (vedi anche Condizionamento Sociale)
PUNTO DELLA CONOSCENZA SILENZIOSA (il) – uno “spazio” o apertura all’interno del
guerriero da dove si puo’ sentire la voce della gnosis, l’insegnante che molto spesso e’ il doppio.
PUNTO DI UNIONE o PUNTO DI ASSEMBLAGGIO: Solamente una piccola parte dei campi
energetici contenuti nel bozzolo vengono illuminati nello stesso momento da un punto di luce
brillante situato sulla superficie del bozzolo La percezione avviene quando i campi energetici
illuminati dal punto luminoso estendono la loro luce per illuminare i corrispondenti campi
energetici al di fuori del bozzolo. Questo punto luminoso viene chiamato il punto in cui viene
assemblata la percezione, normalmente abbreviato come punto di assemblaggio (punto di unione).
E’ possibile spostare il punto di assemblaggio su qualsiasi altra posizione sulla superficie del
bozzolo e perfino al suo interno. Dal momento che il punto di assemblaggio illumina qualsiasi
campo energetico con cui viene in contatto, i diversi campi illuminati da tale spostamento
costituiscono percio’ una percezione nuova di pacca. E’ un nuovo livello percettivo conosciuto
come il vedere. Quando il punto di assemblaggio si sposta sufficientemente lontano, un nuovo
completo modo viene percepito, che e’ reale come quello che abitualmente percepiamo.
Il punto di assemblaggio e’, principalmente, il punto di vista dal quale vediamo il nostro mondo.
Alcuni percepiscono il punto di assemblaggio come un punto che si trova di solito sulla superficie
del bozzolo, piu’ o meno all’altezza del punto in mezzo alle scapole, ma altri mistici o veggenti lo
vedono semplicemente come il “programma” automatico che lavora sullo sfondo delle nostre menti
da quando ci siamo completamente socializzati con il mondo, normalmente dall’eta’ di 4 anni circa.
Tramite l’imparare a muovere il punto di assemblaggio il veggente puo’ sperimentare la realta’ di
altre percezioni, gli altri “mondi”. Il punto di assemblaggio puo’ anche muoversi a causa delle
difficolta’ fisiche o emotive.
Il punto di assemblaggio di uomo guarda fuori, quello delle donne al suo interno. Questo fornisce
un modo diverso di interpretare e di percepire dando una visione diversa delle cose.
PUNTO DI VISTA (MINDSET) – un punto di consapevolezza dal quale un individuo percepisce.
Uno stato di consapevolezza dal quale naturalmente assembliamo la nostra idea di realta’. Per
esempio, il nostro Punto di Vista principale ci dice cio’ che e’ possibile e cio’ che non lo e’, cio’ che
e’ “reale” e cio’ che non lo e’. Nella consapevolezza ordinaria “sappiamo” automaticamente di non
poter volare, ma dal Punto di Vista del sogno, scopriamo spesso che possiamo fare diverse cose
considerate impossibili dal Punto di Vista della consapevolezza ordinaria. Cambiando il nostro
punto di vista sui parametri della realta’, possiamo cambiare le limitazioni che ci impediscono di
espanderci come individui e come specie.
QOSQO – (tradizione Andina) centro energetico, situato nella regione ombelicale, viene usato per
contattare l’energia, piu’ precisamente come stomaco spirituale per digerire l’energia. Il campo di
energia che ci circonda, o bolla (poqpo), ha una specie di copertura di energia pesante; il qosqo
permette di digerire parte di quello spessore che avvolge la nostra bolla. Questa "pelle" piu' spessa
non e' necessariamente un problema, ma anche una protezione, un naturale isolamento. Se la
copertura e' molto spessa produce pero' una desensibilizzazione, abbinata comunemente alla perdita
della nostra capacita' di percezione. Possiamo, cioe', vivere come reclusi nella nostra bolla.
Digerendo l'energia pesante del proprio poqpo, stiamo recuperando la nostra sensibilita', stiamo
incrementando la nostra capacita' di percezione. Questo e' un fattore essenziale nella tradizione
andina.
QUANTUM SHAMAN™- un termine usato per primo da Orlando per descrivere chiunque affronti
il nulla per perseguire ed eventualmente abbracciare la Conoscenza e le abilita’ che lo renderanno in
grado di raggiungere la continuita’ della coscienza quando diventiamo degli esseri coesi e senzienti
con un singolo punto di vista continuativo nell’eternita’: un’unita’ di consapevolezza. Il quantum
shaman raccoglie intuito, conoscenza e tecniche da ogni percorso di vita, dalla strgoneria di Don
Juan agli esperimenti quantistici al limite della scienza moderna, dalla leggenda degli antichi
alchimisti all’erboristeria sciamanica. Quando affiorano le verita’ individuali da queste fonti
plurime e vengono assimilate per creare una mappa inclusiva noi cominciamo a capire il cammino
verso la nostra evoluzione. Ed e’ allora che tramite i nostri sforzi prendiamo il controllo del nostro
destino. Questa e’ la via di un quantum shaman™. (E’ un marchio registrato di Della Van Hise)
RAGGIUNGERE LA TOTALITA’ DEL SE – in termini sciamanici, integrazione di se stessi,
iniziando con le azioni del guerriero nella consapevolezza ordinarie e nella prima attenzione, per
raggiungere il settimo senso, la terza attenzione, l’infinito. Raggiungere la Totalita’ del Se’
coinvolge, tra le altre cose, la definitiva integrazione del guerriero con il proprio doppio cioe’ il
congiungimento della coscienza mortale con il contenitore immortale o corpo energetico. Si dice
che il doppio abbia gia’ raggiunto la totalita’ del se’, dal momento che esiste al di fuori del tempo,
non limitato dal concetto lineare di passato/presente/futuro, bensi’ una coscienza ubiqua esistente in
tutto lo spazio/tempo simultaneamente e indefinitivamente. Il doppio e’ l’interezza dello stregone,
ma egli diventa intero se e quando quell’interezza viene raggiunta e definitivamente integrata oltre
questa vita fisica/mortale. In altre parole non vi e’ alcuna predestinazione. L’esistenza del doppio
non garantisce il successo al guerriero. Il doppio esiste a causa dell’intento dello stregone e fino a
quando non lo raggiunge e si unisce con quel doppio nell’infinito.
REALIZZAZIONE – rendere reale tramite l’Intento. Piu’ che “realizzati” siamo esseri con il
potenziale piu’ alto, noi Reali-zziamo cio’ tramite le nostre azioni e la nostra Volonta’.
REALTA’ CONSENSUALE o CONSENSO SULLA REALTA’ o CONTINUUM
CONSENSUALE – il mondo della consapevolezza ordinaria, definito e delineato dall’accordo
della maggioranza dei consensi. Il Mondo Reale. Le societa’, le culture e le definizioni di “realta’”
che accettiamo come dato di fatto, e sulle quali ci basiamo per stabilire che cosa sia “reale” e cosa
sia fantastico, che cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Veniamo indottrinati alla realta’ consensuale
sin dal momento della nascita, principalmente tramite il linguaggio, ma possiamo notare da una
semplice osservazione che la maggior parte di questo indottrinamento e’ scorretto, cio’ che a una
cultura appare come “giusto” ad un’altra appare “sbagliato”, cio’ che e’ “normale” per un certo tipo
di consenso e’ orribile per un altro. Viviamo percio’ in un mondo di illusioni , un mondo di parole,
persino in un mondo di bugie.
REGOLA DEL NAGUAL – una “mappa” non scritta che rivela al nagual uomo & donna delle
specifiche verita’ riguardo la via. La “regola” rivela la verita’ riguardo l’aquila e specificatamente
che la consapevolezza viene persa alla morte a meno che il guerriero abbia preso delle contromisure
per aggirare l’inevitabile. La mappa, percio’ tratta su come l’inevitabile possa essere contrastato
tramite lo sviluppo della coesione. La regola in se vale per la maggioranza dei Nagual, ma si puo’
manifestare in diversi modi. Per esempio, non tutti i Nagual formano un gruppo di guerrieri cio’
nonostante finiscono col guidare gli altri verso la liberta’ in altri modi. Nella mia vita (Della Van
Hise) la regola del nagual mi ha mostrato la necessita’ di scrivere questo libro, principalmente dai
dati assimilati, perche’ che possa servire da guida per coloro che ne possono beneficiare.
RICAPITOLAZIONE – un procedimento che essenzialmente consiste di ri-vivere gli eventi del
passato del guerriero in modo da sciogliere tramite l’intento l’energia dispersa nello spirito. La
ricapitolazione consiste nello sciogliere questi blocchi energetici, rimuovendo “l’importanza”
lasciata negli episodi del passato, in modo che il guerriero liberatosi da questi blocchi sia capace di
proseguire nel suo cammino. Si dice che la ricapitolazione libera l’energia bloccata nel passato. Fra
tutte le tecniche stregonesche da noi apprese per spostare il pun-to di assemblaggio la consideriamo
quella più importante. La ricapi-tolazione è veramente la cosa migliore per l’uomo moderno, e il
motivo per cui vi poniamo cosi' tanta enfasi — al pari di don Juan — è che chiunque può farla. Non
c’è bisogno di essere un “apprendista stregone” o cose del genere. Chiunque abbia un minimo
d’interesse può iniziarla, non è affatto necessario esse-re devoti o altro, basta avere un po’ di
curiosità. E’ una tecnica che serve a cancellare l’idea dell’io in termini di ricordi e relazioni avute
con le persone nel corso della propria vita. E non si tratta solo di un’idea, cioè, è si un’idea, ma
un’idea energetica, perché quando interagiamo con le persone, vi è certamente scambio d’energia.
Gran parte di essa si perde nelle cose. Vuoi per le preoccupazioni, o per le profonde emozioni, essa
si per-de nel mondo e nei rapporti interpersonali, e la strategia — la strategia degli stregoni —
consiste nel ricuperarla, nel riportarla indietro, cosi’ da poterne disporre nel presente.
RICORDARSI DEL PROPRIO ALTRO – non si riferisce solo al ricordare episodi avvenuti in
condizione di consapevolezza intensa, ma interessa anche il processo di incominciare a “ricordare”
le esperienze del doppio. Tramite il ricordo di questa coesione del se’ il guerriero puo’ trascendere al
di la’ dell’aquila e diventare un’unita’ di coscienza.
SCELTA DEFINITIVA - Il culmine della Via Tolteca, una volta completata con successo, conduce
il guerriero al bivio chiamato La Scelta Definitiva. La scelta definitiva permette al guerriero di
scegliere tra le due vie disponibili ai Toltechi che hanno completamente spiegato il loro potere. La
prima e’ conosciuta come La Via della Liberta’, mentre l’altra come La Via della Somma Avventura.
Quest’ultima e’ la suprema tentazione per i guerrieri, a causa della sua brillante ed estremamente
allettante via che offre ai suoi fedeli un potere abbagliante, che puo’ essere solamente descritto
come intossicante, ma che non conduce i guerrieri verso la liberta’. I seguaci della Via della Somma
Avventura sviluppano la Seconda Attenzione fino al suo massimo potenziale, che rende i suoi
praticanti abili di procurarsi l’aiuto delle entita’ inorganiche, per riuscire a trasformare il corpo
umano, e anche per rallentare il processo di invecchiamento fino al punto da raggiungere una
relativa immortalita’. D’altro canto, i guerrieri che scelgono di tralasciare questi formidabili poteri
continuano la loro ricerca, piuttosto che ossessionarsi per il fascino della Seconda Attenzione. Col
passare del tempo, questi guerrieri si ritroveranno ad entrare in quel livello di consapevolezza
chiamato la Terza Attenzione. Questi sono i guerrieri che percorrono la Via della Liberta’,
conosciuti anche come i Guerrieri della Terza Attenzione. I guerrieri della Terza Attenzione
rimangono sempre all’interno dell’unita’ a cui appartengono e continuano il lavoro di ricerca che
non puo essere reso facilmente comprensibile usando le parole, perche’ riguarda la proiezione di
schemi di pensiero e la manipolazione della consapevolezza e della percezione al di la’ della
normale comprensione umana.
SCHEMA DI RIFERIMENTO – Vedi Visione del Mondo.
SCIAMANO – una parola che letteralmente significa “un pazzo che si e’ curato da se’”. Lo
sciamano non appartiene a una cultura o a un sistema di Conoscenza specifica. Qualsiasi essere
umano ha un’essenza da sciamano una spinta verso la guarigione della mente, del corpo e dello
spirito in qualsiasi combinazione. Orlando una volta disse “Ognuno di voi e’ un quantum shaman."
La guarigione e integrazione spirituale intrapresa da uno sciamano (qualsiasi sciamano anche tu) e’
cio’ che determina la differenza tra un pazzo racchiuso nella realta’ consensuale e un pazzo che si
cura da se’ (sciamano) che inizia a camminare al di fuori del contenitore della consapevolezza
ordinaria.
SCONOSCIUTO - un’area veramente misteriosa, ma che puo’ e diventa conosciuta in modo
graduale e sequenziale quando il veggente guadagna abilita’ nel vederla.
SE’ INTERO – L’integrazione completa tra il se’ mortale e il doppio eterno generante un singolo
punto di assemblaggio di coesione al di la dell’aquila. Dal punto di vista del Se’ Intero, tutte le
memorie di tutti i frammenti del Se’ si allineano. (vedi anche unita’ di coscienza)
SERPENTE - Le forme dello Zero (vedi Zero) sono strutture percettibili che oscillano in un
movimento perpetuo. Assomigliano al movimento di un serpente. Per questo , la permutazione
ondulatoria immutabile dello Zero si chiamano serpente. Le sue funzioni sono poteri attivatori e
sono coscienti di esistere. Percepiscono e sognano . Si chiamano "l'aquila" perchè assomigliano ad
un uccello falconiforme con le ali aperte, il becco aperto e gli artigli ricurvi, che dalle alture vede
tutto con sguardo penetrante. L'aquila è l'attivatore della catalizzazione immutabile dello Zero. La
sua azione genera potenziali invarianti e inversori, direttamente proporzionali a se stessi ,conosciuti
come coscienze.
L'attivazione da parte dell'aquila si chiama vita o sogno. Le coscienze sono il sogno dell'aquila e le
realtà quotidiane sono il sogno delle coscienze.
Il serpente, oscillando, genera una compressione-coesione della percettibilità dello Zero e a sua
volta una dissoluzione-disintegrazione del percettore che percepisce lo Zero.
La permutazione-oscillazione del serpente si chiama riassorbimento (rialimentazione) inerziale
inerente o morte . Le coscienze sono il nutrimento del serpente anabolicamente e dell' aquila
catabolicamente.
SETTIMO SENSO – un contenitore percettivo che comprende una combinazione dei 5 sensi
ordinari piu’ il “sesto senso” della consapevolezza fisica, o piu’ precisamente della consapevolezza
del se’. Orlando conio’ il termine “Settimo Senso” per descrivere il “mondo” in cui aspiriamo ad
abitare in questa evoluzione della coscienza, che per sua natura ogni frammento e’ perfattamente
reale e abitabile come il mondo della consapevolezza ordinaria, ma al quale si accede con un set di
percezioni piu’ evolute che si possono descrivere come coscienza stessa. Alcuni usano il termine
“terza attenzione”, che talvolta e’ intercambiabile. Il settimo senso e’ nel nostro mondo, ma in un
mondo espanso.
SFIDANTE DELLA MORTE – L’INQUILINO – uno sfidante della morte e’ uno stregone in
grado di spostare il punto di assemblaggio in un posto preciso all’interno del bozzolo, per
accentuare i campi energetici condivisi con gli alleati (esseri inorganici) e interagire con loro.
Tuttavia, nessuno di loro fu capace di riportarlo nella posizione solita per interagire con la gente.
D’altra parte l’Inquilino era capace di spostare il proprio punto di assemblaggio per allineare il
mondo quotidiano e interagire come se non fosse successo niente. L’inquilino e’ un essere di cui si
parla nei libri di Carlos Castaneda, apparentemente un immortale in una manifestazione corporea.
Un essere ciclico con Carol Tiggs la donna Nagual di Castaneda.
SISTEMA DI CREDENZE – Qualsiasi scuola di pensiero che richiede di credere o di aver fede
contrapponendola all’esperienza personale. Un esempio la Cristianita’; un altro l’Ateismo. Entrambi
richiedono il credere in forze o cause esterne, e percio’ sono solo le due facce della stessa medaglia.
La Cristianita’ richiede aver fede sull’esistenza di Dio. L’Ateismo richiede il credere che non esiste
nessun Dio. In ultima analisi ne’ il Cristianesimo ne’ L’Ateismo possono provare il loro credo,
percio’ da entrambi i punti di vista si richiede di aver fede, quindi entrambi i sistemi falliscono
come cammino verso la Conoscenza.
SKINWALKER – un essere che ha l’abiltita’ di entrare temporaneamente nel corpo di un altro. In
alcune branchie dello sciamanesimo, lo sciamano puo’ invitare un’entita’ evoluta (spesso il proprio
doppio) ad entrare nel suo corpo con lo scopo di condividerne la coscienza ed espandere la
consapevolezza. Sebbene alcuni gruppi religiosi abbiano espresso paura di questa forma di
possessione lo skinwalking normalmente e’ un mutuo accordo tra lo sciamano e l’entita’ o spirito al
quale presta il suo corpo. Esistono degli skinwalker senza scrupoli? Certo. Ma sono dei preti senza
scrupoli.
SOGNARE – nel mondo degli stregoni il “sognare” e’ un’arte che non puo’ essere adeguatamente
spiegata in poche parole. Essenzialmente, e’ un’attiva applicazione dell’Intento che permette allo
stregone di sognare lucidamente e agire nel sogno allo stesso modo in cui agisce nel mondo della
consapevolezza ordinaria. Il Doppio viene creato tramite il sognare impeccabile e tramite il sognare
lo stregone inizia a esplorare i movimenti del punto di assemblaggio che lo rendono capace di
assemblare interi nuovi mondi. Per mezzo del sognare diventa possibile la connessione dei mondi di
consapevolezza intensa con il mondo della consapevolezza ordinaria.
Quando il punto di assemblaggio allinea campi di energia che non fanno parte della Prima
Attenzione, il pensiero lineare cessa, e la conoscenza fluisce secondo uno schema irrazionale in cui
la sequenza, e percio’ anche il tempo non hanno alcuna base. Quando la conoscenza fluisce in un
modo irrazionale in cui apparentemente non vi e’ alcun riferimento temporale, quell’esperienza e’
l’esperienza diretta o illuminazione. Tale illuminazione viene tecnicamente chiamata il Vedere, o se
si manifesta nebulosamente a causa di insufficiente potere personale, e’ di natura simile al sogno.
Poiche’ gli apprendisti all’inizio non hanno potere personale sufficiente, quando il loro punto di
assemblaggio si muove l’esperienza che ne risulta viene chiamata, tecnicamente parlando, il
sognare.
Il sognare viene definito come la capacità di muovere o spostare consapevolmente il punto di
assemblaggio per assemblare una realtà alternativa.
Sono sogni in cui non si perde la coscienza e ci si rende conto di star sognando. Agire
coscientemente e a proposito nel sognare è una vera e propria arte che consente di aver accesso a
quantità incredibili di potere ed energia. E’ il non-fare dei sogni comunemente intesi.
SOGNARE CONSAPEVOLE (sognare da svegli) – Un livello di consapevolezza in cui il
guerriero entra in uno stato sognante mentre tecnicamente rimane nella consapevolezza della prima
attenzione. Per coloro che l’hanno sperimentato non e’ necessaria alcuna spiegazione. Per coloro
che non l’hanno sperimentato nessuna spiegazione e’ possibile.
SOGNATORE – il sognatore deve raggiungere un equilibrio molto difficile perche’ non puo’
interferire nei sogni e nemmeno programmarli a volonta’, eppure lo spostamento del punto di
assemblaggio deve ubbidire al suo ordine, una contraddizione che non puo’ essere razionalizzata ma
deve essere risolta nella pratica. L’unica cosa che un sognatore puo’ dirigere in un sogno e’ la
stabilita’ del proprio punto di assemblaggio. Dovunque vada il punto di assemblaggio nel sogno, si
chiama posizione del sogno. Il sognatore ha un approccio verso le cose serio, mettendo l’accento sul
portare il buono, il bello e il misterioso. Il Sognatore accede alle informazioni tramite visioni o
sogni di informazione.
SOGNATORE – SOGNATO - E' importante definire il termini umano e uomo. I Toltechi
definiscono l’essere umano come una persona sociale sul piano fisico, che è il tonal. Il prefisso “hu”
ha la sua origine etimologica nella lingua egiziana, nella quale significa “tigre”. Per questo il
termine “human” significa letteralmente “uomo-tigre”, o più semplicemente “uomo-animale”. Deve
essere compreso che non personifica l’essere umano, ma piuttosto la consapevolezza del nagal.
Questa consapevolezza, che nella maggior parte delle scuole esoteriche è stato chiamato il re-
incarnato ego, è chiamato dagli insegnamenti toltechi il sognatore. Il termine uomo quindi, è
definito come l’insieme del nagal, del sognatore e del tonal. Il concetto viene esposto per
sottolineare che il tonal è spesso chiamato il sognato. In altre parole, durante l’incarnazione fisica, il
sognatore sogna non solo il tonal, ma anche il destino di questo tonal. Questo è un concetto
importante da comprendere, perché è la volontà del sognatore dell’uomo manifestare l’intento
attraverso il suo strumento, il tonal, sul piano fisico. Quindi possiamo vedere che non è così difficile
coltivare l’intento, perché farlo è insito nel destino di ogni uomo. Tutto ciò che è richiesto è lo
sforzo necessario, e qui sta il valore del lavoro pratico.
Non sei nient’altro che il sogno del tuo sognatore. Non sei il tuo corpo, o la tua mente, neanche il
tuo bozzolo luminoso. Queste sono solo le unità elementari, che sono state sognate dall’aquila, e
che sono stati fusi dal sognatore per mezzo della messa a fuoco del suo intento. Questa coalizione
viene mantenuta intatta per tutta la vita tramite l'intensità (vedi definizione) con cui il sognatore
fissa la propria attenzione sull’oggetto del suo sogno - tu. Tutte le caratteristiche del tuo tonal,
comprese le competenze accademiche e il talento, sono una questione di concentrazione e intensita’.
Nel momento in cui la messa a fuoco viene spostata, o viene modificata l'intensità, il tuo tonal
cambia.
SOSPENDERE IL GIUDIZIO – Il silenzio mentale non e’ solo assenza di pensieri. Piuttosto si
tratta di sospendere i giudizi, di essere testimoni senza interpretare. Entrare nel silenzio puo’ essere
definito, secondo il modo contraddittorio degli stregoni, come “imparare a pensare senza parole”.
SOVRAPPOSIZIONE (OVERLAY) - (vedi anche realta’ consensuale). Essenzialmente la
Sovrapposizione e’ la “recita” in cui tutti noi abbiamo una parte. E’ la vita che conduciamo e le cose
che facciamo che accettiamo erroneamente come “reali”, ma che sono solo un’estensione della
programmazione di base umana. Se potessimo vedere il mondo con l’innocenza di un neonato o di
un alieno che non sappia nulla sul paradigma umano, vedremmo il mondo com’e’ in realta’, senza le
cose che automaticamente sappiamo, pensiamo e facciamo a causa della nostra programmazioni
intrinseca.
SPIRITO – se terra, aria, fuoco e acqua sono i 4 elementi naturali, lo Spirito e’ il 5° elemento della
creazione. E’ la forza vitale o anima dell’universo – impersonale, non e’ un dio o un’entita’, e’ il
soffio vitale del potere, l’elemento coesivo del tutto.
SPOSTAMENTO DEL PUNTO DI ASSEMBLAGGIO – uno spostamento del punto di
assemblaggio avviene quando il punto viene posizionato per accedere a un gruppo totalmente
diverso di campi energetici. Questo spostamento puo’ avvenire sia su un’altra posizione della
superficie del bozzolo, sia al suo interno. (vedi anche movimento del punto di assemblaggio).
STORIE DI STREGONERIA o RACCONTI DI POTERE – storie di stregoneria, normalmente
incredibili e spesso inaccettabili a causa della loro natura. Dall’uomo normale, questi racconti,
vengono immediatamente catalogati come fantasie, bugie o illusioni. Solo per gli stregoni e i loro
compagni sono il racconto di atti di potere, che descrivono un avvenimento reale.
STREGONE – un uomo/donna di Conoscenza; brujo o bruja. Tutti gli uomini di conoscenza
possono essere degli stregoni, ma non tutti gli stregoni sono uomini di conoscenza.
STREGONERIA – un sistema di Conoscenza indirizzato verso la manipolazione diretta
dell’energia a livello quantico. La stregoneria non riguarda frivoli trucchi da palcoscenico, invece e’
indirizzata verso l’allineare lo stregone con il suo se’ superiore (o doppio) come essere eterno. Il
“trucco” definitivo dello stregone e trascendere la morte (oltrepassare l’aquila) non solo trattenendo
la consapevolezza della vita mortale, ma congiungendosi con il suo se’ superiore in modo da
“raggiungere la totalita’ di se’”. In altre parole un’identita completa e senza blocchi che scorre
all’infinito nel passato e nel futuro, con la compresione che l’eternita’ e’ entrambi e nessuno dei
due.
TECNICHE (le tre tecniche del guerriero)
La prima viene chiamata l’Arte dell’Agguato, la seconda l’Arte del Sognare e la terza e’ la
Padronanza dell’Intento. Da queste tre tecniche derivarono tre distinte aree di attivita’, nelle quali
ogni apprendista deve essere perfettamente esperto per avere successo nel diventare un vero
Tolteco, queste attivita’ sono: l’Arte dell’Agguato, la Padronanza della Consapevolezza e la
Padronanza dell’Intento. In questo schema l’Arte del Sognare viene incorporata nella Padronanza
della Consapevolezza e viene usata solo come mezzo tramite il quale il punto di assemblaggio puo’
essere mosso per raggiungere stati alterati di percezione.
TONAL - Il mondo della materia e dell’uomo. Qualsiasi cosa di cui si possa parlare o conoscere e’
contenuta nel Tonal. Il Nagual e’ l’inconoscibile, per contrasto. Il Tonal e’ il corpo fisico, la struttura
emozionale e la mente. I nostri pensieri, le nostre sensazioni o le nostre azioni sul piano fisico fanno
tutte parte del Tonal. Se sono povero, e’ il mio Tonal ad esserlo, poiche’ il Nagual, lo spirito, non
puo’ esserlo. Allo stesso modo se sono ammalato, e’ il mio Tonal ad esserlo. Se sono arrabbiato e’ di
nuovo il mio Tonal ad esserlo. Se manco di potere personale e’ il mio Tonal che ha questa
mancanza. In breve, il Tonal e’ il bozzolo luminoso e tutti i campi energetici contenuti in esso.
TULPA – l’apparente manifestazione fisica di una forma pensiero, normalmente effimera e senza
alcun atto di volonta’ individuale.
UNITA’ DI COSCIENZA – un Tutto autocostruito, l’evoluzione della coscienza che risulta in un
campo di consapevolezza coesivo, che esiste ubiquamente e non-locale infinito ed eterno. L’Io-
Sono coesivo e completamente integrato che consiste di tutte le componenti del se’ mortale e del
doppio eterno, raccolti sotto un singolo punto di assemblaggio.
UOMO DI CONOSCENZA - Un uomo di conoscenza è un uomo che ha affrontato tutte le
difficoltà che comporta la conoscenza. Un uomo che è andato, senza fretta né esitazioni, il più
lontano possibile lungo la strada che porta alla scoperta dei segreti del potere e della conoscenza.
VEDERE o VEDENDO – E’ possibile spostare il punto di assemblaggio su qualsiasi altra
posizione sulla superficie del bozzolo e perfino al suo interno. Dal momento che il punto di
assemblaggio illumina qualsiasi campo energetico con cui viene in contatto, i diversi campi
illuminati da tale spostamento costituiscono percio’ una percezione nuova di pacca. E’ un nuovo
livello percettivo conosciuto come il vedere. Quando il punto di assemblaggio si sposta
sufficientemente lontano, un nuovo completo modo viene percepito, che e’ reale come quello che
abitualmente percepiamo.
E’ l’atto di vedere il mondo (o qualsiasi cosa al suo interno) nella sua vera natura, senza le illusioni
o le aspettative da noi riposte a causa della nostra umanita’ o condizionamento sociale. Vedere e’
molto piu’ che guardare. E’ lo strumento piu’ grande a disposizione del veggente che lo rende
capace di capire l’illusoria natura dell’accordo sulla realtà in cui esistiamo, molto spesso senza
saperlo.
Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima e’ vedere l’energia così come fluisce
nell’universo e la seconda e’ “guardare le cose di questo mondo”. Questa seconda possibilità e’
quella che abitualmente usiamo e che ci permette di vedere il mondo di oggetti e forme al quale
siamo abituati. Esiste pero’ anche l’altra grande qualità degli occhi, quella di vedere la realtà per
com’è: l’energia così come fluisce nell’universo. Vedere un essere umano significa vederlo come un
uovo luminoso con un punto luccicante, il punto di unione, e tante fibre la cui vitalità e dimensione
dipendono dalla condizione energetica della persona.
VEGGENTE – “Avevi saputo anche, per solo un momento, che avevi abbandonato il karate
perche’ ti sentivi offesa per il fatto di non ottenere piu’ elogi riconoscimenti. Ma ricopristi
istantaneamente quella spiegazione con un’altra piu’ lusinghiera per te stessa: quella di essere
stanca dell’ipocrisia altrui.” Clara disse che questo momento di conoscenza diretta era chiamato ‘il
veggente’ da coloro che per primi formularono la ricapitolazione, perché ci permette di vedere
direttamente dentro le cose con occhi non offuscati. Eppure, nonostante la chiarezza e l’accuratezza
dei suoi giudizi, non prestiamo mai attenzione al veggente, ne’ gli diamo la possibilità di farsi
sentire. Con questa continua repressione, ne soffochiamo la crescita e gli impediamo suo pieno
potenziale. “Alla fine il veggente dentro di noi è pieno di amarezza e di odio,” prosegui’ Clara. “Gli
antichi uomini di conoscenza che inventarono la ricapitolazione credevano che, dato che non
smettiamo mai di maltrattare il veggente, questi alla fine ci distrugge. Ma ci hanno anche assicurato
che per mezzo della ricapitolazione possiamo permettere al veggente di crescere e dischiudersi
come dovrebbe”. "Lo scopo della ricapitolazione e' dare al veggente la liberta' di vedere. Dandogli
raggio di azione, possiamo deliberatamente trasformare il veggente in una forza che e' al tempo
stesso misteriosa ed efficace, una forza che alla fine ci guidera' alla liberta', invece di ucciderci". È
compito del Veggente che si cela in ognuno di noi infrangere i modelli ripetitivi; e una volta fatto,
ritornati alla vita di tutti i giorni, saremo più calmi.
VERITA' DELLA CONSAPEVOLEZZA
1. L’universo consiste di un infinito numero di campi energetici che sembrano dei filamenti
luminosi.
2. Questi campi di energia simili a filamenti si irradiano da una sorgente di dimensioni
inimmaginabili che metaforicamente viene chiamata l’Aquila. Questo e’ il motivo per cui questi
campi energetici vengono chiamati le Emanazioni dell’Aquila.
3. Gli esseri umani Sono composti allo stesso modo dallo stesso infinito numero di filamenti
energetici, che prendono forma di un grosso uovo luminoso. L’altezza di questo uovo e’ pari alla
lunghezza del corpo umano piu’ il braccio alzato sopra la testa sull’asse verticale. La larghezza e’
stabilita dall’apertura delle braccia sull’asse orizzontale. Questo uovo e’ conosciuto come il
bozzolo, la bolla (cocoon) dell’uomo.
4. Solamente una piccola parte dei campi energetici contenuti nel bozzolo vengono illuminati nello
stesso momento da un punto di luce brillante situato sulla superficie del bozzolo
5. La percezione avviene quando i campi energetici illuminati dal punto luminoso estendono la loro
luce per illuminare i corrispondenti campi energetici al di fuori del bozzolo. Questo punto luminoso
viene chiamato il punto in cui viene assemblata la percezione, normalmente abbreviato come punto
di assemblaggio (punto di unione).
6. E’ possibile spostare il punto di assemblaggio su qualsiasi altra posizione sulla superficie del
bozzolo e perfino al suo interno. Dal momento che il punto di assemblaggio illumina qualsiasi
campo energetico con cui viene in contatto, i diversi campi illuminati da tale spostamento
costituiscono percio’ una percezione nuova di pacca. E’ un nuovo livello percettivo conosciuto
come il vedere.
7. Quando il punto di assemblaggio si sposta sufficientemente lontano, un nuovo completo modo
viene percepito, che e’ reale come quello che abitualmente percepiamo.
8. Esiste nell’intero universo una forza misteriosa conosciuta come intento. E’ per mezzo di questa
forza che avviene la percezione, e’ l’intento che dapprima allinea i campi energetici e poi causa la
consapevolezza di tale allineamento.
9. Lo scopo del guerriero e’ quello di sperimentare tutta la percezione possibile all’uomo. Cio’
costituisce quella che viene chiamata Consapevolezza Totale, che conduce a una via alternativa alla
morte.
(Si possono trovare sia su il ritorno dei guerrieri di Theun Mares che su il potere del silenzio di
Carlos Castaneda)
VISIONE DEL MONDO - Usando un termine Tolteco lo schema di riferimento viene chiamato la
visione del mondo, e dipende dalla posizione del punto di assemblaggio dell’uomo, il quale in certe
circostanze puo’ essere spostato, ottenendo cosi’ una diversa visione del mondo. Normalmente il
punto di assemblaggio e’ rigidamente fissato, e cosi’ ogni uomo o donna ha un solo schema di
riferimento che si accorda con cio’ che lui/lei naturalmente definisce tutta la conoscenza e
esperienza ottenuta. L’errore dell’uomo e’ che cerca sempre delle spiegazioni che confermino il suo
modo di pensare: la sua Visione del Mondo.
VOLONTA’
1) E’ un flusso di energia continuo che puo’ essere guidato dall’intento del veggente. I Nuovi
Veggenti scoprirono anche che la volonta’ e’ la forza che ci detta il modo di comportarsi quando noi
percepiamo. E’ percio’ la forza che determina la nostra percezione del mondo. Di conseguenza e’ la
volonta’ che fissa il punto di assemblaggio nel punto esatto dove si trova.
2) La volonta’ e’ una forza emanata, dalla regione ombelicale attraverso un’apertura invisibile sotto
l’ombelico: un’apertura che lui aveva chiamato breccia. La volonta’, pretendeva, era coltivata solo
dagli stregoni. Giungeva a loro velata nel mistero e mirava a conferire loro capacita’ di compiere
azioni straordinarie. La volonta’, come forza emanata da sotto l’ombelico, e’ anche responsabile del
movimento della persona. (nella tradizione Andina = Qosqo)
3) La volonta’ e’ la forza che rende manifesti nella realta’ i voleri o i bisogni. La Volonta’ e’ una
cosa diversa dall’Intento. Una semplice analogia: l’Intento e’ il piano vero e genuino di visitare il
Grand Canyon. La Volonta’ e’ la forza che ti fa salire in macchina e guidare. La Volonta’ puo’ anche
essere descritta come la forza che fa si che l’Intento si manifesti. E’ l’ingrediente segreto della
stregoneria, elusivo come il vento e praticamente impossibile da definire.
4) La volontà non è l'insieme delle cose che si desiderano. La volontà è una forza presente in tutti i
viventi, ma viene usata spesso solo in casi estremi. La volontà viene conosciuta da tutti come quella
forza quasi incomprensibile che fa andare avanti nel proprio intento nonostante che tutto e tutti,
compresa la propria mente, ci dicano che quella che si sta facendo è un'impresa disperata. E’ una
forza in grado di spostare e rafforzare l'allineamento del punto di unione, e viene usata in casi
estremi proprio per tentare di allineare filamenti che ci facciano percepire mondi in cui le imprese
guidate dal nostro intento siano possibili. Gli sciamani decidono di allenarsi ad esercitare e guidare
questa forza fino al punto di percepire solo ciò che desiderano percepire, agire solo nel modo che
desiderano. Questa manovra di modellazione della realtà con la propria volontà si chiama follia
controllata.
ZERO - Al potere invisibile , intangibile e inconoscibile , origine di tutti i poteri che governano
l'ignoto e l'intellegibile, si da il nome di Zero .Si chiama così per le qualità di permutazione e
catalizzazione immutabile che lo caratterizzano. Sognando lo zero, si vide che esso era fatto di
forme e di funzioni. Le sue forme sono strutture percettibili che oscillano in un movimento
perpetuo. Assomigliano al movimento di un serpente. Per questo, la permutazione ondulatoria
immutabile dello Zero si chiama serpente. Le sue funzioni sono poteri attivatori e sono coscienti di
esistere. Percepiscono e sognano. Si chiamano "l'aquila" perchè assomigliano ad un uccello
falconiforme con le ali aperte, il becco aperto e gli artigli ricurvi, che dalle alture vede tutto con
sguardo penetrante.
L'aquila è l'attivatore della catalizzazione immutabile dello Zero. La sua azione genera potenziali
invarianti e inversori ,direttamente proporzionali a se stessi ,conosciuti come coscienze.
L'attivazione da parte dell'aquila si chiama vita o sogno. Le coscienze sono il sogno dell'aquila e le
realtà quotidiane sono il sogno delle coscienze.
Il serpente, oscillando, genera una compressione-coesione della percettibilità dello Zero e a sua
volta una dissoluzione-disintegrazione del percettore che percepisce lo Zero.
La permutazione-oscillazione del serpente si chiama riassorbimento (rialimentazione) inerziale
inerente o morte. Le coscienze sono il nutrimento del serpente anabolicamente e dell'aquila
catabolicamente. Immagine:75%.png

Fonti usate per i vocaboli


Materiale estratto dai libri dei seguenti autori:

• Della Van Hise;


• Theun Mares;
• Carlos Castaneda;
• Taisha Abelar;
• Domingo Solorzano;
• Miguel Ruiz;
• Juan Del Prado (tradizione andina).

Utilizzo di droghe: 'Piante di Potere'


Plantilla:...

Versione Wikibook
VERSION ESPAÑOLA

Bibliografia
SOMMARIO

• Libri di Carlos Castaneda:


• Gli Insegnamenti di don Juan (1*ed.Ingl-1968;Ital-1970;Mex-1974,Fond.Cult.Econ)
• Pubblicato all'inizio con il titolo A scuola dallo stregone
• Una realtà separata (1*ed.Ingl-1971;Mex-1974,Fond.Cult.Econ)
• Viaggio a Ixtlan (1*ed.Ingl-1971;Mex-1975,Fond.Cult.Econ)
• L'isola del Tonal (1*ed.Ingl-1974;Mex-1976,Fond.Cult.Econ)
• Il secondo anello del potere (1*ed.Ingl-1977;Esp-1979,Ed.POMAIRES)
• Il dono dell'aquila (1*ed.Ingl-1981;Esp-1982,Ed.DIANA)
• Il fuoco dal profondo (1*ed.Ingl-1984;Esp-1984,Ed.DIANA)
• Il potere del silenzio (1*ed.Ingl-1987;Esp-1988,Ed.EMECE')
• L'arte di sognare (1*ed.Ingl-1993;Esp-1993,Ed.DIANA)
• Tensegrità-Passi Magici (1*ed.Ingl-1998;Esp-1998,Ed.ATLANTIDA)
• La ruota del tempo (1*ed.Ingl-1998;Esp-1998,Ed.GAYA)
• Il lato attivo dell'infinito (1*ed.Ingl-1999,Esp-1999;E.B)
• Autori piu recenti, portavoce di altri "lignaggi":
• El Nahual de Cinco Puntas di Domingo Delgado Solòrzano (ALBA Edit.Mex-2004)
• NEREA-Revelaciònes del liñaje del señor nahual don Jorge Elìas di Enrique Rojas
Pàramo (GRIJALBO Edit.Mex-2000)
• Autori meno "esoterici" e più "storici":
• Toltecayotl, aspectos de la cultura náhuatl di Miguel León-Portilla
(Fond.Cult.EconMEX-1987)
• Kinam, antiguas pràticas toltecas di Frank Díaz (ALBA Edit.Mex-2004)

Diamo ora, a continuazione, una lista molto più dettagliata.

Bibliografia Completa
Bibliografia completa su Carlos Castaneda. (1) (2) (3)
Questa Bibliografia, vuole essere la lista dettagliata e completa delle opere e dei lavori concernenti
la figura del controverso antropologo Carlos Castaneda (libri, video, interviste, articoli apparsi su
giornali, conferenze, ecc.), includendo anche le opere derivate di altri autori vicini a lui oppure in
netto contrasto col suo pensiero.
(NOTA: Vengono citati solo i libri più importanti, per quei personaggi che ne abbiano scritti di
numerosi).

Libri
Iniziamo con il materiale scritto da lui.

in italiano
(si apprezza come il suo primo libro sia stato pubblicato prima in lingua italiana, che in quella
spagnola o inglese)
• Gli Insegnamenti di don Juan (Milano, Rizzoli, 1999, ISBN 8817860271)
• Pubblicato anche con il titolo A scuola dallo stregone (Ital-1970;Mex-
1974,Fond.Cult.Econ (4) )
• Una realtà separata (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 8817862002)
• Viaggio a Ixtlan (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 8817863688)
• L'isola del Tonal (Milano, Rizzoli, 1997, ISBN 8817115096)
• Il secondo anello del potere (Milano, Rizzoli, 2001, ISBN 8817258938)
• Il dono dell'aquila (Milano, Rizzoli, 1985, ISBN 8817165425)
• Il fuoco dal profondo (Milano, Rizzoli, 1987, ISBN 8817127507)
• Il potere del silenzio (Milano, Rizzoli, 2001, ISBN 8817258911)
• L'arte di sognare (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 881725892X)
• Tensegrità-Passi magici (Milano, Rizzoli, 2004, ISBN 8817258172)
• La ruota del tempo (Milano, Rizzoli, 2002, ISBN 881712799X)
• Il lato attivo dell'infinito (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 881725889X)

in inglese
• The Teachings of Don Juan|The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge (1968)
ISBN 0-520-21757-8.
• A Separate Reality: Further Conversations with Don Juan (1971) ISBN 0-671-73249-8.
• Journey to Ixtlan: The Lessons of Don Juan (1972) ISBN 0-671-73246-3.
• Tales of Power (1974) ISBN 0-671-73252-8.
• The Second Ring of Power (1977) ISBN 0-671-73247-1.
• The Eagle's Gift (1981) ISBN 0-671-73251-X.
• The Fire From Within (1984) ISBN 0-671-73250-1.
• The Power of Silence: Further Lessons of Don Juan (1987) ISBN 0-671-73248-X.
• The Art of Dreaming (1993) ISBN 0-06-092554-X.
• Magical Passes: The Practical Wisdom of the Shamans of Ancient Mexico (1998) ISBN 0-
06-092882-4.
• The Active Side of Infinity (1999) ISBN 0-06-092960-X.
• The Wheel of Time: The Shamans Of Mexico (2000) ISBN 0-14-019604-8.

in spagnolo
Nei primi quattro, narra le sue esperienze con l'indio yaqui Juan Matus:
• Las enseñanzas de Don Juan (1*ed.Eng-1968;Ital-1970;Mex-1974,Fond.Cult.Econ) -
questo fu anche la sua tesi di Laurea-
• Una realidad aparte (Mex-1974,Fond.Cult.Econ (5))
• Viaje a Ixtlán (Mex-1975,Fond.Cult.Econ) -con questo invece, ottenne il dottorato-
• Relatos de poder (Mex-1976,Fond.Cult.Econ)
Nei successivi altri, invece, inizia la tappa mistica in cui sviluppa i concetti chiave propri del suo
pensiero:
• El segundo anillo de poder (Esp-1979,Ed.POMAIRES)
• El don del águila (Esp-1982,Ed.DIANA)
• El fuego interno (Esp-1984,Ed.DIANA)
• El conocimiento silencioso (Arg-1988,Ed.EMECE')
• El arte de ensoñar (Esp-1993,Ed.DIANA)
• El silencio interno (Arg-1988,Ed.EMECE') -conosciuto anche come "El Libro Púrpura", o
El conocimiento silencioso, era inizialmente venduto solo nei suoi seminari di Tensegrità-
• Pases mágicos-Tensegridad (Esp-1998,Ed.ATLANTIDA)
• La rueda del tiempo (Esp-1998,Ed.GAYA)
• El lado activo del infinito (Esp-1999,E.B)
Interviste
Di seguito alcune interviste, delle quali le più famose divenute libri a se stanti in quanto soprattutto
all'inizio della sua carriera, era noto per non rilasciarne affatto ed essere un personaggio alquanto
"invisibile" alla stampa e ai mezzi di comunicazione in generale.
Solo nell'ultimo periodo, specialmente con l'avvento di internet, ne sono sorte maggiormente.
• Corvalan, Graciela, Magical Blend #14, A conversation with the elusive Carlos Castaneda.
• Corvalan, Graciela, Magical Blend #15, Carlos Castaneda, part II.
• Burton, Sandra, Time Magazine, Magic and Reality. 1973.
• Corvalan, Graciela, Der Weg der Tolteken - Ein Gesprdch mit Carlos Castaneda, Fischer,
1987, ca. 100p., ISBN 3-596-23864-1
• Fort, Carmina, Conversationes con Carlos Castaneda. Madrid (Spain), 1991.
• Keen, Sam, Psychology Today, Sorcerer's Apprentice. 1975.
• Leviton, Richard, Yoga Journal, Marzo/Aprile 1994 #115, The Art of Dreaming. (6)
• Thompson, Keith, New Age Journal, Marzo/Aprile 1994, Carlos Castaneda Speaks:
Portrait of a Sorcerer. (7)
• Wagner, Bruce, Details, Marzo 1994, The Secret Life of Carlos Castaneda: You Only Live
Twice.

Lavori Biografici
Qui intendiamo le opere di quei personaggi che affermano essere stati molto vicini alla sua persona,
potendone quindi rilasciare una testimonianza diretta.
• Amy Wallace. The Sorcerer's Apprentice: My Life with Carlos Castaneda (2003)
• Filming Castaneda: The Hunt for Magic and Reason by Gaby Geuter (2004) ISBN 1-4140-
4612-X

Critiche al suo Operato


Nel corso del tempo, sia mentre era ancora in vita che dopo la sua morte, numerosi autori si sono
fatti avanti per criticare la sua opera o il suo operato, vale a dire: sia il suo pensiero che la sua
condotta morale, o stile di vita.
Ecco una lista di questi scrittori.
• Artaud, Antonin. The Peyote Dance. Farrar, Straus & Giroux, 1976.
• Ash, Lee. [Review of A Separate Reality.] Library Journal, 1971 (May 1)
• Barthelme, Donald. The Teachings Of Don B.: A Yankee Way Of Knowledge. New York
Times Magazine, 1973 (Feb 11), 14-15, 66-67. Reproduced in D. Barthelme, Guilty
Pleasures. Dell, 1974.
• Beffeman, Gerald D. Anemic And Emetic Analyses In Social Anthropology. American
Anthropologist, 1966, 68(2, pt 1), 346-354.
• Castaneda, Margaret Runyan, as told to Wanda Sue Parrott. My Husband Carlos Castaneda.
Fate, 1975 (Feb).
• Castaneda, Margaret Runyan. A Magical Journey with Carlos Castaneda. Victoria: Millenia
Press 1996
• Cook, Bruce. Is Carlos Castaneda for Real? National Observer, 1973 (Feb 24).
• Crapanzano, Vincent. Popular Anthropology. Partisan Review, 1973.
• Cravens, Gwyneth. Talking To Power And Spinning With The Ally. Harper's Magazine
• De Holmes, Rebecca B. Shabono: Scandal or Superb Social Science? American
Anthropology [Vol. 85, p. 664]
• de Mille, Richard. The Perfect Mirror Is Invisible. Zygon, 1976 (Mar)
• de Mille, Richard. Castaneda's Journey: The Power and the Allegory. Santa Barbara: Capra
Press. 1976. ISBN 0884960676
• de Mille, Richard. The Don Juan Papers: Further Castaneda Controversies. Belmont,
California: Wadsworth Publishing Company. 1990. ISBN 0534121500 / Santa Barbara,
California: Ross-Erikson. 1980 ISBN 0915520257
• Dobkin de Rios, Marlene. Visionary Vine: Psychedelic Healing in the Peruvian Amazon. San
Francisco: Chandler, 1972. Dover, 1975.
• Eliade, Mircea. Shamanism: Archaic Techniques of Ecstasy. Princeton U., 1964.
• Fikes, Jay Courtney. Carlos Castaneda, Academic Opportunism and the Psychedelic Sixties.
Millenia Press (1993).
• Fire, John/Lame Deer & Erdoes, Richard. Lame Deer, Seeker of Visions. Simon & Schuster,
1972.
• Foster, George M. Nagualism in Mexico and Guatemala. Acta Americana, 1944(Jan-Jun)
• Freilicher, Lila. The Carlos Castaneda Trilogy. Publishers Weekly, 1972(Nov 20).
• Furst, Peter T. Flesh of the Gods: The Ritual Use of Hallucinogens. Praeger, 1972.
• Furst, Peter T. Huichol Conceptions Of The Soul. Folklore Americas, 1967(June).
• Giddings, Ruth Warner, collector. Yaqui Myths and Legends. U. Arizona, 1959.
• Gill, Jerry H. The World Of Don Juan: Some Reflections. Soundings, 1974.
• Globus, Gordon G. Will The Real 'Don Juan' Please Stand Up. The Academy, 1975(Dec).
• Goldschmidt, Walter. Exploring the Ways of Mankind. 2nd edition. Holt, Rinehart, &
Winston.
• Grosso, Michael. Plato And Out-Of-The-Body Experiences. Journal of the American Society
for Psychical Research, 1975 (Jan).
• Harris, Marvin. Cultural Materialism: The Struggle for a Science of Culture. New York:
Random House, 1979.
• Holmes, Rebecca. 1983 Shabono: Scandal or Superb Social Science? American
Anthropologist [85]
• Keen, Sam. Sorcerer's Apprentice. Psychology Today, 1972 (Dec).
• Kendall, Elaine. 1982. Review of Shabono by Florinda Donner. Los Angeles Times, May 9
• Picchi, Debra. 1983. Review of Shabono by Florinda Donner. American Anthropologist 86:
674-675
• Kennedy, William. Fiction or Fact. New Republic, 1974 (Nov 16).
• Kitiver, Heinrich. Mescal, The Divine Plant and It's Psychological Effects. London: Kegan
• Kleps, Art. [Letter] New York Times Book Review, 1973 (Feb 4).
• Kluckhohn, Clyde. Navaho Witchcraft. Boston: Beacon Press, 1944.
• Kurath, William & Edward H. Spicer. A Brief Introduction to Yaqui, A Native Language of
Sonora (University of Arizona Social Science Bulletin No. 15). U. Arizona, 1947.
• La Barre, Weston. Hallucinogens and the Shamanic Origins of Religion. (In Furst--op.cit.)
• La Barre, Weston. The Peyote Cult, 4th edition. Schocken, 1975.
• Leach, Edmund. High School. New York Review of Books, 1969 (June 5).
• Levy-Bruhl, Lucien. The Soul of the Primitive. Praeger, 1966.
• Lewis, C.S. Till We Have Faces. Harcourt, Brace & World, 1956. Eerdmans, 1964.
• Madsen, William & Madsen, Claudia. The Sorcerer's Apprentice. Natural History,
1971(June).
• Mandelbaum, David G., editor. Selected Writings of Edward Sapir in Language, Culture and
Personality. U. California, 1949.
• Mandell, Arnold J. Don Juan In The Mind. Human Behavior, 1975(Jan).
• Margolis, Joseph. Don Juan As Philosopher. In Noel (228-242), 1976.
• Moises, Rosalio, Kelley, Jane Holden, & Holden, William Curry. The Tall Candle: The
Personal Chronicle of a Yaqui Indian. U. Nebraska, 1971.
• Myerhoff, Barbara G. Peyote Hunt: The Sacred Journey of the Huichol Indians. Cornell U.,
1974.
• Noel, Daniel. Seeing Castaneda: Reactions to the Don Juan Writings of Carlos Castaneda,
Perigee Books (1976)
• Noel, Daniel C. The Soul of Shamanism: Western Fantasies, Imaginal Realities. New York.
Continuum. 1997
• Joyce Carol. Anthropology-or fiction? [Letter] New York Times Book Review, 1972 (Nov
26)
• Oates, Joyce Carol. Don Juan's Last Laugh. Psychology Today, 1974(Sep).
• Oates, Joyce Carol. Letter to Daniel C. Noel. (In Noel (69), 1976--op.cit.)
• Parrott, Wanda Sue. I Remember Castaneda. Fate, 1975(Feb).
• Pearce, Joseph Chilton. Exploring the Crack in the Cosmic Egg. Julian, 1974. Pocket Books,
1975.
• Pearce, Joseph Chilton. The Crack in the Cosmic Egg. Julian, 1971. Pocket Books, 1973.
• Puharich, Andrija. The Sacred Mushroom. Doubleday, 1959, 1974.
• Pulvino, Charles J. & Lee, James L. Counseling According to Don Juan. Counseling
• Radin, Paul. The Trickster: A Study in American Indian Mythology. Philosophical Library,
1956.
• Rank, Otto. The Double. U. North Carolina, 1971.
• Riesman, Paul. The Collaboration Of Two Men And A Plant. New York Times Book Review,
1972 (Oct 22).
• Roll, William G. The Poltergeist. New American Library, 1972, 1973.
• Roszak, Theodore. A Sorcerer's Apprentice. Nation, 1969 (Feb 10)
• Silverman, David. Reading Castaneda. London: Routledge & Kegan Paul, 1975.
• Spicer, Edward H. [Review of The Teachings of Don Juan] American Anthropologist, 1969
(Apr)
• Spicer, Edward H. Pascua, A Yaqui Village in Arizona. U. Chicago, 1940. St. Petersburg
Times (Florida), April 25.
• Sukenick, Ronald. Upward and Juanward: The Possible Dream. In Noel (110-120), 1976.
(op.cit.) First published in Village Voice, 1973(Jan 25).
• Tart, Charles T. Did I Really Fly? Some Methodological Notes On The Investigation Of
Altered States Of Consciousness And Psi Phenomena. In Roberto Cavanna, editor, Psi
Favorable States of Consciousness. New York: Parapsychology Foundation (29 West 57th
Street, New York, NY 10019), 1970. Times Book Review, 1974(Oct 27)
• Tomkins, Calvin. The Teachings Of Joe Pye: (Field notes for Carlos Castaneda's next
epiphany). New Yorker, 1973(Feb 3).
• Valero, Helena: as told to Ettore Biocca. Yanoáma: The Narrative Of A Girl Kidnapped By
Amazonian Indians. 1971 New York: E.P. Dutton; New York: Kodansha International. 1999.
• Wallace, John. The Sorcerer's Apprentice: Conversations with Carlos Castaneda. Penthouse,
1972 (Dec).
• Wallis, Robert J. Shamans/neo-Shamans: Ecstasy, Alternative Archaeologies and
Contemporary Pagans. London: Routledge. 2003. ISBN 0-415-30203-X
• R. Wasson, R. Gordon, Valentina P. I Ate The Sacred Mushrooms. This Week, 1957(May
19).
• Wasson, R. Gordon. Seeking The Magic Mushrooms. Life, 1957(May 13).
• Wasson, R. Gordon. Soma: Divine Mushroom of Immortality. Harcourt, Brace & World,
1968
• Wasson, R. Gordon. The Hallucinogenic Fungi of Mexico. Harvard University Botanical
Museum Leaflets, 1961(Feb 17).
• Wasson, R. Gordon. The Divine Mushroom: Primitive Religion and Hallucinatory Agents.
Proceedings of the American Philosophical Society, 1958 (June)
• Benjamin Lee. Language, Thought, and Reality. MIT, 1956.
• Wilk, Stan. [Review of A Separate Reality]. American Anthropologist. 1972 (Aug)
• Young, Dudley. The Magic of Peyote. New York Times Book Review, 1968 (Sep 29).

Autori Associati
Qui invece, intendiamo indicare gli altri "discepoli" di don Juan (la mitica figura indicata nei suoi
libri come detentore di questo antico conoscimento, di cui poi lui si sarebbe fatto portavoce)
riconosciuti ufficialmente da Castaneda, e che come lui quindi, avrebbero avuto l'"autorità" per
parlare di questi argomenti.
Va precisato che non tutti i discepoli di cui Carlos parla nei suoi libri hanno scritto libri. Noi qui,
indichiamo solo quelli che lo hanno fatto.
• Florinda Donner-Grau. Shabono: A Visit to a Remote and Magical World in the South
American Rain Forest (1982,1992) ISBN 0-06-250242-5
• Florinda Donner-Grau. The Witch's Dream. 1a ed. 1985 ISBN 0-671-55198-1; edizione piu
recente (1997) ISBN 0-14-019531-9
• Florinda Donner-Grau. Being-In-Dreaming: An Initiation into the Sorcerers' World -Ser en
el Ensueño- (1992) ISBN 0-06-250192-5
• Taisha Abelar. The Sorcerer's Crossing. -Donde cruzan los Brujos- 1a hardback edition
1992. 1993 edition ISBN 0-14-019366-9

Altri Lavori
Per ultimo, tutti gli altri.
Qui includiamo:
• altri discepoli di don Juan o presunti tali, che non sarebbero stati riconosciuti da Carlos,
quindi da lui tacciati come impostori; poi, mettiamo anche
• i "discepoli" diretti invece di Carlos Castaneda, siano essi riconosciuti o meno da lui; infine
• altri autori concernenti sempre la sua stessa tematica (un presunto sapere antico e ancestrale,
dimenticato e riportato a luce da lui grazie all'incontro appunto con l'indio yaqui don Juan,
originario e procedente suppostamente, dalle antiche popolazioni dei Toltechi-anche se, nei
suoi libri, nemmeno in questo risulta essere preciso; a volte parla vagamente degli "antichi
stregoni messicani" riferendosi in generale a tutte quelle popolazioni, altre volte invece, fa
riferimento a questa parola, senza mai però chiarire il concetto e lasciandolo sempre nel
vago-).
Mettiamo in questa sezione, anche tutti quei personaggi che si sarebbero fatti avanti, dopo la sua
scomparsa, per cercare di far fronte alle numerose "lacune" e contraddizioni sparse nei suoi libri.
Tra questi nuovi autori, alcuni affermano a loro volta essere entrati in contatto con altri dei altri
"lignaggi" antichi di cui ci parla nei suoi scritti, differenti però dal suo, e fattisi quindi portavoce al
pari di lui degli stessi, similmente cioè a come egli avrebbe fatto per don Juan.

Discepoli riconosciuti di Castaneda


Riconosciuti ufficialmente da Castaneda mentre era in vita, o dall'associazione ufficiale da lui creata
dopo la sua scomparsa; risultano essere:
• Norbert Classen (8), uno dei più famosi
• "Sabiduria Tolteca" (2000)
• "Carlos Castaneda y los guerreros de Don Juan" (2000)
• Paolo Oddenino Paris
• "Infiniti risvegli: la via del guerriero attraverso le tappe della consapevolezza"
(Ed.MEB, Ital: Padova, 1993) (9)
• Piervincenzo Berteni (10)
• "L'arte del non-fare - una nuova via sciamanica: attivare la percezione non-
ordinaria per una totale consapevolezza del sé" (prefazione di Paolo Oddenino Paris)
(Ed.MEB, Italy: Padova, 1995) (11)
• Armando Torres La Regola del Nagual di Tre punte - Incontri con il Nagual: Conversazioni
con Carlos Castaneda (2002) Spanish (2004) English ISBN 968-5671-04-4

Altri discepoli
Non riconosciuti, o addirrittura contestati dall'associazione ufficiale lasciata da Castaneda
"Cleargreen".
Com'è il caso di:
• Victor Sanchez (12),
• Las Enseñanzas de Don Carlos - Aplicaciones Prácticas de la Obra de Carlos
Castaneda (Ed LECTORUM, México,D.F., 1987)
• Gli insegnamenti di Don Carlos Ed.ingl ISBN 1-879181-23-1
• Toltecas del Nuevo Milenio (Ed LECTORUM, México,D.F., 1996)
• El Camino Tolteca de la Recapitulación, Sana tu pasado para liberar tu alma (Ed
Bear&Company, July 1, 2001)
• The Toltec Oracle with Cards -(L' Oracolo Tolteca, con le Carte)- (Ed
Bear&Company, August 2004) (13) (14)

Discepoli di don Juan non riconosciuti da Castaneda come tali


Presunti altri "discepoli" di don Juan che affermano aver ricevuto una missione diversa da quella di
Carlos, per cui per questo il "maestro" non avrebbe interato di nulla quest'ultimo.
E' il caso di:
• Merilyn Tunneshende: Don Juan e l'arte dell'energia sessuale; La serpente fiorita dei
toltechi (2001, Rochester, Canada, ISBN 187918163-0
• Ken Eagle Il cammino tolteca (Arkano Books-Esp.1997)

Altri scrittori sulla sua stessa tematica


• Kelley, Jane Holden. YAQUI WOMEN: Contemporary Life Histories (1997)
• Edward Plotkin The Four Yogas Of Enlightenment: Guide To Don Juan's Nagualism &
Esoteric Buddhism (2002) ISBN 0-9720879-0-7
• Neville Goddard. "Awakened Imagination" by heavily influenced the work of Castaneda.
Gennaio 2007
• Alice Kehoe, Shamans and Religion: An Anthropoligical Exploration in Critical Thinking.
2000. Londra: Waveland Press. ISBN 1-57766-162-1
• Graham Kane: Toltec Dreamer: A Collection of Memorable Events from the life of a Man-of-
Action (2002 UK) Little Big Press. ISBN 0-9543630-0-0
• Martin Goodman: I was Carlos Castaneda: The Afterlife Dialogues (2001 New York) Three
Rivers Press. ISBN 0-609-80763-3 - (15) -
• Jon Whale: The Catalyst of Power: The Assemblage Point of Man (Paperback) ISBN
1899171738 Findhorn Press (Marzo 1, 2001)
• William Patrick Patterson: The Life & Teachings of Carlos Castaneda (2007, Arete
Communications, ISBN 978-1-879514-97-3)
• Miguèl Ruiz Los cuatro acuerdos toltecas (URANO Barcellona-1998)
• Bernard Dubant e Michel Marguerie
• La voie du guerrier -(La via del guerrero)- (Ed. Maisnie Guy Tredaniel, January 1,
1990) (16) (17)
• Guillermo Marín Ruiz:
• Para leer a Carlos Castaneda (Editorial COLOFON, México-1994 y Editorial
INDIGO, Spagna-1998)
• Daany Beedye, el espíritu del guerrero (Editorial PLAZA y VALDES, México-1996)
• Los guerreros de la muerte florecida (Editorial IESO, México-2007)
• Theun Mares:
• Return of the Warriors (lionheart publishing)
• Cry Of The Eagle (lionheart publishing)
• The Mists of Dragon Lore (lionheart publishing)
• Shadow of the Wolf Fire (lionheart publishing)
• Frank Giano Ripel:
• Nagualismo (Lulu ISBN 978-1-4092-2933-9)

di cui, coloro che affermano far parte di un lignaggio Nahual


Al momento coloro che si identificano come parte di autentici (e non presunti) lignaggi nahualici,
affermando al contempo esserne quindi i rispettivi portavoce, sono:

• Domingo Delgado Solòrzano El Nahual de Cinco Puntas (ALBA Edit.Mex-2004) ISBN


970-703-233-2 ; Maggio 2008 (Ed.online Lulu.com) ISBN 1435715640 ; (ISBN-13) ISBN
9781435715646 (Ed.Perceptica.com) -investigatore e direttore scolastico-
• Enrique Rojas Pàramo NEREA - Revelaciònes del liñaje del señor nahual don Jorge Elìas
(GRIJALBO Edit.Mex-2000) ISBN 9789700512020 -conosciuto DeeJey di una famosa
emittente radiofonica messicana (18)-

Questi due l'unica cosa che hanno in comune è l'affermazione di appartenere a dei lignaggi separati
e distinti, sia dal loro proprio che da quello di Carlos, rispetto al quale condividono sia l'opinione
che esso si sia ormai estinto (Castaneda stesso ne fu promotore del resto), sia quella che Carlos
abbia palesemente fallito la propria missione ("velatamente" nei propri scritti, ma in maniera molto
"più aperta" tramite discussioni su "Forum") forse per colpa dello sfidante della morte, o forse ancor
più per "mancanza d'impeccabilità".
Sono però tra loro molto diversi: affrontano per esempio le tematiche in maniera apparentemente
quasi opposta. Il primo con termini "scientifici" e addirittura "quantistici" e, nel complesso,
abbastanza sul "crudo-realismo/pessimistico" andante per farlo; mentre, il secondo prendendo
spunto e usando parole che sembrano uscite quasi direttamente dalla New Age, e con un alone di
"vena-salvifica" che il lignaggio del quale formerebbe parte, avrebbe, nei confronti dell'intera
umanità.
mentre, gli unici ad affrontare l'argomento sotto un profilo storico
quindi meno "esoterico" e più "culturale"; al momento, sarebbero soltanto:
• Miguel León-Portilla (19)Toltecayotl, aspectos de la cultura náhuatl (Fond.Cult.Econ
(20).Mex-1987), e
• Frank Díaz Kinam, antiguas pràticas toltecas (ALBA Edit.Mex-2004) ISBN 968-5671-01-X
- (21) -

Note
1. Carlos Castaneda Bibliography Retrieved 03/08/2008
2. Carlos Castaneda Biography and List of Works Retrieved from LitWeb 03/08/2008
3. A Critical Bibliography of Carlos Castaneda Retrieved from Sustained Reaction 03/08/2008
4. Fondo Cultura Economica
5. Fondo Cultura Economica
6. gopher://gopher.internet.com:2100/11/collected/yoga
7. http://www.holysmoke.org/fem/fem0427.htm
8. profilo
9. referenze editoriali
10.referenze editoriali
11.referenze editoriali
12.http://www.toltecas.com/
13.referenze editoriali
14.altri suoi libri
15.http://www.randomhouse.com
16.http://openlibrary.org/a/OL3968966A
17.http://openlibrary.org/b/OL12631454M
18.Radio Universal Estereo, di cui il suo maggior e principale popolare programma: "El Club
de los Beatles"
19.http://www.colegionacional.org.mx
20.Fondo Cultura Economica
21.referenze editoriali

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Disclaimers may have is void and has no effect on the meaning of this License.+}

2. VERBATIM COPYING
You may copy and distribute the Document in any medium, either commercially or
noncommercially, provided that this License, the copyright notices, and the license notice saying
this License applies to the Document are reproduced in all copies, and that you add no other
conditions whatsoever to those of this License. You may not use technical measures to obstruct or
control the reading or further copying of the copies you make or distribute. However, you may
accept compensation in exchange for copies. If you distribute a large enough number of copies you
must also follow the conditions in section 3.
You may also lend copies, under the same conditions stated above, and you may publicly display
copies.

3. COPYING IN QUANTITY
If you publish printed copies {+(or copies in media that commonly have printed covers)+} of the
{+Document,+} numbering more than 100, and the Document's license notice requires Cover Texts,
you must enclose the copies in covers that carry, clearly and legibly, all these Cover Texts: Front-
Cover Texts on the front cover, and Back-Cover Texts on the back cover. Both covers must also
clearly and legibly identify you as the publisher of these copies. The front cover must present the
full title with all words of the title equally prominent and visible. You may add other material on the
covers in addition. Copying with changes limited to the covers, as long as they preserve the title of
the Document and satisfy these conditions, can be treated as verbatim copying in other respects.
If the required texts for either cover are too voluminous to fit legibly, you should put the first ones
listed (as many as fit reasonably) on the actual cover, and continue the rest onto adjacent pages.
If you publish or distribute Opaque copies of the Document numbering more than 100, you must
either include a machine-readable Transparent copy along with each Opaque copy, or state in or
with each Opaque copy a computer-network location {+from+} which the general network-using
public has access to download using public-standard network {+protocols a complete Transparent
copy of the Document, free of added material.+} If you use the latter option, you must take
reasonably prudent steps, when you begin distribution of Opaque copies in quantity, to ensure that
this Transparent copy will remain thus accessible at the stated location until at least one year after
the last time you distribute an Opaque copy (directly or through your agents or retailers) of that
edition to the public.
It is requested, but not required, that you contact the authors of the Document well before
redistributing any large number of copies, to give them a chance to provide you with an updated
version of the Document.

4. MODIFICATIONS
You may copy and distribute a Modified Version of the Document under the conditions of sections 2
and 3 above, provided that you release the Modified Version under precisely this License, with the
Modified Version filling the role of the Document, thus licensing distribution and modification of
the Modified Version to whoever possesses a copy of it. In addition, you must do these things in the
Modified Version:
A. Use in the Title Page (and on the covers, if any) a title distinct
from that of the Document, and from those of previous versions
(which should, if there were any, be listed in the History section
of the Document). You may use the same title as a previous version
if the original publisher of that version gives permission.

B. List on the Title Page, as authors, one or more persons or entities


responsible for authorship of the modifications in the Modified
Version, together with at least five of the principal authors of the
Document (all of its principal authors, if it has {+fewer+} than {+five),
unless they release you from this requirement.+}

C. State on the Title page the name of the publisher of the


Modified Version, as the publisher.

D. Preserve all the copyright notices of the Document. E. Add an appropriate copyright notice for
your modifications
adjacent to the other copyright notices.

F. Include, immediately after the copyright notices, a license notice


giving the public permission to use the Modified Version under the
terms of this License, in the form shown in the Addendum below.

G. Preserve in that license notice the full lists of Invariant Sections


and required Cover Texts given in the Document's license notice.

H. Include an unaltered copy of this License. I. Preserve the section {+Entitled+} "History",
{+Preserve+} its {+Title,+} and add
to it an item stating at least the title, year, new authors, and
publisher of the Modified Version as given on the Title Page. If
there is no section {+Entitled+} "History" in the Document, create one
stating the title, year, authors, and publisher of the Document as
given on its Title Page, then add an item describing the Modified
Version as stated in the previous sentence.

J. Preserve the network location, if any, given in the Document for


public access to a Transparent copy of the Document, and likewise
the network locations given in the Document for previous versions
it was based on. These may be placed in the "History" section.
You may omit a network location for a work that was published at
least four years before the Document itself, or if the original
publisher of the version it refers to gives permission.

K. {+For+} any section {+Entitled+} "Acknowledgements" or "Dedications",


{+Preserve+} the {+Title of the section,+} and preserve in the section all
the substance and tone of each of the contributor acknowledgements
and/or dedications given therein.

L. Preserve all the Invariant Sections of the Document,


unaltered in their text and in their titles. Section numbers
or the equivalent are not considered part of the section titles.

M. Delete any section {+Entitled+} "Endorsements". Such a section


may not be included in the Modified Version.

N. Do not retitle any existing section {+to be Entitled+} "Endorsements"


or to conflict in title with any Invariant Section.

{+O. Preserve any Warranty Disclaimers.+}


If the Modified Version includes new front-matter sections or appendices that qualify as Secondary
Sections and contain no material copied from the Document, you may at your option designate
some or all of these sections as invariant. To do this, add their titles to the list of Invariant Sections
in the Modified Version's license notice. These titles must be distinct from any other section titles.
You may add a section {+Entitled+} "Endorsements", provided it contains nothing but
endorsements of your Modified Version by various parties--for example, statements of peer review
or that the text has been approved by an organization as the authoritative definition of a standard.
You may add a passage of up to five words as a Front-Cover Text, and a passage of up to 25 words
as a Back-Cover Text, to the end of the list of Cover Texts in the Modified Version. Only one
passage of Front-Cover Text and one of Back-Cover Text may be added by (or through
arrangements made by) any one entity. If the Document already includes a cover text for the same
cover, previously added by you or by arrangement made by the same entity you are acting on behalf
of, you may not add another; but you may replace the old one, on explicit permission from the
previous publisher that added the old one.
The author(s) and publisher(s) of the Document do not by this License give permission to use their
names for publicity for or to assert or imply endorsement of any Modified Version.
5. COMBINING DOCUMENTS
You may combine the Document with other documents released under this License, under the terms
defined in section 4 above for modified versions, provided that you include in the combination all
of the Invariant Sections of all of the original documents, unmodified, and list them all as Invariant
Sections of your combined work in its license {+notice, and that you preserve all their Warranty
Disclaimers.+}
The combined work need only contain one copy of this License, and multiple identical Invariant
Sections may be replaced with a single copy. If there are multiple Invariant Sections with the same
name but different contents, make the title of each such section unique by adding at the end of it, in
parentheses, the name of the original author or publisher of that section if known, or else a unique
number. Make the same adjustment to the section titles in the list of Invariant Sections in the license
notice of the combined work.
In the combination, you must combine any sections {+Entitled+} "History" in the various original
documents, forming one section {+Entitled+} "History"; likewise combine any sections
{+Entitled+} "Acknowledgements", and any sections {+Entitled+} "Dedications". You must delete
all sections {+Entitled "Endorsements".+}

6. COLLECTIONS OF DOCUMENTS
You may make a collection consisting of the Document and other documents released under this
License, and replace the individual copies of this License in the various documents with a single
copy that is included in the collection, provided that you follow the rules of this License for
verbatim copying of each of the documents in all other respects.
You may extract a single document from such a collection, and distribute it individually under this
License, provided you insert a copy of this License into the extracted document, and follow this
License in all other respects regarding verbatim copying of that document.

7. AGGREGATION WITH INDEPENDENT WORKS


A compilation of the Document or its derivatives with other separate and independent documents or
works, in or on a volume of a storage or distribution medium, {+is called an "aggregate" if+} the
copyright {+resulting from+} the compilation is {+not used to limit the legal rights of the
compilation's users beyond what the individual works permit. When the Document is included+} an
{+aggregate,+} this License does not apply to the other works {+in+} the {+aggregate which+} are
not themselves derivative works of the Document.
If the Cover Text requirement of section 3 is applicable to these copies of the Document, then if the
Document is less than one {+half+} of the entire aggregate, the Document's Cover Texts may be
placed on covers that {+bracket+} the Document within the {+aggregate, or the electronic
equivalent of covers if the Document is in electronic form.+} Otherwise they must appear on
{+printed+} covers {+that bracket+} the whole aggregate.

8. TRANSLATION
Translation is considered a kind of modification, so you may distribute translations of the Document
under the terms of section 4. Replacing Invariant Sections with translations requires special
permission from their copyright holders, but you may include translations of some or all Invariant
Sections in addition to the original versions of these Invariant Sections. You may include a
translation of this {+License, and all the license notices in the Document, and any Warrany
Disclaimers,+} provided that you also include the original English version of this {+License and the
original versions of those notices and disclaimers.+} In case of a disagreement between the
translation and the original version of this {+License or a notice or disclaimer,+} the original
version will prevail.
{+If a section in the Document is Entitled "Acknowledgements", "Dedications", or "History", the
requirement (section 4) to Preserve its Title (section 1) will typically require changing the actual
title.+}

9. TERMINATION
You may not copy, modify, sublicense, or distribute the Document except as expressly provided for
under this License. Any other attempt to copy, modify, sublicense or distribute the Document is
void, and will automatically terminate your rights under this License. However, parties who have
received copies, or rights, from you under this License will not have their licenses terminated so
long as such parties remain in full compliance.

10. FUTURE REVISIONS OF THIS LICENSE


The Free Software Foundation may publish new, revised versions of the GNU Free Documentation
License from time to time. Such new versions will be similar in spirit to the present version, but
may differ in detail to address new problems or concerns. See http://www.gnu.org/copyleft/.
Each version of the License is given a distinguishing version number. If the Document specifies that
a particular numbered version of this License "or any later version" applies to it, you have the
option of following the terms and conditions either of that specified version or of any later version
that has been published (not as a draft) by the Free Software Foundation. If the Document does not
specify a version number of this License, you may choose any version ever published (not as a
draft) by the Free Software Foundation.

ADDENDUM: How to use this License for your documents


To use this License in a document you have written, include a copy of the License in the document
and put the following copyright and license notices just after the title page:
Copyright (c) YEAR YOUR NAME.
Permission is granted to copy, distribute and/or modify this document
under the terms of the GNU Free Documentation License, Version {+1.2+}
or any later version published by the Free Software Foundation;
with {+no+} Invariant {+Sections, no+} Front-Cover {+Texts,+} and {+no+}
Back-Cover {+Texts.+}
A copy of the license is included in the section entitled "GNU
Free Documentation License".

If you have Invariant Sections, Front-Cover {+Texts and Back-Cover+} Texts, {+replace the
"with...Texts." line with this:
with the Invariant Sections being LIST THEIR TITLES, with the+}
Front-Cover Texts being {+LIST, and with the+} Back-Cover {+Texts being LIST.

If you have Invariant Sections without Cover Texts, or some other combination of the three, merge
those two alternatives to suit the situation.+}
If your document contains nontrivial examples of program code, we recommend releasing these
examples in parallel under your choice of free software license, such as the GNU General Public
License, to permit their use in free software.

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